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Universit degli Studi di Padova Scuola di Medicina e Chirurgia

Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia - A.A. 2015-16

Corso: Statistica e Metodologia Epidemiologica 1


Docenti: prof.ssa Anna Chiara Frigo prof.ssa Egle Perissinotto

Modulo 3: Misure di diffusione di malattia


(Capitolo 4 tutto)

Rapporti, proporzioni, tassi


Prevalenza e incidenza
Tassi grezzi, specifici e standardizzati

1
ELABORAZIONE DESCRITTIVA DEI DATI
STATISTICI

Lapplicazione di metodi e tecniche di tipo descrittivo ha la


finalit di sintetizzare aspetti informativi particolari dei
fenomeni rappresentati dalle serie dei dati o dalla
distribuzione di frequenza.

2
Alcuni dei principali metodi e tecniche di elaborazione
descrittiva:
indici di centralit,
indici di variabilit,
rapporti statistici,
indici di dipendenza.

3
Rapporto: esprime la relazione tra due numeri nella
forma x : y oppure x k
y

Esempio: il rapporto delle femmine sui maschi residenti di 65 anni


e oltre (Veneto, 1 gennaio 2002) era:
499.561 : 328.073 = 1,52 a 1 (o 152 a 100)

Proporzione: un particolare tipo di rapporto in cui il


numeratore incluso nel denominatore e
pu essere espresso in percentuale ( una
frequenza relativa semplice o percentuale)
Esempio: la percentuale di femmine residenti di 65 anni e oltre tra
i residenti di 65 anni e oltre (Veneto, 1 gennaio 2002)
era:
499.561
100 60% 4
499.561 328.073
NON TUTTI I RAPPORTI SONO RAPPORTI STATISTICI

Almeno una delle quantit poste a confronto deve riferirsi ad un collettivo:

Deve esistere una qualche relazione logica tra i due dati statistici messi a
confronto:

numero di interventi chirurgici eseguitinegli ospedalidi una certa provincia nel 2008
numero di utenti dei SERT della stessaprovincia nel 2008

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RAPPORTI STATISTICI (1)
Rapporto di composizione: quoziente tra la frequenza di
una modalit e la frequenza della totalit delle modalit
(rappresenta una proporzione)
Esempio
Numero di pazienti ricoverati nel reparto di Ortopedia
Totale dei pazienti ricoverati presso lAzienda Ospedaliera

Rapporto di coesistenza: se lammontare complessivo di


una quantit (frequenza o intensit) viene classificato in pi
modalit o classi, il rapporto tra le quantit corrispondenti a
due diverse modalit costituisce un rapporto di coesistenza
Esempi:
Indice di dipendenza strutturale (o totale) Indice di dipendenza anziani Indice di vecchiaia
pop. 0 - 14 anni pop. 65 anni pop. 65 anni pop. 65 anni
100 100 100
pop. 15 - 64 anni pop. 15 - 64 anni pop. 14 anni 6
RAPPORTI STATISTICI (2)
Rapporto di derivazione: quoziente tra lammontare di un
aggregato e lammontare di un altro aggregato che sul
piano logico e/o temporale ne costituisce lantecedente o il
presupposto.
Esempi
Natalit: rapporto tra il numero dei nati vivi nellanno (o in un fissato periodo
di tempo) e l'ammontare medio della popolazione residente, 1.000

Mortalit: rapporto tra il numero dei decessi nell'anno (o in un fissato


periodo di tempo) e l'ammontare medio della popolazione residente, 1.000
Rapporto di densit: quoziente tra lammontare di un
fenomeno e la dimensione spaziale, temporale o
caratterizzante il campo di osservazione cui esso fa
riferimento.
Esempio
Numero abitanti residenti in un Distretto
7
Numero dei medici di base operanti nel Distretto
RAPPORTI STATISTICI (3)

Rapporto di durata: quoziente tra la consistenza media


presentata da un fenomeno in un certo tempo e il
movimento medio relativo allo stesso fenomeno nellunit
di tempo considerata.
Il risultato indica la durata media del fenomeno nellunit
di tempo a cui riferito il movimento.
Esempio
Per un ospedale conosciamo la consistenza dei ricoverati allinizio dellanno 2008 (800
degenti) e alla fine dello stesso anno (820). Gli ingressi in quellanno sono stati 7.390 e le
dimissioni 7.370.

Consistenza media 2008=(800+820)/2 = 810 degenti

Movimento medio 2008=(7.390+7.370)/2 = 7.380 degenti

Rapporto di durata (degenza media) = consistenza/movimento = 810/7.380 = 0,11 anno


cio circa 40 giorni
(se si conoscono le degenze di tutti i ricoverati, la degenza media si calcola pi correttamente 8
come media aritmetica di tutte le degenze)
RAPPORTI STATISTICI (4)

Rapporto di ripetizione: il reciproco del rapporto di


durata e indica quante volte in media si ripete il fenomeno
nellunit di tempo.

Esempio precedente:

Rapporto di durata (degenza media) = consistenza/movimento = 810/7.380


= 0,11 anno.

Rapporto di ripetizione = 1/ rapporto di durata = 1/0,11 9


ricoverati per ogni degenza.

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RAPPORTI STATISTICI (5)
Numero indice: il rapporto tra due dati statistici che
esprimono lintensit dello stesso fenomeno in due tempi o due
luoghi diversi.
I numeri indice possono essere a base fissa, quando il valore
di riferimento sempre lo stesso, o a base mobile, quando il
confronto fatto con il valore che precede immediatamente
Esempio Natalit in Italia (1931-2001).
Indice
Anno Natalit a base fissa a base mobile
(X1.000) (%) (%)
1931 25 100 100
1951 18 72 72
1961 18 72 100
1971 17 68 94
1981 11 44 65
1991 10 40 91
2001 9 36 90 10
Misure di diffusione di una malattia

Rapporto di prevalenza puntuale (proporzione)


Tasso di incidenza
Incidenza cumulativa proporzione che implica la presenza
del fattore temporale

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PREVALENZA PUNTUALE

Indica la quota di popolazione che presenta una certa


caratteristica ad una certa epoca.

Numero di casi con la caratteristica al tempo t


Pr evalenza k
Popolazione al tempo t
dove k 10, 100,1.000, ...

Esempio

Casi di diabete all1/01/2001 = 60 soggetti


Popolazione all1/01/2001 = 500 soggetti

Prevalenza = (60/500) x 1.000 = 120


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TASSO DI INCIDENZA
Indica la velocit del flusso con cui nella popolazione si
verificano i nuovi casi di malattia.

Numero di nuovi casi di malattia nel periodo t, t


Incidenza k
Popolazione espostaal rischionel periodo t, t
dove k 10, 100,1.000, ...

Modalit di calcolo del denominatore:


1. stima della popolazione media a rischio nel periodo;
2. persone-tempo che per malattie poco frequenti o a lungo
periodo di osservazione, come la maggior parte delle
malattie croniche, rappresentato dalle persone-anni. Per
eventi concentrati nel tempo, come le epidemie di
influenza, si usano le persone-mesi o le persone-giorni. In
questo caso il denominatore la somma dei periodi di
osservazione di ogni persona che partecipa allo studio. 13
ESEMPIO DI CALCOLO DEL TASSO DI INCIDENZA
MEDIO

Nuovi casi di diabete dall1/1 al 31/12/2001 = 3 soggetti


Popolazione sana all1/1/2001 = 440 soggetti

3
Incidenza
440 437 1.000 6,8 per 1.000 soggetti in 1 anno
2

14
ESEMPIO DI CALCOLO DEL TASSO DI INCIDENZA
(DENSIT DI INCIDENZA)
1951
G F M A M G L A S O N D
1
2
3
4 x
5
6
7
8
9 x
10 x
11
12
13
14

Incidenza infarto nel 1951:


Numeratore 3 casi
4,5 2,5 6,5
Denominatore 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 12,125 persone- anno
12 12 12
3 15
1.000 247 per 1.000 soggetti - anno
12,125
INCIDENZA CUMULATIVA
Descrive i nuovi casi di malattia ponendo a denominatore i
soggetti reclutati allinizio del periodo di osservazione.
Rappresenta quindi la proporzione di un gruppo di
soggetti, inizialmente sani, che sviluppano la malattia in
un determinato intervallo di tempo.
Numero di nuovi casi di malattia nel periodo t, t
Incidenza cumulativa k
Popolazione a rischioall'inizio del periodo
dove k 10, 100,1.000, ...
Esempio

Nuovi casi di diabete dal 1/1 al 31/12/2001 = 3 soggetti


Popolazione sana all1/1/2001 = 440 soggetti

3
Incidenza 1.000 6,8 per 1.000 soggetti in 1 anno
440
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RAPPORTO TRA PREVALENZA E INCIDENZA
La PREVALENZA una misura di consistenza dellevento.
LINCIDENZA una misura di movimento dellevento in uno
specifico intervallo di tempo.
In condizioni di stazionariet (Incidenza costante nel tempo e
popolazione stabile):
Prevalenza = Incidenza x Durata media della malattia
Durata media della malattia = Prevalenza /Incidenza
Esempio

Prevalenza di diabete all1/1/2001 = 120 per 1.000 soggetti


Incidenza annuale = 6,8 per 1.000 soggetti in 1 anno

Durata media = 120/6,8 = 17,6 anni 17


RAPPORTO TRA PREVALENZA E INCIDENZA

nascite,
nuovi
ingressi,
ecc.

NOTA BENE: Il modello non tiene conto delleventuale immunit che si pu instaurare
nei guariti
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ESEMPIO DI RAPPORTO TRA
PREVALENZA ED INCIDENZA
CUMULATIVA (1)

Un medico di medicina generale decide di misurare nei


suoi 800 assistiti la prevalenza e lincidenza della rinite
allergica e della sindrome influenzale.

Prevalenza influenza: 15 gennaio 2003


Incidenza influenza: 1/11/2002-30/04/2003
Prevalenza rinite: 15 giugno 2003
Incidenza rinite: 1/05/2003-31/10/2003

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ESEMPIO DI RAPPORTO TRA
PREVALENZA ED INCIDENZA
CUMULATIVA (2)

Influenza:
Tutti gli 800 assistiti sono a rischio allinizio del periodo
perch nessuno era ammalato o vaccinato,
Durante i 6 mesi si verificano 180 casi,
Al 15 gennaio vi sono 9 assistiti affetti.

Prevalenza = 9/800 = 1,1% al 15 gennaio 2003

Incidenza cumulativa = 180/800 = 22,5% in sei mesi

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ESEMPIO DI RAPPORTO TRA
PREVALENZA ED INCIDENZA
CUMULATIVA (3)

Rinite
Allinizio del periodo vi sono gi 150 assistiti con la rinite
Durante i 6 mesi si verificano 3 nuovi casi
Al 15 giugno vi sono 152 casi presenti (150 iniziali + 2 nuovi)

Prevalenza = 152/800 = 19,0% al 15 giugno 2003

Incidenza cumulativa = 3/650 = 0,5% in sei mesi

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USO DI INCIDENZA E PREVALENZA (1)

1. Lincidenza viene generalmente utilizzata per


malattie acute, la prevalenza per condizioni
croniche.
2. Lincidenza pi importante quando si vuole
studiare leziologia di una malattia, la prevalenza
quando si valuta il peso sociale di una condizione
(costi e risorse utilizzate).
3. Lincidenza richiede sempre una durata, la
prevalenza non necessariamente.

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USO DI INCIDENZA E PREVALENZA (2)

4. Nellincidenza lunit di analisi levento, nella


prevalenza la persona. Lincidenza pu eccedere
il 100% (lincidenza annuale di raffreddore) a meno
che non si adotti la convenzione di contare solo il
primo episodio di un evento che pu avvenire pi
volte.
5. La prevalenza non pu mai eccedere il 100%.
6. Lincidenza generalmente richiede un intervallo
iniziale libero dallevento prima di iniziare lo studio,
perch misurata solo in quelli a rischio .

23
USO DI INCIDENZA E PREVALENZA (3)

7. La densit di incidenza fornisce la migliore stima


del vero rischio (assoluto) di acquisire una malattia
in ogni momento nel tempo.
8. Lincidenza cumulativa fornisce la migliore stima
di quante persone acquisiranno la malattia in una
certa popolazione.

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Esempi di TASSI (1)

N morti per qualunque causa nel periodo


Mortalit generale = xK
Popolazione media nel periodo

N morti nel periodo tra i maschi della classe


Mortalit specifica = xK
(per sesso-et) Pop. maschile media nel periodo della classe

N morti nel 1anno di vita nel periodo


Mortalit infantile = xK
N nati vivi nel periodo

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Esempi di TASSI (2)

N morti per una specifica malattia nel periodo


Letalit = xK
N soggetti malati presenti nel periodo

N nati vivi nel periodo


Natalit = xK
Popolazione media nel periodo

N nati vivi nel periodo


Fertilit = xK
Numero medio di donne di 15-44 anni nel periodo

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Tassi grezzi: tassi applicati allintera popolazione, senza
riferirsi a caratteristiche specifiche degli individui in essa
contenuti (rappresentano la reale esperienza della
popolazione; sono utili per lallocazione delle risorse
economiche e la pianificazione sanitaria).
Tassi specifici: tassi calcolati nellambito di specifici
sottogruppi omogenei secondo una o pi specifiche
caratteristiche (Es.: et, sesso, condizione economica,
scolarit, fattore di rischio).
Tassi standardizzati: tassi grezzi modificati, aggiustati
per controllare gli effetti dellet o di altre caratteristiche
allo scopo di permettere validi confronti tra tassi relativi a
popolazioni diverse.
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