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Musica Sacra

CANTO GREGORIANO

Missa pro Defunctis

3 Vide humilitatem meam Responsorio


4 Requiem aeternam Don Pietro Allori 1925 /1985
5 Requiem aeternam Introito, IV libro di Esdra 2,34-35 Ps.64
6 Kyrie Christe Atto penitenziale
7 Requiem aeternam Graduale, - v. In memoria aeterna - Ps. 111,7
8 Absolve Domine Tratto, Et grazia Tua illis succurente
9 Dies Irae Sequenza, (Fra Tommaso da Celano 1190-1260)
12 Domine Jesu Christe Offertorio, v. Hostias et preces Tibi Domine
13 Sanctus, Benedictus - Acclamazione
13 Agnus Dei - Triplice invocazione
14 Lux aeterna Communio, IV libro di Esdra 2,34-35
15 Audivi vocem Antifona, Ap. 7,16
16 Subvenite sancti Dei Responsorio, v. Suscipiat Te Christus qui vocavit Te
17 Ego sum resurrectio et vita Antifona, Jo. 11,25-26
Cantico di Zaccaria: Benedictus Dominus Deus Israel
18 In Paradisum; Chorus Angelorum - Antifone finali
19 Libera me, Domine Responsorio, v. Tremens factus sum ego
20 Homo quidam Antifona in coro - v. Venite, comedite Panem meum

Schola Gregoriana Mediolanensis


Giovanni Vianini

Trascrizioni di Ambrogio De Agostini


2 Schola Gregoriana Mediolanensis

LA TRADIZIONALE LITURGIA PER I DEFUNTI, gelosamente preservata dalla Chiesa cattolica fin dal
primo medioevo, non solo la miglior preghiera e la pi appropriata per le loro anime, anche una
incomparabile sorgente di conforto e consolazione per la famiglia e gli amici che li piangono. Non contiene
alcuna cupa tristezza n inutili sentimentalismi, tranne che in alcuni brani come il DIES IRAE in cui le
richieste di giustizia divina offesa dal peccato sono pi evidenti, ma parla dovunque di resurrezione e vita.
La morte non pi da temere, semplicemente il passaggio alla felicit eterna, il giorno della nascita.
Due temi ricorrono costantemente, particolarmente nella messa illuminandola tutta: - riposo finale, una
luce senza fine e senza ombre; - la condizione delle anime ora purificate dalle miserie della vita terrena
sono per sempre alla presenza di Dio. Questi temi sono condensati nel REQUIEM AETERNAM DONA
EIS DOMINE, e LUX PERPETUA LUCEAT EIS che, alla fine dei salmi, si sostituiscono alla dossologia
(Gloria Patri..) abituale e potrebbero essere definiti i temi ricorrenti dellintera liturgia.

LA MESSA DA REQUIEM
Ed proprio il testo dellIntroito Requiem aeternam che, allinizio della messa, parla di questo riposo nella
luce eterna, accentuato dal versetto TE DECET, un grido di ringraziamento al pensiero della Gerusalemme
celeste, in cui lanima destinata ad entrare. La melodia, suggerisce il VI modo ma senza le sue
caratteristiche essenziali, raramente supera la terza maggiore sopra la tonica. Non gioiosa n triste, ma
grave e tranquilla, raggiungendo una grande intensit. La sua modalit diventa pi chiara nel Kyrie che
segue, che lo completa cos bene da formare ununit, ed sicuramente nel VI modo con il suo semitono
sotto la tonica. Anche il Kyrie pervaso da una fede convinta e tranquilla, e alla fine, da unardente
supplica. Il graduale REQUIEM ripete le parole dellintroito, per cui pur non avendo un particolare valore espressivo apprezzato per la
forma melodica molto armoniosa caratterizzata dalle note fortemente ascendenti in progressione. La melodia del tratto ABSOLVE
ancora una salmodia ornamentale, ma pi semplice, che usa le sue pi caratteristiche cadenze (VIII modo) che sono molto adatte nel loro
semplice stile per dare una luminosa sonorit e una pace radiosa. Alle letture fa seguito il Salmo 129: DE PROFUNDIS. La sequenza
DIES IRAE nel I modo il pi popolare di tutti i brani della Messa da Requiem. E costruita su un versetto del responsorio Libera me
Domine, ed esprime un grande timore del giudizio finale. E lopera di un francescano italiano, Tommaso da Celano (1190 - 1260), era
quasi sconosciuto fuori dItalia fino al XV secolo, allorch si sparse rapidamente e in tutto il mondo grazie alla sua forza espressiva.
La melodia costruita in modo da risultare eccessivamente drammatica, ma questo effetto temperato dal persistente ritorno al registro
basso, leffetto una dolorosa inquietudine e unaccorata supplica. Loffertorio DOMINE JESU CHRISTE, ancora segnato dalla paura
della pena a causa della colpa, anchesso una umile, solenne urgente preghiera, ma pi tranquilla e calma nel tono. Con fiducia, molto
marcata nel versetto Hostias et preces, molto rilassato, lanima prega e, per lintercessione dellArcangelo S. Michele, spera di poter
accedere alla luce e alla vita promessa ai figli di Abramo.
Il SANCTUS segue il prefazio ed un semplice recitativo di modo e chiave indefiniti. Non appartiene ad alcuno dei modi classici, ed un
esempio molto interessante dei pi antichi recitativi liturgici, composto prima dei grandi brani gregoriani, lo troviamo nel primitivo fondo
di canto ambrosiano. Il Kyriale Vaticano lo prevede anche per lufficio feriale dei giorni di penitenza. LAGNUS DEI che
melodicamente legato al Sanctus, ha tutta la luminosit caratteristica dellVIII modo di sol.
Il Communio LUX AETERNA, chiaramente nellVIII modo, con tutta la sua splendente gioia e leggerezza accentuata dalla struttura
melodica.
Lappoggio finale, enfatizza la tenerezza di Dio (Quia pius es), e contribuisce grandemente a fare di questa antifona lideale conclusione
di questa stupenda messa.

LUFFICIO PER I DEFUNTI


Molto ampio, qui riassunto nelle parti pi salienti ed utilizzate, prevede
vari canti derivanti dalle necessit personali legate alla celebrazione -
commemorazione. In questo programma ho liberamente inserito un
preludio con canti della tradizione ambrosiana, significativi nel tema
ricorrente della luce e della Croce, anticipato dal responsorio VIDE
HUMILITATEM MEAM. Segue lInno: IMMENSAE REX che
trasmette la sua melodia nei successivi inni dellufficio. Il responsorio
SUBVENITE SANCTI DEI; le antifone pi ricorrenti: AUDIVI
VOCEM DE CAELO seguita dal salmo 120: Levabo oculos in monte, la
bellissima melodia e significativa per il testo EGO SUM
RESURRECTIO ET VITA dal Vangelo secondo Giovanni, con il
cantico di Zaccaria Benedictus qui venit; le celebri antifone finali,
intonate alluscita dal celebrante: IN PARADISUM con la risposta del
coro: CHORUS ANGELORUM, chiudono il programma due grandi
responsori: LIBERA ME, DOMINE e il canto di speranza nella
resurrezione HOMO QUIDAM.

Giovanni Vianini, SCHOLA GREGORIANA MEDIOLANENSIS


ANNO 2000
Schola gregoriana Mediolanensis 3

VIDE HUMILITATEM MEAM


Responsorio ambrosiano
Ps. 24: Ad Te levavi animam meam

Intonazione consigliata: dalla nota Sol

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Vi-de * humi-li-t-tem me- am et la-b-rem me- um, D- mi- ne;

Vvdv vbfv hvbfv bHjbijvb jvbjv vjvbvjv bJkv v Klbjkjvb uh<.v {v vjkjvbjkjbklkv jb "9jvb j.v {v bF7v jv b
et dimitte m-ni- a pecc- ta me- a, De- us me- us; qui- a

Vvbjkb kjvbjv Hkb&^bjvb ghgbFgv 5b$#mv[b bD6v bGhb7b^$v db 5dvbdmv }v D6bhb v Hjv v jvb jv jv vbjv bjv bjvb b
Solista

te sust- nu- i to- ta di- e. = Ad te, Dmi-ne, le-v-vi

Vvjv kb bHjv v vuhvb Hjb^%,v{b b Fhbhvb Hjbv v jb jb.v [b jv vijv bHjb bjb "ljv j.b b {vb F7v vjv bJkv bKlbjkjv bu>h<vb}
-nimam me- am: De- us me-us, in te conf- do non e- ru-b- scam.

Vvb jkjv jkjbklkvb jb "9jv j.v {v bF7vbjv bjkb kjv bjv Hkb&b^bjvbghgbFgv b5b$#mv[b bvD6v vhG 7b^$v bdb gdv dmv b }
Tutti

De- us me- us; qui- a te sust- nu- i to- ta di- e.

Guarda o Signore la mia piccolezza e il mio affanno; e perdona tutti i miei peccati, Dio mio,
poich per tutto il giorno mi sono sottomesso a te. A te Signore, ho innalzato la mia anima: Dio
mio confido in te, che io non arrossisca. Dio mio, poich per tutto il giorno mi sono sottomesso
a te.
4 Schola Gregoriana Mediolanensis

REQUIEM
Don Pietro Allori 1925-1985 Gonnesa - Iglesias
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v v9f v v v v v vem(rb vm/ v v v v v vae-v9f v v v v v v ter-
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_v5v[v v Re-
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S
A -v7v[v v v vs6 bv v v vbs6v v v b vs6 v v s5v v v v v v v v s5v v v v vs4v v v v b !vq# v vb v
do- na e- is Do- mi- ne
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B _v5v[v(vvh9 v v v v h9v v v v0g v v vg0 v v v v v v v v4- v v v v v -4v v v v v v $v v bv b
do- na e- is Do- mi- ne
.

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S
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et lux per- pe- tu- a lu- ce at e- is.

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B
v
et lux per- pe- tu- a lu- ce at e- is.
Schola gregoriana Mediolanensis 5

REQUIEM AETERNAM
Introito - IV libro di Esdra 2,34,35 - Ps. 64,2.3.4.5

Intonazione consigliata: dalla nota Sol

VI

Bvvfb Fgvbfv fv v b fbGhvygbggvbtfb,mv {v fbGhvbygvbhvbbHkb^%vjb^%v vbfv Fgb6b%$bgvbtfbm,v ]vyg v v6b%b$v vbv


Requi- em * aetr- nam d- na - is Dmi- ne: et lux

Bvvhv b Ghv btfvb fb,v {vygv hvbbHkb^%vjb^%v bFgb6b%$gvb tfbm,v v}v v v v v v v v v v v v v v v bv v


perp- tu- a l- ce- at - is.

Bvv Fgv vbtfv bGhv v bhv vb hv v vbhvb hv vbhv v bgvb hb.v {vfv vbgv hv vhv vhvhv v bhvbhv v bhv v
Ps. Te d- cet hmnus D- us in S- on, et t-bi reddtur vtum in

Bbbbgvbjvbgv hb.v bv]vfv bG^v bhv hvbhvbhvhvb hv v v hv hb.v {vbhv vbhv bhv v hv v fvbGhv vbgvbfvbfb,v}
Jersa-lem: * exudi ora-ti-nem m- am, ad te mnis cro vni- et.

Bvvfb Fgvbfv fv v b fbGhvygbggvbtfb,mv {v fbGhvbygvbhvbbHkb^%vjb^%v vbfv Fgb6b%$bgvbtfbm,v ]vyg v v6b%b$v vbv


Requi- em * aetr- nam d- na - is Dmi- ne: et lux

Bvvhv b Ghv btfvb fb,v {vygv hvbbHkb^%vjb^%v bFgb6b%$gvb tfbm,v v}


perp- tu- a l- ce- at - is.

Leterno riposo dona a loro, o Signore, e splenda ad essi la luce perpetua.


A te si conviene linno, o Dio in Sion, a te si scioglie il voto in Gerusalemme.
A te che ascolti la preghiera viene ogni essere umano.
6 Schola Gregoriana Mediolanensis

KYRIE - CHRISTE
XIII sec.

Intonazione consigliata: dalla nota Sol

BvvFgbHjv hv ygb.,vbv[vb6b%$#bfv bgvb fv b fb,v v}vbv vbFgbHjvb ygb.,vb[b6b%$#bfv gvbfv bfb,v v v v }v


3 volte 3 volte
VI

K- ri- e * e- l- i- son. iij. Chri-ste e- l- i- son. iij.

BvvFgbHjv hv ygb.,vbv[vb6b%$#bfv bgvb fv bfb,v b}v v kvb fvbfb,vijbKlb*&^%b,v[v6b%$#bfv bgvbfv bfb,v }


2 volte rallenta

K- ri- e e- l- i- son. ij. K-ri- e * e- l- i- son.


Schola gregoriana Mediolanensis 7

REQUIEM AETERNAM
Graduale - IV libro di Esdra 2,34,35 - Ps. 111,7

Intonazione consigliata: dalla nota Fa

II

Vdtfvbfvbfb,v v vfv 6gb6b$#btdbFgvbfb,v {v yfbhbJkvb6b%$v fvbrdb5b$#bmv[besbffv ffvbrsbDf6b6b$#bfbhbuhbhbfgfv]


Re-qui-em * aetr- nam d- na - is D- mi- ne:

Vvhbhv bhv v vhv bygbHjb8b^%bhbygv[vuhb7b^$v fv Fhb$#bFhbyfb6b6b%$bydbesbmv]v v v v v v v v v v v vb v v v


et lux perp- tu- a

VvsbDfb6b%$bgvbdv vfv vbyfb Hjbv uhbJkb&^b[bihbKlb&%b6b$#bfhb7b.vhkb[bjkkb^$vhfb,v }v v v v v v v v v v v v


l- ce- at - is.

Vbbvfv v bvhv bHjv bjv jv vJkvb8b&^%b6b$#b[btdbfbhbhbjkkb/v[vHkb9b&%b6b$#bFgb$#bfb,v[vjv"lkb9b*&bkv ijb./v ]v v v v


= In mem- ri- a aetr- na

Vvbjv9b*&bv9b*&vbJkvbv ihb8b&^byfbhbyfb6b.vhbhbyfv[vHjb8b&^b8b&^bufv fb,v]vbhbhv vhv hv hv bhvbHjv v v v v v v


- rit j- stus ab audi- ti- ne

Vvvb7b^%#bFhb%#bFh,.vb[bGjb8b^$v bFhb$#bFhbyfb6b6b%$bydbesbmv ]v vsbDfb6b%$bgv Dfvb yfbHjv Jkb^%bHjb,.vb[bdbFhbHkb&^%$bv6fb,v v v}


m- la * non tim- bit. (t)

Leterno riposo dona a loro, o Signore, e splenda ad essi la luce perpetua.


Memoria eterna lascer di s il giusto e non ha da temere cattiva fama.
8 Schola Gregoriana Mediolanensis

ABSOLVE DOMINE
Tratto - v. Et grtia ta llis succurrnte

Intonazione consigliata: dalla nota Sol

VIII

Bgv vgbhjhvbgbhbygb,v[v vG8bKlv hv btfbGhbygb,v{vG8vkv kv vbkv vbkvbkv v vbkvbHkv kv kv v[v v v v v v bv v


Absl- ve, * D- mi-ne, nimas mni-um fid- li- um

Bvkvkv vb Jlbpkbihvbihbygbygbkbihbigbtfbmv]b fv vHkv v7hv tfbGhvbgvb gb,vb[b gv Ghbkkvb i/hbkv kbkb8b&^b7b^%bygb., }


defunct- rum ab mni vin- cu-lo de-li- ct- rum.

Bvgv v b G8vbkvkv kvkb/v[bkvbkv vbkv vkv Jlbpkbihvbihbygbygbkbihbigbtfbmvb]v fv fvbHkv b7hv btfvb Ghvbgvb gb, [b
= Et gr-ti-a t-a llis succurrn- te, me-re-ntur e-vde-re

Bgv bGhv gvbgv v bgv Ghbkkvb i/hbkv kbkb8b&^b7b^%bygb.,v }v bgv v G8v kv vbkvbJlbpkbihvbihbygbygbkbihbigbtfbmv]
ju-di-ci- um ulti- - nis. = Et l-cis tr- n

Bbvbgvbgvbgv ygbhbkbvbGhb%$vbfb,v [v bFhmbJkb9vb kvb kkb^%bgbgbygbggb,v[b kbkbkb9b*&^bygbHkb&^%bg6fb,v[bhv8b&^buhbygb,v }


be-a-ti-t- di- ne * pr- fru- i.

Bgv vgbhjhvbgbhbygb,v
Absl- ve,

Assolvi, Signore, le anime di tutti i fedeli defunti da ogni vincolo di peccato. E per il soccorso
della tua grazia, possano sfuggire alla giusta punizione e godere la beatitudine della luce
eterna.
Schola gregoriana Mediolanensis 9

DIES IRAE
Sequenza - fra Tommaso da Celano 11901260

Intonazione consigliata: dalla nota Sol diesis

Bvbfvdv bfv sv vbdbvav svb sbmv{vbfv bFgv v rdvbwav vdv vbfvdvb sbmv{vb vb Asv vbsvbwav vdv v vfvbdvbsbmv }v v v v v v
D-es rae, d-es lla, Slvet saclum in favlla: Tste Dvid cum Siblla.

Bvvbfv b dv v bfv bsv b dv v bavsvbsbmv{v v fv vFgv brdvb wav dv v bfv bdvbsmv {vbvvbv Asv vb sv wav bdv bfv bdvbsbmvb}b
2
Quntus trmor est futrus, Quando j-dex est ventrus, Cncta stricte discussrus!

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3
Tba m-rum spr- gens snum Per seplcra regi- num, Cget mnes ante thrnum.

Bvvbhv v vbkvb kvb7hv b6b%$v gvhvy.smvb{vbfv vbvbdvbfv bsv v vbdvbav svsbmv {vfvbGhv b6b%$vb3b@!v bdv bfv vdvsbmv v}v v
4
Mors stupbit et natra, Cum resrget cre- a-tra, Judi-cn- ti responsra.

Bbv bhvbtfv v bgv ysv v wavvb Asv bsbmv{b rdv v sv bav bv v vav svbfv 3sbmv{vbhv bfv vb gv vbsv vbavbsv fv 3sbm }b
5
Lber scrptus pro-fe-r-tur, In quo t-tum contin-tur, Unde mndus judi-c-tur.

Bbbv hvbtfv gv ysv wav vb vb Asvbsbmv{v vrdv vsv vbavv bav vsvbfvb3sbmv{vbhv fvbgv sv v bav bsv fvb3sbmv v}v v
6
Jdex ergo cum sedbit, Qudquid ltet apparbit: Nil inltum remanbit.

Bvvbfv vbdv bv bfvbsv bdv v bav svbsbmv {v vfv v b Fgvb rdvb wav vdv fvdvbsbmv{v b v v vAsv bvsv bwav bdv vfvbdvbsbmv}v
7
Quid sum mser tunc dictrus? Quem patr-num rogatrus? Cum vix jstus sit secrus.

Bvbfv v bdv bfv v sv vbdv av vsvbsbmv {v bfv bFgv vbrdvb wav vdv fv v vdvb sbmv{v bv bAsv b sv bwav v dvfvbdvbvsbmv}v
8
Rex tremndae ma-je-st-tis, Qui sal-vndos slvas gra-tis, Slva me, fons pi-e-t-tis.
10 Schola Gregoriana Mediolanensis

Bvbhvbkv vkvb7hv b6b%$v gv vhvy.smvb{vbvfv v bdv v vfv bsv bdvbav b svbsbmv {v fv vbGhv b 6b%$vb 3b@!v bdvbfv b dvsbmv}vb
9
Record-re J- su p- e, Quod sum cusa t-ae vi-ae: Ne me pr- das lla d-e.

Bvvbvbhvbkv v vbkvbv7hv 6b%$v gv hv by.smvb{vbfvbdv fvbsv vdvbav v bsv bsbmv {vfv bGhv b 6b%$vb3b@!v bdvbvbfv bdv bsbmv}
10
Quarens me, se- d- sti lssus: Redemsti crcem pssus: Tntus l- bor non sit cssus.

Bvhvb tfv gvbysv wavbvbAsvbsbmv{v vrdv sv v vav v bv av svfv b3sbmv{vbhv bfv vbgv sv v bav svbfv 3sbmv v}v vb
11

Jste Jdex ul-ti- nis, D-num fac remissi--nis, Ante d- em ra-ti- nis.

Bhvb tfvbgv bysv wav vb vbv vAsv sbmv{v brdvbsv bavbv vb av sv v vfvb3sbmv{vbhv vbfv bgv sv bav bsv vbfv 3sbmv }b
12
Ingemsco, tamquam r- us: Clpa rbet vltus m- us: Suppli-cnti prce D- us.

Bvvbfv v dv bfv sv vbdv bav bsvbsbmv {bfv vbFgv rdv wav b dvb fv bdvbsbmv{v v Asv b vsv bwav vbdv v vbfvbdvb sbmv vb}v v
13
Qui Ma- r- am absolvisti, Et latr- nem exaudsti, Mi-hi quoque spem dedsti.

Bvvfvbdv v bfv sv vdv v bav v vsv vsbmv {vbfv vbFgv vrdvb wav vdv vbfvbdv b sbmv{v v bAsv bsv bwav bdv bfv bdvbvbsbm}
14

Prces m-ae non sunt dgnae: Sed tu b-nus fac bengne, Ne per-nni crmer gne.

Bhvb kv vkvb7hv b6b%$vbgv v v vhv y.smvb{bfv vdv v vfvbsv v bdvbvbav vsv bsbmvb{v fv Ghvb6b%$vb3b@!vbdvb fv vbdv vsbm}
15
Inter ves lc- um prasta, Et ab hadis me sequstra, St-tu-ens in prte dxtra.

Bvbhv bkv kvb 7hv b6b%$vbgvbhvb y.smvb{vb fv v bdv bfv bsvbdvbvbav b svbsbmvb{v bfvbGhv vb6b%$vbv3b@!vbv dvb fvbdv sbmv }v v b
16
Confu-t-tis ma- ledctis, Flmmis cribus addctis, Vca me cum benedctis.

Bvhvbtfv gvbv ysv bwavb v vAsv sbmv{v rdv vsv vbav v v v bav sv bfv 3sbmv{vbhv bfv vgvbsv v vbavbsv bfv 3sbm }
17
Oro spplex et accl-nis, Cor contr- tum qua-si c-nis: G-re cram m- i f-nis.
Schola gregoriana Mediolanensis 11

Bvsv bhvb bHjvhv vbgvbrdv bgvbhb.v{v vfv v dvbgv bhb.v b Sfb#@!v bfvbdvb sbmv v}v v v v v v v v v v v v v v v v vbv v
18
Lacri-msa d- es lla, Qua resrget ex favlla.

Bvhvbkv b lv v8b&^v b6b%$vb gv vhv by.smv {v b fv dv vgv hb.v vSfb#@!vb fvbv vdvbsbmv v}v v v v v v v v v v v v v v v
19
Judi- cndus h- mo r- us: H- ic ergo pr- ce D-us.

Bvhvbgv vbfvbdv v bgv bgvbhb.v{v fvbdv bgvbddv bfv bdv sbmv v}vbAdb4b#@v Asbnmv v v v}
pi largo

20
P- e Jsu Dmine, dna - is rqui- em. A- men.

Giorno d'ira sar quel giorno quando il mondo diventer cenere, come annunziarono Davide e
la Sibilla. Quale spavento ci sar nell'apparire del Giudice, che su tutto far un esame severo.
L'alto squillo di tromba passer ovunque sulle tombe e raccoglier tutti dinanzi al trono.
Natura e morte, con stupore, vedranno gli uomini risorgere per rendere conto. Allora sar
aperto il libro sul quale tutto segnato per il giudizio del mondo. Davanti al Giudice, assiso in
trono, apparir ogni segreto, niente rimarr impunito. Nella mia miseria che dir? che
avvocato inviter, se il giusto appena sicuro? O Re di terribile maest, che salvi chi vuoi, per
tuo dono salvami, o sorgente di amore. O Ges amoroso, ricorda che per me tu sei venuto, non
lasciarmi perire in quel giorno. Per cercarmi, ti sei affaticato; per salvarmi hai sofferto la
croce; non sia inutile tanta sofferenza! O Giudice, giusto nel punire, concedimi il perdono
prima del giorno del giudizio. Come un colpevole, io tremo e il rossore sul mio volto; o Dio
perdona chi ti supplica! Tu, che hai perdonato Maria ed esaudito il ladrone, a me pure hai dato
speranza. Le mie suppliche non sono degne, ma tu, buono, concedi benigno che io non bruci
nel fuoco eterno. Mettimi fra gli angeli e, separandomi dai capri, ponimi alla tua destra.
Mentre saranno confusi i maledetti, e condannati al fuoco divorante, tu chiamami insieme ai
benedetti. Ti supplico umilmente, con il cuore spezzato come polvere, prendi a cuore il mio
destino. Giorno di pianto sar quel giorno, quando dalle ceneri risorger il peccatore per
ascoltare la sentenza. O Dio, concedigli il perdono! O pietoso Signore Ges, dona loro il
riposo. Amen.
12 Schola Gregoriana Mediolanensis

DOMINE JESU CHRISTE


Offertorio v. Hostias et preces Tibi Domine

Intonazione consigliata: dalla nota La

II

Xvvfv Dfvbfv vfv rdv v bfvbfyfbrdbmvb[v v6b.gHjv bg6b.g6fbtfvbDfvbfyfbrdbmv{vbgvbDfv fv Fgvbfv fb,v[vF%v vbfvbfv v v
Domine J-su Chrste, * Rex gl- ri-, lbe-ra nimas mni- um

Xvgvbg6v f5dvbdv v vbdFhv Ghv vbfgfv fb,v {vb fv v b Dfvbfv vfv fv6fvbfb,vb[bgv vbdv vb fvbhv vgv bfgfvbfb,v v]v
fid- li- um de- funct- rum de ponis infr- ni, et de profndo l- cu:

Xvgvdv fv bhvbygv bfvb gv fv vjvb7b7b^$#v fvhgb,v{vdv fv vhv bgvb fv gv fb,v vg6fvbDfvbfb,v {bvb fv b fvbeav v v bv
lbe-ra -as de -re le-- nis, ne absrbe- at e- s tr- trus, ne cdant

Xbdv bFgv v t<bfv6fv fb,v ]v FgmbHjv bygv vbFgv gb,v vtf v vbfghgv vfgfv bDfv fb,v{bfvbvb fvb ygv vHjv jbjb^$#vb Fgm,v [bv v vb v
in obsc- rum: sed sgni-fer snctus M- cha- el repraesntet - as

XD%v vbt<bfhv tfv v b Dgbyfv vbfb,v v ]v v vbfv vb fvb eav v bdv vFgv tfv vhv bygvb Fgvb fbrdv{v v v v v v v v v v v vb
in l- cem snctam: * Quam o-lim Abrahae promi- ssti,

XbbHjv vbtfbHjb^$brdbmvfygbh7g[fygv f5dv eav dgbyfv b fb,v }v vbdv Fhvb hbygvrd v v bFhv bhbygb,v[b dv Fhv vhv Fgb$#vbdbmv[
et s- mi- ni - jus. = Hsti- as et pr-ces t-bi Dmi- ne

Xvtfv vbGhv btfvdv Dfv fb,vb]vbFgmbHjv ygvFgvgb,v[vbfvb fvbdv Fhvbghgv f,v f,v v vuhvb jkjv vbhvbGhvbfb,v [bfv brdvbfvb ygb
ludis off-rimus: tu sscipe pro animbus l-lis, qu- rum hdi- e mem- ri- am

XvFgv brdvdmv ]vFgv vdveav v dv bDfvbf,v[vbhv vbtfbfvdv vgbH&v jbuhvbtfv bghgvb bf,v vf,v v}v v fv vbfv b eav v v
f-cimus: fac -as, Dmine, de mr- te transi- re ad v- tam. * Quam o- lim
Signore Ges Cristo, Re della gloria, libera le anime di tutti i fedeli defunti dalle pene dellinferno e dalla fossa profonda:
liberale dalle fauci del leone affinch non siano inghiottite dal Tartaro, n cadano nelle tenebre, ma con il vessillo di S.
Michele le conducano nella luce santa che gi avevi promesso ad Abramo e alla sua discendenza. Lodandoti ti offriamo
sacrifici e preghiere, o Signore, accoglile per quelle anime che oggi ricorderemo: fa che passino dalla morte alla vita.
Schola gregoriana Mediolanensis 13

SANCTUS - BENEDICTUS
Intonazione consigliata: dalla nota Si

VI

Vvbgv vbtf,mv v[v b gv vbtf,mv [vbdv vbfv v vbgv bgvbgv v vgvbgv v b gv bfvbgb,v v]b v v v v v v v
Snctus, * Snctus, Snctus Dminus D-us S-ba-oth.

Vvvdvbfv vbgv v v bgvgv gv vbgv fb,v v bhv gvgv vfvb dbmv ]vbvdv bfv vbgv gv vbgv bfv gb,v v]vbv
Plni sunt cali et trra gl-ri-a t- a. Ho-snna in exclsis.

Vvbdbvbfvbgv gb,v v vbgv vbgbvbgv b fv v bhv bgvbfv v bgv bfv dbmv ]v vavbD$v bfv bfv vbgv vdr vbDfbm,v v}
Benedctus qui vnit in nmine Dmi-ni. Hosnna in exclsis.
Santo, Santo, Santo il Signore Dio delluniverso. I cieli e la terra sono pieni della tua gloria.
Osanna nellalto dei cieli. Benedetto colui che viene nel nome del Signore. Osanna nellalto
dei cieli.

AGNUS DEI
Intonazione consigliata: dalla nota La

VI
Bvgv vgv v v Ghvbhb.v [v vhv v hv hv v gv vhv fv v gv vhb.vb[vb gv hv bjvgv v hv vgvbgb,v v v }v v v v v v v
Agnus D- i, * qui tllis pecc-ta mndi: dna -is rqui- em

Bvgv vgv v v Ghvbhb.v [v vhv v hv hv v gv vhv fv v gv vhb.vb[vb gv hv bjvgv v hv vgvbgb,v v v }v v v v v v v


Agnus D- i, * qui tllis pecc-ta mundi: dna -is rqui- em

Bvgv vgv v v Ghvbhb.v [v vhv v hv hv v gv vhv fv v gv vhb.vb[vb gv hv bjvgv v hv vgvbgv v v v fv vbhv ygv vbgb,v}
Agnus D- i, * qui tllis pecc-ta mndi: dna -is rqui- em ** sempi-trnam.

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, dona loro il riposo.
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, dona loro il riposo.
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, dona loro il riposo eterno.
14 Schola Gregoriana Mediolanensis

LUX AETERNA
Communio - IV libro di Esdra 2,34 - 35

Intonazione consigliata: dalla nota La

VIII

Bvhv v tfvbGhv gb,v [bvbhvbkv jv vkvbhv v v gv Fgvbgb,v]v vhv v v kv vjv v kv hv bjv v kvbhv bghgb,v[
Lux aetrna * lce- at - is, Dmine: * Cum snctis t- is in aetrnum,

Bvvdvbfv vbGhvbhv vbgb,v v }v v bgv bhvb kv v vkvbkv bkv v v kvbkv bkv lv v vlv kvbkb/v v {v v v v v
qui- a p- us es. = Rqui- em aetrnam dna - is Dmine,

Bvhv vbkv v vkv bkv kv kv vkvbjv kv vhvbgb,v }v vhv v v kv vjv v kv hv vjv v kvhv bghgb,v [v v
et lux perp-tu- a lce- at - is. * Cum snctis t- is in aetrnum,

Bvvdvbfv vbGhvb hv vgb,v v }


qui- a p- us es.

La luce eterna splenda ad essi, o Signore, (Ricevili) coi tuoi santi in eterno perch tu sei
pietoso. L'eterno riposo dona a loro, o Signore, e splenda ad essi la luce perpetua. Ricevili
coi tuoi santi in eterno perch tu sei pietoso.
Schola gregoriana Mediolanensis 15

AUDIVI VOCEM DE CAELO


Antifona - Ap. 7,16 - Ps. 120: Levabo oculos meos

Intonazione consigliata: dalla nota Sol

II

Xvvfv gv hv v jv bjv v[v vbfv v bhv bgv vbhv bfb,v vfb,v v v{v v v v v v
Au-d-vi vo-cem * de cae-lo di-cn-tem:

Xvbfv gv hv v bjv Hjv jv[v b dv bfv v vhv bhv vGhv v bjv bygvbfb,v vfb,v }b
Be- - ti mrtu- i, qui in Dmi- no mo- ri- n-tur.

Xvvdv bfv bhvbhvbhvhv v hvbhv bhv v bjvvhb.v vb]vhv vhv vhv hvb hv bhv hvbhv gv v vdvbvfb,v v }v
Psalmus 120

1 Le-v-bo culos me-os in mon-tes: * unde v-ni-bet auxi-li- um mi- hi? Audivi ..

2 Auxilium meum a Dmino, * qui fecit caelum et terram. Audivi ..

3 Non dabit in commotinem pedem tuum, * neque dormitbit qui custdit te. Audivi ..

4 Ecce non dormitbit neque drmiet * qui custodit Israel. Audivi ..

Xvvbdv bfvhvbv hvb hvbfv bfb,v[v vhvbhv v v v


flexa

5 Dminus custodit te, Dminus umbrculum tuum, * ad manum dxteram tuam. Audivi ..

6 Per diem sol non perctiet te, * neque luna per noctem. Audivi ..
7 Dminus custdiet te ab omni malo; * custdiet nimam tuam Dminus. Audivi ..

8 Dminus custdiet intritum tuum et xitum tuum, * ex hoc nunc et usque in


saculum. Audivi ..

Sentii una voce dal cielo che mi diceva: Beati i morti che muoiono nel Signore.

Alzo gli occhi verso i monti; da dove mi verr l'aiuto?


L'aiuto mi verr dal Signore; egli ha fatto i cieli e la terra.
Non permetter che il mio piede vacilli, n che il tuo custode sonnecchi.
Ecco, non sonnecchia, non s'addormenta il custode d'Israele.
Il Signore il tuo custode, il Signore l'ombra che ti copre alla tua destra.
Non ti colpir il sole di giorno, n la luna di notte.
Il Signore ti custodir da ogni male, custodir la tua anima.
Il Signore custodir la tua partenza ed il tuo arrivo, ora e sempre.
16 Schola Gregoriana Mediolanensis

SUBVENITE SANCTI DEI


Responsorio - v. Suscipiat Te Christus

Intonazione consigliata: dalla nota Sol

IV

Bvsv b rsv Dfvbfb,vb[v bfv vbfv vbrdv Dgb$#b4b#@besmnv{b DfvbghgbHjvb hvb hb.v[hv vtfb bfGhbugbygv bdv dtfbfv rd,mv]
Subve- n-te, * sancti De- i, occr- ri-te, nge- li Dmi- ni

Bbvb fv dv fv gv fv vbgv bfv bfv v b4b#@vb rsbdfdbmv]vav Sfv fv bav vbwavb abqbnv[bav v bS$v v 4b#@v Fgv bvb
* Susci-pi- ntes -nimam e- jus, offe-rntes e- am in conspc- tu

Bb5b,vfbGhbugbygvb dvb dtfbfv brd,mv}v vhv bhv hvbGhv btb<fvhgbygbgbdfdbmv[v gv tfv v Ghv vbtfvbdv bdvgfvbrd,mvb]
Al- tssi- mi. = Susc-pi-at te Christus, qui vo-c-vit te,

Bbfv vSfv v fvbfv v vDfv vfv fv[vfv bfvbdv5b$#v gv bygb6b%$v bDfb5fv besmnv}v vbfv dv fv gv fbv v v
et in sinum Abrahae nge-li de-d- cant te. * Susci-pi- ntes

Accorrete Santi di Dio, venite incontro, angeli del Signore, per accogliere la sua anima e
offrirla davanti allAltissimo. Ti accolga Cristo, che ti ha chiamato e gli angeli ti conducano
nel seno di Abramo.
Schola gregoriana Mediolanensis 17

EGO SUM RESURRECTIO


Antifona - Jo. 11,25-26 - Cantico di Zaccaria

Intonazione consigliata: dalla nota Sol

II

XhvbGhv v fv v vfvbfv bfv dvbfv bhv v Fgv fbrdbmv{v hv vbJkvbjv Hjv v bhv[vjvbhvbhv v hv vb jv hvb gv
Ego sum resurrcti- o et v-ta: qui crdit in me, t-i-am si mrtu-us

Xbbdvfv ygv vbfvbfb,v ]vbhv vjjvbfb,v v vfv vbhvbvgv vfv v vhvbgv bfv v vdbmv {v v v v v v v v bvbvb
f-e-rit, vvet: et omnis qui vi-vit et crdit in me

Xvfv v v dv fvbhv Ghv vjv vbygvb fb,v bfb,v }v


non mo-ri- -tur in ae-trnum.
Io sono la resurrezione e la vita, chi crede in
me, anche se sar morto vivr, e tutti quelli
che credono e vivono in me, non moriranno
in eterno.

Xvdvbfvhv hv v hv bhvhv vbhvhv jvb vhb.v ]v vhvhvbhv hvbhvhvb hv hv hv hv hv vbhvbhvbhv v vhvgv vdvvfb,}
Canticum Zachariae

1 Benedctus Dminus D-us Isra-el: * qui-a vi-si-tvit et f-cit redempti-nem plbis s- ae


2 Et erxit crnu saltis nbis, * in dmo Dvid, peri si.
3 Sicut loctus est per os sanctrum, * qui a saculo sunt prophetrum jus:
4 Saltem ex inimicis nstris, * et de mnu mnium qui odrunt nos:
5 Ad facindam misericrdiam cum patribus nstris, * et memorri testamnti si sncti
6 Jusjurndum, quod jurvit ad Abraham, ptrem nstrum, * datrum se nbis
7 Ut sine timre, de mnu inimicrum nostrrum liberati, * servimus illi:
8 In sanctitte, et justtia coram ipso, * mnibus dibus nstris.
9 Et tu, per, prophta Altissimi vocberis, * praeibis enim ante fciem Dmini parre vias
jus.
10 Ad dndam scintiam saltis plbi jus, * in remissinem peccatrum erum:
11 Per viscera misericrdi Di nstri, * in quibus visitvit nos, riens ex lto:
12 Illuminre his qui in tnebris, et in mbra mrtis sdent, * ad dirigndos pdes nstros in
viam pcis.
13 Rquiem aetrnam * dna i Dmine.
14 Et lux perptua * lceat i. ripetizione antifona

Benedetto il Signore Dio di Israele, perch ha visitato e redento il suo popolo.


18 Schola Gregoriana Mediolanensis

IN PARADISUM
Antifone finali

Intonazione consigliata: dalla nota Mi

VII
Vvdv vbgv hv jvb jv v[v jvbkv jv v bhvb gv bHjvbjb.v{vfv vhvhvb hv b Hjv hv[vbGhv jvbhvbgv v fv vbdv Fhv yg,.v {
In pa-ra-d-sum * ded-cant te nge-li; in tu-o advntu susc-pi- ant te mrty-res,

Vbbgbv vb hv bjv bjv v b jv[vbjv v jv jvbkvb jv v bhbH&v ufv v tfv gv bdv bdbmv v }
et perd-cant te in ci-vi-t-tem sanctam Ie- r-sa- lem.

VIII
Vvv D6v fv vrdvbsv Dfv dv v [v Ghv v7b^$vbhv hvbgb,v {vgv vbhv v v Jkv hv fv v vhv dtv v v vfv dv sbmv {v
Cho-rus ange-l-rum * te sus- ci-pi- at, et cum L-za-ro quondam pupe-re

Vvvsv drv bDfv6b%$v bdv bfvbFgv v dv dvb dbmv v b}


ae-trnam h-be-as rqui- em.

In paradiso ti guidino gli Angeli; al tuo arrivo ti accolgano i Martiri e ti conducano nella santa
Gerusalemme

Il coro degli Angeli ti accolga e con Lazzaro, un d povero, abbi la pace eterna.
Schola gregoriana Mediolanensis 19

LIBERA ME DOMINE
Responsorio - v. Tremens factus sum ego
Intonazione consigliata: dalla nota Fa

I
Bvvsvbwavbsv v fb,v v besbd4svbAsvsbmvb[v vdbFgv vftvbsv bfv esbfbrsv sbmv{vsbadv svbS5v gvbtfbrdv vwavSdb4b#!v wamnv]
Libe- ra me, D- mine, * de mrte aetr- na, in di-e lla tremn- da. *

Bvv vA@v bsv vb dbFgvb 5b$#bmvb bDgbh7gv fv bDfv vsbmvb[v Sdb@!v bsfvbesbnmv ]v vhv v bhv6fbm gbh7gb4b#@vbesvb sbmv [vbv
Quando ca- li mo- vndi sunt et tr-ra. Dum v- ne- ris

Bvb hvbygv Hkb&%vbGhb%$#@nv bDfb5vfdv bAsv sbmv[v vbardbFgvbtabsfv besnmv }v v fv bdv v vfv dv v bsv v dvb sbmv [b
judi- c- re sa- cu-lum per i- gnem. = Trmens factus sum ego,

Bvwav svfdv wavb abnv{v dv v vfv gv fvbdv vbfvbesvbsbmv [vsdsbsvbav vb D%v tdvbrdv Asv sbmv }v v v v v vbvb
et ti- me- o, dum discussi- o vene- rit, at- que ventu- ra i- ra.

Bvv vA@v bsv vb dbFgvb 5b$#bmvb bDgbh7gv fv bDfv vsbmvb[v Sdb@!v bsfvbesbnmv}v v fvbdv vfvsv v dvbwav bSdv sbmv [v v
Quando ca- li mo- vndi sunt et tr-ra. = D- es lla, d- es rae,

Bvvsvbdv fvbgvb Ghv vft v v sv fv tfv fb,v{v dv fv v bgv bfb,v vrdvb wavbsv fv vb3b@!v sbmv v}v v v v v v v
ca-lami-t-tis et mi-s- ri- ae, d- es mgna et am-ra val- de.

Bvv hv v bhv6fbm gbh7gb4b#@vbesvb sbmv [b hvbygv Hkb&%vbGhb%$#@nv bDfb5vfdv bAsv sbmv[v vbardbFgvbtabsfv besmnv }v b
Dum v- ne- ris judi- c- re sa- cu-lum per i- gnem.

Bvv v fv dvb fv v bsvbdv bsbmv [v svb dv fvgv v btfvwavbabnv{vFhv vygv v fv gvrdvbsbmv[vbwavbdvbrdv bsbmv sbmv}
= Rqui- em aetrnam dna -is Dmi- ne et lux perptu- a l- ce-at - is.
Repetitur Libera me Dmine, usque ad = Trmens.
Liberami, Signore, dalla morte eterna, in quel giorno tremendo. Quando i cieli e la terra si muoveranno. Finch verrai a
giudicare il mondo con il fuoco. Io sono tremante e temo il giorno del giudizio e dellira. Quando i cieli e la terra si muoveranno.
Quel giorno, il giorno dellira, della distruzione e della miseria, giorno grande e molto amaro. Quando verrai a giudicare il
mondo con il fuoco. Dona ad essi il riposo eterno, Signore, e risplenda loro la luce perpetua.
20 Schola Gregoriana Mediolanensis

HOMO QUIDAM
Responsorio attribuito allAbate Aymard del monastero benedettino di Saint Pierre e Saint Dive, XI secolo

Intonazione consigliata: dalla nota Fa

BvbfbFgvbfv v bgv hb.v v vbfgfvbfv v b uhvbgv v v bhv vkb/v v{vlv v bkv uhv b Ghv bfv v vbtfvb fb,v [b v
Luca 14,6

VI

Homo qudam * f- cit conam mgnam, et m-sit srvum s- um

Bvrdv wav vsv bfb,vb[vbgv bfv rav awv vsv bfv bfv [vhv v bGhv vfgfv bfb,v v}v v v v v v v v vbv b
h- ra cone d-ce-re invi- t- tis, ut ve- n- rent: *

Bv fv bkv v jv bKlv bJkv vb6b%$bmv[vjbugbJlb*&^,vbfgfmvbGjb^$mvbasabn [bfgfbGjb^$b,vbjbuhbkb8b&^%$bG^bv tfv fb,v}v


Qui- a pa- r- ta sunt - mni- a

Bv v fvbGhvbhv v jv btfv gv bhv vb7b^%vbfv v v bghgbgvfb,v{vfv vtfv gv hv v ijv b klkb.v v[v v v


= Ven-te, com- di- te p- nem m- um, et b- bi- te v- num

Bbvbuhv v vbtfvbgvb hv vfgfv fb,v v}v v vfv bkv v v


quod mscu- i v- bis. * Qui- a

Bv fv bGhvbhv v jvbhv vftv v gvbGhvbhb.v{vklkv vbuhvb gv bfv Ghv vfgfv vfb,v }v v b fv kv v v


Gl- ri- a Ptri, et F-li- o, et Spi- r- tu- i Sn-cto. * Qui- a

Un uomo diede una grande cena e mand il suo servo a dire agli invitati: venite, pronto,
venite, mangiate il mio pane e bevete il vino che ho versato per voi.