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Capitolo 15: Settecento riformatore.

Let dellassolutismo illuminato rappresent lo sviluppo pi maturo dei principi e delle funzioni
dello stato moderno, ma anche la difficile sintesi tra due concetti: Assolutismo ed Illuminismo. I
sovrani intesero portare a compimento un progetto di ulteriore concentrazione ed efficacia del
potere sovrano, capacit di governo del territorio, consolidamento interno ed internazionale degli
Stati attraverso la promozione di riforme e lavvio di un processo di rinnovamento politico e sociale
ispirato alle idee dellilluminismo. La difficolt di conciliare lassolutismo e lilluminismo, consiste
nel fatto che il processo riformatore dovette fare i conti con i limiti dellantico regime. Per
raggiungere tale obiettivo fu necessaria la rivoluzione. I contemporanei operano una prima
distinzione tra assolutismo ed illuminismo. Monarchia dispotica era quello dello zar di Russia, che
per il suo governo autocratico poteva essere paragonato agli antichi re assiri o al sultano ottomano.
Lo zar trattava i sudditi come schiavi, applicava pene brutali nel paese, disponeva a piacimento
della vita e dei beni. Governava oltre la legge. Monarchia assoluta era invece il regine del sovrano
per il diritto divino che governava attraverso la legge. Una seconda distinzione riguardava il potere
dei sovrani limitato da altri organi costituzionali come Parlamento, Stati del Regno, ecc. Nel XVIII
secolo ci fu il passaggio graduale da un sistema di governo, in cui i rapporti tra politica e
amministrazione erano assai confusi, a un modello di divisione di funzioni tra il governo e la
burocrazia. Furono soprattutto le riforma dellassolutismo illuminato a spingere verso un apparato
amministrativo pi efficiente e verso una pi precisa distinzione tra funzioni e poteri. Le riforme
intervengono nella materia fiscale. Le pi importanti nella prima met del 700 erano: dazi sulle
importazioni, monopoli (tabacco, carte da gioco, sale, ecc), imposte dirette, indirette, miste. Tutti gli
Stati ricorrevano allimposizione indiretta perch era pi facile riscuoterla, ma era anche la pi
impopolare, causa di malcontento e rivolte, anche perch colpiva i ceti produttivi pi deboli. Il 700
fu il secolo della scienza camerale, cio della scienza dellamministrazione pubblica. Molti studiosi,
soprattutto tedeschi, si dedicarono allelaborazione di una teoria delle scienze amministrative. I
principi di tale scienza furono:
il primato del governo monarchico;
la felicit dello stato come fine della politica;
lutilizzo delle risorse statali per garantire la sicurezza del paese.
Il modello dellassolutismo illuminato, una monarchia assoluta che promuove riforme per rafforzare
lunit e la centralizzazione del potere politico, trov nella Prussia di Federico II il luogo di pi
efficace applicazione. Con Federico II la Prussia consolid il ruolo di grande potenza. La
formazione della potenza prussiana fu avvantaggiata sia dallassetto interno alla Germania, sia dalla
politica internazionale. La consapevolezza della potenza prussiana indusse le grandi potenze a

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riconoscere il suo peso militare, che avrebbe potuto sconvolgere tutti gli assetti faticosamente
costruiti. Cos nel 1748, con la pace di Aquisgrana che metteva fine alla guerra di successione
austriaca (1740/48), Federico II riusciva a ottenere il riconoscimento dellannessione della ricca
regione mineraria ed industriale della Slesia, sottratta allAustria. In politica interna, il punto di
forza di Federico II fu la capacit di tradurre alcuni principi di riforma dello stato senza intaccare le
fondamenta della formazione sociale del paese. Il sovrano aveva ereditato il militarismo del padre
Federico Guglielmo I. Ma dimostr anche sensibilit per la filosofia, la letteratura, larte, la musica
e per i valori laici della cultura illuministica. Favor la libert di Stampa, rese obbligatoria
listruzione elementare, si preoccup di migliorare le condizioni culturali dei suoi sudditi. Furono
soprattutto lamministrazione e la giustizia i settori privilegiati dellintervento riformatore di
Federico II. I grandi alti dellesercito e dellamministrazione civile furono affidati allaristocrazia.
La nuova organizzazione della burocrazia era retta da principi collegiali, cio non basata su un
singolo funzionario, ma su un consiglio di funzionari responsabili di sviluppare il senso collettivo
dellonest e del dovere. Federico II abol inoltre la tortura, limit la pena di morte. Intervenne
inoltre nelleconomia: il sovrano favor la colonizzazione delle terre orientali, stimol programmi
pubblici in campo agricolo e industriale. Nonostante queste significative riforme le basi della
societ prussiana rimasero immutate. Infatti lo stato non esercitava nessuna giurisdizione diretta
sulla massa della popolazione rurale, governata dagli Junker, rappresentati dallaristocrazia
fondiaria, le imposte dei contadini erano riscosse direttamente dai signori e rimaneva in vigore la
servit della gleba. Lascesa al trono della figlia di Carlo VI, Maria Teresa dAsburgo, apr una
fase di riforme anche per lAustria. Durante il suo regno lintero apparato di governo fu rinnovato e
modernizzato. Maria Teresa fond collegi per leducazione e la formazione del personale addetto
alla Pubblica amministrazione. Ma le riforme teresiane furono superate in quantit e qualit dal
figlio primogenito dellimperatrice, Giuseppe II, che successe alla madre e govern per 10 anni.
Soppresse le propriet ecclesiastiche, trasform le universit in istituzioni statali e sottoponendo a
controllo lattivit religiosa. Listruzione di base fu resa obbligatoria e laicizzata. Scienza e tecnica
erano i due insegnamenti nei programmi delle scuole superiori. La pubblica amministrazione fu resa
pi professionale e le sue gerarchie furono organizzate in base al merito e aperte a nuovi ceti sociali,
mentre la polizia segreta sorvegliava procedure e comportamenti dei funzionari. Anche la giustizia
venne investita dalla politica riformatrice dellimperatore: fu abolite la censura e introdotto un
nuovo codice penale nel 1787. I decreti pi rivoluzionari furono quelli che riguardavano
labolizione della servit di gleba, la difesa del piccolo possedimento contadino, la garanzia per tutti
i sudditi della libera scelta in materia matrimoniale e il diritto a mutare residenza, professionale e
propriet. Con tali provvedimenti Giuseppe II, a differenza dellaltro sovrano illuminato Federico II

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di Prussia, interveniva sulle basi materiali della societ e suscit opposizioni e contrasti. Pietro il
Grande era stato lartefice della potenza russa. Aveva creato un esercito disciplinato, una flotta,
nobilt di servizio, centralizzato il potere e riorganizzato lapparato amministrativo, facendo
assumere alla Russia il ruolo di grande potenza in Europa ed in Asia. Nonostante gli sforzi di
modernizzazione di Pietro I, la Russia restava un paese arretrato. Nel 1762 la moglie di Pietro III si
impadron del potere con un colpo di stato e poi fece assassinare il marito. Termin cos la fase
dellassolutismo illuminato in Russia che col regno di Caterina II fu aperto alle influenze culturali
dei philosophes, che ispirarono molte sue riforme. Le preoccupazioni pi importanti di Caterina
furono il consolidamento della potenza internazionale della Russia, fondato sullestensione e
unificazione del suo territorio, e lordine sociale interno, garantito dallalleanza fra lo zar e la
nobilt fondiaria. Il primo obiettivo fu realizzato con lannessione della Cremea, stato vassallo
dellimpero ottomano, che non solo privava la Russia dello sbocco sul mar Nero, ma era una
minaccia permanente di destabilizzazione dellUcraina, sottoposta a continue irruzioni da parte dei
turchi. Dopo una lunga guerra, la Crimea fu annessa alla Russia nel 1783. Vaste aree della steppa
ucraina furono colonizzate e messe a coltura. Gli effetti della vasta opera di colonizzazione furono:
lagricoltura estensiva, aumento della popolazione servile. Ci port allo scoppio di una rivolta
contadina che invest tutto il paese e che lesercito imperiale represse rapidamente. Effetto di ci fu
il consolidamento dellalleanza fra lo zar e laristocrazia che fu formalizzata nella Carta della
Nobilt concessa da Caterina II nel 1785. con tale documento venivano riconfermati i privilegi
tradizionali della nobilt, cadevano alcuni caratteri del regime autocratico instaurato da Pietro,
infatti alla fine del regno di Caterina II, la Russia era un po meno uno stato autocratico e un po pi
uno stato feudale. Aveva esteso il proprio territorio e rafforzato la struttura dello stato e il ruolo
della nobilt. La Svezia era stata ridimensionata nel suo ruolo di grande potenza e rovinata sul piano
finanziario della seconda guerra del Nord. Ma let di Carlo XII era stata anche unepoca di
consolidamento dellassolutismo. Alla sua morte senza eredi, i ceti e i gruppi pi influenti della
societ svedese ebbero un peso maggiore sia nel rapporto coi successori del sovrano che nella vita
politica del paese. Il colpo di stato di Gustavo III restaur lassolutismo monarchico. Alle
opposizioni dei ceti il sovrano rispose imponendo lAtto di unione e di sicurezza allassemblea
svedese. Dovette per promettere il libero accesso alla P.A, la libert di commercio, limitazione dei
privilegi aristocratici. Nonostante le riforme illuminate promosse da Gustavo, ovvero abolizione
della tortura, compravendita degli uffici, la monarchia assoluta si rivelava assai debole. In Spagna la
nuova monarchi borbonica, succeduta nel 1713 agli Asburgo, trovava difficolt ad arginare la
potenza della Chiesa. Liniziativa riformatrice di Carlo III di Borbone, succeduto da Ferdinando
VI, port ad alcuni risultati significativi: limit le immunit ecclesiastiche e i poteri

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dellInquisizione ed espulse i gesuiti dal regno. Lazione riformatrice dei sovrani illuminati nella
penisola italiana fu incisiva in tre stati: il regno di Napoli, governato dai Borbone, la Lombardia
austriaca e la Toscana dei Lorena. Nel 1734 sul trono napoletano saliva Carlo di Borbone, figlio di
Filippo V ed Elisabetta Fornese. Il Mezzogiorno riconquistato, dopo quasi tre secoli
dellesperienze aragonese, un proprio re e lindipendenza. Carlo infatti stato uno dei sovrani pi
importanti della storia del Regno di Napoli: riform lamministraione centrale e promosse la
riforma dei tribunali, diede inizio ad un progetto di codificazione del diritto. Mise in atto il primo
serio tentativo di riforma fiscale, limit i poteri della Chiesa attraverso la stipulazione del
concordato tra il Regno di Napoli e la Santa Sede. Nel 1759 moriva Ferdinando VI, re di Spagna,
senza lasciare eredi e Carlo di Borbone viene chiamato a ricoprire il trono vacante. A Napoli, per la
minore et del figlio di Carlo, Ferdinando, fu costruito un Consiglio di Reggenza. I provvedimenti
in questo periodo furono: la riforma delle finanze comunali, il rafforzamento delle magistrature
periferiche dello stato, lespulsione dei gesuiti. Nonostante le riforme, la struttura economica del
Mezzogiorno restava fragile: lo squilibrio tra le province produttrici di risorse e la capitale
consumatrice, tra campagna e citt restava immutato. Le manifatture scarseggiavano e Napoli non
riusc a diventare il cuore e motore dello sviluppo economico del regno. Il periodo riformatore di
Maria Teresa nellimpero asburgico ebbe profonde conseguenze anche sulla Lombardia. Giuseppe
II estese anche alla Lombardia le riforme promosse negli altri territori dellimpero asburgico, cio il
controllo rigido dello stato sulla Chiesa, gli interventi nel campo delleducazione scolastica
primaria, secondaria ed universitaria. Giuseppe II inser la Lombardia in un sistema economico
integrato nel sistema degli scambi europei e abol il senato milanese. Pietro Leopoldo, del
granducato di Toscana, promosse due importanti riforme:
La prima: allivellazione concedeva ai mezzadri, ovvero i contadini, i terreni di propriet
dello stato dietro il pagamento di un canone annuo fisso.
La seconda: il nuovo codice pensale ne l1786, con il quale vennero aboliti la pena di morte,
la tortura, la confisca dei beni del condannato, come indicato dal giurista Cesare Beccarla
nella sua opera Dei delitti e delle pene.
I sudditi del granducato acquisirono durante i 23 anni del regno di Pietro Leopoldo, diritti sul piano
della libert individuale ed economica.
Dopo la pace di Aquisgrana nel 1748 le potenze si divisero in due categorie: quelle che avevano
orizzonti continentali e quelle che avevano interessi doltremare. Nel gennaio del 1756 scoppiava la
guerra dei 7 anni dal 1756 al 1763. Le cause furono:

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1) rivalit coloniale tra Francia e Inghilterra; la ripresa della politica espansionistica
dellInghilterra desta le preoccupazioni della Francia, dato che le pretese coloniali inglesi
sono a danno della rete dei territori in possesso dei francesi.
2) volont dellAustria di recuperare i territori perduti con la pace di Aquisgrana del 1748;
3) timore di Russia e Svezia per la crescente potenza della Prussica.
Il conflitto centrato sul rovesciamento delle alleanze tradizionali: la Prussia si allea con
lInghilterra e la Francia con lAustria. Il protagonista del conflitto Federico II di Prussica. Le
vicende non gli sono sempre favorevoli, a volte vincitore, a volte vinto. Se le cose per la Prussica
volgono al peggio, ci non pu dirsi per lInghilterra. Questa infatti prende a dominare con la flotta
gli oceani, sconfiggendo ripetutamente i francesi e gli spagnoli, loro alleati. I contendenti
cominciarono a pensare alle trattative di pace, che segnerebbero la sconfitta della prussica. Nel 1762
Federico II firmava la pace con lo zar Pietro III di Russia e nel 1763 con lAustria, ottenendo la
conferma dellannessione della Slesia. La pace firmata a Parigi nel 1763, tra Francia e Inghilterra
estrometteva la Francia dallAmerica settentrionale e riconosceva lespansione inglese in India. La
pace da allInghilterra il primato assoluto coloniale e marittimo che le permetter di affermare la
propria potenza nel mondo. Per quasi due secoli le potenze europee esercitavano una sorta di
protettorato sulla Polonia. Dopo la morte del principe ereditario, Augusto III di Sassonia, Russia e
Prussia invasero la Polonia per imporre il loro candidato, Stanislao. Egli era stato educato secondo
idee illuministiche e voleva attuare riforme per limitare il potere dellaristocrazia polacca. Per
contrastare la resistenza dellaristocrazia, che si era subito riunita nella Confederazione di Bar, la
Russia invi le truppe in territorio polacco, le quali dopo 4 anni di guerra schiacci la ribellione
dellaristocrazia. Nel 1772, la Russia con la Prussia e Austria, procedettero alla prima spartizione
della Polonia: lAustria acquist la Galizia, la Russia gran parte della Bielorussia, la Prussia ottenne
la Prussia occidentale e il controllo del litorale Baltico meridionale. Questa prima spartizione fu un
grave colpo per gli ideali illuministici. Nel 1792 i soldati di Caterina II invasero di nuovo il paese
poich Stanislao cerc di trasformare la monarchia polacca da elettiva in ereditaria. Nel 1793 ci fu
la seconda spartizione a favore della Russia e della Prussia. Nel 1795 ci fu la terza spartizione che
port alla cancellazione della Polonia dalla carta geopolitica dellEuropa. Riconquister identit
nazionale solo dopo la I G.M.
Capitolo 16: Lespansione coloniale:Il mondo oltre lEuropa.
Nel XVIII secolo Spagna e Portogallo, pur ridotte nel 700 a potenza di rango secondario in Europa,
possedevano estesissimi territori oltre oceano. Nella corsa allespansione coloniale in Asia e in
Africa, Spagna e Portogallo furono esclusi perch la spinta a quella corsa fu fornita dai ceti
commerciali e imprenditoriali delle grandi potenze economiche e politiche in Europa durante il 600

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e 700: lOlanda, lInghilterra e la Francia. Limpero coloniale spagnolo, nel 700, comprendeva
gran parte dellAmerica meridionale (il Brasile e una zona dellUruguay erano portoghesi), le isole
dei Carabi, il Messico, la Florida. Sotto il regno di Carlo III di Borbone si ebbe la massima
espansione territoriale della Spagna in America. Nel corso del XVII secolo la crescita di
popolazione bianca, larrivo di schiavi neri, la formazione di popolazione meticcia aveva favorito la
ripresa demografica. Grazie agli schiavi, condotti verso le Americhe spagnole e il Brasile
portoghese, lagricoltura pot svilupparsi nel corso del 600. allo sviluppo contribuirono:
lintroduzione di nuove coltivazioni, limpiego crescenti di animali nella produzione agricola, la
messa a coltura di nuove terre. Le famiglie dellaristocrazia terriera allargarono le loro propriet
attraverso i matrimoni con i membri della stessa classe. Anche la chiesa e gli ordini religiosi
accumularono grandi propriet: a met del 600 detenevano quasi tutta la terra produttiva delle
colonie. Le attivit manifatturiere e industriali si svilupparono durante il XVII e XVIII secolo. Nel
complesso la situazione economica e sociale dellAmerica spagnola era caratterizzata da una certa
aristocrazia. Gli elementi deboli di questo sistema erano:
La scarsa efficacia del potere di controllo e di monopolio della Casa de Contratacion (i
contrabbandieri avevano pertanto vita facile);
La fragilit dellesercito: nelle Indie non vi fu u esercito regolare fino alla fine della guerra
dei sette anni, le province esposte agli attacchi si difendevano arruolando milizie non
regolari sul luogo;
La corruzione e scarsa efficienza dellamministrazione coloniale;
Le riforme di Carlo III solo in parte eliminarono alcuni motivi della debolezza del sistema. I
possedimenti coloniali del Portogallo comprendevano: il Brasile e le basi commerciali sulle coste
africane, indiane, indonesiane e su alcune isole del Pacifico. Il Brasile non disponeva di una
consistente manodopera indigena a buon mercato; la popolazione era scarsa e il lavoro era affidato a
schiavi. Per quanto riguarda gli scambi con lesterno il paese era inserito in un ampio sistema
commerciale triangolare, i cui vertici erano in Portogallo, Angola e Brasile. Le esportazioni delle
colonie servivano al Portogallo per raddrizzare il suo bilancio. Anche il Portogallo come la Spagna
costitu una struttura centralizzata la Giunta di commercio, che non riusc a frenare il
contrabbando praticato dai cittadini portoghesi e il commercio di frodo praticato da navi straniere,
soprattutto inglesi. Furono gli olandesi a svolgere la funzione di guida dellespansione europea nel
XVII secolo. Mentre la Gran Bretagna diventer la pi grande potenza del mondo nel XVIII secolo,
il 600 fu il secolo doro dellOlanda. Il primato commerciale olandese era dentro alla superiorit
tecnologica. Il capitale commerciale olandese era interessato al commercio del spezie. Nel 600 gli
olandesi detenevano il monopolio delle spezie a spese dei portoghesi, spagnoli e inglesi. I segnali di

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crisi si avvertivano nel 700, con i bilanci passivi delle compagnie e laumento del contrabbando.
Gli inglesi solo alla fine del XVII secolo assunsero un ruolo leader nellespansione coloniale. La
concorrenza con lOlanda fu vinta dagli inglesi per vari motivi:
il pi stabile assetto costituzionale dellInghilterra;
investimenti pi massicci pi largo coinvolgimento dei ceti nelle imprese e negli affari
coloniali;
limportanza crescente dei tessuti in cotone al posto delle Spezie e il declino del commercio
olandese.
Questo fu il motivo pi decisivo che determin le fortune inglesi. Olanda, Inghilterra e Francia si
erano avventurate nellespansione extraeuropea per contrastare le potenze iberiche; i francesi
riuscirono per a intraprendere unazione sistematica di penetrazione in Oriente solo con la fine
delle guerre di religione e con il consolidamento dello Stato Moderno. Anche la Francia utilizz per
lespansione verso le coste africane e le Indie orientali lo stesso strumento adoperato da Inghilterra
e Olanda, cio la Compagnia commerciale. Fu Colbert (controllore generale delle finanze sotto
Luigi XIV) a promuovere la creazione di una grande compagnia. Lespansione francese fui
contrastata dagli olandesi, che nel 1670 sconfissero la flotta del Re Sole in India, e dagli inglesi, che
bloccarono le mire francesi sul Siam Sia la guerra della Lega di Augusta (1689-1697): conflitto nel
quale le maggiori potenze europee si unirono per combattere la strapotenza francese), sia la guerra
di successione spagnola, danneggiarono lo sviluppo degli affari della compagnia. Rispetto alle
compagnie olandesi e inglesi, quella francese presentava una pi marcata dipendenza dalla Corona,
che interferiva nella vita finanziaria, nella formazione del personale e nelle scelte politiche. Furono
questi i motivi della sconfitta della Francia nel conflitto con l Inghilterra. Alla fine della guerra dei
sette anni, la Francia dovette rinunciare allespansione territoriale in India. LInghilterra gettava la
fondamenta dellImpero delle Indie britanniche.
Capitolo 17: La Rivoluzione Industriale.
Tra il 1750 e la prima met dell800 una parte dellEuropa occidentale fu investita da una grande
trasformazione nelle basi delleconomia, nellordine sociale, nei modelli di vita. Un contributo
decisivo alla grande trasformazione fu dato da un insieme di innovazioni tecnologiche: luso delle
macchine al posto dellabilit e del lavoro delluomo; la situazione dellenergia umana, animale e
naturale con fonti di energia artificiale (come quella prodotta dalle macchine) e luso di nuove
materie prime. Questo processo, che interess per prima lInghilterra e che si svilupp nel resto
dellEuropa in tempi e modi differenti, venne chiamato rivoluzione industriale e segna la data
dinizio del mondo contemporaneo. Esso port a un aumento di produttivit e del reddito
individuale, miglior le condizioni di vita e lequilibrio tra popolazione e risorse, stimol un flusso

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continuo di investimenti in conoscenze e tecnologie e miglioramenti dei sistemi e dei cicli di
lavorazione. Ma accanto ai vantaggi e alle svolte che segn, la rivoluzione present anche costi
elevati: lo sfruttamento coloniale da parte delle grandi potenze economiche; fu brutalmente sfruttato
il lavoro di donne bambini; si accentu il divario tra i paesi industriali pi ricchi e meno ricchi.
Lagricoltura ebbe ancora unincidenza altissima nello sviluppo economico europeo. Solo alcune
aree agrarie dellEuropa si trovarono meglio preparate allindustrializzazione. LOlanda al primo
posto: tra il 500e 600 reag allequilibrio tra popolazione e risorse non con laumento degli addetti
ai terreni agricoli, ma rendendo pi efficiente il loro lavoro grazie ad una pi marcata
specializzazione, il che consent agli altri settori della popolazione di dedicarsi con profitto al
commercio e manifatture. Meno preparata allo sviluppo industriale si present lEuropa
mediterranea: nellItalia centrale dominava la mezzadria; in Spagna e in Italia meridionale
dominava invece la gestione latifondista che influ sia sulla stagnazione agricola sia sul mancato
decollo industriale. Infine la Germania presentava un dualismo tra la parte orientale, a est dellElba,
dominata dalle grandi propriet feudali e da arretratezza industriale, e la parte occidentale dominata
da unagricoltura a propriet contadina e stimolata dai mercati cittadini che si riveler pi aperta
alle trasformazioni industriali. LInghilterra e il paese che sub, soprattutto nel 700, le pi
importanti trasformazioni agricole. Con il fenomeno delle reazioni (cio la vendita delle terre
comuni, legata ancora a privati che le gestivano in modo imprenditoriale), lintroduzione delle
macchine, linvestimento di capitali urbani nella terra per migliorare la produzione consentiranno
allInghilterra di integrare la rivoluzione agricola e industriale e di stabilire il primato economico
internazionale. Il quadro inglese preindustriale fu caratterizzato dalla presenza diffusa di
manifatture rurali a domicilio, dai bassi costi di produzione e distribuzione, da un mercato
omogeneo in cui erano assenti barriere doganali dazi di tipo feudale, dagli investimenti di risorse
pubbliche e private come strade, ponti, sistemi di comunicazione fluviale. Altri fattori che
avvantaggiarono lInghilterra furono la disponibilit di materie prime, la libert di adattamento e
iniziativa, la diffusione del pensiero scientifico, della ricerca e di una mentalit empirica e
sperimentale e la disponibilit allinnovazione. Inoltre bisogna ricordare che lInghilterra era il
paese in cui il potere dacquisto e il tenore di vita erano pi alti rispetto al resto del continente
europeo. La societ inglese era aperta. Il mercato interno dei manufatti si espanse in Inghilterra,
grazie ad un processo di urbanizzazione che vedeva le citt assumere funzioni sempre pi articolate,
ai contatti e agli scambi tra le citt e la campagna. Le ferrovie divennero il settore trainante della
rivoluzione industriale. La produzione inglese di ferro super in pochi decenni quella del resto del
mondo. Un nuovo convertitore di energia, la macchina a vapore, che consentiva un notevole
risparmio di energia e possibilit di applicazione in tutti i campi delleconomia, e lo sfruttamento

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del carbone fossile al posto del carbone di legna permisero lo sviluppo e la straordinaria diffusione
della rivoluzione industriale inglese. La rivoluzione industriale port cambiamenti nel sistema di
produzione e nei rapporti tra le classi sociali:port alla separazione fra i proprietari dei mezzi di
produzione e i produttori diretti, fra imprenditori e lavoratori salariati. Comport la concentrazioni
dei lavoratori in un luogo di lavoro: la fabbrica. Tra la fine del 700 e i primi anni dell800 ci fu una
lenta maturazione di una coscienza di classe: la formazione e diffusione di leghe e club di lavoratori
radicali, il movimento buddista. Questultima forma di protesta prende il nome di Ned Ludd,
personaggio forse leggendario a cui si attribuiva la distribuzione di un telaio meccanico ne 1779. la
fase culminante del luddismo fin con la legge del 1812 che della distruzione dei telai faceva un
delitto punibile con la morte. Limmagine che il luddismo da di s di un movimento contro la
rivoluzione industriale per la ricerca storica invece il luddismo nacque per problemi come: il salario
minimo, pi umane condizioni di lavoro, rispetto per la persona delloperaio, riduzione della
giornata lavorativa.
Capitolo 18: La Rivoluzione americana.
La Rivoluzione americana un processo di distacco delle 13 colonie americane dalla madrepatria
inglese. Dopo gli spagnoli, portoghesi e olandesi giungono nel continente anche gli inglesi che
riescono a stabilirsi in America del nord, formando cos le 13 colonie, sotto la sovranit
dellInghilterra. Ai primi coloni del XVI secolo, se ne aggiunsero numerosi durante il secolo
seguente. Un centinaio di puritani, definiti padri pellegrini, che lasciarono lInghilterra per
sfuggire alle persecuzioni religiose. In America fondarono colonie per la quale si impegnarono a
emanare leggi giuste, imparziali e tolleranti (giuramento della MayFlower, considerato il pi antico
documento della democrazia americana e ricordato ogni anno nel quarto gioved del mese di
novembre, il giorno del ringraziamento). Al motivo religioso si aggiunse il motivo economico. La
maggioranza di coloro che prendevano la via dellAmerica erano attratti dalla speranza di
migliorare la loro situazione economica (anche i condannati per crimini comuni, nel XVIII secolo,
ottenevano la grazia dai giudici in cambio della partenza per lAmerica). Le singole colonie si
diedero ordinamenti, istituzioni, leggi. La fedelt delle colonie alla madrepatria fu favorita dalla
politica internazionale: la sicurezza dei coloni non poteva essere affidata a fragili milizie locali
capaci solo di scontrarsi con gli indiani sulle frontiere; essa richiedeva eserciti regolari e il
contributo della flotta inglese. Il 700 per le colonie inglesi dAmerica fu unet di tumultuosa
crescita demografica. La chiave dellespansione demografica verificatasi nel XVIII secolo in
America fu lelevata produttivit dellagricoltura. Negli anni 30 del 700 si cominci a formare nei
coloni americani la coscienza di costituire un corpo politico unitario diverso e separato
dallInghilterra e ad apparire nella stampa il termine America nel suo significato politico oltre che

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geografico. Nel corso del 1730 si accentuarono le ragioni del conflitto che opponevano i coloni agli
inglesi e che contribuirono a formare lautocoscienza americana. Le ragioni del conflitto erano sia
di natura economica che politica. Gli eventi che contribuirono ad approfondire il solco tra colonie
americane e madrepatria furono tre:
il risveglio religioso in America tra gli anni 30 e gli anni 40 del 700; Il grande risveglio
fu unondata di fermento religioso, mistico. Soprattutto le colonie del nord e del centro
furono investite dalla speranza che lAmerica potesse realizzare una societ giusta
la guerra dei sette anni (combattuta dai coloni americani contro i coloni francesi). C
unattiva partecipazione dei coloni nella speranza di ottenere un trattamento pi equo dalla
Madrepatria. Tali aspettative si rivelarono illusorie. Gli anni successivi alla guerra furono
una scottante delusione per i coloni, i quali avvertirono con pi forza la discrepanza fra la
loro crescente capacit di guidare la situazione interna e la frustante posizione subordinata
nellimpero. Da un lato non era pi indispensabile il sostegno militare della madrepatria. Le
forze americane, sia come truppa che come comandi, si rivel pi preparata di quella inglese
per eliminare la presenza francese. Dallaltro lato lInghilterra si accingeva a far pagare ai
coloni americani il salatissimo conto della guerra dei sette anni. Re Giorgio III, il suo
ministero e il Parlamento richiesero un pi massiccio coinvolgimento delle colonie
nordamericane nelle spese dellimpero.
i provvedimenti fiscali decisi dallInghilterra negli anni 60: il parlamento impose nuove
tasse su alcuni generi di consumo e lo Stamp Act, cio una tassa di bollo su giornali e atti
legali.
Le prime immediate reazioni scattarono in Virginia, colpita da una crisi di tabacco. Pochi mesi
dopo, i delegati di nuove colonie si riunirono a New York nel congresso dello Stamp Act, votarono
la Dichiarazione dei diritti e doveri dei coloni dAmerica, inviarono petizioni al re e al Parlamento.
Nel 1766 il palmento inglese fu costretto a revocare lo Stamp Act, ma proclam il Declaratory Act
nel quale ribadiva che le colonie erano soggette allautorit del Parlamento. Il 5 Marzo 1770 i
soldati inglesi repressero nel sangue una rivolta scoppiata a Boston e uccisero cinque persone. Il
Parlamento fu costretto ad abolire dazi e imposte, ma nel 1773 approv il Tea Act, che concedeva
alla Compagnia delle Indie orientali il monopolio di tutto il mercato del t. Era questo un ulteriore
atto della politica di controllo mercantilistico esercitato dalla madrepatria sugli americani. Nel
dicembre 1773, coloni mascherati da indiani salirono a bordo di navi della compagnia e gettarono in
mare le casse di t. Lepisodio, chiamato Boston Tea party, inaugur una nuova fase nel rapporto
tra le tredici colonie e la madrepatria: quello detto scontro aperto. Le rappresaglie inglesi furono
durissime e si espressero in una serie di leggi, chiamate intollerabili dai coloni perch sognavano

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una dipendenza ancora maggiore dellAmerica dal Parlamento inglese. Le leggi disposero la
chiusura del porto di Boston fino al risarcimento completo dei danni inflitti alle navi della
compagnia e labolizione delle autonomie del Massachusetts, previste nella sua Carta. Thomas
Jefferson, uno dei leader intellettuali della ribellione coloniale, ribad la distinzione tra Corona e
Parlamento. Egli sosteneva che i coloni non erano vincolati alle decisioni del Parlamento inglese,
perch non vi erano rappresentanti; che, le uniche rappresentanze politiche per le colonie erano le
loro assemblee; che, quando queste venivano sciolte, il potere tornava al popolo; che queste stesse
assemblee erano parte di una pi vasta assemblea, quella dellimpero, sotto il vincolo di fedelt al re
dInghilterra. Ci dimostra che la prima fase della Rivoluzione Americana si basava sullipotesi del
Commonwealth britannico, fedele al re ma autonomo in tutte le sue componenti. Nel 1774 le
colonie riunite nel primo Congresso continentale decisero il boicottaggio del commercio con la
Gran Bretagna. Lanno successivo ci furono i primi scontri armati e lapertura a Philadelphia del
secondo Congresso Continentale che nomin Gorge Washington comandante delle truppe. Nello
stesso anno Giorgio III dichiarava ribelli i coloni americani. Ma la data decisiva per la Rivoluzione
Americana fu il 1776 lanno di pubblicazione del Commmon Sense, un opuscolo di Thomas
Paine e della Dichiarazione dindipendenza (4 luglio), redatta da Thomas Jefferson. Paine nella sua
opera scriveva che il re, simbolo e garante dellunit costituzionale dei popoli inglesi, aveva rotto il
contratto con i sudditi americani, li aveva privati dei loro diritti, era perci un tiranno contro il quale
la ribellione era non solo una cosa giusta, ma un dovere da compiere in nome dellintera umanit. Il
Common Sense di Paine ebbe una straordinaria diffusione. La Dichiarazione dindipendenza fu
redatta da Jefferson e discussa e approvata dal Congresso dopo un appassionato dibattito. Nella
Dichiarazione sono espressi i principi ispiratori della nazione americana. Essi sono tre: il diritto
allindipendenza e alla libert un diritto naturale, superiore a qualunque volont umana; attraverso
il contratto sociale, i governatori si impegnano a rispettare tutti i diritti inalienabili degli individui; il
rapporto tra governanti e governati fondato sul condendo di questi ultimi e sul potere di controllo,
il mandato dei governanti pu perci essere in qualsiasi momento revocato, quando i fini del
contratto sociale non vengono rispettati. In questi principi si rispecchiavano sia influenze
illuministiche tipiche sia caratteristiche tipiche della cultura politica americana. Le caratteristiche
sono: lindividualismo dei diritti naturali, linsistenza sul potere di controllo esercitato dai
governati, lidentificazione del nemico numero uno dellAmerica nel re dInghilterra. Il passaggio
alla ribellione signific la guerra. George Washington riorganizz le forze armate, costituite da
alcune migliaia di volontari, valorizzando allo stesso tempora disciplina, il senso di appartenenza
nazionale, il sentimento di combattere una guerra giusta, la preparazione tecnica. Sul piano tattico
lesercito americano dimostr di avere la meglio su quello inglese attraverso luso di imboscate,

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attacchi di sorpresa, tecniche di guerriglia apprese nei combattimenti con gli indiani. Nella battaglia
di Saratoga (1777) i reparti americani sconfissero quelli inglesi. Ma fu lintervento francese a fianco
degli americani (1778) a incidere sulle sorti della guerra. Nel 1778 anche la Spagna si alleava con
gli americani. Dopo la sconfitta a York Town delle truppe inglesi, nel 1783 fu firmata la pace di
Versailles, che metteva fine alla guerra anglo-americana. La Gran Bretagna riconosceva
lindipendenza delle tredici colonie nordamericane, trasformate in STATI UNITI DAMERICA,
alla Francia, erano restituiti territori nei Carabi e nel Senegal, la Spagna riotteneva la Florida, persa
dopo la guerra dei sette anni, e Minorca. Dopo la Dichiarazione dindipendenza molte colonie
avevano messo a punto nuove Carte costituzionali. Gli anni 80 furono per gli Stati della
confederazione un periodo assai tormentato: la fase cruciale della guerra e i problemi del
dopoguerra con le sue conseguenze sociali ed economiche si intrecciarono con le questioni interne
della rivoluzione e con il complesso dibattito politico che prepar la Costituzione americana. Da un
punto di vista economico la rivoluzione port a un esteso impoverimento. Vaste regioni furono
sconvolte dalle distribuzioni della guerra. Linflazione, la svalutazione della moneta e dei titoli del
debito pubblico colpirono le campagne e le citt. Nella nuova Costituzione degli Stati Uniti
dAmerica il potere legislativo era conferito al Congresso degli Stati Uniti, composto da un senato e
da una camera dei rappresentanti. La camera era formata da deputati eletti ogni due anni dai vari
stati in numero proporzionale a quello della popolazione dello Stato, il senato invece era formato da
due senatori per ogni stato, eletti per un periodo di sei anni. Il congresso aveva poteri di natura
finanziaria e fiscale, contraeva i prestiti, batteva moneta e ne fissava il valore, reclutava e
manteneva eserciti, deteneva i poteri di difesa. Il potere esecutivo era conferito al Presidente degli
Stati Uniti che durava incarica quattro anni. Il presidente era eletto dal popolo che in ogni stato
designava elettori delegati che a loro volta eleggevano a maggioranza il presidente. Il presidente era
il comandante dellesercito e della marina, nominava i membri del governo federate. Il potere
giudiziario era conferito alla Corte suprema composta da nove membri di vita, di nomina
presidenziale. Essa era il vertice della giurisdizione; la sua funzione era soprattutto controllare la
legittimit costituzionale della legislazione federale e dei spigoli stati e di dirimere le controversie
tra le vari e istanze costituzionali. Il principio che ispir il moderno costituzionalismo americano fu
quello della divisione e limitazione dei poteri. Nel 1799 la Costituzione fu ampliata da dieci
emendamenti, con la quale veniva prestata maggiore attenzione ai diritti dei singoli, erano
riconosciute: luguaglianza giuridica e politica dei cittadini, la libert individuale di pensiero,
stampa e religione. Nonostante ci vi erano ancora freni alla realizzazione della democrazia
politica:
Lesistenza della schiavit: abolita solo nel 1865;

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Limitazione del diritto di voto: allargamento del suffragio solo nel 1870.
Nonostante tali limiti, quella degli Stati Uniti rappresenta la prima Costituzione democratica della
storia moderna. Il primo presidente degli Stati Uniti fu Gorge Washington, eletto nel 1789 e rieletto
nel 1793. Negli anni 90 si aggiunsero altri stati ai tredici esistenti. Con la presidenza Jefferson, gli
Stati Uniti si affacciano sul nuovo secolo.
CAP. 19: La Rivoluzione francese: dallAssemblea costituente a Robespierre
La Rivoluzione francese fu un grande processo storico durante il quale lintera societ francese sub
un cambiamento epocale, che segn la fine dellancien rgime e lapertura di una nuova epoca nella
quale maturarono nuove forme di governo, rapporti politici pi articolati e aperti che coinvolsero
via via fasce sempre pi vaste di protagonisti, a partire dagli strati superiori della borghesia
produttiva. Il cambiamento non interess solo le istituzioni, ma anche i costumi, la mentalit
collettiva, i comportamenti quotidiani e sociali. La Rivoluzione francese apre unepoca non ancora
conclusa che cerca con difficolt di realizzare quegli ideali rivoluzionari di libert, uguaglianza e
fraternit. Nello stesso tempo il punto di riferimento obbligato di tutte le tendenze politiche del
XIX secolo. Alla vigilia della Rivoluzione la Francia era un Paese profondamente minato nel suo
tessuto politico e sociale. Nonostante unondata di espansione e modernizzazione economica
investirono la Francia nel Settecento, questa arriv pi tardi alla rivoluzione industriale a causa di
un aggravamento della miseria contadina e del popolo minuto urbano a seguito di una crisi
produttiva e di mercato che colp settori chiave delleconomia francese. A ci si deve aggiungere la
rovina finanziaria dello Stato, dovuta al disordine amministrativo, alle eccessive spese della
monarchia, alla limitatezza dei ceti e quindi delle risorse. Questa coesistenza di sviluppo e
arretratezza che caratterizzava leconomia francese nella seconda met del Settecento, visibile
anche nellorganizzazione dinamica dei ceti sociali. I due ceti sociali superiori (la nobilt, una casta
sempre pi chiusa, e il clero) godevano di svariati privilegi, come possedere gran parte della terra
coltivabile, esercitare un controllo sulle cariche dello Stato, dellesercito, della magistratura, ed
essere esenti dalla maggior parte dei carichi fiscali. Il principale onere fiscale ricadeva sul ceto
senza diritti politici, denominato terzo stato, la cui parte superiore era costituita dalla ricca
borghesia agrari, finanziaria delle professioni, mentre la grande maggioranza costituiva il popolo
minuto urbano degli artigiani e la grande massa rurale dei contadini. Tra le cause pi importanti
della rivoluzione bisogna segnalare la crisi politica e finanziaria della monarchia. Il lungo regno di
Luigi XV (1715-74) aveva avuto il suo periodo pi felice durante il ministero del cardinale Fleury
(1653-1743), alla morte del quale il re assunse personalmente il governo del paese, con grande
opposizione dei Parlamenti allintera politica del sovrano, che culmin nel 1770 in un colpo di Stato
da parte del cancelliere Maupeou che soppresse il Parlamento di Parigi e altri Parlamenti ostili alla

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politica monarchica e ne affid le giurisdizioni a Consigli di nomina regia. Lerede di Luigi XV,
Luigi XVI (1774-93), reintegrava i Parlamenti e promuoveva una politica riformatrice, affidandone
la direzione inizialmente a Turgot, e poi al suo successore Necker, che nel 1781 rese pubblico il
bilancio dello Stato con un atto rivoluzionario. A Necker fu affidato il compito di salvare lo stato
dalla bancarotta. Invece di imporre ai francesi provvedimenti fiscali, pens di finanziare le spese
attraverso lindebolimento dello Stato nei confronti di banchieri privati. Fu perci costretto a dare le
dimissioni, perch port i francesi nella fame e nella miseria. Nel 1783 fu nominato ministro de
Colonne che propose una serie di misure per lassestamento del bilancio statale, ottenendo
unopposizione generale e per questo fu richiesta la convocazione degli Stati Generali (organo
rappresentativo dei 3 ordini: clero, nobilt e terzo stato). Intanto il potere monarchico subiva
insuccessi su tutti i fronti e il sovrano fu costretto a richiamare Necker e a promettere la
convocazione degli Stati Generali per il maggio del 1789. Necker cerc di non assumere nessuna
iniziativa politica di rilievo fino alla convocazione degli stati generali. Il problema centrale in
discuccione era quello delle modalit di convocazione e di voto dellAssemblea. Con la
convocazione degli Stati Generali si riprometteva di abolire i privilegi fiscali e voleva
ridimensionare il potere della nobilt, favorire il terzo stato, ma non mettersi alle sue dipendenze.
Come stabilito, il 5 maggio 1789 ci fu lapertura degli Stati Generali alla presenza del re. I
rappresentanti del terzo stato contestarono il sistema di voto (la nobilt e il clero volevano votare
per stato, mentre il terzo stato per testa) e per protesta si riunirono il 17 giugno nella sala della
Pallacorda, dove su proposta dellabate Sieys, un nobile liberale, si costituirono in Assemblea
nazionale, e quindi giurarono (20 giugno giuramento della pallacorda) di non separarsi fino a che
non avessero dato alla Francia una nuova costituzione ispirata ai principi della sovranit popolare.
Luigi XVI cerc di imporsi, ma di fronte allatteggiamento risoluto dei deputati del terzo stato,
invit anche la nobilt e il clero a unirsi allassemblea, che assunse allora il nome di Assemblea
nazionale costituente (9 luglio 1789). Per sventare i tentativi di Luigi XVI di attuare un colpo di
Stato contro la nuova Assemblea costituente, il 14 luglio 1789 il popolo parigino insorse e diede
lassalto alla Bastiglia, il carcere per i detenuti politici e simbolo del potere assolutista. A Parigi
venne quindi insediato dal popolo in armi un nuovo governo municipale; la difesa della
municipalit fu affidata a una Guardia nazionale (milizia volontaria a difesa dellAssemblea e
dellordine pubblico), composta da borghesi e comandata dal nobile liberale La Favette; come
simbolo della rivoluzione venne adottata la coccarda tricolore (blu, bianca e rossa). Nei giorni
successivi i moti rivoluzionari si estesero anche nelle province, e nelle campagne esplose una
gigantesca rivolta agraria (a cui venne dato il nome di Grande paura), con assalti ai castelli della
nobilt e ai conventi. Immediata conseguenza della Grande paura fu limportante decisione presa

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il 4 agosto dallAssemblea nazionale, di abolire alcuni privilegi feudali. Il 26 agosto 1789
lAssemblea nazionale approv poi la Dichiarazione dei diritti delluomo e del cittadino, che
costituiva una completa affermazione delle libert fondamentali dellindividuo (di pensiero, di
parola, di stampa), delleguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge e dei moderni principi
costituzionali della divisione dei poteri e della sovranit popolare. Per diventare leggi operanti, le
decisioni dellassemblea necessitavano dellapprovazione formale del re, sul quale il popolo
parigino decise di fare pressioni con una grande marcia in massa verso Versailles, durante la quale
la reggia venne invasa e Luigi XVI costretto a dare la sua approvazione. La folla inoltre impose il
trasferimento del re e dellAssemblea a Parigi. LAssemblea nazionale prese una serie di importanti
provvedimenti legislativi che segnarono giuridicamente il passaggio dallancien rgime allepoca
nuova. Venne decretata la confisca dei beni del clero, venne approvata la costituzione civile del
clero, con la quale lo Stato si assumeva le spese di culto ma nello stesso tempo imponeva un nuovo
ordinamento della Chiesa di Francia (autonomia dal papa, nomina elettiva dei vescovi e dei parroci)
e obbligava il clero a prestare giuramento di fedelt alla rivoluzione. Il provvedimento suscit una
forte opposizione soprattutto nelle gerarchie ecclesiastiche superiori, che si rifiutarono di prestare il
prescritto giuramento (fenomeno dei preti refrattari). Si apr in tal modo nel Paese una questione
religiosa, e mentre molti preti ed esponenti della nobilt cercarono di rifugiarsi allestero, lo stesso
Luigi XVI concep il progetto di espatriare per organizzare con le armi straniere labbattimento
della rivoluzione. Il re tent dunque la fuga nel giugno 1791, ma venne intercettato e ricondotto a
Parigi, dove lAssemblea nazionale lo sospese dalle sue funzioni per tre mesi. Il clamoroso
avvenimento ebbe come conseguenza la grande manifestazione repubblicana del 17 luglio 1791 al
Campo di Marte, che fu sanguinosamente repressa dalla Guardia nazionale. Lattivit
dellAssemblea nazionale ebbe culmine con lapprovazione, il 4 settembre 1791, della Costituzione.
Oltre alla rivendicazione dei diritti naturali dellindividuo e delluguaglianza dei cittadini davanti
alla legge, la Costituzione definiva un assetto istituzionale basato sulla divisione dei poteri: il potere
esecutivo era assegnato al re dei Francesi, il quale era comunque soggetto alle leggi e non aveva
dunque poteri assoluti; il potere legislativo era esercitato da unAssemblea legislativa, eletta con un
sistema a doppio grado e a suffragio censitario. Il sistema si basava sul voto di tutti i cittadini
maschi dotati di un censo minimo (coloro cio che pagavano unimposta pari ad almeno 3 giorni di
lavoro), che designavano un gruppo pi ristretto di grandi elettori (dotati di un censo maggiore), i
quali a loro volta eleggevano i deputati. Con analogo sistema venivano eletti anche i membri della
magistratura, a cui era affidato il potere giudiziario. Con il trasferimento dellAssemblea nazionale
e del re a Parigi, nellottobre 1789, la capitale era divenuta il centro propulsore della rivoluzione. In
essa acquistarono particolare importanza i cosiddetti club, associazioni private i cui membri si

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riunivano regolarmente per discutere i problemi politici. Si trattava di realt associative in rapida e
continua evoluzione e trasformazione. Nelle riunioni degli Stati Generali e quindi dellAssemblea
nazionale costituente, lala di sinistra era occupata dai giacobini (societ degli amici della
Costituzione, la cui sede era in un convento dei frati di San Giacomo), perlopi membri della
borghesia intellettuale e della nobilt illuminata, i cui principali esponenti erano Mirabeau, La
Fayette, Sieys. I giacobini avevano posizioni di tipo monarchico costituzionale, ma in seno al club
vi era lala radicale, capeggiata dallavvocato Robespierre, che intendeva dare allo Stato una base
democratica a partire dallintroduzione del suffragio universale. Con il prevalere delle posizioni pi
radicali, lala moderata dei giacobini fond nel 1791 un proprio club, detto dei Foglianti (dal nome
della sede presso un convento dellAbbazia di Feuillant). Alla Sinistra dei giacobini si schierano, a
partire dal 1790, i cordiglieri (Societ degli amici dei diritti delluomo e del cittadino, che si
riunivano presso i frati francescani detti anche cordiglieri), di orientamento repubblicano; il
principale esponente fu Danton. Pi tardi, a partire dai tempi dellAssemblea legislativa del 1791-
1792, vennero detti girondini (in quanto provenienti per buona parte dal dipartimento della Gironda)
i rappresentanti della maggioranza repubblicana, contrari tuttavia allideologia egualitaria espressa
dalle masse popolari parigine (i sanculotti,chiamati cos perch non portavano le culottes,
pantaloni corti al ginocchio, simbolo di distinzione dei nobili e dei ricchi), che trovava invece
espressione parlamentare nello schieramento dellestrema sinistra dei montagnardi (cos detti perch
sedevano sui banchi pi alti dellAssemblea. Il 1 ottobre 1791 si riuniva lAssemblea legislativa,
composta da deputati foglianti, giacobini e cordiglieri, aderenti alla monarchia costituzionale, ma
diffidenti verso il re. Il 20 aprile 1792 Luigi XVI, sotto la pressione dei girondini, dichiar guerra
allAustria, a fianco della quale scese la Prussia. A volere la guerra erano in molti (oltre ai
girondini): La Favette e i suoi partigiani che contavano di assumere il comando dellesercito; la
corte e il suo partito che voleva un rafforzamento della monarchia. La guerra fu inizialmente
disastrosa per la Francia che penetr nei Paesi Bassi austriaci, in rivolta contro Vienna, ma fu subito
costretta a ritirarsi dalle truppe coalizzate dei prussiani che penetrarono profondamente nel territorio
francese. Il malcontento per la condotta della guerra provoc a Parigi linsurrezione del 10 agosto
1792, durante la quale venne assalito il palazzo reale delle Tuileries; sotto la pressione popolare dei
sanculotti, lAssemblea legislativa decise la deposizione e larresto di Luigi XVI. Rimasto vacante
il potere esecutivo, lAssemblea legislativa nomin un consiglio esecutivo provvisorio presieduto
dallesponente dei cordiglieri Danton. A risollevare le sorti della rivoluzione fu la vittoria francese
sullesercito austro-prussiano a Valmy (20 settembre 1792) a cui segu loccupazione del Belgio, di
Nizza e della Savoia. La nuova assemblea, cio la Convenzione proclam la repubblica (22
settembre 1792) e la condanna a morte per tradimento di Luigi XVI, che venne ghigliottinato il 21

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gennaio 1793 (ghigliottina: nuovo ordigno di morte usato per rendere pi sicure le esecuzioni
capitali). La morte del re port alla costituzione di una prima coalizione antifrancese e alla ripresa
della guerra esterna. In Francia si accese anche la guerra civile per la crisi finanziaria. Estromessi di
fatto dal potere a Parigi, i girondini cercarono di prendere il controllo delle province meridionali
della Francia suscitando la rivolta contro la capitale (rivolta federalista, iniziata nel giugno 1793),
con il risultato di aumentare lo stato di confusione e di anarchia in cui versava il Paese. In questa
situazione di guerra civile, il 25 giugno 1793 fu approvata dalla Convenzione e quindi sottoposta a
un referendum la Costituzione dellanno primo, che tuttavia non sarebbe mai entrata in vigore a
causa della guerra in corso contro le potenze straniere. Si trattava di una costituzione estremamente
avanzata sotto il profilo politico e sociale: vi si affermavano principi quali linternazionalismo
(fraternit fra i popoli), il diritto al lavoro, allistruzione, allassistenza, alla ribellione e alla
felicit. La forma istituzionale prevista era quella repubblicana con il potere esecutivo assegnato a
un governo (Consigliato) strettamente controllato dal Parlamento, il quale era da eleggersi ogni
anno a suffragio universale maschile. Tra il luglio 1793 e il luglio dellanno successivo si attu un
aumento del potere esecutivo, con un suo slittamento verso un regime di dittatura, definito dagli
stessi esponenti del Comitato di salute pubblica come <<Terrore>>, in quanto prevedeva
laccentramento del potere nel Comitato di salute pubblica, lo smantellamento di tutti i club e
societ popolari, il controllo delleconomia e della politica. Il Comitato di salute pubblica dovette
affrontare insieme le rivolte urbane dei sanculotti di Parigi, la guerra di Vandea che si distinse per
latroce repressione delle popolazioni rurali, e linvasione dello straniero. Nellagosto del 1793
lesercito arriv ad un milione di uomini, e iniziarono una serie di successi militari. Alla fine del
1793 ascese al potere Robespierre, favorito dallassassinio di Marat, altro componente del Comitato
di salute pubblica. Nonostante Robespierre nella Convenzione avesse nemici sia a destra che a
sinistra, il Comitato di salute pubblica era interamente nelle sue mani, e con la legge del 10 giugno
1794 la violenza diventava sistema di governo: era il Grande Terrore. Terrore e dittatura erano per
Robespierre strumenti per fondare la Repubblica. Robespierre seppe tuttavia lanciare le forze
militari francesi verso la vittoria di Fleurus (26 giugno 1794) contro gli eserciti stranieri,
consentendo di penetrare in Belgio, conquistare Bruxelles e occupare la Catalogna. A porre fine al
regime di Robespierre fu il colpo di stato di Termidoro (nella notte tra il 26 e 27 luglio 1794)
organizzato dal presidente della Convenzione e da alcuni membri del Comitato di salute pubblica.
Robespierre fu ghigliottinato il 28 luglio 1794.
CAP 20: La Rivoluzione francese: dal Termidoro al consolato di Napoleone.
Nel mese di Termidoro aveva termine il periodo pi intenso e fecondo della Rivoluzione francese.
Dopo la caduta di Robespierre la Convenzione cerc di riportare alla normalit il Paese,

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smantellando il regime del terrore (soppressione dei tribunali rivoluzionari, abolizione delle leggi
speciali sui sospetti, riduzione dei poteri del Comitato di salute pubblica, eliminazione degli
strumenti della dittatura, chiusura dei club dei giacobini e la riammissione dei girondini nella
Convenzione) e abolendo gradualmente il sistema dei vincoli e dei controlli economici. Ci port
alla fine delleconomia regolata e alla liberalizzazione del commercio con un aumento vertiginoso
dei prezzi, che provoc nella primavera del 1795 numerose sollevazioni delle popolazioni urbane.
La cacciata dei giacobini aliment altre violenze e nuove forme di terrore: Terrore bianco. In
sintonia con gli orientamenti pi moderati dellopinione pubblica, la Costituzione del 1793 non
venne messa in vigore, venne invece approvata la nuova Costituzione dellanno terzo (agosto 1795).
Con la nuova carta costituzionale si ripristinarono i criteri censitari per lelettorato, onde garantire il
predominio dei ceti abbienti, il potere esecutivo venne assegnato ad un Direttorio di cinque membri
e quello legislativo ad un parlamento bicamerale, composto da un Consiglio dei Cinquecento (per la
discussione delle leggi) e da un Consiglio degli anziani (che varava o respingeva le leggi). Dopo
lapprovazione della Costituzione dellanno terzo, vennero indette le elezioni per il nuovo
parlamento, che videro una buona affermazione dei monarchici; il Direttorio esecutivo per fu
composto da uomini fedeli agli ideali repubblicani, che avevano votato per la condanna a morte del
re. Il Direttorio fu chiamato ad affrontare la crisi finanziaria determinata dalla guerra. Si ebbe
inoltre una ripresa del movimento giacobino, che ebbe culmine nella congiura degli eguali della
primavera 1796, una cospirazione di orientamento comunista organizzata senza successo a Parigi da
Filippo Buonarroti.
Tra la fine del 1796 e i primi mesi del 1797 la Francia fu investita da una grave crisi finanziaria,
anche se vi furono notevoli successi sul piano della politica internazionale (trattato di Basilea con la
Prussia e Spagna, riconobbe loccupazione francese della riva sinistra del Reno e la Spagna cedette
alla Francia alcuni territori nelle Antille; il trattato dellAja sanc la presenza di truppe francesi sul
territorio dellOlanda. LAustria, lInghilterra e il Regno di Sardegna rimasero in stato di guerra
contro la Francia). Allinizio del 1796 furono lanciate tre armate contro limpero asburgico, e ad
avere la meglio fu larmata dItalia, guidata da Napoleone Buonaparte, nato ad Ajaccio nel 1769,
che aveva conseguito da giovanissimo il grado di sottotenente dartiglieria. Dapprima ader al
movimento di Pasquale Polli, che si batteva per lindipendenza della Corsica, e quando questultimo
fu arrestato, la famiglia Bonaparte si trasfer a Tolone in Francia, dove fu affidato a Napoleone il
comando dellartiglieria che liber la citt dallassedio dei realisti appoggiati dagli inglesi.
Napoleone ottenne la promozione a generale di brigata, ma fu arrestato, processato e, una volta in
libert fu trasferito al fronte della Vandea. Nel marzo 1796, dopo il titolo di maggiore generale,
ottenne quello di comando dellarmata dItalia. Spos Giuseppina, ex amante di Barras, il quale

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aveva aiutato Napoleone per la sua carriera. La campagna dItalia determin lascesa di
Napoleone.
Mentre le truppe francesi trovarono grandi difficolt in Germania e furono costrette a ritirarsi oltre
il Reno, la campagna dItalia di Napoleone fece registrare rapidi e clamorosi successi, facendo
dellItalia il centro delloffensiva contro lAustria. Napoleone infatti ottenne una agevole vittoria
contro il Regno di Sardegna, che fu costretto allarmistizio; i francesi avanzarono quindi in
Lombardia sconfiggendo le truppe austriache e conquistano Milano. A questo punto egli costrinse il
Direttorio a rivedere i suoi piani (non voleva conquistare la Lombardia ma solo spremerla
finanziariamente e usarla come merce di scambio con lAustria per allargare le frontiere al Reno: I
braccio di ferro tra Napoleone e il Direttorio). Il papa Pio VI fu costretto con la pace a cedere
Bologna, Ferrara e parte delle Romagne, occupate dalle truppe francesi. Nel febbraio 1797 cadde
dunque Mantova, ultima roccaforte degli austriaci in Lombardia, e i Francesi violarono la sovranit
della Repubblica di Venezia, occupandone il territorio per puntare verso lAustria, che fu costretta a
firmare la pace di Campoformio (1797). Con il trattato di pace lAustria riconobbe le conquiste
francesi in Belgio (Paesi Bassi asburgici) e nellItalia settentrionale, e fu compensata con
lannessione della Repubblica di Venezia. La Francia assunse dunque la completa egemonia in
Italia.
Dopo la pace di Campoformio, soltanto lInghilterra restava irriducibilmente in stato di guerra
contro la Francia. La superiorit britannica sui mari escludeva ogni possibilit di attacco diretto da
parte della Francia, che ripieg dunque su una spedizione militare in Egitto, nel tentativo di
costruirsi un ponte per intervenire in India e minacciare gli interessi commerciali inglesi nella
regione, cuore dellImpero britannico. A capo della spedizione in Africa si pose Napoleone, che
sbarcato in Egitto nellestate del 1798 sconfisse la resistenza locale nella battaglia delle piramidi;
pochi giorni dopo per, la flotta francese fu distrutta dal contrammiraglio inglese Nelson, mentre
entr in guerra contro la Francia anche la Turchia, che aveva la sovranit sullEgitto. La conquista
dellEgitto divenne cos unimpresa assai pi difficile di quanto sembrasse in un primo momento,
facendo sfumare lobiettivo strategico di insidiare le vie commerciali britanniche; Dopo aver
lasciato il comando delle operazioni in Egitto, Napoleone ritorn dunque in Francia, dove la
situazione interna era estremamente instabile, nellottobre 1799.
Il giacobinismo fu represso in Russia, Germania, impero asburgico e in Italia dove furono costretti
al silenzio o allesilio. La storiografia distingue tra: Giacobinismo individuale (movimento
dopinione limitato nelle sue libert, sorvegliato dalle polizie, ridotto alla clandestinit); e
giacobinismo organizzato che richiama lideologia democratica di Robespierre e pot formarsi e
svilupparsi perch aveva libert di riunione ed espressione (come in Olanda e Svizzera). A questo si

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aggiungeva la costituzione di una seconda coalizione antifrancese tra le potenze europee, che
minacciava gli interessi francesi in Italia e lungo il Reno. Labate Sieys concep allora un progetto
di svolta autoritaria, si accord con Napoleone che gli assicur lappoggio delle armate a lui fedeli,
e insieme realizzarono il colpo di Stato del 18 brumaio dellanno VIII (9 novembre 1799). Con il
falso pretesto di una congiura giacobina, il parlamento venne posto sotto scorta militare, parecchi
deputati vennero cacciati, mentre i rimanenti vennero trasferiti nei sobborghi di Parigi, dove
votarono la consegna del potere ai tre consoli Ducos, Sieys e Bonaparte, che ben presto assunse le
redini del consolato.
In seguito al colpo di stato il consolato (Bonaparte, Ducos, Sieys) provvide subito a riformare
lordinamento dello Stato francese, e nello stesso 1799 promulg la nuova Costituzione dellanno
VIII, contrassegnata da una forte preminenza dellesercito. Il governo fu affidato ad un consolato
decennale, composto da tre persone, tra le quali Napoleone, in quanto primo console, era il vero
depositario del potere esecutivo.
Il potere legislativo venne affidato a tre corpi distinti:
Il Tribunato, che discuteva le leggi presentate dal governo;
Il Corpo legislativo che le votava o respingeva;
Nel 1802 un plebiscito approv una modifica costituzionale che trasformava il mandato decennale
di primo console in una designazione a vita. Nei mesi successivi il Senato var dei provvedimenti
che concedevano al primo console il diritto di designare il proprio successore, nominare i membri
del legislativo e riduceva ulteriormente competenze e poteri delle assemblee legislative. Forte del
suo potere incontrastato (ma non assoluto, in quanto comunque sottoposto alla legge), Napoleone
avvi una stagione di importantissime riforme istituzionali e civili. Nel 1801 veniva stipulato un
nuovo Concordato con la Santa sede, rimasto in vigore per 100anni (1801-1905) risolveva il
contrasto con Roma, ma conservava il controllo dello Stato sulla chiesa. Gli ecclesiastici dovevano
fedelt allo Stato ed erano mantenuti a sue spese, era assicurata la libert di culto, il papa si
impegnava a confermare i vescovi nominati dal I console, in cambio i vescovi avevano facolt di
nominare i parroci. I beni della Chiesa restavano allo Stato. Il cattolicesimo fu riconosciuto non
come religione di Stato ma come religione della maggioranza dei Francesi.
Oltre allInghilterra, la seconda coalizione antifrancese era composta dalla Russia dello zar Paolo I,
da Austria, Prussica, Svezia, Regno di Napoli e Turchia, la quale era gi in guerra con i Francesi sul
fronte egiziano. Teatri principali del confronto militare furono comunque lItalia e la Germania
meridionale. In italia la coalizione ebbe successo; sul fronte tedesco, i coalizzati furono invece
fermati dai Francesi. Nel maggio 1800 la situazione volse per a favore dei Francesi, poich la
Russia abbandon la coalizione lasciando la sola Austria a presidiare lItalia, cos che le truppe

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francesi guidate da Napoleone, dopo aver valicato le Alpi, sconfisse gli austriaci presso Monaco. Si
arriv dunque alla pace di Luneville (9febbraio 1801) con lAustria, che ristabil la situazione
precedente al trattato di Campoformio. Anche in Inghilterra si erano intanto maturate le condizioni
politiche per contrattare la pace, si giunse cos alla pace di Amiens tra Francia e Gran Bretagna, le
cui decisioni pi rilevanti furono la cessazione delle ostilit in Egitto, che torn sotto la sovranit
turca e la stipula di un trattato commerciale tra Inghilterra e Francia. I 3 nemici: Austria, Russia e
Inghilterra erano neutralizzati. Napoleone pot dedicarsi al riassetto dello stato. Questo fu la pi
importante eredit lasciata da napoleone non solo alla francia ma a tutto loccidente: accentramento
amministrativo e codice civile (codice napoleonico) che per la prima volta disciplinava in modo
organico tutti i settori del diritto secondo i valori liberali e borghesi della Rivoluzione.
CAPITOLO 21: Limpero napoleonico
Fu organizzata una congiura contro Napoleone da ex giacobini e generali. La reazione di Napoleone
fu spietata. Non risparmi nemmeno i 2generali (uno esiliato e laltro trovato morto in carcere) e
nemmeno il duca accusato di essere il capo della congiura (fu fucilato). Nel 1804 fu varata e
approvata la Costituzione dellanno 12 che affermava: il governo della repubblica affidata a un
imperatore. Nello stesso anno papa Pio VII offr la corona imperiale a Napoleone. Si impegnava a
difendereluguaglianza di diritti e la libert civile e politica. La Francia napoleonica si presentava
come trionfo dellassolutismo illuminato: uno stato in cui coesisteva uno schema monarchico-
costituzionale ed elementi di rinnovamento sociale e di democrazia. Due pilastri istituzionali
garantirono ai cittadini la possibilit di acquisire gli elementi per una promozione e affermazione
nella societ: il Codice Civile, basato sui grandi principi di libert civili e personali, laicit dello
Stato, libert del lavoro e della propriet, e limportanza della famiglia; e il nuovo sistema
scolastico, che poneva grande attenzione alla scuola e alle universit (nacquero: i licei di Stato per i
figli dei notabili; le Grandes Ecoles, scuole universitarie di tipo militare; e lEcole polytecnique di
applicazione di tipo militare e civile). Un anno prima della proclamazione dellimpero lInghilterra
riapre le ostilit contro Napoleone. I motivi furono: mancata stipula del trattato commerciale
(previsto dalla pace di Amiens) e la paura dellespansionismo francese.
LInghilterra decise di formare nel 1805 una terza coalizione antifrancese; nella nuova alleanza
furono coinvolti lAustria, la Svezia, il Regno di Napoli e la Russia, sul cui trono sedeva lo zar
Alessandro I. nel conflitto che ne scatur venne confermata la schiacciante superiorit sui mari della
Gran Bretagna, che sbaragli la flotta francese; sul continente per, la Grande Arme (grande
esercito) francese ebbe la meglio, e dopo aver sconfitto gli austriaci nella battaglia di Ulm (20
ottobre), e batt nuovamente gli austro-russi ad Austerlitz (2 dicembre), nella cosiddetta battaglia
dei tre imperatori (Napoleone, Francesco II e lo zar Alessandro I). lAustria fu dunque costretta ad

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accettare la pace di Presburgo, che ridimension il ruolo europeo della monarchia austriaca.
Francesco II dovette infatti rinunciare al titolo di imperatore del Sacro Romano Impero e assunse il
pi modesto titolo di imperatore dAustria. Rimasero in stato di guerra lInghilterra e la Russia.
Dopo la pace di Presburgo, Napoleone procedette al consolidamento dei confini del proprio impero
ed alla trasformazione degli Stati satelliti della Francia in monarchie ereditarie, assegnandone la
corona a parenti o a persone di fiducia. Nei primi mesi del 1806 gli eserciti francesi occuparono il
Regno di Napoli (mentre i Borbone si rifugiarono in Sicilia sotto la protezione inglese), sul cui
trono venne posto il fratello di Napoleone, Giuseppe Bonaparte. Il consolidarsi della potenza
napoleonica in Europa determin la formazione di una quarta coalizione, alla quale partecip, oltre
ad Inghilterra e Russia, anche la Prussica (che aveva rotto lalleanza con la Francia); Napoleone
reag col blocco continentale: cio tentativo di dissanguare economicamente lInghilterra
chiudendo i mercati europei da essi controllati. Lo scontro militare che segu non fu favorevole alle
forze della coalizione. Napoleone dopo aver sconfitto lesercito prussiano entr a Berlino e
smembr lo stato. Dalle rovine nacque il Regno di Vestfalia retto dal fratello Girolamo Napoleone.
La guerra continu contro la Russia e la superiorit francese si fece valere. Nel 1808 anche la
Spagna era caduta sotto il controllo francese. Approfittando infatti di una contesa dinastica tra il
sovrano spagnolo Carlo IV e il figlio Ferdinando IV, Napoleone spodest i Borbone e sul trono di
Spagna sal Giuseppe Bonaparte. La Spagna ricevette una costituzione simile a quella francese e nel
paese vennero avviate importanti riforme, quali labolizione dellInquisizione, la liberalizzazione
del commercio interno, lalienazione dei beni ecclesiastici. Tuttavia gli spagnoli non si
rassegnarono alla prepotenza napoleonica, e intrapresero una lunga e mai domata guerriglia,
appoggiata dagli Inglesi e soprattutto alimentata dal sentimento religioso dellintera popolazione,
offesa dal trattamento inflitto al papa. Nel 1809 si form una quinta coalizione antifrancese,
composta da Inghilterra e Austria. Le ostilit scoppiarono in aprile con loccupazione austriaca della
Baviera, ma la reazione francese fu rapida e culmin con una nuova occupazione di Vienna (12
maggio) e la disfatta dellesercito austriaco a Wagram. Con la pace di Vienna del 14 ottobre 1809
lAustria dovette cedere Trieste e Carinzia.
Ottenuta la vittoria sulla quinta coalizione, Napoleone ritenne opportuno consolidare la propria
posizione procurandosi un erede di sangue reale; dopo aver divorziato da Josphine de Beauharnais,
si spos nel 1810 con Maria Luigia dAsburgo, figlia dellimperatore dAustria; dal matrimonio
nacque un erede, Napoleone II (Francesco Carlo Giuseppe Bonaparte), a cui fu dato il titolo di re
di Roma. Tutto il Regno di Italia, tranne Sicilia e Sardegna (dove si erano rifugiati la corte
borbonica e sabauda, ben difese dallInghilterra) era napoleonica. La dipendenza dalla Francia si
accrebbe a partire dal 1805 con la trasformazione della repubblica in Regno dItalia, sotto la corona

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di Napoleone, che nomin vicer il figliastro Eugenio Beauharnais. Nel vasto Regno italico
continu lopera di modernizzazione amministrativa, civile ed economica, con il miglioramento
dellistruzione elementare, lintroduzione dei codici napoleonici, lavvio di importanti lavori
pubblici. Sul Meridione continentale fu inizialmente imposto come re Giuseppe Bonaparte, ma
quando questo pass a regnare sulla Spagna, il Regno di Napoli pass a Gioacchino Murat, il quale
aveva sposato la sorella di Napoleone, Carolina. Murat si adoper per mantenere il proprio governo
il pi autonomo possibile dalla Francia; cur inoltre con particolare attenzione la formazione di un
forte esercito nazionale.
Il blocco continentale si rivel per Napoleone unarma a doppio taglio e fu in un certo senso la
causa scatenante del crollo del suo impero. Innanzitutto perch non solo lInghilterra fu colpita
dagli effetti dellembargo, ma lo furono in modo significativo anche la Francia e i paesi alleati e
satelliti; inoltre la borghesia francese, colpita nei suoi interessi commerciali, cominciava a
considerare Napoleone non pi lartefice della stabilit, ma la causa di uninsicurezza crescente,
dovuta ad uninarrestabile spirale dellespansionismo a cui la Francia era costretta per far rispettare
il blocco. Napoleone pensava di assoggettare la Russia con una delle sue famose guerre lampo, e
mise quindi in campo un formidabile esercito di oltre 700.000 uomini, che il 24 giugno 1812 varc
il fiume Niemen, per affrontare al pi presto e sbaragliare le difese russe. Ma il generale
Illarionovic, comandante delle truppe zariste, adott una tattica temporeggiatrice, ritirandosi verso
linterno e facendo terra bruciata (tecnica gi usata da Pietro il Grande nel 600 contro gli svedesi)
davanti ai Francesi, che non riuscirono quindi a rinnovare i loro approvvigionamenti alimentari.
Solo in agosto Napoleone riusc ad entrare in contatto con lesercito russo, e a Smolensk ottenne un
parziale successo; il successivo 14 settembre si combatt la sanguinosa battaglia di Borodino, che
Napoleone vinse aprendosi la strada per Mosca. La capitale russa era per stata evacuata dalla
maggior parte degli abitanti, e in gran parte distrutta da un incendio, appiccato probabilmente dalle
stesse truppe russe, cos Napoleone fu costretto alla ritirata verso la Polonia il 19 ottobre, che dur
circa due mesi e fu uno degli eventi pi tragici della storia militare: il freddo, la fame, le malattie e
gli attacchi a sorpresa dei cosacchi decimarono la Grande Armata di Napoleone. La disfatta nella
campagna di Russia sfat il mito dellinvincibilit di Napoleone, e diede il via alla sollevazione
antinapoleonica dellEuropa.
La sesta coalizione, a cui presero parte la Gran Bretagna, la Russia, la Prussia, la Svezia e lAustria,
fu limmediata conseguenza della disastrosa campagna di Russia. La guerra inizi nel febbraio 1813
in Germania, per iniziativa dei prussiani, a cui Napoleone riusc comunque a contrapporre un forte
esercito, che nel maggio vinse la battaglia di Lutzen e di Bautzen; contemporaneamente per il

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prestigio napoleonico subiva un altro duro colpo in Spagna, dove la guerriglia e le truppe inglesi
ebbero la meglio, liberarono il paese e restaurarono i Borbone.
Tra il 16 e il 19 ottobre 1813 si combatt presso Lipsia la cosiddetta battaglia delle nazioni, lo
scontro decisivo che cost a Napoleone la sconfitta e diede il via alla completa dissoluzione
dellimpero. Gli eserciti della sesta coalizione penetrarono in Francia, dove incontrarono scarsa
resistenza, e Napoleone venne quindi definitivamente sconfitto ad Arcis-sur-Aube il 20 marzo 1814.
rimasta senza difese Parigi cadde il 31 marzo; subito dopo il Senato francese, su iniziativa di
Talleyrand, proclam decaduto limperatore Napoleone, che il 6 aprile 1814 abdic senza
condizioni. Sul trono di Francia vennero restaurati i Borboni con Luigi XVIII, fratello del re
ghigliottinato. Dopo la battaglia di Lipsia, gli Stati tedeschi, lOlanda e la Svizzera insorsero contro
i governi e i sovrani napoleonici. In Italia il re di Napoli, Murat, abbandon il cognato Napoleone e
pass dalla parte della sesta coalizione, nella speranza di conservare il regno; il vicer del Regno
dItalia, Eugenio Beauharnais, rimase invece fedele fino allultimo a Napoleone, ma cadde
comunque nellaprile 1814 sotto lavanzata delle forze austriache. Nel giugno lAustria prese
possesso delle province lombarde, annettendole allimpero. La guerra della sesta coalizione si
chiuse con la pace di Parigi, del 30 maggio 1814. I vincitori si accordarono per demandare la nuova
sistemazione dellEuropa ad un congresso delle potenze che si sarebbe aperto a Vienna nel
successivo novembre; intanto si ritenne di neutralizzare lingombrante figura di Napoleone
assegnandogli la sovranit dellIsola dElba. La restaurazione borbonica in Francia non comport
un ritorno puro e semplice alla monarchia assoluta. Luigi XVIII infatti si rese conto, anche per la
pressione esercitata dallInghilterra, dellimpossibilit di far recedere la societ francese dallassetto
costituzionale maturato negli anni rivoluzionari, e concesse una costituzione liberale, cercando di
ricondurre una politica di riconciliazione nazionale. La situazione del paese rimaneva tuttavia assai
instabile; su opposti fronti si agitavano infatti i fautori dellantico regime, che reclamavano tra
laltro la restituzione dei beni confiscati dalla rivoluzione; i liberali, che desideravano un suffragio
pi allargato; gli ufficiali dellesercito bonapartista collocati a riposo; i commercianti, messi in
difficolt dalla concorrenza inglese dopo la riapertura dei mercati; gli operai che pativano una
crescente disoccupazione. Napoleone decise di approfittare di queste ragioni di malcontento per
tentare un disperato ritorno al potere, e fugg dallElba, approdando il 1marzo 1815 a Cannes, dove
le truppe borboniche mandate ad arrestarlo passarono sotto il suo comando. Il 20 marzo Napoleone
entr a Parigi, costringendo Luigi XVIII a riparare in Belgio; ritornato al potere Napoleone
riconobbe il trattato di pace di Parigi e quindi i pi ridotti confini francesi, emend in senso pi
liberale la costituzione e si prepar allinevitabile nuovo confronto militare con le potenze. Si era
infatti formata in quei giorni una settima coalizione, che comprendeva: Gran Bretagna, Austria,

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Prussia, Russia, Svezia, Regno di Napoli e numerosi Stati minori. Sotto il comando dellinglese
Wellington e del prussiano Blucher, gli eserciti alleati affrontarono Napoleone in Belgio, dove lo
sconfissero l8 luglio 1815 nella battaglia di Waterloo. Lavventura dei cento giorni era finita;
mentre Napoleone veniva deportato dagli Inglesi nellisoletta di SantElena (Oceano Atlantico),
dove sarebbe morto il 5 maggio 1821, Luigi XVIII rientr a Parigi.
CONGRESSO DI VIENNA: si tenne nella capitale dell'allora Impero austriaco, dal 1\10\1814 al
9\6\1815. A parteciparvi furono le principali nazioni europee che tentarono cos di dare un assetto
all'Europa dopo l'avventura napoleonica. I sovrani vincitori ed i loro ministri plenipotenziari si
incontrarono in un primo momento a Londra; soltanto nell'autunno del 1814 il Congresso ebbe
inizio a Vienna. Inizialmente, i rappresentanti delle 4 potenze vincitrici sperarono di escludere i
francesi da una seria partecipazione ai negoziati, ma il ministro degli Esteri della Francia riusc
abilmente ad inserirsi nei dibattiti interni sin dalle prime settimane. I principali risultati del
Congresso fu l'accrescimento della Russia, (che guadagn il grosso del Ducato di Varsavia) e della
Prussia, che acquist la Westfalia e la Renania settentrionale. Il consolidamento della Germania dai
quasi 300 stati del Sacro Romano Impero (disciolto nel 1806) in un sistema, molto pi gestibile, che
port la composizione della Confederazione Tedesca a 39 stati sotto il controllo di Austria e
Prussia. Nell'Italia del nord l'Austria guadagn la Lombardia e il Veneto costituite in un unico
Stato: il Regno Lombardo-Veneto. Buona parte del centro-nord Italia, pur formata da stati
indipendenti, and a discendenti degli Asburgo, cos il Granducato di Toscana, il Ducato di Modena
e di Parma. L'Italia fu quindi divisa in sette stati: il Regno di Sardegna, il Granducato di Toscana, il
Ducato di Modena e di Parma, lo Stato Pontificio, il Regno di Napoli e di Sicilia, i quali Ferdinando
IV riun con la denominazione di Regno delle Due Sicilie. Una parte del Congresso fu la Santa
Alleanza in cui i vari sovrani d'Europa convennero di uniformarsi ai principi cristiani. Tutti i
sovrani europei vi aderirono, eccetto il papa, che non voleva costituire un accordo con cos tanti
eretici. I paesi coinvolti nel Congresso si accordarono pure di riunirsi successivamente. Nel XX
secolo molti storici sono arrivati ad ammirare il Congresso per aver impedito un'altra guerra
generale europea per quasi cent'anni (1818-1914).

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