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RUDOLF ALLERS, PSICOLOGO CATTOLICO - MARTIN F.


ECHAVARRIA

Rudolf Allers, psicologo cattolico


Tratto da una versione ampliata dellarticolo omonimo pubblicato in Ecclesia, 15 (2001)
pag. 539 562.

Martin F. Echavarria
Universit Abat Oliba, Barcellona

La nostra intenzione di presentare in modo breve la persona e le idee fondamentali nel


campo della pratica psicologica di Rudolf Allers. Lasciamo a lato, pertanto, altri aspetti
del suo pensiero, come i suoi studi sulla percezione sensoriale, o le sue indagini
nellambito della filosofia medievale. Lobiettivo che speriamo di raggiungere
duplice: in primo luogo, ricordare ed omaggiare lautore che, a nostro giudizio, durante
il XX secolo ha rappresentato, nel difficile ambito della psicologia e psicoterapia, con
prodezza e fedelt, i valori cristiani. Allers, un tempo molto conosciuto e apprezzato,
non solo tra i cattolici, oggi caduto in uningiusta dimenticanza, e per questo motivo ci
sembra che meriti di essere richiamato alla memoria. In secondo luogo, le idee che
presenteremo qui le consideriamo a tal punto basilari che crediamo non possano essere
ignorate da nessun cattolico che investighi e lavori in questa area epistemologica.

1. Dati biografici [1]

Rudolf Allers, psichiatra e filosofo cattolico, nacque a Vienna nel 1883. Suo padre era
un fisico, ma con interessi umanistici. Studi medicina allUniversit di Vienna, dove
segu le ultime lezioni di Sigmund Freud. Verso di lui e verso la psicoanalisi mantenne
sempre una posizione radicalmente critica. Una volta laureato, nel 1906, combin la
pratica di medico clinico con gli studi biochimici di laboratorio. In questo modo,
cominci ad interessarsi alla neurologia, e realizz importanti studi sulla percezione
sensoriale. Infine, si specializz in psichiatria (1908), e lavor come assistente di
Kraepelin, uno dei pilastri della moderna psicopatologia. Esercit la sua professione e il
suo lavoro di ricerca nelle Universit di Praga e Monaco.

Nel 1908, contrasse matrimonio con Carola Meitner, sorella della Dottoressa Lisa
Meitner, che studier con Otto Hahn la fissione atomica. La Signora Allers era anche lei
una persona con profondi interessi intellettuali e spirituali, e la sua casa fu centro di
incontri con importanti figure della cultura dellepoca. Gi nel 1913, Allers era docente
di psichiatria nella Scuola di Medicina dellUniversit di Monaco, attivit che fu
interrotta nel 1914 allinizio della Prima Guerra Mondiale. Durante il conflitto bellico,
serv come medico nellArmata dAustria, e scrisse la sua prima opera, su di un tema
strettamente medico: la cura delle ferite da pallottola.

Nel periodo del dopoguerra, Allers si convert a discepolo di Alfred Adler, medico e
psicologo viennese, inizialmente collaboratore di Freud dal quale si separ nel 1912, a
causa del dogmatismo estremo del creatore della psicoanalisi e del pansessualismo che
in quellepoca sosteneva. Nelle decadi che vanno dal 1918 al 1938, Allers lavor alla
Scuola di Medicina dellUniversit di Vienna, prima nel dipartimento di psicologia
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della sensazione e psicologia medica e, a partire dal 1927, nel dipartimento di


psichiatria.

Attorno al 1925, si era formato un sottogruppo dentro la scuola di Adler, cosciente della
necessit di un fondamento filosofico della psicologia, e scontento della poca apertura
di Adler verso una visione antropologica integrale, aperta alla trascendenza e magari ad
una prospettiva religiosa in psicoterapia. I punti di riferimento del movimento, che
alcuni hanno definito terza scuola di psicoterapia viennese, erano lo stesso Rudolf
Allers e il suo amico Oswald Schwarz. Tra gli psicoanalisti, inoltre, Allers contava
sullamicizia di Paul Schilder. Nel 1927, allinterno di unaccesa discussione, si verific
la rottura di questo circolo con Adler. Allers abbandon lAssociazione di Psicologia
Individuale (creata da Adler), accompagnato da Schwarz e dal giovane Viktor E. Frankl,
discepolo di entrambi. Simpatizzante di questo gruppo, per senza rompere con Adler,
fu Oliver Brachfeld, che dopo diffuse ladlerismo in Spagna ed America Latina.

Cosciente della necessit di approfondire le sue conoscenze filosofiche, e sul


suggerimento del suo amico Frate Agostino Gemelli O.F.M, si trasfer a Milano, e si
laure in filosofia allUniversit Cattolica del Sacro Cuore (1934). Qui apprese la
filosofia neoscolastica che si insegnava allepoca, e si affezion al pensiero di san
Tommaso, autore che gi precedentemente aveva letto, e di cui aveva tradotto in tedesco
il De ente et essentia, come anche le opere di santAnselmo. Unaltra influenza
importante, dal punto di vista filosofico fu quella della fenomenologia, in particolare di
Max Scheler. Condivise anche con Edith Stein, che frequent la sua casa e fece amicizia
con la famiglia Allers, linteresse per una relazione viva tra il tomismo e le tematiche
del pensiero contemporaneo. Allers tradusse in inglese un articolo della santa
carmelitana sulla conoscenza di Dio, e lei, da parte sua, in varie parti della sua opera
cit le teorie di Allers nel campo della teoria del carattere. [2]

Prima che scoppiasse la Seconda Guerra Mondiale, nel 1938, lo psichiatra americano
Francis Braceland, che aveva conosciuto nel 1934, lo invit ad insegnare alla Catholic
University of America (Washington D.C.). Convinto alla fine da Frate Ignatius Smith
O.P., Allers si insedi con la sua famiglia negli Stati Uniti. L cominci a dirigere le
classi di psicologia presso la Scuola di Filosofia di quella Universit. Dopo aver
insegnato l per dieci anni, si trasfer nel 1948 alla Georgetown University come
professore di filosofia. Da questo momento in avanti, Allers si ritir dalla pratica
psicoterapeutica, dedicando gli ultimi anni della sua vita allo studio ed allinsegnamento
della filosofia. Nel 1957 fu nominato professore emerito. Nel 1960 lAmerican Catholic
Association lo premi con la Cardinal Spellman-Aquinas Medal, un riconoscimento per
il suo instancabile lavoro come intellettuale cattolico (questo premio lo ricevettero
persone dal calibro di Maritain e Gilson). In fine, Allers lasci questo mondo il 18
Dicembre del 1963.

Il nostro autore ha scritto moltissimo. Alla Georgetown University c un fondo


dedicato alle sue opere, anche se non stata edita una pubblicazione completa dei suoi
scritti. Tra i suoi libri pi importanti si ricordano: La evolucion de la persona moral [3] ,
El error exitoso [4] , Pedagogia sexual [5] , ecc. Inoltre scrisse innumerevoli articoli sui
temi della psicologia e filosofia, in tedesco, francese ed inglese. Collabor a riviste
come Jahrbuch fur psychologie und psychotherapie, Estudes Carmlitaines, The Tomist,
The new Scholastism, Franciscan Studies, The Homiletic and Pastoral Review, ecc.
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Nonostante lindiscutibile carriera accademica e psicoterapeutica del nostro autore, gli


studi dedicati al suo pensiero sono scarsissimi, e di carattere generale.

2. La psicologia delle vette

La formazione psicologica di Allers , senza dubbio, contrassegnata dallinflusso di


Alfred Adler. Anche se, per i motivi sopra riportati, entrambi gli autori si separarono,
Allers ebbe sempre rispetto per il suo maestro e conserv i punti fondamentali della sua
psicologia, bench integrandoli nella prospettiva pi ampia del pensiero cattolico.

La posizione di Adler nei confronti della psicoanalisi, dopo la disputa con Freud, fu
sommamente critica. Adler rifiutava, primariamente, il suo schematismo. [6] Dal punto
di vista teorico, critica la riduzione di tutte le motivazioni a quella sessuale, e la
mancanza di finalit. Secondo Adler, il comportamento si deve interpretare in funzione
del fine che lindividuo, cosciente o incoscientemente, persegue. Da questa prospettiva,
le pulsioni sessuali, che tanto hanno catturato lattenzione della psicoanalisi, paiono
come fattori secondari, che devono essere interpretati nellinsieme della personalit, che
si comprende dalla meta o fine. [7]

Questa una prospettiva che Allers porr al centro del suo modo di fare psicologia: gli
aspetti parziali della personalit non si possono comprendere se non integrati nella
personalit totale. [8] Su di questo torneremo presto.

Il nostro autore, alle critiche di Adler, aggiunge le proprie: la psicoanalisi si basa su di


una filosofia incompatibile con il cristianesimo. La separazione sostenuta da alcuni
autori, come Roland Dalbiez [9] e Jacques Maritain [10] , tra il metodo psicoanalitico e
la filosofia di Freud, in modo che il primo, scientificamente corretto, sia accettabile,
mentre la seconda possa essere rifiutata, senza influire minimamente sul nucleo delle
tecniche psicoanalitiche, fortemente rifiutata da Allers [11] . La psicoanalisi di Freud
non una scienza, bens unideologia, che dipende da alcuni sviluppi della filosofia
moderna (illuminismo, romanticismo, filosofia dellinconscio). Daltra parte, si basa su
paralogismi inaccettabili per la ragione e, ogni volta che si attacca logicamente la
psicoanalisi, i suoi cultori rispondono con argomenti ad hominem. [12]

Il peggior difetto della psicoanalisi, e non solo, la ossessione per la parte inferiore,
lo sguardo dal basso:
Questo modo di considerare la natura umana non che una delle numerose forme da cui
si manifesta una tendenza generale che, dopo secoli, ha pervertito la mentalit
occidentale. Potrebbe chiamarsi: lo sguardo dal basso. Tutto ci che inferiore, tutto ci
che si avvicina alla natura brutta o perfino morta, giudicato come pi vero, pi
naturale, pi importante. Se uno getta lo sguardo su tante eresie, tante mode intellettuali,
anche deviate, tante pseudo-filosofie, tante idee sociali contemporanee: dappertutto
incontrer questa idea funesta secondo cui linferiore costituisce il fondo e il centro
della realt, ci che realmente importa, che cercarlo, fare un atto di scienza, e che
viverla conformarsi alle esigenze pi vere della natura umana. [13]
Lo sguardo dal basso un pericolo enorme in psicoterapia e in pedagogia, perch
annulla la possibilit di cambiamento o di progresso. Per questo bisogna assumere
unaltra prospettiva, vedere le cose sotto unaltra luce: Come in filosofia o in
psicologia, non c un punto di vista pi pericoloso, in materia di psicoterapia o di
ascesi, che questo che abbiamo chiamato lo sguardo dal basso. E necessario elevare
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gli occhi verso le vette della nostra vita e dellessere in generale. [14] Cio, la
psicologia deve superare la stasi della chiusura in se stessa [15] , e osare di guardare le
cose dallalto, cio, trasformarsi in una psicologia delle vette, e non solo, in senso
psicoanalitico, una psicologia profonda. [16]

3. Nevrosi, peccato e conflitto metafisico

Allers distingue tra quei disturbi mentali che sono malattie in senso stresso, e la nevrosi,
che una malattia per analogia. Mentre le malattie propriamente dette sono disordini del
corpo, la nevrosi non per prima cosa e principalmente un disordine del corpo, ma
dellanima.

Secondo Allers, prima di tutto, bisogna distinguere i sintomi nevrotici dal carattere
nevrotico. Quindi, una cosa una nevrosi propriamente costituita, ed unaltra la
comparsa di tratti, che integrano la nevrosi, in una personalit che fondamentalmente
sana. Qui si rende esplicita linsufficienza di una diagnosi meramente descrittiva. Per
diagnosticare la nevrosi necessaria la conoscenza della personalit totale, del suo stile
di vita, delle finalit che persegue, e la sua posizione di fronte alla vita come totalit.

E necessario saper distinguere tra la nevrosi che si manifesta con sintomi, siano
organici o puramentmentali, e il carattere nevrotico come diceva il Dr. Adler; a volte
necessario saper distinguere tra la nevrosi evidente o no e la comparsa di certi tratti
pi o meno nevrotici in una persona sana. Non si deve dichiarare nevrotico nessun
individuo che soffre di qualche disturbo nevrotico; la diagnosi di nevrosi risiede
sempre e senza alcuna eccezione sullo studio della personalit totale. [17]
Allers segue in generale la concezione adleriana della nevrosi. Per il fondatore della
psicologia dellindividuo, il carattere nevrotico sorge dal tentativo ipercompensatorio
del complesso di inferiorit attraverso la volont di potenza, che ha come meta il senso
di personalit. [18] Il nevrotico una persona che cerca a tutti i costi, attraverso la
debolezza e la malattia, di arrivare ad essere qualcuno, di raggiungere la cima. A questa
meta, il nevrotico subordina tutte le sue forze cognitive (immaginazione, memoria, ecc.)
e affettive. Questo fine di superiorit, si concretizza in particolare attraverso determinate
immagini e figure, complessi di rappresentazioni, che si pongono come mete o finalit
fittizie (la mascolinit, il potere, la ricchezza, ecc.). [19] In questo modo il nevrotico
si sta creando una tecnica di vita, e perfino a volte la giustifica con una filosofia di
vita [20] , che si traduce nello stile di vita, che configura il suo carattere.

Il nostro autore, in queste idee, si mantiene fedele ad Adler. Allers identifica la volont
di potenza del nevrotico, con la superbia, che molte volte pu non essere cosciente, e
che configura il carattere in senso negativo e distruttivo.

Il Dr. Adler vedeva pi in l di quanto sapeva, quando insegnava che i tratti


caratteristici del nevrotico sono lespressione e la conseguenza di questa ambizione
inaudita, ambizione senza dubbio velata agli occhi del malato. Per non ha potuto, a
causa di certi limiti del suo pensiero, ed anche a causa di altri fattori, misurare tutta
limportanza della sua scoperta. A dir la verit, questa scoperta non era nuova; si
incontra qui e l in diversi trattati, molto vecchi ed ignorati da psicologi e medici,
passaggi che denotano una conoscenza sorprendente di queste cose. [21]
Il carattere fittizio della vita del nevrotico chiamato da Allers, bugia esistenziale. Al
fondo del carattere nevrotico ci sarebbe secondo Allers un sovvertimento, cosciente o
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no, dellordine assiologico. La realt proviene da questa pretesa egoistica del nevrotico
con il malessere.

Abbiamo detto che la ribellione cosciente o no, contro lordine assiologico o lordine
della dignit conduce necessariamente alla menzogna. Questo tra parentesi quello
che fa s che tanti nevrotici diano limpressione di non essere realmente malati e per
questo gli altri li accusano di cattiva volont, di esagerazione ed anche di simulazione.
Questa falsit inestricabile perch per ribellarsi necessario che luomo esista, e
perch esistendo, incorporato, per cos dire, in questo ordine che rifiuta di accettare.
[22]
Nelluomo c una dualit interiore. E la dualit constatata dalla tradizione cristiana,
da san Paolo e da santAgostino, della carne che si ribella contro lo spirito. Dice Allers:
Luomo trascinato da una forza misteriosa, non necessariamente demoniaca (cf. quello
che dice SantAgostino circa la seconda volont, Confessioni VIII, 9), verso un
comportamento essenzialmente insensato, contrario alla oggettivit [23] , diventa a
causa di se stesso, in virt di una legge inesorabile, preda della menzogna [24] . Questa
menzogna si installa quando la persona non vuole vedere la realt: Non solamente
esiste la menzogna che sostiene una posizione contraria alla verit, ma anche quella che
chiude volontariamente gli occhi davanti alla verit [25] . La menzogna anche
chiamata da Allers inautenticit.

Secondo Allers, nel fondo del cuore delluomo esiste la tendenza alla ribellione, e
questa la causa profonda del disturbo caratteriale chiamato nevrosi. Allers parla
persino di un conflitto metafisico, perch non si tratta semplicemente di una ribellione
ad una cosa particolare, ma allordine totale dellesistenza.

Non possibile spiegare qui come questa attitudine di ribellione interiore, che
generalmente il soggetto non riconosce come tale, costituisca un fattore di importanza
centrale nellevoluzione delle nevrosi. Loggetto della ribellione non un fatto isolato,
una sofferenza, un conflitto, ma il fatto totale di non essere pi che una creatura, limitata
nel suo potere, nella sua esistenza, nei suoi diritti. Nonostante le migliaia o milioni di
anni che sono trascorsi dopo che il serpente spinse i primi uomini alla ribellione, le
parole del demonio non hanno smesso di farsi ascoltare silenziosamente nelle profondit
del nostro io: eritis sicut Dii. [26]

Il riferimento di Allers al peccato originale non ozioso. Secondo lo psichiatra


viennese, la natura decaduta la fonte di questa tendenza alla ribellione, di questa
dualit che alla base del disturbo nevrotico. Lasciato a se stesso, ogni uomo
virtualmente un nevrotico.

La nevrosi sorge dallesagerazione accaduta nella divergenza che esiste in tutta la vita
umana tra la volont di potere e la possibilit di potere. In altre parole: un risultato
della condizione puramente umana, proprio come costituita nella natura decaduta. Si
pu ugualmente dire che, lorientamento verso ci che malato e pervertito,
conseguenza della ribellione della creatura contro la sua finitezza ed impotenza naturale.
[27]
Questa virtuale nevrosi, che caratterizza ogni uomo per il fatto di avere una natura
decaduta e di patire dentro di s la ribellione dei suoi arti contro la legge della ragione,
si attua, secondo Allers, quando si manifesta il conflitto metafisico.
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Il carattere nevrotico si trasforma in nevrosi manifesta quando la situazione


dellindividuo minaccia di porlo di fronte al conflitto metafisico. In certe condizioni,
questo conflitto pu essere assolutamente ignorato. E il caso dellindividuo che vive in
un luogo dove le leggi della metafisica e quindi della realt sono state abolite da
qualche legge. (Realmente non possono essere abolite, questo si capisce, per pu esser
fatto credere alle masse perch sono eccessivamente credulone). Sarebbe possibile avere
una diminuzione della nevrosi in un paese dove luomo, la razza, la societ, lo Stato
sono dichiarati il bene supremo. Per non si potrebbe concludere che queste ideologie
siano pi sane della filosofia cristiana. Uno dovrebbe solamente giudicare che queste
ideologie ostacolano linsorgenza della nevrosi perch insegnano alla maggioranza degli
uomini un proprio metodo di allontanare gli occhi dalla verit. [28]
4. La normalit: ordine, santit e amore

Essendo universale questa inclinazione alla nevrosi, ha senso parlare di normalit o di


salute? In fondo, non ha ragione Freud, e coloro che lo seguono, a negare la possibilit
di una cura totale? Nientaffatto. La posizione di Allers molto lontana dal pessimismo
psicoanalitico, che riduce la cura alla presa di coscienza del disturbo, senza possibilit
di correggerlo.

In primo luogo, Allers mette in evidenza il limite di una concezione meramente


statistica di normalit.

Supponiamo che in un paese ci siano 999 uomini affetti dalla tubercolosi ed uno solo
non sia infermo. Si potrebbe concludere che luomo normale quello a cui i polmoni
sono marci per linfermit? Il normale non va confuso con la media. Se dunque,
secondo la media, luomo decide con listinto, questo non prova che non possa fare
altrimenti, e neanche che i valori pi alti sono per natura deboli. [29]
Se il criterio statistico fosse la norma decisiva, la normalit sarebbe la tristezza, il
fracasso, la ribellione, il disequilibrio Per Allers, il criterio di normalit si coglie
dallordine della realt, e questo gi al livello della medicina.

La medicina, trattando un infermo, non ha soltanto lintenzione di liberarlo dalle sue


sofferenze e di renderlo capace di guadagnarsi la giornata; vuole invece e soprattutto
restaurare lo stato normale, perch sa che normale ci che deve essere. [] La
medicina non pu che accettare, sia incoscientemente, sia contro la sua volont, lidea di
un ordine al di l dei fatti, uno stato delle cose che non esiste sempre per che deve
esistere e la cui realizzazione solamente costituisce lo stato normale. [30]
Lanormalit costituisce, quindi, una rottura dellordine, sebbene avvenga per far cadere
luomo in un ordine inferiore a quello dovuto alla sua natura, pertanto luomo non pu
abolire assolutamente tutto lordine della realt, ma ne soggetto. [31] Il disordine e
lanormalit umana avvengono, secondo Allers, per tre ragioni: la volont, lalienazione
mentale in senso stretto, e la nevrosi, che concorre un po ad entrambe.

Lazione anormale il risultato o di una volont cosciente, o di una alienazione mentale,


o di questa curiosa modificazione del carattere che chiamiamo nevrosi. Ogni azione o
ogni comportamento determinato dal suo fine. Questo fine , senza eccezione alcuna,
la realizzazione del valore giudicato pi alto di tutto il resto in quella circostanza. Le
leggi che disciplinano la normalit delle azioni sono quelle dellordine oggettivo dei
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valori. Lanormalit di unazione , in certi casi, causata dallignoranza o da una visione


erronea dellordine. E pi o meno il caso dellalienato. In altri casi speriamo che
siano molto rari il soggetto opera contro alcune leggi non solo da lui conosciute, ma
contro leggi di cui non pone in dubbio la validit. Questa allora unevidente ribellione,
il satanismo dichiarato. Infine, c una terza posizione che si ubica in qualche modo tra
le due precedenti: la ribellione la cui natura ed esistenza il soggetto stesso ignora. [32]
Abbiamo visto nel punto precedente, che questa ultima forma di disordine esiste
virtualmente in ogni uomo a causa del peccato originale, anche se non sempre si
manifesta. Per questo torniamo alla domanda iniziale: possibile la normalit? Nel caso
di una risposta affermativa: in che consiste? Allers risponde alla seguente maniera.

Il fatto che linautenticit costituisce, come dato intendere a tutto il mondo, un tratto
essenziale del comportamento nevrotico, ne segue la conseguenza che solamente
quelluomo, la cui vita trascorre unautentica e completa dedizione ai compiti della vita
(naturali o soprannaturali), potr essere libero interamente dalle nevrosi; quelluomo che
risponde costantemente con un si deciso alla sua posizione di creatura in generale e di
creatura con una specifica e concreta costituzione. O, detto con altre parole: al margine
della nevrosi non rimane che il santo. [33]
Ci pu risuonare strano, ed in effetti, ha portato molte polemiche. Per, se si analizza
bene la concezione allersiana della nevrosi, non ridotta al disturbo dichiarato ed
esplicito, ma esistente radicalmente in ogni uomo a causa della natura decaduta, queste
affermazioni sono del tutto logiche (per non dire, anche, che sono congruenti con
lesperienza cristiana). Per Allers non si ferma alla constatazione, per cos dire,
negativa dellassenza della nevrosi in una vita santa o che tende realmente alla santit
[34] , ma, positivamente, afferma che lautentica salute dellanima si incontra solo
nella santit.

Situandoci, dunque e per questo abbiamo delle buone ragioni -, nel punto di vista
secondo cui il definitivo superamento dellinautenticit, che caratterizza e definisce la
nevrosi, non si ottiene se non in una vita veramente santa, otteniamo questaltra
conclusione: la salute psichica in senso stretto non pu rafforzarsi che sul terreno di una
vita santa, o per lo meno di una vita che tende alla santit. [35]
In questo modo Allers supera ampiamente le meschine definizioni di normalit della
psicologia contemporanea, quando ci sono, inclusa quella del suo maestro Alfred Adler.
Per Adler, il fine reale della vita umana, a cui si contrappone il fine fittizio della
superiorit egocentrica del nevrotico, indicato dal sentimento di comunit, che
spinge allaltruismo e a dar la vita per il bene comune. In Adler, questa visione rimane
rinchiusa in una attitudine immanentista, in modo tale che alla fine giunge quasi a
divinizzare la comunit umana. [36] Invece, in Allers, la tendenza alla vita comunitaria,
che lui non chiama sentimento ma volont di comunit, si realizza nel modo pi
pieno nella comunit soprannaturale dei santi, nella Chiesa, che realizza totalmente la
tendenza alluniversalit per la sua intrinseca cattolicit.

Leducazione deve risolvere questo difficile compito: trovare la strada che media tra
quelle misure che possono minare lesperienza del proprio valore, e quelle che
propendono ad instaurare una assolutizzazione di quella stessa persona. [] Questo
paradosso ed antinomia (non maggiore, per il resto, che le restanti divergenze
antinomiche della vita umana) trova la sua espressione, o meglio, il suo prototipo, nella
presenza di Cristo nella Chiesa, in quanto comunit dei santi, potendo vivere anche
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nella persona umana individuale: non vivo io, ma Cristo vive in me. Cos, dunque, il
carattere ideale che unicamente pu soddisfare per intero le condizioni dellesistenza e
della natura umana per quanto varino nel concreto, in accordo con la costituzione
individuale e la struttura culturale, nazionale, situazionale deve rimanere inscritto nel
quadro di una forma di vita che riduca ad unit le divergenze polari dellindividuo e
della comunit, della persona con valore e della totalit fondatrice di valore, della
finitezza creativa e della vocazione a partecipare alla vita divina. Non sono necessari
molti chiarimenti per vedere che tutte queste esigenze si compiono in una vita cattolica
profonda ed esattamente compresa. Cos come Katholik non solamente si estende su
tutte le culture, popoli e tempi, ma anche abbraccia tutta la diversit qualitativa delle
persone umane individuali, cos anche la vita cattolica, una vita secondo il principio
cattolico, pu soddisfare le divergenze del nostro essere, riducendole allunit dei
contrari. Non solo la Chiesa deve poter vivere Katolon al di sopra di tutto -, come
infatti fa, ma anche ognuno dei suoi membri. [37]
Ci che porta a trascendere in qualche modo la solitudine originale in cui luomo si
trova [38] , e soprattutto il suo egoismo antinaturale, la forza dellamore. Il desiderio
di unione sostanziale con lamato, senza dubbio, non possibile al livello creaturale, e
neanche nellunione nuziale, immagine dellamore per eccellenza. [39] Solo lamore di
Dio capace di colmare il desiderio di unione e completezza a cui aspira il cuore
umano.

In effetti, che lamore, attitudine dellio, sia capace di portare luomo a trascendere il
suo proprio io, una cosa inimmaginabile. Affinch lio sia tratto fuori da se stesso,
indispensabile lintervento di una forza aliena a s. Questa forza, lamore non pu
esercitarla se non , non soltanto latto, la passione, il comportamento dellio, ma un
essere nel quale lio e lamore si confondono. E necessario che sia lAmore sostanziale,
e non una modificazione di un essere essenzialmente differente da lui.
Quando opera questo Amore, di Dio, lunione pu realizzarsi (non per le propriet della
nostra natura, ma per la grazia che viene dallalto) ad un grado che nessuna unione di
quaggi potrebbe mai produrre. La realizzazione dei desideri che lamore desta
nellanima possibile solamente nellamore di Dio e per laiuto concesso alla nostra
impotenza dalla bont dellAltissimo. [40]
5. Nevrosi e santit: aridit-stato e aridit-sintomo

Se questo cos, se la santit e la nevrosi sono incompatibili, come si spiegano certi


fenomeni apparentemente nevrotici che possiamo osservare nella vita di alcuni santi, e
sui quali ci sono abbondanti studi?

In primo luogo, dobbiamo tener presente che per importanti scuole di psicologia, tra le
quali emerge il freudismo, il santo il prototipo del nevrotico. Questa non una
conclusione, basata sullesperienza, ma una premessa, che dipende dallinfluenza che
filosofie come quella di Nietzsche hanno avuto nella psicoanalisi. [41] Non raro che
poi, analizzando la vita dei santi, incontrino ci che stavano cercando, o ci che i loro
principi teorici obbligano a concludere.

Daltra parte, dobbiamo tener presente che secondo Allers, salvo Cristo e la Vergine
Maria, che non hanno la macchia del peccato originale [42] , linclinazione alla nevrosi
sia comune a tutti gli uomini. Il cammino alla santit, con laiuto della grazia, porta a
superare questa inclinazione, per negli stati iniziali della propria vita cristiana, le
manifestazioni del disordine possono essere evidenti. Non, al contrario, in quelli finali.
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Per concludere, nellevoluzione spirituale abbiamo questo periodo di tempo peculiare


che san Giovanni della Croce ha chiamato notte oscura. Rudolf Allers propone di
distinguere, per non cadere nellequivoco e confondere la nevrosi con una purificazione
spirituale, ci che chiama aridit-stato, dalla aridit-sintomo. Questo ci rimanda alla
distinzione fatta precedentemente tra il carattere nevrotico, i suoi sintomi, e tratti, e i
comportamenti apparentemente nevrotici, che si verificano in una personalit
fondamentalmente sana. Laridit come stato, ci che si verifica nel percorso di una
purificazione passiva dellanima, durante la quale si possono manifestare alcuni
fenomeni apparentemente nevrotici. La seconda, sintomo di un disturbo veramente
nevrotico alla base, un carattere nevrotico. Come li distinguiamo? Non facile, a volte
implica unastuzia interiore e una saggezza veramente soprannaturale. Secondo Allers il
criterio di base, principalmente, il giudizio sulla totalit della personalit. [43]

Con quello si facilita la comprensione degli episodi e delle fasi nevrotiche che con tanta
frequenza avvengono, o che per lo meno compaiono non ordinariamente, nel trascorso
della vita di molti santi. Questi fatti non devono indurci a concludere che la vita santa
sia un atteggiamento nevrotico o germogli sul terreno della nevrosi, come una certa
posizione pseudoscientifica credette senza capire. Osservando attentamente queste vite,
si vede che gli episodi nevrotici non sono pi che semplici episodi di certi periodi della
vita, stadi di passaggio, nei quali si fa forte la lotta con il despote cupo dell'io e il cui
superamento porta sempre l'uomo ad un livello pi alto di vita. Cos si spiega anche che
possibile che tali episodi si ripetano, come che corrispondano a diversi passi
dell'ascensione dell'uomo e che inizino sempre una sua alta formazione pi completa
in Dio per servirci dell'espressione di Tauler -. [] Ci sembrerebbe perfettamente
folle l'intenzione di spiegare la Notte Oscura e altri fenomeni analoghi, come
nevrotici o semplicemente naturali. [44]
6. Psicoterapia e conversione

Nella scuola adleriana, da cui Allers proviene, la psicoterapia in fondo pedagogia. Si


tratta di educare o rieducare il carattere, affinch si conformi con il fine reale della
natura umana. In questo modo, la psicoterapia si allea alle scienze mediche e naturali,
iscrivendosi nella morale. [45]

Per questa scuola, la psicoterapia avrebbe due compiti: uno analitico, nel quale si rivela
la finalit fittizia che lindividuo persegue, e i mezzi con i quali la sostiene; un altro
sintetico [46] o pedagogico, che mira a riformare il carattere. [47]

Allers assume queste idee, per dallalto, a partire da una visione molto profonda
dellessere umano, data dallantropologia cristiana. Questo processo di trasformazione
del carattere nevrotico, la cura, considerato dal nostro autore essenzialmente come una
conversione, o meglio metanoia, un cambiamento della mente. [48]

Per rimanere fermi davanti ai conflitti, alle difficolt, alle tentazioni, necessario essere
semplici. Per curare una nevrosi non necessario un'analisi che discenda nelle
profondit dell'inconscio per tirar fuori non so quali reminiscenze, e neanche una
interpretazione che veda le modificazioni o le maschere dell'istinto nei nostri pensieri,
nei nostri sogni ed azioni. Per curare una nevrosi necessaria una vera metanoia, una
rivoluzione interiore che sostituisca l'orgoglio con l'umilt, l'egocentrismo con
l'abbandono. Se ritorniamo semplici, possiamo domare l'istinto con l'amore, il quale
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costituisce se gli davvero dato di svilupparsi una forza meravigliosa ed invincibile.


[49]
La trasformazione interiore che porta alla salute, comincia dall'umilt, che vince la
superbia, la volont di potere che il motore occulto del carattere nevrotico, secondo
Allers. Questo non si pu fare senza essere mossi dall'amore autentico, che la forza
pi potente che spinge alla pienezza di vita. Assieme all'umilt e all'amore, Allers
colloca un terzo rimedio: la verit. Allers sempre aveva presente come motto del suo
lavoro psicologico, la frase di Nostro Signore: La verit vi far liberi.

Per poter raggiungere questa semplicit, questa attitudine verso il mondo e verso se
stessi, necessario far entrare in gioco la seconda tra le grandi forze messe a nostra
disposizione dalla bont divina: la verit. Queste due forze, la verit e lamore, sono le
uniche per essere invincibili. Per liberarsi dalle catene che ci legano ai valori inferiori,
per poter resistere alle tentazioni che dallesterno o dallinterno sorgono tanto
frequentemente, per rimanere fermi tra gli inevitabili conflitti dellesistenza, non
bisogna fidarsi dello stoicismo che non in fondo pi di una forma raffinata di orgoglio,
e neanche liberarsi alla ricerca delle cause incoscienti perse nella nebulosa lontana di un
passato problematico. [50]
Il ruolo dello psicoterapeuta, del pedagogo o di chiunque sia che accompagna la persona
in questo cambiamento, secondario ed ausiliare. Si tratta di rimuovere gli ostacoli allo
sviluppo di queste forze curative allinterno della persona, attraverso lamore. [51]
Questo implica un certo grado, non incipiente, di sviluppo morale e spirituale da parte
del terapeuta, che molto spesso preso come esempio da chi necessita aiuto. [52]

E per tutto questo che, nella prospettiva dallalto adottata da Allers, psicoterapia e
direzione spirituale non solo non si contrappongono, ma convergono. La seconda
diviene la continuazione pi logica ed adeguata della prima. [53]

Una direzione di anime comprensiva, affettuosa, rispettosa, paziente e puramente


religiosa, pu riuscire a correggere, contemporaneamente, il comportamento religioso e
nevrotico; perch questa influenza raggiunge, in effetti, il problema pi centrale di tutti.
Ovviamente, non tutti questi uomini hanno la disposizione di conoscere e comprendere,
senza se e senza ma, questo problema, e neanche di vedere che un problema per loro.
In tali casi, necessario un doloroso lavoro di spiegazione ed educazione, al fine di
portare questi uomini al punto dove fattibile discutere questo problema, cio, si
richiede, giustamente, una psicoterapia sistematica. [54]
Rudolf Allers, da buon cristiano, cosciente dei limiti dei mezzi naturali. A nostro
avviso, il dominio pi perfetto di tutte le conoscenze e di tutti i procedimenti che da
quelli seguitano, rischia di fallire, in ultima istanza, quando non si collega la
connessione, fondamentale e superiore nei suoi limiti, del sapere religioso. Siamo
convinti che impossibile, tanto la pianificazione teorica di una dottrina sulleducazione
del carattere, quanto di una teoria generale del carattere, senza riferirsi alle verit
religiose e non radicare quelle in queste. Abbiamo visto come i fondamenti delle nostre
questioni, sorte da una immediata necessit pratica, rimandavano sempre a problemi
ultimi che unicamente si risolvevano nel terreno della metafisica e nellampio corso
della fede basata sulla rivelazione. [55]

Conclusione
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Speriamo che questa breve esposizione di alcune delle idee di Rudolf Allers riferite alle
tematiche psicoterapeutiche siano sufficienti per destare interesse nei riguardi dei suoi
studi. Il nostro autore ha scritto su molte altre tematiche, psicologiche, filosofiche e
pedagogiche, per pensiamo che quello che brevemente abbiamo presentato qui
costituisca il suo apporto pi personale ed originale.

Di sicuro, non necessario essere daccordo alla lettera con tutto quello che Allers dice.
Si pu tuttavia approfondire molto, completare e precisare molti aspetti. Per opinione
di chi scrive che i fondamenti principali che qui abbiamo esposto debbano essere punti
fermi e fondamentali per una psicologia che voglia essere integrale ed efficace.

Da questo punto di vista, Rudofl Allers appare come una figura emblematica, come un
esempio autorevole di psicologo cristiano, che in modo coraggioso e sincero non si
accontent di adeguarsi alla mentalit del secolo, ma che cerc sempre laccordo tra
fede e ragione. Per questo, ci sembra degno di essere ricordato ed imitato.

Note

[1] Allers ha scritto la sua autobiografia, che fu pubblicata nel volume The Book of
Catholic Authors, W. Roming, Michigan, 1948.

[2] Cf. ad esempio E. STEIN, La mujer, su naturalezza y misin, Monte Carmelo,


Burgos 1998, pag. 166-197 (in italiano in Opere complete, Edizioni OCD, Roma, 2010):
Poich inoltre lessere di una persona umana sempre un essere nel mondo e il suo
stato danimo continuamente determinato, la psicologia tende necessariamente, su di
essa, ad una considerazione antropologica, sociologica e cosmologica; e a pie di pagina
aggiunge: Rudolf Allers tratt questo argomento in modo molto adeguato nel suo
Trattato di Psicologia sociale come prerequisito di una psicologia sessuale (Problema de
pedagogia sexual scritto per lInstituto Alemn para la Pedagogia Cientifica, Munster,
1931). Generalmente i suoi scritti negli ultimi anni mostrano un passo avanti della
Psicologia individuale verso lAntropologia.

[3] Pubblicato in italiano con il titolo Psicologia e Pedagogia del Carattere, a cura di R.
Titone, SEI, Torino, 1961, 1967, 1970.

[4] Ultima edizione edita dalla Roman Catholic Books col titolo di Whats wrong with
Freud? A Critical Study of Freudian Psychoanalysis. Inedito in italiano.

[5] Edito in lingua inglese col titolo Sex Psychology in Education, Herder, St. Louis
MO. - London 1937. Inedito in italiano.

[6] Cf. A. ADLER, Prassi e teoria della psicologia individuale, Astrolabio Ubaldini,
Roma (nella edizione spagnola, edita presso Paids, Buenos Aires, 1967, a pag. 28):
Nella descrizione sar inevitabile incorrere in questo errore che severamente proibito
nella pratica: avvicinarsi alla vita psichica individuale equipaggiati da uno schema
rigido, proprio come fa la scuola di Freud.

[7] Ib. (pag. 146, edizione spagnola): Un criterio fondamentale della nostra Psicologia
dellIndividuo [nome della scuola Adleriana, in italiano Psicologia Individuale] il
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considerare il comportamento sessuale del nevrotico come parabola del suo piano di
vita.

[8] Cf. E. STEIN, La mujer, su naturalezza y mision, (in italiano in Opere complete,
Edizioni OCD, Roma, 2010), pag. 195-197: La psicologia strutturale, principalmente la
corrente che si chiama psicologia individuale, convinta che i fatti spirituali, gli atti, le
realizzazioni, le propriet individuali non possono intendersi al di fuori di un insieme
dipendente spirituale dal quale sorgono, nel quale si sviluppano e di cui essi stessi ne
determinano il processo. Cos deve delegare il compito di percepire, comprendere ed
interpretare questa interdipendenza per comprendere i fatti di unit. [] Posto che la
psicologia individuale non pu accontentarsi di fissare un segmento momentaneo
allinterno della vita dellanima, e che deve aspirare ad abbracciarla nel modo pi
possibile conforme al suo sviluppo temporale, essa fugge dal pericolo di analizzare i
tipi, come sempre paiono, come qualcosa di fisso ed immutabile. [] Come R. Allers
segnala con ragione, il pedagogo deve cercare di investigare la mutevolezza dei tipi e
fino a che punto possibile influire su di essi. Non deve stazionare anzitempo davanti
ad una disposizione presunta come immutabile, ma deve investigare in ogni
comportamento se bisogna intenderlo come una reazione alle situazioni esterne e se
potrebbe svilupparsi in unaltra maniera in altre situazioni.

[9] Cf. Dalbiez R., La methode psychanalytique et la doctrine freudienne, 2 ed., Paris,
Descle de Brouwer, 1949 (prima edizione 1936).

[10] Cf. J. MARITAIN, Freudismo e psicoanalisi, in Quattro saggi sullo spirito


umano nella condizione di incarnazione, Morcelliana, Brescia, 1978.

[11] Cf. R. ALLERS, The Successful Error. A Critical Study of Freudian


Psychoanalysis, Sheed & Ward, New York, 1940 (dalla traduzione spagnola El
psicoanalisis de Freud, pag. 8): Io sono fermamente persuaso e voglio esser chiaro
sin dallinizio che la teoria e la pratica della psicoanalisi si compenetrano in tal modo
che sono veramente inseparabili. Non si pu accettare luna senza laltra. Chiunque
desideri fare uso del metodo psicoanalitico non pu fare a meno di abbracciare la sua
filosofia. E posto che credo che la filosofia della psicoanalisi sia assolutamente erronea
e che ci si possa dimostrare, credo anche, di conseguenza, che usare i suoi metodi sia
pericoloso.

[12] Ib., pag. 10: Raramente gli psicoanalisti hanno risposto a qualche critica e quando
lo hanno fatto, hanno utilizzato un metodo molto curioso per disfarsi di qualunque
obiezione. Invece di considerare loggettivit delle argomentazioni che presentano gli
avversari, si accontentano di dire a se stessi e a coloro che vogliono credere, che
lantagonismo alla psicoanalisi si deve per gli stessi fattori che gi Freud aveva
dichiarato presenti nella natura umana, e ripetono che quando uno non psicoanalizzato
incapace di capire e di valutare la psicoanalisi e meno ancora di utilizzarla per studiare
la mente o trattare le infermit mentali. [] Dunque mi sia ora permesso sottolineare
che la considero assolutamente ingiustificata e infondata per quegli errori logici che si
ripetono negli insegnamenti psicoanalitici.

[13] R. ALLERS, El amor y el instinto. Estudio psicologico, in I. ANDEREGGEN


Z. SELIGMANN, La Psicologia ante la Gracia, EDUCA, Buenos Aires 1999, pag. 310
(originariamente pubblicato in Etudes Carmelitaines, 1936).
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[14] Ib., pag. 339.

[15] Ib., pag. 304: La psicologia per rimanere allaltezza dei suoi propri compiti si
vede forzata a superare i suoi limiti. Questo pu essere paradossale, per vero. Non
potremmo sperare di trattare bene il nostro tema, se non fossimo disposti a tale
trascendenza dalle considerazioni puramente psicologiche.

[16] Ib., pag. 312.

[17] R.ALLERS, Reflexiones sobre la patologia del conflicto, en I. ANDEREGGEN


Z. SELIGMANN, La Psicologia ante la Gracia, pag. 298 (pubblicazione originale in
Estudes Carmelitaines 1938, pag. 106 115).

[18] Cf. A. ADLER, Il temperamento nervoso, Astrolabio, Roma, 1971 (dalled.


spagnola El caracter neurotico, Planeta-Agostini, Barcellona, 1994, a pag. 15 16):
Abbiamo trovato che lobiettivo finale di tutta la nevrosi consiste nellesaltazione del
sentimento di personalit, la cui forma pi semplice si manifesta come una esagerata
affermazione di virilit (protesta virile) []. La libido, la pulsione sessuale e le
tendenze perverse, qualsiasi sia la loro origine, sono subordinate alla stessa linea guida.
La volont di potenza e laffanno dellapparire di Nietzsche dicono al fondo la nostra
medesima idea; ib., pag. 80: La linea dellorizzonte, che in una ascensione quasi
verticale segue il nevrotico, esige tutte queste risorse e forme di vita speciali comprese
nel concetto per nulla omogeneo di sintomo nevrotico. Cos, tutto il sistema nevrotico
di sicurezze pu mettersi in movimento, compresa la relazione con i punti lontani dalla
realt immediata, e stabilire dispositivi di sicurezza, barricate, camuffamenti di
protezione, spesso incomprensibili, per che sempre cercano la vittoria dellimpulso
centrale: la volont di potenza; Prassi e teoria della psicologia individuale, pag. 81 (ed.
spagnola): La vanit e lorgoglio, si ergono in linee direttrici uniche, o quasi uniche,
proprio come spariscono la capacit creativa, la logica della convivenza umana e la
partecipazione allanima collettiva; ecc.

[19] Cf. A. ADLER, Il temperamento nervoso, Astrolabio, Roma, 1971 (dalled.


spagnola, pag. 55): Cos, lindividuo trova che nel suo ambiente, a sua disposizione, gli
si offrono come meta finale una innumerevole variet di valori: la forza corporale o
spirituale, limmortalit, la virt, la piet, la ricchezza, la morale dei maestri, il
sentimento sociale, lautocrazia obiettivi tra i quali ogni individuo, nel suo peculiare
desiderio di perfezione, sceglie quelli che, a seconda della sua peculiare recettivit, gli
quadrano meglio []. In un dato momento, tutte le forze vive, tutta lenergia del
bambino si mettono al servizio del suo mondo soggettivo che, sotto lipotesi direttrice,
distorce a suo beneficio tutte le impressioni e gli impulsi, i piaceri ed i dispiaceri,
incluso listinto di conservazione, col proposito di raggiungere il suo obiettivo; ib.,
pag. 58: Somiglianti ad un idolo di argilla, queste astrazioni fittizie ricevono dalla
fantasia quelle qualit generatrici di vita e di forza che quindi recuperano al creatore;
ib., pag. 67: Potremmo dire, dunque, che il nevrotico si trova sotto linfluenza ipnotica
di un piano di vita fittizio; ecc.

[20] Lesistenzialismo ateo di un Sartre, ad esempio, visto da Allers come molto


vicino alla mentalit nevrotica; cf. R. ALLERS, Existencialismo y psiquiatria, Buenos
Aires 1963, pag. 62 (Existentialism and Psychiatry: Four Lectures, Charles C. Thomas,
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Springfield - IL 1961): La visione del mondo che ci fornisce Sartre assomiglia molto a
quella di certi nevrotici, specialmente quei casi di nevrosi compulsiva. Il suo ritratto
delluomo suona, quasi verbatim, come quello che Alfred Adler tratt circa la
personalit nevrotica, quella dellindividuo che vuole essere Dio; cf. R. ALLERS,
Bemerkungen uber das Weltbild in anankastichen Syndromen und in der Philosphie
von Jean-Paul Sartre, in Jahrbuch fur psychologie und psychotherapie (1959).

[21] Cf. R. ALLERS, Reflexiones..., pag. 297. Sul tema della superbia nella tradizione e
nella psicologia contemporanea, cf. M. F. ECHAVARRIA, La soberbia y la lujuria
como patologias centrales de la psique segun Alfred Adler y santo Tomas de Equino,
in I. ANDEREGGEN Z. SELIGMANN, La psicologia ante la Gracia, pag. 41 162.

[22] Cf. R. ALLERS, Reflexiones, pag. 295.

[23] Sulla relazione di ci che Allers chiama oggettivit e la tradizionale virt della
prudenza, cf. J. PIEPER, Sachlichkeit und Klugheit. Uber das Verhaltnis von moderner
Charakterologie und thomisticher Ethik, in Der Katholische Gedanke (1932), pag. 68
81.

[24] Cf. R. ALLERS, Reflexiones, pag. 295.

[25] Cf. Ib., pag. 296.

[26] Cf. El amor, pag. 337.

[27] Cf. Psicologia e pedagogia del carattere, a cura di R. Titone, SEI, Torino, 1970
(nelledizione spagnola a pag. 306); Cf. L. JUGNET, Rudolf Allers o el Anti-Freud,
Buenos Aires 1952, pag. 80: Cos come lorgoglio fu il peccato originale, cos come in
un certo modo lobiettivo ultimo di tutto il peccato passato e presente, cos occulto e
privo di accesso alla coscienza, la causa fondamentale di molte e molto probabilmente
di tutte le anomalie e perversioni del carattere. Lo stesso Freud non pu evitare di
ricorrere al peccato originale per spiegare la distrazione di malessere in cui si trova
luomo; cf., per esempio, Totem e tab. Secondo lo psicologo americano Paul Vitz, Il
concetto di Freud del complesso di Edipo una forte evidenza psicologica della
tendenza universale di essere come Dio, peccare attraverso la ribellione, e la
disobbedienza; una specifica rappresentazione della lotta per diventare un governatore
autonomo della propria e di altre vite (P. VITZ, Christianity and Psychoanalysis, Part
1: Jesus as the Anti-Oedipus, in Journal of Psychology and Theology, 12, 1984, pag.
8); cf. anche, The vicissitudes of original sin: a reply to Bridgman and Carter, ib., 17,
1989, pag. 10: Una psicologia Cristiana una sintesi in cui le descrizioni di patologie
psicologiche di differenti prospettive teoriche possono essere integrate in un quadro di
natura umana decaduta. I modi patologici differenti in cui il narcisismo si esprime
possono essere compresi come vicende del peccato originale.

[28] Cf. R. ALLERS, Reflexiones.., pag. 299.

[29] Cf. R. ALLERS, El amor, pag. 324. Una simile indicazione la incontriamo
nellEnciclica di GIOVANNI PAOLO II, Veritatis Splendor: Infatti, mentre le scienze
umane, come tutte le scienze sperimentali, sviluppano un concetto empirico e statistico
di normalit , la fede insegna che una simile normalit porta in s le tracce di una
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caduta dell'uomo dalla sua situazione originaria, ossia intaccata dal peccato. Solo la
fede cristiana indica all'uomo la via del ritorno al principio (cf Mt 19,8), una via che
spesso ben diversa da quella della normalit empirica.

[30] Cf. R. ALLERS, Reflexiones, pag. 292.

[31] Cf. R. ALLERS, Reflexiones, pag. 294: Le leggi che costituiscono lordine
oggettivo delle cose sensibili, come quelle che regolano quello delle verit, sono dotate
di una forza compulsiva. Luomo non pu negarle; gli impossibile collocare il colore
arancione in un altro luogo che non sia tra il rosso e il giallo. Pu ragionare in un modo
erroneo, per c in lui una coscienza logica per avvertirlo di questo errore che, daltra
parte, immediatamente si manifesta, posto che conduca a conseguenze contraddittorie.
La ragione umana, dopo tutto, obbedisce alle leggi della logica. Accade allo stesso
modo nei valori. Sembra che il potere che questo lato delloggettivit esercita sullo
spirito umano sia molto debole. Senza dubbio, ci non prova per nulla che i valori
siano meno oggettivi delle cose o delle verit, ma che lo spirito umano possiede il dono
di respingere il loro consenso ad un ordine che pi capace di riconoscere.

[32] Cf. R. ALLERS, Reflexiones, pag. 293 294; 297: C un numero enorme e
sempre crescente di uomini che, persino incoraggiati da tale seduttore, non osano
ribellarsi apertamente contro Dio. Si incontrano in uno stato di ribellione silenziosa del
quale essi stessi ignorano lesistenza; molto frequentemente, sembra che accettino
pienamente la condizione ontologica delluomo; si dicono umili, devoti, sottomessi alla
volont divina, per al fondo del loro essere c una ribellione nascosta. Sottomessi alla
loro condizione umana per marci dallorgoglio, chiedono di essere uguali a Dio. E
questo lo stato fondamentale che si chiama nevrosi.

[33] Cf. R. ALLERS, Psicologia e pedagogia del carattere, (ed. spagnola) pag. 310 (nota
1).

[34] Allers non afferma in assoluto che basta essere un semplice cristiano per non essere
nevrotico, ma che nella vita veramente santa la nevrosi totalmente superata.

[35] Cf. R. ALLERS, Psicologia e pedagogia del carattere, (ed. spagnola) pag. 310-311.
Josef Pieper, mostrando la convergenza delletica tomista con la caratterologia di Adler
e Allers, afferma: Per di grande valore per letica sperimentare che dunque ci che
rende luomo psichicamente sano, perch appartiene a quei principi, certamente taciti,
per profondamente radicati ed indistruttibili del nostro sapere pratico, che luomo
buono non pu essere psichicamente infermo e che luomo psichicamente sano non pu
essere pervertito (corrotto, depravato), che le strade verso il bene sono al tempo stesso
quelle che conducono alla salute psichica e che, ci che fa male alluomo, lo fa
ammalare: che allora, in un certo senso, etica e caratterologia (della tipologia) devono
confermarsi mutuamente (J. PIEPER, Sachlichkeit und Klugheit, 69).

[36] Cf A. ADLER, Aspirazione alla superiorit e sentimento comunitario, Edizioni


Universitarie Romane, Roma 2008 (dalled. spagnola, pag. 248): Posto che il fracasso
nella vita si deve allerrore, talvolta comprensibile che occasionalmente (in rari casi)
una persona possa liberarsi dellerrore se, nonostante quello, rimasto forte nello spirito
di una comunit ideale. Nella religione questo pu succedere, come segnala Jahn, a
partire del contatto dellio con Dio. Nella Psicologia Individuale durante il suo soave
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bombardamento di domande, la persona sbagliata sperimenta la grazia, la redenzione e


il perdono per mezzo della sua conversione nella parte del tutto. Questa posizione, del
superamento della colpa attraverso il mero intervento umano, Adler la condivide con lo
stesso Freud e con Jung. Senza dubbio, questi ultimi vanno molto oltre, perch
considerano il peccato come un passo dialetticamente necessario per ottenere una
coscienza pi profonda di s, e del dualismo insuperabile che al fondo della realt. A
partire da questi autori, questa posizione profondamente anticristiana si ampliamente
diffusa nella psicologia contemporanea; cf per esempio E. FROMM, El miedo a la
libertad, Planeta-Agostini, Barcellona 1993, pag. 51: Operare contro gli ordini di Dio
significa liberarsi dalla coercizione, emergere dallesistenza incosciente della vita
preumana per elevarsi fino al livello umano. Operare contro il comandamento
dellautorit, commettere un peccato, , nel suo aspetto positivo umano, il primo atto di
libert, come dire, il primo atto umano.

[37] Cf. R. ALLERS, Psicologia e pedagogia del carattere, (ed. spagnola) pag. 213-214.
Non solo si deve rifiutare una psicologia come quella di Freud, che concepisce un
individuo precario diviso interiormente, in lotta con il mondo ed oppresso dalla cultura,
ma anche una visione che riduce la religione a mezzo espressivo dellindividuo, senza
riferimento ad un Dio trascendente ed alla comunit, come il caso di Frankl,
paradossalmente discepolo di Allers; cf. V. E. FRANKL, Dio nellinconscio,
Morcelliana, Brescia, 2000, (dalled. spagnola) pag. 96: In unoccasione fui
intervistato da una reporter della rivista Time. Mi chiese se la nostra tendenza naturale
ci separi dalla religione. Io le risposi che la nostra tendenza non ci separa dalla
religione, e semmai al contrario ci separa da quelle confessioni che sembrano non aver
altro da fare se non lottare tra loro ottenendo che i loro fedeli finiscano per
abbandonarle. La giornalista continu domandandomi se per caso ci significasse che
presto o tardi giungeremo tutti ad una religione universale, cosa che io ho negato: al
contrario, dissi, andiamo nella direzione di una religiosit personale, cio,
profondamente personalizzata, una religiosit da cui ognuno incontrer il suo linguaggio
proprio, personale, il pi affine alla sua intima natura, quando si rivolge a Dio. Questa
religiosit personale di Frankl perfettamente compatibile con lateismo, come lo
stesso si premura di chiarire; cf. Homo patients. Soffrire con dignit, Queriniana,
Brescia, 2007, (dalled. spagnola, pag. 271): Ci che uno pensa nella sua estrema
solitudine e quindi, nella sua massima sincerit con se stesso e ci che dice nel suo
linguaggio interiore lo sta dicendo a Dio (tibi meum loquitur); in questo senso
irrilevante che uno sia teista o ateo, perch in entrambi i casi si pu definire Dio
operazionalmente come interlocutore di ognuno. Il teista differisce dallateo solamente
per il fatto che non ammette lipotesi che linterlocutore sia lui stesso, ma considera
questo interlocutore come qualcuno che non s. A partire da queste affermazioni, si
pu comprendere il carattere relativo del senso della vita (espressione gi presente in
Adler) nel pensiero di Frankl. La responsabilit verso cui la psicoterapia conduce il
paziente, dice lautore in uno scritto giovanile, un valore puramente formale, senza
contenuto oggettivo; cf. Le radici della psicoterapia, LAS, Roma, 2000, pag. 129: Non
si pu pensare un sistema di valori, una scala di valori, una particolare concezione del
mondo senza il riconoscimento della responsabilit come valore fondamentale, come
valore formale rispetto a differenti definizioni di contenuto. A noi psicoterapeuti non
interessa quale visione del mondo e della realt abbiano i nostri pazienti, o che valori
essi adottino; ci che necessario portarli al punto da avere una visione del mondo e
dellessere responsabili di fronte ai valori. Senza negare gli aspetti positivi che si
possono incontrare nella psicologia di Frankl, e che in gran misura deve ad Allers (lui
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stesso, nel paragrafo seguente lo cita, dicendo che Allers defin la psicoterapia come
educazione al riconoscimento della responsabilit; ib., pag. 130), chiaro che su
questo punto entrambi gli autori differiscono. Per Allers c un ordine oggettivo dei
valori che, senza bisogno di violenza, possibile portare il paziente a riconoscere. Al
contrario, una visione del mondo e dei valori equivocata, perch contraria alla natura
umana, porta giustamente alla nevrosi, come gi aveva intravisto lo stesso Adler.

[38] R. ALLERS, El amor, pag. 321-322: Questa solitudine ancor pi profonda


che quella sensazione banale di isolamento di cui gli uomini si lamentano quando non
hanno compagnia, quando non hanno nulla che li soddisfi, quando si sentono
incompresi. La solitudine che qui prendiamo in considerazione una caratteristica
costitutiva dellesistenza della creatura e una conseguenza necessaria della sua struttura
ontologica. Lessere razionale ha questa particolarit, che la sua esistenza e la sua
essenza si riflettono nella sua coscienza. La solitudine percepita il correlato soggettivo
dellisolamento ontologico. Questi passaggi concordano, in modo sorprendente, con
alcuni insegnamenti della Catechesi sullamore umano, di Giovanni Paolo II.

[39] R. ALLERS, El amor, pag. 319-320: Esaminando i fatti si osserva che questa
unione, porta qualche soddisfazione per tralascia il desiderare. Calma, senza dubbio,
tutte le necessit dellistinto; per questa comunione, questa identificazione di due
esseri, questa volont di essere ricevuto nellaltro, tale come la concepisce lamore, non
si ha. Per quanto facciano gli sposi non possono intrapenetrarsi, non possono fondersi
luno nellaltro. Una barriera invalicabile li separa. Una gran quantit di gente uomini
e mogli si lamentano del fatto che le gioie fisiche del matrimonio non possono,
nonostante il godimento comune, nonostante labbandono supremo, soddisfare il
desiderio di unione. Il piacere supremo fa dimenticare, per un momento, che lunione
non si realizza; per, non appena questo momento passa, ciascuno degli sposi diventa
cosciente della sua individualit, dellimpossibilit di uscire realmente da se stesso.
Anche se gli sposi dicono: noi nel senso pi profondo che pu dirlo una coppia, questo
noi sempre un plurale. Una coppia una caro (Mt 19,6), mai una persona o ens
unum.

[40] R. ALLERS, El amor, pag. 321.

[41] F. NIETZSCHE, Lanticristo, Nuovi Equilibri, 2000 (ed. argentina, pag. 87-88):
Rendere infermo luomo la vera intenzione occulta di tutto il sistema del
procedimento salutare della Chiesa. E la Chiesa stessa non essa il manicomio
cattolico come ultimo ideale? [] Il momento in cui una crisi religiosa si
impadronisce di un popolo caratterizzato da epidemie nevrotiche; [] gli stati
supremi che il cristianesimo ha sospeso sopra lumanit, come valore di tutti i valori,
sono forme epilettiformi. La Chiesa ha canonizzato in maiorem dei honorem
unicamente pazzi o grandi truffatori.

[42] Per questo assurdo tentare di comprendere l'anima di Maria, e molto di pi di


Cristo, a partire dalle leggi empiriche o dalle teorie come quella psicoanalitica, che non
trascendono lo stato di natura decaduta. Sarebbe blasfemo, ad esempio, voler
comprendere la psicologia di Cristo a partire dalla dinamica del complesso di Edipo,
come fece Freud in Totem e tab, senza tenere in conto che Cristo, mancando
completamente del peccato, non solo non pat in assoluto tale complesso, ma neanche
alcun altro, ma solo a partire dalla sua pienezza senza difetto ha il potere di liberarci dai
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nostri complessi; cf. P. VITZ, Christianity and psychoanalysis..., pag. 7: Noi


proponiamo che Cristo fornisca la risposta all'incubo edipico.

[43] Cf. R. ALLERS, Aridit symptome et aridit stade, in Etudes Carmelitaines


(1937), pag. 132-153.

[44] Cf. R. ALLERS, Naturaleza y educacion del caracter, pag. 310-311.

[45] Cf. O. BRACHFELD, Los sentimientos de inferioridad, Miracle, Barcellona, 1959,


pag. 179-180: Era impossibile, quindi, prevedere la reazione del soggetto davanti
all'handicap, organico, 'psichico' o 'sociale'; era impossibile prevederla, dedurla,
dall'imponderabile; cos questa reazione era dell'ordine morale, e non di ordine fisico,
fisiologico o biologico, e una volta giunto a questa scoperta, la rottura con le idee
ricevute dai suoi superiori, con l'ideologia imperante nella medicina del suo tempo, era
totale, era irrimediabile. [] E' considerevole, naturalmente, che Adler arrivasse ai suoi
risultati con alcuni mezzi tanto empirici e tanto razionalisti quanto gli altri, come i suoi
avversari e futuri nemici; ed giusto osservare che lui stesso non os mai desumere
tutte le conseguenze morali e filosofiche della sua scoperta; secondo questo autore,
questo nuovo orientamento [] permette certi punti di contatto con la filosofia
aristotelico-tomista.

[46] Cf. O. BRACHFELD, Los sentimientos de inferioridad, pag. 172: Adler, in effetti,
rifiutando con la stessa energia di Freud i metodi ipnotici che coprono e ricoprono
invece di scoprire non ha voluto perdersi mai nelle eccessive minuzie 'analitiche':
andava sempre al sodo, cercava le grandi direttrici che guidano il comportamento, il
pensiero, la vita affettiva della persona. Il suo modo di procedere principalmente
sintetico, invece di analitico. Non a caso la sua Psicologia stata considerata dai suoi
principi come una Psicologia: un ragionamento, mediante la Psicologia. [] Ci che
praticano i suoi discepoli autentici una psicagogia.

[47] Cf. E. WEXBERG, El tratamiento por la psicologia individual, in K.


BIRNBAUM, Los metodos curativos psiquicos, Labor, Barcellona, 1928, pag. 197: La
comprensione della personalit del nevrotico, la riduzione di tutte le sue manifestazioni
vitali, incluso il sintomo nevrotico, all'azione della sua linea direttrice la prima parte e
la pi vasta della psicoterapia. La seconda parte pedagogica pu caratterizzarsi con la
parola 'incoraggiamento'; cf. A. KRONFELD, Psicagogia o pedagogia terapeutica,
ib., pag. 214: Alfredo Adler, nella sua psicoterapia individuale psicologica, svilupp la
psicagogia tanto nei suoi fondamenti quanto nel suo aspetto pratico. 'Curare' e 'formare'
sono per lui lo stesso essenziale processo.

[48] Cf. R. ALLERS, Naturaleza y educacion del caracter, pag. 258. Cf. Z.
SELIGMANN, Psicoterapia: un camino de conformidad, in La psicologia ante la
Gracia, pag. 29-39.

[49] R. ALLERS, El amor, pag. 338.

[50] Ib., pag. 338-339.

[51] Cf. R. ALLERS, Naturaleza y educacion del caracter, pag. 328: Nella relazione tra
colui che guida con colui che guidato si forma, per la prima volta, una comunit reale,
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una unione da uomo ad uomo, che non si ferma ad una comunit di interesse e neanche
a legami di famiglia, e neanche in una convivenza casuale o un vincolo erotico, ma
negli strati pi profondi della persona, incluso il nucleo essenziale o, per lo meno,
sfiorandolo da vicino, fa largo alle principali forze morali della natura umana e permette
di riconoscere gli antagonisti che incidono in essa

[52] Cf. R. ALLERS, Pedagogia sexual, pag. 322-323: La filosofia scolastica, invece
di procedere come si imposto nell'epoca moderna e limitare tutte le relazioni di causa
ed effetto ad un'unica modalit, cio, ci che regna unicamente ed esclusivamente nella
natura inanimata, solita discriminare tra tutta una serie di tali concatenazioni. Una di
esse si chiama causa exemplaris. Senza entrare qui in una esposizione dettagliata,
potremmo osservare senza dubbio che questa forma di causalit occupa una parte
importante in tutte le relazioni umane, soprattutto nell'educazione. Una persona con un
brutto carattere pu realizzare pienamente un compito scientifico o artistico, ma non
potr essere un buon educatore, per quanto essa stessa si sforzasse di esserlo. Se
desiderassimo formare un carattere dovremmo permettere per prima cosa che ci testino
il carattere. Nessuno esente da difetti; per dobbiamo conoscere le nostre carenze, allo
stesso modo in cui dobbiamo sapere come dobbiamo essere. Se coltiviamo i nostri
difetti, non otterremo per nulla che i nostri figli diventino persone con pieni valori
morali, e neppure se con un narcisismo farisaico ci opponessimo dal riconoscere le
nostre mancanze.

[53] Il tema della relazione tra psicoterapia e confessione sacramentale, un tema


diverso. Allers non la confonde mai, e neanche la contrappone. Su questo tema, cf. J.
PIEPER, Psuchotherapie und absolution, Salvator Verlag Steinfeld, Leutesdorf am
Rhein (Osterreich), 1978.

[54] Cfr. R. ALLERS, Naturaleza y educacion del caracter, pag. 312 (nota 1).

[55] Cfr. R. ALLERS, Naturaleza y educacion del caracter, pag. 339. Questa visione
corrisponde fedelmente all'insegnamento che dopo terr Pio XII; cf. Discorso al XIII
Congresso Internazionale di Psicologia Applicata, Roma, 10 Aprile 1958, II, 11: