Sei sulla pagina 1di 5

BILANCIAMENTO PORTATE IL SEPARATORE IDRAULICO

Nella scelta del sistema di climatizzazione il criterio fondamentale dovrebbe sempre essere il comfort
delle utenze servite. Tuttavia, anche quando il dimensionamento delle potenze e la scelta dei terminali
sono stati svolti con la massima competenza e a prova di errore, possibile che per effetto di
interferenze tra i circuiti di impianto si crei una condizione di funzionamento non prevista tale da alterare
il setpoint rispetto a quanto previsto dai sistemi di regolazione, con conseguente diminuzione anche
grave del comfort per le utenze e con possibili danni anche per le componenti di impianto (pompe in
primis).
Allo scopo di rendere indipendenti i circuiti degli impianti termofrigoriferi sempre pi spesso viene
introdotto il separatore idraulico, presentato nella Figura 1 seguente, componente idraulico atto ad
evitare interferenze e disturbi tra i circuiti idraulici a cui esso collegato. In Figura 2 vediamo lo schema
di principio di funzionamento di questo componente.

Figura 1 Separatore idraulico Figura 2 Schema di principio separatore idraulico

Ma in che termini si possono manifestare problemi di interferenze sui circuiti, e quali ne possono essere
le conseguenze?
Se facciamo riferimento allimpianto di climatizzazione in Figura 3, ad impianto spento in linea di principio
la pressione del collettore di mandata e quella del collettore di ritorno saranno equalizzate, quindi la
differenza di pressione tra i due collettori sar nulla.
Allattivazione di una pompa di spillamento si creer una differenza di pressione tra i due collettori, pari
alla pressione che la pompa deve fornire al fluido per attraversare il generatore di calore. Se non
avessimo installato delle valvole di non ritorno (in presenza di pi spillamenti) ci potrebbe essere anche
un circolazione parassita in senso contrario sui circolatori spenti, cosa ovviamente da evitare.
Lattivazione delle pompe successive porta a un aumento della portata che attraversa il generatore, e
quindi delle perdite di carico da vincere, e quindi del salto di pressione tra i due collettori di mandata e
ritorno. Questo potrebbe portare le pompe attivate successivamente a trovarsi a fronteggiare perdite di
carico cos elevate da non essere pi in grado di far circolare una sufficiente quantit dacqua.
Usualmente valori accettabili di p tra i collettori arrivano al massimo di 0,5 m c.a.; superando questo
valore si possono verificare una serie di problemi, quali ad esempio pompe (specialmente se piccole
rispetto a quelle utilizzate sugli altri circuiti serviti) che non riescono ad elaborare la portata prevista a
causa di eccessive perdite di carico, oppure pompe che si bruciano perch costrette a lavorare fuori dal
campo operativo. In linea generale questi impianti non bilanciati non potranno mai lavorare alle
condizioni di progetto e quindi garantire le condizioni ottimali di efficienza e comfort alle utenze.

NOTE:
Attenersi sempre alle normative locali o nazionali in vigore per lo specifico caso in esame.
Nellottica del miglioramento continuo che da sempre guida la filosofia aziendale ogni contributo o suggerimento volto al miglioramento di questo
documento benvenuto e pu essere indirizzato ai nostri specialisti.
I presenti contenuti hanno carattere di indicazione tecnica. Non sono quindi da intendersi quali indicazioni esecutive e in nessun caso Robur
S.p.A. potr essere responsabile qualora queste indicazioni siano adottate senza il previo parere favorevole di un progettista abilitato, su cui
ricade per legge la responsabilit delle scelte progettuali.
Lo scopo del separatore idraulico proprio quello di consentire allimpianto di lavorare costantemente
con p=0 tra i collettori, cio nella condizione ottimale per evitare qualunque fenomeno di interferenza
tra le pompe. Lo schema in Figura 4 esemplifica questa tipologia di installazione.

1 2 3 4

GAS

Figura 3 - Impianto di climatizzazione senza separatore idraulico

1 2 3 4

GAS

Figura 4 - Impianto di climatizzazione con separatore idraulico

Se con linstallazione del separatore idraulico si risolvessero tutti i problemi sarebbe (forse) obbligatorio
per legge installarlo, almeno sui nuovi impianti. Tuttavia, risolto il problema dellinterferenza tra i circuiti
per quanto attiene le differenze di pressione, va valutata attentamente la possibile insorgenza di
fenomeni di miscelazione delle portate allinterno del separatore stesso.
Questo fenomeno, altrettanto pericoloso per il comfort delle utenze di quelli descritti sopra (anche se
innocuo per le pompe di impianto), si presenta quando tra la portata elaborata sul primario e quella sul
secondario si manifesta una differenza che sia superiore al 10%.
Il separatore idraulico va dimensionato opportunamente, onde evitare eccessivi p (caso di separatore
troppo stretto, come in Figura 5) oppure mancato trasferimento delle portate di fluido tra primario e
secondario (caso di separatore troppo largo, come in Figura 6). La cosa migliore utilizzare modelli gi
progettati e collaudati da apposite ditte specializzate, dimensionati in base alla portata da elaborare e
provvisti, nel caso, di appositi dispositivi atti ad evitare la miscelazione dei flussi (ad es. setti
antimiscela). La funzione del separatore idraulico e quella dellaccumulo inerziale possono essere
unificate in un unico dispositivo dalle caratteristiche adeguate, contenendo i costi di realizzazione
dellimpianto.
Ma cosa pu succedere in concreto allinterno del separatore idraulico, e che conseguenze questo
comporta per il funzionamento dellimpianto?
NOTE:
Attenersi sempre alle normative locali o nazionali in vigore per lo specifico caso in esame.
Nellottica del miglioramento continuo che da sempre guida la filosofia aziendale ogni contributo o suggerimento volto al miglioramento di questo
documento benvenuto e pu essere indirizzato ai nostri specialisti.
I presenti contenuti hanno carattere di indicazione tecnica. Non sono quindi da intendersi quali indicazioni esecutive e in nessun caso Robur
S.p.A. potr essere responsabile qualora queste indicazioni siano adottate senza il previo parere favorevole di un progettista abilitato, su cui
ricade per legge la responsabilit delle scelte progettuali.
Il caso migliore prevede che le portate di primario e secondario siano perfettamente bilanciate, come
mostrato in Figura 7. Questo comporta che la temperatura di mandata dal generatore di calore sia
identica a quella in ingresso allimpianto secondario. Ovvero limpianto sta funzionando nelle condizioni
di progetto e quindi sta lavorando alla migliore efficienza possibile in quelle condizioni con il minimo
consumo di energia. Per le pompe di calore ad assorbimento questo nello specifico comporta che il
sistema di regolazione Robur sta gestendo le unit nel modo migliore per rispettare il setpoint richiesto,
che esattamente lo stesso che viene puntualmente consegnato alle utenze, senza alterazioni di sorta.

Figura 5 Separatore idraulico troppo stretto Figura 6 Separatore idraulico troppo largo

Figura 7 Portate primario e secondario bilanciate

NOTE:
Attenersi sempre alle normative locali o nazionali in vigore per lo specifico caso in esame.
Nellottica del miglioramento continuo che da sempre guida la filosofia aziendale ogni contributo o suggerimento volto al miglioramento di questo
documento benvenuto e pu essere indirizzato ai nostri specialisti.
I presenti contenuti hanno carattere di indicazione tecnica. Non sono quindi da intendersi quali indicazioni esecutive e in nessun caso Robur
S.p.A. potr essere responsabile qualora queste indicazioni siano adottate senza il previo parere favorevole di un progettista abilitato, su cui
ricade per legge la responsabilit delle scelte progettuali.
Qualora invece la portata del primario sia inferiore a quella del secondario (come presentato in Figura 8)
quello che si verifica un parziale ricircolo della portata di ritorno (quindi a bassa temperatura) sul
collettore di mandata, con la conseguenza che la temperatura del fluido in ingresso al secondario risulta
pi bassa della temperatura di produzione del generatore di calore. il caso tipico di quegli impianti in
cui il secondario lavora a salto termico inferiore al primario (e deve quindi elaborare una portata
maggiore per trasmettere agli ambienti la potenza generata). Questo comporta per le pompe di calore ad
assorbimento uno spreco di efficienza dovuto al fatto che la potenza viene prodotta a una temperatura
pi elevata (quindi con efficienza inferiore) per compensare la perdita di temperatura dovuta allo
sbilanciamento delle portate. Tra laltro il sistema di controllo delle unit non ha possibilit di conoscere
lesistenza di questa miscelazione e quindi non in grado di adattarsi alle modifiche della portata sul
secondario, allo scopo di abbassare la temperatura di mandata a valori tali da garantire unefficienza
maggiore. Come ulteriore conseguenza le utenze ricevono acqua a temperatura pi bassa rispetto a
quella di progetto (che dovrebbe coincidere con la temperatura di mandata del primario) e potrebbero
quindi diminuire lo scambi termico con conseguenze anche pesanti in termini di comfort per lutenza. Alle
estreme conseguenze in questo scenario le pompe di calore lavorano alla massima temperatura ma le
utenze sentono comunque freddo a causa di un inefficiente scambio termico dovuto allabbassamento di
temperatura. Lo scambio termico ridotto potrebbe facilmente portare anche a una riduzione del salto
termico sul secondario, quindi a un innalzamento della temperatura sul ritorno e, in ultima istanza,
allarresto delle unit per termostatazione limite per temperatura troppo elevata sul ritorno. Nella tabella
seguente vengono ricordate le massime temperature raggiungibili dai sistemi in pompe di calore.
Unit
CARATTERISTICHE TEMPERATURA GAHP-A GAHP-AR GAHP-GS GAHP-WS AY
misura
HT LT HT LT
Temperatura massima mandata C 65 55 60 65 55 65 80
Temperatura massima ritorno C 55 45 50 55 45 55 75
Temperatura minima mandata C 40 30 30 40 30 30 25
Temperatura minima ritorno C 30 20 20 30 20 20 20

Tabella 1 - Temperature massime e minime (per funzionamento continuo) consentite

Per calcolare lentit dellabbassamento della temperatura di mandata al secondario sufficiente


determinare il salto termico sul secondario, sulla base della portata dello stesso e della potenza generata
sul primario, secondo la nota relazione:

Q m c p t
dove Q la potenza espressa in [kW], m la portata dacqua espressa in [kg/s], cp il calore specifico
dellacqua in [kJ/kgC] e t il salto termico in [C].
Questo salto termico va sommato alla temperatura di ritorno del secondario stesso (che coincide con la
temperatura di ritorno al generatore).
Nel caso opposto, in cui la portata del secondario inferiore a quella del primario (come presentato in
Figura 9) quello che si verifica un parziale ricircolo della portata di mandata (quindi ad alta
temperatura) sul collettore di ritorno primario, con la conseguenza che la temperatura di ritorno ai
generatori si alza considerevolmente rispetto al ritorno dellimpianto. il caso tipico di quegli impianti in
cui il secondario lavora a salto termico superiore al primario (e deve quindi elaborare una portata
inferiore per trasmettere agli ambienti la potenza generata). Questo comporta il rischio di raggiungere
molto rapidamente la condizione di temperatura limite sul ritorno (vedere Tabella 1) e quindi portare allo
spegnimento delle unit, nonostante il lato utenze abbia comunque necessit del servizio, fornendo
quindi un pessimo servizio.
Per calcolare lentit dellaumento di temperatura sul primario sufficiente determinare il salto termico
sul primario stesso, sulla base della portata dello stesso e della potenza generata, secondo la nota
relazione:

Q m c p t
dove Q la potenza espressa in [kW], m la portata dacqua espressa in [kg/s], cp il calore specifico
dellacqua in [kJ/kgC] e t il salto termico in [C].

NOTE:
Attenersi sempre alle normative locali o nazionali in vigore per lo specifico caso in esame.
Nellottica del miglioramento continuo che da sempre guida la filosofia aziendale ogni contributo o suggerimento volto al miglioramento di questo
documento benvenuto e pu essere indirizzato ai nostri specialisti.
I presenti contenuti hanno carattere di indicazione tecnica. Non sono quindi da intendersi quali indicazioni esecutive e in nessun caso Robur
S.p.A. potr essere responsabile qualora queste indicazioni siano adottate senza il previo parere favorevole di un progettista abilitato, su cui
ricade per legge la responsabilit delle scelte progettuali.
Questo salto termico va sottratto alla temperatura di mandata (che corrisponde al setpoint) del primario
stesso per ottenere la temperatura attesa per il ritorno al generatore.

Figura 8 Portata primario inferiore a portata secondario Figura 9 Portata secondario inferiore a quella del primario

Come dimensionare quindi le portate in funzione delle unit effettivamente installate?


Va ricordato che le pompe di calore ad assorbimento a gas presentano una portata dacqua per il
riscaldamento pressoch identica a quella per il condizionamento, poich operano con salto termico
10C per il servizio riscaldamento e 5C per il servizio condizionamento, ma la potenza per il
condizionamento circa la met di quella per il riscaldamento. Sulle tabelle con i dati tecnici delle unit
sono sempre riportate le portate dacqua nominali per ognuno dei servizi disponibili
(condizionamento/riscaldamento/ACS) e la relativa potenza disponibile. La cosa migliore quindi
dimensionare le utenze per lavorare con lo stesso salto termico previsto sui generatori, eventualmente
allestendo circolatori dimpianto distinti per la stagione invernale e per quella estiva qualora le portate
dacqua nelle due stagioni fossero sensibilmente diverse. Questo, a fronte di un quantificabile (ma
spesso modesto) aumento dei costi di installazione, porta numerosi e altrettanto quantificabili (e spesso
decisamente consistenti) vantaggi sui costi di esercizio, dovuti al perfetto bilanciamento delle portate in
ogni condizione di esercizio, e quindi alla possibilit per le unit di generazione di lavorare nelle
condizioni migliori e garantire quindi la massima efficienza e il massimo comfort alle utenze servite.

NOTE:
Attenersi sempre alle normative locali o nazionali in vigore per lo specifico caso in esame.
Nellottica del miglioramento continuo che da sempre guida la filosofia aziendale ogni contributo o suggerimento volto al miglioramento di questo
documento benvenuto e pu essere indirizzato ai nostri specialisti.
I presenti contenuti hanno carattere di indicazione tecnica. Non sono quindi da intendersi quali indicazioni esecutive e in nessun caso Robur
S.p.A. potr essere responsabile qualora queste indicazioni siano adottate senza il previo parere favorevole di un progettista abilitato, su cui
ricade per legge la responsabilit delle scelte progettuali.