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MONOLOGHI

tratto da La Notte Dell'Iguana di Tennessee Williams

- Non quanto una volta. Vede, nella mia professione io devo guardare bene le facce umane, devo guardarle
da vicino, per potervi cogliere qualcosa prima che il cliente si spazientisca e chiami: Cameriere, il conto! Ce
ne andiamo. Naturalmente, certe volte, vedo semplicemente dei malloppi di pasta umida che passano per
facce umane, con dei blocchetti di gelatina al posto degli occhi. E allora faccio appello a mio Nonno con le
sue poesie, perch quelle facce non riesco a disegnarle. Ma sono casi eccezionali; non mi paiono nemmeno
facce reali. La maggior parte delle volte vedo qualcosa, e so coglierlo - come ho colto qualcosa nella sua
faccia, quando l'ho disegnata, oggi pomeriggio, con gli occhi aperti. Mi sta ascoltando? (Lui si accovaccia
accanto alla sedia di lei, fissandola con uno sguardo intento). A Scianghai, Shannon, c' un posto chiamato
la Casa dei Moribondi i vecchi poverissimi moribondi, vengono portati l dai pi giovani, poverissimi figli e
nipoti, li portano li a morire su stuoie, su giacigli di paglia. La prima volta che ci andai ne rimasi sconvolta, e
fuggii via. Ma in seguito vi tornai e vidi che i figli e i nipoti, e i custodi del luogo, mettevano piccole cose
accanto a quei letti di morte, mazzolini di fiori, canditi all'oppio, emblemi religiosi. E questo mi mise in
grado di trattenermi l dentro per disegnare quelle facce morenti. A volte, soltanto gli occhi erano ancora
vivi; ma, signor Shannon, quegli occhi di derelitti moribondi con quegli ultimi piccoli doni li accanto, le dico,
signor Shannon, quegli occhi guardavano in su con l'ultimo barlume di vita che ancora vi rimaneva, chiari
come le stelle della Croce del Sud, signor Shannon. E adesso... adesso le dir una cosa che le sembrer una
cosa che solo la nipote zitella di un poeta romantico di second'ordine, potrebbe dire... non ho mai visto
niente di pi bello, nemmeno il panorama che si gode da questa veranda fra cielo e mare. E ultimamente...
ultimamente gli occhi di mio Nonno mi hanno guardata a quel modo... (Si alza d'un tratto e va ad affacciarsi
alla ringhiera della veranda) Mi dica che cos' questo rumore che continuo a sentire, laggi?

con Richard Burton, Ava Gardner e Deborah Kerr

Leggi i monologhi di Ritratto Di Madonna

sempre di Tennessee Williams!

COLLINS - Dimenticare mai! Mai! Mai dimenticare! Una volta lasciai il parasole, quello col pizzo bianco che
apparteneva alla mamma, lo lasciai nel guardaroba in chiesa e non avevo nulla per coprirmi il volto per
strada, e non potevo neanche ritornare indietro con tutta quella gente dietro di me che rideva alle mie
spalle, beffandosi dei miei vestiti! Oh Dio, Dio! Non mi rest che andare avanti, oltre lultimo olmo, in
quellimplacabile sol- leone. Oh! Mi picchiava addosso, mi scorticava! Una sferza!...O Signore! Sul viso, sul
corpo!... Cercai di affrettarmi ma mi girava la testa e loro sempre dietro di me... inciampai, stetti per
cadere, e scoppiarono tutti a ridere dietro di me! Ero diventata paonazza, in faccia, paonazza e bagnata:
come doveva esser ripugnante, il mio viso, in quel riverbero acceso... neanche unombra dove nascondersi!
E allora... (la faccia le si contorce dal terrore) la loro automobile arriv davanti alla loro casa, proprio dove
stavo per passare, e ne scese lei, in bianco, fresca e allegra, con la pancia del primo dei sei bambini che
stava per avere. Oh Dio!... E lui dietro a lei, sorridente, bianco e fresco e contento: tutti e due si piantarono
l ad aspettarmi. Aspettarmi! Io che potevo fare? Andare avanti! Potevo voltarmi indietro? Mai pi! Pregai:
Dio, Dio carissimo, fammi morire sul colpo! Non mi esaud. Camminai a testa bassa in modo da non vederli.
Sanno che fece lei? Stese la mano per fer- marmi! E lui... lui si mise a camminarmi incontro, sorridendomi,
ostruendo il marciapiede con quel suo enorme corpo bianco! Lucrezia, mi chiam, Lucrezia Collins. Io...
io cercai di parlare ma non mi riusc, non avevo pi fiato! Mi coprii la faccia e gi a correre. Correre!...
Correre!... (Picchiando sul bracciale del divano) Arrivai in fondo allisolato... e gli olmi... ricominciarono... O
Ges misericordioso che sei nei cieli, come li ringraziai! (Si lascia andare esausta, la mano abbandonata sul
divano. Pausa. La musica finisce) Dissi alla mamma: Mammina, dobbiamo lasciare questa citt. E cos
facemmo, subito. E adesso, dopo tanti anni, lui s ricordato, finalmente, ed tornato! Ha abbandonato la
casa e quella donna per venir qui... lo vidi un giorno in fondo alla chiesa. Mi pareva e non mi pareva... e
invece era lui. La sera dopo fu la prima che egli forz la mia casa e... sfog i suoi istinti su di me Non si rende
conto che io sono cambiata, che non ho pi i sentimenti che avevo una volta, ora che lui ha avuto sei
bambini da quella ragazza di Cincinnati... tre dei quali vanno gi a scuola! Sei? Pensino un po! Sei bambini!
Io non so che dir quando sapr che se ne annuncia un altro! Dar la colpa a me, certamente, perch gli
uomini fanno sempre cos! Come se non mi avesse violentata

La Pi Forte di Strindberg

La Signora X:

- Mi fa pena, sai, vederti cos sola, in tilt caff, in una sera come questa. Ricordo di aver visto una volta a
Parigi un corteo nuziale in un ristorante: la sposa leggeva un giornale umoristico, mentre il marito giocava a
biliardo coi testimoni. Ahim! pensai, se questo il principio, figuriamoci quale sar il seguito, e soprattutto
quale sar la fine. Capisci? La sera delle nozze, lui giocava al biliardo, lei leggeva un giornale umoristico!
Certo, il tuo caso diverso... (Un cameriere entra, posa una tazza di cioccolata dinanzi alla signora X ed
esce) Voglio dirti una cosa, Amelia: avresti fatto meglio a tenerti il tuo fidanzato. Fui io la prima, ricordi?, a
dirti: Perdonagli! A quest'ora potresti essere maritata, e avresti un focolare. Ricordi come ti sentivi (felice
l'anno scorso, a Natale, quand'eri in campagna presso i parenti del tuo fidanzato... Come apprezzavi la pace
del focolare! Parevi quasi decisa a lasciare il teatro! Si, mia cara Amelia, una casa in fondo tutto quel che
si pu avere di meglio, dopo il teatro... Eppoi, i figli... tu non puoi comprendere che cosa siano, i figli!

oppure

- Quando rincasa, il suo primo pensiero, di chiedere le pantofole, che Maria ha nascosto sotto l'armadio...
Ah, ma vergognoso per una donna gettare cos il ridicolo sul proprio marito! Un bravo maritino come lui,
cos buono, cos gentile! Ti ci sarebbe voluto un marito cos anche a te, Amelia! Perch ridi? Io so che mi
fedele; s, Io so di sicuro! Bob, lui stesso, mi ha raccontato... ,Ma perch continui a ridere? Quando mi
trovavo in Norvegia per quel giro di rappresentazioni, venuta quell'antipatica di Federica e ha tentato di
sedur- melo! Si pu immaginare un'infamia peggiore! (Pausa) Ma le avrei cavati gli occhi, se invece che
all'estero, fossi stata qui, in casa nostra! (Pausa) Per fortuna, stato Bob a raccontarlo da s, perch la cosa
non mi stata mica riferita da altre, sai. (Pausa) Ma Federica non stata la sola, e tu sai anche questo. Non
capisco perch, ma tutte le donne vanno pazze per mio marito. Perch al Ministero, tutte s'immaginano,
a quanto pare, ch'egli c'entri per qualche cosa nelle scritture del Teatro. Forse anche tu gli sei corsa dietro.
Io non ho fiducia in te pi del necessario, ma ora so che egli non s' mai interessato di te. Ho anzi sempre
avuto l'impressione che tu gli serbassi un certo rancore. (Pausa. Le due donne si guardano, imbarazzate)
Vieni a trovarci a casa, questa sera. Dimostra che non sei in collera, con noi; con ine, almeno! Non so, ma mi
sembra che non sia di buon augurio essere in cattivi termini con te. Forse perch quella volta mi sono
messa di traverso alla tua strada... (Pausa) O forse anche... non so, insomma!

o infine

- Taci! Tu non hai bisogno di dirmi nulla; ora comprendo tutto. Era perch... perch... perch... Ma s.... tutti
i nodi sono venuti al pettine! (Sprezzante) Oh, non voglio pi sedere al tuo stesso tavolo! (Trasporta i suoi
involti in un altro tavolino) Per questo io dovevo ricamare tulipani sulle sue pantofole, i tulipani che io
detesto e che tu ami; per questo (getta le pantofole a terra) andammo a passare l'estate sulla riva del
Malarn, visto che tu non potevi soffrire il mare. E il mio bambino doveva chiamarsi Eskil, perch tuo padre
si chiamava cos; e dovevo portare abiti del colore dei tuoi, leggere gli scrittori da te preferiti, mangiare i
piatti che tu ami, bere le bevande che piacciono a te, la cioccolata... ad esempio... ed anche... Oh,
abbomine-vole, se ci penso, abbominevole!... Tutto, tutto mi veniva da te, anche le tue passioni!... La tua
anima s'insinuava nella mia come un verme in un pomo, e rodeva, rodeva, scavava, sinch non restasse pi
che la buccia con un po' di farina nera. Volevo fuggirti, ma non potevo: tu rimanevi l come un serpente, e
mi affascinavi coi tuoi occhi neri... Io non battevo le ali che per correre verso di te; ero come nell'acqua, coi
piedi legati, e per quanto nuotassi, precipitavo sempre pi nel fondo, dove tu mi spiavi come un granchio
gigantesco per afferrarmi tra le tue branche... E ci sei riuscita, ci sei! Ah, come ti odio! S, ti odio, ti odio!
Ecco, tu Testi seduta e taci, calma, indifferente, non sapendo se luna nuova o se luna calante, se
Natale oppure Capodanno, se altri sono felici o infelici; incapace d odiare o di amare; immobile come una
cicogna dinanzi a una tana di sorci... Tu non potevi afferrarla con le tue mani, la preda, ma potevi aspettare
che venisse da te! Tu aspetti appostata nel tuo nascondiglio... A proposito, sai come lo chiamano questo
tuo nascondiglio? La trappola. Tu leggi i giornali per vedere se qualcuno in pena, se qualcuno
piombato nella miseria, se qualcuno stato licenziato dal teatro; tu stai qui ferma ad aspettare le tue
prede, calcoli le probabilit come il pilota calcola quella di naufragare con la sua nave, e ricevi i tributi!
Povera Amelia! Nonostante tutto, mi fai pena, giacch ti so infelice, come un essere mortificato, e cattivo
appunto perch mortificato! Dopo tutto, tu sei quella piccola... s, quella piccola cosa con cui Bob si diverte,
senza che io me ne curi affatto! Che cosa pu importarmi? Che sia stata tu od un'altra ad insegnarmi a bere
la cioccolata, perfettamente lo stesso. (Con intenzione, beve un sorso d cioccolata) Del resto, la
cioccolata fa bene alla salute! E se ho imparato da te a vestirmi, tanto meglio: ci ha fatto s che mio marito
si sia sempre pi affezionato a me. Tu perderai quel che io guadagno. Grazie, Amelia. Tu speravi che io sarei
partita... come tu hai fatto la volta scorsa, ed ora te ne penti... Ebbene, no, non partir! Che cosa sono
queste meschinit? E perch non dovrei prendere io ci che tutti rifiutano? Vedi, forse, alla fin dei conti,
sono io la pi forte in questo momento... Tu non hai ricevuto nulla da me; tu non hai fatto che dare quel
che avevi; ma ora io sono come quel ladro della favola... Quando tu ti sei destata, io avevo gi preso quel
che ti mancava. Come avviene che tra le tue mani tutto era sterile, senza valore? Tu non potevi serbare
l'amore di un uomo coi tuoi tulipani e le tue passioni... Io, s che lo potevo. Tu non potevi imparare l'arte del
vivere nei tuoi libri come l'ho im- parata io; a te non stato donato un piccolo Eskil, quantunque tuo padre
si chiamasse Eskil! Ma perch taci sempre, sempre! Ho creduto che questo tuo mutismo dipendesse da
forza; ma forse dipende dal fatto che non hai niente da dire!... Ecco, niente da dire n da pensare!... (Si alza
e raccatta le pantofole) Ed ora me ne torno a casa. Vedi, prendo i tulipani... i tuoi tulipani . Tu non hai
saputo piegarti... e per questo ti sei spezzata come un giunco secco! Io sono ancora in piedi!... Grazie,
Amelia, delle tue buone lezioni; grazie soprattutto di aver imparato a mio marito ad amare! Ora vado a
casa, ad amarlo io! (Esce).

(Esce).
Porte Chiuse (o A Porta Chiusa) di Sarte

Ins

- Ah! Dimenticare. Sciocchezze! Io vi sento fin nelle mie ossa. Il vostro silenzio mi grida nelle orecchie.
Potete chiudere la bocca, potete tagliarvi la lingua, smettere di esistere? Fermare il vostro pensiero? Io lo
sento il vostro pensiero, fa tic tac come una sveglia, e io so che voi sentite il mio. Lei si accovacciato sul
suo canap, lei ovunque, i suoni mi giungono contaminati perch lei li ha sentiti di sfuggita. Mi ha
derubato persino del mio viso: lei lo conosceva e io no. E lei? (riferito a Esthelle) Lei? Me l'ha rubata: se
fossimo stati sole, crede che mi avrebbe trattato come ha fatto? No, no; si tolga le mani dal viso, non la
lascer in pace, sarebbe troppo comodo. Resta l, insensibile, piegato su se stesso come un buddha, tengo
gli occhi chiusi, sento lei che le dedica tutti i rumori della sua vita, persino il fruscio delle sue vesti e che le
lancia sorrisi che lei non vuole. Questo proprio no!

Io voglio scegliere il mio inferno;voglio guardarvi con i miei occhi e lottare a viso scoperto.

GOVERNANTE in Donna Rosita Nubile di Lorca

Non sono tipo da sopportare cose simili senza che il cuore mi si metta a correre per il petto come un cane
braccato. Quando sotterrai mio marito soffrii molto, ma nel fondo di me stessa provavo una grande allegria
... no, allegria no ... una specie di batticuore perch non ero io ad essere sepolta. Quando sotterrai la mia
bambina ... lei mi capisce ... quando sotterrai la mia bambina fu come se mi schiacciassero le budella, ma i
morti sono morti. Sono morti e non resta altro che piangerli, chiudere la porta e continuare a vivere. Ma
quel che capitato a Rosita la cosa peggiore. E amare e non trovare un corpo, piangere e non sapere
per chi si piange, sospirare per uno che, si sa, non merita i nostri sospiri. E una ferita aperta da cui esce
sempre un filo di sangue e non c nes- suno, nessuno al mondo che ti porti del cotone, delle garze o una
bella zolla di neve.

ZIA
Che bello scherzo ci ha fatto. Domani saranno qui i nuovi proprietari e mi piacerebbe tanto che tuo zio ci
vedesse. Un vecchio scimunito, mal- destro negli affari e totalmente incretinito dietro alle sue rose. Un
uomo senza la minima nozione del denaro, che mi ha rovinato giorno dopo giorno ... C qui il tale e lui:
Che entri ed entrava senza un soldo per poi uscire con le tasche piene, e sempre: Che non sappia nulla
mia moglie! Che mani bucate aveva! Che animo fragile! Non cera disgra- zia che non cercasse dalleviare,
n bimbo che non proteggesse, perch ... perch aveva il cuore pi grande che si potesse mai immaginare e
lanima cristiana pi pura ... No. No. Taci, vecchia! Taci, chiacchierona e rispetta la volont di Dio! Rovinate!
Va bene cos! E sto zitta! Ma se

penso a te ...
ROSITA
Sono vissuta per molti anni fuori di me stessa, pensando a cose lontane, e ora che queste cose non esistono
pi mi aggiro per spazi gelidi alla ri- cerca di una via duscita che non trover mai. Io sapevo tutto. Sapevo
che sera sposato; unanima pietosa sera presa la briga di dirmelo, ep- pure ho continuato a ricevere le sue
lettere con una illusione cos piena di singhiozzi chio stessa ne ero stupita. Se qualcuno non avesse parlato,
se non laveste saputo voi, se non lavesse saputo nessuno altro al di fuori di me, le sue lettere e le sue
menzogne avrebbero continuato a nutrire la mia illusione come nel primo anno della sua assenza. Ma lo sa-
pevano tutti: ero mostrata a dito! E quanto era ridicola la mia modestia di fidanzata, e quanto grottesco il
mio ventaglio di zitella! Ogni anno che passava era come se mi strappassero un indumento intimo dal
corpo. Oggi si sposa unamica e poi unaltra e poi unaltra ancora e domani ha un figlio e cresce e viene a
farmi vedere i voti della sua pagella, e fanno case nuove e nuove canzoni e io, sempre la stessa ... con lo
stesso batti- cuore ... io sempre la stessa taglio lo stesso garofano e guardo le stesse nuvole ... ma un giorno
vado al paseo e non conosco pi nessuno, ragaz- zi e ragazze mi lasciano indietro perch mi affatico, e uno
dice: Guarda la zitellona, e un altro, bello e ricciuto, commenta: Chi se la pigli or- mai quella?. Io sento e
non posso gridare e vado avanti con la bocca piena di veleno e una voglia tremenda di fuggire, di togliermi
le scarpe, di fermarmi in un angolo e di non muovermi pi di l.

Sono vecchia ormai. Ieri ho sentito la governante dire che potrei ancora sposarmi. No, assolutamente no. E
neanche si osi pensarlo! Ho gi perso la speranza di farlo con chi amavo con tutto il cuore, con chi amavo e
... amo ancora! Tutto finito ... eppure, persa ogni illusione, mi corico e mi alzo al mattino con la pi atroce
delle sensazioni: quella di non avere che speranze morte. Vorrei fuggire, non vedere nessuno, essere
serena, vuota ... (una povera donna non ha il diritto di respirare un poco in liber- t?) ... ma la speranza mi
insegue, mi gira attorno e mi morde come un

lupo agonizzante che lultima volta digrigna i denti.

NOZZE DI SANGUE di LORCA

SPOSA:

Perch me ne sono andata con l'altro. Perch me ne sono andata! (Con sgomento) Te ne saresti andata
anche tu! Io ero una donna arsa, piena di piaghe dentro e fuori, e tuo figlio era un poco d'acqua da cui io
speravo figli, terra e salute: ma l'altro era un fiume cupo, pieno di rami, che faceva arrivare sino a me il
rumore dei suoi giunchi e il suo cantare fra i denti. E io correvo con tuo figlio, che era come un pochino
d'acqua fresca, mentre l'altro mi mandava centinaia di passeri che mi impedivano di proseguire e
deponevano brina sulle mie ferite di povera donna appassita, di ragazza accarezzata dal fuoco. Io non
volevo. Sentimi bene! Non volevo. Tuo figlio era il mio scopo, e non l'ho ingannato; ma il braccio dell'altro
mi trascin come un colpo di mare, come una testata d'un mulo, e mi avrebbe trascinato sempre, sempre,
sempre, anche se fossi stata vecchia e tutti i figli di tuo figlio mi avessero trattenuta per i capelli.