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IL MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI

di concerto con

IL MINISTRO DELL'INTERNO
e con

IL CAPO DIPARTIMENTO DELLA PROTEZIONE CIVILE

VISTA la legge 5 novembre 1971, n. 1086, recante Norme per la disciplina delle opere in
conglomerato cementizio armato, normale e precompresso ed a struttura metallica;

VISTA la legge 2 febbraio 1974, n. 64, recante Provvedimenti per le costruzioni con particolari
prescrizioni per le zone sismiche;

VISTA la legge 21 giugno 1986, n. 317, recante Procedura di informazione nel settore delle norme
e regolamentazioni tecniche delle regole relative ai servizi della societ dell'informazione in
attuazione della direttiva 98/34/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 22 giugno 1998,
modificata dalla direttiva 98/48/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 20 luglio 1998;

VISTO il Regolamento (UE) del Parlamento europeo e del Consiglio 9 marzo 2011, n.305 che fissa
condizioni armonizzate per la commercializzazione dei prodotti da costruzione e che abroga la
direttiva 89/106/CEE del Consiglio;

VISTO il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, recante Conferimento di funzioni e compiti
amministrativi allo Stato, alle regioni e agli enti locali in attuazione del capo I della legge 15 marzo
1997, n. 59;

VISTO il decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, recante Testo unico delle
disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia;

VISTO il decreto-legge 28 maggio 2004, n. 136, convertito, con modificazioni, dalla legge 27
luglio 2004, n. 186, ed in particolare l'articolo 5, comma 1, che prevede la redazione, da parte del
Consiglio superiore dei lavori pubblici, di concerto con il Dipartimento della protezione civile, di
normative tecniche, anche per la verifica sismica ed idraulica, relative alle costruzioni, nonch per
la progettazione, la costruzione e l'adeguamento, anche sismico ed idraulico, delle dighe di ritenuta,
dei ponti e delle opere di fondazione e sostegno dei terreni, per assicurare uniformi livelli di
sicurezza;

VISTO il decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 14 gennaio 2008, con il quale sono
state approvate le Nuove norme tecniche per le costruzioni, pubblicato nel supplemento ordinario
n. 30 della Gazzetta Ufficiale del 4 febbraio 2008, n. 29;

VISTO il decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 26 giugno 2014, recante norme
tecniche per la progettazione e la costruzione degli sbarramenti di ritenuta (dighe e traverse),
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 156 dell8 luglio 2014;
1
CONSIDERATA la necessit di procedere al previsto aggiornamento delle Nuove Norme
tecniche per le costruzioni di cui al citato decreto ministeriale 14 gennaio 2008;

VISTO il voto n. 53 con il quale l'Assemblea generale del Consiglio superiore dei lavori pubblici
nella adunanza del 14 novembre 2014 si espressa favorevolmente in ordine all'aggiornamento
delle Nuove norme tecniche per le costruzioni, di cui al citato decreto ministeriale 14 gennaio
2008;

VISTA la nota n. 7889, del 27 febbraio 2015, con la quale il Presidente del Consiglio superiore dei
lavori pubblici ha trasmesso all'Ufficio legislativo del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti il
suddetto aggiornamento delle Norme tecniche per le costruzioni, licenziato dall'Assemblea generale
del Consiglio superiore dei lavori pubblici;

VISTO larticolo 52 del citato decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 2001, che dispone
che in tutti i comuni della Repubblica le costruzioni, sia pubbliche, che private debbono essere
realizzate in osservanza delle norme tecniche riguardanti i vari elementi costruttivi fissate con
decreti del Ministro per le infrastrutture, di concerto con il Ministro dell'interno qualora le norme
tecniche riguardino costruzioni in zone sismiche;

CONSIDERATO che il comma 2 dellarticolo 5 del predetto decreto-legge n. 136 del 2004
prevede che le norme tecniche siano emanate con le procedure di cui allarticolo 52 del citato
decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 2001, di concerto con il Dipartimento della
Protezione Civile;

VISTO larticolo 54 del citato decreto legislativo n. 112 del 1998, il quale prevede che alcune
funzioni mantenute in capo allo Stato, quali la predisposizione della normativa tecnica nazionale per
le opere in cemento armato e in acciaio e le costruzioni in zone sismiche, siano esercitate di intesa
con la Conferenza unificata;

VISTO larticolo 93 del suddetto decreto legislativo n. 112 del 1998, il quale prevede che alcune
funzioni mantenute in capo allo Stato, quali i criteri generali per lindividuazione delle zone
sismiche e le norme tecniche per le costruzioni nelle medesime zone, siano esercitate sentita la
Conferenza unificata;

VISTO larticolo 83 del citato decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 2001, il quale
prevede che tutte le costruzioni la cui sicurezza possa comunque interessare la pubblica incolumit,
da realizzarsi in zone dichiarate sismiche, siano disciplinate, oltre che dalle disposizioni di cui a
predetto articolo 52 del medesimo decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 2001, da
specifiche norme tecniche emanate con decreti del Ministro per le infrastrutture ed i trasporti, di
concerto con il Ministro per linterno, sentiti il Consiglio superiore dei lavori pubblici, il Consiglio
nazionale delle ricerche e la Conferenza unificata;

VISTO il concerto espresso dal capo del Dipartimento della protezione civile con nota prot. n.
CG/0006287 del 26 gennaio 2017, ai sensi del citato articolo 5, comma 2, del decreto-legge n. 136
del 2004;

2
VISTO il concerto espresso dal Ministro dell'interno con nota prot. n. 0000808 del 17 gennaio
2017, ai sensi dell'articolo 1, comma 1, del citato articolo 52 del decreto del Presidente della
Repubblica n. 380 del 2001;

SENTITO il Consiglio nazionale delle ricerche con nota n. 73455 del 3 novembre 2016 ai sensi
del citato articolo 83 del decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 2001;

ACQUISITA l'intesa con la Conferenza unificata resa nella seduta del 22 dicembre 2016, ai sensi
del citato articolo 54 del decreto legislativo n. 112 del 1998;

CONSIDERATO, che lo schema di decreto stato notificato, per il tramite del Ministero dello
sviluppo economico, alla Commissione europea ai sensi della direttiva 2015/1535 del Parlamento
europeo e del Consiglio del 9 settembre 2015 e che alla data del venuto a scadenza il termine
di astensione obbligatoria di cui all'articolo 6, paragrafo 1, della medesima direttiva;

CONSIDERATA la necessit di definire lambito di applicazione delle norme tecniche, anche in


relazione alle opere con progetto definitivo o esecutivo approvato e alle opere con lavori in corso di
esecuzione, in conformit al citato voto n. 53/2014 del Consiglio Superiore dei lavori pubblici;

DECRETA

Articolo 1
(Approvazione)
1. approvato il testo aggiornato delle norme tecniche per le costruzioni, di cui alla legge 5
novembre 1971, n. 1086, alla legge 2 febbraio 1974, n. 64, al decreto del Presidente della
Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, ed al decreto-legge 28 maggio 2004, n. 136, convertito,
con modificazioni, dalla legge 27 luglio 2004, n. 186, allegato al presente decreto. Le
presenti norme sostituiscono quelle approvate con il decreto ministeriale 14 gennaio 2008.

Articolo 2
(Ambito di applicazione e disposizioni transitorie)
1. Nellambito di applicazione del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, per le opere
pubbliche o di pubblica utilit in corso di esecuzione, per i contratti pubblici di lavori gi
affidati, nonch per i progetti definitivi o esecutivi gi affidati prima della data di entrata in
vigore delle norme tecniche per le costruzioni di cui allarticolo 1, si possono continuare ad
applicare le previgenti norme tecniche per le costruzioni fino allultimazione dei lavori ed al
collaudo statico degli stessi. Con riferimento alla seconda e alla terza fattispecie del
precedente periodo, detta facolt esercitabile solo nel caso in cui la consegna dei lavori
avvenga entro cinque anni dalla data di entrata in vigore delle norme tecniche per le
costruzioni di cui allarticolo 1. Con riferimento alla terza fattispecie di cui sopra, detta
facolt esercitabile solo nel caso di progetti redatti secondo le norme tecniche di cui al
decreto ministeriale 14 gennaio 2008.
2. Per le opere private le cui opere strutturali siano in corso di esecuzione o per le quali sia gi
stato depositato il progetto esecutivo, ai sensi delle vigenti disposizioni, presso i competenti
uffici prima della data di entrata in vigore delle Norme tecniche per le costruzioni di cui
3
allarticolo 1, si possono continuare ad applicare le previgenti Norme tecniche per le
costruzioni fino allultimazione dei lavori ed al collaudo statico degli stessi.

Articolo 3
(Entrata in vigore)
1. Le norme tecniche di cui all'articolo 1 entrano in vigore trenta giorni dopo la pubblicazione
del presente decreto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

Il presente decreto ed i relativi allegati sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana.

IL MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI

IL MINISTRO DELL'INTERNO

IL CAPO DIPARTIMENTO DELLA PROTEZIONE CIVILE

4
Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti
Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici
Servizio Tecnico Centrale

BOZZADIREVISIONEDELLE

NORMETECNICHEPERLECOSTRUZIONI

di cui al parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici n.53/2012, espresso nellAdunanza dellAssemblea Generale del 14
novembre 2014
II SOMMARIO
SOMMARIO III

SOMMARIO

CAPITOLO 1OGGETTO
PREMESSA

1.1 OGGETTO
IV SOMMARIO

CAPITOLO 2SICUREZZAEPRESTAZIONIATTESE
2.1. PRINCIPI FONDAMENTALI

2.2. REQUISITI DELLE OPERE STRUTTURALI


2.2.1. STATI LIMITE ULTIMI (SLU)
2.2.2. STATI LIMITE DI ESERCIZIO (SLE)
2.2.3. SICUREZZA ANTINCENDIO
2.2.4. DURABILITA
2.2.5. ROBUSTEZZA
2.2.6. VERIFICHE

2.3. VALUTAZIONE DELLA SICUREZZA

2.4. VITA NOMINALE DI PROGETTO, CLASSI DUSO E PERIODO DI RIFERIMENTO


2.4.1. VITA NOMINALE DI PROGETTO
2.4.2. CLASSI DUSO
2.4.3. PERIODO DI RIFERIMENTO PER LAZIONE SISMICA

2.5. AZIONI SULLE COSTRUZIONI


2.5.1. CLASSIFICAZIONE DELLE AZIONI
2.5.1.1 CLASSIFICAZIONEDELLEAZIONIINBASEALMODODIESPLICARSI
2.5.1.2 CLASSIFICAZIONEDELLEAZIONISECONDOLARISPOSTASTRUTTURALE
2.5.1.3 CLASSIFICAZIONEDELLEAZIONISECONDOLAVARIAZIONEDELLALOROINTENSITNELTEMPO
2.5.2. CARATTERIZZAZIONE DELLE AZIONI ELEMENTARI
2.5.3. COMBINAZIONI DELLE AZIONI
SOMMARIO V


CAPITOLO 3 AZIONI SULLE COSTRUZIONI
3.1. OPERE CIVILI E INDUSTRIALI
3.1.1. GENERALIT
3.1.2. PESI PROPRI DEI MATERIALI STRUTTURALI
3.1.3. CARICHI PERMANENTI NON STRUTTURALI
3.1.4. SOVRACCARICHI
3.1.4.1 SOVRACCARICHIVERTICALIUNIFORMEMENTEDISTRIBUITI
3.1.4.2 SOVRACCARICHIVERTICALICONCENTRATI
3.1.4.3 SOVRACCARICHIORIZZONTALILINEARI

3.2. AZIONE SISMICA


3.2.1. STATI LIMITE E RELATIVE PROBABILIT DI SUPERAMENTO
3.2.2 CATEGORIE DI SOTTOSUOLO E CONDIZIONI TOPOGRAFICHE
3.2.3. VALUTAZIONE DELLAZIONE SISMICA
3.2.3.1 DESCRIZIONEDELMOTOSISMICOINSUPERFICIEESULPIANODIFONDAZIONE
3.2.3.2 SPETTRODIRISPOSTAELASTICOINACCELERAZIONE
3.2.3.2.1 Spettrodirispostaelasticoinaccelerazionedellecomponentiorizzontali
3.2.3.2.2 Spettrodirispostaelasticoinaccelerazionedellacomponenteverticale
3.2.3.2.3 Spettrodirispostaelasticoinspostamentodellecomponentiorizzontali
3.2.3.3 SPOSTAMENTOORIZZONTALEEVELOCITORIZZONTALEDELTERRENO
3.2.3.4 SPETTRIDIRISPOSTADIPROGETTOPERLOSTATOLIMITEDIOPERATIVIT(SLO)
3.2.3.5 SPETTRIDIRISPOSTADIPROGETTOPERGLISTATILIMITEDIDANNO(SLD),DISALVAGUARDIADELLAVITA(SLV)EDI
PREVENZIONEDELCOLLASSO(SLC)
3.2.3.6 IMPIEGODISTORIETEMPORALIDELMOTODELTERRENO
3.2.4. EFFETTI DELLA VARIABILIT SPAZIALE DEL MOTO
3.2.4.1 VARIABILITSPAZIALEDELMOTO
3.2.4.2 SPOSTAMENTOASSOLUTOERELATIVODELTERRENO

3.3. AZIONI DEL VENTO


3.3.1. VELOCIT BASE DI RIFERIMENTO
3.3.2. VELOCIT DI RIFERIMENTO
3.3.3. AZIONI STATICHE EQUIVALENTI
3.3.4. PRESSIONE DEL VENTO
3.3.5. AZIONE TANGENTE DEL VENTO
3.3.6. PRESSIONE CINETICA DI RIFERIMENTO
3.3.7. COEFFICIENTE DI ESPOSIZIONE
3.3.8. COEFFICIENTI AERODINAMICI
3.3.9. COEFFICIENTE DINAMICO
3.3.10. AVVERTENZE PROGETTUALI

3.4. AZIONI DELLA NEVE


3.4.1. CARICO DELLA NEVE SULLE COPERTURE
3.4.2. VALORE DI RIFERIMENTO DEL CARICO DELLA NEVE AL SUOLO
3.4.3. COEFFICIENTE DI FORMA DELLE COPERTURE
3.4.3.1 GENERALIT
3.4.3.2 COPERTURAADUNAFALDA
3.4.3.3 COPERTURAADUEFALDE
3.4.4. COEFFICIENTE DI ESPOSIZIONE
3.4.5. COEFFICIENTE TERMICO

3.5. AZIONI DELLA TEMPERATURA


3.5.1. GENERALIT
3.5.2. TEMPERATURA DELLARIA ESTERNA
3.5.3. TEMPERATURA DELLARIA INTERNA
3.5.4. DISTRIBUZIONE DELLA TEMPERATURA NEGLI ELEMENTI STRUTTURALI
3.5.5. AZIONI TERMICHE SUGLI EDIFICI
3.5.6. PARTICOLARI PRECAUZIONI NEL PROGETTO DI STRUTTURE SOGGETTE AD AZIONI TERMICHE SPECIALI
3.5.7. EFFETTI DELLE AZIONI TERMICHE

3.6. AZIONI ECCEZIONALI


3.6.1. INCENDIO
3.6.1.1 DEFINIZIONI
3.6.1.2 RICHIESTEDIPRESTAZIONE
VI SOMMARIO
3.6.1.3 CLASSIDIRESISTENZAALFUOCO
3.6.1.4 CRITERIDIPROGETTAZIONE
3.6.1.5 PROCEDURADIANALISIDELLARESISTENZAALFUOCO
3.6.1.5.1 Incendiodiprogetto
3.6.1.5.2 Analisidellevoluzionedellatemperatura
3.6.1.5.3 Analisidelcomportamentomeccanico
3.6.1.5.4 Verifichedisicurezza
3.6.2. ESPLOSIONI
3.6.2.1 GENERALIT
3.6.2.2 CLASSIFICAZIONEDELLEAZIONIDOVUTEALLEESPLOSIONI
3.6.2.3 MODELLAZIONEDELLEAZIONIDOVUTEALLEESPLOSIONI
3.6.2.4 CRITERIDIPROGETTAZIONE
3.6.3. URTI
3.6.3.1 GENERALIT
3.6.3.2 CLASSIFICAZIONEDELLEAZIONIDOVUTEAGLIURTI
3.6.3.3 URTIDATRAFFICOVEICOLARE
3.6.3.3.1 Trafficoveicolaresottopontioaltrestrutture
3.6.3.3.2 Trafficoveicolaresopraiponti
3.6.3.4 URTIDATRAFFICOFERROVIARIO
SOMMARIO VII

CAPITOLO
CAPITOLO 4 - COSTRUZIONICIVILIEINDUSTRIALI
4.1. COSTRUZIONI DI CALCESTRUZZO
4.1.1. VALUTAZIONE DELLA SICUREZZA E METODI DI ANALISI
4.1.1.1 ANALISIELASTICALINEARE
4.1.1.2 ANALISIPLASTICA
4.1.1.3 ANALISINONLINEARE
4.1.1.4 EFFETTIDELLEDEFORMAZIONI
4.1.2. VERIFICHE DEGLI STATI LIMITE
4.1.2.1 MATERIALI
4.1.2.1.1 Resistenzedicalcolodeimateriali
4.1.2.1.1.1 Resistenzadicalcoloacompressionedelcalcestruzzo
4.1.2.1.1.2 Resistenzadicalcoloatrazionedelcalcestruzzo
4.1.2.1.1.3 Resistenzadicalcolodellacciaio
4.1.2.1.1.4 Tensionetangenzialediaderenzaacciaiocalcestruzzo
4.1.2.1.2 Diagrammidicalcolodeimateriali
4.1.2.1.2.1 Diagrammidicalcolotensionedeformazionedelcalcestruzzo
Calcestruzzoconfinato
4.1.2.1.2.2 Diagrammidicalcolotensionedeformazionedellacciaio
4.1.2.2 STATILIMITEDIESERCIZIO
4.1.2.2.1 Generalit
4.1.2.2.2 Statolimitedideformazione
4.1.2.2.3 Statolimitepervibrazioni
4.1.2.2.4 Statolimitedifessurazione
4.1.2.2.4.1 Combinazionidiazioni
4.1.2.2.4.2 Condizioniambientali
4.1.2.2.4.3 Sensibilitdellearmatureallacorrosione
4.1.2.2.4.4 Sceltadeglistatilimitedifessurazione
4.1.2.2.4.5 Verificadellostatolimitedifessurazione
Statolimitedidecompressioneediformazionedellefessure
Statolimitediaperturadellefessure
4.1.2.2.5 Statolimitedilimitazionedelletensioni
4.1.2.2.5.1 Tensionemassimadicompressionedelcalcestruzzonellecondizionidiesercizio
4.1.2.2.5.2 Tensionemassimadellacciaioincondizionidiesercizio
4.1.2.3 STATILIMITEULTIMI
4.1.2.3.1 Generalit
4.1.2.3.2 Statolimitediresistenza
4.1.2.3.3 Statolimitediduttilit
4.1.2.3.4 Resistenzaflessionaleeduttilitmassimainpresenzaeinassenzadisforzoassiale
4.1.2.3.4.1 Ipotesidibase
4.1.2.3.4.2 Verifichediresistenzaeduttilit
4.1.2.3.5 Resistenzaneiconfrontidisollecitazionitaglianti
4.1.2.3.5.1 Elementisenzaarmaturetrasversaliresistentiataglio
4.1.2.3.5.2 Elementiconarmaturetrasversaliresistentialtaglio
4.1.2.3.5.3 Casiparticolari
Componentitrasversali
Carichiinprossimitdegliappoggi
Carichiappesioindiretti
4.1.2.3.5.4 Verificaalpunzonamento
4.1.2.3.6 Resistenzaneiconfrontidisollecitazionitorcenti
Sollecitazionicomposte
4.1.2.3.7 Resistenzadielementitozzi,nellezonediffusiveeneinodi
4.1.2.3.8 Resistenzaafatica
4.1.2.3.9 Indicazionispecificherelativeapilastriepareti
4.1.2.3.9.1 Pilastricerchiati
4.1.2.3.9.2 Verifichedistabilitperelementisnelli
Snellezzalimiteperpilastrisingoli
Effettiglobalinegliedifici
4.1.2.3.9.3 Metodidiverifica
Analisielasticalineare
VIII SOMMARIO
Analisinonlineare
4.1.2.3.10 Verificadelladerenzadellebarrediacciaioconilcalcestruzzo
4.1.3. VERIFICHE PER SITUAZIONI TRANSITORIE
4.1.4. VERIFICHE PER SITUAZIONI ECCEZIONALI
4.1.5 PROGETTAZIONE INTEGRATA DA PROVE E VERIFICA MEDIANTE PROVE
4.1.6. DETTAGLI COSTRUTTIVI
4.1.6.1 ELEMENTIMONODIMENSIONALI:TRAVIEPILASTRI
4.1.6.1.1 Armaturadelletravi
4.1.6.1.2 Armaturadeipilastri
4.1.6.1.3 Copriferroeinterferro
4.1.6.1.4 Ancoraggiodellebarreelorogiunzioni
4.1.7. ESECUZIONE
4.1.8. NORME ULTERIORI PER IL CALCESTRUZZO ARMATO PRECOMPRESSO
4.1.8.1 VALUTAZIONEDELLASICUREZZANORMEDICALCOLO
4.1.8.1.1 Statilimiteultimi
4.1.8.1.2 Statilimitediesercizio
4.1.8.1.3 Tensionidiesercizionelcalcestruzzoacaduteavvenute
4.1.8.1.4 Tensioniinizialinelcalcestruzzo
4.1.8.1.5 Tensionilimitepergliacciaidaprecompressione
4.1.8.2 DETTAGLICOSTRUTTIVIPERILCALCESTRUZZOARMATOPRECOMPRESSO
4.1.8.2.1 Armaturalongitudinaleordinaria
4.1.8.2.2 Staffe
4.1.8.3 ESECUZIONEDELLEOPEREINCALCESTRUZZOARMATOPRECOMPRESSO
4.1.9. NORME ULTERIORI PER I SOLAI
4.1.9.1 SOLAIMISTIDIC.A.EC.A.P.EBLOCCHIFORATIINLATERIZIO
4.1.9.2 SOLAIMISTIDIC.A.EC.A.P.EBLOCCHIDIVERSIDALLATERIZIOOCALCESTRUZZO
4.1.9.3 SOLAIREALIZZATICONLASSOCIAZIONEDICOMPONENTIPREFABBRICATIINC.A.EC.A.P.
4.1.10. NORME ULTERIORI PER LE STRUTTURE PREFABBRICATE
4.1.10.1 PRODOTTIPREFABBRICATINONSOGGETTIAMARCATURACE
4.1.10.2 PRODOTTIPREFABBRICATIINSERIE
4.1.10.2.1 Prodottiprefabbricatiinseriedichiarata
4.1.10.2.2 Prodottiprefabbricatiinseriecontrollata
4.1.10.3 RESPONSABILITECOMPETENZE
4.1.10.4 PROVESUCOMPONENTI
4.1.10.5 NORMECOMPLEMENTARI
4.1.10.5.1 Appoggi
4.1.10.5.2 Realizzazionedelleunioni
4.1.10.5.3 Tolleranze
4.1.11. CALCESTRUZZO A BASSA PERCENTUALE DI ARMATURA O NON ARMATO
4.1.11.1 VALUTAZIONEDELLASICUREZZANORMEDICALCOLO
4.1.12. CALCESTRUZZO DI AGGREGATI LEGGERI
4.1.12.1 NORMEDICALCOLO
4.1.13. RESISTENZA AL FUOCO

4.2. COSTRUZIONI DI ACCIAIO


4.2.1. MATERIALI
4.2.1.1 ACCIAIOLAMINATO
4.2.1.2 ACCIAIOINOSSIDABILE
4.2.1.3 SALDATURE
4.2.1.4 BULLONIECHIODI
4.2.2. VALUTAZIONE DELLA SICUREZZA
4.2.2.1 STATILIMITE
4.2.3. ANALISI STRUTTURALE
4.2.3.1 CLASSIFICAZIONEDELLESEZIONI
4.2.3.2 CAPACITRESISTENTEDELLESEZIONI
4.2.3.3 METODIDIANALISIGLOBALE
4.2.3.4 EFFETTIDELLEDEFORMAZIONI
4.2.3.5 EFFETTODELLEIMPERFEZIONI
4.2.4. VERIFICHE
4.2.4.1 VERIFICHEAGLISTATILIMITEULTIMI
4.2.4.1.1 Resistenzadicalcolo
4.2.4.1.2 Resistenzadellemembrature
Trazione
Compressione
Flessionemonoassiale(retta)
SOMMARIO IX

Taglio
Torsione
Flessioneetaglio
Pressootensoflessioneretta
Pressootensoflessionebiassiale
Flessione,taglioesforzoassiale
4.2.4.1.3 Stabilitdellemembrature
4.2.4.1.3.1 Astecompresse
Limitazionidellasnellezza
4.2.4.1.3.2 Traviinflesse
4.2.4.1.3.3 Membratureinflesseecompresse
4.2.4.1.3.4 Stabilitdeipannelli
4.2.4.1.4 Statolimitedifatica
Verificaavitaillimitata.
Vertificaadanneggiamento
4.2.4.1.5 Fragilitallebassetemperature
4.2.4.1.6 Resistenzadicavi,barreefuni
4.2.4.1.7 Resistenzadegliapparecchidiappoggio
4.2.4.2 VERIFICHEAGLISTATILIMITEDIESERCIZIO
4.2.4.2.1 Spostamentiverticali
4.2.4.2.2 Spostamentilaterali
4.2.4.2.3 Statolimitedivibrazioni
4.2.4.2.3.1 Edifici
4.2.4.2.3.2 Strutturedielevataflessibilitesoggetteacarichiciclici
4.2.4.2.3.3 Oscillazioniprodottedalvento
4.2.4.2.4 Statolimitediplasticizzazionilocali
4.2.5. VERIFICHE PER SITUAZIONI PROGETTUALI TRANSITORIE
4.2.6. VERIFICHE PER SITUAZIONI PROGETTUALI ECCEZIONALI
4.2.7. PROGETTAZIONE INTEGRATA DA PROVE E VERIFICA MEDIANTE PROVE
4.2.8. UNIONI
4.2.8.1 UNIONICONBULLONI,CHIODIEPERNISOGGETTIACARICHISTATICI
4.2.8.1.1 Unioniconbulloniechiodi
Unioniconbulloniochiodisoggetteataglioe/oatrazione
Unioniataglioperattritoconbulloniadaltaresistenza

4.3. COSTRUZIONI COMPOSTE DI ACCIAIO - CALCESTRUZZO


4.3.1. VALUTAZIONE DELLA SICUREZZA
4.3.1.1 STATILIMITEULTIMI
4.3.1.2 STATILIMITEDIESERCIZIO
4.3.1.3 FASICOSTRUTTIVE
4.3.2. ANALISI STRUTTURALE
4.3.2.1 CLASSIFICAZIONEDELLESEZIONI
4.3.2.2 METODIDIANALISIGLOBALE
4.3.2.2.1 Analisilineareelastica
4.3.2.2.2 Analisiplastica
4.3.2.2.3 Analisinonlineare
4.3.2.3 LARGHEZZEEFFICACI
4.3.2.4 EFFETTIDELLEDEFORMAZIONI
4.3.2.5 EFFETTIDELLEIMPERFEZIONI
4.3.3. RESISTENZE DI CALCOLO
4.3.3.1 MATERIALI
4.3.3.1.1 Acciaio
4.3.3.1.2 Calcestruzzo
4.3.4. TRAVI CON SOLETTA COLLABORANTE
4.3.4.1 TIPOLOGIADELLESEZIONI
4.3.4.2 RESISTENZADELLESEZIONI

X SOMMARIO
4.3.4.2.1 Resistenzaaflessione
4.3.4.2.1.1 Metodoelastico
4.3.4.2.1.2 Metodoplastico
4.3.4.2.1.3 Metodoelastoplastico
4.3.4.2.2 Resistenzaataglio
4.3.4.3 SISTEMIDICONNESSIONEACCIAIOCALCESTRUZZO
4.3.4.3.1 Connessioniataglioconpioli
4.3.4.3.1.1 Disposizioneelimitazioni
4.3.4.3.1.2 Resistenzadeiconnettori
4.3.4.3.2 Altritipidiconnettori
4.3.4.3.3 Valutazionedellesollecitazioniditaglioagentisulsistemadiconnessione
4.3.4.3.4 Dettaglicostruttividellazonadiconnessioneataglio
4.3.4.3.5 Armaturatrasversale
4.3.4.4 MODALITESECUTIVE
4.3.4.5 SPESSORIMINIMI
4.3.5. COLONNE COMPOSTE
4.3.5.1 GENERALITETIPOLOGIE
4.3.5.2 RIGIDEZZAFLESSIONALE,SNELLEZZAECONTRIBUTOMECCANICODELLACCIAIO
4.3.5.3 RESISTENZADELLESEZIONI
4.3.5.3.1 Resistenzadellasezionepertensioninormali
4.3.5.3.2 Resistenzaaflessioneetagliodellasezione
4.3.5.4 STABILITDELLEMEMBRATURE
4.3.5.4.1 Colonnecompresse
4.3.5.4.2 Instabilitlocale4.3.5.4.3 Colonnepressoinflesse
4.3.5.5 TRASFERIMENTODEGLISFORZITRACOMPONENTEINACCIAIOECOMPONENTEINCALCESTRUZZO
4.3.5.5.1 Resistenzaalloscorrimentofraicomponenti
4.3.5.6 COPRIFERROEMINIMIDIARMATURA
4.3.6. SOLETTE COMPOSTE CON LAMIERA GRECATA
4.3.6.1 ANALISIPERILCALCOLODELLESOLLECITAZIONI
4.3.6.1.1 Larghezzaefficaceperforzeconcentrateolineari
4.3.6.2 VERIFICHEDIRESISTENZAALLOSTATOLIMITEULTIMO
4.3.6.3 VERIFICHEAGLISTATILIMITEDIESERCIZIO
4.3.6.3.1 Verificheafessurazione
4.3.6.3.2 Verifichedideformazione
4.3.6.4 VERIFICHEDELLALAMIERAGRECATANELLAFASEDIGETTO
4.3.6.4.1 Verificadiresistenza
4.3.6.4.2 Verificheaglistatilimitediesercizio
4.3.6.5 DETTAGLICOSTRUTTIVI
4.3.6.5.1 Spessoreminimodellelamieregrecate
4.3.6.5.2 Spessoredellasoletta
4.3.6.5.3 Inerti
4.3.6.5.4 Appoggi
4.3.7. VERIFICHE PER SITUAZIONI TRANSITORIE
4.3.8. VERIFICHE PER SITUAZIONI ECCEZIONALI
4.3.9. RESISTENZA AL FUOCO
4.3.10. PROGETTAZIONE INTEGRATA DA PROVE E VERIFICA MEDIANTE PROVE

4.4. COSTRUZIONI DI LEGNO


4.4.1. VALUTAZIONE DELLA SICUREZZA
4.4.2. ANALISI STRUTTURALE
4.4.3. AZIONI E LORO COMBINAZIONI
4.4.4. CLASSI DI DURATA DEL CARICO
4.4.5. CLASSI DI SERVIZIO
4.4.6. RESISTENZA DI CALCOLO
4.4.7. STATI LIMITE DI ESERCIZIO
4.4.8. STATI LIMITE ULTIMI
4.4.8.1 VERIFICHEDIRESISTENZA
4.4.8.1.1 Trazioneparallelaallafibratura
4.4.8.1.2 Trazioneperpendicolareallafibratura
4.4.8.1.3 Compressioneparallelaallafibratura
4.4.8.1.4 Compressioneperpendicolareallafibratura
4.4.8.1.5 Compressioneinclinatarispettoallafibratura
4.4.8.1.6 Flessione
4.4.8.1.7 Tensoflessione
SOMMARIO XI

4.4.8.1.8 Pressoflessione
4.4.8.1.9 Taglio
4.4.8.1.10 Torsione
4.4.8.1.11 Taglioetorsione
4.4.8.2 VERIFICHEDISTABILIT
4.4.8.2.1 Elementiinflessi(instabilitditrave)
4.4.8.2.2 Elementicompressi(instabilitdicolonna)
4.4.9. COLLEGAMENTI
4.4.10. ELEMENTI STRUTTURALI
4.4.11. SISTEMI STRUTTURALI
4.4.12. ROBUSTEZZA
4.4.13. DURABILIT
4.4.14. RESISTENZA AL FUOCO
4.4.15. REGOLE PER LESECUZIONE
4.4.16. VERIFICHE PER SITUAZIONI TRANSITORIE, CONTROLLI E PROVE DI CARICO
4.4.17. VERIFICHE PER SITUAZIONI PROGETTUALI ECCEZIONALI
4.4.18. PROGETTAZIONE INTEGRATA DA PROVE E VERIFICA MEDIANTE PROVE

4.5. COSTRUZIONI DI MURATURA


4.5.1. DEFINIZIONI
4.5.2. MATERIALI E CARATTERISTICHE TIPOLOGICHE
4.5.2.1 MALTE
4.5.2.2 ELEMENTIRESISTENTIINMURATURA
Elementiartificiali
Elementinaturali
4.5.2.3 MURATURE
4.5.3. CARATTERISTICHE MECCANICHE DELLE MURATURE
4.5.4. ORGANIZZAZIONE STRUTTURALE
4.5.5. ANALISI STRUTTURALE
4.5.6. VERIFICHE
4.5.6.1 RESISTENZEDIPROGETTO
4.5.6.2 VERIFICHEAGLISTATILIMITEULTIMI
4.5.6.3 VERIFICHEAGLISTATILIMITEDIESERCIZIO
4.5.6.4 VERIFICHESEMPLIFICATE
4.5.7. MURATURA ARMATA
4.5.8. MURATURA CONFINATA
4.5.9. VERIFICHE PER SITUAZIONI TRANSITORIE
4.5.10. VERIFICHE PER SITUAZIONI ECCEZIONALI
4.5.11. RESISTENZA AL FUOCO
4.5.12. PROGETTAZIONE INTEGRATA DA PROVE E VERIFICA MEDIANTE PROVE

4.6. ALTRI SISTEMI COSTRUTTIVI


XII SOMMARIO

CAPITOLO 5 - PONTI
5.1. PONTI STRADALI
5.1.1. OGGETTO
5.1.2. PRESCRIZIONI GENERALI
5.1.2.1 GEOMETRIADELLASEDESTRADALE
5.1.2.2 ALTEZZALIBERA
5.1.2.3 COMPATIBILITIDRAULICA
5.1.3. AZIONI SUI PONTI STRADALI
5.1.3.1 AZIONIPERMANENTI
5.1.3.2 DISTORSIONIEDEFORMAZIONIIMPRESSE
5.1.3.3 AZIONIVARIABILIDATRAFFICO.CARICHIVERTICALI:Q1
5.1.3.3.1 Premessa
5.1.3.3.2 Definizionedellecorsieconvenzionali
5.1.3.3.3 SchemidiCarico
5.1.3.3.4 CategorieStradali
5.1.3.3.5 Disposizionedeicarichimobiliperrealizzarelecondizionidicaricopigravose
5.1.3.3.6 Strutturesecondariediimpalcato
Diffusionedeicarichilocali
Calcolodellestrutturesecondariediimpalcato
5.1.3.4 AZIONIVARIABILIDATRAFFICO.INCREMENTODINAMICOADDIZIONALEINPRESENZADIDISCONTINUITSTRUTTURALI:
q2
5.1.3.5 AZIONIVARIABILIDATRAFFICO.AZIONELONGITUDINALEDIFRENAMENTOODIACCELERAZIONE:q3
5.1.3.6 AZIONIVARIABILIDATRAFFICO.AZIONECENTRIFUGA:q4
5.1.3.7 AZIONIDINEVEEDIVENTO:q5
5.1.3.8 AZIONIIDRODINAMICHE:q6
5.1.3.9 AZIONIDELLATEMPERATURA:q7
5.1.3.10 AZIONISUIPARAPETTIEURTODIVEICOLOINSVIO:q8
5.1.3.11 RESISTENZEPASSIVEDEIVINCOLI:q9
5.1.3.12 AZIONISISMICHE:E
5.1.3.13 AZIONIECCEZIONALI:A
5.1.3.14 COMBINAZIONIDICARICO
5.1.4. VERIFICHE DI SICUREZZA
5.1.4.1 VERIFICHEAGLISTATILIMITEULTIMI
5.1.4.2 STATILIMITEDIESERCIZIO
5.1.4.3 VERIFICHEALLOSTATOLIMITEDIFATICA
Verifichepervitaillimitata
Verificheadanneggiamento
5.1.4.4 VERIFICHEALLOSTATOLIMITEDIFESSURAZIONE
5.1.4.5 VERIFICHEALLOSTATOLIMITEDIDEFORMAZIONE
5.1.4.6 VERIFICHEDELLEAZIONISISMICHE
5.1.4.7 VERIFICHEINFASEDICOSTRUZIONE
5.1.5. STRUTTURE PORTANTI
5.1.5.1 IMPALCATO
5.1.5.1.1 Spessoriminimi
5.1.5.1.2 Struttureadelementiprefabbricati
5.1.5.2 PILE
5.1.5.2.1 Spessoriminimi
5.1.5.2.2 Schematizzazioneecalcolo
5.1.6. VINCOLI
5.1.6.1 PROTEZIONEDEIVINCOLI
5.1.6.2 CONTROLLO,MANUTENZIONEESOSTITUZIONE
5.1.6.3 VINCOLIINZONASISMICA
5.1.7. OPERE ACCESSORIE
5.1.7.1 IMPERMEABILIZZAZIONE
5.1.7.2 PAVIMENTAZIONI
5.1.7.3 GIUNTI
5.1.7.4 SMALTIMENTODEILIQUIDIPROVENIENTIDALLIMPALCATO
5.1.7.5 DISPOSITIVIPERLISPEZIONABILITELAMANUTENZIONEDELLEOPERE
SOMMARIO XIII

5.1.7.6 VANIPERCONDOTTEECAVIDOTTI

5.2. PONTI FERROVIARI


5.2.1. PRINCIPALI CRITERI PROGETTUALI E MANUTENTIVI
5.2.1.1 ISPEZIONABILITEMANUTENZIONE
5.2.1.2 COMPATIBILITIDRAULICA
5.2.1.3 ALTEZZALIBERA
5.2.2. AZIONI SULLE OPERE
5.2.2.1 AZIONIPERMANENTI
5.2.2.1.1 Carichipermanentiportati
5.2.2.2 AZIONIVARIABILIVERTICALI
5.2.2.2.1 Modellidicarico
5.2.2.2.1.1 ModellodicaricoLM71
5.2.2.2.1.2 ModellidicaricoSW
5.2.2.2.1.3 Trenoscarico
5.2.2.2.1.4Ripartizionelocaledeicarichi.
5.2.2.2.1.5 Distribuzionedeicarichiverticaliperirilevatiatergodellespalle
5.2.2.2.2 Carichisuimarciapiedi
5.2.2.2.3 Effettidinamici
5.2.2.3 AZIONIVARIABILIORIZZONTALI
5.2.2.3.1 Forzacentrifuga
5.2.2.3.2 Azionelaterale(Serpeggio)
5.2.2.3.3 Azionidiavviamentoefrenatura
5.2.2.4 AZIONIVARIABILIAMBIENTALI
5.2.2.4.1 Azionedelvento
5.2.2.4.2 Temperatura
5.2.2.5 EFFETTIDIINTERAZIONESTATICATRENOBINARIOSTRUTTURA
5.2.2.6 EFFETTIAERODINAMICIASSOCIATIALPASSAGGIODEICONVOGLIFERROVIARI
5.2.2.6.1 Superficiverticaliparallelealbinario
5.2.2.6.2 Superficiorizzontalialdisopradelbinario
5.2.2.6.3 Superficiorizzontaliadiacentiilbinario
5.2.2.6.4 Struttureconsuperficimultipleafiancodelbinariosiaverticalicheorizzontalioinclinate
5.2.2.6.5 Superficichecircondanointegralmenteilbinarioperlunghezzeinferioria20m
5.2.2.7 AZIONIIDRODINAMICHE
5.2.2.8 AZIONISISMICHE
5.2.2.9 AZIONIECCEZIONALI
5.2.2.9.1 Rotturadellacatenaria
5.2.2.9.2 Deragliamentoaldisopradelponte
5.2.2.9.3 Deragliamentoaldisottodelponte
5.2.2.10 AZIONIINDIRETTE
5.2.2.10.1 Distorsioni
5.2.2.10.2 Ritiroeviscosit
5.2.2.10.3 Resistenzeparassiteneivincoli
5.2.3. PARTICOLARI PRESCRIZIONI PER LE VERIFICHE
5.2.3.1 COMBINAZIONEDEITRENIDICARICOEDELLEAZIONIDAESSIDERIVATEPERPIBINARI
5.2.3.1.1 Numerodibinari
5.2.3.1.2 Numeroditrenicontemporanei
5.2.3.1.3 Simultaneitdelleazionidatrafficovaloricaratteristicidelleazionicombinateingruppidicarichi
5.2.3.1.4 Valorirariefrequentidelleazionidatrafficoferroviario
5.2.3.1.5 Valoriquasipermanentidelleazionidatrafficoferroviario
5.2.3.1.6 Azionidatrafficoferroviarioinsituazionitransitorie
5.2.3.2 VERIFICHEAGLISLUESLE
5.2.3.2.1 RequisiticoncernentigliSLU
5.2.3.2.2 RequisiticoncernentigliSLE
5.2.3.2.2.1 Statilimitediesercizioperlasicurezzadeltrafficoferroviario
5.2.3.2.3 Verificheallostatolimitedifatica
5.2.3.2.4 Verificheallostatolimitedifessurazione
XIV SOMMARIO

CAPITOLO 6 PROGETTAZIONEGEOTECNICA

6.1. DISPOSIZIONI GENERALI
6.1.1. OGGETTO DELLE NORME
6.1.2. PRESCRIZIONI GENERALI

6.2. ARTICOLAZIONE DEL PROGETTO


6.2.1. CARATTERIZZAZIONE E MODELLAZIONE GEOLOGICA DEL SITO
6.2.2. INDAGINI, CARATTERIZZAZIONE E MODELLAZIONE GEOTECNICA
6.2.3. FASI E MODALITA COSTRUTTIVE
6.2.4. VERIFICHE DELLA SICUREZZA E DELLE PRESTAZIONI
6.2.4.1 VERIFICHENEICONFRONTIDEGLISTATILIMITEULTIMI(SLU)
6.2.4.1.1 Azioni
6.2.4.1.2 Resistenze
6.2.4.1.3. VerificheSLUconlanalisidiinterazioneterrenostruttura
6.2.4.2 VERIFICHENEICONFRONTIDEGLISTATILIMITEULTIMIIDRAULICI
6.2.4.3 VERIFICHENEICONFRONTIDEGLISTATILIMITEDIESERCIZIO(SLE)
6.2.5 IMPIEGO DEL METODO OSSERVAZIONALE
6.2.6. MONITORAGGIO DEL COMPLESSO OPERA-TERRENO

6.3. STABILIT DEI PENDII NATURALI
6.3.1. PRESCRIZIONI GENERALI
6.3.2. MODELLAZIONE GEOLOGICA DEL PENDIO
6.3.3. MODELLAZIONE GEOTECNICA DEL PENDIO
6.3.4. VERIFICHE DI SICUREZZA
6.3.5. INTERVENTI DI STABILIZZAZIONE
6.3.6. CONTROLLI E MONITORAGGIO

6.4. OPERE DI FONDAZIONE
6.4.1. CRITERI GENERALI DI PROGETTO
6.4.2. FONDAZIONI SUPERFICIALI
6.4.2.1. VERIFICHEAGLISTATILIMITEULTIMI(SLU)
6.4.2.2 VERIFICHEAGLISTATILIMITEDIESERCIZIO(SLE)
6.4.3. FONDAZIONI SU PALI
6.4.3.1 VERIFICHEAGLISTATILIMITEULTIMI(SLU)
6.4.3.1.1 Resistenzedipalisoggettiacarichiassiali
6.4.3.1.1.1 Resistenzaacaricoassialediunapalificata
6.4.3.1.2 Resistenzedipalisoggettiacarichitrasversali
6.4.3.2 VERIFICHEAGLISTATILIMITEDIESERCIZIO(SLE)
6.4.3.3 VERIFICHEAGLISTATILIMITEULTIMI(SLU)DELLEFONDAZIONIMISTE
6.4.3.4 VERIFICHEAGLISTATILIMITEDIESERCIZIO(SLE)DELLEFONDAZIONIMISTE
6.4.3.5 ASPETTICOSTRUTTIVI
6.4.3.6 CONTROLLIDINTEGRITDEIPALI
6.4.3.7 PROVEDICARICO
6.4.3.7.1 Provediprogettosupalipilota
6.4.3.7.2 Proveincorsodopera

6.5. OPERE DI SOSTEGNO
6.5.1 CRITERI GENERALI DI PROGETTO
6.5.2 AZIONI
6.5.2.1 SOVRACCARICHI
6.5.2.2 MODELLOGEOMETRICODIRIFERIMENTO
6.5.3 VERIFICHE AGLI STATI LIMITE
6.5.3.1 VERIFICHEDISICUREZZA(SLU)
6.5.3.1.1Muridisostegno
6.5.3.1.2Paratie
6.5.3.2 VERIFICHEDIESERCIZIO(SLE)
SOMMARIO XV

6.6. TIRANTI DI ANCORAGGIO


6.6.1. CRITERI DI PROGETTO
6.6.2. VERIFICHE DI SICUREZZA (SLU)
6.6.3. ASPETTI COSTRUTTIVI
6.6.4. PROVE DI CARICO
6.6.4.1.PROVEDIPROGETTOSUANCORAGGIPRELIMINARI
6.6.4.2.PROVEDICARICOINCORSODOPERASUGLIANCORAGGI

6.7. OPERE IN SOTTERRANEO


6.7.1. PRESCRIZIONI GENERALI
6.7.2. CARATTERIZZAZIONE GEOLOGICA
6.7.3. CARATTERIZZAZIONE E MODELLAZIONE GEOTECNICA
6.7.4. CRITERI DI PROGETTO
6.7.5. ANALISI PROGETTUALI E VERIFICHE DI SICUREZZA
6.7.6. CONTROLLO E MONITORAGGIO

6.8. OPERE DI MATERIALI SCIOLTI E FRONTI DI SCAVO


6.8.1. CRITERI GENERALI DI PROGETTO
6.8.2. VERIFICHE DI SICUREZZA (SLU)
6.8.3. VERIFICHE DI ESERCIZIO (SLE)
6.8.4. ASPETTI COSTRUTTIVI
6.8.5. CONTROLLI E MONITORAGGIO
6.8.6. FRONTI DI SCAVO
6.8.6.1 INDAGINIGEOTECNICHEECARATTERIZZAZIONEGEOTECNICA
6.8.6.2 CRITERIGENERALIDIPROGETTOEVERIFICHEDISICUREZZA

6.9. MIGLIORAMENTO E RINFORZO DEI TERRENI E DEGLI AMMASSI ROCCIOSI


6.9.1. SCELTA DEL TIPO DI INTERVENTO E CRITERI GENERALI DI PROGETTO
6.9.2. MONITORAGGIO

6.10. CONSOLIDAMENTO GEOTECNICO DI OPERE ESISTENTI


6.10.1. CRITERI GENERALI DI PROGETTO
6.10.2. INDAGINI GEOTECNICHE E CARATTERIZZAZIONE GEOTECNICA
6.10.3. TIPI DI CONSOLIDAMENTO GEOTECNICO
6.10.4. CONTROLLI E MONITORAGGIO

6.11. DISCARICHE CONTROLLATE DI RIFIUTI E DEPOSITI DI INERTI


6.11.1. DISCARICHE CONTROLLATE
6.11.1.1 CRITERIDIPROGETTO
6.11.1.2 CARATTERIZZAZIONEDELSITO
6.11.1.3 MODALITCOSTRUTTIVEEDICONTROLLODEIDISPOSITIVIDIBARRIERA
6.11.1.4 VERIFICHEDISICUREZZA
6.11.1.5 MONITORAGGIO
6.11.2. DEPOSITI DI INERTI
6.11.2.1 CRITERIDIPROGETTO
6.11.2.2 MONITORAGGIO

6.12. FATTIBILIT DI OPERE SU GRANDI AREE


6.12.1. INDAGINI SPECIFICHE
XVI SOMMARIO

CAPITOLO 7 PROGETTAZIONEPERAZIONISISMICHE
7.0. GENERALIT

7.1. REQUISITI DELLE COSTRUZIONI NEI CONFRONTI DEGLI STATI LIMITE

7.2. CRITERI GENERALI DI PROGETTAZIONE E MODELLAZIONE


7.2.1. CARATTERISTICHE GENERALI DELLE COSTRUZIONI
7.2.2. CRITERI GENERALI DI PROGETTAZIONE DEI SISTEMI STRUTTURALI
7.2.3. CRITERI DI PROGETTAZIONE DI ELEMENTI STRUTTURALI SECONDARI ED ELEMENTI COSTRUTTIVI NON
STRUTTURALI
7.2.4. CRITERI DI PROGETTAZIONE DEGLI IMPIANTI
7.2.5. REQUISITI STRUTTURALI DEGLI ELEMENTI DI FONDAZIONE
7.2.6. CRITERI DI MODELLAZIONE DELLA STRUTTURA E DELLAZIONE SISMICA

7.3. METODI DI ANALISI E CRITERI DI VERIFICA


7.3.1. ANALISI LINEARE O NON LINEARE
7.3.2. ANALISI DINAMICA O STATICA
7.3.3. ANALISI LINEARE DINAMICA O STATICA
7.3.3.1 ANALISILINEAREDINAMICA
7.3.3.2 ANALISILINEARESTATICA
7.3.3.3 Valutazione degli spostamenti della struttura
7.3.4. ANALISI NON LINEARE DINAMICA O STATICA
7.3.4.1 ANALISINONLINEAREDINAMICA
7.3.4.2 ANALISINONLINEARESTATICA
7.3.5. RISPOSTA ALLE DIVERSE COMPONENTI DELLAZIONE SISMICA ED ALLA VARIABILIT SPAZIALE DEL MOTO
7.3.6. RISPETTO DEI REQUISITI NEI CONFRONTI DEGLI STATI LIMITE
7.3.6.1 ELEMENTISTRUTTURALI(ST)
7.3.6.2 ELEMENTINONSTRUTTURALI(NS)
7.3.6.3 IMPIANTI(IM)

7.4. COSTRUZIONI DI CALCESTRUZZO


7.4.1. GENERALIT
7.4.2. CARATTERISTICHE DEI MATERIALI
7.4.2.1 CONGLOMERATO
7.4.2.2 ACCIAIO
7.4.3. TIPOLOGIE STRUTTURALI E FATTORI DI COMPORTAMENTO
7.4.3.1 TIPOLOGIESTRUTTURALI
7.4.3.2 FATTORIDICOMPORTAMENTO
7.4.4 DIMENSIONAMENTO E VERIFICA DEGLI ELEMENTI STRUTTURALI PRIMARI E SECONDARI
7.4.4.1 TRAVI
7.4.4.1.1Verifichediresistenza(RES)
7.4.4.1.2Verifichediduttilit(DUT)
7.4.4.2 PILASTRI
7.4.4.2.1Verifichediresistenza(RES)
7.4.4.2.2Verifichediduttilit(DUT)
7.4.4.3 NODITRAVEPILASTRO
7.4.4.3.1 Verifichediresistenza(RES)
7.4.4.4 DIAFRAMMIORIZZONTALI
7.4.4.4.1Verifichediresistenza(RES)
7.4.4.5 PARETI
7.4.4.5.1Verifichediresistenza(RES)
7.4.4.5.2 Verifichediduttilit(DUT)
7.4.4.6 TRAVIDIACCOPPIAMENTODEISISTEMIAPARETI
7.4.5 COSTRUZIONI CON STRUTTURA PREFABBRICATA
7.4.5.1 TIPOLOGIESTRUTTURALIEFATTORIDICOMPORTAMENTO
7.4.5.2 COLLEGAMENTI
7.4.5.2.1 Indicazioniprogettuali
7.4.5.2.2 Valutazionedellaresistenza
7.4.5.3 ELEMENTISTRUTTURALI
7.4.6 DETTAGLI COSTRUTTIVI
7.4.6.1 LIMITAZIONIGEOMETRICHE
SOMMARIO XVII

7.4.6.1.1Travi
7.4.6.1.2 Pilastri
7.4.6.1.3 Noditravepilastro
7.4.6.1.4 Pareti
7.4.6.2 LIMITAZIONIDIARMATURA
7.4.6.2.1 Travi
7.4.6.2.2 Pilastri
7.4.6.2.3 Noditravepilastro
7.4.6.2.4 Pareti
7.4.6.2.5 Travidiaccoppiamento

7.5. COSTRUZIONI DACCIAIO


7.5.1. CARATTERISTICHE DEI MATERIALI
7.5.2. TIPOLOGIE STRUTTURALI E FATTORI DI COMPORTAMENTO
7.5.2.1 TIPOLOGIESTRUTTURALI
7.5.2.2 FATTORIDICOMPORTAMENTO
7.5.3. REGOLE DI PROGETTO GENERALI PER ELEMENTI STRUTTURALI DISSIPATIVI
7.5.3.1 VERIFICHEDIRESISTENZA(RES)7.5.3.2 VERIFICHEDIDUTTILITA(DUT)
7.5.4. REGOLE DI PROGETTO SPECIFICHE PER STRUTTURE INTELAIATE
7.5.4.1 TRAVI
7.5.4.2 COLONNE
7.5.4.3 COLLEGAMENTITRAVECOLONNA
7.5.4.4 PANNELLIDANIMADEICOLLEGAMENTITRAVECOLONNA
7.5.4.5 COLLEGAMENTICOLONNAFONDAZIONE
7.5.5. REGOLE DI PROGETTO SPECIFICHE PER STRUTTURE CON CONTROVENTI CONCENTRICI
7.5.6 REGOLE DI PROGETTO SPECIFICHE PER STRUTTURE CON CONTROVENTI ECCENTRICI

7.6. COSTRUZIONI COMPOSTE DI ACCIAIO-CALCESTRUZZO


7.6.1. CARATTERISTICHE DEI MATERIALI
7.6.1.1 CALCESTRUZZO
7.6.1.2 ACCIAIOPERC.A.
7.6.1.3 ACCIAIOSTRUTTURALE
7.6.2. TIPOLOGIE STRUTTURALI E FATTORI DI COMPORTAMENTO
7.6.2.1 TIPOLOGIESTRUTTURALI
7.6.2.2 FATTORIDICOMPORTAMENTO
7.6.3. RIGIDEZZA DELLA SEZIONE TRASVERSALE COMPOSTA
7.6.4. CRITERI DI PROGETTO E DETTAGLI PER STRUTTURE DISSIPATIVE
7.6.4.1 CRITERIDIPROGETTOPERSTRUTTUREDISSIPATIVE
7.6.4.2 VERIFICHEDIRESISTENZA(RES)
7.6.4.3 VERIFICHEDIDUTTILITA(DUT)
7.6.4.4 DETTAGLICOSTRUTTIVI
7.6.5 REGOLE SPECIFICHE PER LE MEMBRATURE
7.6.5.1 TRAVICONSOLETTACOLLABORANTE
7.6.5.2 MEMBRATURECOMPOSTEPARZIALMENTERIVESTITEDICALCESTRUZZO
7.6.5.3 COLONNECOMPOSTECOMPLETAMENTERIVESTITEDICALCESTRUZZO
7.6.5.4 COLONNECOMPOSTERIEMPITEDICALCESTRUZZO
7.6.6. REGOLE SPECIFICHE PER STRUTTURE INTELAIATE
7.6.6.1 ANALISISTRUTTURALE
7.6.6.2 TRAVIECOLONNE
7.6.6.3 COLLEGAMENTITRAVECOLONNA
7.6.6.4 COLLEGAMENTICOLONNAFONDAZIONE
7.6.6.5 CONDIZIONEPERTRASCURAREILCARATTERECOMPOSTODELLETRAVICONSOLETTA
7.6.7. REGOLE SPECIFICHE PER STRUTTURE CON CONTROVENTI CONCENTRICI
7.6.8. REGOLE SPECIFICHE PER STRUTTURE CON CONTROVENTI ECCENTRICI

7.7. COSTRUZIONI DI LEGNO


7.7.1. ASPETTI CONCETTUALI DELLA PROGETTAZIONE
7.7.2. MATERIALI E PROPRIET DELLE ZONE DISSIPATIVE
7.7.3. TIPOLOGIE STRUTTURALI E FATTORI DI COMPORTAMENTO
7.7.3.1 PRECISAZIONI
7.7.4. ANALISI STRUTTURALE
7.7.5. DISPOSIZIONI COSTRUTTIVE
7.7.5.1 GENERALIT
7.7.5.2 DISPOSIZIONICOSTRUTTIVEPERICOLLEGAMENTI
7.7.5.3 DISPOSIZIONICOSTRUTTIVEPERGLIIMPALCATI
XVIII SOMMARIO
7.7.6. VERIFICHE DI SICUREZZA
7.7.7. REGOLE DI DETTAGLIO
7.7.7.1 DISPOSIZIONICOSTRUTTIVEPERICOLLEGAMENTI
7.7.7.2 DISPOSIZIONICOSTRUTTIVEPERGLIIMPALCATI

7.8. COSTRUZIONI DI MURATURA


7.8.1. REGOLE GENERALI
7.8.1.1 PREMESSA
7.8.1.2 MATERIALI
7.8.1.3 MODALITCOSTRUTTIVEEFATTORIDICOMPORTAMENTO
7.8.1.4 CRITERIDIPROGETTOEREQUISITIGEOMETRICI
7.8.1.5 METODIDIANALISI
7.8.1.5.1 Generalit
7.8.1.5.2 Analisilinearestatica
7.8.1.5.3 Analisidinamicamodale
7.8.1.5.4 Analisistaticanonlineare
7.8.1.5.5 Analisidinamicanonlineare
7.8.1.6 VERIFICHEDISICUREZZA
7.8.1.7 PRINCIPIDIPROGETTAZIONEINCAPACIT
7.8.1.8 FONDAZIONI
7.8.1.9 COSTRUZIONISEMPLICI
7.8.2. COSTRUZIONI DI MURATURA ORDINARIA
7.8.2.1 CRITERIDIPROGETTO
7.8.2.2 VERIFICHEDISICUREZZA
7.8.2.2.1 Pressoflessionenelpiano
7.8.2.2.2 Taglio
7.8.2.2.3 Pressoflessionefuoripiano
7.8.2.2.4 Traviinmuratura
7.8.3. COSTRUZIONI DI MURATURA ARMATA
7.8.3.1 CRITERIDIPROGETTO
7.8.3.2 VERIFICHEDISICUREZZA
7.8.3.2.1 Pressoflessionenelpiano
7.8.3.2.2 Taglio
7.8.3.2.3 Pressoflessionefuoripiano
7.8.4. COSTRUZIONI DI MURATURA CONFINATA
7.8.5. STRUTTURE MISTE
7.8.6. REGOLE DI DETTAGLIO
7.8.6.1 COSTRUZIONIDIMURATURAORDINARIA
7.8.6.2 COSTRUZIONIDIMURATURAARMATA
7.8.6.3 COSTRUZIONIDIMURATURACONFINATA

7.9. PONTI
7.9.1. CAMPO DI APPLICAZIONE
7.9.2 CRITERI GENERALI DI PROGETTAZIONE
7.9.2.1 VALORIDELFATTOREDICOMPORTAMENTO
7.9.3. MODELLO STRUTTURALE
7.9.3.1 INTERAZIONETERRENOSTRUTTURAEANALISIDIRISPOSTASISMICALOCALE
7.9.4. ANALISI STRUTTURALE
7.9.4.1 ANALISISTATICALINEARE
7.9.5. DIMENSIONAMENTO E VERIFICA DEGLI ELEMENTI STRUTTURALI
7.9.5.1 PILE
7.9.5.1.1 Verifiche di resistenza (RES)7.9.5.1.2Verifichediduttilit(DUT)
7.9.5.2 IMPALCATO7.9.5.2.1
VERIFICHEDIRESISTENZA(RES)
7.9.5.3 APPARECCHIDIAPPOGGIOEZONEDISOVRAPPOSIZIONE
7.9.5.3.1Apparecchidappoggioodivincolofissi
7.9.5.2 Apparecchidappoggiomobili
7.9.5.3.3Dispositividifinecorsa
7.9.5.3.4 Zonedisovrapposizione
7.9.5.4 SPALLE
7.9.5.4.1Collegamentomedianteapparecchidappoggiomobili
7.9.5.4.2Collegamentomedianteapparecchidappoggiofissi
7.9.6. DETTAGLI COSTRUTTIVI PER ELEMENTI DI CALCESTRUZZO ARMATO
7.9.6.1 PILE
SOMMARIO XIX

7.9.6.1.1 Armatureperilconfinamentodelnucleodicalcestruzzo
7.9.6.1.2 Armaturepercontrastarelinstabilitdellebarreverticalicompresse
7.9.6.1.3 Dettaglicostruttiviperlezonedissipative
7.9.6.2 IMPALCATO,FONDAZIONIESPALLE

7.10. COSTRUZIONI CON ISOLAMENTO E/O DISSIPAZIONE


7.10.1. SCOPO
7.10.2. REQUISITI GENERALI E CRITERI PER IL LORO SODDISFACIMENTO
7.10.3. CARATTERISTICHE E CRITERI DI ACCETTAZIONE DEI DISPOSITIVI
7.10.4. INDICAZIONI PROGETTUALI
7.10.4.1 INDICAZIONIRIGUARDANTIIDISPOSITIVI
7.10.4.2 CONTROLLODIMOVIMENTIINDESIDERATI
7.10.4.3 CONTROLLODEGLISPOSTAMENTISISMICIDIFFERENZIALIDELTERRENO
7.10.4.4 CONTROLLODEGLISPOSTAMENTIRELATIVIALTERRENOEALLECOSTRUZIONICIRCOSTANTI
7.10.5. MODELLAZIONE E ANALISI STRUTTURALE
7.10.5.1 PROPRIETDELSISTEMADIISOLAMENTO
7.10.5.2 MODELLAZIONE
7.10.5.3 ANALISI
7.10.5.3.1 Analisilinearestatica
7.10.5.3.2 Analisilinearedinamica
7.10.6. VERIFICHE
7.10.6.1 VERIFICHEDEGLISTATILIMITEDIESERCIZIO
7.10.6.2 VERIFICHEDEGLISTATILIMITEULTIMI
7.10.6.2.1 VerifichedelloSLV
7.10.6.2.2 VerifichedelloSLC
7.10.7. ASPETTI COSTRUTTIVI, MANUTENZIONE, SOSTITUIBILIT
7.10.8. ACCORGIMENTI SPECIFICI IN FASE DI COLLAUDO

7.11. OPERE E SISTEMI GEOTECNICI


7.11.1. REQUISITI NEI CONFRONTI DEGLI STATI LIMITE
7.11.2. CARATTERIZZAZIONE GEOTECNICA AI FINI SISMICI
7.11.3. RISPOSTA SISMICA E STABILIT DEL SITO
7.11.3.1 RISPOSTASISMICALOCALE
7.11.3.2 FATTORIDIAMPLIFICAZIONESTRATIGRAFICA
7.11.3.3 FATTORIDIAMPLIFICAZIONETOPOGRAFICA
7.11.3.4 STABILITNEICONFRONTIDELLALIQUEFAZIONE
7.11.3.4.1 Generalit
7.11.3.4.2 Esclusionedellaverificaaliquefazione
7.11.3.4.3 Metodologiedianalisi
7.11.3.5 STABILITDEIPENDII
7.11.3.5.1 Azionesismica
7.11.3.5.2 Metodidianalisi
7.11.4. FRONTI DI SCAVO E RILEVATI
7.11.5. FONDAZIONI
7.11.5.1 REGOLEGENERALIDIPROGETTAZIONE
7.11.5.2 INDAGINIEMODELLOGEOTECNICO
7.11.5.3 VERIFICHEDELLOSTATOLIMITEULTIMO(SLU)EDELLOSTATOLIMITEDIDANNO(SLD)
7.11.5.3.1 Fondazionisuperficiali
7.11.5.3.2 Fondazionisupali
7.11.6. OPERE DI SOSTEGNO
7.11.6.1 REQUISITIGENERALI
7.11.6.2 MURIDISOSTEGNO
7.11.6.2.1 Metodidianalisi
7.11.6.2.2 Verifichedisicurezza
7.11.6.3 PARATIE
7.11.6.3.1 Metodipseudostatici
7.11.6.3.2Verifichedisicurezza
7.11.6.4SISTEMIDIVINCOLO
7.11.6.4.1 Verifichedisicurezza
XX SOMMARIO

CAPITOLO 8 - COSTRUZIONIESISTENTI
8.1. OGGETTO

8.2. CRITERI GENERALI

8.3. VALUTAZIONE DELLA SICUREZZA

8.4. CLASSIFICAZIONE DEGLI INTERVENTI


8.4.1. RIPARAZIONEOINTERVENTOLOCALE
8.4.2. INTERVENTODIMIGLIORAMENTO
8.4.3. INTERVENTODIADEGUAMENTO

8.5. DEFINIZIONE DEL MODELLO DI RIFERIMENTO PER LE ANALISI


8.5.1. ANALISISTORICOCRITICA
8.5.2. RILIEVO
8.5.3. CARATTERIZZAZIONEMECCANICADEIMATERIALI
8.5.4. LIVELLIDICONOSCENZAEFATTORIDICONFIDENZA
8.5.5. AZIONI

8.6. MATERIALI

8.7. PROGETTAZIONE DEGLI INTERVENTI IN PRESENZA DI AZIONI SISMICHE


8.7.1. COSTRUZIONIINMURATURA
8.7.2. COSTRUZIONIINCALCESTRUZZOARMATOOINACCIAIO
8.7.3. COSTRUZIONIMISTE
8.7.4. CRITERIETIPIDINTERVENTO
8.7.5. ELABORATIDELPROGETTODELLINTERVENTO
SOMMARIO XXI

CAPITOLO 9 COLLAUDOSTATICO
9.1. PRESCRIZIONI GENERALI

9.2 PROVE DI CARICO


9.2.1STRUTTUREPREFABBRICATE
9.2.2PONTISTRADALI
9.2.3PONTIFERROVIARI
XXII SOMMARIO

CAPITOLO 10 REDAZIONEDEIPROGETTISTRUTTURALI
ESECUTIVIEDELLERELAZIONIDICALCOLO
10.1. CARATTERISTICHE GENERALI

10.2. ANALISI E VERIFICHE SVOLTE CON LAUSILIO DI CODICI DI CALCOLO


10.2.1. RELAZIONE DI CALCOLO
Tipodianalisisvolta
OrigineeCaratteristichedeiCodicidiCalcolo
Modalitdipresentazionedeirisultati.
Informazionigeneralisullelaborazione.
Giudiziomotivatodiaccettabilitdeirisultati.
10.2.2. VALUTAZIONE INDIPENDENTE DEL CALCOLO
SOMMARIO XXIII

CAPITOLO 11 MATERIALIEPRODOTTIADUSO
STRUTTURALE
11.1. GENERALIT

11.2. CALCESTRUZZO
11.2.1. SPECIFICHE PER IL CALCESTRUZZO
11.2.2. CONTROLLI DI QUALIT DEL CALCESTRUZZO
11.2.3. VALUTAZIONE PRELIMINARE
11.2.4. PRELIEVO E PROVA DEI CAMPIONI
11.2.5. CONTROLLO DI ACCETTAZIONE
11.2.5.1 CONTROLLODITIPOA
11.2.5.2 CONTROLLODITIPOB
11.2.5.3 PRESCRIZIONICOMUNIPERENTRAMBIICRITERIDICONTROLLO
11.2.6. CONTROLLO DELLA RESISTENZA DEL CALCESTRUZZO IN OPERA
11.2.7. PROVE COMPLEMENTARI
11.2.8. PRESCRIZIONI RELATIVE AL CALCESTRUZZO CONFEZIONATO CON PROCESSO INDUSTRIALIZZATO
11.2.9. COMPONENTI DEL CALCESTRUZZO
11.2.9.1 LEGANTI
11.2.9.2 AGGREGATI
11.2.9.3 AGGIUNTE
11.2.9.4 ADDITIVI
11.2.9.5 ACQUADIIMPASTO
11.2.9.6 MISCELEPRECONFEZIONATEDICOMPONENTIPERCALCESTRUZZO
11.2.10. CARATTERISTICHE DEL CALCESTRUZZO
11.2.10.1 RESISTENZAACOMPRESSIONE
11.2.10.2 RESISTENZAATRAZIONE
11.2.10.3 MODULOELASTICO
11.2.10.4 COEFFICIENTEDIPOISSON
11.2.10.5 COEFFICIENTEDIDILATAZIONETERMICA
11.2.10.6 RITIRO
11.2.10.7 VISCOSIT
11.2.11. DURABILIT
11.2.12. CALCESTRUZZO FIBRORINFORZATO (FRC)

11.3. ACCIAIO
11.3.1. PRESCRIZIONI COMUNI A TUTTE LE TIPOLOGIE DI ACCIAIO
11.3.1.1 CONTROLLI
11.3.1.2 CONTROLLIDIPRODUZIONEINSTABILIMENTOEPROCEDUREDIQUALIFICAZIONE
11.3.1.3 MANTENIMENTOERINNOVODELLAQUALIFICAZIONE
11.3.1.4 IDENTIFICAZIONEERINTRACCIABILITDEIPRODOTTIQUALIFICATI
11.3.1.5 FORNITUREEDOCUMENTAZIONEDIACCOMPAGNAMENTO
11.3.1.6 PROVEDIQUALIFICAZIONEEVERIFICHEPERIODICHEDELLAQUALIT
11.3.1.7 CENTRIDITRASFORMAZIONE
11.3.2. ACCIAIO PER CEMENTO ARMATO
11.3.2.1 ACCIAIOPERCEMENTOARMATOB450C
11.3.2.2 ACCIAIOPERCEMENTOARMATOB450A
11.3.2.3 ACCERTAMENTODELLEPROPRIETMECCANICHE
11.3.2.4 CARATTERISTICHEDIMENSIONALIEDIIMPIEGO
11.3.2.5 RETIETRALICCIELETTROSALDATI
11.3.2.5.1 Identificazionedelleretiedeitraliccielettrosaldati
11.3.2.6 SALDABILIT
11.3.2.7 TOLLERANZEDIMENSIONALI
11.3.2.8 ALTRITIPIDIACCIAI
11.3.2.8.1 Acciaiinossidabili
11.3.2.8.2 Acciaizincati
11.3.2.9 GIUNZIONIMECCANICHE
11.3.2.10 PROCEDUREDICONTROLLOPERACCIAIDACEMENTOARMATONORMALEBARREEROTOLI
11.3.2.10.1 Controllisistematiciinstabilimento
11.3.2.10.1.1 Generalit
11.3.2.10.1.2 Provediqualificazione
XXIV SOMMARIO
11.3.2.10.1.3 Proceduradivalutazione
11.3.2.10.1.4 Proveperiodichediverificadellaqualit
11.3.2.10.2 Controllisusingolecolateolottidiproduzione
11.3.2.10.3 Controllineicentriditrasformazione
11.3.2.10.4 Provediaderenza
11.3.2.11 PROCEDUREDICONTROLLOPERACCIAIDACEMENTOARMATOORDINARIORETIETRALICCIELETTROSALDATI
11.3.2.11.1 Controllisistematiciinstabilimento
11.3.2.11.1.1 Provediqualificazione
11.3.2.11.1.2 Provediverificadellaqualit
11.3.2.11.2 Controllisusingolilottidiproduzione
11.3.2.12 CONTROLLIDIACCETTAZIONEINCANTIERE
11.3.3. ACCIAIO PER CALCESTRUZZO ARMATO PRECOMPRESSO
11.3.3.1 CARATTERISTICHEDIMENSIONALIEDIIMPIEGO
11.3.3.2 CARATTERISTICHEDEIPRODOTTI
11.3.3.3 CADUTEDITENSIONEPERRILASSAMENTO
11.3.3.4 CENTRIDITRASFORMAZIONE
11.3.3.5 PROCEDUREDICONTROLLOPERACCIAIDACEMENTOARMATOPRECOMPRESSO
11.3.3.5.1 PrescrizionicomuniModalitdiprelievo
11.3.3.5.2 Controllisistematiciinstabilimento
11.3.3.5.2.1 Provediqualificazione
11.3.3.5.2.2 Provediverificadellaqualit
11.3.3.5.2.3 Determinazionedelleproprietetolleranze
11.3.3.5.2.4 Controllisusingolilottidiproduzione
11.3.3.5.3 Controllineicentriditrasformazione
11.3.3.5.4 Controllidiaccettazioneincantiere
11.3.3.5.5 Prodottiinguainatioinguainatiecerati.
11.3.3.5.6 Prodottizincati.
11.3.3.5.7 Certificatidiprovarilasciatidallaboratoriodicuiallart.59delDPR380/2001.
11.3.4. ACCIAIO PER STRUTTURE METALLICHE E PER STRUTTURE COMPOSTE
11.3.4.1 GENERALIT
11.3.4.2 ACCIAILAMINATI
11.3.4.2.1 Controllisuiprodottilaminati
11.3.4.2.2 Fornituradeiprodottilaminati
11.3.4.3 ACCIAIOPERGETTI
11.3.4.4 ACCIAIOPERSTRUTTURESALDATE
11.3.4.5 PROCESSODISALDATURA
11.3.4.6 BULLONIECHIODI
11.3.4.6.1 Bulloninonaserraggiocontrollato
11.3.4.6.2 Bulloniaserraggiocontrollato
11.3.4.6.3 Elementidicollegamentoinacciaioinossidabile
11.3.4.6.4 Chiodi
11.3.4.7 CONNETTORIAPIOLO
11.3.4.8 ACCIAIINOSSIDABILI
11.3.4.9 ACCIAIDACARPENTERIAPERSTRUTTURESOGGETTEADAZIONISISMICHE
11.3.4.10 CENTRIDITRASFORMAZIONEECENTRIDIPRODUZIONEDIELEMENTISERIALIINACCIAIO
11.3.4.11 PROCEDUREDICONTROLLOSUACCIAIDACARPENTERIA
11.3.4.11.1 Controlliinstabilimentodiproduzione
11.3.4.11.1.1 Suddivisionedeiprodotti
11.3.4.11.1.2 Provediqualificazione
11.3.4.11.1.3 Controllocontinuodellaqualitdellaproduzione
11.3.4.11.1.4 Verificaperiodicadellaqualit
11.3.4.11.1.5 Controllisusingolecolate
11.3.4.11.2 Controllineicentriditrasformazioneeneicentridiproduzionedielementitipologiciinacciaio
11.3.4.11.2.1 Centridiproduzionedilamieregrecateeprofilatiformatiafreddo
11.3.4.11.2.2 Centridiprelavorazionedicomponentistrutturali
11.3.4.11.2.3 Officineperlaproduzionedicarpenteriemetalliche
11.3.4.11.2.4 Officineperlaproduzionedibulloniechiodi
11.3.4.11.3 Controllidiaccettazioneincantiere

11.4. ANCORANTI PER USO STRUTTURALE E GIUNTI DI DILATAZIONE


11.4.1. ANCORANTI PER USO STRUTTURALE
11.4.2. GIUNTI DI DILATAZIONE STRADALE
SOMMARIO XXV

11.5. SISTEMI DI PRECOMPRESSIONE A CAVI POST-TESI E TIRANTI DI ANCORAGGIO


11.5.1. SISTEMI DI PRECOMPRESSIONE A CAVI POST TESI
11.5.2. TIRANTI DI ANCORAGGIO PER USO GEOTECNICO

11.6. APPOGGI STRUTTURALI

11.7. MATERIALI E PRODOTTI A BASE DI LEGNO


11.7.1 GENERALIT
11.7.1.1 PROPRIETDEIMATERIALI
11.7.2 LEGNO MASSICCIO
11.7.3 LEGNO STRUTTURALE CON GIUNTI A DITA
11.7.4. LEGNO LAMELLARE INCOLLATO E LEGNO MASSICCIO INCOLLATO
11.7.5 PANNELLI A BASE DI LEGNO
11.7.6 ALTRI PRODOTTI DERIVATI DAL LEGNO PER USO STRUTTURALE
11.7.7 ADESIVI
11.7.7.1 ADESIVIPERELEMENTIINCOLLATIINSTABILIMENTO
11.7.7.2 ADESIVIPERGIUNTIREALIZZATIINCANTIERE
11.7.8 ELEMENTI MECCANICI DI COLLEGAMENTO
11.7.9 DURABILIT DEL LEGNO E DERIVATI
11.7.9.1 GENERALIT
11.7.9.2 REQUISITIDIDURABILITNATURALEDEIMATERIALIABASEDILEGNO
11.7.10 PROCEDURE DI IDENTIFICAZIONE, QUALIFICAZIONE E ACCETTAZIONE
11.7.10.1 DISPOSIZIONIGENERALI
11.7.10.1.1 Identificazioneerintracciabilitdeiprodottiqualificati
11.7.10.1.2 Forniture,documentazionediaccompagnamento,controllidiaccettazioneincantiere
11.7.10.2 CONTROLLODIACCETTAZIONEINCANTIERE

11.8. COMPONENTI PREFABBRICATI IN C.A. E C.A.P.


11.8.1. GENERALIT
11.8.2. REQUISITI MINIMI DEGLI STABILIMENTI E DEGLI IMPIANTI DI PRODUZIONE
11.8.3. CONTROLLO DI PRODUZIONE
11.8.3.1 CONTROLLOSUIMATERIALIPERELEMENTIDISERIE
11.8.3.2 CONTROLLODIPRODUZIONEINSERIECONTROLLATA
11.8.3.3 PROVEINIZIALIDITIPOPERELEMENTIINSERIECONTROLLATA
11.8.3.4 MARCHIATURA
11.8.4. PROCEDURE DI QUALIFICAZIONE
11.8.4.1 QUALIFICAZIONEDELLOSTABILIMENTO
11.8.4.2 QUALIFICAZIONEDELLAPRODUZIONEINSERIEDICHIARATA
11.8.4.3 QUALIFICAZIONEDELLAPRODUZIONEINSERIECONTROLLATA
11.8.4.4 SOSPENSIONIEREVOCHE
11.8.5. DOCUMENTI DI ACCOMPAGNAMENTO
11.8.6. DISPOSITIVI MECCANICI DI COLLEGAMENTO

11.9. DISPOSITIVI ANTISISMICi E DI CONTROLLO DELLE VIBRAZIONI


11.9.1. TIPOLOGIE DI DISPOSITIVI
11.9.2. PROCEDURA DI QUALIFICAZIONE
11.9.3. PROCEDURA DI ACCETTAZIONE
11.9.4. DISPOSITIVI A COMPORTAMENTO LINEARE
11.9.4.1 PROVEDIACCETTAZIONESUIDISPOSITIVI
11.9.5. DISPOSITIVI A COMPORTAMENTO NON LINEARE
11.9.6. DISPOSITIVI A COMPORTAMENTO VISCOSO
11.9.6.1 PROVEDIACCETTAZIONESUIDISPOSITIVI
11.9.7. ISOLATORI ELASTOMERICI
11.9.7.1 PROVEDIACCETTAZIONESUIDISPOSITIVI
11.9.8. ISOLATORI A SCORRIMENTO
11.9.8.1 PROVEDIACCETTAZIONESUIDISPOSITIVI
11.9.9. DISPOSITIVI A VINCOLO RIGIDO DEL TIPO A FUSIBILE
11.9.9.1 PROVEDIACCETTAZIONESUIDISPOSITIVI
11.9.10. DISPOSITIVI (DINAMICI) DI VINCOLO PROVVISORIO
11.9.10.1 PROVEDIACCETTAZIONESUIDISPOSITIVI

11.10. MURATURA PORTANTE


11.10.1. ELEMENTI PER MURATURA
11.10.1.1 PROVEDIACCETTAZIONE
11.10.1.1.1 Resistenzaacompressionedeglielementiresistentiartificialionaturali
11.10.2. MALTE PER MURATURA
11.10.2.1 MALTEAPRESTAZIONEGARANTITA
XXVI SOMMARIO
11.10.2.2 MALTEACOMPOSIZIONEPRESCRITTA
11.10.2.3 MALTEPRODOTTEINCANTIERE
11.10.2.4 PROVEDIACCETTAZIONE
11.10.3. DETERMINAZIONE DEI PARAMETRI MECCANICI DELLA MURATURA
11.10.3.1 RESISTENZAACOMPRESSIONE
11.10.3.1.1 Determinazionesperimentaledellaresistenzaacompressione
11.10.3.1.2 Stimadellaresistenzaacompressione
11.10.3.2 RESISTENZACARATTERISTICAATAGLIOINASSENZADITENSIONINORMALI
11.10.3.2.1 Determinazionesperimentaledellaresistenzaataglio
11.10.3.2.2 Stimadellaresistenzaataglio
11.10.3.3 RESISTENZACARATTERISTICAATAGLIO
11.10.3.4 MODULIDIELASTICITSECANTI

CAPITOLO 12 RIFERIMENTITECNICI

CAPITOLO 1.
OGGETTO

2 CAPITOLO 1

PREMESSA
LepresentiNormetecnicheperlecostruzionisonoemesseaisensidelleleggi5novembre1971,n.1086,e2febbraio1974,n.64,
coscomeriunitenelTestoUnicoperlEdiliziadicuialDPR6giugno2001,n.380,edellart.5delDL28maggio2004,n.136,
convertitoinlegge,conmodificazioni,dallart.1dellalegge27luglio2004,n.186ess.mm.ii..

1.1 OGGETTO
LepresentiNormetecnicheperlecostruzionidefinisconoiprincipiperilprogetto,lesecuzioneeilcollaudodellecostruzioni,
neiriguardidelleprestazionilororichiesteinterminidirequisitiessenzialidiresistenzameccanicaestabilit,ancheincasodi
incendio,edidurabilit.
Essefornisconoquindiicriterigeneralidisicurezza,precisanoleazionichedevonoessereutilizzatenelprogetto,definisconole
caratteristichedeimaterialiedeiprodottie,piingenerale,trattanogliaspettiattinentiallasicurezzastrutturaledelleopere.
Circaleindicazioniapplicativeperlottenimentodelleprescritteprestazioni,perquantononespressamentespecificatonelpre
sentedocumento,cisipuriferireanormativedicomprovatavaliditeadaltridocumentitecnicielencatinelCap.12.Inpartico
larequellefornitedagliEurocodiciconlerelativeAppendiciNazionalicostituisconoindicazionidicomprovatavaliditeforni
sconoilsistematicosupportoapplicativodellepresentinorme.

CAPITOLO 2.
SICUREZZAEPRESTAZIONIATTESE

4 CAPITOLO 2

2.1. PRINCIPI FONDAMENTALI


Leopereelecomponentistrutturalidevonoessereprogettate,eseguite,collaudateesoggetteamanutenzioneinmodotaleda
consentirne la prevista utilizzazione, in forma economicamente sostenibile e con il livello di sicurezza previsto dalle presenti
norme.
Lasicurezzaeleprestazionidiunoperaodiunapartediessadevonoesserevalutateinrelazioneaglistatilimitechesipossono
verificaredurantelavitanominalediprogetto,dicuial2.4.Sidefiniscestatolimiteunacondizionesuperatalaqualelopera
nonsoddisfapileesigenzeelencatenellepresentinorme.
Inparticolare,secondoquantostabilitoneicapitolispecifici,leopereelevarietipologiestrutturalidevonopossedereiseguenti
requisiti:
sicurezzaneiconfrontidistatilimiteultimi(SLU):capacitdievitarecrolli,perditediequilibrioedissestigravi,totalioparziali,
che possano compromettere lincolumit delle persone ovvero comportare la perdita di beni, ovvero provocare gravi danni
ambientaliesociali,ovverometterefuoriserviziolopera;
sicurezzaneiconfrontidistatilimitediesercizio(SLE):capacitdigarantireleprestazioniprevisteperlecondizionidiesercizio;
sicurezzaantincendio:capacitdigarantireleprestazionistrutturaliprevisteincasodincendio,perunperiodorichiesto;
durabilit:capacitdellacostruzionedimantenere,nellarcodellavitanominalediprogetto,ilivelliprestazionaliperiquali
stataprogettata,tenutocontodellecaratteristicheambientaliincuisitrovaedellivelloprevistodimanutenzione;
robustezza:capacitdievitaredannisproporzionatirispettoallentitdipossibilicauseinnescantieccezionaliqualiesplosionie
urti.
Ilsuperamentodiunostatolimiteultimohacarattereirreversibile
Ilsuperamentodiunostatolimitedieserciziopuaverecaratterereversibileoirreversibile.
Perleopereesistentipossibilefareriferimentoalivellidisicurezzadiversidaquellidellenuoveopereedanchepossibilecon
sideraresologlistatilimiteultimi.MaggioridettaglisonodatialCapitolo8.
Imaterialiediprodotti,perpoteressereutilizzatinelleopereprevistedallepresentinorme,devonoesseresottopostiaprocedure
e prove sperimentali di accettazione. Le prove e le procedure di accettazione sono definite nelle parti specifiche delle presenti
normeriguardantiimateriali.
Lafornituradicomponenti,sistemioprodotti,impiegatiperfinistrutturali,deveessereaccompagnatadaunmanualediinstal
lazioneedimanutenzionedaallegarealladocumentazionedellopera.Icomponenti,isistemieiprodotti,ediliodimpiantistici,
nonfacentipartedelcomplessostrutturale,machesvolgonofunzionestaticaautonoma,devonoessereprogettatiedinstallatinel
rispettodeilivellidisicurezzaedelleprestazionidiseguitoprescritti.
Leazionidaprendereincontodevonoessereassunteinaccordoconquantostabilitoneirelativicapitolidellepresentinorme.In
mancanzadispecificheindicazioni,sidovrfarericorsoadopportuneindagini,eventualmenteanchesperimentali,oadocumen
ti,normativienon,dicomprovatavalidit.

2.2. REQUISITI DELLE OPERE STRUTTURALI

2.2.1. STATI LIMITE ULTIMI (SLU)


IprincipaliStatiLimiteUltimisonoelencatinelseguito:
a) perditadiequilibriodellastrutturaodiunasuaparte,consideraticomecorpirigidi;
b) spostamentiodeformazionieccessive;
c) raggiungimentodellamassimacapacitdipartidistrutture,collegamenti,fondazioni;
d) raggiungimentodellamassimacapacitdellastrutturanelsuoinsieme;
e) raggiungimentodiunacondizionedicinematismoirreversibile;
f) raggiungimentodimeccanismidicollassoneiterreni;
g) rotturadimembratureecollegamentiperfatica;
h) rotturadimembratureecollegamentiperaltrieffettidipendentidaltempo;
i) instabilitdipartidellastrutturaodelsuoinsieme;
Altristatilimiteultimisonoconsideratiinrelazioneallespecificitdellesingoleopere;inpresenzadiazionisismiche,gliStatiLimite
UltimicomprendonogliStatiLimitedisalvaguardiadellaVita(SLV)egliStatiLimitediprevenzionedelCollasso(SLC),comepre
cisatonel3.2.1.

2.2.2. STATI LIMITE DI ESERCIZIO (SLE)


IprincipaliStatiLimitediEserciziosonoelencatinelseguito:
a) danneggiamentilocali(ades.eccessivafessurazionedelcalcestruzzo)chepossanoridurreladurabilitdellastruttura,lasua
efficienzaoilsuoaspetto;
SICUREZZA E PRESTAZIONI ATTESE 5
b) spostamentiedeformazionichepossanolimitarelusodellacostruzione,lasuaefficienzaeilsuoaspetto;
c) spostamentiedeformazionichepossanocomprometterelefficienzaelaspettodielementinonstrutturali,impianti,macchi
nari;
d) vibrazionichepossanocomprometterelusodellacostruzione;
e) danniperfaticachepossanocompromettereladurabilit;
f) corrosionee/odegradodeimaterialiinfunzionedeltempoedellambientediesposizionechepossanocompromettereladu
rabilit.
Altristatilimitesonoconsideratiinrelazioneallespecificitdellesingoleopere;inpresenzadiazionisismiche,gliStatiLimitedi
EserciziocomprendonogliStatiLimitediOperativit(SLO)egliStatiLimitediDanno(SLD),comeprecisatonel3.2.1.

2.2.3. SICUREZZA ANTINCENDIO


Quandonecessario,irischiderivantidagliincendidevonoesserelimitatiprogettandoerealizzandolecostruzioniinmodotale
dagarantirelaresistenzaelastabilitdeglielementiportanti,nonchdalimitarelapropagazionedelfuocoedeifumi.

2.2.4. DURABILITA
Unadeguatolivellodidurabilitpuesseregarantitoprogettandolacostruzione,elaspecificamanutenzione,inmodotaleche
ildegradodellastrutturachesidovesseverificaredurantelasuavitanominalediprogettononriducaleprestazionidellacostru
zionealdisottodellivelloprevisto.
Tale requisito pu essere soddisfatto attraverso ladozione di appropriati provvedimenti stabiliti tenendo conto delle previste
condizioniambientaliedimanutenzioneedinbaseallepeculiaritdelsingoloprogetto,tracui:
a) sceltaopportunadeimateriali;
b) dimensionamentoopportunodellestrutture;
c) sceltaopportunadeidettaglicostruttivi;
d) adozioneditipologiecostruttiveestrutturalicheconsentano,ovepossibile,lispezionabilitdellepartistrutturali;
e) pianificazionedimisurediprotezioneemanutenzione;oppure,quandoquestenonsianoprevisteopossibili,progettazione
rivoltaagarantirecheildeterioramentodellacostruzioneodeimaterialichelacompongonononnecausiilcollasso;
f) impiegodiprodottiecomponentichiaramenteidentificatiinterminidicaratteristichemeccanicofisicochimiche,indispensa
biliallavalutazionedellasicurezza,edotatidiidoneaqualificazione,coscomespecificatoalCapitolo11;
g) applicazionedisostanzeoricoprimentiprotettivideimateriali,soprattuttoneipuntinonpivisibiliodifficilmenteispezio
nabiliadoperacompletata;
h) adozionedisistemidicontrollo,passivioattivi,adattialleazionieaifenomeniaiqualiloperapuesseresottoposta.
Lecondizioniambientalidevonoessereidentificateinfasediprogettoinmododavalutarnelarilevanzaneiconfrontidelladu
rabilit.

2.2.5. ROBUSTEZZA

Unadeguatolivellodirobustezza,inrelazioneallusoprevistodellacostruzioneedalleconseguenzediunsuoeventualecollas
so,puesseregarantitofacendoricorsoadunaopitraleseguentistrategiediprogettazione:
a) progettazionedellastrutturaingradodiresistereadazionieccezionalidicarattereconvenzionale,combinandovalorinomi
nalidelleazionieccezionaliallealtreazioniesplicitediprogetto;
b) prevenzionedeglieffettiindottidalleazionieccezionaliallequalilastrutturapuesseresoggettaoriduzionedellalorointen
sit;
c) adozionediunaformaetipologiastrutturalepocosensibilealleazionieccezionaliconsiderate;
d) adozionediunaformaetipologiastrutturaletaledatollerareildanneggiamentolocalizzatocausatodaunazionedicarattere
eccezionale;
e) realizzazionedistrutturequantopiridondanti,resistentie/oduttilipossibile;
f) adozionedisistemidicontrollo,passivioattivi,adattialleazionieaifenomeniaiqualiloperapuesseresottoposta.

2.2.6. VERIFICHE
Leoperestrutturalidevonoessereverificate,salvodiversaindicazioneriportatanellespecifichepartidellepresentinorme:
a) perglistatilimiteultimichepossonopresentarsi;
b) perglistatilimitedieserciziodefinitiinrelazionealleprestazioniattese;
c) quandonecessario,neiconfrontideglieffettiderivantidalleazionitermicheconnesseconlosviluppodiunincendio.
Leverifichedelleoperestrutturalidevonoesserecontenuteneidocumentidiprogetto,conriferimentoalleprescrittecaratteristi
chemeccanichedeimaterialieallacaratterizzazionegeotecnicadelterreno,dedottaovespecificatodallepresentinormein
baseaspecificheindagini.Laddovenecessario,lastrutturadeveessereverificatanellefasiintermedie,tenutocontodelprocesso
costruttivoprevisto;leverificheperquestesituazionitransitoriesonogeneralmentecondotteneiconfrontideisolistatilimiteul
timi.
6 CAPITOLO 2
Perleopereperlequalinelcorsodeilavorisimanifestinosituazionisignificativamentedifformidaquellediprogettooccorreeffet
tuarelerelativenecessarieverifiche.

2.3. VALUTAZIONE DELLA SICUREZZA


Nelseguitosonoriportatiicriteridelmetodosemiprobabilisticoaglistatilimitebasatosullimpiegodeicoefficientiparziali,ap
plicabilinellageneralitdeicasi;talemetododettodiprimolivello.Peroperediparticolareimportanzasipossonoadottareme
todidilivellosuperiore,trattidadocumentazionetecnicadicomprovatavaliditdicuialCapitolo12.
Nelmetodoaglistatilimite,lasicurezzastrutturaleneiconfrontideglistatilimiteultimideveessereverificataconfrontandola
capacitdiprogettoRd,interminidiresistenza,duttilite/ospostamentodellastrutturaodellamembraturastrutturale,funzione
dellecaratteristichemeccanichedeimaterialichelacompongono(Xd)edeivalorinominalidellegrandezzegeometricheinteres
sate(ad),conilcorrispondentevalorediprogettodelladomandaEd,funzionedeivaloridiprogettodelleazioni(Fd)edeivalori
nominalidellegrandezzegeometrichedellastrutturainteressate.
Laverificadellasicurezzaneiriguardideglistatilimiteultimi(SLU)espressadallequazioneformale:
RdEd [2.2.1]
IlvalorediprogettodellaresistenzadiundatomaterialeXd,asuavolta,funzionedelvalorecaratteristicodellaresistenza,defi
nitocomefrattile5%delladistribuzionestatisticadellagrandezza,attraversolespressione:Xd=Xk/M,essendoMilfattorepar
zialeassociatoallaresistenzadelmateriale.
IlvalorediprogettodiciascunadelleazioniagentisullastrutturaFdottenutodalsuovalorecaratteristicoFk,intesocomefrattile
95%delladistribuzionestatisticaocomevalorecaratterizzatodaunassegnatoperiododiritorno,attraversolespressione:Fd=FFk
essendoFilfattoreparzialerelativoalleazioni.Nelcasodiconcomitanzadipiazionivariabilidioriginediversasidefinisceun
valoredicombinazione0Fk,ove01unopportunocoefficientedicombinazione, chetienecontodellaridottaprobabilitche
piazionididiversaoriginesirealizzinosimultaneamenteconillorovalorecaratteristico.
Pergrandezzecaratterizzatedadistribuzioniconcoefficientidivariazioneminoridi0,10,ovveropergrandezzechenonriguar
dinounivocamenteresistenzeoazioni,sipossonoconsiderareivalorinominali,coincidenticonivalorimedi.
IvaloricaratteristicideiparametrifisicomeccanicideimaterialisonodefinitinelCapitolo11.Perlasicurezzadelleopereedei
sistemigeotecnici,ivaloricaratteristicideiparametrifisicomeccanicideiterrenisonodefinitinel6.2.2.
Lacapacitdigarantireleprestazioniprevisteperlecondizionidiesercizio(SLE)deveessereverificataconfrontandoilvalore
limitediprogettoassociatoaciascunaspettodifunzionalitesaminato(Cd),conilcorrispondentevalorediprogettodelleffetto
delleazioni(Ed),attraversolaseguenteespressioneformale:
CdEd[2.2.2]

2.4. VITA NOMINALE DI PROGETTO, CLASSI DUSO E PERIODO DI RIFERIMENTO

2.4.1. VITA NOMINALE DI PROGETTO


La vita nominale di progetto VN di unopera convenzionalmente definita come il numero di anni nel quale previsto che
lopera,purchsoggettaallanecessariamanutenzione,mantengaspecificilivelliprestazionali.
IvaloriminimidiVNdaadottareperidiversitipidicostruzionesonoriportatinellaTab.2.4.I.Talivaloripossonoessereanche
impiegatiperdefinireleazionidipendentidaltempo.

Tab.2.4.IValoriminimidellaVitanominaleVNdiprogettoperidiversitipidicostruzioni
Valoriminimi
TIPIDICOSTRUZIONI
diVN(anni)

1 Costruzionitemporaneeeprovvisorie 10

2 Costruzioniconlivellidiprestazioniordinari 50

3 Costruzioniconlivellidiprestazionielevati 100

Nonsonodaconsiderarsitemporaneelecostruzioniopartidiessechepossonoesseresmantellateconlintentodiessereriutiliz
zate.PerunoperadinuovarealizzazionelacuifasedicostruzionesiaprevistainsedediprogettodiduratapariaPN,lavitano
minalerelativaatalefasedicostruzione,aifinidellavalutazionedelleazionisismiche,dovressereassuntanoninferioreaPNe
comunquenoninferiorea5anni.

Leverifichesismichediopereditipo1oinfasedicostruzionepossonoomettersiquandoilprogettoprevedachetalecondizione
permangapermenodi2anni.
SICUREZZA E PRESTAZIONI ATTESE 7
2.4.2. CLASSI DUSO
Conriferimentoalleconseguenzediunainterruzionedioperativitodiuneventualecollasso,lecostruzionisonosuddivisein
classidusocosdefinite:
ClasseI: Costruzioniconpresenzasolooccasionaledipersone,edificiagricoli.
ClasseII: Costruzioniilcuiusoprevedanormaliaffollamenti,senzacontenutipericolosiperlambienteesenzafunzionipubbli
cheesocialiessenziali.Industrieconattivitnonpericoloseperlambiente.Ponti,opereinfrastrutturali,retiviarienon
ricadentiinClassedusoIIIoinClassedusoIV,retiferroviarielacuiinterruzionenonprovochisituazionidiemergen
za.Digheilcuicollassononprovochiconseguenzerilevanti.
ClasseIII:Costruzioni il cui uso preveda affollamenti significativi. Industrie con attivit pericolose per lambiente. Reti viarie ex
traurbanenonricadentiinClassedusoIV.Pontieretiferroviarielacuiinterruzioneprovochisituazionidiemergenza.
Digherilevantiperleconseguenzediunloroeventualecollasso.
ClasseIV:Costruzioniconfunzionipubblicheostrategicheimportanti,ancheconriferimentoallagestionedellaprotezionecivilein
casodicalamit.Industrieconattivitparticolarmentepericoloseperlambiente.RetiviarieditipoAoB,dicuialDM
5/11/2001,n.6792,Normefunzionaliegeometricheperlacostruzionedellestrade,editipoCquandoappartenentiad
itineraridicollegamentotracapoluoghidiprovincianonaltresservitidastradeditipoAoB.Pontieretiferroviariedi
importanzacriticaperilmantenimentodelleviedicomunicazione,particolarmentedopouneventosismico.Dighecon
nessealfunzionamentodiacquedottieaimpiantidiproduzionedienergiaelettrica.

2.4.3. PERIODO DI RIFERIMENTO PER LAZIONE SISMICA


LeazionisismichesullecostruzionivengonovalutateinrelazioneadunperiododiriferimentoVRchesiricava,perciascuntipo
dicostruzione,moltiplicandonelavitanominalediprogettoVNperilcoefficientedusoCU:

VR=VNCU [2.4.1]
IlvaloredelcoefficientedusoCUdefinito,alvariaredellaclasseduso,comemostratoinTab.2.4.II.

Tab.2.4.IIValoridelcoefficientedusoCU
CLASSEDUSO I II III IV

COEFFICIENTECU 0,7 1,0 1,5 2,0

PerlecostruzioniaserviziodiattivitarischiodiincidenterilevantesiadotterannovaloridiCUanchesuperioria2,inrelazionealle
conseguenzesullambienteesullapubblicaincolumitdeterminatedalraggiungimentodeglistatilimite.

2.5. AZIONI SULLE COSTRUZIONI

2.5.1. CLASSIFICAZIONE DELLE AZIONI


Sidefinisceazioneognicausaoinsiemedicausecapacediindurrestatilimiteinunastruttura.

2.5.1.1 CLASSIFICAZIONEDELLEAZIONIINBASEALMODODIESPLICARSI
a) dirette:
forzeconcentrate,carichidistribuiti,fissiomobili;
b) indirette:
spostamentiimpressi,variazioniditemperaturaediumidit,ritiro,precompressione,cedimentidivincoli,ecc.
c) degrado:
endogeno:alterazionenaturaledelmaterialedicuicompostaloperastrutturale;
esogeno:alterazionedellecaratteristichedeimaterialicostituentiloperastrutturale,aseguitodiagentiesterni.

2.5.1.2 CLASSIFICAZIONEDELLEAZIONISECONDOLARISPOSTASTRUTTURALE
a) statiche:azioniapplicateallastrutturachenonprovocanoaccelerazionisignificativedellastessaodialcunesueparti;
b) pseudostatiche:azionidinamicherappresentabilimedianteunazionestaticaequivalente;
c) dinamiche:azionichecausanosignificativeaccelerazionidellastrutturaodeisuoicomponenti.

2.5.1.3 CLASSIFICAZIONEDELLEAZIONISECONDOLAVARIAZIONEDELLALOROINTENSITNELTEMPO
a) permanenti(G):azionicheagisconodurantetuttalavitanominalediprogettodellacostruzione,lacuivariazionediintensitnel
tempomoltolentaedimodestaentit:
8 CAPITOLO 2
pesopropriodituttiglielementistrutturali;pesopropriodelterreno,quandopertinente;forzeindottedalterreno(esclusi
glieffettidicarichivariabiliapplicatialterreno);forzerisultantidallapressionedellacqua(quandosiconfigurinocostanti
neltempo)(G1);
pesopropriodituttiglielementinonstrutturali(G2);
spostamentiedeformazioniimpressi,inclusoilritiro;
presollecitazione(P).
b) variabili(Q):azionicheagisconoconvaloriistantaneichepossonorisultaresensibilmentediversifraloronelcorsodellavita
nominaledellastruttura:
sovraccarichi;
azionidelvento;
azionidellaneve;
azionidellatemperatura.
Leazionivariabilisonodettedilungadurataseagisconoconunintensitsignificativa,anchenoncontinuativamente,perun
tempo non trascurabile rispetto alla vita nominale della struttura. Sono dette di breve durata se agiscono per un periodo di
tempobreverispettoallavitanominaledellastruttura.Asecondadelsitoovesorgelacostruzione,unamedesimaazionecli
maticapuesseredilungaodibrevedurata.
c) eccezionali(A):azionichesiverificanosoloeccezionalmentenelcorsodellavitanominaledellastruttura;
incendi;
esplosioni;
urtiedimpatti;
d) sismiche(E):azioniderivantidaiterremoti.
Quandorilevante,nellavalutazionedelleffettodelleazioninecessariotenerecontodelcomportamentodipendentedaltempo
deimateriali,comeperlaviscosit.

2.5.2. CARATTERIZZAZIONE DELLE AZIONI ELEMENTARI


IlvalorediprogettodiciascunadelleazioniagentisullastrutturaFdottenutodalsuovalorecaratteristicoFk,comeindicatonel
2.3.
Inaccordoconledefinizionidel2.3,ilvalorecaratteristicoGkdiazionipermanenticaratterizzatedadistribuzioniconcoefficien
tidivariazioneminoridi0,10sipuassumerecoincidenteconilvaloremedio.
Nelcasodiazionivariabilicaratterizzatedadistribuzionideivaloriestremidipendentidaltempo,siassumecomevalorecaratte
risticoquellocaratterizzatodaunassegnatoperiododiritorno.Perleazioniambientali(neve,vento,temperatura)ilperiododi
ritornopostougualea50anni,corrispondenteadunaprobabilitdieccedenzadel2%subaseannua;perleazionidatraffico
suipontistradaliilperiododiritornoconvenzionalmenteassuntoparia1000anni.Nelladefinizionedellecombinazionidelle
azioni,iterminiQkjrappresentanoleazionivariabilididiversanaturachepossonoagirecontemporaneamente:Qk1rappresenta
lazionevariabiledibaseeQk2,Qk3,leazionivariabilidaccompagnamento,chepossonoagirecontemporaneamenteaquella
dibase.
Conriferimentoalladuratarelativaailivellidiintensitdiunazionevariabile,sidefiniscono:
valorequasipermanente2jQkj:ilvaloreistantaneosuperatooltreil50%deltemponelperiododiriferimento.Indicativamen
te,essopuassumersiugualeallamediadelladistribuzionetemporaledellintensit;
valorefrequente1jQkj:ilvaloresuperatoperunperiodototaleditempocherappresentiunapiccolafrazionedelperiododi
riferimento.Indicativamente,essopuassumersiugualealfrattile95%delladistribuzionetemporaledellintensit;
valoredicombinazione0jQkj:ilvaloretalechelaprobabilitdisuperamentodeglieffetticausatidallaconcomitanzaconaltre
azionisiacircalastessadiquellaassociataalvalorecaratteristicodiunasingolaazione.
Nelcasoincuilacaratterizzazioneprobabilisticadellazioneconsideratanonsiadisponibile,adessapuessereattribuitoilvalo
renominale.Nelseguitosonoindicaticonpedicekivaloricaratteristici;senzapedicekivalorinominali.
LaTab.2.5.Iriportaicoefficientidicombinazionedaadottarsipergliedificicivilieindustrialiditipocorrente.

Tab.2.5.IValorideicoefficientidicombinazione
Categoria/Azionevariabile 0j 1j 2j
CategoriaAAmbientiadusoresidenziale 0,7 0,5 0,3
CategoriaBUffici 0,7 0,5 0,3
CategoriaCAmbientisuscettibilidiaffollamento 0,7 0,7 0,6
CategoriaDAmbientiadusocommerciale 0,7 0,7 0,6
Categoria E Aree per immagazzinamento, uso commerciale e uso industriale
1,0 0,9 0,8
Biblioteche,archivi,magazzinieambientiadusoindustriale
CategoriaFRimesse,parcheggiedareeperiltrafficodiveicoli(perautoveicoli
0,7 0,7 0,6
dipeso30kN)
SICUREZZA E PRESTAZIONI ATTESE 9
CategoriaGRimesse,parcheggiedareeperiltrafficodiveicoli(perautoveicoli
0,7 0,5 0,3
dipeso>30kN)
CategoriaHCopertureaccessibilipersolamanutenzione 0,0 0,0 0,0
CategoriaICoperturepraticabili davalutarsicasoper
CategoriaKCopertureperusispeciali(impianti,eliporti,...) caso
Vento 0,6 0,2 0,0
Neve(aquota1000ms.l.m.) 0,5 0,2 0,0
Neve(aquota>1000ms.l.m.) 0,7 0,5 0,2
Variazionitermiche 0,6 0,5 0,0

2.5.3. COMBINAZIONI DELLE AZIONI


Aifinidelleverifichedeglistatilimite,sidefinisconoleseguenticombinazionidelleazioni.
Combinazionefondamentale,generalmenteimpiegataperglistatilimiteultimi(SLU):
G1G1+G2G2+PP+Q1Qk1+Q202Qk2+Q303Qk3+ [2.5.1]
Combinazionecaratteristica,cosiddettarara,generalmenteimpiegataperglistatilimitediesercizio(SLE)irreversibili:
G1+G2+P+Qk1+02Qk2+03Qk3+ [2.5.2]
Combinazionefrequente,generalmenteimpiegataperglistatilimitediesercizio(SLE)reversibili:
G1+G2+P+11Qk1+22Qk2+23Qk3+ [2.5.3]
Combinazionequasipermanente(SLE),generalmenteimpiegataperglieffettialungotermine:
G1+G2+P+21Qk1+22Qk2+23Qk3+ [2.5.4]
Combinazionesismica,impiegataperglistatilimiteultimiediesercizioconnessiallazionesismicaE:
E+G1+G2+P+21Qk1+22Qk2+ [2.5.5]
Combinazioneeccezionale,impiegataperglistatilimiteultimiconnessialleazionieccezionaliA:
G1+G2+P+Ad+21Qk1+22Qk2+ [2.5.6]
Glieffettidellazionesismicasarannovalutatitenendocontodellemasseassociateaiseguenticarichigravitazionali:
G1 G 2 j 2 jQ kj . 2.5.7

NellecombinazionisiintendechevenganoomessiicarichiQkjchedannouncontributofavorevoleaifinidelleverifichee,sedel
caso,icarichiG2.
Altrecombinazionisonodaconsiderareinfunzionedispecificiaspetti(p.es.fatica,ecc.).
Nelleformulesoprariportateilsimbolo+vuoldirecombinatocon.
Ivalorideicoefficienti0j,1je2jsonodatinellaTab.2.5.IovveronellaTab.5.1.VIperipontistradalienellaTab.5.2.VIIperi
pontiferroviari.IvalorideicoefficientiparzialidisicurezzaGieQjsonodatinel2.6.1.

2.6. AZIONI NELLE VERIFICHE AGLI STATI LIMITE


Leverificheaglistatilimitedevonoessereeseguitepertuttelepigravosecondizionidicaricochepossonoagiresullastruttura,
valutandoglieffettidellecombinazionidefinitenel2.5.3.

2.6.1. STATI LIMITE ULTIMI


Nelleverificheaglistatilimiteultimisidistinguono:
lostatolimitediequilibriocomecorporigido: EQU
lostatolimitediresistenzadellastrutturacompresiglielementidifondazione: STR
lostatolimitediresistenzadelterreno: GEO

Fattesalvetutteleprescrizioniforniteneicapitolisuccessividellepresentinorme,laTab.2.6.Iriportaivalorideicoefficientipar
zialiFdaassumersiperladeterminazionedeglieffettidelleazioninelleverificheaglistatilimiteultimi.
Perleverificheneiconfrontidellostatolimiteultimodiequilibriocomecorporigido(EQU)siutilizzanoicoefficientiFriportati
nellacolonnaEQUdellaTabella2.6.I.
Perlaprogettazionedicomponentistrutturalichenoncoinvolganoazioniditipogeotecnico,leverificheneiconfrontideglistati
limiteultimistrutturali(STR)sieseguonoadottandoicoefficientiFriportatinellacolonnaA1dellaTabella2.6.I.
Perlaprogettazionedielementistrutturalichecoinvolganoazioniditipogeotecnico(plinti,platee,pali,muridisostegno,...)le
verificheneiconfrontideglistatilimiteultimistrutturali(STR)egeotecnici(GEO)sieseguonoadottandoduepossibiliapprocci
progettuali,fraloroalternativi.
10 CAPITOLO 2
NellApproccio1,leverifichesiconduconoconduediversecombinazionidigruppidicoefficientiparziali,rispettivamentedefiniti
perleazioni(F),perlaresistenzadeimateriali(M)e,eventualmente,perlaresistenzaglobaledelsistema(R).NellaCombinazione
1 dellApproccio 1, per le azioni si impiegano i coefficienti F riportati nella colonna A1 della Tabella 2.6.I. Nella Combinazione 2
dellApproccio1,siimpieganoinveceicoefficientiF riportatinellacolonnaA2.Intuttiicasi,sianeiconfrontideldimensionamento
strutturale,siaperquellogeotecnico,sideveutilizzarelacombinazionepigravosafraledueprecedenti.
NellApproccio2siimpiegaununicacombinazionedeigruppidicoefficientiparzialidefinitiperleAzioni(F),perlaresistenza
deimateriali(M)e,eventualmente,perlaresistenzaglobale(R).Intaleapproccio,perleazionisiimpieganoicoefficientiFri
portatinellacolonnaA1.
IcoefficientiMeRsonodefinitineicapitolisuccessivi.

Tab.2.6.ICoefficientiparzialiperleazionioperleffettodelleazioninelleverificheSLU
Coefficiente EQU A1 A2
F
Favorevoli 0,9 1,0 1,0
CarichipermanentiG1 G1
Sfavorevoli 1,1 1,3 1,0
Favorevoli 0,8 0,8 0,8
CarichipermanentinonstrutturaliG 2(1) G2
Sfavorevoli 1,5 1,5 1,3
Favorevoli 0,0 0,0 0,0
AzionivariabiliQ Qi
Sfavorevoli 1,5 1,5 1,3
(1)
Nelcasoincuilintensitdeicarichipermanentinonstrutturaliodiunapartediessi(ades.carichiper
manentiportati)siabendefinitainfasediprogetto,perdetticarichioperlapartediessinotasipotranno
adottareglistessicoefficientiparzialivalidiperleazionipermanenti.

NellaTab.2.6.Iilsignificatodeisimboliilseguente:
G1 coefficienteparzialedeicarichipermanentiG1;
G2 coefficienteparzialedeicarichipermanentinonstrutturaliG2;
Qi coefficienteparzialedelleazionivariabiliQ.
Nelcasoincuilazionesiacostituitadallaspintadelterreno,perlasceltadeicoefficientiparzialidisicurezzavalgonoleindica
zioniriportatenelCapitolo6.
IlcoefficienteparzialedellaprecompressionesiassumepariaP=1,0.
Altrivaloridicoefficientiparzialisonoriportatineicapitolisuccessiviconriferimentoaparticolariazionispecifiche.

2.6.2. STATI LIMITE DI ESERCIZIO


Leverificheaglistatilimitediesercizioriguardanolevociriportateal2.2.2.
NelCapitolo4,perlecondizioninonsismiche,enelCapitolo7,perlecondizionisismiche,sonodatespecificheindicazionisulle
verificheinquestione,conriferimentoaidiversimaterialistrutturali.

CAPITOLO 3.
AZIONISULLECOSTRUZIONI

12 CAPITOLO 3

3.1. OPERE CIVILI E INDUSTRIALI

3.1.1. GENERALIT
Nelpresenteparagrafovengonodefinitiicarichi,nominalie/ocaratteristici,relativiacostruzioniperusocivileoindustriale.La
descrizioneeladefinizionedeicarichidevonoessereespressamenteindicateneglielaboratiprogettuali.
Icarichisonoingeneredaconsiderarecomeapplicatistaticamente,salvocasiparticolariincuiglieffettidinamicidevonoessere
debitamentevalutati.Oltrechenellasituazionedefinitivaduso,sidevonoconsiderareleazioniagentiintuttelefasiesecutive
dellacostruzione.

3.1.2. PESI PROPRI DEI MATERIALI STRUTTURALI


Leazionipermanentigravitazionaliassociateaipesiproprideimaterialistrutturalisonoderivatedalledimensionigeometrichee
daipesidellunitdivolumedeimaterialiconcuisonorealizzatelepartistrutturalidellacostruzione.Perimaterialipicomuni
possonoessereassuntiivalorideipesidellunitdivolumeriportatinellaTab.3.1.I.

Tab.3.1.IPesidellunitdivolumedeiprincipalimateriali
PESOUNITDIVOLUME
MATERIALI
[kN/m]

Calcestruzzicementiziemalte
Calcestruzzoordinario 24,0
Calcestruzzoarmato(e/oprecompresso) 25,0
Calcestruzzileggeri:dadeterminarsicasopercaso 14,020,0
Calcestruzzipesanti:dadeterminarsicasopercaso 28,050,0
Maltadicalce 18,0
Maltadicemento 21,0
Calceinpolvere 10,0
Cementoinpolvere 14,0
Sabbia 17,0
Metallieleghe
Acciaio 78,5
Ghisa 72,5
Alluminio 27,0
Materialelapideo
Tufovulcanico 17,0
Calcarecompatto 26,0
Calcaretenero 22,0
Gesso 13,0
Granito 27,0
Laterizio(pieno) 18,0
Legnami
Conifereepioppo 4,06,0
Latifoglie(esclusopioppo) 6,08,0
Sostanzevarie
Acquadolce(chiara) 9,81
Acquadimare(chiara) 10,1
Carta 10,0
Vetro 25,0

PermaterialistrutturalinoncompresinellaTab.3.1.Isipotrfarriferimentoaspecificheindaginisperimentalioanormativeo
documentidicomprovatavalidit,trattandoivalorinominalicomevaloricaratteristici.

3.1.3. CARICHI PERMANENTI NON STRUTTURALI


Sono considerati carichi permanenti non strutturali i carichi presenti sulla costruzione durante il suo normale esercizio, quali
quellirelativiatamponatureesterne,divisoriinterni,massetti,isolamenti,pavimentierivestimentidelpianodicalpestio,intona
ci,controsoffitti,impiantiedaltro,ancorchinqualchecasosianecessarioconsideraresituazionitransitorieincuiessinonsiano
presenti.
AZIONI SULLE COSTRUZIONI 13
Leazionipermanentigravitazionaliassociateaipesiproprideimaterialinonstrutturalisonoderivatedalledimensionigeometri
cheedaipesidellunitdivolumedeimaterialiconcuisonorealizzatelepartinonstrutturalidellacostruzione.Ipesidellunit
divolumedeimaterialinonstrutturalipossonoesserericavatidallaTab.3.1.I,ovverodaspecificheindaginisperimentalioda
normativeodadocumentidicomprovatavalidit,trattandoivalorinominalicomevaloricaratteristici.
Inlineadimassima,inpresenzadiorizzontamentiancheconordituraunidirezionalemaconcapacitdiripartizionetrasversale,
icarichipermanentinonstrutturalipotrannoassumersi,perleverifichedinsieme,comeuniformementeripartiti.Incasocontra
rio,occorrevalutarneleeffettivedistribuzioni.
Itramezziegliimpiantileggeridegliedificiperabitazionieperufficipotrannoassumersi,ingenere,comecarichiequivalenti
distribuiti,purchisolaiabbianoadeguatacapacitdiripartizionetrasversale.
Pergliorizzontamentidegliedificiperabitazionieperuffici,ilpesopropriodielementidivisoriinternipotressereragguagliato
aduncaricopermanenteuniformementedistribuitog2,purchvenganoadottatelemisurecostruttiveatteadassicurareunaade
guataripartizionedelcarico.Ilcaricouniformementedistribuitog2potresserecorrelatoalpesoproprioperunitdilunghezza
G2dellepartizioninelmodoseguente:
perelementidivisoricon G21,00kN/m:g2=0,40kN/m;
perelementidivisoricon 1,00< G22,00kN/m:g2=0,80kN/m;
perelementidivisoricon 2,00< G23,00kN/m:g2=1,20kN/m;

perelementidivisoricon 3,00< G24,00kN/m:g2=1,60kN/m ;
perelementidivisoricon 4,00< G25,00kN/m:g2=2,00kN/m.
Glielementidivisoriinterniconpesopropriomaggioredi5,00kN/mdevonoessereconsideratiinfasediprogettazione,tenendo
contodelloroeffettivoposizionamentosulsolaio.

3.1.4. SOVRACCARICHI
Isovraccarichi,ocarichiimposti,comprendonoicarichilegatialladestinazionedusodellopera;imodelliditaliazionipossono
esserecostituitida:
carichiverticaliuniformementedistribuiti qk
carichiverticaliconcentrati Qk
carichiorizzontalilineari Hk
Ivalorinominalie/ocaratteristicidiqk,QkedHksonoriportatinellaTab.3.1.II.Talivalorisonocomprensivideglieffettidinamici
ordinari,purchnonvisiarischiodirilevantiamplificazionidinamichedellarispostadellestrutture.

Tab.3.1.IIValorideisovraccarichiperlediversecategoriedusodellecostruzioni
qk Qk Hk
Cat. Ambienti
[kN/m2] [kN] [kN/m]
Ambientiadusoresidenziale
Areeperattivitdomesticheeresidenziali;sono
compresiinquestacategoriailocalidiabitazionee
A relativiservizi,glialberghi(adesclusionedellearee 2,00 2,00 1,00
soggetteadaffollamento),cameredidegenzadi
ospedali
Scalecomuni,balconi,ballatoi 4,00 4,00 2,00
Uffici
Cat.B1Ufficinonapertialpubblico 2,00 2,00 1,00
B
Cat.B2Ufficiapertialpubblico 3,00 2,00 1,00
Scalecomuni,balconieballatoi 4,00 4,00 2,00
Ambientisuscettibilidiaffollamento
Cat.C1Areecontavoli,qualiscuole,caff,ristoran
3,00 3,00 1,00
ti,saleperbanchetti,letturaericevimento
Cat.C2Areeconpostiasederefissi,qualichiese,
teatri,cinema,saleperconferenzeeattesa,aule 4,00 4,00 2,00
universitarieeaulemagne
Cat.C3Ambientiprividiostacolialmovimento
dellepersone,qualimusei,saleperesposizioni,
5,00 5,00 3,00
areedaccessoauffici,adalberghieospedali,ad
C atridistazioniferroviarie
Cat.C4.Areeconpossibilesvolgimentodiattivit
5,00 5,00 3,00
fisiche,qualisaledaballo,palestre,palcoscenici.
Cat.C5.Areesuscettibilidigrandiaffollamenti,
qualiedificipereventipubblici,saledaconcerto,
5,00 5,00 3,00
palazzettiperlosporterelativetribune,gradinatee
piattaformeferroviarie.
Secondocategoriadusoservita,conle
Scalecomuni,balconieballatoi seguentilimitazioni
4,00 4,00 2,00
14 CAPITOLO 3
qk Qk Hk
Cat. Ambienti
[kN/m2] [kN] [kN/m]
Ambientiadusocommerciale
Cat.D1Negozi 4,00 4,00 2,00
D Cat.D2Centricommerciali,mercati,grandimagaz
5,00 5,00 2,00
zini
Scalecomuni,balconieballatoi Secondocategoriadusoservita
Areeperimmagazzinamentoeusocommerciale
edusoindustriale

Cat.E1Areeperaccumulodimercierelativearee
E daccesso,qualibiblioteche,archivi,magazzini, 6,00 7,00 1,00*
depositi,laboratorimanifatturieri

Cat.E2Ambientiadusoindustriale davalutarsicasopercaso

Rimesseeareepertrafficodiveicoli(esclusii
ponti)

Cat.FRimesse,areepertraffico,parcheggioesosta
2,50 2x10,00 1,00**
diveicolileggeri(pesoapienocaricofinoa30kN)
FG
Cat.GAreepertrafficoeparcheggiodiveicolime
davalutarsicasopercasoecomunque
di(pesoapienocaricocompresofra30kNe160
nonminoridi
kN),qualirampedaccesso,zonedicaricoescarico
5,002x50,001,00**
merci.
Coperture
Cat.HCopertureaccessibilipersolamanutenzione
0,50 1,20 1,00
eriparazione
HIK Cat.ICoperturepraticabilidiambientidicategoria
secondocategoriediappartenenza
dusocompresafraAeD
Cat.KCopertureperusispeciali,qualiimpianti,
davalutarsicasopercaso
eliporti.
*noncomprendeleazioniorizzontalieventualmenteesercitatedaimaterialiimmagazzinati.
**perisoliparapettiopartizioninellezonepedonali.Leazionisullebarriereesercitatedagliautomezzidovrannoessere
valutatecasopercaso.

IvaloririportatinellaTab.3.1.IIsonoriferitiacondizionidiusocorrentedellerispettivecategorie.Altriregolamentipotranno
imporrevalorisuperiori,inrelazioneadesigenzespecifiche.
Inpresenzadicarichiatipici(qualimacchinari,serbatoi,depositiinterni,impianti,ecc.)leintensitdevonoesserevalutatecaso
percaso,infunzionedeimassimiprevedibili:talivaloridovrannoessereindicatiesplicitamentenelledocumentazionidiprogetto
edicollaudostatico.

3.1.4.1 SOVRACCARICHIVERTICALIUNIFORMEMENTEDISTRIBUITI
Analogamenteaicarichipermanentinonstrutturalidefinitial3.1.3edinlineadimassima,inpresenzadiorizzontamentianche
con orditura unidirezionale ma con capacit di ripartizione trasversale, i sovraccarichi potranno assumersi, per la verifica
dinsieme,comeuniformementeripartiti.Incasocontrario,occorrevalutarneleeffettivedistribuzioni.
PerlecategoriedusoA,B,C,D,HeI,isovraccarichiverticalidistribuiticheagisconosuunsingoloelementostrutturalefacente
partediunorizzontamento(adesempiounatrave),possonoessereridottiinbaseallestensionedellareadiinfluenzaA[m2]di
competenzadellelementostesso.IlcoefficienteriduttivoAdatoda
5 10
A 0 1,0 [3.1.1]
7 A
essendo0ilcoefficientedicombinazione(Tab.2.5.I).PerlecategorieCeD,Anonpuessereminoredi0,6.
Analogamente,perlesolecategoriedusodaAaD,lecomponentidisollecitazioneindottedaisovraccarichiagentisumembra
tureverticali,traiqualipilastriosetti,facentipartediedificimultipianoconpidi2piani,possonoessereridottiinfunzionedel
numerodipianicaricatin,essendoilcoefficienteriduttivondatoda
2 n 2 0
n . [3.1.2]
n
IduecoefficientiriduttiviAennonpossonoesserecombinati.

3.1.4.2 SOVRACCARICHIVERTICALICONCENTRATI
IsovraccarichiverticaliconcentratiQkriportatinellaTab.3.1.IIformanooggettodiverifichelocalidistinteenonsiapplicanocon
temporaneamenteaicarichiverticaliripartitiutilizzatinelleverifichedelledificionelsuoinsieme;essidevonoessereapplicatisu
improntedicaricoappropriateallutilizzoedallaformadellorizzontamento;inassenzadipreciseindicazionipuessereconsi
derataunaformadellimprontadicaricoquadrataparia50x50mm,salvocheperlerimesse,iparcheggieleareeditransito(ca
tegorieFeG).PerlecostruzionidicategoriaF,icarichisiapplicanosudueimprontedi100x100mm,distantiassialmente1,80
m.PerlecostruzionidicategoriaG,icarichisiapplicanosudueimprontedi200x200mm,distantiassialmente1,80m.
AZIONI SULLE COSTRUZIONI 15
3.1.4.3 SOVRACCARICHIORIZZONTALILINEARI
IsovraccarichiorizzontalilineariHkriportatinellaTab.3.1.IIdevonoessereutilizzatiperverifichelocalienonsicombinanocon
icarichiutilizzatinelleverifichedelledificionelsuoinsieme.
Isovraccarichiorizzontalilinearidevonoessereapplicatialleparetiallaquotadi1,20mdalrispettivopianodicalpestio;devono
essereapplicatiaiparapettioaimancorrentiallaquotadelbordosuperiore.
Leverifichelocaliriguardano,inrelazioneallecondizioniduso,glielementiverticalibidimensionaliqualiitramezzi,lepareti,i
tamponamentiesterni,comunquerealizzati,conlesclusionedeidivisorimobili(checomunquedevonogarantiresufficientesta
bilitinesercizio).
Ilsoddisfacimentodiquestaprescrizionepuesseredocumentatoancheperviasperimentale,ecomunquemettendoincontoi
vincolicheilmanufattopossiedeetuttelerisorsecheiltipocostruttivoconsente.

3.2. AZIONE SISMICA


Leazionisismichediprogetto,inbaseallequalivalutareilrispettodeidiversistatilimiteconsiderati,sidefinisconoapartiredal
lapericolositsismicadibasedelsitodicostruzioneesonofunzionedellecaratteristichemorfologicheestratigrafichechede
terminanolarispostasismicalocale.
Lapericolositsismicadefinitainterminidiaccelerazioneorizzontalemassimaattesaagincondizionidicampoliberosusitodi
riferimentorigidoconsuperficietopograficaorizzontale(dicategoriaAcomedefinitaal3.2.2),nonchdiordinatedellospettro
dirispostaelasticoinaccelerazioneadessacorrispondenteSe(T),conriferimentoaprefissateprobabilitdieccedenzaPVR come
definitenel3.2.1,nelperiododiriferimentoVR,comedefinitonel2.4.Inalternativaammessolusodiaccelerogrammi,pur
chcorrettamentecommisuratiallapericolositsismicalocaledellareadellacostruzione.
Aifinidellapresentenormativaleformespettralisonodefinite,perciascunadelleprobabilitdisuperamentoPVRnelperiododi
riferimentoVR,apartiredaivalorideiseguentiparametrisusitodiriferimentorigidoorizzontale:
ag accelerazioneorizzontalemassimaalsito;
Fo valoremassimodelfattorediamplificazionedellospettroinaccelerazioneorizzontale;
TC* valorediriferimentoperladeterminazionedelperiododiiniziodeltrattoavelocitcostantedellospettroinaccelerazione
orizzontale.
Perivaloridiag,Foe TC* ,necessariperladeterminazionedelleazionisismiche,sifariferimentoagliAllegatiAeBalDecretodel
Ministro delle Infrastrutture 14 gennaio 2008, pubblicato nel S.O. alla Gazzetta Ufficiale del 4 febbraio 2008, n.29, ed eventuali
successiviaggiornamenti.

3.2.1. STATI LIMITE E RELATIVE PROBABILIT DI SUPERAMENTO


Neiconfrontidelleazionisismiche,siagliStatilimitediesercizio(SLE)chegliStatilimiteultimi(SLU)sonoindividuatiriferen
dosialleprestazionidellacostruzionenelsuocomplesso,includendoglielementistrutturali,quellinonstrutturaliegliimpianti.
GliStatilimitediesercizio(SLE)comprendono:
StatoLimitediOperativit(SLO):aseguitodelterremotolacostruzionenelsuocomplesso,includendoglielementistruttura
li,quellinonstrutturalieleapparecchiaturerilevantiinrelazioneallasuafunzione,nondevesubiredanniedinterruzionidu
sosignificativi;
StatoLimitediDanno(SLD):aseguitodelterremotolacostruzionenelsuocomplesso,includendoglielementistrutturali,
quellinonstrutturalieleapparecchiaturerilevantiallasuafunzione,subiscedannitalidanonmetterearischiogliutentieda
noncomprometteresignificativamentelacapacitdiresistenzaedirigidezzaneiconfrontidelleazioniverticaliedorizzontali,
mantenendosiimmediatamenteutilizzabilepurnellinterruzionedusodipartedelleapparecchiature.
GliStatilimiteultimi(SLU)comprendono:
StatoLimitedisalvaguardiadellaVita(SLV):aseguitodelterremotolacostruzionesubiscerottureecrollideicomponenti
nonstrutturaliedimpiantisticiesignificatividannideicomponentistrutturalicuisiassociaunaperditasignificativadirigi
dezza nei confronti delle azioni orizzontali; la costruzione conserva invece una parte della resistenza e rigidezza per azioni
verticalieunmarginedisicurezzaneiconfrontidelcollassoperazionisismicheorizzontali;
StatoLimitediprevenzionedelCollasso(SLC):aseguitodelterremotolacostruzionesubiscegravirottureecrollideicompo
nentinonstrutturaliedimpiantisticiedannimoltogravideicomponentistrutturali;lacostruzioneconservaancoraunmarginedi
sicurezzaperazioniverticaliedunesiguomarginedisicurezzaneiconfrontidelcollassoperazioniorizzontali.
LeprobabilitdisuperamentonelperiododiriferimentoPVR,cuiriferirsiperindividuarelazionesismicaagenteinciascunode
glistatilimiteconsiderati,sonoriportatenellaTab.3.2.I.

Tab.3.2.IProbabilitdisuperamentoPV infunzionedellostatolimiteconsiderato
R
StatiLimite PV :ProbabilitdisuperamentonelperiododiriferimentoVR
R
16 CAPITOLO 3
SLO 81%
Statilimitediesercizio
SLD 63%
SLV 10%
Statilimiteultimi
SLC 5%

Qualora la protezione nei confronti degli stati limite di esercizio sia di prioritaria importanza, i valori di PVR forniti in tabella
devonoessereridottiinfunzionedelgradodiprotezionechesivuoleraggiungere.

PerciascunostatolimiteerelativaprobabilitdieccedenzaPVRnelperiododiriferimentoVRsiricavailperiododiritornoTRdel
sismautilizzandolarelazione:

TR=VR/ln(1PVR)=CUVN/ln(1PVR) [3.2.0]

3.2.2 CATEGORIE DI SOTTOSUOLO E CONDIZIONI TOPOGRAFICHE


Categoriedisottosuolo
Aifinidelladefinizionedellazionesismicadiprogetto,leffettodellarispostasismicalocalesivalutamediantespecificheanalisi,
daeseguireconlemodalitindicatenel7.11.3.Inalternativa,qualoralecondizionistratigraficheeleproprietdeiterrenisiano
chiaramentericonducibiliallecategoriedefinitenellaTab.3.2.II,sipufareriferimentoaunapprocciosemplificatochesibasa
sulla classificazione del sottosuolo in funzione dei valori della velocit di propagazione delle onde di taglio, Vs. I valori dei
parametri meccanici necessari per le analisi di risposta sismica locale o delle velocit Vs per lapproccio semplificato
costituisconoparteintegrantedellacaratterizzazionegeotecnicadeiterrenicompresinelvolumesignificativo,dicuial6.2.2.

I valori di Vs sono ottenuti mediante specifiche prove ovvero, con giustificata motivazione e limitatamente allapproccio
semplificato, sono valutati tramite relazioni empiriche di comprovata affidabilit con i risultati di altre prove in sito, quali ad
esempioleprovepenetrometrichedinamicheperiterreniagranagrossaeleprovepenetrometrichestatiche.
Laclassificazionedelsottosuolosieffettuainbaseallecondizionistratigraficheedaivaloridellavelocitequivalentedipropaga
zionedelleondeditaglio,VS,eq(inm/s),definitadallespressione:
H
VS,eq
N
h 3.2.1
Vi
i 1 S,i
con:
hi spessoredelliesimostrato;
VS,i velocitdelleondeditaglionelliesimostrato;
N numerodistrati;
H profonditdelsubstrato,definitocomequellaformazionecostituitadarocciaoterrenomoltorigido,caratterizzatadaVS
noninferiorea800m/s.
Perlefondazionisuperficiali,laprofonditdelsubstratoriferitaalpianodiimpostadellestesse,mentreperlefondazionisu
paliriferitaallatestadeipali.Nelcasodioperedisostegnoditerreninaturali,laprofonditriferitaallatestadellopera.Per
muridisostegnoditerrapieni,laprofonditriferitaalpianodiimpostadellafondazione.
PerdepositiconprofonditHdelsubstratosuperiorea30m,lavelocitequivalentedelleondeditaglioVS,eqdefinitadalpara
metroVS,30,ottenutoponendoH=30mnellaprecedenteespressioneeconsiderandoleproprietdeglistratiditerrenofinoatale
profondit.
LecategoriedisottosuolochepermettonolutilizzodellapprocciosemplificatosonodefiniteinTab.3.2.II.

Tab.3.2.IICategoriedisottosuolochepermettonolutilizzodellapprocciosemplificato.
Categoria Descrizione
A Ammassi rocciosi affioranti o terreni molto rigidi caratterizzati da valori di velocitdelleondeditaglio
superiori a 800m/s,eventualmentecomprendentiinsuperficieterrenidicaratteristichemeccanichepi
scadenticonspessoremassimoparia3m.
B Roccetenereedepositi diterreniagrana grossa moltoaddensati o terreni a grana finamoltoconsistenti,caratte
rizzatidaunmiglioramentodelleproprietmeccanicheconlaprofonditedavaloridivelocitequiva
lentecompresitra360m/se800m/s.
C Depositiditerreniagranagrossamediamenteaddensati oterreni a grana fina mediamenteconsistenticon pro
fondit del substrato superiori a 30 m, caratterizzati da un miglioramento delle propriet meccaniche
conla profonditedavaloridivelocitequivalentecompresitra180 m/se360m/s.
D Depositi di terreni a grana grossa scarsamente addensati o di terreni a grana fina scarsamente consistenti, con
profonditdelsubstratosuperioria30m,caratterizzatidaunmiglioramentodelleproprietmeccaniche
con la profondit e da valori di velocitequivalentecompresitra 1 0 0 e 180 m/s.
E TerreniconcaratteristicheevaloridivelocitequivalentericonducibiliaquelledefiniteperlecategorieCoD,con
profonditdelsubstratononsuperiorea30m.
AZIONI SULLE COSTRUZIONI 17

Perquestecinquecategoriedisottosuolo,le azionisismichesonodefinibilicomedescrittoal3.2.3dellepresentinorme.
Perqualsiasicondizionedisottosuolononclassificabilenellecategorieprecedenti,necessariopredisporrespecificheanalisidiri
spostalocaleperladefinizionedelleazionisismiche.

Condizionitopografiche
Per condizioni topografiche complesse necessario predisporre specifiche analisi di risposta sismica locale. Per configurazioni
superficialisemplicisipuadottarelaseguenteclassificazione(Tab.3.2.III):

Tab.3.2.IIICategorietopografiche
Categoria Caratteristichedellasuperficietopografica
T1 Superficiepianeggiante,pendiierilieviisolaticoninclinazionemediai15
T2 Pendiiconinclinazionemediai>15
T3 Rilieviconlarghezzaincrestamoltominorecheallabaseeinclinazionemedia15i30
T4 Rilieviconlarghezzaincrestamoltominorecheallabaseeinclinazionemediai>30

Lesuespostecategorietopografichesiriferisconoaconfigurazionigeometricheprevalentementebidimensionali,cresteodorsali
allungate,edevonoessereconsideratenelladefinizionedellazionesismicasedialtezzamaggioredi30m.

3.2.3. VALUTAZIONE DELLAZIONE SISMICA

3.2.3.1 DESCRIZIONEDELMOTOSISMICOINSUPERFICIEESULPIANODIFONDAZIONE
Aifinidellepresentinormelazionesismicacaratterizzatada3componentitraslazionali,dueorizzontalicontrassegnatedaXed
YedunaverticalecontrassegnatadaZ,daconsideraretradiloroindipendenti.Salvoquantospecificatonel7.11perleopereei
sistemigeotecnici,lacomponenteverticaleverrconsiderataoveespressamentespecificato(Capitolo7)epurchilsitonelquale
sorgelacostruzionesiacaratterizzatodaunaccelerazionealsuolo,coscomedefinitanelseguente3.2.3.2,pariadag0,15g.
Lecomponentipossonoesseredescritte,infunzionedeltipodianalisiadottata,medianteunadelleseguentirappresentazioni:
accelerazionemassimainsuperficie;
accelerazionemassimaerelativospettrodirispostainsuperficie;
storiatemporaledelmotodelterreno.
Sullabasediappositeanalisidirispostasismicalocalesipupoipassaredaivaloriinsuperficieaivalorisuipianidiriferimento
definitinel3.2.2;inassenzaditalianalisilazioneinsuperficiepuessereassuntacomeagentesutalipiani.
Leduecomponentiortogonaliindipendentichedescrivonoilmotoorizzontalesonocaratterizzatedallostessospettrodirisposta
odalleduecomponentiaccelerometricheorizzontalidelmotosismico.
Lacomponentechedescriveilmotoverticalecaratterizzatadalsuospettrodirispostaodallacomponenteaccelerometricaver
ticale. In mancanza di documentata informazione specifica, in via semplificata laccelerazione massima e lo spettro di risposta
dellacomponenteverticaleattesainsuperficiepossonoesseredeterminatisullabasedellaccelerazionemassimaedellospettrodi
rispostadelleduecomponentiorizzontali.Lacomponenteaccelerometricaverticalepuesserecorrelataallecomponentiaccele
rometricheorizzontalidelmotosismico.
QualechesialaprobabilitdisuperamentoPVRnelperiododiriferimentoVR,ladefinizionedeglispettridirispostaelastici,degli
spettridirispostadiprogettoedellestorietemporalidelmotodelterrenofornitaaiparagrafisuccessivi.

3.2.3.2 SPETTRODIRISPOSTAELASTICOINACCELERAZIONE
Lospettrodirispostaelasticoinaccelerazioneespressodaunaformaspettrale(spettronormalizzato)riferitaadunosmorza
mento convenzionale del 5%, moltiplicataper il valoredella accelerazione orizzontalemassima ag su sitodi riferimento rigido
orizzontale.Sialaformaspettralecheilvalorediagvarianoalvariaredellaprobabilitdisuperamentonelperiododiriferimento
PVR(vedi2.4e3.2.1).
Glispettricosdefinitipossonoessereutilizzatiperstruttureconperiodofondamentaleminoreougualea4,0s.Perstrutturecon
periodi fondamentali superiori lo spettro deve essere definito da apposite analisi ovvero lazione sismica deve essere descritta
mediantestorietemporalidelmotodelterreno.

3.2.3.2.1 Spettrodirispostaelasticoinaccelerazionedellecomponentiorizzontali
Lospettrodirispostaelasticoinaccelerazionedellacomponenteorizzontaledelmotosismico,Se,definitodalleespressionise
guenti:
T 1 T
0T<TB Se (T) a g S Fo 1 3.2.2
TB Fo TB
18 CAPITOLO 3

TBT<TC Se (T ) a g S Fo

T
TCT<TD Se (T ) a g S Fo C
T
T T
TDT Se (T) a g S Fo C 2 D
T
nellequali:
Tilperiodopropriodivibrazione;
S ilcoefficientechetienecontodellacategoriadisottosuoloedellecondizionitopografichemediantelarelazioneseguente
S=SSST 3.2.3
essendoSSilcoefficientediamplificazionestratigrafica(vediTab.3.2.IV)eSTilcoefficientediamplificazionetopografica(vedi
Tab.3.2.V);
ilfattorechealteralospettroelasticopercoefficientidismorzamentoviscosiconvenzionalidiversidal5%,mediantela
relazione
10 / 5 0,55 , 3.2.4

dove(espressoinpercentuale)valutatosullabasedeimateriali,dellatipologiastrutturaleedelterrenodifondazione;
Fo ilfattorechequantificalamplificazionespettralemassima,susitodiriferimentorigidoorizzontale,edhavaloreminimo
paria2,2;
TC ilperiodocorrispondentealliniziodeltrattoavelocitcostantedellospettro,datodallarelazione
TC CC TC* , 3.2.5

dove: TC* definitoal3.2eCCuncoefficientefunzionedellacategoriadisottosuolo(vediTab.3.2.IV);


TB ilperiodocorrispondentealliniziodeltrattodellospettroadaccelerazionecostante,datodallarelazione
TB TC / 3 3.2.6

TD ilperiodocorrispondentealliniziodeltrattoaspostamentocostantedellospettro,espressoinsecondimediantelarelazione:
ag
TD 4 ,0 1,6 . 3.2.7
g
Per categorie speciali di sottosuolo, per determinati sistemi geotecnici o se si intenda aumentare il grado di accuratezza nella
previsione dei fenomeni di amplificazione, le azioni sismiche da considerare nella progettazione possono essere determinate
mediantepirigoroseanalisidirispostasismicalocale.Questeanalisipresuppongonounadeguataconoscenzadellepropriet
geotecnichedeiterrenie,inparticolare,dellerelazionisforzideformazioniincampociclico,dadeterminaremediantespecifiche
indaginieprove.
Inmancanzaditalideterminazioni,perlecomponentiorizzontalidelmotoeperlecategoriedisottosuolodifondazionedefinite
nel3.2.2,laformaspettralesusottosuolodicategoriaAmodificataattraversoilcoefficientestratigraficoSS ,ilcoefficienteto
pograficoSTeilcoefficienteCCchemodificailvaloredelperiodoTC.
Amplificazionestratigrafica
PersottosuolodicategoriaAicoefficientiSSeCCvalgono1.
PerlecategoriedisottosuoloB,C,DedEicoefficientiSSeCCpossonoesserecalcolati,infunzionedeivaloridiFoe TC* relativial
sottosuolodicategoriaA,medianteleespressionifornitenellaTab.3.2.IV,nellequalig=9,81m/s2laccelerazionedigravite
TC* espressoinsecondi.

Tab.3.2.IVEspressionidiSSediCC
Categoriasottosuolo SS CC

A 1,00 1,00
ag
B 1,00 1,40 0,40 Fo 1,20 1,10 (TC* ) 0, 20
g
ag
C 1,00 1,70 0,60 Fo 1,50 1,05 (TC* ) 0,33
g
ag
D 0,90 2,40 1,50 Fo 1,80 1,25 (TC* ) 0,50
g
AZIONI SULLE COSTRUZIONI 19

ag
E 1,00 2,00 1,10 Fo 1,60 1,15 (TC* ) 0, 40
g

Amplificazionetopografica
Pertenercontodellecondizionitopograficheeinassenzadispecificheanalisidirispostasismicalocale,siutilizzanoivaloridel
coefficientetopograficoST riportatinellaTab.3.2.V,infunzionedellecategorietopografichedefinitenel3.2.2edellubicazione
delloperaodellintervento.

Tab.3.2.VValorimassimidelcoefficientediamplificazionetopograficaST
Categoriatopografica Ubicazionedelloperaodellintervento ST
T1 1,0
T2 Incorrispondenzadellasommitdelpendio 1,2
T3 Incorrispondenzadellacrestadiunrilievocon 1,2
pendenzamediaminoreougualea30
T4 Incorrispondenzadellacrestadiunrilievocon 1,4
pendenzamediamaggioredi30

Lavariazionespazialedelcoefficientediamplificazionetopograficadefinitadaundecrementolineareconlaltezzadelpendio
odelrilievo,dallasommitodallacresta,doveSTassumeilvaloremassimoriportatonellaTab.3.2.V,finoallabase,doveST as
sumevaloreunitario.

3.2.3.2.2 Spettrodirispostaelasticoinaccelerazionedellacomponenteverticale
Lospettrodirispostaelasticoinaccelerazionedellacomponenteverticaledelmotosismico,Sve,definitodalleespressioni:
T 1 T
0T<TB Sve (T) a g S Fv 1
B
T Fo TB

TBT<TC Sve (T) a g S Fv


3.2.8
T
TCT<TD Sve (T) a g S Fv C
T
T T
TDT Sve (T) a g S Fv C 2 D
T
nellequali:
Tilperiodopropriodivibrazione(indirezioneverticale);
Fv ilfattorechequantificalamplificazionespettralemassima,interminidiaccelerazioneorizzontalemassimadelterrenoag su
sitodiriferimentorigidoorizzontale,mediantelarelazione:
0,5
ag
Fv 1,35 Fo 3.2.9
g
Ivaloridiag,Fo,S,sonodefinitinel3.2.3.2.1perlecomponentiorizzontalidelmotosismico;ivaloridiSS,TB,TCeTD,salvo
piaccuratedeterminazioni,sonoriportatinellaTab.3.2.VI.

Tab.3.2.VIValorideiparametridellospettrodirispostaelasticodellacomponenteverticale
Categoriadisottosuolo SS TB TC TD
A,B,C,D,E 1,0 0,05s 0,15s 1,0s

Pertenercontodellecondizionitopografiche,inassenzadispecificheanalisisiutilizzanoivaloridelcoefficientetopograficoST
riportatiinTab.3.2.V.

3.2.3.2.3 Spettrodirispostaelasticoinspostamentodellecomponentiorizzontali
LospettrodirispostaelasticoinspostamentodellecomponentiorizzontaliSDe(T)siricavadallacorrispondenterispostainaccele
razioneSe(T)mediantelaseguenteespressione:
2

T 3.2.10
SDe (T) Se (T) x
2
purchilperiodopropriodivibrazioneTnoneccedaivaloriTEindicatiinTab.3.2.VII.

Tab.3.2.VIIValorideiparametriTEeTF
20 CAPITOLO 3
Categoriasottosuolo TE[s] TF [s]
A 4,5 10,0
B 5,0 10,0
C,D,E 6,0 10,0

PerperiodidivibrazioneeccedentiTE,leordinatedellospettropossonoessereottenutedalleformuleseguenti:

T TE
TE T TF SDe (T) 0, 025 a g S TC TD Fo 1 Fo
TF Te 3.2.11
T TF SDe (T) d g
dovetuttiisimbolisonogistatidefiniti,adeccezionedidg,definitonel3.2.3.3.

3.2.3.3 SPOSTAMENTOORIZZONTALEEVELOCITORIZZONTALEDELTERRENO
Ivaloridellospostamentoorizzontaledgedellavelocitorizzontalevgmassimidelterrenosonodatidalleseguentiespressioni:
d g 0,025 a g S TC TD
3.2.12
v g 0,16 a g S TC

doveag,S,TC,TDassumonoivalorigiutilizzatial3.2.3.2.1.

3.2.3.4 SPETTRIDIRISPOSTADIPROGETTOPERLOSTATOLIMITEDIOPERATIVIT(SLO)
PerlostatolimitedioperativitlospettrodirispostadiprogettoSd(T)dautilizzare,siaperlecomponentiorizzontalicheperla
componenteverticale,lospettrodirispostaelasticocorrispondente,riferitoallaprobabilitdisuperamentonelperiododirife
rimentoPVRconsiderata(v.2.4e3.2.1).

3.2.3.5 SPETTRIDIRISPOSTADIPROGETTOPERGLISTATILIMITEDIDANNO(SLD),DISALVAGUARDIADELLAVITA(SLV)EDI
PREVENZIONEDELCOLLASSO(SLC)

Qualoraleverificheaglistatilimitedidanno,disalvaguardiadellavitaediprevenzionealcollassononvenganoeffettuatetra
mitelusodiopportunestorietemporalidelmotodelterrenoedanalisinonlinearidinamichealpasso,aifinidelprogettoodella
verifica delle costruzioni le capacit dissipative delle strutture possono essere considerate attraverso una riduzione delle forze
elastiche, che tenga conto in modo semplificato della capacit dissipativa anelastica della struttura, della sua sovraresistenza,
dellincrementodelsuoperiodopropriodivibrazioneaseguitodelleplasticizzazioni.Intalcaso,lospettrodirispostadiproget
toSd(T)dautilizzare,siaperlecomponentiorizzontali,siaperlacomponenteverticale,lospettrodirispostaelasticocorrispon
denteriferitoallaprobabilitdisuperamentonelperiododiriferimentoPVR considerata(v.2.4e3.2.1).Pervalutareladoman
daverrutilizzatotalespettro,nelcasodianalisinonlinearestaticaponendo=1,nelcasodianalisilineare,staticaodinamica
conleordinateridottesostituendonelleformule[3.2.2](perlecomponentiorizzontali)enelleformule[3.2.8](perlecomponenti
verticali)con1/q,doveqilfattoredicomportamentodefinitonelCapitolo7(Tabella7.3.I).
SiassumercomunqueSd(T)0,2ag.

3.2.3.6 IMPIEGODISTORIETEMPORALIDELMOTODELTERRENO
Glistatilimite,ultimiediesercizio,possonoessereverificatimediantelusodistorietemporalidelmotodelterrenoartificialio
naturali.Ciascunastoriatemporaledescriveunacomponente,orizzontaleoverticale,dellazionesismica;linsiemedelletrecom
ponenti(dueorizzontali,traloroortogonali,edunaverticale)costituisceungruppodistorietemporalidelmotodelterreno.
Laduratadellestorietemporaliartificialidelmotodelterrenodeveesserestabilitasullabasedellamagnitudoedeglialtripara
metri fisici che determinano la scelta del valore di ag e di SS. In assenza di studi specifici, la parte pseudostazionaria
dellaccelerogrammaassociatoallastoriadeveavereduratadi10sedeveessereprecedutaeseguitadatrattidiampiezzacre
scentedazeroedecrescenteazero,inmodocheladuratacomplessivadellaccelerogrammasianoninferiorea25s.
Gliaccelerogrammiartificialidevonoavereunospettrodirispostaelasticocoerenteconlospettrodirispostaadottatonellapro
gettazione.Lacoerenzaconlospettrodirispostaelasticodaverificareinbaseallamediadelleordinatespettraliottenuteconi
diversiaccelerogrammi,peruncoefficientedismorzamentoviscosoequivalentedel5%.Lordinataspettralemedianondeve
presentareunoscartoindifettosuperioreal10%,rispettoallacorrispondentecomponentedellospettroelastico,inalcunpunto
delmaggioretragliintervalli0,15s2,0se0,15s2T,incuiTilperiodopropriodivibrazionedellastrutturaincampoelastico,
perleverificheaglistatilimiteultimi,e0,15s1,5T,perleverificheaglistatilimitediesercizio.Nelcasodicostruzioniconiso
lamento sismico, il limite superiore dellintervallo di coerenza assunto pari a 1,2 Tis, essendo Tis il periodo equivalente della
strutturaisolata,valutatoperglispostamentidelsistemadisolamentoprodottidallostatolimiteinesame.
Lusodistorietemporalidelmotodelterrenoartificialinonammessonelleanalisidinamichediopereesistemigeotecnici.
Lusodistorietemporalidelmotodelterrenogeneratemediantesimulazionedelmeccanismodisorgenteedellapropagazione
ammessoacondizionechesianoadeguatamentegiustificateleipotesirelativeallecaratteristichesismogenetichedellasorgentee
AZIONI SULLE COSTRUZIONI 21
delmezzodipropagazioneeche,negliintervallidiperiodosopraindicati,lordinataspettralemedianonpresentiunoscartoin
difettosuperioreal20%rispettoallacorrispondentecomponentedellospettroelastico.
Lusodistorietemporalidelmotodelterrenonaturalioregistrateammessoacondizionechelalorosceltasiarappresentativa
dellasismicitdelsitoesiaadeguatamentegiustificatainbaseallecaratteristichesismogenetichedellasorgente,allecondizioni
delsitodiregistrazione,allamagnitudo,alladistanzadallasorgenteeallamassimaaccelerazioneorizzontaleattesaalsito.
Lestorietemporalidelmotodelterrenoregistratedevonoessereselezionateescalateinmodotalecheirelativispettridirisposta
approssiminoglispettridirispostaelasticinelcampodeiperiodipropridivibrazionediinteresseperilproblemainesame.Nello
specificolacompatibilitconlospettrodirispostaelasticodeveessereverificatainbaseallamediadelleordinatespettraliottenute
conidiversiaccelerogrammiassociatiallestorieperuncoefficientedismorzamentoviscosoequivalentedel5%.Lordinataspet
tralemedianondevepresentareunoscartoindifettosuperioreal10%edunoscartoineccessosuperioreal30%,rispettoallacorri
spondentecomponentedellospettroelasticoinalcunpuntodellintervallodeiperiodipropridivibrazionediinteresseperlopera
inesameperidiversistatilimite.

3.2.4. EFFETTI DELLA VARIABILIT SPAZIALE DEL MOTO

3.2.4.1 VARIABILITSPAZIALEDELMOTO
Nei punti di contatto con il terreno di opere con sviluppo planimetrico significativo, il moto sismico pu avere caratteristiche
differenti,acausadelcarattereasincronodelfenomenodipropagazione,delledisomogeneitedellediscontinuiteventualmente
presenti,edelladiversarispostalocaledelterreno.
Deglieffettisopraindicatidevetenersicontoquandoessipossonoesseresignificativieinognicasoquandolecondizionidisotto
suolosianocosvariabililungolosviluppodelloperadarichiederelusodiaccelerogrammiodispettridirispostadiversi.
Inassenzadimodellifisicamentepiaccuratieadeguatamentedocumentati,uncriteriodiprimaapprossimazionepertenercon
todellavariabilitspazialedelmotosismicoconsistenelsovrapporreaglieffettidinamici,valutatiadesempioconlospettrodi
risposta,glieffettipseudostaticiindottidaglispostamentirelativi.
Neldimensionamentodellestruttureinelevazionetalieffettipossonoesseretrascuratiquandoilsistemafondazioneterrenosia
sufficientementerigidodarendereminimiglispostamentirelativi.Negliedificiciavviene,adesempio,quandosicolleganoin
modoopportunoiplintidifondazione.
Glieffettidinamicipossonoesserevalutatiadottandoununicaazionesismica,corrispondenteallacategoriadisottosuolochein
ducelesollecitazionipisevere.
Qualoraloperasiasuddivisainporzioni,ciascunafondatasusottosuolodicaratteristicheragionevolmenteomogenee,percia
scunadiessesiadotterlappropriataazionesismica.

3.2.4.2 SPOSTAMENTOASSOLUTOERELATIVODELTERRENO
Ilvaloredellospostamentoassolutoorizzontalemassimodelsuolo(dg)puottenersiutilizzandolespressione[3.2.12].
Nelcasoincuisianecessariovalutareglieffettidellavariabilitspazialedelmotorichiamatinelparagrafoprecedente,ilvalore
dellospostamentorelativotraduepuntiiejcaratterizzatidalleproprietstratigrafichedelrispettivosottosuoloedilcuimoto
possaconsiderarsiindipendente,puesserestimatosecondolespressioneseguente:
d ij max 1,25 d gi2 d gj2 3.2.13

dovedgi edgj sonorispettivamenteglispostamentimassimidelsuoloneipuntiiej,calcolaticonriferimentoallecaratteristiche


localidelsottosuolo.
Il moto di due punti del terreno pu considerarsi indipendente per punti posti a distanze notevoli, in relazione al tipo di
sottosuolo;ilmotoresoindipendenteanchedallapresenzadifortivariabilitorografichetraipunti.
In assenza di forti discontinuit orografiche, lo spostamento relativo tra punti a distanza x (in m) si pu valutare con
lespressione:

d ij ( x ) d ij0 (d ij max d ij0 ) 1 e 1, 25( x / v s ) 0, 7
3.2.14

dovevslavelocitdipropagazionedelleondeditaglioinm/sedij0datodallespressione
d ij0 1,25 d gi d gj 3.2.15

Perpuntiche ricadanosusottosuolidifferentiadistanzainferiorea20 m,lospostamentorelativorappresentatodadij0 ;sei


puntiricadonosusottosuolodellostessotipo,lospostamentorelativopuesserestimato,anzichconlespressione[3.2.14],con
leespressioni
d ijmax
d ij (x) 2,3x persottosuolotipoD,
vs
d ijmax 3.2.16
dij (x) 3, 0x persottosuoloditipodiversodaD.
vs
22 CAPITOLO 3
Perladeterminazionedellesollecitazioniindotteneipontidaglispostamentirelatividelterreno,sipossonoutilizzarecriteriri
portatiindocumentidicomprovatavalidit.

3.3. AZIONI DEL VENTO


Il vento, la cui direzione si considera generalmente orizzontale, esercita sulle costruzioni azioni che variano nel tempo e nello
spazioprovocando,ingenerale,effettidinamici.
Perlecostruzioniusualitaliazionisonoconvenzionalmentericondottealleazionistaticheequivalentidefiniteal3.3.3.Perle
costruzionidiformaotipologiainusuale,oppuredigrandealtezzaolunghezza,odirilevantesnellezzaeleggerezza,odinote
voleflessibiliteridottecapacitdissipative,ilventopudareluogoadeffettilacuivalutazionerichiedelusodimetodologiedi
calcoloesperimentaliadeguateallostatodellarte.

3.3.1. VELOCIT BASE DI RIFERIMENTO


Lavelocitbasediriferimentovbilvaloremediosu10minuti,a10mdialtezzasulsuolosuunterrenopianeggianteeomoge
neodicategoriadiesposizioneII(vediTab.3.3.II),riferitoadunperiododiritornoTR=50anni.
Inmancanzadispecificheedadeguateindaginistatistiche,vbdatadallespressione:
v b v b,0 ca 3.3.1
Vb,0 lavelocitbasediriferimentoallivellodelmare,assegnatanellaTab.3.3.Iinfunzionedellazonaincuisorgelaco
struzione(Fig.3.3.1);
ca ilcoefficientedialtitudinefornitodallarelazione:


ca 1 per a s a 0
a 3.3.1.b
ca 1 k s s 1 per a 0 a s 1500 m
0
a

dove:
a0,ks sonoparametrifornitinellaTab.3.3.Iinfunzionedellazonaincuisorgelacostruzione(Fig.3.3.1);
as laltitudinesullivellodelmaredelsitoovesorgelacostruzione.
Talezonazionenontienecontodiaspettispecificielocaliche,senecessario,dovrannoesseredefinitisingolarmente.

Tab.3.3.IValorideiparametrivb,0,a0,ks
Zona Descrizione vb,0[m/s] a0[m] ks

ValledAosta,Piemonte,Lombardia,TrentinoAltoAdige,
1 Veneto,FriuliVeneziaGiulia(conleccezionedellapro 25 1000 0,40
vinciadiTrieste)
2 EmiliaRomagna 25 750 0,45
Toscana,Marche,Umbria,Lazio,Abruzzo,Molise,Puglia,
3 Campania,Basilicata,Calabria(esclusalaprovinciadi 27 500 0,37
ReggioCalabria)
4 SiciliaeprovinciadiReggioCalabria 28 500 0,36
Sardegna(zonaaorientedellarettacongiungenteCapo
5 28 750 0,40
TeuladaconlIsoladiMaddalena)
Sardegna(zonaaoccidentedellarettacongiungenteCapo
6 28 500 0,36
TeuladaconlIsoladiMaddalena)
7 Liguria 28 1000 0,54
8 ProvinciadiTrieste 30 1500 0,50
9 Isole(conleccezionediSiciliaeSardegna)emareaperto 31 500 0,32

Per altitudini superiori a 1500 m sul livello del mare, i valori della velocit base di riferimento possono essere ricavati da
opportuna documentazione o da indagini statistiche adeguatamente comprovate, riferite alle condizioni locali di clima e di
esposizione.Fattesalvetalivalutazioni,comunqueraccomandateinprossimitdivetteecrinali,ivaloriutilizzatinondovranno
essereminoridiquelliprevistiper1500mdialtitudine.
AZIONI SULLE COSTRUZIONI 23


Fig.3.3.1Mappadellezoneincuisuddivisoilterritorioitaliano

3.3.2. VELOCIT DI RIFERIMENTO


Lavelocitdiriferimentovrilvaloremediosu10minuti,a10mdialtezzadalsuolosuunterrenopianeggianteeomogeneodi
categoriadiesposizioneII(vediTab.3.3.II),riferitoalperiododiritornodiprogettoTR.Talevelocitdefinitadallarelazione:
vr vb cr 3.3.2
dove
vb lavelocitbasediriferimento,dicuial3.3.1;
cr ilcoefficientediritorno,funzionedelperiododiritornodiprogettoTR.
Inmancanzadispecificheeadeguateindaginistatistiche,ilcoefficientediritornofornitodallarelazione:

1 3.3.3
c r = 0.75 1- 0.2 ln -ln 1-
TR

doveTRilperiododiritornoespressoinanni.
Ovenonspecificatodiversamente,siassumerTR=50anni,cuicorrispondecr =1.Perunoperadinuovarealizzazioneinfasedi
costruzioneoperlefasitransitorierelativeadinterventisullecostruzioniesistenti,ilperiododiritornodellazionepotressere
ridottocomediseguitospecificato:

perfasidicostruzioneofasitransitoriecondurataprevistainsedediprogettononsuperioreatremesi,siassumerTR
5anni;

perfasidicostruzioneofasitransitoriecondurataprevistainsedediprogettocompresafratremesiedunanno,sias
sumerTR10anni;

3.3.3. AZIONI STATICHE EQUIVALENTI


Leazionidelventosonocostituitedapressioniedepressioniagentinormalmenteallesuperfici,siaesternecheinterne,degliele
mentichecompongonolacostruzione(3.3.4).
Lazione del vento sui singoli elementi che compongono la costruzione va determinata considerando la combinazione pi
gravosadellepressioniagentisulleduefaccediognielemento.

Nelcasodicostruzionidigrandeestensione,sideveinoltretenerecontodelleazionitangentiesercitatedalvento(3.3.4).
Lazionedinsiemeesercitatadalventosuunacostruzionedatadallarisultantedelleazionisuisingolielementi,considerando
comedirezionedelventoquellacorrispondenteadunodegliassiprincipalidellapiantadellacostruzione;incasiparticolari,co
meadesempioperletorriabasequadrataorettangolare,sideveconsiderareanchelipotesidiventospirantesecondoladire
zionediunadellediagonali.

3.3.4. PRESSIONE DEL VENTO


Lapressionedelventodatadallespressione:
p=qrcecpcd 3.3.4
dove
qr lapressionecineticadiriferimentodicuial3.3.6;
24 CAPITOLO 3
ce ilcoefficientediesposizionedicuial3.3.7;
cp ilcoefficientedipressionedicuial3.3.8;
cd ilcoefficientedinamicodicuial3.3.9.

3.3.5. AZIONE TANGENTE DEL VENTO


Lazionetangenteperunitdisuperficieparallelaalladirezionedelventodatadallespressione:
pf=qrcecf 3.3.5
dove
qr lapressionecineticadiriferimentodicuial3.3.6;
ce ilcoefficientediesposizionedicuial3.3.7;
cf ilcoefficientedattritodicuial3.3.8.

3.3.6. PRESSIONE CINETICA DI RIFERIMENTO


Lapressionecineticadiriferimentoqrdatadallespressione:
1 2
qr v r 3.3.6
2
dove
vr lavelocitdiriferimentodelventodicuial3.3.2;
ladensitdellariaassuntaconvenzionalmentecostanteeparia1,25kg/m.
Esprimendoinkg/mevrinm/s,qrrisultaespressoinN/m2.

3.3.7. COEFFICIENTE DI ESPOSIZIONE


Ilcoefficientediesposizionecedipendedallaltezzazsulsuolodelpuntoconsiderato,dallatopografiadelterrenoedallacatego
riadiesposizionedelsitoovesorgelacostruzione.Inassenzadianalisispecifichechetenganoincontoladirezionediprove
nienzadelventoeleffettivascabrezzaetopografiadelterrenochecircondalacostruzione,peraltezzesulsuolononmaggioridi
z=200m,essodatodallaformula:
ce z k 2r c t ln z z 0 7 c t ln z z 0 per z z min
3.3.7
ce z ce z min per z < z min
dove
kr,z0,zmin sonoassegnatiinTab.3.3.IIinfunzionedellacategoriadiesposizionedelsitoovesorgelacostruzione;
ct ilcoefficienteditopografia.

Tab.3.3.IIParametriperladefinizionedelcoefficientediesposizione
Categoriadiesposizionedelsito Kr z0 [m] zmin [m]
I 0,17 0,01 2
II 0,19 0,05 4
III 0,20 0,10 5
IV 0,22 0,30 8
V 0,23 0,70 12

LacategoriadiesposizioneassegnatanellaFig.3.3.2infunzionedellaposizionegeograficadelsitoovesorgelacostruzionee
dellaclassedirugositdelterrenodefinitainTab.3.3.III.Nellefasceentro40kmdallacosta,lacategoriadiesposizioneindi
pendentedallaltitudinedelsito.
Ilcoefficienteditopografiactpostogeneralmenteparia1,siaperlezonepianeggiantisiaperquelleondulate,collinoseemon
tane.Inquestocaso,laFig.3.3.3riportaleleggidivariazionediceperlediversecategoriediesposizione.
Nelcasodicostruzioniubicatepressolasommitdicollineopendiiisolati,ilcoefficienteditopografiactpuesserericavatodadati
suffragatidaopportunadocumentazione.

Tab.3.3.IIIClassidirugositdelterreno
Classedirugositdelterreno Descrizione

Areeurbaneincuialmenoil15%dellasuperficiesiacopertoda
A
edificilacuialtezzamediasuperii15m
B Areeurbane(nondiclasseA),suburbane,industrialieboschive
Areeconostacolidiffusi(alberi,case,muri,recinzioni,....);aree
C
conrugositnonriconducibilealleclassiA,B,D
D a)Mareerelativafasciacostiera(entro2kmdallacosta);
AZIONI SULLE COSTRUZIONI 25

Classedirugositdelterreno Descrizione

b)Lago(conlarghezzamassimapariadalmeno1km)erelativa
fasciacostiera(entro1kmdallacosta)
c)Areeprivediostacolioconalpirariostacoliisolati(aperta
campagna,aeroporti,areeagricole,pascoli,zonepaludoseo
sabbiose,superficiinnevateoghiacciate,....)
Lassegnazionedellaclassedirugositnondipendedallaconformazioneorograficaetopograficadelter
reno.SipuassumerecheilsitoappartengaallaClasseAoB,purchlacostruzionesitrovinellarearela
tivapernonmenodi1kmecomunquepernonmenodi20voltelaltezzadellacostruzione,pertuttii
settoridiprovenienzadelventoampialmeno30.SideveassumerecheilsitoappartengaallaClasseD,
qualoralacostruzionesorganelleareeindicateconleletterea)ob),oppureentrounraggiodi1kmda
essa visia un settore ampio30, dove il90% del terreno sia del tipo indicato con la lettera c). Laddove
sussistanodubbisullasceltadellaclassedirugosit,sideveassegnarelaclassepisfavorevole(lazione
delventoingenereminimainClasseAemassimainClasseD).


Fig.3.3.2Definizionedellecategoriediesposizione


Fig.3.3.3Andamentodelcoefficientediesposizioneceinfunzionedellaltezzasulsuolo(perct=1)

3.3.8. COEFFICIENTI AERODINAMICI


Ilcoefficientedipressionecpdipendedallatipologiaedallageometriadellacostruzioneedalsuoorientamentorispettoalladire
zionedelvento.
Ilcoefficientedattritocfdipendedallascabrezzadellasuperficiesullaqualeilventoesercitalazionetangente.
26 CAPITOLO 3
Entrambiquesticoefficienti,definiticoefficientiaerodinamici,possonoesserericavatidadatisuffragatidaopportunadocumen
tazioneodaprovesperimentaliingalleriadelvento.

3.3.9. COEFFICIENTE DINAMICO


Ilcoefficientedinamicotienecontodeglieffettiriduttiviassociatiallanoncontemporaneitdellemassimepressionilocaliedegli
effettiamplificatividovutiallarispostadinamicadellastruttura.
Essopuessereassuntocautelativamentepariad1nellecostruzioniditipologiaricorrente,qualigliedificidiformaregolarenon
eccedenti80mdialtezzaedicapannoniindustriali,oppurepuesseredeterminatomedianteanalisispecificheofacendoriferi
mentoadatidicomprovataaffidabilit.

3.3.10. AVVERTENZE PROGETTUALI


Leazionidelventosuipontilunghi,sugliedificialtiepiingeneralesullecostruzionidigrandidimensioniodiformanonsim
metrica,possonodareluogoaforzetrasversalialladirezionedelventoeamomentitorcentidinotevoliintensit.Taliazionipos
sonoessereulteriormenteamplificatedallarispostadinamicadellastruttura.

Agliultimipianidegliedificialti,leazionidelventopossonocausareoscillazioni(soprattuttoaccelerazionidipiano)lecuicon
seguenzevariano,neiriguardideglioccupanti,dallanonpercezionesinoalfastidioe,inalcunicasi,allintollerabilitfisiologica.

Perstruttureoelementistrutturalisnellidiformacilindrica,qualiciminiere,torriditelecomunicazioniosingolielementidicarpen
teriasidevetenerecontodeglieffettidinamiciindottialdistaccoalternatodeivorticidalcorpoinvestitodalvento.Talieffettipos
sono essere particolarmente severi quando la frequenza di distacco dei vortici uguaglia una frequenza propria della struttura,
dandoluogoaunfenomenodirisonanza.Inquestasituazionelevibrazionisonotantomaggioriquantopilastrutturaleggera
epocosmorzata.Loccorrenzadifenomenidirisonanzaincorrispondenzadivelocitdelventorelativamentepiccoleequindi
frequentirichiedeparticolariattenzionineiriguardidellafatica.
Per strutture particolarmente deformabili, leggere e poco smorzate, linterazione del vento con la struttura pu dare luogo ad
azioniaeroelastiche,icuieffettimodificanolefrequenzepropriee/olosmorzamentodellastrutturasinoacausarefenomenidi
instabilit, fra i quali il galoppo, la divergenza torsionale ed il flutter. Il galoppo tipico di cavi ghiacciati o percorsi da rivoli
dacqua,dielementidicarpenteriaepiingeneraledielementistrutturalidiformanoncircolare.Ladivergenzatorsionaleti
picaingeneraledilastremoltosottili.Ilfluttertipicodipontisospesiostrallatiodiprofilialari.
Perstruttureoelementistrutturaliravvicinatiedianalogaforma,adesempioedificialti,serbatoi,torridirefrigerazione,ponti,
ciminiere,cavi,elementidicarpenteriaetubi,possonomanifestarsifenomenidiinterferenzatalidamodificareglieffetticheil
ventocauserebbeseagissesullestessestruttureoelementistrutturaliisolati.Talieffettipossonoincrementareleazionistatiche,
dinamicheeaeroelastichedelventoinmodoestremamentesevero.
Intuttiicasisopracitatisiraccomandadifarericorsoadatisuffragatidaopportunadocumentazione,oricavatipermezzodi
metodianalitici,numericie/osperimentaliadeguatamentecomprovati.

3.4. AZIONI DELLA NEVE

3.4.1. CARICO DELLA NEVE SULLE COPERTURE


Ilcaricoprovocatodallanevesullecoperturesarvalutatomediantelaseguenteespressione:
q s q sk i C E C t 3.4.1
dove:
qsk ilvalorediriferimentodelcaricodellanevealsuolo,dicuial3.4.2;
i ilcoefficientediformadellacopertura,dicuial3.4.3;
CE ilcoefficientediesposizionedicuial3.4.4;
Ct ilcoefficientetermicodicuial3.4.5.
Siassumecheilcaricodellaneveagiscaindirezioneverticaleelosiriferisceallaproiezioneorizzontaledellasuperficiedellaco
pertura.

3.4.2. VALORE DI RIFERIMENTO DEL CARICO DELLA NEVE AL SUOLO


Ilcaricodellanevealsuolodipendedallecondizionilocalidiclimaediesposizione,consideratalavariabilitdelleprecipitazioni
nevosedazonaazona.
Inmancanzadiadeguateindaginistatisticheespecificistudilocali,chetenganocontosiadellaltezzadelmantonevosochedella
suadensit,ilcaricodiriferimentodellanevealsuolo,perlocalitposteaquotainferiorea1500msullivellodelmare,nondo
vressereassuntominorediquellocalcolatoinbasealleespressioniriportatenelseguito,cuicorrispondonovaloriassociatiad
unperiododiritornoparia50anniperlevariezoneindicatenellaFig.3.4.1.Talezonazionenontienecontodiaspettispecificie
localiche,senecessario,devonoesseredefinitisingolarmente.
AZIONI SULLE COSTRUZIONI 27

Fig.3.4.1Zonedicaricodellaneve

Nelleespressioniseguenti,laltitudinediriferimentoas(espressainm)laquotadelsuolosullivellodelmarenelsitodove
realizzatalacostruzione.
ZonaIAlpina
Aosta, Belluno, Bergamo, Biella, Bolzano, Brescia, Como, Cuneo, Lecco, Pordenone, Sondrio, Torino, Trento, Udine, Verbano
CusioOssola,Vercelli,Vicenza:

qsk=1,50kN/m2 as200m
[3.4.2]
2
qsk=1,39[1+(as/728) ]kN/m2 as>200m

ZonaIMediterranea
Alessandria,Ancona,Asti,Bologna,Cremona,ForlCesena,Lodi,Milano,Modena,MonzaBrianza,Novara,Parma,Pavia,Pesa
roeUrbino,Piacenza,Ravenna,ReggioEmilia,Rimini,Treviso,Varese:

qsk=1,50kN/m2 as200m
[3.4.3]
qsk=1,35[1+(as/602)]kN/m2 as>200m

ZonaII
Arezzo, Ascoli Piceno, Avellino, Bari, BarlettaAndriaTrani, Benevento, Campobasso, Chieti, Fermo, Ferrara, Firenze, Foggia,
Frosinone, Genova, Gorizia, Imperia, Isernia, LAquila, La Spezia, Lucca, Macerata, Mantova, Massa Carrara, Padova, Perugia,
Pescara,Pistoia,Prato,Rieti,Rovigo,Savona,Teramo,Trieste,Venezia,Verona:

qsk=1,00kN/m2 as200m [3.4.4]


28 CAPITOLO 3

qsk=0,85[1+(as/481)]kN/m2 as>200m

ZonaIII
Agrigento,Brindisi,Cagliari,Caltanissetta,CarboniaIglesias,Caserta,Catania,Catanzaro,Cosenza,Crotone,Enna,Grosseto,Latina,
Lecce, Livorno, Matera, Medio Campidano, Messina, Napoli, Nuoro, Ogliastra, OlbiaTempio, Oristano, Palermo, Pisa, Potenza,
Ragusa,ReggioCalabria,Roma,Salerno,Sassari,Siena,Siracusa,Taranto,Terni,Trapani,ViboValentia,Viterbo:

qsk=0,60kN/m2 as200m
[3.4.5]
qsk=0,51[1+(as/481)]kN/m2 as>200m

Peraltitudinisuperioria1500msullivellodelmaresidevefareriferimentoallecondizionilocalidiclimaediesposizioneutiliz
zandocomunquevaloridicariconevenoninferioriaquelliprevistiper1500m.
Perunoperadinuovarealizzazioneinfasedicostruzioneoperlefasitransitorierelativeadinterventisullecostruzioniesistenti,
ilperiododiritornodellazionepuessereridottocomediseguitospecificato:

perfasidicostruzioneofasitransitoriecondurataprevistainsedediprogettononsuperioreatremesi,siassumerTR
5anni;

perfasidicostruzioneofasitransitoriecondurataprevistainsedediprogettocompresafratremesidunanno,sias
sumerTR10anni.

3.4.3. COEFFICIENTE DI FORMA DELLE COPERTURE

3.4.3.1 GENERALIT
Icoefficientidiformadellecoperturedipendonodallaformastessadellacoperturaedallinclinazionesullorizzontaledellesue
particomponentiedallecondizioniclimatichelocalidelsitoovesorgelacostruzione.
Inassenzadidatisuffragatidaopportunadocumentazione,ivalorinominalidelcoefficientediforma1dellecopertureadunao
aduefaldepossonoesserericavatidallaTab.3.4.II,essendo,espressoingradisessagesimali,langoloformatodallafaldacon
lorizzontale.

Tab.3.4.IIValoridelcoefficientediforma
Coefficientediforma 030 30<<60 60
(60 )
1 0,8 0,8 0,0
30

Siassumecheallanevenonsiaimpeditodiscivolare.Selestremitpibassadellafaldaterminaconunparapetto,unabarriera
odaltreostruzioni,allorailcoefficientediformanonpotressereassuntoinferiorea0,8indipendentementedallangolo.
Percopertureapifalde,percopertureconformediverse,coscomepercoperturecontigueaedificipialtioperaccumulodi
neve contro parapetti o pi in generale per altre situazioni ritenute significative dal progettista si deve fare riferimento a
normativeodocumentidicomprovatavalidit.

3.4.3.2 COPERTURAADUNAFALDA
Nelcasodellecopertureadunafalda,sideveconsiderarelacondizionedicaricoriportatainFig.3.4.2.


Fig.3.4.2Condizionidicaricopercopertureadunafalda

3.4.3.3 COPERTURAADUEFALDE
Nelcasodellecopertureaduefalde,sidevonoconsiderareletrecondizionidicaricoalternative,denominateCasoI,CasoIIeCa
soIIIinFig.3.4.3.
AZIONI SULLE COSTRUZIONI 29


Fig.3.4.3Condizionidicaricopercopertureaduefalde

3.4.4. COEFFICIENTE DI ESPOSIZIONE


IlcoefficientediesposizioneCE tienecontodellecaratteristichespecifichedellareaincuisorgelopera.Valoriconsigliatidique
stocoefficientesonofornitiinTab.3.4.Iperdiverseclassidiesposizione.Senondiversamenteindicato,siassumerCE=1.

Tab.3.4.IValoridiCEperdiverseclassidiesposizione
Topografia Descrizione CE
Battutadai Areepianeggiantinonostruiteespostesututtiilati,senzacostruzioni
0,9
venti oalberipialti
Areeincuinonpresenteunasignificativarimozionedinevesulla
Normale costruzioneprodottadalvento,acausadelterreno,altrecostruzionio 1,0
alberi
Areeincuilacostruzioneconsideratasensibilmentepibassadel
Riparata 1,1
circostanteterrenoocircondatadacostruzionioalberipialti

3.4.5. COEFFICIENTE TERMICO


Ilcoefficientetermicotienecontodellariduzionedelcaricodellaneve,acausadelloscioglimentodellastessa,causatadallaper
ditadicaloredellacostruzione.Talecoefficientedipendedalleproprietdiisolamentotermicodelmaterialeutilizzatoincoper
tura.Inassenzadiunospecificoedocumentatostudio,deveesserepostoCt=1.

3.5. AZIONI DELLA TEMPERATURA

3.5.1. GENERALIT
Variazionigiornaliereestagionalidellatemperaturaesterna,irraggiamentosolareeconvezionecomportanovariazionidelladi
stribuzioneditemperaturaneisingolielementistrutturali.
Laseveritdelleazionitermicheingeneraleinfluenzatadapifattori,qualilecondizioniclimatichedelsito,lesposizione,la
massacomplessivadellastrutturaelaeventualepresenzadielementinonstrutturaliisolanti.

3.5.2. TEMPERATURA DELLARIA ESTERNA


La temperatura dellaria esterna, Test, pu assumere il valore Tmax o Tmin , definite rispettivamente come temperatura massima
estivaeminimainvernaledellarianelsitodellacostruzione,conriferimentoadunperiododiritornodi50anni.
Perunoperadinuovarealizzazioneinfasedicostruzioneoperlefasitransitorierelativeadinterventisullecostruzioniesistenti,
ilperiododiritornodellazionepotressereridottocomediseguitospecificato:

perfasidicostruzioneofasitransitoriecondurataprevistainsedediprogettononsuperioreatremesi,siassumerTR
5anni;

perfasidicostruzioneofasitransitoriecondurataprevistainsedediprogettocompresafratremesidunanno,sias
sumerTR10anni;

Inmancanzadiadeguateindaginistatistichebasatesudatispecificirelativialsitoinesame,TmaxoTmindovrannoesserecalcolati
inbasealleespressioniriportatenelseguito,perlevariezoneindicatenellaFig.3.5.1.Talezonazionenontienecontodiaspetti
specificielocaliche,senecessario,dovrannoesseredefinitisingolarmente.

30 CAPITOLO 3


Fig.3.5.1Zonedellatemperaturadellariaesterna.

Nelleespressioniseguenti,Tmax oTminsonoespressiinC;laltitudinediriferimentoas(espressainm)laquotadelsuolosulli
vellodelmarenelsitodoverealizzatalacostruzione.
ZonaI
ValledAosta,Piemonte,Lombardia,TrentinoAltoAdige,Veneto,FriuliVeneziaGiulia,EmiliaRomagna:
Tmin 15 4 a s / 1000 3.5.1
Tmax 42 6 a s / 1000 3.5.2
ZonaII
Liguria,Toscana,Umbria,Lazio,Sardegna,Campania,Basilicata:
Tmin 8 6 a s / 1000 3.5.3
Tmax 42 2 a s / 1000 3.5.4
ZonaIII
Marche,Abruzzo,Molise,Puglia:
Tmin 8 7 a s / 1000 3.5.5
Tmax 42 0.3 a s / 1000 3.5.6
ZonaIV
Calabria,Sicilia:
Tmin 2 9 a s / 1000 3.5.7
Tmax 42 2 a s / 1000 3.5.8

3.5.3. TEMPERATURA DELLARIA INTERNA


In mancanza di pi precise valutazioni, legate alla tipologia della costruzione ed alla sua destinazione duso, la temperatura
dellariainterna,Tint,puessereassuntaparia20C.

3.5.4. DISTRIBUZIONE DELLA TEMPERATURA NEGLI ELEMENTI STRUTTURALI


Il campo di temperatura sulla sezione di un elemento strutturale monodimensionale con asse longitudinale x pu essere in
generaledescrittomediante:
a) lacomponenteuniformeTu=TT0parialladifferenzatralatemperaturamediaattualeTequellainizialealladatadellaco
struzioneT0;
b) lecomponentivariabiliconleggelinearesecondogliassiprincipaliyezdellasezione,TMyeTMz.
Nelcasodistrutturesoggetteadelevatigradientitermicisidovrtenercontodeglieffettiindottidallandamentononlinearedel
latemperaturaallinternodellesezioni.
LatemperaturamediaattualeTpuesserevalutatacomemediatralatemperaturadellasuperficieesternaTsup,estequelladella
superficieinternadellelementoconsiderato,Tsup,int.
Letemperaturedellasuperficieesterna,Tsup,est,equelladellasuperficieinternaTsup,int,dellelementoconsideratovengonovaluta
teapartiredallatemperaturadellariaesterna,Test,ediquellainterna,Tint,tenendocontodeltrasferimentodicaloreperirrag
giamentoeperconvezioneallinterfacciaariacostruzioneedellaeventualepresenzadimaterialeisolante(vediFig.3.5.2).
AZIONI SULLE COSTRUZIONI 31
Inmancanzadideterminazionipiprecise,latemperaturainizialepuessereassuntaT0=15C.
PerlavalutazionedelcontributodellirraggiamentosolaresipufareriferimentoallaTab.3.5.I.


Fig.3.5.2Andamentodellatemperaturaallinternodiunelementostrutturale

Tab.3.5.IContributodellirraggiamentosolare
Stagione Naturadellasuperficie IncrementodiTemperatura
superficiespostea superficiesposteaSudOvest
NordEst odorizzontali
Estate Superficieriflettente 0C 18C
Superficiechiara 2C 30C
Superficiescura 4C 42C
Inverno 0C 0C

3.5.5. AZIONI TERMICHE SUGLI EDIFICI


Nelcasoincuilatemperaturanoncostituiscaazionefondamentaleperlasicurezzaoperlaefficienzafunzionaledellastruttura
consentitotenerconto,pergliedifici,dellasolacomponenteTu,ricavandoladirettamentedallaTab.3.5.II.
Nelcasoincuilatemperaturacostituisca,invece,azionefondamentaleperlasicurezzaoperlaefficienzafunzionaledellastrut
tura, landamento della temperatura T nelle sezioni degli elementi strutturali deve essere valutato pi approfonditamente stu
diandoilproblemadellatrasmissionedelcalore.

Tab.3.5.IIValoridiTupergliedifici
Tipodistruttura Tu
Struttureinc.a.ec.a.p.esposte 15C
Struttureinc.a.ec.a.p.protette 10C
Struttureinacciaioesposte 25C
Struttureinacciaioprotette 15C

3.5.6. PARTICOLARI PRECAUZIONI NEL PROGETTO DI STRUTTURE SOGGETTE AD AZIONI TERMICHE SPECIALI
Struttureedelementistrutturaliincontattoconliquidi,aeriformiosolidiatemperaturediverse,qualiciminiere,tubazioni,sili,
serbatoi,torridiraffreddamento,ecc.,devonoessereprogettatitenendocontodelledistribuzioniditemperaturacorrispondenti
allespecifichecondizionidiservizio.

3.5.7. EFFETTI DELLE AZIONI TERMICHE


Perlavalutazionedeglieffettidelleazionitermiche,sipufareriferimentoaicoefficientididilatazionetermicaatemperatura
ambienteTriportatiinTab.3.5.III.

Tab.3.5.IIICoefficientididilatazionetermicaatemperaturaambiente
Materiale T[106/C]
Alluminio 24
Acciaiodacarpenteria 12
Calcestruzzostrutturale 10
Strutturemisteacciaiocalcestruzzo 12
Calcestruzzoalleggerito 7
Muratura 610
Legno(paralleloallefibre) 5
Legno(ortogonaleallefibre) 3070
32 CAPITOLO 3

3.6. AZIONI ECCEZIONALI


Leazionieccezionalisonoquellechesipresentanoinoccasionedieventiqualiincendi,esplosioniedurti.
Eopportunochelecostruzionipossiedanoungradoadeguatodirobustezza,infunzionedellusoprevistodellacostruzione,in
dividuandogliscenaridirischioeleazionieccezionalirilevantiaifinidellasuaprogettazione,secondoquantoindicatoal2.2.5.
Perlecostruzioniincuisianecessariolimitareilrischiodincendioperlasalvaguardiadellindividuoedellacollettivit,nonch
delleproprietlimitrofeedeibenidirettamenteespostialfuoco,devonoessereeseguiteverifichespecifichedellivellodipresta
zionestrutturaleantincendio.
Lestrutturedevonoesserealtresverificateneiconfrontidelleesplosioniedegliurtiperverosimiliscenaridirischioosurichie
stadelcommittente.
Leazionieccezionaliconsideratenelprogettosarannocombinateconlealtreazionimediantelaregoladicombinazioneeccezio
naledicuial2.5.3.

3.6.1. INCENDIO

3.6.1.1 DEFINIZIONI
Perincendio,siintendelacombustioneautoalimentataedincontrollatadimaterialicombustibilipresentiinuncompartimento.
Aifinidellapresentenormasifariferimentoadunincendioconvenzionalediprogettodefinitoattraversounacurvadiincendioche
rappresenta landamento, in funzione del tempo, della temperatura media dei gas di combustione nellintorno della superficie
deglielementistrutturali.
Lacurvadiincendiodiprogettopuessere:
nominale: curvaadottataperlaclassificazionedellecostruzionieperleverifichediresistenzaalfuocoditipoconvenzionale;
naturale: curvadeterminatainbaseamodellidincendioeaparametrifisicichedefinisconolevariabilidistatoallinternodel
compartimento.
Lacapacitdicompartimentazioneincasodiincendiolattitudinediunelementocostruttivoaconservare,sottolazionedelfuoco,
oltreallapropriastabilit,unsufficienteisolamentotermicoedunasufficientetenutaaifumiedaigascaldidellacombustione,
nonchtuttelealtreprestazioniserichieste.
Lacapacitportanteincasodiincendiolattitudinediunastruttura,diunapartedellastrutturaodiunelementostrutturaleacon
servareunasufficienteresistenzameccanicasottolazionedelfuococonriferimentoallealtreazioniagenti.
La resistenza al fuoco riguarda la capacit portante in caso di incendio per una struttura, per una parte della struttura o per un
elementostrutturalenonchlacapacitdicompartimentazionerispettoallincendioperglielementidiseparazionesiastrutturali,
comemuriesolai,sianonstrutturali,comeporteetramezzi.
Per compartimento antincendio si intende una parte della costruzione delimitata da elementi costruttivi idonei a garantire, sotto
lazionedelfuocoeperundatointervalloditempo,lacapacitdicompartimentazione.
Percaricodiincendiosiintendeilpotenzialetermiconettodellatotalitdeimaterialicombustibilicontenutiinunospazio,corretto
inbaseaiparametriindicatividellapartecipazioneallacombustionedeisingolimateriali.
Percaricodincendiospecificosiintendeilcaricodiincendioriferitoallunitdisuperficielorda.
Percaricodiincendiospecificodiprogettosiintendeilcaricodiincendiospecificocorrettoinbaseaiparametriindicatoridelrischio
diincendiodelcompartimentoedeifattorirelativiallemisurediprotezionepresenti.
Ivaloridelcaricodincendiospecificodiprogetto(qf,d)sonodeterminatimediantelarelazione:
qf,d=qfq1q2n 3.6.1
dove:
qf ilvalorenominaledelcaricodincendio[MJ/m2].
q11,00 unfattorechetienecontodelrischiodiincendioinrelazione
allasuperficiedelcompartimento
q20,80 unfattorechetienecontodelrischiodiincendioinrelazione
altipodiattivitsvoltanelcompartimento
10
unfattorechetienecontodelledifferentimisurediprotezione
n ni 0,20
i 1
dallincendio (sistemi automatici di estinzione, rivelatori, rete
idranti,squadreantincendio,ecc.)

Qualoranelcompartimentosianopresentielevatedissimmetrienelladistribuzionedeimaterialicombustibiliilvalorenominale
qfdelcaricodincendiocalcolatoancheconriferimentoalleffettivadistribuzionedellostesso.Perdistribuzionimoltoconcen
tratedelmaterialecombustibilesipufareriferimentoallincendiolocalizzato,valutando,inognicaso,sesihannolecondizioni
perlosviluppodiunincendiogeneralizzato.Leindicazioniperilcalcolodelcaricodiincendiospecificodiprogettosonofornite
neldecretodelMinistrodellInterno9marzo2007ess.mm.ii.
AZIONI SULLE COSTRUZIONI 33
Perincendiolocalizzatodeveintendersiunfocolaiodincendiocheinteressaunazonalimitatadelcompartimentoantincendio,con
sviluppodicaloreconcentratoinprossimitdeglielementistrutturalipostisuperiormentealfocolaiooimmediatamenteadiacen
ti.
Nelcasodipresenzadielementistrutturaliligneipossibileconsideraresolounaquotapartedellorocontributoalladetermina
zionedelcaricodiincendio,dadefinireconriferimentoariconosciutenormativeodocumentidicomprovatavalidit.

3.6.1.2 RICHIESTEDIPRESTAZIONE
Leprestazionirichiesteallestrutturediunacostruzione,infunzionedegliobiettividefinitial2.2.3,sonoindividuateintermini
dilivellonellaTab.3.5.IV.

Tab.3.5.IVLivellidiprestazioneincasodiincendi
Nessunrequisitospecificodiresistenzaalfuocodoveleconseguenzedelcollas
LivelloI
sodellestrutturesianoaccettabiliodoveilrischiodiincendiosiatrascurabile;
Mantenimentodeirequisitidiresistenzaalfuocodellestruttureperunperiodo
LivelloII sufficienteagarantirelevacuazionedeglioccupantiinluogosicuroallesterno
dellacostruzione;
Mantenimentodeirequisitidiresistenzaalfuocodellestruttureperunperiodo
LivelloIII
congruoconlagestionedellemergenza;
Requisiti di resistenza al fuoco delle strutture per garantire, dopo la fine
LivelloIV
dellincendio,unlimitatodanneggiamentodellestrutturestesse;
Requisiti di resistenza al fuoco delle strutture per garantire, dopo la fine
LivelloV
dellincendio,ilmantenimentodellatotalefunzionalitdellestrutturestesse.

Ilivellidiprestazionecomportanoclassidiresistenzaalfuoco,dastabilireperidiversitipidicostruzioni.Inparticolare,perle
costruzioninellequalisisvolgonoattivitsoggettealcontrollodelCorpoNazionaledeiVigilidelFuoco,ovverodisciplinateda
specificheregoletecnichediprevenzioneincendi,ilivellidiprestazioneeleconnesseclassidiresistenzaalfuocosonostabiliti
dalledisposizioniemanatedalMinisterodellInternoaisensidelD.Lgs.8marzo2006,n.139esuccessivemodificazionieinte
grazioni.
Ilivellidiprestazioneeleconnesseclassidiresistenzaalfuocosonoindividuatiinrelazionealladestinazionedusodelledificio,
altipoealquantitativodimaterialecombustibileinessopresente,allasuaestensione/altezza,almassimoaffollamentoipotizza
bileeallemisurediprotezioneantincendiopresentinellopera.

3.6.1.3 CLASSIDIRESISTENZAALFUOCO
Leclassidiresistenzaalfuocosono:15,20,30,45,60,90,120,180,240e360;esseesprimonoiltempo,inminutiprimi,duranteil
qualelaresistenzaalfuocodeveesseregarantita.
Leclassidiresistenzaalfuocosonoriferiteallincendioconvenzionalerappresentatodallecurvediincendionominali.

3.6.1.4 CRITERIDIPROGETTAZIONE
Laprogettazionedellestruttureincondizionidiincendiodevegarantireilraggiungimentodelleprestazioniindicateal3.6.1.2.
Lasicurezzadelsistemastrutturaleincasodiincendiosideterminasullabasedellaresistenzaalfuocodeisingolielementistrut
turali,diporzionidistrutturaodellinterosistemacostruttivo.

3.6.1.5 PROCEDURADIANALISIDELLARESISTENZAALFUOCO

Lanalisidellaresistenzaalfuocopuesserecosarticolata:
individuazionedellincendiodiprogettoappropriatoallacostruzioneinesame;
analisidellaevoluzionedellatemperaturaallinternodeglielementistrutturali;
analisidelcomportamentomeccanicodellestruttureespostealfuoco;
verifichedisicurezza.

3.6.1.5.1 Incendiodiprogetto
Secondolincendioconvenzionalediprogettoadottato,landamentodelletemperaturevienevalutatoconriferimentoaunadelle
dueseguenticondizioni:
curvanominaledincendio,daindividuaretraquelleindicatesuccessivamente,perlintervalloditempodiesposizionepari
allaclassediresistenzaalfuocoprevista,senzaalcunafasediraffreddamento,
curvanaturaledincendio,daindividuaretenendocontodellinteraduratadellostesso,compresalafasediraffreddamentofi
noalritornoallatemperaturaambiente.
Nelcasodiincendiodimaterialicombustibiliprevalentementedinaturacellulosica,lacurvadiincendionominalediriferimento
lacurvadiincendionominalestandarddefinitacomesegue:
34 CAPITOLO 3

g 20 345 log10 (8t 1) C 3.6.2


doveglatemperaturadeigascaldi,espressainC,etiltempoespressoinminutiprimi.
Nelcasodiincendidiquantitrilevantidiidrocarburioaltresostanzeconequivalentevelocitdirilasciotermico,lacurvadiin
cendionominalestandardpuesseresostituitaconlacurvanominaledegliidrocarburiseguente:
g 1080 (1 0,325 e 0,167 t 0,675 e 2,5 t ) 20 C 3.6.3
Nelcasodiincendisviluppatisiallinternodelcompartimento,machecoinvolgonostruttureposteallesterno,perquesteultimela
curvadiincendionominalestandardpuesseresostituitaconlacurvanominaleesternaseguente:
g 660 (1 0,687 e 0,32 t 0,313 e 3,8 t ) 20 C 3.6.4
Gliincendiconvenzionalidiprogettovengonogeneralmenteapplicatiaduncompartimentodelledificioallavolta.
Sonoammessealtresspecifichecurvenominali,perdescrivereparticolariscenaridiincendio(tunnelcurve,slowheatingcurve,
ecc.),purchdicomprovatavalidit.

3.6.1.5.2 Analisidellevoluzionedellatemperatura
Ilcampotermicoallinternodeicomponentidellastrutturavienevalutatorisolvendoilcorrispondenteproblemadipropagazione
delcalore,tenendocontodeltrasferimentodicaloreperirraggiamentoeconvezionedaigasdicombustioneallasuperficieesterna
deglielementieconsiderandoleventualepresenzadimaterialiprotettivi.

3.6.1.5.3 Analisidelcomportamentomeccanico
Ilcomportamentomeccanicodellastrutturavieneanalizzatotenendocontodellariduzionedellaresistenzameccanicadeicom
ponentidovutaaldanneggiamentodeimaterialipereffettodellaumentoditemperatura.
Lanalisi del comportamento meccanico deve essere effettuata per lo stesso periodo di tempo impiegato nellanalisi
dellevoluzionedellatemperatura.
Sidevetenercontodellapresenzadelleazionipermanentiediquelleazionivariabilicheagisconocontemporaneamenteallincendio
secondolacombinazioneeccezionale.
Nonsiprendeinconsiderazionelapossibilitdiconcomitanzadellincendioconaltreazionieccezionalieconleazionisismiche.
Sidevetenerconto,ovenecessario,deglieffettidellesollecitazioniindirettedovutealledilatazionitermichecontrastate,adecce
zionedeiseguenticasi:
riconoscibileaprioricheessesonotrascurabiliofavorevoli;
sonoimplicitamentetenuteincontoneimodellisemplificatieconservatividicomportamentostrutturaleincondizionidiin
cendio.
Lesollecitazioniindirette,dovuteaglielementistrutturaliadiacentiaquellopresoinesame,possonoesseretrascuratequandoi
requisitidisicurezzaallincendiosonovalutatiinriferimentoallacurvanominaledincendioealleclassidiresistenzaalfuoco.

3.6.1.5.4 Verifichedisicurezza
Laverificadellaresistenzaalfuocovieneeseguitacontrollandochelaresistenzameccanicavengamantenutaperiltempocorri
spondenteallaclassediresistenzaalfuocodellastrutturaconriferimentoallacurvanominalediincendio.
Nelcasoincuisifacciariferimentoaunacurvanaturaledincendio,leanalisieleverifichedevonoessereesteseallinteradurata
dellincendio,inclusalafasediraffreddamento.
FermorestandoilrispettodelledisposizionilegislativeemanateaisensidelD.Lgs.139/2006,nelcasoincuiirequisitidiresisten
zaalfuocodellestrutturedebbanoesseremantenutiperunperiodolimitato(adesempio,livellodiprestazioneIIdiTab.3.5.IV),
laverificadellacapacitportantedellestrutturepotresserelimitataauntempodiesposizioneallincendionaturalecongruente
conillivellodiprestazionescelto.

3.6.2. ESPLOSIONI

3.6.2.1 GENERALIT
Glieffettidelleesplosionipossonoesseretenutiincontonellaprogettazionediquellecostruzioniincuipossonopresentarsimi
sceleesplosivedipolveriogasinariaoincuisonocontenutimaterialiesplosivi.
Sonoesclusedaquestocapitololeazioniderivantidaesplosionichesiverificanoallesternodellacostruzione.

3.6.2.2 CLASSIFICAZIONEDELLEAZIONIDOVUTEALLEESPLOSIONI
Leazionidiprogettodovutealleesplosionisonoclassificate,sullabasedeglieffettichepossonoprodurresullecostruzioni,intre
categorie,comeindicateinTab.3.6.I.

Tab.3.6.ICategoriediazionedovutealleesplosioni
Categoriadiazione Possibilieffetti
AZIONI SULLE COSTRUZIONI 35
1 Effettitrascurabilisullestrutture
2 Effettilocalizzatisupartedellestrutture
3 Effettigeneralizzatisullestrutture

3.6.2.3 MODELLAZIONEDELLEAZIONIDOVUTEALLEESPLOSIONI
Leesplosioniesercitanosullecostruzioniondedipressione.Perlecostruzioniusuali,ammessochetaliondedipressionesiano
convenzionalmentericondotteadistribuzionidipressionistaticheequivalenti,purchcomprovatedamodelliteoriciadeguati.
PeresplosionidiCategoria1nonrichiestoalcuntipodiverifica.
PeresplosionidiCategoria2,ovenegliambientiarischiodiesplosionesianopresentiidoneipannellidisfogo,sipuutilizzarela
pressionestaticaequivalentenominale,espressainkN/m,datadalvaloremaggiorefraquellifornitidalleespressioni:
pd 3 pv 3.6.5a
p d 3 p v / 2 0,04 / ( A v / V) 2
3.6.5b
dove:
pv lapressionestaticauniformementedistribuitaincorrispondenzadellaqualeleaperturedisfogocedono,inkN/m2
Av lareadelleaperturedisfogo,inm
V ilvolumedellambiente,inm
Ilrapportofralareadeicomponentidisfogoeilvolumedaproteggeredevesoddisfarelarelazione:

0,05 m 1 A V / V 0,15 m 1 . 3.6.6

Questeespressionisonovalideinambientioinzonediedificiilcuivolumetotalenonsuperi1.000m.
Lapressionedovutaallesplosioneintesaagiresimultaneamentesututteleparetidellambienteodelgruppodiambienticon
siderati.
Comunque,tuttiglielementichiaveeleloroconnessionidevonoessereprogettatipersopportareunapressionestaticaequiva
lenteconvalorediprogettopd=20kN/m,applicatadaognidirezione,insiemeconlareazionechecisiattendevengatrasmessa
direttamente alle membrature dellelemento chiave da ogni elemento costruttivo, ad esso collegato, altres soggetto alla stessa
pressione.
PeresplosionidiCategoria3devonoessereeffettuatistudipiapprofonditi.

3.6.2.4 CRITERIDIPROGETTAZIONE
Sonoconsideratiaccettabiliidanneggiamentilocalizzati,anchegravi,dovutiadesplosioni,acondizionechecinonespongaal
pericololinterastrutturaochelacapacitportantesiamantenutaperuntemposufficienteaffinchsianopreselenecessariemi
surediemergenza.
Possonoessereadottate,nellaprogettazione,opportunemisurediprotezionequali:
laintroduzionedisuperficiingradodicollassaresottosovrappressioniprestabilite;
laintroduzionedigiuntistrutturalialloscopodiseparareporzionidiedificioarischiodiesplosionedaaltre;
laprevenzionedicrollisignificativiinconseguenzadicedimentistrutturalilocalizzati.

3.6.3. URTI

3.6.3.1 GENERALIT
Nelseguitovengonodefiniteleazionidovutea:
urtidatrafficoveicolare;
urtidatrafficoferroviario;
urtidaimbarcazioniedaeromobili.
Nonvengonopreseinesameleazionieccezionalidovuteafenomeninaturali,comelacadutadirocce,lefraneolevalanghe.

3.6.3.2 CLASSIFICAZIONEDELLEAZIONIDOVUTEAGLIURTI
Leazionidiprogettodovuteagliurtisonoclassificate,sullabasedeglieffettichepossonoprodurresullecostruzioni,intrecate
gorie,comeindicatonellaTab.3.6.II.

Tab.3.6.IICategoriediazione
Categoriadiazione Possibilieffetti
1 Effettitrascurabilisullestrutture
2 Effettilocalizzatisupartedellestrutture
3 Effettigeneralizzatisullestrutture

36 CAPITOLO 3
Le azioni dovute agli urti devono essere applicate a quegli elementi strutturali, o ai loro sistemi di protezione, per i quali le
relativeconseguenzeappartengonoallecategorie2e3.

3.6.3.3 URTIDATRAFFICOVEICOLARE

3.6.3.3.1 Trafficoveicolaresottopontioaltrestrutture
Le azioni da urto hanno direzione parallela a quella del moto del veicolo al momento dellimpatto. Nelle verifiche si possono
considerare,nonsimultaneamente,dueazioninelledirezioniparallela(Fd,x) eortogonale(Fd,y) alladirezionedimarcianormale,
con
Fd , y 0,50Fd , x 3.6.7
In assenza di determinazioni pi accurate e trascurando la capacit dissipativa della struttura, si possono adottare le forze
staticheequivalentiriportateinTab.3.6.III.

Tab.3.6.IIIForzestaticheequivalentiagliurtidiveicoli
Forza
Tipodistrada Tipodiveicolo
Fd,x[kN]
Autostrade,strade
1000
extraurbane
Stradelocali 750
Stradeurbane 500
Automobili 50
Areediparcheggioe
Veicoli destinati al trasporto di merci, aventi massa
autorimesse 150
massimasuperiorea3,5t

Perurtidiautomobilisumembratureverticali,laforzarisultantedicollisioneFdeveessereapplicatasullastruttura0,5maldi
sopradellasuperficiedimarcia.Lareadiapplicazionedellaforzaparia0,25m(inaltezza)perilvalorepipiccolotra1,50me
lalarghezzadellamembratura(inlarghezza).
Perurtisullemembratureverticali,laforzarisultantedicollisioneFdeveessereapplicatasullastruttura1,25maldisopradella
superficiedimarcia.Lareadiapplicazionedellaforzaparia0,5m(inaltezza)perilvalorepipiccolotra1,50melalarghezza
dellamembratura(inlarghezza).
Nelcasodiurtisuelementistrutturaliorizzontalialdisopradellastrada,laforzarisultantedicollisioneFdautilizzareperleve
rifichedellequilibriostaticoodellaresistenzaodellacapacitdideformazionedeglielementistrutturalidatada:
F=rFd,x 3.6.8
doveilfattorerpariad1,0peraltezzedelsottoviafinoa5m,decrescelinearmenteda1,0a0peraltezzecompresefra5e6m
edparia0peraltezzesuperioria6m.LaforzaFapplicatasullesuperficiverticali(prospettodellelementostrutturale).
SullintradossodellelementostrutturalesidevonoconsiderareglistessicarichidaurtoFdicuisopra,conuninclinazionerispet
toallorizzontaledi10versolalto.
Lareadiapplicazionedellaforzaassuntaparia0,25per0,25m.
Nellecostruzionidovesonopresenticonregolaritcarrellielevatorisipuconsiderareequivalenteagliurtiaccidentaliunazione
orizzontalestatica,applicataallaltezzadi0,75mdalpianodicalpestio,paria
F=5W 3.6.9
essendoWilpesocomplessivodelcarrelloelevatoreedelmassimocaricotrasportabile.

3.6.3.3.2 Trafficoveicolaresopraiponti
Inassenzadispecificheprescrizioni,nelprogettostrutturaledeipontisiputenercontodelleforzecausatedacollisioniacciden
talisuglielementidisicurezzaattraversounaforzaorizzontaleequivalentedicollisioneparia100kN.Essarappresentaleffetto
dellimpattodatrasmettereaivincoliedeveessereconsiderataagentetrasversalmenteedorizzontalmente100mmsottolasom
mitdellelementoo1,0msopraillivellodelpianodimarcia,asecondadiqualevaloresiapipiccolo.
Leazionidaconsiderarenelleverifichelocalidellimpalcatodovrannoesseredefiniteinaccordoal5.1.3.10.
Leforzedicollisionedaveicolisuglielementistrutturalieventualmentepresentialdisopradellivellodicarreggiatasonoquelle
specificatenel3.6.3.3.1

3.6.3.4 URTIDATRAFFICOFERROVIARIO
Al verificarsi di un deragliamento pu esservi il rischio di collisione fra i veicoli deragliati e le strutture adiacenti la ferrovia.
Questeultimedovrannoessereprogettateinmododaresisterealleazioniconseguentiadunataleevenienza.
Detteazionidevonodeterminarsisullabasediunaspecificaanalisidirischio,tenendocontodellapresenzadieventualielementi
protettivi o sacrificali (respingenti) ovvero di condizioni di impianto che possano ridurre il rischio di accadimento dellevento
(marciapiedi,controrotaie,ecc.).Questeazioninonsiapplicanosuisostegniditettoieodipensilinediimpiantiferroviari.
AZIONI SULLE COSTRUZIONI 37
Inmancanzadispecificheanalisidirischiopossonoassumersileseguentiazionistaticheequivalenti,infunzionedelladistanzad
deglielementiespostidallassedelbinario:
perd5m:
4000kNindirezioneparallelaalladirezionedimarciadeiconvogliferroviari;
1500kNindirezioneperpendicolarealladirezionedimarciadeiconvogliferroviari;
per5m<d15m:
2000kNindirezioneparallelaalladirezionedimarciadeiconvogliferroviari;
750kNindirezioneperpendicolarealladirezionedimarciadeiconvogliferroviari;
perd>15mpariazeroinentrambeledirezioni.
Questeforzedovrannoessereapplicatea1,80mdalpianodelferroenondovrannoessereconsiderateagentisimultaneamente.

3.6.3.5 URTIDIIMBARCAZIONIEDAEROMOBILI
Le azioni derivanti da urti di imbarcazionied aeromobilivanno valutate sulla base delle indicazioni riportate in documenti di
comprovatavalidit,dicuialCap.12.

38 CAPITOLO 3

CAPITOLO 4.
COSTRUZIONICIVILIEINDUSTRIALI

40 CAPITOLO4

4.1. COSTRUZIONI DI CALCESTRUZZO


Formanooggettodellepresentinormelestrutturedi:
calcestruzzoarmatonormale(cementoarmato)
calcestruzzoarmatoprecompresso(cementoarmatoprecompresso)
calcestruzzoabassapercentualediarmaturaononarmato
conriferimentoacalcestruzzidipesonormaleeconesclusionediquelleopereperlequalivigeunaregolamentazioneappositaa
carattereparticolare.
Al4.1.12sonodateinoltrelenormeintegrativeperlestruttureincalcestruzzodiinerteleggero.
Nelseguitosiintendonopercalcestruzziordinariicalcestruzziconformialpresente4.1edal11.2,conesclusionedeicalce
struzzidiaggregatileggeri(LC),dicuial4.1.12,ediquellifibrorinforzati(FRC),dicuial11.2.12.
Aifinidellavalutazionedelcomportamentoedellaresistenzadellestruttureincalcestruzzo,questovienetitolatoedidentificato
mediantelaclassediresistenzacontraddistintadaivaloricaratteristicidelleresistenzecilindricaecubicaacompressioneunias
siale,misuraterispettivamentesuprovinicilindrici(oprismatici)ecubici,espressainMPa(11.2).
PerleclassidiresistenzanormalizzatepercalcestruzzonormalesipufareutileriferimentoaquantoindicatonellenormeUNI
EN206enellaUNI11104.
SullabasedelladenominazionenormalizzatavengonodefiniteleclassidiresistenzadellaTab.4.1.I.

Tab.4.1.IClassidiresistenza
Classediresistenza
C8/10
C12/15
C16/20
C20/25
C25/30
C30/37
C35/45
C40/50
C45/55
C50/60
C55/67
C60/75
C70/85
C80/95
C90/105

OltrealleclassidiresistenzariportateinTab.4.1.IsipossonoprendereinconsiderazioneleclassidiresistenzagiinusoC28/35e
C32/40.
IcalcestruzzidellediverseclassidiresistenzatrovanoimpiegosecondoquantoriportatonellaTab.4.1.II,fattisalviilimitideri
vantidalrispettodelladurabilit.
PerclassidiresistenzasuperioreaC70/85sirinviaalcasoC)del11.1.
PerleclassidiresistenzasuperioriaC45/55,laresistenzacaratteristicaetuttelegrandezzemeccanicheefisichechehannoin
fluenza sulla resistenza e durabilit del conglomerato devono essere accertate prima dellinizio dei lavori tramite unapposita
sperimentazionepreventivaelaproduzionedeveseguirespecificheprocedureperilcontrollodiqualit.

Tab.4.1.IIImpiegodellediverseclassidiresistenza
Strutturedidestinazione Classediresistenzaminima
Perstrutturenonarmateoabassapercentualediarmatura(4.1.11) C8/10
Perstrutturesemplicementearmate C16/20
Perstruttureprecompresse C28/35

4.1.1. VALUTAZIONE DELLA SICUREZZA E METODI DI ANALISI


LavalutazionedellasicurezzavacondottasecondoiprincipifondamentaliedimetodiprecisatialCapitolo2.
Inparticolareperlanalisistrutturale,voltaallavalutazionedeglieffettidelleazioni,sipotrannoadottareimetodiseguenti:
a) analisielasticalineare;
b) analisiplastica;
c) analisinonlineare.
COSTRUZIONICIVILIEINDUSTRIALI 41

Quandorilevante,neidiversimetodidianalisisopracitativannoconsideratiglieffettidelsecondoordine(4.1.1.4).
Leanalisiglobalihannoloscopodistabilireladistribuzionedelleforzeinterne,delletensioni,delledeformazioniedeglisposta
mentinellinterastrutturaoinunapartediessa.
Analisilocalipossonoesserenecessarienellezonesingolariqualiquelleposte:
inprossimitdegliappoggi;
incorrispondenzadicarichiconcentrati;
alleintersezionitravicolonne;
nellezonediancoraggio;
incorrispondenzadivariazionidellasezionetrasversale.

4.1.1.1 ANALISIELASTICALINEARE
Lanalisielasticalinearepuessereusatapervalutareglieffettidelleazionisiaperglistatilimitedieserciziosiaperglistatilimi
teultimi.
Perladeterminazionedeglieffettidelleazioni,leanalisisarannoeffettuateassumendo:
sezioniinteramentereagenticonrigidezzevalutateriferendosialsolocalcestruzzo;
relazionitensionedeformazionelineari;
valorimedidelmodulodelasticit.
Perladeterminazionedeglieffettidelledeformazionitermiche,deglieventualicedimentiedelritiro,leanalisisarannoeffettuate
assumendo:
per gli stati limite ultimi, rigidezze ridotte valutate ipotizzando che le sezioni siano fessurate (in assenza di valutazioni pi
preciselarigidezzadellesezionifessuratepotressereassuntapariallametdellarigidezzadellesezioniinteramentereagen
ti);
perglistatilimitediesercizio,rigidezzeintermedietraquelledellesezioniinteramentereagentiequelledellesezionifessura
te.
Per le sole verifiche agli stati limite ultimi, i risultati dellanalisi elastica possono essere modificati con una ridistribuzione dei
momenti,nelrispettodellequilibrioedellecapacitdirotazioneplasticadellesezionidovesilocalizzalaridistribuzione.Inpar
ticolarelaridistribuzionenonammessaperipilastrieperinodideitelai,consentitaperletravicontinue,letraviditelaiin
cuipossonoesseretrascuratiglieffettidelsecondoordineelesolette,acondizionechelesollecitazionidiflessionesianopreva
lentiedirapportitralelucidicampatecontiguesianocompresinellintervallo0,52,0.
Perletravielesolettechesoddisfanolecondizionidette,laridistribuzionedeimomentiflettentipueffettuarsisenzaesplicite
verifiche in merito alla duttilit delle membrature, purch il rapporto tra il momento dopo la ridistribuzione ed il momento
primadellaridistribuzionerisulti10,70.
Ivaloridisiricavanodalleespressioni:
0,44+1,25(0,6+0,0014/cu)x/d perfck50MPa [4.1.1]
0,54+1,25(0,6+0,0014/cu)x/d perfck>50MPa [4.1.2]
dovexlaltezzadellazonacompressa dopolaridistribuzione,dlaltezzautiledellasezione(Fig.4.1.4)edcudefinitain
4.1.2.1.2.1.
Perletravicontinue,letraviditelaiincuipossonoesseretrascuratiglieffettidelsecondoordineelesolette,ilrapportox/dnelle
sezionicritichenondevecomunquesuperareilvalore0,45perfck50MPae0,35perfck>50MPa.

4.1.1.2 ANALISIPLASTICA
Lanalisiplasticapuessereusatapervalutareglieffettidiazionistaticheeperisolistatilimiteultimi.
Almaterialesipuattribuireundiagrammatensionideformazionirigidoplasticoverificandocheladuttilitdellesezionidove
silocalizzanoleplasticizzazionisiasufficienteagarantirelaformazionedelmeccanismoprevisto.
Nellanalisisitrascuranoglieffettidiprecedentiapplicazionidelcaricoesiassumeunincrementomonotonodellintensitdelle
azionielacostanzadelrapportotralelorointensitcosdapervenireadununicomoltiplicatoredicollasso.Lanalisipuessere
delprimoodelsecondoordine.

4.1.1.3 ANALISINONLINEARE
Lanalisinonlinearepuessereusatapervalutareglieffettidiazionistaticheedinamiche,siaperglistatilimitediesercizio,sia
perglistatilimiteultimi,acondizionechesianosoddisfattilequilibrioelacongruenza.
Almaterialesipuattribuireundiagrammatensionideformazionichenerappresentiadeguatamente ilcomportamentoreale,
verificandochelesezionidovesilocalizzanoleplasticizzazionisianoingradodisopportareallostatolimiteultimotuttelede
formazioninonelastichederivantidallanalisi,tenendoinappropriataconsiderazioneleincertezze.
42 CAPITOLO4

Nellanalisisitrascuranoglieffettidiprecedentiapplicazionidelcaricoesiassumeunincrementomonotonodellintensitdelle
azionielacostanzadelrapportotralelorointensit.Lanalisipuesseredelprimoodelsecondoordine.

4.1.1.4 EFFETTIDELLEDEFORMAZIONI
Ingenerale,possibileeffettuare:
lanalisidelprimoordine,imponendolequilibriosullaconfigurazioneinizialedellastruttura,
lanalisidelsecondoordine,imponendolequilibriosullaconfigurazionedeformatadellastruttura.
Lanalisiglobalepucondursiconlateoriadelprimoordineneicasiincuipossanoritenersitrascurabiliglieffettidelledeforma
zionisullentitdellesollecitazioni,suifenomenidiinstabilitesuqualsiasialtrorilevanteparametrodirispostadellastruttura.
Glieffettidelsecondoordinepossonoesseretrascuratisesonoinferiorial10%deicorrispondentieffettidelprimoordine,ovvero
sesonorispettatelecondizionidicuial4.1.2.3.9.2.

4.1.2. VERIFICHE DEGLI STATI LIMITE

4.1.2.1 MATERIALI

4.1.2.1.1 Resistenzediprogettodeimateriali

4.1.2.1.1.1 Resistenzadiprogettoacompressionedelcalcestruzzo
Perilcalcestruzzolaresistenzadiprogettoacompressione,fcd,:
fcd=ccfck/c [4.1.3]
dove:
cc ilcoefficienteriduttivoperleresistenzedilungadurata;
c ilcoefficienteparzialedisicurezzarelativoalcalcestruzzo;
fck laresistenzacaratteristicacilindricaacompressionedelcalcestruzzoa28giorni.
Ilcoefficientecpariad1,5.
Ilcoefficienteccparia0,85.
Nelcasodielementipiani(solette,pareti,)gettatiinoperaconcalcestruzziordinarieconspessoriminoridi50mm,laresi
stenzadiprogettoacompressionevaridottaa0,80fcd.
Ilcoefficientecpuessereridottoda1,5a1,4perproduzionicontinuativedielementiostrutture,soggetteacontrollocontinua
tivodelcalcestruzzodalqualerisultiuncoefficientedivariazione(rapportotrascartoquadraticomedioevalormedio)dellaresi
stenzanonsuperioreal10%.Lesuddetteproduzionidevonoessereinseriteinunsistemadiqualitdicuial11.8.3.

4.1.2.1.1.2 Resistenzadiprogettoatrazionedelcalcestruzzo
Laresistenzadiprogettoatrazione,fctd,vale:
fctd=fctk/c [4.1.4]
dove:
c ilcoefficienteparzialedisicurezzarelativoalcalcestruzzogidefinitoal4.1.2.1.1.1;
fctk laresistenzacaratteristicaatrazionedelcalcestruzzo(11.2.10.2).
Ilcoefficientecassumeilvalore1,5.
Nelcasodielementipiani(solette,pareti,)gettatiinoperaconcalcestruzziordinarieconspessoriminoridi50mm,laresi
stenzadiprogettoatrazionevaridottaa0,80fctd.
Ilcoefficientecpuessereridotto,da1,5a1,4neicasispecificatial4.1.2.1.1.1.

4.1.2.1.1.3 Resistenzadiprogettodellacciaio
Laresistenzadiprogettodellacciaiofydriferitaallatensionedisnervamentoedilsuovaloredatoda:
fyd=fyk/s [4.1.5]
dove:
s ilcoefficienteparzialedisicurezzarelativoallacciaio;

fyk perarmaturaordinarialatensionecaratteristicadisnervamentodellacciaio(11.3.2),perarmaturedaprecompressionela
tensioneconvenzionalecaratteristicadisnervamentodata,asecondadeltipodiprodotto,dafpyk (barre),fp(0,1)k (fili),fp(1)k (tre
folietrecce);sivedainpropositolaTab.11.3.VIII.
Ilcoefficientesassumesempre,pertuttiitipidiacciaio,ilvalore1,15.

4.1.2.1.1.4 Tensionetangenzialediaderenzaacciaiocalcestruzzo
Laresistenzatangenzialediaderenzadiprogettofbdvale:
COSTRUZIONICIVILIEINDUSTRIALI 43

f bd f bk / c [4.1.6]
dove:
c ilcoefficienteparzialedisicurezzarelativoalcalcestruzzo,paria1,5;
fbk laresistenzatangenzialecaratteristicadiaderenzadatada:
f bk 2,25 1 2 f ctk [4.1.7]
incui
1=1,0incondizionidibuonaaderenza;
1=0,7incondizionidinonbuonaaderenza,qualineicasidiarmaturemoltoaddensate,ancoraggiinzonatesa,ancoraggiinzo
nesuperioridigetto,inelementistrutturalirealizzaticoncasseformescorrevoli,amenochenonsiadottinoidoneiprovvedi
menti;
2=1,0perbarredidiametro32mm
2=(132)/100perbarredidiametrosuperiore
Lalunghezzadiancoraggiodiprogettoelalunghezzadisovrapposizionesonoinfluenzatedallaformadellebarre,dalcoprifer
ro,dalleffettodiconfinamentodellarmaturatrasversale,dallapresenzadibarretrasversalisaldate,dallapressionetrasversale
lungolalunghezzadiancoraggioedallapercentualediarmaturasovrappostarispettoallarmaturatotale.Perleregoledidetta
gliodaadottaresipotrfareutileriferimentoallasezione8diUNIEN199211:2005.

4.1.2.1.2 Diagrammidiprogettodeimateriali

4.1.2.1.2.1 Diagrammidiprogettotensionedeformazionedelcalcestruzzo
Perildiagrammatensionedeformazionedelcalcestruzzopossibileadottareopportunimodellirappresentatividelrealecom
portamentodelmateriale,definitiinbaseallaresistenzadiprogettofcdealladeformazioneultimadiprogettocu.


f cd f cd f cd

c2 cu c3 cu c4 cu
(a) (b) (c)
Fig.4.1.1Modelliperilcalcestruzzo

InFig.4.1.1sonorappresentatiimodelliperilcalcestruzzo:
(a)parabolarettangolo;(b)triangolorettangolo;(c)rettangolo(stressblock).
Inparticolare,perleclassidiresistenzaparioinferioreaC50/60sipuporre:
c2=0,20% cu=0,35%
c3=0,175% c4=0,07%
PerleclassidiresistenzasuperioreaC50/60sipuporre:
0,53
c2=0,20%+0,0085%(fck50) cu=0,26%+3,5%[(90fck)/100]4
c3=0,175%+0,055%[(fck50)/40] c4=0,2cu
purchsiadottinoopportunelimitazioniquandosiusailmodello(c).
Persezioniopartidisezionisoggetteadistribuzioniditensionedicompressioneapprossimativamenteuniformi,siassumeper
ladeformazioneultimadiprogettoilvalorec2anzichcu.

Calcestruzzoconfinato
Per il diagramma tensionedeformazione del calcestruzzo confinato possibile adottare opportuni modelli rappresentativi del
realecomportamentodelmaterialeinstatotriassiale.Questimodellipossonoessereadottatinelcalcolosiadellaresistenzaultima
siadelladuttilitdellesezioniedevonoessereapplicatiallesolezoneconfinatedellasezione.
Ilconfinamentodelcalcestruzzonormalmentegeneratodastaffechiuseelegatureinterne,chepossonoraggiungerelatensione
disnervamentoacausadelladilatazionelateraledelcalcestruzzostessoacuitendonoadopporsi.Ilconfinamentoconsenteal
calcestruzzodiraggiungeretensioniedeformazionipielevatediquellepropriedelcalcestruzzononconfinato.Lealtrecaratte
ristichemeccanichesipossonoconsiderareinalterate.
Inassenzadipiprecisedeterminazionibasatesumodellianaliticidicomprovatavalidit,possibileutilizzarelarelazioneten
sionedeformazionerappresentatainFig.4.1.2(doveledeformazionidicompressionesonoassuntepositive),incuilaresistenza
caratteristicaeledeformazionidelcalcestruzzoconfinatosonovalutatesecondolerelazioniseguenti:
44 CAPITOLO4

f ck,c f ck 1,0 5,0 2 f ck per 2 0,05f ck [4.1.8]

f ck,c f ck 1,125 2,5 2 f ck per 2 0,05f ck [4.1.9]

c2,c c2 f ck,c f ck
2
[4.1.10]

cu 2,c cu 0, 2 2 f ck [4.1.11]

f cd,c cc f ck,c c [4.1.12]

essendo2lapressionelateraleefficacediconfinamentoalloSLVmentrec2edcusonovalutateinaccordoal4.1.2.1.2.1.

fck,c
fck B
fcd,c
C A nonconfinato
A
B C confinato

0 c2 cu c2,c cu2,c c

Fig.4.1.2Modelliperilcalcestruzzoconfinato
Lapressioneefficacediconfinamento2puesseredeterminataattraversolarelazioneseguente:
2 l [4.1.12.a]
doveuncoefficientediefficienza(1),definitocomerapportofrailvolumeVc,effdicalcestruzzoefficacementeconfinatoedil
volume Vc dellelemento di calcestruzzo, depurato da quello delle armature longitudinali (generalmente trascurabile) e l la
pressionediconfinamentoesercitatadallearmaturetrasversali.
Lapressionelateralepuesserevalutata,perognidirezioneprincipaledellasezione,direttamentedaconsiderazionidiequilibrio
sulnucleoconfinato,incorrispondenzadellatensionedisnervamentodellarmaturatrasversale,comediseguitoindicato.
a) Persezionirettangolari
Perleduedirezioniprincipalidellasezionexeyvalgono,rispettivamente,lerelazioni:
Ast , x f yk , st Ast , y f yk , st
l,x ; l , y [4.1.12.b]
by s bx s
doveAst,xeAst,ysonoilquantitativototale(areedellesezioni)diarmaturatrasversaleindirezioneparallela,rispettivamente,alle
direzioniprincipalixey,bxebysonoledimensionidelnucleoconfinatonelledirezionicorrispondenti(conriferimentoallalinea
mediadellestaffe),silpassodellestaffe,fyk,stlatensionecaratteristicadellacciaiodellestaffe.
Lapressionelateraleequivalentelpuesseredeterminataattraversolarelazione:

l l ,x l , y [4.1.12.c]
b) Persezionicircolari
2 Ast f yk ,st
l [4.1.12.d]
D0 s
dove:Astlareadellasezionedellastaffa,D0ildiametrodelnucleoconfinato(conriferimentoallalineamediadellestaffe).
Ilcoefficientediefficienzapuesserevalutatocomeprodottodiunterminerelativoalladisposizionedellearmaturetrasversali
nelpianodellasezioneediunterminerelativoalpassodellestaffe,attraversolarelazione:
n s [4.1.12.e]
con:
a) persezionirettangolari

n 1 b i2 / 6 b x b y [4.1.12.f]
n


s 1 s/ 2 b x 1 s/ 2 b y [4.1.12.g]

dove:nilnumerototaledibarrelongitudinalicontenutelateralmentedastaffeolegature,biladistanzatrabarreconsecutive
contenute.
b) persezionicircolari
COSTRUZIONICIVILIEINDUSTRIALI 45

n 1 [4.1.12.h]


s = 1-s/ 2 D 0 [4.1.12.i]

dove:=2perstaffecircolarisingole,=1perstaffaaspirale.
Nellavalutazionedellacapacitdellasezioneilcontributodelcopriferronondeveessereconsideratonellezoneesternealnucleo
confinatoincuiladeformazionemassimasuperaladeformazioneultimadelcalcestruzzononconfinato.
Nelcasodiutilizzodirinforziappositamenteprogettatiperilconfinamentodeglielementipossibileconsiderareimodellidi
comportamentoriportatiinriferimentitecnicidicomprovatavalidit.

4.1.2.1.2.2 Diagrammidiprogettotensionedeformazionedellacciaio
Perildiagrammatensionedeformazionedellacciaiopossibileadottareopportunimodellirappresentatividelrealecomporta
mentodelmateriale,modellidefinitiinbasealvalorediprogettoud=0,9uk(uk=(Agt)k)delladeformazioneuniformeultima,al
valorediprogettodellatensionedisnervamentofydedalrapportodisovraresistenzak=(ft/fy)k(Tab.11.3.Iab).
InFig.4.1.3sonorappresentatiimodelliperlacciaio:
(a)bilinearefinitoconincrudimento;(b)elasticoperfettamenteplasticoindefinito.


(a) (b)
Fig.4.1.3Modelliperlacciaio

4.1.2.2 STATILIMITEDIESERCIZIO

4.1.2.2.1 Generalit
Sideveverificareilrispettodeiseguentistatilimite:
deformazione,
vibrazione,
fessurazione,
tensionidiesercizio,
faticaperquantoriguardaeventualidannichepossanocompromettereladurabilit,perlaqualesonodefiniteregolespecifi
cheneipuntiseguenti.

4.1.2.2.2 Statolimitedideformazione
Ilimitidideformabilitdevonoesserecongruenticonleprestazionirichiesteallastrutturaancheinrelazionealladestinazione
duso,conriferimentoalleesigenzestatiche,funzionaliedestetiche.
Ivalorilimitedevonoesserecommisuratiaspecificheesigenzeepossonoesserededottidadocumentazionetecnicadicomprova
tavalidit.

4.1.2.2.3 Statolimitepervibrazioni
Quandorichiesto,devonoessereindividuatilimitipervibrazioni:
alfinediassicurareaccettabililivellidibenessere(dalpuntodivistadellesensazionipercepitedagliutenti),
alfinediprevenirepossibilidannineglielementisecondarieneicomponentinonstrutturali,
alfinedievitarepossibilidannichecompromettanoilfunzionamentodimacchineeapparecchiature.

4.1.2.2.4 Statolimitedifessurazione
Inordinediseveritdecrescente,perlacombinazionediazioniprescelta,sidistinguonoiseguentistatilimite:
a) statolimitedidecompressione,nelqualelatensionenormaleovunquedicompressioneedalpiugualea0;
b) statolimitediformazionedellefessure,nelqualelatensionenormaleditrazionenellafibrapisollecitata:
46 CAPITOLO4

fctm
t [4.1.13]
1 ,2
dovefctmdefinitonel11.2.10.2;
c) statolimitediaperturadellefessure,nelqualeilvalorelimitediaperturadellafessuracalcolatoallivelloconsideratopari
adunodeiseguentivalorinominali:
w1=0,2mm w2=0,3mm w3=0,4mm
Lostatolimitedifessurazionedeveesserefissatoinfunzionedellecondizioniambientaliedellasensibilitdellearmaturealla
corrosione,comedescrittonelseguito.

4.1.2.2.4.1 Combinazionidiazioni
Siprendonoinconsiderazioneleseguenticombinazioni:
combinazioniquasipermanenti;
combinazionifrequenti.

4.1.2.2.4.2 Condizioniambientali
Ai fini della protezione contro la corrosione delle armature metalliche e della protezione contro il degrado del calcestruzzo, le
condizioniambientalipossonoesseresuddiviseinordinarie,aggressiveemoltoaggressiveinrelazioneaquantoindicatonella
Tab. 4.1.III con riferimento alle classi di esposizione definite nelle Linee Guida per il calcestruzzo strutturale emesse dal Servizio
TecnicoCentraledelConsiglioSuperioredeiLavoriPubblicinonchnellaUNIEN206:2014.

Tab.4.1.IIIDescrizionedellecondizioniambientali
Condizioniambientali Classediesposizione
Ordinarie X0,XC1,XC2,XC3,XF1
Aggressive XC4,XD1,XS1,XA1,XA2,XF2,XF3
Moltoaggressive XD2,XD3,XS2,XS3,XA3,XF4

4.1.2.2.4.3 Sensibilitdellearmatureallacorrosione
Learmaturesidistinguonoinduegruppi:
armaturesensibili;
armaturepocosensibili.
Appartengonoalprimogruppogliacciaidaprecompresso.
Appartengonoalsecondogruppogliacciaiordinari.
Pergliacciaizincatieperquelliinossidabili,siputenercontodellalorominorsensibilitallacorrosionesullabasedidocumenti
dicomprovatavalidit.

4.1.2.2.4.4 Sceltadeglistatilimitedifessurazione
NellaTab.4.1.IVsonoindicatiicriteridisceltadellostatolimitedifessurazioneconriferimentoalleesigenzesoprariportate.
Tab.4.1.IVCriteridisceltadellostatolimitedifessurazione
Esigenze

Condizioni Combinazionedi Armatura


Gruppi


di

ambientali azioni Sensibile Pocosensibile


Statolimite wk Statolimite wk
frequente aperturafessure w2 aperturafessure w3
A Ordinarie
quasipermanente aperturafessure w1 aperturafessure w2
frequente aperturafessure w1 aperturafessure w2
B Aggressive
quasipermanente decompressione aperturafessure w1
Molto frequente formazionefessure aperturafessure w1
C
aggressive quasipermanente decompressione aperturafessure w1

w1,w2,w3sonodefinitial4.1.2.2.4,ilvalorewkdefinitoal4.1.2.2.4.5.

4.1.2.2.4.5 Verificadellostatolimitedifessurazione
Statolimitedidecompressioneediformazionedellefessure
Letensionisonocalcolateinbaseallecaratteristichegeometricheemeccanichedellasezioneomogeneizzatanonfessurata.
Statolimitediaperturadellefessure
Ilvalorecaratteristicodiaperturadellefessure(wk)nondevesuperareivalorinominaliw1,w2,w3secondoquantoriportatonel
laTab.4.1.IV.
Lampiezzacaratteristicadellefessurewkcalcolatacome1,7volteilprodottodelladeformazionemediadellebarredarmatura
smperladistanzamediatralefessuresm:
wk=1,7smsm [4.1.14]
COSTRUZIONICIVILIEINDUSTRIALI 47

Perilcalcolodismesmvannoutilizzaticritericonsolidatiriportatiindocumentidicomprovatavalidit.
La verifica dellampiezza di fessurazione pu anche essere condotta senza calcolo diretto, limitando la tensione di trazione
nellarmatura,valutatanellasezioneparzializzataperlacombinazionedicaricopertinente,adunmassimocorrelatoaldiametro
dellebarreedallalorospaziatura.

4.1.2.2.5 Statolimitedilimitazionedelletensioni
Valutateleazioniinternenellevariepartidellastruttura,dovuteallecombinazionicaratteristicaequasipermanentedelleazioni,
sicalcolanolemassimetensionisianelcalcestruzzosianellearmature;sideveverificarechetalitensionisianoinferioriaimassi
mivaloriconsentitidiseguitoriportati.

4.1.2.2.5.1 Tensionemassimadicompressionedelcalcestruzzonellecondizionidiesercizio
Lamassimatensionedicompressionedelcalcestruzzoc,max,deverispettarelalimitazioneseguente:
c,max0,60fckpercombinazionecaratteristica [4.1.15]
c,max0,45fckpercombinazionequasipermanente. [4.1.16]
Nelcasodielementipiani(solette,pareti,)gettatiinoperaconcalcestruzziordinarieconspessoridicalcestruzzominoridi50
mmivalorilimitesopraprescrittivannoridottidel20%.

4.1.2.2.5.2 Tensionemassimadellacciaioincondizionidiesercizio
Latensionemassima,s,max,pereffettodelleazionidovuteallacombinazionecaratteristicadeverispettarelalimitazioneseguen
te:
s,max0,8fyk [4.1.17]

4.1.2.3 STATILIMITEULTIMI

4.1.2.3.1 Generalit
Sideveverificareilrispettodeiseguentistatilimite:
resistenza,
duttilit.

4.1.2.3.2 Statolimitediresistenza
Sideveverificareilrispettodeiseguentistatilimite:
resistenzaflessionaleinpresenzaeinassenzadisforzoassiale,
resistenzaataglioepunzonamento,
resistenzaatorsione,
resistenzadielementitozzi,
resistenzaafatica,
stabilitdielementisnelli.

4.1.2.3.3 Statolimitediduttilit
Sideveverificare,overichiestoal7.4dellepresentinorme,ilrispettodelseguentestatolimite:
duttilitflessionaleinpresenzaeinassenzadisforzoassiale.

4.1.2.3.4 Resistenzaflessionaleeduttilitmassimainpresenzaeinassenzadisforzoassiale

4.1.2.3.4.1 Ipotesidibase
Perlavalutazionedellaresistenzaflessionaleinpresenzaeinassenzadisforzoassialedellesezionidielementimonodimensio
nali,siadottanoleseguentiipotesi:
conservazionedellesezionipiane;
perfettaaderenzatraacciaioecalcestruzzo;
deformazioneinizialedellarmaturadiprecompressioneconsideratanellerelazionidicongruenzadellasezione.
resistenzaatrazionedelcalcestruzzonulla.

4.1.2.3.4.2 Verifichediresistenzaeduttilit
Conriferimentoallasezionepressoinflessa,rappresentatainFig.4.1.4,lacapacit,interminidiresistenzaeduttilit,sidetermi
nainbasealleipotesidicalcoloeaimodellidicuial4.1.2.1.2.

48 CAPITOLO4


Fig.4.1.4Sezionepressoinflessa

Leverifichesieseguonoconfrontandolacapacit,espressainterminidiresistenzae,quandorichiestoal7.4dellepresentinor
me,diduttilit,conlacorrispondentedomanda,secondolerelazioni:
MRd=MRd(NEd)MEd [4.1.18a]
=(NEd)Ed [4.1.18b]
dove
MRd ilvalorediprogettodelmomentoresistentecorrispondenteaNEd;
NEd ilvalorediprogettodellosforzonormalesollecitante;
MEd ilvalorediprogettodelmomentodidomanda;
ilvalorediprogettodelladuttilitdicurvaturacorrispondenteaNEd;
Ed ladomandainterminididuttilitdicurvatura.
Nelcasodipilastrisoggettiacompressioneassiale,sidevecomunqueassumereunacomponenteflettenteMEd=eNEconeccen
triciteparialmenoad1/200dellaltezzaliberadiinflessionedelpilastro,ecomunquenonminoredi20mm.
Nelcasodipressoflessionedeviatalaverificadellasezionepuesserepostanellaforma

ME
yd M E zd
1 [4.1.19]
M MR
R yd zd
dove
MEyd,MEzd sonoivaloridiprogettodelleduecomponentidiflessionerettadellasollecitazioneattornoagliassiyez;

MRyd,MRzd sonoivaloridiprogettodeimomentiresistentidipressoflessionerettacorrispondentiaNEdvalutatiseparatamente
attornoagliassiyez.
Lesponentepudedursiinfunzionedellageometriadellasezioneedeiparametri
=NEd/NRcd [4.1.20]
t=Atfyd/NRcd [4.1.21]
conNRcd=Acfcd.
Inmancanzadiunaspecificavalutazione,puassumersi:
- persezionirettangolari:

NEd/NRcd 0,1 0,7 1,0


1,0 1,5 2,0
coninterpolazionelinearepervaloridiversidiNEd/NRcd;
- persezionicircolariedellittiche:=2.

Lacapacitinterminidifattorediduttilitincurvaturapuesserecalcolata,separatamenteperleduedirezioniprincipalidi
verifica,comerapportotralacurvaturacuicorrispondeunariduzionedel15%dellamassimaresistenzaaflessioneoppureil
raggiungimentodelladeformazioneultimadelcalcestruzzoe/odellacciaioelacurvaturaconvenzionalediprimaplasticizza
zione yd espressadallarelazioneseguente:

M Rd
yd yd
Myd
dove:
COSTRUZIONICIVILIEINDUSTRIALI 49

yd laminoretralacurvaturacalcolataincorrispondenzadellosnervamentodellarmaturatesaelacurvaturacalcolataincor
rispondenza della deformazione di picco (c2 se si usa ilmodello parabolarettangolo oppure c3 se si usa il modello triangolo
rettangolo)delcalcestruzzocompresso;
MRdilmomentoresistentedellasezionealloSLU;
Mydilmomentocorrispondentea yd epuessereassuntocomemomentoresistentemassimodellasezioneincamposostan
zialmenteelastico.

4.1.2.3.5 Resistenzaneiconfrontidisollecitazionitaglianti
Senzaescluderelapossibilitdispecificistudi,perlavalutazionedelleresistenzeultimedielementimonodimensionalineicon
frontidisollecitazionitagliantiedelleresistenzeultimeperpunzonamento,sideveconsiderarequantosegue.

4.1.2.3.5.1 Elementisenzaarmaturetrasversaliresistentiataglio
Se,sullabasedelcalcolo,nonrichiestaarmaturaaltaglio,comunquenecessariodisporreunarmaturaminimasecondoquanto
previstoalpunto4.1.6.1.1.Econsentitoometteretalearmaturaminimainelementiqualisolai,piastreemembratureacompor
tamentoanalogo,purchsiagarantitaunaripartizionetrasversaledeicarichi.

Laverificadiresistenza(SLU)siponecon
VRdVEd [4.1.22]
doveVEdilvalorediprogettodellosforzoditaglioagente.
Conriferimentoallelementofessuratodamomentoflettente,laresistenzadiprogettoatagliosivalutacon


VRd max 0,18 k (100 1 fck )1/3 / c 0,15 cp bw d ; (vmin 0,15 cp ) bw d [4.1.23]

con
fckespressoinMPa
k=1+(200/d)1/22

vmin=0,035k3/2 fck1/2
edove
d laltezzautiledellasezione(inmm);
1=Asl/(bwd) ilrapportogeometricodiarmaturalongitudinaletesa(0,02)chesiestendepernonmenodi(lbd+d)oltrela
sezioneconsiderata,dovelbdlalunghezzadiancoraggio;
cp=NEd/Ac[MPa]latensionemediadicompressionenellasezione(0,2fcd);
bw lalarghezzaminimadellasezione(inmm).
Nelcasodielementiincalcestruzzoarmatoprecompressodispostiinsempliceappoggio,nellezonenonfessuratedamomento
flettente(contensioniditrazionenonsuperioriafctd)laresistenzadiprogettopuvalutarsi,inviasemplificativa,conlaformula:
VRd=0,7bwd( f ctd2 +cpfctd) [4.1.24]

Inpresenzadisignificativisforziditrazione,laresistenzaatagliodelcalcestruzzodaconsiderarsinullae,intalcaso,nonpos
sibileadottareelementisprovvistidiarmaturatrasversale.
Learmaturelongitudinali,oltreadassorbireglisforziconseguentiallesollecitazionidiflessione,devonoassorbirequelliprovo
catidaltagliodovutiallinclinazionedellefessurerispettoallassedellatrave,inclinazioneassuntaparia45.Inparticolare,in
corrispondenzadegliappoggi,learmaturelongitudinalidevonoassorbireunosforzoparialtagliosullappoggio.

4.1.2.3.5.2 Elementiconarmaturetrasversaliresistentialtaglio
LaresistenzadiprogettoataglioVRddielementistrutturalidotatidispecificaarmaturaatagliodeveesserevalutatasullabasedi
una adeguata schematizzazione a traliccio.Gli elementi resistenti dellideale traliccio sono: le armature trasversali, le armature
longitudinali,ilcorrentecompressodicalcestruzzoeipuntonidanimainclinati.Linclinazionedeipuntonidicalcestruzzori
spettoallassedellatravedeverispettareilimitiseguenti:
1ctg2,5 [4.1.25]
Laverificadiresistenza(SLU)siponecon
VRdVEd [4.1.26]
doveVEdilvalorediprogettodellosforzoditaglioagente.
Conriferimentoallarmaturatrasversale,laresistenzadiprogettoatagliotrazionesicalcolacon:
A sw
VRsd 0,9 d fyd (ctgctg) sin [4.1.27]
s
50 CAPITOLO4

Conriferimentoalcalcestruzzodanima,laresistenzadiprogettoatagliocompressionesicalcolacon
VRcd=0,9dbwcfcd(ctg+ctg)/(1+ctg2) [4.1.28]
Laresistenzadiprogettoatagliodellatravelaminoredelleduesopradefinite:
VRd=min(VRsd,VRcd) [4.1.29]
doved,bwecphannoilsignificatoindicatoin4.1.2.3.5.1.einoltresiposto:
Aswareadellarmaturatrasversale;
s interassetraduearmaturetrasversaliconsecutive;
angolodiinclinazionedellarmaturatrasversalerispettoallassedellatrave;
fcd resistenzadiprogettoacompressioneridottadelcalcestruzzodanima(=0,5);

c coefficientemaggiorativoparia 1 permembraturenoncompresse
1+cp/fcd per0cp<0,25fcd
1,25 per0,25fcdcp0,5fcd
2,5(1cp/fcd) per0,5fcd<cp<fcd

Learmaturelongitudinalidevonoesseredimensionateinbaseallesollecitazioniflessionaliottenutetraslandoildiagrammadei
momentiflettentidi
a1=(0,9dctg)/2 [4.1.30]
lungolassedellatrave,nelversomenofavorevole.

4.1.2.3.5.3 Casiparticolari
Componentitrasversali
Nelcasodielementiadaltezzavariabileoconcavidaprecompressioneinclinati,iltagliodiprogettovieneassuntoparia:
VEd=Vd+Vmd+Vpd [4.1.31]
dove:
Vd =valorediprogettodeltagliodovutoaicarichiesterni;
Vmd =valorediprogettodellacomponenteditagliodovutaallinclinazionedeilembidellamembratura;
Vpd =valorediprogettodellacomponenteditagliodovutaallaprecompressione.
Carichiinprossimitdegliappoggi
Il taglio allappoggio determinato da carichi applicati alla distanza av 2d dallappoggio stesso si potr ridurre del rapporto
av/2d,conlosservanzadelleseguentiprescrizioni:
nel caso di appoggio di estremit, larmatura di trazione necessaria nella sezione ove applicato il carico pi vicino
allappoggiodeveessereprolungataeancorataaldildellasseteoricodiappoggio;
nelcasodiappoggiointermedio,larmaturaditrazioneallappoggiodeveessereprolungatasindovenecessarioecomunque
finoallasezioneoveapplicatoilcaricopilontanocompresonellazonaconav2d.
Nelcasodielementiconarmaturetrasversaliresistentialtaglio,sideveverificarechelosforzoditaglioVEd,calcolatoinquesto
modo,soddisfilacondizione
VEdAsfydsin [4.1.32]
doveAsfydlaresistenzadellarmaturatrasversalecontenutanellazonadilunghezza0,75avcentratatracaricoedappoggioe
cheattraversalafessuraditaglioinclinataivicompresa.
LosforzoditaglioVEd,calcolatosenzalariduzioneav/2d,devecomunquesemprerispettarelacondizione:
VEd0,5bwdfcd [4.1.33]
essendo=0,5uncoefficientediriduzionedellaresistenzadelcalcestruzzofessuratopertaglio.
Carichiappesioindiretti
Seperparticolarimodalitdiapplicazionedeicarichiglisforzideglielementitesideltralicciorisultanoincrementati,learmature
dovrannoessereopportunamenteadeguate.

4.1.2.3.5.4 Verificaalpunzonamento
Solettepiene,solettenervateasezionepienasopralecolonne,efondazionidevonoessereverificateneiriguardidelpunzona
mentoallostatolimiteultimo,incorrispondenzadeipilastriedicarichiconcentrati.

COSTRUZIONICIVILIEINDUSTRIALI 51

Inmancanzadiunarmaturatrasversaleappositamentedimensionata,laresistenzaalpunzonamentodeveesserevalutata,utiliz
zandoformuledicomprovataaffidabilit,sullabasedellaresistenzaatrazionedelcalcestruzzo,intendendolasollecitazionedi
stribuitasudiunperimetroefficacedistante2ddallimprontacaricata,condaltezzautile(media)dellasoletta.

Se,sullabasedelcalcolo,laresistenzaatrazionedelcalcestruzzosulperimetroefficacenonsufficienteperfornirelarichiesta
resistenza al punzonamento, vanno inserite apposite armature al taglio. Queste armature vanno estese fino al perimetro pi
esternosulqualelaresistenzaatrazionedelcalcestruzzorisultasufficiente.Perlavalutazionedellaresistenzaalpunzonamento
sipufareutileriferimentoal6.4.4dellanormaUNIEN199211nelcasodiassenzadiarmaturealtaglio,al6.4.5dellanorma
UNIEN199211nelcasodipresenzadiarmaturealtaglio.

Nelcasodifondazionisiadotterannoopportuniadattamentidelmodellosopracitato.

4.1.2.3.6 Resistenzaneiconfrontidisollecitazionitorcenti
Qualoralequilibriostaticodiunastrutturadipendadallaresistenzatorsionaledeglielementichelacompongono,necessario
condurre la verifica di resistenza nei riguardi delle sollecitazioni torcenti. Qualora, invece, in strutture iperstatiche, la torsione
insorgasoloperesigenzedicongruenzaelasicurezzadellastrutturanondipendadallaresistenzatorsionale,nonsargeneral
mentenecessariocondurreleverifiche.Laverificadiresistenza(SLU)consistenelcontrollareche
TRdTEd [4.1.34]
doveTEdilvalorediprogettodelmomentotorcenteagente.
Perelementiprismaticisottopostiatorsionesempliceocombinataconaltresollecitazioni,cheabbianosezionepienaocava,lo
schemaresistentecostituitodauntraliccioperifericoincuiglisforziditrazionesonoaffidatiallearmaturelongitudinalietra
sversaliivicontenuteeglisforzidicompressionesonoaffidatiallebielledicalcestruzzo.
Conriferimentoalcalcestruzzolaresistenzadiprogettosicalcolacon
TRcd=2Atfcdctg/(1+ctg2) [4.1.35]
dovetlospessoredellasezionecava;persezionipienet=Ac/udoveAclareadellasezioneeduilsuoperimetro;tdevees
sereassuntacomunque2volteladistanzafrailbordoeilcentrodellarmaturalongitudinale.
Le armature longitudinali e trasversali del traliccio resistente devono essere poste entro lo spessore t del profilo periferico. Le
barre longitudinali possono essere distribuite lungo detto profilo, ma comunque una barra deve essere presente su tutti i suoi
spigoli.
Conriferimentoallestaffetrasversalilaresistenzadiprogettosicalcolacon
As
TRsd 2 A fyd ctg [4.1.36]
s
Conriferimentoallarmaturalongitudinalelaresistenzadiprogettosicalcolacon

TRld 2 A
A1 f
yd /ctg [4.1.37]
um
dovesiposto
A arearacchiusadallafibramediadelprofiloperiferico;
As areadellestaffe;
um perimetromediodelnucleoresistente
s passodellestaffe;

A1 areacomplessivadellebarrelongitudinali.
Linclinazionedellebiellecompressedicalcestruzzorispettoallassedellatravedeverispettareilimitiseguenti
1ctg2,5 [4.1.38]
Entroquestilimiti,nelcasoditorsionepura,puporsictg=(al/as)1/2

con: al=
A1 / u m
as=As/s
Laresistenzadiprogettoallatorsionedellatravelaminoredelletresopradefinite:
TRd=min(TRcd,TRsd,TRld) [4.1.39]
Nelcasodielementiperiqualiloschemaresistenteditraliccioperifericononsiaapplicabile,qualiglielementiaparetisottilia
sezioneaperta,dovrannoutilizzarsimetodidicalcolofondatisuipotesiteoricheerisultatisperimentalichiaramentecomprovati.
Sollecitazionicomposte
a) Torsione,flessioneesforzonormale
Learmaturelongitudinali,calcolatecomesopraindicatoperlaresistenzaneiriguardidellasollecitazionetorcente,devonoessere
aggiunteaquellecalcolateneiriguardidelleverificheperflessione.
52 CAPITOLO4

Siapplicanoinoltreleseguentiregole:
nellazonatesa,allarmaturalongitudinalerichiestadallasollecitazionediflessioneesforzonormale,deveessereaggiunta
larmaturarichiestadallatorsione;
nellazonacompressa,selatensioneditrazionedovutaallatorsioneminoredellatensionedicompressionenelcalcestruzzo
dovutaallaflessioneeallosforzonormale,nonnecessariaarmaturalongitudinaleaggiuntivapertorsione.
b) Torsioneetaglio
Perquantoriguardalacrisilatocalcestruzzo,laresistenzamassimadiunamembraturasoggettaatorsioneetagliolimitatadal
laresistenzadellebiellecompressedicalcestruzzo.Pernoneccederetaleresistenzadeveesseresoddisfattalaseguentecondizio
ne:
Ted V
ed 1 [4.1.40]
TRcd VRcd
Perlangolodellebiellecompressediconglomeratocementiziodeveessereassuntoununicovaloreperledueverifichedita
glioetorsione.

4.1.2.3.7 Resistenzadielementitozzi,nellezonediffusiveeneinodi
Perglielementipercuinonvalgonoimodellimeccanicisemplici,leverifichedisicurezzapossonoesserecondotteconriferimen
toaschematizzazionibasatesullindividuazioneditirantiepuntoni.
Leverifichedisicurezzadovrannonecessariamenteesserecondotteneiriguardidi:
resistenzadeitiranticostituitidallesolearmature(Rs)
resistenzadeipuntonidicalcestruzzocompresso (Rc)
ancoraggiodellearmature (Rb)
resistenzadeinodi (Rn)
DeverisultarelaseguentegerarchiadelleresistenzeRs<(Rn,Rb,Rc)
Perlavalutazionedellaresistenzadeipuntonidicalcestruzzo,siterrcontodellapresenzadistatidisforzopluriassiali.
Learmaturechecostituisconoitirantidevonoessereadeguatamenteancorateneinodi.
Leforzecheagisconosuinodidevonoessereequilibrate;sidevetenercontodelleforzetrasversaliperpendicolarialpianodel
nodo.
Inodisilocalizzanoneipuntidiapplicazionedeicarichi,agliappoggi,nellezonediancoraggiodovesihaunaconcentrazionedi
armatureordinarieodaprecompressione,incorrispondenzadellepiegaturedellearmature,nelleconnessionienegliangolidelle
membrature.
Particolarecauteladeveessereusatanelcasodischemiiperstatici,chepresentanomeccanismiresistentiinparallelo.

4.1.2.3.8 Resistenzaafatica
Inpresenzadiazioniciclicheche,pernumerodeiciclieperampiezzadellavariazionedellostatotensionale,possonoprovocare
fenomenidifatica,leverifichediresistenzadevonoesserecondottesecondoaffidabilimodellitrattidadocumentazionedicom
provatavalidit,verificandoseparatamenteilcalcestruzzoelacciaio.

4.1.2.3.9 Indicazionispecificherelativeapilastriepareti

4.1.2.3.9.1 Pilastricerchiati
Perelementiprevalentementecompressi,armaticonbarrelongitudinalidispostelungounacirconferenzaeracchiusedaunaspi
raledipassononmaggioredi1/5deldiametroinscrittodalnucleocerchiato,laresistenzaallostatolimiteultimosicalcolasom
mandoicontributidellasezionedicalcestruzzoconfinatodelnucleoedellarmaturalongitudinale,dovelaresistenzadelnucleo
dicalcestruzzoconfinatopuesprimersicomesommadiquelladelnucleodicalcestruzzononconfinatopiilcontributodiuna
armaturafittizialongitudinaledipesoegualeallaspirale.
Ilcontributodellarmaturafittizianondeverisultaresuperioreaquellodellarmaturalongitudinale,mentrelaresistenzaglobale
cosvalutatanondevesuperareildoppiodiquelladelnucleodicalcestruzzononconfinato.

4.1.2.3.9.2 Verifichedistabilitperelementisnelli
Leverifichedistabilitdeglielementisnellidevonoesserecondotteattraversounanalisidelsecondoordinechetengacontode
glieffettiflessionalidelleazioniassialisullaconfigurazionedeformatadeglielementistessi.
Sidevetenereadeguatamentecontodelleimperfezionigeometricheedelledeformazioniviscosepercarichidilungadurata.
Sidevonoassumerelegamifraazioniinterneedeformazioniingradodidescrivereinmodoadeguatoilcomportamentononli
neare dei materiali e gli effetti della fessurazione delle sezioni. Cautelativamente il contributo del calcestruzzo teso pu essere
trascurato.
Snellezzalimiteperpilastrisingoli
COSTRUZIONICIVILIEINDUSTRIALI 53

Inviaapprossimataglieffettidelsecondoordineinpilastrisingolipossonoesseretrascuratiselasnellezzanonsuperailvalore
limite
25
lim [4.1.41]
v
dove
=NEd/(Acfcd) lazioneassialeadimensionalizzata.
Lasnellezzacalcolatacomerapportotralalunghezzaliberadiinflessione,l0,edilraggiodinerzia,i,dellasezionedicalce
struzzononfessurato:
=l0/i [4.1.42]
doveinparticolarel0vadefinitainbaseaivincolidestremitedallinterazioneconeventualielementicontigui.
Perleparetiilcalcolodil0devetenerecontodellecondizionidivincolosuiquattrolatiedelrapportotraledimensioniprincipali
nelpiano.

Effettiglobalinegliedifici
Glieffettiglobalidelsecondoordinenegliedificipossonoesseretrascuratiseverificatalaseguentecondizione:

P Ed 0 , 31
n ( E cd I c ) [4.1.43]
n 1 ,6 L2
dove:
PEd ilcaricoverticaletotale(suelementicontroventatiedicontrovento);
n ilnumerodipiani;
L laltezzatotaledelledificiosoprailvincoloadincastrodibase;
Ecd ilvalorediprogettodelmoduloelasticodelcalcestruzzodefinitoin4.1.2.3.9.3;
Ic ilmomentodiinerziadellasezionedicalcestruzzodeglielementidicontrovento,ipotizzatainteramentereagente.

4.1.2.3.9.3 Metodidiverifica
Perlaverificadistabilitsicalcolanolesollecitazionisottoleazionidiprogettorisolvendoilsistemadellecondizionidiequili
briocomprensivedeglieffettidelsecondoordineesiverificalaresistenzadellesezionicomeprecisatoaiprecedentipuntidel
presente4.1.2.3.
Peripilastricompressiditelaianodifissi,nonaltrimentisoggettiadespliciteazioniflettenti,vacomunqueinseritonelmodello
dicalcoloundifettodirettilineitparia1/300dellaloroaltezza.
Analisielasticalineare
Inviasemplificatasipuimpostareilsistemarisolventeinformapseudolineare,utilizzandoicoefficientielasticicorretticoni
contributidel2ordineeunarigidezzaflessionaledellesezionidatada
0 ,3
EI E Ic [4.1.44)
1 0 ,5
cd

doveIcilmomentodinerziadellasezionedicalcestruzzointeramentereagenteeilcoefficientediviscositdelcalcestruzzo
(11.2.10.7).
PericoefficientielasticicorrettisipossonoutilizzareleespressionilinearizzatenellavariabileNEd(sforzoassialedellelemento).
Analisinonlineare
Ilsistemarisolventesiimpostaassumendoadeguatimodellinonlinearidicomportamentodeimaterialibasatisuiseguentipa
rametri:
fck resistenzacaratteristicadelcalcestruzzo;
Ecd=Ecm/CE moduloelasticodiprogettodelcalcestruzzoconCE=1,2;
coefficientediviscositdelcalcestruzzo(11.2.10.7);
fyk tensionedisnervamentocaratteristicadellarmatura;
Es moduloelasticodellarmatura.
Oltre al metodo generale basato sullintegrazione numerica delle curvature, si possono utilizzare metodi di elaborazione alge
brizzatibasatisullaconcentrazionedellequilibrionellesezionicritiche(peresempioilmetododellacolonnamodello),periquali
sirimandaadocumentidicomprovatavalidit.

4.1.2.3.10 Verificadellancoraggiodellebarrediacciaioconilcalcestruzzo
Lancoraggiodellebarre,siatesechecompresse,deveessereoggettodispecificaverifica.
54 CAPITOLO4

La verifica di ancoraggio deve tenere conto, qualora necessario, delleffetto dinsieme delle barre e della presenza di eventuali
armaturetrasversali.
Lancoraggiodellebarrepuessereutilmentemiglioratomedianteunciniterminali.Sepresenti,gliuncinidovrannoavereraggio
internoadeguato,taledaevitaredanniallarmaturae,aifinidelladerenza,essipossonoesserecomputatinellaeffettivamisura
dellorosviluppoinasseallabarra.Inassenzadegliuncinilalunghezzadiancoraggiodeveessereinognicasononminoredi20
diametri,conunminimodi150mm.
Particolaricauteledevonoessereadottatequandosipossonoprevederefenomenidifaticaedisollecitazioniripetute.

4.1.3. VERIFICHE PER SITUAZIONI TRANSITORIE


Perlesituazionicostruttivetransitorie,comequellechesihannodurantelefasidellacostruzione,dovrannoadottarsitecnologie
costruttive e programmi di lavoro che non possano provocare danni permanenti alla struttura o agli elementi strutturali e che
comunquenonpossanoriverberarsisullasicurezzadellopera.
Leentitdelleazioniambientalidaprendereincontosarannodeterminateinrelazionealtempodellazionetransitoriaedella
tecnologiaesecutiva.

4.1.4. VERIFICHE PER SITUAZIONI ECCEZIONALI


Leresistenzediprogettodeimaterialiriferiteadunaspecificasituazionediverificasiottengonoconiseguenticoefficientipar
zialidisicurezza:
calcestruzzoeaderenzaconlearmature =1,0C

acciaiodarmatura =1,0
S

4.1.5. PROGETTAZIONE INTEGRATA DA PROVE E VERIFICA MEDIANTE PROVE


Laresistenzaelafunzionalitdistruttureedelementistrutturalipuesseremisurataattraversoprovesucampionidiadeguata
numerosit.
Irisultatidelleproveeseguitesuopportunicampionidevonoesseretrattaticonimetodidellanalisistatistica,inmodotaleda
ricavareparametrisignificativiqualimedia,deviazionestandardefattorediasimmetriadelladistribuzione,sdacaratterizzare
adeguatamenteunmodelloprobabilisticodescrittoredellequantitindagate(variabilialeatorie).
Indicazionipidettagliatealriguardoemetodioperativicompletiperlaprogettazioneintegratadaprovepossonoesserereperiti
nellaAppendiceDdellaUNIEN1990:2006.

4.1.6. DETTAGLI COSTRUTTIVI

4.1.6.1 ELEMENTIMONODIMENSIONALI:TRAVIEPILASTRI
Conriferimentoaidettaglicostruttivideglielementistrutturaliincalcestruzzovengonoforniteleindicazioniapplicativenecessa
rieperlottenimentodelleprescritteprestazioni.
Detteindicazionisiapplicanosenonsonoincontrastoconpirestrittiveregolerelativeacostruzioniinzonasismica.

4.1.6.1.1 Armaturadelletravi
Lareadellarmaturalongitudinaleinzonatesanondeveessereinferiorea
A s,min 0,26 f ctm b t d ecomunquenonminoredi0,0013btd [4.1.45]
f yk
dove:
bt rappresentalalarghezzamediadellazonatesa;perunatraveaTconpiattabandacompressa,nelcalcolareilvaloredibt si
considerasololalarghezzadellanima;
d laltezzautiledellasezione;
fctm ilvaloremediodellaresistenzaatrazioneassialedefinitanel11.2.10.2;
fyk ilvalorecaratteristicodellaresistenzaatrazionedellarmaturaordinaria.
Negliappoggidiestremit,allintradossodeveesseredispostaunarmaturaefficacementeancorata,calcolatacoerentementecon
ilmodelloatraliccioadottatoperiltaglioequindiapplicandolaregoladellatraslazionedellarisultantedelletrazionidovuteal
momentoflettente,infunzionedellangolodiinclinazioneassuntoperlebiellecompressedicalcestruzzo.

Aldifuoridellezonedisovrapposizione,lareadiarmaturatesaocompressanondevesuperareindividualmenteAs,max=0,04
Ac,essendoAclareadellasezionetrasversaledicalcestruzzo.
COSTRUZIONICIVILIEINDUSTRIALI 55

LetravidevonoprevederearmaturatrasversalecostituitadastaffeconsezionecomplessivanoninferioreadAst=1,5bmm/m
essendoblospessoreminimodellanimainmillimetri,conunminimoditrestaffealmetroecomunquepassononsuperiorea
0,8voltelaltezzautiledellasezione.
Inognicasoalmenoil50%dellarmaturanecessariaperiltagliodeveesserecostituitadastaffe.
Eventuali armature longitudinali compresse di diametro prese in conto nei calcoli di resistenza devono essere trattenute da
armaturetrasversaliconspaziaturanonmaggioredi15.

4.1.6.1.2 Armaturadeipilastri
Nelcasodielementisottopostiaprevalentesforzonormale,lebarreparalleleallassedevonoaverediametromaggioreoduguale
a12mmenonpotrannoavereinterassimaggioridi300mm.Inoltrelaloroareanondeveessereinferiorea
As,min=(0,10NEd/fyd)ecomunquenonminoredi0,003Ac [4.1.46]
dove:
fyd laresistenzadiprogettodellarmatura(riferitaallosnervamento)
NEd laforzadicompressioneassialediprogetto
Ac lareadicalcestruzzo.
Learmaturetrasversalidevonoessereposteadinterassenonmaggioredi12volteildiametrominimodellebarreimpiegateper
larmaturalongitudinale,conunmassimodi250mm.Ildiametrodellestaffenondeveessereminoredi6mmedideldiame
tromassimodellebarrelongitudinali.
Aldifuoridellezonedisovrapposizione,lareadiarmaturanondevesuperareAs,max =0,04Ac,essendoAclareadellasezione
trasversaledicalcestruzzo.

4.1.6.1.3 Copriferroeinterferro
Larmatura resistente deve essere protetta da un adeguato ricoprimento di calcestruzzo. Gli elementi strutturali devono essere
verificatiallostatolimitedifessurazionesecondoil4.1.2.2.4.
Alfinedellaprotezionedellearmaturedallacorrosione,lostratodiricoprimentodicalcestruzzo(copriferro)deveesseredimen
sionato in funzione dellaggressivit dellambiente e della sensibilit delle armature alla corrosione, tenendo anche conto delle
tolleranzediposadellearmature;atalescoposipufareutileriferimentoallaUNIEN199211.
Perconsentireunomogeneogettodelcalcestruzzo,ilcopriferroelinterferrodellearmaturedevonoessererapportatialladimen
sionemassimadegliinertiimpiegati.
Ilcopriferroelinterferrodellearmaturedevonoesseredimensionatiancheconriferimentoalnecessariosviluppodelletensioni
diaderenzaconilcalcestruzzo.

4.1.6.1.4 Ancoraggiodellebarreelorogiunzione
Learmaturelongitudinalidevonoessereinterrotteovverosovrappostepreferibilmentenellezonecompresseodiminoresolleci
tazione.
Lacontinuitfralebarrepueffettuarsimediante:
sovrapposizione,calcolatainmododaassicurarelancoraggiodiciascunabarra.Inognicasolalunghezzadisovrapposizione
neltrattorettilineodeveesserenonminorediquantoprescrittoal4.1.2.3.10.Ladistanzamutua(interferro)nellasovrapposi
zionenondevesuperare4volteildiametro;
saldatura,eseguitainconformitallanormaUNIENISO176601:2007.Devonoessereaccertatelasaldabilitdegliacciaiche
vengonoimpiegati,nonchlacompatibilitframetalloemetallodiapportonelleposizioniocondizionioperativeprevistenel
progettoesecutivo;
giunzionimeccanicheperbarrediarmatura.Taligiunzionisonoqualificatesecondoquantoindicatoal11.3.2.9.
Perbarredidiametro>32mmoccorreradottareparticolaricautelenegliancoraggienellesovrapposizioni.
Nellassemblaggioounionediduebarreoelementidiarmaturadiacciaiopercalcestruzzoarmatopossonoessereusategiunzio
nimeccanichemediantemanicottichegarantiscanolacontinuit.Legiunzionimeccanichepossonoessereprogettateconriferi
mentoanormativeodocumentidicomprovatavalidit.

4.1.7. ESECUZIONE
Tuttiiprogettidevonocontenereladescrizionedellespecifichediesecuzioneinfunzionedellaparticolaritdellopera,delclima,
dellatecnologiacostruttiva.
Inparticolareildocumentoprogettualedevecontenereladescrizionedettagliatadellecauteledaadottarepergliimpasti,perla
maturazionedeigetti,perildisarmoeperlamessainoperadeglielementistrutturali.Analogaattenzionedovresserepostanel
laprogettazionedellearmatureperquanto riguarda:ladefinizionedelleposizioni,letolleranzediesecuzioneelemodalitdi
piegatura.
SipotratalfinefareutileriferimentoallanormaUNIEN13670.
56 CAPITOLO4

4.1.8. NORME ULTERIORI PER IL CALCESTRUZZO ARMATO PRECOMPRESSO


Isistemidiprecompressioneconarmature,previstidallapresentenorma,possonoessereacaviscorrevoliancoratialleestremit
(sistemiposttesi)oacaviaderenti(sistemipretesi).
Lacondizionedicaricoconseguenteallaprecompressionesicombinerconlealtre(pesoproprio,carichipermanentievariabi
li)alfinediaverelepisfavorevolicondizionidisollecitazione.
Nelcasodellaposttensione,selearmaturediprecompressionenonsonoreseaderentialconglomeratocementiziodopolatesa
turamedianteopportuneiniezionidimaltaallinternodelleguaine(cavinonaderenti),sidevetenerecontodelleconseguenze
delloscorrimentorelativoacciaiocalcestruzzo.
Lepresentinormenondannoindicazionisucometrattareicasidiprecompressioneacavinonaderentiperiqualisipotrfare
utileriferimentoadUNIEN199211.
Nelcasosiaprevistalaparzializzazionedellesezioninellecondizionidiesercizio,particolareattenzionedeveesserepostaalla
resistenzaafaticadellacciaioinpresenzadisollecitazioniripetute.

4.1.8.1 VALUTAZIONEDELLASICUREZZANORMEDICALCOLO

4.1.8.1.1 Statilimiteultimi

Perlavalutazionedellaresistenzadeglielementistrutturalivalequantostabilitoal4.1.2.3,tenendopresentecheperlaverifica
dellesezionisiassumerilvalorediprogettodellaforzadiprecompressioneconilcoefficienteparzialeP=1,secondoquanto
previstoalpunto2.6.1.
Perleverifichediresistenzalocaledegliancoraggidellearmaturediprecompressione,siassumer,invece,unvalorediprogetto
dellaforzadiprecompressioneconP=1,2.

4.1.8.1.2 Statilimitediesercizio
Valequantostabilitoal4.1.2.2.Perlavalutazionedeglistatidideformazioneeditensionesidevonotenereincontoglieffetti
dellecaduteditensioneperifenomenireologicichecomportanodeformazionidifferitedeimateriali:ritiroeviscositdelcalce
struzzo,rilassamentodellacciaio.
Nellavalutazionedellaprecompressionenelcasodiarmaturaposttesalatensioneinizialevacalcolatadeducendodallatensioneal
martinettolaperditaperrientrodegliapparecchidiancoraggioescorrimentodeifilieleperditeperattritolungoilcavo.
Nellestruttureadarmaturapretesasideveconsiderarelacadutaditensioneperdeformazioneelastica.
Perlelimitazionideglistatitensionalinellecondizionidiesercizio,pertuttelestruttureprecompresse,valgonoleprescrizioni
riportateal4.1.2.2.5.

4.1.8.1.3 Tensionidiesercizionelcalcestruzzoacaduteavvenute
Valequantostabilitoal4.1.2.2.5.
Nonsonoammessetensioniditrazioneailembinellestrutturecostruiteperconciprefabbricati,quandononsiapossibiledispor
relarmaturaordinariacheassorbelosforzoditrazione.

4.1.8.1.4 Tensioniinizialinelcalcestruzzo
Allattodellaprecompressioneletensionidicompressionenondebbonosuperareilvalore:
c<0,60fckj [4.1.47]
essendofckjlaresistenzacaratteristicadelcalcestruzzoallattodeltiro.
Perelementiconarmaturapretesa,latensionedelcalcestruzzoalmomentodeltrasferimentodellapretensionepuessereau
mentatasinoalvalore0,70fckj.
Nellazonadiancoraggiodellearmaturediprecompressionesipossonotollerarecompressionilocalicprodottedagliapparecchi
diancoraggioparia:
c<cfcd [4.1.48]
dove
c=PP/A0lapressioneagentesullimprontacaricatadiareaA0;
Plaforzainizialeditesaturanelcavo(P=1,2);
fcd=fckj/claresistenzacilindricadelcalcestruzzoallattodellaprecompressione;
c3unfattoredisovraresistenzachedipendeda:
ilrapportoA0/A1tralareacaricataequellacircostanteinteressata;
laposizionedellimprontacaricatarispettoaibordidellasezione;
leeventualiinterferenzeconareeinteressatevicine.
COSTRUZIONICIVILIEINDUSTRIALI 57

Perivaloridicsipufarutileriferimentoal6.7dellanormaUNIEN199211.
Siraccomandadidisporreidoneearmatureingradodiequilibrareleforzeditrazionetrasversalidovutealleffettodelcarico.
Qualoraleareediinfluenzadiapparecchivicinisisovrappongano,leazionivannosommateeriferiteallareacomplessiva.

4.1.8.1.5 Tensionilimitepergliacciaidaprecompressione
Perletensioniinesercizioaperditeavvenutevalequantostabilitoal4.1.2.2.5.2ovesisostituiscafp(0,1)k,fp(1)kofpykafyk.
Letensioniinizialidevonorispettarelepirestrittivedelleseguentilimitazioni:
spi<0,85fp(0,1)k spi<0,75fptk perarmaturaposttesa
[4.1.49]
spi<0,90fp(0,1)k spi<0,80fptk perarmaturapretesa
ovesisostituiscafp(1)kofpykafp(0,1)k,sedelcaso.
Inentrambiicasiammessaunasovratensione,inmisuranonsuperiorea0,05fp(0,1)k.

4.1.8.2 DETTAGLICOSTRUTTIVIPERILCALCESTRUZZOARMATOPRECOMPRESSO
Conriferimentoaidettaglicostruttivideglielementistrutturaliincalcestruzzoarmatoprecompresso,aipuntiseguentidelpre
senteparagrafovengonoforniteleindicazioniapplicativenecessarieperlottenimentodelleprescritteprestazioni.

4.1.8.2.1 Armaturalongitudinaleordinaria
Nelletraviprecompresseconesclusionedellesezionidigiuntodelletraviaconciprefabbricati,ancheinassenzaditensionidi
trazioneincombinazionerara,lapercentualediarmaturalongitudinaleordinarianondovressereinferioreallo0,1%dellarea
complessivadellanimaedelleventualeringrossodallatodeicavi.
Nelcasosiaprevistalaparzializzazionedellasezioneinesercizio,lebarrelongitudinalidiarmaturaordinariadevonoesseredi
spostenellazonadellasezionecherisultaparzializzata.

4.1.8.2.2 Staffe
Nelletravidovrannodisporsistaffeaventisezionecomplessivanoninferioreaquantoprescrittoalpunto4.1.6.1.1.Inprossimi
tdicarichiconcentratiodellezonedappoggiovalgonoleprescrizionidicuial4.1.2.3.5.
Inpresenzaditorsionevalgonoleprescrizionidicuial4.1.2.3.6.

4.1.8.3 ESECUZIONEDELLEOPEREINCALCESTRUZZOARMATOPRECOMPRESSO
Perquantoriguardalostratodiricoprimentodicalcestruzzonecessarioallaprotezionedellearmaturedallacorrosione,siriman
daal4.1.6.1.3.
Nelcasodiarmaturepretese,nellatestataitrefolidevonoesserericoperticonadeguatomaterialeprotettivo,ocongettoinope
ra.
Nelcasodiarmatureposttese,gliapparecchidancoraggiodellatestatadevonoessereprotettiinmodoanalogo.
Allattodellamessaintirosidebbonomisurarecontemporaneamentelaforzaapplicataelallungamentoconseguito.Perprodotti
marcatiCEsiapplicanoleproceduredicontrolloprevistedallepertinentinormeeuropeearmonizzate.
La distanza minima netta tra le guaine deve essere commisurata sia alla massima dimensione dellaggregato impiegato sia al
diametrodelleguainestesseinrelazionerispettivamenteadunomogeneogettodelcalcestruzzofrescoedalnecessariosviluppo
delletensionidiaderenzaconilcalcestruzzo.
Irisultaticonseguitinelleoperazioniditiro,lelettureaimanometriegliallungamentimisurati,vannoregistratiinappositeta
belleeconfrontateconletensioniinizialidellearmatureegliallungamentiteoriciprevistiinprogetto.
Laprotezionedeicaviscorrevolivaeseguitamedianteliniezionediadeguatimaterialiattiaprevenirelacorrosioneedafornire
larichiestaaderenza.
Perlabuonaesecuzionedelleiniezioninecessariochelestessevenganoeseguitesecondoappositeproceduredicontrollodella
qualit.

4.1.9. NORME ULTERIORI PER I SOLAI


Si intendono come solai le strutture bidimensionali piane caricate ortogonalmente al proprio piano, con prevalente comporta
mentoresistentemonodirezionale.

4.1.9.1 SOLAIMISTIDIC.A.EC.A.P.EBLOCCHIFORATIINLATERIZIOOINCALCESTRUZZO
Neisolaimistiincalcestruzzoarmatonormaleeprecompressoeblocchiforatiinlateriziooincalcestruzzo,iblocchihannofun
zionedialleggerimentoediaumentodellarigidezzaflessionaledelsolaio.Essisisuddividonoinblocchicollaborantienoncol
laboranti.
Nelcasodiblocchinoncollaborantilaresistenzaallostatolimiteultimoaffidataalcalcestruzzoedallearmatureordinariee/o
diprecompressione.Nelcasodiblocchicollaborantiquestipartecipanoallaresistenzainmodosolidaleconglialtrimateriali.
58 CAPITOLO4

4.1.9.2 SOLAIMISTIDIC.A.EC.A.P.EBLOCCHIDIVERSIDALLATERIZIOOCALCESTRUZZO
Possonoutilizzarsiperrealizzareisolaimistidicalcestruzzoarmatoecalcestruzzoarmatoprecompressoancheblocchidiversi
dallaterizioodalcalcestruzzo,consolafunzionedialleggerimento.
Iblocchiincalcestruzzoleggerodiargillaespansa,calcestruzzonormalesagomato,polistirolo,materieplastiche,elementiorga
nicimineralizzati,ecc.,devonoesseredimensionalmentestabilienonfragili,ecapacidiseguireledeformazionidelsolaio.

4.1.9.3 SOLAIREALIZZATICONLASSOCIAZIONEDICOMPONENTIPREFABBRICATIINC.A.EC.A.P.
Icomponentidiquestitipidisolaidevonorispettarelenormedicuialpresente4.1.
Oltreaquantoindicatoneiprecedentiparagrafirelativamenteallostatolimitedideformazione,devonoesseretenutepresentile
seguentinormecomplementari.
Icomponentidevonoessereprovvistidiopportunidispositiviemagistericheassicurinolacongruenzadelledeformazionitrai
componentistessiaccostati,siapericarichiripartiticheperquelliconcentrati.Inassenzadisolettacollaborantearmataoindif
formitrispettoalleprescrizionidellespecifichenormetecnicheeuropee,lefficaciaditalidispositivideveesserecertificatame
dianteprovesperimentali.
Quandosivogliarealizzareunaridistribuzionetrasversaledeicarichinecessariocheilsolaiocoscompostoabbiadeicompo
nentistrutturaliortogonalialladirezionedellelementoresistenteprincipale.
Qualorailcomponentevengaintegratodaungettodicompletamentoallestradosso,questodeveavereunospessorenoninferio
rea40mmedesseredotatodiunaarmaturadiripartizioneamagliaincrociataesideveverificarelatrasmissionedelleazionidi
tagliofraelementiprefabbricatiegettodicompletamento,tenutocontodeglistatidicoazionechesicreanoperlediversecaratte
ristichereologichedeicalcestruzzi,delcomponenteedeigettidicompletamento.

4.1.10. NORME ULTERIORI PER LE STRUTTURE PREFABBRICATE


Formanooggettodelpresenteparagrafoicomponentistrutturaliprefabbricatiincalcestruzzoarmato,normaleoprecompresso
(nelseguitodetticomponenti)cherispondonoallespecificheprescrizionidelpresente4.1,aimetodidicalcolodicuial2.6e
che,singolarmenteoassemblatitradiloroovveroconparticostruiteinopera,sianoutilizzatiperlarealizzazionedioperediin
gegneriacivile.
Rientranonelcampodiapplicazionedellepresentinormeicomponentiprodottiinstabilimentipermanentioinimpiantitempo
raneiallestitiperunospecificocantiere,ovverorealizzatiapidopera.
Componentidiseriedevonointendersiunicamentequelliprodottiinstabilimentipermanenti,contecnologiaripetitivaeprocessi
industrializzati,intipologiepredefinitepercampidimensionalietipidiarmature.
Diproduzioneoccasionalesiintendonoicomponentiprodottisenzailpresuppostodellaripetitivittipologica.
Ilcomponentedevegarantireilivellidisicurezzaeprestazionesiacomecomponentesingolo,nellefasitransitoriedisformatura,
movimentazione,stoccaggio,trasportoemontaggio,siacomeelementodiunpicomplessoorganismostrutturaleunavoltain
stallatoinopera.
NelcasodiprodotticopertidamarcaturaCE,devonoesserecomunquerispettati,laddoveapplicabili,i11.8.2,11.8.3.4e11.8.5
dellepresentiNormeTecniche.

4.1.10.1 PRODOTTIPREFABBRICATINONSOGGETTIAMARCATURACE
Perglielementistrutturaliprefabbricatiquidisciplinati,quandononsoggettiaDichiarazionediPrestazioneeconseguenteMar
catura CE secondo una specifica tecnica armonizzata elaborata ai sensi del Regolamento UE 305/2011 e i cui riferimenti sono
pubblicatisullaGazzettaUfficialedellUnioneEuropea,sonoprevisteduecategoriediproduzione:
seriedichiarata
seriecontrollata
IcomponentiperiqualinonsiaapplicabilelamarcaturaCE,aisensidelRegolamentoUE305/2011,devonoessererealizzatiat
traversoprocessisottopostiadunsistemadicontrollodellaproduzioneediproduttoridicomponentiinseriedichiarataedin
seriecontrollata,devonoaltresprovvedereallapreventivaqualificazionedelsistemadiproduzione,conlemodalitindicatenel
11.8.

4.1.10.2 PRODOTTIPREFABBRICATIINSERIE
Rientranotraiprodottiprefabbricatiinserie:
icomponentidiserieperiqualistatoeffettuatoildepositoaisensidellarticolo9dellalegge5novembre1971n.1086;
icomponentiperiqualistatarilasciatalacertificazionediidoneitaisensidegliarticoli1e7dellalegge2febbraio1974n.
64;
ognialtrocomponentecompresonelladefinizionedicuial3commadel4.1.10.
COSTRUZIONICIVILIEINDUSTRIALI 59

4.1.10.2.1 Prodottiprefabbricatiinseriedichiarata
Rientranoinseriedichiarataicomponentidiserieche,purappartenendoadunatipologiapredefinita,vengonoprogettatidivol
tainvoltasucommessaperdimensioniedarmature(serietipologica).
Perletipologiepredefiniteilproduttoredovrprovvedere,nellambitodellemodalitdiqualificazionedellaproduzionedicuial
11.8,aldepositodelladocumentazionetecnicarelativaalprocessoproduttivoedalprogettotipopressoilServizioTecnicoCen
traledelConsiglioSuperioredeiLavoriPubblici.
Perognisingoloimpiegodelleserietipologichelaspecificadocumentazionetecnicadeicomponentiprodottiinseriedovresse
reallegataalladocumentazioneprogettualedepositatapressolUfficioregionalecompetente,aisensidellavigentelegislazionein
materia.
Rientranoaltresinseriedichiarataicomponentidiseriecostituitidauntipocompiutamentedeterminato,predefinitoindimen
sioniedarmaturesullabasediunprogettodepositato(serieripetitiva).
Perognitipodicomponente,operognifamigliaomogeneaditipi,ilproduttoredovrprovvedere,nellambitodellemodalitdi
qualificazione della produzione di cui al 11.8, al deposito della documentazione tecnica relativa al processo produttivo ed al
progettospecificopressoilServizioTecnicoCentraledelConsiglioSuperioredeiLavoriPubblici.
Per ogni singolo impiego delle serie ripetitive, sar sufficiente allegare alla documentazione progettuale depositata presso
lUfficio regionale competente, ai sensi della vigente legislazione in materia, gli estremidel deposito presso il Servizio Tecnico
Centrale.

4.1.10.2.2 Prodottiprefabbricatiinseriecontrollata
Perseriecontrollatasiintendelaproduzionediserieche,oltreadavereirequisitispecificatiperlaseriedichiarata,siaeseguita
conprocedurecheprevedonoverifichesperimentalisuprototipoecontrollopermanentedellaproduzione,comespecificatoal
11.8.
Devonoessereprodottiinseriecontrollata:
icomponenticostituitidaassettistrutturalinonconsueti;
icomponentirealizzaticonlimpiegodicalcestruzzispecialiodiclasse>C45/55;
icomponentiarmatioprecompressiconspessori,anchelocali,inferioria40mm;
icomponentiilcuiprogettosiaredattosumodellidicalcolononprevistidallepresentiNormeTecniche.
Pericomponentiricadentiinunodeicasisopraelencati,obbligatorioilrilasciopreventivodellautorizzazioneallaproduzione,
secondoleproceduredicuial11.8.4.3.

4.1.10.3 RESPONSABILITECOMPETENZE
IlProgettistaeilDirettoretecnicodellostabilimentodiprefabbricazione,ciascunoperlepropriecompetenze,sonoresponsabili
della capacit portante e della sicurezza del componente, sia incorporato nellopera, sia durante le fasi di trasporto fino a pi
dopera.
responsabilitdelprogettistaedelDirettoredeilavoridelcomplessostrutturaledicuilelementofaparte,ciascunoperlepro
priecompetenze,laverificadelcomponenteduranteilmontaggio,lamessainoperaelusodellinsiemestrutturalerealizzato.
IcomponentiprodottineglistabilimentipermanentidevonoessererealizzatisottolaresponsabilitdiunDirettoretecnicodello
stabilimento,dotatodiadeguataabilitazioneprofessionale,cheassumeleresponsabilitpropriedelDirettoredeilavori.
IcomponentidiproduzioneoccasionaledevonoinoltreessererealizzatisottolavigilanzadelDirettoredeilavoridelloperadi
destinazione.
IfunzionaridelServizioTecnicoCentralepotrannoaccedereanchesenzapreavvisoaglistabilimentidiproduzionedeicompo
nentiprefabbricatiperlaccertamentodelrispettodellepresentinorme.

4.1.10.4 PROVESUCOMPONENTI
Perverificareleprestazionidiunnuovoprodottoodiunanuovatecnologiaproduttivaedaccertarelaffidabilitdeimodellidi
calcoloimpiegatinelleverifichediresistenza,primadidareinizioallaproduzionecorrentenecessarioeseguiredelleprovedi
caricosudiunadeguatonumerodiprototipialvero,portatifinoarottura.
Taliprovesonoobbligatorie,inaggiuntaalleprovecorrentisuimaterialidicuialCapitolo11,perleproduzioniinseriecontrol
lata.

4.1.10.5 NORMECOMPLEMENTARI
Leverifichedelcomponentevannofatteconriferimentoallivellodimaturazioneediresistenzaraggiunto,controllatomediante
provesuimaterialidicuial11.8.3.1edeventualiprovesuprototipoprimadellamovimentazionedelcomponenteedelcimento
staticodellostesso.
Idispositividisollevamentoemovimentazionedebbonoessereesplicitamenteprevistinelprogettodelcomponentestrutturalee
realizzaticonmaterialiappropriatiedimensionatiperlesollecitazionipreviste.
60 CAPITOLO4

Ilcopriferrodeglielementiprefabbricatideverispettareleregolegeneralidicuialpresente4.1.

4.1.10.5.1 Appoggi
Per i componenti appoggiati in via definitiva, particolare attenzione va posta alla posizione e dimensione dellapparecchio
dappoggio,siarispettoallageometriadellelementodisostegno,siarispettoallasezioneterminaledellelementoportato,tenen
doneldovutocontoletolleranzedimensionaliedimontaggioeledeformazioniperfenomenireologicie/otermici.
Ivincoliprovvisoriodefinitividevonoessereprogettaticonparticolareattenzionee,senecessario,validatiattraversoprovespe
rimentali.
Gliappoggiscorrevolidevonoesseredimensionatiinmododaconsentireglispostamentirelativiprevistisenzaperditadellaca
pacitportante.

4.1.10.5.2 Realizzazionedelleunioniedeicollegamenti
Leunioniedicollegamentifraelementiprefabbricatidevonoavereresistenzaedeformabilitcoerenticonleipotesiprogettualie
devonoesserequalificatisecondoquantoprevistoalpertinenteparagrafodelCap11.8.

4.1.10.5.3 Tolleranze
Ilprogettodeveindicareletolleranzeminimediproduzionechedovrrispettareilcomponente.Ilcomponentechenonrispetta
talitolleranze,sargiudicatononconformeequindipotressereconsegnatoincantiereperlutilizzonellacostruzionesolodopo
preventivaaccettazionedapartedelDirettoredeilavori.
Ilprogettodelloperadevealtrestenercontodelletolleranzediproduzione,tracciamentoemontaggioassicurandouncoerentefun
zionamentodelcomplessostrutturale.
Ilmontaggiodeicomponentiedilcompletamentodelloperadevonoessereconformialleprevisionidiprogetto.Nelcasosiveri
ficasserodellenonconformit,questedevonoessereanalizzatedalDirettoredeilavorineiriguardidelleeventualinecessariemi
surecorrettive.

4.1.11. CALCESTRUZZO A BASSA PERCENTUALE DI ARMATURA O NON ARMATO


Ilcalcestruzzoabassapercentualediarmaturaquelloperilqualelapercentualediarmaturamessainoperaminorediquella
minimanecessariaperilcalcestruzzoarmatoolaquantitmediainpesodiacciaiopermetrocubodicalcestruzzoinferiorea
0,3kN.
Siailcalcestruzzoabassapercentualediarmatura,siaquellononarmatopossonoessereimpiegatisoloperelementisecondario
perstrutturemassicceoestese.

4.1.11.1 VALUTAZIONEDELLASICUREZZANORMEDICALCOLO
Perleverifichediresistenzadellesezionisottosforzinormalisiadottanolecompetentiipotesitrattedal4.1.2.3.4.1.Perunase
zionerettangolaredilatiaebsoggettaadunaforzanormaleNEdconunaeccentricitenelladirezionedellatoalaverificadire
sistenzaalloSLU,conilmodello(c)di4.1.2.1.2.1,siponecon
NEdNRd=fcdbx [4.1.50]
conx=a2e.
LaverificadiresistenzadellastessasezionerettangolaredilatiaebsoggettaancheadunsforzoditaglioVEdnelladirezionedel
latoasiponecon
VEdVRd=fcvdbx/1,5
con
fcvd=(f2ct1d+cfct1d)percclim
fcvd=(f2ct1d+cfct1d2/4)perc>clim
dove
c=NEd/(bx)
=cclim
clim=fcd2(f2ct1d+fcdfct1d)
dove
fct1d=0,85fctd
laresistenzaatrazionediprogettopercalcestruzzononarmatoodebolmentearmato.

4.1.12. CALCESTRUZZO DI AGGREGATI LEGGERI (LC)


Ilpresentecapitolosiapplicaaicalcestruzzidiaggregatileggeriminerali,artificialionaturali,conesclusionedeicalcestruzziae
rati.
PerleclassididensitediresistenzanormalizzatepufarsiutileriferimentoaquantoriportatonellanormaUNIEN206:2014.
Sullabasedelladenominazionenormalizzatacomedefinitain4.1perilcalcestruzzodipesonormale,vengonoammesseclassi
diresistenzafinoallaclasseLC55/60.
IcalcestruzzidellediverseclassitrovanoimpiegosecondoquantoriportatonellaTab.4.1.II.
COSTRUZIONICIVILIEINDUSTRIALI 61

Valgonolespecificheprescrizionisulcontrollodellaqualitdatein4.1ein11.1.

4.1.12.1 NORMEDICALCOLO
Alprogettodellestruttureincalcestruzzodiaggregatileggerisiapplicanolenormedicuiaida4.1.1a4.1.11,tenutocontodel
laspecificitdelmaterialeecomunqueponendolaresistenzaatrazionediprogettoparia
fctd=0,85fctk/c [4.1.50]
Nonpossonoimpiegarsibarredidiametromaggioredi32mm.Perogniindicazioneapplicativasipotrfareutileriferimentoalla
sezione11diUNIEN199211:2005.

4.1.13. RESISTENZA AL FUOCO


LeverifichediresistenzaalfuocopotrannoeseguirsiconriferimentoaUNIEN199212,utilizzandoicoefficientiM(4.1.4)re
lativiallecombinazionieccezionaliedassumendoilcoefficienteccparia1,0.
62 CAPITOLO4

4.2. COSTRUZIONI DI ACCIAIO


Lepresentinormedefinisconoiprincipieleregolegeneralipersoddisfareirequisitidisicurezzadellecostruzioniconstruttura
diacciaio.
Irequisitiperlesecuzionedistrutturediacciaio,alfinediassicurareunadeguatolivellodiresistenzameccanicaestabilit,di
efficienzaediduratadevonoessereconformialleUNIEN10902:2011EsecuzionedistrutturediacciaioedialluminioParte2:
Requisititecniciperstrutturediacciaio,perquantononincontrastoconlepresentinorme.

4.2.1. MATERIALI

4.2.1.1 ACCIAIOLAMINATO
GliacciaiperimpiegostrutturaledevonoappartenereaigradidaS235aS460elelorocaratteristichedevonoessereconformiai
requisitidicuial11.3.4dellepresentinorme.
Perleapplicazioninellezonedissipativedellecostruzionisoggetteadazionisismichesonorichiestiulteriorirequisitispecificati
nel11.3.4.9dellepresentinorme.
In sede di progettazione, per gli acciai di cui alle norme europee armonizzate UNI EN 100251, UNI EN 102101 ed UNI EN
102191,sipossonoassumereneicalcoliivalorinominalidelletensionicaratteristichedisnervamentofykedirotturaftk riportati
nelletabelleseguenti.
Tab.4.2.ILaminatiacaldoconprofiliasezioneaperta
Spessorenominaletdellelemento
Normeequalitdegliacciai t40mm 40mm<t80mm
fyk[N/mm2] ftk[N/mm2] fyk[N/mm] ftk[N/mm]
UNIEN100252
S235 235 360 215 360
S275 275 430 255 410
S355 355 510 335 470
S450 440 550 420 550
UNIEN100253
S275N/NL 275 390 255 370
S355N/NL 355 490 335 470
S420N/NL 420 520 390 520
S460N/NL 460 540 430 540
UNIEN100254
S275M/ML 275 370 255 360
S355M/ML 355 470 335 450
S420M/ML 420 520 390 500
S460M/ML 460 540 430 530
S460Q/QL/QL1 460 570 440 580
UNIEN100255
S235W 235 360 215 340
S355W 355 510 335 490

Tab.4.2.IILaminatiacaldoconprofiliasezionecava
Spessorenominaletdellelemento
Normeequalitdegliacciai t40mm 40mm<t80mm
fyk[N/mm2] ftk[N/mm2] fyk[N/mm2] ftk[N/mm2]
UNIEN102101
S235H 235 360 215 340
S275H 275 430 255 410
S355H 355 510 335 490
S275NH/NLH 275 390 255 370
S355NH/NLH 355 490 335 470
S420NH/NLH 420 540 390 520
S460NH/NLH 460 560 430 550
UNIEN102191
S235H 235 360
S275H 275 430
S355H 355 510
COSTRUZIONICIVILIEINDUSTRIALI 63

S275NH/NLH 275 370


S355NH/NLH 355 470
S275MH/MLH 275 360
S355MH/MLH 355 470
S420MH/MLH 420 500
S460MH/MLH 460 530
S460NH/NHL 460 550

4.2.1.2 ACCIAIOINOSSIDABILE
Gli acciai inossidabili per impieghi strutturali devono essere conformi a quanto previsto nel 11.3.4.8. Per quanto attiene alla
progettazionestrutturaleconacciaiinossidabili,leindicazionieleregoleindicatenellapresentenormadevonoessereintegrate
danormedicomprovatavalidit,quali,adesempio,laUNIEN199314Eurocodice3.ProgettazionedellestrutturediacciaioParte
14:RegolegeneraliCriterisupplementariperacciaiinossidabili.

4.2.1.3 SALDATURE
Iprocedimentidisaldaturaeimaterialidiapportodevonoessereconformiairequisitidicuial11.3.4dellepresentinorme.
PerlomologazionedeglielettrodidaimpiegarenellasaldaturaadarcopufarsiutileriferimentoallanormaUNIENISO2560.
Perglialtriprocedimentidisaldaturadevonoessereimpiegatiifili,flussiogasdicuialleprovediqualificadelprocedimento.
Lecaratteristichedeimaterialidiapporto(tensionedisnervamento,tensionedirottura,allungamentoarotturaeresilienza)de
vono, salvo casi particolari precisati dal progettista, essere equivalenti o superiori alle corrispondenti caratteristiche delle parti
collegate.

4.2.1.4 BULLONIECHIODI
Ibullonieichiodipercollegamentidiforzadevonoessereconformiairequisitidicuial11.3.4dellepresentinorme.
Ivaloridellatensionedisnervamentofybedellatensionedirotturaftbdeibulloni,daadottarenelleverifichequalivaloricaratte
risticisonospecificatinel11.3.4.6dellepresentinorme.

4.2.2. VALUTAZIONE DELLA SICUREZZA


LavalutazionedellasicurezzacondottasecondoiprincipifondamentaliillustratinelCapitolo2.
Irequisitirichiestidiresistenza,funzionalit,durabiliterobustezzasigarantisconoverificandoilrispettodeglistatilimiteultimie
deglistatilimitedieserciziodellastruttura,deicomponentistrutturaliedeicollegamentidescrittinellapresentenorma.

4.2.2.1 STATILIMITE

Glistatilimiteultimidaverificare,ovenecessario,sono:
statolimitediequilibrio,alfinedicontrollarelequilibrioglobaledellastrutturaedellesuepartidurantetuttalavitanominale
compreselefasidicostruzioneediriparazione;
statolimitedicollasso,corrispondentealraggiungimentodellatensionedisnervamentooppuredelledeformazioniultimedel
materialeequindidellacrisioeccessivadeformazionediunasezione,diunamembraturaodiuncollegamento(escludendo
fenomenidifatica),oallaformazionediunmeccanismodicollasso,oallinstaurarsidifenomenidiinstabilitdellequilibrio
neglielementicomponentionellastrutturanelsuoinsieme,considerandoanchefenomenilocalidinstabilitdeiqualisipossa
tenercontoeventualmenteconriduzionedelleareedellesezioniresistenti.
statolimitedifatica,controllandolevariazionitensionaliindottedaicarichiripetutiinrelazioneallecaratteristichedeidettagli
strutturaliinteressati.
Perstruttureosituazioniparticolari,puesserenecessarioconsiderarealtristatilimiteultimi.
Glistatilimitedieserciziodaverificare,ovenecessario,sono:
statilimitedideformazionee/ospostamento,alfinedievitaredeformazioniespostamentichepossanocomprometterelusoeffi
cientedellacostruzioneedeisuoicontenuti,nonchilsuoaspettoestetico;
statolimitedivibrazione,alfinediassicurarechelesensazionipercepitedagliutentigarantiscanoaccettabililivellidicomfortedil
cuisuperamentopotrebbeessereindicediscarsarobustezzae/oindicatoredipossibilidannineglielementisecondari;
statolimitediplasticizzazionilocali,alfinediscongiuraredeformazioniplastichechegenerinodeformazioniirreversibiliedinac
cettabili;
statolimitediscorrimentodeicollegamentiadattritoconbulloniadaltaresistenza,nelcasocheilcollegamentosiastatodimensiona
toacollassopertagliodeibulloni.
64 CAPITOLO4

4.2.3. ANALISI STRUTTURALE


Ilmetododianalisideveesserecoerenteconleipotesidiprogetto.Lanalisideveesserebasatasumodellistrutturalidicalcolo
appropriati,asecondadellostatolimiteconsiderato.
Leipotesiscelteedilmodellodicalcoloadottatodevonoessereingradodiriprodurreilcomportamentoglobaledellastrutturae
quellolocaledellesezioniadottate,deglielementistrutturali,deicollegamentiedegliappoggi.
Nellanalisiglobaledellastruttura,inquelladeisistemidicontroventoenelcalcolodellemembraturesidevetenercontodelle
imperfezionigeometricheestrutturalidicuial4.2.3.5.

4.2.3.1 CLASSIFICAZIONEDELLESEZIONI
LesezionitrasversalideglielementistrutturalisiclassificanoinfunzionedellalorocapacitrotazionaleCdefinitacome:

C=r/y1 [4.2.0

essendoreylerotazionicorrispondentirispettivamentealraggiungimentodelladeformazioneultimaedallosnervamento.Sidi
stinguonoleseguenticlassidisezioni:
La classificazione delle sezioni trasversali degli elementi strutturali si effettua in funzione della loro capacit di deformarsi in
campoplastico.Epossibiledistinguereleseguenticlassidisezioni:
classe1 selasezioneingradodisviluppareunacernieraplasticaaventelacapacitrotazionalerichiestaperlanalisistrutturale
condottaconilmetodoplasticodicuial4.2.3.2senzasubireriduzionidellaresistenzaPossonogeneralmenteclassifi
carsicometalilesezioniconcapacitrotazionaleC3
classe2 selasezioneingradodisviluppareilpropriomomentoresistenteplastico,maconcapacitrotazionalelimitata.Possono
generalmenteclassificarsicometalilesezioniconcapacitrotazionaleC1,5
classe3 se nella sezione le tensioni calcolate nelle fibre estreme compresse possono raggiungere la tensione di snervamento, ma
linstabilitlocaleimpediscelosviluppodelmomentoresistenteplastico;
classe4 se,perdeterminarnelaresistenzaflettente,taglianteonormale,necessariotenercontodeglieffettidellinstabilitlocale
infaseelasticanelleparticompressechecompongonolasezione.Intalcasonelcalcolodellaresistenzalasezionegeome
tricaeffettivapusostituirsiconunasezioneefficace.
Lesezionidiclasse1sidefinisconoduttili,quellediclasse2compatte,quellediclasse3semicompatteequellediclasse4snelle.
Pericasipicomunidelleformedellesezioniedellemodalitdisollecitazione,leseguentiTabelle4.2.III,4.2.IVe4.2.Vfornisco
noindicazioniperlaclassificazionedellesezioni.
Laclassediunasezionecompostacorrispondealvalorediclassepialtotraquellideisuoielementicomponenti.

Tab.4.2.IIIMassimirapportilarghezzaspessoreperparticompresse
COSTRUZIONICIVILIEINDUSTRIALI 65
66 CAPITOLO4

Tab.4.2.IVMassimirapportilarghezzaspessoreperparticompresse


Tab.4.2.VMassimirapportilarghezzaspessoreperparticompresse

4.2.3.2 CAPACITRESISTENTEDELLESEZIONI
Lacapacitresistentedellesezionideveesserevalutataneiconfrontidellesollecitazioniditrazioneocompressione,flessione,ta
glioetorsione,determinandoancheglieffettiindottisullaresistenzadallapresenzacombinatadipisollecitazioni.
Lacapacitresistentedellasezionesideterminaconunodeiseguentimetodi.
Metodoelastico(E)
Siassumeuncomportamentoelasticolinearedelmateriale,sinoalraggiungimentodellacondizionedisnervamento.
Ilmetodopuapplicarsiatutteleclassidisezioni,conlavvertenzadiriferirsialmetododellesezioniefficacioametodiequiva
lenti,nelcasodisezionidiclasse4.
Metodoplastico(P)
Siassumelacompletaplasticizzazionedelmateriale.Ilmetodopuapplicarsisoloasezionidiclasse1e2.
Metodoelastoplastico(EP)
Siassumonolegamicostitutivitensionedeformazionedelmaterialeditipobilineareopicomplessi.
Ilmetodopuapplicarsiaqualsiasitipodisezione.

4.2.3.3 METODIDIANALISIGLOBALE
Lanalisiglobaledellastrutturapuesserecondottaconunodeiseguentimetodi:
Metodoelastico(E)
Sivalutanoglieffettidelleazioninellipotesicheillegametensionedeformazionedelmaterialesiaindefinitamentelineare.
Ilmetodoapplicabileastrutturecompostedasezionidiclassequalsiasi.
COSTRUZIONICIVILIEINDUSTRIALI 67

Laresistenzadellesezionipuesserevalutataconilmetodoelastico,plasticooelastoplasticoperlesezioniduttiliocompatte
(classe1o2),conilmetodoelasticooelastoplasticoperlesezionisemicompatteosnelle(classe3o4).
Metodoplastico(P)
Glieffettidelleazionisivalutanotrascurandoladeformazioneelasticadeglielementistrutturalieconcentrandoledeformazioni
plastichenellesezionidiformazionedellecerniereplastiche.
Ilmetodoapplicabileastruttureinteramentecompostedasezionidiclasse1.
Metodoelastoplastico(EP)
Glieffettidelleazionisivalutanointroducendonelmodelloillegamemomentocurvaturadellesezioniottenutoconsiderandoun
legamecostitutivotensionedeformazioneditipobilineareopicomplesso.
Ilmetodoapplicabileastrutturecompostedasezionidiclassequalsiasi.
Lepossibilialternativeperimetodidianalisistrutturaleedivalutazionedellacapacitresistenteflessionaledellesezionisono
riassuntenellaseguenteTab.4.2.VI.
Tab.4.2.VIMetodidianalisiglobalierelativimetodidicalcolodellecapaciteclassidisezioniammesse
Metododicalcolodellacapacit
Metododianalisiglobale Tipodisezione
resistentedellasezione
(E) (E) tutte(*)
(E) (P) classi1e2
(E) (EP) tutte(*)
(P) (P) classe1
(EP) (EP) tutte(*)
(*)perlesezionidiclasse4lacapacitresistentepuesserecalcolataconriferimentoallasezioneefficace.

4.2.3.4 EFFETTIDELLEDEFORMAZIONI
Ingenerale,possibileeffettuare:
lanalisidelprimoordine,imponendolequilibriosullaconfigurazioneinizialedellastruttura,
lanalisidelsecondoordine,imponendolequilibriosullaconfigurazionedeformatadellastruttura.
Lanalisiglobalepucondursiconlateoriadelprimoordineneicasiincuipossanoritenersitrascurabiliglieffettidelledeforma
zionisullentitdellesollecitazioni,suifenomenidiinstabilitesuqualsiasialtrorilevanteparametrodirispostadellastruttura.
Talecondizionesipuassumereverificataserisultasoddisfattalaseguenterelazione:
Fcr
cr 10 perlanalisielastica
FEd
[4.2.1
F
cr cr 15 perlanalisiplastica
FEd
dovecrilmoltiplicatoredeicarichiapplicaticheinducelinstabilitglobaledellastruttura,FEdilvaloredeicarichidiprogetto
eFcrilvaloredelcaricoinstabilizzantecalcolatoconsiderandolarigidezzainizialeelasticadellastruttura.

4.2.3.5 EFFETTODELLEIMPERFEZIONI
Nellanalisidellastruttura,inquelladeisistemidicontroventoenelcalcolodellemembraturesidevetenercontodeglieffettidel
leimperfezionigeometricheestrutturaliqualilamancanzadiverticalitodirettilineit,lamancanzadiaccoppiamentoeleine
vitabilieccentricitminoripresentineicollegamentireali.
Atalfinepossonoadottarsinellanalisiadeguateimperfezionigeometricheequivalenti,divaloretaledasimulareipossibilieffet
tidellerealiimperfezionidaessesostituite,amenoche talieffettinonsianoinclusiimplicitamentenelcalcolodellaresistenza
deglielementistrutturali.
Sidevonoconsiderarenelcalcolo:
leimperfezioniglobaliperitelaioperisistemidicontrovento;
leimperfezionilocaliperisingolielementistrutturali.
Glieffettidelleimperfezioniglobalipertelaisensibiliaglieffettidelsecondoordinepossonoessereriprodottiintroducendoun
erroreinizialediverticalitdellastrutturaedunacurvaturainizialedeglielementistrutturalicostituenti.
Lerroreinizialediverticalitinuntelaiopuesseretrascuratoquando:
HEd0,15QEd [4.2.2
doveHEdlasommadellereazioniorizzontaliallabasedellecolonnedelpianoconsideratoeQEdlasommadellereazioniverti
caliallabasedellecolonnedelpianostesso.
Nelcasoditelainonsensibiliaglieffettidelsecondoordine,nellesecuzionedellanalisiglobaleperilcalcolodellesollecitazioni
daintrodurrenelleverifichedistabilitdeglielementistrutturali,lacurvaturainizialedeglielementistrutturalipuesseretra
scurata.
68 CAPITOLO4

Nellanalisideisistemidicontroventochedevonogarantirelastabilitlateraleditraviinflesseoelementicompressi,glieffetti
delle imperfezioni globali devono essere riprodotti introducendo, sotto forma di errore di rettilineit iniziale, unimperfezione
geometricaequivalentedellelementodavincolare.
Nellaverificadisingolielementistrutturali,quandononoccorratenerecontodeglieffettidelsecondoordine,glieffettidelleim
perfezionilocalisonodaconsiderarsiinclusiimplicitamentenelleformulediverificadistabilit.

4.2.4. VERIFICHE
Leazionicaratteristiche(carichi,distorsioni,variazionitermiche,ecc.)devonoesseredefiniteinaccordoconquantoindicatonei
Capitoli3e5dellepresentinorme.
Percostruzionicivilioindustrialiditipocorrenteeperlequalinonesistanoregolamentazionispecifiche,leazionidiprogettosi
ottengono,perleverifichestatiche,secondoquantoindicatonelCapitolo2.
Ilcalcolodevecondursiconappropriatimetodidellameccanicastrutturale,secondoicriteriindicatiin4.2.3.

4.2.4.1 VERIFICHEAGLISTATILIMITEULTIMI

4.2.4.1.1 Resistenzadiprogetto
LaresistenzadiprogettodellemembratureRdsiponenellaforma:
Rk
Rd [4.2.3]
M
dove:
Rk ilvalorecaratteristicodellaresistenza(trazione,compressione,flessione,taglioetorsione)dellamembratura,determinata
daivaloricaratteristicidelleresistenzedeimaterialifykedallecaratteristichegeometrichedeglielementistrutturali,dipen
dentidallaclassedellasezione.
M ilfattoreparzialeglobalerelativoalmodellodiresistenzaadottato.
Nelcasoincuisiabbiamoelementiconsezionidiclasse4pufarsiriferimentoallecaratteristichegeometricheefficaci,area
efficaceAeff,modulodiresistenzaefficaceWeff,modulodiinerziaefficaceJeff,valutatiseguendoilprocedimentoindicatoinUNI
EN199315.Nelcasodielementistrutturaliformatiafreddoelamieresottili,pervalutarelecaratteristicheefficacisipufare
riferimentoaquantoindicatoinUNIEN199313.Inalternativaalmetododellecaratteristichegeometricheefficacisipotruti
lizzareilmetododelletensioniridotte,indicatoinUNIEN199315.

Perleverifichediresistenzadellesezionidellemembrature,conriferimentoaimodellidiresistenzaespostinellapresentenor
mativaedutilizzandoacciaidalgradoS235algradoS460dicuial11.3,siadottanoifattoriparzialiM0eM2indicatinella
Tab.4.2.VII.IlcoefficientedisicurezzaM2,inparticolare,deveessereimpiegatoqualorasieseguanoverifichedielementitesi
nellezonediunionedellemembratureindebolitedaifori.
Pervalutarelastabilitdeglielementistrutturalicompressi,inflessiepressoinflessi,siutilizzailcoefficienteparzialedisicurezza
M1indicatonellaseguentetabella.

Tab.4.2.VIICoefficientidisicurezzaperlaresistenzadellemembratureelastabilit
ResistenzadelleSezionidiClasse1234 M0=1,05
Resistenzaallinstabilitdellemembrature M1=1,05
Resistenzaallinstabilitdellemembraturedipontistradalieferroviari M1 =1,10
Resistenza,neiriguardidellafrattura,dellesezionitese(indebolitedaifori) M2=1,25

4.2.4.1.2 Resistenzadellemembrature
Perlaverificadelletravilaresistenzadiprogettodaconsideraredipendedallaclassificazionedellesezioni.
Laverificaincampoelasticoammessapertuttiitipidisezione,conlavvertenzaditenercontodeglieffettidiinstabilitlocale
perlesezionidiclasse4.
Leverificheincampoelastico,perglistatidisforzopianitipicidelletravi,sieseguonoconriferimentoalseguentecriterio:

x ,Ed z ,Ed z ,Ed x ,Ed 3 Ed f yk / M 0


2 2 2 2
[4.2.4]

dove:
x,Ed ilvalorediprogettodellatensionenormalenelpuntoinesame,agenteindirezioneparallelaallassedellamembratura;
z,Ed ilvalorediprogettodellatensionenormalenelpuntoinesame,agenteindirezioneortogonaleallassedellamembratu
ra;
Ed ilvalorediprogettodellatensionetangenzialenelpuntoinesame,agentenelpianodellasezionedellamembratura.
COSTRUZIONICIVILIEINDUSTRIALI 69

Laverificaincampoplasticorichiedechesideterminiunadistribuzioneditensioniinternestaticamenteammissibile,cioin
equilibrioconlesollecitazioniapplicate(N,M,T,ecc.)erispettosadellacondizionediplasticit.
Imodelliresistentiespostineiparagrafiseguentidefinisconolaresistenzadellesezionidellemembratureneiconfrontidellesol
lecitazioniinterne,agentiseparatamenteocontemporaneamente.
Perlesezionidiclasse4,inalternativaalleformuleimpiegatenelseguito,sipossonoimpiegarealtriprocedimentidicomprovata
validit.
4.2.4.1.2.1 Trazione
LazioneassialediprogettoNEddeverispettarelaseguentecondizione:
N Ed
1 [4.2.5]
N t ,Rd
dovelaresistenzadiprogettoatrazioneNt,Rd dimembratureconsezioniindebolitedaforipercollegamentibullonatiochiodati
deveessereassuntaparialminoredeivaloriseguenti:
a) laresistenzaplasticadiprogettodellasezionelorda,A,
Afyk
N pl ,Rd [4.2.6]
M0
b) laresistenzadiprogettoarotturadellasezionenetta,Anet,incorrispondenzadeiforipericollegamenti
0 ,9 A net ftk
N u ,Rd . [4.2.7]
M2
Qualorailprogettoprevedalagerarchiadelleresistenze,comeavvieneinpresenzadiazionisismiche,laresistenzadiprogetto
plasticadellasezionelorda,Npl,Rd,deverisultareminoredellaresistenzadiprogettoarotturadellesezioniindebolitedaiforiper
icollegamenti,Nu,Rd:
N pl ,Rd N u ,Rd [4.2.8]

4.2.4.1.2.2 Compressione
LaforzadicompressionediprogettoNEddeverispettarelaseguentecondizione:
N Ed
1 [4.2.9]
N c , Rd
dovelaresistenzadiprogettoacompressionedellasezioneNc,Rdvale:
N c ,Rd A fyk / M 0 perlesezionidiclasse1,2e3,
[4.2.10]
N c ,Rd A eff fyk / M 0 perlesezionidiclasse4.

Nonnecessariodedurrelareadeiforipericollegamentibullonatiochiodati,purchintuttiiforisianopresentiglielementidi
collegamentoenonsianopresentiforisovradimensionatioasolati.
4.2.4.1.2.3 Flessionemonoassiale(retta)
IlmomentoflettentediprogettoMEddeverispettarelaseguentecondizione:
M Ed
1 [4.2.11]
M c ,Rd
dovelaresistenzadiprogettoaflessionerettadellasezioneMc,Rdsivalutatenendocontodellapresenzadieventualiforiinzona
tesapercollegamentibullonatiochiodati.
LaresistenzadiprogettoaflessionerettadellasezioneMc,Rdvale:
Wpl fyk
M c ,Rd M pl ,Rd perlesezionidiclasse1e2; [4.2.12]
M0
incuiWplrappresentailmodulodiresistenzaplasticodellasezione
Wel ,min fyk
M c ,Rd M el ,Rd perlesezionidiclasse3; [4.2.13]
M0
Weff ,min fyk
M c ,Rd perlesezionidiclasse4; [4.2.14]
M0
perlesezionidiclasse3,Wel,min ilmoduloresistenteelasticominimodellasezioneinacciaio;perlesezionidiclasse4,invece,il
moduloWeff,mincalcolatoeliminandolepartidellasezioneinattiveacausadeifenomenidiinstabilitlocali,secondoilprocedimen
toespostoinUNIEN199315,escegliendoilminoretraimodulicosottenuti.
Perlaflessionebiassialesivedaoltre.
70 CAPITOLO4

Neglielementiinflessicaratterizzatidagiuntistrutturalibullonati,lapresenzadeiforinellepiattabandetesedeiprofilipuesse
retrascuratanelcalcolodelmomentoresistenteseverificatalarelazione
0 ,9 A f ,net ftk A f fyk
[4.2.15]
M2 M0
doveAflarealordadellapiattabandatesa,Af,netlareadellapiattabandaalnettodeiforieftklaresistenzaultimadellacciaio.
4.2.4.1.2.4 Taglio
IlvalorediprogettodellazionetaglianteVEddeverispettarelacondizione
VEd
1 [4.2.16]
Vc ,Rd
dovelaresistenzadiprogettoataglioVc,Rd,inassenzaditorsione,vale
A v fyk
Vc ,Rd [4.2.17]
3 M0
doveAvlarearesistenteataglio.PerprofilatiadIeadHcaricatinelpianodellanimasipuassumere
A v A 2 b t f t w 2 r t f [4.2.18]
perprofilatiaCoadUcaricatinelpianodellanimasipuassumere
A v A 2 b t f t w r t f [4.2.19]
perprofilatiadIeadHcaricatinelpianodellealisipuassumere
Av A h w t w [4.2.20]

perprofilatiaTcaricatinelpianodellanimasipuassumere
A v 0 ,9 A b t f [4.2.21]
perprofilirettangolaricaviprofilatiacaldodispessoreuniformesipuassumere
A v Ah /( b h ) quandoilcaricoparalleloallaltezzadelprofilo,
[4.2.22
A v Ab /( b h ) quandoilcaricoparalleloallabasedelprofilo;
persezionicircolaricaveetubidispessoreuniforme:
A v 2A / [4.2.23]
dove:
A larealordadellasezionedelprofilo,
b lalarghezzadellealiperiprofilatielalarghezzaperlesezionicave,
hw laltezzadellanima,
h laltezzadellesezionicave,
r ilraggiodiraccordotraanimaedala,
tf lospessoredelleali,
tw lospessoredellanima.
Inpresenzaditorsione,laresistenzaatagliodelprofilodeveessereopportunamenteridotta.PerlesezioniadIoHlaresistenza
diprogettoataglioridottadatadallaformula
t ,Ed
Vc ,Rd ,red Vc ,Rd 1 [4.2.24]
1,25 f yk /( 3 M 0 )
dovet,Edlatensionetangenzialemassimadovutaallatorsioneuniforme.Persezionicave,invece,laformula
t ,Ed
Vc ,Rd ,red 1 Vc ,Rd [4.2.25]
f yk /( 3 M 0 )
Laverificaatagliodellasezionepuancheesserecondottainterminitensionali(verificaelastica)nelpuntopisollecitatodellase
zionetrasversaleutilizzandolaformula
t ,Ed
1,0 [4.2.26]
f yk /( 3 M 0 )
doveEdvalutataincampoelasticolineare.
Laverificaallinstabilitdellanimadellasezionesoggettaataglioeprivadiirrigidimentideveesserecondottainaccordocon
4.2.4.1.3.4se
COSTRUZIONICIVILIEINDUSTRIALI 71

h w 72 235
[4.2.27]
t fyk

conassuntocautelativamenteparia1,00oppurevalutatosecondoquantoprevistoinnormedicomprovatavalidit.

4.2.4.1.2.5Torsione
Per gli elementi soggetti a torsione, quando possano essere trascurate le distorsioni della sezione, la sollecitazione torcente di
progetto,TEd,devesoddisfarelarelazione
TEd
1,0 [4.2.28]
TRd
essendoTRdlaresistenzatorsionalediprogettodellasezionetrasversale.LatorsioneagenteTEdpuessereconsideratacomela
sommadiduecontributi
TEd Tt ,Ed Tw ,Ed [4.2.29]

doveTt,EdlatorsioneuniformeeTw,Edlatorsioneperingobbamentoimpedito.

4.2.4.1.2.6Flessioneetaglio
SeiltagliodiprogettoVEdinferioreametdellaresistenzadiprogettoataglioVc,Rd
VEd 0 ,5 Vc ,Rd [4.2.30]

siputrascurarelinfluenzadeltagliosullaresistenzaaflessione,eccettoneicasiincuilinstabilitpertaglioriducalaresistenza
aflessionedellasezione.SeiltagliodiprogettoVEdsuperioreametdellaresistenzadiprogettoataglioVc,Rdbisognatener
contodellinfluenzadeltagliosullaresistenzaaflessione.
Posto
2
2VEd
1 [4.2.31]
Vc, Rd
laresistenzaaflessionesideterminaassumendoperlarearesistenteataglioAvlatensionedisnervamentoridotta(1)fyk.
Per le sezioniad I o ad H di classe 1 e 2doppiamente simmetriche, soggette a flessione e taglio nelpiano dellanima, lacorri
spondenteresistenzaconvenzionalediprogettoaflessionerettapuesserevalutatacome:
Aw2
W pl , y f yk
4t w
M y ,V , Rd M y , c, Rd [4.2.32]
M0
incuiAwrappresentalareadellanimadelprofilo

4.2.4.1.2.7Pressootensoflessioneretta
Lapressootensoflessionerettapuesseretrattataconriferimentoametodidicomprovatavalidit.
PerlesezioniadIoadHdiclasse1e2doppiamentesimmetriche,soggetteapressootensoflessionenelpianodellanima,la
corrispondenteresistenzaconvenzionalediprogettoaflessionerettapuesserevalutatacome:
M N ,y ,Rd M pl ,y ,Rd (1 n ) / (1 0 ,5 a) M pl ,y ,Rd [4.2.33]

PerlesezioniadIoadHdiclasse1e2doppiamentesimmetriche,soggetteapressootensoflessionenelpianodelleali,lacorri
spondenteresistenzaconvenzionalediprogettoaflessionerettapuesserevalutatacome:
M N ,z ,Rd M pl ,z ,Rd per n a [4.2.34]

n a 2
o M M pl ,z ,Rd 1 per n a [4.2.35]

N ,z ,Rd

1 a
essendo
Mpl,y,Rd ilmomentoresistenteplasticodiprogettoaflessionesemplicenelpianodellanima,
Mpl,z,Rd ilmomentoresistenteplasticodiprogettoaflessionesemplicenelpianodelleali,
eposto:
n=NEd/Npl.Rd [4.2.36]
a=(A2btf)/A0,5 [4.2.37]
dove:
A larealordadellasezione,
b lalarghezzadelleali,
tf lospessoredelleali.

72 CAPITOLO4

Persezionigenerichediclasse1e2laverificasiconducecontrollandocheilmomentodiprogettosiaminoredelmomentopla
sticodiprogetto,ridottopereffettodellosforzonormalediprogetto,MN,y,Rd.

4.2.4.1.2.8Pressootensoflessionebiassiale
Lapressootensoflessionebiassialepuesseretrattataconriferimentoametodidicomprovatavalidit.
PerlesezioniadIoadHdiclasse1e2doppiamentesimmetriche,soggetteapressootensoflessionebiassiale,lacondizionedi
resistenzapuesserevalutatacome:
2 5n
M y ,Ed
M z ,Ed 1 [4.2.38]
M N ,y ,Rd M N ,z ,Rd

conn0,2essendon=NEd/Npl,Rd.Nelcasoincuin<0,2,ecomunquepersezionigenerichediclasse1e2,laverificapuessere
condottacautelativamentecontrollandoche:
M y ,Ed M z ,Ed
1 [4.2.39]
M N ,y ,Rd M N ,z ,Rd

Perlesezionidiclasse3,inassenzadiazioniditaglio,laverificaapressootensoflessionerettaobiassialecondottaintermini
tensionaliutilizzandoleverificheelastiche;latensioneagentecalcolataconsiderandolaeventualepresenzadeifori.
Perlesezionidiclasse4,leverifichedevonoesserecondotteconriferimentoallaresistenzaelastica(verificatensionale);siposso
noutilizzareleproprietgeometricheefficacidellasezionetrasversaleconsiderandolaeventualepresenzadeifori.

4.2.4.1.2.9Flessione,taglioesforzoassiale
Nelcalcolodelmomentoflettenteresistentedevonoessereconsideratiglieffettidisforzoassialeetaglio,sepresenti.
Nelcasoincuiiltagliosollecitantediprogetto,VEd,siainferioreal50%dellaresistenzadiprogettoataglio,Vc,Rd,laresistenzaa
flessionedellasezionepuesserecalcolataconleformuleperlatenso/pressoflessione.Selasollecitazionediprogettoataglio
superail50%dellaresistenzadiprogettoataglio,siassumeunatensionedisnervamentoridottaperlinterazionetraflessionee
taglio:fy,red=(1)fykdove:
2
2V
Ed 1 [4.2.40]
Vc ,Rd
Perlesezionidiclasse3eclasse4leverifichedevonoesserecondotteconriferimentoallaresistenzaelastica(verificatensionale);
perlesezionidiclasse4sipossonoutilizzareleproprietgeometricheefficacidellasezionetrasversale.

4.2.4.1.3 Stabilitdellemembrature

4.2.4.1.3.1 Astecompresse
Laverificadistabilitdiunastasieffettuanellipotesichelasezionetrasversalesiauniformementecompressa.Deveessere
N Ed
1 [4.2.41]
N b ,Rd
dove
NEd lazionedicompressionediprogetto,
Nb,Rd laresistenzadiprogettoallinstabilitnellastacompressa,datada
Afyk
N b ,Rd perlesezionidiclasse1,2e3, [4.2.42]
M1
eda
A eff fyk
N b ,Rd perlesezionidiclasse4 [4.2.43]
M1
Icoefficientidipendonodaltipodisezioneedaltipodiacciaioimpiegato;essisidesumono,infunzionediappropriativalori
dellasnellezzanormalizzata ,dallaseguenteformula
1
1 .0 [4.2.44]
2


dove 0.5 1 0.2 ,ilfattorediimperfezione,ricavatodallaTab.4.2.VIII,elasnellezzanormalizzata pari
a

COSTRUZIONICIVILIEINDUSTRIALI 73

A fyk
perlesezionidiclasse1,2e3,ea [4.2.45]
N cr

A eff fyk
perlesezionidiclasse4. [4.2.46]
N cr

Tab.4.2.VIIICurvedinstabilitpervarietipologiedisezionieclassidacciaio,perelementicompressi

Ncr ilcaricocriticoelasticobasatosulleproprietdellasezionelordaesullalunghezzadiliberainflessionel0dellasta,calcolato
perlamodalitdicollassoperinstabilitappropriata(flessionale,torsionaleoflessotorsionale).
Nelcasoincui siaminoredi0,2oppurenelcasoincuilasollecitazionediprogettoNEdsiainferiorea0,04Ncr,glieffettilegatiai
fenomenidiinstabilitperleastecompressepossonoesseretrascurati.
Limitazionidellasnellezza
Si definisce lunghezza dinflessione la lunghezza l0 = l da sostituire nel calcolo del carico critico elastico Ncr allalunghezza l
dellastaqualerisultadalloschemastrutturale.Ilcoefficientedeveesserevalutatotenendocontodelleeffettivecondizionidi
vincolodellastanelpianodiinflessioneconsiderato.
Sidefiniscesnellezzadiunastanelpianodiverificaconsideratoilrapporto
=l0/i [4.2.47]
74 CAPITOLO4

dove
l0 lalunghezzadinflessionenelpianoconsiderato,
i ilraggiodinerziarelativo.
opportunolimitarelasnellezzaalvaloredi200perlemembratureprincipalieda250perlemembraturesecondarie.

4.2.4.1.3.2 Traviinflesse
Letraviinflesseconlapiattabandacompressanonsufficientementevincolatalateralmente,devonoessereverificateneiriguardi
dellinstabilitflessotorsionalesecondolaformula
M Ed
1 [4.2.48]
M b ,Rd
dove:
MEd ilmassimomomentoflettentediprogetto
Mb,Rd ilmomentoresistentediprogettoperlinstabilit.

Nelcasodiprofiloinflessosecondolasseforte(assey)ilmomentoresistentediprogettoperifenomenidiinstabilitdiunatrave
lateralmentenonvincolatapuessereassuntoparia
fyk
M b ,Rd LT Wy [4.2.49]
M1
dove
Wyilmoduloresistentedellasezione,parialmoduloplasticoWpl,y,perlesezionidiclasse1e2,almoduloelasticoWel,y,perle
sezionidiclasse3echepuessereassuntoparialmoduloefficaceWeff,y,perlesezionidiclasse4.
IlfattoreLTilfattorediriduzioneperlinstabilitflessotorsionale,dipendentedaltipodiprofiloimpiegatoepuesseredeter
minatodallaformula

[4.2.50]

dove LT
0.5 1 LT LT LT , 0 2
LT

Ilcoefficientedisnellezzanormalizzata LT datodallaformula

WY f yk
LT [4.2.51]
M cr
incuiMcrilmomentocriticoelasticodiinstabilitflessotorsionale,calcolatoconsiderandolasezionelordadelprofiloetenendo
inconto,lecondizionidicaricoedivincolitorsionalipresenti,nellipotesididiagrammadimomentoflettenteuniforme.

IlfattorediimperfezioneLTottenutodalleindicazioniriportatenellaTab.4.2.IX(a)inbaseallecurvedistabilitdefinitanella
tabellaTab.4.2.IX(b)
Ilfattorefconsideralarealedistribuzionedelmomentoflettentetrairitegnitorsionalidellelementoinflessoeddefinitodalla
formula


f 1 - 0, 5(1 - k c ) 1 - 2,0 LT 0,8
2
[4.2.52]

incuiilfattorecorrettivokcassumeivaloririportatiinTab.4.2.X.Inparticolarenelcasodivariazionelinearedelmomentoflet
tente(11)rappresentailrapportotrailmomentoinmodulominimoedilmomentoinmodulomassimopresientrambicon
illorosegno.
Nelcasogenerale,sipuassumef=1,=1,K=1e LT ,0 =0,2.

Tab.4.2.IXa ValoriraccomandatidiLTperledifferenticurvedistabilit.

Curva di stabilit a b c d
Fattore di imperfezione LT 0,21 0,34 0,49 0,76
COSTRUZIONICIVILIEINDUSTRIALI 75

Tab.4.2.IXbDefinizionedellecurvedinstabilitperlevarietipologiedisezioneeperglielementiinflessi
Sezionetrasversale Limiti CurvadiinstabilitdaTab.4.2.VIII
h/b2 b
SezionelaminataadI
h/b>2 c
h/b2 c
Sezionecompostasaldata
h/b>2 d
Altresezionitrasversali d

PeriprofiliaIoaH,laminatiocompostisaldati,ilcoefficiente LT , 0 nonpumaiessereassuntosuperiorea0,4,ilcoefficiente
nonpumaiessereassuntoinferiorea0,75eiltermineKdefinitocome:

1
K min1, [4.2.53]
f LT
2

4.2.4.1.3.3 Membratureinflesseecompresse
Perelementistrutturalisoggettiacompressioneeflessione,sidebbonostudiareirelativifenomenidiinstabilitfacendoriferi
mentoanormativedicomprovatavalidit.

4.2.4.1.3.4 Stabilitdeipannelli
Glielementistrutturaliinparetesottile(diclasse4)presentanoproblemicomplessidinstabilitlocale,perlacuitrattazionesi
devefareriferimentoanormativedicomprovatavalidit.

4.2.4.1.4 Statolimitedifatica
Perlestrutturesoggetteacarichiciclicideveessereverificatalaresistenzaafaticaimponendoche:
d R / Mf [4.2.54]
essendo
d lescursioneditensione(effettivaoequivalenteallospettroditensione)prodottadalleazioniciclichediprogettocheinduco
nofenomenidifaticaconcoefficientiparzialiMf=1;
R laresistenzaafaticaperlarelativacategoriadeidettaglicostruttivi,comedesumibiledallecurveSNdiresistenzaafatica,
perilnumerototalediciclidisollecitazioneNapplicatidurantelavitadiprogettorichiesta,
MfilcoefficienteparzialedefinitonellaTab.4.2.XI.
Nelcasodegliedificilaverificaafaticadellemembraturenongeneralmentenecessaria,salvoperquelleallequalisonoapplica
tidispositividisollevamentodeicarichiomacchinevibranti.
Tab.4.2.XCoefficientecorrettivodelmomentoflettenteperlaverificaastabilitdelletraviinflesse


NelcasodeipontiglispettrideicarichidaimpiegareperleverificheafaticasonofissatinelCapitolo5dellepresentinorme.
Pervalutareglieffettidellafaticainnanzituttonecessarioclassificarelestruttureneiconfrontidellalorosensibilitalfenome
no.
76 CAPITOLO4

Sidefinisconostrutturepocosensibiliallarotturaperfaticaquelleincuisiverifichinotutteleseguenticircostanze:
dettaglicostruttivi,materialielivelliditensionetalicheleeventualilesionipresentinobassavelocitdipropagazionee
significativalunghezzacritica;
disposizionicostruttivechepermettanolaridistribuzionedeglisforzi;
dettagliidoneiadarrestarelapropagazionedellelesioni;
dettaglifacilmenteispezionabilieriparabili;
prestabiliteprocedurediispezioneedimanutenzioneattearilevareeriparareleeventualilesioni.
Sidefinisconostrutturesensibiliallarotturaperfaticaquellechenonricadononeipuntiprecedenti.
Laresistenzaafaticadiundettaglioindividuatamedianteunacurvacaratteristica,dettacurvaSN,cheesprimeilnumerodi
cicliarotturaNinfunzionedellevariazioniditensionenelcicloo

Perindicazioniriguardantilemodalitdirealizzazionedeidettaglicostruttivielaloroclassificazione,conlerispettivecurveSN
sipufareriferimentoaldocumentoUNIEN199319.

Tab.4.2.XICoefficientidisicurezzadaassumereperleverificheafatica.
Conseguenzedellarottura
Conseguenzemoderate Conseguenzesignificative
Strutture poco sensibili alla rot Mf=1,00 Mf=1,15
turaperfatica
Strutture sensibili alla rottura Mf=1,15 Mf=1,35
perfatica

Leverificheafaticapossonoessereavitaillimitataoadanneggiamento.

Verificaavitaillimitata.
Laverificaavitaillimitatasieseguecontrollandochesia:
max,d Mf max D [4.2.55]

oppureche:
max, d Mf max D L [4.2.56]

dove max, d e max, d sono,rispettivamente,ivaloridiprogettodellemassimeescursioniditensioninormalieditensioni

tangenzialiindotteneldettaglioconsideratodallospettrodicarico,e D e D ilimitidifaticaadampiezzacostante.
LaverificaavitaillimitataesclusapertuttiidettaglilecuicurveSNnonpresentinolimitedifaticaadampiezzacostante(per
es.,iconnettoriapiolo).

Verificaadanneggiamento
LaverificaadanneggiamentosieseguemediantelaformuladiPalmgrenMiner,controllandocheildanneggiamentoDrisulti:
ni
D 1,0 [4.2.57]
i Ni
dove ni ilnumerodeiciclidiampiezza i, d indottidallospettrodicaricoperleverificheadanneggiamentonelcorsodella

vitaprevistaperildettaglioe N i ilnumerodiciclidiampiezza i, d arottura,ricavatodallacurvaSNcaratteristicadeldet


taglio.
La verifica a danneggiamento pu essere eseguita anche con il metodo dei coefficienti di danneggiamento equivalente . Per
limpiegoditalemetodosidevefareriferimentoanormativedicomprovatavalidit,dicuialcapitolo12.
Nelcasodicombinazioniditensioninormalietangenziali,lavalutazionedellaresistenzaafaticadovrconsiderareiloroeffetti
congiuntiadottandoidoneicriteridicombinazionedeldanno.
Nellavalutazionedellaresistenzaafaticadovrtenersicontodellospessoredelmetallobasenelqualepuinnescarsiunapoten
zialelesione.
LecurveSNreperibilinellaletteraturaconsolidatasonoriferiteaivalorinominalidelletensioni.
Peridettaglicostruttivideiqualinonsianotalacurvadiresistenzaafaticaleescursionitensionalipotrannoriferirsialletensioni
geometricheodipicco,cioalletensioniprincipalinelmetallobaseinprossimitdellapotenzialelesione,secondolemodalite
lelimitazionispecifichedelmetodo,nellambitodellameccanicadellafrattura.
COSTRUZIONICIVILIEINDUSTRIALI 77

Nelleverificheafaticaconsentitotenerecontodeglieffettifavorevolidieventualitrattamentitermiciomeccanici,purchade
guatamentecomprovati.

4.2.4.1.5 Fragilitallebassetemperature
Latemperaturaminimaallaqualelacciaioperimpiegostrutturalepuessereutilizzatosenzapericolodirotturafragile,inas
senzadidatipiprecisi,deveesserestimatasullabasedellatemperaturaTallaqualeperdettoacciaiopuesseregarantitalare
silienzaKV,richiestasecondolenormeeuropeeapplicabili.
Perquantoriguardalecaratteristicheditenacit,nelcasodistrutturenonprotette,siassumonocometemperaturadiriferimento
TEdquellaminimadelluogodiinstallazionedellastruttura,conunperiododiritornodicinquantanniTmindefinitaal3.5.2
TEd=Tmin[4.2.58]
NelcasodistruttureprotetteverrinveceadottatalatemperaturaTminaumentatadi15C
TEd=Tmin+15C[4.2.59]
InassenzadidatistatisticilocalisipotrassumerecometemperaturadiriferimentoilvaloreTEd=25Cperstrutturenonprotettee
TEd=10Cperstruttureprotette.
Perladeterminazionedeimassimispessoridiutilizzodegliacciaiinfunzione
dellatemperaturaminimadiservizio,
deilivellidisollecitazionediprogettoEdcolmetodoaglistatilimiti,
deltipoedelgradodellacciaio,
puessereutilizzatalaTab.2.1diUNIEN1993110:2005.
PermembraturecompressevalgonoleprescrizionidellaTab.2.1dellaUNIEN1993110conEd=0,25fy.

Taletabellavalidapervelocitdideformazionenonsuperioria0=4x104/sepermaterialichenonabbianosubitoincrudimenti
e/oinvecchiamentitalidaalterarnelecaratteristicheditenacit.

4.2.4.1.6 Resistenzadicavi,barreefuni
Laverificadicavi,barreefunidovrtenercontodellaspecificitditalielementisiaperquantoriguardalecaratteristichedeima
teriali, sia per i dettagli costruttivi e potr essere condotta con riferimento a specifiche indicazioni contenute in normative di
comprovatavalidit,qualiUNIEN12385,UNIEN10059eUNIEN10060,adottandofattoriparzialiMchegarantiscanoilivelli
disicurezzastabilitinellepresentinorme.

4.2.4.1.7 Resistenzadegliapparecchidiappoggio
Leverifichedegliapparecchidiappoggiodevonoesserecondottetenendocontodellaspecificitdeimaterialiimpiegatiedella
tipologiadelleapparecchiature.
Si pu fare riferimento a modelli di calcolo contenuti in normative di comprovata validit, quali le norme della serie UNI EN
1337,adottandofattoriparzialiMchegarantiscanoilivellidisicurezzastabilitinellepresentinorme.

4.2.4.2 VERIFICHEAGLISTATILIMITEDIESERCIZIO

4.2.4.2.1 Spostamentiverticali
Ilvaloretotaledellospostamentoortogonaleallassedellelemento(Fig.4.2.3)definitocome
tot=1+2 [4.2.60]


Fig.4.2.3Definizionedeglispostamentiverticaliperleverificheinesercizio

essendo:
C lamontainizialedellatrave,
1 lospostamentoelasticodovutoaicarichipermanenti,
2 lospostamentoelasticodovutoaicarichivariabili,
max lospostamentonellostatofinale,depuratodellamontainiziale=totC.
Nelcasodicoperture,solaietravidiedificiordinari,ivalorilimitedimaxe2,riferitiallecombinazionicaratteristichedelleazio
ni,sonoespressicomefunzionedellaluceLdellelemento.
78 CAPITOLO4

Ivaloriditalilimitisonodadefinirsiinfunzionedeglieffettisuglielementiportati,dellaqualitdelcomfortrichiestoallacostru
zione,dellecaratteristichedeglielementistrutturalienonstrutturaligravantisullelementoconsiderato,delleeventualiimplica
zionidiunaeccessivadeformabilitsulvaloredeicarichiagenti.
IncarenzadipipreciseindicazionisipossonoadottareilimitiindicatinellaTab.4.2.XII,doveLlalucedellelementoo,nel
casodimensole,ildoppiodellosbalzo.

4.2.4.2.2 Spostamentilaterali
Negliedificiglispostamentilateraliallasommitdellecolonneperlecombinazionicaratteristichedelleazionidevonogeneral
mentelimitarsiadunafrazionedellaltezzadellacolonnaedellaltezzacomplessivadelledificiodavalutarsiinfunzionedegli
effettisuglielementiportati,dellaqualitdelcomfortrichiestoallacostruzione,delleeventualiimplicazionidiunaeccessivade
formabilitsulvaloredeicarichiagenti.
InassenzadipipreciseindicazionisipossonoadottareilimitiperglispostamentiorizzontaliindicatiinTab.4.2.XIII(sposta
mentoinsommit;spostamentorelativodipianoFig.4.2.4).

Tab.4.2.XIILimitidideformabilitperglielementidiimpalcatodellecostruzioniordinarie
Limitisuperioriperglisposta
mentiverticali
Elementistrutturali max 2

L L
1 1
Copertureingenerale
200 250
1 1
Coperturepraticabili
250 300
1 1
Solaiingenerale
250 300
Solaiocoperturechereggonointonacooaltromaterialedi 1 1
finiturafragileotramezzinonflessibili 250 350
1 1
Solaichesupportanocolonne
400 500
Neicasiincuilospostamentopucompromettere 1
laspettodelledificio 250
Incasodispecificheesigenzetecnichee/ofunzionalitalilimitidevonoessereopportunamenteridotti.

Tab.4.2.XIIILimitidideformabilitpercostruzioniordinariesoggetteadazioniorizzontali
Limitisuperioriperglispostamentiorizzontali

Tipologiadelledificio



h H
Edificiindustrialimonopianosenzacarro 1
/
ponte 150
1
Altriedificimonopiano /
300
1 1
Edificimultipiano
300 500
Incasodispecificheesigenzetecnichee/ofunzionalitalilimitidevonoessereopportunamenteridotti.


Fig.4.2.4Definizionedeglispostamentiorizzontaliperleverificheinesercizio

4.2.4.2.3 Statolimitedivibrazioni
Leverifichedevonoesserecondotteadottandolecombinazionifrequentidiprogettoefacendoriferimentoanormativeperlami
suraelavalutazionedeglieffettiindottidallevibrazioniquali:laUNI9614Misuradellevibrazioninegliedificiecriteridivalutazio
nedeldisturbo,laUNI9916 Criteridimisuraevalutazionedeglieffettidellevibrazionisugliedificiedaltrenormedicomprovata
validit.
COSTRUZIONICIVILIEINDUSTRIALI 79

4.2.4.2.3.1 Edifici
Nelcasodisolaicaricatiregolarmentedapersone,lafrequenzanaturalepibassadellastrutturadelsolaionondeveingenerale
essereminoredi3Hz.
Nelcasodisolaisoggettiaeccitazioniciclichelafrequenzanaturalepibassanondeveingeneraleessereinferiorea5Hz.
Inalternativaatalilimitazionipotrcondursiuncontrollodiaccettabilitdellapercezionedellevibrazioni.

4.2.4.2.3.2 Strutturedielevataflessibilitesoggetteacarichiciclici
Icontrollidiaccettabilitdellapercezionedevonoesserecondottiseguendometodologieelimitazionisuggeritedanormativedi
comprovatavalidit.

4.2.4.2.3.3 Oscillazioniprodottedalvento
Lestrutturedielevataflessibilit,qualiedificialtiesnelli,coperturemoltoampie,ecc.,devonoessereverificateperglieffettiin
dottidallazionedinamicadelventosiaperlevibrazioniparallelecheperquelleperpendicolariallazionedelvento.
Leverifichedevonocondursiperlevibrazioniindottedallerafficheeperquelleindottedaivortici,utilizzandodatisuffragatida
opportunadocumentazione,otramitemetodianalitici,numericie/osperimentaliadeguatamentecomprovati.

4.2.4.2.4 Statolimitediplasticizzazionilocali
Nellestruttureinacciaionormalechelapresenzaditensioniresidue(dovuteaprocessidifabbricazione,tolleranze,particolari
tdialcunidettagli,variazionilocalizzatedellatemperatura)producaconcentrazioniditensionieconseguentiplasticizzazioni
localizzate.Questenoninfluenzanolasicurezzadelloperaneiconfrontideglistatilimiteultimi.Inoltreicriteridicuial4.2.4.1.3
tengonocontodellinfluenzadiquestiparametrineiriguardidellinstabilitdellemembrature.
Inpresenzadifenomenidifaticaabassonumerodiciclicisidevecautelaremediantespecificheverifiche.

4.2.5. VERIFICHE PER SITUAZIONI PROGETTUALI TRANSITORIE


Perlesituazionicostruttivetransitorie,comequellechesihannodurantelefasidellacostruzione,dovrannoadottarsitecnologie
costruttive e programmi di lavoro che non possano provocare danni permanenti alla struttura o agli elementi strutturali e che
comunquenonpossanoriverberarsisullasicurezzadellopera.
Le entit delle azioni ambientali da prendere in conto saranno determinate in relazione alla durata nel tempo della situazione
transitoriaedellatecnologiaesecutiva.

4.2.6. VERIFICHE PER SITUAZIONI PROGETTUALI ECCEZIONALI


Persituazioniprogettualieccezionali,ilprogettodovrdimostrarelarobustezzadellacostruzionemedianteprocedurediscenari
didannoperiqualiifattoriparzialiMdeimaterialipossonoessereassuntipariallunit.

4.2.7. PROGETTAZIONE INTEGRATA DA PROVE E VERIFICA MEDIANTE PROVE


Laresistenzaelafunzionalitdistruttureedelementistrutturalipuesseremisurataattraversoprovesucampionidiadeguata
numerosit.
Irisultatidelleproveeseguitesuopportunicampionidevonoesseretrattaticonimetodidellanalisistatistica,inmodotaleda
ricavareparametrisignificativiqualimedia,deviazionestandardefattorediasimmetriadelladistribuzione,sdacaratterizzare
adeguatamenteunmodelloprobabilisticodescrittoredellequantitindagate(variabilialeatorie).
Indicazionipidettagliatealriguardoemetodioperativicompletiperlaprogettazioneintegratadaprovepossonoesserereperiti
nellaAppendiceDdellaUNIEN1990:2006.

4.2.8. UNIONI
Nelpresenteparagrafosonoconsideratisistemidiunioneelementari,inquantoparticostituentiicollegamentistrutturalitrale
membratureinacciaio.Inparticolare,sonopresentatimetodipercalcolareleprestazioniresistentielerelativemodaliteregole
per la realizzazione dei vari tipi di unione esaminati. Le tipologie di unione analizzate sono quelle realizzate tramite bulloni,
chiodi,perniesaldature.
Lesollecitazioniagentineicollegamentiallostatolimiteultimoeallostatolimitedieserciziosidevonovalutareconicriteriindi
catiin4.2.2.
Lesollecitazionicosdeterminatepossonoesseredistribuite,concriterielasticioppureplastici,neisingolielementicostituentii
collegamentistrutturalitralemembratureacondizioneche:
leazionicosripartitefraglielementidiunioneelementari(unioni)delcollegamentosianoinequilibrioconquelleapplicatee
soddisfinolacondizionediresistenzaimpostaperognunodiessi;
ledeformazioniderivantidataledistribuzionedellesollecitazioniallinternodeglielementidiunionenonsuperinolaloroca
pacitdideformazione.
80 CAPITOLO4

Perilcalcolodellaresistenzaatagliodellevitiedeichiodi,perilrifollamentodellepiastrecollegateeperilprecaricodeibulloni,
siadottanoifattoriparzialiMindicatiinTab.4.2.XIV.

Tab.4.2.XIVCoefficientidisicurezzaperlaverificadelleunioni.
Resistenzadeibulloni
Resistenzadeichiodi
Resistenzadelleconnessioniaperno M2=1,25
Resistenzadellesaldatureaparzialepenetrazioneeacordonedangolo
Resistenzadeipiattiacontatto
Resistenzaascorrimento:perSLU M3 =1,25
perSLE M3 =1,10
Resistenzadelleconnessioniapernoallostatolimitediesercizio M6,ser=1,0
Precaricodibulloneadaltaresistenza
conserraggiocontrollato M7=1,0
conserraggiononcontrollato M7=1,10

4.2.8.1 UNIONICONBULLONI,CHIODIEPERNISOGGETTIACARICHISTATICI
Leunionirealizzateconbullonisidistinguonoinnonprecaricateeprecaricate.
Leunionirealizzateconchiodisiconsideranosemprenonprecaricateeichiodidevonoesserepreferibilmenteimpegnatiata
glio.
Ipernidellecernieresonosollecitatiataglioeflessione.

4.2.8.1.1 Unioniconbulloniechiodi
NeicollegamenticonbulloninonprecaricatigliassiemiVite/Dado/Rondelladevonoessereconformiaquantospecificatonel
11.3.4.6.1.
Nei collegamenti con bulloni precaricati gli assiemi Vite/Dado/Rondella devono essere conformi a quanto specificato nel
11.3.4.6.2.
Nelleunioniconbulloniadaltaresistenzadelleclassi8.8e10.9,precaricaticonserraggiocontrollato,pergiunzioniadattrito,le
viti,idadielerondelledevonoesserefornitidalmedesimoproduttore.IlmomentodiserraggioMpertaliunioniparia:
M k d Fp ,c k d 0,7 Ares f tbk [4.2.61]
dove:dildiametronominaledellavite,Areslarearesistentedellaviteeftbklaresistenzaarotturadelmaterialedellavite.
Ilvaloredelfattorekindicatosulletarghettedelleconfezioni(deibulloni,oppuredelleviti)perletreclassifunzionalispecifica
tenellaseguenteTabella4.2.XV.
Tabella4.2.XVClassifunzionaliperibulloni
K0 Nessunrequisitosulfattorek
Campodivariabilitdelfattorekidelsingoloelementotraminimoemassimodi
K1
chiaratisullaconfezione
ValoremediokmdelfattoreesuocoefficientedivariazioneVkdichiaratisullacon
K2
fezione

Nelcasoilmomentodiserraggiononsiariportatosulletarghettedelleconfezioni,macompaiailsolofattoreksecondolaclasse
funzionale,sipufareriferimentoalleseguentiTabelle4.2.XVIe4.2.XVII,chesiriferisconorispettivamenteallevitidiclasse8.8e
10.9.
Tabella4.2.XVICoppiediserraggioperibulloni8.8
COSTRUZIONICIVILIEINDUSTRIALI 81

Viti8.8MomentodiserraggioM[Nm]
Vite k=0.10 k=0.12 k=0.14 k=0.16 Fp,C[kN] Ares[mm2]
M12 56.6 68.0 79.3 90.6 47.2 84.3
M14 90.2 108 126 144 64.4 115
M16 141 169 197 225 87.9 157
M18 194 232 271 310 108 192
M20 274 329 384 439 137 245
M22 373 448 523 597 170 303
M24 474 569 664 759 198 353
M27 694 833 972 1110 257 459
M30 942 1131 1319 1508 314 561
M36 1647 1976 2306 2635 457 817

Tabella4.2.XVIICoppiediserraggioperbulloni10.9
Viti10.9MomentodiserraggioM[Nm]
Vite k=0.10 k=0.12 k=0.14 k=0.16 Fp,C[kN] Ares[mm2]
M12 70.8 85.0 99.1 113 59.0 84.3
M14 113 135 158 180 80.5 115
M16 176 211 246 281 110 157
M18 242 290 339 387 134 192
M20 343 412 480 549 172 245
M22 467 560 653 747 212 303
M24 593 712 830 949 247 353
M27 868 1041 1215 1388 321 459
M30 1178 1414 1649 1885 393 561
M36 2059 2471 2882 3294 572 817

Nelle tabelle sono riportati: la dimensione della vite MXX, larea resistente della vite Ares in mm2, la forza di precarico
Fp,C=0.7Aresftbk in kN ed i valori del momento di serraggio M in Nm, corrispondenti a differenti valori del fattore k. Poich il
momentodiserraggiofunzionelinearedelfattorek,lainterpolazioneperrigheimmediata.
Econsigliabileutilizzare,perquantopossibile,lottidiproduzionedibulloniomogenei.
Nel caso di carichi dinamici e/o vibrazione opportuno predisporre sistemi antisvitamento reperibili in norme di comprovata
validittecnica.
NelcasodiutilizzodibulloneriaconclassefunzionaleK1oK2,tuttiibulloninonprecaricatidevonoessereadeguatamenteser
rati.
IlserraggiodeibullonideveessereeseguitoinaccordoallanormaUNIEN10902:2011.
Neigiunticonbulloniadaltaresistenzaprecaricatilaresistenzaadattritodipendedallemodalitdipreparazionedellesuperfi
ciacontatto,dallemodalitdiesecuzioneedalgiocoforobullone.Inviasemplificativalaresistenzadiprogettoalloscorrimento
diunbulloneadattritosicalcolerassumendounaforzadiprecaricoparial70%dellaresistenzaultimaatrazionedelbullone.Il
valoredellaforzadiprecaricodaassumerenelleunioniprogettateadattrito,perlostatolimitediserviziooppureperlostato
limiteultimopariquindia
f tbk A res
Fp ,Cd 0,7 [4.2.62]
M7
doveAreslarearesistentedellavitedelbullone
LaposizionedeiforiperleunionibullonateochiodatedeverispettarelelimitazionipresentatenellaTab.4.2.XVIII,chefariferi
mentoaglischemidiunioneriportatinellaFig.4.2.5.

Tab.4.2.XVIIIPosizionedeiforiperunionibullonateechiodate.
Massimo
Distanzee
Unioniespostea Unioninonespostea Unionidielementiin
interassi Minimo
fenomenicorrosivio fenomenicorrosivio acciaioresistenteallacor
(Fig.4.2.5)
ambientali ambientali rosione(UNIEN100255)
e1 1,2d0 4t+40mm max(8t;12mm)
82 CAPITOLO4

e2 1,2d0 4t+40mm max(8t;125mm)


p1 2,2d0 min(14t;200mm) min(14t;200mm) min(14t;175mm)
p1,0 min(14t;200mm)
p1,i min(28t;400mm)
p2 2,4d0 min(14t;200mm) min(14t;200mm) min(14t;175mm)
Linstabilitlocaledelpiattopostotraibulloni/chiodinondeveessereconsideratase(p1/t)<[9(235/fy)0.5]:
incasocontrariosiassumerunalunghezzadiliberainflessioneparia0.6p1.
tlospessoreminimodeglielementiesternicollegati.

Iforidevonoaverediametrougualeaquellodelbullonemaggioratoalmassimodi1mm,perbullonisinoa20mmdidiametro,
edi1,5mmperbullonididiametromaggioredi20mm.Sipuderogaredatalilimitiquandoeventualiassestamentisottoicari
chidiserviziononcomportinoilsuperamentodeilimitidideformabilitodiservizio.Quandonecessario,possibileadottare
accoppiamentidiprecisioneincuiilgiocoforobullonenondovrsuperare0,3mmperbullonisinoa20mmdidiametroe0,5
mmperbullonididiametrosuperiore,oaltriaccorgimentidiriconosciutavalidit.
PerforiasolatiomaggioratidevonoessereutilizzateleindicazioniriportateinUNIEN199318.


Fig.4.2.5Disposizionedeiforiperlerealizzazionediunionibullonateochiodate

Unioniconbulloniochiodisoggetteataglioe/oatrazione
LaresistenzadiprogettoatagliodeibulloniedeichiodiFv,Rd,perognipianoditagliocheinteressailgambodellelementodi
connessione,puessereassuntaparia:
Fv,Rd=0,6ftbkAres/M2, bulloniclasse4.6,5.6e8.8; [4.2.63]
Fv,Rd=0,5ftbkAres/M2, bulloniclasse6.8e10.9; [4.2.64]
Fv,Rd=0,6ftrkA0/M2, perichiodi. [4.2.65]
Ares indicalarearesistentedellaviteesiadottaquandoilpianoditagliointeressalapartefilettatadellavite.Neicasiincuiil
pianoditagliointeressailgambononfilettatodellavitesiha
Fv,Rd=0,6ftbkA/M2,bullonitutteleclassidiresistenza, [4.2.66]
doveAindicalareanominaledelgambodellaviteeftbk,invece,indicalaresistenzaarotturadelmaterialeimpiegatoperrealiz
zareilbullone.Conftrkindicatalaresistenzacaratteristicadelmaterialeutilizzatoperichiodi,mentreA0indicalasezionedel
foro.
LaresistenzadiprogettoarifollamentoFb,Rddelpiattodellunione,bullonataochiodata,puessereassuntaparia
Fb,Rd=kftkdt/M2, [4.2.67]
dove:
d ildiametronominaledelgambodelbullone,
t lospessoredellapiastracollegata,
ftk laresistenzacaratteristicaarotturadelmaterialedellapiastracollegata,
=min{e1/(3d0);ftbk/ftk;1} perbullonidibordonelladirezionedelcaricoapplicato,
=min{p1/(3d0)0,25;ftbk/ftk;1} perbulloniinterninelladirezionedelcaricoapplicato,
k=min{2,8e2/d01,7;2,5} perbullonidibordonelladirezioneperpendicolarealcaricoapplicato,
k=min{1,4p2/d01,7,2,5} perbulloniinterninelladirezioneperpendicolarealcaricoapplicato,
essendoe1,e2,p1ep2indicatiinFig.4.2.3ed0ildiametronominaledelforodialloggiamentodelbullone.
LaresistenzadiprogettoatrazionedeglielementidiconnessioneFt,Rdpuessereassuntaparia:
Ft,Rd=0,9ftbkAres/M2,peribulloni; [4.2.68]
Ft,Rd=0,6ftrkAres/M2,perichiodi. [4.2.69]
COSTRUZIONICIVILIEINDUSTRIALI 83

Inoltre, nelle unioni bullonate soggette a trazione necessario verificare la piastra a punzonamento; ci non richiesto per le
unionichiodate.Laresistenzadiprogettoapunzonamentodelpiattocollegatoparia
Bp,Rd=0,6dmtpftk/M2; [4.2.70]
dovedmilminimotraildiametrodeldadoeildiametromediodellatestadelbullone;tplospessoredelpiattoeftklatensio
nedirotturadellacciaiodelpiatto.
Laresistenzadiprogettocomplessivadellasingolaunioneatagliopercidatadamin(Fv,Rd;Fb,Rd),mentrelaresistenzadiprogetto
dellasingolaunioneatrazioneottenutacomemin(Bp,Rd;Ft,Rd).
Nelcasodipresenzacombinataditrazioneetagliosipuadottarelaformuladiinterazionelineare:
Fv ,Ed Ft ,Ed
1 [4.2.71]
Fv ,Rd 1,4 Ft ,Rd

Ft ,Ed
conlalimitazione 1 ,doveconFv,EdedFt,Edsisonoindicaterispettivamentelesollecitazioniditaglioeditrazioneagenti
Ft ,Rd
sullunione;perbrevit,leresistenzeataglioedatrazionedellunionesonostateindicateconFv,RdedFt,Rd.

Unioniataglioperattritoconbulloniadaltaresistenza
LaresistenzadiprogettoalloscorrimentoFs,Rddiunbullonediclasse8.8o10.9precaricatopuessereassuntaparia:
Fs,Rd=nFp,Cd/M3. [4.2.72]
dove:
n ilnumerodellesuperficidiattrito,
ilcoefficientediattrito,
Fp,Cdlaforzadiprecaricodelbullonedatadalla(4.2.66)che,incasodiserraggiocontrollato,puessereassuntaparia0,7ftbk
Ares,invececheparia0,7ftbkAres/M7.
Ilcoefficientediattritotralepiastreacontattonelleunioniprecaricateingenereassuntoparia:
= 0,5 superfici sabbiate meccanicamente o a graniglia, esenti da incrosta
zionidiruggineedavaiolature;
= 0,4 superfici sabbiate meccanicamente o a graniglia, e verniciate a
spruzzoconprodottiabasedialluminioodizinco.
superficisabbiatemeccanicamenteoagraniglia,everniciateconsili
cato di zinco alcalino applicando uno spessore dello strato di 5080
m;
= 0,3 superfici pulite mediante spazzolatura o alla fiamma, esenti da in
crostazionidiruggine;
= 0,2 superficinontrattate.

NelcasouncollegamentoadattritoconbulloniadaltaresistenzaprecaricatisiasoggettoatrazioneFt,Ed(allostatolimiteultimo)
laresistenzadiprogettoalloscorrimentoFs,Rdsiriducerispettoalvaloresopraindicatoepuessereassuntaparia:
Fs,Rd=n(Fp,Cd0,8Ft,Ed)/M3 [4.2.73]
Nelcasodiverificaalloscorrimentonellostatolimitediesercizio,inmodoanalogosipuassumere:
Fs,Rd,eser=n(Fp,Cd0,8Ft,Ed,eser)/M3 [4.2.74]
doveFt,Ed,eserlasollecitazionediprogettoottenutadallacombinazionedeicarichiperleverificheinesercizio.

4.2.8.1.2 Collegamenticonperni
Laresistenzadiprogettoatagliodelpernoparia
Fv,Rd=0,6fupkA/M2 [4.2.75]
doveAlareadellasezionedelpernoedfupklatensionearotturadelperno.
Laresistenzadiprogettoarifollamentodellelementoinacciaioconnessodalpernoparia
Fb,Rd=1,5tdfy/M0 [4.2.76]
dovetlospessoredellelemento,dildiametrodelperno,fylaminoretralatensionedisnervamentodelperno(fypk)equella
dellepiastre(fyk).
Nellaconcezionedelleconnessioniconpernisideveavercuradicontenereleazioniflettenti.Laresistenzaaflessionedelperno
datada
MRd=1,5Welfypk/M0 [4.2.77]
doveWelilmodulo(resistente)elasticodellasezionedelperno.
84 CAPITOLO4

Qualorasiprevedalasostituzionedelpernodurantelavitadellacostruzione,bisognalimitarelesollecitazionidiflessioneeta
glio sul perno e di compressione sul contorno dei fori. Per cui la forza di taglio ed il momento agenti sul perno in esercizio,
Fb,Ed,sereMEd,ser,devonoesserelimitatesecondoleseguentiformule:
Fb,Rd,ser=0,6tdfy/M6ser>Fb,Ed,ser [4.2.78]
MRd,ser=0,8Welfypk/M6,ser>MEd,ser [4.2.79]
Inoltre,affinchilpernopossaesseresostituito,necessariolimitareletensionidicontatto,h,Ed,alvalorelimite,fh,Ed =2,5fy/
M6,ser.Letensionidicontattopossonoesserevalutateconlaformulaseguente

[4.2.80]

dovecond0siindicatoildiametrodelforodialloggiamentodelperno,mentreFEd,serlaforzaditagliocheilpernotrasferiscea
servizioedEilmoduloelasticodellacciaio.

4.2.8.2 UNIONISALDATE
Nelpresenteparagrafosono considerateunionisaldateapienapenetrazione,aparzialepenetrazione,edunionirealizzatecon
cordonidangolo.Perirequisitiriguardantiiprocedimentidisaldatura,imaterialidapportoeicontrolliidoneienecessariperla
realizzazionedisaldaturedotatediprestazionimeccanicheadeguateailivellidisicurezzarichiestidallapresentenorma,sifaccia
riferimentoal11.3.4.5.

4.2.8.2.1 Unioniconsaldatureapienapenetrazione
Icollegamentitestaatesta,aTeacroceapienapenetrazionesonogeneralmenterealizzaticonmaterialidapportoaventiresi
stenzaugualeomaggioreaquelladeglielementicollegati.Pertantolaresistenzadiprogettodeicollegamentiapienapenetrazio
nesiassumeegualeallaresistenzadiprogettodelpideboletraglielementiconnessi.Unasaldaturaapienapenetrazioneca
ratterizzatadallapienafusionedelmetallodibaseattraversotuttolospessoredellelementodaunireconilmaterialediapporto.

4.2.8.2.2 Unioniconsaldatureaparzialepenetrazione
Icollegamentitestaatesta,aTeacroceaparzialepenetrazionevengonoverificaticonglistessicriterideicordonidangolo(di
cuialsuccessivo4.2.8.2.4.).
Laltezzadigoladeicordonidangolodautilizzarenelleverifichequellateorica,corrispondenteallapreparazioneadottatae
specificata nei disegni di progetto, senza tenere conto della penetrazione e del sovrametallo di saldatura, in conformit con la
normaUNIENISO96921:2013.

4.2.8.2.3 Unioniconsaldatureacordonidangolo
Laresistenzadiprogetto,perunitdilunghezza,deicordonidangolosideterminaconriferimentoallaltezzadigolaa,cio
allaltezzaadeltriangoloiscrittonellasezionetrasversaledelcordonestesso(Fig.4.2.6).


Fig.4.2.6Definizionedellareadigolaperlesaldatureacordonedangolo

LalunghezzadicalcoloLquellainteradelcordone,purchquestononabbiaestremitpalesementemancantiodifettose.
Eventualitensioni//definitealparagrafosuccessivoagentinellasezionetrasversaledelcordone,intesocomepartedellasezione
resistentedellamembratura,nondevonoesserepreseinconsiderazioneaifinidellaverificadelcordonestesso.
Perilcalcolodellaresistenzadellesaldatureconcordonidangolo,qualorasifacciariferimentoaimodellidicalcolopresentati
nelparagrafoseguente,siadottanoifattoriparzialiMindicatiinTab.4.2.XIV.possibileutilizzaremodellicontenutiinnorma
tivedicomprovatavalidit,adottandofattoriparzialiMchegarantiscanoilivellidisicurezzastabilitinellepresentinorme.
Ai fini della durabilit delle costruzioni, le saldature correnti a cordoni intermittenti, realizzati in modo non continuo lungo i
lembidellepartidaunire,nonsonoammesseinstrutturenonsicuramenteprotettecontrolacorrosione.
Perleverificheoccorreriferirsialternativamenteallasezionedigolanellaeffettivaposizioneoinposizioneribaltata,comeindi
catonelparagrafosuccessivo.

4.2.8.2.4 Resistenzadellesaldatureacordonidangolo
Allostatolimiteultimoleazionidiprogettosuicordonidangolosidistribuisconouniformementesullasezionedigola(definita
al4.2.8.2.3).
COSTRUZIONICIVILIEINDUSTRIALI 85

Nelseguitosiindicanocon latensionenormaleecon latensionetangenzialeperpendicolariallassedelcordonedangolo,


agentinellasezionedigolanellasuaposizioneeffettiva,econlatensionenormaleeconlatensionetangenzialeparallele
allassedelcordonedangolo.Latensionenormalenoninfluenzalaresistenzadelcordone.

Figura4.2.7

Considerandolasezionedigolanellasuaeffettivaposizione,sipuassumerelaseguentecondizionediresistenza

[4.2.81]
0,9ftk/M2
dove:
ftklaresistenzacaratteristicaatrazioneultimanominaledellapideboledelleparticollegate;= 0,80peracciaioS235;0,85per
acciaioS275;0,90peracciaioS355;1,00peracciaioS420eS460.
Inalternativa,dettaalaltezzadigola,sipuadottarecautelativamenteilcriteriosemplificato
Fw,Ed/Fw,Rd1 [4.2.82]
doveFw,EdlaforzadiprogettochesollecitailcordonedangoloperunitdilunghezzaeFw,Rdlaresistenzadiprogettodelcor
donedangoloperunitdilunghezza
Fw ,Rd aftk /
3 M 2 [4.2.83]

Considerandolasezionedigolainposizioneribaltata,siindicanoconnecont latensionenormaleelatensionetangenziale
perpendicolariallassedelcordone.
Laverificadeicordonidangolosieffettuacontrollandochesianosoddisfattesimultaneamenteleduecondizioni

[4.2.84]

[4.2.85]

dove fyk la tensione di snervamento caratteristica edi coefficienti 1 e2 sonodati, in funzione del grado di acciaio,in Tab.
4.2.XIX.

Tab.4.2.XIXValorideicoefficienti1e2
S235 S275S355 S420 S460
1 0,85 0,70 0,62
2 1,0 0,85 0,75

4.2.8.3 UNIONISOGGETTEACARICHIDAFATICA
Laresistenzaafaticarelativaaivaridettaglideicollegamentibullonatiesaldati,conlerelativecurveSN,puesserereperitain
UNIEN199319.
InognicasosiadottanoicoefficientiparzialiindicatiinTab.4.2.XI.Inalternativasipossonoutilizzaremodellicontenutiinnor
mativedicomprovatavalidit,adottandofattoriparzialiMchegarantiscanoilivellidisicurezzastabilitinellepresentinorme.

4.2.8.4 UNIONISOGGETTEAVIBRAZIONI,URTIE/OINVERSIONIDICARICO
Neicollegamentisoggettiataglioedinamicamentesollecitati,acausadivibrazioniindottedamacchinarioppureacausadiim
provvisevariazionidellesollecitazionidovuteaurtioaltreazionidinamiche,devonoadottarsiappositesoluzionitecnicheche
impediscanoefficacementeloscorrimento.
A tal proposito si consiglia lutilizzo di giunzioni saldate, oppure, nel caso di unioni bullonate, lutilizzo di dispositivi anti
svitamento,bulloniprecaricati,bulloniinforicalibratioaltritipidibulloniidoneialimitareoeliminareloscorrimento.
86 CAPITOLO4

4.2.9. REQUISITI PER LA PROGETTAZIONE E LESECUZIONE


LesecuzionedellestruttureinacciaiodeveessereconformeallaUNIEN10902:2011,perquantononincontrastoconlepresenti
norme.

4.2.9.1 SPESSORILIMITE
vietatolusodiprofilaticonspessoret<4mm.
Unaderogaatalenorma,finoadunospessoret=3mm,consentitaperoperesicuramenteprotettecontrolacorrosione,quali
peresempiotubichiusialleestremiteprofilizincati,odoperenonesposteagliagentiatmosferici.
Lelimitazionidicuisopranonriguardanoelementieprofilisagomatiafreddo.

4.2.9.2 ACCIAIOINCRUDITO
Deveesseregiustificatomediantespecificavalutazionelimpiegodiacciaioincruditoinognicasoincuisiprevedalaplasticizza
zionedelmateriale(analisiplastica,azionisismicheoeccezionali,ecc.)oprevalganoifenomenidifatica.

4.2.9.3 GIUNTIDITIPOMISTO
Inunostessogiuntovietatolimpiegodidifferentimetodidicollegamentodiforza(adesempiosaldaturaebullonatura),ame
nocheunosolodiessisiaingradodisopportarelinterosforzo,ovverosiadimostrato,perviasperimentaleoteorica,cheladi
sposizionecostruttivaesentedalpericolodicollassoprematuroacatena.

4.2.9.4 PROBLEMATICHESPECIFICHE
Pertuttoquantonontrattatonellepresentinorme,inrelazionea:
Preparazionedelmateriale
Tolleranzedeglielementistrutturalidifabbricazioneedimontaggio
Impiegodeiferripiatti
Variazionidisezione
Intersezioni
Collegamentiataglioconbulloninormaliechiodi
Tolleranzeforobullone.Interassideibulloniedeichiodi.Distanzedaimargini
Collegamentiadattritoconbulloniadaltaresistenza
Collegamentisaldati
Collegamentipercontatto
sipufarriferimentoanormativedicomprovatavalidit.

4.2.9.5 APPARECCHIDIAPPOGGIO
Laconcezionestrutturaledeveprevederefacilitdisostituzionedegliapparecchidiappoggio,nelcasoincuiquestiabbianovita
nominalepibrevediquelladellacostruzioneallaqualesonoconnessi.

4.2.9.6 VERNICIATURAEZINCATURA
Glielementidellestruttureinacciaio,amenochesianodicomprovataresistenzaallacorrosione,devonoessereadeguatamente
protettimedianteverniciaturaozincatura,tenendocontodeltipodiacciaio,dellasuaposizionenellastrutturaedellambiente
nelqualecollocato.Devonoessereparticolarmenteprotettiicollegamentibullonati(precaricatienonprecaricati),inmododa
impedirequalsiasiinfiltrazioneallinternodelcollegamento.
Anchepergliacciaiconresistenzaallacorrosionemigliorata(periqualipufarsiutileriferimentoallanormaUNIEN100255)
devonoprevedersi,ovenecessario,protezionimedianteverniciatura.
Nelcasodipartiinaccessibili,oprofiliasezionechiusanonermeticamentechiusialleestremit,dovrannoprevedersiadeguati
sovraspessori.
Glielementidestinatiadessereincorporatiingettidicalcestruzzonondevonoessereverniciati:possonoessereinvecezincatia
caldo.

4.2.10. CRITERI DI DURABILIT


Ladurabilitdeveassicurareilmantenimentoneltempodellageometriaedellecaratteristichedeimaterialidellastruttura,affin
chquestaconserviinalteratefunzionalit,aspettoesteticoeresistenza.
Alfinedigarantiretalepersistenzainfasediprogettodevonoesserepresiinesameidettaglicostruttivi,laeventualenecessitdi
adottaresovraspessori,lemisureprotettiveedeveesseredefinitounpianodimanutenzione(ispezioni,operazionimanutentivee
programmadiattuazionedellestesse).
COSTRUZIONICIVILIEINDUSTRIALI 87

4.2.11. RESISTENZA AL FUOCO


LeverifichediresistenzaalfuocopotrannoeseguirsiconriferimentoaUNIEN199312,utilizzandoicoefficientiM(4.2.6)re
lativiallecombinazionieccezionali.
88 CAPITOLO4

4.3. COSTRUZIONI COMPOSTE DI ACCIAIO - CALCESTRUZZO


Le strutture composte sono costituite da parti realizzate in acciaio per carpenteria e da parti realizzate in calcestruzzo armato
(normaleoprecompresso)resecollaborantifraloroconunsistemadiconnessioneappropriatamentedimensionato.
Lepresentinormedefinisconoiprincipieleregolegeneralipersoddisfareirequisitidisicurezzadellecostruzioniconstrutture
composteinacciaioecalcestruzzo.
Pertuttoquantononespressamenteindicatonelpresentecapitolo,perlaprogettazionestrutturale,lesecuzione,icontrolliela
manutenzionedevefarsiriferimentoaiprecedenti4.1e4.2relativiallecostruzionidicalcestruzzoarmatoedallecostruzionidi
acciaio,rispettivamente.

4.3.1. VALUTAZIONE DELLA SICUREZZA


LavalutazionedellasicurezzacondottasecondoiprincipifondamentaliillustratinelCapitolo2.
Irequisitirichiestidiresistenza,funzionalit,durabiliterobustezzasigarantisconoverificandoilrispettodeglistatilimiteultimie
deglistatilimitedieserciziodellastruttura,deicomponentistrutturaliedeicollegamentidescrittinellapresentenorma.
Inaggiuntaaquantoindicatoin4.1e4.2dovrannoessereconsideratigliulterioristatilimitediseguitoindicati.

4.3.1.1 STATILIMITEULTIMI
Stato limite di resistenza della connessione acciaiocalcestruzzo, al fine di evitare la crisi del collegamento tra elementi in acciaio ed
elementiincalcestruzzoconlaconseguenteperditadelfunzionamentocompostodellasezione.

4.3.1.2 STATILIMITEDIESERCIZIO
Stato limite di esercizio della connessione acciaiocalcestruzzo, al fine di evitare eccessivi scorrimenti fra lelemento in acciaio e
lelementoincalcestruzzoduranteleserciziodellacostruzione.

4.3.1.3 FASICOSTRUTTIVE
Le fasi costruttive, quando rilevanti, devono essere considerate nella progettazione, nellanalisi e nella verifica delle strutture
composte.

4.3.2. ANALISI STRUTTURALE


Ilmetododianalisideveesserecoerenteconleipotesidiprogetto.
Lanalisideveesserebasatasumodellistrutturalidicalcoloappropriati,asecondadellostatolimiteconsiderato.

4.3.2.1 CLASSIFICAZIONEDELLESEZIONI
Laclassificazionedellesezionicomposteeseguitasecondoloschemaintrodottoperlesezioniinacciaioin4.2.3.Nelcalcolosi
possonoadottaredistribuzioniditensioniplasticheoelasticheperleclassi1e2,mentreperleclassi3e4sidebbonoutilizzare
distribuzioniditensionielastiche.
Inparticolare,perlesezionidiclasse1e2,larmaturaditrazioneAsinsoletta,postaallinternodellalarghezzacollaboranteed
utilizzataperilcalcolodelmomentoplastico,deveessererealizzataconacciaioB450Cerispettarelacondizione
As s Ac
f yk f ctm 1 f yk f ctm
s 0,3 [4.3.1]
235 f sk 1 hc /( 2 z0 ) 235 f sk
doveAclareacollaborantedellasolettadicalcestruzzo,fctmlaresistenzamediaatrazionedelcalcestruzzo,fykefsksonola
resistenzacaratteristicaasnervamentodellacciaiodacarpenteriaediquellodarmaturarispettivamente,hclospessoredella
soletta di calcestruzzo, z0 la distanza tra il baricentro della soletta di calcestruzzo non fessurata e il baricentro della sezione
compostanonfessurata,pariad1perlesezioniinclasse2ea1,1perlesezioniinclasse1.

4.3.2.2 METODIDIANALISIGLOBALE
Glieffettidelleazionipossonoesserevalutatimediantelanalisiglobaleelasticaanchequandosiconsiderilaresistenzaplastica,o
comunqueincampononlinearedellesezionitrasversali.
Lanalisilineareelasticapuessereutilizzataperleverificheaglistatilimitediesercizio,introducendoopportunecorrezioniper
tenerecontodeglieffettinonlineariqualilafessurazionedelcalcestruzzo,eperleverifichedellostatolimitedifatica.
Glieffettideltrascinamentodataglioedellinstabilitlocaledevonoesseretenutiindebitocontoquandoquestiinfluenzinosi
gnificativamentelanalisi.
COSTRUZIONICIVILIEINDUSTRIALI 89

4.3.2.2.1 Analisilineareelastica
Inquestotipodianalisisidevonoancheconsiderare,serilevanti,laviscosit,lafessurazione,glieffettidellatemperatura,ilritiro
elefasicostruttive..
Percostruzionipocosensibiliaifenomenidelsecondoordineequindinonsuscettibilidiproblemidistabilitglobale,possibile
tenereincontolaviscositnelletravidiimpalcatosostituendolareadelleporzioniincalcestruzzo,Ac,conareeequivalentiridot
te in ragione del coefficiente di omogeneizzazione n, cio del rapporto tra i moduli elastici dei materiali, calcolato per breve e
lungotermine.Quandoletensionidilungaduratanonsianopreponderantisipuadottareununicocoefficientediomogeneiz
zazioneassumendounmoduloelasticodelcalcestruzzopariallametdelmoduloelasticoistantaneo,siaperleanalisiabreve
terminecheperquellealungotermine.Pertenereincontolafessurazionedelletravicompostepossibileutilizzareduemetodi.
Ilprimoconsistenelleffettuareunaprimaanalisinonfessurataincuilinerziaomogeneizzataditutteletravipariaquella
dellasezioneinteramentereagente,EJ1.Individuate,allaconclusionedellanalisi,lesezionisoggetteamomentoflettentenegati
vo,nellequalisihannofenomenidifessurazione,siesegueunasecondaanalisifessurata.IntaleanalisilarigidezzaEJ1asse
gnata alle porzioni di trave soggette a momento flettente positivo, mentre la rigidezza fessurata ottenuta trascurando il calce
struzzoteso,EJ2,assegnataalleporzioniditravesoggetteamomentoflettentenegativo.Lanuovadistribuzionedellerigidezze
edellesollecitazioniinterneutilizzataperleverificheaglistatilimitediservizioedultimo.
Ilsecondometodo,applicabilealletravicontinueintelaicontroventatiincuilelucidellecampatenondifferisconotralorodipi
del60%,consideraunaestensionedellazonafessurataallestremitdiognicampata,caratterizzatadarigidezzaEJ2,parial15%
dellalucedellacampata;larigidezzaEJ1assegnataatuttelealtrezone.
Larigidezzadellecolonnedeveessereassuntaparialvaloreindicatoin4.3.5.2dellapresentenorma.
Glieffettidellatemperaturadevonoessereconsideratinelcalcoloquandoinfluenti.Talieffettipossonosolitamenteesseretrascu
ratinellaverificaallostatolimiteultimo,quandoglielementistrutturalisianoinclasse1o2equandononvisianopericolidiin
stabilitflessotorsionale.
Il momento flettente ottenuto dallanalisi elastica pu essere ridistribuito in modo da soddisfare ancora lequilibrio tenendo in
contoglieffettidelcomportamentononlinearedeimaterialietuttiifenomenidiinstabilit.
Perleverificheallostatolimiteultimo,adeccezionedelleverificheafatica,ilmomentoelasticopuessereridistribuitoquandola
travecompostacontinuaopartediuntelaiocontroventato,dialtezzacostante,nonvipericolodifenomenidiinstabilit.
Nelcasoditravicomposteparzialmenterivestitedicalcestruzzo,occorreancheverificarechelacapacitrotazionalesiasufficien
tepereffettuarelaridistribuzione,trascurandoilcontributodelcalcestruzzoacompressionenelcalcolodelmomentoresistente
ridottonellasituazioneridistribuita.
LariduzionedelmassimomomentonegativonondeveeccederelepercentualiindicatenellaTab.4.3.I.

Tab.4.3.ILimitidellaridistribuzionedelmomentonegativosugliappoggi
Classedellasezione 1 2 3 4
Analisinonfessurata 40 30 20 10
Analisifessurata 25 15 10 0

SesiutilizzanoprofilidiacciaiostrutturaledigradoS355osuperiorelaridistribuzionepuesserefattasoloconsezionidiclasse
1eclasse2,enondevesuperareil30%perleanalisinonfessurateedil15%perleanalisifessurate.

4.3.2.2.2 Analisiplastica
Lanalisiplasticapuessereutilizzatapereseguireleverificheallostatolimiteultimoquando:
tuttiglielementisonoinacciaioocompostiacciaiocalcestruzzo;
imaterialisoddisfanoirequisitiindicatiin4.3.3.1;
lesezionisonodiclasse1;
icollegamentitralemembraturesonoacompletoripristinodiresistenzaplasticaesonodotatidiadeguatacapacitdirotazione
odiadeguatasovraresistenza.
Inoltre,nellezoneincuisuppostolosviluppodelledeformazioniplastiche(cerniereplastiche),necessarioche
iprofiliinacciaiosianosimmetricirispettoalpianodellanima,
lapiattabandacompressasiaopportunamentevincolata,
lacapacitrotazionaledellacernieraplasticasiasufficiente.

4.3.2.2.3 Analisinonlineare
Lanalisinonlinearedeveessereeseguitasecondoleindicazioniin4.2.3.3.
Imaterialidevonoesseremodellaticonsiderandotuttelelorononlinearitedeveesseretenutoincontoilcomportamentodella
connessioneatagliotraglielementidelletravicomposte.
Linfluenzadelledeformazionisullesollecitazioniinternedeveesseretenutaincontoquandorilevante.
90 CAPITOLO4

4.3.2.3 LARGHEZZEEFFICACI
Ladistribuzionedelletensioninormalineglielementicompostideveesseredeterminatamedianteunmodellochetengaconto
delladiffusionedeglisforzinellealidellatravemetallicaenellasolettaincalcestruzzo.
Lalarghezzaefficace,beff,diunasolettaincalcestruzzopuesseredeterminatamediantelespressione
beff=b0+be1+be2, [4.3.2]
doveb0ladistanzatragliassideiconnettoriebei=min(Le/8,bi)ilvaloredellalarghezzacollaborantedaciascunlatodellase
zionecomposta(vedifig.4.3.1).


Fig.4.3.1.Definizionedellalarghezzaefficacebeffedellealiquotebei

Leindicaapprossimativamenteladistanzatraduepuntidinullodeldiagrammadeimomenti.Nelcasoditravicontinueconfles
sionedeterminataprevalentementedacarichidistribuitiuniformisipossonoutilizzareleindicazionidiFig.4.3.2
Pergliappoggidiestremitlaformuladiviene
beff=b0+1be1+2be2, [4.3.3]

Le
dove i 0,55 0, 025 1, 0
beff ,i

essendoLeebeff,irelativiallacampatadiestremit.


Fig.4.3.2Larghezzaefficace,beff,eluciequivalenti,Le,perletravicontinue

4.3.2.4 EFFETTIDELLEDEFORMAZIONI
Ingenerale,possibileeffettuare:
lanalisidelprimoordine,imponendolequilibriosullaconfigurazioneinizialedellastruttura;
lanalisidelsecondoordine,imponendolequilibriosullaconfigurazionedeformatadellastruttura.
Glieffettidellageometriadeformata(effettidelsecondoordine)devonoessereconsideratiseessiamplificanosignificativamente
glieffettidelleazioniomodificanosignificativamenteilcomportamentostrutturale.Lanalisidelprimoordinepuessereutiliz
zataquandolincrementodellesollecitazionidovutoaglieffettidelsecondoordineinferioreal10%.Talecondizioneritenuta
soddisfattase
cr10 [4.3.4]
dovecrilfattoreamplificativodeicarichidiprogettonecessariopercausarefenomenidiperditadellastabilitdellequilibrio
elastico.
Peritelaiilvaloredicrpuesserecalcolatoutilizzandolespressionevalidaperlecostruzioniinacciaiodicuialpunto4.2.3.4.
COSTRUZIONICIVILIEINDUSTRIALI 91

4.3.2.5 EFFETTIDELLEIMPERFEZIONI
Nellanalisistrutturalesidevetenereconto,perquantopossibile,deglieffettidelleimperfezioni.
A tal fine possono adottarsi adeguate imperfezioni geometriche equivalenti, a meno che tali effetti non siano inclusi implicita
mentenelcalcolodellaresistenzadeglielementistrutturali.
Sidevonoconsiderarenelcalcolo:
leimperfezioniglobaliperitelaioperisistemidicontrovento;
leimperfezionilocaliperisingolielementistrutturali.
Nellambitodellanalisiglobaledellastruttura,leimperfezionideglielementicompostisoggettiacompressionepossonoessere
trascuratedurantelesecuzionedellanalisidelprimoordine.Leimperfezionideglielementistrutturalipossonoesseretrascurate
anchenelleanalisialsecondoordinese

N pl ,Rk
0,5 [4.3.5]
N Ed
dove la snellezza normalizzata dellelemento, calcolata in 4.3.5.2, Npl,Rk la resistenza a compressione caratteristica
dellelemento, ovvero ottenuta considerando tutte le resistenze dei materiali senza coefficienti parziali di sicurezza e NEd lo
sforzoassialediprogetto.
Glieffettidelleimperfezioniglobalidevonoesseretenutiincontosecondoquantoprescrittoperlestruttureinacciaioalpunto
4.2.3.5dellapresentenorma.
Leimperfezioni,rappresentatedaunacurvaturainizialedellecolonnecomposteedellemembraturecomposteingenere,sono
giconsideratenellecurvedellaTab.4.3.III.Perletravidiimpalcatoleimperfezionisonoriportatenellaformuladiverificanei
riguardidellinstabilitflessotorsionale.
Perglielementiinacciaioleimperfezionisonogiconsideratenelleformulediverificaperlinstabilitriportatein4.2.4.1.3del
lapresentenorma.

4.3.3. RESISTENZE DI PROGETTO


Laresistenzadiprogettodeimaterialifddefinitamediantelespressione:
fk
fd [4.3.6]
M
dovefklaresistenzacaratteristicadelmateriale.
Inparticolare,nelleverificheaglistatilimiteultimisiassumeMparia:
C(calcestruzzo)=1,5;
A(acciaiodacarpenteria)=1,05;
S(acciaiodaarmatura)=1,15;
V(connessioni)=1,25.
NelleverificheaglistatilimitedieserciziosiassumeM=1.
NelleverificheinsituazionidiprogettoeccezionalisiassumeM=1.
Siassumonoperidifferentimateriali(acciaiodacarpenteria,lamieregrecate,acciaiodaarmatura,calcestruzzo,ecc.)leresistenze
caratteristichefkdefinitenelCapitolo11dellepresentinorme.Nellapresentesezionesiindicanoconfyk,fsk,fpkefck,rispettiva
mente,leresistenzecaratteristichedellacciaiostrutturale,dellebarredarmatura,dellalamieragrecataedelcalcestruzzo.

4.3.3.1 MATERIALI

4.3.3.1.1 Acciaio
Perlecaratteristichedegliacciai(strutturali,dalamieragrecataedaarmatura)utilizzatinellestrutturecompostediacciaioecal
cestruzzosidevefareriferimentoal11.3dellepresentinorme.
Leprescrizionigeneralirelativeallesaldature,dicuial11.3dellepresentinorme,siapplicanointegralmente.
Perleproceduredisaldaturadeiconnettoriedilrelativocontrollosipufareriferimentoanormativeconsolidate.
Nelcasosiutilizzinoconnettoriapiolo,lacciaiodeverispettareleprescrizionidicuial11.3.4.7.

4.3.3.1.2 Calcestruzzo
Le caratteristiche meccaniche del calcestruzzo devono risultare da prove eseguite in conformit alle indicazioni delle presenti
normesullestrutturedicalcestruzzoarmatoordinariooprecompresso.
NeicalcolistaticinonpuessereconsideratanunaclassediresistenzadelcalcestruzzoinferioreaC20/25nunaclassediresi
stenzasuperioreaC60/75;pericalcestruzziconaggregatileggeri,lacuidensitnonpuessereinferiorea1800kg/m3,leclassi
limitesonoLC20/22eLC55/60.
92 CAPITOLO4

PerclassidiresistenzadelcalcestruzzosuperioriaC45/55eLC40/44sirichiedecheprimadelliniziodeilavorivengaeseguito
unostudioadeguatoechelaproduzioneseguaspecificheprocedureperilcontrolloqualit.
Qualorasiprevedalutilizzodicalcestruzziconaggregatileggeri,sideveconsiderarecheivalorisiadelmodulodielasticitsia
deicoefficientidiviscosit,ritiroedilatazionetermicadipendonodalleproprietdegliaggregatiutilizzati;pertantoivalorida
utilizzaresonosceltiinbasealleproprietdelmaterialespecifico.
Nelcasosiutilizzinoelementiprefabbricati,sirinviaalleindicazionispecifichedellepresentinorme.

4.3.4. TRAVI CON SOLETTA COLLABORANTE

4.3.4.1 TIPOLOGIADELLESEZIONI
Lesezioniresistentiinacciaiodelletravicomposte,Fig.4.3.3,siclassificanosecondoicriteridicuiin4.2.3.1.
Qualoralatravediacciaiosiarivestitadalcalcestruzzo,leanimepossonoesseretrattatecomevincolatetrasversalmenteaifini
dellaclassificazionedellasezionepurchilcalcestruzzosiaarmato,collegatomeccanicamenteallasezionediacciaioeingradodi
prevenirelinstabilitdellanimaediognipartedellapiattabandacompressanelladirezionedellanima.


Fig.4.3.3Tipologiedisezionecompostepertravi

4.3.4.2 RESISTENZADELLESEZIONI
Ilpresenteparagrafotrattasezionicomposterealizzateconprofiliesolettacollaborante.Metodiecriteridicalcoloperladeter
minazionedellecaratteristicheresistentidisezioneditravicomposterivestitepossonoesseretrovatinel6.3dellaUNIEN1994
11.

4.3.4.2.1 Resistenzaaflessione
Ilmomentoresistentedellasezionecompostapuesserericavatoutilizzandodifferentimetodianalogamenteaquantoindicato
perlecostruzioniinacciaio.
La larghezza di soletta collaborante da utilizzare per le verifiche di resistenza delle sezioni pu essere determinata secondo le indicazioni del
punto 4.3.2.3
Lalamieragrecatautilizzataperlarealizzazionedeisolaicollaborantiedispostaconlegrecheparallelamenteallassedelprofilo
inacciaionondeveessereconsideratanelcalcolodelmomentoresistente.

4.3.4.2.1.1 Metodoelastico
Ilmomentoresistenteelasticocalcolatosullabasediunadistribuzioneelasticadelletensioninellasezione.Sidevetrascurareil
contributodelcalcestruzzoteso.Ilmomentoresistenteelastico,Mel,calcolatolimitandoledeformazioniallimiteelasticodella
resistenzadeimateriali:fcdperilcalcestruzzo,fydperlacciaiostrutturaleefsdperlebarredarmatura.

4.3.4.2.1.2 Metodoplastico
Ilmomentoplasticodiprogetto,Mpl,Rd,sivalutaassumendotuttiimaterialicompletamenteplasticizzati,unatensionedicompres
sionenelcalcestruzzoparia0,85fcd,etrascurandolaresistenzaatrazionedelcalcestruzzo.

4.3.4.2.1.3 Metodoelastoplastico
Il momento resistente della sezione ricavato attraverso una analisi nonlineare in cui sono impiegate le curve tensioni
deformazionideimateriali.assuntalaconservazionedellesezionipiane.Ilmetodoapplicabileasezionidiqualunqueclasse;
necessarioquinditenereincontotuttelenonlinearitpresenti,glieventualifenomenidiinstabiliteilgradodiconnessionea
taglio.

4.3.4.2.2 Resistenzaataglio
Laresistenzaataglioverticaledellamembraturaaffidatainteramenteallatravemetallica,lacuiresistenzacalcolatasecondole
formuleriportatein4.2.4.1.2.

4.3.4.3 SISTEMIDICONNESSIONEACCIAIOCALCESTRUZZO
Nellestrutturecompostesidefinisconosistemidiconnessioneidispositiviattiadassicurarelatrasmissionedelleforzediscorri
mentotraacciaioecalcestruzzo.
Perletravi,sullinteralunghezzadevonoessereprevisticonnettoriataglioedarmaturatrasversaleingradoditrasmetterelafor
zadiscorrimentotrasolettaetravediacciaio,trascurandoleffettodelladerenzatraledueparti.
COSTRUZIONICIVILIEINDUSTRIALI 93

Ilpresenteparagrafofornisceindicazionigeneralisuisistemidiconnessionetralatravemetallicaelasolettaincalcestruzzo,e
indicazionispecificheperilcalcolodellaconnessioneconconnettoriduttili.
Il sistema di connessione si definisce duttile se possiede capacit deformativa sufficiente per giustificare lipotesi di comporta
mento plastico ideale nella struttura considerata; i connettori possono essere classificati duttili secondo quanto esposto in
4.3.4.3.1.
Ilconcettodiconnessioneacompletooparzialeripristinosiapplicasoloatravinellequalilaverificadiresistenzadellesezioni
criticheeffettuataconilmetodoplastico.Unsistemadiconnessionesidefinisceacompletoripristinoquandounincrementodi
resistenzadellaconnessionenonproduceunincrementodicapacitportantedellatrave.Incasocontrariolaconnessioneviene
definitaaparzialeripristino.
Ilgradodiconnessioneinteso,perci,comeilrapportotrailnumeroeffettivodiconnettoriatagliopresenti,N,eilnumerodi
connettoricheassicuranoilcompletosviluppodelmomentoresistenteplasticodellasezionecomposta,Nf.
Quandolesezionidisoloacciaiosonoduttiliocompatte(classe1e2,secondoquantodefinitoai4.2.3.1.e4.3.4.1.)esonopro
gettateutilizzandoilmetodoplastico,sipuutilizzareunaconnessioneataglioaparzialeripristinodiresistenzasoloseilcarico
ultimodiprogettominorediquellochepotrebbeesseresopportatodallostessoelementoprogettatoconconnessioniacompleto
ripristinodiresistenza.
Lediversetipologiedeiconnettoripossonoessereclassificatesecondoleseguenticategorie:
connessioniataglio;
connessioniastaffa;
connessionicompostedaconnettoriataglioeastaffa;
connessioniadattrito.
Nel presente paragrafo sono esposti metodi di calcolo per connessioni a taglio che impiegano pioli con testa in cui la trazione
agentesulsingoloconnettoreatagliorisultaminoredi1/10dellasuaresistenzaultima.

4.3.4.3.1 Connessioniataglioconpioli

4.3.4.3.1.1 Disposizioneelimitazioni
Iconnettoriapiolodevonoessereduttiliperconsentireladozionediunmetododicalcoloplasticodellaconnessioneeperappli
careilcalcoloplasticoperladefinizionedelmomentoresistentedellatrave.
Tale requisitodi duttilit della connessione si ritiene soddisfatto se essihanno una capacit deformativa a taglio superiore a 6
mm,matalevaloredeveessereconvalidatodaappositeproveocomunquecertificatodalproduttoredeipioli.Inalternativa,il
comportamentodeipiolipuessereassuntocomeduttilesullinteralucediunatravedimpalcatose:
- ipiolihannounaaltezzaminimadopolasaldaturaparia76mmedundiametroparia19mm;
- lasezioneinacciaioadIoHlaminataacaldo;
- quando,nelcasosiutilizzinolamieregrecateperilsolaio,questesianocontinuesullatrave;
- inognigrecasiadispostoununicopiolo;
- lalamieragrecatasoddisfilelimitazionib0/hp2ehp60mm(vediFigure4.3.4.ae4.3.4.b);
- laforzaagenteinsolettasiacalcolatautilizzandoilmetodoperilcalcolodelmomentoplastico.
Inognicasoilgradodiconnessione,definitoal4.3.4.3,devesoddisfareleseguentilimitazioni

355
max 1 1,0 0,04 Le ;0,4 per Le 25m
4.3.7
f yk

1 per Le 25m

doveconLesiindicataladistanza,inmetri,traipuntidimomentonullonellaparteditravesoggettaamomentopositivo.
Alternativamentepossonoessereconsideraticomeduttiliipioliaventialtezzanoninferiorea4volteillorodiametro,undia
metrocompresotra16mme25mm,saldatisuunprofiloapiattabandeuguali,edungradodiconnessionecherispettalese
guentilimitazioni:

355
max 1 0,75 0,03 Le ;0,4 per Le 25m
4.3.8
f yk

1 per Le 25m

Perunacasisticapigenerale,sirimandaanormativedicomprovatavalidit.

4.3.4.3.1.2 Resistenzadeiconnettori
Laresistenzadiprogettoatagliodiunpiolodotatoditesta,saldatoinmodoautomatico,concollaredisaldaturanormale,posto
inunasolettadicalcestruzzopienapuessereassuntaparialminoredeiseguentivalori
94 CAPITOLO4

PRd ,a 0,8 f tk d 2 / 4 / V [4.3.9]

PRd ,c 0,29 d 2 f ck E cm / V
0,5
[4.3.10]
dove
V ilfattoreparzialedefinitoal4.3.3.
ftk laresistenzacaratteristicaarotturadellacciaiodelpiolo(comunqueftk500MPa),
fck laresistenzacilindricacaratteristicadelcalcestruzzodellasoletta,
Ecm ilvaloremediodelmoduloelasticosecantedelcalcestruzzodellasolettadefinitoal11.2.10.3,
d ildiametrodelpiolo,compresotra16e25mm;
hsc laltezzadelpiolodopolasaldatura;
=0,2(hsc/d+1) per3hsc/d4, [4.3.11a]
=1,0 perhsc/d>4. [4.3.11b]
Nelcasodisoletteconlamieragrecatalaresistenzadiprogettodeiconnettoriapiolo,calcolataperlasolettapiena,deveessere
convenientementeridotta.Perlamieradispostaconlegrecheparallelamenteallassedelprofilo,laresistenzadellaconnessionea
tagliomoltiplicataperilfattoreriduttivo
kl=0,6b0(hschp)/ h p2 1,0, [4.3.13]

dovehsclaltezzadelconnettore,nonmaggioredihp+75mm,ehsc,hpeb0sonoindicatiinFig.4.3.4(a).


Fig.4.3.4(a)Disposizionedellalamieragrecatarispettoalprofiloinacciaio
Selegrechesonoorientatetrasversalmentealprofiloinacciaio(fig.4.3.4(b)),ilfattoreriduttivo
kt=0,7b0(hschp)/ h p2 / n r [4.3.14]
dovenrilnumerodeipiolipostidentroognigreca.La(4.3.14)puessereutilizzatasoloseftkdelconnettoreinferiorea450
MPa. Il valore di kt deve essere sempre inferiore ai valori riportati nella Tab. 4.3.II; lespressione di kt valida se hp85mm e
b0hpeconconnettorididiametromassimoparia20mmnelcasodisaldaturaattraversolalamieraeparia22mmnelcasodi
lamieraforata.

Tab.4.3.IILimitisuperioridelcoefficientekt

Lamieraconforiepiolisaldati
Numerodipioli Spessoredella Connettoricon20mme
sulprofilo
pergreca lamiera saldatiattraversolalamiera
diametropioli19o22mm
1,0 0,85 0,75
Nr=1
>1,0 1,00 0,75
1,0 0,70 0,60
Nr=2
>1,0 0,80 0,60


Fig.4.3.4(b)Disposizionedellalamieragrecatarispettoalprofiloinacciaio

4.3.4.3.2 Altritipidiconnettori
Peraltritipidiconnettori,qualiconnettoriapressione,unciniecappi,connettoririgidinellesolettepiene,laresistenzaatagliosi
devevalutaresecondonormativedicomprovatavalidit.

4.3.4.3.3 Valutazionedellesollecitazioniditaglioagentisulsistemadiconnessione
Ai fini della progettazione della connessione, la forza di scorrimento per unit di lunghezza pu essere calcolata impiegando
lanalisilineareelastica,lanalisinonlineareo,nelcasodiconnettoriduttili,lateoriaplastica.
Nelcasodianalisielastica,leverifichedevonoesserecondottesuognisingoloconnettore.
COSTRUZIONICIVILIEINDUSTRIALI 95

Perconnessioniduttiliacompletoripristino,lamassimaforzatotalediscorrimentodiprogetto,Vldchedeveesserecontrastata
daconnettoridistribuititralesezionicritiche,sideterminaconequazionidiequilibrioplastico.
Sesiutilizzaperlesezionitrasversalilateoriaelastica,anchelaforzadiscorrimentoperunitdilunghezzadeveesserecalcolata
utilizzando lateoria elastica. Le propriet statiche della sezione trasversale devono essere uguali a quelle utilizzatenel calcolo
delletensioninormali.

4.3.4.3.4 Dettaglicostruttividellazonadiconnessioneataglio
Ilcopriferroaldisopradeiconnettoriapiolodeveesserealmeno20mm.Lospessoredelpiattoacuiilconnettoresaldatodevees
seresufficienteperlesecuzionedellasaldaturaeperunaefficacetrasmissionedelleazioniditaglio.Ladistanzaminimatrailcon
nettoreeilbordodellapiattabandacuicollegatodeveesserealmeno20mm.
Laltezzacomplessivadelpiolodopolasaldaturadeveesserealmeno3volteildiametrodelgambodelpiolo,d.Latestadelpiolo
deveaverediametropariadalmeno1,5despessorepariadalmeno0,4d.Quandoiconnettoriatagliosonosoggettiadazioni
che inducono sollecitazioni di fatica, il diametro del piolo non deve eccedere 1,5 volte lo spessore del piatto a cui collegato.
Quandoiconnettoriapiolosonosaldatisullala,incorrispondenzadellanimadelprofiloinacciaio,illorodiametronondeve
esseresuperiorea2,5voltelospessoredellala.
Quandoiconnettorisonoutilizzaticonlelamieregrecateperlarealizzazionedegliimpalcatinegliedifici,laltezzanominaledel
connettoredevesporgerenonmenodi2volteildiametrodelgamboaldisopradellalamieragrecata.Lalarghezzaminimadella
grecachepuessereutilizzatanegliedificidi50mm.

4.3.4.3.5 Armaturatrasversale
Larmaturatrasversaledellasolettadeveessereprogettatainmododaprevenirelarotturaprematuraperscorrimentoofessura
zionelongitudinalenellesezionicritichedellasolettadicalcestruzzoacausadelleelevatesollecitazioniditagliocreatedaicon
nettori.Larmaturadeveesseredimensionatainmododaassorbireletensionidiscorrimentoagentisullesuperficicritichedi
potenzialerottura,aa,bb,cc,dd,esemplificateinFig.4.3.5.


Fig.4.3.5Tipichesuperficidicollassoataglionellepiattabandedicalcestruzzo

Lasollecitazioneditaglioagentelungolesuperficicritichedeveesseredeterminatacoerentementeconleipotesidicalcoloassun
teperladeterminazionedellaresistenzadellaconnessione.
Lareadiarmaturatrasversaleinunasolettapienanondeveessereminoredi0,002voltelareadelcalcestruzzoedeveesseredi
stribuita uniformemente. In solette con lamiera grecata aventi nervature parallele o perpendicolari allasse della trave, larea
dellarmatura trasversale non deve essere minore di 0,002 volte larea del calcestruzzo della soletta posta al di sopra
dellestradossodellalamieragrecataedeveessereuniformementedistribuita.

4.3.4.4 MODALITESECUTIVE
Lemodalitesecutivedevonoessereconformialleindicazionidinormativedicomprovatavalidit.

4.3.4.5 SPESSORIMINIMI
Perglielementidiacciaiodellastrutturacompostavalgonoleregolestabiliteal4.2.9.1.dellepresentinorme.
Nelletravicompostedaprofilatimetalliciesolettainc.a.lospessoredellasolettacollaborantenondeveessereinferiorea50mm
elospessoredellapiattabandadellatravediacciaiocuicollegatalasolettanondeveessereinferiorea5mm.

4.3.5. COLONNE COMPOSTE

4.3.5.1 GENERALITETIPOLOGIE
Siconsideranocolonnecompostesoggetteacompressionecentrata,pressoflessioneetaglio,costituitedallunionediprofilime
tallici,armaturemetallicheecalcestruzzo:
(a)sezionicompletamenterivestitedicalcestruzzo;
(b)sezioniparzialmenterivestitedicalcestruzzo;
(c)sezioniscatolarirettangolaririempitedicalcestruzzo;
96 CAPITOLO4

(d)sezionicircolaricaveriempitedicalcestruzzo.


Fig.4.3.6Tipidisezionipercolonnecomposte,trattatenelpresenteparagrafo.

Ingeneralepossibileconcepirequalunquetipodisezionetrasversale,incuiglielementiinacciaioeincalcestruzzosonoassem
blatiinmododarealizzarequalunquetipodiforma.Ilprogettoeleverificheditalielementistrutturalivaeseguitoutilizzando
procedurenumericheaffidabilichetenganoincontolenonlinearitdeimaterialiedeisistemidiconnessione,ifenomenidiriti
roeviscosit,lenonlinearitlegatealleimperfezioni.
Nelseguitovengonoforniteindicazioniperverificarelecolonnecompostepicomuni,vedifig.4.3.6,cherispettanoiseguenti
requisiti:
1. lasezionedoppiamentesimmetrica;
2.lasezionecostantelungolaltezzadellacolonna;
3.ilcontributomeccanicodelprofilatoinacciaio,definitoin4.3.5.2,compresotra0,2e0,9;
4.lasnellezzanormalizzata ,definitain4.3.5.2,inferiorea2.0;
5.perlesezioniinteramenterivestite,fig.4.3.6,icopriferrimassimichesipossonoconsiderarenelcalcolosonocy=0,4becz=0,3
h;
6.ilrapportotralaltezzahcelalarghezzabcdellasezionedeveessere0,2hc/bc5,0;
7.larmaturalongitudinaleutilizzatanelcalcolonondeveesseremaggioredel6%dellasezioneincalcestruzzo.

Neicriteridiverifica,inoltre,sidevedistinguereilcasoincuilesollecitazionisianoaffidateinteramenteallastrutturacomposta
dalcasoincuilacostruzionevengarealizzatacostruendoprimalaparteinacciaioepoicompletandolaconilcalcestruzzo.

4.3.5.2 RIGIDEZZAFLESSIONALE,SNELLEZZAECONTRIBUTOMECCANICODELLACCIAIO
Ilcontributomeccanicodelprofilatoinacciaiodefinitodallaformula
Aa f yk 1
[4.3.15]
A N pl ,Rd
doveconAaindicatalareadelprofiloinacciaioeconNpl,Rdlaresistenzaplasticadiprogettoasforzonormaledellasezione
composta,definitain4.3.5.3.1.
Larigidezzaflessionaleefficacedellasezionecomposta,EJeff,dautilizzarsiperladefinizionedelcaricocriticoeulerianodata
dallaformula
( EJ )eff Ea J a Es J s ke Ec , eff J c [4.3.16]

doveke unfattorecorrettivoparia0,6,mentreJa,JseJcsonoimomentidiinerziarispettivamentedelprofiloinacciaio,delle
barredarmatureedelcalcestruzzoedEc,effilmoduloelasticoefficacedelcalcestruzzoottenutotenendocontodeglieffettidella
viscositinbaseallarelazione.
1
E c ,eff E cm [4.3.17]
1 N G ,Ed / N Ed
dove
Ecmilmoduloelasticoistantaneodelcalcestruzzo
ilcoefficientediviscositdefinitoalpunto(11.2.10.7)
NEdlamassimaazioneassialediprogetto
NG,Edlaliquotadiazioneassialedovutaalleazionipermanenti

Lasnellezzanormalizzatadellacolonnadefinitacome
N pl ,Rk
[4.3.18]
N cr
COSTRUZIONICIVILIEINDUSTRIALI 97

doveNcrilcaricocriticoeulerianodefinitoinbaseallarigidezzaflessionaleefficacedellacolonnacompostaeNpl,Rkilvalore
caratteristicodellaresistenzaacompressionedatoda
N pl ,Rk A a f yk 0,85 A c f ck As f sk [4.3.19]

Nelcalcolodellesollecitazioniallostatolimiteultimolarigidezzaflessionaledovrebbeesseredeterminatainbaseallarelazione
seguentepertenerecontodeglieffettidelsecondoordine:
(EJ ) eff ,II k 0 (E a J a E s J s k e ,II E cm J c ) [4.3.20]

dovek0vale0,9eke,IIassuntoparia0,5.
Quandounacolonnaparticolarmentesnella,oppurequandolacostruzionerichiedeparticolarilivellidisicurezza,necessario
considerareancheifenomenialungotermine.

4.3.5.3 RESISTENZADELLESEZIONI

4.3.5.3.1 Resistenzadellasezionepertensioninormali
Laresistenzaplasticadiprogettodellasezionecompostaasforzonormalepuesserevalutatasecondolaformula
A a f yk A c 0,85 f ck A s f sk
N pl ,Rd [4.3.21]
A C S
doveAa,Ac,Assono, rispettivamente,leareedelprofiloinacciaio,dellaparteincalcestruzzoedellebarredarmatura.Nelcaso
incuisiadottinosezioniriempite(Fig.4.3.6c,d)possibilesostituireilcoefficiente0.85conilcoefficiente1.0,(fig.4.3.6c).Nelle
colonnecomposteriempiterealizzateconprofiliasezionecavadiformacircolare(fig.4.3.6d)possibiletenereinconto,nelcal
colodellasforzonormaleplasticoresistente,deglieffettiprodottidalconfinamentocheiltuboinacciaioesercitasulcalcestruzzo.
Inparticolare,possibilefareriferimentoavarimodellidiconfinamentopresentinellenormativeenelladocumentazionetecni
co/scientificadicomprovatavalidit.InmancanzadipipreciseanalisieperelementistrutturalideltiporappresentatonellaFi
gura4.3.7possibileutilizzareilseguentemodellodiconfinamento.
Laresistenzaplasticadiprogettodellacolonnacircolareriempitadicalcestruzzo,tenendocontodelconfinamento,assumelase
guenteforma
A a f yk A c f ck t f A f
N pl ,Rd a 1 c yk s sk 4.3.22
A C d f ck S

dovetlospessoredeltubodiacciaioedildiametroesternodellacolonna.Taleformulavalidanelcasoincui 0,5 e
leccentricitmassimadelcarico, e M Ed N Ed ,siaminoredi0,1.Icoefficienti a ed c sonodatidalleseguentiespressioni

0, 25 3 2 1,0 e0


a 0, 25 3 2 10 0, 25 0,5
e
0< e d 0,1 4.3.23
d
1,0 e>0,1


4,9-18,5 17
2
0 e0



c 4,9-18,5 17
2
1-10 de 0< e d 0,1 4.3.24

0
e>0,1


Figura4.3.7Sezionetipodicolonnacompostacircolareriempitadicalcestruzzoincuipossibileconsiderareilconfinamentodelcalcestruzzo

IlcalcolodelmomentoresistentediprogettodellacolonnacompostaMRdinfunzionedellosforzonormaleNEdagentesiricava
daldominiodiinterazioneMN,chedefiniscelaresistenzadellasezionetrasversale.
98 CAPITOLO4

PerdefiniretaledominiodiinterazioneNM,possibileutilizzaremetodipresentinellenormativeenelladocumentazionetecnica
dicomprovatavaliditoppureutilizzareappositeprocedureetecnichenumerichebasatesullintegrazionedeilegamicostitutiviten
sionedeformazionedellacciaioedelcalcestruzzonellasezionecomposta.
possibile,nelcasosiutilizzinoitipidisezionecompostapresentatenellaFigura4.3.6erispettosedeirequisitiespostiin4.3.5.1,
utilizzareunmetodosemplificatoperladefinizionedeldominiodiinterazioneNM(vediFigura4.3.8).


Figura4.3.8MetodosemplificatoperlavalutazionedeldominiodiinterazioneNMperlecolonnecomposte

Intalemetodosiassumeilmodellodellostressblockperilcalcestruzzo,sitrascuralaresistenzaatrazionedelconglomeratoesi
adottaunmetododicalcoloplasticoincuilebarredarmaturasonoassuntecompletamentesnervate,coscomeilprofiloinac
ciaio.Ildominiononrappresentatocompletamente,maapprossimatosecondounapoligonalepassanteperquattropunti:A,B,
CeD.
IpuntiAeBcorrispondono,rispettivamente,allesollecitazionidiforzanormalecentrataeflessionepura.

IpuntiCeDsonoottenutifissandolosforzonormalealvaloreNpm,Rde0,5Npm,Rd,essendoNpm,Rdlosforzonormaleresistentedi
progettodellasolaporzionedicalcestruzzodellasezionecomposta,ovvero
fck
N pm,Rd 0,85 Ac 4.3.25
c
doveAclareacomplessivadicalcestruzzodellasezionecomposta.
DaldominioresistentesiricavailmomentoresistenteplasticodiprogettoassociatoallosforzonormaleNEddellacombinazione
dicalcolocome

M pl,Rd N Ed d M pl,Rd [4.3.26]


doveMpl,Rdilmomentoresistenteplasticodiprogettoeduncoefficientediprogettoapressoflessioneuniassiale.
Nelcasoincuilacolonnasiasoggettaasollecitazionidipressoflessionedeviata,laverificadellacolonnacompostacondotta
calcolando i coefficienti di progetto dy e dz indipendentemente per i due piani di flessione delle colonne, secondo il metodo
presentatonellaFigura4.3.8,econtrollandoche
M y,Ed M z,Ed
M,y M,z
dy M pl,y,Rd dz M pl,z,Rd
4.3.27
M y,Ed M z,Ed
1,0
dy M pl,y,Rd dz M pl,z,Rd
doveMpl,y,RdeMpl,z,Rdsonoimomentiresistentiplasticirispettoaiduepianidiflessione,mentreMy,EdedMz,Edsonoimomenti
sollecitantiderivantidalleanalisistrutturali,incrementatipertenerecontodeifenomenidelIIordine,comeespostoin4.3.5.4.3
oppurecalcolatisecondounoschemadicalcoloincuileimperfezionidellelementosonostateconsiderateutilizzandoopportuni
fattoridiimperfezione.IcoefficientiM,yeM,zsonoquelliriportatiin4.3.5.4.3.

4.3.5.3.2 Resistenzaetagliodellasezione
LasollecitazioneditagliodiprogettoVEdagentesullasezionedeveesseredistribuitatralaporzioneinacciaioelaporzionein
calcestruzzoinmododarisultareminoreougualedellaresistenzadiognunadelleduepartidellasezione.Inassenzadianalisi
piaccurateiltagliopuesseresuddivisoutilizzandolaseguenteformula
COSTRUZIONICIVILIEINDUSTRIALI 99

M pl ,a ,Rd
Va ,Ed VEd
M pl ,Rd [4.3.28]
Vc ,Ed VEd Va ,Ed
dove
Mpl,RdilmomentoresistentediprogettodellasezionecompostamentreMpl,a,Rdilmomentoresistentediprogettodellasola
sezioneinacciaio.Ingeneralelasollecitazioneditagliodiprogettosullaparteinacciaio,Va,Ed,nondeveeccedereil50%delta
glioresistentediprogettodellasolasezioneinacciaio,Va,Rd(4.2.4.1.2),perpoternecostrascurarelinfluenzasulladetermina
zionedellacurvadiinterazioneNM.Incasocontrariopossibiletenerneincontodellinterazioneinbasealleindicazionidel
4.2.4.1.2.

PersemplicitpossibileprocedereassegnandotuttalazioneditaglioVEdallasolaparteinacciaio.

4.3.5.4 STABILITDELLEMEMBRATURE

4.3.5.4.1 Colonnecompresse
Laresistenzadiprogettoallinstabilitdellacolonnacompostadatadallaformula

[4.3.29]

doveNpl,Rdlaresistenzadefinitain4.3.5.3.1eilcoefficienteriduttivochetienecontodeifenomenidiinstabilit,definitoin
funzionedellasnellezzanormalizzatadellelemento conlaformula

[4.3.30]

dove 0 . 5 1 0 . 2 2 eilfattorediimperfezione,ricavatodallaTab.4.3.III.

Tab.4.3.IIICurvediinstabilitefattoridiimperfezione
Tiposezione Inflessione Curvadistabilit Imperfezione
intorno
allasse
yy b L/200

zz c L/150


(a)
yy b L/200

zz c L/150

(b)
a L/300
(s<3%)
b L/200
(3%<s<6%)
s=As/Ac
(As area armature, Ac
areacalcestruzzo)

(c)
Curvadistabilit a b C
Fattorediimperfezione 0,21 0,34 0,49

4.3.5.4.2 Instabilitlocale
Ifenomenidiinstabilitlocalepossonoesseretrascuratinelcalcolodellecolonnesesonorispettateleseguentidisuguaglianze:
d 235
90 percolonnecircolaricaveriempite; [4.3.31]
t fy
100 CAPITOLO4

d 235
52 percolonnerettangolaricaveriempite; [4.3.32]
t fy

b 235
44 persezioniparzialmenterivestite; [4.3.33]
tf fy


c max 40mm ; b 6 persezionicompletamenterivestite; [4.3.34]
dovebetfsonorispettivamentelalarghezzaelospessoredellealidelprofiloadIoH;detsonoinveceildiametroelospessore
dellasezionedeiprofilicavi;cilcopriferroesternodellesezioniinteramenterivestite.

4.3.5.4.3 Colonnepressoinflesse
Laverificaapressoflessionedellacolonnacompostacondottacontrollandoche
MEdMMpl,Rd(NEd) [4.3.35]
doveMEd,associatoallosforzonormaleNEd,ilmassimovaloredelmomentoflettentenellacolonna,calcolatoconsiderando,se
rilevanti,idifettidirettilineitdellacolonna,vediTab.4.3.III,eglieffettidelsecondoordineeMpl,Rd(NEd)ilmomentoresistente
diprogettodisponibile,funzionediNEd.
IlcoefficienteMassuntoparia0,9pergliacciaicompresitraleclassiS235edS355,mentreperlS420elS460postoparia0,8.
Glieffettideifenomenidelsecondoordinepossonoesseretenutiincontoincrementandoimomentiottenutidallanalisielastica
tramiteilcoefficienteamplificativo

k 1,0 [4.3.36]
N
1 Ed
N cr
in cui Ncr il carico euleriano e un coefficiente che dipende dalla distribuzione del momento flettente lungo lasse
dellelemento.
Ilcoefficienteassuntopariad1,quandolandamentodelmomentoflettenteparabolicootriangolareconvalorinullialle
estremitdellacolonna,eddatoda
M min
0,66 0,44 0,44 [4.3.37]
M max
quandolandamentolineare,conMmaxeMminimomentialleestremitdellacolonna,concordisetendonolefibrepostedalla
stessapartedellelemento(seMcostanteMmax=Mmine=1,1).

4.3.5.5 TRASFERIMENTODEGLISFORZITRACOMPONENTEINACCIAIOECOMPONENTEINCALCESTRUZZO
Lalunghezzaditrasferimentodeglisforzitraacciaioecalcestruzzonondevesuperareildoppiodelladimensioneminoredella
sezionetrasversaleoppure,seminore,unterzodellaltezzadellacolonna.
Qualora,neltrasferimentodeglisforzi,sifacciaaffidamentosullaresistenzadovutaalladerenzaedallattrito,ilvalorepuntualedel
latensionetangenzialepucalcolarsimedianteunanalisielasticainfasenonfessurata.Ilvalorepuntualemassimonondevesupe
rareletensionitangenzialilimitediaderenzafornitenelparagrafosuccessivo.
Sesirealizzauncollegamentomeccanico,utilizzandoconnettoriduttilidicuial4.3.4.3.1,sipueffettuareunavalutazionein
campoplasticodeglisforzitrasferiti,ripartendoliinmodouniformefraiconnettori.
Nelle sezioni parzialmente rivestite composte con profili metallici a doppio T, il calcestruzzo tra le ali deve essere collegato
allanimamedianteconnettoriindividuandounchiaromeccanismoditrasferimentotrailcalcestruzzoelanimaseviflessione
secondolassedebole;inoltre,selaresistenzaatagliononattribuitaalsoloprofiloinacciaio, lestaffenecessariearaggiungere
laresistenzaatagliodellaparteincalcestruzzoarmatodevonoesserepassantiosaldateallanima.

4.3.5.5.1 Resistenzaalloscorrimentofraicomponenti
Laresistenzaalloscorrimentofraprofiliinacciaioecalcestruzzodovutaalletensionidiaderenza,allattritoallinterfacciaac
ciaiocalcestruzzononchalcollegamentomeccanico;laresistenzadeveesseretaledaevitarescorrimentirilevantichepossano
inficiareimodellidicalcoloconsiderati.
Nellambitodelmetododiverificaaglistatilimitisipuassumereunatensionetangenzialediprogettodovutaalladerenzaed
allattrito,finoaiseguentilimiti:
0,30MPa, persezionicompletamenterivestite;
0,55MPa, persezionicircolaririempitedicalcestruzzo;
0,40MPa, persezionirettangolaririempitedicalcestruzzo;
COSTRUZIONICIVILIEINDUSTRIALI 101

0,20MPa, perlealidellesezioniparzialmenterivestite;
0(zero), perlanimadellesezioniparzialmenterivestite.
Setalilimitivengonosuperati,linterosforzovaaffidatoacollegamentimeccanici.Ilcollegamentomeccanicotrailprofiloinac
ciaioadoppioTedilcalcestruzzopuessererealizzatomediantestaffesaldateallanimadelprofilooppurepassanti;unaltro
meccanismodiconnessionepuessererealizzatoconpioliataglio.Inognicasonecessariodefinireunsistemadiconnessione
dalchiarofunzionamentomeccanicoperiltrasferimentodellesollecitazioni.
QualoravisianoconnettoriapiolosullanimadisezioniinacciaioadoppioTosimilari,lealilimitanolespansionelateraledel
calcestruzzoincrementandolaresistenzaalloscorrimentodeipioli.QuestaresistenzaaggiuntivasipuassumerepariaPRd/2,
vediFig.4.3.9,suognialaperognifiladipioli,essendoPRdlaresistenzadiprogettodelsingoloconnettore.Sipuassumere
=0,5.Talivaloridelleresistenzemeccanichesonoconsiderativalidiseladistanzatralealirispettalelimitazioni(vediFig.4.3.9):
300mm, sepresenteunconnettoreperfila;
400mm, sesonopresentidueconnettoriperfila;
600mm, sesonopresentitreopiconnettoriperfila.


Fig.4.3.9Disposizionedeipioliperlaconnessionemeccanicaacciaiocalcestruzzo

4.3.5.6 COPRIFERROEMINIMIDIARMATURA
Sidevonorispettareleseguentilimitazioni:
ilcopriferrodellaladellecolonnecompletamenterivestitedeveesserenonminoredi40mm,nminoredi1/6dellalarghezza
dellala;
ilcopriferrodellearmaturedeveessereinaccordoconledisposizionirelativeallestruttureincalcestruzzoarmatoordinario.
Learmaturedevonoessererealizzaterispettandoleseguentiindicazioni:
larmaturalongitudinale,nelcasochevengaconsideratanelcalcolo,nondeveessereinferioreallo0,3%dellasezioneincalce
struzzo;
larmaturatrasversaledeveessereprogettataseguendoleregoledellestruttureincalcestruzzoarmatoordinario;
ladistanzatralebarreedilprofilopuessereinferioreaquellatralebarreoppurenulla;inquesticasiilperimetroefficaceper
laderenzaacciaiocalcestruzzodeveessereridottoallametoaunquarto,rispettivamente(fig.4.3.10)
leretielettrosaldatepossonoessereutilizzatecomestaffenellecolonnerivestitemanonpossonosostituirelarmaturalongitu
dinale.
Nellesezioniriempitedicalcestruzzogeneralmentelarmaturanonnecessaria.

Fig.4.3.10Perimetroefficacedellebarrediarmatura.

4.3.6. SOLETTE COMPOSTE CON LAMIERA GRECATA


Sidefiniscecomecompostaunasolettaincalcestruzzogettatasuunalamieragrecata,incuiquestultima,adavvenutoinduri
mentodelcalcestruzzo,partecipaallaresistenzadellinsiemecostituendointeramenteoinpartelarmaturainferiore.
Latrasmissionedelleforzediscorrimentoallinterfacciafralamieraecalcestruzzononpuessereaffidataallasolaaderenza,ma
sidevonoadottaresistemispecificichepossonoessere:
aingranamentomeccanicofornitodalladeformazionedelprofilometallicooingranamentoadattritonelcasodiprofilisago
maticonformerientranti,(a)e(b),Fig.4.3.11;
ancoraggidiestremitcostituitidapiolisaldatioaltritipidiconnettori,purchcombinatiasistemiadingranamento(c),Fig.
4.3.11;
102 CAPITOLO4

ancoraggidiestremitottenuticondeformazionedellalamiera,purchcombinaticonsistemiaingranamentoperattrito,(d)
Fig.4.3.11.
Occorreinognicasoverificarelefficaciaelasicurezzadelcollegamentotralamieragrecataecalcestruzzo.


Fig.4.3.11Tipicheformediconnessioneperingranamentodellesolettecomposte

4.3.6.1 ANALISIPERILCALCOLODELLESOLLECITAZIONI
Nelcasoincuilesolettesianocalcolatecometravicontinuesipossonoutilizzareiseguentimetodidianalisi,gipresentatinel
paragrafo4.3.2.2:
(a) analisilineareconosenzaridistribuzione;
(b) analisiglobaleplastica,acondizioneche,dovevisonorichiestedirotazioneplastica,lesezioniabbianosufficientecapacit
rotazionale;
(c) analisielastoplasticachetengacontodelcomportamentononlinearedeimateriali.
Imetodilinearidianalisisonoidoneisiaperglistatilimiteultimi,siaperglistatilimitediesercizio.Imetodiplasticidevonoes
sereutilizzatisolonellostatolimiteultimo.
Sipuutilizzare,perlostatolimiteultimo,lanalisiplasticasenzaalcunaverificadirettadellacapacitrotazionalesesiutilizza
acciaiodaarmaturaB450C(dicuial11.3.2.1)eselecampatehannoluceminoredi3m.
Senellanalisisitrascuranoglieffettidellafessurazionedelcalcestruzzo,imomentiflettentinegativiincorrispondenzadegliap
poggiinternipossonoessereridottifinoal30%,considerandoicorrispondentiaumentideimomentiflettentipositivinellecam
pateadiacenti.
Una soletta continua pu essere progettata come una serie di campate semplicemente appoggiate; in corrispondenza degli ap
poggiintermedisiraccomandadidisporrearmaturesecondoleindicazionidelsuccessivo4.3.6.3.1.

4.3.6.1.1 Larghezzaefficaceperforzeconcentrateolineari
Forzeconcentrateoapplicatelungounalineaparallelaallenervaturedellalamierapossonoessereconsiderateripartitesuuna
larghezzabmoperandounadiffusionea45sinoallembosuperioredellalamiera,vediFig.4.3.12,secondolaformula
bm=bp+2(hc+hf) [4.3.38]
dove:
bplalarghezzasucuiagisceilcarico,
hclospessoredellasolettasopralanervaturaehflospessoredellefiniture.Perstesedicaricolinearidispostetrasversalmente
allassedellagrecasipuutilizzarelamedesimaformulaconsiderandocomebplestensionedellalineadicarico.Possonoassu
mersidifferentilarghezzeefficacibminpresenzadidifferentidettaglidiarmaturanellasolettacoscomeindicatoinaltririferi
mentitecnicidicuialCapitolo12.


Fig.4.3.12Diffusionedelcaricoconcentrato

4.3.6.2 VERIFICHEDIRESISTENZAALLOSTATOLIMITEULTIMO
Siconsidererannodiregolaleseguentiverifiche:
resistenzaaflessione;
resistenzaalloscorrimento;
resistenzaalpunzonamentoedaltaglio.
Aifinidellaverificaalloscorrimentooccorreconoscerelaresistenzaatagliolongitudinalediprogettou,Rd tipicadellalamiera
grecataprevista,determinatasecondoicriteridicuialCapitolo11dellepresentinorme.
COSTRUZIONICIVILIEINDUSTRIALI 103

Laresistenzadiunasolettacompostaallesollecitazioniditagliopunzonamentodiregolavalutatasullabasediunaadeguata
sperimentazione,condottainmododariprodurreleeffettivecondizionidellasuperficiedicontattotralamiereegettoincalce
struzzoriscontrabiliincantiere.
Qualora si consideri efficace la sola lamiera grecata, attribuendo al calcestruzzo esclusivamente la funzione di contrasto
allimbozzamentolocale,laresistenzapuessereverificatainaccordoconleindicazionidinormativedicomprovatavaliditsui
profilatisottilidiacciaioformatiafreddo.

4.3.6.3 VERIFICHEAGLISTATILIMITEDIESERCIZIO

4.3.6.3.1 Verificheafessurazione
Lampiezzadellefessuredelcalcestruzzonelleregionidimomentonegativodisolettecontinuedeveesserecalcolatainaccordo
col4.1.2.2.4.
Qualoralesolettecontinuesianoprogettatecomesemplicementeappoggiateinaccordoconilprecedente4.3.6.1,lasezionetra
sversaledellarmaturadicontrollodellafessurazionenondeveessereminoredi0,2%dellareadellasezionetrasversaledelcalce
struzzopostaaldisopradellenervaturenellecostruzioninonpuntellateinfasedigetto,edi0,4%dellareadellasezionetrasver
saledelcalcestruzzopostaaldisopradellenervatureperlecostruzionipuntellateinfasedigetto.

4.3.6.3.2 Verifichedideformazione
Leffettodelloscorrimentodiestremitpuesseretrascuratoseneirisultatisperimentaliilcaricochecausaunoscorrimentodi
0,5mmmaggioredi1,2volteilcaricodellacombinazionecaratteristicaconsiderata,oppureselatensionetangenzialediscor
rimentoallinterfacciainferioreal30%dellatensionelimitediaderenzau,Rd.
Ilcalcolodellefreccepuessereomessoseilrapportotraluceedaltezzanonsuperailimitiindicatinelprecedente4.1relativo
allestrutturedic.a.erisultatrascurabileleffettodelloscorrimentodiestremit.

4.3.6.4 VERIFICHEDELLALAMIERAGRECATANELLAFASEDIGETTO

4.3.6.4.1 Verificadiresistenza
LaverificadellalamieragrecatadeveesseresvoltainaccordoconleindicazionidellanormativaUNIEN199313inmateriadi
profilatisottilidiacciaioformatiafreddo.Glieffettidelledentellatureodellebugnaturedevonoessereopportunamenteconside
ratinellavalutazionedellaresistenza.

4.3.6.4.2 Verificheaglistatilimitediesercizio
Linflessionedellalamierasottoilpesoproprioedilpesodelcalcestruzzofresco,escludendoicarichidicostruzione,nondeve
esseremaggiorediL/180o20mm,essendoLlaluceeffettivadellacampatafradueappoggidefinitivioprovvisori.
Talilimitipossonoessereaumentatiqualorainflessionimaggiorinoninficinolaresistenzaolefficienzadelsolaioesiaconsidera
tonellaprogettazionedelsolaioedellastrutturadisupportoilpesoaddizionaledovutoallaccumulodelcalcestruzzo.Nelcaso
incuilinflessionedellestradossopossacondurreaproblemilegatiairequisitidifunzionalitdellastruttura,ilimitideformativi
debbonoessereridotti.

4.3.6.5 DETTAGLICOSTRUTTIVI

4.3.6.5.1 Spessoreminimodellelamieregrecate
Lospessoredellelamieregrecateimpiegatenellesolettecompostenondeveessereinferiorea0,8mm.Lospessoredellalamiera
potressereridottoa0,7mmquandoinfasecostruttivavenganostudiatiidoneiprovvedimentiattiaconsentireiltransitoinsi
curezzadimezzidoperaepersonale.

4.3.6.5.2 Spessoredellasoletta
Laltezza complessiva h del solaio composto non deve essere minore di 80 mm. Lo spessore del calcestruzzo hc al di sopra
dellestradossodellenervaturedellalamieranondeveessereminoredi40mm.
Selasolettarealizzaconlatraveunamembraturacomposta,oppureutilizzatacomediaframmaorizzontale,laltezzacomples
sivanondeveessereminoredi90mmedhcnondeveessereminoredi50mm.

4.3.6.5.3 Inerti
Ladimensionenominaledellinertedipendedallapipiccoladimensionedellelementostrutturalenelqualeilcalcestruzzoget
tato.
104 CAPITOLO4

4.3.6.5.4 Appoggi
Lesolettecompostesostenutedaelementidiacciaioocalcestruzzodevonoavereunalarghezzadiappoggiominimadi75mm,
conunadimensionediappoggiodelbordodellalamieragrecatadialmeno50mm.
Nelcasodisolettecompostesostenutedaelementiindiversomateriale,talivaloridevonoessereportatirispettivamentea100
mme70mm.
Nelcasodilamieresovrapposteocontinuechepoggianosuelementidiacciaioocalcestruzzo,lappoggiominimodeveessere75
mmeperelementiinaltromateriale100mm.
Ivaloriminimidellelarghezzediappoggioriportatiinprecedenzapossonoessereridotti,inpresenzadiadeguatespecifichedi
progettocircatolleranze,carichi,campate,altezzadellappoggioerequisitidicontinuitperlearmature.

4.3.7. VERIFICHE PER SITUAZIONI TRANSITORIE


Perlesituazionicostruttivetransitorie,comequellechesihannodurantelefasidellacostruzione,dovrannoadottarsitecnologie
costruttive e programmi di lavoro che non possano provocare danni permanenti alla struttura o agli elementi strutturali e che
comunquenonpossanoriverberarsisullasicurezzadellopera.
Leentitdelleazioniambientalidaprendereincontosarannodeterminateinrelazionealladuratadellasituazionetransitoriae
dellatecnologiaesecutiva.

4.3.8. VERIFICHE PER SITUAZIONI ECCEZIONALI


Persituazioniprogettualieccezionali,ilprogettodovrdimostrarelarobustezzadellacostruzionemedianteprocedurediscenari
didannoperiqualiifattoriparzialiMdeimaterialipossonoessereassuntipariaivaloriprecisatiperilcalcestruzzonel4.1.4e
perlacciaionel4.2.6.

4.3.9. RESISTENZA AL FUOCO


Le verifiche di resistenza al fuoco potranno eseguirsi con riferimento a UNI EN 199412, utilizzando i coefficienti M (vedi
4.3.8)relativiallecombinazionieccezionali.

4.3.10. PROGETTAZIONE INTEGRATA DA PROVE E VERIFICA MEDIANTE PROVE


Laresistenzaelafunzionalitdistruttureeelementistrutturalipuesseremisurataattraversoprovesucampionidiadeguata
numerosit.
Irisultatidelleproveeseguitesuopportunicampionidevonoesseretrattaticonimetodidellanalisistatistica,inmodotaleda
ricavareparametrisignificativiqualimedia,deviazionestandardefattorediasimmetriadelladistribuzione,sdacaratterizzare
adeguatamenteunmodelloprobabilisticodescrittoredellequantitindagate(variabilialeatorie).
Indicazionipidettagliatealriguardoemetodioperativicompletiperlaprogettazioneintegratadaprovepossonoesserereperiti
nellaAppendiceDdellaUNIEN1990:2006.

COSTRUZIONICIVILIEINDUSTRIALI 105

4.4. COSTRUZIONI DI LEGNO


Formanooggettodellepresentinormeleoperecostituitedastruttureportantirealizzateconelementidilegnostrutturaleocon
prodottistrutturaliabasedilegno.
Imaterialieiprodottidevonorispondereairequisitiindicatinel11.7.
Tuttoillegnoperimpieghistrutturalideveessereclassificatosecondolaresistenza,primadellasuamessainopera.
Lapresentenormapuessereusataancheperleverifichedistruttureinlegnoesistentipurchsiprovvedaadunacorrettavalu
tazionedellecaratteristichedellegnoe,inparticolare,deglieventualistatididegrado.

4.4.1. VALUTAZIONE DELLA SICUREZZA


LavalutazionedellasicurezzadeveessereeffettuatasecondoiprincipifondamentaliillustratinelCapitolo2.
Lavalutazionedellasicurezzadeveesseresvoltasecondoilmetododeglistatilimite.
Irequisitirichiestidiresistenza,rigidezza,funzionalit,durabiliterobustezzasigarantisconoverificandoglistatilimiteultimie
glistatilimitedieserciziodellastruttura,deisingolicomponentistrutturaliedeicollegamenti.

4.4.2. ANALISI STRUTTURALE


Lanalisidellastrutturasipueffettuareassumendouncomportamentoelasticolinearedeimaterialiedeicollegamenticonside
randoivaloripertinenti(mediocaratteristici)delmoduloelasticodeimaterialiedellarigidezzadelleunioni,infunzionedello
statolimiteedeltipodiverificaconsiderati.
Icalcolidevonoesseresvoltiusandoappropriateschematizzazionie,senecessario,supportatidaprove.Loschemaadottatodeve
esseresufficientementeaccuratopersimulareconragionevoleprecisioneilcomportamentostrutturaledellacostruzione,anchein
relazioneallemodalitcostruttivepreviste.
Nellanalisiglobaledellastruttura,inquelladeisistemidicontroventoenelcalcolodellemembraturesidevetenercontodelle
imperfezionigeometricheestrutturali.
Atalfinepossonoadottarsiadeguateimperfezionigeometricheequivalenti,ilvaloredellequalipuesserereperitoinnormative
dicomprovatavalidit.
Perquelletipologiestrutturaliingradodiridistribuireleazioniinterne,anchegrazieallapresenzadigiuntidiadeguataduttilit,
sipufarusodimetodidianalisinonlineari.
Inpresenzadigiuntimeccanicisideve,diregola,considerarelinfluenzadelladeformabilitdeglistessi.
Pertuttelestrutture,inparticolareperquellecompostedaparticondiversocomportamentoreologico,leverifiche,perglistati
limiteultimiediesercizio,devonoessereeffettuateconriferimento,oltrecheallecondizioniiniziali,ancheallecondizionifinali
(atempoinfinito).

4.4.3. AZIONI E LORO COMBINAZIONI


LeazionicaratteristichedevonoesseredefiniteinaccordoconquantoindicatoneiCapitoli3e2dellepresentinorme.
Percostruzionicivilioindustrialiperlequalinonesistanoregolamentazionispecifiche,leazionidiprogettosidevonodetermi
naresecondoquantoindicatonelCapitolo2.

4.4.4. CLASSI DI DURATA DEL CARICO


LeazionidiprogettodevonoessereassegnateadunadelleclassididuratadelcaricoelencatenellaTab.4.4.I.

Tab.4.4.IClassididuratadelcarico
Classediduratadelcarico Duratadelcarico
Permanente pidi10anni
Lungadurata 6mesi10anni
Mediadurata 1settimana6mesi
Brevedurata menodi1settimana
Istantaneo

Leclassididuratadelcaricosiriferisconoauncaricocostanteattivoperuncertoperiododitemponellavitadellastruttura.Per
unazionevariabilelaclasseappropriatadeveesseredeterminatainfunzionedellinterazionefralavariazionetemporaletipica
delcariconeltempoeleproprietreologichedeimateriali.
Aifinidelcalcoloingeneresipuassumerequantosegue:
ilpesoproprioeicarichinonrimovibiliduranteilnormaleeserciziodellastruttura, appartengonoallaclassedidurataper
manente;
106 CAPITOLO4

icarichipermanentisuscettibilidicambiamentiduranteilnormaleeserciziodellastrutturaeicarichivariabilirelativiama
gazziniedepositi,appartengonoallaclassedilungadurata;
icarichivariabilidegliedifici,adeccezionediquellirelativiamagazziniedepositi,appartengonoallaclassedimediadurata;
ilsovraccaricodaneveriferitoalsuoloqsk,calcolatoinunospecificositoadunacertaaltitudine,daattribuireadunaclassedi
durata del carico da considerarsi in funzione delle caratteristiche del sito per altitudini di riferimento as inferiori a 1000 m,
mentredaconsiderarsialmenodimediadurataperaltitudiniassuperioriougualia1000m;
lazionedelventomedioappartieneallaclassedibrevedurata;
lazionedipiccodelventoeleazionieccezionaliingenereappartengonoallaclassedidurataistantanea;

4.4.5. CLASSI DI SERVIZIO


Lestrutture(opartidiesse)devonoessereassegnateadunadelle3classidiservizioelencatenellaTab.4.4.II.
Ilsistemadelleclassidiserviziohaloscopodidefinireladipendenzadelleresistenzediprogettoedeimodulielasticidellegnoe
materialidaessoderivatidallecondizioniambientali.

Tab.4.4.IIClassidiservizio
caratterizzatadaunumiditdelmaterialeinequilibrioconlambienteauna
temperaturadi20Ceunumiditrelativadellariacircostantechenonsuperi
Classediservizio1 il65%,senonperpochesettimaneallanno.

caratterizzatadaunumiditdelmaterialeinequilibrioconlambienteauna
Classediservizio2 temperatura di 20 C e unumidit relativa dellaria circostante che superi
l85%soloperpochesettimaneallanno.
Classediservizio3 caratterizzatadaumiditpielevatadiquelladellaclassediservizio2.

4.4.6. RESISTENZA DI PROGETTO


Laduratadelcaricoelumiditdellegnoinfluisconosulleproprietresistentidellegno.
Ivaloridiprogettoperleproprietdelmaterialeapartiredaivaloricaratteristicisiassegnanoquindiconriferimentocombinato
alleclassidiservizioealleclassididuratadelcarico.
IlvalorediprogettoXddiunaproprietdelmateriale(odellaresistenzadiuncollegamento)vienecalcolatomediantelarelazio
ne:
k mod X k
Xd [4.4.1]
M
dove:
Xk ilvalorecaratteristicodellaproprietdelmateriale,comespecificatoal11.7,odellaresistenzadelcollegamento.Ilvalore
caratteristicoXkpuancheesseredeterminatomedianteprovesperimentalisullabasediprovesvolteincondizionidefinite
dallenormeeuropeeapplicabili,comeriportatonelparagrafo11.7;
M ilcoefficienteparzialedisicurezzarelativoalmateriale,icuivalorisonoriportatinellaTab.4.4.III;
kmod uncoefficientecorrettivochetienecontodelleffetto,suiparametridiresistenza,siadelladuratadelcaricosiadellumidit
dellastruttura.IvaloridikmodsonofornitinellaTab.4.4.IV.
Seunacombinazionedicaricocomprendeazioniappartenentiadifferenticlassididuratadelcaricosidovrscegliereunvalore
dikmodchecorrispondeallazionediminordurata.
IlcoefficienteMvalutatosecondolacolonnaAdellatabella4.4.III.SipossonoassumereivaloririportatinellacolonnaBdella
stessatabella,perproduzionicontinuativedielementiostrutture,soggetteacontrollocontinuativodelmaterialedalqualerisulti
uncoefficientedivariazione(rapportotrascartoquadraticomedioevalormedio)dellaresistenzanonsuperioreal15%.Lesud
detteproduzionidevonoessereinseriteinunsistemadiqualitdicuial11.7.

Tab.4.4.IIICoefficientiparzialiMperleproprietdeimateriali
ColonnaA ColonnaB
Statilimiteultimi
M M
combinazionifondamentali
legnomassiccio 1,50 1,45
legnolamellareincollato 1,45 1,35
pannelliditavoleincollateastratiincrociati 1,45 1,35
pannellidiparticelleodifibre 1,50 1,40
COSTRUZIONICIVILIEINDUSTRIALI 107

LVL,compensato,pannellidiscaglieorientate 1,40 1,30


unioni 1,50 1,40
combinazionieccezionali 1,00 1,00
PerimaterialinoncompresinellaTabellasipotrfareriferimentoaipertinenti
valoririportatineiriferimentitecnicidicomprovatavaliditindicatinelCapitolo
12,nelrispettodeilivellidisicurezzadellepresentinorme.

4.4.7. STATI LIMITE DI ESERCIZIO


Ledeformazionidiunastruttura,dovuteaglieffettidelleazioniapplicate,deglistatidicoazione,dellevariazionidiumidite
degliscorrimentinelleunioni,devonoesserecontenuteentrolimitiaccettabili,siainrelazioneaidannichepossonoessereindotti
aimaterialidirivestimento,aipavimenti,alletramezzaturee,piingenerale,allefiniture,siainrelazioneairequisitiesteticied
allafunzionalitdellopera.
Ingeneralenellavalutazionedelledeformazionidellestrutturesidevetenercontodelladeformabilitdeicollegamenti.
Considerandoilparticolarecomportamentoreologicodellegnoedeimaterialiderivatidallegno,sidevonovalutaresialade
formazioneistantaneasialadeformazionealungotermine.
Ladeformazioneistantaneasicalcolausandoivalorimedideimodulielasticiperlemembratureeilvaloreistantaneodelmodu
lodiscorrimentodeicollegamenti.

Tab.4.4.IVValoridikmodperlegnoeprodottistrutturaliabasedilegno
Classediduratadelcarico
Classedi
Materiale Riferimento Istanta
servizio Permanente Lunga Media Breve
nea
Legnomassiccio UNIEN140811 1 0,60 0,70 0,80 0,90 1,10
Legnolamellareincollato(*) UNIEN14080 2 0,60 0,70 0,80 0,90 1,10
LVL UNIEN14374,UNIEN14279 3 0,50 0,55 0,65 0,70 0,90
1 0,60 0,70 0,80 0,90 1,10
Compensato UNIEN636:2015 2 0,60 0,70 0,80 0,90 1,10
3 0,50 0,55 0,65 0,70 0,90
OSB/2 1 0,30 0,45 0,65 0,85 1,10
Pannellodiscaglieorientate(OSB) UNIEN300:2006 OSB/3 1 0,40 0,50 0,70 0,90 1,10
OSB/4 2 0,30 0,40 0,55 0,70 0,90
Parti4,5 1 0,30 0,45 0,65 0,85 1,10
Pannellodiparticelle Parte5 2 0,20 0,30 0,45 0,60 0,80
UNIEN312:2010
(truciolare) Parti6,7 1 0,40 0,50 0,70 0,90 1,10
Parte7 2 0,30 0,40 0,55 0,70 0,90
HB.LA,
1 0,30 0,45 0,65 0,85 1,10
Pannellodifibre,pannelliduri UNIEN6222:2005 HB.HLA1o2
HB.HLA1o2 2 0,20 0,30 0,45 0,60 0,80
MBH.LA1o2 1 0,20 0,40 0,60 0,80 1,10
Pannellodifibre,pannellisemiduri UNIEN6223:2005 MBH.HLS1 o 1 0,20 0,40 0,60 0,80 1,10
2 2 0,45 0,80
Pannellodifibradilegno,ottenutopervia MDF.LA,
1 0,20 0,40 0,60 0,80 1,10
secca(MDF) UNIEN6225:2010 MDF.HLS
MDF.HLS 2 0,45 0,80
PerimaterialinoncompresinellaTabellasipotrfareriferimentoaipertinentivaloririportatineiriferimentitecnicidicomprovatavaliditindi
catinelCapitolo12,nelrispettodeilivellidisicurezzadellepresentinorme.
(*)Ivaloriindicatisipossonoadottareancheperipannelliditavoleincollateastratiincrociati,malimitatamentealleclassidiservizio1e2.

Ladeformazionealungoterminepuesserecalcolatautilizzandoivalorimedideimodulielasticiridottiopportunamenteme
dianteilfattore1/(1+kdef),perlemembrature,eutilizzandounvaloreridottonellostessomododelmodulodiscorrimentodei
collegamenti.
Il coefficiente kdef tiene conto dellaumento di deformabilit con il tempo causato dalleffetto combinato della viscosit,
dellumiditdelmaterialeedellesuevariazioni.IvaloridikdefsonoriportatinellaTab.4.4.V.
La freccia (valore dello spostamento ortogonale allasse dellelemento) netta di un elemento inflesso data dalla somma della
frecciadovutaaisolicarichipermanenti,dellafrecciadovutaaisolicarichivariabili,dedottadallaeventualecontrofreccia(qualo
rapresente).
Nei casi in cui sia opportuno limitare la freccia istantanea dovuta ai soli carichi variabili nella combinazione di carico rara, in
mancanzadipipreciseindicazioni,siraccomandacheessasiainferiorea L/300,essendo Llalucedellelementoo,nelcasodi
mensole,ildoppiodellosbalzo.
108 CAPITOLO4

Neicasiincuisiaopportunolimitarelafrecciafinale,inmancanzadipipreciseindicazioni,siraccomandacheessasiainferiore
aL/200,essendoLlalucedellelementoo,nelcasodimensole,ildoppiodellosbalzo.
Perilcalcolodellafrecciafinalesipotrfareutileriferimentoaidocumentidicomprovatavaliditcuialcapitolo12.
Ilimitiindicatiperlafrecciacostituisconosolorequisitiminimiindicativi.Limitazionipiseverepossonorivelarsinecessariein
casiparticolari,adesempioinrelazioneadelementiportatinonfacentipartedellastruttura.Ingenerale,nelcasodiimpalcati,si
raccomandalaverificadellacompatibilitdelladeformazioneconladestinazioneduso.

Tab.4.4.VValoridikdefperlegnoeprodottistrutturaliabasedilegno
Classediservizio
Materiale Riferimento
1 2 3
Legnomassiccio UNIEN140811 0,60 0,80 2,00
Legnolamellareincollato* UNIEN14080 0,60 0,80 2,00
LVL UNIEN14374,UNIEN14279 0,60 0,80 2,00
0,80
Compensato UNIEN636:2015 0,80 1,00
0,80 1,00 2,50
OSB/2 2,25
Pannellidiscaglieorientate(OSB) UNIEN300:2006
OSB/3OSB/4 1,50 2,25
Parte4 2,25
Parte5 2,25 3,00
Pannellodiparticelle(truciolare) UNIEN312:2010
Parte6 1,50
Parte7 1,50 2,25
HB.LA 2,25
Pannellodifibre,pannelliduri UNIEN6222::2005 HB.HLA1,
2,25 3,00
HB.HLA2
MBH.LA1,
3,00
MBH.LA2
Pannellodifibre,pannellisemiduri UNIEN6223:2005
MBH.HLS1,
3,00 4,00
MBH.HLS2
Pannello di fibra di legno, ottenuto per MDF.LA 2,25
viasecca(MDF) UNIEN6225:2010
MDF.HLS 2,25 3,00
Per materiale posto in opera conumidit prossima al punto di saturazione delle fibre, e che possa essere soggetto a
essiccazionesottocarico,ilvaloredi kdef dovr,inassenzadiidoneiprovvedimenti,essereaumentatoaseguitodiop
portunevalutazioni,sommandoaiterminidellatabellaunvalorecomunquenoninferiorea2,0.
PerimaterialinoncompresinellaTabellasipotrfareriferimentoaipertinentivaloririportatineiriferimentitecnicidi
comprovatavaliditindicatinelCapitolo12,nelrispettodeilivellidisicurezzadellepresentinorme.
*Ivaloriindicatisipossonoadottareancheperipannelliditavoleincollateastratiincrociati,malimitatamentealle
classidiservizio1e2.

4.4.8. STATI LIMITE ULTIMI

4.4.8.1 VERIFICHEDIRESISTENZA
Letensioniinternesipossonocalcolarenellipotesidiconservazionedellesezionipianeediunarelazionelinearetratensionie
deformazionifinoallarottura.
LeresistenzediprogettodeimaterialiXdsonoquelledefiniteal4.4.6.
Leprescrizionidelpresenteparagrafosiriferisconoallaverificadiresistenzadielementistrutturaliinlegnomassiccioodipro
dottiderivatidal legno aventi direzione della fibratura coincidentesostanzialmente con il proprio asse longitudinale e sezione
trasversalecostante,soggettiasforziagentiprevalentementelungounoopiassiprincipalidellelementostesso(Fig.4.4.1).
Acausadellanisotropiadelmateriale,leverifichedeglistatitensionaliditrazioneecompressionesidevonoeseguiretenendo
contodellangolotradirezionedellafibraturaedirezionedellatensione.

COSTRUZIONICIVILIEINDUSTRIALI 109


Fig.4.4.1Assidellelemento

4.4.8.1.1 Trazioneparallelaallafibratura
Deveesseresoddisfattalaseguentecondizione:
t,0,dft,0,d [4.4.2]
dove:
t,0,dlatensionediprogettoatrazioneparallelaallafibraturavalutatasullasezionenetta;
ft,0,dlacorrispondenteresistenzadiprogetto(formula4.4.1),determinatatenendocontoanchedelledimensionidellasezione
trasversalemedianteilcoefficientekh,comedefinitoal11.7.1.1.
Nelle giunzioni di estremit si dovr tener conto delleventuale azione flettente indotta dalleccentricit dellazione di trazione
attraversoilgiunto:taliazionisecondariepotrannoesserecomputate,inviaapprossimata,attraversounaopportunariduzione
dellaresistenzadiprogettoatrazione.

4.4.8.1.2 Trazioneperpendicolareallafibratura
Nellaverificadeglielementisidovropportunamentetenercontodelvolumeeffettivamentesollecitatoatrazione.Pertaleverifi
casidovrfarriferimentoanormativedicomprovatavalidit.
Particolareattenzionedovresserepostanellaverificadeglielementisoggettiaforzetrasversaliapplicateinprossimitdeibordi
dellasezioneindirezionetaledaindurretensioneditrazioneperpendicolareallafibratura.

4.4.8.1.3 Compressioneparallelaallafibratura
Deveesseresoddisfattalaseguentecondizione:
c,0,dfc,0,d [4.4.3]
dove:
c,0,d latensionediprogettoacompressioneparallelaallafibratura;
fc,0,d lacorrispondenteresistenzadiprogetto(formula4.4.1).
Deveessereinoltreeffettuatalaverificadistabilitperelementicompressi,comedefinitaal4.4.8.2.2.

4.4.8.1.4 Compressioneperpendicolareallafibratura
Deveesseresoddisfattalaseguentecondizione:
c,90,dfc,90,d [4.4.4]
dove:
c,90,d latensionediprogettoacompressioneortogonaleallafibratura;
fc,90,d lacorrispondenteresistenzadiprogetto(formula4.4.1).
Nellavalutazionedic,90,dpossibiletenerecontodellaripartizionedelcariconelladirezionedellafibraturalungolaltezzadella
sezionetrasversaledellelemento.possibile,conriferimentoanormativedicomprovatavalidit,tenercontodiunalarghezza
efficacemaggiorediquelladicarico.

4.4.8.1.5 Compressioneinclinatarispettoallafibratura
Nel caso di tensioni di compressione agenti lungo una direzione inclinata rispetto allafibratura si deve opportunamente tener
contodellasuainfluenzasullaresistenza,facendoriferimentoanormativedicomprovatavalidit.

4.4.8.1.6 Flessione
Devonoesseresoddisfatteentrambelecondizioniseguenti:

[4.4.5a]

110 CAPITOLO4

[4.4.5b]

dove:
m,y,dem,z,d sonoletensionidiprogettomassimeperflessionerispettivamenteneipianixzexydeterminateassumendouna
distribuzioneelasticolinearedelletensionisullasezione(vediFig.4.4.1);
fm,y,defm,z,d sonolecorrispondentiresistenzediprogettoaflessione(formula4.4.1),determinatetenendocontoanchedelledi
mensionidellasezionetrasversalemedianteilcoefficientekh,comedefinitoal11.7.1.1.
Ivaloridaadottareperilcoefficientekm,chetienecontoconvenzionalmentedellaridistribuzionedelletensioniedelladisomo
geneitdelmaterialenellasezionetrasversale,sono:
km=0,7persezionitrasversalirettangolari;
km=1,0peraltresezionitrasversali.
Deveessereinoltreeffettuatalaverificadistabilitperelementiinflessi(svergolamentooinstabilitflessotorsionale),comedefi
nitaal4.4.8.2.1.

4.4.8.1.7 Tensoflessione
Nel caso di sforzo normale di trazione accompagnato da sollecitazioni di flessione attorno ai due assi principali dellelemento
strutturale,devonoesseresoddisfatteentrambeleseguenticondizioni:

[4.4.6a]

[4.4.6b]

Ivaloridikmdautilizzaresonoquelliriportatial4.4.8.1.6.
Deveessereinoltreeffettuatalaverificadistabilitperelementiinflessi(svergolamentooinstabilitflessotorsionale),comedefi
nitaal4.4.8.2.1.

4.4.8.1.8 Pressoflessione
Nel caso di sforzo normale di compressione accompagnato da sollecitazioni di flessione attorno ai due assi principali
dellelementostrutturale,devonoesseresoddisfatteentrambeleseguenticondizioni:

[4.4.7a]

[4.4.7b]

Ivaloridikmdautilizzaresonoquelliriportatialprecedente4.4.8.1.6.
Devonoessereinoltreeffettuateleverifichedistabilit,comedefiniteal4.4.8.2.

4.4.8.1.9 Taglio
Deveesseresoddisfattalacondizione:
dfv,d, [4.4.8]
dove:
d lamassimatensionetangenzialediprogetto,valutatasecondolateoriadiJourawski,considerandounalarghezzaditrave
opportunamenteridottaperlapresenzadieventualifessurazioni;
fv,d lacorrispondenteresistenzadiprogettoataglio(formula4.4.1).
Alleestremitdellatravesipotreffettuarelaverificasopraindicatavalutandoinmodoconvenzionaled,considerandonullo,ai
finidelcalcolodellosforzoditagliodiestremit,ilcontributodieventualiforzeagentiallinternodeltrattodilunghezzapari
allaltezzahdellatrave,misuratoapartiredalbordointernodellappoggio,oallaltezzaeffettivaridottaheffnelcasoditravicon
intagli.
Perlaverificaditraviconintagliorastremazionidiestremitsifarriferimentoanormativedicomprovatavalidit.
Laresistenzaataglioperrotolamentodellefibre(rollingshear)sipuassumerenonmaggiorediduevoltelaresistenzaatrazio
neindirezioneortogonaleallafibratura.

4.4.8.1.10 Torsione
Deveesseresoddisfattalacondizione:
COSTRUZIONICIVILIEINDUSTRIALI 111

tor,dkshfv,d, [4.4.9]
dove:
tor,d lamassimatensionetangenzialediprogettopertorsione;
ksh uncoefficientechetienecontodellaformadellasezionetrasversale;
fv,d laresistenzadiprogettoataglio(formula4.4.1).
Perilcoefficientekshsipossonoassumereivalori:
ksh=1,2 persezionicircolaripiene;
ksh=1+0,15h/b2 persezionirettangolaripiene,dilatibeh,bh;
ksh=1 peraltritipidisezione.

4.4.8.1.11 Taglioetorsione
Nelcasoditorsioneaccompagnatadatagliosipueseguireunaverificacombinataadottandolaformuladiinterazione:
2

tor, d
d 1 [4.4.10]
k sh fv, d fv, d
oveilsignificatodeisimboliquelloriportatoneiparagraficorrispondentialleverificheataglioeatorsione.

4.4.8.2 VERIFICHEDISTABILIT
Oltrealleverifichediresistenzadevonoessereeseguiteleverifichenecessarieadaccertarelasicurezzadellastrutturaodellesin
golemembratureneiconfrontidipossibilifenomenidiinstabilit,qualilosvergolamentodelletraviinflesse(instabilitflesso
torsionale)elosbandamentolateraledeglielementicompressiopressoinflessi.
Nellavalutazionedellasicurezzaallinstabilitoccorretenerconto,perilcalcolodelletensioniperflessione,anchedellacurvatu
rainizialedellelemento,delleccentricitdelcaricoassialeedelleeventualideformazioni(frecceocontrofrecce)imposte.
Perquesteverifichesidevonoutilizzareivaloricaratteristicialfrattile5%perimodulielasticideimateriali.

4.4.8.2.1 Elementiinflessi(instabilitditrave)
Nel caso di flessione semplice, con momento flettente agente attorno allasse forte y della sezione (cio nel piano ortogonale a
quellodipossibilesvergolamento),conriferimentoallatensionedovutaalmassimomomentoagenteneltrattoditravecompreso
traduesuccessiviritegnitorsionali,deveesseresoddisfattalarelazione:
m ,d
1 [4.4.11]
k crit , m fm , d

m,d tensionediprogettomassimaperflessione;
kcrit,m coefficienteriduttivoditensionecriticaperinstabilitditrave,pertenercontodellariduzionediresistenzadovutaallo
sbandamentolaterale;
fm,d resistenzadiprogettoaflessione(formula4.4.1),determinatatenendocontoanchedelledimensionidellasezionetrasver
salemedianteilcoefficientekh.
Pertraviaventiunadeviazionelateraleinizialerispettoallarettilineitneilimitidiaccettabilitdelprodotto,sipossonoassume
reiseguentivaloridelcoefficienteditensionecriticakcrit,m
1per
rel,m 0 ,75

k crit,m 1,56 0 ,75 rel,m per0,75 rel,m 1,4 [4.4.12]
2
1/ rel,m per1,4 rel,m

rel, m fm, k / m, crit snellezzarelativaditrave;

fm,k resistenzacaratteristicaaflessione(paragrafo11.7.1.1);
m,crit tensionecriticaperflessionecalcolatasecondolateoriaclassicadellastabilit,conivalorideimodulielasticicaratteristi
ci(frattile5%)(paragrafo11.7.1.1).

4.4.8.2.2 Elementicompressi(instabilitdicolonna)
Nelcasodiastasoggettasoloasforzonormaledeveesseresoddisfattalacondizione:
c,0,d
1 [4.4.13]
kcrit,c f c,0,d
112 CAPITOLO4

c,0,d tensionedicompressionediprogettopersforzonormale;
fc,0,d resistenzadiprogettoacompressione;
kcrit,c coefficienteriduttivoditensionecriticaperinstabilitdicolonnavalutatoperilpianoincuiassumeilvaloreminimo.
Ilcoefficienteriduttivokcrit,csicalcolainfunzionedellasnellezzarelativadicolonnarel,c,chevale:

f c,0, k f c,0, k
rel,c [4.4.14]
c,crit E0 , 05
fc,0,k resistenzacaratteristicaacompressioneparallelaallafibratura;
c,crit tensionecriticacalcolatasecondolateoriaclassicadellastabilit,conivalorideimodulielasticicaratteristici(frattile5%)
(paragrafo11.7.1.1);
snellezzadellelementostrutturalevalutataperilpianoincuiessaassumeilvaloremassimo.
Quandorel,c0,3sideveporrekcrit,c=1,altrimenti
1
k crit,c
k k 2rel,c
2
[4.4.15]
con

k 0 ,5 1 c rel, c 0 ,3 2rel, c [4.4.16]

c coefficientediimperfezione,che,seglielementirientranoneilimitidirettilineitdefinitial4.4.15,puassumereiseguenti
valori:
perlegnomassiccioc=0,2;
perlegnolamellarec=0,1.

4.4.9. COLLEGAMENTI
Icollegamentitraglielementistrutturalidevonoessereprogettatiinnumero,posizione,resistenza,rigidezzatalidagarantirela
trasmissione delle sollecitazioni di progetto allo stato limite considerato in coerenza ai criteri adottati nello svolgimento
dellanalisistrutturale.
Le capacit portanti e le deformabilit dei mezzi di unione utilizzati nei collegamenti devono essere determinate sulla base di
provemeccaniche,perilcuisvolgimentopufarsiutileriferimentoallenormeUNIEN1075,UNIEN1380,UNIEN1381,UNI
EN26891,UNIENISO8970eallepertinentinormeeuropee.
Lacapacitportanteeladeformabilitdeimezzidiunionepossonoesserevalutateconriferimentoanormativedicomprovata
validit.
Nelcalcolodellacapacitportantedelcollegamentorealizzatoconmezzidiunionedeltipoagambocilindrico,sidovrtener
conto, tra laltro, della tipologia e della capacit portante ultima del singolo mezzo dunione, del tipo di unione (legnolegno,
pannellilegno,acciaiolegno),delnumerodisezioniresistentie,nelcasodicollegamentoorganizzatoconpiunionielementari,
dellallineamentodeisingolimezzidiunione.
ammessolusodisistemidiunioneditipospecialepurchilcomportamentodeglistessisiachiaramenteindividuatosubase
teoricae/osperimentaleepurchsiacomunquegarantitounlivellodisicurezzanoninferioreaquantoprevistonellapresente
normatecnica.
Giuntiaditaincollatiatuttasezionenonpossonoessereusatiinclassediservizio3.
Inognicasoisistemidiunionedevonoessereverificatinellerealicondizionidiimpiegoinopera.

4.4.10. ELEMENTI STRUTTURALI


Ognielementostrutturale,inlegnomassicciooinmaterialiderivatidallegno,prevalentementecompresso,inflesso,tesoosotto
postoacombinazionideiprecedentistatidisollecitazione,puesserecaratterizzatodaununicasezioneodaunasezionecom
postadapielementi,incollatioassemblatimeccanicamente.
Leverifichedellelementocompostodovrannotenercontodegliscorrimentinelleunioni.Atalescopoammessoadottareperle
unioniunlegamelinearetrasforzoescorrimento.
Nelcasodielementistrutturalirealizzatimedianteaccoppiamentodielementiabasedilegnoodialtromaterialetramiteconnes
sionioincollaggi,laverificacomplessivadellelementocompostodovrtenerecontodelleffettivocomportamentodellunione,
definitoconriferimentoanormativatecnicadicomprovatavaliditedeventualmenteperviasperimentale.Inognicasolesolle
citazionineisingolielementicomponentidovrannoessereconfrontateconquellespecificateai4.1,4.2inrelazioneaciascun
singolomateriale.
COSTRUZIONICIVILIEINDUSTRIALI 113

4.4.11. SISTEMI STRUTTURALI


Lestrutturereticolaricostituitedaelementiligneiassemblatitramitecollegamentimetallici,unionidicarpenteriaoincollaggio,
dovrannoessereingenereanalizzatecomesistemiditravi,considerandoladeformabiliteleeffettiveeccentricitdeicollega
menti.
La stabilit delle singole membrature nelle strutture intelaiate deve essere verificata, in generale, tenendo conto delle effettive
condizionideivincolinonchdelladeformabilitdeinodiedellapresenzadieventualisistemidicontroventamento.
Lastabilitdellestruttureintelaiatedeveessereverificataconsiderando,oltreaglieffettiinstabilizzantideicarichiverticali,anche
leimperfezionigeometricheestrutturali,inquadrandolecorrispondentiazioniconvenzionalinellastessaclassediduratadeica
richichelehannoprovocate.
Neicasiincuilastabilitlateraleassicuratadalcontrastodicontroventamentiadeguati,lalunghezzadiliberainflessionedei
piedritti,inmancanzadiunanalisirigorosa,sipuassumerepariallaltezzadinterpiano.
Pergliarchi,oltrealleusualiverifiche,vannosempreeseguiteleverificheneiconfrontidellinstabilitanchealdifuoridelpiano.
Pergliarchi,comepertuttelestrutturespingenti,ivincolidevonoessereidoneiadassorbirelecomponentiorizzontalidellerea
zioni.
Leazionidiprogettosuicontroventie/odiaframmidevonoesseredeterminatetenendocontoanchedelleimperfezionigeometri
chestrutturali,nonchdelledeformazioniindottedaicarichiapplicati,sesignificative.
Qualoralestrutturedeitettiedeisolaisvolganoanchefunzionidicontroventamentonelloropiano(diaframmipertettiesolai),
lacapacitdiesplicaretalefunzioneconuncomportamentoalastradeveessereopportunamenteverificata,tenendocontodelle
modalitdirealizzazioneedellecaratteristichedeimezzidiunione.
Qualoraglielementidiparetesvolganoanchefunzionidicontroventamentonelloropiano(diaframmaperpareti),lacapacitdi
esplicare tale funzione con un comportamento a mensolaverticale deveessere opportunamente verificata, tenendo conto delle
modalitdirealizzazioneedellecaratteristichedeimezzidiunione.

4.4.12. ROBUSTEZZA
Irequisitidirobustezzastrutturaledicuiai2.1e3.1.1possonoessereraggiuntianchemedianteladozionediopportunescelte
progettualiediadeguatiprovvedimenticostruttiviche,perglielementilignei,devonoriguardarealmeno:
laprotezionedellastrutturaedeisuoielementicomponentineiconfrontidellumidit;
lutilizzazionedimezzidicollegamentointrinsecamenteduttiliodisistemidicollegamentoacomportamentoduttile;
lutilizzazionedielementicompostiacomportamentoglobalmenteduttile;
lalimitazionedellezonedimaterialelegnososollecitateatrazioneperpendicolarmenteallafibratura,soprattuttoneicasiin
cuitalistatidisollecitazionesiaccompagninoatensionitangenziali(comenelcasodegliintagli)e,ingenere,quandosianoda
prevedereelevatigradientidiumiditnellelementodurantelasuavitautile.

4.4.13. DURABILIT
Inrelazioneallaclassediserviziodellastrutturaeallecondizionidicarico,dovresserepredispostoinsedeprogettualeunpro
grammadelleoperazionidimanutenzioneedicontrollodaeffettuarsidurantelavitadellastruttura.

4.4.14. RESISTENZA AL FUOCO


Le verifiche di resistenza al fuoco potranno eseguirsi con riferimento a UNI EN 199512, utilizzando i coefficienti M (vedi
4.4.6,Tab.4.4.III)relativiallecombinazionieccezionali.

4.4.15. REGOLE PER LESECUZIONE


Inassenzadispecificheprescrizionicontenutenellepertinentinormediprodotto,letolleranzedilavorazionecoscomequelledi
esecuzionedevonoesseredefiniteinfaseprogettuale.
Inassenzadispecificheprescrizionicontenutenellepertinentinormediprodotto,alfinedilimitarelavariazionedellumiditdel
materialeedeisuoieffettisulcomportamentostrutturale,lecondizionidistoccaggio,montaggioelefasidicaricoparziali,devo
noesseredefiniteinfaseprogettuale.
Pertuttelemembratureperlequalisiasignificativoilproblemadellainstabilit,loscostamentodallaconfigurazionegeometrica
teorica non dovr superare 1/500 della distanza tra due vincoli successivi, nel casodielementi lamellari incollati, e1/300 della
medesimadistanza,nelcasodielementidilegnomassiccio.
Illegno,icomponentiderivatidallegnoeglielementistrutturalinondovrannodiregolaessereespostiacondizioniatmosferiche
piseverediquelleprevisteperlastrutturafinitaechecomunqueproducanoeffettichenecompromettanolefficienzastruttura
le.
Primadellacostruzioneocomunqueprimadellamessaincarico,illegnodovressereportatoadunaumiditilpivicinopossi
bileaquellaappropriataallecondizioniambientaliincuisitrovernelloperafinita.
114 CAPITOLO4

Qualorasiopericonelementiligneiperiqualiassumanoimportanzatrascurabileglieffettidelritiro,ocomunquedellavariazio
nedellaumidit,sipotraccettaredurantelaposainoperaunamaggioreumiditdelmateriale,purchsiaassicurataallegnola
possibilitdiunsuccessivoasciugamento,finoaraggiungerelumiditprevistainfaseprogettualesenzachenevengacompro
messalefficienzastrutturale.
Isistemidicollegamentonondevonopresentaredistorsionipermanentiinopera.

4.4.16. VERIFICHE PER SITUAZIONI TRANSITORIE, CONTROLLI E PROVE DI CARICO


Per situazioni costruttive transitorie, come quelle che si hanno durante le fasi della costruzione, dovranno adottarsi tecnologie
costruttive e programmi di lavoro che non possono provocare danni permanenti alla struttura o agli elementi strutturali e che
comunquenonpossanoriverberarsisullasicurezzadellopera.
Leentitdelleazioniambientalidaprendereincontosarannodeterminateinrelazionealladuratadellasituazionetransitoriae
dellatecnologiaesecutiva.
Lassegnazionedelleazionidiprogettoadunadelleclassididuratadelcaricoedelleclassidiserviziodovresserecongruente
conlaeffettivaduratadellasituazionetransitoriainesame.
InaggiuntaaquantoprevistoalCapitolo9,lesecuzionedelleprovedicaricoperlestruttureconelementiportantidilegnoocon
materialiderivatidallegno,dovrtenercontodellatemperaturaambientaleedellumiditdelmateriale.
Lapplicazionedelcaricodovressereingradodievidenziareladipendenzadelcomportamentodelmaterialedalladurataedal
lavelocitdiapplicazionedelcarico.
Atalfine,sipossonoadottaremetodieprotocollidiprovariportatiinnormativedicomprovatavalidit.

4.4.17. VERIFICHE PER SITUAZIONI PROGETTUALI ECCEZIONALI


Persituazioniprogettualieccezionali,ilprogettodovrdimostrarelarobustezzadellacostruzionemedianteprocedurediscenari
didannoperiqualiifattoriparzialiMdeimaterialipossonoessereassuntipariallunit.

4.4.18. PROGETTAZIONE INTEGRATA DA PROVE E VERIFICA MEDIANTE PROVE


Laresistenzaelafunzionalitdistruttureeelementistrutturalipuesseremisurataattraversoprovesucampionidiadeguata
numerosit.
Irisultatidelleproveeseguitesuopportunicampionidevonoesseretrattaticonimetodidellanalisistatistica,inmodotaleda
ricavareparametrisignificativiqualimedia,deviazionestandardefattorediasimmetriadelladistribuzione,sdacaratterizzare
adeguatamenteunmodelloprobabilisticodescrittoredellequantitindagate(variabilialeatorie).
Indicazionipidettagliatealriguardoemetodioperativicompletiperlaprogettazioneintegratadaprovepossonoesserereperiti
nellaAppendiceDdellaUNIEN1990:2006.

COSTRUZIONICIVILIEINDUSTRIALI 115

4.5. COSTRUZIONI DI MURATURA

4.5.1. DEFINIZIONI
Formanooggettodellepresentinormelecostruzioniconstrutturaportanteverticalerealizzataconsistemidimuraturaingrado
disopportareazioniverticaliedorizzontali,collegatitradilorodastrutturediimpalcato,orizzontaliaipianiedeventualmente
inclinateincopertura,edaoperedifondazione.
Perlimpiegoditipologiemurarieomaterialidiversirispettoaquantodiseguitospecificatosiapplicaquantoprevistoai4.6o
11.1.

4.5.2. MATERIALI E CARATTERISTICHE TIPOLOGICHE

4.5.2.1 MALTE
Leprescrizioniriguardantilemaltepermuraturasonocontenutenel11.10.2.

4.5.2.2 ELEMENTIRESISTENTIINMURATURA

4.5.2.2.1Elementiartificiali
Perglielementiresistentiartificialidaimpiegareconfunzioneresistentesiapplicanoleprescrizioniriportateal11.10.1.
Glielementiresistentiartificialipossonoesseredotatidiforiindirezionenormalealpianodiposa(foraturaverticale)oppurein
direzioneparallela(foraturaorizzontale)concaratteristichedicuial11.10.Glielementipossonoessererettificatisullasuperficie
diposa.
Per limpiego nelle opere trattate dalla presente norma, gli elementi sono classificati in base alla percentuale di foratura ed
allareamediadellasezionenormalediognisingoloforof.
Iforisonodiregoladistribuitipressochuniformementesullafacciadellelemento.
Lapercentualediforaturaespressadallarelazione=100F/Adove:
F lareacomplessivadeiforipassantieprofondinonpassanti;
A larealordadellafacciadellelementodimuraturadelimitatadalsuoperimetro.
Nelcasodeiblocchiinlaterizioestrusilapercentualediforaturacoincideconlapercentualeinvolumedeivuoticomedefinita
dallanormaUNIEN7729:2007.
LeTab.4.5.Iabriportanolaclassificazioneperglielementiinlaterizioecalcestruzzorispettivamente.
Tab.4.5.IaClassificazioneelementiinlaterizio
Elementi Percentualediforatura Areafdellasezionenormaledelforo
Pieni 15% f9cm
Semipieni 15%<45% f12cm
Forati 45%<55% f15cm
Glielementipossonoavereincavidilimitataprofonditdestinatiadessereriempitidallettodimalta.
ElementidilateriziodiarealordaAmaggioredi300cmpossonoesseredotatidiunforodipresadiareamassimaparia35cm,da
computarenellapercentualecomplessivadellaforatura,aventeloscopodiagevolarelapresamanuale;perAsuperiorea580cm
sonoammessiduefori,ciascunodiareamassimaparia35cm,oppureunforodipresaoperleventualealloggiamentodellaarma
turalacuiareanonsuperi70cm.

Tab.4.5.IbClassificazioneelementiincalcestruzzo
Areafdellasezionenormaledelforo
Elementi Percentualediforatura
A900cm A>900cm
Pieni 15% f0,10A f0,15A
Semipieni 15%<45% f0,10A f0,15A
Forati 45%<55% f0,10A f0,15A

Nonsonosoggettialimitazioneiforideglielementiinlaterizioecalcestruzzodestinatiadessereriempitidicalcestruzzoomalta.
Lospessoreminimodeisettiinterni(distanzaminimatraduefori)ilseguente:
elementiinlaterizioedisilicatodicalcio: 7mm;
elementiincalcestruzzo: 18mm;
Spessoreminimodeisettiesterni(distanzaminimadalbordoesternoalforopivicinoalnettodelleventualerigatura)ilse
guente:
elementiinlaterizioedisilicatodicalcio: 10mm;
elementiincalcestruzzo: 18mm;
Perivaloridiadesivitmalta/elementoresistentesipufareriferimentoaindicazionidinormativediriconosciutavalidit.
116 CAPITOLO4

4.5.2.2.2Elementinaturali
Glielementinaturalisonoricavatidamaterialelapideononfriabileosfaldabile,eresistentealgelo;essinondevonocontenerein
misurasensibilesostanzesolubili,oresiduiorganiciedevonoessereintegri,senzazonealterateorimovibili.
Glielementidevonopossedereirequisitidiresistenzameccanicaedadesivitallemaltedeterminatisecondolemodalitdescrit
tenel11.10.3.

4.5.2.3 MURATURE
Lemuraturecostituitedallassemblaggioorganizzatoedefficacedielementiemaltapossonoessere asingoloparamento,selapa
retesenzacavitogiuntiverticalicontinuinelsuopiano,o aparamentodoppio.Inquestoultimocaso,qualorasianopresentile
connessionitrasversaliprevistedallEurocodiceUNIEN199611,sifarriferimentoaglistessiEurocodiciUNIEN199611,op
pure,inassenzadelleconnessionitrasversaliprevistedallEurocodice,siapplicaquantoprevistoal4.6.
Nelcasodielementinaturali,lepietredigeometriapressochparallelepipeda,posteinoperainstratiregolari,formanolemura
ture di pietra squadrata. Limpiego di materiale di cava grossolanamente lavorato consentito per le nuove costruzioni, purch
posto in opera in strati pressoch regolari: in tal caso si parla di muratura di pietra non squadrata; se la muratura in pietra non
squadrataintercalata,adinterassenonsuperiorea1,6mepertuttalalunghezzaelospessoredelmuro,dafascedicalcestruzzo
sempliceoarmatooppuredaricorsiorizzontalicostituitidaalmenoduefilaridilateriziopieno,siparladimuraturalistata.
Lusodigiuntidimaltasottili(spessorecompresotra0.5mme3mm)e/odigiuntiverticaliaseccovalimitatoadedificiconnu
merodipianifuoriterranonsuperioreaquantospecificatoal7.8.1.2edaltezzainterpianomassimadi3.5m.

4.5.3. CARATTERISTICHE MECCANICHE DELLE MURATURE


Leproprietfondamentaliinbaseallequalisiclassificaunamuraturasonolaresistenzacaratteristicaacompressionefk,laresi
stenzacaratteristicaataglioinassenzadiazioneassialefvk0,ilmodulodielasticitnormalesecanteE,ilmodulodielasticittan
genzialesecanteG.
Leresistenzecaratteristichefkefvk0 sonodeterminateoperviasperimentalesucampionidimuroo,conalcunelimitazioni,in
funzionedelleproprietdeicomponenti.Lemodalitperdeterminareleresistenzecaratteristichesonoindicatenel11.10.3,do
vesonoancheriportatelemodalitperlavalutazionedeimodulidielasticit.
Inognicasoivaloridellecaratteristichemeccanicheutilizzateperleverifichedevonoessereindicatinelprogettodelleopere.
Inognicaso,quandorichiestounvaloredifkmaggioreougualea8MPasidevecontrollareilvaloredifk,medianteprovespe
rimentalicomeindicatonel11.10.

4.5.4. ORGANIZZAZIONE STRUTTURALE


Ledificioamuraturaportantedeveessereconcepitocomeunastrutturatridimensionale.Isistemiresistentidiparetidimuratu
ra,gliorizzontamentielefondazionidevonoesserecollegatitradiloroinmododaresisterealleazioniverticaliedorizzontali.
Ipannellimurari,dimuraturanonarmata,sonoconsideratiresistentianchealleazioniorizzontaliquandohannounalunghezza
noninferiorea0,3voltelaltezzadiinterpiano;ipannellimurarisvolgonofunzioneportante,quandosonosollecitatiprevalen
tementedaazioniverticali,esvolgonofunzionedicontrovento,quandosollecitatiprevalentementedaazioniorizzontali.Aifini
diunadeguatocomportamentostaticoedinamicodelledificio,tuttileparetidevonoassolvere,perquantopossibile,sialafun
zioneportantesialafunzionedicontroventamento.
Gliorizzontamentisonogeneralmentesolaipiani,oconfaldeinclinateincopertura,chedevonoassicurare,perresistenzaerigi
dezza,laripartizionedelleazioniorizzontalifraimuridicontroventamento.
Lorganizzazionedellinterastrutturaelinterazioneedilcollegamentotralesuepartidevonoesseretalidaassicurareappropria
taresistenzaestabilit,eduncomportamentodinsiemescatolare.
Pergarantireuncomportamentoscatolare,muriedorizzontamentidevonoessereopportunamentecollegatifraloro.Tuttelepa
retidevonoesserecollegateallivellodeisolaimediantecordolidipianodicalcestruzzoarmatoe,tradiloro,medianteammor
samentilungoleintersezioniverticali.Icordolidipianodevonoavereadeguatasezioneedarmatura.
Devonoinoltreessereprevistiopportuniincatenamentiallivellodeisolai,aventiloscopodicollegaretraloroimuriparallelidel
lascatolamuraria.Taliincatenamentidevonoessererealizzatipermezzodiarmaturemetallicheoaltromaterialeresistenteatra
zione,lecuiestremitdevonoessereefficacementeancorateaicordoli.Perilcollegamentonelladirezioneditessituradelsolaio
possonoessereomessigliincatenamentiquandoilcollegamentoassicuratodalsolaiostesso.Perilcollegamentoindirezione
normale alla tessitura del solaio, si possono adottare opportuni accorgimenti che sostituiscano efficacemente gli incatenamenti
costituitidatirantiestraneialsolaio.
Ilcollegamentofralafondazioneelastrutturainelevazionegeneralmenterealizzatomediantecordoloincalcestruzzoarmato
dispostoallabasedituttelemuratureverticaliresistenti.possibilerealizzarelaprimaelevazioneconparetidicalcestruzzoar
mato;intalcasoladisposizionedellefondazioniedellemuraturesovrastantideveesseretaledagarantireunadeguatocentrag
giodeicarichitrasmessialleparetidellaprimaelevazioneedallafondazione.
Lospessoredeimuriportantinonpuessereinferioreaiseguentivalori:
muraturainelementiresistentiartificialipieni 150mm
COSTRUZIONICIVILIEINDUSTRIALI 117

muraturainelementiresistentiartificialisemipieni 200mm
muraturainelementiresistentiartificialiforati 240mm
muraturadipietrasquadrata 240mm
muraturadipietralistata 400mm
muraturadipietranonsquadrata 500mm
Ifenomenidelsecondoordinepossonoesserecontrollatimediantelasnellezzaconvenzionaledellaparete,definitadalrapporto:
=h0/t [4.5.1]
doveh0lalunghezzaliberadiinflessionedellaparetevalutatainbaseallecondizionidivincoloaibordiespressedalla[4.5.5]et
lospessoredellaparete.
Ilvaloredellasnellezzanondeverisultaresuperiorea20.

4.5.5. ANALISI STRUTTURALE


Larispostastrutturalecalcolatausando:
analisisemplificate.
analisilineari,assumendoivalorisecantideimodulidielasticit
analisinonlineari
Perlavalutazionedieffettilocaliconsentitolimpiegodimodellidicalcolorelativiapartiisolatedellastruttura.
Perilcalcolodeicarichitrasmessidaisolaialleparetieperlavalutazionesuquesteultimedeglieffettidelleazionifuoridalpia
no, consentito limpiego di modelli semplificati, basati sullo schema dellarticolazione completa alle estremit degli elementi
strutturali.

4.5.6. VERIFICHE
Leverifichesonocondotteconlipotesidiconservazionedellesezionipianeetrascurandolaresistenzaatrazioneperflessione
dellamuratura.
Oltrealleverifichesulleparetiportanti,sideveeseguireanchelaverificaditravidiaccoppiamentoinmuraturaordinaria,quan
dopreseinconsiderazionedalmodellodellastruttura.Taliverifichesieseguonoinanalogiaaquantoprevistoperipannellimu
rariverticali.

4.5.6.1 RESISTENZEDIPROGETTO
Le resistenze di progetto da impiegare, rispettivamente, per le verifichea compressione, pressoflessione e a carichiconcentrati
(fd),eataglio(fvd)valgono:
fd=fk/M [4.5.2]
fvd=fvk/M [4.5.3]
dove
fk laresistenzacaratteristicaacompressionedellamuratura;
fvk la resistenza caratteristica a taglio della muratura in presenza delle effettive tensioni di compressione, valutata secondo
quantoindicatoal11.10.3.3,incuiM ilcoefficienteparzialedisicurezzasullaresistenzaacompressionedellamuratura,
comprensivo delle incertezze di modello e di geometria, fornito dalla Tab. 4.5.II, in funzione delle classi di esecuzione pi
avantiprecisate,easecondacheglielementiresistentiutilizzatisianodicategoriaIodicategoriaII(vedi11.10.1).

Tab.4.5.II.ValoridelcoefficienteMinfunzionedellaclassediesecuzioneedellacategoriadeglielementiresistenti
Classediesecuzione
Materiale
1 2
MuraturaconelementiresistentidicategoriaI,maltaaprestazionegarantita 2,0 2,5
MuraturaconelementiresistentidicategoriaI,maltaacomposizioneprescritta 2,2 2,7
MuraturaconelementiresistentidicategoriaII,ognitipodimalta 2,5 3,0

LattribuzionedelleClassidiesecuzione1e2vieneeffettuataadottandoquantodiseguitoindicato.
Inognicasooccorre(Classe2):
disponibilit di specifico personale qualificato e con esperienza, dipendente dellimpresa esecutrice, per la supervisione del
lavoro(capocantiere);
disponibilitdispecificopersonalequalificatoeconesperienza,indipendentedallimpresaesecutrice,perilcontrolloispettivo
dellavoro(direttoredeilavori).
LaClasse1attribuitaqualorasianoprevisti,oltreaicontrollidicuisopra,leseguentioperazionidicontrollo:
118 CAPITOLO4

controlloevalutazioneinlocodelleproprietdellamaltaedelcalcestruzzo;
dosaggiodeicomponentidellamaltaavolumeconlusodiopportunicontenitoridimisuraecontrollodelleoperazionidi
miscelazioneousodimaltapremiscelatacertificatadalproduttore.

4.5.6.2 VERIFICHEAGLISTATILIMITEULTIMI
Glistatilimiteultimidaverificaresono:
pressoflessionepercarichilaterali(resistenzaestabilitfuoridalpiano);
pressoflessionenelpianodelmuro;
taglioperazioninelpianodelmuro;
carichiconcentrati;
flessioneetaglioditravidiaccoppiamento.
Leverifichevannocondotteconriferimentoanormativedicomprovatavalidit.
Perlaverificaapressoflessionepercarichilaterali,nelcasodiadozionedellipotesidiarticolazionecompletadelleestremitdel
laparete(vedi4.5.5),consentitofarriferimentoalmetodosemplificatodiseguitoriportato.
Laresistenzaunitariadiprogettoridottafd,ridriferitaallelementostrutturalesiassumeparia
fd ,rid fd [4.5.4]

incuiilcoefficientediriduzionedellaresistenzadelmateriale,riportatoinTab.4.5.IIIinfunzionedellasnellezzaconvenzio
naleedelcoefficientedieccentricitmdefinitopiavanti(equazione[4.5.6]).
Pervalorinoncontemplatiintabellaammessalinterpolazionelineare;innessuncasosonoammesseestrapolazioni.

Tab.4.5.IIIValoridelcoefficienteconlipotesidellaarticolazione(acerniera)
Snellezza Coefficientedieccentricitm=6e/t
0 0,5 1,0 1,5 2,0
0 1,00 0,74 0,59 0,44 0,33
5 0,97 0,71 0,55 0,39 0,27
10 0,86 0,61 0,45 0,27 0,16
15 0,69 0,48 0,32 0,17
20 0,53 0,36 0,23

Perlavalutazionedellasnellezzaconvenzionaledellaparetesecondolespressione[4.5.1]lalunghezzaliberadinflessionedel
muroh0datadallarelazione
h0=h [4.5.5]
incuiilfattoretienecontodellefficaciadelvincolofornitodaimuriortogonaliehlaltezzainternadipiano;assumeilvalo
re1permuroisolato,eivaloriindicatinellaTab.4.5.IV,quandoilmurononhaapertureedirrigiditoconefficacevincoloda
duemuritrasversalidispessorenoninferiorea200mm,edilunghezzalnoninferiorea1/5h,postiadinterassea.

Tab.4.5.IVFattorelateraledivincolo
h/a
h/a0,5 1
0,5<h/a1,0 3/2h/a
1,0<h/a 1/[1+(h/a)2]

Se un muro trasversale ha aperture, si ritiene convenzionalmente che la sua funzione di irrigidimento possa essere espletata
quandolostipitedelleaperturedistidallasuperficiedelmuroirrigiditoalmeno1/5dellaltezzadelmurostesso;incasocontrario
siassume=1.
Nellalunghezzaldelmurodiirrigidimentosiintendecompresaanchemetdellospessoredelmuroirrigidito.Il coefficientedi
eccentricitmdefinitodallarelazione:
m=6e/t [4.5.6]
essendoeleccentricittotaleetlospessoredelmuro.Leeccentricitdeicarichiverticalisullospessoredellamuraturasonodo
vutealleeccentricittotalideicarichiverticali,alletolleranzediesecuzioneedalleazioniorizzontali.Essepossonoesseredeter
minateconvenzionalmenteconicritericheseguono.
a) eccentricittotaledeicarichiverticali:

e s1
N 1 d1
; e s2
N 2 d 2 [4.5.7]
N1 N 2 N1 N 2
COSTRUZIONICIVILIEINDUSTRIALI 119

dove:
es1eccentricitdellarisultantedeicarichitrasmessidaimurideipianisuperioririspettoalpianomediodelmurodaverifica
re;
es2eccentricitdellereazionidiappoggiodeisolaisoprastantilasezionediverifica;
N1caricotrasmessodalmurosovrastantesuppostocentratorispettoalmurostesso;
N2reazionediappoggiodeisolaisovrastantiilmurodaverificare;
d1 eccentricitdiN1rispettoalpianomediodelmurodaverificare;
d2 eccentricitdiN2rispettoalpianomediodelmurodaverificare;
talieccentricitpossonoesserepositiveonegative;

b) eccentricitdovutaatolleranzediesecuzione,ea.
Considerateletolleranzemorfologicheedimensionaliconnessealletecnologiediesecuzionedegliedificiinmuraturasideve
tenercontodiunaeccentriciteacheassuntaalmenougualea ea=h/200 [4.5.8]
conhaltezzainternadipiano.

c) eccentricitevdovutaalleazioniorizzontaliconsiderateagentiindirezionenormalealpianodellamuratura,
ev=Mv/N [4.5.9]
doveMvedNsono,rispettivamente,ilmassimomomentoflettentedovutoalleazioniorizzontalielosforzonormalenellare
lativasezionediverifica.Ilmurosuppostoincernieratoallivellodeipianie,inmancanzadiaperture,ancheincorrispon
denzadeimuritrasversali,sequestihannointerasseminoredi6m.
Leeccentricites,eaeevvannoconvenzionalmentecombinatetradilorosecondoledueespressioni:
e
e1 e s e a ; e 2 1 e v [4.5.10]
2
Ilvaloredie=e1adottatoperlaverificadeimurinellelorosezionidiestremit;ilvaloredie=e2adottatoperlaverificadella
sezioneovemassimoilvalorediMv.Leccentricitdicalcoloenonpucomunqueessereassuntainferioreadea.
Inognicasodoverisultare:
e1 0.33 t ; e 2 0.33 t [4.5.11]

4.5.6.3 VERIFICHEAGLISTATILIMITEDIESERCIZIO
Nongeneralmentenecessarioeseguireverificheneiconfrontidistatilimitedieserciziodistrutturedimuratura,quandosiano
soddisfatteleverificheneiconfrontideglistatilimiteultimi.
Nelcasodellamuraturaarmata,eperparticolarisituazionidellamuraturanonarmata,sifarriferimentoanormetecnichedi
comprovatavalidit.

4.5.6.4 VERIFICHESEMPLIFICATE
Peredificisempliciconsentitoeseguireleverifiche,inviasemplificativa,adottandoleazioniprevistenellepresentiNormeTec
niche,conresistenzadelmaterialedicuial4.5.6.1,ponendoilcoefficienteM=4,2edutilizzandoildimensionamentosemplifi
catodiseguitoriportatoconlecorrispondentilimitazioni:
a) leparetistrutturalidellacostruzionesianocontinuedallefondazioniallasommit;
b) nessunaaltezzainterpianosiasuperiorea3,5metri;
c) ilnumerodipianiinmuraturanonsiasuperiorea3(entroefuoriterra)percostruzioniinmuraturaordinariaeda4perco
struzioniinmuraturaarmata;
d) laplanimetriadelledificiosiainscrivibileinunrettangoloconrapportifralatominoreelatomaggiorenoninferiorea1/3;
e) lasnellezzadellamuratura,secondolespressione[4.5.1],nonsiainnessuncasosuperiorea12;
f) ilcaricovariabileperisolainonsiasuperiorea3,00kN/m.
g) devonoessererispettatelepercentualiminime,calcolatecopertarispettoallasuperficietotaleinpiantadelledificio,disezio
neresistentedellepareti,calcolatenelleduedirezioniortogonali,specificateinTab.7.8.II.
Laverificasiintendesoddisfattaserisulta:
=N/(0,65A)fk/M [4.5.12]
incuiNilcaricoverticaletotaleallabasediciascunpianodelledificiocorrispondenteallasommadeicarichipermanentieva
riabili(valutatiponendoG=Q=1)dellacombinazionecaratteristicaeAlareatotaledeimuriportantiallostessopiano.

4.5.7. MURATURA ARMATA


Lamuraturaarmatacostituitadaelementiresistentiartificialipieniesemipieniidoneiallarealizzazionediparetimurariein
corporantiappositearmaturemetallicheverticalieorizzontali,annegatenellamaltaonelconglomeratocementizio.
120 CAPITOLO4

Lebarrediarmaturapossonoesserecostituitedaacciaioalcarbonio,odaacciaioinossidabileodaacciaioconrivestimentospe
ciale,conformiallepertinentiindicazionidicuial11.3.
ammesso,perlearmatureorizzontali,limpiegodiarmatureatraliccioelettrosaldatoolimpiegodialtrearmatureconformate
inmododagarantireadeguataaderenzaedancoraggio,nelrispettodellepertinentinormativedicomprovatavalidit.
Inognicasodovresseregarantitaunaadeguataprotezionedellarmaturaneiconfrontidellacorrosione.
Lebarrediarmaturadevonoavereundiametrominimodi5mm.Nellepareticheincorporanoarmaturaneilettidimaltaalfine
difornireunaumentodellaresistenzaaicarichifuoripiano,percontribuirealcontrollodellafessurazioneoperfornireduttilit,
lareatotaledellarmaturanondeveessereminoredello0,03%dellarealordadellasezionetrasversaledellaparete(cio0,015%
perognifaccianelcasodellaresistenzafuoripiano).
Qualoralarmaturasiautilizzataneglielementidimuraturaarmataperaumentarelaresistenzanelpiano,oquandosiarichiesta
armaturaataglio,lapercentualediarmaturaorizzontale,calcolatarispettoallarealordadellamuratura,nonpotressereinferio
reallo0,04%nsuperioreallo0,5%,enonpotravereinterassesuperiorea60cm.Lapercentualediarmaturaverticale,calcolata
rispettoallarealordadellamuratura,nonpotressereinferioreallo0,05%,nsuperioreallo1,0%.Intalcaso,armatureverticali
consezionecomplessivanoninferiorea2cmdovrannoesserecollocateaciascunaestremitdiognipareteportante,adogniin
tersezionetraparetiportanti,incorrispondenzadiogniaperturaecomunqueadinterassenonsuperiorea4m.
Lalunghezzadancoraggio,idoneaagarantirelatrasmissionedeglisforziallamaltaoalcalcestruzzodiriempimento,devein
ognicasoessereingradodievitarelafessurazionelongitudinaleolosfaldamentodellamuratura.Lancoraggiodeveessereotte
nutomedianteunabarrarettilinea,medianteganci,piegatureoforcelleo,inalternativa,medianteopportunidispositivimeccani
cidicomprovataefficacia.
Lalunghezzadiancoraggiorichiestaperbarredrittepuesserecalcolatainanalogiaaquantousualmentefattoperlestrutturedi
calcestruzzoarmato.
Lancoraggio dellarmatura a taglio, staffe incluse, deve essere ottenuto mediante ganci o piegature, con una barra darmatura
longitudinale inserita nel gancio o nella piegatura. Le sovrapposizioni devono garantire la continuit nella trasmissione degli
sforziditrazione,inmodochelosnervamentodellarmaturaabbialuogoprimachevengamenolaresistenzadellagiunzione.In
mancanzadidatisperimentalirelativiallatecnologiausata,lalunghezzadisovrapposizionedeveesseredialmeno60diametri.
Lamaltaoilconglomeratodiriempimentodeivaniodeglialloggidellearmaturedeveavvolgerecompletamentelarmatura.Lo
spessorediricoprimentodeveesseretaledagarantirelatrasmissionedeglisforzitralamuraturaelarmaturaetaledacostituire
unidoneocopriferroaifinidelladurabilitdegliacciai.Larmaturaverticaledovresserecollocatainappositecavitorecessi,di
dimensionitalicheinciascunodiessirisultiinscrivibileuncilindrodialmeno6cmdidiametro.
Laresistenzaacompressioneminimarichiestaperlamaltadi10MPa,mentrelaclasseminimarichiestaperilconglomerato
cementizioC12/15.Perivaloridiresistenzadiaderenzacaratteristicadellarmaturasipufareriferimentoarisultatidiprove
sperimentalioaindicazioninormativedicomprovatavalidit.
Laresistenzadiprogettodellamuraturadaimpiegareperleverificheataglio(fvd),puesserecalcolataignorandoilcontributodi
qualsiasi armatura a taglio incorporata nellelemento, qualora non sia fornita larea minima di armatura sopra specificata per
elementi di muratura armata atti ad aumentare la resistenza nel piano, oppure prendendo in considerazione il contributo
dellarmaturaataglio,qualorasiapresentealmenolareaminimaprevista,secondoquantoriportatoinnormativediriconosciuta
validit.
Leverifichedisicurezzavannocondotteassumendoperlacciaios=1,15.

4.5.8. MURATURA CONFINATA

Lamuraturaconfinataunamuraturacostituitadaelementiresistentiartificialipieniesemipieni,dotatadielementidiconfina
mentoincalcestruzzoarmatoomuraturaarmata.Ilprogettodellamuraturaconfinatapuesseresvoltoapplicandointegralmen
tequantoprevistonegliEurocodicistrutturaliedinparticolarenellenormedellaserieUNIEN1996eUNIEN1998conlerelati
veappendicinazionali.

4.5.9. VERIFICHE PER SITUAZIONI TRANSITORIE


Perlesituazionicostruttivetransitorie,comequellechesihannodurantelefasidellacostruzione,dovrannoadottarsitecnologie
costruttive e programmi di lavoro che non possano provocare danni permanenti alla struttura o agli elementi strutturali e che
comunquenonpossanoriverberarsisullasicurezzadellopera.
Leentitdelleazioniambientalidaprendereincontosarannodeterminateinrelazionealtempodellasituazionetransitoriaedel
latecnologiaesecutiva.

4.5.10. VERIFICHE PER SITUAZIONI ECCEZIONALI


Persituazioniprogettualieccezionali,ilprogettodovrdimostrarelarobustezzadellacostruzionemedianteprocedurediscenari
didannoperiqualiifattoriparzialiMdeimaterialipossonoessereassuntipariadiquellidellesituazioniordinarie(vediTab.
4.5.II).
COSTRUZIONICIVILIEINDUSTRIALI 121

4.5.11. RESISTENZA AL FUOCO


Le verifiche di resistenza al fuoco potranno eseguirsi con riferimento a UNI EN 199612, utilizzando i coefficienti M (vedi
4.5.10)relativiallecombinazionieccezionali.

4.5.12. PROGETTAZIONE INTEGRATA DA PROVE E VERIFICA MEDIANTE PROVE


Laresistenzaelafunzionalitdistruttureeelementistrutturalipuesseremisurataattraversoprovesucampionidiadeguata
numerosit.
Irisultatidelleproveeseguitesuopportunicampionidevonoesseretrattaticonimetodidellanalisistatistica,inmodotaleda
ricavareparametrisignificativiqualimedia,deviazionestandardefattorediasimmetriadelladistribuzione,sdacaratterizzare
adeguatamenteunmodelloprobabilisticodescrittoredellequantitindagate(variabilialeatorie).
Indicazionipidettagliatealriguardoemetodioperativicompletiperlaprogettazioneintegratadaprovepossonoesserereperiti
nellaAppendiceDdellaUNIEN1990:2006.

122 CAPITOLO4

4.6. ALTRI SISTEMI COSTRUTTIVI

Qualoravenganousatisistemicostruttividiversidaquellidisciplinatidallepresentinormetecniche,laloroidoneitdeveessere
comprovatadaunadichiarazionerilasciata,aisensidellarticolo52,comma2,delD.P.R.380/01,dalPresidentedelConsigliosu
perioredeilavoripubblicisuconformepareredellostessoConsiglioepreviaistruttoriadelServizioTecnicoCentrale.
Siintendonopersistemicostruttividiversidaquellidisciplinatidallepresentinormetecnichequellipercuileregolediproget
tazioneedesecuzionenonsianoprevistenellepresentinormetecnicheoneiriferimentitecnicieneidocumentidicomprovata
validitdicuialCapitolo12,nelrispettodeilivellidisicurezzaprevistidallepresentinormetecniche.
Inognicaso,imaterialioprodottistrutturaliutilizzatinelsistemacostruttivodevonoessereconformiairequisitidicuialCapito
lo11.
Persingolicasispecificileamministrazioniterritorialmentecompetentiallaverificadellapplicazionedellenormetecnicheperle
costruzioni ai sensi del DPR 380/2001 o le amministrazioni committenti possono avvalersi dellattivit consultiva, ai sensi
dellarticolo2,comma1,letterab),delD.P.R.204/2006,delConsiglioSuperioredeiLavoriPubblici,chesiesprimepreviaistrutto
riadelServizioTecnicoCentrale.

CAPITOLO 5.
PONTI
124 CAPITOLO 5

5.1. PONTI STRADALI

5.1.1. OGGETTO
Ilpresentecapitolocontieneicriterigeneralieleindicazionitecnicheperlaprogettazioneelesecuzionedeipontistradali.
Nelseguitocolterminepontisiintendonoanchetuttequelleopereche,inrelazioneallelorodiversedestinazioni,vengononor
malmenteindicateconnomiparticolari,quali:viadotti,sottoviaocavalcavia,sovrappassi,sottopassi,stradesopraelevate,ecc.
Leprescrizionifornite,perquantoapplicabili,riguardanoancheipontimobili.

5.1.2. PRESCRIZIONI GENERALI

5.1.2.1 GEOMETRIADELLASEDESTRADALE
Ai fini della presente normativa, per larghezza della sede stradale del ponte si intende la distanza misurata ortogonalmente
allassestradaletraipuntipiesternidellimpalcato.
Lasedestradalesulpontecompostadallapiattaforma,eventualmentedivisadaunospartitrafficoecompostadallecorsieedal
lebanchine,daicordolieladdoveprevistidaimarciapiedi,asecondadellimportanza,dellafunzioneedellecaratteristichedella
strada.
Lasuperficiecarrabiledelpontecompostadallapiattaformaedaeventualimarciapiedisormontabili,ovverodialtezzainferio
rea20cmenonprotettidabarrieredisicurezzastradaleodaaltridispositividiritenuta.

5.1.2.2 ALTEZZALIBERA
Nelcasodiunpontechescavalchiunastradaordinaria,laltezzaliberaaldisottodelpontenondeveessereinalcunpuntomi
noredi5m,tenendocontoanchedellependenzedellastradasottostante.
Neicasidistradaatrafficoselezionatoammesso,permotivivalidiecomprovati,derogaredaquantosopra,purchlaltezza
minimanonsiaminoredi4m.
Eccezionalmente, ove lesistenza di vincoli non eliminabili imponesse di scendere al di sotto di tale valore, si pu adottare
unaltezzaminima,inognicasononinferiorea3,20m.TalederogavincolataalparerefavorevoledeiComandiMilitareedei
VigilidelFuococompetentiperterritorio.
Ipontisuicorsidacquaclassificatinavigabilidevonoavereiltirantecorrispondenteallaclassedeinatantiprevisti.
Pertuttiicasiinderogaallaltezzaminimaprescrittadi5m,sidevonoadottareopportunidispositivisegnaleticidisicurezza(ad
es.controsagome),collocatiaconvenientedistanzadallimboccodellopera.
Nelcasodisottopassaggipedonalilaltezzaliberanondeveessereinferiorea2,50m.

5.1.2.3 COMPATIBILITIDRAULICA
Quandoilponteinteressauncorsodacquanaturaleoartificiale,ilprogettodeveesserecorredatodaunostudiodicompatibilit
idraulica costituito da una relazione idrologica e da una relazione idraulica riguardante le scelte progettuali, la costruzione e
leserciziodelponte.
Lampiezza e lapprofondimento dello studio e delle indagini che ne costituisconola base saranno commisurati allimportanza
delproblemaeallivellodiprogettazione.Deveinognicasoesseredefinitaunapienadiprogettocaratterizzatadauntempodi
ritornoTrparia200anni(Tr=200).
Coerentementeallivellodiprogettazione,lostudiodicompatibilitidraulicadeveriportare:
analisiidrologicadeglieventidimassimapienaestimadellalorofrequenzaprobabile;
definizionedeimesidellannoduranteiqualisianodaattendersieventidipiena,conriferimentoallaprevistasuccessionedelle
fasicostruttive;
definizionedellascaladelleportatenellecondizioniattuali,diprogetto,enellediversefasicostruttivepreviste,corredatadal
calcolodelprofilodirigurgitoindottodallapresenzadelleopereinalveo,tenendocontodellapossibileformazionediam
massididetritigalleggianti;
valutazionedelloscavolocalizzatoconriferimentoalleformeedalledimensionidipile,spalleerelativefondazioni,nonchdi
altreopereinalveoprovvisionaliedefinitive,tenendocontodellapossibileformazionediammassididetritigalleggiantioltre
chedeifenomenierosivigeneralizzaticonseguentialrestringimentodalveo;
esamedelleconseguenzediurtieabrasionidovutiallapresenzadinatantiecorpiflottanti.
Ilmanufattonondovrinteressareconspalle,pileerilevatilasezionedelcorsodacquainteressatadallapienadiprogettoe,se
arginata,icorpiarginali.
Qualorafossenecessariorealizzarepileinalveo,lalucenettaminimatrapilecontigue,ofrapilaespalladelponte,nondevees
sereinferiorea40mmisuratiortogonalmentealfiloneprincipaledellacorrente.Peripontiesistenti,eventualmenteinteressatida
lucinettedimisurainferiore,ammessolallargamentodellapiattaforma,apattochequestononcomportimodifichedimensio
PONTI 125

nalidellepile,dellespalleodellapiantadellefondazionidiqueste,enelrispettodelfrancoidraulicocomenelseguitoprecisato.
IntuttiglialtricasideveessererichiestalautorizzazioneallAutoritcompetente,chesiesprimepreviopareredelConsiglioSu
perioredeiLavoriPubblici.
Nelcasodipilee/ospalleinalveo,curaparticolaredadedicarealproblemadelleescavazioniincorrispondenzadellefonda
zionieallaprotezionedellefondazionidellepileedellespalletenutoanchecontodelmaterialegalleggiantecheilcorsodacqua
putrasportare.Intalisituazioni,unastimaanchespeditivadelloscalzamentodasvilupparefindaiprimilivellidiprogetta
zione.
Ilfrancoidraulico,definitocomeladistanzafralaquotaliquidadiprogettoimmediatamenteamontedelponteelintradosso
dellestrutture,daassumersinoninferiorea1,50m,ecomunquedovresseresceltotenendocontodiconsiderazionieprevisio
nisultrasportosolidodifondoesultrasportodimaterialegalleggiante,garantendounaadeguatadistanzafralintradossodelle
struttureeilfondoalveo.
Quandolintradossodellestrutturenonsiacostituitodaununicalineaorizzontaletragliappoggi,ilfrancoidraulicodeveessere
assicuratoperunaampiezzacentraledi2/3dellaluce,ecomunquenoninferiorea40m.
Ilfrancoidrauliconecessariononpuessereottenutoconilsollevamentodelpontedurantelapiena.
Loscalzamentoeleazioniidrodinamicheassociateallivelloidricomassimochesiverificamediamenteognianno(siassumaTr=
1.001)devonoesserecombinateconlealtreazionivariabiliadottandovaloridelcoefficienteunitario.
Loscalzamentoeleazioniidrodinamicheassociatialleventodipienadiprogettodevonoesserecombinateesclusivamenteconle
altreazionivariabilidatraffico,adottandoperquesteultimeicoefficientidicombinazione.

5.1.3. AZIONI SUI PONTI STRADALI


Leazionidaconsiderarenellaprogettazionedeipontistradalisono:
leazionipermanenti;
distorsioniedeformazioniimpresse;
leazionivariabilidatraffico;
leazionivariabili(variazionitermiche,spinteidrodinamiche,vento,neveeleazionisuiparapetti);
leresistenzepassivedeivincoli;
gliurtisullebarrieredisicurezzastradalediveicoliinsvio;
leazionisismiche;
leazionieccezionali.

5.1.3.1 AZIONIPERMANENTI
1. Pesopropriodeglielementistrutturali:g1
2. Carichipermanentiportati:g2 (pavimentazionestradale,marciapiedi,barriereacustiche,barrieredisicurezzastradale,para
petti,finiture,sistemadismaltimentoacque,attrezzaturestradali,rinfianchiesimili).
3. Altreazionipermanenti:g3(spintadelleterre,spinteidrauliche,ecc.).

5.1.3.2 DISTORSIONIEDEFORMAZIONIIMPRESSE
1. Distorsioniepresollecitazionidiprogetto:1.
Aifinidelleverifichesidevonoconsiderareglieffettidelledistorsioniedellepresollecitazionieventualmenteprevisteinpro
getto.
2. Effettireologici:ritiro2eviscosit3;
Ilcalcolodeglieffettidelritirodelcalcestruzzoedellaviscositdeveessereeffettuatoinaccordoalcarattereedallintensitdi
talidistorsionidefinitinellerelativesezionidellepresentiNormeTecniche.
3. Cedimentivincolari:4
Devonoconsiderarsiglieffettidicedimentivincolariquando,sullabasedelleindaginiedellevalutazionigeotecniche,questi
risultinosignificativiperlestrutture.

5.1.3.3 AZIONIVARIABILIDATRAFFICO.CARICHIVERTICALI:Q1

5.1.3.3.1 Premessa
IcarichiverticalidatrafficosonodefinitidagliSchemidiCaricodescrittinel5.1.3.3.3,dispostisucorsieconvenzionali.

5.1.3.3.2 Definizionedellecorsieconvenzionali
Lelarghezzewldellecorsieconvenzionalisullasuperficiecarrabileedilmassimonumero(intero)possibileditalicorsiesudies
sasonoindicatinelprospettoseguente(Fig.5.1.1eTab.5.1.I).
Senondiversamentespecificato,qualoralapiattaformadiunimpalcato dapontesiadivisainduepartiseparatedaunazona
spartitrafficocentrale,sidistinguonoicasiseguenti:
126 CAPITOLO 5

a) selepartisonoseparatedaunabarrieradisicurezzafissa,ciascunaparte,inclusetuttelecorsiediemergenzaelebanchine,
autonomamentedivisaincorsieconvenzionali.
b) selepartisonoseparatedabarrieredisicurezzamobiliodaaltrodispositivodiritenuta,linteracarreggiata,inclusalazona
spartitrafficocentrale,divisaincorsieconvenzionali.


Fig.5.1.1Esempiodinumerazionedellecorsie

Tab.5.1.INumeroelarghezzadellecorsie
Larghezzadellasuperfi Numerodicorsiecon Larghezzadiunacorsia Larghezzadellazona
ciecarrabilew venzionali convenzionale[m] rimanente[m]

w<5,40m nl =1 3,00 (w3,00)

5,4w<6,0m nl =2 w/2 0

6,0mw nl =Int(w/3) 3,00 w(3,00x nl)

Ladisposizioneelanumerazionedellecorsievadeterminatainmododaindurrelepisfavorevolicondizionidiprogetto.Per
ognisingolaverificailnumerodicorsiedaconsiderarecaricate,lalorodisposizionesullasuperficiecarrabileelaloronumera
zione vanno scelte in modo che gli effetti della disposizione dei carichi risultino i pi sfavorevoli. La corsia che, caricata, d
leffettopisfavorevolenumeratacomecorsiaNumero1;lacorsiachedilsuccessivoeffettopisfavorevolenumeratacome
corsiaNumero2,ecc.
Quandolasuperficiecarrabilecostituitadaduepartiseparateportatedaunostessoimpalcato,lecorsiesononumerateconside
randolinterasuperficiecarrabile,cosicchvisolounacorsia1,solounacorsia2ecc.,chepossonoappartenerealternativamen
teadunadelledueparti.
Quandolasuperficiecarrabileconsistediduepartiseparateportatedadueimpalcatiindipendenti,perilprogettodiciascunim
palcatosiadottanonumerazioniindipendenti.Quando,invece,gliimpalcatiindipendentisonoportatidaunasingolapilaoda
unasingolaspalla,perilprogettodellapilaodellaspallasiadottaununicanumerazioneperledueparti.
Per ciascuna singola verificae per ciascuna corsiaconvenzionale si applicano gli Schemi di Caricodefiniti nelseguito per una
lunghezzaeperunadisposizionelongitudinaletalidaottenereleffettopisfavorevole.

5.1.3.3.3 SchemidiCarico
Leazionivariabilideltraffico,comprensivedeglieffettidinamici,sonodefinitedaiseguentiSchemidiCarico:
SchemadiCarico1: costituitodacarichiconcentratisudueassiintandem,applicatisuimprontedipneumaticodiforma
quadrata e lato 0,40 m, e da carichi uniformemente distribuiti come mostrato in Fig. 5.1.2. Questo
schemadaassumereariferimentosiaperleverificheglobali,siaperleverifichelocali,considerando
unsolocaricotandempercorsia,dispostoinasseallacorsiastessa.Ilcaricotandem,sepresente,va
consideratoperintero.
SchemadiCarico2: costituitodaunsingoloasseapplicatosuspecificheimprontedipneumaticodiformarettangolare,
dilarghezza0,60medaltezza0,35m,comemostratoinFig.5.1.2.Questoschemavaconsideratoauto
nomamenteconasselongitudinalenellaposizionepigravosaeddaassumereariferimentosoloper
verifichelocali.Qualorasiapigravososiconsidererilpesodiunasingolaruotadi200kN.
SchemadiCarico3: costituitodauncaricoisolatoda150kNconimprontaquadratadilato0,40m.Siutilizzaperverifi
chelocalisumarciapiedinonprotettidasicurvia.
SchemadiCarico4: costituitodauncaricoisolatoda10kNconimprontaquadratadilato0,10m.Siutilizzaperverifiche
localisumarciapiediprotettidasicurviaesullepasserellepedonali.
SchemadiCarico5: costituitodallafollacompatta,agenteconintensitnominale,comprensivadeglieffettidinamici,di5,0
kN/m.Ilvaloredicombinazioneinvecedi2,5kN/m.Ilcaricofolladeveessereapplicatosututtele
zonesignificativedellasuperficiediinfluenza,inclusalareadellospartitrafficocentrale,overilevante.
SchemidiCarico6.a,b,c: Inassenzadistudispecificiedinalternativaalmodellodicaricoprincipale,generalmentecautelativo,
peroperedilucemaggioredi300m,aifinidellastaticacomplessivadelponte,sipufarriferimento
aiseguenticarichiqL,a,qL,beqL,c
PONTI 127

0,25
1
q L , a 128,95 [KN/m] [5.1.1]
L
0,38
1
q L ,b 88,71 [KN/m] [5.1.2]
L
0 ,38
1
q L ,c 77,12 [KN/m] [5.1.3]
L

essendoLlalunghezzadellazonacaricatainm.

5.1.3.3.4 CategorieStradali
Sullabasedeicarichimobiliammessialtransito,ipontistradalisisuddividononelledueseguenticategorie:
pontiperiltransitodeicarichimobilisopraindicaticonillorointerovalore;
pontiperiltransitodeisolicarichiassociatialloSchema5(pontipedonali).
Laccessoaipontipedonalidicarichidiversidaquellidiprogettodeveesserematerialmenteimpedito.
Senecessario,ilprogettopotrspecificatamenteconsiderareunoopiveicolispecialirappresentativi,pergeometriaecarichiasse,
deiveicolieccezionaliprevistisulponte.Dettiveicolispecialielerelativeregoledicombinazionepossonoessereappositamentespe
cificaticasopercasoodedottidanormativedicomprovatavalidit.

5.1.3.3.5 Disposizionedeicarichimobiliperrealizzarelecondizionidicaricopigravose
Ilnumerodellecolonnedicarichimobilidaconsiderarenelcalcoloquellomassimocompatibileconlalarghezzadellasuperficie
carrabile,tenutocontochelalarghezzadiingombroconvenzionalestabilitaperciascunacorsiain3,00m.


Fig.5.1.2Schemidicarico15(dimensioniinm)

Inognicasoilnumerodellecorsienondeveessereinferiorea2,amenochelalarghezzadellasuperficiecarrabilesiainferiorea
5,40m.
Ladisposizionedeicarichiedilnumerodellecorsiesullasuperficiecarrabilesarannovoltapervoltaquellichedeterminanole
condizionipisfavorevolidisollecitazioneperlastruttura,membraturaosezioneconsiderata.
Sidevonoconsiderare,compatibilmenteconlelarghezzeprecedentementedefinite,leseguentiintensitdeicarichi(Tab.5.1.II):
128 CAPITOLO 5

Tab.5.1.IIIntensitdeicarichiQikeqikperlediversecorsie
Posizione CaricoasseQik[kN] qik [kN/m]

CorsiaNumero1 300 9,00

CorsiaNumero2 200 2,50

CorsiaNumero3 100 2,50

Altrecorsie 0,00 2,50

PeripontipedonalisiconsiderailcaricoassociatoalloSchema5(follacompatta)applicatoconladisposizionepigravosaperle
singoleverifiche.
Aifinidelleverificheglobalidioperesingoledilucemaggioredi300m,inassenzadistudispecificiedinalternativaalmodello
dicaricoprincipale,sidisporrsullacorsian.1uncaricoqL,a,sullacorsian.2uncaricoqL,b,sullacorsian.3uncaricoqL,c esulle
altrecorsieesullarearimanenteuncaricodistribuitodiintensit2,5kN/m.
IcarichiqL,a,qL,beqL,csidispongonoinasseallerispettivecorsieconvenzionali.

5.1.3.3.6 Strutturesecondariediimpalcato
Diffusionedeicarichilocali
IcarichiconcentratidaconsiderarsiaifinidelleverifichelocaliedassociatiagliSchemidiCarico1,2,3e4siassumonounifor
mementedistribuitisullasuperficiedellarispettivaimpronta.Ladiffusioneattraversolapavimentazioneelospessoredellaso
lettasiconsideraavveniresecondounangolodi45,finoalpianomediodellastrutturadellasolettasottostante(Fig.5.1.3.a).Nel
casodipiastraortotropaladiffusionevaconsideratafinoalpianomediodellalamierasuperioredimpalcato(Fig.5.1.3.b).
Calcolodellestrutturesecondariediimpalcato
Aifinidelcalcolodellestrutturesecondariedellimpalcato(solette,marciapiedi,traversi,ecc.)sidevonoprendereinconsidera
zioneicarichigidefinitiinprecedenza,nelleposizionidivoltainvoltapigravoseperlelementoconsiderato.Inalternativasi
considera,sepigravoso,ilcaricoassociatoalloSchema2,dispostonelmodopisfavorevoleesuppostoviaggianteindirezione
longitudinale.
PerimarciapiedinonprotettidasicurviasiconsiderailcaricoassociatoalloSchema3.
PerimarciapiediprotettidasicurviaeperipontipedonalisiconsiderailcaricoassociatoalloSchema4.
Nelladeterminazionedellecombinazionidicaricosiindicacomecaricoq1 ladisposizionedeicarichimobiliche,casopercaso,
risultapigravosaaifinidelleverifiche.


Fig. 5.1.3a Diffusione dei carichi concentrati nelle Fig. 5.1.3b Diffusione dei carichi
solette concentrati negli impalcati a piastra
ortotropa

5.1.3.4 AZIONIVARIABILIDATRAFFICO.INCREMENTODINAMICOADDIZIONALEINPRESENZADIDISCONTINUITSTRUTTURALI:
q2
Icarichimobiliincludonoglieffettidinamiciperpavimentazionidimediarugosit.Incasiparticolari,comeadesempioinpros
simitdeigiuntididilatazione,puesserenecessarioconsiderareuncoefficientedinamicoaddizionaleq2,davalutareinriferi
mentoallaspecificasituazioneconsiderata.

5.1.3.5 AZIONIVARIABILIDATRAFFICO.AZIONELONGITUDINALEDIFRENAMENTOODIACCELERAZIONE:q3
Laforzadifrenamentoodiaccelerazioneq3funzionedelcaricoverticaletotaleagentesullacorsiaconvenzionalen.1edugua
lea
180kNq3=0,6(2Q1k)+0,10q1kw1L900kN [5.1.4]
essendo wl la larghezza della corsia e L la lunghezza della zona caricata. La forza, applicata a livello della pavimentazione ed
agentelungolassedellacorsia,assuntauniformementedistribuitasullalunghezzacaricataeincludeglieffettidiinterazione.

5.1.3.6 AZIONIVARIABILIDATRAFFICO.AZIONECENTRIFUGA:Q4
PONTI 129

NeiponticonassecurvodiraggioR(inmetri)lazionecentrifugacorrispondenteadognicolonnadicaricosivalutaconvenzio
nalmentecomeindicatoinTab.5.1.III,essendoQv=i2Qikilcaricototaledovutoagliassitandemdelloschemadicarico1agenti
sulponte.
Ilcaricoconcentratoq4,applicatoalivellodellapavimentazione,agisceindirezionenormaleallassedelponte.

Tab.5.1.IIIValoricaratteristicidelleforzecentrifughe
Raggiodicurvatura[m] q4[kN]

R<200 0,2Qv

200R1500 40Qv/R

1500R 0

5.1.3.7 AZIONIDINEVEEDIVENTO:q5
PerleazionidaneveeventovalequantospecificatoalCapitolo3.
Lazionedelventopuessereconvenzionalmenteassimilataadunsistemadicarichistatici,lacuicomponenteprincipaleoriz
zontaleedirettaortogonalmenteallassedelpontee/odirettanelledirezionipisfavorevoliperalcunideisuoielementi(ades.le
pile).Talecomponenteprincipalesiconsideraagentesullaproiezionenelpianoverticaledellesuperficiinvestite,ivicompresii
parapetti,lebarrieredisicurezzastradaleelebarriereacustiche,oveprevisti;alriguardopufarsiutileriferimentoadocumenti
dicomprovatavaliditdicuialCapitolo12.
Lasuperficiedeicarichitransitantisulponteespostaalventosiassimilaadunapareterettangolarecontinuadellaltezzadi3mapar
tiredalpianostradale.
Lazionedelventosipuvalutarecomesopraspecificatoneicasiincuiessanonpossadestarefenomenidinamicinellestrutture
delponteoquandolorografianonpossadarluogoadazionianomaledelvento.
Peripontiparticolarmentesensibilialleccitazionedinamicadelventosideveprocedereallavalutazionedellarispostastruttura
leingalleriadelventoe,senecessario,allaformulazionediunmodellomatematicodellazionedelventodedottodamisurespe
rimentali.
Ilcaricodinevesiconsideranonconcomitanteconicarichidatraffico,salvocheperponticoperti.

5.1.3.8 AzioniIDRODINAMICHE:q6
Leazioniidrodinamichesullepilepostenellalveodeifiumidevonoesserecalcolatesecondoleprescrizionidel5.1.2.3tenendo
conto,oltrechedellorientamentoedellaformadellapila,anchedeglieffettidimodificazionilocalidellalveo,dovute,peresem
pio,alloscalzamento.

5.1.3.9 AZIONIDELLATEMPERATURA:q7
Ilcalcolodeglieffettidellevariazionitermichedeveessereeffettuatoinaccordoalcarattereedallintensitditalivariazionidefi
nitenelCapitolo3.Persituazionidiparticolarecomplessitpuanchefarsiutileriferimentoadocumentidicomprovatavalidit,
dicuialCapitolo12.

5.1.3.10 AZIONISUIPARAPETTIEURTODIVEICOLOINSVIO:q8
Laltezzadeiparapettinonpuessereinferiorea1,10m.Iparapettidevonoesserecalcolatiinbaseadunazioneorizzontaledi
1,5kN/mapplicataalcorrimano.
Le barriere di sicurezza stradali e gli elementi strutturali ai quali sono collegate devono essere dimensionati in funzione della
classedicontenimentorichiesta,perlimpiegospecifico,dallenormenazionaliapplicabili.
Nelprogettodellimpalcatodeveessereconsiderataunacombinazionedicariconellaqualealsistemadiforzeorizzontali,equi
valentialleffettodellazionedurtosullabarrieradisicurezzastradale,siassociauncaricoverticaleisolatosullasedestradaleco
stituitodalloSchemadiCarico2,posizionatoinadiacenzaallabarrierastessaedispostonellaposizionepigravosa.
Talesistemadiforzeorizzontalipotresserevalutatodalprogettista,alternativamente,sullabase:
dellerisultanzesperimentaliottenutenelcorsodiprovedurtoalvero,subarrieredellastessatipologiaedellaclassedi
contenimento previste in progetto, mediante lutilizzo di strumentazione idonea a registrare levoluzione degli effetti
dinamici;
delriconoscimentodiequivalenzatrailsistemadiforzeeleazionitrasmesseallastruttura,acausadiurtisubarriere
dellastessatipologiaedellaclassedicontenimentoprevisteinprogetto,laddovetaleequivalenzarisultidavalutazioni
teorichee/omodellazioninumericosperimentali;
Inassenzadellesuddettevalutazioni,ilsistemadiforzeorizzontalipuesseredeterminatoconriferimentoallaresistenzacarat
teristica degli elementi strutturali principali coinvolti nel meccanismo dinsieme della barriera e deve essere applicato ad una
quotah,misuratadalpianoviario,pariallaminoredelledimensionih1eh2,doveh1=(altezzadellabarriera0,10m)eh2=
1,00m.Neldimensionamentodeglielementistrutturaliaiqualicollegatalabarrierasidevetenercontodellaeventualesovrap
posizionedellezonedidiffusioneditalesistemadiforze,infunzionedellageometriadellabarrieraedellesuecondizionidivin
colo.Perildimensionamentodellimpalcato,leforzeorizzontalicosdeterminatedevonoessereamplificatediunfattoreparia
130 CAPITOLO 5

1,50.
IlcoefficienteparzialedisicurezzaperlacombinazionedicaricoagliSLUperlurtodiveicoloinsviodeveessereassuntounita
rio.

5.1.3.11 RESISTENZEPASSIVEDEIVINCOLI:q9
Nelcalcolodellepile,dellespalle,dellefondazioni,deglistessiapparecchidiappoggioe,sedelcaso,dellimpalcato,sidevono
considerareleforzechederivanodalleresistenzeparassitedeivincoli.
Nelcasodiappoggiingommadetteforzedevonoesserevalutatesullabasedellecaratteristichedellappoggioedeglispostamen
tiprevisti.
Leresistenzepassivedeivincolidevonoessereconsiderateassociateaquelleazioniperlequalidannoeffetto.
IlcoefficienteparzialedisicurezzaperlecombinazionidicaricoagliSLUdeveessereassuntocomeperleazionivariabili.

5.1.3.12 AZIONISISMICHE:E
Perleazionisismichesidevonorispettareleprescrizionidicuiai2.5.3e3.2.
Nelleespressioni2.5.5e2.5.7siassumediregola,pericarichidovutialtransitodeimezzi2j=0,0.
Ovenecessario,peresempioperpontiinzonaurbanadiintensotraffico,siassumepericarichidovutialtransitodeimezzi 2j =
0,2,quandorilevante,sianellacombinazionedelleazionisiaperladefinizionedelleffettodellazionesismica.

5.1.3.13 AZIONIECCEZIONALI:A
Leazionieccezionalidaconsiderarenelprogettosonovalutatesullabasedelleindicazionicontenutenel3.6ingeneraleeal3.6.3
inparticolare.
Conriferimentoal3.6.3.1,sipuntualizzacheleazionidurtoagentisuglielementistrutturaliorizzontalialdisopradellastrada,so
no da impiegarsi per la verifica di sicurezza globale dellimpalcato nel suo insieme inteso come corpo rigido (sollevamen
to/ribaltamento);alverificarsiditalieventisonoammessidannilocalizzatiaglielementistrutturalichenoncomportinoilcollasso
dellimpalcato.
Ipiedrittideipontiubicatiadistanza5,0mdallasedestradaledevonoessereprotetticontroilpericolodiurtidiveicolistradali
medianteadeguateoperechiaramentedestinateallaprotezionedeipiedrittistessi.

5.1.3.14 COMBINAZIONIDICARICO
Lecombinazionidicaricodaconsiderareaifinidelleverifichedevonoesserestabiliteinmododagarantirelasicurezzaincon
formitaquantoprescrittoalCap.2.
Aifinidelladeterminazionedeivaloricaratteristicidelleazionidovutealtraffico,sidevonoconsiderare,generalmente,lecombi
nazioniriportateinTab.5.1.IV.

Tab.5.1.IVValoricaratteristicidelleazionidovutealtraffico
Carichisu
marciapiedie
Carichisullasuperficiecarrabile pisteciclabili
nonsormon
tabili
Carichiverti
Carichiverticali Carichiorizzontali
cali
Modello
principale Folla(Sche Caricounifor
Gruppodi Veicolispe Forzacentri
(schemidi madicarico Frenatura mementedi
azioni ciali fuga
carico1,2,3, 5) stribuito
4e6)
Schemadica
rico5convalo
Valorecarat
1 redicombina
teristico
zione
2,5KN/m2
Valorefre Valorecarat
2
quente teristico
Valorefre Valorecarat
2b
quente teristico
Schemadica
rico5convalo
3(*)
recaratteristico
5,0KN/m2
Schemadi Schemadica
4(**)
carico5con rico5convalo
PONTI 131

valorecarat recaratteristico
teristico 5,0KN/m2
5,0KN/m2
Dadefinirsi Valorecarat
5(***) perilsingo teristicoo
loprogetto nominale
(*)Pontipedonali
(**)Daconsideraresoloserichiestodalparticolareprogetto(ades.pontiinzonaurbana)
(***)Daconsideraresolosesiconsideranoveicolispeciali

LaTab.5.1.V,conriferimentoal2.6.1,fornisceivalorideicoefficientiparzialidelleazionidaassumerenellanalisiperladeter
minazionedeglieffettidelleazioninelleverificheaglistatilimiteultimi.
AltrivaloridicoefficientiparzialisonoriportatinelCapitolo4conriferimentoaparticolariazionispecifichedeidiversimateriali.
Ivalorideicoefficientidicombinazione0j,1je2jperlediversecategoriediazionisonoriportatinellaTab.5.1.VI.

Tab.5.1.VCoefficientiparzialidisicurezzaperlecombinazionidicaricoagliSLU
Coefficiente EQU(1) A1 A2

favorevoli 0,90 1,00 1,00


Azionipermanentig1eg3 G1eG3
sfavorevoli 1,10 1,35 1,00

Azionipermanentinon favorevoli 0,00 0,00 0,00


G2
strutturali(2)g2 sfavorevoli 1,50 1,50 1,30

favorevoli 0,00 0,00 0,00


Azionivariabilidatraffico Q
sfavorevoli 1,35 1,35 1,15

favorevoli 0,00 0,00 0,00


Azionivariabili Qi
sfavorevoli 1,50 1,50 1,30

Distorsioniepresollecita favorevoli 0,90 1,00 1,00


1
zionidiprogetto sfavorevoli 1,00(3) 1,00(4) 1,00

Ritiroeviscosit,Cedimenti favorevoli 0,00 0,00 0,00


2,3,4
vincolari sfavorevoli 1,20 1,20 1,00

(1) Equilibriochenoncoinvolgaiparametridideformabiliteresistenzadelterreno;altrimentisiapplicanoivaloridellacolonnaA2.

(2) Nelcasoincuilintensitdeicarichipermanentinonstrutturali,odiunapartediessi(adesempiocarichipermanentiportati),siabendefinitainfasediprogetto,perdetti
carichioperlapartediessinotasipotrannoadottareglistessicoefficientivalidiperleazionipermanenti.

(3) 1,30perinstabilitinstruttureconprecompressioneesterna

(4) 1,20pereffettilocali

Tab.5.1.VICoefficientiperleazionivariabiliperpontistradaliepedonali
Azioni Gruppodiazioni Coefficiente Coefficiente Coefficiente2
(Tab.5.1.IV) 0dicombi 1(valori (valoriquasi
nazione frequenti) permanenti)
Schema1(carichitandem) 0,75 0,75 0,0

Schemi1,5e6(carichidistribuiti 0,40 0,40 0,0


Azionida Schemi3e4(carichiconcentrati) 0,40 0,40 0,0
traffico
Schema2 0,0 0,75 0,0
(Tab.5.1.IV)
2 0,0 0,0 0,0

3 0,0 0,0 0,0

4(folla) 0,75 0,0

5 0,0 0,0 0,0

apontescarico 0,6 0,2 0,0


SLUeSLE
Vento inesecuzione 0,8 0,0 0,0

apontecarico 0,6 0,0 0,0


SLUeSLE
132 CAPITOLO 5

SLUeSLE 0,0 0,0 0,0


Neve
inesecuzione 0,8 0,6 0,5

Temperatura SLUeSLE 0,6 0,6 0,5

Perleoperedilucemaggioredi300mpossibilemodificareicoefficientiindicatiintabellapreviaautorizzazionedelServizioTecni
coCentraledelMinisterodelleInfrastrutture,sentitoilConsiglioSuperioredeilavoripubblici.

5.1.4. VERIFICHE DI SICUREZZA


Le verifiche di sicurezza sulle varie partidelloperadevono essere effettuate sulla base deicriteridefiniti dalle presenti norme
tecniche.
Inparticolaredevonoessereeffettuateleverificheallostatolimiteultimo,ivicompresalaverificaallostatolimitedifatica,ed
aglistatilimitediesercizioriguardantiglistatidifessurazioneedideformazione.
Lecombinazionidicaricodaconsiderareaifinidelleverifichedevonoesserestabiliteinmododagarantirelasicurezzasecondo
quantodefinitoneicriterigeneralienunciatialCapitolo2dellepresentinormetecniche.

5.1.4.1 VERIFICHEAGLISTATILIMITEULTIMI
Sideveverificarechesia:Ed Rd,doveEd ilvalorediprogettodeglieffettidelleazioniedRd lacorrispondenteresistenzadi
progetto.

5.1.4.2 STATILIMITEDIESERCIZIO
PergliStatiLimitediEserciziosidovrverificarechesia:EdCd,doveCdunvalorenominaleounafunzionedicerteproprie
t materiali legate agli effettiprogettuali delle azioni considerate, Ed ilvalore di progetto delleffetto dellazione determinato
sullabasedellecombinazionidicarico.

5.1.4.3 VERIFICHEALLOSTATOLIMITEDIFATICA
Perstrutture,elementistrutturaliedettaglisensibiliafenomenidifaticadevonoessereeseguiteopportuneverifiche.
Le verifiche devono esserecondotte considerando spettri di caricodifferenziati, a seconda che si conduca una verifica per vita
illimitataounaverificaadanneggiamento.
Inassenzadistudispecifici,voltialladeterminazionedelleffettivospettrodicaricocheinteressailponte,sipufarriferimento
aimodellidescrittinelseguito.

Verifichepervitaillimitata
Leverificheafaticapervitaillimitatapossonoesserecondotte,perdettaglicaratterizzatidalimitedifaticaadampiezzacostante,
controllandochelamassimadifferenzaditensionemax=(maxmin)indottoneldettagliostessodallospettrodicaricosignifica
tivorisultiminoredellimitedifaticadeldettagliostesso.Aifinidelcalcolodelmax sipossonoimpiegare,inalternativa,iMo
dellidicaricodifatica1e2,dispostisulpontenelledueconfigurazionichedeterminanolatensionemassimaeminima,rispetti
vamente,neldettaglioconsiderato.

Modellodicarico1
Ilmodellodicaricodifatica1costituitodalloSchemadiCarico1assumendoil70%deicarichiconcentratiedil30%diquelli
distribuiti(vedifig.5.1.4),applicatiinasseallecorsieconvenzionaliindividuatesecondoicriteriindividuatial5.1.3.3.5
Perverifichelocalisideveconsiderare,sepigravoso,ilmodellocostituitodallassesingolodelloschemadicarico2,isolatoe
concaricoal70%(vedifig.5.1.4).


Fig.5.1.4Modellodicaricodifatica1

Modellodicarico2
PONTI 133

Quandosianonecessarievalutazionipiprecise,inalternativaalmodellodicaricodifaticasemplificato1,derivatodalmodello
dicaricoprincipale,sipuimpiegareilmodellodicaricodifatica2,rappresentatonellaTab.5.1.VII;applicatoalcentrodella
corsiaconvenzionalen.1,chequellachedeterminaglieffettipiseverineldettaglioinesame
Ilmodellodicarico2nonconsideraglieffettidipicorsiecaricatesullimpalcatoinesame.Nelcasoincuisianodaprevedere
significativieffettidiinterazionetraveicoli,perlapplicazionediquestomodellosidevedisporredidatisupplementari,reperibi
liodaletteraturatecnicaconsolidataoaseguitodistudispecifici.
Distanzatra Caricofrequente Tipodiruota
Sagomadelveicolo
gliassi(m) perasse(kN) (Tab.5.1.IX)

4,50 90 A
190 B


4,20 80 A
1,30 140 B
140 B

3,20 90 A
5,20 180 B
1,30 120 C
1,30 120 C
120 C
3,40 90 A
6,00 190 B
1,80 140 B
140 B

4,80 90 A
3,60 180 B
4,40 120 C
1,30 110 C
110 C
Tab.5.1.VIIModellodicaricodifatica2veicolifrequenti

Verificheadanneggiamento
Leverificheadanneggiamentoconsistononelverificarecheneldettaglioconsideratolospettrodicaricoproducaundanneggia
mentoD1.
IldanneggiamentoDvalutatomediantelaleggediPalmgrenMiner,considerandolacurvaSNcaratteristicadeldettaglioela
vitanominaledellopera.
Leverifichedevonoesserecondotteconsiderandolospettroditensioneindottoneldettagliodalmodellodicaricodifaticasem
plificato3,riportatoinFig.5.1.5,costituitodaunveicolodifaticasimmetricoa4assi,ciascunodipeso120kN,o,inalternativa,
quandosianonecessarievalutazionipiprecise,dallospettrodicaricoequivalentecostituenteilmodellodicaricodifatica4,ri
portatoinTab.5.1.VIII,overappresentataanchelapercentualediveicolidaconsiderare,infunzionedeltrafficointeressantela
stradaservitadalponte.
Iveicolideimodellidicaricodifatica3o4possonoessereapplicatiinasseallecorsieconvenzionalideterminateinaccordoconil
5.1.3.3.5.possibile,tuttavia,adottaredisposizionipifavorevolideiveicoli,considerandocheilflussoavvengaperil10%sulle
corsieconvenzionalieperil90%sullecorsiefisiche.Laposizionedeiveicolisullecorsiefisichedovresseretaledadeterminare
glieffettipiseverineldettaglioinesame.
ItipidipneumaticodaconsiderareperidiversiveicolieledimensionidellerelativeimprontesonoriportatinellaTab.5.1.IX.
Inassenzadistudispecifici,perverifichedidanneggiamento,sideveconsideraresullacorsialentailflussoannuodiveicolidi
pesosuperiorea100kN,rilevantiaifinidellaverificaafatica,dedottodallaTab.5.1.X.
Nelcasoincuisianodaprevederesignificativieffettidiinterazionetraveicoli,sidevefarriferimentoastudispecificioameto
dologieconsolidate.
Ilmodellodicaricodifatica3,consideratoinasseallacorsiaconvenzionale,puessereutilizzatoperleverifichecolmetodo,o
metodo dei coefficienti di danneggiamento equivalente. Per la determinazione dei coefficienti di danneggiamento equivalente,
che devono essere specificamente calibrati sul predetto modello di carico di fatica 3, si pu far riferimento alle norme UNI
EN19922,UNIEN19932edUNIEN19942.


134 CAPITOLO 5


Fig.5.1.5Modellodicaricodifatica.3

Tab.5.1.VIIIModellodicaricodifatica4veicoliequivalenti

valentideica COMPOSIZIONEDELTRAFFICO
Interassi[m]

percorrenza

percorrenza
pneumatico
(Tab.5.1IX)

Valoriequi

richiasse

Traffico
Tipodi

Media
Lunga

locale
[kN]

Sagomadelveicolo


A 70
B 4,50 130 20,0 40,0 80,0


A 70
B 4,20 120 5,0 10,0 5,0
B 1,30 120


A 70
B 3,20 150
C 5,20 90 50,0 30,0 5,0
C 1,30 90
C 1,30 90


A 70
B 3,40 140
15,0 15,0 5,0
B 6,00 90
B 1,80 90


A 70
B 4,80 130
C 3,60 90 10,0 5,0 5,0
C 4,40 80
C 1,30 80



Tab.5.1.IXDimensionidegliassiedelleimpronteperiveicoliequivalenti
Tipodi
Dimensionidellasseedelleimpronte
pneumatico

A
PONTI 135

Tab.5.1.XFlussoannuodiveicolipesantisullacorsiadimarcialenta
Flussoannuodiveicolidi
Categorieditraffico pesosuperiorea100kNsulla
corsiadimarcialenta
1Stradeedautostradecon2opicorsiepersensodimar
2,0x106
cia,caratterizzatedaintensotrafficopesante
2Stradeedautostradecaratterizzatedatrafficopesantedi
0,5x106
mediaintensit
3Stradeprincipalicaratterizzatedatrafficopesantedimo
0,125x106
destaintensit
4Stradelocalicaratterizzatedatrafficopesantediintensit
0,05x106
moltoridotta

5.1.4.4 Verifiche allo stato limite di fessurazione


Perassicurarelafunzionaliteladuratadellestrutturevieneprefissatounostatolimitedifessurazione,commisuratoallecondi
zioniambientaliedisollecitazione,nonchallasensibilitdellearmatureallacorrosione.
Struttureincalcestruzzoarmatoordinario
Perlestruttureincalcestruzzoarmatoordinario,devonoessererispettatelelimitazionidicuiallaTab.4.1.IVperarmaturapoco
sensibile.
Struttureincalcestruzzoarmatoprecompresso
ValgonolelimitazionidellaTab.4.1.IVperarmaturesensibili.

5.1.4.5 Verifiche allo stato limite di deformazione


Lassettodiunastruttura,davalutarsiinbaseallecombinazionidicaricoprecedentementeindicate,deverisultarecompatibile
conlageometriadellastrutturastessainrelazionealleesigenzedeltraffico,nonchconivincoliedidispositividigiuntoprevisti
inprogetto.
Ledeformazionidellastrutturanondevonoarrecaredisturboaltransitodeicarichimobiliallevelocitdiprogettodellastrada.

5.1.4.6 Verifiche delle azioni sismiche


Leverificheneiriguardidelleazionisismichevannosvoltesecondoicriteriedimetodiespostinellerelativesezionidellepresen
tiNorme.

5.1.4.7 Verifiche in fase di costruzione


Le verifiche di sicurezza vanno svolte anche per le singole fasi di costruzione dellopera, tenendo conto dellevoluzione dello
schemastaticoedellinfluenzadeglieffettidifferitineltempo.
Vannoverificateancheleeventualicentineelealtreattrezzatureprovvisionaliprevisteperlarealizzazionedellopera.

5.1.5. STRUTTURE PORTANTI

5.1.5.1 IMPALCATO
136 CAPITOLO 5

5.1.5.1.1 Spessoriminimi
Glispessoriminimidellediverseparticostituentilimpalcatodevonotenercontodellinfluenzadeifattoriambientalisulladura
bilitdelloperaerispettareleprescrizionidellenormerelativeaisingolielementistrutturali.

5.1.5.1.2 Struttureadelementiprefabbricati
Nellestrutture costruite in tutto o in parte con elementi prefabbricati, al fine di evitare sovratensioni, distorsioni o danneggia
mentidovutiadifettiesecutiviodimontaggio,deveessereassicuratalacompatibilitgeometricatralediversepartiassemblate,
tenendoanchecontodelletolleranzecostruttive.
Gli elementi di connessione tra le parti collegate devono essere conformati in modo da garantire la corretta trasmissione degli
sforzi.
Nelcasodielementiincalcestruzzoarmatonormaleeprecompressoedistrutturemisteacciaiocalcestruzzovannoconsiderate
leredistribuzionidisforzodifferiteneltempochesimanifestanotrapartirealizzateosottoposteacaricointempisuccessiviele
analogheredistribuzionichederivanodavariazionideivincoli.

5.1.5.2 PILE

5.1.5.2.1 Spessoriminimi
Valequantogiindicatoalcommaprecedenteperlestrutturedellimpalcato.

5.1.5.2.2 Schematizzazioneecalcolo
Nellaverificadellepilesnelle,particolareattenzionedeveessererivoltaallavalutazionedelleeffettivecondizionidivincolo,spe
cialmenteriguardolinterazioneconleoperedifondazione.
Lesommitdellepiledeveessereverificataneiconfrontideglieffettilocaliderivantidalleazioniconcentratetrasmessedagliap
parecchidiappoggio.
Sideveverificarecheglispostamenticonsentitidagliapparecchidiappoggiosianocompatibiliconglispostamentimassimialla
sommitdellepile,provocatidallecombinazionidelleazionipisfavorevolie,nellepilealte,dalladifferenzaditemperaturatra
lefaccedellepilestesse.

5.1.6. VINCOLI
Idispositividivincolodellimpalcatoallesottostrutture(pile,spalle,fondazioni)devonopossederelecaratteristicheprevistedal
loschemastaticoecinematicoassuntoinsedediprogetto,siaconriferimentoalleazioni,siaconriferimentoalledistorsioni.
Per strutture realizzate in pi fasi, i vincoli devono assicurare un corretto comportamento statico e cinematico in ogni fase
dellevoluzionedelloschemastrutturale,adeguandosi,sedelcaso,aicambiamentidischema.
Lesingolepartideldispositivodivincoloedirelativiancoraggidevonoesseredimensionatiinbasealleforzevincolaritrasmes
se.
Idispositividivincolodevonoesseretalidaconsentiretuttiglispostamentiprevisticonunmarginedisicurezzamaggiorerispet
toaquelloassuntoperglialtrielementistrutturali.
Particolare attenzione va rivolta al funzionamento dei vincoli in direzione trasversale rispetto allasse longitudinale
dellimpalcato,lacuiconfigurazionedevecorrispondereadunoschemastaticoecinematicobendefinito.
Lasceltaeladisposizionedeivincolineipontiapiantaspeciale(pontiincurva,pontiinobliquo,ponticongeometriainpiantairre
golare)devonoderivaredaunadeguatostudiodicapacitstaticaedicompatibilitcinematica.

5.1.6.1 PROTEZIONEDEIVINCOLI
Levariepartideidispositividivincolodevonoessereadeguatamenteprotette,alfinedigarantirneilregolarefunzionamentoper
ilperiododiesercizioprevisto.

5.1.6.2 CONTROLLO,MANUTENZIONEESOSTITUZIONE
Ivincolidelpontedevonoessereaccessibilialfinediconsentirneilcontrollo,lamanutenzioneeleventualesostituzionesenza
eccessivadifficolt.

5.1.6.3 VINCOLIINZONASISMICA
Peripontiinzonasismica,ivincolidevonoessereprogettatiinmodoche,tenendocontodelcomportamentodinamico
dellopera,risultinoidonei:
atrasmettereleforzeconseguentialleazionisismiche
adevitaresconnessionitraglielementicomponentiildispositivodivincolo
adevitarelafuoriuscitadeivincolidallelorosedi.

5.1.7. OPERE ACCESSORIE


PONTI 137

Leoperediimpermeabilizzazioneedipavimentazione,igiuntietutteleopereaccessorie,devonoessereeseguiticonmaterialidi
qualiteconcuraesecutivatalidagarantirelamassimadurataetalidaridurreinterventidimanutenzioneerifacimenti.

5.1.7.1 IMPERMEABILIZZAZIONE
Le opere di impermeabilizzazione devono essere tali da evitare che infiltrazioni dacqua possano arrecare danno alle strutture
portanti.

5.1.7.2 PAVIMENTAZIONI
Lapavimentazionestradaledeveesseretaledasottrarreallusuraedalladirettaazionedeltrafficolestradossodelponteegli
stratidiimpermeabilizzazionecheproteggonolestruttureportanti.

5.1.7.3 GIUNTI
Incorrispondenzadelleinterruzionistrutturalisidevonoadottaredispositividigiuntoattiadassicurarelacontinuitdelpiano
viabile.Lecaratteristichedeigiuntielemodalitdellorocollegamentoallastrutturadevonoesseretalidaridurreilpipossibile
lesovrasollecitazionidinaturadinamicadovuteadirregolaritlocaliedaassicurarelamigliorequalitdeitransiti.
Incorrispondenzadeigiuntisideveimpedirelapercolazionedelleacquemeteoricheodilavaggioattraversoigiuntistessi.Nel
casodigiunticheconsentanoilpassaggiodelleacque,questedevonoconfluireinappositidispositividiraccolta,collocatiimme
diatamentesottoilgiunto,edevonoessereconvogliateascaricarsisenzapossibilitdiristagniodilavamenticheinteressinole
strutture.

5.1.7.4 SMALTIMENTODEILIQUIDIPROVENIENTIDALLIMPALCATO
Lo smaltimento dei liquidi provenienti dallimpalcato deve effettuarsi in modo da non arrecare danni o pregiudizio allopera
stessa,allasicurezzadeltrafficoeadeventualiopereedesercizisottostantiilponte.Atalescopoilprogettodelpontedeveessere
corredatodalloschemadelleoperediconvogliamentoediscarico.Peroperediparticolareimportanza,operlanaturadellopera
stessaoperlanaturadellambientecircostante,sideveprevederelarealizzazionediunappositoimpiantodidepurazionee/odi
decantazione.

5.1.7.5 DISPOSITIVIPERLISPEZIONABILITELAMANUTENZIONEDELLEOPERE
Insedediprogettazioneediesecuzionedevonoessereprevisteoperedicamminamento(piattaforme,scale,passiduomo,ecc.)
commisurateallimportanzadelponteetalidaconsentirelaccessoallepartipiimportantisiaaifiniispettivi,siaaifinimanu
tentivi.Lezonenellintornodipartidestinateallasostituzioneperiodica,qualiadesempiogliappoggi,devonoesserecorredate
dipuntidiforza,chiaramenteindividuabilietalidaconsentireleoperazionidisollevamentoedivincolamentoprovvisorio.

5.1.7.6 VANIPERCONDOTTEECAVIDOTTI
Lastrutturadelpontedovrcomunqueprevederelapossibilitdipassaggiodicaviediunacondottadiacquedotto;ledimen
sionideivanidovrannoessererapportatealleprevedibiliesigenzedavalutareconriferimentoaquantopresenteinprossimit
delponte.
138 CAPITOLO 5

5.2. PONTI FERROVIARI


Lepresentinormesiapplicanoperlaprogettazioneelesecuzionedeinuovipontiferroviari.
Ilgestoredellinfrastrutturainbaseallecaratteristichefunzionaliestrategichedellediverseinfrastruttureferroviariestabiliscei
parametriindicatialCapitolo2:vitanominale,classeduso.

5.2.1. PRINCIPALI CRITERI PROGETTUALI E MANUTENTIVI


Laprogettazionedeimanufattisottobinariodeveessereeseguitainmododaconseguireilmigliorerisultatoglobaledalpuntodi
vistatecnicoeconomico,conparticolareriguardoalladurabilitdelloperastessa.

5.2.1.1 ISPEZIONABILITEMANUTENZIONE
Findallafasediprogettazionedeveesserepostalamassimacuranellaconcezionegeneraledelloperaenelladefinizionedelle
geometrieedeiparticolaricostruttiviinmododarenderepossibilelaccessibilitelispezionabilit,nelrispettodellenormedi
sicurezza,dituttiglielementistrutturali.Deveesseregarantitalapienaispezionabilitdegliapparecchidappoggioedeglieven
tuali organi di ritegno. Deve inoltre essere prevista la possibilit di sostituire questi elementi con la minima interferenza con
lesercizioferroviario;atalescopoidisegnidiprogettodevonoforniretutteleindicazionialriguardo(numero,posizioneeporta
tadeimartinettiperilsollevamentodegliimpalcati,proceduredaseguireancheperlasostituzionedeglistessiapparecchi,ecc.).

5.2.1.2 COMPATIBILITIDRAULICA
Sirimandaintegralmentealparagrafo5.1.2.3.

5.2.1.3 ALTEZZALIBERA
Sirimandaintegralmentealparagrafo5.1.2.2.

5.2.2. AZIONI SULLE OPERE


Nellambitodellapresentenormasonoindicatetutteleazionichedevonoessereconsideratenellaprogettazionedeipontiferro
viari,secondolecombinazioniindicateneisuccessiviparagrafi.
Leazionidefiniteinquestodocumentosiapplicanoallelineeferroviarieascartamentonormaleeridotto.

5.2.2.1 AZIONIPERMANENTI
Leazionipermanentichedevonoessereconsideratesono:pesipropri,carichipermanentiportati,spintadelleterre,spinteidrau
liche,ecc.

5.2.2.1.1 Carichipermanentiportati
Ovenonsieseguanovalutazionipidettagliate,ladeterminazionedeicarichipermanentiportatirelativialpesodellamassiccia
ta,dellarmamentoedellaimpermeabilizzazione(inclusalaprotezione)potreffettuarsiassumendo,convenzionalmente,perli

neainrettifilo,unpesodivolumeparia18,0kN/m applicatosututtalalarghezzamediacompresafraimurettiparaballast,per
unaaltezzamediafrapianodelferro(P.F.)edestradossoimpalcatoparia0,80m.Perpontisulineeincurva,oltrealpesocon
venzionalesopraindicatovaaggiuntoilpesodituttelepartidimassicciatanecessarieperrealizzareilsovralzo,valutatoconla
suarealedistribuzionegeometricaeconunpesodivolumeparia20kN/m.
Nelcasodiarmamentosenzamassicciatadevonoesserevalutatiipesideisingolicomponentielerelativedistribuzioni.
Nella progettazione di nuovi ponti ferroviari dovranno essere sempre considerati i pesi, le azioni e gli ingombri associati
allintroduzionedellebarriereantirumore,ancheneicasiincuinonsiaoriginariamenteprevistalarealizzazionediquestogenere
dielementi.
Sonodaconsideraretraicarichipermanentiportatiancheilpesodelleeventualifiniture,ilsistemadismaltimentoacque,etc..

5.2.2.2 AZIONIVARIABILIVERTICALI

5.2.2.2.1 Modellidicarico
Icarichiverticaliassociatialtransitodeiconvogliferroviarisonodefinitipermezzodidiversimodellidicaricorappresentatividelle
diversetipologieditrafficoferroviario:normaleepesante.
Ivalorideisuddetticarichidovrannoesseremoltiplicatiperuncoefficientediadattamento,variabileinragionedellatipolo
giadellinfrastruttura(ferrovieordinarie,ferrovieleggere,metropolitane,ecc.).Perleferrovieordinarieilvaloredelcoefficiente
diadattamentodaadottarsiperidiversimodellidicaricodefinitoneirelativiparagrafi;perleferrovieleggere,metropoli
tane,ecc.,ilvaloredelcoefficientedefinitoinfunzionedellaspecificitdellinfrastrutturastessa.Sonoconsideratetretipo
logiedicaricoicuivaloricaratteristicisonodefinitineisuccessiviparagrafi.Nelseguito,iriferimentiaimodellidicaricoLM71,
SW/0eSW/2edallelorocomponentisiintendono,ineffetti,parialprodottodeicoefficientipericarichiindicatinelleFig.5.2.1
eFig.5.2.2.
PONTI 139

5.2.2.2.1.1 ModellodicaricoLM71
QuestomodellodicaricoschematizzaglieffettistaticiprodottidaltrafficoferroviarionormalecomemostratonellaFig.5.2.1e
risultacostituitoda:

Fig.5.2.1ModellodicaricoLM71

quattroassida250kNdispostiadinterassedi1,60m;
caricodistribuitodi80kN/minentrambeledirezioni,apartireda0,8mdagliassidestremiteperunalunghezzaillimitata.
Perquestomodellodicaricoprevistaunaeccentricitdelcaricorispettoallassedelbinario,dipendentedalloscartamentos,per
tenerecontodellospostamentodeicarichi;pertanto,essaindipendentedaltipodistrutturaediarmamento.Taleeccentricit
calcolatasullabasedelrapportomassimofraicarichiafferentiadueruoteappartenentialmedesimoasse
QV2/QV1=1,25 [5.2.1]
essendoQV1eQV2icarichiverticalidelleruotediunmedesimoasse,erisultaquindiparias/18cons=1435mm;questaeccentri
citdeveessereconsideratanelladirezionepisfavorevole.
IlcaricodistribuitopresentealleestremitdeltrenotipoLM71devesegmentarsialdisopradelloperaandandoacaricaresolo
quellepartichefornisconounincrementodelcontributoaifinidellaverificadellelementoperleffettoconsiderato.Questaope
razionedisegmentazionenonvaeffettuataperisuccessivimodellidicaricoSWchedevonoessereconsideratisempreagentiper
tuttalaloroestensione.IlvaloredelcoefficientediadattamentodaadottarsiperilmodellodicaricoLM71nellaprogettazio
nediferrovieordinarieparia1,1.

5.2.2.2.1.2 ModellidicaricoSW


Fig.5.2.2ModellidicaricoSW
IlmodellodicaricoSWillustratoinFig.5.2.2;pertalemodellodicarico,sonoconsiderateduedistinteconfigurazionidenomi
nateSW/0edSW/2.
IlmodellodicaricoSW/0schematizzaglieffettistaticiprodottidaltrafficoferroviarionormalepertravicontinue(essoandruti
lizzatosoloperletravicontinuequalorapisfavorevoledellLM71).
IlmodellodicaricoSW/2schematizzaglieffettistaticiprodottidaltrafficoferroviariopesante.
LecaratterizzazionidientrambequesteconfigurazionisonoindicateinTab.5.2.I.

Tab.5.2.ICaratteristicheModellidiCaricoSW
TipodiCarico qvk[kN/m] a[m] c[m]
SW/0 133 15,0 5,3
SW/2 150 25,0 7,0

Ilvaloredelcoefficientediadattamentodaadottarsinellaprogettazionedelleferrovieordinariepari,rispettivamente,a1,1
perilmodellodicaricoSW/0eda1,0perilmodellodicaricoSW/2.

5.2.2.2.1.3 Trenoscarico
PeralcuneparticolariverificheprevistounulterioriparticolaremodellodicaricodenominatoTrenoscaricorappresentatoda
uncaricouniformementedistribuitoparia10,0kN/m.

5.2.2.2.1.4Ripartizionelocaledeicarichi.
Distribuzionelongitudinaledelcaricopermezzodelbinario
UncaricoassialeQvipuesseredistribuitosutretraverseconsecutiveposteadinterasseuniformea,ripartendolofralatraver
sachelaprecede,quellasucuiinsisteequellasuccessiva,nelleseguentiproporzioni25%,50%,25%(Fig.5.2.3).

140 CAPITOLO 5


Fig.5.2.3Distribuzionelongitudinaledeicarichiassiali

Distribuzionelongitudinaledelcaricopermezzodelletraverseedelballast
Ingenerale,icarichiassialidelmodellodicaricoLM71possonoesseredistribuitiuniformementenelsensolongitudinale.


Fig.5.2.4Distribuzionelongitudinaledeicarichiattraversoilballast

Tuttavia,perilprogettodiparticolarielementistrutturaliqualilesolettedegliimpalcatidaponte,ladistribuzionelongitudinale
delcaricoassialealdisottodelletraverseindicatainFig.5.2.4ove,persuperficiediriferimentodaintendersilasuperficiedi
appoggiodelballast.
Perlaripartizionenellastrutturasottostantevalgonogliusualicriteriprogettuali.
Inparticolare,perlesolette,salvodiverseepiaccuratedeterminazioni,potrconsiderarsiunaripartizionea45dallasuperficie
diestradossofinoalpianomediodellestesse.
Distribuzionetrasversaledelleazionipermezzodelletraverseedelballast
Salvopiaccuratedeterminazioni,perponticonarmamentosuballastinrettifilo,leazionipossonodistribuirsitrasversalmente
secondoloschemadiFig.5.2.5.


Fig.5.2.5Distribuzionetrasversaleinrettifilodelleazionipermezzodelletraverseedelballast.Infigura,Qhrappresentalaforzacentrifugadefinitaalsuccessivo
5.2.2.3.1

Perponticonarmamentosuballastincurva,consovralzou,leazionipossonodistribuirsitrasversalmentesecondoloschema
diFig.5.2.6.
PONTI 141


Fig.5.2.6Distribuzionetrasversaleincurvadelleazionipermezzodelletraverseedelballast.Infigura,Qhrappresentalaforzacentrifugadefinitaalsuccessivo
5.2.2.3.1

5.2.2.2.1.5 Distribuzionedeicarichiverticaliperirilevatiatergodellespalle
Inassenzadicalcolipiaccurati,ilcaricoverticalealivellodelpianodiregolamento(postoacirca0,70maldisottodelpianodel
ferro)surilevatoatergodellaspallapuessereassuntouniformementedistribuitosuunalarghezzadi3,0m.
Perquestotipodicaricodistribuitonondeveapplicarsilincrementodinamico.

5.2.2.2.2 Carichisuimarciapiedi
Imarciapiedinonapertialpubblicopossonoessereutilizzatisolodalpersonaleautorizzato.
Icarichiaccidentalidevonoessereschematizzatidauncaricouniformementeripartitodelvaloredi10kN/m.Questocariconon
deveconsiderarsicontemporaneoaltransitodeiconvogliferroviariedeveessereapplicatosopraimarciapiediinmododadare
luogoaglieffettilocalipisfavorevoli.
Perquestotipodicaricodistribuitonondeveapplicarsilincrementodinamico.

5.2.2.2.3 Effettidinamici
Le sollecitazioni e gli spostamenti determinati sulle strutture del ponte dallapplicazione statica dei modelli di carico debbono
essereincrementatipertenerecontodellanaturadinamicadeltransitodeiconvogli.
Nellaprogettazionedeipontiferroviariglieffettidiamplificazionedinamicadovrannovalutarsinelmodoseguente:
perleusualitipologiedipontiepervelocitdipercorrenzanonsuperiorea200km/h,quandolafrequenzapropriadellastrut
turaricadeallinternodelfusoindicatoinFig.5.2.7,sufficienteutilizzareicoefficientidinamicidefinitinelpresentepara
grafo;
perleusualitipologiediponti,ovelavelocitdipercorrenzasiasuperiorea200km/hequandolafrequenzapropriadella
strutturanonricadeallinternodelfusoindicatoinFig.5.2.7ecomunqueperletipologienonconvenzionali(pontistrallati,
pontisospesi,pontidigrandeluce,pontimetallicidifformidalletipologieinusoinambitoferroviario,ecc.)dovreffettuarsi
una analisi dinamica adottando convogli reali e parametri di controllo specifici dellinfrastruttura e del tipodi trafficoivi
previsto.


Fig.5.2.7LimitidellefrequenzeproprienoinHzinfunzionedellalucedellacampata
InFig.5.2.7ilfusocaratterizzatoda:
unlimitesuperioreparia: no=94,76L0,748 [5.2.2]
142 CAPITOLO 5

unlimiteinferioreparia: no=80/L per4mL20m [5.2.3]


0,592
no=23,58L per20mL100m [5.2.4]
Perunatravesemplicementeappoggiata,sottopostaaflessione,laprimafrequenzaflessionalepuvalutarsiconlaformula:
17,75
no= [Hz] [5.2.5]
o
dove:0rappresentalafreccia,espressainmm,valutatainmezzeriaedovutaalleazionipermanenti.
Perpontiincalcestruzzo0 devecalcolarsiimpiegandoilmoduloelasticosecante,inaccordoconlabreveduratadelpassaggio
deltreno.
Pertravicontinue,salvopiprecisedeterminazioni,LdaassumersipariallaLdefinitacomediseguito.
Icoefficientidiincrementodinamicocheaumentanolintensitdeimodellidicaricodefinitiin5.2.2.2.1siassumonoparia2o
3,indipendenzadellivellodimanutenzionedellalinea.Inparticolare,siassumer:
(a) perlineeconelevatostandardmanutentivo:
1,44
2 0,82 conlalimitazione1,0021,67 [5.2.6]
L 0,2
(b) perlineeconridottostandardmanutentivo:
2,16
3 0,73 conlalimitazione1,0032,00 [5.2.7]
L 0,2
dove:
Lrappresentalalunghezzacaratteristicainmetri,coscomedefinitainTab.5.2.II.

Tab.5.2.IILunghezzacaratteristicaL
Caso Elementostrutturale LunghezzaL
IMPALCATODIPONTEINACCIAIOCONBALLAST(LASTRAORTOTROPAOSTRUTTURAEQUIVALENTE)
Piastraconnervaturelongitudinalietrasversali,o
sololongitudinali:
1 1.1Piastra(inentrambeledirezioni) 3voltelinterassedelletravitrasversali
1.2Nervaturelongitudinali(compresemensole
3voltelinterassedelletravitrasversali
finoa0,50m)();
1.3Travitrasversali:intermedieediestremit 2voltelalucedelletravitrasversali
Piastreconsolenervaturetrasversali
2.1Piastra(perentrambeledirezioni) 2voltelinterassedelletravitrasversali+3m
2
2.2Travitrasversaliintermedie 2voltelalucedelletravitrasversali
2.3Travitrasversalidestremit lucedellatravetrasversale
IMPALCATODIPONTEINACCIAIOSENZABALLAST(PERTENSIONILOCALI)
3.1Sostegniperrotaie(Longherine)
comeelementodiungrigliato 3voltelinterassedelletravitrasversali
comeelementosemplicementeappoggiato distanzafraletravitrasversali+3m
3 3.2 Sostegni per rotaie a mensola (longherine a
3=2,0,ovenonmegliospecificato
mensola)pertravitrasversalidiestremit
3.3Travitrasversaliintermedie 2voltelalucedelletravitrasversali
3.4Travitrasversalidestremit lucedellatravetrasversale
IMPALCATODIPONTEINCALCESTRUZZOCONBALLAST(PERILCALCOLODEGLIEFFETTILOCALIETRASVERSALI)
4.1Solettesuperiorietraversidiimpalcatiasezione
scatolareoagraticcioditravi
nelladirezionetrasversalealletraviprincipali 3voltelalucedellasoletta
nelladirezionelongitudinale 3 volte la luce della soletta dimpalcato o, se
minore,lalunghezzacaratteristicadellatrave
principale
mensoletrasversalisupportanticarichiferrovia 3volteladistanzafraleanimedellastruttura
ri: se e>0,50 m, essendo e la distanza fra lasse principalelongitudinale
della rotaia pi esterna e il filo esterno
dellanimapiesternadellastrutturaprincipale
4 longitudinale,occorreunostudiospecifico.
4.2Solettacontinuasutravitrasversali(nelladire 2voltelinterassedelletravitrasversali
zionedelletraviprincipali)
4.3Soletteperpontiaviainferiore:
orditeperpendicolarmentealletraviprincipali 2voltelalucedellasoletta
orditeparallelamentealletraviprincipali 2 volte la luce della soletta o, se minore, la
lunghezzacaratteristicadelletraviprincipali;
4.4 Impalcati a travi incorporate tessute ortogonal 2voltelalunghezzacaratteristicaindirezione
menteallassedelbinario longitudinale
4.5Mensolelongitudinalisupportanticarichiferro see0,5:m2=1,67;pere>0,5mv.(4.1)
viari(perleazioniindirezionelongitudinale)

TRAVIPRINCIPALI
PONTI 143

5.1Traviesolettesemplicementeappoggiate Lucenelladirezionedelletraviprincipali
(compresiisolettoniatraviincorporate)
5.2Traviesolettecontinuesunluci,indicando L=kLmdove:
con:
n=2345
Lm=1/n.(L1+L2+.....+Ln) k=1,21,31,41,5
5.3Portali:
alucesingola daconsiderarecometravecontinuaatreluci
(usando la 5.2 considerando le altezze dei
piedrittielalunghezzadeltraverso)
alucimultiple daconsiderarecometravecontinuaapiluci
(usando la 5.2 considerando le altezze dei
piedritti terminali e la lunghezza di tutti i
5 traversi)
5.4Soletteedaltrielementidiscatolariperunoo 2=1,20;3=1,35
pibinari(sottoviadialtezzalibera5,0me
lucelibera8,0m).
Pergliscatolarichenonrispettanoiprecedenti
limitivaleilpunto5.3,trascurandolapresen
za della soletta inferiore e considerando un
coefficiente riduttivo del pari a 0,9, da ap
plicarealcoefficiente
5.5Traviadassecurvilineo,archiaspintaelimina metdellalucelibera
ta,archisenzariempimento.
5.6Archieseriediarchiconriempimento duevoltelalucelibera
5.7Strutturedisospensione(dicollegamentoa 4volteladistanzalongitudinalefralestruttu
travidiirrigidimento) redisospensione
SUPPORTISTRUTTURALI

6.1Pileconsnellezza>30 Somma delle lunghezze delle campate adia


centilapila
6
6.2Appoggi,calcolodelletensionidicontattoaldi Lunghezzadeglielementisostenuti
sottodeglistessietirantidisospensione

Icoefficientidiincrementodinamicosonostabiliticonriferimentoatravisemplicementeappoggiate.LalunghezzaL permette
diestenderelusodiquesticoefficientiancheadaltretipologiestrutturali.
Ovelesollecitazioniagentiinunelementostrutturaledipendesserodadiversiterminiciascunodeiqualiafferenteacomponenti
strutturalidistinti,ognunodiquestiterminidovrcalcolarsiutilizzandolalunghezzacaratteristicaLappropriata.
Questocoefficientedinamiconondovressereusatoconiseguenticarichi:
trenoscarico;
trenireali.
Peripontimetalliciconarmamentodirettooccorrerconsiderareunulteriorecoefficientediadattamentodellincrementodina
mico(inseritopertenercontodelmaggioreincrementodinamicodovutoalparticolaretipodiarmamento),variabileesclusi
vamenteinfunzionedellalunghezzacaratteristicaLdellelemento,datoda:
=1,0perL8medL>90m
=1,1per8m<L90m
Neicasidipontiadarcooscatolari,conosenzasolettonedifondo,aventicoperturahmaggioredi1,0m,ilcoefficientedina
micopuessereridottonellaseguentemaniera:

h 1,00
rid 1,0
10 [5.2.8]

doveh,inmetri,laltezzadellacoperturadallestradossodellastrutturaallafacciasuperioredelletraverse.
Perlestrutturedotatediunacoperturamaggioredi2,50mpuassumersiuncoefficientediincrementodinamicounitario.
Pileconsnellezza30,spalle,fondazioni,muridisostegnoespintedelterrenopossonoesserecalcolateassumendocoefficienti
dinamiciunitari.
Qualoradebbanoeseguirsiverifichecontrenireali,aglistessidovrannoessereassociaticoefficientidinamicireali.

5.2.2.3 AZIONIVARIABILIORIZZONTALI

5.2.2.3.1 Forzacentrifuga
Neipontiferroviarialdisopradeiqualiilbinariopresentauntracciatoincurvadeveessereconsideratalaforzacentrifugaagen
tesututtalestensionedeltrattoincurva.
Laforzacentrifugasiconsideraagenteversolesternodellacurva,indirezioneorizzontaleedapplicataallaquotadi1,80maldi
sopradelP.F..
144 CAPITOLO 5

Icalcolisibasanosullamassimavelocitcompatibileconiltracciatodellalinea.Ovesianoconsideratiglieffettideimodellidi
caricoSW,siassumerunavelocitdi100km/h.
Ilvalorecaratteristicodellaforzacentrifugasideterminerinaccordoconlaseguenteespressione:
v2 V2
Qtk f Qvk f Qvk [5.2.9.a]
gr 127 r

v2 V2
qtk f qvk f qvk [5.2.9.b]
gr 127 r

dove:
Qtkqtk =valorecaratteristicodellaforzacentrifuga[kNkN/m];
Qvkqvk =valorecaratteristicodeicarichiverticali[kNkN/m];
=coefficientediadattamento;
v =velocitdiprogettoespressainm/s;
V =velocitdiprogettoespressainkm/h;
f =fattorediriduzione(definitoinseguitonella5.2.10);
g =accelerazionedigravitinm/s;
r =ilraggiodicurvaturainm.
Nelcasodicurvapolicentricacomevaloredelraggiordovressereassuntounopportunovaloremediofrairaggidicurvatura
cheinteressanolacampatainesame.
La forzacentrifuga sar sempre combinatacon icarichi verticali supposti agenti nellagenerica configurazione di carico, e non
sarincrementatadaicoefficientidinamici.
funfattorediriduzionedatoinfunzionedellavelocitVedellalunghezzaLfdibinariocarico.
V 120 814 2,88
f 1 1,75 1 [5.2.10]
1000 V L f

dove:
Lf= lunghezzadiinfluenza,inmetri,dellapartecurvadibinariocaricosulponte,chelapisfavorevoleperilprogettodelge
nericoelementostrutturale;
f=1perV120km/hoLf2,88m;

f<1per120V300km/heLf>2,88m;

f(V)=f(300)perV>300km/h.
PerilmodellodicaricoLM71epervelocitdiprogettosuperioriai120km/h,sarannoconsideratiduecasi:
(a) ModellodicaricoLM71eforzacentrifugaperV=120km/hinaccordoconleformuleprecedentidovef=1;
(b) ModellodicaricoLM71eforzacentrifugacalcolatasecondoleprecedentiespressioniperlamassimavelocitdiprogetto.
Inoltre,perpontisituatiincurva,dovressereconsideratoancheilcasodiassenzadiforzacentrifuga(convoglifermi).
Per i modelli di carico LM71 e SW/0 lazione centrifuga si dovr determinare partendo dalle equazioni [5.2.9] e

[5.2.10]considerandoivaloridiV,,efdefinitinellaseguenteTab.5.2III.
PONTI 145

Tab.5.2.IIIParametriperdeterminazionedellaforzacentrifuga

Massimavelo Azionecentrifugabasatasu: Carico verticale

Valoredi citdellalinea associato


V f
[Km/h]


100 1 1 1x1xSW/2
100

SW/2 x1xSW/2
<100 V 1 1 1x1xSW/2

1xfx x 1x1x
V 1 f
(LM71+SW/0) (LM71+SW/0)

>120 x1x
LM71e 120 1
(LM71+SW/0)
SW/0 xx1x
x1x
120 V 1 (LM71+SW/0)
(LM71+SW/0)

5.2.2.3.2 Azionelaterale(Serpeggio)
Laforzalateraleindottadalserpeggiosiconsideracomeunaforzaconcentrataagenteorizzontalmente,applicataallasommit
dellarotaiapialta,perpendicolarmenteallassedelbinario.Taleazionesiapplichersiainrettifilocheincurva.
IlvalorecaratteristicoditaleforzasarassuntopariaQsk =100kN.Talevaloredeveesseremoltiplicatoper,(se>1),manon
perilcoefficiente.
Questaforzalateraledeveesseresemprecombinataconicarichiverticali.

5.2.2.3.3 Azionidiavviamentoefrenatura
Leforzedifrenaturaediavviamentoagisconosullasommitdelbinario,nelladirezionelongitudinaledellostesso.Detteforze
sono da considerarsi uniformemente distribuite su una lunghezza di binario L determinata per ottenere leffetto pi gravoso
sullelementostrutturaleconsiderato.
Ivaloricaratteristicidaconsideraresonoiseguenti:
avviamento: Qla,k=33[kN/m]L[m]1000kN permodellidicaricoLM71,SW/0,
SW/2
frenatura: Qlb,k=20[kN/m]L[m]6000kN permodellidicaricoLM71,SW/0
Qlb,k=35[kN/m]L[m] permodellidicaricoSW/2
Questivaloricaratteristicisonoapplicabiliatuttiitipidibinario,siaconrotaiesaldatecheconrotaiegiuntate,conosenzadispo
sitividiespansione.
Leazionidifrenaturaedavviamentosarannocombinateconirelativicarichiverticali(permodellidicaricoSW/0eSW/2saranno
tenuteincontosololepartidistrutturachesonocaricateinaccordoconlaFig5.2.2econlaTab.5.2.I).
Quandolarotaiacontinuaadunaoadentrambeleestremitdelpontesolounapartedelleforzedifrenaturaedavviamento
trasferita,attraversolimpalcato,agliapparecchidiappoggio,laparterimanentediquesteforzetrasmessa,attraversolerotaie,
airilevatiatergodellespalle.Lapercentualediforzetrasferiteattraversolimpalcatoagliapparecchidiappoggiovalutabilecon
lemodalitriportatenelparagraforelativoaglieffettidiinterazionestatica.
Nelcasodipontiadoppiobinariosidevonoconsiderareduetreniintransitoinversiopposti,unoinfasediavviamento,laltro
infasedifrenatura.
Nelcasodipontiapididuebinarisideveconsiderare:
unprimobinarioconlamassimaforzadifrenatura;
unsecondobinarioconlamassimaforzadiavviamentonellostessoversodellaforzadifrenatura;
unterzoedunquartobinarioconil50%dellaforzadifrenatura,concordeconleprecedenti;
altrieventualibinariprividiforzeorizzontali.
Periltrenoscaricolafrenaturaelavviamentopossonoesseretrascurate.
Perlunghezzedicaricosuperioria300mdovrannoessereeseguitiappositistudipervalutareirequisitiaggiuntividatenerein
contoaifinideglieffettidifrenaturaedavviamento.
146 CAPITOLO 5

Perladeterminazionedelleazionidifrenaturaeavviamentorelativeaferroviediversedaquelleordinarie(ferrovieleggere,me
tropolitane,ascartamentoridotto,ecc.)dovrannoessereeseguitiappositistudiinrelazioneallasingolatipologiadiinfrastruttu
ra.
Ivaloricaratteristicidellazionedifrenaturaediquelladiavviamentodevonoesseremoltiplicatiperenondevonoesseremol
tiplicatiper.

5.2.2.4 AZIONIVARIABILIAMBIENTALI

5.2.2.4.1 Azionedelvento
Leazionidelventosonodefiniteal3.3dellepresentiNormeTecniche.
Nelle stesse norme sono individuate le metodologie per valutare leffetto dellazione sia come effetto statico che dinamico. Le
struttureandrannoprogettateeverificatenelrispettodiquesteazioni.
Neicasiordinariiltrenovieneindividuatocomeunasuperficiepianacontinuaconvenzionalmentealta4mdalP.F.,indipenden
tementedalnumerodeiconvoglipresentisulponte.
Nelcasoincuisiconsideriilpontescarico,lazionedelventodovrconsiderarsiagentesullebarriereantirumorepresenti,cosda
individuarelasituazionepigravosa.

5.2.2.4.2 Temperatura
Leazionidellatemperaturasonodefiniteal3.5dellepresentiNormeTecniche.
Nellestessenormesonoindividuatelemetodologiepervalutareleffettodellazione.Lestruttureandrannoprogettateeverifica
tenelrispettodiquesteazioni.

variazionetermicanonuniforme
Inaggiuntaallavariazionetermicauniforme,andrconsideratoungradienteditemperaturadi5Cfraestradossoedintradosso
diimpalcatoconversodadeterminarecasopercaso.
Nelcasodiimpalcatiacassoneincalcestruzzo,andrconsiderataunadifferenzaditemperaturadi5Cconandamentolineare
nellospessoredelleparetieneiduecasiditemperaturainternamaggiore/minoredellesterna.
Neipontiastrutturamistaacciaiocalcestruzzo,andrconsiderataancheunadifferenzaditemperaturadi5Ctralasolettain
calcestruzzoelatraveinacciaio.
Ancheperlepilesidovrtenerecontodeglieffettidovutiaifenomenitermiciediritirodifferenziale.
Perleusualitipologiedipilecave,salvopiaccuratedeterminazioni,sipotrannoadottareleipotesiapprossimatediseguitode
scritte:
differenzaditemperaturatrainternoedesternoparia10C(coninternopicaldodellesternooviceversa),considerandoun
moduloelasticoEnonridotto;
variazionetermicauniformetrafusto,pilaezatterainterrataparia5C(zatterapifreddadellapilaeviceversa)convaria
zionelinearetralestradossozatteradifondazioneedunaaltezzadaassumersi,inmancanzadideterminazionipiprecise,
paria5voltelospessoredellaparetedellapila.
Perlaverificadelledeformazioniorizzontalieverticalidegliimpalcati,conlesclusionedelleanalisidicomfort,dovrannoconsi
derarsidelledifferenzeditemperaturafraestradossoedintradossoefralesuperficilateralipiesternedegliimpalcatidi10C.
Pertalidifferenzeditemperaturapotrassumersiunandamentolinearefraidettiestremi,considerandoglistessigradientiter
micidirettisiainunversochenellaltro.
Perilcalcolodeglieffettidiinterazionestaticabinariostruttura,sipotrannoconsiderareiseguentieffettitermicisulbinario:
inassenzadiapparecchididilatazionedelbinario,sipotrconsiderarenullalavariazionetermicanelbinario,essendoessa
ininfluenteaifinidellavalutazionedellereazionineivincolifissiedelletensioniaggiuntivenellerotaieenongenerandoessa
scorrimentirelativibinarioimpalcato;
inpresenzadiapparecchididilatazionedelbinario,siassumerannovariazionitermichedelbinarioparia+30Ce40Cri
spettoallatemperaturadiregolazionedelbinariostesso.Nelcasodiimpalcatoinacciaioessedovrannoessereapplicatecon
temporaneamenteallevariazionitermichedellimpalcatoeconlostessosegno.Nelcasodiimpalcatiinc.a.p.omistiinacciaio
calcestruzzo,occorrerconsiderare,traledueseguenti,lacondizionepisfavorevolenellacombinazioneconlealtreazioni:
nellaprimanullalavariazionetermicanellimpalcatoemassima(positivaonegativa)quellanellarotaia,nellasecondanul
lalavariazionetermicanellarotaiaemassima(positivaonegativa)quellanellimpalcato.
Aifinidelleverifichediinterazione,lemassimevariazionitermichedellimpalcatorispettoallatemperaturadellostessoallatto
della regolazione del binario, possono essere assunte pari a quelle indicate in precedenza, in funzione dei materialicostituenti
loperaedellatipologiadiarmamento.Beninteso,quantoinnanziesplicitatotrovaapplicazionequandolaregolazionedelbinario
vieneeseguitaneiperiodistagionalineiqualiilpontevieneatrovarsiapprossimativamenteincondizioniditemperaturamedia.
In generale si possono ritenere trascurabili, e comunque in favore di sicurezza, gli effetti del gradiente termico lungo laltezza
dellimpalcato.
PONTI 147

5.2.2.5 EFFETTIDIINTERAZIONESTATICATRENOBINARIOSTRUTTURA
Neicasiincuisiabbiacontinuitdellerotaietrailponteedilrilevatoatergodellespalleadunaoadentrambeleestremitdel
ponte (ipotesidi assenza, aduno o ad entrambi gli estremi del ponte, diapparecchi didilatazione del binario)si dovr tenere
contodeglieffettidiinterazionetrabinarioestrutturacheinduconoforzelongitudinalinellarotaiaenellasottostrutturadelpon
te(sistemifondazionepilaapparecchiodiappoggio,fondazionespallaapparecchiodiappoggio)escorrimentilongitudinalitra
binarioeimpalcatocheinteressanoilmezzodicollegamento(ballaste/oattacco).
Le suddette azioni dovranno essere portate in conto nel progetto di tutti gli elementi della struttura (impalcati, apparecchi
dappoggio,pile,spalle,fondazioni, ecc.)edovrannoesseretalidanoncomprometterelecondizionidiserviziodelbinario(ten
sioninellarotaia,scorrimentibinarioimpalcato).
Devonoessereconsideratiglieffettidiinterazionebinariostrutturaprodottida:
frenaturaedavviamentodeitreni;
variazionitermichedellastrutturaedelbinario;
deformazionidovuteaicarichiverticali.
Glieffettidiinterazioneprodottidaviscositeritironellestruttureinc.a.ec.a.p.dovrannoesserepresiinconto,overilevanti.
Larigidezzadelsistemaappoggio/pile/fondazioni,daconsiderareperlavalutazionedeglieffettidelleinterazionistatiche,dovr
esserecalcolatatrascurandoloscalzamentonelcasodipileinalveo.
Alfinedigarantirelasicurezzadelbinariorispettoafenomenidiinstabilitpercompressioneerotturapertrazionedellarotaia,
nonchrispettoadeccessiviscorrimentinelballast,causadiunsuorapidodeterioramento,occorrechevenganorispettatiilimiti
sullincrementodelletensioninelbinarioesuglispostamentirelativitrabinarioedestradossodellimpalcatoodelrilevatoforniti
dal gestore dellinfrastruttura, che specificher modalit e parametri di controllo in funzione delle caratteristiche
dellinfrastrutturaedellatipologiadiarmamento(rotaie,traverse,attacchi)edellapresenzaomenodelballast.
La verifica di sicurezza del binario andr condotta considerando la combinazione caratteristica (SLE), adottando per le azioni
termichecoefficientioi=1,0.

5.2.2.6 EFFETTIAERODINAMICIASSOCIATIALPASSAGGIODEICONVOGLIFERROVIARI
Ilpassaggiodeiconvogliferroviariinducesullesuperficisituateinprossimitdellalineaferroviaria(peresempiobarriereanti
rumore)ondedipressioneedepressionesecondoglischemiriportatinelseguito.
Leazionipossonoessereschematizzatemediantecarichiequivalentiagentinellezoneprossimeallatestaedallacodadeltreno
neicasiincui,inragionedellavelocitdellalinea,nonsiinstaurinoamplificazionidinamichesignificativeperilcomportamento
deglielementistrutturaliinvestitidalleazioniaerodinamiche.Essedovrannoessereutilizzateperilprogettodellebarriereedelle
relativestrutturedisostegno(cordoli,solette,fondazioni,ecc.).
Icarichiequivalentisonoconsiderativaloricaratteristicidelleazioni.
Inognicasoleazioniaerodinamichedovrannoesserecumulateconlazionedelventocomeindicatoalpunto5.2.3.3.2.

5.2.2.6.1 Superficiverticaliparallelealbinario
Ivaloricaratteristicidellazioneq1k relativiasuperficiverticaliparallelealbinariosonofornitiinFig.5.2.8infunzionedelladi
stanzaagdallassedelbinariopivicino.


Fig.5.2.8Valoricaratteristicidelleazioniq1kpersuperficiverticaliparallelealbinario

Isuddettivalorisonorelativiatreniconformeaerodinamichesfavorevoli;pericasidiformeaerodinamichefavorevoli,questi
valoridovrannoesserecorrettipermezzodelfattorek1,ove:

k1=0,85perconvogliformatidacarrozzeconsagomaarrotondata;
148 CAPITOLO 5

k1=0,60pertreniaerodinamici.

Selaltezzadiunelementostrutturale(opartedellasuasuperficiediinfluenza)1,0moselalarghezza2,50m,lazioneq1kdeve
essereincrementatadelfattorek2=1,3.

5.2.2.6.2 Superficiorizzontalialdisopradelbinario
Ivaloricaratteristicidellazioneq2k, relativiasuperficiorizzontalialdisopradelbinario,sonofornitiinFig.5.2.9infunzione
delladistanzahgdellasuperficieinferioredellastrutturadalPF.
Lalarghezzadapplicazionedelcaricoperglielementistrutturalidaconsideraresiestendesinoa10mdaciascunlatoapartire
dallamezzeriadelbinario.
Perconvoglitransitantiinduedirezioniopposteleazionisarannosommate.Nelcasodipresenzadipibinariandrannoconsi
deratisoloduebinari.
Anchelazioneq2kandrridottadelfattorek1,inaccordoaquantoprevistonelprecedente5.2.2.6.1.
Leazioniagentisulbordodielementinastriformicheattraversanoibinari,comeadesempiolepasserelle,possonoessereridotte
conunfattoreparia0,75perunalarghezzafinoa1,50m.

5.2.2.6.3 Superficiorizzontaliadiacentiilbinario
Ivaloricaratteristicidellazioneq3k ,relativiasuperficiorizzontaliadiacentiilbinario,sonofornitiinFig.5.2.10esiapplicano
indipendentementedallaformaaerodinamicadeltreno.
Pertutteleposizionilungolesuperficidaprogettare,q3ksideterminercomeunafunzionedelladistanzaagdallassedelbinario
pivicino.Leazionisarannosommate,secisonobinarisuentrambiilatidellelementostrutturaledacalcolare.
Seladistanzahgsuperai3,80mlazioneq3kpuessereridottadelfattorek3:

k3
7,5 h per3,8m<h <7,5m;
g
g
3,7
k3=0perhg7,5m
dovehgrappresentaladistanzadalP.F.allasuperficieinferioredellastruttura.
PONTI 149



Fig.5.2.9Valoricaratteristicidelleazioniq2kpersuperficiorizzontalialdisopradelbinario


Fig.5.2.10Valoricaratteristicidelleazioniq3kpersuperficiorizzontaliadiacentiilbinario

5.2.2.6.4 Struttureconsuperficimultipleafiancodelbinariosiaverticalicheorizzontalioinclinate
Ivaloricaratteristicidellazioneq4ksonofornitiinFig.5.2.11esiapplicanoortogonalmenteallasuperficieconsiderata.Leazioni
sonodeterminatesecondoquantodettonelprecedente5.2.2.6.1adottandounadistanzafittiziadalbinarioparia
ag=0,6minag+0,4maxag [5.2.10]
Ledistanzeminag,maxagsonoindicateinFig.5.2.11.
Neicasiincuimaxag>6msiadottermaxag=6,0m
Icoefficientik1ek2sonoglistessidefinitialprecedente5.2.2.6.1.

150 CAPITOLO 5


Fig.5.2.11Definizionedelladistanzamaxageminagdallassedelbinario

5.2.2.6.5 Superficichecircondanointegralmenteilbinarioperlunghezzeinferioria20m
Inquestocaso,tutteleazionisiapplicherannoindipendentementedallaformaaerodinamicadeltrenonelmodoseguente:.
sullesuperficiverticalik4q1k,pertuttalaltezzadellelemento,conq1kdeterminatoinaccordoconilpunto5.2.2.6.1ek4=2;
sullasuperficieorizzontalek5q2k,con:
q2kdeterminatoinaccordoconilpunto5.2.2.6.2;
k5=2,5selastrutturaracchiudeunsolobinario;
k5=3,5selastrutturaracchiudeduebinari.

5.2.2.7 AZIONIIDRODINAMICHE
Leazioniidraulichesullepilepostenellalveodeifiumiandrannocalcolatesecondoleprescrizionidel5.2.1.2tenendoconto,
oltrechedellorientamentoedellaformadellapila,anchedeglieffettidimodificazionilocalidellalveodovute,peresempio,allo
scalzamento.

5.2.2.8 AZIONISISMICHE
Perleazionisismichesidevonorispettareleprescrizionidicuial3.2.eal7.9.
Perladeterminazionedeglieffettiditaliazionisifardiregolariferimentoallesolemassecorrispondentiaipesipropriedaica
richipermanentieconsiderandoconuncoefficiente2=0,2ilvalorequasipermanentedellemassecorrispondentiaicarichida
trafficoferroviario.

5.2.2.9 AZIONIECCEZIONALI
Leazionieccezionalidaconsiderarenelprogettosarannovalutatesullabasedelleindicazionicontenutenel3.6ingeneraleeal
3.6.3.1inparticolare.
Conriferimentoal3.6.3.1sipuntualizzacheleazionidurtoagentisuglielementistrutturaliorizzontalialdisopradellastrada,so
no da impiegarsi per la verifica di sicurezza globale dellimpalcato nel suo insieme inteso come corpo rigido (sollevamen
to/ribaltamento);alloccorrenzaditalieventisonoammessidannilocalizzatiaglielementistrutturalichenoncomportinoilcollasso
dellimpalcato.
Semprenellambitodelleazionieccezionalidevonoessereconsideratequelleriportateneiseguentiparagrafi.

5.2.2.9.1 Rotturadellacatenaria
Sidovrconsiderareleventualitchesiverifichilarotturadellacatenarianelpuntopisfavorevoleperlastrutturadelponte.La
forzatrasmessaallastrutturainconseguenzadiunsimileeventosiconsiderercomeunaforzadinaturastaticaagenteindire
zioneparallelaallassedeibinari,diintensitparia20kNeapplicatasuisostegniallaquotadelfilo.
Infunzionedelnumerodibinaripresentisulloperasiassumerlarotturasimultaneadi:
1catenaria perponticonunbinario;
2catenarie perponticonunnumerodibinaricompresofra2e6;
3catenarie perponticonpidiseibinari.
Nelleverifichesarannoconsideraterottelecatenariechedeterminanoleffettopisfavorevole.
PONTI 151

5.2.2.9.2 Deragliamentoaldisopradelponte
Oltreaconsiderareimodellidicaricoverticaledatrafficoferroviario,aifinidellaverificadellastrutturasidovrtenereconto
dellapossibilitalternativacheunlocomotoreouncarropesantederagli,esaminandoseparatamenteledueseguentisituazioni
diprogetto:
Caso1:
SiconsideranoduecarichiverticalilineariqA1d=60kN/m(comprensivodelleffettodinamico)ciascuno.
TrasversalmenteicarichidistanofralorodiS(scartamentodelbinario)epossonoassumeretutteleposizionicompreseentroi
limitiindicatiinFig.5.2.12.
Perquestacondizionesonotolleratidannilocali,purchpossanoesserefacilmenteriparati,mentresonodaevitaredanneggia
mentidellestruttureportantiprincipali.



Fig.5.2.12Caso1

Caso2:
SiconsideraununicocaricolineareqA2d=80kN/m.1,4estesoper20medispostoconunaeccentricitmassima,latoesterno,di1,5
s rispetto allasse del binario (Fig. 5.2.13). Per questa condizione convenzionale di carico andr verificata la stabilit globale
dellopera,comeilribaltamentodimpalcato,ilcollassodellasoletta,ecc.
Perimpalcatimetalliciconarmamentodiretto,ilcaso2dovressereconsideratosoloperleverificheglobali.


Fig.5.2.13Caso2

5.2.2.9.3 Deragliamentoaldisottodelponte
Nelposizionamentodeglielementistrutturaliinadiacenzadellaferrovia, adeccezionedellegallerieartificialiaparetecontinua,
occorretenerecontocheperunazonadilarghezzadi3,5mmisurataperpendicolarmentedallassedelbinariopivicino,vigeil
divietodiedificabilit.
A distanze superiori di 4,50m consentita la realizzazione di pilastri isolati. Per distanze intermedie dovranno essere previsti
elementistrutturaliaventirigidezzaviaviacrescenticonildiminuiredelladistanzadalbinario.
Leazioniprodottedaltrenoderagliatosuglielementiverticalidisostegnoadiacentilasedeferroviariasonoindicateal3.6.3.4.

5.2.2.10 AZIONIINDIRETTE

5.2.2.10.1 Distorsioni
Ledistorsioni,qualiadesempioicedimentivincolariartificialmenteprovocatienon,sonodaconsiderarsiazionipermanenti.Nei
pontiinc.a.,c.a.p.eastrutturamistailoroeffettivannovalutatitenendocontodeifenomenidiviscosit.

5.2.2.10.2 Ritiroeviscosit
I coefficienti di ritiro e viscosit finali, salvo sperimentazione diretta, sono quelli indicati rispettivamente nei 11.2.10.6 e
11.2.10.7.
Qualorasidebbaprovvederealcalcolodellampiezzadeigiuntiedellacorsadegliapparecchidiappoggio,glieffettidelritiroe
dellaviscositdovrannoesserevalutatiincrementandodel50%ivaloridicuialprecedentecapoverso.
152 CAPITOLO 5

Nellaprogettazionedellepilediunviadottoferroviariodeveconsiderarsiilritirodifferenzialefustofondazione(fustopulvino),
considerandounplinto(pulvino)parzialmentestagionato,chenonha,quindi,ancoraesauritolarelativadeformazionedaritiro.
Conseguentementeatalesituazionesipotrconsiderareunvalorediritirodifferenzialeparial50%diquelloalungotermine,
considerandounvaloreconvenzionaledelmodulodielasticitdelcalcestruzzopariad1/3diquellomisurato.

5.2.2.10.3 Resistenzeparassiteneivincoli
Nelcalcolodellepile,dellespalle,dellefondazioni,deglistessiapparecchidappoggioe,sedelcaso,dellimpalcato,sidevono
considerareleforzechederivanodalleresistenzeparassitedeivincoli.Leforzeindottedallaresistenzaparassitaneivincolisa
rannodaesprimereinfunzionedeltipodiappoggioedelsistemadivincolodellimpalcato.

5.2.3. PARTICOLARI PRESCRIZIONI PER LE VERIFICHE

5.2.3.1 COMBINAZIONEDEITRENIDICARICOEDELLEAZIONIDAESSIDERIVATEPERPIBINARI

5.2.3.1.1 Numerodibinari
Salvodiversaprescrizioneprogettualeciascunpontedovressereprogettatoperilmaggiornumerodibinarigeometricamente
compatibileconlalarghezzadellimpalcato,aprescinderedalnumerodibinarieffettivamentepresenti.

5.2.3.1.2 Numeroditrenicontemporanei
Nella progettazione dei ponti andr considerata leventuale contemporaneit di pi treni, secondo quanto previsto nella Tab.
5.2.IIIconsiderando,ingenere,siailtrafficonormalecheiltrafficopesante.

Tab.5.2.IIICarichimobiliinfunzionedelnumerodibinaripresentisulponte
Numero Binari Traffico normale
Trafficopesante(2)
dibinari Carichi casoa(1) casob(1)

1 Primo 1,0(LM71+SW/0) 1,0SW/2

Primo 1,0(LM71+SW/0) 1,0SW/2

2 secondo 1,0(LM71+SW/0) 1,0(LM71+SW/0)

Primo 1,0(LM71+SW/0) 0,75(LM71+SW/0) 1,0SW/2

secondo 1,0(LM71+SW/0) 0,75(LM71+SW/0) 1,0(LM71+SW/0)


3
Altri 0,75(LM71+SW/0)
(1)
LM71+SW/0significaconsiderareilpisfavorevolefraitreniLM71,SW/0
(2)
Salvoicasiincuisiaesplicitamenteescluso

Perstrutturecon3opibinaridovrannoconsiderarsiduedistintecondizioni:laprimacheprevedecaricatisoloduebinari(pri
moesecondo)considerandoglieffettipigravositrailcasoaediltrafficopesante;lasecondacheprevedetuttiibinaricarica
ticonlentitdelcaricocorrispondenteaquellofissatonelcasob.
Comeprimobinariosiintendequellosucuidisporreiltrenopipesanteperavereimassimieffettisullastruttura.Persecondo
binariosiintendequellosucuivienedispostoilsecondotrenoperavere,congiuntamenteconilprimo,imassimieffettisullastruttu
ra;pertanto,ilprimoeilsecondobinariopossonoanchenonesserecontiguinelcasodiponticon3opibinari.
Qualoralapresenzadelsecondotrenoo,eventualmente,deisuccessivi,riducaleffettoinesame,essinonvannoconsideratipre
senti.
Tuttiglieffettidelleazionidovrannodeterminarsiconicarichieleforzedispostinelleposizionipisfavorevoli.Azionichepro
ducanoeffettifavorevolisarannotrascurate(adeccezionedeicasiincuisiconsiderinoitrenidicaricoSWiqualidebbonoconsi
derarsiapplicatiperlinteraestensionedelcarico).

5.2.3.1.3 Simultaneitdelleazionidatrafficovaloricaratteristicidelleazionicombinateingruppidicarichi
Glieffettideicarichiverticalidovutiallapresenzadeiconvoglivannosemprecombinaticonlealtreazioniderivantidaltraffico
ferroviario,adottandoicoefficientiindicatiinTab.5.2.IV.
Ilcaricoverticale,nelcasodiponticonpibinari,quellochesiottieneconitrenispecificatinellaTab.5.2.III.
Nellavalutazionedeglieffettidiinterazione,alleazioniconseguentiallapplicazionedeicarichidatrafficoferroviariosiadotte
rannoglistessicoefficientiparzialideicarichicheligenerano.
IvalorifraparentesiindicatinellaTab.5.2.IVvannoassuntiquandolazionerisultafavorevoleneiriguardidellaverificachesi
stasvolgendo.
PONTI 153

Tab.5.2.IVValutazionedeicarichidatraffico
TIPO DI
Azioni verticali Azioni orizzontali
CARICO
Carico Commenti
Gruppi di Treno Frenatura e
verticale Centrifuga Serpeggio
carico scarico avviamento
(1)

Gruppo 1 massima azione


1,0 - 0,5 (0,0) 1,0 (0,0) 1,0 (0,0)
(2) verticale e laterale

Gruppo 2
- 1,0 0,0 1,0 (0,0) 1,0 (0,0) stabilit laterale
(2)
Gruppo 3 massima azione
1,0 (0,5) - 1,0 0,5 (0,0) 0,5 (0,0)
(2) longitudinale

0,8
Gruppo 4 - 0,8 (0,6;0,4) 0,8 (0,6;0,4) 0,8 (0,6;0,4) Fessurazione
(0,6;0,4)

(1)Includendotuttiivalori(F;a;etc..)

(2)Lasimultaneitdidueotrevaloricaratteristiciinteri(assunzionedidiversicoefficientipariad1.0),sebbeneimprobabile,
stataconsideratacomesemplificazioneperigruppidicarico1,2e3senzacheciabbiasignificativeconseguenzeproget
tuali
Ivaloricampitiingrigiorappresentanolazionedominante.

Ilgruppo4daconsiderarsiesclusivamenteperleverificheafessurazione.Ivaloriindicatifraparentesisiassumerannoparia:
(0,6)perimpalcaticon2binaricaricatie(0,4)perimpalcaticontreopibinaricaricati.

5.2.3.1.4 Valorirariefrequentidelleazionidatrafficoferroviario
LeazioniderivantidaciascunodeigruppidicaricodefinitinellaTab.5.2.IVsonodaintendersicomeununicaazionecaratteristi
cadautilizzarsinelladefinizionedeivalorirariefrequenti.

5.2.3.1.5 Valoriquasipermanentidelleazionidatrafficoferroviario
Ivaloriquasipermanentidelleazionidatrafficoferroviariopossonoassumersiugualiazeroadeccezionedellecombinazionisi
smiche.

5.2.3.1.6 Azionidatrafficoferroviarioinsituazionitransitorie
Nelleverifichediprogettopersituazionitransitoriedovuteallamanutenzionedeibinariodelponte,ivaloricaratteristicidelle
azionidatraffico,casopercaso,sonodaconcordarsiconlautoritferroviaria.

5.2.3.2 VERIFICHEAGLISLUESLE

5.2.3.2.1 RequisiticoncernentigliSLU
Perleverificheaglistatilimiteultimisiadottanoivalorideicoefficientiparziali inTab.5.2.Veicoefficientidicombinazione
inTab.5.2.VI.

154 CAPITOLO 5

Tab.5.2.VCoefficientiparzialidisicurezzaperlecombinazionidicaricoagliSLU
Coefficiente EQU(1) A1 A2
Azionipermanenti favorevoli G1 0,90 1,00 1,00
sfavorevoli 1,10 1,35 1,00
Azionipermanentinonstrut favorevoli G2 0,00 0,00 0,00
turali(2) sfavorevoli 1,50 1,50 1,30
Ballast(3) favorevoli B 0,90 1,00 1,00
sfavorevoli 1,50 1,50 1,30
Azionivariabilidatraffico(4) favorevoli Q 0,00 0,00 0,00
sfavorevoli 1,45 1,45 1,25
Azionivariabili favorevoli Qi 0,00 0,00 0,00
sfavorevoli 1,50 1,50 1,30
Precompressione favorevole P 0,90 1,00 1,00
sfavorevole 1,00(5) 1,00(6) 1,00
Ritiro,viscositecedimenti favorevole Ced 0,00 0,00 0,00
nonimpostiappositamente sfavorevole 1,20 1,20 1,00

(1) Equilibriochenoncoinvolgaiparametridideformabiliteresistenzadelterreno;altri

mentisiapplicanoivaloridellacolonnaA2.
(2) Nelcasoincuilintensitdeicarichipermanentinonstrutturali,odiunapartediessi(ad
esempiocarichipermanentiportati),siabendefinitainfasediprogetto,perdetticarichio
perlapartediessinotasipotrannoadottareglistessicoefficientivalidiperleazioniper

manenti.
(3) Quando si prevedano variazioni significative del carico dovuto al ballast, se ne dovr


tenercontoesplicitamentenelleverifiche.
(4) Le componenti delle azioni da traffico sono introdotte in combinazione considerando


unodeigruppidicaricogrdellaTab.5.2.IV.
(5) 1,30perinstabilitinstruttureconprecompressioneesterna

(6) 1,20pereffettilocali

NellaTab.5.2.Vilsignificatodeisimboliilseguente:
G1 coefficienteparzialedelpesopropriodellastruttura,delterrenoedellacqua,quandopertinente;
G2 coefficienteparzialedeipesiproprideglielementinonstrutturali;
B coefficienteparzialedelpesopropriodelballast;
Q coefficienteparzialedelleazionivariabilidatraffico;
Qi coefficienteparzialedelleazionivariabili
P coefficienteparzialedelleazionidiprecompressione
Ced coefficienteparzialedelleazionidiritiro,viscositecedimentinonimpostiappositamente.

Tab.5.2.VICoefficientidicombinazionedelleazioni
Azioni 0 1 2
Azionisingole Caricosulrilevatoatergodelle 0,80 0,50 0,0
spalle
datraffico Azioniaerodinamichegenerate 0,80 0,50 0,0
daltransitodeiconvogli
(2) (1)
gr1 0,80 0,80 0,0
(2) (1)
Gruppidi gr2 0,80 0,80
(2) (1)
carico gr3 0,80 0,80 0,0
(1)
gr4 1,00 1,00 0,0
Azionidelvento FWk 0,60 0,50 0,0
Azionida infasediesecuzione 0,80 0,0 0,0
neve SLUeSLE 0,0 0,0 0,0
Azionitermiche Tk 0,60 0,60 0,50
(1)
0,80secaricosolounbinario,0,60sesonocarichiduebinarie0,40sesonocarichitreopibinari.
(2)
Quandocomeazionedibasevengaassuntaquelladelvento,icoefficienti0relativiaigruppidicarico

delleazionidatrafficovannoassuntiparia0,0.

PONTI 155

5.2.3.2.2 RequisiticoncernentigliSLE
Lassettodiunastruttura,davalutarsiinbaseallecombinazionidicaricoprevistedallapresentenorma,deverisultarecompati
bileconlageometriadellastrutturastessainrelazionealleesigenzedeiconvogliferroviari.
PerleverificheaglistatilimitedeserciziosiadottanoivalorideicoefficientiparzialiinTab.5.2.VI.
OvenecessarioinluogodeigruppidelleazionidatrafficoferroviariodefinitiinTab.5.2.IVpossonoconsiderarsilesingoleazioni
conicoefficientidicombinazioneindicatiinTab.5.2.VII.
Tab.5.2.VIIUlterioricoefficientidicombinazionedelleazioni

Azioni 0 1 2

(3)
TrenodicaricoLM71 0,80 (1) 0,0
(3)
TrenodicaricoSW/0 0,80 0,80 0,0
(3)
Azionisingole TrenodicaricoSW/2 0,00 0,80 0,0
datraffico (3)
Trenoscarico 1,00

Centrifuga (2)(3) (2) (2)

(3)
Azionelaterale(serpeggio) 1,00 0,80 0,0
(1)0,80secaricosolounbinario,0,60sesonocarichiduebinarie0,40sesonocarichitreopibinari.
(2)Siusanoglistessicoefficientiadottatipericarichicheprovocanodetteazioni.
(3)Quandocomeazionedibasevengaassuntaquelladelvento,icoefficienti relativiaigruppidicaricodelle
0
azionidatrafficovannoassuntiparia0,0.

Perlavalutazionedeglieffettidellinterazionesiusanoglistessicoefficienti adottatiperleazionicheprovocanodetteintera
zioniecio:temperatura,carichiverticalidatrafficoferroviario,frenatura.
Inognicasoleazioniaerodinamichedevonoesserecumulateconlazionedelvento.Lazionerisultantedovresseremaggioredi

unvaloreminimo,funzionedellavelocitdellalineaecomunquedi1,5kN/m sianellaverificaagliSLE(combinazionecaratteri
stica)sianellaverificaagliSLUconQ=1,00eQi=1,00.

5.2.3.2.2.1 Statilimitediesercizioperlasicurezzadeltrafficoferroviario
Accelerazioniverticalidellimpalcato
Questaverificarichiestaperoperesullequalilavelocitdieserciziosuperioreai200km/hoquandolafrequenzapropriadel
lastrutturanoncompresaneilimitiindicatinellaFig.5.2.7.Laverifica,quandonecessaria,dovresserecondottaconsiderando
convoglireali.
Inmancanzadiulteriorispecificazioni,perponticonarmamentosuballast,nondevonoregistrarsiaccelerazioniverticalisupe

rioria3,5m/s2 nelcampodifrequenzeda0a20Hz.
Deformazionitorsionalidellimpalcato
LatorsionedellimpalcatodelpontecalcolataconsiderandoiltrenodicaricoLM71incrementatoconilcorrispondentecoeffi
cientedinamico.

Fig.5.2.14Sghemboammissibile

Ilmassimosghembo,misuratosuunalunghezzadi3meconsiderandolerotaiesolidaliallimpalcato(Fig.5.2.14),nondeveec
cedereiseguentivalori:
per V120km/h; t4,5mm/3m
per120<V200km/h; t3,0mm/3m
per V>200km/h; t1,5mm/3m
PervelocitV>200km/hsideveinoltreverificarecheperconvoglireali,moltiplicatiperilrelativoincrementodinamico,risulti
t1,2mm/3m.
Inmancanzadiulteriorispecifiche,losghembocomplessivodovutoallageometriadelbinario(curveditransizione)equellodo
vutoalladeformazionedellimpalcato,nondevecomunqueeccederei6mm/3m.
156 CAPITOLO 5

Inflessionenelpianoorizzontaledellimpalcato
ConsiderandolapresenzadeltrenodicaricoLM71,incrementatoconilcorrispondentecoefficientedinamico,lazionedelvento,
laforzalaterale(serpeggio),laforzacentrifugaeglieffettidellavariazioneditemperaturalinearefraiduelatidellimpalcatosta
bilitaal5.2.2.4,linflessionenelpianoorizzontaledellimpalcatonondeveprodurre:
unavariazioneangolaremaggiorediquellafornitanellasuccessivaTab.5.2.VIII;
unraggiodicurvaturaorizzontaleminoredeivaloridicuiallacitatatabella.

Tab.5.2.VIIIMassimavariazioneangolareeminimoraggiodicurvatura

Raggiominimodicurvatura
Velocit Variazione
[km/h] Angolaremassima
Singolacampata Picampate

V120 0,0035rd 1700m 3500m

120<V200 0,0020rd 6000m 9500m


200<V 0,0015rd 14000m 17500m

Ilraggiodicurvatura,nelcasodiimpalcatiasempliceappoggio,datodallaseguenteespressione:
L2
R [5.2.11]
8 h
dovehrappresentalafrecciaorizzontale.
Lafrecciaorizzontaledeveincludereancheleffettodelladeformazionedellasottostrutturadelponte(pile,spalleefondazio
ni),qualoraessosiasfavorevoleallaverifica.

5.2.3.2.3 Verificheallostatolimitedifatica
Perstruttureeelementistrutturalichepresentanodettaglisensibiliafenomenidifaticavannoeffettuateopportuneverifichenei
confrontidiquestofenomeno.
Leverifichesarannocondotteconsiderandoidoneispettridicarico.Ladeterminazionedelleffettivospettrodicaricodaconside
rarenellaverificadelpontedovressereeffettuatainbaseallecaratteristichefunzionaliedusodellainfrastrutturaferroviaria
cuiloperaappartiene.

5.2.3.2.4 Verificheallostatolimitedifessurazione
Per assicurare la funzionalit e la durabilit delle strutture viene prefissato uno stato limite di fessurazione commisurato alle
condizioniambientali,disollecitazioneediispezionabilit,nonchallasensibilitdellearmature.Taliverifichevengonocondot
teperleazionidatrafficogruppo4,Tab.5.2.IV.

6.
CAPITOLO

PROGETTAZIONEGEOTECNICA

158 CAPITOLO 6

6.1. DISPOSIZIONI GENERALI

6.1.1. OGGETTO DELLE NORME


Ilpresentecapitoloriguardagliaspettigeotecnicidellaprogettazioneedellaesecuzionediopereedinterventicheinteragiscono
conilterrenoedinparticolaretrattadi:
operedifondazione;
operedisostegno;
opereinsotterraneo;
opereemanufattidimaterialiscioltinaturaliodiprovenienzadiversa;
frontidiscavo;
consolidamento;
miglioramentoerinforzodeiterreniedegliammassirocciosi;
consolidamentodiopereesistenti.
Ilpresentecapitoloriguarda,altres,lasicurezzadeipendiinaturalielafattibilitdiinterventichehannoriflessisugrandiaree.

6.1.2. PRESCRIZIONI GENERALI


Lescelteprogettualidevonotenercontodelleprestazioniattesedelleopere,deicaratterigeologicidelsitoedellecondizioniam
bientali.Irisultatidellostudiorivoltoallacaratterizzazioneemodellazionegeologica,dedottidaspecificheindagini,devonoes
sereespostiinunaspecificarelazionegeologicadicuial6.2.1.
Leanalisidiprogettodevonoesserebasatesumodelligeotecnicidedottidaspecificheindaginidefinitedalprogettistainbase
allatipologiadelloperaodellinterventoealleprevistemodalitesecutive.
Lescelteprogettuali,ilprogrammaeirisultatidelleindagini,lacaratterizzazioneelamodellazionegeotecnicadicuial6.2.2,
unitamentealleanalisiperildimensionamentogeotecnicodelleopereealladescrizionedellefasiemodalitcostruttivedevono
essereillustratiinunaspecificarelazionegeotecnica.

6.2. ARTICOLAZIONE DEL PROGETTO


Ilprogettodelleopereedegliinterventisiarticolanelleseguentifasi:
1.caratterizzazioneemodellazionegeologicadelsito;
2.sceltadeltipodioperaodiinterventoeprogrammazionedelleindaginigeotecniche;
3.caratterizzazionefisicomeccanicadeiterreniedelleroccepresentinelvolumesignificativoedefinizionedeimodelligeotecnici
disottosuolo(cfr.3.2.2);
4.definizionedellefasiedellemodalitcostruttive;
5.verifichedellasicurezzaedelleprestazioni
6.programmazionedelleattivitdicontrolloemonitoraggio.

6.2.1. CARATTERIZZAZIONE E MODELLAZIONE GEOLOGICA DEL SITO


Ilmodellogeologicodiriferimentolaricostruzioneconcettualedellastoriaevolutivadellareadistudio,attraversoladescrizione
dellepeculiaritgenetichedeidiversiterrenipresenti,delledinamichedeidiversiterminilitologici,deirapportidigiustapposizione
reciproca,dellevicendetettonichesubiteedellazionedeidiversiagentimorfogenetici.
Lacaratterizzazioneelamodellazionegeologicadelsitodevecomprenderelaricostruzionedeicaratterilitologici,stratigrafici,
strutturali,idrogeologici,geomorfologicie,piingenerale,dipericolositgeologicadelterritorio,descrittiesintetizzatidalmo
dellogeologicodiriferimento.
Infunzionedeltipodiopera,diinterventoedellacomplessitdelcontestogeologiconelqualesiinseriscelopera,specifichein
daginisarannofinalizzatealladocumentataricostruzionedelmodellogeologico.
Ilmodellogeologicodeveesseresviluppatoinmododacostituireelementodiriferimentoperilprogettistaperinquadrareipro
blemigeotecnicieperdefinireilprogrammadelleindaginigeotecniche
Lacaratterizzazioneelamodellazionegeologicadelsitodevonoessereesaurientementeesposteecommentateinunarelazione
geologica,cheparteintegrantedelprogetto.Talerelazionecomprende,sullabasedispecificirilieviedindagini,laidentifica
zionedelleformazionipresentinelsito,lostudiodeitipilitologici,dellastrutturadelsottosuoloedeicaratterifisicidegliammas
si,definisceilmodellogeologicodelsottosuolo,illustraecaratterizzagliaspettistratigrafici,strutturali,idrogeologici,geomorfo
logici,nonchiconseguentilivellidellepericolositgeologiche.

6.2.2. INDAGINI, CARATTERIZZAZIONE E MODELLAZIONE GEOTECNICA


PROGETTAZIONE GEOTECNICA 159
Leindaginigeotecnichedevonoessereprogrammateinfunzionedeltipodioperae/odiintervento,devonoriguardareilvolume
significativoe,inpresenzadiazionisismiche,devonoessereconformiaquantoprescrittoai3.2.2e7.11.2.Pervolumesignifi
cativoditerrenosiintendelapartedisottosuoloinfluenzata,direttamenteoindirettamente,dallacostruzionedelmanufattoe
cheinfluenzailmanufattostesso.Leindaginidevonopermettereladefinizionedeimodelligeotecnicidisottosuolonecessarialla
progettazione.Delladefinizionedelpianodelleindagini,dellacaratterizzazioneedellamodellazionegeotecnicaresponsabileil
progettista.
Aifinidellanalisiquantitativadiunospecificoproblema,permodellogeotecnicodisottosuolosiintendeunoschemarappresen
tativodelvolumesignificativoditerreno,suddivisoinunitomogeneesottoilprofilofisicomeccanico,chedevonoesserecarat
terizzateconriferimentoallospecificoproblemageotecnico.Nelmodellogeotecnicodisottosuolodevonoesseredefinitiilregi
medellepressioniinterstizialieivaloricaratteristicideiparametrigeotecnici.
Pervalorecaratteristicodiunparametrogeotecnicodeveintendersiunastimaragionataecautelativadelvaloredelparametro
perognistatolimiteconsiderato.Ivaloricaratteristicidelleproprietfisicheemeccanichedaattribuireaiterrenidevonoessere
dedottidallinterpretazionedeirisultatidispecificheprovedilaboratoriosucampionirappresentatividiterrenoediproveemi
sureinsito.
Pergliammassirocciosieperiterreniastrutturacomplessa,nellavalutazionedellaresistenzacaratteristicaoccorretenerconto
dellanaturaedellecaratteristichegeometricheediresistenzadellediscontinuit.Deveinoltreesserespecificatoselaresistenza
caratteristicasiriferisceallediscontinuitoallammassoroccioso.
Perlaverificadellecondizionidisicurezzaedelleprestazionidicuialsuccessivo6.2.4,lasceltadeivaloricaratteristicidelle
quotepiezometricheedellepressioniinterstizialidevetenerecontodellalorovariabilitspazialeetemporale.
Leprovedilaboratorio,sulleterreesullerocce,devonoessereeseguiteecertificatedailaboratoridiprovadicuiallart.59del
DPR6giugno2001,n.380.IlaboratorisuindicatifannopartedellelencodepositatopressoilServizioTecnicoCentraledelCon
siglioSuperioredeiLavoriPubblici.
Nelcasodicostruzioniodiinterventidimodestarilevanza,chericadanoinzonebenconosciutedalpuntodivistageotecnico,la
progettazionepuesserebasatasupreesistentiindaginieprovedocumentate,fermarestandolapienaresponsabilitdelproget
tistasuipotesiescelteprogettuali.

6.2.3. FASI E MODALITA COSTRUTTIVE


Nelprogettodevonoessereindividuatelediversefasiesecutiveperdefinireeventualispecifichecondizionigeotecnicheanchea
carattere temporaneo che possono verificarsi nel corso dei lavori. Queste fasi dovranno essere oggetto di specifiche analisi da
condurreconicriterieleprocedureriportatinellepresentinorme.

6.2.4. VERIFICHE DELLA SICUREZZA E DELLE PRESTAZIONI


Leverifichedisicurezzarelativeaglistatilimiteultimi(SLU)eleanalisirelativeallecondizionidiesercizio(SLE)devonoessere
effettuatenelrispettodeiprincipiedelleprocedureindicateal2.6.

6.2.4.1 VERIFICHENEICONFRONTIDEGLISTATILIMITEULTIMI(SLU)
Perognistatolimiteperperditadiequilibrio(EQU),comedefinitoal2.6.1,deveessererispettatalacondizione:
Einst,dEstb,d

doveEinst,dilvalorediprogettodellazioneinstabilizzante,Estb,dilvalorediprogettodellazionestabilizzante.
LaverificadellasuddettacondizionedeveessereeseguitaimpiegandocomefattoriparzialiperleazioniivaloriFriportatinella
colonnaEQUdellatabella6.2.I.
Perognistatolimiteultimocheprevedailraggiungimentodellaresistenzadiunelementostrutturale(STR)odelterreno(GEO),
comedefinitial2.6.1,deveessererispettatalacondizione:
EdRd [6.2.1]

essendoEdilvalorediprogettodellazioneodelleffettodellazione,definitodallerelazioni[6.2.2a]o[6.2.2b]

[6.2.2a]

[6.2.2b]

eRdilvalorediprogettodellaresistenzadelsistemageotecnicodefinitodallarelazione[6.2.3].

[6.2.3]
160 CAPITOLO 6
Effettodelle azionieresistenzadiprogettosonoespressenelle[6.2.2a]e[6.2.3]rispettivamenteinfunzionedelle azionidi
progettoFFk,deiparametrigeotecnicidiprogettoXk/M edeiparametrigeometricidiprogettoad.Ilcoefficienteparzialedi
sicurezzaRoperadirettamentesullaresistenzadelsistema.Leffettodelleazionidiprogettopuancheesserevalutatodiret
tamenteconivaloricaratteristicidelleazionicomeindicatodalla[6.2.2b]conE=F.
Inaccordoaquantostabilitoal2.6.1,laverificadellacondizione[6.2.1]deveessereeffettuataimpiegandodiversecombinazioni
digruppidicoefficientiparziali,rispettivamentedefinitiperleazioni(A1eA2),periparametrigeotecnici(M1eM2)eperlere
sistenze(R1,R2eR3).
Idiversigruppidicoefficientidisicurezzaparzialisonosceltinellambitodidueapprocciprogettualidistintiealternativi.
Nel primo approccio progettuale (Approccio 1) le verifiche si eseguonocon due diverse combinazioni di gruppi dicoefficienti
ognunadellequalipuesserecriticaperdifferentiaspettidellostessoprogetto.
Nelsecondoapproccioprogettuale(Approccio2)leverifichesieseguonoconununicacombinazionedigruppidicoefficienti.
Per le verifiche nei confronti di stati limite ultimi non espressamente trattati nei successivi paragrafi, da 6.3 a 6.11, si utilizza
lApproccio1conleduecombinazioni(A1+M1+R1)e(A2+M2+R2).IfattoriparzialiperilgruppoR1sonosempreunitari;quelli
delgruppoR2possonoesseremaggioriougualiallunite,inassenzadiindicazionispecificheperlostatolimiteultimoconside
rato,devonoesseresceltidalprogettistainrelazionealleincertezzeconnesseconiprocedimentiadottati.

6.2.4.1.1 Azioni
IcoefficientiparzialiF relativialleazionisonoindicatinellaTab.6.2.I.Adessideveesserefattoriferimentoconleprecisazioni
riportatenel2.6.1.Sidevecomunqueintenderecheilterrenoelacquacostituisconocarichipermanenti(strutturali)quando,
nellamodellazioneutilizzata,contribuisconoalcomportamentodelloperaconlelorocaratteristichedipeso,resistenzaerigidez
za.
Nella valutazione della combinazione delle azioni i coefficienti di combinazione ij devono essere assunti come specificato nel
Capitolo2.
Sifasalvo,comunque,quantoprevistonelDecretodelMinistrodelleInfrastruttureedeiTrasportidel26giugno2014recante
Normetecnicheperlaprogettazioneelacostruzionedeglisbarramentidiritenuta(digheetraverse),oveapplicabile

Tab.6.2.ICoefficientiparzialiperleazionioperleffettodelleazioni
CoefficienteParziale
Carichi Effetto EQU (A1) (A2)
F(oE)
CarichipermanentiG1 Favorevole G1 0,9 1,0 1,0

Sfavorevole 1,1 1,3 1,0

CarichipermanentiG 2(1)
Favorevole G2 0,0 0,0 0,0

Sfavorevole 1,5 1,5 1,3

AzionivariabiliQ Favorevole Qi 0,0 0,0 0,0

Sfavorevole 1,5 1,5 1,3

PericarichipermanentiG2siapplicaquantoindicatoallaTabella2.6.I.PerlaspintadelleterresifariferimentoaicoefficientiG1
(1)

6.2.4.1.2 Resistenze
IlvalorediprogettodellaresistenzaRdpuesseredeterminato:
a) inmodoanalitico,conriferimentoalvalorecaratteristicodeiparametrigeotecnicidelterreno,divisoperilvaloredelcoeffi
cienteparzialeMspecificatonellasuccessivaTab.6.2.IIetenendoconto,ovenecessario,deicoefficientiparzialiRspecificati
neiparagrafirelativiaciascuntipodiopera;
b) inmodoanalitico,conriferimentoacorrelazioniconirisultatidiproveinsito,tenendocontodeicoefficientiparzialiR ri
portatinelletabellecontenuteneiparagrafirelativiaciascuntipodiopera;
c) sullabasedimisuredirettesuprototipi,tenendocontodeicoefficientiparzialiR riportatinelletabellecontenuteneipara
grafirelativiaciascuntipodiopera.

Tab.6.2.IICoefficientiparzialiperiparametrigeotecnicidelterreno
Grandezzaallaquale Coefficiente
Parametro (M1) (M2)
applicareilcoefficienteparziale parzialeM
Tangentedellangolodiresi
tank 1,0 1,25
stenzaaltaglio
Coesioneefficace ck c 1,0 1,25
Resistenzanondrenata cuk cu 1,0 1,4
Pesodellunitdivolume 1,0 1,0
PROGETTAZIONE GEOTECNICA 161

Pergliammassirocciosieperiterreniastrutturacomplessa,nellavalutazionedellaresistenzacaratteristicaoccorretenerconto
dellanaturaedellecaratteristichegeometricheediresistenzadellediscontinuitstrutturali.Ilvalorediprogettodellaresistenza
siottiene,perilcaso(a),applicandoalvalorecaratteristicodellaresistenzaunitariaaltaglioRuncoefficienteparzialeR=1,0
(M1)eR=1,25(M2)ovveroprocedendocomeprevistoaipuntib)ec)dicuisopra.

6.2.4.1.3.Verifichestrutturaliconlanalisidiinterazioneterrenostruttura
Leanalisifinalizzatealdimensionamentostrutturalenellequalisiconsiderilinterazioneterrenostrutturasieseguonoconivalo
ricaratteristicideiparametrigeotecnici,amplificandoleffettodelleazioniconicoefficientiparzialidelgruppoA1.

6.2.4.2 Verificheneiconfrontideglistatilimiteultimiidraulici
Leoperegeotecnichedevonoessereverificateneiconfrontideipossibilistatilimitedisollevamentoodisifonamento.
Atalfine,nellavalutazionedellepressioniinterstizialiedellequotepiezometrichecaratteristiche,sidevonoassumerelecondi
zionipisfavorevoli,considerandoipossibilieffettidellecondizionistratigrafiche.
PerlastabilitalsollevamentodeverisultarecheilvalorediprogettodellazioneinstabilizzanteVinst,d,ovverosiadellarisultante
delle pressioni idrauliche ottenuta considerando separatamente la parte permanente (Ginst,d) e quella variabile (Qinst,d), sia non
maggioredellacombinazionedeivaloridiprogettodelleazionistabilizzanti(Gstb,d)edelleresistenze(Rd):
Vinst,dGstb,d+Rd [6.2.4]

dove Vinst,d=Ginst,d+Qinst,d [6.2.5]


Perleverifichedistabilitalsollevamento,irelativicoefficientiparzialisulleazionisonoindicatinellaTab.6.2.III.Alfinedelcal
colodellaresistenzadiprogettoRd,talicoefficientidevonoesserecombinatiinmodoopportunoconquellirelativiaiparametri
geotecnici(M2).Ovenecessario,ilcalcolodellaresistenzavaeseguitoinaccordoaquantoindicatoneisuccessiviparagrafiperle
fondazionisupaliepergliancoraggi.

Tab.6.2.IIICoefficientiparzialisulleazioniperleverificheneiconfrontidistatilimitedisollevamento
CoefficienteParziale
Effetto Sollevamento(UPL)
F(oE)
Favorevole 0,9
CarichipermanentiG1 G1
Sfavorevole 1,1
Carichipermanenti Favorevole 0,0
G2
G2(1) Sfavorevole 1,5
Favorevole 0,0
AzionivariabiliQ Qi
Sfavorevole 1,5
PericarichipermanentiG2siapplicaquantoindicatoallaTabella2.6.I.PerlaspintadelleterresifariferimentoaicoefficientiG1
(1)

Incondizionidiflussoprevalentementeverticale:
a) nelcasodifrontieradiefflussolibera,laverificaasifonamentosieseguecontrollandocheilgradienteidraulicoirisulti
nonsuperiorealgradienteidraulicocriticoicdivisoperuncoefficienteparzialeR =3,sesiassumecomeeffettodelle
azioniilgradienteidraulicomedio,eperuncoefficienteparzialeR =2nelcasoincuisiconsideriilgradienteidraulico
diefflusso;
b) inpresenzadiuncaricoimpostosullafrontieradiefflusso,laverificasieseguecontrollandochelapressioneinterstizia
leineccessorispettoallacondizioneidrostaticarisultinonsuperioreallatensioneverticaleefficacecalcolatainassenza
difiltrazione,divisaperuncoefficienteparzialeR=2.
Intuttiglialtricasiilprogettistadevevalutareglieffettidelleforzedifiltrazioneegarantireadeguatilivellidisicurezza,dapre
fissareegiustificareesplicitamente.
Sifasalvo,comunque,quantoprevistonelDecretodelMinistrodelleInfrastruttureedeiTrasportidel26giugno2014recante
Normetecnicheperlaprogettazioneelacostruzionedeglisbarramentidiritenuta(digheetraverse),oveapplicabile

6.2.4.3 VERIFICHENEICONFRONTIDEGLISTATILIMITEDIESERCIZIO(SLE)
Leopereeisistemigeotecnicidicuial6.1.1devonoessereverificatineiconfrontideglistatilimitediesercizio.Atalescopo,il
progettodeveesplicitareleprescrizionirelativeaglispostamenticompatibilieleprestazioniattese.
Laverificaaglistatilimitediesercizioimplicalanalisidelproblemadiinterazioneterrenostruttura,alterminedellacostruzione
eneltempo,secondoquantodispostoalparagrafo2.2.2.Ilgradodiapprofondimentodellanalisidiinterazioneterreno
strutturafunzionedellimportanzadellopera.
Perciascunstatolimitedieserciziodeveessererispettatalacondizione:
EdCd [6.2.7]
162 CAPITOLO 6
doveEd ilvalorediprogettodelleffettodelleazioninellecombinazionidicaricopergliSLEspecificateal2.5.3eCd ilpre
scrittovalorelimitedelleffettodelleazioni.Questultimodeveesserestabilitoinfunzionedelcomportamentodellastrutturain
elevazioneedituttelecostruzionicheinteragisconoconleoperegeotecnicheinprogetto,tenendocontodelladuratadeicarichi
applicati.

6.2.5. IMPIEGO DEL METODO OSSERVAZIONALE

Laprogettazionepufarericorsoanchealmetodoosservazionale,neicasiincuiacausadellaparticolarecomplessitdellasituazio
negeologicaegeotecnicaedellimportanzaeimpegnodellopera,dopoesteseedapprofonditeindaginipermanganodocumentate
ragionidiincertezzarisolvibilisoloinfasediesecuzionedellopera.
Nellapplicazioneditalemetodosideveutilizzareilseguenteprocedimento:
devonoesserestabilitiilimitidiaccettabilitdeivaloridialcunegrandezzerappresentativedelcomportamentodelcomplesso
manufattoterreno;
sidevedimostrarechelasoluzionepresceltaaccettabileinrapportoatalilimiti;
devonoessereprevistesoluzionialternative,congruenticonilprogetto,edefinitiirelativionerieconomici;
deveessereistituitounadeguatosistemadimonitoraggioincorsodopera,conirelativipianidicontrollo,taledaconsentire
tempestivamenteladozionediunadellesoluzionialternativepreviste,qualorailimitiindicatisianoraggiunti.

6.2.6. MONITORAGGIO DEL COMPLESSO OPERA-TERRENO


Ilmonitoraggiodelcomplessooperaterrenoedegliinterventiconsistenellainstallazionediunappropriatastrumentazionee
nellamisuradigrandezzefisichesignificativequalispostamenti,tensioni,forzeepressioniinterstizialiprima,durantee/odo
polacostruzionedelmanufatto.
Ilmonitoraggiohaloscopodiverificarelacorrispondenzatraleipotesiprogettualieicomportamentiosservatiedicontrollarela
funzionalitdeimanufattineltempo.Nellambitodelmetodoosservazionale,ilmonitoraggiohaloscopodiconfermarelavalidi
tdellasoluzioneprogettualeadottatao,incasocontrario,diindividuarelapiidoneatralealtresoluzioniprevisteinprogetto.
Seprevisto,ilprogrammadimonitoraggiodeveesseredefinitoeillustratonellarelazionegeotecnica.

6.3. STABILIT DEI PENDII NATURALI


Lepresentinormesiapplicanoallostudiodellecondizionidistabilitdeipendiinaturali,ancheinpresenzadiazionisismiche(
7.11.3.5)ealprogetto,allaesecuzioneealcontrollodegliinterventidistabilizzazione.

6.3.1. PRESCRIZIONI GENERALI


Lostudiodellastabilitdeipendiinaturalirichiedeosservazionierilievidisuperficie,raccoltadinotiziestorichesullevoluzionedel
lostatodelpendioesueventualidannisubitidallestruttureoinfrastruttureesistenti,laconstatazionedimovimentieventualmente
inattoedeilorocaratterigeometriciecinematici,laraccoltadeidatisulleprecipitazionimeteoriche,suicaratteriidrogeologicidella
zonaesuiprecedentiinterventidiconsolidamento.Leverifichedisicurezza,ancheinrelazionealleoperedaeseguire,devonoessere
basatesudatiacquisiticonspecificheindaginigeotecniche.

6.3.2. MODELLAZIONE GEOLOGICA DEL PENDIO


Ilmodellogeologicodiriferimentodeverappresentarelecaratteristiche geologiche,geomorfologiche,geologicostrutturalieidro
geologiche,conparticolareriguardoallagenesidelleformeedeiprocessi,deidiversilitotipi,dellambientedeposizionale,delme
tamorfismodellerocce,deglistilitettoniciegeologicostrutturalidellarea;deve,inoltre,riconoscereedescriverelecriticitdinatura
geologicainrelazioneaipossibiliprocessidiinstabilit.
Letecnichedistudio,irilievieleindaginisonocommisuratiallestensionedellarea,allefinalitprogettualieallepeculiaritdello
scenarioterritorialeedambientaleincuisiopera.

6.3.3. MODELLAZIONE GEOTECNICA DEL PENDIO


Tenendocontodelmodellogeologicoedevolutivodelversante,devonoessereprogrammatespecificheindaginiperlacaratte
rizzazionegeotecnicadeiterreniedellammassoroccioso,finalizzatealladefinizionedelmodellogeotecnicosullabasedelquale
effettuarelostudiodellecondizionidistabilitnonchalprogettodieventualiinterventidistabilizzazione.
Leindaginidevonoeffettuarsisecondoiseguenticriteri:
lasuperficiedelpendiodeveesseredefinitaattraversoun rilievoplanoaltimetricoinscalaadeguataedestesoadunazona
sufficientementeampiaamonteevalledelpendiostesso;
lostudiogeotecnicodevedefinirelasuccessionestratigraficaelecaratteristichefisicomeccanichedeiterreniedegliammassi
rocciosi,lentiteladistribuzionedellepressioniinterstizialinelterrenoenellediscontinuit,deglieventualispostamentipla
noaltimetricidipuntiinsuperficieeinprofondit.
PROGETTAZIONE GEOTECNICA 163
Lasceltadelletipologiediindagineemisura,dellubicazionedelnumerodiverticalidaesplorare,dellaposizioneedelnumero
deicampioniditerrenodaprelevareesottoporreaprovedilaboratoriodipendedallestensionedellarea,dalladisponibilitdi
informazioni provenienti da precedenti indagini e dalla complessit delle condizioni idrogeologiche e stratigrafiche del sito in
esame.
Ilnumerominimodiverticalidiindagineemisuradeveesseretaledapermettereunadescrizioneaccuratadellasuccessionestrati
graficadeiterreniinteressatidacinematismidicollassoeffettiviepotenzialie,incasodipendiiinfrana,deveconsentirediaccertare
formaeposizionedellasuperficieodellesuperficidiscorrimentoesistentiedefinireicarattericinematicidellafrana.
Laprofonditelestensionedelleindaginidevonoesserefissateinrelazioneallecaratteristichegeometrichedelpendio,airisultati
deirilievidisuperficienonchallapiprobabileposizionedellaeventualesuperficiediscorrimento.
Tuttiglielementiraccoltidevonopermettereladefinizionediunmodellogeotecnicodisottosuolo(vedi6.2.2)chetengaconto
dellacomplessitdellasituazionestratigraficaegeotecnica,dellapresenzadidiscontinuitedellevidenzadimovimentipregres
siealqualefareriferimentoperleverifichedistabiliteperilprogettodeglieventualiinterventidistabilizzazione.

6.3.4. VERIFICHE DI SICUREZZA


Leverifichedisicurezzadevonoessereeffettuateconmetodichetenganocontodeltipodifranaedeipossibilicinematismi,con
siderandoformaeposizionedellaeventualesuperficiediscorrimento,leproprietmeccanichedeiterreniedegliammassiroc
ciosieilregimedellepressioniinterstiziali.
Nelcasodipendiiinfranaleverifichedisicurezzadevonoessereeseguitelungolesuperficidiscorrimentochemeglioappros
simanoquella/ericonosciuta/econleindagini.
Neglialtricasi,laverificadisicurezzadeveessereeseguitalungosuperficidiscorrimentocinematicamentepossibili,innumero
sufficienteperricercarelasuperficiecriticaallaqualecorrispondeilgradodisicurezzapibasso.
Quandosussistanocondizionitalidanonconsentireunaagevolevalutazionedellepressioniinterstiziali,leverifichedisicurezza
devonoessereeseguiteassumendolecondizionipisfavorevolicheragionevolmentesipossonoprevedere.
Lavalutazionedelcoefficientedisicurezzadeipendiinaturali,espressodalrapportotralaresistenzaaltagliodisponibile(f)ela
tensioneditaglioagente()lungolasuperficiediscorrimento,deveessereeseguitaimpiegandosiaiparametrigeotecnici,con
gruenticonicaratteridelcinematismoattesooaccertato,sialeazionipresiconillorovalorecaratteristico.

Ladeguatezzadelmarginedisicurezzaritenutoaccettabiledalprogettistadevecomunqueesseregiustificatasullabasedellivello
diconoscenzeraggiunto,dellaffidabilitdeidatidisponibiliedelmodellodicalcoloadottatoinrelazioneallacomplessitgeologica
egeotecnica,nonchsullabasedelleconseguenzediuneventualefrana.

6.3.5. INTERVENTI DI STABILIZZAZIONE


Ilprogettodegliinterventidistabilizzazionedevecomprendereladescrizionecompletadellintervento,linfluenzadellemodali
tcostruttivesullecondizionidistabilit,ilpianodimonitoraggioeunsignificativopianodigestioneecontrolloneltempodella
funzionalitedellefficaciadeiprovvedimentiadottati.Inognicasodevonoesseredefinitilentitdelmiglioramentodellecondi
zionidisicurezzadelpendioeicriteriperverificarneilraggiungimento.

La scelta delle pi idonee tipologie degli interventi di stabilizzazione deve tener conto delle cause promotrici della frana, del
meccanismodicollassoipotizzatooinatto,deisuoicarattericinematiciedelregimedellepressioniinterstizialinelsottosuolo.Il
progettodegliinterventideveesserebasatosuspecificimodelligeotecnicidisottosuolo.
Ladeguatezzadelmarginedisicurezzaraggiuntopereffettodegliinterventidistabilizzazionedeveesseregiustificatodalpro
gettista.
Oltreallavalutazionedellincrementodisicurezzaindottodagliinterventidistabilizzazioneneiconfrontidelmeccanismodicol
lassopicritico,necessarioverificarelecondizionidisicurezzaconnesseconaltri,diversi,meccanismidicollasso,compatibili
congliinterventiipotizzati

6.3.6. CONTROLLI E MONITORAGGIO


Ilmonitoraggiodiunpendioodiunafranainteressalediversefasichevannodallostudioalprogetto,allarealizzazioneegestione
delleoperedistabilizzazioneealcontrollodellalorofunzionalitedurabilit.Essoriferitoprincipalmenteaglispostamentidipun
tisignificatividelpendio,insuperficiee/oinprofondit,alcontrollodieventualimanufattipresentieallamisuradellepressioniin
terstiziali,daeffettuareconperiodiciteduratatalidaconsentiredidefinirnelevariazioniperiodicheestagionali.
Ilcontrollodellefficaciadegliinterventidistabilizzazionedevecomprendereladefinizionedellesogliediattenzioneediallarme
edeiprovvedimentidaassumereincasodelrelativosuperamento.

6.4. OPERE DI FONDAZIONE

6.4.1. CRITERI GENERALI DI PROGETTO


164 CAPITOLO 6
Le scelte progettuali per le opere di fondazione devono essere effettuate contestualmente e congruentemente con quelle delle
struttureinelevazione.
Nelcasodioperesituatesupendiioinprossimitdipendiinaturalioartificialideveessereverificataanchelastabilitglobaledel
pendioinassenzaeinpresenzadelloperaedieventualiscavi,riportiointerventidialtranatura,necessariallasuarealizzazione.
Devonoesserevalutatiglieffettidellacostruzionedelloperasumanufattiattiguiesullambientecircostante.
Nelcasodifondazionisupali,leindaginidevonoesserediretteancheadaccertarelafattibilitelidoneitdeltipodipaloinre
lazioneallecaratteristichedeiterreniealregimedellepressioniinterstiziali.

6.4.2. FONDAZIONI SUPERFICIALI


Laprofonditdelpianodiposadellafondazionedeveesseresceltaegiustificatainrelazioneallecaratteristicheealleprestazioni
dellastrutturainelevazione,allecaratteristichedelsottosuoloeallecondizioniambientali.
Ilpianodifondazionedeveesseresituatosottolacoltrediterrenovegetalenonchsottolostratointeressatodalgeloedasignifi
cativevariazionistagionalidelcontenutodacqua.
In situazioni nelle quali sono possibili fenomeni di erosione o di scalzamento da parte di acque di scorrimento superficiale, le
fondazionidevonoessereposteaprofondittaledanonrisentirediquestifenomeniodevonoessereadeguatamentedifese.
Inpresenzadiazionisismiche,oltreaquantoprevistonelpresenteparagrafo,lefondazionisuperficialidevonorispettareicriteri
diverificadicuialsuccessivo7.11.5.3.1

6.4.2.1. VERIFICHEAGLISTATILIMITEULTIMI(SLU)
Nelleverifichedisicurezzadevonoesserepresiinconsiderazionetuttiimeccanismidistatolimiteultimo,siaabrevesiaalungo
termine.
Glistatilimiteultimidellefondazionisuperficialisiriferisconoallosviluppodimeccanismidicollassodeterminatidallamobili
tazionedellaresistenzadelterrenoealraggiungimentodellaresistenzadeglielementistrutturalichecompongonolafondazione
stessa.
Nelcasodifondazioniposizionatesuoinprossimitdipendiinaturalioartificialideveessereeffettuatalaverificaancheconri
ferimentoallecondizionidistabilitglobaledelpendioincludendonelleverificheleazionitrasmessedallefondazioni.
Leverifichedevonoessereeffettuatealmenoneiconfrontideiseguentistatilimite,accertandochelacondizione[6.2.1]siasoddi
sfattaperognistatolimiteconsiderato:
SLUditipogeotecnico(GEO)
collassopercaricolimitedellinsiemefondazioneterreno;
collassoperscorrimentosulpianodiposa;
stabilitglobale.
SLUditipostrutturale(STR)
raggiungimentodellaresistenzaneglielementistrutturali.
La verifica di stabilit globale deve essere effettuata, analogamente a quanto previsto nel 6.8, secondo la Combinazione 2
(A2+M2+R2)dellApproccio1,tenendocontodeicoefficientiparzialiriportatinelleTabelle6.2.Ie6.2.IIperleazionieiparametri
geotecnicienellaTab.6.8.Iperleresistenzeglobali.
Lerimanentiverifichedevonoessereeffettuateapplicandolacombinazione(A1+M1+R3)dicoefficientiparzialiprevista
dallApproccio2,tenendocontodeivalorideicoefficientiparzialiriportatinelleTabelle6.2.I,6.2.IIe6.4.I.
NelleverificheneiconfrontidiSLUditipostrutturale(STR),ilcoefficienteR nondeveessereportatoinconto.

Tab.6.4.ICoefficientiparzialiRperleverificheaglistatilimiteultimidifondazionisuperficiali
Verifica Coefficiente
parziale
(R3)
Caricolimite R=2,3
Scorrimento R=1,1

6.4.2.2 VERIFICHEAGLISTATILIMITEDIESERCIZIO(SLE)
Al finedi assicurare che le fondazioni risultino compatibili con i requisiti prestazionalidella struttura in elevazione ( 2.2.2 e
2.6.2),sideveverificareilrispettodellacondizione[6.2.7],calcolandoivalorideglispostamentiedelledistorsioninellecombina
zionidicaricopergliSLEspecificateal2.5.3,tenendocontoanchedelleffettodelladuratadelleazioni.
Forma,dimensionierigidezzadellastrutturadifondazionedevonoesserestabilitenelrispettodeisummenzionatirequisitipre
stazionali,tenendopresentecheleverificheaglistatilimitedieserciziopossonorisultarepirestrittivediquelleaglistatilimite
ultimi.
PROGETTAZIONE GEOTECNICA 165
6.4.3. FONDAZIONI SU PALI
Ilprogettodiunafondazionesupalidevecomprenderelasceltadeltipodipaloedellerelativetecnologieemodalitdiesecu
zione,ildimensionamentodeipaliedellerelativestrutturedicollegamento,tenendocontodeglieffettidigruppotantonelleve
rificheSLUquantonelleverificheSLE.
Leindaginigeotecniche,oltreasoddisfareirequisitiriportatial6.2.2,devonoesserediretteancheadaccertareleffettivarea
lizzabilitelidoneitdeltipodipaloinrelazioneallecaratteristichedeiterreniedelregimedellepressioniinterstiziali.
Ingenerale,leverifichedovrebberoesserecondotteapartiredairisultatidianalisidiinterazionetrailterrenoelafondazioneco
stituitadaipaliedallastrutturadicollegamento(fondazionemistaaplateasupali)cheportinoalladeterminazionedellaliquota
dellazionediprogettotrasferitaalterrenodirettamentedallastrutturadicollegamentoediquellatrasmessadaipali.
Nei casi in cui linterazione sia considerata non significativa o, comunque, si ometta larelativa analisi, le verifiche SLU e SLE,
condotteconriferimentoaisolipali,dovrannosoddisfarequantoriportatoai6.4.3.1e6.4.3.2.
Neicasiincuisiconsiderisignificativataleinterazioneesisvolgalarelativaanalisi,leverificheSLUeSLE,condotteconriferi
mentoallafondazionemista,dovrannosoddisfarequantoriportatoai6.4.3.3e6.4.3.4.
Inognicaso,inaggiuntaaquantoriportatoai6.2.4.1.1e6.2.4.1.2,fraleazionipermanentideveessereinclusoilpesoproprio
delpaloeleffettodellattritonegativo,questultimovalutatoconicoefficientiMdelcasoM1dellaTab.6.2.II.
Inpresenzadiazionisismiche,oltreaquantoprevistonelpresenteparagrafo,lefondazionisupalidevonorispettareicriteridi
verificadicuialsuccessivo7.11.5.3.2

6.4.3.1 VERIFICHEAGLISTATILIMITEULTIMI(SLU)
Nelleverifichedisicurezzadevonoesserepresiinconsiderazionetuttiimeccanismidistatolimiteultimo,siaabrevesiaalungo
termine.
Glistatilimiteultimidellefondazionisupalisiriferisconoallosviluppodimeccanismidicollassodeterminatidallamobilitazio
nedellaresistenzadelterrenoealraggiungimentodellaresistenzadeglielementistrutturalichecompongonolafondazionestes
sa.
Nelcasodifondazioniposizionatesuoinprossimitdipendiinaturalioartificialideveessereeffettuatalaverificaconriferimen
toallecondizionidistabilitglobaledelpendioincludendonelleverificheleazionitrasmessedallefondazioni.
Leverifichedellefondazionisupalidevonoessereeffettuateconriferimentoalmenoaiseguentistatilimite,accertandochela
condizione[6.2.1]siasoddisfattaperognistatolimiteconsiderato:
SLUditipogeotecnico(GEO)
collassopercaricolimitedellapalificataneiriguardideicarichiassiali;
collassopercaricolimitedellapalificataneiriguardideicarichitrasversali;
collassopercaricolimitedisfilamentoneiriguardideicarichiassialiditrazione;
stabilitglobale;
SLUditipostrutturale(STR)
raggiungimentodellaresistenzadeipali;
raggiungimentodellaresistenzadellastrutturadicollegamentodeipali.
LaverificadistabilitglobaledeveessereeffettuatasecondolaCombinazione2(A2+M2+R2)dellApproccio1tenendocontodei
coefficientiparzialiriportatinelleTabelle6.2.Ie6.2.IIperleazionieiparametrigeotecnici,enellaTab.6.8.Iperleresistenzeglo
bali.
LerimanentiverifichedevonoessereeffettuatesecondolApproccio2,conlacombinazione(A1+M1+R3),tenendocontodeivalo
rideicoefficientiparzialiriportatinelleTabelle6.2.I,6.2.II,6.4.IIe6.4.VI.
NelleverificheneiconfrontidiSLUditipostrutturale,ilcoefficienteRnondeveessereportatoinconto.

6.4.3.1.1 Resistenzedipalisoggettiacarichiassiali
IlvalorediprogettoRd dellaresistenzasiottieneapartiredalvalorecaratteristicoRk applicandoicoefficientiparzialiR della
Tab.6.4.II.

Tab.6.4.IICoefficientiparzialiRdaapplicarealleresistenzecaratteristicheacaricoverticaledeipali

Resistenza Simbolo Pali Pali Paliad


infissi trivellati elica
continua
R (R3) (R3) (R3)
Base b 1,15 1,35 1,3
Lateraleincompressione s 1,15 1,15 1,15
Totale(*) 1,15 1,30 1,25
Lateraleintrazione st 1,25 1,25 1,25

(*) daapplicarealleresistenzecaratteristichededottedairisultatidiprovedicaricodiprogetto.
166 CAPITOLO 6
LaresistenzacaratteristicaRkdelpalosingolopuesserededottada:
a) risultatidiprovedicaricostaticodiprogettosupalipilota(6.4.3.7.1);
b) metodidicalcoloanalitici,doveRkcalcolataapartiredaivaloricaratteristicideiparametrigeotecnici,oppureconlimpiego
direlazioniempirichecheutilizzinodirettamenteirisultatidiproveinsito(provepenetrometriche,pressiometriche,ecc.);
c) risultatidiprovedinamichediprogetto,adaltolivellodideformazione,eseguitesupalipilota(6.4.3.7.1).
Indettaglio:
(a) Seilvalorecaratteristicodellaresistenzaacompressionedelpalo,Rc,k,oatrazione,Rt,k,dedottodaicorrispondentivalori
Rc,m o Rt,m, ottenuti elaborando i risultati di una o pi prove di carico di progetto, il valore caratteristico della resistenza a
compressioneeatrazioneparialminoredeivaloriottenutiapplicandoalvaloremedioealvaloreminimodelleresistenze
misurateifattoridicorrelazioneriportatinellaTab.6.4.III,infunzionedelnumerondiprovedicaricosupalipilota:

[6.4.1]

[6.4.2]


Tab.6.4.IIIFattoridicorrelazioneperladeterminazionedellaresistenzacaratteristicaapartiredairisultatidiprovedicaricostaticosupalipilota
Numerodiprovedicarico 1 2 3 4 5

1 1,40 1,30 1,20 1,10 1,0


2 1,40 1,20 1,05 1,00 1,0

(b) Conriferimentoalleprocedureanalitichecheprevedanolutilizzodeiparametrigeotecniciodeirisultatidiproveinsito,ilvalo
recaratteristicodellaresistenzaRc,k(oRt,k)datodalminoredeivaloriottenutiapplicandoalvaloremedioealvaloreminimo
delleresistenzecalcolateRc,cal(Rt,cal)ifattoridicorrelazioneriportatinellaTab.6.4.IV,infunzionedelnumerondiverticalidi
indagine:

[6.4.3]

[6.4.4]


Tab.6.4.IVFattoridicorrelazioneperladeterminazionedellaresistenzacaratteristicainfunzionedelnumerodiverticaliindagate
Numerodiverticaliindagate 1 2 3 4 5 7 10

3 1,70 1,65 1,60 1,55 1,50 1,45 1,40


4 1,70 1,55 1,48 1,42 1,34 1,28 1,21

Fattasalvalanecessitdialmenounaverticalediindagineperciascunsistemadifondazione,nellambitodellostessosistemadi
fondazione,aifinidelconteggiodelleverticalidiindagineperlasceltadeicoefficientiinTab.6.4.IVsidevonoprenderesolole
verticalilungolequalilasingolaindagine(sondaggioconprelievodicampioniindisturbati,provepenetrometriche,ecc.)siastata
spintaadunaprofonditsuperioreallalunghezzadeipali,ingradodiconsentireunacompletaidentificazionedelmodellogeo
tecnicodisottosuolo.

(c) SeilvalorecaratteristicodellaresistenzaRc,k dedottodalvaloreRc,m ottenutoelaborandoirisultatidiunaopiprovedi


namichediprogettoadaltolivellodideformazione,ilvalorecaratteristicodellaresistenzaacompressioneparialminore
deivaloriottenutiapplicandoalvaloremedioealvaloreminimodelleresistenzemisurateifattoridicorrelazioneriportati
nellaTab.6.4.V,infunzionedelnumerondiprovedinamicheeseguitesupalipilota:

[6.4.5]

PROGETTAZIONE GEOTECNICA 167
Tab.6.4.VFattoridicorrelazioneperladeterminazionedellaresistenzacaratteristicaapartiredairisultatidiprovedinamichesupalipilota
Numerodiprovedicarico 2 5 10 15 20

5 1,60 1,50 1,45 1,42 1,40


6 1,50 1,35 1,30 1,25 1,25

6.4.3.1.1.1Resistenzaacaricoassialediunapalificata
Perunapalificata,laverificadellacondizione[6.2.1]dovresserefattainbaseallaresistenzacaratteristicacherisultadallasom
madelleresistenzecaratteristichedeipalichelacostituiscono.Sarcomunquenecessariovalutarepossibiliriduzionidellaresi
stenzadisponibilepereffettodigruppo,tenendocontodellatipologiadeipali,dellanaturadeiterreniinteressatiedellaconfigu
razionegeometricadellapalificata.

6.4.3.1.2 Resistenzedipalisoggettiacarichitrasversali
PerladeterminazionedelvalorediprogettoRtr,d dellaresistenzadipalisoggettiacarichitrasversalivalgonoleindicazionidel
6.4.3.1.1,applicandoilcoefficienteparzialeTdellaTab.6.4.VI.

Tab.6.4.VICoefficienteparzialeTperleverificheaglistatilimiteultimidipalisoggettiacarichitrasversali
Coefficienteparziale(R3)
T=1,3

NelcasoincuilaresistenzacaratteristicaRtr,ksiavalutataapartiredallaresistenzaRtr,mmisuratanelcorsodiunaopiprovedicari
costaticosupalipilota,necessariochelaprovasiaeseguitariproducendolarettadiazionedelleazionidiprogetto.
Nelcasoincuilaresistenzacaratteristicasiavalutataconmetodidicalcoloanalitici,icoefficientiriportatinellaTab.6.4.IVdevono
esseresceltiassumendocomeverticaliindagatesoloquellecheconsentanounacompletaidentificazionedelmodellogeotecnicodi
sottosuolonellambitodelleprofonditinteressatedalmeccanismodirottura.
Laresistenzasottocarichitrasversalidellinterafondazionesupalideveesserevalutatatenendocontodellecondizionidivincolo
allatestadeipalideterminatedallastrutturadicollegamentoedipossibiliriduzionipereffettodigruppo.

6.4.3.2 VERIFICHEAGLISTATILIMITEDIESERCIZIO(SLE)
Devonoesserepresiinconsiderazionealmenoiseguentistatilimitediesercizio,quandopertinenti:
eccessivicedimentiosollevamenti;
eccessivispostamentitrasversali.
Specificamente,sidevonocalcolareivalorideglispostamentiedelledistorsioninellecombinazionicaratteristicheprevistepergli
statilimitediesercizioal2.5.3,perverificarnelacompatibilitconirequisitiprestazionalidellastrutturainelevazione,come
prescrittodallacondizione[6.2.7].Lageometriadellafondazione(numero,lunghezza,diametroeinterassedeipali)deveessere
stabilita nel rispetto dei summenzionati requisiti prestazionali, tenendo opportunamente conto degli effetti di interazione tra i
palieconsiderandoidiversimeccanismidimobilitazionedellaresistenzalateralerispettoallaresistenzaallabase,soprattuttoin
presenzadipalidigrandediametro.

6.4.3.3 VERIFICHEAGLISTATILIMITEULTIMI(SLU)DELLEFONDAZIONIMISTE
Glistatilimiteultimidellefondazionimistesiriferisconoallosviluppodimeccanismidicollassodeterminatidallamobilitazione
dellaresistenzadelterrenoealraggiungimentodellaresistenzadeglielementistrutturalichecompongonolafondazionestessa.
Nelcasodifondazioniposizionatesuoinprossimitdipendiinaturalioartificialideveessereeffettuatalaverificaconriferimen
toallecondizionidistabilitglobaledelpendioincludendonelleverificheleazionitrasmessedallefondazioni.
Leverifichedellefondazionimistedevonoessereeffettuateconriferimentoalmenoaiseguentistatilimite,accertandochelacon
dizione[6.2.1]siasoddisfattaperognistatolimiteconsiderato:
SLUditipogeotecnico(GEO)
collassopercaricolimitedellafondazionemistaneiriguardideicarichiassiali;
collassopercaricolimitedellafondazionemistaneiriguardideicarichitrasversali;
stabilitglobale;
SLUditipostrutturale(STR)
raggiungimentodellaresistenzadeipali;
raggiungimentodellaresistenzadellastrutturadicollegamentodeipali.
La verifica di stabilit globale deve essere effettuata, analogamente a quanto previsto al 6.8, secondo la Combinazione 2
(A2+M2+R2)dellApproccio1tenendocontodeicoefficientiparzialiriportatinelleTabelle6.2.Ie6.2.IIperleazionieiparametri
geotecnici,enellaTab.6.8.Iperleresistenzeglobali.
168 CAPITOLO 6
Nelcasoincuiilsoddisfacimentodellacondizione[6.2.1]siagarantitodallasolastrutturadicollegamentopostaacontattoconil
terrenosecondoquantoindicatoal6.4.2.1,aipalipuessereassegnatalasolafunzionediriduzioneeregolazionedeglisposta
menti.Inquestocasoildimensionamentodeipalidevegarantireilsoddisfacimentodelleverificheneiconfrontideglistatilimite
ultimi(SLU)ditipostrutturalepertuttiglielementidellafondazione(strutturadicollegamentoepali)edelleverificheSLEse
condoquantoriportatoalparagrafosuccessivo.
Limitatamente alle azioni verticali, il soddisfacimento della condizione [6.2.1] pu essere garantito portando in conto anche il
contributodeipali.Inquestocaso,laverificadeveesseresvoltaancheperstatilimiteultimiditipoGEOdellafondazionemista,
siaabrevesiaalungotermine,ottenendolaresistenzadiprogettoRd dallasommadelleresistenzecaratteristichedeipali,deter
minatecomeal6.4.3.1,edellastrutturadicollegamento,dividendolaresistenzatotaleperilcoefficienteparzialedicapacit
portante(R3)riportatonellaTab.6.4.I(6.4.2.1).

6.4.3.4 VERIFICHEAGLISTATILIMITEDIESERCIZIO(SLE)DELLEFONDAZIONIMISTE
Lanalisidiinterazionetrailterrenoelafondazionemistadevegarantirecheivalorideglispostamentiedelledistorsionisiano
compatibiliconirequisitiprestazionalidellastrutturainelevazione(2.2.2e2.6.2),nelrispettodellacondizione[6.2.7].
Lageometriadellafondazione(numero,lunghezza,diametroeinterassedeipali)deveesserestabilitanelrispettodeisummenziona
ti requisiti prestazionali, tenendo opportunamente conto dei diversi meccanismi di mobilitazione della resistenza laterale rispetto
allaresistenzaallabase,soprattuttoinpresenzadipalidigrandediametro.

6.4.3.5 ASPETTICOSTRUTTIVI
Nelprogettosidevetenerecontodeivariaspettichepossonoinfluiresullintegritstrutturale,sulladurabilitesulcomporta
mentodeipali,qualiladistanzarelativa,lasequenzadiinstallazione,iproblemidirefluimentoesifonamentonelcasodipalitri
vellati,laddensamentodelterrenonelcasodipaliinfissi,glieffettidellafaldaodisostanzechimichepresentinellacquaonel
terrenosulconglomeratodeipaligettatiinopera,laconnessionedeipaliallastrutturadicollegamento.Ladurabilitdeipalidi
fondazionedeveesserevalutatainrelazioneaimaterialipostiinoperaedallespecifichecondizioniambientalidelsitodiproget
to.

6.4.3.6 CONTROLLIDINTEGRITDEIPALI
Intuttiicasiincuilaqualitdeipalidipendainmisurasignificativadaiprocedimentiesecutiviedallecaratteristichegeotecniche
deiterrenidifondazione,devonoessereeffettuaticontrollidiintegrit.
Ilcontrollodellintegrit,daeffettuarsiconprovediretteoindirettedicomprovatavalidit,deveinteressarealmenoil5%deipali
dellafondazioneconunminimodi2pali.
Nelcasodigruppidipalidigrandediametro(d80cm),ilcontrollodellintegritdeveessereeffettuatosututtiipalidiciascun
grupposeipalidelgrupposonoinnumeroinferioreougualea4.

6.4.3.7 PROVEDICARICO

6.4.3.7.1 Provediprogettosupalipilota
Leproveperladeterminazionedellaresistenzadelsingolopalo(provediprogetto)devonoessereeseguitesupaliappositamente
realizzati(palipilota)identici,pergeometriaetecnologiaesecutiva,aquellidarealizzareeadessisufficientementevicini.
Lintervalloditempointercorrentetralacostruzionedelpalopilotaeliniziodellaprovadicaricodeveesseresufficienteagaran
tirecheilmaterialedicuicostituitoilpalosviluppilaresistenzarichiestaechelepressioniinterstizialinelterrenosiriportinoai
valoriiniziali.
Sesiesegueunasolaprovadicaricostaticadiprogetto,questadeveessereubicatadovelecondizionidelterrenosonopisfavo
revoli.
Leprovediprogettodevonoesserespintefinoavaloridelcaricoassialetalidaportarearotturailcomplessopaloterrenooco
munquetalidaconsentirediricavarediagrammideicedimentidellatestadelpaloinfunzionedeicarichiedeitempi,significati
viaifinidellavalutazionedellaresistenza.
Ilsistemadivincolodeveesseredimensionatoperconsentireunvaloredelcaricodiprovanoninferiorea2,5voltelazionedi
progettoutilizzataperleverificheagliSLE.
Laresistenzadelcomplessopaloterrenoassuntaparialvaloredelcaricoapplicatocorrispondenteaduncedimentodellatesta
parial10%deldiametronelcasodipalidipiccoloemediodiametro(d<80cm),noninferiorial5%deldiametronelcasodipali
digrandediametro(d80cm).
Se tali valoridi cedimento non sono raggiunti nelcorsodella prova, possibile procedere allestrapolazione dellacurva speri
mentaleapattocheessaevidenziuncomportamentodelcomplessopaloterrenomarcatamentenonlineare.
Peripalidigrandediametrosipuricorrereaprovestaticheeseguitesupaliaventilastessalunghezzadeipalidarealizzare,ma
diametroinferiore,purchtaliprovesianoadeguatamentemotivateedinterpretatealfinedifornireindicazioniutiliperipalida
realizzare.Inognicaso,lariduzionedeldiametrononpuesseresuperioreal50%etaledarestituireunpaloancoradigrande
PROGETTAZIONE GEOTECNICA 169
diametro(d80cm); ilpalodiprovadeveessereopportunamentestrumentatoperconsentireilrilievoseparatodellecurvedi
mobilitazionedellaresistenzalateraleedellaresistenzaallabase.
Comeprovediprogettopossonoessereeseguiteprovedinamicheadaltolivellodideformazione,purchadeguatamenteinterpreta
tealfinedifornireindicazionicomparabiliconquellederivantidaunacorrispondenteprovadicaricostaticadiprogetto.

6.4.3.7.2 Proveincorsodopera
Suipalidifondazione,adesclusionediquellisollecitatiprevalentementedaazioniorizzontali,devonoessereeseguiteprovedi
caricostatichepercontrollarneilcomportamentosottoleazionidiprogetto.Taliprovedevonoesserespinteaduncaricoassiale
paria1,5voltelazionediprogettoutilizzataperleverificheSLE.
Inpresenzadipalistrumentatiperilrilievoseparatodellecurvedimobilitazionedelleresistenzelungolasuperficieeallabase,il
massimocaricoassialediprovapuesserepostoparia1,2voltelazionediprogettoutilizzataperleverificheSLE.
Ilnumeroelubicazionedelleprovedicaricodevonoesserestabilitiinbaseallimportanzadelloperaealgradodiomogeneit
delterrenodifondazione.Inognicaso,perciascunsistemadifondazioneilnumerocomplessivodiprovenondeveessereinfe
riorea:
1seilnumerodipaliinferioreougualea20,
2seilnumerodipalicompresotra21e50,
3seilnumerodipalicompresotra51e100,
4seilnumerodipalicompresotra101e200,
5seilnumerodipalicompresotra201e500,
ilnumerointeropiprossimoalvalore5+n/500,seilnumerondipalisuperiorea500.
Fermorestandoilnumerocomplessivodelleprovedicaricominimosopraindicato,ilnumerodiprovedicaricostatichepues
sereridottosesonoeseguiteprovedicaricodinamichesostitutive,datarareconquellestatichediprogettosupalipilota,esiano
effettuaticontrollinondistruttivisualmenoil50%deipali,perverificarnelunghezzaeintegritstrutturale.Inognicaso,deve
essereeseguitaalmenounaprovadicaricostatica.
Perfondazionisupalidioperechericadonoincondizioniambientaliparticolarmentesevere,qualiadesempiolestruttureoff
shoreconelevatobattentedacqua,sipufareriferimentoaspecifichenormativedicomprovatavalidit.

6.5. OPERE DI SOSTEGNO


Lenormesiapplicanoatuttelecostruzionieagliinterventiattiasostenereinsicurezzauncorpoditerrenoodimaterialecon
comportamentosimile.Inparticolare:
muri,periqualilafunzionedisostegnoaffidataalpesopropriodelmuroeaquellodelterrenodirettamenteagentesudi
esso(adesempiomuriagravit,muriamensola,muriacontrafforti);
paratie,perlequalilafunzionedisostegnoassicurataprincipalmentedallaresistenzadelvolumediterrenopostoinnanzi
loperaedaeventualiancoraggiepuntoni;
strutturemiste,cheesplicanolafunzionedisostegnoanchepereffettoditrattamentidimiglioramentoeperlapresenzadiparti
colarielementidirinforzoecollegamento.
Inpresenzadiazionisismiche,oltreaquantoprevistonelpresenteparagrafo,leoperedisostegnodevonorispettareicriteridi
verificadicuialsuccessivo7.11.6.

6.5.1 CRITERI GENERALI DI PROGETTO


Lasceltadeltipodioperadisostegnodeveessereeffettuatainbasealledimensioniealleesigenzedifunzionamentodellopera,
allecaratteristichemeccanichedeiterreniinsedeediriporto,alregimedellepressioniinterstiziali,allinterazioneconimanufatti
circostanti,allecondizionigeneralidistabilitdelsito.Deveinoltretenercontodellincidenzasullasicurezzadidispositivicom
plementari(qualirinforzi,drenaggi,tirantieancoraggi)edellefasicostruttive.
Neimuridisostegno,ilterrenodiriempimentoatergodelmurodeveesserepostoinoperaconopportunatecnicadicostipa
mentoedaveregranulometriataledaconsentireundrenaggioefficaceneltempo.Sipuricorrereallusodigeotessili,confun
zionediseparazioneefiltrazione,dainterporrefrailterrenoinsedeequellodiriempimento.Ildrenaggiodeveessereprogettato
inmododarisultareefficaceintuttoilvolumesignificativoatergodelmuro.
Devonoesserevalutatiglieffettiderivantidaparzialeperditadiefficaciadidispositiviparticolariqualisistemididrenaggiosu
perficialieprofondi,tirantiedancoraggi.Pertuttiquestiinterventideveesserepredispostoundettagliatopianodicontrolloe
monitoraggioneicasiincuilaloroperditadiefficaciaconfiguriscenaridirischio.
Inpresenzadicostruzionipreesistenti,ilcomportamentodelloperadisostegnodevegarantirneiprevistilivellidifunzionalite
stabilit.Inparticolare,devonoesserevalutatiglispostamentidelterrenoatergodelloperaeverificatalalorocompatibilitcon
lecondizionidisicurezzaefunzionalitdellecostruzionipreesistenti.Inoltre,nelcasoincuiinfasecostruttivaoaseguitodella
170 CAPITOLO 6
adozionedisistemididrenaggiosideterminiunamodificadellepressioniinterstizialinelsottosuolosenedevonovalutaregli
effetti,ancheinterminidistabilitefunzionalitdellecostruzionipreesistenti.
Le indagini geotecniche devono avere estensione tale da consentire la verifica delle condizioni di stabilit locale e globale del
complessooperaterreno,tenutocontoanchedieventualimotidifiltrazione.
Devonoessereprescrittelecaratteristichefisicheemeccanichedeimaterialidiriempimento.

6.5.2 AZIONI
Siconsideranoazionisulloperadisostegnoquelledovutealpesopropriodelterrenoedelmaterialediriempimento,aisovraccari
chi,allacqua,adeventualiancoraggipresollecitati,almotoondoso,adurtiecollisioni,allevariazioniditemperaturaealghiaccio.

6.5.2.1 SOVRACCARICHI
Nelvalutareilsovraccaricoatergodiunoperadisostegnosidevetenercontodellaeventualepresenzadicostruzioni,dideposi
tidimateriale,diveicoliintransito,diapparecchidisollevamento.

6.5.2.2 MODELLOGEOMETRICODIRIFERIMENTO
Ilmodellogeometricodevetenerecontodellepossibilivariazionidelprofilodelterrenoamonteeavalledelparamentorispettoai
valorinominali.
Nelcasoincuilafunzionedisostegnoaffidataallaresistenzadelvolumediterrenoavalledellopera,laquotadivalledove
esserediminuitadiunaquantitparialminoredeiseguentivalori:
10%dellaltezzaditerrenodasostenerenelcasodiopereasbalzo;
10%delladifferenzadiquotafraillivelloinferioredivincoloeilfondoscavonelcasodioperevincolate;
0,5m.
Illivellodellasuperficieliberadellacquadeveesseresceltosullabasedimisureesullapossibileevoluzionedelregimedellepres
sioniinterstizialianchelegatiaeventidicarattereeccezionaleeapossibilimalfunzionamentideisistemididrenaggio.Inassenzadi
particolarisistemididrenaggio,nelleverificheallostatolimiteultimo,sidevesempreipotizzarechelasuperficieliberadellafalda

6
nonsiainferioreaquelladellivellodisommitdeiterreniconbassapermeabilit(k<10 m/s).

6.5.3 VERIFICHE AGLI STATI LIMITE


Leverificheeseguitemedianteanalisidiinterazioneterrenostrutturaoconmetodisemplificatidevonosemprerispettarelecon
dizionidiequilibrioecongruenzaelacompatibilitconicriteridiresistenzadelterreno.necessarioinoltreportareincontola
dipendenzadellaspintadeiterrenidallospostamentodellopera.

6.5.3.1 VERIFICHEDISICUREZZA(SLU)
Nelleverifichedisicurezzadevonoesserepresiinconsiderazionetuttiimeccanismidistatolimiteultimo,siaabrevesiaalungo
termine.Glistatilimiteultimidelleoperedisostegnosiriferisconoallosviluppodimeccanismidicollassodeterminatidallamo
bilitazionedellaresistenzadelterreno,ealraggiungimentodellaresistenzadeglielementistrutturalichecompongonoleopere
stesse.

6.5.3.1.1 Muridisostegno
Perimuridisostegnooperaltrestrutturemisteadessiassimilabilidevonoessereeffettuateleverificheconriferimentoalmeno
aiseguentistatilimite,accertandochelacondizione[6.2.1]siasoddisfattaperognistatolimiteconsiderato:
SLUditipogeotecnico(GEO)
scorrimentosulpianodiposa;
collassopercaricolimitedelcomplessofondazioneterreno;
ribaltamento;
stabilitglobaledelcomplessooperadisostegnoterreno;
SLUditipostrutturale(STR)
raggiungimentodellaresistenzaneglielementistrutturali.

Laverificadistabilitglobaledelcomplessooperadisostegnoterrenodeveessereeffettuata,analogamenteaquantoprevistoal
6.8,secondolApproccio1,conlaCombinazione2(A2+M2+R2),tenendocontodeicoefficientiparzialiriportatinelleTabelle
6.2.Ie6.2.IIperleazionieiparametrigeotecnicienellaTab.6.8.Iperleverifichedisicurezzadioperedimaterialiscioltiefronti
discavo.
LerimanentiverifichedevonoessereeffettuatesecondolApproccio2,conlacombinazione(A1+M1+R3),tenendocontodeivalo
rideicoefficientiparzialiriportatinelleTabelle6.2.I,6.2.IIe6.5.I.
NellaverificaaribaltamentoicoefficientiR3dellaTab.6.5.Isiapplicanoaglieffettidelleazionistabilizzanti.

PROGETTAZIONE GEOTECNICA 171

Tab.6.5.ICoefficientiparzialiRperleverificheaglistatilimiteultimidimuridisostegno
Coefficiente
Verifica parziale
(R3)
Capacitportantedellafondazione R=1,4
Scorrimento R=1,1
Ribaltamento R=1,15
Resistenzadelterrenoavalle R=1,4

In generale, le ipotesi di calcolo delle spinte devono essere giustificate sulla base dei prevedibili spostamenti relativi manufatto
terreno, ovvero determinate con unanalisi dellinterazione terrenostruttura. Le spinte devono tenere conto del sovraccarico e
dellinclinazionedelpianocampagna,dellinclinazionedelparamentorispettoallaverticale,dellepressioniinterstizialiedeglieffetti
dellafiltrazionenelterreno.Nelcalcolodellaspintasiputenerecontodellattritochesisviluppafrapareteeterreno.Ivaloriassun
tiperilrelativocoefficientediattritodevonoesseregiustificatiinbaseallanaturadeimaterialiacontattoealleffettivogradodimo
bilitazione.
Ai fini della verifica alla traslazione sul piano di posa di muri di sostegno con fondazioni superficiali, non si deve in generale
considerareilcontributodellaresistenzapassivadelterrenoantistanteilmuro.Incasiparticolari,dagiustificareconconsidera
zioni relative alle caratteristiche meccaniche dei terreni e alle modalit costruttive, la presa in conto di unaliquota (comunque
nonsuperioreal50%)ditaleresistenzasubordinataallassunzionedieffettivapermanenzaditalecontributo,nonchallaveri
ficacheglispostamentinecessariallamobilitazioneditalealiquotasianocompatibiliconleprestazioniattesedellopera.
Nelcasodistrutturemisteocomposite,leverifichedistabilitglobaledevonoessereaccompagnatedaverifichedistabilitlocale
edifunzionalitedurabilitdeglielementisingoli.

6.5.3.1.2 Paratie
Perleparatiesidevonoconsiderarealmenoiseguentistatilimiteultimi,accertandochelacondizione[6.2.1]siasoddisfattaper
ognistatolimiteconsiderato:
SLUditipogeotecnico(GEO)editipoidraulico(UPLeHYD)
collassoperrotazioneintornoaunpuntodellopera(attodimotorigido);
collassopercaricolimiteverticale;
sfilamentodiunoopiancoraggi;
instabilitdelfondoscavointerreniagranafineincondizioninondrenate;
instabilitdelfondoscavopersollevamento;
sifonamentodelfondoscavo;
instabilitglobaledelcomplessooperadisostegnoterreno;
SLUditipostrutturale(STR)
raggiungimentodellaresistenzainunoopiancoraggi;
raggiungimentodellaresistenzainunoopipuntoniodisistemidicontrasto;
raggiungimentodellaresistenzastrutturaledellaparatia.
La verifica di stabilit globale del complesso opera di sostegnoterreno deve essere effettuata secondo la Combinazione 2
(A2+M2+R2)dellApproccio1,tenendocontodeicoefficientiparzialiriportatinelleTabelle6.2.I,6.2.IIe6.8.I.
Leverificheneiriguardideglistatilimiteidraulici(UPLeHYD)devonoessereeseguitecomedescrittonel6.2.4.2.
LerimanentiverifichedevonoessereeffettuatesecondolApproccio1considerandoleduecombinazionidicoefficienti:
Combinazione1:(A1+M1+R1)
Combinazione2:(A2+M2+R1)
tenendocontodeivalorideicoefficientiparzialiriportatinelleTabelle6.2.Ie6.2.II,conicoefficientiRdelgruppoR1parialluni
t.
Perleparatie,icalcolidiprogettodevonocomprenderelaverificadeglieventualiancoraggi,puntoniostrutturedicontroventa
mento.
Fermorestandoquantospecificatonel6.5.3.1.1perilcalcolodellespinte,pervaloridellangolodattritotraterrenoeparete>
/2,aifinidellavalutazionedellaresistenzapassivanecessariotenercontodellanonplanaritdellesuperficidiscorrimento.

6.5.3.2 VERIFICHEDIESERCIZIO(SLE)
Intuttiicasi,nellecondizionidiesercizio,glispostamentidelloperadisostegnoedelterrenocircostantedevonoesserevalutati
perverificarnelacompatibilitconlafunzionalitdelloperaeconlasicurezzaefunzionalitdimanufattiadiacenti,anchease
guitodimodificheindottesulregimedellepressioniinterstiziali.
172 CAPITOLO 6
Inpresenzadimanufattiparticolarmentesensibiliaglispostamentidelloperadisostegno,deveesseresviluppataunaspecifica
analisidellinterazionetraopereeterreno,tenendocontodellasequenzadellefasicostruttive.

6.6. TIRANTI DI ANCORAGGIO


Itirantidiancoraggiosonoelementistrutturaliopportunamentecollegatialterreno,ingradodisostenereforzeditrazione.

6.6.1. CRITERI DI PROGETTO


Aifinidelprogetto,gliancoraggisidistinguonoinprovvisoriepermanenti.
Gliancoraggi possonoessereulteriormente suddivisiinattiviopresollecitati,quandonellarmaturavieneindottaunaforzadi
tesaturainiziale,epassiviononpresollecitati.
Nella scelta del tipo di ancoraggio si deve tenere conto delle sollecitazioni prevedibili, delle caratteristiche del sottosuolo,
dellaggressivitambientale.
Nelprogettodevonoindicarsilorientazione,lalunghezzaeilnumerodegliancoraggi;latecnicaeletolleranzediesecuzione;la
resistenzadiprogettoRadeleventualeprogrammaditesatura.
Nelcasodiancoraggiattiviimpiegatiperunafunzionepermanente,devonoessereadottatituttigliaccorgimenticostruttivine
cessariagarantireladurabilitelefficienzadelsistemaditestatadeitiranti,soprattuttoperquelliatrefoli,inparticolareneiri
guardidellacorrosione,pertuttalavitanominaledellastruttura.Inoltresidevonoprevedereefficacidispositividicontenimento
localedellarmaturaneiconfrontidelpossibiletranciamentoincorsodiesercizio.
Nelprogettodeveesseredefinitounprogrammadimanutenzioneordinariachepucomprendereanchesuccessiviinterventidi
regolazionee/osostituzionedeidispositividiancoraggio.Deveinoltreesserepredispostounpianodimonitoraggioperverifica
reilcomportamentodellancoraggioneltempo.
Selafunzionediancoraggioesercitatadapiastre,dapaliaccostatiosimili,necessarioevitareognisovrapposizionetralazona
passivadipertinenzadellancoraggioequellaattivaatergodelloperadisostegno.
Perlavalutazionedellaresistenzaasfilamentodiunancoraggiosipuprocedereinprimaapprossimazioneconformuleteori
cheoconcorrelazioniempiriche.Laconfermasperimentaleconproveditrazioneinsitonellefasidiprogettoeincorsodopera
semprenecessaria.

6.6.2. VERIFICHE DI SICUREZZA (SLU)


Nelleverifichedisicurezzadevonoesserepresiinconsiderazionetuttiimeccanismidistatolimiteultimo,siaabrevesiaalungo
termine.
Glistatilimiteultimideitirantidiancoraggiosiriferisconoallosviluppodimeccanismidicollassodeterminatidallamobilitazio
nedellaresistenzadelterrenoealraggiungimentodellaresistenzadeglielementistrutturalichelicompongono.
Perildimensionamentogeotecnico,deverisultarerispettatalacondizione[6.2.1]conspecificoriferimentoadunostatolimitedi
sfilamentodellafondazionedellancoraggio.Laverificaditalecondizionepuessereeffettuataconriferimentoallacombinazio
neA1+M1+R3,tenendocontodeicoefficientiparzialiriportatinelleTabelle6.2.I,6.2.IIe6.6.I.
La verifica a sfilamento della fondazione dellancoraggio si esegue confrontando la massima azione di progetto Ed con la resi
stenzadiprogettoRad,determinataapplicandoallaresistenzacaratteristicaRakicoefficientiparzialiRriportatinellaTab.6.6.I.

Tab.6.6.ICoefficientiparzialiperlaresistenzadegliancoraggi
Simbolo Coefficienteparziale
Temporanei R 1,1
Permanenti R 1,2

IlvalorecaratteristicodellaresistenzaallosfilamentodellancoraggioRaksipudeterminare:
a) dairisultatidiprovediprogettosuancoraggidiprova;
b) conmetodidicalcoloanalitici,daivaloricaratteristicideiparametrigeotecnicidedottidairisultatidiproveinsitoe/odilabo
ratorio.
Nelcaso(a),ilvaloredellaresistenzacaratteristicaRakilminoredeivaloriderivantidallapplicazionedeifattoridicorrelazione
a1ea2riportatinellaTabella6.6.IIrispettivamentealvalormedioealvalorminimodelleresistenzeRa,mmisuratenelcorsodelle
prove:
R a , m medio R a , m min
R ak Min ; [6.6.1]
a1 a 2
Nelcaso(b),ilvaloredellaresistenzacaratteristicaRakilminoredeivaloriderivantidallapplicazionedeifattoridicorrelazione
a3 ea4 riportatinellaTabella6.6.IIIrispettivamentealvalormedioealvalorminimodelleresistenzeRa,c ottenutedalcalcolo.
PROGETTAZIONE GEOTECNICA 173
Perlavalutazionedeifattoria3 ea4,sidevetenerecontocheiprofilidiindaginesonosoloquellicheconsentonolacompleta
identificazionedelmodellogeotecnicodisottosuoloperilterrenodifondazionedellancoraggio.

[6.6.2]

Nellavalutazioneanaliticadellaresistenzaallosfilamentodegliancoragginonsiapplicanocoefficientiparzialidisicurezzasui
valoricaratteristicidellaresistenzadelterreno;sifaquindiriferimentoaicoefficientiparzialidisicurezzaM1.

Tab.6.6.IIFattoridicorrelazioneperderivarelaresistenzacaratteristicadaprovediprogetto,infunzionedelnumerodegliancoraggidiprova
Numerodegliancoraggidiprova 1 2 >2
a1 1,5 1,4 1,3
a2 1,5 1,3 1,2

Tab.6.6.IIIFattoridicorrelazioneperderivarelaresistenzacaratteristicadalleprovegeotecniche,infunzionedelnumerondiprofilidiindagine
Numerodiprofilidiindagine 1 2 3 4 5
a3 1,80 1,75 1,70 1,65 1,60
a4 1,80 1,70 1,65 1,60 1,55

Neitirantidiprova,larmaturaatrefolidellacciaioarmonicodeltrattoliberodeveesseredimensionatainmodochelaresistenza
caratteristicaallimitedisnervamentodeltrattoliberosiasempremaggioredeltiromassimodiprova.

6.6.3. ASPETTI COSTRUTTIVI


Perlarealizzazionediancoraggiditipoattivosidevonoimpiegaresistemiqualificati,comeprevistoal11.5.2.Ladurabilitela
compatibilitconiterrenideimaterialiimpiegatiperlacostruzionedeitiranti,nonchisistemidiprotezionedallacorrosione,devo
noesseredocumentati.
Ildiametrodeiforinondeveessereinferioreaidiametrinominaliprevistiinprogetto.
Latesaturadeitirantideveessereeffettuatainconformitalprogrammadiprogetto.Inognicaso,latesaturapuavereinizio
non prima che siano praticamente esauriti i fenomeni di presa ed indurimento del materiale costituente la fondazione
dellancoraggio.

6.6.4. PROVE DI CARICO


6.6.4.1.PROVEDIPROGETTOSUANCORAGGIPRELIMINARI
Gliancoraggipreliminaridiprova(ancoraggidiprogetto)sottopostiasollecitazionipiseverediquellediverificaenonutiliz
zabiliperlimpiegosuccessivodevonoessererealizzaticonlostessosistemacostruttivodiquellidefinitivi,nellostessositoe
nellestessecondizioniambientali.
Gliancoraggipreliminaridiprovadevonoessererealizzatidopolesecuzionediquelleoperazioni,qualiscavieriporti,chepos
sanoinfluiresullacapacitportantedellafondazione.
Nellevalutazionisiterrcontodellavariazionedellaresistenzaallosfilamentoneltempo,pereffettodelcomportamentoviscoso
delterrenoedeimaterialichecostituisconolancoraggio.
Ilnumerodiprovediprogettonondeveessereinferiorea:
1seilnumerodegliancoraggiinferiorea30,
2seilnumerodegliancoraggicompresotra31e50,
3seilnumerodegliancoraggicompresotra51e100,
7seilnumerodegliancoraggicompresotra101e200,
8seilnumerodegliancoraggicompresotra201e500,
10seilnumerodegliancoraggisuperiorea500.

6.6.4.2.PROVEDICARICOINCORSODOPERASUGLIANCORAGGI
Leprovedicaricoincorsodoperadevonoessereeffettuatesututtigliancoraggipercontrollarneilcomportamentosottoleazio
nidiprogetto.Laprovaconsistenellapplicazionediunciclosemplicedicaricoescarico;inquestocicloiltirantevienesottopo
stoadunaforzaparia1,2lazionediprogettoPd utilizzataperleverificheSLE,verificandochegliallungamentimisuratisiano
neilimitiprevistie/ocompatibiliconlemisuresugliancoraggipreliminaridiprova.
174 CAPITOLO 6

6.7. OPERE IN SOTTERRANEO


Lepresentinormedefinisconoleproceduretecnicheperilprogettoelacostruzionedelleopereinsotterraneoqualilegallerie,le
caverneedipozzi,chesonocostruititotalmentenelsottosuolomedianteoperazionicoordinatediasportazionedelterrenoe/o
della roccia in posto e lesecuzione di eventuali interventi necessari alla stabilizzazione della cavit a breve e a lungo termine,
nonchdelrivestimentofinale.

6.7.1. PRESCRIZIONI GENERALI


Ilprogettodelleopereinsotterraneo,perlaloropeculiarit,devesvilupparsiponendoparticolarecuranelladefinizionedelmo
dellogeologicoedelmodellogeotecnicodiriferimento.
Lapproccioprogettualeadottatodeveprevederelimpiegodimetodiattiaprevenireocontrollare,nellefasiesecutive,glieffetti
legatiallavariazionedellostatotensionalepreesistentenelterrenoe/onellammassorocciosoeallavariazionedelregimeidrau
lico del sottosuolo nellintorno della cavit, conseguenti alle operazioni di scavo. Deve in particolare essere dimostrato il rag
giungimentodicondizionidistabilitdellastessacavitadoperaultimata,inrelazioneallecondizionieallecaratteristichedel
sito,nonchalleconseguenzechesipossonocomunqueprodurrenellambientecircostante.Atalescopo,instrettadipendenza
dairisultatidelleindaginigeologicheegeotecniche,nelprogettodevonoesserespecificatieadeguatamentegiustificati:
geometria,ubicazione(perleoperepuntualiqualilecaverneedipozzi)etracciatodellopera(perleopereasviluppolineare
qualilegallerie);
metodietecnichediscavo,ditipotradizionaleomeccanizzato;
eventualiinterventidistabilizzazione(qualiilmiglioramentoeilrinforzodeiterreniedellammassoroccioso)daadottaresul
fronteesulleparetidiscavo,lestrutturedirivestimento,diprimafaseodefinitivi,edeventualioperediprotezionedegliim
bocchi;
modalitemetodiperlintercettazionedelleacquesotterraneeedilcontrollodelregimedellepressioniinterstiziali
provvedimentiperprevenirelinnescoe/olariattivazionedieventualifenomenifranosi,soprattuttoperlegallerieparietalie
nellezonediimbocco;
elementiutiliadefinireaccorgimentineimetodienelletecnichediscavo,interventi,pianienormedisicurezza,anchecon
riferimentoaparticolarisituazionidipericoloperpresenzadigastossicioesplosivi,dicavit(naturalieantropiche)odive
nuteimprovvisediacqua;
problemirelativiallamessaadimoradeimaterialidirisultadagliscavi,compresalaindividuazionedeglieventualiinterventi
diinertizzazionechesirendesseronecessari,inrelazioneallanaturadeglistessimateriali.

6.7.2. CARATTERIZZAZIONE GEOLOGICA


Lampiezzaelapprofondimentodeglistudiedelleindaginidicaratteregeologicodevonoesserecommisuratiallacomplessit
geologica,allavulnerabilitambientaledelsito,allaposizioneealledimensionidellopera.
Ilmodellogeologicodiriferimentodevedescriverelecaratteristichegeologichegeneralideiterreniedellammassorocciosointe
ressatodagliscaviindicandonaturaedistribuzionegeometricadeilitotipiecaratteristrutturali,ponendoparticolareattenzione
al riconoscimento del contatto fra formazione di base e copertura, dei contatti stratigrafici, delle faglie in corrispondenza o in
prossimitdelloperaedellealtrediscontinuitDevonoessereaccertatelecaratteristichesismotettonicheelafranositdellazona
interessata dal progetto, particolarmente rilevante per gallerie parietali e per le zone di imbocco, e deve essere segnalata
leventualepresenzadicavitcarsiche.
Gliaccertamentidevonoriguardareinoltrelecondizioniidrogeologiche,icaratteridegliacquiferipresentinellarea,nonchiri
schidinaturaambientaledovutiallapresenzadigastossiciedesplosiviedimineralinocivi.

6.7.3. CARATTERIZZAZIONE E MODELLAZIONE GEOTECNICA


Specificheindagini,insitoeinlaboratorio,devonopermetterelacaratterizzazionefisicomeccanicadeiterreniedelleroccesia
allascaladellelementodivolumesiaallascaladellammasso.Ovenecessariolacaratterizzazionedeveessererivoltaavalutare
potenzialitspingentie/origonfiantielecaratteristichemeccanichelungolediscontinuit.Deveinoltreessereaccertatoilregime
dellepressioniinterstizialieleventualepresenzadimotidifiltrazione.
Ilmodellogeotecnicodisottosuolodevepermetteredieseguireleanalisidiprogettoeleverifichedisicurezzadicuialsuccessi
vo6.7.5.Atalfine,deveevidenziarelezoneomogeneedalpuntodivistafisicomeccanicoerappresentareilregimedellepres
sioni interstiziali nel sottosuolo interessato dallo scavo. Inoltre, la caratterizzazione fisicomeccanica dei materiali deve essere
adeguataaiprocedimentianaliticie/onumericiprevisti.
Nelcasoincuilaprogettazionefacciariferimentoalmetodoosservazionale,indaginieproveintegrativepossonoesseresvolte
incorsodoperapurchprevisteperlavalutazionedeiparametrisignificativiperlasceltafralesoluzionialternativegiindivi
duateinprogetto.
PROGETTAZIONE GEOTECNICA 175
6.7.4. CRITERI DI PROGETTO
Sullabasedelmodellogeotecnicodelsottosuolo,ilprogettodevecomprenderelaprevisionequantitativadeglieffettidirettamen
teindottidagliscavialcontornodellacaviteinsuperficie,conriferimentoinparticolareascaviegalleriepocoprofondeinam
bientiurbanizzati,dacuidevederivarelasceltadelmetodoedelletecnichediscavoedeglieventualiinterventidimiglioramen
toerinforzoinfasediavanzamento.Devonoesseredimensionatiirivestimenti,diprimafaseedefinitivi,equandoappropriato,
leoperediprotezioneagliimbocchi.Infine,nelcasodioperechericadonoinzonadiversante,devonoesserevalutatelecondi
zionidistabilitglobaledeipendiiconcuiloperainteragisce,siaincorsodirealizzazionesiainesercizio.
Ladozione di interventi di miglioramento e rinforzo dei terreni e dellammasso roccioso per garantire o migliorare la stabilit
globaleelocaledelloperadeveessereadeguatamentemotivata,coscomedeveesseregiustificatoeillustratoildimensionamen
toditaliinterventi.

6.7.5. ANALISI PROGETTUALI E VERIFICHE DI SICUREZZA


Leanalisidevonoessereriferiteallediversefasidiscavoecostruzione,nonchallecondizionidiesercizio.
Leverifichedevonoesseresvolteconriferimentoaglistatilimiteultimi(SLU)eaglistatilimitediesercizio(SLE).
Sidevonoconsiderareglistatilimiteultimiperraggiungimentodellaresistenzadelterrenoodellammassorocciosointeressato
dalloscavo(GEO)eglistatilimiteultimiperraggiungimentodellaresistenzadeglielementistrutturalichecostituisconogliin
terventidistabilizzazioneedirivestimento,siadiprimafasesiadefinitivi(STR).Devonoessereinoltrevalutatiquantitativamen
teglieffettiindottidalloperainsotterraneosuimanufattiesullecostruzioniesistenti.Devonoessereconsideratiipossibilistati
limiteultimiditipoidraulicoprodottisiadallespinteidraulichealfronteealcontornodelloscavoinfasediavanzamento(UPL)
siadaelevatigradientiidraulicinelcasodiattraversamentoditerrenisuscettibilialsifonamento(HYD).
Leverifichedistabilitglobaledeiversanticoncuiloperainteragisceedeifrontidiscavoagliimbocchidevonoessereeseguite
conicriteriindicatiai6.3e6.8rispettivamenteperipendiinaturalieperifrontidiscavo.
LeverificheaglistatilimiteultimidevonoessereeseguiteconlApproccio1,considerandoleduecombinazionidicoefficienti
Combinazione1:(A1+M1+R1)
Combinazione2:(A2+M2+R2)
conivalorideicoefficientiparzialiriportatinelleTabelle6.2.I,6.2.IIeconicoefficientiRdeigruppiR1eR2pariallunit.
Leverifichestrutturalideglielementidirinforzo,inavanzamentodalfronteesulleparetidiscavo,edellestrutturedirivesti
mento,diprimafaseedefinitive,devonoessereeseguitecomespecificatoal6.2.4.1.3,utilizzandoivaloricaratteristicideipa
rametrigeotecnici.
Leverificheneiconfrontideglistatilimiteultimiidraulicidevonoessereeseguiteconicriteriindicatial6.2.4.2.
Nelcasodiprogettazionebasatasulmetodoosservazionale,dicuial6.2.5,leanalisidevonopermetterelavalutazionequantita
tivadelcomportamentodelloperanellediversefasidiscavoecostruzione,inmododapoterformulareprevisionisuivaloridel
legrandezzerappresentativedelcomportamentodellacavit,conparticolareriguardoaivaloridiconvergenzaradiale,dellade
formazionelongitudinaledelfrontee,sepertinenti,deglispostamentidisuperficie,perconsentireilconfrontodelleprevisioni
conivalorimisuratidellemedesimegrandezze.

6.7.6. CONTROLLO E MONITORAGGIO


Ilmonitoraggiodevepermetterediverificarelavaliditdelleprevisioniprogettualiinrelazionealcomportamentodelloperain
fasedicostruzioneeinesercizio,perilperiododitempoindicatoinprogetto.Essodeveesserepredispostoinmododapermette
relavalutazionedelcomportamentodelterrenoodellammassorocciosointeressato,dellestrutturedirivestimentoperognifase
discavoecostruzioneeaoperaultimata,nonchdelcomportamentodeimanufattiesistenti.Inpresenzadifenomenifranosi,po
tenzialioinatto,ilmonitoraggiodeveriguardarelegrandezzesignificative(tensioni,spostamentiepressioniinterstiziali)egli
effettisulleopereperilcontrollodelfenomeno.
Nelcasodiapplicazionedelmetodoosservazionale,ilmonitoraggiodeveesserespecificamenteprogettatoperconsentireilcon
trollodellegrandezzerappresentativedelcomportamentodelcomplessooperaterrenoaifinidellasceltafralesoluzionialterna
tivepreviste.

6.8. OPERE DI MATERIALI SCIOLTI E FRONTI DI SCAVO


Lepresentinormesiapplicanoaimanufattidimaterialisciolti,qualirilevati,arginididifesaperfiumi,canalielitorali,rinfianchi,
rinterri,terrapieniecolmate,scaviperlaformazionedipiazzalie/otrincee.Lenormesiapplicano,inoltre,alleopereeallepartidi
operedimaterialisciolticonspecifichefunzionididrenaggio,filtro,transizione,fondazione,tenuta,protezioneedaltre.Glisbarra
mentidiritenutaidraulicadimaterialiscioltisonooggettodinormativaspecifica.

6.8.1. CRITERI GENERALI DI PROGETTO


Ilprogettodiunmanufattodimaterialiscioltidevetenerecontodeirequisitiprestazionalirichiestiedellecaratteristichedeiter
renidifondazione.Essodevecomprenderelasceltadeimaterialidacostruzione,sianaturalichediprovenienzadiversa,elaloro
modalitdiposainopera.
176 CAPITOLO 6
Icriteriperlasceltadeimaterialinaturalidevonoesseredefinitiinrelazioneallefunzionidellopera,tenendopresentiiproblemi
diselezione,coltivazionedellecave,trasporto,trattamentoeposainopera.
Perimaterialidiprovenienzadiversa,icriteridiselezioneeimpiegodovrannoesseredefinitidivoltainvolta,compatibilmente
conivincolidinaturaambientale.
Nelprogettodevonoessereindicateleprescrizionirelativeallaqualificazionedeimaterialieallaposainoperaprecisandotempi
emodalitdicostruzione,inparticolarelospessoremassimodeglistratiinfunzionedeimateriali.Sonoaltresdaprecisareicon
trollidaeseguiredurantelacostruzioneeilimitidiaccettabilitdeimateriali,delgradodicompattazionedaraggiungereedella
deformabilitdeglistrati.

6.8.2. VERIFICHE DI SICUREZZA (SLU)


Deverisultarerispettatalacondizione[6.2.1],verificandochenonsiraggiungaunacondizionedistatolimiteultimoconivalori
diprogettodelleazioniedeiparametrigeotecnici.
LeverifichedevonoessereeffettuatesecondolaCombinazione2(A2+M2+R2)dellApproccio1,tenendocontodeivalorideicoef
ficientiparzialiriportatinelleTabelle6.2.I,6.2.IIe6.8.I.

Tab.6.8.ICoefficientiparzialiperleverifichedisicurezzadioperedimaterialiscioltiedifrontidiscavo
Coefficiente R2
R 1.1

Lastabilitglobaledellinsiememanufattoterrenodifondazionedeveesserestudiatanellecondizionicorrispondentiallediverse
fasicostruttive,alterminedellacostruzioneeinesercizio.
Leverifichelocalidevonoessereesteseaglielementiartificialidirinforzoeventualmentepresentiallinternoedallabasedelma
nufatto,conriferimentoancheaiproblemididurabilit.Nelcasodimanufattisupendiisideveesaminarelinfluenzadellopera
interrasullecondizionigeneralidisicurezzadelpendio,ancheinrelazioneallevariazioniindottenelregimedellepressioniin
terstizialinelsottosuolo.
Seloperahafunzionidiritenutaidraulica,lostatolimiteultimodaverificarsiconriferimentoallastabilitdeiparamenti,in
tutte le possibili condizioni di esercizio. Si deve porre particolare attenzione alle problematiche relative al sifonamento ed
allerosione,inrelazioneallecaratteristichedeiterrenidifondazionedeimaterialiconiqualirealizzatalopera,tenendoconto
diquantoindicatoal6.2.4.2.

6.8.3. VERIFICHE DI ESERCIZIO (SLE)


Nellecondizionidiesercizio,devonoesserevalutatiglispostamentidelmanufattoedelterrenocircostante,dovutialladeforma
zionedeiterrenidifondazioneedellopera,perverificarnelacompatibilitconlafunzionalitdelloperaeconlasicurezzaefun
zionalitdeimanufattiadiacenti.

6.8.4. ASPETTI COSTRUTTIVI


Imaterialicostituentiilmanufattodevonoesserepostiinoperainstraticonmetodologieidoneeagarantireilraggiungimento
delleproprietfisicheemeccanicherichiesteinprogetto.
Lecaratteristichedeicomponentiartificiali,qualiimaterialigeosintetici,devonoesserespecificateecertificateinconformitalle
relativenormeeuropeearmonizzateeverificatesullabasedirisultatidiprovesperimentalidaeseguirenellefasidiaccettazione
ediverificadelleprestazioniattese.

6.8.5. CONTROLLI E MONITORAGGIO


Durantelacostruzionedevonoessereeseguiteprovedicontrollosecondounprogrammadiprovecommisuratoallatipologiaed
importanzadelmanufatto,inmododaassicurareuncongruonumerodimisuresignificative.Conilmonitoraggiosideveaccer
tarecheivaloridellegrandezzemisurate,qualiadesempiospostamentiepressioniinterstiziali,sianocompatibiliconirequisiti
disicurezzaefunzionalitdelmanufattoediquellidellecostruzionicontigue.

6.8.6. FRONTI DI SCAVO

6.8.6.1 INDAGINIGEOTECNICHEECARATTERIZZAZIONEGEOTECNICA
Fermerestandoleprescrizionidicaratteregeneraledicuial6.2.2,leindaginigeotecnichedevonoinoltretenercontodellapro
fondit,dellampiezza,delladestinazioneedelcaratterepermanenteoprovvisoriodelloscavo.

6.8.6.2 CRITERIGENERALIDIPROGETTOEVERIFICHEDISICUREZZA
Ilprogettodevedefinireunprofilodiscavotalecherisultinorispettateleprescrizionidicuial6.2.4elaverificadisicurezza
deveesserecondottaconmodalitanalogaaquellaindicataperimanufattidimaterialisciolti.
PROGETTAZIONE GEOTECNICA 177
Nelcasodiscavirealizzatisupendio,deveessereverificatalinfluenzadelloscavosullecondizionidistabilitgeneraledelpen
diostesso.
Il progetto deve tener conto dellesistenza di opere e sovraccarichi in prossimit dello scavo, deve esaminare linfluenza dello
scavosulregimedellepressioniinterstizialiedevegarantirelastabilitelafunzionalitdellecostruzionipreesistentinellarea
interessatadalloscavo.
Perscaviintrinceaafronteverticaledialtezzasuperioreai2m,neiqualisiaprevistalapermanenzadipersonale,eperscaviche
ricadanoinprossimitdimanufattiesistenti,deveessereprevistaunastrutturadisostegnodelleparetidiscavo.Leverifichede
vonoesseresvolteneiconfrontideglistatilimiteultimi(SLU)eneiconfrontideglistatilimitediservizio(SLE),quandopertinen
ti.
Leazionidovutealterreno,allacquaeaisovraccarichianchetransitoridevonoesserecalcolateinmododapervenire,divoltain
volta,allecondizionipisfavorevoli.
Leipotesiperilcalcolodelleazionidelterrenoedellesollecitazionidellastrutturadisostegnodevonoesseregiustificateportan
doincontoladeformabilitrelativadelterrenostrutturadisostegno,lemodalitesecutivedelloscavo,lecaratteristichemecca
nichedelterrenoeiltempodipermanenzadelloscavo.

6.9. MIGLIORAMENTO E RINFORZO DEI TERRENI E DEGLI AMMASSI ROCCIOSI


Lepresentinormeriguardanolaprogettazione,lacostruzioneeilcontrollodegliinterventidimiglioramentoerinforzodeiterre
niedegliammassirocciosi,realizzatiperdiversefinalitapplicative.

6.9.1. SCELTA DEL TIPO DI INTERVENTO E CRITERI GENERALI DI PROGETTO


Lasceltadeltipodiinterventodevederivaredaunacaratterizzazionegeotecnicadeiterreniedegliammassirocciosidatrattaree
daunanalisideifattoritecnici,organizzativieambientali.
Gli interventi devono essere giustificati, indicando i fattori geotecnici che ci si propone di modificare e fornendo valutazioni
quantitativedeglieffettimeccaniciattesi.
Le indagini geotecniche devono riguardare anche laccertamento dei risultati conseguiti, avvalendosi di misure e di appositi
campiprova.
Nel progetto devono essere definitiildimensionamento degli interventi, le caratteristiche degli eventuali elementi strutturalie
deimaterialidiapporto,letecnichenecessarieelesequenzeoperative.
Ilprogettodeveindicarelemodalitdiaccertamentodeirisultati,specificandolemisureeleindaginisperimentalipiopportune
inrelazioneallatipologiaedagliobiettividellinterventodimiglioramentoe/orinforzo.Negliinterventidiparticolareimportan
za il progetto deve prevedere una fase preliminare di verifica sperimentale e messa a punto delle modalit esecutive
dellintervento(campiprova).

6.9.2. MONITORAGGIO
Ilmonitoraggiohaloscopodivalutarelefficaciadegliinterventiediverificarelarispondenzadeirisultatiottenuticonleipotesi
progettuali.Hainoltreloscopodicontrollareilcomportamentoneltempodelcomplessooperaterrenotrattato.
Ilmonitoraggiodeveessereprevistoneicasiincuigliinterventidimiglioramentoedirinforzopossanocondizionarelasicurezza
elafunzionalitdelloperainprogettoodioperecircostanti.

6.10. CONSOLIDAMENTO GEOTECNICO DI OPERE ESISTENTI


Lenormeriguardanolinsiemedeiprovvedimentitecniciconiqualisiintervienesulsistemamanufattoterrenopereliminareo
mitigaredifettidicomportamentodiunoperaesistente.

6.10.1. CRITERI GENERALI DI PROGETTO


Il progetto degli interventi di consolidamento deve derivare dalla individuazione delle cause che hanno prodotto il comporta
mentoanomalodellopera.Talicausepossonoriguardaresingolarmenteocongiuntamentelasovrastruttura,lestrutturedifon
dazione,ilterrenodifondazione.
Inparticolare,devonoesserericercatelecausedianomalispostamentidelterrenoconseguentialmutatostatotensionaleindotto
damodifichedelmanufatto,davariazionidelregimedellepressioniinterstiziali,dallacostruzionedialtrimanufattiinadiacen
za,damodifichedelprofilotopograficodelterrenopercauseantropicheopermovimentidimassa,oppurelecauseallequali
riconducibileildeterioramentodeimaterialicostituentilestruttureinelevazioneelestrutturedifondazione.
Ilprogettodelconsolidamentogeotecnicodeveesseresviluppatounitariamenteconquellostrutturale,ovverogliinterventiche
sireputanonecessaripermigliorareilterrenooperrinforzarelefondazionidevonoessereconcepiticongiuntamentealrisana
mentodellastrutturainelevazione.
178 CAPITOLO 6
Ladescrizionedellemodalitesecutivedellinterventoedelleopereprovvisionalisonoparteintegrantedelprogetto.Persitua
zioni geotecniche, nelle quali sia documentata la complessit del sottosuolo e comprovata limpossibilit di svolgere indagini
esaustive,possibileilricorsoalmetodoosservazionale.

6.10.2. INDAGINI GEOTECNICHE E CARATTERIZZAZIONE GEOTECNICA


Ilprogettodegliinterventidiconsolidamentodeveesserebasatosurisultatidiindaginisulterrenoesullefondazioniesistenti,
programmatedopoaverconsultatotuttaladocumentazioneeventualmentedisponibile,relativaalmanufattodaconsolidareeal
terreno.
Inpresenzadimanufattiparticolarmentesensibiliaglispostamentidelterrenodifondazione,nellubicazioneenellasceltadelle
attrezzatureedelletecnicheesecutivedelleindaginisidevonovalutareleconseguenzediognidisturbochepotrebbeindursinel
manufatto.
Leindaginidevonoanchecomprenderelamisuradigrandezzesignificativeperindividuareicarattericinematicideimovimenti
in atto e devono riguardare la variazione nel tempo di grandezze quali le pressioni interstiziali e gli spostamenti del terreno
allinternodelvolumesignificativo.Sepresumibileilcarattereperiodicodeifenomeniosservati,legatoadeventistagionali,le
misuredevonoessereadeguatamenteprotratteneltempo.

6.10.3. TIPI DI CONSOLIDAMENTO GEOTECNICO


Iprincipalimetodiperilconsolidamentogeotecnicodiunastrutturaesistentecomprendonoingenere:
ilmiglioramentoeilrinforzodeiterrenidifondazione;
ilmiglioramentoeilrinforzodeimaterialicostituentilafondazione;
lampliamentodellabasedellafondazione,sesuperficiale;
iltrasferimentodelcaricoastratipiprofondi;
lintroduzionedisostegnilaterali;
larettificadeglispostamentidelpianodiposa.
Nellasceltadelmetododiconsolidamentosidevetenercontodellacircostanzacheiterrenidifondazionedelmanufattosiano
stati da tempo sottoposti allazione di carichi permanenti e ad altre azioni eccezionali. Si devono valutare gli effetti di
uneventualeridistribuzionedellesollecitazioninelterrenopereffettodellinterventosullarispostameccanicadellinteromanu
fatto,siaabrevechealungotermine.
Interventiacarattereprovvisorioodefinitivochecomportinovariazionidivolume,qualiilcongelamento,leiniezioni,lagetti
niezione, e modifiche del regime delle pressioni interstiziali, richiedonoparticolari cautele e possonoessere adottatisolo dopo
avernevalutatoglieffettisulcomportamentodelmanufattostessoediquelliadiacenti.
Lefunzionidellinterventodiconsolidamentodevonoesserechiaramenteidentificateedefiniteinprogetto.

6.10.4. CONTROLLI E MONITORAGGIO


Ilcontrollodellefficaciadelconsolidamentogeotecnicoobbligatorioquandoagliinterventiconsegueunaridistribuzionedellesol
lecitazionialcontattoterrenomanufatto.Icontrolliassumonodiversaampiezzaesieseguonoconstrumentazioniemodalitdiverse
inrelazioneallimportanzadellopera,altipodidifettodelmanufattoeaipossibilidanniperlepersoneelecose.
Ilmonitoraggiodegliinterventidiconsolidamentodeveessereprevistoinprogettoedescrittoindettaglioindicandolegran
dezzedamisurare,glistrumentiimpiegatielacadenzatemporaledellemisurenelcasodiricorsoalmetodoosservazionale.Gli
esitidellemisureedeicontrollipossonocostituireelementodicollaudodeisingoliinterventi.

6.11. DISCARICHE CONTROLLATE DI RIFIUTI E DEPOSITI DI INERTI

6.11.1. DISCARICHE CONTROLLATE

6.11.1.1 CRITERIDIPROGETTO
Oltreaquantostabilitonellespecifichenormevigenti,ilprogettodellediscarichedeveesserebasatosullacaratterizzazionedel
sito,conunachiaradefinizionedellemodalitcostruttiveedicontrollodeidiversidispositividibarriera,tenendocontodellana
turadeirifiuti,dellavulnerabilitambientaledelterritorioedeirischiconnessiconeventualimalfunzionamenti.

6.11.1.2 CARATTERIZZAZIONEDELSITO
La caratterizzazione geologica e geotecnica deve essere finalizzata alla identificazione della natura dei terreni e degli ammassi
rocciosipresentinellareaedelloschemadicircolazioneidricadelsottosuolo,nonchallavalutazionedituttelegrandezzefisico
meccaniche che contribuiscono alla scelta della localizzazione dellopera (comprensiva delle aree di deposito, di servizio e di
quelledirispetto),allasuaprogettazioneealsuoesercizio.inparticolarenecessarioilpreventivoaccertamentodellapresenza
PROGETTAZIONE GEOTECNICA 179
difaldeacquifere,dizonediprotezionenaturale,delrischiosismicoediinondazione,delrischiodifraneodivalangheedife
nomenidisubsidenza.

6.11.1.3 MODALITCOSTRUTTIVEEDICONTROLLODEIDISPOSITIVIDIBARRIERA
Ilprogettodovrdefinireindettagliolemodalitcostruttiveedicontrollodellebarriereprevistedallaspecificanormativadiset
tore.Inparticolare,devonoesseredefiniteleprovediqualificazionedelmaterialeimpiegatoelemodalitcostruttiveintermini
dispessoredeglistratidaporreinoperaemetodidicompattazione.Ilprogettodeveinoltredefinireilnumeroelafrequenzadel
leprovedicontrollodaeseguireinsitoeinlaboratoriodurantelacostruzionedellebarriere.Inognicaso,sullabarrierafinitado
vrannoessereprevistespecificheprovedicontrollodellapermeabilit,innumeroadeguatodaconsentirelavalutazionedelrag
giungimentoomenodeirequisitirichiestidallaspecificanormativadisettore.

6.11.1.4 VERIFICHEDISICUREZZA
Lastabilitdelmanufattoedeiterrenidifondazionedeveesserevalutatamediantespecificheanalisigeotecniche,riferitealledi
versefasidellavitadellopera.Inparticolaredeveessereverificatalastabiliteladeformabilitdelfondo,pergarantireneltem
polefficaciaelafunzionalitdelsistemadiraccoltadelpercolato,lastabilitglobaleelastabilitdelleparetilaterali.
Inparticolare,nelcasodibarrierecomposite,devonoesserevalutatelecondizionidistabilitlungosuperficidiscorrimentoche
comprendanoancheleinterfaccetraidiversimaterialiutilizzati.
Nelleverifichecheinteressanoilcorpodelladiscarica,sidevonoattribuireaimaterialidirifiutoparametrichetenganocontodel
lacomposizionedelrifiutomedesimoedeimetodidipretrattamentoecostipamentoadottatinonchdeirisultatidispecifiche
proveinsitoodilaboratorio.

6.11.1.5 MONITORAGGIO
Ilmonitoraggiogeotecnicodelcomplessodiscaricaterrenodeveingeneralecomprenderelamisuradigrandezzesignificative
quali,adesempio,spostamenti,pressioniinterstiziali,caratteristichedelpercolatoedieventualebiogas.

6.11.2. DEPOSITI DI INERTI

6.11.2.1 CRITERIDIPROGETTO
Ilprogettodevedefiniremodalitecaratteristichedeldepositoinmodocherisultinorispettateleprescrizionidicuial6.2.4ela
verificadisicurezzadeveesserecondottaconmodalitanalogaaquellaindicataal6.8perimanufattidimaterialisciolti.
Nelleverifichecheinteressanoilcorpodeldeposito,sidevonoattribuireparametrichetenganocontodellanaturaedellemoda
litdicompattazionedelmaterialenonchdeirisultatidispecificheproveinsitoodilaboratorio.
Peribacinididecantazioneaserviziodiattivitestrattiveconsistentiininvasidelimitatialmenodaunlatodaarginiditerrain
cuiisolidisonoseparatidailiquidi,devonoesseredeterminatelecaratteristichedelmaterialedidecantazioneperdiversepossi
bilicondizionidiconsolidazione.
Alfinedigarantirecondizioniadeguatedistabilit,devonoessereprevistidispositiviperlaraccoltaelallontanamentodalde
positodelleacquediruscellamentosuperficialeedispositiviperlariduzioneeilcontrollodellepressioniinterstizialiallinterno
delmaterialedeldeposito.daprevedersiundispositivoperevitarecomunquelatracimazione.
Nelprogettodevonoesseredefinitelemodalitdiposainoperadeimaterialieiprovvedimentiperevitaredissestidelmateriale
deldeposito.

6.11.2.2 MONITORAGGIO
Ilmonitoraggiogeotecnicodelcomplessodepositoterrenoconsistenellainstallazionediappropriatastrumentazioneenellami
suradigrandezzesignificativequali,adesempio,spostamentiepressioniinterstiziali.
Deveesserealtreseffettuatouncontrollodelleacquediruscellamentosuperficialealfinedilimitarnelapenetrazionenelcorpo
deldeposito.

6.12. FATTIBILIT DI OPERE SU GRANDI AREE


Lepresentinormedefinisconoicriteridicaratteregeologicoegeotecnicodaadottarenellelaborazionedipianiurbanisticienel
progettodiinsiemidimanufattieinterventicheinteressanoampiesuperfici,quali:
a) nuoviinsediamentiurbanicivilioindustriali;
b) ristrutturazionediinsediamentiesistenti,retiidricheefognarieurbaneeretidisottoservizidiqualsiasitipo;
c) strade,ferrovieedidrovie;
d) operemarittimeedifesecostiere;
e) aeroporti;
f) baciniidriciartificialiesistemididerivazionedacorsidacqua;
180 CAPITOLO 6
g) sistemidiimpiantiperlestrazionediliquidiogasdalsottosuolo;
h) bonificheesistemazionedelterritorio;
i) attivitestrattivedimaterialidacostruzione.

6.12.1. INDAGINI SPECIFICHE


Glistudigeologicielacaratterizzazionegeotecnicadevonoessereestesiatuttalazonadipossibileinfluenzadegliinterventipre
visti,alfinediaccertarecheladestinazionedusosiacompatibileconilterritorioinesame.
Inparticolare,leindaginieglistudidevonocaratterizzarelazonadiinteresseinterminivulnerabilitambientale,perprocessi
geodinamiciinterni(sismicit,vulcanismo,...)edesterni(stabilitdeipendii,erosione,subsidenza,)edevonoconsentirediin
dividuareglieventualilimitiimpostialprogettodiinsiemidimanufattieinterventi(adesempio:modifichedelregimedelleac
quesuperficialiesotterranee,subsidenzaperemungimentodifluidodalsottosuolo).

7.
CAPITOLO

PROGETTAZIONEPERAZIONISISMICHE

182 CAPITOLO 7

7.0. GENERALIT
Ilpresentecapitolodisciplinalaprogettazioneelacostruzionedellenuoveoperesoggetteancheallazionesismica.Lesue
indicazionisonodaconsiderarsiaggiuntiveenonsostitutivediquelleriportateneiCapitoli4,5e6;sideveinoltrefarsempre
riferimentoaquantoindicatonelCapitolo2,perlavalutazionedellasicurezza,enelCapitolo3,perlavalutazionedellazione
sismica.
Lecostruzionicaratterizzate,neiconfrontidelloSLV,daagS0,075gpossonoessereprogettateeverificatecomesegue:
si considera la combinazione di azioni definita nel 2.5.3, applicando,

in due direzioni ortogonali, il sistema di forze
orizzontalidefinitodallespressione[7.3.7]assumendoFh=0,10W pertutteletipologiestrutturali,essendodefinitoal
7.3.3.2;
sirichiedelasolaverificaneiconfrontidelloSLV;
siutilizzaingeneraleunaprogettazionepercomportamentostrutturalenondissipativo,qualedefinitanel7.2.2;qualorasi
scelga una progettazione per comportamento strutturale dissipativo, quale definita nel 7.2.2, si possono impiegare, in
classediduttilitCDB,valoriunitaripericoefficientiRddicuiallaTab.7.2.I;
adeccezionedelcasodiedificifinoaduepiani,consideratialdisopradellafondazioneodellastrutturascatolarerigida
dicuial7.2.1,gliorizzontamentidevonorispettareirequisitidirigidezzaeresistenzadicuial7.2.2.

7.1. REQUISITI NEI CONFRONTI DEGLI STATI LIMITE


Sintendeper:
capacitdiunelementostrutturaleodiunastruttura:linsiemedellecaratteristichedirigidezza,resistenzaeduttilit
daessimanifestate,quandosoggettiadunprefissatoinsiemediazioni;
domandasuunelementostrutturaleosuunastruttura:linsiemedellecaratteristichedirigidezza,resistenzaeduttilit
adessirichiestedaunprefissatoinsiemediazioni.
Sottoleffettodelleazionidefinitenel3.2,deveesseregarantitoilrispettodeglistatilimiteultimiediesercizio,qualidefinitial
3.2.1eindividuatiriferendosialleprestazionidellacostruzionenelsuocomplessocheinclude,oltreaglielementistrutturaliin
elevazioneedifondazione,aglielementinonstrutturalieagliimpianti,ilvolumesignificativoditerrenodefinitoal6.2.2.
Laverificaneiconfrontideivaristatilimitesieffettuaconfrontandocapacitedomanda;inmancanzadispecificheindicazioni
inmerito,laverificasiconsiderasvoltapositivamentequandosonosoddisfattiirequisitidirigidezza,resistenzaeduttilit,per
glielementistrutturali,edistabilitefunzionalit,perglielementinonstrutturaliegliimpianti,secondoquantoindicatoal
7.3.6.
Pertuttiglistatilimite,lestrutturedifondazionedevonoresistereaglieffettirisultantidallarispostadelterrenoedellestrutture
sovrastanti,senza spostamenti permanenti incompatibili con lostatolimite di riferimento. Al riguardo,deve essere valutatala
rispostasismicaelastabilitdelsito,secondoquantoindicatonel7.11.5.

7.2. CRITERI GENERALI DI PROGETTAZIONE E MODELLAZIONE

7.2.1. CARATTERISTICHE GENERALI DELLE COSTRUZIONI

REGOLARIT
Le costruzioni devono avere, quanto pi possibile, struttura iperstatica caratterizzata da regolarit in pianta e in altezza. Se
necessario,cipuessereconseguitosuddividendolastruttura,mediantegiunti,inunittralorodinamicamenteindipendenti.
Perquantoriguardagliedifici,unacostruzioneregolareinpiantasetutteleseguenticondizionisonorispettate:
a) la distribuzione di masse e rigidezze approssimativamente simmetrica rispetto a due direzioni ortogonali e la forma in
pianta compatta, ossia il contorno di ogni orizzontamento convesso; il requisito pu ritenersi soddisfatto, anche in
presenzadirientranzeinpianta,quandoessenoninfluenzanosignificativamentelarigidezzanelpianodellorizzontamento
e,perognirientranza,lareacompresatrailperimetrodellorizzontamentoelalineaconvessacircoscrittaallorizzontamento
nonsuperail5%dellareadellorizzontamento;
b) ilrapportotrailatidelrettangolocircoscrittoallapiantadiogniorizzontamentoinferiorea4;
c) ciascun orizzontamento ha una rigidezza nel proprio piano tanto maggiore della corrispondente rigidezza degli elementi
strutturali verticali da potersi assumere che la sua deformazione in pianta influenzi in modo trascurabile la distribuzione
delleazionisismichetraquestiultimieharesistenzasufficienteagarantirelefficaciaditaledistribuzione.
Sempreriferendosiagliedifici,unacostruzioneregolareinaltezzasetutteleseguenticondizionisonorispettate:
d) tuttiisistemiresistentialleazioniorizzontalisiestendonopertuttalaltezzadellacostruzioneo,sesonopresentipartiaventi
differentialtezze,finoallasommitdellarispettivapartedelledificio;
PROGETTAZIONE PER AZIONI SISMICHE 183

e) massa e rigidezza rimangono costanti o variano gradualmente, senza bruschi cambiamenti, dalla base alla sommit della
costruzione (le variazioni di massa da un orizzontamento allaltro non superano il 25%, la rigidezza non si riduce da un
orizzontamentoaquellosovrastantepidel30%enonaumentapidel10%);aifinidellarigidezzasipossonoconsiderare
regolariinaltezzastrutturedotatediparetionucleiinc.a.odiparetienucleiinmuraturadisezionecostantesullaltezzaodi
telaicontroventatiinacciaio,aiqualisiaaffidatoalmenoil50%dellazionesismicaallabase;
f) ilrapportotralacapaciteladomandaalloSLVnonsignificativamentediverso,interminidiresistenza,perorizzontamenti
successivi (tale rapporto, calcolato per un generico orizzontamento, non deve differire pi del 30% dallanalogo rapporto
calcolato per lorizzontamento adiacente); pu fare eccezione lultimo orizzontamento di strutture intelaiate di almeno tre
orizzontamenti;
g) eventuali restringimenti della sezione orizzontale della costruzione avvengano con continuit da un orizzontamento al
successivo; oppure avvengano in modo che il rientro di un orizzontamento non superi il 10% della dimensione
corrispondente allorizzontamento immediatamente sottostante, n il 30% della dimensione corrispondente al primo
orizzontamento.Faeccezionelultimoorizzontamentodicostruzionidialmenoquattroorizzontamenti,perilqualenonsono
previstelimitazionidirestringimento.
Qualora, immediatamente al di sopra della fondazione, sia presente una struttura scatolare rigida, purch progettata con
comportamento non dissipativo, i controlli sulla regolarit in altezza possono essere riferiti alla sola struttura soprastante la
scatolare, a condizione che questultima abbia rigidezza rispetto alle azioni orizzontali significativamente maggiore di quella
dellastruttura ad essasoprastante. Talecondizionesi pu ritenere soddisfatta se gli spostamenti della struttura soprastante la
scatolare,valutatisuunmodelloconincastrialpiede,eglispostamentidellastrutturasoprastante,valutatitenendocontoanche
delladeformabilitdellastrutturascatolare,sonosostanzialmentecoincidenti.
Peripontilecondizionidiregolaritsonodefinitenel7.9.2.1.

DISTANZATRACOSTRUZIONICONTIGUE
Ladistanzatracostruzionicontiguedeveesseretaledaevitarefenomenidimartellamentoecomunquenonpuessereinferiore
alla somma degli spostamenti massimi determinati per lo SLV, calcolati per ciascuna costruzione secondo il 7.3.3 (analisi
lineare)oil7.3.4(analisinonlineare)etenendoconto,laddovesignificativo,dellospostamentorelativodellefondazionidelle
duecostruzionicontigue,secondoquantoindicatoai3.2.4.1,3.2.4.2e7.3.5;
Ladistanzatraduepuntidicostruzionichesifronteggianononpotrinognicasoessereinferiorea1/100dellaquotadeipunti
considerati,misuratadallospiccatodellafondazioneodallasommitdellastrutturascatolarerigidadicuial7.2.1,moltiplicata
per2Sag/g1.
Qualora non si possano eseguire calcoli specifici, lo spostamento massimo di una costruzione non isolata alla base pu essere
stimatoin1/100dellasuaaltezza,misuratacomesopra,moltiplicataperSag/g;inquestocaso,ladistanzatracostruzionicontigue
nonpotressereinferioreallasommadeglispostamentimassimidiciascunadiesse.Ilpresentecapoversononsiapplicaaiponti.
Selecostruzionihannodispositividisolamentosismicoe/odissipazione,particolareattenzionevapostaaldimensionamentodei
distacchie/ogiunti,tenendoincontoleindicazioniriportatenel7.10.4enel7.10.6.

ALTEZZAMASSIMADEINUOVIEDIFICI
Laltezza massima degli edifici deve essere opportunamente limitata, in funzione della loro capacit in rigidezza, resistenza e
duttilit,inaggiuntaailimitiimpostidallenormativeurbanistichelocali.

LIMITAZIONEDELLALTEZZAINFUNZIONEDELLALARGHEZZASTRADALE
I regolamenti e le norme di attuazione degli strumenti urbanistici possono introdurre limitazioni allaltezza degli edifici in
funzionedellalarghezzastradale.
Perciascunfrontedelledificioversostrada,iregolamentielenormedefinirannoladistanzaminimatralaproiezioneinpiantadel
frontestessoedilcigliooppostodellastrada.Sintendeperstradalareadiusopubblicoapertaallacircolazionedeipedoniedei
veicoli,elospazioinedificabilenoncintatoapertoallacircolazionepedonale.

7.2.2. CRITERI GENERALI DI PROGETTAZIONE DEI SISTEMI STRUTTURALI


Le costruzioni devono essere dotate di sistemi strutturali che garantiscano rigidezza, resistenza e duttilit nei confronti delle due
componentiorizzontalidelleazionisismiche,traloroortogonali.
Isistemistrutturalisonocompostidielementistrutturaliprimariedeventualielementistrutturalisecondari.Aglielementistrutturali
primariaffidatalinteracapacitantisismicadelsistema;glielementistrutturalisecondarisonoprogettatiperresistereaisolicarichi
verticali(v.7.2.3).
Lacomponenteverticaledeveessereconsiderata,inaggiuntaaquantoindicatoal3.2.3.1,ancheinpresenzadielementipressoch
orizzontaliconlucesuperiorea20m,elementiprecompressi(conlesclusionedeisolaidiluceinferiorea8m),elementiamensoladi
lucesuperiorea4m,struttureditipospingente,pilastriinfalso,edificiconpianisospesi,ponti,ecostruzioniconisolamentoneicasi
specificatiin7.10.5.3.2.
184 CAPITOLO 7

Neicasiprecisatiin3.2.4.1sideveinoltretenercontodellavariabilitspazialedelmotosismico.
Gli orizzontamenti, ove presenti, devono essere dotati di rigidezza e resistenza tali da consentire la ridistribuzione delle forze
orizzontalitraidiversisistemiresistentiasviluppoverticale.
Il sistema di fondazione deve essere dotato di elevata rigidezza estensionale nel piano orizzontale e di adeguata rigidezza
flessionale. Eccetto che per i ponti, deve essere adottata ununica tipologia di fondazione per una data struttura in elevazione,
salvochequestanonconsistadiunitindipendenti.Inparticolare,nellastessastruttura,deveessereevitatolusocontestualedi
fondazionisupaliedifondazionidiretteomiste,salvocheunostudiospecificononnedimostrilaccettabilit.

COMPORTAMENTOSTRUTTURALE

Le costruzioni soggette allazione sismica, non dotate di appositi dispositivi disolamento e/o dissipativi, devono essere
progettateinaccordoconunodeiseguenticomportamentistrutturali:
a)comportamentostrutturalenondissipativo,
oppure
b)comportamentostrutturaledissipativo.
Per comportamento strutturale non dissipativo, nella valutazione della domanda tutte le membrature e i collegamenti
rimangonoincampoelasticoosostanzialmenteelastico;ladomandaderivantedallazionesismicaedallealtreazionicalcolata,
infunzionedellostatolimitecuicisiriferisce,maindipendentementedallatipologiastrutturaleesenzatenerconto dellenon
linearitdimateriale,attraversounmodelloelastico(v.7.2.6)
Percomportamentostrutturaledissipativo,nellavalutazionedelladomandaunnumeroelevatodimembraturee/ocollegamenti
evolvono in campo plastico, mentre la restante parte della struttura rimane in campo elastico o sostanzialmente elastico; la
domandaderivantedallazionesismicaedallealtreazionicalcolata,infunzionedellostatolimitecuicisiriferisceedella
tipologiastrutturale,tenendocontodellacapacitdissipativalegataallenonlinearitdimateriale.Selacapacitdissipativa
presaincontoimplicitamenteattraversoilfattoredicomportamentoq(v.7.3),siadottaunmodelloelastico;selacapacit
dissipativapresaincontoesplicitamente,siadottaunadeguataleggecostitutiva(v.7.2.6).

CLASSIDIDUTTILIT

UnacostruzioneacomportamentostrutturaledissipativodeveessereprogettataperconseguireunadelledueClassidiDuttilit
(CD):
ClassediDuttilitAlta(CDA),aelevatacapacitdissipativa,oppure;
ClassediDuttilitMedia(CDB),amediacapacitdissipativa.

Ladifferenzatraledueclassirisiedenellentitdelleplasticizzazionipreviste,infasediprogettazione,siaalivellolocalesiaa
livelloglobale.

PROGETTAZIONEINCAPACITEFATTORIDISOVRARESISTENZA

Sia per la CDA sia per la CDB, simpiegano i procedimenti tipici della progettazione in capacit. Nelle sole costruzioni di
muratura,essisimpieganodoveesplicitamentespecificato.
Questaprogettazionehaloscopodiassicurareallastrutturadissipativauncomportamentoduttileedoperacomesegue:
- distingueglielementieimeccanismi,sialocalisiaglobali,induttiliefragili;

- miraadevitarelerotturefragililocalielattivazionedimeccanismiglobalifragilioinstabili;

- mira alocalizzareledissipazionidienergia peristeresiinzonedeglielementiduttiliatalfineindividuateeprogettate, dette


dissipativeoduttili,coerenticonloschemastrutturaleadottato.

TalifinipossonoritenersiconseguitiprogettandolacapacitinresistenzaalloSLVdeglielementi/meccanismifragili,localieglobali,in
modochesiamaggiorediquelladeglielementi/meccanismiduttiliadessialternativi.Perassicurareilrispettoditalediseguaglianza,a
livellosialocalesiaglobale,leffettivacapacitinresistenzadeglielementi/meccanismiduttiliincrementatamedianteunopportuno
coefficiente Rd, detto fattore di sovraresistenza; a partire da tale capacit maggiorata si dimensiona la capacit degli
elementi/meccanismifragiliindesiderati,alternativiaiduttili.
Perognitipologiastrutturale:
occorre assicurare, anche solo su base deduttiva a partire dai fattori di sovraresistenza Rd da utilizzare nella
progettazioneincapacitalivellolocale,unadeguatofattoredisovraresistenzaRddeimeccanismiglobalifragili.Ovenon
esplicitamentespecificatonellapresentenorma,talefattoredeveesserealmenoparia1,25;
i fattori di sovraresistenza Rd da utilizzare nella progettazione in capacit a livello locale per i diversi elementi
strutturalielesingoleverifiche,sonoriassuntinellatabellaseguente:

PROGETTAZIONE PER AZIONI SISMICHE 185

Tab.7.2.IFattoridisovraresistenzaRd(fraparentesiquadreindicatoilnumerodellequazionecorrispondente)
Rd
Tipologiastrutturale Elementistrutturali Progettazioneincapacit
CDA CDB
Travi(7.4.4.1.1) Taglio 1,20 1,10
Pressoflessione[7.4.4] 1,30 1,30
Pilastri(7.4.4.2.1)
Taglio[7.4.5] 1,30 1,10
C.a.gettatainopera
Noditravepilastro
Taglio[7.4.67,7.4.1112] 1,20 1,10
(7.4.4.3.1)
Pareti(7.4.4.5.1) Taglio[7.4.1314] 1,20
Collegamentiditipoa)
Flessioneetaglio 1,20 1,10
C.a.prefabbricata (7.4.5.2.1)
astrutturaintelaiata Collegamentiditipob)
Flessioneetaglio 1,35 1,20
(7.4.5.2.1)
C.a.prefabbricata
conpilastriincastratialla Collegamentiditipofisso
Taglio 1,35 1,20
baseeorizzontamenti (7.4.5.2.1)
incernierati
Siimpiegailfattoredisovraresistenzaovdefinitoal7.5.1
Acciaio
Colonne(7.5.4.2) Pressoflessione[7.5.10] 1,30 1,30
Composta Siimpiegailfattoredisovraresistenzaovdefinitoal7.5.1
acciaiocalcestruzzo Colonne(7.6.6.2) Pressoflessione[7.6.7] 1,30 1,30
Legno Collegamenti 1,60 1,30
Muraturaarmatacon
Pannellimurari(7.8.1.7) Taglio 1,50
progettazioneincapacit
Ponti Siimpieganoifattoridisovraresistenzadefinitial7.9.5

Ladomandadiresistenzavalutataconicriteridellaprogettazioneincapacitpuessereassuntanonsuperiorealladomandadi
resistenzavalutataperilcasodicomportamentostrutturalenondissipativo.
Le strutture di fondazione e i relativi elementi strutturali devono essereprogettati sulla base delladomanda ad essi trasmessa
dallastrutturasovrastante(siveda7.2.5)attribuendolorocomportamentostrutturalenondissipativo,indipendentementedal
comportamentoattribuitoallastrutturasudiessigravante.
Icollegamentirealizzaticondispositividivincolotemporaneo,dicuial11.9,devonosostenereladomandaalloSLV(vedi7.3)
maggioratadiuncoefficienteRdalmenoparia1,5.

SPOSTAMENTIRELATIVIINAPPOGGIMOBILI

Gliappoggimobilidevonoesseredimensionatiperconsentire,sottolazionesismicacorrispondentealloSLC,unospostamento
relativonelladirezionedinteressetraleduepartidellastrutturacheessicollegano,valutatocome:
d Es d Eg
dove:
dEs lo spostamento relativo tra le due parti della struttura, valutato come radice quadrata della somma dei quadrati dei
massimispostamentiorizzontalinelladirezionedinteressedelledueparti;talimassimispostamentisonocalcolati,nelcaso
dianalisilineare,secondoil7.3.3.3o,nelcasodianalisinonlineare,secondoil7.3.4;periponti,lospostamentorelativo
cosottenutodeveesseremoltiplicatoper1,25,
dEg lo spostamento relativo tra il terreno alla base delle due parti della struttura collegate dallappoggio mobile, calcolato
comeindicatoal3.2.4.2.
Perlatrasmissionediforzeorizzontalitrapartidellastrutturanonmaiconsentitoconfidaresullattritoconseguenteaicarichi
gravitazionali,salvoperdispositiviespressamenteprogettatipertalescopo.

ZONEDISSIPATIVEERELATIVIDETTAGLICOSTRUTTIVI

Nel caso di comportamento strutturale dissipativo il comportamento sismico della struttura largamente dipendente dal
comportamento delle sue zone dissipative, esse devono formarsi ove previsto e mantenere, in presenza di azioni cicliche, la
capacitditrasmetterelenecessariesollecitazioniedidissipareenergia,garantendolacapacitinduttilitrelativaallaclassedi
duttilitscelta.
Idettaglicostruttividellezonedissipativeedelleconnessionitraquestezoneelerestantipartidellastruttura,nonchdeidiversi
elementi strutturali tra loro, sono fondamentali per un corretto comportamento sismico e devono essere esaurientemente
specificatineglielaboratidiprogetto.
186 CAPITOLO 7

7.2.3. CRITERI DI PROGETTAZIONE DI ELEMENTI STRUTTURALI SECONDARI ED ELEMENTI COSTRUTTIVI NON STRUTTURALI

ELEMENTISECONDARI

Alcunielementistrutturalipossonoessereconsideratisecondari;nellanalisidellarispostasismica,larigidezzaelaresistenza
alleazioniorizzontaliditalielementipossonoesseretrascurate.Talielementisonoprogettatiperresistereaisolicarichiverticali
eperseguireglispostamentidellastrutturasenzaperderecapacitportante.Glielementisecondarieilorocollegamentidevono
quindiessereprogettatiedotatididettaglicostruttivipersostenereicarichigravitazionali,quandosoggettiaspostamenticausati
dalla pi sfavorevole delle condizioni sismiche di progetto allo SLC, valutati, nel caso di analisi lineare, secondo il 7.3.3.3,
oppure,nelcasodianalisinonlineare,secondoil7.3.4.
Innessuncasolasceltadeglielementidaconsideraresecondaripudeterminareilpassaggiodastrutturairregolareastruttura
regolarecomedefiniteal7.2.1,nilcontributototaleallarigidezzaedallaresistenzasottoazioniorizzontalideglielementi
secondaripusuperareil15%dellanalogocontributodeglielementiprimari.

ELEMENTICOSTRUTTIVINONSTRUTTURALI

Per elementi costruttivi non strutturali sintendono quelli con rigidezza, resistenza e massa tali da influenzare in maniera
significativalarispostastrutturaleequelliche,purnoninfluenzandolarispostastrutturale,sonougualmentesignificativiaifini
dellasicurezzae/odellincolumitdellepersone.
Lacapacitdeglielementinonstrutturali,compresiglieventualielementistrutturalichelisostengonoecollegano,traloroealla
strutturaprincipale,deveesseremaggioredelladomandasismicacorrispondenteaciascunodeglistatilimitedaconsiderare(v.
7.3.6).Quandolelementononstrutturalecostruitoincantiere,compitodelprogettistadellastrutturaindividuareladomanda
e progettarne la capacit in accordo a formulazioni di comprovata validit ed compito del direttore dei lavori verificarne la
correttaesecuzione;quandoinvecelelementononstrutturaleassemblatoincantiere,compitodelprogettistadellastruttura
individuare la domanda, compito del fornitore e/o dellinstallatore fornire elementi e sistemi di collegamento di capacit
adeguataedcompitodeldirettoredeilavoriverificarneilcorrettoassemblaggio.
Seladistribuzionedeglielementinonstrutturalifortementeirregolareinpianta,glieffettiditaleirregolaritdebbonoessere
valutatietenutiinconto.Questorequisitosiintendesoddisfattoqualorasiincrementidiunfattore2leccentricitaccidentaledi
cuial7.2.6.
Seladistribuzionedeglielementinonstrutturalifortementeirregolareinaltezza,deveessereconsideratalapossibilitdiforti
concentrazionididannoailivellicaratterizzatidasignificativeriduzionideglielementinonstrutturalirispettoailivelliadiacenti.
Questorequisitosintendesoddisfattoqualorasiincrementidiunfattore1,4ladomandasismicasuglielementiverticali(pilastri
epareti)deilivelliconsignificativariduzionedeglielementinonstrutturali.
La domanda sismica sugli elementi non strutturali pu essere determinata applicando loro una forza orizzontale Fa definita
comesegue:
Fa Sa Wa /q a [7.2.1]
dove
Fa la forza sismica orizzontale distribuita o agente nel centro di massa dellelemento non strutturale, nella direzione pi
sfavorevole,risultantedelleforzedistribuiteproporzionaliallamassa;
Sa laccelerazionemassima,adimensionalizzatarispettoaquelladigravit,chelelementononstrutturalesubisceduranteil
sismaecorrispondeallostatolimiteinesame(v.3.2.1);
Wa ilpesodellelemento;
qa ilfattoredicomportamentodellelemento.
Inassenzadispecifichedeterminazioni,perSaeqapufarsiutileriferimentoadocumentidicomprovatavalidit.

7.2.4. CRITERI DI PROGETTAZIONE DEGLI IMPIANTI


Il presente paragrafo fornisce indicazioni utili per la progettazione e linstallazione antisismica degli impianti, intesi come
insieme di: impianto vero e proprio, dispositivi di alimentazione dellimpianto, collegamenti tra gli impianti e la struttura
principale. A meno di contrarie indicazioni della legislazione nazionale di riferimento, della progettazione antisismica degli
impianti responsabile il produttore, della progettazione antisismica degli elementi di alimentazione e collegamento
responsabile linstallatore, della progettazione antisismica degli orizzontamenti, delle tamponature e dei tramezzi a cui si
ancoranogliimpiantiresponsabileilprogettistastrutturale.
Lacapacitdeidiversielementifunzionalicostituentilimpianto,compresiglielementistrutturalichelisostengonoecollegano,
traloroeallastrutturaprincipale,deveesseremaggioredelladomandasismicacorrispondenteaciascunodeglistatilimiteda
considerare (v. 7.3.6). compito del progettista della struttura individuare la domanda, mentre compito del fornitore e/o
dellinstallatorefornireimpiantiesistemidicollegamentodicapacitadeguata.
Non ricadono nelle prescrizioni successive e richiedono uno specifico studio gli impianti che eccedano il 30% del carico
PROGETTAZIONE PER AZIONI SISMICHE 187

permanentetotaledelcampodisolaiosucuisonocollocatiodelpannelloditamponaturaoditramezzaturaacuisonoappesio
il10%delcaricopermanentetotaledellinterastruttura
Inassenzadipiaccuratevalutazioni,ladomandasismicaagenteperlapresenzadiunimpiantosulpannelloditamponaturao
ditramezzaturaacuilimpiantoappeso,sipuassimilareaduncaricouniformementedistribuitodiintensit2Fa/S,doveFala
forzadicompetenzadiciascunodeglielementifunzionalicomponentilimpiantoapplicataalbaricentrodellelementoecalcolata
utilizzando lequazione [7.2.1] e S la superficie del pannello di tamponatura o di tramezzatura. Tale carico distribuito deve
intendersiagentesiaortogonalmentesiatangenzialmentealpianomediodelpannello.
In accordocon icriteri dellaprogettazione in capacit glieventuali componenti fragilidevono averecapacit doppia di quella
degli eventuali componenti duttili ad essi contigui, ma non superiore a quella richiesta da unanalisi eseguita con modello
elastico e fattore di comportamento q pari ad 1,5. Ladomanda valutata con i criteri della progettazione in capacit pu essere
assuntanonsuperiorealladomandavalutataperilcasodicomportamentostrutturalenondissipativo.
Gliimpiantinonpossonoesserevincolatiallacostruzionecontandosulleffettodellattrito,bensdevonoesserecollegatiadessa
con dispositivi di vincolo rigidi o flessibili; gli impianti a dispositivi di vincolo flessibili sono quelli che hanno periodo di
vibrazioneT0,1svalutatotenendocontodellasoladeformabilitdelvincolo.Sesiadottanodispositividivincoloflessibili,i
collegamentidiserviziodellimpiantodevonoessereflessibilienonpossonofarpartedelmeccanismodivincolo.
Deve essere limitato il rischio di fuoriuscite incontrollate di gas o fluidi, particolarmente in prossimit di utenze elettriche e
materiali infiammabili, anche mediante lutilizzo di dispositivi dinterruzione automatica della distribuzione. I tubi per la
fornituradigasofluidi,alpassaggiodalterrenoallacostruzione,devonoessereprogettatipersopportaresenzarottureimassimi
spostamenti relativi costruzioneterreno dovuti allazione sismica corrispondente a ciascuno degli stati limite considerati (v.
7.3.6)

7.2.5. REQUISITI STRUTTURALI DEGLI ELEMENTI DI FONDAZIONE


Leazionitrasmesseinfondazionederivanodallanalisidelcomportamentodellinteraopera,ingenerecondottaesaminandola
solastrutturainelevazioneallaqualesonoapplicatelepertinenticombinazionidelleazionidicuial2.5.3.
Sia per CDA sia per CDB il dimensionamento delle strutture di fondazione e la verifica di sicurezza del complesso
fondazioneterrenodevonoessereeseguitiassumendocomeazioneinfondazione,trasmessadaglielementisoprastanti,unatra
leseguenti:
quelladerivantedallanalisistrutturaleeseguitaipotizzandocomportamentostrutturalenondissipativo(v.7.3);
quella derivante dalla capacit di resistenza a flessione degli elementi (calcolata per la forza assiale derivante dalla
combinazionedelleazionidicuial2.5.3),congiuntamentealtagliodeterminatodaconsiderazionidiequilibrio;
quella trasferita dagli elementi soprastanti nellipotesi di comportamento strutturale dissipativo, amplificata di un
coefficienteparia1,30inCDAe1,10inCDB;

FONDAZIONISUPERFICIALI
Le strutture delle fondazioni superficiali devono essere progettate per le azioni definite al precedente capoverso, assumendo un
comportamentonondissipativo;nonsonoquindinecessariearmaturespecificheperottenereuncomportamentoduttile.
Le platee di fondazione in calcestruzzo armato devono avere armature longitudinali, secondo due direzioni ortogonali e per
lintera estensione, in percentuale non inferiore allo 0,1% dellarea della sezione trasversale della platea, sia inferiormente sia
superiormente.
Le travi di fondazione in calcestruzzo armato devono avere, per lintera lunghezza, armature longitudinali in percentuale non
inferioreallo0,2%dellareadellasezionetrasversaledellatrave,siainferiormentesiasuperiormente.

FONDAZIONISUPALI
Ipaliincalcestruzzodevonoesserearmati,pertuttalalunghezza,conunaarmaturalongitudinaleinpercentualenoninferioreallo
0,3%dellareadellasezionetrasversaledelpaloeunarmaturatrasversalecostituitadastaffeodaspiralididiametrononinferiore
a8mm,passononsuperiorea8volteildiametrodellebarrelongitudinali.
Qualoranonfossepossibileescludereilraggiungimentodellacapacitdeipali,devonoesseresoddisfatteleseguenticondizioni:
selacapacitraggiuntainprossimitdellatestadelpalo,deveconsiderarsiunazonadissipativaestesafinoauna
profonditpariadalmenodiecidiametri;selacapacitraggiuntainprofondit,peresempioincorrispondenzadi
contattitrastratiditerrenodirigidezzamoltodiversa(7.11.5.3.2),deveconsiderarsiunazonadissipativaacavallodei
contattiaventeestensionepariadalmenocinquediametri;
nellezonedissipativelesezionidevonoessereprogettateperesibireuncomportamentoduttilepereffettodelleazionidi
calcolo;
Intalizonedissipativelarmaturalongitudinaledeveavereareanoninferioreall1%dellareadellasezionetrasversaledelpalo,
mentre larmatura trasversale deve essere costituita da staffe singole di passo non superiore a 6 volte il diametro delle barre
longitudinali.
Inassenzadispecifichevalutazionidellacapacitdiduttilit,devonoessererispettateleseguentiprescrizioni:
lacapacitpertagliodeveesserealmenopariad1,3voltedellacorrispondentedomanda;
188 CAPITOLO 7

nellezonedissipativelatensionenormalemediaagentesuciascunasezione,incorrispondenzadellecombinazioni
sismichedelleazioni,deveessereinferiorea0,45fcd;
ilmomentoflettentecalcolatoincampoelasticodeveessereinferiorea1,5MRd,doveMRdlacapacitaflessionedi
progettodelpalo,calcolataperilivellidisollecitazioneassialepresentinellecombinazionisismichedelleazioni.
Lusodipaliinclinatideveessereesplicitamentegiustificato.Ildimensionamentodiquestipalidevederivare,conunadeguato
marginedisicurezza,daunaspecificaanalisidinterazionedelcomplessofondazioneterrenoincondizionisismiche.

COLLEGAMENTIORIZZONTALITRAGLIELEMENTIDIFONDAZIONE
Sidevetenerecontodellapresenzadispostamentirelatividelterrenosulpianodifondazione,calcolaticomespecificatonel
3.2.4.2eapplicatiallafondazione,edeipossibilieffettidaessiindottinellastrutturasovrastante.
Talispostamentirelativipossonoesseretrascuratiselestrutturedifondazionesonocollegatetralorodaunreticoloditravi,oda
una piastra dimensionata in modo adeguato, in grado di assorbire le forze assiali conseguenti. In assenza di valutazioni pi
accurate,sipossonoprudenzialmenteassumereleseguentiazioniassiali:
0,2Nsdamax/gperilprofilostratigraficoditipoA
0,3Nsdamax/gperilprofilostratigraficoditipoB
0,4Nsdamax/gperilprofilostratigraficoditipoC
0,6Nsdamax/gperilprofilostratigraficoditipoD
dove Nsd il valore medio delle forze verticali agenti sugli elementi collegati, e amax laccelerazione orizzontale massima
attesaalsito.
In assenza di analisi specifiche della risposta sismica locale laccelerazione massima attesa al sito pu essere valutata con la
relazione:amax=agSincuiSilcoefficientechecomprendeleffettodellamplificazionestratigrafica(SS)edellamplificazione
topografica(ST),dicuial3.2.3.2,eaglaccelerazioneorizzontalemassimaperloSLCsusitodiriferimentorigido.
Aifinidellapplicazionedelleprecedentirelazioni,ilprofilostratigraficoditipoEassimilatoaquelloditipoCseiterreniposti
sulsubstratodiriferimentosonomediamenteaddensati(terreniagranagrossa)omediamenteconsistenti(terreniagranafina)ea
quello di tipo D se i terreni posti su substrato di riferimento sono scarsamente addensati (terreni a grana grossa) o scarsamente
consistenti(terreniagranafine).
Travi o piastre di piano e travi porta pannello possono essere assimilate a elementi di collegamento solo se realizzate ad una
distanza1,00mdallestradossodellefondazionidiretteodelplintodicollegamentodeipali.

7.2.6. CRITERI DI MODELLAZIONE DELLA STRUTTURA E DELLAZIONE SISMICA

MODELLAZIONEDELLASTRUTTURA
Ilmodellodellastrutturadeveesseretridimensionaleerappresentareinmodoadeguatoleeffettivedistribuzionispazialidimassa,
rigidezza e resistenza, con particolare attenzione alle situazioni nelle quali componenti orizzontali dellazione sismica possono
produrreforzedinerziaverticali(travidigrandeluce,sbalzisignificativi,ecc.).
Qualora si adotti un modello di comportamento non dissipativo , oppure un modello dissipativo che utilizza il coefficiente di
comportamentoq,siimpiegherannoperimaterialileggicostitutiveelastiche.
Qualora si adotti un modello di comportamento dissipativo tenendo esplicitamente conto della capacit dissipativa, il legame
costitutivo utilizzato per modellare la non linearit di materiale dovr essere giustificato, anche in relazione alla corretta
rappresentazionedellenergiadissipataneiciclidiisteresi.
Dellenonlinearitgeometriche,sesignificative,siterrcontoperambedueicomportamenti.
Nelrappresentarelarigidezzadeglielementistrutturalisidevetenercontodellafessurazione.Incasononsianoeffettuateanalisi
specifiche,larigidezzaflessionaleeatagliodielementiinmuratura,calcestruzzoarmato,acciaiocalcestruzzo,puessereridotta
sinoal50%dellarigidezzadeicorrispondentielementinonfessurati,tenendodebitamentecontodellostatolimiteconsideratoe
dellinfluenzadellasollecitazioneassialepermanente.
A meno di specifiche valutazioni e purch le aperture presenti non ne riducano significativamente la rigidezza, gli
orizzontamenti piani possono essere considerati infinitamente rigidi nel loro piano medio a condizione che siano realizzati in
calcestruzzo armato, oppure in laterocemento con soletta in calcestruzzo armato di almeno 40 mm di spessore, o in struttura
mistaconsolettaincalcestruzzoarmatodialmeno50mmdispessorecollegataaglielementistrutturaliinacciaiooinlegnoda
connettoriataglioopportunamentedimensionati.
Nella definizione del modello, gli elementi non strutturali non appositamente progettati come collaboranti (quali tamponature e
tramezzi)possonoessererappresentatiunicamenteinterminidimassa;illorocontributoalcomportamentodelsistemastrutturale
interminidirigidezzaeresistenzasarconsideratosoloqualoraabbiaeffettinegativiaifinidellasicurezza.
PROGETTAZIONE PER AZIONI SISMICHE 189

MODELLAZIONEDELLAZIONESISMICA
Leazioniconseguentialmotosismicopossonoesseremodellatesiaattraversoforzestaticheequivalentiospettridirisposta,sia
attraversostorietemporalidelmotodelterreno,opportunamenteselezionate.
La domanda sismica pu essere valutata considerando gli effetti di interazione terrenostruttura di tipo sia inerziale sia
cinematico, nonch definendo linput sismico di progetto tramite analisi di risposta sismica locale. Per le relative procedure
dovrannoessereutilizzatimetodiemodellidicomprovatavalidit.
Nonammessolusodistorietemporalidelmotodelsuoloartificialioconcomponentiartificialiperleanalisidirispostasismica
localeeperanalisidiinterazioneterrenostrutturacheprevedanolegamicostitutiviistereticiperlamodellazionedelsottosuolo,
coerentementeconleindicazionidel3.2.3.6.
Inquantoalladomandasismicaedallarispostastrutturalevalgonoleseguentilimitazioni:
a) I valori dello spettro di risposta elastico in accelerazione delle componenti dellazione sismica di progetto, valutato
assumendo il 5 % di smorzamento ed ottenuto tramite analisi di risposta sismica locale e/o di interazione terreno
struttura,devonoesserealmenoparial70%diquellidelcorrispondentespettrodirispostaelasticoinaccelerazioneper
sottosuoloditipoA,comedefinitoal3.2.3.2.
b) Ove si effettuino analisi di interazione terreno struttura, la risultante globale di taglio e sforzo normale trasmessa
allestradossodellafondazionedellacostruzionedeveesserealmenoparial70%diquellaottenutadaidenticomodello
strutturaleconvincolifissiallestradossodellafondazioneeconinputsismicocorrispondenteallospettrodirispostaper
sottosuolotipoA,comedefinitoal3.2.3.2.
Epossibileconsiderareladeformabilitdelcomplessofondazioneterrenoelasuacapacitdissipativa,utilizzandoadesempio
vincoli viscoelastici caratterizzati da unopportuna impedenza dinamica. In tal caso, necessario tener conto della dipendenza
dellecaratteristichedirigidezzaesmorzamentodallivellodeformativonelterreno.
Perlefondazionimiste,comespecificatoal6.4.3,linterazionefraterreno,paliestrutturadicollegamentodeveesserestudiata
con appropriate modellazioni, allo scopo di pervenire alla determinazione dellaliquota dellazione di progetto trasferita al
terrenodirettamentedallastrutturadicollegamentoedellaliquotatrasmessaaipali.
Per tenere conto della variabilit spaziale del moto sismico, nonch di eventuali incertezze, deve essere attribuita al centro di
massauneccentricitaccidentalerispettoallasuaposizionequalederivadalcalcolo.Perisoliedificieinassenzadipiaccurate
determinazioni,leccentricitaccidentaleinognidirezionenonpuessereconsideratainferiorea0,05volteladimensionemedia
delledificiomisurataperpendicolarmentealladirezionediapplicazionedellazionesismica.Dettaeccentricitassuntacostante,
perentitedirezione,sututtigliorizzontamenti.

7.3. METODI DI ANALISI E CRITERI DI VERIFICA


Lentitdelladomandaconlaqualeconfrontarelacapacitdellastruttura,secondoicriteridefinitial7.3.6,puesserevalutata
utilizzandounadellemodellazionidescritteinprecedenzaedadottandounofraimetodidianalisiillustratinelseguito.
I metodi di analisi si articolano in lineari e non lineari, in funzione delle caratteristiche della struttura e del modello di
comportamentoadottato.
Nel caso di analisi lineare, la domanda sismica per strutture a comportamento sia non dissipativo, sia dissipativo, pu essere
ridotta utilizzando un opportuno fattore di comportamento q. I valori attribuibili a q variano in funzione del comportamento
strutturale(dissipativoonondissipativo)edellostatolimiteconsiderati,legandosiallentitdelleplasticizzazioni,cheaciascuno
statolimitesiaccompagnano.
Perciascunodeglistatilimiteedeimetodidianalisiconsiderati,nellatabellasuccessivasonoriportati:
per lanalisi lineare, il comportamento strutturale, le modalit di modellazione dellazione sismica e i limiti da attribuire al
fattoredicomportamentoq,asecondadellostatolimiteconsiderato;
perlanalisinonlineare,,ilcomportamentostrutturale,lemodalitdimodellazionedellazionesismica.
190 CAPITOLO 7

Tab.7.3.ILimitisuqemodalitdimodellazionedellazionesismica

Lineare(DinamicaeStatica) NonLineare
STATILIMITE
Dissipativo NonDissipativo Dinamica Statica

q=1.0 q=1.0
SLO
3.2.3.4 3.2.3.4
SLE
q1,5 q1,5
SLD
3.2.3.5 3.2.3.5 7.3.4.1 7.3.4.2
q1,5 q1,5
SLV
SLU 3.2.3.5 3.2.3.5

SLC

IllimitesuperioredelfattoreqalloSLVspecificato,pertutteletipologiestrutturali,nel7.3.1,richiamandolopoi,peridiversi
materiali,neisuccessiviparagrafispecifici.

7.3.1. ANALISI LINEARE O NON LINEARE


Lanalisidellestrutturesoggetteadazionesismicapuesserelineareononlineare.

ANALISILINEARE
Lanalisilinearepuessereutilizzatapercalcolareladomandasismicanelcasodicomportamentostrutturalesianondissipativosia
dissipativo ( 7.2.2). In entrambi i casi, la domanda sismica calcolata, quale che sia la modellazione utilizzata per lazione
sismica, riferendosi allo spettro di progetto ( 3.2.3.4 e 3.2.3.5) ottenuto, per ogni stato limite, assumendo per il fattore di
comportamentoq,ilimitiriportatinellatabella7.3.Iconivalorideifattoridibaseq0riportatiinTab.7.3.II.

Valoridelfattoredicomportamentoq
Nelcasodicomportamentostrutturaledissipativo(7.2.2),ilvaloredelfattoredicomportamentoq,dautilizzareperlostato
limite considerato e nella direzione considerata per lazione sismica, dipende dalla tipologia strutturale, dal suo grado di
iperstaticitedaicriteridiprogettazioneadottatietieneconto,convenzionalmente,dellecapacitdissipativedelmateriale.Le
strutturepossonoessereclassificatecomeappartenentiadunatipologiainunadirezioneorizzontaleeadunaltratipologianella
direzioneorizzontaleortogonaleallaprecedente,utilizzandoperciascunadirezioneilfattoredicomportamentocorrispondente.
IllimitesuperioreqlimdelfattoredicomportamentorelativoalloSLVcalcolatotramitelaseguenteespressione:
q lim q 0 K R [7.3.1]

dove:
q0 ilvalorebasedelfattoredicomportamentoalloSLV,icuimassimivalorisonoriportatiintabella7.3.IIindipendenzadella
ClassediDuttilit,dellatipologiastrutturale,delcoefficientedicuial7.9.2.1edelrapportou/1trailvaloredellazione
sismicaperilqualesiverificalaplasticizzazioneinunnumerodizonedissipativetaledarenderelastrutturaunmeccanismo
e quello per il quale il primo elemento strutturale raggiunge la plasticizzazione a flessione; la scelta di q0 deve essere
esplicitamentegiustificata;
KR un fattore che dipende dalle caratteristiche di regolarit in altezza della costruzione, con valore pari ad 1 per costruzioni
regolariinaltezzaeparia0,8percostruzioninonregolariinaltezza.

Tab.7.3.IIValorimassimidelvaloredibaseq0delfattoredicomportamentoalloSLV
perdiversetecnichecostruttiveedinfunzionedellatipologiastrutturaleedellaclassediduttilitCD
q0
Tipologiastrutturale CDA CDB
Costruzionidicalcestruzzo (7.4.3.2)
Struttureatelaio,aparetiaccoppiate,miste(v.7.4.3.1) 4,5u/1 3,0u/1
Struttureaparetinonaccoppiate(v.7.4.3.1) 4,0u/1 3,0
Strutturedeformabilitorsionalmente(v.7.4.3.1) 3,0 2,0
Struttureapendoloinverso(v.7.4.3.1) 2,0 1,5
Struttureapendoloinversointelaiatemonopiano(v.7.4.3.1) 3,5 2,5
Costruzioniconstrutturaprefabbricata (7.4.5.1)
Struttureapannelli 4,0u/1 3,0
Strutturemonoliticheacella 3,0 2,0
PROGETTAZIONE PER AZIONI SISMICHE 191

Struttureconpilastriincastratieorizzontamentiincernierati 3,5 2,5


Costruzionidacciaio(7.5.2.2)ecompostediacciaiocalcestruzzo(7.6.2.2)
Struttureintelaiate
5,0u/1 4,0
Struttureconcontroventieccentrici
Struttureconcontroventiconcentriciadiagonaletesaattiva 4,0 4,0
StruttureconcontroventiconcentriciaV 2,5 2,0
Struttureamensolaoapendoloinverso 2,0u/1 2,0
Struttureintelaiateconcontroventiconcentrici 4,0u/1 4,0
Struttureintelaiatecontamponatureinmurature 2,0 2,0
Costruzionidilegno(7.7.3)
Pannellidipareteatelaioleggerochiodaticondiaframmiincollati,collegati
mediantechiodi,vitiebulloni 3,0 2,0
Strutturereticolariiperstatichecongiuntichiodati

Portaliiperstaticiconmezzidiunioneagambocilindrico 4,0 2,5


Pannellidipareteatelaioleggerochiodaticondiaframmichiodati,collegati
5,0 3,0
mediantechiodi,vitiebulloni.
Pannelliditavoleincollateastratiincrociati,collegatimediantechiodi,viti,bulloni
Strutturereticolariconcollegamentiamezzodichiodi,viti,bulloniospinotti
2,5
Strutturecosiddettemiste,ovveroconintelaiatura(sismoresistente)inlegnoe
tamponaturenonportanti
Struttureisostaticheingenere,compresiportaliisostaticiconmezzidiunionea
1,5
gambocilindrico,ealtretipologiestrutturali
Costruzionidimuratura(7.8.1.3)
Costruzionidimuraturaordinaria 1,75u/1
Costruzionidimuraturaarmata 2,5u/1
Costruzionidimuraturaarmataconprogettazioneincapacit 3,0u/1
Costruzionidimuraturaconfinata 2,0u/1
Costruzionidimuraturaconfinataconprogettazioneincapacit 3,0u/1
Ponti(7.9.2.1)
Pileincalcestruzzoarmato
Pileverticaliinflesse 3,5 1,5
Elementidisostegnoinclinatiinflessi 2,1 1,2

Pileinacciaio: 3,5 1,5
Pileverticaliinflesse 2,0 1,2
Elementidisostegnoinclinatiinflessi 2,5 1,5
Pileconcontroventiconcentrici 3,5
Pileconcontroventieccentrici
Spalle
Ingenere 1,5 1,5
Sesimuovonocolterreno 1,0 1,0

Per le costruzioni regolari in pianta, qualora non si proceda a unanalisi non lineare finalizzata alla sua valutazione, per il
rapportou/1,possonoessereadottatiivaloriindicatineiparagrafisuccessiviperlediversetipologiecostruttive.
Perlecostruzioninonregolariinpianta,sipossonoadottarevaloridiu/1parialla mediatra1,0eivaloridivoltainvolta
fornitiperlediversetipologiecostruttive.
Qualora nella costruzione siano presenti pareti di calcestruzzo armato, per prevenirne il collasso fragile, i valori di q0 devono
essereridottimedianteilfattorekw,con:

1,00 perstruttureatelaioemisteequivalentiatelai
kw
0,5 1 0 /3 1 perstruttureapareti,misteequivalentiapareti,torsionalmentedeformabili
dove0ilvaloreassuntoinprevalenzadalrapportotraaltezzatotale(dallefondazioniodallastrutturascatolarerigidadibase
dicuial7.2.1,finoallasommit)elunghezzadellepareti;nelcasoincuigli0delleparetinondifferiscanosignificativamente
tradiloro,ilvaloredi0perlinsiemedelleparetipuesserecalcolatoassumendo,comealtezza,lasommadellealtezzedelle
singolepareti,comelunghezza,lasommadellelunghezze.
192 CAPITOLO 7

Qualora la domanda in resistenza allo SLV risulti inferiore a quella allo SLD, si pu scegliere di progettare la capacit in
resistenzasullabasedelladomandaalloSLDinvecechealloSLV.IntalcasoilfattoredicomportamentoalloSLVdeveessere
sceltoinmodocheleordinatedellospettrodiprogettoperloSLVsianononinferioriaquelledellospettrodiprogettoperlo
SLD.
IlvalorediqutilizzatoperlacomponenteverticaledellazionesismicaalloSLV,amenodiadeguateanalisigiustificative,q=
1,5perqualunquetipologiastrutturaleedimateriale,trannecheperipontiperiqualiq=1.
PerlestruttureacomportamentostrutturalenondissipativosiadottaunfattoredicomportamentoqND,ridottorispettoalvalore
minimorelativoallaCDB(Tab.7.3.II)secondolespressione:
2
1 q ND q CD"B" 1,5 [7.3.2]
3
Effettidellenonlinearitgeometriche
Lenonlinearitgeometrichesonopreseincontoattraversoilfattoreche,inassenzadipiaccuratedeterminazioni,puessere
definitocome:

P d Er
[7.3.3]
Vh
dove:
P ilcaricoverticaletotaledovutoallorizzontamentoinesameeallastrutturaadessosovrastante;
dEr lo spostamento orizzontale medio dinterpiano allo SLV, ottenuto come differenza tra lo spostamento orizzontale
dellorizzontamento considerato e lo spostamento orizzontale dellorizzontamento immediatamente sottostante, entrambi
valutaticomeindicatoal7.3.3.3;
V la forza orizzontale totale in corrispondenza dellorizzontamento in esame, derivante dallanalisi lineare con fattore di
comportamentoq;
h ladistanzatralorizzontamentoinesameequelloimmediatamentesottostante.
Glieffettidellenonlinearitgeometriche:
possonoesseretrascurati,quandominoredi0,1;
possonoesserepresiincontoincrementandoglieffettidellazionesismicaorizzontalediunfattoreparia1/(1),quando
compresotra0,1e0,2;
devonoesserevalutatiattraversounanalisinonlineare,quandocompresotra0,2e0,3.
Ilfattorenonpucomunquesuperareilvalore0,3.

ANALISINONLINEARE
Lanalisinonlinearepuessereutilizzatasiapersistemistrutturaliacomportamentonondissipativo,siapersistemistrutturalia
comportamento dissipativo ( 7.2.2) e tiene conto delle non linearit di materiale e geometriche. Nei sistemi strutturali a
comportamentodissipativoilegamicostitutiviutilizzatidevonotenercontoanchedellariduzionediresistenzaedellaresistenza
residua,sesignificative.

7.3.2. ANALISI DINAMICA O STATICA


Oltrecheinrelazionealfattochelanalisisialineareononlineare,imetodidanalisisonoarticolatiancheinrelazionealfattoche
lequilibriosiatrattatodinamicamenteostaticamente.
Il metodo danalisi lineare di riferimento per determinare gli effetti dellazione sismica, per comportamenti strutturali sia
dissipativisianondissipativi,lanalisimodaleconspettrodirispostaoanalisilinearedinamica.Inessalequilibriotrattato
dinamicamenteelazionesismicamodellataattraversolospettrodiprogettodefinitoal3.2.3.5.
In alternativaallanalisi modale si possonoadottare tecniche di analisi pi raffinate, quali lintegrazione al passo, modellando
lazionesismicaattraversostorietemporalidelmotodelterreno.
Perlesolecostruzionilacuirispostasismica,inognidirezioneprincipale,nondipendasignificativamentedaimodidivibrare
superiori,possibileutilizzare,percomportamentistrutturalisiadissipativisianondissipativi,ilmetododelleforzelateralio
analisilinearestatica.Inessalequilibriotrattatostaticamente,lanalisidellastrutturalineareelazionesismicamodellata
attraversolospettrodiprogettodefinitoal3.2.3.5.
Infine, per determinare gli effetti dellazione sismica si possono eseguire analisi non lineari; in esse lequilibrio trattato,
alternativamente:
a)dinamicamente(analisinonlinearedinamica),modellandolazionesismica,mediantestorietemporalidelmotodelterreno;
b) staticamente (analisi non lineare statica), modellando lazione sismica, mediante forze statiche fatte crescere
monotonamente.
PROGETTAZIONE PER AZIONI SISMICHE 193

7.3.3. ANALISI LINEARE DINAMICA O STATICA


Sia per analisi lineare dinamica, sia per analisi lineare statica, si deve tenere conto delleccentricit accidentale del centro di
massa.
Per gli edifici, gli effetti di tale eccentricit possono essere determinati mediante lapplicazione di carichi statici costituiti da
momentitorcentidivalorepariallarisultanteorizzontaledellaforzaagentealpiano,determinatacomein7.3.3.2,moltiplicata
perleccentricitaccidentaledelbaricentrodellemasserispettoallasuaposizionedicalcolo,determinatacomein7.2.6.

7.3.3.1 ANALISILINEAREDINAMICA
Lanalisilinearedinamicaconsiste:
nelladeterminazionedeimodidivibraredellacostruzione(analisimodale);
nelcalcolodeglieffettidellazionesismica,rappresentatadallospettrodirispostadiprogetto,perciascunodeimodidivibrare
individuati;
nellacombinazionediquestieffetti.
Devonoessereconsideratituttiimodiconmassapartecipantesignificativa.opportunoatalriguardoconsideraretuttiimodi
conmassapartecipantesuperioreal5%eunnumerodimodilacuimassapartecipantetotalesiasuperioreallo85%.
Perlacombinazionedeglieffettirelativiaisingolimodideveessereutilizzataunacombinazionequadraticacompletadeglieffetti
relativiaciascunmodo,qualequellaindicatanellespressione[7.3.4]:

E j i ij
Ei E j 1/2
[7.3.4]

con:
Ej valoredelleffettorelativoalmodoj;
ijcoefficientedicorrelazionetrailmodoieilmodoj,calcolatoconformuledicomprovatavaliditquale:

8 i j ij i + j 3/2
ij
ij
1-
2 [7.3.5a]
ij
2
+4 i j ij 1+ij2 +4 i2 + 2j ij2

i,jsmorzamentoviscosodeimodiiej;
ijilrapportotralinversodeiperiodidiciascunacoppiaijdimodi(ij=Tj/Ti).

La[7.3.5a],nelcasodiugualesmorzamentodeimodiiej,siesprimecome:

8 2 3/2
ij
ij
1 [1 2
[7.3.5b]
ij ij 4 2 ij ]

7.3.3.2 ANALISILINEARESTATICA
Lanalisi lineare statica consiste nellapplicazione di forze statiche equivalenti alle forze dinerzia indotte dallazione sismica e
pu essere effettuata per costruzioni che rispettino i requisiti specifici riportati nei paragrafi successivi, a condizione che il
periododelmododivibrareprincipalenelladirezioneinesame(T1)nonsuperi2,5TCoTDechelacostruzionesiaregolarein
altezza.
Percostruzionicivilioindustrialichenonsuperinoi40mdialtezzaelacuimassasiadistribuitainmodoapprossimativamente
uniformelungolaltezza,T1(insecondi)puesserestimato,inassenzadicalcolipidettagliati,utilizzandolaformulaseguente:

T1 2 d [7.3.6c]

dovedlospostamentolateraleelasticodelpuntopialtodelledificio,espressoinmetri,dovutoallacombinazionedicarichi
[2.5.7]applicatanelladirezioneorizzontale.
Lentit delle forze si ottiene dallordinata dello spettro di progetto corrispondente al periodo T1 e la loro distribuzione sulla
strutturaseguelaformadelmododivibrareprincipalenelladirezioneinesame,valutatainmodoapprossimato.
Laforzadaapplicareaciascunamassadellacostruzionedatadallaformulaseguente:
Fi Fh z i Wi / z W
j j j [7.3.7]
dove:
194 CAPITOLO 7

Fh =Sd(T1)W/g
Fi laforzadaapplicareallamassaiesima;
WieWj sonoipesi,rispettivamente,dellamassaiedellamassaj;
ziezj sonolequote,rispettoalpianodifondazione(v.3.2.3.1),dellemasseiej;
Sd(T1) lordinatadellospettrodirispostadiprogettodefinitoal3.2.3.5;
W ilpesocomplessivodellacostruzione;
uncoefficienteparia0,85seT1<2TCelacostruzionehaalmenotreorizzontamenti,ugualea1,0intuttiglialtricasi;
g laccelerazionedigravit.

7.3.3.3 VALUTAZIONEDEGLISPOSTAMENTIDELLASTRUTTURA
Gli spostamenti dE sotto lazione sismica di progetto relativa allo SLV si ottengono moltiplicando per il fattore di duttilit in
spostamentodivaloridEeottenutidallanalisilineare,dinamicaostatica,secondolespressioneseguente:

d E d d Ee [7.3.8]

dove
d q se T1 TC
T
d 1 q 1 C
[7.3.9]
se T1 TC
T1
Inognicasod5q4.

Gli spostamenti allo SLC si possono ottenere, in assenza di pi accurate valutazioni che considerino leffettivo rapporto delle
ordinatespettraliinspostamento,moltiplicandoper1,25glispostamentialloSLV.

7.3.4. ANALISI NON LINEARE DINAMICA O STATICA


Lanalisinonlineare,dinamicaostatica,sipuutilizzare,traglialtri,pergliscopieneicasiseguenti:
valutareglispostamentirelativialloSLdiinteresse;
eseguireleverifichediduttilitrelativealloSLC;
individuareladistribuzionedelladomandainelasticanellecostruzioniprogettateconilfattoredicomportamentoq;
valutareirapportidisovraresistenzau/1dicuiai7.4.3.2,7.4.5.1,7.5.2.2,7.6.2.2,7.7.3,7.8.1.3e7.9.2.1;
comemetododiprogettopergliedificidinuovacostruzione,inalternativaaimetodidianalisilineare;
comemetodoperlavalutazionedellacapacitdiedificiesistenti.

7.3.4.1 ANALISINONLINEAREDINAMICA
Lanalisinonlinearedinamicaconsistenelcalcolodellarispostasismicadellastrutturamedianteintegrazionedelleequazionidel
moto,utilizzandounmodellononlinearedellastrutturaelestorietemporalidelmotodelterrenodefiniteal3.2.3.6.Essahalo
scopodivalutareilcomportamentodinamicodellastrutturaincampononlineare,consentendoilconfrontotraduttilitrichiesta
e duttilit disponibile allo SLC e le relative verifiche, nonch di verificare lintegrit degli elementi strutturali nei confronti di
possibilicomportamentifragili.
Lanalisi non lineare dinamica deve essere confrontata con unanalisi modale con spettro di risposta di progetto, al fine di
controllareledifferenzeinterminidisollecitazioniglobaliallabasedellastruttura.
Nelcasodellecostruzioniconisolamentoallabaselanalisidinamicanonlineareobbligatoriaquandoilsistemadisolamento
non pu essere rappresentato da un modello lineare equivalente, come stabilito nel 7.10.5.2. Gli effetti torsionali sul sistema
disolamentosonovalutaticomeprecisatonel7.10.5.3.1,adottandovaloridellerigidezzeequivalenticoerenticonglispostamenti
risultantidallanalisi.Inpropositosipufareriferimentoadocumentidicomprovatavalidit.

7.3.4.2 ANALISINONLINEARESTATICA
Lanalisinonlinearestaticarichiedechealsistemastrutturalerealesiaassociatounsistemastrutturaleequivalentenonlineare.
Nel caso in cui il sistema equivalente sia ad un grado di libert, a detto sistema strutturale equivalente si applicano i carichi
gravitazionalie,perladirezioneconsideratadellazionesismica,incorrispondenzadegliorizzontamentidellacostruzione,forze
orizzontaliproporzionalialleforzadinerziaaventirisultante(taglioallabase)Fb.Taliforzesonoscalateinmododafarcrescere
monotonamente,siaindirezionepositivachenegativaefinoalraggiungimentodellecondizionidicollassolocaleoglobale,lo
spostamentoorizzontaledcdiunpuntodicontrollocoincidenteconilcentrodimassadellultimolivellodellacostruzione(sono
PROGETTAZIONE PER AZIONI SISMICHE 195

esclusieventualitorrini).Vannoconsideratianchepuntidicontrolloalternativi,comeleestremitdellapiantadellultimolivello,
quandosiasignificativolaccoppiamentoditraslazionierotazioni.
IldiagrammaFbdcrappresentalacurvadicapacitdellastruttura.
Si devono considerare almeno due distribuzioni di forze dinerzia, ricadenti luna nelle distribuzioni principali (Gruppo 1) e
laltranelledistribuzionisecondarie(Gruppo2)appressoillustrate.

Gruppo1Distribuzioniprincipali:
seilmododivibrarefondamentalenelladirezioneconsideratahaunapartecipazionedimassanoninferioreal75%siapplica
unadelleduedistribuzioniseguenti:
distribuzione proporzionale alle forze statiche di cui al 7.3.3.2, utilizzando come seconda distribuzione la a) del
Gruppo2,
distribuzione corrispondente a un andamento di accelerazioni proporzionale alla forma del modo fondamentale di
vibrarenelladirezioneconsiderata;
in tutti i casi pu essere utilizzata la distribuzione corrispondente allandamento delle forze di piano agenti su ciascun
orizzontamento calcolate in unanalisi dinamica lineare, includendo nella direzione considerata un numero di modi con
partecipazione di massa complessiva non inferiore allo 85%. Lutilizzo di questa distribuzione obbligatorio se il periodo
fondamentaledellastrutturasuperiorea1,3TC

Gruppo2Distribuzionisecondarie:
a)distribuzionediforze,desuntadaunandamentouniformediaccelerazionilungolaltezzadellacostruzione;
b)distribuzioneadattiva,checambiaalcresceredellospostamentodelpuntodicontrolloinfunzionedellaplasticizzazionedella
struttura;
c)distribuzionemultimodale,considerandoalmenoseimodisignificativi.

7.3.5. RISPOSTA ALLE DIVERSE COMPONENTI DELLAZIONE SISMICA ED ALLA VARIABILIT SPAZIALE DEL MOTO

ANALISIDINAMICAOSTATICA,LINEAREONONLINEARE
Larispostacalcolataunitariamenteperletrecomponenti,applicandolespressione:
1, 00 E x 0,30 E y 0,30 E z [7.3.10]

Gli effetti pi gravosi si ricavano dal confronto tra le tre combinazioni ottenute permutando circolarmente i coefficienti
moltiplicativi.
Inognicaso:
lacomponenteverticaledeveesseretenutaincontounicamenteneicasiprevistial7.2.2.
la risposta deve essere combinata con gli effetti pseudostatici indotti dagli spostamenti relativi prodotti dalla variabilit
spaziale del moto unicamente nei casi previsti al 3.2.4.1, utilizzando, salvo per quanto indicato al 7.2.2 in merito agli
appoggimobili,laradicequadratadellasommadeiquadrati(SRSS).

ANALISIDINAMICA,LINEAREONONLINEARE,CONINTEGRAZIONEALPASSO
Larispostavalutataapplicandosimultaneamenteleduecomponentiorizzontalidellastoriatemporaledelmotodelterreno(e
quellaverticale,ovenecessario).Sidevonoadottarealmeno3storietemporali;sivalutanoglieffettisullastrutturautilizzandoi
valori pi sfavorevoli. Impiegando invece almeno 7 diverse storie temporali, gli effetti sulla struttura sono rappresentati dalla
mediadeivaloripisfavorevoli.
Nelcasoincuisianecessariovalutareglieffettidellavariabilitspazialedelmoto,lanalisipuessereeseguitaimponendoalla
base della costruzione storie temporali del moto del terreno differenziate, ma coerenti tra loro e generate in accordo con lo
spettro di risposta appropriato per ciascun vincolo. In alternativa, si potranno eseguire analisi dinamiche con moto sincrono
tenendoindovutocontoglieffettipseudostaticidicuial3.2.4.

7.3.6. RISPETTO DEI REQUISITI NEI CONFRONTI DEGLI STATI LIMITE


Pertuttiglielementistrutturaliprimariesecondari,glielementinonstrutturaliegliimpiantisideveverificarecheilvaloredi
ciascunadomandadiprogetto,definitodallatabella7.3.IIIperciascunodeglistatilimiterichiesti,siainferiorealcorrispondente
valoredellacapacitdiprogetto.
Leverifichedeglielementistrutturaliprimari(ST)sieseguono,comesintetizzatonellatabella7.3.III,indipendenzadellaClasse
dUso(CU):
- nelcasodicomportamentostrutturalenondissipativo,interminidirigidezza(RIG)ediresistenza(RES),senzaapplicarele
regolespecifichedeidettaglicostruttiviedellaprogettazioneincapacit;
196 CAPITOLO 7

- nel caso di comportamento strutturale dissipativo, in termini di rigidezza (RIG), di resistenza (RES) e di duttilit (DUT)
(quandorichiesto),applicandoleregolespecifichedeidettaglicostruttiviedellaprogettazioneincapacit.
Leverifichedeglielementistrutturalisecondarisieffettuanosolointerminididuttilit.
Leverifichedeglielementinonstrutturali(NS)edegliimpianti(IM)sieffettuanointerminidifunzionamento(FUN)estabilit
(STA),comesintetizzatonellatabella7.3.III,indipendenzadellaClassedUso(CU).

Tab.7.3.IIIStatilimitedielementistrutturaliprimari,elementinonstrutturalieimpianti
CUI CUII CUIIIeIV
STATILIMITE
ST ST NS IM ST NS IM(*)

SLO RIG FUN


SLE
SLD RIG RIG RES

SLV RES RES STA STA RES STA STA


SLU
SLC DUT(**) DUT(**)
PerlesoleCUIIIeIV,nellacategoriaImpiantiricadonoanchegliarredifissi.
(*)

Neicasiesplicitamenteindicatidallepresentinorme.
(**)

Leverificheallostatolimitediprevenzionedelcollasso(SLC),amenodispecificheindicazioni,sisvolgonosoltantointerminidi
duttilitesoloqualoraleverificheinduttilitsianoespressamenterichieste(v.7.3.6.1)

7.3.6.1 ELEMENTISTRUTTURALI(ST)

VERIFICHEDIRIGIDEZZA(RIG)

La co