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Corso mediatore culturale

Consorzio Pegaso Cooperativa Pane&Rose


Dott. Marco Paolicchi

Storia moderna.
Colonialismo e cooperazione internazionale
Struttura e obiettivi delle
lezioni
1) Introdurre elementi di storia moderna del colonialismo e del
neocolonialismo
I parte

2) Introdurre concetti e principi della COOPERAZIONE


INTERNAZIONALE ALLO SVILUPPO

3) Introdurre concetti e principi della COOPERAZIONE


DECENTRATA ALLO SVILUPPO UMANO: il ruolo della
dimensione locale e della mediazione culturale nella
costruzione di una nuova governance internazionale sentare
II parte

esempi di innovazione nella cooperazione allo sviluppo

4) Fornire un quadro di riferimento delle OPPORTUNITA e dei


CONTATTI nel campo della cooperazione allo sviluppo
Perch ci occupiamo di
Storia del colonialismo e cooperazione
internazionale
in questa sede?

Quale il rapporto tra mediazione culturale e


cooperazione decentrata allo sviluppo umano?
1) STORIA MODERNA del COLONIALISMO e del
NEOCOLONIALISMO

Differenze tra colonialismo e imperialismo

Limperialismo antico

Il colonialismo europeo origine della storia moderna

Il colonialismo e imperialismo statunitense


1) STORIA MODERNA del COLONIALISMO e del
NEOCOLONIALISMO

La globalizzazione e il neocolonialismo

Lo sfruttamento economico e sociale dei paesi ex-colonie da


parte delle multinazionali e della societ capitalista
1) STORIA MODERNA del COLONIALISMO e del
NEOCOLONIALISMO

Le principali problemi causati dal colonialismo e dal


neocolonialismo:

Povert
Sostenibilit
Debito estero
Instabilit delle Istituzioni
Distruzione delle tradizioni e delle culture locali
2) La COOPERAZIONE INTERNAZIONALE allo SVILUPPO

COOPERAZIONE: dal latino cum operare, il termine designa


lopera prestata per la realizzazione di determinate attivit -
in genere organizzate in comune - volte al conseguimento
di specifici obiettivi
Quali motivazioni spingono
allatteggiamento cooperativo?
Quali obiettivi finali?

cooperazione politica, economica, militare ecc.

Caratterizzata dal contesto nel quale nasce e dai fattori su cui


si fonda
2) La COOPERAZIONE INTERNAZIONALE allo SVILUPPO

Imprescindibile da nozione di SVILUPPO e storia delle TEORIE


DELLO SVILUPPO (rif. bibliografia), che ne costituiscono genesi
e forme

Sviluppo: definizione che varia con il contesto e


sottoposta da anni a dibattito e critiche di diversa natura

Sviluppo come nodo cruciale della societ contemporanea:


questione delle relazioni Nord-Sud (sviluppo / sottosviluppo)
2) La COOPERAZIONE INTERNAZIONALE allo SVILUPPO

A cosa associamo la cooperazione internazionale?


 Relazioni politiche e strategiche

 Scambio commerciale e allargamento del mercato globale

 Pacificazione e stabilizzazione del pianeta

 Governabilit dei flussi migratori

 Salvaguardia globale dellambiente e delle risorse non


rinnovabili

 Dovere morale verso popoli e Paesi svantaggiati


2) La COOPERAZIONE INTERNAZIONALE allo SVILUPPO

 Aiuto Internazionale Pubblico allo Sviluppo (APS, ODA Official


Development Assistance): flusso finanziario - in forma di
capitali, beni o servizi - che Governi statali e locali dei P
Industrializzati (PI) destinano ai Paesi in Via di Sviluppo (PVS)
e alle Agenzie / Organizzazioni / Programmi dellONU con
lobiettivo di promuovere lo sviluppo economico e il
benessere sociale dei PVS

 Caratteristiche:
1. Transazioni finanziarie indirizzate verso un numero
identificato di Paesi
2. Obiettivo promuovere lo sviluppo economico e il benessere
delle popolazioni dei Paesi riceventi
3. Condizioni finanziarie agevolate - elemento di dono 25%
(dono prestito)
2) La COOPERAZIONE INTERNAZIONALE allo SVILUPPO

Con quali modalit opera lAPS?


Multilaterale: i Paesi donatori versano somme (che diventano
parte del capitale di esercizio, a titolo di dono) agli Organismi
Internazionali. Contributi obbligatori o volontari
Bilaterale: impiego degli strumenti di finanziamento da parte del
Paese donatore al Paese ricevente, con cui stata concordata
direttamente liniziativa di sviluppo.
Lesecuzione governativa (gestione diretta delle amministrazioni
statali, centrali o locali) o non governativa (affidata a imprese o
Organizzazioni Non Governative, ONG)
Multi-bilaterale: ricorso da parte del Paese donatore ad un
organismo internazionale per la valutazione tecnico-economica e/o
gestione amministrativa di uniniziativa concordata con il Paese
ricevente
2) La COOPERAZIONE INTERNAZIONALE allo SVILUPPO

Due livelli dintervento dellAPS


 Programma: serie coordinata di differenti azioni dove
lobiettivo, il budget e le scadenze sono chiaramente definiti.
Pu essere costituito da un insieme di progetti con
caratteristiche simili e orientati al perseguimento di un
obiettivo comune.
 Progetto: insieme non divisibile di operazioni da effettuarsi
in tempi definiti e con risorse prestabilite che produce flussi
durevoli di benefici a favore di un ben definito gruppo
destinatario (target group). I progetti, tra loro coordinati,
possono costituire programmi.

Ciclo del Progetto (PCM)


Logical Framework Approach (LFA)
2) La COOPERAZIONE INTERNAZIONALE allo SVILUPPO

Cosa sintende per Organismi Internazionali?


Organizzazione delle Nazioni Unite: Organi, Agenzie
specializzate, Programmi e Fondi. Erogano aiuti in forma di doni.
Contributi maggiori dagli Stati membri stabiliti su una scala
approvata dallAssemblea Generale dellONU

Organismi del gruppo della Banca Mondiale: operano attraverso


prestiti (non doni). Ne fanno parte quasi tutti i Paesi e opera in
tutto il mondo muovendo ingenti quantit di risorse

Altre istituzioni finanziarie internazionali: istituzioni a carattere


bancario che operano con prestiti (es. le Banche regionali di
sviluppo, IFAD - International Fund for Agricultural Development
2) La COOPERAZIONE INTERNAZIONALE allo SVILUPPO

(Cosa sintende per Organismi Internazionali?)

Istituzioni comunitarie dellUE: UE opera a met tra il multilaterale


e il bilaterale. In particolare a favore dei Paesi di Africa, Caraibi e
Pacifico (Paesi ACP) mediante laccordo di Cotonou, attraverso:
- Fondo Europeo di Sviluppo (FES): costituito da contributi a
fondo perduto, eroga aiuti a titolo di doni
- Banca Europea degli Investimenti: concede prestiti, allinterno
dellUE e a PVS
- Bilancio UE: per doni e crediti a Paesi non-ACP
2) La COOPERAZIONE INTERNAZIONALE allo SVILUPPO

LOrganizzazione delle Nazioni Unite


In origine 51 Paesi membri
Oggi 192 Paesi membri. Stati sovrani che accettano obblighi e
principi della Carta delle Nazioni Unite (24 Ottobre 1945)
(rif. bibliografia)

Obiettivi
- mantenimento della pace e della sicurezza internazionale
(disarmo, peace-building, peacemaking, peacekeeping)
- sviluppo delle relazioni amichevoli tra i Paesi
- cooperazione nella soluzione di controversie internazionali
- cooperazione nella promozione del rispetto dei diritti umani
(il diritto allo sviluppo / la lotta alla povert)
- armonizzazione delle iniziative dei Paesi
2) La COOPERAZIONE INTERNAZIONALE allo SVILUPPO

(LONU) Organi Fondo Monetario


Internazionale (IMF) +
- Assemblea Generale
Banca Mondiale (WB) +
(fissa priorit e obiettivi attraverso
Strategie Decennali Internazionali 12 organizzazioni indipendenti
di Sviluppo) (Agenzie specializzate)
- Consiglio di Sicurezza - legati allONU con accordi di
- Consiglio Economico e Sociale cooperazione e costituiti con accordi
(ECOSOC) intergovernativi
- Consiglio Trusteeship - competenza e responsabilit in
- Segretariato materie specifiche
- Corte Internazionale di Giustizia - forniscono assistenza / forme di
supporto tecnico ai Paesi
- affiancano gli Organi nella:
1) formulazione di politiche
2) fissazione di standard/linee guida
3) mobilitazione di risorse
2) La COOPERAZIONE INTERNAZIONALE allo SVILUPPO

(LONU)
Allinterno del sistema ONU: uffici, Programmi e Fondi
es. UNDP, United Nations Development Programme
UNICEF, United Nations Childrens Fund
WHO, World Health Organization
WFP, World Food Programme

promuovono le condizioni sociali e economiche della popolazione


mondiale attuando il mandato sociale ed economico dellONU

- hanno budget e organi propri


- riferiscono allAssemblea Generale e ECOSOC
2) La COOPERAZIONE INTERNAZIONALE allo SVILUPPO

(LONU)

Nel 1997 il Segretario Generale Kofi Annan ha avviato un processo


di riforma tuttora in corso

migliorare il funzionamento e il coordinamento interni / esterni


del sistema
integrazione dei diritti umani in tutte le aree di lavoro dellONU
pi attivit di peacekeeping
nuove strategie per coinvolgere la societ civile e il settore
privato nei temi dello sviluppo e delle relazioni internazionali
convocazione del Millennium Summit nel settembre 2000
2) La COOPERAZIONE INTERNAZIONALE allo SVILUPPO

(LONU)
Dichiarazione del Millennio

Obiettivi di Sviluppo del Millennio da raggiungere entro il 2015


Millennium Development Goals - MDGs

1. Eliminare lestrema povert e la fame


2. Assicurare listruzione elementare universale
3. Promuovere la parit tra i sessi e accrescere il
potere decisionale delle donne
4. Ridurre la mortalit infantile
5. Migliorare la salute materna
6. Combattere lHIV-AIDS, la malaria ed altre malattie
7. Assicurare la sostenibilit ambientale
8. Sviluppare un partenariato globale per lo sviluppo
2) La COOPERAZIONE INTERNAZIONALE allo SVILUPPO
Il Multilateralismo il futuro
Per raggiungere i nostri obiettivi
Chiedo a tutti i Paesi in via di sviluppo di sviluppo sostenibile abbiamo
di adottare ed attuare unampia strategia bisogno di istituzioni internazionali e
nazionale di sviluppo, che sia multilaterali pi efficaci,
sufficientemente ambiziosa per permettere democratiche ed affidabili.
di realizzare gli Obiettivi del Millennio per Riaffermiamo il nostro impegno al
lanno 2015. rispetto dei principi e degli obiettivi
Chiedo inoltre che essi mobilitino tutte le indicati dalla Carta delle Nazioni Unite
loro risorse per promuovere tali strategie. e dal diritto internazionale, nonch
Al tempo stesso chiedo ai paesi limpegno per rafforzare il
sviluppati di appoggiare queste stesse multilateralismo.
strategie, aumentando il volume di risorse Concordiamo sul ruolo di guida delle
dedicate allo sviluppo e alla riduzione del Nazioni Unite come organizzazione
debito e facendo il possibile per garantire pi rappresentativa ed universale e la
pari opportunit nel commercio globale. pi adatta a promuovere lo sviluppo
Dichiarazione del Segretario Generale sostenibile.
dellONU, 2005 dalla Dichiarazione di
Johannesburg sullo Sviluppo
Sostenibile, 2002
2) La COOPERAZIONE INTERNAZIONALE allo SVILUPPO

Il Bilaterale in Italia: la Cooperazione Italiana allo Sviluppo


Riferimento normativo: legge n. 49 del 26/2/1987
Nuova disciplina della cooperazione italiana con i PVS

- Art. 1, comma 1: La cooperazione allo sviluppo parte


integrante della politica estera dellItalia e persegue obiettivi di
solidariet tra i popoli e di piena realizzazione dei diritti
fondamentali delluomo ispirandosi ai principi sanciti dalle
Nazioni Unite e dalle Convenzioni CEE-ACP

- Art. 2, comma 1: Lattivit di cooperazione allo sviluppo


finanziata a titolo gratuito e con crediti a condizioni
particolarmente agevolate. Essa pu essere svolta sul piano
bilaterale, multilaterale e multi-bilaterale
2) La COOPERAZIONE INTERNAZIONALE allo SVILUPPO

(La Cooperazione Italiana)

Principi guida
rafforzamento dellappropriazione (ownership)
promozione della partecipazione degli enti non-statali (enti
locali, societ civile ecc.)
coordinamento delle attivit di Commissione e Stati membri
miglioramento della coerenza tra le politiche di aiuto (di
sviluppo, agricola, commerciale, dellimmigrazione ecc.)
miglioramento della qualit degli aiuti (es. decentramento,
semplificazione delle procedure, utilizzazione di indicatori che
consentano di meglio valutare i risultati)
promozione di GOOD GOVERNANCE e E-GOVERNMENT
2) La COOPERAZIONE INTERNAZIONALE allo SVILUPPO

La Cooperazione Non Governativa: le ONG


Cosa sono le ONG?
Sono associazioni private, senza fini di lucro, che promuovono e
realizzano azioni di cooperazione internazionale finalizzate allo
sviluppo dei PVS

Definizione del MAE: associazioni che, attraverso un legame


transnazionale tra enti di nazionalit diversa, perseguono un fine
di interesse generale (umanitario, religioso, politico, scientifico,
sociale) che trascende l'ambito di un solo Stato

riconosciute o non riconosciute (requisiti di idoneit):


accesso ai finanziamenti governativi per realizzare progetti
2) La COOPERAZIONE INTERNAZIONALE allo SVILUPPO

(le ONG)
La maggior parte delle ONG italiane aderisce a:
- CIPSI, Coordinam. di Iniziative Popolari di Solidariet Internaz.
- COCIS, Coordinam. delle ONG per la Coop. Internaz. allo Sviluppo
- FOCSIV Volontari nel mondo, Federazione Organismi Cristiani di
Servizio Internazionale Volontario
- La Associazione delle ONG Italiane, costituita nel 2000

A livello europeo il CLONG - Comitato di Collegamento delle ONG


con l'UE, sede a Bruxelles

Per lapprofondimento: il S.O.C.I. (Servizio Orientamento Cooperaz.


Internazionale) del Comune di Milano pubblica la monografia "ONG.
Guida alla cooperazione e al volontariato Internazionale", guida
informativa sulle ONG italiane ed i progetti che gestiscono
3) La COOPERAZ. DECENTRATA allo SVILUPPO UMANO

Come cambia la cooperazione allo sviluppo


negli anni 90?

1. Cambiano gli scenari internazionali:


intreccio tra locale / nazionale / internazionale sempre pi stretto
e COMPLESSO
nuove interdipendenze Nord / Sud
Crescita dellESCLUSIONE SOCIALE

aree di privilegio o emarginazione trasversali alla tradizionale


differenza tra Nord e Sud su base geografica
3) La COOPERAZ. DECENTRATA allo SVILUPPO UMANO

2. Le politiche allo sviluppo e i modelli di cooperazione


allo sviluppo vivono un periodo di crisi e ricerca
(profonda crisi della cooperazione governativa e
centralista)

difficolt di sistematizzazione,
si riscoprono teorie che colgono la PARTICOLARITA

Nuovo concetto di sviluppo:


Concetto di SVILUPPO UMANO SOSTENIBILE (Rapporto sullo
Sviluppo Umano, UNDP 1990)
Conferenze ONU negli anni 90 - Vertice di Copenaghen per lo
Sviluppo Sociale del 95 e Piano dAzione
Lo SVILUPPO PARTECIPATIVO
IL PATRIMONIO DEL TERRITORIO: lo SVILUPPO LOCALE
3) La COOPERAZ. DECENTRATA allo SVILUPPO UMANO

Nuovo approccio emergente dellAPS che si caratterizza per:


scelta per SVILUPPO TERRITORIALE INTEGRATO
scelta per il DECENTRAMENTO
scelta per APPROCCIO PARTECIPATO e LA MEDIAZIONE
CULTURALE
collaborazione sistematica tra settore pubblico / privato /
societ civile
formazione dei quadri dello sviluppo e ricerca finalizzata
allinnovazione e ai bisogni delle comunit locali
Il LOCALE diventa protagonista
delle POLITICHE di SVILUPPO
e di COOPERAZIONE INTERNAZIONALE allo SVILUPPO
3) La COOPERAZ. DECENTRATA allo SVILUPPO UMANO

in ambito europeo grande nei PVS emergono organizzazioni,


variet di iniziative e impegni movimenti popolari, poteri locali e
solidali di organizzazioni nate decentrati che non si riconoscono
dalla collettivit (gemellaggi, nella storia della cooperazione
movimenti di migranti, settore europea e rivendicano maggiore
sociale partecipazione nellelaborazione e
esecuzione delle priorit nazionali
e delle politiche di cooperazione

emerge e si afferma un nuovo approccio della cooperazione


allo sviluppo:
la COOPERAZIONE DECENTRATA
3) La COOPERAZ. DECENTRATA allo SVILUPPO UMANO

3. Empowerment
2. Partecipazione
1. Impegno politico locale e sviluppo
endogeno

E lazione di cooperazione allo sviluppo svolta


dalle Autonomie locali (Regioni, Province,
Comuni) con il concorso della societ civile
organizzata del territorio, attuata in rapporto di
partenariato con omologhe istituzioni dei PVS
favorendo la partecipazione attiva della societ
civile dei Paesi partner nel processo decisionale
finalizzato allo sviluppo sostenibile e
integrato del territorio
5. Aggregazione 4. Processi di
di risorse governance
locale
3) La COOPERAZ. DECENTRATA allo SVILUPPO UMANO

Cooperazione centralizzata
(anni 60 - 70 - met 80)
MACRO-COOPERAZIONE
(cooperazione economica e finanziaria, grandi opere di
infrastrutture, ecc.)

Cooperazione decentrata
(fine anni 80 -90 - oltre)
MICRO-COOPERAZIONE
(Regioni, Province, Enti Locali, enti pubblici e privati, ONG,
terzo settore, associazioni, sindacati, PMI, Universit, ecc.)
3) La COOPERAZ. DECENTRATA allo SVILUPPO UMANO

NON SOSTITUISCE la cooperazione dei soggetti tradizionali


(Governo, Organismi Internazionali, ONG)
MA AGGIUNGE soggetti altrimenti esclusi e apporta risorse
inutilizzate (non solo finanziarie)

Valore aggiunto della cooperazione decentrata


Maggiore rispetto dei bisogni eterogenei dei gruppi beneficiari
e dei donatori attraverso lazione di mediazione culturale
Coinvolgimento dei gruppi beneficiari nei progetti di sviluppo
(approccio bottom-up)
Attivazione delle reti locali (produzione di capitale sociale)
Innovazione gestionale e riduzione dei costi di coordinamento
3) La COOPERAZ. DECENTRATA allo SVILUPPO UMANO

la struttura della cooperazione


Cresce si modifica: da prestazione / erogazione
la consapevolezza di aiuti a impostazione di
dell INTERDIPENDENZA rapporti di partenariato Nord / Sud

Partenariato:
rapporti di interdipendenza
fondati sulla parit delle posizioni
e sulluguale perseguimento degli interessi
di comunit locali organizzate
coinvolte nel rapporto

I vantaggi sono reciproci: ogni La competitivit di un territorio dei PVS


territorio sviluppa la propria favorita da misure / progetti
VOCAZIONE compatibili con la politica di
in modo complementare internazionalizzazione
allaltro dellamministrazione donante
3) La COOPERAZ. DECENTRATA allo SVILUPPO UMANO

La cooperazione decentrata entra nellUE


con gli accordi della IV Convenzione di Lom del 1989

Anticipando il dibattito internazionale sulla cooperazione


decentrata, nel 1987 lItalia riconosce formalmente alle
Autonomie locali ruolo propositivo e attuativo nellazione di
cooperazione allo sviluppo governativa
nellambito della vigente l. n. 49 del 1987

Pluralit di tipologie di progetti / interventi e diversi modelli che


hanno cercato di coglierne caratteri comuni
3) La COOPERAZ. DECENTRATA allo SVILUPPO UMANO

 Le Regioni utilizzano fondi propri, ma ricorrono anche a fonti


diverse (cofinanziamenti UE, MAE, Organizzazioni Internazionali)

 Concentrazioni geografiche: ex-Jugoslavia, Albania,


Mediterraneo (Palestina, Marocco e Tunisia). Cooperazione
decentrata e migrazioni

 Costituzione di Comitati: in genere promossi dai Comuni e


costituiti da enti pubblici e privati, associazioni e altri organismi
del territorio

 A livello regionale grande variet di Conferenze regionali e


Tavoli di Coordinamento su materie e aree geografiche
specifiche
3) La COOPERAZ. DECENTRATA allo SVILUPPO UMANO

Nella pluralit di modalit e tipologie delle iniziative di


cooperazione decentrata

La cooperazione decentrata allo sviluppo umano

tipologia di cooperazione decentrata che sinserisce


nella cornice dei PDHL
Programmi di Sviluppo Umano a Livello Locale
3) La COOPERAZ. DECENTRATA allo SVILUPPO UMANO

Cosa sono i PDHL?


Programmi multilaterali ONU nati per sostenere lattuazione degli
impegni presi al il Vertice di Copenaghen del 95

Nati nel periodo di crisi / ripensamento della cooperazione


allo sviluppo - molti processi in atto (es. rapido emergere della
cooperazione decentrata e dei bisogni / valori di cui portatrice)

Definiti programmi-
programmi-quadro perch coordinano a livello
programmatico e esecutivo gli accordi internazionali sullo
sviluppo umano con le politiche nazionali e le strategie locali di
sviluppo
3) La COOPERAZ. DECENTRATA allo SVILUPPO UMANO

Rete internazionale di Programmi che:


1. Promuovono lo sviluppo umano (priorit a gruppi vulnerabili e
lotta alla povert)
2. Sono disegnati sulle specificit locali dei diversi Paesi
3. Sperimentano metodologie che promuovono la partecipazione
di tutti gli attori locali e nazionali che possono contribuire allo
sviluppo del Paese

Coordinamento tra le specifiche diversit e le potenzialit


degli attori della cooperazione ai livelli internazionale, nazionale
e locale: Organismi Internazionali, Paesi donatori, ONG,
Autorit locali, terzo settore..
3) La COOPERAZ. DECENTRATA allo SVILUPPO UMANO

Tre livelli dintervento di ogni Programma-


Programma-quadro
Locale: appoggia le comunit locali organizzate nella
pianificazione e realizzazione partecipate delle attivit in
tutti i campi dello sviluppo
Nazionale: appoggia le politiche e gli strumenti del
decentramento, sostenendo le azioni indispensabili allo
sviluppo locale (normative, finanziamenti, circolari,
supervisione, formazione, ecc.)
Internazionale: coordina i finanziamenti e facilita gli scambi
di esperienze per ampliare le opportunit di sviluppo.
Promuove la cooperazione decentrata tra comunit locali
del Nord e del Sud per creare collegamenti stabili e
sperimentare strategie nuove di solidariet Nord / Sud
3) La COOPERAZ. DECENTRATA allo SVILUPPO UMANO

Settori dintervento

 Promozione dei diritti e appoggio al funzionamento delle


istituzioni locali (decentramento politico-amministrativo)
 Sviluppo economico locale (costituzione delle Agenzie per
lo Sviluppo Economico Locale)
 Sviluppo sostenibile delle risorse del territorio (censimento
delle risorse e definizione di progetti di valorizzazione)
 Tutela della salute e gestione dei problemi sociali (servizi
sociali nazionali / locali)
 Promozione delleducazione di base e della formazione

APPROCCIO INTERSETTORIALE
INTEGRATO
3) La COOPERAZ. DECENTRATA allo SVILUPPO UMANO

Come funziona la cooperazione decentrata nei PDHL?


L'Ente locale che aderisce istituisce un Comitato di cooperazione
decentrata (Comitati locali), al quale partecipano tutte le istanze
territoriali interessate del settore pubblico, privato e delle
organizzazioni di solidariet (mobilitare il pi ampio spettro di
risorse del territorio)
I Comitati locali si impegnano a sostenere il Piano concertato di
sviluppo umano delle aree d'intervento (Enti locali omologhi) sulla
base del COMUNE INTERESSE e delle POTENZIALITA DEI
RISPETTIVI TERRITORI
Attivit di assistenza tecnica, finanziaria, politica e di solidariet
3) La COOPERAZ. DECENTRATA allo SVILUPPO UMANO

PDHL realizzati attraverso Fondo fiduciario per lo sviluppo


sociale sostenibile, la pace e l'appoggio a Paesi in situazioni
speciali, istituito da UNDP nel 95 per appoggiare la messa in
pratica degli impegni di Copenaghen

LItalia stato uno dei primi Paesi ad appoggiare i PDHL, attraverso:


sostegni finanziari e tecnici del Governo-
Governo-MAE (al Fondo
fiduciario)
nascita di decine di Comitati Locali e partecipazione di centinaia
di attori locali

Impegno italiano in America Centrale, Cuba,


Repubblica Dominicana, Angola,
Sudafrica, Mozambico, Tunisia, Bosnia-Erzegovina
Siti utili

http://www.esteri.it/ita/4_28_66.asp
(MAE: Opportunit nella cooperazione internazionale)

http://www.esteri.it/eng/3_25_51.asp
(Opportunit nei programmi EU)

http://www.esteri.it/ita/4_28_66_75_249.asp
(MAE: ONG italiane riconosciute, contatti)

http://www.reliefweb.int/rw/res.nsf/doc212?OpenForm
(ONG italiane e straniere, Organizzazioni Internazionali, vacancies e
contatti)
http://www.unjobs.org
(ONG italiane e straniere, Organizzazioni internazionali, vacancies e
contatti)

http://www.charityjob.org
(ONG straniere, vacancies e contatti)

http://unvolunteers.org
(sito di UNV, programma Volontari delle Nazioni Unite)

http://www.undesa.it/desc-jpo.html
(pagina sul sito di UNDESA, che annuncia opportunit per
neolaureati)