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Universita' degli Studi della Basilicata

Scuola di Specializzazione all' Insegnamento Secondario

(SSIS Basilicata Sede di Matera Italia)

Tesi di Specializzazione

L' Insegnamento della lingua e della letteratura greca antica nel Liceo Classico

Relatore Specializzando
Prof.ssa Marianna Silvia Natale Dott. Sotirios Bekakos

Anno Accademico

2007 2008

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Universita' degli Studi della Basilicata

Scuola di Specializzazione all' Insegnamento Secondario

(SSIS Basilicata)
L' Insegnamento della lingua e della letteratura greca antica nel Liceo Classico

Tesi di Specializzazione Post Laurea all' Insegnamento

(Classe di Concorso A0/52: Materie Letterarie, Latino, Greco Antico e Italiano nel Liceo Classico)

presentata dal:
dott. Sotirios Bekakos di Panagiotis

Matera: 10 Giugno 2008

Anno Accademico
2007 2008

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RELAZIONE FINALE PER LA SCUOLA DI SPECIALIZZAZIONE ALL
INSEGNAMENTO SECONDARIO

INDICE

Indice: p.: 1

L esperienza del tirocinio in generale: Riflessione Critica: p.: 2


L esperienza del laboratorio in generale: Riflessione Critica: pag. 3

Capitolo Io

La Scuola: Informazioni su: Tipologia, P.O.F, Organi Collegiali ed altro: pag.: 4 - 11


La Classe: Composizione, Programmazione e Consiglio di Classe pag.: 12 - 14

Capitolo IIo

Esperienze didattiche:
1. Il Tutor: Scelte didattiche: p. 15
2. Le Competenze Chiave: pag.:16 17
Il Tirocinio in aula:Interrogazione e Prove Scritte pag.: 18 - 22
Riflessione Critica: pag. 23

Capitolo IIIo

1. Il Tirocinio indiretto pag.24


2. Riflessione Critica pag. 25 28

Conclusioni pag. 29

1. Motivazioni della Scelta pag. 30


2. Strutturazione: Obiettivi, Metodi, Temporizzazione. Pag. 31 34
3 Attivit di: docente, specializzando e alunni Riflessione Critica pag. 35
4. Criteri di valutazione e di verifica pag.36
5. Eventuali implicazioni interdisciplinari pag. 37
6. Il Tutor: Scelte Didattiche, la Programmazione Disciplinare Materiali usati

Bibliografia

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1a. L Esperienza del Tirocinio: Una riflessione critica - Abstract

L istruzione un aspetto dell educazione e contribuisce in particolare alla


formazione intellettuale e mentale dell individuo.
L istruzione, quindi, appare indispensabile per realizzare un autentica e completa
educazione.
Per completare il processo dell educazione non sufficiente disporre solamente
dei mezzi, delle fonti economiche e delle strutture, ma occorre che ci sia anche
una formazione adeguata dei giovani laureati in discipline umanistiche e
scientifiche che mirano all insegnamento nella scuola secondaria.
La Scuola di Specializzazione all Insegnamento Secondario d la possibilit ai
giovani laureati di svolgere il tirocinio presso gli istituti secondari, affinch essi
siano in grado di comprendere le varie modalit d insegnamento e la psicologia
degli alunni.
Il tirocinio un periodo di pratica, durante il quale si fa esperienza della realt
concreta in cui la professione dell insegnante viene esercitata.
Possiamo dire che il tirocinio costituisce un momento molto importante, poich in
questa maniera venogono sperimentate sul piano operativo le conoscenze e le
competenze acquisite durante la propria formazione.
Nel tirocinio abbiamo visto il mondo degli studenti, cos come si presenta oggi e
abbiamo avuto l opportunit di confrontarci con le generazioni pi giovani.
In questa maniera, abbiamo avuto la possibilit di scoprire i loro interessi, il loro
modo di apprendere, la loro voglia di rapportarsi con gli altri e i loro suggerimenti,
per rendere la scuola, una scuola migliore.
Abbiamo notato i problemi e le difficolt degli studenti nei confronti dei loro
coetanei, dei loro genitori e dei docenti che gi insegnano e abbiamo osservato le
loro reazioni, durante i vari momenti (belli e brutti) della loro vita scolastica,
ricordandosi con molta nostalgia e commozione i pi bei momenti della nostra
vita scolastica.
Inoltre, abbiamo notato sul piano scolastico le differenze e la continuit esistente
tra teoria e pratica professionale, gli aggiustamenti reciproci, le modalit di
traduzione di un sapere teorico in saper fare pratico e soprattutto situazionato.
Tutti questi sono degli ambiti pertinenti alle attivit di tirocinio, la cui
effettuazione considerata ormai imprescindibile all interno della formazione dei
professionisti dell educazione.

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1b. La Scuola: Informazioni su: Tipologia, P.O.F, Organi Collegiali ed altro

Il Liceo Ginnasio Emanuele Duni di Matera l unico liceo classico di Matera ed


la pi antica scuola di Matera.
Fu istituito nel 1864, in seguito alla trasformazione dell antico seminario Lanfranchi
(attualmente ospita il Museo Nazionale di Arte Moderna della Basilicata e la
Sovrintendenza per i Beni Culturali della Regione Basilicata) in Liceo -Ginnasio che
divenne Regio Liceo nel 1882.
La scuola intitolata ad Emanuele Duni (Matera 1714 Napoli 1781) illustre giurista
di Matera, appartenente ad una famosa famiglia che ha dato i natali ad altri insigni
personaggi, quali Egidio Romualdo Duni, al quale intitolato il Conservatorio di
Musica della citt di Matera.
Emanuele Duni scrisse nel 1775 a Napoli il trattato di storia e di filosofia del diritto
Sulla Giurisprudenza Universale o Sistema sul Diritto Universale, dedicato al
Tanucci, famoso ministro di Carlo III di Borbone. Insegn anche Diritto Canonico e
Civile presso l Universit di Roma.
Il Liceo Classico E. Duni ha avuto tra i suoi docenti e tra i suoi allievi personaggi
di spicco del panorama della cultura locale e nazionale.
Negli anni 1882 1883 vi insegn latino e greco il poeta Giovanni Pascoli e fra gli
altri allievi, fu brillante allievo di questo liceo il filosofo Eustachio Paolo Lamanna.
Il Liceo Classico E.Duni si trova a Matera, in Via Delle Nazioni Unite,
numero 6 (tel.: 0835- 385587) e ha anche un suo sito web: www. classicoduni.it.

1c. Il Piano dell Offerta Formativa

Il Piano dell Offerta Formativa (P.O.F) del Liceo Ginnasio Statale E. Duni di
Matera, in base all articolo 3 del Decreto Presidenziale num. 275 dell 8 3 1999,
dal titolo Regolamento recante norme in materia di autonomia delle istituzioni
scolastiche, ai sensi dell articolo 21 della Legge n. 59 del 15 3 1997, costituisce
il documento fondamentale dell identit culturale e progettuale della scuola.
Il Piano dell Offerta Formativa contiene la progettazione curricolare,
extracurricolare, educativa ed organizzativa, onde si esplicano linee ed indirizzi
formativi che si intendono attuare nell ambito dell autonomia scolastica.
Il Piano dell Offerta Formativa coerente con gli obiettivi generali ed educativi del
Liceo Classico E. Duni.
Rappresenta e riflette le esigenze del contesto culturale, sociale ed economico della
realt locale, tenendo conto della necessit di individuare i saperi essenziali ed
irrinunciabili della formazione moderna dei giovani attraverso percorsi progettati e
realizzati con il contributo di tutte le componenti interne ed esterne del sistema
scolastico.
La gamma dei percorsi formativi curricolari si intrinseca con gli insegnamenti
facoltativi integrativi e con i progetti di attivit aggiuntive, creando un sistema
interattivo in continua evoluzione.

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1d. ORGANIZZAZIONE DEL LICEO CLASSICO E. DUNI

Risorse Umane

Classi: n. 28

Alunni: n. 639

di cui: n. 484 residenti a Matera


di cui: n. 155 non residenti a Matera
di cui: n. 453 di sesso femminile
di cui: n. 186 di sesso maschile

Docenti: n. 57

di cui: n. 52 a tempo indeterminato


di cui: n. 1 a tempo determinato

Personale A.T.A : n. 16

di cui: n. 1 Direttore Servizi Generali e Amministrativi


di cui: n. 5 Assistenti Amministrativi
di cui: n. 2 Assistenti Tecnici
di cui: n. 8 Collaboratori Scolastici

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1e. ORGANIGRAMMA DEL LICEO CLASSICO E. DUNI

Dirigente Scolastico
Prof.ssa Maria Concetta Santoro

Collaboratori del Dirigente Scolastico


Prof.ssa Marcella Mele (vicario) Prof.ssa Maria Locantore

FUNZIONI STRUMENTALI AL P.O.F

(SEZIONE EUROPA)
Area 1: Prof.ssa Camilla Spada (Gestione del Piano dell Offerta Formativa)

(SEZIONE MONITORAGGIO E VALUTAZIONE)


Area 1: Prof.ssa Marina Rota (Gestione del Piano dell Offerta Formativa)

(SOSTEGNO AL LAVORO DEI DOCENTI)


Area 2: Prof.ssa M. Teresa Asprella Libonati

(INTERVENTI E SERVIZI PER GLI STUDENTI)


Area 3: Prof. Angelo Roberti

Area 4: Prof.ssa Filomena Fabrizio


(REALIZZAZIONE DI PROGETTI FORMATIVI D INTESA CON ENTI ED
ISTITUZIONI ESTERNE ALLE SCUOLE)

1f. FINALITA DELL OFFERTA FORMATIVA

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Il Piano dell Offerta Formativa un atto pubblico che presenta le scelte pedagogiche,
organizzative e gestionali delle scuole di un determinato territorio, esplicitando le
finalit educative, gli obiettivi generali relativi alle attivit didattiche e le risorse
previste per essere realizzate.
Le novit stabilite dalla Legge del 20 marzo n. 53 e successivamente il Dlgs n.59 del
19 marzo 2004 hanno introdotto sul piano pratico un regime di flessibilit all interno
dei P.O.F.
Le novit introdotte con le leggi sovramenzionate rendono i P.O.F flessibili e
adattabili alle esigenze dell insegnante e degli studenti.
Le finalit dell Offerta Formativa sono:

1. Raggiungere una formazione culturale articolata, propedeutica agli studi


universitari.
2. Acquisire la consapevolezza dell identit culturale europea ed i valori della
democrazia, della legalit, del pluralismo e del rispetto per la diversit.
3. Riconoscere la diversit etnica, culturale e religiosa come fonte di
arricchimento ed elemento fondante della societ moderna.
4. Favorire scambi culturali, stage, gemellaggi per potenziare le competenze d
uso della lingua straniera e l interculturalit, imparando anche a dialogare con
popoli ed etnie che hanno una cultura diversa.
5. Raggiungere un equilibrio della persona nell integrazione delle componenti
affettivo sociale, percettivo motoria e logico razionale.
6. Creare un ambiente sereno e favorevole all apprendimento.
7. Favorire il dialogo con le famiglie per poter costruire in sinergia il benessere
ed il successo formativo degli studenti.
8. Assicurare agli alunni l accoglienza, la continuit e l orientamento.
9. Favorire la flessibilit dei curricoli, l interdisciplinariet, la ricerca e la pratica
di laboratorio.
10. Sviluppare le capacit di astrazione, riflessione, collegamento, discernimento
critico, decisione e progettazione.
11. Portare gli studenti alla conoscenza di s stessi e aiutarli ad essere
intraprendenti e consapevoli delle loro scelte.
12. Conoscere l orizzonte storico e il valore della tradizione dei Greci e dei
Romani mediante l accesso diretto alle fonti della cultura occidentale.
13. Comprendere e produrre linguaggi verbali e non verbali anche attraverso un
approccio creativo e multimediale.
14. Fare propria la cultura delle Nuove Tecnologie, per utilizzarle in maniera
consapevole e creativa al fine di arricchire il sapere e le forme della
comunicazione.
15. Interagire con il territorio attraverso le risorse pubbliche e private.

1g. Riflessione Critica

L autonomia organizzativa e didattica ha avviato un radicale cambiamento della


scuola italiana nelle sue strutture portanti.

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Per esempio, lo stesso accaduto nel 2000 anche nel sistema scolastico greco, il
quale grazie all applicazione delle leggi dell Unione Europea, inerenti alla scuola
e all autonomia didattica, cambiato totalmente e da cattedratico che era, divenne
flessibile ed autonomo.
Questo miglioramento ha portato delle conseguenze positive sia sul piano dell
istruzione, sia sul piano sociale.
Infine, all istruzione scolastica si chiede un impegno forte ed incisivo per
coniugare la richiesta formativa dei suoi utenti e le esigenze sociali ed economiche
della realt locale con le indicazioni generali del corso di studi, cos come sono
state determinate a livello nazionale.
Per questo motivo la Scuola:

1. deve assumere la responsabilit di dare conto delle scelte, di saperle


modificare ed integrare in un processo di continuit e miglioramento dell
offerta formativa ed educativa.
2. deve dare alla proposta formativa il carattere della flessibilit, affinch le
attivit curricolari ed extracurricolari si integrino in modo organico e coerente.
3. occorre che effettui delle scelte adeguate ai processi di cambiamento culturale
in atto, per offrire agli studenti la possibilit di dilatare i propri orizzonti
culturali e di valorizzare le loro potenzialit.
4. deve essere in grado di realizzare un integrazione armonica di tutte le
componenti del sistema della Scuola (docenti, personale A.T.A, genitori,
alunni) con i vari rappresentanti della realt locale, al fine di rendere pi
organica e condivisa la gestione delle risorse umane, didattiche e strumentali.

Tabella 1: Gli Organi Collegiali nella Scuola Secondaria

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1h. IL COLLEGIO DEI PROFESSORI

Il Collegio dei Professori costituito, oltre che dal Capo d Istituto che lo presiede, da
tutti i professori dell istituto, di cui uno, eletto nella prima adunanza di ogni anno
scolastico, svolge le funzioni del segretario (art. 27 del R.D n. 965/1924).
Il Collegio dei Professori ha il governo dell istituto, insieme al Preside (art. 12 del
R.D n. 1054/1923) e sono di competenza specifica, oltre agli affari che riguardano le
leggi e i vari regolamenti, tutti quelli che investono l indirizzo generale didattico e
disciplinare dell istituto (art. 28 del R.D n. 965/1924).
Esso elegge, nella prima riunione ordinaria di ogni anno scolastico, il Consiglio di
Presidenza (art. 9 del Dlgs.C.P.S. n. 629/1947).
Le adunanze ordinarie del Collegio dei Professori sono quelle tenute al principio dell
anno per gli accordi sull indirizzo generale dell istituto.Esiste l adunanza che si tiene
per la scelta dei libri di testo; quella che si tiene alla fine dell anno per procedere agli
scrutini (art. 30 del R.D n. 965/1924).
Le adunanze straordinarie hanno luogo quando il preside, o il Provveditore, o il
Ministero lo rintengano necessario; oppure a richiesta scritta di un terzo dei professori
(art. 31 del R.D n. 965/1924); oppure a richiesta della maggioranza del Consiglio di
Presidenza (art. 10 del Dlgs C.P.S. n. 629/1947).
Le adunanze vanno tutte tenute in ore estranee all orario delle lezioni; sono valide
nel caso che vi sia la presenza di un numero superiore alla met dei professori.
Le deliberazioni sono prese a maggioranza assoluta dei voti (salvo diversa esplicita
prescrizione), con prevalenza del voto del preside in caso di parit, e con votazione
segreta nel caso in cui si faccia questione di persone.
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I verbali delle riunioni sono trascritti in apposito registro a pagine numerate firmate
dal preside, sottoscritti dal presidente e dal segretario e approvati dal collegio nella
stessa adunanza o dall aprirsi di quella immediatamente successiva.
Il preside esegue le deliberazioni del Collegio, ma pu anche sospenderne l
esecuzione, purch ne dia immediata notizia al Provveditore, il quale decide in
maniera definitiva (art. 36 del R.D n. 965/1924).
La partecipazione alle adunanze del Collegio dei Professori uno dei doveri d
ufficio degli insegnanti, espressamente sancito dall art. 39 del R.D n. 965/1924.
Tale obbligo sussiste per gli insegnanti non di ruolo, anche se si trovino in servizio
solo per supplenze di breve durata.

1i. COMPETENZE DEL COLLEGIO DEI PROFESSORI

In particolare il Collegio dei Professori compete di:

1. Deliberare sulla possibilit di riammissione all istituto dell alunno punito con
l espulsione.
2. Infliggere le punizioni disciplinari agli alunni, su proposta del preside o del
Consiglio di Classe, nei limiti e con le modalit indicate nell art. 22 del R.D.
n. 653/1925.
3. Ratificare i provvedimenti di esonero dalle tasse scolastiche concessi dal
preside.
4. Adottare le determinazioni definitive sui programmi d insegnamento
predisposti dai professori per le singole discipline e sul loro coordinamento,
olre che in materia di libri di testo.

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1m. IL CONSIGLIO D ISTITUTO

Il Consiglio di Circolo o d Istituto uno degli organi di governo della scuola che
previsto dai Decreti Delegati (D.P.R. 31 05 1974, n. 416) che ha il potere di
deliberare, fatte salve le competenze del collegio dei docenti e dei consigli di classe,
per quanto riguarda l organizzazione e la programmazione della vita e dell attivit
della scuola nelle materie seguenti:
1. Acquisto, rinnovo e conservazione delle attrezzature tecnico scientifiche e
dei sussidi didattici.
2. Criteri per la programmazione e per l attuazione di delle attivit
parascolastiche, interscolastiche o extrascolastiche. Il Consiglio indica anche i
criteri generali realtivi alla formazione delle classi, all orario delle lezioni ed
esprime i pareri che riguardano l andamento generale, didattico e
amministrativo, del circolo d istituto.
3. Approvazione di progetti fatti in collaborazione con altre scuole statali della
stessa regione, della stessa provincia o di un altra regione e di un altra
provincia.
4. Approvazione del bilancio di spese dell anno scolastico corrente per la
realizzazione di tutte le attivit.
Il Consiglio di Circolo composto da rappresentanti del personale insegnante, non
insegnante (studenti SSIS), dal personale A.T.A., dai genitori degli alunni, dal
direttore didattico o dal preside e da uno o due rappresentanti degli studenti.
E presieduto da uno dei suoi membri eletto tra i rappresentanti dei genitori e
degli alunni.

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2. LA CLASSE: COMPOSIZIONE, PROGRAMMAZIONE, CONSIGLIO
DI CLASSE

Il termine classe utilizzato per indicare nell ambito della scuola un gruppo di
alunni che, riuniti nella medesima aula, seguono lo stesso programma di studio e
lavorano sotto la supervisione dello stesso maestro o degli stessi insegnanti.
Per estensione, si definisce come classe anche l aula in cui quel gruppo di alunni
svolge la sua attivit scolastica.
Da questo punto di vista, ovvio che ai fini delle attivit educative che si
svolgono all interno della classe, hanno una certa inportanza l ampiezza, la
configurazione e persino l estetica del locale adibito ad aula.
Durante il tirocinio, abbiamo notato che la scuola d agli alunni la possibilit di
organizzare delle attivit culturali con le altre classi della scuola o addirittura con
classi di scuole italiane ed europee differenti.
Questo si fa per poter aiutare gli studenti di ciascuna classe a superare l
isolamento, la chiusura e la noia che sono considerati dei fattori che ostacolano i
processi di apprendimento.
Quindi, abbiamo la possibilit di organizzare:
a. Attivit di interclasse tra classi parallele (ad esempio: le prime con le
seconde)
b. Attivit di interclasse tra classi differenziate verticalmente (ad esempio: la
prima con la seconda; la terza con la quarta ecc.).
Questa metodologia favorisce la socializzazione degli alunni, crea dei legami di
amicizia con altri alunni e stimola i processi di apprendimento.

Nel Liceo Classico E. Duni sono previste anche delle esperienze didattiche di
classi aperte (in orizzontale e in verticale), gi realizzate nel passato, per la trattazione
di tematiche di interesse comune o per lo svolgimento di alcune sezioni di attivit
didattiche curricolari ed extracurricolari, come si rileva dalla programmazione dei
singoli consigli classe oppure dai progetti che prevedono tali strategie.

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1l. IL CONSIGLIO DI CLASSE

I professori di una determinata classe formano il Consiglio di Classe, presieduto dal


Preside o da uno dei professori delle materie pi importanti da lui designato (art. 37
del R.D. n. 965/1924).
Negli istituti d istruzione tecnica e professionale fanno parte del Consiglio anche gli
insegnanti tecnico pratici, con voto deliberativo.
Oltre alle attribuzioni demandate in ogni istituto al Consiglio Classe dalle leggi e dai
regolamenti, l art.2 della Legge n. 1859/1962 chiarisce che nelle scuole medie il
Consiglio si riunisce almeno una volta al mese, al fine di assicurare, con la
partecipazione attiva di tutti i professori, la necessaria unit d insegnamento.
Il Consiglio di Classe costituisce l organo di coordinamento, di incontro e di rapporto
delle attivit dei singoli insegnanti.
Deve assolvere tra l altro anche i seguenti compiti:
1. Formulare il programma generale delle attivit da svolgere durante l anno
scolastico e nei singoli periodi di esso.
2. Controllare ci che stato fatto ed i risultati ottenuti.
In tutti gli istituti di istruzione secondaria, il Consiglio di Classe ha le seguenti
attribuzioni:
1. Decide inappellabilmente sull accoglimento delle domande degli alunni che
chiedono di trasferirsi all istituto nel corso dell anno scolastico.
2. Esprime parere vincolante sull iscrizione per classifica di alunni.
3. Delibera sulla possibilit di iscrizione nell istituto di alunni provenienti da
scuole italiane all estero, o da scuole estere.
4. Consente l iscrizione per la terza volta degli alunni ad una stessa classe.
5. Delibera le concessioni dell esonero dalla frequenza delle lezioni di lingua
straniera.
6. Infligge agli alunni la punizione disciplinare della sospensione sino a quindici
giorni, oppure propone al Collegio dei professori l approvazione di sanzioni
pi gravi.
7. Assegna agli alunni i voti trimestrali e finali.
8. Decide l ammissibilit alla sessione del primo esame degli alunni, ai quali non
sia stato assegnato voto in una o pi materie, a causa di assenze.
9. Negli istituti dove funzionano sezioni serali per studenti lavoratori, d pareri al
preside, circa la possibilit di ridurre gli orari delle lezioni per quelle materie,
come la religione o l educazione fisica, le cui finalit formative lo studente
lavoratore ha la possibilit di perseguire al di fuori della scuola.

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10. Il Consiglio delibera quali siano le parti dei programmi degli anni precedenti
che non devono costituire oggetto di prove degli esami di maturit o di
abilitazione.

Il Consiglio di Classe costituito dal preside che lo presiede e dagli insegnanti che
hanno competenza ad attribuire il voto negli scrutini trimestrali (compreso l
insegnante di religione, il quale non partecipa al giudizio sull alunno che sia
esonerato dal relativo insegnamento).
Ciascuno di essi deve formulare un giudizio, positivo o negativo, senza attribuzione
di voto.

Questo giudizio deve esprimere la valutazione del grado di preparazione di ciascun


candidato, con riguardo al profitto ed il comportamento (inteso, questo, come
partecipazione attiva oppure come interesse al dialogo educativo), alle capacit e alle
attitudini.
La sintesi dei giudizi determina il giudizio motivato di ammissione o di non
ammissione, da parte del consiglio di classe. L ammissione non subordinata al voto
di condotta.
Il qualdro da esporre all albo dell istituto deve riportare solo la deliberazione finale
di ammesso, ovvero non ammesso, senza altra indicazione.
Uno dei membri del Consiglio ha le funzioni del segretario; le riunioni vanno
verbalizzate su apposito registro a fogli numerati.
Nella programmazione di ciascun Consiglio di Classe si possono inserire attivit di
approfondimento o di integrazione ai contenuti curricolari.
Le tematiche proposte, ove possibile, saranno inserite in un impianto modulare che
faciliti le interconnessioni e i richiami pluridisciplinari ed interdisciplinari.
L attuazione di tali strategie e la creazione di percorsi pi flessibili nel processo di
insegnamento/apprendimento, che potr essere personalizzato, risultano
particolarmente funzionali alla nuova formula degli Esami di Stato.
La programmazione didattica dell attivit curricolare, in linea con l orientamento
generale stabilito in sede collegiale, si colloca come uno dei momenti fandanti delle
attivit dei singoli docenti, per le rispettive discipline d insegnamento.
L attivit didattica dei vari insegnamenti, comprese le iniziative relative ai viaggi d
istruzione, alle visite guidate e agli scambi culturali, collegialmente condivisa ed
organizzata dai Consigli di Classe, di cui sono portavoce i rispettivi coordinatori.

1
Il Tutor: Scelte didattiche

Durante il tirocinio in aula, i nostri tutor ci hanno illustrato tutte le programmazioni


con i loro dettagli e ci hanno aiutati molto a comprendere la funzione dell insegnante
durante la lezione.
Alle programmazioni individuali e collegiali spetta formalizzare e prospettare in
maniera dettagliata:

1. Obiettivi cognitivi ed operativi


2. Abilit di Studio
3. Contenuti Disciplinari
4. Metodologie Didattiche
5. Criteri, Strumenti, e tempi per le verifiche degli apprendimenti
6. Strategie di Recupero

1
LE COMPETENZE CHIAVE

La proposta educativa del Liceo Classico intende rispondere alla necessit di


coniugare la tradizione culturale con la continua innovazione tecnologica, con la
formazione dell uomo contemporaneo e con la dimensione europea dell uomo
(promozione dell identit europea).
Per ottenere questi risultati, occorre che ci sia una qualificazione degli itinerari
didattici, delle metodologie, dell organizzazione, dell ampliamento e del
perfezionamento della progettazione formativa.
In linea con quanto stabilito nella 1Gazzetta Ufficiale dell Unione Europea, l
offerta formativa del Liceo Classico finalizzata all acquisizione delle otto
competenze chiave:
1. Comunicazione nella madrelingua
2. Comunicazione nelle lingue straniere
3. Competenza matematica e competenze di base in scienza e tecnologia
4. Competenza Digitale
5. Imparare a imparare
6. Competenze sociali e civiche
7. Spirito di iniziativa e di imprenditorialit
8. Consapevolezza ed espressione culturale

1 Vedi: Gazzetta Ufficiale dell Unione Europea del 30 12 2006. Key Competencies
1
Sul piano curricolare, il percorso formativo portante dell indirizzo classico mira a
fornire ai giovani le conoscenze imprescindibili e qualificanti delle risorse logico
linguistiche antiche e moderne, tali da sviluppare le capacit di analisi, di
valutazione, di rielaborazione dei contenuti disciplinari, al fine di decidere,
progettare e costruire in piena consapevolezza il proprio futuro.
Allo studio del passato, nei suoi aspetti linguistico letterari e storico filosofici,
si affianca l analisi dei processi scientifico matematici: un nucleo omogeneo di
saperi, inserito in una visione unitaria e globale, in grado di contribuire
autenticamente alla crescita interiore.
Per ottenere il successo formativo degli studenti, necessario che ci siano delle
aree tematiche, le quali potranno rendere organiche e integrate le diverse aree
formative e i progetti relativi.

Tali aree sono le seguenti:

1. Benessere e Diritti Fondamentali


2. Educazione ai Linguaggi
3. Potenziamento delle Lingue Straniere
4. Potenziamento dell Area Scientifica
5. Nuove Tecnologie e Comunicazione
6. Scuola e Territorio

Le attivit annuali di ampliamento dell Offerta Formativa sono programmate


sulla base delle esigenze espresse dai docenti e dagli alunni. Esse sono attivate in
orario curricolare o extracurricolare e intendono dare spazio alla creativit, all
approfondimento, alla specificit dell indirizzo scolastico e alle risorse del
territorio.
I progetti sono destinati a tutti gli alunni dell istituto che aderiscono all
iniziativa, ad esclusione, in linea di massima, delle classi terze, impegnate nelle
attivit di approfondimento per la preparazione agli Esami di Stato e di
orientamento alla scelta post diploma.

1
Capitolo II

1.1 Sequenza e tipologia delle esperienze didattiche

Durante il tirocinio in aula abbiamo avuto la possibilit di usare tutte le tipologie


didattiche, per insegnare il greco antico, il latino ma anche alcune nozioni
fondamentali di greco moderno.
Abbiamo utilizzato le tipologie didattiche seguenti:
1. Lezione Cattedratica
2. Lezione svolta in collaborazione fra studenti e professori Cooperative
Learning
3. La Lezione Frontale
4. Lezione Multimediale Uso del computer e del videoproiettore durante l
insegnamento per l approfondimento delle tematiche inerenti alla lingua
greca e alla dialettologia greca.

La lezione cattedratica stata utilizzata durante le prime lezioni di tirocinio a


scuola. La lezione cattedratica ci ha permesso di comprendere il ruolo dell
insegnante in classe e di conoscere da vicino la realt della classe e gli studenti
che la compongono.
Il ruolo dell insegnante centrale in questo modello didattico e in esso lo
studente ha un ruolo passivo. Si limita ad ascoltare, a ripetere o ad esporre quello
che sa o quello che vuole chiedere. E un modello didattico antico ed ormai
superato.
Durante la lezione cattedratica, abbiamo osservato l interrogazione degli studenti
dalla parte del docente, la lettura di brani letterari in lingua greca e latina e la loro
traduzione in lingua italiana. Certe volte, gli studenti si bloccavano durante gli
esercizi grammaticali e lo stesso accadeva anche durante gli esercizi di
comprensione che riguardavano un testo latino o greco, poich alcuni di loro non
avevano appreso bene le strutture grammaticali o sintattiche.
E questo dovuto anche al fatto che alcuni di loro non hanno avuto la possibilit
di imparare ad usare i programmi che sono utili per apprendere con l aiuto del
computer la grammatica e la sintassi.
Molti studenti, inoltre, durante la lezione frontale si sentivano annoiati, perch
mancavano degli stimoli che potevano rendere la lezione pi piacevole.
Per stimolarli ad apprendere meglio, abbiamo usato il lettore cd durante la lezione
di letteratura latina, per far ascoltare a loro alcune poesie di Saffo musicate in
greco.
Nel liceo ancora oggi si usa di pi la lezione frontale e la lezione cattedratica, sia
durante le lezioni di grammatica, sia durante le lezioni di letteratura.
Dato che gli studenti di oggi sono molto influenzati dai mass media e dal mondo
di Internet, occorre che ci sia un graduale inserimento dei multimedia e di Internet
durante i corsi, affinch gli studenti siano in grado di apprendere meglio le
strutture morfosintattiche e lessicali della lingua greca, della lingua latina e della
lingua italiana.

Durante le ore di letteratura greca, per stimolare gli studenti ad apprendere


meglio, abbiamo sperimentato anche l Apprendimento in Collaborazione
1
Cooperative Learning. Abbiamo sperimentato la lezione frontale anche con gli
stessi studenti nella stessa aula, la quale non accademica e monotona, ma
aperta al dialogo e al confronto con gli studenti.
Tutti gli studenti della classe si sono messi intorno ad un tavolo grande e seduti l
uno accanto all altro, sono stati molto contenti, perch si sentivano in un ambiente
familiare e amichevole.
Durante questa lezione, abbiamo dato due poesie: una di Kavafis e un altra di
Saba e abbiamo chiesto a loro di leggerle.
Poi, abbiamo dato a loro la possibilit di fare un confronto fra queste due poesie e
di commentarle. Abbiamo osservato che gli studenti si sono trovati a loro agio,
erano pi concentrati e pi stimolati a leggere e hanno appreso meglio gli elementi
fondamentali della poesia sia di Kavafis che di Saba.
Durante il corso della lezione, ci siamo resi conto che gli studenti erano diventati
dei soggetti attivi e che tutto il processo di apprendimento veniva facilitato, a
causa dell arredo e della decorazione dell aula (l arredo era nuovo, la
decorazione consisteva di quadri che raffiguravano diversi paesaggi dell Europa e
varie immagini pubblicitarie colorate).
Da questo si deduce che l ambiente di insegnamento esercita un ruolo
fondamentale nel processo di apprendimento. L ambiente di apprendimento
esercita una grande influenza sull anima dell individuo. Se l ambiente d
insegnamento pieno di luce, pulito, decorato con dei quadri colorati e arredato
con mobili colorati e funzionali, allora l ambiente attira l attenzione dello
studente e lo predispone in modo positivo ad imparare. Se, invece, l ambiente d
insegnamento squallido, con delle sedie rotte, con dei muri sporchi e senza
molta luce, allora l ambiente non attira l attenzione dello studente e gli trasmette
ansia, negativit e paura.
Anche la presenza della cattedra in classe svolge un ruolo importante, poich
segna il limite immaginario fra gli alunni e il professore e quindi costituisce il
punto dal quale il professore esercita il suo ruolo, cio quello di assicurare il
successo formativo degli studenti e di aiutarli a trovare la strada per arrivare alla
conoscenza di se stessi, cos come usava dire Socrate di Atene, nell antichit,
durante le sue lezioni ai suoi discepoli nell Agor ( / nosci te
ipsum).
Il professore deve essere se stesso con gli studenti, deve trasmettere affetto e
umanit a loro, dev essere affabile, sicuro di se e pieno di entusiasmo per la sua
funzione.
Di conseguenza, gli alunni troveranno nella figura del professore una fonte d
ispirazione, arriveranno alla conoscenza di se stessi e in seguito anche al successo
formativo.

Oltre ai due metodi d insegnamento sovracitati, abbiamo sperimentato anche la


lezione multimediale. Durante la lezione di Letteratura Greca e dopo l interrogazione
su Catullo e Saffo, abbiamo utilizzato il computer per far ascoltare agli alunni alcune
poesie di Saffo. Queste poesie sono state musicate da due cantautori greci nel 2007
(cio da Eleftheria Arvanitaki e da Thodoris Gonis).

2
Dopo aver fatto ascoltare i brani di Saffo agli alunni, gli alunni hanno dimostrato una
maggiore attenzione verso lo studio di Saffo e di Catullo e anche verso lo studio della
lingua greca, in genere.
Da questo si deduce che l utilizzo del computer e dei multimedia pu essere un
sussidio molto utile per l insegnante. Da una parte egli riesce a far immergere gli
alunni nel mondo della musica e della letteratura, in una maniera divertente ed
educativa, mentre dall altra, la musica con i suoi codici (note, testo) stimola la
fantasia degli alunni, la creativit e la loro voglia di imparare.
E stato dimostrato da un gruppo di studiosi americani dell Universit di Indianapolis
che quando l insegnamento coinvolge la sfera emotiva e i sensi dell uomo, allora il
sapere che viene trasmesso viene appreso con pi facilit e resta per molto tempo
nella sua memoria.
Abbiamo fatto anche un altra lezione con il computer e stavolta abbiamo utilizzato
anche il proiettore di immagini, per illustrare a loro la storia dei dialetti greci dall
antichit sino ad oggi.
Per poter fare questo, abbiamo utilizzato anche il proiettore di immagini e abbiamo
proiettato le immagini delle cartine della Grecia Antica con i suoi gruppi dialettali pi
importanti e cos siamo riusciti ad illustrare agli studenti i vari gruppi dialettali della
Grecia Antica (Lineare A, Lineare B, dialetto miceneo, ionico, ionico attico, eolico,
dorico, acheo) e della Grecia Moderna.
Per rendere la lezione meno pesante, abbiamo spiegato agli alunni con degli esempi
tratti dalla vita quotidiana l origine di alcune parole oppure di alcuni toponimi greci
della Basilicata (in pratica, siamo partiti dalla realt pi vicina a loro, per arrivare ad
illustrare a loro la realt greca).
Gli studenti sono rimasti affascinati dalle cartine dialettali della Grecia e molti di loro
hanno posto delle domande sulla situazione linguistica in Grecia dall antichit fino ad
oggi. La maggior parte degli alunni, soprattutto gli alunni pi curiosi, chiedeva qual
la situazione linguistica in Grecia oggi.
Questa domanda fece diventare la nostra lezione un dialogo di caratterescientifico.
L unit linguistica che avvenuta in Grecia in epoca ellenistico romana fu
rafforzata ulteriormente in epoca medievale, a causa dell annessione del paese all
Impero Bizantino, il quale influ sull evoluzione degli antichi dialetti greci.
Durante il Medioevo, il greco si diviso in due principali gruppi di dialetti, vale a dire
il Gruppo dei Dialetti Neogreci del Nord e il Gruppo dei Dialetti Neogreci del Sud.
La divisione avvenuta per fattori politici e anche per fattori culturali.
Essa avvenuta sulla base del vocalismo.
Nel Gruppo dei Dialetti Greci Meridionali, tutte le vocali conservano il loro valore
fonetico e se talvolta alcune di esse, specialmente le pi deboli, subiscono dei
mutamenti, questi sono dovuti ad assimilazione da parte delle vocali pi forti o ad
influenze analoghe, mentre nei dialetti settentrionali, la chiusura delle vocali atone e
ed o e l ammutolimento della i atona preceduta da consonante, avvengono
sistematicamente.

L interrogazione in classe e le prove scritte

Gli alunni durante l interrogazione sono seduti al primo banco in tre.


In seguito, l insegnante pone a loro delle domande sul programma del loro corso,
chiedendo in maniera esplicita le correnti letterarie, i nomi degli autori, le loro opere e
il contesto storico politico. Mentre loro parlano, il professore cerca di aiutare gli
studenti spiegando dei concetti che riguardano il mondo contemporaneo e che hanno
una certa affinit con i valori del mondo antico. Quando uno degli studenti si blocca,
2
il professore cerca di dargli degli stimoli (cita dei nomi di alcuni autori oppure delle
parole chiave), affinch essi possano fare dei collegamenti con altri periodi storici
oppure anche con altre discipline.

Riassumendo, possiamo dire che nel corso dell interrogazione:

1. Gli studenti e il professore fanno dei confronti con altri periodi della storia
2. Gli studenti leggono il brano che stato assegnato dal professore, illustrano la
biografia di ogni personaggio della letteratura, le sue opere e con le sue
carattesristiche, facendo dei collegamenti interdisciplinari, i quali servono a
potenziare il loro pensiero critico.
3. Infine, il professore valuta su una scala da 1 a 10 il grado della loro
conoscenza e insieme anche la conoscenza della grammatica, del lessico e
della sintassi della lingua greca, latina e italiana.
L insegnante quando se ne accorge che i ragazzi si comportano male durante l
interrogazione oppure nel corso della lezione, allora li rimprovera e in seguito mette
una nota sul suo registro. Quando viene convocato il Consiglio di Classe, egli chiama
i genitori dei ragazzi che si comportano male e li invita a venire al consiglio.
Durante il consiglio, il professore espone i suoi giudizi nei confronti di uno studente e
fa presente ai suoi genitori tutto ci che riguarda il comportamento e la personalit del
loro figlio. Alla fine, d dei consigli ai genitori su come fare per aiutare il loro figlio e
in seguito si rivolge al loro figlio, raccomandandogli costanza, impegno e volont
nello studio e facendogli notare che se non seguir questi suggerimenti, egli avr delle
sanzioni disciplinari e rimarr indietro nello studio.
Prima dell interrogazione, l insegnante bisogna far capire agli studenti con l aiuto
della lavagna e in modo laconico le regole della grammatica e della sintassi.
Durante la lezione, il docente occorre fare sempre riferimento alle fonti latine e
greche e in base a quelle fonti, egli deve illustrare i paradigmi dei verbi, i modi, le
declinazioni, le coniugazione e le caratteristiche dei tempi. Quindi, il testo il punto
di partenza, dal quale inizia il processo di apprendimento del greco, del latino e anche
dell italiano.
Inoltre, insieme ai fenomeni grammaticali, il docente deve insegnare agli studenti il
concetto di etimologia e ogni volta che trova una parola fondamentale della lingua
greca e della lingua latina, egli deve illustrare agli alunni anche la radice di quella
parola, facendo anche dei collegamenti con la lingua italiana.
Questo importante, poich essi si abituano a costruire il loro bagaglio lessicale non
in maniera confusa ma in maniera ordinata e cos saranno in grado di poter migliorare
le loro capacit intellettive.
Durante l interrogazione, abbiamo notato che il professore verificava la conoscenza
del vocabolario e della grammatica ponendo delle domande del tipo:
da quale verbo deriva il verbo ? qual la forma del verbo nel presente
indicativo? Che cosa significa in italiano? un verbo composto? .
Tutte queste domande venivano poste per aiutare il docente a verificare se gli alunni
hanno studiato o no e anche per aiutare gli studenti (soprattutto quelli non avevano
una buona conoscenza e che si sforzavano di pi a capire) a saper individuare le
forme grammaticali, le forme lessicali e a saper tradurrle bene nella lingua italiana.
La traduzione dei termini dal greco e dal latino all italiano veniva fatta con l aiuto
anche del vocabolario. E importante questo, poich gli studenti devono apprendere ad
usare il vocabolario, per poter imparare meglio le lingue.
Nella traduzione, i tempi e i modi del latino e del greco vengono tradotti con quelli
dell italiano.
Occorre che il docente spieghi agli studenti che l italiano ha una struttura molto
semplice, poich una lingua neolatina e quindi nata dall evoluzione del latino
2
classico, in epoca medievale. Una volta fatto questo, gli alunni avranno chiarito nella
loro mente il concetto di lingua antica (latino, greco; lingue che hanno una struttura
complessa e con varie sfumature) e il concetto di lingua moderna (italiano, francese,
spagnolo, greco moderno ecc.: lingue che hanno una struttura semplice).
I tempi e i modi delle lingue antiche esprimono diverse sfumature temporali, le quali
non si trovano nei tempi dell italiano. Quindi, gli studenti devono tenere presente che
i tempi dell italiano corrispondono approssimativamente a quelli del latino e del
greco antico (ad es.: Passato Remoto Aoristo del greco).
L insegnante deve scrivere sulla lavagna una frase e in seguito deve spiegare le parti
che compongono la frase, vale a dire: il soggetto, il verbo, il complemento oggetto, il
predicato nominale. Solo in questa maniera gli studenti saranno in grado di
comprendere le parti della sintassi e inizieranno a riflettere sul modo di scrivere.
Dopo aver fatto questo, bisogna dare delle frasi agli alunni per esercitarsi.
Cio, essi devono saper individuare le parti del discorso, devono saper analizzare la
struttura della frase e devono essere in grado di esprimere le loro scelte.
In seguito, l insegnante quando se ne accorge che alcuni studenti hanno sbagliato,
allora, egli deve chiedere a loro che ragionamento logico hanno seguito.
Questo serve per sviluppare in loro il senso della comunicazione e della
responsabilit delle loro scelte e attraverso il dialogo essi saranno in grado di poter
esprimere o di giustificare le proprie scelte.
Abbiamo osservato anche durante il tirocinio che alcuni ragazzi non hanno delle basi
buone sia dalla scuola elementare che dalla scuola media. Questo dovuto al fatto che
essi hanno avuto dei problemi familiari oppure i loro docenti non erano bene preparati
per trasmettere a loro i concetti fondamentali.
Per questo, abbiamo riscontrato in classe che essi commettevano degli errori
grammaticali e sintattici nell orale (specialmente durante il code switch, cio durante
il passaggio dal latino all italiano e viceversa) e inoltre abbiamo riscontrato che essi
trovavano delle difficolt ad esprimersi per iscritto nelle versioni dal latino all
italiano oppure nei compiti d italiano, poich essi, a loro insaputa a volte,
utilizzavano strutture tipiche del linguaggio orale nel loro scritto.
Questo errore dovuto in parte all influenza che esercita su di loro il linguaggio
televisivo, quello di Internet e quello dei telefoni cellulari (sia il linguaggio televisivo,
sia il linguaggio di Internet che quello dei telefonini fanno parte del linguaggio orale).
Durante il tirocinio in aula abbiamo notato che gli studenti che apprendono bene il
greco e il latino, lo apprendono con passione, quando essi sono riusciti a decodificare
le parole chiave di quelle lingue, facendo contemporaneamente anche dei
collegamenti con l italiano, con il francese, con l inglese o con il greco moderno ma
anche con altra discipline (informatica, matematica, geometria, biologia, fisica).
Da questo si deduce che i collegamenti interdisciplinari e multidisciplinari sono
necessari per migliorare la capacit di apprendimento degli alunni e per potenziare la
loro conoscenza, rendendogli degli individui maturi, consapevoli ed estroversi
In questa maniera essi saranno in grado di apprezzare il sapere, di amare se stessi e
gli altri e di sviluppare un senso di apertura verso il diverso, cogliendone l essenza.

Le Prove Scritte

Il docente deve verificare il grado di conoscenza degli studenti attraverso l uso dei
test scritti, i quali devono essere simili alle prove per l esame di maturit.
Gli studenti devono sostenere delle prove in latino, in greco e in italiano che si
chiamano Prove Semistrutturate. La prova semistrutturata dura un ora.
Durante la prova gli studenti devono essere in grado di rispondere a delle domande a
risposta multipla.
2
Le domande a risposta multipla servono per verificare il grado di conoscenza della
lingua, il grado di competenza grammaticale e il grado di competenza sintattica.
Inoltre, gli studenti devono scomporre delle forme verbali e in seguito devono
procedere alla loro analisi grammaticale, indicando con una crocetta la risposta esatta
fra quelle presenti.
Esistono anche le prove scritte di latino e di greco. Esse vengono fatte in classe,
durante le ore curricolari e consistono nella traduzione in italiano di un brano di uno
scrittore latino e greco. La prova scritta dura 1 o 2 ore. Durante questa prova scritta, lo
studente deve utilizzare il vocabolario per poter tradurre il brano.
E consentito anche un piccolo aiuto dalla parte del docente o anche dalla parte del
supervisore.

Riflessione Critica

Dopo l esperienza del tirocinio, abbiamo notato l interesse degli studenti verso lo
studio dei dialetti e ci siamo resi conto che nessun libro di storia greca o di letteratura
greca conteneva delle informazioni sullo stato della lingua greca oggi, sul greco
moderno, sui dialetti neogreci o perlopi sulle differenze fra il greco classico, il greco
medievale e il greco moderno.
La stessa mancanza labbiamo riscontrata per la storia della lingua latina, per cui sui
libri di testo non viene riportata la storia della lingua latina con le sue fasi evolutive
pi importanti fino alla creazione delle lingue neolatine.
Di conseguenza, gli studenti non hanno una visione diacronica della lingua greca e
latina e inoltre non sono degli individui linguistici forti.
In un mondo multiculturale, multilingue e globalizzato, dove esiste il pericolo della
perdita della propria identit culturale, lo studente deve essere in grado non solo di
parlare e di scrivere bene nella sua lingua madre ma deve possedere anche le nozioni
fondamentali della storia della sua lingua materna e anche del concetto di dialetto.
Tutte queste nozioni sono indispensabili per uno studente, poich servono per
formare un identit linguistica forte. E questo si ottiene anche con l insegnamento
delle altre lingue europee. Ma ogni individuo ha le sue radici, ha la sua storia, ha la
sua identit culturale che va rispettata e va conosciuta attraverso lo studio della lingua,
del dialetto e della storia.
La lingua sempre una realt complessa. E una struttura composta da un insieme
eterogeneo di piani che si sovrappongono, si intersecano, si implicano continuamente,
nelle dimensioni del tempo, in diacronia, e dello spazio, in sincronia, sul piano
sociale, sul piano culturale, sul piano psicologico.
Il dialetto ( . ) un idioma della lingua,
quindi una particolarit tipica della lingua, secondo Esichio di Alessandria di Egitto.

2
Bisogna educare gli alunni a rispettare il dialetto, perch esso il veicolo della lingua
regionale e nazionale, che ha una estensione pi ampia, per cui persone che hanno
pure dialetti locali diversi si riconoscono in un uso locale pi ampio.
E necessario, dunque, insegnare ai ragazzi le origini della loro lingua madre e la sua
storia, affinch essi possano sviluppare durante la loro adolescenza un senso di
appartenenza al passato e contemporaneamente un senso di rispetto verso le proprie
radici e verso la diversit.
In questa maniera riusciranno a organizzare meglio le loro conoscenze linguistiche e
a sviluppare la capacit di esprimere delle riflessioni critiche sui vari fatti sociali.

Capitolo II

Il Tirocinio Indiretto

Il Tirocinio Indiretto ha lo scopo di illustrarci come funzionano gli organi collegiali e


in particolare come si svolgono i consigli di classe, gli scrutini, le assemblee degli
alunni, le elezioni dei rappresentanti di classe e d istituto nella consulta, le assemblee
della Commissione P.O.F e d istituto.
Inoltre, grazie al Tirocinio Formativo, abbiamo avuto la possibilit di seguire dei
corsi di aggiornamento per insegnanti e anche dei corsi di aggiornamento per l uso
dei dati informatici e per il diritto alla privacy.
Attraverso il Tirocinio Indiretto noi siamo in grado di vedere come vengono
effettuate le valutazioni degli studenti, come vengono messi i voti, come vengono
risolti i problemi degli studenti, i quali possono impedire molte volte il processo di
apprendimento degli studenti e possono ostacolare anche il lavoro dell insegnante.
Il Tirocinio Indiretto ci ha permesso di avere un idea completa riguardo alle varie
tematiche (amministrative, economiche, formative, legislative).
Abbiamo appreso quali sono le funzioni del personale A.T.A, quali sono le funzioni
dei vari rappresentanti degli studenti e dei professori durante il consiglio d istituto e
abbiamo notato che la scuola ha stretto un legame forte non solo con i genitori degli
2
studenti, con gli studenti e con i docenti ma anche con altre scuole dello stesso
territorio oppure con altre scuole di altre regioni italiane e addirittura con delle scuole
dell Unione Europea, le quali sono gemellate con il Liceo Classico Duni di Matera
e hanno una stretta collaborazione via Internet
( Progetto dell Unione Europea E - TWINNING Materas On Line Newspaper).
Da questa nostra esperienza, ci siamo resi conto che la Scuola per essere competitiva
nel mondo di oggi, deve avere dei legami con il suo territorio di appartenenza.
In questo modo, la Scuola pu attirare l attenzione di altre scuole, di altri enti statali
o privati (come Universit, Centri di Ricerca, emittenti radio televisive, Biblioteche,
Musei, Giornali e anche le amministrazioni comunali, provinciali e regionali).
Da queste collaborazioni fra la scuola e i vari enti nascono dei progetti (Comenius, E
Twinning ed altri), i quali costituiscono una vera e propria occasione per la
formazione dell identit europea, la quale costituisce uno dei principali obiettivi dell
istruzione secondaria nei paesi dell Unione Europea.
Abbiamo anche assistito anche agli scrutini di classe, dove abbiamo notato che i
professori utilizzano delle cartelle per scrivere i voti di ciascun studente.
Queste cartelle si chiamano anche pagelle scolastiche e portano il nome di ciascun
studente con tutte le sue generalit.
Durante gli scrutini i professori assegnano allo studente il voto non solo in base al
suo rendimento scolastico, ma anche in base al suo comportamento nei confronti degli
altri studenti.
Lo scrutinio importante, poich un metodo di valutazione del percorso formativo
dello studente e costituisce anche un momento di autoverifica per il docente, il quale
avr la possibilit di ricalibrare il percorso didattico pogettato (feed back), se questo
pu essere utile al raggiungimento degli obiettivi prefissati.

Riflessione Critica

Durante il consiglio di classe sia usa confrontare i voti degli studenti, si parla del loro
comportamento e si cerca con l aiuto della preside, dei genitori e degli studenti che
hanno dei probemi, di porre rimedio ai problemi che nascono nell ambito del
processo formativo. Tutti insieme, genitori, studenti e professori si riuniscono e con
uno spirito di collaborazione e di buona volont discutono e cercano di trovare delle
soluzioni ai problemi che riguardano la classe e gli studenti.
Durante il consiglio di classe i professori tengono in considerazione il
comportamento degli studenti durante le ore curricolari, la loro partecipazione durante
il corso delle lezioni, la loro produttivit, il loro modo di confrontarsi con i loro
compagni di classe, la loro intraprendenza, le loro carenze, le loro qualit e i loro
interessi.
In seguito, i professori esprimono dei giudizi positivi o negativi e cercano di tovare
attraverso il dialogo dei modi per coinvolgere gli studenti pi disinteressati nello
studio oppure cercano di trovare delle iniziative extrascolastiche che potranno
coinvolgere gli alunni pi bravi della classe.
Inoltre, i professori durante il consiglio di classe decidono di premiare i ragazzi e
cercano di organizzare anche delle attivit extra - curricolari (ad es.: nel Progetto
Comenius o Interreg), coinvolgendo in esse gli studenti pi bravi oppure quelli che
manifestano una predilezione particolare per il canto, la musica, la danza, la pittura e
la letteratura.

2
Infine, possiamo dire che il consiglio di classe aiuta molto i gli alunni, i genitori e i
docenti, poich come organo favorisce la comunicazione, la socializzazione, la
solidariet, il dialogo, la cooperazione e la volont di lavorare insieme per il bene
collettivo della scuola. Ha quindi anche un carattere educativo, poich gli studenti che
hanno un comportamento brutto e che si mostrano disinteressati verso lo studio
dialogano con i membri del consiglio, piangono, si aprono attraverso il dialogo e cos
trovano la forza di migliorare.
Quindi, il consiglio di classe funziona anche come una seduta psicanalitica, dove i
professori agiscono come se fossero degli psicologi e cercano con la forza dell amore
di aiutare lo studente o la famiglia che ha bisogno di sostegno psicologico.
E qui trova piena affermazione il detto di Ippocrate di Cos, secondo il quale:
2.

Tabella 2: Il Sapere Reticolare. E aperto, interdisciplinare, multidisciplinare e in


continua evoluzione. Lo studente al centro del processo didattico. Questo
modello ha come nucleo principale la conoscenza di se stesso e il successo
formativo.

2 La Parola considerata dagli uomini come rimedio contro i mali


2
Lingua
Madre

Variet
Regionale
Dialetto

Tabella 3: Le affinit fra Dialetto Variet Regionale e Lingua Madre

Capitolo III - Conclusioni

2
1. Motivazioni della Scelta
2. Strutturazione: Obiettivi, Metodi, Temporizzazione.
1. Attivit di: docente, specializzando e alunni Riflessione Critica
4. Criteri di valutazione e di verifica
5. Eventuali implicazioni interdisciplinari
6. Il Tutor: Scelte Didattiche, la Programmazione Disciplinare Materiali usati

1. Motivazione della scelta

La cultura greco romana costituisce una delle radici, anche se non l unica, la pi
importante della cultura europea. Da questo si deduce che la finalit disciplinaria
dello studio della cultura classica promuovere la consapevolezza dell identit
culturale e del carattere uniitario della civilt europea in senso diacronico.
2
Le motivazioni della scelta sono strettamente connesse a delle finalit formative
generali, previste dai programmi Brocca, le quali sono:

1. Ampliamento dell orizzonte storico, con l accesso diretto alle testimonianze


pi antiche della cultura occidentale.
2. Utilizzazione delle categorie che consentono l analisi del patrimonio
letterario, artistico, filosofico, politico e scientifico.
3. Acquisizione delle competenze esegetiche e traduttive che sono indispensabili
per il potenziamento dei mezzi espressivi sul piano lessicale, sintattico e
stilistico. Queste competenze servono anche per effettuare un confronto tra
modelli linguistici e realt culturali diverse.
4. Formazione della capacit di astrazione, di riflessione e discernimento critico,
sviluppando abilit propedeutiche a studi superiori.

2. Strutturazione: Obiettivi, Metodi, Temporizzazione

Obiettivi

A conclusione del percorso formativo, lo studente deve:

3
1. Saper collocare in una time line storica non il mito, il quale ha un valore
universale, bens le opere, in quanto esse costituiscono delle espressioni
storiche vere e proprie che lo hanno attualizzato.
2. Saper individuare le radici classiche di temi etici e politici contemporanei che
rinviano al mito, per esempio: il rapporto fra tecnica e politica, fra libert
individuale e rispetto delle leggi.

Dal punto di vista linguistico, lo studente deve:

1. Saper leggere e comprendere dei brani tratti da testi narrativi o poetici di


media difficolt e bisogna che lo studente abbia le competenze adatte per
tradurre questi, utilizzando l italiano medio. Inoltre, lo studente dev essere in
grado di individuare i personaggi e i luoghi del racconto. Ci presume che
debba saper riassumere oralmente o in forma scritta il racconto.
2. Saper svolgere un analisi testuale e linguistica essenziale e dev essere in
grado di riconoscere le strutture fondamentali (morfosintattiche, retoriche e
metriche).
L insegnante deve:
1. Avvicinare gli studenti alla lettura dei testi antichi, affinch essi siano in
grado di spiegare e di interpretare i testi moderni.
2. Far acquisire gli strumenti, perch essi diventino dei lettori consapevoli,
cercando di valutare la distanza che ci separa e la continuit che ci unisce al
passato.
3. Esercitare gli allievi ad una particolare ricezione delle opere letterarie che
consenta di cogliere attraverso il riconoscimento dell intertestualit, la
letteratura non come statica manifestazione artistica di un contesto storico
culturale, bens come una rete dinamica di rapporti, un vero sistema di
relazioni reciproche tra testi diversi nello spazio, nel tempo e nei generi.

Obiettivi Cognitivi Interdisciplinari

L insegnante deve tenere in considerazione i seguenti obiettivi:

1. Sviluppare le abilit linguistiche sia di ricezione che di produzione


2. Ampliare il lessico
3. Individuare le parole chiave e i concetti chiave
4. Potenziare le capacit di logica
5. Sviluppare le capacit di intuizione e lo spirito di ricerca
3
6. Potenziare le capacit di interiorizzazione e comunicazione dei concetti
7. Sviluppare la capacit di riflettere in maniera autonoma e di esercitare un maturo
senso critico necessario per orientarsi nella vita
8. Promuovere il gusto del sapere nel discente e stimolarlo ad ampliare
spontaneamente le proprie conoscenze per fare un dialogo costruttivo, confrontandosi
con gli altri.

Obiettivi Socio affettivi

L insegnante si prefigge di:

1. Sollecitare ed orientare il pieno sviluppo della personalit di ogni studente,


promuovendone una crescita armonica.
2. Favorire l intercomunicazione al fine di raggiungere una crescita collettiva,
maggiore sicurezza di s, autocontrollo ed apertura serena e consapevole verso
gli altri.
3. Rendere ogni intervento non fine a se stesso, ma tale da coinvolgere
emotivamente i ragazzi, rendendoli soggetti attivi e responsabili del loro
apprendimento e del loro divenire, lasciando ampio spazio all iniziativa
personale.
4. Aiutare i discenti a comprendere l importanza sociale del mondo della scuola,
rendendoli membri consapevoli ed assi portanti della realt classe, evitando
l insidioso pericolo della sterile competitivit con la corsa al volo come
presupposto, il quale crea ansia e tensione al discente.
5. Favorire nell adolescente la scoperta della propria identit umana
6. Ampliare le conoscenze dell orizzonte storico antropologico al fine di
ritrovare nella tradizione classica le radici della cultura occidentale.
7. Aiutare l alunno ad aprirsi al mondo, a capire il valore dellumanit,
trasmettendo i valori dell accettazione, del rispetto, della comprensione delle
esperienze altrui (umane, religiose e culturali).

Metodi

Il docente non dovrebbe essere un mero trasmettitore di dati e nozioni, ma dovrebbe


educare, ovvero tirare fuori da loro quanto di meglio essi hanno, cio le loro
potenzialit e l insegnante dovrebbe metterli in grado di leggere la realt, di
comprenderla e di interpretarla, avviando quei processi di analisi e sintesi atti a
promuovere comportamenti, capaci di incidere positivamente sul tessuto sociale.
Bisogna che il docente sia in grado di instaurare con i ragazzi un buon rapporto a
livello umano, nonostante le difficolt iniziali e andando alla ricerca continua di
tecniche di insegnamento che vedano come protagonisti gli alunni.
Il docente deve utilizzare la lezione frontale e la tecnica del Cooperative Learning.

3
Grazie a queste due nuove strategie di insegnamento si avvieranno lavori di gruppo,
laboratori relativi alle diverse discipline, attivit creative e giochi di simulazione,
attivit che di solito, hanno successo con i ragazzi, aiutandoli in questo modo ad
accrescere in loro l autostima, la motivazione allo studio, in modo da favorire il
saper fare del discente nella prospettiva dell insegnamento apprendimento.
Tutti i contenuti curriculari (Educazione alla mondialit Educazione alla Salute
Ulisse: il mito e la memoria) devono essere presentati e analizzati in classe con il
metodo della lezione frontale. In questa maniera il dialogo sar reso pi vivace e
costruttivo mediante la partecipazione interattiva degli alunni.
L attivit didattica, di conseguenza, cercher di stimolare continui interessi,
potenzier l attivit di ricerca, attraverso l impiego di tutti gli strumenti s
disposizione, in particolare attingendo le informazioni anche dalle reti informatiche e
telematiche.

Temporizzazione

I contenuti del programma di letteratura greca vanno divisi come di seguito:

I e II BIMESTRE

Letteratura: le tappe dell attivit letteraria. I generi letterari. La questione omerica.


Omero: l Iliade e l Odissea. Esiodo.

Classico: Omero. Scelta di passi dall Iliade e dall Odissea. Nozioni di prosodia e
metrica greca. L Esametro Dattilico.

III e IV BIMESTRE
3
La poesia giambica ed elegiaca. Archiloco, Iponatte, Mimnermo e Solone.
Classico: Erodoto, Tucidide, Senofonte: scelta di alcuni passi dalle opere.
Grammatica: Aggettivi Verbali. Nozioni di Sintassi.

3. Attivit di docente, specializzando e alunno e riflessione critica

Durante il corso della Scuola di Specializzazione all Insegnamento Secondario


abbiamo avuto l opportunit di vedere la realt scolastica attraverso il tirocinio in
aula con gli occhi di un docente della scuola secondaria, di apprendere le tecniche
moderne di insegnamento, di utilizzare diversi strumenti didattici (la lavagna, il
registratore, il video, il videoproiettore, il computer, Internet) e di osservare da vicino
lo svolgimento degli esami, delle assemblee e in generale tutte le attivit curricolari ed
extracurricolari..
Dall altra parte abbiamo avuto anche la possibilit di vedere come si insegna all
universit e durante le i corsi che abbiamo fatto come specializzandi abbiamo visto
anche all universit che ogni docente utilizza un suo metodo didattico (abbiamo visto
all inizio della SSIS la lezione frontale, poi quella tradizionale, quella multimediale e
infine quella frontale).
Abbiamo constatato che all universit si applicano le stesse metodologie didattiche
che si applicano anche nella scuola secondaria.

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Dal punto di vista del specializzando dobbiamo dire che si poteva dare pi spazio alla
sperimentazione didattica all interno di una lezione universitaria.
Per quanto riguarda la classe A052, possiamo dire che nel corso degli studi della
SSIS non c stato nessun corso o seminario che ci potesse illustrare il collegamento
fra il greco antico, il greco medievale e il greco moderno.
Se intendiamo parlare di interdisciplinariet o di multidisciplinariet, necessario
fare dei collegamenti con altre lingue, con altre variet linguistiche e anche con le
lingue europee che si parlano oggi e che hanno svolto un ruolo fondamentale nella
formazione dell Europa.
Per esempio, non c stato nessun riferimento alla letteratura greca moderna e
contemporanea, una letteratura che viene insegnata nelle principali universit italiane
ed europee e costituisce per un docente di greco antico un ponte fra la Grecia antica e
quella moderna.
Quindi, non dobbiamo solo conoscere l antico ma bisogna confrontarsi con il
presente. Altrimenti, il nostro sapere non aggiornato e non pu avere un riscontro
nella vita di oggi, dove in fra i paesi dell Unione Europea si stanno creando dei
legami culturali, economici e politici, legami che porteranno nel futuro alla
formazione graduale dell identit comune europea.
Durante il corso della SSIS abbiamo rielaborato i contenuti acquisiti, in maniera
soggettiva e critica. Abbiamo esposto i contenuti acquisiti con rigore dimostrativo e
con capacit di sintesi. Abbiamo imparato dai docenti universitari e dai docenti della
scuola gli strumenti di lavoro che dobbiamo usare nella scuola.
Infine, abbiamo acquisito tutte le tecniche che ci permettono di concettualizzare e
gerarchizzare i saperi attraverso la costruzione di mappe concettuali e di grafici.
In conclusione, possiamo dire che l esperienza della SSIS ci ha portati alla
conoscenza dei nuovi linguaggi multimediali, delle nuove metodologie di
insegnamento e al miglioramento dell nostro profilo umano e professionale.

4. Criteri di valutazione e verifica

Si procede alla verifica per quantificare gli obiettivi realmente raggiunti attraverso
colloqui, prove aperte strutturate e semistruttrate, eventuali altre esercitazioni con l
attribuzione di un punteggio; coerentemente con il percorso prestabilito, esse saranno
diverse nella forma e nelle finalit.
Le prove scritte serviranno per misurare le competenze linguistiche relative al greco e
le abilit logico interpretative degli alunni. Quelle orali, invece, se relative ai testi
classici, accerteranno la capacit di intendere i testi proposti, di commentarli, di
collocarli nel contesto storico e di riconoscerne il valore letterario.
Per quanto concerne l aspetto storico letterario, le verifiche saranno utilizzate per
accertare l acquisizione delle tematiche culturali proposte, la padronanza nell operare
collegamenti fra queste e la capacit di elaborazione critica personale.
Le verifiche scritte saranno nel numero di due per quadrimestre, quelle orali almeno
tre per quadrimestre (in itinere, formative, finali e sommative).
Per rendere la programmazione pi elastica, il numero delle verifiche dipender dai
reali tempi di assimilazione da parte degli allievi e dalle loro risposte agli
insegnamenti impartiti.
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Il momento di verifica, secondo gli esiti raggiunti, potr evidenziare anche la
necessit di un ritorno sugli argomenti gi affrontati oppure su argomenti di
approfondimento oppure entrambe le cose.
La verifica costituisce un momento importante di autoverifica per il docente, il quale
avr la possibilit di ricalibrare il percorso didattico progettato, se questo necessario
per il raggiungimento degli obiettivi prefissati.
Atto finale del percorso formativo la valutazione effettuate secondo una griglia, la
quale risponde a dei criteri tassonomici, e mediante l uso di indicatori e descrittori,
essa sar in grado di associare, per esempio, al giudizio di sufficiente un impegno
costante, una partecipazione accettabile, una conoscenza completa, anche se non
approfondita dei contenuti essenziali, una esecuzione quasi corretta dei compiti
assegnati, autonome capacit di affrontare situazioni nuove.
In ogni caso la valutazione degli alunni deve anche servire come occasione per la
valutazione dell azione didattica: di fronte ad evidenti e significativi esiti negativi
delle valutazioni degli alunni si dovr valutare anche l intera azione didattica, per
individuarne i punti deboli (obiettivi non opportunatamente calibrati alla situazione di
partenza, strategie metodolgiche non adatte agli interessi degli alunni e quindi poco
efficaci).
In questa maniera, il discorso della valutazione acquista un carattere ciclico, in modo
che ogni punto di arrivo sia contemporaneamente un nuovo punto di partenza.

5. Eventuali implicazioni interdisciplinari

Durante il tirocinio presso il Liceo Classico Duni abbiamo avuto la possibilit di


sperimantare in una lezione frontale con l aiuto del professore di Educazione Fisica,
il quale ha spiegato agli alunni la storia della danza moderna.
In seguito, abbiamo tenuto insieme al docente di Educazione Fisica, nella palestra
della scuola, una lezione sulla storia delle danze greche, partendo dall antichit sino
ai nostri giorni. Verso la fine della lezione, abbiamo utilizzato il registratore per far
ascoltare ai ragazzi il sirtaki, la danza del partigiano greco di Creta, Alexis Zorbas.
La musica di questa danza stata composta dal compositore cretese Mikis
Theodorakis negli anni Sessanta e costituisce ancora oggi la danza greca pi
importante e pi amata dai greci e non solo.
Per educare i ragazzi alla mondialit e alla conoscenza della cultura greca, la quale
sta alla base della cultura europea, abbiamo insegnato a loro i passi di questa danza e
alla fine della lezione, i ragazzi hanno ballato il sirtaki.
Questa lezione rientrava nell ambito dell attivit interdisciplinare del Liceo Classico
Duni di Matera e aiut gli studenti a conoscere meglio la storia della danza greca e
a scoprire un lato poco conosciuto della cultura greca.

6. Il Tutor: Scelte Didattiche, la Programmazione Disciplinare Materiali usati

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1. Programmazioni Didattiche
2. 2 CD con i materiali multimediali utilizzati durante il tirocinio
3. Test
4. Le versioni usate durante i compiti di latino e di greco