Sei sulla pagina 1di 6

UX ON THE SOFA #1 - INTERVISTA A RAFFAELLA ROVIGLIONI

[Cris&na] Inauguriamo questo nuovo appuntamento che si chiama UX on the Sofa. Si tra<a di una
serie di interviste a professionis& del design, della UX ma non solo, per raccontare la professione e i
temi professionali da un altro punto di vista: quello interno, concreto, umano e, perch no,
inaspe<ato e imprevedibile del quo&diano.
Iniziamo le interviste con Raaella Roviglioni UX researcher & designer, cos-player, e maker
sopra<u<o co-chair of EuroIA 2017

Ho dimen&cato qualcosa Raaella?

[Raaella] No, direi niente di importante.

[Cris&na] ciao Raaella come stai?


[Raaella] bene, e tu?
[Cris&na] bene!

[Cris&na] Oggi con te vorrei provare a spiegare a chi ci ascolta o ci legge che cosa signica essere
un UX researcher.

[Cris&na] Raaella cosa lo user experience design?


[Raaella] Allora ci sono tan& modi per denirlo, ma un modo semplice secondo me : la
proge<azione di come le persone interagiscono con prodoY e servizi per dirla in parole povere...

[Cris&na] Ti ricordi la prima volta che ne hai sen&to parlare?


[Raaella] Me lo ricordo bene perch era nel 2009 in un proge<o dove lavoravo come consulente
interno ho conosciuto uno UX designer, lavorando a proge<o intranet, divenne che poi diventato
il mio mentore e io decisi che assolutamente dovevo fare quel lavoro l..

[Cris&na] Amore a prima vista?


[Raaella] Beh, amore a primo ascolto! Quello che successe che mi coinvolse nellaYvit di
interviste con le persone con lui, mi port con s, e quindi io scoprii che una delle cose che mi
piaceva di pi di questo lavoro era fare ricerca con le persone, per questo a primo ascolto.
Chiaramente in quel caso ascoltai solamente, ma capii che era unaYvit molto interessante.

[Cris&na] La ricerca sta allo UX design come?


[Raaella] Come le fondamenta stanno ad una casa an&-sismica, senza le fondamenta fa<e bene
alla prima scossa viene gi tu<o...

[Cris&na] Anche con sistemi innova&vi?

[Raaella] S, perch no? Assolutamente s.

[Cris&na] Il primo proge<o per il quale hai fa<o ricerca? te lo ricordi?


[Raaella] Anche quello me lo ricordo sopra<u<o perch ero terrorizzata. Era nel 2010 mi
adarono un proge<o che in realt aveva al suo interno altri microprogeY, dovevo curare diversi
si& web nellarco di poco tempo per mi diedero carta bianca. Fortunatamente per me! Quello che
feci e decisi per ognuno dei si& quale era laYvit prioritaria, in un caso, siccome andava creato
qualcosa di completamente nuovo, fu quello fare delle interviste in par&colare telefoniche, le
persone erano sparse per tu<o il globo, e in quel caso, creammo insieme dei personas sulla base
delle interviste. Per un altro sito decidemmo che la cosa pi importante erano dei test di usabilit e
facemmo dei test di usabilit. Con poche persone che fece emergere i primi problemi. Me lo
ricordo bene perch fu un po salto nel vuoto, ma molto interessante.

[Cris&na] Rispe<o a quel primo proge<o cosa cambiato nel tuo approccio? immagino che avrai
fa<o dei bilanci in corsa...
[Raaella] Da una parte mi sento pi preparata, spero, dopo ques& anni. In realt quello che
cambiato di pi la consapevolezza, credo oggi di essere pi consapevole di ci che comporta fare
ricerca e sopra<u<o dellimprevisto che sempre dietro langolo quando si fa ricerca.

[Cris&na] Forse anche della responsabilit nei confron& del design e ma anche delle persone
[Raaella] Beh, quello lo ho sen&to dal primo momento! Sar perch ce lo avevo tu<o addosso da
sola in quel caso. Per s, certo un aspe<o importante...

[Cris&na] La prima volta che & sei sen&ta veramente una UX researcher, o che & chiamata cos?
[Raaella] ci ho messo un bel po questa una domanda che mi ha fa<o anche un nostro collega,
Davide Folle<o Casali, ci ho messo un po, 2-3 anni, anche perch provenendo io da una
professione completamente diversa ho avuto bisogno di un momento di esplorazione prima di
capire quale era la cosa che mi interessava di pi e capire per cosa mi sen&vo pi portata.
Ha coinciso con Euro IA 2012 dove tenni un intervento su come mi era avvicinata allo UX design:
provenendo da un background diverso mi ricordo che la conclusione di quel mio intervento fu che
la cosa principale e che mi spingeva a fare questo lavoro erano le persone.
E confrontandomi con uno dei keynoter della conferenza gli dissi io sto ancora esplorando,
decidendo.. e lui mi disse: No, secondo me hai deciso chiaramente e sei una researcher. Quello
mi fece rie<ere che forse s...

[Cris&na] Quella fu linves&tura formale.. il tuo ba<esimo..


[Raaella] S.

!2
[Cris&na] C qualche strumento, metodo, modello che hai ado<ato nel tempo e ha fa<o la
dierenza? Pur magari avendolo lasciato ma che ha segnato il tuo percorso professionale?
[Raaella] Allora, se devo pensare ad uno strumento, penso alle interviste, nel senso che
qualcosa su cui ho lavorato, mi sono formata, che ho perfezionato e non nir mai di imparare.
unarte dicilissima. Per a me piace pensare che la ricerca pi legata ad una forma men&s non a
degli strumen&. Io mi sono resa conto anche incontrando colleghi junior che stavano decidendo
cosa fare che la dierenza la fa quel clic mentale per cui & meY in una condizione di ascolto. E non
banale, nel senso che il cappello di designer rispe<o a quello di ricercatore diverso proprio
come a<eggiamento. Il designer quello che vuole trovare problemi e ideare soluzioni per fare
ricerca devi fare un cambiamento di punto di vista, puoi usare tan& strumen&, ma
fondamentalmente devi cambiare punto di vista.

[Cris&na] Che cosa invece & fa ancora/sempre dire WOW di questo mes&ere?
[Raaella] Sempre, ogni volta che faccio ricerca c qualcosa che mi sorprende, mi aascina e
solitamente sono le storie che mi raccontano le persone quando facciamo ricerca. C sempre da
scoprire qualcosa.

[Cris&na] Mantenere la capacit dello stupore


[Raaella] S, la capacit di stupirsi e di essere curiosi nel conoscere cose diverse dal solito

[Cris&na] E invece Raaella che cosa rende dicile questo mes&ere? Quali sono i momen& che dici
oh uah che fa&ca...
[Raaella] Un sacco di volte [ride]. Mi viene da dire che spesso la parte pi fa&cosa linterazione
con i clien&, i nostri commi<en&, perch ci sono ancora molte barriere da abba<ere. C tanto
lavoro da fare per far comprendere il lavoro che facciamo, questo ancora un po fa&coso.

[Cris&na] Pi fargli capire che c bisogno della ricerca o pi forse raccontargli che i risulta& non
[Raaella] sono sempre quelli che si aspe<ano?
Tu<e e due le cose per chi gi convinto che ha unidea da ascoltare s, e non da tuY ma le
aspe<a&ve e la loro partecipazione alla ricerca qualcosa di dicile ges&one.

[Cris&na] Invece quella volta che & sei de<a (e non & hanno de<o): brava Raaella...
[Raaella] Allora, premesso che io sono la mia prima cri&ca di me stessa, quindi non me lo dico
pra&camente mai. Anche perch immagino in tante aYvit cos, ma in par&colare nella ricerca
anche i pi esper& facciano errori. Per esempio quando riascolto le interviste che magari devo
trascrivere o devo cominciare ad analizzare i risulta& ogni santa volta mi capita di dire Nooo,
perch ho de<o questa cosa..mi sono sbagliata! dicile.
Se devo pensare ad un momento recente nel quale mi sono de<a sei stata brava stato lanno
scorso, quando ho lavorato per un cliente internazionale che ho dovuto ges&re interamente da
sola. Ed era abbastanza al buio, nel senso che, non sapevamo bene cosa volesse questo cliente,
cosa si aspe<asse. Quando alla ne con estrema ansia, devo dire, ho presentato i risulta& e loro si
sono complimenta& per i risulta& e quello che avevamo raggiunto, l ho &rato un sospiro di sollievo
e mi sono de<a Vabb, sei stata brava.
[Cris&na] Mi raccon& la pi grossa cantonata che hai preso, quella volta che hai pensato ah, se
solo avessi...?
[Raaella] Allora, cantonata grossa, dicile, nel senso che non mi viene in mente niente a parte
qualche errore, di quelli che & capitano e che & rendi conto mentre li stai facendo.
Cantonata pu essere stato acce<are alcuni progeY dove magari mi era stato proposta di fare
alcune aYvit e magari mi ero pure entusiasmata pensando ah che bello questo proge<o mi
perme<er di fare esperienza ad un altro livello o magari internazionale che un mio pallino e poi
arrivare l e rendersi conto che in realt le aYvit di ricerca erano state tagliate, non erano state
comprese, e quindi alla ne molto ridimensionate, ma oramai ero incastrata in quella situazione.
Le cantonate mi verrebbe da dire sui clien&/progeY.

[Cris&na] Come denires& il ruolo dello UX researcher allinterno di un team di proge<o?


[Raaella] Mi viene da dire che uno dei ruoli principali che il researcher dovrebbe avere quello
strategico. Uno di quei ruoli che deve essere considerato n dallinizio dei progeY. Dopo di che
deve essere ben integrato con il resto del team con le altre gure perch c un passaggio di
consegne importante che pu avvenire e deve avvenire magari con le altre gure come i designer,
gli sviluppatori, i visual.

-------------------- min 13.

[Cris&na] Perch in Italia Raaella la ricerca sui clien&? che cosa manca al mercato italiano?
[Raaella] Secondo me due problemi. Uno scrollarsi di dosso un &pico approccio alla
proge<azione che vede il guru, la stella, la persona famosa che sa proge<are tu<o oppure la
proge<azione di una volta che era deputata solo allIT, con poco pensiero su chi u&lizzava queste
cose. Questa una forma men&s un po an&ca che va cambiata e magari sta cambiando.
Laltro problema che manca la ducia nellapproccio qualita&vo. Noi siamo molto lega& ai vecchi
sistemi di ricerca di mercato in cui si chiedono opinioni a migliaia di persone e non viene compreso
che una ricerca o una piccola immersione nelle realt delle persone che, magari sono poche, ma
con una ricerca mirata e approfondita pu portare tanto valore. Ecco questo secondo me non
ancora compreso.

[Cris&na] Forse dipendiamo ancora troppo dai numeri..


[Raaella] Si siamo un po ossessiona& dai numeri, ci rassicurano, ma poi non ci danno le risposte
che ci servono. Non sempre.

[Cris&na] Pi UX nel mondo perch? Noi tuY consumiamo pi facilmente e di pi ma le imprese


hanno maggiore controllo su di noi... che ne pensi? [risa]
[Raaella] Secondo me vero, e qui mi verrebbe da citare un argomento come le&ca nel nostro
lavoro. Io personalmente ho dei paleY per cui riuto determina& &pi di clien&, di alcuni se<ori,
perch non voglio prestare la mia opera per aziende che hanno bisogno di sfru<are le persone per
guadagnare. Per me questo importante. De<o questo penso che il nostro apporto importante
perch se i servizi o i prodoY sono taglia& sui bisogni delle persone che vengono coinvolte in
ques& processi allora c comunque un benecio. Sul discorso dei da& che hanno [le aziende] su di
noi ci sarebbe tanto da dire, quella una preoccupazione.

[Cris&na] Forse un processo irrefrenabile.

!4
[Raaella] In questo momento s, siamo nel pieno di questo argomento. una nostra
responsabilit, ma no ad un certo punto, ne parliamo ancora troppo poco...

[Cris&na] A un ragazzo che & chiede come diventare user researcher tu gli dires& che....
[Raaella] Innanzitu<o gli chiederei perch [risa] che ovviamente una metadomanda! Noi
chiediamo sempre perch! Ma io vorrei capire quale il vero mo&vo: a volte vedo persone che
vogliono solo cambiare lavoro, ma per fare il ricercatore serve una certa forma men&s.
Quando gli chiedo perch voglio capire se gi ce lha o propenso a cambiarla, perch, secondo
me, pi importante di qualsiasi cosa si studi dopo. Dopodich gli direi di sviluppare la curiosit, di
cominciare a diventare osservatore del mondo perch poi quello che & servir per fare questo
lavoro. Conviene allenarla questa curiosit!

[Cris&na] Lasciando le soluzioni a qualcun altro...


[Raaella] Oppure cercando di scinderle nella propria testa nelle diverse fasi di lavoro. Poi quello
che dico a tu<o unitevi alla community perch assolutamente un benecio ed un modo di
aggiornamento costante.

[Cris&na] LaYvit pi dicile della ricerca sugli uten& ...


[Raaella] Me ne viene in mente una che tra laltro abbiamo fa<o insieme [risa]: saltare i pas&?

[Cris&na] Sono daccordo! [risa]


[Raaella] La ricerca me<e sempre in campo degli imprevis&, puoi essere prepara&ssimo, puoi far&
tu<e le tue checklist, puoi aver studiato, puoi esser& preparato, ci saranno sempre n cose che
possono succedere, che non dipendono da te, che dipendono da dove fai ricerca, con chi la fai e le
cose pi disparate: dallo sciopero, al fa<o che non & rispondono al citofono quando li intervis& a
casa. Mi viene in mente un cane zozzissimo che si rotolava sui pantaloni mentre tu stai facendo
lintervista. Quindi la cosa pi dicile essere pron& allimprevisto che non signica essere
prepara& su tu<o, perch non possibile, ma signica essere essibili e ada<abili per reagire in
tempi rapidi a qualsiasi &po di situazione.

[Cris&na] Cosa ama Raaella come professionista?


[Raaella] Lho gi de<o: la scoperta delle persone. C un aspe<o in par&colare che stato citato
da Steve Por&gal in alcuni suoi post su FB che mi piaciuto tanto, traduco a braccio Amo quel
territorio non mappato di interazione e relazione che si crea quando vai a fare unintervista e che
sta in uno spazio intermedio tra essere due sconosciu& e due amici. C qualcosa che succede, un
legame che si forma che estemporaneo dove ci saluta e non ci si rivedr pi ma c un legame
che si forma.
Questa cosa mi aascina molto perch in quel momento magico c tanto che succede.

[Cris&na] Cosa odia Raaella?


[Raaella] Non mi piace pensare alle cose che odio, diciamo quelle che mi danno pi fas&dio, mi
piacciono meno. Ul&mamente direi lapprossimazione, la mancanza di professionalit e la fua che
purtroppo stanno girando tanto nel nostro ambiente. Almeno quello italiano, che diluisce quello
che facciamo e arriva ai clien& e loro non capiscono che stanno comprando fua.

[Cris&na] Raaella parte per lisola dei famosi e puoi portare con te 3 libri, professionali ma non
solo, che & aiu&no a diondere la UX tra i naufraghi, quali por&?
[Raaella] [risa] Mi sarebbe piaciuto pensare a qualcosa di non professionale, ma la mia fantasia
limita&ssima! Il primo Dont make me think di Steve Krug, perch aiuta a fare il cambiamento di
paradigma mentale. La caeYera del masochista di Norman perch un libro diverten&ssimo
semplice ma veicola una quan&t di conceY chiave e si legge come un romanzo. Trascende tuY i
limi& del nostro lavoro e arriva molto oltre. Il terso Usable usability di Eric Reiss che un libro
divulga&vo con mol& esempi nel quo&diano, ma fa molto rie<ere.

[Cris&na] Nella losoa hindu c una speciale intenzione che diamo a noi stessi che viene dalla
mente ma anche dal cuore: si chiama sankalpa. lauspicio di quello che vogliamo essere o
realizzare. Il tuo quale ...
[Raaella] Per me quello di essere sempre unallieva, di non sme<ere di imparare che la molla
che mi spinge a fare qualsiasi cosa e che, se sme<essi di avere questo a<eggiamento, penso che
cambierei lavoro, di nuovo [risa]

[Cris&na] Perch no? nella vita non si sa mai!


[Raaella] Ahh si hai ragione mai dire mai!

[Cris&na] Allora grazie Raaella per lintervista.


[Raaella] Grazie a te, Cris&na.
[Cris&na] ciao a tuY.

!6