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Rivestire in Oracover

Pubblicato: Marted, 10 Aprile 2012 16:41 02-Amministratore Visite: 13611

Rivestire in Oracover?

I materiali termoretraibili rappresentano una soluzione efficace e sempre pi diffusa per la copertura dei nostri modelli, per una
serie di motivi che elenco brevemente; il confronto con la verniciatura naturalmente dobbligo:
facilit di applicazione; richiedono un minimo di attrezzatura (ferro da stiro, phon, cutter e forbici) ed un minimo di pratica.
Rapidit nellesecuzione del lavoro; il tempo di preparazione della struttura di gran lunga pi breve rispetto ad una superficie
da verniciare. Per coprire unala completa di media grandezza occorrono circa 2 ore.
Costo generalmente inferiore ad una verniciatura che richiede una superficie stuccata, con mani di fondo, cartavetrature varie,
unattrezzatura specifica abbastanza costosa e un luogo adatto per verniciare; il costo del termoretraibile, a conti fatti, quasi
sempre inferiore.
Per lapplicazione va bene qualsiasi luogo, anche se allaperto, col vento, un po complicato; parola di uno che, al Radio Model
Show di Ozzano, ha coperto in Oracover in quelle condizioni!
I termoretraibili non emanano odori nocivi e non provocano irritazioni.
Le riparazioni sono velocissime.
La grande variet di colori in grado di accontentare quasi tutte le esigenze.
Il peso quasi sempre inferiore rispetto ad una verniciatura; la densit media di circa 0,6 g/dm2, il che significa che unala da
50 dm2 subisce un incremento di peso di circa 60 grammi (unala ha un dorso e un ventre...). Fate il paragone con la stessa ala
verniciata.
Facilit nel rifare completamente una copertura: togliere il vecchio termoretraibile molto semplice.
Facilit nelleffettuare decorazioni, mediante sovrapposizione di materiali di colore diverso.
Possibilit di effettuare lavorazioni in vetroresina quando la resina ancora liquida, secondo una particolare tecnica che
descriver pi avanti. Ovviamente ci sono anche alcuni innegabili svantaggi:
una struttura accuratamente verniciata non teme confronti di carattere estetico.
Contrariamente alle vernici, le possibilit cromatiche offerte dai termoretraibili non sono infinite.
Difficolt per i termoretraibili a rivestire parti non porose (come la vetroresina) e a contornare dei particolari a curvatura
complessa (raccordi coda-fusoliera, raccordi Karman, naca e gondole motore, ecc).
I film plastici richiedono un minimo di pratica (come del resto la verniciatura...). Tra i materiali termoretraibili che ho avuto
modo di provare, lOracover rappresenta quello con le migliori caratteristiche; eccone i motivi:
estrema facilit di applicazione: il materiale non fonde mai, resistendo fino a 250C, che , grosso modo, la massima
temperatura raggiungibile dai ferri da stiro in commercio.
Ampio intervallo di temperatura di applicazione (da circa 120C a 250C). Questo fa s che si possa giocare con tranquillit con
diverse temperature a seconda della fase di applicazione in cui ci si trova, senza aver mai paura di danneggiarlo.
Possibilit di staccarlo e riattaccarlo un numero infinito di volte. Ladesivo, infatti, non un tuttuno con il colore (come nella
maggior parte dei termoretraibili), ma uno strato a s.
Eccezionale resistenza allo strappo. Provate ad incidere con le forbici un qualsiasi termoretraibile e lOracover; successivamente
strappate i materiali e vedrete che questultimo si strappa molto pi difficilmente rispetto agli altri; ci significa che, durante
lapplicazione, il rischio dello strappo molto remoto e che, una volta applicato, resiste molto meglio ad ogni tipo di
sollecitazione.
Se durante lapplicazione inavvertitamente uno strato di adesivo va a contatto con un altro, i due strati non si appiccicano.
Minore possibilit di formazione di bolle quando il materiale sottostante non poroso.
La variet dei colori fa letteralmente impallidire i materiali di produzione americana. Date unocchiata alla pubblicit dei
termoretraibili sulle riviste americane, e guardate se ci sono dei colori con i pallini, a scacchi, effetto Kevlar e carbonio ecc.
La stabilit alle variazioni di temperatura e, soprattutto, alle variazioni di umidit, notevole: lOracover non si allenta. Per
una conservazione ottimale delle coperture, meglio un ambiente umido di uno secco e, naturalmente, preferibile un ambiente
al riparo dai raggi del sole (gli ultravioletti aggrediscono le materie plastiche). Io conservavo in cantina i miei termoretraibili, fino
al 15 ottobre 2000, giorno in cui sono stato alluvionato!
Possibilit di utilizzare una vasta gamma di prodotti specifici come: Orastick, Oratrim, Oraline, Oratex, che permettono di rifinire
il modello nei modi pi svariati.
Possibilit di verniciare il materiale di rivestimento. Ovviamente, rispetto agli altri termoretraibili, lOracover presenta anche
alcuni svantaggi:
il peso, nelle tinte non trasparenti, maggiore di circa il 35% rispetto alla concorrenza, a causa dello spessore (5/100 mm, mentre
altri materiali scendono anche sotto i 4/100 mm).
Il costo. Il bianco, la tinta che costa di meno, ma laltezza dei rotoli 600 mm, contro i 680 mm di altri materiali, il che significa
che, a parit di lunghezza, perdiamo il 13% di superficie. Per contro, giusto notare che i rotoli di Monokote hanno un difetto
peggiore: sono lunghi 180 cm invece di 200!
I phon dedicati riescono a malapena a tenderlo; meglio una pistola termica, con la temperatura regolabile con continuit.

Le attrezzature

Naturalmente sempre utile leggere tutte le trattazioni possibili sullargomento. Oltre alle istruzioni, esiste infatti una serie di
libri ed articoli specifici, dai quali si possono apprendere le solite malizie che, alla fine, fanno la differenza. Per cominciare
occorre avere la gi citata attrezzatura, meglio se specifica. Cominciamo dal ferro. Si pu usare anche un ferro da stiro classico
(non a vapore...), dopo aver settato il termostato nella posizione lana/cotone; il problema che... molto pesante! I ferri da
stiro da viaggio che ho provato io non scaldano abbastanza. Se solo avete intenzione di continuare, vi conviene acquistare un
ferro specifico; ce ne sono parecchi in commercio. Per lOracover non neppure fondamentale, come per altri termoretraibili,
che il ferro abbia un termostato molto sensibile (rilevabile peraltro solo dopo averlo usato) perch, come gi detto, il materiale
sopporta un ampio range di temperatura. Anche sul mercato italiano ho finalmente visto il Trim Iron (gli americani ce lhanno
almeno da 20 anni). Praticamente si tratta di un saldatore a stagno con uno zoccolo dalluminio, molto utile nel piccolo; io ne
ho uno che funziona a 120 Volt. Le forbici. Scusate se spreco parole su questo particolare, ma importante che siano di ottima
qualit; io mi trovo benissimo con le Fiskars lavoro, con le lame di circa 60 mm; con un paio di forbici non affilate non si riesce
semplicemente a lavorare. Il phon. Non indispensabile, ma utile soprattutto nelle strutture aperte, per tendere il materiale
gi sigillato; si risparmia tempo e non si tocca la superficie con il ferro: il risultato il migliore in assoluto. Per quasi tutti i
termoretraibili, un asciugacapelli non basta; occorre un phon specifico; questultimo scalda di pi perch ha un bocca dentrata
dellaria pi piccola. Per lOracover non bastano neanche i phon specifici (perlomeno quelli che ho avuto modo di provare). Io uso
una pistola termica con la temperatura regolabile con continuit. Non tentate di adattare un asciugacapelli allo scopo perch
rischiate di fare solo danni. Il cutter: questo indispensabile attrezzo deve assolutamente avere la lama nuova. Sul mercato
americano sono da tempo comparsi aggeggi vari dedicati alla ricopertura, come lo Smart cut, il Wood Pecker e calze varie da
mettere sotto il ferro; non ritengo indispensabile nessuno di questi. Esiste poi una serie di prodotti che si stendono a pennello, che
facilitano ladesione dei film; non li ho mai provati, anche perch penso di non averne mai avuto bisogno.

I materiali

La conoscenza del materiale sempre alla base di ogni lavoro. I termoretraibili sono, nel loro piano, dei materiali isotropi,
presentano cio le stesse caratteristiche fisico-meccaniche indipendentemente dalla direzione considerata; per farla breve, a
seconda di dove scaldo, provoco un accorciamento del materiale. Questa caratteristica da tenere sempre presente, in quanto
utilissima - ad esempio - nel rivestire le estremit alari, la cui tecnica verr spiegata in seguito. La seconda caratteristica il
collante: in quasi tutti i termoretraibili (ad eccezione dellOracover) il collante viene miscelato con il pigmento e quindi, avendo i
pigmenti caratteristiche fisico-chimiche diverse fra loro, abbiamo differenti caratteristiche anche per lo stesso materiale; provate
a pesare un film bianco ed uno giallo e provate a vedere se pi facile coprire con una tinta metallizzata o con una trasparente...
Ladesivo studiato in modo da essere efficace alle temperature di utilizzo. NellOracover il collante rappresenta uno strato a s
ed per questo che pu essere staccato e riattaccato, senza perdita di colore o di adesivit e, soprattutto, senza vedere
modificate le caratteristiche di applicazione che non dipendono, quindi, dal colore scelto. Le densit sono pressoch identiche
(circa 0.8 g/dm2, salvo per i trasparenti che, avendo uno strato in meno, risultano pi leggeri. Lunica tinta che teme un po le
alte temperature largento, peraltro bellissimo, che se viene scaldato troppo forma degli aloni. Altra caratteristica il tipo di
plastica; esistono due famiglie: il Polipropilene, resina termoplastica ricavata negli anni 50 da Giulio Natta (premio Nobel per la
chimica. Per intenderci, il Moplen delle classiche bacinelle blu e il noto EPP, in forma espansa) ed il Poliestere. Le
caratteristiche e i costi sono diversi; il primo presenta una temperatura di fusione relativamente bassa (circa 150), ha un costo
contenuto, si ritira molto, invecchia pochissimo, ma richiede una mano esperta e risente delle variazioni di umidit e
temperatura; il Solarfilm ed il pi recente Solarspan sono prodotti in Polipropilene. Il Poliestere appartiene invece alla famiglia
delle resine termoindurenti, ha una temperatura di fusione di circa 200, un costo pi elevato ed unottima stabilit
dimensionale: Oracover, Monokote, Coverite, Ultrakote e molti altri sono in Poliestere; lOracover, come gi detto, pu sopportare
fino a 250C e, anche per questo motivo, il pi facile da applicare.

La tecnica

La prima prova da fare, consigliata da tutte le istruzioni che accompagnano il materiale, quella di ritagliare dei pezzetti di
termoretraibile e di metterli sopra il ferro, per riconoscere la temperatura ottimale; una volta appoggiato sul ferro, il film deve
accartocciarsi dolcemente, senza fondere (se fonde incomincia a fumare); se la temperatura fosse troppo bassa, il film non si
deforma quasi. Dopo questa operazione, occorre marcare sul termostato del ferro la posizione ottimale relativa ad ogni materiale.
Ho visto in commercio termometri specifici che si appoggiano sul ferro, ma io vado sempre a naso.

Preparazione della superficie


Potrebbe essere utile, a seconda della porosit dellala, praticare alcuni fori per lo sfogo dellaria (con uno spillo o col Wood-
Pecker). Se lala centinata non ci sono problemi. La superficie in legno va solo carteggiata; non occorre stuccarla o passare
vernici varie. Dopo la cartavetratura, si toglie la polvere con un aspirapolvere e/o con una spugnetta umida. Ricordo che in unala
centinata non ben pulita, coperta con una tinta trasparente, dopo il 1 volo tutta la polvere intrappolata nellala sar
perfettamente visibile.

Copertura dellala

Immaginiamo di dover coprire unala a pianta rettangolare o trapezoidale. Abbiamo due possibilit: 1) coprire prima il ventre con
un foglio e poi il dorso con un altro. 2) Coprire dorso e ventre con un unico foglio. Salvo casi eccezionali adotto sempre la seconda
tecnica, che offre i seguenti vantaggi: migliore finitura (non c la giunta sotto), nessun rischio di distacco, velocit di copertura.
Conviene tagliare il materiale in modo che, avvolgendo lala, ci sia al bordo di uscita una sovrapposizione di circa 5-10 mm,
mentre allestremit alare il film devessere tagliato un paio di centimetri pi abbondante;

se lala rastremata, loperazione appena pi complicata. Con un movimento del ferro (temperatura bassa in rapporto al
materiale in uso) che va sempre dal materiale verso lesterno, si punta il film seguendo la numerazione.

Il 1 e il 2 punto sono i pi importanti. Per vedere se avete puntato bene, avvolgete lala con il film; se tutto OK, il film si
sovrapporr in modo simmetrico (sopra e sotto) al bordo duscita, senza generare pieghe. Se usate lOracover e avete sbagliato a
puntare, staccate e ripuntate; con altri materiali loperazione pi difficile. Adesso conviene praticare due tagli a 45 in
corrispondenza delle estremit dellalettone,

seguiti da 2 tagli/alettone (grosso modo a 60).


Ora occorre tagliare, lungo la direzione del bordo dattacco, il film dallesterno fino ad incontrare il bordo dattacco stesso.

Sigillare, sempre con un movimento del ferro verso lesterno, lintero bordo duscita, tagliando il materiale eccedente della sede
dellalettone;

sigillare quindi il film alla radice.


Si pu ora passare alla finitura dellestremit alare (sempre sul ventre). Occorre passare il ferro di taglio,

soffermandosi per circa 1/2 secondo su ogni tratto. Cos facendo, si accorciano solo le fibre del film che occorre accorciare
(ricordate il significato di isotropo); quanto pi tempo dedicate a questa operazione, tanto meglio verr la vostra estremit (3-5
minuti). Man mano che si lavora questa parte, fate in modo che il materiale eccedente venga via via tagliato, in modo da lavorare
sempre e solo sul film che verr poi effettivamente attaccato alla struttura. Sigillare il film come nella foto 12.
A questo punto girate lala e procedete come per il ventre: puntate, tagliate a 45 e 60, sigillate e ripetete pari pari il lavoro
allestremit alare.

A questo punto, un trucco: se lasciate un tratto di 2-6 cm non sigillato (alla radice o allestremit dellala, meglio verso la parte
terminale della corda), potrete sfruttarlo per far defluire laria che, inevitabilmente, rimane allinterno dellala; sigillate il film
alla radice puntandolo a met profilo, per poi sigillarlo completamente. Se lala presenta lo scasso per il servo, tagliate prima il
materiale a 45 in corrispondenza degli angoli e, successivamente, tagliate la parte eccedente e sigillate.

A questo punto avete praticamente costruito un sacco (non sigillato solo per il tratto di cui sopra), che pu essere teso o con il
ferro stesso, o meglio con un phon o con una pistola termica,

procedendo dal centro dellala verso le estremit, tenendosi a qualche centimetro dalla zona non ancora sigillata. Quando il film
sar teso, sigillate lultima parte. (Vedi foto 18-19 dellala finita).

La copertura degli alettoni si effettua con procedimento analogo a quello dellala.

Decorazioni

Queste possono essere applicate come volete, sopra la copertura, avendo per laccortezza di abbassare un po la temperatura
del ferro per non deformare il film. Una volta posizionata la decorazione sulla superficie, occorre sigillarla partendo dal centro
verso lestremit, evitando di soffermarcisi, con un movimento rapido e leggero. Se la decorazione finisce a punta, passateci il
ferro velocemente, verso lesterno, senza calcare troppo. Se vi si formano delle bolle, potete farle sparire o sollevando il film, o
praticando un foro con uno spillo. Se volete fare una scritta, dopo averla tagliata disponetela sopra un vetro pulito (dopo aver
tolto la protezione), prendete del nastro adesivo di carta e appiccicatene due pezzi paralleli sulla scritta: lo scotch vi permetter
di posizionare correttamente la scritta sullala; a questo punto sigillate col ferro, togliete lo scotch e finite di sigillare. Esistono
dei plotter che hanno la possibilit di mettere una lama al posto del pennino: le possibilit diventano infinite. Esistono anche
delle macchine dal costo relativamente contenuto, concepite espressamente per il taglio di film plastici, come lo Stika, che
funziona egregiamente. Diversamente non vi rimane che armarvi di riga, taglierino (affilato) e... tanta pazienza! Utilissimo, per
realizzare archi o cerchi, un compasso-taglierino della Olfa cutter, reperibile presso le cartolerie tecniche (se lo trovo io ad
Aosta, vuol dire che c dappertutto).
Copertura dellala con giunzione in composito con resina ancora liquida

Se lala rettangolare, possibile effettuare la giunzione delle semiali senza attendere che la resina indurisca. Occorre fasciare a
secco lala, dopo aver giuntato le semiali con colla 5 minuti, incollando la fascia di fibra di vetro o carbonio con colla vinilica al
bordo duscita. Si ritaglia il film come sopra e, dopo aver tolto la pellicola di protezione, simpregna la fibra e si adagia lala sopra
il film. A questo punto si ricopre esattamente come sopra descritto, senza per passare il ferro sul film nella parte impregnata,
ma sigillandolo solo sopra il film stesso, in corrispondenza del bordo duscita (sopra la resina ancora bagnata non aderirebbe...).
Scaldate col phon e noterete che l, dove il film bagnato dalla resina, occorrer insistere per tenderlo. E normale, perch il
calore viene speso per scaldare anche la resina. La resina indurir prima e meglio e la resistenza della giunzione sar massima, in
quanto la temperatura di polimerizzazione ottimale delle resine epossidiche intorno a 120- 140 C.

Andrea Cento