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"Dio, il Signore nostra luce" Sal. 118,27


[Essenza e Energie divine] [La divinizzazione dell'uomo] [Il Filioque]
[Preghiere tratte dai Padri della Chiesa] [Link]
[Ecumenismo e dialogo interreligioso]

Tomo aghioritico

La nozione biblica della luce

La teologia dell'esicasmo

Gregorio il sinaita

Giovanni Climaco
Gregorio nacque nel 1296 a Costantinopoli da una nobile e ricca
Sull'esicasmo famiglia, suo padre, Costantino Palamas, era senatore e membro
della corte imperiale. Studi retorica e filosofia nella scuola
La preghiera esicasta
superiore della capitale, allora diretta dal filosofo Teodoro
Silvano del Monte Athos Metochita. Il suo biografo, nonch discepolo e amico, Filoteo
Kokkinos descrivendo i progressi del giovane Gregorio nella
scienza dell'epoca, ci dice che egli concluse i suoi studi di
grammatica e retorica nel migliore dei modi, "in maniera tale da
essere ammirato grandemente, non solo a parole, ma anche per
iscritto da tutti, non esclusi i suoi professori ed altri intellettuali
dell'epoca." (F. Kokkinos "Vita di Gregorio Palamas"). Ci dice
anche che Gregorio fosse molto avanzato anche negli studi della
fisica e della logica, e in genere in tutta la filosofia aristotelica.
Sembrava che Gregorio avrebbe avuto una splendida carriera
nelle lettere e nell'amministrazione imperiale, invece si rivolse
verso la vita ascetica. Divenne chierico e rinunci agli studi
profani. Gli ambienti monastici ai quali Palamas si stava
avvicinando consideravano gli studi "ellenici" incompatibili con il
loro genere di vita.

Gregorio ebbe come primo maestro spirituale Theolipto

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(1250-1322), monaco della Santa Montagna e pi tardi


metropolita di Fidadelfia, che allora si trovava nella capitale. Da
lui ebbe i primi rudimenti sulla preghiera del cuore, la vita
spirituale e l'insegnamento di Palamas fu molto inflluenzato da
questo personaggio. A vent'anni decise di farsi monaco e
nell'autunno del 1316 si rifugi in un monastero situato sul
Monte Papikion, in Macedonia. Vicino a questo monastero ne
esisteva un altro di monaci messaliani, i quali, considerando
importante solo l'ascesi, professavano una dottrina dualista e
rifiutavano i sacramenti. Il giovane Palamas cerc di confutare le
loro credenze e riusc a convertire alcuni di essi. Il suo biografo
Filoteo Kokkinos d grande importanza a questo avvenimento,
avendo di mira le accuse che pi tardi Barlaam lancer contro i
monaci del Monte Athos di professare la dottrina dei messaliani.

Nella primavera del 1317 arriv insieme ai suoi due fratelli sul
Monte Athos, dove visse come monaco per quasi vent'anni. Per
tre anni fu sotto la direzione spirituale del monaco esicasta
Nicodemo. Per altri tre anni visse nella comunit cenobita del
monastero della "Grande Laura". Poi scelse la vita eremitica in un
eremo chiamato Glossa, dove conducevano vita ascetica famosi
esicasti come Gregorio Sinaita e Callisto, che in seguito diventer
patriarca di Costantinopoli. Nel 1325 fu costretto a lasciare
l'Athos insieme ad altri 12 asceti a causa delle frequenti razzie
piratesche dei turchi. Voleva andare a Gerusalemme, ma si ferm
a Tessalonica, dove fu ordinato sacerdote all'et di 30 anni
(1326).

Continu la sua vita monastica in varie parti della Grecia, tra cui
a Veria (1326-1331). Ma anche l la vita era diventata impossibile
per le frequenti razzie dei serbi. Perci nel 1331 decise di
ritornare sull'Athos, dove visse secondo lo stile degli esicasti in
una schita di San Sabba vicino alla Grande Laura. L scrisse la
sua prima opera, La vita di San Pietro l'athonita. Per un breve
periodo lo troviamo igumeno del monastero di Esfigmeno, che in
quell'epoca ospitava pi di 200 monaci. Nel 1335 ritorn a San
Sabba e il 1335 anche l'anno in cui entra in polemica con il
"monaco filosofo" Barlaam il Calabro, polemica che dar inizio
alla cosiddetta "controversia esicasta" o palamita, durata pi di
30 anni (1336-1368) e che, come succedeva a Bisanzio, da
religiosa si trasformer in questione politica e sar vinta da chi
avr dalla propria parte il potere imperiale. Questa polemica
legata alla spiritualit dell'"esicasmo", che in quel tempo sulla
Santa Montagna si presentava con alcune caratteristiche
inconfondibili.

L'esicasmo come stato contemplativo si rif al monachesimo del


deserto e a tutta la tradizione monastica in generale, ma il

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metodo della preghiera del cuore si svilupp prima nel monastero


di Santa Caterina sul Monte Sinai e poi, nel tardo medioevo
bizantino, si diffuse in un gruppo di monasteri della regione del
Bosforo sul Monte Aussenzio per poi trasferirsi e radicarsi sul
Monte Athos. Questo metodo era piuttosto nuovo sul Monte
Athos e vi era stato trasportato, proprio ai tempi di Palamas, da
Gregorio Sinaita (1255-1347ca.), che a sua volta l'aveva appreso
nel monastero di Santa Caterina e l'aveva perfezionato a Creta
alla scuola di un eremita, Arsenio. Sulla Santa Montagna radun
un gruppo di discepoli che poi giocheranno un grande ruolo nelle
lotte esicaste. Callisto, futuro patriarca, fu uno di questi.

L'esicasta, ritirato nel silenzio e nella penitenza, doveva ripetere


la preghiera di Ges ("Signore Ges Cristo, Figlio di Dio, abbi
piet di me"). Diceva la prima parte inspirando e la seconda
espirando. In alcuni casi si insegnavano anche metodi per la
concentrazione come tenere fisso lo sguardo sull'ombelico.
L'esicasta arrivava ad avere la senzazione di una beatitudine e si
sentiva circondato dai raggi di una ineffabile luce divina, di
quella stessa luce increata che aveva illuminato gli apostoli sul
Monte Tabor. Questo modo di vivere e questo insegnamento non
era accetto alcuni intellettuali bizantini, tra cui Barlaam il
Calabro. Quando nel 1335 arriv nella capitale una commissione
papale per trattare dell'unit della Chiesa, Barlaam fu incaricato
dall'imperatore Andronico III di difendere le posizioni dottrinali
greche sulla processione dello Spirito Santo. Egli per l'occasione
elabor e present un trattato intitolato Sulla processione dello
Spirito Santo, contro i Latini, che fu la causa immediata delle
polemiche con Palamas. Dopo uno scambio di lettere fra i due,
anche con toni aspri, Barlaam, trasferitosi a Tessalonica, attacc
la spiritualit esicasta di cui Palamas era il pi insigne
rappresentante. Dopo un periodo trascorso con i monaci esicasti,
li chiam "omfalopsichici", cio coloro che mettono l'anima
nell'ombelico e li accus di messalianismo. Cos la controversia si
allarg sul piano filosofico-teologico. Palamas rientr a
Tessalonica cercando di persuadere Barlaam a cessare le critiche
contro gli esicasti, vedendo che tutto era inutile scrisse la prima
delle sue Triadi in difesa degli esicasti, in un secondo scritto
Barlaam critic la dottrina di Plamas riguardante la conoscenza
divina. Palamas allora compose la Seconda Triade, Barlaam
saputo del secondo scritto di Palamas si rec a Costantinopoli e
di fronte al sinodo denunci Gregorio Palamas e i monaci
esicasti. Il patriarca Giovanni Caleca rigett le accuse portate da
Barlaam contro Palamas. Palamas ritorn sull'Athos e, nel 1340,
redasse un pubblico manifesto che fece sottoscrivere dalle pi
alte autorit e dai monaci pi eminenti del Monte Athos dove
sintetizz le sue tesi contro Barlaam. Si tratta del Tomo
aghioritico. Barlaam scrisse un opera, Contro i Messaliani, in

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cui accusava gli esicasti di essere messaliani, dichiarava che la


luce taborica era corruttibile e si poteva considerare solo un
simbolo della divinit, rifiutando di credere che la luce che gli
esicasti dicevano di vedere fosse, come affermavano, increata e
divina, perch, se lo fosse stata, si sarebbe trattato dell'essenza di
Dio. Palamas venne accusato di essere diteista, perch la luce
increata di cui parlava, secondo Barlaam o era l'essenza di Dio o
se era altro si affermava l'esistenza di due dei, fra l'altro uno
superiore, per quanto riguarda la sostanza, e l'altro inferiore, per
quanto riguarda l'energia e la grazia. A tali accuse Gregorio
rispose con la Terza Triade. Barlaam ritorn a Costantinopoli
accusando presso il sinodo Palamas di blasfemia e di introdurre
novit in teologia.

Venne riunito un sinodo il 10 giugno 1341 in Santa Sofia. Ad


esso parteciparono, oltre all'imperatore, anche il Grande
Domestico Giovanni Cantacuzeno, il patriarca, i vescovi e gli
igumeni dei monasteri. Non si fece parola del Filioque, con il
quale aveva avuto inizio la polemica tra Barlaam e Palamas. Si
volle solo legittimare l'hesychia dei monaci athoniti, la loro
esperienza della luce increata e il loro metodo di preghiera. Il
sinodo dette ragione a Palamas e ai suoi monaci, decretando la
condanna della dottrina di Barlaam secondo la quale la luce
della trasfigurazione sul Tabor non era increata e quindi non era
la vera luce della divinit. Dopo la sua condanna, nel 1342
Barlaam lasci la capitale e torno in Occidente e nello stesso
anno pass alla Chiesa cattolica.

Quattro giorni dopo la fine del sinodo, il 15 giugno 1341,


l'imperatore Andronico mor improvvisamente senza aver potuto
firmare il documento sinodale. Ormai il partito antipalamita era
condotto da un altro noto personaggio di Bisanzio, Gregorio
Acindino (ca.1300-ca.1348).

Acindino conobbe Palamas quando conduceva vita eremitica nei


dintorni di Veria. I due si legarono in fraterna amicizia. Acindino
accompagn per un breve periodo l'amico sul Monte Athos.
Tornato a Tessalonica, Acindino fu coinvolto negli avvenimenti
pubblici di quella citt. Fu proprio allora che conobbe Barlaam e
strinse amicizia anche con Gregoras. Incominciata la polemica fra
Palamas e Barlaam, egli da principio tenne un atteggiamento
neutro. Deluso, per, dall'atteggiamento intransigente di Palamas,
pur distanziandosi dalle opinioni di Barlaam, divenne il capo
dell'opposizione antipalamita.

I monaci reagirono immediatamente alle critiche di Acindino e


fecero pressione sul patriarca affinch convocasse un nuovo
sinodo, ma questi rifiut. Essi allora trovarono sostegno e difesa
nel Grande Domestico Giovanni Cantacuzeno, che aveva assunto

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di fatto il potere. Questi, persuaso da Palamas, convoc un


secondo sinodo (luglio 1341) senza il consenso del patriarca,
presieduto da lui stesso.

Gli spiriti si erano surriscaldati al punto che alcuni partigiani di


Palamas cercarono di uccidere Acindino. Nonostante ci, i
colloqui tra le due parti continuarono. Anzi ad un certo punto
sembr che si fosse raggiunto un accordo dottrinale che subito
sfum quando Palamas convinse il patriarca a sottoscrivere un
documento sinodale (Tomos), che in sostanza si rifaceva alle
decisioni del sinodo di giugno. Il patriarca fece introdurre una
clausola nel documento con la quale si proibiva di continuare le
discussioni dottrinali sull'argomento. Cos termin la prima fase
della disputa palamita.

La seconda fase si svolge e s'intreccia con la disastrosa guerra


civile collegata alla reggenza, durata dal 1341 al 1347. Da una
parte era schierata Anna di Savoia, vedova di Andronico III e
rappresentante del legittimo erede, sostenuta dal popolo, dal
patriarca e dagli avversari degli esicasti e dall'altra il
Cantacuzeno, appoggiato dalla nobilt e dai monaci con a capo
Palamas. Il patriarca accus Palamas di calpestare il Tomo
sinodale del 1341, che proibiva il fomentare discussioni
dogmatiche. Inoltre il patriarca sosteneva che quel sinodo aveva
approvato solo la dottrina della luce divina e il metodo dei
monaci riguardante la preghiera del cuore, ma non aveva
accettato la dottrina palamita della distinzione tra sostanza divina
ed energie.

All'inizio del marzo 1342 Palamas fu invitato a presentarsi


all'imperatrice, ma si trov di fronte ad un tribunale composto da
senatori e membri del clero che condann i suoi scritti. Il
patriarca Caleca lo chiuse in un monastero, ma egli scapp
insieme ad altri 16 monaci e si rifugi in Santa Sofia,
domandando al patriarca di convocare un sinodo. Nell'aprile
1342 fu arrestato a causa delle sue idee politiche e rinchiuso
nelle prigioni del palazzo imperiale, dove rimase per quasi 4
anni. Durante questo periodo scrisse molte delle sue opere,
dettandole al suo discepolo Doroteo.

Durante la guerra civile Acindino, che non aveva mai accettato la


distinzione tra sostanza ed energie in Dio, cominci a pubblicare
le sue opere contro Palamas. Nel frattempo la guerra civile
volgeva a favore del Cantacuzeno. L'imperatrice Anna incominci
ad abbandonare il patriarca ed Acindino e a rivolgersi verso
Palamas. Il patriarca fu obbligato a comporre un piccolo trattato,
in cui si spiegava il significato del "Tomo sinodale" del luglio
1341 che lui stesso aveva firmato. Alla fine, l'imperatrice Anna
decise di far dirimere la questione da un sinodo speciale,

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convocato il 2 febbraio 1347 e presieduto da lei e dal figlio. Il


patriarca venne subito scomunicato, Cantacuzeno torn a
Costantinopoli e ci fu la riconciliazione ed egli divenne
coimperatore con Giovanni V Paleologo. Il sinodo condann
Acindino e si compil un altro Tomo, che completava quello del
luglio 1341. Acindino si ritir a vita privata. Palamas fu
consacrato metropolita di Tessalonica nel maggio del 1347.
Tuttavia egli non pot occupare subito la sede, perch impedito
dagli "Zeloti", che si erano impadroniti della citt (1342-1349) e
si opponevano all'aristocrazia, rappresentata dal potere imperiale
del Cantacuzeno, sostenuto dallo stesso Palamas e dai monaci
esicasti.

Dopo un primo tentativo di raggiungere Tessalonica, malato e


stanco si rifugi sull'Athos. Nel 1348 per un breve periodo
ritorn a Costantinopoli e di l tent nuovamente di raggiungere
Tessalonica, ma senza successo. Trov ospitalit nell'isola di
Limno da dove, verso la fine del 1350 o all'inizio del 1351,
portato da una trireme imperiale, fece l'ingresso trionfale a
Tessalonica, liberata da Giovanni Cantacuzeno nell'autunno del
1350. La lotta antipalamita non si ferm qui, questa volta a capo
del partito antiesicasta ci fu Niceforo Gregoras uno dei maggiori
teologi scrittori di quel tempo. Essendo stati inutili i tentativi di
riconciliazione da parte dell'imperatore Cantacuzeno, il 28
maggio 1351 si riun un terzo sinodo a Costantinopoli, convocato
dal nuovo patriarca Callisto, succeduto ad Isidoro. Furono
condannati Matteo, metropolita di Efeso, e Giuseppe,
metropolito di Gano, entrambi antipalamiti e fu approvata nel
suo insieme la teologia palamita, in particolare la distinzione tra
l'essenza divina e le energie increate. Le decisioni del sinodo
furono racchiuse in un tomo speciale, noto come il Tomo del
1351, sottoscritto dall'imperatore Giovanni Cantacuzeno, dal
patriarca Giuseppe e da tutti i presenti. La Chiesa bizantina lo
incluse, a partire dal 1352, nel Synodikon dell'ortodossia, che si
legge ogni anno nella "Domenica dell'ortodossia".

E' importante accennare alle principali verit proclamate dal


Synodikon dell'ortodossia.

Vengono anatemizzati coloro che negano che:

1. La luce che ha brillato durante la trasfigurazione del Signore


non n creatura n sostanza di Dio, ma grazia increata,
splendore ed energia che "proviene eternamente senza dividersi
dalla stessa divina sostanza".

2. Come esiste in Dio unione senza confusione tra sostanza ed


energia, cos vi anche differenza, consistente soprattutto nel
fatto che la sostanza in Dio incomunicabile, mentre l'energia

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comunicabile.

3. Le energie di Dio sono increate, perch l'affermazione che ogni


energia divina naturale conduce necessariamente alla
conclusione che anche la sostanza di Dio creata.

4. La distinzione tra sostanza ed energie non introduce nessun


significato di composizione in Dio e non distrugge la semplicit
divina, perch le energie sono prodotte dalla sostanza.

5. La nozione di "divinit" non si applica solo alla divina


sostanza, ma anche alla divina energia, senza con questo
distruggere l'unicit divina delle tre Persone.

6. L'affermazione che la divina sostanza comunicabile fa cadere


nell'eresia del messalianismo. Secondo l'insegnamento della
Chiesa, la sostanza di Dio incomunicabile mentre le sue energie
sono comunicabili.

A Gregorio Palamas fu chiesto da parte di Giovanni Paleologo,


che tramava contro il Cantacuzeno, di negoziare un'intesa con lo
stesso Cantacuzeno. Durante il viaggio, per, fu imprigionato e
reso schiavo dai turchi. Per un intero anno fu trascinato per tutta
l'Asia Minore e la Mesopotamia, discutendo con i musulmani
intorno ai problemi della fede. Fu pagato un riscatto e appena
liberato, Gregorio si rec a Costantinopoli, dove la situazione
politica era cambiata. Giovanni Cantacuzeno, il suo protettore, si
ritir in un monastero, sul trono era rimasto Giovanni V
Paleologo, mentre patriarca era divenuto l'amico e biografo di
Palamas, Filoteo Kokkinos. La polemica antiesicasta si era ridotta
tranne l'attivit di Niceforo Gregoras.

Palamas, nell'autunno del 1355 fece ritorno nella sua sede di


Tessalonica. Per la prima volta vi rimase senza nessuna
interruzione e senza essere disturbato.

Gregorio Palamas mor il 14 novermbre del 1359, a 73 anni. La


sua salma fu deposta dapprima nella chiesa di Santa Sofia, che
allora era la cattedrale di Tessalonica; in seguito, dopo la sua
canonizzazione, avvenuta nel 1368, fu trasportata nell'attuale
chiesa metropolitana dedicata ai santi Demetrio e Gregorio
Palamas, compatroni della citt, dall'amico e discepolo, il
patriarca Filoteo Kokkinos. La Chiesa greca festeggia la sua
solennit nella seconda domenica di quaresima, dopo la
"Domenica dell'ortodossia". Si celebra anche una seconda festa,
il 14 novembre, giorno della sua morte. Anche dopo la morte di
Palamas, non erano pochi coloro che si opponevano alla sua
dottrina, specialmente alla distinzione in Dio tra essenza ed
energie. Tutto il movimento filotomista sorto a Bisanzio, in

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fondo, non era altro che una critica al palamismo.

LE OPERE:

Due Discorsi apodittici sulla processione dello Spirito


Santo;
Prima Lettera ad Acindino;
Seconda Lettere ad Acindino;
Prima Lettera a Barlaam;
Seconda Lettera a Barlaam;
Terza Lettera ad Acindino;
Triadi per la difesa dei santi esicasti;
Tomo aghioritico;
Confessione di fede;
Confutazione del tomo di Caleca;
Confutazione dell' "esegesi del Tomo" da parte di Caleca;
Confutazione della lettera di Ignazio d'Antiochia;
Lettere scritte durante la sua persecuzione;
Dell'unione e della distinzione;
Delle energie divine e della loro partecipazione;
Della divina e divinizzante partecipazione;
Dialogo di un ortodosso e di un barlaamita;
Descrizione della piet di Barlaam e Acindino;
Sette discorsi contraddittori contro Acindino;
Discorsi contro Niceforo Gregoras;
Vita di Pietro athonita;
Capitoli riguardanti la preghiera e la purezza di cuore;
A Paolo Asan circa il grande abito;
Alla reverendissima monaca Xene, sulle passioni, le virt e i
frutti dell'applicazione dell'intelletto;
Trattato in forma epistolare ai filosofi Giovanni e Teodoro;
Decalogo della legislazione secondo Cristo, cio del Nuovo
Testamento;
Centocinquanta capitoli naturali, teologici, morali e pratici
e purificatori delle sozzure barlaamite;
Omelie.

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