Sei sulla pagina 1di 33

PSICOANALISTI E

GENITORI:
come lavorare insieme
A cura dellOsservatorio
del Bambino e
dellAdolescente

ATTI del Convegno


Milano, 13 aprile 2013 1

Collana diretta dal


Comitato Esecutivo del
Centro Milanese di Psicoanalisi
Cesare Musatti

QUADERNI DEL CENTRO MLANESE DI PSICOANALISI CESARE MUSATTI


Nuova serie online
SOCIET PSICOANALITICA ITALIANA
CENTRO MILANESE DI PSICOANALISI
CESARE MUSATTI

Psicoanalisti e genitori:
come lavorare insieme
losservatorio del bambino e delladolescente presenta

ATTI del Convegno


Milano, 13 aprile 2013

Registrazione del Tribunale di Milano 21 febbraio 2006 n. 113


Direttore responsabile: No Loiacono
Direttore: Mario Marinetti
Capo Redattore: No Loiacono
Comitato Editoriale: Simonetta Bonfiglio Senise, Paolo Chiari, Laura Contran, Mario Marinetti, Anna Migliozzi,
Carlo Pasino, Federico Rocca,
Edizione: maggio 2016
Via F. Corridoni 38 Milano Italy
Tel. +39 02 55012281 Fax +39 02 5512832
segreteria@cmp.spi.it - www.cmp-spiweb.it
Psicoanalisti e genitori: come lavorare insieme - Atti del convegno

INDICE
Introduzione pag. 3
Anna Migliozzi

LOsservatorio milanese di psicoanalisi del bambino e delladolescente pag. 4


Claudia Balottari

Psicosintesi clorofilliana: la sinergia di un contesto; le opportunit pag. 11


trasformative del lavoro condiviso tra genitori e bambini
Giuliana Barbieri

Genitori e adolescenti: riaprire gli spazi, definire le distanze, pag. 15


ripensare il figlio.
Simonetta Bonfiglio

Il lavoro con la coppia genitoriale: collusioni coniugali e proiezioni pag. 20


genitoriali. Il modello britannico
Alessandra Zanelli Quarantini

Incontrare l'inconscio di bambini e genitori con il gioco e con pag. 24


l'osservazione. Proposte della consultazione partecipata prolungata
Dina Vallino

The use of child drawings to explore the dual group analytic pag. 30
field in child analysis
Elena Molinari

GENITORI BELLO E (IM)POSSIBILE pag. 31


Come il cinema racconta
Anna Migliozzi

2 di 32
Psicoanalisti e genitori: come lavorare insieme - Atti del convegno

Introduzione
Anna Migliozzi

Questa giornata Congressuale unimportante testimonianza di quanto il lavoro psicoanalitico con


i genitori sia ormai rilevante allinterno della Comunit Psicoanalitica e quanto il CMP vi abbia
contribuito attraverso la creazione di un laboratorio clinico e di ricerca, lOsservatorio per lanalisi
del Bambino e delladolescente, attivo presso la sede di Milano da pi di 20 anni.

Ci siamo abituati, dunque, grazie ad innovatori come Donald W. Winnicott ad ascoltare


attentamente le madri e le famiglie, o, come W. R. Bion, a comprendere limportanza di
considerare la nostra mente come un organismo in continua evoluzione e trasformazione. La
madre, in primis, la coppia e la comunit di cui il bambino e la sua famiglia fanno parte, vengono,
dunque, a delinearsi come imprescindibili attori della scena della crescita, emotiva e cognitiva. Il
neonato dipende totalmente da un altro essere umano dal quale imparer a pensare e sul quale
modeller le sue relazioni con il mondo. Il nostro mondo interno, lo psichismo, esito di questa
continua osmosi, inerentemente psicoanalitico.

Come vedremo dalle ricche relazioni presenti, i genitori sono una risorsa irrinunciabile e, in alcuni
casi, essenziale nella psicoanalisi con i bambini e gli adolescenti. La famiglia un work in
progress dove il genitore impegnato inun compito impossibile come lo psicoanalista quando si
trova ad affrontare il paziente nella stanza danalisi. In questa prossimit, si colloca lidea che il
genitore un compagno di strada con il quale dividere fatiche, gioie e sorprese nella costruzione di
quello spazio emotivo, utile alla crescita del paziente.
E interessante scoprire come ciascuno psicoanalista, cos come ciascuna famiglia, interpretino e
conducano il loro compito in modo unico e originale per raggiungere il paziente, l dove lui si
trova. Pertanto, pur nelle differenze, ciascuno di queste relazioni mostra le potenzialit, insite in
questo nuovo territorio. Siamo dunque felici di permetterne la pubblicazione a favore di tutti coloro
che si trovano impegnati in questo campo di lavoro.

Torna allINDICE

3 di 32
Psicoanalisti e genitori: come lavorare insieme - Atti del convegno

LOsservatorio milanese di psicoanalisi del bambino e delladolescente -Traghetti nel tempo


e nello spazio
Claudia Balottari

Partir dalla parola traghetto che per me una rimembranza delle origini dellOsservatorio
Milanese di Psicoanalisi del Bambino e dellAdolescente. Una metafora1 che mi rimanda
allimmagine del network, di una rete di connessioni tra isole che formano arcipelaghi, dove le
linee di collegamento le corse- per diventare percorsi che arrivano a una meta, prevedono
una centrale organizzativa, un centro che tiene in mente la molteplicit, gli incroci nello spazio e
nel tempo, con i relativi rischi, ostacoli, deviazioni, incidenti disseminazioni. Mezzo di
collegamento, quindi, ma anche contenitore di viaggiatori che hanno una meta, una guida, e
ognuno una propria storia come bagaglio.
I traghetti hanno bisogno di manutenzione, una volta costruiti. Hanno bisogno anche di quella
ricerca senza sosta che fa s che nuovi materiali, nuovo know how concorrano a nuove costruzioni.
Mi accorgo che questo ci immette nel corso del tempo: il tempo delle generazioni e della
trasmissione tra genitori e figli, ma anche della trasmissione transgenerazionale nella nostra
formazione come terapeuti, sempre in trasformazione e bisognosa di manutenzione.

Il mio racconto dellOsservatorio dunque anche una traccia del percorso della mia formazione
come psicoanalista, che ritengo rappresentativo della necessaria costruzione e ricostruzione di
una identit professionale unitaria. Identit che, in forme personali diverse, secondo le diverse
storie, deve trovare un centro di s, cio trovare coesione e coerenza nel cambiamento. Sar
quindi una mia memoria, che ha integrato eventi e climi emotivi e culturali e cercher di seguire in
particolare il filo del tema odierno: lintreccio relazionale tra psicoanalisti, genitori e figli.
Sono rimandata a unepoca precedente la nascita dellOsservatorio, ai miei primi colloqui di
selezione per essere ammessa al training della SPI. (Ne facciamo due tornate, ognuna con tre
analisti diversi).
Ricordo i diversi commenti di due analisti selezionatori: Le saranno mancati i libri, dottoressa...
disse il primo, riferendosi alle mie origini in un ambiente rurale. Le sue origini contadine e il suo
lavoro con i bambini le saranno di grande aiuto nel lavoro con gli adulti, mi disse il secondo.
Stimavo molto entrambi, e proprio due loro articoli comparsi in quegli anni sulla Rivista di
Psicoanalisi furono per me due punti fermi: uno riguardava la memoria, laltro la separazione.
Tuttavia, in seguito, scelsi come primo supervisore il secondo analista: preferivo appoggiarmi su
un terreno empatico in positivo e darmi tempo per le mancanze. Preservare facilitazioni
evolutive.
Parlo di questo aneddoto perch introduce il tema delle origini, dellambiente di crescita e dei
primi legami di esistenza; parla del radicamento da cui partono espansioni e credo che questo
riguardi il tema che oggi ci interessa.
Dal mio punto di vista attuale, questo aneddoto diventa per me esempio di apprendere
dallesperienza il significato di alleanza di lavoro, fondato sullinteriorizzazione di meeting
moments, buoni incontri che contegono la speranza della relazione futura, la base di un buon
attaccamento evolutivo. Da allora non ho mai dubitato che la psicoanalisi sia una. La psicoanalisi
una nellidentit unitaria che forma e informa lassetto mentale del terapeuta, ma aperta alle
sue
varie declinazioni e deve darsi strumenti diversi per le diverse et delluomo, per le diverse reali
situazioni che deve affrontare con lintento della cura, cercando e preservando coerenza tra teorie
e modelli.

LOsservatorio come ambiente


LOsservatorio nasce nel 1993, un tempo che appare lontano; un tempo attraversato da grandi
mutamenti culturali e sociali, grandi cambiamenti nelle teorie e nei paradigmi della psicoanalisi,
mutamento che si accelerato negli ultimi 10 anni.

1
La metafora mente-traghetto stata coniata da Marta Badoni e allude allassetto mentale dellanalista cui
viene richiesta una consultazione genitori-figli.

4 di 32
Psicoanalisti e genitori: come lavorare insieme - Atti del convegno

Il Gruppo nato per creare lambiente facilitante di condivisione e crescita per chi lavorava con
linfantile in carne ed ossa, mentre il training classico ci allenava a lavorare con linfantile
nelladulto, in modo rigoroso e centrato sul valore del setting con parametri prescritti del numero
delle sedute, e sul primato della cura con la parola. Era un setting che aveva regole precise.
Anche per lanalisi infantile era previsto un setting individuale forte, con regole analoghe a quello
delladulto, secondo le influenze provenienti dallInghilterra, seguendo le orme di M. Klein e di A.
Freud. Obbedivamo a queste regole come a una prescrizione che conteneva un principio di
autorit che si rivelava restrittivo e incongruente con le situazioni reali che dovevamo
comprendere.
Era let pionieristica della psicoanalisi infantile italiana, di cui si possono leggere le tracce nel libro
a cura di Maria Luisa Algini Sulla storia della psicoanalisi infantile in Italia.1 I maestri inglesi che ci
facevano visita al Centro milanese giravano lItalia a diffondere il verbo e i maestri italiani erano
anchessi pendolari, chi per raggiungere la Tavistock a Londra, chi proveniente da Losanna o
Ginevra, come Marta Badoni: una formazione migratoria, come del resto sono migratorie le idee.
Poi si andati anche oltreoceano, negli Stati Uniti e nellAmerica latina, ma ne parler pi avanti.
A Milano, un figlio della Klein, Pierandrea Lussana, porta la supervisone a un caso di Nino Ferro
in un piccolo gruppo, in cui incontro tra altri Giuliana Boccardi, che ora non c pi e che voglio
ricordare. Erano momenti emozionanti, in cui si poteva gustare la bellezza del metodo classico
nella situazione ideale delle quattro sedute; si trattava di un bambino grave, psicotico. Con
qualcuno di quel gruppo ho fatto amicizia duratura, eravamo fratelli; qualcun altro rimasto per me
genitore e lamicizia conserva il rispetto dellasimmetria e quel tanto di idealizzazione che permette
di mantenere un ideale, mentre paradossalmente lo si lascia anche andare. Bisogna considerare
che ero fresca di associatura, con il brevetto di autonoma in piscina, ma ero alla ricerca di
apprendimenti che formassero un mio stile personale delle cure, come avviene per i genitori
quando nasce il bambino. Genitori non si nasce, cos come non si nasce terapeuti. Entrambi
mestieri impossibili, prevedono una formazione in divenire. (Difficile, bello... (im-possibile) dice il
titolo del filmato che vedremo alla fine della giornata, commentato da Anna Migliozzi).
Camminando simpara cammino, dicono i versi di una poesia di A. Machado (qualcuno traduce si
fa cammino, mettendo laccento sulla costruzione). Poi viene lepoca fisiologica della
riorganizzazione, come nelladolescenza, stimolata dal fare esperienza autonoma, nellintimit con
i propri pazienti e nella vita, secondo il principio suggerito da Goethe Ci che hai ereditato dai
padri, riconquistalo, se vuoi possederlo davvero, (citato da Freud in Totem e tab). Ma affinch
ci sia sviluppo, occorre un ambiente facilitante. Non esiste una tendenza assoluta verso il
miglioramento, se non in circostanze favorevoli: una frase di Darwin, ma fatta propria da
Winnicott, che non fa mistero della sua passione per le teorie evoluzionistiche da cui attinge un filo
rosso del suo pensiero. Un pensiero improntato sempre al paradosso tra continuit e interruzione,
conciliabile nella prospettiva fiduciosa dellavvenire, piuttosto che imperniato sul conflitto e la
mancanza. Lerrore, limperfezione, la rottura, il fallimento sono parte intrinseca dello sviluppo. Ma
possiamo sperare in quella spinta vitale che appartiene allattitudine innata (del neonato) a cercare
e promuovere un contatto con un soggetto emotivamente vivo, compagno di strada. Una spinta
sociale, anzi ultrasociale, come afferma Trevarthen.
LInfant Research cominciava a fare il suo ingresso nelle nostre menti, ma non sapevamo ancora
come farle fare amicizia con lInfant Observation. Gi prima degli anni 90 circolava una traduzione
dattiloscritta dei lavori di E. Bick sullInfant Observation e sulla seconda pelle, forse portati da lei
stessa nelle visite che gli inglesi facevano in casa Spi (insieme ai coniugi Meltzer-Harris); li
conservo ancora quei fogli, ingialliti dal tempo e dallusura che testimonia un amore spietato per
queste pietre miliari.2 LInfant Observation cominciava ad affermarsi e ad appassionare per la sua
potenza formativa: Capacit di osservazione partecipe e Capacit negativa, quel tempo di attesa
contenitiva che riunisce la capacit di essere soli in presenza di qualcuno, il tempo dellesitazione
e lholding di Winnicott, la rverie di Bion; tempo della sintonizzazione empatica tra interno ed

1
Sulla storia della psicoanalisi infantile in Italia, a cura di Maria Luisa Algini, in Quaderni di psicoterapia
infantile, n. 55, Milano, Borla, 2007
2
Ora si possono trovare tradotti in Isaacs Susan LOsservazione diretta del bambino, Bollati Boringhieri,
1985, 2 edizione.

5 di 32
Psicoanalisti e genitori: come lavorare insieme - Atti del convegno

esterno. Nel contempo si dimostrava formidabile strumento di conoscenza della relazione precoce
madre-bambino. Dina Vallino se ne stava gi interessando e far conoscere il suo scritto Infant
observation come strumento di conoscenza dello sviluppo mentale,1 che avr sviluppi nella sua
personale ricerca.

Prima della nascita c il tempo del sogno del bambino: in quel clima pioneristico fervevano
desideri di concepimento; verranno raccolti in una consapevole gestazione dai fondatori
dellOsservatorio: Marta Badoni, Nino Ferro, Dina Vallino, Magda Viola, i quali colgono le
circostanze favorevoli. LOsservatorio riconosciuto dallistituzione nellaprile del 1993; un
diritto di esistenza che trova ospitalit in seno al Centro Milanese di Psicoanalisi. Da allora, il
gruppo si riunisce con costanza e regolarit ogni terzo marted del mese, in forma seminariale,
cio paritaria, ma io la traduco con la metafora della seminazione. Nel mio personale Amarcord
diventa la metafora del seminare il campo di Franco Fornari, che stato il mio primo approccio
universitario alla psicoanalisi (mi accorgo con sorpresa che unassociazione al filmato che sar
proiettato alla fine della nostra giornata, che inizia con la scena di una famiglia di stampo arcaico
dal film di Fellini). Due responsabili organizzativi si avvicendano.
La questione della psicoanalisi del bambino e delladolescente viene cos portata al Centro
Milanese e al centro dellattivit di un Gruppo che la lavora: un Laboratorio che vuole ricercare e
approfondire attraverso il fare esperienza, nel significato bioniano che comprende il portato degli
affetti e della passione per loggetto e i soggetti della ricerca. Liniziativa milanese si riprodurr
negli altri Centri e si intreccer con analoga iniziativa internazionale, favorita e riconosciuta dallIPA
(International Psychoanalityc Association).

Ognuno dei fondatori portava la propria parte di desiderio, che nasceva da esigenze
complementari, ma con un principio unificante e cio lesigenza di condividere unesperienza
scientifica, allinterno di una struttura paritetica, senza sudditanze ideologiche, tesa al confronto
tra teorie, modelli diversi, diversi punti di osservazione, sia al proprio interno che con gli altri
Centri e con le istituzioni che si occupano di formazione e cura con ottiche diverse. Il principio di
autorit si poteva trasformare in principio di esplorazione.
La regola e la procedura dellOsservatorio sempre stata quella di partire dalla clinica. Dal servizio
Prime visite bambini, infatti, gi operante da tempo nel CMP, parte lesigenza di censire e
raccogliere le competenze cliniche, per conoscersi e riconoscersi in attivit comuni, evitando una
dispersione di energie preziose di quanti, tra i soci, lavoravano e lavorano nelle istituzioni
pubbliche e private. Convogliando invece al Centro informazioni e formazioni diverse per costruire
una rete di competenze e di ascolto attorno a una consultazione che comprendesse il lavoro con i
genitori, con le coppie, lattenzione allambiente esterno.
E quella psicoanalisi di frontiera o di confine sui confini, psicoanalisi senza divano, che a partire
da Winnicott, accomuna la psicoanalisi dei bambini e degli adolescenti a quella dei pazienti adulti
gravi, nel bisogno di rigorosa libert nella predisposizione di un setting specifico, e nella
necessit di una estensione del campo di cura a un ambiente esterno che fa parte della cura.
Siamo sensibili e pi attenti ai rapporti tra realt interna e realt esterna, tra intrasoggettivo e
intersoggettivo.
Corollario naturale del bisogno di rigorosa libert era la possibilit di ripensare la cosiddetta
presa in carico, con la diagnosi e con lindicazione della cura (analizzabilit), che si estendeva a
divenire un tempo di consultazione. Assolvere a questo compito comporta tempi pi lunghi, i tempi
di una consultazione prolungata, che diventa tempo-spazio (uno spazio transizionale) di
negoziazione per i passaggi e le trasformazioni utili a individuare chi o chi sono i pazienti e chi
sono i protagonisti dellambiente di cura. Si delinea gi qui la prefigurazione di un campo di cura
attorno alla cura, strumento operativo per quelle situazioni terapeutiche che vedono in gioco una
pluralit di personaggi. Non si trattava di rinunciare alla terapia individuale del bambino, bens di
cercarne le condizioni generative, che si associano alle funzioni della cura e della responsabilit,

1
Vallino D.(1999). L'infant observation come strumento di conoscenza dello sviluppo mentale. In (a cura di
Riva Crugnola C.) La comunicazione affettiva tra il bambino e i suoi partner,. Cortina, Milano

6 di 32
Psicoanalisti e genitori: come lavorare insieme - Atti del convegno

sul comune versante della competenza genitoriale e di quella terapeutica. Cercavamo dei modi per
farlo.
Il caso di un bambino con diagnosi di autismo portato da Dina Vallino e da Giuliana Barbieri in un
lavoro contiguo fra terapeuti e genitori, ha aiutato a osservare un modello di lavoro che trover
poi sviluppi nella ricerca personale di entrambe.
Si trattava di un importante cambiamento nella considerazione della diagnosi: lo abbiamo chiamato il
percorso dalla durezza della diagnosi alla ricerca condivisa dei segni e dei significati.1

In un primo momento i contenuti del lavoro dellosservatorio accolgono quelli che abbiamo
chiamato nel nostro mito i foglietti, per indicare la libert informale della presentazione e
dellaccoglienza. Ma nel corso del tempo si sono individuati dei temi specifici di ricerca, che
saranno convogliati in convegni dellOsservatorio, in partecipazione a convegni nazionali, iniziative
di giornate locali.
Due temi trasversali ci accompagneranno costantemente nella vita dellosservatorio: la
consultazione e il posto da dare ai genitori: Dai genitori sulla soglia a una stanza per i genitori.
Si gi detto della consultazione, ma prima di entrare nel vivo del tema una stanza per i genitori
occorre soffermarci sul contesto.

Il contesto
Si possono intuire finora i riverberi teorici di Winnicott e di Bion: lidentificazione proiettiva era il
nostro pane quotidiano; anche il concetto di elasticit del setting come mente analitica di
Ferenczi, la sua teoria del trauma e della confusione delle lingue, ci fornivano lo scenario teorico
per le nostre riflessioni. Ma uno scenario ampio e in forte turbolenza si stava agitando in quegli
anni nella psicoanalisi internazionale.
Sono gli anni successivi alla caduta del muro di Berlino, apertura di un passaggio che riflette
simbolicamente cambiamenti socioculturali e intellettuali nella societ occidentale, dentro i quali il
pensiero psicoanalitico, a oltre un secolo dalla sua nascita, si scuote in una revisione generale dei
propri paradigmi, sotto limpulso di un processo di democratizzazione e apertura di frontiere che
cambia anche lo statuto del paziente nella situazione terapeutica: non pi oggetto di indagine,
ma soggetto attivo nellinterazione con la soggettivit dellanalista. Se ne possono riscontrare le
sintesi in quella che viene chiamata svolta relazionale, il passaggio dal paradigma intrapsichico al
paradigma interpersonale, portato oggi alle posizioni pi radicali dellintersoggettivismo e del
costruttivismo.
Dagli anni 90 al 2000 la ricerca psicoanalitica estende i confini e produce sviluppi cruciali per
molti concetti, aprendosi a discipline contingue, non solo scientifiche ma anche filosofiche.
Gli impulsi entrano anche nellOsservatorio e li possiamo individuare innanzitutto provenienti dalle
ricerche sulle relazioni precoci madre-bambino dellInfant Research e nelle revisioni della teoria
dellattaccamento che oggi si sposa con quella delle neuroscienze (Allan Schore)2. Attirano la
nostra attenzione, gi risvegliata da Winnicott, sulla qualit psicocorporea della comunicazione, il
non verbale potente veicolo di inconscio; attirano la nostra attenzione sulle molteplici forme della
comunicazione. Le teorie del trauma approfondiscono i meccanismi inconsci della trasmissione
transgenerazionale, la psicosomatica ci porta informazioni sui rapporti dinamici interattivi tra corpo
e mente. Le teorie gruppali ci spingono a considerare la gruppalit della mente: dallAmerica latina

1
La ricerca attorno a questi temi si convoglier in molti Convegni e giornate di studio, dal 1995 al 2000. Si
possono trovare elencati nel contributo di Lucia Rapezzi, Claudia Balottari LOsservatorio milanese di
psicoanalisi del bambino e delladolescente, in Sulla storia della psicoanalisi infantile in Italia, cit.
I contributi al Convegno tenutosi a Padova nel 2000, Percorsi nel lavoro con i genitori: dai genitori sulla
soglia a una stanza per i genitori, si possono trovare in Adolescenza e psicoanalisi, a cura di A. Novelletto e
A. Maltese, Quaderni di Psicoterapia Infantile, n. 43, 2002.
Per iniziativa dellOsservatorio avranno inizio due gruppi di lavoro rivolti ad esterni: uno con magistrati e
avvocati sui temi della separazione coniugale, delladozione e dellaffidamento; laltro con pediatri; si
potraranno, con riunioni a cadenza mensile, fino al 2002.

2
Shore A. N., La regolazione degli affetti e la riparazione del S, Astrolabio, 2008

7 di 32
Psicoanalisti e genitori: come lavorare insieme - Atti del convegno

si importano le teorie del campo bipersonale e le teorie del legame derivanti dalla terapia
famigliare e di coppia; dalla Francia c lapprofondimento della relazione fra s e lAltro, di
tradizione filosofica.
Ci inseriamo dunque in un crocicchio che sembra avere tre nodi evolutivi: levoluzione della teoria
generale, le trasformazioni delle condizioni operative della clinica e lampliamento della capacit
dintervento della psicoanalisi.
Cambia in generale la conoscenza della costruzione della mente, che richiede anche una
costruzione narratologica, dimostrando la complessit infinitesimale delle conseguenze
dellamore (e dellodio).
Cambia la visione di noi stessi nella situazione terapeutica, mettendo la soggettivit del terapeuta
al centro: analista e paziente, due individui strettamente uniti in una relazione complementare
bench asimmetrica, e coinvolti nello stesso processo dinamico.
I Transferts (al plurale) e il Controtransfert dellanalista assumono il valore di strumento
epistemologico e diventano oggetto di indagine e di discussione.
Sono temi al centro della discussione, al centro dellosservazione anche del Gruppo Osservatorio,
in cui si rivela la qualit di gruppo di apprendimento che offre residenza emotiva, nel senso di dare
contenimento e centratura, e offre conforto, cio rinforza il desiderio di esplorare nel
mutamento, sostenendo lincertezza e le inevitabili angosce narcisistiche che accompagnano il
lutto per le certezze e il riscontro dei limiti e dellimpotenza. Situazione in cui siamo accomunati
con le funzioni della genitorialit, in cui la responsabilit richiede solida costruzione e
manutenzione costante.
Nel contempo il gruppo al lavoro andava sviluppando e rivelando unaltra funzione preziosa, quella
di dare risonanza e apparizione esplicita non solo alle teorie implicite, come ci eravamo prefissati
tra i compiti di ricerca. Ma dava risonanza anche a quei fenomeni di controtransfert gruppale che
permettono di rendere conscio ci che resta inconscio o latente nei protagonisti al lavoro.
Il lavoro del gruppo si manifesta cos come mente estesa, in grado di avvertire il punto critico
dellenactment, con le potenzialit evolutive che porta con s.
Un punto fondamentale del cambiamento riguardava la caduta dellidealizzazione del bambino
analizzabile in purezza, complementare alla caduta dellidealizzazione dellanalista esperto che
lo restituisce risanato alla mamma (in)sufficientemente buona. Ha avuto un valore sintomatico tra
noi il biglietto di un mamma che ringraziava la terapeuta alla fine di una terapia felicemente
conclusa: Grazie per avermi restituito mio figlio. Ci chiedevamo allora: da chi le era stato
sottratto? Dalla malattia? O dallanalista? Ma anche: dove labbiamo messa noi la madre, che
posto le diamo nella nostra mente?
LOsservatorio ha avuto la funzione di accompagnarci in un percorso dallessere gli esperti che
assumono la delega totale di riparare il bambino e restituirlo risanato ai suoi genitori, al
considerare la genitorialit come un processo di lenta maturazione di competenze e di accettazione
del limite.
In questa maturazione c lo scorrere temporale anche della nostra genitorialit, legata al
passaggio delle generazioni: del pensiero psicoanalitico, dei nostri pazienti, dei figli e della nostra
creativit; quindi un mutamento nel rapporto con i genitori interni e con i nostri maestri, pi libero da
idealizzazioni e da spinte riparativo-onnipotenti.
In questa posizione mentale, i genitori diventano parte della cura, sono i nostri potenziali
collaboratori, da attrarre alla collaborazione, non sono pi gli invianti o il terzo incomodo.
Dare ai genitori innanzitutto una stanza mentale apre lattenzione a un sofferenza intrecciata tra
genitori e figli: vediamo affiorare nel genitore linfantile sofferente, agitato, impaurito, indurito dalla
vergogna dellimpotenza e della colpa, illuso e delegante verso lonnipotenza dellesperto; o
umiliato fino alla diffidenza che porta a rinunciare. Vediamo apparire lindurimento delle collusioni
inconsce della coppia coniugale nello scenario di una genitorialit compromessa dallevitamento
del dolore.
Vediamo affiorare la loro richiesta inconscia di essere visti e riconosciuti nelle proprie risorse. Al di
l delle richieste concrete di rassicurazione sul come fare, affiora la richiesta implicita di fermare
la paura della disperazione, il bisogno di trovare un posto in sicurezza, affidabile, al riparo da
inconsce rappresaglie o tirannie. Anche di quelle dellanalista, che si pu riparare difensivamente
nel rifugio delle proprie teorie e nellapplicazione di modelli. Vediamo comparire la simmetria tra

8 di 32
Psicoanalisti e genitori: come lavorare insieme - Atti del convegno

linsostenibile sofferenza reciprocamente proiettata tra genitori e figli e la nostra stessa impotenza
a contenerla. Possiamo ascoltare la difficolt a identificarci con le varie parti e soprattutto con la
difficolt ad essere solidali con la fatica di essere genitori, la fatica a reggere gli urti del figlio, con
caratteristiche simmetriche alla nostra fatica nel reggere lurto con cui si proiettano in noi.
Allora, se ascoltiamo un bambino che ci dice mettiti daccordo con mia madre ascoltiamo linvito
ad essere traghettatori e accordatori della polifonia dei legami, in un contesto relazionale, in un
campo di esperienze, in cui dobbiamo cercare di trovare posto, discretamente e con molta
attenzione alle aperture che ci possono essere offerte.
Ognuno di noi potr trovare il proprio stile, cercando coerenza tra teorie e modelli nel posizionarsi
in questo campo, ma non potremo sottrarci ad ascoltare anche quel mettiti daccordo con mia
madre e comprendere leffetto che fa nella nostra mente, nei nostri comportamenti.
In ogni caso, il modo che scegliamo richieder cautela. Staccare con cautela ...ca-u-te-la,
ripeteva sillabando un bambino, leggendo le istruzioni per luso, mentre staccava dei pezzi di
personaggi da una matrice di cartone per poterli ricomporre... Cerano pezzi sparsi e i buchi... un
rischio di vuoto desistenza. Maneggiare con cura... attenzione agli strappi... lentamente...,
traducevamo e insieme davamo sfumature a questa parola sconosciuta, che stava incarnandosi in
quel nostro fareinsieme, mentre nella realt esterna i due genitori separati stavano entrambi
riaccoppiandosi aggiungendo altri figli a nuovi gruppi familiari con la noncuranza della fretta.
(cauto nel dizionario italiano, colui che procede con prudenza, in modo da non causare danno
a s o ad altri).
Una famiglia che si sta ricomponendo, allargandosi, fa sognare un igloo che sta apprestandosi
allarrivo di stranieri, e fa ricordare che Linsieme dei sogni in una notte nello stesso igloo
considerato come un solo discorso tenuto dalla collettivit attraverso ciascuno dei suoi membri.,
come dice Anzieu. Risponde Ruffiot: Il terapeuta familiare si sente ligloo contenitore, lEsquimese
allascolto del sogno familiare epure lo straniero. 1. Ma dobbiamo tenere conto anche di quello
che dice Stern: Il neonato predisposto per una interazione polifonica con lambiente...forse non
ci siamo ancora dati la possibilit di renderci conto che un disegno della natura essere
preadattati a gestire pi di una relazione.2 Si cerca di preservare e sviluppare la vitalit di questa
predisposizione.
Dal quel primo convegno nel 2000 sono arrivati molti apporti di vari modelli di lavoro con la coppia
parentale, coniugale, con la famiglia, terapie congiunte. Credo che nessuno ora conduca una
psicoterapia di un bambino o di un adolescente senza aver cercato la stanza dei genitori.
Cerchiamo un posto per i genitori, nel fare questo cerchiamo un posto anche noi, che ci inseriamo
da stranieri nelle loro vite utilizzando quelle zone pervie che si aprono ai margini delle loro intime
relazioni; genitori e figli, a ben vedere, stanno cercando anche loro di riposizionarsi
reciprocamente. possibile che dalla ricerca e dal confronto di strategie esca un modello di setting
rispondente alle esigenze, che contempli bisogni di separazione e di individuazione e si presti
come contenitore sufficientemente buono delle relative angosce. Ma credo che la difficolt, insita
nel compito, non potr essere superata una volta per tutte. Non sar il reperimento di un setting
formale a risparmiarci la fatica di rimetterci in gioco in ogni incontro terapeutico. Dobbiamo quindi
rassegnarci che i nostri modelli e le nostre certezze vengano trasformati nellimpatto con la
sofferenza. Siamo sempre pi persuasi che sia naturale che ogni relazione terapeutica debba un
po patire la malattia e la sofferenza di cui i rapporti familiari sono intrisi, per far ritrovare modi pi
sani di vita e di comunicazione.
Allora necessario affinare altri strumenti, quelli che allargano il contenitore mentale, arricchendo
la capacit di osservare, comprendere, in-tendere: anche le nostre vere intenzioni. La direzione
della sfida la cura del nostro assetto interno, e lambiente di cura il mezzo per salvaguardarlo.
E importante cio che a prescindere da come e chi si occupa dei genitori, ci sia comunque una
stanza per pensare fuori dalle turbolenze della situazione terapeutica in senso stretto. Questa
stanza pu essere offerta da colleghi, interlocutori privilegiati con i quali condividere momenti
difficili; da un gruppo di riferimento, che pu restare sullo sfondo, presenza discreta, rete di

1
Anzieu D., Lio-pelle, Borla, Milano, 1987
Eiguer A, Ruffiot A, Perrot J, Terapia familiare psicoanalitica, Borla, Milano, 1983
2
Stern D., Le interazioni madre-bambino, Cortina, Milano, 1998, p. 192

9 di 32
Psicoanalisti e genitori: come lavorare insieme - Atti del convegno

pensieri e garanzia di appartenenza. E infine da un continuo confronto con idee e modelli anche
differenti. Sappiamo che dalla formazione non c congedo. Levoluzione ha aspetti luttuosi ma
apre anche pagine bianche da riempire, nel naturale succedersi delle generazioni, nel bisogno di
riconoscimento e di riconoscersi in una origine e in una appartenenza.
Rileggendo i verbali dellOsservatorio, che per lungo tempo sono stati commentati anche con
apporti aprs coups da qualcuno che aggiungeva un pensiero del giorno dopo, sono stata
impressionata da quanto materiale testimonia il metalavoro del gruppo. E un materiale che ha
costruito lapparato mentale mentre dava dei contenuti; penso che sia un patrimonio assorbito e
metabolizzato dai partecipanti, ognuno a proprio modo e forse in buona parte inconsapevolmente.
La psicoanalisi una nel nucleo del s terapeutico, ma aperta alle sue varie declinazioni e
deve darsi strumenti diversi per le diverse et delluomo, per le diverse reali situazioni che il
terapeuta deve affrontare con lintento della conoscenza e della cura.

Nel nostro gruppo ci sono stati fisiologici andirivieni, costanza e intermittenza di frequenza, nuovi
ingressi e uscite... aperto alluso, in senso winnicottiano! Ora il gruppo sta accogliendo nuove
generazioni e questo d la speranza di continuit. E nato un corso istituzionale di
Perfezionamento accessibile alla fine del training e sono accettati casi di psicoanalisi dellet
evolutiva anche per lassociatura. LOsservatorio lavora e contribuisce, insieme a tanti altri gruppi
di lavoro, anche alla trasmissione e alle offerte di formazione rivolte a utenti esterni con
conferenze, seminari, gruppi di revisione dei casi clinici.
Si parlato del biglietto di ringraziamento del bambino restituito. Voglio congedarmi con un altro
biglietto, quello di un uomo che ringrazia il chirurgo che lo ha salvato da un trauma potenzialmente
mortale. Era stato ricoverato in fin di vita per una coltellata al cuore vicino allaorta, sarebbe
bastato uno starnuto per farlo morire. Il biglietto dice: Caro dottor Naclerio, vorrei esprimerle tutta
la mia gratitudine per aver preservato la mia vita. La prego, sappia che io ricorder la sua
gentilezza per sempre. Spero che abbia ricevuto il nostro dono (un portafogli). E solo un modo di
ringraziarla per tutto quello che ha fatto, per avere alleggerito il peso di un periodo difficile della
nostra vita. ....Sinceramente suo, Martin Luther King. (da Il venerd di Repubblica, 22 marzo
2013).

Claudia Balottari
Via Monte Cervino 3 Milano - email: claudiabalottari@gmail.com

Torna all INDICE

10 di 32
Psicoanalisti e genitori: come lavorare insieme - Atti del convegno

Psicosintesi clorofilliana: la sinergia di un contesto; le opportunit trasformative del


lavoro condiviso tra genitori e bambini
Giuliana Barbieri

In questa breve nota introduttiva utilizzo il titolo perch stato pensato proprio come
condensazione della parte clinica e della parte teorica di questa relazione.Come intuibile, i due
termini: "psicosintesi clorofilliana" si rifanno alla fotosintesi clorofilliana; mi sembrata una buona
metafora per rappresentare il processo e la sinergia tra individuo e ambiente, nel nostro caso, tra
bambino e ambiente di cura. Nella fotosintesi la foglia ci mette la clorofilla e il sole la propria
energia; l'incontro tra i due esita nella produzione di zucchero e di ossigeno; lo zucchero nutre la
foglia e l'ossigeno vitale per l'ambiente; quando riusciamo a fare un buon lavoro, i bambini ne
ricavano " cose dolci " e i genitori "tirano il fiato".
Lavorare per i bambini con e attraverso l'ambiente di cura, significa lavorare all'interno del contesto
di vita del bambino con la consapevolezza che le sue figure di riferimento sono imprescindibili
perch il suo sviluppo mentale il risultato dell'interazione sinergica tra lui e le figure di
accudimento. Le figure di accudimento sono per primi i genitori seguiti, immediatamente dopo, a
seconda della situazione, da insegnati, nonni, educatori, tate, assistenti sociali, medici, avvocati...
Le modalit di lavoro con il contesto pu prendere forme diverse che vanno dalle sedute condivise
genitori-bambini, a colloqui solo con i genitori, ad eventuali successive terapie individuali con i
bambini in parallelo a colloqui con i genitori.
Il termine: "psicosintesi" vuole anche sottolineare la modalit analitica che caratterizza "l'intervento
psicoanalitico contestuale"; questa modalit comporta un marcato e continuativo utilizzo del
controtransfert sia sul piano simbolico che sul piano implicito procedurale, per rintracciare i vettori
principali psicodinamici in gioco, elaborarli in maniera sinteticamente analitica e passare in poco
tempo dalla comprensione della situazione agli interventi utili cocostruiti con i genitori o le altre
figure del contesto di vita del bambino.

Caso clinico
Pluto, nove anni, terza elementare, un fratellino di cinque anni; tre colloqui con i genitori.
1 colloquio
I genitori di Pluto sono una bella copia, vitale e coesa; raccontano che Pluto nellestate 2008 ha
avuto un attacco di pericardite cui sono seguite tre recidive; il ricovero ogni volta stato di circa 20
giorni, seguito da una reclusione in casa per 3-4 mesi, perch il trattamento con cortisone gli
induce una immuno-depressione; nel periodo di isolamento a casa non pu ovviamente
frequentare la scuola n, per precauzione, ricevere amici.
Sono previsti ancora due anni di possibili recidive cui dovrebbe seguire una remissione spontanea
senza conseguenze, a parte forse un lupus eritematoso. Dal primo attacco le recidive sono andate
in calando e il cortisone, dallultima volta, stato sostituito da antinfiammatori.
Ad ogni attacco Pluto ha forti dolori al petto, i dolori di un infarto, e importanti difficolt
respiratorie; si verifica sempre al mattino al risveglio e la prima volta ha richiesto luso
dellambulanza; in ambulanza Pluto continuava a guardarmi e la cosa che gli faceva davvero
paura era lago della flebo.
Chiedo ai genitori che cosa Pluto sa della propria malattia: lui sa che del suo cuore si infiamma la
membrana esterna, che linfiammazione crea un liquido tra cuore e membrana e questo produce il
dolore che sente perch il cuore non ha spazio per battere e che, quando succede questo, si
rende necessario un intervento immediato; al primo dolore deve andare in ospedale. Pensi che
adesso arrivato a distinguere il dolore al cuore; ci dice sento un dolore qui, ma articolare non
pericardico si ricorda dei farmaci e sa che con i farmaci guarir sempre. La comunicazione
esplicitamente chiara e contenutisticamente esaustiva; ipotizzabile tuttavia un implicito, che per,
per il momento, rispetto.
Il pap prosegue dicendo un bel bambino, ha preso da me lanciando una sguardo sornione e
divertito alla mamma; aggiunge che lui molto severo con i bambini e poi, scherzosamente,
prosegue dicendo che i due fratelli sono allopposto: il fratellino uno scugnizzo barese, Pluto
un ciula milanese; non sa mentire, se gli si dice che deve spegnere il computer ad un certo orario,

11 di 32
Psicoanalisti e genitori: come lavorare insieme - Atti del convegno

lui si mette la sveglia e spegne allora richiesta; il fratellino...una lotta. Pluto un bambino serio,
grande, bravissimo a scuola, ma ci sembra preoccupato; solo in montagna un bambino, scia,
ride, disubbidisce, insomma, un bambino.
Quando chiedo quali sono i motivi che a loro stanno a cuore per cui mi hanno telefonato, dicono
che vorrebbero fare qualche cosa in via preventiva per farlo vivere con pi serenit e abbiamo
paura che si strutturi cos come carattere...ha delle ansie terrificanti, i suoi rituali lo fanno vivere
male; noi le chiamiamo le sue ossessioni; prima di andare a letto deve mettere tutto in ordine, le
calze devono essere ben piegate e in un certo posto e cos tutti gli altri vestiti, i peluche pure, la
sveglia girata cos piuttosto che cos, guai cambiare abitudini, alle 9,10 di sera, in punto, si deve
essere a casa per prepararsi ad andare a letto, sorridono e poi il pap aggiunge: b anchio ho
delle ossessioni, devo leggere 7 giornali al giorno, se non leggo Repubblica, che leggo da quando
avevo 14 anni, la conservo per il giorno dopo...; si guardano, si scambiano un sorriso e la moglie
commenta: b, lo fai anche per il tuo lavoro b, s.
Mi allineo al bisogno di alleggerire e commento: di sicuro anche Pluto, anche se non lavora, ha i
suoi motivi per le ossessioni, come le chiamate abitualmente; sorridiamo.
Chiedo se anche con Pluto le chiamano ossessioni e rispondono che s, ormai fa parte della
routine; ci vuole un mare di tempo e, a essere sinceri, ci sfinisce capisco, di solito i bambini
quando fanno cos sfiniscono perch tirano in lungo prima di andare a letto e poi perch ci sembra
una cosa innaturale, in cui ci sembrano un po intrappolati, e ci fa pensare appunto che non siano
sereni E cos, se fosse solo una questione di tirare in lungo, come fa il fratello, sarebbe
diverso

2 colloquio
Raccontano di essere stati in montagna e Pluto un altro bambino, in montagna rinasce, scherza,
spensierato, in casa ha persino giocato a rugby senza nessuna preoccupazione...; parlano con
piacere di una serie di episodi tutti collegati alla serenit di Pluto e, di mano in mano che
procedono, il piacere si interseca con un dissimulato ma stridente dolore per il Pluto di Milano;
sorridendo dico che sono sicura che riusciremo a portare quel Pluto a Milano e propongo di
concentrarsi sulla casa, la sera, le ossessioni, laddormentamento.
A ottobre eravamo appena rientrati, dopo mesi di lavori, nella casa ampliata, e lui ci ha dormito
solo una notte perch poi stato ricoverato; prima di entrarci ha voluto sapere dove sarebbe stata
la sua camera e gli avevamo fatto vedere la piantina, le camere da letto erano tutte di fronte luna
allaltra; adesso ogni cambiamento una tragedia; ha il terrore di non addormentarsi, tormentato
dallidea di non addormentarsi; fa tutti i suoi rituali di calze, sveglia, peluche e poi continua a
chiederci: - dopo venite a controllare se dormo? venite davvero? aprite le porte; mamma dammi un
altro bacino; ciao mamma; ciao pap - e ripete tutte queste cose diverse volte, poi finalmente
crolla e dorme
io potrebbe essere che ha paura di non addormentarsi perch ha paura che dormendo poi arriva
la mattina e potrebbe sentire quel dolore fortissimo che ha provato?
g forse s, non ci avevamo pensato...
io vi faccio una domanda difficile, siccome un dolore al cuore e Pluto intelligente, potrebbe
avere paura di morire? voi avete avuto o avete paura che muoia?
C un momento intenso, si guardano, mi guardano e: adesso non pi, ma le prime volte...
io stata una esperienza terribile, per qualsiasi genitore, solo a pensarci...anzi non lo si pu
nemmeno pensare...
g abbiamo cercato di non pensarci per non diventare matti...
io la volta scorsa mi avete raccontato come avete spiegato molto bene a Pluto che cosa sono i
suoi attacchi, che guarir con le medicine e che tra due anni tutto sar passato; pensavo, sapendo
che i bambini si fanno tante idee tutte loro e che sono spicci nel loro pensare, se ve la sentite, di
provare a dirgli una cosa del tipo: senti Pluto, non che magari pensi di morire? perch se lo
pensi devo dirti di scordartelo proprio; tu non muori!; di dire questo in modo molto determinato
senza chiedere n commentare e di stare poi a vedere quello che dir o far Pluto, cos magari
capiamo che effetto gli ha fatto; aggiungo: "questo modo spiccio che vi propongo perch, in certe
situazioni, se facciamo domande e argomentiamo , i bambini si perdono nelle nostre e loro parole
e alla fine non colgono il nocciolo della comunicazione, lo sentono e ci sentono vaghi, e allora

12 di 32
Psicoanalisti e genitori: come lavorare insieme - Atti del convegno

restano nel dubbio e potrebbero fare una traduzione del tipo: anche mamma e pap non sono
mica tanto sicuri".
g ci proviamo
io posso aggiungere unaltra cosa? - certo riguarda le ossessioni; probabile che Pluto come
voi le percepisca come strane e si percepisca come strano e non pensi bene di s; se provaste a
precederlo sguardo sgranato a sistemargli calze, sveglia, peluche esattamente come fa lui; a
dirgli voi che andrete regolarmente a controllare se dorme, a dirgli voi: ciao Pluto; a fare voi tutto
quello che di solito chiede lui a voi di fare, poi vediamo...

Il terzo colloquio viene rimandato perch Pluto ha un attacco e viene ricoverato

3 colloquio
p - il ricovero durato solo una settimana e avuto meno dolore delle altre volte, una fortuna
io allora vanno davvero in calando come hanno previsto i medici
p pare di s, ma soprattutto, ha avuto anche meno paura, per lago della flebo hanno messo una
cremina anestetica, uscito dallospedale che era un fiore rispetto alle altre volte. Gli avevamo gi
detto quello che ci aveva detto lei e poi i suoi consigli di prevenirlo, dottoressa: un cambiamento
cla-mo-ro-so!, anzich fargli dire: venite dopo?, dicevamo: guarda che dopo veniamo gli
mettevamo a posto le calze e tutto il resto e adesso le butta; a volte si dimentica di dover fare i
compiti! risponde, dimentica quaderni e libri a scuola, non ubbidisce e comincia anche a dire le
bugie; hai soffiato il naso? - s, e non vero, hai fatto la cartella? s, e non vero,
insomma, un altro bambino. A volte noi parlavamo in lungo e in largo, adesso tronco l, ad
esempio: non ha fatto la cacca e lui pensa di doverla fare almeno ogni due giorni e allora la
trasforma in ossessione, e comincia a ripetersi e noi a parlargli; questa volta gli ho detto: Pluto,
tutti la fanno, la farai anche tu!, miracolo, non ne ha pi parlato e ad un certo punto lha fatta; poi,
sabato scorso ci sono stati i ladri sopra al nostro appartamento, invece di dirgli:
sai...forse...magari...di sopra sono entrati perch...vari perch e per come gli abbiamo detto: no!
qui non possono entrare perch c la chiusura di sicurezza, fine del problema, quasi
incredibile.

Chiedono un ulteriore colloquio a distanza di un mese, "giusto per vedere se dura"; ci incontriamo;
le cose proseguono bene.

Conclusione:
a) obiettivi:
1 - la regolazione
2 - il recupero dei contenuti esclusi e, per questo, non esperiti
3 - le indicazioni utili
la regolazione consente l'alfabetizzazione dei contenuti e comporta la mobilitazione da
parte dell'analista, delle azioni psichiche conosciute:
identificazione, empatia, sintonizzazione, guidate dal controtransfert, che,
contemporaneamente, rintraccia anche i contenuti esclusi
b) teoria della tecnica:
- l'uso simultaneo della dimensione simbolica e della dimensione procedurale; la
dimensione simbolica fatta di pensieri, immagini, parole; la dimensione procedurale
fatta di azioni comportamenti
- processualit ad "anatra selvatica" cio, capacit di stare sul pelo dell'acqua durante il
pescaggio in profondit; in altre parole: stare sul conscio mentre si pesca il non conscio

Esemplificazione di a) e b) attraverso alcuni passaggi:


L'immagine dell'ago della flebo sincretizza la modalit con cui si realizza la regolazione: Pluto
porta la paura dell'ago della flebo, il suo stato soggettivo di fronte alla situazione che sta vivendo;
i genitori si assestano, correttamente, su questo suo stato soggettivo e, coerentemente lo
conservano nella spiegazione che danno a Pluto della sua malattia; anch'io mi attengo, nel 1
colloquio, attraverso i commenti che faccio, a questo registro conscio e razionale, e in questo

13 di 32
Psicoanalisti e genitori: come lavorare insieme - Atti del convegno

modo tutti siamo sincronizzati sul medesimo stato soggettivo veicolato da Pluto, e realizziamo la
regolazione.
Contemporaneamente, dall'ago della flebo: "la cosa che gli faceva davvero paura era lago della
flebo e dalla descrizione dei sintomi: i dolori di un infarto, trapelano, per il controtransfert, indizi
di un contenuto escluso: la paura della morte di Pluto; non la utilizzo e la rimando ad un momento
successivo, perch siamo al 1colloquio, non ci sarebbe tempo sufficiente per trattarla e ritengo
prioritario che i genitori, che dovranno tornare a casa, conservino uno stato autoregolato.
Nel colloquio successivo, dalla pi sicura superficie della paura di non dormire di Pluto si apre la
possibilit di ripescare il contenuto escluso: la paura della morte, trattarla con brevi commenti e
recuperarla allo stato mentale consapevole.
L'esclusione della paura della morte orienta l'ipotesi psicodinamica: la paura dei genitori che Pluto
possa morire, ha impedito loro di prendersi cura della sua paura che, forse, non era di morire; pi
probabilmente era un insieme di paura del dolore, paura dello spavento provato e paura della
solitudine; una solitudine prodotta dall'impotenza di ogni genitore, a fronte di un dolore fisico o
mentale non lenibile, del proprio bambino.
L'assetto conscio e razionale che hanno adottato con Pluto, stato utile cognitivamente per lui e
utile emotivamente per loro; ma inconsapevolmente hanno capovolto la logica generazionale: era
Pluto e tutelarli e a farli sentire al sicuro e non viceversa. Per far fronte alla situazione, Pluto aveva
sostituito il senso di sicurezza con il controllo: la saggezza di giorno e i rituali di notte.
Nel secondo colloquio, le indicazioni date utilizzano contemporaneamente la dimensione simbolica
e la dimensione procedurale; l'obiettivo che Pluto e i suoi genitori riguadagnino le rispettive
posizioni generazionali.Tutti gli interventi verbali costituiscono la dimensione simbolica; la
dimensione procedurale si realizza nelle modalit con cui le comunicazioni verbali vengono dette e
nei comportamenti suggeriti.
Quando propongo di dire a Pluto: senti Pluto, non che magari pensi di morire? Perch e lo pensi
devo dirti di scordartelo proprio; tu non muori! intendo suggerire una modalit "simil-perentoria"
affinch sottolinei un senso di sicurezza da parte dei genitori. Quando propongo di precedere i
rituali di Pluto e proporli loro; punto sul fatto che questi loro comportamenti "parlino" a Pluto di una
cura parentale recuperata; dico: "parlino", perch ogni azione, ogni comportamento, ha in s un
significato e quindi una portata semantica.
Pare che Pluto l'abbia colta al volo.

Torna all INDICE

14 di 32
Psicoanalisti e genitori: come lavorare insieme - Atti del convegno

Genitori e adolescenti: riaprire gli spazi, definire le distanze, ripensare il figlio.


Simonetta Bonfiglio

Ci che conta non la teoria ma le reazioni che ladolescente e il genitore provocano luno
nellaltro ( D.Winnicott)

Ineludibilit e difficolt del lavoro con i genitori


Lattenzione al lavoro con i genitori andata negli ultimi 30/40 anni crescendo fino ad occupare
un posto centrale nella riflessione teorica e nella clinica della psicoanalisi, non solo del bambino
ma anche delladolescente.
Il lavoro terapeutico con i genitori di adolescenti ha avuto uno sviluppo pi recente : oggi ormai
riconosciuto come fattore imprescindibile nel trattamento, soprattutto a fronte di patologie gravi.
Ancora aperto il dibattito e diverse sono le posizioni sui modelli di intervento, numerose le
domande che ci accompagnano. Specifiche e molte sono le difficolt che si presentano per
lorganizzazione e il mantenimento di questo spazio di lavoro: questa una preliminare e dovuta
riflessione che nasce dallesperienza personale e dal confronto con colleghi, in ambito pubblico e
privato. Talvolta si arriva a dichiarazioni di impossibilit che sembrano riecheggiare quella dei
genitori quando dicono ho provato tutto, riferendosi a comportamenti adottati per migliorare la
situazione del figlio o la relazione con il figlio.
Accomunati forse terapeuti e genitori in un compito (im)possibile?

La difficolt che incontriamo intrinseca alla sofferenza della genitorialit di cui i genitori sono
testimoni e per la quale chiedono aiuto, ed una difficolt che ci interroga fin dal primo atto
terapeutico, quello della consultazione, primo delicato incontro che apre uno scenario di
possibilit e fallimenti. La maggiore sensibilit dei genitori al loro ruolo, la consapevolezza ormai
diffusa dellimportanza delle prime esperienze per lo sviluppo successivo, da un lato favoriscono il
loro mettersi in gioco, ma dallaltro alimentano fragilit, vissuti di fallimento, un senso di colpa, non
sempre chiaramente espresso, profondo, delicato e difficile da toccare. Uno degli obiettivi principali
del nostro lavoro, a partire dalla fase di consultazione, quello di poter trasformare il senso di
colpa in un sentimento di preoccupazione utilizzabile per un cambiamento, aprire uno spazio
nuovo possibile alla comprensione e rappresentabilit di una sofferenza che in adolescenza
coinvolge tutti gli attori del nucleo familiare e, per un intrico del legame, occlude, invade, impedisce
lo spazio di crescita del figlio. (Bonfiglio 2011). Nel nostro ascolto sar fondamentale intercettare,
immaginare, oltre alla sofferenza, anche le risorse vitali , lautentica disponibilit riparativa.

Identifico tre aspetti centrali per le nostre riflessioni :

la costruzione di una alleanza, lorganizzazione di un setting e la collaborazione con altri


colleghi (lavoro in rete)
lattenzione al controtransfert
la specificit della funzione e della sofferenza genitoriale di fronte alladolescenza ,
insieme allelaborazione del lutto che coinvolge tutti i soggetti nel campo (genitori, figli,
terapeuti)

Per quanto riguarda il setting, o il modello di intervento, ritengo si debba pensare in termini di
setting al plurale, nel senso di reperire risorse diverse per bisogni specifici, per losservazione e
laccoglimento di situazioni diverse. La costruzione del setting un lavoro in fieri, la realt
complessa e composita delle famiglie e delle coppie oggi comporta un continuo adattamento
dellascolto e del progetto terapeutico su misura. Pensiamo, ad esempio, alle particolari
dinamiche tra genitori e figli nei nuclei dove le funzioni genitoriali si intrecciano con quelle dei nuovi
partner, genitori acquisiti. Ma pensiamo anche alle molte famiglie di diversa nazionalit e dunque
con dinamiche e divisione dei ruoli per noi meno scontati. Famiglie allargate, donne sole, famiglie

15 di 32
Psicoanalisti e genitori: come lavorare insieme - Atti del convegno

di diverse appartenenze culturali, coppie in via di separazione, genitori adottivi, genitori


omosessuali: la complessit della realt ci invita e ci obbliga ad attrezzarci emotivamente,
teoricamente e metodologicamente, nello stesso tempo impone una attenzione continua e mai
scontata sul significato delle proposte.
I cambiamenti della famiglia riguardano soprattutto, come svilupper pi avanti, modalit
relazionali, dinamiche affettive, funzione dei ruoli, che hanno importanti ricadute sulla formazione
della psiche.
Una delle specificit del lavoro con gli adolescenti sta nel particolare compito di favorire
integrazione a vari livelli e con interventi differenziati. Si tratta di prendersi cura di un soggetto
(ladolescente) nelle sue relazioni con la famiglia, con il proprio mondo interno, con il suo corpo e
con le rappresentazioni e luso che di esso fa. Tutti elementi (corpo, genitori, immagine di s,
rapporto con gli altri) che sono sottoposti ad un processo di trasformazione che provoca senso di
perdita, discontinuit, fratture, risposte difensive anche arcaiche. Il lavoro con i genitori entra
quindi, quasi sempre, a far parte di un lavoro in rete, che pu vedere coinvolte figure diverse e
che comporta una integrazione a livello mentale, prima che operativo, per contenere e al tempo
stesso permettere il dispiegarsi di movimenti proiettivi e scissioni, modalit difensive comunemente
attive ed in una certa misura inizialmente funzionali al lavoro stesso.
La rete nel pubblico gi direttamente attiva, mentre nel privato va costruita o attivata.
Quando parlo di rete, non immagino, come pi facile e frequente, il modello della rete sul web,
piuttosto, forse per motivi generazionali e personali, la metafora mi porta alla rete dei pescatori, sia
alla funzione di pesca, raccolta, che al minuzioso paziente lavoro di pulitura e rammendo che il
pescatore fa ogni sera tornato in porto, per riparare buchi, riallacciare fili, che mostrano i segni
delluso. Cos il lavoro in rete, deve rispondere, come una mente allargata, con diverse funzioni e
compiti a diverse richieste e bisogni, ma ha anche la funzione di fare fronte a movimenti difensivi,
manipolazioni, attacchi, raccogliendo spesso frammenti pericolosi, taglienti, che possono
provocare rotture, che continuamente vanno riparate. Ritengo questo un aspetto molto importante,
quanto difficile, per il lavoro con i genitori di adolescenti gravi: quando la rete, mantenuta in una
comunicazione viva, viene messa nelle condizioni di funzionare, permette e protegge il lavoro di
ciascuno, favorisce movimenti trasformativi, permette anche una pi facile gestione di aspetti
controtransferali difficili .

Lincontro con i genitori di adolescenti ci colloca in uno spazio emotivo complesso, un campo
relazionale specifico, spesso conflittuale, che richiede la non facile capacit di mantenere
internamente aperte le identificazioni con i vari soggetti: il figlio, i genitori e la relazione figlio-
genitori.
Nellascolto dei genitori ci muoviamo guidati da teorie e modelli e nello stesso tempo sollecitati da
identificazioni consce e inconsce, coinvolti in un difficile controtransfert: siamo messi a confronto
con genitori in carne ed ossa, e con il modello di genitori ideali che portiamo dentro, con la nostra
storia di figli e di adolescenti: le scissioni tra parti buone e cattive messe in scena dai genitori e dal
loro racconto, possono essere uno degli ostacoli pi insidiosi al costituirsi o al mantenersi di una
alleanza terapeutica, una sfida a conservare internamente un atteggiamento aperto allascolto.
Questo uno dei punti pi delicati che chiama in causa il lavoro del controtransfert e il continuo
monitoraggio dei sentimenti mobilitati, in particolare modo stati di ostilit o aspetti idealizzati del
ruolo terapeutico, legati a figure genitoriali infantili onnipotenti e severe.

Alla base di tutte le nostre riflessioni teorico-cliniche c il concetto di genitorialit .


Il modo di essere genitori rimanda allesperienza di essere stati figli: ogni genitore porta, nella sua
relazione con il figlio, e nella relazione con il partner, la relazione interiorizzata con i propri genitori,
i ricordi e le rappresentazioni delle esperienze buone e soddisfacenti e di quelle dolorose, frustranti
e traumatiche, consce e inconsce, rimosse, o appartenenti alla memoria implicita del vissuto non
rappresentato. La genitorialit, la capacit e i modi di prendersi cura dei figli, espressione di un
delicato intreccio a cui contribuiscono anche i figli, oggi considerata come una fase evolutiva,
una esperienza inedita che evolve e cambia nel tempo, in relazione a bisogni evolutivi diversi, non
solo nel corso della vita del singolo genitore, ma anche nel tempo storico e sociale. Si genitori
in una catena di eredit psichica e trasmissione culturale insieme, diversi nel tempo e nei

16 di 32
Psicoanalisti e genitori: come lavorare insieme - Atti del convegno

tempi. Qualit e sofferenza della genitorialit si inscrivono spesso in una catena


transgenerazionale, ed hanno a che vedere, negli aspetti patologici, con perdite, traumi, lutti che
non hanno potuto essere elaborati, e vengono esportati e ripetuti nel figlio. Ampia la letteratura a
questo riguardo .
Come Freud (Introduzione al Narcisismo) ha sottolineato, a partire dalliniziale investimento
narcisistico, universale e necessaria donazione di senso, la relazione con il figlio, frutto di una
storia, si muove in continuo equilibrio tra le esigenze dellamore di s e dellaltro, tra istanze
narcisistiche e amore oggettuale. Il bambino nasce carico della memoria e del desiderio dei
genitori: memoria del loro essere stati figli, desiderio del loro perpetuarsi. In questo punto, l dove
il passaggio allamore oggettuale, riconoscimento dellaltro come separato da s, fallisce o trova
un impedimento, collochiamo il potenziale rischio di una sofferenza, pi o meno grave.
Lidentificazione centrale per lo sviluppo dello psichismo del bambino e del legame tra il bambino
e il suo ambiente, sia attraverso gli aspetti strutturanti, che nei risvolti patologici; il meccanismo
che presiede alla capacit di reverie, di empatia, sintonizzazione affettiva, ma anche quello
attraverso cui proiettare aspetti scissi di s, o esercitare un controllo sullaltro. Il fallimento pi o
meno ampio e ripetuto delle prime esperienze di incontro con lambiente, provoca lorganizzazione
di modelli difensivi che vengono riattivati in adolescenza.

Genitori e adolescenti, coinvolti in una speculare esperienza di lutto

Il lutto un processo essenziale della psiche, fondamentale nello sviluppo dellindividuo, nelle
varie et della vita, nelle famiglie, e nella cultura un processo maturativo che si accompagna
pi alla vita che alla morte. rappresenta un lavoro tra i pi importanti tra quelli che la psiche pu
e deve compiere: correlato alla capacit essenziale di riconoscere le differenze tra le persone e le
et, per questo comprende nello stesso tempo una pena, un compito, una scoperta.
(P.C.Racamier)

Nel lavoro clinico, durante i colloqui con genitori di adolescenti raccogliamo parole che alludono
alla caduta o al fallimento di competenze genitoriali, raccontano di antiche sofferenze che si
riattivano si saldano nel corso delladolescenza.
In adolescenza figlio e genitori vivono un esperienza speculare: si tratta di affrontare quel
particolare tratto del viaggio che conduce i figli dallinfanzia allet adulta e traghetta i genitori verso
il termine del loro compito genitoriale. E un passaggio vitale e costruttivo, ma pu anche essere
rischioso,in delicato equilibrio tra progressione e regressione, espone genitori e figli ad uno stato
di incertezza e discontinuit. Assistiamo i ad un particolare e specifico intreccio tra fragilit
narcisistica dei genitori, il cui ruolo sottoposto a forti tensioni, e riattivarsi di bisogni narcisistici
del figlio.
Lesordio puberale d il via ad un cambiamento rivoluzionario, sul piano somatico e su quello
psicologico: ladolescente, sottoposto a vissuti di instabilit, fluttuazioni nellimmagine di s, cerca
nella realt esterna un supporto per i movimenti di individuazione, un punto di stabilit
differenziante. Il lavoro con i genitori si situa nel favorire il recupero della capacit di
rispecchiamento e di contenimento.

Sullo sfondo di questo quadro, che delinea caratteristiche della trasmissione psicologica, non
possiamo dimenticare i cambiamenti che hanno investito la societ e con essa la relazione
genitori-figli. Nuove forme della genitorialit, nuove espressioni del percorso adolescenziale.

Si parla oggi di nuove identit e si arriva a ipotizzare mutazioni antropologiche. Il dibattito non
investe solo la sociologia o lantropologia, ma necessariamente la psicologia e la psicoanalisi in
particolare. Kaes afferma: stanno nascendo nuove identit e sono daccordo nel ritenere che esse
non derivino solo da trasformazioni individuali, ma da una organizzazione nuova dei rapporti tra le
fonti di formazione di identit .
La famiglia la prima tra le fonti di formazione di identit e alcuni aspetti sono importanti da
ricordare per dare conto dei cambiamenti nella genitorialit.

17 di 32
Psicoanalisti e genitori: come lavorare insieme - Atti del convegno

Un primo aspetto relativo allinvestimento narcisistico sui figli e al rapporto tra le generazioni:
una trasformazione rivoluzionaria, avvenuta nel secolo scorso nella procreazione attraverso il
controllo delle nascite: il figlio diventa espressione di una volont, di un desiderio, di un progetto,
della coppia o di un singolo, figlio di un desiderio privato.
Il filosofo e sociologo Marcel Gauchet studia limportante ricaduta di questa rivoluzione
copernicana sullo sviluppo dei figli; parla di una appropriazione nuova dellinfanzia da parte degli
adulti, di un investimento narcisistico senza antecedenti i bambini sono figli dei loro genitori ad un
livello senza precedenti, sono lemanazione del loro essere pi intimo, con tutte le implicazioni che
questo comporta.
Accanto a questo primo elemento, un altro aspetto va preso in considerazione come variabile
importante per la costruzione dellidentit: il venir meno del principio di autorit, insieme al
ridursi delle differenze fra le generazioni. Le distanze fisiche e psichiche fra generazioni si sono
ridotte.
Nella cultura postmoderna, la societ definita liquida, i passaggi nelle varie fasi della vita
appaiono mobili, meno definiti e strutturati, con profondi cambiamenti nel rapporto tra generazioni.

Sulla base di tutto ci, sono ancora attuali i presupposti teorici che indicano nelladolescenza let
della ribellione, unesigenza di violenza generazionale, necessaria per costruire la propria visione
del mondo? Oggi sia il processo di separazione che quello di individuazione appaiono pi
sfumati, meno richiesti, nello scenario sociale come in quello familiare.
Freud riportava il disagio della civilt al conflitto tra desiderio e proibizione, allinibizione
dellimpulso di fronte alla legge del padre e della societ che reprime e controlla, ma anche d
significato e identit. Il malessere attuale viene riportato alla scomparsa di limiti, di regole, ad una
condizione di eccitazione senza contenimento o di vuoto; il disagio assume la forma di un deficit, di
una carenza, di un vuoto esistenziale e, per gli adolescenti, di una fragilit narcisistica che fatica a
tollerare limiti, prove e frustrazioni. Si parla di narcisismo nei suoi significati, sia di struttura che di
sofferenza. In particolare si osserva, nel mondo occidentale, in modo sempre pi forte una
prevalenza del vissuto non pensato ed una comparsa e diffusione di patologie delle condotte in
aumento. ( R. Cahn)
I genitori di adolescenti oggi appaiono molto pi implicati, preoccupati, mossi da bisogno di
protezione, pi che sostegno, di controllo pi che di proibizione nei confronti dei figli di
quanto non lo fossero quelli delle passate generazioni; la presenza di regole forti e condivise che
scandivano ritmi e rapporti della vita familiare ,dettata dallautorit genitoriale, fortemente investita
e riconosciuta , comprendeva anche una richiesta di responsabilit ai figli nella sfera scolastica,
che soprattutto alle superiori e poi alluniversit, era lasciata nelle mani delladolescente e poi del
giovane adulto ed appariva sufficientemente libera dal protettorato o dallinterferenza genitoriale.
Sul piano del dovere era riconosciuta alladolescente la capacit di sopportare compiti e
frustrazioni, di affrontare fatiche adulte: oggi le famiglie appaiono in prima linea ed in uno stato
perennemente ansioso a seguire i percorsi scolastici dei figli, famiglie preoccupate, talvolta
intrusive anche quando la situazione non fallimentare, preoccupate che il figlio non sia
abbastanza competitivo per le richieste della societ, famiglie che spingono o che proteggono,
famiglie che si sostituiscono al figlio stesso, alla sua motivazione, alla sua responsabilit, genitori
ansiosi che non riescono a fare un passo indietro poich non riescono ad immaginare un figlio
autonomo di muoversi e temono di lasciarlo naufragare se gli permettono di nuotare da solo.
Anche riguardo alle prime esperienze affettive, che costituivano uno spazio segreto e privato, oggi
molto cambiato e la confidenza spesso sfuma in una vicinanza collusiva dove la difficolt dei figli
a chiudere la porta del loro piacere e del loro dolore coincide con la difficolt dei genitori a non
varcarla. Cos lo spazio fisico violato (quello delle camere da letto, ma anche e sempre pi spesso
quello dei bagni) sta a rappresentare la difficolt a costruire lo spazio psichico, riconoscerlo e
sentirlo riconosciuto. Mi sembra siano questi alcuni degli aspetti che indicano i modi e le ricadute
della sofferenza narcisistica che coinvolge genitori e figli adolescenti .
Le parole di uno psicoanalista francese, che molto e con passione si occupato delladolescenza
ci accompagnano, nella conclusione, indicando lo stretto legame tra avventura della
soggettivazione e ambiente.

18 di 32
Psicoanalisti e genitori: come lavorare insieme - Atti del convegno

Lavventura adolescenziale presuppone implicitamente ed esplicitamente che il desiderio,


laspirazione allautonomia delladolescente non siano ostacolati o sbarrati dalla paura degli scontri
e dei rischi che esso comporta, tramite la fissazione alluniverso protetto e rassicurante
dellinfanzia e di una dipendenza alla quale egli non pu o non vuole rinunciare, tanto pi quando
tale fissazione alimentata, mantenuta o pretesa dal suo nucleo familiare. (R. Cahn)

Bibliografia

- Aliprandi M.T., Pelanda E., Senise T., Psicoterapia Breve di Individuazione, Feltrinelli,
Milano 1990
- Benasayag M., Schmit G., (2003) Lepoca delle passioni tristi, Feltrinelli, Milano 2004
- S. Bonfiglio, La funzione genitoriale in adolescenza oggi, in Adolescenza e psicoanalisi,
anno IV, n 2, novembre 2009
- S. Bonfiglio, Sulla soglia. Controtransfert, acting out, setting: note a margine di una
consultazione con unadolescente, in Richard e Piggle, 3 /20010, Il Pensiero Scientifico
Editore, Roma 2010
- Cahn R.(1998), Ladolescente nella psicoanalisi, Edizioni Borla, Roma 2000
- Freud S. (1914), Introduzione al narcisismo, O.S.F. 7
- Gauchet M., (2004), Il figlio del desiderio, Vita e Pensiero, Milano 2010
- Jeammet P.(1992), Psicopatologia delladolescenza, Edizioni Borla, Roma 1992
- Kaes R (2002), La costruzione dellidentit in correlazione allalterit e alla differenza,
Psiche, 1, 185-195
- Racamier P.C. (1992), Il genio delle origini, Raffaello Cortina Editore,Milano 1993
- Winnicott D.(1965), La famiglia e lo sviluppo dellindividuo, Armando editore, Roma 1968

Torna all INDICE

19 di 32
Psicoanalisti e genitori: come lavorare insieme - Atti del convegno

Il lavoro con la coppia genitoriale: collusioni coniugali e proiezioni genitoriali.


Il modello britannico
Alessandra Zanelli Quarantini

Quando ci occupiamo di un bambino o di un adolescente in difficolt ormai consuetudine


predisporci ad ascoltare i genitori, non solo per la raccolta dei dati anamnestici o della storia della
malattia e del suo insorgere, ma per conoscere insieme a loro quanto del patrimonio affettivo
della coppia, inconscio e non, pu essere coinvolto nel disagio del figlio. Senza questo lavoro
preliminare si corre il rischio di aiutare solo parzialmente i nostri piccoli pazienti.
La letteratura in questo senso ha negli ultimi decenni indirizzato lattenzione sul patrimonio
ereditario affettivo che proviene dallinconscio dei genitori e che, a sua volta, discende dalle
generazioni precedenti. Gli studi delle dinamiche affettive di coppia e della relazione tra i due
partner portano ad identificare non tanto la somma dei loro due mondi, interni ed esterni, che
sincontrano, ma la nascita e lo sviluppo di unarea psichica terza, formata dalle fantasie inconsce
e dalle esperienze infantili, da corpo e da psiche, provenienti da ognuno dei componenti della
coppia stessa. Il loro incontro forma questa nuova area di coppia che reca ai partners mutui
vantaggi.
Si tratta di una sorta di area di comune ove partecipa ogni elemento del s dell'uno e dell'altro;
semplificando, i partens si scelgono per similitudini: Ti scelgo perch m curi come faceva mia
madre con me o per opposizioni ti scelgo perch sei accogliente ed affettuoso e mi ripaghi della
freddezza di mio padre. I vantaggi quindi possono essere: lenire, curare, sostenere gli aspetti
conflittuali o luttuosi irrisolti dei due partners. Questarea rappresenta laspetto collusivo della
coppia. Henry Dicks descrive questo processo immaginando il formarsi di uno spazio che chiama
membrana diadica della coppia, contenitore fluido o rigido di aspetti personali e inconsci di ognuno
che, al loro incontrarsi, creano nuove entit affettive.
Certo il meccanismo non lineare ed automatico, non c un semplice spostamento dinvestimenti
da una figura o da unesperienza del passato su quella del partner attuale; ci avviene con
trasformazioni e mascheramenti. Questo contratto segreto del rapporto, cio lincastro tra questi i
due mondi interni, crea una vera e propria collusione inconsapevole nella coppia che si viene
formando.
Quando queste riparazioni inconsce o preconsce coinvolgono aspetti patologici del padre e della
madre, impossibili ad essere pensati e riconosciuti, e nasce un bambino, indubbio che tale
contesto emotivo , fin da subito, un ambiente emotivo non facile, dentro cui avviene la nascita e
la crescita psicologica del figlio.
Dina Vallino ci ha sottolineato come per un bambino lidentificazione introiettiva dei genitori sia
come un organo di senso supplementare. Le identificazioni in questione per il bambino hanno un
gradiente di normalit o di patologia, dove, in questultimo caso, lui pu trovarsi a fare i conti con
una funzione genitoriale che pu anche essere devitalizzante o addirittura morta o mortifera,
ostacolandogli la possibilit di costruire un proprio S. Lo sviluppo psichico di un bambino pu
quindi essere sottomesso e soffocato dalle proiezioni genitoriale.
Consideriamo che lambiente pu non essere del tutto fallimentare ma presentare forti rigidit delle
difese personali organizzate nella madre o del padre o della coppia stessa, intesa, abbiamo detto,
come incontro ed intreccio dei due mondi interni dei partners. Spesso la risoluzione e
lelaborazione dei conflitti del piccolo paziente ostacolata e irrigidita da questa atmosfera.
Possiamo sentire il bambino risucchiato da una sabbia mobile familiare potentissima da cui non
pu, se non parzialmente, sottrarsi. Mi piace ricordare ci che scrivevano Adriano Giannotti e
Andreas Giannakoulas: Il bambino in alcuni casi, diviene il portatore ed il messaggero
dellinconscio parentale e per la sua posizione si presta ad essere usato, abusato, sedotto,
idealizzato, inventato, totalmente depersonalizzato.
Nelle situazioni patologiche gravi se la psicosi non patologia manifesta della coppia, ci avviene
perch spesso la coppia stessa funziona come riparatore dei conflitti che possono essere stati
denegati, proiettati o mantenuti in animazione sospesa. Per sopravvivere psichicamente, la coppia
allarga quella che abbiamo chiamato membrana diadica, inglobando al suo interno il figlio che
diventa il depositario dei loro conflitti interni negati. Mantenere i conflitti non risolti e denegati

20 di 32
Psicoanalisti e genitori: come lavorare insieme - Atti del convegno

utilizzando delle difese ideali condivise, (ad esempio la concretizzazione) pu esser utile ad evitare
sentimenti ed esperienze difficili quali la rabbia, o i traumi e i lutti e spesso ci a discapito del
figlio. Anche per la coppia stessa ci pu limitare la loro spontaneit, la piena vita sessuale, la
creativit e cos via.
Questa complementariet inconscia della coppia ha lo scopo di lenire o di curare, ognuno
attraverso gli aspetti dellaltro, angoscia e depressione. Il figlio, in questa intimit, pu essere
inconsciamente asservito alla riparazione e alla cura di uno o di entrambi i partners, i quali, non
tollerando modificazioni e cambiamenti in loro e tra di loro, evacuano e proiettano nel figlio la
propria ansia. Andreas Giannakoulas scrive che il bambino inglobato nella membrana diadica dei
genitori e li preserva dai conflitti.
Pu quindi accadere che l bambino divenga un concreto rappresentante della collusione e del
conflitto della coppia coniugale l dove sono falliti processi di separazione; dove c' il terrore di
essere soli, dove manca indipendenza, individualit e, specificatamente, dove esiste angoscia di
morte.
Il presupposto che certe coppie manipolino senza consapevolezza il bambino, causandogli
ingorghi affettivi tali da poter produrre in lui disturbi comportamentali, sintomi patologici, gravi
malattie psichiche e psicosomatiche.
Alla nascita di un figlio, le coppie possono affidare aspetti di s conflittuali e dissociati al bambino
che ne diviene un concreto rappresentante con il mandato inconscio di riparare per loro queste
parti impensabili. Il sintomo del bambino pu essere quindi una comunicazione di conflitti affettivi
non pensabili della coppia genitoriale. Osservando un bambino malato, dobbiamo chiederci come
si rapporta questo sintomo con le dinamiche affettive della coppia.
Il bambino sintomatico per i conflitti o per i traumi genitoriali scissi e proiettati costruir un' identit
confusa e schiacciata dallintroiettato del padre e della madre. Questi figli possono essere quindi
allevati dai genitori con uno sguardo centrato su di s e sulle proprie esperienze psichiche che il
bambino, operando un diniego di parti di s, accoglie e concretizza nella malattia, per sostenerli.
Per uno sviluppo sano la genitorialit dovrebbe comportare un parziale ma sostanziale
disinvestimento affettivo e immaginativo dai legami precedenti per presentare al bambino un
ambiente psichico genitoriale non ostruito dai conflitti e per fornirgli energie come altro da s,
come centro focale delle loro attenzioni. Il bambino dovrebbe essere, pensando a Winnicott, un
oggetto di investimento e non un oggetto soggettivo dei genitori.
Nelle consultazioni con i genitori diventa quindi fondamentale, per permettere al bambino uno
spazio personale riconosciuto, che essi siano aiutati a decifrare ci che appartiene al loro conflitto,
fino ad allora inconsapevolmente affidato al piccolo. Si tratta di sostenerli nel recuperare la
capacit di immaginare intorno al trauma personale riassumendosene le responsabilit. Questo,
nella maggioranza dei casi - quando la patologia genitoriale non cos alta da scatenare
inguaribili scompensi nel momento in cui i meccanismi collusivi vengano meno al loro
funzionamento difensivo - pu comportare un calo di pressione notevolissimo nella patologia del
bambino. La malattia, i sintomi del bambino, come concretizzazioni del conflitto o del trauma
genitoriale proiettati, possono regredire verso la via dellelaborazione. Il piccolo pu cos liberare
uno spazio per s magari ancora vuoto, danneggiato o confuso aprendosi la possibilit di
costruzione o di riparazione in analisi.
Alla luce di questi pensieri, un'indicazione principe quando si inizia la terapia di un bambino o di
un'adolescente malato per noi affiancare alla cura del minore un lavoro parallelo di terapia della
coppia con un analista diverso rispetto a chi seguir il bambino. Questa ormai una pratica
collaudata nell'Istituzione in cui lavoro (Neuropsichiatria Infantile - Universit Milano Bicocca) che
comporta dopo una sperimentazione di anni, alla fine del percorso terapeutico dei genitori e del
figlio, un pi pieno riassestamento delle conflittualit familiari ed una modifica di vita verso la salute
per tutti, grazie al venir meno delle collusioni patologiche e patogenetiche, con maggiore stabilit
nel tempo.
La terapia di coppia prevede sedute settimanali di un'ora e un quarto, pu essere condotta da due
terapeuti (una femmina e un maschio) per facilitare la messa in atto e la comprensione di transfert
crociati e un minor rischio di inconsapevoli alleanze e/o esclusioni tra i membri della coppia e il
terapeuta. Non sempre questo possibile, sia in istituzione che nella pratica privata. Un
accorgimento,in questo senso, nel lavorare da soli con la coppia, la necessit che i nostri

21 di 32
Psicoanalisti e genitori: come lavorare insieme - Atti del convegno

interventi, commenti ed interpretazioni, coinvolgono ambedue i membri della coppia e non ne


escludano uno in favore dell'altro perch non abbiamo due soggetti davanti a noi ma un'unit
gruppale con cui interagire: Mentre Maria sente che ....Giacomo sente a sua volta che ..
La coppia che intraprende la terapia tender, comprensibilmente, a narrarci delle difficolt del
figlio, della sua malattia, della loro impotenza e incapacit con lui, spesso nel concreto e nella
fattivit . Per aiutarli ad occuparsi dei loro aspetti collusivi e poter aiutare il figlio ad essere
sgombrato dalle parti scisse e proiettate dei genitori, necessario che nelle sedute si trasferisca la
nostra attenzione dal bambino alle loro parti bambine e alle loro parti che nella relazione sono
state in conflitto, deluse o traumatizzate.
Il lavoro faticoso, abbiamo a che fare con un transfert crociato dove possiamo essere usati sia
riattivando per loro un genitore simile o diverso da quello della loro esperienza, sia il figlio stesso
quando ci fanno sentire come quel bambino malato pu sentire di loro (la confusione, la rabbia,
l'impotenza, l'esclusione etc.). Possiamo anche sentirci il partner uno dell'altro a cui raccontano
delusioni, incomprensioni, lontananze e ferite reciprocamente inferte.
Scrive Giannakoulas (93): ..una relazione di coppia che si mantiene sulla base di un legame
patologico di dipendenza pu essere indice di un fallimento dei processi di separazione
individuazione, del terrore di essere soli e () della paura del vuoto
I bisogni inconsci di una coppia possono essere estremamente potenti, sino a disperderne gli
agenti responsabili, per mantenere lo status quo di cui la malattia grave del figlio (ad esempio
l'anoressia come malattia psicosomatica) parte integrante.
Dissociare, la cura del corpo (del corpo di un figlio) dalle cure della mente, contro il pericolo
dellintegrazione spesso una richiesta della coppia. Spesso i genitori dei pazienti anoressici, per
esempio, ci dicono ai primi incontri con loro: Ma cosa centriamo noi, bisogna piuttosto trovare il
modo di far aumentare nostra figlia almeno di dieci chili . Questi pazienti ci chiedono di essere
scissi a nostra volta. Lintegrazione qualcosa di inaccettabile nelleconomia del paziente. Per una
coppia il figlio la loro parte scissa di sofferenza mentale impensabile.
A questo proposito vorrei fare un breve accenno relativo all'aumento negli ultimi anni, nelle
istituzioni e nei nostri studi, di casi di bambini e adolescenti che manifestano ritiro sociale. Si tratta
di ragazzi,principalmente maschi, tra gli 11 e i 16 anni che progressivamente diminuiscono la
frequenza e arrivano all'abbandono della scuola. Questo il primo motore, sostenuto da
motivazioni di disagio,incapacit, cattive relazioni con compagni e professori o da disturbi
psicosomatici che inducono a restare a casa quali cefalee, sindromi vertiginose, dolori addominali,
continue minzioni etc.
Questi ritiri evolvono fino ad progressivo chiudersi in casa e alla sospensione dei rapporti amicali
complici le pseudo relazioni fatte di SMS, chat, facebook. Ci permette ai ragazzi di limitare gli
incontri, gli scontri,le rivalit, le misurazioni tra coetanei e rimanda l'incontro con la propria e l'altrui
sessualit. In quadri descritti come chiusure narcisistiche, patologie depressive, sindromi ansiose, i
contatti di questo tipo permettono di difendersi da un'immagine svilita di s e dal rischio di
frustrazioni rispetto alle relazioni dirette. A differenza della sindrome giapponese hikikomori
(1.000.000) dove il ritiro nella propria stanza da letto da cui non si esce mai, in Italia e in Europa,
il ritiro nella casa con un'occupazione di tutti gli spazi tanto che tutta la famiglia spettatrice
impotente della passivit del figlio. Questo crea corti circuiti di rabbie reciproche spesso esplosive.
La poca letteratura in merito parla di giovani con un forte legame con la madre e un'impossibilit
ad accedere ai processi di separazione della crescita, complice spesso un padre limitrofo o
assente. Queste posizioni genitoriali colludono con il ritiro e la dipendenza del figlio. Nel lavoro con
i genitori di questi ragazzi ho osservato una precisa assenza di comunanza, vicinanza, complicit
libidica della coppia. Sono coppie attive e fattive nel concreto del quotidiano ma vuote di intimit
reciproca. Il figlio ha, per loro, la doppia funzione di richiamare il padre alla madre e di risarcire la
madre dalla mancanza del padre; una specie di collante riparatore, purtroppo fallimentare, di un
rapporto basato su vuoti e assenze dei due partners a cui il figlio sacrifica la sua vitalit.
In questi genitori, inoltre sono presenti lutti non elaborati, aree mortifere da cui sono psichicamente
sopravvissuti attraverso il diniego e la cancellazione. Il figlio nella sua passivit e nel suo ritiro dalla
vita, drammatizza potentemente il rimosso dei genitori. Un lavoro preciso e costante con queste
coppie davvero necessario per il riavvio della crescita e della vitalit del figlio.

22 di 32
Psicoanalisti e genitori: come lavorare insieme - Atti del convegno

In conclusione, pensando a ci che Winnicott ci descriveva rispetto alle situazioni di fallimento


ambientale, nellarea della psicosi, della psicosomatica grave, per un bambino o un adolescente
c' unesperienza di totale fallimento e di deprivazione che non cos evidente per i suoi genitori.
Essi, pi delle volte, sono invece adattati, sembrano - anche se precariamente - capaci di allevare
un figlio e sentono pericolosa e diversa la sua follia. Ascoltando le coppie, ci accorgiamo tuttavia
di quanto, come singoli prima, come coppia collusa poi, abbiano sofferto, senza mai pensarlo, di
stati deprivati, di esperienze luttuose di perdite e di vuoti, di situazioni ambientali rigide ,di
atmosfere depresse, di separazioni individuazioni impossibili o carenti. E, se per loro, il fallimento
ambientale sembra essere stato o parziale o successivo a un precedente accudimento,
ugualmente feriti, hanno tentato di non sentirne il dolore.
Ricordando il pensiero di Mario Bertolini rifletto che, come per i caratteri recessivi di una malattia
genetica ereditaria, lincontro di questi caratteri pu generare una discendenza malata. Al di fuori
della metafora ci sembrerebbe corrispondere al fallimento parziale di madre e di padre che,
accoppiandosi generano malattia per la propria impossibilit di crescere e separarsi. Diviene
quindi indispensabile per aiutare i figli verso un'esistenza pi personalizzata e vera, il lavoro clinico
con la coppia e non ultimo questo lavoro pu essere l'occasione per la coppia stessa di dipanare i
conflitti e i traumi sepolti, con la speranza di poter accedere, anche fra loro, ad una diversa e pi
viva intimit.

Bibliografia

- Bertolini M., Giannakoulas A., Hernandez M., (a cura di) La tradizione Winnicottiana,
Borla, 2003
- Dicks H.V. (1992) Tensioni Coniugali. Borla Ed..
- Faimberg H., (1993), Il telescopage delle generazioni, in Trasmissione psichica tra
generazioni, Borla, Roma, 1995.
- Giaconia,G.(2000) Riflessioni sul transgenerazionale in Ferruta et Alii, Il contributo della
psicoanalisi infantile nella cura delle patologie gravi in infanzia e adolescenza, Armando
Ed., Roma, 2000.
- Giannakoulas A., Giannotti A.( 1984) Il setting con la coppia genitoriale. in "Il setting", Borla
Ed.
- Kaes, R.,Fainberg, H.,Enriquez, M.,Baranes, J.J.,(1993) Trasmissione della vita psichica
tra generazioni, Borla. Roma, 1995.
- Neri F., Bertolini M. Fantasie consce e inconsce, identit personale e genitoriale In
Fantasie dei genitori e psicopatologia dei figli, Borla Ed., 1991
- Norsa D., Zavattini G.C.,(1997), Intimit e collusione, Raffaello Cortina Ed.,1997.
- Vallino D. (2001) Rianalisi e trauma. Lavoro letto al Centro Milanese di Psicoanalisi (S.P.I.)
il 22/2/2001
- Winnicott D.W. (1988) Sulla natura umana, Raffaello Cortina Ed., Milano, 1989
- Winnicott D.W. (1963) La paura del crollo. in "Esplorazioni psicoanalitiche" Cortina Ed.
1995

Torna all INDICE

23 di 32
Psicoanalisti e genitori: come lavorare insieme - Atti del convegno

Incontrare l'inconscio di bambini e genitori con il gioco e con l'osservazione


Proposte della consultazione partecipata prolungata
Dina Vallino

Il lavoro clinico con i genitori ha assunto interesse da qualche tempo in molti dei nostri centri
psicoanalitici, tra cui Milano. E' un lavoro che non esclude la psicoanalisi individuale del bambino,
ma la amplia, perch coinvolge i genitori nella responsabilit della cura dei figli, prima di qualsiasi
altro percorso clinico.
Nellambito dello sviluppo precoce vi una variet di terapie brevi madre bambino che definiscono
lintervento insieme ai genitori nellhic et nunc della seduta, come un intervento circoscritto che
esplora problematiche che emergono in consultazione dalla vita quotidiana del bambino e della
famiglia e che permettono di avanzare progetti di cambiamento, anche senza suggerire un
percorso psicoterapeutico pi a lungo termine.
Nella mia esperienza (che risale agli inizi degli anni Ottanta), una madre che chiede una
valutazione, consigli e un sostegno per il figlio/a non scontato che sia propensa a lavorare in
senso psicoanalitico sulla sua vita, sul suo passato transgenerazionale, ma invece soddisfatta di
essere aiutata ad avvicinarsi in modo nuovo al suo bambino/a condividendo con me quello che
accade nel corso della seduta. E' di solito di sollievo per i genitori partecipare alle sedute di
consultazione del bambino: possono cos conoscermi e capire se il mio modo di trattare con loro e
con il loro figlio adeguato. Inoltre non vengono a soffrire di un senso di esclusione e di "sospetto"
sul mio lavoro, perch ci che faccio sotto il loro controllo.
Nel primo colloquio col terapeuta i genitori parlano delle difficolt che incontrano nell'educazione
oppure del disagio dei figli che non riescono pi a capire: abbandono della scuola, crisi di rabbia o
pianto, deficit significativi di apprendimento ecc; i sintomi variano a seconda dell'et. Di solito ai
genitori che mi consultano, dopo aver raccolto qualche breve nota anamnestica, propongo subito
un incontro con il loro bambino/a, li invito a giocare con lui/lei (se ne sono capaci) e a fare
attenzione al suo comportamento, notando tutto ci che risulta diverso da quello che succede a
casa. Infine li prego di riservare i loro commenti ai colloqui che faremo separatamente, per non
disturbare il bambino parlandogli sopra.
Si tratta per madre e padre di sospendere i preconcetti sulla "malattia" del figlio per accogliere
l'intuizione di una propria crisi genitoriale o di una cesura nella propria capacit di comprensione.
Da parte mia vincolante il sospendere ogni pregiudizio di valutazione, per poter farmi un'idea,
con l'osservazione, sul disagio della famiglia (reattivo, traumatico, ecc.) e per poter fornire elementi
utili a trasformarlo.
Ho sperimentato, con altri colleghe e colleghi ( una cinquantina circa che collaborano con me da
oltre 10 anni), che la Consultazione Partecipata Prolungata un intervento preventivo idoneo a
bambini di et diverse. Si affronta il disagio del bambino prima che la sequela patologica dei
sintomi si sia consolidata. Infatti si pu fare molto sia con i bambini piccoli che con i bambini in
et scolare per riattivare la loro creativit.
La Consultazione Partecipata Prolungata una proposta di prevenzione, basata su un setting
idoneo ad accogliere sia i genitori che il bambino/a. Ha come elementi costitutivi: incoraggiare i
genitori a "mettersi in gioco, nel doppio senso di coinvolgersi nellosservazione, mettendosi dal
punto di vista del bambino, e di giocare col bambino nella stanza, insieme con me.
Il giocare un attivit mentale complessa, matrice della metafora e del transfert. Il gioco simbolico
e il gioco narrativo, sono il solo strumento tecnico di cui disponiamo per consentire ai bambini, dai
pi piccoli, ai pi malati, di esprimersi e di iniziare a immaginare piccole narrazioni, mediante le
quali linterpretazione narrativa dellanalista pu modificare le angosce rimosse del bambino
(Maggioni 2011).
E infatti col gioco che possiamo intercettare linconscio del bambino che, prima delle notizie
biografiche, ci da informazioni esaustive su di se col suo gioco.

24 di 32
Psicoanalisti e genitori: come lavorare insieme - Atti del convegno

Come dal titolo, il lavoro con l'osservazione e il lavoro col gioco sono i due elementi della CPP che
ci consentono di venire in contatto con il fraintendimento, da parte dei genitori, della
comunicazione del bambino, dei suoi sentimenti, dei suoi vissuti (1).
In pratica, mostrer ai genitori che il sintomo del bambino ha origine dalla mancata loro risposta
alla sua comunicazione o ai suoi bisogni, mancata risposta, magari lontana nel tempo, nei primi
anni di vita.
All'inizio si viene in contatto con aree di colpevolizzazione globale che si traduce in reazioni di
irritabilit genitori-bambini o di esasperata insofferenza. Sono infatti genitori allarmati quelli che
percepiscono di aver smarrito la sicurezza nel rapporto con i loro bambini. Cercano le motivazioni
pi stravaganti per spiegare a se stessi ci che accaduto, spesso si sentono in colpa e si
accusano di mancanze che non possono colmare ( ad es. perch hanno fatto un secondo figlio,
dato che la primogenita risultata poi cos gelosa?). La loro affettivit, densa di preoccupazione,
non pu essere da noi trascurata; dobbiamo essere sensibili alla loro apprensione, perch da l
potr sorgere l'alleanza terapeutica e la qualit del loro impegno per capire quel che successo
e ritornare vicini al loro figlio. Ci che va fatto aiutarli a osservare cose semplici: il bambino che
gioca, il suo comportamento nella stanza, i suoi disegni, le piccole storie che sapr raccontare.
L'osservazione e il gioco, nella Consultazione Partecipata Prolungata (CPP), ci permettono di
entrare in contatto con i sentimenti inconsci di bambini e genitori.
Il setting della CP risulta complesso, perch l'analista si rivolge ai genitori e al bambino/a
differenziando le loro competenze: col bambino si gioca, coi genitori si conversa, ma nel corso
della consultazione ci vuole rispetto e ascolto dei piccoli da parte degli adulti, perci i genitori sono
invitati a rimandare le loro considerazioni ai momenti di colloquio con me.

Se avessi tempo, potrei illustrare nei particolari, attraverso la consultazione partecipata con un
bambino di 3 anni e 6 mesi, con patologia adesiva (2) e con una bambina della stessa et, con
disturbi di personalit, quanti eventi possono presentarsi nei momenti di gioco delle sedute di
consultazione partecipata. Se il gioco non inizia un segno importante di inibizione, ma se il gioco
inizia, e non pu continuare, dobbiamo interessarci al significato che ci assume rispetto alla
carenza di creativit del bambino. Quel bambino in et prescolare per essere felice aveva bisogno
di sentirsi un cucciolo per i suoi adulti, il che significa molte cose: sentire di esistere per loro, che
importante per loro, avere la loro approvazione. Ha bisogno che i suoi adulti gli dicano "bravo",
cio ammirino le sue capacit via via in crescita. Il punto che tutto ci non lo pu fare da solo,
ha bisogno che l'adulto non sia passivo ad attendere le sue iniziative, ma sia capace di proporre le
cose da fare insieme, leggere un libro, giocare, ascoltare o raccontare una storia. Qui sta la sua
felicit di bambino; fare il tiranno era un ripiego, una difesa.
Rispetto alla bambina, come analista ho giocato su questi aspetti: chiederle. di fare un passo per
volta, imparando a giocare, a stare insieme a noi adulti in seduta. Quelli che possono sembrare
interventi pedagogici, li intendo rivolti all'io sano della bambina, che nel disturbo di personalit
viene tenuto lontano mediante la scissione. Nelle nostre conversazioni, durante le varie sedute,
sono riuscita lentamente a dissuaderla la sua tirannia verso la madre e dal rifiuto verso la mia
persona, mostrando di non aver paura di lei, ma di poterla invece aiutare.

1
La parola FRAINTENDIMENTO significa interpretare travisando (anche solo per disattenzione) il valore di
una o pi parole, od anche un gesto, un atto, un comportamento. Nella parola fraintendere il FRA
preposizione nel senso di ostacolo interposto.
2
Adesivit: una difesa da esperienze di mancanza di contenimento e si manifesta come fissazione
dell'attenzione a un oggetto in modo quasi ipnotico, come se il lattante volesse rifugiarsi in una esperienze
bidimensionale. Pi avanti si pu manifestare nel bambino come iperattivit e come un darsi fisicamente una
corazza muscolare, nonch come bisogno lagnoso di stare appiccicato alla madre. Nell'adulto si manifesta
anche come conformismo, bisogno che le cose non cambino e bisogno di avere sempre persone da cui
dipendere, cui chiedere compagnia e sostegno.

25 di 32
Psicoanalisti e genitori: come lavorare insieme - Atti del convegno

La madre, il padre di fatto svilupparono un maggiore autocritica, dubbi, ripensamenti, provarono a


cambiare atteggiamento e sopratutto furono rassicurati sulle capacit della loro figlia che, ad
esempio, poteva imparare a giocare senza interrompersi continuamente.
L'ambiente di vita della bambina intanto cambiava: dopo le prime Consultazioni Partecipate la
mamma mi disse che aveva provato a fare insieme a lei dei giochi e delle storie. Ci furono, negli
intervalli tra una seduta e laltra di CP, e-mail, telefonate, sms della mamma. Per riportarla a una
vita normale di bambina, furono necessarie diverse sedute di consultazione partecipata, avvenute
nel corso di sei mesi. Fu mobilitato da me in colloqui lambiente intorno a lei: la direttrice della
scuola, la sua maestra, i nonni, la neurologa ecc.

Il setting della Consultazione Partecipata e Prolungata (CPP) prevede una estensione nel tempo
che va al di l dei primi 7 incontri di base, che sono i seguenti:
1 colloquio con i genitori
2 consultazioni madre e bambino/a (o genitori e bambino/a)
1 consultazione padre e bambino/a
1 colloquio con i genitori in corso dopera
1 colloquio conclusivo con i genitori
1 colloquio di restituzione al bambino/a.
Fa parte del setting una presa di contatto con i documenti affettivi della famiglia.

Documenti Affettivi
Nel primo colloquio con i genitori chiedo loro di portarmi, quando verranno col bambino, documenti
familiari riguardanti il loro figlio/a: sono foto filmini disegni album e quaderni di scuola a volte giochi
o pupazzi molto preziosi, che sono state scelti dal bambino con la mamma. Dico ai genitori che li
si guarder insieme, perch mi sono utili per iniziare la conoscenza del bambino e prendere
contatto con lui senza affliggerlo con troppe domande. Infatti, nel considerare momenti della sua
vita passata e attuale, ogni bambino /bambina potr dirmi i suoi pensieri. Ai genitori si chiede di
approfittare delloccasione di ascoltarlo per quello che sente, collaborando tutti insieme nella
visione e nei commenti ai documenti affettivi. Lo scopo finale dell'utilizzo di tale materiale
sospendere momentaneamente la questione che preoccupa i genitori riguardo ai sintomi del
bambino, per interessarci, invece, insieme a lui/lei, della sua biografia, quando nato, come
nato, che giorno era, come stava da piccolo, cosa successo poi nellallattamento e allo
svezzamento, cosa avvenuto al primo compleanno, quando quella volta era con i nonni etc. Qui
emergono aspetti centrali dell'anamnesi che si ricostruisce col bambino. Sottolineo limportanza dei
documenti affettivi che mi permettono di focalizzare a lungo lattenzione sulla sua storia di bambino
sano, malgrado le possibili esperienze negative.
Vi un tipo di fraintendimento che abbiamo modo di incontrare frequentemente nel lavoro di
consultazione con bambini/e che manifestano irrequietezza, forti momenti di rabbia e di pianti, ed
anche atti mancati, eppure vivono con genitori che si occupano di loro e che sono considerati
genitori buoni.

Genitori Buoni
Si tratta di genitori non picchiano, n trascurano i figli, al contrario si occupano e si curano del
bambino cercando di ottenere il suo adattamento ai loro desideri e volont. Il genitore buono
talvolta egli stesso schiavo del compito transgenerazionale che gli stato assegnato dal proprio
padre o dal proprio nonno. E' in suo figlio che si realizzer quell'ideale che viene da lontano. Suo
figlio, a sua volta, deve essere compiacente nel realizzare il compito spirituale (Io ideale) che il
padre gli ha assegnato: diventare un campione, un manager, un uomo di successo.
Perci il genitore Buono cerca di indurre uno dei propri figli, pur con le migliori intenzioni, ad
adeguarsi a modelli di vita che reclamano una precocit oppure una competitivit eccessive per lo
sviluppo equilibrato di un bambino/a. Le proteste del bambino o del ragazzo (la sua paura di farsi
male, la difficolt eccessiva del risultato da conseguire, la noia degli allenamenti, l'antipatia
dell'insegnante, il clima di rivalit coi compagni ecc.) possono non essere considerate e accolte,
possono essere messe a tacere dai genitori, magari anche tramite un ricatto affettivo (non dare un
dispiacere al pap!). Se il figlio acconsente a operare una scissione di questo aspetto della sua

26 di 32
Psicoanalisti e genitori: come lavorare insieme - Atti del convegno

personalit (che diventa inconscio), l'identificazione coll' ideale del padre diventa ingombrante e
soffocante. Il bambino interiorizza la relazione con un genitore dal quale si sente amato e protetto,
ma viene irretito nella identificazione troppo ampia con lui.

Fraintendimento genitoriale
Con un setting idoneo alla complessit del campo familiare diviene possibile comprendere come si
manifesta il fraintendimento genitoriale. Provo a darne un esempio ricorrendo a una breve
sequenza. All'inizio del romanzo di Paolo Giordano "La solitudine dei numeri primi" si racconta:
Alice della Rocca odiava la scuola di sci. Odiava la sveglia alle sette e mezzo del mattino anche
nelle vacanze di Natale e suo padre che a colazione la fissava e sotto il tavolo faceva ballare la
gamba nervosamente, come a dire: su, sbrigati. Odiava la calzamaglia di lana che la pungeva
sulle cosce... e quegli scarponi troppo stretti, che la facevano camminare come un gorilla. Allora lo
bevi o no questo latte? la incalz di nuovo suo padre. Alice ingurgit tre dita di latte bollente, che le
bruci prima la lingua, poi l'esofago e lo stomaco. Bene e oggi fai vedere chi sei, le disse. E chi
sono? pens lei. Poi la spinse fuori, mummificata nella tuta da sci verde, costellata di gagliardetti e
scritte fluorescenti degli sponsor. A quell'ora faceva meno dieci gradi e il sole era solo un disco un
po' pi grigio della nebbia che avvolgeva tutto. Alice sentiva il latte turbinare nello stomaco, mentre
sprofondava nella neve con gli sci in spalla, che gli sci bisognava portarseli da soli, finch non
diventi talmente bravo che qualcuno li porta per te (op. cit., p.11).
Non difficile intuire che Alice si costringe a sciare per fare piacere al padre. Questo il
fraintendimento genitoriale: un'aspettativa sui propri figli, da parte di un genitore, che non concede
intenzionalit e volont al figlio.
Alcuni genitori credono che il bambino sar felice se diverr un campione di sci e ne vengono
confermati dal suo impegno a diventarlo, ma vi fraintendimento se le esitazioni del figlio non
vengono seriamente prese in considerazione.
Il bambino assume, con una identificazione introiettiva patologica, forme di vita che non gli sono
peculiari e che, di fatto, gli impongono unesistenza altra da s. Sovente i genitori sono
inconsapevoli di fare ai figli la richiesta compulsiva di avere successo (identificazione proiettiva
patologizzante).

Conclusioni
Data la difficolt del setting di grande ausilio una preparazione pregressa nel relazionarsi ai
genitori nel vivo della quotidianit con i figli. La mia formazione con l'Infant Observation, in cui mi
sono cimentata per pi di trentanni (personalmente e in gruppi di studio), mi ha consentito di
conoscere la famiglia di numerosi lattanti, cos da entrare in contatto con la relazione della madre
con il bambino piccolo, avvertendo anche limportanza della presenza del padre, dei fratelli e delle
sorelle. Questa conoscenza ravvicinata delle dinamiche familiari mi ha portato a ri-conoscere
nellintimit delle case frequentate alcuni tipi di difficolt che le madri incontrano con i loro bambini
nella crescita, difficolt che ho sintetizzato nella parola fraintendimento.
Per incoraggiare i genitori a superare il fraintendimento e lincomprensione e ad avvicinarsi ai
vissuti del loro bambino ho avuto l' idea di riprodurre, nel mio studio, una Consultazione in cui la
relazione tra madre, padre e bambino era analoga a quella che potevo vedere in famiglia. In tale
tipo di consultazione, i genitori si accorgono che il sintomo del bambino ha origine dalla mancata
loro risposta alla sua comunicazione o ai suoi bisogni profondi.
Un momento importante riguarda la mia richiesta a genitori e bambini di fare dei "compiti a casa",
ossia con mezzi idonei all'et del bambino, incoraggiare i genitori ad aiutare il bambino nel gioco
simbolico, nel gioco narrativo, nel racconto di storie, nel fare disegni, nel leggere un libro insieme
ecc.
Non solo, ma rivolgendomi a genitori e bambini nella relazione tra di loro e con me, confido nel
senso di responsabilit dei genitori che con l'osservazione potranno rendersi conto del perch di
certi miei commenti o interpretazioni.
In sintesi: nell'area dell'et evolutiva fondamentale riconoscere l'efficacia dei genitori nel risanare
uno sviluppo del figlio che sta presentando sintomi di malessere. Ho sottolineato che il mio lavoro
(e di altri con il medesimo orientamento) un intervento di prevenzione idoneo a bambini di et

27 di 32
Psicoanalisti e genitori: come lavorare insieme - Atti del convegno

diverse, bambini che si avvantaggiano della vicinanza dei genitori nel condividere con loro il
momento della consultazione con l'analista.
L'efficacia del mio intervento, in senso psicoanalitico, dato dall'impiego di commenti e
interpretazioni, espresse con categorie psicoanalitiche, che si riferiscono alle relazioni inconsce
affettivamente disturbate tra genitori e figli. Ad esempio, da parte dei genitori, fraintendimenti di
vario genere, mancanza di reverie, identificazioni proiettive intrusive, costituiscono il pane
quotidiano dell'incomprensione verso i figli, i quali a loro volta rispondono con rimozione, scissione,
ricerca di un'identit adesiva, identificazione introiettiva patologica e disturbi vari a livello del super-
io e dell'io ideale.
La novit di questo lavoro non mi ha ancora consentito di esplorarne tutte le possibilit nel campo
della prevenzione e delle terapie familiari.

o Bibliografia

Badoni M. (2004), La psicoanalisi dei figli: paradossi. In (a cura di N. Neri e S.Latmiral),


Quad.Psicoter.Inf48.
Bick E. (1964), Note sullosservazione del lattante nelladdestramento psicoanalitico. In
Bonaminio V. e Iaccarino B. (a cura di), Losservazione diretta del bambino. Torino,
Boringhieri 1984.
Borgogno F. (1994), Spoilt Children: Lintrusione e lestrazione parentale come fattore di
distruttivit, Psicoanalisi come Percorso Bollati Boringhieri 1999
Borgogno F., Vallino D. (2005), Spoilt children: un dialogo fra psicoanalisti. In (a cura di
F. Borgogno e A.Ferro) Quad. Psicoter. Inf., 52.
Brazelton T., Cramer B.G. (1990), Il primo legame, Frassinelli, Como 1991.
Di Chiara G. (1971), Il setting analitico. Psiche 8
Engelse M Frick, La terapia dei genitori nella teoria e nella pratica,p.102, in Tsiantis et Al. a
cura di) Il lavoro con i genitori, 2002, Borla Roma
Ferenczi S.(1932), Diario Clinico. Raffaello Cortina , Milano 1988
Ferro A. (1996), Nella stanza d'analisi- Emozioni racconti trasformazioni., Cortina, Milano.
Ferro A. (1998 , Presentazione a D.Vallino, Raccontami una storia, Borla, Roma..
Ferro A. (1999), Tutto il nostro lavoro fatto con le storie. In (a cura di A.Ferro e F.
Borgogno ) La storia e il Luogo Immaginario. Quad.Psicoter.Inf., 41.
Fraiberg S. (1982). Pathological defences in Infancy, in Psychoanal. Quarterly, 61.
Giannakoulas A.e Giannotti A(1984) , Il setting con la coppia genitoriale .In ( Il setting-
Lapproccio relazionale in neuropsichiatria infantile, Borla Roma.
Giordano P.(2008), La solitudine dei numeri primi. Mondadori, Milano.
Klein M. (1955), Sull'identificazione. In Autori Vari, Nuove vie della psicoanalisi, Il
Saggioatore, Milano 1966.
D. Vallino e M.Macci). Quad. Psicoter. Inf. 63.
Lucarelli D., Tavazza G. (2004), Quando e come emerso uno spazio per i genitori nella
psicoterapia analitica infantile? In (a cura di N. Neri e S.Latmiral) Quad.Psicoter.Inf.48.
Maggioni G.(2011), Il bambino non visto e i suoi genitori nell'incontro analitico. In (a cura di
D. Vallino e M.Macci). Quad. Psicoter. Inf. 63.
Mastella M., Ruggiero I. (1996), Il lavoro psicologico con i genitori di bambini e adolescenti
in difficolt. In Genitori e figli in consultazione (a cura di E.Trombini. ). Quattro Venti,
Bologna.
Meltzer D. (1967), Il processo psicoanalitico. Armando, Roma 1971.
Norman J. (2001), Lo psicoanalista e il bambino: una nuova prospettiva nel lavoro con i
bambini piccoli. In Richard e Piggle,11,2,2003.
Novick K. e Novick J (2009), Il lavoro con i genitori. Franco Angeli 2009.
Pozzi M. (2004),I disagi dei bambini da 0a5anni. Relazioni difficili e terapia psicoanalitica
della famiglia. Bruno Mondatori, Milano.
Rustin M. Dialoghi con i genitori . In (Tsziantis (a cura di) Il lavoro con i genitori, 2002, Borla
Roma.

28 di 32
Psicoanalisti e genitori: come lavorare insieme - Atti del convegno

Trombini E. (2011), Disturbi alimentari ed evacuativi in et prescolare: la Giocoterapia


Focale nel contesto di Consultazione partecipata. In (a cura di D. Vallino e M.Macci).
Quad. Psicoter. Inf. 63.
Valli B. (2011), Valore e limiti della Consultazione Partecipata in una situazione di degrado
familiare. In In (a cura di D. Vallino e M.Macci). Quad. Psicoter. Inf. 63
Vallino D. (1984), Lavvio della consultazione partecipata. In ( a cura di M.L.Algini) Sulla
storia della psicoanalisi infantile (2007). Quad. Psicoter.Inf. n.55, Borla, Roma.
Vallino D.( 2002a), La consultazione con il bambino e i suoi genitori. Rivista Psicoan.,
2002, XLVIII,2.
Vallino D. e Macci M. (2002b), Il senso di esistere del neonato e lattrazione fatale
dellidentificazione In Borgogno F. (a cura di) Perch Ferenczi oggi? Bollati Boringhieri,
Torino 2004
Vallino D.( 2004), La Consultazione Partecipata: figli e genitori nella stanza danalisi. Quad.
Psicoter.Inf. 48

Torna all INDICE

29 di 32
Psicoanalisti e genitori: come lavorare insieme - Atti del convegno

The use of child drawings to explore the dual group analytic field in child analysis
Elena Molinari

Il lavoro stato pubblicato su

The International Journal of Psychoanalysis, Volume 94, Issue 2, pages 293312, April 2013

http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/1745-8315.12016/abstract

Torna all INDICE

30 di 32
Psicoanalisti e genitori: come lavorare insieme - Atti del convegno

GENITORI BELLO E (IM)POSSIBILE


Come il cinema racconta
Anna Migliozzi

Talvolta dobbiamo rivolgerci allarte, alla poesia o al cinema per poter meglio descrivere lineffabile
che lincontro tra analista e paziente e quel particolare modo che hanno di stare insieme e di
scoprire un loro linguaggio. Soprattutto quando il loro incontrarsi, non promette niente di buono.
Come, forse, succede ai genitori nel loro incontrarsi con i figli e con il loro stesso essere stati figli.
Per questo, il nostro dreaming ensemble mostra la difficolt a rimanere genitori nelle continue
turbolenze.
Il concetto di genitorialit , oggi, inteso come uno spazio psichico autonomo che fa parte dello
sviluppo di ogni persona. Levento reale della nascita di un figlio, un nuovo membro, attiva in un
modo particolare e molto intenso questo spazio mentale e relazionale, rimettendo in circolo
pensieri e fantasie legati al proprio senso di s. Pertanto, genitorialit non dato a priori ma una
potenzialit, un work in progress che coinvolge lintero sistema familiare quando si trova di fronte
alle turbolenze prodotte dai cambiamenti.
Il cambiamento forse pi radicale, che maggiormente mette alla prova lequilibrio psichico,
lattivarsi di quella straordinaria sollecitudine per unaltra persona, chiamata da Winnicott (1965)
preoccupazione materna primaria, ossia quello stato mentale in cui la madre completamente
assorbita dalla presenza del figlio e perde di vista il mondo esterno.
Non ho potuto fare a meno di pensare quanto anche la famiglia psicoanalitica sia costantemente
esposta al nuovo e soggetta a turbolenze. Particolarmente, dopo pensatori come Winnicott e Bion,
siamo profondamente consapevoli delle resistenze che abbiamo ad affrontare il cambiamento che
genera situazioni, talvolta, esplosive.
Nel suo ultimo lavoro, Bion (1978) ci dice che se ci trovassimo a navigare in cattive acque, ci
vedremmo costretti a Making the best of the bad job, traduco, a tirare fuori il meglio da una brutta
faccenda. La brutta faccenda, a cui si riferisce, una vera e propria tempesta emotiva che
sperimentiamo quando incontriamo ci che ancora non conosciamo.
In guerra, prosegue Bion, lo scopo del nemico quello di terrorizzarti al punto che tu non riesca a
pensare, mentre bene che tu possa continuare a pensare. Pensare richiede coraggio e pu
essere spiacevole. Per evitarlo, potremmo scappare. Se non riuscissimo a scappare perch la
nostra muscolatura ce lo impedisse, potremmo cercare altre forme di fuga. La fuga una
possibilit.
Qualora decidessimo di rimanere e affrontare la turbolenza - e spesso dobbiamo restare - saremo
capaci di sopportare ci che viviamo? Contenere per poter trasformare un emozione o uno stato
danimo che produce sofferenza? A quale stato danimo e a quale sofferenza vogliamo rivolgerci?
Pi che voler ricorrere a tutti i costi ai fatti o cercare le evidenze, sarebbe bene ricorrere alla nostra
immaginazione - alla nostra reverie. Questa nostra capacit di fare congetture immaginative, che
funziona nel sonno e nella veglia, ci pu avvicinare maggiormente a ci che ancora non
conosciamo.
In conclusione, Bion afferma, se Shakespeare ha cambiato la lingua inglese per sempre e
nessuno dopo di lui potr pi affermare che la lingua inglese sia la stessa cosa o, se grazie a
Leonardo, Raffaello e Rubens abbiamo scoperto il corpo e questo ha permesso agli anatomisti di
iniziare a studiare i cadaveri e ai fisiologi di studiare la mente, gli psicoanalisti sapranno usare
lautorit di Freud per affrontare il nuovo e continuare a studiare la mente vivente? o, viceversa,
useranno lautorit di Freud come deterrente, una barriera frapposta allo studio delle persone, e
far s che Il rivoluzionario diventi rispettabile - una barriera contro la rivoluzione?

Filmografia
- Amarcord (1973) F. Fellini
- Bebies (2010) T. Balmes
- Caro Diario (1993) N. Moretti
- Aprile(1998) N. Moretti
- Gli anni in tasca (1976) F. Truffaut
- Caterina va in citt (2003) P.Virzi

31 di 32
Psicoanalisti e genitori: come lavorare insieme - Atti del convegno

- La bellezza del somaro(2010) S.Castellitto


- Genitori e figli: agitare prima delluso(2006) G.Veronesi
- Il pi bel giorno della mia vita(2002) C.Comencini
- American Beauty (1999) S. Mendes
- Anche libero va bene (2006) K. Rossi Stuart
- I ragazzi stanno bene (The kids are all right) (2010) L.Cholodenko
- Juno (2007) J. Reitman
- Ray (2004) T. Hackford
- This is England (2011)S. Meadow
- Forrest Gump (1994) R. Zemeckis

Torna all INDICE

32 di 32