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Qual il motore del nostro agire?

Saremmo forse tutti daccordo a riconoscere nei nostri desideri, e non nel senso del dovere o nella
costrizione, il motore del nostro agire. Talvolta mi capita di prendere decisioni perch costretto, ma,
tendenzialmente, ad orientare le mie scelte sono i miei desideri. il desiderio di fare una sorpresa, il
desiderio di passare lesame, il desiderio di vincere il torneo, il desiderio, il desiderio di conquistare quella
ragazza in definitiva, potremmo sintetizzare, il mio desiderio di felicit, e questa, a seconda del
contesto, si riempir di un determinato contenuto assumendo sempre un significato diverso.

Primo passo allora quello di riconoscere il contenuto della mia felicit: quale desiderio mi anima?

E soprattutto questa la domanda che ciascuno deve porsi: qual il mio desiderio? Il desiderio profondo,
ovviamente. Cio il desiderio che ha a che fare con il senso della vita, il desiderio che non esauribile da
alcun possesso, che non un bisogno, e che non ambisce un oggetto, ma il senso stesso. Il desiderio che ha
a che fare con la propria realizzazione personale. con il divenire il proprio volto e il proprio corpo, con il
realizzare quella persona unica e irripetibile che io sono1.

Se consideriamo letimologia2 del verbo desiderare, questa ha a che fare con le stelle, con qualcosa di
lontano e di non ben determinato da osservare con attenzione, che per attrae e determina la direzione
dello sguardo, poich sta al di sopra delle cose che sono a disposizione nellesperienza e verso cui ci si
protende. I desideri, nel senso proprio del termine, sono dunque quelli che muovono l'uomo verso
l'esterno, non dentro; sono quelli che scomodano, che pungolano, tornano nel tempo coma qualcosa di
importante, che richiede una risposta, che ti obbliga ad uscire da te e a muoverti, anche con fatica. Il
desiderio costringe ad un movimento della volont verso qualcosa che manca.

Ma vediamo insieme

1. riconosco il mio desiderio


Pu essere che istintivamente agisca nellimmediato per il raggiungimento dellobbiettivo, lappagamento
del mio desiderio. E pu essere che il mio desiderio effettivamente sia facilmente soddisfabile e
immediatamente fruibile. Ma pi spesso non cos.
1. riconosco il mio desiderio
a. Estendo il mio orizzonte nel tempo, aumento il mio grado di lungimiranza e cerco un
percorso per realizzare il mio desiderio
Riconosco dentro me un desiderio, come una fame di felicit che percepisco possa essere saziata
facendo/raggiungendo quella determinata cosa, che mi porta muovermi, ad agire, a studiare strategie per
soddisfarlo. Il desiderio quindi per prima cosa, una forza dinamica.
1. Riconosco il mio desiderio
a. Estendo il mio orizzonte nel tempo, aumento il mio grado di lungimiranza e cerco un
percorso per realizzare il mio desiderio
2. e questo mi mette in movimento
Pensiamo al desiderio dellalpinista di raggiungere la vetta che gli fa sopportare la fatica della salita, allo
sportivo che sopporta gli allenamenti, allo studente che sopporta lo studio, alla cantante che sopporta gli
esercizi tutto questo perch il desiderio ci mette in tensione dando senso al nostro agire e anche al

1
Luciano Manicardi (2013), Conoscersi, osare, decidere, edizioni quiqajon, Bose; pag. 21
2
DESIDERARE: il Dizionario etimologico della lingua italiana (DELI) riporta come significato letterale originario della
parola il seguente: cessare di contemplare le stelle a scopo augurale. Nel desiderio vi sono due componenti distinte:
una negativa e una positiva. La parola latina, da cui deriva il termine italiano, mette in evidenza la componente
negativa; quella greca, la componente positiva. Nel linguaggio dei latini, desiderare significava notare la mancanza
delle stelle (sidera) necessarie per trarre auspici. Da qui, nel linguaggio ordinario, il termine pass a significare "sentire
la mancanza di qualcosa". Il termine greco corrispondente, potheo, indica, all'origine, il movimento di protendersi
verso qualcosa, sospirare, bramare. Accentua l'aspetto positivo del desiderio. L'anima, mediante il desiderio, per cos
dire, si allunga, si distende nel tempo, impaziente di attingere ci che brama.
nostro faticare. Allora perseguire un desiderio non seguire solamente il piacere, ma questa bellezza che
mi chiama richiede, per essere raggiunta, sforzo, lavoro e dedizione.
1. Riconosco il mio desiderio
a. Estendo il mio orizzonte nel tempo, aumento il mio grado di lungimiranza e cerco un
percorso per realizzare il mio desiderio
2. e questo mi mette in movimento
3. e sono capace di pazienza e sacrificio
C una tensione verso loggetto del desiderio che mi dinamizza e mi rafforza rendendomi capace di
affrontare ci che da esso mi separa. Ma qual la direzione? Del mio sguardo, del mio cuore e, quindi, dei
miei piedi?
Questa tensione pu condurmi fuori, fuori da me, dal mio egoismo, oppure condurmi sempre e soltanto al
mio ombelico, alimentando, ingrassando e rafforzando il mio egocentrismo, la mia avarizia, la mia
ingordigia.
Individuiamo cos un primo percorso: luscita verso laltro.
1. Riconosco il mio desiderio
a. Estendo il mio orizzonte nel tempo, aumento il mio grado di lungimiranza e cerco un
percorso per realizzare il mio desiderio
2. e questo mi mette in movimento
a. Estendo il mio orizzonte nello spazio, aumento la mia percezione degli altri e cerco un
percorso per realizzare il mio desiderio tenendo conto degli altri
b. Non tengo solo conto degli altri, li coinvolgo nel mio progetto e collaboro ad un obiettivo
comune da raggiungere insieme
3. e sono capace di pazienza e sacrificio

il desiderio quindi:
- Qualcosa che ha origine nella mia verit profonda. C bisogno che io mi ponga in un
atteggiamento di ascolto interiore per cogliere il desiderio che abita il mio cuore.
- Tenace, perseverante e non dipende dai nostri stati dumore. Rimane sempre presente, magari
debole, anche durante le tempeste interiori.
- Paziente, sa attendere. Il desiderio deve avere il tempo di maturare per poter essere colto.
- Qualcosa che ci mette in moto, ci pungola, ci fa cambiare direzione e che ci pu anche stupire.
- Qualcosa che ci conduce verso llatro, che ci porta al dono di noi stessi.
LIBERT DELLUOMO DI ORIENTARE I PROPRI DESIDERI

Dio accoglie i nostri desideri, ci lascia liberi di orientarli verso ci che crediamo possa darci la felicit. Ma tra
i nostri desideri potremmo perderci e ritrovarci a percorrere vie di morte, cio strade che conducono alla
tristezza, alla solitudine, alla morte della gioia per la vita.
Nella Bibbia il Dio di Israele dellAntico Testamento, tradito dal suo popolo, punisce la sua infedelt
abbandonandolo ai propri desideri3. Luomo privo di legge si smarrisce e compie quelle che Paolo chiama le
opere della carne: fornicazione, impurit, libertinaggio, idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia,
dissensi, divisioni, fazioni, invidie, ubriachezze, orge e cose del genere 4. Alle opere della carne si
contrappongono quelle dello Spirito i cui frutti invece sono amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza,
bont, fedelt, mitezza, dominio di s5.
Luomo libero di scegliere se vivere secondo la carne o secondo lo Spirito, ma i desideri della carne
portano alla morte, mentre i desideri dello Spirito portano alla vita e alla pace6.

Questa libert genera nelluomo una feroce lotta interiore che San Paolo descrive molto bene nella sua
Lettera ai Romani7 nella quale dice di essere abitato dal desiderio di compiere il bene, ma non di non avere
la capacit di attuarlo, trovandosi cos a compiere il male che non vuole invece che il bene che vorrebbe.
Ma Dio non solo ci lascia liberi di allontanarci da Lui, ma ci lascia anche la libert di ritornare, pentiti tra le
sue braccia affettuose, per riscoprire la gioia della vita piena.
Pensiamo alla parabola del Padre misericordioso8 in cui il figlio minore chiede al padre la sua parte di
eredit e, vivendo da dissoluto, sperpera tutte le sue sostanze in pochi giorni. Il Padre non lo trattiene, lo
lascia appunto libero di desiderare ci che vuole e di camminare lungo le strade che egli ha scelto per s. E
una volta tornato, da Padre infinitamente buono, lo riaccoglie felice gettandosi al collo del figlio.

La fedelt alla Sua Parola garanzia di successo9 e prosperit10; seguire le Sue vie ci porta alla gioia di una
vita vera e piena e alla realizzazione dei nostri desideri pi intimi11.
.

3
Salmo 80 (81) 12 ma il mio popolo non ascolt la mia voce; Israele non mi ha obbedito. 13 L'ho abbandonato al
capriccio del suo cuore, che seguisse le proprie voglie. 14 Se il mio popolo mi ascoltasse, se Israele camminasse per le
mie vie!
4
Galati 5, 19b-21a
5
Galati 5, 22
6
Romani 8, 6
7
Romani 7, 15 Io non riesco a capire neppure ci che faccio: infatti non quello che voglio io faccio, ma quello che
detesto. 16 Ora, se faccio quello che non voglio, io riconosco che la legge buona; 17 quindi non sono pi io a farlo,
ma il peccato che abita in me. 18 Io so infatti che in me, cio nella mia carne, non abita il bene; c' in me il desiderio
del bene, ma non la capacit di attuarlo; 19 infatti io non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio. 20 Ora,
se faccio quello che non voglio, non sono pi io a farlo, ma il peccato che abita in me. 21 Io trovo dunque in me questa
legge: quando voglio fare il bene, il male accanto a me. 22 Infatti acconsento nel mio intimo alla legge di Dio, 23 ma
nelle mie membra vedo un'altra legge, che muove guerra alla legge della mia mente e mi rende schiavo della legge del
peccato che nelle mie membra.
8
Luca 15,11-32
9
Giosu 1,7 Solo sii forte e molto coraggioso, cercando di agire secondo tutta la legge che ti ha prescritta Mos, mio
servo. Non deviare da essa n a destra n a sinistra, perch tu abbia successo in qualunque tua impresa.
10
Salmi 1, 1 Beato l'uomo che non segue il consiglio degli empi, non indugia nella via dei peccatori e non siede in
compagnia degli stolti; 2 ma si compiace della legge del Signore, la sua legge medita giorno e notte. 3 Sar come
albero piantato lungo corsi d'acqua, che dar frutto a suo tempo e le sue foglie non cadranno mai; riusciranno tutte le
sue opere.
11
Salmo 36 (37), 3 Confida nel Signore e fa' il bene; abita la terra e vivi con fede. 4 Cerca la gioia del Signore, esaudir i
desideri del tuo cuore.
FARSI PROSSIMO

Siracide 31,15 A partire da te intendi i desideri del tuo prossimo e su ogni cosa rifletti.

Luca 10, 30 Ges riprese: Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e incapp nei briganti che
lo spogliarono, lo percossero e poi se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. 31 Per caso, un
sacerdote scendeva per quella medesima strada e quando lo vide pass oltre dall'altra parte. 32
Anche un levita, giunto in quel luogo, lo vide e pass oltre. 33 Invece un Samaritano, che era in
viaggio, passandogli accanto lo vide e n'ebbe compassione. 34 Gli si fece vicino, gli fasci le ferite,
versandovi olio e vino; poi, caricatolo sopra il suo giumento, lo port a una locanda e si prese cura di
lui. 35 Il giorno seguente, estrasse due denari e li diede all'albergatore, dicendo: Abbi cura di lui e ci
che spenderai in pi, te lo rifonder al mio ritorno. 36 Chi di questi tre ti sembra sia stato il prossimo
di colui che incappato nei briganti?. 37 Quegli rispose: Chi ha avuto compassione di lui. Ges gli
disse: Va' e anche tu fa' lo stesso.

Cristo no parla di conoscere il prossimo ma di diventare noi stessi il prossimo [] il samaritano non prov
che il malcapitato era il suo prossimo, ma che egli era il prossimo del malcapitato.
S.Kierkegaard, Gli atti dellamore

Il prossimo? la vocazione a cui io sono chiamato. Il prossimo? Non riguarda laltro, ma me stesso. Il
prossimo? Non una condizione, ma unazione. si fece vicino, dice la parabola (cf. Lc 10, 25-37). Il
prossimo non semplicemente colui che mi vicino fisicamente, ma disponibilit a farsi vicino, a diventare
vicino, a spostarsi da dove si per andare l dov laltro. la prossimit, lo ripeto, non uno stato, ma
unazione. E anzitutto unazione su di s, in cui io decido di fare qualcosa di me. E lo decido sapendo che
lunico potere che ho, e lunico potere che abbiamo veramente e legittimamente, quello su noi stessi.
quello lunico potere da mettere in atto. Anche se quello che pi rifuggiamo mettendo in atto uninfinit
di giochi di potere sugli altri.12

Lumanit per luomo non un dato, ma un compito. Luomo scultore di se stesso. Farsi prossimo equivale
a farsi umano, a decidere di essere uomo e di esserlo nella modalit della relazione e della prossimit.
Perch la sensatezza della vita umana legata alla relazione, alla generosit, al fare di s un dono per gli
altri. La pienezza in questo13.

Galati 5,14
Tutta la legge infatti trova la sua pienezza in un solo precetto: amerai il prossimo tuo come te stesso.

12
Luciano Manicardi (2012), Farsi prossimo, farsi umano, edizioni qiqajon, Bose, pag. 17
13
Luciano Manicardi (2012), Farsi prossimo, farsi umano, edizioni qiqajon, Bose, pag. 37
UOMO, CREATURA DESIDERATA DA DIO E DA LUI CREATA IN DESIDERIO

Siamo ci che desideriamo, ci che cerchiamo; luomo sazio, senza desiderio, senza sogni, senza meta
uomo svuotato della sua vera natura.

Genesi 2,18-25
18 Poi il Signore Dio disse: Non bene che l'uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto che gli sia simile. 19
Allora il Signore Dio plasm dal suolo ogni sorta di bestie selvatiche e tutti gli uccelli del cielo e li condusse
all'uomo, per vedere come li avrebbe chiamati: in qualunque modo l'uomo avesse chiamato ognuno degli
esseri viventi, quello doveva essere il suo nome. 20 Cos l'uomo impose nomi a tutto il bestiame, a tutti gli
uccelli del cielo e a tutte le bestie selvatiche, ma l'uomo non trov un aiuto che gli fosse simile. 21 Allora il
Signore Dio fece scendere un torpore sull'uomo, che si addorment; gli tolse una delle costole e rinchiuse la
carne al suo posto. 22 Il Signore Dio plasm con la costola, che aveva tolta all'uomo, una donna e la
condusse all'uomo. 23 Allora l'uomo disse:
Questa volta essa
carne dalla mia carne
e osso dalle mie ossa.
La si chiamer donna
perch dall'uomo stata tolta.
24 Per questo l'uomo abbandoner suo padre e sua madre e si unir a sua moglie e i due saranno una sola
carne. 25 Ora tutti e due erano nudi, l'uomo e sua moglie, ma non ne provavano vergogna.

Dio crea luomo, lumano, un essere androgino, ermafrodito, che contiene in s luomo e la donna, ma egli
non soddisfatto. Lessere umano completo, perfetto, ha in s le caratteristiche maschili e femminili,
perch non soddisfatto?
La solitudine male per luomo, egli ha bisogno di relazione, di tensione, di ricerca.
In altri racconti mitologici (come nel Simposio di Platone) lumano scisso per punizione, qui invece no, al
contrario scisso per trovare una soluzione alla sua insoddisfazione.
Dio allora addormenta lumano e lo divide. La divisione avviene durante il sonno, luomo non assiste alla
creazione della donna, un mistero. Ciascuno mistero a se stesso e mistero per laltro.
Dio, come risposta allinsoddisfazione e alla solitudine delluomo, provoca un bisogno che lo spinga alla
relazione, che lo costringa alla ricerca: la soluzione la tensione verso lalterit.

Amare in ogni caso essere vulnerabili. Ama qualcosa e il tuo cuore certamente sar diviso e rotto. Se vuoi
essere sicuro di mantenerlo intatto, non darlo a nessuno, neppure ad un animale. Avvolgilo attentamente in
hobbies e piccoli lussi; evita ogni coinvolgimento amoroso; chiudilo al sicuro nellurna o nella bara del tuo
egoismo. Ma nellurna, sicura, oscura, immobile, senza aria, cambier. Non si romper; diventer
infrangibile, impenetrabile, irrimediabile. Lalternativa alla tragedia, o almeno al rischio della tragedia, la
condanna. (C. S. Lewis)

Aprirsi allamore molto pericoloso: c il rischio di farsi male. Ma non aprirsi allamore ancora pi
pericoloso: mortale.

Evitiamo la morte a piccole dosi,


ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore
del semplice fatto di respirare!
Soltanto lardente pazienza porter
al raggiungimento di una splendida felicit14.

14
Conclusione di Lentamente muore di Pablo Neruda
I DESIDERI

DESIDERIO-CAPRICCIO DESIDERIO-VOLONT DESIDERIO-VOCAZIONE


Parte del corpo Pancia Mente Cuore
Origine Istinto Ragione Fede
Criterio Piacere Giustizia Carit
Virt Vizio Virt cardinali15 Virt teologali16
Stato Schiavit Libert Beatitudine
Brano 2 Samuele 11 Marco 10, 17-22 Marco 14, 32-36

Desiderio-capriccio

I primi sono desideri istintuali, che nascono dalle viscere del nostro essere animali, orientati esclusivamente
al raggiungimento del piacere personale. il terreno del vizio, dove luomo schiavo delle proprie passioni
che possono anche condurre ad atti di violenza e sopraffazione nei confronti del prossimo.

2Samuele 11
1 L'anno dopo, al tempo in cui i re sogliono andare in guerra, Davide mand Ioab con i suoi servitori e con
tutto Israele a devastare il paese degli Ammoniti; posero l'assedio a Rabb mentre Davide rimaneva a
Gerusalemme. 2 Un tardo pomeriggio Davide, alzatosi dal letto, si mise a passeggiare sulla terrazza della
reggia. Dall'alto di quella terrazza egli vide una donna che faceva il bagno: la donna era molto bella di
aspetto. 3 Davide mand a informarsi chi fosse la donna. Gli fu detto: Betsabea figlia di Elim, moglie di
Uria l'Hittita. 4 Allora Davide mand messaggeri a prenderla. Essa and da lui ed egli giacque con lei, che
si era appena purificata dalla immondezza. Poi essa torn a casa.
5 La donna concep e fece sapere a Davide: Sono incinta. 6 Allora Davide mand a dire a Ioab: Mandami
Uria l'Hittita. Ioab mand Uria da Davide. 7 Arrivato Uria, Davide gli chiese come stessero Ioab e la truppa
e come andasse la guerra. 8 Poi Davide disse a Uria: Scendi a casa tua e lvati i piedi. Uria usc dalla
reggia e gli fu mandata dietro una portata della tavola del re. 9 Ma Uria dorm alla porta della reggia con
tutti i servi del suo signore e non scese a casa sua. 10 La cosa fu riferita a Davide e gli fu detto: Uria non
sceso a casa sua. Allora Davide disse a Uria: Non vieni forse da un viaggio? Perch dunque non sei sceso a
casa tua?. 11 Uria rispose a Davide: L'arca, Israele e Giuda abitano sotto le tende, Ioab mio signore e la
sua gente sono accampati in aperta campagna e io dovrei entrare in casa mia per mangiare e bere e per
dormire con mia moglie? Per la tua vita e per la vita della tua anima, io non far tal cosa!. 12 Davide disse
ad Uria: Rimani qui anche oggi e domani ti lascer partire. Cos Uria rimase a Gerusalemme quel giorno e
il seguente. 13 Davide lo invit a mangiare e a bere con s e lo fece ubriacare; la sera Uria usc per
andarsene a dormire sul suo giaciglio con i servi del suo signore e non scese a casa sua.
14 La mattina dopo, Davide scrisse una lettera a Ioab e gliela mand per mano di Uria. 15 Nella lettera
aveva scritto cos: Ponete Uria in prima fila, dove pi ferve la mischia; poi ritiratevi da lui perch resti
colpito e muoia. 16 Allora Ioab, che assediava la citt, pose Uria nel luogo dove sapeva che il nemico aveva
uomini valorosi. 17 Gli uomini della citt fecero una sortita e attaccarono Ioab; parecchi della truppa e fra
gli ufficiali di Davide caddero, e per anche Uria l'Hittita.
18 Ioab invi un messaggero a Davide per fargli sapere tutte le cose che erano avvenute nella battaglia 19 e
diede al messaggero quest'ordine: Quando avrai finito di raccontare al re quanto successo nella
battaglia, 20 se il re andasse in collera e ti dicesse: Perch vi siete avvicinati cos alla citt per dar battaglia?
Non sapevate che avrebbero tirato dall'alto delle mura? 21 Chi ha ucciso Abimelech figlio di Ierub-Bal? Non
fu forse una donna che gli gett addosso un pezzo di macina dalle mura, cos che egli mor a Tebez? Perch
vi siete avvicinati cos alle mura? tu digli allora: Anche il tuo servo Uria l'Hittita morto. 22 Il messaggero
dunque part e, quando fu arrivato, rifer a Davide quanto Ioab lo aveva incaricato di dire. Davide and in
collera contro Ioab e disse al messaggero: Perch vi siete avvicinati cos alla citt per dare battaglia? Non
sapevate che avrebbero tirato dall'alto delle mura? Chi ha ucciso Abimelech, figlio di Ierub-Bal? Non fu

15
Giustizia, Temperanza, Intelligenza e Saggezza
16
Fede, Speranza e Carit
forse una donna che gli gett addosso un pezzo di macina dalle mura, cos che egli mor a Tebez? Perch vi
siete avvicinati cos alle mura?. 23 Il messaggero rispose a Davide: Perch i nemici avevano avuto
vantaggio su di noi e avevano fatto una sortita contro di noi nella campagna; ma noi fummo loro addosso
fino alla porta della citt; 24 allora gli arcieri tirarono sulla tua gente dall'alto delle mura e parecchi della
gente del re perirono. Anche il tuo servo Uria l'Hittita morto. 25 Allora Davide disse al messaggero:
Riferirai a Ioab: Non ti affligga questa cosa, perch la spada divora or qua or l; rinforza l'attacco contro la
citt e distruggila. E tu stesso fagli coraggio.
26 La moglie di Uria, saputo che Uria suo marito era morto, fece il lamento per il suo signore. 27 Passati i
giorni del lutto, Davide la mand a prendere e l'accolse nella sua casa. Essa divent sua moglie e gli partor
un figlio. Ma ci che Davide aveva fatto era male agli occhi del Signore.

Desiderio-volont

I secondi sono i desideri orientati dal contesto sociale, dalle norme, dalle consuetudini. un desiderio
educato che ha sede nella mente dove la ragione lo misura secondo criteri di giustizia. Ha bisogno di forza,
temperanza, intelligenza e saggezza per essere raggiunto. Conduce a una vita retta, libera dalla schiavit
delle passioni.
Ma la mia ragione pu inorgoglirsi, insuperbirsi. Pu farsi avida, ingorda, lussuriosa.

Matteo 5, 27
Avete inteso che fu detto: Non commettere adulterio; 28 ma io vi dico: chiunque guarda una donna per
desiderarla, ha gi commesso adulterio con lei nel suo cuore.

Ges viene a dirci che non sufficiente educare alla giustizia e al rispetto i nostri desideri. Occorre educarli
alla carit.

Di fronte allinumano che in mille forme opprime luomo (e che la carit chiamata a scoprire e
denunciare), la carit vuole custodire lumano, far risplendere lumano, vivificare lumano soprattutto l
dove esso conculcato e disprezzato, umiliato e vilipeso. Se la giustizia, volto sociale della carit, amore
di diritti delluomo e passione per affermarli e difenderli, la carit amore effettivo per luomo: il problema
del prossimo ci conduce dunque verso la questione ancora pi radicale dei diritti delluomo17.

Marco 10, 17
Mentre usciva per mettersi in viaggio, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli
domand: Maestro buono, che cosa devo fare per avere la vita eterna?. 18 Ges gli disse: Perch mi
chiami buono? Nessuno buono, se non Dio solo. 19 Tu conosci i comandamenti: Non uccidere, non
commettere adulterio, non rubare, non dire falsa testimonianza, non frodare, onora il padre e la madre.
20 Egli allora gli disse: Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza. 21 Allora Ges,
fissatolo, lo am e gli disse: Una cosa sola ti manca: va', vendi quello che hai e dllo ai poveri e avrai un
tesoro in cielo; poi vieni e seguimi. 22 Ma egli, rattristatosi per quelle parole, se ne and afflitto, poich
aveva molti beni.

Desiderio-vocazione

La persona non esiste se non con il fine della sua autorealizzazione. Vocazione di ogni uomo riscoprire se
stesso e tornare a se stessi abitando il proprio luogo. Qui il desiderio il luogo di profonda intimit con se
stessi e dintensit di vita poich richiede un io cosciente capace di una consapevolezza di autorealizzazione
(secondo Maslow il bisogno pi alto e lo pone al vertice della sua piramide).
Lesperienza di Ges al Getsemani ci ricorda che non esiste vera libert se non nella piena realizzazione
della propria vocazione personale, e che questa frutto di un esercizio severo dellobbedienza.

17
Luciano Manicardi(2012), Farsi prossimo, farsi umano, edizione qiqajon, Bose, pag.4
Marco 14,32-36
32 Giunsero intanto a un podere chiamato Getsmani, ed egli disse ai suoi discepoli: Sedetevi qui,
mentre io prego. 33 Prese con s Pietro, Giacomo e Giovanni e cominci a sentire paura e angoscia.
34 Ges disse loro: La mia anima triste fino alla morte. Restate qui e vegliate. 35 Poi, andato un
po' innanzi, si gett a terra e pregava che, se fosse possibile, passasse da lui quell'ora. 36 E diceva:
Abb, Padre! Tutto possibile a te, allontana da me questo calice! Per non ci che io voglio, ma ci
che vuoi tu

Qui il desiderio di Ges sarebbe quello di evitare questo dolore. Ma il suo desiderio pi grande
quello di fare la volont di Dio Suo Padre18. questo Suo desiderio profondo va contro la sua carne, il
suo istinto e contro la sua ragione. Ma la sua fedelt alla sua intima verit, alla sua vocazione, lo
porta a superare se stesso e, nella fede, compiere un gesto di amore totale.

18
Giovanni 4, 34 Ges disse loro: Mio cibo fare la volont di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera.
. ..

Dt 5, 21 Non desiderare la moglie del tuo prossimo. Non desiderare la casa del tuo prossimo, n il suo
campo, n il suo schiavo, n la sua schiava, n il suo bue, n il suo asino, n alcuna delle cose che sono del
tuo prossimo.

Es 20, 21 Non desiderare la moglie del tuo prossimo. Non desiderare la casa del tuo prossimo, n il suo
campo, n il suo schiavo, n la sua schiava, n il suo bue, n il suo asino, n alcuna delle cose che sono del
tuo prossimo.

1 Re 3, 5 In Gbaon il Signore apparve a Salomone in sogno durante la notte e gli disse: chiedi ci che vuoi
che io ti conceda. 6 Salomone disse: Tu hai trattato il tuo servo Davide mio padre con grande
benevolenza, perch egli aveva camminato davanti a te con fedelt, con giustizia e con cuore retto verso di
te. Tu gli hai conservato questa grande benevolenza e gli hai dato un figlio che sedesse sul suo trono, come
avviene oggi. 7 Ora, Signore mio Dio, tu hai fatto regnare il tuo servo al posto di Davide mio padre. Ebbene
io sono un ragazzo; non so come regolarmi. 8 Il tuo servo in mezzo al tuo popolo che ti sei scelto, popolo
cos numeroso che non si pu calcolare n contare. 9 Concedi al tuo servo un cuore docile perch sappia
rendere giustizia al tuo popolo e sappia distinguere il bene dal male, perch chi potrebbe governare questo
tuo popolo cos numeroso?. 10 Al Signore piacque che Salomone avesse domandato la saggezza nel
governare. 11 Dio gli disse: Perch hai domandato questa cosa e non hai domandato per te n una lunga
vita, n la ricchezza, n la morte dei tuoi nemici, ma hai domandato per te il discernimento per ascoltare le
cause, 12 ecco faccio come tu hai detto. Ecco, ti concedo un cuore saggio e intelligente: come te non ci fu
alcuno prima di te n sorger dopo di te. 13 Ti concedo anche quanto non hai domandato, cio ricchezza e
gloria come nessun re ebbe mai. 14 Se poi camminerai nelle mie vie osservando i miei decreti e i miei
comandi, come ha fatto Davide tuo padre, prolungher anche la tua vita.
Matteo 1, 18 Ecco come avvenne la nascita di Ges Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di
Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trov incinta per opera dello Spirito Santo. 19 Giuseppe
suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto. 20 Mentre per stava
pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: Giuseppe, figlio di
Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perch quel che generato in lei viene dallo
Spirito Santo. 21 Essa partorir un figlio e tu lo chiamerai Ges: egli infatti salver il suo popolo dai suoi
peccati.

Giovanni 4, 5 Giunse pertanto ad una citt della Samaria chiamata Sicr, vicina al terreno che Giacobbe
aveva dato a Giuseppe suo figlio: 6 qui c'era il pozzo di Giacobbe. Ges dunque, stanco del viaggio, sedeva
presso il pozzo. Era verso mezzogiorno. 7 Arriv intanto una donna di Samaria ad attingere acqua. Le disse
Ges: Dammi da bere. 8 I suoi discepoli infatti erano andati in citt a far provvista di cibi. 9 Ma la
Samaritana gli disse: Come mai tu, che sei Giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?.
I Giudei infatti non mantengono buone relazioni con i Samaritani. 10 Ges le rispose: Se tu conoscessi il
dono di Dio e chi colui che ti dice: "Dammi da bere!", tu stessa gliene avresti chiesto ed egli ti avrebbe
dato acqua viva. 11 Gli disse la donna: Signore, tu non hai un mezzo per attingere e il pozzo profondo;
da dove hai dunque quest'acqua viva? 12 Sei tu forse pi grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede
questo pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo gregge?. 13 Rispose Ges: Chiunque beve di
quest'acqua avr di nuovo sete; 14 ma chi beve dell'acqua che io gli dar, non avr mai pi sete, anzi,
l'acqua che io gli dar diventer in lui sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna. 15 Signore, gli
disse la donna, dammi di quest'acqua, perch non abbia pi sete e non continui a venire qui ad attingere
acqua.