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LETTERATURA ITALIANA

15/02/2016
Oriente: una parola che non pu corrispondere a luoghi e popolazioni molto
diversi tra di loro; nellantichit esiste lidea di oriente come oggetto geografico,
lidea di oriente nasce durante il periodo romano. Nel 385 d.C. dopo la morte di
Teodosio, con la divisione dellimpero in 2 met; occidentale e orientale.
Istanbul, citt costruita su due continenti, era una citt multietnica fin dallantichit,
stava sullo stretto dei Dardanelli che suddivideva loccidente dalloriente. Nel XIII
secolo viene istituito limpero latino orientale, nato dopo le crociate, quando gli
europei conquistano di nuovo il territorio orientale. Per gli antichi lIndia un paese
orientale.
Marco Polo, attraversando loriente ha la prima esperienza diretta con loriente
descritto dai precedenti viaggiatori, scrive del viaggio, senza escludere la fantasia i
lettori dellepoca avevano bisogno di leggere delle storie fantastiche- Marco Polo
conferma dei miti, ne smentisce altri e ne crea di suoi.
Queste idee provengono dalla proprio cultura generale, ma chi viaggia per scelta si
documenta sempre, allepoca con i resoconti dei viaggiatori precedenti.
Mentalmente il viaggiatore confronta le immagini che ha assorbito leggendo i
resoconti con la realt effettiva, e verso essi pu avere un atteggiamento critico
oppure di accettazione. Il viaggiatore usa la letteratura di viaggio come elemento
stabile per stabilire i propri giudizi.
Dal 700 la parola oriente ha preso un significato ancora pi specifico, alcuni
studiosi dellepoca iniziano a studiare le lingue; sono interessati ad una conoscenza
diretta, traducendo cos errori di interpretazione (ad esempio con la parola
serraglio, tradotta malamente con harem, ma che invece significava edificio
pubblico dove i mercanti si fermavano a riposare durante la notte), si cominciava a
studiare anche le diverse religioni, la storia, la cultura, larte.
Con orientalismo si indica una moda, un amore, che genera 3 fenomeni:
1. Il viaggio in s verso queste regioni con la creazione di viaggi con itinerari fissi;
il Gran Tour, cio un viaggio di formazione effettuato da ricchi dellepoca che
venivano portati a vedere le rovine della storia antica che avevano studiato
sui libri, si passa dalle solite localit visitate a quelle dellest dove si va a
cercare una storia ancora pi precedente a quella studiata, si visitano luoghi
della cristianit, e poi verso lIndia da dove iniziato tutto.
2. Viaggio da salotto/poltrona; si leggono romanzi ambientati in oriente, si
collezionano oggetti orientali; viene cos inscenato un viaggio immaginario
basato sui racconti dei viaggiatori. La moda del Giappone scoppia a fine '800
con l'impressionismo e agli inizi del '900 con la poesia giapponese; nel corso
degli anni la moda va da un ambiente all'altro e le cause sono tante: politiche,
ambientali, le condizioni di viaggio e di vita sociale.
3. Genere pittorico; a partire dalla compagna napoleonica in Egitto, alcuni artisti
europei poterono accompagnare Napoleone nei viaggi in Egitto e scoprirono
paesaggi diversi e nacque cos un grande movimento artistico; allo stesso
tempo ci sono artisti che dipingono l'oriente senza andarci, basandosi sugli
scritti che erano in loro possesso. Si pubblicano i primi grandi libri di
archeologia che vengono pubblicati, diffondendosi in tutta Europa.

17/02/2016
EDWARD SAID E IL SAGGIO ORIENTALISM
Edward Said (1935-2003) un intellettuale di origine palestinese che si trasferisce
negli Stati Uniti e diventa docente universitario. Nel 1978 scrive Orientalism,
pubblicato in America in lingua inglese, si diffonde velocemente negli ambienti
accademici -anche italiani, una decina di anni dopo-. Said fornisce le sue idee su cosa
sia l'orientalismo del '700 ed '800, dall'occupazione dei territori e del successivo
controllo; le prime pagine pongono questini generali e le basi teoriche e
metodologiche di quale sia il modo pi corretto per leggere i brani orientalisti: ha un
taglio da comparatista, cio guarda alla letteratura mondiale cercando delle
tematiche che possano riguardare varie letterature, nel caso di Said il contesto
quello europeo ed americano. Secondo Said l'oriente un concetto pi che una
realt, l'oriente non esiste come entit, ma si da' come una serie di rappresentazioni
compiute dall'esterno, dal viaggiatore che osserva ed assume un determinato
atteggiamento molto spesso con un senso di superiorit; il testo ha una
connotazione politica. Questo processo accompagnato da studiosi che cercano di
emancipare le popolazioni colonizzate.
Frantz Fanon uno scrittore-filosofo nato a Martinica, ex colonia francese, che
lavora in Algeria; si impegna per sostenere la decolonizzazione e con il libro I
dannati della terra lancia un messaggio molto forte: queste colonie devono
prendere voce ed autorappresentarsi per liberarsi dagli stereotipi che i colonizzatori
hanno instaurato nelle colonie.
Dagli studi di Fanon, nel 1964, vengono fondati i Cultural Studies, dove si studia la
cultura per recuperare la voce dei ceti inferiori che la storia istituzionale ha sempre
trascurato; negli anni '80 parte una nuova disciplina i Subaltern Studies che si
occupano dei ceti subalterni che sono stati privati di una voce.
Quando Said pubblica il suo saggio, esordisce con le parole che l'oriente non mai
esistito ed un opera creata da francesi ed inglesi; Said non mette a confronto le
rappresentazioni dei viaggiatori con le auto-rappresentazioni dei popoli
rappresentati e con le presentazioni dei popoli colonizzati verso i colonizzatori; esso
non tiene conto dei racconti colonizzatori da parte di chi colonizzatore non lo era
(tedeschi); un fidetto di Said, secondo la sua lettura, era che qualsiasi opera europea
poteva essere letta in chiave orientale. Said si sforza di fornire una cornice
metodologica e si riferisce ad alcuni intellettuali; ad esempio Michel Foucault che
definisce cosa sia un discorso, definisce cosa sia l'oriente in un saggio
L'archeologia del sapere, il compito dell'intellettuale di tipo archeologico, deve
andare a disseppellire tutte quelle regole su cui una societ si doveva basare su
quello che si poteva e non poteva dire. I discorsi sono delle pratiche che designano
e costruiscono gli oggetti di cui vogliamo parlare, ogni discorso pu avere a che
fare con le forme di potere; conia il concetto di EPISTEME: ogni societ, in ogni
epoca, ha avuto delle condizioni di verit che prescrivono ci che si pu dire e non
dire, una specie di rete che pone dei limiti al discorso.
Per spiegare questo Said passa da Foucault a Gramsci che distingue la societ civile
da quella politica:
Sociale; composta da associazioni spontanee, famiglia, scuola, sindacati, gli
individui accettano le idee in maniera consensuale.
Politica; composta da associazioni per il potere e per controllare gli individui.
Il consenso egemonico quando si impone a tutta la comunit, per Said
l'orientalismo un discorso che nasce dal consenso, che diventa poi un consenso
egemonico da cui impossibile uscirne.
SAPERE PURO E SAPERE POLITICO
Ad un ricercatore richiesto di trovare le verit ed chiesto ad esso di prescindere
dai principi del ricercatore stesso; per Said impossibile prescindere da quello che si
-vita politica, spirituale, ecc-. La posizione politica dipende dalla classe di
appartenenza; nel caso delle opere di cui si occupa Said, esso introduce un esempio
molto interessante con Honor De Balzac, scrittore francese realista dell'800, un
monarchico; i suoi scritti sono interessanti anche per chi non monarchico, questo
possibile in quanto Balzac, da narratore, migliore di altri.
Said sostiene che i testi successivi della sua opera vanno valutati anche come la
circolazione delle idee sull'oriente anche con ambiente politico. Said pone
attenzione all'aspetto ideologico, ma non prescinde dalla criticit, con attenzione
alla lingua, alla focalizzazione ed al genere letterario in cui rientra il testo; Said
oscilla: da una parte con la critica e dall'altra parte con un approdo di ideologismo e
posizione sociale.
INCONTRI CON L'ORIENTE
Nell'antichit viaggiavano principalmente mercanti e commercianti, attanagliati dal
pericolo costante, viaggiavano anche i militari o le persone con dei fini religiosi; fino
a Marco Polo (1200), la massima conoscenza non va oltre l'Egitto ed arriva al
massimo con il confine dell'India. Molto spesso i viaggiatori tornavano con storie,
leggende narratogli dalle popolazioni abitanti di quei territori, confondendo la realt
con la finzione. Il primo libro che parla di popolazioni lontane Arismapeia di
Aristea di Proconneso, che parla degli Arismapi, una popolazione che non si sa dove
finisca la realt ed inizi la finizione; Aristea un uomo che, forse, si spinto fino
all'Asia centrale ed ha scritto questo testo che poi andato perduto e ritrovato in
qualche frammento in testi di altri studiosi. Esso pu essere venuto a contatto con
una popolazione cinese, essi vengono immaginati come un popolo prosperoso e
fortunato; il successivo scritto ritrovato parla degli Iperborei, un popolo longevo e
religioso. Si inizia a parlare della Cina come di un paese che ha raggiunto la pace
politica. Da un lato c' l'aspetto utopistico, un luogo di felicit invalicabile e dall'altro
c' il mostrare un popolo (diverso dagli Arismapi) mostruoso come gli Issedoni ed i
Grifoni, uomini met mostri, mostrando un luogo fantastico, ma mostruoso. I
geografi romani, non potendo contare su contatti diretti, lavorano sul fantastico
trascrivendo dei nomi stranieri probabilmente storpiati; si inizia a fantasticare sugli
usi e costumi di queste popolazioni. SciLace di Carianda, intellettuale, e Megastene,
mercante, iniziano a viaggiare verso l'India; Megastene compie una specie di
missione e tornato raccoglie i dati in un'opera e parla di queste popolazioni
mostruose e pericolose.
ROMANZO DI ALESSANDRO MAGNO
E' un testo apocrifo (autore sconosciuto), scritto in momenti diversi e collocato
verso il III d.C. una reinvenzione dei viaggi di Alessandro Magno; un testo
importante ed articolato, composto da pi libri tra cui la prima parte in modo
storico, la seconda parte sotto forma di romanzo epistolare (lettera), false lettere di
Aessandro indirizzate alla madre e al proprio precettore. Prevale il racconto in prima
persona; l'epistole sono scritte durante il viaggio o postume attraverso degli
appunti. La lettera aumenta l'illusione di oggettivit, una sorta di testimonianza
momentanea del momento in cui sono in viaggio.
19/02/2016
Indische Altertum, antichit indiana, di Christian Lassen, un testo rigorosamente
scientifico del 1847-1849; questi studiosi ottocenteschi sono interessati alle
scoperte geografiche degli ultimi 3 secoli, a partire dai gesuiti del 1582. Essi trattano
di questi secoli e non trattano dell'antichit.
I SERI (POPOLAZIONE)
Era la popolazione della Cina, il nome deriva da 2 opzioni:
1. SIR= seta, mercanzia maggiormente importata dell'Asia verso l'Europa
2. QIN= definizione che indica tutto ci che non Impero Romano.
Nel XVIII secolo gli ingesi preferiscono, all'idea della seta, l'idea di porcellana (China).
La via della seta un'espressione moderna, del 1877, coniata da Ferdinand Von
Richthofen -tedesco-.
A questa espressione si fa riferimento anche sbagliando contesto, perch durante la
storia inizieranno ad essere commerciati anche altri beni, un'espressione di uso
convenzionale.
Nell'antichit romana iniziano ad intensificarsi gli scambi con l'oriente meridionale,
India e Ceylon, si diffonde il commercio con il baratto muto, cio non era
necessario parlare per concludere un affare, l'acquirente lasciava accanto alla merce
una quantit d'oro come offerta per quel bene e si continuava a contrattare finch
non si arrivava ad un tacito accordo.
Giulio Solino, Collectanea
Claudio Tolomeo, capisce che nei trattati antichi c' del falso e inizia ad indagare in
prima persona, incappa nei testi di Maes di Titianos, che manda degli inviati per
scoprire veramente la via della seta. Questi testi vengono elaborati da Marino di Tiro
e raggiungono Tolomeo; queste informazioni non erano dirette, molti viaggiatori
non sbarcavano nemmeno a causa dei racconti che venivano detti a bordo. Il primo
viaggiatore di cui si ha notizia Alemandro, che sbocca a Kattigara, citt indefinita.
Tolomeo parler poi di Sinai. Le fonti romane non testimoniano di viaggi di latini
verso l'Asia invece i cinesi parlavano di 3 avvenimenti di viaggi:
1. L'ambasciata alla corte imperiale di Louyang.
2. Un certo Qin Lun giunge a Tanchino.
3. Coltivazione della seta, che ancora non si sa che cosa e ci sono teorie
fantasiose sulla produzione di questo tessuto, le persone si fanno delle idee
bibliche, credendo che essa crescesse da s su una pianta. Pi tardi si assocer
la seta alla manna biblica. Queste teorie verranno poi smentite da Pausania,
che dir che la seta proviene dal baco da seta, il suo testo per non viene
ritenuto autorit, la tendenza degli storici romani era quella di selezionare dei
testi in base a quelli che piacevano di pi, solitamente i pi fantasiosi.
Questa rappresentazione bipolare dell'Asia continua, tutto ci che presenta il sogno
dei romani viene collocato in un dove ideale; nascono i miti delle trib di Gog e
Magog, che erano di fatto delle popolazioni del tutto inventate.
Nel medioevo non si porta avanti la conoscenza sull'oriente, ma si crea il
Etymologiarum sive originum libri che delucidava sulle origini dei libri (Isidoro).
Vengono ritrascritte le notizie dell'antichit creando anche altri fraintendimenti.
I rapporti con l'oriente si intensificano dopo la conquista da parte di Gengis Khan
che seguita dalla Pax Mongolica, un periodo di pace in cui si intensificano i
commerci; Gengis Khan incute timore agli europei, ci spiega l'intensificazione dei
rapporti, accanto ai mercanti compaiono degli ambasciatori che vengono mandati
verso la Mongolia per capire cosa i mongoli volessero fare, vengono inviati anche dei
missionari incaricati di convertire al cattolicesimo i mongoli, questa opera di
conversione riesce, si costruiscono anche delle chiese.
La linea della seta non conta solo per la fine del tragitto (Cina), ma anche per il
viaggio in s, dove possibile, si effettuano altri commerci mentre si in viaggo
finch non si arriva a destinazione. A questa via per si preferiva il via mare che si
credeva meno pericoloso e si passava da Ceylon: Marco Polo l'attraversa sia via
mare, sia via terra; la strade via mare era stata seguita perch pi veloce .
GENGIS KHAN
I viaggiatori di questo periodo sono principalmente missionari e religiosi.
Itinerarium di Guglielmo di Rubruck, uno scientifico che spiega dettagliatamente
l'oriente dal punto di vista scientifico.
Viene inviato anche un missionario del Papa, per parlare direttamente con Gengis
Khan. La diffusione del cristianesimo venne favorita dai mongoli che erano
favorevoli alla diffusione del cristianesimo a causa della paura per i cinesi che
avevano interessi a favorire la popolazione cinese. Marco Polo venne assunto come
sovraintendente da Kuplak Khan, successore di Gengis, e svolge un'attivit ufficiale
che gli d la possibilit di attraversare tutto l'impero raccogliendo informazioni.
Giovanni Montecorvino, la sua visione d'oriente mira a spiegare cosa vede
attraverso le sacre scritture.
Pratica di mercatura: era un genere di scrittura praticato nel medioevo da mercanti
che si muovevano per il mondo, era una guida pratica che riportava notizie utili a chi
viaggiava come mercante e venivano date delle informazioni sulle merci. Molti
studiosi hanno ipotizzato che il Milione fosse nato come trattato di mercatura, il
testo finale non lo , anche se c' un legare le citt visitate alle merci vendute i quei
posti.
Ciandu, seconda capitale dell'impero, che venne descritta come una citt ideale, ma
completamente differente dalla capitale Kubilai, che costruita di pietra ed una
citt monumentale, mentre Ciandu simbolo del nomadismo mongolo. Chi viaggia
nell'impero mongolo deve essere munito di un lasciapassare, un documento che
attestava che il viaggiatore era gradito all'interno dell'impero mongolo.
IL DECAMERON; BOCCACCIO
Il Decameron una raccolta di novelle, articolato in 10 giornate; nel decimo giorno
compaiono i miti di Natan e Mitridanes, che resteranno impressi nella storia
avvenire. Essi sono collocati in una regione imprecisata dalle parti del Cattaio (Asia
centrale) -termine derivato da un popolo del Kitai-. In questa novella Boccaccio
accenna un primitivo accenno alla via della seta; Boccaccio non associa per questa
strada alla seta ed ad nessun altra merce. Il tema orientale nella novella molto
labile, Boccaccio contrappone questi 2 uomini facoltosi con stili di vita diversi ed una
morale diversa. Sono entrambi orientali, molto ricchi, generosi ed ospitali (luogo
comune). Il tema sviluppato in modo paradossale: Mitridanes entra in
competizione con Natan perch esso accecato dall'invidia nei confronti di Natan,
tanto da ucciderlo; si traveste e viaggia verso la dimora di Natan senza averlo mai
visto, Natan finge di essere il proprio servo e Mitridanes rivela il suo intento, Natan
gli propone allora di condurlo dal suo padrone, una volta arrivato in casa Mitridanes
so scopre e Natan viene svilito dall'intelligenza di Mitridanes.
Il Giappone sembra non esistere, viene chiamato Zipangu, il termine adottato da
Marco Polo in un capitolo del Milione anche se non pu vederlo a causa del suo
essere un luogo inespugnabile, i giapponesi si dimostrano militarmente superiori. In
questo capitolo parla del Giappone come una grande isola in levante, con genti
bianche di buone maniere, con il palazzo e l'isola stessa ricoperta d'oro; sono un
popolo indipendente con religione pagana.

22/02/2016
Il termine Mangi viene utilizzato dai letterati italiani come sinonimo di Cattai
questo perch per il pubblico dei letterati lAsia rimane una regione favolistica di cui
non si sanno tracciare i confini che continua ad essere popolato da racconti. A
Cattopoli si fa riferimento ad un episodio storico leggendario, del conflitto tra Pietro
che prende Gianni, un sovrano orientale che si sarebbe convertito al cristianesimo, e
si fa confusione tra il mitico e il reale, si indicava una popolazione dellestremo
oriente che diventa soggetto di racconti fantastici. I resoconti delle esplorazioni
degli anni 200-300 sono molto diversi e il quadro generale della Cina rimane
frammentario; Marco Polo lunico a girare quasi tutta la Cina. Il tipo di
informazioni raccolte riguardano la struttura amministrativa dellimpero mongolo,
diviso in 12 province; per la religione e la struttura del clero, i ruoli del Capo
spirituale del buddismo e le situazioni economiche della carta moneta, ci sconcerta
gli europei, come Giovanni di Rubruck che paragona la carta moneta ad una sorta di
oggetto mitologico paragonato all'et della pietra, tutti concordano nel definire il
popolo cinese come un popolo pacifico, avanzato in alcuni ambiti scientifici, il rosso
assume un valore simbolico, il rapporto genitori figli e l'arte culinaria, questi dati
costruiscono l'immagine artefatta di una Cina con una civilt molto utopistica. C'
anche interesse per la lingua anche se non riescono ad apprenderla, infatti gli scritti
riguardavano l'aspetto fonetico. Insistono sulla presenza delle donne soprattutto
come confronto con i mongoli, c' un interesse per lo sviluppo delle citt,
considerate come delle piccole realt indipendenti anche se l'atteggiamento
prevalente era di leggere queste citt come manifestazione di potere di Kubilak
Khan, come simboli di forza e presunzione dell'imperatore, la citt viene chiamata
Quinsai e viene descritta come una citt perfetta e Marco Polo stesso traduce quel
nome con citt celeste, una citt ideale che rispecchiava la citt dei cieli, il nome
per significava tutt'altro, cio citt provvisoria, appunto perch non era la prima
capitale dell'impero mongolo, Marco Polo nel definire Quingsai si sarebbe basato su
una relazione precedente redatta da un altro viaggiatore assoldato da un
imperatore, Marco Polo ha pochissima cultura europea e per questo pi libero di
esprimersi in giudizi.
IL MILIONE
Marco Polo un veneziano figlio di mercanti, ci influenza molto il suo modo di
vedere la realt cinese, ha un orizzonte culturale molto stretto, solamente qualche
libro e la Bibbia, a conoscenza di alcune leggende e conosce Alessandro Magno, il
Milione non raccontato da un solo narratore, si alterna la prima persona alla terza
persona, il testo stato redatto nel 1298 nelle carceri di Genova (il testo come
possiamo leggerlo ora), quando si trova in cella con un pisano, Rustichello da Pisa,
con la convivenza forzata, la scrittura nasce come svago. Rustichello un letterato
professionista, ha ci che a Marco Polo manca, cio la professione di scrittore, sa
scrivere e conosce i generi letterari maggiormente graditi al popolo di allora e si
presuppone che Marco Polo detti le sue avventure a Rustichello e la scrittura ha un
andamento libero che si interrompe malamente, il che presuppone che i due siano
stati liberati.
Marco Polo si vanta di essere stato governatore di Yangchow, ma le fonti cinesi non
lo riportano, pu essere che Marco Polo e Rustichello l'abbiano inventato per dare
importanza a Marco Polo. Marco Polo nell'impero mongolo parlava il mongolo , esso
affermava di aver appreso 4 lingue, italiano/veneziano, mongolo, e una lingua
persiana fracca, cio un miscuglio di lingue dell'Asia centrale dove era praticato il
baratto con questa lingua semplificata che serviva per fare commerci. Marco Polo
non conosceva il cinese, ma aveva dei rudimenti, e questo viene confermato dal suo
mal tradurre i nomi delle citt cinesi, con una serie di incomprensioni. Non si
mescola con la popolazione ma rimane nella classe dei dirigenti.
Il viaggio di andata via terra, si parla di lande prevalentemente desertiche che non
hanno conosciuto un grande sviluppo, dove facile riconoscere i luoghi descritti,
Afghanistan, fino ad arrivare a Ciandu, sono partiti in 600 ed arrivano in 18. Marco
Polo pensa che sia pi sicuro ritornare via mare per non perdere altri uomini.
Nel capitolo 49vesimo del Milione, Marco Polo ci racconta di aver ricevuto l'incarico
di ambasciatore, esso viene descritto come un indagatore diligente, molto
scrupoloso; riporta la notizia di prima mano e in alcuni casi sfata alcune favole,
distruggendo un po' le fantasie del lettore medievale, in alcuni capitoli invece
l'elemento fantastico ritorna; Rustichello era un letterato famoso che aveva scritto
alcuni poemi cavallereschi -Meliadus- che mescolava il ciclo bretone e carolingio con
elementi fantastici, era un autore di successo. Ci viene riportato nella scrittura del
milione, Marco Polo aveva delle carte geografiche durante il viaggio su cui prendeva
annotazioni e commenti, se Marco Polo ha scritto il suo milione andato perduto e
si presume che sia stato scritto in veneziano o in francese levantino, come molti
scrittori del nord Italia, una lingua ibrida che mescola il francese con il volgare del
nord Italia, una lingua che era adottata dalla maggior parte dei lettori. Gli studiosi
nel tempo hanno avanzato diverse teorie, una di quella era quella di Franco Borlandi
che sostiene che Marco Polo avrebbe scritto un vero manuale di mercatura.
Rustichello introduce nel milione degli elementi di sua iniziativa, cio delle parti
strettamente letterarie ricavate dai poemi cavallereschi che Rustichello conosceva
bene, esso mette nel testo delle leggende avventurose che sembrano di Marco Polo
ed elementi fantastici, infatti all'inizio del Milione abbiamo dei capitoli molto lunghi
che parlano di miti e leggende, come il mito del Paradiso del veglio della
montagna, che durer fino al '700-'800, legato alla parola assassini, derivata da
hashish, questo vecchio potente, una specie di delinquente che abita sulla
montagna, presumibilmente in Iraq, assale delle carovane per impossessarsi del
tesoro e si avvale di guerrieri che vengono tenuti in un palazzo che viene
considerato come un paradiso, esso li tiene l dandogli dell'hashish, quando vuole
che esse compiano dei delitti, li getta fuori dal palazzo e in questo modo ottiene la
loro lealt, fa si che i guerrieri si scontrino, fuori dal palazzo/paradiso, con la realt,
con la povert e carestie, cosicch loro vogliano tornare al paradiso e diano ascolto
al vecchio. Nel Milione ci sono degli errori di fraintendimento tra Marco Polo e
Rustichello a causa delle cose che deve trascrivere senza conoscenza. Non viene
narrato il viaggio di ritorno di Marco Polo. il milione circola sottoforma di codici,
manoscritti che presentano una parte figurativa, non si puo' parlare di edizioni,i
manoscritti che circolano in europa sono 130 e ogni manoscritto diverso
dall'altro, il problema era che tutte le volte che un amanuense trascriveva il Milione
nascevano degli errori e man mano diventava sempre meno fedele. Gli errori
potevano essere involontari e volontari, cio l'amanuense poteva tagliare delle parti
ed inserirne di sue, decidendo di infilarci testi anche di altri autori, tutti questi
interventi inconsapevoli o consapevoli allontanano il testo da quello originario
voluto da Marco Polo e Rustichello, a livello esponenziale; ci si allontana sempre di
pi dal testo originario, molti manoscritti vengono persi, Luigi Foscolo Benedetto ha
il problema di costruire la genealogia, cio un confronto basato sulle varianti che
deve permette di capire quale manoscritto stato copiato dall'altro. Arriva cos allo
stemma, cio albero genealogico, del Milione. come un albero genealogico, in
cima si ha il testo originario, che stato smarrito, ci che leggiamo un testo che si
chiama archetipo, cio quello che si avvicina di pi al testo originario, anche se
anche il secondo manoscritto ed il terzo sono andati perduti quindi leggiamo quello
pi vicino all'originale anche se si gi perso alcune cose. Ramusio lavora sulla copia
di terzo livello, una copia latina, mette gi a punto una versione/edizione che di
riferimento, cio l'edizione R, lavora sulla copia del manoscritto latino.
Intorno al titolo ci sono delle questioni filologiche. Del Milione esiste anche una
versione in dialetto veneziano, non scritta da Marco Polo, molto infedele e pi
incompleta, rappresenta una serie di brani che altri manoscritti non hanno anche se
con delle informazioni in pi. Una volta passati 2 secoli dal Milione gli amanuensi
tendono a riadattare il testo in base alle preferenze dei lettori.
IL TITOLO
Il titolo in francese levantino Divisament dou monde.
In latino De mirabilibus mundi.
I titoli suggeriscono al lettore che si tratti di un manoscritto di taglio geografico ed
erudito, invece volge su qualcosa di completamente diverso, cio la componente
fantastica, un libro di invenzione, letteratura, intrattenimento. In base al titolo il
lettore si aspetta diversa opere, il titolo Milione quello pi misterioso, quello con
cui il testo circolato pi frequentemente, milione perch le informazioni che
Marco Polo da sull'Asia sono milioni, oppure perch l'Asia viene descritta come un
paese ricchissimo; o ancora perch milione fosse una sorta di soprannome che era
stato attribuito a Marco Polo, era un appellativo di riferimento alle informazioni che
esso dava come ambasciatore dei mongoli.
Prima pagina: Marco Polo si presenta, ma c' qualcosa di strano, si rivolge alle
autorit, ma inizia subito con le diversit tra le diverse province, qui abbiamo un
racconto in terza persona come se Rustichello facesse di Marco Polo un personaggio
che sta tra realt e finzione, viene steso un ritratto di Marco Polo come uomo
straordinario ed eccezionale. Rustichello dice che il libro parla di Marco Polo che
un uomo saggio e ci che viene riportato credibile, descrive ci che ha visto con i
suoi occhi, ma ci sono cose che non ha visto e si fatto raccontare da qualcun altro,
una persona degna di fede, uomini saggi e perci di volta in volta esso riporter se
saranno sue notizie oppure riportate, in questo modo specifica che tutto ci che
dice pu essere o non essere veritiero. Rustichello dice anche che Marco Polo ha
visto cose che nessuno ha mai visto, stato nelle terre orientali 36 anni e solo nella
prigione di Genova aveva incaricato Rustichello di trascrivere i suoi documenti. Si
parla di scrittura collaborativa, cio due menti e due mani che lavorano assieme.
un opera sia biografica che autobiografica, ma ha anche 2 anime, da una parte una
dimensione -grografica-etnografica-merceologica- di Marco Polo e dall'altra parte
quella di Rustichello -fantastico-romanzesca- che da sfogo a ci che piace a lui e al
pubblico. Seguono 18 capitoli introduttivi in cui viene costruita la storia della
famiglia Polo in cui viene spiegato il perch viaggia, ci sono poi dei capitoli su tutti i
paesi visitati da Marco Polo, Rustichello scrive delle informazioni su come esso vive
questa vita, gli usi ed i costumi, grazie a ci esso divent un uomo facoltoso. Pi
amava gli usi ed i costumi, pi continuava a voler conoscere, Marco Polo un uomo
che non si limita a svolgere il suo lavoro, ma tende a completare le informazioni
perch un vero indagatore che si fonda sulla sua curiosit intellettuale.
Il portolano: era un manuale, scritto dai naviganti per i naviganti in cui descrivevano
i punti in cui era facile attraccare e fare rifornimenti.
Il Milione una specie di monumento a Marco Polo, esso ha un atteggiamento
pragmatico ed una minuziosa attenzione al dettaglio descrivendo le popolazioni in
modo dettagliato, dimostra come sia un uomo originale e autonomo, disincantato.
Quando lui descrive i caratteri fisionomici della popolazione di Zanzibar c' una certa
fedelt con i caratteri, ma fornisce al lettore sempre una vena di fantastico,
La mentalit di fondo di Marco Polo, mercante, si manifesta soprattutto nel modo in
cui lui organizza le informazioni su un determinato luogo, tende a scrivere delle
griglie descrittive dove tende a selezionare le cose che vede sempre in ogni luogo
che lui visita, dando la sensazione di essere ripetitivi e astratti , numero delle merci,
delle mura ecc., l'io di Marco Polo non mai presente come se ci costruisse delle
aerofotografia prive di soggetto che guarda, non d dati riguardanti a se, esso
presente, ma nella modalit dello sguardo, nell'occhio di un uomo che viaggia e che
descrive le cose che vede progressivamente avvicinandosi alle citt, alle realt, ma
non arrivandoci totalmente, infatti anche lo stile usato da lui corrisponde all'utilit di
trascrivere tutto ci che vede in formule, cio espressioni che tendono a giustificare
il fatto che Marco Polo selezioni fortemente ci che dice. Quando si parla a livello
teorico di descrizione si sa che il punto primo la selezione, cio decidere cosa
descrivere, la descrizione il frutto di una selezione e dell'organizzazione; va data
una gerarchia alle cose che vengono descritte: tutto ci che ha visto e che non
rientra nelle categorie che ha deciso di spiegare, non interessante dal punto di
vista di Marco Polo, il ripartiamo di Marco Polo come se tirasse il lettore
all'interno del testo, esso si propone come una guida del lettore nel lungo percorso
che sta per fare. Ogni citt presentata non per la sua originalit, ma per essere
originale rispetto ad una citt ideale, pertanto in tutte le citt vengono riportati gli
elementi della griglia selettiva e l'originalit che le distingue dalle altre crea una
simmetria all'interno del testo; se un oggetto della descrizione esula dalle sue
strutture diventa non interessante. Marco Polo da il numero di tutto, pi
importante la quantit, come se stesse scrivendo un bilancio dell'impero, come se
il suo viaggio fosse stato per fare un bilancio delle ricchezze dell'impero di Khan,
tutto veniva misurato in miglia, passi, palmi, pollici. Pi frequentemente misura il
tempo in giornate di viaggio. Anche l'uomo stabilisce un unita di misura; la vera
unita di misura il viaggiatore stesso, con i passi, le miglia che ha dovuto percorrere.
All'interno delle griglie descrittive, merci prodotte e vendute, i sistemi di commercio,
agricoltura, topografia delle citt. PAIZA, LASCIAPASSARE DI MARCO POLO PER
L'IMPERO MONGOLO.
Iscriversi al primo appello ufficiale x firmare il verbale se faccio il pre-appello

24/02/2016
Quinsai: Hang Zuo, ora una citt industriale che porta tracce del passato antico
della Cina; per Marco Polo questa citt rappresenta il centro dell'impero, perch
chiaro che nella mente di Marco Polo questa idea condiziona il lavoro descrittivo
suo e di Rustichello, condiziona la selezione degli elementi della citt che devono
essere inclusi nella descrizione (descrizione seleziona alcuni elementi a discapito di
altri), la citt descritta a met tra il realistico e simbolico, per la lettura corretta
bisogna insistere sul carattere simbolico, una citt circondata da acqua, da canali
che rappresentano importanti percorsi e mezzi di comunicazione, una citt
d'acqua e pertanto colpisce Marco Polo perch la citt cinese che pi assomiglia
a Venezia, c' un ch di realistico che si esprime attraverso i numeri perfetti, con
dei multipli di 10, il sistema produttivo cinese assomigliava a quello italiano solo in
parte, sicuramente Marco Polo sta addomesticando le informazioni che lui ha
raccolto, cio adattando alla realt che il lettore conosce, cio un lettore del nord
d'Italia. Le prime citt cinesi permettono di articolare il discorso di Marco Polo tra
realismo e simbolismo, la disposizione dei palazzi e porte corrispondeva ad una
disposizione del potere di una citt e del suo governatore, ribadisce dei poteri
impliciti e conferma il messaggio che gli architetti della citt hanno voluto
imprimere alla mappa della citt stessa, viene costruita come se fossero cubi
impressi uno dentro l'altro, secondo il principio di inclusione, il viaggiatore arriva
dall'esterno della citt fino ad avvicinarsi al centro, cio il principio d'astrazione
geometrizzante, esso ridisegna una Quingsai perfetta, legata dall'elemento
dell'acqua, essa da la possibilit di raggiungere qualsiasi punto della citt. Con
questo concetto di astrazione c' ancora la mentalit di Marco Polo da mercante,
c' il suddividere in quadri ci che vede come faceva un contabile, dividere le
merci in base alla tipologia, al costo,al ricavato ecc. Marco Polo sottolinea che ogni
casa porta il nome di chi ci vive, il fatto che il nome compaia in ogni casa fa della
citt una specie di libro aperto che mostra le sue gerarchie direttamente.
Cambaluc: Pechino, non una citt d'acqua, si ha una specie di mania numerica da
parte di Marco Polo con una certa mania dei numeri 3, 6, 12, 10 il ricondurre tutto
al 3 fa si che esso cerchi sempre di mediare tra la realt effettiva e la realt dei
lettori. Cambaluc ha pianta perfettamente quadrata le mura hanno una forma
assottigliata andando verso l'alto, le vie sono tutte perfettamente dritte e
perpendicolari l'una all'altra, come nella perfetta citt romana. Cambaluc
l'immagine di una perfetta scacchiera; un perfetto ordine geometrico che esprime
la capacit dell'imperatore di comandare. Le strade sono dritte per permettere un
controllo perfetto della citt, un controllo totale, ci vuol dire che una citt
perfettamente trasparente che pu essere in un colpo d'occhio vista
dall'imperatore, il compito di Marco Polo potremmo descriverlo come l'occhio
dell'imperatore, deve girare per l'impero e descrivere tutto e poi riportare
all'imperatore -Cubilai Khan-. Essa una prospettiva utopistica, infatti il suo
impero aveva qualche problema, non tutte le popolazioni erano state sottomesse
adeguatamente. Marco Polo propone un ideale urbanistico che anche un ideale
politico, un implicita critica alla gestione del potere e un implicare una corretta
gestione del potere.
All'interno della citt si ha la rappresentazione del palazzo di Cambaluc, descritto
come emanazione di potere e splendore, rosso (espressione di potere) e tutti gli
altri colori perch il palazzo l'espressione sintesi del suo impero, alle razze alle
religioni che ci sono all'interno, il palazzo cosi ben dipinto che risplende come
oro o cristallo (relazione disgiuntiva fra i 2, il palazzo ha la funzione dell'oro e del
cristallo, cio oro grandezza e potere, cristallo perfezione e purezza geometrica
che significa anche perfetta trasparenza), la citt si pu vedere risplendere da
molto lontano, davvero luce che diffonde luce in tutto l'impero, il centro di
emanazione del potere dell'imperatore. Cambaluc stata creata con l'idea che
l'ordine si debba diffondere in tutto l'impero. Rappresenta anche il modello che
viene poi riprodotto su scale diverse in tutte le altre citt dell'impero. In Marco
Polo c' un grandissimo interesse per l'architettura perch basata sulle
numerazioni e misurazioni, l'architettura colpisce la sua immaginazione anche in
forma diversa.
Case dei tartari: fatte di legname, coperte da feltro e tonde, un modello che si fa
portatile proprio perch devono essere trasportante in tutto l'impero. Oppure
come il palazzo smontabile di Ciandu, costruito con canne di bamboo dorate e
tutto lavorato finemente che si pu smontare a suo piacimento.
Religione: Marco Polo spesso interessato alle questioni religiose sulle quali per
non si esprime mai con un giudizio di parte, anzi il suo compito solo di registrare le
diverse religioni e sette e questo perch Khan aveva istituito una sorta di
commissione per controllare le religioni.
Riti funerari: spesso legati alla cremazione, distruzione del corpo
Mirabilia: i mostri, sono travisamenti culturali che possono essere fatti in buona
fede oppure cattiva fede, cio intenzione esplicita di creare la letteratura sull'oriente
di mostri fantastici. Tutti questi miti nascono da dei fraintendimenti o da notizie
riportate male, ritornano gli uomini con i capo di cane, una componente molto
importante, Rustichello calca la mano, ma Marco Polo corregge il tiro. Alcuni
sostengo o che l'immagine dell'uomo cane nasca da uomini del centro Asia con una
pronuncia molto scura e gutturale che assomigliava all'abbaiare di un cane. La
salamandra il mito pi famoso si credeva un animale mitologico capace di vivere
nel fuoco come se fosse il suo elemento naturale, Marco Polo smentisce questo
mito dicendo che non poteva vivere nel fuoco, ci che i viaggiatori vedevano nel
fuoco non era un animale ma l'amianto.
I RACCONTI FAVOLISTICI
4. La meraviglia di Baudac
5. I re magi, li colloca in Persia, a Saba, un luogo di enormi e favolose ricchezze e
racconta di come li siano sepolti i 3 re magi.
6. Il veglio della montagna e gli assassini.
I LIMITI DELL'OSSERVAZIONE
1. Limite di mezzi x conoscere, ad esempio il Giappone irraggiungibile.
2. Filtri, pre-condizionamenti culturali, Marco Polo ne un po assente.
3. Malintesi linguistici, significato di parole e traduzioni sbagliate, Marco Polo ha
la tendenza a riportare tutto a ragione, ha un principio di verosimiglianza,
LACUNE DI MARCO POLO
Nonostante giri tutta la Cina, mentre era molto competente con i mongoli, non
compaiono alcuni elementi, ad esempio la muraglia cinese (non si sa ancora se
esistesse in quel periodo o se fosse imponente come nel xvi secolo), non parla dei
piedi fasciati delle donne, esso parla dell'alcool perch gli piace, ma non parla del
the che non gli piace.
I viaggiatori scrivono spesso basandosi sul noto, ma spesso i termini paragonati si
assomigliano all'esterno, ma non sul significato; c' un problema non solo di
mediazione linguistica, ma anche culturale. Tutto ci che nuovo si riduce a
categorie che gi si conoscono.
Etnocentrismo: un atteggiamento preso da qualsiasi uomo mentre si confronta
con un altro, cio il punto di partenza, cio quello che legato alla propria identit
culturale.
Queste conoscenze circolano non solo scritte, ma soprattutto orali.

26/02/2016
DANTE E LA DIVINA COMMEDIA
E' divisa in 3 cantiche, 100 canti.
Inferno: nel canto 100-102 appaiono le 3 fiere e compare il veltro. Annuncia il cane
da caccia di un veltro che poi sbaraglier i vizi del mondo, cio le fiere.
Nel primo 1300, quando i lettori vedono il testo per la prima volta, avanzano le
ipotesi che si trattasse di Dante stesso o di Cangrante della Scala, signore di Verona,
presso il quale Dante viene ospitato durante il suo esilio.
-Dietro al veltro c' chi legge un illusione a Kubilai Khan, per non c' nessuna
testimonianza che Dante durante i suoi viaggi abbia incontrato Marco Polo o letto il
Milione. Per noi questa tesi non vale. - In Dante non c' quasi niente sull'oriente.
FAZIO DEGLI UBERTI, IL DITTAMONDO
Contemporaneo a Dante, si trovano all'interno molte cose sull'oriente, pare un
grande lettore di resoconti o diari di viaggio, un letterato che costruisce un testo,
per noi minore, ma importante all'epoca e molto diffuso che ha come tema un
poema e un'opera di invenzione, un grande viaggio verso le terre lontane
dell'oriente che fanno sfondo alle narrazioni di Marco Polo, ecc. La sua visione
fantastica nella quale c' soprattutto la componente del pericolo, infatti all'inizio
scrive che serve avere gli occhi attenti ed una mente sveglia. Il testo in terzine
dantesche e si trova una citazione diretta a Dante. L'oriente una rappresentazione
fantastica terrena che assomiglia molto all'inferno dantesco. Dante succede che
venga citato quando si vuole mostrare il lato oscuro dell'oriente.
Gaio Giulio Solino la guida scelta da Fazio degli Uberti, per Gaio Giulio Solino un
autore del III secolo a.C., autore di un trattato geografico che all'insegna di tutto il
repertorio fantastico che ha visto, l'oriente che ci propone Fazio pesca soprattutto
da Gaio stesso, trattati che sono spesso superati dai resoconti postumi a Gaio, esso
mescola i dati nuovi con le fonti antiche.
Fazio non citerebbe mai Marco Polo perch non costituisce un auctoritas,
un'autorit, dato che un autore contemporaneo, secondo i principi un'opera
tanto migliore in quanto si avvicina alle grandi opere della classicit.
Nel libro ci sono dei punti geografici del tutto fantastici dove vengono collocati degli
animali che devono stupire i lettori; molti punti derivano dalla commedia di Dante.
Introduce anche degli animali del tutto fantastici come l'aucefa, un animale simile
al basilisco. Gioca anche sulle sacre scritture come il passaggio del mare d'Egitto da
parte di Mos e degli ebrei.
BOCCACCIO
Rappresenta un uomo del suo tempo, autore di un trattato geografico, dal titolo
molto lungo. Ma Boccaccio un autore classico, cio propone un'opera poco
interessante, compilativa, si limita a leggere gli autori classici raccogliendo
informazioni e creando un testo coerente che non fa altro, per, di riportare altri
scritti, anche lui evita di scrivere e di citare le fonti del Milione perch mancava di
autoritacs.
Novella di Melchisedech: contrapposizione di due personaggi con stili di vita e
mentalit diverse e confessioni differenti. Melchisedech un nome che si trova nella
letteratura di quei secoli, da una connotazione piuttosto implicita al personaggio,
un'immagine stereotipata dell'ebreo ricco che pratica l'usura. Lui appunto un
ebreo molto ricco, ma anche un uomo saggio, l'ambientazione Baghdad governata
da Saladino, figura storica di cui si aveva notizia in quei decenni. Boccaccio non
interessato a proporre un opera etnografica, cio che ci dica delle cose reali sui
popoli, gli interessa costruire una storia che abbia una morale e che sia interessante
per i lettori. Saladino, non capace di amministrare il proprio regno e commette
una serie di errori gravi che minacciano lo splendore economico dello stato e decide
di ricorrere all'inganno; non vuole chiedere il prestito di denaro da Melchisedech e
pensa di chiamarlo a corte e metterlo in imbarazzo con un quesito, secondo lui
insolubile, pensando di poterlo imprigionare cosi da impossessarsi delle sue
ricchezze senza dover richiedere il prestito. Saladino convoca Melchisedech e
chiede: Secondo te, quale delle 3 religioni Islam, Cristianesimo, Ebraismo quella
voluta da dio? La domanda irrisolvibile perch qualsiasi risposta dia Melchisedech
commetter un errore che gli coster la vita:
Se esso risponde l'ebraismo, fara arrabbiare Saladino; se risonde Islam commette
apostasia, cio sconfessione della propria religione.
Melchisedech, pi astuto, risponde indirettamente alla domanda raccontando una
novella (novella a scatola), cio la favola dei 3 anelli: un padre molto ricco ha 3 figli e
deve affrontare come dividere le sue ricchezze, il padre distribuisce ai figli 3 anelli
apparentemente identici, anche se uno ha un valore maggiore. In realt Dio che ha
dato le diverse religioni ai diversi popoli perch avessero la propria legge, ma non si
sa se Dio ha dato pi carati ad un anello piuttosto che ad un altro quindi non si sa se
una religione superiore alle altre. Saladino rimarr di stucco per l'abilit con cui
stato beffato da Melchisedech. L'atteggiamento di tipo sincretista.
La novella cosi importante da venire trascritta nei secoli successivi e in alcuni casi
cambiando i nomi. Giovanni Sercambi, novellista, riprende la novella di Boccaccio
con lo stesso tema, ma cambiando nomi la vicenda rimane quella. Il novelliere di
Giovanni costruito dalle diverse virt, Sercandi decide di raccontare, nella virt
della saggezza, del visir e fa riferimento ad un mondo fantastico, ma orientale si
richiama la saggezza degli orientali come una credenza condivisa.
ROMANZI GEOGRAFICI
Tra il '400-'500 si diffondono i romanzi geografici che sono delle narrazioni lunghe. Il
modello quello dei romanzi greci antichi dove i personaggi principali sono 2 amanti
che stanno per sposarsi, ma vengono divisi da eventi sfortunati o da rivali, la
separazione da l'avvio a mille peripezie e alla fine vengono ricongiunti e possono
sposarsi, questi romanzi geografici rielaborano i resoconti dei viaggiatori del
'200-'300.
Jacopo da Sanseverino, riporta delle avventure della citt di Quingsai, ma
cambiando il nome in Venzina. Cita come fonte Marco Polo ed altri autori
abbastanza famosi.
LA TRADIZIONE EPICA
il genere egemonico pi importante, il poema epico cavalleresco, ha una grande
diffusione soprattutto orale, chi sapeva leggere, leggeva e prendeva a memoria e li
recitava al pubblico illetterato.
Guerrin (detto il) meschino, un poema molto diffuso e conosciuto di Andrea da
Barberino, fino all'ottocento. Questo poema cavalleresco gioca sui temi della lotta
contro i turchi e la ricerca dei genitori.
LUIGI PULCI, MAGGIORE MORGANTE
E' una figura rinascimentale, una figura amata e odiata, propone una cultura
popolare che si avvicina a quella orale, il linguaggio si avvicina a quello della
quotidianit. E' un universo meno ideale e pi vicino alla dimensione materiale
dell'esistenza. Il suo poema ha come protagonista Morgante, un gigante, e
Marguettem un gigante nano, siamo in una versione totalmente comica e burlesca,
attraverso la sua opera vuole opporsi alla cultura erudita del suo periodo; il testo
nutre una serie di temi presenti nel Milione, come il veglio della montagna, e una
serie di viaggi che i personaggi compiono verso popoli cui le figlie erano bellissime
con prerogative del meraviglioso orientale, sono maghe o figlie e nipoti di maghe,
questi loro poteri sono estensione allegorica del potere di seduzione che esse
devono rappresentare, il potere di distrarre i paladini dal loro vero dovere. Antea,
donna orientale, viene descritta in maniera astratta con figure mitologiche associate
all'ideale di bellezza, figure ideali di bellezza, prende le donne pi belle di Grecia e
prende una particolare di ognuna. L'ideale viene sempre collocato in un luogo
distante.
MATTEO MARIA BOIARDO, ORLANDO INNAMORATO
1495, Matteo un aristocratico che lavora alla corte e deve occuparsi di questioni
amministrative e l'attivit letteraria non era una professione. Matteo prepara
l'Orlando Furioso di Ariosto. Il rapporto fra i 2 Orlando era che l'Orlando furioso
una giunta dell'Orlando innamorato; Ariosto comincia a raccontare le avventure di
Orlando dal punto in cui il testo di Matteo si interrompe. In realt il rapporto
puramente di giustapposizione, cio dove finisce uno inizia l'altro, ma i 2 testi sono
totalmente diversi, in Orlando Innamorato presente una linea comica, Matteo
inventa dei personaggi che si ritrovano nell'opera di Ariosto e crea la figura di
Angelica, figlia del re del Catai, la figura viene sempre pi spostata dove
irraggiungibile. Matteo un erudito, inserisce nel poema alcuni termini, come la
distanza tra Europa e Catai, sempre presente l'elemento fantastico, che deriva
dalla letteratura di viaggio. La dimensione utopica si manifesta sopratutto
nell'architettura che sembra una variante delle capitali dell'impero mongolico
descritte da Marco Polo. Il giardin di delizia, dell'opera, viene costruito da
informazioni che il lettore conosce, sono elementi che vengono scelti per
associazione a luoghi orientali, ma che fanno parte ad una terra nota e vicina.
LUDOVICO ARIOSTO, ORLANDO FURIOSO
Tutto l'intreccio costruito sui viaggi dei paladini, il centro morale del poema
costruito dalla Parigi assediata dai turchi, ma che sedotti dall'amore x Angelica
smarriscono la retta via e questo allontanamento dai propri doveri si manifesta
attraverso il viaggio, prima Astolfo imprigionato in Cina, e poi il volo di Rinaldo
sull'ippogrifo, si rif come un volo geografico, che lo porta a toccare tutte le regioni
che Marco Polo ed i viaggiatori di quel tempo hanno toccato.
L'ORIENTE NEL MEDIOEVO FIGURATIVO
Non giungono opere d'arte che raffigurino il popolo orientale in maniera giusta,
arrivano le arti decorative, alcuni studiosi hanno trovato delle analogie tra stereotipi
iconografici europei ed asiatici, stranamente ci sono dell immagini simboliche che
vengono rappresentate nello stesso modo sia in Europa che in Asia, come il diavolo
e il simbolo della fortuna, non si ha nessuna testimonianza che affermi l'influsso di
una popolazione sull'altra si ipotizza il contatto di Europa ed Asia, ma alcuni studiosi
le ritengono delle coincidenze. Non si trova mai la rappresentazione di un cinese, ma
si ha la rappresentazione stereotipata dei mongoli. Queste figure non appartengono
mai a dipinti e affreschi che descrivano l'oriente e non si trovano nemmeno nei
codice dei resoconti di viaggio. Vengono inserite all'interno di immagini sacre che
propongono la vita di cristo.

29/02/2016
Pisanello, rappresenta un guerriero mongolo.
Le miniature europeizzano le immagini d'oriente, corrispondenti alle immagini
convenzionali d'Europa, dalla raffigurazione degli spazi alle figure architettoniche,
tutto gi conosciuto dagli europei, si adotta un linguaggio figurativo convenzionale
europeo. Le miniature hanno funzione, rispetto al testo, o riassuntiva o di guida per
il lettore, o mnemonica, aiuta il lettore a ricordare, oppure una funzione di sostegno
rispetto al testo, soprattutto quando l'immagine viene accompagnata ad un testo
descrittivo, la funzione di sostegno raramente presente nei testi, gi i trascrittori
commettevano una serie di errori di trascrizione perch non comprendono alcune
cose e le semplificano in base alle loro conoscenze, questi errori sono ancora pi
frequenti per le illustrazioni, le immagini aumentano le possibilit di
fraintendimento e possono allontanare il lettore dal senso vero di un testo. Oltre
alle illustrazioni che a partire dal XV secolo si trovano nelle edizioni, si possono avere
delle opere d'arte ispirate ai viaggi, come gli arazzi, questo tipo d'arte ci dice molto
sull'importanza dei racconti di viaggio,gli arazzi erano visti solo dall'elite, ma senza
diffusione, con uso ancora molto elitario, c' una diffusione popolare solo con delle
voci e ci si allontana sempre di pi dal testo.
Non c' un vero gusto per l'esotico, ma solo per il mostruoso od il fantastico.
L'ORIENTA TRA '500 E '600
L'interesse degli artisti va per l'oriente visto e rappresentato direttamente, che
copiano dal vero. Come l'opera del ritratto del sultano Mehmet II, fatto da Giovanni
Bellini, veneziano, del 1480. Mehmet II il primo sultano che vuole importare l'arte
europea e chiama presso la sua corte Giovanni che realizza il suo ritratto. Quando
Giovanni fa ritorno in Italia porta con s il suo ritratto.
Mori: termine che nei secoli prende un verso dispregiativo e significa musulmani che
prendono potere nell'isola iberica, si diffonde il gusto per le decorazioni di gusto
damascato. Questo gusto viene a contaminare anche artisti di primo piano, come
Benvenuto Cellini, che spiega come questo gusto abbia influenzato la sua arte, nel
suo libro autobiografico.
Lorenzo Magalotti, relazioni varie cavate da una traduzione inglese dell'originale
portoghese, un intellettuale che raccoglie in un testo, traducendo altri testi, delle
relazioni che erano state prodotte in lingua portoghese e in particolare la relazione
di Jeronymo Lobo, gesuita, un ordine istituito con l'idea di compiere un opera di
evangelizzazione nei posti pi lontani dall'Europa. L'ordine deve la sua espansione
soprattutto perch accompagna la compagnia delle indie orientali costruita dai
portoghesi che conquista un grandissimo potere nell'oriente con un'attivit molto
intensa di tipo scrittorio. Molo raccoglieva delle relaziones, lettere annuali che
ogni gesuita doveva inviare alla sede romana dell'ordine descrivendo i luoghi che
visitavano, erano dei documenti interni, ne esistono circa 15000. Iniziano ad essere
pubblicati nel '700.
Ignazio di Loyola fonda i gesuiti, sostenuto dal re di Portogallo. Il primo importante
gesuita in Cina e Giappone Francesco Saverio che viene sollecitato da un fatto
casuale, cio nel 1543 alcune navi portoghesi finiscono per caso in Giappone in
seguito ad un naufragio, sopravvive il capitano e Saverio viene a contatto con esso e
gli chiede di scrivere una memoria di ci che accaduto e inserisce questa memoria
nella sua lettere x Roma. Saverio si trova a Cochin in Cina, esso manda questa lettere
con la speranza che appoggino il progetto di andare a evangelizzare il Giappone.
L'orgoglio giapponese l'unico punto negativo della lettera che scrive Saverio.
Saverio si fa promotore dei primi viaggi dei gesuiti in Giappone e Cina.
1858, Daniello Bartoli, un gesuita che scrive nel '600 una storia dei gesuiti nel suo
complesso e buona parte riguarder l'attivit dei gesuiti nel continente asiatico, esso
si basa sulle 15000 lettere, va aggiunta una postilla, questo libro non una
descrizione del gippone, ma la storia dei gesuiti in Giappone, parla soprattutto dei
martiri uccisi e perseguitati in Giappone, un monumento alla santit dei gesuiti
stessi. Daniello riporta anche una serie di notizie importanti sul paese, i protagonisti
per sono i gesuiti in quanto eroi della cristianit.
ALESSADRO VALIGNANO
Scrive un cerimoniale per i missionari in Giappone, Valignano scrive questo
cerimoniale, un manuale che serve a preparare i gesuiti che hanno deciso di
portare avanti questa campagna in Giappone, segue le orme di Saverio con una
prima esperienza in India, per va oltre rispetto a Saverio perch approfondisce la
sua conoscenza della cultura giapponese soprattutto studiando la lingua e in questo
manuale elabora delle strategia di approccio al popolo giapponese, i gesuiti in una
prima fase dell'evangelizzazione devono conformarsi alla cultura che gli accoglie, si
abbigliano come sacerdoti zen, apprendono la lingua e si adattano allo stile di vita.
Questa sua strategia vincente, perch riesce a convertire migliaia di giapponesi e
riesce a preparare dei viaggi tra Giappone ed Italia per portare i primi giapponesi
convertiti a Roma, 1585, questo primo viaggio molto importante perch gli
europei vedono per la prima volta gente dell'estremo oriente.
La pi interessante relazione di quell'avvenimento quella di Guido Gualtieri.
Hideyoshi e Tokugawa Ieyasu, sono i personaggi principali che espellono i gesuiti dal
Giappone nel 1639, questa cacciata dei gesuiti anche la cacciata degli europei dal
Giappone, fino al 1854.
Matteo Ricci il pi importante gesuita che svolge la sua attivit principalmente in
Cina, un erudito di storia e cultura cinese e un raffinato geologo. Esso riprende
l'idea di Valignano di un interculturazione tra popoli; se si contamina la mia cultura
con quella d'accoglienza ed esso si sforza di trovare delle analogie fra le due culture,
si avvicina maggiormente la filosofia greca e cerca quindi di diffondere la filosofia
greca in Cina, diventa un importante figura all'interno della cultura cinese che attua
un imponente conversione, anche qua ci sono le prime resistenze nei confronti dei
gesuiti da parte del potere cinese, che inducono poi ad abbandonare
progressivamente la Cina. L'azione dei gesuiti indebolita perch iniziano ad essere
osteggiati anche in Europa, le loro attivit destano sospetti da parte dei governanti
europei, vengono infatti espulsi da porto gallo e Spagna con diverse accuse, a livello
economico e politico, erano diventate figure di primo piano all'interno della politica
e le monarchie iniziano a temere il potere dei gesuiti e iniziano a lanciare accuse pi
o meno fondate verso essi, e nel 1773 lo stesso Papa a sciogliere l'ordine.
PIETRO DELLA VALLE
Esso anticipa alcune caratteristiche che saranno dei viaggiatori di '700 e '800. Il suo
testo autobiografico scritto in maniera epistolare, un opera incompleta. Pietro
il primo viaggiatore che viaggia motivato da ragioni personali, incapace di stare
fermo, mettere radice in un luogo. Esso segue un percorso che sar molto amato dai
viaggiatori successivi, Turchia, Persia ed India, ed un percorso a ritroso nella storia
a ricerca delle origini. In Pietro c' anche la componente erudita, si dedica allo studio
delle lingue orientali.
IL VIAGGIO IN ORIENTE TRA '700 ED '800
I viaggi sono determinati da condizioni diverse, soprattutto con l'ascesa dell'impero
ottomano che acquista sempre pi spazio e potere fino al culmine 1566. Solimano il
magnifico, imperatore ottomano, avr un figura rappresentata da due antitesi. La
data per gli storici importante perch come la vetta dell'impero ottomano e
dopo di che si ha una progressiva discesa e l'impero viene definito il grande
malato, un grande impero che si sta disfacendo x ragioni di polita interna e pratiche
amministrative riguardanti i vari territori, il potere centrale non pi in grado di
tenere sotto controllo i vari sultanati che acquistano sempre pi autonomia e si
sottraggono alle indicazioni centrali. Il potere dell'impero ottomano messo a dura
prova dall'evento dalla battaglia di Lepanto, ne 1571, lo scontro navale che vede in
conflitto l'impero contro le potenze europee e dove esso soccombe. Iniziano una
serie di scambi, gli europei possono andare senza timore ad Istanbul e si creano
delle ambasciate. Si arriva sino al 1920 nella quale l'impero viene dichiarato morto.
I MITI DELL'IMPERO OTTOMANO
1. Il tema del dispotismo diventa ancora pi forte a causa di un anarchia dei
diversi popoli dall'impero ottomano, in quanto si sottraggono al controllo del
suo centro;
2. Si crea un'immagine religiosa caratterizzata dall'intolleranza;
3. I giannizzeri, sono personaggi considerati pittoreschi e curiosi, protagonisti
delle opere che parlano dell'ottocento, guardie del sultano, giovanissimi
europei rapiti da giovani e cresciuti come spietati militari, il loro potere
talmente grande che questo ordine militare viene sciolto e sterminato per la
paura che possano prendere il potere.
4. Costantinopoli, unica capitale di un grande impero affacciata su 2 continenti
che viene definita l'ombelico del mondo.
1683 assedio di Vienna da parate degli ottomani.
1793 apertura ambasciata turca a Londra.
1738-39, Lady Montagu la prima donna a scrivere di una testimonianza in oriente.
1798, Campagna napoleonica in Egitto, esso ci va sostanzialmente per un fatto di
equilibri geopolitici, questo viaggio dettato da ragioni militari importante dal
punto di vista culturale, perch esso si prepara leggendo resoconti di viaggiatori
precedenti e vuole che questo viaggio sia una scoperta profonda dell'Egitto e si fa
accompagnare anche da uomini di scienza e da illustratori. La parte pi interessante
la parte della storia antica. Gli illustratori pubblicano volumi enormi sull'Egitto che
cominciano a diffondersi in Europa e fanno nascere un'egittologia, una moda di
scoprire l'Egitto. Le donne europee molto spesso adottano degli abiti che
riprendono le stoffe sulle tombe egiziane.
Alla fine delle campagne napoleoniche l'oriente viene visto come un caotico
serbatoio di differenze. Il confrontarsi con l'altro bisognoso in una Europa dove si
sta riformulando l'assetto urbanistico e le citt vengono ricostruite con sistemi
universali.
L'oriente diventa una proiezione onirica dell'occidente; ci si trova ci che l'occidente
vorrebbe diventare, ma anche le paure. Esplode il genere letterario la letteratura di
viaggio, odeporica, che gioca continuamente sull'oscillazione della dimensione del
sogno e l'elaborazione delle proprie paura, fobie.
LADY MARY WORTLEY MONTAGU, TURKISH EMBASSY LETTERS
1763, i lettori del tempo amano le lettere, un testo non italiano. Essa si confronta
con le donne orientali, pu parlare e conversare con loro. Essa vanta questa
superiorit per il fatto di essere una donna che viaggia. Gli uomini che hanno
raccontato delle donne precedentemente hanno sbagliato tutto. Le donne non sono
tutte delle odalische, essa parla di ci che vede direttamente facendo un
confrontato tra donne diverse, animate tutte dal desiderio di conoscersi, descrive
l'accoglienza delle corti.

02/03/2016
Nel 1700 Brilli sintetizza nella formula illuminista il potere della ragione di conoscere
la realt e quindi di sbarazzare gli uomini dai pregiudizi e dai luoghi comuni
attraverso una conoscenza diretta del luogo, viaggiare diventa importante anche per
i viaggiatori che viaggiano per motivi diversi. Nel 1700 nascono le discipline
orientaliste. Ci si prepara al viaggio accumulando notizie di seconda mano e ci si
prepara materialmente ad affrontare le difficolt del percorso; ci si dota di
strumenti che permettano di raccogliere informazioni, cio questi viaggiatori hanno
proprio in mente di scrivere delle relazioni. La raccolta di dati diventa un modo di
guardare la realt ed essi portano con s dei libri per gli appunti in cui sono presenti
gi delle griglie conoscitive, stanno attenti a dei dettagli che riguardano la natura e
le societ che attraversano, queste griglie permettono di fare un lavoro ordinato e
serio; si ha l'impressione che non sia presente il viaggiatore perch esso non parla
mai di s, non parla mai delle sue emozioni e relazioni che pu avere, queste
relazioni per il 1700 sono asettiche, astratte. Questi viaggiatori sono i primi ad
imparare le lingue seriamente e tentano di essere oggettivi ed imparziali,
l'imparzialit si fonda sulla categoria dell'universalismo, idea dell'uomo
settecentesco: l'uomo e la donna in quanto tali sono uguali indipendentemente dal
luogo e dal tempo in cui vivono, gli uomini sono dominati dagli stessi bisogni, non
solo fisici, ma anche dalle dinamiche psicologiche, un uomo prover gli stessi
sentimenti di un altro. un atteggiamento positivo, fortemente democratico, ma ha
un risvolto meno positivo perch questi viaggiatori illuministi radicali tendono a
spiegare ogni fenomeno sociale sulla base di principi propri, l'illuminista tende a
proiettare il sentimento di gelosia verso ogni contesto in cui si pone. Bisogna
opporre a questa idea di universalismo, quella di relativismo culturale, che si trova in
epoca successiva, il relativismo riguarda veramente tutto, anche determinate
categorie estetiche. Da una parte c' un attenzione per l'oggettivit ed imparzialit e
dall'altra parte non c' la soddisfazione del lettore tramite questi testi, cos c'
un'altra categoria di testi che parla dell'oriente e salvaguardia questo principio del
piacere, del fantasticare, del leggere pagine sull'oriente vagando con la fantasia.
ANTOINE GALLAND, LE MILLE E UNA NOTTE
E' un testo che domina la letteratura sull'oriente per due secoli; sono 12 volumi,
tradotti dall'arabo-francese. Questi libri circolano fino alla fine del 800 in lingua
francese, una lingua d'lite. Solo alla fine dell'800 si tradurranno in italiano, dal
francese di Galland allontanandosi dalla traduzione originale. Questo testo circola
come testo letterario, sono fiabe in cui trovano spazio racconti e miti apparsi nel
milione. Galland suggerisce due modalit di conoscere l'oriente:
1. Viaggiando;
2. Leggere dell'oriente.
Il secondo elemento che ci colpisce che il Mille e una notte un documento per
conoscere l'oriente. Leggere qualcosa di stampato ha una forza di convincimento
oltre l'esperienza stessa. Attraverso il mille e una notte si pu conoscere l'oriente,
per come Galland ha rappresentato le citt, le donne e gli stili di vita; esso non solo
un letterato, ma anche un viaggiatore, farcisce queste fiabe di elementi che ha
preso dalla sua esperienza diretta, falsificandole, e diffonde la moda per le
turcherie, cio per l'oggettistica turca, il gusto di raccogliere e diffondere l'arte di
quei paesi, la creativit orientale si esprime attraverso gli oggetti di uso giornaliero,
questi oggetti per venivano concepiti e creati in base al loro valore estetico, tutti
questi oggetti compaiono nel suo libro e vanno a colorare le pagine dei letterati che
si occupano d'oriente. L'oriente nel '700 diventa portale di romanzi, di storie
inventate che attribuiscono all'oriente la funzione di specchio dell'Europa.
MONTESQUIEU, LETTERE PERSIANE
Primo romanzo epistolare del '700. Ha come protagonisti 2 viaggiatori orientali, 2
principi persiani, che giungono in Europa con tutta la curiosit di un viaggiatore
classico, il libro si compone delle lettere che essi inviano in Persia alle loro mogli che
hanno lasciato ed ai loro eunuchi incaricati di amministrare la vita domestica,
abbiamo le lettere sia di andata che di ritorno, si hanno anche episodi del controllo
della loro casa, queste donne sono alle prese con i conflitti quotidiani fatti di
competizione femminile; i eunuchi stessi, ambiziosi, cercano di dimostrare la loro
bravura al padrone, Le lettere invece che vengono inviate dai principi, mostrano
l'Europa come vista dagli occhi da qualcuno che l'Europa non la conosce, con
stupore, meraviglia e curiosit, questo libro talmente importante da essere poi
imitato parecchie volte.
VOLTAIRE, ZADIG OU LA DESTINE'E. HISTOIRE ORIENTALE
E' un piccolo testo dedicato all'oriente; ci che interessa a Voltaire di fare un
romanzo filosofico, un romanzo che dimostri una realt universale attraverso la
storia di un principe persiano, Zadig, che un principe molto ricco dotato di
intelligenza, saggezza e virt, nonostante ci sottoposto all'altalenare della fortuna
perch viene prima accolto in maniera gentile e dopodich oggetto di invidia a
causa della sua intelligenza; ci a dimostrazione di come la vita umana, la saggezza e
la virt siano rappresenti sia come vantaggio che come uno svantaggio, di fatto la
vicenda si conclude con Zadig che riesce a ricongiungersi con la sua amata, ma ha
appreso una grande lezione, anche se fortunato dalla sorte, il destino cede
all'individuo per confermare la propria saggezza.
GOETHE, DIVANO OCCIDENTALE ORIENTALE
E' un libro di ispirazione di occidentale-orientale, primo caso in cui un letterato
occidentale cerca di limitare la letteratura orientale, non si limita di ricavare
dall'orientale delle figure, ma si avvicina anche alla letteratura da cui vuole trarre
ispirazione.
CARLO GOZZI, TURANDOT
Carlo Gozzi autore turco-veneziano, antagonista di Carlo Goldoni. Esso per la
tradizione fatta di elementi mitici, non rinuncia alle maschere e ambienta i suoi
scritti drammaturgici in luoghi favolosi che coincidono con l'oriente della tradizione.
Turandot la storia di una principessa cinese, di straordinaria bellezza, che
sottopone i suoi spasimanti ad una serie di prove, 3 indovinelli tutti insolubili, se il
pretendente non risponde correttamente gli viene tagliata di testa, il tema quello
del dispotismo, anche se questa novella-fiaba ha una soluzione felice, arriva un
principe straniero che riesce a rispondere a questi indovinelli e c' il risolvimento di
questa vicenda,
LETTERATURA GOTICA
La letteratura gotica nasce alla fine del '700, di grande moda e William Beckford
un grande innovatore, con Varhek, an arabian tale l'oriente tocca, in questo caso,
la dimensione dell'orrido. Al centro di questa storia c' un sultano ricco e saggio che
si imbatte in un essere mostruoso, ma dotato di particolari ricchezze e poteri
(giaurro) che induce questo personaggio a vendergli l'anima perch in compenso
avr lo svelamento di alcuni segreti sulla natura umana e sull'esistenza; in realt il
giaurro un demone. Il tema diventa molto importante quando agli inizi dell'800
appaiono dei testi che riprendono questo personaggio del demone.
THOMAS MOORE, LALLA ROOK
E' novella dove si da' vita ad una serie di leggende intorno alle figure degli spiriti,
angeli caduti, un fantastico al confine tra il meraviglioso e l'orrido.
Viene cos delineato il tipico viaggio romantico, con due elementi principali, uno di
questi l'itinerario; il primo grande letterato a compiere questo viaggio Ren de
Chateaubriand, che scrive anche un resoconto del viaggio, pubblicato nel 1881 e poi
sulla scia di Ren si mettono numerosi viaggiatori di tutta Europa, ed cos che dalla
Grecia che parte il viaggio verso l'oriente: essa interessa come culla della filosofia,
letteratura, ma anche una terra contesa tra turchi e paesi europei (cultura,
politica). Dalla Grecia si passa per Costantinopoli, (citt immensa estesa su 7 colli
che si struttura per grandi quartieri), si passa poi per citt interessanti dal punto di
vista storico, Smirne, Cipro, e si prosegue verso la Palestina con i luoghi sacri, Egitto
(Il Cairo) si prova per la prima volta la delusione, per qualcosa che si era aspettato
ma non era veramente cosi, poi Valle dei Re, File, Magreb, penisola araba.
L'OTTOCENTO
Il viaggiatore romantico dell'800 parla quasi esclusivamente di s, filtra tutto
attraverso le sue reazioni, delusioni, ecc ed dominato da questo sentimento di
nostalgia; preda di due forze uguali e contrarie:
1. Il desiderio di fuggire dal suo luogo d'origine;
2. La nostalgia che lo riconduce sempre verso i propri passi.
la prima volta che compaiono dei viaggiatori patologici, inquieti, perennemente
alla ricerca della felicit, ma che quando sono fuori dall'Europa sentono la nostalgia.
Osman Effendi era un europeo di origini scozzesi che viveva al Cairo a meta dell'800,
da piccolo era stato rapito e convertito all'Islam. Reso schiavo si adatta totalmente
alla vita da egiziano, stupisce i viaggiatori per la sua capacit di integrazione, ma
quando muore si scopre che sotto la sua tunica portava una bibbia sulla quale era
scritto la mia vera patria la Scozia. Si nota l'ambivalenza del romanticismo.
ARCHEOLOGIA
In questi anni gli archeologi non parlano come dei coraggiosi avventurieri, ma
vengono organizzate delle spedizioni che portano alla scoperta dei grandi
monumenti, inizia cos anche il depredare questi luoghi dalle ricchezze per riempire
musei.
Nasce il luogo comune dell'Egitto come luogo di morte e luogo dove dedicare una
sfida alla morte. Questo affascina molto la cultura di primo '800 che iniziava sempre
di pi ad essere laica. Gli italiani gi in quei decenni si impongono in Europa come le
punte di diamante dell'egittologia.
Giovanni Battista Belzoni viaggiatore eclettico, realmente esistito; un
personaggio stranissimo italiano che ha fatto nel corso della sua vita un po' tutti i
lavori ed ad un certo punto della sua esistenza viene vinto dalla curiosit del viaggio
e legandosi ad alcune spedizioni inglesi scopre le cose pi importanti che si possono
vedere in Egitto. vinto sempre dal sentimento di nostalgia e scrive per carico degli
inglesi un testo molto importante in cui riporta delle preziose informazioni sulle sue
scoperte.
FILIPPO PANANTI, AVVENTURE E OSSERVAZIONI SOPRA LE COSTE DI BARBERIA
Pananti un poeta, il libro un resoconto di viaggio in oriente, esso un
personaggio un po' indefinito, classico italiano patriota che costretto ad
allontanarsi per ragioni politiche, compie un viaggio nel Mediterraneo dove la sua
nave viene avvicinata da pirati che lo rapiscono e lo portano da schiavo in Algeria
dove rimane per qualche tempo ad Algeri, finch non riesce ad essere liberato grazie
ad interventi di diplomazia. Questo viaggio determina fortemente la sua visione
dell'oriente, che ha rappresentato con toni fortemente cupi.
Pananti tende ad aspettarsi ci che ha letto nei nei testi fantastici e gotici, tende a
smentire se stesso.
04/03/2016
AMALIA NIZZOLI, MEMORIE SULL'EGITTO, 1841
Amalia una contemporanea di Pananti, della sua vita per non ci sono molte
notizie perch, essendo una donna, la sua testimonianza stata posta in secondo
piano. Amalia importante per l'eccezionalit che caratterizza la sua esperienza di
viaggio; non solo viaggia, ma abita in alcuni luoghi e quindi conosce la cultura del
luogo e si adegua ad essa.(METAMORFOSI)
Amalia parte per l'Egitto a 13 anni con la famiglia, su invito dell zio che un medico
di un Bey. Essendo una bambina ha poca cultura, ci per un vantaggio perch
libera da condizionamenti culturali, anche se vi sono comunque delle
incomprensioni con le donne egiziane. Essa ha il desiderio di conoscere le donne
egiziane -abitudini, culture, harem-, impara cos l'arabo e pu conversare
direttamente con le donne; il dialogo importante: pu fare domande e rispondere
a quelle donne, lei per loro una novit e viceversa; permette cos di conoscere
l'altro, ma comporta anche lo scontro tra 2 culture.
Apre il libro con le precauzioni: non vuole fare opera di erudizione in quanto la sua
cultura limitata, per afferma di riferire ci che ha visto e perci sfater i luoghi
comuni creati dagli uomini:
Harem
Hammam
Velo
Danza
"Avendo imparata tosto che giunsi col, la lingua araba,
riuscivami facile di meglio studiare gli usi del levante, e di
stringere amicizia colle donne, penetrando negli harem,
inaccessibili agli stranieri"
Grazie alla conoscenza della lingua araba, Amalia pu parlare con le donne egiziane
e visitare gli harem, anche se le donne si preparano per la visita per dare una certa
immagine di s; motivo per cui ci sono dei limiti nella descrizione degli harem.
"Si far conoscere, come donna italiana, alle mie concittadine i
costumi e le usande da me esaminati, aneddoti ed avventure o
non troppo noti, o grandemente travisate"
Esprime l'idea che i letterati maschi abbiano travisato alcuni aspetti dell'oriente e, a
ci, lei vuole porre rimedio.
(Testo pagina 275-276-277)
Amalia conosce le donne egiziane e gli harem perch, spesso, viene invitata dalle
donne egiziane curiose di conoscere le donne europee. Essa infatti, viene invitata
dalla moglie del Bey e viene accompagnata dalla sorella, dalla madre e dalla zia; la
situazione in cui si trovano non della quotidianit, ma ufficiale. Si tratta del
PRIMO CONTATTO CON UNA DONNA EGIZIANA, che risulta traumatico a
causa della cultura di partenza. Incontra gli eunuchi, uomini castrati che si prendono
cura dell'harem, sono oggetto di curiosit; ed incontra le odalische: gli uomini le
hanno sempre raffigurate come delle prostitute, abbigliate con vestiti -veli- non tipici
delle donne di casa, Amalia sfata il mito. Essa infatti insiste sull'abbigliamento perch
il primo dato culturale, i gioielli, le perline, ecc erano in contrasto con ci che
stavano facendo -le pulizie-. Giunge poi nella stanza della principessa: ci sono
schiave, lei seduta su un cuscino decorato con oro e fuma con una pipa decorata con
brillanti e descrive gli abiti
DESCRIZIONE DELLA PRINCIPESSA
Il trucco: era molto marcato e questo sconvolge Amalia, perch in Europa il trucco
considerato artificiale, perch l'ideale di bellezza corrisponde all'imitazione della
natura.
Rovesciamento dello stereotipo: il dialogo tra la principessa e la madre di Amalia,
mostra la differenza tra le due culture; la prima chiede alla madre qual la figlia
preferita, essa risponde che le ama allo stesso modo, la principessa non ci crede
perch lei preferisce uno dei figli, per la principessa la normalit, e risponde con un
pregiudizio che gli egiziani hanno nei confronti degli europei: pi una persona colta
pi diventa bugiarda.
(Testo pagina 277-278: la cittadella di Cairo)
Amalia viene portata al Cairo e visita la citt e le piramidi. Su questo testo essa
mostra due tecniche di descrizione:
1. Mostra un approccio simile a quello delle guide turistiche (date, storia,
informazioni meno importanti);
2. Descrive una porzione di realt, cio il paesaggio che vede da una finestra; si
rif alla tecnica pittorica diffusa nel '700, il Vedutismo, la visione a 180.
Nell'800 ci sono 2 modi di vedere la realt:
1. Livello microscopico, immersione nella realt, dettagli.
2. Livello macroscopico, presa di distanza.
Mentre descrive la realt, descrive il Nilo, le pianure fertili, le piramidi ed il deserto.
Individua una linea che divide la vegetazione dal deserto, come la divisione fra la vita
e la morte, fra presente e passato.
L'Egitto affascinante perch la vita e la morte convivono.
MOGLIE DI ABDIN-BEY
La donna ride nel vedere i loro vestiti perch non aveva mai visto prima delle
europee, ma afferma che con il tempo si abituer, e magari le piaceranno; il fatto che
con il tempo si abitueranno ai vestiti eurpei importante perch i romantici
elaboreranno il relativismo: la bellezza il frutto della convenzione e dell'abitudine;
il relativismo spiega il motivo per cui i viaggiatori romantici, durante il viaggio,
trasformano se stessi adeguandosi a nuovi modi di vivere. Amalia viene presa come
modella, la moglie vuole vedere i suoi vestiti e quindi la spoglia, per vedere gli strati
di vestiti.
LA VITA MONOTONA DELLE TURCHE
Turche: anche se in Egitto, Amalia, usa questo termine perche indicava un abitante
dell'impero ottomano.
Preconcetto sulla vita delle turche: la loro vita noiosa e sono pigre (la pigrizia
domina in tutto l'oriente), la vita monotona e non potendo uscire passano il tempo
mangiando, bevendo caff e a farsi belle per i loro mariti; idea che le orientali siano
oggetti di bellezza. Sono infelici.
Come si spiega il luogo comune: quando le donne invitano qualcuno nell'harem,
preparano la dimora per la visita, preparano cibo e abiti adeguati e fanno vita sociale;
i luoghi comuni sono anche dovuti al modo di apparire delle orientali.
Amalia comprende che questo luogo comune falso, se ne rende conto quando visita
di persona le donne; non sono infelici, ma l'ozio un piacere della vita; loro hanno
molti passatempi, che sono diversi da quelli delle donne europee. Amalia chiede
come mai loro non si dedichino alle pulizie, un modo per passare il tempo, ma le
rispondono che non un passatempo da signore, l'attivit nobile il ricamo.
Amalia si rende conto che i suoi piaceri e l'idea di felicit possono non coincidere con
quella di persone di altra cultura.
AMALIA SFATA I LUOGHI COMUNI
Hammam: non un luogo di piacere come tutti i viaggiatori maschi sostengono; un
luogo in cui, non solo le donne esibiscono il proprio corpo, ma si aiutano,
socializzano. La cura del corpo non solo finalizzata ai piaceri sessuali, ma anche a
rendere la donna fertile.
Harem e velo, protezione dignit e rispetto: Amalia comprende che il velo non indica
una condizione di schiavit, ma la manifestazione di quanto i loro mariti le amino e
le rispettino perch le proteggono dagli sguardi degli altri. Le turche trovano strano e
scandaloso che le europee non indossino il velo perch segno che i loro mariti non
le amano, Amalia indosser cos il velo per rispettare le turche.
Danze, no stereotipo della lasciva femminile: secondo gli stereotipi fissati dagli
uomini la danza negli harem serviva per sedurre gli uomini; Amalia, che assiste alle
danze, esse coinvolgono solo le donne e servono per mostrare e instaurare le relazioni
interpersonali nell'harem, sono vestite -non hanno veli trasparenti-, hanno movimenti
composti ed eleganti, un modo per stare assieme.
Oscenit delle ballerine professioniste: queste ballerine sono prostitute e la danza
serve per sedurre; le ballerine chiedono soldi o doni agli uomini, i quali li mostrano a
tutti come se fosse un'asta; la danza non una forma d'arte, non c' abilit. La presa
di posizione di Amalia forte, ha un giudizio moralistico ed il lessico impiegato
esprime l'immoralit di quelle danze, create anche per i turisti.
LA RELATIVITA' DEL BELLO
Il bello nel neoclassicismo: secondo il principio neoclassico la natura imperfetta,
quini non pu essere copiata, ma deve essere imitata; l'arte costituisce l'ideale di
bellezza prendendo solo le parti belle di individui diversi. Per i neoclassicisti la
bellezza astratta, universale.
Relativismo estetico: i principi neoclassici vengono messi in dubbio dai romantici,
che ne elaborano degli altri: la bellezza relativa.
Corriere delle dame: la direttrice Carolina Lattanzi, 1814, introduce il relativismo;
ogni popolo pu darsi il proprio ideale di bellezza; esprime l'esigenza di abbandonare
l'ideale neoclassico poich, altrimenti, la bellezza rimarr sempre uguale.
ANDREA MAJER
"bella imitazione pittorica della eccellenza delle opere di Tiziano"; tra i teorici che
hanno riciclato l'idea di Lattanzi ed introdotto il relativismo estetico, il pi importante
Majer, esso sostiene la necessit di emanciparsi dal belo ideale perch la natura pu
essere copiata. Esprime il bisogno di ritornare alla natura, perch non imperfetta
come credono gli idealisti che la osservano dal vivo; i ritratti sembrano fatti con uno
stampino, mancano la personalit del pittore e la variet nell'arte contemporanea.
Percepiamo gradevole quello che per abitudine associamo al gradevole; il bello cio
che vero, belo ci che corrisponde alla realt perch ci che artifiiale non
produce una sensazione di bello.
DEFENDENTE SACCHI
Riprende la teoria di Majer, ma aggiunge degli esempi; nella conclusione del testo
presente l'idea di Sacchi: la bellezza moderna relativa.
Testo: la natura varia a seconda dei luoghi e, con essa, variano anche le caratteristiche
dell'uomo -razze-; da ci ne deriva che ogni razza ha un proprio modello di bellezza
ideale in quanto il bello il risultato della selezione di parti belle, ma la selezione non
universale poich dipende dal gruppo etnicp a cui le persone appartengono; l'ideale
di bellezza varia anche nel tempo.

07/03/2016
ALESSANDRO MANZONI
Manzoni lancia la moda del romanzo storico con i "Promessi Sposi", anche se non
sono un romanzo storico perch mancano le caratteristiche principali del genere.
Nel 1830 scrive il saggio "Componimenti misti di storia e invenzione", in cui prende
le distanze da questo genere perch esso di successo, ma non di qualit.
I Promessi Sposi non sono un modello perch:
Non c' l'oriente
Mira alla fedelt storica
Non un romanzo sentimentale; infatti Manzoni condanna l'amore per due
motivi:
1) Se presente l'amore passionale, andrebbe oltre i vincoli imposti dalla
societ e perci creerebbe una letteratura immortale, non era un esempio
di buona condotta. L'amore passionale presente nei romanzi storici.
2) Se presentasse l'amore matrimoniale non sarebbe interessante, perch
privo di avventure.
Per Manzoni il romanzo peggiore quello di Massimo D'Azeglio
Per Manzoni questo genere letterario il peggiore perch non si pu scrivere una
vicenda unendo la storia con l'invenzione e poi perch dovrebbe basarsi sulla storia
(romanzo storico). Il problema che se si basasse troppo sulla storia verrebbe a
mancare la parte fantastica amata dai lettori e dall'altro canto se prevalesse la
componente fantastica, verrebbe meno la storia, comunque vada i componimenti
sarebbero dei fallimenti.
CARATTERISTICHE DEL ROMANZO STORICO
Contrapposizione tra tipologie diverse di bellezza:
Donna europea; bellezza nordica, angelica, le virt sono la modernit e la
fedelt; priva di sensualit la sposa ideale.
Donna orientale; bellezza bruna, inquieta, ha sensualit ed esibisce il corpo.
Si ha la presenza di elementi graditi al pubblico, cio l'ambientazione, gli elementi
sentimentali, gli elementi gotici, elementi comici ed elementi esotici.

WALTER SCOTT, IVANHOE


Ivanhoe un modello perch vi la contrapposizione tra 2 donne:
1. Lady Rowena: di origine europea, di carnagione chiara, occhi azzurri, capelli
biondi a riccioli; l'abbigliamento semplice, sobrio, come collana un
reliquiario d'oro che la fa apparire una santa,. Ha carattere gentile e timido,
ma severa e superba (perch ricca), esprime la parte razionale della donna;
ha movimenti rigidi.
2. Rebecca: di origine ebrea; occhi scuri e brillanti, naso aquilino, capelli neri; ha
abiti orientali con colori accesi, gioielli e turbante. E' coraggiosa, con carattere
forte, sprezza il lusso ed esprime la parte irrazionale della donna. Esprime
seduzione.
MASSIMO D'AZEGLIO, ETTORE FIERAMOSCA OSSIA LA DISFIDA DI BARLETTA, 1833
Massimo prende come modello l'Ivanhoe per gli amori passionali e le avventure
cavalleresche, per la bellezza verginea e le seduzioni d'oriente. Il romanzo deve il
suo successo alla componente nazionalista a Barletta c' una battaglia tra francesi
ed italiani perch secondo i francesi gli italiani sono incapaci di difendersi, pigri e
non patriottici, quindi giusto che l'Italia venga spartita tra gli europei-, inoltre il
protagonista (Ettore) e il fatto (la disfida di Barletta) sono fatti realmente esistiti.
Ci sono, anche qui, due figure femminili contrapposte:
1. Ginevra: la donna angelica che guadagna la virt con il martirio -sconta il
peccato di aver consumato il suo amore non con Ettore, infedelt- viene
presentata quando inginocchiata in chiesa; nel ritratto ci sono il "diavolo" e
"l'acqua santa", perch sono mescolate 2 tipologie femminili presenti nei
promessi sposi: inginocchiata, rimanda a Lucia davanti all'innominato quando
afferma di preferire la morte alla perdita dell'innocenza; velo e capigliatura,
rimanda alla monaca di Monza (seducente). L'occhio azzurro rispecchia
l'azzurro del cielo, segno che protende alla felicit ultraterrena. Il nome evoca
l'universo cavalleresco presente in "Re Art".
2. Zoraide: ricalca il modello di Rebecca, aviti dai colori vivaci, naso aquilino,
sguardo aquilino, turbante, capelli bruni, pronta ad agire. coraggiosa ed
istintiva, un qualit positiva perch i suoi comportamenti sono sinceri, in
quanto non sono frutto della mente. Essa si sacrifica per far sposare Ettore e
Ginevra. orientale, ma la provenienza geografica indefinita.
CONSIDERAZIONI DI D'AZEGLIO
Esso confessa di aver inventato tutto, poi parla della genesi del romanzo e di
Zoraide: non sa perch mette Zoraide accanto a Ginevra, forse per motivi di
equilibrio, per soddisfare le aspettative del lettore o perch sono complementari,
dato che difficile rappresentare l'animo femminile ricco di sfaccettature.
GIAMBATTISTA CASTI, RELAZIONE DI UN VIAGGIO A COSTANTINOPOLI, 1788
Casti un autore autorevole del tempo perch un autore di poesie e
melodramma. A fine '700 diventa poeta di arte a Vienna e librettista. Prima di
ricevere questa nomina si reca a Costantinopoli, nel 1788, periodo in cui la Turchia
in guerra con la Russia e l'Austria. Il resoconto di Casti molto importante perch,
nonostante gli europei siano interessati alla questione orientale e al mondo turco,
sono pochi i viaggiatori che si recano in queste zone, forse per le difficolt di viaggio.
La relazione di viaggio si avvicina a quelle degli illuminati: osservazione scientifica e
sembra un trattato perch in primo piano c' l'io.
IL RESOCONTO
Incipit: andamento asettico, serio; non mostra l'interesse per la popolazione o il
luogo, ma lo considera come un possibile avamposto militare.
40 pagine seguenti: hanno un atteggiamento ambivalente; affascinato dalla citt,
ma un luogo invivibile.
Prima parte: descrive la citt vista dall'esterno; immensa e sembra un anfiteatro,
pi bella di quando uno la possa immaginare. stupito e meravigliato. L'autore
descrive la citt in modo da riprodurre nel lettore lo stesso stupore che si prova
quando si guarda un'opera teatrale. la tecnica del vedutismo.
Seconda parte: la citt vista dall'interno non corrisponde all'aspetto esteriore; le
strade sono sporche, sommesse; descrive i monumenti che attraggono i turisti
mosche di Santa Sofia, Span Bazar, Ippodromo, cimiteri-.
Terza parte: descrive i "dervisci ruotanti", chi sono e cosa fanno; mistici dell'islam,
ruotano su se stessi finch cadono a terra entrando in contatto con la divinit, alcuni
si infilzano con ferri, lame, ma non vengono feriti. Per Casti sono ciarlatani, danno
spettacolo per i turisti, non si feriscono perch c' un trucco che la ragione per non
ha ancora trovato.
Quarta parte: spiega i motivi per cui non soggiornerebbe a lungo nella citt:
La peste; c' perch non si curano, bisogna evitare i contatti con la
popolazione, soprattutto con la plebe; per poi ci si abitua al pericolo e non
sembra pi tale.
Assenza delle donne; le donne sono rinchiuse nell'harem, quindi la societ
solo maschile e perci non piacevole; gli uomini trascorrono la giornata in
ozio.
CRISTINA DI BELGIOJOSO
Cristina un'aristocratica che ha sposato il principe di Belgiojoso; ha una cultura
solida a differenza della Nizzoli e quindi il suo viaggio diverso. Partecipa alla vita
polita, lotta per l'indipendenza del suo paese e ca in esilio in Francia e poi ad Ankara.
Nel 1853 compie un viaggio verso la Terra Santa, attraversando la Turchia e la Siria,
dove la figlia avrebbe ricevuto la comunione. Si vanta di essere donna perch pu
osservare le popolazioni dei luoghi attraversati nella vita domestica; nei suoi
racconti rovescia i miti sull'oriente: non un "locus amoenus", arretratezza,
sporcizia, malsano, gli harem non sono luoghi di piacere, ma in effetti anch'essi sono
sporchi, disordinati e pieni di fumo, senza finestre.
Analizza i rapporti tra uomo-padrone e donne, costrette ad accettare una
condizione di subalternit.
(Testo pagina 309-312 "ricorda")
Prima parte: Cristina descrive una delle prime tappe del suo viaggio, viene ospitata
nella casa di un anziano muft -nella societ musulmana svolge funzioni religiose,
giuridiche e civili- che le permette di visitare il proprio harem. Appena conosciuto, il
muft, incarna tutti gli stereotipi dell'orientale; saggio, raccoglie la famiglia attorni
a s e controlla le donne, inoltre ospitale. Il muft cede a Cristina le sue stanze
perch, come afferma, non la farebbe alloggiare nell'harem, in cui lui stesso rifiuta di
dormire o trascorrere il suo tempo; il muft descrive l'harem manifestando la sua
ripugnanza per lo sporco ed il disordine.
Seconda parte: Cristina descrive la visita all'harem del muft e afferma che
distrugger i luoghi comuni, creati dagli uomini europei, relativi agli harem; prima di
tutto cita le "mille e una notte" in quanto, mentre lo leggeva, era consapevole del
fatto che ci fossero delle esagerazioni, ma pensava comunque che si basassero su un
dato reale, invece, alla luce di ci che vede, le descrizioni degli harem sono lontane
dal vero. L'harem sporco, disordinato, pieno di polvere e olio, ma le donne non se
ne accorgono; le finestre non sempre ci sono e ci aumenta il senso di sporcizia,
anche perch i locali puzzano di fumo; i bambini sono sporchi e le donne di servizio,
dopo i lavori domestici, si siedono sui divani. Lo sporco cos passa dagli oggetti ai
corpi e viceversa.
Il trucco, essa lo considera come un segno di disordine e cattivo gusto; in queste
case non ci sono specchi, perci le donne si affidano alle altre per truccarsi, solo che
essendo rivali tra di loro, si incoraggiano a truccarsi in maniera esagerata e ridicola.
La mattina seguente Cristina parla con il muft per capire le relazioni tra uomo e
donne dell'harem e tra padre e figli; si verifica un fraintendimento culturale
riguardante la concezione della famiglia, cio Cristina passa dell'esaltare il muft a
denigrarlo; lei gli chiede cosa accade quando lui prende una nuova moglie, cio
quella precedente viene messa nell'harem. Poi gli chiede del suo rapporto con i figli
e se li ama tutti allo stesso modo, lui risponde che non prova affetto nei confronti
dei suoi figli e che se li dovesse rivedere a distanza di anni non li riconoscerebbe.
VIAGGIARE E SCRIVERE NELL'ITALIA IMPERIALISTA, 1869-1960
L'Italia dopo l'unit: l'Italia diventa una monarchia e inizia il colonialismo italiano.
Questi due eventi cambiano la modalit di viaggio e, soprattutto, l'approccio dei
viaggiatori italiani nei confronti dell'oriente. Durante il fascismo i viaggiatori hanno
una cultura colonialista e razzista, questo perch il razzismo serve al regime per
legittimare le occupazioni di nuove colonie.
IMPERIALISMO ITALIANO
L'imperialismo italiano ha 3 frasi:
1. 1869-inizio '900; acquisizione della baia in Eritrea.
2. 1911; conquista della Libia -fino al 1943-.
3. 1939-1943; fascismo, territori conquistati per creare l'impero coloniale; gli
italiani sono crudeli, attuano repressioni violente e c' il razzismo che
legittima la violenza.
CENNI STORICI
1869: acquisto della baia si Assalo in Eritrea da parte di una societ genovese.
1882: la baia di Assalo viene acquistato dal governo italiano.
1882-1896: espansione in Eritrea e Somalia, gli italiani subiscono delle sconfitte.
1890: nasce la colonia in Eritrea.
1902-1943: l'Italia ottiene il territorio di Tianjin in Cina.
Nella prima met del '900 vengono occupate Libia, Tunisia, Somalia, parte
dell'arcipelago greco e Tianjin.
IL VIAGGIO COME PIACERE
Nella seconda met dell'800 e nel '900 i viaggiatori viaggiano per il piacere di farlo e
per la curiosit verso luoghi e culture diverse, nasce cos un nuovo modo di viaggiare;
i luoghi inizialmente visitati sono quelli descritti in "mille e una notte".
31 marzo 14.00 esame yeeeeeeee si va a roma!

09/03/2016
L'attenzione rimane sull'oriente arabafono, nell'Italia unita viene pubblicato il testo
che ha avuto il maggiore successo in quei anni e rappresenta tuttora un modello di
successo.
EDMONDO DE AMICIS, COSTANTINOPLI
Edmondo de Amicis, viene citato da Pamuck, dicendo che de Amicis riesce a
descrivere bene Costantinopoli piuttosto che molti turchi. De Amicis un borghese,
che costruisce un libro perfetto perch somma i luoghi comuni.
Costantinopoli viene pubblicato nel 1876, nasce da una reale esperienza di viaggio
anche se limitata nel tempo, de Amicis passa poche settimane a Costantinopoli che
per gli consentono di raccogliere moltissimi materiali, esso un autore erudito,
molto intelligente che sa costruire con sapienza i propri testi, sa che deve restituire
al pubblico una serie di ingredienti e per fare ci, deve conoscere tutto ci che gli
scrittori hanno testimoniato su Costantinopoli prima di lui; nelle prime pagine del
testo dichiara le sue fonti e cita i principali testi italiani e stranieri che hanno parlato
della citt, ponendosi in modo competitivo con questi testi, vuole dare al lettore un
esperienza inedita. un libro molto forte che ci permette di vivere a distanza nella
citt di Costantinopoli vedendone le innumerevoli sfaccettature, de Amicis abile a
riprendere alcuni luoghi comuni e tecniche di descrizione delle citt: fa avvicinare il
lettore alla citt via mare perch vuole ottenere un grande effetto scenografico,
Costantinopoli anfiteatro di diversit e molteplicit di esperienze umane, il primo
capitolo, narrato in prima persona, come se accompagnasse il lettore alla scoperta
di questo luogo. Si ha poi una tecnica sviluppata da de Amicis per creare suspense,
viene creata la condizione di attraccare al porto, ma questa viene sempre rimandata
per vari motivi, ad esempio le condizioni atmosferiche ecc. Si ha un effetto di
sorpresa, esso gioca sull'oscillazione tra la delusione di chi non pu vedere uno
spettacolo e poi improvvisamente mostra la citt di Costantinopoli, in seguito si ha
una serie di capitoli che hanno una struttura diversa dal modello classico epistolare
perch lui sa che ha a che fare con un pubblico nuovo, un pubblico che vuole un
genere di letteratura che avvince, i lettori vogliono un racconto. Divide il libro in
capitoli ognuno dei quali tematico, dedicato ad un aspetto particolare di
Costantinopoli. All'interno del capitolo dedicato al luogo crea una storia affiancando
all'esotismo dei luoghi, l'esotismo storico, fa affondare il lettore nella storia del
luogo attraverso un racconto, non si limita a descrivere quello che vede, ma
racconta dell'edificazione della cattedrale di Santa Sofia in termini quasi leggendari,
celebra l'abilita di costruzione degli antichi e la Costantinopoli di un tempo
rievocando le arditezze che sono state compiute dagli architetti, con un ch di
leggendario, ad esempio la cupola reggeva il peso perch era costruita con reliquie
di martiri cristiani; poi passa alla descrizione dell'entrata a Costantinopoli dei
cristiani e va avanti con i toni del mitico e dell'epico, toni che esprimono la
grandezza dell'imperatore, ma celebra anche la grandezza dell'uomo costruttore,
l'uomo artiflex, de Amicis vicino al positivismo, favorevole a mettere a
disposizione dell'uomo oggetti innovativi, tecnologici che migliorano la vita
dell'uomo stesso.
De Amicis, poco prima di scrivere questo libro va all'esposizione mondiale a Parigi e
descrive in toni entusiastici questo luogo, l'Expo, rappresenta una vetrina nella quale
le nazioni europee espongono i propri prodotti di eccellenza e ci che mostra il loro
grado di avanzamento negli ambiti scientifici, tecnologici ecc. Da ci deriva la sua
tecnica descrittiva; cio esposizionale, vetrina di oggetti che vengono elencati in
modo da dare un impressione di variet, di tipicit. proprio la tecnica che si trova
nel brano Il ponte di Galaga; il ponte viene visto come un luogo di passaggio, la
vetrina delle popolazioni di Costantinopoli, popolazioni molto diverse per religione,
etnia ecc. Per il titolo adotta il nome antico -Costantinopoli- perch ha intenzione di
far vivere un'esperienza pienamente esotica, sia nella storia che in modo geografico,
promette di mostrare la citt visibile, ma anche le citt di Costantinopoli invisibili,
testimoniate dai libri degli altri viaggiatori, quelle non fruibili al turista
contemporaneo; questo libro diventa cos quasi enciclopedico, ha la pretesa di
restituire tutto l'immaginario attorno a questa citt. Nel caso della popolazione de
Amicis sceglie un punto di vista privilegiato che il ponte, ci perch isola l'umanit
sospendendola dalle acque e permette di focalizzare l'attenzione del lettore su i
singoli personaggi, tutto questo brano dominato dall'uso della sineddoche, de
Amicis non descrive un personaggio alla volta, ma mostra delle figure scomposte nei
loro dettagli e questi dettagli vengono riassemblati per tipologia -cappelli, scarpe,
rumori, lingue, ecc-, si ha la tecnica dell'elenco a cui alterna il ricostruire una figura
nella sua interezza, ma rappresentata di una sua tipicit che lo rende un personaggio
particolare, qua e l aggiunge degli oggetti di curiosit per il lettore. Introduce,
inoltre, degli aneddoti che permettono di giocare sulla variet, aggiunge figure
molto tipiche dal punto di vista etnico, ma sono anche tipi perch rappresentati
da una determinata classe sociale e portatori di vizi e virt. A questo lungo percorso
descrittivo segue una fase riflessiva, il narratore vuole restituire il senso complessivo
di questa scena, esso mostra un'altra faccia dell'esperienza di viaggio, proprio
perch il viaggio mette il viaggiatore di fronte a qualcosa di nuovo con cui
confrontarsi diventa un modo per conoscere se stesso e si vedr rispecchiato
nell'altro, vedr alcune delle proprie preoccupazioni, delusioni ecc.
CORRADO ALVARO, VIAGGIO IN TURCHIA
Scritto nel 1932, viene affiancato al viaggio di de Amicis). Alvaro un uomo del sud
-Calabria, San Luca-, figlio di gente molto modesta che vive in un'Italia fascista da
uomo antifascista e subisce la sua posizione politica dovendo trascorrere dei periodi
fuori dall'Italia. Esso si confronta con una Turchia molto diversa, Turchia non pi
ottomana, ma una repubblica turca guidata da Ataturk, un sovrano che fonda la
Turchia moderna, politico che ha forzato l'ammodernamento, modernizza il paese
introducendo tutto ci che di buono la popolazione ha prodotto. Su questa figura si
fonda un mito anche molto contestato. Il libro di Alvaro attraversa la Turchia, non gli
interessa solo Costantinopoli, ma vuole conoscere la Turchia anche dell'interno a
partire dalla nuova capitale, Ankara, una citt isolata su un altipiano, in gran parte
desertico, la sua esperienza interessante perch lo scrittore costretto ad
abbandonare tutti i luoghi comuni e guarda il processo di ammodernamento. Il
brano racconta il lungo viaggio che Alvaro compie per raggiungere la nuova capitale,
un viaggio segnato dalla monotonia che gi caratterizzato da i segni di un
ammodernamento anche a volte ingiustificato, attraversa l'Anatolia su mezzi
pubblici, su strade quasi vuote, senza un contesto urbano, vede il progetto di
Ataturk realizzarsi ancora prima di essere completato e cosi descrive in questi
termini il viaggio. un paesaggio privo di figure umane fino all'arrivo in citt che
desta stupore e meraviglia in Alvaro, l'atteggiamento non di critica, ma piuttosto di
stupore nei confronti di questa citt che viene completamente reinventata. Alvaro
testimonia che non sono pi visibili gli elementi che i viaggiatori del passato hanno
descritto, la citt di Ankara di una volta non esiste pi, stata cancellata dalla citt
pseudo occidentale che ha ridisegnato tutto l'assetto, essa si presenta aperta con i
quartieri che quasi sprofondano nella steppa e il paesaggio pastorale sembra
penetrare nella citt, esso si ritrova a scrivere di questi pastori che entrano ad
Ankara, a mostrare come sia la citt in verit, esso conclude che Ankara una citt
contraddittoria con vecchio e nuovo, archeologia e modernit.
Il libro che sembra pi attuale quello di de Amicis, Alvaro descrive la Turchia
durante il cambiamento. De Amicis invece basa tutto sui luoghi turistici che son
rimasti tali e che i turchi han fatto rimanere uguali puntando sulla tipicit.
GLI ITALIANI IN EGITTO
L'Egitto fino alla seconda guerra mondiale viene continuamente visitato dagli italiani
ed esiste una colonia italiana, essi sono costituiti da una parte dagli esuli politici, altri
da professionisti chiamati dal governo egiziano, che gi dai primissimi anni dell'800
chiamano dei professionisti, soprattutto italiani, che hanno tecniche amministrative,
burocratiche, di sicurezza, ecc. Gli italiani costituiscono una vera e propria comunit
in cui gli lavorano in questi ambiti. Nel 1879 viene sciolto il governo euro-egiziano,
gli italiani sono presenti con parecchie associazioni internazionaliste, repubblicane,
mazziniane; le lingue ufficiali sono l'inglese e l'arabo, ma anche l'italiano molto
parlato.
Nel 1922 viene scoperta la tomba di Tutankhamon, ritornano i miti dell'Egitto come
luogo di vita e morte, con temi di superstizioni sulle maledizioni dei faraoni, la
cultura di massa crea cos questi filoni, come quello della mummia, che
contribuiscono ad un rilancio turistico dell'Egitto; nel frattempo il governo egiziano
tenta di porre rimedio al fatto che i beni archeologici egiziani siano stati depredati e
nel 1924 si abolisce il diritto degli europei a depredare e gli egiziani riottengono i
loro beni.
Nel frattempo, il processo di indipendenza egiziano molto travagliato, si ha la
figura quasi eroica di Saad Zaglhoul, indipendentista e politico che viene accusato di
essere il mandante dell'omicidio di Lee Stark; questo episodio fa nascere in Europa
un sentimento anti inglese, anche in Italia, molti intellettuali partono e vanno in
Egitto per incontrare Saad e sostenere la sua politica di indipendenza dal
colonialismo aggressivo degli inglesi. Si sviluppa questa sensibilit e non un caso
che essa venga portata avanti in primis da artisti e letterati, un momento particolare
segnato dalla esposizione coloniale nel 1922 e 1932, erano eventi periodici, ma in
questo caso le nazioni europee mostravano le ricchezze derivate dalle colonie. In
occasione di queste esposizioni c' la presa di posizione dei surrealisti che
sostengono che l'esotismo sia un atto di colonizzazione, costruito per legittimare
l'opera di colonizzazione.
MICHEL LEIRIS, L'AFRIQUE FANTOME
Michel Leiris, dice che chi viaggia di solito ha un atteggiamento poetico, guarda con
occhi soggettivi e proietta il suo bagaglio immaginativo sulle altre culture e le
investe di valori che queste culture non hanno, fa riferimento che questa immagine
di oriente che era stata diffusa anche dai romanzi, fenomeno che pero permane.
GIUSEPPE UNGARETTI
Ungaretti figlio di italiani, nato in Egitto, ma che viene mandato in scuole francesi,
un accanito lettore nella narrativa francese. Nel 1931 torna in gitto come inviato
speciale della gazzetta del popolo di Torino. In seguito questi testi vengono
raccolti da Ungaretti. L'atteggiamento di Ungaretti di tipo poetico, cio il suo
interesse va sull'Egitto del paesaggio desertico che lo affascina, del Nilo, all'Egitto
archeologico, mentre rimane molto perplesso sull'Egitto che sta crescendo e
ammodernando. Esprime pi volte un atteggiamento di rifiuto per l'Egitto
ammodernato, esso crede che gli egiziani non lo sappiano fare, si alternano a pagine
liriche e poetiche, a momenti in cui Ungaretti esalta l'Egitto moderno creato dagli
italiani. Insiste nel voler denunciare questo processo di ammodernamento che
secondo lui un imbruttimento perch gli egiziani stanno compromettendo il
patrimonio artistico ereditato dai faraoni antichi, non esiste pi un Egitto autentico
che sappia valorizzare il passato e le tradizioni. Non pi un luogo vivo, dove non
viene preservato il proprio patrimonio, esprime una cultura morente, nei confronti
della quale Ungaretti dichiara un sentimento di sdegno.

11/03/2016
L'EUROPA SCOPRE IL GIAPPONE TRA OTTO E NOVECENTO
Nella seconda meta del '900 c' una sorta di tab nei confronti del Giappone, per
colpa di Roberto: una parola formata da tre sillabe che costituiscono l'alleanza tra
Germania-Giappone-Italia; il Giappone esce dagli interesse degli italiani,
precedentemente erano molto interessanti. Ci sono una serie di scambi tra Italia e
Giappone con dei video girati dai Savoia in Giappone, un tab perch il
totalitarismo nei due alleati europei sparisce mentre in Giappone rimane una
struttura con un centramento politico, resta l'imperatore e per questo meno
comprensibile agli occhi degli europei.
La scoperta del Giappone si ha nel 1853, arrivano le prime navi americane e riparte
la scoperta di questo paese. Nel periodo Meiji il motto era fokoku kyohei, cio il
potenziamento dell'esercito e la ricchezza. Si diffonde l'idea del Giappone come una
terra finalmente raggiungibile. Il Giappone diventa modello di inaccessibilit agli
europei, subito dopo il contatto commerciale, nasce un interesse per l'arte
giapponese che viene diffusa attraverso i manga (Hokusai). La scoperta dei manga
avvia una moda dal nome japonisme, un termine nato in Francia ed una parola
coniata da un critico francese. In questa fase del Giappone interessa la letteratura,
non narrativa, ma soprattutto la poesia perch la poesia europea si stava
rinnovando, cercando di uscire dalla tradizione, un modello che appare l'haiku
ed il tanka, forma di poesia breve, epigrammatica, sviluppata soprattutto nel '700;
interessa di pi l'haiku che le altre perch esso espressione di un'illuminazione
istantanea e temporanea che ci mette a confronto con un oggetto che viene visto in
maniera non riflessiva, privato al di l di ogni nostro pensiero e dotato di un
coloritura emotiva molto importante, mostra apparentemente in maniera oggettiva
gli oggetti, ma allo stesso tempo come appaiono nella realt agli occhi dello
scrittore.
I testi vengono letti in francese, gi negli anni '70 vengono pubblicate le prime
antologie, la pi famosa quella di Judith Gautier Pomes de la Libellule, prende
gli haiku e li traduce in francese in maniera libera avvalendosi di un personaggio,
cio Kimemochi, come consigliere linguistico, producendo per una sorta di falso, si
adatta all'immaginario francese. Questo libro illustrato da un artista giapponese,
ma non con uno stile tradizionale giapponese, ha una grafica europeizzante. una
raffinata imitazione dell'haiku, per sempre rivisitato e deformato.
Usm: una giovane fanciulla, una parola che si trova sempre negli scritti tradotti
dal Giappone.
In Italia la letteratura giapponese viene letta in francese.
ARTE
Figura universale non ha bisogno di essere tradotta, ma va capita.
I fratelli Edmond e Jules de Goncourt registrano il rivoluzionarsi dell'arte giapponese
in Europa; dicono che l'arte giapponese importante quanto quella greca.
L'interesse va soprattutto, a partire dai manga, al genere artistico ukiyo-e
immagine del mondo fluttuante, che si dedica alla vita quotidiana, con un forte
elemento comico. L'arte giapponese risulta cos interessante perch pare costruita
su un modello estetico molto vicino a quello che gli artisti europei stanno cercando,
l'arte dei paesi mediterranei era un arte decorativa, ci che si vuole rinunciare ora
proprio l'idea di decorazione e cos si cerca l'essenza dell'immagine. L'arte
giapponese presuppone un rapporto di attenzione assoluta e costante con il suo
soggetto. L'artista deve creare il vuoto assoluto dentro di s e lasciare che il
frammento di mondo risuonasse e si manifestasse attraverso le loro mani,
frammenti di mondo che racchiudono in s l'opera. E' una scoperta rivoluzionaria
quella di uno spazio nuovo completamente diverso da quello gi conosciuto, si cerca
una spazialit nuova, non pi realistica, ma che riproduca le illusioni ottiche. La
prospettiva frutto della convenzioni, quindi qualcosa di cui ci si pu liberare. Lo
spazio giapponese modulare e permette di rinunciare alle griglie, alle cornici, c'
un senso di continuit con la natura, arrivano in Europa soprattutto oggetti
pieghevoli, ventagli in grande quantit; ci sono poi delle riflessioni sulle pareti mobili
sulle case giapponesi, lo spazio giapponese modulare, si permette di far entrare
la natura nella casa, lo spazio non pi chiuso e frammentato come avviene in
Europa.
L'uso degli elementi atmosferici sono finalizzati ad isolare l'oggetto ed a creare il
senso di continuit tra lo spazio creato e lo spazio fisico dove un oggetto situato; la
nebbia e la neve esaltano bellezza e forme rivelando la struttura essenziale e
togliendone i particolari. Gli impressionisti diventano collezionisti di manga e oggetti
giapponesi; cominciano per ad essere prodotti gli oggetti in modo industriale per
soddisfare questa moda. Il ventaglio diventa un modo per creare l'immagine.
l'interesse per l'arte giapponese la parola con l'immagine, in quel periodo le arti
fanno parte di un sistema caratterizzato dalla gerarchia, c' un'arte pi importante
di tutti, cio la letteratura. L'idea tradizionale quella che la letteratura la forma
d'arte superiore, invece ora si pensa che tutte le arti abbiamo la stessa dignit e che
possano vivere in un codice linguistico che pu essere iconografico e ideologico.
La calligrafia anche immagine, ricerca di bellezza. La bellezza nell'arte giapponese
ha sempre presente un'idea di sofferenza, perch la bellezza fuggisca, la bellezza
deve passare.
VITTORIO PICA
un grande critico dell'arte, che segue le grandi esposizioni artistiche e scrive dei
libri che diffondono l'amore per il Giappone presso gli italiani.
GABRIELE D'ANNUNZIO ED IL GIAPPONE
D'Annunzio un autore molto amato in Giappone ed ha una vera passione per esso,
anche se non parla il giapponese. Gli interessa per due motivi, il principale era
l'ordine politico: il Giappone rappresenta per lui la grande potenza bellica ed
economica rivelatasi alla fine dell'800 con la guerra contro la Cina in cui stata
sconfitta e nel 1905 con la Russia. D'Annunzio nel Giappone vede il paese che ha
saputo uscire dall'isolamento ed diventato una potenza.
Scrive del Giappone quando si trova a Roma come giornalista e scrive delle cronache
dove parla di feste e matrimoni, per questi articoli mostrano l'attenzione ed il
gusto per la moda giapponese e anche il fatto che questa moda non riguarda pi
solo gli artisti, ma tocca tutta la popolazione, abbastanza ricca da potersela
permettere; L'altro motivo era l'arte raffinatissima.
C' l'interesse anche sulla parola mostro, cio le leggende giapponesi legate ai
demoni,mostri,ecc.
D'Annunzio riporta un haiku della Goethie, per ritradotta da lui. La donna italiana
moderna una maniaca del Giappone e infatti ripropone queste poesie per il the
delle 5; riporta che le poesie della Goethie siano una contraffazione, quindi viene
accusata da D'Annunzio di assomigliare troppo il Giappone alla cultura francese. il
primo in Italia che cerca di imitare un componimento giapponese tramite la
struttura metrica.
Recensisce inoltre un testo di Paul Bonnetain, La mort du Japon, in cui ci sono frasi
molto forti di D'Annunzio sul Giappone a causa della modernizzazione anglo-
tedesco-americana, atta solo a soddisfare i bisogni dei turisti; teme che venga
trasformato il paesaggio giapponese, abbattendo ci che particolare del Giappone.
D'Annunzio amico di Harukichi Shimoi, nato in Giappone e laureato in anglistica,
arriva poi in Italia ed lui il primo a diffondere una cultura giapponese autentica
sotto vari aspetti non solo letterari, diffonde la cultura del karate. D'annunzio non
andr mai in Giappone.
GHERARDO MARONE, LA DIANA, POESIE TRADOTTE DIRETTAMENTE DAL
GIAPPONESE
La Diana una rivista molto importante in cui si pubblicano le prime poesie, ma
anche le poesie di grandi poeti come Ungaretti. Questa rivista sfrutta Shimoi e
pubblica una serie di testi giapponesi raccolti poi in una vera antologia italiana, nel
frattempo si diffonde la conoscenza del Giappone anche per il popolo attraverso il
melodramma con l'opera L'Iris di Pietro Mascagna e Luigi Illica. Essi partono
dall'elemento noto, cio un immagine di Hokusai Tako to ama: la leggenda narra
di una semplice fanciulla pescatrice imparentata con una famiglia importante, che si
getta nel mare per recuperare una perla rubata, alla famiglia dello sposo, da un
drago dei mari, appena si tuffa viene seguita dal drago dei mari e viene raggiunta
dalla piovra che tenta di recuperare la perla che essa ha nascosto nel petto,
tagliandoselo. Per il popolo italiano rimane il tema centrale dell'opera di Iris. Iris
una musm devota al padre cieco, rapita per da un nobile malintenzionato e
portata in una casa di piaceri proprio per costringerla a fare l'amore con il nobile;
per la fanciulla respinge le avance e si getta da una rupe in mare morendo.
Mascagni rappresenta una sorta di Giappone di cartone, perch pieno delle parole
magiche pi ricorrenti al popolo europeo di quegli anni e c' anche la versione
demoniaca, ma non c' assolutamente realismo, un Giappone totalmente
reinventato.
GIACOMO PUCCINI, MADAMA BUTTERFLY, 1903-1904
Il Giappone di Puccini molto pi interessante perch ha una maggiore fedelt
all'immagine del Giappone; si documenta con fonti letterarie, racconti, romanzi,
drammi, pubblicati tra America ed Europa in quegli anni.
TRAMA: abbiamo la figura di un americano, un ufficiale, che sposa una ragazzina di
15 anni giapponese, con il solo motivo del volersi divertire, fingendo il matrimonio
con la consapevolezze del poter divorziare; questa giovane moglie diventa una sorta
di giocattolo, alla quale lui contrappone la moglie americana che poi sposer. La
ragazza arriva a convertirsi al cristianesimo e cos la popolazione giapponese la
rigetta, Choucho-san, la ragazza, attende il ritorno dell'ufficiale e si illude che esso
torner avendo avuto un figlio; l'ufficiale ritorna, per con la moglie americana con
l'intenzione di portare via il bambino e la ragazza compie un suicidio rituale.
Puccini va a studiare le melodie tradizionali e le inserisce, il linguaggio musicale
giapponese gli consente di fare delle sperimentazioni, di superare la scrittura legata
alla fine dell'800 e proporre un linguaggio musicale nuovo, moderno.
CORRADO GOVONI, PAESAGGIO IN VENTAGLI GIAPPONESI
Govoni figlio di contadini, un poeta crepuscolare e nel giro di pochi mesi pubblica
due libri di poesie; si impone all'attenzione del panorama letterario italiano. Il primo
testo, un sonetto, si intitola il paesaggio e viene a scrivere questa testo a causa
della moda del Giappone che girava. Sono quattro ventagli giapponesi, dove ci scrive
sopra i versi poetici. Govoni con il ventaglio, come se fosse la struttura implicita
che crea l'ordine di questo componimento, la critica ha insistito sul fatto che si tratta
di un componimento che non ha struttura perch un elenco di immagini. Il
ventaglio di per s uno spazio in cui si articola il paesaggio ed il testo. Il testo
risulta una rivalutazione della poesia perch il ventaglio determina lo spazio e
l'articolarsi del testo; l'ordine di tipo modulare come in un ventaglio vero, in un
paravento, in una parete mobile. Anni dopo far un libro a fisarmonica, modulare,
un libro che il lettore ricombina continuamente, una poesia a soffietto.
Lo spazio viene costruito attraverso il principio di occlusione, il poeta descrive
l'immagine dell'oggetto che si specchia. Maiolica lampone: ci si trova davanti alla
prima analogia futurista.
Polito: levigatissimo, pavimento cos liscio da essere specchiante.
14/03/2016
L'interesse del Giappone ritorna come una moda dagli anni '70-'80 del '900, da una
parte si studia il Giappone e la sua cultura, si ritorna a viaggiare.
R. BATHES, L'IMPERO DEI SEGNI
In questo testo ripercorre alcuni dei luoghi pi importanti della cultura giapponese,
la cultura giapponese la cultura dei segni, tutto significa qualcosa.
FOSCO MARAINI, ORE GIAPPONESI
Fosco e tutta la sua famiglia si trasferiscono in Giappone durante la seconda guerra
mondiale e coglie questa occasione per studiare l'antropologia; uno studioso ed
uno scienziato. un testo continuamente pubblicato, molto ricco dal lato
iconografico. Sono pagine importanti di ci che Maraini viene a sapere sulla cultura
giapponese.
Giancarlo Calza con Stile Giapponese, cita il testo di Maraini dicendo che la vera
Bibbia di chi studia il Giappone, perch pi completo e profondo.
Il vuoto e la bellezza di G. Sica: esso si propone come comparatista, si occupa non
solo dell'Italia, ma anche delle altre culture europee.
Il Giappone umiliato nella seconda guerra mondiale, il paese che sorprende il
mondo in quanto ha saputo ripresentarsi nel panorama internazionale come
potenza economica che stupisce soprattutto per il confronto con le altre potenze
economiche, molto pi grandi di esso. Assieme agli Stati Uniti era il paese pi forte
economicamente al mondo.
GOFFREDO PARISE
L'interesse con il Giappone si ha grazie agli scambi commerciali, che portano con s
la propria cultura , inizialmente gastronomica, a differenza dei ristoranti cinesi, che
si propongono con un alternativa a bassa costo, quelli giapponesi venivano proposti
come cucina elitaria, che consentivano un esperienza non solo gastronomica, perch
erano estremamente eleganti con cibo autentico, essi nascono per soddisfare gli
uomini d'affari giapponesi, avviene cos un esperienza estetica. Si scopre anche la
grande letteratura giapponese del '900, gli editori italiani pubblicano gli scritti
giapponesi.
Parise arriva in gippone nel '82 dopo aver percorso gran parte dell'estremo oriente,
la sua ultima tappa della sua scoperta dell'oriente e tocca anche il luogo che
maggiormente era stato caricato di un significato utopico. Parise sta 2 mesi in
Giappone, come giornalista, lui un romanziere di successo, i suoi libri hanno avuto
molto successo, ci che propone quando compone il libro qualcosa che non un
reportage di viaggio, ma un vero e proprio testo di narrativa, scritto in terza persona
NASCE COME REPORTAGE, MA LA FORMA CHE ACQUISTA QUELLA DI RACCONTO,
PERCHE' IL RACCONTO DI CONFRONTO CON UN LUOGO CHE ERA STATO
AFFRONTATO COME UN LUOGO DI UTOPIA, FAVOLISTICO.
Il personaggio principale un Marco Polo redivivo, che dopo secoli ha la possibilit
di mettere piede sulla terra che non aveva mai visto. Il racconto ha un taglio
autobiografico perch lo sguardo soggettivistico, ma raccontato comunque in
terza persona; viene confermato il ruolo del Giappone come luogo di utopia perch
Marco trova rispecchiati in Giappone quei modelli che costituiscono parte essenziale
dell'immaginario utopico dell'occidentale. Marco assume un atteggiamento
ambivalente, di fascino e distanza ironica. Il Giappone rappresenta la summa di una
serie di esperienze di vario tipo.
Si ha un tipo di pellegrinaggio estetico verso il Giappone perch la sua arte
all'insegna di una bellezza fondata sull'essenzialit, che piace agli europei e che
coincide con le loro ricerche.
Tutto il racconto segnato dai confronti tra il Giappone ed il paese della politica,
l'Italia, dove Parise sostiene che ci sia un grande orgoglio nazionale, ma che si
traduce in un egoistico individualismo in cui la politica italiana priva di interesse
morale, una societ condizionata dalla politica ma essa un campo di tensioni che
nascono da interessi personali, il libro nasce come uno specchio rovesciato del
paese di cui parte Marco.
TITOLO
-Il grande poeta giapponese Saito Ryokuu aveva detto che "l'eleganza
frigida" e mai in cos grande brevit a Marco pareva riassunto tutto il
Giappone. In quel senso gli abitanti di quel paese si mostravano appartenenti
quasi ad un'altra specie forse ovipara, perch nulla mai introduceva Marco a
un tale genere di pensieri, cos diffusi in Occidente non si sa perch. Molta
letteratura, pittura e perfino cinema giapponese si prestavano al gioco della
sessualit ma c'era in giro e nell'aria troppa forma ed eleganza, dunque
artificio, perch la sessualit e la sensualit prendessero molto spazio.-[fine]
Il titolo viene spiegato all'interno del testo, ripreso da una sentenza del poeta Saito
Ryokuu, che afferma che l'eleganza rigida; tutto all'insegna di questa freddezza,
persino la sfera erotica, il titolo dice che questa bellezza giapponese esclude
qualsiasi elemento di sensualit ed ecco il perch gelida; in qualche modo, un
oggetto, un comportamento, ecc. per essere elegante deve essere privo di un
coinvolgimento sensuale, sessuale. Questa freddezza ed eleganza diventano la
quinta essenza del Giappone. Marco parte da un occidente estremamente
sessualizzato. In tutto il testo c' da una parte l'ammirazione per il Giappone e
dall'altra c' l'incredulit di questa popolazione fredda, c' una distanza ironica,
sempre molto trattenuta e non dichiarata fortemente, che fa percepire del
narratore questa presa di distanza che non ostacola l'immersione del lettore nella
cultura. La loro sessualit vive di una serie di strutture e modalit convenzionali, da
una parte c' molto sesso nella cultura giapponese, ma il modo di vivere la sessualit
cosi costruito da sembrare inautentico.
Questo racconto ha una serie di esperienze estetiche, infatti il libro sconfina in un
altro genere letterario, cio quello del libro fatto per la formazione dell'artista. E' un
viaggio anche letterario dove vengono citati molti protagonisti della letteratura
giapponese e Marco cerca di venire a contatto con questi scrittori per capire meglio
le loro opere. L'esperienza estetica si presenta gi nelle prime pagine, si apre con
Marco che sbarca in Giappone, si trova in una Tokyo ormai vuota alle 9.30 di sera,
una citt fantasma, ma perfettamente pulita, immagine che fa partire una serie di
confronti con il paese della polita; Marco soggiorna poi in un albergo e la mattina si
risveglia trovandosi a contemplare un giardino sotto la pioggia, si ha cos un primo
shock estetico da parte del protagonista, un'immagine di questo tipo preferito ad
un immagine solare, la bellezza giapponese si esprime attraverso sfumature:
l'atmosfera satura di umidit crea quegli effetti di nebbia, isolando gli oggetti, quindi
rinnova quell'ideale estetico contemplato negli oggetti portati in occidente. Un altro
fatto che colpisce Marco l'incontro con il giardiniere che appare un uomo di fatica,
ma anche un vero artista, in Giappone non esiste una separazione tra le attivit
pratiche e quelle artiste, ogni oggetto viene predisposto con un grande gusto
estetico, ci sorprende molto Marco; la bellezza si esprime nell'ordine matematico e
nella precisione millimetrica, nella cura estrema, micromaniacale.
Il Giappone sembra essere caratterizzato dalla comunione tra artificiale e naturale,
tutto ci che sembra prodotto dall'uomo sembra naturale dall'altra parte, la natura
umana, sembra costruita e modificata tanto da diventare artificiale. C' una
profonda fusione tra il naturale e l'artificiale, frutto di uno studio che affonda nella
tradizione.
PAGINA 21-22
-Camminando a caso e su una stradina in salita Marco si trov
improvvisamente immesso in una grande via dall'aspetto fantascientifico per
le grandi autostrade e ferrovie sopraelevate: erano due, una sopra l'altra, su
una scorrevano le automobili, sull'altra i treni. Sotto, a terra, una terza via a
doppio e inverso scorrimento; ai lati negozi, soprattutto ristoranti. Marco fu
attratto dalle vetrinette dei ristoranti, minimi spazi a cui si accedeva da una
porta scorrevole: nelle vetrine erano esposti i cibi con il loro prezzo e Marco si
chiese subito se quei cibi venivano rinnovati ogni giorno nelle vetrine: si
trattava di magnifici piatti o minuscoli tavoli di legno di cedro su cui erano
esposti pezzi di pesce crudo appoggiati a cubetti di riso, confezionati come
cioccolatini: c'erano scampi sgusciati, di un rosa intenso, accanto a sardine
azzurre-verdi maculate, con la pelle tagliata in modo da far intravedere un
pezzetto di carne, calamari bianchissimi o ritagli di polipo di un rosa bruno
che si addensava nelle ventose, tonno rosato e polpa di ostriche, tutto
disposto in ordine millimetrico, fasciati dentro una buccia verde scuro
dall'aspetto di plastica e intervallati da foglie seghettate di un verde artificiale.
Solo dopo lunga osservazione Marco si avvide che ogni cosa doveva essere
di plastica, una fantastica imitazione del cibo che non avrebbe mai potuto
avere quei colori realmente squillanti o cos armonici nell'accostamento dei
toni. Poich aveva fame entr e si sedette all'unico tavolino. Il luogo
avrebbe potuto contenere non pi di quattro clienti considerando che c'erano
tre posti lungo il banco dietro il quale stava il solito giovane cuoco con la testa
fasciata, manipolante come un prestigiatore palline di riso e foglie di un verde
trasparente. Una ragazza vestita di bianco con una cuffia in testa si avvicin
a lui parlando in giapponese e Marco non trov di meglio che uscire insieme
a lei e indicarle il cibo preferito. La ragazza sorridente gli port subito una
grande tazza di t bollente e una salviettina di spugna arrotolata, anche
quella bollente dentro cui Marco sfreg le dita. Poco dopo il cuoco cominci i
suoi esercizi di prestidigitazione, impastando riso, tagliando pezzetti di pesce
con coltelli sprizzanti scintille, aprendo e chiudendo piccole scatole di lacca
da cui cavava foglie vegetali e radici rosate. In un tempo infinitamente breve
prepar uno di quei tavolini in miniatura su cui dispose il pesce ordinato da
Marco e che gli fu portato dinanzi dalla ragazza. Sia negli occhi della ragazza
che in quelli del cuoco come in quelli di un signore seduto al banco c'era una
repressa curiosit di osservare le reazioni di Marco di fronte a quella specie
di cibo che Marco not sorprendentemente uguale per colore e disposizione
a quello di plastica esposto.-[fine]
Marco si trova davanti ad una vetrina con dei piatti, riproduzioni, che lo stupiscono
perch sembrano cibo assolutamente vero, quando entra ordina quelle stesse
pietanze e quello che si ritrova sul piatto sembra artificiale come quello trovatosi in
vetrina, ecco la fusione tra artificiale e naturale.
PAGINA 53-54
-L'alberello era come circondato o cintato da una piccola gabbia di protezione
fatta di quattro paletti infissi nel terreno e incrociati ad altri quattro paletti
trasversali cos da formare una sorta di piramide tronca in mezzo a cui stava
l'albero. Nel punto in cui i quattro paletti si incrociavano, a circa un metro da
terra, c'era un legaccio che avvolgeva le estremit dei paletti trasversali e
questo legaccio era di cordicella vegetale. Questo particolare che si ripeteva
assolutamente identico in tutti gli alberelli lungo le strade di Tokyo si impose
all'attenzione di Marco perch la cordicella di sostanza vegetale mostrava
nell'attorcigliatura quelle irregolarit e asperit delle corde fatte a mano. Il
modo in cui era stata avvolta con precisione millimetrica alle tre estremit dei
paletti cosi da formare un angolo acuto era non soltanto perfetto dal punto di
vista funzionale, quello cio di tenere stretti e indissolubili i tre paletti di cinta,
ma anche da un punto di vista estetico perch l'avvolgimento finiva con
un'asola a doppio nodo simile a quelle marinare. L'alberello, anche quello era
legato allo stesso modo e con la stessa qualit di corda a un paletto
trasversale come a proteggerlo con maggiore sicurezza e prudenza da
qualche raffica di vento pi forte ma era provvisto inoltre di "soprabito".
Questo consisteva in un pezzo di corteccia lungo quasi quanto l'albero e della
stessa qualit di corteccia, fissato intorno al fusto a due altezze intermedie a
partire dalle radici e dai rami con pochi giri della stessa cordicella e con la
stessa asola. Poich di quegli alberelli erano piene tutte le strade della
immensa citt-villaggio di Tokyo pens che certamente era necessario un
esercito di giardinieri per fare quel lavoro.-[fine]
Marco descrive una strada e l'attenzione si fissa su un albero, sconosciuto, che era
circondato da una gabbia di protezione fatta con un legaccio, questo particolare, che
si ripeteva agli altri alberi, corrispondeva alla perfezione dal punto di vista estetico e
funzionale. Spazialit parcellizzata, modularit delle case giapponesi con pareti
mobili.
PAGINA 29
Tokyo un'illusione ottica che nasce da una sensazione di trovarsi di fronte ad un
occidente perfezionato e nasce anche da una Tokyo che sfoggia un volto del tutto
occidentalizzato, ma in realt Marco sottolinea come questa sia una facciata, il
giapponese rimane fortemente radicato nella tradizione, ci pura esteriorit che
non compromette la fedelt al suo passato.
Marco viene colpito dalla lingua giapponese, ma non la parla; il linguaggio lo
interessa perch secondo lui il linguaggio costruito attraverso una gerarchia,
esprime la posizione gerarchica che si occupa all'interno della societ, chi parla deve
adottare delle strutture grammaticali corrispondenti al rapporto gerarchico. La
lingua pone delle difficolt perch presuppone un atteggiamento psicologico basato
sulla mentalit dei giapponesi, gli errori pi gravi nascono da queste dinamiche
sociali e psicologiche, Marco stesso vittima di una serie di fraintendimenti.
Lo colpisce poi un altro fatto, esso cerca di capire la psicologia dei giapponese
perch esso parte da alcuni luoghi comuni, da un lato scopre il lato della
naturalezza, in realt questa ingenuit tutta costruita, anche il modo di
comunicare le proprie emozioni frutto di convenzione.
Nelle prime pagine prevale la scoperta di questa purezza del carattere giapponese,
accanto a questo per Marco viene a identificare il sentimento pi profondo e
dominante, cio la paura, la paura del futuro, la paura di tutto ci che
imprevedibile, secondo Parise questa paura spiega il comportamento del
giapponese.
Il viaggio in treno permette a Marco di contemplare il paesaggio dalla distanza, in un
inseme panoramico lo colpisce la perfetta fusione tra il naturale e tra ci che
costruito, la naturalezza con cui le zone industriali si innestano nel paesaggio
contadino; un paesaggio che sembra miniaturizzato, anche la natura sembra
riflettere nell'atteggiamento giapponese, appare sempre nella sua forma perfetta e
quindi provvisoria. Tutto programmato, previsto e calcolato.
CAPITOLO QUINTO
-E quel modo di pensare ebbe il suo esempio in un inchino tra la moglie del
premiato e la moglie di un dignitario locale. Si tratt di un inchino speciale che
Marco non aveva mai visto, e che giudic una intera conversazione senza
parole. In quell'inchino parve a Marco di poter riassumere tutto il Giappone. In
esso la moglie del premiato, ritenendo suo dovere mostrare pi che in
qualunque altra occasione la propria modestia, si curv fino a terra. L'altra
signora per, dovendo salutare la moglie di un uomo che aveva ottenuto un
cosi alto onore, si abbass ancora pi profondamente; ma la prima sent
come un dovere suo ribadire la propria modestia sprofondandosi ancora di
pi, e obbligando nel contempo la sua dirimpettaia a un esercizio ancora pi
rispettoso. Ognuna delle due ritenendo obbligatorio alzarsi dopo l'altra, che
per stava immobile e con il capo quasi sul pavimento, ebbe inizio cos una
sorta di lotta di psicologia acrobatica che si esprimeva nello sguardo: le due
donne, nel momento di rialzarsi, si trovavano in condizione obbligatoria di
incrociare gli sguardi e quegli sguardi sorridenti, erano tuttavia sguardi di
controllo a chi avesse ceduto per prima nell'esercizio della cortesia, cio della
modestia e dell'umilt. Dovrebbero essere stati sguardi di cortese segnale, se
non altro di inizio della fine: ma cosi non fu perch la cortesia, il momento, il
luogo obbligavano a particolari e senza dubbio eccezionali segni di rispetto
che finivano per obbligare ad altri inchini, altra esibizione di modestia: e cos
sarebbe durato se una gentile signorina in abito da sera non avesse dato il
via all'orchestra e intonato, in italiano, "O sole mio".-[fine]
Marco arriva nella citt di Gifu, dove si confronta con le dinamiche relazionali dei
giapponesi, con tanto di esponenti del mondo pi importanti degli anni '80;
interessante il fatto che Marco si sofferma sulla descrizione della citt che ha ancora
un aspetto medioevale, il Giappone ricostruisce il vecchio facendolo apparire come
nuovo, assiste alla pesca con il cormorano, che scopre essere una messa in scena
per motivi turistici e poi si ha la cerimonia, grande ritualit che porta ad un incidente
diplomatico che coinvolge due donne giapponesi, dame importanti le quali si
trovano a salutarsi e devono affrontare il rito dell'inchino. Era un inchino speciale,
un'intera conversazione senza parole, la gestualit fa parte di un rito, di un codice
linguistico, in questa scena si crea un cortocircuito perch la manifestazione di
umilt espressione di superiorit e le due dame vengono ridotte come due
fantocci soggiogati da questa regola, senza via di uscita se non ci fosse fuori scena la
partenza della canzone o' sole mio.
Un altro aspetto che stupisce Marco che non c' contrapposizione tra le arti di
vario genere in Giappone; a poco a poco Marco comprende che l'apparente
ingenuit dei giapponeseria nasconde un profondo snobismo, i giapponesi
arrossiscono per una reazione di schizzoneria, non per umilt ma per un
atteggiamento quasi di aristocratica scostanza.
PAGINA 76-83
-Giunto infine a un pianerottolo con la lingua fuori come i cani d'estate, vide
una porta aperta e nell'interno tutto foderato di rosso come una grande
scatola di cioccolatini delle gentili hostess di una famosissima linea aerea
giapponese nelle loro divise che invitavano gli ospiti ad entrare, pronte a
sfilare le scarpe dai loro piedi. Marco parl in tono irritato al suo
accompagnatore per l'errore di piano ma quello ridendo per lui gli disse che le
signorine cos vestite non erano hostess vere ma finte, in realt addette alla
casa, ai bagni e ai massaggi. Entrambi risero ma Marco non pot fare a
meno di riflettere che anche nel cosiddetto vizio i giapponesi di oggi non
potevano fare a meno dell'organizzazione di tipo militare facendo indossare
alle giovani prostitute divise di una compagnia aerea come si trattasse di
invogliare maggiormente i clienti per un viaggio aereo; che invece si sarebbe
concluso in una stupida vasca da bagno come ce ne sono tante nel mondo e
per un bagno completamente fuori orario essendo le dieci di sera. Ma lo
stesso accadeva qualche piano pi sotto dove un altro di quegli appartamenti
condominiali conteneva invece studentesse di liceo o universit, tutte con
gonnellini blu, calzettoni bianchi e camicetta bianca con cravattona blu e certi
cappellini di paglia blu sul capo. In questo caso l'illusione non era un viaggio
aereo ma un'incursione stupratoria in una scuola o universit molto per bene,
figuriamoci. Entrati che furono in un grande salotto, dopo che le studentesse
avevano slacciato e tolto le scarpe come commesse di una profumeria tanto
erano bene truccate, e riposte le scarpe chiss dove, i due si trovarono in un
grande salotto di poltrone di finto velluto verde dove vecchi signori, alcuni dei
quali addormentati, guardavano attentamente la televisione a colori che
trasmetteva uno dei soliti film di mostri specialit giapponese.-[fine]
Marco va a visitare i luoghi di piacere e viene colpito dalla gentilezza delle donne di
piacere che inscenano una mascherata per introdurre ai piaceri sessuali, il sesso
viene organizzato in maniera militare prima, poi governati da un atteggiamento tipo
aziendalista dove tutto viene creato, non c' effetto sorpresa, non c' il sesso vissuto
a livello istintivo, ma tutto ritualizzato in qualche modo, anche il sesso un modo
di razionalizzare la paura dell'imprevedibile, il sesso non pu essere espressione
irrazionalizzata.
IL SENSO DEL DIVINO
Costituisce un elemento di maggiore importanza. Marco si trova a visitare templi e
giardini zen, viene a contatto con il culto del sacro.
PAGINA 105
-Di questo tempio, cos simile a tutti gli altri ma gi immerso nelle prime
tenebre del crepuscolo Marco fu colpito immensamente da un rumore, uno
solo nel silenzio: era il suono prodotto da una breve canna di bamb posta in
equilibrio tra un ruscello e una pozza sottostante. L'acqua si infilava colando
dal ruscello, percorreva la canna, poi saltellava in basso nella limpida pozza
di ninfee dalle larghe foglie abbandonate. La canna appesantita dall'acqua
che scorreva all'interno si piegava fino al bordo della pozza e una volta
svuotata del contenuto tornava indietro per riempirsi un'altra volta e cos via:
nel farlo batteva contro il bordo di pietra della pozza con un suono secco e
vuoto: toc. Nel silenzio del minuscolo giardino gonfio di capelvenere di un
colore verde chiarissimo dietro cui stava il verde pi cupo di un ciuffo di
bamb da cui avrebbero potuto spuntare flessuosi un serpente e una tigre
come nei dipinti all'interno dei padiglioni, quel suono di canna vuota era tutto:
il tutto e il niente. Il tempio era deserto e stando agli orari stava per chiudere,
ma Marco non vide nessun guardiano o monaco e per la prima volta prov
una sensazione di distacco totale dal tempo e quasi dallo spazio come non
esistessero orologi al quarzo n solari: era certamente il distacco dal corpo
che avviene per poco ossigeno al momento di perderlo e, si dice, esilarante e
forse con un poco di freddo come in quel luogo al crepuscolo gi invaso da
ombre negli angoli e nell'acqua ormai nera del piccolo stagno dove suonava il
tocco del bamb in equilibrio. Questa sensazione penetr nel corpo di Marco
come per endovena e non lo abbandon pi.-[fine]
Marco visita il tempio di Kyoto, che era deserto e stava per chiudere, prov una
specie di distacco totale. A Marco piace la spiritualit zen perch contrappone quella
del Giappone alla religiosit del paese della polita, un paese che non ha bisogno di
un sistema ecclesiastico generalizzato; a Marco appare una forma di religiosit pi
moderna e si trova a tornare una seconda volta in questo tempio e soprattutto al
giardino zen. In questa pagina si verifica un accostamento ad una pagina di Calvino,
che da un'immagine del giardino zen diversissima da quella di Parise.
L'atteggiamento di Parise quello di chi si lascia coinvolgere totalmente a livello
emotivo, morale e psicologico; l'esperienza diventa di contatto con la bellezze e con
il sacro.
Calvino parla di come costruito il percorso all'interno di questo giardino, le pietre
che segnano il sentiero sono disposte in modo tale che chi cammina si trover in una
posizione prevista da chi ha costruito il giardino, ogni passo confronta lo spettatore
con un paesaggio diverso, da una parte lo spazio moltiplicato secondo una legge
matematica, Calvino si diverte a fare il calcolo matematico che il viaggiatore
costretto a fare, calcola quindi il numero di giardini diversi. A Calvino la costruzione
del giardino appare un modo straordinario in cui gli artisti zen hanno saputo
riprodurre l'infinito in un numero finito di giardini. L'infinito, qualcosa che la mente
umana non pu controllare, viene imbrigliato nello schema matematico in cui
costruito il giardino zen.
Sincronia: descrive un fenomeno come compresente, tratto il tema della morte
come se Pascoli, D'Annunzio, Dante, ecc. lavorassero allo stesso tempo.
Rimozione della morte: avviene sempre nel segno della paura dell'imprevedibile,
anche attraverso il continuo rinnovamento, questo ricostruire da zero come nuovo
opera un esorcizzazione della morte.

16/03/2016
Said diceva che l'oriente non esiste, non corrisponde a nessuna realt geografica
oggettiva ed solo una forma di discorso. Scioscia dice che la Cina era un identit
reale come discorso, cio gli scritti, l'immaginario creato attorno a essi. La Cina
corrisponde come luogo utopico, perch uno spazio culturale nel quale l'occidente
per secoli e secoli ha collocato l'immagine ideale di s.
Il '700 un secolo dove la Cina diventa ambientazione privilegiata di romanzi o testi
teatrali, cio opere di finzione, ma che hanno una funzione prettamente politica,
quello che interessa della Cina come utopia la sua perfetta forma di governo, un
imperatore che controlla la terra sconfinata, ecc. Questi testi non sono tanto
resoconti di viaggio, ma pi narrazioni che sfruttano e reimpiegano una serie di
notizie che ricavano dalle relactiones dei gesuiti, l'autore era a conoscenza di
alcune relactiones, vengono lette con curiosit e contribuendo a questa immagine
della Cina. In Europa si lavora alla costruzione di nuove forme di governo che si
allontanino dalla forma di monarchia assoluta e la Cina rappresenta un esempio
interessante.
PIETRO METASTASIO, L'EROE CINESE
Giacomo Leopardi dice che non si trova negli anni dal '500 al '700 in tutta Italia un
vero poeta, fa eccezione per per Pietro Metastasio: un poeta, ma soprattutto
noto in Italia e nel mondo come il principe dei librettisti, si occupa di scrivere libretti
per i melodrammi. Figlio di umile gente romana il primo a Vienna ad essere
consacrato come poeta di corte, le sue opere celebrano personaggi presi
dall'antichit romana per mostrare come gli imperatori debbano possedere delle
virt di governo, che sono poi quelle che lui indica allo stesso imperatore d'Austria;
Metastasio stato visto per molti anni come servo del potere. Alfieri, accolto a
Vienna come un nobile, vede Metastasio nel gesto di fare una genuflessioncella,
un inchino molto umile e Alfieri legge questo gesto come un gesto di sudditanza di
Metastasio; invece l'arte di Metastasio aveva anche un fine didattico, da una parte
celebra l'imperatore dall'altra, al contempo, sottopone all'imperatore un modello di
giustizia e governo, quindi offre una specie di lezione che l'imperatore deve
condividere con la popolazione, ci si rispecchia anche nella disposizione del teatro
del '700, a ferro di cavallo, innesca un meccanismo di doppio rispecchiamento,
l'imperatore celebra la propria grandezza, ma al contempo si rispecchia nella propria
grandezza e deve saper portarla e rispettarla.
Metastasio legge le relazioni dei gesuiti e ha una visione utopistica della Cina, che si
basa per su racconti ideali, perch i gesuiti esaltavano la vena polita della Cina.
Metastasi un universalista, scrive l'opera l'eroe cinese; in essa si trovano delle
didascalie, parti scritte in corsivo in un testo teatrale che danno indicazioni ai registi;
Metastasio usa queste indicazioni didascaliche e le sviluppa molto tanto che
diventano testi descrittivi: descrive la scena che lui vede, vuole vincolare chi vede lo
spettacolo, da indicazioni molto precise su come devono essere vestiti gli attori,
come si devono muovere, ecc. Metastasio, inoltre, va oltre, per evitare
l'interpretazione da parte dei registi esso introduce/inserisce nei dialoghi delle
informazioni didascaliche. L'attenzione si riversa anche nelle didascalia, la
descrizione che d della Cina molto vicina a quella dei gesuiti; la vastit degli
spazio, la presenza di fiumi, ecc. Metastasio si tiene molto fedele ad un paio di
relazioni che ha letto. La stoira quella di un governante che nel momento di
sacrificare il legittimo erede al trono, fa in modo che venga salvato e manda a
morire il proprio figlio, il legittimo erede lo tiene con s come proprio figlio. La
metafora che il buon politico sacrifica sempre i propri interessi piuttosto che quelli
del popolo. Metastasio crede fermamente che si possa realizzare quell'ideale di
politica anche in Europa.
PUCCINI, TURANDOT
Puccini non riesce a completarla, il tema quello della bellezza, la Cina come patria
della bellezza femminile che pero fredda.
Scioscia nella sua antologia fa un accenno al Milione di Marco Polo: la Cina rimane
un paese di cui si vuole vedere riconfermata l'idea di paese sconfinato, solcato da
fiumi, variet di merci ecc; questo modo di guardare per riconferma un altro
fenomeno, cio l'idea della riduzione al noto: la Cina non mai esistita perch i
viaggiatori partivano con delle idee preconcette, arrivati sul luogo selezionano
quello che vedono a calco delle idee costruite prima di partire. Scioscia conclude
dicendo che la Cina rimaneva una realt lontana perch difficile da comprendere,
mentre oggi il velo stato strappato sopratutto per i flussi migratori, oltre che la
Cina ha invaso il mondo con la Cina delle merci e delle genti; anche se una Cina
globalizzata c' una apertura che per non si ancora del tutto completata.
PARISE, CARA CINA
Parise nel 1966 va in Cina, un anno fondamentale per varie ragioni. C' un evento
simbolico, cio la pubblicazione del libro rosso di Mao, un antologia che raccoglie
tutta una serie di sue riflessioni sulla societ sul marxismo, leninismo, popolo cinese,
ecc. Questo libro diventa un emblema della repubblica cinese, un rosso ideologico,
comunista, il rosso della Cina di Mao, il libretto diventa una specie di testo sacro del
maoismo -tra le 750-900 milioni di copie pubblicate-, trasforma la Cina in una specie
di seminario politico, i cinesi sono chiamati a leggere questo testo quotidianamente,
ad assorbirlo come un testo sacro e addirittura a portarlo con s. Viene lanciato nel
'66 con l'inizio della rivoluzione culturale, che dura circa 3 anni, dove Mao si pone a
capo dell'intera Cina; in questi 3 anni si fanno delle epurazioni: il partito cinese viene
falciato e mandati in esilio di tutti i cattivi dirigenti che propongono una versione
del marxismo meno radicale di quella voluta da Mao, migliaia di studenti universitari
vengono mandati a fare i contadini per venire rieducati al comunismo, si creano le
guardie rosse che sono i pi fedeli all'ideologia di Mao e che in alcuni casi sono
protagonisti di episodi di violenza e persecuzione. Questi viaggiatori vanno in Cina
sopratutto per vedere cosa stava avvenendo in, i viaggiatori sono di due tipologie:
1. Simpatizzanti di Mao e della repubblica, scrittori e intellettuali di sinistra che
vogliono vedere come il marxismo viene praticato, magari dopo essere passati
per l'unione sovietica.
2. Detrattori di Mao, ci vanno con spirito critico.
Parise sta a met, non un uomo di sinistra, ma assume un atteggiamento doppio
nei confronti della Cina, ci va a giornalista e con due frasi si capisce perch a met:
La Cina ha molto da imparare dell'occidente; dal suo punto di vista il
maoismo ha realizzato la forma di democrazia che schiaccia e cancella
l'individuo, l'attenzione va solo sulla massa. Secondo Parise bisogna
conoscere l'individuo e poi con un'opera di sintesi bisogna seguire un
processo democratico.
L'occidente ha molto da imparare dalla Cina per lo stile di vita; questa frase
viene dagli incontri che Parise fa, incontri anonimi di figure indistinte,
rappresentanti da alcune categorie professionali. Queste persone vengono
preparate per l'incontro e sono i tipici maoisti sfegatati che esprimono fino in
fondo questa aderenza al maoismo, per Parise ha un atteggiamento di
grande sospetto e non prova simpatia; poi c' la popolazione fatto di individui
anonimi, che vede da lontano, in cui percepisce un autenticit di vita, la
grande dignit con cui vivono in questa Cina rurale e sopratutto una
popolazione che ha una forte solidariet, caratteristiche che Parise sente, pi
che averne testimonianza.
Il libro un testo che potrebbe essere sia un romanzo che un libo intervista:
un romanzo perch ha una sua struttura narrativa che corrisponde al
muoversi del protagonista in questa Cina, per si ha una scrittura in prima
persone, un io narrante interno che coincide con il giornalista che Parise.
Esso testimone, non personaggio di finzione; un altro elemento
romanzesco il gusto per la descrizione di elementi che non sono molto
realistici, ma che descrivono delle atmosfere, delle sensazioni legate al
paesaggio e al clima, vengono rappresentate come momenti di poeticit,
slegate dal contesto del viaggio.
Parise introduce, si avvicina meglio, al genere letterario del libro intervista, il
testo pieno di interviste anche se sembrano interviste occasionali, finge di
porre di volta in volta quasi per caso all'interlocutore che si trova di fronte
queste domande, oppure si hanno delle interviste programmate come
quando entra in universit e pone una serie di domande agli studenti sulla
letteratura europea, o della loro vita universitaria, ecc.
PECHINO GIUGNO 1966 (cerca nel libro)
E' quello che vede Parise nel confrontarsi con questo gruppi di studenti, parla della
nuova generazione di cinesi che questi studenti rappresentano in pieno, affrontano
il mondo brandendo gli scritti di Mao, convinti di questo maoismo radicale. Parise va
in universit perch voleva capire cosa intendessero, come capiscono i titoli letterari
europei; avvicina gli studenti che studiano francese, a causa della barriera
linguistica, ma diventa subito una conversazione difficili a partire dalla differenza
interculturale; gli autori noti a Parise vengono analizzati in modo diverso e durante
l'intervista l'autore si rende conto che i cinesi imparano un francese maoizzato con
l'espulsione di parole che non erano tollerate dal pensiero. Parise fa delle domande
letterarie: Proust un artista che non viene amato dai cinesi in quanto risalta la
borghesia. Questi autori sono letti superficialmente in quanto nemici del pensiero;
tra loro Dostojevski, con i suoi racconti rivoluzionari, viene accettato solo dopo aver
deformato il suo pensiero molto pesantemente.
Parise si trova poi a confrontarsi con una ragazza, che apparentemente non ha nulla
di diverso dagli altri ragazzi, ma Parise sembra cogliere, in questa ragazza, qualcosa
di diverso, infatti era figlia di letterati, uomini di cultura; con questa ragazza sposta
l'attenzione sulla vita privata, sposarsi, fidanzarsi, tipo di uomo ideale, ecc. La
ragazza risponde che il matrimonio non la sua finalit, la vera finalit era
dimostrare di essere dei buoni cinesi, dei buon lavoratori per la patria, l'uomo ideale
per lei pu essere solo l'uomo che aderisce completamente all'ideologia maoista.
Segue poi una parte sui divertimenti, cos come fa con il suo interprete. Gli studenti
non capiscono la parola ballare, una parola che viene quasi cancellata dai
vocabolari cinesi, essi non sanno cosa voglia dire e non ne conoscono la dimensione
socializzante, ad un certo punto Parise senza volerlo pronuncia la parola
psicologia, ancora una volta incappa in una parola che stata cancellata dal
vocabolario perch l'anima dell'uomo non si poteva studiare, o c'era o non c'era, la
psicologia non pu esistere come disciplina: la Cina incapace di analisi psicologia,
di indagare l'uomo come individuo.
Il secondo brano porta Parise a contatto con donne cinesi facenti parte di una
associazione femminile che ad esso paiono tutti uguali, sia nel corpo che nella
mente: seguono l'ideologia Mao e Parise le definisce 6 suore di una religione laica.
Sfata il mito, lo stereotipo della bellezza cinese: i viaggiatori di oggi che attraversano
la Cina di Mao, trovano le donne cinesi non corrispondenti a questo mito di bellezza
e anzi le trovano brutte. In realt esso dice che ci sono delle tracce di bellezza nelle
donne cinesi, dipende per dallo stile di vita che hanno; c' uno stile cinese, una
eleganza del portamento, nel rapportarsi all'altro che va oltre l'aspetto fisico che va
oltre all'idea di donna cinese che non deve sedurre l'uomo, per questa bellezza non
visibile, ma nel complesso solo attraverso l'intuito, solo cogliendo la bellezza che
si esprime indirettamente si pu giungere alla conclusione che questo mito non era
del tutto inventato. Le donne brutte sono quelle trasformate dalla burocrazia,
totalmente adeguate al dettare del governo pi nell'anima che nel corpo, hanno
cancellato la propria individualit, la propria bellezza.
Inizia cos il confronto con queste donne che parlano del ruolo della donna come
molto importante, il maoismo ha innalzato la donna dandone diritti e doveri, dal
punto di vista economico, professionale e culturale. Hanno un'uguaglianza che toglie
le donne dal ruolo di seduzione che hanno sempre avuto. L'episodio si conclude con
una di queste donne, un'attrice, che per giustificare che la Cina di oggi molto
migliore di quella del passato introduce un racconto autobiografico molto crudo:
racconta che suo fratello mor e pochi giorni dopo un cane aveva mangiato il corpo;
una povert che non risparmia nessuno nemmeno gli animali, comincia cos a
cantare nelle case dei ricchi che pur di non pagare mettevano dei sassi nel loro cibo
cercando di farli morire; questa storia, per, un 'illuminazione di Parise, perch si
ricorda di averla letta su un libro, da ci capisce che tutte le donne con cui venuto
a contatto sono state indottrinare, istruite su cosa dire e cosa fare, capisce che il
racconto stato imparato a memoria da questa attrice perch preparato ad arte per
creare una determinata immagine della donna cinese per ingannare il viaggiatore. Il
viaggiatore si dice quindi seccato e divertito assieme, da una parte divertito per il
raggiro fatto con ingenuit, dall'altro scocciato perch c' stata l'intenzione di
ingannare e ci provoca il risentimento dello scrittore.
DESCRIZIONE DI CANTON
In questa fase si ha un'attitudine dell'io narrante pi vicino, pi famigliare. L'io
narrante a Canton e descrive il paesaggio nel crepuscolo, un paesaggio che assume
tinte poetiche. Si sofferma poi su alcune immagini di personaggi del popolo, in
particolare una coppia, una ragazza ed un uomo, che si trovano su questa barca e
che corrispondono ad un'immagine stereotipata della Cina che viene
dall'immaginario pop cinese, diffuso in quegli anni; Parise fa riferimento a quel
linguaggio diffuso nell'immaginario collettivo attraverso i media cinesi che punta al
sentimentalismo, all'idillio dei rapporti famigliari, un immagine convenzionale
della Cina, perch tipica di essa, ma non propriamente esotica: l'esotismo deve
sempre stimolare una reazione perch ti mette a confronto con qualcosa che
provoca meraviglia, Parise prosegue con immagini di questo tipo, palazzi di stile
europeo, ecc., e dopo di ch si rivolge al suo interprete e l'interesse va alla sua vita
quotidiana, si ha una serie di domande che lo interrogano sul suo stile di vita e
chiede, quindi, se legge sempre le opere di Maooppure se legge anche altro, se
esiste una sfera culturale diversa dal maoismo; s, esiste, ma si conferma come
questo uomo sia totalmente assorbito dall'ideologia maoista: ci che legge rientra
nella cultura di propaganda di quegli anni.
Parise costruisce lo stereotipo del maoista a cui contrappone la visione del popolo
cinese, quella parte da cui il popolo occidentale pu imparare ancora qualcosa, cio
lo stile di vita. L'ideologia impedisce una vera comunicazione, anche i tratti non
verbali, i modi di esprimersi avvengono con un linguaggio stereotipato, ripetitivo:
diventa una forma di linguaggio che si sostituisce al linguaggio normale, si creano
una sorta di barriere di confini non oltrepassabili.