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Manutenzione

Ogni 7 gg effettuo cambio d'acqua con 5l di osmosi + 1l di acqua del rubinetto trattata con Aqutan Sera, quando occorre
potatura delle piante. Tutti i giorni controllo la temperatura, il funzionamento del filtro e dell'impianto CO2. Effettuo
sifonatura leggerissima del fondo ad ogni cambio d'acqua. Pulizia del filtro ( anche parti meccaniche) ogni mese. Effettuo
regolarmente ogni 30 giorni i test pH, gH, kH, Fe, PO4 utilizzando i test della tetra per i primi tre e della Sera per i
rimanenti parametri.

Valori dell acqua


PH 6.81
Kh 3
Gh 6
Fe 0.5 mg/l
PO4 0.1 mg/l
Temperatura 25C
La vasca 35 x 30 x 30,6h (Litri lordi 31)

Materiale necessario

3 lastre di vetro misure 35 x 30 cm. spessore 6 mm 2 lastre di vetro misure 28,7 x 30 cm, spessore 6 mm.
Una lastra di vetro ceramizzato o vetro opalina Un riscaldatore 50 W,una pompa regolabile
con quattro fori diametro 24 mm ed un foro circa 400 litri/h, 4 griglie per acquari, tubo
diametro 18 mm. E raccordi in pvc.

Attrezzatura necessaria
Un nebulizzatore con ammoniaca e alcool al 50%
Carta adesiva
Pistola per silicone
Silicone
Taglierino
Lamette
Stendisilicone
Panno in microfibra

Costruzione
Per incollare il vetro si utilizza il silicone (siliconi strutturali a reticolazione acetica).
Ci sono poche multinazionali che producono silicone, le altre aziende non fanno altro che prendere questi siliconi
puri, metterli nei loro barattoli e tagliarli con dei solventi, maggiore la quantit di solvente utilizzata minore la
qualit del silicone e la resistenza ai raggi ultravioletti (si deteriora e si stacca pi velocemente) e minore il
prezzo.
Per garantire una buona tenuta e durata si consiglia di utilizzare Siliconi di ottima qualit. Orientarsi pertanto su
siliconi puri come ad esempio General elettric o il Down corning (il Saratoga ad esempio non altro che Down
corning tagliato). Pu essere utilizzato indifferentemente silicone trasparente o nero. Il secondo esteticamente
pi bello ma pi difficile da lavorare (si notano subito eventuali imperfezioni). Il beccuccio va tagliato di circa 45.
In questo modo nel momento della stesura rimane parallelo al vetro.

Fondamentale per evitare perdite stendere il silicone in modo


uniforme in una sola passata su tutto il bordo del vetro, senza
interruzioni. La molla delle pistole per silicone si arrugginiscono
facilmente e spesso si incastrano durante l'operazione. Per evitarlo
lubrificare bene la molla ed il tubo in metallo scorrevole.

Il silicone va steso con decisione, diritto e in una sola passata. Per


aiutarsi a stendere diritto il silicone appoggiare il dito al vetro ed il
beccuccio al dito. Fate scorrere il dito su tutto il bordo del vetro e
nel contempo stendete il silicone. Usate dei guanti da chirurgo per
non sporcarvi le mani.
Unire le due lastre premendo leggermente Avvicinare la base di vetro alle due lastre
facendo fuoriuscire il silicone in esubero. incollate per posizionarle perfettamente a 90.

Effettuare l'operazione con gli altri due lati della vasca, e non toccare il silicone fuoriuscito ed aspettate
24 ore.

Quando il silicone sar asciutto avrete Posizionare bene le due elle sopra la lastra di base
ottenuto due elle con i lati perfettamente a 90 ed incollare gli altri due angoli. Aspettare 24 ore.
Quando il silicone indurito pi semplice toglierlo utilizzando una lametta.
Incidete prima da un lato e poi dall'altro

Il silicone in questo modo si stacca facilmente e la finitura risulta precisa eventuali aloni di siliconi
rimasti vanno rimossi con la lametta.

Nella foto sotto i vetri saldati con il silicone rifinito all'esterno e all'interno. Questo tipo di
saldatura se stesa correttamente assolutamente sufficiente ad evitare perdite.

Secondo strato di silicone

Se non siete sicuri del lavoro fatto, potete stendere un altro strato di silicone all'interno
(in questo progetto non abbiamo optato per questa soluzione).

Posizionare due strisce di carta adesiva a tre/quattro millimetri dallo spigolo interno.
Stendere nuovamente il silicone.

Questo strumento utilissimo per effettuare finiture precise


Raccogliere, prima che il silicone asciughi, il silicone in esubero.
Togliere le strisce di carta adesiva

Se il progetto della luce lunare collegato alla rete 220v sotto termostato non fa' per voi , e avete un
minimo di capacita' manuali ho realizzato per A.P una semplice luce lunare automatica a batterie,
tramite una resistenza fotovoltaica

Materiale
La costruzione di una luce lunare una cosa abbastanza semplice, il costo bassissimo (circa 8-9
euri) la realizzazione, se si dispone di un saldatore per stagno il gioco fatto!.
Il materiale necessario veramente ridotto, ed recuperabile nei comunissimi negozi di elettronica o in
ferramenta accessoriatissimi.
1. un led a luce blu ad alta intensit (diametro5)
2. una scheda 1000 fori
3. una fotoresistenza
4. un trimmer o potenziometro (smontabile da vecchie radioline)
5. il chip 555 con zoccolino
6. due resistenze come da schema allegato
7. circa 50 cm di cavo elettrico a due fili piccoli 1 mm
8. 5 cm di guaina termorestringente 1 mm
9. 5 cm di guaina termorestringente 5 mm
10. 1 portapile da 4 pile stilo normali
11 .4 pile da 1,5 volt
12. una scatola per materiale elettrico
13. consiglio inoltr di procurare un pochetto di silicone

Strumenti
Gli strumenti necessari sono veramente pochi e di facile
reperibilit:
1. saldatore per stagno e filo di stagno
2. pochissimo silicone (quello per sigillare i vetri dell'acquario)
3. utile ma non indispensabile un tester sopra e sotto.

Istruzioni
Dovete inserire i vari elementi sulla 1000 fori e collegarli come da schema allegato, se avete difficolt o non siete dei
provetti elettronici qua sotto riportato uno schema a prova d'errore. Ovviamente il led e la foto-resistenza dovranno
essere collegati con un filo pi lungo, per poter essere inseriti nel coperchio dell'acquario. I led hanno una polarita'
prima di stagnare i piedini ai fili e alla base assicuratevi che il tutto funzioni!
Saldate con attenzione, usando il saldatore per scaldare i piedini e poi appoggiando lo stagno Attenzione, verificate
la posizione corretta del chip 555, e operate le saldature sullo zoccolino senza chip. Il processore ha una fase:
visibile dalla mezzaluna scavata cos come il piedino porta processore.
Il funzionamento molto semplice, posizionate la foto-resistenza in modo che sia vicina ai neon dell'acquario e
posizionate il led al di sopra dell'acquario in modo che illumini la zona da voi desiderata. Quando i neon si spengono
automaticamente il led si accende. Il trimmer serve per regolare la sensibilit del circuito, fate un po' di prove
fino a trovare quella adatta. In fine inscatolate il tutto e riempire eventuali buchi nella scatola con silicone io ne ho
rifatto uno ancora pi piccolo sta tutto in un ovino kinder su su!... al lavoro..... Ah dimenticavo se vi si brucia il chip
sentirete friggere , ed tutto da ricomprare! non venitemi a cercare, l'errore vostro! il progetto fatto
collaudato e ancora ricontrollato :)Questo e un
semplicissimo esempio di come si pu auto-costruirsi una
luce lunare ad un costo basso e comunque sia efficiente,
come alimentatore utilizzeremo un comunissimo
alimentatore multi volt, di quelli con tanti spinotti. Il
voltaggio utilizzato e di 12V, se si volessero utilizzare altri
voltaggi si dovr cambiare la resistenza.

Materiale necessario
Pezzetto di tubo in PVC del 16
2 tappi del 16 in PVC
1 Led ultraluminoso (cod. RS 284-1392 o 281-5551 o 281-
5539)
1 porta-led
1 resistenza da 300 ohm
spezzone di filo calza e centrale
saldatore e stagno
punte da 8 e da 4
colla Tangit

Costruzione
Per prima cosa inseriamo il led nel porta-led, saldiamo
la resistenza al lato pi lungo del led e ne saldiamo il
cavo con la calza sul lato pi corto ed il centrale del
cavo alla resistenza.

Inseriamo un pezzetto di nastro isolante tra la


resistenza e la calza del filo per evitare di
Enciclopedia completa sullAcquario Tropicale dolce e della sua
fauna e flora a cura di Ezio Pollina.
Salve a tutti, credo che tutti gli appassionati possano dire di aver avuto come ospite nella propria vasca dei
Corydoras, e come molti altri, nella mia vasca di comunit di 55 litri circa, ospito ormai dal settembre 2001,
quattro esemplari, di Corydoras Aeneus. Tre sono albini, sono perci di un colore bianco rosato, quasi trasparenti,
uno, invece, ha la classica colorazione bruno/marrone, ed inoltre, quasi il doppio, in dimensioni rispetto agli altri.
Siccome non vi difformismo sessuale nei corydoras, ma come spesso accade tra i pesci, la femmina ha dimensioni
superiori, pensavo che questa fosse appunto una femmina e, gli altri tre, dei maschi.

I miei corydoras riproduttori


Condividono la vasca esclusivamente con i gruppi show, il solo altro pesce che allevo. I valori ideali dellacqua non
sarebbero proprio gli stessi per le due specie, anzi, per i miei Corydoras hanno sempre goduto buona salute,
probabilmente perch oltre all'acqua leggermente dura (il PH solitamente attorno il 7,3) gli altri valori sono
sempre buoni. La vasca inoltre ben piantumata, quindi trovano un ambiente confortevole al riparo dalle piante,
preferiscono infatti la penombra, e rimanere nascosti alla vista. Inoltre il fondo di fine sabbia li lascia liberi di
filtrarla di continuo alla ricerca del cibo ed evita che si possano ferire. Il suo successo probabilmente dovuto,
oltre alla indiscussa simpatia, e alla altrettanto indiscussa, reputazione di pesce pulitore, ovvero di spazzino
dell'acquario, e che dovrebbe tenere pulito il fondo perch mangia gli scarti e gli escrementi degli altri pesci. Su
questo io per, non sono d'accordo. I Corydoras hanno invece bisogno di mangiare altrettanto bene quanto un
qualsiasi altro pesce. Le pastiglie comunemente in vendita per i pesci da fondo vanno pi che bene. Io per ho
abituato i miei a una dieta che comprende anche qualche pezzetto di zucchina, a qualche pisello a cui tolgo la
buccia, o artemie surgelate che introduco poco dopo lo spegnimento delle luci, di modo che raggiungano il fondo
evitando di essere mangiate dagli altri ospiti dell'acquario. Questo simpatico pesciolino di indole pacifica,
scorrazza sul fondo instancabile, sempre alla ricerca di qualcosa da mangiare, predilige fondi leggeri, quelli sabbiosi
a grana fine sono i pi indicati. Un fondo di sabbia fine, ci permetter anche di vedere come aspiri la sabbia, per
poi espellerla, in piccoli sbuffi, dalle branchie dopo averla filtrata di tutto ci che per lui commestibile. Con
questo tipo di fondo, inoltre, eviteremo che si ferisca ai delicati barbigli che porta ai lati della bocca, o che,
addirittura, li possa perdere strofinandoli su un fondo tagliente o a grana troppo grossa. Sono pesci abbastanza
adattabili, comunque sia, un valore di PH leggermente acido sarebbe preferibile, se compreso tra 6 e 7 ben
tollerato, nitrati e fosfati, vanno ovviamente tenuti a valori il pi bassi possibili. Sono inoltre dei pesci di branco,
quindi andrebbero tenuti sempre in un numero minimo di almeno tre o quattro esemplari, a salire poi, in dipendenza
delle dimensioni della vasca. La mia vasca di comunit, e uno dei gruppi show coinquilino dei Corydoras. Spesso
trovavo, saltuariamente, delle uova attaccate al vetro di fondo dell'acquario e avevo capito che potevano essere
solo i corydoras ad averle deposte, essendoci solo i gruppi insieme a loro. Le uova sono di color avorio
semitrasparenti, e la loro dimensione leggermente variabile, probabilmente in relazione alle dimensioni della
femmina, ma hanno all'incirca il diametro di 1,5 mm. Le uova sono ricoperte di una sostanza appiccicosa e dopo
averle staccate con la massima cura dal vetro, semplicemente con un dito, le spostavo nella classica nursery che
usavo anche per i gruppi. Il loro numero era sempre molto ridotto, al massimo 5 o 6. Le volte che si erano schiuse, i
piccoli, o erano morti dopo un paio di giorni, oppure erano spariti, probabilmente uscivano dai fori nel fondo del nido
e, ovviamente i gruppi li gradivano come cibo vivo. Siccome l'evento era saltuario, non mi ero mai ostinato nel voler
far sopravvivere i neonati. Dei neonati a poche ore dalla nascita si pu capire che dimensioni hanno raffrontandole
al foro sul fondo della nursery, modificata nell'intento, per vano, di evitarne la fuga. Nella foto a destra si vedono
anche delle uova che devono ancora schiudersi.
Questa estate per, il fenomeno della deposizione, ha iniziato a ripresentarsi puntualmente con frequenza
settimanale. L'evento scatenante si rivelato il cambio dellacqua, che io effettuo proprio con questa cadenza. Il
cambio lo faccio solitamente il venerd sera, o il sabato, la quantit d'acqua sostituita di circa 6/9 litri, per met
con acqua di rubinetto, lasciata riposare per almeno un a notte, e per l'altra met con acqua d'osmosi.
Documentandomi, ho scoperto che, in natura, i corydoras si riproducono nella stagione delle piogge. Ecco spiegato
perci il motivo della deposizione in corrispondenza del cambio dell'acqua. Nel periodo estivo le acque dove vivono
in natura, subiscono un generale deterioramento della qualit, e hanno una temperatura pi elevata e hanno una
temperatura pi elevata. L'arrivo delle piogge porta principalmente al cambiamento di questi due fattori, l'acqua ha
valori fisico/chimici migliori (in una parola pi pulita), e la temperatura si abbassa di alcuni gradi. Si creano quindi
le condizioni migliori per lo sviluppo dei piccoli. Lo stesso ripetersi in acquario di queste condizioni ha,
probabilmente, fatto scattare l'istinto riproduttivo nei miei Corydoras. A questo punto, incoraggiato dal ripetersi
delle deposizioni, ho deciso di cambiare sistema. Ho iniziato a spostare le uova, non pi nella nursery, ma ho
tagliato, a circa 3/4 cm dal basso, e utilizzato, il fondo di una comune bottiglia di plastica dell'acqua minerale.
Questa galleggia naturalmente, basta non riempirla del tutto, e lasciarla in uno degli angoli dell'acquario. In questo
modo l'acqua mantiene la temperatura di quella della vasca, e lo sviluppo degli embrioni continua. Una volta al giorno
cambio circa met dell'acqua, sempre con dell'altra presa dall'acquario, e rimuovo eventuali uova che sbiancano o
ammuffiscono.

Le uova deposte sul vetro di fondo della vasca Il fondo della bottiglia nell'angolo dell'acquario
Ancora le uova dopo essere state staccate dal vetro, Due piccoli al loro terzo giorno di vita
sul fondo della bottiglia

Dopo un tempo che, ho osservato, variabile tra un giorno e mezzo, e due giorni o poco pi circa, nascono i piccoli
corydoras. Per i primi due giorni non necessario dare loro particolari attenzioni, se non quella di cambiare
parzialmente l'acqua, avendo l'accortezza di non farli finire in vasca. In questo periodo infatti la loro sussistenza
viene garantita dal sacco vitellino che ben evidente. Al terzo giorno di vita, tolgo i piccoli dall'acquario e li metto
in un vaso di vetro, di quelli bassi, dove di solito viene venduta la giardiniera, con circa un paio di cm d'acqua. Le
dimensioni contenute del vaso non consentono ai piccoli di disperdersi e la sua forma e le pareti fanno altrettanto
con i naupli di artemia quando vengono somministrati. Il vaso posizionato sopra ad una mensola, sotto la quale ci
sono i due neon da 8W che illuminano l'acquario. In questo modo lacqua mantiene una temperatura di circa 22 dato
che la mensola, di legno, riscaldata dai reattori dei neon, e, a sua volta, riscalda il vaso di vetro. Ho comunque
verificato che anche tenendoli in un altro posto a temperatura ambiente lo sviluppo continua senza problemi se la
temperatura non scende troppo. A questo punto inizio a somministrare naupli di artemia. I piccoli inizieranno a
mangiare e pochi minuti dopo, lo stomaco, riempitosi dei naupli, sar ben evidente e si colorer di arancione. I
naupli di artemia possono sopravvivere anche un paio d'ore o pi, ma quelli che non vengono mangiati e muoiono,
vanno rimossi, per mantenere pulita l'acqua. Io uso aspirarli con un tubetto come quello dell'aeratore collegato ad
una siringa, facendo attenzione a non aspirare i piccoli. Se non viene fatto regolarmente ho visto che la mortalit
aumenta di molto. Un altro particolare in cui porre attenzione che non devono esserci uova non schiuse o gusci
delle stesse mescolati ai naupli. A mie spese ho infatti notato che circa met dei piccoli a cui avevo somministrato
frettolosamente non solo i naupli, sono purtroppo morti nella successiva giornata. Una buona soluzione pu essere

nella prima settimana l'utilizzo delle uova di artemia decapsulate, assolutamente sicure, tanto che si possono
somministrare anche cos come sono.

In questi piccoli si pu notare la colorazione arancio Si pu vedere la differenza di dimensione tre i due
Dello stomaco esemplari, in alto a DX rispetto agli altri fratelli
Differenza nello sviluppo a diverse et
Lo sviluppo fisico molto rapido, nei primi tre giorni il loro aspetto cambia da piccoli esserini semitrasparenti, e quasi
invisibili, assumendo un aspetto pi definito. I primi tratti caratteristici, e che si notano bene, anche se minuscoli, sono i
barbigli, e le pinnette ai lati della bocca. Con il passare dei giorni la crescita continua, le pinne dorsale e caudale sono
inizialmente un tuttuno, ma in un mese raggiungono tranquillamente taglie attorno al centimetro e hanno l'aspetto di copie
in miniatura dei genitori Superati i primi dieci giorni di vita non ho pi avuto solitamente perdite tra i nuovi nati, proprio
questo il periodo pi delicato, durante il quale si verificano la maggior parte dei decessi. Fondamentali sono i cambi
parziali con almeno un terzo di acqua d'osmosi, non avendo questa accortezza le morti aumentano fino anche all'80%.
L'alimentazione nel primo mese esclusivamente a base di naupli di artemia, che comunque continuo a somministrare fino
a quando vengono spostati nell'acquario di comunit. Dopo il primo mese inizio a offrire ai piccoli, oltre che i naupli, anche
qualche piccolo pezzetto di pastiglia al 30% di spirulina, e del mangime proteico sbriciolato in modo molto fine. I piccoli
sono sempre in movimento alla ricerca di cibo e non disdegnano mai alcun tipo di sostanza commestibile, sufficiente che
sia di dimensioni tali da poter essere mangiata. Diventati pi numerosi a causa delle nascite continue, ho deciso di
spostare le prime covate in una vaschetta pi piccola di circa 20 litri, munita di filtro esterno appeso. Il tubo che preleva
l'acqua avvolto in un pezzetto sottile di spugna ed inoltre posizionato molto in alto per evitare di aspirare qualche
pesce troppo piccolo. Il filtro viene logicamente spento ogni volta che viene introdotto il cibo, come per esempio i naupli,
per permettere ai piccoli di mangiare tranquillamente sul fondo.

Alcune delle prime generazioni riunite, provvisoriamente, in una vaschetta del gelato

Alcune delle prime generazioni riunite, provvisoriamente, in una vaschetta del gelato

Dato che le deposizioni continuavano con la consueta regolarit, sono riuscito anche ad assistervi.
Probabilmente, in quella occasione, avendo fatto il cambio dell'acqua molto tardi il sabato sera, i pesci hanno deposto la
domenica mattina, verso le 9, con le luci accese e noncuranti della mia presenza. Ho cos scoperto di avere due maschi
albini, e due femmine, una albina e l'altra di colorazione normale. L'evento preceduto da uno scorrazzare generale per la
vasca di tutti gli esemplari. Poi scelto dove andranno deposte le uova, l'attivit si concentra in quel punto. La femmina si
posiziona con il muso sul fianco del maschio a formare una T. Con degli evidenti colpetti che gli fanno inarcare il corpo, lo
stimola ad accoppiarsi, e ad emettere lo sperma. Sempre in questo momento ho notato fuoriuscire dall'addome della
femmina le uova, all'incirca 4 o 5, che vengono trattenute sotto il corpo stringendole con le due pinne ventrali. La femmina
non sempre rilasciava subito le uova, alcune volte girava per l'acquario per parecchio con il suo carico, alla ricerca del
punto che reputava migliore, addirittura le ho viste cercare, e assumere, del cibo. Nel mio caso il luogo dove le uova
vengono depositate, quasi sempre collocato in due punti dell'acquario ben precisi. Questo dipende, evidentemente, dal
fatto che le femmine sono due, e che scelgono due posti diversi per abbandonare le uova. Le ultime deposizioni sono,
inoltre, numericamente cresciute, forse perch ho iniziato a fornire pi cibo ai genitori, e questo ha consentito alle
femmine di produrre pi uova. Inoltre, spesso, notavo che parecchie erano sparite, e infatti osservando le deposizioni,
spesso i genitori dopo poco ripassando dove c'erano le uova, se le mangiavano.

Una deposizione consistente e una covata precedente, di soli 7 esemplari.


A un certo punto ho dovuto cambiare il modo di allevare i piccoli a causa del numero crescente degli esemplari, di varie
et, distribuiti tra la vaschetta e due vasi in vetro, pi le uova che ormai quasi ogni settimana raccolgo. Ho iniziato perci
a utilizzare delle classiche nursery in plastica, ma di dimensioni ridotte rispetto a quelle dei guppy. In queste nursery
posso spostare i piccoli direttamente dal fondo della bottiglia, appena sono abbastanza grandi da non sfuggire attraverso
i due lati pi stretti, che sono provvisti di due serie di fessure molto strette per consentire il ricambio dacqua. In questo
modo non sono pi costretto a cambiare l'acqua giornalmente, ed sufficiente dare loro da mangiare. In questo modo
inoltre la temperatura dell'acqua resta sempre uguale. Per contro si rischia di trovarsi costantemente con 3 o 4, o pi,
oggetti galleggianti.

Due esemplari all'interno della nursery in plastica

Due esemplari all'interno della nursery in plastica


Quanto sono minute le uova e i piccoli appena nati! Due esemplari all'interno della nursery in plastica.
Il cucchiaino da caf

Uno dei piccoli' che si vedono nella foto sopra poco dopo La vaschetta dove i piccoli aspettano di essere
essere stato liberato nella vasca di comunit cresciuti a sufficienza prima di essere inseriti nella
vasca insieme ai genitori e ai loro fratelli.

Ancora un piccolo in secondo piano, da poco in vasca, Nell'altra foto sulla destra due genitori con alla loro
in primo piano uno dei genitori sinistra un piccolo.

Dalla vaschetta di 20 litri, una volta arrivati ad una taglia adeguata, sposto in fine i piccoli nella vasca insieme ai
genitori e ai fratelli. I nuovi arrivati non hanno nessun problema a integrarsi ne nuovo ambiente, anzi la presenza
della sabbia sembra essere una cosa assai gradita e iniziano subito a setacciarla con molto impegno. La colorazione
fino ad ora rimasta ben distinguibile da quella dei loro genitori che riesco sempre a distinguere chiaramente. I
piccoli sono pi chiari, quasi bianchi, con riflessi verde azzurro sulle pinne. I genitori, invece, hanno una colorazione
pi giallastra, e inoltre, le striature che partono dalla linea laterale sono molto pi evidenti e marcate, e di un
colore, anche queste, di un giallo pi carico. Gli occhi sono infine molto pi rossi e scuri negli adulti e anche
leggermente pi grandi.

L'ora del pasto

Con il periodo invernale le deposizioni sono diventate pi irregolari, ultimamente poi non ho pi raccolto sempre le
uova, abbandonandole perci al loro destino, e dando per scontato che venissero mangiate, visto l'affollamento in
vasca. Evidentemente invece i miei pesci mangiano abbastanza da non predare neanche i pur piccolissimi neonati,
tanto che, un pomeriggio, con mia grande sorpresa, mi sono accorto che tra le piante c'era un piccolo di sole due
settimane circa!!! Evidentemente era nato in vasca, ed era cresciuto, riuscendo a raggiungere oltretutto una taglia
che ormai gli consentiva di stare senza problemi con i suoi fratelli, pi grandi di almeno quattro o cinque volte, che
gli nuotavano attorno indifferenti. Per sicurezza, l'ho pescato e messo nella vaschetta con dei fratelli di poco pi
grandi, per questo dimostra che, se gli adulti sono ben alimentati, non ci sono altri pesci nella vasca, e il filtro non
li risucchia, una qualche possibilit di sopravvivenza i piccoli l'hanno.

Nella foto il piccolo sopravvissuto, gli esemplari che si vedono sono i suoi fratelli, oltretutto non
ancora cresciuti del tutto, il che fa capire quanto piccolo, e quanto stato fortunato, e scaltro.

I Plecostomus
I Plecostomus, appartenenti alla famiglia dei lorycariidae, in natura sono largamente presenti in sud America e
molto diffusi anche in acquariofilia per le loro straordinarie capacit di divorare le alghe e quindi di mantenere
puliti i vetri, spesso, per questo motivo, i Plecostomus vengono classificati come pesci "pulitori dei vetri", infatti la
loro dieta, prevalentemente vegetariana, li porta a cibarsi di vari tipi di alghe che si sviluppano nei nostri acquari.
In realt contribuisce anche alla pulizia del fondo in quanto gradisce molto i resti di cibo depositati e sfuggiti agli
altri ospiti.
Hypostomus plecostomus
Una peculiarit dei Plecostomus data dalle sue dimensioni che in natura raggiungono i 40cm, ma che possono
facilmente essere raggiunte anche in vasche con sufficiente spazio!!! quindi attenzione, prima di acquistare questi
pesci bene rendersi conto delle loro necessit di spazio una volta adulti.
Nonostante la livrea classica sia molto scura e spesse volte nera ne esistono delle specie albine o delle altre striate
molto belle. Caratterialmente sono dei pesci molto vivaci ma non danno fastidio agli altri ospiti della vasca.
Spesso vengono confusi con il "cugino" Ancistus ma solo se si tratta di esemplari molto giovani in quanto da adulti le
loro dimensioni non lasciano spazio a dubbi.

Frequentemente confusi con i Plecostomus sono gli Ancistrus (nella foto A.dolichopterus)

La loro passione sono i sassi lisci messi in verticale e le radici scure dove e solito farsi la tana e dove passa la gran
parte del tempo durante il giorno essendo pesci che amano la penombra e che quindi attivo principalmente di
notte o con delle luci molto basse.
Da adulto nonostante la sua indole pacifica pu creare grossi problemi dovuti alla mole, come scavare grosse buche
sul fondo, divorare qualche pianta o creare una quantit industriale di escrementi.
La riproduzione risulta sconosciuta in acquario, almeno secondo le mie fonti attuali, anche perch notevole la
difficolt nella distinzione dei sessi e nella convivenza di pi di un'esemplare in una stessa vasca che dovrebbe
avere una capacit minima di almeno 300L.
In quanto ai valori dell'acqua non ha particolari esigenze la temperatura ideale compresa tra i 24 e i 27C, ma
alcune specie riescono a sopravvivere anche tra i 15 e i 30C, il ph dovrebbe aggirarsi intorno a 7 e il gh 8-18.

Crossocheilus siamensis e Epalzeorhynchus kallopterus impariamo a distinguerli


Spesso queste due specie differenti di pesci vengono confuse, e non difficile che nei negozi una di queste sia
venduta per l'altra.
Gran parte della confusione deriva dal vecchio nome usato per i siamensis, che era appunto Epalzeorhynchus
siamensis (nome ora non pi corretto, anche se ancora facile trovarlo specie nella letteratura un po' datata).
Questo ci fa capire fin da subito che le due specie hanno molto in comune. Entrambe appartengono alla famiglia
Cyprinidae, sottofamiglia Garrinaee.
Per quanto riguarda il comportamento e le abitudini v segnalato che entrambi sono ottimi mangiatori di alghe (in
particolare il siamensis, tanto che il suo nome comune in inglese "Siamese Algae-Eater"; il kallopterus viene
invece chiamato "Thai Flying Fox"). Anche se abbastanza irrequieti, specie se tenuti in piccoli gruppi, raramente
provocano disturbo agli altri pesci che al massimo si vedono soffiare da sotto "il naso" un prelibato boccone di cibo.
Sempre se tenuti in gruppo si potr assistere a scaramucce intraspecifiche, ma anche in questo caso raramente un
esemplare ne risulter danneggiato (sono pesci territoriali e come tali sempre pronti a difendere il territorio). In
linea di massima il siamensis molto pi adatto alla vita di gruppo: ad esempio tenere solo due esemplari di
kallopterus in una vasca di piccole-medie dimensioni comporter una seria di molestie da parte del dominante verso
l'altro individuo.
L'aspetto sicuramente molto simile, ma piccole differenze dello stesso ci faranno distinguere le due specie:
entrambi sono molto affusolati, con ventre piatto e bocca in posizione ventrale. Le pinne sono un primo elemento di
distinzione: mentre nel kallopterus sono rosso-dorate-rosate (colori comunque non molto evidenti) nel siamensis
sono pi trasparenti e "pulite".
In linea generale un kallopterus risulter di colore un po' pi acceso e rosaceo, rispetto ad un siamensis i cui toni
dominanti sono costituiti dal bianco, dall'argento e dal nero.
La pinna caudale l'elemento che sicuramente ci far distinguere le due specie. Infatti nel siamensis in essa si pu
notare il proseguimento della banda laterale nera che "divide" trasversalmente il corpo. Nel kallopterus questo
proseguimento non c' e la pinna risulta rossiccia e trasparente. Un dettaglio un po' pi tecnico dato dai barbigli: nel
siamensis troviamo un solo paio di barbigli sul labbro superiore, mentre in E. kallopterus due.
Da notare infine che Epalzeorhynchus kallopterus raggiunge i 15cm, mentre il siamensis resta pi piccolo di un paio
di centimetri. e provengono dall' Asia: in particolare il Crossocheilus siamensis (Smith, 1931) diffuso nel sud-est
asiatico, mentre l' Epalzeorhynchus kallopterus (Bleerker, 1850) nelle isole di Borneo, Sumatra e Giava (con
probabilit anche nell' India del nord ed in Tailandia).

Fig.1 e 2 coda di Epalzeorhynchus kallopterus Fig.3 coda di Crossocheilus siamensis

Crossocheilus siamensis
Epalzeorhynchus kallopterus

Qualche nota sull'allevamento


Entrambi i pesci amano acqua leggermente acida, tenera, ben ossigenata. Sarebbe opportuno effettuare
regolarmente i cambi parziali. Temperature ideali comprese tra 24 e 26C. Comunque v anche segnalata la
robustezza di questi pesci (personalmente la posso notare in Epalzeorhynchus kallopterus) che li porta ad adattarsi
bene anche a bruschi interventi in vasca od a valori diversi da quelli ottimali.
Si possono anche considerare onnivori: se infatti vero che sono tra i migliori mangiatori d'alghe attualmente
disponibili per il mercato acquariofilo (penso infatti che il siamensis sia un'ospite fisso e molto importante
nel'equilibrio di una vasca "olandese") queste due specie non disdegnano nemmeno cibo vivo, liofilizzato, surgelato,
in scaglie o granulare! Si potr inoltre integrare la dieta (sopratutto se per vostra fortuna le alghe in vasca
scarseggeranno!!) con qualche pezzo di lattuga, spinacio o zucchina sbollentati. Il siamensis si nutre inoltre delle
alghe filamentose.
Allevabili in acquari di comunit comunque importante avere molte piante e rifugi nella vasca. Date le dimensioni
che raggiungono in breve tempo sarebbe utile avere almeno 80litri di volume per esemplare. Sono pesci di fondo
che per amano riposarsi appoggiati su foglie di grande piante.
In entrambi il dimorfismo sessuale non riscontrabile e la riproduzione in acquario sembra non essere ancora stata
realizzata.

Pesci "spazzini" ma non solo.... i Corydoras


Si chiamano Corydoras ed appartengono alla famiglia dei Callittidi, originari del Sud America. Sono i cosiddetti
Pesci spazzini, termine che purtroppo gli stato affibbiato da diversi decenni, vista la loro salutare abitudine di
ripulire il fondale del nostro acquario per andare alla ricerca di cibo. Per fare ci, madre natura ha predisposto
loro un delicatissimo organo che li aiuti a rovistare bene tra gli anfratti del substrato, ossia, li ha muniti di due
paia di barbigli sensoriali che si trovano ai lati della bocca.

Corydoras
Questi organi, comunemente chiamati baffi, sono delle appendici
cutanee che consentono al pesce di fiutare la presenza di cibo nelle
immediate vicinanze, anche nei casi in cui lacqua nella quale vivono,
risulti estremamente torbida e, di conseguenza, con scarsa visibilit.
Unevoluzione geniale quella che ha portato questa specie a poter
essere munita di un cos sofisticato muscolo sul quale poter far
affidamento anche per scavare piccole buche nei fondali sabbiosi con lo
scopo di trovare riparo da eventuali predatori. In natura, infatti, il
Corydoras ha dovuto sviluppare una fisionomia corporea adatta
allambiente nel quale vive: una testa massiccia, corpo tozzo, ventre
piatto, coda accentuata e aculei spinosi agli estremi della pinna dorsale
e delle pinne pettorali, sono lunica arma che questo pesce ha a sua
disposizione per difendersi da attacchi di altri pesci predatori verso il
fondo non essendo essi abili nuotatori, o temibili combattenti. Anche i
loro fianchi sono intelligentemente muniti di una corazzatura robusta
per attutire morsi e impedire ai parassiti di perforare lepidermide o
infiltrarsi tra le scaglie. Queste placche ossee dermiche sono disposte
su entrambi i lati del pesce e sono talmente dure che gli indios, per poterli mangiare, devono cuocere i poveri malcapitati a
fuoco vivo per oltre 10 minuti! La loro evoluzione non si , per, fermata soltanto ad uno strato esterno del corpo: vivendo
in acque generalmente basse caratterizzate da deboli correnti e, nella maggior parte dei casi, da una bassa
concentrazione di ossigeno, i poveretti non potevano certo morire asfissiati! A tale proposito, il loro tratto intestinale ha
subito continue modifiche nel corso degli anni diventando un importantissimo organo di riserva dossigeno e grazie a tali
trasformazioni il loro tubo digerente permette scambi respiratori tra atmosfera e sangue cos laria introdotta
attraverso la superficie dellacqua viene liberata sottoforma di anidride carbonica dallorifizio anale.

Per quanto riguarda le loro


caratteristiche estetiche, i
Corydoras vantano, tra tutti
i pesci di fondo, il primato
per il maggior numero di
sottospecie appartenenti a
questa famiglia. Sono circa
200 le colorazioni e le
sfumature che danno a
questo pesce un aspetto
sempre diverso e
stupefacente. Anche questa
vasta gamma di
assortimento, che coinvolge tutti i colori esistenti con sfaccettature uniche e meravigliose, il frutto di un lungo
cammino verso un adattamento mimetico ai diversi fondali che essi popolano. Difatti, in natura, ogni variet
endemica dovuta ad una evoluzione naturale della specie, volta al fine di poter assicurare ad ogni esemplare un
giusto mimetismo con il fondale e con lambiente circostante. Tra le specie pi conosciute e ricercate in
acquariofilia, troviamo: C. aeneus (la pi diffusa in tutto il mondo) caratterizzata dalla presenza di un colore
marrone dominante con due bande pi scure laterali; C. paleatus (altra specie di larga diffusione) caratterizzata da
un corpo totalmente tappezzato di macchie bianche, nere, grigie e gradazioni sfumate di azzurro; C. reticulatus e
C. similis, due specie simili tra loro caratterizzate da una colorazione a mosaico dal giallo oro al marrone scuro; e
poi ancora il C. julii, C.panda, C. schwartzi e C. solidalis. Queste sono soltanto alcune delle innumerevoli specie che
tale famiglia conta nel suo albero genealogico. Le uniche due specie regolarmente riprodotte in cattivit sono C.
aeneus e C. paleatus. Di conseguenza, sono le specie pi economiche e pi facilmente reperibili in tutti i negozi
dacquari con prezzi che possono variare, a seconda della grandezza degli esemplari, dai 2 ai 5 euro circa. Le altre
specie, essendo nella maggior parte dei casi importate dai luoghi dorigine (Colombia, Per, Brasile), hanno
valutazione leggermente superiore sfiorando il prezzo massimo di circa 10 euro per le variet pi appariscenti come
C. sterbai, C. panda e C. barbatus.

Corydoras aeneus Corydoras aeneus "albino"

Corydoras julii Corydoras pan

Nei nostri acquari, i Corydoras sono i perfetti coinquilini di molte specie di pesci, dai piccoli e delicati caracidi, ai grandi e
colorati ciclidi. Compagni ideali possono essere ad esempio Discus e Scalari, visti i valori chimico-fisici dellacqua che sono
pressoch uguali per le tre specie. I Corydoras prediligono unacqua con Ph neutro o leggermente acido (da 6 a 7), durezza
media (8-12 Dgh) e una temperatura compresa tra i 22 e i 27 gradi a seconda della specie. Questi sono i valori che
bisognerebbe non infrangere per assicurare ad ogni esemplare uno stato di benessere continuo e duraturo nel tempo,
nonostante questi pesci abbiano mostrato nel corso degli anni straordinarie capacit di adattamento ad ogni tipologia di
acqua. Per quanto riguarda larredamento della vasca, il tutto dipende da che Corydoras si intendono ospitare. Diverse
specie gradiscono un fondale ricco di vegetazione con piante da far radicare molto bene al terreno, onde evitare che i
pesci le danneggino. Di grande importanza il materiale che usiamo per ricoprire largilla nel fondo: si pu usare qualsiasi
tipo di pietra e qualsiasi tipo di ghiaia. La cosa importante che i sassolini siano ben arrotondati per evitare di
danneggiare i delicati baffi dei pesci. Lideale sarebbe una finissima sabbia di quarzo rosa con granulometria di 1 mm.
Inoltre, la vasca deve essere provvista di un ottimo sistema di filtraggio in quanto si sa che proprio nei pressi del
fondale che si registrano maggiori concentrazioni di quelle sostanze tossiche ai pesci dovute al deterioramento di
mangime, feci ecc Piccoli cambi dellacqua settimanali nella misura del 10% sono ben accetti dai bellissimi pesci che, dopo
minimie variazioni allambiente nel quale vivono o allacqua, vengono stimolati alla riproduzione.
Corydora breei Corydora burgessi

Corydoras con color Corydoras elegans

Quasi tutti gli esemplari di questa specie raggiungono una completa maturit sessuale allet di circa due o tre anni. Per
questo, vista la difficolt che si ha nel riconoscere esattamente il sesso di ognuno, bene acquistare un gruppetto di 5-6
Corydoras da ospitare in una vasca di circa 200 litri. Sebbene si tratti di animali relativamente piccoli (6-7 cm), hanno
bisogno di molto spazio per essere lasciati liberi di agire come se si trovassero in natura. C anche da considerare il fatto
che questi pesci non sfruttano tutta la capacit della vasca, bens soltanto la parte inferiore quindi non molto
importante quale sia il volume totale dellacquario, ma fondamentale invece che questultimo si sviluppi pi in lunghezza e
larghezza piuttosto che in altezza. Lideale sarebbe una vasca a base ampia di 120x50 cm. E proprio in questambiente,
con i giusti valori dellacqua, che i Corydoras pronti allaccoppiamento, inizieranno i loro giochi amorosi fatti di
inseguimenti, capovolte, continui scossoni da parte del maschio che tenta di conquistare la femmina e parate minacciatorie
tra gli esemplari che si contendono la stessa preda. Per stimolare il processo riproduttivo utile abbassare di 1-2 gradi
la temperatura dellacqua visto che in natura, tale raffreddamento, corrisponde allarrivo del periodo delle piogge, periodo
durante il quale i pesci sono nel pieno della loro attivit riproduttiva. Se le condizioni ricreate nellacquario saranno
ottimali, in breve tempo si noter la coppia pronta alla deposizione aggirarsi freneticamente lungo tutta la superficie del
fondo e delle pareti, alla ricerca di un substrato sul quale adagiare le uova. Con i delicati barbigli, la coppia di partner,
pulir accuratamente il luogo prescelto e tutta larea circostante. Nel fare questo, i pesci lasceranno man mano uno strato
sottilissimo di muco invisibile lungo lo spazio che percorreranno. La natura di questo muco un argomento alquanto
discusso tuttoggi: alcuni scienziati sostengono che si tratti di una secrezione che i genitori stessi liberano attraverso i
barbigli per disinfettare il luogo dove depositeranno le uova, proprio come una specie di saliva disinfettante
antiparassitaria; altri sostengono invece che si tratti di un liquido incolore che serve a delimitare il territorio attraverso
lodore che lo stesso emana: difatti gli altri maschi della specie, percependo questi odori, non oserebbero oltrepassare i
confini precedentemente segnati e non sarebbero di pericolo per la nidiata; altri ancora sostengono che si tratti di una
secrezione appiccicosa, secerna con lo scopo di tenere raggruppati i piccoli nelle prime ore di vita, fino allo smaltimento
del sacco vitellino; infine c chi avvalora tutte e tre le tesi sostenendo, inoltre, che questo muco sia di fondamentale
importanza alla sopravvivenza e alla schiusa della uova, in quanto, in assenza di esso, queste ammuffirebbero o non
verrebbero fecondate. Se ci fosse vero, si spiegherebbero molti degli insuccessi che si riscontrano spesso allevando e
cercando di far riprodurre la specie in cattivit.
Corydora rabauti Corydora pulcher

Corydora pygmaeus Corydora parallelus

Giunto il momento della deposizione, la vasca contenente questi simpatici pesci in piena attivit. Difatti, la femmina
pronta per latto, inizier a richiamare lattenzione del partner scelto con tremolii del corpo e impicchiate turbinose lungo
le pareti dellacquario. E proprio sul vetro sito nella parte opposta al filtro che avvengono la maggior parte delle
deposizioni in quanto le uova hanno bisogno di molto movimento dellacqua per terminare il loro sviluppo e non ammuffire.
Occorre una continua e potente ossigenazione che permetta unalta percentuale di schiusa. Le modalit di fecondazione
possono variare a seconda di ogni singolo individuo, in quanto, parlando di specie allevate in cattivit, alcuni dei tratti
comportamentali riguardanti la riproduzione sono stati modificati nel corso del tempo. In ogni caso, come in tutte le
specie della famiglia dei Callittidi, la femmina si pone sopra al maschio nella classica posizione a T aspirando gli spermi e
mettendoli in contatto con le uova attraverso i suoi opercoli branchiali o attraverso la sua apertura anale. Una volta
fecondate le uova, la femmina deposita i futuri nascituri sul substrato prescelto aiutandosi nellardua impresa con i suoi
impagabili barbigli. Pu capitare alle volte che una stessa femmina faccia fecondare le proprie uova da maschi differenti e
questo avviene quando, allinterno di uno stesso gruppo, non si sia ancora formata una vera e propria gerarchia e, di
conseguenza, non ci sia unesemplare dominante al suo interno. Se la vasca abbastanza capiente (almeno 200 litri) non
necessario isolare la coppia prima della deposizione perch nonostante i riproduttori non riconoscano la prole come
propria, di rado attaccano la nidiata o i piccoli appena nati. Se la vasca nella quale si trovano, invece, risulta sprovvista di
ingegnosi nascondigli e densamente popolata, bene isolare la coppia prima della deposizione in un acquario dedito a loro e
allontanare gli stessi genitori dalla nidiata dopo 2-3 giorni. Le uova, solitamente, si schiudono dopo circa 3 giorni dalla
deposizione e i piccoli, che appena nati misurano 1 mm di lunghezza, sono appesantiti nel nuoto da un ultimo residuo di
sacco vitellino. Dopo 24-48 ore gli avannotti, che somiglieranno sempre pi ai genitori, inizieranno a muoversi e a spostarsi
con lievi balzi da terra fino a quando non avranno terminato tutto il contenuto del sacco vitellino. A questo punto sono
pronti per iniziare la loro vita in modo totalmente autonomo.

Corydora robustus Corydora schwartzi


Corydora semiaquelas Corydora vittatus

Gli avannotti dovranno essere nutriti inizialmente con mangimi liquidi o infusori per i primi 2 o 3 giorni. Successivamente si
potr passare ad una alimentazione pi sostanziosa composta da cibo vivo (naupli di Artemia salina) e mangime secco
finemente sminuzzato. Nel giro di un mese i piccoli corydoras saranno, pressoch, la copia in formato ridotto dei propri
compagni adulti e gi da tempo avranno iniziato a rovistare tra la sabbia del fondo alla ricerca del cibo.

Corydora araguaiaensis Corydora barbatus

Corydora blochi Corydora atropersonatus

Da quanto esposto sopra emerge come i Corydoras siano non solo importantissimi filtri biologici per lacquario, ma anche
affascinanti pesci che sanno regalare ad ogni acquariofilo, neofita o no, momenti di indimenticabile purezza ed
inconfondibile piacere suscitando continuamente la curiosit e catturando lattenzione di chiunque si fermi ad osservarli.

ULTIMISSIME DAL MONDO DELLAMERICA DEL SUD


Una equipe di 15 scienziati facenti parte dellINSR, composta da esperti in materia di chimica, fisica, biologia e studiosi di
tutti i diversi biotopi presenti in natura, sta esplorando, ora, i territori che vanno da Trinidad a La Plata con mezzi
sofisticati e apparecchiature costosissime per documentare e risolvere tutto quello che ancora rimane inspiegabile ed
oscuro delle diverse specie ittiche che popolano tale zona. Tra queste il Corydoras una delle specie pi indagate di
questo momento e le scoperte fatte a partire dallAprile 2002 sono a dir poco sensazionali.
Dati statisti degli ultimi 10 anni, rilevavano unanomalia riguardante la concentrazione delle nascite di esemplari maschili e
femminili nei diversi periodi dellanno. Difatti, dopo lunghe e attente indagini su pesci presi come campioni per la ricerca,
si veniva a creare uno squilibrio totalmente inaspettato In natura il Corydoras si riproduce con regolarit soprattutto in
due periodi dellanno: in pieno inverno e in piena estate. Il 92,58% degli esemplari nati in inverno era di sesso maschile,
mentre il 97, 42% degli esemplari nati in estate era di sesso femminile!!! Una incongruenza troppo vistosa per non essere
notata Difatti dopo 2 anni di studi ed esperimenti fatti in laboratorio, gli scienziati, lavorando sul codice genetico dei
Corydoras e su tutte le fasi di produzione, sviluppo e fecondazione delle uova, sono arrivati alla certezza matematica che
il sesso dei pesci dipende dalla temperatura dellacqua nella quale si trovano le uova al momento della loro produzione e del
loro sviluppo dopo la fecondazione.
E oramai accertato come alcuni esemplari di diverse specie di Corydoras provenienti dal Bacino dellOrinoco,
dellEssequibo e del Rio delle Amazzoni, trovandosi in gruppo monosessuale, riescano spontaneamente a cambiare sesso
mutando il loro apparato riproduttivo. Capita alle volte che interi gruppi di pesci, si ritrovino divisi a causa di una
deviazione del corso dacqua nel quale si trovano, un momentaneo abbassamento del livello dellacqua che forma pozze
isolate ecc In questi casi, i Corydoras isolati, se si ritrovano in un gruppo formato soltanto da esemplari dello stesso
sesso, possono variare la loro conformazione fisica avvicinandosi al periodo riproduttivo. Cos si potuto osservare come
esemplari dominanti di uno stesso gruppo si trasformino in breve tempo da maschio a femmina o viceversa per continuare
il normale ciclo vitale della natura. Uno stupefacente adattamento alla selezione delle specie viventi, unarma efficace
contro il rischio dellestinzione di intere razze animali!

I CICLIDI
Allo scopo di formare una coppia con questi stupendi ciclidi americani, misi sei giovani esemplari della grandezza di
pochi centimetri nel mio acquario "ambiente da 110lt". Arredai appositamente l'acquario con un fondo composto da
ghiaino policromo scuro di granulometria media, nell'acquario molto piantumato erano presenti numerosi anfratti e
nascondigli creati con pietre ed una radice di torbiera. I valori acquatici: Temp.26C pH 7,5; dGH>10; dKH 10;
N03 12mg/l. Cichlasoma meeki o pi aggiornato come Thorichthys meeki, un ciclide molto territoriale, e
aggressivo specialmente verso i suoi conspecifici.

Maschio di Cichlasoma meeki

Dentro al mio 110 LT. i sei giovani esemplari erano spesso in


atteggiamento di minaccia tra loro, gonfiando gli opercoli branchiali e la
sacca golare. Dopo circa una ventina di giorni dalla loro immissione in
acquario, notai che due dei sei esemplari (i pi cresciuti, circa 5cm)
stazionavano continuamente in una zona nella parte posteriore della
vasca, vicino ad un sasso rosso, guardando meglio vidi che entrambi i
meeki erano intenti a ventilare con le pinne laterali un centinaio di uova
(alcune di colore bianco, altre grigio opaco) deposte e appiccicate sulla superficie verticale del sasso. Non vi dico la
mia contentezza: Si era formata una coppia ed avevano gi deposto le uova. Dopo la schiusa le larve vennero
sistemate dai riproduttori in buche precedentemente scavate nel fondo. Trascorsi circa quattro giorni dall'evento
si presento ai miei occhi uno spettacolo di prim'ordine: I genitori che pascolavano una grossa nuvola di avannotti
tra la vegetazione del fondo, ed i riproduttori sempre pi aggressivi scacciavano sistematicamente gli altri
quattro conspecifici che cercavano di avvicinarsi alla loro prole.
E' meraviglioso vedere i genitori specialmente la femmina, prendere in bocca gli avannotti che si allontanavano e
risputarli nel gruppo. Per la loro alimentazione, non avendo a disposizione i naupli di artemia somministrai del cibo
finissimo micronizzato, quattro - cinque volte nella giornata, indirizzando il cibo "nel mucchio" con l'aiuto di una
cannuccia da bibita inserita in una siringa. Successivamente, con mia grande delusione potei constatare che gli
avannotti diminuivano numericamente ogni giorno fino a che non ne rimase pi traccia, ci provoc le ire del maschio
verso la sua compagna. A seguito di quanto accaduto, ed anche per isolare la coppia nell'acquario a loro dedicato,
tolsi gli altri quattro meeki.
La mia coppia era diventata sempre pi bella, il maschio grandissimo due volte la femmina, misurava circa 13cm,
mentre lei arrivava appena a 7cm, occhioni grandi, la bocca dotata di grandi labbra, entrambi sforgiavano una
colorazione caratterizzata da un fondo blu - giallastro con numerose macchie, anche iridiscenti, sulle squame. A
volte si notavano da cinque a sette fasce verticali di colore scuro con qualche macchia pi pronunciata sui fianchi.
Sull'opercolo branchiale spiccava una macchia nera orlata di giallo.
Fantastico il rosso intenso della gola, del ventre e parte della pinna anale, questa colorazione rimaneva molto
accentuata nel maschio durante la riproduzione e le parate di minaccia. La coppia si riprodusse pi volte ma a causa
dell'aggressivit del maschio non sono mai riusciti a portare a termine la riproduzione che veniva sempre interrotta
durante una delle sue fasi, ultimamente le uova non arrivavano nemmeno alla schiusa.
Tutto ci a causa della crescente aggressivit del maschio verso la femmina, la quale era terrorizzata dal suo
compagno e costretta alla segregazione, la poveretta quando usciva dalla tana per mangiare veniva subito rincorsa
per tutta la vasca e aggredita dal grosso maschio.
Pertanto, decisi mio malgrado di portare questi ciclidi ad un negoziante. Dopo qualche giorno ritornando
casualmente in quel negozio, notai che l'incompetente aveva sistemato i miei meeki in una vaschetta di una
cinquantina di litri senza materiale di fondo ne arredamento, in compagnia di ciclidi africani e di un grosso botia,
osservando meglio vidi i miei poveri pesci stazionare in un angolo della vasca, scoloriti, impauriti e malridotti, il
maschio dei meeki non aveva pi la parte terminale della pinna dorsale, la quale risultava mozzata di netto,
presentava evidenti morsi alla pinna anale, ed escoriazioni della pelle in pi punti del corpo, a causare ci, il grosso
botia che aggrediva costantemente i meeki, senza dare loro la minima possibilit di scampo in quella esigua
vaschetta.
Con la rapidit del vento chiamai il negoziante e feci rimettere i meeki in un sacchetto ......... ora stanno nuotando
tranquillamente nel loro acquario da 110lt a casa mia, si sono entrambi ripresi, ed hanno nuovamente tirato fuori la
loro colorazione rossa di fuoco, ed il comportamento tipico della specie, infatti il maschiaccio a ripreso ad inseguire
e segregare la femmina.

PIANTE
L'allevamento delle piante appartenenti a questo genere risale all'epoca egizia, ed era ampiamente diffuso presso
le rive del Nilo; i vegetali erano utilizzati a scopo ornamentale, ma anche in occasione di rituali in onore del Dio dei
morti, Anubis (da cui trae origine il nome Anubias).

Anubias barteri barteri

Tale genere localizzato prevalentemente nei paesi della fascia costiera dell'Africa occidentale (Nigeria, Sierra
Leone, Senegal, Liberia, Guinea, Costa d'Avorio), ma anche in Congo, Mali, Camerun e Angola.
Le varie specie si concentrano in biotopi ombreggiati o poco illuminati (anche se si registra la presenza di specie,
come nel caso di A. afzelii e A. barteri var. caladiifolia, che sono esposte pienamente alla luce solare), e sono
ubicati presso le rive di fiumi o ruscelli, in corrispondenza di terreni umidi.

PIANTE

Anubias barteri coffeefolia

Altre specie vivono parzialmente sommerse, con il rizoma sott'acqua, ancorato ad un substrato roccioso o
ciottoloso, in zone interessate dalla presenza di correnti pi o meno rapide, e cascate; solo raramente prosperano
in aree sommerse, e in tal caso non denotano un coefficiente di crescita elevato. In genere, le varie specie
presentano una fibra particolarmente robusta ed un rizoma serpeggiante, talvolta dallo sviluppo sensibilmente
allungato, come nel caso di A. afzelii (oltre un m di lunghezza); il picciolo, solitamente guainato, pu essere
imponente e robusto e misurare sino a 70 cm, anche se alcune varianti di A. barteri palesano misure pi contenute,
che si attestano sui 10-30 cm.

PIANTE

Anubias barteri nana

La lamina fogliare, generalmente coriacea, denota una conformazione lanceolata, che a seconda delle specie, pu
spaziare da stretto-ovale a ellittica (presenti anche esemplari con forma ovoidale o sagittata), una colorazione
caratterizzata da varie tonalit di verde (alcuni esemplari di A. barteri var. angustifolia sono caratterizzati da
colori scurissimi, mentre in altri risaltano sfumature chiare; A. pynaertii sfoggia invece cromatismi intermedi), un
apice cuoriforme o appuntito e base decorrente (A. barteri var. angustifolia), troncata (A. barteri var. nana),
astata o abbastanza arrotondata (A. heterophylla); il margine contrassegnato da contorni leggermente ondulati
oppure lisci.

PIANTE

Anubias congensis

La produzione delle infiorescenze particolarmente generosa durante il periodo primaverile iniziale (da febbraio
ad aprile), e alcune specie, quali A. afzelii, sono anche particolarmente produttive per quanto concerne la
l'emissione di infruttescenze (contrassegnate, ad esempio, da un fitto rivestimento di bacche) e di semi.
PIANTE

Anubias giletti

Tuttavia, la produzione seminale stata accertata un'unica volta nel caso di A. gigantea, e mai riscontrata in A.
gracilis.
La specie pi indicata per la coltura in acquario A. barteri con le sue varianti, che, grazie alle dimensioni non
particolarmente esagerate (la variante angustifolia, per esempio, non supera i 40 cm di altezza), ed alle sue
caratteristiche estetiche e strutturali (la fibra robusta del fogliame), specificatamente idonea ad acquari con
Ciclidi.

PIANTE

Anubias hastifolia
Per garantire uno sviluppo corretto non necessario curare meticolosamente le condizioni chimiche dell'acqua,
poich tale specie, come del resto le altre, si adatta ad ambienti caratterizzati sia da acqua tenera che dura.
Condizione imprescindibile risulta invece il settaggio dell'illuminazione a valori medio-bassi, per impedire
l'insorgenza di problemi compromettenti la crescita delle piante, quali la copertura di alghe; importante anche
l'approntamento di un materiale di fondo (composto da sabbia frammista ad argilla, o terriccio) ricco di sostanze
nutritive, altrimenti gli esemplari si sviluppano in modo precario.

PIANTE

Anubias heterophylla
Nonostante le condizioni ottimali, bene sapere che il genere Anubias cresce piuttosto lentamente, perci
controproducente aspettarsi progressi significativi in tempi brevi, inferiori a circa un semestre.
A seconda della variante, A. barteri pu essere collocata in diverse posizioni o in acquari pi o meno grandi:
angustifolia particolarmente adatta alla sistemazione in zone centrali o posteriori della vasca; caladiifolia, la
variante pi grande della specie, assecondata nel suo sviluppo da una vasca sufficientemente alta;
differentemente da altre varianti.

PIANTE

Anubias kruising
A barteri nana si trova a proprio agio in un ambiente privo di materiale di fondo, galleggiando nell'acqua, e
rappresenta una decorazione ottimale per il primo piano della vasca. Le altre specie del genere Anubias, pur
adattandosi in qualche modo all'habitat dell'acquario, sono maggiormente indicate alla coltura semi emersa o
emersa (in tali ambienti crescono maggiormente e con pi sollecitudine), principalmente in paludari di considerevoli
dimensioni, contraddistinti da un' elevata umidit dell'aria, un' illuminazione bassa o media, e una temperatura
piuttosto calda.

PIANTE
Anubias-lanceolata

La moltiplicazione vegetativa avviene tramite la formazione di piante avventizie, in corrispondenza del rizoma, o
mediante divisione di quest'ultimo. La propagazione a livello gamico non esclusa a priori, ma avviene pi
difficilmente: la germinazione abbastanza sollecita, ma la crescita (sia in habitat sommerso che emerso) risulta
sensibilmente rallentata rispetto allo standard naturale.

La vasca
Poseidon Birba, acquario chiuso, misure: 50 x 30 x 30 cm, 45 litri lordi , spessore vetri 4 mmm.

Il sistema di filtraggio

Filtro interno a 2 stadi (meccanico, biologico) con volume di 4 lt: spugne a porosit differenziata, lana di perlon,
cannolicchi in ceramica. Pompa da 300l/h, termoriscaldatore da 25W della Wave. Sono abbastanza soddisfatto,
prossimamente acquister un filtro esterno, nello specifico un Pratico 100 della Askoll per guadagnare un po' di spazio e
migliorare la filtrazione dell'acqua.

Illuminazione
L'impianto di illuminazione di serie presente all'acquisto dell'acquario stato completamente sostituito. Attualmente
l'impianto di illuminazione costituito da 3 neon T8 da 15 W cadauno collegati tramite una cntralina da me costruita.I
neon sono (a partire da davanti):
- Acquastar di Sylvania
- Fresh Water di Arcadia
- Osram 840
Tutti i neon sono dotati di riflettori (Arcadia). L'impianto di illuminazione dotato di un timer il quale regola un
fotoperiodo di 11 ore al d, le luci si accendono alle 12.00 e si spengono alle 23.00.

Anidride carbonica
L'erogazione della CO2 avviene grazie ad un impianto Aquili costituito da una bombola usa e getta da 500g. Il
micronizzatore in vetro posizionato frontalmente al filtro, questo per far in modo che l'acqua in uscita porti con s il
maggior numero di bollicine. La valvola tarata per erogare 40 bolle al minuto. L'impianto non dotato di elettrovalvola
pertanto rimane sempre in funzione.
E' presente un test permanente CO2 della Aquili.
Allestimento

Il fondo costituito da
sabbia di granulometria
molto fine. Lo spessore
della sabbia va dai 5 cm
per la parte anteriore fino
ad arrivare ai 7 cm nella
parte posteriore. Il
ghiaietto stato
fertilizzato con un
prodotto granulare a lenta
cessione della AZOO.
Sopra la sabbia troviamo
due rocce rosse e una
radice di torbiera
ricoperta interamente da
Vesicularia dubyana.

Fertilizzanti ed altri
prodotti: Utilizzo
prodotti della linea Azoo,
somministrando 2ml di
Plant nutrients il luned, il
mercoled, il venerd e il
sabato; 2ml di chelate
ferrite la domenica e 2 ml
di Trace elements il
marted e il gioved.
Ogni 3 settimane
inserisco nel fondo 2
compresse Ferrotabs JBL

Alimentazione
Somministrazione
giornaliera di GVG MIX
della sera e di una
compressa di Nutron
Staples della Prodac
Pesci
Una coppia di Colisa lalia
4 Paracheirodon Innesi (Neon)
2 Hemigrammus R. (Petitella)
4 Rasbora
2 Botia macracanta
2 Caridina japonica
1 OtocinclusAffinis
1 Ancistrus Species
2 corydoras
Piante

Alternanthera reineckii
Glossostigma elatinoides
Eusteralis stellata
Hydrocotyle verticillata
Ludwigia glandulosa ( perennis)
Vesicularia dubyana
Cryptocoryne wendtii "brown"
Cryptocoryne undulata
Cryptocoryne crispatula, var Balansae
Microsorum pteropus
cortocircuitare.

A questo punto foriamo uno dei due tappi con la punta dell8 e ne
inseriamo il gruppo led avvitando il dado sul fondo

Mettiamo del tangit sul tubo e vi incolliamo il tappo-led, foriamo


con la punta del 4 laltro tappo, vi facciamo passare il filo e quindi
incolliamo anche questo tappo al tubicino. Incolliamo anche il filo
nel punto in cui esce dal tappo cercando di rendere il tutto a
prova dacqua

Nella foto non si vede ma il led e acceso

Questo sistemino lo ho ideato qualche anno fa, al tempo avevo valutato se utilizzare un sistema a batteria per
alimentarlo al posto dellalimentatore, ma due considerazioni mi hanno fatto preferire lalimentazione, le batterie si
scaricano molto facilmente e alimentandolo con le batterie non sarebbe collegabile ad un timer che potrebbe
accendere questo led allo spegnimento delle luci.
Come inserire le piante in acquario
Di seguito riporter le principali tecniche per il corretto inserimento delle piante in acquario. In base alla struttura
possiamo raggruppare le piante in questi gruppi:Piante a rosettaPiante a steloPiante epifitePiante a bulbo PIANTE A
ROSETTA (echinodorus, sagittaria, blyxa, cryptocoryne, ecc..) Le piante generalmente sono vendute in vasetti di
plastica, dove le radici sono avvolte nel grodan (della lana di roccia che viene usata dalle ditte che commercializzano
piante per far radicare e fertilizzare le stesse). Questa lana deve essere tolta tutta, pu essere dannosa per i pesci
e pu introdurre... leggi

Tecniche di riproduzione delle piante


Salve a tutti, mi accingo a scrivere questo articolo per descrivere in modo molto semplice e senza grossi termini
specifici, soprattutto perch non li conosco,la riproduzione delle piante dei nostri acquari. Le principali tecniche di
riproduzione sono: - per talea - per taglio del rizoma - per stoloni - per piante avventizie Non so come si chiami
questa tecnica ma descriver anche come riproduco Muschi e riccia. Se vi accingete a potare diversi gruppi di piante
di un acquario, buona norma svolgere questa operazione in pi fasi distanziate di qualche giorno. Le piante quando
vengono... leggi

Le rosse: non pi un sogno


Chi non desidera avere un acquario in cui compaiono tra le piante oltre ai soliti toni di verde anche
dei forti rossi o delicati rosa? Un acquario in cui compare un althernathera o una rotala magari fa
pensare che dietro quella vasca vi sia un segreto oppure un faticoso lavoro, bene ragazzi vi posso
assicurare che sbagliate! Allora cosa desidera davvero una pianta rossa? In modo molto secco
potrei rispondere che una pianta rossa necessita poco pi di una verde. La pianta rossa infatti ha bisogno di un
apporto di ferro chelato poco maggiore della norma, un illuminazione che superi 0.5-0.7 watt/litro.... leggi

Piante.... tante piante!


Siate sinceri: siete tra quelli che pensate che un acquario sempre bello in quanto comunque una cosa poco usuale
oppure guardandone uno ne giudicate lestetica? Sinceramente io sono ormai dell idea che le piante, elementi
FONDAMENTALI x una buona realizzazione di un acquario e un buon mantenimento dell equilibrio biologico al suo
interno, non vengano considerate e/o utilizzate sempre nell ottica giusta o quanto meno adeguata. E mia intenzione
qui fare un discorso generale sulle piante in base alla mia esperienza e a quello che diventato il mio punto di vista
cercando di essere il pi... leggi

L'incredibile Vesicularia dubyana


Chiunque abbia visto la Vesicularia dubyana crescere in acquario ne rimane meravigliato per il suo aspetto cos
"diverso" dalle altre piante, per il suo modo di crescita che consente un uso illimitato della fantasia nella sua
disposizione in vasca; infatti questo vero e proprio muschio da sempre usato in acquariofilia per tantissimi,
disparati, impieghi: come substrato per la deposizione delle uova, come rifugio di avanotti e piccoli pesci, nonch
come pianta di arredamento per vasche piccolissime o enormi dove si pu far ricoprire interamente il fondo della
vasca, farla crescere su... leggi
Le alghe in acquario
Le alghe sono una delle costanti del nostro hobby, ce ne accorgiamo quando le colonie diventano
infestanti ma sono presenti in tutte le acque del pianeta e le nostre vasche non fanno eccezione. Le
alghe sono organismi pionieri, i primi che nascono in nuovi ambienti sommersi, i primi che ricoprono le
superfici e che assorbono i nutrimenti disciolti, producono enormi quantit di O2 consumando anidride
carbonica, formano la base del nutrimento per le creature superiori nel plancton, diventano
sostentamento per le larve di pesci e invertebrati, insomma sorreggono tutti gli ecosistemi acquatici.
Proviamo... leggi

Alcune riflessioni sui cianobatteri


Ho letto larticolo di Angelo che descrive la maniera di eliminare i cianobatteri ed interessante perch da indicazioni
pratiche su come risolvere il problema che spesso succede nel nostro hobby Allora, quale contributo posso aggiungere
al nostro sito? Il buon Cesare diceva conosci a fondo il tuo nemico per combatterlo! Traendo spunto da questo nostro
illustre antenato, andiamo a vedere chi e che cosa sono questi cianobatteri. I CIANOBATTERI NON SONO ALGHE Sui
libri di biologia troviamo che appartengono alla grande famiglia del fitoplancton insieme a clorofite (coniugatoficee e
cloroficee),... leggi

Come ti elimino i cianobatteri


Io spero di no ma avete mai avuto in acquario una patina molliccia simile ad un velo gelatinoso color verde-azzurro, che
si espande a macchia dolio, che si forma in breve tempo su piante e oggetti darredo ed in pi ha un odore di marciume, un
po tipo odor di muffa ?Se s, il vostro acquario stato colpito dalla fatidica alga azzurra o meglio da ciano-batteri
perch di alga vera e propria non si tratta.Pensate che, da circa un anno a questa parte, questo problema (o meglio ex
problema perch da poco abbiamo la soluzione) affligge molti degli acquari della mia citt allestiti alla maniera... leggi

Come inserire le piante in acquario

Di seguito riporter le principali tecniche per il corretto inserimento delle piante in acquario.

In base alla struttura possiamo raggruppare le piante in questi gruppi:

Piante a rosetta
Piante a stelo
Piante epifite
Piante a bulbo

PIANTE A ROSETTA
(echinodorus, sagittaria, blyxa, cryptocoryne, ecc..)

Le piante generalmente sono vendute in vasetti di plastica, dove le radici sono avvolte nel grodan (della lana di roccia che
viene usata dalle ditte che commercializzano piante per far radicare e fertilizzare le stesse). Questa lana deve essere
tolta tutta, pu essere dannosa per i pesci e pu introdurre in acquario sostanze nocive.
Per togliere le piante dal vasetto bisogna prima schiacciarlo ai lati, poi delicatamente bisogna prendere la pianta alla base
ed estrarla dal vasetto.

Dopo averla tolta dal vasetto bisogna togliere tutta la lana, poca per volta, evitando di rompere le radici; spesso per
arrivare nei punti + nascosti utilizzo uno spillo. Fatto questo, le radici devono essere sciacquate abbondantemente sotto
acqua corrente per eliminare ulteriori traccie di grodan.
Se le piante hanno delle radici marcie, possono essere eliminate.

Dopo aver preparato tutte le piante, raggruppando tutte le radici e prendendole delicatamente con uan pinzetta possiamo
inserirle nel fondo del nostro acquario.
Le radici devono essere completamente interrate in modo da lasciare coperto il colletto della pianta.
PIANTE A STELO
(rotala, Alternanthera, Limnophila, Hygrophila, ecc.. )

Queste piante come le precedenti vengono vendute in vasetti contenenti il grodan. Gli steli di queste piante spesso
presentano poche radici e questo facilita la rimozione della lana di roccia. Se durante queste operazioni uno stelo dovesse
rompersi, non preoccupatevi, sia la parte inferiore (con le radici) che quella superiore (senza radici) potranno essere
piantate senza problemi.

Per l'inserimento di piante a stelo a foglie piccole come per esempio rotala rotundifolia, mayaca, rotala wallichii possiamo
raggruppare gli steli in gruppi di 3 o 4 e inserirli nel fondo aiutandoci con delle pinzette. Ogni singolo gruppo dovr essere
piantumato a circa 2 cm l'uno dall'altro.

Per piante a stelo con foglie medie o grandi come per esempio Ludwigia repens, Hygrophila corymbosa, Proserpinaca
palustris, dovremo inserire uno stelo alla vota, piantumandoli a circa 2 cm l'uno dall'altro.
PIANTE EPIFITE
(anubias, microsorium, vesicularia ecc.. )
Queste piante in natura crescono ancorate a roccie o legni e per questo dobbiamo ricreare le stesse condizioni anche nei
nostri acquari. A seconda della casa produttrice della pianta, vengono vendute con o senza vasetti. Se presente il
vasetto bisogna procedere come descritto per i casi precedenti, nel caso in cui la pianta non abbia il vasetto, dovremo solo
ricordarci di lavarla accuratamente.
Dopo aver scelto la pietra o il legno a cui far aggrappare la pianta,

questa deve essere posizionata in modo da far aderire per bene le radici,

e con l'aiuto di un filo di cotone o di nylon (nella fotografia il filo di nylon non si vede, stato riprodoto disegnando delle
lineee rosse) il rizoma ( il "tronco" da cui escono le foglie) deve essere legato facendo passare il filo pi volte intorno al
legno o alla pietra.
Il filo di nylon ha il vantaggio che non marcir, mentre quello di cotone col tempo si staccher dalla pianta, che nel
frattemo si sar ancorata al supporto.

Questa operazione vale per tutte le epifite, per le microsorium, durante queste operazioni, capita che alcune foglie si
stacchino. Le microsorium si riproducono per piante avventizie, perci le foglie staccate possono essere utilizzate per
produrre nuove piante. Le foglie devono essere posizionate con la parte che di solito rivolta verso il basso, rivolta verso
l'alto e legate alla pietra o radice avvolgendola col filo di nylon. Se nell'acquario avremo le giuste condizioni di luce e
fertilizzanti, in poco tempo si svilupperanno delle piante avventizie e le radici che si attaccheranno al legno o alla pietra.
PIANTE A BULBO
(aponogeton, ninfee, ecc..)
Questo tipo di pianta non viene quasi mai venduto all'interno di vasi con il grodan, se dovessere essere presente per
rimuoverlo dovete procedere come descritto per le piante a rosetta. Mentre maneggiate il bulbo dovete fare molta
attenzione e non rompere eventuli nuove foglie che si stanno formando. Il bulbo non deve essere interrato, se presenta
radici queste devono essere inserite nel fondo, altrimenti deve essere semplicemente adagiato nella posizione scelta. La
pianta svilupper delle radici che andranno a infilarsi nel substrato in cerca di nutrienti.

Tecniche di riproduzione delle piante

Salve a tutti, mi accingo a scrivere questo articolo per descrivere in modo molto semplice e senza grossi termini specifici,
soprattutto perch non li conosco,la riproduzione delle piante dei nostri acquari.

Le principali tecniche di riproduzione sono:


- per talea
- per taglio del rizoma
- per stoloni
- per piante avventizie

Non so come si chiami questa tecnica ma descriver anche come riproduco Muschi e riccia.

Se vi accingete a potare diversi gruppi di piante di un acquario, buona norma svolgere questa operazione in pi fasi
distanziate di qualche giorno. Le piante quando vengono potate subiscono un "trauma" e assorbono in maniera differente i
fertilizzanti perci per evitare squilibri che potrebbero favorire le alghe consigliabile distanziare le varie potature di
qualche giorno.

Vediamo ora nel dettaglio le varie tecniche.

RIPRODUZIONE PER TALEA

Per tutte le piante che si sviluppano in verticale lungo uno stelo come per esempio Rotala, Bacopa, Alternanthera,
Hygrophila e Ludwigia.

La riprodurre per talea consiste nel tagliare lo stelo appena sutto un nodo [fig. 2 punto A]
( il NODO la parte dello stelo dove sono attaccate le foglie [fig. 1 punti A e B] )

La parte inferiore dello stelo presenter nella parte terminale un moncone


alla base del quale [fig. 2 punto B] la pianta produrr nuove gemme e proseguir la sua crescita.
Pu capitare che la pianta produca anche 3 o 4 propagini, se siete orientati alla quantit potete lasciarle crescere tutte,
mentre se puntate alla qualit di crescita conviene eliminarne alcune per dare pi vigore alle restanti.
La parte tagliata dello stelo (detta anche potatura), va ripiantata facendo attenzione a non rompere lo stelo; per questa
operazione molto utile aiutarsi con delle pinzette.

In alcune condizioni di scarso nutrimento, questo tipo di piante emette radici aeree dai nodi; in tal caso le radici aeree
della potatura saranno utili per l'attecchimento della stessa.

Fig. 1

Fig. 2
In fotografia Rotala rotundifolia

RIPRODUZIONE PER TAGLIO DEL RIZOMA

Anubias, Bolbitis, Microsorum

Queste piante, che crescono meglio se ancorate a radici o pietre, sviluppano le foglie lungo il RIZOMA (in questo caso la
pianta invece di svilupparsi verso l'alto come le piante a stelo, si sviluppa generalmente in orizzontale, e il rizoma
emettendo parecchie radici, permette alla pianta di aggrappartsi ad una superficie.)
Fig. 3 in fotografia Anubias barteri

La tecnica per qesto tipo di piante molto simile alla precedente, bisogna tagliare il rizoma (avendo l'accortezza di
lasciare 4 o 5 foglie sulla parte + giovane) dividendolo in 2 parti [Punto A Fig. 3]. La pianta madre, produrr dei nuovi
getti, mentre la potatura continuer la sua crescita continuando ad emettere foglie nuove.

La moltiplicazione delle Microsorum oltre che per taglio del rizoma avviene anche per piante avventizie.
torna su

RIPRODUZIONE PER STOLONI

Vallisneria, sagittaria, echinodorus tennellus, echinodorus angustifolius, Glossostigma, Hemianthus callitrichoides ...

La pianta dopo aver raggiunto una certa grandezza, produrr uno STOLONE [Fig. 4 e 5 e 6], che si svilupper in
orizzontale a diretto contatto del substrato; dopo aver raggiunto una certa lunghezza molto variabile a seconda delle
condizioni di luce e nutrimento, svilupper sull'apice una nuova piantina; quanto questa avr sviluppato radici e foglie, lo
stolone proseguir la sua crescita in orizzontale continuando a produrre nuove piantine. Se si vuole impedire la
propagazione della pianta basta tagliare lo stolone vicino alla pianta madre.

Fig. 4 in fotografia Hemianthus callitrichoides

Fig. 5 in fotografia Glossostigma elatinoides


Fig. 6 in fotografia Vallisneria Spiralis

Cryptocoryne

In genere queste piante sviluppano [Fig. 7] dei rizomi nel substrato da cui spunteranno le nuove piantine; se si vuole
spostare la nuova piantina in una posizione diversa da quella scelta dallo stolone, basta aspettare che abbia raggiunto una
certa dimensione, poi baster tagliare lo stolone, sradicare la pianta e ripiantarla.

Fig. 7 in fotografia Cryptocoryna

PIANTE GALLEGGIANTI

Lemna minor, lemna major, azzola, Salvinia natans

Queste piante [Fig. 8] emettono degli stoloni lungo la superficie dell'acqua; quanto le nuove piante hanno raggiunto una
media dimensione possono anche essere separate dalla pianta madre.
La lemna minor non produce un vero stolone, ma semplicemente delle foglie attaccate una all'altra, queste si staccheranno
da sole dando vita a una nuova pianta.

[Fig. 8] in fotografia Lemna minor, lemna major, Salvinia natans

RIPRODUZIONE PER PIANTE AVVENTIZIE

Echinodorus

Queste piante si propagano sviluppando uno scapo fiorifero [Fig. 9]; questo se tenuto sommerso produrr nuove piantine,
mentre se fatto fuoriuscire dalla superficie dell'acqua produrr dei fiori.
Le nuove piantine vanno staccate dallo stelo solo quando hanno sviluppato sia foglie che radici in modo da poter essere
piantate senza problemi. Quando si decider di tagliare la piantina, lo stelo non andr tagliato a contatto della stessa, ma
ad almeno 3 cm di distanza. Questo funger da riserve di nutrienti permettendo alla piantina di superare il trauma della
potaura.

Lungo lo stelo si possono formare diverse piantine [Fig. 10 punti A e B] che inizialmente appariranno come piccole gemme
tonde.

Fig. 9

Fig. 10 in fotografia echinodorus ozelot

Microsorium e Ceratopteris

Sulle foglie pi vecchie di queste piante, se si presentano le giuste condizioni di luce e nutrimento, si sviluppanno delle
piccole piantine avventizie [Fig. 11]. Nel caso delle microsorium, quando le nuove piantine hanno prodotto almeno 4 o 5
foglie, con delle forbici bisoga tagliare la parte di foglia dove spuntata la piantina lasciando almeno un paio di cm intorno
al nuovo piccolo rizoma [Fig. 12 le linee tratteggiate rosse suggeriscono una possibile soluzione]. La parte tagliata potr
essere ancorata con del filo di nylon ad una radice o una pietra.

Nel caso delle Ceratopteris le nuove piatine possono essere piantate o lasciate galleggiare a seconda del metodo di
coltivazione adottato.

Fig. 11 in fotografia Microsorum pteropus

Fig. 12

MUSCHI E RICCIA

Vesicularia dubyana, Riccia fluitans, Monosolenium tenerum (Pellia)


Queste piante hanno una struttura abbbastanza particolare, Vesicularia [Fig. 13] e Pellia [Fig. 14] Se legate con un filo di
nylon a pietre o legni, con le loro piccole radici si aggrapperanno, mentre la Riccia anche se ancorata, non si aggrapper
mai in quanto una pianta galleggiante che non emette radici.

La riproduzione di queste avviene semplicemente dividendo la pianta con delle forbicii.

Fig. 14 in fotografia Monosolenium tenerum (Pellia)


Le rosse: non pi un sogno

Chi non desidera avere un acquario in cui compaiono tra le piante oltre ai soliti toni di verde anche dei forti rossi o
delicati rosa? Un acquario in cui compare un althernathera o una rotala magari fa pensare che dietro quella vasca vi sia un
segreto oppure un faticoso lavoro, bene ragazzi vi posso assicurare che sbagliate!

Allora cosa desidera davvero una pianta rossa?

In modo molto secco potrei rispondere che una pianta rossa necessita poco pi di una verde. La pianta rossa infatti ha
bisogno di un apporto di ferro chelato poco maggiore della norma, un illuminazione che superi 0.5-0.7 watt/litro.
Nientaltro che questo. Le piante rosse infatti necessitano anchesse, come le verdi, un normale apporto di anidride
carbonica, di oligoelementi e di un fondo mediamente fertilizzato.

Ma guardiamo la nostra vasca..e noi per un tantino di ferro chelato o per un neon in pi non ci godiamo delle piante dai toni
sgargianti che donano un piacevole effetto di armonia e contrasto tra il verde omogeneo del piccolo ecosistema?

Un alternathera al contrario di quello che si possa immaginare molto semplice da coltivare quando tutti i parametri
sopra citati sono presenti in rapporti costanti e bilanciati nelle nostre vasche, dunque perch privarsi della gioia di avere
un pianta diversa.

Ma andiamo ad analizzare ogni rossa per comprendere quale sia la pi semplice e quella pi adatta al nostro acquario.

Althernathera: da questa grande famiglia si diramano le varie specie, A. lilancina, A.roseifolia, A.raineki, sono le pi
comuni in commercio.

Tutte e tre le specie hanno sommariamente uguali esigenze, sono le piante rosse pi commercializzate nel mondo
dellacquariofilia in quanto sono tra le pi resistenti alle alte temperature e le pi longeve sommerse. Esigono acque
pulite,un illuminazione di almeno 0.5 watt/litro e ferro chelato in dosi concentrate somministrato almeno una volta a
settimana.Il fondo deve essere preferibilmente sabbioso e la fertilizzazione del terreno non esagerata in quanto la pianta
spesso produce radici aeree dalle quali assimila un buon 70% di nutrienti essenziali.
foto by red flame
Althernathera roseifolia foto by Zebrasoma

Althernathera roseifolia foto by Zebrasoma

Rotala: anche questa famiglia contiene molte specie coltivate in acquario con una difficolt differente per ognuna. R.
Wallichi, R. Rotundifolia, R. Macranda.
La R. Wallichi insieme alla Macranda sono le specie comunemente dette rognose proprio perch sono tra le pi esigenti in
acquario per pulizia dellacqua, luce e fertilizzazione. Esigono unilluminazione da 0.8 watt/litro in su e un apporto costante
di ferro per mantenere delle totalit di un rosso davvero sgargiante.

foto by red flame


Primo piano della Rotala wallichi foto by red flame
Primo piano della Rotala wallichi foto by red flame

La R. Rotundifolia invece la specie di rotala pi semplice e adatta a chi si vuole avvicinare al mondo delle rosse, poco
esigente in fattori di luce, circa 0.5 watt/litro ,ferro chelato con somministrazioni settimanali,fondo fertile e
naturalmente anidride carbonica.
foto by red flame

Ammania gracilis: la coltivo da circa sei mesi e, dopo una partenza un po' stentata dovuta principalmente al fatto che non
era in buone condizioni al momento dell'acquisto, si adattata veramente bene.

Pianta principalmente da fondo vasca, pu anche essere usata come soggetto principale dell'acquario, come nel caso della
foto sopra; non ha esigenze particolari come nutrimenti, mentre una buona luce ( >= 0.5W/L ) necessaria per aver una
colorazione rossa altrimenti tende all'arancio/verde. In acqua molto tenera (KH 2 - GH 4) ha avuto difficolta di crescita.

Raggiunge in breve tempo il pelo dell'acqua, crescendo senza problemi per 50/60cm, e si pu tranquillamente potare
lasciando una porzione di 10/15cm da dove nasceranno nuove piantine; la talea apicale tagliata la si pu ripiantare ed in
breve emettera nuove radici per ancorarsi al terreno.

Il fusto in pochi mesi raggiunge 1/1.5cm di diametro momento in cui conviene far nascere nuove piantine per soppiantare
quella troppo grossa che, a questo punto, pu creare qualche problemino di gestibilit specialmente in vasche non troppo
grandi.

Una caratteristica curiosa di questa pianta la germogliazione delle nuove foglioline; la differenza, rispetto alla maggior
parte delle altre piante a stelo, sta nel fatto che queste ruotano, man mano che crescono, di circa 90.
foto by roby68

Eusteralis stellata: una pianta che pu andar bene sia per la zona centrale che per la parte posteriore delle vasche;
secondo me, avendo cura di mantenerla ad una altezza media e tenendo le piantine a scalare man mano che si procede
verso la profondit della vasca, molto pi appagante come pianta da gruppo in centro acquario piuttosto che messa a
dimora dietro.
foto by roby68

Per avere delle piante rigogliose bisogna aggiungere co2, una buona illuminazione ( >= 0.5W/L ) e acqua non troppo tenera.

Riproducibile per talea, cresce in altezza 50cm ed oltre, ma pu essere tranquillamente tagliata a 10/15cm dal suolo,
punto in cui emetter nuovi getti che potranno essere staccati e piantati dopo breve tempo, meglio se gi di una 20ina di
centimetri. Le foglie sono molto strette con i lembi seghettati ed hanno una colorazione verde/marroncino sulla parte
superiore mentre tendono al rosa/fuxia sul lato inferiore.

Il fusto si ingrossa ma mano che la pianta diventa vecchia e forma alla base una fittissima rete di radicette aeree, come
una barba mentre nel ghiaino le radici vere e proprie si propagano abbondantemente, a seconda dellla vecchiaia anche per
pi di 30cm.

Una caratteristica di questa pianta proprio nella parte superiore delle foglie che, in mancanza di ferro nell'acqua,
tendono a diventare gialline; questo un vero e proprio indicatore di carenza del minerale e permette anzitempo di
procedere ad una sua immediata immissione nell'acqua.

Ricordo di utilizzare il ferro in modo controllato e con parsimonia perch spesso pi dannoso averne troppo piuttosto
che esserne in deficienza.
foto by roby68

Rotala Macandra: stata una delle prime piante rosse che comprai proprio perch viene descritta come molto esigente in
tutto... era cos una sfida per dimostrare agli altri amici "acquariofili" di negozio quello che avrei saputo fare... ed and
male. La prima difficolt la si incontra per l'adattamento; nei primi giorni dopo l'acquisto molto spesso tutte le foglie che
ha si sciolgono nel nulla e, erroneamente, specialmente per mancanza di esperienza, si pensa che sia tutto da buttare.
Avendo invece la pazienza di attendere ancora qualche giorno ecco che spunteranno le prime nuove foglioline, magari a
met del gambo, da dove poi crescere la nuova talea. Possiamo considerare morta una pianta di rotala macandra solo nel
momento in cui il fusticello, ormai senza pi foglie, diventer inconsistente e si spappoler ad una leggera pressione fatta
con le dita.

Fatta questa premessa passiamo ora alla descrizione di questa pianta che una tra le rosse pi belle.

Esigente in luce ( >= 1W/L per averla rossa fino in fondo ), sarebbe l'ideale per acquari con una colonna d'acqua non
superiore ai 40cm perch l'eccessiva distanza delle lampade dal fondo attenua parecchio i raggi luminosi, specialmente
negli ultimi 10cm verso il basso, con conseguenze che vanno dall'inverdire delle foglie alla perdita vera e propria delle
stesse. Questo non ci impedisce comunque di inserirla in vasche standard dove avremmo l'accortezza di posizionarla
dietro a qualche piantina, possibilmente con fogliame molto consistente, e che terremo ad una altezza tale da coprire la
parte bassa delle nostre rotale.

Riproducibile per talea, consiglierei di non tagliare a meno di 20cm, sia dal fondo che come lunghezza della talea apicale,
proprio per non lasciare nella zona meno illuminata la piantina, sia nel caso che debba radicare piuttosto che creare nuovi
germogli. La disposizione delle foglie spettacolare, sembrano quasi petali di un fiore, sensazione che si ha specialmente
quando gli internodi sono particolarmente vicini, mentre il fusto molto sottile ma non per questo fragile...anzi, se la
pianta in salute, ha la consistenza di un rametto, legnoso e difficile da spezzare; proprio per questo preferibile una
forbice ben affilata per le potature piuttosto che cercare di spezzare la talea con le unghie.

Anche per questa pianta non devono mancare co2 e ferro, mentre per la fertilizzazione generica, un buon liquido va pi
che bene.

foto by roby68

Piante.... tante piante!

Siate sinceri: siete tra quelli che pensate che un acquario sempre bello in quanto comunque una cosa poco usuale
oppure guardandone uno ne giudicate lestetica?
Sinceramente io sono ormai dell idea che le piante, elementi FONDAMENTALI x una buona realizzazione di un acquario e
un buon mantenimento dell equilibrio biologico al suo interno, non vengano considerate e/o utilizzate sempre nell ottica
giusta o quanto meno adeguata. E mia intenzione qui fare un discorso generale sulle piante in base alla mia esperienza e a
quello che diventato il mio punto di vista cercando di essere il pi chiaro e semplice possibile. Gli altri miei amici
..Angelo, Claudio, Roberto etc.vi hanno presentato coi loro articoli piante e aspetti a loro collegati per un loro buon
mantenimento: luce, riflettori, CO2, sabbia .
Quello che sto cercando di fare io provare a legare gli elementi di questo pacchetto informativo con un fil rouge,
cercare di farvi vedere le piante coi miei occhi.
Io sono per il bel colpo docchio che un acquario deve dare qualunque siano le sue dimensioni e per raggiungere questo
obiettivo, per forza si deve adempiere a tutte quelle operazioni basilari che vengono compiutamente descritte nel sito.
Il neofita, soprattutto quello principiante, ha come punto di arrivo i pesci e il loro buon mantenimento in vasca.
Nella mia lenta evoluzione (che non ritengo certo a chiss quale elevato livello dopo due anni) ho imparato a vedere le cose
sotto un altro punto di vista credo leggermente diverso. Badate bene: non sar un inno alle piante o all acquario olandese
(x chi non lo sa l olandese un acquario tematico in cui le piante sono le uniche protagoniste e i pesci, se ve ne sono, sono
in numero considerevolmente basso).
Immaginate la Terra con poche piante o senza!!!.bruttina eh? Pi che altro staremmo un po peggio noi. Iniziate a
vedere le cose da quest altra prospettiva in cui i pesci sono si la nostra meta preferita, ma non la principale?
Ho visto acquari bui a causa di fondi scuri; con enormi spazi vuoti per la mancanza di un numero sufficiente di piante;
acquarietti con la classica pinta messa nel centro e basta; fondi pi che a granuli grossi, ciottolosi.
Voi state meglio in una casa ben arredata o in una dove c poco e niente? Insomma, mettete piante nel vostro acquario
senza lesinare e dato che sono creature vive rendetele sane e forti. Concentrate la vostra attenzione tecnica su di loro
pi che sui pesci.
Abbellite i vostri acquari con tante piante.verdi brillanti, verdi scure, verdi chiare, rosse, alte, basse, di gruppo,
solitarie, muschi, felci..ce ne sono di tutti i tipi e per tutti i gusti. Solitamente le piante d acquario che troviamo dal
negoziante stanno a loro agio con acque intorno a pH=7 (neutro), durezza carbonatica (quella temporanea) compresa tra
3-5KH e temperature comprese tra 23-26C.
Basilare un buon terriccio sul fondo dellacquario e un fondo fine se non sabbioso.
Fondamentale l immissione nei cambi di acqua degli oligoelementi fertilizzanti (ferro su tutti) e se possibile,
compatibilmente con il budget di spesa, un impianto di CO2.
Come gi detto questo vuol essere un discorso generale e dunque non sto qui ad approfondire tali aspetti tecnici: nel sito
troverete molte informazioni sparpagliate in ogni dove..anche nel FORUM.
Tenete conto di una cosa essenziale a mio modo di vedere: preoccupatevi anzi tutto di creare in vasca un polmone di
piante a crescita rapida.
Non dimenticate inoltre che in buone condizioni le piante si propagano.
L ultima nota che metto polemica nei confronti di quei negozianti che hanno a che fare con persone inesperte: aiutateli
e siate disponibili a rispondere ai quesiti che vi vengono posti, ma soprattutto date almeno le nozioni base ogni volta che
qualcuno acquista un acquario.
L dentro vi andranno sicuramente piante e pesci, dunque non sbattetevene.
Concludo esortandovi ancora una volta a far uso di tante piante, con criterio si, ma tante.

L'incredibile Vesicularia dubyana

Chiunque abbia visto la Vesicularia dubyana crescere in acquario ne rimane meravigliato per il suo aspetto cos "diverso"
dalle altre piante, per il suo modo di crescita che consente un uso illimitato della fantasia nella sua disposizione in vasca;
infatti questo vero e proprio muschio da sempre usato in acquariofilia per tantissimi, disparati, impieghi: come
substrato per la deposizione delle uova, come rifugio di avanotti e piccoli pesci, nonch come pianta di arredamento per
vasche piccolissime o enormi dove si pu far ricoprire interamente il fondo della vasca, farla crescere su legni e rocce (o
qualsiasi altra cosa) e addirittura creare uno sfondo di spettacolare bellezza.

La Vesicularia dubyana originaria dalle isole della Sonda, Filippine, come possiamo leggere nei vari libri che la illustrano,
si tratta di una pianta dalle capacit di adattamento quasi uniche !
Vive bene in acquari sia con forte illuminazione sia con debole, sia in acqua tenera che dura (anche salmastra), eppure
tutto questo non pu rendere l'idea di cosa sia capace questa pianta.
A me successo di dover disfare un acquario e riallestirlo di nuovo, per adattarlo alle esigenze di riproduzione di nuovi
pesci, questo mi costrinse a togliere un legno di Torbiera su cui era ben radicato un ciuffo di Vesicularia.
Visto che mi dispiaceva togliere gli ultimi "fili" rimasti attaccati cos bene, decisi di mettere il legno in un "pentolone" con
acqua dell'acquario per non far morire la Vesicularia; questo poi, fu alloggiato in terra vicino ad un mobile, dove la luce che
riceveva era quasi nulla, considerato che comunque il suo "stazionamento" in quelle condizioni sarebbe stato di breve
durata, non presi particolari accorgimenti.
Invece, per varie problematiche, il tutto dovette rimanere l per quasi "sette mesi"..... in questo periodo fu lasciato tutto
a se stesso, a parte due rabbocchi con acqua di cannella.
Quando finalmente arriv il momento di rimettere il legno in vasca, la sorpresa fu grande; la Vesicularia godeva di ottima
salute e dopo solo quattro giorni riprese a crescere !
Un mio amico (Marco Caverni), adottava un singolare sistema per disporre continuamente di quantit di Vesicularia per i
suoi acquari da riproduzione:
Lui immetteva un piccolo ciuffo in una vaschetta di isolamento per avanotti (di quelle a forma di cubo, con il telaio in
plastica e le pareti di tela finissima bianca) ancorata al bordo di una vasca vicino all'uscita del filtro e (ovviamente) alla
lampada al neon, in questo modo la pianta riusciva a riempire velocemente tutto lo spazio, (con uno sviluppo degli steli
veramente notevole) dove poteva essere tolta e messa a dimora in un altra vasca con relativa semplicit, cos facendo la
Vesicularia si conservava fino al suo uso molto pulita.
La Vesicularia dubyana dopo la permanenza di 7 mesi in un contenitore dove riceveva pochissima luce, subito ripresa a
crescere

Alcuni invece hanno dovuto abbandonare ben presto la sua coltivazione, per alcune problematiche che spesso rendono
impossibile il suo normale sviluppo; vediamo nel dettaglio quali sono le pi frequenti:
Le alghe: consiglio "vivamente" di non inserire la pianta in acquari di recente installazione, la facilit con cui possiamo
imbatterci in una infestazione di alghe di vario tipo (che soffocherebbero la Vesicularia)con un acquario ancora non
maturo, sconsiglia il frettoloso allevamento della pianta.
I depositi: Un acquario con Vesicularia dovrebbe avere un filtro capacedi trattenere le particelle di sporco pi piccole
(prefiltro in lana di Perlon)inoltre non dovrebbero MAI andarci a finire dentro troppi resti dimangime che farebbero, alla
fine, marcire parte della pianta.
Pesci che smuovono di continuo il fondo e mettono in movimento nell'acqua particelledi sporco sono abitanti sconsigliati in
un acquario con Vesicularia.

Il suo aspetto quando coperta di particelle di vario genere assai pocoestetico e il suo sviluppo pu essere a volte
compromesso; il consiglio (chetroviamo sempre scritto nei libri e nei giornali....) di sciacquare o rovesciareil cuscinetto
della pianta, vero e funzionale solo fino a un certopunto...... vorrei vedere infatti come si comporta un acquariofilo in
questicasi, quando la pianta si meravigliosamente radicata a legni o rocce !

Il suo aspetto quando coperta di particelle di vario genere assai pocoestetico e il suo sviluppo pu essere a volte
compromesso; il consiglio (chetroviamo sempre scritto nei libri e nei giornali....) di sciacquare o rovesciareil cuscinetto
della pianta, vero e funzionale solo fino a un certopunto...... vorrei vedere infatti come si comporta un acquariofilo in
questicasi, quando la pianta si meravigliosamente radicata a legni o rocce !
Quindiil consiglio di predisporre tutto per il suo ottimale allevamento finodall'inizio, si rivela l'unica scelta.
La potatura: questa davvero soggettiva; infatti la pianta pu esseredivisa con le mani, e messo a dimora anche un solo
stelo, sicuri che crescer,oppure pu essere potata come una siepe per il giardino, facendogli assumere laforma
desiderata.
In definitiva una grande pianta per tutti gli usi, che non smetter mai distupirvi con la sua adattabilit alle condizioni pi
disparate e con la suaforma davvero attraente.
La Vesicularia dubyana frequentemente usata come sub-strato per la riproduzione

Anidride carbonica fatta in casa

Il nostro lettore ci guida nella realizzazione di un impianto di CO2 artigianale.

Avreste voglia di provare gli effetti dell'anidride carbonica sulle piante del vostro acquario ma non volete "rischiare" di
spendere diversi soldi con il rischio di non ottenere niente?

Ecco qua un metodo facile, veloce ed economico per produrre da soli l'anidride carbonica. Questo sistema io lo utilizzo
ormai da diversi anni nel mio acquario da 200 litri e vi posso assicurare che funziona! Ecco qua la ricetta magica per avere
circa due settimane di anidride carbonica:

- 1bottiglia di plastica da 2 litri vuota (non usare MAI bottiglie di vetro)

- 1tubicino di gomma non siliconico (la CO2 si disperde nei tubi siliconici)

-colla non siliconica

- 1 litro di acqua

- 1 etto di zucchero

- 1 grammo di lievito di birra (quello per fare la pizza ottimo)

Prendete il tappo della bottiglia e praticateci un foro nel centro dove inserirete il tubicino;
sigillate con la colla il tappo al tubicino per evitare dispersioni; quando la colla asciutta e non presenta pi eventuali
evaporazioni nocive mettete il lievito, lo zucchero e l'acqua nella bottiglia ed agitate fino a che lo zucchero ed il lievito
non sono completamente sciolti; a questo punto lasciate la bottiglia con il tappo aperto per almeno 10 ore passate le quale
potrete avvitare il tappo ed inserire l'altra estremit nell'acquario. Per quanto riguarda il diffusore trovo che sia ottima
l'idea di Roberto Posarelli presente in queste pagine, altrimenti potete provare con una campana di vetro di quelle in
commercio o anche con una semplice pietrina porosa. Tenete presente che l'emissione di CO2 non sempre continua ma
che una volta che la pressione creatasi all'interno della bottiglia inferiore a quella dell'acquario la CO2 non uscir fino a
che la pressione della bottiglia sar di nuovo aumentata per via della fermentazione (potrebbe essere utile inserire nel
tubicino tra bottiglia e diffusore unavalvola di non-ritorno) e che la durata di una carica varia a seconda della "vivacit"
del lievito.
Chiaramente si rivela anche utile un rilevatore costante di CO2 da inserire nell'acquario acquistabile con 15-20.000 lire
nei negozi di acquari per monitorare la quantit di CO2 disciolta nell'acqua (se fosse troppa non dovete far altro che
svitare il tappo della bottiglia!).
Limpianto a CO2 per lacquario dacqua dolce

Il dosaggio del CO2 - La giusta concentrazione

Non si pu stabilire a priori la corretta quantit di CO2 da diffondere nel proprio acquario, perch essa dipende da
molteplici fattori di carattere biologico e chimico non esattamente quantificabili. Di conseguenza da rifiutare ogni
ricetta del genere "per x litri dacqua si erogano y bolle al minuto", che pu essere presa solo come indicazione di massima
per il dosaggio iniziale, da modulare secondo le necessit. Come norma generale si pu dire che, restando entro limiti
ragionevoli, il CO2 pu anche essere in eccesso rispetto alle esigenze delle piante, in quanto ci non comporta
inconvenienti di alcun genere, se non labbassamento del pH. Al contrario la carenza di CO2 sempre di ostacolo alla loro
crescita e pu portare a gravi scompensi chimici perch molte piante, in carenza di CO2 libero, assorbono il carbonio di
cui necessitano dai bicarbonati, provocando un calo della durezza carbonatica, con le conseguenze che ne derivano. La
quantit di CO2 da diffondere dipende dunque da un complesso equilibrio in cui sono compresi in prima battuta il suo
consumo e produzione in vasca (da parte di piante, pesci, batteri ed altri microrganismi e processi di ossidazione chimica),
e lequilibrio gassoso con laria atmosferica che si stabilisce alla superficie dellacqua. Questi fattori primari dipendono a
loro volta da moltissimi fattori secondari come lilluminazione, la disponibilit di nutrienti per le piante e per i pesci, la
temperatura, la pressione atmosferica, la presenza di turbolenza superficiale.

Per quanto riguarda i pesci e gli eventuali invertebrati solo uneccezionale concentrazione di CO2 pu essere dannosa,
ostacolando gli scambi fra O2 e CO2 al livello branchiale. Concentrazioni anche alte di CO2 sono invece perfettamente
tollerate, anche in considerazione del fatto che, in un acquario ben funzionante, queste si accompagnano a concentrazioni
a loro volta alte di ossigeno: infatti le concentrazioni statiche di O2 e CO2 in acqua sono indipendenti, ma una buona
fotosintesi ad opera delle piante (facilitata dalla CO2) provoca il continuo "pompaggio" di ossigeno in acqua, con
conseguente raggiungimento e superamento dei livelli di saturazione di questo gas nellacquario, segnalato dal formarsi di
minute bollicine sulle foglie delle piante acquatiche, in ispecie in corrispondenza di lesioni.

Passando alla pratica si pu dire che in un acquario ben illuminato e fertilizzato, in cui lelemento limitante nella crescita
delle (numerose) piante presenti il CO2, si pu aumentare gradualmente il dosaggio di questo gas fino ad ottenere la
formazione di ossigeno dopo circa met del periodo dilluminazione.

Questa indicazione un po imprecisa e d per scontato che tutti gli altri fattori siano ottimali, dunque meglio ricorrere
alla relazione quantitativa che lega durezza carbonatica, pH e concentrazione di CO2. Tale relazione valida nel caso in
cui il sistema tampone dei bicarbonati sia prevalente nellacqua dacquario, cosa che in pratica avviene sempre, purch la
durezza carbonatica sia maggiore di 1 dKH. Per approfondimenti sui sistemi tampone si pu ricorrere a un testo di
chimica generale (ad esempio P. Silvestroni, Fondamenti di chimica, Editoriale Veschi Milano) o, pi semplicemente, agli
articoli di Walter Peris sul sito del G.A.E.M.

Quel che dunque si fa misurare il KH e determinare grazie alle apposite tabelle il pH da raggiungersi per ottenere la
concentrazione voluta di CO2; tale concentrazione varia a sua volta secondo le piante ed il tipo di acquario, tuttavia in
questo caso si pu essere pi precisi e quantificare in almeno 15 ppm la concentrazione necessaria ad una buona crescita
delle piante. Valori superiori, fino a circa 40 ppm, sono ancora pi consigliabili, specie per piante delicate o con colorazioni
rossastre, mentre non conviene salire ulteriormente senza fare attenzione alle condizioni dei pesci, soprattutto alla fine
del periodo di buio.

Tali concentrazioni sono raggiungibili con unampia gamma di valori di pH e KH, tuttavia per considerazioni generali sui
valori chimici pi favorevoli alla crescita di quasi tutte le piante (ed anche alla stragrande maggioranza dei pesci
dacquario) consigliabile situarsi nel campo che nella tabella evidenziato in verde, cio mantenere KH fra 2 e 4 d e,
conseguentemente, pH fra 6.2 e 6.8

pH

6.0 6.2 6.4 6.6 6.8 7.0 7.2 7.4 7.6


0.10 3.0 1.9 1.2 0.8 0.5 0.3 0.2 0.1 0.1

0.50 15.0 9.5 6.0 3.8 2.4 1.5 0.9 0.6 0.4

1.00 30.0 18.9 11.9 7.5 4.8 3.0 1.9 1.2 0.8

1.50 45.0 28.4 17.9 11.3 7.1 4.5 2.8 1.8 1.1

2.00 60.0 37.9 23.9 15.1 9.5 6.0 3.8 2.4 1.5

2.50 75.0 47.3 29.9 18.8 11.9 7.5 4.7 3.0 1.9

3.00 90.0 56.8 35.8 22.6 14.3 9.0 5.7 3.6 2.3

3.50 105.0 66.3 41.8 26.4 16.6 10.5 6.6 4.2 2.6
KH (d)
4.00 120.0 75.7 47.8 30.1 19.0 12.0 7.6 4.8 3.0

5.00 150.0 94.6 59.7 37.7 23.8 15.0 9.5 6.0 3.8

6.00 180.0 113.6 71.7 45.2 28.5 18.0 11.4 7.2 4.5

7.00 210.0 132.5 83.6 52.7 33.3 21.0 13.3 8.4 5.3

8.00 240.0 151.4 95.5 60.3 38.0 24.0 15.1 9.6 6.0

10.00 300.0 189.3 119.4 75.4 47.5 30.0 18.9 11.9 7.5

12.00 360.0 227.1 143.3 90.4 57.1 36.0 22.7 14.3 9.0

15.00 450.0 283.9 179.1 113.0 71.3 45.0 28.4 17.9 11.3

Tabella 1: Concentrazione in ppm del CO2 in funzione di pH e KH, in condizioni di predominio del tampone dei bicarbonati.
In verde i valori ottimali, in giallo quelli accettabili (adattata da W. Peris, cit.)

Occorre precisare che tali valori di concentrazione sono superiori a quelli generalmente consigliati, ma esperienza mia
personale e di molti altri acquariofili che leffetto di tale abbondante concentrazione estremamente positivo.

Metodi di regolazione

Presupposto indispensabile affinch si possa avere una regolazione stabile che la durezza carbonatica sia costante: dico
questo perch la presenza di tracce anche minime di calcare in vasca provoca, in presenza di CO2 abbondante, un graduale
ed incontrollabile aumento del KH. Accade spesso che negli acquari sia presente un ghiaietto lievemente calcareo, che non
ha mai dato alcun problema, ma che inizia a mandare in soluzione grosse quantit di bicarbonati appena si comincia ad
introdurre il CO2: ci inevitabile, e quando si programma di cominciare a fertilizzare con CO2 bisogna sincerarsi che in
vasca non ci siano tracce di roccia calcarea.

La regolazione del livello di CO2 pu avvenire sostanzialmente in tre modi: modificando lefficienza di diffusione,
modulando la quantit di CO2 immessa o rendendo la superficie dellacqua pi o meno stagnante.

I primi due sono strettamente legati al tipo di diffusore utilizzato e al genere di impianto.

Per quanto riguarda il movimento superficiale c da dire che in genere bisogna evitare un forte movimento, che
disperderebbe CO2, per non sprecarlo inutilmente. Si pu ricorrere ad un aumento del contatto con laria (con un
aeratore, una pompa di movimento superficiale, o semplicemente indirizzando verso o sopra la superficie il getto della
pompa del filtro) solo se non si in grado di regolare altrimenti la concentrazione di CO2 e questa evidentemente
eccessiva: per esempio con un impianto a zucchero e lievito pu essere utile accendere laeratore per qualche ora durante
la notte nei primi giorni di reazione. Preciso comunque che questi provvedimenti si rendono necessari veramente di rado, e
che in genere una buona regolazione del CO2 immesso in vasca pi che sufficiente.

Ricordarsi che se si vedono i pesci boccheggianti in superficie la responsabilit quasi sempre di una carenza di ossigeno
e non di un eccesso di CO2; dopo aver stabilito la concentrazione di CO2 tramite la misurazione di pH e KH bisogna in tal
caso chiedersi perch scarseggi lossigeno nonostante la giusta concentrazione di CO2, analizzando nel complesso la
situazione dellacquario (illuminazione, fertilizzazione, quantit e qualit delle piante, presenza di sostanza organica
marcescente, eccetera). Comunque lesperienza concorde mia e di numerosissimi acquariofili indica che in un acquario in
buone condizioni generali, correttamente fertilizzato con CO2, lossigeno non scarseggia mai.
Se per un motivo qualsiasi si determinasse in acquario una concentrazione eccessiva e pericolosa di CO2 la si pu
velocemente ridurre aumentando la turbolenza superficiale dellacqua (getto della pompa sopra la superficie, aeratore).

Metodi di controllo continuo

Soprattutto nei primi tempi si pu temere di assistere a sbalzi repentini della concentrazione del CO2. In realt tali
sbalzi sono quanto mai improbabili ed in definitiva dopo un paio di giorni di frequenti misurazioni del pH e di aggiustamenti
del CO2 si dovrebbe riuscire a stabilizzare il tutto. Tuttavia possibile (a un prezzo non proprio popolare) dotarsi di
strumenti che permettono di controllare continuamente il pH e dunque, indirettamente, il CO2 disciolto.

Il misuratore continuo
Il metodo pi immediato ricorrere ai misuratori continui di CO2 : li producono diverse marche acquaristiche e li vendono
ad un prezzo abbordabile ma eccessivo per il valore reale degli oggetti. Si tratta in pratica di piccole campane trasparenti
in cui viene mantenuto un campione di acqua dellacquario cui stato aggiunto un reagente del tipo di quelli usati per
misurare il pH. Tale campana immersa nellacquario e il campione interno messo in contatto, tramite un camino pieno
daria, con lacqua dellacquario. Si stabiliscono scambi gassosi fra lacquario e la bolla daria imprigionata nel camino e fra
questa e il campione colorato, in modo che in tale campione si mantiene una concentrazione di CO2 uguale a quella che c
in acquario. Secondo la colorazione del campione si pu dedurre il pH e di conseguenza la concentrazione di CO2 in
acquario.

Notare che per il funzionamento di tale strumentino indispensabile che il campione abbia lo stesso KH dellacquario, ci
significa in pratica che ad ogni cambio dacqua bisogna rinnovare il campione.

Per la colorazione "giusta" si tenga presente che ciascuna Casa consiglia una concentrazione di CO2 diversa: in pratica
meglio "scegliersi" la concentrazione voluta e vedere di che colore il reagente a quella concentrazione: quello il colore
giusto!

possibile autocostruirsi lapparecchietto con un po di manualit.

Il pHmetro elettronico
Si tratta di uno strumento in grado di determinare il pH con estrema precisione: lasciando sempre immersa la sonda
possibile seguire le variazioni di pH e dunque di CO2. Dato che tale costoso apparecchio spesso associato ad un metodo
di regolazione automatica del CO2.

Limpianto a zucchero e lievito

Caratteristiche generali e principio di funzionamento


probabilmente il modo pi facile e sicuramente il meno costoso per avvicinarsi al CO2 ed apprezzarne i vantaggi.
Sicuramente un po scomodo ed inadatto a vasche grandi, ma se si possiede una vasca da meno di 100 litri e non si mai
provato il CO2 il caso di farci un pensierino.

Il metodo sfrutta il metabolismo del lievito Saccharomyces cerevisiae, il comune lievito di birra usato anche per lievitare
il pane e le pizze e nella vinificazione. Per nutrirsi tale lievito in grado di elaborare in condizioni anaerobiche il glucoso
(uno zucchero) con quella che prende il nome di "fermentazione alcoolica". Senza entrare nel meccanismo di tale insieme
di reazioni si pu dire che il lievito in grado di assorbire zucchero da cucina , espellendo come rifiuti etanolo (il normale
alcool), acqua e CO2.

Di conseguenza possibile rinchiudere in una bottiglia una soluzione di acqua e zucchero con del lievito, e prelevare il CO2
che viene prodotto.

Realizzazione pratica
Occorre una bottiglia da almeno un litro (volumi superiori aumentano la durata della reazione, ma in modo meno che
proporzionale) con un tappo a tenuta e di materiale lavorabile. bene usare una bottiglia resistente alla pressione e non
pericolosa in caso di esplosione: per esempio una bottiglia di plastica per bevande gassate.

Nel tappo si pratica un foro di dimensione tale che un normale tubetto dellaria possa entrare a forza, si inserisce per
circa 1 cm il suddetto tubetto, lungo quanto basta a poter raggiungere lerogatore in acquario, e lo si incolla con
abbondante silicone o altro mastice. anche possibile ricorrere a qualche raccordo metallico o plastico che si possa pi
facilmente fissare al tappo della bottiglia: per esempio si pu usare uno spezzone di tubetto rigido dellaria, in modo da
rendere scollegabile il tubetto flessibile; in tal caso meglio usare una colla epossidica per rendere pi rigida la giunzione.
Per migliorare la tenuta del tappo si pu usare una guarnizione idraulica o, meglio, un O-ring. In ogni caso consiglio di
provare la tenuta al primo utilizzo bagnando le giunzioni con un po dacqua saponata.

Per il riempimento si procede cos: si prepara una soluzione nel rapporto di 1 litro dacqua, 100 grammi di zucchero e 1
grammo di lievito di birra. Usando acqua tiepida (non calda!) pi facile sciogliere il lievito e la fermentazione comincia
prima ( consigliabile stemperare il lievito in una piccola quantit dacqua, da aggiungere poi al resto). Come lievito si pu
usare sia quello fresco, in panetti, sia quello secco, in granelli (venduto in bustine in genere come lievito per pizze). In ogni
caso il lievito di colore beige ed ha un caratteristico odore. Non bisogna usare il lievito chimico (polvere bianca
finissima) perch completamente inutile.

Con tale soluzione si riempie per la bottiglia e si chiude ermeticamente col tappo. Il tubicino va in vasca, collegato ad un
erogatore. Per evitare di creare pressioni pericolose e per facilitare la fermentazione bene utilizzare un erogatore a
diffusione, non un atomizzatore, a meno che questo non funzioni con poca pressione.

La bottiglia va sistemata a temperatura ambiente (il calore accelera troppo la fermentazione, il freddo la blocca) in
posizione possibilmente sopraelevata rispetto allacquario; se ci non possibile il consiglio sempre valido di usare una
valvola di non ritorno diviene in pratica un obbligo.

La fermentazione comincia dopo qualche ora (fino a una giornata) e prosegue in genere per un paio di settimane. bene
preparare una seconda bottiglia un po in anticipo, in modo da poterla sostituire a tempo.

I residui della fermentazione si buttano; in caso di mancanza di lievito possibile "riciclare" il deposito della bottiglia,
soprattutto se si usato lievito fresco. Questo sistema funziona per male, perch il lievito va comunque incontro a
fenomeni degenerativi e non sopravvive a lungo nellambiente ostile in cui si trova.

Regolazione
Il sistema assai poco regolabile: la fermentazione avviene di per s irregolarmente, soprattutto allinizio e alla fine, e
diminuisce dintensit col passare del tempo. Inoltre non prudente applicare un rubinetto di chiusura per evitare
sovrappressioni: la cosa migliore non regolare affatto il sistema, che comunque difficilmente produce troppo CO2. Nel
caso ci si trovasse costretti ad una qualche regolazione bene intervenire sullerogatore, aumentandone o diminuendone
lefficienza, oppure prevedere uno sfogo regolabile: in altri termini sul tubicino in uscita dal recipiente si applica una "T":
delle due derivazioni una va allacquario, laltra regolata con un rubinettino (materiali nei negozi dacquari): aprendo il
rubinetto una parte del CO2 pu sfuggire e dunque diminuisce la quantit erogata allacquario.

Cautele
Il sistema sostanzialmente privo di rischi gravi, tuttavia possono capitare inconvenienti spiacevoli: se si lascia la
bottiglia collegata dopo lesaurimento della fermentazione pu capitare che la brodaglia contenuta si diffonda in acquario:
non velenosa ma necessario un immediato ed abbondante cambio dacqua perch rende completamente opaco lacquario
e lo riempie di sostanze organiche in decomposizione. Per evitare tale incidente utile la valvola di non ritorno o la
sistemazione sopraelevata. Stesso rischio si corre se si riempie troppo la bottiglia.

Come si accennato bene evitare il formarsi di pressione interna per scongiurare leventuale scoppio del recipiente. In
tal caso oltre allevidente spargimento di schifezze c il rischio che lacquario di svuoti attraverso il tubicino del CO2.

Un altro inconveniente abbastanza frequente in caso dintasamento che la bottiglia, al momento dellapertura, lasci
sfuggire getti a pressione del suo contenuto.

Il residuo della fermentazione contiene principalmente acqua, alcool, zucchero, microrganismi morti e residui vari del
metabolismo. Non tossico n infetto, ma non il caso di berselo!

Limpianto con bombola ad alta pressione

Norme di sicurezza
Nelle bombole il CO2 si trova allo stato liquido, ad una pressione che dipende dalla temperatura ma dellordine delle 50-
100 atmosfere; inoltre il CO2, in presenza di umidit, ha una reazione acida e quindi diviene corrosivo.

Di conseguenza, dati anche i grossi risparmi che si realizzano con limpianto faidat suggerito, non ha senso mettere a
repentaglio la salute propria e di chi ci circonda utilizzando materiale insicuro o inadatto.

In particolare importante rispettare tassativamente la normativa e usare, per lalta pressione, solo accessori
esplicitamente progettati, collaudati e tarati per il CO2: su bombole, valvole e riduttori di pressione deve essere
riportata almeno la dicitura "CO2" e la pressione di collaudo. I materiali devono essere in buone condizioni e non devono
essere aperti n manomessi in alcun modo.
Lesplosione di una bombola o di un accessorio collegato pu avere conseguenze molto gravi per chi si trovi nei paraggi, e
pu essere addirittura mortale se avviene a breve distanza dal corpo umano o in condizioni particolari, ad esempio durante
il trasporto in macchina.

Oltre a ci c da tener conto che luso di materiale non a norma espone in caso di incidente a sostanziose richieste di
risarcimento, che uneventuale assicurazione non coprirebbe, anche nel caso fortunato che non si abbiano danni a persone.

A solo titolo di esempio rammento dunque che le bombole devono essere da CO2, i riduttori di pressione non possono
essere vecchi riduttori da ossigeno dismessi dagli ospedali "tanto sono ancora buoni", gli estintori devono essere solo ed
esclusivamente estintori a CO2 e non a polvere o di qualsiasi altro tipo.

Anche nel caso che si giudichino (con cognizione di causa) i materiali sostitutivi di caratteristiche superiori a quelli
specifici per CO2 non consigliabile usarli.

Fra laltro ogni rivenditore deve rifiutarsi per legge di riempire con CO2 bombole che non riportino la stampigliatura
"CO2".

Limpianto standard

Limpianto standard con bombola ad alta pressione sicuramente il pi comodo, ha spese di esercizio modeste, e limpianto
stesso pu essere assemblato con una spesa non eccessiva. Esso si compone di una bombola ricaricabile con valvola di
chiusura e valvola di sicurezza, di un riduttore di pressione eventualmente dotato di uno o due manometri e di una valvola
a spillo.

Con il riduttore di pressione si porta la pressione del gas fino a 1-2 atmosfere, con la valvola a spillo si effettua la
regolazione fine.

Non tutti gli erogatori di CO2 hanno bisogno della valvola a spillo.

Bombola, valvola di chiusura e valvola di sicurezza


La bombola pu essere acquistata, nuova o usata, nei magazzini che vendono ossigeno e gas tecnici; si possono trovare
sulle pagine gialle in genere alla voce "Ossigeno uso medicale ed accessori terapeutici". La bombola viene acquistata con
una valvola di chiusura (montata eventualmente al momento dellacquisto) che permette il trasporto della bombola piena e
leventuale chiusura dellerogazione del gas. Quando si scollega la bombola per la ricarica o per altri motivi bisogna
anzitutto chiudere la valvola, poi staccare il riduttore di pressione dalla valvola di chiusura, mai staccare la valvola di
chiusura dalla bombola.

Incorporata nella valvola di chiusura deve esserci una valvola di sfogo di emergenza in caso di sovrappressione interna: in
genere la si riconosce perch costituita da un piccolo corpo sporgente dalla valvola di chiusura, con uno o pi fori e un
bullone sporgente. Il bullone tiene premuta la molla che trattiene la valvola e non va evidentemente mai toccato.

Se ci si trova ad acquistare una bombola nuova bene chiederne una con i nuovi colori (logiva, cio la parte superiore,
deve essere grigio chiaro e non grigio scuro, e devessere applicata unetichetta stampata che identifica il gas contenuto
ed i rischi).

Le bombole con la vecchia colorazione dovranno essere riverniciate entro qualche anno.

I prezzi sono dai 30 in su per bombola da mezzo kg e valvola, nuove, proporzionalmente inferiori se si trovano usate.

In alternativa alla bombola si pu acquistare, in genere con notevole risparmio, un estintore usato e revisionato. Le
caratteristiche (stampigliature, valvola di chiusura, valvola di sicurezza) devono essere le stesse delle bombole normali,
lunica differenza che gli estintori si acquistano gi riempiti. Si possono acquistare estintori usati nei magazzini di
attrezzature antincendio, individuabili sulle pagine gialle alla voce "Estintori ed articoli antincendio". Un estintore usato,
revisionato e riempito, con valvola, relativamente grande (oltre i 2 kg) pu costare anche meno di 20-30.

Come dimensioni ci si pu orientare secondo la grandezza dellacquario e la possibilit di riempire frequentemente la


bombola: in ogni caso il risparmio che si consegue comprando una bombola piccola modesto e i costi di riempimento sono
proporzionalmente maggiori. Di conseguenza consiglio di acquistare una bombola sotto il chilogrammo solo se si hanno seri
problemi di spazio, le misure pi favorevoli sono quelle da 1 a 5 kg, che garantiscono unautonomia di parecchi mesi od
addirittura anni. Oltre i 5 kg le bombole sono soggette ad una normativa di sicurezza pi pesante e pertanto sconsigliabili.
Per il riempimento delle bombole ci si pu rivolgere ai medesimi indirizzi (magazzini di gas tecnici o attrezzature
antincendio). Per le piccole bombole il prezzo della ricarica di solito a forfait, sui 5 per bombola.

Esistono bombole "usa e getta" di piccola capacit, fino a 1 kg, del tipo impiegato nellimpianto Askoll. Si acquistano da
fornitori di materiali per saldature (dove potrebbero anche trovarsi bombole ricaricabili standard). Esse richiedono un
riduttore di pressione apposito e hanno una valvola di chiusura automatica (senza manopola). I costi di uso sono maggiori
di quelli relativi ad una bombola ricaricabile, sui 15 per una bombola da 1 kg, dunque se ne sconsiglia ladozione, a meno di
avere un impianto del tipo Askoll gi citato.

Il riduttore di pressione
un apparecchio che mantiene in uscita una pressione minore di quella di entrata, regolabile con unapposita manopola. Pu
comprendere una valvola di emergenza e uno o due manometri. Questi non sono indispensabili, ma sicuramente comodi: il
manometro di alta pressione segna la pressione interna alla bombola, che come accennato fino a quando presente CO2
liquido relativamente costante e dipende principalmente dalla temperatura. Tuttavia appena il CO2 liquido si esaurisce e
la bombola resta piena solo di gas la pressione comincia a calare proporzionalmente al consumo: di conseguenza il
manometro di alta pressione indica con un certo anticipo quando il CO2 sta per finire e permette di recarsi in tempo a far
riempire la bombola.

Il manometro di bassa pressione invece utile per la regolazione, soprattutto nel caso sia presente la valvola a spillo,
perch permette di impostare immediatamente la pressione "giusta" che come detto di 1-2 atmosfere.

Il riduttore di pressione, con o senza manometri, si acquista dove si acquistata la bombola. Il costo va da 20 o 30 fino
anche oltre i 60-100 se si sceglie un modello con manometri particolarmente raffinati e costosi.

Esistono anche riduttori di pressione non regolabili, pi economici. In tal caso la pressione di uscita preimpostata deve
essere ancora di 1-2 atmosfere, e la valvola a spillo diviene evidentemente indispensabile in ogni caso.

Le bombole usa e getta richiedono un riduttore di pressione specifico, con lattacco adeguato. Non si pu, che io sappia,
adattare un riduttore di pressione standard ad una bombola usa e getta, a meno di farsi tornire un pezzo ad hoc.
Viceversa possibile adattare alle bombole ricaricabili un riduttore progettato per le bombole usa e getta mediante
lapposito raccordo prodotto dalla Askoll. quello che si fa per aggiornare limpianto Askoll (da bombola usa e getta a
bombola ricaricabile).

La valvola a spillo
La valvola a spillo, necessaria solo con erogatori a diffusione, e con alcuni atomizzatori permette la regolazione fine della
pressione a valori molto bassi, quali quelli richiesti da questi erogatori: infatti il riduttore di pressione non in grado di
mantenere sulluscita una pressione sufficientemente bassa in modo stabile.

Disponendo di un erogatore a atomizzazione commerciale, la valvola a spillo non in genere indispensabile, ma semplifica
di molto la corretta regolazione. Molti modelli faidat di questo tipo richiedono invece la valvola a spillo.

La valvola a spillo in pratica un piccolo rubinetto in cui lelemento mobile uno spillo metallico, cosa che permette
regolazioni estremamente precise. Data la sua struttura una valvola a spillo non deve essere mai forzata, pena il
danneggiamento dello spillo e della sua sede. Si pu acquistare a cifre molto contenute nei magazzini gi indicati o anche
in grossi ferramenta o in negozi dacquari. Evitare di farsi rifilare giocattoli od oggetti inutili da negozianti incompetenti
o disonesti: una valvola a spillo una cosa specifica, non sostituibile con un rubinettino di plastica.

Limpianto a regolazione automatica

La regolazione automatica degli impianti di CO2 unaggiunta allimpianto standard che pu essere utile, ma va detto
chiaramente che non indispensabile: infatti si riesce sempre a regolare lerogazione di CO2 in modo da mantenerne pi o
meno costante la concentrazione. Nel caso di ricorso al faidat la spesa non esagerata come accade per gli impianti
commerciali, ma comunque sensibile, sufficiente a far raddoppiare il costo dun impianto standard.

Lelettrovalvola
Elemento fondamentale di ogni apparato di regolazione ovviamente lelettrovalvola, che si occupa di attuare i comandi
dellapparato di regolazione. Lelettrovalvola si installa a valle del regolatore di pressione e delleventuale valvola a spillo,
di modo che agisce sulla bassa pressione: per questo non un componente particolarmente critico e si pu usare
praticamente qualsiasi elettrovalvola per gas che si trovi in commercio, purch funzioni ad una pressione di qualche
atmosfera. Si possono trovare elettrovalvole in grossi ferramenta, fornitori di apparecchiature per gas e idrauliche,
oltrech in negozi dacquari, a prezzi anche inferiori ai 30-40. Se si pu meglio collegare lelettrovalvola allimpianto
con giunti metallici (normali giunti idraulici con misure in pollici). anche possibile (anche se sconsigliabile) collegare, con
appositi portatubo, la valvola fra due spezzoni di tubo flessibile del CO2. In tal caso bisogna sincerarsi che il tubetto
resista alla pressione massima raggiunta durante la chiusura della valvola.

Di solito si usano valvole "normalmente chiuse" ed meglio uniformarsi a tale abitudine per motivi pratici e di sicurezza.

Si possono utilizzare valvole a tensione di rete o a bassa tensione, la scelta va fatta secondo il tipo di regolatore di cui si
dispone. In ogni caso abbastanza naturale che la valvola in funzione scaldi anche parecchio.

Regolazione a tempo
il tipo pi elementare di regolazione: la valvola viene collegata semplicemente ad un timer; in tal caso evidentemente
occorre utilizzare valvole a 220 volt. Si pu ricorrere a tale tipo di regolazione se con unerogazione costante del CO2 si
assiste a sbalzi giorno/notte del pH e dunque della concentrazione di CO2: quel che pu accadere, anche se di rado, che
il CO2 sia giusto di giorno ed eccessivo di notte. In tal caso indicato lo spegnimento per qualche ora durante la notte. Si
tenga presente che lo spegnimento tout court durante tutta la notte provoca in genere sbalzi di pH anche maggiori, nel
senso opposto (cio determina un innalzamento del pH nelle ore di buio). Il procedimento corretto anche qui per gradi:
si comincia a spegnere il CO2 durante lultimo periodo di buio ed eventualmente si aumenta il tempo di spegnimento,
anticipando lo spegnimento o anche disattivando il CO2 ad intermittenza (ad esempio 45 minuti acceso e 15 spento). Fino a
quando non si trovata la giusta regolazione bisogna controllare il pH pi volte ogni notte.

Un metodo alternativo, che permette di non acquistare lelettrovalvola, collegare al timer un aeratore, in modo che si
accenda nelle ore in cui il CO2 eccessivo. Attenzione che laeratore riduce con molta rapidit la concentrazione di CO2.

Regolazione automatica controllata


Limpianto con regolazione automatica controllata da un pHmetro senzaltro il massimo che si possa pensare, anche se i
vantaggi effettivi non sono poi cos sensibili. Come si gi detto la spesa alta, e resta accettabile solo ricorrendo al
faidat. Un vantaggio non secondario che ha questo impianto la lettura continua del pH, e la possibilit di usare il
pHmetro anche per misurazioni in altri acquari, con conseguente abbandono dei test colorimetrici.

A favore di questo sistema si pu dire che si riesce a stabilizzare perfettamente il pH, con variazioni durante la giornata
inferiori al decimo di unit.

Anzitutto va detto che anche un impianto controllato con un pHmetro richiede unaccurata regolazione meccanica
dellerogazione di CO2: bisogna infatti regolare lerogazione in condizioni di elettrovalvola aperta in modo da creare un
compromesso fra rapidit dazione del controllo (che imporrebbe unerogazione elevata, molto superiore al necessario, in
modo che lapertura dellelettrovalvola provochi un rapido ristabilimento del pH impostato) e sicurezza (che richiederebbe
unerogazione moderata, in modo che se per un qualsiasi guasto lelettrovalvola restasse sempre aperta non si
raggiungerebbero comunque concentrazioni tanto alte da danneggiare i pesci).

In pratica conviene propendere per la sicurezza: cio si individua la regolazione dellerogazione che, ad elettrovalvola
sempre aperta, mantiene il pH su valori prossimi a quelli voluti, e poi si aumenta leggermente. In tali condizioni
lelettrovalvola, posta sotto il controllo del pHmetro, rester quasi sempre aperta: se si vede che resta effettivamente
sempre aperta e in talune occasioni il pH non raggiunge il valore impostato bisogna aumentare lerogazione, se viceversa
lelettrovalvola resta quasi sempre chiusa e il pH tende ad essere troppo basso meglio diminuirla.

La sonda pH
Il cuore del sistema la sonda pH. Si tratta di uno strumento di fabbricazione pi o meno standard, che converte
lattivit degli ioni idrogeno (pH) in una differenza di potenziale, direttamente proporzionale al pH stesso. Per la
precisione a pH 7 la sonda produce una d.d.p. di 0 volt, e tale d.d.p. diminuisce di circa 20 mV per ogni aumento di unit
pH, e viceversa. In questa sede non trattiamo le caratteristiche ed il funzionamento della sonda pH, che possono essere
approfonditi nei siti (commerciali) http://www.hannainst.co.uk/lenny.ph.theory.html,
http://www.hannainst.com/products/prodline/electrod.htme http://www.glasschimica.it/acquari1.htm

Sono invece utili alcune considerazioni sulla scelta e la manutenzione della sonda pH: anzitutto qui ci riferiamo
esclusivamente alle normali sonde combinate, in cui i due elettrodi si trovano congiunti. La sonda pH piena di un
elettrolita, in contatto con lesterno: di conseguenza la permanenza continua in acqua porta inevitabilmente alla
contaminazione e alla diluizione dellelettrolita ed al malfunzionamento della sonda. A tal riguardo le sonde possono
dividersi in due categorie, quelle con elettrolita liquido, che si contamina pi rapidamente, ma pu essere sostituito, e
quelle con elettrolita in gel, che hanno una resistenza molto maggiore alla contaminazione, ma quando questa infine avviene
vanno buttate. Unulteriore difesa dalla contaminazione data dalla presenza di una giunzione doppia o tripla anzich
singola, e dal materiale della giunzione progettato per luso continuo; la contaminazione si manifesta in genere con la
difficolt o impossibilit di tarare il pHmetro (per particolari ulteriori vedi i link citati).

La parte sensibile della sonda non deve mai seccarsi: nel caso il pHmetro continuo non venga utilizzato, bisogna chiudere la
sonda con lapposito cappuccio, riempito di soluzione di conservazione. Se non si dispone di tale soluzione si pu usare una
soluzione "casereccia" 3.5 molare di KCl (cloruro di potassio) o anche le soluzioni di taratura a pH 7 o pH 4. In nessun caso
lasciare immersa la sonda in acqua distillata o da osmosi inversa, perch il metodo che provoca il pi rapido
invecchiamento della sonda.

Durante luso la sonda deve essere immersa per qualche centimetro, in modo che restino sottacqua sia il bulbo di vetro,
sia il setto poroso laterale (un piccolo tondino che attraversa la parete della sonda). meglio sistemare la sonda in un
luogo con una lieve corrente dacqua, possibilmente lontano da apparecchiature elettriche, per evitare interferenze.

Di quando in quando si pu pulire la sonda, specie se si notano incrostazioni di alghe, con semplice acqua calda e un panno
soffice.

Per altri consigli sulla manutenzione e la risoluzione di eventuali problemi si possono consultare i siti gi citati.

Per quanto riguarda la scelta mi rifaccio agli articoli della ditta Hanna instruments: sono facilmente reperibili, sul Web o
in negozi che vendano strumentazione scientifica o vetreria di laboratorio: in genere si possono trovare nei pressi delle
universit. Nel caso si incontrino difficolt ci si pu rivolgere alla Hanna Instruments per chiedere lindirizzo di un
rivenditore, o pi semplicemente domandare ad un laboratorio di analisi o universitario dove si riforniscano.

La prima sonda che si pu consigliare la HI 1286: economica (62.000 + I.V.A.), e progettata per luso continuo in
agricoltura: ha corpo in plastica, doppia giunzione e materiali resistenti alla contaminazione, non ricaricabile.

Una sonda ricaricabile consigliabile pu essere la HI 1332 B, anchessa in plastica, a doppia giunzione; la uso
personalmente da pi di 6 mesi e non lho ancora mai dovuta ricaricare. Costa 102.000 + I.V.A.

La sonda delezione per il controllo continuo la HI 1090 B/5: non ricaricabile, corpo in vetro, doppia giunzione, resistente
alla contaminazione. Costo: 169.000 + I.V.A.

Se si propende per una sonda non ricaricabile non so che consigliare, in altri termini non so se in acquario la HI 1090 duri
pi della HI 1286 in proporzione al costo maggiore; la costruzione in vetro facilita la pulizia ma non d vantaggi
sostanziali. Chi avesse informazioni pi precise sulla durata delle sonde o su altri modelli consigliabili pu comunicarmeli
(fedgiove@tin.it).

Nella scelta fra sonde ricaricabili e non, si deve tener conto che lelettrolita di riempimento abbastanza caro (HI 7082
lire 71.000 + I.V.A., basta per 4 ricariche); si badi che lelettrolita per le sonde a doppia giunzione (3.5 M KCl) diverso
da quello per le sonde a giunzione singola (3.5 M KCl + AgCl).

Il pHmetro-controller
Dato il funzionamento delle sonde, a prima vista per misurare il pH basterebbe un qualsiasi voltmetro, tuttavia la sonda ha
alcune parti in vetro speciale caratterizzate da unalta impedenza, per cui presenta unimpedenza sui 200 MW ; di
conseguenza occorre un voltmetro con unelevatissima impedenza dingresso: in pratica un apparecchio dedicato.

I pHmetri, come tutti gli strumenti scientifici, si caratterizzano per una serie di parametri strumentali e costruttivi, fra
cui elenchiamo i pi importanti e i relativi consigli per luso in acquariofilia.

SCALA: indica i valori limite che pu assumere la misura; praticamente tutti i pHmetri commerciali hanno una scala da pH
0 a pH 14; per luso acquaristico pu bastare anche una scala pi ristretta, circa da pH 4 a pH 10 (quanto basta per poter
usare i tamponi di taratura standard a pH 4.01 e pH 10.01).

RISOLUZIONE: indica la minima variazione della grandezza misurata che pu essere apprezzata dallo strumento; in
pratica, per gli strumenti a lettura numerica, si tratta della variazione ammessa sullultima cifra presente sul display: per
esempio, un pHmetro che fornisce letture del genere pH 6.546.55, avr una risoluzione di 0.01 pH. La risoluzione 0.01
pH sovrabbondante per luso in acquario, basta senzaltro una risoluzione di 0.05 pH (letture 6.406.456.50).

PRECISIONE: indica la capacit dello strumento di fornire lo stesso valore ripetendo la misura. Per esempio, una
precisione di 0.2 pH indica che lo strumento, misurando pi volte un pH costante, pu fornire misure che si discostano dal
valore medio di 0.2 pH. Nel caso di singole letture la precisione determina anche lerrore strumentale (cio se leggo pH
7.64 con un pHmetro che denuncia precisione 0.1 pH, la misura 7.6 0.1 pH, dove la scrittura indica che il valore "vero"
pu essere uno qualsiasi fra i valori compresi fra pH 7.5 e 7.7). Da quanto si detto si capisce che, almeno per singole
misure, quali quelle che a noi interessano, una sensibilit migliore della precisione sostanzialmente inutile. Per i nostri
scopi pu bastare una precisione di 0.05 pH.

GIUSTEZZA: indica la capacit dello strumento di indicare il "valore vero" della misura. Per uno strumento tarato, come il
pHmetro, la giustezza dipende essenzialmente dalla bont della taratura (oltrech dalle caratteristiche costruttive), e
dunque non dichiarata dal costruttore.

COSTRUZIONE ANALOGICA O DIGITALE: gli strumenti analogici elaborano il segnale in modo continuo, con componenti
come gli amplificatori che forniscono un output proporzionale allinput. Gli strumenti digitali convertono il segnale in un
numero e lo elaborano sotto forma numerica. Notare che la visualizzazione quasi sempre digitale (display) e non
analogica (per esempio quadranti a lancetta) anche nel caso di strumenti analogici: in tal caso la conversione analogico-
digitale avviene solo alla fine. In acquario possono andar bene ambedue i tipi di strumento, quelli digitali offrono in genere
pi stabilit della taratura e una serie di facilitazioni pratiche, come la taratura automatica, lautocontrollo degli errori e
memorie di vario genere.

LA COMPENSAZIONE IN TEMPERATURA: molti pHmetri compensano automaticamente le variazioni di risposta della


sonda in funzione della temperatura. Dato che in acquario abbiamo ambienti a temperatura costante, tale compensazione
inutile.

LIMPEDENZA DINGRESSO: Come gi detto importante che sia molto elevata, dellordine di 1012 Ohm.

LA CALIBRAZIONE: gli strumenti con calibrazione a due punti (con due diverse soluzioni di calibrazione) sono molto
migliori di quelli con calibrazione ad un punto.

LUSCITA CONTROLLATA Dato lo scopo cui destinato fondamentale che il pHmetro abbia unuscita con cui
comandare lelettrovalvola. Si pu trattare di un relais o di un dispositivo allo stato solido, purch sopporti un carico non
ridottissimo, e di tipo anche induttivo, quale unelettrovalvola.

PUNTO DI SET E ISTERESI Il punto di set deve essere regolabile per evidenti motivi, listeresi pu anche essere fissa,
purch su un valore di circa 0.1 pH: valori molto superiori rendono inutile il controller; dispositivi molto sofisticati hanno
una logica pi complessa, per cui il punto di set viene raggiunto con periodi di accensione e spegnimento di durata variabile
e predeterminata o con meccanismi di comando proporzionale.

Dopo questo elenco devo dire che non conosco alcuno strumento commerciale che risponda interamente a tali richieste; in
particolare la ditta Hanna Instruments produce moltissimi pHmetri, che tuttavia non sono controller e sono dunque privi
di set point e di uscita controllata. Il modello pHpronto (HI 981402), molto conveniente (lire 141.000+ I.V.A., compresa la
sonda HI 1286 e soluzioni di calibrazione), il pi facilmente adattabile, perch ha un set point regolabile e comanda
laccensione di un LED per pH fuori dallimpostazione, da cui si potrebbe prelevare il segnale per un semplice dispositivo
esterno di comando dellelettrovalvola,, tuttavia listeresi fissa a 0.5 pH dal set point: per utilizzarlo occorrerebbero
dunque interventi interni.

In listino ci sono anche vari tipi di controller pH, a prezzi tuttavia elevati: anche se si tratta di attrezzatura scientifica
sofisticata, molto migliore come qualit dei modelli acquaristici, non vale la pena spendere tanto. Il pi abbordabile
comunque il mod. HI 931700, costa di listino 369.000 + I.V.A.

evidente in definitiva che per la misurazione continua del pH si pu certamente usare una soluzione di questo tipo, in
particolare il mod. Hanna pHpronto ha un ottimo rapporto prezzo/prestazioni, tuttavia se si vuole un vero controller che
agisca sullelettrovalvola necessario ricorrere al faidat.

Taratura
fondamentale una corretta e periodica taratura del pHmetro. Non si pu consigliare qui un intervallo preciso, che
comunque senzaltro superiore al mese: lintervallo giusto pu essere determinato caso per caso verificando alla
successiva taratura che la lettura non sia errata di pi di 0.1-0.2 pH.

La taratura si effettua usando apposite soluzioni a pH noto, dette "soluzioni tampone". Per le misurazioni di interesse in
un acquario dolce meglio usare, se possibile, i tamponi a pH 4 e pH 7. Essi sono venduti in confezioni monodose o in pi
economiche bottiglie: per esempio gli articoli Hanna HI 70004P e 7004L (rispettivamente 25 bustine monodose, 28.000 +
I.V.A. e bottiglia da 460 ml, 14.000 + I.V.A.) per il pH 4 e gli equivalenti articoli 70007P e 7007L per il pH 7.
Le procedure esatte dipendono dal pHmetro usato, comunque in genere si immerge la sonda (fino a oltre il setto poroso
laterale!) nella soluzione a pH 7 e si regola lo "zero", poi si usa la soluzione a pH 4 e si regola la "pendenza" (o "slope").
utile sciacquare la sonda con acqua dosmosi ed asciugarla prima di passarla da un tampone allaltro.

Non bisogna mai immergere la sonda direttamente nella bottiglia del tampone, bisogna invece versarne una quantit
sufficiente in un recipiente piccolo e pulito. Dopo luso la soluzione tampone usata si getta.

Prima di agire sui comandi di taratura aspettare che la lettura si sia stabilizzata.

Per sicurezza si pu ripetere la taratura due o tre volte di seguito, soprattutto sugli apparecchi analogici, fino a che si
leggono entrambi i valori corretti senza dover modificare la taratura.

Infine se lo strumento non compensato in temperatura bisogna portare le soluzioni di taratura alla stessa temperatura
dellacquario (per esempio tenendole un po a "bagnomaria") e tarare la lettura non sul valore nominale della soluzione (pH
4.01 o 7.01) ma sul suo pH reale alla temperatura dellacquario (il pH alle varie temperature riportato sulletichetta).

Un progetto faidate

Sul Web si trovano vari progetti di controller pH pi o meno efficaci; il migliore che ho trovato, e realizzato con grande
soddisfazione, quello su http://www.geocities.com/Petsburgh/Zoo/1705/pH.html. Non sono in grado di dare i
parametri strumentali di questo progetto, tuttavia posso dire che la lettura e la taratura sono estremamente stabili, e la
precisione sembra buona: utilizzando un display a tre cifre, in modo da apprezzare i centesimi di unit pH, la lettura
ripetuta dei tamponi a distanza di ore, con condizioni ambientali alterate ad arte, non variava di pi di 0.02 pH. La
realizzazione di questo strumento analogico facile ed economica (poche migliaia di lire, lunico componente costoso il
display). Il sito indicato riporta anche complete istruzioni di montaggio e utili suggerimenti. richiesta ovviamente una
minima competenza di elettronica e una certa abilit manuale nelle saldature.

Modifiche suggerite
Il pHmetro originale funziona ottimamente, tuttavia pu essere migliorato con alcune modifiche di dettaglio, che qui
descrivo sommariamente:

Il circuito disegnato per luso di una valvola a bassa tensione, se si disponesse di una valvola a tensione di rete si pu
semplicemente usare un relais. In ambedue i casi molto consigliabile usare un alimentatore di potenza sufficiente, per
evitare che lassorbimento della bobina provochi sbalzi di tensione.

Listeresi pu essere resa regolabile sostituendo la resistenza R452 con un trimmer multigiri da 500 MW .

Pu essere montato un deviatore che, azionato, invii al display in alternativa al segnale sul piedino 7 di U400B (lettura
pH), il segnale sul piedino 3 di U400A, cio il punto di set, che in tal modo risulterebbe leggibile. Procedendo
direttamente cos si ha la lettura del set "invertita" rispetto a pH 7: pu essere comodo montare un secondo invertitore
(copiando la parte "Voltage Inverter Section") in modo da avere la lettura giusta. In realt invece di montare due
invertitori identici sarebbe ovviamente meglio invertire subito il segnale ed elaborarlo in questa forma: ci comporta il
montaggio della "Comparator Section" in cascata alla "Voltage Inverter Section" e non alla "Amplifer Section", o, in altre
parole, lingresso di U400A sarebbe il segnale del piedino 7 di U400B e non del piedino 7 di U300B. In questo caso
ricordarsi di scambiare gli ingressi di U400A (piedini 2 e 3). Occorre accortezza nel leggere il punto di set: infatti sul
piedino 3 di U400A (piedino 2 se si effettuata linversione a monte, come descritto) presente il livello impostato per
lOFF se lo stato attuale del comparatore ON e il livello ON se il comparatore nello stato OFF. Volendo leggere a
scelta i due livelli (e dunque listeresi) indipendentemente dalla misura attuale del pH occorre forzare il comparatore sul
livello ON o OFF voluto: lo si pu ottenere collegando piedino 2 di U400A (3 in caso di inversione a monte) ad un
commutatore a tre posizioni, con cui si possa scegliere oltre al segnale pH anche il livello V- ed il livello Vreg, che forzano
nei due stati il comparatore. Il commutatore va installato a monte di R450, in modo da non porre gli ingressi ad
unimpedenza troppo bassa.

Pu essere inserito un secondo comparatore, con gli ingressi scambiati rispetto alla "Comparator Section" in uso, che
comandi un aeratore in caso di pH troppo acidi (modifica utile sono se il KH molto basso). Si pu a tal fine
semplicemente copiare le parti "Comparator Section" e "Valve Actuator Section". Come detto gli ingressi del comparatore
devono essere scambiati rispetto a U400A in schema, tutti gli altri componenti restano identici.

Gli erogatori di CO2 e gli accessori


Caratteristiche generali
Lerogatore di CO2 laccessorio che, immerso nellacquario, provoca lo scioglimento in acqua del CO2. Sullefficacia
dellerogatore influiscono vari parametri elencati in tabella 2, eventualmente modificabili per modulare la quantit di CO2
disciolto

EFFETTO
FATTORE
sullefficacia di erogazione

Profondit dellerogatore +

Movimento dellacqua nei


Tutti gli +
pressi dellerogatore
erogatori
Dimensione delle bolle di
-
CO2

Lunghezza del percorso


+
delle bolle nel diffusore

Velocit dellacqua nel


+
diffusore
Solo diffusori
Dimensione del diffusore +

Rinnovo del gas nel


+
diffusore

+
Solo Tempo di permanenza
atomizzatori delle bollicine in acqua

Tabella 2: Influenza dei vari fattori sullefficacia di erogazione.

I diffusori descritti hanno prestazioni paragonabili ai modelli commerciali, mentre non possibile costruirsi un
atomizzatore simile ai tipi in vendita.

I seguenti tipi di erogatore sono descritti attingendo a piene mani dal sito di MioMao (http://www.casapagina.it) cui ci si
pu riferire per altre informazioni

I diffusori

Chiamo diffusori tutti quegli erogatori che sciolgono il CO2 in camere interne in cui grosse bolle di gas sono in contatto
con lacqua. La loro efficienza iniziale elevata, perch il CO2 pu essere ceduto in modo pressoch integrale, tuttavia un
difetto di cui soffrono pi o meno tutti ne riduce i vantaggi rispetto agli atomizzatori: le grosse bolle di gas al loro
interno tendono a contaminarsi con i gas di scambio, ceduti dallacqua. Bisogna dunque prevedere un meccanismo di rinnovo
del gas al loro interno, che inevitabilmente porta a sprecare un po di CO2.

Molti diffusori prevedono limmissione di acqua con una pompa per aumentare la superficie effettiva di contatto: si pu
comprare una piccola pompa regolabile dedicata a questo scopo, oppure applicare una derivazione alla pompa del filtro, se
questa sufficiente; in tal caso occorre evidentemente montare un rubinetto sul tubo che alimenta lerogatore, perch la
portata non deve essere eccessiva (si pu anche usare un tubo di ridotta sezione, ma il rubinetto permette di controllare
con facilit il flusso di acqua).

La campana

un sistema un po antiquato, ma efficiente. In pratica un bicchiere rovesciato nel quale si raccoglie il CO2. Il difetto
principale che la contaminazione del CO2 non pu essere evitata, e una volta che la campana si riempita di gas
lefficacia diminuisce rapidamente. Bisogna dunque prevedere un metodo di svuotamento manuale, da effettuarsi molto
spesso: si pu semplicemente rovesciare la campana, o prevedere un rubinetto, come nel modello illustrato in figura 1. Si
pu anche praticare un piccolissimo foro sul fondo della campana, in modo che il gas possa sfuggire solo quando ha
raggiunto una certa pressione; ovviamente questo tipo di svuotamento semiautomatico difficile da mettere a punto,
soprattutto quando intervengono incrostazioni e alghe. Un sistema alternativo di svuotamento automatico il sifone: si
pratica un foro sul lato della campana, a circa un centimetro dal bordo, e vi si incolla un tubetto rigido sagomato ad "U", in
modo che peschi vicino al "cielo" della campana: appena il CO2 raggiunge il livello del foro il sifone si adesca e svuota la
campana.

Per costruire la campana si pu usare un recipiente di plastica trasparente per alimenti. Sul fondo si praticano due fori, in
cui si cementano con colla epossidica due spezzoni di tubicino rigido come in figura: su quello lungo va innestato il tubetto
del CO2, mentre su quello breve si innesta un tubetto flessibile che termina con un rubinetto, da usarsi per lo
svuotamento. Si pu anche applicare una ventosa per fissare la campana allinterno dellacquario. Fino a quando la campana
parzialmente vuota il tubetto lungo funziona anche da contabolle.

La campana multipla

levoluzione del tipo precedente: allinterno di un contenitore alcune paratie creano delle sacche in cui il CO2 si
accumula; nel modello illustrato in figura 2 previsto lingresso di acqua da una pompa ausiliaria, che aumenta lefficienza
e riduce il ristagno. Il flusso dacqua porta via con s una parte del gas, rinnovandolo e riducendo la contaminazione, in
modo che lo svuotamento (tramite rovesciamento) si rende necessario solo a grandi intervalli. Per realizzare un diffusore
come quello illustrato si pu usare vetro sottile (2-3 mm), da tagliare da s o ordinare ad un vetraio. Gli incollaggi sono
fatti con silicone. In alternativa si pu usare del materiale plastico trasparente, pi facile da lavorare: molte materie
plastiche si tagliano incidendole con un taglierino e spezzandole. In questo caso si pu usare una colla apposita invece del
silicone. Il diffusore deve essere alto almeno una quindicina di centimetri, e largo in proporzione.
Lo scivolo (flipper)

La costruzione illustrata in figura 3 simile a quella della campana multipla, ma gli scivoli sono inclinati nel verso opposto e
lapparecchio proporzionalmente pi largo: le bollicine debbono compiere un lungo percorso a zigzag prima di uscire, e
non vengono catturate. Lefficienza inferiore, ma la manutenzione nulla. Anche qui si pu usare una pompa per creare
una controcorrente, in grado di migliorarne le prestazioni. Per aumentare lefficienza si pu utilizzare il gas in uscita per
riempire dal basso una campana soprastante.

Il reattore

Si tratta di un recipiente, anche in questo caso in vetro sottile o materiale plastico, pieno di un materiale atto ad
aumentare la superficie di scambio: cubetti o palline da filtro biologico, come illustrato in figura 4, o anche cannolicchi di
ceramica, argilla espansa, pezzetti di lava, pomice, eccetera. La pompa dellacqua necessaria, infatti questo tipo di
diffusore funziona in pratica creando una "cascata sommersa" in ambiente carico di CO2: lacqua, immessa dallalto,
scroscia nei vari anfratti creati dal materiale di riempimento, pieni di sacche di gas e si arricchisce cos di CO2.
Anche in questo caso si pu avere contaminazione del gas, comunque il processo molto lento: si pu prevedere un
rubinetto di svuotamento sulla lastra di chiusura superiore, o anche aumentare di quando in quando lafflusso di CO2, in
modo da far "traboccare" i gas dallapertura inferiore. In ogni caso una regolazione e un dimensionamento tali da
permettere la periodica fuga dal basso di qualche bollicina aiuta a ridurre la necessit di manutenzione. Facendo sfociare
il tubo dimmissione del CO2 ad una certa distanza dallinizio del materiale di riempimento si ottiene un pratico contabolle
incorporato. Se il materiale di riempimento non si incastra bene nel reattore conviene tenerlo in posizione con due grate
di plastica, una sopra e una sotto il materiale stesso. Anche se si usa un materiale leggero il caso di usare la grata
inferiore, perch il materiale potrebbe non galleggiare nellambiente misto di acqua e gas.

Gli atomizzatori

Gli atomizzatori sono quegli erogatori che sciolgono il CO2 inviando in acqua una quantit di piccole bollicine di gas.
Ciascuna bollicina stabilisce un equilibrio con lacqua circostante, cedendo CO2 ed acquistando altri gas (ossigeno, vapor
acqueo). Dunque anche se le bollicine non vengono assorbite (non "scompaiono") si pu avere comunque unalta efficienza.
Come gi detto impossibile costruirsi atomizzatori equivalenti a quelli commerciali, costituiti in genere da unampolla
tappata con un materiale sinterizzato: se si vuole avere un atomizzatore di questo tipo (che ha il vantaggio di essere
estremamente compatto) necessario acquistarlo.

La pietra porosa

il modo pi economico ed elementare di diffondere CO2. Lefficienza estremamente scarsa provoca grandi sprechi di
CO2: conviene usarla solo per prova o in acquari molto piccoli, dove una scarsa efficienza pu essere benvenuta. Un modo
per aumentarne un po lefficacia sistemare la porosa alla base di un tubo rigido poco pi grande di lei, lungo una ventina
di centimetri, da applicare, inclinato, ad una parete della vasca; cos modificata la porosa diviene in pratica un elementare
diffusore.

La porosa di tiglio

Il tiglio un legno con finissime porosit: una pietra porosa di tiglio pi efficiente di una porosa normale perch produce
bollicine molto minute. Si pu anche usare un tondino di tale legno, di diametro tale da incastrarsi nel tubetto del CO2. Si
compra nei negozi di modellismo o si pu anche riutilizzare limpugnatura dei piccoli pennelli economici da acquerello (che
per lappunto sono di tiglio) opportunamente lavorata con un tagliabalsa.
Tutti questi sistemi hanno come difetto che il tiglio si ostruisce facilmente.

La porosa di perlon
Un metodo paragonabile alla porosa di tiglio, che si segnala per il "faidat estremo" quello che prevede di incastrare
direttamente nellestremit del tubo del CO2, o meglio in un uno spezzone di tubetto rigido a questo applicato, un rotolino
lungo circa 1 cm di fibra di perlon fortemente compressa. Laggeggio dovrebbe produrre bolle estremamente fini.

La centrifugazione

un metodo un po casereccio e scomodo, ma rapido ed efficace: si incastra o si fissa in qualche modo il tubicino del CO2
nellentrata della pompa del filtro. Le bolle, aspirate dalla pompa, vengono frantumate e sparse per tutto lacquario.
Lefficacia aumenta se la pompa del filtro ha, in uscita, un tubo sufficientemente lungo (almeno 20 centimetri) che sfocia
vicino al fondo o almeno a met altezza dellacquario. Con questo sistema la pompa diviene abbastanza rumorosa.

Il Venturi

Alcune pompe filtro sono dotate, sul tubo di uscita, di un tubo di Venturi, inserito allo scopo di aspirare aria. Si pu
collegare il tubo del CO2 alla presa daria, in modo da provocare il risucchio e lo spargimento del gas. Si pu anche
comperare o autocostruire un tubo di Venturi, ma non sono a conoscenza della sua efficacia. Chi lo avesse provato pu
comunicarmi le sue esperienze (fedgiove@tin.it)

Linsufflatore

Non so bene come chiamare questo metodo, partorito dallinesauribile fantasia di MioMao: bisogna utilizzare una pompa
dedicata o la pompa del filtro. Si costruisce una tubazione per lacqua in modo da avere un tratto di tubo lungo almeno 20
cm rasente il fondo dellacquario. Allinizio di questo tratto si pratica un foro, in cui si sigilla con della colla epossidica un
tubicino uguale a quello usato per il CO2, di un paio di centimetri di lunghezza, in modo che sia quasi completamente
sporgente allesterno. Si lavora un tondino di tiglio lungo un centimetro o poco pi fino a quando si incastri da entrambe le
parti nel tubicino, e si applica a tale tondino il tubetto del CO2. Dopodich si incastra il tutto nel tubicino cementato sul
tubo dellacqua. Secondo MioMao il sistema, che produce bollicine finissime e le sparge per tutta la vasca, molto
efficace.

La valvola di non ritorno

In varie parti di questo articolo ho suggerito di montare una valvola di non ritorno prima dellerogatore. Si tratta di un
accessorio di bassissimo prezzo, che si compra nei negozi dacquari, e impedisce allacqua di penetrare nellimpianto di CO2
quando, per un motivo o per laltro, lerogazione sospesa. Ribadisco qui che il costo talmente basso e mette al riparo da
tanti guai potenziali che sarebbe follia non utilizzarla, soprattutto nei casi in cui pi verosimile un riflusso di acqua, e
cio in impianti con elettrovalvola, in impianti che fanno uso di diffusori con acqua in controcorrente e in impianti a
zucchero e lievito.

Il contabolle

Il contabolle un accessorio non indispensabile, ma pu essere dausilio nel regolare la quantit di CO2 e nel verificare
visivamente la costanza dellerogazione; in particolare durante le regolazioni d unimmagine immediata della variazione del
flusso, senza dover attendere che vari la concentrazione di CO2 in acquario, in modo che la si possa misurare tramite il
pH.

In pratica si tratta di un recipiente parzialmente pieno dacqua, dotato di due tubi o fori: uno sotto il livello dellacqua, uno
sopra. Il CO2 viene immesso dallapertura inferiore, sale nellacqua sotto forma di bolle e viene prelevato dallapertura
superiore, in modo che dal conteggio di bolle in ununit di tempo si pu dedurre la quantit di CO2 erogata.

Molti erogatori commerciali di CO2 sono dotati di un contabolle incorporato, e si pu prevedere un contabolle anche negli
erogatori faidat, sotto forma di un piccolo recipiente incorporato per gli atomizzatori o semplicemente prevedendo un
percorso libero per il CO2 sopra il punto dimmissione per i diffusori, in modo da poter vedere almeno per un tratto il
percorso delle bolle. Tuttavia si pu anche costruire un contabolle separato, tipo quello illustrato in figura 5: occorrono un
vasetto di vetro con tappo a tenuta stagna, due tubicini rigidi, possibilmente di plastica (ad esempio i tubetti rigidi per
laerazione), e il silicone (o colla epossidica) necessario a incollare i tubicini al tappo. Le uniche lavorazioni necessarie sono
la foratura del tappo e lincollaggio dei due tubicini. Conviene controllare la tenuta delle varie giunzioni bagnandole con un
po dacqua saponata mentre il contabolle in funzione. Per migliorare la tenuta del tappo si pu usare un po di nastro di
teflon sulla filettatura e sul bordo del vasetto.
Si pu anche trasformare in contabolle lampolla contagocce compresa nel tubo da fleboclisi, usata sottosopra; conviene in
tal caso controllare che loggetto e le sue giunzioni resistano alla pressione, rinforzando eventualmente con colla o nastro
adesivo.

Il tubo di collegamento

Per trasportare il CO2 allerogatore serve un tubetto di appropriato diametro: si pu in prima battuta utilizzare
senzaltro il normale tubetto per lareazione o, in alternativa, leconomicissimo tubicino nero usato negli impianti
dirrigazione goccia a goccia.

Tutte le Case acqaristiche sostengono che il tubetto per lareazione troppo poroso e molto CO2 va disperso, e perci
vendono appositi tubetti di materiali a loro dire pi impermeabili al CO2. Dato il prezzo di vendita veramente esagerato
molto probabile che sia una trovata esclusivamente pubblicitaria, perci consiglio di lasciar perdere e usare il normale
tubetto dareazione. Il CO2 disperso sar sicuramente meno costoso del tubetto. Pu essere conveniente usare un tubo
pi resistente (come per esempio il tubetto per lirrigazione) nel caso si adoperi un atomizzatore, che come accennato pi
volte funziona a pressione relativamente alta.

Alternative commerciali

Un certo successo riscuote il modello Askoll, con bombola ad alta pressione usa e getta, riduttore di pressione dedicato e
atomizzatore con contabolle incorporato. Il riduttore di pressione, privo di manometri e di valvola a spillo, difficile da
regolare ma efficace, latomizzatore piccolo ed efficiente ed il costo abbastanza contenuto (sotto le 200.000 lire).
Lattacco del riduttore di pressione incompatibile con i normali attacchi per bombole ricaricabili, dunque bisogna
ricomprare le bombole usa e getta da mezzo chilo (a circa 30.000 lire). A prezzo molto inferiore (circa 25.000 per la
bombola da 1 kg) si trovano bombole equivalenti in grossi ferramenta o rivenditori di materiale per saldature, in quanto il
CO2 utilizzata come gas inerte durante le saldature. In ogni caso la Askoll vende da qualche tempo anche un adattatore
per collegare il riduttore di pressione alle bombole ricaricabili, in modo che esaurita la prima bombola si pu scegliere se
comprare il ricambio o acquistare una bombola ricaricabile standard. Limpianto Askoll senzaltro sufficiente per acquari
fino a 100-150 litri, per grandezze superiori la bombola da mezzo chilo assicura unautonomia troppo scarsa e lerogatore
troppo piccolo, ma possibile aggiornare limpianto usando una bombola ricaricabile pi grande ed aggiungendo
eventualmente un secondo erogatore.

Il modello Tetra con bombola a bassa pressione un giocattolo; va bene solo per acquari molto piccoli ed inoltre
scomodo perch manuale: il diffusore richiede infatti di essere riempito agendo sulla bombola a brevi scadenze. Inoltre i
ricambi sono cari e contengono pochissimo CO2. Il diffusore inadatto alluso con un impianto continuo pi serio, dunque
se si decide di aggiornare il proprio impianto bisogna ricomprare tutto.

I modelli commerciali con bombola ricaricabile sono senza eccezione buoni ma cari, e dunque non vengono qui descritti.

Esiste infine un tipo dimpianto per limmissione di CO2 che funziona in base ad un principio completamente diverso:
consiste in due elettrodi di materiale carbonioso (penso grafite) immersi in acqua, attraverso cui viene fatta passare una
corrente. Per elettrolisi una parte del carbonio degli elettrodi si ossida e passa in soluzione come CO2. Tale sistema, in
apparenza attraente per i costi limitati, lefficienza di diffusione e lampia autonomia, presenta numerose
controindicazioni, fra cui citiamo limpossibilit di tenere sotto controllo le reazioni secondarie che avvengono a causa del
passaggio di corrente, reazioni che in un ambiente incognito e ricco di ioni come quello dun acquario possono portare ai
prodotti pi disparati. In effetti comunque non conosco direttamente nessuno che ne abbia fatto uso, quindi eventuali
informazioni sarebbero molto gradite (fedgiove@tin.it).

possibile acquistare in negozi dacquari il solo erogatore, che pu essere difficile da realizzare se non si pratichi nel
faidat, inoltre esistono in commercio a prezzo ragionevole atomizzatori molto efficaci e compatti che non sono
riproducibili col faidat; in tal caso valgono le stesse osservazioni fatte al punto 5 circa le diverse caratteristiche di
atomizzatori e diffusori.

Se si vuole allestire un impianto a controllo automatico praticamente indispensabile ricorrere al faidat: infatti i
controller di marche acquaristiche sono molto cari senza eccezione.

Filtro esterno fai-da-te

Ho avuto loccasione di apprezzare i vantaggi di un filtroesterno in una vasca da 180lt.


Ingombro allinterno della vasca inesistente, praticitnella pulizia possibilit di spostare in ogni momento la posizione del
getto edellaspirazione.
Mi sono quindi trovato a decidere di applicare questasoluzione per un acquario piccolo, che sarebbe sicuramente
penalizzato da unfiltro interno.
Il volume di acqua che andremo a filtrare circa 60lt.
Il materiale necessario per la costruzione il seguente:

1) 1 contenitore cilindrico da 2.2lt per alimenti.

2) 1 mt di tubo rigido 16 esterno per impianti elettrici o peracquari.

3) 1 pompa piccola per acquari.

4) 1 rubinetto per giardinaggio per tubi 16

5) 1 spina elettrica maschio

6) 50 cm di tubo per pompe 16 esterno

7) Lastra di plexiglas spessore 4mm

8) 1 punta di 16 e 1 punta 5.5

9) colla per plastica

10) lima e carta vetrata

11) cutter e forbici

12) molla per piegare itubi rigidi

Ecco i nostri attrezzi principali


Procediamo con la preparazione dei tubi rigidi.

Per piegare il tubo v scaldato su un fornello senzainsistere molto poich si rischierebbe di danneggiarlo, per evitare che
sischiacci nel piegarlo utilizzeremo una speciale molla che avremo inseritoallinterno, appena effettuata la piegatura
immergeremo il tubo in acqua perraffreddare il tutto e bloccare la piegatura riportandola allo stato rigido.

Ora pratichiamo i fori di 16 per il passaggio dei tubi dimandata e di ritorno rifinendoli con carta abrasiva in modo da
eliminareeventuali sbavature.
Pratichiamo anche il foro 5.5 per il passaggio del cavo dialimentazione della pompa.

Per far passare il cavo nel foro dovremo tagliare la presaesistente e sostituirla con unaltra da montare.

Il tubo rigido che verr collegato alla pompa avr una piegaa L e verr incollato con della colla per plastica.
Inoltre ho preferito aggiungere un raccordo a L per i tubida giardinaggio, per ottenere un attacco idoneo per i tubo di
gomma usati inacquario.

Inseriamo ed incolliamo il plexiglas che abbiamo preparatocome in figura.


Dopo aver atteso almeno 24 ore per fare in modo che la collaabbia fatto presa procederemo con la sistemazione della
pompa e del tubo rigidodi mandata tramite un raccordo in gomma che taglieremo a misura.

Ho dovuto sostituire il tappo, poich nelle proveprecedenti, quello in dotazione ha dato problemi di perdita, nonostante
lapiccola guarnizione presente.
Mi sono quindi fatto realizzare un tappo con due guarnizionichiamate O-Ring.
Con tali guarnizioni non necessario bloccare il tappo,poich la pressione esercitata da quest ultime tale da impedire
perdite oaperture accidentali del filtro.
Anche sul tappo ho posizionato il tubo di 16 e relativoraccordo per il tubo di gomma.

Al tubo interno di aspirazione ho applicato un finaleforato, in maniera da evitate un intasamento da eventuali


sporciziegrossolane.
Prima di utilizzare il filtro in vasca consiglio di provarloper almeno un giorno, per evitare che durante il normale
funzionamento possaavere delle perdite con conseguenze facilmente intuibili.
Ecco lo schema del flusso che percorre lacqua
Ho tenuto in prova il filtro per due giorni con un secchio.E dopo aver sigillato piccole perdite con la colla l ho posizionato
alla nuovavasca.

Grazie ai tubi piegati in precedenza ho posizionato ilfiltro in maniera che non fosse eccessivamente visibile alla vista.

Ora il filtro in funzione da circa un paio di mesi e non miha dato problemi ne di perdita ne di rumorosit.
Alcuni consigli per la buona funzionalit del filtro:
Posizionare il filtro alla solita altezza o poco sotto, dellivello dellacqua.
Staccare i tubi quando apriamo il filtro.
Riempite il filtro fino a superare il livello del plexiglasinterno
Non compattate troppo la lana di perlon o altri materiali difiltraggio.

Aggiungo che con sistemi simili, utilizzando semprecontenitori in plexiglas per alimenti si possono ottenere altre
applicazioni,come per esempio un piccolo filtro interno.
Grazie per la vostra attenzione

Filtro fai-da-te ad "aria"

Premetto che possono essere realizzate due versioni del filtro, una cilindrica ed una a parallelepipedo.
QUi si descriver la realizzazione del filtro cilindrico.
Materiale occorrente:
-tubo in pvc usato per le canali (marrone scuro) o tubazioni in questo caso il colore grigio il pi indicato
-tubo da giardinaggio mm 5 per 100mm
-3 raccordi a 90 per il tubetto da giardinaggio
-tubo in pvc del diametro 20 mm 1 mt
-curva a 90
-tappo per il tubo in pvc usato per il corpo del filtro
-silicone oppure colla epossidica

si comincia con il taglio del tubo alla misura desiderata, nel mio caso la lunghezza 40 cm e il diametro 100 mm
Una volta deciso quanto sar la profondit dell'acqua si procede con la foratura e l'intaglio della parte superiore del tubo
A: si traccia una riga orizzontale seguendo la circonferenza del tubo ad una distanza di 4 cm dal bordo sup.
B: si divide la linea in parti uguali a seconda del diametro dei fori che andremo a fare nel nostro caso foreremo con una
punta da 6 mm e lasceremo 10 millimetri tra un foro e l'altro per cui le linee verticali saranno distanziate di 16 mm una
dall'altra
C: il primo foro da fare quello dove verr fatto passare il tubo di mandata del filtro. Se utilizzate il tubo del 20 si far
un foro da 20 mm
D: procediamo ora con la foratura dove si incrociano le due linee utilizzando la punta del 6
E: ora con un taglierino incidiamo il tubo seguendo una linea tangente ai fori in direzione della parte sup verr cos una
sorta di pettine
F: sempre con il taglierino eseguiamo le rifiniture togliendo eventuali sbavature.

per ora il tubo va messo in disparte

Prepariamo il tubetto che porter l'aria all'interno del filtro:


tagliamo il tubo da 5 mm di diametro ad una lunghezza di 50 cm.
Ad un lato montiamo il giunto a 90, pezzetto di tubo lg circa 3 cm,l'altro giunto a 90 ed un pezzetto di tubo lungo circa
3 cm
Teniamo presente che la pietra porosa deve restare all'incirca nel centro del filtro per cui il risultato finale dovrebbe
essere:

Prepariamo ora il gancio per il fissaggio a parete:


tagliamo una fetta del tubo restato larga circa 3 cm. tagliamola longitudinalmente e con un phon da capelli scaldiamola fino
a renderla morbida
Apriamo l'anello ottenendone cos una striscia, se necessario riscaldarla per rendere il pvc lavorabile
Mettiamola sotto ad un peso (esempio pila di libri) in modo che raffreddando mantenga la forma di striscia
Sagomiamo poi la striscia in modo da ottenere una u che verr applicata al corpo del filtro e funger da gancio
il gancio cos ottenuto verra poi incollato al corpo del filtro con del silicone o del tangit o colla epossidica

ora il tubetto deve essere messo all'interno del corpo filtro


riprendete il tubo e incollate il tubetto con il silicone oppure la colla epossidica.
Per fare ci ci aiuteremo tenendo in posizione il tubetto con del nastro adesivo che verr poi rimosso. Il tubetto verr
tenuto ad un centimetro circa dal fondo del tubo di pvc e la parte che sporge verr tagliata in un secondo momento alla
lunghezza desiderata.

sezione longitudinale del filtro in giallo il nastro adesivo in azzurro la pietra porosa

nel frattempo prepariamo il tubo di mandata del filtro


nella preparazione del tubo si deve tenere conto che questo non dovr toccare il fondo ma stare staccato da esso di
almeno 3 cm.
Nel nostro caso il tubo andr tagliato lungo 40 cm (misura che verr poi corretta)
Si proceder al montaggio della curva a 90 e dal lato inferiore della curva si taglier il tubo ad una lunghezza di 32 cm
circa

stessa cosa per quanto riguarda l'altro lato della curva si prende un pezzo di tubo di 5 cm lo si infila nella curva dopo che
si sar finito il filtro facendolo passare attraverso il foro da 20 mm fatto nel corpo del filtro.
Sarete poi voi a decidere quanto debba sporgere e se dirigere il getto d'acqua verso il basso o altro.

una volta che l'adesivo od il silicone saranno asciutti, si continua con l'assemblaggio del filtro
si dovranno ricavare ora degli anelli di spugna sintetica(quella blu)
il diametro dovr essere pi grande di circa un cm rispetto al diametro interno del tubo in tal modo resteranno fermi.
Ora si praticher un taglietto a croce di circa 1 cm per 1 cm nel centro delle spugne dove verr infilato il tubo della
mandata.
Fatto questo non resta che infilare a nostro piacere un numero di spugne sufficienti a riempire il filtro lasciando un paio
di centimetri dal fondo e dalla cima del tubo di mandata.

Ecco il lavoro finito:


non resta che infilare il tutto all'interno del corpo del filtro posizionando il tubetto e la pietra porosa nel centro del tubo
in pvc della mandata e chiudere il tappo, nel mio caso il tappo non stato necessario incollarlo ma se non dovesse essere a
tenuta lo si pu incollare con del tangit o colla per tubi in pvc.

Altro schema:

I materiali dipendono da cosa si ha a disposizione, il tubo puo essere in pvc oppure del tipo utilizzato per gli impianti
elettrici.
Il recipiente di forma cilindrica, ma si lavora meglio con uno di forma rettangolare per ovvie ragioni di incollaggio,
foratura e fissaggio delle varie parti.
Diciamo che funziona come un overflow di un filtro esterno; i materiali filtranti possono essere anche diversificati,
separandoli con delle grigliette.
Il diametro del tubo centrale non dovrebbe superare i due cm.
Non riporto misure in quanto ogniuno libero di adattarle a piacimento: questo sistema valido ed efficace per piccoli
acquari max 50 lt.
Un ulteriore evoluzione potrebbe essere data da una pompa montata all'estremit del tubo.

Filtro esterno FAI DA TE

Ho iniziato a Luglio di quest'anno con la costruzione di un filtro esterno per un piccolo acquario da 60 litri, che stavo
preparando per un nuovo allestimento: inizialmente avevo in mente di realizzare un filtro esterno a "zaino", fissato cio
contro la parete posteriore dell'acquario.
Dopo alcuni falliti tentativi di realizzare questo tipo di filtro, ho avuto un'idea nuova e semplice: perch non utilizzare un
tubo per filtrare l'acqua? In fondo i normali tubi in PVC utilizzati in idraulica per convogliare le acque di scarico vanno
benissimo, sono resistenti, resistono alle alte temperature e alla corrosione, vengono interrati e dopo 30 anni sono ancora
l, sono dei buoni isolanti termici e soprattutto, hanno dei prezzi ridicolmente bassi.
Pensa che ti ripensa, alla fine questo quanto ho realizzato:

Materiale occorrente:

1 pezzo di tubo in PVC per scarichi, quello di color arancione ha uno spessore maggiore ed utilizzato per
impieghi pesanti, io consiglio quello (parleremo dopo di lunghezza e diametro)
2 tappi a vite per ispezione tubi, sempre in PVC, dello stesso diametro del tubo
2 attacchi rapidi maschi da giardinaggio, di quelli da avvitare alle lance e agli irrigatori
2 attacchi rapidi femmina con rubinetto di chiusura, di quelli da montare sui tubi da irrigazione
1 metro di tubetto siliconico diametro esterno 6-8 mm.
tubo trasparente diametro 10-12 mm (quanto basta dall'acquario al filtro e ritorno)
1 pompa per filtri interni della portata e prevalenza adatti (questo dipende da voi)
1 cerchio di PVC piatto del diametro del tubo
1 tubo di colla per PVC da idraulici

Tutto il materiale, ad eccezione della pompa, lo potete acquistare in qualsiasi negozio di giardinaggio/fai da te
(BricoCenter, Castorama, ecc.) o nei centri commerciali.
Per la pompa rivolgetevi ad un negozio di acquariologia.
Il filtro in buona sostanza realizzato da un tubo centrale in PVC, alle cui estremit sono incollati due tappi a vite
utilizzati normalmente in idraulica per ispezionare le tubature di scarico.
Per fissare i due tappi al tubo, scaldate un'estremit (3-4 cm) di questo sopra un fornello da cucina, in modo da renderlo
morbido; prendete uno dei due tappi a vite ed infilatelo nel tubo, in modo che quest'ultimo si deformi e si allarghi,
formando un "bicchiere" (cos si chiamano in gergo tecnico) che contenga il tappo:
Lasciate raffreddare un poco, tgliete il tappo dal tubo, spalmate di colla per PVC il tappo e rimettetelo nel tubo allargato:
dopo pochi minuti la colla sar asciutta e sar impossibile rimuovere il tappo dal tubo.
Ripetete lo stesso procedimento con l'altro lato del tubo:

I due tappi a vite dovranno essere completati con una guarnizione per evitare perdite; se riuscite a trovarla meglio per
voi, altrimenti fate come ho fatto io: due pezzetti di tubo siliconico tagliati nella misura giusta ed incollati con silicone
acetico.
Inserite le guarnizioni sotto i due tappi.
Vicino alle due estremit del tubo, sui due tappi in esso incollati, sono fissati (sempre con la colla) i due attacchi per
l'acqua in ingresso/uscita, che sono due connettori rapidi da giardinaggio; fate due fori sul filtro grandi abbastanza da
farci passare la base filettata dei connettori e poi, aiutandovi con la colla per PVC, fissate i due connettori al tubo:

La pompa montata all'interno del filtro, quindi il cavo di alimentazione deve in qualche modo fuoriuscire; fate un
forellino vicino al connettore di uscita e fateci passare il cavo della pompa ( purtroppo necessario rimuovere la spina alla
fine del cavo) e poi sigillate il foro con un bel p di colla per PVC.

Passiamo all'interno del filtro.


Prima di tutto necessario incollare una parete separatoria tra lo scomparto per i cannolicchi (o altro materiale filtrante)
e la pompa; questa parete pu essere un foglio di PVC forato o una erte pesante in qualche tipo di plastica.
Tagliate un cerchio uguale al diametro interno del tubo, foratelo se si tratta di un foglio pino ed inseritelo nel filtro,
incollandolo vicino ad una estremit dello stesso.
Lasciate lo spazio necessario per montarci la pompa:
La pompa fissata con un pezzo di tubo flessibile al connettore di uscita del filtro; il pezzo di tubo flessibile fissato al
connettore con la solita colla per PVC.
Una volta fissato il separatore interno, il filtro diviso in due sezioni: la pi grande utilizzata per il materiale filtrante, la
pi piccola solo per la pompa.
Nella foto sotto lo scomparto per il materiale filtrante:

Una volta fissati i due tappi al tubo centrale, i due connettori di entrata/uscita, il separatore interno e la pompa, lasciate
asciugare la colla per almeno 2 giorni (meglio una settimana).
A colla asciutta, riprendete il filtro, rimuovete dalla sua superficie esterna la colla in eccesso, avvitateci i due tappi
laterali e verniciatelo del colore che pi vi aggrada.
Ricordatevi di proteggere i due connettori di entrata/uscita con del nastro, in modo che la vernici non li rovini o li sporchi.
Lasciate asciugare la vernice, poi riprendete il filtro e caricatelo con il materiale filtrante che intendete usare.
Il mio l'ho riempito di cannolicchi con uno strato iniziale di lana di Perlon (notare che l'interno del filtro non verniciato,
in quanto la maggior parte delle vernici in commercio tossica per i pesci).

A questo punto meglio lasciare asciugare il filtro aperto per almeno una settimana, e poi farlo "girare" a vuoto per
almeno un'altra, facendoci circolare dell'acqua di rubinetto che piano piano rimuover ogni traccia di solvente dall'interno
del filtro.
Si utilizzi per questo un secchio pieno d'acqua, da cui il filtro pesca e ributta l'acqua; una volta al giorno si sostituisce
l'acqua nel secchio.
Nell'ultima foto si vedono bene anche i due connettori rapidi con rubinetto che ho utilizzato.

La pulizia di questo filtro molto veloce e comoda: dopo aver staccato la pompa dalla sua alimentazione di rete, si
chiudono i due rubinetti verdi sui connettori del filtro (questo chiude i due tubi di andata/ritorno); si staccano i due
connettori dal filtro che rimane quindi completamente libero.
Si prende il filtro, lo si porta in un luogo comodo (io uso un lavatoio) e lo si apre e pulisce.
Per rendere ancora pi facili le operazioni di pulizia, mi sono comprato due altri connettori rapidi della stessa serie da
tubo, ma senza rubinetto (quindi molto pi economici...); questi connettori li ho chiusi con della colla per PVC, rendendoli
ciechi.
Quando stacco i due connettori con rubinetto che collegano il filtro con l'acquario monto al loro posto questi connettori
ciechi, e cos i due fori restano chiusi ed il filtro non perde neppure una goccia d'acqua!

Parliamo adesso del dimensionamento del filtro:


Questo tipo di filtro nato per essere posizionato in orizzontale sotto l'acquario, su un ripiano del mobile adatto allo
scopo.
Per tale motivo la sua lunghezza pari alla larghezza dell'acquario.
Il volume interno del filtro si calcola sulla base della sua lunghezza e diametro interno:

Volume interno (in litri) = (L * (D / 2)2 * 3,14) / 1000

Dove:
L = Lunghezza del filtro in centimetri
D = Diametro interno del filtro in centimetri

Per esempio, il filtro che ho realizzato io ha le seguenti dimensioni:


L = 65
D = 9,4

Da cui:
Volume interno = (65 * (9,4 / 2)2 * 3,14) / 1000 = 4,5 Litri

Considerando che quasi tutto il volume interno occupato dagli elementi filtranti tale valore pi che sufficiente per il
mio acquario da 60 litri!
Filtro esterno a botticella

Ho realizzato questo filtro per le due tartarughe dalle orecchie rosse:sono ormai 6 anni che le tengo e mi sembrava giusto
offrire loroqualcosa di pi della vaschetta in cui stavano. Visto che mi avanzavaunacquario usato da 15o litri....
Il problema si manifestato almomento della progettazione del filtro: la vasca dotata di filtrointerno allItaliana non
sopperiva certo alle necessit delle tarta, edallora ecco cosa ho costruito.

MATERIALI:
Botticella in plastica da 15 Lt
Tubo in gomma tipo trasparente 2 mt
Raccordi maschio per attacchi rapidi acqua-stop o attacchi porta gomma maschio con filetto da o1/2 n2
Ghiere dello stesso diametro dei porta gomma
Silicone nero
Pompa (io dovendo vincere un dislivello di circa 1 metro ho usato la Hydra della Sicce 1300/Lt ora)
Fascette ferma tubo
Rubinetti n2
Tubo in pvc rigido (il diametro deve essere della grandezza giusta per potersi infilare nel tubo di gomma)
Tubo pvc del diametro 100 per 10 cm (supporto della spugna)
Materiali filtranti (spugna grana media, argilla espansa)
Curve in pvc a 90 N 3

Parte essenziale la botticella:


iolho trovata in un negozio dove si vendono articoli in pvc ,gomma ecc. importante che abbia limboccatura grande
abbastanza da poterinfilare una mano.
Nello specifico la mia ha un foro di circa12cm didiam. con tappo a chiusura a vite e guarnizione in gomma, ed un altroforo
laterale con relativo tappo.

Purtroppo non ho una foto ma eccone uno schizzo :

ATTREZZI:
trapano a batteria o normale
taglierino
cacciavite
fresa a tazza o conica(per forare i tappi, cmq ci si riesce anche con una forbice affilata)
pistola per silicone
forbice da elettricista

Si comincia....Sicomincia..Dovete decidere dove andr collocato il filtro( il mio sotto la vasca)per le misure dei
tubi.Il tubo per laspirazione rigido per poterlo fissare alla vasca con delle ventose . possibileutilizzare anche tubo per
impianti elettrici del diam. 25 e relativecurve, oppure tubo in pvc ad incollaggio(vi serve lapposita colla e lerelative curve).

Ecco come procedere


Tagliamo il tubo in modo da avere tre spezzoni come mostrato nello schizzo
Le lunghezze a/b/c le decidete in funzione della vasca,e della posizione del filtro,ecco come verranno montati con le curve

al tubo c verr montato il rubinetto usando un pezzo di tubo di gomma:


la posizione del rubinetto la deciderete in funzione della mera comodit io lho messo appena prima del filtro

lo stesso procedimento verr utilizzato per luscita dal primo rubinetto.


Da qui si procede in direzione del filtro con un altro tubo oppure direttamente con il tubo in gomma.
Di seguito mostrer uno schizzo del lavoro svolto fino ad ora:
ed ora occupiamoci della botticella
Svitiamo il tapposuperiore, ed in centro foriamolo con la fresa a tazza o conica (oppurecon la forbice) fate molta
attenzione, il foro deve essere del diametrodel porta gomma.
Dopo esserci assicurati della correttezza del foro,montiamo il porta gomma sul tappo sigillandolo con il silicone, dopoavere
stretto la ghiera di bloccaggio.

stesso trattamento per il tappo laterale pi piccolo, qui il porta gomma ci st veramente di misura

a questo porta gomma verr collegata la pompa (esterna) mediante un pezzo di tubo di gomma,come mostrato di seguito:
la pompa Hydra possiede due tipi di attacchi, uno con regolazione dellaportata e laltro per la presa diretta, nel mio caso
ho utilizzatoquello a presa diretta.
Per essere sicuri di togliere ogni perditalattacco della pompa anche se dotato di guarnizione stato sigillatolungo il
perimetro con del silicone.
Ecco ora lo schizzo del filtro come lho montato io:
ecco ora come ho disposto i materiali nel filtro:

lanello di spugna iniziale verra messo come pre filtro.


Il tubo inpvc serve come supporto allultimo disco di spugna e serve per evitareche la spugna troppo intasata riduca il
flusso di acqua, si possonomettere anche dei piccoli sassi come supporto ai fanghi che siformeranno.

La vescica natatoria

Una struttura cosi' importante e complessa deve essere oggetto di un approfondimento, poiche' solo conoscendone bene
l'origine e le funzioni, saremo certi di poter comprendere perche i nostri pesciotti, loro malgrado, assumono alcuni
atteggiamenti "sbagliati" o "distorti" in vasca. La vescica natatoria e' infatti un organo idrostatico, che quindi presiede
all'equilibrio e allassetto di galleggiamento, proprio perche' controlla la spinta idrostatica.

Un organo semplice, non complesso come il nostro sistema del labirinto, ma affascinante per il suo funzionamento. E' utile
sapere che semplici accorgimenti dietetici, terapeutici , di ossigenazione dell'acqua o poco altro possano riequilibrare il
pesciotto e riportarlo alle giuste movenze. Chi infatti non ha mai avuto un pesciotto... ribaltato, capovolto o a testa in giu?

Il piccolo embrione
La vescica natatoria presente durante la vita embrionale di quasi tutti i vertebrati come un piccolo diverticolo
dell'intestino anteriore primitivo, che formera' la faringe e l'esofago. Mentre nell'uomo dara' origine all'apparato
tracheo-bronco-polomonare, nei pesci si differenziera' nella vescica natatoria. Embriologicamente corrisponde quindi a un
tratto dell'apparato digerente a cui pu restare unito mediante un dotto pneumatico che resta aperto nei pesci fisiostomi
(Ciprinidi e Salmonidi) oppure chiuso nei pesci fisioclisti (Percidi e Gadidi).

Come nasce e si differenzia:


All'inizio la VN e' un organo respiratorio nel senso che nei periodi in cui si ha una scarsa ossigenazione dellacqua, riempito
daria atmosferica attraverso la faringe, coadiuva lattivit respiratoria delle branchie, ma non in misura sufficiente a
consentire al pesciotto la vita terrestre.
Una funzione simile ancora svolta in alcuni Attinopterigi molto arcaici delle acque dolci Nord Americane (Lepisosteus e
Amia) nei quali la parete della vescica dotata di sacchi alveolari e alveoli (e quindi non e' liscia) e ripiegata in modo tale
da consentire un aumento della superficie respiratoria. Un aspetto simile, alveolato, ed una funzione respiratoria ancora
pi vicina a quella dei polmoni, esiste nella VN dei Dipnoi (Sarcopterigi).
Aspetto e Funzione:
Nei Teleostei pi evoluti, la vescica natatoria ha un diverso significato funzionale. Sempre unica, si trova sulla linea
mediana del corpo, dorsalmente allintestino , con cui non ha rapporti poiche' e' in sede retroperitoneale. Ha la funzione
dorgano idrostatico.
Il suo aspetto e quello di un sacco con le pareti trasparenti (come nella trota o nella carpa) o perlacee (vedi pesce gatto),
a tenuta ermetica, la cui forma pu variare.
Nei salmonidi formata da un unico scomparto. Nei ciprinidi divisa in due lobi (anteriore e posteriore), ove il lobo
anteriore preme contro il labirinto dellorecchio interno tramite una catena di ossicini che formano lApparato di Weber
(nell'uomo sono l'incudine, il martello e la staffa e agiscono da trasduttori di quegli impulsi che sollecitano la membrana
del timpano). Questo stabilisce una correlazione fra regolazione idrostatica fornita dalla vescica natatoria e la
regolazione dellequilibrio e della posizione del pesce attuata dallorecchio interno e dal sistema della linea laterale. Alcuni
Teleostei possono mancare di VN come ad esempio forme strettamente adattate alla vita nei fondali. E dove mettiamo lo
squalo? Lo squalo, o almeno alcune varieta' come lo squalo bianco o quello di barriera non hanno VN. Tuttavia hanno uno
scheletro cartilagineo che agevola la loro azione. Questa carenza fa si che siano tuttavia costretti a non fermarsi mai per
evitare di... colare a picco. Ancora nei Pleuronettiformi (sogliole e rombi) dove ladulto bentonico privo di vescica
natatoria, ma ne sono provviste forme giovanili pelagiche, buone nuotatrici.

Come agisce la VN:


La VN permette al pesce di variare il proprio peso specifico (e quindi il proprio assetto) dando la possibilit di stazionare
senza sforzo alla profondit desiderata. Laumento e la diminuzione di volume della VN (dato dalla quantita' di gas in essa
presente) e quindi la variazione di peso specifico del pesce dipende soprattutto dalla secrezione e dal riassorbimento di
vari gas (O, N, CO2) da parte di particolari strutture poste nella parete della vescica natatoria.
Alla produzione di gas provvedono i corpi rossi, formazione ghiandolare irrorata da una rete mirabile di capillari: ove con
questo termine si intende una rete capillare arterovenosa mista, che diventa "mirabile" poiche' consente una diffusione
gassosa ad alta velocita' (identico meccanismo e' presente nell'uomo, in vari organi ed apparati).
Il riassorbimento dei gas invece effettuato dal corpo ovale, una struttura specializzata che pu aprirsi o chiudersi
grazie a un piccolo sfintere. I capillari di questarea provengono dalle arterie intercostali, mentre il drenaggio operato
dalle vene cardinali. Il corpo ovale inoltre circondato da uno sfintere che controlla la quantit dei gas da riassorbire
attraverso la sua dilatazione o contrazione. In questo modo il diverso grado dapertura di questo sfintere esporr una
maggiore o minore quantit di gas alla regione dei capillari preposta al riassorbimento gassoso. La rete mirabile formata
da vasi capillari e venule che hanno la caratteristica di essere disposte perpendicolarmente rispetto alla parete della
vescica natatoria. Il sangue giunge a questa struttura dallaorta dorsale per mezzo di una branca della celiaco-
mesenterica ed drenato da un ramo della vena porta renale. Nellanguilla pi di 100.000 arteriole ed un numero
leggermente inferiore di venule danno origine a questo complesso vascolare che pu raggiungere anche una superficie
totale di 2 metri quadri dove i vasi si trovano opposti gli uni agli altri.

Ancora circolo sanguigno e cellule epiteliali particolari:


Il sangue arterioso che giunge alla VN ed il sangue venoso che da essa si diparte,sono in intimo contatto in modo da
consentire la diffusione di certe sostanze da una parete allaltra secondo il gradiente di concentrazione (la diffusione dei
gas, infatti, dipende dalla loro pressione parziale). In questo caso lossigeno disciolto nel sangue trasferito dai capillari
alla parete della vescica natatoria con alta tensione. Le cellule epiteliali della VN una volta ricevuta questalta
concentrazione dossigeno, la trasferiscono allinterno della vescica natatoria stessa.
Ricapitolando, questo processo inizia con la formazione di piccole bollicine di gas all'interno delle cellule per poi terminare
con il loro trasferimento allinterno della VN. Queste particolari cellule epiteliali hanno la caratteristica di essere
impermeabili ai gas disciolti e possono quindi trasferire solo "bollicine".
In questo modo rappresentano una barriera alla diffusione semplice dei gas, che altrimenti passerebbero senza alcun
controllo meccanico, come attraverso una tenda.

Azione:
La VN si dilata (inflazione-secrezione di gas), si ha un aumento di volume, il pesciotto risale in superficie.
La VN si decomprime (deflazione-riassorbimento o uscita di gas), si ha una diminuzione di volume, il pesciotto scende in
profondit. La VN e' presente, e quindi particolarmente importante, quasi sempre nei pesci dacqua dolce, poiche'
quest'acqua sostiene meno il corpo rispetto alla pi densa acqua marina (che fatica nuotare nel lago!!).

Densita' dei corpi:


La densit di un pesce pari all'incirca a 1,076 ed maggiore di quella dellacqua che di 1,005 per litro dacqua dolce e
1,026 per quella marina (ovviamente queste densita' possono cambiare a motivo dei soluti: durezza, cibo disciolto,
escrementi e altri rifiuti organici). Al fine di ridurre al minimo il suo peso totale e di spendere meno energie per
mantenere il corpo in posizione corretta, il pesce deposita a livello epatico e muscolare grassi e oli oppure usa
uninclusione di gas. La vescica natatoria un organo che ha la funzione di rendere la densit del corpo pi simile a quella
dellacqua circostante (sensibilita' idrostatica).
Ancora gas:
La VN in molti fisiostomi riempita daria atmosferica dopo il riassorbimento del sacco vitellino; infatti, questi pesci da
adulti sono in grado di riempire inizialmente la vescica senza potere accedere allaria atmosferica (trote e salmoni).
Nellacqua e nel sangue arterioso dei pesci, la pressione parziale dellossigeno e dellazoto sono rispettivamente di 0,2 e di
0,8 Atmosfere (ricordo che per pressione parziale di un gas si intende la pressione che quel gas esercita all'interno della
miscela gassosa considerata: se questa fosse costituita da un solo gas, non ci sarebbero quindi pressioni parziali). Invece,
allinterno della VN si possono osservare le seguenti pressioni parziali: Ossigeno/100 Atm, Azoto/20 Atm. La capacit di
concentrare i gas una propriet unica della VN.
Nei pesci con VN la produzione e lassorbimento di gas un processo fisiologico che per presenta dei limiti di velocit
per quanto riguarda il cambiamento di posizione in profondit.

Differenze:
I pesci fisiostomi sono in grado eliminare leccesso di gas attraverso il dotto pneumatico ed aggiustare la pressione; per i
fisioclisti ci non possibile ed il gas deve essere riassorbito. Il gas (o i gas) presenti allinterno della VN sono veicolati a
questorgano per mezzo del sangue, mentre il riassorbimento del gas dalla VN nei vasi sanguigni avviene in vari modi, per
mezzo di una particolare rete di capillari specializzata nel riassorbimento, in alcuni casi connessa al complesso secernente
il gas. pertanto, quando funzionante la struttura che secerne il gas si ha un collassamento del by-pass arterioso e
viceversa.

Altre funzioni:
La vescica natatoria pu anche avere una funzione sonora, in quanto particolari muscoli, detti muscoli sonori, sono in grado
di produrre suoni. Questi muscoli sono inseriti a livello della parete della vescica natatoria. Tra i gruppi di pesciotti in
grado di produrre suoni vi sono i Clupeidi (con funzione simile ad una cassa di risonanza).

Innervazione:
Linnervazione di questorgano data da rami del nervo vago, provenienti dal ganglio celiaco (che nell'uomo e' un ganglio
viscerale che presiede all'innervazione degli organi addominai). Terminazioni nervose sono presenti nella regione preposta
al riassorbimento a livello del corpo ovale, nella rete e a livello delle ghiandole deputate alla secrezione dei gas. Nel polo
cardiaco della VN vi sono numerose cellule gangliari. Sembra che il processo di riassorbimento del gas sia stimolato dalle
catecolamine (adrenalina, noradrenalina, sostanze ormonali che sono anche note come "ormoni dello stress", ipersecrete in
situazioni di pericolo, ove la soglia dell'attenzione deve essere massima).

Forma e aspetto della VN:


La VN ha forma assai variabile da specie a specie, anche in funzione della forma del corpo. Pu presentarsi come sacco
unico pi o meno allungato o fusiforme; puo' essere suddivisa da una strozzatura (dotto comunicante) in una camera
posteriore e in una anteriore, come nei Ciprinidi; puo' avere forma a bisaccia, come in certi Cobitidi (pangiotti ad
esempio), o pi complicata per la presenza di un numero vario di estroflessioni e diverticoli.
Solitamente, nei fisostomi la VN ha camera singola, ad eccezione dei Chanidae e degli Ostariophysi dove suddivisa da
una strozzatura o dotto comunicante; in altre specie gli scomparti possono essere tre (Ciprinidi).
Nei fisoclisti la VN normalmente costituita da una sola camera che a volte resa anfrattuosa dalla presenza di setti pi
o meno regolari che la suddividono in scomparti variabili per forma e volume (aspetto a spugna).
La caratteristica suddivisione interna in queste VN in rapporto alla capacit sia respiratoria che sonora, che lorgano ha
in molte specie ittiche.

Struttura della parete:


La parete della VN costituita da una tunica interna e da una esterna.
La tunica interna e' costituita dallinterno verso lesterno, da un epitelio , da una lamina profonda e da uno strato di fibre
muscolari lisce.
La tunica esterna assai vascolarizzata costituita dallinterno verso lesterno dalla tonaca sottomucosa, da uno strato
muscolare striato (intrinseco ed estrinseco) e da una tonaca sierosa.

Epitelio della VN:


Spesso lepitelio della parete della VN fatto di cellule ghiandolari gassose. In altri pesci le cellule ghiandolari gassose
possono essere raggruppate assieme in una struttura pi compatta, oppure in piu' strati di cellule ghiandolari gassose. Le
cellule ghiandolari gassose sono cilindriche, di grandezza variabile da 10 a 25 mm fino a cellule giganti da 50-100 mm.
Le cellule sono polari con alcuni piccoli microvilli. Sono spesso ricchi in vescicole. I mitocondri sono scarsi.
Lepitelio che tappezza la VN non presenta le stesse caratteristiche morfologiche in tutta la sua estensione: da
pavimentoso diviene in alcuni tratti batiprismatico e da semplice pu divenire stratificato.
Tale complessa variabilit legata al fatto che in alcune aree lepitelio di rivestimento si specializza per la liberazione dei
gas e in altre per il suo riassorbimento.
Nel primo caso lepitelio si presenta sempre batiprismatico. Lestensione e i rapporti reciproci delle diverse aree epiteliali
variano a seconda se si considerano pesci fisoclisti o fisostomi. Nei fisoclisti lepitelio batiprismatico liberante i gas
nettamente delimitato da quello pavimentoso riassorbente, tanto che in questi pesci si parla di vera e propria ghiandola
del gas, mentre nei fisostomi cellule epiteliali dei due tipi sono fra di loro miste.

Tonaca Sottomucosa della VN:


costituita per la maggior parte del suo spessore da fibre collagene ed elastiche, tra cui possono a volte rinvenirsi
fibrocellule muscolari lisce. La sottomucosa pu essere impregnata di cristalli di guanina, che rendono la parete della VN
altamente impermeabile ai gas.
In alcuni pesci si osservano membrane stratificate che servono probabilmente a ridurre la permeabilit gassosa della
parete della VN.
Al di sotto della sottomucosa sono presenti tipiche cellule muscolari lisce.

Tonaca Muscolatura striata della VN:


La capacit che la VN ha di agire come organo della fonazione legato alla presenza di muscoli striati capaci di
trasmettere i loro movimenti vibratori alla vescica stessa.
Questi muscoli possono essere siti esternamente alla parete vescicale, estrinseci, oppure incorporati nella stessa,
intrinseci.
I muscoli intrinseci sono posti o sui lati o nella parte anteriore della vescica. Poich questultima fortemente adesa alla
parete dorsale tramite legamenti, sotto lazione di questi muscoli viene continuamente compressa e rilassata al pari di una
palla da tennis compressa tra le dita della mano.
I muscoli estrinseci sono rappresentati da due grossi muscoli intercostali, posti sulla volta addominale, che si inseriscono
in avanti sul cranio e sul cingolo scapolare, aderendo alla vescica nella sua parte posteriore.
Questo muscoli sono presenti solo nel maschio e sono completamente sviluppati durante il periodo stagionale di maturit
sessuale, quando il pesce capace di emettere unampia variet di suoni e vanno incontro ad atrofia temporanea negli altri
periodi dellanno.

Vascolarizzazione della VN :
La VN riceve sangue arterioso da una branca dellarteria celiaca che a sua volta lo riceve dallaorta dorsale. Questa
branca dapprima cede uno o pi rami alla rete capillare della parte riassorbente della parete vescicale, poi forma una o pi
reti capillari per la parete in genere, e infine vi la rete capillare della parte liberante il gas.
Il drenaggio venoso duplice; il sangue refluo dalla parte secernente passa nel sistema portale epatico, quello refluo dalla
parte riassorbente passa invece nelle vene cardinali posteriori.
Tutto il sangue che va alla parte liberante il gas e che da qui ne fuoriesce passa attraverso una rete mirabile, cosa che
non accade nellarea riassorbente. Esistono quindi due letti capillari separati, nelle due aree. La rete mirabile ben
sviluppata nei fisoclisti, spesso solo accennata nei fisostomi, specialmente Salmonidi e Ciprinidi.
Nelle vesciche dei fisoclisti i capillari della rete si continuano direttamente nei capillari che irrorano lepitelio liberante il
gas, formando con questi un unico sistema capillare .
Nei fisostomi invece e nellanguilla, che pur essendo un fisostoma ha una vera ghiandola del gas come i fisoclisti, si hanno
reti bipolari: in questo caso i capillari della rete mirabile sono separati da quelli dellepitelio ghiandolare dallinterposizione
di una vena prerete e di unarteria postrete.
Per rete mirabile si intende quindi "linsieme dei capillari arteriosi e venosi strettamente associati nel formare un sistema
di irrorazione a controcorrente per il settore gas-liberante della VN. In passato la ghiandola del gas era indicata, proprio
a causa della sua ricca vascolarizzazione, come corpo rosso.
Caratteristica importante per le implicazioni funzionali che comporta il fatto che, a livello della rete mirabile, i capillari
arteriosi e venosi sono in intimo contatto tanto che il sangue arterioso scorre a una distanza media, da quello venoso,
valutata in 1,5 mm.
Tale intima connessione genera un sistema controcorrente che mantiene elevate le tensioni dei gas necessarie per il
gonfiamento della camera anteriore della vescica.

Capacit di galleggiamento:
La capacita' di galleggiamento della VN e' pi efficiente se la densit del mezzo di sospensione pi bassa.
Se comparata alla densit dellacqua, la densit di una cavit gassosa quasi nulla. Perci non sorprende che molti
Teleostei facciano uso di cavit piene di gas come organo di galleggiamento.
I pesci di acqua dolce mantengono un galleggiamento neutro con una VN pari all8% del volume corporeo; mentre nei pesci
marini si ottiene lo stesso risultato con un volume pari al 5 % del volume totale corporeo (ricordate, che difficolta'
nuotare a lungo nell'acqua dolce!).
La parete della VN flessibile e secondo la legge di Boyle sia il volume che la pressione cambiano con i cambiamenti della
pressione idrostatica.
La pressione idrostatica a sua volta cambia con la profondit marina dellacqua, cresce di 1 atm ogni 10 metri di profondit
dellacqua. Cos alla superficie la pressione idrostatica e la pressione del gas della VN di una atmosfera, invece a una
profondit dellacqua di 1.000 metri 101 atmosfere.
Nei nostri acquari, questo effetto stress non e' presente, ma la compliance (leggi distensibilita') della VN e' meno
allenata, meno in esercizio e quindi meno irrorata e' la parete della VN, che nei pesci piu' vecchiotti sara' sclerotica.
Per mantenere quindi uno stato di galleggiamento neutro il pesce durante i cambiamenti di posizione verticale deve tenere
il volume della VN costante o attraverso un riassorbimento del gas mentre ascende o per deposizione di gas mentre
discende.
Per arrivare a un galleggiamento neutro attraverso la VN, perci, viene richiesto un efficiente meccanismo di
riassorbimento del gas e di secrezione del gas e anche efficienti meccanismi di controllo che misurino il volume della VN e
aggiustino il riassorbimento o lattivit secretoria di conseguenza.

Gas:
La composizione del gas della VN varia da specie a specie e dipende dallattivit secretoria della VN.
Ad esempio i Salmonidi possono accumulare idrogeno quasi puro allinterno della VN. Nei pesci abissali il contenuto di O2
della VN aumenta con laumento della profondit dellacqua. In molte specie il gas appena prodotto consiste in O2 e CO2.
Come lO2 e la CO2 anche lazoto gassoso pu essere trovato in concentrazione pi alta di quella che ci si potrebbe
aspettare in base alla pressione parziale dellacqua.
Il gas viene depositato allinterno della vescica gassosa per diffusione dal sangue della VN stessa. I gas debbono quindi
venire concentrati nella VN, per poter arrivare alle pressioni parziali pi elevate atte a consentire il trasferimento per
diffusione del gas nel lume della VN.
Questa concentrazione di gas viene effettuata in due stadi:
a) un aumento iniziale della pressione parziale del gas indotta da una diminuzione della solubilit effettiva del gas nel
sangue (effetto della concentrazione singola);b) una moltiplicazione di questo effetto di concentrazione singola per
concentrazione in controcorrente.
Inoltre, si tenga presente che leffettiva solubilit del gas nel sangue ridotta dagli acidi metabolici che sono prodotti e
rilasciati dalle cellule ghiandolari gassose dellepitelio della VN.

Le cellule ghiandolari gassose:


Il metabolismo delle cellule ghiandolari gassose specializzato per la produzione di acido lattico e anidride carbonica nel
metabolismo anaerobico. Il metabolismo energetico delle cellule ghiandolari gassose dipende principalmente dal prelievo di
glucosio dal sangue e le riserve di glicogeno interne sono piccole per avere importanza. I prodotti metabolici finali del
metabolismo del glucosio sono lacido lattico e lanidride carbonica, principalmente formati senza un consumo concomitante
di O2. In accordo con la polarit delle cellule ghiandolari gassose, lacido lattico viene rilasciato nel torrente circolatorio
sanguigno e lanidride carbonica, essendo un gas, diffonde allinterno del sangue come anche allinterno del lume della VN.

Effetto della concentrazione singola:


Nel sangue, i metaboliti acidi riducono la capacit di trasporto del gas.
La secrezione acida delle cellule della ghiandola gassosa sposta lequilibrio di questa reazione verso la formazione di
anidride carbonica, risultante in un significativo incremento della pressione parziale della CO2 nel sangue. Questo
aumento acido indotto della pressione parziale della CO2 incrementato dalla produzione di CO2 col metabolismo.
Lazione combinata dellacidificazione del sangue e della produzione di CO2 d luogo a un significativo aumento della
pressione della CO2 nel sangue.
Prelevando campioni di sangue in vari punti del sistema vascolare della VN si e' notato un aumento della pressione parziale
dellanidride carbonica da 4,1 a 8,3 kPa durante il passaggio attraverso le cellule ghiandolari gassose. Lossigeno
trasportato legato allemoglobina e lemoglobina nei pesci muniti di vescica natatoria caratterizzata tipicamente
dalleffetto Root in cui lacidificazione dellemoglobina non riduce solo laffinit dell'emoglobina per lossigeno, ma ne
riduce anche la capacit di trasporto di ossigeno.
Lincremento della pressione parziale del gas pu dar luogo alla diffusione di gas dal sangue al lume della vescica natatoria
ove di conseguenza si accumuler. In relazione allentit dellaccumulo di questo gas, la pressione parziale del gas del
sangue venoso che ritorna alla rete mirabile sar pi elevata rispetto alla pressione arteriosa del sangue che lascia la rete
mirabile e che non ha ancora raggiunto le cellule gassose ghiandolari. Nel sistema controcorrente della rete mirabile,
perci, si forma un gradiente pressorio dai capillari venosi a quelli arteriosi, che esita in una retrodiffusione di gas dalla
parte venosa verso la parte arteriosa.

Concentrazione in controcorrente:
La rete mirabile rappresenta un sistema in controcorrente con distanza di diffusione molto breve tra i capillari arteriosi
e venosi (1-2 mm) e con unampia superficie. A seguito di una riduzione della capacit effettiva di trasporto del gas da
parte del sangue, durante il passaggio attraverso la ghiandola del gas, il gas inerte, la CO2 e lO2 mostrano una diffusione
retrogada dai capillari venosi ai capillari arteriolari. Come conseguenza le pressioni parziali del gas venoso e le
concentrazioni di gas diminuiscono durante il passaggio attraverso la rete mirabile, mentre le concentrazioni e le pressioni
parziali del gas arterioso aumentano. Cos la diffusione retrograda dei gas d luogo a una concentrazione di gas a livello
arteriolare della rete mirabile. Questo sufficiente a spiegare la presenza di pesci con una vescica natatoria piena di gas
a profondit di alcune migliaia di metri.
La conduttanza diffusiva comprende larea di superficie disponibile per lo scambio diffusivo, di conseguenza un aumento
dellarea di superficie aumenter la capacit di concentrazione del gas di un sistema a controcorrente, e perci la
lunghezza della rete mirabile capillare aumenta con laumentare della profondit in cui vive una determinata specie ittica.
La capacit della vescica natatoria di aumentare la pressione parziale del gas e di concentrare i gas stata ben
dimostrata.
La pressione parziale del gas della VN supera la pressione parziale dei gas disciolti nellacqua circostante. Cos,
aumentando la profondit dellacqua, la pressione di questi gas per uscire dalla vescica natatoria aumenta. In molte specie
la perdita diffusionale del gas dalla VN ridotto dallaccumulo di guanina e cristalli di ipoxantina nella sottomucosa, che
riduce cos la sua permeabilit ai gas. Lincrostazione di guanina responsabile dellaspetto argentato della parete della
VN. Unaltra strategia per ridurre la permeabilit dei gas della parete della VN sembra essere laccumulo di strati di
membrane lipidiche. In un certo numero di teleostei stata trovata una grande quantit di placche costituite da numerosi
strati di dischi membranosi.
La rete mirabile funziona come una barriera che previene la perdita di gas dalla VN attraverso il sangue. Il sangue venoso
che lascia la sezione secretoria della VN deve passare attraverso la rete mirabile. Analogamente a uno shunt di
diffusione, il gas passa dai capillari venosi alla rete arteriosa e ritorna alla VN: la rete cos non solo gioca un ruolo nella
deposizione del gas ma anche nel suo mantenimento allinterno della vescica.
La parte secretoria della VN strutturata per trattenere il gas, anche se non completamente impermeabile ai gas.
Quando un pesce risale deve rimuovere il gas dalla vescica per impedirne una distensione e per fare questo viene aperta la
parte riassorbente della vescica, che viene poi richiusa dallattivit muscolare (lo sfintere di cui sopra).
Il gas che entra nella sezione di riassorbimento della VN ha unelevata pressione parziale di gas rispetto al sangue e cos
come in un polmone alveolare il gas viene riassorbito. Il riassorbimento del gas correlato anche alla sua capacit di
trasporto nel sangue e quindi i gas pi solubili sono pi prontamente riassorbiti. Il riassorbimento contribuisce anche
allaccumulo dei gas inerti (meno solubili) nella VN.

PATOLOGIE DELLA VN

I disturbi della VN, si manifestano piu' frequentemente con perdita di equilibrio e con oscillazioni natatorie.
In sostanza, il pesce non regge l'equilibrio e nuota a testa in gi, oppure ha sbalzi direzionali e non riesce a riemergere
quando vuole.
In caso di infiammazione batterica i segni e sintomi possono essere piu' eclatanti: i pesciotti sembrano sospesi, quando
cercano di rialzarsi dal fondo, compiono movimenti a salti, a balzi bruschi ed improvvisi, come un'auto che abbia la frizione
imballata (ehmehm, spero di essermi spiegato).
Con il passare del tempo il pesciotto ha quindi movimenti natatori solo a salti e tende ad affondare. Alla fine, i pesciotti
non si rialzano pi.
Purtroppo i casi di rottura della VN (pesce sul fondo) sono incurabili.

Cause dei disturbi alla VN:


Nella maggior parte dei casi sono dovuti alla tossicit dellacqua (accumulo di nitriti, di silicati, di sostanze tossiche
rilasciate da resine invecchiate, da farmaci - coloranti - metalli pesanti residuati da precedenti trattamenti);
alla scarsa qualit dellacqua (durezza e salinita' soprattutto sono le cause piu' irritanti);
ad una ferita o contusione degli organi interni (urto, attacco di altri pesci, combattimento, ma anche da manipolazioni
eccessive e brusche);
ad infezioni piu' spesso batteriche. Tuttavia, non e' stato ancora isolato un batterio preciso e quindi l'agente patogeno e'
tuttora sconosciuto. La malattia non tuttavia diffusiva, quasi fosse circoscritta all'organo e non diffusa all'organismo;
a sbalzi di temperatura (raffreddamento repentino);
a patologie organiche (tumori, piu' spesso papillomi, quando sono benigni, altrimenti sono adenocarcinomi e cioe' tumori
maligni che originano dall'epitelio ghiandolare o pseudoghiandolare suddetto);
altra causa e' una malformazione congenita della VN, oppure un'alterazione della sua complessa anatomia, geneticamente
predeterminata;
costipazione, alimentazione inadeguata (eccessiva, troppo ricca di proteine, troppo ricca di scorie).

Come combattere i disturbi alla VN:


- osservare bene il pesciotto nella vasca dello shop e quando il venditore lo maneggia (con cura!!!); quarantenarlo a casa
prima di immetterlo e osservare se e' colpito o infastidito da altri pesci dopo la sua immissione nella vasca definitiva nelle
prime 48 ore (forse le piu' critiche); in ogni caso osservare bene le feci e la livrea, cambi di colore, chiazze, macchie,
escrescenze, anomalie branchiali, sfregamenti, accelerazione del respiro, appetito (questi su tutti, per escludere altre
cause del malessere);
- testare l'acqua e correggere i valori anomali;
- cambiare resine, filtrare con carboni attivi per residui di terapie precedenti;
- testare la T (e la validita' ed efficacia del termometro) ed aumentare di un grado l'ora per le tre ore successive (max
28-30), meglio se in vasca di quarantena poco profonda: dovrebbe essere coperta solo la pinna dorsale, per mettere a
riposo la VN; non immettere acqua di rubinetto o in ogni caso fredda! Mantenere in ogni caso la T costante nell'acquario
di comunita';
- digiuno per 24-48 ore, poi dieta adeguata riducendo le quantita' e introducendo del cibo vivo che puo' agire regolando le
attivita' intestinali.
Ma cosa c'entra direte voi? Ebbene, la VN e' situata proprio a contatto con l'intestino e se questo si gonfia per
sovradistensione dovuta ad alimentazione errata - fino all'occlusione - l'aria resta intrappolata nella VN senza che il
pesciotto possa quindi usarla per il movimento ed i cambi direzionali ed i cambi di profondita'.
- talvolta puo' essere utile somministrare del cibo medicato con un antibiotico, per esempio Bactrim, Aureomicina,
Amoxicillina.
In alcuni casi puo' essere utile e possibile (non sempre lo e') mettere in vasca direttamente l'antibiotico: si puo' usare la
tetraciclina a questa dose: 1 g/100l per 4 giorni consecutivi max, da rinnovare tutti i giorni
Il trattamento antibiotico e' solo l'ultima ratio e deve essere intrapreso solo a patto di avere eliminato altre cause e
soprattutto di avere testato tutte le altre cose prima elencate.

Pescenondifondo...sulfondo

Mi e' venuto lo stimolo ad aggiungere qualcosa, per spiegare meglio un atteggiamento dei nostri pesciotti e per alcune
considerazioni fisiologiche ed etiche.
In molte delle ultime discussioni che parlano di Pronto Soccorso, si descrive un sintomo/segno del pesciotto , indice di una
patologia/malattia in atto, oppure di "cattivi" e coercitivi comportamenti sociali in vasca: si tratta dello stazionamento
prolungato sul fondo, in posizione nascosta (SF=stazionamento fondo).

Qualsiasi cosa ne abbia determinato la causa, si tratta di una reazione di paura, in primis determinata da una sofferenza.
Il pesce soffre, questo e' chiaro ed e' definitivamente accertato, anche se lo sappiamo per ora quasi esclusivamente da
alcuni comportamenti riflessi e questo, e' uno di essi.

Nelle forme transitorie di SF, la loro paura puo' essere indotta da un nostro cattivo approccio alla vasca, con cui il piccolo
amico non ha ancora dimestichezza: movimenti troppo rapidi, vetri curvi ed aumento delle dimensioni per effetto lente,
alterazione temporanea dell'effetto habitat con effetto sifone, disposizione del cibo sempre in uno stesso punto della
vasca ma con cambio d'orario. Tutte queste sono situazioni inattese, che possono generare una reazione di paura.
E quindi sappiamo che l'uomo puo' creare delle situazioni di paura negli animali con cui interagisce, anche se benevolmente:
purtroppo cio' viene aumentato dall'acquario, in cui il classico comportamento di fuga viene limitato dalle dimensioni e, per
quanto sia, dal numero di nascondigli e dalla ricerca di nuove tane.

Nelle altre condizioni piu' durature di SF, alla paura si accompagna lo stress, che rende piu' marcati sofferenza e dolore:
si ingenerano delle profonde alterazioni fisiopatologiche, con accelerazione del battito cardiaco, aumantata produzione di
muco, incrementata termodispersione, dimagrimento per lo spreco di calorie.
E' a questo punto che insorge l'abbandono ed il pesciotto puo' restare immobile, simulando uno stato di catatonia ed una
morte apparente, fino talora a lasciarsi morire per inanizione (non si alimenta piu').
La paura quindi, specie se protratta nel tempo, produce una condizione di sofferenza ed una situazione di stress o di
alterata emozionalit che pu portare a comportamenti anomali, tra cui l'SF.
In questi casi il pesciotto cerca di andare a fondo per sfuggire a qualcosa, e puo' mostrare segni di scuotimento del capo:
durante queste fasi compulsive e visibili, avviene qualcosa di "invisibile" e cioe' il nostro amico inizia ad espellere gas dalla
Vescica Natatoria. In un primo momento riesce quindi a dosare la quantita' di gas emesso, potendo quindi ancora regolare
il proprio stato di profondita', ma ben presto questo non sara' piu' possibile.
La paura-dolore-stress comportera' infatti l'emissione di quasi tutto il gas contenuto nella VN (ma solo perche' alcuni gas
diffondono meno velocemente) e non riuscira' piu' ad essere un buon sub e quindi a... "compensare".
In questo preciso momento il pesciotto sara' quindi costretto a cercare di ovviare, sostenendo un maggior sforzo
muscolare per riemergere: nuoto all'indietro, arcuamento del corpo, inclinazioni in avanti con stazionamento verso il basso.

Da ultimo uno SF costante, il pesce piomba e ricade pesantemente sul fondo dell'acquario e non gli e' consentito neanche
piu' di mangiare, a meno che non venga rimossa la causa dello stress.
E lo svuotamento della VN e' piu' rapido e improvviso quando la situazione di paura-dolore-stress e' piu' intensa e forte e
costante, segnalando quindi uno stato di profondo disagio.
Vorrei quindi dire che tutti noi dovremmo scegliere bene le caratteristiche dei nostri acquari, in tema di qualita'
dell'acqua e delle sue caratteristiche organolettiche e solo dopo averle vagliate sara' bene introdurre le specie di pesci
compatibili con tali valori e ben coesistenti tra loro: in caso di gerarchie troppo forti, insostenibili, o di alterazioni di
coppia, o conflittualita' troppo spiccate, o di lotte per sedi/nascondigli con ripetizione quotidiana, sara' opportuno
cercare subito delle soluzioni: imissione graduale dei pesciotti, numero sempre sottostimato rispetto al litraggio, buona
piantumazione, alta possibilita' di fuga e ricerca di tane e nascondigli per tutti e cosi' via, sino a cedere pesciotti se le
condizioni non si modificano.
Ricordiamo, infatti, che mettere un pesciotto in un inevitabile stato di paura pu essere altrettanto crudele che
provocargli un dolore fisico, puo' alterare la fisiopatologia d'organo (VN in questo caso) e condurlo piu' o meno
rapidamente ad uno stato di immunodepressione marcato con facile recettivita' alle malattie piu' comuni.

Alcuni links
http://www.amonline.net.au/fishes/s...swimbladder.htm
http://www.aquariumfish.net/catalog...wim_bladder.htm
http://www.encyclopedia.com/html/s1/swimblad.asp
http://www.fishyfarmacy.com/fish_di...im_bladder.html
Le malattie del guppy (Poecilia reticulata)

Questo articolo vuole essere un piccolo e modesto aiuto per tutti coloro che allevano o decideranno di allevare questo
simpatico e coloratissimo pesciolino.
Il Guppy (conosciuto anche con il nome di Lebistes o pesce milione) un piccolo pesce originario dellAmerica centrale
erroneamente noto come "pesce per principianti", poich facile da riprodurre ed adatto a vivere anche nella normale
acqua di rubinetto.
Purtroppo c da ricordare che per arrivare alle splendide colorazioni e forme (pinne caudali sempre pi ampie) attuali,
che ben si differenziano dalloriginale fenotipo del guppy, si dovuto ricorrere ad allevamenti selettivi che hanno reso
questo pesce molto pi delicato di quanto si pensi.
Quindi per allevare dei Guppy sani bisogna dedicargli tutte le accortezze che si hanno per altri pesci considerati pi
"pregiati"e che si dovrebbero avere per tutti gli animali in cattivit; unacqua con valori sballati, unalimentazione errata o
un sovraffollamento della vasca sono tutti elementi che possono causare linsorgere di diverse patologie.

A seguire alcune delle malattie pi comuni in cui possono incorrere i nostri guppy:

Ichthyophthirius multifiliis (comunemente chiamata Ichtyo provocata da un ectoparassita unicellulare)


Si presenta sotto forma di piccoli puntini bianchi sul corpo, le branchie e le pinne; questi puntini non sono altro che gli
individui madre del parassita che si insediano, attraverso la mucosa, sino alla pelle del pesce.
Quando lindividuo madre maturo si stacca dal pesce e scende sul fondo dove forma una cisti dalla quale si generano per
suddivisione migliaia di tomiti che cercano immediatamente un nuovo ospite su cui ricominciare il ciclo.
Il problema che non si pu far molto per debellare gli individui madre, mentre si pu agire con sicurezza sui tomiti che
tuttavia hanno vita breve (se non riescono a trovare un nuovo ospite muoiono nel giro di 72 ore). La prima accortezza da
prendere quella di aumentare la temperatura dellacqua a 28-29C, in questo modo ci assicuriamo la morte dei tomiti
che circolano liberamente in acqua; la seconda cosa da fare somministrare appositi medicinali che si trovano nei negozi
specializzati seguendo attentamente le dosi riportate nelle istruzioni.
Per evitare linsorgere o il propagarsi di questa malattia (se il pesce non gi stato comprato malato) bisognerebbe stare
attenti a evitare sbalzi di temperatura e non sovraffollare la vasca.

Oodinium pillularis (pi conosciuta come malattia del velluto):


I sintomi sono molto simili a quelli dellIchthyo, infatti anche in questo caso la malattia si presenta sotto forma di puntini
bianchi che per sono molto pi piccoli e ravvicinati.
Questo parassita flagellato una volta insediatosi sul pesce ancora i suoi flagelli sulla pelle e sulle branchie dell'ospite
portandolo molto spesso alla morte per soffocamento.
Anche in questo caso quando il parassita maturo si divide in 256 dinospore che, come i tomiti, finiscono in giro per il
nostro acquario per infestare altri pesci.
Possiamo provare la guarigione con appositi medicinali o con bagni in acqua salata ( salinit al 3.5 %) o con una soluzione di
solfato di rame.
In alcuni testi si consigliano anche principi attivi quali la tripaflavina, il mercuriocromo e il chinino cloridrato.

Vermi delle branchie :


Sono dei microscopici vermicelli uncinati (Gyrodactylus e Dactylogyrus)che in caso di attacco massiccio formano delle
piccole superficie bianche sul corpo, ma soprattutto sulle branchie dei nostri guppy.
Questi vermi hanno oltre ad una ventosa unestremit uncinata con cui si attaccano al pesce che reagisce strofinandosi
contro rocce,legni o sul fondo.
Bisogna ricorrere tempestivamente a specifici prodotti offerti sul mercato contro i vermi branchiali; esistono poi cure
alternative che per mi sento vivamente di sconsigliare per lenorme margine di rischio come limmersione in una soluzione
di sale al 25%.
Un altro parassita delle branchie la Trichodina, anche in questo caso linfestazione si pu facilmente riconoscere dal
fatto che i pesci sfregano le branchie sugli oggetti solidi dellacquario,ma al contrario dei Gyrodactylus e Dactylogyrus
riconoscibile solo al microscopio. Come per i precedenti vermi delle branchie si deve ricorrere a specifici preparati o ad
un bagno per circa 20 minuti in una soluzione di sale al 3 %.
Questi parassiti possono essere importati in acquario per esempio con organismi raccolti in laghi o fiumi, bisogna quindi
stare molto attenti a cosa si somministra da mangiare ai nostri pesci.

Argulus (noto come pidocchio delle carpe):


Pure questo parassita viene introdotto in vasca solo con elementi estranei come organismi pescati nei laghetti, purtroppo
questo parassita si nota soltanto quando scopriamo sul nostro guppy unanomala protuberanza.
Per debellare lArgulus la letteratura specializzata prescrive un bagno in una soluzione di permanganato di potassio anche
se si consiglia pi semplicemente di prelevare il pesce e staccare delicatamente lArgulus con una pinzetta.

Idropisia e inffiammazione alla vescica natatoria:


LIdropisia causata dai batteri Aeromonas e Pseudomonas e da Rhabdovirus carpio quando non si presentano le
condizioni ottimali in acquario; il pesce tende a gonfiarsi smisuratamente e le scaglie si alzano dal corpo. La malattia si pu
prevenire con unalimentazione il pi possibile varia e garantendo le adeguate condizioni ambientali per la vita del pesce;
purtroppo la guarigione non mai certa, comunque si pu provare con un bagno in soluzione di sale (sempre al 3.5%).
Unaltra malattia causata da agenti patogeni (solitamente Rhabdovirus carpio) linfiammazione alla vescica natatoria.
Questa patologia facilmente identificabile in quanto vedremo il nostro pesce scendere in continuazione verso il fondo
per poi risalire con molta fatica verso la superficie, scendendo di nuovo non appena smette di muoversi, vedremo insomma
il pesce nuotare senza equilibrio ( infatti la vescica natatoria che determina lo stato di equilibrio di un pesce).
In questo caso si pu provare a guarire linfiammazione con un aumento della temperatura, infatti un ambiente troppo
freddo a causare questo problema, oppure proseguire con il solito bagno in soluzione di sale.

Malattie causate da miceti:


Purtroppo non tutte le malattie causate da miceti possono essere curate, alcune come lIchtyosporiudium si pu
individuare solo quando troppo tardi per agire e il pesce condannato a morte sicura. Questa malattia ha infatti inizio
nelle ovaie e nellintestino ed quindi impossibile accorgersene in tempo, quando appaiono i sintomi esterni (protuberanze
che poi si aprono formando delle ferite simili a tagli) ormai inutile agire in qualsiasi modo.
Possiamo invece curare le malattie causate dalle Saprolegnacee.
Queste infestazioni di funghi sono solitamente conseguenze di ferite gi presenti sul pesce (per esempio lesioni causate
da legni o pietre appuntite) e si manifestano soprattutto in ambienti troppo freddi; sono facilmente individuabili in quanto
si presentano come filamenti di colore biancastro sul corpo del pesce.
Questi funghi sono soliti attaccare la bocca del guppy insediandosi allinterno e provocando danni alla respirazione,
bisogna subito intervenire portando la temperatura a circa 27-30 C e somministrare i medicinali indicati per attacchi da
funghi.

Queste sono alcune tra le pi diffuse patologie che possono attaccare i guppy, molte delle quali si possono semplicemente
prevenire garantendo ai nostri pesci un ambiente ottimale in cui vivere, quindi niente sbalzi termici, controlli periodici dei
valori dellacqua e alimentazione varia e corretta (non date nessun organismo vivo ai vostri pesci se prima non sapete da
dove proviene).
Unaltra raccomandazione che sento di darvi quella di quarantenare sempre i pesci prima di introdurli in vasca, molto
spesso possono verificarsi casi di malattie latenti che si possono manifestare anche molti giorni dopo lacquisto.

Esperienze con Camallanus oxycephalus

Qualche tempo fa ho acquistato, in un negozio della mia zona (Gallipoli LE) un esemplare femmina di Poecilia reticulata.
Ho dovuto faticare non poco per convincere il negoziante a vendermela in quanto la teneva per s in una vasca
appositamente realizzata per le selezioni. Il motivo facilmente intuibile!
Finita la vacanza e rientrato a Grosseto mi sono accorto che dallano del pesce fuoriuscivano due filamenti di colore rosso.
Tali oggetti sparivano, rientrando nel corpo del pesce, quando questa si muoveva velocemente nella vasca.
Effettuando una ricerca nella rete Internet ho identificato questi endoparassiti in Camallanus oxycephalus

La parte anteriore del Camallanus oxycephalus estratto da un pesce farfalla.


Notare la cavit orale contenente le ben sviluppate placche boccali.
Una sezione istologica di Camallanus oxycephalus in un pesce persico.
In questa sezione sono evidenti le placche boccali (in rosso scuro), e la loro azione distruttiva sullepitelio intestinale
dellospite.

Un Camallanus oxycephalus espulso dallano di un pesce persico


Immagini e note: http://www.biosci.ohio-state.edu/~parasite/camallanus.html
Si tratta di un parassita che si introduce nel corpo del pesce, sotto forma di larva e/o uova; l si sviluppa e, allatto della
defecazione del pesce, si attacca alle pareti interne del tratto finale dellintestino e l rimane.
In un articolo di Charles H Harrison ( www.inkmkr.com/Fish/CamellanusTreatment.pdf), trovato in Internet, veniva
indicato come trattamento lutilizzo di un farmaco, il LEVACIDE della NORBROOK LABORATORIES Ltd, a base di un
principio attivo (in seguito lo indicher con p.a.) chiamato LEVAMISOLO CLORIDRATO.

Per i curiosi qui c la rappresentazione molecolare del Levamisolo

Nei negozi specializzati di Grosseto erano presenti vari prodotti per il trattamento di endoparassiti per pesci, ma in
confezione non cera riferimento al p.a. utilizzato.
Mi sono rivolto cos in farmacia chiedendo del LEVACIDE, ma la farmacista, dopo una lunga ricerca, mi ha risposto che
tale farmaco in Italia non disponibile. Me ne ha indicato un altro, duso veterinario, adatto al mio caso. lASCARILEN
della TEKNOFARMA ed vendibile dietro presentazione di ricetta medica.
Leggendo le indicazioni e la posologia riportata sul foglietto illustrativo ho notato la diversa concentrazione di p.a.
rispetto ai dati riportati nellarticolo sopraccitato.
Ho cos elaborato un foglio di calcolo EXCEL con il quale sono riuscito a calcolare la quantit di ASCARILEN da utilizzare
per mantenere lo stesso dosaggio utilizzato dallautore dellarticolo sopraccitato.

Trattamento per Camallanus con ASCARILEN - Teknofarma (Levamisolo cloridrato)


flacone peso lordo (gr) 22,80
Flacone - Tara (gr) 12,20
Contenuto flacone - Peso netto (gr) 10,60
Principio attivo (p.a.) in 100 ml (gr) 2,80
Contenuto flacone (ml) 10,00
Flacone - principio attivo (gr) 0,28

Riferimento Harrison
Flacone 0,3 ml 1,5 lt percentuale di principio attivo 7,50%
quantit acqua per soluzione (ml) 1.500
farmaco (ml) 0,3000
% di soluto 0,02
soluto (ml) 0,0002

Ho somministrato il farmaco direttamente nel filtro dal quale avevo precedentemente estratto il carbone attivo. Il
mattino del giorno seguente dei vermi pi nessuna traccia.
Ho sifonato il fondo (peraltro privo di qualsiasi substrato in quanto vasca da riproduzione), aggiunto acqua nuova trattata
e ho rimesso il carbone attivo nel filtro. Non stato necessario ripetere il trattamento. Al momento della stesura di
questa mia esperienza il pesce gode di buona salute, si nutre regolarmente e credo anche sia gravida.

L'acquario di quarantena

Mio padre dice spesso: a tutti i poeti manca una strofa. Che significa direte voi. E un po tipo: tutte le ciambelle non
riescono con il buco. Ed io prendo in prestito questo modo di dire per sottolineare un mancanza importante: chi
appassionato di acquariologia ovviamente possiede uno o pi acquari ma, quasi nessuno dedica una sola e semplice vasca alla
quarantena dei pesci.
Vuol dire che, imprudentemente, quasi tutti inseriscono pesci appena acquistati direttamente nellacquario principale con
il rischio di importare eventuali malattie a danno dellambiente ormai gia costituito.
Fare questo veramente controproducente.
Pensateci un attimo: basta un piccolo recipiente (20/30 litri sono sufficienti per diverse specie), un piccolo filtro, un
riscaldatore e qualche nascondiglio per far passare questo periodo che varia da 4 a 6 settimane al nostro pesciolino in
tranquillit. Non importa limpianto luce (una posizione mediamente illuminata della casa sar lideale), non importa (anzi
sarebbe meglio) non arredare la vasca come si fa normalmente con gli acquari standard, non importa neppure che il
recipiente sia di vetro, va bene anche di plastica (atossica). Si spende molto ? Meno di quel che si pensa, proviamo a fare
due conti: vasca 50.000 + riscaldatore 25.000 + filtro 25.000 + nascondiglio: vasetto da fiori in terracotta rovesciato con
apertura fatta con tenaglie a m di galleria 1000 lire = 101.000, ma anche se fossero 150.000/200.000 quanti problemi in
meno ! e quanti soldi risparmiati dopo.
E si risparmiati, perch un pesciolino che ammettiamo abbia dei problemi di salute quando lo compriamo e lo mettiamo
nellacquario principale, quasi sempre passa i suoi problemi anche agli altri ospiti dellacquario con probabili perdite
multiple a scapito di perdita di denaro, ma soprattutto di dispiacere per la morte dei pesci tanto amati e fino allora
accuditi.
E non tutto: i medicinali che noi mettiamo per curare sempre lacquario principale sicuramente danneggiano, quando pi e
quando meno, la flora batterica del filtro e anche le piante se ve ne sono, con leventuale perdita anche delle stesse.
Per non parlare poi dei pesci che nellacquario, per colpa del nuovo arrivato, si devono beccare il medicinale, magari solo
per prevenzione, non avendone manifestato il bisogno; ricordate: i medicamenti, specialmente per curare i pesci
dacquario, andrebbero usati con parsimonia perch da una parte sono sicuramente efficaci, ma dallaltra lasciano sempre
qualche strascico (se poi per curare si devono usare antibiotici, la cosa si fa ancora pi complicata).
Ricapitolando: fatevi o acquistatevi la vasca di quarantena perch troppo importante, anche perch i pesci sul mercato
non sono tutti sanissimi (parola dintenditore) e quasi tutti gli importatori/grossisti/negozianti non applicano il metodo
della quarantena, purtroppo.

Realizzare un bonsai step by step

Ecco come ho realizzato il mio terzo bonsai

Materiale occorrente:

1 vaschetta (nel mio caso 6 litri);


PVC in lastra (si taglia facilmente con un taglierino);
Pompa (nel mio caso 300l/h regolabile);
Tubicino di 5mm di diametro interno;
curva a 90;
polistirolo;
colla bicomponente epossidica;
silicone nero acetico;
attak;
sabbia fine per acquari.

Per l'illuminazione ho usato una compatta 840 11W a 20cm di altezza dall'acqua.

Ho preso una vaschetta da 6 litri di plastica, ho incollato un divisorio in pvc con l'attak, lasciando lo spazio per la
larghezza della pompa e dove metter anche le spugne.

Ho assemblato i vari pezzi di pvc, sempre con attak, creando la mia parete e facendo i fori dove avevo previsto la
disposizione di piante in modo che le radici stesse potessero poi penetrare nell'acqua; ho creato il canaletto superiore
dove far scorrere l'acqua e da dove farla anche precipitare sotto, ed ho anche mascherato la parte sinistra dove passa il
tubicino che porta l'acqua in alto

Qui di profilo si vede da un altro punto di vista il lavoro sopra descritto ed in particolare la curva verde per lacqua
In questa foto si vede l'utilizzo del polistirolo sagomato per rendere realistica la parete; qui ho usato la colla
bicomponente epossidica perch l'attak il polistirolo lo cola, mentre il silicone sul pvc attacca poco mentre qui ho bisogno
di una buona tenuta

Ecco come viene il rivestimento dopo aver spalmato di silicone il polistirolo ed avergli versato sopra la sabbia mentre era
ancora fresco; inserite anche le spugne
Vista da altra angolazione

Qui si vede la massa in funzione e un ulteriore rivestimento che ho fatto per le due basi forate che avevo in primo
progetto pensato di non rivestire... purtroppo le foto di questa fase sono andate perse, anche se comunque ben visibile il
lavoro aggiunto; unico particolare celato che ho lasciato una specie di intercapedine tra il fondo sotto i due terrazzini
pi bassi e forati ed il rivestimento, in modo che le radici possano comunque avere una via di uscita verso il fondo della
vaschetta
A questo punto siamo gi a 15 giorni di funzionamento, ed ho inserito le piante em

Primo piano sull'ophiopogon kyoto


Primo piano sulla cryptanthus e sull' hemigraphis repanda
Ecco come si presenta oggi di sopra...

... e di sotto
Vorrei far notare il cambiamento di colorazione della cryptanthus in circa un mese di esposizione alla luce oltre alla
fioritura della hemigraphis repanda, fioritura che avviene spesso anche se la durata dei fiori non supera le 24 ore.

Sfondo 3d in poliuretano con filtro integrato

Ritenendo lo sfondo di una acquario un elemento che incide profondamente nellestetica complessiva della vasca, mi sono
preoccupato di provare numerose soluzioni per trovare quella che desse un risultato dallaspetto pi naturale e gradevole.
Personalmente credo che la famiglia degli sfondi tridimensionali sia certamente quella che pi si avvicina a questo scopo
donando maggiore profondit e naturalezza, e nel contempo potendo offrire rifugi e nascondigli ai pesci e, cosa non
trascurabile, un buon metodo per poter nascondere un filtro interno. Viceversa non si pu pur trascurare un indubbia
riduzione dello spazio libero della vasca per i nostri pesci avendo questi sfondi una profondit che pu raggiungere anche i
15-20cm! E un costo dacquisto decisamente improponibile.
Personalmente ho provato gli sfondi modulari della Back to Nature sul mio 200 l avendoli trovati usati ad un negozio in
occasione e posso dire che ne sono rimasto molto contento..

Vasca con sfondo 3d "Back to Nature"

Tuttavia essendo giunto il momento di cambiare vasca per passare ad un 400 l mi sono reso conto che per coprire lo
sfondo di un acquario 150x60 con moduli 3d originali avrei speso molto di pi della stessa vasca forse un po eccessivo
Ecco che allora dopo approfondite ricerche in rete sulle varie tecniche per costruire sfondi 3d con vari tipi di materiali
(vetroresina, polistirolo, poliuretano espanso) ho preso la decisione di imbarcarmi in questa avventura e dedicarmi al
bricolage per dare alla mia vasca uno sfondo 3d decoroso ma economico.

Materiali
Come materiale di fondo ho scelto il poliuretano espanso, acquistato in un qualsiasi Brico-center, posto dove ho anche
trovato anche:
-sabbia quarzifera ultrafine, materiale che si usa in edilizia
-tavole di plexiglas (o simile) 3 mm di spessore
-silicone (acetico)
-polistirolo in fogli
-un taglierino
-telo di plastica 5mt x 5mt, di quelli che si usano per coprire mobili etc
-una grande confezione di guanti di gomma usa e getta.. il poliuretano non perdona!

Fasi della costruzione


1) Con il taglierino ritagliare 2 o 3 sagome del vetro posteriore della vasca e incollarle una sopra allaltra con il silicone per
ottenere uno spessore di 9 cm circa.
2) Sempre con lama di taglierino o con un coltello affilato ritagliare sul modello di polistirolo forme di rocce, caverne,
conche... ottenendo la sagoma definitiva di quello che sar il nostro sfondo. In verit esisto molti modi per tagliare e
modellare il polistirolo, alcuni di questi sfruttano il calore altri oggetti taglienti; forse un buon consiglio (che per non ho
provato personalmente) quello di usare un forte flusso di aria calda come quello che produce un fon potente, diretto
verso il polistirolo a breve distanza dovrebbe farlo ritirare. da provare! Una sola raccomandazione: usare fantasia! ma
sempre meglio lavorare basandosi su un progetto disegnato, anche approssimativo; insomma pensate prima quello che
farete! Purtroppo non ho foto di questa fase, ma potete avere unottima idea guardando i seguenti links:
www.catfishheaven.net
www.thekrib.com
cichlidinspiration
www.thecichlidgallery.com
3) Spalmare un sottile strato di silicone sulla sagoma di polistirolo e incollarci il telo di plastica ben aderente lasciandolo
asciugare. (Questa fase importante perch nel momento in cui si spalma la miscela di poliuretano se il telo non
incollato bene alla sagoma avrete grandi difficolt e perch una volta asciugato il tutto render immediato lo
scollamento dello sfondo dalla sagoma.)
4) Disporre un buon quantitativo di sabbia in una bacinella di plastica (poi la butterete.) e dopo aver agitato bene
spruzzateci una quantit di poliuretano del volume di un pompelmo.
con i guanti indossati miscelate il poliuretano alla sabbia fino ad ottenere un impasto molto denso esperienza: fate prima
delle prove a perdere.

5) Prendiamo limpasto e spalmiamolo sulla sagoma pezzo per pezzo fin o a coprirla tutta. IMPORTANTE: il poliuretano
tende a lievitare molto, vedrete che dopo aver spalmato limpasto dopo alcuni minuti tender a gonfiarsi il mio consiglio
di giocare su questo effetto: si pu lasciarlo gonfiare versandovi sopra un velo di sabbia in modo da fargli assumere un
aspetto di roccia bernoccoluta ( pu essere molto bello) o aspettare che si solidifichi un po (5 min.) e schiacciarlo con le
mani spargendovi sempre un velo di sabbia sopra. Non nascondo che queste operazioni richiedono tempo, fatica e pazienza
dal momento che si avanza pezzo per pezzo fino a coprire tutta la sagoma .
6) Una volta asciugato bene il poliuretano (qualche ora) acquister una consistenza notevole e si potr staccare facilmente
dalla sagoma. Be facilmente forse eccessivo, ma da asciutto il poliuretano non attacca se non molto debolmente sulla
plastica baster fare leva con lame e cacciaviti nellinterstizio tra i due
7) Lo sfondo fatto! Ora si pu procedere in due modi: incollarlo cos com sul vetro posteriore della vasca o, come ho
fatto io, costruirci un bel filtro allitaliana al suo interno.
8) Come ultima cosa ho dato due mani di Plastivel su tutto lo sfondo prima del suo inserimento in vasca.
Nella costruzione del filtro si comincia ovviamente da un progetto!
Per cui si praticano sullo sfondo i fori di entrata dellacqua e il punto di uscita, e poi si programmano i vari scomparti con i
relativi divisori.
Ho utilizzato una lastra di plexiglas nero come base per costruire la scatola del filtro lasciando lo sfondo 3d come lato
anteriore.
Ho tagliato dalla sagoma di polistirolo, nei punti stabiliti dal progetto, delle sezioni sagittali che ho usato come modelli dei
divisori dei vari scomparti del filtro, riportandone il disegno perimetrale sul plexiglas ed infine ho tagliato da l i divisori
definitivi.

Infine si incolla il tutto con una buona dose di silicone!


Fatto!
Consiglio infine di incollare il tutto con del silicone ai vetri posteriore e laterali della vasca per evitare spazi morti dietro
al filtro e cadute in avanti dello stesso.
Spese:
3 bombole di poliuretano 7,5 euro ciascuna; sabbia quarzifera 5 kg 2,5 euro; polistirolo 4 fogli 50x150 cm spessore 3cm 2
euro ciascuno; telo di plastica 5x5mt 1,5 euro; da aggiungere guanti silicone e plastivel...in tutto una spesa complessiva tra
i 40 ed i 50 euro

Conclusioni
Tirando le somme credo il poliuretano espanso sia un ottimo materiale per la costruzione di sfondi 3d: facile da reperire,
veloce nellessiccazione, resistente ed economico; anche gli altri materiali utilizzati sono facili da reperire e realmente
poco dispendiosi.
La tecnica sopradescritta credo sia alla portata di tutti sia come difficolt che come spesa complessiva anche se non
nascondo che tempo e pazienza sono certamente requisiti fondamentali.
un ultimo consiglio: non programmate di fare questo lavoro in salottosarebbe un disastro! Una bella cantina o uno spazio
ampio allaperto sarebbero certamente una scelta migliore.
Che aggiungerebuon lavoro!

Sfondo 3d in poliuretano con filtro integrato

Ritenendo lo sfondo di una acquario un elemento che incide profondamente nellestetica complessiva della vasca, mi sono
preoccupato di provare numerose soluzioni per trovare quella che desse un risultato dallaspetto pi naturale e gradevole.
Personalmente credo che la famiglia degli sfondi tridimensionali sia certamente quella che pi si avvicina a questo scopo
donando maggiore profondit e naturalezza, e nel contempo potendo offrire rifugi e nascondigli ai pesci e, cosa non
trascurabile, un buon metodo per poter nascondere un filtro interno. Viceversa non si pu pur trascurare un indubbia
riduzione dello spazio libero della vasca per i nostri pesci avendo questi sfondi una profondit che pu raggiungere anche i
15-20cm! E un costo dacquisto decisamente improponibile.
Personalmente ho provato gli sfondi modulari della Back to Nature sul mio 200 l avendoli trovati usati ad un negozio in
occasione e posso dire che ne sono rimasto molto contento..

Vasca con sfondo 3d "Back to Nature"

Tuttavia essendo giunto il momento di cambiare vasca per passare ad un 400 l mi sono reso conto che per coprire lo
sfondo di un acquario 150x60 con moduli 3d originali avrei speso molto di pi della stessa vasca forse un po eccessivo
Ecco che allora dopo approfondite ricerche in rete sulle varie tecniche per costruire sfondi 3d con vari tipi di materiali
(vetroresina, polistirolo, poliuretano espanso) ho preso la decisione di imbarcarmi in questa avventura e dedicarmi al
bricolage per dare alla mia vasca uno sfondo 3d decoroso ma economico.

Materiali
Come materiale di fondo ho scelto il poliuretano espanso, acquistato in un qualsiasi Brico-center, posto dove ho anche
trovato anche:
-sabbia quarzifera ultrafine, materiale che si usa in edilizia
-tavole di plexiglas (o simile) 3 mm di spessore
-silicone (acetico)
-polistirolo in fogli
-un taglierino
-telo di plastica 5mt x 5mt, di quelli che si usano per coprire mobili etc
-una grande confezione di guanti di gomma usa e getta.. il poliuretano non perdona!
Fasi della costruzione
1) Con il taglierino ritagliare 2 o 3 sagome del vetro posteriore della vasca e incollarle una sopra allaltra con il silicone per
ottenere uno spessore di 9 cm circa.
2) Sempre con lama di taglierino o con un coltello affilato ritagliare sul modello di polistirolo forme di rocce, caverne,
conche... ottenendo la sagoma definitiva di quello che sar il nostro sfondo. In verit esisto molti modi per tagliare e
modellare il polistirolo, alcuni di questi sfruttano il calore altri oggetti taglienti; forse un buon consiglio (che per non ho
provato personalmente) quello di usare un forte flusso di aria calda come quello che produce un fon potente, diretto
verso il polistirolo a breve distanza dovrebbe farlo ritirare. da provare! Una sola raccomandazione: usare fantasia! ma
sempre meglio lavorare basandosi su un progetto disegnato, anche approssimativo; insomma pensate prima quello che
farete! Purtroppo non ho foto di questa fase, ma potete avere unottima idea guardando i seguenti links:
www.catfishheaven.net
www.thekrib.com
cichlidinspiration
www.thecichlidgallery.com
3) Spalmare un sottile strato di silicone sulla sagoma di polistirolo e incollarci il telo di plastica ben aderente lasciandolo
asciugare. (Questa fase importante perch nel momento in cui si spalma la miscela di poliuretano se il telo non
incollato bene alla sagoma avrete grandi difficolt e perch una volta asciugato il tutto render immediato lo
scollamento dello sfondo dalla sagoma.)
4) Disporre un buon quantitativo di sabbia in una bacinella di plastica (poi la butterete.) e dopo aver agitato bene
spruzzateci una quantit di poliuretano del volume di un pompelmo.
con i guanti indossati miscelate il poliuretano alla sabbia fino ad ottenere un impasto molto denso esperienza: fate prima
delle prove a perdere.

5) Prendiamo limpasto e spalmiamolo sulla sagoma pezzo per pezzo fin o a coprirla tutta. IMPORTANTE: il poliuretano
tende a lievitare molto, vedrete che dopo aver spalmato limpasto dopo alcuni minuti tender a gonfiarsi il mio consiglio
di giocare su questo effetto: si pu lasciarlo gonfiare versandovi sopra un velo di sabbia in modo da fargli assumere un
aspetto di roccia bernoccoluta ( pu essere molto bello) o aspettare che si solidifichi un po (5 min.) e schiacciarlo con le
mani spargendovi sempre un velo di sabbia sopra. Non nascondo che queste operazioni richiedono tempo, fatica e pazienza
dal momento che si avanza pezzo per pezzo fino a coprire tutta la sagoma .
6) Una volta asciugato bene il poliuretano (qualche ora) acquister una consistenza notevole e si potr staccare facilmente
dalla sagoma. Be facilmente forse eccessivo, ma da asciutto il poliuretano non attacca se non molto debolmente sulla
plastica baster fare leva con lame e cacciaviti nellinterstizio tra i due
7) Lo sfondo fatto! Ora si pu procedere in due modi: incollarlo cos com sul vetro posteriore della vasca o, come ho
fatto io, costruirci un bel filtro allitaliana al suo interno.
8) Come ultima cosa ho dato due mani di Plastivel su tutto lo sfondo prima del suo inserimento in vasca.
Nella costruzione del filtro si comincia ovviamente da un progetto!
Per cui si praticano sullo sfondo i fori di entrata dellacqua e il punto di uscita, e poi si programmano i vari scomparti con i
relativi divisori.
Ho utilizzato una lastra di plexiglas nero come base per costruire la scatola del filtro lasciando lo sfondo 3d come lato
anteriore.
Ho tagliato dalla sagoma di polistirolo, nei punti stabiliti dal progetto, delle sezioni sagittali che ho usato come modelli dei
divisori dei vari scomparti del filtro, riportandone il disegno perimetrale sul plexiglas ed infine ho tagliato da l i divisori
definitivi.

Infine si incolla il tutto con una buona dose di silicone!


Fatto!
Consiglio infine di incollare il tutto con del silicone ai vetri posteriore e laterali della vasca per evitare spazi morti dietro
al filtro e cadute in avanti dello stesso.
Spese:
3 bombole di poliuretano 7,5 euro ciascuna; sabbia quarzifera 5 kg 2,5 euro; polistirolo 4 fogli 50x150 cm spessore 3cm 2
euro ciascuno; telo di plastica 5x5mt 1,5 euro; da aggiungere guanti silicone e plastivel...in tutto una spesa complessiva tra
i 40 ed i 50 euro

Conclusioni
Tirando le somme credo il poliuretano espanso sia un ottimo materiale per la costruzione di sfondi 3d: facile da reperire,
veloce nellessiccazione, resistente ed economico; anche gli altri materiali utilizzati sono facili da reperire e realmente
poco dispendiosi.
La tecnica sopradescritta credo sia alla portata di tutti sia come difficolt che come spesa complessiva anche se non
nascondo che tempo e pazienza sono certamente requisiti fondamentali.
un ultimo consiglio: non programmate di fare questo lavoro in salottosarebbe un disastro! Una bella cantina o uno spazio
ampio allaperto sarebbero certamente una scelta migliore.
Che aggiungerebuon lavoro!

Fondo fertile con Akadama

L'amico Giovanni Albergoni ci guida passo passo nel ri-allestimento di una vasca in 24h utilizzando come fondo l'akadama
Ecco i suoi suggerimenti semplici ed economici per passare da un fondo in ghiaino ad uno pi naturale, consigli sempre
validi anche per chi intende allestire una nuova vasca utilizzando questo materiale di fondo.

How I Did It (Come Lo Feci) (*)


Ovvero:
Come rifare il fondo ad una vasca gi avviata

(*) Citazione dal film "Frankenstein Junior", di e con Mel Brooks

Bergamo, 12 Dicembre 2002

Circa un anno fa cominciata la mia storia come acquariofilo: non conoscendo per nulla questa materia mi sono fidato e
affidato ad un negoziante che mi ha consigliato acquario, luci, fondo e persino i pesci da inserire...
Con l'aumentare della mia esperienza (soprattutto grazie a persone come Walter Peris, MioMao, lo staff di
AcquariOnLine, Prometeo) mi sono reso per conto che le scelte iniziali erano quasi tutte sbagliate: da qui la decisione di
modificare l'impianto luci, il filtro, fino ad arrivare, circa 3 settimane fa, alla decisione drastica di rifare completamente
anche il fondo, in modo da sostituire quello presente dall'inizio con un fondo migliore e, soprattutto, pi fertile.
Infatti io adoro le piante acquatiche, il mio sogno sarebbe avere il tempo ed i soldi per realizzare un vero acquario ADA,
come quelli realizzati da Amano... ma comunque faccio del mio meglio per portare il mio acquario il pi vicino alla
perfezione con i pochi mezzi che ho a disposizione.
Il fondo che avevo allestito all'inizio era costituito da un substrato di ghiaietto di quarzo quasi bianco sotto il quale erano
posizionati pochi centimetri di argilla (?) fertilizzata della Wave, per un'altezza totale del fondo di circa 5 cm.
Il tutto ha funzionato abbastanza bene per i primi mesi, probabilmente anche perch ho iniziato con piante semplici e a
crescita rapida; poi ho provato a far crescere piante pi difficili, come per esempio un'Althernantera Reineckii rossa,
senza successo (nel giro di un mese praticamente scomparsa dall'acquario).
Ho provato di tutto: aumentato l'illuminazione, aggiunto CO2, fertilizzato "pesantemente" con il PMDD le cose sono
senz'altro migliorate, ma fino ad un certo punto.
In queste condizioni le piante crescono s belle e grandi, ma senza apparato radicale! Semplicemente si riempiono di radici
d'acqua e la parte interrata piano piano si atrofizza e marcisce.
Alla fine mi sono deciso e, preso il coraggio a quattro mani, ho rifatto completamente la vasca secondo le indicazioni del
grande Walter Peris (qui).

NOTA IMPORTANTE: L'operazione sotto descritta ha un WAFWife Acceptance Factor, Fattore di Accettazione da
parte della Moglie) molto ma molto basso, in quanto ha un impatto tremendo sull'ecologia interna di casa; in altre parole, il
fatto di trafficare per delle ore con fango, acqua, piante, pesci e sporcizia varia all'interno di casa (soprattutto se
l'acquario in salotto, vicino -troppo- ai preziosi mobili etnici, ai tappeti persiani, ecc.). Il mio consiglio di mandare la
vostra consorte in vacanza un giorno intero, o di prendere voi un giorno di ferie quando lei lavora...
Per quanto riguarda le acquariofile di sesso femminile, non credo possano avere problemi con il rispettivo
compagno/consorte: baster permettergli di "giocare" con il fondo e con il fango per renderlo felice!

ALTRA NOTA IMPORTANTE: Prima di cominciare leggete tutto l'articolo fino in fondo, e preparate tutto quanto
necessario PRIMA di inziare ad allestire l'acquario.
Il nuovo fondo realizzato (dall'alto in basso) come segue:

1) Akadama fine
Il cuore dell'idea utilizzare, come substrato (strato superficiale) dell'Akadama, che un terriccio giapponese utilizzato
normalmente per la coltivazione dei Bonsai, per le sue caratteristiche di leggerezza e porosit.
Lo strato superficiale di pochi centimetri (2-3 cm) costituito da Akadama fine, che ha le dimensioni di un normale
ghiaietto 83-4 mm.) ma molto pi leggero e poroso.
L'utilizzo di Akadama di grana fine permette di ottenere un bellissimo effetto "terroso" dell'acquario.
Inoltre il colore dell'Akadama molto caldo, dando un tono particolare all'intero acquario.
ATTENZIONE: verificate che l'Akadama sia quello originale giapponese, che confezionato in sacchi come quello
riportato in fotografia: esistono in commercio vari "surrogati" di Akadama che per, in acqua, dopo poco tempo si
sfaldano e diventano fanghiglia.
L'unico utilizzabile quello riportato in fotografia, in quanto esiste solo una cava in Giappone, sul monte Fuji, che
estrae questo terriccio dal vulcano, e lo commercializza solamente in questi sacchi.
Dopo aver girato i vivai di Bergamo, mi sono rivolto a http://www.pagineverdibonsai.it, e l ho acquistato i sacchi di
Akadama.
Tra l'altro i prezzi (comprensivi dei costi di spedizione) sono decisamente pi bassi di quelli che mi hanno "sparato" nei
vari vivai che ho visitato!

2) Akadama grosso
Il secondo strato (3-4 cm) dall'alto composto da Akadama grosso, che si presenta sotto forma di "ciottoli" di terreno
compatto del diametro di 10-12 mm. La pezzatura pi grossa mi permette di avere una migliore circolazione d'acqua e di
ossigeno, in modo da evitare zone anossiche, prive cio di ossigeno, che possono portare alla putrefazione del fondo.
ATTENZIONE: Anche qui verificate che sia Akadama originale.

3) Pozzolana
Lo strato successivo composto da pozzolana (2-3 cm); questo un tipo di pietra vulcanica, molto ricca di micronutrienti.
Si presenta sotto forma di "ciottoli" con granulometria compresa tra i 5 e i 15 mm.
La pozzolana la trovate sciolta (a peso) nei vari vivai e centri verdi della vostra zona.
4) Torba & Osmocote
Sul fondo dell'acquario, a diretto contatto del vetro inferiore, ho posizionato uno strato leggerissimo di torba in granuli
(quella normalmente utilizzata in acquariologia) e Osmocote.
La torba utilizzata in questo allestimento non come materiale filtrante ma come fertilizzante a lunga azione; infatti i
nutrienti in essa contenuti vengono rilasciati a poco a poco durante i primi mesi, in modo da dare nutrimento alle piante
finch il fondo non diventa fertile grazie all'opera dei pesci.
L'Osmocote un potentissimo fertilizzante utilizzato normalmente in giardinaggio: anche questo, posizionato sul fondo
dell'acquario sotto la Pozzolana e l'Akadama rilascia i componenti attivi nell'arco di parecchi mesi.
Non esagerate con l'uso, in quanto contiene fosfato, che non deve essere mai presente in quantit elevata in acquario.
Citando Walter Peris: "Un conto corretto lo si ottiene basandosi sul suo contenuto di fosforo e considerando di non avere
mai in acqua pi di 0.05 mg/L di fosfato, supponendo che il prodotto possa rilasciarlo tutto in un solo colpo".

La torba in granuli:

L'osmocote (qui chiamato Baycote, in quanto della Bayer):

La mia vasca da 220 litri, e le dimensioni sono 120x40x47H cm.


Per l'allestimento del fondo ho utilizzato:
- 1 sacco da 12 litri di Akadama fine (costo 15,2 Euro; altezza strato circa 3 cm.)
- 2 sacchi da 12 litri di Akadama grosso (costo totale 30,4 Euro; altezza dello strato circa 5 cm.)
- 10 litri di Pozzolana (costo 5 Euro; altezza dello strato circa 2 cm)
- 150 grammi di Torba (costo 0,5 Euro)
- 75 grammi di Osmocote (costo 0,2 Euro)
Ho utilizzato inoltre tre contenitori in plastica, uno per i pesci (quello che ho utilizzato era da 60 litri), uno per le piante
(50 litri) ed un terzo per i materiali filtranti del filtro (cannolicchi , lava, Perlon, ecc.; 10 litri).

Partiamo ora dall'inizio con l'allestimento.


Il primo passaggio stato di rimuovere il coperchio dall'acquario, staccare tutti i collegamenti elettrici, smontare
l'impianto CO2 e posizionare il tutto in un angolo di casa, lontano da animali, bambini e altri componenti della famiglia.
Prima di tutto ho provveduto a riempire il contenitore in plastica da 60 litri con l'acqua dell'acquario, e poi ho pescato
tutti i miei pesciolini e li ho messi a dimora nel contenitore.
Ho aggiunto anche un'Echinodorus per farli stare pi tranquilli, un aeratore e, naturalmente, un riscaldatore (NON quello
dell'acquario) per mantenere la temperatura dell'acqua costante:

A questo punto, con l'acquario senza pesci, ho riempito il contenitore da 10 litri con l'acqua dell'acquario e in questo ho
piazzato tutto il materiale contenuto nel filtro interno (Lana di Perlon, Lava e Cannolicchi). In questo secondo contenitore
non ho messo nessun riscaldatore, anche se invece una pietra porosa collegata all'aeratore pu essere utile, in quanto
mantiene alto il livello di ossigeno e quindi mantiene in vita la coltura batterica insediata nei materiali filtranti.

Nel terzo contenitore, infine, ho posizionato le piante tolte dall'acquario, e l'ho poi riempito con l'acqua aspirata sempre
dall'acquario; niente riscaldatore neppure qui, in quanto le piante sono in grado di sopportare le temperature ambiente dei
nostri appartamenti:
Sistemati pesci, piante e filtro nei tre contenitori ho provveduto a svuotare completamente l'acquario e ho tolto tutto il
materiale utilizzato per il vecchio fondo.
Ho poi portato la vasca in giardino e l l'ho lavata per bene dentro e fuori. Ho anche approfittato del momento per dare
una bella pulita al pavimento sotto il mobile...

(tra l'altro molto pi bello cos, l'acquario... mi sta venendo la malsana idea di convertirlo in una vasca aperta)

E adesso, cominciamo con il fondo.


Prima di tutto ho preso circa 5 litri di Akadama fine, l'ho lavato e l'ho posizionato tutto intorno ai bordi dell'acquario, in
modo che facesse da contorno al materiale che deve rimanere all'interno del fondo, nascosto.
All'interno, giusto sopra il vetro, ho sparso poi la torba e il Baycote (Osmocote):

Sopra lo strato di Torba/Osmocote ho poi messo la pozzolana:

A questo punto ho lavato per bene l'Akadama grosso e l'ho posizionato sopra la pozzolana:
Per finire ho coperto il tutto con l'Akadama fine, dando la forma e la pendenza che cercavo (niente foto di questo
passaggio, ero troppo incasinato tra fango e acqua per riuscire a scattarla).
Notate che la torba, l'Osmocote, la pozzolana e l'Akadama grosso restano all'interno del bordo esterno fatto con
l'Akadama fine, in modo che dall'esterno si vede solo quest'ultimo.

A questo punto il fondo pronto: riempito l'acquario a met ho rimesso a dimora le piante che mi interessava tenere, ho
riempito completamente l'acquario, ho rimontato coperchio e riscaldatore, ho ripristinato e rimesso in funzione il filtro, e
ho lasciato girare l'acquario per circa 24 ore.

Il giorno dopo ho rimesso in acquario i pesci.

ATTENZIONE!! L'Akadama ha un brutto vizio nei primi giorni di allestimento: assorbe tutti i sali di magnesio e calcio,
quindi le prime settimane necessario controllare continuamente (quotidianamente la prima settimana, un paio di volte
alla settimana dopo, fino a stabilizzazione) i valori di KH e GH.
Dopo aver allestito il mio acquario e averlo riempito con acqua di rubinetto per la prima settimana ho dovuto correggere i
valori di KH e GH tutti i giorni, perch partendo da valori di KH=4 e GH=9-12 mi trovavo con valori di KH=0 e GH=6-8
dopo ventiquattro ore!!!
Per correggere la durezza dell'acqua ho preparato delle soluzioni di sali di magnesio e di calcio come insegnato dal grande
Walter Peris qui.

qui le foto dell'acquario prima e dopo il nuovo allestimento.

CONCLUSIONI: Alla fine sono riuscito a rifare la vasca completamente in una giornata, e dopo neppure 24 ore dall'inizio
delle operazioni ho reintrodotto in acquario tutti i miei pesciolini.
Di questi ne morto solo uno, un tricogaster tricopterus, per una mia sbadataggine: ho lasciato cadere il retino nel
contenitore in plastica dove ho messo i pesci subito dopo averli tolti dall'acquario all'inizio delle operazioni, ed il retino
finito proprio sopra il pesce, intrappolandolo sul fondo... l'ho trovato solo 24 ore pi tardi, al momento di trasferirlo di
nuovo in acquario.
Paradossalmente, morto annegato.
A quasi un mese dal rifacimento non ho trovato nessuna controindicazione all'utilizzo dell'Akadama come fondo, se non il
fatto che essendo molto pi leggera e morbida del ghiaietto normale molto pi apprezzata dal mio Ancistrus, che
continuamente tenta (riuscendoci, purtroppo) di scavarsi la tana sotto il filtro interno!

Realizzare uno sfondo in poliuretano

Allora ragazzi, visto che ho qualche minuto, mi sono deciso a scrivere queste due righe riguardo la costruzione di uno
sfondo con il poliuretano espanso, facilmente reperibile in qualsiasi ferramenta. L idea non e` mia, io l ho trovata nel sito
del mitico MioMao e ora ve la ripropongo con qualche consiglio dettato dalla mia esperienza.

Il materiale occorrente sara` quindi :


1) bomboletta di poliuretano espanso;
2) del ghiaino NON CALCAREO, per ovvi problemi legati al PH, di granulometria fine e di qualsiasi colore, anche diverso
dal fondo, cos si creer del contrasto. Dico di granulometria fine perch pi fine migliore sar leffetto visivo; io ho
provato con granulometrie maggiori ma viene fuori un effetto croccante (avete presente il dolce che vendono i carretti
nelle fiere, quello con la frutta secca e caramello??);
qualsiasi cosa utile per costruire un contenitore (tipo un cassetto) dove andrete a creare lo sfondo; questo sar della
dimensione del lato dellacquario dove dovrete posizionare lopera. Io lho costruito in 10 minuti con del compensato, ma va
bene qualsiasi materiale abbastanza rigido;
3) due spatole da pittore, del telo da imbianchino (quello che usano per coprire i mobili);
4) guanti in lattice;
5) pezzi di polistirolo.

ecco la parete creata dall'autore

Prendete i pezzi di polistirolo e posizionateli nella "cassaforma" (chiameremo cos il cassetto che abbiamo costruito) in
maniera casuale; questo sar il calco su cui andrete a stendere l impasto, per cui deve essere il piu irregolare possibile.
Incollate con del vinavil i pezzi di polistirolo in modo che restino fermi. Li potete fare piu alti, piu bassi, tagliateli col
taglierino e ricordatevi di incollare tutto.
Una volta che avrete terminato e la colla si sar asciugata, occorre smussare gli angoli del polistirolo per rendere la
parete piu rotondeggiante; per far questo potete prendere un phon e passarlo sulle parti da arrotondare, il calore
prodotto far ritirare il polistirolo. Potrete cosi creare avvallamenti, buchi, insomma usate la fantasia.
A questo punto stendete il telo di plastica in maniera molto morbida, servir a non far incollare limpasto sulla struttura
sottostante.

Bene, ora viene il bello: dovrete cominciare a impastare il ghiaino con il poliuretano. Ci sono decine di metodi per farlo, io
vi posso solo consigliare di fare prima qualche prova, vi servir per prendere confidenza con quest ammasso appiccicoso in
modo da capire come funziona e quanto tempo vi occorre per prepararlo e stenderlo prima che secchi. C chi dice che
secca in cinque minuti, io vi dico che dopo due o tre gi diventa difficoltoso stenderlo, per cui prima provate su una
strutturina di prova.Vi dico come ho fatto io: steso un velo di graniglia, ci ho spruzzato sopra il poliuretano facendo
attenzione perch la pressione della bombola potrebbe spararvi via il ghiaino che avete steso, il tutto in quantit limitata
per evitare appunto che si secchi prima di stenderla. Tranquilli perch l impasto fresco attacca benissimo sulla parte gi
seccata, quindi potete fermarvi e poi riprendere senza problemi. Per stenderla, alcuni dicono di usare le spatole, lasciatele
perdere, usatele solo per impastare e poi prendete delle palline di impasto con le mani (indossate i guanti altrimenti sono
guai) e modellatele sopra il telo che avevate steso in precedenza avendo l accortezza di compattare il tutto con un
martello avvolto in uno straccio che non lasci peli; questo servir a rendere il tutto piu compatto e quindi resistente.
Cominciate da un angolo e venite avanti fino a quando avrete ricoperto tutto il telo, dopodiche assicuratevi che non ci
siano punti troppo fini e nell eventualit ricoprite ancora con un po' di impasto. Modificate dove credete pi opportuno
tanto come ho gia detto il fresco si attacca al secco senza problemi, l importante che ogni volta compattate con il
martello. Terminata l opera lasciate asciugare un paio di giorni (anche se dopo un ora gia la struttura pu gi essere
maneggiata). A questo punto sollevate con delicatezza lo sfondo e staccatelo dal telo sottostanteet voil, il gioco
fatto..
Potete ora sciacquarlo e posizionarlo all interno del vostro acquario anche senza incollarlo (io l ho solo appoggiato). L
effetto del mio sfondo questo (quello a destra):
Lo s, sembra una cosa complessa!! In realt una volta presa la mano con l impasto il resto un gioco da ragazzi e la spesa
veramente irrisoria.
Un ultima cosa: mi raccomando i guanti, indossateli perch il poliuretano appiccica in maniera esagerata, e toglierlo dalle
mani un impresa ardua (io l ho provata).
Trovatevi una superfice che non sia il tavolo della sala da pranzo, perche il poliuretano sporca in maniera indelebile.

Costrirsi un mobile per l'acquario

Eccomi qui a descrivere come ho realizzato un mobilino su cui alloggiare una vasca di dimensioni 100x40x50
Innanzitutto premetto che non una costruzione molto semplice, non solo perche si utilizzano utensili che non tutti
possiedono ma anche perche il trattamento che ho utilizzato come finitura ha unodore sgradevole ed consigliabile
eseguirlo in locali ben ventilati.

Gli utensili che ho utilizzato sono:


Seghetto alternativo
Trapano elettrico a batteria
Levigatrice orbitale
Vari tipi di viti autofilettanti
Gommini per i piedi del mobile in velcro
Carta abrasiva fine
Vernice ad acqua
Cera per legno

Il materiale che ci servir il seguente:


1) 4 tavole di 40x80 spessore 1.8 di abete
2) 3 tavole di 30x40 e 3 tavole di 30x38 spessore 1.8 di abete
3) 1 tavola di 100x40 spessore 1.8
4) 2 tavole di 30x80 spessore 1.4 di abete
5) 1 tavola di 100x100 spessore 0.5 di compensato
6) 2 maniglie per le porticine
7) 2 calamite per la chiusura delle porticine
8) 4 cerniere per le porticine
9) 2 mt di battiscopa di 8cm in legno
Il mio consiglio prima di partire quello di far eseguire i tagli delle tavole da un falegname cos da ottenere tavole ben
squadrate.
Per evitare montaggi fuori asse consiglio di appoggiare le tavole su un piano, quando effettueremo lassemblaggio.
Inizieremo con le tavole 1 e 2 cosi da formare la struttura del mobilino poi seguir il piano superiore 3.
Le tavole vanno fissate con le viti autofilettanti, consiglio di fare un preforo per agevolare lavvitatura.

Poi montiamo il battiscopa come si vede in figura utilizzando piccole viti bronzate.
Sugli sportelli(che vanno aggiustati in larghezza e altezza per entrare agevolmente nei vani anteriori) si praticano le sedi
per ospitare le cerniere ed il foro per la maniglia.
La calamita per la chiusura dello stesso si posizioner a sportello montato.
Infine posizioneremo la tavola di compensato per chiudere la parte posteriore.
Dopo aver praticato unapertura che ci permetter di passare tutti i tubi ed i cavi che vanno allacquario.Il tappo v
bloccato con delle viti.

Consiglio di inserire dei rinforzi per garantire la posizione in squadra delle tavole.

Concluso il montaggio lisceremo con carta abrasiva molto fine le parti esterne del mobile.
Prima di procedere alla verniciatura dovremo pulire tutte le superfici eliminando la polvere.
Personalmente preferisco dare due o tre mani di vernice e lisciare, dopo ogni passata a vernicie asciutta, con della lana di
acciaio, che mi garantisce una finitura ancora pi lucida.
Per finire il trattamento utilizzeremo della cera per lucidare le superfici, va stesa e poi prima che si asciughi
definitivamente lucideremo con degli stracci di lana.

Ecco il risultato finale


E chiaro che queste sono indicazioni di massima che servono solo per dare unindicazione di come si pu realizzare un
mobile.

Un acquario per ciclidi nani (e non solo...)

Gli studiosi che scoprono le specie di ciclidi nani sia Sudamericani che Africani, ci descrivono i loro luoghi di ritrovamento
pi o meno cos: "Acqua color del T, molto limpida, fondo di sabbia con un tappeto di foglie morte dove i pesci si rifugiano
nei momenti di pericolo, piante acquatiche non presenti".
A molti sar venuto in mente di ricreare un biotopo simile, ed io sono uno di quelli.
Venti anni fa quando cominciai la mia avventura con questo hobby i mezzi messi a disposizione dalle industrie non erano
davvero quelli di oggi, e l'arte di arrangiarsi faceva la differenza, inoltre la mia passione per ricercare oggetti di
arredamento, da me trovati in natura, mi ha sempre portato ad escursioni in campagna e nel bosco, e visto che alla fine
tutti ci stanchiamo di arredare gli acquari con gli oggetti, diciamo, "standardizzati", con cui vediamo arredate mille
vasche, pu dare lo stimolo per farci un acquario davvero unico, inoltre, tutto questo a due aspetti positivi, un costo
bassissimo e un risultato ottico davvero sorprendente, che fa da cornice alla caratteristica livrea dei ciclidi nani che
raramente fatta di colori ben definiti, ma quasi sempre ricca di cangianti giochi di colore, con squame brillanti come
metallo lucido.
Infatti questo tipo di arredamento dal colore cos neutro e piacevole, riesce a valorizzare il colore dei pesci in maniera
eccezionale e di riscontro, i ciclidi nani, accentuano i loro colori grazie all'ambiente pi scuro a loro pi favorevole.
Provate ad osservare il conosciutissimo Papiliochromis ramirezi in un acquario con un classico arredamento ricco di piante
e poi in una vasca arredata cos e non vi sembrer neppure lo stesso pesce.
Oggi pi che mai, in un era dove gli acquari sono per cos dire "standardizzati" il ritorno alle origini quantomai
gratificante (ed anche rilassante), quindi "al lavoro" :-).
Passiamo ora alla prima parte della nostra realizzazione, dove procurarsi i materiali:

L'acquario
Una vasca da 60-80 litri, senza filtro (il filtro lo personalizzeremo noi) con coperchio e posto per una lampada pu gia
bastare per allevare e riprodurre una coppia di ciclidi nani e tenere alcuni pesciolini che servano da "fattore nemico".

Sassi e sabbia
Cominciamo col dire che in natura possiamo trovare i sassi di ogni tipo e soprattutto della forma e grandezza che abbiamo
in mente per arredare la nostra vasca, e questo non poco, ma dobbiamo seguire alcune regole, infatti non tutti i sassi
vanno bene e per il nostro uso ci occorreranno sassi "non calcarei".
Io consiglio di andare alla ricerca portandoci dietro una bottiglietta di "acido muriatico", infatti i sassi calcarei che
verranno a contatto con questo acido "friggeranno" creando una schiuma, mentre su quelli non calcarei l'acido scivoler
come acqua.
Bastano poche gocce per verificare se un sasso calcareo o meno, non ci versate sopra un quarto di boccetta.
Il sasso va comunque spolverato e pulito quanto possibile prima di fare la prova.

Ardesia
Sabbia rossa

Sasso bianco non calcareo


Sassi nel bosco

Ci sono inoltre casi dove il sasso risulti calcareo pur non essendolo, questo si verifica se il sasso stato preso vicino o
direttamente in un corso d'acqua, infatti l'acqua che si asciuga sopra il sasso nei periodi di secca pu lasciare uno spesso
strato di calcare su di esso, questo si riconosce dal colore bianchiccio opaco che lascia sopra il sasso.
Nel caso ci venisse il dubbio di questa possibilit ci sono due sistemi per avere la certezza, o facciamo cadere l'acido su
un punto preciso a pi riprese o, se ci possibile, rompiamo un piccolo bordo del sasso e facciamo cadere l'acido al suo
interno.
Ricordiamoci che l'acido Muriatico molto pericoloso a contatto con la pelle...
Per la sabbia adottiamo lo stesso sistema per scoprire la sua natura calcarea o meno.
La stessa andrebbe ricercata di granulometria molto fine e possibilmente presa in un fiume, dove la corrente millenaria ha
provveduto ad eliminare i suoi spigoli ed a renderla non tagliente.
La sabbia fine ci preserver dai pericoli causati dal forte numero di batteri che si instaurano nel materiale di fondo, e di
cui alcuni avanotti (come quelli di Pelvicachromis) sono molto sensibili, inoltre i nostri pesci ameranno infilarci la testa in
cerca di cibo e masticarla un p per poi risputarla con grande soddisfazione.
Sabbia marrone

Sabbia rossa

Visto che per il nostro acquario non ne servir uno strato altissimo non fate la fatica di portarvene a casa troppi secchi.
La sabbia, inoltre, dovr essere lavata in maniera molto accurata, e se presa da un fiume non in secca, tenuta a bagno con
acqua e Varichina, quindi risciacquata, per scongiurare l'eventualit di immettere in acquario dei parassiti.

Legni e foglie
Legni e foglie secche sono semplicissimi da trovare, io tra le foglie, preferisco quelle di Quercia o affini come di Leccio e
di Sughera, sono foglie molto spesse e si mantengono bene, quelle di Castagno si consumano prima ma sono pi grandi e
servono meglio come rifugio ai pesci.
Prima di inserirle in vasca si tengono a bagno per 1 giorno in un secchio e le laviamo bene, poi ne stendiamo un p sul fondo
della vasca).
Non ho mai fatto prove con altri tipi di foglie o legni e non conosco tutti quelli che possono andare bene, le conifere per
esempio (come gli abeti) sono velenosi a meno di non usare trattamenti particolari.... non andranno inoltre presi da piante
situate vicino alle strade o a campi dove si usino dei concimi.

Alcune funzioni delle foglie in un acquario per piccoli ciclidi:

1) acidificano l'acqua

2) le foglie e i rametti di Quercia contengono molte sostanze gradite ai pesci.... una delle capacit di queste sostanze di
stimolare i pesci alla riproduzione.

3) rendono all'acquario un aspetto naturale gradito sia da noi che dai pesci.

4) creano anfratti graditi ai pesci... i piccoli ciclidi si sentono sempre protetti e sicuri(avendo a disposizione una miriade di
nascondigli) e rimangono pi volentieri anche allo scoperto.

5) Il colore scuro delle foglie fa risaltare molto di pi i colori dei pesci

Le foglie e i rametti durante il lavaggio

I legni devono essere gia stati tagliati da un p, e il loro colore biancastro dimostrer che la loro linfa stata ormai
consumata, una volta rimessi in vasca riprenderanno parte della loro colorazione, vanno tenuti a bagno per un p fino a che
non smettano di galleggiare.
Un bel "ciocco" con dei monconi di radice sar nella nostra vasca un particolare di grande effetto.
Per questo tipo di acquari non uso legni presi dalla spiaggia e quindi completamente asciugati dal sale perch risultano di
colore eccessivamente chiaro.
La luce
Personalmente in questo tipo di acquari preferisco una lampada a luce fredda, di solito metto luci che raggiungono una
temperatura di colore molto alta, come lTriton, Acquastar ecc, essendo infatti l'acqua gi un p "colorata" rischieremo di
far apparire all'occhio il nostro acquario eccessivamente giallo, perdendo di conseguenza ogni particolare azzurro-blu dei
nostri pesci.
Le piante dimostrano comunque una buona crescita.
Inoltre va detto che i ciclidi nani mostrano i loro colori pi belli sotto un illuminazione non particolarmente intensa, ma se
possedete una vasca molto alta o se la vostra lampada non vi sembra che faccia abbastanza luce potete aggiungervi un
riflettore.
Se non sapete come si costruisce un riflettore consultate questo articolo: Il riflettore

L'acqua
Sia per l'allevamento sia per la riproduzione dei nostri ciclidi (a parte alcuni del gruppo cacatuoides, borelli e pochi altri)
avremo bisogno di acqua tenera e acida, alcuni possiedono un impianto con apposite resine per fare questo, agli altri
consiglio (prima di andarla a comprare nei negozi di acquariofilia) di controllare le varie fontanelle che si trovano nelle
periferie della citt (o se li avete vicino, dei paesi).
Io per esempio vado a prenderela da una fontanella in periferia dove arriva l'acqua di un altro acquedotto, la suddetta ha
caratteristiche per il mio uso eccezionali, infatti misura 1 Gh, 1 KH, e PH 6,8.
La mischio con un p di acqua di rubinetto per farle raggiungere i 3 KH, le foglie e la torba pensano poi a riportarla a
valori di acidit desiderati (6,2-6,4).

Lo sfondo
Informazioni dettagliate per lo sfondo le trovate in questo articolo: Costruire uno sfondo

Il filtro
Per il filtraggio nelle mie vasche dove allevo e riproduco i ciclidi nani uso un semplice filtro a cartuccia esterna (tipo Tetra
brillant filter) ma invece di farlo funzionare con un aereatore, sistemo in alto sul tubo di uscita una piccola pompa che
regolo con una uscita d'acqua non troppo forte.
Questo fa si che gli avanotti non siano accidentalmente aspirati dal filtro come spesso succede nei filtri tradizionali.

Costruire uno sfondo

Lo sfondo un particolare dell'arredamento di un acquario di grande importanza, esso infatti dona all'acquario un aspetto
veramente naturale, con esso possiamo ricostruire la parete di un ruscello, un "mangrovieto", una parete rocciosa e
quant'altro.
Capirete che un acquario con uno sfondo ben costruito riesce veramente a dare l'idea di aver racchiuso dentro il nostro
acquario un pezzo di natura, eppure l'idea di "naturalit" solo uno dei pregi di questo particolare d'arredamento.
Un acquario con uno sfondo dar una meravigliosa idea di profondit e far risaltare incredibilmente i colori di pesci e
piante.
Ovviamente volendo acquistare uno sfondo la cosa si fa abbastanza problematica, infatti il mercato non offre grandi
alternative... vediamo perch:

1) fogli di carta plastificata, detti anche "tapparelle" sono venduti al metro e raffigurano piante acquatiche o pareti di
roccia, si usano pi che altro per nascondere il muro dietro all'acquario, non danno nessun senso di profondit e sia che li
inseriate fuori dalla vasca che dentro il risultato estetico pessimo.

2) Sfondi monocolore o vetri colorati per realizzare uno sfondo monocolore si pu verniciare il vetro posteriore della
vasca, inserire un foglio di carta dietro il vetro, oppure sostituire il vetro posteriore trasparente con uno colorato (alcune
ditte offrono gi gli acquari con il vetro posteriore blu).
Sicuramente migliore dei fogli di plastica fotografati, non comunque una soluzione eccezionale, dobbiamo optare per
colori molto "spenti" per far risaltare pesci e piante e comunque non avremo ne senso di "naturalit" ne senso di
profondit.

3) sfondi tridimensionali qui la scelta e la riuscita sono sicuramente ad altri livelli, ci sono in commercio sfondi di grande
bellezza, ma purtroppo con dei costi difficilmente abbordabili.
Ci sono anche sfondi tridimensionali a costi contenuti... purtroppo paragonati alla loro scarsa bellezza e fattura.

L'altra prospettiva
Se come a me non vi piacciono gli sfondi bidimensionali ma non volete investire un patrimonio per quelli tridimensionali di
buona fattura, l'unica alternativa sta nel "fai da te".
Quello che interessa in questo caso all'acquariofilo di riuscire a costruirsi uno sfondo senza spendere troppo sia in
tempo che in denaro e sopratutto con una tecnica che gli permetta di dare al suo acquario il giusto senso del biotopo che
si vuol ricreare.

Riscoprire una tecnica vecchia come l'acquariofilia


Leggendo vecchi libri sugli acquari ci rendiamo conto di come allora si dovessero ingegnare (visto la scarsa offerta del
mercato) per far fronte ad ogni tipo di situazione, lo sfondo un problema gi risolto da molto tempo, ma la tecnica del
doppio pannello sembra sia stata dimenticata, eppure, anche se leggermente modificata, questa riesce a dare dei risultati
meravigliosi.
Il tutto si svolge incollando ad una lastra da applicare al vetro posteriore, sassi, legni e sabbia in modo da ricreare uno
sfondo estremamente naturale e personalizzabile, inoltre, assai economico :-))

Cosa ci serve
1) Una lastra di Plexiglass delle dimensioni della nostra parete di fondo (lo spessore si calcola in base a cosa dobbiamo
incollarci)

2) Un tubo di Silicone acetico (meglio se scuro) con la pistola per l'erogazione

3) Una spatola di metallo come quelle che usano comunemente i carrozieri

4) Sassi legni e sabbia a piacere secondo cosa vogliamo ricreare nel nostro acquario.

Premessa
Lo sfondo che ora vi andr ad illustrare viene creato per un acquario da riproduzione, quindi la sua costruzione sar
ovviamente molto semplice e scarna e servir solo per far capire il concetto di costruzione.
Inoltre io ho usato del legno naturale molto stagionato e dovutamente trattato, visto che per questo bisogna possedere
un p di esperienza, consiglio a chi non fosse abbastanza esperto di utilizzare solo materiali per uso acquariologico.
Fra non molto, inoltre, parleremo della realizzazione di un acquario salmastro, li mostreremo anche uno sfondo pi
complesso che riproduce un "Mangrovieto".

Costruzione
Per prima cosa bisogner ritagliare il foglio di Plexiglass secondo la misura della parete che dobbiamo coprire, e poi
provare a metterlo in posizione per vedere se ci sono delle parti che ne compromettano troppo l'inserimento, infatti una
volta preparato lo sfondo non potr essere piegato pi di tanto.

Nella fase successiva sistemeremo i sassi e i legni sulla lastra in modo da sapere gi dove metterli al momento
dell'incollaggio.
Particolare da tenere in estrema considerazione poich il silicone acetico rimane lavorabile per non pi di 5 minuti, ed in
questo tempo dovremo avere terminato tutte le operazioni.

Importante! la prossima operazione andr effettuata in un ambiente molto ventilato (meglio se una terrazza) con
l'accortezza di indossare una mascherina per via delle terribili esalazioni che sprigiona il silicone, esalazioni che se non
prese con le dovute precauzioni possono creare dei disturbi respiratori.

A questo punto siamo pronti per "spalmare" il silicone, che metteremo pi o meno uniformemente sulla lastra, con la
spatola poi, avremo cura di stenderlo bene.

Una volta terminato di spalmare il silicone, inseriremo i nostri materiali d'arredamento, nel nostro caso un solo legno
tagliato a met con i rami diretti verso il basso, come a formare la parte bassa di un albero dentro l'acqua.
Tutte le zone dello sfondo che non vengono coperte dagli oggetti (nel nostro caso la quasi totalit) vengono ricoperte con
della sabbia fine non calcarea.

Questa deve ricoprire la totalit della superficie.


A questo punto non ci rimane che aspettare un paio di giorni per essere sicuri che il silicone abbia asciugato bene, poi
laviamo in acqua corrente lo sfondo ed una volta asciugato siamo pronti per incollarlo.

Se lo sfondo non troppo grande e pesante possiamo anche dare solo dei piccoli punti di silicone intorno al perimetro, in
modo da poterlo scollare bene se si verificarse la necessit di toglierlo.
Una volta seccato il silicone possiamo riempire ed arredare il nostro acquario (nel nostro caso di acquario da riproduzione,
solo dei rami e foglie secchi e pochi ciuffi di piante).

Come potete capire si tratta di un sistema estremamente economico, di facile e veloce realizzazione, che se ben
progettato e arricchito di materiali, oltre all'indubbio senso di naturalit e profondit riesce ad avere un impatto visivo
strepitoso.

Su questo vi ricordiamo che in uno dei prossimi articoli parleremo della realizzazione di un acquario salmastro, dove, con
questa tecnica, ho costruito uno sfondo per simulare una riva con radici di mangrovia.
L'impatto visivo davvero sorprendente, nonostante sia costruito per una vasca di medio-piccole dimensioni.

Il Vostro primo acquario

Questo articolo rivolto a tutti coloro abbiano da poco un acquario o meglio, che abbiano deciso di allestirne uno per
provare questa bellissima esperienza che ci mette a contatto diretto con un mondo affascinante che il pi delle volte
rimasto nel nostro immaginario.
Questo articolo non vuole essere una guida assoluta, ma semplicemente una comunicazione di esperienze di un
appassionato per tentare di far evitare al neofita degli errori che porterebbero sicuramente lacquario a sparire dalla
casa e dalla mente.

Acquisto dellacquario
La dimensione della vasca determina la quantit di pesci che potrete introdurre nella stessa. Non solo per questo motivo
si dice che un acquario migliore quanto pi grande, una vasca grande pi stabile di una piccola, richiede in
proporzione minor manutenzione, i valori chimici dell'acqua si altereranno pi lentamente e vi daranno pi tempo per
correggere gli errori. Comunque, non molto saggio cominciare con una vasca da 2000 litri, anche perch una grande vasca
un GRANDE investimento economico.
Un buon compromesso tra economicit e grandezza pu essere una vasca da 70-100 litri. Comunque non solo il prezzo devo
guidare la vostra scelta, valutate bene anche le dimensioni della stanza in cui lo collocherete e non meno importante
cercate di posizionarlo lungo una parete portante (gli acquari pesano, e pesano molto!)
Ultima nota sulla qualit della vasca che dovr durare a lungo per cui vale sempre la pena di spendere qualcosa in pi
piuttosto che dover procedere al cambio dopo breve tempo vuoi per tenuta, vuoi per scarsa qualit dei vetri ecc.
Tecnicamente preferite vasche che abbiano:
*filtri interni siliconati al vetro o al pi filtri esterni, evitate quelli volanti che si attaccano con ganci o ventose che sono
poco affidabili e pericolosi per i piccoli pesci che andrebbero ad infilarsi tra il filtro e il vetro
*una adeguata illuminazione o che perlomeno permettano laggiunta di lampade
*che siano abbastanza comode per le operazioni di manutenzione che dovremo effettuare.

Posizionamento dell'acquario
Dopo aver acquistato l'acquario, bisogna decidere dove collocarlo, e cio in un posto che sia al riparo dalla luce solare
diretta (evitare ad esempio di porlo di fronte ad una finestra), e in un posto che sia in vista, ma tranquillo.
Accertatevi poi di avere un tavolo dove appoggiarlo, altrimenti dove avete provveduto per l'acquario sono in vendita tavoli
specifici per acquari. Se ne avete uno assicuratevi che questo tavolo o base di appoggio sia ben stabile, perch, si pensi
che, tra peso dell'acquario, peso dell'acqua, e peso degli accessori, si possono raggiungere facilmente per un acquario
medio i 120 kg.
Tra la base di appoggio e l'acquario (se lacquario non planciato importante inserire un pannello di polistirolo espanso di
spessore di circa 2 cm e di ampiezza uguale a quella della base dell'acquario.

Un acquario ha bisogno di luce


La cosa migliore utilizzare dei neon, costano poco e fanno risparmiare sulla bolletta ma soprattutto producono molto
meno calore delle lampade ad incandescenza.
Attenzione per, i neon, se volete tenere delle piante vive, non potranno essere quelli comuni, dovranno essere neon
specifici per le piante, infatti i vegetali sono molto pi esigenti dei pesci, con le luci. Una luce corretta una delle regole
di base per far crescere al meglio le vostre piante.
In genere si consiglia almeno una potenza di 0,5 watt per litro dacqua, il che vuol dire che per un acquario di 100 litri
occorrono circa 50 watt.
Ora 50 watt possono essere due lampade da 25 watt luna e possibilmente con spettro luminoso differente, cio dovendo
garantire un copertura pi ampia e simile possibile allo spettro solare conviene acquistare lampade di differente tipologia.
Un esempio quello di associare una lampada con LUCE BIANCA ad una FITOSTIMOLANTE. Ovviamente esistono
svariate tipologie di lampade ognuna adatta ad una particolare situazione (Piante, Invertebrati ecc..).
Per quanto riguarda il tempo di illuminazione, si devono tenere accese per circa 10 ore al giorno e ricordarsi di cambiarle
dopo al massimo 7 mesi di uso, dato che lo spettro luminoso si esaurisce anche se la lampada sembra ancora valida.
In presenza di molte piante, conveniente cambiarle non tutte insieme ma a distanza di circa 15 giorni luna dallaltra, per
evitare che una variazione brusca del tipo dilluminazione le danneggi.

Importanza e sistemazione filtro biologico


Il filtro il cuore dellacquario, infatti esso ha la funzione di mantenere stabile l'ambiente degradando tutte quelle
sostanze inquinanti che i pesci e le piante in decomposizione producono, ve ne sono di vari tipi, ma sicuramente, per
acquari da 70-100 litri il pi efficiente quello meccanico-biologico interno. E' un filtro posto all'interno dell'acquario
diviso in vari scomparti (3 in genere) che funziona con una pompa che aspira acqua dalla vasca facendola passare
attraverso vari materiali filtranti, alcuni dei quali svolgono un'azione meccanica (lana perlon) rimovendo le particelle in
sospensione e depurando dallo sporco pi grossolano l'acqua, altri hanno una funzione biologica, fungendo da substrato per
i batteri aerobi (che vivono in presenza di ossigeno) e anaerobi (che vivono in assenza di ossigeno) che hanno il compito di
degradare i composti inquinanti trasformandoli secondo il ciclo dellazoto in ammoniaca (o ammonio), nitriti e infine in
nitrati, lacqua infine viene spinta fuori dalla pompa e reintrodotta in vasca. Lultimo elemento della trasformazione, cio i
nitrati sono sfruttati dalle piante come elemento nutritivo, quindi una buona presenza di piante aiuta a mantenere
l'acquario in un buon equilibrio biologico.
Nel filtro inoltre generalmente uno scomparto (il primo, quello dove lacqua entra) riservato al termoriscaldatore che
chiaramente ha il compito di tenere lacqua alla giusta temperatura (per acquari tropicali).

La modalit preparazione e allestimento del filtro la seguente:inserire circa 10-15 cm di altezza i cannolicchi in ceramica
nel secondo e terzo scomparto, inserire 3-4 strati di lana sintetica al disopra del materiale ceramico in entrambi gli
scomparti suddetti, lasciando nel terzo scomparto lo spazio per la pompa. Inserire poi la pompa, collegando un tubo in pvc
(uso acquariofilo) alla bocchetta di uscita della pompa facendolo poi passare nell'apposita apertura che permette allacqua
di defluire in acquario, posizionare il riscaldatore nel primo scomparto regolando lo stesso ad una temperatura intorno ai
25-28 C a seconda dei pesci ospitati (attenzione bisogna fornirsi anche di un termometro per uso acquariofilo per il
controllo della temperatura stessa), ma senza collegare nulla alla presa di corrente (questa sar loperazione finale).
In genere sempre utile riservare anche un po di spazio libero nel secondo scomparto per poter inserire nelleventualit
ulteriori materiali filtranti, come carbone attivo o torba che hanno particolari caratteristiche e che vanno utilizzati in
alcune occasioni o per il mantenimento e allevamento di particolari pesci.
Schema del semplice filtro descritto
Diamo ora un elenco di materiali filtranti di uso pi frequente divisi per tipo di filtraggio effettuato:
Azione meccanica
Lana perlon e spugnette varie (queste ultime in genere associate a particolari filtri interni a corpo chiuso). Sono quei
materiali sintetici che vengono utilizzati per la prima fase di depurazione dellacqua dalla sporcizia pi grossolana e come
ultimo strato filtrante prima della reimmissione dellacqua in acquario. Tali materiali sono gli unici che vanno puliti
periodicamente e sostituiti alloccorrenza.
Azione biologica
fungono da substrato per i batteri che hanno il compito di decomporre le sostanze inquinanti trasformandoli secondo il
ciclo dellazoto in ammoniaca (o ammonio), nitriti e infine in nitrati.
Materiali ceramici (Cannolicchi)
o altri materiali inerti a grande porosit.
Azione chimica
Hanno la propriet di modificare le caratteristiche chimiche dellacqua, agiscono sui valori della durezza e del PH pi o
meno in dipendenza dei valori presenti in vasca.
Resine a scambio ionico agiscono prevalentemente sui valori della durezza abbassandone il valore, da non usare mai in
acquari popolati, ma solo per il trattamento preventivo dellacqua. Sconsigliato lutilizzo, meglio utilizzare acqua ad osmosi.
Torba agisce prevalentemente sul valore del PH dato che rilascia acidi umici che portano lacqua verso valori acidi. Inoltre
come effetto secondario colora lacqua dando un effetto ambrato tipico di alcuni habitat amazzonici.
Azione adsorbente
Hanno la propriet eliminare dallacqua sostanze di rifiuto o coloranti difficilmente degradabili, va usato solo in particolari
condizioni (es. dopo trattamento con medicinali o per eliminare colorazioni non desiderate)
E da evitare un filtraggio continuo con tale materiale perch dallacqua non vengono prelevate solo sostanze di rifiuto, ma
anche importanti minerali e oligoelementi.
Carbone attivo, iperattivo ecc.
Per ulteriori informazioni o dubbi su filtro e materiali filtranti si consiglia di chiedere allesperto del negozio.

Allestimento della vasca vera e propria


Se quanto detto fino ad ora vale in genere per qualsiasi acquario dacqua dolce, la parte di cui ora andiamo a parlare non
pu essere generale ma pu variare a seconda del tipo di acquario (Habitat o biotipo) che vogliamo realizzare.
Infatti dato che in natura esistono svariati ambienti che si differenziano sia per la fauna che la flora che lo abitano, sia
per le peculiarit intrinseche che li caratterizzano, dovremo decidere sin da principio quale ambiente vogliamo realizzare.
Un esempio di biotipi differenti sono un lago africano o un fiume amazzonico, differenze sostanziali tra questi due
ambienti sono sia le caratteristiche morfologiche del posto sia le caratteristiche chimiche dellacqua.
Nel primo caso ci troviamo di fronte ad un ambiente roccioso e quasi privo di piante con acqua dura e chiara, nel secondo
in genere abbiamo un ambiente con una buona vegetazione e unacqua molto tenera e pi o meno ambrata.
E chiaro che ambienti di questo tipo sono abitati da animali che hanno esigenze completamente diverse e che quindi non
possono coesistere nello stesso acquario, buona regola quindi e che prima di iniziare lallestimento della vasca ci
documentiamo e decidiamo quale ambiente o pesci attirano di pi il nostro interesse per poter realizzare un habitat pi
vicino possibile alle loro esigenze.

I vari biotipi pi comuni sono :


Laghi Africani (Malawi, Tanganica, Vittoria)
Fiumi Africani
Amazzonico
Asiatico
Salmastro
Acquario di Comunit

Lultima voce dellelenco comunque indica un ambiente non proprio dedicato ad un biotipo particolare ma, costruito in modo
tale da soddisfare le esigenze di pesci che hanno necessit simili anche se non provenienti magari da un solo habitat, in
modo tale da poterli far convivere nella stessa vasca. Deve essere ovviamente chiaro che comunit non deve essere
sinonimo di fritto misto!!!.
E in questultimo caso sempre meglio rivolgersi al negoziante per ottenere notizie sulla compatibilit delle specie che si
vorrebbero allevare.
Continuiamo ora con la descrizione su come allestire il nostro acquario prendendo a riferimento proprio lultima tipologia
vista.

Preparazione del fondo


Acquistare e inserire dopo averlo lavato dalla sporcizia grossolana uno strato di ghiaietto (sabbia, quarzo o policromo) di
circa 1 cm il fondo della vasca poi ricoprire con uno spessore crescente di circa 2 cm nella parte anteriore fino a 4-5 cm
nella parte posteriore di fertilizzante a grani medi. Ricoprire ancora con ghiaietto dopo averlo ben lavato, disponendo con
spessore iniziale di 2-3 cm anteriormente e arrivare in fondo a 10-12 cm, questo per dare una dimensione prospettica a
chi guarda l'acquario, che va dal basso verso l'alto, naturalmente si possono creare terrazze, e profili vari secondo la
propria fantasia.
Adesso inserire altro materiale d'arredamento, come pietre non calcaree, tronchetti, facendo attenzione a lasciare lo
spazio in cui si vogliono inserire le piante.

Preparazione e inserimento dell'acqua


Anche per questa operazione occorrerebbe ricordare il distinguo tra le varie tipologia delle acque, comunque proseguiamo
descrivendo la preparazione per il nostro acquario di comunit.
Per quanto riguarda la qualit dellacqua ci orientiamo verso una durezza medio bassa e un PH neutro vale a dire dGH 8-10,
Kh 6-8 e Ph 6,5-7 una tale acqua si pu ottenere miscelando acqua di rubinetto con acqua ad osmosi in percentuale che ora
vediamo.
Se l'acquario da 80 litri, solo per la prima volta la percentuale dell'acqua 50% del rubinetto cio 40 litri, e 50% acqua
ad osmosi (reperibile nel negozio d'acquari), altri 40 litri. E chiaro che i valori dellacqua vanno misurati per controllare se
abbiamo ottenuto i valori che ci eravamo prefissati, in caso contrario possiamo correggere i valori introducendo acqua
osmotizzata o di rubinetto a seconda dellacqua ottenuta in precedenza.
Una volta raggiunti i valori desiderati, i cambi dacqua successivi (ogni 10 giorni circa) devono essere effettuati con acqua
che abbia gli stessi valori di quella dellacquario, sempre nellordine del 10-20 % del totale della capacit della vasca.
L'acqua v sempre inserita lentamente nell'acquario, e posizionando sul fondo un piatto da cucina in modo tale da non
smuovere il fondo di ghiaietta. Infine si ricorda di inserire nell'acqua una dose consigliata nella confezione, del
biocondizionatore dell'acqua, che serve per neutralizzare le sostanze nocive dell'acqua come il cloro, che altrimenti
sarebbero dannose per i pesci.

Inserimento delle piante


L'inserimento delle piante pu essere effettuata subito o dopo qualche giorno. La pianta quando viene acquistata si
presenta sistemata in un vasetto con della fibra sintetica che delicatamente deve essere rimossa e non inserita in
acquario dato che potrebbe contenere sostanze per il mantenimento della pianta stessa ma dannose se immesse in
acquario, quindi sotto il rubinetto pulire e tagliare qualche cm di radice. Una volta pulita e sciacquata la pianta v inserita
nelle sabbia nel punto scelto delicatamente facendo attenzione ad inserire le radici bene nella sabbia possibilmente
rivolte verso il basso, ma senza interrare eccessivamente, ulteriore operazione prima di inserire la pianta in vaca magari
quella di potare leggermente le radici.
Cos si applicheranno le piante a crescita rapida e alte (in genere tutte quelle a stelo) sul fondo mentre quelle a crescita
lenta e basse sul davanti.
Come consiglio bene immettere in vasca inizialmente tutte quelle piante a rapido sviluppo (in genere quelle a stelo) che
hanno il vantaggio di dare una grossa mano alla maturazione iniziale della vasca.

Attivazione dell'impianto
Terminate tutte le operazioni di installazione di filtro, fondo, arredamento ecc., si pu avviare lacquario inserendo le
spine nella presa di corrente, facendo attenzione che tutti gli impianti elettrici sia protetti rispetto agli schizzi e
allumidit generati dellacqua.
Adesso lacquario avviato, ma non ancora biologicamente pronto ad ospitare i pesci, questo perch affinch si inneschi
il meccanismo batteriologico del filtro occorrono alcune settimane e questa attesa, si pu abbreviare in due modi.
Uno quello di acquistare batteri da mettere nel filtro e dopo 3-4 giorni si possono cominciare a introdurre i primi ospiti,
oppure se si possiede qualche altro acquario sano, prelevare una piccola parte di lana perlon, materiale ceramico e
immetterlo nel filtro, anche questo modo fa scattare la proliferazione e la trasformazione dei batteri.
Inserimento dei primi pesci
Quando l'acquario sar pronto secondo il modo che avete scelto per arrivare alla formazione e l'innesco dei batteri si
possono acquistare i primi pesci. E sempre auspicabile acquistarne inizialmente pochi (magari i cosiddetti "pulitori") per
dare la possibilit al filtro di maturare pian piano senza un carico eccessivo di sostanze da decomporre, arrivando al
completo popolamento entro alcuni mesi. Ricordiamo comunque che per raggiungere la completa efficienza il filtro ha
bisogno di funzionare almeno 6 mesi, in tal senso si raccomanda ancora di non lavare assolutamente il materiale filtrante
ad azione biologica, ma solo quello ad azione meccanica (lana perlon o spugnette).
Nella scelta dei pesci, non facciamoci guidare dallaspetto estetico ma valutiamo insieme al negoziante (che si suppone
persona esperta e onesta), quali specie possiamo introdurre nella vasca allestita tenendo presente vari aspetti come ad
esempio:
Dimensioni del pesce da adulto
Comportamento
Compatibilit con gli altri presenti in vasca
Zona dellacquario preferita (fondo, superficie, livelli medi dellacqua)

Vediamo adesso come inserire i pesci nellacquario.


Questa fase molto delicata e dobbiamo affrontarla con molta calma senza lasciarci prendere dalla voglia di veder
scorazzare subito i pesci acquistati nella vasca.
Il modo di procedere il seguente:
porre il sacchetto con i pesci nella vasca aspettando circa 15 minuti affinch la temperature dellacqua del sacchetto e
quella della vasca diventino uguali.
Dopo di ci si fanno dei rabbocchi con l'acqua dell'acquario in piccole quantit ogni 5 minuti in modo che i pesci si abituino
alle nuove caratteristiche chimiche dellacqua dellacquario, dopo circa mezz'ora si prendono i pesci con un retino e si
mettono in acquario, l'acqua del contenitore va buttata.
Questa tecnica deve essere sempre rispettata per tutti gli acquisti futuri.

Come detto in precedenza consigliabile inserire per primi i cos detti "mangiatori di alghe e/o pulitori" fra cui: Ancistrus
sp. e Crossocheylus siamensis, Corydoras ecc. lasciandoli per qualche settimana da soli dopo si potranno inserire altri
gruppi di pesci sempre a distanza di qualche settimana un gruppo dallaltro, questo per dare tempo al filtro di maturare
poco per volta senza dare subito un grosso carico di sostanze di rifiuto.

L'alimentazione corretta
Il cibo una delle poche cose su cui non bisogna assolutamente cercare di risparmiare, meglio comprare cibo di marca e
non comperare il cibo dei supermercati che magari costa un decimo di quello dei rivenditori di settore, ma un motivo ci
deve ben essere! comunque non neanche corretto spendere un capitale in cibo, la via di mezzo sempre la migliore.
Cosa importante come la qualit e la variet, bisogna dare ai nostri ospiti una variet di cibi che cerchino di completare il
pi possibile la loro dieta ed anche in questo caso ci sono differenze, infatti ci sono pesci carnivori, vegetariani, onnivori
ecc., per cui sempre opportuno informarsi sulle abitudini alimentari dei pesci ospitati e variare il pi possibile.
Ci sono moltissimi tipi di cibo per pesci oggi in commercio, i tipi pi comuni sono i fiocchi, le pastiglie e steak, cibo
liofilizzato, cibo congelato, cibo vivo, e cibo in alcuni casi preparato in casa.

Fiocchi
I fiocchi sono il cibo pi comune che la maggioranza degli acquariofili da ai propri pesci, ma questo non vuole dire che i
fiocchi siano il miglior cibo per pesci. Se utilizzato propriamente, i fiocchi possono essere una parte della dieta dei pesci
dato che ne esistono in diverse composizioni, ma bisogna ricordare che come per i nostri alimenti secchi, i fiocchi si
deteriorano rapidamente se rimangono per lungo tempo esposti all'aria aperta, perci, a meno di non avere molti acquari e
pesci, meglio resistere alla tentazione di comperare una confezione famiglia di fiocchi perch si risparmia.
Pastiglie, Steak e Wafer
Questa classe di cibo contiene vari alimenti in forma essiccata ed fornito in pastiglie, steak, wafer, o altra forma.C'
una variet di steak galleggianti, per i ciclidi e altri per i grandi pesci dello stagno come i Carassi Dorati e i Koi.Gli steak
galleggianti vanno bene, ma possono dare dei problemi, il modo migliore per somministrare lo steak galleggiante quello di
lasciarlo ammollo e poi di somministrarlo.
Un tipo speciale di cibo il wafer di alghe. Questo speciale alimento progettato per pesci che mangiano le alghe come gli
Otocinclus, ma in generale per tutti i pesci da fondo che mangiano alghe. Queste pastiglie non devono essere
somministrate in quantit eccessiva, ma solo come integrazione della dieta per i pesci che si nutrono di alghe.
Cibo liofilizzato
Molti organismi sono disponibili come cibo per pesci in forma liofilizzata, ad esempio l'artemia salina, dafnie, chironomus e
altro, essi sono molto ricchi di vitamine e molto nutrienti e non hanno problemi di eventuali elementi patogeni.
Cibo congelato
Il cibo congelato particolarmente delicato, visto che la catena del freddo deve essere sempre mantenuta e che una
volta scongelato va consumato o gettato via. Non ricongelate il cibo scongelato, potrebbe essere tossico per pesci!
Un'altra cosa da tenere ben presente quella di scongelare bene questo tipo di cibo, e prima di somministrarlo
assicurarsi che la sua temperatura sia uguale a quella dell'ambiente.
Anche in questo caso esistono notevoli variet in vendita presso i negozi specializzati.
Cibo vivo
Il cibo vivo forse il migliore di tutti i cibi per pesce, ma sfortunatamente, piuttosto costoso e difficile da usare ogni
giorno.
Chi ne ha la possibilit pu trovarlo o allevarlo in proprio e nel caso di prelievo in natura bisogna prestare attenzione da
dove si preleva o meglio assicurarsi che lacqua non sia ricca di elementi patogeni, comunque sempre meglio lavare
abbondantemente il cibo raccolto in natura.
Artemia Salina
Questi crostacei d'acqua salata possono essere fatti nascere da uova essiccate, acquistati in un stato completamente
adulto (sempre in vendita nei negozi del settore).
Se si acquistano le uova di artemia una volta schiuse si possono allevare fino allo stadio adulto mediante appositi mangimi.
L'artemia salina appena schiusa si utilizza per alimentare gli avannotti, che traggono grande giovamento da questo tipo di
alimentazione.

Per quanto riguarda le regole di somministrazione, bisogna dire che i pesci possono essere alimentati pi volte al giorno ma
solo quanto riescono a mangiare in pochi minuti, in pratica bisogna assicurarsi che non resti cibo inutilizzato in vasca dato
che ci comporterebbe una alterazione dellacqua con un aumento delle sostanze in decomposizione. Inoltre cerchiamo di
non trascurarli e di essere abbastanza regolari nella somministrazione, anche se c chi consiglia un giorno di digiuno
settimanale nel quale si approfitta per effettuare la manutenzione dellacquario.
Le quattro regole dellalimentazione sono quindi: Qualit, Variet, Parsimonia e Regolarit

Manutenzione dell'acquario
Come molte altre cose nella vita, gli acquari hanno bisogno di manutenzione.
Anche se oggi con laiuto di nuovi materiali e tecnologie si sta cercando di ricreare ambienti autosufficienti, essendo
lacquario un "universo" chiuso e quindi incapace interagire con gli altri elementi della natura, tocca a noi ripristinare e
soprattutto mantenere un equilibrio biologico allinterno della vasca.
Le operazioni fondamentali per la manutenzione sono diverse e di diverso periodo di applicazione, esse sono ad esempio il
cambio parziale dacqua, misurazione dei valori dellacqua, pulizia del fondo, pulizia dei vetri, pulizia del filtro (lana perlon)
ecc.

Si consiglia di seguire il seguente schema completo per una corretta manutenzione dell'acquario.
Operazioni Giornaliere
Controllo temperatura
Controllo pesci
Controllo attrezzature
Operazioni Settimanali
Controllo valori chimico-fisici acqua
Eliminazione delle foglie morte
Pulizia dei vetri dell'acquario
Operazioni Quindicinali
Cambio parte acqua (15-20 % della capacit della vasca)
Pulizia incrostazioni lampade
Pulizia del fondo
Pulizia filtro (lana Perlon o spugne)
Ripristino del livello acqua (acqua ad osmosi)

Conclusione e consigli specifici


Questo articolo pu avere delle integrazioni o dei miglioramenti, ma il concetto di realizzare e allestire un acquario spero
sia ampiamente chiarito.
Si consiglia di usare prodotti conosciuti, sia per l'arredamento, sia per l'alimentazione, sia per la gestione totale
dell'acquario, non eccedete con l'alimentazione, inserire nell'illuminazione un timer per far si che sia anche per i pesci
notte e giorno, si ricorda che le piante hanno bisogno circa 10-12 ore di luce artificiale, mai quella naturale con raggi
diretti solari in quanto farebbero crescere le alghe.
Notate con attenzione ogni singolo cambiamento o trasformazione che avviene all'interno del vostro acquario, esso un
micro-cosmo dove esiste la vita, dove possiamo vedere e imparare che ogni essere importante ed ha le proprie esigenze
e le proprie necessit. Ogni animale v trattato con amore e rispetto cercando di dargli un ambiente adatto, anche perch
ricordiamocelo, non ha scelto lui di vivere in cattivit.

Il primo acquario
Questo articolo viene in aiuto a tutti coloro abbiano da poco un acquario o che magari sentono la voglia di intraprendere
questa bellissima esperienza.
Non mi metter certo a spiegarvi quali sono i vari tipi di filtri o di lampade, (per questo facciamo degli articoli specifici)
ma pi semplicemente le azioni che dobbiamo compiere e le fondamentali regole che dobbiamo apprendere per avere da
subito grandi soddisfazioni da questo hobby, senza dover spendere un patrimonio in accessoristica per lo pi inutile per le
vostre esigenze.

Partire con il piede giusto far si che la vostra passione per gli acquari possa soltanto crescere e non vi porti ad essere
anche voi come i molti, che dopo pi o meno brevi periodi mettono l'acquario in cantina.

Per chi intraprende questa esperienza per la prima volta, l'impatto iniziale con questo ambiente non davvero
incoraggiante.. vediamo perch:
* chi vede la cosa da esterno non fatica certo a capire che ormai per un neofita distrigarsi in questo mare di aziende che
propongono le loro teorie garantite al 100% abbastanza diverse le une dalle altre eppure tutte "apparentemente"
funzionanti, non davvero facile.. c' chi propone l'acquario detto "naturale", chi secondo natura, chi ottimale, chi
impostandolo come un giardino Zen, ecc.
* di sicuro anche tramite tutte queste teorie che sviluppano le aziende che oggi abbiamo cognizioni pi precise su come
impostare un acquario, ma come dicevamo, per il neofita, che per il 95% dei casi partir con il classico acquario industriale
di fascia media o bassa, sono le nozioni basilari che interessano.
Quindi, prima di tutto: la manualit, l'osservazione e la conoscenza di alcune semplici e sempre valide regolette
Perch non basta avere un impianto di CO2 per non avere le alghe in vasca, perch non esiste un buon fertilizzante se non
lo sappiamo dosare.....
Prima vi dovrete rendere conto che si possono avere acquari meravigliosi senza investire capitali.... poi deciderete voi
dove spendere i vostri soldi.

Comprare l'acquario
La regola che vi consiglia di scegliere per l'acquario pi grande possibile quantomai giusta, pi grande l'acquario meno
manutenzione richiede, meglio staranno i vostri pesci.
Scegliete vasche costruite in modo che permettano una facile manutenzione, migliori quelle spartane, Fate attenzione ad
alcuni tipi di filtri posizionabili a piacere che si attaccano al bordo superiore del telaio, una volta in acqua non presentano
una buona aderenza con il vetro ed alcuni pesci riescono ad entrarci senza per essere in grado poi di uscire, meglio i filtri
classici siliconati alla parete o i filtri esterni, che richiedono meno spese di manutenzione e sono pi personalizzabili, il
filtro inoltre, non deve possedere pompe da far "centrifugare" i pesci, per un acquario da 100 litri una pompa con la
portata di 150 litri orari ottima.
Fate attenzione ai vetri, non sono tutti uguali, guardando vasche di costruttori diversi ci accorgiamo che alcuni
costruiscono le vasche con vetri molto trasparenti e pregiati, ed alcune con dei vetri cos scuri che sembrano fondi di
bottiglia, l'acquario vi dovr durare per moltissimo tempo, quindi spendete un p di pi all'inizio per avere pi
soddisfazione in seguito.

Materiali filtranti
I filtri interni modulari e i filtri esterni li potete riempire cos:
Strato superiore lana di Perlon, da sostituire periodicamente, la potete comprare a prezzi stracciati!
Strato medio spugna, la dovrete lavare solo se intasata e solo in una bacinella con acqua dell'acquario.
Strato inferiore cannolicchi, non vanno mai lavati, se volete risparmiare un bel p vi consiglio di inserire del granulato di
rocce laviche o di tufo, di quelli usati per riempire i vasi da fiori
Se avete filtri a cartuccia caricati con sola spugna, li dovete lavare pi di frequente.

Illuminazione
Molto si discusso e si discute sull'illuminazione, io personalmente ho avuto una buona crescita delle piante sia con luci
fredde che calde.
Il mio gusto personale mi porta ad orientarmi verso luci con tonalit pi fredda, odio vedere i pesci e l'acquario tutto
giallo!

Chi compra un acquario, di sicuro lo trover gi completo di lampade, e potrei dire senza problemi che pi o meno oggi,
tutte svolgono egregiamente la loro funzione.
Unica nota, ricordatevi di cambiarle ogni 8-10 mesi, se sono 2 o pi, fate passare 3 settimane fra un cambio e l'altro.
Potrete risparmiare altri soldi mettendo neon di uso comune, ne potete anche scegliere la tonalit di colore.
Cercate di non avere una quantit di luce eccessiva in acquario, fino a che non avrete preso pratica nella conduzione della
vostra vasca e di qualche nozione in pi sull'acquario, non aumentate il numero di lampade.
La luce dovr rimanere accesa circa 10 ore al giorno (un timer vi far un buon servizio).

Preparazione del fondo


Una volta messo a dimora l'acquario si incomincia l'allestimento preparando il fondo, si metter quindi un piccolo strato di
sottofondo fertile per le piante (2 cm) e si coprir con della sabbia fine (evitate la ghiaia policroma) lo spessore totale
dovr essere da 5 a 7-8 cm, a seconda della grandezza dell'acquario, quindi non state a comprare enormi quantit di
sabbia.
Io consiglio inoltre per il sottofondo fertile, di non acquistare quelli troppo costosi, e possibilmente di non usare
sottofondi di torba.

Gli oggetti d'arredamento


Sassi e legni contribuiranno a creare il nostro ambiente, vanno bene i sassi non calcarei e dobbiamo fare attenzione a non
mettere legni di savana (li riconoscerete subito dato che da un lato sono scuri dall'altro chiari) vi coloreranno l'acqua con
una velocit estrema, se potete evitate i galeoni affondati, le rovine romane, i teschi, ecc (grazie) e sopratutto gli
aereatori che eliminano velocemente la CO2 dall'acqua.

L'acqua
Prima di decidere cosa allevare nel vostro acquario, porterete un p d'acqua del vostro rubinetto a far analizzare dal
negoziante che vi dir se tenera e acida o dura e alcalina.
Ricordate bene se vi si ammala un pesce non certo perch l'acqua del vostro acquario invece di essere a PH 6,8 a 7,5 o
se invece di avere il KH a 2 lo avete a 8, solo con pesci davvero impegnativi o per le riproduzioni si arriver a dover
calibrare con minuziosit questi valori.

Le piante
Piante di rapida crescita e di grande adattabilit ce ne sono davvero tante:
Higrophila polysperma, vesicularia dubyana, ceratopteris thalictroides, vallisneria asiatica, Egeria densa, Elodea
canadensis, Heteranthera zosterifolia, Hydrocotyle leucocephala, ecc.
Quindi non compreremo mai le nostre prime piante in base a quello che c' a disposizione in quel momento dal negoziante,
ma pretenderemo questo tipo di piante.
Ricordatevi di togliere le piante dal loro vasetto, di tagliargli le radici in modo che rimangano lunghe 1 cm e di ripulirle
bene dalle fibre del "pane" di coltura.
Inoltre per iniziare ne bastano poche, in breve tempo con le talee avremo riempito l'acquario.
State attenti alle piante con le foglie rosse, con poca illuminazione queste diventeranno inevitabilmente verdi.
Anche le piante che si usano per formare "prati" hanno bisogno di molte cure e di illuminazione, fra queste vi sconsiglio
vivamente le specie di Liaeopsis, piante molto carine e di frequente offerte in commercio, se non siete degli esperti
coltivatori faranno una brutta fine entro pochissimo tempo.
Se proprio non potete fare a meno di queste piccole piante, prendete delle Sagittaria subulata, di pi facile coltivazione.
Ricordatevi che le piante che acquistate sono coltivate emerse e nella vostra vasca perderanno le loro attuali foglie per
sostituirle con quelle sommerse.

Ricapitolando:
prepariamo il fondo, riempiamo l'acquario, ci inseriamo sassi e legni, inseriamo le piante ed aspettiamo una settimana per
vedere se le parti meccaniche funzionano a dovere, quindi siamo pronti per inserire i primi pesci.

I pesci -- (gioie e dolori)


La prima regola dell'acquariofilo di non mettere mai troppi pesci nel proprio acquario
Purtroppo anche la regola meno rispettata :-(((
Certo all'inizio avere il senso della quantit ideale non semplice, anche la regola di 1-2L di acqua per cm di pesce poco
precisa... infatti un Astronotus di 30cm non pu stare in un acquario da 30-60L.
Quindi se non avete un negoziante di fiducia compratevi qualche buon libro (anzi.. comprateli comunque).
I pesci andranno scelti con cognizione e non un esemplare di ogni specie... i "fritti misti" non sono belli da vedere, poche
specie robuste e nella giusta quantit.
Non assolutamente vero che un acquario con pochi esemplari per tante specie diverse sia bello da vedere, anzi, vero il
contrario!

Riprendendo una frase che il nostro amico Thunda ha postato nel forum, direi che:
"La bellezza di un pesce direttamente proporzionale alla sua incompatibilit nel proprio acquario"
Questo per far capire che dobbiamo offrire al nostri pesci un ambiente soddisfacente da ogni punto di vista compreso
quello che riguarda le relazioni con gli altri inquilini.
Un pesce che vive bene nel nostro acquario ci ripagher con un comportamento allegro e vivace, mostrer i suoi migliori
colori e sar molto pi difficilmente attaccabile dalle malattie.

Facciamo un esempio:
In un acquario da 100L oltre ai pulitori (5 Corydoras aeneus, 1 Crossocheylus siamensis, 1 Ancistrus spec.) potremmo
inserire un branco di 10 Rasbora heteromorpha, 6 Carnegiella strigata, e magari 1 coppia di Apistogramma cacatuoides.
In questo modo avremmo messo delle specie che non si vanno a scontrare di continuo ne per il carattere, ne per lo spazio
vitale, ne per il cibo:
Le Carnegiella vivono sotto il pelo dell'acqua, le Rasbore a mezz'acqua, i pulitori per lo pi sul fondo e come pesce "jolly" l'
Apistogramma cacatuoides che frequenter tutti gli strati dell'acqua, inoltre sono pesci con un carattere abbastanza
deciso da non farsi "fregare" il cibo dagli altri veloci inquilini durante i momenti del pasto.
Un acquario cos popolato con una buona vegetazione (non importante che sia formata da 20 specie di piante diverse..
anzi) sar di sicuro rilassante ed affascinante da vedere, le Rasbore che nuotano in branco e si esibiscono nelle loro
parate, le Carnegelle che dall'immobilit pi assoluta partono all'unisono in scatti fulminanti, ed il maschio di
A.cacatuoides che sempre a pinne spiegate corteggia la femmina per tutta la vasca.... capirete subito che un acquario cos
ovviamente dotato di senso logico e riesce a esprimere quel minimo di "naturalit" che ci si aspetta; perch anche
inconsapevolmente noi riusciamo immediatamente a percepire la senzazione di "apertura" e di "spazio" che un acquario
creato bene ci da, lo comprendiamo nel suo insieme e ci compiaciamo di questo.

Vediamo invece come di solito il principiante popola di pesci il suo acquario da 100L:
2 Carnegiella strigata, 2 Rasbora, 1 Brachydanio rerio, 1 Betta splendens, 3 Guppy, 1 Tricogaster, 2-3 Papiliochromis
ramirezi, 2 Black molly, 2 Xipho, 4 Paracheirodon innesi, 1 Scalare, 4 Barbus tetrazona, 2 Pelvicachromis pulcher, 1 Botia
macracantha, 2 Corydoras aeneus, 2 Corydoras julii, 1 Hypostomus plecostomus, ecc (questo finch va "bene".. a volte
rapito dalla bellezza di alcune specie capace di portarsi a casa dei pesci come l'Astronotus ocellatus, Neolamprologus
leleupi, Arcocenthrus nigrofasciatus, ecc.... immessi insieme agli altri pesci il disastro assicurato)
Un acquario popolato cos presenta questi difetti:
1) Ci saranno pesci che infastidiranno di continuo altri
2) Ci saranno pesci che mangeranno molto e altri che si dovranno accontentare
3) I pesci di branco tenuti da soli o in 2 diventeranno presto timidi e scorbutici
4) Il lato estetico pessimo, una grande confusione di forme e colori che si aggira senza senso per la vasca, non solo non
rende neppure quel minimo senso di naturalit all'ambiente, ma non fa neppure risaltare alcuni pesci rispetto ad altri.

Un acquario cos si ridurr presto ad una pozza maleodorante, troppi pesci metteranno in crisi il filtro e questo
accompagnato allo stress che gli stessi subiscono nella vasca porter a malattie e infestazioni di alghe, inoltre pesci
troppo delicati per un principiante (come i Papiliochromis ramirezi) avranno vita breve.. allora, per parare un p la
situazione, via con i medicinali, che da una parte curano i pesci e dall'altra uccidono la flora batterica, antialghe che
massacrano le piante e cos via.
Capite da voi che una volta entrati in questo "giro vizioso" difficile uscirne, anche perch vi aiuter solo ad aumentare la
confusione e vi far spendere soldi per prodotti di ogni genere di cui voi non dovreste avere il minimo bisogno.
Basterebbe organizzare l'acquario con un p pi di obbiettivit per escludere questi problemi e godere a pieno di questa
passione.

Come acquistarli
Per prima cosa compratevi un libro sugli acquari (possibilmente un bel libro) e iniziate a farvi un idea di come popolare poi
la vostra vasca con cognizione, senza andare a cercare specie di pesci troppo delicate..... (ne paghereste subito le
conseguenze)
Ricordatevi che neppure con 100 acquari riuscireste ad allevare il 10% delle specie di pesci reperibili sul mercato!
Quindi fate le vostre scelte senza troppi rimorsi per quei pesci che non potrete allevare.
Acquistate i pesci solo in negozi che presentino vasche di vendita ben pulite e curate, valutate bene la disponobilit del
negoziante di darvi consigli pi che di vendervi prodotti e non acquistate mai pesci che sono arrivati pochi giorni prima, si
potrebbero rilevare pesci troppi indeboliti o addirittura malati.
I pesci si devono presentare in buono stato, vivaci, con appetito e senza avere ventre incavato o macchie strane.
Un appunto sui Pecilidi ( Guppy, Velifere, Xypho, Black Molly ecc) che ritenuti pesci da principianti spesso riservano brutte
sorprese, sono pesci estremamente belli e commerciali, questo porta ad un loro sfruttamento iper-intensivo, ovviamente il
tutto si traduce in un indebolimento della specie e spesso li vediamo anche in vasca del negoziante in condizioni pessime,
sia per lo stress, che per presentare gi segni di malattie.
Se avete qualche conoscente a cui si sono riprodotti in vasca allora potete prenderli da lui, avendo almeno la garanzia di
pesci che non sono stati sottoposti ad eccessivi stress.
Attenzione anche alle bellissime Colisa lalia.
Come primi pesci io mi orienterei sui piccoli Ciprinidi ( Rasbora, Brachydanio, Barbus, Tanicthys ecc) escludendo per il
tetrazona o barbo "tigre" perch troppo aggressivo, anche i Caracidi sono molto belli e robusti e molte altre specie
ancora.
Anche in questa occasione un buon libro vi preserver da spiacevoli errori.
Un altro frequente errore di comprare i pesci cercando di risparmiare il pi possibile.... non che il concetto sia sbagliato,
ma il risparmio lo possiamo avere solo a pari qualit!!!
Ci sono negozianti che comprano pesci da allevamenti veramente professionali e li tengono in vasche che sono all'altezza
della situazione, se un pesce da loro costa qualche lira di pi, credetemi, le vale!!!

Come inserirli
Per inserire i pesci in vasca si procede cos:
Si mettono i pesci e l'acqua di trasporto in un contenitore, si fanno dei rabbocchi con l'acqua dell'acquario in piccole
quantit ogni 5 minuti in modo che i pesci si abituino alla temperatura e alle caratteristiche chimiche della nuova acqua,
dopo circa mezz'ora si prendono i pesci con un retino e si mettono in acquario, l'acqua del contenitore va buttata.

Inserirete per primi i cosidetti "mangiatori di alghe" fra cui: Ancistrus sp. e Crossocheylus siamensis, (gli Otocinclus sono
troppo delicati) questi pesci verranno nutriti per la prima volta dopo 3 giorni che sono in acquario e poi ogni 2 giorni e con
parsimonia., in questa maniera saranno spinti a nutrirsi delle prime alghe che si formano in vasca.
Dopo 10-15 giorni inserirete un piccolo gruppo di altri pesci e dopo altri dieci giorni un altro gruppo.
Questa pratica si usa per permettere alla flora batterica del filtro di far fronte al carico maggiore di sostanze di rifiuto,
inserire i pesci tutti insieme o dopo poco tempo farebbe collassare il nostro filtro con conseguenti problematiche.
Inoltre, i primi giorni potremmo avere degli sbalzi nei nitriti, ammoniaca,ecc, questo perfettamente normale.
Si consiglia di inserire anche un gruppo di 4-5 Corydoras (solo se sul fondo avete della sabbia fine) in modo che rovistino
di continuo nel fondo e lo tengano pulito dai piccoli avanzi di mangime.

Ai pesci offriamo 1-2 pasti al giorno con mangime di ottima qualit e solo quello che consumano in 2-3 minuti.
Non devono rimanere accumuli di mangime in vasca.
Purtroppo questa un altra delle regole che il neofita pi spesso infrange, accumuli di mangime nel nostro acquario
deterioreranno dopo poco l'acqua, con inevitabili conseguenze.

La vasca di quarantena
Invece di spendere soldi per misuratori di valori e attrezzi vari, potrete organizzarvi una vasca di quarantena.
Se potete, cercate di fare uno sforzo ed utilizzate questa pratica. Questo accessorio di fondamentale importanza sia
per chi inizia sia per chi gi esperto.
Pi di una volta molti acquariofili (me compreso) si sono trovati in situazioni critiche per aver sottovalutato la fase di
quarantena dei pesci.
Un pesce malato immesso dentro la vasca molto probabilmente contager anche gli altri.... il disastro assicurato!! in una
vasca di quarantena potremo impedire il contagio e medicare senza controindicazioni i nostri pesci.
Se pensate di spendere una cifra elevata per questa vasca vi sbagliate! possiamo utilizzare un qualsiasi contenitore di
plastica trasparente,dove inseriremo solo un riscaldatore se la temperatura ambiente fosse inferiore ai 20-22 gradi, un
piccolo aereatore per muovere e ossigenare l'acqua andr bene.
La luce non serve e la vasca la possiamo collocare anche nello stanzino.
Capirete presto quanto questa accortezza vi aiuti a prevenire problemi futuri e vi faccia risparmiare soldi in medicine e
prodotti vari.
Inoltre l'osservazione che dovrete fare dei pesci in quarantena sar un buon esercizio che vi risulter indispensabile per
il futuro.

La manutenzione
Cambiate il 20% d'acqua ogni 15 giorni, se allevate pochi pesci, ogni 30 giorni ne cambiate il 35%, questa operazione va
fatta di tutta calma senza causare grandi sbalzi di valori nell'acquario.
Ricordatevi che cambiare la minor percentuale d'acqua il pi spesso possibile un ottima accortezza, ma visto che spesso
molti dopo un periodo di tempo si stufano di questa operazione, ricordatevi almeno di cambiarla con le dosi e i tempi sopra
citati.
Cambiate i prefiltri (se ne hanno bisogno) il resto del filtro non lo dovete toccare mai a meno che non si intasi.
Per chi ha i filtri interni compatti con cartucce di spugna o materiali vari, li deve pulire pi di frequente.

Anidride Carbonica
Tramite impianti di diffusione di CO2 possiamo permettere alle nostre piante una migliore e pi rigogliosa crescita, ci
permette inoltre di regolare un p il valore di PH, ma solo se l'acqua abbastanza tenera.
Oggi il prezzo di questi accessori veramente alla portata di tutti, per chi avesse un acquario molto piccolo consiglio di
non comprare le bombole ad innesco, ma di autocostruirsele con una spesa quasi nulla!
Pu inoltre risolvere il problema della crescita delle piante in quegli acquari dove questa davvero stentata.
Sia comunque ben chiaro, che nemmeno questo uno strumento di importanza fondamentale per chi inizia o non ha
interesse a coltivare in modo superlativo piante anche difficili.
Al principio bene focalizzarsi di pi verso le normali operazioni di manutenzione e di osservazione che impostare in
maniera troppo meccanica un acquario.

Troppo spesso vediamo gente che chiede aiuto ai negozianti per svariati problemi, persone che alla luce dei fatti non
hanno mai praticato la dovuta, elementare, manutenzione e cura alla loro vasca, e magari hanno pi pesci del dovuto.
In questi casi, i prodotti di aiuto, hanno poca efficacia.
Chi cerca di avvicinarsi a questo Hobby, deve sapere che l'acquario non una macchina! e non si pu pretendere che
esistano dei prodotti in grado di correggere tutti i nostri errori di negligenza.
Ce ne sono alcuni che ci vengono in aiuto, ma niente sostituir l'impegno dell'acquariofilo.
Una attrezzatura perfetta non impedisce di avere situazioni spiacevoli.
Dico questo perch di gente che ha problemi con l'acquario ne ho sentita molta, e sempre costante la loro incapacit di
darti indicazioni aggiuntive per risalire al problema.
Questo si traduce in mancanza di attenta osservazione.... non si pu costruire un palazzo senza le fondamenta!
Ci sono acquariofili esperti che sanno vedere un pesce con un principio di malattia lontano un chilometro, se una pianta
anche solo leggermente sofferente, a colpo d'occhio se un acquario male impostato e mal funzionante.
Il vostro obbiettivo avvicinarvi il pi possibile a questa sensibilit, a quel punto sarete in grado di poter gestire ogni
tecnica senza il minimo rischio, con soddisfazione e senza dover mai maledire i soldi spesi.

Fertilizzanti e prodotti vari


I fertilizzanti vanno usati con estrema prudenza.. se leggete nelle indicazioni sulla scatola noterete che ci sono scritte
delle dosi, che per non tengono conto del fatto che voi abbiate un acquario con poche piante o con molte, con aggiunta di
CO2 o no, con acqua tenera o dura..... fattori che determinano l'assorbimento di tali sostanze da parte delle piante... a
questo punto avrete gia capito che in realt le indicazioni sulle quantit da usare che trovate scritte nelle scatole, sono
approssimative e solo leggermente indicative.
Iniziate a dare i fertilizzanti dopo 1-2 settimane dall'immissione delle piante e cominciate con 1/3 della dose consigliata
poi sta a voi vedere se aumentare o no, se le alghe dovessero prendere troppo campo, fate un cambio d'acqua e non
aggiungete il fertilizzante.
Di altri prodotti non ne avrete bisogno se nel vostro acquario avrete rispettato le regole che abbiamo visto sopra, se
proprio volete, potete aggiungere un p di biocondizionatore al cambio d'acqua.
Vi ricordo ancora una volta di usare piante molto adattabili e dalla crescita rapida!
Vi sconsiglio di spendere soldi per i ceppi di batteri, se inserite in acquario la giusta quantit di pesci e un p alla volta, i
batteri colonizzeranno il filtro da soli.
Questo non vuol dire che tutti i prodotti siano inutili (alcuni si), sono per da utilizzare solo in situazioni particolari.
E' sempre e comunque una ruota:
Potremmo infatti dare una mano al nostro filtro introducendo ceppi di batteri dopo una medicazione per qualche
malattia.... ma se abbiamo seguito diligentemente le regole basilari dell'acquariofilo, molto difficilmente avremo pesci
malati in vasca!
Fino a quando non avrete accumulato esperienza, non vi confondete ancora di pi le idee giocando a fare i "piccoli chimici",
se proprio volete, misurate il valore PH, ma non vi impressionate se invece che di essere a 7 a 7,6 i pesci non vi
moriranno di sicuro per questo!
Vi moriranno invece se sono costretti a vivere in un acqua poco pulita o in condizioni di stress eccessivo.
Potrete divertirvi anche a misurare le sostanze che se in esubero, sono dannose per l'acquario, come:
Nitriti, Nitrati, Ammoniaca ecc... ma se non avrete sovraffollato l'acquario, se non butterete quantit industriali di
mangime in vasca e farete i dovuti cambi d'acqua, queste saranno per voi problematiche assolutamente sconosciute.

Le alghe
Verdi, brune e nere a pennello, non sono un flagello cos terribile (a meno che non gli si permetta di invadere tutto) le
alghe sono molto simili alle piante e in tutti gli acquari sono presenti!
Si formano costantemente sul vetro, sulle foglie vecchie e sui materiali d'arredamento, anche quando le piante crescono
meravigliosamente, e tutti i valori sono positivi!
Non sar certo qualche alga a rovinarvi l'acquario ;-)
Non vi fate fuorviare da chi propone acquari prendendo esempio dalla natura e fa una lotta disperata alle alghe, basta
recarsi in un qualsiasi corso d'acqua per verificare che dove ci sono piante ci sono anche alghe...
La natura non va daccordo con alcune attuali teorie ;-)
Ancora una volta star al vostro buon senso non permettere che queste abbiano la meglio sulle piante, impostando
l'acquario come descritto sopra.
Chi invece non le vuol neppure vedere liberissimo di eliminarle con ogni mezzo (del tutto praticamente impossibile) ma
questo riguarder solo il proprio gusto personale e non certo le teorie di avere un acquario "naturale".

Cianobatteri
Chiamati anche volgarmente "alghe verdi-azzurre" si presentano come una patina mucillagginosa dal colore molto intenso
che avvolge praticamente tutto, possono portare un acquario al collasso in poco tempo.
Per combatterle troverete alcuni articoli nel sito, nella sezione Piante e Alghe

Conclusioni
Dar da mangiare ai pesci una volta al giorno, non sovraffollare la vasca, fare dei piccoli cambi d'acqua ogni 15 giorni con
l'acqua del vostro rubinetto (se vi organizzate con un tubo di gomma l'operazione sar estremamente semplice, veloce e
non sporcherete nulla) tutto quello che dovete fare per la manutenzione del vostro acquario..... ma lo dovete fare!!!
Possiamo dire con tranquillit che l'acquario tra gli hobby che richiedono pochissima spesa e manutenzione.
E come avrete capito, l'acquario, pi che di montagne di accessori, ha bisogno della vostra osservazione e buon gusto;
niente pu sostituire questo, pu invece fare fare la differenza fra un bravo acquariofilo naturalista ed uno che passer il
tempo dedicato al suo hobby a combattere con problematiche e malattie, di cui lui stesso permette l'insorgere.

Le mie esperienze sull'acquariofilia


Saluto tutti i lettori di questa pagina che non da certo consigli o idee per migliorare il proprio acquario, ma vuole soltanto
essere una pagina con le mie esperienze sull'acquariologia, hobby che ho appena iniziato comprando un piccolo acquario di
100 lt. circa, un anno fa.

il mio acquario

FONDO
Il fondo del mio acquario e costituito da un primo strato di ghiaia grossolana chiara e da un secondo strato costituito da
ghiaia pi fine di colore neutro, nei punti di allocazione delle piante vi anche del terriccio arricchito per facilitare la
crescita dei vegetali.

RISCALDAMENTO
Essendo il mio un piccolo acquario non utilizzo un potente sistema di riscaldamento accontentandomi solamente di una
resistenza a immersione e di un termostato installato nella parte opposta al gruppo riscaldante, nonostante la sobriet del
sistema sono soddisfatto e sembra che lo siano anche i pesci che non subiscono sbalzi di temperatura anche minimi
durante il cambio di stagione.
Essendo il mio un acquario che privilegia i pesci tropicali e indonesiani ho tarato il termostato ha una temperatura di 27,5
C.

Petitella georgiae

ILLUMINAZIONE
Per il fattore dell'illuminazione ho riscontrato dei piccoli inconvenienti, infatti dispongo di due tubi al neon Daylight che a
mio parere, nonostante diano una resa cromatica ottima, non hanno un effetto di crescita sulle piante che nel mio acquario
non sono particolarmente vigorose; per risolvere questo problema avrei intenzione di acquistare un tubo rosato che
dovrebbe avere un effetto benefico sulle piante.
un esemplare maschio di Betta splendens

FILTRO
Sul fatto del filtraggio ho un p di problemi: ho soltanto un piccolo filtro interno a motore che credo sostituir con un
modello pi potente, dato che il mio non riesce a filtrare efficacemente l'acqua (e per questo devo sifonare il fondo molto
frequentemente con un'apposita pompa).La pompa del filtro non ha una potenza sufficente, nonostante sia dichiarato di
avere una portata di 130 lt/h, ho in programma di acquistarne una nuova di almeno 150 lt/h o anche di 200 lt/h per
terminare definitivamente gli inconvienienti legati al filtraggio.

Un maschio di Colisa lalia var. "TanGuKen"

PIANTE
Nel mio acquario "coltivo" diverse piante sudafricane e Sudamericane che a mio parere sono tra le pi resistenti per gli
sbalzi di temperatura e il ciclo di luce errato: per la crescita delle piante dell'acquario (dopo numerosi tentativi) ho
raggiunto l'optimun con un ciclo di luce di 8 ore giornaliere comandate da un timer elettronico.
Le piante del mio acquario sono di quattro generi: coltivo 2 Ludwiga ascendens, che sono le meglio adattate dell'acquario;
tengo poi un Alternanthera reineckii che ho moltiplicato per talea, che secondo me la pi sicura tecnica di riproduzione
per le piante (ho provato con la tecnica della divisione di radice, ma con tutte le piante mi fallito e le nuove "nate" sono
marcite dopo soli pochi giorni). Nella mia vasca cresce poi un esemplare di Anubias barteri e un esemplare di Echinodorus
amazonicus.
Ho notato per che tutte queste piante sono a crescita lenta e dovr aspettare ancora prima di affermare di essere un
giardiniere acquatico.
Un maschio di Poecilia reticulata var "Cobra Giallo"

ALIMENTAZIONE DEI PESCI


"Un'alimentazione naturale diminuisce i rischi di contrarre una malattia", questa la conclusione a cui sono giunto dopo
numerose prove effettuate sugli abitanti del mio acquario, un alimentazione a base di Tubifex sembra che rinvigorisca le
pinne dei pesci quando esse sono sfilacciate, ho anche notato che il riso "paddy" dona una colorazione pi accesa del
normale sui pesci, in qualunque caso, per, anche i pesci sono pi scattanti e felici quando si nutrono di alimenti naturali.
Per gli avannotti ho scoperto una ricetta "miracolosa" che velocizza la crescita e rinforza le pinne:
Si prende un uovo e lo si fa sodo, dopo che esso si raffreddato lo si sguscia e si separa il tuorlo, questo viene
schiacciato o tritato facendo attenzione a separare bene i grumi, si passa poi in un colino per trattenere le parti pi
grosse, dopo averlo setacciato pronto per essere dato in pasto agli avannotti facendo attenzione a non darne troppo
perch inquinerebbe l'acqua, il tuorlo rimanente pu essere facilmente conservato in frigorifero.

maschio di Pterophyllum scalare var. "Koi"

I PESCI
Gli abitanti del mio acquario non appartengono tutti a uno stesso biotipo, ma arrivano dall' Orinoco e da Sumatra.
Ho in totale 29 pesci:
Un pesce combattente maschio e una femmina
Otto pesci neon neri che stanno sempre in un angolo e non si fanno mai vedere
Due Colisa lalia variet "TanGuKen" maschi che si rincorrono sempre
Sei Poecilia reticulata coda a velo che sono i pi scattanti e giocosi
Due scalari maschio e uno femmina nero
Tre esemplari di Petitella che sono i pi schivi e timidi tra tutti i pesci che possiedo
Due platy variet oro
Due Corydoras aeneus
Un pesce pulitore che continua a pulire il legno di mangrovia del mio acquario.

Il mio acquario da 30 litri

Saluto tutti coloro che hanno scelto di leggere questo mio umile articolo che non vuol essere certo una lezione su come
avviare, arredare e/o sistemare un acquario da 30lt, bens una piccola raccolta di osservazioni che ho fatto dal momento
in cui mi sono accostato a questo stupendo hobby facendomi regalare il mio primo acquario (appunto un 30lt) circa un anno
e mezzo fa, nella speranza che tali osservazioni possano tornare utili soprattutto a chi piacerebbe avvicinarsi a questo
stupendo mondo, ma ne rimane a debita distanza per i pi svariati e soliti motivi che non sto qui ad elencare.

Una piccola premessa: faccio riferimento al 30lt semplicemente perch tra gli acquari piccoli la taglia standard, ma non
ci sono problemi ad applicare tali osservazioni ad acquari ancora pi piccoli o a vasche di riproduzione (queste per
conterranno solo i pesci atti alla riproduzione).
Credo che il motivo principale per cui si sceglie un 30lt il poco spazio che occupa, ma il principiante che si accosta per la
prima volta allacquariofilia ignora o sa per averlo letto da qualche parte che tanto pi piccolo lacquario, tanto pi alta
la sensibilit alle variazioni dellequilibrio biologico al suo interno. Un conto per leggere, un conto tastare con mano la
realt delle cose ed lesperienza diretta che rende pratici. E un po come assettare una Ferrari per ottenere le migliori
prestazioni: si procede per tentativi.

IL FONDO

Lunico consiglio che mi sento di dare di abbinare al fondo ghiaioso o sabbioso un buon terriccio utile per il nutrimento
delle piante tramite le radici.
Per ci che concerne il fondo, la SABBIA unottima soluzione di praticit ed estetica; se si propende per la GHIAIA
consiglio di evitare grani di taglia media o grossa.
Per ci che mi riguarda, la prima volta abbinai una ghiaia policroma di taglia media ad un subfondo a grani pi grossi della
Sera con il pessimo risultato che, dopo poco, il fondo faceva da subfondo e viceversa pagando il prezzo, in termini di
estetica, della mia inesperienza.
Per ci che concerne invece il colore del fondo, consiglio di tenere conto della illuminazione nella vasca. Quello che vorrei
esprimere che regole fisse non possono esserci, ma cercate di fare scelte oculate tenendo conto delle esigenze delle
piante, dellarredamento che intendete introdurre nella vasca e dello sfondo che intendete utilizzare.
E ovvio che sabbie o ghiaie chiare (se non bianche) riflettono la luce molto pi di quelle scure, e possono cos creare dei
problemi ad alcuni pesci.

IL FILTRO

Sui filtri utilizzabili ed utilizzati esistono pubblicazioni esaudienti e quindi problemi non ne esistono.
Lunica incongruenza che ho riscontrato riguarda le teorie proposte al riguardo della PORTATA DELLA POMPA. Quella
che ho scelto di seguire (e che consiglio vivamente) di regolarla al doppio dei litri effettivi di acqua presenti nella vasca.
Nel mio 30lt, tolto larredamento, ho 23lt netti di acqua e dunque dovrei impostare la portata della pompa a 46 lt/h. Ho
detto dovrei, perch in realt le pompe vengono fabbricate con portate standard: basta scegliere quella che pi si
avvicina (possibilmente per eccesso) al conto eseguito.
Il discorso della portata della pompa legato essenzialmente al filtraggio biologico: una portata elevata pu permettere
un insufficiente lavoro dei batteri denitrificanti con relative conseguenze.
Inoltre, pi acqua passa nel filtro meccanico per unit di tempo, pi sudicio questo tende a bloccare con relativi
intasamenti frequenti e relative conseguenze inquinanti in vasca.
Io credo che un po di sporco in vasca non guasta, limportante il rispetto della salute dei pesci e delle piante. Se gli
ospiti di un acquario hanno colori belli e accesi, se mangiano con appetito, se sono frenetici nei loro giochi, beh, non
statevi a preoccupare pi di tanto: tutto funziona nel giusto verso.
Lultima osservazione da fare sulla portata duscita della pompa che le piante dacquario non gradiscono un veloce
movimento dellacqua e dunque, applicando la regola di cui sopra, si assolve anche a questa loro esigenza.

PIANTE E ALGHE

Le piante assolvono a importanti funzioni in un acquario: tramite la fotosintesi consumano CO2 (anidride carbonica)
fornendo ossigeno utile alla respirazione dei pesci; tramite le foglie si nutrono di una parte dellinquinamento prodotto in
vasca (non per questo per siamo esonerati dai nostri doveri); possono essere utili come nascondigli, per delimitare i limiti
stabiliti dai pesci territoriali o ai fini della riproduzione offrendo ripari per le uova, ancoraggi per nidi etc etc etc.
La prima osservazione che voglio fare e che vivamente consiglio di seguire sempre quella di creare un POLMONE
nellacquario di piante a media/rapida crescita. Questo fa si che lossigeno presente in acquario sia sempre ad un buon
livello e che una parte dei nitrati prodotti venga assorbita velocemente come nutrimento.
Nel mio 30lt ho provato diverse soluzioni utilizzando gruppetti di Egeria densa, LIimnophyla, Cabomba, Hygrophyla
difformis. Tutte belle piante, ma credo poco adatte ad un 30lt. Queste infatti crescono molto velocemente invadendo in
poco tempo lintero acquario; dunque vanno potate frequentemente e molte di loro, per non perdere le loro caratteristiche
estetiche, vanno ogni volta sradicate, potata la cima e ripiantarla nel fondo. Un lavoro che, vi assicuro, dopo un po di volte
viene a noia.
La soluzione che ho applicato nel mio acquario quella di piantare gruppi di Vallisneria spiralis, una pianta che necessita di
poca/media luce e che tende ha riprodursi con facilit, bella esteticamente e con una crescita media che soddisfa (se
piantata in numero sufficiente) alle mie esigenze. In pi ho inserito una Nymphaea lotus (molto bella la variet rossa) la
quale cresce in modo esagerato e invadente, ma oltre ad essere una bellissima pianta, ha una crescita media e per potarla
basta tagliare le foglie.

Un altro aspetto fondamentale per la concimazione delle piante limmissione della CO2 che consiglio di attuare sempre
oculando naturalmente la spesa. Questa assolve anche alla stabilizzazione del pH e della durezza temporanea dellacqua.
Il discorso delle ALGHE un po pi complicato da affrontare semplicemente perch dipende dai vari casi. Le uniche cose
che mi sento di dire al riguardo che pressoch impossibile non avere a che fare con loro: verdi, marroni, grigiastre,
patinose, pelose..queste sono quelle con cui mi sono ritrovato a fare i conti. I motivi per cui le alghe vengono fuori sono i
pi svariati tra i quali la luce che pu essere troppo intensa, di lunga durata, una gamma di frequenze errate o pi
semplicemente negligenza da parte nostra. Infatti il cambio regolare di una parte dellacqua fondamentale insieme alla
pulizia dei filtri. La causa principale dellesplosione delle alghe la presenza di troppi NITRATI e FOSFATI, eliminabili in
gran parte solo con il regolare cambio dellacqua.

Un amico mi ha regalato una dritta che io regalo a voi. Non so se sia vera questa cosa, ma le alghette verdi filamentose
che si formano sotto una forte luce sarebbero un toccasana per leliminazione dei composti azotati (NO2 e NO3). Il
consiglio dunque agevolarne la crescita mettendo magari un piccolo specchietto a pelo dacqua sotto la luce.
Sinceramente non ho mai provato anche perch queste alghette mi vengono fuori spontaneamente sulla parte superiore
(dove c proprio la luce) del vetro frontale del mio acquario e me ne guardo bene dalleliminarle.

Lultimo problemino di alghe che ho avuto lho risolto lasciando crescere la Nymphaea Lotus fino in superficie: la luce che
penetra cos minore e non ho pi riscontrato la presenza di quelle alghe grigiastre che tendono a formarsi sulle punte
delle foglie.

Lultima raccomandazione che sento di darvi a salvaguardia delle piante di non usare nella vasca medicinali per pesci e gli
alghicidi.

I PESCI

La scelta dei pesci da introdurre ovviamente soggettiva, ma sono due le osservazioni che mi sento di fare.
La prima che lutilizzo di almeno due Corydoras sia essenziale per avere un fondo sempre pulito: infatti, come noto,
questi pesci sono sempre alla ricerca di cibo sul fondo smuovendolo costantemente. In questa maniera lo sporco che tende
a depositarsi penetra tra la sabbia e di sicuro lestetica ne guadagna (ricordatevi che i Corydoras non possono vivere nel
ghiaietto policromo, pena la totale recisione dei suoi baffi con drammatiche conseguenze).
La seconda nota va al riguardo della eliminazione di alcuni tipi di alghe: infatti ci sono pesci fitofagi che le divorano. Tra
questi consiglio il Crossocheilus siamensis.
Per quel che mi riguarda nel mio 30lt allevo dei Betta splendens che ho fatto riprodurre proprio in questi giorni), dei
Guppy, Corydoras e un C. siamensis.
Ecco, questo quanto mi sono sentito di dire al riguardo della mia esperienza su di un 30lt. La mia unica premura che
queste osservazioni possano tornare utili in qualche modo a chi decide di prenderle in considerazione.
Ho cercato di trasmetterle tramite questo scritto con semplicit ed umilt.
Spero di esserci riuscito.

Saluto e ringrazio tutti coloro che hanno scelto di regalare la loro attenzione a questo mio articolo esortandoli a
comunicare le loro esperienze in qualche modo e a renderle pubbliche tramite questo sito..il nostro Sito, in aiuto a tutti
coloro che vorrebbero avvicinarsi allACQUARIOFILIA, ma ne sono spaventati e in aiuto a quei principianti che, davanti ai
primi inevitabili insuccessi, sono propensi a mollare scoraggiati.

Guida alla costruzione di un mobile per acquari

Tutto nato dalla voglia di avere un mobile robusto che rispondessealle mie esigenze e che pur essendo chiuso non
occupasse troppo spazio.Cos ho deciso di trasformare, anzi stravolgere la mia scrivania. Hoiniziato disegnando uno
schizzo che rendesse lidea tipo questo. Dellascrivania ho conservato solo il piano che aveva uno spessore di 3 cm.

Vista frontale
Vista dall'alto e vista laterale del particolare 9 (in basso al disegno)

Come avrete notato dalle foto il mobile completamente chiuso sia dietro che sotto
Scelta del legno
Prima di tutto scegliamo il materiale. Io hopreferito labete multistrato a tanti altri tipi di legno perch silavora bene ha
un prezzo contenuto e si trova in diversi spessori. Perla struttura esterna e le parti di appoggio(pannelli n1,2,3) ho
sceltouno spessore di 2,8 cm mentre per il resto uno spessore di 2,1cm.Questa una cosa del tutto indicativa poi ognuno
sceglie il legno chevuole. Lunica cosa che non va lasciata al caso la robustezza!Ricordatevi che deve reggere il peso
dellacquario pi lacqua e gliarredi. Per esempio io ho calcolato che il mio mobile deve resistereminimo a 100kg perch la
capacit della vasca di 70 litri. Questopeso lo dovete incrementare del 30% che sono gli arredi pi qualcheattrezzatura.

I materiali e gli attrezzi usati


-levigatrice orbitale (utile solo se usate legno grezzo)
-trapano con battuta
-fresa
-colla vinilica
-staffe ad L
-viti 3x2,1mm
-viti 3x1,8mm
-lapis
-metro
-spessori
-profilati di alluminio ad U
-2 cavalletti
-martello di gomma
-coppale da barche

Realizzazione
Primadi tutto facciamoci tagliare il legno dal falegname per avere dei taglisempre a 90gradi e ridurre cos le possibilit
di errorenellassemblaggio. Scartiamo il tutto per renderlo liscio con lalevigatrice orbitale che monta una carta
abbastanza fine. Soffiamo conil compressore per togliere la polvere.

Prendiamo il pianosuperiore(n1) e mettiamolo sui cavalletti con il lato che dovr staredentro rivolto verso lalto. Segnamo
con il lapis la posizione in cuidovranno stare i due pannelli laterali(n2). Fate proprio tutti icontorni per non stare a dover
rimisurare successivamente.Se voleteessere sicuri provate a "presentare" i due pannelli messi a 90 sulpiano. Adesso
segnate al centro dei contorni una riga di mezzadria efate su questa tre punti equidistanti. Riportate gli stessi segni
sulpannello laterale. Questi saranno i punti in cui dovremo forare perinserire i tre perni.Disponete la battuta del trapano
in modo tale cheil foro fatto sia profondo la met degli spessori. Fate i fori anchesui pannelli laterali.Adesso mettete la
colla vinilica nei fori einserite gli spessori. Spandete un po di colla sulla superficie cheavevamo disegnato con il lapis sul
piano e inserite i pannelli. Se trail piano e i pannelli rimane dello spazio aiutatevi con il martello digomma dando dei
colpetti su tutto lo spessore del pannello. Mettetealcune staffe sia allesterno che allinterno per fare in modo che idue
piani siano perfettamente a 90.
Lasciate seccare la colla per almeno 5 ore.
Unavolta seccato mettete le staffe ad L solo allinterno e a distanza di30/40 cm luna dallaltra.Adesso mettete il pannello
del retro(n7)sempre usando la colla e alcune staffe per garantire langolo retto.Unavolta seccato il tutto ponete altre
staffe sempre allinterno.Adessomettiamo la base(n8)ossia quella parte che pogger per terra usandosempre lo stesso
metodo.Gli spessori li ho usati solo per il piano eper le "gambe"perch sono quelli che devono fare da struttura per
poimettere tutto il resto e quindi pi precisi.Una volta che tutto eseccato ho controllato che non ci fossero punti dove
mancava la colla eho rifinito tutti gli angoli delle giunzioni con questa.
Ora facciamo i fori per i binari.

Ecco una foto:


Ne metteremo 4 perch ne servono 2 sopra e due sotto. Adesso non restache verniciare il tutto con della coppale da
barche resistenteallacqua. Stendetela bene e lasciatela asciugare per minimo 24 ore.Aquesto punto non ci resta che fare
un foro nei pannelli che faranno daporta(n6)con la fresa che nel mio caso era di diametro 36mm.Inseriremo poi le ante
nei profilati ad U una alla volta e inserendo leviti in questi facendole scorrere.

Il mobile che ho realizzato da finito ha queste misure


Altezza 75 cm
Larghezza 130 cm
Profondit 64 cm

Viricordo come sempre di fare molta attenzione alle mani sia quando usateil trapano che quando usate la levigatrice.Non
sono responsabile didanni a cose o persone derivanti da questo progetto.
Vi saluto e vi auguro un buon lavoro.

Il materiale di fondo

Rubrica risparmiare con l'ingegno: Ovverosia l'applicazione dell'ingegno dell'aquariofilo povero ma drogato di squame
colorate in crisi di astinenza

Questa volta la rubrica "risparmiare con l'ingegno" ci illustra come poter realizzare un buon fondo per le nostre vasche
(sopratutto di grandi dimensioni) risparmiando davvero molti soldi ed avendo un risultato visivo davvero appagante!

IL MATERIALE DI FONDO
Come materiale di fondo, al posto del classico ghiaietto, utilizzo la sabbia fina del fiume Po' (sabbia per intonaci)
facilmente reperibile in comodi sacchetti da 20 Kg. nelle rivendite di materiale edilizio...
Dopo l'acquisto versare la quantit necessaria per creare uno strato di 4-6 cm nella vs. vasca, in un grosso contenitore....
lontano dalle mogli o dalle mamme che di sabbia nel pavimento tirato a cera non ne vogliono nemmeno sentir parlare.....
Lavare accuratamente con acqua corrente muovendo la sabbia con le mani fino a quando l'acqua di scarto non risulta
trasparente....fatto...bene.. eccoci pronti (bollire la sabbia per sterilizzarla??? Fate pure se ne avete voglia) la sabbia pu
essere usata per il vostro acquario.
A questo punto mi chiederete, perch la sabbia???....La sabbia a mio avviso un ottimo materiale di fondo per le vasche in
generale e di seguito vi enuncio i pregi "molti" e i difetti della sabbia:
PREGI
* I minuscoli granelli creano un letto superficiale uniforme, in grado di impedire ai rifiuti organici (feci, avanzi di cibo,
parti di piante ecc...) di insinuarsi al suo interno come succede per il ghiaietto, facilitandone cos l'asportazione meccanica
e la successiva metabolizzazione da parte dei batteri nel filtro, evitandovi le faticose pulizie del fondo che
periodicamente vanno fatte al ghiaietto.
* Effetto scenico assicurato, provare per credere...e se proprio siete drogati di ghiaietto, mischiatelo con la sabbia ne
otterrete una mescolanza particolarmente gradevole alla vista.
* I ciclidi ospiti delle mie vasche e tutti gli altri ospiti provvisti di delicati barbigli (loricaridi, pimelodus ecc..) mi sono
stati infinitamente grati per aver usato la sabbia ...ripagandomi del piacere con lo spettacolo di vederli infilare la bocca
nella sabbia e sputare una fontanella di scintillanti granellini dalle branchie .....Il ghiaietto impedisce una corratta
setacciatura del materiale di fondo da parte dei pesci detritivori che si trovano in seria difficolt a setacciare una
superficie irregolare dura e a volte tagliente, in grado ferire la bocca e i delicati barbigli ; tali escoriazioni possono
diventare veicolo di malattie.

DIFETTI
* L'unico difetto che ho riscontrato che essendo molto volatile, la sabbia smossa dai pesci pu essere aspirata nel filto
dalla pompa e pu smerigliare l'alberino metallico che regge la girante magnetica, divorandolo lentamente; Per ovviare a
questo difetto io utilizzo nelle mie vasche delle pompe con l'alberino in ceramica, pi costose ma inattaccabili ed "eterne".
* Dimenticavo per gli appassionati di ciclidi nani, discus ecc...che hanno esigenze di acqua tenera senza dubbio utile fare
un controllo prima di inserire la sabbia nelle vostre vasche con l'acido, per verificare se contiene dei carbonati che si
possono sciogliere nella vs. acqua aumentandone la durezza.....come fare ...mettetevi dei guanti di gomma... prendete
"l'acido Muriatico" che non manca mai in casa e versatene alcune gocce sulla sabbia in un piccolo recipiente di plastica o di
vetro, se fa le bollicine sabbia calcarea :-( se invece non fa reazione chimica OK :-) .
Spesso questo tipo di sabbia leggermente calcarea, quindi adatta solo a vasche per pesci che vivono bene in acque dalla
durezza medio-alta.. il colore grigio della sabbia fa risaltare in maniera spettacolare la livrea di molte specie di ciclidi del
lago Tanganica, come ad esempio il Neolamprologus Pulcher-Daffodil.

Ora Vi saluto e vi do appuntamento alla prossima volta con l'arredamento della vasca.

Introduzione all'uso della CO2 in acquario

Carissimi amici,Si parla abbondantemente, su tutti gli organi del settore, dell'importanza che la CO2 (anidride carbonica)
riveste nel mondo acquariologico e sopratutto per la parte dulcacquicola.

E' doveroso precisare che questo gas fondamentale per la vita terrestre, ed acquatica, dato che contiene il carbonio,
ovvero l'elemento quantitativamente pi importante per la crescita della vita.

Nel nostro caso sono le piante che ne fanno il maggior uso estraendolo sopratutto, ma non solo, dalla CO2 disciolta, fin
quando ve ne traccia, ed quindi ovvio che una vasca che ne presenta una carenza, versi in condizioni quasi sempre
negative, specialmente per quanto riguarda le piante.
Un'altra caratteristica peculiare della CO2 quella di acidificare l'acqua e cio di abbassare il PH, cosa spesso molto
utile per l'allevamento di specie particolari o nelle riproduzioni.

Il motivo di grande evoluzione sul mercato di tutto ci che riguarda la CO2 sono le piante: gli acquari che ne sono ricchi, e
che quindi necessitano di grandi quantit di CO2, piacciono cos tanto che tutto il settore ne ha beneficiato e quindi sono
nate, oltre a serre per la produzione delle stesse anche in Italia, anche migliaia di prodotti nuovi: fertilizzanti, sabbie
speciali per l'attecchimento, lampade di qualit eccezionale per una corretta illuminazione, forbici da potatura di tutte le
forme, ed in oltre nuove tecniche d'allestimento, provenienti dall'oriente, che si ispirano alla cultura zen creando
magnifici giardini acquatici e chi pi ne ha pi ne metta. L''interesse cos aumentato che se ne potrebbe fare un settore
unico su cui discutere.
E siccome il settore "tira" ogni azienda ha rafforzato la parte dedicata bombardando con impianti a CO2 di tutti i tipi e in
tutte le salse fornendoci un'idea, a mio avviso, come se un acquario senza aggiunta di CO2 sia "out". Ecco a questo punto il
motivo di questo articolo: la CO2 in acquario c' sempre stata, la natura che ce la regala, non sbucata fuori dal nulla o
meglio, non un'invenzione di qualche ditta del settore, casomai il progresso ha aumentato le alternative tecniche per
produrla e diffonderla nell'acqua, aggiungendosi ai produttori naturali che sono i pesci, tramite la respirazione, le piante,
durante il periodo notturno, e parte dei batteri nitrificanti presenti nel filtro biologico.
Quindi......... obbligatorio inserire anidride carbonica in acquario ? Dobbiamo tutti correre ad acquistare un impianto ?
Certamente no, ma consigliabile se l'acqua d'acquario ne presenta una carenza. Quindi prima VERIFICARE, ed
eventualmente procedere di conseguenza. Farlo molto semplice e si pu procedere in due modi: acquistando l'apposito
test per CO2 o consultare la tabella sottostante, che non farina del mio sacco, ma l'ho ripresa da un buon libro del
settore:

kh/ph 6,4 6,6 6,8 7 7,2 7,4 7,6 7,8


aumentare KH 2 24 14,8 9,4 5,9 3,7 2,4 1,48 0,94
3 35 22 14 8,7 5,6 3,5 2,2 1,4
valori ottimali 4 47 30 18,7 11,9 7,5 4,7 3 1,87
5 59 37 23 14,7 9,3 5,9 3,7 2,3
abbassare KH 6 71 45 28 17,7 11,2 7,1 4,5 2,8
8 94 59 37 24 14,9 9,4 5,9 3,7

CO2 insufficiente

valore ottimale

troppa CO2

E' fondamentale considerare che il valore KH corretto (in acqua dolce) deve essere compreso tra 3 e 5, quindi se ne
deduce che i valori corretti di CO2 disciolti oscillano tra 10 - 25 mg/l.
E' bene precisare che i valori sopracitati soddisfano in maniera ottimale le esigenze di tutte le piante, in condizioni di
illuminazione buona e normale fertilizzazione. La dove si volesse avere un metabolismo delle piante accellerato con
aumento della crescita, incrementando l'intensit della luce (non le ore di illuminazione, che devono sempre essere min.10
max 12) e l'offerta di fertilizzanti, possibile aumentare anche la quantit di CO2 disciolta fino a quantit del 50%
superiori al consigliato.
Tutto ci si intende riservato ai pi esperti del settore, dato che la tabella di cui sopra ha sempre dato ottimi e
soddisfacenti risultati.
L'uso del carbone attivo come materiale filtrante in acquario

Questa nuova serie di brevi e coincisi articoli, che inizia con la descrizione di uno dei materiali filtranti pi usati nel
campo acquariologico, mira a fare chiarezza fra gli aspetti pi comuni dell ABC dellacquario, al fine di dare a quei gesti e
usi spesso automatizzati e di routine, una spiegazione logica e comprensibile.

Il carbone per uso acquariologico uno stretto parente del carbone per uso domestico, quello per le grigliate o il
barbecue per intenderci, ed frutto della parziale combustione di legnami specifici, spesso legno di cocco.
Si presenta di una colorazione nera e le forme pi consuete in commercio sono le scaglie e gli sticks (o granuli), con misure
varianti fra 1 e 10 mm. circa.
Il primo uso in acquariologia risale agli anni 20/30 e lintuizione venne ad un tale sig. K.Kramer il quale lo prelev da una
maschera antigas e lo aggiunse ai materiali filtranti del suo filtro apprezzandone subito le ineccepibili doti.
La caratteristica di questo materiale quella di attirare ed assorbire, processo favorito dalla struttura molecolare simile
ad una spugna, molte sostanze.
Nellaffermare questo e dobbligo considerare che esistono in commercio diverse qualit di carbone attivo, pi o meno
valide, e si differenziano tra loro per alcune caratteristiche fondamentali: forza di assorbimento, e capacit di non
alterare il pH dellacqua in cui agisce (caratteristica abbastanza rara comunque verificabile con un semplice test
appropriato).

Luso di questo materiale filtrante da consigliarsi in quattro casi in ordine di priorit:

1) al termine di trattamenti medicinali allo scopo di assorbire le rimanenze degli stessi spesso sottoforma di coloranti

2) quando si desidera eliminare sostanze coloranti nellacqua emesse da materiali darredo ad esempio legni di torbiera

3) quando si desidera un acqua estremamente priva di coloranti e cristallina.

4) quando per qualsiasi motivo non si in grado si fare il cambio parziale dellacqua

Il c.a. va posto in appositi contenitori di rete e posizionato allinterno del filtro come ultimo materiale filtrante, in modo
da ricevere unacqua prefiltrata e priva di particelle grossolane o medie.

Le quantit duso sono riportate sulle confezioni in commercio in rapporto al volume dacqua contenuto nellacquario.
I tempi duso e quindi di permanenza nel filtro sono i seguenti:
i primi 5-6 giorni viene sfruttato circa il 95% del potenziale assorbente per altri 20 giorni circa il c.a. assorbe ancora,
anche se in maniera veramente minima dopo 25 giorni circa tende a rimettere in circolo tutte le sostanze prima assorbite.
Quindi.ok per 5-6 giorni e poi va eliminato, chiaro ? questo importantantissimo !! mai scordarsi del c.a. nel filtro,
perlomeno per pi di 20/25 giorni, comunque 5-6 sono pi che sufficienti (tutte queste caratteristiche sono riscontrabili
su buona parte dei prodotti in commercio)

Esistono purtroppo anche le dolenti note ed questo il motivo per il quale scrivo volentieri questo articolo: il potere
assorbente di questo materiale ahim non di tipo selettivo, cio trattiene inquinanti non graditi allacquario, ma anche
sostanze molto importanti come vitamine, oligoelementi e fertilizzanti per piante, tutte sostanze da reintegrare al
termine di trattamenti con il materiale filtrante in questione e quindi vi riporto con attenzione ai quattro motivi utili gia
citati per cui usarlo.

Spero di essere stato daiuto e vi anticipo che il prossimo articolo parler di una azione spesso non gradita a chi ha un
acquario: il cambio dellacqua.
Semplici nozioni sulla chimica dell'acqua

Salve a tutti.
E mia intenzione dare, con questo articolo, la spiegazione scientifica di quei termini come pH e durezza dellacqua con
cui quotidianamente lacquariofilo si trova a che fare cercando di farlo con parole semplici, banali esempi ed introducendo
solo il minimo indispensabile delle nozioni di chimica utili allo scopo. Verranno utilizzate solo quelle semplici nozioni
scientifiche note credo a chiunque.
Iniziamo.
Le case sono costruzioni che luomo realizza in base alle necessit e ai vari gusti estetici, da qui la moltitudine degli edifici
al mondo.
Comunque sia, gli elementi fondamentali per la realizzazione di un edificio in generale sono il mattone e il cemento. Chiaro
e semplice, no? Bene.
Gli atomi non sono altro che i mattoni e le forze interatomiche (di natura attrattiva o repulsiva) sono il cemento, gli
edifici, ... tutto ci che ci circonda.
Vediamo allora come fatto un atomo tenendo presente che un po come il nostro sistema solare: vi il nucleo intorno al
quale ruotano su determinate orbite gli elettroni.
Andiamo per gradi.
Come detto abbiamo il nucleo al cui interno troviamo i protoni che sono dotati di carica elettrica positiva ed i neutroni i
quali non hanno carica elettrica, ma di questi ultimi non ci occuperemo affatto.
Fuori dal nucleo troviamo come gi accennato gli elettroni che sono dotati di carica negativa e ruotano attorno al nucleo
per effetto dellattrazione che proviene dai protoni.
Latomo elettricamente neutro, dunque il numero di protoni coincide con quello degli elettroni e viceversa.
Una molecola il legame tra atomi che mettono in comune tra loro opportuni elettroni i quali ruotano attorno a pi di un
nucleo contemporaneamente rispettando precise leggi chimiche difficili qui da spiegare.
A loro volta le molecole si possono legare tra loro sempre tramite gli elettroni.
Torniamo adesso allatomo.
Ipotiziamo di avere un atomo con 3 protoni e 3 elettroni: se per qualche motivo che non stiamo ad analizzare in questa
sede, perde almeno un elettrone allora latomo diventa uno ione positivo, se ne acquista uno invece diventa uno ione
negativo. Lo stesso discorso vale per una molecola.
Ora abbiamo le nozioni sufficienti per capire tranquillamente la definizione di pH.
Partiamo da un esempio: perch mettendo un po di sale da cucina nellacqua questo si scioglie? Perch lacqua ha il potere
di scindere i legami molecolari di molte sostanze.
La molecola del sale da cucina costituita dal legame tra uno ione di sodio (Na+) ed uno di cloro (Cl-). Tutto chiaro fino ad
ora?
Prendiamo ora un recipiente con dellacqua pura dentro e ce ne versiamo dellaltra.
Vi sconvolgo se vi dico che una parte dellacqua versata si sciolta nellacqua del recipiente? Ovviamente non mi serve
certo di versare altra acqua per spiegare quello che andremo a vedere tra un istante; solo un esempio paradossale utile,
credo, a rendere un po lidea.
Tutti sapete che lacqua pura a pH neutro; tutti sapete che la molecola dellacqua H2O.
Continuando adesso nel paradossale esempio, lacqua si scioglie nei due ioni (H+) e (OH-):

H2O(H+)+(OH-)

Credo tutti sappiate inoltre cosa sia la concentrazione grosso modo.


Se considero 1 la concentrazione dellacqua nellacqua, quella dello ione H+ nellacqua pari a 10^-7 = 0.0000001,
sempre.
Tralasciando la definizione matematica di logaritmo, il pH proprio il logaritmo in base 10 della concentrazione dello ione
H+ cambiato di segno:

Log 10^-7 = -7
pH = - Log [H+] = 7

La sigla pH non sono altro che le iniziali latine di peso idrogenionico.


Tutto il discorso visto stato riferito allacqua pura.
Se lacqua inquinata dalla presenza di altre sostanze in essa disciolte (sali, pesticidi, clorati etc), il pH pu assumere
valori compresi tra 0 e 14.
Nella fatti specie se il pH compreso tra 0 e 7 allora si dice che il pH acido; se compreso tra 7 e 14 il pH basico.
E da notare in fine che se il pH aumenta o diminuisce in modo lineare, la concentrazione dello ione H+ segue landamento
del pH di 10 in 10.
Per capire meglio
pH = 5 [H+] = 0.00001
pH = 6 [H+] = 0.000001
pH = 7 [H+] = 0.0000001
pH = 8 [H+] = 0.00000001
pH = 9 [H+] = 0.000000001

Come si evince,per sbalzi di 1 del pH,la concentrazione [H+] compie sbalzi 10 volte pi grandi o pi piccole rispetto al
precedente valore.
Ecco dunque spiegato nel dettaglio il concetto di pH

Parliamo ora della durezza dellacqua.


La durezza totale dovuta alla presenza in acqua degli ioni di calcio e di magnesio.
Essa viene misurata in gradi tedeschi:

1dGH = 10 mg/lt di CaO

vale a dire che un grado tedesco pari a 10 milligrammi per litro dacqua di ossido di calcio (CaO).
La durezza totale data da quella temporanea e da quella permanente.
La durezza temporanea dovuta al formarsi in acqua dei bicarbonati. Questi si formano dai legami tra anidride carbonica
La cosa importante e fondamentale da capire che il processo chimico di questi legami reversibile; da qui la definizione
di temporanea.
Reversibile vuol dire che tali bicarbonati si possono formare o sciogliere in base alla quantit di CO2 libera presente in
acqua; da qui si capisce leffetto tampone della CO2 e la relativa stabilizzazione del pH.
Dunque pH, durezza temporanea e CO2 sono strettamente legati tra loro ed esistono tabelle che forniscono i valori
precisi di queste grandezze in relazione tra loro.
La durezza permanente quella che non si pu eliminare facendo bollire lacqua: in tal caso infatti in acqua rimangono
varie sostanze come solfuri, nitrati e cloruri.
Ai nostri fini di acquariofili tale durezza non ricopre grande importanza.

Parliamo adesso della conducibilit.


Come abbiamo gi accennato nellacqua sono presenti ioni liberi. La conducibilit o conduttivit d una misura di questa
presenza. Lunit di misura il microSiemens.
Tale parametro pu esser utile conoscerlo per allevare e riprodurre determinati pesci come ad esempio i Discus e
coltivare determinate piante.

Spero di essere riuscito nellintento di dare qualche nozione tecnico-scientifica utile per capire il significato dei classici
termini in acquariofilia (CO2) e gli ioni di calcio e magnesio. La si misura in KH. .

Ammoniaca in Acquario

Il termine ammoniaca si riferisce a due specie chimiche che sono in equilibrio nellacqua (NH3, e lo ione ammonio NH4+,). I
Test dellammoniaca misurano solitamente l'ammoniaca totale (NH3 pi NH4+). La tossicit dellammoniaca soprattutto
attribuibile alla sua forma indissociata (NH3), in contrasto con lo ione ammonio (NH4+). In generale, la tossicit
dellammoniaca(NH3) tanto pi elevata quanto pi sono elevati i valori di pH. Tuttavia, i dati che abbiamo disponibili in
letteratura indicano che con valori di pH bassi necessaria meno ammoniaca per avere gli stessi effetti tossici. Per il
resto di questa discussione, ci riferiremo sempre allammoniaca nella sua forma indissociata.

La percentuale dammoniaca (NH3) aumenta in funzione del pH e della Temperatura.


Per un dato valore di pH e di temperatura, la percentuale di NH3 pu essere calcolata (EPA, 1999). Le percentuali di NH3
incrementano sia con i valori di temperatura sia con i valori di pH.

Alcuni valori relativi alla maggior parte dei pesci d'acqua dolce dacquario sono presentati in tabella.

percentuale di ammoniaca totale NH3


temperatura (c) pH 6,5 pH 7.0 pH 7.5 pH 8,0 pH 8,5
20 0.13 .40 1.24 3.32 11.2
25 0.18 .57 1.79 5.44 15.4
26 0.19 .61 1.89 5.76 16.2
27 0.21 .65 2.03 6.15 17.2
28 0.22 .70 2.19 6.61 18.3
29 0.24 .75 2.32 7.0 19.2
30 0.26 .81 2.51 7.52 20.4

La percentuale di NH3 legata al valore che assume il pH

Osservando la tabella 1 noterete che NH3 dipende molto dai valori che assume il pH e dai valori raggiunti di temperatura.
All'interno della gamma di pH indicato, un aumento di ununit di pH corrisponde ad un aumento di concentrazione di NH3
pari a circa 10 volte. EPA ha pubblicato i valori mortali delle concentrazioni acute(LC50) e croniche(LC20) per gli
organismi acquatici considerando:

- concentrazioni acute letali quelle in cui il 50 per cento degli animali di prova muoiono in un periodo di 4 giorni.

- concentrazioni croniche letali quelle in cui il 20 per cento degli animali di prova muoiono in un periodo di 30 giorni.

Altri studi hanno esaminato gli effetti dellammoniaca a concentrazioni letali pi basse concentrandosi su pesci
commestibili (trota, salmoni, ecc.). Fra i pesci commestibili, i salmonidi si sono rilevati i pi sensibili, cos i valori per questi
pesci sono stati pubblicati separatamente. I valori delle concentrazioni letali dellEPA sono presentati nei seguenti
termini:

- valori acuti, funzione del solo pH e non della temperatura.

- valori cronici, funzione di pH e di temperatura.

Entrambi sono espressi in termini di azoto ammoniacale (mg N-NH3/L). EPA suggerisce che i livelli acuti non devono
essere superati pi di una volta in tre anni per consentire al sistema di recuperare lo sforzo causato dall'inquinamento
d'ammoniaca.

Come diminuisce la temperatura ed i valori di pH, pi ammoniaca totale pu essere tollerata. E interessante tuttavia
notare che meno NH3 indissociata necessaria per essere mortale quando si hanno valori bassi di pH.

In tabella 2, sono riportati i valori acuti e cronici di concentrazione letale basati sui salmoni (EPA, 1999). Questi saranno
usati come guida di concentrazioni mortali per i pesci d'acquario. A causa del rapporto fra la temperatura e le percentuali
di NH3, si pu notare che pi ammoniaca totale pu essere tollerata con temperature basse (circa il doppio a 20 C).

Tabella 2. Concentrazioni mortali d'ammoniaca a 30 C. (funzione di pH e durata desposizione)

* Concentrazione letale di ammoniaca


pH durata
(mg N-NH3/L)
Totale(NH3/NH4+) NH3
4 giorni (LC50) 32.6 0.080
6.5
30 giorni (LC20) 2.46 0.006
4 giorni (LC50) 24.1 0.195
7.0
30 giorni (LC20) 2.18 0.018
4 giorni (LC50) 13.3 0.334
7.5
30 giorni (LC20) 1.61 0.040
4 giorni (LC50) 5.62 0.423
8.0
30 giorni (LC20) 0.897 0.067
4 giorni (LC50) 2.14 0.437
8.5
30 giorni (LC20) 0.401 0.082

* Le Concentrazioni letali a 4 giorni sono indipendenti dalla temperatura e riferite ad un valore di pH pari ad 8 mentre le
concentrazioni letali a 30 giorni sono riferite alla temperatura di 30C.

Come dovremmo interpretare questi valori?

In primo luogo, i valori importanti per noi sono lammoniaca totale, poich questa quantit misurata nei kit disponibili in
commercio, inoltre i test misurano i vari composti dellazoto, come azoto ammoniacale o NH3, azoto nitroso o NO2 -, e
azoto nitrico o NO3-, usando due scale ben distinte:

- la concentrazione dello ione azoto

- la concentrazione ionica.

La concentrazione espressa generalmente in ppm (parti per milione= 1mg/l). La concentrazione ionica scritta allora
come ppm di NH3, ppm di NO2, o ppm di NO3, mentre la concentrazione dello ione-azoto scritta come ppm di azoto
ammoniacale (N-NH3), ppm di azoto nitroso (N-NO2 - -), o ppm di azoto nitrico (N-NO3 -).

La differenza fra queste misure non difficile da capire, ma pu causare parecchia confusione perch non spesso
evidente a quali valori si riferiscono le misure dei test.

Riportiamo subito le trasformazioni per coloro che non desiderano conoscere i particolari:

[ N-NH3 ] (azoto ammoniacale) = 1.21 [ NH3 ] (ione ammoniaca) o [ NH3 ] = 0.83 [ N-NH3 ]
[ N-NO2 --] (azoto nitroso) = 3.29 [ NO2 --] (ione nitrito) o [ NO2 --] = 0.30 [N-NO2 --]
[ N-NO3 - ] (azoto nitrico) = 4.43 [ NO3 - ] (ione nitrato) o [ NO3 - ] = 0.23 [ N-NO3 - ]

Fatta questa doverosa parentesi, per fugare ogni dubbio interpretativo sui valori sopra riportati, noterete che meno
ammoniaca totale pu essere tollerata ad alti valori di pH. Questo perch la percentuale tossica di NH3 indissociata
aumenta col pH. Tuttavia, noterete che una minore concentrazione di NH3 pu essere tollerata con valori minori di pH.

In secondo luogo, che cosa pu accadere con queste concentrazioni: i pesci moriranno!

Per la maggior parte degli aquariofili, quindi, un margine supplementare di sicurezza suggerito per evitare la morte dei
pesci. Per i nostri scopi, quindi, rinomineremo le concentrazioni EPA come "concentrazioni mortali".

Dagli studi pubblicati, le concentrazioni acute prevedono una mortalit pari alla met degli animali esposti (nella
letteratura scientifica, questi valori sono chiamati LC50). Queste concentrazioni possono causare perdita dequilibrio,
iper eccitazione, incremento della respirazione, diminuzione nell'escrezione dellazoto attraverso la respirazione, per non
menzionare la morte. Le concentrazioni pi basse (concentrazioni croniche che in letteratura sono chiamate LC20)
prevedono una mortalit inferiore ma pari in ogni caso al 20 per cento degli animali esposti. In queste concentrazioni
l'ammoniaca ugualmente ha altri effetti che includono tassi di crescita ridotti, alterazione ai tessuti delle branchie con
danneggiamenti allapparato respiratorio, alterazione dellemoglobina o dei globuli rossi.

Poich questi ultimi valori sono dipendenti sia dalla temperatura sia dal pH, osserviamo che il peggiore dei casi si ha con la
temperatura dellacqua a 30 C e con un valore di pH pari a 8.5. Eventualmente, questo dovrebbe soddisfare quasi tutte le
condizioni d'acqua dolce dell'acquario. Ulteriormente, se riduciamo le concentrazioni pubblicate di un fattore pari a 10
avremo un margine di sicurezza. Possiamo cos concludere che, fatte le dovute trasformazioni da azoto ammoniacale( mg
N-NH3/L) ad ione ammoniaca (mg NH3/L), le concentrazioni acute dammoniaca totale non dovrebbero superare 0.25
mg/l, mentre le concentrazioni a pi lungo termine non dovrebbero superare 0.05 mg/l.

L'impianto ad osmosi inversa


Chiunque si interessi o si sia interessato di acquari, non pu non avere sentito pi volte citare lacqua RO, oppure lacqua
osmotizzata.
Termini che a volte ci lasciano alquanto sorpresi e che spesso ci complicano la vita.
Innanzi tutto partirei enunciando brevemente come funziona il principio dellOSMOSI.

Secondo il principio dell'osmosi due liquidi di diversa concentrazione salina separati da una membrana semipermeabile
tendono ad equilibrarsi naturalmente con il flusso della soluzione meno concentrata verso quella pi concentrata.

Perch allora Osmosi inversa ?


Lacqua viene costretta a percorrere inversamente delle membrane rispetto a come farebbe normalmente seguendo il
principio dellosmosi.
Il risultato di tale trattamento unacqua pura con conducibilit inferiore ai 2 microsiemens/cm senza alcun impiego di
rigeneranti e senza dunque alcun sottoprodotto inquinante.
Per acqua pura si intende priva di minerali disciolti che ne influenzano la durezza e di elementi quali cloro o altro.

Va precisato che il solo passaggio attraverso le suddette membrane, non sufficiente per eliminare certe sostanze che
anzi le danneggerebbero, il caso delle membrane in TFC .
Questo tipo di membrana ha un difetto ossia un'otturazione dei pori dovuta al cloro presente in acqua ed per questo che
gli impianti che ne fanno uso vengono dotati di un doppio pre filtro il primo prevalentemente meccanico con una dimensione
dei pori di 5 micron, il secondo a carbone attivo, con dimensioni dell'ordine di 10/12 micron...).
Questa tecnologia ha aperto e offerto grandi opportunit in molti settori, ed entrata prepotentemente anche nel mondo
dellacquariofilia.
Infatti, grazie ad unacqua diciamo pure vergine si ha la possibilit mediante opportune correzioni di ottenere
praticamente qualsiasi tipo di acqua e di replicare persino lacqua di mare.
Come ogni impianto di trasformazione ha i sui difetti, infatti il problema pi evidente di tale trattamento la resa.
Si pu dire che per ogni litro di acqua permeata (cio filtrata) si hanno 4 litri di scarto (questo nella maggior parte degli
impianti) e di questi tempi buttare letteralmente tanta acqua potrebbe essere controproducente.

Eccovi una foto di un tipico impianto per losmosi inversa:

sotto sono visibili i due filtri a cartuccia e sopra la membrana filtrante.

Riassumendo ecco uno schema molto semplice su come funziona il principio dellosmosi (disegno sotto) e dellapplicazione di
tale principio nellosmosi inversa.
come si pu vedere nellosmosi inversa perch avvenga il passaggio attraverso la membrana necessaria una pressione che
spinga lacqua .
Questa, non altro che la normale pressione di esercizio che tutti gli impianti di distribuzione dellacqua potabile
possiedono, va detto anche che la resa dellimpianto ad osmosi inversa molto influenzata da tale pressione ed buona
norma assicurarsi che il rendimento indicato dal costruttore sia stato ottenuto con valori prossimi a quelli che si hanno a
disposizione nel nostro impianto di acqua potabile.

In commercio si trovano molti impianti per la depurazione dellacqua mediante osmosi inversa.
Hanno caratteristiche che dipendono da quanta acqua possono produrre, poche decine di litri al giorno oppure migliaia nel
caso di impianti industriali.
Il principio viene sfruttato pure nellambito domestico, per la produzione di acqua gasata da consumare normalmente a
tavola.
Non confondiamo un sistema per la produzione di acqua RO con gli addolcitori, solitamente questi sono filtri caricati con
apposite resine, aventi la funzione di addolcire lacqua eliminando alcuni carbonati che caratterizzano appunto la durezza
dellacqua.
La scelta di un impianto per la filtrazione dellacqua sicuramente influenzata dal costo ma deve essere tenuta in
considerazione anche la capacit di produzione giornaliera ed alcune caratteristiche tecniche (materiali di costruzione
delle membrane e prefiltri).
Non confondiamo poi lacqua Ro con l'acqua distillata, quastultima infatti non viene ottenuta tramite filtraggio attraverso
resine o membrane, ma con processo di distillazione facendo bollire l'acqua e raccogliendone il vapore che verr fatto
condensare tramite un circuito di raffreddamento, le goccioline ottenute costituisco l'acqua distillata che tecnicamente
pura anche piu' di quella Ro.

L'acqua che comunemente si trova nei supermercati per il ferro da stiro non acqua distillata ma demineralizzata tramite
filtraggio con resine anioniche e cationiche. Anche l'acqua cosi ottenuta non sarebbe male ma il problema che le resine
tendono ad esaurirsi e col tempo diminuiscono il loro potere, quindi non potendo essere sicuri della qualit del filtraggio
meglio non farne uso!!!

Prefiltri
I prefiltri sono dei contenitori dove vengono alloggiate delle cartucce intercambiabili di diverso materiale e capacit
filtrante.
Ecco un esempio di come possono essere:
a questo indirizzo potete trovare informazioni sulla tipologia del contenitore e le misure tecniche di ingombro.
Le cartucce possono svolgere una funzione meccanica o chimica, esistono con capacit filtrante fino a 5 micron, oppure
semplici contenitori vuoti dove mettere carbone o resine a seconda delle necessit.
Qui possibile trovare una vasta tipologia di cartucce filtranti: da queste pagine si deduce, che sarebbe possibile crearsi
un proprio filtro personalizzato anche da utilizzare come parte integrante di un filtro esterno.
Membrane
Queste membrane possono essere costruite con diversi materiali tra cui :
"TFC" (Thin film composite) che un tipo di membrana e differisce dalla "CTA" (triacetato di cellulosa), queste ultime
sono + economiche e presentano percentuali di reiezione + basse alle altre (per reiezione s'intende la percentuale di ioni
trattenuti dalla membrana) le TFC invece sono + costose ma hanno il vantaggio di trattenere anche buona parte dei
batteri(addirittura il 99%).
Necessitano di periodiche sostituzioni in funzione del loro utilizzo, esistono in commercio prodotti per la pulizia e il
mantenimento corretto.

Uso dellimpianto RO
Limpianto di depurazione ad osmosi inversa, viene collegato alla rete idrica delle nostre abitazioni, il collegamento
semplicissimo, lo si pu effettuare con le normali prese dellacqua oppure con riduttori solitamente forniti dal
costruttore.
Va prevista una tanica per raccogliere il permeato (acqua filtrata) ed uno scarico ove limpianto elimini lo scarto (acqua
con unalta concentrazione di sali).
Per quanto riguarda poi il funzionamento e i litri prodotti questo dipende da alcuni fattori quali la pressione in entrata (di
solito il minimo 2 bar) e la temperatura di esercizio.
Tanto pi alta sar la pressione in entrata (ovviamente nel limite consentito dall'impianto) tanto maggiore sar la quantit
prodotta di acqua Ro oltre che di qualit superiore.

Riccia-weight: peso fai-da-te per tenere la riccia sul fondo

Avete mai utilizzato della riccia in acquario? Se la risposta affermativa, sicuramente vi sarete imbattuti nel mio stesso
problema: quello di riuscire ad ancorare la riccia al fondo dellacquario senza vederla galleggiare nuovamente dopo pochi
giorni. Con questo articolo vogliamo svelarvi un nuovo metodo per ancorare la riccia al fondo della vasca. Si chiama "riccia-
weight".

Andiamo a ritroso e partiamo dal risultato finale della vasca, cio questo:
E da ultimo questo:

Questo invece il dettaglio della vasca appena allestita:


E questo il dettaglio delloggetto da me inventato:

E' costituito da una barretta cilindrica di acciaio inox, piegata in questa forma. Niente di speciale, ma rende lidea. Stavo
lavorando su qualcosa del genere da circa 2 anni e finalmente ho trovato loggetto che funziona!

Come si costruisce? Basta comprare alcune di quelle barrette (3 mm di diametro) e tagliarla della lunghezza desiderata,
smussando le estremit con uno smeriglio. Poi si prendono due viti da legno di grandi dimensioni come da illustrazione
(quelle utilizzate da me erano di dimensioni 7x50mm)

e un tagliere di legno molto spesso (va bene anche quello che usate per tagliare la carne), come questo che ho utilizzato io
(38x28x6 cm):
Ora forate il tagliere con due buchi di diametro pi piccolo rispetto alle due viti (un diametro dei fori di circa 4mm
dovrebbe andare bene). Le viti tra loro devono avere una distanza uguale a quella del diametro della barretta di acciaio
(3mm), quindi quando fate i buchi dovete cercare di essere particolarmente precisi. A questo punto avvitate le viti nel
legno ponendole molto in profondit, in modo che siano ben ancorate. Adesso potete iniziare a piegare la barretta.
Mettete un'estremit della barretta metallica tra le due viti ed iniziate a piegare, (se trovate difficolt potete usare
qualcosa per aiutarvi, come una pinza). Con un po' di pratica riuscirete a piegare la barretta a vostro piacimento.
Come potete vedere nella foto, ho tagliato lestremit superiore di una delle due viti per aiutarmi a piegare meglio, infatti
questa la vite sulla quale normalmente piego la barretta:

Una volta che abbiamo un numero sufficiente di barrette cos modificate, il passo successivo molto semplice. Basta
prendere dei pezzi di riccia e spargerli nellacquario, lasciandoli galleggiare nellacqua. Appena inizia a crescere, tagliatela
e spargetela nuovamente (lasciandola crescere ancora) fino a quando la riccia riempie lintera superficie dellacqua
(dipende dalla luce, dalla quantit di CO2 e dalla fertilizzazione - con me partendo da una piccola piantina ha impiegato
circa 3 settimane). A questo punto ora di piantare il tutto. Iniziate raggruppando un po' di riccia in un angolo del fondo
dellacquario e appoggiateci sopra la barretta, utilizzata come peso. Piantate la riccia nella ghiaia...ed il gioco fatto. Mi ci
sono voluti circa 20 minuti (se mi ricordo bene) per piantare tutta la riccia che vedete nella foto. E mi ci sono voluti
solamente 15 giorni dal giorno in cui ho piantato la riccia con il mio metodo, per avere i risultati che vedete nella prima
foto. Difficilmente si riescono ad ottenere simili risultati con altri stratagemmi.
Questo articolo stato tradotto da Virgilio su gentile concessione di Wolfgang Amri e Birgit
(http://www.naturaquarium.at/ ) che hanno fornito i testi originali e le foto.

- A -

ACIDO - Gli acidi sono composti chimici di reattivit spesso elevata, caratterizzati, dalla capacit di cedere protoni o di
interagire con doppietti elettronici disponibili. L'acidit (o basicit) di soluzioni acquose si misura di solito mediante il
cosiddetto pH, numero compreso tra 1 e 14 . Ad un pH 7 corrisponde una soluzione neutra, un pH < 7 denota acidit ,
invece un pH > 7 denota basicit

ACQUA DEIONIZZATA - Acqua da cui sono stati rimossi la maggior parte dei sali ionici disciolti

AEROBICO-Indica un organismo animale o vegetale che utilizza lossigeno dellaria o dellacqua per produrre lenergia
necessaria .

AGAMICA - forma di propagazione senza fecondazione, senza gameti.

ALCALINITA - una caratteristica dell'acqua che le viene impartita prevalentemente dal suo contenuto in carbonati,
bicarbonati e idrossidi

ALGHE KLAMATH - Le Klamath hanno una dotazione completa di vitamine, minerali, aminoacidi liberi e in catena proteica,
enzimi, pigmenti e acidi grassi essenziali, nella forma maggiormente biodisponibile e in una sinergia che conferisce a
queste microalghe evidenti propriet nutriterapiche.

AMMONIACA - un gas con formula no3 dal caratteristico odore,si trova in tracce minime nell'aria e nelle esalazioni
vulcaniche; si forma, anche, nella putrefazione delle sostanze organiche.

ANABANTIDI - Famiglia di pesci Labirintici, propri delle acque dolci e salmastre dell'India, dell'Indonesia, della Cina e
dell'Africa equatoriale. Posseggono una cavit branchiale prolungata verso l'alto e all'indietro in un sacco soprabranchiale
contenente un insieme di lamelle a disposizione labirintica.
Tale organo permette loro di respirare aria tmosferica, tanto che alcune specie possono addirittura uscire fuori
dall'acqua, caratteristico il nido formato da bolle di schiuma e parti vegetali. Fanno parte di questa famiglia i betta
splendens,i colisa ,i trichogaster

ANAEROBICO - Microrganismo che non necessita di ossigeno per le sue funzioni vitali e che addirittura non pu vivere in
presenza di ossigeno

ANIDRIDE CARBONICA (CO2) - L'anidride carbonica un gas incolore, inodore e insapore, pi pesante dell'aria, che si
forma in tutti i processi di combustione, respirazione, decomposizione di materiale organico, per ossidazione totale del
carbonio. indispensabile alla vita vegetale (fotosintesi clorofilliana) ed praticamente inerte.

ANOSSIA - scomparsa totale dellossigeno dallambiente.

ANTENNE - organi sensoriali dei crostacei corrispondenti al secondo paio di appendici del capo. Sono precedute dalle
antennule.

ANTIMICROBICO - Agisce contro i microrganismi come batteri, lieviti, funghi


APODO - animale privo di zampe.

AUTOTOMIA - possibilit da parte di un organismo di distaccare una parte del proprio corpo per distrarre i predatori
durante un attacco.

AUTOTROFIA - propriet di alcuni organismi di nutrirsi, partendo da sostanze inorganiche: caratteristica di tutte le
piante verdi.

ASTAXANTINA - un carotenoide di origine naturale con attivit antiossidante quattro volte superiore alla luteina,
dieci volte superiore al betacarotene e da cento a cinquecento volte rispetto alla vitamina E

ATERINIDI - Famiglia di pesci gregari di dimensioni solitamente modeste, ampiamente distribuiti nelle acque tropicali e
temperate. Gli individui delle specie ascritte a questa famiglia, si riuniscono in branchi molto consistenti numericamente, e
per l'importanza che esprimono come biomassa, rivestono un ruolo primario nell'ambito delle catene trofiche marine,
lacustri e di acque salmastre. Numerose le specie di acqua temperata ma per lacquariofilo tropicale riveste molta
importanza il genere Melanotaenia
- B -

BATTERI E/O MICRORGANISMI - Sono microrganismi unicellulari, invisibili ad occhio nudo, che possono presentarsi
sotto tre forme caratteristiche: cilindrica (bacilli), sferica (cocchi) e ad elica (spirilli). Si riproducono generalmente per
scissione e si alimentano di sostanze solubili, le uniche che riescono a passare attraverso la membrana cellulare
semipermeabile che li contorna. I batteri sono praticamente diffusi in natura (aria, acqua e suolo), ovunque sia presente
dell'acqua.

BARBIGLI - Appendici a forma di tentacolo situate sotto la bocca di alcuni Pesci. Hanno funzione tattile.

BENTONICO - Detto di organismo vivente in stretta prossimit e dipendenza del fondo acquatico

BIODIVERSITA - linsieme delle specie viventi esistenti, che nella sua molteplicit rappresenta il patrimonio genetico
utile alla vita sul nostro pianeta, e prezioso in quanto tale, perch pi vario, migliore sono le risposte degli ecosistemi al
proprio adattamento biologico nelle diverse situazioni geografiche e climatiche

BIOINDICATORI - od indicatori biologici sono componenti biotiche (piante od animali), che vengono utilizzate per il
monitoraggio di precise caratteristiche di un ambiente. Generalmente un bioindicatore una specie, dalla cui presenza od
assenza possibile dedurre una specifica caratteristica di un ecosistema.

BIOTOPO - spazio o luogo occupato da una comunit di organismi viventi, che offre determinate caratteristiche fisico-
chimico-climatiche.

BISSO - Insieme di filamenti di natura proteica prodotti da una ghiandola situata nel piede dei Bivalvi e utilizzati per
l'ancoraggio

BUFOTENINA - prodotto di secrezione sierosa delle ghiandole cutanee dei rospi "Bufo vulgaris" e "Bufo marinus" nonch
di alcune variet di pesci palla dell'ordine dei "Tetradontiformes", estremamente tossico ed equiparabile all'acido
lisergico

- C -

CARACIDI - Famiglia di pesci che conta numerosi generi con oltre 1200 specie,numerose le specie sud-americane ma pure
africane e asiatiche In generale sono pesci pacifici che amano vivere in branco, con qualche eccezione. Nel complesso la
famiglia dei Caracidi quanto di meglio si possa desiderare in fatto di colori, robustezza, dimensioni (da 5cm a 70cm). I
Caracidi sono tutti ovipari (depongono uova), ma la riproduzione alquanto difficile in acquario. Fra le specie ricordiamo i
Thayeria,hyphessobrycon,hemigrammus,hasemania,para cheirodon,monkhausia.

CARAPACE - duplicatura cutanea che riveste il cefalotorace dei crostacei | scudo dorsale delle tartarughe

CARBONE ATTIVO - carbone artificiale usato in polvere o in bastoncini o sferette di piccole dimensioni, il cui potere di
assorbimento viene aumentato con particolari trattamenti.

CEFALOTORACE - Porzione del corpo apparentemente compatta, formata dal capo e dai segmenti toracici ricoperti dal
carapace.

CELOMA - Termine con cui si designa in tutti gli invertebrati la cavit interna del corpo.
CHERATINA - Sono proteine fibrose naturali che si trovano nei vertebrati. Contengono tutti i pi comuni amminoacidi

CHITINA - sostanza cornea composta da un polisaccaride ( simile a delle unghia ) che forma i denti della radula e
strutture accessorie della massa buccale.

CIANOBATTERI - sono batteri fotosintetici, produttori di ossigeno, chiamati anche alghe azzurre o blu-verdi; il loro
colore varia a causa della presenza di pigmenti accessori

CICLIDI - Famiglia di pesci , comprendente moltissime specie di aspetto e costumi vari, viventi nelle acque dolci e
salmastre dell'America Centrale e Meridionale, delle Indie Occidentali, dell'Africa, del Madagascar e dell'India. Lunghi
da pochi centimetri sino ad 80 centimetri, hanno forma molto varia, da discoidale ad affusolata, colorazione molto bella,
un'unica pinna dorsale anteriormente spinosa, la pinna anale pi o meno sviluppata, Depongono le uova in una sorta di nido,
talvolta sorvegliato dalla femmina, ma pi spesso dal maschio.In certe specie, invece, l'uno o l'altro sesso tiene le uova in
bocca sino alla loro schiusa, mantenendo nel frattempo il pi stretto digiuno. Per lacquariofilo la divisione geografica pi
conosciuta sono le specie americane di cui fanno parte i noti pesci:discus,scalari,apistogramma,ciclasoma,ostron
otus,geophagus e larea geografica africana a cui fanno parte:aulonacara,hemicromis,julidochromis,pseudotr
opheus,pelvicachromis. Caratteristici e molto apprezzati in particolare i ciclidi dei laghi africani Malawi e Tanganica.

CIPRINIDI - Famiglia di pesci che conta 3 sottofamiglie e in tutto contano 2000 specie,la forma del corpo pu essere
snella, come tozza, in base allambiente naturale dove vivono,le dimensioni variano da 3 cm a oltre 2 metri. Tutti i ciprinidi
disperdono le uova e in genere non svolgono le cure parenterali. Ricordiamo che fanno parte di questa famiglia i barbus,le
rasbore,i brachidanio e il carassius etc.

- D -

DIADROMA - Si dice di specie che vive sia in acqua dolce che in acqua salata

DITTERI - sono insetti olometaboli diffusi in tutte le regioni della Terra e costituiscono uno degli ordini maggiori degli
Insetti. Essi colonizzano quasi tutti gli ambienti ,gli adulti conducono vita aerea, mentre gli stadi larvali di molte specie
sono acquatici.

DUREZZA DELL'ACQUA - Quantit di sali di metalli alcalino-terrosi, in particolare bicarbonati e solfati di calcio e di
magnesio, presenti in soluzione nell'acqua.
- E -

ENDEMISMI - Specie che, risultando assenti in altre zone, costituiscono l'elemento pi esclusivo della flora di un certo
ambiente

ELOFITE - comprende piante dei luoghi paludosi con gemme perennanti immerse.

EPIFITI - Organismi vegetali viventi su substrati e su altri organismi vegetali o animali senza esserne parassiti.

ETEROTROFIA - la propriet caratteristica di tutti gli animali e dei funghi di costruire le sostanze organiche del proprio
corpo partendo da sostanze organiche gi elaborate da organismi autotrofi.

ERMAFRODITISMO - Coesistenza nel medesimo individuo dei caratteri sessuali dei due sessi.

EUCARIOTI - micro organismi con organizzazione cellulare complessa,


nucleo racchiuso dalla membrana nucleare

EVOLUZIONE - Complesso delle modifiche e degli adattamenti che un organismo vivente subisce per meglio prosperare e
vivere nellambiente nel quale si trova.
- F -

FANGHI ATTIVI - fanghiglia costituita da colonie di microrganismi aerobi, i quali si nutrono delle sostanze organiche
contenute nel liquido stesso, depurandolo.

FOSFATI - (Ioni di fosforo) in acque incontaminate i fosfati si trovano soltanto in tracce perch alghe e piante lo
assorbono velocemente per questa ragione i fosfati, che sono una sostanza nutritiva essenziale per la crescita vegetale,
sono pi frequentemente del nitrato un fattore limitante, leutrofizzazione delle acque causata in prima linea
dallaumento dei fosfati.
FOTOPERIODISMO - Le risposte fisiologiche di un organismo allalternarsi della notte e del giorno.

FOTOSINTESI CLOROFILLIANA - La pi importante funzione di nutrizione delle piante autotrofe, mediante la quale
l'anidride carbonica e l'acqua vengono trasformate nei composti organici costituenti la materia vivente (zuccheri, amidi
ecc.) per l'intervento dell'energia luminosa trasformata dalla clorofilla in energia chimica

FREGOLA - stato di intensa attivit motoria ed irrequietezza tipico di parecchi animali, soprattutto pesci, durante il
periodo riproduttivo

- G -

GAMETE - nome delle cellule destinate a unirsi nel processo della fecondazione per dare origine ad un nuovo individuo.
Sono cellule caratteristiche ed esclusive degli organismi che si riproducono sessualmente.

GENERE - rango tassonomico; gruppo di specie correlate, morfologicamente simili.

GH - In acquariologia quella che ha pi rilevanza la durezza totale. ossia la concentrazione di ioni magnesio e calcio,
disciolti in acqua, il pi comune modo per indicare la durezza sono i gradi in scala tedesca (dGH), un valore errato di GH
pu provocare delle disfunzioni funzionali nei pesci e nelle piante

GRADI KELVIN - La temperatura in kelvin indica, il colore della luce: pochi kelvin= luce calda, rossiccia, molti kelvin= luce
fredda, bluastra.

GONOCORISMO - Riproduzione sessuata in cui concorrono entrambi i sessi

- H -

HABITAT - In biologia l'insieme delle condizioni ambientali proprio di una specie; in ecologia definisce il complesso delle
condizioni ambientali e artificiali caratterizzanti un territorio antropizzato.

HUMUS - Strato del terreno particolarmente ricco di sostanze organiche allo stato colloidale, derivate dalla
decomposizione di resti vegetali ed animali operata da organismi .
- I -

IBRIDAZIONE - Fusione (o incrocio) dei patrimoni genetici di individui apparteneti a due diverse specie naturali che
porta alla costituzione di ibridi con caratteri intermedi tra quelli delle due specie genitrici.

IDROFITE - comprende piante acquatiche completamente immerse nell'acqua.

IDROBIO - Uno dei due grandi ambienti della biosfera contrapposto allaerobio. Comprende lalobio costituito dalle acque
marine e salmastre e il limnobio costituito dalle acque dolci

INTERNODIO - Spazio privo di foglie compreso tra due nodi.


- K -

kH - la capacit tamponante ed causata da carbonati e bicarbonati, perci viene detta durezza carbonatica (kH),si
misura in gradi tedeschi(dKH), per capacit tampone si intende la capacit dell'acqua di tenere il pH stabile in campo
acido o alcalino. Incrementando il KH, di solito aumenta anche il pH visto che agisce da spugna, assorbendo la parte acida
presente nellacqua.
- L -

LAMPADE HQI - lampada agli alogenuri metallici, utilizzata nel dolce e nel marino Le lampade a vapori di alugenuri
metallici sono un'eccellente imitazione della luce naturale del sole. I pregi delle lampade HQI sono molti: efficienza
luminosa molto elevata e un'eccellente resa dei colori.

LAMPADA HQL - lampada a vapori di mercurio, utilizzata solo nell'acquario d'acqua dolce
.
LIGNINA - Sostanza costituente il 20-30% del legno, principio attivo della lignificazione del tessuto vegetale.

LIMIVORO - Animale acquatico che si nutre di fango o limo e dei microrganismi che vi si trovano.

LIVELLO TROFICO - In natura, il livello trofico corrisponde ad ogni anello della catena alimentare, mediante il quale
l'energia (intesa come nutrimento) fluisce attraverso un ecosistema, trasferendosi da un organismo allaltro, a partire dal
mondo vegetale, per arrivare ai carnivori di grosse dimensioni. Passando da un livello trofico a quello successivo, la
quantit disponibile di energia decresce.
- M -

MANTELLO - organo che nei muscoli secerne la conchiglia calcarea. Nei nudibranchi adulti quest'organo si
completamente perduto.

MASSILI - menbra degli artropodi trasformati in apparati boccali

METALLI PESANTI - Sono cos definiti i metalli con densit maggiore di 5. Fra questi, alcuni (piombo, cadmio, mercurio,
antimonio, selenio, nichel, vanadio e altri), sono immessi nell'ambiente, sotto forma di ossidi o di solfuri
Tali composti, dopo una certa permanenza in aria passano nel sistema acqua-suolo e possono entrare nella catena
alimentare dando luogo a pericolosi fenomeni di bio-accumulo negli organismi viventi.

MIMETISMO - Capacit di un organismo animale o vegetale, di confondersi con il substrato sul quale vive, assumendone
caratteristiche cromatiche e forme, che ne rendano difficile lidentificazione. un mezzo di difesa dai nemici, oppure ha
funzione aggressiva, permettendo al predatore di non essere scorto dalla vittima.

MIXOTROFI - organismi unicellulari capaci sia di fotosintetizzare nuova sostanza organica che di utilizzare quella
precedentemente sintetizzata dai produttori.

MONOMIARII - molluschi con sola impronta muscolare

MUCO - liquido vischioso prodotto da cellule specializzate


- N -

NAUPLIUS - forma larvale primitiva di crostaceo

NEUTRALIZZAZIONE - L'azione chimica attraverso la quale una soluzione acida o basica resa neutra (cio n acida n
basica) per aggiunta, rispettivamente, di una base o di un acido.

NITRITI (NO2) - Sono sostanze di scarto prodotte in acquario che non possono essere ancora smaltite correttamente,
per questo smaltimento, sono necessari dei particolari batteri, I nitriti derivano dalla conversione dell'ammoniaca, grazie
all'attivazione del ciclo dell'azoto. L'accumolo di nitriti nell'acquario pu essere molto dannoso per i pesci, le cause di un
eccesso di nitriti sono principalmente il sovraffollamento, una eccessiva alimentazione, una filtrazione non adeguata ,
vengono trasformati da batteri in nitrati

NITRATI(NO3) - Il livello dei nitrati in una vasca avviata tende a salire, come risultato finale del ciclo dell'azoto
(l'unica eccezione a questa regola, e' una vasca altamente popolata di piante che puo' voler dire consumare piu' nitrati di
quanti ne siano effettivamente prodotti).
infatti sono considerati dei fertilizzanti azotati per le piante,per i pescii sono tossici ad alte concentrazioni, devono
essere rimossi con cambi regolari dacqua.

- O -

OMEOSTASI - un concetto chiave degli ecosistemi, dove questi tendono a mantenere praticamente stabile il sistema
generale, pur con forti variazioni a livello di elementi (cambiamento nella stabilit).

OPERCOLO - struttura cornea o calcarea, situata sul piede dellanimale, che serve per chiudere lapertura della conchiglia
in segno difensivo

OSMOSI - E' il flusso spontaneo di un liquido attraverso una membrana di separazione tra due soluzioni a diversa
concentrazione. Nella maggior parte dei casi il soluto tende a passare dalla soluzione pi concentrata a quella pi diluita,
sono per stati sviluppati processi (detti di osmosi inversa) in cui il flusso contrario. Certi tipi di membrane lasciano
passare l'acqua di una soluzione ma non le sostanze disciolte nella soluzione stessa; se perci, in uno stesso recipiente, si
mette in contatto, mediante una membrana di questo genere, dell'acqua pura con una soluzione acquosa, si realizzer il
passaggio dell'acqua pura verso la soluzione (endosmosi) o, viceversa, quello dell'acqua della soluzione verso l'acqua pura
(esosmosi).

OSMOSI INVERSA - una soluzione salina viene spinta a pressione attraverso una membrana porosa che impedisce il
passaggio dei sali in essa disciolti, consentendo in tal modo di ottenere acqua pura da una parte e una soluzione salina
concentrata dallaltra.
OSTRACO - secondo strato della conchiglia formato da calcite .

OVERFLOW - un sistema che lascia tracimare l'acqua in uscita quando questa raggiunge un certo livello, facendo in modo
che questo non possa superare la quota desiderata in vasca.

OVOPOSITORE - organo con il quale molte femmine depongono le uova.

OVOVIVIPARO - animale che prolifica con l'embrione completamente sviluppato.

- P -

PARASSITA - Organismo eterotrofo che invade un ospite appartenente ad una specie differente e che traendo
nutrimento da esso arreca sempre danni all'ospite.

PARTENOGENESI - e' una particolare strategia riproduttiva che presentano molte specie animali e vegetali nelle quali si
puo' avere sviluppo di uova non fecondate

PECILIDI - Famiglia di pesci Ciprinodontiforme, comprendente circa 150 specie, suddivisi in una ventina di generi, diffuse
nelle acque dolci, ma talune anche in quelle salmastre ed in quelle marine costiere delle regioni tropicali e subtropicali del
continente americano.Sono pesci vivipari, di piccole dimensioni ( le specie pi grandi possono al massimo raggiungere i 20
cm), con maschi provvisti di un gonopodio, sorta di organo copulatore formato dai raggi terzo, quarto e quinto della pinna
anale, allungati e pi o meno modificati. Alcune specie sono state introdotte in altri paesi per la lotta contro le zanzare, in
quanto grandi distruttrici delle loro larve,fanno parte di questa famiglia i poecilia,i platy,la gambusia,il portaspada.

PELAGICO - Di mare aperto, riferito normalmente alla regione oceanica

PERCOLAZIONE BIOLOGICA - Particolare sistema di depurazione biologica, costituito da un contenitore riempito di


materiale filtrante, su cui si sviluppa uno strato di flora batterica, attraverso la quale viene fatto fluire per gravit
l'acqua da depurare.

PERIOSTRACO - strato esterno della conchiglia

PH - Misura del grado di acidit di una soluzione acquosa. Il pH dell'acqua pari a 7, valori inferiori indicano una soluzione
acida, valori superiori indicano una soluzione alcalina,La scala del pH logaritmica, e l'incremento di un unit rappresenta
un'aumento di 10 volte dell'acidit o dell'alcalinit.

PIEDE - parte muscolare della zona ventrale del mollusco. E' l'organo preposto alla locomozione.

POTENZIALE REDOX - la capacita' di trasformaziome ossidativa nell'acquario delle sostanze discioltisi dai rifiuti
creatisi nel medesimo. Esso serve come indicazione di stato globale di un'acquario ottimale nell' eleminazione dei rifiuti
metabolici e di una corretta pulizia in esso, in pratica un costante valore nel tempo indica che nel suo interno l'acquario
sta vivendo una vita ottima, un abbassamento invece costante giorno dopo giorno indica la degenerazione in esso e quindi
bisogna ricercarne la causa il prima possibile.

PROCARIOTI - micro organismi con organizzazione cellulare semplice,


nucleo privo di membrana nucleare

PROTISTI - Regno-tutti gli organismi composti da una sola cellula che, in dipendenza della loro alimentazione di tipo
autotrofo o eterotrofo, possono appartenere al regno animale (protozoi) o al regno vegetale (protofiti).

PSEUDOBRANCHIE - strutture epidermiche ( lamelle, appendici, ecc... ) con funzione respiratoria.

PLANCTON - Insieme degli organismi acquatici vegetali (fitoplancton) e animali (zooplancton) che vivono in acque dolci o
marine, fluttuanti in sospensione, trasportati dal vento, dalle onde, dalle correnti, cui sono incapaci di resistere con
movimenti propri.

PROTOZOI - organismi unicellulari di grandezza microscopica. Tipicamente acquatici svolgono una importante funzione di
degradazione della sostanza organica
- R -

RADULA - lamina cornea dei molluschi munita di dentelli con funzione di raspa per raccogliere il nutrimento. presente in
molti animali in cui assolve a funzioni differenti
REATTIVO - Sostanza di cui completamente nota la reattivit, usata per chiarire la natura di altre sostanze, con cui
viene fatta reagire.

REATTIVO DI NESSLER - reattivo che permette il riconoscimento e il dosaggio dell'ammoniaca; costituito da una
soluzione alcalina di iodomercurato di potassio.

RIZOMA - Fusto strisciante, anche ipogeo, a decorso orizzontale che produce superiormente delle gemme da cui si
svilupperanno dei polloni, ed inferiormente delle radici. Esso svolge anche delle funzioni di riserva delle sostanze nutritive
e il portamento pu essere pi o meno ingrossato o avere aspetto tuberiforme.

- S -

SAPROFAGO - Organismo animale che si nutre di sostanze organiche in decomposizione.

SCIAFILO - organismo che ama l'ombra,oppure Fotofobo il contrario di fotofilo

SILURIDI - Famiglia di pesci,probabilmente sono il gruppo pi comune di pesci del mondo. Essi si trovano dovunque
esistano altri pesci, e mostrano alcuni adattamenti che non si ritrovano in nessun altro ordine.Si dividono in numerose
subfamiglie e queste in numerosi generi. Fra i generi pi importanti ricordiamo i Corydoras , Callichthys,
Kryptopterus,Ancistrus,plecostomus etcc.. meglio conosciute come le famiglie dei pesci-gatto, i quali rappresentano una
classe di pesci richiestissimi dagli appassionati di acquariologia. Infatti, oltre ad essere belli e particolari, i pesci gatto
presentano al meglio le caratteristiche di questo ordine , ovvero l'alta adattabilit e resistenza.

SIMBIONTE - Organismo eterotrofo che invade un ospite di specie diversa traendo nutrimento da esso; non arreca alcun
danno all'ospite ma, in molti casi, la convivenza vantaggiosa per entrambi gli organismi (simbiosi mutualistica).

SOSTANZA ORGANICA - Composto esistente in natura o creato per sintesi, nel quale presente il carbonio.

SPECIE - E' lunit base di ogni sistema di classificazione degli organismi animali e vegetali. Gli individui appartenenti alla
stessa specie sono contraddistinti non solo da somiglianze morfologiche, ma principalmente dal fatto di rappresentare
ununit isolata dal punto di vista riproduttivo e di avere pertanto un patrimonio genetico comune. Ogni specie quindi
raggruppa individui che presentano caratteristiche simili e che sono in grado di accoppiarsi e dare prole feconda.

SPORA - Tipo di cellula destinata alla riproduzione asessuata in alcuni organismi vegetali e animali come per esempio
funghi e protozoi.

STOLONI - fusti sotterranei che danno origine a pi esemplari concentrati nella stessa zona.

- T -

TALEA - porzione di una pianta in grado, sotto terra, di dare origine ad una nuova pianta.

TAXON - Gruppo di organismi che viene riconosciuto come entit formale a un qualsiasi livello di classificazione
gerarchica. Per esempio lo storione attilio, gli storioni, gli arcipenseridi, i pesci ossei costituiscono differenti taxa.

TROCOFORA - Stadio larvale planctonico


- V -

VELIGER - stadio larvale planctonico munito di conchiglia di un mollusco

VIVIPARO - animale che partorisce giovani il cui sviluppo embrionale si svolge interamente nel corpo materno
- Z -

ZOEA - grado di sviluppo di larva di crostacei plantonici

ZOOECOLOGIA - Si occupa dello studio dei rapporti tra gli animali ed il loro ambiente. Lo studio dei rapporti tra le
piante ed ambiente si denomina invece fitoecologia.

Legni per l'acquario raccolti in natura


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A chi ha la fortuna di passeggiare in un bosco o sulle rive di un lago o di un fiume sar capitato di vedere alcuni pezzi legna
o di radice molto belli. A noi acquariofili allora la domanda sorge spontanea: si potranno utilizzare in acquario? e se la
risposta affermativa, come preprarli per tale uso? Ecco in questa guida vorrei raccogliere tutte le informazioni su
questo argomento presenti nel nostro forum, in modo da avere a disposizione un unico documento il pi completo possibile.

Foto di Jamb: legno di betulla e sughero "raccolto" in natura

La scelta del tipo di legno


Come vedremo qui di seguito non tutti i tipi di legno vanno bene per l'uso acquariofilo o meglio per alcuni tipi di vasche ci
son legni adatti ed altri no e questo dipende da caratterische come il rilascio in acqua di resine (che rendono tali legni
pericolosi per i pesci che andremo poi ad ospitare in acquario) o di sostanze umiche (che renderanno l'acqua molto
ambrata, effetto non a tutti gradito) o ancora fondamentale la consistenza del legno per evitare una marcitura
prematura dello stesso.
Analizziamo ora i principali tipi di legna:
Bamb: se non perfettamente secco crescono i funghi sulle punte, ma se ben asciutto o meglio ancora trattato con una
resina va benissimo
Castagno: molto ricco di tannini, rende particolarmente scura l'acqua
Cedro: non consigliato per il rilascio di resine ed aromi
Cipresso: molto duro e quindi molto indicato
Conifere: non adatti per le resine contenute in essi e che verrebbero rilasciate in acqua
Edera: come gli altri rampicanti molto utile in vaschette piccole per legarci muschi ad esempio. Basta scortecciarli e
resistono moltissimo
Faggio: molto adatte anche le radici, regge bene il bagno in acqua
Ontano: particolarmente indicato per la presenza dei tannini
Pioppo: molto poroso, tende a marcire troppo in fretta
Quercia: particolarmente indicato come l'ontano
Robinia: troppo tenero per l'usoc in acquario, tende a marcire facilmente
Sandalo: non consigliato per il rilascio di resine ed aromi
Sughero: non colora l'acqua ma marcisce in fretta, quindi se si usa questa corteccia probabile che si debba cambiarla
annualmente
Ulivo: sconsigliato
Foto di Flender, legni raccolti in spiaggia dopo una mareggiata ed utilizzati per l'acquario

Trattamento prima dell'inserimento in vasca


A seconda del tipo di legno, dell'et di stagionatura e dal rilascio di sostanze umiche che colorano l'acqua possiam
prevedere diversi tipi di trattamento pre-inserimento. Ora vediamo alcuni suggerimenti dati dalle esperienze sul forum:

-accurata pulizia con forte getto d'acqua


-tenuti a mollo per una decina di giorni (ho cambiato l'acqua 2 volte)
-bollitura per un paio d'ore
-di nuovo tenuti a bagno per una settimana (2 cambi d'acqua)
-accurata pulizia con forte getto d'acqua
-bollitura finale per pi di due ore
-risciacquatura finale
Allora ti racconto come ho fatto per una radice di castagno, l'ho innanzitutto sciacquata sotto un forte getto di acqua
(fontana davanti casa).
Poi ho riempito una tinozza di una settantina di litri ed ho immerso la radice,
ho lasciato tutto cos per una settimana, l'acqua era talmente marrone che sembrava fango... l'ho svuotata, risciacquato la
radiciona e reimmessa dentro con acqua nuova e mezzo kilo di sale da cucina, poi ogni settimana cambiavo met acqua il
tutto durato per circa un mesetto, 40 giorni alla fine la radice rilasciava pochissimi tannini e la peluria binaca formatasi
nel frattempo era diminuita di molto.

Per togliere i detriti che si incastrano nei nodi o nei buchi consigliata un'accurata spazzolatura, meglio se unita alla
pulizia con getto d'acqua forte.

I legni possono anche essere trattati col Plastivel (ne esistono due versioni, spray ed a pennello)
Essenzialmente il trattamento consiste nel rivestimento del legno(ma non solo)con una pellicola trasparente ed incolore
totalmente atossica una volta asciugata.
Applicandola a pennello possibile ottenere uno spessore maggiore, ma per legni con corteccia molto porosa l'ideale la
versione spray almeno per la prima mano.
Applicare dopo aver comunque accuratamente lavato i legni ed assicurarsi che siano perfettamente asciutti.

Corteccia
Particolare attenzione va rivolta alla corteccia, lo strato che ricopre il legno vero e proprio. Questa dovrebbe essere
eliminata completamente perch la parte del legno che tende a marcire pi velocemente.
Meglio quindi usare legni gi sbiancati dal sole e dalla corrente. Sempre e comunque meglio i legni vechi e stagionati, belli
secchi insomma, si impregnano meglio d'acqua e non rilasciano pi nulla.

Le domande frequenti dal forum


*bollitura o sterilizzazine Qualcuno ha qualche informazione per fare ci invece che bollirli?
La bollitura risulta essere uno dei metodi migliori, cmq dipende dalla provenienza e dal tipo del legno. Alcuni utilizzano
l'amuchina salvo poi una risciacquata accurata.
Bollirli il metodo migliore anche perch si limita la cessione di tannino e il relativo scurimento dell'acqua.
Si pososno usare altrimenti disinfettanti per poppatoi: io ho usato il news terilsistem della chicco, l'ho lasciato a mollo per
24ore dopo l'ho risciacuato e l'hol asciato a mollo in acqua pulita per tre ore circa ultimo risciacquo e poi era pronto.
Si pu usare anche l'allume di arrocca: li ho lasciari in ammollo per circa 3h con allume di arrocca (circa 45g x 40 Lt di
acqua) e poi risciaquati abbondantemente, poi ho riempito un contenitore capiente e con coperchio con h2o calda circa 60-
70 C ed adesso sono a bagno in posizione soleggiata in modo che il sole domani scaldi un p ancora l'acqua.
.....e se il legno troppo grosso per stare in pentola? Per quanto riguarda la radice dopo averla pulita energicamente
dovresti posizionarla in un catino piuttosto capiente e poi riempirlo di acqua bollente per eliminare le tracce di sporco
rimaste e per evitare che possa galleggiare in seguito.
....e se il legno proviene da una spiaggia di mare c' il rischio che questo rilasci sali una volta in acquario? Secondo me con
una lunga ebollizione, d'un paio d'ore, e una lunga immersione in acque a temperatura ambiente potrebbero essere
utilizzati. Dopo una settimana d'immersione verifica i valori (naturalmente dovrai gi conoscere i valori iniziali dell'acqua).
Se i valori sono stabili penso che tu possa tranquillamente utilizzarli: in fondo si tratta di legni giunti a mare da un fiume.
Un lavaggio con ebollizione ed emersione dovrebbe eliminare sostanze da 'marino'...

*legni ed effetto acqua ambrata Qual' il legno che ingiallisce meno l'acqua secondo voi, x esperienza diretta?
Tutti i legni, per il fatto di essere legni, ingialliscono l'acqua. L'effetto causato principalmente dal rilascio di tannino ed
acidi umici che tendono ad ambrare l'acqua. Legni di torbiera, Mopani e Manila sono i pi carichi di queste sostanze, tanto
utili, quanto(da alcuni)detestate.
Il "Mopani" sicuramente quello che, prima di essere trattato, rilascia pi "colore", perch ha una fibra molto pi densa e
quindi a parit di peso specifico contiene pi sostanze tanniche che umiche. Difatti, a parit di misura, pesano di pi degli
altri.

*patina bianca sui legni Nel mio acquario allestito da una settimana si sta formando una strana cosa , una sorta di patina
bianca gelatinosa che ricopre solo i legni (di mangrovia). Che cos'?
E' un fenomeno frequente in vasche appena avviate: si tratta nella maggior parte dei casi di colonie di batteri che devono
ancora insediarsi nel luogo preposto a tale scopo(il filtro) e che all'inizio tendono a svilupparsi in tutta la vasca. Con
l'introduzione dei primi pesci pulitori(corydoras ed ancystrus ad esempio) si dovrebbe risolvere il problema

*galleggiamento Nonostante il legno sia in acqua da molto tempo continua a galleggiare, come mi devo comportare?
Ci son diversi metodi per ancorare un pezzo di legno al fondo. Ad esempio se la vasca non ancora allestita potreste
siliconarlo(raccomandazione: usare solo silicone acetico) al vetro di fondo dell'acquario o ad una parete laterale a seconda
della forma e della posizione in cui lo vorrete tenere. Altrimenti potete siliconare il pezzo di legno ad una lastra di
plastica che verr poi insabbiata oppure siliconata a sua volta al fondo della vasca. Altro metodo ancora quello di fissare
dei pesi (es: sassi) al legno stesso sia siliconandoli che legandoli con un filo di nylon (tipo quelli usati per la pesca,
trasparenti, non dannosi e resistentissimi)

Guide ed articoli correlati:


Un acquario per ciclidi nani (e non solo...) di Roberto Posarelli
Acidi umici e tannini
Sterilizzazione del materiale raccolto in natura

Discussioni interessanti nel forum:


LEGNI! LEGNETTI E ANCORA LEGNI!
posso usare questi legni?
Legnaia in acquario, ovvero
PATINA BIANCA SU LEGNI!
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Legni
legni per acquari
Disinfettare le radici o i legni
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Legni da spiaggia
Legni
Quante volte bollire i legni
Plastivel

Costruire uno sfondo naturale


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Riprendo una discussione iniziata sul vecchio forum in cui mostravo le fasi di realizzazione di uno sfondo di poliuretano
espanso e sabbia arricchito di legni e pietre raccolte in natura.
Credo che questo tipo di realizzazioni permetta di riprodurre nel modo pi verosimile possibile le sponde dei fiumi e i
paesaggi sommersi nei quali vivono i nostri pesci.

Iniziamo con lo scegliere una buona radice, che sia ben stagionata, non abbia asperit che potrebbero ferire i pesci e che
sia di un legno troppo morbido che marcirebbe in fretta.
Per sterilizzare le radici le ho pulite con cura sotto un getto di vapore.
Per creare gli sfondi di solito si preparano dei telai con le stesse dimensioni della vasca, sicuramente la tecnica pi
corretta e comoda. Io non avevo molto tempo a disposizione e ho scelto di lavorare direttamente dentro l'acquario
foderandolo con carta di giornale. A lavoro ultimato ho poi rimosso con attenzione la carta dallo sfondo.

Oltre ai legni ho utilizzato anche qualche piccola roccia dello stesso colore della sabbia. Nella foto l'oprazione di
posizionamento prima di iniziare a lavorare con la schiuma.
Ecco il materiale utlizzato: un secchiello, una bomboletta di schiuma poliuretanica (la trovate in tutti i centri per il
bricolage, serve per isolare termicamente gli edifici) e ovviamente la sabbia.

Di sicuro non un lavoro rilassante, sta schiuma si appiccica si gonfia e si sciacchia quando non devve, mischiarla alla
sabbia non facilissimo. Credo che mischiarla al ghiaietto sia molto pi semplcie.
La prossima volta prover ad usare solo schiuma per creare la composizione e cercher un modo di incollarci sopra la
sabbia solo a lavoro ultimato.

Dopo qualche ora di lavoro ecco il risultato finale, un pannello solido e compatto che grazie all'uso di legni, sassi e sabbia
ha un' aspetto desisamente pi naturale degli sfondi 3D che si trovano in commercio.

Ed eccolo qui a dimora nella vasca, adesso manca solo l'acqua!


Acquario 2003 - Concorso Askoll: ACQUARIO

30x50x42 PxLxH vetro spessore 6mm (anche troppo) tra le lastre il silicone occupa circa 1.2mm.
Coperchio in vetro con specchio (per evitare l'acquisto dei riflettori).(45.00)
fondo soil 9L ADA (confezione da 9L 25.00)
mobiletto con antina 35x60 (45.00)
fertilizzante fondo 10 capsule MULTI BOTTOM ADA (confezione da 25 capsule 25.30)
misuratore continuo di CO2, ampolla vetro soffiato DROP CHECKER ADA (55.00 )
(atomizzatore) diffusore di CO2 ATO10 in vetro soffiato della ELOS per acquari fino a 50L (38.00 ) l'equivalenti
della ADA non pu essere neanche guardato per quanto costa. Gli accessori in vetro scelti non hanno paragone con gli altri
in plastica.
I prodotti della ADA o ELOS possono essere lavati (rimozione alghe) e tornano nuovi senza il pericolo di graffiarli o
renderili opachi.

RISCALDAMENTO

I NEON accesi possono aumentare la temperatura anche di 2/3 gradi


HYDOR Hydroset termostato elettronico con sonda e rotella per la regolazione della temperatura, senza display
(33.33)
HYDOR Cavetto da 25W lungo 4m (disposto sul fondo della vasca)

ILLUMINAZIONE

2 NEON 15W 25.5mm POWER-GLO (12.70 cadauno)


2 NEON 15W 25.5mm SERA PLANT (10.42 cadauno)
4 VISI-LUX CAPS VLA70 per NEON da 15W (9.00 cadauno)(portalampade in policabonato, ottimi e belli)
4 PROLUNGHE da 2 MT (6.34 cadauno)
1 GRUPPO LUCE VISI LUX 2x15W con TIMER (55.67)
1 GRUPPO LUCE VISI LUX 2x15W senza TIMER (22.81)

SISTEMA DI FILTRAGGIO

HYDOR Prime 10 (39.67) filtro esterno per acquari fino a 150L, completo di cestello per materiale filtrante, tubi in
gomma e rubinetti utilissimi per quando dobbiamo cambiare il materiale filtrante.

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ROWA Plus PO4 & SiO2 Absorber ottimo per aiutare a controllare le alghe, ottimo perch non uno scambiatore di
ioni, si da da fare senza causare danni, confezione da 100ml 17.50 a me dura circa 6-7 mesi
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met) nella confezione c' una comodissima retina
Ovatta SERA lana filtrante
Ovatta filtrante verde (anonima)

Spugna grossa alta 7cm diametro circa 12cm (ho acquistato una spugna grande come una dizionario zanichelli e
ne taglio un pezzo per ogni filtro)

INSOMMA CHE CI CREDIATE O NO SONO STATO CAPACE DI SPENDERE CIRCA 590,00 SENZA CONTARE
PESCI PIANTE PRODOTTI VARI....
Ho acquistato tutto su Internet altrimenti avrei dovuto accendere un mutuo o appoggiarmi alla FINDOMESTIC.
Acquario 2003 - Concorso Askoll
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4 VISI-LUX CAPS VLA70 per NEON da 15W (9.00 cadauno)(portalampade in policabonato,
ottimi e belli)
4 PROLUNGHE da 2 MT (6.34 cadauno)
1 GRUPPO LUCE VISI LUX 2x15W con TIMER (55.67)
1 GRUPPO LUCE VISI LUX 2x15W senza TIMER (22.81)

SISTEMA DI FILTRAGGIO

HYDOR Prime 10 (39.67) filtro esterno per acquari fino a 150L, completo di cestello per
materiale filtrante, tubi in gomma e rubinetti utilissimi per quando dobbiamo cambiare il materiale
filtrante.

MATERIALE FILTRANTE

ROWA Plus PO4 & SiO2 Absorber ottimo per aiutare a controllare le alghe, ottimo perch non
uno scambiatore di ioni, si da da fare senza causare danni, confezione da 100ml 17.50 a me dura
circa 6-7 mesi
CANNOLICCHI A MICROCELLE ASKOLL Biomax (8 volte + efficace) peso netto 425gr. (ne ho
utilizzato meno della met) nella confezione c' una comodissima retina
Ovatta SERA lana filtrante
Ovatta filtrante verde (anonima)
Spugna grossa alta 7cm diametro circa 12cm (ho acquistato una spugna grande come una
dizionario zanichelli e ne taglio un pezzo per ogni filtro)

INSOMMA CHE CI CREDIATE O NO SONO STATO CAPACE DI SPENDERE CIRCA 590,00


SENZA CONTARE PESCI PIANTE PRODOTTI VARI....
Ho acquistato tutto su Internet altrimenti avrei dovuto accendere un mutuo o appoggiarmi alla
FINDOMESTIC.
Allevamento e riproduzione - Microgeophagus Ramirezi

e riproduzione - Microgeophagus Ramirezi

In questa paginetta vi racconter la mia esperienza nell'allevamento e


riproduzione dei Ramirezi.

Le fotografie che seguiranno ritraggono gli esemplari che negli anni ho ospitato
nei miei acquari.

Dimorfismo sessuale:
i sessi sono facilmente distinguibili, la femmina raggiunge al massimo 6 cm mentre
il maschio 7 cm (questa caratteristica evidente se hanno almeno un anno),
l'elemento che salta sudito all'occhio la colorazione rossastra del ventre
(sembra un rossetto tenue) delle femminucce.

Consiglio per una sola coppia un acquario non pi piccolo di 50x30, i pesci
sono territoriali quindi sopravviverebbe solo il pi forte.
PH stabile intorno al 6.8 KH e GH 4-5, temperatura 26 gradi (per stimolare la
riproduzione dicono di aumentarla fino a 27-29 ma i miei si danno da fare anche
a 26).

Entrambi i genitori partecipano allo stesso modo alla cura dei piccoli. Non vi
preoccupate se li raccolgono in docca, vogliono solo proteggerli o spostarli in un
luogo pi sicuro.

I riproduttori depongono le uova all'aperto, su sassi o superfici lisce (se la


sfortuna vuole che depongano sulla Soil .... addio uova).

Circa una settimana prima della deposizione i Ramirezi cercano un luogo


"tranquillo" (che ingrati, noi gli diamo pure a mangiare) possibilmente nascosto
dalla folta vegetazione. Una volta individuato si adoperano per "pulirlo".

Dopo qualche giorno di inseguimenti (maschio femmina) noterete una


protuberanza sotto la pinna anale della femmina, l'ovopositore (la femminuccia della foto ha appena finito di deporre). Pi
sporge e pi siamo vicini alla deposizione.
La deposizione dura dai 60 ai 90 minuti durante i quali la femmina passa centinaia di volte sulla superficie scelta in
precedenza, depone due o tre uova e il maschio che la segue le feconda (davvero tanta pazienza).
Un consiglio, lascete una luce accesa nella stanza se non avete una lucetta notturna. I riproduttori potrebbero non
ricoscersi e litigare oltre a non vedere i pericoli da cui difendere i piccoli.

Le uova non fecondate si riconoscono dalla colorazione biancastra e nel giro di due tre giorni marciscono.

Il compito dei riproduttori durante la settimana di sviluppo delle larve quello di ossigenare, pulire
(prendono

in bocca le uova e le riposizionano) ed eliminare quelle marce (se non le eliminano si rischia di rovincare
anche

quelle sane adiacenti).

La vita media di questa specie relativamente breve (due tre anni), sfortunatamente il mio bellissimo maschietto
nonostante si mostri ancora in forma, attivo, coloratissimo, affamato non riesce a fecondare un numero sufficiente di
uova (ha due anni e mezzo). La femmina depone circa 200 (chi le vuole contare pu cliccare per l'ingrandimento) e il
maschietto ne feconda solo un dozzina. Sto seriemente pensando di mandarlo in panchina.

Dopo sei giorni i piccoli appariranno cos.


Allo scadere della settimana inizieranno i primi tentativi di nuoto ma occorrer una giornata intera prima che tutti
diventino bravi.

A mio parere necessario nutrirli con i naupli di artemia (la prima settimana), ho provato con mangimi liquidi e con polveri
ed ho notato una crescita stentata e lenta (anche se da adulti sono comunque belli e colorati, la femmina con l'ovopositore
esposto nata a casa miaaaaa 03/2004).

Non ripeto le solite occortezze per mantenere l'acquario pulito visto che i nostri avannotti sono tanto preziosi quanto
fragili.

Fotografie Ramirezi

La vasca che ho scelto per allevare una coppia di Microgeophagus Ramirezi la "Ambiente
Advances 60" della Askoll, 60 x 35 x 38 (h) cm, spessore del vetro 5 mm, 80 litri circa.
Filtro Pratiko 100;
Pompa 480 l/h;
Termoriscaldatore 100 watt;
Impianto illuminazione 2 x 15 Watt;
Cavetto riscaldante
Impiato CO2 da 500gr

Ho scelto una vasca della Askoll perch mi sono trovato bene con un'altro acquario della
stessa marca vinto ad un concorso.
Ho approfittato di una super promozione sul sito www.abissi.com e l'ho acquistato senza pensarci 2 volte .

Ho applicato sul vetro posteriore, esternamente, una pellicola adesiva nera perch ritengo che gli sfondi con immagini
fasulle siano poco interessanti.

Il mobiletto delle stesse dimensioni dell'acquario ed stato acquistato in un negozio di fiducia a Trieste.

I pesci presenti nell'acquario sono:


una coppia di Ramirezi, lui sono pi di due anni che vive nei miei acquari, lei ha circa 14 mesi ed nata da uova fecondate
da lui in un mio precedente allestimento. (in effetti lui un p vecchiotto considerato la specie ).
una decina di Caridina Japonica
dieci Neon per far sentire importante la coppia
un Otocinclus Affinis

Particolare cora stata dedicata alla scelta delle piante:


Micranthemum umbrosus
Micranthemum micranthemoides
Hemianthus callitricoides
Ho disposto sul fondo un cavo riscaldante da 15W con trasformatore da 12Volts allo scopo mantenere tiepido il substrato
ed evitare l'effetto radici fredde. E' presente anche un riscaldatore della Askoll da 100W (sbalzi di temperatura zero).

Come terriccio ho utilizzato Aqua Soil Malaya della ADA 3-4 confezioni da 3 litri.
Come fertilizzanti ho scelto Multi Bottom della Ada, E15 della Dennerle fertilizzante a base
di ferro, S7 oligoelementi sempre della Dennerle.

Tutto il materiale, radici e rocce stato bollito per circa 10 minuti, sciacquato, raffreddato
prima di essere introdotto nella vasca.

L'acqua utilizzata all'80%


proveniente dal mio impianto ad
osmosi inversa, il restante 20%
acqua di rubinetto trattata con
Brighty K e Cloro Off della ADA.

Per ottenere una durezza carbonica accettabile ed un ph


prossimo al 7 ho utilizzato AquaDur Plus della JBL in
combinazione con KH+ della Elos.

Attualmente 12/03/2004 il PH circa 6.5 il KH 5.5 e GH 6, NO2 0.

Confesso di essere particolarmente interessato ad una rigogliosa vegetazione, per questo ho scelto con
cura piante bellissima ma allo stesso tempo particolarmente esigenti.

Per migliorare la possibilit di successo a mio parere necessario introdurre la CO2, per questo ho
scelto una bombola da 500gr con doppio manometro, regolatore di pressione, valvola di non ritorno,
valvola a spillo e elettrovalvola. L'impianto per la somministrazione della CO2 attivo solo durante il
periodo di illuminazione, 13 ore dalle 09:00 alle 22.00 (in effetti sono troppe ma voglio guardare un p
l'acquario anche io)

Un tubo in silicone parte dalla valvola di non ritorno fino ad arrivare ad un comito in vetro soffiato,
nuovamente un tubo in silicone con alla fine (atomizzatore) diffusore di CO2 ATO10 in vetro soffiato
della ELOS per acquari fino a 50L.
Di seguito troverete le foto dell'acquario scattate con una Nikon D70, noterete da subito che le piante una volta
abituatesi all'ambiente crescono ad una velocit "esponenziale".
Ho atteso circa 7 gg prima di introdurre i pesci (ho utilizzato Green Bacter della ADA per accellerare la colonizzazione
batterica), ancora 11 gg per le piante....
Mi raccomando cercate di portare l'acqua a valori ottimale nei primi due giorni di allestimento. Sbalzi di KH e di
conseguenza di PH provocano dammi non da poco alla vostra opera d'arte.

12.02.2005

23.02.2005
28.02.2005

12.03.2005

23.03.2005

01.04.2005
E' evidente che il prato non si sviluppato come speravo, le piante continuano a crescere solo verso l'alto alla ricerca
della luce, conclusione... due neon non sono sufficienti, aggiungo altri due neon sperando di essere in tempo.

Ciao ragazzi, in questa paginetta vi racconter come ho allestito il premio ricevuto dalla
Askoll, dall'arrivo del pacco ad oggi.

Mi sono classificato secondo al concorso fotografico indetto dalla Askoll nel 2003,
contattata la direzione, nel giro di una settimana ho visto arrivare il mio fantastico premio.

Il modello di acquario AMBIENTE ADVANCED ASKOLL 80X35 litri


112, la differenza dal modello base sono i 5 cm di profondit, un solo
neon, il filtro interno e un riscaldatore da 100w.
Il modello ADVANCED completo di
filtro esterno PRATIKO 200 con materiale filtrante per acquari fino a 200 litri,
due neon da 20W
riscaldatore da 150 W (nuova generazione, particolarmente precisi)
di mio ho aggiunto
Aqua Soil Malaya Ada 4-5 confezioni da 3 litri
Cavetto riscaldante della Hydor da 25 W senza termostato sempre acceso
Bombola di CO2 da 4 litri con doppio manometro ed elettrovalvola

Prodotti consigliati che ho utilizzato:


Aquadur plus
KH+ Elos
S7 Dennerle
E15 Dennerle
Multi Bottom ADA

Come al solito non soddisfatto del numero dei neon sono intervenuto per aggiungerne due da 14W. Sono convinto che
acquari di questa dimensione per ottenere una meravigliosa crescita delle piante devono avere almeno 80W di neon T8.
(vedremo i risultati)

Piante Anubias:
Micranthemum umbrosus
Micranthemum micranthemoides
Glossostigma elantinoides
non ricordo ...

Pesci e crostacei:
Apistogramma Agassizii - maschio Red Red, due femmine Red Red e Golden Red
Badis Badis - 2 maschi e 2 femmine (6 cadauno 03/2005)
Platy Corallo - tre maschi e tre femmine
Corydoras pygmaeus - 2 esemplari (6 cadauno 03/2005 dimensione massima 2,5 cm)
Otocinclus affinis - 5 esemplari
Caridina Crystal Red - 6 (14 cadauno 02/2005), li vedo rarissimamente . La bestiolina a destra al momento dello
scatto misurava meno di 2 cm.
Neocaridina Garnaal BUMBLE BEE - 5 (3,5 cadauno 02/2005 ne vedo uno raramente)

14 febbraio 2005

23 febbraio 2005

19 marzo 2005

31 marzo 2005
Sulla destra dell'acquario la luce meno intensa, questo il motivo per il quale c' stato un minor sviluppo delle piante.

16 aprile 2005

Le piante presenti nel database sono:

1 Alternanthera reineckii roseafolia

2 Ammania gracilis

3 Anubias barteri ''coffeefolia''


4 Anubias barteri var. angustifolia

5 Anubias barteri var. barteri

6 Anubias barteri var. nana

7 Bacopa australis

8 Bacopa caroliniana

9 Bolbitis heudelotii

10 Cabomba caroliniana

11 Cabomba furcta

12 Ceratophyllum demersum

13 Cladophora aegagropila

14 Crinum natans

15 Cryptocoryne crispatula var. balansae

16 Cryptocoryne walkeri (lutea)

17 Cryptocoryne wendtii brown

18 Cryptocoryne wendtii Tropica

19 Cryptocoryne x willisii

20 Cryptocoryne x willisii lucens

21 Didiplis diandra
22 Echinodorus angustifolius

23 Echinodorus Aquartica

24 Echinodorus martii

25 Echinodorus osiris

26 Echinodorus Red Diamond

27 Echinodorus Red Special

28 Echinodorus Rubin

29 Echinodorus Rubin Narrow leaves

30 Echinodorus uruguayensis

31 Eleocharis parvula

32 Eusteralis stellata

33 Glossostigma elatinoides

34 Hemianthus callitrichoides Cuba

35 Hemianthus micranthemoides

36 Heteranthera zosterifolia

37 Hydrocotyle leucocephala

38 Hygrophila corymbosa

39 Hygrophila corymbosa Aroma


40 Hygrophila difformis

41 Hygrophila polysperma Rosanervig

42 Juncus repens

43 Limnophila aromatica

44 Limnophila sessiliflora

45 Lobelia cardinalis

46 Ludwigia arcuata

47 Ludwigia glandulosa perennis

48 Ludwigia inclinata

49 Ludwigia inclinata var. verticillata Cuba

50 Ludwigia inclinata var. verticillata 'Pantanal'

51 Ludwigia repens

52 Ludwigia repens Rubin

53 Marsilea hirsuta

54 Mayaca Fluviatilis

55 Micranthemum umbrosum

56 Microsorum pteropus

57 Microsorum pteropus needle leaves


58 Microsorum pteropus Philippine

59 Microsorum pteropus Red

60 Microsorum pteropus Tropica

61 Microsorum pteropus Windelv

62 Monosolenium tenerum (Pellia)

63 Myriophyllum tuberculatum Red

64 Najas guadelupensis

65 Nesaea crassicaulis

66 Nymphaea lotus (zenkeri)

67 Pistia stratiotes

68 Pogostemon helferi

69 Rotala macrandra

70 Rotala rotundifolia

71 Rotala sp vietnam

72 Rotala sp. ''Green''

73 Rotala sp. Nanjenshan

74 Sagittaria subulata

75 Salvinia
76 Taiwan moss

77 Tonina fluviatilis

78 Valisneria nana

79 Vallisneria americana gigantea

80 Vallisneria spiralis

81 Vesicularia dubyana

82 Vesicularia sp. Christmas

83 Zosterella dubia

Alternanthera reineckii roseafolia

Famiglia : Amaranthaceae
Continente di provenienza : Sud America
Altezza media raggiunta : 25-50 cm
Larghezzamedia raggiunta : 10-15 cm
Luce media necessaria : Alta
(per luce media si intende almeno 0.5W/L)
Temperatura minima di coltivazione : 17
Temperatura massima di coltivazione : 28
Durezza media dell'acua : bassa-alta
Valore medio del ph dell'acqua : 5-8
Crescita : Media
Riproduzione : talea
Pianta caratterizzata per essere a stelo e rossa
Tipo di foglie medie
Tonalit delle foglie rosso
Posizione consigliata in vasca centrale o posteriore
Anubias barteri ''coffeefolia''

Famiglia : Araceae
Continente di provenienza : Africa
Altezza media raggiunta : 15-25 cm
Larghezzamedia raggiunta : 10+ cm
Luce media necessaria : Da bassa a alta
(per luce media si intende almeno 0.5W/L)
Temperatura minima di coltivazione : 20
Temperatura massima di coltivazione : 30
Durezza media dell'acua : da molto bassa a alta
Valore medio del ph dell'acqua : 5,5-9
Crescita : Lenta
Riproduzione : taglio del rizoma
Pianta caratterizzata per essere a rizoma e epifita
Tipo di foglie medie
Tonalit delle foglie verde scuro
Posizione consigliata in vasca anteriore o centrale
Anubias barteri var. angustifolia
Famiglia : Araceae
Continente di provenienza : Africa
Altezza media raggiunta : 10-15+ cm
Larghezzamedia raggiunta : 15+ cm
Luce media necessaria : Da bassa a alta
(per luce media si intende almeno 0.5W/L)
Temperatura minima di coltivazione : 20
Temperatura massima di coltivazione : 30
Durezza media dell'acua : da molto bassa a alta
Valore medio del ph dell'acqua : 5,5-8
Crescita : Lenta
Riproduzione : taglio del rizoma
Pianta caratterizzata per essere a rizoma e epifita
Tipo di foglie medie
Tonalit delle foglie verde scuro
anteriore o centrale
Posizione consigliata in vasca
Anubias barteri var. barteri

Famiglia : Araceae
Continente di provenienza : Africa
Altezza media raggiunta : 25-45 cm
Larghezzamedia raggiunta : 15+ cm
Luce media necessaria : Bassa
(per luce media si intende almeno 0.5W/L)
Temperatura minima di coltivazione : 20
Temperatura massima di coltivazione : 30
Durezza media dell'acua : da bassa a alta
Valore medio del ph dell'acqua : 5,5-9
Crescita : Lenta
Riproduzione : taglio del rizoma
Pianta caratterizzata per essere a rizoma e epifita
Tipo di foglie medie
Tonalit delle foglie verde scuro
Posizione consigliata in vasca anteriore o centrale
Anubias barteri var. nana

Famiglia : Araceae
Continente di provenienza : Africa
Altezza media raggiunta : 5-15 cm
Larghezzamedia raggiunta : 8+ cm
Luce media necessaria : Bassa
(per luce media si intende almeno 0.5W/L)
Temperatura minima di coltivazione : 20
Temperatura massima di coltivazione : 30
Durezza media dell'acua : da molto bassa a molto alta
Valore medio del ph dell'acqua : 5,5-9
Crescita : Lenta
Riproduzione : taglio del rizoma
Pianta caratterizzata per essere a rizoma e epifita
Tipo di foglie medie
Tonalit delle foglie verde scuro
Posizione consigliata in vasca anteriore o centrale
Bacopa australis
Famiglia : Scrophulariaceae
Continente di provenienza : Sud America
Altezza media raggiunta : 7-30 cm
Larghezzamedia raggiunta : 2-4+ cm
Luce media necessaria : Da bassa a alta
(per luce media si intende almeno 0.5W/L)
Temperatura minima di coltivazione : 15
Temperatura massima di coltivazione : 32
Durezza media dell'acua : da molto bassa a molto alta
Valore medio del ph dell'acqua : 6-8
Crescita : Veloce
Riproduzione : talea
Pianta caratterizzata per essere a stelo
Tipo di foglie piccole
Tonalit delle foglie verde
Posizione consigliata in vasca centrale o posteriore

Bacopa caroliniana

Famiglia : Scrophulariaceae
Continente di provenienza : Nord Amrica
Altezza media raggiunta : 20-30+ cm
Larghezzamedia raggiunta : 3-6 cm
Luce media necessaria : Da bassa a alta
(per luce media si intende almeno 0.5W/L)
Temperatura minima di coltivazione : 15
Temperatura massima di coltivazione : 28
Durezza media dell'acua : da bassa a alta
Valore medio del ph dell'acqua : 5-8
Crescita : Lenta
Riproduzione : talea
Pianta caratterizzata per essere a stelo
Tipo di foglie piccole
Tonalit delle foglie verde chiaro
Posizione consigliata in vasca centrale o posteriore
Bolbitis heudelotii

Famiglia : Lomariopsidaceae
Continente di provenienza : Africa
Altezza media raggiunta : 15-40 cm
Larghezzamedia raggiunta : 15-25+ cm
Luce media necessaria : Da bassa a alta
(per luce media si intende almeno 0.5W/L)
Temperatura minima di coltivazione : 20
Temperatura massima di coltivazione : 28
Durezza media dell'acua : da bassa a media
Valore medio del ph dell'acqua : 5-7
Crescita : Media
Riproduzione : taglio del rizoma
a rizoma e
Pianta caratterizzata per essere
epifita
Tipo di foglie medie
Tonalit delle foglie verde scuro
Posizione consigliata in vasca indifferente
Cabomba caroliniana

Famiglia : Cabombaceae
Continente di provenienza : Sud America
Altezza media raggiunta : 30-80+ cm
Larghezzamedia raggiunta : 5-8+ cm
Luce media necessaria : Da media a alta
(per luce media si intende almeno 0.5W/L)
Temperatura minima di coltivazione : 18
Temperatura massima di coltivazione : 26
Durezza media dell'acua : da bassa a alta
Valore medio del ph dell'acqua : 18-26 C
Crescita : Veloce
Riproduzione : talea
Pianta caratterizzata per essere a stelo
Tipo di foglie foglie aghiformi
Tonalit delle foglie verde chiaro
Posizione consigliata in vasca centrale o posteriore
Cabomba furcta

Famiglia : Cabombaceae
Continente di provenienza : Sud America
Altezza media raggiunta : 30-80+ cm
Larghezzamedia raggiunta : 5-8+ cm
Luce media necessaria : Da alta a molto alta
(per luce media si intende almeno 0.5W/L)
Temperatura minima di coltivazione : 22
Temperatura massima di coltivazione : 33
Durezza media dell'acua : da molto bassa a media
Valore medio del ph dell'acqua : 3-7
Crescita : Veloce
Riproduzione : talea
Pianta caratterizzata per essere a stelo e rossa
Tipo di foglie foglie aghiformi
Tonalit delle foglie rosso
Posizione consigliata in vasca centrale o posteriore
Ceratophyllum demersum

Famiglia : Ceratophyllaceae
Continente di provenienza : Cosmopolita
Altezza media raggiunta : 5-80+ cm
Larghezzamedia raggiunta : 5-15+ cm
Luce media necessaria : Da bassa a alta
(per luce media si intende almeno 0.5W/L)
Temperatura minima di coltivazione : 10
Temperatura massima di coltivazione : 28
Durezza media dell'acua : dassa - alta
Valore medio del ph dell'acqua : 6-9
Crescita : Molto veloce
Riproduzione : talea
Pianta caratterizzata per essere a stelo
Tipo di foglie foglie aghiformi
Tonalit delle foglie verde
Posizione consigliata in vasca centrale o posteriore
Cladophora aegagropila

Famiglia : Cladophoraceae
Continente di provenienza : Asia
Altezza media raggiunta : 3-10 cm
Larghezzamedia raggiunta : 3-10 cm
Luce media necessaria : Da bassa a alta
(per luce media si intende almeno 0.5W/L)
Temperatura minima di coltivazione : 5
Temperatura massima di coltivazione : 28
Durezza media dell'acua : da media a molto alta
Valore medio del ph dell'acqua : 6-8,5
Crescita : Lenta
Riproduzione : talea
Pianta caratterizzata per essere muschio
Tipo di foglie foglie aghiformi
Tonalit delle foglie verde scuro
Posizione consigliata in vasca anteriore
Crinum natans

Famiglia : Amaryllidaceae
Continente di provenienza : Africa
Altezza media raggiunta : 50-150 cm
Larghezzamedia raggiunta : 20-30 cm
Luce media necessaria : Da bassa a alta
(per luce media si intende almeno 0.5W/L)
Temperatura minima di coltivazione : 20
Temperatura massima di coltivazione : 28
Durezza media dell'acua : da molto bassa a alta
Valore medio del ph dell'acqua : 5,5-8
Crescita : Lenta
Riproduzione : bulbi
Pianta caratterizzata per essere a bulbo
Tipo di foglie lineari
Tonalit delle foglie verde scuro
Posizione consigliata in vasca centrale o posteriore
Cryptocoryne crispatula var. balansae

Famiglia : Araceae
Continente di provenienza : Asia
Altezza media raggiunta : 20-60+ cm
Larghezzamedia raggiunta : 20-15+ cm
Luce media necessaria : Da bassa a alta
(per luce media si intende almeno 0.5W/L)
Temperatura minima di coltivazione : 20
Temperatura massima di coltivazione : 28
Durezza media dell'acua : da bassa a molto alta
Valore medio del ph dell'acqua : 5-9
Crescita : Media
Riproduzione : stoloni
Pianta caratterizzata per essere a rosetta
Tipo di foglie lineari
Tonalit delle foglie verde scuro
Posizione consigliata in vasca centrale o posteriore
Cryptocoryne walkeri (lutea)

Famiglia : Araceae
Continente di provenienza : Asia
Altezza media raggiunta : 12-15+ cm
Larghezzamedia raggiunta : 8-12 cm
Luce media necessaria : Da bassa a alta
(per luce media si intende almeno 0.5W/L)
Temperatura minima di coltivazione : 20
Temperatura massima di coltivazione : 28
Durezza media dell'acua : da molto bassa a alta
Valore medio del ph dell'acqua : 5,5-8
Crescita : Lenta
Riproduzione : stoloni
Pianta caratterizzata per essere a rosetta
Tipo di foglie medie
Tonalit delle foglie marrone
Posizione consigliata in vasca anteriore o centrale
Cryptocoryne wendtii brown

Famiglia : Araceae
Continente di provenienza : Asia
Altezza media raggiunta : 15-25 cm
Larghezzamedia raggiunta : 10-15 cm
Luce media necessaria : Da bassa a alta
(per luce media si intende almeno 0.5W/L)
Temperatura minima di coltivazione : 20
Temperatura massima di coltivazione : 30
Durezza media dell'acua : da molto bassa a alta
Valore medio del ph dell'acqua : 5,5-9
Crescita : Media
Riproduzione : stoloni
Pianta caratterizzata per essere a rosetta
Tipo di foglie medie
Tonalit delle foglie marrone
Posizione consigliata in vasca anteriore o centrale
Cryptocoryne wendtii Tropica

Famiglia : Araceae
Continente di provenienza : Asia
Altezza media raggiunta : 6-10 cm
Larghezzamedia raggiunta : 8-12 cm
Luce media necessaria : Da bassa a alta
(per luce media si intende almeno 0.5W/L)
Temperatura minima di coltivazione : 20
Temperatura massima di coltivazione : 30
Durezza media dell'acua : da molto bassa a alta
Valore medio del ph dell'acqua : 5,5-8
Crescita : Media
Riproduzione : stoloni
Pianta caratterizzata per essere a rosetta e epifita
Tipo di foglie medie
Tonalit delle foglie verde scuro
Posizione consigliata in vasca anteriore o centrale
Cryptocoryne x willisii

Famiglia : Araceae
Continente di provenienza : Asia
Altezza media raggiunta : 15-25+ cm
Larghezzamedia raggiunta : 10-15 cm
Luce media necessaria : Da bassa a alta
(per luce media si intende almeno 0.5W/L)
Temperatura minima di coltivazione : 20
Temperatura massima di coltivazione : 30
Durezza media dell'acua : da bassa a alta
Valore medio del ph dell'acqua : 5,5-8
Crescita : Lenta
Riproduzione : stoloni
Pianta caratterizzata per essere a rosetta e primo piano
Tipo di foglie medie
Tonalit delle foglie verde chiaro
Posizione consigliata in vasca anteriore o centrale
Cryptocoryne x willisii lucens

Famiglia : Araceae
Continente di provenienza : Asia
Altezza media raggiunta : 15-25+ cm
Larghezzamedia raggiunta : 10-15 cm
Luce media necessaria : Da bassa a alta
(per luce media si intende almeno 0.5W/L)
Temperatura minima di coltivazione : 20
Temperatura massima di coltivazione : 30
Durezza media dell'acua : da molto bass a alta
Valore medio del ph dell'acqua : 5,5-8
Crescita : Media
Riproduzione : stoloni
Pianta caratterizzata per essere a rosetta
Tipo di foglie lineari
Tonalit delle foglie verde scuro
Posizione consigliata in vasca anteriore o centrale
Didiplis diandra

Famiglia : Lythraceae
Continente di provenienza : Nord Amrica
Altezza media raggiunta : 10-15+ cm
Larghezzamedia raggiunta : 2-4+ cm
Luce media necessaria : Da alta a molto alta
(per luce media si intende almeno 0.5W/L)
Temperatura minima di coltivazione : 20
Temperatura massima di coltivazione : 26
Durezza media dell'acua : da molto bassa a media
Valore medio del ph dell'acqua : 5-8
Crescita : Media
Riproduzione : talea
Pianta caratterizzata per essere a stelo e rossa
Tipo di foglie piccole
Tonalit delle foglie rosso
Posizione consigliata in vasca centrale o posteriore
Echinodorus angustifolius

Famiglia : Alismataceae
Continente di provenienza : Sud America
Altezza media raggiunta : 5-30 cm
Larghezzamedia raggiunta : 5-20+ cm
Luce media necessaria : Da bassa a alta
(per luce media si intende almeno 0.5W/L)
Temperatura minima di coltivazione : 20
Temperatura massima di coltivazione : 30
Durezza media dell'acua : da molto bassa a molto alta
Valore medio del ph dell'acqua : 5-8
Crescita : Media
Riproduzione : stoloni
Pianta caratterizzata per essere a rosetta e primo piano
Tipo di foglie lineari
Tonalit delle foglie verde chiaro
Posizione consigliata in vasca anteriore
Echinodorus Aquartica

Famiglia : Alismataceae
Continente di provenienza : Sud America
Altezza media raggiunta : 10-15 cm
Larghezzamedia raggiunta : 10-15 cm
Luce media necessaria : Da bassa a alta
(per luce media si intende almeno 0.5W/L)
Temperatura minima di coltivazione : 18
Temperatura massima di coltivazione : 28
Durezza media dell'acua : da bassa a alta
Valore medio del ph dell'acqua : 6,5-8
Crescita : Lenta
Riproduzione : scapo fiorifero
Pianta caratterizzata per essere a rosetta e epifita
Tipo di foglie medie
Tonalit delle foglie verde chiaro
Posizione consigliata in vasca centrale o posteriore
Echinodorus martii

Famiglia : Alismataceae
Continente di provenienza : Sud America
Altezza media raggiunta : 30-45+ cm
Larghezzamedia raggiunta : 15-30 cm
Luce media necessaria : Da media a alta
(per luce media si intende almeno 0.5W/L)
Temperatura minima di coltivazione : 18
Temperatura massima di coltivazione : 28
Durezza media dell'acua : da media a alta
Valore medio del ph dell'acqua : 5,5-8,5
Crescita : Media
Riproduzione : scapo fiorifero
Pianta caratterizzata per essere a rosetta
Tipo di foglie grandi
Tonalit delle foglie verde chiaro
Posizione consigliata in vasca centrale o posteriore
Echinodorus osiris

Famiglia : Alismataceae
Continente di provenienza : Sud America
Altezza media raggiunta : 25-50 cm
Larghezzamedia raggiunta : 20-30 cm
Luce media necessaria : Da media a alta
(per luce media si intende almeno 0.5W/L)
Temperatura minima di coltivazione : 15
Temperatura massima di coltivazione : 28
Durezza media dell'acua : da molto bassa a alta
Valore medio del ph dell'acqua : 5,5-8
Crescita : Veloce
Riproduzione : scapo fiorifero
Pianta caratterizzata per essere a rosetta e rossa
Tipo di foglie grandi
Tonalit delle foglie rosso
Posizione consigliata in vasca centrale o posteriore
Echinodorus Red Diamond

Famiglia : Alismataceae
Continente di provenienza : Nord Amrica
Altezza media raggiunta : 15-25 cm
Larghezzamedia raggiunta : 20-30 cm
Luce media necessaria : Da media a alta
(per luce media si intende almeno 0.5W/L)
Temperatura minima di coltivazione : 15
Temperatura massima di coltivazione : 30
Durezza media dell'acua : da bassa a molto alta
Valore medio del ph dell'acqua : 6-8
Crescita : Media
Riproduzione : scapo fiorifero
Pianta caratterizzata per essere a rosetta e rossa
Tipo di foglie grandi
Tonalit delle foglie rosso
Posizione consigliata in vasca centrale o posteriore
Echinodorus Red Special

Famiglia : Alismataceae
Continente di provenienza : Nord Amrica
Altezza media raggiunta : 10-30 cm
Larghezzamedia raggiunta : 10-30 cm
Luce media necessaria : Da bassa a alta
(per luce media si intende almeno 0.5W/L)
Temperatura minima di coltivazione : 20
Temperatura massima di coltivazione : 30
Durezza media dell'acua : da molto bassa a molto alta
Valore medio del ph dell'acqua : 5-8
Crescita : Media
Riproduzione : scapo fiorifero
Pianta caratterizzata per essere a rosetta e rossa
Tipo di foglie medie
Tonalit delle foglie rosso
Posizione consigliata in vasca centrale o posteriore
Echinodorus Rubin

Famiglia : Alismataceae
Continente di provenienza : Sud America
Altezza media raggiunta : 30-50+ cm
Larghezzamedia raggiunta : 20-40+ cm
Luce media necessaria : Da bassa a alta
(per luce media si intende almeno 0.5W/L)
Temperatura minima di coltivazione : 18
Temperatura massima di coltivazione : 30
Durezza media dell'acua : da media a alta
Valore medio del ph dell'acqua : 5-8
Crescita : Media
Riproduzione : scapo fiorifero
Pianta caratterizzata per essere a rosetta
Tipo di foglie grandi
Tonalit delle foglie verde scuro
Posizione consigliata in vasca centrale o posteriore
Echinodorus Rubin Narrow leaves

Famiglia : Alismataceae
Continente di provenienza : Nord Amrica
Altezza media raggiunta : 20-35 cm
Larghezzamedia raggiunta : 25-40 cm
Luce media necessaria : Da media a alta
(per luce media si intende almeno 0.5W/L)
Temperatura minima di coltivazione : 20
Temperatura massima di coltivazione : 28
Durezza media dell'acua : da bassa a alta
Valore medio del ph dell'acqua : 6-9
Crescita : Lenta
Riproduzione : scapo fiorifero
Pianta caratterizzata per essere a rosetta e rossa
Tipo di foglie lineari
Tonalit delle foglie rosso
Posizione consigliata in vasca centrale o posteriore
Echinodorus uruguayensis

Famiglia : Alismataceae
Continente di provenienza : Sud America
Altezza media raggiunta : 20-55+ cm
Larghezzamedia raggiunta : 10-30 cm
Luce media necessaria : Da media a alta
(per luce media si intende almeno 0.5W/L)
Temperatura minima di coltivazione : 15
Temperatura massima di coltivazione : 26
Durezza media dell'acua : da bassa a alta
Valore medio del ph dell'acqua : 5-8
Crescita : Media
Riproduzione : scapo fiorifero
Pianta caratterizzata per essere a rosetta
Tipo di foglie medie
Tonalit delle foglie verde
Posizione consigliata in vasca centrale o posteriore
Eleocharis parvula

Famiglia : Cyperaceae
Continente di provenienza : Cosmopolita
Altezza media raggiunta : 3-7 cm
Larghezzamedia raggiunta : 5-10+ cm
Luce media necessaria : Da bassa a alta
(per luce media si intende almeno 0.5W/L)
Temperatura minima di coltivazione : 10
Temperatura massima di coltivazione : 28
Durezza media dell'acua : da molto bassa a alta
Valore medio del ph dell'acqua : 5,5-8
Crescita : Media
Riproduzione : stoloni
Pianta caratterizzata per essere a rosetta e da primo piano
Tipo di foglie foglie aghiformi
Tonalit delle foglie verde
Posizione consigliata in vasca anteriore o centrale
Eusteralis stellata

Famiglia : Lamiaceae
Continente di provenienza : Asia
Altezza media raggiunta : 15-25 cm
Larghezzamedia raggiunta : 10-20 cm
Luce media necessaria : Da alta a molto alta
(per luce media si intende almeno 0.5W/L)
Temperatura minima di coltivazione : 22
Temperatura massima di coltivazione : 28
Durezza media dell'acua : da molto bassa a media
Valore medio del ph dell'acqua : 5-7
Crescita : Media
Riproduzione : talea
Pianta caratterizzata per essere a stelo e rossa
Tipo di foglie foglie aghiformi
Tonalit delle foglie rosso
Posizione consigliata in vasca centrale o posteriore
Glossostigma elatinoides

Famiglia : Scrophulariaceae
Continente di provenienza : Australia
Altezza media raggiunta : 2-3+ cm
Larghezzamedia raggiunta : 3+ cm
Luce media necessaria : Da alta a molto alta
(per luce media si intende almeno 0.5W/L)
Temperatura minima di coltivazione : 15
Temperatura massima di coltivazione : 26
Durezza media dell'acua : da molto bassa a media
Valore medio del ph dell'acqua : 5-7,5
Crescita : Veloce
Riproduzione : stoloni
Pianta caratterizzata per essere a stelo e primo piano
Tipo di foglie piccole
Tonalit delle foglie verde
Posizione consigliata in vasca anteriore
Hemianthus callitrichoides Cuba

Famiglia : Scrophulariaceae
Continente di provenienza : Sud America
Altezza media raggiunta : 5-3 cm
Larghezzamedia raggiunta : 3-10+ cm
Luce media necessaria : Da media a alta
(per luce media si intende almeno 0.5W/L)
Temperatura minima di coltivazione : 18
Temperatura massima di coltivazione : 28
Durezza media dell'acua : da molto bassa a alta
Valore medio del ph dell'acqua : 5-7,5
Crescita : Media
Riproduzione : stoloni
Pianta caratterizzata per essere stelo e da primo piano
Tipo di foglie piccole
Tonalit delle foglie verde chiaro
Posizione consigliata in vasca anteriore
Hemianthus micranthemoides

Famiglia : Scrophulariaceae
Continente di provenienza : Sud America
Altezza media raggiunta : 5-15+ cm
Larghezzamedia raggiunta : 5-15+ cm
Luce media necessaria : Da media a alta
(per luce media si intende almeno 0.5W/L)
Temperatura minima di coltivazione : 20
Temperatura massima di coltivazione : 28
Durezza media dell'acua : da media a molto alta
Valore medio del ph dell'acqua : 5-8
Crescita : Veloce
Riproduzione : talea
Pianta caratterizzata per essere a stelo
Tipo di foglie piccole
Tonalit delle foglie verde chiaro
Posizione consigliata in vasca anteriore o centrale
Heteranthera zosterifolia

Famiglia : Pontederiaceae
Continente di provenienza : Sud America
Altezza media raggiunta : 30-50 cm
Larghezzamedia raggiunta : 10-15 cm
Luce media necessaria : Da alta a molto alta
(per luce media si intende almeno 0.5W/L)
Temperatura minima di coltivazione : 18
Temperatura massima di coltivazione : 30
Durezza media dell'acua : da bassa a alta
Valore medio del ph dell'acqua : 5,5-8
Crescita : Veloce
Riproduzione : talea
Pianta caratterizzata per essere stelo
Tipo di foglie medie
Tonalit delle foglie verde
Posizione consigliata in vasca centrale o posteriore
Hydrocotyle leucocephala

Famiglia : Apiaceae
Continente di provenienza : Sud America
Altezza media raggiunta : 10-20 cm
Larghezzamedia raggiunta : 5-15 cm
Luce media necessaria : Da bassa a alta
(per luce media si intende almeno 0.5W/L)
Temperatura minima di coltivazione : 15
Temperatura massima di coltivazione : 28
Durezza media dell'acua : molto bassa - molto alta
Valore medio del ph dell'acqua : 5-9
Crescita : Veloce
Riproduzione : talea
Pianta caratterizzata per essere a stelo
Tipo di foglie tonde
Tonalit delle foglie verde chiaro
Posizione consigliata in vasca centrale o posteriore
Hygrophila corymbosa

Famiglia : Acanthaceae
Continente di provenienza : Asia
Altezza media raggiunta : 15-30+ cm
Larghezzamedia raggiunta : 10-15 cm
Luce media necessaria : Da media a alta
(per luce media si intende almeno 0.5W/L)
Temperatura minima di coltivazione : 20
Temperatura massima di coltivazione : 28
Durezza media dell'acua : da molto bassa a alta
Valore medio del ph dell'acqua : 5,5-8
Crescita : Media
Riproduzione : talea
Pianta caratterizzata per essere a stelo
Tipo di foglie medie
Tonalit delle foglie verde chiaro
Posizione consigliata in vasca centrale o posteriore
Hygrophila corymbosa Aroma

Famiglia : Acanthaceae
Continente di provenienza : Asia
Altezza media raggiunta : 20-30+ cm
Larghezzamedia raggiunta : 20-40+ cm
Luce media necessaria : Da alta a molto alta
(per luce media si intende almeno 0.5W/L)
Temperatura minima di coltivazione : 20
Temperatura massima di coltivazione : 30
Durezza media dell'acua : da molto bassa a alta
Valore medio del ph dell'acqua : 5,5-8
Crescita : Media
Riproduzione : talea
Pianta caratterizzata per essere a stelo
Tipo di foglie medie
Tonalit delle foglie verde scuro
Posizione consigliata in vasca centrale o posteriore
Hygrophila difformis

Famiglia : Acanthaceae
Continente di provenienza : Asia
Altezza media raggiunta : 20-50 cm
Larghezzamedia raggiunta : 15-25 cm
Luce media necessaria : Da media a alta
(per luce media si intende almeno 0.5W/L)
Temperatura minima di coltivazione : 22
Temperatura massima di coltivazione : 30
Durezza media dell'acua : da molto bassa a molto alta
Valore medio del ph dell'acqua : 5-9
Crescita : Veloce
Riproduzione : talea
Pianta caratterizzata per essere a stelo
Tipo di foglie medie
Tonalit delle foglie verde chiaro
Posizione consigliata in vasca centrale o posteriore
Hygrophila polysperma Rosanervig

Famiglia : Acanthaceae
Continente di provenienza : Asia
Altezza media raggiunta : 20-30+ cm
Larghezzamedia raggiunta : 6-10 cm
Luce media necessaria : Da alta a molto alta
(per luce media si intende almeno 0.5W/L)
Temperatura minima di coltivazione : 18
Temperatura massima di coltivazione : 28
Durezza media dell'acua : da bassa a alta
Valore medio del ph dell'acqua : 5-8
Crescita : Media
Riproduzione : talea
Pianta caratterizzata per essere a stelo e rossa
Tipo di foglie medie
Tonalit delle foglie rosso
Posizione consigliata in vasca centrale o posteriore
Juncus repens

Famiglia : Juncaceae
Continente di provenienza : Nord Amrica
Altezza media raggiunta : 7-30 cm
Larghezzamedia raggiunta : 5-7+ cm
Luce media necessaria : Da bassa a alta
(per luce media si intende almeno 0.5W/L)
Temperatura minima di coltivazione : 15
Temperatura massima di coltivazione : 30
Durezza media dell'acua : da molto bassa a alta
Valore medio del ph dell'acqua : 5-8
Crescita : Media
Riproduzione : talea
Pianta caratterizzata per essere a stelo
Tipo di foglie lineari
Tonalit delle foglie verde chiaro
Posizione consigliata in vasca centrale o posteriore
Limnophila aromatica

Famiglia : Scrophulariaceae
Continente di provenienza : Asia
Altezza media raggiunta : 25-50 cm
Larghezzamedia raggiunta : 5-8 cm
Luce media necessaria : Da alta a molto alta
(per luce media si intende almeno 0.5W/L)
Temperatura minima di coltivazione : 22
Temperatura massima di coltivazione : 28
Durezza media dell'acua : da molto bassa a media
Valore medio del ph dell'acqua : 5-7
Crescita : Media
Riproduzione : talea
Pianta caratterizzata per essere a stelo e rossa
Tipo di foglie medie
Tonalit delle foglie rosso
Posizione consigliata in vasca centrale o posteriore
Limnophila sessiliflora

Famiglia : Scrophulariaceae
Continente di provenienza : Asia
Altezza media raggiunta : 15-40 cm
Larghezzamedia raggiunta : 4-7 cm
Luce media necessaria : Da media a alta
(per luce media si intende almeno 0.5W/L)
Temperatura minima di coltivazione : 22
Temperatura massima di coltivazione : 28
Durezza media dell'acua : da media a alta
Valore medio del ph dell'acqua : 5,5-8
Crescita : Veloce
Riproduzione : talea
Pianta caratterizzata per essere a stelo
Tipo di foglie piccole
Tonalit delle foglie verde
Posizione consigliata in vasca centrale o posteriore
Lobelia cardinalis

Famiglia : Lobeliaceae
Continente di provenienza : Nord Amrica
Altezza media raggiunta : 20-30+ cm
Larghezzamedia raggiunta : 7-15 cm
Luce media necessaria : Da bassa a alta
(per luce media si intende almeno 0.5W/L)
Temperatura minima di coltivazione : 15
Temperatura massima di coltivazione : 26
Durezza media dell'acua : da bassa a alta
Valore medio del ph dell'acqua : 6-8
Crescita : Lenta
Riproduzione : talea
Pianta caratterizzata per essere a stelo e rossa
Tipo di foglie medie
Tonalit delle foglie verde
Posizione consigliata in vasca centrale o posteriore
Ludwigia arcuata

Famiglia : Onagraceae
Continente di provenienza : Nord Amrica
Altezza media raggiunta : 25-50 cm
Larghezzamedia raggiunta : 3-5 cm
Luce media necessaria : Da alta a molto alta
(per luce media si intende almeno 0.5W/L)
Temperatura minima di coltivazione : 20
Temperatura massima di coltivazione : 28
Durezza media dell'acua : da molto bassa a media
Valore medio del ph dell'acqua : 5,5-8
Crescita : Media
Riproduzione : talea
Pianta caratterizzata per essere a stelo e rossa
Tipo di foglie piccole
Tonalit delle foglie rosso
Posizione consigliata in vasca centrale o posteriore
Ludwigia glandulosa perennis

Famiglia : Onagraceae
Continente di provenienza : Asia
Altezza media raggiunta : 15-40 cm
Larghezzamedia raggiunta : 5-12 cm
Luce media necessaria : Da media a alta
(per luce media si intende almeno 0.5W/L)
Temperatura minima di coltivazione : 20
Temperatura massima di coltivazione : 28
Durezza media dell'acua : da molto bassa a alta
Valore medio del ph dell'acqua : 5,5-8
Crescita : Media
Riproduzione : talea
Pianta caratterizzata per essere a stelo e rossa
Tipo di foglie medie
Tonalit delle foglie rosso
Posizione consigliata in vasca centrale o posteriore
Ludwigia inclinata

Famiglia : Onagraceae
Continente di provenienza : Sud America
Altezza media raggiunta : 20-40 cm
Larghezzamedia raggiunta : 3-5+ cm
Luce media necessaria : Da alta a molto alta
(per luce media si intende almeno 0.5W/L)
Temperatura minima di coltivazione : 22
Temperatura massima di coltivazione : 30
Durezza media dell'acua : da bassa a media
Valore medio del ph dell'acqua : 5-7
Crescita : Veloce
Riproduzione : talea
Pianta caratterizzata per essere a stelo e rossa
Tipo di foglie medie
Tonalit delle foglie rosso
Posizione consigliata in vasca centrale o posteriore
Ludwigia inclinata var. verticillata Cuba

Famiglia : Onagraceae
Continente di provenienza : Sud America
Altezza media raggiunta : 10-30 cm
Larghezzamedia raggiunta : 10-30 cm
Luce media necessaria : Da media a alta
(per luce media si intende almeno 0.5W/L)
Temperatura minima di coltivazione : 18
Temperatura massima di coltivazione : 28
Durezza media dell'acua : da molto bassa a media
Valore medio del ph dell'acqua : 5-7,5
Crescita : Lenta
Riproduzione : talea
Pianta caratterizzata per essere a stelo e rossa
Tipo di foglie medie
Tonalit delle foglie rosso
Posizione consigliata in vasca centrale o posteriore
Ludwigia inclinata var. verticillata 'Pantanal'

Famiglia : Onagraceae
Continente di provenienza : Sud America
Altezza media raggiunta : 20-40 cm
Larghezzamedia raggiunta : 3-5+ cm
Luce media necessaria : Da alta a molto alta
(per luce media si intende almeno 0.5W/L)
Temperatura minima di coltivazione : 22
Temperatura massima di coltivazione : 30
Durezza media dell'acua : da bassa a media
Valore medio del ph dell'acqua : 5-7
Crescita : Veloce
Riproduzione : talea
Pianta caratterizzata per essere a stelo e rossa
Tipo di foglie medie
Tonalit delle foglie rosso
Posizione consigliata in vasca centrale o posteriore
Ludwigia repens

Famiglia : Onagraceae
Continente di provenienza : Nord Amrica
Altezza media raggiunta : 30-50 cm
Larghezzamedia raggiunta : 5-8 cm
Luce media necessaria : Da media a alta
(per luce media si intende almeno 0.5W/L)
Temperatura minima di coltivazione : 15
Temperatura massima di coltivazione : 26
Durezza media dell'acua : da molto bassa a alta
Valore medio del ph dell'acqua : 5,5-8
Crescita : Veloce
Riproduzione : talea
Pianta caratterizzata per essere a stelo e rossa
Tipo di foglie medie
Tonalit delle foglie rosso
Posizione consigliata in vasca centrale o posteriore
Ludwigia repens Rubin

Famiglia : Onagraceae
Continente di provenienza : Nord Amrica
Altezza media raggiunta : 20-50 cm
Larghezzamedia raggiunta : 5-15+ cm
Luce media necessaria : Da media a alta
(per luce media si intende almeno 0.5W/L)
Temperatura minima di coltivazione : 15
Temperatura massima di coltivazione : 30
Durezza media dell'acua : da molto bassaa alta
Valore medio del ph dell'acqua : 5-8
Crescita : Veloce
Riproduzione : talea
Pianta caratterizzata per essere a stelo e rossa
Tipo di foglie medie
Tonalit delle foglie rosso
Posizione consigliata in vasca centrale o posteriore
Marsilea hirsuta

Famiglia : Marsileceae
Continente di provenienza : Australia
Altezza media raggiunta : 2-10+ cm
Larghezzamedia raggiunta : 5-20+ cm
Luce media necessaria : Da media a alta
(per luce media si intende almeno 0.5W/L)
Temperatura minima di coltivazione : 18
Temperatura massima di coltivazione : 28
Durezza media dell'acua : da media a alta
Valore medio del ph dell'acqua : 5-7,5
Crescita : Media
Riproduzione : stoloni
Pianta caratterizzata per essere a stelo e primo piano
Tipo di foglie piccole
Tonalit delle foglie verde scuro
Posizione consigliata in vasca anteriore
Mayaca Fluviatilis

Famiglia : Maiacacee
Continente di provenienza : Sud America
Altezza media raggiunta : 15-40 cm
Larghezzamedia raggiunta : 2-3 cm
Luce media necessaria : Da media a alta
(per luce media si intende almeno 0.5W/L)
Temperatura minima di coltivazione : 18
Temperatura massima di coltivazione : 28
Durezza media dell'acua : media
Valore medio del ph dell'acqua : 6-8
Crescita : Veloce
Riproduzione : talea
Pianta caratterizzata per essere stelo
Tipo di foglie piccole
Tonalit delle foglie verde chiaro
Posizione consigliata in vasca centrale o posteriore
Micranthemum umbrosum

Famiglia : Scrophulariaceae
Continente di provenienza : Africa
Altezza media raggiunta : 10-15+ cm
Larghezzamedia raggiunta : 1-15 cm
Luce media necessaria : Da alta a molto alta
(per luce media si intende almeno 0.5W/L)
Temperatura minima di coltivazione : 20
Temperatura massima di coltivazione : 26
Durezza media dell'acua : da bassa a alta
Valore medio del ph dell'acqua : 5,5-8
Crescita : Veloce
Riproduzione : talea
Pianta caratterizzata per essere a stelo
Tipo di foglie piccole
Tonalit delle foglie verde
Posizione consigliata in vasca anteriore o centrale
Microsorum pteropus

Famiglia : Polypodiaceae
Continente di provenienza : Asia
Altezza media raggiunta : 15-30 cm
Larghezzamedia raggiunta : 12-20+ cm
Luce media necessaria : Da bassa a alta
(per luce media si intende almeno 0.5W/L)
Temperatura minima di coltivazione : 18
Temperatura massima di coltivazione : 30
Durezza media dell'acua : da bassa a alta
Valore medio del ph dell'acqua : 5-8
Crescita : Media
Riproduzione : taglio del rizoma e piante avventizie
Pianta caratterizzata per essere rizoma e epifita
Tipo di foglie grandi
Tonalit delle foglie medie
Posizione consigliata in vasca centrale o posteriore
Microsorum pteropus needle leaves

Famiglia : Polypodiaceae
Continente di provenienza : Asia
Altezza media raggiunta : 10-30 cm
Larghezzamedia raggiunta : 10-20 cm
Luce media necessaria : Da bassa a alta
(per luce media si intende almeno 0.5W/L)
Temperatura minima di coltivazione : 18
Temperatura massima di coltivazione : 30
Durezza media dell'acua : da molto bassa a molto alta
Valore medio del ph dell'acqua : 5-8
Crescita : Media
Riproduzione : taglio del rizoma e piante avventizie
Pianta caratterizzata per essere a rizoma e epifita
Tipo di foglie lineari
Tonalit delle foglie verde chiaro
Posizione consigliata in vasca centrale o posteriore
Microsorum pteropus Philippine

Famiglia : Polypodiaceae
Continente di provenienza : Asia
Altezza media raggiunta : 10-30 cm
Larghezzamedia raggiunta : 10-20 cm
Luce media necessaria : Da bassa a alta
(per luce media si intende almeno 0.5W/L)
Temperatura minima di coltivazione : 18
Temperatura massima di coltivazione : 30
Durezza media dell'acua : da molto bassa a molto alta
Valore medio del ph dell'acqua : 5-8
Crescita : Lenta
Riproduzione : taglio del rizoma e piante avventizie
Pianta caratterizzata per essere a rizoma e epifita
Tipo di foglie lineari
Tonalit delle foglie verde chiaro
Posizione consigliata in vasca centrale o posteriore
Microsorum pteropus Red

Famiglia : Polypodiaceae
Continente di provenienza : Asia
Altezza media raggiunta : 10-30 cm
Larghezzamedia raggiunta : 10-20 cm
Luce media necessaria : Da bassa a alta
(per luce media si intende almeno 0.5W/L)
Temperatura minima di coltivazione : 18
Temperatura massima di coltivazione : 30
Durezza media dell'acua : da molto bassa a molto alta
Valore medio del ph dell'acqua : 5-8
Crescita : Media
Riproduzione : taglio del rizoma e piante avventizie
Pianta caratterizzata per essere a rizoma e epifita
Tipo di foglie medie
Tonalit delle foglie verde chiaro
Posizione consigliata in vasca centrale o posteriore
Microsorum pteropus Tropica

Famiglia : Polypodiaceae
Continente di provenienza : Asia
Altezza media raggiunta : 15-50 cm
Larghezzamedia raggiunta : 15-30+ cm
Luce media necessaria : Da bassa a alta
(per luce media si intende almeno 0.5W/L)
Temperatura minima di coltivazione : 18
Temperatura massima di coltivazione : 30
Durezza media dell'acua : da molto bassa a alta
Valore medio del ph dell'acqua : 5-8
Crescita : Media
Riproduzione : taglio del rizoma e piante avventizie
Pianta caratterizzata per essere a rizoma e epifita
Tipo di foglie medie
Tonalit delle foglie verde chiaro
Posizione consigliata in vasca centrale o posteriore
Microsorum pteropus Windelv

Famiglia : Polypodiaceae
Continente di provenienza : Asia
Altezza media raggiunta : 10-20 cm
Larghezzamedia raggiunta : 12-18+ cm
Luce media necessaria : Da bassa a alta
(per luce media si intende almeno 0.5W/L)
Temperatura minima di coltivazione : 18
Temperatura massima di coltivazione : 30
Durezza media dell'acua : da molto bassa a alta
Valore medio del ph dell'acqua : 5-8
Crescita : Lenta
Riproduzione : taglio del rizoma e piante avventizie
Pianta caratterizzata per essere a rizoma e epifita
Tipo di foglie medie
Tonalit delle foglie verde
Posizione consigliata in vasca centrale o posteriore
Monosolenium tenerum (Pellia)

Famiglia : Monoseleniaceae
Continente di provenienza : Asia
Altezza media raggiunta : 2-5+ cm
Larghezzamedia raggiunta : 3-10+ cm
Luce media necessaria : Da bassa a alta
(per luce media si intende almeno 0.5W/L)
Temperatura minima di coltivazione : 5
Temperatura massima di coltivazione : 28
Durezza media dell'acua : bassa - alta
Valore medio del ph dell'acqua : 5-8
Crescita : Veloce
Riproduzione : talea
Pianta caratterizzata per essere muschio e epifita
Tipo di foglie piccole
Tonalit delle foglie verde scuro
Posizione consigliata in vasca anteriore o centrale
Myriophyllum tuberculatum Red

Famiglia : Haloragaceae
Continente di provenienza : Asia
Altezza media raggiunta : 40+ cm
Larghezzamedia raggiunta : 5-8 cm
Luce media necessaria : Da alta a molto alta
(per luce media si intende almeno 0.5W/L)
Temperatura minima di coltivazione : 18
Temperatura massima di coltivazione : 29
Durezza media dell'acua : da bassa a alta
Valore medio del ph dell'acqua : 5-7
Crescita : Lenta
Riproduzione : talea
Pianta caratterizzata per essere a stelo e rossa
Tipo di foglie foglie aghiformi
Tonalit delle foglie rosso
Posizione consigliata in vasca centrale o posteriore
Najas guadelupensis

Famiglia : Najas guadelupensis


Continente di provenienza : Sud America
Altezza media raggiunta : 50 cm
Larghezzamedia raggiunta : 4 cm
Luce media necessaria : Media
(per luce media si intende almeno 0.5W/L)
Temperatura minima di coltivazione : 15
Temperatura massima di coltivazione : 30
Durezza media dell'acua : media
Valore medio del ph dell'acqua : 6-7
Crescita : Media
Riproduzione : talea
Pianta caratterizzata per essere a stelo
Tipo di foglie piccole
Tonalit delle foglie verde chiaro
Posizione consigliata in vasca centrale o posteriore
Nesaea crassicaulis

Famiglia : Lythraceae
Continente di provenienza : Africa
Altezza media raggiunta : 30-50 cm
Larghezzamedia raggiunta : 8+ cm
Luce media necessaria : Da alta a molto alta
(per luce media si intende almeno 0.5W/L)
Temperatura minima di coltivazione : 22
Temperatura massima di coltivazione : 28
Durezza media dell'acua : da molto bassa a media
Valore medio del ph dell'acqua : 5,5-8,5
Crescita : Media
Riproduzione : talea
Pianta caratterizzata per essere a stelo e rossa
Tipo di foglie medie
Tonalit delle foglie rosso
Posizione consigliata in vasca centrale o posteriore
Nymphaea lotus (zenkeri)

Famiglia : Nymphaeaceae
Continente di provenienza : Africa
Altezza media raggiunta : 20-80 cm
Larghezzamedia raggiunta : 25-60 cm
Luce media necessaria : Da media a alta
(per luce media si intende almeno 0.5W/L)
Temperatura minima di coltivazione : 22
Temperatura massima di coltivazione : 30
Durezza media dell'acua : da molto bassa a alta
Valore medio del ph dell'acqua : 5-8
Crescita : Lenta
Riproduzione : bulbi
Pianta caratterizzata per essere a bulbo e rossa
Tipo di foglie medie
Tonalit delle foglie rosso
Posizione consigliata in vasca centrale o posteriore
Pistia stratiotes

Famiglia : Araceae
Continente di provenienza : Cosmopolita
Altezza media raggiunta : 5-20+ cm
Larghezzamedia raggiunta : 5-20+ cm
Luce media necessaria : Da alta a molto alta
(per luce media si intende almeno 0.5W/L)
Temperatura minima di coltivazione : 17
Temperatura massima di coltivazione : 30
Durezza media dell'acua : da molto bassa a molto alta
Valore medio del ph dell'acqua : 5-8
Crescita : Veloce
Riproduzione : stoloni
Pianta caratterizzata per essere galleggiante
Tipo di foglie medie
Tonalit delle foglie verde chiaro
Posizione consigliata in vasca galleggiante
Pogostemon helferi

Famiglia : Lamiaceae
Continente di provenienza : Asia
Altezza media raggiunta : 2-10 cm
Larghezzamedia raggiunta : 5-10 cm
Luce media necessaria : Da bassa a alta
(per luce media si intende almeno 0.5W/L)
Temperatura minima di coltivazione : 20
Temperatura massima di coltivazione : 30
Durezza media dell'acua : da molto bassa a molto alta
Valore medio del ph dell'acqua : 6-7,5
Crescita : Media
Riproduzione : talea
Pianta caratterizzata per essere a rosetta e primo piano
Tipo di foglie medie
Tonalit delle foglie verde chiaro
Posizione consigliata in vasca anteriore
Rotala macrandra

Famiglia : Lythraceae
Continente di provenienza : Asia
Altezza media raggiunta : 25-55 cm
Larghezzamedia raggiunta : 2-7 cm
Luce media necessaria : Da alta a molto alta
(per luce media si intende almeno 0.5W/L)
Temperatura minima di coltivazione : 22
Temperatura massima di coltivazione : 28
Durezza media dell'acua : da bassa a media
Valore medio del ph dell'acqua : 5-7
Crescita : Veloce
Riproduzione : talea
Pianta caratterizzata per essere a stelo e rossa
Tipo di foglie medie
Tonalit delle foglie rosso
Posizione consigliata in vasca centrale o posteriore
Rotala rotundifolia

Famiglia : Lythraceae
Continente di provenienza : Asia
Altezza media raggiunta : 40-60 cm
Larghezzamedia raggiunta : 3+ cm
Luce media necessaria : Da bassa a alta
(per luce media si intende almeno 0.5W/L)
Temperatura minima di coltivazione : 18
Temperatura massima di coltivazione : 30
Durezza media dell'acua : da bassa a alta
Valore medio del ph dell'acqua : 5-8
Crescita : Veloce
Riproduzione : talea
Pianta caratterizzata per essere a stelo e rossa
Tipo di foglie piccole
Tonalit delle foglie rosso
Posizione consigliata in vasca centrale o posteriore
Rotala sp vietnam

Famiglia : Lythraceae
Continente di provenienza : Asia
Altezza media raggiunta : 10-30cm
Larghezzamedia raggiunta : 4-8cm
Luce media necessaria : Da media a alta
(per luce media si intende almeno 0.5W/L)
Temperatura minima di coltivazione : 22
Temperatura massima di coltivazione : 26
Durezza media dell'acua : media
Valore medio del ph dell'acqua : 7
Crescita : Media
Riproduzione : talea
Pianta caratterizzata per essere a stelo e rossa
Tipo di foglie foglie aghiformi
Tonalit delle foglie rosso
Posizione consigliata in vasca centrale o posteriore
Rotala sp. ''Green''

Famiglia : Lythraceae
Continente di provenienza : Asia
Altezza media raggiunta : 40-50 cm
Larghezzamedia raggiunta : 3+ cm
Luce media necessaria : Da alta a molto alta
(per luce media si intende almeno 0.5W/L)
Temperatura minima di coltivazione : 18
Temperatura massima di coltivazione : 30
Durezza media dell'acua : da molto basso a alto
Valore medio del ph dell'acqua : 5-8
Crescita : Veloce
Riproduzione : talea
Pianta caratterizzata per essere a stelo
Tipo di foglie piccole
Tonalit delle foglie verde chiaro
Posizione consigliata in vasca centrale o posteriore
Rotala sp. Nanjenshan

Famiglia : Lythraceae
Continente di provenienza : Asia
Altezza media raggiunta : 10-15 cm
Larghezzamedia raggiunta : 2-4+ cm
Luce media necessaria : Da alta a molto alta
(per luce media si intende almeno 0.5W/L)
Temperatura minima di coltivazione : 20
Temperatura massima di coltivazione : 30
Durezza media dell'acua : da molto bassa a alta
Valore medio del ph dell'acqua : 5,5-8
Crescita : Veloce
Riproduzione : talea
Pianta caratterizzata per essere a stelo
Tipo di foglie piccole
Tonalit delle foglie verde chiaro
Posizione consigliata in vasca centrale o posteriore
Sagittaria subulata

Famiglia : Alismataceae
Continente di provenienza : Sud America
Altezza media raggiunta : 5-30+ cm
Larghezzamedia raggiunta : 10-15 cm
Luce media necessaria : Da bassa a alta
(per luce media si intende almeno 0.5W/L)
Temperatura minima di coltivazione : 16
Temperatura massima di coltivazione : 28
Durezza media dell'acua : da bassa a molto alta
Valore medio del ph dell'acqua : 6-9
Crescita : Veloce
Riproduzione : stoloni
Pianta caratterizzata per essere a rosetta e primo piano
Tipo di foglie lineari
Tonalit delle foglie verde chiaro
Posizione consigliata in vasca anteriore
Salvinia

Famiglia : Salviniaceae
Continente di provenienza : Asia
Altezza media raggiunta : 1-3 cm
Larghezzamedia raggiunta : 1-3 cm
Luce media necessaria : Da alta a molto alta
(per luce media si intende almeno 0.5W/L)
Temperatura minima di coltivazione : 12
Temperatura massima di coltivazione : 30
Durezza media dell'acua : da bassa a alta
Valore medio del ph dell'acqua : 5,5-9
Crescita : Media
Riproduzione : talea
Pianta caratterizzata per essere galleggiante
Tipo di foglie piccole
Tonalit delle foglie verde scuro
Posizione consigliata in vasca galleggiante
Taiwan moss

Famiglia : Hypnaceae
Continente di provenienza : Cosmopolita
Altezza media raggiunta : 1-3+ cm
Larghezzamedia raggiunta : 3-5+ cm
Luce media necessaria : Da bassa a alta
(per luce media si intende almeno 0.5W/L)
Temperatura minima di coltivazione : 15
Temperatura massima di coltivazione : 28
Durezza media dell'acua : da bassa a molto alta
Valore medio del ph dell'acqua : 5,5-9
Crescita : Lenta
Riproduzione : talea
Pianta caratterizzata per essere muschio e epifita
Tipo di foglie piccole
Tonalit delle foglie verde scuro
Posizione consigliata in vasca anteriore
Tonina fluviatilis

Famiglia : Eriocaulaceae
Continente di provenienza : Sud America
Altezza media raggiunta : 5-35 cm
Larghezzamedia raggiunta : 2-3+ cm
Luce media necessaria : Da bassa a alta
(per luce media si intende almeno 0.5W/L)
Temperatura minima di coltivazione : 20
Temperatura massima di coltivazione : 30
Durezza media dell'acua : da molto bassa a media
Valore medio del ph dell'acqua : 5-7,5
Crescita : Media
Riproduzione : talea
Pianta caratterizzata per essere a stelo
Tipo di foglie medie
Tonalit delle foglie verde chiaro
Posizione consigliata in vasca centrale o posteriore
Valisneria nana

Famiglia : Hydrocharitaceae
Continente di provenienza : Australia
Altezza media raggiunta : 30-80 cm
Larghezzamedia raggiunta : 2-10 cm
Luce media necessaria : Da bassa a alta
(per luce media si intende almeno 0.5W/L)
Temperatura minima di coltivazione : 20
Temperatura massima di coltivazione : 28
Durezza media dell'acua : da bassa a alta
Valore medio del ph dell'acqua : 6-8,5
Crescita : Media
Riproduzione : stoloni
Pianta caratterizzata per essere a rosetta
Tipo di foglie lineari
Tonalit delle foglie verde chiaro
Posizione consigliata in vasca posteriore
Vallisneria americana gigantea

Famiglia : Hydrocharitaceae
Continente di provenienza : Asia
Altezza media raggiunta : 50-100+ cm
Larghezzamedia raggiunta : 15+ cm
Luce media necessaria : Da bassa a alta
(per luce media si intende almeno 0.5W/L)
Temperatura minima di coltivazione : 18
Temperatura massima di coltivazione : 30
Durezza media dell'acua : da bassa a molto alta
Valore medio del ph dell'acqua : 6-9,5
Crescita : Veloce
Riproduzione : stoloni
Pianta caratterizzata per essere a rosetta
Tipo di foglie lineari
Tonalit delle foglie verde
Posizione consigliata in vasca posteriore
Vallisneria spiralis

Famiglia : Hydrocharitaceae
Continente di provenienza : Asia
Altezza media raggiunta : 30-55+ cm
Larghezzamedia raggiunta : 5+ cm
Luce media necessaria : Da bassa a alta
(per luce media si intende almeno 0.5W/L)
Temperatura minima di coltivazione : 15
Temperatura massima di coltivazione : 30
Durezza media dell'acua : da bassa a molto alta
Valore medio del ph dell'acqua : 6-9
Crescita : Veloce
Riproduzione : stoloni
Pianta caratterizzata per essere rosetta
Tipo di foglie lineari
Tonalit delle foglie verde chiaro
Posizione consigliata in vasca centrale o posteriore
Vesicularia dubyana

Famiglia : Hypnaceae
Continente di provenienza : Asia
Altezza media raggiunta : + cm
Larghezzamedia raggiunta : + cm
Luce media necessaria : Da bassa a alta
(per luce media si intende almeno 0.5W/L)
Temperatura minima di coltivazione : 15
Temperatura massima di coltivazione : 28
Durezza media dell'acua : da molto basso a molto alto
Valore medio del ph dell'acqua : 5-9
Crescita : Lenta
Riproduzione : talea
Pianta caratterizzata per essere muschio e epifita
Tipo di foglie piccole
Tonalit delle foglie verde scuro
Posizione consigliata in vasca anteriore o centrale
Vesicularia sp. Christmas

Famiglia : Hypnaceae
Continente di provenienza : Sud America
Altezza media raggiunta : 1-3+ cm
Larghezzamedia raggiunta : 3-5+ cm
Luce media necessaria : Da bassa a alta
(per luce media si intende almeno 0.5W/L)
Temperatura minima di coltivazione : 15
Temperatura massima di coltivazione : 28
Durezza media dell'acua : molto bassa - molto alta
Valore medio del ph dell'acqua : 5,5-9
Crescita : Media
Riproduzione : talea
Pianta caratterizzata per essere muschio e epifita
Tipo di foglie piccole
Tonalit delle foglie verde scuro
Posizione consigliata in vasca anteriore o centrale
Zosterella dubia

Famiglia : Pontederiaceae
Continente di provenienza : Nord Amrica
Altezza media raggiunta : 15-50 cm
Larghezzamedia raggiunta : 10-15 cm
Luce media necessaria : Da bassa a alta
(per luce media si intende almeno 0.5W/L)
Temperatura minima di coltivazione : 10
Temperatura massima di coltivazione : 28
Durezza media dell'acua : da molto bassa a alta
Valore medio del ph dell'acqua : 5-8
Crescita : Veloce
Riproduzione : talea
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Tonalit delle foglie verde chiaro
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Pesci e Invertebrati
Piante e Alghe
Tecnica
Malatie Piante.... tante piante!
Allestimento
L'acqua e la chimica Siate sinceri: siete tra quelli che pensate che un acquario sempre bello in quanto
Alimentazione comunque una cosa poco usuale oppure guardandone uno ne giudicate lestetica?
Articoli dal Mondo Sinceramente io sono ormai dell idea che le piante, elementi FONDAMENTALI x una buona
Dentro l'acquariofilia
realizzazione di un acquario e un buon mantenimento dell equilibrio biologico al suo interno,
Glossario
non vengano considerate e/o utilizzate sempre nell ottica giusta o quanto meno adeguata.
Gli amici di AOL
E mia intenzione qui fare un discorso generale sulle piante in base alla mia esperienza e a
quello che diventato il mio punto di vista cercando di essere il pi chiaro e semplice
Editoriale
possibile. Gli altri miei amici..Angelo, Claudio, Roberto etc.vi hanno presentato coi
Lo scaffale
loro articoli piante e aspetti a loro collegati per un loro buon mantenimento: luce, riflettori,
Lo Staff
CO2, sabbia .
Link Utili
Quello che sto cercando di fare io provare a legare gli elementi di questo pacchetto
Contattaci
informativo con un fil rouge, cercare di farvi vedere le piante coi miei occhi.
Io sono per il bel colpo docchio che un acquario deve dare qualunque siano le sue
dimensioni e per raggiungere questo obiettivo, per forza si deve adempiere a tutte quelle
operazioni basilari che vengono compiutamente descritte nel sito.
Il neofita, soprattutto quello principiante, ha come punto di arrivo i pesci e il loro buon
mantenimento in vasca.
Nella mia lenta evoluzione (che non ritengo certo a chiss quale elevato livello dopo due
anni) ho imparato a vedere le cose sotto un altro punto di vista credo leggermente diverso.
Badate bene: non sar un inno alle piante o all acquario olandese (x chi non lo sa l
olandese un acquario tematico in cui le piante sono le uniche protagoniste e i pesci, se ve
ne sono, sono in numero considerevolmente basso).
Immaginate la Terra con poche piante o senza!!!.bruttina eh? Pi che altro staremmo un
po peggio noi. Iniziate a vedere le cose da quest altra prospettiva in cui i pesci sono si la
nostra meta preferita, ma non la principale?
Ho visto acquari bui a causa di fondi scuri; con enormi spazi vuoti per la mancanza di un
numero sufficiente di piante; acquarietti con la classica pinta messa nel centro e basta; fondi
pi che a granuli grossi, ciottolosi.
Voi state meglio in una casa ben arredata o in una dove c poco e niente? Insomma,
mettete piante nel vostro acquario senza lesinare e dato che sono creature vive rendetele
sane e forti. Concentrate la vostra attenzione tecnica su di loro pi che sui pesci.
Abbellite i vostri acquari con tante piante.verdi brillanti, verdi scure, verdi chiare, rosse,
alte, basse, di gruppo, solitarie, muschi, felci..ce ne sono di tutti i tipi e per tutti i gusti.
Solitamente le piante d acquario che troviamo dal negoziante stanno a loro agio con acque
intorno a pH=7 (neutro), durezza carbonatica (quella temporanea) compresa tra 3-5KH e
temperature comprese tra 23-26C.
Basilare un buon terriccio sul fondo dellacquario e un fondo fine se non sabbioso.
Fondamentale l immissione nei cambi di acqua degli oligoelementi fertilizzanti (ferro su
tutti) e se possibile, compatibilmente con il budget di spesa, un impianto di CO2.
Come gi detto questo vuol essere un discorso generale e dunque non sto qui ad
approfondire tali aspetti tecnici: nel sito troverete molte informazioni sparpagliate in ogni
dove..anche nel FORUM.
Tenete conto di una cosa essenziale a mio modo di vedere: preoccupatevi anzi tutto di
creare in vasca un polmone di piante a crescita rapida.
Non dimenticate inoltre che in buone condizioni le piante si propagano.
L ultima nota che metto polemica nei confronti di quei negozianti che hanno a che fare
con persone inesperte: aiutateli e siate disponibili a rispondere ai quesiti che vi vengono
posti, ma soprattutto date almeno le nozioni base ogni volta che qualcuno acquista un
acquario.
L dentro vi andranno sicuramente piante e pesci, dunque non sbattetevene.
Concludo esortandovi ancora una volta a far uso di tante piante, con criterio si, ma tante.

http://www.acquariforum.com/cgi-bin/magazine/viewnews.cgi?id=EEkVkypAylvPFjMIKK&tmpl= (1 of 2)12/06/07 18.17.33


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Di Roberto Emili (17-02-2002)

28 Agosto 2005
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Pesci e Invertebrati
Piante e Alghe
Tecnica
Malatie Come inserire le piante in acquario
Allestimento
L'acqua e la chimica Di seguito riporter le principali tecniche per il corretto inserimento delle piante in acquario.
Alimentazione
Articoli dal Mondo In base alla struttura possiamo raggruppare le piante in questi gruppi:
Dentro l'acquariofilia
Glossario

Gli amici di AOL Piante a rosetta


Editoriale

Lo scaffale Piante a stelo


Lo Staff

Link Utili
Piante epifite

Contattaci
Piante a bulbo

PIANTE A ROSETTA
(echinodorus, sagittaria, blyxa, cryptocoryne, ecc..)

Le piante generalmente sono vendute in vasetti di plastica, dove le radici sono avvolte nel
grodan (della lana di roccia che viene usata dalle ditte che commercializzano piante per far
radicare e fertilizzare le stesse). Questa lana deve essere tolta tutta, pu essere dannosa
per i pesci e pu introdurre in acquario sostanze nocive.

Per togliere le piante dal vasetto bisogna prima schiacciarlo ai lati, poi delicatamente
bisogna prendere la pianta alla base ed estrarla dal vasetto.

http://www.acquariforum.com/cgi-bin/magazine/viewnews.cgi?id=EEFAyyuVpAhsVgKOID&tmpl= (1 of 7)12/06/07 18.20.06


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Dopo averla tolta dal vasetto bisogna togliere tutta la lana, poca per volta, evitando di
rompere le radici; spesso per arrivare nei punti + nascosti utilizzo uno spillo. Fatto questo,
le radici devono essere sciacquate abbondantemente sotto acqua corrente per eliminare
ulteriori traccie di grodan.

http://www.acquariforum.com/cgi-bin/magazine/viewnews.cgi?id=EEFAyyuVpAhsVgKOID&tmpl= (2 of 7)12/06/07 18.20.06


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Se le piante hanno delle radici marcie, possono essere eliminate.

Dopo aver preparato tutte le piante, raggruppando tutte le radici e prendendole


delicatamente con uan pinzetta possiamo inserirle nel fondo del nostro acquario.

Le radici devono essere completamente interrate in modo da lasciare coperto il colletto della
pianta.

PIANTE A STELO
(rotala, Alternanthera, Limnophila, Hygrophila, ecc.. )

Queste piante come le precedenti vengono vendute in vasetti contenenti il grodan. Gli steli
di queste piante spesso presentano poche radici e questo facilita la rimozione della lana di
roccia. Se durante queste operazioni uno stelo dovesse rompersi, non preoccupatevi, sia la
parte inferiore (con le radici) che quella superiore (senza radici) potranno essere piantate
senza problemi.

http://www.acquariforum.com/cgi-bin/magazine/viewnews.cgi?id=EEFAyyuVpAhsVgKOID&tmpl= (3 of 7)12/06/07 18.20.06


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Per l'inserimento di piante a stelo a foglie piccole come per esempio rotala rotundifolia,
mayaca, rotala wallichii possiamo raggruppare gli steli in gruppi di 3 o 4 e inserirli nel fondo
aiutandoci con delle pinzette. Ogni singolo gruppo dovr essere piantumato a circa 2 cm
l'uno dall'altro.

Per piante a stelo con foglie medie o grandi come per esempio Ludwigia repens, Hygrophila
corymbosa, Proserpinaca palustris, dovremo inserire uno stelo alla vota, piantumandoli a
circa 2 cm l'uno dall'altro.

PIANTE EPIFITE
(anubias, microsorium, vesicularia ecc.. )
Queste piante in natura crescono ancorate a roccie o legni e per questo dobbiamo ricreare le
stesse condizioni anche nei nostri acquari. A seconda della casa produttrice della pianta,
vengono vendute con o senza vasetti. Se presente il vasetto bisogna procedere come
descritto per i casi precedenti, nel caso in cui la pianta non abbia il vasetto, dovremo solo
ricordarci di lavarla accuratamente.

http://www.acquariforum.com/cgi-bin/magazine/viewnews.cgi?id=EEFAyyuVpAhsVgKOID&tmpl= (4 of 7)12/06/07 18.20.06


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Dopo aver scelto la pietra o il legno a cui far aggrappare la pianta,

questa deve essere posizionata in modo da far aderire per bene le radici,

e con l'aiuto di un filo di cotone o di nylon (nella fotografia il filo di nylon non si vede, stato
riprodoto disegnando delle lineee rosse) il rizoma ( il "tronco" da cui escono le foglie) deve
essere legato facendo passare il filo pi volte intorno al legno o alla pietra.
Il filo di nylon ha il vantaggio che non marcir, mentre quello di cotone col tempo si
staccher dalla pianta, che nel frattemo si sar ancorata al supporto.

Questa operazione vale per tutte le epifite, per le microsorium, durante queste operazioni,
capita che alcune foglie si stacchino. Le microsorium si riproducono per piante
avventizie, perci le foglie staccate possono essere utilizzate per produrre nuove piante. Le
foglie devono essere posizionate con la parte che di solito rivolta verso il basso, rivolta
verso l'alto e legate alla pietra o radice avvolgendola col filo di nylon. Se nell'acquario
avremo le giuste condizioni di luce e fertilizzanti, in poco tempo si svilupperanno delle piante
avventizie e le radici che si attaccheranno al legno o alla pietra.

http://www.acquariforum.com/cgi-bin/magazine/viewnews.cgi?id=EEFAyyuVpAhsVgKOID&tmpl= (5 of 7)12/06/07 18.20.06


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PIANTE A BULBO
(aponogeton, ninfee, ecc..)
Questo tipo di pianta non viene quasi mai venduto all'interno di vasi con il grodan, se
dovessere essere presente per rimuoverlo dovete procedere come descritto per le piante
a rosetta. Mentre maneggiate il bulbo dovete fare molta attenzione e non rompere eventuli
nuove foglie che si stanno formando. Il bulbo non deve essere interrato, se presenta radici
queste devono essere inserite nel fondo, altrimenti deve essere semplicemente adagiato
nella posizione scelta. La pianta svilupper delle radici che andranno a infilarsi nel substrato
in cerca di nutrienti.

http://www.acquariforum.com/cgi-bin/magazine/viewnews.cgi?id=EEFAyyuVpAhsVgKOID&tmpl= (6 of 7)12/06/07 18.20.06


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Di Vescovi Matteo (Rek)

Potete trovare questo ed altri articoli sul sito di Matteo

11 Febbraio 2006
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Pesci e Invertebrati
Piante e Alghe
Tecnica
Malatie Tecniche di riproduzione delle piante
Allestimento
L'acqua e la chimica Salve a tutti, mi accingo a scrivere questo articolo per descrivere in modo molto semplice e
Alimentazione senza grossi termini specifici, soprattutto perch non li conosco,la riproduzione delle piante
Articoli dal Mondo dei nostri acquari.
Dentro l'acquariofilia
Le principali tecniche di riproduzione sono:
Glossario
- per talea
Gli amici di AOL
- per taglio del rizoma
Editoriale
- per stoloni
Lo scaffale
- per piante avventizie
Lo Staff
Link Utili Non so come si chiami questa tecnica ma descriver anche come riproduco Muschi e riccia.
Contattaci
Se vi accingete a potare diversi gruppi di piante di un acquario, buona norma svolgere
questa operazione in pi fasi distanziate di qualche giorno. Le piante quando vengono potate
subiscono un "trauma" e assorbono in maniera differente i fertilizzanti perci per evitare
squilibri che potrebbero favorire le alghe consigliabile distanziare le varie potature di
qualche giorno.

Vediamo ora nel dettaglio le varie tecniche.

RIPRODUZIONE PER TALEA

Per tutte le piante che si sviluppano in verticale lungo uno stelo come per esempio Rotala,
Bacopa, Alternanthera, Hygrophila e Ludwigia.

La riprodurre per talea consiste nel tagliare lo stelo appena sutto un nodo [fig. 2 punto A]
( il NODO la parte dello stelo dove sono attaccate le foglie [fig. 1 punti A e B] )

La parte inferiore dello stelo presenter nella parte terminale un moncone


alla base del quale [fig. 2 punto B] la pianta produrr nuove gemme e proseguir la sua
crescita.
Pu capitare che la pianta produca anche 3 o 4 propagini, se siete orientati alla quantit
potete lasciarle crescere tutte, mentre se puntate alla qualit di crescita conviene eliminarne
alcune per dare pi vigore alle restanti.

La parte tagliata dello stelo (detta anche potatura), va ripiantata facendo attenzione a non
rompere lo stelo; per questa operazione molto utile aiutarsi con delle pinzette.

In alcune condizioni di scarso nutrimento, questo tipo di piante emette radici aeree dai nodi;
in tal caso le radici aeree della potatura saranno utili per l'attecchimento della stessa.

http://www.acquariforum.com/cgi-bin/magazine/viewnews.cgi?id=EEFFFlVAZpIDNtgvfd&tmpl= (1 of 7)12/06/07 18.22.14


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Fig. 1

Fig. 2
In fotografia Rotala rotundifolia

RIPRODUZIONE PER TAGLIO DEL RIZOMA

Anubias, Bolbitis, Microsorum

Queste piante, che crescono meglio se ancorate a radici o pietre, sviluppano le foglie lungo il
RIZOMA (in questo caso la pianta invece di svilupparsi verso l'alto come le piante a stelo, si
sviluppa generalmente in orizzontale, e il rizoma emettendo parecchie radici, permette alla
pianta di aggrappartsi ad una superficie.)

http://www.acquariforum.com/cgi-bin/magazine/viewnews.cgi?id=EEFFFlVAZpIDNtgvfd&tmpl= (2 of 7)12/06/07 18.22.14


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Fig. 3 in fotografia Anubias barteri

La tecnica per qesto tipo di piante molto simile alla precedente, bisogna tagliare il rizoma
(avendo l'accortezza di lasciare 4 o 5 foglie sulla parte + giovane) dividendolo in 2 parti
[Punto A Fig. 3]. La pianta madre, produrr dei nuovi getti, mentre la potatura continuer la
sua crescita continuando ad emettere foglie nuove.

La moltiplicazione delle Microsorum oltre che per taglio del rizoma avviene anche per piante
avventizie.
torna su

RIPRODUZIONE PER STOLONI

Vallisneria, sagittaria, echinodorus tennellus, echinodorus angustifolius, Glossostigma,


Hemianthus callitrichoides ...

La pianta dopo aver raggiunto una certa grandezza, produrr uno STOLONE [Fig. 4 e 5 e 6],
che si svilupper in orizzontale a diretto contatto del substrato; dopo aver raggiunto una
certa lunghezza molto variabile a seconda delle condizioni di luce e nutrimento, svilupper
sull'apice una nuova piantina; quanto questa avr sviluppato radici e foglie, lo stolone
proseguir la sua crescita in orizzontale continuando a produrre nuove piantine. Se si vuole
impedire la propagazione della pianta basta tagliare lo stolone vicino alla pianta madre.

Fig. 4 in fotografia Hemianthus callitrichoides

Fig. 5 in fotografia Glossostigma elatinoides

http://www.acquariforum.com/cgi-bin/magazine/viewnews.cgi?id=EEFFFlVAZpIDNtgvfd&tmpl= (3 of 7)12/06/07 18.22.14


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Fig. 6 in fotografia Vallisneria Spiralis

Cryptocoryne

In genere queste piante sviluppano [Fig. 7] dei rizomi nel substrato da cui spunteranno le
nuove piantine; se si vuole spostare la nuova piantina in una posizione diversa da quella
scelta dallo stolone, basta aspettare che abbia raggiunto una certa dimensione, poi baster
tagliare lo stolone, sradicare la pianta e ripiantarla.

Fig. 7 in fotografia Cryptocoryna

PIANTE GALLEGGIANTI

Lemna minor, lemna major, azzola, Salvinia natans

Queste piante [Fig. 8] emettono degli stoloni lungo la superficie dell'acqua; quanto le nuove
piante hanno raggiunto una media dimensione possono anche essere separate dalla pianta
madre.
La lemna minor non produce un vero stolone, ma semplicemente delle foglie attaccate una
all'altra, queste si staccheranno da sole dando vita a una nuova pianta.

[Fig. 8] in fotografia Lemna minor, lemna major, Salvinia natans

RIPRODUZIONE PER PIANTE AVVENTIZIE

Echinodorus

Queste piante si propagano sviluppando uno scapo fiorifero [Fig. 9]; questo se tenuto
sommerso produrr nuove piantine, mentre se fatto fuoriuscire dalla superficie dell'acqua
produrr dei fiori.

Le nuove piantine vanno staccate dallo stelo solo quando hanno sviluppato sia foglie che
radici in modo da poter essere piantate senza problemi. Quando si decider di tagliare la
piantina, lo stelo non andr tagliato a contatto della stessa, ma ad almeno 3 cm di distanza.

http://www.acquariforum.com/cgi-bin/magazine/viewnews.cgi?id=EEFFFlVAZpIDNtgvfd&tmpl= (4 of 7)12/06/07 18.22.14


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Questo funger da riserve di nutrienti permettendo alla piantina di superare il trauma della
potaura.

Lungo lo stelo si possono formare diverse piantine [Fig. 10 punti A e B] che inizialmente
appariranno come piccole gemme tonde.

Fig. 9

Fig. 10 in fotografia echinodorus ozelot

Microsorium e Ceratopteris

Sulle foglie pi vecchie di queste piante, se si presentano le giuste condizioni di luce e


nutrimento, si sviluppanno delle piccole piantine avventizie [Fig. 11]. Nel caso delle
microsorium, quando le nuove piantine hanno prodotto almeno 4 o 5 foglie, con delle forbici
bisoga tagliare la parte di foglia dove spuntata la piantina lasciando almeno un paio di cm
intorno al nuovo piccolo rizoma [Fig. 12 le linee tratteggiate rosse suggeriscono una
possibile soluzione]. La parte tagliata potr essere ancorata con del filo di nylon ad una
radice o una pietra.

http://www.acquariforum.com/cgi-bin/magazine/viewnews.cgi?id=EEFFFlVAZpIDNtgvfd&tmpl= (5 of 7)12/06/07 18.22.14


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Nel caso delle Ceratopteris le nuove piatine possono essere piantate o lasciate galleggiare a
seconda del metodo di coltivazione adottato.

Fig. 11 in fotografia Microsorum pteropus

Fig. 12

MUSCHI E RICCIA

Vesicularia dubyana, Riccia fluitans, Monosolenium tenerum (Pellia)


Queste piante hanno una struttura abbbastanza particolare, Vesicularia [Fig. 13] e Pellia
[Fig. 14] Se legate con un filo di nylon a pietre o legni, con le loro piccole radici si
aggrapperanno, mentre la Riccia anche se ancorata, non si aggrapper mai in quanto una
pianta galleggiante che non emette radici.

La riproduzione di queste avviene semplicemente dividendo la pianta con delle forbicii.

http://www.acquariforum.com/cgi-bin/magazine/viewnews.cgi?id=EEFFFlVAZpIDNtgvfd&tmpl= (6 of 7)12/06/07 18.22.14


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Fig. 13 in fotografia Vesicularia dubyana

Fig. 14 in fotografia Monosolenium tenerum (Pellia)

Spero che questo semplice articolo possa esservi d'aiuto

Di Vescovi Matteo (Rek)

Potete trovare questo ed altri articoli sul sito di Matteo

30 Novembre 2005
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Album delle foto


Pesci e Invertebrati
Piante e Alghe
Tecnica
Malatie Le rosse: non pi un sogno
Allestimento
L'acqua e la chimica Chi non desidera avere un acquario in cui compaiono tra le piante oltre ai soliti toni di verde
Alimentazione anche dei forti rossi o delicati rosa? Un acquario in cui compare un althernathera o una
Articoli dal Mondo rotala magari fa pensare che dietro quella vasca vi sia un segreto oppure un faticoso lavoro,
Dentro l'acquariofilia bene ragazzi vi posso assicurare che sbagliate!
Glossario
Gli amici di AOL
Allora cosa desidera davvero una pianta rossa?
Editoriale
Lo scaffale
In modo molto secco potrei rispondere che una pianta rossa necessita poco pi di una
Lo Staff
verde. La pianta rossa infatti ha bisogno di un apporto di ferro chelato poco maggiore della
Link Utili
norma, un illuminazione che superi 0.5-0.7 watt/litro. Nientaltro che questo. Le piante rosse
Contattaci
infatti necessitano anchesse, come le verdi, un normale apporto di anidride carbonica, di
oligoelementi e di un fondo mediamente fertilizzato.

Ma guardiamo la nostra vasca..e noi per un tantino di ferro chelato o per un neon in pi non
ci godiamo delle piante dai toni sgargianti che donano un piacevole effetto di armonia e
contrasto tra il verde omogeneo del piccolo ecosistema?

Un alternathera al contrario di quello che si possa immaginare molto semplice da coltivare


quando tutti i parametri sopra citati sono presenti in rapporti costanti e bilanciati nelle
nostre vasche, dunque perch privarsi della gioia di avere un pianta diversa.

Ma andiamo ad analizzare ogni rossa per comprendere quale sia la pi semplice e quella pi
adatta al nostro acquario.

Althernathera: da questa grande famiglia si diramano le varie specie, A. lilancina, A.


roseifolia, A.raineki, sono le pi comuni in commercio.

Tutte e tre le specie hanno sommariamente uguali esigenze, sono le piante rosse pi
commercializzate nel mondo dellacquariofilia in quanto sono tra le pi resistenti alle alte
temperature e le pi longeve sommerse. Esigono acque pulite,un illuminazione di almeno
0.5 watt/litro e ferro chelato in dosi concentrate somministrato almeno una volta a
settimana.Il fondo deve essere preferibilmente sabbioso e la fertilizzazione del terreno non
esagerata in quanto la pianta spesso produce radici aeree dalle quali assimila un buon 70%
di nutrienti essenziali.

http://www.acquariforum.com/cgi-bin/magazine/viewnews.cgi?id=EEkVkykkFpqUDdMOSw&tmpl= (1 of 9)12/06/07 18.22.55


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foto by red flame

Althernathera roseifolia foto by Zebrasoma

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Althernathera roseifolia foto by Zebrasoma

Rotala: anche questa famiglia contiene molte specie coltivate in acquario con una difficolt
differente per ognuna. R. Wallichi, R. Rotundifolia, R. Macranda.

La R. Wallichi insieme alla Macranda sono le specie comunemente dette rognose proprio
perch sono tra le pi esigenti in acquario per pulizia dellacqua, luce e fertilizzazione.
Esigono unilluminazione da 0.8 watt/litro in su e un apporto costante di ferro per mantenere
delle totalit di un rosso davvero sgargiante.

foto by red flame

http://www.acquariforum.com/cgi-bin/magazine/viewnews.cgi?id=EEkVkykkFpqUDdMOSw&tmpl= (3 of 9)12/06/07 18.22.55


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Primo piano della Rotala wallichi foto by red flame

Primo piano della Rotala wallichi foto by red flame

La R. Rotundifolia invece la specie di rotala pi semplice e adatta a chi si vuole avvicinare

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al mondo delle rosse, poco esigente in fattori di luce, circa 0.5 watt/litro ,ferro chelato con
somministrazioni settimanali,fondo fertile e naturalmente anidride carbonica.

foto by red flame

Ammania gracilis: la coltivo da circa sei mesi e, dopo una partenza un po' stentata dovuta
principalmente al fatto che non era in buone condizioni al momento dell'acquisto, si
adattata veramente bene.

Pianta principalmente da fondo vasca, pu anche essere usata come soggetto principale
dell'acquario, come nel caso della foto sopra; non ha esigenze particolari come nutrimenti,
mentre una buona luce ( >= 0.5W/L ) necessaria per aver una colorazione rossa altrimenti
tende all'arancio/verde. In acqua molto tenera (KH 2 - GH 4) ha avuto difficolta di crescita.

Raggiunge in breve tempo il pelo dell'acqua, crescendo senza problemi per 50/60cm, e si
pu tranquillamente potare lasciando una porzione di 10/15cm da dove nasceranno nuove
piantine; la talea apicale tagliata la si pu ripiantare ed in breve emettera nuove radici per
ancorarsi al terreno.

Il fusto in pochi mesi raggiunge 1/1.5cm di diametro momento in cui conviene far nascere
nuove piantine per soppiantare quella troppo grossa che, a questo punto, pu creare
qualche problemino di gestibilit specialmente in vasche non troppo grandi.

Una caratteristica curiosa di questa pianta la germogliazione delle nuove foglioline; la


differenza, rispetto alla maggior parte delle altre piante a stelo, sta nel fatto che queste
ruotano, man mano che crescono, di circa 90.

http://www.acquariforum.com/cgi-bin/magazine/viewnews.cgi?id=EEkVkykkFpqUDdMOSw&tmpl= (5 of 9)12/06/07 18.22.55


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foto by roby68

Eusteralis stellata: una pianta che pu andar bene sia per la zona centrale che per la
parte posteriore delle vasche; secondo me, avendo cura di mantenerla ad una altezza media
e tenendo le piantine a scalare man mano che si procede verso la profondit della vasca,
molto pi appagante come pianta da gruppo in centro acquario piuttosto che messa a
dimora dietro.

http://www.acquariforum.com/cgi-bin/magazine/viewnews.cgi?id=EEkVkykkFpqUDdMOSw&tmpl= (6 of 9)12/06/07 18.22.55


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foto by roby68

Per avere delle piante rigogliose bisogna aggiungere co2, una buona illuminazione ( >=
0.5W/L ) e acqua non troppo tenera.

Riproducibile per talea, cresce in altezza 50cm ed oltre, ma pu essere tranquillamente


tagliata a 10/15cm dal suolo, punto in cui emetter nuovi getti che potranno essere staccati
e piantati dopo breve tempo, meglio se gi di una 20ina di centimetri. Le foglie sono molto
strette con i lembi seghettati ed hanno una colorazione verde/marroncino sulla parte
superiore mentre tendono al rosa/fuxia sul lato inferiore.

Il fusto si ingrossa ma mano che la pianta diventa vecchia e forma alla base una fittissima
rete di radicette aeree, come una barba mentre nel ghiaino le radici vere e proprie si
propagano abbondantemente, a seconda dellla vecchiaia anche per pi di 30cm.

Una caratteristica di questa pianta proprio nella parte superiore delle foglie che, in
mancanza di ferro nell'acqua, tendono a diventare gialline; questo un vero e proprio
indicatore di carenza del minerale e permette anzitempo di procedere ad una sua immediata
immissione nell'acqua.

Ricordo di utilizzare il ferro in modo controllato e con parsimonia perch spesso pi


dannoso averne troppo piuttosto che esserne in deficienza.

http://www.acquariforum.com/cgi-bin/magazine/viewnews.cgi?id=EEkVkykkFpqUDdMOSw&tmpl= (7 of 9)12/06/07 18.22.55


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foto by roby68

Rotala Macandra: stata una delle prime piante rosse che comprai proprio perch viene
descritta come molto esigente in tutto... era cos una sfida per dimostrare agli altri amici
"acquariofili" di negozio quello che avrei saputo fare... ed and male. La prima difficolt la si
incontra per l'adattamento; nei primi giorni dopo l'acquisto molto spesso tutte le foglie che
ha si sciolgono nel nulla e, erroneamente, specialmente per mancanza di esperienza, si
pensa che sia tutto da buttare. Avendo invece la pazienza di attendere ancora qualche
giorno ecco che spunteranno le prime nuove foglioline, magari a met del gambo, da dove
poi crescere la nuova talea. Possiamo considerare morta una pianta di rotala macandra
solo nel momento in cui il fusticello, ormai senza pi foglie, diventer inconsistente e si
spappoler ad una leggera pressione fatta con le dita.

Fatta questa premessa passiamo ora alla descrizione di questa pianta che una tra le rosse
pi belle.

Esigente in luce ( >= 1W/L per averla rossa fino in fondo ), sarebbe l'ideale per acquari con
una colonna d'acqua non superiore ai 40cm perch l'eccessiva distanza delle lampade dal
fondo attenua parecchio i raggi luminosi, specialmente negli ultimi 10cm verso il basso, con
conseguenze che vanno dall'inverdire delle foglie alla perdita vera e propria delle stesse.
Questo non ci impedisce comunque di inserirla in vasche standard dove avremmo
l'accortezza di posizionarla dietro a qualche piantina, possibilmente con fogliame molto
consistente, e che terremo ad una altezza tale da coprire la parte bassa delle nostre rotale.

Riproducibile per talea, consiglierei di non tagliare a meno di 20cm, sia dal fondo che come
lunghezza della talea apicale, proprio per non lasciare nella zona meno illuminata la
piantina, sia nel caso che debba radicare piuttosto che creare nuovi germogli. La
disposizione delle foglie spettacolare, sembrano quasi petali di un fiore, sensazione che si
ha specialmente quando gli internodi sono particolarmente vicini, mentre il fusto molto
sottile ma non per questo fragile...anzi, se la pianta in salute, ha la consistenza di un
rametto, legnoso e difficile da spezzare; proprio per questo preferibile una forbice ben
affilata per le potature piuttosto che cercare di spezzare la talea con le unghie.

Anche per questa pianta non devono mancare co2 e ferro, mentre per la fertilizzazione
generica, un buon liquido va pi che bene.

http://www.acquariforum.com/cgi-bin/magazine/viewnews.cgi?id=EEkVkykkFpqUDdMOSw&tmpl= (8 of 9)12/06/07 18.22.55


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foto by roby68

Di Red Flame e Roby68 (02-06-2004)

28 Agosto 2005
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Album delle foto


Pesci e Invertebrati
Piante e Alghe
Tecnica
Malatie L'incredibile Vesicularia dubyana
Allestimento
L'acqua e la chimica Chiunque abbia visto la Vesicularia dubyana crescere in acquario ne rimane meravigliato per
Alimentazione il suo aspetto cos "diverso" dalle altre piante, per il suo modo di crescita che consente un
Articoli dal Mondo uso illimitato della fantasia nella sua disposizione in vasca; infatti questo vero e proprio
Dentro l'acquariofilia
muschio da sempre usato in acquariofilia per tantissimi, disparati, impieghi: come
Glossario
substrato per la deposizione delle uova, come rifugio di avanotti e piccoli pesci, nonch
Gli amici di AOL
come pianta di arredamento per vasche piccolissime o enormi dove si pu far ricoprire
interamente il fondo della vasca, farla crescere su legni e rocce (o qualsiasi altra cosa) e
Editoriale
addirittura creare uno sfondo di spettacolare bellezza.
Lo scaffale
Lo Staff
La Vesicularia dubyana originaria dalle isole della Sonda, Filippine, come possiamo leggere
Link Utili nei vari libri che la illustrano, si tratta di una pianta dalle capacit di adattamento quasi
Contattaci uniche !
Vive bene in acquari sia con forte illuminazione sia con debole, sia in acqua tenera che dura
(anche salmastra), eppure tutto questo non pu rendere l'idea di cosa sia capace questa
pianta.
A me successo di dover disfare un acquario e riallestirlo di nuovo, per adattarlo alle
esigenze di riproduzione di nuovi pesci, questo mi costrinse a togliere un legno di Torbiera
su cui era ben radicato un ciuffo di Vesicularia.
Visto che mi dispiaceva togliere gli ultimi "fili" rimasti attaccati cos bene, decisi di mettere il
legno in un "pentolone" con acqua dell'acquario per non far morire la Vesicularia; questo
poi, fu alloggiato in terra vicino ad un mobile, dove la luce che riceveva era quasi nulla,
considerato che comunque il suo "stazionamento" in quelle condizioni sarebbe stato di breve
durata, non presi particolari accorgimenti.
Invece, per varie problematiche, il tutto dovette rimanere l per quasi "sette mesi"..... in
questo periodo fu lasciato tutto a se stesso, a parte due rabbocchi con acqua di cannella.
Quando finalmente arriv il momento di rimettere il legno in vasca, la sorpresa fu grande; la
Vesicularia godeva di ottima salute e dopo solo quattro giorni riprese a crescere !
Un mio amico (Marco Caverni), adottava un singolare sistema per disporre continuamente di
quantit di Vesicularia per i suoi acquari da riproduzione:
Lui immetteva un piccolo ciuffo in una vaschetta di isolamento per avanotti (di quelle a
forma di cubo, con il telaio in plastica e le pareti di tela finissima bianca) ancorata al bordo
di una vasca vicino all'uscita del filtro e (ovviamente) alla lampada al neon, in questo modo
la pianta riusciva a riempire velocemente tutto lo spazio, (con uno sviluppo degli steli
veramente notevole) dove poteva essere tolta e messa a dimora in un altra vasca con
relativa semplicit, cos facendo la Vesicularia si conservava fino al suo uso molto pulita.

http://www.acquariforum.com/cgi-bin/magazine/viewnews.cgi?id=EEkVkyppVVCPmBoMlK&tmpl= (1 of 3)12/06/07 18.23.29


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La Vesicularia dubyana dopo la permanenza di 7 mesi in un contenitore dove riceveva


pochissima luce, subito ripresa a crescere

Alcuni invece hanno dovuto abbandonare ben presto la sua coltivazione, per alcune
problematiche che spesso rendono impossibile il suo normale sviluppo; vediamo nel
dettaglio quali sono le pi frequenti:
Le alghe: consiglio "vivamente" di non inserire la pianta in acquari di recente installazione,
la facilit con cui possiamo imbatterci in una infestazione di alghe di vario tipo (che
soffocherebbero la Vesicularia)con un acquario ancora non maturo, sconsiglia il frettoloso
allevamento della pianta.
I depositi: Un acquario con Vesicularia dovrebbe avere un filtro capacedi trattenere le
particelle di sporco pi piccole (prefiltro in lana di Perlon)inoltre non dovrebbero MAI
andarci a finire dentro troppi resti dimangime che farebbero, alla fine, marcire parte della
pianta.
Pesci che smuovono di continuo il fondo e mettono in movimento nell'acqua particelledi
sporco sono abitanti sconsigliati in un acquario con Vesicularia.

Il suo aspetto quando coperta di particelle di vario genere assai pocoestetico e il suo
sviluppo pu essere a volte compromesso; il consiglio (chetroviamo sempre scritto nei libri e
nei giornali....) di sciacquare o rovesciareil cuscinetto della pianta, vero e funzionale solo
fino a un certopunto...... vorrei vedere infatti come si comporta un acquariofilo in questicasi,
quando la pianta si meravigliosamente radicata a legni o rocce !

Il suo aspetto quando coperta di particelle di vario genere assai pocoestetico e il suo
sviluppo pu essere a volte compromesso; il consiglio (chetroviamo sempre scritto nei libri e
nei giornali....) di sciacquare o rovesciareil cuscinetto della pianta, vero e funzionale solo
fino a un certopunto...... vorrei vedere infatti come si comporta un acquariofilo in questicasi,
quando la pianta si meravigliosamente radicata a legni o rocce !
Quindiil consiglio di predisporre tutto per il suo ottimale allevamento finodall'inizio, si rivela
l'unica scelta.
La potatura: questa davvero soggettiva; infatti la pianta pu esseredivisa con le mani, e
messo a dimora anche un solo stelo, sicuri che crescer,oppure pu essere potata come una
siepe per il giardino, facendogli assumere laforma desiderata.
In definitiva una grande pianta per tutti gli usi, che non smetter mai distupirvi con la sua
adattabilit alle condizioni pi disparate e con la suaforma davvero attraente.

http://www.acquariforum.com/cgi-bin/magazine/viewnews.cgi?id=EEkVkyppVVCPmBoMlK&tmpl= (2 of 3)12/06/07 18.23.29


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La

Vesicularia dubyana frequentemente usata come sub-strato per la riproduzione

Di Roberto Posarelli (04-07-2001)

28 Agosto 2005
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Album delle foto


Pesci e Invertebrati
Piante e Alghe
Tecnica
Malatie Le alghe in acquario
Allestimento
L'acqua e la chimica Le alghe sono una delle costanti del nostro hobby, ce ne accorgiamo quando le colonie
Alimentazione diventano infestanti ma sono presenti in tutte le acque del pianeta e le nostre vasche non
Articoli dal Mondo fanno eccezione.
Dentro l'acquariofilia
Le alghe sono organismi pionieri, i primi che nascono in nuovi ambienti sommersi, i primi
Glossario
che ricoprono le superfici e che assorbono i nutrimenti disciolti, producono enormi quantit
Gli amici di AOL
di O2 consumando anidride carbonica, formano la base del nutrimento per le creature
superiori nel plancton, diventano sostentamento per le larve di pesci e invertebrati,
Editoriale
insomma sorreggono tutti gli ecosistemi acquatici.
Lo scaffale
Proviamo quindi a considerarle non un nemico da debellare ma una parte integrante del
Lo Staff
sistema acquario. Come detto costituiscono il nutrimento principale per molte specie di pesci
Link Utili
dacquario, dagli alghivori superficialmente chiamati pulitori, ai grandi ciclidi dei laghi
Contattaci
africani che si nutrono di Afwuchs (sedimento di plancton e alghe), fino ai maestosi discus
che in natura nella stagione secca ingoiano grosse quantit di sedimenti per estrarne il
contenuto di diatomee e alghe unicellulari.
E inoltre dimostrato che la dieta ottimale per tutti i pesci prevede una componente
vegetale, possiamo spesso osservare i nostri ospiti sbocconcellare foglie e arredi proprio in
cerca delle alghe che con tanto impegno abbiamo cercato di togliere.
Le alghe sono anche organismi-indice ovvero dal tipo di popolazione rinvenuta possiamo
dedurre i parametri chimico fisici dellambiente in cui crescono.
Le alghe appartengono al gruppo vegetale delle Tallofite, insieme a batteri funghi e licheni,
possono quindi essere scomposte in radici, fusto e foglie. Un'altra differenza con le piante
consiste nella mancanza di differenziazione cellulare. Le alghe svolgono, come le piante la
fotosintesi grazie alla clorofilla contenuta nei Cloroplasti e in altri pigmenti. Si tende a
suddividere le alghe in gruppi proprio in base al contenuti di un tipo particolare di pigmento.
Andiamo quindi a definire i vari tipi di alghe escludendo dapprima la classe dei cianobatteri
che evidentemente estranea alla classificazione. Passiamo poi a descrivere le diatomee ed
in seguito distinguiamo le alghe brune dalle verdi. In realt la classificazione scientifica
molto pi complessa e si basa sulla complessit cellulare e i 15 differenti tipi di pigmenti
sfruttati dalle alghe, noi per semplicit ci limiteremo ad illustrare quelle pi comunemente
ospitate nei nostri acquari.

Cianobatteri
Appartengono alla grande famiglia del fitoplancton insieme a clorofite (coniugatoficee e
cloroficee), diatomee, dinoficee e crisoficee.
I cianobatteri comprendono organismi procarioti (batteri) fotosintetici con clorofilla. In
acquario tendono a colonizzare il fondo e le pagine superiori delle foglie pi larghe. Per il
caratteristico colore vengono chiamate anche alghe azzurre. Una analisi pi approfondita sui
cianobatteri viene fatta da Walter Nagliato nel suo articolo

http://www.acquariforum.com/cgi-bin/magazine/viewnews.cgi?id=EEkVkyEFZysRaPxNCo&tmpl= (1 of 7)12/06/07 18.30.11


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Foto di Jamb - cianobatteri

Diatomee
Sono organismi unicellulari, ricchi di carotenoidi che gli danno il caratteristico colore bruno.
Le 6000 specie di Diatomee devono il loro nome alla membrana silicea composta da due
parti chiuse come una scatola, allinterno, attraverso i motivi geometrici e affascinanti delle
due tasche della membrana, si distinguono il nucleo e cromoplasti.
In acquario le notiamo spesso come una patina scura che riveste rocce arredi e foglie delle
piante, al tatto hanno la consistenza della polvere e sono facilmente rimuovibili dai substrati.
Colonizzano di frequente anche gli strati intermedi del fondo insieme ai cianobatteri in
comunit fittissime che creano le tipiche stratificazioni scure nelle sezioni di fondo osservate
dai vetri.
Unacqua dura e ricca di silicati ne favorisce lo sviluppo con la preferenza per le zone buie o
meno illuminate, il loro habitat delezione quindi lacquario di ciclidi africani e tutte quelle
vasche dove si utilizza acqua della rete idrica ricca di silicati.
Una volta morte la loro membrana di silicio rimane come uno scheletro vuoto che allocchio
umano appare come una sabbia finissima, possibile utilizzare questa polvere di diatomee
per caricare degli appositi filtri meccanici in grado di trattenere anche le particelle pi
minuscole.

Foto di Kohan - diatomee

Alghe verdi (Cloroficee)


Con 10000 specie circa il gruppo di alghe pi grande, e il pi presente in acqua dolce dove
compongono la parte vegetale del plancton. Una analisi al microscopio rivela geometrie
piene di fascino e di grazia. Queste alghe sono molto evolute e quindi simili alle piante
acquatiche sia nella fisiologia che nei pigmenti, si servono quindi degli stessi minerali,
oligoelementi e lunghezze donda delle piante superiori, per questo la lotta specifica molto
difficoltosa.
Le alghe verdi filamentose (Oedogonium e Ulothrix) appartengono a questo gruppo.

http://www.acquariforum.com/cgi-bin/magazine/viewnews.cgi?id=EEkVkyEFZysRaPxNCo&tmpl= (2 of 7)12/06/07 18.30.11


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In acquario facile rimuoverle manualmente arrotolandole su dei bastoncini, gli alghivori le


divorano con gusto e una buona circolazione dellacqua ne previene laccumulo. Sono tipiche
delle vasche appena avviate dove possono essere interpretate come indicatori di buona
qualit dellacqua. E facile contrastarle con una folta vegetazione che ne limita la diffusione
sottraendo i nutrimenti dalla colonna dacqua.

Foto di Roby68 - alghe filamentose

Anche le esplosioni di alghe che si verificano in vasche avviate da poco sono causate da
alghe verdi. Il pulviscolo che si osserva in sospensione il fitoplancton composto da alghe
unicellulari.
Si debellano facilmente con cambi sostanziosi e una riduzione dell'illuminazione. Anche una
temporanea filtrazione meccanica aiuta a venire a capo del problema. Queste alghe sono le
stesse che vengono coltivate per produrre l'acqua verde usata per l'alimentazione di molti
pesci di allevamento, su tutti i carassi.

Foto di Roby68 - acqua verde

Alghe brune (Rodoficee)


In questa classe troviamo forma e strutture molto differenziate e complesse, le
rappresentanti pi famose in acquario sono le famigerate alghe a pennello del genere
Rhodochorton. Sono le alghe pi coriacee e difficili da debellare nelle nostre vasche,
difficilmente gradite anche ai pesci ed agli invertebrati alghivori. Di colore verde oliva fino
quasi al nero devono le loro sfumature alla clorofilla che viene ricoperta da due diverse
sostanze coloranti (Phycoerythrin e Phycocyan) che combinandosi in differenti quantit
variano la tonalit di colore. Osservando i filamenti di queste alghe al microscopio notiamo
dei rigonfiamenti bulbosi alle estremit, sono gli sporangi, maturando formano le spore che
si staccano dal corpo dellalga e vagano trasportate dalla corrente, quando la spora trova
una superficie solida su cui adagiarsi inizia a produrre la cellula base. Questo tipo di
riproduzione asessuata spiega la velocit di diffusione e la capacit di colonizzare tutte le
superfici della vasca.

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Al di l delle distinzioni specifiche ci sono dei tratti comuni a tutte le specie di questa
famiglia, imparando a conoscere le loro esigenze fisiologiche sapremo come agire per
combatterle.
Nella maggior parte dei casi non esiste una causa specifica nella crescita delle alghe ma pi
verosimilmente una combinazione di queste, la seguente esposizione deve essere intesa
quindi come una serie di consigli generali da applicare opportunamente alla situazione
contingente.Se linfestazione in stato avanzato opportuno rimuovere le foglie pi
pesantemente colpite e se possibile rimuovere gli arredi per pulirli manualmente
strofinandoli con una spugna o spazzola e sciacquandoli poi abbondantemente.Analizziamo
ora le strategie di lotta specifica in base alle leve da sfruttare, parleremo quindi di acqua e
nutrimenti, luce, prodotti chimici ed infine degli organismi antagonisti .

Acqua e nutrimenti
Le alghe stentano in ambienti oligotrofici, esse infatti assorbono i nutrimenti disciolti
nellacqua, le nostre vasche dovrebbero appartenere a questo tipo di ambiente, ma una
sovralimentazione degli animali o una errata concimazione liberano tutti i nutrimenti di cui le
alghe hanno bisogno.
I normali concimi liquidi o da fondo sono mirati per lalimentazione delle piante ma se la
vegetazione non ancora ben attecchita come nelle vasche nuove, in sofferenza o ancora
troppo limitata per assorbire i nutrimenti che somministriamo questi saranno metabolizzati
dalle alghe che prenderanno il sopravvento sulle piante superiori. Per questo si consiglia di
non iniziare la concimazione liquida fino a che le piante non siano completamente attecchite
e nel caso ci sia un fondo attivo di posticipare ulteriormente qualsiasi integrazione.
I vegetali non si nutrono solo di ferro, potassio, azoto e altri oligoelementi ma anche di
nitrati e fosfati. Sono proprio questi ultimi le cause tipiche di esplosioni algali in acquario. I
nitrati sono il risultato del ciclo dellazoto attuato nel filtro, una loro presenza massiccia
indica un carico biologico eccessivo in vasca causato da una sovrappopolazione o
sovralimentazione. I fosfati dervivano anchessi dai residui alimentari e dal metabolismo dei
pesci, entrambi questi elementi possono essere limitati e rimossi con i cambi parziali o
resine specifiche. I fosfati non dovrebbero essere superiori a 0.5 mg/l mentre i nitrati non
dovrebbero superare i 25 mg/l.
Una strategia efficace si dimostrata quindi labitudine a cambi parziali frequenti e cospicui
miranti a sottrarre i nutrimenti in soluzione. Dopo un paio di settimane di trattamento le
alghe dovrebbero morire, durante questo periodo si riduce al minimo lalimentazione degli
animali e si sospende ogni fertilizzazione per rendere la vasca pi povera di nutrimenti
possibile.
La maggior parte delle alghe preferisce ambienti con ph, durezze e temperature elevate e
quindi poco ossigeno in soluzione. Sono invece in difficolt in ambienti molto acidi e ben
ossigenati.
Si dimostrato che i tannini e gli acidi umici sono sgraditi alle alghe, il filtraggio con torba,
le radici e una buona concentrazione di lignina in vasca inibisce i processi di assimilazione e
duplicazione, inoltre i tannini rendono lacqua ambrata rendendo difficoltosa la penetrazione
della luce. Alcuni studi mostrano come la paglia di cereali (soprattutto orzo e frumento) sia

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particolarmente indicata per questo trattamento, basta lavarla abbondantemente e inserirne


una fascina nel filtro per una due settimane circa, ripetendo loperazione fino al distacco
delle alghe dalle superfici.

La luce
E un altro elemento strategico nella lotta, sappiamo infatti che le alghe sfruttano lunghezze
donda differenti rispetto alle piante e soprattutto hanno una elevata capacit di
adattamento che manca alle prime, per questo sono pi rapide nelladeguarsi a cambiamenti
di illuminazione e a variazioni nello spettro causati dalla senescenza delle lampade.
La radiazione luminosa comprende componenti armoniche aventi lunghezza donda
compresa nellintervallo 380 - 780 nm, da 380 a 490 sono le radiazioni del blu da 490 a 780
la gamma del giallo arancio rosso. Le alghe sfruttano principalmente le radiazioni del blu.
Traducendo questi valori in gradi Kelvin vediamo come le piante amino i toni caldi dai 3000
ai 4000 mentre aumentando la gradazione ci si sposta nella zona del blu con una resa
estetica gradevole allocchio umano ma con altrettanto beneficio per le alghe. Attenzione
quindi non solo alla temperatura di colore ma anche ai picchi dello spettro nella zona del blu.
Alcune alghe si sono addirittura specializzate su frequenze residuali ovvero non sfruttate
da altri vegetali prosperando nelle zone meno illuminate dove penetrano solo alcune
lunghezze donda, il caso dei cianobatteri e delle alghe rosse che con un sistema di
pigmentazione alternativo sfruttano i il giallo e il verde dello spettro.
E evidente quindi come lilluminazione sia un parametro fondamentale da studiare
attentamente in caso di problemi. Oltre alla corretta gradazione dello spettro ci sono altri
fattori da osservare: la durata del fotoperiodo, e le variazioni nello spettro.
In natura la luce solare disponibile per un periodo che varia dalle 8 alle 12 ore a seconda
del luogo e dalla vegetazione che scherma i raggi. In acquario buona regola iniziare con un
fotoperiodo limitato aumentandolo gradualmente senza mai eccedere i limiti sopraindicati.
Alcune filosofie di conduzione della vasca suggeriscono un fotoperiodo a scatti in cui si
inserisce allinterno della giornata un periodo di buio. Secondo logica questo intervallo
dovrebbe danneggiare pi le piante che si adattano lentamente rispetto alle alghe, molte
sperimentazioni ed esperienze avvallano per questa tesi che si basa sullidea che i raggi
solari delle ore centrali siano troppo perpendicolari per essere efficacemente utilizzati, la
questione rimane comunque aperta e non sembra risolvibile teoricamente.
Sappiamo inoltre che le alghe sono organismi molto semplici e quindi in grado di accumulare
solo esigue scorte di energia, per questo non hanno la possibilit di sopportare periodi
prolungati di assenza di luce. Una strategia vincente, soprattutto contro le alghe verdi
unicellulari, oscurare con fogli di cartone la vasca e spegnere le luci per un periodo di due
settimane, le piante soffriranno un po ma sopravvivranno grazie alle loro riserve, le alghe
invece periranno.
Tutte le alghe inoltre sanno sfruttare circa il 70% dello spettro contro il solo 12% delle
piante, questa loro caratteristica le rende molto versatili e reattive alle mutazioni delle
condizioni luminose.
Per questo quando le lampade iniziano a subire gli effetti di una eccessiva senescenza e lo
spettro vira le piante sono in difficolt, mentre le alghe sono pronte a sfruttare a loro
vantaggio la situazione. E buona regola cambiare i tubi al neon ogni 6-8 mesi e le luci HQI o
HQL entro lanno di utilizzo. Anche la luce che filtra da una finestra pu provocare problemi,
infatti le piante, abituate alle luci artificiali, non sono in grado di utilizzarla mentre le alghe
non hanno difficolt a sfruttarla per la fotosintesi. E evidente quindi come una progettazione
e manutenzione attenta dellimpianto di illuminazione si riveli fondamentale per lequilibrio
della vasca.

Prodotti chimici
In commercio si trovano molti prodotti anti-alghe che promettono risultati immediati e
definitivi. E impossibile analizzarli analiticamente ma vale comunque la pena spendere
qualche parola sulle modalit duso e la loro reale efficacia.
Chiariamo subito che intervenire con prodotti chimici non vuol dire risolvere il problema ma
semplicemente trovare una cura momentanea, se non si risolvono le cause che generano la
proliferazione le alghe si ripresenteranno puntualmente. E quindi evidente che gli anti-alghe
sono un aiuto nella lotta ma mai larma risolutiva, una strategia vincente deve quindi prima
individuare le cause della proliferazione, agire su di esse per indebolirle e impedirne la
proliferazione e solo come ultimo rimedio introdurre gli alghicidi che elimineranno anche le
ultime superstiti. In caso di infestazioni gravi molti dei prodotti non garantiscono nemmeno
risultati apprezzabili nel breve periodo. E buona regola procedere a dei sostanziosi cambi
dacqua nel periodo precedente al trattamento, sia per sottrarre nutrimenti sia in previsione

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dellimpossibilit di effettuarli nel periodo di somministrazione.


Nellampia e variegata offerta si distingue per composizione ed efficacia un preparato della
ESHA, il Protalon-707. Lazienda danese basa lefficacia del prodotto su principi attivi
naturali che non infastidiscono in nessun modo le piante e i pesci. Si rivelato molto
efficace nel trattamento di tutti i tipi di alghe comprese, anche se in minor misura, di quelle
a pennello. In ogni caso, ricordando che la giusta cura passa da una attenta analisi delle
cause, la maggior parte delle grandi marche del settore ha nel proprio listino delle
alternative efficaci.

Organismi antagonisti
Come detto in precedenza gli antagonisti per eccellenza delle alghe sono le piante
acquatiche poich sfruttano gli stessi nutrimenti e sono in competizione per la stessa nicchia.
Un acquario ben piantumato e in salute la soluzione ottimale per combattere tutti i tipi di
alghe sottraendogli nutrimenti ed impedendone la diffusione, ricordiamo per sono sempre
presenti e pronte a sfruttare periodi di debolezza della vegetazione. In particolare sono utili
allo scopo le piante a rapida crescita come Ceratophyllum, Cabomba, Hygrophilia
Polysperma e Myriophillum e tutte le piante galleggianti che assorbono i nutrimenti disciolti
in quantit maggiori e pi velocemente, quelle galleggianti in particolare schermano anche
la luce inibendo ulteriormente i processi di fotosintesi delle alghe.
Un aiuto ci viene offerto anche dal regno animale tramite i numerosi pesci ed invertebrati
fitofagi.
Esistono animali che si cibano di vegetali in genere e che quindi potrebbero aggredire anche
le piante ed altri che si nutrono in preferenza di alghe o addirittura di un determinato tipo di
esse. Prima di descrivere le varie specie opportuno per ricordare che nessuno di questi
ospiti pu rappresentare da solo la soluzione del problema, sono piuttosto un aiuto nel
contenerle e limitarne la proliferazione.
La famiglia di fitofagi pi famosa quella dei Loricaridi, diffusa principalmente nella zona
equatoriale del sud america vanta un numero enorme di specie, in acquario vengono
osptitate solo quelle pi piccole.
Tra i ciprinidi si distingue il Crossocheilus siamensis, uno dei pochi animali che si nutre
anche di alghe a pennello.
Sempre originari del sud-est asiatico anche il Gyrinocheilus aymonieri e i Gastromyzon.
Oltre alle specie specializzate in questo tipo di alimentazione ricordiamo che la maggior
parte dei pesci integra la propria alimentazione con una componente vegetale. Dai grandi
Ciprinidi delle nostre acque fino ai Discus sono moltissimi gli animali che possono essere
sorpresi a brucare le alghe sulle foglie o gli arredi, senza dimenticare la grande famiglia dei
ciclidi africani che fa dell auwfusch (detrito organi composto da alghe e zooplancton) il
proprio alimento base.
Tra i molluschi i pi diffusi sono le Ampullarie ed in particolare le Pomacea bridgesii, nella
colorazione marrone striata o in quella di allevamento giallo intenso. Si nutrono di tutti i
detriti, comprese le foglie in decomposizione e le si vede spesso brucare le alghe. Sono
creature miti e pacifiche ed adatte alla convivenza con tutti gli abitanti della vasca, una
durezza eccessivamente bassa dellacqua potrebbe causare problemi di calcificazione al
guscio. Anche molti altri generi di molluschi comuni negli acquari che classifichiamo
superficialmente come lumache offrono il loro contributo nella eliminazione delle alghe.
Tra i gamberi i pi famosi sono le Caridina japonica, probabilmente i mangiatori di alghe pi
operosi e instancabili. Vanno tenute in gruppi numerosi per vincerne la naturale timidezza,
producono un carico organico trascurabile e sono adatte alla convivenza con tutti i pesci.
Attenzione per a non inserirle in vasche con ciclidi e grossi pesci che le gradirebbero come
una appetitosa integrazione alla normale dieta.Passando dalla dimensione macroscopica di
pesci e piante a quella microscopica scopriamo che anche altri piccoli animali si nutrono di
alghe come protozoi e rotiferi.
I protozoi sono ampiamente diffusi in acque dolci e salate, vivono inoltre nel terreno umido
o come parassiti di animali e vegetali. I Protozoi planctonici si muovono per mezzo di ciglia,
flagelli,membrane ondulanti e si alimentano di batteri o alghe microscopiche.
I rotiferi, con una lunghezza compresa tra i 100 m e 0.5 mm, hanno un capo, un tronco e
un piede. Quasi tutti i rotiferi traggono la loro fonte di nutrimento dalla filtrazione di
microalghe, batteri e detrito, non mancano forme predatorie e carnivore.
Anche i piccoli crostacei usati per alimentazione di avannotti e di pesci sono consumatori di
alghe (dapnhia,cyclops,artemie)

Di Matteo Merlo (24-03-2004)

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Pesci e Invertebrati
Piante e Alghe
Tecnica
Malatie Alcune riflessioni sui cianobatteri
Allestimento
L'acqua e la chimica Ho letto larticolo di Angelo che descrive la maniera di eliminare i cianobatteri ed
Alimentazione interessante perch da indicazioni pratiche su come risolvere il problema che spesso succede
Articoli dal Mondo nel nostro hobby Allora, quale contributo posso aggiungere al nostro sito? Il buon Cesare
Dentro l'acquariofilia
diceva conosci a fondo il tuo nemico per combatterlo! Traendo spunto da questo nostro
Glossario
illustre antenato, andiamo a vedere chi e che cosa sono questi cianobatteri.
Gli amici di AOL
Editoriale I CIANOBATTERI NON SONO ALGHE
Lo scaffale Sui libri di biologia troviamo che appartengono alla grande famiglia del fitoplancton insieme
Lo Staff a clorofite (coniugatoficee e cloroficee), diatomee, dinoficee e crisoficee.
Link Utili
Contattaci I cianobatteri comprendono organismi procarioti (batteri) fotosintetici con clorofilla. I
cianobatteri si caratterizzano per una evidente tendenza ad incrementare il numero delle
loro colonie all'aumentare dello stato trofico dellacqua. Molti di questi organismi sono in
grado di produrre un'ampia variet di tossine (p. es. Anabaena e Microcystis), costituendo
un motivo di seria preoccupazione per i possibili rischi per la salute umana connessi con
l'utilizzo di acque contaminate da una loro eccessiva presenza.

cianobatteri al microscopio

Detto questo possiamo dire a tutti gli effetti che i cianobatteri non sono alghe ma bens
batteri, aventi una dimensione compresa tra 0.2 e 2 m.
Esistono pi di 100 ceppi di cianobatteri ed difficile evitare di introdurli nellacquario poich
si trovano le spore persino nellaria, e normalmente le spore sono gi presenti anche sulle
piante che introduciamo in acquario sin dal suo primo allestimento (pensate che le loro
spore si trovano anche in pieno deserto!).
La grande particolarit di questi batteri, che possono utilizzare tranquillamente lAzoto
atmosferico, cosa impossibile per le piante, pertanto possono tranquillamente sopravvivere
in acquari aventi concentrazioni nulle di nitrati!
La loro colorazione spazia dal blu-verde, al rosso ed anche al nero. Essi sono in grado di
sopravvivere in ambienti aventi condizioni estreme dove le normali alghe non riuscirebbero
a vivere.
I cianobatteri assorbono in maniera efficiente la luce tra 550 e 700 nm, che sono appunto le

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lunghezze donda di luce preferite dalle piante e dalle alghe normali, quindi sono in
competizione con le piante stesse.

Detto tutto questo possiamo affermare che i cianobatteri sono un grosso potenziale pericolo
per tutti gli acquari.

BATTERI GRAM-NEGATIVI/GRAM POSITIVI


Tutti i batteri vengono suddivisi in due distinte famiglie, Gram-negativi (G-) o Gram-positivi
(G+). Questa classificazione viene fatta in funzione del colore che assumono i batteri in
accordo alla procedura inventata da Christian Gram.

I cianobatteri cadono tutti nella famiglia dei batteri G(-) assieme ai batteri nitrificanti.

ANTIBIOTICI
Gli antibiotici sono le sostanze per sconfiggere i batteri, pertanto la logica conseguenza
porta allutilizzo degli antibiotici se vogliamo sconfiggere i cianobatteri.
Gli antibiotici che normalmente vengono usati per debellare le alghe azzurre sono quelli
appartenenti alla famiglia delle penicilline tipo: Eritromicina, Vancomicina, Kanamicina.

In particolare la Eritromicina un antibiotico a largo spettro di azione che colpisce batteri sia
G(+) che G(-), ed attiva su gran parte dei batteri resistenti alla penicillina e alla
streptomicina, e alle tetracicline, non ha effetto sui batteri del genere Proteus, Pseudomonas
e Salmonella.
Leritromicina per uno degli antibiotici pi sicuri, cio la sua somministrazione non
influisce sulle piante, sui pesci od altri animali. Pur cadendo nella famiglia dei G(-) i
cianobatteri sono per nostra fortuna un caso speciale di batteri molto sensibili alla
Eritromicina, e questo ci facilita parecchio il nostro intervento, rispetto agli altri batteri G(-)
come ad esempio i buoni batteri nitrificanti. Facciamo per attenzione al fatto che usando
gli antibiotici in maniera non corretta i batteri possono reagire eventualmente generando dei
ceppi resistenti.
Pertanto attenzione ad un uso indiscriminato di antibiotici perch potremmo correre il
pericolo di generare una alga azzurra antibiotico-resistente.

CONSIDERAZIONI
Bene ora sappiamo che abbiamo a che fare con dei batteri, pertanto quando utilizziamo gli
antibiotici atteniamoci scrupolosamente ai dosaggi suggeriti per una durata minima
compresa tra 5 e 7 giorni stando attenti perch gli antibiotici che usiamo potrebbero avere
influenza anche sui batteri nitrificanti, quindi non bisogna usare dosi massicce!

Non bisogna poi avere fretta perch come trattare una malattia e ci vuole pazienza.

Controlliamo leventuale picco di ammoniaca che si presenter durante il trattamento dovuto


non al mal funzionamento del filtro biologico ma allalto contenuto di proteine rilasciate dalle
alghe azzurre morte.
Bisogna tenere presente che uno degli effetti dellantibiotico quello di rendere fragile la
membrane cellulare del batterio in modo che si rompa facendo cos morire il batterio stesso.
Sifoniamo giornalmente per asportare le alghe azzurre morte, cos limiteremo il picco
dammoniaca.

Consideriamo inoltre questo dato di fatto che lalga azzurra non invade i nostri fiumi o laghi
se le acque sono in buone condizioni biologiche.
Essa infatti prolifera solo in condizioni estreme ( alti livelli di nutrienti, bassi livelli di
nutrienti, alta temperatura, bassa temperatura e cos via) e se la qualit dellacqua buona
(dentro a dei valori medi) essa sopravvive come in una specie di limbo, sempre pronta per
ad esplodere nel momento in cui i parametri diventano favorevoli al suo sviluppo.

SUGGERIMENTI
Quindi, utilizziamo anche il forum del sito, per confrontarci tra noi scambiandoci le
informazioni sul tipo di antibiotico usato per eliminarla, sul dosaggio che ognuno di noi ha
sperimentato sul campo con efficacia.

Condivideremo cos esperienze ed informazioni che saranno sicuramente interessanti per

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coloro che prima o poi dovranno affrontare questo problema.

A questo proposito sarebbe interessante leggere le esperienze fatta da Sears & Conlin, per
poi discuterne (larticolo, in lingua inglese se a qualcuno interessa, in breve descrive gli
esperimenti che hanno eseguito Sear & Conlin con lo scopo di eliminare le alghe dai loro
acquari).

Di Walter Nagliato (12-12-2001)

28 Agosto 2005
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Malatie Come ti elimino i cianobatteri
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L'acqua e la chimica Io spero di no ma avete mai avuto in acquario una patina molliccia simile ad un velo gelatinoso color
Alimentazione verde-azzurro, che si espande a macchia dolio, che si forma in breve tempo su piante e oggetti darredo
Articoli dal Mondo ed in pi ha un odore di marciume, un po tipo odor di muffa ?
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Glossario Se s, il vostro acquario stato colpito dalla fatidica alga azzurra o meglio da ciano-batteri perch di
Gli amici di AOL alga vera e propria non si tratta.
Editoriale
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Pensate che, da circa un anno a questa parte, questo problema (o meglio ex problema perch da poco
Lo Staff
abbiamo la soluzione) affligge molti degli acquari della mia citt allestiti alla maniera dacqua dolce
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tropicale.
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Per molti mesi non siamo stati in grado di debellare questo problema; abbiamo usato di tutto: pesci fitofagi
(mangiatori di alghe), prodotti anti-alghe di tutte le marche, abbiamo controllato e perfezionato i valori
dellacqua, della temperatura, diminuito o aumentato la luce, fatto lo stesso con la CO2 o lossigeno, di
tutto, ma non cera niente da fare.

Finch un giorno telefonai ad un super esperto, l'amico Enzo, titolare di una delleditte specializzate del
settore pi allavanguardia e della quale preferisco non fare il nome, il quale con assoluta tranquillit mi
disse: caro Angelo la soluzione al problema che non devi considerarle alghe, bens batteri, equindi
come si curano i batteri?....... Ovviamente con gli antibatterici omeglio gli antibiotici.

Inizio di infestazione di Cianobatteri sul fondo dell'acquario

Ecco la soluzione; ecco perch i prodotti anti-alghe non funzionavano, i pesci fitofagi non le mangiavano,
tanta o poca luce non gli faceva n caldo n freddo, i valori dellacqua perfetta poi..niente di niente,

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perch sembravano alghe ma non lo erano!

Eh s, tutto sembravano meno che batteri.

Allora senza esitare, dato che anche uno dei miei acquari ne soffriva, mi affrettai alla scelta del prodotto
antibatterico da usare, ed il primo che mi venne sottomano fu il "General Tonic" della Tetra.

Ebbene lo usai come avessi dovuto curare dei pesci da una comune batteriosi, tipo una corrosione di
pinne, attenendomi alle modalit duso ed usando il dosaggio pi basso tanto che ... la finta alga in 5
giorni spar come una meteora, lasciando in pace le mie amatissime piante, i miei tronchi e tutto ci su
cuisi era adagiata e riprodotta. Dopo questo trattamento cambiai il 50 % dellacqua, filtrai per 72 ore con
carbone attivo (come si fa dopo una cura aipesci) e tutt'oggi il problema non ancora riapparso.

Conquesto non voglio dire che il mio acquario dopo la cura sia diventato immune ai cianobatteri,
comunque io mi accontento.

Di Angelo Poli (08-06-2001)

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