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Torniamo con questa intervista a focalizzarci sulla situazione politica spagnola

insieme a Raul Sanchez Cedillo, che dal 15M in poi ci ha aiutato a tradurre e
comprendere le molte fasi del movimento spagnolo e gli spazi che questo ha
aperto alle scommesse istituzionali, municipaliste e nazionali, che hanno
sconvolto il sistema politico e rotto il bipartitismo.

1- Negli ultimi 10 mesi abbiamo assistito ad una lunga (e noiosa) fase di

trattative, accordi fittizi e contromosse, che hanno risucchiato I due


appuntamenti elettorali nazionali (20D e 26J), ed I relativi risultati,
all'interno del solo quadro di discussione parlamentare. Ci, mi pare, con
l'obiettivo mediatico di dimostrare e normalizzare l'impossibilit di
formare un governo di sinistra. Con il golpe nella dirigenza del PSOE e
la conseguente astensione dei socialisti che ha permesso un nuovo governo
Rajoy, per la prima volta in Spagna si realizza nella politics,cio nella
formazione del governo, quello schema di grande coalizione che il 15M
aveva gi mostrato nella policy, nelle politiche di austerity. La situazione
dunque si sblocca, e puntualmente si vede una nuova risposta di piazza,
con una grande manifestazione avvenuta a Madrid il 29 Ottobre.
Domanda secca, si apre un nuovo ciclo di lotte?

Direi di s, ma con delle sfumature importanti. Senza andare nei dettagli e senza
tener conto dei precedenti non riusciremo a capire bene la natura di questa
soluzione. Il 15M del 2011 ha creato, fra laltro, uno squilibrio epocale tra i due
grandi partiti che hanno fatto da fondamenta del sistema dei partiti sancito dalla
costituzione monarchica del 1978. Dagli anni 90, i comportamenti astensionisti
sono stati pi pronunciati verso sinistra, con delle eccezioni sempre legate
direttamente a delle esplosioni di movimento e di innovazione politica. Il PSOE
di Zapatero non avrebbe mai vinto le elezioni del 14 marzo 2004 senza il
movimento contro la guerra in Irak, ma innanzi tutto senza la rivolta a base
tecnopolitica del 13 marzo dopo la strage dell11 marzo. La resa al regime
dellausterity ad opera di Zapatero dal 10 maggio 2010 sarebbe stata la causa di
una separazione ricucibile fra i socialisti e una parte della sua constituency.
Invece, venuto fuori il 15M e quella separazione diventata un divorzio
definitivo. Un dissidio congiunturale diventato un abisso. Se guardiamo la
struttura della constituency socialista, vediamo che la rottura pi salda e profonda
si determina nei confronti dei precarizzati sotto i 45 anni, cio, il nucleo duro che
ha protagonizzato il 15M. Questo spiega la maggioranza assoluta di Rajoy nel
20N (elezioni generali del 2011), ma anche la finestra di opportunit di cui hanno
tratto vantaggio sia Podemos che le candidature municipaliste. In maniera
irreversibile.

Quindi, quello che a primo acchito potrebbe sembrare un contracolpo, una


unione sacra, salda nonostante il ritardo, in realt la forma che sta prendendo
la fine della Costituzione e del suo regime politico. Ne danno la prova alcuni fatti
decisivi: a) non un governo delle riforme, ma lunica possibilit reale che
eviti un governo che includa la galassia attorno a Podemos; b) lastensione
socialista non pu che far scoppiare il PSOE, lacerato fra il suo ruolo
costituzionale e linevitabile competizione a sinistra con la galassia Podemos; c)
la lite territoriale con la Catalogna non far che appesantirsi, decimando
ulteriormente il PSOE come partito con un peso in tutto il territorio spagnolo; d)
la possibilit di un aggiornamento della destra dallinterno del sistema finita da
quando stato reso palese che Ciudadanos altro non che un bastone per la
soppravvivenza del regime del 78, cio, nei fatti, per la continuit nel governo di
Rajoy. In fin dei conti, Rajoy vince grazie alla sua astuzia e al suo paradossale Wu
wei (il non fare del Tao, che per Rajoy significa stare attento a governare senza
intraprendere nessuna azione, ma lasciando che siano gli altri a sbattersi karma
contro karma per poi trarre profitto dai risultati della lite). Ma in pi grande
misura Rajoy incarna meglio di chiunque altro i requisiti di un governo tecnico.
Basta dare unocchio alla nomina del governo precedente, ma anche a quella del
neonato governo: la vediamo composta da avvocati dello Stato, pubblici
ministeri, alti funzionari e abituali delle porte girevoli tra lo Stato e le
corporation. Siamo quindi davanti a una composizione ideale per le cosiddette
Istituzioni (ex Troika).

Davanti a questo quadro, Rajoy conta sullapplicazione del suo metodo di


azione senza sforzo alla nuova situazione, nella quale in Parlamento ci sar
soltanto Unidos Podemos come forza di opposizione.

Ma a nessuno sfugge che in questa nuova Repubblica della rendita parassitaria


di Rajoy il parlamento, nonostante il suo governo di minoranza, sia di fatto uno
strumento sotto il comando di Rajoy. Il suo potere di ricatto chiaro: basta
alludere allindizione di nuove elezioni per tenere entrambi, Ciudadanos y PSOE,
zitti e depressi. I 71 seggi di Unidos Podemos bastano per fare un lavoro di
opposizione dura, ma non per paralizzare il parlamento.

questo il quadro in cui la manifestazione dello scorso 29O prende il suo


significato. Come in 2012, la sede della rappresentanza corrotta che viene
contrapposta alla democrazia reale delle piazze autorganizzate. La manifestazione
andata bene, anche se ogni comparazione con le iniziative precedenti sarebbe
fuorviante. Oggi ci sono i 71 deputati di Unidos Podemos, oltre a migliaia di
rappresentanti nei consigli municipali e nei parlamenti autonomici. Comunque
stata una manifestazione degna, che segna con un marchio di illegittimit il nuovo
governo. I compiti immediati di questi sono noti a tutti: portare avanti ulteriori
misure per arrivare al pareggio di bilancio, che porteranno ancora un colpo
pesante alla spesa pubblica sociale. Il periodo di grazia di Rajoy concesso dalle
Istituzioni finito e i compiti vanno fatti.

Dunque, tutto punta a una ripresa delle mobilitazioni. Resta da vedere la forma
dellarticolazione che queste prenderanno. Se guardiamo al 29O, non stato
Unidos Podemos a prendere liniziativa della mobilitazione: questa venuta dal
basso, dalle coalizioni che, fra gruppuscoli dellestrema sinistra e assemblee
autonome, continuano a esistere anche se assai scombussolate. Unidos Podemos
ha dato poi il sostegno alla mobilitazione, che diventata il centro dellattenzione
dei media mainstream, che hanno cercato per la maggior parte di accusare Unidos
Podemos di tentativo di colpo di Stato (sic!) e di descrivere la piazza come una
folla manipolata da loro.

2- In questi anni di "assalto istituzionale" in Spagna abbiamo assistito ad un


serrato confronto - dentro e fuori Podemos - sulla necessit di stimolare
movimenti e far crescere i contropoteri nati dall'esplosione del 15M in poi.

La reinvenzione della forma partito ha riscontrato il suo limite, mi pare, su


questo punto cruciale. Molti nomi hanno confuso il dibattito su cosa Podemos
sarebbe dovuto essere, da macchina da guerra elettorale a partito-
movimento o movimento popolare. Tuttavia, la posizione prevalente nella
dirigenza del partito sembra aver letto dal principio il 15M come un evento
solo contro-egemonico, e non gi costituente. Come una domanda di
democrazia a cui dar risposta introducendo un nuovo attore credibile nel campo
del Politico, dunque puntando al governo nazionale.

Ti chiedo di far luce su questo dibattito a fronte degli ultimi avvenimenti, in cui
Podemos si appresta a giocare il ruolo di unica opposizione al nuovo governo
Rajoy permesso dall'astensione socialista. In particolare: Podemos ha perso fin
troppo tempo e credibilit per essere oggi anche strumento di piazza? Che
relazione ha tenuto il partito (nelle diverse sue parti) con la manifestazione di
Sabato scorso? Ci sono rischi di sussunzione e sintesi da parte di Podemos per le
prossime mobilitazioni? ci potrebbe indebolirle?

Il rapporto dei fondatori di Podemos con il 15M stato, e secondo me sar


sempre, ambivalente. Su questo non ci sono grandi differenze fra le cosiddette
correnti interne. Ma ad unificare tutti, dagli errejonisti agli anticapitalisti
lidea che il 15M stato un evento con un prima e un dopo, un evento fondativo
ma politicamente insufficiente. Vale a dire che il metodo 15M non basti a
scegliere e organizzare i quadri politici che possano farsi carico del governo del
paese (per gli uni) o costituire il partito rivoluzionario che prenda il potere (per gli
altri). Il 15M diventato un mito fondativo, ma, da quando ha perso una
dimensione materiale di tipo organizzativo e politico, altro non che un
riferimento di comodo, preda delle interpretazioni di ciascuna delle fazioni
litiganti.

Detto ci, neanche gli errejonisti pi spudoratamente socialdemocratici e


governisti si illudono della possibilit di andare al governo senza una stagione di
conflitti relativamente autonomi. Per questa destra dentro a Podemos,
l'assenza di conflitti sociali manca il dinamismo emotivo e semiotico che, solo,
pu dare spinta ad un allargamento della catena di equivalenze che costituisce il
popolo e che trarr i consensi che ancora girano attorno al PSOE.

Per Pablo Iglesias, dopo la fallita Blitzkrieg che giustificava il disegno


eccezionalmente verticalista del Podemos uscito dallassemblea costituente di
Vista Alegre del novembre 2014, il compito attuale passa per la costruzione di un
blocco storico, di un processo di radicamento di Podemos nei conflitti della
societ civile, sola base materiale dellegemonia. In questo senso Podemos
diventerebbe il centro di costruzione di un partito organico in grado di
sconfiggere il partito organico della Repubblica della rendita di Rajoy. I
pablisti -se cos vogliamo chiamarli, nonostante la figura di Pablo Iglesias sia
tuttora la pi trasversale fra i dirigenti del partito- si pongono il problema
gramsciano della differenza fra congiuntura e situazione, del giusto rapporto tra
ci che organico e ci che occasionale.

Per quanto riguarda gli anticapitalisti, vivono dentro alle tensioni fra il loro
essere sempre una formazione pre-esistente dentro a Podemos (condannata quindi
alla subalternit interna), la presa di posti e incarichi (mai avvenuta in precedenza
e che va sempre allargandosi) e la presenza nei movimenti e coalizioni di base.

Comune a tutti per una lotta per il potere sullapparato del tutto tradizionale. A
pi forte ragione quando in queste settimane si stanno tenendo le diverse primarie
regionali e locali che dovranno portare nei primi mesi dellanno prossimo al
cosiddetto nuovo Vista Alegre, cio, a una assemblea ri-costituente. chiaro
quindi che la combinazione fra un ciclo elettorale permanente e questi litigi per il
potere interno fanno s che la capacit reale di Podemos di dare una spinta
fondamentale a una nuova sequenza di lotte vada relativizzata. pi probabile
che vediamo una certa dinamica transazionale tra le lotte di settore o emergenti e
Unidos Podemos che ne faccia da cassa di risonanza nei media e occasionalmente
nei parlamenti. Una dinamica certo non esente di forti tensioni.
3- Qui il segno della domanda opposto alla precedente. Anzich mettere
a critica la strategia di Podemos e la sua relazione con i movimenti, ti
chiedo di rispondere alla semplicistica analisi degli ultimi anni, che vede
Podemos come elemento che ha svuotato le piazze spagnole.
L'ultima piazza di Madrid ci dice molto in senso opposto a mio avviso.
Vorrei per che tu ci aiutassi a capire meglio il carattere necessario ma
non sufficiente dell'assalto istituzionale, condotto da Podemos, ma
auspicato dal ben pi ampio eco-sistema legato al 15M. Ad oggi, mi pare,
una funzione essenziale di tale assalto compiuto: svelare definitivamente
il regime del PPSOE. Quali sfide, adesso? Come e quanto deve
cambiare Podemos per affrontarle?
A mio avviso lapproccio ecosistemico del problema assai utile, ma fermo restando che
si tratta di una prospettiva o schema programmatico e non di una descrizione adeguata
dellaccaduto finora. Direi piuttosto che Podemos abbia funzionato come un
imprenditore politico schumpeteriano che ha esercitato una distruzione creativa sul
mercato politico-elettorale. Ma anche sul rapporto fra movimenti e partiti o, se si vuole,
sul mercato della rappresentanza dei claims dellopinione pubblica in una situazione
eccezionale. Col senno di poi, due anni dopo la nascita di Podemos vanno segnalate
almeno 3 fasi del suo sviluppo.
Una prima fase quella che porta dallirruzione riuscita nelle elezioni europee del 2014
allassemblea di Vista Alegre. Significativo ne il documento politico "La crisis del
rgimen de 1978, Podemos y la posibilidad del cambio poltico en Espaa" che pone la
tesi di Podemos come macchina da guerra mediatica-elettorale, sola in grado di portare
avanti la fase da guerra di movimento allo scopo di vincere le elezioni politiche e
cercare di dare avvio ad un processo costituente. in questa prima fase che si determina
la centralizzazione del potere attorno al gruppo fondatore della facolt di Scienze
Politiche di Madrid, a subordinazione dellaltro gruppo fondatore afferente ad
Anticapitalistas. La grande manifestazione di sostegno a Podemos del 31 gennaio 2015
la coda di questa fase, che vede Podemos sempre pi forte nei sondaggi.
La seconda fase quella della costruzione dellapparato del partito che deve reggere la
macchina da guerra politico-elettorale e allo stesso tempo quella del depotenziamento
del circoli e quindi delle dinamiche dal basso e dellibridazione con le reti politiche e le
campagne nate, o comunque rinforzate, dal 15M. Allo stesso tempo la destra mediatica e
i servizi di informazione cooperano nellattacco sferrato alla leadership di Podemos con
ogni tipo di campagne sporche che non vengono gestite adeguatamente dalla direzione
del partito. Ma il fattore decisivo di questa fase la scadenza delle elezioni
amministrative del 24 maggio, attorno alla quale le reti locali nate col 15M costruiscono
lo spazio politico del municipalismo, mentre Podemos si concentra nella preparazione
delle elezioni politiche a venire. nel municipalismo che le istanze di radicalit
democratica trovano una dinamica costruttiva di una verticalit non calcata n
sullautonomia del politico statuale n sullo spazio-tempo dello Stato nazionale. qui
che, innanzitutto dopo le elezioni del 24 maggio, Podemos costretto ad assumere i
limiti che la realt pone alla sua pretesa di monopolio della rappresentanza del cambio.
La risposta a questi limiti diventa un fattore di divisione interna del gruppo dirigente:
confluire, ma sotto quali condizioni? quali leadership? che cosa deve diventare
Podemos? Questa divisione si traduce, da un lato, in una sempre meno larvata lite per il
controllo del funzionamento del partito e della politica di comunicazione pubblica.
Dallaltro, il piano delle confluenze mette necessariamente in crisi la grammatica
populista che fa capo a igo Errejn, poich una valanga di paradossi e di aporie si
accumulano sul disegno politico: plurinazionalit/patria (una); radicalit democratica
municipalista/verticismo del leader; trasversalit/necessaria alleanza a sinistra,
pluralismo interno/marketing elettorale, ecc. Conseguentemente, e sotto la guida dei
sondaggi disponibili, il discorso della Blitzkrieg cede davanti a quello, pi realistico, del
sorpasso al Partito socialista. Questa fase finisce con le elezioni politiche del 20
dicembre 2015, dove per poco sorpasso non c stato.
La terza e ultima fase quella in cui il blocco della formazione di governo e la crisi
interna del PSOE portano Podemos (che si presenta in coalizione con diversi partiti e
candidature in catalogna, Galicia ) al centro del vortice della politica parlamentare e dei
suoi riflessi mediatici. Nonostante la retorica sul diventare un movimento popolare oltre
che un partito, Unidos Podemos sottomesso alla fortissima pressione di tutto
lestablishment, ma queste pressioni non sono univoche. dal centro-sinistra politico e
mediatico che vengono le pressioni pi nocive che vogliono la partecipazione subalterna
di Podemos ad un esecutivo del PSOE con Ciudadanos. Nonostante questo, Podemos
tiene ed il PSOE a pagare il peggio nelle elezioni del 26J, il che non fa che peggiorare
un morbo che sembra ormai inguaribile. Dopo il massacro interno alla direzione
socialista e la conseguente astensione dei socialisti, Unidos Podemos (cio, dopo
laccordo con i resti di Izquierda Unida, responsabilizzato dal errejonismo dei risultati
deludenti, al contrario del sostenuto da Pablo Iglesias, e cio che la coalizione con IU
aveva permesso di tenere le posizioni e che lastensione dei potenziali votanti fosse da
attribuire al moderatismo della campagna elettorale disegnata in grande misura dal
errejonismo).

Intanto, Podemos diventato il primo partito dellopposizione e della rottura col regime
del 78. Ma allo stesso tempo diventato un grande apparato in cui sono coinvolti
migliaia di persone, tra rappresentanti, permanenti, collaboratori stipendiati e militanti.
Dunque, certo che un sacco di energie e di tempo stato sottratto alle campagne dal
basso e alle reti di un eventuale movimento popolare in continuit con le pratiche nate
col 15M. Ma a questo punto bisogna chiedersi se, stando cos le cose, e cio dal
momento in cui la distruzione creativa del gruppo dirigente di Podemos stata portata
a compimento, le cose potrebbero essere andate diversamente. Mi chiedo fino a che
punto un esperimento di questo tipo non cominci ad un certo punto a funzionare come
una sorta di economia estrattivista sui bacini delle reti di lotta e di attenzione al
cambiamento. Detto altrimenti, leccezione va limitata ad un intervallo finito, pena
l'esaurimento di quell'ecosistema relativamente autonomo di lotte e di spazi tempi
singolari e di base, che tra laltro lunica sorgente di creativit linguistica e politica
pensabile. Di questo punto particolare credo sia particolarmente conscio Pablo Iglesias,
mentre per igo Errejn la costruzione di un movimento popolare si pone in termini di
cinghia di trasmissione del partito nel sociale off the grid e nei nessi e negli spazi della
cosiddetta societ civile.

Ma, al di l delle ipotesi controfattuali, nelle dimensioni del municipalismo e nel


rapporto fra nuovi sindaci, istanze municipaliste dal basso e sfera pubblica dei conflitti
nelle citt e nelle metropoli, che una ecologia interessante potrebbe venir inventata. Una
ecologia dei contropoteri, una ecologia n-1 nella quale i gradi di potenza di un nodo non
implicano una trascendenza del suo potere, anche quando si tratti di una istanza
dellinteresse generale qual un consiglio comunale. In questo caso la dinamica tra le
polarit di conflitto e consenso, unit e dissensione, governismo e autonomia
continua, ed di fatto la sola dinamica produttiva del politico e quindi dellegemonia.
Questo suppone una vita durissima per i rappresentanti politici e i governanti del
cambio, ma giusto che sia cos.