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Antropologia Culturale - 1 - Antropologia Culturale di Fabio


Dei

Psicologia clinica (Universit di Bologna)

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ANTROPOLOGIA CULTURALE
di Fabio Dei

CAPITOLO 1 - LE DISCIPLINE DEA


1.1 - Che cosa significa M-Dea/01?
Con la sigla M-DEA/01, si intendono le discipline demoetnoantropologiche; ovvero:
- Antropologia culturale (studio comparato delle culture);
- Etnologia (studio di varie culture sperse per il mondo)
- Demologia (storia delle tradizioni popolari, folklore).
Queste discipline studiano luomo, le sue culture di appartenenza e le tradizioni che ne caratterizzano la specificit.
Definizione di Cultura: complesso degli elementi non biologici attraverso i quali i gruppi umani si adattano allambiente e
organizzano la vita sociale (attrezzi e tecniche di lavoro, linguaggio, arte, credenze, istituzioni sociali, ecc).
L'antropologia culturale non rappresenta un sapere cumulativo le cui fasi precedenti sono poco pi di curiosit storiche.
I suoi sviluppi teorici e metodologici non sono unidirezionali ed irreversibili.

1.2 - Lorigine dellantropologia culturale


LAntropologia si struttura come scienza solo alla fine dell800).
Data di Nascita: tradizionalmente il 1871; data di uscita del libro Primitive Culture di Edward B. Tylor.
Contesto Culturale: dominato da due fattori fondamentali:
- Positivismo: fiducia illimitata nella scienza e nel progresso da parte degli uomini.
- Nazionalismo e Colonialismo: lEuropa si considera il massimo della civilizzazione, separata dal resto del mondo
dall'irreversibile spartiacque della modernizzazione
L'antropologia viene considerata come la scienza di ci che lEuropa si lasciata alle spalle, di ci che non ha superato lo
spartiacque. E studio delle dei primitivi non toccati dalla modernit.
Forte Divario tra occidente tecnocratico, acculturato e colonizzatore, ed il resto del mondo primitivo e dominato.
Cultura dei Primitivi: valorizzarla significa contrapporsi a un senso comune che li considera semplicemente come "bestiali",
significa rivendicarne la comune umanit, anzi mostrare come siano pi vicini a "noi" di quanto ci piaccia pensare.
LAntropologia si era schierato fin dallinizio dalla parte delle popolazioni indigene:
- contro il razzismo biologico che ne afferma l'inferiorit congenita
- contro il dominio coloniale che ne fa un puro oggetto di amministrazione
- contro letnocentricismo, che assolutizza la nostra versione dell'umanit e distorcono in caricatura quella degli altri
Alterit: rafforza il concetto di alterit e cerca di legittimare le culture altrimenti considerate inferiori.
Eppure anche lantropologia ha contribuito a creare un divario tra occidente e resto del mondo, trasformando di fatto le altre
culture (pur con le migliori intenzioni) in una materia di studio.

1.3 - Vocazione per Diversit


Globalizzazione: oggi le cose sono cambiate. Nel contesto della globalizzazione non esistono pi "primitivi"
Cultura, Popolo, Territorio: difficile mantenere intatta la differenza tra noi e altri. Il concetto di cultura non pi
identificabile come un qualcosa di ben delineato e circoscritto, magari coincidente con un popolo o un territorio.
Oggi la cultura unelaborata commistione nata dalla fusione di pi tradizioni che si sono influenzate a vicenda modificandosi
per sempre. Questo ha reso molto pi complicata la ricerca antropologica.
Questo non significa che non esistano pi differenze, anzi, la globalizzazione ha finito con laccentuarle
Vocazione dellAntropologia: ha mantenuto la sua vocazione allo studio della diversit ponendo laccento sulle differenze.
Diverse Posizioni: gli antropologi a questo proposito hanno preso diverse posizioni:
Levi-Strauss: introduce il concetto del renard loign (sguardo da lontano), ovvero dello sguardo esterno dello studioso che
indaga la realt cercando di porsi in un ottica neutrale.
Clyde Kluckohn: definisce invece il metodo antropologico come giro lungo, da contrapporre al giro breve delle forme di
conoscenza puramente speculative (filosofia razionalista).
Francesco Remotti: approfondisce il concetto di giro lungo e giro breve, che la distinzione tra due scuole di pensiero in
merito alluso che si fa della ragione e del rapporto con le altre culture.
Giro Corto: da una parte pone Platone, Cartesio, Kant, che hanno un Approccio Totalitario alla ragione.
Cercano di definire un concetto assoluto di razionalit attraverso l'analisi del nostro modo di pensare.
Pensano di poter comprendere tutto con la propria ragione e poterla poi estendere anche ad altri.
Giro Lungo: dallaltra mette Erodoto, Montagne, Il secondo Wittgenstein che hanno un Approccio Particolare alla ragione.
Pensano di definire la razionalit solo passando attraverso lincontro con le varie forme che si possono incontrare.
Lantropologia culturale sceglie il giro lungo come metodo di ricerca, che richiede molte esperienze ed osservazioni prima di
potersi esprimere in merito.
Metodo della Comparazione: Il confronto con laltro non deve essere solo un mettersi a confronto con la convinzione che ci
sia una posizione dominante. Ma comparare significa rivedere le proprie posizioni alla luce di quanto emerso dallincontro
con laltro (come afferma Levi-Strauss nel suo sguardo da lontano)
Compito dell'antropologia quello di:
- mostrare che quanto ci sembra ovvio e naturale non lo affatto.
- ci fa vedere quello che di solito non vediamo perch lo abbiamo costantemente sotto gli occhi
- che le nostre istituzioni e modi di vivere non sono gli unici possibili e non necessariamente migliori
Scandalo Etnografico: Ernesto De Martino ha cos definito lincontro con laltro, che ti costringe a rivedere le tue posizioni.

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1.4 - La Ricerca sul Campo


Ricerca sul Campo (fieldwork): Lantropologia si distingue in questo dalle altre scienze o arti che si interessano agli altri
popoli e alle loro culture. Questa pratica nasce nel 900 dalla scuola anglosassone in contrapposizione allantropologia da
tavolino che era invece in uso nell800.
Boas (Stati Uniti) e Malinowski (Inghilterra). Nel libro Argonauts of Western Pacific scritto da Malinowski e uscito nel
1922, viene presentata precisamente la figura dellantropologo come specialista che riesce a mettere in pratica le sue
conoscenze attraverso unesperienza diretta sul campo
Dimensioni di Lavoro (Malinowski): necessaria la loro compresenza nel lavoro antropologico:
1) Preparazione teorica e metodologica. Senza questa l'osservatore non saprebbe osservare, non saprebbe trasformare in
documenti/dati" lesperienza vissuta
2) Esperienza diretta e vissuta della cultura che si intende studiare. Senza questo il teorico non comprenderebbe mai
veramente un'altra cultura, non coglierebbe gli elementi "imponderabili"
Osservazione Partecipante (Malinowski): vivere all'interno di una comunit, condividere nella quotidianit, entrare rapporti
personali con i membri, partecipare alle pratiche sociali.
Ci richiede una lunga permanenza sul campo (almeno un anno); tagliare i rapporti con altri occidentali; estraniarsi dalla
propria cultura di provenienza
Approccio Olistico agli insiemi culturali. Nessun aspetto potr essere compreso se non collocandolo nel contesto complessivo
Oggi questo modello non pi valido.
Luogo Statico: non esiste pi infatti il concetto di campo chiuso come esisteva una volta.
Qualsiasi cultura oggi gi venuta in contatto con tantissime altre culture e la ricerca diventa pi difficile.
Luogo Dinamico: la Globalizzazione ha creato i presupposti per poter permettere alle persone di spostarsi velocemente nel
mondo, e con loro si sposta anche la cultura.
Nonostante la ricerca sul campo sia ancora in nucleo centrale delle discipline demoetnoantropologiche, ci che va ridefinito
il concetto di campo, che diviene quindi un luogo non pi statico, ma dinamico ed in movimento.

1.5 - Gli Specialisti Disciplinari


Partizioni Specialistiche: uno studioso, nella sua carriera, pu diventare esperto di una o due aree culturali.
Si parla cos di antropologi africanisti, oceanisti, americanisti, europeisti, ecc
Fonti orali, fonti scritte, fonti iconiche, fonti materiali: sono gli strumenti dei quali lantropologo si serve per la sua ricerca,
dando vita a svariate forme di antropologia che hanno finito, con il passare del tempo, col delinearsi.
Es: antropologia storica, del mondo antico, linguistica, medica, psicologica, etnopsichiatria, ecc
Tutte queste materie fanno parte delle discipline DEA, fa eccezione lAntropologia filosofica, che raggruppata tra le
discipline di Filosofia morale(M-FIL/03).

1.6 - Le Partizioni della Cultura


Approccio Olistico della Cultura: a 360, tenendo conto di tutte le sue sfaccettature, tuttavia, per una questione di comodit,
capita che venga fatta una partizione della cultura in vari sottoinsiemi cos da permettere allantropologo uno studio pi
semplice e dedicato della materia:
a) Sistemi di parentela, forme di matrimonio e vita familiare.
b) Sistemi economici, con particolare riferimento alle attivit produttive e ai sistemi di scambio nelle societ di caccia e
raccolta, di pastorizia, di agricoltura, e alle relative pratiche alimentari.
c) Stratificazione sociale, politica e potere.
d) Linguaggio e forme di comunicazione non verbale.
e) Religione e Magia, riti, miti e pratiche simboliche.
f) Etnoscienza, saperi indigeni naturalistici e cosmologici, e i processi cognitivi che li accompagnano.
g) Espressione estetica, con riferimento sia allartigianato che allarte, repertori di canti e narrazioni.
Mutamento Culturale: assume sempre maggiore importanza.
Un certo modo di fare antropologia stato messo da parte, proprio perch non pi in grado di rendere ragione della
complessit del mondo moderno, tecnologico, globalizzato e multiculturale. Ecco quindi che sono nate altre sensibilit e
luoghi dindagine che hanno portato alla creazione di altri studi antropologici, come ad esempio: lantropologia urbana,
del turismo, dello sport, del consumo di massa, della violenza, di internet e delle comunit virtuali, dei processi migratori e
delle relazioni interculturali, della scuola e dei processi educativi, dellambiente, ecc
Questa scala globale, sulla quale siamo costretti a ragionare, ha per sempre superato la dialettica loro noi.

1.7 - A cosa serve lAntropologia


La situazione in Italia non facile per quanto riguarda ricerca ed insegnamento. Tuttavia ci sono altri ambiti nei quali pu
essere spesa una conoscenza in materia antropologica:
Mediazione interculturale: gli antropologi possono essere daiuto nellintegrazione e nel rapportarsi non in maniera
etnocentrica con lalterit, specie se proveniente da altri paesi. C' bisogno di "esperti delle differenze
Cooperazione internazionale: partecipare alla realizzazione di progetti in grado di integrarsi con le caratteristiche socio
culturali dei diversi territori
Conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale etnografico: in particolare nei musei.
Al di la della sua applicazione sul piano lavorativo lantropologia non smette di essere utile, sia sul piano della sfera del sapere
sia sul piano della sfera pubblica (natura della democrazia, giustizia, sistemi di valori, modelli di sviluppo).
Di rilevanza capitale il tema dellidentit, oggi cos tanto sbandierato e che proprio campo dindagine degli antropologi.

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CAPITOLO 2 - RAZZA, CULTURA, ETNIA


2.1 - Razza
Razza: gruppo umano caratterizzato da specificit somatiche, intellettuali e comportamentali che si suppongono fondate
biologicamente e trasmesse per via ereditaria.
Questo termine ottocentesco si sviluppa in un contesto nel quale:
- si cercava di indagare lorigine delluomo da parte della scienza, che stava sostituendo la religione.
- il fulcro di una concezione etico-politica dei rapporti tra Occidente e Resto del Mondo, ha nel colonialismo il suo
aspetto pratico
1) Pensiero Reazionario: Gobineau nel 1856 pubblica il suo saggio: Sullineguaglianza della razza umana.
In questo suo lavoro esprime in maniera chiara tre punti:
- le disuguaglianze razziali e culturali hanno una base biologica;
- esiste una gerarchia tra razze (di cui la razza bianca europea il vertice);
- la mescolanza tra le razze qualcosa di orrendo.
Ritiene la Razza Bianca minacciata dagli incroci con altre razze, che ne contaminano e impoveriscono il patrimonio genetico.
Egli non crede nel progresso, la sua visione tendenzialmente degenerativa, nel senso che la storia (ed in particolare la storia
coloniale), prevede la mescolanza tra razze e questo porter progressivamente ad un inquinamento della razza pura.
La decadenza della razza bianca sar quindi diretta conseguenza della realt coloniale e della sua superiorit.
2) Pensiero Progressista: trover piena espressione nelle teorie evoluzioniste (Charles Darwin ed Herbert Spencer)
Razzismo Scientifico: il razzismo di stampo illuminista, positivista, nato in Europa nell800.
Differente da quello di Gobineau, perch ha fiducia negli ideali illuministi di progresso e perfettibilit degli esseri umani.
Questa teoria si sviluppa prendendo spunto dalla teoria evoluzionista di Darwin, che pubblica nel 1859 LOrigine delle
Specie, dove spiega ladattamento delle specie animali allambiente
Disputa tra Teorie: All'epoca vi erano due correnti di pensiero sullorigine e sulle differenze tra le razze:
- Monogenetico: le razze hanno un'origine comune, si sono poi adattate a situazioni e circostanze locali.
- Poligenetico: le razze hanno origini diverse, dunque le peculiarit riscontrate sono interne e irriducibili.
Gerarchia delle Razze: levoluzionismo risolve questa diatriba, sostenendo il principio monogenetico.
Ma anche cos si cade nel razzismo; levoluzionismo sottintende che vi sia una gerarchia tra razze, fondata sulla Legge di
Selezione Naturale.
I razzisti progressisti ritengono di poter influire sull'evoluzione delle razze umane attraverso una programmazione scientifica
Durante l'800 la conoscenza scientifica soppianta progressivamente altre forme di autorit nella determinazione di gerarchie e
di principi di ineguaglianza tra gruppi umani. Tali gerarchie sono pi assolute e rigide che in passato, dal momento che le
differenze naturali non sono modificabili, come invece lo sono quelle morali o religiose.
L'Antisemitismo tipico del 900, che porter all'ideologia e alla pratica nazista alla Shoah, si innesta su una definizione
scientifica della razza di taglio ottocentesco. Nell800 e prima, la differenza dell'ebreo era radicale, ma trovava un limite
nella conversione. L'antisemitismo cristiano non avrebbe potuto concepire l'idea dello sterminio totale inteso come
eliminazione dalla faccia della terra di un determinato patrimonio genetico.
Diffusione nei Paesi Democratici: dove il razzismo progressista fonda pratiche di ingegneria biologica come lEugenetica.
Francis Galton formula i Principi dellEugenetica: perch non aiutare l'evoluzione naturale, favorendo la riproduzione
degli organismi migliori e impedendo riprodursi a quelli pi deboli o difettosi?
Finalit progressiste e di miglioramento sociale, quelle che promuovono le varie esperienze eugenetiche e di biologia razziale
che coinvolgono molte democrazie liberali come gli Stati Uniti o, nel dopoguerra, la Svezia.
Si tratta della eliminazione/sterilizzazione forzata di individui considerati svantaggiati o disadattati, supposti portatori di
geni deboli o difettosi. Il progetto hitleriano di eutanasia solo la manifestazione estrema di una tendenza assai pi
largamente diffusa.

2.2 - Cultura
Antropologia Ottocentesca: in qualche modo influenzata dalle teorie razziste, tuttavia lantropologia ottocentesca crede in
ununit intellettuale dellintero genere umano ed alla cultura come differenziazione e caratterizzazione delle varie razze.
L'evoluzione culturale , nella loro prospettiva, il prolungamento di quella biologica.
Gerarchia delle Culture: purtroppo anche questo modo di vedere le cose, pur se in contrapposizione con il razzismo di
carattere biologico, porta inevitabilmente ad una gerarchizzazione tra le culture, nella quale il vertice resta sempre e
comunque il modello occidentale.
Processo di Evoluzione Culturale: si ipotizza un unico processo di evoluzione culturale, che si muove per a velocit diverse
in diverse parti del mondo e per diversi gruppi umani.
La differenza riletta in termini di avanzamento-arretratezza del processo evolutivo.
I popoli primitivi stanno attraversando uno stadio evolutivo precedente, vivono ancora nel passato.
Dominio Coloniale: il Processo di Evoluzione finisce per legittimare il dominio coloniale e l'ordine imperialista del mondo.
I rappresentanti della civilt occidentale stanno sul punto pi alto di una piramide, certi di una superiorit che li pone per
definizione dalla parte della verit e della giustizia.
Gli altri sono come noi, certo, ma solo nel senso in cui lo sono dei bambini che vanno educati e aiutati a crescere
L'equazione primitivi-bambini rappresenta la variante culturale del razzismo.
Antropologia Moderna (prima met del 900): Viene negato in questa fase letnocentrismo, cio che la cultura europea non
il metro di giudizio assoluto per tutte le altre. Quelli che per l800 erano assiomi, appaiono ora come pregiudizi.
Pluralit Culturale: allimmagine di una gerarchia piramidale di gruppi umani si sostituisce quella di un mondo suddiviso in
una pluralit di culture, intesa come entit autonoma, distinte e di uguale dignit.

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Relativismo Culturale: non si possono formulare giudizi etici, estetici al di fuori di un contesto culturale, poich il contesto
culturale a stabilire i criteri di riferimento. Ci che bello o brutto, giusto o ingiusto, vero o falso dipende dal contesto
culturale e non ci sono criteri esterni e neutrali di tipo sovra-culturale.
Etnocentrismo: la tendenza a considerare la propria cultura come quella superiore ad ogni altra.
Questo atteggiamento universale e, in qualche maniera, anche naturale.
Culture Evolute: anche lamericano Herskovits e il francese Lvi-Strauss riconoscono questo atteggiamento, tuttavia pensano
che sia un segno distintivo di una societ avanzata, quello di riuscire a controllare questo atteggiamento, promuovendo
lincontro ed il dialogo con le diverse culture.
Levi-Strauss: "barbaro innanzitutto colui che crede nella barbarie"
Antropologia Moderna (seconda met del 900): il tentativo nazista di instaurare un ordine del mondo su base razziale, e
delle pratiche genocide che ne seguono, portano al progressivo abbandono delle teorie razziste in senso stretto.
Scienze naturali: gli sviluppi della biologia della genetica contribuiscono all'abbandono della nozione classica di razza e delle
teorie sulla determinazione razziale dell'intelligenza e dei tratti comportamentali
Il termine razzismo diviene definitivamente negativo, laddove, fino a tutti gli anni 30, era usato in senso positivo, come
sinonimo di politiche progressiste di miglioramento della specie umana, e di difesa delle popolazioni superiori dalla
contaminazione

2.3 - Etnia
Il termine Etnia ha preso il posto di razza, nellesprimere le differenze esistenti tra i vari gruppi umani.
L origine del Termine molto antico ed arrivato a noi attraverso la cultura greca prima e cristiana poi. Nella Bibbia ethne
designa i non ebrei e i non cristiani, gli altri. Il derivativo ethnici si afferma con laccezione spregiativa di Pagani.
Oggi, il termine etnico, finisce ancora con lavere un accezione negativa. Con etnico si identifica infatti laltro, il diverso, mai
la cultura dominante (es musica etnica, cibo etnico, ecc tutte cose comunque che escono dallordinario).
Rischia, anche il termine etnia, di essere un altro modo per tracciare dei confini e porre delle divisioni.
Essenzializzazione/Reificazione: l'appartenenza culturale ed etnica intesa come propriet immutabile di un gruppo umano e
di tutti gli individui che ne fanno parte.
Questo anche per colpa dellantropologia che per molto tempo ha descritto la cultura come statica ed immutabile.
E invece vero il contrario, non esiste unindipendenza della cultura dai processi storici e al di sopra degli individui.
Sono gli individui che fanno la cultura e non esiste etnia senza cultura.
Sui conflitti etnici si detto che erano la conseguenza di antichi rancori tribali; forse vero il contrario, ovvero che i rancori
tribali siano la conseguenza e non la causa dei conflitti. Es ex Jugoslavia.

2.4 - Razzismo Differenzialista


Essenzialismo Culturale (reificazione): la tendenza rappresentare la cultura come:
- chiusa e isolata, scollegata dal suo contesto di appartenenza,
- statica, senza tener conto della sua storicit e dei possibili mutamenti.
E la tendenza a considerare la cultura come una cosa (reificazione) senza tener conto della sua dinamicit e variabilit.
Relativismo Culturale: non si rivendica pi la superiorit di alcuni popoli e culture su altre, si accetta il principio del
Relativismo Culturale, per il quale tutte le culture del mondo hanno uguale dignit ed importanza.
Ma proprio sulla base di questi principi di apertura e tolleranza si giunge a riaffermare la antica esigenza xenofoba.
Razzismo Differenzialista o Fondamentalismo Culturale: nasce proprio come conseguenza dellessenzialismo culturale.
Non Mescolanza: viene riconosciuto a ciascuna cultura il proprio valore e la propria specificit (relativismo culturale) ma
proprio per questo motivo, sulla base di questi principi, si predica la non mescolanza delle culture e delle identit, per
salvaguardare l'integrit e lautenticit dellidentit.
Il Neo-Razzismo Differenzialista non parla pi di Razze e di Differenze Naturali/Biologiche, ma di Culture ed Etnie.
Anche antropologi come Levi-Strauss, che teorizz la necessit di una certa sordit di una cultura nel dialogo con le altre,
hanno contribuito a creare questa sorta di pensiero che oggi molto in voga.
LOmologazione e il mescolamento culturale sono visti di mal occhio e si tendono a valorizzare le particolarit culturali.
Questo di per se non sarebbe un discorso sbagliato, ma diventa pericoloso quando viene strumentalizzato per motivare le
politiche contrarie allimmigrazione.
Es la nuova destra francese con Alain de Benoist: "tutti popoli devono preservare e coltivare le proprie differenze",
"l'immigrazione condannabile perch mette in pericolo l'identit della cultura di accoglienza, cos come l'identit degli
immigrati"

Etnocentrismo Essenzialismo culturale


(la mia cultura la migliore) (ogni cultura ha uguale valore)

Razzismo Razzismo Differenzialista


(la mia razza superiore) (ciascuno a casa propria)
Tabella 1: Differenze tra Razzismo e Razzismo Differenzialista

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2.5 - Come riconoscere il Neo-Razzismo


Come riconoscere un razzismo che non si dichiara come tale? Quali sono i punti in comune fra:
- il razzismo biologico, gerarchizzante e universalista della prima met del 900?
- il razzismo culturale, differenzialista e relativista degli ultimi decenni?
Pierre-Andr Taguieff descrive tre atteggiamenti intellettuali e tre tipi di pratiche come denominatori comuni rispettivamente
dell'Ideologia Razzista e del Comportamento razzista
Componenti dell'Ideologia Razzista: Taguieff individua tre gradi progressivi dellIdeologia Razzista:
1 - Categorizzazione Essenzialista (Individuazione): il pregiudizio con il quale viene catalogato un individuo solo perch
appartenente ad una determinata categoria/etnia (es. albanese, negro, ebreo,). Produce un giudizio a priori e
totalizzante su un individuo, a cui sono associati immediatamente tutti gli attributi e stereotipi della categoria.
Asimmetria di Potere: Essenzializzare un processo comune, tuttavia affinch si possa parlare di razzismo bisogna che ci sia
unasimmetria di potere; il razzista chi fa opera di essenzializzazione di una categoria pi debole o subalterna perch
vedono in essa, una minaccia alla propria posizione.
E l'enfatizzazione generalizzata e definitiva, di differenze, reali o immaginarie, che l'accusatore compie a proprio
vantaggio e a detrimento della sua vittima, al fine di giustificare i propri privilegi o la propria aggressione.
2 - Stigmatizzazione (Negativizzazione): una volta categorizzarti secondo una presunta immutabile essenza, gli "altri"
possono essere stigmatizzati, cio subire un processo di esclusione simbolica, imperniato sulla attribuzione di stereotipi
negativi.
Ad essi si attribuiscono difetti congeniti, tare, impurit, qualit pericolose.
Il nemico viene demonizzato, disumanizzato, bestializzato.
Questo crea una distanza psicologica e morale, tale da poter giustificare ogni mezzo di oppressione/soppressione.
La mixofobia la paura della mescolanza e dellibridazione, con l'ossessione di un contagio, metaforico o reale
3 - Barbarizzazione (Disumanizzazione): consiste nella convinzione che certe categorie di esseri umani non siano
civilizzabili, "che non siano perfettibili, non siano educabili, convertibili, assimilabili".
Questo porta al massimo distacco ed esclusione dellaltro. In quanto "barbaro" esso non solo diverso, inferiore,
pericoloso, ma rappresenta l'antitesi stessa della civilt: colui che non ne riconosce i valori fondamentali.
Ci apre la strada politiche di eliminazione, di separazione xenofoba ed anche di genocidio.
Comportamento Razzista: Taguieff distingue tre tipi o livelli di azioni legate alle precedenti Componenti:
1 - Segregazione, Discriminazione, Espulsione: questo atteggiamento quello di chi, per vari motivi che possono essere di
carattere strutturale-oggettivo (economico, politico, sociale, ) oppure personale-soggettivo (esperienziale, passionale,
emotivo, ), isolano e iniziano ad identificare nell altro, se non un nemico, quanto meno una persona da allontanare in
nome del proprio bene e del bene comune.
2 - Persecuzione e Violenza Essenzialista: azioni dirette contro una categoria in quanto tale.
Significa passare dalle parole ai fatti. Dalla semplice esclusione, alla persecuzione sia verbale che fisica vera e propria.
3 - Genocidio: latto finale della violenza espressa il desiderio di annientare lintera popolazione/categoria avvertita come
nemica, ostile, pericolosa, non recuperabile.
Questo ci porta a pensare come in unescalation di violenza, pur nella diversit quantitativa, vi sia un filo rosso che lega
esclusione e genocidio e come di fatto luno sia conseguenza dellaltro (vedere esempio leggi razziali Shoah).

2.6 - Antirazzismo
Anche lantirazzismo oggi corre il rischio di adoperare gli stessi strumenti del razzismo.
Essenzializzare, Stigmatizzare ed infine Barbarizzare laltro accusandolo di razzismo, indicandolo come un nemico da
combattere in una visione totalizzante della realt dove il bene (lantirazzismo) deve combattere il male (razzismo).
Il neo-nazismo diventa un nemico assoluto e astratto, il Razzista la figura negativa, un grande seguace del Male Assoluto.
Un modello dicotomico che contrappone un Male Assoluto ad un Bene Assoluto.
Caccia alle Streghe: si corre il rischio di cercare il razzismo in ogni cosa che fa parte della societ, esasperando i termini del
discorso e riconoscendo solo ci che di male viene prodotto dagli altri.
Rischioso perch, cos facendo, non si riconoscono i diversi livelli di razzismo, l'incapacit di distinguere diversi livelli di
pregiudizio, essenzializzando solo un nemico da combattere a tutti i costi.
Vi nella nostra cultura una forte accentuazione dellopposizione bianco (pulito, candido, buono, ) nero (sporco, cattivo,
uomo nero, ) , tuttavia si tratta di capire quanto questi meccanismi siano radicati nella nostra cultura, come operino e
come cercare di cambiarli.
Viceversa vedere il razzismo dappertutto rischia di far si che il vero razzismo non venga poi realmente riconosciuto.

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CAPITOLO 3 - ETNOCENTRISMO, RELATIVISMO, DIRITTI UMANI


3.1 - La Ragione e i Costumi
Il tentativo di definire la ragione umana, in una sua forma "pura", doveva prescindere dalla frammentaria eterogeneit dei
costumi, regno dellimperfezione e dellapparenza. Il cammino verso l'essenza della ragione "una via interna" un "giro
breve": una riflessione introspettiva che il pensiero svolge su se stesso, il cogito ergo sum cartesiano.
Giro Breve: la filosofia ha da sempre (da Platone a Kant) ricercato ununit ed un fondamento che possa riconoscersi come
universale. Kant lo esprime molto bene analizzando quelle che sono considerate le trib primitive o native della sua epoca
(ad esempio gli abitanti di Tahiti), arrivando a considerarle marginali nellimportanza della ricerca della ragione.
Ragionamento Deduttivo (xip): Io sono un Uomo, Io ragiono cos, allora tutti gli Uomini ragionano cos
Giro Lungo: al precedente modello si oppone invece Erodoto, quando pensa la conoscenza come un viaggio.
Questo viaggio, e non la speculazione, lo strumento per arrivare a definire la ragione. Questa posizione viene enfatizzata
durante il periodo coloniale con la scoperta di nuove terre e nuove popolazioni, che si ponevano in evidente contrasto con il
comune sentire occidentale (esempio del cannibalismo).
Ragionamento Induttivo (xip): attraverso lincontro con i vari tipi di ragione e razionalit si inferiscono tratti generali.
Michel de Montagne, ed il suo saggio Sui Cannibali approfondisce questo tema. Il cannibalismo una caratteristica che
viene spesso attribuita ai selvaggi, il pi classico contrassegno di barbarie, una prova di della loro disumanit.
Egli per coglie la natura rituale dell'atto, atto in qualche modo morale o di piet, che si pu contrapporre alla ben pi
grande barbarie dei supplizi e delle torture che gli europei infliggono ai corpi vivi dei nemici o dei condannati, per cui i veri
barbari saremo noi. Il cannibalismo una pratica cultuale organica e piena di senso se inquadrata nel giusto contesto.
Vs Etnocentrismo: ritiene ingiusto chiamare barbaro ci che non si conosce, quando lunico strumento che si ha a disposizione
per valutare la realt di fatto non altro che lesempio, le opinioni e gli usi del paese in cui si nati.
Etnocentrismo quello che ci fa apparire ovvio e naturale quanto ci semplicemente familiare. Quanto ci appare come
verit e valore assoluto invece frutto della convenzione e della consuetudine.
Montagne sostenitore del giro lungo, del relativismo.
Paradosso del Relativismo: per questo modo di pensare incontra un paradosso, ovvero quello del pensiero debole.
Se la filosofia razionale si fonda su se stessa, la filosofia relativista si fonda invece su niente di consistente.
Su cosa Montagne pu formulare il suo giudizio di irragionevolezza circa il giro breve?
Venir meno alla certezza del pensiero razionalista pu creare dei problemi dal punto di vista speculativo, non potendo fare
esperienza di tutto quello che esiste al mondo. E interessante il punto di vista del giro lungo che pone la diversit dei
costumi quale agente costituente della realt umana.

3.2 - Relativismo Epistemologico o Cognitivo, riguardo alle forme di Conoscenza


L800: Lantropologia nasce in ambiente Positivista, in pieno 800.
Il Positivismo incentrato sul concetto di fiducia nella scienza e nel suo metodo come chiave interpretativa e di comprensione
universale. Il giro lungo infatti orientato alla comprensione di quelle che sono le grandi leggi dello sviluppo culturale e
individuare quelli che sono gli aspetti invarianti.
L'antropologia nasce con un atteggiamento scientifico radicato nel positivismo, che tuttavia si mette alla prova e si confronta
con le istanze del giro lungo. Cerca leggi universali attraverso l'esplorazione e l'incontro con il diverso ed il particolare.
Il 900 sembra indirizzata allo scuotimento di vecchie certezze. Es La Teoria della Relativit, la Meccanica Quantistica, la
Psicoanalisi, fanno dubitare della tranquilla e familiare solidit del mondo fisico.
L'antropologia del 900 indaga il tema del "primitivo dentro di noi, che affascina l'immaginario artistico e letterario nello
stesso modo dell'inconscio freudiano.
Sono entrambe dimensioni arcaiche dell'esistenza umana sempre ben presenti sotto la crosta sottile della civilt.
Per LEmpirismo la conoscenza si svilupperebbe su base puramente induttiva.
La verit consiste in una rappresentazione che "corrisponde" alla realt, e la scienza ne l'assoluto paradigma.
Dagli anni 30 la filosofia della scienza abbandona l'idea di una razionalit puramente induttiva.
La conoscenza induttiva non pi riconosciuta come unica realt conoscitiva possibile ed immaginabile.
Thomas Kuhn: l'idea di una razionalit scientifica pura e universale si scioglie ancora di pi.
Il sapere scientifico procede attraverso discontinuit e rivoluzioni. Queste ultime stabiliscono sistemi di riferimento
composti da assunti indimostrabili, i Paradigmi".
Il rapporto tra razionalit scientifica e diversit antropologica si va invertendo. Nel positivismo, la razionalit scientifica il
solido punto di partenza rispetto al quale "spiegare" le bizzarrie delle altre culture; nello scenario post empirista del 20
secolo, la razionalit scientifica stessa viene a poggiare su basi storico-culturali.
Lantropologia pu cos essere definita come la descrizione empirica dei contesti culturali nei quali maturano forme particolari
di razionalit. Studia la razionalit che c dietro alle strutture organizzative degli altri popoli.
Grande Dibattito tra Razionalit e Relativismo, di fatto non ancora risolto, in cui per un terreno comune sul quale
confrontarsi e costruire un sapere comunque necessario.
Se non ci fossero basi comuni sulle quali confrontare noi e altri, ciascuno vivrebbe in un mondo a s incomprensibile
ed inconcepibile agli altri e quindi ogni ricerca antropologica risulterebbe vana e fine a se stessa.
Possiamo giudicare falsa o illogica unaffermazione/credenza all'interno di un modo di vita specifico ma non possiamo
formulare questo giudizio verso un intero linguaggio o un intero modo di vita.
La comprensione antropologica deve mostrare la stregoneria, la religione e la scienza come diverse possibilit di dare un
senso al mondo ed alla vita, come "diverse concezioni del bene e del male". Sono peculiari peculiari forme di saggezza.

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3.3 - Relativismo Etico


Relativismo Cognitivo: questo termine viene usato in modo critico, serve a sottolineare il rischio insito nell'abbandono di
criteri universali di corrispondenza con la realt, che porterebbe a immaginare l'esistenza di tante realt e verit, tutte
ugualmente legittime, quante sono le culture.
Si finirebbe per pensare che ogni credenza ha lo stesso valore (es la terra piatta). Non si condividerebbero gli stessi criteri di
realt, e sarebbe come se vivessimo in mondi diversi.
Relativismo Etico: questo non vale sul piano etico. Riguarda la formulazione di giudizi morali e sistemi di valori.
E divenuto uno strumento di lotta contro il razzismo, i pregiudizi etnici e l'oppressione coloniale.
Boas ha usato il sapere antropologico a sostegno della tolleranza, dell'uguaglianza dei diritti dei popoli non occidentali
Herskovits: per lui il relativismo fondato sulle solide basi della scienza. Chiamato a collaborare alla dichiarazione dei diritti
umani, sosteneva con forza che fosse necessario menzionare il fatto che, per essere veramente universale, una dichiarazione
doveva tener conto delle particolarit di tutte le culture ed accettarle per questo.
Ma questo avrebbe creato parecchi problemi. Questo relativizzare non avrebbe finito per deresponsabilizzare le persone di
fonte alle proprie scelte? (esempio, il genocidio spiegabile culturalmente e quindi fondato?)
Levi-Strauss: negli anni 50 l Unesco chiede allantropologo di scrivere una critica allideologia razzista.
Nasce cos il libro Razza e Storia.
Come conciliare il riconoscimento della diversit con i principi di unit ed uguaglianza del genere umano?
La soluzione consiste nell'affermare che la comune umanit si realizza attraverso e non malgrado le differenze culturali.
Nel suo pensiero si fa spazio lidea di progresso come di unione tra dialogo, apertura ed accoglienza e difesa delle
differenze identitarie.
Il pi grande pericolo che lui vede infatti al mondo quello dellomologazione culturale e delleliminazione delle barriere
tra culture. Se in una prima fase del suo pensiero pareva pi propenso alle aperture, nella fase finale della sua vita ribalta la
cosa concentrandosi soprattutto sulla difesa delle identit culturali.
Le culture devono avere un certo grado di "sordit" ai valori delle altre culture e ci non dipende necessariamente dal
pregiudizio e dallintolleranza.

3.4 - Antropologia e Diritti Umani


Analizzando il pensiero dei due antropologi Herskovits e LeviStrauss, si distinguono due aspetti:
A) Visione rigida ed esclusiva delle culture e dell'appartenenza ad esse degli individui (negativa)
1) Herskovits ha un pensiero di tipo esclusivo nei confronti delle altre culture, vale a dire che esistono tante morali, tante
libert, ecc quanti sono di fatto le societ esistenti.
2) LeviStrauss usa la metafora del treno, i treni sono le culture, i passeggeri gli individui. Noi possiamo vedere gli altri
individui dal finestrino del nostro treno in corsa, attraverso il finestrino di un altro treno in corsa, avendo cos un immagine
fuggevole e distorta. Il sistema di riferimento che ci portiamo dietro finisce per falsare tutta la conoscenza che possiamo
fare delle altre realt esistenti.
Visione essenzialista: le culture sono entit stabili nettamente definite che incombono sugli individui, con il paradossale
effetto di deresponsabilizzarli rispetto alle loro scelte.
Lessenzialismo il pregiudizio con il quale viene catalogato un individuo solo perch fa parte di un determinato gruppo.
Passivit: se gli individui non possono far altro che seguire passivamente le norme proposte dalla loro societ, allora vuol
dire che non sono responsabili del male compiuto, in quanto determinati nel farlo dalla societ.
Inutile quindi appellarsi ad un etica o ad un diritto internazionale.
B) Sorveglianza critica costante (positiva) che l'antropologia pu esercitare verso le tendenze etnocentriche nella definizione
dei diritti. Troppo spesso quanto si pretende "universale" qualcosa che appartiene alla moderna civilt occidentale.
Nelle dichiarazioni universali Herskovits ci vede la volont delluomo bianco occidentale di portare al resto del mondo la
sua civilizzazione.
Basi Universali: su quali basi allora sostenere luniversalit dei diritti umani? Un modo per ragionare su questi termini
ragionando sui diritti dei bambini. Possono dei diritti essere validi in alcune culture e non in altre? Anche qui
letnocentrismo rischia di trarci in inganno. Nelloccidente ricco e civilizzato, i bambini sono tenuti in grandissima
considerazione, protetti educati, spesso addirittura tutto viene fatto in funzione loro.
Questo fatto non sempre stato cos, ma stata una novit piuttosto recente della nostra cultura.
Come confrontarsi con le altre culture? Il sociologo Rosen ha detto che la volont di dare una norma universale al riguardo ha
fatto si che non si tenesse conto delle specificit e ha portato a considerare tutte le altre modalit di educazione inumane.
Come pensare a un bambino africano che di fatto diventa, per la sua cultura, responsabile molto tempo prima dei suoi
coetanei europei o nord americani? Es i bambini soldato o le menomazioni genitali femminili.
Letica dei principi rischia di sostituirsi alletica delle responsabilit. Bisogna fare attenzione che il discorso sui diritti
universali non diventi una scusa per affermare una propria immagine da imporre ad unaltra parte di mondo.
Questo ad indicare non il disinteresse dellantropologia nei confronti dei diritti, ma per affermare che al centro dei diritti ci
devono essere le persone vere, prese nella loro unicit e nelle loro differenze, non le etnie, non i principi.

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CAPITOLO 4 - LA RICERCA SUL CAMPO E LEVOLUZIONE DEI METODI ETNOGRAFICI


4.1 - Antropologia da Tavolino
800: i grandi studiosi vittoriani dell800 non svolgevano in modo diretto la ricerca sul campo.
Testi Comparativi: i loro libri erano trattati di taglio comparativo, che accostavano e discutevano racconti e resoconti di
mercanti, missionari, funzionari coloniali, naturalisti e altri viaggiatori che, trovandosi in paesi esotici, descrivevano in
modo pi o meno approfondito gli usi e i costumi delle popolazioni locali
Antropologia da Tavolino: si intende quellantropologia che si occupa pi di comparare delle fonti in maniera bibliografica,
senza approfondire di fatto nessun argomento in particolare,
Distinzione tra lAntropologo Comparativista e il Ricercatore sul Campo: avevano ruoli e compiti completamente diversi
1) Il Teorico Comparativista, aveva bisogno di grandi biblioteche e di molto tempo per consultarle; i viaggi dovrebbero
distratto dal suo compito. Inoltre l'approfondimento di una cultura specifica avrebbe compromesso l'equilibrio di uno
sguardo che doveva restare generalizzante.
2) il Ricercatore sul Campo raccoglieva "fatti" pure attraverso viaggi e lunghe permanenze in luoghi lontani, nei quali non
poteva svolgere alcun lavoro teorico. Anzi la teoria era pericolosa perch portatrice di "pregiudizi"
Etnocentrismo: purtroppo lantropologo vittoriano che si occupava di comparativismo, ancora risentiva dellatteggiamento
tipico della scienza positivista, e delletnocentrismo nel suo approccio interculturale.
James G Frazer: Il famoso Antropologo scozzese nella sua opera Il Ramo dOro, fa un immenso lavoro di comparazione
delle religioni, ma cade inevitabilmente nella tendenza etnocentrica dellepoca.
Pensiero Magico: fa risalire tutte le religioni alla magia, ritiene che sia il pensiero magico alla base del pensiero primitivo
dellumanit, basato sullassociazione delle idee, la similarit ed il contatto.
Questo pensiero porta a divinizzare i caratteri naturali che gli uomini hanno da sempre esperito nel corso della loro storia, e
ad elaborare idee sempre pi complesse, come quella del Dio incarnato che muore e risorge, a simboleggiare il ciclo
delleterno ritorno, presente in natura nellalternarsi delle stagioni.
Frazer nella sua opera arriva ad affermare, come chiara prova del suo pregiudizio etnocentrico in rapporto alla sua ricerca:
La magia tanto un falso sistema di leggi naturali quanto una guida fallace della condotta; tanto una falsa scienza quanto
un'arte abortita

4.2 - Malinowski e la nascita del moderno Fieldwork


Inizio 900: lantropologia da tavolino viene progressivamente abbandonata per lasciare spazio al moderno fieldwork.
Osservazione e Interpretazione Scientifica non sono separabili, ma luna ha bisogno dellaltra.
necessaria per l'antropologo una specifica preparazione teorica e metodologica.
Bronislaw Malinowski: considerato il padre dellantropologia moderna.
Osservazione Partecipante: le caratteristiche sono il coinvolgimento personale ed il decentramento.
Per studiare adeguatamente una cultura occorre immergersi in essa e condividere per un periodo abbastanza lungo la vita
quotidiana, le attivit, il modo di pensare dei nativi. Occorre inoltre tagliarsi fuori dalla compagnia di altri uomini bianchi e
restare il pi possibile a contatto stretto con gli indigeni.
Dati ed Empatia: questo concetto che cambia. Oltre alle informazioni oggettive, bisogna stabilire un rapporto empatico con i
nativi, entrare in sintonia con la loro forma di vita. Ci fondamentale per cogliere gli imponderabili della vita reale
Natura Olistica della rappresentazione etnografica, la ricerca non pu isolare e studiarne solo alcune parti di una cultura.
Cultura come Entit Organica: la cultura va considerata come una totalit. Solo attraverso la considerazione nel suo insieme
dei fenomeni si pu giungere ad una conoscenza integrale di essa, in tutti i suoi aspetti: economici, religiosi, sociali, ecc..
Dimensione Sincronica: Tuttavia anche questo aspetto porta con se delle problematicit, infatti il rischio quello di
rappresentare una cultura come sospesa in un eterno presente, non considerando i processi di mutamento storico.

4.3 - Lepoca doro della Ricerca sul Campo


Con Malinowski si assiste ad un cambio di stile, si passa dai testi comparativi alle monografie etnografiche.
Monografie Etnografiche: un testo incentrato sul rapporto esclusivo tra un ricercatore ed una cultura specifica, si cerca di
rappresentarne tutti gli aspetti, cogliendo lo stile peculiare di un modo di vita.
Nellopera pi famosa di Malinowski, Argonauti del Pacifico Occidentale, la cultura trobriandese descritta a partire da
una sua particolare istituzione, dal rito del dono cerimoniale detto Kula.
Nella monografia etnografica trova spazio quel connubio di esperienza soggettiva e di tecnica scientifica.
Modello Standard di Ricerca: immersione intensiva e di lunga durata sul campo; osservazione partecipante; metodi di
rilevazione che privilegiano la dimensione olistica e sincronica; forma di scrittura monografica.
Questo modello sar quello pi usato per oltre 50 anni, fino alla fine degli anni 70.
Ciascun antropologo era invitato a trovare nuove culture e popolazioni da esplorare.
Salvare le Culture: questo sforzo antropologico mirava, in un contesto di rapido mutamento che minacciava la persistenza
delle culture tradizionali, a "salvarne" il maggior numero possibile attraverso la registrazione etnografica.
Restudy: senza compiere ricerche doppie, ovvero senza eseguire ricerche laddove erano gi state eseguite, per evitare
risultati imbarazzanti, dove studiosi diversi avevano offerto rappresentazioni molto distanti della medesima cultura.
Ci avrebbe finito per minare la credibilit dellintero sistema, come ad esempio la diatriba sulle Isole Samoa e il
cosiddetto dibattito Mead Freeman.
Mappatura: in questo periodo lantropologia crede ancora fermamente nelloggettivit della sua ricerca.
La ricerca tesa ad una mappatura generale della cultura umana, andando a creare un immensa banca dati della cultura
universale. In questa fase, il lavoro di Boas e Malinowski offre la possibilit al comparativismo di tornare in voga, questa
volta per non pi di singole parti estrapolate dal contesto culturale, ma prese nella loro totalit e organicit.

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Human Relations Area File: un progetto nato negli Stati uniti che ha come responsabile George P. Murdock. Questo progetto
tenta di mettere insieme molte ricerche etnografiche (al momento sono oltre 400) per poter poi effettuarne uno studio
comparato delle varie culture. Di buono questo progetto ha che si possono effettuare molte indagini statistiche e analisi
comparative in maniera semplice, di non buono c la eccessiva semplificazione nella quale inevitabilmente si incorre in
questo lavoro.
Comparazione Contemporanea: oggi la tendenza quella di affrontare i problemi producendo degli studi comparati di realt
differenti ma che affrontano le stesse questioni, semplicemente mettendo diversi studi gli uni accanto agli altri, nella
speranza che i casi possano illuminarsi a vicenda, come nel caso di Migrazioni transnazionali dallAfrica.

4.4 - Tradizioni Minoritarie


Francia e Marcel Mauss: il riferimento per quel che riguarda lantropologia in Francia. In questo ambiente lantropologia
diventa molto pi fluida, infatti letnologia occupa uno spazio conteso tra scienza, arte e letteratura.
Le avanguardie artistiche sono profondamente affascinate dalle civilt primitive in quanto riconoscono loro la peculiarit di
un pi stretto e autentico rapporto con gli universali dellesistenza umana, con le dimensioni del sacro e dellinconscio che
riescono a rappresentare nelle loro forme darte.
Processo Iniziatico: Questo modo cos empatico di percepire laltrui cultura, trasforma letnografia in un processo iniziatico:
lo studioso pu imparare veramente un sistema di pensiero complesso solo come un allievo apprende dal maestro.
Siamo lontani dalla monografia etnografica di carattere Malinowskiano.
Italia e Germania: lIndagine Folkloristica: allo stesso tempo in Europa, nei paesi che non avevano intrapreso un iniziativa
coloniale cos estesa, si sviluppa un tipo di ricerca che ha a che vedere con le culture e le tradizioni locali, specie di
carattere contadino (folkloristiche appunto).
In principio lantropologia e il folklore sembrava avessero molti punti in comune, ma ben presto si distaccano luna dallaltra.
1) Una grande differenza quella del concetto di Field, di campo. Non c bisogno di una separazione tra il ricercatore
folkloristico e il proprio mondo per la sua indagine, egli pu andare e venire (es dalla citt alla campagna)
2) la sua attenzione sar soprattutto orientata alla storiografia e alla raccolta di testimonianze, e non allaspetto olistico
della realt che si indaga.
Ernesto de Martino: propone un modello innovativo che combina antropologia e studio folkloristico, lo fa attraverso uno
studio che fonde fieldworking e indagine folkloristica, indagando le regioni pi povere ed arretrate del Mezzogiorno.
In seguito il suo metodo, per cos dire, misto verr ripreso anche da altre parti da altri studiosi.

4.5 - La Decolonizzazione e la Svolta Riflessiva


Anni 60: a partire dagli anni 60 vi un progressivo ripensamento della realt antropologica in merito ai fini e ai metodi.
1) Il Processo di Decolonizzazione: il fattore cruciale di questo cambiamento. Molte aree classiche della ricerca etnografica,
in particolare lAfrica, lottano per raggiungere l'indipendenza politica. Non si pu pi pensare a quei popoli come
"primitivi" immersi in una statica dimensione di arretratezza.
LAntropologia, che pretendeva di parlare di loro e per loro, vista con sospetto: portatrice del punto di vista e degli interessi
del dominio coloniale. Tutti gli intellettuali da qui in avanti si formano allinterno di una forte connotazione anti coloniale.
Frantz Fanon un autore di origine antillano. Pubblica nel 1961 un libro intitolato I Dannati della Terra; in questo libro
espressa in maniera chiara lidea che ci debba essere una rottura violenta della realt coloniale, quindi dei saperi che
l'Occidente ha prodotto sugli Altri; cercano di far passare per "culture tradizionali", "pensiero primitivo" e cos via dei modi
di essere/pensare che sono di fatto prodotti dal dominio coloniale stesso
Impegno politico: lantropologia inizia cos ad avere una connotazione politica. Non si ha pi una cos forte pretesa
scientifica, viene invece enfatizzato il punto di vista dellantropologo. Si cambia completamente stile di scrittura.
Molti antropologi si trovano al centro di battaglie politiche di liberazione e per i diritti civili non esimendosi dal perorare la
causa nella quale credono.
2) Svolta Riflessiva: Vi in questi anni un totale ripensamento epistemologico circa la capacit di conoscere e di riconoscere
come attendibili le ricerche etnografiche fino allora svolte.
Il Diario: Il dibattito principalmente nasce dal Diario di Malinowski. A seguito della pubblicazione di questultimo infatti si
viene a conoscenza di una evidente incongruenza tra Argonauti del pacifico occidentale e il suo Diario da campo, nel
quale denuncia tutto il disagio della ricerca lontano da casa, il senso di spaesamento culturale, era ossessionato dalla
solitudine, lipocondria, e arriva persino ad offendere i nativi che cercava di studiare.
L'apparizione del Diario rese pubblica limplausibilit del modo di lavorare degli antropologi. Il mito dello studioso sul
campo simile ad un camaleonte, perfettamente in sintonia con l'ambiente esotico che lo circonda, viene demolito.
Antropologia Interpretativa: Questo tuttavia non falsifica tutta la ricerca etnografica fino ad allora svolta, ma semplicemente
fa riflettere gli addetti ai lavori sulla finzione dei testi etnografici.
Questi lavori non sono inganni o falsit, ma sono costruzioni letterarie, non devono avere la pretesa di essere una
rappresentazione trasparente della realt oggettiva.
Writing Culture: lantropologo si riscopre quindi pi vicino di quanto pensava al romanziere.
Nasce cos una antropologia interpretativa. Il movimento Writing Culture propone una nuova fase delletnografia, con la
sperimentazione di diversi stili di scrittura, con il fine di restituire a tutto tondo lesperienza di ricerca.
Prima cera il Testo Comparativo, poi la Monografia Etnografica, ora non c pi un Unico Standard.
Lantropologo ha a disposizione un ampia gamma di possibilit nella Rappresentazione Etnografica

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4.6 - Prospettive attuali della ricerca antropologica


La Decolonizzazione e la Svolta Riflessiva hanno cambiato il modo di intendere e praticare la ricerca, di scrivere etnografie.
Il movimento Writing Culture non ha prodotto un nuovo canone di scrittura etnografica, semmai ha ampliato la gamma delle
possibilit, legittimando diversi stili ed atteggiamenti.
Oggi esistono molti modi di pensare e rappresentare lantropologia.
Tratti comuni, che mettono in relazione tutti i tipi di studi sui quali impostare il discorso antropologico:
1) Se la decolonizzazione ha rappresentato una rivolta dell'oggetto etnografico, tale oggetto con la globalizzazione
definitivamente scomparso. I "primitivi" non ci sono pi: non esistono pi quelle condizioni di separatezza fra porzioni di
umanit, tra quelli che studiano e quelli che sono studiati.
2) Losservazione partecipante resta una peculiarit della etnografia, cos come lo resta il dialogo, cio il rapporto diretto e
continuativo con i protagonisti dei contesti che si vogliono studiare.
3) Etnografie Multisituate: per indicare la necessit di una pluralit di prospettive. Occorre ricostruire ampi percorsi di
circolazione, seguire i movimenti su scala transnazionale.
4) Non ci sono pi culture rimaste vergini da indagare e studiare. Ma anzi sono nate sempre di pi antropologie locali che
interpretano, senza mediazioni di esterni, le proprie peculiarit.
5 ) Oggi lo studio antropologico si concentra sulla relazione tra locale e globale. Il mondo globalizzato ha aumentato in
maniera esponenziale la sua complessit e questo fa si che oggi l antropologia non basti pi ad interpretare la realt, ma
spesso affiancata da altre scienze (economia, sociologia, storia, psicologia, .) e ha dato vita ad altre forme di studio per
affrontare le nuove sfide (antropologia urbana, nethnography, ).
6) Oggi lantropologia conosce una sua caratteristica applicata, ovvero si presta al servizio di quelli che sono i progetti
internazionali. La materia si inaridisce cos dovendo dar ragione ai committenti dei suddetti progetti, avendo pi a che fare
con la burocrazia che con letnografia, ma allo stesso tempo trova unapplicazione concreta al proprio lavoro cercando di
analizzare le nuove sfide, spesso transnazionali che offre il contesto contemporaneo (violenza, immigrazione, commercio,
), trovando una rinnovata attenzione alle problematiche che investono il nostro tempo.

CAPITOLO 5 - PARADIGMI TEORICI


5.1 - La Scuola Evoluzionista
L'antropologia culturale nasce e a lungo prospera nel clima scientifico della teoria dellevoluzione.
Molti dei primi antropologi avevano una formazione naturalista e pongono lantropologia in continuit con la biologia.
Evoluzionismo Antropologico: cos come levoluzionismo darwiniano, ha come obiettivo quello di risalire indietro nel tempo
alla scoperta di quella che lorigine e lordine della cultura.
Il problema quello di ritrovare gli anelli mancanti di questa catena che risale fino alle origini della cultura.
Metodo Comparativo: si riesce a porre un rimedio a queste mancanze attraverso il metodo comparativo: dati incompleti di
diverse popolazioni vengono messe a paragone per far si che luno possa completare laltro.
Principio Uniformista e Fasi Evolutive: questa comparazione pu avvenire solo in funzione del fatto che la storia vista sotto
un principio uniformista.
Consiste nel fatto che levoluzione seguirebbe delle fasi evolutive che seguono sempre a stessa sequenza.
Velocit Diverse: se l'evoluzione uniforme, non procede per dappertutto la stessa velocit.
I "primitivi di oggi" sono popolazioni nostre contemporanee che per vivrebbero in stadi culturali precedenti.
Ovviamente questa teoria risente ancora delletnocentrismo che considera loccidente europeo al vertice della piramide,
mentre le altre culture sono ancora in fase di sviluppo precedente.
Sopravvivenze: indica degli atteggiamenti che sopravvivono nella nostra cultura ma che non hanno un senso proprio, il loro
riferimento infatti fondato in una cultura arcaica che ormai scomparsa. Scomparsa e dimenticata col tempo la credenza,
resterebbe la pura forma, come una sorta di fossile culturale.
Attraverso losservazione di questi aspetti si pu risalire a ritroso ad usi e costumi che hanno fatto parte di questa
determinata cultura. Questo processo permette di ritrovare antichi significati al presente, che ormai sono invece stati
dimenticati, ci mostra le nostre vere origini ed il pensiero magico-misterico che soggiace sotto la nostra cultura recente.
Riguardo alla Religione, Tylor affianca tutte le religioni conosciute, secondo un ordine che va dalle pi semplici alle pi
complesse, e si chiede se vi sono delle forme elementari che tutte hanno in comune.
Tylor individua in tutte lesistenza dellanima. All'origine di ogni religione c' stata una fase "animistica", dalla quale si
sono sviluppate successivamente forme pi complesse.
Come si arrivati per alla concezione dellanima? Tylor prova a dare una spiegazione sulla base del pensiero individuale,
ipotizzando un filosofo selvaggio che riflette sul mondo, in particolare sulle esperienze della morte e del sogno, che
sembrano suggerire l'esistenza di un'essenza vitale degli individui distinta e separabile dal corpo.
Tratti caratteristici della Teoria Antropologica Evoluzionista: ricerca delle origini dei fatti culturali, comparativismo ad
amplissimo raggio, ricostruzione ipotetica di stadi di sviluppo, centralit esplicativa della psicologia individuale.
Latteggiamento etnocentrico di questi studiosi vittoriani preponderante. Essi mirano alla costruzione di una storia
universale del genere umano in cui tutto procede dal semplice al complesso.
Complesso, ovviamente, coincide con le istituzioni della societ borghese. come se levoluzione dovesse portare
necessariamente verso la propriet privata, il matrimonio monogamico e la famiglia nucleare, le religioni monoteistiche, il
potere maschile ecc

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5.2 - Teoria Sociale della Cultura


Tra 800 e 900, alla scuola evoluzionista, si affiancano anche altre tendenze.
Scuole Evoluzioniste: sulla base del principio uniformista, ritenevano possibile la poligenesi: la nascita parallela di fatti
culturali simili in aree diverse.
Scuole Diffusioniste: fanno capo alla scuola inglese di Smith e Perry.
Il diffusionisti partono invece dall'assunto della monogenesi: di fronte a un fatto culturale presente in aree diverse anche
molto lontane occorre risalire all'unico punto di irradiazione in cui si originato, ricostruendo complessi processi di
circolazione e scambio tra popoli. Cercano di individuare i grandi centri di irradiazione culturale e di ricostruire questi
processi di circolazione dei tratti attraverso le prove documentarie. (ad esempio lAntico Egitto)
Particolarismo Storico: di questa scuola fa parte lamericano Boas
Egli critica gli evoluzionisti per il loro approccio nomotetico (ricerca delle leggi), preferendo un approccio idiografico, cio
individuante, concentrato su casi specifici, e storico, volto a ricostruire i processi di formazione di determinati costumi o
tratti culturali.
Teoria Sociale: a questi autori manca tuttavia la prospettiva sociale, essa riguarda le capacit e abitudini acquisite dall'uomo
"in quanto membro della societ
Emile Durkheim uno dei massimi esponenti di questa teoria.
L'assunto centrale che la societ qualcosa di pi della somma degli individui che la compongono: essa funziona secondo
meccanismi "oggettivi" di cui gli attori sociali non sono necessariamente consapevoli. La societ sarebbe, non soltanto la
somma di pi individui, ma come un complesso organismo che finisce per determinare la vita e il pensiero delle persone
che ne fanno parte.
Rappresentazioni Collettive: a mediare tra individui e societ, c quella che Durkheim chiama coscienza collettiva o
rappresentazioni collettive. Si tratta di credenze o modi di sentire comuni ai membri di una societ o cultura, che non
derivano dallesperienza.
Queste Rappresentazioni Sociali fondano la stessa esperienza, il modo di percepire gli eventi, influenzano nei suoi livelli
pi profondi il pensiero individuale. Sono alla base della religione, o della magia, e regolano la societ.
Es "Le forme elementari della vita la religiosa scritto da Durkheim nel 1912.
In esso analizza la religione a partire dalla basilare contrapposizione tra il sacro ed il profano.
Il sacro si distingue per il fatto di riferirsi ad esperienze collettive o sociali.
La "potenza" che si percepisce nel sacro la stessa che la esercita societ nei confronti dell'individuo.
La divinit o le forze magico-religiose (proprio come la societ) sono onnipotenti, onnipresenti, immortali.
Importanza della Rito: Gli evoluzionisti (Tylor e Frazer) cercavano nelle "credenze" il radicamento dell'esperienza religiosa.
Durkheim pone la forza del rito prima della credenza. L'interfaccia tra individuo e societ si trova nella performance
rituale, ovvero il momento centrale in cui la collettivit si impone alla coscienza individuale e la plasma.
Secolarizzazione: anche quando il rito si libera dal linguaggio religioso, esso continua a produrre e a rafforzare periodicamente
il potere della societ e la sua presa sulle esistenze individuali. Es Baumann con lo Stato-Religione.

5.3 - Funzionalismo
Antropologia Sociale: studiare una cultura come un tutto sincronico conduce a sottolineare i nessi funzionali tra i suoi diversi
elementi, mettendo in risalto la centralit delle forme di organizzazione sociale.
Lantropologia britannica, nei primi decenni del 900, si ridefinisce in questi termini.
Funzionalismo: la societ studiata come un sistema complesso in cui ogni parte svolge una precisa funzione nei confronti
del tutto. Non si cerca pi di indagare le origini, ma si tenta di capire i nessi e le relazioni che legano i vari aspetti delle
societ, come in un puzzle. Da Malinowski in poi, questo approccio diviene il pi usato.
Bisogni da Soddisfare: di fronte a qualsiasi tratto culturale, occorre stabilire a quali bisogni risponda. Bisogni materiali,
morali, psicologici, ecc
Es la magia e la religione sono interpretate come risposte a un bisogno di rassicurazione e di controllo dell'ansia che
caratterizza le societ con un basso grado di presa tecnologica sull'ambiente.
Societ come Totalit Organica (RadcliffeBrown): Lantropologia si occupa di persone concrete allinterno del loro
contesto. La societ vista come una totalit organica, in cui ciascuno fa la sua parte per concorrere al tutto.
Funzione di ogni pratica culturale "il ruolo che essa svolge nella vita sociale intesa come totalit e perci il contributo che
d al mantenimento della continuit strutturale
Importanza dei Riti: Una societ dipende, per la sua esistenza, dalla presenza nel pensiero dei suoi membri di un certo
numero di sentimenti che regolano la condotta dell'individuo in conformit ai bisogni sociali.
I riti sono meccanismi di trasmissione e perpetuazione di questi sentimenti, sentimenti intesi come valori morali e sociali.
Funzione delle istituzioni sociali: permettere la coesione sociale senza lo Stato, senza istituzioni politiche centralizzate che
regolano i conflitti interni e garantiscono la continuit delle forme organizzative.
Es 1: Evans-Prichard e gli Azande. Questi attribuiscono ogni disgrazia all'influsso della stregoneria. Il responsabile
dell'attacco stregante viene individuato attraverso pratiche divinatorie, gli accusati, cos individuati, accettano di compiere
azioni riparatorie.
Evans-Prichard dimostra due punti: a) in questo sistema non c' nulla di irrazionale, un modo di spiegare l'esperienza del
male legandola alle relazioni sociali; b) un modo di interpretare la conflittualit sociale. La reciproca aggressivit viene
incanalata istituzionalmente e trova valvole di sfogo legittime e riconosciute da tutti.
Es 2: Evans-Prichard ed i Nuer. Questi sono organizzati in un "anarchia ordinata". I Nuer sono suddivisi in lignaggi, o
gruppi di parentela che si riconoscono in un antenato comune, non legati da alcuna autorit centrale n amministrativa.
Nonostante questo la societ non si disgrega e i rapporti tra gruppi mantengono un loro stabile equilibrio.

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Ci avviene in virt di un sistema segmentario: al livello 1 (pi particolare), la trib Nuer A si contrappone alla trib B, ma
al livello 2 (pi ampio) le trib A e B si coalizzano nel gruppo Alpha per contrapporsi al gruppo Beta, formato dalle trib X
e Y. Queste coalizzazioni sono determinate dagli antenati comuni. Pi ampia l'unit sociale, pi l'antenato di riferimento
lontano nel tempo.
C un principio soggiacente, che regola in modo molto preciso, seppur inespresso, i comportamenti politici.
Punto di Forza del Funzionalismo: lanalisi olistica della societ catturate in una sorta di immobilit sincronica.
Debolezza Cruciale del Funzionalismo: la difficolt di tener conto dei processi storici e dei mutamenti culturali.
Le societ e le culture sono viste come sistemi omeostatici: organismi volti a proteggere se stessi dal conflitto e dal
cambiamento, cio dalla storia. Tale staticit per imposta dal dominio coloniale occidentale.
Anni 50: con l'avvio dei processi di decolonizzazione, e la ripresa dei processi di mutamento, sorge il problema del restituire
una dimensione storica allo studio antropologico. Lantropologia si occupa di valutare i cambiamenti che avvengono nelle
culture.

5.4 - Strutturalismo
A partire dalla fine degli anni 50 il funzionalismo lascia spazio allo strutturalismo. Il suo massimo esponente Levi-Strauss.
Principio Generatore: Levi-Strauss di fronte alla grande variet delle forme di parentela dei racconti mitologici, non si
accontenta di classificarli, di disporli secondo un ordine semplice-complesso arretrato-evoluto (evoluzionismo), ne di
chiedersi quale funzione sociale svolgano (funzionalismo). Cerca di scoprire il soggiacente principio che le genera, di
risalire alle strutture sociali che sono alle loro origini.
Analisi del Linguaggio: Egli parte dal linguaggio. Il meccanismo generativo non semplicemente appreso dall'esperienza,
dato a priori; una sorta di matrice di tutti i linguaggi possibili, gi presente nella mente umana, anche se inconsciamente.
Le strutture sono precedenti allesperienza, sono un filtro attraverso il quale viene codificato un sapere, un linguaggio.
questo meccanismo che ci permette di imparare nuove lingue.
Ciascun campo dell'esperienza esistenziale e sociale viene ordinato da una cultura in ben precise configurazioni: queste
configurazioni cambiano da societ a societ, ma quando analizzate, si mostrano basate sulle stesse matrici o modelli
generatori.
Strutture: sono queste matrici profonde ed inconsce. Non sono le strutture sociali del funzionalismo, ma "categorie dello
spirito umano. Non possono essere osservate o descritte direttamente, ma possono essere delineate attraverso l'analisi della
materia empirica a cui danno forma.
Es le forme di parentela, seppur diversissime, possono essere considerate varianti di un unico principio: separare i
matrimoni consentiti da quelli proibiti.
Strutture Elementari: sistemi che prescrivono con rigidit i coniugi possibili.
Strutture Complesse: nella scelta del coniuge intervengono altri criteri esterni alla classificazione di parentela come la
condizione economica o lamore.
Sintassi: che le strutture usano universalmente la stessa: un codice binario, basato sulla contrapposizione di opposti
Contrapposizione tra Natura e Cultura: Levi-Strauss sostiene che ogni sistema culturale si sviluppa allinterno di una
contrapposizione. Pi specificatamente la contrapposizione pi importante quella tra natura e cultura.
La separazione dell'umanit dallo stato naturale il fondamento di tutte le costruzioni simboliche di cui la cultura fatta.
Miti: grande importanza assume lo studio dei Miti, come racconti che attingono da una realt arcaica e inconscia e possono
essere analizzati per scoprire le radici di una civilt.
Logica concreta. Utilizza questa logica e gli elementi pi immediati dell'esperienza comune: animali e piante, aspetti del
mondo naturale e di quello sociale. Li usa come operatori simbolici all'interno di un codice binario.
Principio cruciale dell'analisi strutturale che un singolo elemento non simboleggia mai qualcosa in s e per s, ma solo in
opposizione a qualcosaltro. Es la fiaba della Formica e della Cicala.
Ultimo -ismo: nel senso di ultimo grande e compatto paradigma teorico. Ci che viene dopo viene definito come post-
strutturalismo": non una teoria alternativa, ma una frammentazione di approcci.

5.5 - Antropologia Interpretativa


Secondo lo strutturalismo, il significato delle opere prodotte dalluomo non sono comprensibili dalluomo stesso. I modelli
soggiacenti possono essere colti solo dall'esterno, da uno sguardo pi comprensivo in grado di cogliere il codice nascosto.
Lapproccio interpretativo: ultimi decenni del 900, con Clifford Geertz, che scrive Interpretazione di culture, 1973
Si contrappone agli assunti che strutturalismo e marxismo condividevano, l'idea che l'antropologia abbia come compiti:
1) la scoperta di strutture nascoste e profonde che determinano il comportamento umano.
2) la loro descrizione per mezzo di un linguaggio oggettivo, indipendente rispetto agli attori sociali.
Geertz riprende la tradizione di Boas del Particolarismo Storico:
1) che guarda con sospetto ogni pretesa di stabilire leggi generali e universalmente valide.
2) di "vedere il mondo dal punto di vista dei nativi, obiettivo conoscitivo su cui insisteva Malinowski.
Significato: La questione del significato cruciale per lantropologia interpretativa.
Geertz definisce l'uomo come un animale sospeso fra ragnatele di significati che egli stesso ha tessuto.
Come per Levi-Strauss, la cultura anche per lui un complesso sistema di segni, un linguaggio.
Grande differenza per tra le perfette costruzioni logiche e matematiche dello strutturalismo, e questa idea delle ragnatele,
imperfette geometricamente e soprattutto fragili e volubili.
Levi-Strauss punta sulla forza dei modelli matematici, immagina un linguaggio antropologico interamente espresso con
algoritmi, con formule precise ed oggettive.
Geertz individua nella leggerezza e nella sensibilit le cruciali qualit etnografiche.

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Capire il significato non significa decodificare un codice criptato o risolvere un'equivalenza logica, semmai si tratta di un lento
processo di avvicinamento per tentativi, sempre parziale e provvisorio.
Una gradualit, una comprensione sempre possibile, ma al tempo stesso sempre imperfetta
Oggetto dellantropologia: Levi-Strauss pensa che questoggetto siano i modelli.
Geertz sostiene che loggetto siano le forme di vita; l'antropologo deve comprendere queste forme vivendole, ma deve
anche in-scriverle in un testo.
Romanziere: Quando l'etnografo scrive, il suo lavoro simile a quello del romanziere, anche se quest'ultimo inventa i fatti di
cui parla, laddove l'antropologo li desume dalla sua ricerca.
Geertz riconduce lantropologia ad una scienza umanista sottraendola al determinismo scientifico, facendo dellaspetto
descrittivo, interpretativo e romanzesco, una delle sue caratteristiche principali.
Il Dato Etnografico: negli approcci precedenti, incluso lo strutturalismo, i dati e la loro descrizione non sono un problema, e
la teoria antropologica si gioca sul loro trattamento.
Per Geertz i problemi interpretativi sono gi presenti nella descrizione, cio nella costruzione dei dati", nel rapporto tra
esperienza di ricerca e scrittura.

CAPITOLO 6 - SPIEGARE, COMPRENDERE, INTERPRETARE


6.1 - Spiegazione e Comprensione
Fino ad un certo punto della loro storia, le scienze sociali avevano lambizione di trovare delle leggi naturali che potessero
descrivere la societ. Ma gi dalla fine dell800 chiaro che questa cosa non possibile.
Wilhelm Dilthey: il filosofo tedesco pone una suddivisione tra le scienze:
1) Scienze Naturali: hanno come oggetto fenomeni esterni alla coscienza umana.
Cercano di trovare una spiegazione, individuando regolarit e ricorrenze, riportando gli eventi sotto leggi generali.
Il metodo quello della spiegazione, formulazione di ipotesi, verifica, induzione ed estrapolazione di leggi generali.
2) Scienze dello Spirito: hanno a che fare con i comportamenti umani intenzionali.
Il ruolo della coscienza negli eventi umani esclude che ad essi si possa applicare una causalit di tipo matematico.
Il metodo quello della comprensione, un rivivere dall'interno la consapevolezza e l'intenzionalit dei soggetti coinvolti.
L'alternativa fuorviante. Ciascuno dei due approcci ha vantaggi:
A) il Naturalismo ammette l'uso dell'empatia e dell'immedesimazione nel momento della raccolta dei dati, tuttavia alla fine
essi devono essere oggettivarti ed espressi in teorie che guardano il mondo sociale dallesterno.
Emile Durkheim esortava a "studiare i fatti sociali come cose". Una foto aerea ci pu far capire la struttura di una citt
meglio di quanto sia possibile agli abitanti che ci vivono dentro.
Es un soggetto vestito con abiti lunghi porge unostia ad un altro soggetto che la mangia, una folla batte le mani a 22
soggetti che corrono dietro ad una palla di cuoio, ecc
B) le Scienze dello Spirito: i sostenitori di questo approccio hanno cercato di andare oltre lempatia.
Il punto cruciale un altro: il significato che gli agenti attribuiscono alle loro pratiche costitutivo di quelle pratiche stesse
in quanto fatti sociali. L'antropologo non pu limitarsi ad osservare e descrivere dallesterno, ma nel descrivere le pratiche
sociali si devono utilizzare le interpretazioni che gli attori stessi danno di quei gesti, movimenti, utilizzando i concetti
interni alle attivit.
Es il sacerdote amministra la comunione ad un fedele, i tifosi applaudono la loro squadra, ecc
Il Punto di Vista dellAntropologo non un aspetto marginale del sistema in esame. Il punto di vista infatti non mai
neutrale, ma c sempre una base di pre-comprensione.
Fenomenologia: Per questo molti approcci metodologici allo studio, come ad esempio la fenomenologia, sostengono il
principio della sospensione degli assunti di senso compiuto da parte del ricercatore.
Il ricercatore, nel momento in cui si approccia ad una cultura, dovrebbe cercare di non farsi influenzare dalle sue esperienze
pregresse, dalle sue conoscenze e categorie mentali. Al ricercatore viene richiesto uno sforzo di estraniamento
Etnometodologia: A questo problema Harold Garfinkel cerca di preparare gli studiosi facendo degli esercizi appositi.
Ermeneutica: ritiene che lo studioso non possa disfarsi delle proprie categorie. La compressione avviene inevitabilmente a
partire da pre-giudizi. Questi per possono essere messi in gioco nel processo stesso dell'interpretazione, uscendone mutati
in un rapporto circolare con la diversit
Circolo Ermeneutico: continuo scambio tra le cose conosciute e quelle da conoscere; movimento circolare della
interpretazione. "il tutto" forma il complesso del sapere che permette linterpretazione delle le parti","le parti" vanno a
loro volta a modificare il complesso del sapere, "il tutto. Come teorizzato dal filosofo H.G. Gadamer.

6.2 - LEtnocentrismo Critico


L'Antropologia Interpretativa: cerca di chiarire il significato delle pratiche culturali attraverso un progressivo accostamento
tra le categorie del ricercatore e quelle degli attori sociali. pi simile a una traduzione approssimativa e per tentativi tra
due lingue naturali che non allesatta equivalenza logica tra due codici formali.
una comprensione di natura pratica, sempre possibile ma imperfetta, non garantita da alcun metodo.
Nellermeneutica si colloca la tendenza a poter trovare la sintesi valutativa in merito ad una cultura, attraverso laccostamento
di questultima con le categorie del ricercatore.
Wittengstein: Sostenitore della filosofia dei giochi linguistici.
Comprensione Antropologica: Per studiare seriamente un altro modo di vita necessario cercare di estendere il nostro e non
semplicemente portare laltro modo entro i confini gi esistenti del nostro.
Lidea del circolo ermeneutico pone la diatriba irrisolvibile tra etnocentrismo e relativismo su un altro piano.
Non possiamo fare a meno di partire dalla nostra cultura, dai nostri pregiudizi, per esaminare le altre; ma nel confronto con
la diversit ne diveniamo criticamente consapevoli e disponibili ad "andare oltre", ad estenderli.
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Ernesto De Martino: non propone il Relativismo come antidoto allEtnocentrismo di quella che chiamava la boria culturale
dellOccidente. Dobbiamo partire dalle nostre "fedelt" culturali, ma non per riaffermarle dogmaticamente: il confronto
con l'alterit deve nutrire un costante sforzo di ampliamento del nostro orizzonte storiografico
Etnocentrismo Critico: questo confronto/sforzo produce la terza via, oltre alletnocentrismo e al relativismo.
Paradosso Etnografico: letnografo tenta di prescindere totalmente dalla propria storia culturale, nella pretesa di "farsi nudo
come un verme" di fronte ai fenomeni culturali che osserva e allora diventa cieco e muto davanti ai fatti; oppure si affida ad
alcune categorie antropologiche e allora si espone al rischio di valutazioni etnocentriche.
Risoluzione: Lunico modo di risolvere questo paradosso sta nell'incontro etnografico del proprio e dell'alieno
un confronto sistematico fra la storia aliena, di cui questi comportamenti sono documento, e la storia culturale
occidentale, che sedimentata nelle categorie delletnografo impiegate per osservarli, descriverli ed interpretarli.
Il proprio e l'alieno sono due possibilit storiche di essere uomo; anche noi avremmo potuto imboccare la strada che
conduce alla umanit diversa/aliena.
L'incontro etnografico costituisce l'occasione per il pi radicale esame di coscienza che sia possibile all'uomo occidentale.
Oggi possiamo ancora fare nostro questo assunto di De Martino di 50 anni fa?
Critica: la cultura ha raggiunto, con la globalizzazione e il post-coloniale, un tale grado di mescolanza che difficile definire
in maniera chiara chi il noi e chi il voi.
Pro: lEtnocentrismo Critico ha il merito di preservare le istanze anti-positivistiche, evitando al tempo stesso le contraddizioni
e i paradossi della relativismo culturale.

6.3 - Retoriche e Politiche dellEtnografia


Lantropologia interpretativa non abbandona un certo rigore scientifico, pur rifiutando il determinismo naturalistico.
Lesperienza etnografica, consiste sempre nel viaggiare, nel raccogliere informazioni e nel descrivere quelle che sono le
realt incontrate. Affinch gli eventi che incontra letnografo possano trasformarsi in dato, questo deve per passare
attraverso un interpretazione, una rielaborazione creativa che si identifica fondamentalmente nella scrittura.
La differenza tra lantropologo ed il romanziere che lantropologo deve necessariamente attenersi a quelli che sono i dati
di fatto riscontrati, mentre il romanziere pu inventarsi di tutto.
Decostruzione della Retorica: negli anni 80 i testi di carattere etnografico sono presi in mano da giovani ricercatori che
cercano, attraverso le opere a loro pervenute, di fare unazione di decostruzione; ovvero, attraverso la pulizia di tutte
quelle che sono le costruzioni retoriche presumibilmente usate per la composizione delle opere stesse.
Writing Culture: le monografie etnografiche degli autori pi famosi sono "decostruite": le pretese di oggettivit e trasparenza
descrittiva finiscono per apparire costruzioni retoriche di "effetti di realt
Questo movimento sottolinea limportanza di non nascondere le concrete relazioni umane e le dinamiche storicopolitiche
che hanno influenzato i ricercatori nel loro operato.
Edward Said ha evidenziato il processo che ha contribuito a creare lidea di orientalismo che si diffusa in occidente.
Questa idea derivata dalle forme del potere coloniale che l'Occidente ha esercitato sull'Oriente.
Potere Plasmante: il potere esercita una funzione plasmante, traducendosi in figure retoriche, pregiudizi ideologici, nuclei
narrativi. Said vede la tendenza a costruire loriente e gli orientali come una inversione speculare dell'identit occidentale.
Nel discorso culturale e negli scambi inter-culturali, a circolare non sono le Verit ma le Rappresentazioni.
Il problema sta nel riconoscere il proprio retaggio culturale nel momento in cui mi approccio allo studio di unaltra cultura,
mettendo questo dato davanti alla presunzione di poter dare una descrizione oggettiva della realt.

6.4 - Lapproccio Post-Coloniale


Post-Moderno: verso la fine degli anni 80, tramontata (o forse meglio dire, trasformata) per sempre lepoca coloniale, si
apre una nuova stagione per lantropologia. Inizia quel periodo che viene definito: post-moderno, in cui la tradizione delle
scienze sociali, si fonde con ideologie coloniali e post- coloniali dellantropologia.
Due aspetti:
1) lo scetticismo verso la grande teoria e verso l'oggettivit del sapere storico sociale, di cui si sottolinea invece il carattere
finzionale, la costruzione retorica
2) l'assunto che tale costruzione sempre connessa a relazioni di potere, a dinamiche di egemonie e subalternit.
Writing Culture le riassume cos: le poetiche e le politiche delletnografia.
Lequilibrio tra poetiche e politiche molto labile e i due concetti finiscono per allontanarsi
La Politica pu difficilmente fare a meno di un linguaggio teorico forte. I rapporti di potere richiedono di essere descritti e
criticati attraverso un linguaggio oggettivo. La rinuncia a una verit sostenuta o smentita da fatti reali pu apparire come
una mossa di copertura del potere, per sottrarsi alla critica. Le ragnatele di significati di Geertz sono troppo vaghe.
La politica ha bisogno di precise e concrete forme di disuguaglianza.
La parzialit e soggettivit sono un modo di nascondere dietro i "trucchi" dellermeneutica la violenza del dominio.
La Poetica: il concetto base che la poetica uno strumento della politica per perpetrare la propria egemonia culturale.
Sudditanza: I due strumenti non stanno dunque in un rapporto di dialettica, ma in un rapporto di sudditanza.
Questi generi di studi, che vanno dallantropologia critica, allo studio post-coloniale, vengono identificati come un
indirizzo neo-marxista.
Ideologia e Falsa Coscienza: interessante notare come in questarea di studi emergano i concetti di ideologia e di falsa
coscienza. Questi concetti di fatto invalidano quello che pu essere un qualsiasi tipo di approccio allo studio di unaltra
cultura, perch di fatto falsato dalle categorie aprioristiche della realt da cui proviene lo studioso.
Sono indispensabili, per capire bene la realt che stiamo indagando, quelli che sono i prerequisiti culturali ed i significati
espressi per una cultura. Se non si riescono a decodificare questi modelli diventa difficile poter comprendere il fenomeno

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che si sta osservando (esempio se si vuol capire lessenza di un fenomeno religioso, bisogna andare oltre rispetto a quella
che la sua manifestazione fenomenica e delle persone che vi partecipano).
Antropologia Critica di impianto Neo-Marxista: I discorsi e i sentimenti che occupano la coscienza rappresentano un livello
superficiale, sotto al quale occorre mostrare, descrivendo dallesterno, l'azione strutturante delle grandi forze economico-
politiche: la ricerca del profitto, la divisione in classi, l'esercizio del potere e la resistenza ad adesso.
Es dietro allo shopping c' l'azione del mercato capitalistico che ha bisogno di incrementare i consumi e crea soggetti
orientati in tal senso; il linguaggio religioso lo strumento del potere che inducendo fittizi timori e speranze pu meglio
dominare le masse popolari.
Frantz Fanon scrive I Dannati della Terra, dove rovescia l'approccio dell'antropologia classica, che radicava la magia e la
religione in un suo substrato primordiale e pre-politico di credenze.
Le divinit minacciose, i miti, i mostri rappresentano per lui un rispecchiamento dell'oppressione coloniale.
E come un meccanismo compensativo che sposta su oggetti fantastici la rabbia e il terrore reali dei popoli oppressi.
Lavvio del processo politico di liberazione causa l'abbandono delle fantasie e dei riti religiosi: "dopo anni di irrealismo il
colonizzato, con il mitra in mano, affronta finalmente le forze che lo opprimevano: quelle del colonialismo"
Essenze ed Apparenze: vi una netta contrapposizione tra essenza (potere) e apparenza (cultura), tutte le forme di cultura non
sono altro che gabbie entro le quali il potere coloniale racchiude gli altri popoli, circoscrivendo cos le altrui etnie.
Del velo ideologico che copre la violenza coloniale, fanno parte anche i saperi prodotti dall'Occidente sugli "altri", prima fra
tutti lantropologia, che sostituisce un mondo di apparenze alle basi "reali" dei rapporti sociali.
Non esistono culture o differenze culturali gi date prima dell'incontro coloniale: la logica della conquista e del potere che,
tramite la "ragione etnologica", classifica e immobilizza gli altri in recinti o gabbie epistemiche quali "cultura", "etnie" e
simili. Lautonomia pu essere riguadagnata solo attraverso lo svelamento delle illusioni ideologiche.
Falsificazione dellAntropologia: questo approccio finisce con il falsificare tutta lantropologia, che diventa cos soltanto uno
strumento del potere occidentale. Si fa unaspra critica di culturalismo andando ad investire tutti gli studiosi che si sono
occupati ed hanno contribuito allo sviluppo di questa materia (Boas, Evans-Pritchard, Levi-Strauss, Geertz, ecc).
Lunica soluzione far riferimento ad unetnografia che tenga conto della storia senza parlare di cultura, facendo coincidere la
comprensione antropologica con l'analisi dei rapporti di forza che intercorrono tra gruppi umani.
Si cerca di abbandonare tutto il lavoro antropologico del 900, sottraendolo ai suoi strumenti di ricerca e descrizione, non
dando modo di parlare in alcuna maniera di noi loro, categorie che esistono solo per legittimare logiche di potere.

6.5 - La Cultura e il Potere


In questo capitolo siamo partiti dall'opposizione tra:
1) approcci positivisti e approcci comprendenti: i primi volti a oggettivare i fatti sociali e culturali, i secondi preoccupati dal
ruolo che lintenzionalit e l'interpretazione giocano nella costruzione di quei "fatti"
2) la sintesi di Geertz di un'antropologia interpretativa e al programma Writing Culture, con la sottolineatura delle condizioni
retoriche politiche della rappresentazione etnografica.
3) l'approccio neo marxista che nega lesistenza delle differenze culturali, riconducendole a oggettive configurazioni
economico-politiche che producono disuguaglianza e violenza.
Violenza e Potere: Oggi il principale nodo attorno al quale si discute, quello che lega la violenza al potere, creando
disuguaglianza.
Concetto di Cultura: questo nodo quanto mai ingarbugliato, perch da solo mette in crisi lantropologia e quello che il
principale suo prodotto, ovvero la cultura. Il concetto di cultura stato a lungo cruciale per la comprensione delle diversit,
per il superamento del razzismo e delletnocentrismo.
Se la cultura non esiste ma solo la foglia di fico che maschera labuso del forte sul debole in una logica di potere, allora
lantropologia non ha ragione desistere ed sostituibile con leconomia politica.
Certamente questo tipo di antropologia critica mette in primo piano una cosa importante, ovvero che i veri scontri sui quali si
gioca oggi la nostra cultura, sono scontri che hanno le loro radici in profonde e radicate ingiustizie sociali che hanno
segnato in maniera importante il nostro mondo. Tutto parte dalle logiche di potere che ci sono dietro agli attuali assetti
internazionali e come questi si sono andati definendo.
Cultura come Difesa: in questo contesto lantropologia si caratterizza per essere un baluardo nella difesa dellinterculturalit,
evitando che possano essere fatte strumentalizzazioni in merito al concetto di cultura e di identit.
E molto importante il fatto che lapproccio antropologico possa essere una valorizzazione delle differenze, come realt
fondanti il concetto stesso di umanit.
L antropologia neomarxista a sua volta rischia di essere ingabbiata nella sua stessa ideologia.
Strutture o Forze vs Apparenze: questo modo di pensare infatti produce un antitesi tra le strutture o le forze (potere) che
determinano il corso della storia, e le apparenze (spettri del potere per Marx), che ne giustificano lesistenza.
Lantropologia non nega il fatto che ci possano essere degli utilizzi strumentali ed ideologici della cultura, ma non ne
caratterizzano in maniera aprioristica la specificit, facendola diventare solo apparenza.
Occorre quindi studiare i rapporti tra la cultura e il potere politico-economico, senza pensare che per forza luna debba essere
superiore allaltra. Anzi sbagliato parlare di due dimensioni distinte.
Clifford Geertz: ha indagato a fondo il rapporto tra cultura e politica.
Egli critica la visione essenzialista delle culture e delle identit, intese come insiemi isolati, compatti e storicamente
immutabili, nei quali gli individui sarebbero imprigionati. Questo modello divisionista non spiegherebbe la
globalizzazione, con le sue dinamiche di circolazione costante di persone, merci, informazioni.
Ma allora perch vi il proliferare di istanze di autonomia identitaria (es. nazionalismi, Lega Nord, ecc)?
Si potrebbe giustificare con il fatto che ogni gruppo rimarca, in maniera strumentale, questioni di etnia e cultura per
favorire il proprio interesse economico-politico.
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Le Differenze: per Geertz le differenze, e lostentazione di queste ultime, sono una forma irriducibile di identit della quale
bisogna tener conto. La cultura una cornice fondativa di senso allinterno della quale luomo vive.
Micro-Contesti e Macro-Contesti: questo mette in luce un aspetto molto importante dellantropologia contemporanea, quello
di integrare la comprensione dei micro-contesti e dei macro-contesti.
Micro-Contesti: ermeneutica delle sottili e fragili ragnatele di significato, costituiscono gli universi culturali nei quali viviamo
Macro-Contesti: analisi, e talvolta la denuncia, dei macro-dispositivi economici e politici che stanno alla base delle condizioni
materiali di esistenza e producono ricchezza e povert, felicit e sofferenza, libert e oppressione, giustizia e violenza.

CAPITOLO 9 - CORPO, SALUTE E MALATTIA


9.1 - La prospettiva biomedica
Solitamente ci delineiamo come un insieme di Corpo, Mente e Rapporti Sociali che solo apparentemente sono distinti tra loro.
Antropologicamente il rapporto tra queste tre sfere non scollegato, ma complesso ed articolato.
Corpo e Mente non si formano in maniera indipendente, ma crescono insieme e grazie alle relazioni sociali, in specifici
contesti storico-culturali. La cultura appunto il tessuto connettivo tra queste sfere della vita umana.
La Medicina Occidentale ha tentato di isolare il nostro corpo dalle altre strutture. Le malattie sono state cos articolate:
- Lesperienza del dolore del paziente (appunto, colui che patisce)
- Il suo tentativo di descrivere questo male interiore
- La condizione biologica del corpo.
La medicina occidentale, di queste tre parti, tiene conto soprattutto dellultima, cercando di ricondurre tutto ad essa.
Questo sapere si va codificando nel XVIII sec. dove il sapere medico o pre-medico viene sostituito dal moderno modo di
pensare scientifico.
Il sistema Magico Simbolico, dove i sintomi erano indicatori di un disordine interiore che cercava di trovare una risposta
al bisogno del malato mescolando superstizione, convincimenti morali e religiosi, viene sostituito dal rigore scientifico,
della moderna medicina.
Nuova Visione: la nuova medicina non nasce solo da nuove scoperte empiriche che si accumulano, ma si tratta di un nuovo
modo di vedere e concepire le cose. Il corpo e la sua interiorit si aprono a concezioni materialistiche e perdono
quell'aspetto mistico. La malattia si stacca dalla metafisica del male a cui, da secoli, era appartenuta, Foucault
Perde senso il concetto di peccato, di impurit che aveva abitato cos a lungo il concetto di malattia.
Concetto di Determinismo Biologico: La biologia medica diventa preponderante, il determinismo regola pi di ogni altra
cosa il concetto di malattia. Per questo, parlare di salute, ci sembra strano che possa appartenere ad un campo culturale.

9.2 - Conoscenze e Credenze


Anche lantropologia allinizio ragiona cos, descrivendo come frutto dellignoranza e della superstizione tutte le forme di
magia e di cura alternativa che esistono al di fuori della bio-medicina.
Due approcci che la medicina moderna ha nei confronti di quella cosiddetta tradizionale:
1) la Medicina Naturale (erbe, rimedi naturali, manipolazioni corporee,) alla quale viene riconosciuta una certa validit
empirica (pur se non comprovata). Si avvicinano alla prospettiva biomedica.
2) la Medicina Magica e Religiosa: basata su visioni e sullimpiego del rituale. Queste sono palesemente false ed illusorie e
si fondano sulla superstizione di chi le pratica.
Conoscenza: sperimentata e riproducibile in laboratorio. Si affrancata nel corso della storia dalla superstizione.
Credenze: non sono necessariamente vere. In assenza di conoscenza scientifica, il pensiero primitivo si arrangia in tentativi
pseudo-razionali di spiegare e risolvere il male.
Italia: sono state fatte molte ricerche sulla medicina tradizionale, popolare, ma lapproccio sempre quello, di stampo
positivista-evoluzionista, teso a dimostrare le bestialit del volgo.
Antropologia Medica: nasce grazie al superamento di questa prospettiva. La nostra e le altre medicine vengono trattate in
modo simmetrico. Questo atteggiamento non si preoccupa di attribuire criteri di verit o di falsit a tali rimedi, ma si
preoccupa di indagare quelli che sono i meccanismi e i sistemi che entrano in gioco.
Il confronto fra Biomedicina scientificamente fondata e gli Altri/diversi sistemi medici non si basa sulla dicotomia vero/
falso, sulla corrispondenza alla realt/verit.
Occorre per fare chiarezza su un punto cruciale: Lantropologia medica non vuole relativizzare lidea di medicina, ne
tantomeno negare i successi evidenti della bio-medicina.

9.3 - Atteggiamento Naturale e Antropologia del Corpo


Cornici di Senso: Allantropologia medica non interessa affermare la superiorit della medicina occidentale, quanto quello di
andare ad esaminare quelle che sono le complessive cornici di senso che articolano in modo diverso il rapporto tra corpo,
esperienza e linguaggio. Tali cornici sono alla base dei comportamenti della vita quotidiana che appaiono naturali, sono
pratiche comuni. Noi percepiamo sia il modo sia la soggettivit come dati e assoluti, dunque naturali
Due questioni/problemi in cui latteggiamento naturale viene messo in discussione:
1) Crisi Psicopatologiche (negativa): la schizofrenia in cui si perde lidentit, non di sono pi n un modo dato n un io
che mi stato assegnato. E un crepaccio nelle categorie culturali, in fondo al quale si scorge il caos.
2) Comprensione StoricoAntropologica (positiva): il tentativo di comprendere diverse costruzioni culturali del mondo, le
diverse codificazione della realt.
Rapporto tra Antropologia e Biomedicina: la prima non pu dare per scontato il concetto di natura su cui la seconda si
basa. I due saperi stanno su piani diversi. LAntropologia non conferma/confuta la Biomedicina.

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Antropologia del Corpo: vi sono molteplici studi su questo campo:


1) Marcel Mauss formula uno dei pi interessanti contributi.
Concetto di habitus, abitudini: Cultura Incorporata. Il corpo plasmato da categorie che sono tanto pi profonde quanto pi
implicite, lontane dalla consapevolezza e dal linguaggio.
Gli Habitus variano con gli individui, ma anche con il variare della societ. Il modo di camminare, di parlare, di gesticolare,
ecc sono marcatori dello status sociale, acquisiti per nascita ed educazione.
Il corpo percorso dai rapporti di potere interni a una determinata societ
2) Mary Douglas: formula la Teoria dei Due Corpi, quello Fisico e quello Sociale.
Relazione di Tensione tra i due: il corpo fisico contrae o espande le sue esigenze in modo direttamente proporzionale alle
esigenze del corpo sociale, cio con lirrigidirsi/aumentare o rilassarsi delle pressioni sociali.
La distanza tra i due corpi coincide con lampiezza delle pressioni e delle classificazioni nella societ
Maggiore la pressione sociale e pi il corpo fisico sacrificato.
Scala di Gradi di Disincarnazione: controllo dei rumori nel mangiare, respirare, camminare, ridere, e di altre emozioni; la
tendenza a rappresentare i rapporti sessuali come incorporei; le modalit di presentazione estetica del corpo; ecc

9.4 - Le Sindromi Culturalmente Condizionate


Distinzione Antropologica tra i diversi significati di malattia:
1) Disease (infermit, malattia): Corpo, una trasformazione fisicamente evidente, della struttura o della funzionalit del
corpo, allontanamento da uno stato di normalit, causato da qualcosa di specifico (ad esempio la febbre, una forma virale o
batterica che inibisce le tue normali funzioni, un trauma, ecc)
E trattata come unentit autonoma, a s stante, con la quale si entra in rapporto e con la terapia la si allontana
dallorganismo (si prende linfluenza)
2) Illness (indisposizione, infermit): Cognizione, lesperienza soggettiva di sofferenza, e il significato che gli viene dato
dagli individui che non sempre coincide con quello che la scienza medica gli attribuisce.
3) Sickness (disturbo, malanno): Relazioni, il ruolo sociale dellammalato, le conseguenze sul piano dei comportamenti e
delle relazioni. Del riconoscimento pubblico del malato.
Coincidenza delle Tre Dimensioni dovrebbero coincidere nella prospettiva biomedica.
Un paziente avverte un disturbo (illness), viene fatta una diagnosi da uno specialista (disease), ne conseguono cure
terapeutiche che possono cambiare lo status sociale del soggetto, es ricovero ospedale o giorni di riposo (sickness).
Norma: Ma le cose non sempre stanno cos, a volte il passaggio non cos automatico. Stabilire la norma, il limite che separa
la salute dalla malattia dipende dalla cultura di appartenenza, dai rapporti di potere, etnia, classe sociale, ecc
Sindromi Culturalmente Condizionate (Culture-Bound Syndromes, CBS): sono malattie diffuse in una particolare area
socio-culturale e solo in quella. Presentano sintomi precisi e sono attribuite a cause particolari, legate alle forme di diagnosi
e terapia previste dalla tradizione.
Es Malesia con lAmok, una forma di aggressivit furiosa ed incontrollata; USA con la Sindrome da Personalit Multiple.
Es Italia con la Taranta pugliese: I Rituali di Cura della Taranta non sono illusori, ma funzionano. De Martino pensa che essi
causino il deflusso e la risoluzione di conflitti irrisolti che rimordono nelloscurit dellinconscio.

9.5 - Efficacia Simbolica


Efficacia Simbolica: affiancare ad una realt di male, disordinata e incerta, una realt paradigmaticamitica, sicura e dal
risultato certo.
Es: Levi-Strauss descrive un incantesimo usato tra i Cuna di Panama per favorire un parto difficile.
Lo Sciamano compie un viaggio lungo e difficile, un viaggio psichico, verso la dimora di Muu per recuperare lanima della
donna, impresa che alla fine riesce, permettendo la nascita del bambino.
Lincantesimo rappresenta la manipolazione psicologica dellorgano malato in questo caso lutero della donna.
Lo Sciamano fornisce alla donna un linguaggio che le permette di esprimere stati non formulati.
E la possibilit di questa espressione, attraverso un rituale ordinato e pensabile, che provoca lo sblocco fisico.
E un linguaggio simile a quello della Psicoanalisi, la cura sciamanica una cura di tipo psico-somatica, che si inserisce tra
la Medicina Biologica e la Psicoanalisi.
Ma come si passa dal piano culturale/intellettuale a quello organico?
Levi-Strauss ritiene che vi sia una fondamentale omologia tra le strutture organiche, inconsce e coscienti.
Capacit Induttrice dellEfficacia Simbolica. Indurre una trasformazione in una di queste strutture provoca cambiamenti
anche nelle altre. Vivendo intensamente un Mito si ottiene una trasformazione organica.
Effetto Placebo una testimonianza di questa induzione, vale a dire una terapia che produce una certa percentuale di
guarigioni pur utilizzando sostanze inerti invece che farmaci con principi attivi adeguati.
Rapporto Medico-Paziente: il rapporto medico paziente gi di per se un momento molto importante di configurazione del
male e di cura dello stesso, e non soltanto un momento di fredda analisi.
Meccanismo Psicosomatico: queste intuizioni di Levi-Strauss e De Martino hanno il pregio di trovare connessioni tra la cura
e lesigenza sociale di trovare una soluzione al male fisico, sulla pensabilit del male; la possibilit di dominarlo
intellettualmente ed in una struttura mitica che porta alla guarigione.
Tuttavia lasciano aperta la discussione in merito a quello che la questione psicosomatica, ovvero, come pu il sistema
organico essere influenzato da quello sociale e psichico.
C chi, come Tullio Seppilli, pensa che la psiconeuroimmunologia (studio del sistema nervoso centrale e di come questo
influisce sui processi di difesa immunitaria) possa colmare questo divario tra biomedicina e antropologia. Distanza che
tuttora per non accenna a diminuire.

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9.6 - Incorporazione e Antropologia Critica


Vi un atteggiamento eticamente e politicamente impegnato nella nuova antropologia medica. Tanto pi questo avviene
quanto pi ci si incontra e scontra con le difficili realt post-coloniali che mettono in evidenza le differenze tra il diritto del
malato, per cos dire occidentale, e quello abbandonato nelle lontane periferie suburbane.
Incorporazione: concetto dellantropologo Thomas Csordas. I
mfl corpo che studiamo non un oggetto da studiare in relazione alla cultura, ma il soggetto stesso della cultura, vale a dire
il terreno esistenziale della cultura.
Questa prospettiva intende superare la dicotomia tra mente e corpo, considerandole un tuttuno: il corpo il protagonista e il
soggetto attivo delle pratiche sociali, quello che la rende possibile.
Mindful Body (corpo pensante o consapevole): Le antropologhe americane Margaret Lock e Nancy Scheper-Hughes
esprimono questa teoria basata sulla comprensione del corpo diviso in tre dimensioni:
Corpo Sociale: il corpo sociale quello di cui parla lantropologia simbolica. Il corpo appare un peso morto, inerte e passivo,
attaccato ad una mente che invece vivace e attenta perch rappresenta il vero agente della cultura.
Sarebbe la mente ad usare il corpo, modellando esteticamente, per esprimere ruoli e relazioni sociali
Corpo Politico: quello plasmato dalle relazioni di potere, con riferimento a Foucault sui Saperi-Poteri disciplinari che nell'et
moderna governano addomesticando i corpi.
Es sviluppo delle tecniche di detenzione e sorveglianza dei pazzi e criminali, nuove forme di controllo della sessualit.
Il potere non si esprime pi attraverso la violenza imposta dall'esterno, ma attraverso una plasmazione ed una presa in
carico allinterno dei corpi e delle personalit sociali
Corpo Personale: Non solo vittima del controllo politico, ma anche attore dal punto di vista delle strategia di
autoaffermazione, di difesa o resistenza. Che non si limita a subire la societ e il potere, ma cerca di trasformarli
Antropologia Critica: le teorie neo-marxiste di critica antropologica vedono nella sofferenza del corpo, il segno
dellegemonia del potere capitalistico - coloniale, sul resto del mondo. La malattia viene vista come una forma di resistenza
corporea e di riforma sociale, viene considerata come un "arma dei poveri. Tutto questo per appare alquanto forzato.
Nonostante queste forzature, lantropologia critica ha avuto il merito di mettere in relazione letnografia dei piccoli contesti,
delle sottili reti di significati locali, con quella delle macro condizioni politicoeconomiche che determinano le condizioni
di salute e malattia di individui del collettivit, (es AIDS in africa, disastri nucleari, avvelenamento da scorie, ecc).

9.7 - Pluralismo Medico e Medicine Non Convenzionali


Pluralismo medico: compresenza, istituzionalizzata o di fatto, di Biomedicina e Medicine Tradizionali nei sistemi di diagnosi
e cura. In una visione evoluzionista e progressista, la biomedicina avrebbe dovuto soppiantare le inefficaci pratiche
popolari della tradizione, ma n.on stato cos
Le metodologie di cura tradizionali sono sopravvissute a fianco delle nuove di carattere biomedico. Non solo per motivi di
costi e di lontananza sociale, ma perch di fatto la medicina tradizionale in alcuni casi specifici, si dimostra lunica in grado
di intervenire in maniera efficace. Anche lorganizzazione mondiale della sanit ha riconosciuto questa cosa.
Alcune medicine tradizionali (cinese, tibetana, ayurvedica) hanno una tradizione colta e coesistono con le strutture biomediche
su un piano di parit.
Medicine Non Convenzionali (MNC): alla fine del 900 numerose discipline tradizionali, si sono fatte spazio nel panorama
occidentale, ponendosi come seria alternativa a quella che la biomedicina.
Metodi di diagnostica, sistemi di cura alternativi, visioni del corpo divergenti o addirittura in aperta polemica con la
biomedicina. Omeopatia, agopuntura, pranoterapia, naturopatia, riflessologia plantare, Reiki, Shiatsu, Chiropratica sono
solo alcune tra le pi conosciute MNC. Queste scienze quasi sempre di natura orientale.
Caratteristiche Comuni: hanno un carattere dolce e naturale, in opposizione all'uso di farmaci chimicamente sintetizzati e di
alimenti "impuri"; uno stile "olistico" che prendere in considerazione l'essere umano come inscindibile unit di corpo,
mente e spirito; una concezione "energetica" piuttosto che meccanicistica o biochimica del corpo.
Sono molto usate, almeno il 50% ha provato almeno una volta.
Questo a dimostrare che la globalizzazione e le comunicazioni di massa non cancellano le differenze a favore di un'omogenea
monocultura planetaria, anzi per molti versi le moltiplicano.
Diritto alla libert di scelta terapeutica: in questo contesto si fa fortemente strada il concetto di libert di cura.
Infatti, lo stato predispone i presupposti affinch tutti si possano curare, ma lascia poi che sia ciascuno nella sua libert a poter
scegliere in maniera personale quale possa essere la modalit di cura che vuole fare.
Classicamente il paziente si rimetteva completamente all'autorit dello specialista, annullando la propria soggettivit.
Negli ultimi decenni del 900 vi una volont di diretta presa in carico dei problemi del corpo da parte degli attori sociali. Le
persone non ne delegano pi la cura a scatola chiusa alle istituzioni ufficiali
E un argomento tuttora al vaglio degli specialisti. Da un certo punto di vista deve essere tutelata la libert individuale, ma
non si pu nemmeno ridurre levidenza scientifica a puro fatto di opinione, in un contesto per giunta, come il nostro, dove
lopinione pubblica facilmente manipolabile dai media.
Malattia come Segnale di Vita Disordinata e Squilibrata:
Foucauld aveva detto che la moderna medicina aveva separato il concetto di malattia da quello di colpa.
Queste nuove forme di medicina dicono il contrario e ci riportano allinizio, al concetto che non ci si ammala per caso, ma
c sempre un motivo dietro, e che per risolvere la malattia bisogna anche risalire alla causa e risolverla.
Responsabilit Personale: La malattia, esattamente come la cura, sempre questione di responsabilit individuale.
Esempio cattivo stile di vita, eccessivo stress, eccetera.
La malattia sarebbe un segnale cifrato, spesso con valenza metaforica, inviato dal corpo per segnalare un modo di vita
squilibrato. La cura la riconquista di uno stato di equilibrio, un processo di purificazione.
un linguaggio morale che si fa di nuovo strada nel campo medico, dopo esserne stato cos a lungo estromesso
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CAPITOLO 12 - CULTURE GLOBALI E LOCALI


12.1 - Dal Sistema-Mondo alla New Economy
Globalizzazione: il flusso crescente di commercio, finanza, cultura, idee e persone, consentito dagli sviluppi delle tecnologie
di comunicazione e di trasporto, nonch la diffusione mondiale del neocapitalismo liberale; gli adattamenti locali o
regionali a questi flussi e le resistenze operate contro di essi
Si parla di globalizzazione quando i flussi assumono scale e dimensioni tali da indebolire le istituzioni classiche della
modernit: da porre in secondo piano lo Stato-Nazione.
Cinque Dimensioni:
1) Globalizzazione Economica: reti planetarie che riguardano il piano della produzione, consumo e scambi finanziari.
2) Globalizzazione Politica: nascita e sviluppo di istituzioni internazionali, con autorit giuridica che vanno aldil del potere
sovrano degli stati nazione.
3) Globalizzazione Culturale: flussi di comunicazione consentiti dai rapidi sviluppi delle tecnologie mediali e informatiche,
web, New Economy.
4) Nuovi Flussi Migratori: sulle dimensioni dei movimenti demografici e sulle loro nuove caratteristiche. (Transnazionalismo
e diaspore)
5) Nuove Gerarchie Sociali: rapporti di potere e di diseguaglianza che si formano in un contesto di interdipendenza mondiale
Immanuel Wallestein e il Sistema-Mondo: nel 70 conia il concetto di sistema-mondo per indicare la scala planetaria dei
rapporti dell'economia capitalistica e sua complessit e capillarit dal 1500 ad oggi. Suddivide il mondo in tre grandi aree,
un centro, una semiperiferia ed una periferia nelle quali la ricchezza e il potere sono distribuite in modo disuguale.
Capitalismo Globale diverso da Mondiale: altri Studiosi ritengono che il capitalismo globale rappresenti qualcosa di molto
diverso da quello mondiale. Non si tratta pi di economie nazionali che si connettono attraverso flussi commerciali e
finanziari, ma di una integrazione funzionale degli stessi processi produttivi.
Elite Globale: Molti autori evidenziano la formazione di un'Elite globale che gestisce le principali sfere di governo.
Queste teorie rappresentano sviluppi dell'analisi marxiana del capitalismo.
La spersonalizzazione del potere e il suo allontanamento dai contesti concreti della vita sociale, la sua invisibilit, che
svuota di contenuto le stesse procedure democratiche.
Opacit Politica: I cittadini non riescono a vedere con chiarezza gli agenti effettivi del potere, per capire da chi e dove sono
prese le decisioni importanti. La globalizzazione aprirebbe la strada a nuove forme di totalitarismo.
Michel Hardt e lImpero: la nozione di "impero" l'idea di un nuovo ordine universale, economico e politico, diverso dal
classico imperialismo.
Potere Decentrato: Al contrario dell'imperialismo, l'impero non stabilisce alcun centro di potere e non poggia su confini e
barriere fisse. un apparato di potere decentrato e deterritorializzato che progressivamente incorpora l'intero spazio
mondiale all'interno delle sue frontiere aperte e in continua espansione
Declino Stati-Nazione: una nuova forma di sovranit legata al declino degli Stati-Nazione
Plasma dallInterno: Limpero non una forza che assoggetta dall'esterno, ma come una potenza plasmante che penetra in
profondit in tutti i livelli dell'ordine sociale, inclusa la soggettivit. L'Impero non solo amministra un territorio e una
popolazione, ma vuole creare il mondo reale in cui abita. L'oggetto del suo potere la totalit della vita sociale.
Disuguaglianze Sociali: una fase estrema di sviluppo del capitalismo, con aspetti totalizzanti.
Enormi disuguaglianze tra i detentori del potere e le moltitudini, la maggioranza degli abitanti del mondo, che restano
esclusi da ogni beneficio dellImpero.
Sviluppi Tecnologici: come motore della globalizzazione.
Manuel Castellas e la nozione di "et dellinformazione": la tecnologia informatica a creare un nuovo modello di
sviluppo, basato sulla produzione e lo scambio di beni sempre pi "immateriali".
La New Economy" basata sullinformazione, sui saperi e sull'innovazione.
Alla rigidit delle grandi imprese nazionali sostituisce una struttura reticolare caratterizzata da estrema flessibilit e dalla
tendenza ad ignorare i confini geografici e politici.
La tecnologia informatica, di idee e di innovazione pi che di capitali, sarebbe alla base di quella che viene chiamata New-
Economy. Internet il modello di riferimento
Segni come Merce: Qui sono i segni a diventare merce. Ci che viene venduto e comprato non la propriet ma la possibilit
di avere accesso al loro contenuto informativo.

12.2 - Transnazionalismo
La globalizzazione costituita da flussi di persone, merci e comunicazioni. Consiste nei grandi movimenti migratori dalle aree
pi povere del mondo verso quelle con un pi alto tenore di vita.
Questo tipo di migrazioni non sono una novit, ma nella fase della globalizzazione acquistano caratteristiche nuove in quantit
e soprattutto in qualit. Si passa da un modello internazionale ad uno transnazionale di migrazione.
Il termine "transnazionale" si riferisce alla costruzione di legami stabili e comunitari che attraversano i confini nazionali.
La relativa facilit ed economicit di trasporti e comunicazioni permette ai migranti di mantenere rapporti significativi con
i Paesi e delle reti sociali di provenienza, nonch con gruppi migrati verso differenti mete.
Fenomeni Diasporici: prima si parlava di diaspora per indicare uno spostamento di massa permanete.
Ora con questo termine si indica la possibilit di migrare da paesi poveri verso paesi pi ricchi, mantenendo rapporti forti
con le identit culturali di origine e con le comunit formatesi nei luoghi di approdo.
I media garantiscono un aggancio stabile con la cultura di provenienza.
Politiche: Gli spazi transnazionali non vanno intesi solo come possibilit di preservare le autentiche culture di provenienza
(portare un pezzo di Turchia in Germania, pezzo di Pakistan negli USA). Si tratta di spazi nuovi, terzi, diversi sia dalla

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cultura di origine che quella di arrivo. Vengono superati alcuni dei pi classici concetti usati per le relazioni interculturali:
pratiche di assimilazione, pratiche di riconoscimento, tra modello del melting pot e quello della salad bowl.
Politiche di Assimilazione: assorbire i gruppi migranti cancellando i loro tratti di origine, uniformandoli alla cultura di approdo
Politiche sul Riconoscimento: ammettono e persino tutelano un certo grado di diversit.
Melting Pot e Salad Bowl: nella "zuppiera" gli ingredienti si mescolano fino a risultare indistinguibili, nella "insalatiera" si
armonizzano, ma resta visibile la loro originaria natura.
Ora sia l'assimilazione che il riconoscimento non hanno pi lo stesso significato: le comunit transnazionali abitano spazi
sociali e culturali nuovi e ibridi nei quali queste politiche non sono applicabili.
Migrazione Alte Sfere: Gli spazi transnazionali oggi comprendono non solo flussi migratori di lavoratori con basso livello
di specializzazione, ma anche manager, operatori finanziari, giornalisti, scienziati, intellettuali, ecc
Dovunque vadano, troveranno qualcuno con cui interagire in termini di un sapere specialistico, ma collettivamente condiviso.
Modelli Egemonici: queste alte sfere" sembrano meno propense a produrre ibridazione culturale: sono fortemente strutturate
da modelli egemonici, quelli delle classi dirigenti dei paesi nord europei e degli Stati Uniti. A partire dalluso della lingua
inglese fino ai tratti culturali pi profondi, come i modi di vestire, di abitare, di mangiare, di esprimere i sentimenti
Turismo: La distanza spaziale sempre meno importante (voli Low Cost).
Le reti organizzative costruite attorno al turismo producono flussi esposti transnazionali di sempre maggior rilievo
Persecuzione Politica: la mobilit legata ai conflitti, alla persecuzione politica e a quelle "nuove de guerre" che assumono la
popolazione civile come principale avversario. I campi profughi, rifugiati politici.
Forme specializzate di movimenti migratori: come quelli femminili legati ai lavori domestici o all'assistenza, le
collaboratrici collaboratrici le badanti. Immigrazione che coinvolge donne mature di aree molto specifiche "Filippine, paesi
dell'est europeo) e se mantengono vive le relazioni familiari e sociali di provenienza

12.3 - Post-Modernit
Nel "villaggio globale" i beni e le persone circolano pi rapidamente e fluiscono in modo pi libero. Ma sono soprattutto i
segni e le comunicazioni a non avere limiti. I campi della cultura diventano flussi intangibili; flussi che le due grandi
istituzioni della modernit, lo Stato e il Mercato, hanno sempre pi difficolt a controllare e a regolamentare.
Post-Modernit: Jean-Francois Lyotard conia questo termine.
Post-Moderno si riferisce a cambiamenti nel modo di intendere la Storia e il Progresso.
La Modernit Classica, dall'Illuminismo in poi, si nutrita di "grandi narrazioni, grandi schemi di filosofia della storia che
pretendevano di conferire un senso unitario e compatto alla realt e di indicare una strada obbligata per il futuro.
Quello Post-Moderno un pensiero che non pretende pi di scoprire fondamenti unitari e totalizzanti della storia.
Accetta la frammentazione e l'irriducibile molteplicit dell'esperienza: implica l'abbandono delle ideologie e, in campo
artistico, delle aspirazioni di avanguardia.
Max Weber e la De-Differenziazione: il fenomeno della De-Differenziazione consiste nella grande mescolanza e confusione
tra le varie sfere dellagire e della vita sociale.
Differenziazione Moderna: la modernit produce una sempre pi netta differenziazione tra tipi di attivit, istituzione, tempi e
spazi della vita sociale. Es la distinzione tra privato e pubblico, tra lavoro tempo libero, tra politica e spettacolo.
La vita sociale si svolge all'interno di sfere istituzionali normative, ciascuna caratterizzata da propri codici interni, linguaggi
specifici, criteri di riferimento, giudizi di valore.
"Perdita dei Confini" oggi causati dalla globalizzazione, e ci sembra riguardare anche i confini tra le sfere dell'agire.
La fluidit rende difficile separare il pubblico dal privato, la differenza tra Stage e Backstage viene erosa (es uomini politici
colti fuori onda). L'informazione assorbita dallo spettacolo, la pubblicit penetrata nel discorso scientifico.
L'autorevolezza del pi grande scienziato e quella del meno esperto dei giornalisti in linea di principio la stessa.
Le sfere istituzionali con forti contrassegni normativi resistono, ma si sentono assediate. Es l'Universit in quanto istituzione
del sapere scientifico, vero e serio.
Nella Politica la de-differenziazione ha prodotto i cambiamenti pi macroscopici, con una commistione di generi, di codici
comportamentali, linguaggi e personaggi impensabili nella modernit classica.
Disincanto del mondo: Weber indica il processo di secolarizzazione inteso come separazione della fede dalla politica, da
finalit pratiche e da dimensioni magiche miracolistiche, da pretese cosmologiche alternative a quelle della scienza, e il suo
procedere verso una dimensione privata e introspettiva.
Reincanto del mondo: negli ultimi decenni del 900 vi una inversione di tendenza. Nelle grandi religioni vi un ritorno dei
miracoli (Medjugorie), nonch spinte integraliste, con il ritorno in molto paesi islamici a un rapporto strettissimo tra
politica e religione, con il revival dei paesi occidentali del creazionismo, la New Age.

12.4 - Omologazione e Ibridazione


Due Posizioni: le teorie sulla globalizzazione culturale tendono a disporsi attorno a due contrapposte posizioni:
1) Grandi Forze Omogeneizzanti che creano la Globalizzazione: si espandono, diffondendo nell'intero pianeta alcuni tratti
culturali e cancellando le differenze e le realt locali.
2) Reazione Attiva dei Contesti Locali: la capacit di resistere alle forze omologanti, rivitalizzando vecchie differenze e
creandone di nuove.
1) Teorie dell'Omologazione: pensa la globalizzazione come prosecuzione ad un pi alto livello dell'imperialismo culturale.
Un centro economicamente e tecnologicamente potente drena risorse dalle periferie e le sfrutta come mercati, imponendo
loro il consumo di prodotti occidentali e l'assunzione di modelli culturali egemonici.
Processo di Acculturazione: l'imposizione dall'esterno di una cultura dominante che cancella quelle dominate.

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George Ritzer e la McDonaldizzazione della Societ: una pratica che investe molti ambiti del mercato, riguardo i prodotti
"materiali" (alimentazione, moda, arredamento, giochi), quelli immateriali/intangibili (televisione, musica, industria
culturale) e le pratiche del tempo libero (turismo, sport).
Questa pratica tende ad espandersi producendo forme di McLavoro, McUniversit, McCittadini, ecc
Prevedibilit: Ritzer la individua come caratteristica cruciale. I consumatori sanno gi nel minimo dettaglio cosa aspettarsi.
Globalizzazione del nulla: Ritzer per "nulla" intende forme sociali che, ideate e controllate centralmente, sono prive di
contenuti distintivi. Il potere centrale gestisce forme sociali svuotate dei loro contenuti originali.
Sono l'esatto contrario del concetto antropologico di cultura.
Americanizzazione: infatti il sistema industriale statunitense a dettare le regole, a imporre prodotti specifici (Coca-Cola e
Big Mac, Soap-opera) e soprattutto stili di impresa e di mercato.
2) Teorie dell'Eterogeneit e dellIbridazione: la globalizzazione plasmata da grandi forze economiche e da modelli
culturali egemonici. Linteresse su come queste interagiscono con i contesti locali.
La cultura locale non ha solo un ruolo passivo nei confronti della globalizzazione; ne viene si modificata, ma allo stesso tempo
finisca per reagire, e la globalizzazione viene modificata e adattata localmente.
Roland Robertson e Glocale: indica le molteplici possibilit di appropriazione, interpretazione e reazione ai prodotti globali,
anche quelli pi standardizzati.
A circolare sono soprattutto i prodotti occidentali, ma diffondendosi essi vengono indigenizzati.
Resistenza: vi in atto una vera e propria resistenza a queste forme cos invasive, con il duplice risultato che:
1) da una parte linvadenza del mercato ha prodotto un forte ritorno identitario dei prodotti di una determinata cultura.
2) dallaltra ha creato anche forme di ibridazione che portano con se la novit globale e lidentit locale. Ibridazioni riuscite
La Globalizzazione rende maggiormente visibili le differenze e ne crea di nuove.
Cultura Mondiale: si deve intendere un'organizzazione della diversit, un'interconnessione crescente di culture locali
differenti e non una replica uniforme di modelli unici.
Struttura comune di differenze: una cornice unitaria al cui interno si esprime l'eterogeneit.
Appadurai: vede la globalizzazione come il campo d'azione di forze diverse, spesso contrastanti.
Individua cinque grandi dimensioni:
1) Ethnoscapes: gruppi movimento, dai lavoratori ai rifugiati, al turisti
2) Technoscapes: configurazione globale della tecnologia che si muove ad alta velocit attraverso i confini
3) Financescapes: movimenti di capitale globale, misteriosi, rapidi e difficili da seguire
4) Mediascapes: panorama della produzione mediale e dell'informazione elettronica
5) Ideoscapes: scenari di valori, ideali politici, ideologie, modi di immaginare la libert, il potere, la democrazia
Queste sfere sono caratterizzate da profonde "disgiunture" pi che da una logica monolitica totalizzante.
Si tratta di forze che spingono in direzioni diverse, spesso contrastanti.
Mondi Immaginati: gli individui della societ si muovono in questi scapes per creare mondi immaginati.
Qui le costrizioni politiche, ideologiche ed economiche sono forti come negli stati nazionali. Per pi ampia la gamma di
risorse a cui attingere per immaginare i propri orizzonti esistenziali e identitari.

12.5 - Dal Globale al Locale


Le teorie dell'omologazione colgono aspetti importanti dei processi di globalizzazione, ma trascurano di analizzare il modo in
cui essi influiscono sui contesti locali, producendo mutamento, ibridazione, nuove differenze.
Unit di Luogo: per l'antropologia un punto irrinunciabile. L'analisi antropologica ed etnografica ha bisogno di qualche
unit di luogo, reti concrete di legami sociali tra persone, accomunate da un linguaggio, da parentela, da valori e tradizioni.
Gli universi globali vanno colti solo allinterno di quelle che sono le realt locali.
Il perfetto cosmopolita, il cittadino del mondo che si trova dappertutto ugualmente a casa, non esiste.
Circolazione delle Risorse: possono circolare su scala globale, ma sono consumate e acquistano significato in mondi locali.
Internet: sappiamo che la comunicazione in rete va prevalentemente a rafforzare reti di rapporti locali.
Da un'analisi geografica si scopre che la maggior parte dei contatti sono concentrati in un raggio di pochi chilometri da
casa. Ci vale meno per le comunit transnazionali e per le Elite impegnate in istituzioni.
Comunit virtuali: in questi casi non lo spazio fisico a costituire un luogo.
Capovolgimento dei termini: prima si analizzava il locale per poterne trarre assunti che potessero rivelare qualcosa dal punto
di vista generale (dal particolare alluniversale), ora invece si parte dallanalisi globale per vedere quelli che sono i suoi
prodotti su una determinata cultura (dal universale al particolare).
Esempio 1: Dallas e Beautiful. Prodotti fortemente standardizzati, contenuti narrativi elementari, stili di vita alti e stereotipati.
Eppure ci troviamo di fronte a meccanismi di indigenizzazione. Fa differenza guardarle nei salotti borghesi europei o nelle
baraccopoli sudamericane.
Esempio 2: il gioco del calcio. Il gioco indubbiamente lo stesso, ma le articolazioni culturali locali di questo sport globale
sono numerosissime. Il culto argentino per Maradona; il nesso fra calcio, politica e violenza etnica in Camerun; il rapporto
tra calcio e stregoneria in Tanzania; l'intreccio tra tifo sportivo e dinamiche autonomiste in Irlanda del Nord.
Siamo di fronte a una grandissima variet di significati simbolici che il calcio pu prestarsi a veicolare in situazioni locali.
interessante notare che i movimenti delle idee alternative e di resistenza all'omogeneizzazione globale prendono a loro volta
forme standardizzate e si diffondono lungo i canali del consumo globale.

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CAPITOLO 13 - SPAZIO, LUOGO, CITTA


13.1 - In Altre Terre
Lantropologia culturale caratterizzata dal fare ricerca entro certi contesti locali. Ha bisogno di un altrove dove andare.
Descrizione Oggettiva o Soggettiva: il paesaggio pu essere oggettivo (clima, temperatura, fenomeni atmosferici, dati gi
raccolti ed inconfutabili, cartine,) oppure soggettivo (il profilo dellisola, il panorama, le costruzioni autoctone,).
Ambiente Fisico e Societ Umane che lo abitano sono strettamente interconnessi luno allatro.
LAmbiente Naturale puro non esiste, se non in qualche raro caso di natura incontaminata.
Luomo ha sempre cercato di modificare lambiente a lui circostante, sin da quando era primitivo.
Determinismo Ambientale: non esistono ambienti che modellano meccanicamente il comportamento umano in base a
particolari caratteristiche climatiche e fisiche dellambiente (nordici sono freddi, mediterranei caldi).
Influenza Reciproca: lo spazio abitato viene sempre trasformato dalle popolazioni che lo abitano, e ogni cultura si
sviluppata/adattata allinterno di alcune ben determinate caratteristiche.
Lambiente fisico non il centro della riflessione antropologica, ma di fatto ogni popolazione, ogni cultura nasce in un
contesto preciso legato ad un territorio. Lo studio etnografico quindi legato ad uno spazio concreto.
Vi una strategia localizzante in antropologia, ma non si riduce lo studio di una cultura allo studio di un luogo.

13.2 - Spazio e Cultura


Territorio Natio: vi un rapporto difficilmente codificabile tra una popolazione ed il suo territorio.
Questo va compreso allinterno di uno specifico linguaggio simbolico che non facile interpretare se non attraverso la
cultura che lo abita e la caratteristica esperienziale che ne ha determinato lo sviluppo.
La geografia rappresenta una sorta di riferimento culturale tipico di unappartenenza. Pensiamo al fatto di immaginare il
proprio paese al centro di tutte le cartine o di pensare agli altri paesi in funzione del proprio applicando le convenzioni di
nord sud est ovest. (il lontano ovest americano, era lontano e ovest per chi?).
Confini Formali ed Informali: i confini non sono solo geografici. Possiamo definirli confini formali ed informali, molti di
questi hanno a che fare con uno status sociale. Si tratta di limiti convenzionali, a volte impenetrabili, altre volte pi sfumati,
che servono per indicarci qual il posto che una persona pu occupare.
Es il concetto di priv di una discoteca; i vari piani di un edificio in cui la gerarchia sociale si distribuisce.
Territorio: lo spazio, non solo fisico, nel quale una determinata cultura accampa i propri diritti.
Il suo limite circoscritto da un confine che ne identifica uno spazio propriamente detto nostro.
Altri modi per intendere il proprio territorio: non fanno capo necessariamente ad uno spazio circoscritto, ma ad un
centro del quale deve essere ricreata, in maniera rituale, la valenza simbolica e costitutiva, quasi sempre connotata da un
aspetto mitico che ne sta a giustificare lesistenza.
Es Gli Aranda dellAustralia Centrale: essi fanno riferimento ad un centro, che non tale per la sua posizione, ma in quanto
sede degli spiriti degli antenati.
L'antenato fondatore, durante lunghe peregrinazioni, istituisce una serie di elementi distintivi del territorio e fonda i vari centri
totemici. Poi abbandona il mondo degli uomini arrampicandosi su di un palo detto kauwa-auwa, fino a sparire.
I gruppi nomadi Achilpa erigono il palo ovunque decidono di fare tappa. Celebrando la cerimonia detta engwura
Uno di questi gruppi, avendo involontariamente spezzato il palo, si lascia morire: lo considera legato all'impossibilit di
addomesticare gli spazi in cui vive. Esprimerebbe un "angoscia territoriale" e la necessit di padroneggiare, con strumenti
mitico rituali, un mondo che altrimenti appare minacciosamente ingestibile.
Piantare il palo in ogni luogo di soggiorno significa ritrovare il centro del mondo, e rinnovare, attraverso la cerimonia, all'atto
di fondazione dellantenato. Con ci il luogo "nuovo," sottratto alla sua rischiosa caoticit, e diventa una iterazione dello
stesso luogo assoluto, del centro, nel quale una volta il mondo fu garantito.
Il palo un centro di comunicazione fra i diversi piani cosmici (assi cosmici, montagne cosmiche, alberi del mondo)
Qui abbiamo un centro "geometricamente eccentrico" rispetto al territorio tribale, oltretutto un centro che si duplica e si
sposta, mantenendo tuttavia la sua funzione cruciale nell'ordinamento, nella addomesticazione dello spazio.
Concetto di Centro: sia il territorio cos come lo conosciamo, sia il modo di intendere il proprio spazio in maniera diversa,
fanno comunque capo ad un modo di concepire e di individuare il centro attraverso il quale tutta la realt riesce a
guadagnare un significato.
Non possiamo ridurre gli spazi qualitativi dei popoli nativi a rigidi, schematici e geometrici confini come fa la nostra
geografia occidentale. Il nostro tirare confini con il righello non fa giustizia alla valenza simbolica che hanno certi luoghi
per altre culture. A ben pensare anche per noi cos se si pensa ai nostri luoghi sacri, misteriosi, dellorrore, ecc

13-3 - Spazi e Luoghi


Recentemente, quello che una volta era solo lo sfondo della ricerca, ora sembra essere diventato un importante oggetto da
porre al centro della riflessione. tornato ad imporsi allattenzione degli studiosi un certo localismo che sembrava invece
dovesse essere spazzato definitivamente via dalla globalizzazione.
Differenza tra Spazio e Luogo: dicotomia tra Spazio Astratto e Quantificabile e Spazio Vissuto e Qualitativo.
Spazio, nella tradizione del pensiero occidentale, possiede le caratteristiche di originariet, essenzialit e generalit; una
struttura che trascende l'esperienza, qualcosa di universale.
Luogo legato al dato esperienziale quotidiano. Il rapporto non tanto con lambiente naturale, ma con lo spazio che luomo
ha costruito, sul quale intervenuto ed ha dato la sua impronta, si parla quindi di Spazio Costruito.
Noi "soggiorniamo presso le cose", siamo umani in quanto abbiamo dei luoghi concreti entro cui pensiamo e operiamo.
Non-Luogo: concetto inventato dalletnologo francese Marc Aug.
Secondo lo studioso, la modernit avanzata crea dei Non-Luoghi, ai quali nessuno pu appartenere.

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I Non-Luoghi sono le stazioni, i centri commerciali, le banche, i ministeri, , ovvero quei luoghi dove la persona non pu
essere altro che un utente, dove non si riconosciuti per la propria identit personale, ma viene valorizzata solo lidentit
burocratica di ciascuno.
Anche in questi contesti possono poi nascere dei legami e far si che questi non-luoghi si possano trasformare in luoghi, ma il
vero centro del discorso la destinazione duso che se ne deve fare e per cosa di fatto un luogo stato pensato (chi progetta
una banca con lintento di far incontrare le persone? nessuno). E uno sguardo che viene posto dallesterno.
Michel De Certeau: ci accorgiamo di come questo sguardo dallesterno sia nientaltro che un punto di vista incarnato.
Attribuzione di Significati Diversi: Una struttura, un luogo o non-luogo che sia, assume un significato diverso da quello che
gli viene attribuito, nel momento in cui gli attori umani che lo partecipano ne fanno un uso diverso da quello pensato
razionalmente e progettualmente.
Libert di Attribuzione: vi questa libert ed imprevedibilit nelluomo di poter disporre in maniera arbitraria di quelli che
sono i propri luoghi, attribuendogli altri significati.
Strategie: vi infatti chi mette in atto strategie razionali per costruire (anche architettonicamente) gli spazi, le citt, per
volgerli a proprio favore, per viverli assieme agli altri.
Tattiche: Cos non rimane altro da fare che improvvisare e agire in maniera flessibile, mettendo in atto delle tattiche che
possano portare a far proprio lo spazio che ci si trova a vivere.
Tre Parti: possiamo raggruppare lantropologia degli spazi, dei luoghi, dei territori, in tre parti:
1) Classica: etnografia dei luoghi allinterno delle sue tradizioni culturali, che continua ad indicare un rapporto tra spazio e
uomini riconoscibile, dominato dal buon senso e dalle tecnologie disponibili.
2) Dimensione Micro: analizza spazi pi ristretti, come quello della vita quotidiana cercandone interconnessioni e contesti pi
facilmente identificabili come identitari. Si oppone ad una visione macro del territorio.
3) Utilizzazione dei Termini: si concentra soprattutto sul modo in cui nozioni come territorio, spazio, luogo sono utilizzate
all'interno delle discipline sociali
Senso del Luogo: linsieme dei processi e delle pratiche che tendono a spiegare come un terreno acquisisce quel determinato
significato. Il luogo qualcosa che al tempo stesso indissolubilmente fisico e culturale

13.4 - La Grande Citt (e il Villaggio)


Oggi le metropoli occidentali non sembrano un luogo da antropologi, il mondo contemporaneo sempre pi urbanizzato, e le
citt diventano le culle delle scienze sociali. Il contesto urbano ha assunto una grande importanza nella nostra cultura.
Stereotipi: attorno a termini come citt e campagna, si sono costruiti degli stereotipi e delle immagini. La campagna sede
della tradizione, mentre la citt tenderebbe al futuro, alla modernit.
La citt cos come noi oggi la studiamo quella che frutto della rivoluzione industriale.
Ferdinand Tonnies: nella sua opera Comunit e Societ, esprime la differenza tra questi due concetti:
A) la Societ ideale e meccanica, fondata sulleconomia, i rapporti formali, i contratti
B) la Comunit invece reale ed organica, fondata su sentimenti, valori, e modelli di comportamento comune.
La comunit antica, mentre la societ moderna. La modernit crea un nuovo ambiente specifico: la grande citt.
I piccoli paesi, i borghi erano comunit, adesso le grandi metropoli creano societ.
La Scuola di Chicago: tre aspetti particolarmente studiati della citt:
1) Legame tra fenomeni sociali e gli spazi concreti della citt: il cosiddetto approccio ecologico, nel quali i vari gruppi umani
si creano una nicchia dentro al territorio urbano.
2) Approccio etnografico: la ricerca sul campo in maniera oggettiva. Es studiare gli Hobo
3) Ricerca di migliori politiche urbane: mostrare mondi marginali e irregolari, che, rispetto alla presunta vita urbana normale,
risultano inquietanti e sconosciuti. Questo aspetto una prerogativa di questa scuola, di descrizione della realt urbana che
conduce a unattenzione nella politica. Es ghetto, vagabondi, bande giovanili.

13.5 - Flussi, Reti e Mappe


La definizione dell'oggetto "citt" difficile. Quali caratteristiche distintive ha? Quanto deve essere grande e densa?
Oppure prende forma nel contrasto con il mondo rurale?
Flussi nella Citt: Unaltra possibilit sta nell indentificarla per posizione, all'interno di un sistema in cui la funzione di
snodo di flussi di risorse, persone, immagini, tecnologie.
Nella citt, in particolare nell'epoca della globalizzazione, il luogo e la comunit appaiono assai meno evidenti.
Entra in crisi il nesso fra olismo ed etnografia che ha caratterizzato l'antropologia classica
Reti (Network) nella Citt: per l'antropologia urbana ogni rete "egocentrata", il network definito da relazioni sociali
riconducibili a un singolo individuo. Questo intreccio e sovrapposizioni di reti diverse permettono di individuare principi di
costruzione e gestione delle reti sociali. La struttura della comunit non compatta e organica, non geometricamente
urbana. L'idea dei percorsi, degli intrecci, delle reti, ha effetti di scoperta importanti.
Mappa della Citt: fa riferimento alle sue differenti aree e alle loro specificit.
Kevin Lynch e lo sguardo dal basso: analizza la ricezione da parte degli abitanti, attraverso le famose mappe mentali, delle
rappresentazioni grafiche dello spazio urbano, disegnate dai cittadini stessi.
Gli antropologi hanno spesso rimproverato all'urbanistica il suo approccio "dall'alto", la tendenza progettare la citt senza
preoccuparsi del significato degli uomini per i cittadini.
Dimensioni della Citt: queste dimensioni della metropoli invogliano l'antropologo scegliere luoghi demograficamente pi
padroneggiarli, come quartieri, riunioni, o singole strade. Bisogna essere molto cauti in questo , Dal momento che la vita
urbana appare segnata dalla mobilit almeno quanto dalla residenzialit.
Sia nella forma delle reti e dei percorsi, che in quella delle mappe e del senso del luogo, lo studio antropologico degli spazi
urbani sfugge all'alternativa fa comunitarismo di presunti villaggi urbani e lanonimit di un generico urbanesimo.
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CAPITOLO 14 - GUERRA, VIOLENZA, GENOCIDIO


14.1 - Violenza e Cultura
La violenza di massa la caratteristica pi spettacolare e inquietante della storia del 900.
Il secolo delle tenebre: dal massacro dei popoli indigeni alle guerre mondiali, dalla Shoah ai genocidi del Ruanda e della ex
Yugoslavia, la violenza si scatenata su livelli quantitativi fino ad allora impensabili.
Interrogativo Fondamentale: questa violenza di massa ripropone l'interrogativo radicale formulato da Primo Levi: "se questo
un uomo
Silenzio dellAntropologia: da tale problema l'antropologia culturale si tenuta a lungo a distanza. Difficilmente nei libri
degli antropologi si trovano riferimenti alle guerre e ai conflitti. Ci che pi stupisce che mancano i riferimenti della
violenza che colpisce il loro principale "oggetto" di studio: le popolazioni indigene extra occidentali.
Oggi siamo consapevoli della qualit genocida dell'attacco portato alle popolazioni indigene: un genocidio talvolta cercato e
consapevole, al fine di "liberare" territori, inevitabile conseguenza dello spossessamento di risorse.
John Bodley: gli antropologi erano coscienti del destino che attendeva i gruppi tribali. Per un secolo, dal 1870 al 1960, hanno
visto un gruppo dopo l'altro sterminato dalle politiche dei governi, ma non hanno fatto alcun tentativo di fermare la
violenza, perch le teorie evoluzioniste dominanti rappresentavano la scomparsa degli indigeni come naturale e inevitabile
Perdita di Dati: gli antropologi ottocenteschi sembravano preoccupati pi per la perdita del loro "dati" che non per quella degli
esseri umani. Il loro atteggiamento variava da uno rassegnato umanitarismo religioso a uno spietato razzismo.
Giudizio odierno: sono con lo sguardo di oggi questa appare una colpevole complicit. Le denunce del potere coloniale come
portatore di violenza piuttosto che di "civilt" si sarebbero sviluppate solo molto pi tardi.
La produzione antropologica, comunque sia, sfugge sistematicamente il problema della violenza.
come se la guerra, in quanto evento storico e contingente, fosse un elemento estraneo alla struttura sociale che si vuole
descrivere nella sua "astorica" integrit: un anomalo fattore di disturbo.
Pierre Clastres, 1977: attribuisce alla guerra un ruolo strutturale, la vede come un elemento permanente della societ senza
Stato, necessaria al mantenimento del loro equilibrio politico.
In questa fase classica della disciplina, la violenza vista su un piano pi teorico e speculativo.
Due punti di vista, simmetrici e opposti:
1 Punto Hobbesiano: la natura umana tendenzialmente aggressiva e violenta
La societ, per funzionare, ha bisogno di istituzioni che tengano sotto controllo e neutralizzino le pulsioni aggressive.
A) Visione Diffusa: tale punto di vista largamente presente in tutta la storia del pensiero occidentale, da Aristotele a
Sant'Agostino, da Machiavelli a Hobbes, e in buona parte del moderno pensiero politico.
In antropologia stata adottata in particolare dall'ampio filone funzionalista. Vede una quantit di istituzioni rituali come
forma di controllo del conflitto o valvole di sfogo dell'aggressivit.
Es la stregoneria, i riti di iniziazione, lo sport nelle societ moderne.
In tutti questi casi come se la cultura creasse degli spazi appositi in cui la violenza pu manifestarsi senza compromettere
la coesione delle relazioni sociali.
B) Processo di Civilizzazione (Norbert Elias): tendenza ad eliminare sempre di pi dalla sfera pubblica le forme dirette di
aggressivit, violenza, contatto fisico ed espressione diretta di desideri ed emozione. Ci sarebbe legato all'affermazione,
dopo il medioevo, di poteri centrali di tipo statale che assumono il monopolio della violenza e impediscono ai singoli
individui di esercitarla, oppure in modalit ritualizzate e sublimate, di cui lo sport il pi vistoso esempio.
C) Naturalit dell'Aggressivit: Elias presuppone questa naturalit delle disposizioni aggressive con le quali la civilt deve
venire a patti, lasciandole sfogare in modo innocuo.
E l'idea di una violenza "naturale" che caratterizza gli individui: radicata nelle modalit di adattamento evolutivo della
nostra specie, alla base delle teorie psicoanalitiche sulla violenza e sulla guerra (Freud).
La costituzione fisica e intellettuale dell'homo sapiens, formata nel paleolitico, sarebbe compressa e inibita nelle condizioni
della modernit, e le istituzioni culturali devono sforzarsi di domarla.
2 Punto: individua la Societ ed il Potere come fonti della Violenza:
L'idea che la civilt sia fondata da un atto originario di violenza che rappresenta il significato nascosto del potere.
un'idea radicata in mitologie speculative come quella del Ramo d'Oro di Fraser, o di Totem e Tab di Freud, che radicano le
istituzioni cruciali della civilt in forme di sacrificio o uccisione cruenta. La messa a morte del re divino per Fraser il
fondamento del potere statale; il parricidio primordiale d origine per Freud ai sistemi di parentela e alla religione.
Ren Girard, in La Violenza ed il Sacro, afferma l'esistenza di un nesso essenziale fra Potere Sovrano, Sacralit e Violenza
Sacrificale. La messa morte di un capro espiatorio da parte di un'intera comunit il modo in cui la comunit evita la
propagazione al proprio interno di una altrimenti inestinguibile "Violenza Essenziale.
Giorgio Agamben, stabilisce un nesso fra Sovranit, Violenza e Sacro. Il fondamento del Potere Statale risiede in una
incondizionata violenza nei confronti della nuda vita.
Per il filosofo ci il non detto di una di tutta la tradizione della filosofia politica: spiegherebbe l'inesorabile incedere della
storia occidentale verso lo svuotamento dell'ideale democratico e un totalitarismo biopolitico.

14.2 - Le Nuove Guerre e la Rappresentazione Etnografica della violenza


Fine del Silenzio: il silenzio della fase classica dell'antropologia sulla violenza coloniale comincia ad incrinarsi con gli anni
60. I movimenti anticoloniali sollevano il problema in modo esplicito.
I dannati della Terra del 1961 di Franz Fanon, incentrato proprio attorno al tema della violenza.
Fieldwork Under Fire: solo negli ultimi decenni del novecento si terr un'ampia produzione basata su esperienze di ricerca in
contesti di conflitto e violenza. Lo slogan diventa Fieldwork Under Fire, tratto dal titolo di un celebre libro del 1996.

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Nuova attenzione: causata dai mutamenti della sensibilit antropologica e dalle caratteristiche che i conflitti assumono alla
fine del 20 secolo. I nuovi antropologi, formatisi negli anni 60 e 70, sono in aperto contrasto con gli ideali di distacco e
neutralit scientifica precedenti.
Svolta riflessiva: degli studi antropologici, il ripensamento delle "poetica" e delle "politiche" della ricerca, il superamento dei
modelli classici, il porre al centro dell'attenzione le esperienze, proprie e dei propri interlocutori, di conflitto, di violenza, di
memoria traumatica.
Cambiamento del "campo": i luoghi della ricerca antropologica classica sono sempre pi spesso Under Fire: immersi in
contesti di guerra.
Nuove Guerre: sono conflitti "a bassa intensit , di solito combattute tra forze governative e ribelli all'interno dello stesso
Stato, talvolta su base etnica.
Popolazione Civile: la caratteristica principale e quella di coinvolgere capillarmente la popolazione civile. Nel 900 la guerra ha
cambiato natura. La prima guerra mondiale stata combattuta fra soldati, il 90% dei morti sono stati militari. Nella seconda
guerra mondiale la met dei morti stata civile, le vittime dei bombardamenti, della Shoah e dei campi di concentramento,
degli eccidi consapevolmente usati come strategia del terrore. Nei conflitti di fine secolo oltre il 90% dei morti sono civili.
Colpire e terrorizzare le popolazioni non pi un effetto collaterale, ma l'obiettivo stesso delle strategie belliche e dei nuovi
metodi di combattimento. La guerra si rivolge contro intere popolazioni pi che contro un esercito avversario, in una
prospettiva di pulizia etnica. Es il Ruanda e la ex Jugoslavia.
I confini tra zone di guerra e di pace si fanno indistinti: la logica della guerra irrompe nella vita quotidiana.
Africa: si incontrano situazioni di violenza e recenti memorie traumatiche.
America latina: confronto con la memoria delle "guerre sporche, le pratiche repressive adottate dalle dittature militari contro
l'opposizione.
Balcani: negli anni 90 si moltiplicano i lavori sui conflitti balcanici che portano il genocidio e la pulizia etnica nel cuore della
"civilizzata" Europa; Sulle violenze quotidiane nei territori palestinesi; sui gruppi terroristici.
Come Rappresentare e Descrivere la violenza: I modelli etnografici classici cercavano di scoprire e restituire un ordine
culturale, lEthos di una societ. Ma nelle situazioni di violenza radicale proprio quest'ordine che viene disintegrato.
Le nuove guerre mirano consapevolmente a colpire la popolazione civile non solo attraverso eccidi, ma anche attraverso la
distruzione delle basilari strutture antropologiche. Le operazioni di pulizia etnica mirano a rendere un territorio inabitabile,
non solo colpendone l'organizzazione produttiva, ma anche "instillando ricordi insopportabili sulla patria di un tempo e
profanando tutto ci che ha un significato sociale.
Punto di Vista dei Nativi e Dissoluzione: lobiettivo della scrittura antropologica farci cogliere il punto di vista dei nativi, ma
di fronte alla violenza radicale, si tratta piuttosto di restituire il senso della dissoluzione di un mondo culturale. come se
l'etnografo, abituato a cercare di seguire faticosamente la via che porta al significato, dovesse adesso ripercorrerla a ritroso.
Inadeguatezza Distanza: Nordstrom mette in discussione l'adeguatezza del normale linguaggio delle scienze sociali, con i suoi
effetti distanzianti generalizzanti, con la sua ricerca di un coerente insieme di motivi, ragioni, cause.
Mostrare in Primo Piano: i dettagli delle atrocit e i tormenti della memoria di chi sopravvissuto, l'orrore della tortura,
l'umiliazione e la disperazione delle vittime, colpisce con forza il lettore. Lo shock emotivo pu diventare strumento di
testimonianza e di denuncia, scuotendo e indignando il lettore, combattendo lindifferenza.
Effetti Pornografici: ma lo spettacolo ravvicinato della violenza pu suscitare effetti pornografici, voyeuristici, una messa in
scena dei corpi e anime afflitti sono oscenamente esposti nella loro pi profonda intimit.
Ci si chiede se la trasparenza etnografica sia un atteggiamento moralmente legittimo di fronte alla sofferenza.
I mass-media ci hanno abituati allo sfruttamento delle immagini di violenza a fini di audience e di successo commerciale.
Tacere non serve per a portare testimonianza, a rendere o almeno a chiedere pubblicamente giustizia per le vittime.

14.3 - Le Testimonianze e la Memoria Traumatica


L'equilibrio tra uno sguardo troppo distanziante e uno troppo ravvicinato, tra i rischi di una neutralizzazione della violenza e
quelli del morboso voyeurismo, difficile da conseguire.
Una possibile soluzione pu consistere in una etnografia centrata attorno alle voci dirette dei testimoni.
Vedere l'antropologo come uno scriba, che documenta fedelmente le storie narrate dalla gente.
Nuove difficolt:
1) Carnefici: quando i testimoni sono i perpetratori della violenza, la posizione morale del ricercatore difficile.
Es I lavori sul terrorismo, sui gruppi di guerriglia, sulla violenza di Stato. Cosa fare quando, per studiare la memoria della
"guerra sporca" in Argentina, si deve cordialmente parlare con gli ex torturatori?
2) La Voce dei Testimoni: eticamente pi facile sostenere un progetto di etnografia che si metta al servizio delle vittime. Ma
sul piano della conoscenza della comprensione, la voce delle vittime non rappresenta in s la verit.
Critica delle fonti soggettive: per la sua posizione di protagonista degli eventi, il testimone non pu parlare in modo
oggettivo, equilibrato come invece farebbe la storia, che attraverso la critica delle fonti valuta razionalmente l'attendibilit
di ricostruzioni diverse e bilancia i diversi punti di vista.
Il discorso della storia rivolto alla ragione alla ricerca della verit; la testimonianza fa appello al cuore, e dovrebbe essere
sempre accompagnata e temperata dalla narrazione storica.
Memoria Traumatica: il problema dell'antropologia della violenza coincide con la memoria traumatica.
Yolanda Gampel e la Radioattivit. Essa ha usato il termine Radioattivit per esprimere il modo in cui le esperienze
traumatiche ci insediano nella costituzione psichica degli individui, continuando a dire molto tempo dopo che gli eventi si
sono conclusi, e penetrando anche nelle generazioni successive.
La memoria della violenza radicale sembra agire in un'area psichica in cui le parole non esistono, figurandosi come un
indicibile che si rivela attraverso immagini, emozioni, espressioni corporee.

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Lo studio della memoria traumatica si configura come un tentativo di comunicare con le soggettivit ferite:
1) Obiettivo Terapeutico: va perseguito assieme al classico obiettivo etnografico dell'estrarre informazioni
2) Forme Pubbliche di Elaborazione del Lutto, delle rappresentazioni simboliche e delle pratiche rituali che sono mobilitate a
tal fine. Es le commemorazioni, la costruzione di monumenti, musei.
3) Il Perseguimento della Giustizia si intreccia spesso con l'elaborazione del lutto. Attivit istituzionali, sostenuto sul piano
nazionale ed internazionale, volte ad accertare giuridicamente le responsabilit e a punire i colpevoli.
Questo riconoscimento istituzionale delle responsabilit una delle condizioni essenziali per il superamento del trauma.
Spaccature Sociali: la societ che esce dalla violenza sempre profondamente divisa e conflittuale.
In America Latina si sono osservate profonde spaccature sociali fra "quanti non vogliono ricordare e coloro che non possono
dimenticare. La memoria stessa destinata a rimanere divisa.
Rapporto tra Giustizia, Verit e Politica: dalla Commissione d'Inchiesta Argentina sui Desaparecidos, alla Commissione per
la Verit e la Riconciliazione del Sudafrica, mostrano il complesso rapporto che si instaura tra le istanze giudiziarie, quelle
di obiettiva ricostruzione storica e quelle di "riconciliazione nazionale.
La Memoria Divisa: filone di studi italiano riguardante le comunit colpite da eccidi di civili da parte delle truppe di
occupazione tedesche verso la fine della 2WW.
Ancora mezzo secolo dopo i fatti, il trauma delle stragi non stato superato dai sopravvissuti.

14.4 - Mito e Realt del Conflitto Etnico


Tratto specifico delle nuove guerre la loro connessione con politiche dell'identit.
Nel linguaggio giornalistico e nell'opinione pubblica occidentale si parlato prevalentemente di conflitti etnici, intendendo che
i gruppi in conflitto sono definiti sulla base di vincoli pre-politici, sulla condivisione di certi tratti razziali e culturali.
Le cause dei conflitti sono da individuare nell'odio ancestrale tra gruppi etnici, che cova costantemente sotto la cenere.
Es Quando sono venuti meno i "coperchi" della Jugoslavia socialista e del colonialismo in Ruanda, gli ancestrali
risentimenti avrebbero immediatamente spinto verso i massacri.
Decisa Critica dell'antropologia verso l'uso essenzialista delle nozione di appartenenza e identit etnica.
Il Mito del Conflitto Etnico Globale: viene smontato dagli antropologi. Questo mito viene usato dalle parti in lotta come
strumento ideologico volto a conquistare contesto e a coprire pi fondamentali interessi politico-economici.
Non c' nulla di ancestrale delle identit serba e croata, Hutu e Tutsi. Sono state particolari forze di potere (i movimenti
nazionalisti) a soffiare sul fuoco etnico e a trasformarlo in carburante per il genocidio.
Quando gli uomini entrano in conflitto non perch hanno costumi o culture diverse, ma per conquistare il potere
L'identit non causa dei conflitti: ne semmai la conseguenza.
Le Istituzioni di Mediazione Internazionale hanno commesso questo grave errore, assumendo come "naturale" il punto di
vista etnico hanno finito per accreditare proprio i soggetti che alimentavano la violenza.
Caratteristiche della Violenza di Massa:
1) si indirizzano verso nemici percepiti come etnici
2) penetrano capillarmente nella societ civile scatenandosi all'interno di comunit, villaggi e quartieri:
3) assumono forme particolarmente atroci con il palese ricorso a una sintassi simbolica di disumanizzazione degli altri, con
stupro etnico, mutilazione, stragi.
Tutto questo non spiegabile in termini di pura razionalit economico-politica della guerra, n di soli effetti della propaganda
svolta dalle forze nazionaliste.
Arjun Appadurai: si interroga sull'apparente sproporzione fra la "razionalit" politica che spinge le autorit Hutu a
massacrare i Tutsi e l'incredibile furia e atrocit con cui questo compiuto. Uno zelo inspiegabile da parte non solo dei
militari ma della stessa gente comune, che letteralmente fa a pezzi i "nemici" a colpi di machete.
La spiegazione di Appadurai sta nel tentativo di legare la furia della violenza etnica non a certezze identitarie ataviche, bens
dalle incertezze che il mondo contemporaneo porta costantemente ad esprimere a proposito delle identit nostre e altrui.
Le cornici identitarie nazionali si indeboliscono e diventano confuse di fronte a processi di circolazione globale di persone,
merci, idee. sempre meno chiaro chi siamo "noi" e chi sono gli "altri".
Sindrome dellInfiltrato: questa incertezza diviene cruciale in situazioni di aperto conflitto, in cui il "nemico" pu nascondersi
fra noi. Lesperienza quotidiana dominata dalla sindrome dell'infiltrato, dell'agente segreto, della falsa identit.
Si costituiscono universi morali dominati dall'orrore per indeterminazione.
Violenza per Trovare Certezze: La violenza pu essere considerata allora come un modo per estrarre "certezza" da una
situazione di angosciosa incertezza.
I riti atroci dei massacri si presentano come "forme brutali di disvelamento del corpo, tecniche per esplorare, marcare,
classificare i corpi di quelli che possono essere i nemici etnici".
Merito di questa interpretazione: di radicare la violenza in modelli culturali e categoriali profondi, che plasmano i livelli pi
basilari della percezione, contro la tesi che ne riconduce le cause al puro indottrinamento ideologico.
Codici di Interpretazione: la sopraffazione e la crudelt non sono viste come pura esplosione di furore bestiale" e pre-
culturale, ma sono governate da codici che solo un ampio approccio antropologico in grado di cogliere.
La violenza riscontrata presenta spesso un surplus rispetto alle finalit politiche che persegue, mostra spiccate caratteristiche
simboliche e rituali.

14.5 - Un Continuum Genocida


L'etnografia si trova con il problema della comprensione della violenza storica: in particolare della Shoah, delle due guerre
mondiali e dei crimini dei regimi totalitari che hanno caratterizzato il 20 secolo.
Come sono state possibili simili violenze in un secolo che ha prodotto fenomeni democratizzazione senza precedenti,
l'emancipazione delle donne, la decolonizzazione, nonch una cultura della pace e della tolleranza?
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Domande Fondamentali:
1) Quali condizioni sociali politiche, economiche hanno reso possibile ci?
2) Come stato possibile per gli esecutori compiere atti di violenza cos forti e atroci?
3) Com' stato possibile per grandi masse di persone assistere a tutto questo senza reagire attivamente?
4) Non dovrebbero essere atti che ripugnano a una elementare e universale coscienza morale?
5) Quale tipo di soggettivit pu compiere questo tipo di violenza?
6) In quale situazione potremmo noi stessi essere indotti a compierla?
Qui in gioco la capacit di compiere fisicamente atrocit, la distruzione dei corpi di donne, bambini, altri esseri umani inermi
e non solo astratti nemici".
Stanley Milgram e i suoi studi di psicologia sociale hanno mostrato come, in determinati contesti, un'ampia maggioranza di
individui "normali" possono essere indotti a compiere violenze e torture.
Esperimento di Yale: un soggetto normale" veniva legittimato da un Autorit Scientifica, uno Scienziato, ad infliggere
l'elettroshock ad uno sconosciuto che, fortunatamente, era solo un attore che fingeva di soffrire.
La stragrande maggioranza dei soggetti si piegava alla volont dellautorit e torturava la vittima.
Eteronomia: secondo Milgram, in simili situazioni di individui vengono a trovarsi in uno stato di eteronomia: obbedendo a
un'autorit, delegano ad altri la responsabilit dei loro comportamenti e dunque la loro stessa coscienza morale.
Il risultato inquietante, suggerisce che chiunque di noi, nel contesto della Shoah o dei Lager, avrebbe potuto benissimo agire
da carnefice.
Hannah Arendt e la Banalit del Male: la filosofa conia questo termine nel 1962.
Adolf Heichmann: criminale di guerra nazista responsabile della deportazione degli ebrei, fu catturato nel 1960 e, sottoposto a
processo, si difese presentando se stesso come un semplice burocrate, che non aveva mai fatto direttamente del male a
nessuno. Egli si limitava a un lavoro organizzativo, svolgendo nel miglior modo possibile, indipendentemente dalla natura
e dalle conseguenze di questo lavoro.
Grigio Burocrate: Arendt lo considera l'emblema della natura del male nella modernit.
Un male anonimo, astratto, che non ha bisogno di mostri", ma si esercita attraverso gli ordinari canali dell'amministrazione,
delle procedure d'ufficio, da parte di individui "normali" la cui coscienza morale funziona a compartimenti stagni.
Nancy Scheper-Huges ed il Continuum Genocida: possiamo leggere le affermazioni di Heichmann come una continuit tra
la normalit e il genocidio.
Continuum Genocida: contiguit dello sterminio di massa con le violenze quotidiane, nascoste e autorizzate che si praticano:
negli spazi sociali normativi: nelle scuole pubbliche, nelle cliniche, nei pronto soccorso, nelle case di cura, nelle prigioni
questo Continuum rinvia alla capacit umana di ridurre gli altri allo status di non persone, di mostri o di cose
"per mezzo di varie forme di esclusione sociale, disumanizzazione, spersonalizzazione e reificazione che normalizzano il
comportamento brutale e la violenza verso gli altri
Logica Culturale del Genocidio sarebbe la stessa dei poteri e dei saperi disciplinari che informano la modernit.
Un Solo Passo, tra i Crimini di Pace e Crimini di Guerra, occorre esercitare una costante sorveglianza perch questo, quasi
inavvertitamente, non si compia.
Enzo Traverso: in quali condizioni questo passo si compie? Quali contesti sociali e culturali trasformano la potenzialit
genocida in atto, e quali non lo fanno?
La Genealogia della Violenza Nazista: trova le radici in una serie di fenomeni dell'esperienza storica contemporanea.
Sono radici ottocentesche che ancorano il Nazismo alla storia dellOccidente: l'Europa del capitalismo industriale, il
colonialismo, l'imperialismo, la rivoluzione scientifica e tecnologica, l'Europa del darwinismo sociale e delleugenetica.
Il nesso tra questi diversi elementi e la violenza di Auschwitz, la pianificata esecuzione dello sterminio su scala industriale, a
che fare con i rapporti tra potere, corpo e tecnologia.
1) Traverso parte dall'introduzione della ghigliottina, che apre un'epoca di "morte seriale" in cui la mediazione dell'apparato
tecnico attenua la responsabilit morale delluccisore;
2) continua con lo sviluppo ottocentesco di istituzioni "chiuse" come le caserme, le prigioni le fabbriche, tutti luoghi dominati
dal Principio di Chiusura, di disciplina del tempo e del corpo, di meccanizzazione del lavoro, di gerarchia sociale, di
sottomissione del corpi alle macchine.
3) attribuisce un'importanza cruciale all'esperienza della conquista della dominazione coloniale, specialmente lAfrica.
In essa trovano per la prima volta una sintesi storica al razzismo, che declassa certi gruppi umani il nome delle obiettive
verit della scienza e il massacro razionalmente pianificato.
4) infine decisivi appaiono gli sviluppi della pratica militare, che troveranno il loro culmine nella 1WW, con la formazione di
eserciti di massa, composti da soldati-macchina sul modello del lavoro fordista, nel quale il valore della vita umana perde
di significato e lepica della gloriosa morte in battaglia viene sostituita dalla banalit della "morte anonima di massa.
Traverso attribuisce la genealogia della violenza nazista alla storia dell'Occidente contemporaneo:
la ghigliottina, il mattatoio, la fabbrica fordista, l'amministrazione razionale, il razzismo, l'eugenetica, i massacri coloniali
e quelli della prima guerra mondiale hanno modellato l'universo sociale e il paesaggio mentale entro i quali stata
concepita e messa in atto la "Soluzione Finale ": ne hanno creato le premesse tecniche, ideologiche e culturali
Direzioni Possibili: Il contesto antropologico che ha creato le condizioni per la nascita della violenza di massa, pone al
contempo le basi per pratiche sociali di pace, di rispetto e di riconoscimento dell'altro.
Le stesse istituzioni di cui si denuncia la complicit nel trasmettere i sentimenti sociali che preparano gli stermini (esercito, la
famiglia, la scuola, le chiese, gli ospedali) contengono anche le potenzialit di pace e di giustizia sociale.
In quale direzione esse vengano spinte un problema che riguarda la nostra responsabilit delle nostre scelte etico-politiche.
Avvertimento della Scheper-Huges: di saper riconoscere una potenzialit genocida anche noi stessi, e ad esercitare una
costante iper vigilanza difensiva" anche e soprattutto verso le sue forme meno visibili e meno direttamente riconoscibili.

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Distribuzione proibita | Scaricato da Andrea Rucli (andreaberny96@gmail.com)