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1GO FOSCOLO pat- Tad S — SAL SUPRA IL PRPRAROA Acura di Giovanni Papini LANOIANO R, CARABBA, EDITO! 1011 PREFAZIONE Di Route eiton & nolo soprano it Discorso sopra tn Dirinn Corman tv, or fompi tn en fu srl un Seeds scr ayaon) ess ot pe ‘tei Snag eal Petron oh st Porto srs, come i i "sero sla Corot, in dnghiler, non toma por quate Hee esl mews mee. Nerere daltons o eure fi timate! tron emoron. It Rolo comin toe wpa deiberstament et Parca nel 15, and in | mar) paccamente di uela Carstina Russell nto agit udiont | toe fomolione so it rome tt Cale. et poe della alee ceerais B Onirct — cour pr ieee pt = Balas che Crcina vi ford wn gine Calo sire te "eta; — mu vom pod, I pct, the pgs ela rina le psi dl Ptroen, forte sr fre om ete splgaion Prefasione el porte, Famicvia di Lady Dnere avn contibuito a perf ‘sionarlo, It Fopclo tncea melt, © con rogine, @ questo lavoro, el'era d pit geniale dé quants esse camposts e come pores poi in Jaghilerra > ‘Quest Sage furon trot fn Galiano da quel Cammito Uyo- niche tanto foce por lx fama del Posolo ¢ furan comprest rate varie aiiont delle opre det Rescolo. Noi seguiamo guel- Ta che revta ancora ta miglore,ciot qulla fioronina del Lan smonnier, dove § Saggi ozcupano le pp. H-81 del vol. X, ciod WT ded Sagi di erition Storico-Lettorara (1) Conftiame che questa ristomps non riuecind scare agi Htaliont: non sempre arviene che wn gran lirieo innamorato si mata a apagare wn aliro gran lirico innamorato. 6. 6 Prefasione ‘i prestava agerole agit intendirunti dad macsio . (1) Ca fut sonno la Fvanll nan ai tse vincere né dalle poesia posta mort, ni dal! eloquensa del poeta evo © fe queto ‘ei gran door del Fosealo — e purtroppo non Cultima, Nello seo anno 119 cali compose un saggia ul P he dele all Blitburgh Review, ma siccome questa tardava uidlicrto ne 1820 lo fe stampare per eonto suo in 8 esem= plari. Una parte ds ques? arial, ole tl Fool vii dalle ‘imbargh Review « dite al Mirvay, fe pubblicata nel 1521 rll Quarterly Review. (2) Ma epli rife tem prio. qule Prrticco « ne trasse quatro sang dé’ quali ce fare nel mage gio del 521 wna manga edivione a solb doi ‘D Fost aeva ponsato di delicare questi saggi a quale 1 avevaispirati, Carolina, e scree sngatti Odo a Calli (C820) che dove serize di dein. Mo quando it volume {pronto ogni mperanzes a amor corviqpso eres interumente per data, IL poeta oi trou imborasxalo, ma spe salare le ene venionse: « Diede wn esomplare dl libro a ciasomo det Dri dell famiglia ssl; sltnto. nel exemplare alla Carolina ¢ in quella che si towne por eé mise Pode a Oa Tirve com innansd questa epigraf, trate dat Mion: « La forma ea velta, Ma all etaio’ mio evario — Amore, forza, bon splnderano nella sua. persona, — Abid! swglai >. (8) TNel gennaio del 1825 publi, preseo ad Mwray Pi sione dentin det Soggi. Eran quattro, come nal? edi al 1821, so leggcrmente ritoccati. « Leliione. defi ‘di Sage ie dedizata dat poeta a Lady Ducre, come alls per ‘ema id cut aiuto to ava, pit © megtio dept alii, meso ‘grado di presentare i suo libro al pubblieo ingle. Se per ta Ruse! anera flo germegiiare quel Wiro nella Disease Eamets ral dla erin Ioterta dol F ona, Garapnan, 1907 ~ oe ‘Soot perarchschi ve per lve noe 13 ania, SAGGI SOPRA IL PETRARCA -romnuioart 1x xGLsK D4 v0 voRCOLO CAMMILLO UGONT nro ome perue one sins annos ‘here ta tars ar opts ee Pareanca, frien ib Ve BARBARINA LADY DACRE fee ato a presentare& mick Sigg al inglseyitare, mine orano a inillarts al wome a vostra Signoria, A une vooe Fanimata da nasionate orgepio evi procamano, che i wsiri Terborono gi pitt modes dt Petre con al felt, da wperared eppena, ¢ corto non convapeta da vera ara er 1 Glaseuno po di quanti coutribuirono a questo volume, SAGGIO SOPRA L’AMORE DEL PETRARCA ‘on pre io spia gpd. E. Benché tl Potrareasiasi stadiato dl ricopriny dun el velo la figura dl Amore, che gréel ¢ romani pot @bboro "vaghorsa di. rapprecentar “nado; questo ‘velo 51 trasparente, cho Iason tuttaviasoernero To. slosta forme. Ia distinzione ideale tra 1 due Amor\ derive Pritnsmente dalle differenti eerie cou cul git anti- hI prestavano calto ala Venere Gelete, cho presole 'eatti amort dello ites 6 dalle maritate, ef alla there Terresire, roonoseiuta dvinisatutolare dele galan {erie dete donno pit in voga © que tempi, Malgeado lo InlsHcte ¢ poiticte allegorio che I antoa metatsica ola ‘Moderna erudisine fabbricareno sopra quest! due nom Ja opelar dstinione & costae vvalorata at Poel allorehédesorivono { eastami do" loro temp © ‘Weulo dele du dive (1). Mentre virttose donne vive: Yano ins strotig ritvo da non comparir mala” ban- helt, ccmapavano stanze appartate da quelle dei luomint; artist, poet, osoft, magistratl, sacerdot@ {atta i'bet mono tenova to aie adinanzo ‘nelle case a donne che ficevano aperto tratico dello belleres Toro, g.prestaraz, To loro persone a modelo dio state, fe qual ttempit della Grocia venivano adornandosi, “Ognuno sa come Aspatia, che govornd Pericle eit clued Acbiado, fosse sacordolasa “dolla Venere ‘Terrestre. ‘Quosie dane seppero Tar tanto da poms ‘se pure oto sAdor SOPRA IL vw2RARCA 16 u 00 woscon0 +0 con vittime pit pure, presumo che le due dive { Susistano almeno nogli effetti loro. La Venoro volt gare énfiamma te pessiont wervo fl corga Ta celeste {Venere'tapira amore verso Vania, etree ad onceth vines eed pore virtuase. 3(3) Hit, Pate chet immaginativa dl Platone si giovasse Ai ali ccoriaioni por esallaro e sostenere. tinge: Foss woriea del! Asiore e Dastarh qui riforiene quella Parte che forma ja macidlaa della poesia det Potrar= €:— elo anime nostro emanano’ da Diy € a lui ritomano di bel muoro, Prowisions a’ notte, compl «in alle! mandi. To pia tenere e bells abltano Vener, { Iicentissimo e ‘purictms do" planet, cbiamato i torzo ‘olelo. Sono’ ito meno palette, e le pit pertetis Amano quelle che sono parimente’ pi pértets Pre= # destinata'e tmtabite simpatia le wppliny come cho nm partocipino delle sensual porturtanion! del corp, {Song tuttavia costrstts a seguro eieeamento, wakte 44a fatlith'o da caso per la procreszione della speci. ‘Avdoognt ‘anima ii Wosidetio della ua compague $0.90 av¥onga che pevogrinando sopra la torre sit 4 contring, Tramore In essai fa tats. plir ardent, quanto Ia matoria in oui son chiuso no bnpedisee I Thunione, In east tal, 1 placer, git atfannt 6 le estast Feolprocie sono. inesprinibit: clucouna st stor. Tara conoscore alliesa; eelest luce nvvampa, neal occ, du tutta ta persona balena immortae Velez: 5 {M1 cuore at sento ‘meno inolinst ala forza; emus tuamente st vanno’ineitanlo alla esaltaione’¢ puri f flcasione doula foro vir. B quanto si anno tuna {alta tanto st levano a Dib principio foatale “dt futis"6 quanto sentono le pene de ealio sopra I ‘ fora’e'ta prigioa nella materia, tanto Dromane a 4 Svincolarscho, affine i potersi_congingnore,etorhas fal ll.» Ory daccnt airy loa fondato ella potest: « i anima ha pred tala simpatia on uialtra Unloamente; > o dac- Chi ont persona immagine « che Mente a cul ella 41 patrocinio dolla Venore Ceteste, col propagare a Credensa che fossero di un solo amante, @ che 1 santie mont da esve inspiratl a util ati altri foasero virtuost f@ tarnd in politico acconcio. de" loro stssi_ammiratont fi diffondere. accortamente sh fat opinione fra po Polo. Platone pose in bocea di Socrato ognt sottgligga Et raziocinty & provare la_possibilta. dl essere ovolt donna galanie’ senza bramaruc | favor (') IT. Postiamo nondimeno con. probabilita tonere per apocrifo'quanto Platone fa dire al suo maestro, Ovtite Te cote slosse. non sleao confermate da Souofontad eco qos de. grand scion Te eal vas Tita giugne. prose alla simiczia, compose un tratata al Holo ai” Banchets, in oui Soorate fs pastas GAmore, Quindi git corto che la nuova applicazions Si ustingene allen fra fe du dive cbbo Siging da Bocrats. Ma, nel Bawchetto dt Senofonte, Io scopO nan Sa" ingannate gli Atenles rispett alla nitura af quelle onversazion che {Toro grant uomini tenetano ‘colle ‘Aspasie do" loro’ tempi. i discorso di Soerate mira afar ravvedere e vergoguare color) fra" subi enn Sittadini, ? quali furono.ammiratori soverebio passion ‘uatl dsliaDolezaa. in entrambit sossi. « La, Bollea « (eall dios) @ rischarata da una Tice che mi gilda fei invita a contemplare anima che abita ‘unk tal ‘forma; ¢ se Tamim € tanto. bella quanto ft co @ impossible ron amaria. Ma non si pd dare bella {danke senea’purita, © ia purith dt chi pit caras {pate amelie. pr uomo buns. Fed aaa ‘ Moggetto della fun tenerezza ti ai fe pit caro. mie ‘mura eho al discoprendo in esso nuova. dat, @ ia- come tie grato vodoro eho ancho da alte! + ammir, ‘coal trimporta_dconservasio” mondo" toga mage hit. Col corrompere la morale tu deformed avvic ‘libel Fanins, dt eni vorvestisublimare. tape € riowe; © questa deformita traspira, pur anche « Paspetto. Non attermerd fo gia che vi'sieno realmente fue Vencri; ma, poioha voggo easerel tempi age falla Celeste, ed ‘altri alla Perrestre Venere, 0 sacri ‘Hearst enteo primi con csrimone pit torupolose roe sip pi eedape vv exter i 8 Ovpnvinn whe foe 4 na vie glee at 2 ‘ala pon. ZENOGAN. Sousesto, sub 0) Pina, Sapmersoy, pain 16 ‘veo voscoxo ‘< congiunla sia il perfettissimo, » ne segue « cho ogni | { platonieo’ amadoro.dovrebbe ‘forzarstperpetuaments CUM taggiungere Wpllt allo grado ‘Gi perfezione ‘morale. 3 TV, Tai opinion vonnero in Talia. per menao degli anticht Pads? dolla. Chiesa of alount teologi, tra cul Giovanni da. Fabriano morte I'anno_stosso\ che mor} Laura, serissero trattatl onde conclliare la dotirina i Pistone calla. Dibble (1). T frat To rivelsero in loro pro, ¢, cltando T esempio di eelebr poet, predicarono: She 1g anime delle donne. trapassato iT} Drontamente accolte in cielo, suffragate dalle limos S'preghiere. de" loro amaiti. «Ma-pur messer Fran- * oosea Dotrarea, che & ogsi vivo, » dice un predicabore domericane, + hebe un’ amante spirituale apalata Laura: | ‘pol che alla mor}, gl'® stato pid fedele che ma eb Wii data tanta fama che Ih sempre nominata, ot non morirh mal, Et questa ® quanto al corpo; po' Ii ha Tucto tanto’ limosine, et facte dire tante’™ messe et ‘ oration! con tanta diotione, che.” ella fosse stata Ia { pit catliva femina del mondo, lavrebbe tratta dalle {taunt del Diavolo teaches razone, co moe pure, ‘tanta 9(2)- Cost ia filosotin e Ta religione cospiran cogil al cavalloreschi di que’ tempi a lusingare © ad fahbelline Ia pid. irresistible di tutte le umane.propen= on ia fee el codreall'amoro at arora por Tindieio pid aperto. dl _mente bonovola: Ia costar, | fi disinteresse ela sommessione al sosso gentile Turon 4 pi steurt peat al valor mailtare ¢ dl ernisno: bala poesia provava, non git i genio dol poeta, Denst Ia | forza della passione che lo inepirava. Belt, grado, virti mmestiche ion avevano merit, se non celebrate dal- adorazione di un amante, dalla passione div un poeta. A* tempi del Petrarea, Agnese di Navarra, con fecea di Foix, serisso alouni Yersi d'amore a Guglielmo Ai Machaut, Posta franceso: ogii divenuo geloso, ed ella fH mando if proprio confessore dotendos! deg ingiusth sioor Soma 1H parmsnoa 1 sop nce tg Dain Peseta ange le Ba Eo atet Soccer es care Seay eal eet a daa Seite tiene hegre ga sales ne wit tea ce \Beeainaas side he Cie cao Selec aha Gel at oe be Eien gil aria iki akc ig ik aca atta inet nua cat aapaaea at devast a’ mariti di dare innansi ad essi quercla della Sica tas wae secre Ties tae es atone Se ia oa natal nd Page Fee te ate tae Seat ipa tetera face ine cot cena, see tes arvits doa" gomtetze de Champagnes), ore Mi ae le a a va a oe gO ie capes POUR fe Sa Bian a oi ase Eat ach a aa gt Celt gy engl tea ear ee ie a Separates ect! en ede irundaa te Se ear dari es Ge Ne aveva allora appena compiuti i diciannove, Seon’ coaletea ar cate Ae: See es Ee oe 1 enotes de vara des narptone, le XX, 8 (2 ceadens dal Cra casa manne clita ae 1, mes it tie emo tre an copa ta ha 18 ‘wa0 roecoLo 12 o calpi, 6 contemplandone da tungt ta grasia del Geriaposté © capogl eadoatt in ampe profasone a Hot! -Erano { eapei d'oro a I'aura spars, Che 'n ‘mille dolei nodi gli avvolges ; i vago lume. olla misura.ardea Di que" beglt occ. Non era Tandar suo cosa mortale, ‘Ma d'angolica forma, 4, antiquarll, viaggstor og maxions, 6 tra 2 Fscteovg Dasani ot cudnt Sudo @ $5, geen pete allora dal. provinel corearono T psesd per og alo, ma non trovaroao chi fos Laura, 2B geese Piast wratiants ‘inuneroval seit! pb Se ey agus peta relsiol nro al Pera | Sta Laura. o bouche. spacclasero ole ‘da romana ‘Steve sary atmo ity a comine Bebiee i thle: Bo ‘Sato, won anny L700, nl Peeeetnore git archi sun amlelin fn Avie, cee ca alan Teecht tse 0 contrat eet ell Gatle‘aeiont male dvese oper Seraera e ant ‘ale cnclsio®, smmossn ia pr dt sao lant opposir (1) « Che Laura PH EN ha auaierto ove, ¢, a Einisin so ad Ugo de Sado;'2 tg ion de {ta depo Hoes cooti, On ie SE Beare a poeta dala nol dl aver owplrato per la moglie aliral, ricusano [rantorith dl Sechrest "antl un‘eritioo noone () con deer gterasene ovata in un masuser otal a eer tet Laure, corpur ofan oebris PES ou Eek ste ekve. escent, inirpreaiaperarbalibe Sine” c° Tose. on potremme provupraro, hi Heesiini aura fons seats per equerl ffon. Wiel dg tnirgrorey 6 PUBS ¢ pas MGM Reais credit corp, eatountum qundrano Oh Sem ha grammaticsimente © pid logicamente ad eapric A001 sores th eremanc 9 Imere che i temperamonto di lel fu estomuato da fre- Guenté portal. Lo voc! malier © femina (0h C3, ei- ‘Yendo latino, ii Petrarca fa uso cohtinuo per nominaria, Invees di virgo © pela), € quelle dt donna e madonna ‘in italiano, signiticano pili Propriaments” donna, mari- {ata.. Donna’¢ pur Voeabolo generale; 2, derivato. da Aoniny i prot or spain, peta may posta giovine 0a vergine 0a donsllay sigiitin Miforecemette denn maria © pots dae al Laure Ta Dolla giovinetia, ch’ ora & donna. VI. Sombra che nel conversare coll’ amante ella ricordasse tn candido ¢ dilioato iodo 1s bellesze dl sun Bioventi, © la curiasith ed invidia che destavano: B quand’ io ful nol mio pid, ballo stato, Nell'eti mia pi verde, a te pid, cara, Ghai Cd pensar a molti Ha dato. Chit dipinse, nondimeno pare che non fosse trop Do Insprato. dalla bolted let il cho dobbiam forse eeare alla infancia ell arte. A gludieare da print rc fraitt dl Tura, tna pulta fron eon ecchi ner che da ‘Yin salto ‘candida eammagione. aurea’ chsmay rnament!rart ch ela sortase de natur Gitre"it ifoto “di armenia sells proporsion, To. fat exe ne rivelano | affetatione ela milvin & wan ‘frsneese, ‘non aninata nb dall'alirativo calore delle Aallane,'né dala ridonto sorenita dalle Ingles bellesze, laesi'su, nop ven at cot ura, Laois’ agit core rafligurar elle suo" dott personal, Aistinta ‘della natura di dose. De qualehe fosco qua‘e Hn pe" aiverat sori del eiare pare che, lure lei foase. meno abbelia. dalla’ regolarita digaiti, the da Megat sorans eo pe oon Ta Je veulvano dat sospiri ¢ soris, Hal voos molodio: 5, dala dolce eloqunea dep oedhi: Chi gli ooehi di costal giammai non vide, Gomes: soavemente lla gli gira! 20 ‘v00 rosea sopra tuto dalla naturale moblita del wots, sul quale Ai‘nlioro dtu abiuale ponsonta. crescevas dal subl= fanco animarc ed impaliire B 11 viso di pletosl color tarsi, Non s0 #¢ vero 0 falso, mi parea. serge Epes, tm, ni Bort i yarep ot Rinne ean eee Sees ean Seca septs el ISP fs oooh nie ca cay ‘Site ote, eng ta aera Siete orto Se nen Poa aol teehee: sd te SANG oueiy Sem sata dpe ti Os Set ra a Fh coe ere Se et ona ae Bo We Gs eter saa oa eal male ae, cou et Sd si foarae ot aE Oe Sas a Teg Feo Ear a e e a «fae Tae oe sn) Sin ce peat, Se eng as naa acres Soret Sonat aoe pga eens cee ee Sas Dota Saeiee ware val ace area seca co witee canta Giant mall oaks Eres Gane tet esas aed rome Se ete a coe! (Be sude Minotren vl J— Ber Doaon Lf of Pirro (1 Poa rr att tne pas ror ai se 2: Gare emia me tr, hoor sorma 1 rpemanca a Ne dol vulgo mi cal nb di fortuna, Né di me molto né di cosa vio, {Ne dentro Sento né ai fuor gran ealdo ; Sot duo’ persouo cheggio. Nacaue Manno 1304 in Areas, montre i Flraze erane sbanilta Ia. famiglia, ¢ Io sostinye contiseate alla vio- Jonza di vitioriosa ‘tazione, spallegiata dal tencbroso ‘provesto dium teibunale.inguisitori. I suoi parent Gerearono rifigio ad! Avignone, sperando di provvedere a’ figiuolt nella corte dot papa. I Petrarca in oth ‘Gi vontidue ‘anni It perdotte. entrambi, 0, non eaaendo pita Tungo forzato Blip studio por sosteatarli, aban fond ogni arringo logalo ell traffic Di vender parolette, ansi menzogne. D'animo suo rifuget dal’ idea di tar scquisto dunn seionza, cho lo avrobbe ridotio al dilomma «0 di dive: ‘nine un ricco Turfante, 0 di essoro doriso dal mondo 4 gists onosto paso che avomse conoepta 1) vano f dlsegno di coneiliare insieme legge, beni di fortuna, SER. 2 (0) H etovanstio bbe "guint Hear all'abito da prete, non pereid.perdonando al iberti- ‘aggio do’ ministel di Dib disprensanda Le promozigni ‘in na chiesa cos) contaminate, 6 lamentaride e gemendo i non avere altra patria che Ta tarra del" ecilio = al di ch'fo nacqui in su Ia riva d'Arno, Coreando or questa ed or quell’altra_ parte, Non ® stata mia vita altro'che affanao. (2) Ensen ogi poverisino ¢ di mento elevate, Is do- folate coavinaioe de! subi rvelgieat a Torta, ta ro (An de ue pine poo ie: ‘Bt ner aan eager : are 3 at 2 a0 roscovo delle umilianti ¢ sporso inutilt cure o della finale va- iti dal unana vita lo teasso a fantasticare per mond Heal, sclamando che questa “puro era. vanita. ed ‘Catflinione di spiito, » Ruminare { suot affetti ¢ pa Seersi delle sue dlusion!, £u prima ed ultima © perpetua fia cara, «I vieini lo miravano attonit! @ sosplrava- ‘no, pur benodleendo Ml giovanctio, taluni stimandolo { Intravigbeamento navio, © tall altri pazzo; » perd, che in gioventh il Petrarea'seonfidd delle proprie forze fesentise! cost fuggir ranimo per Timmensiti, incer {ean ed insutficieaza dl tutto [umano sapere, che fu fm provinta div abhandonare Ie lettere per sempre, od fimplord consigtio dawn. amico pla. provelto: « Debbo ‘by lasciare Io studio? Debbo jo entrare in altra via? { Pett di me, padre mio! » Pochi mest dopo la data AH quest tela, obbe principio Ts sus conoreens con To che I'evea amoro:a al petto aves, Qual maravigiia ve di subit/arsi? a racoolta de’ aol verst comparata alla us, corri- spordansa 0 a tall altri sorts eke non intandova doves — Bro pubilicars, porta ooo il progrossivo calore di uns Saraiva, nala quale identtletamo. sempre i poets fon an Pech fy astral nl cloeare 8 ue Compesizion! Socindo Fortine del fompo 6 apes allue Ge"Ereccasione. che le for nascore, "Por volt ashi a1 tal etroostanze ono al trivole in 8,6 | poctol oma Stent! si destramente usifi a copie domesticl cast, ‘he difficimente.fermano Iattsnsione at letor! soal- dai alfardore ‘deel affett, abbaglatt alo splendore ‘ele “iingtnty atta alla” Gevagione do" cinceltt © apiti dala varioth melodia dalla versiticazione, Vill De prima i Potrarca vise bn Laura eolanto a bellisime delle donne j quella eh'ora suo fato lamar, isha piers eae un gsm: ambi gloria atlo per potarsene seicurare lassen 1 ffi, SiSperava df aver tovato la felch in terra (1)- Pl soot se ema re aneeeore eta Ste ner Rarare Oper a Pe a scot sorma 11 PRTRARCA 2% pri che Ie forme 0 Jo vietit di toi erano angeliche, the Wtamor suo ardeva unicamente per rischiarare,¢ purifieare il suo cuore, — per acquetare Ia sia mente, Biiper mettere in armouia. quolle facolta che altrimenti fsarebbono state prea dl perpetua agitasione, — per levare al cielo Tdesiderii'e ! ponsiori suol; 6, per potorla alzaro sopra ogni terrestre idea, not” accenna Imai esplictamente come fosso obbligaia’ a partecipare del Joito oon un altro. Alla fine pero sentl © confess), ‘Jol essere donna ; tai esser preso delle sue forme} Jaton in soln cho Toso mat pasa donna git occ Chiare, froscho 0 dolel acque, Ove’ le belle. membra Pose colel che sola a'me par donna; eardeva «dfavidia, di gelosia © d'amore: » D'amor, ai gelosia, d’invidia ardendo Invidiava Pigmalione, «che potb avvivare a’ anima e ft dramore la status, fattura delle proprio mani. » Ma pare insieme non essergil afuggito, cho la pit, bella parle di sua vita fu eonsunta nel otto superstiziosa di fina dolla, che forse merita di essere ricalata git sulla tetra, domide la fatale fantasia del poota T'aveva solle- Yala. BI ohiama.Maltorezzn di Laura « orgoglio, » @ asus avversione a ogui specie dt bassezaa, « dffet~ ‘ taslone @ ritrosia: » din doma amoross ancor ager coe sa vita vada Mts dindegas” on, superba, rio, nc rege sto inperio senza spada ‘Alle lusioné tuna passione pura seguttano {dodidori fn amore impaionte, che exoa im paroie ed in Vere troppo she oe ore atch on sono com- ‘Homents osservat,pereho la tradaione of reea a logger A’ Potrazen con prevensione che T amore ne fost pla foniso.'Non weno ames in cana dt Hear ho Taramente; «solo. parocehi' aint dopo primo. Loro Incontro.¢ 20 lnvedthlo,»dic'egi, «ed allainvecohla, 4 1v00 woscoLo « Cominclo a perdere speransa, ¢ pure il tempo sem= ¢ brami pacsar lonto, fino 2 che non ef verr’ concedut ‘di siare insieme senza il timore di perderol:» — Ma sia che pud, gid solo io non invecchio. TX, Qua o old ta ilondere come aresse cagions a roriveampliative spose Ielngae'¢ compre dle samt contort, din che non tos a, cam’ br, preaso &-quel eh bramo © epero. To, cho talor monsogna, © ialor vero Ho ‘irovato ie parele. ste, Non s0 s'il creda, © Vivom! intra duc. ‘Pure nb da tall passi & liove appurare quali fossero ivveri sensi di Laura; e parrebbe che I'ardore. delle ‘brame ‘inducesse ‘il Petrarca ad inferire ‘da qualche sealira o tanera cechiata una promesss, cho pero non isfuggl mai dal labbro di lel. Uno do" suol sonotti sarebibe egregio toma a un ar- Hat onde rapprvenare it Potrron in ato Pac nea "por lunge tempo. Teostel volto euepre: Yusato velo: modestia, elevazione di mento, tonerozta, ‘melanconia, mistero ¢ clvettorin sono cosl’ frammistes fy on lasclare scorgoro distintamente 19 stato Teale fel “sue cuore; — laidave nel. viso dell amante suo predomina I'esiasi della passione ¢ la. intensiti dal Fillusione, came se loggetse chiaramente negli och 1 Laura ‘sentiment inviibilt & tati f oireostantt Quel vago Impallidir dhe "I dateo Fiso Dun’ amorosanebbia, rleoperse, Con tanta macstade al oot "offense, CChe git si feos ineontro mezzo ‘| viso, Gonobbi allor st come in paradiso Vode T'un T'altre; in tal gules apereo Quel pietoso pensior, eh’ allri mon avers Ma wid, Aratove aan ig ‘ngelipa vista, ognt alto um ‘Che: giammal in donna, ov" amor fosse, apparve, Fora uno sdegno a lato a quel ch't" dic Chinava-a terra a tet guardo gentle, B tacendo diosa (con’a mo" parve) Gui'trallontans Nano’ fedoloamioo? ormancs % a impazienza di riveder Laura esagerd alla sua fanta- sis angustio in cut ogi Y'aveva lascaia ma non ap- wt cl fa a torno, che a nuovo. incontr Ia. steven ‘apcoglionan, che Io cosriase augemers, 4 cruo- atemere fl iispreazo del mondo, (1) — per disco Starsene pl un alira vai, © nascondre 1a umiliaione Erle agonie del suo mal corrisposto amore ‘ell eremo ai Vateniusa a Solo « pensowo i pi deserti eampi Vo mintrando a past tardi e lent Altre schermo nen troro che mi scampi Dal manifesto ‘aovorger delle gent. X. Che sla possibile dar libero corso alla immagina- ions, ¢ non adoscare a mento. in un faberinto. di érrorie draffanni, & sentenga assal ‘volte sostemuta oll'esempio del Petrarca e di Laura da chi non per fanco ne ha faito prova dn sb stare, pda ehi ha vaghorea Gt trarrealtrai” fuort dell acilo dolla” tranquillita 0 el? imncenna, — volendo forse insegnare eho la viet) Si acquista a prevzo delle pit care nostre inclinazioni, = ‘oveero, come pitt sesso accade, con tardo ed oternd pentimento ‘La voce nondimene che Laura non sempre fosse ine ‘orabile, 6 ugualmonte. popolare, in lspecial modo appo fcoloro ‘cho sono a un’ tampo ‘mend favoriti dal bel Sesso, ¢ pid. in apprensione delle sue lusinghe.. ‘al ‘Yooe fondasi_ par anco in quelle sradision! remango fiche che poott'e viagaiatori 4ono corrivi ad acoogllero, Gil abitaati di Valchiuen additano I'altare ove sorge’ ML oastollo di Laura, ond'ella potova canveraaro oon Tramlante per sequal. L'abate Delile spre la ertis Siessa cl riparara in sogroto In felice coppia, © hero cherale vortese’ d'ombra ospitale 26 ‘uco woscoLo Fe es cts eee Pee eee cee ey Leachate aia See Una donna va anche pli oltre che I’ abate Dans cet antre profond, of, sans autres timoins je la natade of Te 2sphyre, jure sut par de tondres soins ‘Do Pamoureux Petrarquo adowelr le martyze ; Dans oot antre og Vamour tant de fois fut valnqueur, Ti exprina si bion aa pete, son arden, Que Laure, malgré sa Piguour, U"éoouta, plaignit sa langwcur, {EE Tit pout stro plus encore.(2) Xon si, potrd orto, per voruna confessions stu sgita al Pebrarea, sinsife.a for OL morto In. veccht iuistine. Ma, quanto 6 all incontrare ‘Laura va Vale 2, elt wttbssl ool, « sperando, com’ die, di ‘ spognere nella soltudiae. geal. stadio I tltima {oho atta ‘conanndy. Wwe. sfortunato i { Hinodio ad alco non valso cho ad innasprive la pga. {Le moailasionl mio of raceoiser tate in colel sola {cies miata a tori) ale a sada Valehiusa ‘ell gorive: < Qui gli oooh mie ‘cho toppo a afiaskon aul ball ad Aviguone, od { poscone rvodor llr she ciel, rypi of aque.” Qul ono in Tota eon tutti tisk sonst” Melodions paste {non pit dilatane ie. mie oreseie— Alto not odo ‘plu che i muggit delle mandee. Dall"an canto gor { fhogsiano gi eel — dla tascam ec, { Gmormoreggiano, Nom st dh amonita maeiore ne palate AP Geta de mie. dana of 4 Gispetto ‘ee. tino posse Ineontearsl. fuori Tala 1 MaPia'Wicitanza WAVignone avvelona tatio (4) Qual do penso a lei — ¢ quand’é mal che io non pensi a lel? — mf guardo iatorno alla mia solitudine, © tro~ Yomi gil ceeht bagnati di lagrimo. Sonia che sono uno df quer miseri, Ia cul passions, altro non si ‘ pasoe eho di momoria, no trova conforto se non nel ‘ plato j ma che tuttavia desiders dl planger solo: » Amor col rimewbrar gol_mi mantione. A Jo son un dl quoi cho il planger giova Bad Jo dosio, Che te Ingrime mie sf sparcan ad. XL, La casa del Petrarea # scomparsa; né le. tro- aqienii derision chest ne" fa. powono” stare. gil Gntiquasia scoprire i sito de" subi guardinis maa a Valle Chinen Suna di qulle opere di natura, cut einqua fecoli non valiero a forare.cltrageio, Lagciato. Avie flat soho eh tu atin iow sopra ‘mpleana, di una frosoa_praterla, cho. va fini in tun Plano per. copia Wi vignets atsai_‘vago. Poo oltre ‘enninglano ad aroandere colt copert albert che Si'spocchiano nelle aoque dsl Sorgn, to quali sana si Timpide, sl rapidamento corrono ¢ 46 Ml suono st dole, he'll poota je deserve ean veri ovo dice, « ‘liquide eristalo, il ut mormorio motoondes! & daglt gel ribmple aero. armonin. euupronss ai plane aguatiche, ein a fh caduta on Tapia dello eorseath gic it distine fuori, fume sembra movero sopra un lett dl Vivo Emeralao, Pit. prosto alla sorgents, i suolo 6 sterile rsiocoms Ml calale vino rentingendosh, le onda rom? ono otro. Ie balye, rotolandost git in torrente ai Echitma e di spransi che brillano per la reflessione dot Prismatic colori. Inoltrandost pil @ pi a rcroso del Thum, chi va per quella via ries fn'un somolrenlare ‘eoesto, chit’ da foooe inaccessibill a dita, seoseece ‘rdirapate a sin tray sorgenti in obolsoh, Jn plramiat ‘en ogi fantasti forma, o dl mezzo ad osso mighaia rf dicendyn. tava 6 tenant ua ‘monlagna taglita& piceo da cima a fond, e per um Mica ai Srchl chocentrit, oper. dalla natu entra ‘vandante in vaste cavers, ‘llenaio © Toscurith 28 pao roscono che quivi rogna vengono interrottt soltanto dal mor ‘morlo ¢ dal chiarore delle aeque un bacino, che for= ‘ma Ia principale scaturigine del Sorga. Questo bacino, i oui ‘non anes tu seatdugtinta i fondo, rigontia it primavera per modo da sforaare I'usclte’ delle acque ar una fossura'in’cima alla caverna, ad. un altesza 4 cirea conto piedi, donde’ esse. di balzo in balan recipitandost in -easeate, ora svelano or coprono. di Sehiuina gli smisurati massl, lingo 1 quali trasoorreno. TL mugghio do" torrent! non epssa mai daranti Ie lungs ogee, tanto cho ne direst le rapi_stsse discili, EP tone ‘rinbomba dt caverna in’ caverns. ‘La ters bile sublinita. di tao. spetiaolo 8 svariata’ da” rag dol tol che, von Hf ramon gate He frangono.rifletono. Io Yarie lor tints sopra. le ca seate. Dopo. In. canola, le. rupi_ divengouo arido 6 negro, il Bacio ripigia fi st Hivell, la valle Flora ta profondo sliensio. XP La soltidine, cho trae lo menti passionate 4 fanfasticaro intorno ‘a ful il eatomt dell testeta @ della ola, nom value ad tro, cho. vis" pid agi fare tein tntbatl ponsier del Petrarea. La’ pitoresea brllezzs delle scono ela tonguilita dl una vila eree nnitea "ne. atassino gil oochd, levandone Ia ments verso Il ‘cleo: Qui nom palazzi, non teatro o loxgia, ‘Ma ’n Tor voce ul abete, un fagqio, uh pino ‘Tra Terba verde "I bal monte vieino — Levan di terra al lel nostr inteleto, Ma pot sogaiugne BE 11 rosignel, cho doloomente all"ombra, ‘Tutto fe" nott'sh Tamenia e piagnoy D'amorost pensier! il cor a ingombra, cea tori, fonti, ogni cose in somma che parcagli faita da natara ad’ gnsor follce, « eonvereara con ful amore: L'acque parlan d'amore, ¢ I'0ra, ¢ { rami, Eel augelietti, ¢ i perch, © 1 fori, o Perba ‘Tullt insieme pregando eh’ fo sompr ami. stor sorma 1h penance ~» “Sempre ch'egli studiavasi di volgoro la intonsith det ‘sal penser a ontomplare 1a real conditions dela propria vite, i dolore diveniva in lui pil: inlenso : T'vo pensando, © nel pensior my’ asso Un plete foe to steno. Di pensier in ponsor, di monto in monte Mt guide Amor Pr alti monte per selve axpro trovo ihe ipa ;Pogntabltalo lo ‘emico mortal degli och mle. AX chasoun panto masoe ‘an ponsior novo ‘Della mia Gonna, ehe sovente in gioco Gira tormenta Or potrebb’ easer vero? or come? or quando? ‘Ame forse non éi dari fede, pure quanto riferiseo mre avvenuto pit) volte. Sovente in Tuoghtriposts, { ov'fo mi pensata. di cssore solo, In ho veduta appa~ Fire dal tFonen di un alboro, duila bocea di una ea ‘Yerna, da una nube, da non so dove. 11 timore faceami ‘ Immobile. To non sapeva pit che fosse dime, né dove ‘ andare. 5 (1) ‘ In altri tempi la stosta illusione lo diletiava, fino all'estaa ; od esli eredavasi in mezzo allo gioie cterne fel paradise, quando *’immaginava che { stoi occhl sh Soontrapsero’nogit occhl di Laura, ¢ li vodeva. sfavil- fare dlvun sorriso d'amoro ; gaudlo da Lui deserit in fe vorel che nossuna versione pub rendere, e nessuna trities & astovole ad apprezzare: Paco tranguilla, sonza ileuno affaano, Simile’ a quella ch’ nel clelo eterna, Move dat loro Inmamorato riso. Tn uno di quoglistanti destast beatifica, il Petrarea ‘ede Laura ‘useire dalle chlare acque, del! Sorga, ada Blarei sopra le sue sponde 0 passoggiano cull erba: (0) Carmina, 1. Yo. Or in forma di ninfa o d’alira diva, che del plu ‘ohiaro fondo di Sorga esce pong ser ora; yr ho veduta aa per I erba frosca oalear {for com''una donna viva. In tanto parth, ¢ al bolla Ia veggio, he, se Testor durasse, allro non chipgeio ‘Ma 1a notte diseipd queste visioni Nella stagion che ‘L eel rapido inchina Verso oooldente, e che ‘I dl nostro vola Argente che ai Th forso I aspotta; Veggendosi in lontan paeze sola, Lg stanca vooohiorella pellegrins Readdoppia i passi, © pide pil’ affretn ; H pol cost soletta, Al'fin di sua giormata Talore consclata Dialoun breve tiposo, ox’ ella obbiia La noja el mal della passata via. ‘Ma, lasso! ogni dolor che dl i'adduce, Grescequalor s'invia Per partirst da noi Totorna luc. ‘AL venir del silenzio o delle tonebre, 1a fantasia, del posta vestiva di tarrore quell oggetio’ medesimo ch’ e- asl dilettata d'abbollire ¢ ai ornare il giorno. Sovente HPotrares vide Laura di notie, « per le hembra gli or se il golo della paura, « Tremanta balzal dl letio al pric ‘mo albogeiare, onda spioearml da una casa ove tntlo {mi metteva terrore. ML azrampical sa per alfure, Catiraversalstlve, guardandomi intorno, per vedere {se imagine, che ‘m'avera’ turbato il iposo, { guiva I miel pasel, nb mf tenova slouro in vorun luo fo. 2(1) Quando ete a apngare fn tating ci, she Si Fnochhide in questo passo "una delle sue opere latin, tun sol verso basto a farlo sentire ad ogni Ietiore che ‘abbia sperimentato vioiente passioni nella solitudine: ‘Tal paura ho di ritrovarm! solo. igor somma 1 vermanca a LXIIL, Bisogno di consolasione lo forzd a corcar ‘ifugio fra coloro stossi eh’ gil sprezzava: TL vulgo @ me nemico ed ofos0 (Chil peso. mai?) per mio refugio chero ‘© amore nol trasso ad Avignono, se nom perehd i mis fiero tomnayse dl nuovo 6-di subito a Vaichiusa. Laceib a Brancis,« vi tornd af a poehi most. Imprese lon- fant vinggl, © fece osai stor per" dimenticar Latta Gon prolngae aseiae; on tall aooaat sdogno ¢ ‘irgogaa pens che wna meno. platonion affestone Svrsbbe posto fue alla servi in eX Ia sun mento Ma ‘ail allaseata. « Non ora pit da sperarst cho no vo- ‘hissi Hberato per moro eat. »(1) bbe allora tin ic fliuolo, ¢, dopo flcuni aay uaa fgtiuola; aa protestd ‘Sho, non batente "questa ioense, no amd tat ale. che Lntra, «To sempre sent, » dic egli¢ ia_indogaita ‘delle mia inelinasion, e, al mio quadragesima anno, {mone liberal come se aon. aves! mai-vedulo altra sano ¢ rubuete, nel aldo e vigore dell'o- {Th oggioge!sosmnstta cont vergoguona "5 () Anche Jerso questo. poriodo, che fv informe quolo della Thorte dt Laura, nb, esempio della vith Tel nb toi forti dubbi eb’ella mon” fosse una vitrosa senza tore, bastarono a saldarne la plage, ed eg apri it Sup pettoy cho senpplava Gi dolores suot p10 ailmt Sol’ « ial nou e forse lontano ch isa irenqulla ‘"abhsianza dh contonlar aI bern lnm { hime, e da esaminare In ‘mia passione, non por) Pet { eontisuare. ad amarla, enst per amare te" solo, 0 4 mio Dio! Ma per ore’ quant pericoll at rimangono {Gb aporarey guant! sforst da" fare! Non amo" pit {come dina) tia'amo ancora, Amo mal mio"grado, {Smo ia laentaziont ed in lagrime: 1a adie: 0 Bie { Sogne amaria ancora: (3) Sette anbt dopo la dala dl quests leliers, confi non era per, ache cess. Ti mio amore, » de egl, «8 voements, ettrem, ma 1) Darn opus eooe dwinam pepe deen ees ‘arm ep Bi Poms i op. f stelusvo © virtuoso. — No, questa inrequltudine, Guest Sowpetiquesit tagporth questa vglie que. ¢ dll"quésts stanchoana d°ognl com non sono {gi Toast di‘ amore srintuosse’s (1) TV. Il Patrarca era in Italia allorde Ya peste, che nel 1548 desold T Europa, raph aleunt de stol pit ‘car #'le spaventh col presagio a calalta vie pil greate, < Da_prima, » eg ies, « quando. abbandonai Laure «1a lit “poaao no! mii ‘sognt- Bra uaa talsio ve sono ohe mi coneclava; ora tnvoce ml motte peura, «Parma at ulin dire: tt eiordi tala sera che, Bevan £8 asclart, of lasciat bagnaio di grime ?” Prov allora — Ta non potet “non volli distin: — dice ¢ ora, fa pool crederi ‘« Non sperar dt vederm! in torra mai. » Duo mesi dopo, Laura mor} nel sup quadragesino anno, o il Patra. cerisse una copia dt Viggo guest ‘memoria: Ne" print giomsl al mia giovents, i dear ‘ple sil mattio, 6 nell'anoo 1309 Laura rageuarde ole por proprio viru colebria ne mite wemsy Bert peti Wola fork mit oooht nell’ china a « Binia' dhs ad Avignone' 9 nella Sosa ed fda soto miso apie, alanine aah { main anno 1048, quoi splenddo ime fe tat & ila "stra vista snhtre io? cain Voage Sh ‘Henao ‘delis a sotgures soc cate’ oe td {A dopesionala his’ da Prancoscant® ea Seba & da toto smo. Per consrvare Passe rages < braiea“o" prom’ Famare phere dl fee nts {Floris uso libro eh stabil apo ‘Eaaael {Amie oct attinens mala in ghosts eeeus aaah {Aver pid"alewa aunts por nb’ ataeens Reet « Fundovn la ia cara sondsene dla hoon { sisdae moditaion de oguta sting dab tase {Soria otra cites easere ami, Se" i { ben'tempe per'me dt ponte cantatas des { ferresize Babin, lhe ogi spetare mere ters { eatechio coragei, nom mi art dite a cone ‘pire? (0 Lier de were conse evar aver. An 88, XY. Laura al potere cho amore le dava sopra il Pe. frarca, aggiunse™ il vantagelo che ‘ogal persona. ope ramle Gon invariablle tranquilith si aoyaist sopra indoli Passionate. T'religiosi sensi di Tel furono contraste- Grati da pid erenitA © siourezm che ‘non ‘quelll del uo amatore. In tutti gii att suoi Ia padronange diab tessa mostrast anzi naturale che forgata. Il'sup con- YYersare 6 pieno di quella doloczza, di quella disere= Hono dtv uel buch onap ‘cho forma tn ionfante fcontrasto coll"entuslarmo del poota. Pare ch ella sempre fredosse come la modostia o la stim di sé Tosser 1 pia Degli omamenti diuna donna. I Potrarca parla s0- ‘vente della nobile nascita di lei; ¢ dalla sontuosa ele- gala dalle 'vestl sembra ch’ ella possedesse bent pati gra, Non per questo Deamnava di vivere troppo ‘conta al mondo In nobil sangue vite umile ¢ queta. ‘Allera, come n'andava, dali‘ atfotto da lel meritato della Golebrita che a Iei'ne venne, Quel dolee node place asa eh intorno al core ave E placent i bel nome ‘lla ntendova pord pit alle oure di famiglia, che: alla Jeteratura @ alla poesia, Enon curd giammai rime nd versi. Nondimeno 14 sua domestien condisione non bbe ad ‘esser Telico, so il marito, da lol chiamsto ai eredo, Jasclandogit in cura tre figioll © soi figivoley et iam” ‘moglid enizo seule mosi, vestendone tava Ia gr angin.() Ono“ Uauraamaso tn ete i Pera, fsebbono quest si desse.talora_ a crederio sl forma? mente da. perruaderle ‘par anche. a" lelort delle sue sie, og tultavia. hssai pid capllito allorché ct ‘Mic, questo exeere sempre sto Tuten impenetrable (Des ee juan, ¥ 2 sogreto del potin di lel; e davvoro ch ella it se on a® sizeta. Tlvaonvs. poasoso carattero. de Volto esprimeva una. monte ‘apace at patire senaa aero En aspotto pensaso anima Leta La iperbolo si fa sentir alloreh® Petrarea descrive | Laura'« mandata sopra la torra ‘A far del Ciet fede tra moi; » ftuttavia, so, com’ oglt sposso prosumeva, il euor di Ji 51 alimentava dt veraoe passione, e se ella andav' facendo un cotidiano sacritisio di sb ¢ doll'amanta at proprl dover, il_perseveranio sllonsio di Laura e le alternate dimostrauion! di severith ¢ di tonerevza verso 4 Patrarea dovrebipero aseriversi meno. ad. artifiin, he alla oostanza do" suol sforst onde oozultare alfeth, che avrebbe potuto tomere. porieolosl a velarsl, © che @altra parte’ non ers in poter suo di roprimere. Pur mf consola cho languir por toi Meglio 6'che giolr daitra, XVE_ Ma, uesto 4 presupost diamante; "perch passione ragione, quattangue da ‘pein sin. Eontring nella nostra iment slecome due amie, di rad. pero. vi rognano insiome con part Poteres fa breve Tina déo inovitablmente codere alla dilaturs dill essere stato, in venti rneo allo Troquontl contrad= flizioni dolla natura umana il presupporre ‘chs Laur non amanda Trupnio, amasse fr passione da esso spirata. ggiacciono anco gli aniini di i leita natura, venondo essa addolota da gentile sentle ‘mento ‘di coinpassione ‘verso. chi. pativee. Somiganti ad Eva che guarda nel lago del Paradis Miarrotro; olla starratra: Ma compiaeiuta io sf ritorno in breve; B complzcinta, in breve ella par torna Di simpatia od amor eo" mutts sxuardd ; (1) Jos figtvole sovente-si godono ai non cerearo. nol ore degil amanti sulla. pid che. lo sposshin. della Broptia imagine. ntusiasmso per uomo lustre; bho- dl ivagarsi dalla monotonia lsoltaria. "vita {inperinen necesita‘ essere amatr, tien piacere for says, wo donne aeons van rat Andispencabile pol al sot cho per natura ba daopd al fostogno dal pik forts; o all ultino il sentinonte “ai regione o di modestia, eho ila esse'non asamp. j Eilforzsto da timors della pubblies opinion, nd Sealtato da sollcitndine.ardente’ ape 2 tutte questo sonsazion forse alire eimultance non’ poche, operands, ineltan= | dosi ¢ tusingandosi Tuna T'altra, sono eos) commists da eontenere ie doane ia tale sialy ai moto, cho soam” ‘Diasi aseat volte da ‘sso por pura @ seria afforione. Cosi Y'amore di Laura altro non crs, se noM 30 Fiamma che lambe ¢ schersa intoexo al petto; Ferb cho,mostrando ognora generose cortesia al Pe- area on poss alt porino Ievirh roprin ‘entre con isforxo diplomatico di eivettaria seppe chu: Adersi nviolaio il suo socreto, ¢ toner sempre. viva @ “Aeludere’ la’ speranza del suo aman; eal giuatic feaya poi dandosi_ a eredere eh col esompio’ della, fa ‘casith Io suiava sopra ta via. del cielo, B in foto, contonenidone Ia ealia propensions # dilett del nso, @ sublimandone i roligii princi, un tal pos dere git ‘orn ule. (2) Ma git era pure. procliv 44 morbosa sensibiliti; malatti ‘peculiare’ agit uomini Gi genlo, © che, dove sia amareggiata da Ianghe scla= 1) Paraie ptt, ib 1¥, rt, aot Rath, Sony yap i yop 9, Uy, spt & Pay tls i 3% ‘woo Foscovo wee pertinct pesioni, non fallice mal di dege Sorare th disperata-consuaztone ai mente § XVI, ‘ollerd per aint ventuno la solagura di ado- rare’ 8 un tempo" @avere in soepekio, aman cea fara eh'egit stinava sola’ valevoi® a ronderleflise ples che riduce al angotee. mora, et Unf 2° propel sh ognt womo st quale ea Yalta, amorosa indole costante. — Otello Perch® talt appunto sono le umane tompre che natura condannd a passion! violenti; dove rarissiml, anche fre Setetoro, ne "cerebro In ompea Ta frtdin Tarsi tanto sever! alle proprie pia. profonde. affeuion, dda sradicare a qualsiast costo. quell" uleora che git to: ‘mini in generale altro non faan0'che nodrire ed allevare £9 tomporegeinit rived che vi adaerano. Samra phe il Petrarea si compiacesse noel sforsi ti corageio, fenel_reggere a lunga guerra ‘con To" sporaxo ee limori propri, © cho mai_non gustaice il piacere “di tuna monte che, spresaati gli adeseamenti della speranza @ sdegnats In commiseraziono dealt uomini, misura tata Vampiezza del suo dolore, © 10 sostiene, now si lasclan. do svolgore datia Tuttuazione de" dunt e delle ilusiont Egli sent ansi ognora una sorta di nocessitt di conch larsi per ogni maniora la. gimpatia dell’ universo e Al mecchino one trova conforto in si fatta vanita & indies amente inetto a consolare sb stesso, Una mente rattle | hata, eommossa da naturale vivacld dt gensaziont non lise a freno, lo rocd a tomero ed a bramare » vicends AT noweaso i aura” La sin passione fi prol da quella non virile irresofutorsa, vera. fonte dela fnfelicitae delle querele di lui, e’che.porse a Lat ‘opportino ‘spediente dh serbarsi & un tempo © I amante ella virit sua. Come. che fosse oonselo ‘ea umiliaziono at amare non. eavendo riamato, (1) fuftavia" persist nel ‘credere, che Non @ si duro cor, cho lagrimando, Pregando, amend, talor non st stova. (0) demena te me fama ann in seat ct detnsnenmee, fsacor somma 1 rermancs a on tali vers iniscono quelli fait in vita di Laura. ous ellen avon da gran tempo. coluto pit alo fnfermit, ene agit an. Bla no coptava appena ten feingue” llores al Botravea "in ‘una’ delle pity ravi te opete serie: Se avessi_amnio in lel soltan sn rons al ilo pone gi Oo gra fm {1} Gil aml sok stuprvano, como belt's apps Hadise stone eaido’in Tal cool ardcnts affees, ‘Che monia eid ?'> rspose il Ptzaren, Plaga per allentar d°arco non sans. Quando cia sparve por sempre dasit oceht stoi, § me- Tinconil sentient ‘orano taut a nga mand ave ull abito,o 1 vighe proventimento dalla sclagurs co i grreigrt aevogi deaata fo pit mordl ol. fetudlni. Nel corco de eck anti Sho vonner. dopo, Ato In Seconda pares de snot erst amoros!: 4 vals Aoscrivo Laura, cho gil appare di iesao alla noite; & olte « rapito in esias, il torso cfsio aprest agli oo. GR ol, + ond'et ne contompit to eetewiall ellense, ‘Avsal vive si duole dol fat Ge [0 condannd a nedrire fash sant denier dla povere di un vapor, Tale @ terra, @ posto hn in dogtia 1 imo cor, che vivendo in panto tom. Ghe'I den vive sla, spodanca’ 8 ork E ai movo: he fai? che pens! ? che pur dietro guardi, Nel tempo che tornar non [puote mal, inns ooo gh’ pur al Giuyenendo legne al foco ‘ove ta andi? Cerehiamo “I ciel, se. qui nulla no he mal per not quella belta si vide, Se viva emorla ne dovea tor pace. 1 8 got corpus asin jampridem mutandpropnt tempus ‘vat md Bil dubbio di non essere stato riamato mal, 6 di essere Slato Sempre da Laura deluso, pur soguitava ‘a rodor= gil il cuore. Venti lunght anni almeno dopo. averia rduta, standosi eglt stesso cull orlo del sepoloro, mene re potsva pit placido volgorle il penslero, cave dalle memoria pittura pin distinta, bence forse non al {ule YYorace, del cuore ¢ delle mnastime ¢ de costumt della dona,’ fonts’ ogni felleitho d'ognt travagilo di su vita, : XYTIL. Egli ne dipinge Laura, che dal cielo diseende sopra la’ rugiada, la noite’ dopo el ella ebbe lassi er sempre ie miserie dol mondo. Apparve.dinnanet All amante, porsegli la mano, ¢ sospirando. diese ioonoscl el che prima tore E passl uot dal pubblico viaggio, ‘Game’ cor giovenil di els accorse 7 Mentre al vulgo dietro_ vai, Ed all'opinton sua. cieoa e'dura, Esser foliee non puo’ tu giammai. ial morte @ fin 'i'una prigione cacura i animt gentili; agit alt & nol, ‘O'hanno posto nel “tango ogni lor ‘cura. Ei ora il morir mio, che st ¥ annoia, ‘Ti farebbo allegrar, se. tu sents La millesima parte ‘di mia gio Cosi parlava ¢ gil oooh aye” al cfl fis Dovotamente: pot mise. in silensio Quelle labora rosate, iusin ch’ io. dist: Billa, Mario, Neron, Caio © Mezensio, Flanchi, stomichi, fetbri ardent fanno Parer la uorie ainara pit eh assenzio, Xegar, disse, non posso che I atfanio Che va innanai al moris, non doglia forts, ‘Ma pit, Ia tema. dell eferno.danno ‘Ma pur che T’alma’in Dio 1 ticonforte, Ghe altro chin “sospir breve’ @ 1a morte? B quand’ fo fui nel mio pid bello stato, Nell'eti: mia pla verde, a'te pin cara, Cha dir'ed a pensar a moltl ha dato Mu Ja itt poon men cho amara A rispetio at quella mansueta dolce morte, chat morta € rare: Cho" tatlo‘quel mo paseo o* io pit eta, he qual deat. al dcloe abergo, iodo} Secnon cho mi stringea sol di te peta. Deh, Madouna, disso, per quela fede ‘he vi fe redo, aL tetapo manitosta, ‘Or pil nel voito i chitin vedo, ‘Creovvi Amor pensier ma nella testa Diaver picth del mio. lunge ‘mastiro, Now Uascando Vostr ata smprost oncsta? ppena