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Generalit sulle Fratture

A.GIOMBINI
Universit di Roma Foro Italico
Attivita Motoria Preventiva e Adattata
Tessuto Osseo
Il tessuto osseo fa parte, assieme alla cartilagine, dei tessuti
connettivi specializzati per la funzione di sostegno del corpo.
Esso formato da:

- Componente cellulare: osteoblasti, osteociti, osteoclasti

- Componente intercellulare (Osteoide) a sua volta costituita da:

Parte organica
(fibre collagene, cheratan solfato, acido jaluronico )

Parte inorganica (Sali Minerali ):


- Fosfato di Ca++ , Carbonato di Ca++, Fosfato di Mg+, Na+, Cl-, fl-
Tessuto Osseo
Da un punto di vista macroscopico, si distinguono due variet
di osso: losso spugnoso e losso compatto

Osso spugnoso:
si ritrova principalmente a livello delle ossa brevi,
delle ossa piatte e delle epifisi delle ossa lunghe;
ha questo nome in quanto appare conformato
come una spugna, con travate osse, dette
trabecole, variamente orientate e intersecate tra
loro e delimitanti cavit, dette cavit midollari, che
in vivo sono ripiene di midollo osseo ematopoietico.
Tessuto Osseo
Osso compatto:
si ritrova a formare la porzione pi superficiale delle ossa brevi, delle ossa
piatte e delle ossa lunghe, nonch a costituire la diafisi di queste ultime.
Esso caratterizzato da una disposizione lamellare degli osteociti intorno
ad un canale vascolare.

Un canale vascolare con le sue lamelle viene


chiamato Osteone o sistema di Havers. Tra gli
osteoni si trovano le breccie. Pi osteoni sono in
collegamento tra loro attraverso dei sottili canali
trasversali cosiddetti canali di Volkmann.
Processo di riparazione del tessuto osseo

Ogni frattura per sua natura tende spontaneamente a


riparare, con formazione di un tessuto osseo
neoformato (callo osseo)
Callo Osseo: 4 fasi

1. Organizzazione dellematoma di frattura ( 1^ sett.)

2. Callo fibroso ( 2^-3^ sett.)

3. Callo osseo provvisorio ( osso immaturo non


lamellare, a fibre intrecciate - 4^ sett.)

4. Callo osseo definitivo ( osso lamellare, compatto,


mineralizzato dal 40 gg. )
Callo Osseo: 4 fasi

1. Organizzazione dellematoma di frattura ( 1^ sett.)


2. Callo fibroso ( 2^-3^ sett.) Fase riparativa

proliferazione cellulare e vascolare


2. Callo fibroso ( 2^-3^ sett.) Fase riparativa

Differenziazione e comparsa di cellule


osteoblastiche e condroblastiche
3. Callo osseo provvisorio ( 4^ sett.)

Matrice osteoide
Osso primario (a fibre intrecciate )
Comincia la mineralizzazione (precipitano i sali di
calcio in forma cristallina fosfati tricalcici )
4. Callo osseo definitivo (dal 40 gg.)

Osso lamellare, compatto, organizzato, mineralizzato


Evoluzione

tessuto fibroso
Fase riparativa
Callo osteoide
Osso immaturo a fibre intrecciate
Callo osseo provvisorio
Osso lamellare (4-5 Settimane)
Frattura
Interruzione completa o incompleta della
continuit di un osso
Eziologia

Traumatica Sollecitazione meccanica

Diminuita resistenza
Patologica
dellosso
Fratture patologiche

Possono prodursi per patologie


metaboliche o neoplastiche
dellosso anche in assenza di
eventi traumatici
Fratture patologiche

cisti ossea metastasi osteoporosi


Patogenesi

Diretto
La forza applicata a livello
Trauma della sede di frattura

Indiretto

La forza applicata a
distanza dalla sede di frattura
Laspetto ed il tipo di frattura sono
determinati da:

Punto di applicazione e direzione del vettore forza

Intensit della forza


Trauma indiretto

La forza applicata a distanza


dalla sede di frattura
FLESSIONE
TORSIONE
COMPRESSIONE
DISTRAZIONE
Fratture per flessione
Fratture per torsione
Fratture per
compressione
Frattura da schiacciamento

prodotta di solito da
un trauma indiretto
applicato sullosso,
spesso spugnoso
Fratture vertebrali

mieliche
amieliche
Fratture da strappo

Possono essere prodotte dalla


contrazione improvvisa e
violenta del complesso
muscolotendineo
Frattura traumatica da durata
chiamata anche frattura da fatica
pi frequente nellarto inferiore

Sollecitazione iterativa subliminale


Tipica la frattura della diafisi dei
metatarsi nei marciatori
Classificazione
Sede
Estensione
Integrit della cute
Numero dei frammenti
Livello scheletrico
Decorso della rima
Spostamento dei frammenti
Sede

Ossa lunghe: diafisi (parte centrale), metafisi


(tra epifisi e diafisi), epifisi

Ossa corte: corpi, processi, tuberosit

Ossa piatte: tavolato esterno, tavolato interno


Estensione

Completa, incompleta

Articolare, extraarticolare
Integrit della cute

Frattura chiusa (non


comunica con lambiente
esterno)
Frattura esposta (comunica
con lambiente esterno)
Lesposizione aumenta
il rischio di infezione.
La grandezza del tramite non un
indice del grado di contaminazione
Numero dei frammenti

Fratture a 2, 3 frammenti
Fratture pluriframmentarie
Fratture a due frammenti
Fratture a due frammenti
Livelli scheletrici

Fratture monofocali, bifocali.


Fratture biossee.
Fratture bifocali a pi frammenti

Sono generalmente prodotte da traumi violenti, ad alta energia,


che spesso agiscono su pi punti di un osso lungo
Decorso della rima

Fratture trasversali
Fratture oblique
Fratture spiroidi
Fratture complesse
Frattura trasversale

prodotta di solito da
una forza in flessione
applicata direttamente
alla sede della frattura
Frattura obliqua

prodotta di solito da
una forza torsionale
con una spinta verso
lalto
Frattura spiroide

prodotta di solito da una


forza torsionale o
rotatoria, di solito
indiretta. La rima di
frattura molto ampia
Frattura comminuta

prodotta di solito
da un trauma
diretto violento, con
numerosi frammenti
di piccole
dimensioni
Fratture complete composte

Linterruzione attraversa
tutto lo spessore dellosso
ma i frammenti restano in
contatto tra loro senza
alterazione dellanatomia
Fratture incomplete

Infrazioni
Fratture a legno verde
Tipiche ma non esclusive dellinfanzia
Fratture scomposte

Ad latus Ad longitudinem Ad axim Ad peripheriam


I frammenti si scompongono nei diversi piani dello
spazio con alterazione dellanatomia
Scomposizione

Possono combinarsi tra loro pi


scomposizioni dando origine a
diversi quadri anatomo patologici
Semeiotica clinica

Segni di certezza

Segni di probabilit
Segni di certezza

Mobilit preternaturale
Crepitio

Possono mancare in caso di


frattura ingranata
Segni di probabilit

Atteggiamento
Dolore
Deformit
Tumefazione
Ecchimosi
Impotenza funzionale
Diagnostica
Deve comprendere sempre almeno le due
RX proiezioni ortogonali (antero-posteriore e
laterale)
TC
RMN
Artroscopia
(fratture articolari)
TC

Frattura pluriframmentaria
dellastragalo
TC ricostruzione 3 D

Frattura del piatto tibiale


Quadro artroscopico

Frattura del piatto tibiale


Condizioni indispensabili alla
formazione di callo osseo

Contatto reciproco delle superfici


di frattura
Immobilizzazione dei frammenti
ossei
Vascolarizzazione
Altri fattori condizionanti la formazione
di callo osseo
Sede della frattura
Tipo di frattura (spiroide> trasversa)
Et del paziente (giovani>anziani)
Struttura dellosso (compatta,
spugnosa)
Complicazioni

Generali
Pi frequenti nellanziano e
nelle fratture dellarto inferiore

Locali
Complicazioni

Immediate

Precoci

Tardive
Complicanze generali
Shock
Embolia adiposa
Tromboembolia
Infezioni (cistopieliti, broncopolmoniti)
Piaghe da decubito
Lesioni viscerali
Complicanze locali
Lesioni vascolari
Lesioni nervose
Lussazione (frattura-lussazione)
Infezione
Sindrome compartimentale
Disturbi di consolidazione
Rigidit articolari ed artrosi
Algo-distrofia di Sudek
Complicanze locali immediate
esposizione della frattura
Complicanze locali immediate
Fratture esposte (classificazione di Gustilo):

grado I (ferita < 1cm)


grado II (ferita > 1cm senza lesione dei tessuti molli)
grado IIIa (ferita ampia, buona copertura da parte
dei tessuti molli, assenza di esteso danno periostale)
grado IIIb (ferita ampia, esposizione dei frammenti
ossei con esteso danno periostale)
grado IIIc (lesioni vascolari)
Complicanze locali immediate

associazione della frattura alla lussazione


Complicanze locali immediate

lesioni nervose
Complicanze locali immediate
lesioni nervose
Complicanze locali immediate
lesioni viscerali
Complicanze locali immediate
lesioni vascolari
Disturbi di consolidazione

Colpiscono pi
frequentemente la diafisi delle
ossa lunghe dove losso
formato di compatta ed
meno vascolarizzato rispetto
alla metafisi
Fattori determinanti un
disturbo di consolidazione
Movimento reciproco dei frammenti
Diastasi
Interposizione di parti molli
Infezione
Compromissione dellapporto
vascolare
Disturbi di consolidazione

Alterazione del normale processo


riparativo di una frattura

Ritardo di
Pseudoartrosi
consolidazione
Pseudoartrosi

Frattura non consolidata e non


consolidabile se non con adeguati
trattamenti chirurgici
(trascorsi oltre 6 mesi dal trauma)
Pseudoartrosi

scomparsa della corticale


obliterazione canale
midollare
tessuto osseo non evidente
tessuto fibrocartilagineo
non mineralizzato
condrociti ipertrofici
Pseudoartrosi
Serrata Lassa
Pseudoartrosi serrata

Non mobilit preternaturale


Non dolore
Callo fibrocartilagineo
Persistenza radiografica della
rima di frattura
Pseudoartrosi lassa

Mobilit preternaturale
Non dolore
Impotenza funzionale al carico
Scarsa o assente formazione di callo
Ritardo di consolidazione

Frattura che non ha consolidato nel


tempo nel quale avrebbe dovuto
una frattura dello stesso tipo, nella
medesima sede, in un paziente della
stessa et
Ritardo di consolidazione

Dolore
Mobilit preternaturale
Scarsi segni radiografici di
consolidazione ma con callo
periostale non interrotto a livello
della rima di frattura
Ritardo di consolidazione
Aspetti macroscopici:
tessuto fibroso
osso scarso
vascolarizzazione
buona e persistente
Necrosi ossea asettica

Complicanza locale tardiva dovuta alla


interruzione dellapporto vascolare in ossa con
vascolarizzazione di tipo terminale
Necrosi ossea asettica

Scafoide carpale
Astragalo
Testa del femore
Vizi di consolidazione

Consolidazione avvenuta con


frammenti in posizione non corretta
(deformit)
Deformit angolari Altre deformit

Valgismo
Accorciamento
Varismo
Deformit torsionale
Recurvato
Procurvato
Trattamento

Riduzione

Contenzione
Riduzione

Consiste nellintervento cruento o


incruento che loperatore esegue sul
focolaio di frattura al fine di
correggere la scomposizione dei
frammenti ossei
Riduzione incruenta
Trazione manuale con associate manovre riduttive
Skin traction
Trazione transcheletrica

Riduzione cruenta

Chirurgica
Contenzione

Consente limmobilizzazione
dei frammenti ossei ridotti
per un periodo di tempo che
varia in ragione della sede,
del tipo di frattura e dellet
del paziente
Contenzione

Limobilizzazione instaura alterazioni


anatomo-patologiche a carico di tutti i
componenti articolari, sopratutto a
carico della capsula, che va incontro a
retrazione con conseguente rigidit
articolare
Contenzione incruenta
Apparecchio gessato

Tutore

Deve essere sufficientemente estesa in modo


da garantire limmobilit delle articolazioni a
monte e a valle del focolaio di frattura
Riduzione cruenta e osteosintesi

Consentono la riduzione, quando non


possibile una riduzione incruenta,
e la stabilizzazione della frattura in
modo da permettere una precoce
mobilizzazione articolare ed il carico
precoce
Contenzione cruenta
Consiste nellintervento chirurgico di osteosintesi
Transossea

Endomidollare
Osteosintesi
Fissatore esterno

Cerchiaggio

Sistema epibloc
Guarigione ossea vs trattamento
Osteosintesi transossea

Viti
Placche
Chiodi

Necessita della esposizione


del focolaio di frattura
Osteosintesi transossea
con viti
Osteosintesi endomidollare

Si pu praticare anche senza


lesposizione del focolaio di frattura
Osteosintesi endomidollare
Chiodi di Kuntscher
(sezione a trifoglio)
Chiodi di Rush
Chiodi bloccati
Chiodi ad espansione
Meccanici
Idraulici
Osteosintesi con chiodo bloccato
Osteosintesi con chiodo elastico
(Marchetti)
Osteosintesi con fissatore esterno

Trova indicazione nelle fratture


pluriframmentarie e nelle fratture
esposte e non necessita della
esposizione del focolaio di frattura
Osteosintesi con fissatore esterno
SISTEMA
EPIBLOC

1. Fratture meta-epifisarie
2. Tecnica mininvasiva
3. Recupero articolare precoce
Cerchiaggio

realizzato con fili di Kirschner e


cerchiaggi metallici. Consente
osteosintesi dinamiche (es.frattura
dellolecrano, frattura della rotula)