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La scienza del male ( Simon Baron-Cohen)

1CAPITOLO-

Simon Baron-Cohen, attraverso il libro La scienza del male, cerca di trovare una spiegazione alla crudelt
umana, sostituendo il concetto di male con quello di empatia.
Come possono gli esseri umani trattare gli altri come oggetti? Come possono spegnere il loro naturale
sentimento di compassione nei confronti delle persone che soffrono? A tal proposito egli prende in
considerazione la strage compiuta nei confronti degli ebrei, ad opera dei nazisti. I numeri prigionieri
deportati nei campi di concentramento, venivano usati come cavie negli esperimenti degli scienziati nazisti.
Si racconta di un esperimento in cui le persone venivano immerse in vasche contenenti acqua gelida della
temperatura di 0C, e se ne registravano le correlazioni che vi erano tra la frequenza del battito cardiaco e il
tempo di permanenza nellacqua. Le leggi razziali, definivano gli ebrei come esseri subumani, che andavano
sterminati secondo il programma eugenetico del tempo. Allinterno di tale contesto, usare i prigionieri
come cavie negli esperimenti era considerato addirittura etico per gli scienziati nazisti poich contribuiva ad
incrementare la conoscenza, quindi in vista di un bene superiore. Pertanto, le guardie naziste, definivano la
crudelt un comportamento normale. Nelle spiegazioni pi usuali dellOlocausto, esso viene imputato
come uno dei peggiori atti di crudelt umana; a tal proposito, Baron-Cohen, si assume il compito di riuscire
a fornire una spiegazione alquanto pi chiara di tale crudelt sostituendo il concetto di male con quello di
empatia. Prima di addentrarci nella spiegazione definiamo che cos lerosione empatica: essa si sviluppa a
causa di emozioni corrosive come il desiderio di vendetta, di proteggere, il risentimento, lodio cieco, che
sono emozioni transitorie e quindi lerosione empatica reversibile; essa pu per scaturire anche da stati
psicologici pi stabili. Uno dei primi filosofi che ha definito la correlazione esistente tra lerosione empatica
e la capacit di trattare gli altri come se fossero oggetti, fu Buber nel libro intitolato lio e il tu. Egli
contrappone il modo di essere Io-Tu, in cui ci si rapporta alle cose e alle persone come un fine in s, al
modo di essere Io-Esso, in cui ci si rapporta alle persone e alle cose come un mezzo utile per arrivare ad un
qualche scopo. Questo modo di trattare la persona la svaluta. Quando siamo focalizzati sui nostri interessi e
non teniamo conto della mente altrui, ci troviamo esclusivamente nella modalit io, ed in quel caso si
hanno tutte le potenzialit per essere non empatici. Ma che cos lempatia? Perch alcune persone sono
pi empatiche di altre?

2CAPITOLO-

Lempatia pu essere definita in vari modi: innanzitutto c empatia quando smettiamo di focalizzare la
nostra attenzione in modo univoco single minded, per adottare una focalizzazione di tipo doppio double
minded. Focalizzare la propria attenzione in modo univoco significa essere concentrati sempre su se stessi,
i propri pensieri, le proprie emozioni; invece nella focalizzazione di tipo doppio, teniamo
contemporaneamente presente la mente altrui. In altre parole, nel primo caso lempatia risulta spenta
mentre nel secondo accesa. Possiamo poi continuare affermando che lempatia indica la nostra capacit
di identificare ci che laltro sta provando e pensando e di rispondere a tali pensieri e sentimenti con
unemozione corrispondente. In tal senso lempatia implicherebbe due fasi: riconoscimento e risposta
quindi richiede sia la capacit di identificare i pensieri ed i sentimenti di un altro sia la capacit di
rispondere ad essi con unemozione appropriata. Quando ci poniamo empaticamente nei confronti di un
altro, di fatto noi comprendiamo la sua posizione, intuiamo il dove si trova, possiamo realizzare un
legame di amicizia, rafforziamo lamicizia in quanto possiamo evitare il rischio di fraintendimenti ed offese
dal momento che ci possiamo prefigurare anticipatamente cosa laltro potrebbe intuire o come potrebbe
reagire. Dalle definizioni che abbiamo appena dato, sembrerebbe che lempatia sia come un sistema
binario ossia che accesa o spenta, che c o che non c. Per essere corretti, bisogna parlare dellempatia
come se fosse un dispositivo variatore di luce e possiamo rappresentarla non a caso come una curva
normale o a campana, in cui alcuni soggetti possiedono livelli alti di empatia, altri medi ed altri ancora bassi.
Coloro che si trovano nella dimensione pi bassa, possono assumere tale condizione permanentemente,
nel senso che non erano empatici prima n lo saranno mai; oppure possono ritrovarsi a causa di una caduta
temporanea dellempatia per effetto di una situazione contingente. Comunque qualunque sia la strada che
ha portato tali soggetti ad un livello cos basso di empatia, li rende capaci di disumanizzare gli altri e di
trattarli come se fossero oggetti. Baron-Cohen e collaboratori hanno per lappunto ideato un test che
permette di misurare il QE cio il quoziente di empatia, che si rivelato particolarmente efficiente su un
campione vasto della popolazione in cui ad esempio emerso che gli studenti impegnati nelle discipline
umanistiche hanno dei livelli empatici superiori a coloro che studiano le scienze naturali; oppure in merito
alla popolazione complessiva si rilevato che le femmine, grandi e piccole, possiedono dei livelli di empatia
maggiori rispetto ai maschi. Se immaginiamo a livello cerebrale un circuito dellempatia e lo confrontiamo
con i dati relativi al QE analizzato su un gruppo di persone, possiamo individuare 7 condizioni che vanno dal
livello zero al livello 6 di empatia; si tratta pi che altro di ampi intervalli entro cui ci si pu muovere di
giorno in giorno a causa delle fluttuazioni temporanee dellempatia.

- Al livello zero, troviamo soggetti con un grado zero di empatia, capaci quindi di commettere crimini,
omicidi, stupri, violenze fisiche nei confronti degli altri oppure soggetti che pur non essendo in
grado di interagire con gli altri, non hanno comunque il desiderio di danneggiarli. Inoltre non
provano rammarico o senso di colpa in quanto non sono capaci di comprendere ci che laltro sta
provando.
- Al livello uno, i soggetti sono ancora capaci di aggredire fisicamente gli altri, ma possiedono quel
pizzico di empatia che gli permette di riflettere su quanto commesso. In sostanza in questi individui
fa cilecca quella parte del circuito dellempatia che inibisce le azioni negative e pertanto in alcuni
momenti possono mostrare atteggiamenti empatici ma quando si attiva il loro temperamento
violento, la loro vista si annebbia e vedono rosso.
- Al livello due, i soggetti possiedono quel barlume quanto basta di empatia per non aggredire
fisicamente gli altri ma non si risparmiano con le parole, quindi offese, calunnie, in altre parole
parlano a sproposito mettendosi sempre nei pasticci, perdendo magari anche il posto di lavoro. Poi
guardano alla loro vita piena di errori con risentimento e dolore.
- Al livello tre, troviamo persone che sono consapevoli delle loro problematiche a proposito
dellempatia e cercano di mascherarle o colmarle evitando ad esempio luoghi e rapporti da cui
provengono molte richieste empatiche; sul luogo di lavoro tengono gli occhi bassi nella speranza di
non interagire con gli altri e tornando a casa possono tirare un sospiro di sollievo ed essere
finalmente se stessi, sentendosi cos a proprio agio.
- Al livello quattro, le persone possiedono un livello medio-basso di empatia, e si rintracciano per lo
pi uomini che si rapportano alle problematiche mediante soluzioni pratiche, tecniche, sfuggendo a
qualsiasi conversazione circa le emozioni e i sentimenti. A questo livello infatti lamicizia non si
fonda sullintimit emotiva bens sulla condivisione di interessi e attivit comuni.
- Al livello cinque, vi un grado leggermente superiore alla media di empatia; troviamo per gran
parte donne che fondano lamicizia sullintimit emotiva, quindi sulla condivisione reciproca delle
confidenze. Tendono inoltre a non far valere le proprie opinioni o convinzioni al fine di non
dominare e denigrare gli altri. Sono soggetti molto impegnati nella vita ma concedono un po del
loro tempo agli altri in quanto sono interessati a conoscere cosa gli passa per la testa, cosa provano,
e raccolgono tali informazioni attraverso quattro chiacchiere piuttosto che con domande dirette.
- Al livello sei, le persone sono fortemente empatiche, il loro circuito in una condizione di costante
iper-eccitazione e la mente altrui non esce mai fuori dai loro radar.

Attraverso la risonanza magnetica funzionale cui sono stati sottoposti alcuni soggetti, sono state
individuate ben 10 regioni cerebrali che risultano coinvolte nel cosiddetto circuito dellempatia.

Corteccia mediale prefrontale= si divide in due parti: parte dorsale e ventrale. Quella dorsale
coinvolta nella rappresentazione, talvolta chiamate meta-rappresentazione, dei pensieri e delle
emozioni altrui; quella ventrale invece si attiva quando riflettiamo sulla nostra stessa mente ed avrebbe
un ruolo centrale nella consapevolezza di s. Una prova involontaria del coinvolgimento di questarea
deriva dal famoso caso di Phineas Gage, il quale da giovane mentre ricopriva il ruolo di caposquadra nei
lavori di costruzione di una ferrovia, rimase vittima di un incidente: unasta di ferro gli trapass il
cervello perforandogli il cranio. Il soggetto si riprese subito, riuscendo a camminare e parlare senza
problemi e sopravvisse per ancora diversi anni. Lunico problema che si riscontr fu probabilmente la
perdita dellempatia poich da giovane rispettoso, gentile, popolare quale era divenne irriverente,
spregiudicato, maleducato e privo di alcuna inibizione sociale. A distanza di quasi un secolo, la
neurologa Hanna Damasio, comp delle analisi sul cervello di quetuomo, rimasto custodito in un
museo, e grazie a moderne tecniche riusc a costatare che lasta di ferro aveva danneggiato con molta
probabilit proprio larea ventro-mediale della corteccia.

Corteccia orbito frontale= il coinvolgimento di questarea emerso nel corso di un esperimento in cui
si registr una sua maggiore attivazione quando ai soggetti era chiesto di scegliere in una lista di parole
quali descrivessero ci che il cervello pu fare tra camminare, mangiare, pensare, credere ecc. si poi
costatato che i pazienti con danni relativi a questarea non erano in grado di giudicare se fosse stata
commessa una gaf ed infine quando si osservava un ago penetrare in una mano non anestetizzata si
aveva un incremento dellattivit di questarea segno che era coinvolta nel valutare se qualcosa
doloroso o no.

Opercolo frontale= limplicazione di questarea stata notata mediante un parallelo con le scimmie,
che le renderebbe capaci di comprendere le intenzioni e gli obiettivi degli altri. Attraverso un
esperimento ci si resi conto che le cellule di questarea incrementavano la loro attivit elettrica sia
quando la scimmia osservava unaltra scimmia avvicinarsi ad un oggetto, sia quando essa stessa si
protendeva per prendere qualcosa.

Giro frontale inferiore= un danno in questarea determina delle difficolt nel riconoscimento delle
emozioni infatti pi si empatici pi questarea particolarmente attiva quando si osservano facce
esprimere emozioni.

Corteccia cingolata anteriore e insula anteriore= entrambe si attivano particolarmente nelle situazioni
di dolore, ad esempio sia quando la propria mano viene punta con un ago sia quando la stessa cosa
capita al proprio partner. Linsula anteriore si attiva anche quando si prova disgusto o si osserva
qualcun altro esprimere disgusto.

Giunzione temporo-parietale= coinvolta nella rappresentazione della mente altrui, nella cosiddetta
Teoria della mente: usiamo la nostra teoria della mente quando cerchiamo di immaginare le emozioni e
i pensieri di unaltra persona.

Solco temporale superiore= anche questo stato individuato mediante uno studio condotto sugli
animali, in cui risultava attivo quando gli individui seguivano lo sguardo altrui.
Corteccia somatosensoriale= si attiva sia nella codifica di unesperienza tattile sia quando qualcun altro
viene toccato. Si riscontrata una sua attivazione anche quando un'altra persona si punge la mano: ci
indica che quando ci identifichiamo nel disagio di un altro lo facciamo in modo molto sensoriale. Un
danno in corrispondenza di questarea implica una riduzione significativa della nostra capacit di
riconoscere le emozioni altrui.

Lobulo parietale inferiore= costituisce un aggancio per lopercolo frontale ed il giro frontale inferiore
che nellinsieme fanno parte del sistema dei neuroni specchio, una particolare tipologia di neuroni
scoperta da un gruppo di neuro scienziati italiani delluniversit di Parma, coordinati da Giacomo
Rizzolatti. Sempre mediante esperimenti condotti sulle scimmie, a cui sono stati applicati degli elettrodi
su alcune parti del cervello, si notato che si verificava una scarica neurale sia quando la scimmia
compiva unazione sia quando osservava una scimmia compiere la stessa azione. La presenza certa di
tale sistema nelluomo non pu essere provata con le stesse tecniche utilizzate per gli animali in quanto
non etiche ma mediante analisi indirette la si pu constatare. Infine il coinvolgimento del giro frontale
inferiore nei neuroni specchio determina anche il fatto che lempatia implichi una qualche forma di
rispecchiamento delle emozioni e delle azioni altrui.

Amigdala= il centro emotivo del nostro cervello in quanto regola le emozioni e lapprendimento
emotivo. Il suo coinvolgimento deriva da un esperimento ormai passato in cui i soggetti dovevano
osservare immagini di occhi di altre persone e deliberare a proposito di ci che essi esprimevano in
termini di emozioni e stati mentali. Durante questo compito si registrata una maggiore attivazione
dellamigdala. Inoltre una famosa paziente neurologica con danni in entrambe le amigdale ebbe grandi
difficolt a riconoscere un volto impaurito anzi fu proprio incapace e questo perch per individuare
lespressione di paura sono necessari gli occhi; il danno in entrambe le amigdale impediva alla signora
di stabilire il contatto visivo necessario per il riconoscimento di un viso impaurito.

3CAPITOLO

Che cosa significa avere grado zero di empatia? Avere grado zero di empatia significa non avere la
consapevolezza di come ci si rapporta e si interagisce con gli altri. I soggetti con grado zero di empatia
vivono come allinterno di piccole bolle, ignari dei sentimenti e delle emozioni degli altri, ignari del fatto
che esistano anche altri punti di vista. Di conseguenza assumono latteggiamento di essere nel giusto
con le proprie convinzioni ed opinioni, giudicando nellerrore o stupidi coloro che non le condividono.
Sono soggetti che vivono fuori dalle regole, pronti a fare di tutto per raggiungere loggetto del desiderio:
nei casi pi estremi possono commettere crimini, omicidi, stupri, violenze ecc, se invece sono pi vicini
al livello 1-2, tendono a parlare troppo, offendendo verbalmente gli altri. Si pu arrivare al grado zero
di empatia, condizione definita come Zero-negativa, non essendoci nulla di desiderabile e di positivo in
essa, si possono rintracciare tre percorsi: il soggetto zero-negativo di tipo B= borderline, di tipo P=
psicopatico ed infine di tipo N= narcisista.

Il borderline una forma specifica e comune di disturbo della personalit che colpisce il 2% della
popolazione complessiva. I tre tratti distintivi del borderline sono: impulsivit autodistruttiva, rabbia e
sbalzi dumore; in pi sono contraddistinti dal pensiero in bianco e nero, la cosiddetta scissione, per cui
le persone o sono del tutto buone o del tutto cattive. I borderline sono degli ottimi manipolatori poich
si mostrano fragili e vittime, sfruttano la seduzione sessuale e le minacce di suicidio per attrarre
lattenzione. Tuttavia, considerato il disturbo psichiatrico pi letale in quanto il 10% dei soggetti
borderline si suicida, mentre il restante 90% tenta o minaccia il suicidio. Inoltre essi nutrono profonda
rabbia nei confronti di coloro che amano e nonostante tale rabbia affermano di sentire un vuoto dentro
che a sua volta spiega comportamenti impulsivi come droga, alcool, promiscuit sessuale, gioco
dazzardo, tentativi di suicidio ecc, con cui cercano di ottenere un attimo di sollievo e di colmare quel
vuoto che li dilania. Questo vuoto li lascia privi di unidentit di base, pertanto avvertono la vita come
un palcoscenico in cui fingere di essere qualcuno che non si , ma nonostante ci i borderline non
capiscono chi sono n chi sono gli altri. I borderline odiano poi la solitudine, che vissuta come
abbandono e cercano di realizzare dei legami con chiunque, anche estranei; allo stesso tempo per si
sentono soffocati da chi gli sta vicino e abbandonati da chi si mantiene a distanza. Non riescono a
rintracciare una calma terra di mezzo in cui godere serenamente di un rapporto; vivono una malsana
alternanza di stati, in cui un momento rifiutano aggressivamente alcune persone, poi invece vi si
aggrappano disperatamente con estrema gratitudine. A studiare e parlare per la prima volta di
borderline fu Adolf Stern nel 1938, il quale vi ravvise in esso un confine tra psicosi e nevrosi, una forma
lieve di schizofrenia. Una delle pi importanti teorie della psicologia infantile a proposito dello sviluppo
borderline quella delle relazioni oggettuali, secondo cui se i genitori non rispettano i bisogni del
figlio, ne abusano o lo trascurano, il bambino diventer borderline. Tale teoria prende le mosse da 4
idee psicodinamiche: la prima quella di altro significativo, solitamente un genitore, che loggetto
dei sentimenti del bambino, cui guarda per soddisfare le proprie esigenze; la seconda la nozione
freudiana degli stadi di sviluppo che il bambino deve superare con successo per sviluppare una sana
personalit; la terza data dallimportanza delle prime relazioni che incideranno su quelle successive
ed infine la quarta sottolinea che linizio dello sviluppo infantile contraddistinto da una fase autistica
in cui il bambino si sente fuso con la madre, per poi distaccarsene progressivamente raggiungendo la
propria individualit. In questo processo di separazione-individuazione, il bambino stabilisce il senso di
s, di cruciale importanza per la salute mentale successiva. La teoria delle relazioni oggettuali ha tanti
meriti, in quanto ci ha permesso di individuare dei tratti tipici nel borderline, come il pensiero in bianco
e nero (scissione), il passaggio repentino da amore estremo ad estremo odio, ma come tante delle
teorie dellepoca soffre del pregiudizio nei confronti del ruolo della madre, sottovalutando invece
linfluenza di altri fattori ambientali come labuso da parte del padre, del patrigno o di altre figure che
se ne prendono cura. Dagli studi effettuati sulle famiglie dei borderline, emersa una elevata
correlazione tra abusi e insorgenza di tale disturbo di personalit; tra il 40 e il 70% dei casi, i soggetti
borderline hanno alle spalle storie di separazione precoce dei genitori, abbandono, rifiuto, alcoolismo,
droga, abusi ecc. Esperienze cos traumatiche vissute nellinfanzia possono determinare uno sviluppo
anomalo delle aree cerebrali soprattutto quelle implicate nel circuito dellempatia, causando di
conseguenza un grado zero di empatia ed una condizione zero-negativa.

Per quanto riguarda il sottotipo P cio psicopatico, il nome completo disturbo psicopatico della
personalit, ed stato introdotto per la prima volta da Hervey Cleckley, nellopera The Mask of
Sanity, in cui era interessato a scoprire come riconoscere uno psicopatico che finge in modo credibile
di essere normale. Secondo lautore gli psicopatici mostrano: fascino superficiale, egocentrismo,
povert di emozioni, mancanza di ansia e si senso di colpa, incapacit di apprendere dai propri errori,
incapacit di pianificare, mancanza di comprensione dellimpatto del proprio comportamento (insight),
incapacit di realizzare relazioni intime durature ecc. in sostanza nella definizione fornita da Cleckley,
non compare nulle che abbia a che fare con laggressione fisica, o linfrangere le regole, segno che lo
psicopatico potrebbe passare inosservato alla giustizia penale e alla societ in generale: gli psicopatici
potrebbero essere le serpi in giacca e cravatta che si incontrano sul luogo di lavoro. Quindi ci sono
alcuni psicopatici che aggrediscono fisicamente in modo esplicito ed evidente, altri che invece
aggrediscono in modi molto pi sottili e invisibili. Una forma lieve potrebbe essere rappresentata
dallatteggiamento definito machiavellico, in cui si utilizzano gli altri e le cose in quanto utili per la
propria autopromozione, per raggiungere un qualche scopo. Il modo in cui si trattati durante
linfanzia determinante sia per lo sviluppo di una sana empatia, sia per linsorgenza di una personalit
aggressiva. Il rifiuto da parte dei genitori, pu infatti indurre il bambino, crescendo, a diventare
psicopatico; la ragione per cui questo sentimento da parte dei genitori determinante dato da l fatto
che il bambino sviluppa nei confronti del rifiuto genitoriale una rabbia silente che cresce il suo livello di
odio. Tale rabbia deve pur sfogare da qualche parte, ma proprio perch bambino non riesce a
manifestarle per cui tende a crescere come il vapore in una pentola a pressione, per fuoriuscire con una
violenza esplosive durante ladolescenza o let adulta. Per spiegare meglio tali fattori, possiamo fare
riferimento alla teoria sullattaccamento di Bowlby, il quale ha esplorato sia il suo versante positivo,
cio le conseguenze dellaffetto, sia il versante negativo cio le conseguenze del rifiuto. Secondo
Bowlby, il bambino utilizza chi se ne prende cura come una base sicura da cui partire per esplorare il
mondo, sentendo per che pur essenso distante dal genitore pu tornare da lui o da lei per un
rifornimento affettivo. La sicurezza dellaffetto, permette al bambino di gestire la propria ansia,
sviluppare la fiducia in s e nella sicurezza di un rapporto. In altre parole, laffetto sicuro dei genitori
fornisce al figlio la pentola doro interiore che conferisce allindividuo la forza per affrontare le sfide, la
capacit di risollevarsi dalle sconfitte, la capacit di mostrare di soffrire e di gioire nellintimo con gli
altri e nel rapporto con gli altri. Tornando ai soggetti psicopatici, essi hanno alle spalle, una forma pi
accentuata di quello che Bowlby chiama Attaccamento insicuro. La sicurezza dellattaccamento
precoce tra neonato e genitore, ci d indicazione non solo di quanto quella persona sar emotivamente
ben regolata da adulto ma anche sul suo sviluppo morale. Infatti secondo lautore sviluppare un
rapporto di profonda fiducia con una o con un numero ridottissimo di figure di riferimento di
importanza cruciale. Tali rapporti infatti contribuiscono sia allo sviluppo sociale ( popolarit a scuola,
buone abilit sociali, capacit di scambio e condivisione) sia allo sviluppo linguistico ( una migliore
comunicazione). I bambini che hanno potuto contare su un attaccamento sicuro, sviluppano infatti
capacit empatiche e una teoria della mente migliori; inoltre hanno grande successo scolastico poich
la pentola doro che possiedono gli conferisce maggiore fiducia in se stessi, autostima, e li incoraggia ad
esplorare nuove aree di apprendimento, senza abbattersi di fronte agli insuccessi. In generale, tali
bambini imparano ad imparare. Al contrario quelli con attaccamento insicuro, maturano difficolt
sociali ed empatiche e hanno buone probabilit da adulti di divorziare. Affinch per si giunga ad una
condizione simile necessario che ci sia alle spalle qualcosa di pi di una semplice separazione, ma si
parla di abbandono totale, alcoolismo dei genitori, abusi sessuali, fisici ed emotivi. Tutto determina
sempre uno sviluppo anomalo del circuito dllempatia e di conseguenza un grado zero di empatia;
numerose prove dimostrano lincidenza negativa che lo stress precoce pu avere sullo stesso circuito
cerebrale dellempatia. Precisamente risulterebbero compromessi lippocampo e i sistemi neurali di
risposta alle minacce tra cui lamigdala che controlla proprio la risposta ormonale alla minaccia. Di
fronte ad una minaccia lamigdala attiva lipotalamo che timola a sua volta lipofisi a rilasciare un
ormone chiamato adrenocorticotropo, il quale viene trasportato dal sangue dal cervello sino alle
ghiandole surrenali in cui stimola il rilascio di un altro ormone chiamato cortisolo. Questo definito
ormone dello stress poich la sua presenza un buon indicatore di quanto un animale sia sotto stress;
nellippocampo presente il suo recettore, ma un eccesso di stress pu causare un ridimensionamento
anche irreversibile. Sempre un eccesso di stress pu causare la arborizzazione di una parte
dellamigdala, le cui cellule iniziano a ramificarsi pi del dovuto diventando particolarmente reattive e
dando luogo alla cosiddetta aggressione reattiva ravvisabile sia negli animali sia negli uomini. Il
segnale di aggressione proviene sia dallamigdala sia dalle aree della corteccia frontale che possono
inibirli mediante meccanismi di autocontrolli oppure dare il via libera lasciando scatenare la reazione
contro la minaccia percepita.
Infine abbiamo il tipo N cio Narcisista, il quale condivide con gli altri due un grado zero di empatia, in
quanto contraddistinto da un forte egocentrismo, pensa solo ai propri interessi. Per quanto privo di
umilt, e pronto a raggiungere i propri obbiettivi, rispetto agli altri non arriva solitamente a compiere
crimini o aggredire fisicamente gli altri. Sicuramente non comprende la bi direzionalit dei rapporti, dal
momento che non lascia minimamente spazio agli altri, tiene conferenze su se stesso, decide lui
quando porre fine alla conversazione: tiene dei monologhi non dei dialoghi. Molti psichiatri ritengono
che un po di narcisismo sia necessario, giusto e normale in quanto lopposto sarebbe non amare se
stessi; diventa patologico quando si toccano gli estremi e gli altri sono importanti solo per i propri scopi.
Il narcisismo pu manifestarsi con vari atteggiamenti: c chi molto estroverso, vuole rubare a tutti i
costi la scena, essere leader, capo di gruppi e societ; c chi pi timido e chiuso ma possiede il senso
del diritto che tutti devono accorrere a lui senza mai incontrarli a met strada, e si arrabbiano se
nessuno fa nulla per loro. Infine vi sono quelli pi aggressivi, e questa pu essere la personalit alla
base del serial killer. Cos come per il tipo P e B, anche il tipo N ha alle spalle una storia di abusi
emozionali che in questo caso riguardano un eccesso di lodi e complimenti per un bellaspetto e per un
qualche talento; su tale soggetto sono state compiute un minor numero di ricerche ma comunque in
ambito psichiatrico ormai si soliti etichettare queste tre condizioni zero-negative come disturbi della
personalit, contraddistinti da grado zero di empatia e da anomalie in corrispondenza delle aree del
circuito dellempatia.

4CAPITOLO- Quando il grado zero dellempatia positivo-

I tre tipi di soggetti che abbiamo finora analizzato, come abbiamo visto sono definiti zero negativi poich
non vi nulla di desiderabile e di positivo nella loro condizione. Tuttavia esistono anche soggetti che pur
avendo un grado zero di empatia come i sottotipi B, P ed N, sono definiti zero positivi: essere zero positivi
significa che nonostante le difficolt empatiche, tali persone possiedono una mente estremamente esatta e
precisa; sono le persone colpite dalla Sindrome di Asperger, una condizione dello spettro autistico. I
soggetti con sindrome di Asperger sono zero-positivi per due ragioni: in primo luogo perch le loro difficolt
empatiche sono connesse ad un cervello che elabora le informazioni in un modo tale da produrre un
talento; in secondo luogo, perch il modo in cui il cervello elabora le informazioni li rende degli esseri
supermorali invece che immorali. Nei soggetti autistici, si riscontrano sostanzialmente anomalie in
corrispondenza della maggior parte delle regioni cerebrali coinvolte nel circuito dellempatia. Infatti, se i
soggetti autistici devono leggere un breve testo per poi pronunciarsi sulle intenzioni , le emozioni, lo stato
danimo di un personaggio, hanno una minore attivazione della corteccia dorso-mediale prefrontale. Allo
stesso modo, se viene chiesto loro di dedurre cosa potrebbero pensare le altre persone di loro stessi,
guardando una foto dei loro occhi, oltre ad avere grandi difficolt, sono sottoattive aree come: le regioni
temporali, lamigdala e linsula anteriore. In pi, anche le aree coinvolte nel sistema dei neuroni-specchio,
come il giro frontale inferiore e lopercolo frontale, hanno unattivazione minore, se viene chiesto agli
autistici di imitare le espressioni facciali altrui. In sostanza, tali soggetti hanno difficolt a capire se stessi e
non sono in grado di capire gli altri. Se ad esempio vengono coinvolti in un gioco in cui bisogna decidere se
affidare il proprio denaro ad un compagno, la corteccia cingolata mediale, solitamente attiva nei gesti
cooperativi e di fiducia, invece ipo-attivata nel momento in cui la persona riflette su da farsi, forse perch
non riesce ad immaginarsi come viene percepita e come appare agli altri. Al di l di queste anomalie, ci
che contraddistingue le persone con sindrome di Asperger, la straordinaria capacit di sistematizzare. La
sistematizzazione la capacit di analizzare i cambiamenti di struttura, per capire come funzionano le cose.
Nella vita quotidiana, si verificano continuamente cambiamenti nellinformazione disponibile, che possono
essere casuali o non casuali. Quando non sono casuali, c uno schema, un modello ed il cervello umano
ben regolato al fine di notare tali modelli. I soggetti di Asperger, possiedono un cervello che in grado di
sintonizzarsi in modo raffinato sullindividuazione dei modelli. Il cervello ricerca sempre schemi e modelli,
per svariate ragioni: innanzitutto, lindividuazione di schemi, permette di predire il futuro. Se le campane
della chiesa, rintoccano dieci volte la domenica esattamente alle ore 10, un cervello che sistematizza in
grado di prevedere che le campane rintoccheranno nuovamente per 10 volte, nello stesso momento, anche
la domenica successiva. In secondo luogo, lindividuazione di modelli permette di capire come funzionano
le cose e di mettere a punto esperimenti che confermino le nostre predizioni. Sempre la sistematizzazione
consente di agire su una variabile per volta e di modificare sistemi creandone di nuovi; ad esempio se
costruiamo una canoa pi sottile, essa si muover pi velocemente sullacqua, cos come se costruiamo una
freccia pi leggera, voler pi lontano, pi veloce e con maggiore precisione. Lindividuazione di modelli,
pertanto la chiave della nostra capacit di progredire e di inventare. La sistematizzazione ci permette
ancora di avere un accesso diretto alla verit, verificando se le nostre predizioni sono vere o false. La verit
puramente e semplicemente costituita da modelli ripetibili e controllabili, che talvolta sono chiamati
regole o leggi ma sono dei semplici schemi. La verit pu non essere particolarmente utile (ad esempio i
postini inglesi usano i lacci rossi per tenere insieme le buste) altre volte invece utile ( ad esempio se un
bambino eredita un cromosoma 21 in pi, svilupper la sindrome di Down), pu rispecchiare modelli
naturali ( ad esempio il mancinismo maggiormente diffuso tra la popolazione maschile rispetto a quella
femminile) o ancora modelli sociali ( in Turchia, si scuote il capo per segnalare il proprio accordo.
Comunque la ripetibilit di un modello che lo eleva a rango di verit. Il modello inoltre senza tempo ed
una mente che sistematizza fuori dal tempo, dalla dimensione temporale, al fine di osservare verit che
non sono legate al presente ma che solitamente si sono verificate in passato e hanno trovato conferma nel
presente. Se poi si tratta di modelli naturali, le verit sono quasi sempre eterne. Ci sono due modi per
sistematizzare.

1) Con la sola osservazione; ci si limita ad osservare i dati per individuare in essi uno schema. Una
volta individuato esso deve essere confermato da nuove osservazioni. Una regola viene mantenuta
finch nuovi dati non quadrano con lo schema formulato che dovr essere modificato e sottoposto
a nuove osservazioni. La strada verso la sistematizzazione quindi configurata con un meccanismo
di ingresso-esito o input-output. In sostanza il cervello concentrato sullosservazione dei dati in
ingresso e in uscita, per individuare la legge.
2) Losservazione pi unoperazione. In sostanza vengono osservati i dati in ingresso, viene compiuta
unoperazione (la manipolazione di una variabile) e poi se ne osserva leffetto. Si tratta di un
sistema di input-operazione-output.

Entrambi i tipi di sistematizzazione possono essere applicati ad informazioni provenienti da qualsiasi


ambito che sia sistematizzabile; un sistema qualsiasi cosa in cui si verificano cambiamenti regolari. La
sistematizzazione conduce a proposizioni del tipo se p allora q. Un sistema pu avere una sola regola
o molteplici regole, pu essere naturale come le onde delloceano, astratto come la matematica,
motorio come una tecnica di danza, da collezione come una collezione di conchiglie, sociale come un
sistema legale ecc. Proprio in virt di questa straordinaria capacit di sistematizzare luomo ha
compreso sistemi minuscoli come le cellule e sistemi enormi come il Sistema solare. Egli mediante tale
capacit non solo pu comprendere la natura ma pu rendere la vita pi facile e migliore per tutti noi.
In modo analogo allempatia, anche a proposito della sistematizzazione possono essere individuate 7
condizioni:
- Livello zero, comprende le persone che non sistematizzano per niente; i cambiamenti passano per
loro senza essere analizzati; possono avvertire il suono delle campane senza per intuire n se
suonano in gruppo n quante campane stanno suonando.
- Livello uno, le persone possono individuare solo i modelli semplici e ripetibili come pari e dispari,
sistemi in ordine alfabetico, compleanni ecc. Sono invece completamente negati nellapprendere
un sistema nuovo come ad esempio un nuovo apparecchio domestico e rifiutano o comunque non
amano materie come la matematica a scuola.
- Livello due, in questo caso le persone individuano gli schemi solo se gli vengono fatti notare dagli
altri ma non da soli. Se poi gli si chiede come si giunti ad un determinato schema non sono in
grado di riprodurlo da soli.
- Livello 3, le persone individuano solo modelli semplici e brevi. In questa condizione rintracciamo
per di pi femmine.
- Livello 4, le persone si destreggiano tra sistemi lunghi e complessi; senza un manuale sono in grado
di apprendere rapidamente un sistema per tentativi ed errori, acquisendo rapidamente familiarit.
A questo livello si situano per gran parte maschi.
- Al livello 5, le persone sono fortemente interessate a discipline come matematica, ingegneria,
tecnologia, scienze, storia, filosofia, insomma tutti quegli ambiti in cui la ricerca di modelli
centrale. Tali soggetti tendono inoltre a elaborare luoghi particolari come ad esempio i laboratori in
cui possono tenere sotto controllo i cambiamenti agendo su una variabile per volte. Sono soggetto
molto ordinati e routinari; possono iniziare la loro giornata con una lista delle cose da fare oggi,
seguendole una per una ma riescono a gestire anche gli imprevisti.
- Al livello 6, ritroviamo per lappunto i soggetti con sindrome di Asperger, contraddistinti da una
super eccitata attitudine a sistematizzare; per loro sono interessanti solo le informazioni
sistematizzate e sistematizzabili quindi numeri che si ripetono, sequenze musicali che si ripetono,
fatti che si ripetono, azioni e movimenti che si ripetono. Per i soggetti al livello 6 di
sistematizzazione il cambiamento tossico. Una persona che irrompe nella loro camera compiendo
un gesto usuale come aprire la tenda, mentre questi si trovano al computer, produce in loro un alto
livello di stress, cos come unazione che solitamente viene compiuta il marted poi spostata al
mercoled, le destabilizza significativamente. Essi vivono in un universo altamente controllato in cui
non vi spazio per il cambiamento, anzi si oppongono in modo esponenziale ad esso. Il vantaggio di
una vita costantemente al livello 6 quello di cogliere modelli che per altri passano inosservati
anche su informazioni che sono gi state ampiamente esaminate. Le persone al livello 6 giudicano il
comportamento altrui altrettanto rigidamente di quanto giudicano il comportamento di oggetti
inanimati. Per loro i fatti sono veri o falsi, non c spazio per sfumature di grigio. Sono cos
concentrati sulla verit da autonominarsi arbitri e fischiare fallo quando gli altri commettono anche
il pi piccolo errore. Tacciano poi gli altri di disonest, nel momento in cui vi una divergenza tra
ci che dicono e ci che fanno. Questo determina il grado zero dellempatia perch il mondo dei
sentimenti e delle emozioni per eccellenza il mondo delle irregolarit, dellincoerenza in cui non vi
spazio per lordine assoluto che contraddistingue il mondo della matematica. Quindi il risvolto
della medaglia della straordinaria capacit di sistematizzare il disinteresse per le emozioni. Ma a
che punto si troverebbe il sapiens se la sistematizzazione non avesse raggiunto dei livelli cos elevati?
La societ ha un debito con questi soggetti, inerente ai numerosi sviluppi tecnologici che
caratterizzano la societ umana moderna. In virt di questo la societ dovrebbe essere pi
comprensiva e disponibile nei loro confronti nonostante le difficolt empatiche che li
contraddistinguono, anche perch a differenza dei tipi zero-negativi, questi non arrivano mai ad
aggredire fisicamente gli altri, anzi intervengono in difesa di qualcuno che viene trattato
ingiustamente. Essi possiedono un forte senso di equit, in virt del codice morale che hanno
sviluppato grazie alle loro capacit logiche, e che li eleva a paladini della legge piuttosto che a
soggetti che le infrangono.

5CAPITOLO

I soli fattori ambientali non possono costituire una causa necessaria e sufficiente per spiegare linsorgenza
di un disturbo di personalit; essi devono fondersi con fattori di natura genetica e precisamente si
parlerebbe di geni responsabili dellempatia, espressione che va messa tra virgolette poich i geni in
quanto tali non possono produrre una capacit altamente complessa come lempatia ma essi si limitano a
codificare la produzione di proteine nel cervello che sono connesse allempatia. A tal proposito Baron-
Cohen e un suo collaboratore Bhisma, nel 2009 condussero un esperimento il cui obiettivo era quello di
scoprire quali geni potessero essere associati alle differenze individuali di QE. Disponevano di un centinaio
di persone prese dalla popolazione complessiva, cui era stato gi stabilito il punteggio di QE, che si
configurava come una curva a campane, in cui le persone potevano mostrare livelli alti, medi o bassi. La
domanda centrale era se individuando dei candidati plausibili tra i geni era possibile associare le variazioni
di ciascun gene con le variazioni dei punteggi di QE. Poich il genoma umano conta oltre 30000 geni, le
strade perseguibili per individuare i candidati plausibili erano due: passare al vaglio tutti i geni, compito
alquanto costoso, oppure selezionarne alcuni, cosa leggermente pi abbordabile anche se si correva il
rischio in queatultimo caso che se per pura sfortuna si sceglieva un candidato sbagliato si ottenevano un
mucchio di risultati insignificanti. Baron-cohen era interessato ad un gruppo di geni coinvolti nella
produzione degli ormoni sessuali (testosterone e estrogeno). Questa preferenza di Baron-Cohen era
giustificata dalla tesi secondo cui lempatia mostra delle differenze sessuali a livello psicologico: le ragazze e
le donne mostrano dei livelli di empatia superiore ai ragazzi e agli uomini. Questa differenza avvalorata
anche a livello cerebrale in quanto stato constatato che la maggior parte delle aree del circuito
dellempatia sono pi attivate nelle femmine quando osservano un volto esprimere emozioni. Sono stati
osservati poi, un gruppo di bambini le cui madri durante la gravidanza avevano effettuata lamniocentesi.
Dopo aver ottenuto il permesso fu misurata la quantit di testosterone nel liquido amniotico e si
costatato che tanto minore era il testosterone fetale quanto maggiori erano i punteggi di QE riportati dai
bambini con appositi test sottoposti ai genitori. Questi geni coinvolti nella produzione degli ormoni sessuali
steroidei, sarebbero quindi implicati nel controllo della formazione del circuito cerebrale dellempatia.
Bhisma era invece interessato ad un gruppo di geni che sono tra virgolette responsabili del comportamento
socio emozionale; in sostanza questi geni influirebbero sulla nostra inclinazione nei confronti degli altri.
Infine sono stati selezioni un gruppo di geni genericamente definiti della crescita neurale e dei 68 geni
selezionati, quattro manifestarono una forte associazione con lempatia: uno proveniva dal gruppo dei
responsabili degli ormoni sessuali, un altro da quelli responsabili del comportamento socio emozionale ed
infine gli ultimi due erano connessi alla crescita neurale. Quindi tirando le somme sarebbero 4 i geni
responsabili dellempatia, anche se la lista da completare ancora molto lunga, c ancora tanta strada da
fare e poi come ripetuto pi volte si tratta di una miscela di fattori. Se facciamo un passo indietro, ci
possiamo chiedere poi, se altre specie animali possiedano almeno dei precursori dellempatia; se
consideriamo il peso della componente genetica su tale capacit, allora la dovrebbero avere, dal momento
che forme intermedie dei caratteri evolutivi solitamente si manifestano trasversalmente nel regno animale.
A tal proposito il primatologo De Waal, porta come esempio il comportamento di molte scimmie e
antropomorfe che indicherebbero la presenza di empatia: la condivisione del cibo, laiuto reciproco
nellarrampicarsi su una parete scoscesa, latteggiamento di consolazione in seguito ad uno scontro,
soprattutto nei confronti dellindividuo sconfitto o pi provato. Infine le scimmie sono in grado di leggere le
espressioni facciali, le vocalizzazione e gli atteggiamenti altrui; ad esempio una giovane scimmia pu
imparare ad aver paura dei serpenti, apprendendo proprio dal volto della madre uno sguardo di paura. In
un esperimento sui macachi reso stato poi osservato che dopo essere stati addestrati a tirare una
catenella per avere del cibo, si rifiutavano di farlo se tirare la catenella equivaleva a trasmettere uno shock
elettrico ad un compagno; in altre parole si rifiutavano di guadagnare un profitto sulla sofferenza altrui.
Queste e tante altre prove sono i motivi per cui molti sostengono che anche gli animali sono empatici,
sicuramente entro certi limiti perch ad esempio essi sconoscono il gesto di indicare con si attira
lattenzione su qualcosa di importante o quantaltro. Anche linganno non viene manifestato con
convinzione, segno che le altre specie animali non riescono ad immedesimarsi nella posizione altrui. Un
ultimo esempio dato dai cercopitechi, in cui quando le madri attraversano a nuoto i campi di riso allagati
per raggiungere la terra asciutta, i piccoli si aggrappano alla pelliccia sul loro ventre e mentre le prime
mantengono la testa fuori dallacqua, non si accorgono che gli altri sono completamente sommersi; per cui
quando raggiungono sane e salve laltra sponda, si rendono tragicamente conto che il piccolo annegato.
Questo dimostra che gli animali non riescono a mettersi totalmente dal punto di vista dellaltro e che se
anche possiedono capacit empatiche sono qualitativamente diverse da quelle delluomo.

6CAPITOLO- Riflessioni sulla crudelt umana-

Mediante questo libro, Baron-Cohen riuscito ad introdurre 10 nuove idee a proposito del dibattito sulla
crudelt umana.

1) Primo, ognuno di noi occupa una posizione allinterno dello spettro dellempatia, che abbiamo visto
si configura come una curva a campana o normali lunga la quale sono distribuiti i punteggi del QE,
determinando livelli alti, medi e bassi di empatia. Uno dei compiti degli scienziati scoprire perch
si occupi un determinato livello di empatia e a tal proposito Baron-Cohen, cita una serie di fattori
per lappunto genetici, ormonali, neurali, ambientali ecc.
2) Secondo, in una estremit della curva, si rintracciano i soggetti contraddistinti da un grado zero di
empatia e che vengono classificati come zero-negativi e zero-positivi. In pi nella categoria della
zero-negativit, si individuano tre sottogruppi: tipo B o Borderline, tipo P o Psicopatico e tipo N o
Narcisista.
3) Terzo, questi soggetti zero negativi, oltre ad avere grado zero di empatia, mostrano delle anomalia
in corrispondenza delle 10 aree cerebrali coinvolte nel circuito dellempatia.
4) Quarto, il trattamento del grado zero di empatia, dovrebbe avere come bersaglio il circuito
cerebrale dellempatia; a tal proposito si potrebbero fruttare le recenti scoperte in merito alle
potenzialit dellossitocina, che se somministrata per inalazione pu produrre empatia nei soggetti
autistici. O ancora si potrebbe ricorrere ai giochi di ruolo in cui si richiede ai soggetti di mettersi nei
panni della vittima.
5) Quinto, la rilevanza della teoria dellattaccamento sicuro di Bowlby, ed il concetto della pentola
doro interiore. Baron-Cohen, sottolinea sempre la fondamentalit dellalimento dellaffetto
parentale, senza il quale il bambino pu riportare danneggiamenti anche reversibili. Magari non
sempre i segni sono evidenti durante linfanzia, ladolescenza o linizio dellet adulta, poich
possono ripresentarsi e affliggere lindividuo anche nella mezza et, come un pesante boomerang.

6) Sesto, lesistenza dei geni dellempatia, o meglio il fatto che i fattori ambientali interagiscono con le
predisposizioni genetiche, in quanto non possiamo parlare di veri e propri geni dellempatia, poich
questi si limitano a codificare la produzione di proteine nel cervello che sono connesse on lempatia.
7) Settimo, lintroduzione dei cosiddetti zero-positivi, i soggetti autistici o con sindrome di Asperger,
che nonostante le difficolt empatiche, hanno una straordinaria capacit di sistematizzazione.
8) Ottavo, essere zero-positivi il risultato di una mente che esce costantemente fuori dal tempo,
oltre ogni dimensione temporale, per osservare gli eterni schemi ripetibili della natura.
9) Nono, i soggetti zero positivi considerano il cambiamento come veleno, tossico, in quanto
interrompe la prevedibilit degli schemi, pertanto essi cercano in tutti i modi di evitare i
cambiamenti. Infatti una persone che ad esempio irrompe con unazione imprevista da loro
percepito come qualcosa di terribile e dannoso, poich vivono in un universo controllato, in cui non
c spazio per gli imprevisti.
10) Infine, lidea secondo cui lempatia costituisca in s una risorsa di grande valore, in quanto
permette di sedare i conflitti, di stabilire relazioni pacifiche ecc. Ad esempio, in virt dellempatia,
Nelson Mandela e Frederik De Klerk, riuscirono a capirsi e a stabilire una relazione sociale pacifica,
superando la divisione dellapartheid in Sudafrica. Al contrario il mancato utilizzo di questa risorsa
contribuisce a sottolineare linconciliabilit tra Washington e lAfganistan o lIraq, tra la Palestina e
lo stato di Israele, e non un caso che in questi angoli del mondo ci sono e ci saranno numerose
vite perdute.

Ma torniamo a parlare della natura della crudelt umana; pu il concetto di empatia spiegarla in
maniera efficace? Esistono spiegazioni alternative? Unalternativa data dalla cosiddetta banalit del
male, espressione coniata dalla teorica Hanna Arendt , la quale assistette al processo indetto a
Gerusalemme contro Adolf Eichmann, uno dei principali architetti della soluzione finale con gli ebrei.
Dal dibattito con Eichmann, la Arendt dedusse che quelluomo non era matto, n diverso da noi, ma era
un uomo alquanto comune. Da qui coni lespressione la banalit del male, in riferimento anche alle
decina di migliaia dei comuni cittadini tedeschi che parteciparono alla strage. Molti di questi individui,
non furono processati successivamente per crimini di guerra in quanto si limitavano a fare
semplicemente il proprio lavoro, ad eseguire degli ordini, in quanto piccoli anelli di una sequenza molto
pi vasta. Per semplificare la catena, possiamo fare tale esempio:

- La persona A, dice che possedeva semplicemente gli elenchi degli ebrei che abitavano in quel
comune;
- La persona B, dice che si limitava a recarsi a quegli indirizzi, arrestare le persone e condurle alla
stazione dei treni.
- La persona C, dice che il suo compito era quello di aprire le porte del treno.
- La persona D, si limitava a far salire le persone del treno.

E cos via, sino a percorrere tutti gli anelli della catena, per arrivare alla persona Z, che affermava di avere il
semplice compito di aprire i rubinetti delle docce da cui fuoriusciva il gas. Il concetto di banalit del male, si
sposa quindi con lidea secondo cui la responsabilit degli individui presi singolarmente, non determina
lattuazione di un crimine cos grosso, mentre i passaggi nel loro complesso, determinano una sequenza
orribile. Inoltre, gli stessi cittadini tedeschi, potevano non avere grado zero di empatia, dal momento che
tornando dai loro cari o dalle loro famiglie esprimevano empatia. Un esempio eclatante di tale
contraddizione dato per lappunto dalla guardia nazista che di giorno spara ad un prigioniero e di sera
tornando a casa bacia la moglie e legge una favola al proprio figlio. Ma alla fine, siamo tutti capaci di
uccidere? Se seguiamo la teoria espressa da Baron-Cohen in questo libro, solo i soggetti con grado zero di
empatia arrivano a compiere crimini, omicidi, stupri e violenze, in quanto certo che sia che lomicidio sia
premeditato sia che sia preterintenzionale, in quellesatto momento in cui lindividuo lo compie, lempatia
spenta, assente. Vi sono soggetti che permanentemente hanno un grado zero di empatia e soggetti che
presentano un calo temporaneo, vuoi per questioni genetiche, per eventi passati, per una situazione
contingente. Dal momento che la maggior parte delle persone, possiede livelli medi o superiori alla media
di empatia, ci significa che la maggior parte dei esse non in grado di uccidere. Se poi, lempatia risulta
ridotta durante linfanzia e ladolescenza, potr svilupparsi in seguito? Un filosofo affermava: trattate una
persona come se fosse estremamente cattiva e la disumanizzate; se invece fate vostro il punto di vista che
ogni uomo ha in s qualcosa di positivo anche se fosse pari allo 0,1% e vi concentrate su questo aspetto
positivo, allora la umanizzate. Infatti, riconoscendo, curando e premiando le qualit di una persona la
aiuteremo a crescere come un fiore nel deserto. Sostanzialmente, alla domanda se sia giusto aiutare un
delinquente, qualsiasi sia lefferatezza da lui commessa, a riscattarsi una volta pentito di tutto, sicuramente
dovremmo rispondere di si, proprio in virt del fatto che in ognuno c qualcosa di positivo, e punire il
delinquente trattandolo come se fosse un oggetto, non ci renderebbe migliori di esso stesso. Finora ci
siamo concentrati sui soggetti zero-negativi, ma come abbiamo visto inizialmente, lempatia si distribuisce
su una curva a campana ed allestremo opposto vi sono coloro che possiedono dei superlivelli di empatia.
Sicuramente nella condizione di zero-negativit non vi nulla di desiderabile e di positivo, invece secondo
Baron-Cohen, la superempatia ha una connotazione estremamente positiva, questo per vero solo in
una prospettiva altamente altruistica. Tuttavia, laltruismo non necessariamente una stile di vita
sostenibile 24 ore su 24, 7 giorni su 7, perch porta lindividuo a dedicarsi completamente gli altri,
mettendo da parte le proprie esigenze e necessit; al contrario leccesso di egoismo porta ad interessarsi
esclusivamente di se stessi, determinando una condizione di isolamento rispetto alle interazioni sociali.
Probabilmente, il fatto che lempatia sia una curva a campana in cui la maggior parte delle persone
presenta livelli moderati di empatia piuttosto che livelli alti, dato dal fatto che livelli moderati di empatia
sono pi adattativi. Infatti leccesso di altruismo, impedisce il perseguimento delle proprie ambizioni, la
competitivit, per il timore di dominare e sovrastare gli altri; al contrario legoismo permette il
raggiungimento di ogni proprio obiettivo, ma quando lo spietato diventa ricco e potente finisce per
sollevare contro di s un gran numero di nemici. Questo evidenzia come il bilanciamento della maggior
parte delle persone rispetto ai livelli di empatia, sia un adattamento evolutivo che conferisce agli individui i
vantaggi dellempatia senza i suoi svantaggi.