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NORMATIVA DI RIFERIMENTO

LE AZIONI

a.a. 2012/2013

CORSO DI LAUREA IN INGEGNERIA CIVILE

FRANCESCO MICELLI
NORMATIVA DI RIFERIMENTO

NCT 2008: D.M. 14/01/2008 Norme Tecniche


per le Costruzioni

Supplemento ordinario n. 27 alla G.U.


(26/02/2009): Istruzioni per lapplicazione delle
Norme tecniche per le costruzioni
di cui al D.M. 14 gennaio 2008
LE NORME SULLE COSTRUZIONI

DECRETO MINISTERIALE 14/01/2008 NORME


TECNICHE PER LE COSTRUZIONI

1. OGGETTO
2. SICUREZZA E PRESTAZIONI ATTESE
3. AZIONI SULLE COSTRUZIONI
4. COSTRUZIONI CIVILI ED INDUSTRIALI
5. PONTI
6. PROGETTAZIONE GEOTECNICA
7. PROGETTAZIONE PER AZIONI SISMICHE
8. COSTRUZIONI ESISTENTI
9. COLLAUDO STATICO
10. REDAZIONE DEI PROGETTI STRUTTURALI ESECUTIVI E DELLE RELAZIONI DI
CALCOLO
11. MATERIALI E PRODOTTI DI USO STRUTTURALE
12. RIFERIMENTI TECNICI

ALLEGATO A. Alle norme tecniche per le costruzioni: pericolosit sismica


ALLEGATO B. Alle norme tecniche per la costruzioni: tabella dei parametri che definiscono lazione sismica
LE NORME SULLE COSTRUZIONI

DECRETO MINISTERIALE 14/01/2008 NORME


TECNICHE PER LE COSTRUZIONI

1. OGGETTO
2. SICUREZZA E PRESTAZIONI ATTESE
3. AZIONI SULLE COSTRUZIONI
4. COSTRUZIONI CIVILI ED INDUSTRIALI
5. PONTI
6. PROGETTAZIONE GEOTECNICA
7. PROGETTAZIONE PER AZIONI SISMICHE
8. COSTRUZIONI ESISTENTI
9. COLLAUDO STATICO
10. REDAZIONE DEI PROGETTI STRUTTURALI ESECUTIVI E DELLE RELAZIONI DI
CALCOLO
11. MATERIALI E PRODOTTI DI USO STRUTTURALE
12. RIFERIMENTI TECNICI

ALLEGATO A. Alle norme tecniche per le costruzioni: pericolosit sismica


ALLEGATO B. Alle norme tecniche per la costruzioni: tabella dei parametri che definiscono lazione sismica
LE NORME SULLE COSTRUZIONI

DECRETO MINISTERIALE 14/01/2008 NORME TECNICHE PER LE COSTRUZIONI

SICUREZZA E PRESTAZIONI ATTESE

2.5 AZIONI SULLE COSTRUZIONI


2.1 PRINCIPI FONDAMENTALI
2.5.1 Classificazioni delle azioni
2.5.2 Caratterizzazione delle azioni
2.2 STATI LIMITE
elementari
2.2.1 Stati Limiti Ultimi (SLU)
2.5.3. Combinazioni delle azioni
2.2.2 Stati Limite di Esercizio (SLE)
2.5.4. Degrado
2.2.3 Verifiche
2.6 AZIONI NELLE VERIFICHE AGLI
2.3 VALUTAZIONI DELLA SICUREZZA
STATI LIMITE
2.6.1 Stati limite ultimi
2.4 VITA NOMINALE, CLASSI DUSO E
2.6.2 Stati limite di esercizio
PERIODO DI RIFERIMENTO
2.7 VERIFICHE ALLE TENSIONI
AMMISSIBILI
LE NORME SULLE COSTRUZIONI

DECRETO MINISTERIALE 14/01/2008 NORME TECNICHE PER LE COSTRUZIONI

AZIONI SULLE COSTRUZIONI

3.1 OPERE CIVILI ED INDUSTRIALI


3.1.1 Generalit
3.1.2 Pesi propri dei materiali strutturali
3.1.3 Carichi permanenti non strutturali
3.1.4 Carichi variabili

3.2 AZIONI SISMICA

3.3 AZIONI DEL VENTO

3.4 AZIONI DELLA NEVE

3.5 AZIONI DELLA TEMPERATURA

3.6 AZIONI ECCEZIONALI


LE NORME SULLE COSTRUZIONI

DECRETO MINISTERIALE 14/01/2008 NORME TECNICHE PER LE COSTRUZIONI

COSTRUZIONI CIVILI E INDUSTRIALI

4.1 COSTRUZIONI DI CALCESTRUZZO


4.1.1 Valutazione della sicurezza e metodi di analisi
4.1.2 Verifiche agli stati limite
4.1.3 Verifiche per situazioni transitorie
4.1.4 Verifiche per situazioni eccezionali
4.1.5 Verifiche mediante prove su strutture campione e su modelli
4.1.6 Dettagli costruttivi
4.1.7 Esecuzione
4.1.8 Norme ulteriori per il calcestruzzo armato precompresso
4.1.9 Norme ulteriori per i solai
4.1.10 Norme ulteriori per le strutture prefabbricate
4.1.11 Calcestruzzo a bassa percentuale di armatura o non armato
4.1.12 Calcestruzzo di aggregati leggeri
4.1.13 Resistenza al fuoco
LE NORME SULLE COSTRUZIONI

DECRETO MINISTERIALE 14/01/2008 NORME TECNICHE PER LE COSTRUZIONI

COSTRUZIONI CIVILI E INDUSTRIALI

4.2 COSTRUZIONI DI ACCIAIO

4.3 COSTRUZIONI COMPOSTE DI ACCIAIO CALCESTRUZZO

4.4 COSTRUZIONI DI LEGNO

4.5 COSTRUZIONI DI MURATURA

4.6 COSTRUZIONI DI ALTRI MATERIALI


LE NORME SULLE COSTRUZIONI

DECRETO MINISTERIALE 14/01/2008 NORME TECNICHE PER LE


COSTRUZIONI

REDAZIONE DI PROGETTI STRUTTURALI ESECUTIVI E DELLE RELAZIONI


DI CALCOLO

10.1 CARATTERISTICHE GENERALI

10.2 ANALISI E VERIFICHE SVOLTE CON LAUSILIO DI CODICI DI CALCOLO


LE NORME SULLE COSTRUZIONI

DECRETO MINISTERIALE 14/01/2008 NORME TECNICHE PER LE


COSTRUZIONI

MATERIALI E PRODOTTI DI USO STRUTTURALE


11.1 Generalit
11.2 CALCESTRUZZO
11.2.1 Specifiche per il calcestruzzo
11.2.2 Controlli di qualit del calcestruzzo
11.2.3 Valutazione preliminare della resistenza
11.2.4 Prelievo dei campioni
11.2.5 Controllo di accettazione
11.2.6 Controllo della resistenza del calcestruzzo in opera
11.2.7 Prove complementari
11.2.8 Prescrizioni relative al calcestruzzo confezionato con processo industrializzato
11.2.9 Componenti del calcestruzzo
11.2.10 Caratteristiche del calcestruzzo
11.2.11 Durabilit
11.3 ACCIAIO
11.3.1 Prescrizioni comuni a tutte le tipologie di acciaio
11.3.2 Acciaio per cemento armato
11.3.3 Acciaio per cemento armato precompresso
11.3.4 Acciai per strutture metalliche e per strutture composte
LE NORME SULLE COSTRUZIONI

ISTRUZIONI PER LAPPLICAZIONE DELLE NORME TECNICHE PER LE


COSTRUZIONI

1. INTRODUZIONE
2. SICUREZZA E PRESTAZIONI ATTESE
3. AZIONI SULLE COSTRUZIONI
4. COSTRUZIONI CIVILI ED INDUSTRIALI
5. PONTI
6. PROGETTAZIONE GEOTECNICA
7. PROGETTAZIONE PER AZIONI SISMICA
8. COSTRUZIONI ESISTENTI
9. COLLAUDO STATICO
10. REDAZIONI DEI PROGETTI STRUTTURALI ESECUTUVI E DELLE
RELAZIONI DI CALCOLO
11. MATERIALI E PRODOTTI DI USO STRUTTURALE
12. RIFERIMENTI TECNICI
LE NORME SULLE COSTRUZIONI

ISTRUZIONI PER LAPPLICAZIONE DELLE NORME TECNICHE PER LE


COSTRUZIONI

1. INTRODUZIONE
2. SICUREZZA E PRESTAZIONI ATTESE
3. AZIONI SULLE COSTRUZIONI
4. COSTRUZIONI CIVILI ED INDUSTRIALI
5. PONTI
6. PROGETTAZIONE GEOTECNICA
7. PROGETTAZIONE PER AZIONI SISMICA
8. COSTRUZIONI ESISTENTI
9. COLLAUDO STATICO
10. REDAZIONI DEI PROGETTI STRUTTURALI ESECUTUVI E DELLE
RELAZIONI DI CALCOLO
11. MATERIALI E PRODOTTI DI USO STRUTTURALE
12. RIFERIMENTI TECNICI
AZIONI AGENTI SULLE
COSTRUZIONI
Cause o insiemi di cause capaci di indurre stati limite in una struttura. E compito del
progettista individuare le azioni significative per la costruzione nel rispetto delle
prescrizioni delle norme vigenti
CLASSIFICAZIONE DELLE AZIONI

Secondo il modo di esplicarsi

AZIONI DIRETTE: forze concentrate, carichi distribuiti, fissi o mobili

AZIONI INDIRETTE: spostamenti impressi, variazioni di


temperatura e di umidit, ritiro, precompressione, cedimenti di vincolo,
ecc.

AZIONI DI DEGRADO: endogeno: alterazione naturale del materiale di


cui sottoposta lopera strutturale; esogeno: alterazione delle caratteristiche
dei materiali costituenti lopera strutturale a seguito di agenti esterni.
CLASSIFICAZIONE DELLE AZIONI

Secondo la risposta strutturale

AZIONI STATICHE: azioni che applicate sulla struttura non


provocano accelerazioni significative della stessa o di alcune sue parti

AZIONI QUASI STATICHE: azioni che possono essere considerate


come statiche, a patto di tener conto degli effetti dinamici con un
incremento della intensit

AZIONI DINAMICHE: azioni che causano significative


accelerazioni della struttura o dei suoi componenti
CLASSIFICAZIONE DELLE AZIONI
Secondo la variazione della loro intensit nel tempo
AZIONI PERMANENTI (G): azioni che agiscono durante tutta la vita della struttura
e la loro variazioni di intensit nel tempo cos piccola e lenta da potersi considerare
con sufficiente approssimazione costante nel tempo

peso proprio di tutti gli elementi strutturali; peso proprio del terreno; forze indotte
dal terreno; forze risultanti dalla pressione dellacqua (quando si configurano costanti
nel tempo);

peso proprio di tutti gli elementi non strutturali;

spostamenti e deformazioni imposti, previsti dal progetto e realizzati allatto della


costruzione;

pretensione e precompressione;

ritiro e viscosit;

spostamenti differenziali.
CLASSIFICAZIONE DELLE AZIONI
Secondo la variazione della loro intensit nel tempo

AZIONI VARIABILI (Q): azioni sulla struttura o sullelemento strutturale


con valori istantanei che possono risultare sensibilmente diversi fra loro nel
tempo:

di lunga durata: agiscono con unintensit significativa, anche non continuamente,


per un tempo non trascurabile rispetto alla vita normale della struttura (mobili,
apparecchiature, ecc.);

di breve durata: agiscono per un periodo di tempo breve rispetto alla vita nominale
della struttura (carichi mobili, installazioni momentanee, vento, sisma);
CLASSIFICAZIONE DELLE AZIONI
Secondo la variazione della loro intensit nel tempo

AZIONI ECCEZIONALI (A): azioni che si verificano solo eccezionalmente


nel corso della vita nominale della struttura:

incendi;

esplosioni;

urti ed impatti

AZIONI SISMICHE (E): azioni derivanti dai terremoti


CLASSIFICAZIONE DELLE AZIONI

CARICHI PERMANENTI STRUTTURALI PESO PROPRIO

I carichi permanenti legati allazione gravitazionale sono determinati


a partire dalle dimensioni geometriche e dai pesi per unit di volume
dei materiali di cui composta la costruzione
La normativa fornisce indicazioni sui pesi per unit di volume degli
elementi strutturali (tab. 3.1.I)

Peso= H x B x s x g
H

s
B
AZIONI ANTROPICHE

CARICHI PERMANENTI NON STRUTTURALI

Nel caso di elementi non strutturali sono considerati carichi permanenti


non rimovibili durante il normale esercizio della costruzione:
pesi della tamponature esterne;
divisori interni;
massetti;
isolamenti;
pavimenti e rivestimenti del piano di calpestio;
intonaci;
controsoffitti;
impianti;
ecc..
CLASSIFICAZIONE DELLE AZIONI

CARICHI PERMANENTI NON STRUTTURALI

Essi devono essere valutati sulla base delle dimensioni effettive delle
opere e dei pesi dellunit di volume dei materiali costituenti

IN PRESENZA DI ORIZZONTAMENTI CON CAPACITA DI


RIPARTIZIONE TRASVERSALE POTRANNO ASSUMERSI COME
UNIFORMEMENTE RIPARTITI. IN CASO CONTRARIO,
OCCORRE VALUTARNE LE EFFETTIVE DISTRIBUZIONI

Ad esempio: i tramezzi e gli impianti leggeri di edifici per abitazioni e uffici possono assumersi, in genere,
come carichi equivalenti distribuiti, purch i solai abbiamo adeguata capacit di ripartizione trasversale
AZIONI ANTROPICHE
AZIONI ANTROPICHE
AZIONI ANTROPICHE

CARICHI PERMANENTI NON STRUTTURALI ELEMENTI DIVISORI INTERNI

Il peso proprio di elementi divisori interni potr essere


ragguagliato ad un carico uniformante distribuito g2k purch
vengono adottate le misure costruttive atte ad assicurare una
adeguata ripartizione del carico. Il carico uniformante distribuito g2k
dipende dal peso proprio per unit di lunghezza G2k delle partizioni
nel modo seguente:
AZIONI ANTROPICHE

CARICHI PERMANENTI NON STRUTTURALI ELEMENTI DIVISORI INTERNI


per elementi divisori con
2
G2 1.00 kN m g2 0.40 kN m
2
1.00 G2 2.00 kN m g2 0.80 kN m
2
2.00 G2 3.00 kN m g2 1.20 kN m

2
3.00 G2 4.00 kN m g2 1.60 kN m
2
4.00 G2 5.00 kN m g2 2.00 kN m

Elementi divisori interni con peso proprio maggiore devono essere considerati in fase
di progettazione tenendo conto del loro esatto posizionamento sul solaio
AZIONI ANTROPICHE

CARICHI VARIABILI
I carichi variabili comprendono la classe dei carichi legati alla destinazione duso
dellopera; i modelli di tali azioni possono essere costituiti da:

Carichi verticali uniformemente distribuiti (qk) [kN/m2]

Carichi orizzontali lineari (Hk) [kN/m]

Carichi verticali concentrati (Qk) [kN]

FORMANO OGGETTO
DI VERIFICHE LOCALI
DISTINTE E NON
VANNO SOVRAPPOSTI
AI CORRISPONDENTI
RIPARTITI
AZIONI ANTROPICHE

CARICHI VARIABILI
I valori nominali e/o caratteristici qk, Qk ed Hk sono tabellati in normativa (tab.
3.1.II).
AZIONI ANTROPICHE

I carichi variabili concentrati (Qk) [kN] modellano lazione


concentrata dovuta ad esempio allazione di un mobile pesante.

Vanno applicati su impronte di carico appropriate.


In assenza di precise indicazioni pu essere considerata una
forma dellimpronta di carico quadrata pari a 50x50mm, salvo
che per le rimesse ed i parcheggi, per i quali di applicano su
due impronte di 200x200 mm distanti 1,80m
AZIONI AGENTI SULLE
COSTRUZIONI
AZIONI NATURALI:NEVE
INTRODUZIONE

Il carico da neve interessa quelle superfici su cui la neve ha la possibilit


di accumularsi (coperture, balconi, terrazzi). Lentit del carico dipende da
diversi fattori quali

la forma e le caratteristiche della superficie (rugosit, sviluppo di


calore, ..)

il clima meteorologico locale (ventosit, probabilit di


precipitazione )

La Normativa descrive in maniera dettagliata la procedura da seguire per il calcolo dei carichi da
neve (par. 3.4 Norme tecniche per le Costruzioni 14/01/2008)
PARAMETRI DEL SITO
1) Macrozonazione: valore caratteristico del carico neve al suolo

IL CARICO DI NEVE AL SUOLO DIPENDE DALLE CONDIZIONI DI CLIMA


ESPOSIZIONE, CONSIDERATA LA VARIABILITA DELLE PRECIPITAZIONI
DA ZONA A ZONA
In mancanza di adeguate indagini statistiche che tengano conto sia dellaltezza del manto nevoso sia della
sua densit, il carico di riferimento della neve al suolo, per localit poste a quota inferiore a 1500 m, potr
essere calcolato mediante delle formulazioni proposte dalla normativa cui corrispondono valori associati
ad un periodo di ritorno di 50 anni

Laltitudine di riferimento as la quota sul livello del mare nel sito di realizzazione delledificio

PER ALTITUDINI SUPERIORI A 1500 m SUL LIVELLO DEL MARE SI DOVRA FARE
RIFERIMENTO ALLE CONDIZIONI LOCALI DI CLIMA E DI ESPOSIZIONE
UTILIZZANDO VALORI DI CARICO NON INFERIORI A QUELLI PREVISTI PER 1500
m
INTRODUZIONE
Il carico neve si calcola mediante la seguente espressione:

qs i qsk CE Ct
carico neve sulla
copertura coefficiente termico
coefficiente di forma della coefficiente di
copertura esposizione

valore caratteristico di riferimento


del carico neve al suolo

I valori di tali coefficienti dipendono da:


parametri del sito,
parametri della struttura
effetti locali
PARAMETRI DEL SITO
1) Macrozonazione: valore caratteristico del carico neve al suolo
PARAMETRI DEL SITO
1) Macrozonazione: valore caratteristico del carico neve al suolo
PARAMETRI DEL SITO
1) Macrozonazione: valore caratteristico del carico neve al suolo
PARAMETRI DEL SITO
1) Macrozonazione: valore caratteristico del carico neve al suolo

q sk 0.60 kN / m 2 per a s 200



q sk 0.51 1 a s 481
2
kN / m 2
per a 0 a s 1500m
PARAMETRI DEL SITO
2) Coefficiente di esposizione CE

Il coefficiente pu essere utilizzato per modificare il valore del carico neve in copertura
in funzione delle caratteristiche specifiche dellarea in cui sorge lopera.
PARAMETRI DEL SITO

3) Coefficiente termico Ct

Il coefficiente termico Ct viene utilizzato per tener conto della riduzione del carico neve a
causa dello scioglimento della stessa dovuta dalla perdita di calore della costruzione.
Il valore di tale coefficiente dipende dalle propriet di isolamento termico del materiale
utilizzato in copertura.
In assenza di uno specifico e documentato studio si assume Ct=1.
CARICO NEVE SULLE COPERTURE
3) Coefficiente di forma della copertura i
E NECESSARIO CONSIDERARE LE SEGUENTI PRINCIPALI DISPOSIZIONI DI
CARICO:

-CARICO DA NEVE DEPOSITATA IN ASSENZA DI VENTO

-CARICO DA NEVE DEPOSITATA IN PRESENZA DI VENTO


CARICO NEVE SULLE COPERTURE
3) Coefficiente di forma della copertura i

ESSENDO a LANGOLO (gradi sessagesimali) FORMATO DALLA FALDA CON


LORIZZONATALE

Per coperture ad una o due falde:

Per coperture a pi falde, per coperture con forme diverse, cos come per coperture contigue a edifici pi
alti o per accumulo di neve contro le parapetti o pi in generale per altre situazioni ritenute significative
dal progettista deve fare riferimento alle istruzioni per lapplicazione delle NTC 2008
CARICO NEVE SULLE COPERTURE
3) Coefficiente di forma della copertura i

Copertura ad una falda


Si assume che la neve non sia impedita
di scivolare. Se lestremit pi bassa
termina con un parapetto, una barriera
od altre ostruzioni, allora il coefficiente
di forma non pu essere inferiore a 0,8
indipendentemente dallangolo a.
Si deve considerare la condizione di
carico riportata in figura per entrambi i
casi di carico con o senza vento
CARICO NEVE SULLE COPERTURE
3) Coefficiente di forma della copertura i
Copertura a due falde
Si assume che la neve non sia
impedita di scivolare. Se lestremit
pi bassa termina con un parapetto,
una barriera od altre ostruzioni,
allora il coefficiente di forma non
pu essere inferiore a 0,8
indipendentemente dallangolo a.
CARICO NEVE SULLE COPERTURE
3) Coefficiente di forma della copertura i
Copertura a due falde

Per il carico da neve senza vento si


deve considerare la condizione
CASO I
CARICO NEVE SULLE COPERTURE
3) Coefficiente di forma della copertura i

Copertura a due falde

Per il carico da neve senza vento si


deve considerare la condizione
CASO I

Per il carico da neve con vento si deve


considerare la peggiore tra le condizioni
CASO II e CASO III
CARICO NEVE SULLE COPERTURE
3) Coefficiente di forma della copertura i

Nelle istruzioni per lapplicazione delle NTC 2008 sono riportati i coefficienti di forma
per le seguenti tipologie di copertura, sia per il carico da neve depositata in assenza di
vento che in presenza di vento:
coperture a pi falde;
coperture cilindriche;
coperture adiacenti e vicine a costruzioni pi alte.

Vengono poi fornite indicazioni riguardo gli effetti locali, che si generano in presenza
di:
sporgenze;
neve aggettante rispetto al bordo della copertura;
barriere paraneve.
CARICO NEVE SULLE COPERTURE
3) Coefficiente di forma della copertura i

Valori dei coefficienti di forma per le


tipologie di copertura ad una, a due o a
pi falde, al variare dellangolo a di
inclinazione della falda sullorizzontale.
CARICO NEVE SULLE COPERTURE
3) Coefficiente di forma della copertura i

COPERTURE A PIU FALDE

Assenza di vento

Presenza di vento
CARICO NEVE SULLE COPERTURE
3) Coefficiente di forma della copertura i

COPERTURE CILINDRICHE La neve non impedita di scivolare

Assenza di vento

Presenza di vento

Valori dei coefficienti di forma


CARICO NEVE SULLE COPERTURE
3) Coefficiente di forma della copertura i

COPERTURE ADIACENTI O VICINE A COSTRUZIONI PIU ALTE

Assenza di vento

Presenza di vento

E necessario considerare gli effetti


dei possibili accumuli causati da:
- Scivolamento della neve dalla
copertura posta a quota superiore;
- Deposito della neve nella zona di
ombra aerodinameica
CARICO NEVE SULLE COPERTURE
3) Coefficiente di forma della copertura i
COPERTURE ADIACENTI O VICINE A COSTRUZIONI PIU ALTE
I valori dei coefficienti di forma sono:

in cui:
s il coefficiente di forma per il carico neve dovuto allo scivolamento della neve dalla copertura superiore

w il coefficiente di forma per il carico neve dovuto alla redistribuzione operata dal vento

I cui valori:
CARICO NEVE SULLE COPERTURE
3) Coefficiente di forma della copertura i
15 =0
s
calcolato in ragione del 50% del carico totale massimo insistente sulla falda della
>15 copertura superiore, valutato con riferimento al valore del coefficiente di forma
appropriato per detta falda

w = 1 + 2 2
g il peso dellunit di volume della neve [kN/m3], che per i presenti calcoli pu essere
assunto pari a 2 kN/m3
Comunque 0,8 4,0

La lunghezza della zona in cui si forma laccumulo


data da ls=2h, e comunque 5ls 15m
Nel caso in cui b2>ls il valore del coefficiente di
forma al livello della fine della copertura posta a
quota inferiore dovr essere valutato per
interpolazione lineare tra valori di 1 e 2
CARICO NEVE SULLE COPERTURE

EFFETTI LOCALI
Il regolamento prevede, inoltre, alcune indicazioni in riferimento ai fenomeni locali che devono
essere presi in considerazione per la verifica delle membrature direttamente interessate dagli
stessi. Le condizioni di carico non dovranno pertanto fare oggetto di specifiche combinazioni di
carico che interessino lintera struttura.
In particolare:

Accumuli in corrispondenza di sporgenze

Neve aggettante dal bordo di una copertura

Carichi da neve su barriere paraneve ed altri ostacoli


CARICO NEVE SULLE COPERTURE
EFFETTI LOCALI

Accumuli in corrispondenza di sporgenze


Se la deposizione della neve avviene in presenza di vento la presenza di sporgenze, quali ad esempio i
parapetti delle coperture piane, causano la formazione di accumuli nelle zone di ombra
aereodinamica
CARICO NEVE SULLE COPERTURE
EFFETTI LOCALI

Accumuli in corrispondenza di sporgenze


1=0,8

2= 0,8 2 2,0

g il peso dellunit di volume della neve [kN/m3], che per i presenti calcoli pu essere
assunto pari a 2 kN/m3

ls=2h, con la limitazione 5ls 15m


CARICO NEVE SULLE COPERTURE
EFFETTI LOCALI

Neve aggettante dal bordo di una copertura


In localit poste a quota superiore a 800m sul livello del mare, nella verifica delle parti di copertura a
sbalzo sulle murature di facciata si dovr considerare lazione della neve sospesa oltre il bordo della
copertura, sommato al carico agente su quella parte di tetto, secondo lo schema illustrato
CARICO NEVE SULLE COPERTURE
EFFETTI LOCALI

Neve aggettante dal bordo di una copertura

I carichi dovuti alla neve sospesa in oggetto


saranno considerati agenti in corrispondenza del
bordo della copertura e si possono calcolare
mediante lespressione:

qse=kqs2

qse=carico della neve per unit di lunghezza


dovuto alla sospensione
qs=carico corrispondente alla distribuzione del
manto pi sfavorevole per la copertura in
esame
g peso dellunit di volume della neve [kN/m3], che per i presenti calcoli pu essere assunto pari a
3 kN/m3
k=coefficiente funzione della irregolarit della forma della neve, parti a k=3/d, con kdg, essendo
d la profondit del manto nevoso sulla copertura in m.
CARICO NEVE SULLE COPERTURE
EFFETTI LOCALI

Carichi della neve su barriere paraneve ed altri ostacoli


In talune situazioni la neve pu scivolare via da un tetto a falde o curvo. In questo caso si assume pari
a zero il coefficiente di attrito tra la massa di neve e la superficie di copertura.

Lazione statica Fs impressa da una massa di neve che scivola su barriere paraneve o
altri ostacoli, nella direzione di scivolamento, per unit di lunghezza delledificio vale:

Fs qs b sin a

qs=carico sulla copertura, relativo alla distribuzione uniforme pi sfavorevole tra quelle proprie
della zona dalla quale la neve potrebbe scivolare;

b= distanza in pianta (misurata in orizzontale) tra il paraneve e lostacolo ed il successivo paraneve


o il colmo del tetto;

a= angolo di inclinazione del tetto, misurato a partire dallorizzontale


AZIONE DELLA
TEMPERATURA
INTRODUZIONE
Variazioni giornaliere e stagionali di temperatura, irraggiamento solare e
convezione comportano variazioni della distribuzione di temperatura nei
singoli elementi strutturali.

La severit delle azioni termiche in generale influenzata da pi fattori, quali


le condizioni climatiche del sito, lesposizione, la massa complessiva della
struttura e la eventuale presenza di elementi non strutturali isolanti
TEMPERATURA DELLARIA ESTERNA

La temperatura dellaria esterna Test, pu assumere il valore


Tmax= temperatura massima estiva
Tmin = temperatura minima invernale

Con riferimento ad un periodo di ritorno di 50 anni

In mancanza di dati specifici relativi al sito in esame, possono assumersi i


valori:

Tmax= 45C Tmin= -15C


TEMPERATURA DELLARIA INTERNA

In mancanza di pi precise valutazioni, legate alla tipologia


della costruzione ed alla sua destinazione duso, la
temperatura dellaria interna, Tint, pu essere assunta pari a
20C
DISTRIBUZIONE DI TEMPERATURA NELLELEMENTO
STRUTTURALE

Il campo di temperatura sulla sezione di un elemento strutturale monodimensionale con


asse longitudinale x pu essere descritto in maniera generale:

La componente uniforme DTu=T-T0 pari alla differenza tra la temperatura media


attuale T e quella iniziale alla data della costruzione T0;
Le componenti variabili con legge lineare secondo gli assi principali y e z della
sezione, DTMy e DTMz

Nel caso di strutture soggette ad elevati gradienti termici si dovr tenere conto degli effetti indotti
dallandamento della temperatura allinterno delle sezioni.

Per quanto riguarda la temperatura iniziale, pu essere assunta pari a T0=15C.


AZIONE TERMICA SUGLI EDIFICI

Se la temperatura NON COSTITUISCE AZIONE FONDAMENTALE per la


sicurezza o per lefficienza della struttura necessario tener conto solo della
componente DTu

Se la temperatura COSTITUISCE AZIONE FONDAMENTALE per la sicurezza o


per lefficienza della struttura landamento della T nelle sezioni degli elementi strutturali
deve essere valutata in maniera approfondita studiando il problema della trasmissione
del calore
DISTRIBUZIONE DI TEMPERATURA NELLELEMENTO
STRUTTURALE
La temperatura media attuale T pu
essere valutata come media tra la
temperatura della superficie esterna
Tsup,est e quella della superficie
interna dellelemento considerato
Tsup,int

Le temperature della superficie esterna,


Tsupest e quelle della superficie
interna Tsupint, dellelemento considerato vengono valutate a partire dalla temperatura
dellaria esterna, Test, e di quella interna Tint, tenendo conto del trasferimento di calore
per irraggiamento e per convezione allinterfaccia aria-costruzione e della
eventuale presenza di materiale isolante
DISTRIBUZIONE DI TEMPERATURA NELLELEMENTO
STRUTTURALE

Contributo per irraggiamento


AZIONE TERMICA SUGLI EDIFICI

EFFETTI DELLE AZIONI TERMICHE

Coefficienti di dilatazione termica a temperatura ambiente


AZIONI AGENTI SULLE
COSTRUZIONI
AZIONI NATURALI:VENTO
INTRODUZIONE
Il vento, la cui direzione si considera generalmente orizzontale, esercita
sulle costruzioni azioni che variano nel tempo e nello spazio provocando,
in generale, effetti dinamici.

PER LE COSTRZIONI USUALI TALE AZIONI SONO


CONVENZIONALMENTE RICONDOTTE ALLE AZIONI
STATICHE EQUIVALENTI
AZIONI STATICHE EQUIVALENTI
Le azioni statiche del vento sono costituite da PRESSIONI E DEPRESSIONI agenti
normalmente alle superfici sia esterne sia interne che compongono la costruzione

LAZIONE DEL VENTO SUL SINGOLO ELEMENTO VIENE


DETERMINATA CONSIDERANDO LA COMBINAZIONE PIU GRAVOSA
DELLA PRESSIONE AGENTE SULLA SUPERFICIE ESTERNA E DELLA
PRESSIONE AGENTE SULLA SUPERFICIE INTERNA DELLELEMENTO
Nel caso di costruzioni o di elementi di grandi estensione, si deve considerare anche
lazione tangente esercitata dal vento

Lazione di insieme esercitata dal vento su una costruzioni data dalla risultante delle
azioni sui singoli elementi, considerando come direzione del vento quella corrispondente ad
uno degli assi principali della pianta della costruzioni. In casi particolari (torri) necessario
considerare anche il vento spirante secondo una diagonale.
PRESSIONE DEL VENTO

p q b ce c p cd

qb = pressione cinetica di riferimento


Ce = coefficiente di esposizione
Cp = coefficiente di forma (o coefficiente aerodinamico) funzione della tipologia e della
geometria e del suo orientamento rispetto alla direzione del vento. Istruzioni per
lapplicazione delle NTC 2008
Cd = coefficiente dinamico che tiene conto di effetti riduttivi associati alla non
contemporaneit delle massime pressioni locali e degli effetti amplificativi dovuti alle
vibrazioni strutturali
AZIONE TANGENTE DEL VENTO

pf q b ce cf

qb = pressione cinetica di riferimento


Ce = coefficiente di esposizione
Cf = coefficiente di attrito, funzione della scabrezza della superficie sulla quale il vento
esercita lazione tangente.
PRESSIONE CINETICA DI RIFERIMENTO
p q b ce c p cd
1
q b vb
2

2
vb = velocit di riferimento del vento
= densit dellaria assunta convenzionalmente pari a 1.25 kg/m3
VELOCITA DI RIFERIMENTO
p q b ce c p cd qb 1 2 vb2
La velocit di riferimento vb il valore caratteristico della velocit del
vento a 10 m dal suolo su un terreno di categoria di esposizione II,
mediata su 10 minuti e riferita ad un periodo di ritorno di 50 anni.
In mancanza di indagini statistiche

v b v b,0 per a s a 0
v b v b,0 k a a s a 0 per a 0 a s 1500m

vref,0, a0, ka sono parametri forniti dalla normativa e legati alla regione in cui sorge la costruzione
in esame
as laltitudine sul livello del mare (in m) del sito ove sorge la costruzione
VELOCITA DI RIFERIMENTO
p q b ce c p cd qb 1 2 vb2
In mancanza di indagini statiche, invece, la velocit di riferimento vb(TR)
riferita ad un generico PERIODO DI RITORNO TR pu essere valutata,
nel campo compreso tra 10 e 500 anni, con lespressione:

vb (TR ) a R vb
vb la velocit di riferimento del vento associata ad un periodo di
ritorno di 50 anni;
aR un coefficiente che pu essere calcolato come:

T
a R 0.75 1 0.2 ln ln1
TR
Dove TR espresso in anni.
VELOCITA DI RIFERIMENTO
p q b ce c p cd qb 1 2 vb2
VELOCITA DI RIFERIMENTO
MAPPA DELLE ZONE IN CUI E SUDDIVISO IL TERRITORIO
ITALIANO

p q b ce c p cd qb 1 2 vb2
VELOCITA DI RIFERIMENTO
p q b ce c p cd qb 1 2 vb2

MAPPA DELLE ZONE IN CUI E SUDDIVISO IL TERRITORIO ITALIANO

v b v b,0 p er a s a 0
v b v b,0 k a a s a 0 p er a 0 a s 1500m
VELOCITA DI RIFERIMENTO
p q b ce c p cd qb 1 2 vb2

MAPPA DELLE ZONE IN CUI E SUDDIVISO IL TERRITORIO ITALIANO

v b v b,0 p er a s a 0
v b v b,0 k a a s a 0 p er a 0 a s 1500m
COEFFICIENTE DI ESPOSIZONE
p q b ce c p cd
Il coefficiente di esposizione Ce dipende dallaltezza z sul suolo del punto considerato,
dalla topografia del terreno, e dalla categoria di esposizione del sito ove sorge la
costruzione.
In assenza di analisi specifiche che tengano in conto la direzione di provenienza del
vento e leffettiva scabrezza e topografia del terreno che circonda la costruzione, per
altezze sul suolo non maggiori di z = 200 m, esso dato dalla formula:

Ce (z) k c ln z z 0 7 c t ln z z 0
2
r t z z min
Ce (z) Ce (z min ) z z min

Kr, z0, zmin sono tabellati


ct il coefficiente di topografia
COEFFICIENTE DI ESPOSIZONE
p q b ce c p cd
Ce (z) k 2rc t ln z z 0 7 c t ln z z 0 z z min
Categoria di esposizione Classe di rugosit
Ce (z) Ce (z min ) z z min
COEFFICIENTE DI ESPOSIZONE

Categoria di esposizione

p q b ce c p cd
Ce (z) k 2rc t ln z z 0 7 c t ln z z 0 z z min
Ce (z) Ce (z min ) z z min
COEFFICIENTE DI ESPOSIZONE
p q b ce c p cd
Ce (z) k 2rc t ln z z 0 7 c t ln z z 0 z z min
Parametri
Ce (z) Ce (z min ) z z min
COEFFICIENTE DI ESPOSIZONE
p q b ce c p cd
Ce (z) k 2rc t ln z z 0 7 c t ln z z 0 z z min
Ce (z) Ce (z min ) z z min
Il coefficiente di topografia Ct posto generalmente pari a 1, sia per le zone pianeggianti
sia per quelle ondulate, collinose e montane

Per Ct=1
COEFFICIENTE DINAMICO
p q b ce c p cd

Tiene conto degli effetti riduttivi associati alla non contemporaneit delle massime
pressioni locali e degli effetti amplificativi dovuti alla risposta dinamica della struttura

NELLE COSTRUZIONI DI TIPOLIGIA RICORRENTE, QUALI GLI EDIFICI


A FORMA REGOLARE NON ECCEDENTI 80 m DI ALTEZZA ED I
CAPANNONI INDUSTRIALI PUO ESSERE ASSUNTO PARI A 1
COEFFICIENTE DI FORMA
p q b ce c p cd
In assenza di valutazioni pi precise, suffragate da opportuna documentazione o prove
sperimentali in galleria del vento, per il coefficiente di forma si assumono i valori riportati nel
seguito, con lavvertenza che si intendono positive le pressioni dirette verso linterno delle
costruzioni

Edifici a pianta rettangolare con coperture piane, a falde, inclinate e curve;

Coperture multiple;

Tettoie e pensiline isolate;

Travi ad anima piena e reticolare;

Torri e pali a traliccio a sezione rettangolare o quadrata;

Corpi Cilindrici;

Corpi sferici;
COEFFICIENTE DI FORMA
p q b ce c p cd
Edifici a pianta rettangolare con coperture piane, a falde, inclinate e curve;

Coperture multiple;

Tettoie e pensiline isolate;

Travi ad anima piena e reticolare;

Torri e pali a traliccio a sezione rettangolare o quadrata;

Corpi Cilindrici;

Corpi sferici;
COEFFICIENTE DI FORMA
p q b ce c p cd
Edifici a pianta rettangolare con coperture piane, a falde, inclinate e curve
COEFFICIENTE DI FORMA
p q b ce c p cd
Edifici a pianta rettangolare con coperture piane, a falde, inclinate e curve

PRESSIONE ESTERNA

per elementi sopravento (cio direttamente investiti dal vento), con inclinazione
sullorizzontale a 60, cpe = + 0,8

per elementi sopravento, con inclinazione sullorizzontale 20 < a < 60,


cpe = +0,03 a 1

per elementi sopravento, con inclinazione sullorizzontale 0 a 20 e per


elementi sottovento (intendendo come tali quelli non direttamente investiti dal
vento o quelli investiti da vento radente) cpe = - 0,4
p q b ce c p cd
COEFFICIENTE DI FORMA
p q b ce c p cd
Edifici a pianta rettangolare con coperture piane, a falde, inclinate e curve

PRESSIONE ESTERNA PRESSIONE INTERNA

per costruzioni che hanno (o possono anche avere in condizioni eccezionali) una parete con
aperture di superficie minore di 1/3 di quella totale: cpi = 0,2

per costruzioni che hanno (o possono anche avere in condizioni eccezionali) una parete con
aperture di superficie non minore di 1/3 di quella totale: cpi = + 0,8 quando la parete aperta
sopravento, cpi = - 0,5 quando la parete aperta sottovento o parallela al vento;

per costruzioni che presentano su due pareti opposte, normali alla direzione del vento,
aperture di superficie non minore di 1/3 di quella totale: cpe + cpi = 1,2 per gli elementi
normali alla direzione del vento, cpi = 0,2 per i rimanenti elementi.

E necessario scegliere il segno che da luogo alla combinazione pi sfavorevole


p q b ce c p cd
COEFFICIENTE DI FORMA
p q b ce c p cd
Edifici a pianta rettangolare con coperture piane, a falde, inclinate e curve;

Coperture multiple;

Tettoie e pensiline isolate;

Travi ad anima piena e reticolare;

Torri e pali a traliccio a sezione rettangolare o quadrata;

Corpi Cilindrici;

Corpi sferici;
COEFFICIENTE DI FORMA
p q b ce c p cd
Coperture multiple
COEFFICIENTE DI FORMA
p q b ce c p cd
Coperture multiple

la linea di colmo, indica, in generale, una retta


VENTO DIRETTO NORMALMENTE
orizzontale di massima quota, che si ottiene come
ALLE LINEE DI COLMO
intersezione tra due falde inclinate del tetto
COEFFICIENTE DI FORMA
p q b ce c p cd
Coperture multiple

VENTO DIRETTO NORMALMENTE


ALLE LINEE DI COLMO

Azioni esterne sui singoli elementi


- per la prima copertura colpita dal vento valgono i coefficienti stabiliti nel caso precedente
- per la seconda copertura il coefficiente relativo allo spiovente sopravento viene ridotto del
25%;
- per tutte le coperture successive i coefficienti relativi ad ambedue gli spioventi vengono ridotti
del 25%.

Azioni dinsieme
- si applicano al primo e allultimo spiovente le pressioni valutate secondo i coefficienti indicati
nel caso precedente;
- contemporaneamente si considera, applicata alla superficie proiettata in piano di tutte le parti
del tetto, una azione superficiale orizzontale di tipo tangenziale il cui valore unitario assunto
convenzionalmente pari a 0,10 qref ce
COEFFICIENTE DI FORMA
p q b ce c p cd
Coperture multiple

VENTO DIRETTO NORMALMENTE VENTO DIRETTO PARALLELAMENTE


ALLE LINEE DI COLMO ALLE LINEE DI COLMO

Per la determinazione delle azioni dovute al vento diretto parallelamente alle linee di colmo (e ai
piani di falda) si considerer in ogni caso unazione tangente
in cui per il coefficiente di attrito cf si utilizza, in assenza di
pf q b ce cf valutazioni pi precise suffragate da opportuna documentazione o
da prove sperimentali in galleria del vento, i seguenti valori:
COEFFICIENTE DI FORMA
p q b ce c p cd
Edifici a pianta rettangolare con coperture piane, a falde, inclinate e curve;

Coperture multiple;

Tettoie e pensiline isolate;

Travi ad anima piena e reticolare;

Torri e pali a traliccio a sezione rettangolare o quadrata;

Corpi Cilindrici;

Corpi sferici;
COEFFICIENTE DI FORMA
p q b ce c p cd
Tettoie e pensiline isolate
Per tettoie o pensiline isolate ad uno o due spioventi, per le quali il rapporto tra la totale
altezza sul suolo e la massima dimensione in pianta non maggiore di uno, si assumeranno
i valori del coefficiente cp di seguito riportati, scegliendo sempre nelle formule il segno che d
luogo alla combinazione pi sfavorevole
COEFFICIENTE DI FORMA
p q b ce c p cd
Tettoie e pensiline isolate
COEFFICIENTE DI FORMA
p q b ce c p cd
Tettoie e pensiline isolate
Per tettoie o pensiline isolate ad uno o due spioventi, per le quali il rapporto tra la totale
altezza sul suolo e la massima dimensione in pianta non maggiore di uno, si assumeranno
i valori del coefficiente cp di seguito riportati, scegliendo sempre nelle formule il segno che d
luogo alla combinazione pi sfavorevole

Tettoie e pensiline a due spioventi piani


ELEMENTI CON SPIOVENTI
AVENTI INCLINAZIONE
SULLORIZZONTALE a0

Spiovente sopravento

cp=0,8(1+sina
COEFFICIENTE DI FORMA
p q b ce c p cd
Tettoie e pensiline isolate
Per tettoie o pensiline isolate ad uno o due spioventi, per le quali il rapporto tra la totale
altezza sul suolo e la massima dimensione in pianta non maggiore di uno, si assumeranno
i valori del coefficiente cp di seguito riportati, scegliendo sempre nelle formule il segno che d
luogo alla combinazione pi sfavorevole

Tettoie e pensiline a due spioventi piani


ELEMENTI CON SPIOVENTI
AVENTI INCLINAZIONE
SULLORIZZONTALE a0

Spiovente sottovento

cp=0,6
COEFFICIENTE DI FORMA
p q b ce c p cd
Tettoie e pensiline isolate
Per tettoie o pensiline isolate ad uno o due spioventi, per le quali il rapporto tra la totale
altezza sul suolo e la massima dimensione in pianta non maggiore di uno, si assumeranno
i valori del coefficiente cp di seguito riportati, scegliendo sempre nelle formule il segno che d
luogo alla combinazione pi sfavorevole

Tettoie e pensiline a un solo spiovente


ELEMENTI CON SPIOVENTI piano
AVENTI INCLINAZIONE
SULLORIZZONTALE a0

cp=1,2(1+sina
COEFFICIENTE DI FORMA
p q b ce c p cd
Tettoie e pensiline isolate
Per tettoie o pensiline isolate ad uno o due spioventi, per le quali il rapporto tra la totale
altezza sul suolo e la massima dimensione in pianta non maggiore di uno, si assumeranno
i valori del coefficiente cp di seguito riportati, scegliendo sempre nelle formule il segno che d
luogo alla combinazione pi sfavorevole

ELEMENTI CON SPIOVENTI ELEMENTI CON SPIOVENTI


AVENTI INCLINAZIONE AVENTI INCLINAZIONE
SULLORIZZONTALE a0 SULLORIZZONTALE a=0

cp=1,2
COEFFICIENTE DI FORMA
p q b ce c p cd
Edifici a pianta rettangolare con coperture piane, a falde, inclinate e curve;

Coperture multiple;

Tettoie e pensiline isolate;

Travi ad anima piena e reticolare;

Torri e pali a traliccio a sezione rettangolare o quadrata;

Corpi Cilindrici;

Corpi sferici;
COEFFICIENTE DI FORMA
p q b ce c p cd
Travi ad anima piena e reticolare
COEFFICIENTE DI FORMA
p q b ce c p cd
Travi ad anima piena e reticolare

TRAVI ISOLATE
La pressione totale si considera agente solo sulla superficie della parte piena della parete (Sp) e si
valuta utilizzando i seguenti coefficienti di forma:

4
cp 2 per 0 0,3
3
c p 1,6 per 0,3 0,8
c p 2,4 per 0,8 1

Sp Superficie della parte piana della trave



S Superficie delimitata dal contorno della trave
COEFFICIENTE DI FORMA
p q b ce c p cd
Travi ad anima piena e reticolare

TRAVI ISOLATE TRAVI MULTIPLE

Nel caso di travi disposte parallelamente alla mutua distanza d non maggiore del doppio
dellaltezza, il valore della pressione sullelemento successivo sar pari a quello sullelemento
precedente moltiplicato per il seguente coefficiente di riduzione:

2
1 1,2 per
3
2
0,2 per
3

Per d/h5 gli elementi vengano considerati come isolati


Per 2< d/h<5 si procede allinterpolazione lineare
COEFFICIENTE DI FORMA
p q b ce c p cd
Edifici a pianta rettangolare con coperture piane, a falde, inclinate e curve;

Coperture multiple;

Tettoie e pensiline isolate;

Travi ad anima piena e reticolare;

Torri e pali a traliccio a sezione rettangolare o quadrata;

Corpi Cilindrici;

Corpi sferici;
COEFFICIENTE DI FORMA
p q b ce c p cd
Torri e pali a traliccio a sezione rettangolare o quadrata
COEFFICIENTE DI FORMA
p q b ce c p cd
Torri e pali a traliccio a sezione rettangolare o quadrata
Per vento diretto normalmente ad una delle pareti, salvo valutazioni pi accurate:

2,4 per torri o elementi tubolari a sezione circolare


cp
2,8 per torri con elementi aventi sezione di forma diversa dalla circolare

Lazione di insieme esercitata dal vento spirante normalmente ad una delle pareti va valutata con
riferimento alla superficie della parete piena di una sola faccia.

Per vento spirante secondo la bisettrice dellangolo formato da due pareti, lazione dinsieme
pari a 1,15 volte quella precedente

Cautelativamente, a meno specifiche indicazioni, gli stessi coefficienti possono essere applicati
anche per torri a sezione triangolare, per le quali non si applica il coefficiente 1,15.
COEFFICIENTE DI FORMA
p q b ce c p cd
Edifici a pianta rettangolare con coperture piane, a falde, inclinate e curve;

Coperture multiple;

Tettoie e pensiline isolate;

Travi ad anima piena e reticolare;

Torri e pali a traliccio a sezione rettangolare o quadrata;

Corpi Cilindrici;

Corpi sferici;
COEFFICIENTE DI FORMA
p q b ce c p cd
Corpi Cilindrici
COEFFICIENTE DI FORMA
p q b ce c p cd
Corpi Cilindrici
Per corpi con diametro "d" e altezza "h":

per q=qbce (MPa) con qb=pressione cinetica di riferimento e ce=coefficiente di esposizione

L'azione di insieme esercitata dal vento va valutata con riferimento alla superficie proiettata
sul piano ortogonale alla direzione del vento

Le medesime relazione possono essere applicate ai corpi prismatici a sezione di poligono


regolare di otto o pi lati, essendo d il lato
COEFFICIENTE DI FORMA
p q b ce c p cd
Edifici a pianta rettangolare con coperture piane, a falde, inclinate e curve;

Coperture multiple;

Tettoie e pensiline isolate;

Travi ad anima piena e reticolare;

Torri e pali a traliccio a sezione rettangolare o quadrata;

Corpi Cilindrici;

Corpi sferici;
COEFFICIENTE DI FORMA
p q b ce c p cd
Corpi sferici

Nel caso di corpi con raggio "R" l'azione di insieme esercitata da vento di valuta, con
riferimento alla superficie proiettata sul piano ortogonale alla direzione del vento, S=pR2,
utilizzando cp=0,35
COEFFICIENTE DI FORMA
p q b ce c p cd
PRESSIONI MASSIME LOCALI
Nel caso di zone di discontinuit della forma esterna degli edifici a pianta rettangolare con coperture
piane, a falde, inclinate e curve, delle coperture multiple, delle tettoie e pensiline isolate, e nelle strutture
secondarie disposte nella fascia perimetrale dell'edificio ed in corrispondenza dei displuvi il valore
assoluto del coefficiente di forma pu subire notevoli incrementi.
Tali effetti, dovuti a vorticosit locale, in assenza di specifiche prove in galleria del vento,
potranno essere valutati assumendo per le zone comprese nel fasce sopra descritte, il coefficiente
cp=-1,8.
COEFFICIENTE DI FORMA
p q b ce c p cd
PRESSIONI MASSIME LOCALI
Nel caso di zone di discontinuit della forma esterna degli edifici a pianta rettangolare con coperture
piane, a falde, inclinate e curve, delle coperture multiple, delle tettoie e pensiline isolate, e nelle strutture
secondarie disposte nella fascia perimetrale dell'edificio ed in corrispondenza dei displuvi il valore
assoluto del coefficiente di forma pu subire notevoli incrementi.
Tali effetti, dovuti a vorticosit locale, in assenza di specifiche prove in galleria del vento,
potranno essere valutati assumendo per le zone comprese nel fasce sopra descritte, il coefficiente
cp=-1,8.
COEFFICIENTE DI FORMA
p q b ce c p cd
PRESSIONI MASSIME LOCALI
Nel caso di corpi cilindrici e sferici, invece, le pressioni massime locali dovranno essere
determinate utilizzando la distribuzione del coefficiente cp riportata in figura.
COEFFICIENTE DI FORMA
p q b ce c p cd
PRESSIONI MASSIME LOCALI
Nel caso di corpi cilindrici e sferici, invece, le pressioni massime locali dovranno essere
determinate utilizzando la distribuzione del coefficiente cp riportata in figura.

Le pressioni massime locali non vanno messe in conto per la determinazione delle azioni d'insieme.