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68 la Repubblica Domenica 9 Aprile 2017 ROBINSON

Straparlando
Note di vita. Zerocalcare racconta il suo rapporto ambivalente Non ce la facevo pi. La distanza di qualche centinaio di metri
con i genitori: Vivono nel mio stesso quartiere. Erano separati, ci ha fatto bene. A volte mi mette in crisi vederli cos fragili:
sono cresciuto con mia madre. A 23 anni sono andato via di casa. non riesco a gestire il dolore dei miei

Zerocalcare
di Antonio Gnoli, ritratto di Riccardo Mannelli

C
Le tappe ome la gallina di Cochi e Renato, anche il mammut un
animale intelligente. Me lo vedo comparire effigiato su
Carta 01 La formazione un muro della stazione della metropolitana di Rebibbia,
Dalladolescenza quartiere periferico di Roma. Il pachiderma ha unaria
didentit frequenta il mondo dei centri rassegnata. Sembra una mongolfiera uscita dalla preisto-
sociali romani. Ed grazie a ria. Sul groppone salita un po di gente. Sono personaggi disegnati
La biografia questa rete che nel 2015 va a da Zerocalcare. Questo esempio di street art porta la sua firma. Leggo
Zerocalcare, Kobane, per dare solidaret al delle scritte. La pi eloquente dice: Qui ci manca tutto, Non ci serve
al secolo popolo curdo: dallesperienza niente. Nella sua asciutta e ironica sintesi, vale un trattato di sociolo-
Michele Rech, nasce la storia di Kobane gia urbana. C anche scritto, sulla testa del bestione: Welcome to Rebib-
nato ad Arezzo Calling bia. Benvenuto dove: nel paese dei sogni, dellautarchia, della dispera-
nel 1983, zione? Rebibbia, carcere a parte, ha unaria solida e tranquilla. Zerocal-
ma ha vissuto 02 Le opere care, al secolo Michele Rech, ci vive da sempre. Vado a trovarlo. Per la
gran parte Le altre sue storie, sua fama di fumettista merita di essere stanato. Ho appena letto la nuo-
della sua vita a Roma, sviluppate per parole e per va edizione de La profezia dellarmadillo (Bao Publishing), lesordio
nel quartiere immagini, sono Lelenco con cui si imposto su lettori e critica. Zerocalcare scrive e disegna sto-
di Rebibbia, telefonico degli accolli, rie malinconiche e surreali, ma tutte inclini a raccontarci il suo mondo
dove abita tuttora. Dimentica il mio nome, Dodici, quotidiano: la famiglia, i vicini di casa, gli amici e gli insopportabili.
Lontano Un polpo alla gola, La profezia Sei uno complicato?
dallestablishment dellarmadillo, che ora esce in Preferirei definirmi complesso, mi immagino come una perso-
letterario, amatissimo una nuova edizione (Bao) na che difficilmente si lascia decifrare.
nel mondo Posso dirti una cosa?
giovanile 03 Lincontro Di pure.
(via social Zerocalcare sar alla Fa troppo caldo in questa casa.
e non solo), Fiera di Milano, a Tempo di Libri, Patisco il freddo. Vivo la casa come un rifugio. orribile dirlo co-
tra gli autori sabato 22 aprile s, ma la verit: qualunque dentro meglio di qualunque fuori.
di graphic novel Appuntamento alle ore 14,30 Ne La profezia dellarmadillo vivi in casa con questo ani-
pi venduti nella Sala Verdana, al male che sembra un incrocio tra un pitbull e una tartaruga.
e pi celebrati padiglione numero 2. Dialogano Chi larmadillo?
con lui Chiara Valerio e Antonio Rappresenta la mia coscienza, che tende a chiudersi su di s. Ho
Gnoli una parte inaccessibile e so di esserne anche molto geloso. Ti sto mo-
strando il lato pi meschino.
un animale della preistoria, un sopravvissuto.
Ha aggirato le leggi dellevoluzione, attraversando il tempo. Se
credessi nella reincarnazione vorrei reincarnarmi nellarmadillo.
Basta che sia il tuo alter ego.
la voce principale. Poi ce ne sono altre. A volte mi ritrovo ospiti
in casa. Gente che si accampa nel salone per una settimana. Larma-
dillo si allarma; entra in ansia; mi rimprovera; mi dice: che cazzo fai,
non reagisci? Buttali fuori!.
E tu?
Provo a ignorarlo. Ma so che la mia voce autentica. Per mi sfor-
zo. Lascio che il flusso delle altre voci invada il mio spazio. Si lotta
spesso per la vita o per la morte. Chi mi legge pensa di conoscermi,
ma non cos. Per me faticoso passare molto tempo con le persone.
faticoso andare in vacanza, anche in coppia.
Faticoso perch?
Mi costringe a indossare una deprimente maschera sociale. Do-
po qualche ora ho nuovamente bisogno di stare solo.
Quando sei solo che ti succede?
Mi rigenero.
Voglio dire che gesti fai?
Non lo so. A volte incastro la testa tra due cuscini del divano, da
unangolazione tale per cui riesco a vedere la televisione. Oppure va-
do a correre. Oppure leggo. Gesti per me normali. Mi sono molto
mancati quando sono andato a Kobane.

28 marzo
24 settembre 2017

Uffizi
Galleria delle Statue e delle Pitture

IL COSMO MAGICO
DI LEONARDO
Media partner
www.uffizi.it
@UffiziGalleries

LAdorazione dei Magi restaurata www.gallerieuffizimostre.it


ROBINSON Domenica 9 Aprile 2017 la Repubblica 69

Larmadillo rappresenta la mia coscienza, che tende


a chiudersi su di s. Coltivo una parte inaccessibile
Quanto faticoso stare troppo tempo con le persone

Ti riferisci al viaggio da cui hai ricavato Kobane calling? ria dellarmadillo e ho preso a disegnarla, mi si aperto un problema re il posto in aereo.
S, parliamo del 2015. enorme. E mo che faccio? A chi lo dico? Come reagiranno?. Che lavoro era?
Come era nato quel progetto? Reagiranno chi? Serviva a valutare lefficienza di chi stava allo sportello. Tra le al-
Dai centri sociali legati al popolo curdo. Abbiamo chiesto alla co- Le persone del centro sociale. Avevo disegnato queste piccole tre cose che facevo cera anche lintervista al passeggero. Dovevo in-
munit curda di raccontarci quello che accadeva e ci sembrava tutto storie e mi vergognavo di farle vedere. E allora le ho tenute per me, terrogarlo, con una scusa, e scoprire i suoi gusti, i suoi spostamenti,
molto intenso e drammatico. Abbiamo deciso di andare l, portare finch un giorno le ho messe sul Facebook personale. e alla fine farmi dare il suo cellulare che sarebbe stato usato dalla-
medicinali e imparare qualcosa da quella situazione. Era un modo per raccontarti? zienda per scopi pubblicitari. Venivo pagato a seconda del numero
In quanti siete partiti? Direi di s e a pensarci credo che la molla di tutto questo sia stata di cellulari che riuscivo ad ottenere.
In sei. Il primo viaggio durato una decina di giorni. Siamo rima- la morte di unamica. Un incubo per uno come te.
sti sul confine tra la Turchia e la Siria. La seconda volta dalla Turchia Che cosa ti ha fatto scattare? Neanche tanto, laeroporto mi dava la sensazione di appartenere
siamo entrati in Iraq e poi in Siria. Pensavo a cosa, fino a quel momento, era stata la morte di perso- a un mondo pi ampio.
Come hai vissuto limpatto? ne vicine a me. Compagni e amici che se ne erano andati e che veni- Lo rimpiangi?
Ogni cosa che pensavo o dicevo mi sembrava, allinizio, filtrata vano ricordati dal mio mondo politico attraverso i suoi codici: un ma- No, anche se quello che venne dopo non fu molto meglio. Trovai
dalla fascinazione dellesotico. Quando ho scoperto che era tutto ve- nifesto, un concerto, un incontro. Invece la morte di Camilla mi era una collocazione in uno studio di animazione. Facevo gli story-
ro, ho provato una grande emozione. da subito sembrata estranea a quel mondo. Avevo il terrore che se board. Tutte le mattine da Roma a Formello. Per strapparmi lansia
Questa la tua parte accessibile? non avessi fissato la sua immagine non lavrei pi ricordata, lavrei di dosso, mi fermavo una mezzora a guardare un gregge di pecore.
Cho messo parecchio a rendermene conto. persa definitivamente, cancellata anche dalla memoria. Ansia, perch?
Pi o meno quando successo? Hai un rapporto angoscioso col tempo? Non sapevo se sarei stato capace di realizzare quello che mi veni-
Potevo avere sedici anni, coinciso con la scoperta dei centri so- Ce lho con il passato; ma anche con quello che sto vivendo. Ora, va imposto. Un giorno mi fu chiesto di disegnare un cavallo dal bas-
ciali. Mi sono immerso in una vita comunitaria che crea legami mol- ad esempio, ho lansia opposta. so, cio dalla soggettiva di uno gnomo dentro un fosso. Cho prova-
to forti. Col tempo diventato quasi tutto il mio mondo esterno. Cio? to, senza riuscirci. E allora ho detto che stavo male e me ne sono an-
Non ti spaventa una dipendenza cos forte? Disegnando Camilla, mi chiedo se non stia sostituendo il simula- dato. E non sono pi tornato. stato un lavoro senza talento. Non
No, mi spaventa piuttosto sapere che questi mondi hanno diffi- cro alla persona vera; se quellimmagine che realizzo di lei non impo- era richiesto. Anzi guai a manifestarlo.
colt legate alla burocrazia comunale, alle minacce di sfratto e al fat- verisca la Camilla che era stata e che non sar pi. Quando hai cominciato a disegnare fumetti?
to che si sta sui telegiornali solo perch sei considerato violento. C sempre uno scarto, un resto con cui fare i conti. Il primo fumetto fu quello legato ai fatti del G8 di Genova, nel
Non mi hai spiegato cosa fa un centro sociale. Per me pi che un resto un vuoto che non riesco mai a riempi- 2001. Poi sono venute le cose pi personali.
La cosa importante sono i servizi che offre al quartiere: scuole re del tutto. Non un discorso razionale che ti sto facendo; ma so Che rapporto hai con i tuoi genitori?
per grandi e per immigrati, palestra, cibo, concerti. Tutto a prezzi che la memoria, con i suoi riti e le sue forme, tradisce immancabil- Vivono nel mio stesso quartiere. I miei erano separati; sono cre-
popolari, fuori dal mercato. mente lo spirito autentico del ricordo. sciuto con mia madre. A 23 anni sono andato via di casa. Non ce la fa-
Resta un mondo chiuso. Forse inevitabile. cevo pi. La distanza di qualche centinaio di metri ci ha fatto bene.
C un equivoco su questo. La parte chiusa, che non ha bisogno Forse solo il frutto della mia ansia. Il mio rapporto angoscioso Hai conservato un buon rapporto?
di aprirsi verso lesterno, quella punk, una sottocultura musicale col tempo, si manifesta nel vedere ogni cosa dalla prospettiva della In questo senso sono molto figlio. A volte mi mette in crisi veder-
con i suoi codici. Il lavoro politico del centro ricomprende anche la sua fine. li cos fragili. Mi fa quasi rabbia.
gestione dei concerti, ma non si esaurisce con essi. Hai provato a superarlo? Cosa intendi?
Come hanno reagito al tuo successo? Ogni tentativo di risolvere questo rapporto, mi pone immanca- Si risvegliano degli istinti orribili. Se li vedo piangere mi verreb-
Una parte con indifferenza, unaltra storcendo un po il naso, in- bilmente davanti ad altre domande. be voglia di allontanarli a spintoni. In quei momenti non provo nes-
fine ci sono quelli cui il mio lavoro piaciuto. Una scappatoia provare a viverle certe cose, senza chieder- suna empatia. disumano. Non riesco a gestire il dolore dei miei.
Si erano accorti della tua bravura? si dove andranno. Perch troppo forte?
Non credo proprio. Del resto il lavoro che ho fatto per il centro Non riuscirci mi fa campare male. Vorrei crearmi delle solide for- Non lo so, ma come se riversassi su di loro unimmagine che
sono disegni di locandine, manifesti, cose del genere su cui non in- tezze che mi facciano scivolare addosso tutto. Forse questa la ragio- non restituita. Uno specchio cieco.
terviene nessuna decisione individuale. ne per cui reputo molto importante lambiente comunitario. Hai imparato a lavorare sulle tue crisi?
Nel senso? Comeri da bambino? Da molto tempo non faccio altro. E sono le uniche cose che rie-
lassemblea che decide cosa disegnare e cosa scrivere. Una frana introversa. Alle feste, da adolescente non ballavo, non sco a raccontare bene.
Non ti provoca disagio? mangiavo, non parlavo. Poi avvenne lincontro con Camilla. Allini- La sofferenza pu diventare un impedimento.
No, si tratta di regole. Se le accetti non ti puoi lamentare. Il disa- zio degli anni Novanta. Cera una canzone che ci coinvolse: Bailan- I fumetti che mi riescono meglio sono quelli influenzati dal dolo-
gio lo provavo per unaltra cosa. Avrei preferito spillare birra al ban- do bailando. Anche qui, lemozione che provai allora si trasform in re. Quelli fatti con mestiere non mi piacciono. Il problema che non
cone o strappare i biglietti ai concerti piuttosto che disegnare. routine quando trasferii quella colonna sonora nel mio fumetto. puoi dare tutte le tue crisi in pasto al pubblico. Devi decidere quale
Perch? Forse stai ancora cercando il tuo limite. lasticella. E poi saltare.
Perch il mio lavoro si svolgeva a casa, da solo, e mi atterriva que- Che intendi?. Hai molto successo, come te lo vivi?
sta specie di piccola catena di montaggio. Dove finisce il dentro e comincia il fuori. Sono due legisla- Non ci penso; negli ultimi anni sono stato impegnato nel lavoro.
Non hai detto che ti piace stare da solo? zioni diverse che vanno accordate. Poco tempo fa mi sono concesso unintera giornata libera e ho senti-
S, ma quello che svolgevo era un lavoro comune e non accetta- Per me difficile che comunichino. Mi piacerebbe che si fondes- to una nostalgia fortissima e inspiegabile. Ho ricordato di quando
vo di doverlo fare in solitudine. sero. Ma non ci riesco. Mi tengo la mia zona invalicabile. avevo otto anni e sentivo quella stessa malinconia verso il passato.
Nella solitudine si fa altro? Hai mai lavorato fuori dai fumetti? Ho ripensato al quartiere in cui sono nato e nel quale vivo e dal qua-
Nella solitudine stai con te stesso, con la tua parte inaccessibile. Ho lavorato in aeroporto. Cronometravo le file al check-in, cio le non riuscirei mai a separarmi.
Ti racconto una cosa. Quando ho cominciato a immaginare sta sto- quanto tempo impiegava una persona per lasciare il bagaglio e ave- RIPRODUZIONE RISERVATA