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Masal Pas Bagdadi Dizionario affettivo ADULTO/BAMBINO. BAMBINO/ADULTO Per capire i comportamenti del bambino dalla nascita fino ai tre anni G@GIUNTI “che cosa 2 pit precioso dei nostvi figli? C°8 un tesoro pit mao, pi puro di quelle aninve adorate che abbiamo portato nal mondo?” Ranei Nacisan 01 Beazesy Ai miei lettori Per affrontare bene la sua crescita bisogna essere corsapevoli che il bambi- ‘no fin dalla nascita & un individuo a s6, capace di pensare, di sentire, direce- pire la realta che lo circonda con le proprie “antenne” e con la propria intelligenza. Mi piacerebbe sradicare l’idea piuttosto diffusa che @ sufficiente diventare mamma o papa per comprendere automaticamente le esigenze psi- cologiche di un bambino. Non ho dubbi che genitor’ siano capaci in modo del tutto naturale di prowedere ai bisogni principal diun figlio, ma so anche che spesso si trovano in difficolta di fronte ad alcuni comportamenti che non riescono a decifrare. Per esempio, non capiscono come mai il bambino pur avendo fame non mangia 0 come sia possibile che non voglia dormire anche se & visibilmente stremato. Le pagine di questo dizionario sono state pensate per dare una risposta a moki di quest interrogativi bambino, per sua natura, @ in continua evoluzione ed & necessa~ rio seguirlo e adattarsi velocemente ai suoi repentini cambiamenti. Un nostro. ‘comportamento che una settimana fa andava bene per gestire una situazio- ne con nostro figlio, ogi pud non funzionare pits spingendoci a inventare ra~ pidamente un'altra strategia, Ma la cosa dawero importante & riuscre a capire che cosa sia cambiato in lui. Non mi stancherd mai di ripetere che bisogna ascoltare e acco- gliere i messaggi che il bambino ci trasmette, senza banalizzarli. Con la sua strurtura mentale non ancora organizzata, il bambino ci comunica senza di- stinzione le sensazioni che ricava dalle sue esperienze con il mondo estemo € quelle che riguardano i! suo mondo interiore. Si tratta di scoprire che co- sa vogliano dire i suoi atteggiamenti e i suoi racconti, spesso indiretti, con- fusi e difficili da comprendere per la mente di un adulco. E un compito faticoso, ma allo stesso tempo coinvolgente, che ri- chiede una buona dose di curiosita e passione da parte dei genitori. Avere familiarta con il linguaggio affettivo del bambino sin dai suoi primi moment di vita significa entrare in empatia con lui, e questa condizio- ne sara utile in ogni fase della sua crescita. II mio approccio ai bisogni essenziali di grandi e piccoli si é affi- rato con il passare degli anni. Ho acquisito molta dimestichezza con le pro- blematiche che incontrano i genitori con i proprifiglie i miei suggerimenti sono semplici ed essenziali, ciascuno pub seguitli con successo, tenendo na- curalmente conto delle esigenze particolar di ogni bambino. Ho l’abitudine di mereere in guardia i genitori che pensano di af= frontare le difficolta del proprio figlio semplicemente con Pidea che «passe- ranno quando sara pitt grande». Anche se vero che molte di queste difficolea si superano naturalmente con la crescita, non @ detto che altre si risolvano sempre da sole. Una visione semplicistica potrebbe inoltre non essere ade- guata per quel particolare bambino in quello specifico momento del suo per corso di crescita; un piccolo disagio trascurato potrebbe acutizzarsi pitt in I& e diventare un problema. Cercare di comprendere la psiche infantile significa immergersi in un universo affascinante, nel quale c’é molto da scoprire, e riuscire a en- trarvicon il proprio figlio almeno in parte é il regalo pit bello che possia- mo fare a lui ea noi stessi. Masal Pas Bagdadi Ringracio affettuosamente Donatella Minuto che ba propost il progetto, Prancesca Vitale cle si impegnata a organizzare¢ a coregger il materiale, Resella Spinetti sempre pronta «4 darmi una mano quando ne bo bisogns. Le voci che compongono questo dizionario toccano i principali argomenti che sono al- la base della relazione affettva tra genitor figh. Ho voluto analizearle sia dal pun- to di vista del genitore sia da quello del bambino, rimarcando cost il rapporto di dipendenza reciproca che esiste tra loro. La fascia di eta presa in considerazione = dalla nascita ai tre anni ~ & quella nella quale si crea la struttura psicologica ne- cessaria alla formazione del carattere. In altre parole, quella dove si gettano le fon- damenta della casa futura di un individuo. Proprio per questo deve essere solida da ogni punto di vista, Amore ;A La parola amere apre questo dizionario affettivo perché amore, nella sua complessita di emozioni contrastanti,®al vertice di ogni relazione importante della nostra vita. E quella che stringiamo con i figléla relazione fondamen- tale, la piu force, duratura e disinteressata UI sentimento d'amore per un figlio @ per sua natura viscerale e si nutre della capacita affettiva dei genitori di prendersi cura del proprio bam- bino, educandolo e crescendolo fin quando non diventa una persona au- tonoma. Ma a volte, senza accorgersene, i genitori fanno pesare le loro attenzioni se il figlio non risponde alle loro aspettative: «con tutto quello che ho fatto per te, mi contraccambi cosi?», oppure «lo faccio peril tuo bene». Con espressioni di questo genere 'amore perde il suo valore originario. Vamore per i figli non deve chiedere nulla in cambio; dobbiamo cogliere la gratitudine nei loro gesti e nei loro sentimenti spontanei. A quat- tro mesi nel primo sorriso, a un anno nella felicita dei primi passi, a due anni nell’offerca trionfante alla mamma della cacea nel vasino, a tre anni nella condivisione dei primi ragionamenti pits complessi. Ogni giorno i bam- bini ci esprimono il loro amore. Quando ci chiedono di restare con loro entre si addormentano, quando si svegliano di notte e si aggrappano a noi nei momenti di paura, ogni volta che rientriamo a casa e loro corrono tra le nostre braccia. E con il nostro amore e la nostra protezione che i figli di- ventano a loro volta persone capaci di amare. ADULTO/BAMBINO “NON INSEGNATE Al VOSTRI FANCIULLI MAI NULLA DI CUI NON SIETE VOL STESSI ASSOLUTAMENTE SICURI, POICHE E MEGLIO CHE ESS! IGNORINO. MILLE VERITA PIUTTOSTO CHE ABBIANO| NEL LORO CUORE UN SOLA MENZOGNAY JOHN RUSKIN, Abbandono ‘Tra i bisogni affeccivi fondamentali per lo sviluppo del bambino ct la sicurezza di non essere abbandonato che si struttura a partite da un A buon rapporto di attaccamento con la madre. Se poi, crescendo, i geni- tori non dedicano attenzioni alla sua vita emotiva, rempo per stare in- sieme, per giocare, guardare i cartoni animati o raccontate storie, il piccolo si seatira erascurato e sofftira maggiormente l'angoscia dell'ab- bandono che lui legge come mancanza d'amore. Il consiglio dell’esperto IL senso di abbandono del bambino spesso non @ percepito dai genitori: come pud sentirsi abbandonato se non Pabbiamo mai lasciato?>. Ma a volte, anche involontariamente, gli adulti vanno a toccare proprio quel suo punto debole. Ad esempio vanno via sera salutarlo, lo allontanano in un momento di rabbia oo ricattano dicendogi: «ti lascio qui evado via», e ma- {gari mettono in pratica la minaccia nascondendosi per osservare la reazione del figlio. Il bambino trai due ei tre anni vive queste situazioni con terrore poi- cché confermano la sua angoscia primaria di essere abbandonato. | genitori devono saper contenere il senso di abbandono del bar- bino e ricordare che tutti da piccoli ne abbiamo sofferto. E necessario percid dare attenzione al proprio figlo, ascoltandolo anche quando ha ancora un vocabolario minimo e cercando di intuire quello che vuole comunicare. Bi- ssogna comprendere le sue paure nei momenti di separazione, ma incorag- sgiare ogni suo passo in avanti, cenendo sempre presente che la crescita pud essere attraversata anche da piccole fasi regressive. Iuportante La paura del’abbandono va rispettata poiché fa parte della vita del bambino; questa angoscia verra superata con la crescita, in modo naturale e senza traumi, se 'abbandono non verra usato come minac- cia 0 punizione. | genitori che non hanno elaborato la paura dell’abbandono rrella loro infanzia la esprimono in vari modi nella vita adulta e fanno pits fa- tica degli alr a essere rassicuranti a loro volea con il proprio figlo. VEDI ANCHE AB6ANOONO 122 - ASCOLTO 23 - ASSENZE (DELLA MADRE) 134 AVTACCAMENTO 25 - DISTACCO 50, 155 - INSICUREZZA 68 - PAURA 189 4 Adozione Adottare un bambino tichiede un progecto famigliare solide e condi- viso che necessita di impegno, entusiasmo ed energia. Si ctarta di un'esperienza che coinvolge profondamente gli aspitaati genitori, ® > AY tun viaggio emozionante ¢ imprevedibile fatto di esami di idoneita, di fantasie ¢ di amore per quel bimbo, desiderato e sconosciuto, che di venta figlio Il consiglio dell’esperto Una coppia che intraprende il percorso dell’adozione deve avere capacita di rischiare, pazienza e un po’ di coraggio. Le aspettative dei genitori adot- tivi sono comprensibili e umane: quanto spesso si sono immaginati nel fu- ‘turo come famiglia, hanno sognato il volto e la personalita di un figlio e desiderato di abbracciarlo! Di frequente perd i tempi della burocrazia e il lungo percorso legale e psicologico opprimono talmente i futuri genitori che alcuni vivono questa esperienza come una vera odissea Poiché si tratta di un evento naturale, é comune pensare che far crescere un bambino non richieda alcun tipo di preparazione ma, in partico- lare nelle adozioni, la realta suggerisce cautela. Essere genitori, biologici o adottivi, non é facile ea volte si devono afirontare problemi inaspettati; al- uni & possibile risolverli da soli, per altri & necessario awalersi di un aiuto specifico. Nel caso dei genitori adortiv si pongono in effetti alcune questioni particolari ed & difficile, anche per una copia solida, sostenere l'intero per- corso senza ricorrere a supporti di specialisti E importante sapere che le difficolta in questo percorso sono ine- vitabil; prima, durante e anche dopo liter necessaro il enitore adottivo deve essere forte affettivamente per superare le ansie, le paure ele incertezze di cui @costellata la strada. & quindi utile un appoggio psicologico per elaborare le possibili delusioni e frustrazioni, per esempio per i tempi di attesa che si pro- traggono senza che si possa intervenire in alcun modo. Si tratta di un soste- gro che deve proseguire anche dopo Parrivo del bambino per supportare la definizione affettiva della nuova famiglia. Non avere timore di chiedere con- siglo a un terapeuta é indice di maturita e coscienza dei propri limiti. Non bi- sogna pensare allo psicologo come a un giudice pronto a scoprire le mancanze 0 i difetti di chi si rivolge a lui. / >>> 15 pn EES ESS | i | Adozione >>> Risanare le ferite che il bambino ha dentro di sé e che derivano dal- Pesperienza dell’abbandono e, spesso, di una lunga istituzionalizzazione (causa di privazioni materiali ed ernotive), non é facile. | genitori adottivi de- vono comprendere che le sofferenze che it piccolo ha subito non scompaiono semplicemente crescendo in un ambiente famigliare sano e affettuoso, ma richiedono un intervento di carattere psicologico che aiut il bambino-nella sua globalita. E proprio l’affetto che si nutre peril figlio che invita a una dia- _gnosi precoce; il tempo infatti non sempre @ di aiuto per guarire. PiU spesso i problemi del bambino se ron affrontati rapidamente possono portare a difficolta spinose in un’eta difficile come ladolescenza. E essenziale, nonostante le difficolta, non perdere quell’entusia- smo reale e immaginario legato all’amore per il figlio senza il quale nessuno scambio e costruzione affettva possono awenire ImporTANTE L’arrivo del bambino modifica gli equilibri psicologici allintemo della famiglia. A volee, per esempio, lesclusione momentanea del marito dal binomio madre-figlio (come awiene per i genitori biologici) pud incidere sulla vita della coppia e 'eccessiva attenzione della mamma per que- sto figlio prezioso pud provocare tension’ o difficolta. Per evitare crisi & im- portante che i neogenitori si concedano lo spazio indispensabile per coltivare il loro rapporto, per incontrare amici e dedicarsi alle attivita di svago man- tenendo il contatto con Vesterno. E errato pensare che in questo modo si sottraggano al bambino tempo e affetto; piuttosto, anche lui trarra vantag- gio da queste separazioni se servono a mantenere in casa il clima gioioso di una vita in comune. VEDI ANCHE ABBANDONO 14, 122 - ADOZIONE 124 - AFFETTO 17 - CON. ‘TENIMENTO 40, 145-COPPIA 45 16 Affetto ‘Laffetto per i figli si manifesra areraverso ogni gesto di cura: con il ca~ lore dell’abbraccio, con le parole ¢ con il tono della voce, con il cibo, con le coccole ¢ con il sostegno. Ma @ l'ascolto profondo che conferma > JX al bambino l'interesse costante dei genitori per la sua vita emotiva, con le sue debolezze e fragilira. 1 consiglio dell’esperto IL bisogno di affetto dei bambini sembra non finire mai; pit: ne diamo, pid ne vogliono per sentirsi sicuri e amati incondizionatamente. Capita anche che dietro le loro richieste di attenzione si nascondano altre emozioni. Ad esem- pio, pud accadere che un bimbo che ha giocato felice tutta la domenica con il papa, arrivato il momento di andare a dormire protesti con il genitore di- cendogli: «tu non stai mai con me. La sua richiesta non nasce da una carenza di affetto; in realta & semplicemente stanco, vorrebbe continuare a giocare e fatica a separarsi dal padre e andare a nanna. ____ Ilrapporto affettivo con i figli deve essere spontaneo, libero da ricatti del tipo: «se non fai il bravo il papa (o la mamma) non ti vuole pitt bene>. I bambino vive queste espressioni, che a volte si pronunciano con leggerezza, ‘come reali minacce, e sentendosi insicuro provochera il genitore per assicurarsi di essere amato nonostante il cattivo comportamento. fl bambino deve es- sere sempre certo dellaffetto dei genitori, anche quando fa i capricci o di- subbidisce, altrimenti pensera che il loro arnore derivi dalle sue buone azioni, tmporvante Non temete di viziare un figlio con il troppo amore; sono invece le carenze affettive che causano sofferenze difficili da colmare. Tuttavia Paffetto dei genitori non deve essere soffocante e reprimere la per- sonalita nascente del bambino; si rischia che non impari a esprimersi libera- mente e che rimanga intrappolato nelle nostre premure affettive. VEDI ANCHE ASCOLTO 23 - CIBO 141 - GELOSIA 60, 165 -ISTINTO GEN TORIALE?! «CATFORD, 198- VIZ 18 7 7 ne iver = eet eee Aggressivita Laggressivita 2 una pulsione che ha in sé due aspecti contrapposti: & -vitale quando si manifesta come forza costruttiva € creativa mirata. alla AN 4 conservazione del aostro benesseree alla soddisfazione dei noses biso- gni fisici ¢ psicologici; @ diseructiva quando si trasforma in rabbia € ‘odio verso oggetti o persone oppure verso di sé, Il consiglio dell’esperto Quasi sempre gli adult! danno una connotazione negativa all’aggressivita avendo dimenticato che spesso & energia creativa, che stimola il bambino ad agire in modo vitale e gioioso. Listinto aggressivo, come tutti gli altri, non & buono o cattivo di per sé ma & fondamentale lintervento educative per far crescere la consapevolezza t la capacita di trasformare la parte di- struttiva in forme creative positive. E importante sottolineare che il controllo delle pulsioni aggres- sive & necessario all’'uomo in qualsiasi aspetto della vita sociale; esiste in- fatti una “dose normale” di aggressivita che si esprime nella vita quotidia- na, nei litigi, nelle discussioni. L'lo che deve mediare tra la sua parte distruttiva e quella creativa ha il compito di incanalare la violenza per ade- guarsi alle regole del vivere comune. Quando questo non awiene, la parte distruttiva e non controllata dell’aggressivita, sia fisica sia psicologica, ha effetti devastanti su chi la subisce. Spesso gli adulti si accorgono dell'aggressivit dei bambini solo quando mostrano la parte negativa, quando picchiano gli altri per esem- pio. Per educarli a non fare del male bisogna concedere loro del tempo perché possano sperimentare e governare il loro impulso, e questo sin dalla pit tenera eta, ‘Awiene normalmente che il bambino tra i nove mesi e Pano morda la mano della mamma nor sapendo di provocarle dolore. Eneces- sario quindi che questo dolore si nanifesti, che la mamma dica: «ahi, mi fai male!» accompagnando le parole con l'espressione del volto. Attraverso il ripetersi di questa esperienza il bambino impara a controllare il suo istinto, mordicchiera la mamma senza farle piti male e ridera insieme a lei Ea questo punto che 'aggressivita si @ trasformata in un gioco creativo ¢ gioioso tra madre e figlio, Aggressivita Laggressivita orale nel bambino, in un’eta compresa tra i cinque mesi e i due anni, é particolarmente forte ed @ un impulso legato al masti- care, mordere, parlare. evoluzione delle pulsioni aggressive @ veloce e il piccolo impara con rapidita che @ in grado di far male agli altri e inizia a usare deliberatamente le mani - 0 anche gli oggecti — per atcaccare o per difendersi. AlPinizio il suo impulso deve essere centenuto dal genitore, la- sciando il bambino libero di esplorarlo e fermandolo solo ne! caso faccia male a sé 0 ad altri: ci sono bambini piccoli che si picchiano da soli per ve- dere che cosa accade o per verificare se adulto @ disposto a interromperlo difendendolo anche da se stesso. Un modo per incanalare aggressivita infantile & giocare a fare la lotta. Gia a due, tre anni i bambini adorano farla con il papa o con la mamma: in questo modo le tensioni negative dis:ruttive si trasformano in divertimento e il corpo dell’adulto, molto piti grande e quindi potenzial- mente pericoloso, diventa rassicurante ‘Trasformare e sublimare la parte negativa dell’aggressivita nel gioco e nell’incontro con Faltro con dinamicita eamore aiuta a esprimere e potenzialita creative innate in modo personale e gratificante. Sono in re~ alta proprio Peducazione e l’affetto che, piti dell’intera eredita genetica istintuale, determinano la maggior parte del comportamento aggressivo di ogni essere umano, ImporTaNTE L’educazione ha i! compito fondamentale di far fluire lenergia aggressiva in modo positivo nella vita di ogni giorno, sia in famiglia sia con gli altri coetanei. Vaggressivita va identificata ma non giu- dicata negativamente, il bambino per conoscere se stesso deve sperimen- tare tutte le sue capacita, anche quelle distruttive, altrimenti non potra scoprire e misurare la sua forza. VEDI ANCHE ACGRESSWITA 126-CONTENMENTO 40, 145 -CONTROLLO SFINTERICO 43, 148 - DENTI 149 - GIOCATTOLI 168 - GIOCO 63, 171 -INSICU- REZZA 68, 173 - PULSIONI 197 a a LINN ne ETE TS a fs pisebenens, Sud teie Allattamento Lallactamento al seno ? semplice e gratificance per la mamma e peril fi- ‘lio. Pud capitate perd che si presentino piccoli disturbi comuni che ren- Ay 4. dono questa esperienza non proprio idiliaca ‘eche la voglia di rinunciarvi sia forte, Le difficol@ non devono essere ignorate ma nemmeno ingigan- ‘ice perché spesso, con un semplice aiuro, si superano, Il consiglio dell’esperto La madre che non pud allattare il suo bambino al seno per motivi di sa~ lute in genere riesce ad accettare il fatto, sebbene con dispiacere Emeno facile invece quando non allattare é una scelta personale. In questo caso, la mamma é tormentata dai sensi di colpa nei confronti del bambino e dei famigliari ecosi tende a giustificarsi ~ anche con se stessa - adducendo im- pedimenti legati a impegni di lavoro, oppure esasperando problematiche fisiche come una forte miopia 0 le fatiche della gravidanza e del parto. La donna che vive questo forte conffitto interiore deve sforzarsi di sostenere la sua decisione con tranquillita per non trasmettere alcun disagio al figio. Al bambino non aecade nulla se non & allattato al seno, limpor- tante @ non privarlo dell’ amore e della sicurezza che ritrova nell awolgente contatto fisico con la madre, cosi essenziale nei primi mesi di vita. {I beneficio delPallattamento naturale & spesso oggetto di dibat- tito. in opposizione alle tendenze di qualche decennio fa, che suggerivano Ja scelta del latte artificiale anche quando non ve n’era alcuna necessita, 50- no sorte associazioni che difendono il diritto de! bambino al Jatte materno. ‘Queste ultime perd, spesso spingono le madri a prolungare la fase dell’al- lattamento anche molto oltre, quando il figlio & in grado di mangiare qual- siasi cibo da sé. Su un argomento cosi ricco di sfumature emotive, le pres- sioni esterne possono creare insicurezza nella donna che sente di perdere la sua autonomia decisionale. In realta procrastinare lo svezzamento non offre al bambino nes- sun beneficio nutritivo e psicologico, anzi, non fa che aumentare la sua di- pendenza primaria dalla madre. La madre finisce cosi per identificarsi esclusivamente nel suo ruolo di nutrice trascurando altri aspetti della sua fernminilita e rischia di trala- sciare il suo lato seduttivo e la sua vita sessuale. Allattamento Iporrante E bene che la madre segua il suo istinto e, soprattut- to, cid che le indica il pediatra di fiducia. L’allattamento dovrebbe essere por- tato avanti fino a sei, otto mesie non oltre. I! bambino dopo lo svezzamen- to ha bisogno di una mamma contenta, che riprenda la sua vita con il lavoro, il marito, gli amici, e non di una “tetta” disponibile in ogni momento della giomata, VEDI ANCHE AUWATTAMENTO 128 - C180 34, 14 41 - LETTONE 72 - ORM STANCHEZZA 106 - SVEZZAMENTO 112, 221 a or Ansia Lansia 8 uno stato indefinico di preoccupazione determinaco dalla diffi colta di afftontare i problemi emotivi e pratici della vita. Quando ? ec- A\ & . cessiva, deriva dallinsicurezza di fondo che mueriamo nelle nosere capaci e dalla paura di “non farcela". Ma esistono anche saci positivi di easione ansiosa che intervengono al momento giusto per darci la capacita di con- centrare le forze necessarie alla realizzazione dei nostri progett. I consiglio dell’esperto Con i figti ogni giorno si vivono molti motivi di ansia che, di norma, si af frontano con la giusta misura. Non & cosi per i genitori troppo ansiosi che sembrano vivere ogni situazione con l’angoscia dell’esame. Le decisioni che devono prendere per ifigli, anche a livello inconscio, spesso risvegliano pro- blematiche inisolte della loro infanzia. II loro modell materno © paterno dirriferimento probabilmente & molto severo e per questo hanno continua- mente paura di sbagliare. La neomamma ansiosa & particolarmente vulnerabilee fragile an- ‘che a causa dello scombussolamento ormonale che interviene dopo il parto. Deve essere attenta a comprendere i disagi del neonato, a placare il pianto, a nutrirlo, ad addormentarlo; le pud apparire tutto cosi complicato che, non di rado, si deprime. In casi patologici, ansia travolge ogni suo ragiona- mento razionale e pud diventare incapace di prendersi cura del piccolo. Artenzione E doveroso che i genitori troppo ansiosi prendano co- scienza del loro stato e chiedano aiuto a un terapeuta per indagare le mo- tivazioni inconsce che determinano questo loro disagio e per imparare ad affrontare le difficolta che incontrano con i figli. A volte bastano pochi col- loqui per alleggerire le tensioni e ritrovare fiducia in se stessi. k VEDI ANCHE ANSIA 132 - BAGNO 28 - DEPRESSIONE 47 - INSICUREZZA68, 173- SBAGLI93 “STRESS 110 Ascolto Spesso, quando sift racconrare dal fglio che cosa a fatto durance il gior- 1, il genieore non si predispone a un ascolto vero, profondo. Si rratta di enerare in contato non soranto con accadiment reali, maconleemozioni > JA del bambino, i suoi sogni, le sue paure, le tante fantasie che popolano la sua mente, E questo il tipo di attenzione di cui hanno bisogno i piccoli. Ladulto che riesce a calatsi nell'universo infaeile veera ripagaro da ra- sgionamenti di grande acutezza ¢ da visioni del mondo piene di poesia, Il consiglio dell’esperto «Con chi hai giocato? Che cosa hai fato all’asilo? Che cosa hai mangiato?s: incalzare il bambino con una raffica di domande senza chiedergti mai delle sue emozioni - se ha pianto, se ha litigato con gli amichett, se aveva nostal- gia della mamma ~ ha come risultato spingerlo a rispondere in maniera eva- siva. Se il genitore si ferma alla superficie pud anche dichiararsi soddisfatto della chiacchierata, ma il bambino non lo @. Si sente incompreso e con il tempo, potra rivolgere con rabbia alla madre e al padre frasi come: «ma non capiscil». Il bambino ama fantasticare a occhi apert el suo pensiero, fino ai tre anni e anche oltre, non distingue molto frail piano reale e quello imma- ginario. In pid, ha una grande necessita di condividere le sue fantasie ei suoi sentimenti con i genitori. Quando il bambino si sveglia angosciato perché ha sognato un lu- po cattivo, per tranquillizaarlo non basta dirgli che quella bestiaccia non esi- ste, Se non verra ascoltato con partecipazione, rimatra solo con la sua pau- ra, Potrebbe chiudersi enon raccontare pi nulla, tenendo per sé i suoi timor. «lo non ho paura di niente»: @ una di quelle affermazioni che alcuni genitori sono contenti di ascoltare, ma che nascondono 'insicurezza del bambino. importante Saper ascoltare ifigli significa amarli e comprendere il valore della loro individualita. E positivo predisporsi a ricevere le loro confi- denze e i loro racconti senza avere fretta di anticipamne il percorso. Avolte, & sufficiente un ascolto partecipe; altre, si pud scherzare insieme, magari rac- contando come eravamo noi alla loro eta e quali erano le nostre emozioni VEDI ANCHE AF€TO 17 - INSICUREZZA 68 - PAUIRA 189 - RISPETTO 91 SOGNITO2 33 Aspettative Avere delle aspettative nei confronti dei propri figli # normale perché ogi genicore invesceaffettivamente sul proprio bambino e quindi si aspetta di AX 4. vedetlo ceescere nel migliore dei modi. Quando per’ madre e pace cer ccano di realizar i loro sogni atrraverso il figlio, senza considerare i suoi reali desider,, commettono un grave ertore, Le conseguenize possono e- sere devastanti¢ la delusione non va mai scaricata sul bambino se non ri- sponde a un ideale di pecfezione che & solo nella nostra rest I consiglio dell’esperto Per moiti genitori, un figlio pud rappresentare una chance in pil, un’oc- casione per rimediare a cid che non si & avuto, un’attesa di future soddi- sfazioni. Ma a volte gli adult fantasticando sui loro progetti, perdono di vista il bambino come persona autonoma e diversa da loro, con le proprie attitudini e aspirazioni. Gia da quando é molto piccolo, lo spingono a fare sport, a suonare une strumento, a scegliere come amichetto del cuore un bambino gradito a mamma e papa. Cosi facendo, delegano al figlio il com- pito di trasformare in realta i loro vecchi sogni o le aspettative della pro- pria infanzia,e giovinezza. Nonostante siano convinti di aiutare veramente il figlio a realiz~ zarsi, indirizzandolo verso le loro scelte 0 consentendogli di fare tutto cid che loro non hanno potuto portare a termine, il messaggio subdolo che passa al bambino @ questo: «ti ameremo a patto che tu sia come noi ti vo- gliamo». Quando acdirittura non si arriva a intimare: «non mi deludere» Non si rispetta cost luniciea della sua personalita e, con un’eccessiva iden- tificazione nella sua vita, si rischia di diventare soffocanti. IMPoRTANTE | figlinon sono il prolungamento dei genitori e devon poter sviluppare liberamente le loro capacita naturali. Vanno aiutati a supe- rare fe difficolta e non oppressi con aspettative fuori dalla norma. U'adulto che proietta le sue frustrazioni sul bambino finira per umiliarlo. La perfezione non esiste e le fragilita dei piccoli vanno accettate, insieme ai nostri stessilimici. Nessun figlio nasce per soddisfare lorgoglio di un adulto VEDI ANCHE DIPENDENZA 48 -ESIBIZIONE 52 -LIBERTA176 -RISPETTO 91 UMIIAZIONE 117, 229 4 Attaccamento Latraccamento @ un legame primario, un'affezione alla vita, alla madre. ‘Come ogni rapporto affectivo crea dipendenza reciproca, positiva 0 ne sativa che sia, tachi riceve € chi d basacasu sensazioni matetialio spi > fA Ficuali, Questo sentimento areraversa tutta Ia nostra esistenza ed emerge con particolare intensia nel rapporto con i figli, Il consiglio dell’esperto A figlicilega un vincolo profondo ¢istintivo ed & difficile per ogni genitore separarsi dal proprio bambino con tranquilta sia per le preoccupazioni ri guardo il suo benessere fisico e psicologico sia per la paura conscia o incon- scia di perderlo. In ogni persona perd esiste gia dalla nascita la capacita innata di sopportare la sofferenza che i distacchi inevitabilmente creano. Attacca mento e distacco sono inseparabili nella vita e nella crescita: il neonato, in simbiosi con la madre per vivere, deve separarsi da lei per diventare una per- sona autonoma. Questa esperienza - vissuta con pili o meno complicazioni ~ fa parte della crescita psicofisica e del bagaglio inconscio di ognuno di noi. Idistacco affettivo dalle figure alle quali si@ legati comporta sem- pre del dispiacere anche quando si tratta di un evento desiderato e positivo. Le vecchie paure di abbandono che ci portiamo dentro dall’infanzia affio- ano nuovamente quando ci si separa dai figli, ma un genitore deve saper ge- stire questi sentimenti viendo con gioia ~ e non solo con timore la crescita di un figio e la sua capacita di autonomia. ArTENZiONE Nella relazione tra genitori e fig attaccamento & re- ciproco ma questi ultimi, grazie alla loro vital e alla loro voglia di crescere, fanno meno fatica a staccarsi.Illegame con un figlio pud diventare morboso concretizzandosi nella rinuncia a stimolare il bambino all’autonomia che & invece la linfa vitale per diventare adulti in modo equilibrato. VEDI ANCHE AB BANDONO 14, 122 - AUTONOMIA26, 135 -DIPENDENZA4S, 151 - DISTACCO 50, 155 -ISTINTO GENFTORIALE 71 - SIMBIOS! 208 Autonomia Per autonomia del genicore si intende la necessi¢’ di non “annullarsi” peri figli, I bambini hanno bisogno di figuce di riferimento capaci di A mantenere la propria indipendenza, in una via famigliare e privata ricca di affecti e di interessi. Il consiglio dell’esperto in dalla prima infanzia & opportuno abituare i bambini al fatto che mamma ¢ papa abbiano spazi e tempi dai quali loro sono esclusi. In questo processo » fondamentale tenere presente le esigenze legate alleta del figlio. Un bam bino piccolo, anche quando protesta, & in grado di tollerare che i genitori si allontanino una sera ~ per una cena © un cinema ~ ma prima dei tre anni Pas- senza prolungata, di una sextimana per esempio, lo angoscia molto ed ¢ bene valutare se sia necessario sotzoporveo. ‘Un genitore che decide invece di dedicare il suo tempo € i suoi teressi esclusivarnente al figlio@ probabile che prima o poi gli faccia “pagare” quella scelta che in realta @ solo sua, facendolo sentire in colpa: «io mi sono sacrificato per te». Ma sopratzutto, che cosa fara se non ha costruito qualcosa di autonomo dai figli nel corso degli anni, quando loro saranno cresciuti ab- bastanza per andarsene per la loro strada? In genitori non autonom il trucco sta nel tenere i fig inconsapevolmente dipendenti da lui; si tratta delle stesse madri che imboccano i bambini fino a sei anni, che li hanno sempre lavati e vestiti, e i cui figli, anche da adulti, non sanno nemmeno dove sono le cose negli armadi, come si spolvera la stanza 0 come si cucina un piatto di pasta ATTENZIONE Ogni bambino per crescere sano deve essere educato alPautonomia. Fa bene a lui e anche ai genitor. La stessa autonomia dei ge- nitori & importante e vale da esempio per comprendere e fare propri i concetti diindipendenza e liberta. VEDI ANCHE AUToNoMiA 135- 80X31 - COLPA (SENSO D1)39- COPPIA 45 DELEGARE 46 - DIPENDENZA 48 - DISTACCO SO - UBERTA176 Autorevolezza Laucorevolezza dei genicori tiguarda non solo la responsabilie’ e il po= tere di stabilire regole ¢ limiti ma la capacieh di vedersi riconoscere da parte del bambino competenza e capaciti di comunicare efficacemence, > JX equid nell’esigere, equilibrio psichico. Con l'autorevolezza é possibile educate un figlio in modo positivo e non rigido. Il consiglio dell’esperto Le regole si accettano con meno resistenza da parte del bambino se il ge- ritore le pone in modo autorevole ¢ cosi vengono interiorizzate: & come avere mamma e papa dentro di sé che indicano la strada da seguire. Il genitore autorevole non agisce d'impulso ma riflete sulla direzione che wuol dare al ‘suo intervento; conosce bene sue figlio ed @ affettuoso ma, quando ha de- iso, non cambia idea se il Bambino protesta o piange. U'autorevolezza dei ‘genitori genera nei figli apertura, coraggio, autostima. & importante perd che’ genitori credano nelle loro sceltealtrimenti il loro ruolo educativo perde valore. | fil colgone facilmente le incoerenze dei grandi e capiscono quando un comportamento non é autentico, Dal canto suo il genitore deve valutare volta per volta il problema da affrontare tenendo conto del carattere del fi- glio e della sua eta. Un’educazione senza autorevolezza crea nei bambini la mancanza_ di punti di riferimento, smarrimento, paura, aggressivita. | genitori autoritari = al contrario di quelli autorevoli - sono rigidi e impongono la loro volonta con prepotenza, rion ascoltano ifigle dicono spesso frasi di questo tipo: «& cosie basta» 0 «lo faccio peril tuo bener. Atteggiamenti di quest’ultimo tipo possono creare nei figliinibizione, reazioni trasgressive, ansia e depressione. ImporTANTE Un genitore autorevole usa le parole per spiegare la realta che impone ma contemporaneamente stimola e condivide lentu- siasmo del bambino per cid che lo appassiona sostenendolo nei suoi inte- ressi e gioendo dei risultati raggiunti. VEDI ANCHE ANstAt32- CASTIGO 33, 140 - DEPRESSIONE 150 - CAPRICCI 138 -IMITI74, 178 - NO 77, 184- SCELTE 96, 201 - SEVERITA 99- SFIDE 100, 206 REGOLESS 7 Bagno 11 momenco del bagno, che da piacere ¢rilassa, 2 essenziale nek primi resi di vita, Al neonato, che deve affrontare stimoli suovi quali Varia da re~ B spirare, lo spazio indefinio, il freddo¢ il caldo dell'ambiente o dei vestiti sul corpo, il bagno quotidiano cipropone le sensazioni protettive che av- vvertiva nella pancia della mamma, e questo lo aiuta ad abicuarsi serenta- mente alla nuova condizione. Anche per i genitori & un'importante occasione di affetcuoso conratto, da vivere con gioia. Il consiglio dell’esperto Matti genitori vivono i primi bagni del neonato con una certa apprensione, Soprattutto la neomamma awerte linsicurezza e Vansia; impacciata nei mo- vimenti non riesce a organizzare quanto le occorre, teme che il bambino le sci- Voli di mano © che prenda freddo e si ammali. Le sue paure sono pit immaginarie che reali, ma non basta solo dirglielo per tranquilizzarla, a volke ‘J ottiene Peffetto contrario ela sua tensione non fa che aumentare, E invece molto pitt utile che qualeuno di cui sifida ~ il marito, la madre o un’amica che ha pit esperienza di lei - sia presente per assisterla e consiglarla Con la consuetudine e la pratica le paure spariranno ¢ i genitori e il piccolo riusciranno finalmente a condividere la serenita di quel parti colare momento della giornata, che diventera anche occasione di affet- tuoso coinvolgimento. L’esperienza piacevole del bagno, il contatto con acqua, la sensazione di benessere che scaturisce dagli affettuosi gesti di cura, si sedimentano nella personalita del bambino creando anche le basi per un rapporto positivo con il proprio corpo. Cie cosa Fane Il primo bagnetto va fatto su indicazione del pe- diatra, in genere dopo la guarigione del cordone ombelicale. Per facilitare “Voperazione bagno” si pud mettere la vaschetta su un tavolo 0 su un ri- piano a un’altezza giusta per l'adulto, in modo da non doversi chinare ¢ quindi agire in comodita. Preparato in anticipo e posto tutto Poccorrente a portata di mano (asciugamano, creme, talco, indumenti), prima di im- ‘mergere il piccolo nella vasca @ bene controllare la temperatura dell'acqua eventualmente immergendow il gomito nel classico metodo “della nonna”. La posizione pit sicura per tenere i bambino @ quella di mettere sotto la sua ascella sinistra il nostro braccio sinistro, affinché vi si possa >>> 8 Bagno >>> appoggiare con la testa e con le spalle, mentre con la mano lo sosteniamo saldamente per non farlo scivolare; cos! la nostra mano destra é libera di insaponarlo delicatamente e poi di sciacquarlo. Finito il bagno, asciugato il piccolo e rivestito con cura, i baci e le coccole sottolineano la magia del momento; soddisfatto e tranqullo, il bambino é pronto per la pappa e la nanna. Veffetto calmante dell’'acqua calda favorisce il sonno, per questo & preferibile che il bagno sia fatto di sera, se non tutti i giorni almeno a giorni alterni; ma non bisogna essere os- sessivi 0 colpevolizzarsi se questo non pud awenire, soprartutto nei primi mesi non bisogna alimentare ansie inutil Impontanre Per sicurezza, non lasciate mai il bambino incusto- dito nell’acqua del bagno né tanto meno da solo sul fasciatoio, anche se ha pochi giorni e i suoi movimenti sono limitati.. VEDI ANCHE ANSIA 22, 132 - BAGNO 136 - PACERE 86, 193 - PULIZIA 88 SONNO 104,211 30 Box Per il bambino di pochi mesi, fino a un anno ¢ mezzo di et, il box & ‘un luogo sicuro di contenimento: uno spazio che lo accoglie petmet- tendogli di muoversi liberamente e di sperimentare senza pericoli i B suoi primi tentativi di gioco e di autonomia. Ed @ una soluzione effi- cace se anche i genitori lo vivono bene e lo usano con intelligenza. I consiglio dell’esperto IL. box, che molti definiscono una “prigione”, in realta é particolarmente utile non soleanto per il bambino ma anche per i genitori perché all’occor- renza pud essere spostato senza difficolta in ogni ambiente della casa dove svolgono le loro occupazioni, in modo da avere sempre sotto controllo il piccolo assicurandogli nel contempo la propria presenza costante. Mentre sbriga le faccende di casa, la mamma pu tenere d’occhio il figlio, parlargli, cantare per lui facendogli sentire che non @ abbandonato e che ha sempre la sua protezione, Cos il piccolo impara senza angoscia a di- staccarsi da lei e, mentre gioca nel box, pud cercarla con lo sguardo e rassi- curarsi. Anche questa breve distanza lo aiuta a sviluppare la sua autonomia, E bene che il bambino venga messo nel box gia a quattro, cinque mesi in modo che possa abituarsi senza problemi a riconoscerlo come uno spazio suo, pit ampio e pit libero di quello della carrozzina o del lettino. Dentro devono esserci i suoi pupazzetti preferti il ciuccio, piccoli giochi curi, i primi libricini. Nel box pud muoversi liberamente, rotolare, gattonare, fare le prime conquiste e, quando & giunto il momento di reggersi in piedi, mettere alla prova il suo equilibrio e trovare da solo l’appoggio giusto. ImportANre | genitori che pensano che Puso del box sia negativo perché limita la liberea del figlio spesso diventano “schiavi” di un piccolo che {gattona o muove i primi passi in giro per la casa. Il bambino deve essere se- {Buito incessantemente, altrimenti cade, sifa male, piange e quindi vuole es- sere preso in braccio per farsi consolare. E qui finisce anche la sua liberta, VEDI ANCHE AbaaNDONO 122 - AUTONOMIA 135 - CIUCGO 37, 143 - DI 'STACCOS0- CONTENIMENTO 40 - GIOCATTOL 168 -LIMITI74- SOUTUDINE 210 3 Bugie Per i genitori la bugia del bambino ® un fatto grave che va subito corretto ‘eper primi pensano di non doverne dire mai. Ma anche la sincerit3.a ogni Ba { costo, peressere sempre coerenti con se stessi non & sempre un bene, Al- ‘cune situazioni possono richiedere una selezione di parole ¢ di farti che serve a salvaguardare j figli da una verith troppo pesante o angosciante. Con amore e un po’ di creativith ogni mamma ¢ ogni pap’ sono in grado di inventare buone risposte per i loro bambini It consiglio dell’esperto Sarebbe bene non mentire mai ai bambini anche quando pongono domande ifficili © imbarazzanti. | genitori non devono dimenticare che il loro acteg- giamento influsce sui figh e che la verita importance. Mase il piccolo mente 2 altrectanto importante che il genitore capisca che cosa vuole realmente co- municare con la bugia: forse ha bisogno di gratificazioni che non gli vengono date o si eccessivamente sever riguardo ad azioni quotidiane, oppure il pic- colo ha paura della propria aggressivit2 e non sa come gestrla o come espri- mere una realta per lu frustrante. In ogni caso la bugia del bambino & sempre tunvoccasione per capire che cosa gli “frulla” per la testa Dicendo severamente «non si dicono le bugie» si rischia di far sen- tire il bambino cattivo 0 sbagliato e non gli si offre la possibilita di aprirsi liberamente, cosa che consente ai genitori di approfondire le sue motiva Zioni. Pud essere pit semplice affrontare il discorso in modo indiretto, ma~ gar suggerendogli una risposta che spieghi la sua bugia: «avevi fame e per questo hai preso i biscotti», oppure «forse hai morso Paola perché ti ha Gato fastidio?>. In questo modo il bambino apprende che a papa e mamma Si pud dire tutto, anche le cose scomode, senza paura. & bene non spin- gerlo a dire la verita a tutti costi e non colpevolizzarto: in entrambi i casi st tratta di una tortura inutile. importante | bambini guardano e ascoltano il mondo degli adulti e si accorgono immediatamente quando loro mentono; & dalPesempio dei genitori che potranno in futuro imparare a dire bugie. VEDI ANCHE ASCOLTO 23 AUTOREVOLEZZA27 - BUGIE 137 - FIDUCIA 55 SEVERITA99 3 | Castigo 1 castigo @ uno scumento di punizione piuttosto forte per un bam- bino piccolo, anche quando al geniore sembra di lieve enti. Dirgli per esempio: «vai in camera tua ¢ restacil», nella sua percezione significa + (CT ron essere amaco, cosa che lo fark sentire estremamente vulnerabile, ancor pit dovendo rimanere da solo a combattete con questa sensazione sconvolgente, Il consiglio dell’esperto Bisogna pensare bene se dare un castigo a un bambino piccolo e valutare se @ una soluzione dawero efficace e adatta alla sua eta. II bambino di due o tre anni non ha infatti ancora acquisito la capacita di elaborare, in senso morale e comportamentale, la punizione che riceve. Solo verso i quattro anni comincera a comprendere il significato di un castigo e capira che pud corrispondere a un’azione sbagliata. Un genitore che ricorre troppo spesso alle punizioni come metodo, educativo per rimettere in carreggiata un piccolo disubbidiente, in realea é de- bole nei confronti del figlio e si appoggia al castigo per farsi rispetvare. Que- sta sua stessa fragilitarischia di generare messaggi contraddittor: un giorno pud essere indulgenteeil giorno dopo molto severo di fronte alla stessa azione del figlio. Oltretutto molt adult, subito dopo aver dato una punizione, sisen- tono in colpa e cercano di fare pace creando ulteriore confusione nella mente del bambino. (Cie cosa rane Un bambino sotto tre, quattro anni, non andrebbe ‘messo in castigo. E meglio una bella sgridata 0 una leggera sculacciata se ha fatto qualcosa di sbagliato. Se viene allontanato, 0 peggio chiuso in una stanza, prova smarrimento e rabbia, sentimenti negativi che rimarra a covare senza vie di uscita. II problema restera irrisolto, anche quando verra fuori a chiedere scusa. VEDI ANCHE AUTOREVOUEZZA 27 - CASTIGO 140 - COLPA (SENSO D1)39 LIMIT 74 NO77--RICATTO-90, 198 SEVERITA 99 - FIDE 100 33 { Cibo Mangiace rappeesenta per il bambino un intero moodo da scoprire. I ‘Nella relazione con il cibo—che ha una valenza emotiva estremamente_ CS 4 _ importance —capisce tanto di sé di chi gliclooffee. Questa esperienza affettiva stimola i linguaggio, la comunicazione con gli altri, la fidu- cia primatia nelle proprie capacica, Il consiglio dell’esperto La madre si sente sempre sotto esame quando deve nutrire suo figlio. «ll mio latte @ buono?», cha mangiato abbastanza?», «oggi non ha mangiato» sono frasi ricorrenti ma, se nei primi mesi di vita una certa dose di preoc- cupazione @ naturale, la tensione dovrebbe sciogliersi con il passare del tempo fino a scemare de! tutto - o quasi - quando il piccolo cresce bene acquista peso. Fortunatamente, nella maggior parte dei casi si riesce a fare del pasto un momento di incontro positive. Per alcuni genitori, invece, la preoccupazione iniziale perdura nel tempo e diviene il centro del rapporto con il figlio: non importa come man- gia ma solo quanto. E cost: «oggi ha mangiato bene» & un’altra delle espressioni ricorrenti. Ma l’adulto si rassicura solo per poco; l'ansia si ri- presenta a ogni pasto e il bambino la percepisce. II bisogno costante di conferma da parte della mamma della sua bonta di genitrice fa si che Pattenzione si sposti su di lei piutvosto che sul bambino, con il rischio di non accorgersi di cid che iui vive e sente mentre mangia. Inoltre, questo suo stato emotivo allontana psichicamente il pi colo che pud diventare nervoso e inquieto. Con inserimento delle pappe la madre in parte si tranquillizza per- c’ché il figlio si sazia con qualcosa che non dipende esclusivamente da lei. In questa fase Pautonomia legata al cibo & molto importante e va stimolata con gioia, E il momento in cui si insegna al bambino l’uso del cucchiaio, imboc- candolo e contemporaneamente lasciando che con un altro cucchiaino provi a fare da sé. Intorno al primo anno di eta il bambino & in grado di mangiare da solo, anche se non ancora perfettamente. Il biberon per il latte della mat- tina @ ancora necessario fino a un anno e mezzo circa di eta, poi é bene che vada in sofftta per sempre. >>> Cibo Cibo >>> Per il bambino, ¢ ancor pit per i genitori, non é facile fare a meno della comodita del biberon, ma ogni rinuncia che segna un passo avanti nella crescita apre altre possibilica di gratificazione tutte da scoprire. In questo stesso periodo é bene ogni ‘tanto mettere il piccolo a tavola con gli adulti per stimolame la curiosita verso il cibo dei grandi e rafforzare la socializzazione. = Quando si ha a che fare con un bambino inappetente, i mo- mento del pasto si carica di ansia e si seatena Pagaressivita dei conten- denti. C’8 un intero campionario di frasi e stratagemmi che si tramandano da generazioni: «se vuoi bene alla mamma, mangia», «se mangi poi ti do la caramella», «un cucchiaino per la mamma, uno per il papa... Se il bimbo continua a resistere alle pressioni, il genitore si sente awilito e de- presso e si innesca un circolo vizioso che si complica a ogni pasto. E bene che le mamme riflettano con onesta sulle proprie paure le- gate al cibo ealla loro capacita di nutrire il figlio perché spesso, anche in- volontariamente, si ripete un modello famigliare della propria infanzia Prendere coscienza delle proprie difficolta riguardo a! cibo incoraggia a chiedere suggerimento al pediatra, alla propria madre, alle amiche; ma se i problemi non si risolvono con facilita & bene chiedere aiuto a un tera~ peuta che si occupa dell’infanzia. Bisogna raggiungere la consapevolezza ‘che ogni donnia e ogni uomo sono in grado di offtire cibo con amore, basta non chiedere a se stessi e al proprio bambino la perfezione. I! bambino non ha bisogno di una super mamma o di un super papa, ma di un geni- tore affettuoso e felice di dargli da mangiare ImpoRTANTE Per il fondamentale significato affettivo e psicolo- gico che il cibo racchiude, @ necessario aiutare il bambino a diventare il pit possibile autonome rispettando le sue pause, non distraendolo, par- landogli degli alimenti, non insistendo troppo se non vuole mangiare e non permertendogli di buttare la pappa per terra. II cibo ¢ molto importante € bisogha insegnargli che non va sprecato né, soprattutto, disprezzato. Prima che il piccolo abbia compiuto tre anni, é bene non insistere troppo sulle formalita, anche se 'attenzione e la cura del genitore per una tavola ordi- rata e pulita influiscono sulla percezione del bambino gia da prima. VEDI ANCHE AFFETTO17 - ALLATTAMENTO 20, 128 - AUTONOMIA 135 C180 141 -DIPENDENZA.48 - RICATTO 90 - RITUAL 92, 200 -SVEZZAMENTO 112, 221 -VORACITA 232 36 Ciuccio ‘Molti genitori hanno dubbi riguardo al ciuccio: hanno paura della di- pendenza, del palato che si rovina o pensano che non sia igienico. Aleci che invece sono fivorevoli,accolgono immediaramente il rifturoistin- > (I tivo comune a molti bambiniad accettare un “corpo estraneo” diverso dal seno materno. Luso del ciuccio deve essere consideraro un’attivird gratificance che non va repressa ma riconosciuta e accettata. Il consiglio dell’esperto A volte accade che il neonato sputi via il ciuccio che la mamma gli offre nel tentativo magari di placare un pianto e, in molti casi, lei si scoraggia subito ed evita di riproporglielo per tornare invece a offrire il suo rassicurante seno, ripristinando cosi l'attaccamento. Per una neomamma sentirsi insostituibile adi per sé molto gratificante, ma in questo sentimento possono nascondersi difficolta inconsce a separarsi dal figlio. Le comprensibili titubanze interiori e Pincapacita di gestire il rifiuro del bambino rendono difficile superare la sua resistenza e si perde cos! il valore positive che invece il ciuccio pud avere, quello di favorie il progressivo distacco del piccolo che trova un modo au- tonomo di sentirsi rassicurato. Pit spesso gli adtlti sono infastiiti nel vedere un bambino con il ciuccio 0 il pollice in bocca, forse perché fa riaffiorare frustrazioni legate alla loro infanzia, oppure si sentono in colpa perché il “ciucciare” é vissuto erro- neamente come una manifestazione di carenze affettive nel bambino, ’evi- denza di un qualcosa che loro non hanno saputo dare. In realea, impedire questa attivita rassicurante o pretendere che il bambino se ne distacchi al- Pimprowiso perché, come molti dicono: «ormai é grande», anche senon & an- cora maturo per farlo, pud essere per lui una vera causa di disagio. ATTENZIONE idea che il ciuccio 0 il dito deformino il palato, anche sein parte pud essere vera, non giustifica la frustrazione che siinfligge al bam- bino se gli si impedisce di usarl VEDI ANCHE autonoMia 135 -CIUCCIO 143 - DISTACCO 50 -OGGETTO TRANSIZIONALESO, 186 37 1 1 | Coliche I comune mal di pancia dei neonati ¢ provocato dall’aria che si accumula nell'addome ed @ una conseguenza dell’adatramento alla fase dell’allatta- C & mento. In genere questo problema sirisolve enero i primi tre 0 quatseo mesi. Gli spasmi sono dolorosi e la loro intensita e frequenza variano da bambino a bambino. Un rimedio farmacologico prescrirto dal pediatra ‘pnd ajutate ad assorbire I'aria, ma anche importante che i genitori fac- ciano sentire al piccolo la loro presenza € protezione. Il consiglio dell’esperto Le coliche gassose si verificano nei primissimi mesi di vita del bambino e spa~ riscono un po’ alla volta con Finserimento delle pappe nell alimentazione Vimpotenza che i genitori provano quando non riescono a dare sollievo al piccolo, che si contrae per il dolore e piange a dirotto, ¢ dawero difficile da sopportare ma é importante che mantengano la calma il pit possibile perché la foro ansia si trasmetze al bambino e questo non fa che peggiorare la situazione. A volte invece accade che si attribuisca al mal di pancia un pianto che in realta deriva da una causa diversa. Il pianto del neonato & comunque tna richiesta aiuto che non va ignorata e che deve essere sempre accolta con sollecitudine: peril piccolo & unico mado per richiamare Pattenzione dei ge- nitori. Bisogna imparare a interpretare i suoi stati d’animo perché ogni dolore fisico © psichico lo rende vulnerabile e confuso; accoglierlo ta le braccia e te- nerlo stretto al proprio corpo lo fa sentire meno smarrito. (Cie cosa Fare | genitori possono informarsi per apprendere la tec- nica del massaggio infantile che distende e che pud essere utile in caso di co- liche per liberare Paria che comprime il pancino del neonato. Poi, per aiutare il piccolo a rilassarsi ~e senza preoccuparsi divviziarlo - sara opportuno tenerlo in braccio fino a quando sara di nuovo calmo. E efficace una posizione che comprima l'addome del piccolo. VEDI ANCHE ALLATTAMENTO 20, 128 - ANSIA 22 - CONTENIMENTO 40 PIANTO 87 38 senso di Colpa / Il senso di colpa si sviluppa quando si ha l'impressione di aver violaro pfincipi etici o religiosi e, in genere, @ accompagnato dal rimorso. Nelle ‘elazioniaferive pit steeee non 2 soleaco un sentimenco soggettivo, ma > (L ‘pud diventare uno strumento di dominio o di controllo, come nei ricatti affettivi, Un senso di colpa “sano” si besa su codici morali fondamentalis 2 shagliaco se invece grava sulla coscienza rispeeco a qualcosa di cui non abbiamo responsabilita. I consiglio dell’esperto ‘Su un piano immaginario e simbolico, ¢assai difficile riuscire a distinguere fra cio che accade peril nostro volere ecid che invece non dipende totalmente da noi. Tale separazione @ ancora pitt ardua quando si tratta dei rapport fra ‘genitorie figli. Un adulto che colpevolizza il proprio bambino non di rado lo fa anche con se stesso, in situazioni futili che richiederebbero un semplice rim= provero 0 un ragionamento razionale. La trappola dei sensi di colpa si po- trebbe in questo modo evitare. E facile far sentire in torto e “cattivo” un bambino di tre, quattro anni; si raggiunge subito lo scopo, lui si sentira immediatamente colpevole quindi pronto a credere che non meriti nulla. Ma altrettanto presto il ge- nitore sara schiacciato dal rimorso di essersi lasciato andare, di essere stato nervoso e impaziente. Madri e padri che non sanno dominare il senso di colpa andranno al lavoro lacerati, non si fideranno di lasciare il proprio fi- lio a qualcuno che se ne prenda cura, non sapranno accettare il pensiero di sbagliare. Ogni loro azione sara piena di dubbi e non forniranno un mo- dello di sicurezza. ATTENZIONE Un senso di colpa eccessivo, che sfugge al controllo delladulto, viene trasferito ~ pur senza volerlo - sul proprio figlio. Diventa >> Contenimento 4 Contenimento >>> (Cite cosa rare Per contenere fisicamente un bambino di due, tre anni in preda a una crisi emotiva bisogna stringerlo con determinazione fra le braccia in modo che awerta la forza del corpo del genitore che viene perce- pita dal piccolo come solida capacita di accoglierlo. Uimite al movimento scatena reazioni forti: il piccolo si divincola, allnizio la erisi di pianto sembra anche peggiorare ma se si persevera ne! Pabbraccio, accompagnando il gesto con parole rassicuranti, pian piano la sua resistenza cede, si lascia andare e si tranquillizza. Passata la rabbia o la frustrazione, tra le braccia del genitore pud finalmente godere delle coccole affettuose. E chiaro che un intervento attivo come il contenimento corporeo deve tenere presente altri aspetti della personalita del bambino, legati allt’ ella situazione pe-sonale. Importante La costrizione fisica del contenimento @ un’azione de- terminata ma non aggressiva o prevaricante, lo scopo é aiutare il bambino co- municando con lui attraverso il linguaggio del corpo, che @ in grado di percepire e comprendere piu delle parole. VEDI ANCHE Accressiir 1g, 126 - ADOZIONE 124-CAPRICCIT38-CON- TTENIMENTO 145 - FRUSTRAZIONE 58, 163 -IPERATTIVITA 174 - LIMIT 178 PUL sionn97 4 { Controllo sfinterico Il conerollo sfintetico @ il frutto di un complesso lavoro di coordina- mento psicomotorio che avviene nel bambino tra i quindici mesi ¢ i due anni e mezzo di et& e che lo conduce a fae volontariamente la cacca > (Z ¢ la pip? nel vasino e non pitt nel pannolino. Limporeanza psicologica di questo passaggio tale che linteto period & chiamato “fase anale” er i suoi contenuti psichici efisii il controllo delle feci &differente da quello della pips II consiglio dell’esperto E.sere puliti non @ un evento spon:aneo ma un’esperienza culturale, sociale epsicologica cheil bambino deve acquisiree perla quale ha bisogno di tempo e diaffetto. La richiesta degli adulti di iniziare a «fare la cacca nel vasino» deve tenere conto della sua maturazione psicofisica; il Bambino capisce che non é un gioco stare seduti in quel modo, che la richiesta & molto precisa, quasi un comands, e da qui inizia il conflitto. II suo pensiero & pitt o meno questo: «il corpo & mio e decido io quando e come farla». Dietro la sua resistenza c’t un forte bisogno di affermazione personale, anche se intemamente combattuto trail desiderio di imparare questa novita - e diventare grande come desidera lamarmma, senza deluderla ~ e "affermazione di forza e di autonomia. La sua volonta di controllare il proprio corpo é autentica e va rispettata. Conflitt di questo tipo sono normali in questa fase di passaggio e trovano una soluzione equilibrata entro tre, sei mesi dalVinizio del percorso. E importante considerare che il periodo dell’educazione all’'uso del vasino va scelto in funzione della personalica del bambino e della fase evolu- tiva che sta attraversando: deve awenire quando il bambino 2 fisiologica- mente ed emotivamente maturo. | primi segnali arrivano in genere tra i quindicie diciotto mesi di eta, quando si apparta in un luogo nascosto dove non vuole essere disturbato (ad esempio dietro una poltrona), per farla nel pannolino al riparo da occhi altrui. Questo atteggiamento esprime la prima ricerca di una sua intimita. E a questo punto che si pud cominciare a pro- porgli di abbandonare poco alla volta il pannolino. La richiesta deve essere chiara e comprensibile: «ora sei grande e devi fare la cacca nel vasino come fanno mamma e papa nel gabinetto». in- Vito deve essere affettuoso ma deciso; quando ci si accorge che il bambino sta per farla si tratta ogni volta di prendere il vasino con pazienza infinita, >>> 43 Controllo sfinterico >>> finché annuncia da solo quando gli scappa. !I tempo di aequisizione del con- trollo sfinterico varia da tre a dieci mesi, a seconda del livello di conflitcualita che si innesca tra madre efiglio. La particolarita di questa fase dal punto di vista psicologico é la ri- bellione, la testardaggine, Paggressivita: «non la voglio Fare nel vasino», «la vo- glio tenerer, Poi, nonostante la foga iniziale, il piccolo cede alla richiesta per Amore della mamma e a volte le offre trionfante il risulkato come se fosse un regalo, cosi che la cacca diventa simbolicamente uno scambio affettivo tra i due (cu mi hai dato amore e cure e adesso ti offro io una parte di me). II percorso verso il controllo della pip! & diverso e meno conflictuale. | periodo inizia intorno ai sedici mesi di eta e ci vogliono almeno cingue mesi perché sia completamente acquisito durante il giorno. Il controllo nottumo dela pipt pit difficile e awiene normalmence tra i quattro e i cinque an non bisogna metre freta al bambino perché 2 importante che dorma tran- quillo e rilassato. Dopo i sei anni I’enuresi notturna @ definita un disturbo emotivo o fisico che va valutato adeguatamente. (Cite cosa FARE Spesso le mammme scelgono l’estate per iniziare a to- gliere il pannolino al figlio, perché fa caldo e pud stare svestito; ma per badare alla praticita rischiano di non analizare se il momento giusto per lui. Per la cacca ¢ meglio usare il vasino al posto dei riduttori che si ap- plicano al water; il piccolo sta seduto pit comodamente, pud vedere quello che ha fatto ed esprimere i propri pensieri. Per incoraggiarlo, la madre lo deve rassicurare con la sua presenza e poi festeggiare il risulrato. Il tempo da tra- scorrére sul vasino non deve superare i quindici minut, se il piccolo non vuole ‘non ciriesce gli andra riproposto in un altro momento, Non va distratzo con giochi, deve essere concentrato per rendersi conto del suo corpo. Per quanto riguarda la pip), @ necessario proporre al bambino di farla pit volte al giomo, anche a distanza rawicinata, fin quando non impara ad awertire il genitore che ha bisogno del vasino. Per non sottoparre i piecali .un inutile stress @ bene non togliere il pannolino troppo in fretta, ma aspet- tare che il controllo sia acquisito definitivamente. Comunque, una volta tolto. il pannolino non va rimesso pit, anche se si verificano incidenti di percorso. VEDI ANCHE AGGRESSIVITATB, 126 - AUTONOMIA 135 - CONTROLLO SAN TERICO 148- STIPSI 219 Coppia Con Varrivo di un bambino, gli adulei assumono il ruolo genitoriale, ‘che non deve perd escludere la coppia ma inregrarla nel nuovo nucleo famigliare. I genitori crasmettono al figlio, anche inconsciamente, la Cc pfopria vica intima: si sence nell'acia se pap’ e mamma si amano ¢ que- ‘sto modello prirario saca la base per il fucuro rapporto di coppia che i bambino costruira quando sara grande. Il consiglio dell’esperto IL cesiderio di condivisione della felicita di coppia va coltivato con tutti i mezzi anche se, soprattutto dopo la nascita dei figli, si tende spesso a smor- zare molti entusiasmi; uno dei piti comuni motivi di conflitto @ infatti proprio il passaggio dalla vita a due alla composizione a tre. Il neopapa si sente tra- scurato e messo in secondo piano perché il piccolo assorbe tutte le energie fi- siche e mentali della moglie diventata mamma. Anche per la neomarnma non 2 facile adattarsi alla nuova situazione; @ spesso stanca ed & probabil che si senta anche poco attraente fisicamente. Alcune donne provano difficolt’ a coneiliareil nucvo ruolo di madre con quello di donna ed @ frequente e nor- male nelle prime settimane di vita del bambino una perdita di interesse per i rapporti sessual importante Perché una coppia duri a lungo, @ indispensabile che ‘entrambi i partner si impegnino attivamente e che non pensino alla realta del loro legame come a qualcosa di scontato. Ogni giorno bisognerebbe reci- procamente spendersi per riconquistare l'altro, attraverso attenzioni e dol- ceza. Alarrivo di un figlio, & bene continuare a trascorrere comunque del tempo insieme come prima. Potra capitare di sentirsi almente stanchi alla sera da non vedere l’ora di andare a dormire, mentre invece é salutare ritr varsi per condiv dere gioie, preoccupazioni e sentimenti reciproci. VEDI ANCHE ALLATTAMENTO 20 - DIPENDENZA 48 - ISTINTO GENITO- RIALE 71 - LETTONE 72, 175 - STANCHEZZA 106 Delegare Delegare la cusa dei figli ad alere persone & sempre difficile, con i nonni pad essere pitt naturale poich€ sono parte della famiglia e condividono DD § cont genitori Pamore per il bambino, I problemi possono sorgere quando si eratea di affidarli a una persona estranea, ma qualsiai valucazione deve avere al centro le necessita del bambino ¢ i bisogni della famiglia, II consiglio dell’esperto A\Fidare il bambino alle cure di un’altra persona pud essere indispensabile ma, perché sia un’esperienza positiva e non causi problemi, & necessario essere molto chiari sulla divisione dei compiti in modo da non creare confusione nei ruoli, E importante anche che i genitori lascino direttive precise su come de- siderano che il figlio sia accudito. ‘Nei primi mesi di vita del neonato Vaiuto deve essere limitato e, per stabilire un buon attaccamento, pulizia, pappa e nanna dovrebbero essere svolte dalla madre. Fino ai sette mesi spesso il piccolo sta volentieri con tut- ti, poiché per lui importante la soddisfazione dei bisogni primari. In questa fase si pud delegare la sua cura per qualche ora, per far riposare la neomam- mao darle modo di dedicarsi ad altro, mantenendo preferibilmente la di- rmensione famigliare (con Paiuto di nonni, zii, amici) poiché il bambino ne ri- conosce gli odori, i suoni, il modo di essere cambiato o cullato. Non & ‘opportuno mandarlo al nide a meno che non ci sia una reale necessita. Tra gli otto e i diciotto mesi il bambino @ pronto per la socializza- Zione ed 2 in grado di elaborare la separazione dalla famiglia e trarre vantag- gio dallincontro con il gruppo di coetanei. Dopo i due anni, & proiettato verso Festerno e una babysitter per andare al parco pud essere un’ottima soluzione. CHE COSA FARE Quali requisiti deve avere la persona alla quale la- sciare il piccolo? Non é semplice dirlo. Si tratta di valutare la sua esperienza precedente con i bambini, Paspetto e la fiducia che ispira. Se si ritiene ne- cessario, é bene non esitare a cambiare persona. VEDI ANCHE ASSENZE DELLA MADRE 134 - ATTACCAMENTO 25 » AUTO: NOMIA 26 - DIPENDENZA 48, 151 - DISTACCO $0 - GELOSIA 60 INSOFFERENZA 69 -NIDO 182.-NONNI 78, 185 - RITUAL 92 - SOCIALIZZAZIONE 209 Depressione ‘Una leggera depressione post partum fa pacte del normale percorso fi- siologico dettato dagli ormoni ed 2 una realti che sperimenta ogni rneomamma. Leffetco varia da donna a donna, ma solo in casi partic > [D) lati tocca stati psichici che escono dalla routine. Non ® sempre imme- diato capire quando il problema diventa una patologia seria che richiede un intervento mirato; spesso, infatti, lo stato psicologico della ‘paerpera viene sottovalutato dagli stessi famiglia. II consiglio dell’esperto IL corpo della donna dopo il parto deve riassestarsi in tutti sensi e gli sbalzi ‘ormonaliinfluiscono inevitabilmente anche sulla psiche, con vistosi alte bassi di umore, La neomamma alterna uno stato di grande felicit& a pianti fre- ‘quenti e a una maggiore suscettibilita alle critiche 0 alle piccole frustrazioni, Inoltre & fortemente bisognosa di affetto ed @ stanca pit del solito. Le dun- que indispensabile il pieno appoggio del marito e dei famigliari per superare le difficolea emotive e fisiche in modo equilibrato. Le continue oscillazioni fra gioia, incerteze, paure, dubbi sono segni vivi della capacita della donna di elaborare questo periodo della sua vita in modo creativo, Per non perdere fiducia in se stessa, lamamma deve ac- cettare che nel suo ruolo ci siano, oltre alPimmenso amore che prova per il fi glio, anche momenti di emozioni negative, stanchezza e addirittura voglia di fuggire. Considerare normali le rapide variazioni di questi stati fa aiuter& a controllare meglio i malumori passegger. ATTENZIONE Quando la depressione esce dalla normalita, la mamma é sempre nervosa, non tollera il pianto del piccolo, lo culla con ec- cessiva energia 0, allopposto, mostra una reazione passiva diventando apatica e assente. Ai primi segnali bisogna ricorrere all’aiuto medico psi- chiatrico. La donna va sostenuta nel prendersi cura del bambino, senza col- pevolizzarla. Pua essere utile anche un percorso psicoterapeutico che la aiuti ‘a sopportare il periodo difficile, per tornare a occuparsi presto del suo pic- 10 con piacere. VEDI ANCHE ansta 22 -COPPIA 45 - DEPRESSIONE 150 - INSOFFERENZA 69 SOLITUDINE 103 - STANCHEZZA 106 STRESS 110 a7