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Seconda Universit degli Studi di Napoli cdl Disegno Industriale

Corso: cultura e tecnica nella prod. industriale prof. La Rocca


Studente: Francesco Antonio Di Lorenzo matr. 802/602

La freddezza della tecnica (E.Bloch)

Il tema che affronta Bloch nel testo quello della freddezza della tecnica. Per arrivare a
definire questo concetto afferma che quasi tutto ci fissa con sguardo vuoto e non potrebbe
essere altrimenti se non c' pi nessuno che sappia che cosa sia l'abitare duraturo, che
sappia rendere calda e forte la propria casa. Bloch ritiene che non solo questo il motivo
della causa della volgarit degli oggetti o del loro anonimato.
Egli ritiene che non tanto sul consumatore ma sul produttore che ricade la responsabilit
di tutto questo kitch e, soprattutto, della macchina che riuscita a rendere ogni cosa
squallida e subumana nei particolari. Bloch pensa che non si penser mai abbastanza in
modo dinamico ed economico dal momento che il vecchio artigiano non ritornaner e,
sicuramente, non intende certo privilegiare quelli attuali che offrono cose abominevoli.
Un' altra questione quella dell' utilizzazione industriale e nella spaventosa costrizione
insit nell' uniformit dei giri di un macchianario, nell'impedita gioia creativa di un uomo
costretto a elaborare sempre e soltanto parti e a non provare mai la felicit dell'insieme.
Bloch ritorna a parlare della macchina, sempre da un punto di vista negativo, e della
violenza con la quale essa si imposta provocando una rottura con una tradizione vitale e
produttiva; dice che se si riuscisse a produrre qualcosa di bello sul piano industriale e
commerciale, non si vedrebbero oggetti statici come del cemento dipinto a vari colori. L'
arte moderna non in condizione di poter ridipingere e camuffare in vesti ornamentali gli
oggetti e le costruzioni funzionali; in contraddizione con la sua natura trasformazione
patetica di impianti il cui valore e la cui essenza dichiarata risiedono proprio nell' inappari-
scenza, nella finalit strettamente utilitaria. Non si pu immaginare un contrasto pi
stridente e un'antitesi pi radicale di quella fra una costruttivit che avanza pretese artisti-
che.
Solo quando la forma funzionale si limita alla sua azione, si chide l'ornamento spensierato
e libero anche dallo stile.
La nascita della tecnica integrale e dell'espressione integrale derivano dalla stessa
magia: assoluta mancanza di ornamenti nella prima, massima di profusione di ornamenti
nella seconda. D'ora in avanti necessario che l'arte sia lontana dall'uso, che a regnare
sia la grande tecnica, il lusso democratico e ingegnoso, la ricostruzione del pianeta terra
per eliminare la povert, trasparire la fatica sulle macchine, rendere automatico
l'inessenziale.
Tutto ci che deve essere utilizzato e presuppone un Io che si sperimenta nell'atto,
assegnato all'arte applicata; le opere, invece, che richiamano uno sguardo verso l'alto
sono occupate solo dall' Io simbolico e fanno parte dell'arte elevata. ma nella vecchia
sedia e sopra di essa vive ancora qualcosa che esula dalla comodit,esistono poltrone
barocche che sono troppo importanti per ogni uso, che fanno cadere la maschera della
loro funzione. La finalit lussuosa e non mistica delle insegne barocche era possibile solo
in un epoca in cui i troni si confondevano con gli altari.
L' arte applicata storica veramente grande allude a un apriori spirituale della costruzione e
dell'architettura, ad una costruzione inutile da un punto di vista terreno. Cos fra la sedia e
la statua si inserisce un terzo elemento: un'arte applicata di grado superiore in cui la pura
forma astratta rimanda ad altro.