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Purgatorio
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Nell'ambito del Cristianesimo, il Purgatorio, insieme ad


Inferno e Paradiso, uno dei possibili luoghi o
condizioni in cui, secondo le credenze del Cattolicesimo
romano, sarebbero destinate le anime dei defunti.

Il Purgatorio considerato un elemento importante


della dottrina escatologica della Chiesa cattolica romana.
Di carattere temporaneo, il Purgatorio si potrebbe
immaginare come una sorta di "anticamera" del Paradiso
per la maggior parte di coloro che, pur essendo in "stato
di grazia", necessariamente devono transitarvi per Anime del Purgatorio, gruppo statuario in cartapesta,
perfezionare la loro purificazione morale e spirituale scuola leccese, secolo XX. Chiesa Madre di Santa
prima di accedere al Paradiso e alla comunione perfetta Maria di Licodia.
con Dio. Secondo questa concezione, infatti, si suppone
che essi, bench oggetto della redenzione operata da
Cristo, ancora debbano espiare personalmente, in un luogo di sofferenza, parte delle pene meritate dai loro
peccati e soddisfare cos la giustizia divina. A differenza dall'Inferno per, il Purgatorio non inteso, dalla
dottrina cattolica-romana, come una punizione crudele ma come espressione dell'amore di Dio. Un'anima
imperfetta, si dice infatti, non potrebbe stare al cospetto di Dio senza soffrire immensamente per la propria
miseria, perci il Purgatorio viene concepito come uno stato dell'anima (e non necessariamente "un
luogo"[1]), qualcosa di necessario alla beatitudine delle anime peccatrici. Secondo questa stessa concezione,
la permanenza delle singole anime in Purgatorio sarebbe abbreviabile mediante l'esecuzione in loro nome, da
parte dei viventi, di particolari opere meritorie precisate della Chiesa.

La fondatezza biblica e teologica del Purgatorio, per, respinta dalla maggior parte delle altre confessioni
cristiane.

Indice

1 Riscontri nell'Antico Testamento


2 Riscontri nel Nuovo Testamento
3 Evoluzione del dogma
4 Catechismo della Chiesa Cattolica (1997)
5 Posizione delle altre confessioni cristiane
5.1 Chiesa ortodossa
5.2 Chiese protestanti
6 Nella letteratura
6.1 Divina Commedia
7 Teoria di Le Goff
8 Bibliografia
9 Voci correlate
10 Note
11 Altri progetti
12 Collegamenti esterni

Riscontri nell'Antico Testamento

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La dottrina della Cattolicesimo-romano presuppone quella dell'immortalit dell'anima e della resurrezione dei
corpi e dunque, secondo i cattolici, materia di fede.

In maniera pi diretta, tuttavia, l'unica attestazione biblica di quello che si potrebbe considerare "Purgatorio"
si trova nel Secondo libro dei Maccabei. Questo testo rientra tra i libri deuterocanonici dell'Antico
Testamento e, per questo motivo, i Protestanti (e gli Ebrei) lo considerano apocrifo, quindi non ispirato da
Dio. In tale libro appare, oltre alla fede nella risurrezione, la certezza che l'offerta di un sacrificio possa
servire davanti a Dio per l'espiazione di un peccato. La morte di alcuni soldati posta in relazione con il
fatto che essi si erano impossessati di statuette di idoli appartenenti ai Greci. Per questo tutti

ricorsero alla preghiera, supplicando che il peccato commesso fosse pienamente


perdonato. (2 Maccabei 12,42 (http://www.laparola.net/wiki.php?riferimento=2Mac12%2C42&formato_rif=vp))

E poi continua:

Perch se non avesse avuto ferma fiducia che i caduti sarebbero risuscitati, sarebbe stato
superfluo e vano pregare per i morti. Ma se egli considerava la magnifica ricompensa
riservata a coloro che si addormentano nella morte con sentimenti di piet, la sua
considerazione era santa e devota. Perci egli fece offrire il sacrificio espiatorio per i morti,
perch fossero assolti dal peccato. (2 Maccabei 12,44-45 (http://www.laparola.net
/wiki.php?riferimento=2Mac12%2C44-45&formato_rif=vp))

Riscontri nel Nuovo Testamento


San Gregorio Magno intravede in questi versetti di Matteo un accenno ad una purificazione dopo la morte
che per esclusa per alcuni peccati:

Perci io vi dico: qualunque peccato e bestemmia sar perdonata agli uomini, ma la


bestemmia contro lo Spirito non sar perdonata. A chiunque parler male del Figlio
dell'uomo sar perdonato; ma la bestemmia contro lo Spirito, non gli sar perdonata n in
questo secolo, n in quello futuro (Matteo 12,31-32 (http://www.laparola.net
/wiki.php?riferimento=Mt12%2C31-32&formato_rif=vp))

Spesso la dottrina del Purgatorio viene giustificata anche con queste parole dell'apostolo Paolo:

Nessuno infatti, pu porre altro fondamento che quello che stato posto, cio Ges Cristo.
Ora, se uno costruisce sopra questo fondamento con oro, argento, pietre preziose, legno,
fieno, paglia, l'opera di ciascuno si render manifesta; infatti, il giorno la render manifesta,
perch si riveler nel fuoco e il fuoco prover quel che vale l'opera di ciascuno. Se l'opera di
qualcuno che ha costruito sopra rimarr, egli ne ricever ricompensa; se l'opera di qualcuno
invece sar consumata dal fuoco, ne avr danno, per si salver, ma come attraverso il
fuoco (1 Corinzi 3,11-15 (http://www.laparola.net/wiki.php?riferimento=1Cor3%2C11-15&formato_rif=vp))

Evoluzione del dogma


La Chiesa Cattolica, attraverso la sua intercessione per i defunti, manifesta sin dalle origini la sua fede nel
Purgatorio, come riscontrabile da vari testi patristici. Ad esempio, nel Pastore di Erma, un testo del II secolo,
vi sono chiari ed espliciti riferimenti ad uno stato, successivo alla morte terrena, in cui necessario
purificarsi prima dell'ingresso in Paradiso.

In modo pi specifico, la dottrina del Purgatorio venne definita dal secondo Concilio di Lione del 1274, da
quello di Firenze del 1438 e infine ribadita nel Concilio di Trento, nel 1563.

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La dottrina afferma che coloro che muoiono nella Grazia di Dio,


senza per aver soddisfatto con adeguate penitenze la pena
temporale, sebbene siano certi della loro salvezza eterna, vengono
sottoposti, dopo la loro morte, ad una purificazione, al fine di
ottenere la santit necessaria per entrare nella gloria del Cielo
(cio il Paradiso). Tale purificazione consiste nelle medesime,
dolorose pene infernali, con la differenza che le pene del
Purgatorio hanno un termine (al contrario di quelle infernali, che
sono eterne), e inoltre sono stemperate dalla luce della Speranza
Divina che scende dal Paradiso. Per questo, le anime del
Purgatorio sono in perenne e continua preghiera, che li aiuta a
sostenere la pena della purificazione.

La Chiesa chiama Purgatorio questa purificazione finale degli


eletti, che, dunque, tutt'altra cosa dalla pena eterna dei dannati
(che ha luogo all'Inferno), dannati che morirono da peccatori
(come le anime del Purgatorio) ma inoltre furono, al momento del
trapasso, fuori della Grazia divina.

In suffragio dei defunti la Chiesa raccomanda ai viventi la


preghiera, la celebrazione di Sante Messe per i defunti e la pratica Vergine Maria del Monte Carmelo e anime
delle indulgenze. Infatti, la dottrina cattolica afferma che tali nel Purgatorio, Beniajn, Spagna
preghiere dei vivi in favore dei morti muovono la misericordia di
Dio, ripagando dunque la Giustizia e diminuendo cos il tempo di
permanenza delle anime nel Purgatorio.

Inoltre vi sono particolari santini recanti preghiere che, se recitate


con fede, dovrebbero togliere un certo numero di giorni di
purgatorio, che varia a seconda del santino. Questo numero
solitamente va dai 100 ai 1000 giorni.

Vi sono anche delle particolari orazioni, dette di Santa Brigida


(imprimatur 23 settembre 1940 - V. GERMOND, Vic. Gen) che,
secondo le disposizioni riportate, dovrebbero consentire di liberare
15 peccatori della propria stirpe dal purgatorio.

Catechismo della Chiesa Cattolica (1997)


I. Il giudizio particolare

1021 La morte pone fine alla vita dell'uomo come tempo


aperto all'accoglienza o al rifiuto della grazia divina
apparsa in Cristo (Cf 2 Tm 1,9-10). Il Nuovo Testamento Altare delle anime del purgatorio, Chiesa
parla del giudizio principalmente nella prospettiva della Concezione di Santa Cruz de Tenerife,
dell'incontro finale con Cristo alla sua seconda venuta, ma Spagna
afferma anche, a pi riprese, l'immediata retribuzione che,
dopo la morte, sar data a ciascuno in rapporto alle sue
opere e alla sua fede. La parabola del povero Lazzaro (Cf
Lc 16,22) e la parola detta da Cristo in croce al buon
ladrone (Cf Lc 23,43) cos come altri testi del Nuovo
Testamento (Cf 2 Cor 5,8; Fil 1,23; Eb 9,27; 12,23) parlano
di una sorte ultima dell'anima (Cf Mt 16,26) che pu essere
diversa per le une e per le altre.

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1022 Ogni uomo fin dal momento della sua morte riceve
nella sua anima immortale la retribuzione eterna, in un
giudizio particolare che mette la sua vita in rapporto a
Cristo, per cui o passer attraverso una purificazione (Cf
Concilio di Lione II, Professione di fede di Michele
Paleologo: DS 856; Concilio di Firenze, Decretum pro
Graecis: DS 1304; Concilio di Trento, Sess. 25a, Decretum
de purgatorio: DS 1820), o entrer immediatamente nella
beatitudine del cielo (Cf Concilio di Lione II, Professione
di fede di Michele Paleologo: DS 857; Giovanni XXII,
Bolla Ne super his: DS 991; Benedetto XII, Cost.
Benedictus Deus: DS 1000-1001; Concilio di Firenze,
Decretum pro Graecis: DS 1305), oppure si danner
immediatamente per sempre (Cf Concilio di Lione II,
Professione di fede di Michele Paleologo: DS 858;
Benedetto XII, Cost. Benedictus Deus: DS 1002; Concilio
di Firenze, Decretum pro Graecis: DS 1306).

Alla sera della vita, saremo giudicati sull'amore.


(San Giovanni della Croce, Avisos y sentencias, 57:
Biblioteca Mstica Carmelitana, v. 13 (Burgos 1931)
p. 238)

[...]

III. La purificazione finale o Purgatorio

1030 Coloro che muoiono nella grazia e nell'amicizia di


Dio, ma sono imperfettamente purificati, sebbene siano
certi della loro salvezza eterna, vengono per sottoposti,
dopo la loro morte, ad una purificazione, al fine di ottenere
la santit necessaria per entrare nella gioia del cielo.

1031 La Chiesa chiama Purgatorio questa purificazione


finale degli eletti, che tutt'altra cosa dal castigo dei
dannati. La Chiesa ha formulato la dottrina della fede
relativa al Purgatorio soprattutto nei Concilii di Firenze (Cf
Concilio di Firenze, Decretum pro Graecis: DS
(abbreviazione per Denz.-Schnm) 1304) e di Trento (Cf
Concilio di Trento, Sess. 25a, Decretum de purgatorio: DS
1820; Sess. 6a, Decretum de iustificatione, canone 30: DS
1580). La Tradizione della Chiesa, rifacendosi a certi passi
della Scrittura (Per esempio, 1 Cor 3,15; 1 Pt 1,7), parla di
un fuoco purificatore:

Per quanto riguarda alcune colpe leggere, si deve


credere che c', prima del Giudizio, un fuoco
purificatore; infatti colui che la Verit afferma
che, se qualcuno pronuncia una bestemmia contro
lo Spirito Santo, non gli sar perdonata n in
questo secolo, n in quello futuro (Mt 12,31). Da
questa affermazione si deduce che certe colpe
possono essere rimesse in questo secolo, ma certe
altre nel secolo futuro. (San Gregorio Magno,
Dialogi, 4, 41, 3: SC 265, 148 (4, 39: PL 77, 396))

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1032 Questo insegnamento poggia anche sulla pratica della


preghiera per i defunti di cui la Sacra Scrittura gi parla:
Perci [Giuda Maccabeo] fece offrire il sacrificio
espiatorio per i morti, perch fossero assolti dal peccato
(2Mac 12,45). Fin dai primi tempi, la Chiesa ha onorato la
memoria dei defunti e ha offerto per loro suffragi, in
particolare il sacrificio eucaristico (Cf Concilio di Lione II,
Professione di fede di Michele Paleologo: DS 856),
affinch, purificati, possano giungere alla visione beatifica
di Dio. La Chiesa raccomanda anche le elemosine, le
indulgenze e le opere di penitenza a favore dei defunti:

Rechiamo loro soccorso e commemoriamoli. Se i


figli di Giobbe sono stati purificati dal sacrificio del
loro padre (Cf Giobbe 1,5 ndr), perch dovremmo
dubitare che le nostre offerte per i morti portino
loro qualche consolazione? Non esitiamo a
soccorrere coloro che sono morti e ad offrire per
loro le nostre preghiere. (San Giovanni Crisostomo,
In epistulam I ad Corinthios, homilia 41, 5: PG 61,
361).

(Catechismo della Chiesa Cattolica, nn. 1920-1965 (http://www.vatican.va


/archive/catechism_it/p123a12_it.htm))

Posizione delle altre confessioni cristiane


Chiesa ortodossa

Durante il concilio di Firenze, in risposta al passo biblico 1Cor 3,11-15 (http://www.laparola.net


/wiki.php?riferimento=1Cor3%2C11-15&formato_rif=vp) succitato che i vescovi delle chiese occidentali
adducevano a sostegno della esistenza del Purgatorio, gli esponenti ortodossi obiettarono:

"L'Apostolo divide tutto ci che costruito sul fondamento proposto (Ges Cristo) in due parti, ma
non suggerisce mai una terza parte come fosse una fase intermedia. [..] La vostra dottrina avrebbe
forse qualche fondamento se (l'Apostolo) dividesse le azioni cattive in due generi: un genere
purificabile da Dio e l'altro degno della punizione eterna. Ma egli non ha fatto tale divisione. [..]
Attribuendo al fuoco il potere di distruggere tutte le azioni cattive, ma non chi le fa evidente che san
Paolo non parla del fuoco del purgatorio, che, come pare dalla vostra opinione, non concerne tutte le
azioni cattive, ma solo i piccoli peccati.
(Peri tou katharteriou pyros hihlion hen, in NILI ARCHIEP. THESSALON. De primatu Papae, edit. Salmasii, Hanov. 1603,
traduzione italiana tratta da http://digilander.libero.it/ortodossia/purgatorio.htm dell'originale inglese in IVAN OSTROUMOFF, The
History of the Council of Florence, tradotto a sua volta dal russo da Basil Popoff (Holy Transfiguration Monastery, Boston 1971),
pp. 47-60)

Pertanto la Chiesa ortodossa non accetta la dottrina del Purgatorio.

Le Chiese orientali hanno da sempre avuto la tradizione di pregare per i morti durante la Divina Liturgia,
chiedendo a Dio che mostri loro la sua misericordia ed il suo amore. Durante le celebrazioni di pentecoste,
infatti, si usa pregare per il perdono e la salvezza di tutti i morti, ed in particolare coloro che si trovano
dannati all'inferno e per la loro salvezza, in quanto non si possa concepire un limite alla misericordia divina.
http://www.antiochianladiocese.org/files/service_texts/great_feasts/lord_pentecost/Pentecost-VESP.pdf

Chiese protestanti

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Per approfondire, vedi Cinque sola e Depravazione totale.

Le Chiese protestanti respingono la dottrina del Purgatorio[2] affermando che, secondo il Nuovo Testamento,
l'opera espiatrice di Cristo sulla croce perfetta e tale da purificare il peccatore che si affida a lui da ogni
peccato, passato, presente e futuro, secondo che scritto: "Ma se camminiamo nella luce, com'egli nella
luce, abbiamo comunione l'uno con l'altro, e il sangue di Ges, suo Figlio, ci purifica da ogni peccato" (1
Giovanni 1:7) e "Chiunque ha questa speranza in lui, si purifica com'egli puro" (1 Giovanni 3:3).

La dottrina sul Purgatorio cos ritenuta un grave svilimento della piena sufficienza dell'opera di Cristo: "Ed
grazie a lui che voi siete in Cristo Ges, che da Dio stato fatto per noi sapienza, giustizia,
santificazione e redenzione; affinch, com' scritto: Chi si vanta, si vanti nel Signore" (1 Corinzi
1:30-31); "...nel quale abbiamo la libert di accostarci a Dio, con piena fiducia, mediante la fede in lui"
(Efesini 3:12); "avviciniamoci con cuore sincero e con piena certezza di fede, avendo i cuori aspersi di
quell'aspersione che li purifica da una cattiva coscienza e il corpo lavato con acqua pura" (Ebrei 10:22).

La piena sufficienza dell'opera di Cristo congiunta alla dottrina secondo la quale l'essere umano, a causa
delle contaminazione del peccato, non ha di fatto alcuna capacit di guadagnarsi merito alcuno in funzione
della propria salvezza, da cui la necessit dell'opera di Cristo. Per quanto riguarda le attestazioni bibliche con
le quali si vorrebbe avallare la concezione sul Purgatorio, esse vengono ritenute irrilevanti. Una corretta
esegesi dei testi, infatti, pu rilevare come diversa sia la loro finalit. Infine, come gi detto, una delle
attestazioni bibliche su cui essa si fonda si trova nel Secondo libro dei Maccabei libro apocrifo giammai
inserito nel canone ebraico e solo molto pi tardi nella Chiesa cattolica romana.

Da rilevare, infine, come la Discussione del dottor Martin Lutero sul potere e l'efficacia delle indulgenze,
meglio nota come 95 tesi di Lutero, abbia storicamente sfidato gli insegnamenti della Chiesa cattolica sulla
natura della penitenza e sull'utilit delle indulgenze. Esse accesero un dibattito teologico che diede origine
alla Riforma protestante e, con essa, il ritorno all'autentica tradizione apostolica, snaturata dagli sviluppi
successivi.

Nella letteratura
Divina Commedia

Per approfondire, vedi Purgatorio (Divina Commedia).

Nella letteratura cristiana fu Dante Alighieri a dare forse la visione pi completa ed esauriente, in campo
filosofico e poetico, del Purgatorio, che appunto lo sfondo della seconda cantica della sua Divina
Commedia. Dante descrive cos la struttura del Purgatorio (che egli, a differenza della teologia cattolica,
immagina come un luogo fisico): esso un monte, costituito della materia che Lucifero ha innalzato nella sua
caduta, scavando l'abisso dell'Inferno; inoltre, circondato dal mare, e si troverebbe nell'emisfero antartico
del mondo. Sulla cima del Monte Sacro si trova l'Eden, cio il Paradiso Terrestre, dove vivono nella piena
Grazia di Dio gli spiriti dei Santi e dei Beati. Il monte formato da sette "gironi", ovvero sette sfere
metafisiche ove vengono divise le anime secondo i loro peccati, e queste "cornici" sono precedute
dall'Antipurgatorio, dove si trovano le anime di coloro che si pentirono solo in fin di vita, le anime dei
negligenti e degli scomunicati, che devono scontare un determinato periodo prima di poter entrare nel
Purgatorio vero e proprio. Dopo un rito di purificazione, alla fine del quale i peccati vengono perdonati, un
angelo "portiere" apre, con le chiavi di San Pietro, la porta del Purgatorio, e allora le anime si accingono a
ripagare l'ingiustizia dei loro peccati; infatti, il perdono non esclude la riparazione al peccato, ma la precede
solamente. I sette gironi rappresentano i sette peccati capitali, cio, in ordine di gravit: superbia, invidia, ira,
accidia, avarizia (e, insieme, prodigalit), gola e infine lussuria. Inoltre, ogni girone custodito da un angelo
che rappresenta la virt opposta a ciascun peccato, che l'anima deve raggiungere se vuole ascendere ad un
altro girone; vi sono dunque (in ordine) l'angelo dell'umilt, della carit, della mansuetudine, della

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sollecitudine, della povert, della temperanza e della castit, che sono infatti le sette virt divine. Inoltre, in
ciascun girone vi una pena diversa per le anime, regolata (come anche nell'Inferno) dalla cosiddetta "legge
del contrappasso", che impone una pena simmetrica od opposta al peccato commesso. Per questo, i superbi
sono condannati a camminare reggendo sulle spalle degli enormi e pesantissimi massi, che li costringono a
camminare col volto basso (mentre in vita si ergevano altezzosi), gli invidiosi hanno le palpebre cucite col fil
di ferro (mentre in vita guardavano con malignit i beni altrui), gli iracondi sono immersi in un fumo
nerissimo che li acceca (come in vita erano accecati dal "fumo" della propria rabbia), gli accidiosi sono
costretti a correre perennemente, senza mai fermarsi (mentre in vita si rilassavano nell'ozio), gli avari hanno
il volto costantemente e totalmente immerso nella terra (come in vita erano immersi nel denaro, che un
bene di terra), i golosi sono costretti a sopportare impietosamente la fame e la sete (mentre in vita
abbondavano nel banchettare) e i lussuriosi sono sempre immersi in fiamme ardenti (come in vita erano
immersi nelle "fiamme" della passione sessuale). Del meccanismo di purificazione fanno parte anche i
numerosi exempla, sia del vizio punito sia della virt corrispondente, che sono presentati agli espianti, e che
Dante descrive con grande perizia tecnica sulla scorta delle maggiori opere teologiche del suo tempo.
Quando un'anima ha scontato tutti i peccati di cui era schiava, nel Purgatorio si verifica un terremoto, che
il segnale che tale anima pu finalmente elevarsi a Dio, ed entrare in Paradiso purificata. Tuttavia, un'anima,
per entrare nell'Eden, deve prima immergersi in due fiumi sacri: il primo il Let, le cui acque (gi secondo
la mitologia greco-romana) lavano il peccatore dalle memorie di tutti i peccati commessi, mentre il secondo
l'Euno (di invenzione dantesca), le cui acque invece fanno tornare alla memoria dell'anima tutto il bene
compiuto in vita. Dopodich, l'anima accede davvero al Paradiso, cio alla beatitudine eterna.

Dante considera il Purgatorio come il luogo dove si scontano non tanto i peccati realmente commessi (come
all'Inferno), quanto invece la tendenza a tali peccati. La purificazione, per le anime, dunque una vera e
propria lotta contro s stessi ispirata dall'amore per Dio, pi che una semplice pena. Infatti, Dante incontra
nel girone dei lussuriosi l'anima di Guido Guinizelli:

son Guido Guinizelli; e gi mi purgo,


per ben dolermi prima ch'a lo stremo.
(Dante Alighieri, Divina Commedia, "Purgatorio", canto XXVI, vv. 92-93)

Cio, si sta gi purgando poich s' pentito prima di morire, mentre era ancora in vita. Il Purgatorio, quindi,
dimensione invisibile nell'uomo, oltre che luogo metafisico delle anime dei defunti, ed sempre accessibile ai
penitenti. Da notare, infine, che nel Purgatorio Dante descrive la successione del giorno e della notte, al
contrario dell'Inferno e del Paradiso, dove vi , rispettivamente, eterna tenebra ed eterna luce; infatti, il
Purgatorio l'unico regno metafisico temporale, in quanto sparir quando l'ultimo uomo ne sar uscito (dopo
il Giudizio Universale); per questo, il regno pi simile al mondo fisico (cio la Terra).

Teoria di Le Goff
Lo storico Jacques Le Goff, ne La nascita del Purgatorio, sostiene che tale dottrina nella Chiesa Cattolica si
sarebbe affermata tardi, nella seconda met del XII secolo, inizialmente come fuoco purgatorio, e solo
successivamente strutturandosi nella seconda cantica della Commedia dantesca (composta secondo la critica
tra il 1304 e il 1321) man a mano che lo sviluppo dei commerci e i miglioramenti economici rendevano
necessario integrare nella comunit anche quei "peccatori di mestiere", come banchieri o mercanti, dai quali
in definitiva dipendeva la prosperit.

Bibliografia
"Secondo libro dei Maccabei", "Sacra Bibbia"
Dante Alighieri, "Divina Commedia" - Purgatorio
Padre Dolindo Ruotolo, "Chi morr vedr" (sul Purgatorio e sul Paradiso)
Padre Dolindo Ruotolo, "La dottrina cattolica" (catechismo)

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Jacques Le Goff, Mercanti e banchieri nel Medioevo; (a cura di Anna Lomazzi, D'Anna, Messina),
Firenze 1976
Jacques Le Goff, Tempo della Chiesa e tempo del mercante, Einaudi, Torino, 1977
Jacques Le Goff, "La nascita del Purgatorio", 1982 ora Einaudi, Torino, 2006 ISBN 9788806183875

Voci correlate
Chiesa cattolica
Cristianesimo
Dottrina delle indulgenze
Dante Alighieri
Divina Commedia
Inferno
Paradiso
Limbo
Santa Caterina da Genova
Teologia

Note
sul Purgatorio possono essere trivate pi in esteso
1. ^ Cfr.[1] (http://www.newadvent.org/cathen a questo indirizzo (http://editthis.info/diwygiad
/12575a.htm) /Articoli25/Il_purgatorio)
2. ^ Le contestazioni del Protestantesimo alla dottrina

Altri progetti
Wikizionario contiene il lemma di dizionario purgatorio
Commons (//commons.wikimedia.org/wiki/Pagina_principale?uselang=it) contiene immagini o
altri file sul purgatorio (//commons.wikimedia.org/wiki/Category:Purgatory?uselang=it)
Wikiquote contiene citazioni sul purgatorio

Collegamenti esterni
Insegnamento del Catechismo della Chiesa Cattolica sul Purgatorio (http://www.vatican.va/archive
/catechism_it/p123a12_it.htm#III.%20La%20purificazione%20finale%20o%20purgatorio)
Trattato del Purgatorio (http://www.paginecattoliche.it/modules.php?name=News&file=print&
sid=225) di Santa Caterina da Genova (14471510) (da PagineCattoliche.it)
Spiegazione canto per canto (http://www.litterator.it/index.php?option=com_content&task=category&
sectionid=8&id=27&Itemid=40)
Documenti e testimonianze sull'esistenza del Purgatorio (http://purgatorio.altervista.org)
Il purgatorio: necessaria purificazione per l'incontro con Dio (http://www.vatican.va/holy_father
/john_paul_ii/audiences/1999/documents/hf_jp-ii_aud_04081999_it.html), Udienza Generale di Papa
Giovanni Paolo II (Mercoled, 4 agosto 1999)
L'invenzione del Purgatorio, intervista a J. Le Goff (http://annamaria75.altervista.org/Documenti
/LeGoff-la-nascita-del-purgatorio.pdf)
Le contestazioni del Protestantesimo alla dottrina sul Purgatorio (http://editthis.info/diwygiad
/Articoli25/Il_purgatorio)

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Categorie: Dottrina cristiana Dottrina della Chiesa cattolica Luoghi dell'aldil

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Luoghi della Divina Commedia

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