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Facolt di Agraria

Corsi di Laurea in Scienze Agrarie e Tecnologie Alimentari

GUIDA ALLA SCRITTURA DI TESTI TECNICO-SCIENTIFICI

Indicazioni utili per la compilazione di


relazioni tecniche e tesi di laurea
Facolt di Agraria
Corsi di Laurea in Scienze Agrarie e Tecnologie alimentari

INDICE

1. Introduzione ...................................................................................................................3
2. Uninformazione efficace ed essenziale ......................................................................3
2.1 Frasi chiare, testo conciso..........................................................................................4
2.2 Dare una struttura al testo..........................................................................................5
2.3 Scegliere le parole......................................................................................................6
2.3.1 Usare le parole straniere.................................................................................................. 7
2.3.2 Parole nella terra di nessuno ........................................................................................... 7
2.4 Scegliere i caratteri.....................................................................................................8
2.4.1 Maiuscole e minuscole..................................................................................................... 9
2.4.2 Le unit di misura............................................................................................................. 9
2.5 Impaginare il testo ....................................................................................................10
3. Presentare i dati: tabelle e figure................................................................................11
3.1 Testi o dati numerici? ...............................................................................................11
3.2 Utilizzare tabelle e figure ..........................................................................................12
3.2.1 Inserire le figure nel testo............................................................................................... 14
3.2.2 Inserire le tabelle nel testo ............................................................................................. 15
4. I riferimenti bibliografici ..............................................................................................17
5. La revisione finale........................................................................................................20
6. Un caso particolare: la presentazione in Power Point.............................................22
7. Bibliografia utilizzata nella redazione della Guida alla scrittura ..........................24
ALLEGATO. Traccia per la revisione finale del testo ...................................................25

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1. Introduzione
La scrittura tecnico-scientifica anzitutto una scrittura di contenuti. Con un qualsiasi
argomento, ci che conta la qualit dell'informazione, pi che il modo in cui presentata.
Perch mai chi si occupa di temi tecnico-scientifici dovrebbe preoccuparsi del linguaggio,
o dello stile della scrittura?
Il problema della qualit della presentazione sorge nel momento in cui si vogliono
condividere le informazioni con altre persone. Essere esperti in una certa materia non vuol
dire essere capaci di saperla divulgare altrettanto bene. Scrivere una relazione di
laboratorio, la tesi di laurea, una richiesta di finanziamento, la domanda per una borsa di
studio, un articolo che si vuole sottoporre a una rivista sono solo alcuni esempi di attivit
nelle quali la qualit della presentazione pu pregiudicare l'accoglienza che verr riservata
ai contenuti. La comunicazione una disciplina a s: ecco perch la stesura di un testo
tecnico pu risultare pi difficile del previsto.
Anche indipendentemente dai contenuti, il testo tecnico-scientifico presenta poi alcuni
aspetti peculiari:
si tratta di un testo ibrido, nel quale le parole convivono con formule, figure e
tabelle;
il testo tecnico-scientifico talvolta scritto a pi mani;
il livello testuale spesso interagisce con due livelli linguistici, litaliano e linglese.
Questi tre aspetti rendono necessaria l'acquisizione di competenze di scrittura e di
strategie testuali che raramente sono insegnate nella scuola dellobbligo, ma che sono
indispensabili per lo studente di un corso di laurea di tipo tecnico-scientifico. Questa breve
guida vuole fornire alcune indicazioni utili alla compilazione di relazioni, tesine e tesi di
laurea, e pi in generale porre le basi per la scrittura dei primi testi a carattere tecnico-
scientifico che lo studente affronta nel proprio percorso universitario.

2. Uninformazione efficace ed essenziale


A differenza della scrittura letteraria, il testo tecnico-scientifico ha un carattere espositivo e
argomentativo, e deve quindi prestare particolare attenzione alla struttura logica e formale
del testo, ai problemi di coerenza, brevit, precisione e anche alle convenzioni editoriali.
Prima di iniziare a scrivere, indispensabile mettere a fuoco:
largomento che si sta per affrontare (qual lobiettivo per cui ci si accinge a
scrivere? Come articolare la scaletta dei punti da trattare?);
il lettore cui destinato il testo ( un lettore esperto, un conoscitore superficiale o
un totale estraneo allargomento trattato?);
il mezzo di diffusione del testo (sar un testo cartaceo, una pagina web, una
presentazione in Power Point?)
la prevista fruizione del testo (il testo sar letto per esteso, oppure verr solo
consultato?).
In funzione di questi aspetti, le strategie di scrittura da adottare possono infatti cambiare
notevolmente. Un errore tipico in questo caso ladozione di una struttura ad ipertesto,
tipica delle pagine web e dei testi consultati a video, per un testo destinato invece alla
stampa e alla successiva consultazione cartacea.

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In generale, comunque, il testo deve essere efficace ed essenziale, cio deve dire tutto ci
per cui viene scritto, ma nulla pi di questo, senza divagare n avere parti introduttive
ridondanti.

2.1 Frasi chiare, testo conciso


Va innanzitutto chiarito che un testo tecnico-scientifico deve essere un testo vero e
proprio, non un elenco; non ammissibile limitarsi ad esporre i concetti per punti, ma
devono esistere delle frasi di senso compiuto, connesse tra loro, che in italiano corretto
sviluppano largomento trattato, introducono le tabelle con i dati e commentano i risultati
riportati.
Il testo tecnico-scientifico non deve mai essere scritto in prima persona:
stata effettuata una visita presso lazienda XY, e non abbiamo visitato lazienda XY;
si pu concludere quindi che i risultati e non posso quindi concludere che i risultati
La lunghezza di un testo non conta, e il timore di non aver scritto abbastanza puerile.
Molto pi grave essere prolissi: uno scritto tecnico-scientifico ha il dovere di essere
chiaro, conciso, essenziale. A questo scopo frasi brevi e lineari, con pochi incisi, sono di
pi agile lettura rispetto a frasi lunghe e molto articolate. La costruzione della frase deve
essere lineare e comprensibile: lesempio seguente mostra come possibile esprimere in
modo pi o meno comprensibile il medesimo concetto:
leccellenza e il campo della ricerca distintivo dellidentit del centro ed la chiave per un
migliore utilizzo delle risorse ambientali e per il livello delle produzioni agricole
leccellenza e il campo dindagine sono distintivi dellidentit del centro di ricerca, e rappresentano
unopportunit per una migliore salvaguardia delle risorse ambientali, pur mantenendo un livello
soddisfacente nelle produzioni agricole.
Non bisogna mai essere avari nelle cancellature; parole e frasi superflue ricorrono
abitualmente, ma facile riconoscerle ed eliminarle:
appezzamenti esaminati in successione luno dopo laltro
la figura 1 schematizza i risultati in forma grafica
la concimazione in copertura stata totalmente abolita
il dolore di natura essenzialmente cardiaca
Non si deve temere di fare affermazioni chiare; smussare le teorie con varie forme
dubitative servir solo ad appesantire il discorso:
Pu sembrare ragionevole suggerire che tali effetti siano forse attribuibili al diserbo
Lattenzione del lettore preziosa, ma facilissimo perderla: i testi lunghi e monotoni
vanno evitati, dando variet visiva alla pagina con luso di titoli, sottotitoli, paragrafi,
elenchi puntati, tabelle e figure. Rallentare il ritmo dell'informazione aiuta infatti la
comprensione: se la frase breve, il lettore si muove pi lentamente, avendo tempo per
assimilare, confrontare, imparare.
Il ritmo di un testo dato in gran parte dalla variet della lunghezza delle frasi. Il lettore
deve avere la sensazione di scivolare con naturalezza di frase in frase: vanno curati con
attenzione i passaggi tra una frase e laltra. Le frasi lunghe devono essere perfette in
quanto a scorrevolezza, chiarezza e fluidit. Le parole di connessione e di passaggio
(ciononostante, eppure, ma, allo stesso modo, comunque, poi, cos, infatti, quindi) sono la

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colla delle frasi, sono ci che fa di un insieme di frasi un discorso coerente e convincente.
Anche qui, per, ci vuole moderazione.
I punti di maggior impatto sul lettore sono l'inizio e la fine di una frase e di un periodo: i
concetti pi importanti vanno messi qui. Il paragrafo finale dovrebbe poi chiudere il testo
senza trascinarsi troppo, ma senza lasciare nulla in sospeso. Per facilitare la lettura del
testo, meglio evitare la doppia negazione per fare un'affermazione positiva:
"Non detto che il crollo delle borse asiatiche non abbia conseguenze anche sulleconomia
europea"
"Il crollo delle borse asiatiche avr probabilmente conseguenze sulleconomia europea ".
Andrebbe sempre osservata la "legge della vicinanza", cio tenere insieme soggetto,
verbo e complemento oggetto, il nome e il suo aggettivo, la preposizione e il suo oggetto.
Se essi vengono allontanati con inutili incisi, il lettore obbligato a scorrere il testo su e gi
per rimettere insieme la frase; gli incisi vanno anticipati o messi alla fine. Se le
informazioni da dare sono molte, non si pu pretendere di usare un solo periodo. Allo
stesso modo, vanno sempre evitate le relative a grappolo: non dovrebbero esserci mai
due "che" o "quale" nello stesso periodo, meglio iniziare una nuova frase.
Il numero degli esempi inseriti nel testo pu fare la differenza: un esempio spiega, due
esempi dividono, tre esempi sono un inventario! Le parentesi andrebbero usate il meno
possibile, perch danno la sensazione di contenere qualcosa di meno importante. Allo
stesso modo, non vanno mai abbreviate le parole; rendono molto sciatto il testo, e danno
l'idea che non si sia voluto perdere troppo tempo:
Nel primo gruppo la % di animali a pelo lungo maggiore
LH20 di abbeverata sempre a disposizione in stalla
Gli elenchi puntati sono utilissimi, ma attenzione: prima e dopo lelenco, la struttura della
frase deve essere sempre uniforme, parallela e coerente. E' proprio il parallelismo della
struttura ad aiutare nella lettura. Le caratteristiche grafiche dellelenco (tipo di punto
elenco, dimensione del rientro, punteggiatura) devono essere sempre le medesime in tutto
il testo.

2.2 Dare una struttura al testo


La struttura del testo tecnico-scientifico che ci si appresta a scrivere variabile a seconda
del tipo di documento (tesi di laurea, relazione tecnica, verbale di riunione, riassunto di un
articolo) ma si possono dare alcune indicazioni sempre valide.
La prima pagina deve sempre riportare chiaramente lautore del testo, il titolo del lavoro e
le eventuali informazioni aggiuntive legate allambito nel quale il documento stato scritto.
Per esempio, una relazione tecnica su una visita didattica presso unazienda agricola
riporter: autore, titolo, corso di laurea, materia desame, data della visita e nome del
docente. Queste informazioni possono essere in testa alla prima pagina (per testi brevi, 2-
3 pagine), oppure (per testi pi lunghi) essere riportate da sole, su una prima pagina di
intestazione; in questo caso il testo vero e proprio inizia nella seconda pagina.
E sempre opportuno numerare le pagine del documento. Se il testo di media lunghezza
e/o molto articolato, utile inserire anche un indice. In genere lindice si posiziona nella
seconda pagina, se la prima di intestazione; un indice seppellito in fondo al testo, magari
prima degli allegati, impossibile da trovare, e quindi assolutamente inutile. Lindice
riporta i titoli dei capitoli e, per ciascun capitolo, il numero della pagina corrispondente; non
comprende invece figure n tabelle. Talvolta nei testi molto ricchi di figure e tabelle esiste
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un sommario apposito, ma in genere se ne pu fare a meno. Nellindice i numeri delle


pagine vanno allineati a destra.
Le diverse parti che compongono il testo (indice, introduzione, parte generale, risultati,
conclusioni, bibliografia, allegati) devono essere immediatamente identificabili, grazie
alluso di caratteri diversi e/o grazie allorganizzazione del testo. Unottima strategia con
Microsoft Word utilizzare lo strumento di struttura gerarchica del testo: ci semplifica
molto la formattazione uniforme del testo, e anche linserimento dellindice (che si pu
cos creare in automatico), ma richiede una certa pratica nelluso di Word.
Alla pagina www.agroselviter.unito.it/enviro/studenti.htm sono disponibili in consultazione
un esempio di testo di una relazione tecnica e alcuni esempi delle parti principali di una
tesi di laurea (intestazione, indice, corpo del testo).

2.3 Scegliere le parole


Chiarezza ed accuratezza sono i criteri che devono guidare nella scelta dei termini
utilizzati in un testo. Tanto pi si usano parole elaborate e ricercate, tanto maggiore il
rischio di commettere errori. In ogni caso utile tenere sempre a portata di mano un buon
vocabolario ed un dizionario scientifico-tecnico aggiornato; se ben consultati, questi due
strumenti possono essere di grande aiuto e dare soluzione a molti dubbi.
Utilizzando i programmi di videoscrittura, non bisogna fare alcun affidamento sui correttori
automatici; ecco alcuni termini errati che Microsoft Word in genere non corregge:
Glandola anzich ghiandola
Proteine seriche anzich sieriche
Colture foraggiere anzich foraggere
Porcellone sperimentale anzich parcellone
Monocultura anzich monocoltura
Areoporto, aereoporto anzich aeroporto
Ideologia del suolo anzich idrologia del suolo
Vanno poi accuratamente evitate le frasi standard:
Sulla base dei dati della letteratura e degli studi effettuati presso il laboratorio
Alla luce dei risultati ottenuti sembrano necessari ulteriori studi per confermare il ruolo della
fertilizzazione
i giri di parole:
I dati confermano quelli che sono i risultati attesi
e i luoghi comuni:
La ricerca scientifica ha fatto passi da gigante
Sono da evitare anche tutti i gerghi tecnici e le abbreviazioni che potrebbero essere
incomprensibili al lettore medio. In particolare, gli acronimi vanno scritti per esteso la prima
volta, poi si possono usare come tali nel testo:
LIstituto Superiore di Nutrizione delle Piante (ISNP) ha seguito la prova nel marzo 1997
Alla pagina www.agroselviter.unito.it/enviro/studenti.htm disponibile in consultazione il
file <errata corrige.doc> che raccoglie i principali errori ortografici e ne d la correzione.

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2.3.1 Usare le parole straniere


All'interno di un testo italiano le parole straniere non si declinano al plurale:
non computers, ma computer
a meno che non siano entrate nella nostra lingua proprio al plurale, come nel caso di
peones, tapas, avances.
Normalmente il genere delle parole straniere non muta rispetto alla lingua d'origine:
la par condicio, l'agor, il bijou, il patio, la Bundesbank.
Per le lingue che hanno anche il genere neutro (latino, tedesco, russo) i nomi neutri
diventano maschili in italiano (ad esempio: il leitmotiv). Per l'inglese le cose cambiano.
Persone o animali mantengono il loro genere. Il genere delle cose si accorda invece con
quello della corrispondente parola italiana:
"una e-mail", "il flash", il sex-appeal", "la system integration", "l'austerity", "la holding".
Quando si deve premettere l'articolo a una parola straniera, il genere dell'articolo concorda
con quello che la parola assume nella lingua italiana. Per l'articolo maschile, si usa
generalmente la forma che si userebbe davanti a una parola italiana con lo stesso suono
iniziale:
il jet, lo champagne, i wurstel, lo strudel.
Ci sono ovviamente alcune eccezioni: la parola "week-end", per esempio, prende l'articolo
"il", anche se il suono iniziale una "u".

2.3.2 Parole nella terra di nessuno


Bisogna essere certi dellesatto significato delle parole utilizzate, senza abbracciare le
cattive consuetudini della lingua colloquiale. Sempre pi spesso diverse parole sono
scritte in modo scorretto o usate impropriamente, perch contaminate da un termine
omologo straniero creando ibridi che non trovano riscontro in alcun vocabolario, ma che a
forza di essere utilizzati acquistano quasi una patente di credibilit. Qualche esempio:
Effettuare una scansione, non scannerizzare o scandire
Gestire la complessit, non complessizzare
Redigere un referto, non refertare
Aggirare, non bypassare
Aggiornare, ottimizzare, non upgradare
Proattivo, dall'inglese proactive, impropriamente usato nel senso di "propositivo", mentre
significa "capace di anticipare futuri temi, problemi"
Monitorizzare, dall'inglese to monitor, ovvero tenere sotto controllo
Promozionare, ma esiste l'italiano "promuovere"
Confidenzialit, dall'inglese confidential, in italiano non esiste, ma diventato sinonimo di
"riservatezza"
Abilitante, dall'inglese to enable, diventato un aggettivo usato per qualificare qualsiasi cosa che
ne consente di fare un'altra
Sfidante, usato come aggettivo, dall'inglese challenging (un progetto, un'iniziativa sfidante)
Educazione, impropriamente usato nel senso di "formazione", dall'inglese education
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Domestico, sempre pi usato nel senso di "nazionale"


Editare, verbo usato come sinonimo di battere un testo al computer, mentre in inglese to edit
significa pensarlo e scriverlo.
Di fatto, il linguaggio tecnico-scientifico prevede gi numerosi termini mutuati dalle lingue
straniere, perch privi di un esatto corrispondente in italiano. Bisogner dunque fare
attenzione a distinguere tra termini universalmente accettati e termini di uso poco comune,
che possono essere ignoti al lettore medio e appesantiscono il testo.

2.4 Scegliere i caratteri


Alcune tipologie di carattere sono usate solo in casi particolari: si tratta ad esempio del
corsivo, del grassetto, del maiuscoletto e del sottolineato.
Il corsivo (corsivo) usato come elemento distintivo all'interno del testo, ma anche per i
titoli e i sottotitoli, oppure per evidenziare una breve introduzione. Si distingue dalle
virgolette, perch queste ultime evidenziano la parola in relazione al contenuto (quindi
parole riportate, intento ironico, linguaggio figurato, uso particolare di una determinata
espressione), mentre il corsivo evidenzia una parola solo in base alla sua presenza nel
testo. In particolare, il corsivo viene usato per:
i termini tecnici o specialistici, scritti in corsivo la prima volta che compaiono nel
testo,
le parole e le frasi straniere di uso non comune, non acquisite o di uso corrente
nella lingua italiana o nel particolare contesto del discorso ( chiaro quindi che in
ambito informatico, per esempio, n data warehousing n business continuity
vanno scritti in corsivo),
le parole intese come tali (per esempio: "il termine centro elaborazione dati si pu
abbreviare in CED"),
enfatizzare una parola o una frase,
i titoli di opere d'arte (letteratura, musica, arti figurative, cinema, ecc.).
Il grassetto (grassetto)si usa generalmente per i titoli e per dare maggiore enfasi; poich
comporta far "gridare" una parola all'interno del testo, va usato con molta parsimonia, e pi
per singole parole che per intere frasi. Il sottolineato (sottolineato) era molto usato quando
si scriveva a macchina: il corsivo non esisteva e non c'era altro modo per evidenziare le
parole. Oggi va usato il meno possibile, perch non ce n' pi ragione. Sul web indica le
parole con collegamento ipertestuale. Il maiuscoletto (MAIUSCOLETTO) viene usato talvolta
per i titoli delle illustrazioni e delle tabelle, ma appesantisce molto la lettura. Nel corpo del
testo in genere non si usa.
Impostando il testo, va scelta la forma grafica per ciascun tipo di titolo, per le didascalie di
tabelle e figure, per il testo vero e proprio. Il tipo di carattere scelto e la sua dimensione
dovranno poi essere sempre gli stessi in tutto il testo, comprese tabelle e figure. Per i testi
destinati alla stampa su supporto cartaceo, quali una relazione o una tesi di laurea, i
caratteri pi usati sono:
Times New Roman 12, Arial 12 (usato in questo testo) o altri caratteri analoghi per
dimensione nel testo vero e proprio, compreso il testo delle tabelle,
il medesimo carattere, ma pi grande e/o in corsivo e/o in grassetto e/o in
maiuscolo, per i titoli e i sottotitoli,

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il medesimo carattere, ma pi piccolo e/o in corsivo, per le didascalie di figure e


tabelle.

2.4.1 Maiuscole e minuscole


Nella comunicazione di impresa le maiuscole ormai dilagano: si vedono scritti con l'iniziale
maiuscola gli aggettivi Italiano e Inglese, i mesi dell'anno, i nomi dei settori di mercato
(Sanit, Servizi, Industria), i nomi di particolari attivit, quali Systems Integration, Business
Continuity, per non parlare di Presidente, Amministratore Delegato e altre cariche sociali,
e persino la parola Cliente e i nomi dei prodotti. Il risultato un effetto di estrema
confusione: confusione di lettura, perch se tutto viene scritto maiuscolo, non si riesce pi
a capire quali sono le cose pi importanti, e confusione visiva, perch il maiuscolo si
evidenzia troppo nel testo e l'estetica ne risente.
Una buona strategia usare il maiuscolo solo per i nomi propri e per pochi altri casi
particolari. Alla pagina www.agroselviter.unito.it/enviro/studenti.htm il file <errata
corrige.doc> d alcuni suggerimenti anche in merito alluso delle maiuscole e minuscole.

2.4.2 Le unit di misura

E molto facile commettere errori nelluso delle unit di misura allinterno di un testo scritto;
in caso di dubbio, ottima regola verificare su un articolo scientifico o un libro di testo il
modo in cui essi sono stati riportati. In generale, comunque, le unit di misura non si
riportano utilizzando il segno di divisione, come si fa scrivendo a mano, bens usando
lapice:

non kg/ha, ma kg ha-1


Alcune unit di misura molto utilizzate, i metri quadri e i metri cubi, si scrivono m2 e m3, e
non mq e mc. Il sistema di misura internazionale oggi non ammette pi luso del quintale
(q), unit di misura molto diffusa tra gli operatori del settore agricolo.
Si deve prestare attenzione a non utilizzare la maiuscola dove essa non prevista:
ettari si scrive ha, non Ha.
chilogrammi si scrive kg, non Kg.
chilometri si scrive km, non Km.
Dove previsto luso dellapice o del pedice, infine, un errore non utilizzarlo; tutti i
sistemi di videoscrittura permettono di inserirlo:
non m2 n mq, ma m2
non H2O, ma H2O
Trattando dati raccolti presso le aziende agricole, molto spesso ci si imbatte in unit di
misura di uso locale, come le giornate piemontesi, le pertiche novaresi o simili. In un testo
tecnico-scientifico queste unit di misura non vanno mai utilizzate, ma sempre
necessario convertirle in ettari.

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2.5 Impaginare il testo


Dopo aver tanto faticato per scrivere un testo conciso, usando parole chiare e unit di
misura corrette ed evitando errori di ortografia e punteggiatura perch stampare il testo
cosi com, senza un piccolo sforzo per unimpaginazione di buona qualit? Leffetto finale
sar molto migliore, e si dar al lettore limpressione di aver curato i particolari, di aver
affrontato il lavoro con calma e di avere a cuore la leggibilit anche grafica del proprio
testo. Un testo mal impaginato, infatti, d unimpressione di sciatteria e di scarso rigore
scientifico, oltre che di mancanza di senso estetico.
Le principali linee-guida per limpaginazione finale del testo sono le seguenti:
preferibile che il testo sia giustificato, anzich allineato a sinistra, perch le righe
di lunghezza uniforme migliorano la qualit visiva nella pagina;
ciascun paragrafo dovrebbe essere leggermente spaziato rispetto al precedente,
perch ci migliora la leggibilit del testo, soprattutto se il testo ha poche tabelle o
figure. Per lo stesso scopo, si imposta in genere un piccolo rientro della prima riga
di ciascun paragrafo. Va ricordato che un paragrafo non dovrebbe mai essere
costituito di una sola frase, bens dovrebbe raccogliere un insieme di frasi che
analizzano pi o meno compiutamente un certo aspetto del problema;
anche i titoli vanno leggermente spaziati rispetto al testo; le dimensioni dei caratteri
dei titoli e sottotitoli dovrebbero venire scelte in modo coerente con il grado di
subordine dei titoli. E preferibile numerare i titoli (come in questo testo);
un testo destinato alla stampa cartacea in genere ha interlinea singola (come
questo testo) o al massimo di 1,5 righe; non si usa mai linterlinea doppia, perch
d limpressione di voler allungare artificiosamente il testo;
la scelta dei margini della pagina dipende dal tipo di rilegatura che il testo avr: una
rilegatura ad anelli richiede pi spazio rispetto ad una rilegatura incollata a caldo. In
genere si lasciano almeno 2,5 cm sopra e sotto il testo, e almeno 2 cm a destra e a
sinistra del testo. Una buona strategia misurare col righello le dimensioni dei
margini di un testo che visivamente pare ben proporzionato, e adottarle nel proprio
testo;
in genere, in un testo tecnico-scientifico preferibile evitare di inserire note a pi di
pagina, tipiche dei testi letterari;
come gi detto allinizio, un testo destinato alla stampa su carta non pu e non deve
avere una struttura ad ipertesto, accettabile solo in una pagina web o in un testo
consultato a video. Ci siginifica che tabelle e figure dovranno essere inserite
esplicitamente nel testo, con la relativa didascalia, e non potranno venire
semplicemente collegate da un link verso gli allegati.

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3. Presentare i dati: tabelle e figure


L'atteggiamento verso i dati spesso scettico: cosa viene da pensare compilando il
questionario del Censimento? Eppure in un testo tecnico-scientifico i dati sono
fondamentali: quanto si dice e si scrive deve essere basato sui dati.
Per presentare i dati in un testo tecnico-scientifico si utilizzano perlopi le tabelle e le
figure; le prime forniscono i dati in forma numerica, le seconde in forma grafica. Con il
termine figure si intendono in genere anche le immagini fotografiche e le carte.

3.1 Testi o dati numerici?


E necessario cercare sempre una giusta via di mezzo tra due estremi: da un lato testi
ingolfati di tabelle chilometriche, dall'altro testi di solo testo con qualche raro numero perso
tra le parole. Ma come valutare di volta in volta lopportunit di mettere i dati nel testo o
trattarli in forma di tabella? Osservando la tabella seguente:
Tab. 22. Percentuale di popolazione con diploma di scuola secondaria o titolo superiore in due
classi di et. Dati riferiti allanno 1998 (OECD, 2000).

25-34 anni 55-64 anni


Italia 55 19
Regno Unito 63 53
Francia 75 41
Germania 88 76
Giappone 93 57
Stati Uniti 88 80
sono supportate tutte queste affermazioni:
straordinaria diffusione dell'istruzione secondaria e terziaria in Italia negli ultimi 30
anni;
tutti diplomati o laureati in Germania, Giappone e Stati Uniti;
le differenze tra genitori e figli in Italia sono maggiori che altrove;
i progressi nella diffusione dell'istruzione sono stati maggiori in Italia che negli USA;
Italia: diploma e laurea erano solo per pochi;
Italia: un paese a bassa scolarizzazione.
Va da s che in molte comunicazioni (scritte o verbali) non c il tempo n la possibilit di
osservare lo stesso dato sotto pi angolazioni, e se ne deve scegliere una. E' per vero
che se sono stati forniti i dati in forma di tabella, il lettore (o lascoltatore) potr trovare un
significato diverso, oltre le letture proposte qui sopra.
Presentare il dato in forma di tabella presenta dunque alcuni svantaggi:
espone al rischio di smentite;
permette a chiunque di fare propri i dati che il lavoro del presentatore ha reso pi
chiari (ad esempio, la tabella sopra illustrata in origine aveva 200 dati, 41 righe per
5 colonne);
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occupa spazio: almeno una dozzina di righe nel caso suesposto;


richiede lavoro;
pi dati si presentano, pi errori si possono commettere.
D'altra parte, i vantaggi per il lettore sono evidenti. Una tabella infatti:
un elemento visuale che interrompe la monotonia del testo;
uninformazione riutilizzabile;
facilit il dibattito;
introduce ulteriori stimoli e spunti.
Non sempre per una tabella necessaria. Volendo articolare il discorso presentato nella
tabella, ad esempio vedendo le differenze di genere per quanto riguarda il possesso di
diploma o laurea in Italia, sufficiente mostrare quattro dati:
Tab. 23. Percentuale di popolazione con diploma di scuola secondaria o titolo superiore in due
classi di et, per genere. Italia, dati riferiti allanno 1998 (OECD, 2000).

55-64 anni 25-34 anni


uomini 52 23
donne 57 16
In questo caso la tabella contiene solo quattro numeri, pu quindi essere accantonata. Si
potrebbe semplicemente scrivere:
mentre 30 anni fa il possesso di lauree e diplomi era maggiore tra gli uomini che tra
le donne, oggi la situazione invertita, oppure:
negli ultimi 30 anni lauree e diplomi si sono diffusi di pi tra le donne che tra gli
uomini, oppure:
30 anni fa una donna su sei era diplomata (o laureata) contro un uomo su quattro,
oggi il divario a favore delle donne: 6 su 10 hanno un diploma o una laurea contro
5 su 10 tra gli uomini.
Si noti anche come i dati riportati direttamente nel testo spesso non siano riutilizzabili,
visto che non viene riportato un valore numerico esatto, ma solo un ordine di grandezza o
una differenza.
Cos' meglio fare? In termini astratti sempre preferibile la tabella al dato riportato nel
testo, ma in concreto troppo spesso le tabelle non hanno alcuna reale utilit, e vengono
presentate solo perch riempiono spazio e simulano un maggior grado di approfondimento
del tema trattato. E necessario quindi essere sempre critici, e valutare bene se inserire o
no una tabella.

3.2 Utilizzare tabelle e figure


E necessario inserire nel testo esclusivamente ci che funzionale al discorso che si sta
svolgendo nel testo, sia che si tratti di dati in tabelle o grafici, sia che si tratti di immagini
fotografiche e carte. Un testo tecnico-scientifico infatti non un album di fotografie, n un
database: il testo deve illustrare i risultati del lavoro di elaborazione dei dati, non quindi
sensato presentare tutti i singoli dati grezzi.

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Facolt di Agraria
Corsi di Laurea in Scienze Agrarie e Tecnologie alimentari

Molto spesso si vedono tabelle di dimensioni tali da rendere il testo illeggibile: questi
dataset, se davvero necessario ed utile averli nel testo, vanno inseriti in appositi Allegati,
al fondo; nel testo sono ammissibili solo tabelle di dimensioni tali da occupare al massimo
20-25 righe. Se le righe della tabella sono pi numerose, probabilmente essa si pu
spezzare in due tabelle distinte, che presentano aspetti diversi dello stesso tema, oppure i
dati possono essere presentati in modo pi riassuntivo, con un maggior grado di
elaborazione.
I dati che si intende inserire nel testo devono essere presentati in forma tabellare, oppure
in forma grafica, ma mai sotto entrambe le forme; ci significa che nel testo non lecito
presentare una tabella e un grafico che riportano i medesimi dati, ma ne va scelta una, la
pi efficace nellevidenziare il tema che si sta trattando e la pi ricca di informazioni.
In un testo tecnico-scientifico, tabelle e figure devono essere sempre codificate da un
numero e da un titolo, detto didascalia. La didascalia si pu posizionare sopra o sotto, ma
scelta la posizione, essa sar la medesima in tutto il testo. Il numero progressivo; se il
testo molto lungo e/o articolato, preferibile che il numero codifichi anche il capitolo di
appartenenza; nellesempio seguente la tabella che presenta i dati di piovosit della
stazione meteo di Carmagnola la terza tabella del capitolo 3:
Tab. 3.3 Piovosit media a Carmagnola (TO) nel decennio 1990-2000.
Le tabelle e le figure hanno una numerazione indipendente; ciascun capitolo avr quindi
una tabella 1 e una figura 1. Poich col termine figura si intendono non solo i grafici, ma
anche le immagini fotografiche e le carte, esse saranno tutte indicate come figure.
Nellesempio seguente, la prima figura un grafico, la seconda una carta, la terza
unimmagine fotografica :
Fig. 2.1 Andamento dellETP per la coltura di mais.
Fig. 2.2 Carta dei suoli del Piemonte (IPLA, 1998).
Fig. 2.3 Panoramica del campo sperimentale nel mese di luglio 2003.
Se vengono riportati dati di fonte esterna (cio dati che non sono frutto di autonoma
elaborazione, ma derivano da un libro o da un articolo scientifico), nel titolo va sempre
citata la fonte, che verr poi riportata in bibliografia insieme alle altre citazioni (vedi anche
il capitolo 4 Riferimenti bibliografici):
Tab. 3 Piovosit media a Carmagnola nel decennio 1990-2000. (Dati Regione Piemonte, 2002).
Fig. 5 Tenore proteico della dieta di bovine da latte in funzione del livello produttivo (rielaborato
da Ketelaars e van der Meer, 2001).
La tabella o la figura devono avere sempre un aggancio al testo, dove vengono presentate
e/o commentate; non possono essere presenti tabelle o figure non trattate nel testo:
Le principali colture presenti in azienda sono riportate in tabella 3.
Le principali colture aziendali sono quelle foraggere (tab. 3).
Ci significa anche che esse devono venire posizionate con ragionevole contiguit con il
testo che le illustra, compatibilmente con i vincoli di impaginazione.
Non corretto commentare i dati della tabella gi nel titolo, come nel caso seguente:
Tab. 2 Geomorfologia dei suoli esaminati. La tessitura in tutti i casi di tipo franco-limoso.
Sia nelle tabelle che nei grafici devono essere sempre esplicitate le unit di misura di tutti i
dati riportati.
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3.2.1 Inserire le figure nel testo


Come detto, con il termine figure si intendono i grafici, ma anche le immagini fotografiche
e le carte. In particolare, nel caso delle carte va prestata attenzione ai seguenti aspetti:
va sempre riportata la scala a cui rappresentata la carta; in genere utile
indicare anche il nord;
la porzione di carta che si riporta deve essere centrata rispetto al punto o ai punti
che si vuole indicare, e a scala coerente con la porzione di territorio da individuare
( sensato riportare lintera provincia di Cuneo quando si vuole indicare la
posizione degli appezzamenti di una singola azienda agricola?); se la carta pi
grande di una singola pagina A4, non andr inserita nel testo, ma allegata in fondo;
se la carta riporta dei tematismi (ad esempio, una Carta dei suoli che riporta le
tipologie di suolo) deve sempre essere presente una legenda che illustra ci che
rappresentato nella carta. La legenda in genere viene posizionata allinterno della
figura, in un angolo; in ogni caso deve essere contigua alla carta;
dal punto di vista informatico, meglio copiare come immagine JPEG la carta,
anzich inserirla come oggetto, perch altrimenti le dimensioni del file aumentano
troppo.
Nel caso dei grafici, va invece prestata attenzione ai seguenti aspetti:
luso di un tipo di grafico oppure un altro non indifferente: la scelta dipende dal
tipo di dati da presentare, e da cosa si vuole evidenziare (nel caso di un grafico che
riporta la piovosit media relativa ad un Comune, si vuole commentarne
landamento nel tempo, presentando con un grafico a linee i valori medi relativi a
pi anni, o si vogliono riportare i singoli dati mensili, con un grafico a barre?);
preferibile che larea del grafico non abbia alcuna cornice, perch visivamente
appesantisce molto la pagina (vedi lesempio sottostante);

160 160
liquame suino
)

liquame suino
)

-1
-1

intenzione dell'agricoltore (t ha

liquame bovino
intenzione dell'agricoltore (t ha

liquame bovino
120 letame 120 letame

80 80

40 40

0 0
0 40 80 120 160 0 40 80 120 160
quantit misurate (t ha -1) quantit misurate (t ha -1)

Il titolo del grafico sar riportato nella didascalia, e non come titolo allinterno
dellarea del grafico; se si propongono due o pi grafici congiuntamente (ad

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esempio per evidenziare diversi andamenti in funzione di diversi trattamenti)


consigliabile riportare una sola volta la legenda, in uno dei due grafici;
le linee di tendenza vanno inserite solo se sono funzionali al discorso, e solo se poi
vengono commentate nel testo; se si inserisce lintercetta, ne va riportata la
formula;
dal punto di vista informatico, meglio copiare come immagine il grafico, anzich
inserire il grafico Excel tal quale nel testo, perch le dimensioni del file aumentano
troppo; copiato come immagine, il grafico non per pi modificabile in Word.
Nel caso delle immagini fotografiche, infine, va prestata attenzione ai seguenti aspetti:
sebbene le immagini possano rendere pi piacevole la lettura, vanno inserite solo
quelle che aggiungono davvero informazione al testo, o che chiariscono
visivamente aspetti che nel testo sarebbe pi difficile spiegare;
dal punto di vista informatico, meglio copiare come immagine JPEG il file, perch
con gli altri formati le dimensioni del file aumentano troppo.

3.2.2 Inserire le tabelle nel testo


Le tabelle possono essere inserite centralmente alla pagina, oppure allineate a sinistra; la
scelta di una posizione oppure laltra dipende dai gusti personali, ma fatta la scelta tutte le
tabelle del testo andranno inserite nello stesso modo.
Le tabelle non vanno mai fatte debordare rispetto al margine del testo. E possibile (a
meno che particolari convenzioni editoriali lo vietino) inserire le tabelle di maggiori
dimensioni in orizzontale, in una pagina dedicata; preferibile non abusare di questa
soluzione, perch rende poco agevole la lettura, ma nel caso che se ne faccia ricorso, va
ricordato che il numero della pagina (ed eventuali intestazioni e pi di pagina) andr
comunque in posizione verticale, e che la pagina orizzontale conterr solo la tabella, non il
testo (che ricomincer nella prima pagina verticale disponibile).
Oltre a riportare sempre le unit di misura, nelle tabelle deve essere sempre possibile
identificare, dallintestazione di colonna, di quali dati si tratta (ad esempio unendo alcune
celle con la medesima unit di misura, come riportato sotto). I testi presenti nelle singole
celle della tabella non vanno mai mandati a capo spezzando la parola, come in questo
esempio:
Tabella 5 Deposizioni atmosferiche di N e P totali rilevate in Piemonte.
localit N P anni
kg ha anno-1
-1

S. Maurizio 1996-
36 -
C.se (TO) 1997
Carmagno- 1997-
53 1,5
la (TO) 2000
Fossano 2001-
- 1,6
(CN) 2002
ma si deve adattare la dimensione delle colonne in funzione del loro contenuto, come in
questo esempio:

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Tabella 5 Deposizioni atmosferiche di N e P totali (kg ha-1 anno-1) rilevate in Piemonte.


localit N P anni
kg ha anno-1
-1

S. Maurizio C.se (TO) 36 - 1996-1997


Carmagnola (TO) 53 1,5 1997-2000
Fossano (CN) - 1,6 2001-2002
Si noti come, allinterno della tabella:
i testi vanno allineati a sinistra, i numeri a destra;
i numeri con decimali adottano come separatore la virgola, non il punto;
se i numeri hanno molte cifre prima della virgola, preferibile usare il separatore
delle migliaia; viceversa, dopo la virgola preferibile non utilizzare un numero
esagerato di cifre (due cifre dopo la virgola in genere sono gi troppe);
il titolo della didascalia non va inserito nella prima riga della tabella, ma esterno
alla tabella;
preferibile che le intestazioni di colonna siano in caratteri minuscoli, anzich
maiuscoli;
lunit di misura si indica in una riga a parte, oppure tra parentesi, in coda
allintestazione di colonna.
Dal punto di vista grafico, preferibile evitare tabelle pesantemente bordate, come la
seguente:
Tabella 7 Apporto di N derivante dalle leguminose nella fertilizzazione dei prati polifiti (kg N ha-1
anno1).

Trifoglio bianco (%) Cowling, 1982 Loiseau, 1985 Bodet et al., 2000
1-5 10 15 -
5-15 30 50 15-50
15-25 48 100 25-80
Meglio utilizzare le linee soltanto dove la loro presenza aiuta davvero a leggere con
maggior scioltezza la tabella, come nellesempio seguente:
Tabella 7 Apporto di N derivante dalle leguminose nella fertilizzazione dei prati polifiti (kg N ha-1
anno1).

Trifoglio bianco (%) Cowling, 1982 Loiseau, 1985 Bodet et al., 2000
1-5 10 15 -
5-15 30 50 15-50
15-25 48 100 25-80
In generale, se il testo destinato ad essere stampato su carta preferibile non utilizzare
alcun colore di sfondo nelle tabelle. Anche per i caratteri meglio non esagerare con luso
del colore: in genere sono di pi facile lettura le tabelle con caratteri standard, di colore
nero, ed eventualmente con il colore rosso nei casi particolari (ad esempio quando si
vuole evidenziare la presenza di numeri negativi in un dataset positivo). Aspetto non
trascurabile, infine: pi il testo variopinto, maggiore sar il ricorso alla stampante a colori,
e meno visibili saranno eventuali fotocopie!

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4. I riferimenti bibliografici
Il testo tecnico-scientifico spesso fa riferimento a concetti o dati sperimentali derivati da
testi, articoli, capitoli di libri di altri autori. Tali riferimenti devono essere sempre corredati
del relativo riferimento bibliografico.
Un lavoro tecnico-scientifico corretto richiede per fonti bibliografiche chiare e di buona
qualit. Chiaro significa che l'autore indica in maniera precisa da dove ha tratto
l'informazione che sta riportando; di buona qualit vuol dire che la fonte attendibile e
aggiornata. Se la fonte chiara possibile risalire ad essa e ritrovare con facilit
l'informazione riportata nel testo; solo cos si d al lettore la possibilit di controllare ci
che viene riportato nel testo. Un esempio di fonte chiara :
"Bureau of the Census, 2000. Statistical Abstract of the United States, p. 125-127".
Esempi di fonti poco chiare sono invece:
"dati Censis"
"secondo un'indagine Istat".
Le fonti bibliografiche rivelano anche lo stile di lavoro dell'autore e la qualit di quanto
scrive: un autore che indica sommariamente le proprie fonti rivela spesso carenza di
capacit nell'organizzazione e gestione delle informazioni. Informazioni complete e chiare
sulle fonti riflettono invece uno stile di lavoro intellettuale capace di creare e diffondere
conoscenza, proprio di chi cerca la verifica da parte del lettore.
Ma la chiarezza delle fonti non risolve la questione della loro bont. Un buon autore
dovrebbe usare solo buone fonti. "Buona" in questo caso significa attendibile. In generale,
una fonte originaria (o primaria) pi attendibile di una fonte secondaria, cio riportata da
qualcuno. La regola base cui attenersi semplice: non citare mai una citazione, ma risalire
sempre alla fonte originaria citata. Il motivo semplice: ogni citazione porta con s un
rischio di errore, e gli errori si possono sommare tra loro con risultati devastanti.
Certo, anche una fonte primaria pu essere poco attendibile. Il giudizio sullattendibilit dei
dati richiede per di conoscere la metodologia in base alla quale sono stati raccolti,
rispondendo ad esempio a queste domande:
campione o universo: i dati si riferiscono ad un campione o ad un'intera popolazione
(universo)? Se si tratta di un campione, sono soggetti ad un "errore della stima".
tasso di risposta: quanti dei soggetti contattati hanno risposto? si conoscono alcune
caratteristiche dei non rispondenti?
periodo: il periodo di rilevazione del dato era "particolare"?
autore: chi ha effettuato la rilevazione?
modalit: lo strumento di rilevazione un questionario postale, un'intervista
telefonica o unintervista diretta condotta a domicilio?
domanda: qual era la domanda cui si riferisce il dato? quante sono le mancate
risposte a quella domanda?
Alcuni pensano che la bont di un dato dipenda dalla sua lunghezza. E assurdo. Forse
che numeri lunghi e percentuali con due decimali sono migliori di numeri e percentuali
arrotondati? Ecco allora un altro indicatore di bont: diffidare di chi propone dati come

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33,6784% e preferire chi si limita a 33,7%, soprattutto se queste percentuali si riferiscono


ad un numero ridotto di casi esaminati.
In concreto, come gestire dal punto di vista formale le fonti bibliografiche? Il testo deve
prevedere sempre una sezione "bibliografia", nella quale riportare i riferimenti completi dei
testi citati. Un riferimento bibliografico completo se riporta tutte le informazioni
necessarie affinch il lettore ritrovi autonomamente larticolo o il capitolo del libro citati. SI
indicheranno quindi autore, data, titolo, rivista o editore, pagine. Qui di seguito sono
indicati alcuni esempi:
Grignani, C., 1995. Razionalizzazione della concimazione azotata del frumento tenero attraverso il
metodo del bilancio. Riv. Agronomia, 29 (3), 415-426.
Sacco, D., 2000. Vulnerabilit ambientale di un territorio ad indirizzo produttivo foraggero-
zootecnico. Uso integrato delle informazioni disponibili a diversa scala per la stima della
lisciviazione dellazoto. Tesi dott., Universit di Torino, 165 pp.
Spallacci, P., 1981. Nitrogen uptake by crops manured with pig slurry. In: Nitrogen losses and
surface run-off from land spreading of manures, Kluwer Academic Publ., 178-180.
Sacco, D., Zavattaro, L., Grignani, C., 2002. Bilancio dellazoto in prati monofiti di erba medica e di
dactylis glomerata. Atti Conv. Ruolo agronomico dellazotofissazione nelle leguminose foraggere e
da granella, 9-10 aprile, Torino. 73-75.
Il primo riferimento bibliografico indica un articolo scientifico, il secondo una tesi di
dottorato, il terzo un capitolo tratto da un libro, mentre il quarto una comunicazione
riportata negli atti di un convegno. Non sono citabili in bibliografia le tesi di laurea, n le
dispense dei corsi.
In ogni caso, lautore indicato dal cognome e dalliniziale del nome, quindi dallanno di
pubblicazione e dal titolo; nel caso si tratti di un libro, potr essere citato un solo capitolo
(e in tal caso si riporter sia il titolo del capitolo, che il titolo del libro), oppure lintero libro.
Seguono infine il nome della rivista (o delleditore, nel caso dei libri) e il numero delle
pagine. Queste ultime si riferiscono allintero articolo scientifico o capitolo di libro
(indicandone la pagina iniziale e quella finale), oppure ad una tesi o un intero libro
(indicandone il numero totale delle pagine). Nel caso degli atti di un convegno, vanno
indicati sempre il titolo, il luogo e la data del convegno.
Si deve in ogni caso prestare attenzione alluso corretto della punteggiatura, che va
utilizzata conformemente agli esempi sopra esposti; alla pagina
www.agroselviter.unito.it/enviro/studenti.htm disponibile in consultazione il file
<bibliografia.pdf>, in cui compaiono esempi riferiti ad un grande numero di fonti
bibliografiche.
Nel testo, invece, il riferimento bibliografico verr fatto riportando solo il cognome
dell'autore e lanno di pubblicazione. Nel brano che segue sono presenti due diverse
forme di citazione bibliografica:
Per la gestione della fertilizzazione sono state molto usate in passato le curve di risposta della
coltura a differenti livelli di concimazione (Boschi et al., 1982; Toderi e Giordani, 1982; Grignani,
1995; Briffaux, 1999). Esse per, come evidenziato da Giardini (1992), hanno un forte limite:
dipendono strettamente dalle condizioni del suolo, dalle condizioni climatiche e meteorologiche,
dalla cultivar, dalla tecnica colturale.
La citazione tra parentesi riporta il cognome dellautore e lanno di pubblicazione; nel caso
gli autori siano due, si riportano entrambi, mentre se sono pi di due si riporta solo il primo
autore, seguito dalla dicitura et al.. La citazione nel testo corrente riporta allo stesso

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modo lindicazione del o degli autori, mentre lanno indicato tra parentesi. In ogni caso,
se le citazioni sono pi di una, esse vanno ordinate in ordine cronologico, e a parit di
anno di pubblicazione, in ordine alfabetico. Nel testo, quindi, si riportano solo autore e
anno, mentre il dettaglio relativo allarticolo citato sar consultabile nellapposita sezione
bibliografia.
Gli standard formali utilizzati per indicare i riferimenti bibliografici possono talvolta
presentare alcune disomogeneit rispetto agli esempi sopra riportati; si tratta in genere di
scelte editoriali particolari:
autore: qualche autore indicato con il nome proprio per esteso;
titolo: alcuni titoli di articoli sono riportati tra virgolette;
periodico: il titolo del periodico indicato in modo diverso (Riv. Agronomia, Rivista
di Agronomia);
editore: leditore pu essere indicato in modo diverso (Allemandi, F. Allemandi,
Edizioni Allemandi, Allemandi Ed.);
pagine citate: possono essere indicate anche con pag., p., pagg.;
anno: talvolta riportato dopo il numero delle pagine.
Si ritengono universalmente accettate le indicazioni formali date in precedenza; in ogni
caso, sempre utile controllare che la sequenza dei campi (autore, titolo, periodico,
editore, pagine e anno) sia sempre nello stesso ordine, che il formato grafico sia costante
(ad esempio: per i titoli, Times New Roman 12 corsivo) e che editore e periodico siano
indicati sempre nello stesso modo.
Infine, una nota in merito alle citazioni tratte dal web. Purtroppo, questo strumento di
diffusione della conoscenza soffre della mancanza assoluta di controllo della qualit delle
informazioni che diffonde; chiunque pu scrivere nella propria pagina web qualsiasi cosa!
Occorre quindi particolare attenzione nel selezionare le fonti di qualit, riconoscibili perch
si tratta di siti istituzionali (Enti pubblici, Centri di ricerca) o comunque di provata
affidabilit. Altri aspetti importanti sono il grado di aggiornamento della fonte web (in
moltissimi casi la pagina web nasce, ma poi non viene pi aggiornata) e il rischio che la
citazione, a distanza di tempo, non sia pi sfruttabile, perch la pagina web non pi
online. Ogniqualvolta possibile, quindi, va preferito il riferimento bibliografico su supporto
cartaceo.

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5. La revisione finale
Una volta terminata la scrittura del testo, l'opera non conclusa. Nessuno scrive di getto,
alla prima stesura, un testo perfetto; nella maggior parte dei casi non si ha nemmeno un
testo buono. La revisione parte integrante del processo della scrittura, e bisogna
dedicarvi tempo ed attenzione. Rileggere e rivedere un testo non significa solo correggere
l'ortografia ed eliminare i refusi, ma significa soprattutto ripensare le idee di partenza,
rivedere lorganizzazione del testo, riflettere su quanto si scritto, magari riscrivere alcune
parti. Tutto ci doppiamente importante nel caso che il testo sia stato scritto a pi mani,
e deriva quindi dallassemblaggio di pi brani: in questo caso impensabile non effettuare
una revisione molto approfondita del testo e un controllo completo della formattazione.
Completato il testo, l'ideale sarebbe dimenticarlo e lasciarlo riposare per almeno 24 ore, o
comunque per un certo intervallo di tempo; una buona revisione vuole prima di tutto occhi
e mente freschi. La miglior strategia con cui rivedere un testo, al di l degli errori
ortografici, mettersi dalla parte del lettore: bisogna rileggere tutto con il massimo spirito
critico, cercando di dare una risposta ad ogni domanda che viene in mente, senza
trascurare nulla, soprattutto ci che non convince.
Quando ci si appresta a rivedere il testo, preferibile dimenticare il computer: non si pu
fare un buon lavoro di revisione con una mano sul mouse e il testo che si muove sullo
schermo. Meglio stampare l'intero documento, segnando osservazioni e correzioni a
penna. Solo dopo si torner al file, per le correzioni.
Una semplice rilettura non una revisione. La revisione pi sicura ed efficace quella "a
strati": una rilettura per ogni tipo di errore o di problema. Se si rilegge prestando attenzione
ai contenuti, facilmente sfuggiranno i refusi. Viceversa, effettuando una rilettura solo
formale si rischia di perdere di vista la coerenza generale del documento. Naturalmente,
non esiste un metodo che vada bene per tutti; ognuno sviluppa una propria strategia di
revisione. In ogni caso, qui si suggerisce una strategia per la revisione a strati:
1. Controllo dei contenuti e della loro organizzazione. E stato tralasciato qualche
punto del discorso? I periodi sono consequenziali, o ci sono cesure eccessive tra
l'uno e l'altro? Le conclusioni sono convincenti? Il tono giusto? In questa prima
fase meglio leggere il documento tutto di un fiato, da cima a fondo, per avere
un'idea della coerenza complessiva, senza analizzare ogni singolo problema
(piuttosto, ci si pu segnare a margine il punto da rivedere pi in dettaglio, e
tornarci sopra a lettura finita). Questa prima lettura di revisione va fatta lentamente
e ad alta voce: il ritmo delle frasi ha grande importanza, e spesso alcuni errori logici
sono pi evidenti allorecchio che allocchio.
2. Controllo della grammatica e della punteggiatura. Attenzione agli errori nella
punteggiatura, alle concordanze soggetto/verbo, singolare/plurale,
maschile/femminile (soprattutto nei periodi complessi, con molti incisi), ai tempi
verbali, alla correttezza delle parole straniere. Al minimo dubbio, va consultato un
buon dizionario e, per la punteggiatura, un qualsiasi libro. In questa fase, in realt
chi ha scritto il testo il peggior correttore di s stesso: preferibile far rileggere il
testo a qualcun altro, pregandolo di sottolineare non solo gli errori, ma tutto quello
che non convince.
3. Miglioramento dello stile. Se il contenuto convincente e il testo non contiene pi
errori, ci si pu dedicare allo stile e agli aspetti formali: propriet del linguaggio,
appropriatezza delle singole parole rispetto al contesto, eliminazione delle
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ripetizioni pi fastidiose, scorrevolezza del testo. In questa fase della revisione,


bisogna tagliare tutto quello che si pu eliminare, snellendo al massimo il testo,
togliendo tutte le parole inutili e le frasi ridondanti e semplificando quelle contorte.
Vanno inoltre eliminate le preposizioni a catena, spesso sintomo di troppi passivi, e
le ripetizioni per/per o da/da all'interno di una stessa frase. In generale, se si pu
dire la stessa cosa con meno parole, bisogna dirla con meno parole!
4. Controllo delle fonti. Bisogna controllare con cura le fonti: niente deve essere
riportato senza citare lautore, n viceversa in bibliografia deve esistere un
riferimento bibliografico che poi non presente nel testo ( un caso frequente, ad
esempio, dopo aver eliminato alcuni brani dal testo durante la revisione). Va anche
verificata luniformit della forma grafica utilizzata nelle citazioni (caratteri usati,
abbreviazioni, rientri, interlinee e spaziature).
5. Controllo finale di qualit. Quando il documento sembra perfetto, un ultimo
controllo per cercare il pelo nelluovo! Quali tipi di errori ricercare? Unintroduzione
che cita qualcosa che poi non c; un sottotitolo che non riflette pi il contenuto del
paragrafo; unimmagine senza didascalia; i numeri delle pagine; la concordanza
indice/testo (titoli, sottotitoli, numeri delle pagine, concordanza precisa delle parole);
le intestazioni e i pi di pagina; i titoli (che si danno sempre per scontati, nelle ultime
revisioni); le prime e le ultime righe di ogni pagina, per controllare che non vi sia del
testo duplicato o mancante; le liste numerate; la concordanza numeri/note; le
coppie di parentesi, virgolette o trattini.
Allegata a questa Guida, disponibile una traccia da seguire per la revisione finale del
testo. Se tutte le voci riportate nella traccia risultano corrette, il lavoro si pu dire corretto
dal punto di vista formale, ed possibile consegnarlo per la valutazione. Se alcune voci
risultano ancora non verificate, la consegna prematuraattenzione!

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6. Un caso particolare: la presentazione in Power Point


Uno strumento di comunicazione molto diffuso in ambito tecnico-scientifico la
presentazione in Microsoft Power Point. Poich gli studenti lo utilizzeranno in prima
persona, sicuramente per la tesi di laurea, ma forse anche per relazioni e ricerche di
studio, vale la pena dare alcuni suggerimenti specifici.
Poich lobiettivo presentare il proprio lavoro, convincendo il pubblico della qualit dei
risultati ottenuti, Power Point un ottimo strumento per utilizzare al meglio lantica ma
sempre attualissima arte della retorica, con il supporto visivo a cui oggi non si pu pi
rinunciare. Le singole diapositive si vedono con una sequenza lineare, dalla prima
allultima, e permettono di organizzare il discorso secondo la pi classica delle scansioni:
Titolo e introduzione: la prima e la seconda diapositiva devono annunciare ci di
cui si parler. Serve un titolo eloquente, in modo che il pubblico abbia gi una
piccola anticipazione; nel caso di pi autori, va evidenziato chi di loro sta parlando.
Segue una sorta di sommario della presentazione, con gli argomenti che verranno
trattati. E utile concludere lintroduzione richiamando gli obiettivi del lavoro e le
domande cui si dar risposta con la presentazione;
Materiali e metodi: una o pi diapositive espongono i metodi di lavoro adottati
(anche analitici nel caso di unattivit di laboratorio) e i dati di partenza (origine dei
dati, metodo di raccolta);
Risultati: alcune diapositive mostrano i risultati ottenuti e le elaborazioni effettuate;
Conclusioni: in una sola diapositiva, raramente due se le conclusioni sono davvero
molte, si tirano le fila del discorso.
La migliore strategia chiarire pi volte cosa stato fatto e perch, in tre momenti-chiave:
a) dare subito, allinizio il quadro dinsieme di ci che si andr a esporre, per catturare
lattenzione del pubblico e prepararlo allargomento dellesposizione; b) analizzare punto
per punto ci che era stato annunciato allinizio, senza divagare rispetto alla traccia
annunciata, e cercando di essere molto schematici; c) concludere, riassumendo ci che si
detto punto per punto, e perch.
La diapositiva di una presentazione Power Point non deve essere esaustiva come la
pagina di un libro; piuttosto, la traccia del discorso, un aiuto a meglio comprendere e
ricordare per chi ascolta. Non bisogna quindi avere la pretesa di metterci tutto: vanno
distillati soli i messaggi e i dati pi importanti. Saranno le capacit oratorie del relatore a
dare interpretazioni, dettagli e considerazioni in pi rispetto a quanto scritto nelle
diapositive. Certo, molto pi facile creare informazione, piuttosto che decidere di non
usarla, ma raramente una presentazione va male perch troppo povera! Voltaire diceva:
Il segreto per essere noiosi dire tutto.
Pi che veri e propri testi, o frasi sintatticamente perfette e compiute, in una presentazione
Power Point si usano slogan, disegni, cifre e schemi. Se si scrive troppo, si corre il rischio
che gli ascoltatori si mettano a leggere riga per riga, e non ascoltino pi. Il testo delle
diapositive deve essere solo una sottolineatura di ci che il relatore sta dicendo. Perch
questo accada, ogni diapositiva deve riferire un solo messaggio, ben evidente e leggibile,
e va lasciata in vista finch il relatore non ha esaurito largomento. Il relatore daltronde
dovrebbe evitare la mera lettura ad alta voce delle singole diapositive: lui l per chiarire i
concetti, approfondire il tema; leggere una cosa che il pubblico potrebbe fare da s.

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Facolt di Agraria
Corsi di Laurea in Scienze Agrarie e Tecnologie alimentari

Oltre al titolo, non vanno scritte pi di 6-7 righe su ogni diapositiva; preferibile servirsi il
pi possibile di liste puntate o numerate. Bisogna cogliere lessenziale: vanno eliminati
avverbi ed aggettivi (le sfumature qualitative le dar il relatore con le sue parole), va quasi
abolita la punteggiatura, si fa largo ricorso a simboli e disegni (niente meglio di una
bella freccia per esprimere il rapporto causa-effetto!).
Nella scelta dei formati grafici, due font per tutta la presentazione, uno per i titoli e uno per
il testo, sono pi che sufficienti. Non va utilizzato un corpo troppo piccolo (almeno Arial 22,
o altri font di dimensione equivalente) n un carattere che abbia filetti a diverso spessore,
come il Times New Roman (i filetti sottili potrebbero scomparire, proiettando): ogni parola
si deve poter leggere anche dallultima fila di una sala affollata. Vanno evitate le parole
scritte tutte in maiuscolo, il corsivo, le sottolineature, perch rendono il testo difficile da
leggere a distanza. Le due combinazioni cromatiche pi efficaci sono il fondo blu o verde
scuro con il carattere giallo o bianco, e il fondo bianco, grigio o beige con il carattere nero
o blu scuro. Attenzione alla possibilit che la proiezione avvenga in una sala troppo
luminosa: ci smorzer i colori rendendo le diapositive illeggibili.
Vanno usati il pi possibile disegni, grafici e tabelle, ma con titoli esplicativi, numeri
leggibili e legende chiare, senza abbreviazioni incomprensibili, riportando sempre le unit
di misura. Non va mai proposta pi di una tabella o un grafico per ciascuna diapositiva (a
meno di voler evidenziare con due grafici le differenze tra due andamentima non c
proprio modo di esporre lo stesso concetto con un solo grafico?). Nel caso delle tabelle,
anchesse devono essere ridotte allosso: una tabella con pi di 5-6 righe e 3-4 colonne
un attentato alla vista e alla pazienza del pubblico. Elargire troppi dati finisce per diluire i
concetti-chiave in un mare di numeri, sempre che il pubblico sia ancora sveglio.
Ma quante diapositive preparare? In genere si valuta di presentare circa 1 diapositiva al
minuto. Ci significa che per 15 minuti di presentazione, serviranno 14-15 diapositive, ma
soprattutto significa che ci che la diapositiva riporta deve poter essere illustrato in un
minuto. Se largomento pi complesso, allora probabilmente andrebbe illustrato in due
diapositive distinte, o meglio ancora il tema andrebbe snellito, abolendo qualche aspetto
secondario. Attenzione inoltre a saper gestire Power Point: durante lesposizione non
basta saper mandare avanti le diapositive, ma bisogna essere in grado di mandarle
indietro o cercarne una nellindice, se serve!
La strategia migliore per lesposizione posizionarsi a sinistra dello schermo, rivolti verso
il pubblico, e mantenere questa posizione; se serve indicare qualcosa sullo schermo, lo si
far con la sinistra, senza mai dare le spalle al pubblico o coprire lo schermo con il corpo.
Cambiando diapositiva, non necessario continuare a parlare: lattenzione del pubblico
per un paio di secondi totalmente assorbita dalla nuova diapositiva, e per il relatore un
attimo prezioso per riprendere fiato e ricomporre le idee. Correre a rotta di collo verso la
fine della presentazione non utile: innervosisce il pubblico, e gli lascia poco di ci che
stato esposto. Attenzione infine ad avere un tono di voce udibile, sicuro e ben scandito.
Dare lo stampato della presentazione prima di iniziare a parlare comporta vantaggi e
svantaggi: tutti si metteranno a sfogliarlo, con una caduta dellattenzione nei primi due
minuti, ma utile per prendere appunti e per questo sempre molto gradito dal pubblico.
Infine, un aspetto importantissimo: se la presentazione di 15 minuti, terminare dopo 13
sar cosa apprezzata sia dal pubblico che dal moderatore, e dimostrer una buona
preparazione della presentazione; viceversa, terminare dopo 18 o peggio 25 minuti sar
una noia mortale per il pubblico, una mancanza di rispetto verso il moderatore e i colleghi
che vengono dopo, e la dimostrazione di una scarsissima capacit organizzativa.

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7. Bibliografia utilizzata nella redazione della Guida alla scrittura


AA.VV., 1988. Publications handbook and style manual. American Society of Agronomy
Ed., 92 pp.
Le Roux, P., 2004. Presentare per convincere. Strategie di presentazione. Lupetti editore,
161 pp.
Matricciani, E., 2003. Fondamenti di comunicazione tecnico-scientifica. Apogeo editore,
367 pp.

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ALLEGATO

Traccia per la revisione finale del testo

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TRACCIA
PER LA REVISIONE FINALE DEL TESTO
Stampate la relazione definitiva, completa di ogni sua parte, e consultatela alla ricerca
della risposta a ciascuno dei punti sottoelencati, mettendo una crocetta su si o no. In
caso di dubbio, consultate la Guida alla scrittura di testi tecnico-scientifici.
Rispondete a tutte le domande, e solo dopo aver finito dedicatevi alle eventuali correzioni.
Se le correzioni effettuate sono numerose, stampate di nuovo la relazione completa e
corretta, ricominciando da capo il lavoro di revisione finale (e compilando quindi una nuova
check-list).
Solo nel caso che tutte le voci riportate nella traccia risultino corrette (tutte le crocette su
si) il lavoro si pu dire concluso, ed possibile rilegarlo e consegnarlo per la valutazione.
Se infatti durante la valutazione alcune voci della traccia dovessero risultare ancora
scorrette, il voto finale ne risentir attenzione!

1. STRUTTURA DELLA RELAZIONE


si no
Esiste una pagina di copertina, con titolo, autori, corso di laurea e anno accademico?
Le pagine sono tutte numerate, anche quelle orizzontali e/o stampate da Excel?
La numerazione delle pagine progressiva?
La numerazione delle pagine inizia dalla seconda pagina, saltando la copertina?
La numerazione delle pagine sempre verticale?
Esiste un indice nella seconda pagina?
Lindice riporta, allineati a destra, i numeri delle pagine di tutti i titoli, sottotitoli e allegati?
Lindice riporta i medesimi titoli e sottotitoli presenti nel testo?
Ciascun capitolo inizia in una nuova pagina?
Esiste un capitolo Riferimenti bibliografici?
Eventuali allegati sono inseriti in fondo al testo, dopo Riferimenti bibliografici?
Eventuali allegati sono numerati in ordine progressivo?

2. IMPAGINAZIONE
si no
Il margine delle pagine uniforme in tutto il testo?
Il testo sempre giustificato?
Il testo ha carattere sempre uniforme, comprese tabelle e figure?
Il testo usa un carattere di colore nero?
Il testo suddiviso in paragrafi leggermente spaziati tra loro?
La spaziatura delle righe uniforme in tutto il testo?
La spaziatura dei paragrafi uniforme in tutto il testo?
Il rientro a inizio paragrafo, se esiste, sempre il medesimo in tutto il testo?
Il testo suddiviso in titoli e sottotitoli, con numerazione progressiva?
I titoli e sottotitoli sono tutti allineati a sinistra?
La formattazione di titoli e sottotitoli coerente con il loro grado di subordine?
I titoli del medesimo grado di subordine hanno carattere uniforme?
Le didascalie di figure e tabelle hanno carattere uniforme?
Le tabelle e le figure hanno dimensioni compatibili con la struttura della pagina?
Le tabelle e le figure rispettano sempre i margini impostati per il testo?
Le tabelle e le figure hanno il minor numero possibile di bordature?

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3. LINGUA, PUNTEGGIATURA E UNITA DI MISURA


si no
Le frasi sono scritte in italiano corretto, senza errori di ortografia o grammatica?
Le parole italiane di uso non comune sono state verificate su un vocabolario?
Le parole straniere sono state verificate su un vocabolario?
Tutte le parole abbreviate sono state sostituite con il testo corretto?
La punteggiatura corretta, ed stata verificata su un libro o un articolo pubblicato?
La battitura del testo non presenta errori (es.: doppi spazi, a capo non necessari)?
Le unit di misura sono abbreviate coerentemente con il Sistema Internazionale?
Le unit di superficie di uso locale (ad es., giornate) sono state convertite in ettari?
I quintali sono stati convertiti in kg, o in t?
Gli apici e i pedici delle formule e delle unit di misura sono formattati correttamente?

4. TABELLE
si no
Tutte le tabelle sono necessarie?
Tutte le tabelle sono impaginate in modo uniforme (centrate, oppure a sinistra)?
Nessuna tabella riporta le medesime informazioni di un grafico, n viceversa?
Tutte le tabelle hanno una citazione e un commento nel testo?
Tutte le tabelle sono corredate di una didascalia?
Nessuna tabella inserita come ipertesto?
Le didascalie sono tutte numerate progressivamente?
La didascalia permette di comprendere il contenuto della tabella, indipendentemente dalla
lettura del testo?
Le didascalie riportano il riferimento bibliografico relativo alla fonte dati?
I numeri sono sempre allineati a destra?
I numeri hanno il minor numero possibile di cifre dopo la virgola?
I testi sono sempre allineati a sinistra?
I testi hanno il minor numero possibile di a capo?
I testi hanno il minor numero possibile di colori?
Le intestazioni di colonna sono in carattere minuscolo, a parte liniziale?
Le intestazioni di colonna riportano sempre chiaramente lunit di misura?
Le abbreviazioni nelle intestazioni di colonna sono standard e/o comprensibili?

5. FIGURE
si no
Tutte le figure sono necessarie?
Tutte le figure sono impaginate in modo uniforme (centrate, oppure a sinistra)?
Tutte le figure hanno una citazione e un commento nel testo?
Tutte le figure sono corredate di una didascalia?
Nessuna figura inserita come ipertesto?
Le didascalie sono tutte numerate progressivamente?
La didascalia permette di comprendere il contenuto della figura, indipendentemente dalla
lettura del testo?
Le didascalie riportano il riferimento bibliografico relativo alla fonte dati?
Nei grafici, le intestazioni degli assi sono in carattere minuscolo, a parte liniziale?
Nei grafici, le intestazioni degli assi riportano sempre chiaramente lunit di misura?
Nei grafici, le abbreviazioni nelle intestazioni sono standard e/o comprensibili?
Nei grafici, le eventuali linee di tendenza e le intercette sono necessarie?
Nei grafici, le linee di tendenza e le intercette riportano la formula?
Nei grafici e nelle carte, se necessaria, riportata la legenda?
Nelle carte, indicato il nord?
Nelle carte, indicata una scala delle distanze?

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6. RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
si no
Tutti dati riportati nel testo indicano la fonte da cui sono stati tratti?
I riferimenti bibliografici nellapposito capitolo sono tutti presenti nel testo?
I riferimenti bibliografici nel testo sono tutti presenti nellapposito capitolo?
Il riferimento bibliografico abbreviato, nel testo, indicato in modo conforme allo standard
editoriale?
Il riferimento bibliografico completo, nellapposito capitolo, indicato in modo conforme allo
standard editoriale?
Il riferimento bibliografico completo, nellapposito capitolo, permette di ritrovare
autonomamente larticolo citato, o il capitolo del libro?
Tutti i riferimenti bibliografici sono riportati con carattere e impaginazione uniformi?
7. ALLEGATI
si no
Tutti gli allegati presenti al fondo del testo sono indispensabili?
Prima del primo allegato, c una pagina bianca che riporta il titolo Allegati?
Anche le pagine degli allegati sono numerate progressivamente?
La numerazione delle pagine degli allegati prosegue quella del testo?

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