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Riassunto: Libert, Verga

di Giovanni Verga
Riassunto:

E lanno 1860: dopo lo sbarco dei Milla a Marsala, ha inizio una folgorante compagna militare che
sbalordisce il mondo. I garibaldini avanzano vittoriosi in Sicilia, travolgendo la debole resistenza
borbonica. Tutti lisola pervasa da un brivido di libert, si vive uno dei momenti cruciali e pi
esaltanti del Risorgimento. Nella piazza di Bronte, paesetto sulle pendici dellEtna, prende lavvio
una vera e propria insurrezione contadina contro i proprietari terrieri e gli amministratori favorevoli
ai Borboni. Ma la sommossa presto sfugge di mano ai capi politici c cos la secolare miseria dei
contadini, sfruttati come bestie dai padroni, fa esplodere in tutta la sua violenza la rabbia popolare.
Le lame di scuri e falci brillano al sole, le strade e le case vengono invase da una marea urlante,
travolgente; la plebe si scatena, uccide: ha cos inizio un bagno di sangue al quale nessuno sfugge,
nemmeno gli innocenti. Si cerca, forse prima dellinterminabile serie di torti subiti e di dare sfogo al
cumulo di risentimenti personali. Alla fine del brutale massacro, calmatosi la tempesta, ognuno
incomincia a sognare di spartire col vicino i boschi e i campi del vecchio padrone, ciascuno calcola
quello che gli potrebbe toccare. Ma presto si sparge la voce che a normalizzare la situazione e a fare
giustizia stanno arrivando, per ordine di Garibaldi, le camicie rosse, guidate da Ninio Bixio.
A questo punto iniziano le amare delusioni dei rivoltosi, che hanno lottato non per unastratta libert
ma per la liberazione dal bisogno e dalle prepotenze dei galantuomini, per avere un pezzo di terra da
lavorare in pace e trarne da vivere, cos come loro promesso. Infatti, a ogni combattente e ai
contadini non possidenti era stata assicurata la suddivisione in piccole quote delle propriet
ecclesiastiche e dei terreni comunali, anche di quelli abusivamente privatizzati da nobili e borghesi.
Perci i contadini, scrive nel 1910 uno studioso di Bronte, Benedetto Radice, non vedevano in
Garibaldi solo il liberatore dalla tirannide borbonica, ma soprattutto il liberatore dalla miseria.
Tuttavia Bixio, il secondo dei Mille, non pu approvare il comportamento feroce e illegale dei
brontesi. Trascinato dal suo carattere impietoso, istituisce un tribunale di guerra che,
sbrigativamente, fa fucilare le teste pi calde, e impone cos lordine con il terrore. Molti verranno
condotti in catene nel carcere di Catania, in attesa di un vero processo, la cui conclusione, dopo tre
anni, sar piuttosto deludente per i rivoltosi: non otterranno niente di tutto quello per cui si erano
battuti, non avranno n terra n libert. Mentre tutti gli altri rimasti in paese ritorneranno tristemente
a fare quello che facevano prima. E un grande affresco drammatico quello che Verga compone nel
presentarci lepisodio storico della sanguinosa rivolta di Bronte, che nel 1972 il regista Florestano
Vancini fece rivivere nel film Cronache di un massacro.
Libert pu essere considerata una novella a sfondo sociale, se non proprio politico, dalla quale
affiorano un profondo sdegno per tutte le angherie e le ingiustizie subite dalla povera gente, e
quindi linevitabilit di una lotta per un mondo pi giusto, almeno da un punto di vista economico.
Traspare lorrore per lo scempio di tante vittime innocenti, ma anche la piet per gli sventurati
contadini di Bronte che, una volta tanto nella loro vita, trascinata tra la fame e i soprusi, si illudono
di aver conquistato finalmente la libert e un pezzo di terra.