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RADIOFARMACI E

TEORIA DEI TRACCIANTI


Cenni storici sui traccianti radioattivi
! Alla fine dell ottocento i coniugi Curie nell analizzare la pechblenda,
uno dei principali minerali dell uranio, notarono che possedeva una
attivit maggiore di quella che avrebbe dovuto avere sulla base
dell uranio contenuto. Ci indicava la presenza di composti di
elementi (o elemento) pi radioattivi dell uranio. Attraverso metodi
chimici individuarono due di tali elementi: il Radio e il Polonio.

! Nel 1912 George Von Hevesy dopo inutili tentativi di isolare il


Piombo, estratto dalla pechblenda, da un elemento identificato
come Radio D ebbe la idea brillante di utilizzare il radio D come
indicatore del piombo.

! Nasce cos il concetto di tracciante. Ora noi sappiamo che il radio D


un isotopo radioattivo del piombo e precisamente il Pb210 .
Studiando queste sostanze Soddy arriv alla conclusione che non
erano separabili perch si trattava dello stesso elemento chimico,
proponendo il termine isotopo per questi elementi che possedevano
lo stesso numero atomico, occupavano lo stesso posto nella tavola
periodica ma differivano per la massa atomica.
Teoria dei traccianti
2 radioattivi
Prime applicazioni dei traccianti
! Nel 1924 Von Hevesy espose l idea di usare gli isotopi radioattivi come
indicatori degli elementi di sistemi chimici e biologici. Inizialmente furono
fatti studi sulla circolazione del piombo e del bismuto in organismi viventi.

! La pi importante conseguenza nell uso dei traccianti fu la scoperta dello


stato dinamico dei costituenti gli organismi viventi.

! L impiego dei traccianti consent di evidenziare come il complesso dei


costituenti degli organismi viventi sia da considerare come un delicato
sistema in continuo rinnovamento nel quale, tuttavia, i rapporti tra i diversi
componenti sono costanti nell individuo sano.

! Nella lezione che tenne nel 1944, in occasione del conferimento del premio
Nobel, Von Hevesy afferm: l impiego degli isotopi radioattivi apre nuove
linee di approccio, non solo alla soluzione di problemi gi noti, ma potr
dirigere la nostra attenzione a nuove idee non prese in considerazione fino
ad ora. L uso di indicatori radioattivi apre l unica via possibile per
determinare la velocit, il luogo e la sequenza della formazione della
maggior parte dei costituenti molecolari degli organismi viventi. L esistenza
di questi metodi strumentale nell aprire nuove vie di pensiero per
dimostrare la dinamicit dei processi metabolici ..

Teoria dei traccianti


3 radioattivi
Traccianti radioattivi

! Si definisce Tracciante un elemento o sostanza che introdotta in un


sistema chimico o biologico, si mescola rapidamente ed uniformemente
con i costituenti di questo e, pur essendo sempre identificabile e
differenziabile da essi, ne riproduca fedelmente il comportamento, senza
influenzarlo.

! Quindi il tracciante deve possedere i seguenti requisiti:

1. Equivalenza dal punto di vista chimico e biologico agli elementi dei sistemi
che con essi si studiano;
2. Assenza di effetti sul comportamento dei sistemi in studio;
3. Possibilit di identificazione e misura tra gli altri elementi del sistema.

Esempi di traccianti radioattivi sono l acqua triziata e lo I131

Teoria dei traccianti


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Traccianti radioattivi

! Definiamo Indicatore un elemento o sostanza che abbia la propriet di


assumere in una struttura biologica anatomicamente e, in genere,
spazialmente definita, una concentrazione significativamente diversa da
quella che esso assume nelle strutture ad esso contigue, e di poter essere
in esse identificato.

! Tali sostanze sono, in genere, del tutto estranee al sistema che si vuole
esplorare e non ha interesse l effetto da esse introdotto.

Esempi di indicatore sono molecole organiche, quali ad esempio :


diiodiofluorescinacervello; solfocolloidale---fegato;
MDP---osso; DMSArene.

Vi sono inoltre dei traccianti che fungono da indicatori un esempio dato dallo
Iodio radioattivo ( funge da tracciante del ricambio iodico e si concentra
nella tiroide).
Teoria dei traccianti
5 radioattivi
Traccianti radioattivi

! Gli Indicatori possono a loro volta essere suddivisi in


Indicatori Positivi e in Indicatori Negativi questa
differenziazione associata alla caratteristica di
raggiungere concentrazioni maggiori o minori in un
determinato organo o tessuto in studio rispetto alle zone
circostanti.

! Es. di indicatore positivo: Ga67citrato per i tumori


polmonari; DTPA per il cervello;Polifosfati e
Difosfonati marcati con Tc99m.

! Es. di indicatore negativo: DMSA per il rene;


Solfocolloidale per il fegato e i generale colloidi
marcati con Tc99m per lo studio del fegato.
Teoria dei traccianti
6 radioattivi
Traccianti radioattivi

! Avendo gli indicatori scopi essenzialmente


descrittivi e qualitativi, non in genere necessaria
alcuna elaborazione analitica dei risultati ottenuti.

! Nell impiego dei traccianti, il cui scopo quello di


fornire informazioni quantitative sulla dinamica dei
processi biologici, per ottenere le informazioni
volute necessaria una elaborazione analitica dei
risultati

! L insieme delle metodologie analitiche che dal


risultato sperimentale consentono di risalire alle
caratteristiche quantitative dei processi allo studio
costituiscono la Teoria dei traccianti.

Teoria dei traccianti


7 radioattivi
Traccianti radioattivi

Caratteristiche dei traccianti


Traccianti omogenei sono quelli di specie chimica o biologica identica ai
costituenti del sistema.
Esempi: I131e Na24 per i rispettivi isotopi naturali; i fosfolipidi marcati con P32; i
globuli rossi marcati con Fe59.

Tuttavia non sempre possibile disporre di condizioni ideali perch ad esempio


certi radioisotopi hanno emivite troppo lunghe o troppo brevi (Cl36e Cl38),
oppure si presentano condizioni per cui certe sostanze risultano di difficile
marcatura, in questi casi si ricorre ai Traccianti Eterogenei.

Esempi :isotopi radioattivi appartenenti allo stesso gruppo delle tavola di


Mendelejev (Rb86 come tracciante del K), molecole identiche ai costituenti
del sistema in cui sia stata applicata una sostituzione con un radioisotopo di
un elemento etereogeneo.

Teoria dei traccianti


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Traccianti radioattivi

Effetto isotopico
L identit di comportamento chimico fra diversi isotopi va
intesa a rigore in senso qualitativo . In realt vi sono
diversi gradi di stabilit dei legami molecolari, causa le
differenze di peso fra i diversi isotopi, che conducono a
velocit di reazione diverse ( almeno per quelle che
implicano rotture di legami).

Questo effetto, definito Effetto isotopico, maggiore per gli


isotopi con basso numero atomico e tende a diminuire
con il suo aumentare.

In realt l effetto isotopico piccolo negli esperimenti


biologici, mentre diventa molto importante nei processi
di purificazione di alcuni radioisotopi.
Teoria dei traccianti
9 radioattivi
Traccianti radioattivi

Effetto radiante
Le radiazioni inducono modificazioni nella materia attraversata
( ionizzazione, rottura di legami molecolari ), l entit di tali
modificazioni varia con le dosi somministrate che dipendono dal tipo
di radiazione la sua energia e le caratteristiche di emivita fisica e
biologica.

Quindi quando si esegue un esperimento con tracciante radioattivo


necessario stimare la dose assorbibile al fine di assicurarsi che il
sistema biologico non si modifichi.

Con l introduzione dei nuovi traccianti radioattivi negli studi diagnostici


di medicina nucleare questo effetto appare molto contenuto.

Teoria dei traccianti


10 radioattivi
Traccianti radioattivi

Effetto ponderale
Per Effetto ponderale si intende l eventuale induzione di modificazioni
nell equilibrio del sistema in conseguenza della variazione quantitativa
dovuta alla introduzione in esso di un tracciante in quantit
ponderalmente non trascurabile.

Una delle prerogative pi interessanti delle tecniche con traccianti


radioattivi consiste nella possibilit di indagare il comportamento dei
sistemi biologici nelle condizioni basali senza indurre in essi variazioni
quantitative che potrebbero pregiudicare lo studio.

Per questo aspetto grande importanza legata alla Attivit Specifica che
definita come la quantit di radioattivit, espressa in Bq, per unit
ponderale espressa in grammi o moli, infatti tanto pi grande l attivit
specifica del tracciante somministrato tanto minore la quantit
ponderale somministrata.
Teoria dei traccianti
11 radioattivi
Traccianti radioattivi

Attualmente possibile ottenere, attraverso tecniche radiochimiche,


traccianti praticamente puri, definiti del primo ordine.

Un esempio offerto dallo I131che raggiunge una attivit di 37MBq


in una quantit ponderale di circa un miliardesimo di grammo.

Quando un radionuclide completamente separato dai suoi isotopi


stabili e da altri elementi viene definito CARRIER FREE e il suo peso
pu venire trascurato.

Quando il tracciante una molecola o struttura biologica marcata con


un determinato radioisotopo siamo di fronte ad un tracciante del
secondo ordine nei quali sempre presente una quota di carrier.

Teoria dei traccianti


12 radioattivi
Lo stato dinamico dei costituenti di un sistema biologico

Tutti i costituenti corporei si trovano in equilibrio dinamico per


cui, in condizioni normali, mentre il numero di elementi che
compongono un sistema rimane invariato, gli elementi stessi
vengono rinnovati, in modo tale che l apparente invariabilit
di composizione il risultato dell equilibrato procedere di
processi di sintesi e di diffusione o pi semplicemente della
immissione e dell allontanamento dei componenti dai singoli
sistemi biologici.

Teoria dei traccianti


13 radioattivi
Lo stato dinamico dei costituenti di un sistema biologico

La propriet di rinnovarsi il minimo comune


denominatore di tutta la materia vivente.

E tale propriet che rende possibile:

1. L inserimento del tracciante nel sistema


biologico;

2. La generalizzazione del comportamento del


tracciante a quello del sistema biologico
tracciato.

Teoria dei traccianti


14 radioattivi
Fase

! Con il termine Fase si intende un insieme di elementi simili in


equilibrio fra di loro, nel senso che un qualunque elemento
omologo che in essa venga introdotto pu andare ad occupare
una posizione qualunque della fase, ed ancora nel senso che
gli elementi omologhi introdotti nella fase stessa questi
tenderanno a distribuirsi in essa in modo uniforme.

! Il processo della diffusione regolato in linea di massima dalle


leggi della diffusione, nel sangue oltre ai fattori di diffusione si
aggiungono altri fattori di mescolamento quali il flusso
continuo.

! Pu accadere che i processi di distribuzione siano diversi dalla


diffusione.
Teoria dei traccianti
15 radioattivi
DEFINIZIONE DI
RADIOFARMACO

! Composto costituito da un vettore (farmaco) e da un


radionuclide impiegato a scopo diagnostico o
terapeutico

! I radiofarmaci impiegati a scopo diagnostico sono detti


anche traccianti, in quanto sono impiegati per tracciare
processi fisiologici e patologici
RADIOFARMACI

! Impiegati in medicina nucleare a scopo diagnostico o


terapeutico

! Hanno tutte le caratteristiche di purezza e atossicit


necessarie per l'uso nell'uomo

! Sono dei prodotti medicinali

! Devono essere preparati e somministrati seguendo


! le normative in vigore per luso di qualunque farmaco

! norme che regolano luso di sorgenti radioattive.


Radiofarmaci: I Nuclidi

! Nuclide:
! Un nucleo caratterizzato da una precisa struttura atomica
con un determinato numero di protoni (p) e di neutroni (n).
! Radionuclide:
! Un nuclide instabile che possiede un decadimento nucleare
spontaneo o una trasformazione nucleare spontanea.
! Isotopi:
! Nuclidi con lo stesso numero atomico e con le medesime
propriet chimiche.
! Isomeri:
! Nuclidi con lo stesso numero di protoni e neutroni ma
diverso stato energetico.
Caratteristiche ottimali di un
radiofarmaco per uso diagnostico

! Disponibilit costante
! Facile sintesi
! Breve emivita
! Emissione
! Localizzazione esclusiva nell'organo in esame
! Bassa dosimetria
CARATTERISTICHE OTTIMALI DI RADIAZIONI
PER LUSO DI UN RADIONUCLIDE
A SCOPO DIAGNOSTICO

! Le radiazioni corpuscolate
sono poco penetranti e ad
alto LET (linear energy
transfer). Non
permettono di ottenere
immagini e producono
ionizzazioni ed effetti
dannosi sulle molecole
degli organismi
direttamente e
indirettamente attraverso
la produzione di radicali
liberi
Caratteristiche ottimali di un
radionuclide per uso diagnostico
! Tipo di Emissione:
! Gamma puro: (Particelle Alfa e Beta non
permettono di ottenere immagini e danno dosi di
radiazioni elevate)
Energia gamma:
! Ideale: 100-250 keV e.g. 99mTc, 123I, 111In

! Subottimale: <100 keV e.g. 201Tl


>250 keV e.g. 67Ga &131I
! Elevata abbondanza di fotoni
CARATTERISTICHE OTTIMALI DI
ENERGIA PER LUSO DI UN
RADIONUCLIDE A SCOPO DIAGNOSTICO

! Ideale 100-250 keV


!
99mTc

!
123I

!
111In

! Subottimale <100 keV


!
201Tl

! Subottimale >250 keV


!
67Ga

!
131I
Propriet dei farmaci
iniettabili

! Sterile
! apirogeno
! Isotonico
! pH fisiologico
CONTROLLO DI QUALITA DEI
RADIOFARMACI

! Serie di saggi, analisi e osservazioni che


permettono di:
! Stabilire oltre ogni ragionevole dubbio la identit,

qualit e quantit di un radiofarmaco e dei suoi


componenti

! Dimostrare che la tecnologia impiegata nella


formulazione porta ad un radiofarmaco con le
caratteristiche di massima sicurezza, purezza ed
efficacia.
CONTROLLO DI QUALITA DEI
RADIOFARMACI:
PUREZZA RADIONUCLIDICA

! Presenza di radionuclidi indesiderati in un


radiofarmaco
! Possibile aumento della dose assorbita dal paziente

! Possibile degradazione della qualit delle immagini per


la presenza di fotoni ad alta energia
CONTROLLO DI QUALITA DEI
RADIOFARMACI:
PUREZZA RADIOCHIMICA
! Difficolt di interpretazione delle immagini per la presenza di
attivit in organi diversi da quello in esame
! Tc-99m pertecnetato contaminante Tc-99m MDP

! Complessi secondari della Tc -99m esametazima

! Radiocromatografia
! Fase solida

! Cromatografia istantanea su strato sottile

! Estrazione in fase solida

! Fase mobile
! Organica

! Acquosa
CONTROLLO DI QUALITA DEI
RADIOFARMACI:
PUREZZA CHIMICA
! Eluati dal generatore
! Contaminazione di ioni di alluminio (<10 g/ml)
! Aumento delle dimensioni dei colloidi
! Impurit insolubili nel Tc-99m MDP

! Radiofarmaci PET
! Solventi organici volatili residui di sintesi
! Impurit chimiche dovute a presenza di reagenti
CONTROLLO DI QUALITA DEI
RADIOFARMACI:
PUREZZA BIOLOGICA

! La maggior parte dei radiofarmaci sono per


somministrazione parenterale e devono essere:
! Sterili
! Apirogeni
! Preparati mediante kit industriali, sterili e apirogeni
! Non necessaria ulteriore sterilizzazione
! Devono essere seguite strette procedure e tecniche che garantiscano
l asepsi durante la marcatura e l uso.
PROPRIETA DEI
RADIOFARMACI
! I radiofarmaci NON HANNO:
! Effetto farmacologico

! Meccanismo d azione

! Azione terapeutica radiante se diagnostici

! I radiofarmaci HANNO
! Funzione diagnostica

! Funzione terapeutica

! Meccanismo di localizzazione

! Energia fisica liberata significativa se terapeutici


CRITERI DI SELEZIONE DEI
RADIOFARMACI

! Farmacocinetica
! Apparato, organo e processo in esame
! Meccanismo di localizzazione
! Emivita biologica

! Tipo di emissione radioattiva


! Energia
! Tipo di decadimento
! Emivita fisica
Principi per l impiego dei
radiofarmaci

! L'uso di un radiofarmaco richiede che si conosca quali


sono i parametri fisiologici e biochimici che ne
determinano la biodistribuzione, captazione, il
metabolismo ed eliminazione sistemica e regionale

! La descrizione dei comportamenti dei radiofarmaci si basa


sulle correnti metodiche di farmacocinetica

! I radiofarmaci sono somministrati in quantit traccianti, in


dosi sufficienti a seguire il processo in esame, ma
irrilevanti dal punto di vista biologico e farmacologico
Propriet dei radiofarmaci-traccianti

! Massa del tracciante non superiore all1% della


massa del substrato tracciato, perch i processi
esaminati non siano perturbati
! Elevata attivit specifica (alta concentrazione
dattivit per unit di massa del tracciante) per
essere rivelabili a basse concentrazioni
! Comportamento identico alle sostanze di cui
tracciano il comportamento in vivo, o differenze
prevedibili
Propriet dei radiofarmaci-traccianti

! Lattivit specifica diversa dalla


concentrazione specifica (lattivit per
volume del veicolo del radiofarmaco)

! La sostituzione di un atomo stabile con


un suo radioisotopo, pu alterare la
struttura molecolare producendo una
variazione delle caratteristiche chimico-
fisiche, di biodistribuzione e cinetiche
della molecola marcata (effetto isotopico)
Forme farmaceutiche dei
radiofarmaci
! Forma
! Solida
! Liquida
! Gassosa

! Somministrati secondo la formulazione per via


! Orale
! Inalatoria
! Intravascolare
! Intratecale
! Intraperitoneale
Classificazione dei radiofarmaci rispetto
ai substrati e ai processi di cui
seguono il comportamento

! Omogenei
! Comportamento identico a quello di un normale
costituente dell'organismo
! Ad equivalenza eterogenea
! Hanno un comportamento simile ma non identico
a quello di una sostanza normalmente presente
nell'organismo
! Indicatori
! Non sono normali costituenti dell'organismo, ma
permettono di tracciare processi poco specifici
Radiofarmaci omogenei I

! Comportamento identico a quello di un normale


costituente dell'organismo
! Iodio radioattivo, utilizzato in luogo dello iodio stabile
! Composti che contengono atomi di carbonio, azoto e
ossigeno, tutti elementi che sono normalmente
presenti nelle molecole degli organismi viventi e che
sono facilmente sostituibili con i rispettivi isotopi
radioattivi: carbonio-11, azoto-13, ossigeno-15.
Radiofarmaci omogenei II

! Tutti i normali costituenti dell'organismo marcati con


radionuclidi in modo che non ne sia alterata la
struttura, (es.: glucosio marcato con uno o pi atomi
di carbonio radioattivo in luogo degli atomi di carbonio
stabile)
! Necessari per lo studio di processi chimici molto
specifici, nei quali variabili come la polarit ottica,
langolo di un legame interatomico, la conformazione
molecolare, possono determinare differenze rilevanti
tra il substrato di cui si vuole esaminare il
comportamento e il tracciante impiegato a tale scopo.
Traccianti ad equivalenza
eterogenea

! Hanno, per analogie chimiche, un comportamento simile ma


non identico a quello di una sostanza normalmente presente
nell'organismo (es.: stronzio rispetto al calcio)
! Ovvero analogie di comportamento metabolico pur
appartenendo a gruppi chimici diversi (es.: tallio rispetto al potassio)
! Sono radiofarmaci molto simili ai normali costituenti dell'organismo,
e si comportano in maniera analoga ad un costituente
dell'organismo, (es.: desossiglucosio)
! Presentano spesso minime differenze rispetto allelemento o
al composto di cui seguono il comportamento, che possono
essere sfruttate per esaminare specifici passaggi in una sequenza
metabolica o un processo biochimico
Indicatori

! Non sono normali costituenti dell'organismo, ma permettono di


tracciare processi poco specifici (funzione renale, perfusione, escrezione,
volume intravascolari etc.)

! Positivi, se si accumulano in siti patologici (es. il gallio-67 citrato si


concentra nei siti dinfezione)

! Negativi, se elettivamente non si localizzano nei siti patologici (es. il


tecnezio-99 metastabile nei noduli tiroidei maligni)

! Frequentemente marcati con atomi di massa relativamente elevata, come lo


I-123 (Z=53) o il Tc-99m (Z=43),

! Hanno comportamento diverso da quello di qualunque altra


molecola presente normalmente nellorganismo.
MECCANISMI DI LOCALIZZAZIONE
DEI RADIOFARMACI

! I meccanismi che regolano la concentrazione dei radiofarmaci sono


molto eterogenei e comprendono:

! la semplice permanenza di un radiofarmaco allinterno di


un determinato compartimento (spazio) per il tempo
necessario ad ottenere informazioni utili
! lembolizzazione microvascolare con aggregati e particelle
! trasporto di sostanze chimiche attraverso le membrane cellulari
! legame in siti recettoriali
! rimozione dal sangue di cellule intenzionalmente
modificate
! reazioni antigene-anticorpo
MECCANISMI SELETTIVI DI
LOCALIZZAZIONE DEI RADIOFARMACI

Trasporto attivo
! Diffusione
!

!Intrappolamento nei !Intrappolamento


capillari metabolico
!Fagocitosi !Legame recettoriale

Scambio ionico
! Reazione Ag-Ab
!

Assorbimento chimico
! Escrezione
!

Compartimentalizzazione
! Diluizione
!
MECCANISMI SELETTIVI
DI LOCALIZZAZIONE DEI RADIOFARMACI:
MICROEMBOLIZZAZIONE

! Il blocco capillare implica la


microembolizzazione volontaria del
letto microvascolare mediante
particelle con dimensioni di poco
superiori a quelle dei capillari
(mediamente un capillare ha diametro
di 7 m; le particelle di
macroaggregati dalbumina per la
scintigrafia perfusoria polmonare
hanno diametro compreso tra 10 e 90
m). Il numero di particelle iniettate
deve essere conosciuto, al fine di
evitare che lembolizzazione sia
eccessiva e possa far precipitare le
condizioni cliniche in pazienti critici
MECCANISMI SELETTIVI
DI LOCALIZZAZIONE DEI RADIOFARMACI:
MICROEMBOLIZZAZIONE

! Aspecifico
! Intrappolamento fisico di particelle pi grandi dei

capillari periferici
! Il numero dei capillari embolizzati (1%) dipende dalle

dimensioni e numero delle particelle

! 99m Tc MAA
! Distribuzione in funzione dell anatomia vascolare
polmonare
! Emivita effettiva nei polmoni 3-4 ore
! Eliminazione per fagocitosi e degradazione metabolica
MECCANISMI SELETTIVI
DI LOCALIZZAZIONE DEI RADIOFARMACI:
FAGOCITOSI

La fagocitosi implica la localizzazione di particelle allinterno di cellule; in questo caso, le


dimensioni fisiche delle particelle determinano il tipo di cellule che potranno
fagocitare il radiofarmaco. Ad esempio i traccianti colloidali con dimensioni 0.1-2 mm
sono captati dalle cellule del sistema reticolo-endoteliale del fegato dopo la loro
somministrazione per via endovenosa. Se le dimensioni delle particelle sono inferiori,
aumenta la quota fagocitata dalle cellule del midollo osseo.
MECCANISMI SELETTIVI
DI LOCALIZZAZIONE DEI RADIOFARMACI:
FAGOCITOSI

! Piccole particelle
! Sistema reticolo-endoteliale (fegato, milza, midollo osseo e

sistema linfatico)
! Il numero dei capillari embolizzati (1%) dipende dalle dimensioni

e numero delle particelle

! 99mTc Zolfo colloidale


! Alto margine di sicurezza (volume di distribuzione molto grande)
! Emivita effettiva praticamente uguale all emivita fisica
MECCANISMI SELETTIVI
DI LOCALIZZAZIONE DEI RADIOFARMACI:
LEGAME CHIMICO-FISICO

Legame e adsorbimento chimico-fisico, come quello che regola la


concentrazione dei difosfonati nel tessuto osseo: I difosfonati si legano
alla struttura della idrossiapatite rapidamente e in modo essenzialmente
irreversibile per oltre il 50% dellattivit iniettata
MECCANISMI SELETTIVI
DI LOCALIZZAZIONE DEI RADIOFARMACI:
LEGAME CHIMICO-FISICO

Sr++ F-

Es: farmaci Idrossiapatite


osteotropi
Ca10 (PO4)6
(OH)2

Tc-99m difosfonati
MECCANISMI SELETTIVI
DI LOCALIZZAZIONE DEI RADIOFARMACI:
TRASPORTO ATTIVO

Il trasporto attivo, richiede la presenza di una via metabolica in


grado di fornire energia per spostare il radiofarmaco attraverso le
membrane cellulari

Iodio (tiroide) Tallio-201(cuore) 99mTc-MAG3(renali)


MECCANISMI SELETTIVI
DI LOCALIZZAZIONE DEI RADIOFARMACI:
TRASPORTO ATTIVO

Altamente specifico e energeticamente dispendioso


! Determina un elevato gradiente di concentrazione

! 201 Tl cloruro
! Analogo del K
! Pompa Na+ / K+ ATPasi

! Iodio
! Pompa degli ioduri
! Elevata concentrazione intracellulare
MECCANISMI SELETTIVI
DI LOCALIZZAZIONE DEI RADIOFARMACI:
TRASDIFFUSIONE SEMPLICE
! La diffusione semplice descrive il meccanismo dattraversamento
delle membrane cellulari senza intervento di meccanismi di trasporto,
e la sua distribuzione diffusa nellorganismo

! Xenon-133 che, essendo molto liposolubile, attraversa


facilmente i capillari polmonari e si distribuisce con il sangue a
tutto lorganismo. (ventilazione polmonare)
MECCANISMI SELETTIVI
DI LOCALIZZAZIONE DEI RADIOFARMACI:
INTRAPPOLAMENTO METABOLICO

! Metabolismo parziale di un analogo di un substrato


fisiologico
! Propriet biochimiche

! 2-[18F]fluoro-2-desossi-D-glucosio
! Trasportato e parzialmente metabolizzato come il glucosio
(FDG-6-P)

! -[18F]fluoroDOPA
! Precursore della sintesi di dopamina

! 99mTc-bicisato (ECD)
! Metabolismo intracellulare (esterasi) e trasformazione in una
molecola carica
MECCANISMI SELETTIVI
DI LOCALIZZAZIONE DEI RADIOFARMACI:
REAZ. ANTIGENE-ANTICORPO
REAZIONE
ANTIGENE-ANTICORPO
! La reazione antigene-
anticorpo rappresenta il
meccanismo di
concentrazione di anticorpi
monoclonali altamente
purificati e selettivi per
bersagli determinati, come
proteine di superficie tumore-
specifiche. Questa metodica
costituisce la base delle
tecniche
immunoscintigrafiche
MECCANISMI SELETTIVI
DI LOCALIZZAZIONE DEI RADIOFARMACI:
REAZ. ANTIGENE-ANTICORPO
! Interazione altamente specifica
! RID (Radio Immuno Diagnostica)
! RIT (Radio Immuno Terapia)
! Tumori
! CEA

! HER2

! Basso rapporto segnale rumore (alta captazione epatica


e renale problemi di alto rumore ma anche di
dosimetria)
! Uso di frammenti (Fab, Fab2, sv)
! 3 STEP
MECCANISMI SELETTIVI
DI LOCALIZZAZIONE DEI RADIOFARMACI:
REAZ. ANTIGENE-ANTICORPO 3STEP

Ag

Ab

Biotina

TUMORE Avidina

Biotina
marcata

I STEP II STEP III STEP


MECCANISMI SELETTIVI
DI LOCALIZZAZIONE DEI RADIOFARMACI:
LEGAME RECETTORIALE
! Il legame
recettoriale: alcuni
radiofarmaci si legano
selettivamente ad
alcune proteine presenti
sulla superficie di alcune
popolazioni cellulari.
Questa tecnica
impiegata soprattutto
per lo studio del sistema
nervoso centrale e
periferico
Cocaine analogs
Fluoro DOPA Nigrostriatal
Presynaptic
Nigrostriatal
Reuptake
Presynaptic
Synthesis
Synthesis

Binding

Benzamides
Post-synaptic receptors
MECCANISMI SELETTIVI DI
LOCALIZZAZIONE DEI RADIOFARMACI:
LEGAME RECETTORIALE
! Interazione altamente specifica
! Elevata attivit specifica
! SNC
! Dopamina

! Serotonina

! Acetilcolina

! Etc

! Tumori
! Somatostatina (caratterizzazione tumori neuroendocrini)
MECCANISMI SELETTIVI DI
LOCALIZZAZIONE DEI RADIOFARMACI:
COMPARTIMENTALIZZAZIONE

! Relegato e distribuito nello spazio di deposizione iniziale


! Propriet fisiche e/o chimiche

! Eritrociti marcati
! Spazio vascolare

! 111In-DTPA (molecola idrosolubile)


! Spazio liquorale, non passa la BEE
MECCANISMI SELETTIVI DI
LOCALIZZAZIONE DEI RADIOFARMACI:
ESCREZIONE
! Iniezione e monitoraggio dell escrezione
! Dipende dal peso molecolare delle molecole impiegate

! Lipofilicit

! Legame alle proteine plasmatiche

! Struttura molecolare
MECCANISMI SELETTIVI DI
LOCALIZZAZIONE DEI RADIOFARMACI:
ESCREZIONE
!
99mTc-DTPA

! Filtrazione glomerulare
! Peso molecolare 300-400
! Specie chimiche cariche
! Minimo legame alle proteine

!
99mTc-MAG3

! Secrezione tubulare
! Componente strutturale lipofilica
! Captazione cellulare a seguito di spiazzamento attivo delle
molecole dai siti di legame plasmatici
Principi di Cinetica dei
traccianti
Cosa un tracciante?

! un INDICATORE che segue, o traccia, una sostanza allinterno


dellorganismo in esame

! Le propriet dei traccianti dovrebbero essere analoghe a quelle della


molecola endogena. Il tracciante dovrebbe essere introdotto nel
sistema in quantit piccole tali da non perturbare il sistema.

! Il traciante e la molecola endogena possono essere coinvolte in


processi quali trasporto, flusso, metabolismo, legame
recettoriale ed altri,

! In alcuni casi, il tracciante ideale lanalogo radiomarcato della


sostanza endogena. essenziale che il sistema non sia danneggiato
dalle radiazioni
In cosa consiste uno studio di
cinetica dei traccianti?
! Uno studio di cinetica utilizza principi di cinetica per stimare parametri
fisiologici di interesse

! In uno studio di cinetica, linformazione relativa al processo in esame


viene derivata dal comportamento cinetico del tracciante permettendo
uno studio quantitativo in vivo del processo in esame sia in animali che in
pazienti.

! Uno studio cinetico dinamico segue il comportamento del tracciante dalla


sua iniezione (cinetiche di trasporto) alla fine dello studio (processo di
interesse) e fornisce pi informazioni (misure multiple) di quante siano ottenibili
in condizioni stabili (misura singola allequilibrio).

! Linsieme di teorie e metodologie che permettono di esaminare e descrivere la


distribuzione dei radiofarmaci negli spazi anatomici, in relazione a funzioni
fisiologiche e reazioni chimiche si chiama TEORIA DEI TRACCIANTI
Come si effettua uno studio
cinetico?

1. Somministrazione del radiotracciante

2. Misurazione della concentrazione del radiotracciante


nel sangue e nellorgano di interesse

3. I dati vengono analizzati per fornire misure relative alla


fisiologia del sistema in studio

4. Il disegno dello sudio richiede di prendere in considerazione


le dinamiche del processo in esame e del
radiotracciante
Modi di somministrazione

! bolo
! bolo + infusione continua (B/I).
BOLO

! Produce un rapido trasporto del tracciante


nellorganismo. Questo approccio fornisce
cinetiche transienti e lequilibrio
generalmente non viene raggiunto durante il
tempo della misurazione
BOLO + INFUSIONE CONTINUA
! La somministrazione B/I una combinazione di un
iniezione iniziale come bolo seguita da una infusione
del radiotracciante. Il metodo B/I produce
concentrazioni di tracciante che possono raggiungere un
valore costante. Quando i livelli di tracciante tra sangue e
tessuto divengono equivalenti, si assume che lequilibrio sia
raggiunto e la misura della concentrazione del
tracciante la misurazione principale di questo tipo di
studio.
Confronto
! Il metodo del bolo pu fornire diversi parametri
associati al processo di interesse

! Il metodo del B/I generalmente fornisce solo la misura


allequilibrio

! Un vantaggio del metodo B/I che lequilibrio non


influenzato da variazioni del flusso ematico, mentre
i dati derivanti da un tracciante in bolo possono
riflettere tali fluttuazioni.
Dati ematici (I)

! Dati ematici sono collezionati da arteria radiale


(campionamento arterioso) o dalla vena antecubitale
(campionamento venoso)

! Il protocollo di campionamento dipende dal modello cinetico


applicato per lo studio (del tutto quantitativo o semplificato)

! I dati ematici possono essere raccolti in continuo o


mediante campionamenti discreti

! La concentrazione della radioattivit viene espressa come


attivit per unit di volume (Bq/mL or mCi/mL).
Dati ematici (II)
! Dopo liniezione, alcuni radiofarmaci vengono clivati
producendo metaboliti radiomarcati

! In questi casi, i dati ematici andranno valutati dopo


cromatografie che determinino a quale frazione di sangue o
plasma la radioattivit appartenga: frazione parentale
(radiofarmaco) o metaboliti.
Dati ematici (III)
! La concentrazione del radiotracciante parentale nel sangue o
nel plasma determinata correggendo la radioattivit totale
per la frazione del metabolita. quindi importante sapere se
un radiofarmaco produce metaboliti marcati per descriverne
adeguatamente la cinetica e quindi interpretare i dati
ottenuti in modo corretto.

! anche importante quanto radiotracciante raggiunge


effettivamente lorgano di interesse (cervello e BBB),
quanto sia il legame alle proteine plasmatiche e il legame
alla frazione rossa
Come si ottengono i dati?

! Metodi matematici e statistici sono usati per determinare


parametri di interesse dai dati cinetici

! Questi modelli cinetici generalmente possono essere


suddivisi come compartimentali e
non-compartimentali

! Modelli compartimentali coinvolgono la formulazione di un


modello compartimentale che si basa su una conoscenza a
priori di caratteristiche chimiche e fisiologiche
associate al processo di interesse
Modelli non-compartimentali

! I modelli non-compartimentali non si basano su specifici


assunti riguardanti il comportamento della sostanza
nellorganismo

! Tecniche non-compartimentali generalmente sono limitate


non forniscono informazioni su parametri interni ma
descrivono processi in termini di velocit di
eliminazione del tracciante.

! I parametri ottenibili sono: tempo medio di transito


(reciproco del flusso), volume di distribuzione, flusso
di uscita del tracciante
Modello non compartimentale
ES: Passaggio di eritrociti attraverso un vaso
sanguigno
A B

NA(o) NB(t)

Tempo medio di
NB transito

=
N
0
B (t ) dt

N A ( 0)
tempo
Flusso (F)
A
B

FLUSSO

Quantit di sostanza che attraverso una


superficie o un confine nell unit di tempo

FB= V/

V=Volume della
sostanza
Modelli compartimentali

! Lapproccio compartimentale si basa su caratteristiche che


coinvolgono la somministrazione, le propriet
metaboliche e farmacologiche del radiotracciante e la
sua estrazione dal pool vascolare al tessuto.

! Il modello compartimentale permette di studiare e predire il


comportamento di un determinato processo attraverso una
simulazione al computer basandosi su equazioni che
contengono costanti di flusso relative a diversi stati del
sistema
Compartimenti e costanti di
trasferimento

! Un compartimento rappresenta uno spazio o volume in cui


il tracciante si distribuisce. Pu essere un compartimento
FISICO o CHIMICO.

! Le costanti di trasferimento (parametri interni) legano i


compartimenti e descrivono i flussi di scambio di
tracciante tra i diversi compartimenti. Si assume in genere
che la quantit di tracciante che lascia un compartimento
proporzionale alla quantit totale nel compartimento, tutto il
tracciante iniettato si distribuisce in uno o pi compartimenti
in modo omogeneo per ogni singolo compartimento
COMPARTIMENTI
! CHIUSI: non si ha trasferimento del contenuto ad
altri compartimenti

! APERTI: possibile un ricambio del contenuto


attraverso le connessioni con gli altri compartimenti
! Il tracciante tende a raggiungere una condizione di equilibrio
all interno di ciascun compartimento e tra i compartimenti.
La conc nei diversi comp dipender dalle caratteristiche dei
comp e del tracciante.
! Rapporto tra le conc nei due comp il coeff di ripartizione

La distinzione formale dipende dalle caratteristiche del


compartimento e del tracciante.
Compartimento chiuso
Es: Volume RBC

Q=30Ci [51Cr] RBC VRBC?

C10min= 6*10-3Ci/ml

VRBC= Q/C * Ht = 5000 ml * 0,4 = 2000 ml


Compartimento aperto

A
Q

In condizioni stazionarie: cA/cB=

il COEFFICIENTE DI RIPARTIZIONE
Misurazione del flusso ematico
cerebrale e perfusione

99mTc-HM-PAO
CBF= Flusso(F)/massa(m)

B
A E B
E

A= Spazio vascolare F?
B= Tessuto KAB, kBA, = KBA/kAB
BEE= Barriera emato-
encefalica
Estrazione unidirezionale (EU)

L estrazione unidirezionale la quantit di sostanza trasportata nel


tessuto ignorando la quantit che diffonde in maniera retrograda.

L estrazione netta data dalla differenza tra le quantit arterio-


venose della sostanza
Estrazione unidirezionale (EU)

EU = PS / F
1 e
P = permeabilit di ciascuna sostanza attraverso il vaso

S = superficie del vaso esposta allo scambio


Estrazione unidirezionale
(EU)

EU = PS / F
EU 1 e
1
PS=5
PS=1
0
PS=0.
2
Flusso

La frazione di tracciante estratto nel tessuto pu essere aumentata


riducendo il flusso o aumentando la permeabilit o la sup di
scambio.
Captazione (C) del tessuto?

C= EU*F
C=EU *F
Captazione

PS=5

PS=1

0 PS=0.
2

Flusso
Coefficiente di ripartizione

Il coefficiente di ripartizione () il rapporto tra la solubilit del


tracciante tra tessuto e sangue venoso.

E equivalente al rapporto tra le concentrazioni allequilibrio tra


tessuto e sangue

$ $ = CTessuto/Csangue$
$
Diffusibilit m

! Il passaggio di una sostanza da un compartimento


ad un altro pu essere limitata e una condizione di
equilibrio tra due compartimenti (Es sangue e
tessuto) pu non essere raggiunta nel transito di un
tracciante attraverso i capillari.
! La limitazione al raggiungimento dellequilibrio
espressa da una costante di valore compreso tra 0 e
1 che indica la frazione di equilibrio raggiunto ad
ogni passaggio nei capillari.
m=1-e-PS/F
Modello compartimentale
! Sistema di compartimenti, di complessit variabile,
con cui viene descritta l organizzazione e
l interazione dei processi biochimici e fisiologici
rivelanti per la distribuzione del tracciante utilizzato.

! Def. di compartimento: volume entro cui il tracciante


si distribuisce in modo uniforme
"Fisico: extra-intracellulare
"Biochimico: substrato-
prodotto
"Cellulare: extra-intracellulare
"Tessutale: sottotipi cellulari
(normali, patologici)
Mono compartimentale chiuso
(calcolo vol di distrib)

Concentrazione
VRBC?

tempo
Mono compartimentale aperto
(calcolo eliminazione del
radiofarmaco da un compartimento

Concentrazione
V K
Q

tempo
Modello Bicompartimentale
chiuso con scambio irreversibile

A B

Concentrazione
Concentrazione

tempo tempo
Scambio unirezionale: modello
per un compartimento
Rimozione del tracciante dai vasi (K) senza efflusso dal tessuto verso i vasi
basato sul modello dello scambio tra i capillari e un compartimento

dCt/dt=KCp(t)
B
T Cp B Ct

Ctissue(T) = K Cp(t) dt B
0 K = EF
Sistema bicompartimentale
chiuso con scambio reversibile

KAB

A B
KBA

Concentrazione
Concentrazione

tempo tempo
Scambio bidirezionale: modello
generale per un compartimento
Rimozione del tracciante dai vasi (K1) ed efflusso dal tessuto
verso i vasi (k2) basati sul modello dello scambio tra i capillari
e un compartimento

F = Flusso
W = Massa B
Coefficiente di estrazione = 1 e(-PS/F) Cp B
P = Coefficiente di permeabilit
Ct
S = Area della superficie capillare B
K2 = EF/
K1 = EF
Modello multicompartimentale
aperto con scambi irreversibili

A B C
KAB KBC
Concentrazione

Concentrazione

Concentrazione

tempo tempo tempo


Modelli mammillari

KAB

A B
KBA
KAC

C Concentrazione

tempo
Numero di compartimenti

Altri tessuti

Entrata Misurazione metabolismo miocardico


plasma Tessuto di interesse
Es:cerebrale, cuore o cerebrale

Uscita
Altri tessuti

Entrata Misurazione filtrazione glomerulare


plasma Tessuto di interesse
Es:cerebrale, cuore

Uscita
Misurazione del consumo di
glucosio

k2
B k3
Cp E Ce Cm
K1 E

Cp = Spazio vascolare
Ce = FDG non metabolizzato nel tessuto
Cm = FDG metabolizzato nel tessuto

Equazione
dCe/dt = K1Cp-k2Ce-k3Ce = K1Cp (k2 + k3)Ce
dCm/dt = K3Ce
BBB
plasma tessuto

Cp Ce Cm
[F-18]FDG

Trasportatore del glucosio Esokinasi


BBB

Glucosio Cp Ce Cm CO2+H2O
BBB
plasma tessuto

Cp Ce Cm

Cp Cm

Ce

Ca= concentrazione vascolare, definito normalmente Cp


tempo
Cb= concentrazione FDG non metabolizzato nel tessuto, definito normalmente Ce
Cc= concentrazione FDG-P metabolizzato nel tessuto, definito normalmente Cm
BBB
plasma tessuto

Cp Ce Cm

Cp
Ce+Cm=C

T
Ce(T ) = K1 e ( k 2+ k 3)T Cp e ( k 2+ k 3)T dt
0

T T
Cm(T ) = K1* k 3 'e ( k 2+ k 3)T Cp e ( k 2+ k 3)T dt $dt
0 %
& 0 "#

T T
Ci (T ) = K1 e ( k 2 + k 3) T
Cp e ( k 2 + k 3) T
+ K1* k 3 'e( k 2+ k 3)T T Cp e( k 2+ k 3)T dt $dt
0 0 %& 0 "#

Variabili da misurare: Ct(T), la concentrazione arteriosa del tracciante misurata dal tempo 0 al tempo T,
la concentrazione di glucosio nel plasma arterioso, la lumped constant e le costanti cinetiche di
scambio. All aumentare di T l esponenziale negativa si riduce e cos il peso dell errore dovuto alle
costanti inserite
Misurazione del consumo di glucosio
(applicabilit del modello)
! Tessuto omogeneo per
! Perfusione

! Trasporto glucosio e deossiglucosioConsumo glucosio e


deossiglucosio
! Deossiglucosio e deossiglucosio-6P sono presenti in quantit
tracciante
! Glucosio e deossiglucosio sono presenti in un solo compartimento
connesso con plasma e con compartimento metabolico. Data
l eterogeneit tissutale questo non vero in senso stretto.
! Il metabolismo del glucosio allo steady state. Quindi la velocit di
consumo di glucosio costante durante la misura
! La concentrazione di gluc e deossiglucosio nei capillari e uguale a
quella arteriosa. Dato che l estrazione bassa e pari al 5%, la
concentrazione totale nei capillari non pu differire di pi del 5% dalla
concentrazione arteriosa
! Defosforilazione del deossiglucosio-6P assente. L attivit cerebrale
delle gluc 6 fosfatasi bassa e trascurabile nel tempo di misura.
Definizioni riassunto
DISTRIBUZIONE E TRASPORTO
! FLUSSO EMATICO
! Coeff di ESTRAZIONE: passaggio da un comp
all altro: netta e unidirezionale (PS/F)
! DIFFUSIBILIT: costante che indica la
limitazione al raggiungimento dell equilibrio
tra le conc di un tracciante tra due comp.
Dipende da permeabilit di membrana,
superficie di scambio e flusso.
! CAPTAZIONE: quantit di sostanza estratta
nell unit di tempo
Flusso
! Passaggio di una sostanza attraverso
una superficie nell unit di tempo.
! F = Rappresenta la frazione trasferita
da un compartimento all altro nell unit
di tempo
! L inverso il tempo medio di transito
! Emivita = tempo necessario perch la
quantit iniziale di sostanza nel comp. A
si dimezzi.