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7/10 gagarin n. 5

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COHOUsING IN sALsA ROmAGNOLA

Inedite forme dell’abitare e del convivere al di fuori della famiglia tradizionale. A Faenza e Forlì le due esperienze progettate sul territorio

di Luigi Cicognani

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7/10 gagarin n. 5 musica
7/10 gagarin n. 5
musica

Qui e nella pagina a fianco rendering del progetto di Cohousing a San Martino di Villafranca

(Stiamo, ndt) che si è posizionato ai box, in at- tesa di trovare un’ispirazione per rimanere in

città. Ne fanno parte 6 nuclei familiari circa, è aperto e orientato all’affitto/acquisto/leasing. L’esperienza faentina che sta per partire ope- rativamente nella sua cellula «Andegna», è fon- data su alcuni principi fondamentali di ispira- zione: conoscenza del cohousing, disponibilità

a fare gruppo, sostenibilità ambientale, solida-

rietà fra individui, propensione alla condivisione

di alcuni spazi, car-pooling. Questa esperienza

sta maturando lentamente ma in modo con- creto secondo le modalità del confronto per- sonale fra i partecipanti prediligendo le tema-

tiche dei rapporti interpersonali, per poi poter costruire più solide fondamenta all’esperienza. Anche a Forlì l’11 giugno 2010, a San Martino

Villafranca, è stato presentato un progetto di cohousing, chiamato «leCASEfranche». Operativamente già in fase avanzata, l’iniziativa edilizia e sociale propo-

ne un modello per la valorizza- zione dei borghi del forese ed è già arrivata alla fase finale, subito prima della realizza- zione. Rispetto all’esperienza faentina a Forlì si è preferito lavorare più su scala urbani-

stica, cercando relazioni con il contesto. Il progetto è stato ide- ato e promosso dal gruppo di pro- gettisti Clusterize e mette in pratica buone prassi legate all’abitare, come la dimensione fisica del rifugio domestico e quelle della re- lazione tra persone, quartiere, territorio e am- biente circostante. LeCASEfranche si basano su elementi di responsabilità ambientale, so- ciale ed economica: uso di fonti energetiche

rinnovabili (fotovoltaico, geotermia, assenza di impianti a gas), bassi carichi ambientali (strut- ture in legno, tecnologie a secco, cantiere «pu- lito»), cohousing, progettazione partecipata e autocostruzione.

Il Piano Urbanistico Attuativo di San Martino in

in

Villafranca, in fase di convenzione con il Co- mune di Forlì, occupa un lotto di 1,5 ettari e prevede 18 unità abitative con spazi privati e spazi condivisi, la gestione e l’utilizzo di questi ultimi saranno definiti dagli abitanti riuniti in co- operativa e messi in relazione con la comunità. L’intervento comprende un parco aperto, piste ciclopedonali, spazi di incontro per vivere una dimensione quotidiana pubblica anche in cam- pagna. Sulla base di questi propositi l’inter- vento cerca la condivisione e la partecipazione dell’Amministrazione pubblica e degli abitanti, offrendo anche la possibilità di far parte della cooperativa. Lo scorso marzo leCASEfranche hanno rap- presentato l’Amministrazione forlivese al tavolo internazionale UE del SERN (Svezia/Emilia-Ro- magna Network) tenutosi a Boden in Svezia.

magna Network) tenutosi a Boden in Svezia. ecologismo estremo GAMBE… RI ALL’ARIA Si è

ecologismo estremo

GAMBE… RI ALL’ARIA

Si

è fatta attendere un po’ più del solito, ma alla

fine l’estate è arrivata… e con lei anche l’effetto

collaterale per eccellenza: la zanzara, il vendicato-

re

delle nostre tranquille notti di sonno. Largo dun-

que a spray di ogni genere e strane lozioni dagli odori capaci di stendere anche un cavallo… mica

solo le zanzare. Una ricerca francese ha dimostra-

to

addirittura che il Deet (dietilmetilbenzamide o

dietiltoluamide) contenuto in tali prodotti sia tos- sico per il sistema nervoso centrale. Ma il Comune

di

Bologna ha trovato una biosoluzione: i gambe-

retti. Per iniziare la sperimentazione i piccoli Co- pepodi di fiume, ghiotti di larve di zanzara, ver- ranno inseriti in mille bidoni per l’irrigazione degli orti cittadini, habitat prediletto dalle zanzare per moltiplicarsi e deporre le uova. E finita l’invasione delle zanzare, avanti con una bella frittura! (al.lo.)

N egli anni ‘70, l’esigenza di fronteggiare alcune tra le problematiche sociali emer- genti della nostra epoca come incomuni-

cabilità e compartimentazione dei rapporti e la

volontà di creare realtà di vita funzionali al re- ciproco scambio insieme alla sensibilizzazione verso alcune tematiche ecologiche, ha indotto alcuni individui a sperimentare forme sociali di convivenza più articolate rispetto al modello unico dominante della famiglia.

Il cohousing nasce in Scandinavia alla fine de-

gli anni ‘60 ed è oggi diffuso specialmente in

Danimarca, Svezia, Olanda, Inghilterra, Stati

Uniti, Canada e Giappone, con realizzazioni

concrete ed interessanti forme di impegno isti- tuzionale.

Le comunità di cohousing combinano l’auto-

nomia dell’abitazione privata con i vantaggi di servizi, risorse e spazi condivisi, con benefici dal punto di vista sociale ed ambientale. Consistono in un insediamento di più unità abi- tative, per famiglie e single, che si sono scelti

per affinità ed hanno deciso di vivere come una comunità di vicinato, per poi dar vita, attraver-

so un processo di progettazione partecipata,

alla realizzazione di un nucleo edilizio dove co-

esistono spazi privati (l’abitazione) e spazi co- muni (i servizi condivisi). La progettazione partecipata riguarda sia il progetto edilizio vero e proprio, sia il proget-

to di comunità, cioè cosa e come condividere,

come gestire i servizi e gli spazi comuni. Le motivazioni che portano alla coresidenza sono l’aspirazione a ritrovare dimensioni per-

dute di socialità, di aiuto reciproco e di buon vi- cinato, e contemporaneamente il deside-

rio

vita in modo propositivo, riducen- do l’impatto dello stress della modernità e i costi di gestione delle attività quotidiane.

di affrontare la complessità della

Nel progetto edilizio coesistono spazi privati (le abitazioni) e pubblici (verde e servizi)
Nel progetto
edilizio coesistono
spazi privati (le
abitazioni) e pubblici
(verde e servizi)

iL COHOUSing

in ROMAgnA

In Romagna si stanno or-

ganizzando diverse esperienze

di

stanno proponendo incontri e confe- renze su queste tematiche ed il modo di

affrontarle. Il 27 maggio 2010 è stato promos-

so un’incontro presso la Sala del Consiglio Co-

munale di Faenza, proposto dal locale gruppo

di Cohousing sui temi propri della coabitazio-

ne. Il Ciòhousing faentino (cohousing in salsa romagnola) si sviluppa da circa due anni attra- verso la raccolta di adesioni ad una forma più semplice, sobria e di dimensioni ridotte.

I progetti sono due: «Andegna» (Andiamo,

ndt) che è partito operativamente per andare

in campagna, composto da 7 nuclei familiari.

È chiuso e orientato all’acquisto. E «Stegna»

cohousing, ma soprattutto si

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