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Mediterraneo altomedievale.

Nuove prospettive talassologiche ed attualizzanti riletture


pirenniane: per un bilancio critico dei recenti sviluppi della ricerca storico-archeologica
su commerci e comunicazioni mediterranee nel VII sec.

Il presente contributo mira a ripercorrere criticamente quelli che sono gli ultimi esiti della ricerca
storiografica, ulteriormente arricchita dal nuovo, prezioso apporto derivato dalle pi recenti
acquisizioni archeologiche, sul tema degli scambi commerciali e delle interrelazioni religioso-
culturali all'interno del Mediterraneo altomedievale. Si far riferimento, in maniera specifica, alle
pionieristiche opere edite nell'ultimo decennio che hanno riportato in auge il dibattito connesso agli
eventuali, persistenti, elementi di validit storiografica della celeberrima tesi Pirenne,
riformulando i termini della questione e riaggiornando con crescente meticolosit la
documentazione a disposizione, col delinearsi di un nuovo quadro storico in riferimento alla
complessa e oscura fase di transizione dal mondo antico all'et propriamente medievale. Opere-
summa quali The Corrupting Sea, di P.Horden-N.Purcell, Le origini dell'economia europea di
M.McCormick, Framing the early middle ages di C.Wickham, che hanno sancito l'avvento di una
nuova temperie di studi ed approfondimenti sul problema della continuit e persistenza di traffici e
relazioni, non solo commerciali, all'interno del Mediterraneo dopo il crollo politico-istituzionale ed
economico del'impero romano, e della successiva ristrutturazione continentale che avrebbe a sua
volta costituito il prodromo della futura nascita, in termini economici e culturali, della civilt
europea. Si prenderanno in considerazione, dunque, i determinanti ed imprescindibili contributi
forniti dai rinvenimenti ceramici e numismatici che costituiscono i preliminari fossili-guida in
quest'indagine di riscoperta delle tracce esili ma ininterrotte dei rapporti commericiali-interculturali
durante tale periodo di esigui spostamenti, fino ad interrogare le pi diversificate fonti documentarie
che forniscono inattese testimonianze di pellegrinaggi, viaggi diplomatici, mantenimenti di forme di
interconnessione di vario tipo. Particolare attenzione sar perci rivolta, nel dettaglio, a quell'
oscuro VII sec. tradizionalmente connotato come periodo di totale sparizione di qualsiasi traccia
di interscambio/connettivit tra le diverse sponde mediterranee, che grazie alle innovative
riproposizioni di tale problema storiografico, si rivela sotto una nuova luce, consentendo di
intravedere gi, attraverso l'intersecarsi di diversi approcci di lettura/interpretazione delle varie fonti
storiche(archeologiche, prosopografiche,ecc.), il graduale profilarsi di un mondo
economico/culturale nuovo, molto pi dinamico e precocemente interconnesso di quanto la stessa
storiografia potesse fino a qualche decennio fa supporre. In altri termini, si tratta della scoperta di
un soprendente mondo mediterraneo altomedievale, con in nuce il germinare aurorale di un nuovo
ciclo storico, caratterizzato da rinnovati slanci commerciali e multiformi riorganizzazioni socio-
economiche fin dall'et carolingia, destinate ad investire tanto il nord Europa quanto lo stesso
bacino mediterraneo, come frutto maturo di una lunga trasformazione, di una fase di regressione e
depressione solo apparentemente totali ed irreversibili. Centro geografico di tale ricerca, senza
dubbio, rappresentato strategicamente dalla penisola italiana, ponte ed al contempo barriera
divisoria nel Mediterraneo tra la fine dell'antichit e gli albori del Medioevo, in virt della
composita articolazione politica interna, che nel ruolo svolto dalle sue varie realt territoriali
costituisce un fondamentale elemento propulsivo determinante per il sorgere e l'affermarsi di uno
scenario economico e culturale sostanzialmente diverso dal passato mondo romano, scenario nuovo
ora per la prima volta propriamente e specificamente europeo.