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BOMPIANI

il pensiero occidentale
Direttore
Giovanni Reale
Voltaire
Dizionario filosofico integrale

Testo francese a fronte

A cura di Riccardo Campi e Domenico Felice

Bompiani
Il pensiero occidentale
Direttore editoriale Bompiani
Elisabetta Sgarbi

Direttore letterario
Mario Andreose

Editor Bompiani
Eugenio Lio

ISBN 978-88-452-

2013 Bompiani/RCS Libri S.p.A.


Via Angelo Rizzoli 8 - 20132 Milano

Realizzazione editoriale: Alberto Bellanti Milano

I edizione Il Pensiero Occidentale dicembre 2013


Sommario
INTRODUZIONE
di Riccardo Campi
I. Sarebbe arduo e arbitrario indicare nella ciclopica e multiforme opera di
Voltaire composta di tragedie e trattati di divulgazione scientifica, di brevi ro-
manzi satirici e prolissi poemi epici, di odi e commenti biblici, di storie univer-
sali e velenosi libelli, di galanti poesie doccasione e saggi filosofici (per tacere
dello sterminato epistolario) un testo in grado di offrire una sintesi organica e
ordinata del suo pensiero. Limpressione che lopera voltairiana lascia in chi si
avventuri ad esplorarla un po (rari devono essere coloro che hanno intrapreso,
e condotto a termine, la lettura integrale dei cinquantadue tomi delle uvres
compltes de Voltaire secondo ledizione ottocentesca di Louis Moland) quella
di trovarsi in presenza di un caos di idee chiare, come stato detto con una
formula divenuta col tempo un clich stancamente ripetuto e usurato, degno
ormai di figurare nello sciocchezzaio di Flaubert. Con tale motto, che c da
supporre voleva essere arguto e irriverente, mile Faguet, che lo coni, ha di
fatto descritto con precisione il sentimento ambiguo tra lammirazione e lo
sconcerto che a lungo unopera come quella di Voltaire ha suscitato, e tuttora
continua a suscitare, in molti storici della filosofia. Agli occhi di costoro, la ma-
niera disordinata con cui Voltaire passa da un argomento allaltro (oltre che da
un genere di scrittura allaltro), la rapidit e la leggerezza con cui liquida seco-
lari problemi o, viceversa, lostinazione con cui ritorna su certi altri, riaprendo
continuamente la discussione , la disinvoltura con cui modifica e rettifica le
proprie opinioni, la sfrontatezza con cui si contraddice, nonch il suo dichiara-
to disprezzo per quello che allepoca veniva chiamato esprit de systme, vanifi-
cano (o quasi) ogni tentativo di ordinare organicamente in un quadro dottrinale
ben definito e coerente il suo pensiero multiforme e sovente contraddittorio.
Non c da sorprendersi, dunque, se Voltaire stesso non ha lasciato alcun testo
che possa essere considerato come una summa in cui si trovino compendiati i
diversi e disparati aspetti del suo pensiero.
Tuttavia, proprio il Dizionario filosofico filologicamente spurio, ma intera-
mente autentico1, di cui si presenta qui la prima traduzione italiana moderna in-
tegrale , se non fosse per la sue dimensione scarsamente maneggevoli, quan-
to di pi prossimo a un compendio del pensiero voltairiano il lettore disponga:
nelle centinaia di voci di varia lunghezza e consistenza che lo costituiscono si
trova (o, piuttosto, si ritrova) la maggior parte delle idee che Voltaire ha me-
ditato, soppesato, discusso, contestato, rimuginato per pi di cinquantanni,

1
Cfr. infra la Nota editoriale.
x riccardo cambi

disseminandole in uninfinit di scritti di ogni genere: dalla teologia alleco-


nomia politica, dalla critica letteraria allagronomia, dalla filosofia del diritto
alla critica biblica, dallastronomia alla metafisica, dalla medicina alla storia,
dalla geografia alla morale, Voltaire vi passa effettivamente in rassegna tutti gli
argomenti, teorie e dottrine che alimentarono il dibattito intellettuale del suo
secolo, e su cui ritenne di non potersi esimere dallesprimere la propria opinio-
ne. Egli stesso, nel 1760, presentava (con la consueta falsa modestia che affet-
tava con la perfida Mme Du Deffand) il Dictionnaire philosophique portatif che
andava componendo proprio in quegli anni e che costituisce, per cos dire, il
nucleo originario di questo Dizionario filosofico come una sorta di ricapitola-
zione a uso personale, un riepilogo generale: ovvero un resoconto che rendo
a me stesso, seguendo lordine alfabetico, di tutto ci che devo pensare su que-
sto mondo e sullaltro, il tutto a uso mio e, forse, dopo che sar morto, delle
persone perbene2. Al di l della ricchezza e variet di temi trattati che (quasi)
esauriscono lorizzonte dei suoi interessi, ci che per pi conta rilevare e
che fa del Dizionario filosofico un specchio in cui sembra davvero condensarsi
in miniatura (relativamente) lintera opera il metodo espositivo adottato in
esso da Voltaire.
In primo luogo, lordine alfabetico seguito: questo com evidente non
altro che un modo eufemistico per dire che, nellesporre le proprie opinioni su
questo mondo e sullaltro (in realt, pi sul primo che sul secondo), Voltaire si
abbandona al proprio estro, alle proprie curiosit, idiosincrasie, furori, passio-
ni, ottenendo, come risultato, i pi sorprendenti e imprevisti accostamenti, os-
sia un caos didee, entro cui linterprete in cerca di coerenza stenta a trovare
un filo3, mentre il lettore curioso non dovr far altro che lasciarsi trascinare dal
flusso di una scrittura ineguagliabile.
Le circostanze stesse che furono allorigine di quello che diverr il Diction-
naire philosophique portatif almeno quali sono state tramandate dalla legenda
aurea voltairiana la cui fondatezza e veridicit non sono pi verificabili pos-
sono dare unidea pi immediata del carattere del metodo seguito da Voltaire
nella composizione di questopera. La sola testimonianza a nostra disposizione
quella del segretario, Cosimo Alessandro Collini: la scena un pranzo alla
corte di Potsdam, alla presenza di Federico II; la data, inverificabile ma riferita
con tutta la precisione desiderabile, il 28 settembre 1752; non dato sape-
re chi fossero gli altri commensali di certo, allepoca, lamabile La Mettrie,
lateo del re, era gi morto dindigestione (nel novembre 1750), e linfluente,
arrogante e vanitoso presidente dellAccademia di Prussia, Maupertuis, aveva

2
Lettera a Mme Du Deffand, 18 febbraio 1760, in Voltaire, Correspondance, Paris, Gal-
limard, Bibliothque de la Pliade, 1980, vol. V, p. 797.
3
Cfr. S. Menant, Littrature par alphabet: le Dictionnaire philosophique de Voltaire,
Paris-Genve, Champion-Slatkine, 1994, p. 40: chiaro che la scelta di adottare lordine
alfabetico meramente formale, e non corrisponde affatto a una preoccupazione metodolo-
gica, qualunque cosa possa averne detto Voltaire stesso.
introduzione xi

ormai rotto i rapporti con Voltaire; comunque, com risaputo, alla corte prus-
siana non mancavano gli spiriti forti, a partire dal padrone di casa. Nel corso
del pranzo, fu deciso di comporre un dizionario contro la superstizione, il fana-
tismo, il pregiudizio in breve, contro quello che, nel circolo pi ristretto che
si riuniva intorno al re, si cominciava a chiamare, senza mezzi termini, linfme4;
la redazione delle varie voci avrebbe dovuto essere affidata ai diversi commensali
di quel pranzo filosofico e, possiamo immaginare, alquanto divertente. Chiun-
que fossero gli altri convitati, Voltaire certamente fu lunico che prese sul serio
il progetto, mettendosi al lavoro gi nelle settimane successive, stando a quanto
riferisce il segretario; nacquero, cos, voci quali Abramo, Anima, Ateo, Battesimo,
Giuliano, Mos, ossia quello che costituisce il nucleo propriamente anti-cristia-
no del Dictionnaire philosophique portatif, che apparir solo nel 17645.
Laneddoto, la cui veridicit ormai impossibile da verificare6, oltre che
una suggestiva scenetta di genere (che potrebbe essere intitolata: Philosophes
a banchetto, o qualcosa di simile), offre una concreta prospettiva entro cui
leggere e interpretare tutte le voci di dizionario che, dopo quel pranzo del set-
tembre 1752, Voltaire non smise pi di comporre, rivedere, ritoccare, accre-
scere, perfezionare, nei ventanni seguenti. Unopera che fu progettata tra le
chiacchiere e le risate (e, si suppone, le bevute) di un pranzo informale, e che
avrebbe dovuto essere un lavoro collettivo, prodotto di uno scambio tra intelli-
genze libere e spregiudicate, non poteva, infatti, non conservare qualche traccia
di questa origine conviviale, anche dopo che dellidea si fu impossessato, a ti-
tolo personale, lo scrittore pi brillante del secolo non si dimentichi, tuttavia,
che Voltaire stesso cerc sempre di alimentare la finzione (o mistificazione, se
si preferisce) secondo cui al Dictionnaire portatif avessero contribuito anche
altri autori, e per questo firm alcune voci con vari pseudonimi, e le Questions
sur lEncyclopdie (che, in certo qual modo, ne costituiscono il proseguimento)
fossero frutto del lavoro di una piccola compagnia di amateurs.
Il tratto che immediatamente colpisce in tutte queste voci, oltre alla variet

4
Cfr. A. G. Raymond, LInfme: superstition ou calomnie?, in Studies on Voltaire and
the eighteenth Century, 57, 1967, in part. p. 1299.
5
Si tratta di un aneddoto che viene regolarmente citato in tutte (o quasi) le prefazioni al
Dictionnaire philosophique portatif, a partire da quella di Beuchot alla propria edizione del
Dizionario filosofico apparsa nel 1817 nelle uvres compltes de Voltaire, cfr. Avertissement
de Beuchot, in uvres compltes de Voltaire, Paris, Garnier, 1878, vol. XVII (Dictionnaire
philosophique), p. VII, fino allIntroduction di Christiane Mervaud alledizione critica pub-
blicata sotto la sua direzione nelle uvres compltes de Voltaire, Oxford, Voltaire Founda-
tion, 1994, vol. 35, p. 21: per tutti lunica fonte una pagina delle memorie del segretario di
Voltaire, cfr. C. A. Collini, Mon sjour auprs de Voltaire, Paris, 1807, p. 32.
6
Tuttavia, nellAvertissement citato, lo stesso Beuchot faceva osservare che almeno la
data indicata da Collini (se non il contesto conviviale), doveva essere presa con cautela, in
quanto (a suo dire) allusioni al progetto si troverebbero gi in alcune lettere di Federico II a
Voltaire risalenti al 1751.
xii riccardo cambi

dei loro argomenti, proprio laspetto caotico della loro disposizione, il quale
obbedisce allordine casuale della successione puramente alfabetica dei titoli.
E non raro che a questi non corrisponda affatto il contenuto che annuncia-
no: per lo pi, anzi, il tema annunciato dal titolo costituisce un mero pretesto,
uno spunto per avviare il discorso, il quale prosegue, poi, senza troppo curarsi
del rigore deduttivo e della coerente concatenazione delle argomentazioni, che
sarebbero richiesti in un trattato o in una dissertazione. Daltronde, Voltaire
non pretende che scritti di questo genere vengano presi per qualcosa di diverso
da semplici rapsodie ( il termine che gli capita dimpiegare per riferirsi ad
essi7). Non sar eccessivo, quindi, considerare le voci chegli compone per il
Dictionnaire portatif o, pi tardi, per le Questions sur lEncyclopdie, oppure
per lenciclopedia di Diderot e dAlembert, come frammenti della conversazio-
ne tenuta durante quel memorabile pranzo alla corte di Federico II, e di tutte
le innumerevoli altre che Voltaire anim con il proprio esprit, dai tempi remoti
dei suoi esordi nei salotti parigini come poeta brillante e alla moda negli anni
della Reggenza fino agli anni dellesilio a Ferney dove, celebrato ormai come il
Patriarca del partito filosofico, accoglieva nel proprio chteau e intratteneva
(quando era in vena) i visitatori di mezza Europa.
Per Voltaire, che si ostin per tutta la vita a mantenersi fedele alle contegno-
se convenzioni della poetica classicista del secolo precedente, la prosa rimase
sempre un mezzo espressivo indegno dei generi nobili, come le tragedie, i po-
emi epici, le odi, da cui egli si attendeva di ottenere la gloria postuma, e che la
posterit ha abbandonato alla curiosit antiquaria di qualche settecentista di
professione. Per lui, essa rimase sempre la vile prosa di cui parlava in una
lettera del 17338. Al contempo, tuttavia, proprio la prosa fu, fin da quegli stessi
anni Trenta (e anche da un po prima), il mezzo privilegiato per realizzare quel-
lo che, in aperto contrasto con lascetismo giansenista di Pascal, gli pareva esse-
re il fine stesso delluomo: lazione. Fin dal 1734, Voltaire dichiarava: Luomo
nato per lazione, come il fuoco tende vero lalto e la pietra verso il basso. Per
luomo, non essere occupato e non esistere sono la stessa cosa. Tutta la differen-
za risiede tra occupazioni tranquille o tumultuose, pericolose o utili9. Da tale
convinzione egli non si sarebbe pi discostato, tanto che pi di trentanni dopo,
nel 1767, ribadir (questa volta in contrasto con Rousseau): Jean-Jacques scri-
ve per scrivere; io scrivo per agire10. Non ci si pu esimere di osservare che nel
caso di Voltaire lazione si identific con la scrittura, attivit certo utile e tran-
quilla, la quale per, se praticata da lui, fu sovente causa di scandali clamorosi,

7
Si veda infra voce Arti, Belle arti.
8
Lettera a P.-R de Cideville, 14 agosto 1733, in Voltaire, Correspondance, cit., 1977, vol.
I, p. 454.
9
Voltaire, Lettres philosophiques, XXV, 23, Paris, Gallimard, 1986, p. 171.
10
Lettera a Jacob Vernes, ca. 15 aprile 1767, in Voltaire, Correspondance, cit., 1983, vol.
VIII, p. 1084.
introduzione xiii

di acerrime polemiche e di risentimenti duraturi, che non di rado lo esposero


a pericolose conseguenze. Comunque, per dare espressione alle sue opinioni,
idiosincrasie, odi, entusiasmi, in breve, quando, verso la met del secolo, si trat-
ter dintraprendere la crociata contro linfme e prendere partito a fianco (o,
meglio, alla testa) degli spiriti pi illuminati dellepoca, la vile prosa si rivele-
r lo strumento pi adeguato, e soprattutto pi efficace, di cui Voltaire dispose
per la sua azione di agit-prop (lanacronismo non n improprio n esagerato):
libera dai vincoli della versificazione classica e da tutte le convenzioni che il tra-
dizionale sistema dei generi imponeva, essa gli permise di esprimere la propria
opinione su questo mondo e sullaltro senza troppe costrizioni, se non quelle
(temibili, invero, ma estrinseche) della censura ecclesiastica.
Nei brevi brani in prosa che compongono le sue opere alfabetiche, Vol-
taire pot non solo riversare tutto il sapere e le osservazioni accumulate nei
primi sessantanni di una vita piena di incontri e di esperienze, nonch di studi
(scientifici, storici, filosofici), ma altres esprimere tutto ci per mezzo di uno
strumento che gli concedeva la stessa libert (o quasi) di cui poteva disporre
scrivendo ai propri corrispondenti o conversando. Di tale libert la traccia pi
vistosa sono le continue digressioni chegli si permette a ogni occasione. Come
i titoli delle singole voci sono spesso fuorvianti e non lasciano intuire quello che
ne sar il contenuto, cos landamento digressivo della scrittura conduce spes-
so il lettore verso temi imprevisti proprio come capita in una conversazione
o in una lettera privata, e Voltaire, ovviamente, era consapevole dellefficacia
di questa risorsa a sua disposizione: queste digressioni divertono chi le fa, e
talvolta chi le legge, scriver nel 177011. Esse, in effetti, contribuiscono tanto
a ravvivare e a rendere pi divertente e varia la lettura quando a colpire pi
efficacemente il bersaglio polemico preso di mira cogliendo il lettore di sor-
presa: in questi casi, la stoccata quando viene inferta colpisce tanto pi a fondo
quanto pi giunge inattesa.
Un solo esempio potr bastare. Mentre sta esponendo uno dei temi mille-
nari della filosofia lesistenza e la natura di qualcosa chiamato anima e, in
particolare, le teorie di Locke al riguardo, Voltaire trova il pretesto per inseri-
re alcune righe che alludono (drammatizzandole) alle persecuzioni di cui egli
stesso fu vittima per aver divulgato in Francia, molto tempo prima, il pensiero
lockeano. Lindignazione per il trattamento riservatogli da suoi compatrioti lo
induce a spostare repentinamente la propria attenzione (e quelle del lettore),
e, senza troppe transizioni, far seguire una ventina di righe contro i follicolari,
ossia quei pennivendoli che, presi nel loro insieme o singolarmente, hanno sem-
pre costituito uno dei bersagli preferiti per i suoi strali, e questo sfogo indignato
lo porta a tessere per contrasto, e per lennesima volta, lelogio della libert di
pensiero in materia religiosa di cui avrebbero goduto gli uomini della Roma
antica:

11
Si veda infra voce Abramo, sez. I.
xiv riccardo cambi

In mezzo alla schiuma della nostra letteratura, c sempre stato pi duno


di quei miserabili che ha venduto la propria penna e brigato contro i propri
stessi benefattori. Questa osservazione del tutto estranea alla voce Ani-
ma: ma si dovrebbe forse perdere unoccasione per spaventare coloro che
si rendono indegni del nome di uomini di lettere, prostituendo quel poco
di spirito e di coscienza di cui dispongono per un vile interesse, per intrighi
chimerici, tradendo i propri amici per adulare qualche imbecille, e pestando
in segreto la cicuta che lignorante potente e malvagio dar da bere a utili
cittadini?
mai capitato nella venerabile Roma che un Lucrezio venisse denunciato
ai consoli per avere messo in versi il sistema di Epicuro? O un Cicerone per
aver scritto diverse volte che dopo la morte non si prova alcun dolore? []

E, poi, chiude la propria digressione ancor pi bruscamente di come lave-


va cominciata: Questa lezione vale bene una lezione sullanima: avremo forse
pi di unoccasione per ritornarci sopra12. Evidentemente gli argomenti la
natura dellanima e la sua immortalit, il diritto di esprimere liberamente il
proprio pensiero e le proprie perplessit in materia, senza essere importuna-
ti da qualche follicolario e della censura stavamo entrambi molto a cuore
a Voltaire, tanto chegli ritenne di non poter perdere loccasione di assestare
un colpo ai suoi avversari e, nello stesso tempo, rivendicare un diritto sentito
ormai come irrinunciabile e ingiustamente conculcato dalle autorit religiose.
Una simile denuncia, lanciata inaspettatamente nel corso di una pacata disser-
tazione metafisica, trasforma questultima in qualcosa di assai pi temibile per
lortodossia di quanto gi non la rendessero tale le ardite tesi in essa sostenute:
anche una discussione che, per lastrazione delle questioni dibattute avrebbe
potuto sembrare riservata a una ristretta cerchia di dotti, pu fornire a Voltaire
loccasione per denunciare, una volta di pi, loscurantismo del potere ecclesia-
stico e la meschinit di coloro che se ne fanno schermo per perseguire un vile
interesse; e questa lezione vale (si legga: pi importante di) quella che
ci pu insegnare una dotta dissertazione metafisica. Di fatto, Voltaire mostra
come glinteressi meschini dei pennivendoli e quelli (certo assai pi nobili) dei
difensori dellortodossia fossero strettamente intrecciati tra loro; e, anzi, tratta
i secondi alla stregua dei primi, confondendoli (o fingendo di confonderli).
La difesa dellortodossia viene associata allintolleranza, e questa alla calunnia.
Una disputa di scuola si trasforma in un attacco polemico sferrato (per cos
dire) a tradimento, e la scrittura, anche quando sembra trattare argomenti del
tutto teorici, diventa un modo per agire, ovvero per contribuire alla lotta in
favore di alcuni diritti civili, nella fattispecie la libert di pensiero, contro una
delle tante maschere dellinfme, quella religiosa.
Siffatte digressioni, che si possono trovare disseminate ovunque nei suoi
testi in prosa (e, con particolare frequenza, nelle voci di dizionario), contri-

12
Si veda infra voce Anima, sez. III.
introduzione xv

buiscono certo ad accrescere quel caos didee che ha sconcertato, e tutto-


ra sconcerta, taluni lettori di Voltaire. incontestabile che, nelle sue opere,
qualunque argomento sembra potersi collegare (almeno potenzialmente) a
qualunque altro e che, in definitiva, ogni suo testo, qualunque tema tratti,
fra digressioni, tirate polemiche, aneddoti, aggressioni verbali ad hominem,
battute di spirito pi o meno argute, mira sempre ad un unico obiettivo, ha
sempre un unico fine che, dirlo con le parole di Voltaire stesso, : rende-
re, se posso, ridicolo e odioso lo spirito di partito13, e, per Voltaire, fazioso
sintende sempre lo spirito del partito di chi non la pensa come lui. Ma
altres incontestabile che, proprio per questo, c del metodo nel caos vol-
tairiano14. Non sar, certo, un metodo rigoroso, deduttivo, conforme a quello
more geometrico secentesco, e ci si potr perfino legittimamente rifiutare di ri-
conoscere che sia un metodo. Per ci, forse, sarebbe pi giusto parlare piutto-
sto di stile. Voltaire, in effetti, non dispone tanto di un metodo, e meno ancora
di un sistema filosofico, quanto piuttosto di uno stile uno stile di pensiero,
prima ancora che letterario. Da qui, con ogni probabilit, nasce la diffidenza
che hanno nutrito nei suoi confronti tanti filosofi di professione (a meno che
non sia pi corretto dire: tanti professori di filosofia). In ogni caso, in questo
contesto, stile dovr essere pensato in stretta correlazione con quellatteg-
giamento spiritoso15 che Hegel indicava come laspetto pi interessante, e
filosoficamente rilevante, del pensiero illuminista francese in generale (e, sar
lecito aggiungere, voltairiano in particolare).
In virt di tale atteggiamento, la coscienza della pura libert diviene,
se vogliano attenerci al lessico hegeliano, uno spirito conscio di se medesi-
mo, pronto ormai a uscire dallo stato di minorit (e la formula, celeberrima,
questa volta di Kant), ossia non pi disposto a piegarsi a nessuna autorit
fede, tradizione, o che altro che non sia stata previamente passata al va-
glio della critica. Con il suo infallibile senso storico, Hegel il filosofo il cui
pensiero sistematico in apparenza pi distante dallatteggiamento spiritoso
del pensiero settecentesco francese ha saputo comprendere che, attorno alla
met del XVIII secolo, quello chegli chiama il razionale non doveva pi
essere cercato nella filosofia sistematica di scuola, la quale oramai non era, e
non poteva pi essere, che un residuo del passato (per quanto glorioso). Hegel
non ha esitazioni nel riconoscere nellesprit il momento autenticamente filoso-
fico dellIlluminismo francese, di cui pure, ancora oggi, capita di dover sentir
dire che, allinfuori di Rousseau, [] non ha conosciuto grandi filosofi16.

13
Si veda infra voce Bayle.
14
Cfr. J.-M. Moureaux, Ordre et dsordre dans le Dictionnaire philosophique, in Dix-
huitime sicle, 12, 1980.
15
G. W. F. Hegel, Lezioni di storia della filosofia, cap. II, C. La filosofia francese, Firen-
ze, La Nuova Italia, 1944, vol. III/2, p. 239.
16
Z. Sternhell, Contro lIlluminismo. Dal XVIII secolo alla guerra fredda, Milano, Bal-
dini Castoldi Dalai, 2007, p. 14. Si tratta di un luogo comune ben radicato; nel 1926, A.
xvi riccardo cambi

Viceversa, malgrado labisso che la separa dallesprit dei philosophes del secolo
precedente, il pensiero filosofico onnicomprensivo di Hegel gli permise di co-
gliere e valutare pienamente il carattere peculiare del loro modo dintendere e
di praticare la filosofia, e il valore fondamentale della loro posizione nel quadro
di una fenomenologia dello spirito.
Lesprit di cui, qui, Hegel parla, e che costituisce uno dei tratti salienti pi
celebrati (si dica pure: uno dei miti) del XVIII secolo, quello che innerva la
prosa di Voltaire: di esso stato detto, a giusto titolo, che uno stile: le-
sprit di Voltaire uno stile. [] Se mai fu corretto dire: lo stile luomo,
sicuramente fu nel caso di Voltaire, il quale abita la propria opera con una
presenza quasi fisica, installandovi il proprio tempo, le proprie lotte, le proprie
affaires17. questa presenza che anima e d corpo alla prosa di Voltaire (e che,
come per una maledizione, sembra essere completamente evaporata dai suoi
versi, di cui egli andava tanto fiero)18. Essa imprime alla sua scrittura quellan-
damento disinvolto, brillante, vario che la caratterizza e ne fa lunicit. Ma,
come non sfugg a Hegel, latteggiamento spiritoso, che anima la prosa vol-
tairiana conferendole la sua incomparabile finezza e leggerezza, il contrario
della superficialit che taluni si ostinano a imputare ad essa:

Ci che i francesi considerano il mezzo pi sicuro per piacere univer-


salmente, ci che essi chiamano esprit. Questo esprit, nelle nature superfi-
ciali, si limita alla combinazione di rappresentazioni lontane tra di loro, ma
in uomini pieni di spirito [geistreichen], come ad esempio Montesquieu e
Voltaire, esso, diventa, raccogliendo in unit ci che lintelletto separa, una
forma geniale di razionalit [einer genialen Form des Vernnftigen], poich
la razionalit ha come determinazione essenziale precisamente questo rac-
cogliere in unit. Questa forma del razionale [diese Form des Vernnftigen]
non per ancora quella della conoscenza concettuale; i pensieri profondi e
ricchi di spirito [geistreichen] che si trovano in uomini come quelli nominati,
non sono sviluppati a partire da un unico pensiero universale, ma guizzan
via come lampi19.

dubbio che Voltaire, e Montesquieu, avrebbero apprezzato la prosa e il


modo di filosofare di Hegel, ma quanto ad acume e a capacit di comprensione

N. Whitehead liquidava la questione altrettanto sbrigativamente: I philosophes non erano


affatto filosofi (La scienza del mondo moderno, Torino, Bollati Boringhieri, 2001, p. 74). E
naturalmente, volendo, si potrebbe risalire molto pi indietro nel tempo, e menzionare molti
altri autori.
17
Y. Belaval, Lesprit de Voltaire, in Studies on Voltaire and the eighteenth Century,
24, 1963, p. 144.
18
Cfr. R. Campi, Le forme dellesprit. A proposito del sistema dei generi, dellanti-retorica
e dellepigramma, in Le conchiglie di Voltaire, Firenze, Alinea, 2001, pp. 57-91.
19
G. W. F. Hegel, Enciclopedia delle scienze filosofiche in compendio, III. Filosofia dello
spirito, 394, aggiunta, Torino, UTET, 2000, p. 133.
introduzione xvii

non avrebbero potuto augurarsi di trovare lettore pi comprensivo e acuto di


lui. Per limitarci per il momento allaspetto formale della scrittura di Vol-
taire, di cui Hegel dimostra di aver pienamente afferrato la portata non solo
letteraria, ma anche filosofica, dello style coup delle prose voltairiane, anche
minori, e massimamente delle voci di dizionario, il cui ritmo costitutivamente
discontinuo aspira a rendere esattamente quel senso di fulminea brevit che
caratterizza quel tipo di ragione arguta, che allora veniva chiamata esprit20. Lo
stile, pertanto, in questo caso, anche nello stesso tempo una maniera di ragiona-
re, di concatenare le idee secondo un processo associativo (pi che rigorosamente
deduttivo) che sovente sopprime le articolazioni causali, i nessi logici evidenti e
le idee intermedie: e questo modo di procedere quando assume la forma della
scrittura si chiama, com noto, paratassi, che la figura sintattica dominante nel-
la prosa di Voltaire, la quale (per di pi) abbonda di frasi di fulminante brevit21.
Il risultato un periodare discontinuo che emancipa il discorso argomentativo
o narrativo che sia dai vincoli e dai limiti di una consequenzialit logica prede-
terminata. Nei suoi scritti in prosa, Voltaire ritrova cos la libert di inventare a
piacere che egli stesso si era vietato nella costruzione delle opere di genere nobile
e che gli permette di sviluppare unidea ricca di trovate e di abbandonare quelle
che non divertono22. Gli effetti che tale scrittura paratattica produce, quando si
coniuga a uno spirito dotato di un particolare talento nel cogliere il ridicolo delle
opinioni23, sono sovente di sicura efficacia satirica e polemica. La rapidit della
frase permette di accostare, e magari contrapporre criticamente, idee remote
tra loro, facendone scaturire significati o, pi spesso, assurdit e contraddizio-
ni che altrimenti sarebbero passati inosservati: questa la funzione propria-
mente critica, ovvero filosofica, dello stile digressivo e, in apparenza, leggero
e superficiale di Voltaire, che non era sfuggita a Hegel. E questa rapidit del
ritmo e variet di associazioni didee erano ci che stava maggiormente a cuore
a Voltaire per alleggerire la scrittura evitando che essa diventasse prolissa, gre-
ve, e noiosa.
Da grande scrittore se non da grande poeta, quale silludeva di essere ,
Voltaire si attenne sempre a un principio che nessuna arte poetica classicista

20
Si veda infra la voce Spirito, sez. II, apparsa nel 1755 nel V tomo dellEncyclopdie.
21
Cfr. J. R. Monty, tude sur le style polmique de Voltaire: le Dictionnaire philosophi-
que, numero monografico di Studies on Voltaire and the eighteenth Century, 44, 1966, in
particolare il paragrafo intitolato Structure de la phrase, pp. 138-147, in cui tra laltro si legge
che il movimento della frase voltairiana dipende in generale dalla rapidit con cui, posto il
soggetto, il verbo giunge a identificare lazione. Ci si imbatte allora in quelle frasi perentorie,
categoriche, che riflettono una presa di posizione assoluta da parte dellautore. Allo stesso
modo i complementi seguono il verbo immediatamente (p. 139).
22
J. Sareil, La discontinuit dans Candide, in Le Sicle de Voltaire, a cura di C. Mervand
e S. Memant, Oxford, The Voltaire Foundation, 1987, vol. II, p. 830.
23
N. de Condorcet, Vie de Voltaire, in Voltaire, uvres compltes, ed. L. Moland, cit.,
1883, vol. I (tudes et documents biographiques), p. 284.
xviii riccardo cambi

gli aveva insegnato: tutti i generi sono validi, tranne quello noioso24. Ed egli
sapeva perfettamente che il segreto per annoiare quello di dire tutto. Sono
sempre consapevole di quanto sia difficile essere brevi e densi, distinguere
le sfumature, non dire niente di troppo, senza omettere nulla25. Allo stesso
modo, secondo Montesquieu, per scriver bene bisogna tralasciare le idee in-
termedie, tanto da non riuscire noiosi; ma non troppo, per il pericolo di non
essere intesi. Sono quelle felici soppressioni che hanno fatto dire a Nicole che
tutti i buoni libri sono doppi26. Affinch possa emergere e diventare leggibile
il secondo libro celato nelle allusioni e nei silenzi del testo scritto, per ne-
cessario che lautore possieda unarte che, come precisava Montesquieu, non
si apprende nella solitudine della propria biblioteca, del proprio studio, che
sono luoghi in cui simpara a scrivere con ordine, a ragionar giusto, e a for-
mulare bene i propri ragionamenti: il silenzio in cui ci si trova fa s che si possa
dare una connessione ai nostri pensieri; lo scrittore ha molto da imparare
anche in societ (dans le monde), dove simpara ad immaginare; nelle con-
versazioni girano varie cose; [] vi si esercita il pensiero per il fatto che non
si pensa, cio si hanno le idee che vengono per caso, e che spesso sono quelle
buone27. la dimestichezza con larte e la pratica della conversazione che
insegna a scrivere quei libri doppi che non annoiano perch, proprio come
in una conversazione che non sia un alternarsi di monologhi, i lettori stessi
contribuiscono attivamente a colmare le felici soppressioni con la propria
immaginazione e con le proprie associazioni di idee. Ancora Montesquieu, in
una pagina del proprio capolavoro, raccomandava: Non bisogna mai esaurire
un argomento al punto da non lasciare nulla da fare al lettore. Non si tratta
di far leggere, ma di far pensare28. In questo caso, allora, affermare che per
lautore essi sono piuttosto dei veri e propri interlocutori non sar un semplice
modo di dire29.
Daltronde, anche Voltaire, nella lettera a Madame Du Deffand citata in
precedenza, proseguiva evocando il nome di Montaigne e, in tal modo, inseri-
va esplicitamente il Dictionnaire philosophique portatif che stava componendo
nella tradizione saggistica inaugurata (almeno nellEuropa continentale) dal-

24
Lettera a Horace Walpole, 15 luglio 1768, in Voltaire, Correspondance, cit., 1985, vol.
IX, p. 556.
25
Lettera a dAlembert del 26 novembre 1756 in Voltaire, Correspondance, cit., 1978,
vol. IV, p. 983.
26
L. Secondat de Montesquieu, Riflessioni e pensieri inediti (1716-1755), trad. di Le-
one Ginzburg, Torino, Einaudi, 1943, p. 65 [rist. anastatica, a cura di D. Felice, Bologna,
CLUEB, 2010]; per loriginale cfr. Montesquieu, Mes penses, 802, in uvres compltes,
Paris, Seuil, LIntgrale, 1964, p. 970.
27
Ibid. p. 64 lievemente corretta; cfr. ed. originale Mes penses, cit., 792, p. 969.
28
L. Secondat de Montesquieu, De lesprit des lois, XI, 20, in uvres compltes, cit., p. 598.
29
A proposito dellarte e della pratica della conversazione, cfr. M. Fumaroli, La conversa-
tion, in Trois institutions littraires, Paris, Gallimard, 1994.
introduzione xix

la pubblicazione degli Essais nel 1580: Procedo nel mio lavoro altrettanto
liberamente [franchement] quanto Montaigne nel suo; e, se mi smarrisco,
avanzando con un passo un po pi saldo. E al nome di Montaigne bisogner
aggiungere almeno anche quello di Pierre Bayle, che Voltaire, gi nel 1737, in-
dicava come il dialettico pi profondo che mai abbia scritto; [] quasi luni-
co compilatore che abbia gusto, pur affrettandosi ad attenuare questo giudi-
zio positivo in quanto, daltra parte, nel suo stile sempre chiaro e naturale, ci
sono troppa trascuratezza, troppa noncuranza delle convenienze, troppe scor-
rettezze. prolisso: invero egli conversa con il lettore come Montaigne; e per
questo tutti ne sono incantati, ma si abbandona a uno stile stracco e alle espres-
sioni triviali di una conversazione troppo semplice; e pertanto irrita spesso
luomo di gusto30. Voltaire lasciava cos intendere quello che per lui era il vero
pregio della scrittura di Bayle e, a maggior ragione, di Montaigne: la capacit
di conversare con il lettore31. Opportunamente emendato da ogni sciatteria
e prolissit, anche lo stile del Dictionnaire philosophique portatif aspirava a un
analogo tono conversevole. Voltaire si esprimer nella maniera pi esplicita a
questo proposito nella Prefazione che, a partire dalla quinta edizione del 1765,
egli fece precedere a tutte le successive edizioni del Dictionnaire, dove si legge:

Questo libro non esige una lettura continuata; ma, in qualunque punto
lo si apra, si trova qualcosa su cui riflettere. I libri pi utili sono quelli fatti
per met dai lettori; costoro sviluppano i propri pensieri, di cui si offre loro
il germe; correggono ci che sembra loro manchevole e rinforzano con le
proprie riflessioni ci che pare loro debole.

Ben pi dellEncyclopdie di Diderot e dAlembert, della quale erano ap-


parsi con enorme clamore i primi volumi allinizio degli anni Cinquanta (e alla
quale pure, tra molte esitazioni, riserve e malintesi, Voltaire collabor attiva-
mente32), furono quindi il monumentale Dictionnaire historique et critique (che
risaliva al 1697) e, pi ancora, gli Essais di Montaigne a fornire a Voltaire, mal-
grado tutte le sue riserve, il modello di una forma di scrittura digressiva e aperta
alla collaborazione del lettore. Questi viene convocato dallautore e costretto
a integrare il testo con le proprie riflessioni. Ci si badi non fa affatto di
questo tipo di scrittura una scrittura post-moderna, in cui il lettore divente-

30
Voltaire, Conseils un journaliste [1737], in uvres compltes, cit., vol. XXII, rispetti-
vamente pp. 263 e 241, corsivo ns.
31
Sulla concezione di Montaigne dellessai come una sorta di conversazione privata con il
lettore, cfr. C. Bauschatz, Lidea di lettura in Montaigne, in Studi di estetica, 1991; sullim-
portanza dellopera di Bayle per Voltaire, cfr. H. E. Haxo, Bayle et Voltaire avant les Lettres
philosophiques, in Modern Language Association, 46/2, 1931 e H. T. Mason, Pierre Bayle
and Voltaire, Oxford, O.U.P., 1963.
32
Sulla partecipazione di Voltaire allimpresa enciclopedica, il testo da consultare resta
la monografia di R. Naves, Voltaire et lEncyclopdie, Paris, 1938 [rist. anastatica Genve,
Slatkine, 1970].
xx riccardo cambi

rebbe una maschera tra le altre da mettere in gioco nella fabula, nella finzione
testuale: ci, semmai, comprova come la scrittura fosse per Voltaire una forma
di azione, dintervento, il cui scopo era precisamente quello di coinvolgere il
pubblico dei lettori, obbligandoli cos a esercitare in (semi-)autonomia la loro
facolt di pensare da s. Nei numerosi passi in cui si rivolge direttamente al
lettore, Voltaire non sta praticando un innocuo gioco meta-letterario, nel qua-
le il lettore venga chiamato (per finta) a far parte della finzione: al contrario,
quando, dopo aver denunciato per lennesima volta i privilegi ingiustificati e le
ingerenze della casta sacerdotale nella vita pubblica (nel caso in acconcio, per
un residuo di prudenza, il suo bersaglio esplicito sono gli imam musulmani),
Voltaire termina bruscamente: Quante cose ci sarebbero da dire su tutto ci!
Lettore, spetta a te dirle33, egli sta realmente lasciando al lettore il compito di
trarre le conclusioni e paragonare gli imam di cui si parla nel testo con altri preti
di unaltra religione a lui pi familiare. Che, poi, verso la met del XVIII secolo,
tale confronto non esigesse un grande sforzo intellettuale da parte dei lettori di
Voltaire, non toglie nulla al fatto che, effettivamente, spettava a costoro e alla
loro intelligenza integrare quanto il testo voltairiano ometteva di dire esplici-
tamente. (Questa sia detto per inciso peraltro la medesima funzione che
svolge lironia in tanti testi di Voltaire o di Montesquieu nelle Lettres persanes:
non una mera figura retorica, bens un dispositivo per costringere il lettore a
partecipare alla produzione del senso del testo, facendo cos di lui un complice
attivo). Leffetto di questa strategia testuale di esercitare sul lettore unazione
di stimolo intellettuale, prima ancora che semplicemente educativa, informati-
va o propagandistica. Nel dialogo che costituisce la voce Libert di pensiero34,
quando il personaggio dal nome parlante Boldmind (intelletto audace) che parla
a nome di Voltaire, discutendo con il proprio interlocutore, degno rappresentante
dellInquisizione portoghese dal nome non meno parlante (Voltaire ne ha coniato
il nome per metatesi: Medroso), lo incalza e lo esorta con le parole: Abbia il co-
raggio di pensare da solo, Osez penser par vous-mme, di fatto si sta rivolgendo
anche, e soprattutto, al lettore e questa esortazione era, quasi alla lettera, il
motto dellilluminismo, secondo Kant35.
Il carattere conversevole della scrittura di Voltaire, con la sua ironia e le
sue felici soppressioni, il suo style coup e le sue digressioni e discontinuit,
risulta perfettamente funzionale al progetto filosofico illuminista, proprio in

33
Si veda infra la voce Sacerdoti, apparsa originariamente nelledizione del 1765 del Dic-
tionnaire philosophique portatif.
34
Si veda infra; anche questa voce fu inserita nelledizione del 1765.
35
I. Kant, Risposta alla domanda: che cos lilluminismo? [1784], in Scritti politici e di
filosofia della storia e del diritto, Torino, UTET, 1965, p. 141: Sapere aude. Abbi il coraggio
di servirti della tua propria intelligenza. Questo il motto dellilluminismo. Cfr. F. Venturi,
Was ist Aufklrung? Sapere aude, in Rivista storica italiana, LXXI, 1959; sullinterpretazio-
ne kantiana dellilluminismo, si pu vedere J.-L. Bruch, Kant et les Lumires, in Revue de
mtaphysique et de morale, IV, 1974.
introduzione xxi

virt di questi suoi tratti in apparenza pi frivoli e superficiali. Sono proprio


questi, per, che stimolano nel lettore quella capacit di pensare da s che
necessario esercitare per poter uscire dallo stato di minorit in cui si trova
chi accetta senza discutere tradizioni, pregiudizi, dogmi, in breve, qualunque
autorit che non sia stata passata al vaglio della critica e della ragione. Pi
che le idee che Voltaire divulga (sovente di seconda mano), la sua prosa,
ironica e brillante per quanto vile, che ha contribuito a creare un pubblico
in grado di fare autonomamente uso della propria intelligenza, e che gli ha
insegnato a diffidare, e magari a ridere, di venerabili oscurit, di privilegi
ingiustificati e di dogmi incomprensibili. La sua prosa fu uno mezzo efficace
proprio in virt della sua brevit, rapidit e brio; la prolissit non era solo una
mera goffaggine stilistica, ma un vero e proprio impedimento allazione e
Voltaire ne era ben consapevole quando dichiarava nel 1763, nel pieno della
lotta: bisogna essere brevi e sapidi, altrimenti i ministri di Mme Pompadour,
i funzionari e le cameriere con il libro ci fanno i bigodini36. Se voleva con-
tribuire a fare di ministri e cameriere un pubblico illuminato che sostenesse
il partito filosofico nelle sue campagne, lo scrittore non doveva rivolgersi a
esso con una scrittura ardua e concettosa, oggi diremmo specialistica, bens
con una scrittura che mimasse i ritmi e le cadenze disinvolte e gradevoli della
conversazione mondana.
Per questa ragione, malgrado la loro primaria funzione di testi di pronta
consultazione, gli articoli di dizionario non furono mai redatti da Voltaire con
intenti semplicemente informativi, nemmeno quelli con cui egli contribu alla
grande impresa collettiva di Diderot e dAlembert37. La voce di dizionario,
quando opera della penna di Voltaire, deve essere ascritta piuttosto allo
stesso genere minore, non riconosciuto dalla poetica classicista e difficilmen-
te definibile, cui appartenevano i contes philosophiques, i libelli satirici o i
brillanti dialoghi filosofici, in breve, tutti quegli scritti che nascevano per lo
pi dietro limpulso delle contingenze della polemica e delle circostanze. E,
in effetti, questo genere di scrittura risponde alle medesime esigenze, ossia
fornire a Voltaire un mezzo per intervenire efficacemente nella discussione,
cio per agire.
Non un caso che, sotto il titolo apocrifo di Dizionario filosofico, i curatori
della prima edizione postuma apparsa a Kehl delle opere complete di Voltaire,
Condorcet, Beaumarchais e Decroix, raccolsero anche tutti quei testi in prosa,
che, per la loro brevit e variet di argomenti, Voltaire stesso aveva dato alle
stampe inserendoli spesso in volumi intitolati genericamente Mlanges che
come dire che neanche lui avrebbe saputo come classificarli e stabilire chiara-
mente a quale genere appartenessero. Finch Voltaire visse, perfino le Lettres

36
Lettera a Moultou del 6 gennaio 1763 in Voltaire, Correspondance, cit., 1981, vol. VII,
p. 21.
37
Si vedano infra le voci: Eleganza, Eloquenza, Finezza, Idolo, Immaginazione, ecc.
xxii riccardo cambi

philosophiques, apparse nel 1734, e che furono il suo primo grande succs de
scandale e di tutte la prima met del secolo , non vennero mai pi ripubbli-
cate come opera autonoma, ma furono sempre riproposte smembrate e rifuse
come articoli sparsi in altre raccolte di testi vari. E, come tali, molte singole
lettere vennero inserite quali singole voci del Dizionario filosofico costruito
dagli editori di Kehl38: si trattava di una scelta editoriale abusiva, certo, ma
non troppo. Per dimensioni, stile e destinazione, i testi che componevano ori-
ginariamente le Lettres philosophiques come pure la miriade di appelli, brevi
dialoghi, apologhi, lettere aperte che Voltaire profuse in pi di mezzo secolo di
frenetica attivit erano gi voci di dizionario, quanto meno nel senso assai
ampio chegli attribuir poi a questo termine. Come stato osservato autorevol-
mente, e in maniera molto pertinente, ben prima di concepire il progetto di un
dizionario, Voltaire pensava gi per voci [par articles] in quanto il suo modo di
pensare, [essendo] molto analitico, rifiuta le costruzioni concettuali; Voltaire
non ama i libri strutturati. Il suo procedimento spontaneo consiste nellisolare
un argomento e nellapplicare su di esso tutte le proprie facolt critiche e tutte
le risorse della propria erudizione39.
La prosa di Voltaire sia saggistica che panflettistica, narrativa o epistolare
, proprio perch vile, in quanto non vincolata alle convenzioni e alla pre-
cettistica di una retorica normativa, si riduceva ai suoi occhi alla schietta, im-
mediata, libera registrazione dei propri pensieri e opinioni su questo mondo
e sullaltro e questo fu sempre lo scopo principale (se non unico) della sua
opera di scrittore engag, nonch un vero piacere, come egli stesso confessava
candidamente: un grande piacere mettere su carta i propri pensieri, farsene
unidea chiara e rischiarare gli altri rischiarando se stessi40. Il piacere chegli
seppe trarre da questo genere di scrittura abbandonandosi liberamente alle in-
tuizioni del proprio esprit traspare a ogni pagina, a ogni riga della sua prosa
impareggiabile, e si trasmette irresistibilmente a qualunque lettore non preve-
nuto e questo brio, questo atteggiamento spiritoso che lavanzare dellet
miracolosamente non offusc mai in lui fu ci che assicur la riuscita letteraria
di questi sui testi minori (divenuti, oggi, monumenti della lingua francese al
suo apogeo) e la loro temibile efficacia come strumenti nella sua lotta contro
linfme.

38
Gli editori di Kehl inserirono nel Dizionario filosofico parecchie voci, quali per esempio
Commerce e Courtisans lettrs che, in realt erano, e tuttora sono, rispettivamente, la decima
e la ventesima delle Lettres philosophiques.
39
R. Pomeau, Histoire dune uvre de Voltaire: le Dictionnaire philosophique portatif, in
LInformation Littraire, VII/2, 1955, p. 44.
40
Lettera a dArgenson, 14 dicembre 1770, in Voltaire, Correspondance, cit., 1986, vol.
X, p. 516.
introduzione xxiii

II. Lo stile o, detto meglio, la forma della scrittura parte integrante della
strategia offensiva perseguita da Voltaire, il cui fine veniva da lui stesso sinte-
tizzato nel celeberrimo, truculento grido di battaglia, instancabilmente ripetu-
to ai suoi corrispondenti pi fidati come un nuovo delenda Carthago: crasez
linfme! Ma la cosa pi singolare che, in questopera di annientamento, egli
facesse affidamento sul ridicolo come sulla pi forte delle armi: esso, infatti,
secondo lui, viene a capo di tutto, senza contare che un grande piacere
ridere vendicandosi. Egli poi confessava di aver sempre rivolto a Dio una
preghiera, assai breve. Questa: Dio mio, rendi ridicoli i nostri nemici e, grato,
ammetteva: Dio mha sempre esaudito41, anche se, per questo, non aveva bi-
sogno di impetrare lintervento dellAltissimo, il quale era gi stato infinitamen-
te prodigo con lui, provvedendolo di un senso del ridicolo eccezionalmente
acuto. In unaltra circostanza, spronava dAlembert, affermando che la []
principale occupazione in questa vita deve essere combattere il mostro e gli
chiedeva soltanto una cosa: cinque o sei motti arguti [bons mots] al giorno,
sono sufficienti; esso non si risollever pi. Ridete, Democrito; fate ridere, e i
saggi trionferanno42. Ma quando una risata basta a sconfiggere i propri av-
versari, a distruggerne le convinzioni smascherandone lideologica falsit, ci
significa che, in realt, le loro posizioni sono gi divenute indifendibili. Se sif-
fatte dichiarazioni possono sembrare eccessive o eccessivamente ottimistiche
(per vincere il mostro ci volle ben altro, come apparve chiaro tra il 1789 e
il 1794), Voltaire aveva per compreso con chiarezza che avere dalla propria
parte il pubblico che ride significava aver gi minato le fondamenta di unin-
tera tradizione di pensiero, e di tutto un sistema politico e religioso, il quale,
bench ancora temibile per la sua capacit di reprimere il dissenso con la forza
e la violenza, non poteva essere pi preso sul serio43: ormai si poteva ridere dei
venerabili princpi su cui esso continuava a fondarsi. E, come le dichiarazioni
riportate in precedenza (e tutte le innumerevoli altre che si potrebbero citare)

41
Lettera a dAlembert, 26 giugno 1766, in ibid., 1983, vol. VIII, p. 516.
42
Lettera a dAlembert, 30 gennaio 1764, in ibid., 1981, vol. VII, p. 548; salvo poi rim-
proverare allo stesso dAlembert lintenzione di prendere il partito di ridere dinanzi alle
iniquit del potere assolutista: Bisognerebbe prendere quello di vendicarsi, o almeno di
lasciare un paese in cui si commettono ogni giorno tanti orrori, e concludeva: Non posso
accettare che finiate la vostra lettera dicendo Rider. Ah mio caro amico, questo forse
il tempo di ridere? Si rideva forse nel vedere arroventare il toro di Falaride? Vi abbraccio
con rabbia (lettera del 23 luglio 1766 in ibid., 1983, vol. VIII, p. 554) evidentemente i tipi
isterici come Voltaire non amano nemmeno sentirsi dare ragione.
43
Rifiutarsi di prendere sul serio lavversario non solo una (facile) tattica polemica,
ma, verso la met del Settecento, era da parte di Voltaire un modo risoluto e divertito di
condannarlo definitivamente come irrilevante, cio non conforme ai tempi; si veda infra la
voce Adamo, sez. III: Nel secolo in cui viviamo non ci sinterroga pi seriamente se Adamo
ebbe la scienza infusa o no; coloro che per molto tempo agitarono tale questione non ave-
vano alcuna scienza, n infusa, n acquisita cos, con una levata di spalle, Voltaire liquida
tutta la questione, senza degnarsi di provare a fornire una risposta, e nemmeno a confutarla.
xxiv riccardo cambi

dimostrano in maniera inequivocabile, Voltaire sapeva che ridere la prima,


pi immediata, e quasi involontaria, forma di complicit44. per questo che,
nella propria scrittura in prosa, superficiale, disordinata, divagante, egli pro-
cede si vorrebbe dire per colpi di mano, come per cogliere di sorpresa il
lettore, per divertirlo, anche nel senso strettamente etimologico del termine:
ossia per stornarne lattenzione e, cos facendo, disorientarlo, sconcertarlo, e
porlo, quando meno se lo aspetta, dinanzi a una qualche risibile assurdit, a
una flagrante contraddizione, retaggio di vecchi pregiudizi e di vecchie usanze,
e strappargli una risata di assenso mettendone cos alla prova lo spirito critico.
La fondamentale seriet di Voltaire, che non sfugg a Hegel, risiede nellap-
parente superficialit, nella divertita e divertente disinvoltura del suo atteggia-
mento spiritoso. Il vero contenuto originale delle sue prose minori pre-
cisamente quellesprit che consiste sono parole di Voltaire nel far valere
lo spirito degli altri45. Questo principio di Voltaire pienamente conforme al
progetto pedagogico illuministico. Kant non far che riformularlo in maniera
pi articolata, ma non pi chiara, in una nota di un suo opuscolo occasionale,
ma non per questo meno importante, apparso nel 1786. In questa nota di Che
cosa significa orientarsi nel pensiero, egli riprende il tema centrale del celebre
articolo del 1783 in risposta alla domanda Che cos lilluminismo?, andando
direttamente al nocciolo della questione: lilluminismo scrive la massi-
ma che invita a pensare sempre da s, e pensare da s significa cercare in se
stessi (cio nella propria ragione) la pietra ultima di paragone della verit46. In
Kant, fin dai tempi della svolta critica (la sua rivoluzione copernicana), gli
sviluppi di questo modo dintendere lilluminismo erano stati ben diversi, per
metodo e conclusioni, rispetto alla filosofia quale lavevano concepita e pra-
ticata Voltaire, o Montesquieu, e parecchi altri. La definizione chegli ne d nel
1786 evidenzia, nondimeno, un aspetto essenziale che si ritrova, in particolare,
in Voltaire. Kant osserva che insegnare a pensare da s non poi cos diffici-
le, una volta che si abbia ben compreso che lilluminismo non consist[e] di
cognizioni ossia, come si potrebbe anche dire, che esso non un corpus di
conoscenze, pi o meno esteso e vario o unitario, da trasmettere e insegnare.
Lilluminismo, per Kant, non affatto un sapere, bens un modo di usare auto-
nomamente la propria facolt di pensare, ovvero, come si era espresso nellar-
ticolo del 1783, di fare un uso pubblico della propria ragione (e di insegnare a
farlo): Kant afferma che lilluminismo piuttosto un principio negativo nellu-
so della propria facolt cognitiva, tanto che spesso chi ricchissimo di cogni-
zioni ne fa un uso assai poco illuminato47. Certo non si pu dire che le voci che

44
Sul tema del ridicolo come arma polemica in Voltaire, cfr. R. Campi, Le conchiglie di
Voltaire, cit., pp. 207-235.
45
Si veda infra voce Spirito, sez. II.
46
I. Kant, Che cosa significa orientarsi nel pensiero, Milano, Adelphi, 1996, p. 66.
47
Ibid., corsivo ns.
introduzione xxv

compongono il Dizionario filosofico non siano ricchissime di cognizioni: esse,


in effetti, toccano gli argomenti pi disparati, espongono e discutono le teorie e
dottrine pi diverse, suggeriscono ipotesi nuove e talvolta ardite, e in esse nomi,
fatti e dati abbondano, anche se non sono tutti di prima mano e adeguatamen-
te affidabili. Tuttavia, non questo aspetto enciclopedico quello pi rilevante
delle voci del Dizionario e, in generale, dellopera saggistica di Voltaire (si pensi
solo alle Lettres philosophiques).
Le informazioni trasmesse al lettore sono meno importanti, e originali, del
modo in cui questi testi, presi tanto singolarmente che nel loro insieme, insegna-
no con lesempio, si vorrebbe dire a porre i quesiti, le domande (questions)
in grado di smascherare linconsistenza delle verit che la tradizione assumeva
(e pretendeva dimporre) come ovvie, inconcusse. in questarte di porre do-
mande, di avanzare dubbi, di sollevare problemi che si esercita il buon senso
(sens commun) voltairiano; detto altrimenti, il principio negativo del pensie-
ro di Voltaire si esprime nel suo talento di questionneur e di douteur48. Daltra
parte, questo principio negativo il medesimo cui obbedisce lironia, la quale
afferma per negare, ovvero, come spiega Lausberg, fa uso del vocabolario della
parte avversa, utilizzato nella ferma convinzione che il pubblico riconosca lincre-
dibilit di questo vocabolario. La credibilit della propria parte risulter, quindi,
rafforzata tanto che, come risultato finale, le parole ironiche verranno intese in un
senso che sar completamente opposto al loro senso proprio (contrarium)49 o,
alternativamente, ma per ottenere gli stessi effetti, essa nega per affermare50.
Sfruttando un meccanismo di rovesciamento analogo, Voltaire formula le pro-
prie domande nella ferma convinzione che il lettore conosca gi la risposta e,
comunque, sia in grado di darsela da s o di afferrarne quella che, per lui, il
loro patente carattere retorico. Quando egli si chiede, indossando la maschera
di Dominico Zapata, professore di teologia alluniversit di Salamanca: Quan-
do due concili si anatemizzano lun laltro com accaduto venti volte, qual
il concilio infallibile?51, non si aspetta di ricevere un risposta, ma confida nel
buon senso (sens commun) del lettore, che sapr rovesciare la domanda, la falsa
perplessit che essa esprime, in unaffermazione circa lassurdit dellidea che
un concilio, composto da uomini (fallibili per natura), possa essere infallibile.
Questa falsa domanda funziona in base al medesimo principio che presiede a

48
Neologismi coniati plausibilmente da Voltaire stesso, che abbiamo tradotto alla meno
peggio con interrogante (pi propriamente sarebbe domandatore) e dubitatore, si
vedano infra lIntroduzione alle Questions sur lEncyclopdie del 1770 e la Dichiarazione che
precedeva ledizione del 1772, nonch le voci Conquista e Dichiarazione.
49
H. Lausberg, Elementi di retorica, 232, Bologna, Il Mulino, p. 128.
50
Francesco Orlando ha particolarmente insistito sulla funzione della negazione (in sen-
so freudiano) nel discorso ironico illuminista, cfr. Illuminismo e critica freudiana, Torino,
Einaudi, 1982, pp. 169-174, e segg.
51
Voltaire, Les questions de Zapata [1767], in Mlanges, Paris, Gallimard, Bibliothque
de la Pliade, 1961, p. 956.
xxvi riccardo cambi

una frase tipicamente ironica quale, per esempio: Tutti i concili sono infallibi-
li, non c dubbio: infatti, sono composti da uomini52. In entrambi i casi, per
Voltaire, si tratta di screditare lautorit di concili, facendo affiorare tacitamen-
te, ma inequivocabilmente, la contraddizione tra la pretesa che la loro autorit
sia infallibile e glinteressi meramente umani che animano queste assemblee
di ecclesiastici. Leventualit che attraverso di esse si esprima una volont su-
periore non viene confutata, e nemmeno presa in considerazione: Voltaire si
limita a esibire il contrasto tra lidea dinfallibilit e la rissosit e faziosit di cui
hanno dato prova i padri conciliari nel corso dei secoli, le loro faide, le loro
liti, le ingerenze dei diversi imperatori nelle loro decisioni a questo punto, la
sua domanda, come pure laffermazione secondo cui tutti i concili sono infal-
libili, suona come una palese assurdit e linfallibilit dei concili una risibile
soperchieria: il lettore stesso che indotto a trarre questa conclusione nel mo-
mento in cui non pu trattenersi dal sorridere dinanzi alla lampante, stridente
contraddizione.
La successione incalzante di domande presentate da Dominico Zapata
allassise dei teologi della facolt di Salamanca o di quelle che compongono per
intero la voce Perch (assai pi varie per argomenti, ma identiche nella loro in-
tenzione e struttura ironica) hanno lo scopo di fare emergere la contraddittorie-
t e linconsistenza dei problemi che esse sollevano: il loro tono affettatamente
ingenuo e privo di malizia funzionale a tale scopo, ed anchesso tipico del
discorso ironico: come se esse venissero poste dai Persiani di Montesquieu
o dallUrone del conte philosophique intitolato, per lappunto, LIngnu lo
sguardo non pregiudicato, innocente, estraneo di queste figure romanzesche
che conferisce alle loro osservazioni e commenti sulle abitudini, usanze e isti-
tuzioni europee la loro efficacia critica: allo stesso modo, le domande poste da
Voltaire ottengono un analogo effetto di estraniamento, costringendo il lettore
a considerare di volta in volta il problema in questione da un punto di vista che
non gli (ancora) familiare, ossia che sfugge al consueto modo di pensare e ai
preconcetti cui la tradizione lo ha assuefatto in altre parole, certe domande,
quando vengono poste da un ironista come Voltaire, non attendono risposta,
ma costringono il lettore a ripensare (criticamente) i presupposti delle proprie
credenze e convinzioni: e questa la loro funzione.
In questa maniera divertente, con le proprie domande ironiche, Voltaire
contribuisce al progetto illuminista quale Kant lo sintetizz qualche decennio
dopo la sua morte:

Servirsi della propria ragione non significa nientaltro che chiedersi, ogni
qualvolta si deve assumere qualcosa, se si ritiene davvero possibile eleggere
la ragione di tale assunzione, o anche la regola che consegue da ci che si
assume, a principio generale del proprio uso della ragione. Chiunque pu

52
Si veda infra la voce Concili, sez. III (apparsa originariamente nel 1767 nel Dictionaire
philosophique portatif).
introduzione xxvii

farne da s la prova, e, pur non avendo affatto le conoscenze necessarie a


confutare in base a ragioni oggettive la superstizione e lesaltazione, le ve-
dr svanire rapidamente, dal momento che si limita a servirsi della massima
dellautoconservazione della ragione53.

Per lilluminismo, nessuna assunzione pu pi essere considerata ovvia:


ognuna, anche (e soprattutto) quelle che la tradizione, lautorit o la consuetu-
dine inducevano a, o imponevano di, prendere per verit acquisite, deve essere
passata al vaglio della ragione. Per la precisione, nel caso di Voltaire, sembra
pi prudente e pertinente parlare di buon senso (il quale pi ragionevole54
che razionale in senso stretto) in quanto il giudizio chegli chiede implicita-
mente al lettore di pronunciare, anche senza avere le conoscenze necessarie,
scaturisce per lo pi dallimmediato confronto tra lidea e il dato empirico, tra
la credenza e il fatto, tra il dogma e la prassi. Questa lalternativa davanti a cui
pongono il lettore domande come le seguenti:

Perch in mezza Europa le fanciulle pregano Dio in latino, che esse non
capiscono?
Perch quasi tutti i papi e tutti i vescovi nel XVI secolo, pur avendo noto-
riamente tanti bastardi, si ostinarono a proibire il matrimonio dei preti, men-
tre la Chiesa greca ha continuato a ordinare che i suoi parroci fossero sposati?
[]
Perch, per tanti secoli, tra i tanti uomini che fanno crescere il grano di
cui ci nutriamo, non se n mai trovato uno che smascherasse il risibile erro-
re secondo cui il grano deve marcire per germinare e morire per rinascere;
errore che ha prodotto tante asserzioni assurde, tanti falsi paragoni, tante
opinioni ridicole?55

E chiunque (qualunque lettore) in grado di cogliere il senso di queste do-


mande soprattutto se vengono poste nel modo (passabilmente tendenzioso)
in cui Voltaire le pone. Questo il vero insegnamento che i lettori possono e
anzi debbono trarre dal Dizionario filosofico, e, in generale, da tutte le ope-
re in prosa di Voltaire, di argomento storico, teologico, scientifico, polemico,
filosofico, giuridico o politico: chiedere conto a chi incarna lautorit e, al con-
tempo, alla nostra ragione delle assunzioni cui ci viene chiesto (o imposto)
di credere. La domanda implicitamente sottesa a tutti i perch di Voltaire :
perch ci debbo credere? Perch debbo prendere ci per vero e valido? Anche
di quello che sembra pi ovvio anzi, soprattutto di quello che la consuetudine

53
I. Kant, Che cosa significa orientarsi nel pensiero, cit., p. 66.
54
Voltaire, anzi, quando ha occasione di definire il sens commun, scrive addirittura che
esso il buon senso, la ragione grossolana, la ragione nascente, prima nozione delle cose
ordinarie, stadio intermedio tra stupidit e intelligenza, si veda infra la voce Senso comune,
apparsa nel Dictionnare philosophique portatif (edizione 1765).
55
Si veda infra la voce Perch (i).
xxviii riccardo cambi

e la tradizione hanno tramandato come indiscutibilmente valido e vero Vol-


taire insegna, ed esorta, a chiedere ragione. In definitiva, al di l della variet
degli oggetti su cui vengono esercitate, le domande fintamente ingenue, i dubbi
scettici, lironia hanno sempre lo stesso scopo: contestare unautorit di cui solo
la consuetudine, e non il buon senso, ha sancito lautorevolezza.
questa (presunta) autorevolezza che viene costantemente messa in dub-
bio quando Voltaire, da storico, indaga sullorigine del potere temporale e dei
privilegi ecclesiastici o, da filologo, sullautenticit dei testi canonici e delle leg-
gende della tradizione cristiana o, da teologo, sulla fondatezza e coerenza dei
dogmi e delle credenze assunte come vere dalla Chiesa o, da scienziato, sullo-
rigine della terra e del fissismo delle specie animali a partire da quella umana. E
poco conta che sovente le sue conoscenze in materia siano di un livello di poco
superiore a quello di un dilettante di genio e che egli le desuma (magari senza
dichiararlo) da opere e ricerche altrui; ed perfino poco rilevante stabilire, in
ognuna delle innumerevoli polemiche in cui si gett a capofitto nel corso di
mezzo secolo, se egli avesse ragione oppure torto: la mole imponente dei suoi
scritti, la molteplicit dei suoi interessi e la rapidit con cui dettava la propria
vile prosa ai suoi segretari non sono certo incompatibili con qualche impre-
cisione di dettaglio. Perfino il suo buon senso, sul quale egli faceva tanto affida-
mento, talvolta lha tradito e indotto occasionalmente a prendere sesquipedali
cantonate come quando, in polemica con Buffon, si ostin a negare che la
terra avesse mai potuto essere sommersa dagli oceani e, dinanzi alla prova co-
stituita dal ritrovamento di conchiglie fossili in zone di alta montagna e distanti
dal mare, replicava ipotizzando (in tutta seriet) che esse avrebbero potuto es-
servi state portate, e abbandonate, dalle innumerevoli folle di pellegrini e di
crociati che, di ritorno dalla Terra Santa, riattraversavano i passi alpini56. Per
Voltaire, evidentemente, qualunque congettura, per quanto fantasiosa, era pre-
feribile a una teoria che oggi definiremmo scientifica, ma che contrastava con la
verosimiglianza e il senso comune e che, per soprammercato, avrebbe potuto
avvalorare la storicit del racconto biblico del diluvio universale: questo che,
per Voltaire e il suo buon senso, inammissibile, ed questo chegli contesta,
anche a costo di sostenere ipotesi erronee o strampalate57.
Anche quando non incorse in spropositi madornali come questo (che, in
vero, uneccezione), Voltaire, in nome della verosimiglianza e della plausibi-
lit di cui il buon senso viene eletto a criterio, si intestard sempre a spiegare

56
Voltaire, Dissertation sur les changements arrivs dans notre globe et sur les ptrifications
quon prtend en tre encore les tmoignages, in uvres compltes, cit., 1879, vol. XXIII, pp.
222-223; si tratta di una dissertazione originariamente redatta in italiano e inviata allAcca-
demia di Bologna.
57
Una traccia di questa polemica, che risaliva alla seconda met degli anni Quaranta,
rinvenibile alle voci Diluvio universale e Ignoranza, sez. I (anche se ormai Voltaire non fa pi
il nome di Buffon); per pi dettagliate informazioni su questa querelle, cfr. il saggio che d il
titolo al volume: R. Campi, Le conchiglie di Voltaire, cit., pp. 222-225.
introduzione xxix

tutti i fenomeni storici, le usanze, i culti e le pratiche umane pi strane (almeno


ai suoi occhi) nel modo (chegli riteneva) il pi conforme alla ragionevolez-
za. Cos, parlando del battesimo, per esempio, dopo aver indicato, a torto o
a ragione, nellantica usanza indiana di immergersi nelle acque del Gange la
remota origine dei culti lustrali compiuti tramite lacqua, si sente legittimato
a sentenziare che le nazioni orientali che abitano in paesi caldi furono le pi
devotamente legate a tali consuetudini58, istituendo un nesso tacito ma imme-
diato tra i climi caldi orientali, queste pratiche rituali e il refrigerio che i fedeli
ne possono trarre, e, allo stesso modo, sottolinea il fatto che loriginaria pratica
cristiana del battesimo per immersione, ancora in uso presso la Chiesa greca,
venne abbandonata verso la fine dellVIII secolo, [quando] i Latini, siccome la
loro religione si era propagata nelle Gallie e in Germania, e dato che nei paesi
freddi limmersione poteva essere letale per i bambini, introdussero la semplice
aspersione; motivo per cui vennero spesso anatemizzati dalla Chiesa greca59.
La parzialit di una siffatta spiegazione evidente: i presupposti teologici dei
riti lustrali (cristiani o meno), o comunque la loro dimensione simbolica e il
loro carattere sacro, non vengono neppure menzionati; Voltaire non li contesta,
n pretende di confutarli semplicemente ostenta di ignorarli. Con modestia
tanto falsa che suona strafottente, egli confessa, prima di entrare in argomento:
Non parleremo del battesimo da teologi; noi siamo solo dei poveri letterati
che mai accedono al santuario60 e se non vi accedono, il motivo, non di-
chiarato perch ovvio, che costoro sono tanto assennati da reputare del tutto
inutile farlo. Questa modestia non che un topos di cui Voltaire abusa fina alla
nausea, ma il cui effetto sempre di grande efficacia polemica61: ammettendo
la propria incompetenza teologica, Voltaire pretende di dimostrare che i riti
di una religione possono essere spiegati anche solo grazie al buon senso e alla
ragionevolezza, di cui nemmeno un profano privo. I misteri della teologia, gli
arcani significati allegorici e simbolici della liturgia vengono lasciati rispetto-
samente alle rivelazioni della fede che hanno caratteri opposti ai lumi
della filosofia62 e cos la differenza teologale tra battesimo per immersione e
battesimo per aspersione e le conseguenti ragioni di dissenso tra la Chiesa gre-
ca e quella latina diventano un mistero dinanzi a cui il buon senso si ritrae:
tutto ci che ne resta sono due strane usanze, sul significato delle quali Voltaire
si dichiara indegno di, ovvero disinteressato a, indagare perch lobiettivo di
questo Dizionario non quello di essere linutile eco di tante inutili dispute63.

58
Si veda infra la voce Battesimo, sez. III: questa sezione costituita da un frammento
rimasto inedito e pubblicato per la prima volta dagli editori di Kehl.
59
Ibid. sez. II, che apparve nel 1770 nelle Questions sur lEncylopdie.
60
Ibid.
61
Si veda, per esempio, infra la voce Profezia, sez. I.
62
Si veda infra la voce Grazia (della), sez. I.
63
Ibid.
xxx riccardo cambi

Il buon senso di Voltaire non ammette ragioni che esso non possa afferrare,
e, quando non riesce a coglierle, il motivo che non sono ragioni universalmen-
te valide (vere, secondo lidea commonsensical chegli aveva della verit64),
bens pregiudizi, credenze, opinioni frutto di superstizioni o consuetudini del
tutto contingenti, oppure a causa di una mera mancanza di informazioni, che,
in linea di principio, sono rimediabili: che il cane sia stato dichiarato immondo
dalla legge ebraica un fatto che merita di suscitare stupore perch non pare
ragionevolmente giustificabile, e la nozione di purezza o impurit rituale non
viene nemmeno presa in considerazione da Voltaire come possibile spiegazione
o giustificazione in quando essa sfugge alla logica utilitaristica che, sola, pu
soddisfare i criteri di ragionevolezza, e pertanto non pu che rientrare, secondo
lui, nel novero delle credenze e dei pregiudizi, ovvero delle opinioni senza giu-
dizio, la cui autorit garantita unicamente dal fatto di essere state tramandate
da una tradizione di cui il buon senso deve sempre per principio dubitare.
Il risultato che, alla fine, Voltaire non in grado di spiegarsi il motivo per
cui il cane venga considerato un animale impuro n, in vero, in grado di
spiegare in cosa possa consistere limpurit di un animale , ma non pu rinun-
ciare alla convinzione che ci deve essere qualche ragione fisica o morale [ossia
ragionevolmente giustificabile] che non abbiamo ancora scoperto65. Il buon
senso deve sempre prevalere: e anche quando costretto dichiararsi sconfitto
e incapace di comprendere, soltanto perch la natura (fisica o morale) degli
uomini ha delle ragioni che il buon senso non conosce ma che devono esserci.
I limiti di questo modo di pensare non dovettero nemmeno apparire tali
a Voltaire: che le capacit conoscitive dellintelletto umano fossero limitate fu
sempre una delle sue convinzioni pi radicate. Una delle voci del Dictionnaire
philosophique portatif, presente in tutte le edizioni dellopera apparse durante
la vita di Voltaire, e ripresa e rimaneggiata ancora nel 1770 nelle Questions sur
lEncyclopdie, sintitola significativamente: Bornes de lesprit humain (Limiti
dellintelletto umano). E, questa volta, non si tratta di falsa modestia. Quando
Voltaire scrive: Potrei riempire un volume in-folio di domande, alle quali
non dovrei rispondere che con quattro parole: Non ne so nulla66, non sta
indossando la consueta maschera ironica e se non ha mai compilato questo
voluminoso in-folio, ha tuttavia disseminato di queste domande che trascen-
dono i limiti dellintelletto umano tutte le proprie opere, in primo luogo, le
voci del Dizionario filosofico: Voltaire disposto a riconoscere che ci sono dei
perch concernenti le questioni pi importanti della fisica e della morale (a

64
Si veda infra la voce Setta, sez. II, dove si legge che questo il tratto caratteristico della
verit; essa appartiene a tutti i tempi; per tutti gli uomini; non deve far altro che mostrarsi
per essere riconosciuta; si veda altres la voce Verit: Umanamente parlando, e in attesa di
meglio, definiamo la verit come ci che viene enunciato cos com.
65
Si veda infra la voce Cane.
66
Si veda infra la voce Limiti dellintelletto umano; cfr. anche Ignoranza, sez. II.
introduzione xxxi

partire da quelle concernenti lesistenza di un Dio o di unanima) che sono de-


stinate a rimanere senza risposta. addirittura disposto ad accettare, contro lo
spirito anti-scolastico che ha sempre innervato lintera tradizione razionalistica
nel cui solco sinseriva per molti aspetti anche il partito filosofico chegli
capeggiava, la dottrina della qualit occulte di ascendenza aristotelica, in
quanto essa gli sembra del tutto ragionevole e piena di buon senso almeno
cos comegli la interpreta (alquanto liberamente) quale monito circa i limiti
delle capacit conoscitive dellintelletto umano67. Ma la conclusione chegli
trae da questo profondo scetticismo tuttaltro che pessimista o disperata: Se
lecito sperare di trovare, un giorno, una via daccesso alla verit, sar solo
dopo aver conosciuto bene tutte quelle che conducono allerrore. Se non altro,
una consolazione restarsene tranquilli, smettere dindagare, quando si sa che
tanti dotti hanno cercato invano68. Il rischio, semmai, che tali vane ricerche,
nellimpossibilit di condurre a conoscenze affidabili, finiscano col cedere ai
capricci dellimmaginazione e con laccreditare e diffondere credenze prive
di fondamento, ossia pregiudizi e superstizioni69: sono questi gli effetti pi
nefasti prodotti dagli errori, ossia dagli abusi dellintelletto umano e dalla
pretesa di conoscere ci che si trova al di l dei suoi limiti naturali70. E ci che
spaventa, anzi terrorizza, Voltaire luso che di questi errori, pregiudizi, su-
perstizioni, fanatismi, possono fare (e, da quando gli uomini vivono in societ,
non hanno mai mancato di fare) i religionistes di tutte le confessioni, preti, sa-
cerdoti, indovini, ciarlatani, e altri lestofanti, quando si associano a chi detiene
il potere effettivo, cio la forza.
La missione di Voltaire, in quanto filosofo, sempre stata, fin dai tempi delle
Lettres philosophiques, quella di prendere il partito dellumanit (e, qualche
anno pi tardi, dichiarer addirittura: lumanit [] il principio di tutti i
miei pensieri71). E, secondo lui, la maniera per farlo fu prendere il partito

67
Si vedano le voci Occulte e Passioni, dove si legge in conclusione: Povere marionette
delleterno Demiurgo, che non sappiamo n perch, n come una mano invisibile fa muovere
i nostri meccanismi, e poi ci getta tutti nella scatola! Ripetiamo pi che mai con Aristotele:
Tutto qualit occulta.
68
Si veda infra la voce Cronologia.
69
Si vedano infra le voci Fanatismo, sez. I, e Superstizione, sez. IV, che inizia: Quasi tutto
ci che oltrepassa ladorazione di un Essere supremo e la sottomissione del cuore ai suoi
ordini eterni superstizione.
70
Contrariamente allimmagine caricaturale tramandatane successivamente, e con intenti
meramente polemici e strumentali, dalla tradizione romantica e reazionaria, il senso dei limi-
ti della ragione umana sempre stato uno dei tratti tipici del pensiero filosofico francese,
soprattutto del primo Settecento, da Fontenelle a Montesquieu, il quale scriveva: Neppure
leccesso della ragione sempre auspicabile, oppure chiamo pregiudizio non lignorare
certe cose, ma lignorare se stessi (sintenda: ignorare la propria natura e i limiti delle
sue capacit), cfr. Montesquieu, Esprit des lois, rispettivamente XI, 6 e Prface, in uvres
compltes, cit. pp. 590 e 529.
71
Rispettivamente: Voltaire, Lettres philosophiques, XXV, cit., p. 156, dove il partito
xxxii riccardo cambi

del buon senso contro ogni abuso intellettuale dissociando instancabilmente


intelligenza e intellettualit [intellectualit], dando per fermo che il mondo
ordine se non si cerca abusivamente di ordinarlo, che sistema, a condizione
che si rinunci a una sua interpretazione sistematica72. Difendere le ragioni del
buon senso (cio dellintelligenza, dellesprit), pur con tutti i suoi innati limiti,
contro la pretesa dei raisonneurs e dei dottori della Sorbona, o di Salamanca,
di possedere la verit, fosse essa rivelata, tramandata, consuetudinaria o
sistematicamente dedotta, signific, in effetti, fintanto che questa verit ven-
ne difesa bruciando i libri che la contestavano e condannando (alloccorrenza)
alla Bastiglia i loro autori, prendere il partito dellumanit. Per questo la
difesa del buon senso, in nome del principio classico del nihil magis, fu sempre
un dovere irrinunciabile per Voltaire, anche a costo di rifiutare talune verit
scientifiche, se queste potevano ledere i princpi di ragionevolezza, verosimi-
glianza, plausibilit: si trattava di difendere la ragione da se stessa, lintelligenza
dallintellettualit, il buon senso dalle ipotesi (sia pur rigorose, e tanto pi se
infondate) di una razionalit che non fosse in grado di offrire garanzie della
propria autorevolezza73. Da qui, nasceva lavversione di Voltaire per ogni fi-
losofia sistematica, per ogni sistema, che per lui era sinonimo di supposi-
zione: poi, quando questa supposizione provata, non pi un sistema, una
verit74. E la prova, manco a dirlo, Voltaire si aspettava di ottenerla dal proprio
esprit, dalla propria intelligenza ragionevole, dal proprio buon senso: per que-

dellumanit viene preso contro Pascal, questo sublime misantropo, e la lettera a Fede-
rico II, 15 ottobre 1737, in Voltaire, Correspondance, cit., 1977, vol. I, p. 1016. Si rammenti
che, negli anni Trenta, humanit era ancora una parola poco usata in francese, e che solo
negli anni seguenti essa verr assunta dai philosophes come una delle loro parole dordine;
tanto che nel 1760, Palissot, in una commedia satirica in versi che fece scalpore, intitolata
appunto Les philosophes, usava proprio il termine humanit come esempio del loro gergo
astratto e, per questo, risibile (cfr. Ch. Palissot de Montenoy, Les philosophes, v. 693, a cura di
T. J. Barling, Exeter University Printing Unit, Exeter 1975). Si vedano, per esempio, lEsprit
des lois (XV, 3) di Montesquieu, apparso nel 1748, dove si legge che la ragione conduce
allumanit: soltanto i pregiudizi inducono a rinunciare a essa, e quanto scriveva Charles
Pinot Duclos nel 1751: per avere il diritto di rimproverare gli uomini, e per poterli di cor-
reggere, bisognerebbe innanzi tutto amare lumanit (Considrations sur les murs de ce
sicle, a cura di C. Dornier, Paris, Champion, 2005, chap. I, p. 97).
72
R. Barthes, Lultimo degli scrittori felici, in Saggi critici, Torino, Einaudi, 1966, p. 48.
73
Tra gli autografi rimasti inediti alla morte di Voltaire, Decroix, uno dei curatori della
prima edizione postuma delle opere (la cosiddetta edizione di Kehl), rivenne un breve testo
di mano del segretario Wagnire: Beuchot, che per primo lo pubblic, riferiva che il titolo
Le systme mon tour era stato significativamente corretto (per mano di Voltaire medesimo)
in: Le systme vraisemblable; cfr. Voltaire, uvres compltes, ed. L. Moland, cit., 1880, vol.
XXXI, p. 163, nota 1.
74
Si veda infra la voce Sistema; cfr. altres, in particolare, la satira in versi intitolata Les
systmes, Voltaire, uvres compltes, cit., 1877, vol. X, pp. 167-176, nella quale vengono
presi di mira indistintamente Tommaso dAquino, Cartesio, Spinoza, Malebranche, Lei-
bniz Ma, a proposito di Leibniz, anche Candide, nel suo complesso, non che una satira
introduzione xxxiii

sto, le parole di Kant a proposito dellilluminismo si attagliano cos bene anche


a Voltaire prendere il partito dellumanit era, in fondo, lottare per lauto-
conservazione della ragione, anche a prezzo di prendere qualche occasionale
cantonata per un eccesso di fiducia nella ragionevolezza del proprio esprit.
Per quanto bizzarre e risibili possano essere certe ostinate convinzioni di
Voltaire, non bisogna dimenticare che il suo interesse principale non fu mai
strettamente gnoseologico, bens polemico. Conoscere e ragionare conforme-
mente al buon senso serve, in primo luogo, a smascherare per contrasto quegli
esprits faux, quelle menti distorte, che, pur sapendo ragionare in maniera
logicamente conseguente, sono prive di quel senso comune illuminato che
permette di riconoscere il pregiudizio, la superstizione, la faziosit, e di sfug-
girvi e che, invece, spesso, nel XVIII secolo come in ogni secolo, occupa-
vano posizioni e ruoli di potere e di prestigio. Una persona pu camminare
benissimo e perdersi, e in tal caso meglio cammina e pi si perde75 che era
proprio ci che a Voltaire interessava maggiormente evitare: perdersi. La sua
era, ancora una volta, una preoccupazione pratica, prima ancora che teorica.
In ci risiede il valore filosofico del suo pensiero battagliero e non solo da un
punto di vista meramente storico, in quanto testimonianza di una determinata
fase dellemancipazione del pensiero occidentale dagli oscurantismi e pregiudi-
zi di quella che in Candide viene chiamata beffardamente metafisico-teologo-
cosmolonigologia. Hegel giustificher filosoficamente il modo di procedere
di Voltaire, indicando in esso un esempio di quellautentico buon senso, che
questuomo ha posseduto in cos alto grado, e di cui altri ciarlano tanto onde
spacciare le loro idee malsane per buon senso76.
Nellatteggiamento pieno di buon senso di Voltaire che esibisce, per esem-
pio, in innumerevoli testi a proposito della tradizionale questione teologico-
metafisica della teodicea e del male radicale, Hegel seppe scorgere, non solo
la necessaria premessa del pessimismo di Kant e di Fichte al riguardo, ma ad-
dirittura la sua espressione pi coerente ed efficace. Costoro, osserva Hegel in
Fede e sapere, tradussero in forma filosofica e dimostrarono sistematicamente
le obiezioni che Voltaire, ponendosi proprio dal punto di vista dellempiria, e
quindi in modo del tutto coerente ad hominem, faceva allottimismo trasportato
dal bigottismo nellempiria della vita comune. (Si pensi al modo in cui Voltai-
re tratta la questione in Candide). Ma, in tal modo, con la pretesa di conferire
forma sistematica al buon senso voltairiano, la coerenza di questultimo scom-
pare interamente, e la verit relativa dellempirico nei confronti dellempirico
deve diventare una verit assoluta. Sar lecito generalizzare questo giudizio,

di una filosofia trasformata in un sistema (ottimistico e provvidenziale) che, a proposito del


male nel mondo, nega levidenza dellesperienza umana e, soprattutto, del senso comune.
75
Si veda infra la voce Consequenza; cfr. anche la voce Spirito, sez. VI.
76
G. W. F. Hegel, Fede e sapere, C. Filosofia di Fichte, in Primi scritti critici, Milano,
Mursia, 1971, p. 240
xxxiv riccardo cambi

allargandolo allatteggiamento antimetafisico del pensiero voltairiano, poich


Hegel stesso che proseguiva generalizzando:

Non appena unidea filosofica sul piano del fenomeno collegata al prin-
cipio dellempiria, essa diviene immediatamente una unilateralit, ed allora
il verace buon senso le contrappone unaltra unilateralit, che si trova ugual-
mente nel fenomeno, e mostra in tal modo la non-verit ed il carattere ridi-
colo della prima, in quanto per essa si fa appello al fenomeno e allesperien-
za, mentre proprio in queste stessa esperienza ed in questo stesso fenomeno
il buon senso mostra il contrario. Ma lutilizzazione e la verit della seconda
unilateralit non va per s oltre, e lautentico buon senso non pretende da
essa neppure di pi. Al contrario, nei confronti del buon senso la pedanteria
di scuola si rende a sua volta ridicola nello stesso modo, in quanto prende
assolutamente e fonde con tutta seriet dentro una forma filosofica ci di cui
il buon senso faceva questutilizzazione solo relativa, ad hominem.

Hegel contestava cos alla pedanteria di scuola di Kant e Fichte di aver


travisato il significato e misconosciuto il vero valore filosofico del buon senso di
Voltaire, tanto che, sarcasticamente, egli concludeva:

Questo il merito che le filosofie di Kant e di Fichte hanno acquisito nei


confronti dellargomentazione di Voltaire, merito di cui i tedeschi general-
mente si vantano: di aver sviluppato una trovata francese, di averla restituita
migliorata, posta nella sua vera luce, esplicitata fino in fondo e trattata scien-
tificamente, ossia di averle inoltre sottratto la sua verit relativa, volendole
attribuire una verit universale di cui incapace77.

Conformemente al metodo dialettico con cui, di l a poco, nella Fenomeno-


logia dello spirito (VI, B, I e II) verr interpretato il movimento illuminista in
generale, gi in questo scritto del 1802 emerge con estrema chiarezza il tentativo
di comprendere il momento di verit che la filosofia antimetafisica di Voltaire
coglieva ed esprimeva nel dare forma, con ostinazione, a unesigenza filosofica,
che Hegel, per quanto la giudicasse relativa, nondimeno riconosceva auten-
tica e, malgrado tutto, coerente. Il verace buon senso di Voltaire assurge,
nellinterpretazione hegeliana, a paradigma di un pensiero la cui unilateralit
(giudiziosa, consapevolmente ad hominem, ossia polemica) funzionale allo
smascheramento dellunilateralit (senza giudizio) del pregiudizio, mostrando-
ne larbitrariet e la relativit che ignorano di essere tali; in breve, smascheran-
done linfondatezza e assolvendo cos la propria autentica funzione critica e
demistificatoria.
In breve, Voltaire chiede al senso comune di essere in grado di riconoscere e

77
Ibid., p. 241; su Hegel interprete di Voltaire, e difensore della sua filosofia del buon
senso, cfr. linteressante saggio di J. dHondt, Le sacr de Voltaire par Hegel, in Revue inter-
nationale de philosophie, XXXII, 124-125, 1978, pp. 357-370.
introduzione xxxv

denunciare gli abusi di una raison raisonnante, che rischia sempre di esaurirsi in
romanzi metafisici e in sterili sistemi o, nei casi peggiori, di rovesciarsi in dog-
matismo e fanatismo. Il buon senso il principio su cui si fonda quella philoso-
phie pratique, che, secondo dAlembert, era quella parte della filosofia che sola
ne merita propriamente il nome78, e che, come aveva scritto Andr-Franois
Deslandes gi nel 1737 in una storia della filosofia dallantichit al XVII secolo
che godette di una certa fortuna (e che venne ristampata nel 1756, e che, oggi,
caduta nelloblio), non una dottrina di mera speculazione e unicamente a
uso del Liceo o dellAccademia, poich la filosofia influisce, poco a poco, sui
costumi e, di conseguenza, su tutta la vita pratica79.
Anche Diderot, da parte sua, riaffermer questa concezione eminentemente
pratica della filosofia, elogiando la figura del filosofo eclettico:

Leclettico un filosofo che, calpestando il pregiudizio, la tradizione,


lantichit, il consenso universale, lautorit, insomma tutto ci che soggioga
lanimo del volgo, osa pensare con la propria testa, risalire ai princpi gene-
rali pi chiari, esaminarli, discuterli, astenendosi dallammettere alcunch
senza la prova dellesperienza e della ragione, che, dopo aver vagliato tutte le
filosofie in modo spregiudicato e imparziale, osa farsene una propria, privata
e domestica; dico una filosofia privata e domestica, perch leclettico ambi-
sce essere non tanto il precettore quanto il discepolo del genere umano, a
riformare non tanto gli altri quanto se stesso, non tanto a insegnare quanto
a conoscere il vero. Non uomo che pianti o semini; uomo che raccoglie e
setaccia. Si godrebbe tranquillamente il raccolto, vivrebbe felice e morrebbe
oscuro, se lentusiasmo, la vanit o un sentimento pi nobile, non lo traesse-
ro fuori dal suo carattere80.

Sar certamente lecito supporre che questo non meglio specificato sen-
timento pi nobile consistesse nel desiderio del filosofo di rendersi utile,
condividendo e divulgando il proprio sapere al di l delle pareti del proprio
studio, anche se la sua filosofia pratica ed eclettica rimane comunque privata
e domestica, ossia una libera ricerca individuale che non pretende di trasfor-
marsi in dottrina o di ergersi a magistero.

78
J. Le Rond dAlembert, Saggio sui rapporti tra intellettuali e potenti [1753], Torino,
Einaudi, 1977, p. 18, trad. modificata.
79
A.-F. Deslandes-Boureau, Histoire critique de la philosophie, cit. in A. Soboul, Notes
pour une dfinition de la philosophie (XVIII sicle), in Information historique, marzo-
aprile 1964, p. 52.
80
Voce clectisme, in Encyclopdie, ou Dictionnaire raisonn des Sciences, des Arts et des
Mtiers, Paris, 1755, t. V, 1755, p. 270 [rist. anastatica New York, Pergamon Press, 1969,
vol I, p. 1064]; in realt, questa parte del testo, attribuito a Diderot (cfr. D. Diderot, uvres
compltes, Paris, Hermann, 1976, vol. VII, p. 36), non che la traduzione di un passo
dellHistoria critica philosophiae a mundi incunabulis ad nostram usque aetatem deducta di
Johann Jakob Brucker, apparsa tra il 1742 e il 1744.
xxxvi riccardo cambi

Latteggiamento delleclettico nei confronti del sapere tramandato e della


filosofia esattamente lo stesso del filosofo tout court, quale veniva descritto, e
in certa misura idealizzato, in un breve testo anonimo, apparso nel 1743, che
circol largamente e a lungo negli ambienti vicini agli enciclopedisti, tanto
che venne ripreso sia da Diderot nel dodicesimo tomo dellEncyclopdie (1766)
alla voce Filosofo, che da Voltaire stesso, in appendice alledizione del 1773 di
Les lois de Minos. In un passo si legge che per accrescere il numero delle
nostre conoscenze e delle nostre idee che i nostri filosofi studiano gli uomini di
una volta e gli uomini di oggi: diffondetevi come api vi dicono nel mondo
passato e in quello presente, e poi ritornerete nella nostra arnia a comporre
il nostro miele, ma la curiosit e lattenzione nei confronti della storia del
pensiero non si risolvono in pure indagini erudite; lo studio della storia della
filosofia, al contrario, viene affrontato con spirito filosofico, ovvero con di-
scernimento e con quello spirito dosservazione e di precisione che riporta
tutto ai suoi veri princpi:

A questa precisione si aggiungono inoltre la flessibilit e la chiarezza. Il


filosofo non cos legato a un sistema da non cogliere tutta la forza delle
obiezioni, mentre luomo comune talmente preda delle proprie opinioni
che non si prende nemmeno il disturbo di penetrare quelle altrui. Il filosofo
comprende lopinione che respinge con la stessa profondit e la stessa chia-
rezza con cui comprende quella che ha adottato.

Come leclettico, anche il filosofo ambisce comprendere piuttosto che sen-


tenziare, cogliere i nessi tra le diverse idee che erigere sistemi:

il filosofo pi contento di s sospendendo la facolt di decidere che de-


cidendo prima di aver colto i motivi della decisione; per questo egli giudica
e parla di meno, ma giudica con maggior sicurezza e parla meglio. Non evita
quelle battute argute che si presentano naturalmente allo spirito in virt
di un rapido accostamento didee che spesso ci si stupisce di vedere unite.
Quello che comunemente viene chiamato spirito risiede in questo collega-
mento rapido e improvviso; ma anche ci che egli cerca di meno; a questa
brio, egli preferisce lattenzione nel distinguere bene le idee e nellafferrarne
lesatta portata e i nessi precisi81.

La filosofia, quindi, , eminentemente, discernimento (discernement),

81
I passi citati sono tratti da Le Philosophe. Text and Interpretation, a cura di H.
Dieckmann, Washington University Studies, n. 18, Saint Louis, 1948, rispettivamente pp. 37,
43, 41 e 45; il volume presenta, una accanto allaltra, quattro diverse versioni del testo: quella
pubblicata nel 1743 nelle Nouvelles liberts de penser, quella che appare nellEncyclopdie,
quella fornita da Voltaire, e quella inserita tra le opere di Du Marsais, cui spesso il testo
stato attribuito; questultima versione, la pi ampia e completa, che plausibilmente anche
Diderot e Voltaire dovettero conoscere, quella seguita nella traduzione.
introduzione xxxvii

che, allepoca, veniva correntemente definito come una facolt dello spirito
che distingue i motivi e i pretesti, le perfezioni e i difetti, e che, in conclusione,
separa il vero dal falso. Rende precise le idee e impedisce di giudicare dal-
le apparenze82; in sostanza, esso finisce col coincidere col buon senso stesso
e designa quella facolt di distinguere le sfumature che trascende la sfera
strettamente conoscitiva e che abbraccia, nellhomme accompli settecentesco
(ultima incarnazione dellideale rinascimentale delluomo universale), tanto
la sensibilit morale quanto la competenza estetica: nel 1757, alla voce Gusto
dellEncyclopdie (VII tomo), Voltaire indica queste stesse qualit come i tratti
distintivi del bon got: Per avere gusto, non basta cogliere, conoscere la bel-
lezza di unopera []. Non basta sentire, essere toccati in maniera confusa;
bisogna distinguere le diverse sfumature. Nulla deve sfuggire alla prontezza del
discernimento83. E, pochi anni prima, Montesquieu nella Dfense de lEsprit
des Lois, aveva scritto, in riferimento alle proprie vaste ricerche comparate su
costumi, leggi e istituzioni, di averle ritenute utili perch il buon senso consi-
ste eminentemente nel conoscere le sfumature delle cose84. Per gli uomini del
Settecento, buon senso e discernimento non erano che un altro modo per de-
signare un aspetto particolare (ma essenziale) di quella ragione ragionevole
ovvero quella ragione arguta (raison ingnieuse) che essi identificavano con
lesprit, e che, per loro, non aveva ancora assunto il senso rigoroso che assume-
r, poi, in Kant.
Questa prontezza di discernimento, per, non affatto privilegio esclusi-
vo del filosofo, poich ci che fa il galantuomo [honnte homme] non lagire
per amore o per odio, per speranza o per timore, bens lagire per spirito dor-
dine o secondo ragione85. Se il galantuomo che conosce il mondo dimostra
di saper agire conformemente ai princpi della ragione, che, per definizione,
guidano il filosofo, a questultimo non pi concesso dignorare le norme che
regolano il saper vivere mondano e, pi in generale, la civile convivenza; lan-
tica contrapposizione tra erudito e uomo di mondo, tra savant e honnte hom-
me che risulta, cos, abolita:

Al nostro filosofo non pare di essere in esilio in questo mondo, non gli
sembra di essere in un paese nemico; da bravo economo, egli vuole godere

82
D.-P. Chicaneau de Neuville, Dictionnaire philosophique portatif, ou introduction la
connoissance de lhomme, Seconde dition, revue, corrige et augmente considrablement,
Lyon, 1756 [prima edizione 1751], p. 75, ad vocem.
83
Si veda infra la voce Gusto, sez. I; il testo di Voltaire integrava la voce di Montesquieu
(nota come Essai sur le got), che vi era stata pubblicata postuma e incompleta.
84
L. Secondat de Montesquieu, Dfense de lEsprit des lois [1755], parte II, in uvres
compltes, cit., p. 813.
85
Le Philosophe, cit., p. 47. Nella versione del testo fornita da Diderot, questa frase suo-
na: Il temperamento del filosofo di agire per spirito dordine o secondo ragione, ibid., p.
46, corsivo ns.
xxxviii riccardo cambi

dei beni che la natura gli offre, vuole trarre piacere dagli altri e, per poterlo
fare, deve procurarne agli altri: pertanto, cerca di adattarsi a quelli insieme ai
quali, per caso o per scelta, vive, e, nello stesso tempo, trova ci che gli si ad-
dice; un galantuomo [honnte homme] che vuole piacere e rendersi utile86.

Voltaire salutava come uno dei grandi pregi del nostro secolo il fatto che
gli uomini di lettere (gens de lettres) non fossero pi degli specialisti, dediti
esclusivamente ai propri studi, bens uomini colti, che passano dalle spine del-
la matematica ai fiori della poesia, e giudicano altrettanto bene un libro di meta-
fisica e unopera teatrale; Voltaire attribuiva questo cambiamento allo spirito
del secolo (ossia allo spirito filosofico), che li ha resi per la maggior parte
adatti sia al bel mondo che allo studio, e ci li rende superiori a quelli dei secoli
precedenti87.
Ci che Voltaire ha perseguito per oltre mezzo secolo stata meno lela-
borazione di una filosofia in s coerente che il conseguimento di una saggezza
mondana, interamente umana e che non pretende di giustificarsi facendo ap-
pello a valori trascendenti, assoluti tanto quanto astratti. Fin dalla met degli
anni Trenta, egli non faceva mistero della natura pratica del proprio interesse
per la filosofia, cui allepoca si dedicava con particolare fervore: Riconduco
sempre, per quanto possibile, la mia metafisica alla morale88. In definitiva, per
Voltaire, solo questultima merita davvero di essere conosciuta, poich essa sola
pu essere ragionevolmente compresa nei suoi princpi fondamentali89 e util-
mente messa in pratica nella vita in questo mondo, lunico, peraltro, in cui sia
concesso agli uomini di vivere e agire. Questo risoluto rifiuto di ogni trascen-
denza comporta lassunzione della nozione di utilit come unico, ragionevole
criterio di giudizio e, soprattutto, di comportamento: per Voltaire, le indagini
metafisico-teologiche, sempre incerte nei loro esiti, non possono (e, soprattut-
to, non debbono) guidare lagire degli uomini, perch raro che non conducano
a dogmatismi e a dispute, che si rivelano fomite di fanatismo e intolleranza e
in ci consiste laspetto radicalmente critico, e fondamentalmente filosofico,
del suo atteggiamento scettico nei confronti delle verit cui esse pretendono
di pervenire.
Dopo aver illustrato le posizioni assunte dai metafisici riguardo alla natura
creata o increata della materia, Voltaire conclude, ribadendo ancora una volta:

86
Ibid., p. 45.
87
Si veda infra la voce Uomini di lettere, apparsa nellEncyclopdie, tomo VII, 1757.
88
Nella gi citata lettera a Federico di Prussia del 15 ottobre 1737, in Voltaire, Correspon-
dance, cit., 1977, vol. I, p. 1016.
89
Voltaire conserv sempre saldamente la convinzione (che per noi, oggi, piuttosto un
wishful thinking, se non vero e proprio pregiudizio) che non ci sono due morali. Secon-
do lui, quelle di Confucio, di Zoroastro, di Pitagora, di Aristotele, di Epitteto, di Marco
Antonino sono assolutamente identiche. Dio ha posto in tutti i cuori la conoscenza del bene
unitamente a una certa inclinazione al male, si veda infra la voce Aristotele.
introduzione xxxix

Per fortuna, qualunque sistema si accolga, nessuno nuoce alla morale;


che importa, infatti, che la materia sia stata creata o ordinata? Dio resta in
ogni caso il nostro signore assoluto. Noi abbiamo il dovere di essere virtuosi
sia in un caos ordinato sia in un caos creato dal nulla. Quasi nessuna di tali
questioni metafisiche influisce sulla condotta di vita; queste dispute sono
come i futili discorsi che si tengono a tavola: ognuno, finito di mangiare,
dimentica quel che ha detto e va dove lo chiamano il suo interesse o i suoi
gusti90.

Ne consegue, secondo Voltaire, che nessun filosofo mai riuscito ad


influenzare neppure i costumi [murs] della strada dove abitava. Perch?
Perch gli uomini si comportano in base in al costume [coutume] e non alla
metafisica91. Ancora una volta, si tratta di una constatazione di fatto, che ri-
guarda non luomo in astratto, ma i singoli uomini nella concretezza dei loro
comportamenti, dettati da interessi, pulsioni e inclinazioni interamente uma-
ne, concrete, ossia mondane (in tutte le accezioni del termine). Quella cui
in tal modo Voltaire giunge tuttal pi, come direbbe Hegel, una verit
empirica, e, come tale, unilaterale, ma che ha la forza di ridicolizzare la te-
nace pretesa dei filosofi di guidare gli uomini e le loro coscienze, e, addirit-
tura, di governare realmente la Citt con il proprio sapere dottrinale. Se, da
un lato, questa constatazione pu suonare amara, dallaltro, essa non fa che
confermare, una volta di pi, la convinzione di Voltaire circa linutilit del
sapere metafisico e delle diatribe dottrinali che da questo sono, ai suoi occhi,
inseparabili. Bench, dopo essersi definitivamente (e lussuosamente) sistemato
presso Ferney, Voltaire si sia sovente atteggiato a emulo di Candide, dedito alla
coltivazione del proprio orto, tuttavia evidente che non era affatto questo
il modello della saggezza chegli continuava a cercare. (Mai romitorio fu pi
affollato del castello di Les Dlices negli anni in cui vi dimor il Sieur de
Voltaire; n, daltronde, mai eremita partecip in maniera tanto rumorosa alle
polemiche del secolo, attizzandole, per pi di ventanni, con libelli sulfurei,
facties, appelli, racconti satirici, lettere, oltre che con componimenti poetici e
tragedie, prontamente diffusi in tutta Europa).
Se, per Voltaire, le idee sublimi e incomprensibili della metafisica non ser-
vono a guidare il comportamento degli uomini n a forgiarne i costumi (mores),
non per questo egli ha mai ripudiato la filosofia, come Candide indaffarato con

90
Si veda infra la voce Materia, sez. II.
91
Voltaire, Il filosofo ignorante, 24, Milano, Bompiani, 2000, p. 103, trad. lievemente
modificata; non si dimentichi che, nel 1766, quando Voltaire scriveva queste righe, lumi-
liante smacco chegli aveva patito alla corte di Federico II, dove si era recato come aspirante
filosofo del re, aveva dissipato molte sue illusioni; si rammenti, inoltre, che, nella filosofia
francese settecentesca, le murs avevano acquistato una forte connotazione politica e so-
ciale, come ha sottolineato G. Benrekassa nel saggio Murs comme concept politique in Le
langage des Lumires, Paris, P.U.F., 1995.
xl riccardo cambi

i propri ortaggi. Con un candore, una buona fede e un ottimismo che, ai nostri
occhi, superano quelli della sua creatura romanzesca pi celebre, Voltaire tro-
vava comunque di che consolarsi:

Fortunatamente sento che le mie difficolt e la mia ignoranza non pos-


sono pregiudicare la morale; si potr anche non concepire limmensit dello
spazio riempito, la potenza infinita che ha fatto tutto e che tuttavia pu fare
ancora; questo non servir che a provare sempre di pi la debolezza del no-
stro intelletto; e questa debolezza ci render ancora pi sottomessi allEssere
eterno di cui siamo lopera92.

Voltaire si accontenta di sentire che la morale pu prescindere dallintel-


ligibilit delle dottrine teologico-metafisiche, il cui oggetto trascende i limiti
dellintelletto umano: si tratta solo di servirci della ragione per discernere
le sfumature dellonesto e del disonesto93. In queste formule, affiora tutta la
sicumera e, al contempo, la buona coscienza del filosofo ignorante, al
quale il buon senso pare sufficiente per poter discernere giusto e ingiusto, one-
sto e disonesto, perch li riduce alle pi concrete e immediatamente afferrabili
categorie di utile e inutile (o, magari, dannoso). LEssere eterno, le sue verit
come quelle della metafisica restano impenetrabili alla ragione umana, ma ci,
in fondo, risulta irrilevante per la vita degli uomini, ovvero non pregiudica la
morale. Questa, per Voltaire, una questione pratica di pertinenza stretta-
mente umana, che come dire che si tratta di un affare di prudenza personale e
di convenienza sociale (sono i termini chegli usa): impossibile per noi non
trovare molto imprudente lazione di un uomo che si gettasse nel fuoco per
farsi ammirare, e che sperasse di uscirne illeso. impossibile non trovare molto
ingiusta lazione di un uomo che nella collera ne uccidesse un altro. La societ
fondata solo su queste nozioni che non si sradicheranno mai dal nostro cuo-
re, ed per questo che la societ sussiste, per quanto si sia asservita a qualche
superstizione bizzarra ed orribile94; perfino i sofisti di tutti i paesi e di tutte
le sette [] si intendono tutti a meraviglia quando si tratta di fare il conto dei
propri guadagni, cos come, alla Borsa di Londra, lebreo, il maomettano e il
cristiano sono tutti daccordo nel chiamare infedeli solo coloro che fanno
bancarotta95, ovvero coloro che, con la loro imprudenza, imperizia o mancan-
za di scrupoli, danneggiano gli affari propri e, soprattutto, altrui.
Come al solito, fu Hegel a cogliere per primo e a formulare con parole de-
finitive il carattere della saggezza mondana dellilluminismo in generale, e di
Voltaire in particolare, e il loro momento di verit:

92
Ibid., 18, p. 83, corsivo ns.
93
Si veda infra la voce Giusto (del) e dellingiusto.
94
Voltaire, Il filosofo ignorante, 36, cit., p. 141.
95
Voltaire, Lettres philosophiques, VI, cit., p. 60.
introduzione xli

Questa saggezza propria del rischiaramento [Aufklrung], alla fede appa-


re necessariamente come la banalit in persona e come la confessione di que-
sta banalit; quella saggezza consiste infatti nel non saper nulla dellessenza
assoluta o, che poi lo stesso, nel sapere di lei questa verit assolutamente
piatta: che essa soltanto lessenza assoluta; e nel sapere, per contro, soltanto
la finitezza, nel saperla cio come il vero, e nel sapere questo sapere della
finitezza come il vero e il supremo96.

Questa la saggezza del filosofo ignorante, che, nel caso di Voltaire, si


riassume tutta nel disinvolto gesto di stizza e dimpazienza con cui egli si sba-
razz del sapere filosofico scolastico, beffandosi del suo gergo e facendolo gira-
re a vuoto: dopo aver citato un passo di Molire, egli confessa che, in effetti,
una scena di commedia non costituisce un argomento, bench talvolta valga
anche di pi; e spesso si prova tanto piacere a ricercare la verit quanto a bur-
larsi della filosofia97. Eppure, con il proprio atteggiamento spiritoso, con il
proprio buon senso banale, con lo stile ironico e tagliente della propria vile
prosa, Voltaire, senza mai smettere i panni dellhonnte homme mondano e
colto, scredit le verit di una pluri-secolare tradizione teologica e metafi-
sica, gloriosa e ormai estenuata, esibendone spietatamente le contraddizioni e
le assurdit, e fornendo alla filosofia nuovi oggetti su cui riflettere e compiti
nuovi da assolvere.

III. Se Voltaire non manca mai di fare sfoggio di scetticismo e professio-


ne dignoranza quando si tratta dei tradizionali problemi della teologia e della
metafisica (ma anche di questioni cruciali della fisica e delle scienze naturali,
concernenti il movimento, lazione, la gravitazione universale, la generazione
et similia), in compenso non pare aver mai avuto dubbi su quelle che, per lui,
erano, e dovevano essere, la funzione e il fine della filosofia:

Chi non pensa chiede spesso a chi pensa a che cosa sia servita la filoso-
fia. Chi pensa risponde: A distruggere in Inghilterra la rabbia religiosa che
fece morire sul patibolo il re Carlo I; a impedire in Svezia a un arcivescovo,
bolla papale alla mano, di far scorrere il sangue della nobilt; a mantenere in
Germania la pace religiosa, rendendo ridicole tutte le dispute teologiche; a
estinguere infine in Spagna gli abominevoli roghi dellInquisizione98.

La filosofia, in sostanza, fu concepita come il mezzo per creare nuove e


diverse condizioni intellettuali, morali, civili, sociali e politiche che rendessero
impossibili, o quanto meno ostacolassero, il perpetuarsi e il perpetrarsi di in-

96
G. W. F. Hegel, Fenomenologia dello spirito, VI, B, II, a, Firenze, La Nuova Italia, 1979,
vol. II, pp. 107-108.
97
Si veda infra la voce Apparenza.
98
Si veda infra la voce Filosofo, sez. IV.
xlii riccardo cambi

giustizie, violenze, prevaricazioni e altre nefandezze che gli uomini esercitano


gli uni sugli altri in nome (per lo pi, ma non solo) della propria fede religiosa:
lo scopo della filosofia era neutralizzare tutte le dispute teologiche e, pi
in generale, le consuetudini, pratiche, privilegi che si alimentano di pregiudizi
e tradizioni e si fondano solo su un principio dautorit non passato al vaglio
critico della ragione. La possibilit di ottenere questi risultati sembr, a un
certo punto, a portata di mano: non occorre altro che la libert, e la pi inof-
fensiva delle libert, quella cio di fare pubblico uso della propria ragione in
tutti i campi99. Kant scrisse queste celebri parole nel 1784: e nel giro di pochi
anni, tra il 1789 e il 1793, chiunque pot constatare quanto inoffensiva fosse
la libert chegli reclamava affinch il processo di rischiaramento potesse com-
piersi. C voluto invece molto pi tempo per intravedere la contraddizioni
che tale libert implicava. Ma sulleffettiva forza critica e demistificante di un
pubblico uso della ragione Kant, come Voltaire, non dovette mai nutrire alcun
dubbio: esso, o meglio quella forma ragionevole di razionalit che, per Voltaire,
era il senso comune, sarebbe stato sufficiente per screditare tutte le dispute
teologiche rendendole ridicole e privandole, po alla volta, della loro autorit.
Nellenfatico linguaggio hegeliano, questa fiducia in se stesso dello spirito
dei Lumi verr descritto come

il concetto assoluto, che si volge contro lintero mondo delle rappresenta-


zioni esistenti e dei pensieri fissati, distrugge tutto quel che fisso, e si d la
coscienza della pura libert. Questattivit idealistica ha per fondamento la
convinzione che quel che , che in s valido, tutto essenza dellautocoscien-
za, che n i concetti (essenze individuali, che reggono leffettiva autocoscien-
za) di bene e di male, n quelli di potenza e ricchezza, n le rappresentazioni
fisse della fede circa Dio e il suo rapporto col mondo, circa il suo governo,
nonch dei doveri dellautocoscienza verso di lui, che tutto questo non
verit che sia in s, che sia fuori dellautocoscienza100.

La filosofia, per Voltaire, non era altro che il senso comune divenuto con-
sapevole di s, dei propri mezzi e dei propri scopi101. Questo, che pu apparire
il limite della filosofia illuminista (e Hegel, ovviamente, lo sapeva e pure
Voltaire), ne costitu, al contempo, la forza e lefficacia permettendole di pen-
sare se stessa come quella coscienza della pura libert in grado di emancipar-
si dai vincoli, pregiudizi, usanze, privilegi autorizzati dalla tradizione (e dalla
fede) facendo affidamento solo sulle risorse del proprio ragionevole discer-

99
I. Kant, Risposta alla domanda: che cos lilluminismo?, in Scritti politici, cit., p. 143.
100
G. W. F. Hegel, Lezioni di storia della filosofia, cit., p. 239, corsivo ns.
101
Si rammenti, al proposito, la formula di Montesquieu annotata tra i suoi pensieri:
Lesprit, en lui-mme, est le bon sens joint la lumire, cfr. Mes penses, 1740, in uvres
compltes, cit., p. 1031; cfr. Montesquieu, Riflessioni e pensieri inediti, cit., p. 251, che tradu-
ce: Lingegno in s il buon senso unito al sapere).
introduzione xliii

nimento. La filosofia, quale Voltaire lintende, consiste infatti in quella stes-


sa capacit di discernere le sfumature dellonesto e del disonesto, del giusto
e dellingiusto, del sensato e dellinsensato, dellopportuno e dellinopportuno
che caratterizza il buon senso in opposizione al dogmatismo. E le verit della
filosofia o, piuttosto, il suo valore pratico si misurano in base allefficacia
di cui il discernimento d prova nel saper riconoscere, denunciare e, even-
tualmente, correggere parzialit, abusi e nequizie o, quanto meno, nel creare
la condizioni intellettuali, morali e perfino psicologiche che rendano possibili
le riforme giudicate necessarie e improcrastinabili102. (Non a caso, verso la met
del XVIII secolo, il termine philosophie designava correntemente, tanto per i
sostenitori che per gli avversari, latteggiamento anti-dogmatico e anti-tradi-
zionalista dei Lumi103, e il movimento illuminista in generale; perci si parlava
anche di parti philosophique).
Lesigenza di agire, riformare, perfezionare che anima il Voltaire philoso-
phe come pure la maggior parte dei suoi confrres e degli uomini illuminati
dellepoca sembra inconciliabile, daltra parte, con il relativismo che compor-
ta il senso storico che egli dimostra di possedere (tanto che non senza fon-
damento la pretesa di fare di lui una sorta di storicista ante litteram104). E, allo
stesso modo, la coscienza della relativit storica di certi fenomeni sociali, quali
istituzioni e privilegi particolari impostisi col tempo, contrasta con le ambizioni
universalistiche di un razionalismo che, per quanto attenuato nelle sue aspirazioni
conoscitive rispetto a quello secentesco di stampo cartesiano, fu nondimeno una
delle convinzioni pi salde di Voltaire. Ma lindignazione che suscitano in lui le
iniquit, assurdit, contraddizioni che ovunque lo circondano irreprimibile, ed
egli non pu trattenersi dallesortare i propri lettori (e se stesso):

102
Sul carattere pragmatico e politico del progetto illuminista, cfr. F. Diaz, Filosofia e
politica nel Settecento francese, Torino, Einaudi, 1962 e F. Venturi, Utopia e riforma nellillu-
minismo, Torino, Einaudi, 1970.
103
Ancora alla fine del secolo, nel 1799, un autore straniero e assai distante dallo spi-
rito dei Lumi come Novalis testimonia delluso corrente del termine Philosophie in questa
accezione: Il risultato del modo di pensare moderno venne chiamato filosofia e le venne
attribuito tutto quello che si opponeva allantico e quindi, soprattutto, ogni idea contro la
religione (Cristianit o Europa, Milano, Rusconi, 1995, p. 97).
104
Chi nutrisse la curiosit di fare la conoscenza con questo Voltaire storicista consulti,
tanto per cominciare, W. Dilthey, Il secolo XVIII e il mondo storico, Milano, Ed. di Comu-
nit, 1967; e inoltre E. Fueter, Storia della storiografia moderna, Milano-Napoli, Ricciardi,
1970, pp. 448-465 (nonch pp. 434-438) e F. Meinecke, Le origini dello storicismo, Firenze,
Sansoni, 1967, pp. 54-89; pi in generale si vedano, E. Cassirer, La filosofia dellilluminismo,
Firenze, La Nuova Italia, 1995, cap. V (significativamente intitolato La conquista del mon-
do storico), pp. 277-324 e C. Luporini, Il concetto della storia e lilluminismo, in Voltaire
e le Lettres philosophiques, Torino, Einaudi, 1978, pp. 199-240. Lo studio pi esauriente
ed equilibrato sullargomento rimane la monografia di Furio Diaz, Voltaire storico, Torino,
Einaudi, 1958.
xliv riccardo cambi

Da qualsiasi parte si volga lo sguardo, si trova discordanza [contrarit],


durezza, incertezza, arbitrariet. In questo secolo stiamo cercando di perfe-
zionare tutto; cerchiamo quindi di perfezionare le leggi da cui dipendono la
nostra vita e la nostra fortuna105.

Questa lesortazione che, in ogni occasione, Voltaire ha ripetuto instan-


cabilmente variandola in innumerevoli maniere, ma tenendo sempre ferma la
sostanza: se, da un lato, gli pare incontestabile che ogni paese ha le proprie
idiozie106, questa constatazione non comporta tuttavia quella rassegnazione
che, per noi, sembrerebbe essere la conseguenza pi coerente e inevitabile; per
Voltaire, al contrario, le idiozie (origine di ogni discordanza, durezza, incer-
tezza, arbitrariet) esigono di essere emendate, in nome di quel buon senso che
non pu fare a meno di riconoscerle come tali. Il relativismo, che lo studio della
storia (e di quelle che, oggi, chiameremmo etnologia o antropologia) insegna107,
non conduce affatto necessariamente, secondo Voltaire, a una paralisi della-
zione; esso, anzi, come aveva osservato Hegel, esercita, esattamente come lo
scetticismo, una attiva funzione critica (proprio in quanto relativizzante) nei
confronti delle pretese di assolutezza di certe pratiche, usi e credenze rispetto ad
altre, senza inficiare in alcun modo la capacit di discernere empiricamente
ci che utile e ci che di nocumento alla vita degli uomini e al loro benessere.
Anche al cospetto dello spettacolo vario e multiforme delle usanze e super-
stizioni umane (di volta in volta ridicole, sciocche o aberranti), Voltaire dispone
sempre per discernere di un criterio chegli ritiene infallibile. Alla fine della
propria monumentale indagine sui costumi e lo spirito delle nazioni, condot-
ta tra storia ed etnologia, egli si ritiene in diritto di concludere:

Risulta da questo quadro che tutto ci che dipende intimamente dalla


natura umana si assomiglia da un capo allaltro delluniverso, che tutto ci
che pu dipendere dalluso diverso e che un caso se somigliante. Lim-
pero delluso assai pi vasto di quello della natura; si estende ai costumi,
a tutte le usanze; diffonde la variet sulla scena delluniverso: la natura vi
diffonde lunit; essa stabilisce ovunque un ristretto numero di princpi in-
variabili: pertanto, la sostanza ovunque la stessa, mentre la cultura produce
frutti diversi108.
La contrapposizione tra natura (eterna e immutabile) e cultura (stori-

105
Voltaire, Commentaire sur le livre des dlits et des peines [1766], cap. XXIII, in uvres
compltes, cit., 1879, vol. XXV, p. 577.
106
Si veda infra la voce Almanacco.
107
Basti, come testimonianza del relativismo di Voltaire, la seguente citazione (tra infinite
altre) che si pu leggere infra alla voce Circoncisione: gli antichi costumi orientali sono cos
enormemente diversi dai nostri che nulla deve sembrare straordinario a chiunque sia un po
istruito. Un Parigino rimane stupito quando apprende che gli Ottentotti fanno tagliare un te-
sticolo ai loro figli maschi. Gli Ottentotti sono forse stupiti che essi li conservino entrambi.
108
Voltaire, Essai sur les murs, cap. CXCVII, Paris, Garnier, 1963, vol. II, p. 810.
introduzione xlv

camente determinata e mutevole) appartiene, indubbiamente, ai preconcetti


che Voltaire eredit dal proprio secolo, e che sono poi risultati del tutto in-
fondati o, per meglio dire, che oggi appaiono lespressione ideologica pi o
meno diretta degli interessi di una classe in ascesa la quale, per affermarsi,
dovette minare le fondamenta, ossia screditare le convinzioni, su cui si reggeva
un secolare sistema teologico-politico che ne conculcava i fondamentali diritti
alla libert di pensiero e di parola (per non parlare di quelli pi propriamente
politici ed economici). da molto tempo che il presunto carattere naturale e
universale di questi diritti stato smascherato, e che, anzi, la natura stessa si
rivelata una finzione culturale, un mito buono per qualsiasi uso (anche per i
pi turpi, in particolare quelli razzisti, che lo hanno riesumato sotto forma di
differenza biologica). Nel Settecento, a Voltaire, essa per serv a contestare la
legittimit di usanze e costumi, leggi e pratiche, privilegi e credenze che erano
sentiti ormai come ingiustificati e non pi tollerabili.
Questa intollerabilit o ridicolaggine di certe consuetudini risalenti a
epoche remote e a un mondo feudale ormai superato come il droit de cuissa-
ge109 o di certe dottrine metafisiche e teologiche in netto contrasto con il buon
senso come quella del peccato originale110 era, prima di tutto, un invincibi-
le sentimento dinadeguatezza, vacuit e inutilit, quasi un dato dellesperienza.
Esse erano sentite come un gravame da cui fosse necessario liberarsi, perch da
esse dipendono la nostra vita e la nostra fortuna. Lesigenza di giustizia, prima
di essere una questione di principio concernente i diritti inalienabili delluomo,
fu, per Voltaire, un orrore fisico per la crudelt dei supplizi, per la ferocia e lar-
bitrariet delle persecuzioni e delle guerre (di religione o di conquista) e, spesso,
per la futilit delle cause che le provocavano111 senza contare lo schietto diver-
timento chegli, alle volte, seppe ricavare dallo spettacolo delle stravaganze,
sciocchezze e incongruenze della condotta umana.
Quella che per noi una patente contraddizione non appariva affatto tale
al disincantato uomo di mondo che, con la saggezza dellesperienza, ammet-
teva con tutta naturalezza: a seconda delle situazioni che mi si presentano,
sono Eraclito o Democrito. Talvolta rido, talvolta i capelli mi si rizzano in capo,
e ci piuttosto naturale, poich talvolta si ha a che fare con tigri, e talal-
tra con scimmie112. Allo sguardo del filosofo che vuole essere the Lover
of mankind113, ma che conosce il mondo e le umane cose, dispregia lesprit de

109
Si veda infra la voce Cuissage o culage. Diritto di prelibazione, di marchetta, ecc.
110
Si veda infra la voce Originale (peccato).
111
Le febbri nervose che costringevano a letto Voltaire in occasione dellanniversario
della Notte di san Bartolomeo non erano solo una trovata propagandistica.
112
Lettera a Mme Du Deffand, 8 marzo 1769, in Voltaire, Correspondance, cit., 1985, vol.
IX, p. 819.
113
La formula impiegata da Voltaire in riferimento al poeta James Thomson, che viene
definito a true philosopher, in una lettera scritta in inglese a George Lyttelton del 17 maggio
1750, in ibid., 1975, vol. III, p. 184.
xlvi riccardo cambi

systme e, pertanto, non ammette che ci si possa fare alcuna illusione sulla na-
tura contraddittoria e irragionevole degli uomini , la storia appare come uno
spettacolo pirotecnico: in una precedente lettera alla stessa corrispondente, egli
aveva gi fatto esplicitamente ricorso alla trita metafora del theatrum mundi di
origine barocca: dopo avere ben riflettuto su sessantanni di sciocchezze che
ho visto e che ho compiuto, ho creduto di convincermi che il mondo non che
il teatro di una piccola guerra perpetua, crudele o ridicola, e un ammasso di
vanit che d la nausea, come dice assai bene il buon teista degli ebrei che ha
assunto il nome di Salomone nellEcclesiaste114. Nel 1772, ormai vecchio, Vol-
taire sintetizz il proprio pensiero in due versi di unepistola dedicata A Orazio,
classico modello di gentiluomo disincantato:

Questo mondo, lo sai, un quadro cangiante,


Talvolta gaio, talaltra mesto, eterno e nuovo115.

Al di sopra o al di sotto delle superficiali turbolenze della storia, rimane-


va, immutabile, la natura umana: se gli sparvieri hanno sempre avuto lo stesso
carattere, perch mai vorreste che gli uomini abbiano mutato il loro?, chiede-
va il savio e sventurato Martin a Candide, il quale si domandava se gli uomini
si sono sempre massacrati come fanno al giorno doggi; se siano sempre stati
bugiardi, furbi, perfidi, ingrati, briganti, deboli, volubili, vili, invidiosi, golosi,
ubriaconi, avari, ambiziosi, sanguinari, calunniatori, viziosi, fanatici, ipocriti e
stupidi; la conclusione cui questultimo giunge non conclude nulla: Oh! C
una bella differenza, in quanto il libero arbitrio116. Qui, con ogni evidenza,
Voltaire stesso che sta dialogando con se medesimo; per lennesima volta nel
corso del racconto, la fedelt di Candide allinsegnamento e al gergo metafisico
del proprio maestro si rivela una mera conformit a una fraseologia filosofica
convenuta e vacua, a un repertorio di frasi fatte prive di contenuto reale, sot-
tolineata dai puntini di sospensione che lasciano supporre che la discussione
tra i due, come tutte le discussioni metafisiche, sia destinata a ricominciare e
proseguire, ancora una volta, per non approdare a nulla: il solito modo, tipi-
camente voltairiano, di cercare la verit burlandosi della filosofia, e diverten-
dosi (e divertendo il lettore). Ma sulla seriet della posta in gioco, questa volta,
Voltaire non aveva dubbi, come testimoniano il prolungato confronto che, a
partire dalla fine degli anni Venti, lha contrapposto a Pascal e gli strenui e reite-
rati tentativi compiuti per replicare alle ragioni di questo sublime misantropo
contro lumanit117, alle quali Voltaire non volle mai piegarsi, pur stentando a

114
Lettera a Mme Du Deffand, 6 marzo 1761, in ibid., 1980, vol. VI, p. 266.
115
Voltaire, A Orazio, in Il Tempio del Gusto, e altri scritti, Firenze, Alinea, 1994, p. 221.
116
Voltaire, Candide, cap. XXI, in Romans et contes, Paris, Gallimard, Bibliothque de
la Pliade, 1958, p. 204.
117
Il confronto con il pensiero tragico di Pascal ha accompagnato Voltaire tutta la vita; e
nella sua opera ne restano visibili tracce, cominciando da una serie di annotazioni risalenti al
introduzione xlvii

trovare argomenti che ne confutassero in maniera formale e rigorosa la visione


tragica della vita e del mondo118.
Dal punto di vista filosofico, a rigore, opporre un bisogno, unesigenza,
unostinazione a un argomento non pertinente (n, tanto meno, logicamen-
te cogente): , anzi, un modo di ragionare francamente pregiudiziale. Ma, in
questo caso, il pregiudizio su cui esso si fonda era, per Voltaire, levidenza
prima per la ragione nascente119, per il senso comune. Voltaire, forse, sarebbe
stato perfino disposto a chiamare istinto questo bisogno, dato che solo
per istinto che compiamo mille movimenti involontari, cos come per istinto
che siamo curiosi, inseguiamo le novit, la minaccia ci spaventa, il disprezzo
cinfastidisce, laria remissiva ci tranquillizza, le lacrime ci commuovono120;
allo stesso modo, in base a questi presupposti, lo spettacolo dei mali con i qua-
li la natura affligge gli uomini, e che gli uomini sinfliggono reciprocamente,
dovr pur scatenare una qualche reazione in loro: sar lecito ipotizzare che, in
Voltaire, questa reazione fosse il desiderio di agire nel mondo, intervenendo e
cercando di perfezionarlo, conformemente alla natura delluomo il quale
nato per lazione. Daltronde, quando non era di cattivo umore, egli conce-
deva, per esempio dinanzi al gran numero di ospedali pubblici, ospizi, ricoveri

1728, poi confluite nelle Lettres philosophiques (XXV lettera, 1734), accresciute un paio di
volte nel 1739 e nel 1742, e ancora pochi mesi prima di morire fece ristampare unedizione
delle Penses (originariamente curata da Condorcet nel 1776) con un commento (cfr. loge
et Penses de Pascal, dition tablie par Condorcet, annote par Voltaire, Oxford, Voltaire
Foundation, 2008, vol. 80A); e a una data che i filologi non sono riusciti ad accertare (ma
posteriore, forse di molto, al 1747), Voltaire abbozz in una nota autografa un confronto
Vauvenargues e Pascal, la cui filosofia viene definita fire et rude (cfr. Note sur Vauvenargues
et Pascal, in uvres 1777-1778 (II), Oxford, Voltaire Foundation, 2009, vol. 80C), e, nel
1771, alla voce Uomo delle Questions sur lEncyclopdie (si veda infra), inserir un articolato
commento a una pense pascaliana; e non si contano le volte in cui, nella sua opera e nel
suo epistolario sterminato, il nome di Pascal ritorna sotto la sua penna, persino in testi in
versi passabilmente frivoli, come lptre une Dame, ou soi-disant telle del 1732, dove, in
una sorta di autoritratto, Voltaire dice di se stesso: Esamino con cura gli scritti informi, /
I monumenti sparsi, e lo stile energico / Del celebre Pascal, questo satirico devoto. / [] /
Combatto il suo rigore estremo (cfr. Voltaire, uvres compltes, cit., 1877, vol. X, p. 276);
inoltre, non si dimentichi che Voltaire fu sempre un grande lettore dellEcclesiaste, che per-
fino tradusse nel 1759 (anno in cui apparve Candide). Cfr. Voltaire, uvres compltes, cit.,
1877, vol. IX, pp. 481-493). Cfr. M. Sina, Lanti-Pascal di Voltaire, Milano, Vita e Pensiero,
1970, e A. McKenna, De Pascal Voltaire: le rle des Penses de Pascal dans lhistoire des ides
entre 1670 et 1734, Oxford, Voltaire Foundation, 1990.
118
In almeno una circostanza, in una lettera del 26 gennaio 1749 a Federico di Prussia,
che sosteneva le ragioni della predestinazione, Voltaire ebbe lonest intellettuale di ammet-
tere apertamente che, per lui, il rifiuto di simili teorie nasceva da unesigenza, da un bisogno
di azione, pi che da ragioni dedotte razionalmente: Avevo una gran voglia che fossimo
liberi; ho fatto tutto il possibile per crederlo, Correspondance, cit., 1975, vol. III, p. 20).
119
Si veda infra la voce Senso comune.
120
Si veda infra la voce Istinto.
xlviii riccardo cambi

che cominciavano a sorgere a Parigi per alleviare le sofferenze della popolazio-


ne, grazie anche alliniziativa di alcuni filantropi illuminati come Chamousset,
che questa enorme quantit di case di carit dimostra chiaramente una verit
alla quale non si presta abbastanza attenzione, ossia che luomo non cos mal-
vagio come si dice, e che, malgrado tutte le sue opinioni sbagliate e gli orrori
della guerra che lo trasformano in una bestia feroce, si pu credere che questo
animale sia buono e, come gli altri animali, sia malvagio solamente quando lo si
spaventa: il male sta nel fatto che troppo spesso viene infastidito121. Sforzarsi
dimpedire che sinfastidiscano e si spaventino gli uomini stimolando in loro
linclinazione alla superstizione, alla credulit, allintolleranza e allaggressivit
un modo per reagire alla presenza del male nel mondo un modo molto
empirico, di limitata e incerta efficacia, forse istintivo, e la cui necessit non
certo rigorosamente dimostrata per deduzione da princpi validi a priori, ma,
agli occhi di Voltaire, esso dovette apparire sufficientemente ragionevole e giu-
stificato, anzi necessario e urgente, considerati gli effetti (tanto concreti quanto
nefasti) dei comportamenti delluomo quando viene abbandonato alle proprie
opinioni sbagliate.
Per questo motivo, i suoi ripensamenti ed esitazioni, le sue perplessit e la
sua disillusa visione del mondo non condussero mai Voltaire a nessuna forma di
abderitismo, come Kant chiamer quellatteggiamento di distaccato pessimismo
secondo cui

il principio del male nella disposizione naturale del genere umano sem-
bra [] associarsi col principio del bene cos da essere piuttosto lun prin-
cipio neutralizzato dallaltro. Il risultato ne sarebbe linerzia (qui chiamata
stazionariet), una attivit a vuoto, un succedersi di bene a di male, di pro-
gresso e di regresso, per cui lintero gioco degli scambi reciproci della nostra
specie su questo tema dovrebbe considerarsi come un gioco da marionette;
ci agli occhi della ragione non pu dare un valore maggiore alla nostra spe-
cie di quello che hanno le altre specie animali che compiono questo gioco
con minor spesa e senza logorarsi lintelletto122.

Altrove Kant precisava che

labderitismo, secondo il quale la montagna, dopo le doglie del parto di


chi sa quale novit, darebbe alla luce, regolarmente, un topolino, il punto
di vista da cui il politico, che si ritiene saggio, crede di rappresentarsi nel
modo pi esatto il genere umano. Nessuna meraviglia che, in questo suo
pregiudizio, anchegli profetizzi, annunziando allumanit il ritornare in cir-
colo degli stessi alti e bassi, e che nei limiti cui giunge lesperienza, colpisca
anche nel segno: perch proprio questa predizione fa s, per un certo tempo,

121
Si veda infra la voce Carit.
122
I. Kant, Il conflitto delle facolt, parte II, Se il genere umano sia in costante progresso
verso il meglio [1798], in Scritti politici, cit., p. 216.
introduzione xlix

che il proprio oggetto si avveri, ritardando ad arte tutti i mezzi che potreb-
bero assicurare il progresso verso il meglio123.

Voltaire nutrir forti dubbi sulla linearit di questo progresso, e mai se ne


far strenuo propugnatore (piuttosto si limiter a constatare nella storia dellu-
manit un susseguirsi ciclico di epoche pi o meno illuminate)124; ma certamen-
te egli non fu mai tra coloro che cercarono di ritardarlo ad arte. Il suo reali-
smo, e la sua invincibile curiosit per le cose di questo mondo, glimpedirono
di distogliere lo sguardo dallo spettacolo che scimmie e tigri hanno messo in
scena, e periodicamente replicato, fin dalla notte dei tempi, e, in effetti, Voltaire
fu costretto dal suo buon senso, e dal suo senso del ridicolo e dellironia, ad
alternare indignazione e ilarit; e la conclusione cui talvolta pervenne fu che
questo mondo sussiste come se tutto fosse ben ordinato; lirregolarit dipende
dalla nostra natura; il nostro mondo politico come il nostro globo, qualcosa
dinforme che comunque si conserva125 ma ci non significa che esso vada
bene cos. Voltaire aveva potuto terminare uno dei suoi primi contes philoso-
phiques con una battuta ambigua, e memorabile: Ituriel, genio che presiede
agli imperi del mondo, incarica Babouc di fargli un rapporto sulla situazione
in cui versa limpero persiano e, alla fine, soppesati i pro e i contro, decide di
non correggere Persepoli e di lasciar andare il mondo come va, perch []
se tutto non bene, tutto passabile126. Con gli anni, le malattie e le delusioni
contribuiranno a rendere un po pi cupa e molto pi disincantata la visione
del mondo del patriarca di Ferney, ma non attenueranno minimamente la sua
volont dintervenire e, soprattutto, il suo bisogno di continuare a farlo.
La conclusione cui Voltaire pervenne, tuttavia, non deve essere cercata in
una precisa presa di posizione a favore o contro una determinata dottrina: che
sia lottimismo di Leibniz e di Pope, o il pessimismo di Pascal e dei giansenisti,
o il determinismo dei materialisti, o un abderitismo blas La sua intelligen-
za antisistematica non si mai fatta scrupolo di cambiare sistema (opinione)
a seconda delle situazioni che [gli] si presenta[va]no, pur continuando fino
allultimo a ribadire, per rispondere alla tradizionale domanda sullorigine del

123
I. Kant, In che cosa consiste il progresso del genere umano verso il meglio?[1798, forse
gi 1791], in ibid., p. 234.
124
Si vedano il breve testo allegorico intitolato loge historique de la raison (cfr. Voltaire,
Romans et contes, cit., pp. 516-524), in cui il tono apologetico ambiguamente temperato da
una visione disillusa delle vicissitudini storiche della Ragione e di sua figlia Verit, e da una
conclusione che, come spesso accade in Voltaire, rimette tutto in discussione, e naturalmente
la celebre pagina iniziale dellIntroduzione al Sicle de Louis XIV, nella quale vengono enu-
merate le quattro et felici nella storia del mondo.
125
Si veda infra la voce Contraddizioni, sez. I.
126
Voltaire, Le monde comme il va. Vision de Babouc [1748], in Romans et contes, cit., pp.
87-88; il sottilissimo velo allegorico del racconto cela, dietro limpero di Persia e Persepoli,
il regno di Francia e Parigi.
l riccardo cambi

male fisico127, le ragioni piene di buon senso (e scarsamente convincenti) del


deismo che aveva assorbito fin tempi della propria giovinezza quando frequen-
tava lambiente dei libertini che si riunivano al Temple128, e al quale tenne fer-
mo ancora, e tanto pi disperatamente, nella sua vecchiaia quando si tratt di
replicare agli argomenti addotti dai philosophes della generazione pi giovane
come dHolbach (e, prima di lui, La Mettrie) a sostegno di un materialismo
radicale e ateo che, per il suo estremismo, gli apparve molto pericoloso per la
causa del parti philosophique, e contrario al senso comune; e tuttavia non pot
non riconoscere (implicitamente) la forza dei tali argomenti, tanto che essi co-
stituiranno uno dei suoi principali bersagli polemici in materia di teologia nel
corso dei suoi ultimi dieci anni di vita129.
Per quanto riguarda invece i mali morali (ossia sociali e politici), per Voltare
fu molto pi facile individuarne con sicurezza le cause indicandole nelle opi-
nioni sbagliate con cui gli uomini silludono o vengono illusi, ossia raggirati
e traviati , e che lignoranza e il pregiudizio alimentano. Pur senza essere ani-
mato da una fiducia incrollabile nei trionfi del progresso della ragione umana,
non pot impedirsi di esclamare: Poveri umani che siamo! Quanti secoli ci
sono voluti per acquistare un po di ragione!130. Bisogna ammettere che, come
entusiasmo, alquanto tiepido; ma , altres, la ragionevole constatazione di un
cambiamento verso il meglio (seppur lieve). E comunque, ignoranza, pregiu-
dizi, superstizioni, opinioni sbagliate, come pure il fanatismo e lintolleranza
che ne conseguono, gli dovevano sembrare mali emendabili, perch bisogna
pure che la ragione si perfezioni; il tempo finisce per formare filosofi che si ac-
corgono che n le cipolle, n i gatti, e nemmeno gli astri, hanno disposto lordi-
ne della natura131. Questo il progresso in cui credette Voltaire, e che, anzi, gli
parve di poter ragionevolmente constatare in certe fasi della storia umana, tra

127
I teologi di ogni nazione dovettero porsi la domanda che noi tutti ci poniamo allet
di quindici anni: perch c il male sulla terra?, Voltaire, Essai sur les murs, Introduc-
tion, VI, cit., vol. I, p. 21.
128
Una delle prime testimonianze del deismo di Voltaire viene solitamente fatta risalire
al 1722, quando compose in versi lptre Uranie, originariamente dedicata a Madame de
Rupelmonde, e che cominci a circolare solo molto pi tardi, e che solo nel 1775 assunse
il titolo definitivo Le pour et le contre; sulla complessa storia di questo testo voltairiano, cfr.
leccellente studio di I. O. Wade, The ptre Uranie, in PMLA, 47/4, 1932.
129
Si vedano infra, a titolo desempio, le voci Dio, di, sez. IV, e Cause finali, risalenti
entrambe agli anni 1770-1771, e nelle quali viene criticato in dettaglio il Systme de la nature
di dHolbach, nonch la voce Ateismo, sez. II (del 1768); ma sarebbe impossibile citare tutti
i testi in cui Voltaire contesta lateismo materialista, cfr. R. Sasso, Voltaire et le Systme de la
nature de dHolbach, in Revue internetionale de philosophie, 32, 124-125.
130
Si veda infra la voce Bacone (Ruggero).
131
Si veda infra la voce Religione, sez. II; in queste righe, Voltaire allude, in particolare,
alla religione dellantico Egitto, e menziona, come esempi di credenze assurde, il carattere
sacro chessa attribuiva ai gatti (cfr. Essai sur les murs, Introduction, V, cit., vol. I), e alle
cipolle (si veda infra la voce Bestemmia).
introduzione li

cui quella nella quale si trovava lui stesso a vivere132: esso non era, per lui, altro
che un graduale, progressivo accorgersi che certe opinioni, certe credenze,
certi giudizi erano stati assunti per secoli senza ragione, e senza essere stati sot-
toposti al vaglio del buon senso, e comportava una conseguente progressiva
insofferenza nei confronti di una tradizione che quelle opinioni sbagliate e quei
pregiudizi aveva tramandato e imposto per altrettanti secoli attribuendo a ci-
polle, gatti, astri (nonch reliquie, rituali, liturgie, sacramenti, santi leggendari,
concili, bolle papali) carattere sacro e poteri misteriosi sacri e misteriosi
perch la ragione umana era costretta (eventualmente con la forza) a piegarsi
con reverenza e senza discutere davanti a essi.
Con Voltaire, attorno alla met del XVIII secolo, questa insofferenza rag-
giunge un culmine, e si trasforma in indignazione. Egli non fu certamente il
primo, ma per certo fu colui che meglio e pi efficacemente di chiunque altro
scrittore a lui contemporaneo seppe dare espressione a tale insofferenza e a tale
indignazione, alimentando con esse la propria scrittura. La sua vile prosa,
con i ritmi rapidi e nervosi del suo style coup, con le sue pointes fulminanti,
con la sua ironia che simula lingenuit e dissimula (a stento, invero) una spie-
tata aggressivit, fu lo strumento pi perfetto e formidabile per dare forma a
unimpazienza prima di tutto, la sua personale giunta ormai al colmo della
sopportazione, e per trasformare in stile quellatteggiamento critico, come lo
chiama Michel Foucault, che non solo consisteva kantianamente nel chiedersi,
ogni qualvolta si deve assumere qualcosa, se si ritiene davvero possibile eleg-
gere la ragione di tale assunzione, ma anche sollevare il problema dellarte
di non essere governati o, se si preferisce, [dell]arte di non essere governati
in questo modo e a questo prezzo133. Nella maniera pi provocatoria, e pi
arguta, Voltaire si ostin a porre a se stesso questo problema e, soprattutto, a
costringere il proprio lettore a porselo. Un esempio particolarmente folgorante
e sintetico del modo in cui Voltaire formulava la questione potrebbe essere il
seguente: il forte opprime sempre il debole: ma perch mai i pi forti devono
essere i monaci?134. Il pragmatismo di Voltaire non si fa illusioni circa la na-
tura intrinsecamente violenta dei rapporti tra i forti e i deboli (tra governanti
e governati) in questo mondo: in fondo, anche tali rapporti obbediscono alle
leggi della natura contro le quali luomo nulla pu (e ancora meno la sua debole
ragione). Ma che, in pieno Settecento, i pi forti dovessero continuare a essere
i monaci (che, qui, ovviamente, stanno per tutti i difensori dello status quo,
della tradizione, della consuetudine, del principio dautorit, del privilegio, ov-
vero di tutto ci che, per Voltaire, non era pi sopportabile) non era pi ovvio,

132
Cfr. F. Diaz, Idea del progresso e giudizio storico in Voltaire, in Belfagor, 9, 1954.
133
M. Foucault, Illuminismo e critica, Roma, Donzelli, 1997, pp. 37-38; si tratta di una
conferenza tenuta alla Sorbona nel 1978, intitolata Quest-ce que la critique (Aufklrung et
critique).
134
Si veda infra la voce Beni ecclesiastici, sez. IV.
lii riccardo cambi

non andava pi da s e, soprattutto, non era pi ammissibile assumerlo come


un fatto che dipendesse da una qualche legge di natura, e tanto meno divina:
in altri termini, era unassunzione di cui bisognava urgentemente cominciare a
chiedersi la ragione, e magari chieder ragione ai diretti interessati.
qui che emerge quello che probabilmente fu, e resta, lautentico signifi-
cato del pensiero e dellazione di Voltaire in quanto filosofo, nonch il suo
durevole insegnamento per noi suoi lettori (molto) postumi.

IV. Il carattere antisistematico, e sovente disordinato e caotico, della sua


opera filosofica e in particolare del Dizionario filosofico ha potuto (e tuttora
pu) sconcertare e magari irritare gli storici della filosofia di professione; per
lo pi, le varie dottrine e teorie chegli abbracci e divulg (e non di rado, in
seguito, abbandon) nel corso degli anni non si distinguono per originalit
e profondit, per cui i filosofi venuti dopo di lui (con la vistosa eccezione di
Hegel) sono stati legittimamente alquanto restii a considerarlo un loro pari; in
una succinta nota a pi di pagina di un breve panorama storico della filosofia
francese, Henri Bergson lo liquida sbrigativamente sentenziando che Voltaire
appartiene alla storia delle lettere pi che a quella della filosofia, e troncando
ogni possibile obiezione con la dichiarazione che, nel proprio saggio, egli in-
tende occuparsi, soprattutto, di coloro che furono, in filosofia, creatori didee
e di metodi nuovi nel cui novero, ai suoi occhi, Voltaire evidentemente non
rientra135. Inoltre, non solo incontestabile che Voltaire si appropriato di
molte idee e intuizioni altrui spesso rivendicandolo ostentatamente, come
nel caso dellempirismo sensistico del venerato Locke, e altrettanto spesso
omettendo dindicare le proprie fonti , ma non bisogna neppure passare sotto
silenzio, come sarebbero inclini a fare certi voltairolatri, chegli non si vergo-
gn di sostenere alcune opinioni aberranti lasciando sconcertati perfino i suoi
compagni di lotta e i suoi ammiratori136: non si pensi soltanto al gi ricordata
cantonata relativa allorigine dei fossili di conchiglie marine rinvenuti in alta
montagna, o al testardo rifiuto di ammettere che la pratica della prostituzione
sacra fosse storicamente attestata presso talune popolazioni antiche (queste, in
fin dei conti, possono essere considerate buffe e innocue stravaganze idiosin-
cratiche); si rammentino piuttosto le sue sgradevoli e reiterate invettive contro

H. Bergson, La philosophie franaise [1915], in Mlanges, Paris, P.U.F., 1972, p. 1164.


135

Sugli aspetti poco conformi allimmagine agiografica di Voltaire, potr essere curio-
136

so consultare, malgrado il tono petulante e gratuitamente polemico, e il fatto che i testi


commentati siano tratti quasi esclusivamente dallepistolario voltairiano (che contiene per
lo pi giudizi necessariamente frettolosi, spesso pronunciati a caldo e formulati per lo pi
in forma privata e, quindi, molto disinvolta a interlocutori con cui Voltaire era in rapporti
damicizia), X. Martin, Voltaire mconnu. Aspects cachs de lhumanisme des Lumires (1750-
1800), Broure, ditions DMM, 2006.
introduzione liii

gli Ebrei137, o la sua inattesa e ripetuta apologia dello schiavismo, che turb
Condorcet quando cur ledizione postuma di Kehl delle opere complete di
Voltaire138, o il costante disprezzo che non manc mai di dimostrare nei con-
fronti di quella che chiamava la populace e che tanto urta la nostra sensibilit e
contrasta con la nostra idea di democrazia di massa139.
Ma nemmeno quelle idee, ideali, princpi, parole dordine che lagiografia
ha sempre associato al alla figura venerabile del patriarca di Ferney, e alla quale
gi i suoi contemporanei le associavano140, costituiscono il vero e vivo retaggio
chegli ha lasciato alla posterit. La sua difesa della tolleranza (intesa nel signi-
ficato proprio che essa aveva tra Sei e Settecento, ossia: rispetto per la libert
di culto) o della libert di pensiero, il suo strenuo rifiuto di ogni ingerenza da
parte del potere ecclesiastico nelle scelte dello Stato in materia politica e legi-
slativa, la sua avversione viscerale per ogni fanatismo fideistico e il suo orrore

137
Numerose tracce di questa avversione di Voltaire nei confronti del popolo ebraico e
della sua religione si possono trovare sparse anche nelle voci di argomento biblico del Dizio-
nario filosofico (e, in particolare, si veda infra la voce Ebrei); su ci, cfr. R. Desn, Voltaire et
les Juifs. Antijudasme et antismitisme. propos du Dictionnaire philosophique, in Pour une
histoire quantitative. tudes offertes Sven Stelling-Michaud, Genve, Presses Universitaires
Romandes, 1975. Sullimbarazzante e intricata questione dellantisemitismo di Voltaire, che
i suoi apologeti vorrebbero derubricare ad antigiudaismo (in funzione, per di pi, indiret-
tamente anticristiana), il dibattito si fatto molto acceso soprattutto dopo la Shoah; per un
Voltaire antisemita, si veda, in primo luogo, L. Poliakov, Storia dellantisemitismo, 3. Da Vol-
taire a Wagner, Firenze, La Nuova Italia, 1976, pp. 109-125, mentre per un tentativo di forni-
re un quadro pi equanime del dibattito nel suo complesso, cfr. B. E. Schwarzbach, Voltaire
et les Juifs: bilan et plaidoyer, in Studies on Voltaire and the eighteenth Century, 358, 1997.
138
A proposito delle dichiarazioni a favore dello schiavismo, si veda lEssai sur les murs,
cap. CXCVII, cit., vol. II, p. 805, e LA. B. C., VIII, in Voltaire, Scritti politici, Torino, UTET,
1964, pp. 880-883; su ci, cfr. R. Campi, Voltaire. Lo scandalo dellintelligenza, Napoli, Li-
guori, pp. 47-55.
139
Come esempio del giudizio sprezzante di Voltaire sul popolo basti questa sola frase (tra
le infinite altre che si potrebbero citare): il popolo singannava; ma che importa il popolo?
(si veda infra la voce Favola). Questo aspetto elitario del suo pensiero ha sempre irritato i
democratici: nel 1869, Flaubert lo registrava gi come luogo comune nellducation sen-
timentale attribuendolo al dottrinario socialista Snecal, che detestava Voltaire perch non
amava il popolo (cfr. Lducation sentimentale, Paris, Garnier-Flammarion, 1985, p. 196).
Cfr. R. Mortier, Voltaire et le peuple, in Le Cur et la Raison. Recueil dtudes sur le XVIII
sicle, Oxford, Voltaire Foundation, 1990.
140
Si veda, meramente a titolo di esempio, D. Diderot, Le neveau de Rameau, edizione
critica a cura di J. Fabre, Genve, Droz, 1977, p. 42: Maometto una tragedia sublime;
preferirei aver riabilitato la memoria dei Calas. E quando Voltaire rientr a Parigi, pochi
mesi prima di morire, la popolazione inneggi a lui nelle strade come al paladino dei Calas
(lhomme aux Calas). La Rivoluzione, poi, inumandolo nel Panthon il 12 luglio del 1791, lo
celebrava con le seguenti parole incise sul suo sarcofago: Vendic Calas, La Barre, Sirven
e Montbailly. / Poeta, filosofo, storico, ha dato un grande slancio / allo spirito umano e ci
ha preparati a divenir liberi, cfr. lExtrait du Moniteur relatif la translation des cendres de
Voltaire au Panthon, 13 luglio 1791, in uvres compltes de Voltaire, ed. L. Moland, cit.,
1883, vol. I, p. 486.
liv riccardo cambi

per le persecuzioni religiose, la guerra (soprattutto, se di religione), la tortura,


le sue critiche a ogni forma di abuso e di arbitrio nellesercizio del potere, le
sue campagne di stampa a favore degli oppressi e delle vittime dellingiustizia e
del pregiudizio religioso, sono certamente entrate a far parte di un patrimonio
di valori da difendere, nel quale non pu non riconoscersi chiunque condivida
e accetti lordine culturale, etico e politico che vige in Occidente: laico, secola-
rizzato, liberale, tecnologico, consumista, fondato sul diritto e la libert, e sul
libero mercato. Questo ordine ha impiegato un paio di secoli per affermarsi,
per lo meno in Europa, e non vi sono dubbi (o, almeno, non dovrebbero es-
sercene) circa il ruolo determinante che in questo processo ricopr il progetto
illuminista, cui Voltaire contribu in misura non trascurabile. molto tempo
ormai che, per, la dialettica immanente allilluminismo ha corroso, dallinter-
no, le certezze di tale progetto, ne ha smorzato il carattere demistificante e anti-
autoritario, e ne ha fatto affiorare gli aspetti pi problematici e contraddittori,
che ben presto hanno assunto un carattere tragico e abominevole, e sovente
catastrofico lelenco va dal colonialismo ottocentesco (che celava le proprie
nefandezze dietro la maschera di una missione civilizzatrice presentata come
the white mans burden) alla consuetudine invalsa ai giorni nostri di esportare
con le armi la democrazia a chi non sembra gradirla, passando attraverso gli
orrori del Novecento, fino a tutti gli esempi di discriminazione delle minoran-
ze e di sfruttamento dei pi deboli che ciascuno pu trovare da s senza aver
nemmeno bisogno di andarli a cercare troppo lontano. Alla luce di tanti e tali
fallimenti, difficile, oggi, potersi richiamare direttamente ai valori che la figura
dintellettuale impegnato incarnata da Voltaire illustra in maniera esemplare:
il filo che ci collegava a essi sembra essersi spezzato. Da tempo ormai, questi
valori hanno perduto gran parte della loro originaria e dirompente forza critica
ed emancipatrice finendo per essere assunti nel repertorio dei luoghi comuni
del nostro patrimonio culturale e ideologico, e lasciati alledificante retorica uf-
ficiale dei rappresentanti politici delle potenze occidentali, alla cui buona fede
bisogna essere molto candidi per poter credere.
Non bisogna pertanto pretendere di valutare la portata storica e leventuale
significato attuale della filosofia di Voltaire (quale egli la intese e pratic)
sulla base di un variegato corpo di dottrine che, certo, assomiglia davvero a
un caos di idee (spesso nemmeno poi tanto) chiare. Erede di una (allora) nuo-
va e diversa tradizione che risaliva allempirismo di Francesco Bacone141 e al
sensismo di John Locke, alle scoperte della fisica newtoniana, al libertinismo
francese del XVII secolo e al deismo dei freethinkers inglesi, Voltaire ne assorb

Per quanto riguarda il valore fondativo riconosciuto dai philosophes allopera di Ba-
141

cone, basti pensare al ruolo che le viene riconosciuto nel Discours prliminaire di J. Le Rond
dAlembert, in Encyclopdie, ou Dictionnaire raisonn des Sciences, des Arts et des Mtiers,
Paris, 1751, t. I, pp. XXIV-XXV [rist. anastatica New York, Pergamon Press, 1969, vol. I,
p. 15]; cfr. Voltaire, Lettres philosophiques, XII, cit., e infra la voce Su Francesco Bacone e
lattrazione, del 1771.
introduzione lv

profondamente la lezione anche se probabilmente non lha rielaborata in ma-


niera originale, stando ai suoi detrattori142. E comunque, dichiarate, rivendicate
o taciute, queste influenze hanno lasciato nella sua opera tracce che saltano agli
occhi di chiunque, e che gli storici della filosofia hanno abbondantemente in-
dagato e messo in rilievo (per convincersene, sufficiente scorrere una qualsiasi
bibliografia critica su Voltaire). Ma lo studio di questa trafila dinflussi, echi,
prestiti, plagi non particolarmente utile al fine di comprendere e valutare la
sua filosofia.
Non sar allora una semplificazione indebita e arbitraria vedere nella fi-
losofia di Voltaire un moto dimpazienza: a un certo punto, egli dovette per-
dere la pazienza e cominciare a chiedersi nel modo pi provocatorio possibile,
perch mai i pi forti [dovessero] essere i monaci. evidente che, a questo
proposito, non si possono fissare date con precisione e che non si tratt di una
folgorazione sulla via di nessuna Damasco; ma altrettanto evidente che, a un
determinato momento, spazientito, Voltaire dovette sentire lurgenza, e trova-
re la convinzione, la forza e il coraggio, di rivolgersi direttamente allopinione
pubblica (che andava formandosi proprio allora) per denunciare linsoppor-
tabilit del perpetuarsi di una tradizione secolare e screditata, e di sollecitare
vibratamente i monaci, i loro sostenitori, e tutti i propri avversari, ad ade-
guarsi ai tempi, come suona il refrain, o slogan martellante, che scandisce un
breve libello, al quale d anche il titolo143. Questo testo minore pu apparire
uno dei tanti pubblici appelli di Voltaire a favore della causa dei lumi della
ragione e della loro diffusione, e certamente lo ; in esso, si ritrovano alcuni dei
motivi dominanti della propaganda filosofica voltairiana, addotti come esem-
pi clamorosi di usanze e consuetudini assurde, inique, ingiustificate, abusive i
re inglesi che non fingono pi di guarire gli scrofolosi, il culto del miracoloso
sangue di San Gennaro a Napoli, luso di pagare la decima al clero, le inge-
renze della Curia pontificia e delle gerarchie ecclesiastiche negli affari politici
interni del regno di Francia, le velenose dispute dottrinarie contro i giansenisti
alimentate dalla Compagnia di Ges, una societ poco socievole, straniera in
patria Il libello, per, si apre con un buffo aneddoto inventato da Voltaire:

142
Montesquieu, sempre maldisposto e sovente ingiusto nei confronti di Voltaire, soste-
neva chegli avesse unimmaginazione plagiaria: essa non vede mai una cosa se non glie n
stato mostrato un lato (Riflessioni e pensieri inediti, cit., p. 80; per loriginale, cfr. Monte-
squieu, Mes penses, 935, in uvres compltes, cit., p. 980). Al di l dellincompatibilit
caratteriale tra i due e, da parte di Montesquieu, la scarsa stima e simpatia, sulle affinit
profonde che attraversano le loro concezioni filosofiche, cfr. lequilibrata interpretazione
proposta da D. Felice, Voltaire lettore e critico dellEsprit des lois, in Montesquieu e i suoi in-
terpreti, a cura di D. Felice, Pisa, ETS, 2005, vol. I; recentemente ripreso come Introduzione
a Voltaire, Commentario sullo Spirito delle leggi, Pisa, ETS, 2011.
143
Si tratta di un testo datato 1765, e intitolato Conformez-vous aux temps, tradotto col
titolo Adeguatevi ai tempi e raccolto in Voltaire, Racconti, facezie, libelli, Torino, Einaudi,
Biblioteca della Pliade, 2004.
lvi riccardo cambi

ne protagonista il defunto signor di Montampui, rettore dellUniversit


di Parigi, il quale, volendosi recare a teatro per assistere a una commedia, ma
ritenendo la dignit della sua carica incompatibile con certe frivole distrazioni,
decide, per evitare di essere scoperto, di travestirsi con incongrui abiti fem-
minili, appartenuti a sua nonna, deceduta al tempo della Fronda; una volta
uscito in strada, il bizzarro camuffamento, invece di farlo passare inosservato,
ottiene il risultato opposto: La strana figura fece nascere crocchi di gente.
La signora non venne granch rispettata, fu tirata di qua e di l, riconosciuta
come omaccione e portata in prigione, dove rimase fino a quando non confess
di essere il rettore dellUniversit di Parigi, figlia primogenita dei nostri re.
Il senso che Voltaire ricava da questa storiella grottesca serissimo: se il si-
gnor di Montampui avesse tenuto presente il bellassioma: Adeguatevi ai tempi
[Conformez-vous aux temps], non si sarebbe esposto in tal modo agli occhi di
tutti e questo bellassioma voleva essere, e certo dovette suonare come,
unesortazione (anzi uningiunzione) vagamente minacciosa per i vari, attardati
Montampui le righe con cui Voltaire sigilla la propria perorazione non sem-
brano scritte infatti per rassicurare i tutori delle istituzioni cui sono rivolte (nel
caso in acconcio si tratta dei magistrati del parlamento di Parigi): Quando ve-
dete la ragione compiere progressi cos prodigiosi, consideratela unalleata che
pu venirvi in soccorso, e non una nemica da attaccare. Siate certi che alla lunga
sar pi potente di voi, abbiate il coraggio di prediligerla, e non abbiatene ti-
more. Adeguatevi ai tempi144. Il monito sottinteso quanto inequivocabile : chi
gi non ha provveduto a conformarsi ai tempi sar necessariamente costretto a
farlo comunque, volente o nolente, presto o tardi.
Il vero motivo dinteresse di questo breve testo occasionale non lennesi-
mo attacco sferrato ai soliti giudici oscurantisti che difendevano i propri inte-
ressi e privilegi, bens il refrain in quanto tale, il quale implica una questione di
capitale importanza strategica per lazione di philosophe militante di Voltaire,
come comprova il fatto che essa ritorna insistentemente nelle sue opere. In un
articolo coevo, e intitolato Sentenze di morte, egli esordisce manifestando il
proprio stupore per la grande quantit di uomini eminenti nello Stato, nella
Chiesa, nella societ, che sono stati messi a morte come briganti di strada,
con la precisazione che non intende tanto parlare delle uccisioni in forma
giuridica, eseguite legalmente e secondo le regole, di cui la storia abbonda, e
che ovviamente dovrebbero far fremere per la loro efferatezza145. Adducendo
con dovizia esempi storici, attinti sia dalla storia francese che inglese, Voltaire
rileva come, tra tutti coloro che sono stati fatti perire cos, in conformit alla
procedura legale, non credo che in tutta Europa ce ne siano stati quattro che

Ibid., p. 390.
144

Si veda infra la voce Sentenze di morte, originariamente apparsa nel 1765 nella raccolta
145

intitolata Nouveaux mlanges; poi inserita nel Dizionario filosofico, dai curatori delledizione
di Kehl.
introduzione lvii

avrebbero scontato la propria sentenza, se il loro processo fosse durato un po


pi di tempo o se le loro parti avverse fossero morte dapoplessia durante la fase
istruttoria. Ma la conclusione cui vuole giungere Voltaire non la semplice de-
nuncia di queste uccisioni in quanto assassinii [] rivestiti delle forme della
legalit: per sottolineare leccezionalit di questi crimini che non rientrano
nella serie delle ingiustizie ordinarie, Voltaire introduce la nozione di esprit
du temps, spirito del tempo espressione famigerata che, com risaputo,
successivamente altri caricheranno dimplicazioni metafisiche che essa, certo,
non aveva nelle intenzioni di Voltaire. Nelluso chegli ne fa, essa non significa
altro che tali esecuzioni hanno potuto avere luogo solo in determinate circo-
stanze, in un determinato momento: sarebbe bastato attendere che il tempo
modific[asse] gli interessi, raffredd[asse] le passioni, aliment[asse] altri senti-
menti, e la vita delle vittime sarebbe stata salva; retoricamente, infatti, egli si
chiede se ci [sia] mai stata anche una sola tra le sentenze ordinarie, emesse dai
giudici competenti contro principi o uomini importanti, che sarebbe stata ese-
guita, e perfino emanata, se la decisione fosse stata presa in un altro momento.
Questo anche, e soprattutto, il caso delle vittime delle persecuzioni religiose,
come Vanini, bruciato in base a una vaga accusa di ateismo: se, oggi, ci fosse
qualcuno tanto pedante e sciocco da scrivere i libri di Vanini, essi non verreb-
bero letti, e questa sarebbe la sola conseguenza. Lo stesso ragionamento viene
fatto valere per la condanna al rogo di Michele Serveto: secondo Voltaire, se
quel pazzo di Serveto fosse arrivato [a Ginevra] al momento giusto [dans le bon
temps], non avrebbe avuto nulla da temere. La conclusione poco pietosa nei
confronti delle vittime (affette dallo stesso fanatismo dei loro carnefici, che,
come tale, non merita alcuna comprensione), ma una inequivocabile prova di
senso storico da parte di Voltaire e anche qualcosa di pi: la testimonianza
di un acuto senso di quello che, nel greco classico, si chiamava kairs. Altrove,
per spiegare il significato e illustrare il corretto uso del sostantivo apropos, che,
allincirca, in almeno in una delle sue diverse accezioni, equivalente a kairs
(e che, dunque, si potrebbe rendere in italiano con occasione, momento op-
portuno, tempo debito), egli afferma che lapropos (che abbiamo tradotto,
appunto, con occasione) negli affari importanti, nei rivolgimenti degli Stati
tutto, e dunque che Cromwell ai tempi di Elisabetta o di Carlo II, il cardi-
nale di Retz dopo che Luigi XIV cominci a governare da solo sarebbero state
persone del tutto comuni e che Cesare, nato al tempo di Scipione lAfricano,
non avrebbe sottomesso la repubblica romana, e se Maometto ricomparisse
oggi, sarebbe tuttal pi sceriffo della Mecca146.

146
Si veda infra la voce A proposito, loccasione; apparsa nel 1770 nelle Questions sur
lEncyclopdie; mentre, a conferma dei limiti (per noi) del suo senso storico, Voltaire non
sembra avere dubbi che, se rinascessero Archimede o Virgilio, sarebbero ancora il miglior
matematico, luno, e, laltro, il miglior poeta della propria nazione. Nelle questioni mate-
matiche e di buon gusto, il tempo non interviene, una volta chessa siano state decise con
criterio (cio, secondo ragione)
lviii riccardo cambi

A conferma dellimportanza che Voltaire attribuiva a questa idea, non sar


mera pedanteria rammentare che, a parte la nota pessimistica, essa compariva,
quasi negli stessi termini e insieme ai medesimi esempi, gi nelle Lettres philo-
sophiques, apparse quasi quarantanni prima:

Non curioso che Lutero, Calvino, Zwingli, tutti autori illeggibili, abbia-
no fondato sette che dividono lEuropa, o che lignorante Maometto abbia
dato una religione allAsia e allAfrica, mentre Newton, Clarke, Locke, Le
Clerc, ecc., i pi grandi filosofi e le migliori penne del loro tempo, siano
riusciti creare appena un piccolo drappello, che anzi diminuisce di giorno
in giorno?
Ecco cosa significa venire al mondo al momento giusto. Se ricomparisse,
oggi, a Parigi, il cardinale di Retz non riuscirebbe a spingere alla sollevazione
nemmeno una decina di donne.
Se rinascesse, Cromwell, che fece decapitare il proprio re e si proclam
sovrano, sarebbe un semplice commerciante di Londra147.

Lesprit du temps, il bon temps, lapropos sono termini ed espressioni che


designano, per Voltaire, unidea di adeguatezza rispetto a determinate esigenze
poste dalla natura intrinsecamente storica (si potrebbe dire, dalla storicit)
di ogni pratica, singola azione o credenza umana, ossia da quella che, di volta
in volta, o stata la loro attualit. E tale criterio di adeguatezza vale per tutti:
monaci, fanatici, monarchi illuminati, tiranni, filosofi, ciarlatani148. Per tutti,
si tratta di valutare correttamente i tempi (bien prendre leurs temps). Perfino il
saggio Numa si dimostr occasionalmente un ciarlatano, assicurando ai propri
concittadini di aver ricevuto da Giove, attraverso la ninfa Egeria, le leggi chegli
intendeva dare alla citt di Roma, le quali non sarebbero state accolte senza
contestazioni senza questo presunto avallo divino; egli avrebbe addirittura po-
tuto essere accusato di empiet (se qualche nemico segreto avesse smascherato
la sua truffa, se avesse detto: Trucidiamo un truffatore che prostituisce il nome
degli di per ingannare gli uomini, correva il rischio di essere spedito in cielo in-
sieme a Romolo), ma, conclude Voltaire, probabile che Numa prese bene le
sue misure, e ingann i Romani per il loro bene, con unabilit adatta ai tempi,
ai luoghi, allo spirito dei primi Romani149. Voltaire scorge un po di ciarlata-
neria perfino in Socrate, il venerato martire della filosofia, con il suo demone
famigliare e la storia delloracolo delfico che lo proclamava il pi saggio degli

147
Voltaire, Lettres philosophiques, VII, cit., pp. 63-64.
148
E vale anche per lo Spirito Santo, e soprattutto per coloro che asseriscono di cono-
scerne le misteri intenzioni: Lo Spirito Santo si sempre conformato ai tempi. Ispirava i
primi discepoli in un tugurio miserabile: oggi, comunica le proprie ispirazioni in San Pietro
a Roma, che costata duecento milioni; parimenti divino nel tugurio e nel superbo edificio
di Giulio II, di Leone X, di Paolo III e di Sisto V, si veda infra la voce Altari.
149
Si veda infra la voce Ciarlatani, dove vengono evocati anche i consueti esempi di Ma-
ometto e Cromwell.
introduzione lix

uomini: questi, anzi, per Voltaire, sono tratti di pura ciarlataneria. La respon-
sabilit della sua condanna a morte non ricade pi interamente sullignoranza e
il fanatismo dei suoi carnefici (secondo la vulgata illuminista150), ma deve essere,
almeno in parte addebitata a Socrate stesso, il quale, proprio come il signor di
Montampui, valut male i tempi (prit mal son temps). Forse cento anni prima
avrebbe governato Atene. Secondo Voltaire, ad Atene, attorno al 399 a.C.,
non era pi tempo di demoni e oracoli dal punto di vista prettamente storico,
sar pure un giudizio opinabile, ma il significato del ragionamento di Voltaire,
nel suo contesto polemico, perfettamente chiaro e coerente.
Pi che un invito o unesortazione, lingiunzione ad adeguarsi ai tempi
intende suonare come una vera e propria sentenza di condanna per tutti quei
costumi, consuetudini, convenzioni e credenze che non sono pi propos: il loro
significato storico, la loro originaria funzione vengono valutati esclusivamente
in base alla loro conformit alle esigenze del presente, nella ferma convinzione
che queste siano il prodotto dei progressi della ragione, tanto che, in defini-
tiva, per Voltaire, adeguarsi ai tempi non significa altro che adeguarsi a quei
progressi, piegandosi cos, nello stesso tempo, ai dettami della ragione. Questo
atteggiamento, lungi dal condurre a una qualche forma di relativismo, viene as-
sunto, al contrario, da Voltaire per condannare allirragionevolezza che, per un
illuminista, come dire allinsignificanza, allinsensatezza, allirrilevanza tutto
ci che non obbedisce allesprit du temps, ossia che non giunge a tempo debito:
ci che giunge propos, essendo per principio pensato come conforme alla ra-
gione, finisce cos per sovrapporsi e identificarsi con ci che sensato e giusto.
Questo modo di pensare che potrebbe essere definito tattico od oppor-
tunistico, e che tipico della mentalit pragmatica di Voltaire e di chiunque
persegua in maniera consapevole un progetto rivoluzionario come quello
illuministico si fonda sul senso del presente, e delle esigenze che il tempo
presente pone al pensiero, oltre che allazione pratica del filosofo: questo
senso dellattualit costituisce il nucleo propriamente filosofico della filosofia
di Voltaire. Nel Trait sur la tolrance (pubblicato nel 1763), esso viene formu-
lato nella maniera pi esplicita e chiara, ancora una volta in stretta connessione
con un preciso progetto pratico: la riabilitazione della memoria di Calas, e la
condanna (morale) dei suoi carnefici e della loro fanatica intolleranza.

Il vero mezzo per diminuire il numero dei maniaci, se ne restano, quel-


lo di affidare questa malattia dello spirito al controllo della ragione che illu-
mina gli uomini lentamente, ma infallibilmente. La ragione mite, umana,
ispira lindulgenza, soffoca la discordia, consolida la virt, rende piacevole
lobbedienza alle leggi, pi di quanto non le garantisca la forza. E non si

150
A proposito del giudizio, oscillante e pieno di riserve, di Voltaire su Socrate, e di quel-
la che ne era limmagine diffusa tra i philosohpes, cfr. R. Trousson, Socrate devant Voltaire,
Diderot et Rousseau. La conscience en face du mythe, Paris, Minard, 1967, in particolare pp.
31-44.
lx riccardo cambi

vorr tener conto del ridicolo di cui circondano oggi il fanatismo tutte le
persone per bene? Questo ridicolo una barriera potente contro le strava-
ganze di tutti i faziosi. Il passato come se non fosse mai stato. Bisogna sempre
partire dal punto in cui si arrivati, e da quello in cui sono giunte le nazioni151.

Il contesto, come al solito polemico, e limplicito appello allattualit assume


immediatamente la funzione di un giudizio di valore. Ci che preme maggior-
mente a Voltaire convincere il pubblico dei propri lettori che la filosofia,
ossia la ragione, in grado di diminuire il numero dei maniaci (e dei fanatici,
dei faziosi, dei dottrinari, dei monaci): indicando il punto in cui si arriva-
ti, e [quello cui] sono giunte le nazioni, essa smaschera ed espone alla pubblica
indignazione per mero contrasto tra la situazione passata e quella attuale le
stravaganze di tutti i faziosi. La coscienza dellattualit basta dunque, per Vol-
taire, a condannare al ridicolo il passato. Da un lato, infatti, lattualit viene as-
sunta come un dato di fatto da cui partire, come il punto cui effettivamente
giunta la ragione in quel determinato momento storico; dallaltro, proprio per
questo motivo, ne viene rivendicato, da parte di Voltaire, il valore paradigmatico
in base al quale giudicare i precedenti stadi di sviluppo della societ. In quanto
criterio di giudizio (cio di valore), la nozione di attualit si rivela pertanto per-
fettamente funzionale al compito critico dellilluminismo: la conclusione che,
considerato alla luce dellattualit, il passato come se non fosse mai stato e
che, alfine, i suoi errori, pregiudizi e stravaganze si dissolveranno, sepolti dal
ridicolo, diventando cos definitivamente irrilevanti e inutili152.
Al di l dellaspetto strettamente polemico, tuttavia, quello che emerge da
questo passo lo stesso problema teorico su cui, qualche anno pi tardi, Les-
sing si soffermer in un breve scritto significativamente intitolato Su un com-
pito attuale; anche in questo caso, bench posto in una prospettiva pi ampia
rispetto ai testi di Voltaire, il tema il rapporto tra filosofia e fanatismo, o
meglio tra illuminismo e entusiasmo ed esaltazione visionaria, per attenersi
alla terminologia con cui era stata formulata la domanda proposta come ar-
gomento di discussione nel gennaio del 1776 sulla rivista di Wieland, Der
Teutsche Merkur. Nelle righe di apertura dellabbozzo, esso viene precisato
con la massima chiarezza:

151
Voltaire, Trattato sulla tolleranza, V, in Scritti politici, cit., pp. 481-482, trad. lievemen-
te modificata e corsivo ns.
152
In un appunto di datazione incerta si ritrova tale convinzione formulata nella maniera
pi esplicita e sintetica: Gli errori sono necessari ai barbari. Bisogna che un re guarisca la
scrofolosi in tempi dignoranza, oggi inutile (Voltaires Notebooks, a cura di T. Besterman,
Genve, Institut Voltaire, 1952, vol. I, p. 98). Diventare inutile il destino di chi ignora,
o si ostina in malafede a ignorare, le esigenze del tempo presente: il destino toccato ai
re taumaturghi, ai tomisti, agli scotisti, ai profeti calvinisti delle Cevennes, che hanno finito
per ridursi a stravaganti curiosit antiquarie, come tutte quelle altre coutumes bizarres che
Voltaire si divertiva a registrare nei propri taccuini (cfr. ibid., vol. II, p. 388).
introduzione lxi

Ho preferito dire su un compito attuale [ber eine zeitige Aufgabe]


piuttosto che su un compito dellepoca [ber eine Aufgabe der Zeit]. In pri-
mo luogo perch questultima locuzione mi sembra troppo francesizzante;
e poi perch un compito dellepoca non sempre un compito attuale. Ossia
un compito che allordine del giorno [auf den Tapete] non sempre da
intendere come un compito che sia particolarmente adeguato [angemessen]
allepoca presente [gegenwrtigen Zeit] e sul quale proprio oggi urga una
decisione; mentre soprattutto su questultimo aspetto vorrei che si riflettesse
fin dal titolo153.

Chiarire la natura del rapporto tra filosofia e fanatismo viene designato


da Lessing come compito attuale: non semplicemente come un tema tipico
dellepoca, bens come quello che lepoca presente, ossia lattualit, impo-
ne alla filosofia in quanto costringe lilluminismo a pensare se stesso e i propri
compiti come una filosofia del presente: sono, infatti, ladeguatezza allepo-
ca presente e lurgenza i criteri in base ai quali valutare la portata del compito
di cui spetta alla filosofia farsi carico. a partire dallattualit che la filosofia
ha preteso di misurare le proprie conquiste rispetto al passato, di fissare gli
obiettivi per il futuro e di rivendicare la legittimit del proprio atteggiamento
critico verso la tradizione e il principio dautorit perci, circoscrivere i limi-
ti di questa attualit, distinguerla da ci che soltanto allordine del giorno
(letteralmente sul tappeto) e coglierne la specificit stato lassillo dellillu-
minismo, e, come si visto, di Voltaire.
Questo, come ha osservato Michel Foucault, sarebbe proprio il tratto che
contraddistingue lilluminismo, facendo di esso un processo culturale molto
singolare che ha preso coscienza di s dandosi un nome, situandosi nei confronti
del proprio passato e del proprio avvenire, indicando le operazioni che deve
effettuare allinterno del proprio presente154. Riflettendo sulla risposta di Kant
alla domanda che cosa lilluminismo?, Foucault ha sottolineato come il pro-
blema che essa sollevava fosse appunto quello del presente, quello dellattualit
[actualit], ovvero la questione filosofica del presente155. Opportunamente,
egli si premura di precisare che il carattere di questa interrogazione sullattua-
lit da parte dellilluminismo diverso rispetto ad altri, precedenti tentativi di
pensare filosoficamente il presente e i nomi evocati sono quelli di Descartes,
Vico, Agostino e Platone156. Per costoro, si sarebbe trattato di determinare e

153
G. E. Lessing, Su un compito attuale, in La religione dellumanit, Roma-Bari, Laterza,
1991, p. 55, corsivi nel testo.
154
M. Foucault, Che cos lilluminismo?, in Archivio Foucault 3. 1978-1985, a cura di
A. Pandolfi, Milano, Feltrinelli, 1998, p. 255; si tratta di una sintesi della lezione tenuta al
Collge de France il 5 gennaio 1983.
155
Ibid., p. 253. Si veda anche laltro saggio dallo stesso titolo, apparso originariamente
in inglese nel 1984 (What is Enlightenment?), cfr. ibid., p. 219.
156
Cfr. M. Foucault, What is Enlightenment?, cit., p. 218.
lxii riccardo cambi

stabilire, di volta in volta, i compiti propri della filosofia rispetto alle esigenze
poste da una situazione storica data piuttosto che di problematizzare lattualit
in quanto tale. Secondo Foucault, esattamente come aveva scritto Lessing nel
1776 (e stupisce che Foucault non labbia citato a sostegno della propria inter-
pretazione), la domanda cui Kant si sente chiamato a rispondere, invece, non
semplicemente: che cosa, nella situazione attuale, pu determinare questa o
quella decisione di ordine filosofico?; per il filosofo illuminista, per la prima
volta, il problema verte su che cosa sia il presente e, prima di tutto, sulla de-
terminazione di un certo elemento del presente che, tra tutti gli altri, bisogna
riconoscere, distinguere e decifrare. Che cosa, nel presente, ha senso per una
riflessione filosofica157. Sul finire del XVIII secolo, la domanda sullAufklrung
avrebbe costretto il filosofo a interrogarsi non solo sui propri compiti e scopi
immediati, sulla propria funzione sociale, ma anche, e soprattutto, sul significato
attuale della philosophie quale la sintendeva allepoca, su ci che, in quel pre-
ciso momento, in essa, e grazie a essa, stava accadendo: Tutto ci ne conclude
Foucault , la filosofia come problematizzazione di unattualit e come interro-
gazione, da parte del filosofo, di questa attualit di cui fa parte e nei confronti
della quale deve situarsi, potrebbe caratterizzare la filosofia come discorso della
modernit e sulla modernit158. Loriginalit dellilluminismo, rispetto al pen-
siero degli altri grandi filosofi citati, risiederebbe, secondo Foucault, in quello
chegli chiama latteggiamento moderno, che in un nuovo modo di porre il
problema della modernit, non pi in rapporto longitudinale con gli antichi, ma
in quello che potrebbe essere chiamato un rapporto sagittale con la propria at-
tualit. Il discorso deve riprendere in considerazione la sua attualit, per ritrova-
re il proprio luogo peculiare, per dirne il senso e, infine, per specificare il modo
in cui esso in grado di agire allinterno di questa attualit159. Ci significa che
non si trattava pi di stabilire a chi spettasse il primato tra antichi e moderni160,
bens di pensare e rivendicare la propria modernit in termini di adeguatezza ai
tempi presenti, e non di valore atemporale e assoluto.
Si potrebbe, per, rovesciare questo assunto, e affermare che la modernit
con cui lilluminismo volle identificarsi fosse segnata dalla consapevolezza che
il tempo della storia, il suo divenire, non era determinato da leggi provviden-
ziali, bens da decisioni affatto umane che, proprio per questo, dovevano essere
costantemente ripensate, verificate e modificate in conformit alle mutevoli esi-
genze poste dal presente nella sua attualit, la cui costitutiva contingenza nessun
ordine teologico e trascendente poteva pi riscattare e, tanto meno, fondare. Si

157
M. Foucault, Che cos lilluminismo?, cit., p. 254.
158
Ibid., pp. 254-255.
159
Ibid., p. 255.
160
Si veda infra la voce Antichi e Moderni, che Voltaire termina ecumenicamente: In-
somma, per concludere, beato colui che, privo di ogni pregiudizio, sensibile al valore degli
antichi e dei moderni, apprezza i loro pregi, conosce il loro difetti, e li perdona.
introduzione lxiii

ritroverebbe cos laltro motivo dominante nella riflessione kantiana sullillumi-


nismo: luscita dallo stato di minorit da parte delluomo. Sollevare la questione
del presente significava domandarsi quali fossero i limiti attuali del necessario
(e dellinutile, come i re che guarivano gli scrofolosi, e altre stravaganze simili)
o, detto altrimenti, porre il problema di ci che non o non pi indispensa-
bile per la costituzione [degli uomini] come soggetti autonomi161.
Foucault, a dire il vero, non menziona mai Voltaire, ma lampante quanto
le sue osservazioni siano pertinenti per comprendere quello che fu anche per
Voltaire (ben prima che per Kant) il compito che attendeva la filosofia, se
essa intendeva mantenersi allaltezza delle proprie aspirazioni e raggiungere i
propri scopi. Il costante sforzo di Voltaire di pensare a partire dal punto in cui
si arrivati, e da quello in cui sono giunte le nazioni risponde precisamente
a questa esigenza: a pi riprese, Foucault chiama questa prospettiva teorica
unontologia del presente, unontologia storica di noi stessi, unontologia
critica di noi stessi162. molto probabile che Voltaire non avrebbe apprezzato
simili formule, che gli sarebbero suonate oscuri verbalismi tanto quanto il gergo
della scolastica; esse, tuttavia, esprimono esattamente ci che la sua filosofia
volle essere, e fu. Di fatto, chiedersi, per esempio, perch viene abbandonata
al disprezzo, alla degradazione, alloppressione, alla rapina, la gran massa di uo-
mini laboriosi e innocenti che tutti i giorni dellanno coltiva la terra per farvene
mangiare i frutti; mentre, al contrario, viene rispettato, trattato con riguardo,
corteggiato luomo inutile, e spesso malvagio, che vive solo del lavoro di quelli,
e che si arricchisce solo con la loro miseria?163 (che, con tutta evidenza, non
che una variante della domanda perch mai i pi forti devono essere i mo-
naci?) significa porsi in un determinato modo di relazione con lattualit164:
com possibile che, al punto in cui si arrivati, e in cui sono giunte le nazio-
ni, una ristretta classe di uomini privilegiati continui a essere trattata con
riguardo, mentre la gran massa dei contadini laboriosi e innocenti viene
disprezzata e oppressa? Altre varianti significative di questa stessa domanda
si leggono, per esempio, alla voce Voti che inizia: Fare un voto per tutta la
vita significa farsi schiavo. Come si pu tollerare la peggiore delle schiavit in
un paese in cui la schiavit bandita?. E poco oltre Voltaire incalza: Come
hanno potuto i governi essere tanto nemici di se stessi, tanto insensati, da au-
torizzare i cittadini ad alienare la propria libert a unet in cui non permesso
disporre della bench minima parte della propria fortuna? Com possibile che
i magistrati, consapevoli dellenormit di questa sciocchezza, non provvedano a
regolarla?. E, in conclusione, dopo lennesimo apologo anticlericale, esclama:

161
M. Foucault, What is Enlightenment?, cit., p. 226.
162
M. Foucault, Che cos lilluminismo?, cit., p. 261, e What is Enlightenment?, cit., pp.
229 e 231.
163
Si veda infra la voce Perch (i).
164
M. Foucault, What is Enlightenment?, cit., pp. 222 e 223.
lxiv riccardo cambi

i monaci hanno fatto tutti voto di vivere a nostre spese, di essere un fardello
per la patria, di nuocere alla popolazione, di tradire i propri contemporanei
e la posterit. E noi lo tolleriamo!. (Il verbo usato, due volte, da Voltaire
souffrir, che mette bene in evidenza la sua insofferenza, ma che non una for-
zatura indebita tradurre con tollerare). Queste domande sono retoriche in
quanto presuppongono tutte che il tempo (la storia) abbia finito per scalzare
le fondamenta della tradizione (nei casi citati, dellordine feudale e del potere
ecclesiastico) e renderne dubbia e contestabile lautorit: sono domande che
il presente (di Voltaire) poneva al passato, a partire dal presente stesso e dalle
proprie mutate esigenze di razionalit (equit).
Il ragionamento, a quanto pare, incorre formalmente in una certa viziosa
circolarit: il criterio per condannare come inique e inutili, cio insensate e
prive di autorit, le consuetudini stabilite unicamente dalla tradizione , per
Voltaire, la loro inadeguatezza rispetto alle esigenze dei tempi presenti, e ci
che le rende inadeguate ai tempi presenti la loro iniquit. Un dato di fatto
la tradizione sentita come non pi conforme alle esigenze di razionalit dei
tempi presenti viene surrettiziamente trasformato in un giudizio di valore il
principio di autorit della tradizione non merita pi alcun rispetto. Simili obie-
zioni non avrebbero certo modificato le opinioni di Voltaire; per il suo spirito
pragmatico, il problema non concerneva la coerenza logica, ma la realizzabilit
pratica del progetto illuminista chegli sentiva come unurgenza: in che modo
liberarsi di una tradizione la cui autorit era, di fatto, considerata un gravame,
un pregiudizio infondato e un vincolo insopportabile. Il contributo di Voltaire
alla soluzione di esso fu del tutto conforme al suo talento di scrittore: con la
mera forza retorica delle sue domande, dei suoi ostinati perch, egli seppe
fare della propria impazienza un argomento efficace, o, quanto meno, rende-
re uninsofferenza largamente condivisa dai suoi lettori un criterio di giudizio
(e di condanna). La filosofia di Voltaire (e sodali), forse, servita solo a
questo: contribuire a rendere intollerabile ci che per secoli era stato tollerato,
rifiutandosi di continuare a considerarlo ovvio e immutabile e denunciandone
linadeguatezza rispetto alle esigenze del proprio tempo. Quando dichiarava a
dAlembert che bastano cinque o sei filosofi che siano daccordo tra loro per
rovesciare il colosso, Voltaire si dimostrava eccessivamente ottimista; ma, in
fin dei conti, con simili affermazioni voleva soltanto incoraggiare i propri com-
pagni a perseverare nel loro impegno (in un periodo, peraltro, in questo caso
particolare, assai difficile). Quando, per, aggiungeva che non si tratta di im-
pedire ai nostri domestici di andare a messa o alla predica; si tratta di strappare
i padri di famiglia alla tirannia deglimpostori e dispirare lo spirito di tolleran-
za. Questa missione ha gi incontrato brillanti successi165, il proposito sembra
assai pi fondato e realistico. La filosofia non avr rovesciato il colosso, ma ha

165
Lettera a dAlembert, 6 dicembre 1757, in Voltaire, Correspondance, cit., 1978, vol.
II, p. 1176. Lanno 1757 fu lanno che vide lo scatenarsi delle polemiche attorno alla voce
introduzione lxv

contribuito a rendere insopportabile la tirannia deglimpostori, diffondendo


il sospetto che le loro imposture fossero ormai prive di senso e di funzione,
contraddittorie e risibili quando non ingiuste e crudeli in breve, non erano
pi tollerabili. Questo era il fine che Voltaire attribuiva alla filosofia, e alla cui
realizzazione egli contribu attivamente con la sua opera di filosofo, di storico
e di polemista.
Non sar unesagerazione affermare che egli, con la sua insofferenza, contri-
bu in maniera determinante a costruire quellIntollerabile che fissa e definisce
le frontiere dello spazio morale166 della modernit cui anche noi, ancora oggi,
apparteniamo. Gli abusi del potere ecclesiastico, i privilegi e le prevaricazio-
ni dellaristocrazia, le efferatezze dellInquisizione, le crudelt della tortura, la
brutalit di un sistema giudiziario che laccoglieva tra i mezzi leciti dindagine e
come prova, la cecit, i pregiudizi e la brutalit del fanatismo dei religionistes,
liniquit delle guerre di conquista e di religione, lingiustizia di una fiscalit che
gravava interamente sulle classi produttive, come pure le oscurit della meta-
fisica, le astruserie della teologia, le contraddizioni di cui erano costellati testi
che la tradizione imponeva di rispettare come sacri e che contrastavano con
le conoscenze ed esperienze del senso comune, cominciarono a essere sentite
come altrettante trasgressioni intollerabili di quella linea divisoria (ligne
de partage)167 che, proprio come un limes, serve a definire una civilt e linsieme
dei valori etici, sociali, giuridici e politici in cui essa si riconosce. La filosofia di
Voltaire (e dei Lumi) concorse in maniera determinante a tracciare tale linea,
tale frontiera, o, per essere pi precisi, a spostarla, a modificarne il tracciato ri-
spetto a quello che essa aveva seguito per secoli. Detto altrimenti, essa concorse
allevoluzione delle sensibilit, che appunto ci che modifica al contempo
lintollerabile e la capacit di coglierlo come tale: il passaggio dalla societ di
Antico Regime alla modernit pu essere descritto, allora, come un passaggio
da una configurazione dintollerabili a unaltra168, e questa nuova configura-
zione che, in larga misura, ancora la nostra non pensabile senza lazione
filosofica di Voltaire. lui che, nella maniera pi esplicita, ha fissato i limiti di
ci che, pochi decenni prima della Rivoluzione, non si era pi disponibili a tolle-
rare, e che, dopo la frattura rivoluzionaria, non si sarebbe mai pi stati disposti a
farlo, malgrado le varie restaurazioni, reazioni, riflussi che si sono susseguite ne-
gli ultimi due secoli. Non un caso che Tzvetan Todorov abbia fornito (bench
non intenzionalmente) la descrizione pi precisa e sintetica dei nostri intolle-
rabili in un saggio nel quale rivendica i valori dellilluminismo come quelli che
fondano e caratterizzano la civilt occidentale contemporanea (i diversi capitoli

Genve, composta per lEncyclopdie da dAlembert, che abbandoner la direzione del pro-
getto enciclopedico, il quale dovette essere sospeso per ordine delle autorit fino al 1766.
166
Cfr. Les constructions de lintolrable. tudes danthropologie et dhistoire sur les fron-
tires de lespace moral, a cura di D. Fassin e P. Bourdelais, Paris, La Dcouverte, 2005.
167
D. Fassin, Les frontires de lespace moral, in ibid., p. 8.
168
Ibid., rispettivamente pp. 11 e 12.
lxvi riccardo cambi

del libro sintitolano, a scanso di equivoci: Autonomia, Laicit, Verit,


Umanit, Universalit); nellintento di respingere laccusa che i reazionari
di tutti i tempi da Joseph de Maistre in poi hanno rivolto alla societ intri-
sa di spirito illuminista uscita dalla Rivoluzione di essere secolarizzata e priva
del senso del sacro, egli osserva che non vero, tuttavia, che le nostre societ
secolarizzate ignorino completamente il sacro; solo che questo non si trova pi
nei dogmi o nelle reliquie, bens nei diritti degli esseri umani. sacra, per noi,
una certa libert dellindividuo: il suo diritto di praticare (o meno) la religione
che ha scelto, di criticare le istituzioni, di cercare da s la verit. sacra la vita
umana; per questo che gli Stati hanno rinunciato al loro diritto di attentare ad
essa con la pena di morte. sacra lintegrit del corpo umano; per questo che
la tortura bandita, anche quando la ragione di Stato la raccomanderebbe, o
vietata linfibulazione, praticata su bambine che non dispongono ancora auto-
nomamente della propria volont169. Una buona definizione di sacro potrebbe
essere, infatti, ci la cui trasgressione intollerabile. Ed a partire da questi limi-
ti di tollerabilit che, ancora oggi, le democrazie liberali occidentali pensano la
propria civilt fondata sulla laicit, sulla libert di culto e di pensiero, sulla difesa
dei diritti umani e, bisognerebbe aggiungere per completezza, sul liberismo
economico (anche se questo un diritto meno nobile da rivendicare, e di sacro
non sembra avere pi granch: sono finiti i tempi in cui, nel diciassettesimo arti-
colo della Dclaration des droits de lhomme et du citoyen, il diritto alla propriet
veniva solennemente dichiarato inviolabile e sacro e, infatti, Todorov non lo
menziona nella sua lista, per il resto abbastanza completa).
Con lacutissimo senso dellattualit del polemista (e dello scrittore satiri-
co), Voltaire si trovato costantemente nella condizione di dover riflettere sul
punto in cui si era arrivati, su ci che era ormai intollerabile e su ci che era
sacro, ossia necessario, imprescindibile e inderogabile e lo fece costringen-
do anche gli altri (compresi, innanzitutto, gli avversari) a prenderne coscienza.
Questa, in conclusione, la filosofia di Voltaire, la cui portata e il cui valore
esigono di essere misurati su quelli che storicamente ne furono gli esiti in quel
determinato momento. Ma la sua eredit per noi, la sua perdurante attualit non
dovr essere cercata tanto nei risultati concreti che la sua filosofia ottenne,
nelle riforme per cui lott: essi, e alcune loro conseguenze pratiche (i cui effetti
sono ancora in parte riconoscibili oggi) fanno comunque parte della storia o
forse della preistoria della nostra modernit come qualsiasi altro evento del
passato; in altre parole, appartengono al novero dei brute facts, come la banca-
rotta del sistema di John Law, la guerra dei Sette Anni o la presa della Bastiglia
per quanto possano acquisire un significato simbolico, ed essere cos assunti

169
T. Todorov, Lesprit des Lumires, Paris, Laffont, 2006, pp. 64-65; il libro integra e
sviluppa il testo di Todorov pubblicato nel catalogo (alle pp. 10-16) di unesposizione al-
lestita alla Bibliothque Nationale di Parigi nel marzo-maggio 2006, il cui titolo era signifi-
cativamente (programmaticamente, sarebbe meglio dire forse): Lumieres! Un hritage pour
demain.
introduzione lxvii

come momenti fondanti della modernit e, quindi, di capitale importanza per


noi e per la nostra identit attuale, essi non possono essere considerati, a rigore,
uneredit, un retaggio culturale trasmissibile: al massimo, sono fasi salienti
di un processo non ancora esaurito (forse) e di cui (forse) ancora facciamo
parte. E meno ancora leredit del pensiero di Voltaire dovr essere cercata
unicamente nelle teorie e dottrine chegli profess: anche queste tanto quelle
che crediamo di poter ancora fare nostre, perch le sentiamo vicine alla nostra
sensibilit, quanto quelle pi strampalate o perfino aberranti appartengono
alla storia delle idee, o come altro la si voglia chiamare, se non si disposti ad
ammettere che il pensiero di Voltaire appartenga a quella che a scuola e nelle
universit viene chiamata storia della filosofia. E, per di pi, come s visto,
sarebbe fatica vana cercare di ricostruire, a partire da questo caos didee, un
systme organico, dato chegli si rifiut sempre, per principio, di elaborarne
uno. Non si tratta, dunque, di celebrare la perenne attualit del pensiero di
Voltaire immedesimandosi nelle sue campagne di opinione (che, per quanto
condivisibili, furono, e restano, le sue, e non le nostre), ripetendo pedisse-
quamente le sue parole dordine (le quali, per quanto folgoranti, erano rivolte
ai suoi contemporanei, e non a noi), bens di assumere nei confronti del nostro
presente quellatteggiamento critico (insofferente e impaziente) che egli seppe
tenere, in ogni circostanza, nei confronti del proprio.
La conclusione pi equilibrata cui si possa giungere circa lattualit per noi
di Voltaire lha formulata Michel Foucault a proposito dei Lumi in generale: il
filo che pu ricollegarci [] allAufklrung (e, dunque, anche a Voltaire) non
deve ridursi a unastorica, e acritica, fedelt a degli elementi di dottrina, ma
[essere] piuttosto la riattivazione permanente di un atteggiamento; vale a dire di
un ethos filosofico che potrebbe essere caratterizzato come critica permanente
del nostro essere storico170. E, in unaltra pagina, egli precisa, non senza iro-
nia: Abbandoniamo alla sua piet chi vuole conservare viva e intatta leredit
dellAufklrung. Questa piet , certamente, il pi commovente dei tradimenti.
Non si tratta di preservare i resti dellAufklrung; bisogna avere presente e cu-
stodire il problema stesso di questo evento e del suo senso (il problema della sto-
ricit del pensiero delluniversale) come ci che deve essere pensato171. Lam-
mirazione celebrativa nei confronti dellantesignano della modernit, e delle sue
lotte per lemancipazione e la laicit, corre infatti il rischio di trasformarsi in una
forma dincomprensione, e di tradimento, del tutto speculare allirritazione su-
scitata dallo scarso rigore filosofico del suo pensiero o dal tono spesso sprezzante
ed elitario (antidemocratico) del suo esprit: detto in poche parole, essa rischia di
fissare Voltaire in unicona del patrimonio culturale, e, cos facendo, di monu-
mentificarlo. Laddove, se lopera multiforme di Voltaire ci interpella, ci provoca
e non di rado ci sconcerta, proprio perch essa stride e contrasta con il nostro

170
M. Foucault, What is Enlightenment?, cit., pp. 225-226.
171
M. Foucault, Che cos lilluminismo?, cit., p. 261.
lxviii riccardo cambi

presente, nel momento stesso in cui, in essa, riconosciamo le radici, lorigine di


ci che divenuta oggi la civilt occidentale, secolarizzata, democratica, massi-
ficata e tecnologica, alla quale apparteniamo. La maniera peggiore, e pi facile,
per tradire Voltaire e la forza attuale per noi della sua filosofia ridurlo a
un capitolo della storia delle idee, mettendo magari tra parentesi quegli aspetti
delle sue polemiche che giudichiamo troppo personali, idiosincratici o legati a
episodi remoti e superati dalla storia, i suoi giudizi avventati o francamente cam-
pati in aria, quelli che furono i suoi pregiudizi (per esempio, il valore indiscuti-
bile del modello classicista in poesia o classista in politica) in breve, tutto ci
che della sua figura e del suo pensiero pieno di contraddizioni appare irritante
poich non corrisponde allimmagine monumentale che del patriarca di Ferney
stata costruita da due secoli di apologetica agiografica.
Restargli fedeli, viceversa, comporta che il suo pensiero venga compreso in
tutta la sua inattualit a patto di intenderla nel senso in cui Nietzsche definiva
le proprie meditazioni inattuali, ovvero, pi correttamente, intempestive (un-
zeitgemsse). Il valore attuale della filosofia di Voltaire, del suo umanesimo
scettico ma non rassegnato, del suo spirito disilluso ma indomito, del suo elita-
rismo intellettuale ma fieramente avverso a ogni privilegio e prevaricazione ar-
bitraria, delle sue campagne contro lInfme, che testimoniano degli splendori
e dei limiti della civilt europea in una fase determinata (e, per molti aspetti, de-
terminante) della sua storia, risiede nella loro intempestivit per noi, che come
dire nella loro distanza da noi e dalle nostre esigenze attuali. proprio leffetto
perturbante della sua intempestivit, cio il suo essere, al contempo, familiare
ed estraneo, prossimo e remoto rispetto alla sensibilit di oggi, che ne costitui-
sce lattualit per noi (la quale, peraltro non sar forse superfluo precisarlo ,
la sola attualit di cui noi possiamo fare esperienza). Lintempestiva attualit
di Voltaire agisce, nel nostro presente, per contrasto, ovvero dialetticamente. E,
dunque, per comprendere, apprezzare e, magari, trarre profitto da essa neces-
sario, senza intenzioni tardivamente apologetiche n denigratorie, saper pren-
dere le distanze dalle idee e dalle opinioni di Voltaire per non dimenticare quale
fosse la loro funzione pratica nel quadro della strategia polemica e filosofica
perseguita da Voltaire per oltre mezzo secolo con accanimento, ostinazione e
coerenza. Solo allora, cogliendolo nella sua intempestivit per noi, potremo ri-
trovare in lui, nel suo pensiero, nei suoi libelli e negli altri scritti doccasione un
modello esemplare di atteggiamento critico nei confronti del (proprio) presen-
te, cio dellattualit propria a ciascuno un modello al quale non possibile
rinunciare se si vuole continuare a riflettere criticamente sul punto in cui si
giunti, oggi, ma che, proprio per questo, non deve essere trasposto tale e quale
agli odierni tempi presenti, magari con laggiunta di qualche ritocco la page:
di un Voltaire travesti ad uso dei gusti della moda corrente, ovvero dellideolo-
gia dominante, oggi, non sapremmo proprio che farcene.
Cronologia della vita e delle opere di Voltaire

1694
Come attesta il certificato di battesimo rilasciata dalla parrocchia di Saint-
Andr-des-Arts e datato luned 22 novembre, il giorno precedente nacque
Franois-Marie, ultimogenito di Franois Arouet, notaio al tribunale dello
Chtelet, e di Marguerite Daumard, appartenente alla piccola nobilt di toga.
Pi tardi, Voltaire pretender di essere il figlio naturale del poeta popolaresco
Gurin de Rochebrune e di essere nato il 20 febbraio 1694

1704
Muore la madre e in ottobre Franois-Marie entra nel collegio Louis-le-Grand,
tenuto dai gesuiti.

1711
Uscito dal collegio, dove si distinto nella versificazione francese e appassiona-
to alle recite teatrali che i gesuiti organizzano, intraprende per volere del padre
lo studio della giurisprudenza, mentre comincia a frequentare la societ di libe-
ri pensatori (libertini) che si riunivano al Temple (La Fare, Chaulieu), dovera
stato introdotto gi dal 1706 dal padrino, labate di Chteauneuf.

1713
In settembre il padre, rigido giansenista (come pure il fratello maggior Ar-
mand), per sottrarlo alle sue frequentazioni, lo manda in Olanda, come segre-
tario del marchese di Chteauneuf, ambasciatore di Francia. Qui intreccia una
relazione galante con la giovane Olympie Dunoyer, soprannominata Pimpette:
il padre, scandalizzato, lo richiama a Parigi.

1714
Riprende gli studi di giurisprudenza. Frequenta uno studio notarile e riallaccia
le proprie amicizie con i membri della Socit du Temple. Compone unode Sur
le vu du Louis XIII.

1715
1 settembre: muore Luigi XIV.
Franois-Marie frequenta gli ambienti ambienti aristocratici pi scelti: spesso
ospite a Sceaux presso la duchessa du Maine.
lxx riccardo cambi

Pubblica due satire: Le Bourbier e LAnti-Giton.

1716
Primo breve esilio tra lestate e lautunno (a causa di alcuni versi che gli ven-
gono attribuiti sul Reggente, Filippo dOrlans, e su sua figlia): lo trascorrer a
Sully-sur-Loire, ospite nel lussuoso Chteau del duca di Sully. Di ritorno a Pari-
gi ha una relazione con lattrice Mlle Suzanne de Livry, che sposer il marchese
de Gouvernet.

1717
Inizia la stesura del poema epico su Enrico IV, intitolato Henriade. La notte del
17 maggio incarcerato alla Bastiglia, accusato (forse a torto) di essere lautore
di un libello e di un epigramma in latino contro il Reggente intitolato Puero
regnante. Rester in prigione undici mesi, godendo di un ottimo trattamento,
ricevendo visite e continuando a lavorare al poema.

1718
Aprile: scarcerato, viene esiliato per breve tempo nella propria paterna a Chte-
nay. Assume il cognome con cui diventer celebre: Voltaire, probabile anagram-
ma di Arouet l(e) j(eune), cui aggiunge un de nobiliare abusivo. 18 novembre:
prima rappresentazione di dipe (la cui composizione risale al 1715 e che verr
data alle stampe lanno successivo): il successo clamoroso, con trenta repliche
consecutive e un incasso per lautore di tremila livres. Il Reggente gli concede
una ricompensa.

1720
Rappresentazione di Artmire, senza successo. Ma riesce a ottenere lauti profit-
ti dalla bancarotta di John Law, che contribuiscono ad arrotondare la sua fortu-
na, cha ha cominciato ad accumulato gi del 1704, quando ricevette uneredit
da Ninon de Lanclos, intima amica dellabate di Chteauneuf.

1721
Offre al Reggente il manoscritto dellHenriade.

1722
1 gennaio: muore il padre, ma per una clausola del testamento Voltaire potr
disporre della propria cospicua parte di eredit solo dopo il compimento del
trentacinquesimo anno det. Ottiene, per, una pensione da Re e compie lu-
crose speculazioni finanziarie. Viaggio in Olanda con Mme de Rupelmonde,
alla quale dedicata lptre Uranie in versi, primo tentativo di critica della
religione rivelata cristiana, ispirato al deismo che veniva professato dai frequen-
tatori del Temple: essa comincer a circolare solo molti anni pi tardi con il
introduzione lxxi

titolo Le pour et le contre. Incontro a Bruxelles e rottura definitiva con il poeta


Jean-Baptiste Rousseau, che Voltaire conosceva fin dal 1710.

1723
Pubblica lEssai sur les guerres civiles, esposizione storica degli stessi eventi trat-
tati nellHenriade, che appare ottenendo grande successo sotto il titolo Pome
de la Ligue (che verr ripreso e accresciuto fino al 1725). Viene colpito dal
vaiolo, ma guarisce.

1724
Fiasco di Mariamne, malgrado la presenza della celebre attrice Adrienne Le-
couvreur nel ruolo principale. in intimi rapporti con Mme de Bernires e
Mme de Prie, amante del duca di Borbone, che allepoca primo ministro.

1725
Rappresentazione di LIndiscret, prima commedia composta da Voltaire, dedi-
cata a Mme de Prie. Interviene a favore dellabate Desfontaine, imprigionato a
Bictre, con laccusa di sodomia (e che per questo rischia il rogo): ne verr ri-
cambiato con un rancore duraturo (nel 1738 labate scriver un violento libello
intitolato Voltairomanie, e la polemica si trasciner per anni). Invia una copia
dellHenriade al re dInghilterra Giorgio I. Ottiene una pensione dalla regina di
Francia Maria Leszczynska, che ha sposato il giovanissimo Luigi XV.

1726
4 novembre: viene bastonato dai domestici del cavaliere di Rohan, discendente
di una delle pi antiche famiglia aristocratiche di Francia, che lo aveva irriso
per le sue origini borghesi. Nessuna delle sue amicizie altolocate gli esprime
solidariet. Per impedire che chieda soddisfazione e si batta a duello con il
cavaliere, viene nuovamente rinchiuso alla Bastiglia, poi decider di partire per
lesilio. Il 5 maggio salpa da Calais per lInghilterra, dove rimarr per circa tre
anni. Viene accolto e ospitato da Edward Fawkener, ricco mercante. Apprende
la notizia della morte della sorella, madre della futura Mme Denis.

1727
Negli anni dellesilio, frequenta gli ambienti aristocratici e letterari e teatrali
inglesi, introdotto da lord Bolingbroke, che aveva conosciuto in precedenza
in Francia. Incontra Swift, Congreve, Pope, John Gay, Robert Walpole, lord
Hervey, lord Peterborough. Pubblica in inglese lo Essay on the Civil Wars in
France and also upon the Epic Poetry.

1728
Grazie a una sottoscrizione cui aderisce anche la Regina dInghilterra (e che
lxxii riccardo cambi

gli varr un ingente introito), pubblica lHenriade. Alla fine del 1728, ritorna
in Francia, a Dieppe, dove rimane fino alla primavera del 1729, quando rientra
a Parigi. Inizia la redazione delle Lettres sur les Anglais (divenute poi philoso-
phiques).

1729
Termina lHistoire de Charles XII, iniziata in Inghilterra. Frequenta la corte di
Stanislao Leszczynski, re spodestato di Polonia e duca di Lorena, suocero di
Luigi XV, a Lunville.

1730
Muore Adrienne Lecouvreur, che ammira e cui molto affezionato: il clero
le nega la sepoltura in terra consacrata e la salma viene gettata in una fossa
comune. Colpito da questo gesto di fanatica intolleranza, compone lindignato
poemetto La mort de Mlle Lecouvreur. La tragedia Brutus viene rappresentata
con successo.

1731
Viene sequestrata al suo apparire lHistoire de Charles XII.

1732
Rappresentazione di riphyle, che verr rimaneggiata e diventer Smiramis.
Intraprende la stesura del Sicle de Louis XIV, che lo occuper per anni. In
agosto, la rappresentazione di Zare un trionfo.

1733
Pubblicazione del Temple du Got, trattatello di critica letteraria in versi e in
prosa che provoca un certo rumore e qualche risentimento. A giugno risale la
duratura relazione con Gabrielle-Emilie du Chtelet, che aveva conosciuto da
bambina (era nata nel 1706).

1734
Pubblicazione in Olanda delle Lettres philosophiques, che in giugno verranno
condannate dal parlamento di Parigi e bruciate, e a causa delle quali rischia di
essere arrestato (o almeno lo crede). Trover rifugio a Cirey, presso Mme du
Chtelet, dove risieder per una decina danni. Viene a conoscenza del caso
del curato ateo Jean Meslier e del suo famoso testamento, di cui, anni dopo,
curer unedizione rimaneggiata.

1735
Comincia a comporre il poema eroicomico La Pucelle dOrlans, che terr a
lungo nascosto (per quanto possibile). Rappresentazione di La mort de Csar.
introduzione lxxiii

1736
La rappresentazione di Alzire un altro successo. La pubblicazione del poe-
metto Le Mondain suscita scandalo e lo costringe a varcare, per precauzione, il
confine e a riparare in Olanda, dove rester alcuni mesi e compone La dfense
du Mondain. Allagosto risalgono i primi contatti epistolari con lerede al trono
di Prussia, Federico.

1737
Rientra a Cirey, dove si dedica a studi ed esperimenti scientifici, approfonden-
do in particolare la fisica di Newton. Compone la tragedia Mrope, sul modello
di quella di Scipione Maffei.

1738
Appaiono, senza lautorizzazione dellautore, gli lments de la philosophie de
Newton, che suscita grande interesse. Pubblica lptre sur le bonheur e scrive
i primi Discours sur lhomme (che sono piuttosto una libera versione dellEssai
on Man di Pope).

1739
Esce la Vie de Molire. Prosegue il dibattito su Newton.

1740
Corregge e cura la pubblicazione in Olanda dellAnti-Machiavel di Federico II
di Prussia, che sale al trono il 31 maggio: il primo incontro tra i due avviene in
novembre a Kleve. Esce la Mtaphysique de Newton. Zulime un fiasco.

1741
Rappresentazione del Mahomet ou le fanatisme, a Lille. Primi accenni nella cor-
rispondenza al monumentale progetto che diventer lEssai sur les murs.

1742
A Parigi vengono sospese le rappresentazioni del Mahomet, a causa delle pro-
teste del partito dei devoti. Viene respinta al sua candidatura allAcadmie (gli
viene preferito Marivaux).

1743
Grande successo di Mrope. Missione diplomatica in Olanda. Contatti con
Federico, che lo invita a trasferirsi a Berlino. Elezione alla Royal Society di
Londra.
lxxiv riccardo cambi

1744
Contatti con la Corte. Per il matrimonio del Delfino con lInfanta di Spagna gli
viene commissionata una comdie-ballet: La princesse de Navarre.

1745
Viene nominato Storiografo di Francia; in questa qualit, pubblica il poema
celebrativo La bataille de Fontenoy e intraprende la stesura di una Histoire de
la guerre de 1741. Viene messo in scena a Versailles. il balletto allegorico Le
Temple de la Gloire, con musica di Rameau. 15 dicembre: primo contatto epi-
stolare con J.-J. Rousseau. Amicizia con la favorita del re, Mme de Pompadour.
Comincia lintima relazione con la nipote, Mme Denis, rimasta vedova.

1746
Elezione allAcadmie franaise. In giugno, accolto anche allAccademia di
Pietroburgo. Viene nominato gentiluomo ordinario della camera del Re. Lavo-
ra alla Smiramis. Incontro con dAlembert.

1747
In esilio volontario a Sceaux, ospite della duchessa du Maine, dopo un pe-
ricolosa gaffe commessa a Corte (aveva accusato alcuni cortigiani di barare al
gioco, rivolgendosi in inglese a Madame du Chtelet, credendo di non essere
compreso da loro). A questepoca risale forse la prima stesura di Zadig, che
apparir ad Amsterdam col titolo Memnon, e di Le monde comme il va. Con
Madame du Chtelet viaggia tra Versailles, Parigi e Cirey.

1748
Soggiorno a Lunville, alla corte di Stanislao Leszczynski, frequentata anche da
Montesquieu che, quellanno, pubblica lEsprit des lois. Rappresentazione di
Smiramis con scarso successo. Continua il suo lavoro di storiografo ufficiale,
pubblicando le Anecdotes sur Louis XIV, e altri lavori storici.

1749
Rappresentazione della commedia Nanine. Procede nella stesura del Sicle de
Louis XIV, cui lavora da anni attingendo agli archivi reali. Madame du Chtelet
muore di parto, dando alla luce un figlio frutto della sua relazione con il giova-
ne amante Saint-Lambert: Voltaire disperato per questa perdita.

1750
10 giugno: accetta glinviti di Federico II e parte per Berlino, dove viene no-
minato ciambellano del re. Vi rimarr circa tre anni, e rientrer in Francia solo
pochi mesi prima di morire.
introduzione lxxv

1751
Pubblicazione del Sicle de Louis XIV.

1752
Pubblicazione di Micromgas. In occasione di una disputa scientifica tra Knig
e Maupertuis, divenuto presidente dellAccademia delle Scienze di Berlino,
prende le parti del primo, e d alle stampe il libello intitolato Diatribe du docteur
Akakia: Federico ne urtato e i loro dissidi latenti si inaspriscono.

1753
Polemica con La Beaumelle, amico di Maupertuis, a proposito di unedizione
rimaneggiata del Sicle: esce il Supplment au sicle de Louis XIV. 27 marzo:
lascia Berlino in seguito alla definitiva rottura con Federico. La nipote lo rag-
giunge a Francoforte, dove i due vengono trattenuti in arresto su ordine di
Federico. Rilasciato, non avendo ottenuto il permesso di rientrare in Francia, si
trasferisce a Colmar poi a Plombires. Scrive i Voyages de Scarmenado. Ospite
della duchessa di Sassonia-Gotha intraprende a scrivere le Annales de lEmpire.

1754
Nella ricca biblioteca dellabbazia di Snones, ospite di dom Calmet, raccoglie
ulteriori materiali per lEssai sur les murs cui continua a lavorare. 12 dicem-
bre: arrivo a Ginevra.

1755
Acquista presso Ginevra uno chteau che ribattezza Les Dlices, e affitta una
casa nei pressi di Losanna. Rappresentazione di Lorphelin de la Chine. Esce
unedizione pirata de La Pucelle. 1 novembre: un terremoto distrugge Lisbona.
Impressionato dallevento compone il Pome sur le dsastre de Lisbonne, che
segna il suo allontanamento definitivo dallottimismo di Pope e di Leibniz, e
che apparir lanno successivo. La collaborazione con lEncyclopdie di Diderot
e dAlembert, che aveva cominciato ad uscire nel 1751, sintensifica.

1756
Pubblicazione dellEssai sur les murs. Scoppia la Guerra dei Sette anni. Pro-
pone a dArgenson ministro della guerra e vecchio compagno di collegio, la
costruzione di carri falcati da combattimento, ispirati a quelli babilonesi. Si
adopera, tramite linfluenza del maresciallo de Richelieu, che suo amico da
lunga data, per salvare la vita dellammiraglio inglese Byng, in ingiustamente
condannato a morte per tradimento. Esce a Parigi unedizione pirata di La Pu-
celle che suscita scandalo compromettendo ulteriormente ogni possibilit di
ritorno in Francia.
lxxvi riccardo cambi

1757
Accetta lincarico di scrivere una storia di Pietro il Grande sulla base di docu-
menti inediti che gli giungono dalla Russia. La voce Genve dellEncyclopdie,
redatta da dAlembert durante un soggiorno ospite di Voltaire, suscita aspre
reazioni tanto a Ginevra che a Parigi: si accusa Voltaire di esserne lispirato-
re. La pubblicazione dellEncyclopdie viene sospesa (fino al 1766). Riprende i
contatti epistolari con Federico.

1758
DAlembert abbandona la direzione dellEncyclopdie. Acquista la propriet di
Ferney, in territorio francese al confine con la Svizzera, che diventer la sua resi-
denza (in varie voci delle Questions sur lEncyclopdie indicata come la dimore
del monte Crapack). Scrive Candide.

1759
Candide viene dato alle stampe: il successo immediato e clamoroso; le edizio-
ni e traduzioni si moltiplicano in tutta Europa. Pubblica anche la prima parte
della Histoire de lempire de Russie sous Pierre le Grand e attacca i gesuiti nel
libello intitolato Relation de la maladie du jsuite Berthier.

1760
Dopo la sospensione della pubblicazione dellEncyclopdie, si scatena una cam-
pagna antifilosofica: in maggio viene rappresentata la commedia satirica Les
Philosophes di Palissot, Voltaire risparmiato, ma prende pubblicamente par-
tito contro lautore. Rottura con Rousseau che gli scrive una celebre lettera (17
giugno). Rappresentazione della commedia in prosa LEcossaise, in cui viene
perso di mira Frron e della tragedia Tancrde, che ottiene grande successo e
verr dedicata a Mme de Pompadour. Adotta Marie Corneille, nipote del gran-
de tragediografo: lanno successivo intraprender un voluminoso Commentaire
sur Corneille, i cui proventi serviranno a garantirle una dote. Esce lAppel
toutes les nations de lEurope, in cui si rivendica la superiorit del teatro classico
francese rispetto a quello inglese.

1761
Le Lettres sur la Nouvelle Hlose, romanzo epistolare di Rousseau, sanciscono
la definitiva rottura tra i due. Interviene invano in favore del pastore protestan-
te Rochette, che verr impiccato lanno successivo: il primo caso giudiziario
cui Voltaire sinteressa. Escono il libello Conversation avec Mr. lintendant des
menus en exercice avec M. labb Grizel e la Lettre de Charles Goujou au sujet
des RR.PP. jsuites.
introduzione lxxvii

1762
Pubblica numerosi scritti contro il cristianesimo e lintolleranza religiosa, alcu-
ni composti parecchi anni prima: Extrait des sentiments de Jean Meslier, Sermon
des cinquante, Sermon du rabbin Akib. Calas, innocente, viene suppliziato a
Tolosa: si apre la campagna di stampa per riabilitarne la memoria. I Sirven,
unaltra famiglia protestante ingiustamente perseguitata, trova rifugio a Ferney.

1763
Pubblicazione del Trait sur la tolrance, sul caso Calas: circoler in tutta Eu-
ropa suscitando grande clamore e contribuendo a far rivedere e cassare la
sentenza del tribunale. Esce la seconda parte dellHistoire de Russie. Pubblica
Sal, tragedia anticristiana che non verr mai messa in scena e il Catchisme de
lhonnte homme.

1764
La tragedia Olympie un fiasco a Parigi, come pure la tragedia storica Le
Triumvirat. Esce la prima edizione del Dictionnaire philosophique portatif, cui
lavorava da anni e che continuer ad ampliare: il libro viene immediatamente
condannato tanto a Parigi che a Ginevra per il suo carattere anticristiano. La
polemica con Rousseau prosegue con il Sentiment des citoyens.

1765
12 marzo: la memoria di Calas viene riabilitata. Esce in Olanda la Philosophie
de lhistoire, che in seguito diventer lintroduzione allEssai sur les murs:
dedicata a Caterina II di Russia. Cominciano ad apparire le Lettres sur les
miracles (nel 1767 ledizione definitiva sintitoler Questions sur les miracles).
Nel conflitto che, a Ginevra, oppone Ngatifs e Reprsentants, si schiera a
favore di questi ultimi, che chiedono un allargamento dei diritti.

1766
Appaiono Le Philosophe ignorant, e lAvis au public sur les parricides imputs
aux Calas et aux Sirven, che apre la campagna in favore della famiglia Sirven. 9
maggio: viene eseguita la condanna a morte del conte di Lally, governatore delle
Indie francesi, con laccusa di tradimento. 1 luglio: il giovane cavaliere de La
Barre viene suppliziato: una copia del Dictionnaire philosophique, rinvenuta in
camera sua, viene gettata sul rogo del cavaliere. Un quindicina di giorni dopo
appare la Relation de la mort de La Barre, in forma di lettera Beccaria. Propone
ai philosophes di emigrare in territorio prussiano (a Kleves) per fondarvi una
comunit filosofica (la proposta, ovviamente, cade nel vuoto). Alla questione
ginevrina dedica le Ides rpublicaines. Esce il Commentaire sur le livre des d-
lits et des peines.
lxxviii riccardo cambi

1767
Anno dintensa attivit letteraria. Viene rappresentata con scarso successo la
tragedia Les Scythes. Appaiono LIngnu, lExamen important de milord Bolin-
gbroke, le Anecdotes sur Blisaire (romanzo filosofico di Marmontel la cui pub-
blicazione aveva fatto scandalo), La dfense de mon oncle, Le dner du comte
de Boulainvilliers, Les questions de Zapata, alcuni canti del poema burlesco sui
disordini ginevrini La guerre civile de Genve, e Le honntets littraires.

1768
Appaiono Lhomme aux quarante cus, La princesse de Babylone, ledizione in
cinque canti de La guerre civile de Genve, la Relation du bannissement des
jsuites de la Chine, Les Colimaons du rvrend pre lEscarbotier, LA.B.C., ou
dialogues entre A, B, C. Celebra la Pasqua confessandosi e comunicandosi: il
gesto suscita sdegno e incredulit tra i philosophes.

1769
Pubblicazione dellHistoire du parlement de Paris, il romanzo epistolare Les
lettres dAmabed e Dieu et les hommes e la tragedia Les Gubres (mai messa in
scena). Siccome il vescovo Biord aveva proibito che venisse nuovamente am-
ministrata leucaristia a Voltaire, questi, simulando di essere in punto di morte,
riesca a ottenere i sacramenti in occasione della Pasqua: il gesto suscita nuovo
sdegno tra i philosophes.

1770
Intraprende, su proposta delleditore Panckoucke, la stesura delle voci di unaltra
opera alfabetica, Les questions sur lEncyclopdie, di cui escono i primi tre tomi
e che verr terminata nel 1772. Promuove una campagna dopinione per liberare
i servi del monte Giura, un gruppo di contadini ancora soggetti alla manomorta.
Accoglie a Ferney alcune famiglie fuggite da Ginevra appartenenti alla fazione
sconfitta, per la quale aveva parteggiato. In risposta allopera di dHolbach, pub-
blica la brossura Dieu, rponse au systme de la nature, contro lateismo.

1771
Escono La Mprise dArras, sul caso di Montbailli, giustiziato bench innocente,
le Lettres de Memmius e Il faut prendre un parti, nellambito della polemica con-
tro lateismo materialista, che si sta diffondendo nel partito filosofico. Sostiene
la riforma giudiziaria del ministro Maupeou che riduce il potere dei parlamenti.

1772
Fa circolare il manoscritto della Les lois de Minos, sperando in un successo
che renda possibile il ritorno a Parigi, ma la tragedia non verr rappresentata.
Pubblica La voix du cur sur le procs des serfs du Mont Jura: solo la Rivoluzio-
introduzione lxxix

ne emanciper questi contadini dalle leggi feudali cui erano sottoposti. Scrive
unode in occasione del secondo centenario della Notte di san Bartolomeo.

1773
Trascorre i primi mesi dellanno gravemente malato. Pubblica i Fragments histo-
riques sur lInde et le gnral Lally, per sostenere la sua riabilitazione postuma.

1774
La rappresentazione della tragedia Sophonisbe un insuccesso. Esce il racconto
Le taureau blanc. Muore Luigi XV: gli succede Luigi XVI che nomina Turgot
ministro delle finanze, di cui sosterr la politica liberista.

1775
Comincia a uscire presso Cramer, il suo editore ginevrino, la cosiddetta dition
encadre delle opere complete. Lappello al giovane re Le cri du sang innocent
rimane senza risposta. Sostiene la politica di Turgot nella Diatribe lauteur des
Ephmrides, che viene censurato. Esce il racconto Histoire de Jenni.

1776
Pubblica La Bible enfin explique, le Lettres chinoises, indiennes et tartares, una
Lettre lAcadmie in cui critica il teatro shakespeariano. Lavora allHistoire
de ltablissement du christianisme che apparir postuma nelledizione di Kehl
delle opere complete. Subisce un primo attacco apoplettico.

1777
Publica il Commentaire sur lEsprit des Lois, i Dialogues dEvhmre e il Prix de
la justice et de lhumanit. Nuovo attacco apoplettico. Innumerevoli visitatori
continuano a recarsi a Ferney, ma non limperatore Giuseppe II che, di passag-
gio a Ginevra, evita di incontrarlo.

1778
Il 10 febbraio ritorna a Parigi dopo ventotto anni, dove viene accolto trion-
falmente. Il 30 marzo assiste a una seduta dellAcadmie franaise, poi, alla
Comdie franaise, a una rappresentazione della tragedia Irne e della comme-
dia Nanine: un suo busto viene recato in scena e incoronato dagli attori. Incon-
tra Benjamin Franklin. Il 7 aprile viene affiliato alla loggia massonica della Nove
Muse. Dopo alcuni giorni di agonia, muore il 30 maggio, dopo che gli sono stati
impartiti i sacramenti, ma il clero parigino non autorizzer la sua sepoltura in
terra consacrata: verr seppellito clandestinamente, di primo mattino, nellab-
bazia di Saillires, nella Champagne.

Tredici anni pi tardi, l11 luglio 1791, la Costituente celebra solennemente la


traslazione delle sue ceneri al Pantheon, a fianco a quelle di Rousseau.
Nota editoriale

Furono Nicolas de Condorcet e Jacques-Joseph-Marie Decroix, curatori


della prima edizione postuma delle opere complete di Voltaire (finanziata da
Beaumarchais e pubblicata a Kehl in 70 volumi in ottavo a partire dal 1784), i
primi che adottarono il titolo Dictionnaire philosophique: bench a rigore non sia
voltairiano, esso non del tutto spurio, in quanto, nel 1764, Voltaire aveva dato
alle stampe il suo celebre Dictionnaire philosophique portatif questultima,
infatti, lopera (composta da 118 voci nella sua edizione definitiva pubblicata
da Voltaire nel 1769) che viene solitamente designata col titolo abbreviato di
Dictionnaire philosophique e continuamente ristampata anche in edizioni eco-
nomiche, e che stata sovente tradotta in italiano. Inoltre, bench ledizione
di Kehl abbia cominciato a essere diffusa tra la fine del 1784 e i primi mesi del
1785, ovvero pi di sei anni dopo la morte di Voltaire (avvenuta il 20 maggio
1778), essa era stata progettata fin dal 1777 e nellottobre di quellanno Voltaire
accolse a Ferney il famoso editore Charles Joseph Panckoucke e il suo collabo-
ratore Decroix per firmare il contratto1: da allora fino alla morte, Voltaire lavor
intensamente per riordinare il materiale in vista della pubblicazione. pertanto
pi che ragionevole pensare chegli avesse discusso con i curatori Condorcet e
Decroix come raggruppare limponente massa di voci dizionario, e altri brevi
scritti, che avrebbero dovuto essere inserite nelledizione delle opere complete.
Sotto il titolo di Dictionnaire philosophique vennero riunite:

1. tutte le voci e relative aggiunte e integrazioni che componevano il Diction-


naire philosophique portatif nelle diverse edizioni apparse fino allora (1764,
1765, 1765 detta di Varberg, 1767, 1769 col titolo La raison par alphabet);
2. tutte le voci e relative aggiunte e integrazioni che componeva le Questions
sur lEncyclopdie, apparse tra il 1770 e il 1772 in nove volumi in ottavo,
lultimo dei quali contiene un Supplment di 55 voci (oltre a una ristampa
delle Lettres de Memmius Cicron);
3. le voci apparse nellEncyclopdie di Diderot e dAlembert;
4. le voci destinate al Dictionnaire de lAcadmie franaise (si tratta per lo pi
di lemmi che iniziano con la lettera T);
5. brevi scritti apparsi in precedenza in raccolte di testi vari intitolate generi-
camente Mlanges (1756), Suite des mlanges (1761), Contes de Guillaume
Vad (1764), Nouveaux mlanges (1765), o perfino in raccolte pi antiche;

1
Cfr. la lettera a Panckoucke, datata 5 ottobre 1777, in Voltaire, Correspondance, Paris,
Gallimard, Bibliothque de la Pliade, 1993, vol. XII, p. 54, e relative note.
lxxxii riccardo cambi

6. una quarantina di brevi testi rimasti allo stato di manoscritti, destinati a


unaltra opera in forma di dizionario progettata da Voltaire, ma rimasta in-
compiuta, il cui titolo previsto era lOpinion par alphabet;
7. ledizione di Kehl fondeva, infine, come singole voci del Dictionnaire phi-
losophique anche alcune lettere tratte Lettres philosophiques (o sur les An-
glais), che Voltaire aveva dato alle stampe nel 1734, e che non aveva mai pi
voluto far ristampare come opera autonoma dopo che era stata condannata
dal parlamento di Parigi in quello stesso anno.

A parte queste ultime voci, che furono riunite separatamente per comporre
di nuovo le Lettres philosophiques nella forma in cui erano apparse originaria-
mente, anche i principali editori ottocenteschi delle opere complete di Voltaire,
Adrien-Jean-Quentin Beuchot e, dopo di lui, Louis Moland, adottarono il tito-
lo e il criterio di selezione seguito dagli editori di Kehl.
I curatori delledizione critica delle uvres compltes de Voltaire (OCV),
in corso di pubblicazione a cura della Voltaire Foundation dellUniversit di
Oxford2, hanno giudicato, conformemente agli attuali criteri filologici di scien-
tificit, un monstre ditorial (Christiane Mervaud) la soluzione adottata nelle-
dizione di Kehl, e deprecato che tale mostro sia stato tenuto in vita da Beuchot
e da Moland (Jeroom Vercruysse). Per rispettare la storia testuale di ogni sin-
gola opera, quale Voltaire la concep, la fece dare alle stampe e la rimaneggi di
ristampa in ristampa, ledizione critica ha tenuto distinte le singole opere e gli
altri testi precedentemente raccolti sotto un unico titolo. Fino a oggi, sono stati
pubblicati i volumi:

1. uvres alphabtiques, sotto la direzione di J. Vercruysse, vol. 33 delle OCV,


Oxford, 1987, che comprende gli Articles pour lEncyclopdie e gli Articles
pour le Dictionnaire de lAcadmie;
2. i due volumi (OCV, 35 e 36) del Dictionnaire philosophique (sintenda porta-
tif), sotto la direzione di C. Mervaud, Oxford, 1994;
3. cinque volumi (OCV, 38-42) delle Questions sur lEncyclopdie, sotto la di-
rezione di N. Cronk e C. Mervaud, Oxford, 2007-2011; la pubblicazione di
un sesto volume annunciata come imminente;
4. altres annunciato, come vol. 37 delle OCV, un volume contenente ledi-
zione critica dei testi manoscritti rimasti inediti, alcuni dei quali destinati a
confluire nellopera incompiuta Lopinion par alphabet, e vengono designati
come il fondo di Kehl.

Gli altri brevi testi compresi nel Dictionnaire philosophique, e dati alle stam-

2
Ledizione prevede 84 volumi, pi i 50 delledizione Besterman della Correspondance,
oltre a 8 volumi con la trascrizione delle note marginali apposte da Voltaire ai libri della
propria biblioteca.
introduzione lxxxiii

pe in precedenza da Voltaire nei diversi volumi di Mlanges o in altri opuscoli,


sono stati pubblicati separatamente, seguendo lordine cronologico di pubbli-
cazione, nei rispettivi volumi delle OCV.
Nella Prface gnrale, contenuta nel vol. 33 delle OCV, Jeroom Vercruysse
giustifica questa scelta con il doveroso rispetto dovuto allidentit e alla storia
testuale di ogni singola opera, e di ogni singolo testo per quanto breve; in al-
tre parole, loperazione editoriale di Kehl, adottata da Beuchot e da Moland,
dava luogo a un ensemble disparate (p. XXII) che avrebbe tradito le intenzioni
dellAutore. Il fine che si sono prefissi gli editori moderni stato invece in
primo luogo, di conservare soltanto le opere di Voltaire da lui stesse presenta-
te sotto una forma alfabetica (ossia il Dictionnaire philosophique portatif e le
Questions sur lEncyclopdie), e, in secondo luogo, di rispettare scrupolosa-
mente lindipendenza di questi scritti, espungendo categoricamente ogni fusio-
ne (p. XXIV).
Inoltre, egli fa osservare che la ricerca, o semplicemente il piacere di leggere,
[] non erano affatto favoriti da questi cumuli eterocliti (p. XXIII). Si noti,
tuttavia, che, al di l dei profondi mutamenti intercorsi nella sensibilit filolo-
gica (per cos dire) dai tempi di Condorcet, Beuchot e Moland ai nostri, anche
Beuchot giustifica la propria scelta di fondere le diverse opere, adducendo que-
sto stesso argomento: Avendo le due opere [scil. Dictionnaire philosophique
portatif e Questions sur lEncyclopdie] lo stesso carattere ed essendo disposte
entrambe nello stesso ordine [alfabetico], il lettore sarebbe spesso intralciato
nelle sue ricerche se, oggi [1817], esse venissero separate3. Ma, al giorno dog-
gi, ovviamente, suona poco convincente, e non soddisfa certo i criteri di rigo-
rosit scientifica richiesti a unedizione critica che si rivolge principalmente a
specialisti e ricercatori, unaffermazione come quella di Louis Moland, quando
scriveva per giustificare la propria scelta editoriale, che, per quanto composto
da diverse opere di Voltaire, [il Dictionnaire philosophique] offre un insieme
molto omogeneo, ununit intellettuale che colpisce fortemente4.
La conclusione pi equilibrata e ragionevole lha suggerita forse Marc Her-
sant, quando ha fatto ha fatto rilevare che questa operazione editoriale [di
Beuchot e di Moland] pu essere vista non come una mostruosit o una-
berrazione, bens come un atto di fedelt, non solo rispetto al pensiero di
Voltaire, ma anche alle sue stesse abitudini editoriali che avevano fornito ai suoi
prestigiosi eredi parecchi modelli di questo tipi di riciclaggio5. Voltaire, in ef-
fetti, non si mai fatto alcuno scrupolo di riprendere certe voci del Dictionnaire

3
Avertissement de Beuchot, in uvres compltes de Voltaire, a cura di L. Moland, Paris,
Garnier, 1878, vol. XVII, p. X.
4
Avertissement de Beuchot, in ibid., p. III.
5
M. Hersant, Le Dictionnaire philosophique: uvre part entire ou fatras de pro-
se?, in Littrales, 49, 2009, p. 30; consultabile anche sul sito <http://www.fabula.org/
colloques/document1093.php>.
lxxxiv riccardo cambi

philosophique portatif per inserirle nelle Questions sur lEncyclopdie, o di rima-


neggiarle radicalmente da una edizione allaltra: la sua idea di identit opera-
le non era affatto quella dei filologi odierni, in modo particolare per quanto
riguarda quelle opere scritte in vile prosa, chegli non concepiva come ope-
re darte (come le sue tragedie e il poema epico su Enrico IV, oggi illeggibili),
ma come ouvrages de combat (Louis Moland), le quali, ai suoi occhi, avevano
il ben preciso scopo di esprimere e far circolare le sue opinioni (lopinion par
alphabet!) permettendogli cos dintervenire in maniera efficace nel confronto
didee e nel dibattito polemico. La sua indifferenza allidentit operale dei
propri scritti in prosa, anzi, fu tale chegli per primo non si fece mai scrupolo
di rivedere, rimaneggiare, correggere i propri testi, riprendendoli, spostandoli,
riciclandoli, ricopiandone interi brani, e inserendoli, secondo le necessit,
ora in una raccolta, ora in unaltra, pur di farli circolare presso il pubblico. Nel
caso del Dictionnaire philosophique, messo insieme per la prima volta da Con-
dorcet, che di Voltaire fu anche uno dei primi biografi e certamente un fedele
discepolo, questopera di fusione comport, in moltissimi casi, ridondanze e
ripetizioni, perch spesso gli stessi brani erano stati utilizzati e rimaneggiati da
Voltaire pi volte, e in diversi contesti.
Il lavoro editoriale di fusione compiuto da Beuchot, prima, e da Moland,
pi tardi, ha risolto, per lo pi, in maniera assennata queste difficolt, offrendo
alla lettura un testo coerente e adeguatamente accompagnato dalle necessarie
note esplicative l, dove la situazione testuale era pi complicata; per questo
sembrato pi che giustificato assumere come testo di riferimento per la presen-
te traduzione i quattro tomi (XVII-XX) del Dictionnaire philosophique curati
da Louis Moland, e pubblicati da Garnier nellambito delle uvres compltes
de Voltaire, apparse a Parigi a partire dal 1877 (di cui esiste una ristampa ana-
statica pubblicata nel 1967 a Nendeln da Krauss reprint).
Il nostro lavoro di traduttori (e voleva essere) assai pi modesto: rendere
facilmente accessibile, per la prima volta, al lettore italiano un vasto corpus uni-
tario di testi voltairiani (per la massima parte poco noti perfino agli specialisti
nostrani), che integrasse la sua conoscenza delle 118 voci del Dictionnaire philo-
sophique portatif (secondo ledizione del 1769), il quale invece familiare anche
al pubblico italiano col titolo Dizionario filosofico, di cui esistono numerose
traduzioni, anche in edizione economica.
Per le esigenze dei lettori pi attenti, abbiamo ritenuto sufficiente fornire
uno schema sintetico delloriginaria disposizione delle voci (vedi infra) e, in
nota ai testi, le varianti testuali pu significative.
Le note originali dellautore vengono indicate con liniziale V. tra parentesi,
mentre quelle contrassegnate (sempre tra parentesi) con una K. si riferiscono
alle note inserite nelledizione di Kehl, e sono da attribuire presumibilmente a
Condorcet; le iniziali M. e B. indicano rispettivamente le note di Moland e di
Beuchot. Tutte le restanti note sono nostre.
Un regesto dei nomi di autori e personaggi storici moderni, menzionati da
introduzione lxxxv

Voltaire, stato inserito alla fine del presente volume per non appesantire il
testo con un numero eccessivo di note: esso non comprende i nomi degli autori
e personaggi storici antichi e medievali, perch altrimenti avrebbe assunto le
dimensioni di una piccola enciclopedia.
Precisati quelli che erano i nostri scopi, doveroso riconoscere che non po-
tevano, naturalmente, non avvalerci per le nostre note dellimponente apparato
critico (varianti e note di commento) con cui i curatori delle OCV della Voltaire
Foundation hanno arricchito i volumi fin qui apparsi della loro edizione, la
quale, senza alcun dubbio, per molte generazioni di studiosi futuri, costituir
ledizione definitiva delle opere di Voltaire.
Ogni voce contrassegnata, in calce, dalla sigla (tra parentesi quadre) del
nome del traduttore, che ne curato anche lannotazione:
Domenico Felice [d.f.];
Piero Venturelli [p.v.];
Stefania Stefani [s.s., la quale ha contribuito anche alla redazione del Regesto];
Giovanni Cristani [g.c.].
Tutte le voci non contrassegnate da alcuna sigla sono state tradotte e curate
da Riccardo Campi.

d.f.r.c.
Voltaire

Dictionnaire philosophique intgral


Voltaire

Dizionario filosofico integrale


Prface
de la cinquime dition

Il y a dj quatre ditions de ce Dictionnaire, Larticle Gense est dun trs habile


mais toutes incompltes et informes; nous homme, favoris de lestime et de la
navions pu en conduire aucune. Nous don- confiance dun grand prince: nous lui
nons enfin celle-ci, qui lemporte sur toutes demandons pardon davoir accourci cet
les autres pour la correction, pour lordre, et article. Les bornes que nous nous sommes
pour le nombre des articles. Nous les avons prescrites ne nous ont pas permis de limpri-
tous tirs des meilleurs auteurs de lEu- mer tout entier; il aurait rempli prs de la
rope, et nous navons fait aucun scrupule moiti dun volume.
de copier quelquefois une page dun livre Quant aux objets de pure littrature, on
connu, quand cette page sest trouve nces- reconnatra aisment les sources o nous
saire notre collection. Il y a des articles avons puis. Nous avons tch de joindre
tout entiers de personnes encore vivantes, lagrable lutile, nayant dautre mrite et
parmi lesquelles on compte de savants pas- dautre part cet ouvrage que le choix. Les
teurs. Ces morceaux sont depuis longtemps personnes de tout tat trouveront de quoi
assez connus des savants, comme Apocalyse, sinstruire en samusant. Ce livre nexige pas
Christianisme, Mssie, Mose, Miracles, etc. une lecture suivie; mais, quelque endroit
Mais, dans larticle Miracles, nous avons quon louvre, on trouve de quoi rflchir.
ajout une page entire du clbre docteur Les livres les plus utiles sont ceux dont
Middleton, bibliothcaire de Cambridge. les lecteurs font eux-mmes la moiti; ils
On trouvera aussi plusieurs passages du tendent les penses dont on leur prsente
savant vque de Glocester Warburton. le germe; ils corrigent ce qui leur semble
Les manuscrits de M. Dumarsais nous ont dfectueux, et fortifient par leurs rflexions
beaucoup servi; mais nous avons rejet ce qui leur parat faible.
unanimement tout ce qui a sembl favoriser Ce nest mme que par des personnes
lpicurisme. Le dogme de la Providence est claires que ce livre peut tre lu: le vulgaire
si sacr, si ncessaire au bonheur du genre nest pas fait pour de telles connaissances;
humain, que nul honnte homme ne doit la philosophie ne sera jamais son partage.
exposer ses lecteurs douter dune vrit Ceux qui disent quil y a des vrits qui
qui ne peut faire de mal en aucun cas, et doivent tre caches au peuple, ne peuvent
qui peut toujours oprer beaucoup de bien. prendre aucune alarme; le peuple ne lit
Nous ne regardons point ce dogme de la point; il travaille six jours de la semaine et
Providence universelle comme un systme, va le septime au cabaret. En un mot, les ou-
mais comme une chose dmontre tous vrages de philosophie ne sont faits que pour
les esprits raisonnables; au contraire, les di- les philosophes, et tout honnte homme doit
vers systmes sur la nature de lme, sur la chercher tre philosophe, sans se piquer
grce, sur des opinions mtaphysiques, qui de ltre.
divisent toutes les communions, peuvent Nous finissons par faire de trs humbles
tre soumis lexamen; car, puisquils sont excuses aux personnes de considration, qui
en contestation depuis dix-sept cents an- nous ont favoriss de quelques nouveaux
nes, il est vident quils ne portent point articles, de navoir pu les employer comme
avec eux le caractre de certitude; ce sont nous laurions voulu; ils sont venus trop
des nigmes que chacun peut deviner selon tard. Nous nen sommes pas moins sensibles
la porte de son esprit. leur bont et leur zle estimable.
Prefazione
alla quinta edizione del Dizionario filosofico

Sono gi quattro le edizioni1 di questo Dizio- La voce Genesi opera di una persona
nario, ma tutte incomplete e scorrette, non molto dotta, che gode della stima e della fi-
avendo potuto seguirne nessuna. Pubbli- ducia di un grande principe2: le chiediamo
chiamo infine la presente, superiore a tutte di scusarci di avere abbreviato questa voce.
le altre per correttezza, ordine e numero di I limiti che ci siamo imposti non ci hanno
voci, che abbiamo tratto dai migliori autori permesso di pubblicarla integralmente;
dEuropa, e senza farci nessuno scrupolo di essa avrebbe riempito quasi la met di un
copiare talvolta una pagina di un libro noto, volume.
quando quella pagina risultava necessaria Quanto ai temi meramente letterari, si ri-
alla nostra collezione. Ci sono interi articoli conosceranno facilmente le fonti cui abbia-
di persone ancora vive, tra le qualli alcuni mo attinto. Abbiamo cercato di unire lutile
dotti pastori. Certi brani sono noti da tem- al dilettevole, senza avere in questopera altro
po agli studiosi, come Apocalisse, Cristiane- merito e ruolo che la scelta. Le persone di
simo, Messia, Mos, Miracoli, ecc. Ma, alla ogni condizione troveranno di che istruirsi
voce Miracoli, abbiamo aggiunto unintera divertendosi. Questo libro non esige una let-
pagina del celebre dottor Middleton, biblio- tura continuata; ma, in qualunque punto lo
tecario di Cambridge. si apra, si trova qualcosa su cui riflettere. I
Si troveranno anche diversi passi del dot- libri pi utili sono quelli fatti per met dai let-
to vescovo di Glocester Warburton. I mano- tori; costoro sviluppano i propri pensieri, di
scritti del signor Dumarsais si sono stati di cui si offre loro il germe; correggono ci che
grande aiuto; ma abbiamo unanimemente sembra loro manchevole e rinforzano con le
escluso tutto ci che sembrava difendere proprie riflessioni ci che pare loro debole.
lepicureismo. Il dogma della Provvidenza Solo persone illuminate possono leggere
talmente sacro, talmente necessario alla questo libro: il volgo non fatto per simili
felicit del genere umano, che nessuna per- conoscenze; la filosofia non sar mai affar
sona perbene deve esporre i propri lettori a suo. Quanti dicono che esistono verit che
dubitare di una verit che comunque non devono essere celate al popolo non si devo-
pu far male, e che pu sempre procurare no minimamente allarmare; il popolo non
molto bene. legge; esso lavora sei giorni alla settimana e
Non riteniamo questo dogma della Prov- il settimo va allosteria. In poche parole, le
videnza universale come una teoria, ma opere di filosofia sono fatte solamente per i
come una cosa dimostrata a tutti gli spiriti filosofi, e ogni gentiluomo deve cercare di
ragionevoli; viceversa, le diverse teorie sulla essere cercare di essere filosofo, senza osten-
natura delluomo, sulla grazia, su opinioni tare di esserlo.
metafisiche, che dividono tutte le diverse Concludiamo porgendo le nostre umi-
confessioni, possono essere sottoposte a lissime scuse alle persone importanti, che
esame: siccome, infatti, sono millesettecento ci hanno procurato qualche nuovo testo, se
anni che se ne discute, evidente che non non abbiamo potuto utilizzarli come avrem-
recano in s il carattere della certezza; sono mo voluto; ci sono giunti troppo tardi. Non
enigmi che ognuno sciogliere secondo le per questo siamo meno sensibili alla loro
proprie capacit intellettuali. gentilezza e al loro ammirevoli zelo.

1
Questa prefazione, apparsa nel 1765 nelledizio- 2
Si tratta del marchese dArgens, che viveva alla
ne del Dizionario filosofico pubblicata da Varberg, corte di Federico II.
verr costantemente ripresa nelle edizioni successi-
ve dellopera.
introduction 4

Introduction
aux Questions sur lEncyclopdie, par des amateurs

Quelques gens de lettres, qui ont tudi pour cent, ce qui nest jamais arriv depuis
lEncyclopdie, ne proposent ici que des prs de deux sicles dans aucun commerce.
questions, et ne demandent que des clair- Si on envisage lconomie politique, on
cissements; ils se dclarent douteurs et non verra que plus de mille ouvriers, depuis
docteurs. Ils doutent surtout de ce quils ceux qui recherchent la premire matire
avancent; ils respectent ce quils doivent du papier, jusqu ceux qui se chargent des
respecter; ils soumettent leur raison dans plus belles gravures, ont t employs et ont
toutes les choses qui sont au-dessus de leur nourri leurs familles.
raison, et il y en a beaucoup. Il y a un autre prix pour les auteurs, le
LEncyclopdie est un monument qui plaisir dexpliquer le vrai, lavantage den-
honore la France; aussi fut-elle perscute seigner le genre humain, la gloire; car pour
ds quelle fut entreprise. Le discours pr- le faible honoraire qui en revint deux ou
liminaire qui la prcda tait un vestibule trois auteurs principaux, et qui fut si dispro-
dune ordonnance magnifique et sage, qui portionn leurs travaux immenses, il ne
annonait le palais des sciences; mais il aver- doit pas tre compt. Jamais on ne travailla
tissait la jalousie et lignorance de sarmer. avec tant dardeur et avec un plus noble
On dcria louvrage avant quil part; la dsintressement.
basse littrature se dchana; on crivit des On vit bientt des personnages recom-
libelles diffamatoires contre ceux dont le mandables dans tous les rangs, officiers
travail navait pas encore paru. gnraux, magistrats, ingnieurs, vritables
Mais peine lEncyclopdie a-t-elle t gens de lettres, sempresser dcorer cet
acheve que lEurope en a reconnu lutilit; ouvrage de leurs recherches, souscrire et
il a fallu rimprimer en France et augmenter travailler la fois: ils ne voulaient que la
cet ouvrage immense qui est de vingt-deux satisfaction dtre utiles; ils ne voulaient
volumes in-folio: on la contrefait en Italie; point tre connus; et cest malgr eux quon
et des thologiens mme ont embelli et for- a imprim le nom de plusieurs.
tifi les articles de thologie la manire de Le philosophe soublia pour servir les
leur pays: on le contrefait chez les Suisses; hommes; lintrt, lenvie et le fanatisme
et les additions dont on le charge sont sans ne soublirent pas. Quelques jsuites qui
doute entirement opposes la mthode taient en possession dcrire sur la tho-
italienne, afin que le lecteur impartial soit logie et sur les belles-lettres, pensaient
en tat de juger. quil nappartenait quaux journalistes de
Cependant cette entreprise nappartenait Trvoux denseigner la terre; ils voulurent
qu la France; des Franais seuls lavaient au moins avoir part lEncyclopdie pour
conue et excute. On en tira quatre mille de largent; car il est remarquer quaucun
deux cent cinquante exemplaires, dont il jsuite na donn au public ses ouvrages
ne reste pas un seul chez les libraires. Ceux sans les vendre: mais en cela il ny a point
quon peut trouver par un hasard heureux se de reproche leur faire.
vendent aujourdhui dix-huit cents francs; Dieu permit en mme temps que deux
ainsi tout louvrage pourrait avoir opr une ou trois convulsionnaires se prsentassent
circulation de sept millions six cent cin- pour cooprer lEncyclopdie: on avait
quante mille livres. Ceux qui ne considre- choisir entre ces deux extrmes; on les re-
ront que lavantage du ngoce, verront que jeta tous deux galement comme de raison,
celui des deux Indes nen a jamais approch. parce quon ntait daucun parti, et quon se
Les libraires y ont gagn environ cinq cents bornait chercher la vrit. Quelques gens
5 introduzione

Introduzione
Alle Domande sullEnciclopedia, di alcuni conoscitori [1770]

Alcuni letterati, che hanno studiato lEn- della compagnia della due Indie non si mai
ciclopedia, si limitano a porre, qui, alcune neppure avvicinato a questo. I librai ci han-
domande, e non chiedono altro che chiari- no guadagnato circa il cinquecento per cen-
menti; si dichariano dubitatori, e non dot- to, cosa che, da quasi due secoli, non mai
tori. Soprattutto dubitano di quanto affer- successa in nessun commercio. Dal punto di
mano; rispettano ci che devono rispettare; vista delleconomia politica, si vedr che pi
sottomettono la propria ragione in tutti quei di mille operai, da quelli che vanno in cerca
casi che sono superiori alla loro ragione, e ce della materia prima per la carta fino a quel-
ne sono molti. li che sincaricano delle pi belle incisioni,
LEnciclopedia un monumento che ono- hanno avuto un lavoro e hanno nutrito le
ra la Francia; pertanto stata perseguitata proprie famiglie.
fin dal momento in cui stata intrapresa. Il Per gli autori, c unaltra soddisfazione:
discorso preliminare che la precedeva era il piacere di illustrare il vero, il merito din-
un vestibolo di proporzioni magnifiche e segnare al genere umano, la gloria; il debole
ponderate, che precedeva il palazzo delle salario con cui sono stati pagati i due o tre
scienze; ma sentiva che linvidia e ligno- autori principali, cos sproporzionato rispet-
ranza si stavano armando. Lopera venne to le loro fatiche immense, non deve infatti
denigrata prima che apparisse; la bassa let- essere considerato. Non si lavor mai con
teratura si scaten; si scrissero libelli diffa- tale ardore e con pi nobile disinteresse.
matori contro coloro il cui lavoro non era In breve tempo si videro personaggi sti-
ancora apparso. mabili in tutti i ranghi, generali, magistrati,
Ma non appena lEnciclopedia stata ingegneri, autentici letterati, prodigarsi per
completata, lEuropa ne ha riconosciuto lu- decorare questopera con le proprie ricer-
tilit; in Francia stato necessario ristam- che, sottoscrivere e lavorare nello stesso
parla e accrescere questopera immensa, che tempo: volevano solo avere la soddisfazione
in ventiquattro volumi in folio: in Italia di essere utili; non volevano la notoriet; ed
stata contraffatta; e alcuni teologi hanno soltanto loro malgrado che il nome di mol-
addirittura abbellito e irrobustito le voci di ti stato reso pubblico.
teologia secondo il gusto del loro paese: essa Il filosofo dimentic se stesso per servire
viene contraffatta in Svizzera; e le aggiunte gli uomini; linteresse, linvidia e il fanati-
di cui viene gravata sono indubbiamente smo non si distrassero. Alcuni gesuiti, che
opposte al metodo italiano, affinch il let- avevano il permesso di scrivere sulla teolo-
tore imparziale sia messo in condizione di gia e sulla letteratura, pensavano che solo i
giudicare. giornalisti di Trvoux potessero insegnare
Tuttavia questa impresa appartiene uni- al mondo; cercarono almeno di aver parte
camente alla Francia; solo dei Francesi allEnciclopedia per danaro; bisogna rileva-
lhanno concepita e realizzata. Ne furono re, infatti, che nessun gesuita ha reso pub-
stampate quattromila duecentocinquanta bliche le proprie opere senza venderle: ma
esemplari, di cui non se ne trova pi nean- questo non un rimprovero.
che uno presso i librai. Quelli che si posso- Dio permise, al contempo, che due o tre
no scovare per un caso fortunato si vendono convulsionari si presentassero per collabo-
oggi a milleottocento franchi; e cos lintera rare allEnciclopedia: si trattava di scegliere
opera potrebbe aver favorito la circolazio- tra due estremi; comera ragionevole, furono
ne di sette milioni e seicentocinquantamila parimenti rifiutati entrambi, perch non si
lire. Chi pensa solo allaspetto commerciale era di nessun partito, e ci si limitava a cer-
dellaffare, si renderanno conto che quello care la verit. Anche alcuni letterati venne-
introduction 6

de lettres furent exclus aussi, parce que les destin de cet ouvrage a t celui de toutes les
places taient prises. Ce furent autant den- entreprises utiles, de presque tous les bons
nemis qui tous se runirent contre lEncy- livres, comme celui de la Sagesse de Char-
clopdie ds que le premier tome parut. ron, de la savante histoire compose par le
Les auteurs furent traits comme lavaient sage de Thou, de presque toutes les vrits
t Paris les inventeurs de lart admirable neuves, des expriences contre lhorreur du
de limprimerie, lorsquils vinrent y dbi- vide, de la rotation de la terre, de lusage de
ter quelques-uns de leurs essais; on les prit lmtique, de la gravitation, de linocula-
pour des sorciers, on saisit juridiquement tion. Tout cela fut condamn dabord, et
leurs livres, on commena contre eux un reu ensuite avec la reconnaissance tardive
procs criminel. Les encyclopdistes furent du public.
accueillis prcisment avec la mme justice Le dlateur couvert de honte est all
et la mme sagesse. Moscou exercer son mtier de matre
Un matre dcole connu alors dans Paris, dcole; et l il peut se faire crucifier, sil
ou du moins dans la canaille de Paris, pour lui en prend envie, mais il ne peut ni nuire
un trs ardent convulsionnaire, se chargea, lEncyclopdie, ni sduire des magistrats.
au nom de ses confrres, de dfrer lEn- Les autres serpents qui mordaient la lime
cyclopdie comme un ouvrage contre les ont us leurs dents et cess de mordre.
moeurs, la religion, et tat. Cet homme avait Comme la plupart des savants et des
jou quelque temps sur le thtre des ma-
hommes de gnie qui ont contribu avec
rionnettes de Saint-Mdard, et avait pouss
tant de zle cet important ouvrage, soc-
la friponnerie du fanatisme jusqu se faire
cupent prsent du soin de le perfectionner
suspendre en croix, et paratre rellement
crucifi avec une couronne dpines sur la et dy ajouter mme plusieurs volumes, et
tte, le 2 mars 1749, dans la rue Saint-Denis, comme dans plus dun pays on a dj com-
vis--vis Saint-Leu et Saint-Gilles, en pr- menc des ditions, nous avons cru devoir
sence de cent convulsionnaires; ce fut cet prsenter aux amateurs de la littrature
homme qui se porta pour dlateur; il fut un essai de quelques articles omis dans le
la fois lorgane des journalistes de Trvoux, grand dictionnaire, ou qui peuvent,souffrir
des bateleurs de Saint-Mdard, et dun cer- quelques additions, ou qui, ayant t ins-
tain nombre dhommes ennemis de toute rs par des mains trangres, nont pas t
nouveaut, et encore plus de tout mrite. traits selon les vues des directeurs de cette
Il ny avait point eu dexemple dun pareil entreprise immense.
procs. On accusait les auteurs non pas de Cest eux que nous ddions notre essai,
ce quils avaient dit, mais de ce quils di- dont ils pourront prendre et corriger ou
raient un jour. Voyez, disait-on, la malice: laisser les articles, leur gr, dans la grande
le premier tome est plein de renvois aux der- dition que les libraires de Paris prparent.
niers; donc cest dans les derniers que sera Ce sont des plantes exotiques que nous
tout le venin. Nous nexagrons point: cela leur offrons; elles ne mriteront dentrer
fut dit mot mot. dans leur vaste collection quautant quelles
LEncyclopdie fut supprime sur cette di- seront cultives par de telles mains; et cest
vination; mais enfin la raison lemporte. Le alors quelles pourront recevoir la vie.
7 introduzione

ro esclusi, perch i posti erano gi occupati. ne la vince. Il destino di questopera stato


Furono altrettanti nemici che si coalizzaro- quello di tutte le imprese utili, di quasi tutti
no contro lEnciclopedia non appena il pri- i buoni libri come la Saggezza di Charron,
mo tomo apparve. Gli autori furono trattati la dotta storia composta dal savio de Thou
come a Parigi lo erano stati glinventori , di quasi tutte le verit nuove, degli espe-
dellammirevole arte della stampa, quando rimenti contro lorrore del vuoto, sulla ro-
vi giunsero per presentare alcuni campioni tazione terreste, sulluso dellemetico, sulla
del loro lavoro; furono presi per stregoni, si gravitazione, sullinoculazione. Tutto que-
sequestrarono legalmente i loro libri, sin- sto fu dapprima condannato, e poi accolto
tent contro di loro un processo penale. Gli con la tardiva gratitudine del pubblico.
enciclopedisti furono accolti esattamente Il delatore pieno di vergogna si trasferito
con la stessa equanimit e saggezza. a Mosca a esercitarvi il suo mestiere di mae-
Un maestro di scuola3 a quel tempo noto stro di scuola; e l, se gli prende la fantasia,
a Parigi, o quanto meno tra la plebaglia di pu farsi crocifiggere, ma non pu nuocere
Parigi, come un ardente convulsionario, allEnciclopedia, n circuire dei magistrati.
sincaric, a nome di confratelli, di denun- Le altre serpi che mordevano il ferro han-
ciare lEnciclopedia come unopera contro i no consumato i propri denti e smesso di
costumi, la religione e lo Stato. Costui aveva mordere.
recitato per qualche tempo sul teatro dei bu-
Siccome la maggior parte dei dotti e de-
rattini di Saint-Mdard4, e il 2 marzo 1749,
gli uomini di genio che hanno contribuiti
in rue Saint-Denis, di fronte a Saint-Leu e
con tanto zelo a questopera importante
Saint-Gilles5, aveva spinto la furfanteria del
si premura ora di perfezionarla e, anzi, di
fanatismo al punto da farsi appendere a una
croce e a sembrare davvero crocifisso con aggiungervi parecchi volumi, e dato che in
una corona di spine in capo, alla presenza pi di un paese si gi cominciato a stam-
di un centinaio di convulsionari; fu costui parli, abbiamo ritenuto di dover presentare
che si fece delatore; fu, nello stesso tempo, agli amanti della letteratura un saggio di
la voce dei giornalisti di Trvoux, dei saltim- alcune voci omesse nel grande dizionario, o
banchi di Saint-Mdard e di un certo nume- che possono ammettere qualche aggiunta,
ro di nemici di qualsiasi novit e, ancor pi, o che, essendo state inserite da mani estra-
di qualsiasi merito. nee, non sono state trattate conformemente
Un simile processo era senza precedenti. alle opinioni dei diretori dei questimmensa
Gli autori venivano accusati non per quello impresa.
che avevano detto, ma per quello che avreb- a loro che dedichiamo il nostro sag-
bero potuto dire un giorno. Vedete si di- gio, di cui, a loro piacimento, potranno
ceva la malizia: il primo tomo pieno di accogliere e correggere, o scartare, le voci
rimandi agli ultimi; dunque negli ultimi nella grande edizione che i librai di Parigi
che si trover tutto il veleno. Non stiamo stanno preparando. Sono piante esotiche
esagerando: si disse proprio cos, parola per che offriamo loro; meriteranno di far par-
parola. te della loro vasta collezione solo in quanto
LEnciclopedia fu soppressa sulla base di verranno coltivate dalle loro mani; e allora
questa divinazione; ma, alla fine, la ragio- riceveranno la vita.

3
Abraham Chaumeix. 5
Chiesa parigina tuttora esistente.
4
Allusione agli episodi disteria collettiva avve-
nuti presso la tomba del diacono Pris, nel cimitero
di Saint-Mdard; si veda la voce Convulsioni.
avertissement - dclaration 8

Avertissement
de la collection intitule LOpinion en alphabet

(Sunt multi) quos oportet redargui, qui uni- la porte du grand nombre; et si lauteur
versas domos subvertunt, docentes quae non ne cite pas toujours les sources o il a puis,
oportet, turpis lucri gratia: Il faut fermer comme tant assez connues des doctes, il ne
la bouche ceux qui renversent toutes les doit pas tre souponn de vouloir se faire
familles, enseignant, par un intrt honteux, honneur du travail dautrui, puisquil garde
ce quon ne doit point enseigner. (ptre de lui-mme lanonyme, suivant cette parole
saint Paul Tite, chap. I, v. 11.) de lvangile: Que votre main gauche ne
Cet alphabet est extrait des ouvrages les sache point ce que fait votre droite.1
plus estims qui ne sont pas communment

Dclaration
des amateurs, questionneurs et douteurs qui se sont amuss
faire aux savants les questions ci-dessous en neuf volumes

Nous dclarons aux savants qutant comme et labb de Caveyrac, auteur de lApologie
eux prodigieusement ignorants sur les pre- de la Saint-Barthlemy, et celui qui a pris le
miers principes de toutes les choses, et sur le nom de Chiniac, et lagrable Larcher, et le
sens naturel, typique, mystique, allgorique vertueux, le docte, le sage Langleviel, dit La
de plusieurs choses, nous nous en rappor- Beaumelle, le profond et lexact Nonotte,
tons sur ces choses au jugement infaillible le modr, le pitoyable et doux Patouillet,
de la sainte inquisition de Rome, de Milan, de nous aider dans notre entreprise. Nous
de Florence, de Madrid, de Lisbonne, et aux profiterons de leurs critiques instructives, et
dcrets de la Sorbonne de Paris, concile per- nous nous ferons un vrai plaisir de rendre
ptuel des Gaules. tous ces messieurs la justice qui leur est due.
Nos erreurs ntant point provenues de Ce dixime tome contiendra des articles
malice, mais tant la suite naturelle de la trs curieux, lesquels, si Dieu nous favorise,
faiblesse humaine, nous esprons quelles pourront donner une nouvelle pointe au sel
nous seront pardonnes en ce monde-ci et que nous tcherons de rpandre dans les
en lautre. remerciements que nous ferons tous ces
Nous supplions le petit nombre des- messieurs.
prits clestes qui sont encore enferms en Fait au mont Krapack, le 30 du mois de
France dans des corps mortels, et qui, de l, Janus, lan du monde,
clairent lunivers trente sous la feuille, de selon Scaliger 5722,
nous communiquer leurs lumires pour le selon les trennes mignonnes 5776,
tome dixime, que nous comptons publier selon Riccioli 5956,
la fin du carme de 1772, ou dans lavent selon Eusbe 6972,
de 1773; et nous payerons leurs lumires selon les Tables alfonsines 8707,
quarante sous. selon les gyptiens 370000,
Nous supplions le peu de grands hommes selon les Chaldens 465102,
qui nous restent dailleurs, comme lauteur selon les brames 780000,
de la Gazette ecclsiastique, et labb Guyon, selon les philosophes .

1
Saint Matthieu, chap. VI, v. 3. (V.)
9 avvertenza - dichiarazione

Avvertenza
che precedeva la raccolta intitolata Lopinione in ordine alfabetico

(Sunt multi) quos oportet redargui, qui uni- alla portata del grande pubblico; e se lau-
versas domos subvertunt, docentes quae non tore non sempre cita le fonti cui ha attinto,
oportet, turpis lucri gratia: Bisogna chiu- in quanto queste sono abbastanza note ai
dere la bocca a coloro, insegnando, per un dotti, non deve essere sospettato di volersi
ignobile interesse, ci che non deve essere gloriare del lavoro altrui, poich egli stesso
insegnato, sconvolgono la famiglie (Lettera conserva lanonimato, in conformit al mot-
di san Paolo a Tito 1, 11). to evangelico: Che la vostra mano sinistra
Questo abecedario tratto dalle opere non sappia quello che fa la destra6.
pi apprezzate che solitamente non sono

Dichiarazione
dei dilettanti, questionatori e dubitatori che si sono divertiti a porre ai dotti
le domande che seguono in nove volumi [1772]

Ai dotti dichiariamo che, essendo noi di San Bartolomeo, colui che ha assunto il
come loro straordinariamente ignoranti per nome di Chiniac, lamabile Larcher, il vir-
quanto riguarda i princpi primi di tutte le tuoso, il dotto, il saggio Langleviel, detto La
cose e il senso naturale, tipico, mistico, al- Beaumelle, il profondo e preciso Nonotte,
legorico di parecchie altre, ci rimettiamo su e il moderato, il compassionevole e mite
questi argomenti al giudizio infallibile della Patouillet, di aiutarci nella nostra impre-
santa inquisizione di Roma, di Milano, di sa. Sapremo approfittare delle loro critiche
Firenze, di Madrid, di Lisbona, e ai decreti istruttive, e sar per noi un vero piacere ren-
della Sorbona di Parigi, concilio perpetuo dere a tutti questi signori la giustizia che
delle Gallie. loro dovuta.
Siccome i nostri errori non sono frutto di Questo secondo tomo conterr voci mol-
malizia, ma la naturale conseguenza della to curiose, che, se Dio ci soccorre, potran-
debolezza umana, speriamo che essi ci ven- no aggiungere un sapore nuovo al sale che
gano perdonati in questo mondo e nellaltro. cercheremo di dare ai ringraziamenti che
Supplichiamo il ristretto numero degli rivolgeremo a tutti costoro.
spiriti celesti che in Francia sono ancora Scritto presso il monte Krapack, il 30 del
imprigionati nei loro corpi mortali, e che, mese di Janus, nellanno del mondo,
da l, illuminano luniverso per trenta soldi
alla pagina, di trasmetterci i loro lumi per il secondo Scaligero 5722;
decimo tomo, che contiamo di pubblicare secondo le Strenne graziose 5776;
alla fine della Quaresima del 1772, o per il secondo Riccioli 5956;
giorno dellAvvento del 1773; e pagheremo secondo Eusebio 6972;
i loro lumi quaranta soldi. secondo le Tavole alfonsine 8707;
Supplichiamo i pochi uomini eminenti secondo gli Egizi 370000;
che peraltro ci restano, come lautore della secondo i Caldei 465102;
Gazzetta ecclesiastica, labate Guyon, labate secondo i bramini 780000;
di Caveyrac, autore dellApologia della Notte secondo i filosofi .

6
Mt 6, 3. (V.)
rtractation ncessaire 10

Rtractation ncessaire
dun des amateurs des Questions sur lEncyclopdie

Ma premire rtractation est sur les ciseaux sieurs ditions, une lettre qui contient une
avec lesquels javais coup plusieurs ttes de des plus abominables injustices que les
colimaons. Toutes leurs ttes revinrent en hommes aient jamais faites. Mais on ma
1772; mais celles que je coupai en 1773 ne fait connatre que, dans cette lettre mme,
sont jamais revenues. Des gens plus habiles il y avait une injustice quil est absolument
que moi mont fait apercevoir que lorsque ncessaire de rparer. On y accuse M.
mes ttes taient ressuscites je navais coup B..., magistrat trs estim dans Abbeville,
que la peau de leur visage, et que je navais davoir t la premire cause de la sentence
pas entam leur cervelle, qui est la source aussi horrible quabsurde prononce dans
de leur vie tout comme chez nous. Lorsque Abbeville contre deux jeunes gens sortant
jai coup la tte entire avec plus dadresse, de lenfance, et plus imprudents que crimi-
cette tte ne sest point reproduite; mais cest nels. Non seulement nous savons avec cer-
toujours beaucoup davoir fait renatre des titude que M. B... na point t la cause de
visages. La nature est admirable partout; et cet vnement, mais il dclare par une lettre
ce quon appelle la nature nest autre chose que nous avons entre les mains, signe de
quun art peu connu. Tout est art, tout est lui, quil a toujours dtest les manoeuvres
industrie, depuis le zodiaque jusqu mes infernales par lesquelles on est parvenu
colimaons. Cest une ide hardie de dire obtenir lexcution appele lgale de ce car-
que la nature est art; mais cette ide est trs nage commis par le fanatisme.
vraie. Philosophes, voyez ce qui en rsulte. Je rends donc justice M. B... comme je
Ma seconde rtractation est pour larticle la rends aux auteurs de cette boucherie de
Justice. On a rapport ce mot, dans plu- cannibales.
11 doverosa ritrattazione

Doverosa ritrattazione
di uno degli autori delle Domande sullEnciclopedia

La mia prima ritrattazione riguarda le for- riferite in questa voce una lettera che con-
bici con cui tagliai diverse teste di luma- tiene una delle maggiori ingiustizie che gli
ca. Nel 1772 tutte le teste sono ricresciute; uomini abbiano mai compiuto. Ma mi sin-
quelle che, invece, tagliai nel 1773 non sono forma che, in quella stessa lettera, ea con-
mai ricresciute. Persone pi esperte di me tenuta uningiustizia che assolutamente
mi hanno fatto notare che, quando le mie necessario correggere. In essa il signor B,
teste ricrebbero, io avevo tagliato soltanto magitrato molto stimato ad Abbeville, viene
la pelle del loro volto, e non avevo intac- accusato di essere stato il principale respon-
cato il loro cervello, che per loro, proprio sabile della sentenza, tanto orrenda quanto
come per noi, la sede della vita. Quando assurda, pronunciata ad Abbeville contro
ho tagliato pi abilmente la testa tuttintera, due giovani adolescenti, pi sventati che cri-
essa non rispuntata; ma gi non poco minali. Non solo sappiamo con certezza che
aver fatto rinascere dei volti. La natura il signor B non responsabile di questo
mirabile in tutto; e quella ched viene chia- fatto, ma, in una lettera firmata da lui che
mata natura altro non che un artificio mi- abbiamo sottocchio, egli dichiara di aver
sconosciuto. Tutto artificio, tutto abilit, sempre detestato le manovre infernali con
dallo zodiaco fino alle mie lumache. Dire le quali si giunti a ottenere lesecuzione
che la natura artificio unidea ardita; ma detta legale di questa carneficina commessa
unidea del tutto vera. Filosofi, traetene le da fanatismo.
conseguenze. Rendo giustizia al signor B, come la
La mia seconda ritrattazione riguarda la rendo agli autori di questo macello da
voce Giustizia. In diverse edizioni, stata cannibali.
A

A ceux qui ont joint leur travail au sien. Nous


ne parlerons point des autres lettres, et nous
Nous aurons peu de questions faire sur renvoyons lEncyclopdie, qui dt tout ce
cette premire lettre de tous les alphabets. quil faut sur cette matire.
Cet article de lEncyclopdie, plus ncessaire On commence substituer la lettre a
quon ne croirai, est de Csar Dumarsais, la lettre o dans franais, franaise, anglais,
qui ntait bon grammairien que parce anglaise, et dans tous les imparfaits, comme
quil avait dans lesprit une dialectique trs il employait, il octroyait, il ploierait, etc.; la
profonde et trs nette. La vraie philosophie raison nen est-elle pas vidente? ne faut-il
tient tout, except la fortune. Ce sage pas crire comme on parle autant quon le
qui tait pauvre, et dont lloge se trouve peut? nest-ce pas une contradiction dcrire
la tte du septime volume de lEncyclop- oi et de prononcer ai? Nous disions autre-
die, fut perscut par lauteur de Marie la fois je croyois, joctroyois, jemployois, je
Coque qui tait riche; et sans les gnrosi- ployois lorsquenfin on adoucit ces sons
ts du comte de Lauraguais, il serait mort barbares, on ne songea point rformer les
dans la plus extrme misre. Saisissons caractres, et le langage dmentit continuel-
cette occasion de dire que jamais la nation lement lcriture.
franaise ne sest plus honore que de nos Mais quand il fallut faire rimer en vers
jours par ces actions de vritable grandeur les ois quon prononait ais, avec les ois
faites sans ostentation. Nous avons vu plus quon prononait ois, les auteurs furent bien
dun ministre dtat encourager les talents embarrasss. Tout le monde, par exemple,
dans lindigence et demander le secret. Col- disait franais dans la conversation et dans
bert les rcompensait, mais avec largent de les discours publics mais comme la coutume
ltat, Fouquet avec celui de la dprdation. vicieuse de rimer pour les yeux et non pas
Ceux dont je parlei ont donn de leur propre pour les oreilles stait introduite parmi
bien; et par l ils sont au-dessus de Fouquet, nous, les potes se crurent obligs de faire
autant que par leur naissance, leurs dignits, rimer franois lois, rois, exploits; et alors
et leur gnie. Comme nous ne les nommons les mmes acadmiciens qui venaient de
point, ils ne doivent pas se fcher. Que le prononcer franais dans un discours ora-
lecteur pardonne cette digression qui com- toire, prononaient franois dans les vers.
mence notre ouvrage. Elle vaut mieux que On trouve dans une pice de vers de Pierre
ce que nous dirons sur la lettre A qui a t Corneille, sur le passage du Rhin, assez peu
si bien traite par feu M. Dumarsais, et par connue:

i
M. le duc de Choiseul. (K.)
A

A clopedia, che su questa materia dice tutto ci


che andava detto.
Avremo poche questioni da sollevare su Si sta cominciando a sostituire la lettera
questa prima lettera di tutti gli alfabeti. a alla lettera o in franais, franaise [france-
Questa voce dellEnciclopedia, pi neces- se] anglais, anglaise [inglese], e in tutti gli
saria di quanto non si creda, di Csar imperfetti, come il employait [egli impiega-
Dumarsais, che era un valido grammatico va], il octroyait [egli concedeva], il ploierait
solo perch possedeva uno spirito dialettico [egli piegava], etc.; non chiaro il perch?
molto profondo e molto chiaro. La vera filo- Non bisogna forse, per quanto possibile,
sofia legata a tutto, tranne ai soldi. Questo scrivere come si parla? Non una contrad-
saggio, che era povero e il cui elogio di trova dizione scrivere oi e pronunciare ai? Un
allinizio del settimo volume lEnciclopedia,
tempo dicevamo je croyois [credevo], joc-
fu perseguitato dallautore di Marie la Co-
troyois [concedevo], jemployois [impiega-
que1 che era ricco; e senza la generosit del
vo], je ployois [piegavo], quando finalmente
conte di Lauraguais2, egli sarebbe morto
questi suoni barbari si addolcirono, non ci
nella miseria pi nera. Cogliamo loccasio-
ne per dire che mai come ai giorni nostri si cur di riformare anche i caratteri, e cos
la nazione francese si fatta maggiormente il linguaggio smentisce continuamente la
onore con siffatte azioni di autentica ma- grafia.
gnanimit compiute senza ostentazione. Ma quando si dovette far rimare in ver-
Abbiamo visto pi di un ministro incorag- si gli ois che si pronunciavano ais con gli
giare il talento che versava nellindigenza e ois che si pronunciavano ois3, gli autori si
chiedere il silenzio. Colbert ricompensava, trovarono in grande difficolt. Tutti, nella
ma con il danaro dello Stato, Fouquet con conversazione e nei discorsi pubblici, dice-
quello delle depredazioni. Le persone di cui vano, per esempio, franais [francese], ma,
sto parlandoi hanno speso del loro; e sono dato che si era diffusa tra noi la perversa
per questo molto superiori a Fouquet, come consuetudine di rimare per gli occhi e non
pure per nascita, cariche e genio. Siccome per le orecchie, i poeti si ritennero obbligati
non li nominiamo, non se ne debbono adon- a far rimare franois con lois [leggi], rois [re],
tare. Che il lettore perdoni questa digressio- exploits [prodezze]; e allora perfino gli ac-
ne con cui comincia la nostra opera. Essa cademici, che avevano appena pronunciato
pi importante di quanto diremo della franais in un discorso oratorio, pronuncia-
lettera A, che stata trattata cos bene dal vano franois se il discorso era in versi. In un
defunto signor Dumarsais, e da coloro che testo in versi di Pierre Corneille, a proposito
hanno collaborato con lui. Non parleremo del passaggio del Reno, non molto noto, si
delle altre lettere, e rimanderemo allEnci- trova:

ii
Il duca di Choiseul. (K.) 2
Louis-Lon-Flicit, conte di Lauraguais, in
1
Jean-Joseph Languet de Gergy. Il gioco di pa- seguito duca di Brancas (1733-1824).
role sul cognome di Marie Alacoque uno scherzo 3
Com risaputo, in francese, ai si pronuncia
abituale di Voltaire. (fait: f) oppure (faisable: fzable), e oi wa (roi :
rwa).
a 14 a

Quel spectacle deffroi, grand Dieu! agrable et plus mlodieuse que les autres et
 si toutefois cest la varit dans la prononciation de ces
Quelque chose pouvait effrayer des Franoisi. syllabes qui fait le charme de la prosodie.
Ltranger vous rpliquera: Vous deviez
Le lecteur peut remarquer quel effet pro-
men avertir par lcriture comme vous men
duiraient aujourdhui ces vers. Si lon pro-
avertissez dans la conversation. Ne voyez-
nonait, comme sous Franois Ier, pouvait
vous pas que vous membarrassez beaucoup
par un o; quelle cacophonie feraient effroi,
lorsque vous orthographiez dune faon et
toutefois, pouvoit, franois.
que vous prononcez dune autre?
Dans le temps que notre langue se perfec-
Les plus belles langues, sans contredit,
tionnait le plus, Boileau disait:
sont celles o les mmes syllabes portent
Quil sen prenne sa muse allemande toujours une prononciation uniforme:
en franois; telle est la langue italienne. Elle nest point
Mais laissons Chapelain pour la dernire hrisse de lettres quon est oblig de sup-
fois. primer; cest le grand vice de langlais et du
franais. Qui croirait, par exemple, que ce
Aujourdhui que tout le monde dit fran-
mot anglais handkerchief se prononce anki-
ais, ce vers de Boileau lui-mme paratrait
cher? et quel tranger imaginera que paon,
un peu allemand.
Laon, se prononcent en franais pan et Lan?
Nous nous sommes enfin dfaits de cette
Les Italiens se sont dfaits de la lettre h au
mauvaise habitude dcrire le mot franais
commencement des mots, parce quelle ny
comme on crit saint Franois. Il faut du
a aucun son, et de la lettre z entirement,
temps pour rformer la manire dcrire
parce quils ne la prononcent plus: que ne les
tous ces autres mots dans lesquels les yeux
imitons-nous? avons-nous oubli que lcri-
trompent toujours les oreilles. Vous crivez
ture est la peinture de la voix?
encore je croyois; et si vous prononciez je
Vous dites anglais, portugais, franais, mais
croyois, en faisant sentir les deux o, personne
vous dites danois, sudois; comment devine-
ne pourrait vous supporter. Pourquoi donc
rai-je cette diffrence, si je napprends votre
en mnageant nos oreilles ne mnagez-vous
pas aussi nos yeux? pourquoi ncrivez-vous langue que dans vos livres? Et pourquoi en
pas je croyais, puisque je croyois est absolu- prononant anglais et portugais, mettez-vous
ment barbare? un o lun et un a lautre? pourquoi navez-
Vous enseignez la langue franaise un vous pas la mauvaise habitude dcrire por-
tranger; il est dabord surpris que vous pro- tugois, comme vous avez la mauvaise habi-
nonciez je croyais, joctroyais, jemployais; il tude dcrire anglois? En un mot, ne parat-
vous demande pourquoi vous adoucissez il pas vident que la meilleure mthode est
la prononciation de la dernire syllabe, et dcrire toujours par a ce quon prononce
pourquoi vous nadoucissez pas la prc- par a?
dente, pourquoi dans la conversation vous
ne dites pas je crayais, jemplayais, etc. A
Vous lui rpondez, et vous devez lui
rpondre, quil y a plus de grce et de va- A, troisime personne au prsent de lindi-
rit faire succder une diphtongue une catif du verbe avoir.
autre. La dernire syllabe, lui dites-vous, Cest un dfaut sans doute quun verbe ne
dont le son reste dans loreille doit tre plus soit quune seule lettre, et quon exprime il

i
Les Victoires du roi sur les tats de Hollande en
lanne 1672.
a 15 a

Quel spectacle deffroi, grand Dieu! ed la variet nella pronuncia di queste sil-
 si toutefois labe che costituisce lincanto della prosodia.
Quelque chose pouvait effrayer des Franois i. Lo straniero vi replicher: Dovevate av-
visarmene per mezzo dellortografia come
Il lettore pu notare che effetto fareb- mi avvisate parlando. Non vedete che mi
bero, oggi, questi versi. Se si pronunciasse, mettete in grande difficolt, quando scrive-
come ai tempi di Francesco I, pouvait con te in un modo e pronunciate in un altro?.
una o, che cacofonia produrrebbero effroi, Le lingue pi belle sono, senza alcuna
toutefois, pouvoit, franois. discussione, quelle in cui le stesse sillabe
Allepoca in cui la nostra lingua andava comportano sempre una pronuncia unifor-
maggiormente perfezionandosi, Boileau me: come la lingua italiana. Essa non irta
diceva: di lettere che si costretti a sopprimere;
Quil sen prenne sa muse allemande il grande difetto dellinglese e del france-
en franois; se. Chi potrebbe credere, ad esempio, che
Mais laissons Chapelain pour la dernire fois4. la parola inglese handkerchief si pronuncia
ankicher?6 E quale straniero potr immagi-
Oggi che tutti dicono franais, anche nare che in francese paon [pavone], Laon si
questo verso di Boileau suonerebbe un po pronunciano pan, Lan? Gli italiani si sono
tedesco. disfatti della lettera h allinizio delle parole,
Ci siamo finalmente disfatti della cattiva perch non corrisponde a nessun suono, e
abitudine di scrivere la parola franais come della lettera z completamente, perch non
si scrive saint Franois [san Francesco]5. Ci la pronunciano pi: perch non li imitiamo?
vuole tempo per riformare il modo di scri- Abbiamo dimenticato che la scrittura la
vere tutte le parole, in cui gli occhi ingan- pittura della voce?
nano sempre le orecchie. Scrivete ancora je Dite anglais, portugais [portoghese],
croyois, e se pronunciaste je croyois, facendo franais, ma dite danois [danese], sudois
sentire le due o, sareste insopportabili. Per- [svedese]; come potrei immaginare questa
ch, dunque, dato che risparmiate le nostre differenza, se imparassi la vostra lingua
orecchie, non risparmiate anche i nostri oc- solo sui libri? E perch pronunciando an-
chi? Perch non scrivete je croyais, visto che glais e portugais, mettete una o in un caso e
je croyois assolutamente barbaro? una a nellaltro? Perch non avete la cattiva
State insegnando la lingua francese a abitudine di scrivere portugois, come avete
uno straniero; costui rimane subito sorpre- la cattiva abitudine di scrivere anglois? In
so che pronunciate je croyais, joctroyais, poche parole, non evidente che scrivere
jemployais; vi chiede perch addolcite la sempre con la a quello che si pronuncia a
pronuncia dellultima sillaba, e perch non il metodo migliore?7
addolcite quella precedente, dato che, con-
versando, non dite je crayais, jemplayais, etc. A
Gli rispondete, e cos dovete rispondergli,
che c pi grazia e variet nel far seguire un A [egli ha], terza persona dellindicativo
dittongo a un altro. Lultima sillaba gli dite presente del verbo avere.
, il cui suono resta nellorecchio deve esse- Che un verbo sia costituito da una sola
re pi gradevole e pi melodiosa delle altre lettera, e si dica il a raison [egli ha ragione],

a
P. Corneille, Vittorie del re sugli Stati di Olanda 6
Questa, naturalmente, la fantasiosa tra-
(1672): Che spettacolo spaventoso, gran Dio! Se scrizione di Voltaire; secondo la trascrizione fo-
mai / Qualcosa potesse spaventare i francesi. netica ortodossa la pronuncia corretta sarebbe:
4
N. Boileau, Satire, IX, 241-42: Che se la prenda hktif.
con la sua musa tedesca in francese; / Ma lasciamo 7
Si tratta dellortografia, detta di Voltaire, oggi
Chapelain per lultima volta. in uso. Beuchot fissa la data della sua introduzione
5
Si veda la voce Francese. tra il 1750 e il 1754. (M.)
a 16 a

a raison, il a de lesprit, comme on exprime saire en italien, parce que la plus grande
il est Paris, il est Lyon. partie des mots de cette langue se termine a,
e, i, o, u. Le latin, qui possde une infinit de
Hodieque manent vestigia ruris. terminaisons, ne pouvait gure admettre un
Il a eu choquerait horriblement loreille, pareil heurtement de voyelles, et la langue
si on ny tait pas accoutum: plusieurs cri- franaise est encore en cela plus circons-
vains se servent souvent de cette phrase, la pecte et plus svre que le latin. Vous voyez
diffrence quil y a; la distance quil y a entre trs rarement dans Virgile une voyelle suivie
eux; est-il rien de plus languissant la fois et dun mot commenant par une voyelle; ce
de plus rude? nest-il pas ais dviter cette nest que dans un petit nombre doccasions
imperfection du langage, en disant simple- o il faut exprimer quelque dsordre de
ment: la distance, la diffrence entre eux? lesprit,
quoi bon ce quil et cet y a qui rendent le Arma amens capio,
discours sec et diffus, et qui runissent ainsi
les plus grands dfauts? ou lorsque deux spondes peignent un
Ne faut-il pas surtout viter le concours lieu vaste et dsert,
de deux a? il va Paris, il a Antoine en aver-
sion. Trois et quatre a sont insupportables; Et Neptuno Aegeo.
il va Amiens, et de l Arques. Homre, il est vrai, ne sassujettit pas
La posie franaise proscrit ce heurte- cette rgle de lharmonie qui rejette le
ment de voyelles. concours des voyelles, et surtout des a;
Gardez quune voyelle, courir trop hte, les finesses de lart ntaient pas encore
Ne soit dune voyelle en son chemin heurte. connues de son temps, et Homre tait
au-dessus de ces finesses; mais ses vers les
Les Italiens ont t obligs de se per- plus harmonieux sont ceux qui sont com-
mettre cet achoppement de sons qui d- poss dun assemblage heureux de voyelles
truisent lharmonie naturelle, ces hiatus, ces et de consonnes. Cest ce que Boileau
billements que les Latins taient soigneux recommande ds le premier chant de lArt
dviter. potique.
Ptrarque ne fait nulle difficult de dire: La lettre A chez presque toutes les nations
Movesil vecchierel canuto e bianco devint une lettre sacre, parce quelle tait la
Del dolce loco, ov ha sua et fornita. premire; les gyptiens joignirent cette su-
perstition tant dautres: de l vient que les
LArioste a dit: grecs dAlexandrie lappelaient hieralpha; et
comme omga est la dernire lettre, ces mots
Non sa quel che sia Amor...
alpha et omga signifirent le complment
Dovea fortuna alla cristiana fede...
Tanto gir che venne a una riviera... de toutes choses. Ce fut lorigine de la ca-
Altra aventura al buon Rinaldo accadde... bale et de plus dune mystrieuse dmence.
Les lettres servaient de chiffres et de
Cette malheureuse cacophonie est nces- notes de musique; jugez quelle foule de
a 17 a

il a de lesprit [egli ha spirito], come si dice il Dovea fortuna alla cristiana fede...
est Paris [egli a Parigi], il est Lyon [egli Tanto gir che venne a una riviera...
a Lione], certamente un difetto. Altra aventura al buon Rinaldo accadde...
[Orlando furioso, I, st. 10, 13 e 31]
Hodieque manent vestigia ruris8.
In italiano questa sciagurata cacofonia
Il a eu [egli ha avuto] offenderebbe terri- necessaria, perch la maggior parte delle
bilmente lorecchio, se non ci avessimo fatto parole di questa lingua termina per a, e, i,
labitudine: molti scrittori usano spesso la o, u. Il latino, che dispone di uninfinit di
seguente frase: la diffrence quil y a; la di- desinenze, quasi non poteva tollerare simi-
stance quil y a entre eux [la differenza, la li scontri di vocali, e la lingua francese, in
distanza che c tra loro]; esiste forse nulla proposito, ancora pi attenta e rigorosa
che sia, al contempo, pi fiacco e pi aspro? del latino. Molto di rado capita di trovare
Non sarebbe facile evitare questa imperfe- in Virgilio una vocale seguita da una parola
zione del linguaggio, dicendo semplicemen- che inizia con una vocale; e questo avviene
te: la distanza, la differenza tra loro? A che solo in un limitato numero di casi, nei quali
servono quil e y a che rendono il discorso si tratta di esprimere una qualche alterazio-
arido e prolisso, sommando cos i due difetti ne dello spirito,
peggiori?
Arma amens capio,
Non bisogna evitare soprattutto lincon-
tro di due a? Il va Paris [egli va a Parigi], il O quando due spondei descrivono un
a Antoine en aversion [egli ha unavversione luogo vasto e deserto,
per Antonio]. Tre o quattro a sono insop-
portabili; il va Amiens, et de l Arques Et Neptuno Aegeo10.
[egli va ad Amiens e da l ad Arques]. Per la verit, Omero non obbedisce a
La poesia francese proscrive questi scon- questa regola dellarmonia che rifiuta lin-
tri di vocali. contro delle vocali, e soprattutto delle a; le
Badate che una vocale, troppo veloce sottigliezze dellarte non erano ancora note
 nella sua corsa, al suo tempo, e Omero era superiore a tali
Non venga urtata nel suo cammino sottigliezze; ma i suoi versi pi armoniosi
 da una vocale. sono quelli composti da una felice unione
[N. Boileau, Arte poetica, I, 107-108] di vocali e consonanti. quanto Boileau
raccomanda fin dal primo canto dellArte
Gli Italiani sono stati costretti ad ammet- poetica.
tere questa collisione di suoni che distrug- Presso tutti i popoli, la lettera A diven-
gono larmonia naturale, quegli iati, quei ne una lettera sacra, perch era la prima;
vuoti che i Latini avevano cura di evitare9. gli Egizi sommarono questa superstizione
Petrarca non ha nessuna difficolt a dire: ad altre: questo il motivo per cui i greci
di Alessandria la chiamavano hieralpha;
Movesil vecchierel canuto e bianco e, siccome omega lultima lettera, queste
Del dolce loco, ov ha sua et fornita. due parole finirono per significare la com-
[Canzoniere, XVI, 1-2] piutezza di tutte le cose. Fu questa lorigine
Ariosto ha detto: della kabbalah e di pi di una misteriosa
demenza.
Non sa quel che sia Amor... Le lettere servivano come simboli e note
[Satira V, 22] musicali; giudicate voi quale congerie di

8
Orazio, Epistole, II, 1, 160: E ancora oggi ri- 10
Eneide, II, 314: Prendo le mie armi sconvolto
mangono tracce di rusticit. e III, 76: A Nettuno Egeo; nel testo originale si
9
Si veda la voce Epigramma. legge Et Neptuno.
a 18 abc, ou alphabet

connaissances secrtes cela produisit: a, b, moi qui fait des questions sur la grammaire:
c, d, e, f, g, taient les sept cieux. Lharmonie il lappelle Skedon analphabetos. Or, cet al-
des sphres clestes tait compose des sept phabet, les Grecs le tenaient des Phniciens,
premires lettres, et un acrostiche rendait de cette nation nomme le peuple lettr par
raison de tout dans la vnrable antiquit. les Hbreux mmes, lorsque ces Hbreux
vinrent stablir si tard auprs de leur pays.
Il est croire que les Phniciens, en com-
ABC, ou Alphabet muniquant leurs caractres aux Grecs, leur
Si M. Dumarsais vivait encore, nous lui de- rendirent un grand service en les dlivrant
manderions le nom de lalphabet. Prions les de lembarras de lcriture gyptiaque que
savants hommes qui travaillent lEncyclo- Ccrops leur avait apporte dgypte: les
pdie de nous dire pourquoi lalphabet na Phniciens, en qualit de ngociants, ren-
point de nom dans aucune langue de lEu- daient tout ais; et les gyptiens, en qua-
rope. Alphabet ne signifie autre que AB, et lit dinterprtes des dieux, rendaient tout
AB ne signifie rien, ou tout au plus il indique difficile.
deux sons, et ces deux sons nont aucun rap- Je mimagine entendre un marchand ph-
port lun avec lautre. Beth nest point form nicien abord dans lAchae, dire un Grec
dAlpha, lun est le premier, lautre le second; son correspondant: Non seulement mes
on ne sait pas pourquoi. caractres sont aiss crire, et rendent la
Or, comment sest-il pu faire quon pense ainsi que les sons de la voix; mais
manque de termes pour exprimer la porte ils expriment nos dettes actives et passives.
de toutes les sciences? La connaissance des Mon aleph, que vous voulez prononcer al-
nombres, lart de compter, ne sappelle point pha, vaut une once dargent; betha en vaut
un-deux; et le rudiment de lart dexprimer deux; ro en vaut cent; sigma en vaut deux
ses penses na dans lEurope aucune ex- cents. Je vous dois deux cents onces: je vous
pression propre qui le dsigne. paye un ro, reste un ro que je vous dois en-
Lalphabet est la premire partie de la core; nous aurons bientt fait nos comptes.
grammaire; ceux qui possdent la langue Les marchands furent probablement ceux
arabe, dont je nai pas la plus lgre notion, qui tablirent la socit entre les hommes,
pourront mapprendre si cette langue, qui en fournissant leurs besoins; et pour ngo-
a, dit-on, quatre-vingts mots pour signi- cier, il faut sentendre.
fier un cheval, en aurait un pour signifier Les gyptiens ne commercrent que trs
lalphabet. tard; ils avaient la mer en horreur; ctait
Je proteste que je ne sais pas plus le chinois leur Typhon. Les Tyriens furent navigateurs
que larabe; cependant jai lu dans un petit de temps immmorial; ils lirent ensemble
vocabulaire chinoisi que cette nation sest les peuples que la nature avait spars, et ils
toujours donn deux mots pour exprimer rparrent les malheurs o les rvolutions
le catalogue, la liste des caractres de sa de ce globe avaient plong souvent une
langue; lun est ho-tou, lautre haipien; nous grande partie du genre humain. Les Grecs
navons ni ho-tou ni haipien dans nos langues leur tour allrent porter leur commerce
occidentales. Les Grecs navaient pas t et leur alphabet commode chez dautres
plus adroits que nous, ils disaient alphabet. peuples qui le changrent un peu, comme
Snque le philosopheii se sert de la phrase les Grecs avaient chang celui des Tyriens.
grecque pour exprimer un vieillard comme Lorsque leurs marchands, dont on fit depuis

i ii
Premier volume de lHistoire de la Chine de Epit. Lib. 5
Duhalde.
a 19 abc, o alfabeto

conoscenze segrete ci produsse: a, b, c, d, lo chiama Skedon analphabetos. Orbene,


e, f, g, erano i sette cieli. Durante la venera- questo alfabeto, i Greci lavevano ricevuto
bile antichit, larmonia delle sfere celesti dai Fenici, dalla nazione che gli Ebrei stes-
era composta dalle prime sette lettere, e un si, quando andarono a stabilirsi cos tardi-
acrostico spiegava ogni cosa. vamente nel proprio paese, chiamavano il
popolo letterato.
C da credere che i Fenici, trasmettendo
ABC, o Alfabeto i propri caratteri ai Greci, resero a costoro
un grande servizio liberandoli dallimpiccio
Se fosse ancora vivo, chiederemmo a Du-
rappresentato dalla scrittura egiziaca che
marsais il nome dellalfabeto. Preghiamo gli
Cecrope aveva portato loro dallEgitto: i
eruditi che lavorano allEnciclopedia di dirci Fenici, in quanto commercianti, rendevano
perch lalfabeto non possiede un nome in tutto pi facile; e gli Egizi, in quanto inter-
nessuna lingua europea. Alfabeto non signi- preti degli di, rendevano tutto pi difficile.
fica altro che AB, e AB non significa niente, Mi sembra di sentire un mercante fenicio,
o, tuttal pi, indica due suoni, e questi due che ha attraccato in Acaia, dire a un Greco
suoni non hanno nessun rapporto luno con suo rappresentante: Non solo i miei carat-
laltro. Da Beth non si forma Alfa, questo il teri sono pi facili da scrivere, e rendono il
primo, laltro il secondo; non si sa perch. pensiero allo stesso modo dei suoni della
Com stato possibile fare a meno di un voce; ma essi esprimono i nostri saldi attivi
termine per esprimere la porta di tutte le e passivi. Il mio alef, che voi volete pronun-
conoscenze? La conoscenza dei numeri, ciare alfa, vale unoncia dargento; beta ne
larte di computare, non si chiama un-due; e vale due; ro ne vale cento; sigma ne vale due-
il fondamento dellarte di esprimere i propri cento. Vi debbo duecento once: vi pago un
pensieri non dispone, in Europa, di nessuna ro, e resta ancora un ro che vi devo; i nostri
espressione propria che lo designi. conti saranno presto fatti.
Lalfabeto costituisce la prima parte del- Furono probabilmente i mercanti che
la grammatica; coloro che padroneggiano istituirono la societ tra gli uomini, prov-
la lingua araba, di cui io non ho la bench vedendo ai loro bisogni; e per contrattare,
minima nozione, sapranno dirmi se questa bisogna intendersi.
lingua, che dispone, a quanto si dice, di ven- Gli Egizi cominciarono solo molto tardi;
tiquattro parole per designare un cavallo, ne il mare li faceva inorridire; era il loro Tifo-
abbia una per designare lalfabeto. ne. Gli abitanti di Tiro furono navigatori
Dichiaro di non conoscere meglio il ci- da tempo immemorabile; misero in con-
nese dellarabo; tuttavia, ho letto in un tatto popoli che la natura aveva separato, e
vocabolarietto cinesei che questa nazione rimediarono ai disastri, che, a causa dei ri-
sempre stata dotata di due parole per in- volgimenti di questo globo, spesso avevano
dicare il catalogo, la lista dei caratteri della travolto una gran parte del genere umano.
sua lingua; una ho-tu, laltra haipien; nelle I Greci, a loro volta, portarono i loro com-
nostre lingue occidentali, non abbiano n merci e il loro comodo alfabeto presso altri
ho-tu n haipien. Seneca il filosofoii si serve popoli che lo modificarono un po, come i
del greco per designare un vecchio come me Greci avevano cambiato quello dei Tirii11.
che pone domande sulla grammatica: egli Quando i loro mercanti, trasformati succes-

i
Primo volume della Storia della Cina di Du rita amichevolmente da Franco Bacchelli, Voltaire
halde. potrebbe aver trovato questa inusuale espressione
ii
Epit. Lib. 5 [recte IV, 36] // Nel testo latino, greca in qualche commento al testo senecano, come
Seneca non usa lespressione greca citata qualche spiegazione del passo latino: Turpi et ridicula res est
riga pi avanti da Voltaire (che, peraltro, trascrive elementarius senex, ossia un vecchio che deve anco-
scorrettamente il greco: schedon analphabetos, qua- ra apprendere labbicc.
si analfabeta): secondo lautorevole ipotesi sugge- 11
Si veda la voce Frumento.
abc, ou alphabet 20 abc, ou alphabet

des demi-dieux, allrent tablir Colchos de Tyr enseignrent leur A B C aux Grecs,
un commerce de pelleterie quon appela la nous navons pas prtendu quils eussent
toison dor, ils donnrent leurs lettres aux appris aux Grecs parler. Les Athniens
peuples de ces contres, qui les ont conser- probablement sexprimaient dj mieux
ves et altres. Ils nont point pris lalpha- que les peuples de la Basse-Syrie; ils avaient
bet des Turcs auxquels ils sont soumis, et un gosier plus flexible; leurs paroles taient
dont jespre quils secoueront le joug, grce un plus heureux assemblage de voyelles, de
limpratrice de Russie. consonnes, et de diphtongues. Le langage
Il est trs vraisemblable (je ne dis pas des peuples de la Phnicie, au contraire,
trs vrai, Dieu men garde!) que ni Tyr, ni tait rude, grossier; ctaient des Shafiroth,
lgypte, ni aucun Asiatique habitant vers des Astaroth, des Shabaoth, des Chammaim,
la Mditerrane, ne communiqua son alpha- des Chotihet, des Thopheth; il y aurait l de
bet aux peuples de lAsie orientale. Si les quoi faire enfuir notre chanteuse de lOpra
Tyriens, ou mme les Chaldens qui habi- de Naples. Figurez-vous les Romains dau-
taient vers lEuphrate, avaient, par exemple, jourdhui qui auraient retenu lancien alpha-
communiqu leur mthode aux Chinois, il bet trurien, et qui des marchands hollan-
en resterait quelques traces; ils auraient les dais viendraient apporter celui dont ils se
signes des vingt-deux, vingt-trois, ou vingt- servent prsent. Tous les Romains feraient
quatre lettres. Ils ont tout au contraire des fort bien de recevoir leurs caractres; mais
signes de tous les mots qui composent leur ils se garderaient bien de parler la langue
langue; et ils en ont, nous dit-on, quatre- batave. Cest prcisment ainsi que le peuple
vingt mille: cette mthode na rien de com- dAthnes en usa avec les matelots de Capht-
mun avec celle de Tyr. Elle est soixante et bor, venant de Tyr ou de Brith: les Grecs
dix-neuf mille neuf cent soixante et seize prirent leur alphabet, qui valait mieux que
fois plus savante et plus embarrasse que celui du Misraim qui est lgypte, et rebu-
la ntre. Joignez cette prodigieuse diff- trent leur patois.
rence, quils crivent de haut en bas, et que Philosophiquement parlant, et abstrac-
les Tyriens et les Chaldens crivaient de tion respectueuse faite de toutes les induc-
droite gauche; les Grecs et nous de gauche tions quon pourrait tirer des livres sacrs,
droite. dont il ne sagit certainement pas ici, la
Examinez les caractres tartares, indiens, langue primitive nest-elle pas une plaisante
siamois, japonais, vous ny voyez pas la chimre?
moindre analogie avec lalphabet grec et Que diriez-vous dun homme qui vou-
phnicien. drait rechercher quel a t le cri primitif
Cependant tous ces peuples, en y joignant de tous les animaux, et comment il est ar-
mme les Hottentots et les Cafres, pronon- riv que dans une multitude de sicles les
cent peu prs les voyelles et les consonnes moutons se soient mis bler, les chats
comme nous, parce quils ont le larynx fait miauler, les pigeons roucouler, les linottes
de mme pour lessentiel, ainsi quun pay- siffler? Ils sentendent tous parfaitement
san grison a le gosier fait comme la pre- dans leurs idiomes, et beaucoup mieux que
mire chanteuse de lOpra de Naples. La nous. Le chat ne manque pas daccourir aux
diffrence qui fait de ce manant une basse- miaulements trs articuls et trs varis de
taille rude, discordante, insupportable, et la chatte: cest une merveilleuse chose de
de cette chanteuse un dessus de rossignol, voir dans le Mirebalais une cavale dresser
est si imperceptible quaucun anatomiste ne ses oreilles, frapper du pied, sagiter aux
peut lapercevoir. Cest la cervelle dun sot braiments intelligibles dun ne. Chaque
qui ressemble comme deux gouttes deau espce a sa langue. Celle des Esquimaux et
la cervelle dun grand gnie. des Algonquins ne fut point celle du Prou.
Quand nous avons dit que les marchands Il ny a pas eu plus de langue primitive, et
abc, o alfabeto 21 abc, o alfabeto

sivamente in semi-di, stabilirono in Colchi- Quando abbiamo detto che i mercanti di


de un traffico di pellami, che venne chiama- Tiro insegnarono i loro A B C ai Greci, non
to il toson doro, trasmisero i propri caratteri intendevamo sostenere che essi avessero
ai popoli di quelle contrade, che li hanno insegnato a parlare ai Greci. Gli Ateniesi
conservati e alterati. Costoro non hanno probabilmente si esprimevano gi meglio
assunto lalfabeto dei Turchi, cui sono sot- delle popolazioni della Bassa Siria; aveva-
tomessi e dei quali si spera scuoteranno il no una faringe pi flessibile; le loro parole
gioco, grazie allimperatrice di Russia12. erano composte da ununione pi felice di
molto verosimile (non dico vero, Dio vocali, consonanti e dittonghi. Il linguaggio
me ne guardi!) che n Tiro, n lEgitto, n delle popolazioni della Fenicia, al contra-
altri Asiatici che abitavano intorno al Medi- rio, era rozzo, grossolano; era tutto pieno di
terraneo, abbia trasmesso il proprio alfabeto Safiroth, Astaroth, Sabaoth, Shammaim, Sho-
ai popoli dellAsia orientale. Se, per esem- tihet, Thopheth; ci sarebbe di che far scappa-
pio, i Tirii, o magari i Caldei che abitavano re la nostra cantante dellOpera di Napoli.
dalle parti dellEufrate, avessero trasmesso come se i Romani di oggi conservassero
il proprio metodo ai Cinesi, ne resterebbe lantico alfabeto etrusco, e dei mercanti
qualche traccia; ci sarebbero i segni delle olandesi trasmettessero loro quello di cui
ventidue, ventitre o ventiquattro lettere. si servono attualmente. I Romani farebbe-
Costoro, viceversa, hanno segni per ognuna ro bene ad accettare i loro caratteri, ma si
delle parole che compongono la loro lingua; guarderebbero dal parlare la lingua batava.
e ne hanno, a quanto si dice, ottantamila: esattamente cos che il popolo di Atene si
questo metodo non ha niente in comune con comport con i marinai di Caftbor, prove-
quello di Tiro. Esso settantanovemilano- nienti da Tiro o da Berith13: i Greci simpa-
vecentosettantasei volte pi dotto e compli- dronirono dellalfabeto, che era migliore di
cato del nostro. A questa enorme differen- quello di quel Misraim che lEgitto, e ne
za, si aggiunga che essi scrivono dallalto in rifiutarono il dialetto.
basso, mentre i Tirii e i Caldei scrivevano Filosoficamente parlando, e fatta rispet-
da destra a sinistra; i Greci e noi da sinistra tosamente astrazione da tutti gli indizi che
a destra. si potrebbero trarre dai libri sacri, che na-
Esaminate i caratteri tartari, indiani, sia- turalmente, qui, non sono in discussione, la
mesi, giapponesi, non vi troverete nessuna lingua primitiva non una buffa chimera?14
analogia con lalfabeto greco e fenicio. Che ne direste di un uomo che volesse
Tutti questi popoli, tuttavia, compresi gli indagare quale sia stato il grido originario
Ottentotti e i Cafri, pronunciano le vocali di tutti gli animali, e come sia potuto ac-
e le consonanti allincirca come noi, per- cadere che, dopo tanti secoli, i montoni si
ch hanno la laringe fatta essenzialmente siano messi a belare, i gatti a miagolare, i
nello stesso modo, come un contadino dei piccioni a tubare, i fanelli a fischiare? Essi si
Grigioni ha la faringe fatta come la quella capivano tutti perfettamente nei loro idiomi,
della prima donna dellOpera di Napoli. La e molto meglio di noi. Il gatto non manca
differenza che fa di quel tanghero un basso di accorrere ai miagolii molto articolati e
grezzo, stonato, insopportabile e di quella vari della gatta: meraviglioso vedere nel
cantante un discanto dusignolo talmente Mirebalais una cavalla drizzare le orecchie,
impercettibile che nessun anatomista pu scalpitare, agitarsi ai ragli intelligibili di
coglierla. come il cervello di un cretino un asino. Ogni specie ha la propria lingua.
che assomiglia a quello di un grande genio Quella degli Eschimesi e degli Algonchini
come due gocce dacqua. non fu quella del Per. Non esistita una

12
Questa voce coeva alle guerre di Caterina II 13
Lattuale Beirut.
contro i Turchi, che Voltaire seguiva con grande 14
Si veda la voce Lingue.
partecipazione.
abc, ou alphabet 22 abc, ou alphabet

dalphabet primitif, que de chnes primitifs, dire, comment on exprime et comment on


et que dherbe primitive. prononce dans toutes les langues du monde
Plusieurs rabbins prtendent que la pre, mre, jour, nuit, terre, eau, boire, man-
langue mre tait le samaritain; quelques ger, etc.; mais il faut viter le ridicule autant
autres ont assur que ctait le bas-breton: quil est possible.
dans cette incertitude, on peut bien, sans Les caractres alphabtiques prsentant
offenser les habitants de Quimper et de la fois les noms des choses, leur nombre,
Samarie, nadmettre aucune langue mre. les dates des vnements, les ides des
Ne peut-on pas, sans offenser personne, hommes, devinrent bientt des mystres
supposer que lalphabet a commenc par aux yeux mme de ceux qui avaient invent
des cris et des exclamations? Les petits en- ces signes. Les Chaldens, les Syriens, les
fants disent deux-mmes, ha he quand ils gyptiens, attriburent quelque chose de
voient un objet qui les frappe; hi hi quand divin la combinaison des lettres, et la
ils pleurent; hu hu, hou hou, quand ils se manire de les prononcer. Ils crurent que
moquent; ae quand on les frappe; et il ne les noms signifiaient par eux-mmes, et
faut pas les frapper. quils avaient en eux une force, une vertu
A lgard des deux petits garons que le secrte. Ils allaient jusqu prtendre que
roi dgypte, Psammeticus (qui nest pas un le nom qui signifiait puissance tait puis-
mot gyptien), fit lever pour savoir quelle sant de sa nature; que celui qui exprimait
tait la langue primitive, il nest gure pos- ange tait anglique; que celui qui donnait
sible quils se soient tous deux mis crier bec lide de Dieu tait divin. Cette science des
bec pour avoir djeuner. caractres entra ncessairement dans la
Des exclamations formes par des magie: point dopration sans les lettres de
voyelles, aussi naturelles aux enfants que le lalphabet.
coassement lest aux grenouilles, il ny a pas Cette porte de toutes les sciences devint
si loin quon croirait un alphabet complet. celle de toutes les erreurs; les mages de tous
Il faut bien quune mre dise son enfant les pays sen servirent pour se conduire dans
lquivalent de viens, tiens, prends, tais-toi, le labyrinthe quils staient construit, et o
approche, va-ten: ces mots ne sont reprsen- il ntait pas permis aux autres hommes
tatifs de rien, ils ne peignent rien; mais ils se dentrer. La manire de prononcer des
font entendre avec un geste. consonnes et des voyelles devint le plus
De ces rudiments informes, il y a un che- profond des mystres, et souvent le plus
min immense pour arriver la syntaxe. Je terrible. Il y eut une manire de prononcer
suis effray quand je songe que de ce seul Jhova, nom de Dieu chez les Syriens et les
mot viens, il faut parvenir un jour dire: gyptiens, par laquelle on faisait tomber un
Je serais venu, ma mre, avec grand plaisir, homme roide mort.
et jaurais obi vos ordres qui me seront Saint Clment dAlexandrie rapporte i
toujours chers, si en accourant vers vous que Mose fit mourir sur-le-champ le roi
je ntais pas tomb la renverse, et si une dgypte Nechephre, en lui soufflant ce
pine de votre jardin ne mtait pas entre nom dans loreille; et quensuite il le res-
dans la jambe gauche. suscita en prononant le mme mot. Saint
Il semble mon imagination tonne quil Clment dAlexandrie est exact, il cite son
a fallu des sicles pour ajuster cette phrase, auteur, cest le savant Artapan: qui pourra
et bien dautres sicles pour la peindre. Ce rcuser le tmoignage dArtapan?
serait ici le lieu de dire, ou de tcher de Rien ne retarda plus le progrs de lesprit

i
Stromates ou Tapisseries, liv. I.
abc, o alfabeto 23 abc, o alfabeto

lingua originaria, e un alfabeto originario, care di dire, in che modo vengono espresse
pi di quanto siano esistite querce originarie e pronunciate in tutte le lingue del mondo
ed erba originaria. padre, madre, giorno, notte, terra, acqua, bere,
Parecchi rabbini sostengono che la lingua mangiare, ecc; ma, per quanto possibile, si
madre fosse il samaritano; qualcun altro ha deve evitare il ridicolo.
assicurato che era il bretone: nellincertezza, Dato che i caratteri alfabetici esprimono,
si pu, senza voler offendere gli abitanti di nello stesso tempo, i nomi delle cose, il loro
Quimper e di Samaria, negare lesistenza di numero, le date degli avvenimenti, le idee
una lingua madre. degli uomini, essi divennero ben presto dei
Non si potrebbe, senza offendere nes- misteri agli occhi stessi di coloro che aveva-
suno, ipotizzare che lalfabeto abbia avuto no inventato quei segni. I Caldei, i Siriaci,
origine da grida e interiezioni? I bambini gli Egizi attribuirono qualcosa di divino
piccoli dicono da s, ha he quando vedono alla combinazione delle lettere e al modo di
un oggetto che li incuriosisce; hi hi quando pronunciarle. Credettero che i nomi signifi-
piangono; hu hu, hu hu, quando si diverto- cassero per se stessi e che avessero in s una
no; ahi quando vengono percossi; anche se forza, una virt segreta. Arrivavano addirit-
non bisogna percuoterli. tura ad affermare che il nome che signifi-
Quanto ai due bambini che il re dEgitto, cava potenza fosse, per sua natura, potente;
Psammetico (che non una parola egizia) quello che esprimeva angelo fosse angelico;
fece allevare per sapere quale fosse la lingua quello che comunicava lidea di Dio fosse
originaria, non molto probabile che essi sia divino. Questa scienza dei caratteri scivol
siano messi a gridare entrambi bec bec per inevitabilmente nella magia: nessuna ope-
avere da mangiare [Erodoto, II, 2]. razione magica senza lettere dellalfabeto15.
Dalle interiezioni formate da vocali, inna- La porta di tutte le scienze divenne quella
te nei bambini quanto il gracidare lo nelle di tutti gli errori; i maghi di tutti i paesi se
rane, a un alfabeto completo, il passo non ne servirono per orientarsi nel labirinto che
tanto lungo come si potrebbe credere. Biso- si erano costruiti e nel quale agli altri uo-
gna pure che una madre comunichi al suo mini non era concesso di entrare. Il modo
bambino lequivalente di vieni, tieni, prendi, di pronunciare vocali e consonanti divenne
taci, avvicinati, vattene: tali parole non rap- il pi profondo dei misteri, e spesso il pi
presentano niente, non raffigurano niente; terribile. Ci fu un modo di pronunciare Jah-
ma si lasciano intendere con un gesto. v, nome di Dio presso i Siriaci e gli Egizi,
Da questi informi rudimenti, lunghissi- grazie al quale si poteva far cadere un uomo
ma la strada per arrivare alla sintassi. Mi morto stecchito.
strabilia pensare che, da quellunica parola San Clemente Alessandrino riferisce i
vieni, si debba, un giorno, arrivare a dire: che Mos fece morire istantaneamente il
Sarei venuto, cara madre, con grande pia- re dEgitto Nechefre, sussurrandogli quel
cere, e avrei obbedito ai vostri ordini che nome nellorecchio, e che, in seguito, lo ri-
mi saranno sempre cari, se correndo verso suscit pronunciando la stessa parola. San
di voi non avessi fatto un capitombolo e una Clemente Alessandrino molto preciso,
spina del vostro giardino non mi si fosse fic- cita il proprio autore, il dotto Artapan: e chi
cata nella gamba sinistra. mai potrebbe contestare la testimonianza
Alla mia immaginazione stupefatta pare dArtapan?
che ci siano voluti secoli per mettere insieme Nulla fren tanto il progresso dello spiri-
questa frase, e molti altri secoli per enun- to umano quanto codesta profonda scienza
ciarla. Sarebbe, qui, il luogo per dire, o cer- dellerrore, nata presso i popoli asiatici in-

i
Stromata o Tappeti, lib. I. [Si veda la voce Geo- 15
Si veda la voce A.
va. Artapanos, o Artapan, di Alessandria citato pi
avanti era uno storico ebreo del II sec. a.C.]
abc, ou alphabet 24 abbaye

humain que cette profonde science de ler- Enfin lalphabet fut lorigine de toutes les
reur, ne chez les Asiatiques avec lorigine connaissances de lhomme, et de toutes ses
des vrits. Lunivers fut abruti par lart sottises.
mme qui devait lclairer.
Vous en voyez un grand exemple dans
Origne, dans Clment dAlexandrie, Abbaye
dans Tertullien, etc. Origne dit surtout Section I
expressment: Si en invoquant Dieu, ou
en jurant par lui, on le nomme le Dieu Cest une communaut religieuse gouverne
dAbraham, dIsaac, et de Jacob, on fera, par un abb ou une abbesse.
par ces noms, des choses dont la nature et Ce nom dabb, abbas en latin et en
la force sont telles, que les dmons se sou- grec, abba en syrien et en chalden, vient
mettent ceux qui les prononcent; mais de lhbreu ab, qui veut dire pre. Les doc-
si on le nomme dun autre nom, comme teurs juifs prenaient ce titre par orgueil;
Dieu de la mer bruyante, Dieu supplanta- cest pourquoi Jsus disait ses disciples:
teur, ces noms seront sans vertu: le nom Nappelez personne sur la terre votre pre,
dIsral traduit en grec ne pourra rien car vous navez quun pre qui est dans les
oprer; mais prononcez-le en hbreu, avec cieux.ii
les autres mots requis, vous oprerez la Quoique saint Jrme se soit fort emport
conjuration.i contre les moines de son tempsiii, qui, mal-
Le mme Origne dit ces paroles remar- gr la dfense du Seigneur, donnaient ou
quables: Il y a des noms qui ont naturel- recevaient le titre dabb, le sixime concile
lement de la vertu: tels sont ceux dont se de Parisiv dcide que, si les abbs sont des
servent les sages parmi les gyptiens, les pres spirituels, et sils engendrent au Sei-
mages en Perse, les brachmanes dans lInde. gneur des fils spirituels, cest avec raison
Ce quon nomme magie nest pas un art quon les appelle abbs.
vain et chimrique, ainsi que le prtendent Daprs ce dcret, si quelquun a mrit le
les stociens et les picuriens: le nom de titre dabb, cest assurment saint Benot,
Sabaoth, celui dAdona, nont pas t faits qui, lan 529, fonda sur le Mont-Cassin, dans
pour des tres crs; mais ils appartiennent le royaume de Naples, sa rgle si minente
une thologie mystrieuse qui se rapporte en sagesse et en discrtion, et si grave, si
au Crateur; de l vient la vertu de ces noms claire, lgard du discours et du style. Ce
quand on les arrange et quon les prononce sont les propres termes du pape saint Gr-
selon les rgles, etc. goirev, qui ne manque pas de faire mention
Ctait en prononant des lettres selon la du privilge singulier dont Dieu daigna
mthode magique quon forait la lune de gratifier ce saint fondateur: cest que tous
descendre sur la terre. Il faut pardonner les bndictins qui meurent au Mont-Cas-
Virgile davoir cru ces inepties, et den sin sont sauvs. Lon ne doit donc pas tre
avoir parl srieusement dans sa huitime surpris que ces moines comptent seize mille
glogue: saints canoniss de leur ordre. Les bndic-
tines prtendent mme quelles sont aver-
Carmina vel clo possunt deducere lunam. ties de lapproche de leur mort par quelque
On fait avec des mots tomber la lune bruit nocturne quelles appellent les coups
 en terre. de saint Benot.

i iv
Origne contre Celse, n. 202. Liv. I, chap. XXXVII.
ii v
Matthieu, chap. XXIII, v. 9. Dialog., liv. II, chap. VIII.
iii
Liv. II, sur lptre aux Galates.
abc, o alfabeto 25 abbazia

sieme al germe della verit. Luniverso rin- le conoscenze delluomo e di tutte le sue
cretin proprio a causa dellarte che avrebbe stupidaggini.
dovuto illuminarlo.
Se ne trovano esempi clamorosi in Orige-
ne, in Clemente Alessandrino, in Tertullia- Abbazia
no, ecc. Origene, in particolare, dice espli- Sezione i
citamente: Se invocando Dio, o giurando
sul suo nome, si nomina il Dio di Abramo, una comunit religiosa diretta da un abate
dIsacco e di Giacobbe, si compiranno certe o da una badessa.
cose grazie a questi nomi, la cui forza e na- Il nome abate, abbas in latino e in greco,
tura sono tali che i demoni si sottomettono abba in siriaco e in caldaico, deriva dalle-
a chi li pronuncia; ma se vengono nominati braico ab, che vuol dire padre. I dottori
con un altro nome, come Dio del mare ar- ebrei assumevano questo titolo per presun-
dente, soppiantatore, questi nomi si rivelano zione; per questo che Ges diceva ai suoi
senza efficacia. Il nome di Israele tradotto in discepoli: Non chiamate padre nessuno su
greco non potr fare nulla; ma pronunciate- questa terra, perch avete un solo padre che
lo in ebraico, con le altre parole richieste, ed sta nei cieliii.
opererete lo scongiuroi. Bench san Girolamo si sia molto adira-
Lo stesso Origene scrive queste parole de- to contro i monaci dei suoi tempiiii, i quali,
gne di nota: Ci sono nomi che sono efficaci malgrado il divieto del Signore, davano o ri-
per natura, come i quelli di cui si servono i cevevano il titolo di abate, il sesto concilio di
sapienti in Egitto, i maghi in Persia, i bra- Parigiiv stabilisce che, se gli abati sono padri
mini in India. Quella che viene chiamata spirituali, e se generano per il Signore figli
magia non unarte vana e chimerica come spirituali, giusto chiamarli abati.
sostengono gli stoici e gli epicurei: n il Dopo questo decreto, se qualcuno ha me-
nome di Sabaoth, n quello di Adonai sono ritato il titolo di abate, costui sicuramente
mai stati fatti per esseri creati, ma apparten- san Benedetto, il quale, nel 529, a Monte
gono a una teologia misteriosa che riguarda Cassino, nel regno di Napoli, fond la pro-
il Creatore: da ci deriva la virt di questi pria regola, cos eminente per saggezza e
nomi quando vengono articolati e pronun- discernimento, e cos severa, cos chiara per
ciati secondo le regole, ecc.. quanto concerne il dettato e lo stile. Queste
sono le parole esatte di papa san Gregoriov,
Pronunciando alcune lettere secondo
il quale non manca di fare menzione del
il metodo magico, si costringeva la luna a
singolare privilegio con cui Dio si degn
scendere sulla terra. Bisogna perdonare a
di gratificare quel santo fondatore: e cio,
Virgilio di aver creduto a queste stupidaggi-
che tutti i benedettini che muoiono a Monte
ni e di averne parlato seriamente nellottava
Cassino si salvano. Non ci si deve stupire,
egloga (v. 69)
dunque, se quei monaci annoverano nel
Carmina vel clo possunt deducere lunam. proprio ordine sedicimila santi canonizzati.
Con parole la luna viene fatta cadere Le benedettine sostengono addirittura che
 sulla terra. vengono avvertite dellapprossimarsi della
propria morte da qualche rumore notturno
Insomma, lalfabeto fu lorigine di tutte che esse chiamano i colpi di san Benedetto.

i
Origene, Contro Celso, n. 202. [Il rimando, pe- passi, e alcuni altri vengono nuovamente citati (con
raltro errato, ledizione del Contra celsum pubbli- gli stessi riferimenti sbagliati).]
ii
cata a Cambridge nel 1677, con traduzione (Voltaire Mt 23, 9. [Si veda la voce Apostoli, dove questo
non leggeva il greco). Cfr. ledizione italiana: Orige- passo evangelico citato per esteso.]
iii
ne, Contro Celso, Torino, UTET, 1971, V, 45, p. 461, Lib. II, sullEpistola ai Galati.
iv
e, per la citazione successiva, I, 24, p. 67. Si veda la Lib. I, cap. 37.
v
voce Religione, Terzo quesito, dove questi stessi Dialoghi, lib. II, cap. 8.
abbaye 26 abbaye

On peut bien croire que ce saint abb ne abbayes de filles. Un saint vque de Lyon,
stait pas oubli lui-mme en demandant nomm Eucher, tant en oraison, fut ravi
Dieu le salut de ses disciples. En cons- en esprit, et men par un ange en enfer o
quence, le samedi 21 mars 543, veille du il vit Charles Martel, et apprit de lange que
dimanche de la Passion, qui fut le jour de sa les saints dont ce prince avait dpouill les
mort, deux moines, dont lun tait dans le glises, lavaient condamn brler ter-
monastre, lautre en tait loign, eurent la nellement en corps et en me. Saint Eucher
mme vision. Ils virent un chemin couvert crivit cette rvlation Boniface, vque de
de tapis, et clair dune infinit de flam- Mayence, et Fulrad, archichapelain de P-
beaux, qui stendaient vers lorient depuis pin le Bref, en les priant douvrir le tombeau
le monastre jusquau ciel. Un personnage de Charles Martel, et de voir si son corps
vnrable y paraissait, qui leur demanda y tait. Le tombeau fut ouvert; le fond en
pour qui tait ce chemin. Ils dirent quils tait tout brl, et on ny trouva quun gros
nen savaient rien. Cest, ajouta-t-il, par o serpent qui en sortit avec une fume puante.
Benot, le bien-aim de Dieu, est mont au Boniface iii eut lattention dcrire
ciel. Ppin le Bref et Carloman toutes ces cir-
Un ordre dans lequel le salut tait si as- constances de la damnation de leur pre;
sur stendit bientt dans les autres tats, et Louis de Germanie stant empar, en
dont les souverains se laissaient persuaderi 858, de quelques biens ecclsiastiques, les
quil ne sagissait, pour tre sr dune place vques de lassemble de Crcy lui rappe-
au paradis, que de sy faire un bon ami; lrent dans une lettre toutes les particula-
et quon pouvait racheter les injustices les rits de cette terrible histoire, en ajoutant
plus criantes, les crimes les plus normes, quils les tenaient de vieillards dignes de foi,
par des donations en faveur des glises. et qui en avaient t tmoins oculaires.
Pour ne parler ici que de la France, on lit Saint Bernard, premier abb de Clairvaux
dans les Gestes du roi Dagobert, fondateur en 1115, avait pareillement eu rvlation que
de labbaye de Saint-Denis, prs Parisii, tous ceux qui recevraient lhabit de sa main
que ce prince tant mort fut condamn au seraient sauvs. Cependant le pape Urbain
jugement de Dieu, et quun saint ermite II, dans une bulle de lan 1092, ayant donn
nomm Jean, qui demeurait sur les ctes de labbaye du Mont-Cassin le titre de chef
la mer dItalie, vit son me enchane dans de tous les monastres, parce que de ce
une barque, et des diables qui la rouaient lieu mme la vnrable religion de lordre
de coups, en la conduisant vers la Sicile, o monastique sest rpandue du sein de Benot
ils devaient la prcipiter dans les gouffres comme dune source de paradis, lempereur
du mont Etna; que saint Denis avait tout Lothaire lui confirma cette prrogative par
coup paru dans un globe lumineux, prcd une charte de lan 1137 qui donne au mo-
des clairs et de la foudre, et quayant mis nastre du Mont-Cassin la prminence de
en fuite ces malins esprits, et arrach cette pouvoir et de gloire sur tous les monastres
pauvre me des griffes du plus acharn, il qui sont ou qui seront fonds dans tout
lavait porte au ciel en triomphe. lunivers, et veut que les abbs et les moines
Charles Martel, au contraire, fut damn de toute la chrtient lui portent honneur
en corps et en me, pour avoir donn des et rvrence.
abbayes en rcompense ses capitaines, Pascal II, dans une bulle de lan 1113,
qui, quoique laques, portrent le titre adresse labb du Mont-Cassin, sexprime
dabbs comme des femmes maries eurent en ces termes: Nous dcernons que vous,
depuis celui dabbesses, et possdrent des ainsi que tous vos successeurs, comme sup-

i iii
Mzerai, t. I, p. 225. Mzerai, t. I, p. 331.
ii
Chap. XXXVII.
abbazia 27 abbazia

C da credere che questo santo, chieden- di nome Eucherio, mentre stava pregando,
do a Dio la salvezza per i propri discepoli, venne rapito in spirito e condotto da un an-
non abbia dimenticato se stesso. Di conse- gelo allinferno, dove vide Carlo Martello
guenza, sabato 21 marzo 543, vigilia della e apprese dallangelo che i santi di cui quel
domenica della Passione, giorno in cui egli principe aveva spogliato le Chiese laveva-
mor, due monaci che si trovavano uno nel no condannato a bruciare, corpo e anima,
monastero e laltro lontano da esso, ebbero per leternit. SantEucherio inform per
la medesima visione. Videro una passerella iscritto Bonifacio, vescovo di Magonza, e
coperta di tappeti e illuminata da uninfini- Fulrado, arcicappellano di Pipino il Breve,
t di fiaccole, che si perdevano verso oriente, di questa rivelazione, pregandoli di aprire
dal monastero fino in cielo. Apparve un per- la tomba di Carlo Martello e di verificare se
sonaggio venerabile, il quale chiese loro per vi si trovasse ancora il suo corpo. La tomba
chi fosse quella passerella. Loro dissero che venne aperta; il fondo era tutto bruciato, e
non lo sapevano. da l aggiunse quel- vi fu trovato solo un grosso serpente che ne
lo che Benedetto, il beneamato da Dio, usc tra fumi puzzolenti.
salito in cielo. Bonifacioiii ebbe la delicatezza di riferire
Un ordine nel quale la salvezza era cos per iscritto a Pipino il Breve e a Carlomanno
certa si diffuse ben presto negli altri Stati, tutti i dettagli della dannazione del loro pa-
i cui sovrani si lasciavano convincerei che dre; e siccome Ludovico di Germania si era
si trattava solo di diventarne buoni amici, impadronito, nell858, di alcune propriet
per assicurarsi un posto in paradiso; e che si ecclesiastiche, i vescovi dellassemblea di
potevano riscattare le ingiustizie pi clamo- Crcy, con una lettera, gli rammentarono
rose, i delitti pi gravi, con donazioni alle tutti i particolari di quella terribile storia,
Chiese. Tanto per limitarci, qui, a parlare aggiungendo che li avevano appresi da alcu-
solo della Francia, nelle Gesta di re Dago- ni vecchi degni di fede, i quali ne erano stati
berto, fondatore dellabbazia di San Dioni- testimoni oculari.
gi, vicino a Parigiii, si legge che, una volta Anche a San Bernardo, primo abate di
morto, questo principe venne condannato Chiaravalle nel 1115, era stato rivelato che
dal giudizio di Dio e un santo eremita di quanti avrebbero ricevuto labito dalle sue
nome Giovanni, che abitava sulle rive del proprie mani si sarebbero salvati. Tuttavia
mare dItalia, vide la sua anima incatenata siccome Papa Urbano II, in una bolla del
in una barca e dei diavoli che la martoriava- 1092, aveva concesso allabbazia di Monte
no di botte, mentre la conducevano verso Cassino il titolo di capo di tutti i monasteri,
la Sicilia, dove dovevano scaraventarla negli perch proprio da l la venerabile dottrina
abissi del monte Etna; ma allimprovviso era dellordine monastico scaturita dal seno
apparso san Dionigi dentro un globo lumi- di Benedetto come da una fonte paradisiaca,
noso, preceduto da lampi e folgori, e, dopo limperatore Lotario conferm tale preroga-
aver messo in fuga quegli spiriti malvagi e tiva con una carta del 1137, che conferisce
strappato quella povera anima alle grinfie al monastero di Monte Cassino la superio-
del pi violento, laveva trasportata trionfal- rit di potere e di gloria su tutti gli altri
mente in cielo. monasteri che sono stati o saranno fondati
Carlo Martello, viceversa, fu dannato, nellintero universo, ed esige che gli abati
corpo e anima, per aver distribuito abbazie e i monaci di tutta la cristianit gli portino
come ricompensa ai propri capitani, i qua- rispetto e reverenza.
li, bench laici, portarono il titolo di abate Pasquale II, in una bolla del 1113, indi-
come certe donne sposate ottennero, pi rizzata allabate di Monte Cassino, si espri-
tardi, quello di badessa e disposero di ab- me nei seguenti termini: Noi concediamo
bazie femminili. Un santo vescovo di Lione, che voi, come pure tutti i vostri successori,
i iii
Mzeray, t. I, p. 225. Mzeray, t. I, p. 331.
ii
Capitolo 37.
abbaye 28 abbaye

rieur tous les abbs, vous ayez sance dans complaisance que saint Benot, son arrive
toute assemble dvques ou de princes, et au Mont-Cassin, avait prouve de la part de
que dans les jugements vous donniez votre saint Martin ermite, qui lui cda la place dont
avis avant tous ceux de votre ordre. Aussi il tait en possession, et se retira au Mont-
labb de Cluny ayant os se qualifier abb Marsique, proche de la Carniole; au contraire
des abbs, dans un concile tenu Rome lan le bndictin Ambroise Cajetan, dans un
1116, le chancelier du pape dcida que cette gros ouvrage fait exprs, a prtendu reven-
distinction appartenait labb du Mont- diquer les jsuites lordre de saint Benot.
Cassin; celui de Cluny se contenta du titre Le relchement qui a toujours rgn dans
dabb cardinal, quil obtint depuis de Calixte le monde, mme parmi le clerg, avait dj
II, et que labb de la Trinit de Vendme et fait imaginer saint Basile, ds le IVe sicle,
quelques autres se sont ensuite arrog. de rassembler sous une rgle les solitaires
Le pape Jean XX, en 1326, accorda mme qui staient disperss dans les dserts pour
labb du Mont-Cassin le titre dvque, y suivre la loi; mais, comme nous le verrons
dont il fit les fonctions jusquen 1367; mais larticle Qute, les rguliers ne lont pas
Urbain V ayant alors jug propos de lui toujours t: quant au clerg sculier, voici
retrancher cette dignit, il sintitule sim- comme en parlait saint Cyprien ds le IIIe
plement dans les actes: Patriarche de la siclei. Plusieurs vques, au lieu dexhor-
sainte religion, abb du saint monastre de ter les autres et de leur montrer lexemple,
Cassin, chancelier et grand chapelain de ngligeant les affaires de Dieu, se char-
lempire romain, abb des abbs, chef de la geaient daffaires temporelles, quittaient
hirarchie bndictine, chancelier collatral leur chaire, abandonnaient leur peuple,
du royaume de Naples, comte et gouverneur et se promenaient dans dautres provinces
de la Campanie, de la terre de Labour, et pour frquenter les foires, et senrichir par
de la province maritime, prince de la paix. le trafic. Ils ne secouraient point les frres
Il habite avec une partie de ses officiers qui mouraient de faim; ils voulaient avoir
San Germano, petite ville au pied du Mont- de largent en abondance, usurper des terres
Cassin, dans une maison spacieuse o tous par de mauvais artifices, tirer de grands pro-
les passants, depuis le pape jusquau dernier fits par des usures.
mendiant, sont reus, logs, nourris, et trai- Charlemagne, dans un crit o il rdige ce
ts suivant leur tat. Labb rend chaque jour quil voulait proposer au parlement de 811,
visite tous ses htes, qui sont quelquefois sexprime ainsi: Nous voulons connatre
au nombre de trois cents. Saint Ignace, en les devoirs des ecclsiastiques, afin de ne
1538, y reut lhospitalit; mais il fut log leur demander que ce qui est permis, et
sur le Mont-Cassin, dans une maison nom- quils ne nous demandent que ce que nous
me lAlbanette, six cents pas de labbaye devons accorder. Nous les prions de nous
vers loccident. Ce fut l quil composa son expliquer nettement ce quils appellent
clbre institut; ce qui fait dire un domini- quitter le monde, et en quoi lon peut dis-
cain, dans un ouvrage latin intitul la Tour- tinguer ceux qui le quittent de ceux qui y
terelle de lme, quIgnace habita quelques demeurent; si cest seulement en ce quils
mois cette montagne de contemplation, et ne portent point les armes et ne sont pas
que, comme un autre Mose et un autre maris publiquement: si celui-l a quitt le
lgislateur, il y fabriqua les secondes tables monde qui ne cesse tous les jours daugmen-
des lois religieuses, qui ne le cdent en rien ter ses biens par toutes sortes de moyens,
aux premires. en promettant le paradis et menaant de
A la vrit ce fondateur des jsuites ne lenfer, et employant le nom de Dieu ou de
trouva pas dans les bndictins la mme quelque saint pour persuader aux simples

i
De lapsis.
abbazia 29 abbazia

in quanto superiore a tutti gli abati, abbiate vole delle leggi religiose, in nulla inferiori
un seggio in ogni assemblea di vescovi o di alle prime.
principi, e che nelle decisioni esprimiate il Per la verit, il fondatore dei gesuiti non
vostro parere prima di tutti quelli del vo- trov tra i benedettini la stessa compiacen-
stro ordine. Pertanto, quando labate di za che san Benedetto, al suo arrivo a Monte
Cluny os definirsi abate degli abati, duran- Cassino, aveva incontrato da parte di san
te un concilio tenutosi a Roma nel 1116, il Martino eremita, il quale gli cedette il pro-
cancelliere del papa stabil che tale distin- prio posto e si ritir sul Monte Marsico in
zione spettasse allabate di Monte Cassino; Carniola; il benedettino Ambrogio Castani,
quello di Cluny si accontent del titolo di invece, in un grosso volume scritto apposta,
abate cardinale, che ottenne in seguito da ha preteso di rivendicare i gesuiti allordine
Callisto II, e che successivamente labate di san Benedetto.
della Trinit di Vendme e alcuni altri si Fin dal IV secolo, a rilassatezza che ha
sono arrogati. sempre regnato in questo mondo, anche
Nel 1326, papa Giovanni XX concesse tra il clero, aveva gi indotto san Basilio a
allabate di Monte Cassino anche il titolo pensare di riunire sotto una regola i solitari
di vescovo, ricoprendone la funzione fino al che si erano sparpagliati nei deserti per se-
1367; siccome per Urbano V ritenne allora guirvi la legge; ma, come vedremo alla voce
opportuno togliergli tale dignit, negli atti Questua, i regolari non sono mai stati tali:
egli si definisce con semplicit: Patriarca quanto al clero secolare, ecco come ne par-
della santa religione, abate del santo mo- lava san Cipriano fin dal III secoloi. Invece
nastero di Cassino, cancelliere e grande di esortare gli altri e esser loro di esempio,
molti vescovi trascurando gli affari di Dio, si
cappellano dellimpero romano, abate de-
occupavano di affari temporali, lasciavano
gli abati, capo della gerarchia benedettina,
la propria cattedra, abbandonavano il loro
cancelliere collaterale del regno di Napoli,
popolo e andavano in giro per altre provin-
conte e governatore della Campania, della ce per frequentare le fiere e arricchirsi con i
Terra di Lavoro e della provincia marittima, traffici. Non soccorrevano i fratelli che mo-
principe della pace. rivano di fame; volevano possedere danaro
Egli abita con una parte dei suoi ufficia- in abbondanza, usurpare terre con losche
li a San Germano, piccola citt ai piedi di manovre, trarre grandi profitti con lusura.
Monte Cassino, in una grande casa, dove In uno scritto in cui espone ci che inten-
tutti i passanti, dal papa fino allultimo deva proporre al parlamento nell811, Carlo
mendicante, vengono ricevuti, alloggiati, Magno si esprime cos: Vogliamo conosce-
nutriti e trattati conformemente alla loro re i doveri degli ecclesiastici, onde chiedere
condizione. Labate fa quotidianamente loro soltanto ci che permesso, e affinch
visita a tutti i suoi ospiti, che talvolta rag- ci chiedano soltanto ci che dobbiamo con-
giungono il numero di trecento. Nel 1538, cedere. Li preghiamo di spiegarci chiara-
vi fu ospitato SantIgnazio; ma questi al- mente cosa intendano con lasciare il mondo,
loggi a Monte Cassino, in una casa detta e in base a cosa si possano distinguere colo-
lAlbanetta, a seicento passi a ovest dellab- ro che lo lasciano da coloro che vi restano;
bazia. Fu l chegli compose la sua celebre se sia unicamente perch quelli non portano
istituzione16; per questo un domenicano ha armi e non sono sposati pubblicamente: se
potuto dire, in unopera in latino intitola- ha lasciato il mondo colui che continua ogni
ta la Tortora dellanima, che Ignazio abit giorno ad accrescere le proprie ricchezze in
alcuni mesi su quella montagna di contem- tutti i modi, con la promessa del paradiso e
plazione, e che, come un nuovo Mos e un la minaccia dellinferno, e usando il nome di
nuovo legislatore, vi elabor le seconde ta- Dio o di qualche santo per convincere i sem-
i
De lapsis. 16
Voltaire allude alla Christianae Religionis In-
stitutio che Giovanni Calvino pubblic nel 1536.
abbaye 30 abbaye

de se dpouiller de leurs biens, et en priver nait labb Gallois pour un bndictin: Le


leurs hritiers lgitimes, qui par l, rduits bon pre simagine que nous sommes reve-
la pauvret, se croient ensuite les crimes nus ces temps fabuleux o il tait permis
permis, comme le larcin et le pillage; si un moine de dire ce quil voulait.iii
cest avoir quitt le monde que de suivre la
passion dacqurir jusqu corrompre par Section III
argent de faux tmoins pour avoir le bien Ceux qui fuient le monde sont sages; ceux
dautrui, et de chercher des avous et des qui se consacrent Dieu sont respectables.
prvts cruels, intresss, et sans crainte de Peut-tre le temps a-t-il corrompu une si
Dieu.i sainte institution.
Enfin lon peut juger des murs des r- Aux thrapeutes juifs succdrent les
guliers par une harangue de lan 1493, o moines en gypte, idiotai, monoi. Idiot ne
labb Trithme dit ses confrres: Vous, signifiait alors que solitaire: ils firent bientt
messieurs les abbs, qui tes des ignorants corps; ce qui est le contraire de solitaire, et
et ennemis de la science du salut, qui passez qui nest pas idiot dans lacception ordinaire
les journes entires dans les plaisirs impu- de ce terme. Chaque socit de moines lut
diques, dans livrognerie et dans le jeu; qui son suprieur: car tout se faisait la pluralit
vous attachez aux biens de la terre, que des voix dans les premiers temps de lglise.
rpondrez-vous Dieu et votre fondateur On cherchait rentrer dans la libert pri-
saint Benot? mitive de la nature humaine, en chappant
Le mme abb ne laisse pas de prtendre par pit au tumulte et lesclavage inspa-
que de droitii la troisime partie de tous les rables des grands empires. Chaque socit
biens des chrtiens appartient lordre de de moines choisit son pre, son abba, son
Saint-Benot; et que sil ne la pas, cest quon abb, quoiquil soit dit dans lvangile:
la lui a vole. Il est si pauvre, ajoute-t-il, pour Nappelez personne votre pre.iv
le prsent, quil na plus que cent millions Ni les abbs, ni les moines, ne furent
dor de revenu. Trithme ne dit point qui prtres dans les premiers sicles. Ils allaient
appartiennent les deux autres parts; mais par troupes entendre la messe au prochain
comme il ne comptait de son temps que village. Ces troupes devinrent consid-
quinze mille abbayes de bndictins, outre rables; il y eut plus de cinquante mille
les petits couvents du mme ordre, et que moines, dit-on, en gypte.
dans le xvie sicle il y en avait dj trente- Saint Basile, dabord moine, puis vque
sept mille, il est clair par la rgle de pro- de Csare en Cappadoce, fit un code pour
portion que ce saint ordre devrait possder tous les moines au IVe sicle. Cette rgle de
aujourdhui les deux tiers et demi du bien saint Basile fut reue en Orient et en Occi-
de la chrtient, sans les funestes progrs de dent. On ne connut plus que les moines de
lhrsie du dernier sicle. saint Basile; ils furent partout riches; ils se
Pour surcrot de douleurs, depuis le mlrent de toutes les affaires; ils contri-
concordat fait lan 1515 entre Lon X et burent aux rvolutions de lempire.
Franois Ier, le roi de France nommant On ne connaissait gure que cet ordre,
presque toutes les abbayes de son royaume, lorsquau VIe sicle saint Benot tablit une
le plus grand nombre est donn en com- puissance nouvelle au Mont-Cassin. Saint
mande des sculiers tonsurs. Cet usage, Grgoire le Grand assure dans ses dia-
peu connu en Angleterre, fit dire plaisam- loguesv que Dieu lui accorda un privilge
ment, en 1694, au docteur Grgori, qui pre- spcial, par lequel tous les bndictins qui

i iv
Capit. interrog., p. 478, t. VII; Conc., p. 1184. Matthieu, XXIII, 9.
ii v
Fra-Paolo, Trait des bnfices, p. 31. Liv. II, chap. VIII.
iii
Transactions philosophiques.
abbazia 31 abbazia

plici a spogliarsi dei propri beni e privarne i so labate Gallois per un benedettino: Il
loro legittimi eredi, i quali, pertanto, ridotti reverendo padre crede di essere tornato ai
in povert, credono poi che siano permessi tempi favolosi in cui a un monaco era lecito
loro reati come il furto e il saccheggio; se dire tutto quel che volevaiii.
aver lasciato il mondo significhi seguire la
passione di accumulare, fino al punto da Sezione II
corrompere col danaro falsi testimoni per Coloro che fuggono il mondo sono saggi;
ottenere i beni altrui e cercare procuratori e coloro che si consacrano a Dio sono rispet-
magistrati crudeli, interessati e senza timor tabili. Unistituzione tanto santa si , forse,
di Dioi. corrotta col tempo.
In conclusione, si possono giudicare i Ai terapeuti ebrei succedettero, in Egitto,
costumi dei regolari in base a unarringa i monaci, idiotai, monoi. Allepoca, idiota
del 1493, nella quale labate Tritemio dice non significava altro che solitario: in breve
ai propri confratelli: Voi, signori abati, che tempo, essi costituirono un corpo, che
siete ignoranti e nemici della scienza della giusto il contrario di solitario, e che non
salvezza, che trascorrete intere giornate in idiota nel senso corrente del termine. Ogni
piaceri impudichi, nellubriachezza e nel societ di monaci elesse il proprio superio-
gioco, che vi affezionate ai beni terrestri, re, poich nei primi tempi della Chiesa ogni
che cosa risponderete a Dio e al vostro fon- cosa veniva fatta a maggioranza. Si cercava
datore san Benedetto?. di ritrovare loriginaria libert della natura
Lo stesso abate non manca di affermare umana, sfuggendo per motivi religiosi al
che, di dirittoii, la terza parte di tutte le ric- tumulto e alla servit inevitabili nei grandi
chezze dei cristiani appartiene allordine di imperi. Ogni societ di monaci scelse il pro-
san Benedetto, e che se non cos, perch prio padre, il proprio abba, il proprio abate,
gli stata rubata. Esso, aggiunge costui, bench nel Vangelo si dica: Non chiamate
attualmente cos povero che gode soltanto nessuno vostro padreiv.
di una rendita di cento milioni doro. Tri- Nei primi secoli, n gli abati, n i mo-
temio non dice a chi appartengano gli altri naci erano sacerdoti. Si recavano a gruppi
due terzi; ma, considerato che ai suoi tempi nei villaggi vicini per assistere alla messa.
cerano solo quindicimila abbazie di bene- Questi gruppi divennero considerevoli; vi
dettini, oltre ai piccoli conventi dello stes- furono, si dice, pi di cinquantamila monaci
so ordine, e che nel XVI secolo ce nerano in Egitto.
gi trentasettemila, chiaro che, propor- Nel IV secolo, San Basilio, dapprima mo-
zionalmente, oggi, questo santo ordine, se naco, poi vescovo di Cesarea in Cappado-
non fosse per i funesti progressi delleresia cia, promulg un codice per tutti i monaci.
negli ultimi centanni, dovrebbe possede- La regola di san Basilio venne accolta sia
re i due terzi e mezzo della ricchezza della in Oriente che in Occidente. Non ci fu-
cristianit. rono pi altro che i monaci di san Basilio;
E per colmo delle afflizioni, in seguito al ovunque erano ricchi; simmischiavano in
concordato stipulato nel 1515 tra Leone X tutti gli affari; contribuirono ai rivolgimenti
e Francesco I, avendo il re di Francia prov- dellimpero.
veduto a distribuire tutte le abbazie del pro- Esisteva quasi solo questordine, quando,
prio regno, la maggior parte stata affidata nel VI secolo, san Benedetto fond una nuo-
a secolari tonsurati. Nel 1694, questusanza, va potenza a Monte Cassino. San Gregorio
poco diffusa in Inghilterra, fece dire scher- Magno assicura nei suoi dialoghiv che Dio
zosamente al dottor Gregory, che aveva pre- gli accord un privilegio speciale, in virt

i iii
Capit. interrog., p. 478, t. VII; Conc., p. 1184. Philosophical Transactions. [Di David Gregory]
ii iv
Fra Paolo, Trattato dei benefici, p. 31. [Si veda il Mt 23, 9.
v
Trattato delle immunit delle chiese di Paolo Sarpi.] Lib. II, cap. 8.
abbaye 32 abbaye

mourraient au Mont-Cassin seraient sauvs. vous souhaitez quils en aient quatre-vingt-


En consquence, le pape Urbain II, par une dix! je vous supplie de vouloir bien mexpli-
bulle de 1092, dclara labb du Mont-Cas- quer cette nigme.
sin chef de tous les monastres du monde. Jeus lhonneur de lui rpondre sur-le-
Pascal II lui donna le titre dabb des abbs. champ: Mon cher monsieur, il y avait au-
Il sintitule patriarche de la sainte religion, trefois un jeune homme qui on proposait
chancelier collatral du royaume de Sicile, dpouser une femme de soixante ans, qui
comte et gouverneur de la Campanie, prince lui donnerait tout son bien par testament:
de la paix, etc., etc., etc. il rpondit quelle ntait pas assez vieille.
Tous ces titres seraient peu de chose, LAllemand entendit mon nigme.
sils ntaient soutenus par des richesses Il faut savoir quen 1575i on proposa dans
immenses. le conseil de Henri III, roi de France, de
Je reus, il ny a pas longtemps, une lettre faire riger en commendes sculires toutes
dun de mes correspondants dAllemagne; les abbayes de moines, et de donner les com-
la lettre commence par ces mots: Les abbs mendes aux officiers de sa cour et de son
princes de Kempten, Elvangen, Eudertl, arme: mais comme il fut depuis excommu-
Murbach, Berglesgaden, Vissembourg, ni et assassin, ce projet neut pas lieu.
Prum, Stablo, Corvey, et les autres abbs Le comte dArgenson, ministre de la
qui ne sont pas princes, jouissent ensemble guerre, voulut en 1750 tablir des pensions
denviron neuf cent mille florins de revenu, sur les bnfices en faveur des chevaliers de
qui font deux millions cinquante mille livres
lordre militaire de Saint-Louis; rien ntait
de votre France au cours de ce jour. De l je
plus simple, plus juste, plus utile: il nen put
conclus que Jsus-Christ ntait pas si son
venir bout. Cependant sous Louis XIV, la
aise queux.
Je lui rpondis: Monsieur, vous mavoue- princesse de Conti avait possd labbaye de
rez que les Franais sont plus pieux que les Saint-Denis. Avant son rgne, les sculiers
Allemands dans la proportion de quatre et possdaient des bnfices; le duc de Sully,
seize quarante-unimes lunit; car nos huguenot, avait une abbaye.
seuls bnfices consistoriaux de moines, Le pre de Hugues-Capet ntait riche que
cest--dire ceux qui payent des annates au par ses abbayes, et on lappelait Hugues lab-
pape, se montent neuf millions de rente, b. On donnait des abbayes aux reines pour
quarante-neuf livres dix sous le marc avec leurs menus plaisirs. Ogine, mre de Louis
le remde; et neuf millions sont deux mil- dOutremer, quitta son fils, parce quil lui
lions cinquante mille livres, comme un est avait t labbaye de Sainte-Marie de Laon,
quatre et seize quarante-unimes. De l pour la donner sa femme Gerberge. Il y a
je conclus quils ne sont pas assez riches, des exemples de tout. Chacun tache de faire
et quil faudrait quils en eussent dix fois servir les usages, les innovations, les lois an-
davantage. Jai lhonneur dtre, etc. ciennes abroges, renouveles, mitiges, les
Il me rpliqua par cette courte lettre: chartes ou vraies ou supposes, le pass, le
Mon cher monsieur, je ne vous entends prsent, lavenir, semparer des biens de ce
point; vous trouvez sans doute avec moi que monde; mais cest toujours la plus grande
neuf millions de votre monnaie sont un peu gloire de Dieu. Consultez lApocalypse de
trop pour ceux qui font vu de pauvret; et Mliton par lvque de Belley.

i
Chopin, De sacra Politia, lib. VI.
abbazia 33 abbazia

del quale tutti i benedettini che fossero Ebbi lonore di rispondergli immedia-
morti a Monte Cassino si sarebbero salvati. tamente: Caro signore, cera una volta un
Di conseguenza, papa Urbano II, con una giovane cui fu proposto di sposare una don-
bolla del 1092, dichiar labate di Monte na di sessantanni, che gli avrebbe lasciato
Cassino capo di tutti i monasteri del mon- tutta la propria fortuna per testamento: egli
do. Pasquale II gli confer il titolo di abate rispose che non era abbastanza vecchia. Il
degli abati. Egli chiama se stesso patriarca Tedesco comprese il mio enigma.
della santa religione, cancelliere collaterale
Bisogna sapere che, nel 1575i, venne pro-
del regno di Sicilia, conte e governatore della
Campania, principe della pace, ecc., ecc., ecc. posto da parte del consiglio di Enrico III,
Tutti questi titoli sarebbero poca cosa, se re di Francia, di trasformare in commende
non fossero sostenuti da immense ricchezze. secolari tutte le abbazie di monaci, e di dare
Non molto tempo fa, ricevetti una lettera tali commende agli ufficiali della sua corte
da uno dei miei corrispondenti tedeschi; la e del suo esercito: siccome, per, egli venne
lettera comincia con le seguenti parole: Gli poi scomunicato e assassinato, il progetto
abati principi di Kempten, Elvangen, Eu- non ebbe seguito.
dertl, Murbach, Berglesgaden, Vissemburg, Nel 1750, il conte dArgenson, ministro
Prum, Stablo, Corvey, e gli altri abati che della guerra, volle istituire delle pensioni sui
non sono principi, godono nel complesso di benefici in favore dei cavalieri dellordine
circa novecentomila fiorini di rendita, che militare di San Luigi; nulla di pi sempli-
corrispondono a due milioni e cinquanta- ce, di pi giusto, di pi utile: non ne pot
mila lire della vostra Francia al corso attua-
venire a capo. Tuttavia, sotto Luigi XIV, la
le. Ne deduco che Ges Cristo non fosse
agiato quanto costoro. principessa di Conti possedeva labbazia di
Gli risposi: Signore, riconoscerete che i San Dionigi. Prima del suo regno, i secolari
Francesi sono pi pii dei Tedeschi in una possedevano dei benefici; il duca di Sully,
proporzione di quattro e sedici quarantune- ugonotto, aveva unabbazia.
simi17 a uno; infatti, i nostri benefici conci- Il padre di Ugo Capeto era ricco uni-
storiali dei monaci, ossia quelli che pagano camente grazie alle sue abbazie, e veniva
annate al papa, ammontano a nove milioni chiamato Ugo labate. Alle regine venivano
di rendita, a quarantanove lire e dieci soldi il conferite abbazie per le loro piccole spese.
marco con il rimedio18; e nove milioni stan- Ogino, madre di Luigi dOltremare, lasci
no a due milioni e cinquantamila lire come il proprio figlio, perch questi laveva pri-
uno sta a quattro e sedici quarantunesimi. vata dellabbazia di Santa Maria di Laon,
Ne deduco che essi non sono tanto ricchi, e per darla alla propria moglie Gerberga. Si
che bisognerebbe che ne avessero dieci volte
trovano esempi di qualunque cosa. Ognuno
di pi. Ho lonore di essere, ecc..
Mi replic con questa breve lettera: Caro cerca di piegare le usanze, le innovazioni, le
signore, non vi capisco; concordate certa- antiche leggi abrogate, rinnovate, mitigate,
mente con me che nove milioni della vostra i documenti veri o contraffatti, il passato, il
moneta sono un po troppi per chi fa voto presente, il futuro, per impossessarsi delle
di povert, e poi auspicate che ne abbiano ricchezze di questo mondo; ma sempre a
novanta! Vi prego di volermi gentilmente maggior gloria di Dio. Consultate lApoca-
chiarire questo enigma. lisse di Melitone del vescovo di Belley19.

i
Chopin, De sacra Politia, lib. VI. [Ren Choppin 18
Il rimedio (remde) era la quantit di lega che
public questopera nel 1577, ma essa si compone poteva essere aggiunta nella fabbricazione di mo-
di soli tre libri.] neta doro e dargento al di l dei limiti prescritti
17
Cos si legge Moland, ma in Questions sur per legge.
lEncyclopdie, 1770, si legge: quatre et un vingtime 19
Jean-Pierre Camus; si vedano le voci Apocalisse
lunit, ossia quattro e un ventesimo a uno. e Beni della Chiesa.
abb 34 abeilles

Abb engraisser de la substance des malheureux:


tremblez que le jour de la raison narrive.
O allez-vous, Monsieur labb? etc.i Savez-
vous bien quabb signifie pre? si vous le
devenez, vous rendez service ltat; vous Abeilles
faites la meilleure uvre sans doute que
puisse faire un homme; il natra de vous un Les abeilles peuvent paratre suprieures
tre pensant. Il y a dans cette action quelque la race humaine, en ce quelles produisent de
chose de divin. leur substance une substance utile, et que de
Mais si vous ntes monsieur labb que toutes nos scrtions il ny en a pas une seule
pour avoir t tonsur, pour porter un petit qui soit bonne rien, pas une seule mme
collet, un manteau court, et pour attendre qui ne rende le genre humain dsagrable.
un bnfice simple, vous ne mritez pas le Ce qui ma charm dans les essaims qui
nom dabb. sortent de la ruche, cest quils sont beau-
Les anciens moines donnrent ce nom au coup plus doux que nos enfants qui sortent
suprieur quils lisaient. Labb tait leur du collge. Les jeunes abeilles alors ne
pre spirituel. Que les mmes noms signi- piquent personne, du moins rarement
fient avec le temps des choses diffrentes! et dans des cas extraordinaires. Elles se
Labb spirituel tait un pauvre la tte de laissent prendre, on les porte la main nue
plusieurs autres pauvres: mais les pauvres paisiblement dans la ruche qui leur est
pres spirituels ont eu depuis deux cent, destine; mais ds quelles ont appris dans
quatre cent mille livres de rente; et il y a leur nouvelle maison connatre leurs int-
aujourdhui des pauvres pres spirituels en rts, elles deviennent semblables nous,
Allemagne qui ont un rgiment des gardes. elles font la guerre. Jai vu des abeilles trs
Un pauvre qui a fait serment dtre tranquilles aller pendant six mois travailler
pauvre, et qui en consquence est souve- dans un pr voisin couvert de fleurs qui leur
rain! on la dj dit; il faut le redire mille convenaient. On vint faucher le pr, elles
fois, cela est intolrable. Les lois rclament sortirent en fureur de la ruche, fondirent
contre cet abus, la religion sen indigne, et sur les faucheurs qui leur volaient leur bien,
les vritables pauvres sans vtement et sans et les mirent en fuite.
nourriture poussent des cris au ciel la Je ne sais pas qui a dit le premier que les
porte de monsieur labb. abeilles avaient un roi. Ce nest pas proba-
Mais jentends messieurs les abbs dIta- blement un rpublicain qui cette ide vint
lie, dAllemagne, de Flandre, de Bourgogne, dans la tte. Je ne sais pas qui leur donna
qui disent: Pourquoi naccumulerons-nous ensuite une reine au lieu dun roi, ni qui
pas des biens et des honneurs? pourquoi ne supposa le premier que cette reine tait une
serons-nous pas princes? les vques le sont Messaline, qui avait un srail prodigieux, qui
bien. Ils taient originairement pauvres passait sa vie faire lamour et faire ses
comme nous, ils se sont enrichis, ils se sont couches, qui pondait et logeait environ qua-
levs; lun deux est devenu suprieur aux rante mille ufs par an. On a t plus loin;
rois; laissez-nous les imiter autant que nous on a prtendu quelle pondait trois espces
pourrons. diffrentes, des reines, des esclaves nom-
Vous avez raison, messieurs, envahissez ms bourdons, et des servantes nommes
la terre; elle appartient au fort ou lhabile ouvrires; ce qui nest pas trop daccord avec
qui sen empare; vous avez profit des temps les lois ordinaires de la nature.
dignorance, de superstition, de dmence, On a cru quun physicien, dailleurs
pour nous dpouiller de nos hritages et grand observateur, inventa, il y a quelques
pour nous fouler vos pieds, pour vous annes, les fours poulets, invents depuis
i
O allez-vous, Monsieur labb? / Vous allez bien? / Pour voir les demoiselles, / Vous mentendez
vous casser le n. / Vous allez sans chandelle, / Eh bien. (Chanson du temps).
abate 35 api

Abate degli sventurati: tremate, che non giunga il


giorno della ragione.
Dove andate, Signor abate? ecc.i Sapete che
abate significa padre? Se lo diventate, rende-
te un servizio allo Stato; fate la cosa migliore Api
che possa fare un uomo; da voi nascer un
essere pensante. In tale azione c qualcosa Le api possono apparire superiori alla razza
di divino. umana, in quanto con la propria sostanza
Ma se siete il signor abate soltanto perch producono una sostanza utile, mentre tra
avete ricevuto la tonsura, portate un colla- tutte le nostre secrezioni non ce n nean-
rino e un mantello corto, e perch aspirate che una che valga qualcosa, neanche una
a qualche prebenda, non meritate il nome che non renda disgustoso il genere umano.
di abate. Ci che mincanta degli sciami che esco-
Gli antichi monaci diedero questo nome no dallarnia il fatto che sono molto pi
al superiore chessi eleggevano. Labate era il tranquilli dei nostri ragazzi alluscita da
loro padre spirituale. Come cambia col tem- scuola. Le giovani api, in quel caso, non
po il significato delle parole! Labate spiri- pungono nessuno o, almeno, raramente e in
tuale era un povero alla guida di altri poveri: casi eccezionali. Si lasciano prendere a mani
ma, in seguito, i poveri padri spirituali han- nude e portare tranquillamente nellarnia
no goduto di duecento, quattrocentomila che loro destinata; ma non appena hanno
lire di rendita; e, oggi, in Germania, ci sono imparato a conoscere, nella loro nuova casa,
dei poveri padri spirituali che dispongono quelli che sono i loro interessi, esse diven-
di un reggimento di guardie. tano simili a noi, fanno la guerra. Ho visto
Un povero che ha giurato di essere pove- api molto pacifiche andare a lavorare per sei
ro, e che, di conseguenza, diventa sovrano! mesi in un prato vicino disseminato di fiori
gi stato detto, ma bisogna ridirlo mille di loro gradimento. Quando si volle falciare
volte: questo intollerabile. Le leggi prote- il prato, esse uscirono infuriate dallarnia, si
stano contro tale abuso, la religione se ne precipitarono sui falciatori che rubavano le
indigna, e i poveri veri, senza vestiti n cibo, loro ricchezze e li misero in fuga.
levano grida al cielo davanti alla porta del Non so chi per primo abbia detto che le
signor abate. api avessero un re. Probabilmente tale idea
Ma sento che i signori abati dItalia, della non venne in mente a un repubblicano. Non
Germania, delle Fiandre, della Borgogna so chi, in seguito, attribu loro una regina
dicono: Perch non dovremmo accumu- invece di un re, n chi per primo immagin
lare beni e onori? Perch non dovremmo che quella regina fosse una Messalina che
essere principi? I vescovi lo sono. In origi- aveva un serraglio enorme, che passava la
ne, anchessi erano poveri come noi; si sono vita a fare allamore e a partorire, che de-
arricchiti, nobilitati; uno di loro diventato poneva e ospitava circa quarantamila uova
superiore ai re; lasciateci imitarli per quanto allanno. Ci si spinti ancora oltre; sta-
possibile. to detto chessa ne deponeva di tre specie
Avete ragione, signori: invadete pure la differenti: regine, schiavi detti calabroni, e
terra; essa appartiene ai forti o ai furbi che schiave dette operaie; ci non concorda mol-
se ne impadroniscono; avete approfittato dei to con le consuete leggi della natura.
tempi dignoranza, superstizione, demenza Si creduto che, alcuni anni fa, uno scien-
per spogliarci delle nostre eredit, per cal- ziato20, peraltro grande osservatore, avesse
pestarci e per ingrassarvi delle ricchezze inventato le incubatrici per i polli, inventate

i
Allusione a una canzonetta dellepoca: Dove 20
Daubenton, autore della voce Api nellEnci-
andate, Signor abate? / Andate a rompervi il naso. / clopedia, che cita i Mmoires pour servir lhistoire
Ve ne andate senza candela, / E allora? / Per veder le des insectes di Raumur (lo scienziato cui allude
signorine, / Mi avete capito perfettamente. Voltaire).
abeilles 36 abeilles

environ quatre mille ans par les gyptiens, de sa cour; lun deux la porte, elle et ses
ne considrant pas lextrme diffrence de suivantes, sur son bras nu. Je nai point fait
notre climat et de celui dgypte; on a dit cette exprience; mais jai port dans ma
encore que ce physicien inventa de mme le main les abeilles dun essaim qui sortait de
royaume des abeilles sous une reine, mre la mre ruche, sans quelles me piquassent.
de trois espces. Il y a des gens qui nont pas de foi la rpu-
Plusieurs naturalistes avaient rpt ces tation quont les abeilles dtre mchantes,
inventions; il est venu un homme qui, tant et qui en portent des essaims entiers sur leur
possesseur de six cents ruches, a cru mieux poitrine et sur leur visage.
examiner son bien que ceux qui, nayant Virgile na chant sur les abeilles que les
point dabeilles, ont copi des volumes erreurs de son temps. Il se pourrait bien que
sur cette rpublique industrieuse quon ne ce roi et cette reine ne fussent autre chose
connat gure mieux que celle des fourmis. quune ou deux abeilles qui volent par ha-
Cet homme est M. Simon, qui ne se pique sard la tte des autres. Il faut bien que,
de rien, qui crit trs simplement, mais qui lorsquelles vont butiner les fleurs, il y en ait
recueille, comme moi, du miel et de la cire. quelques-unes de plus diligentes; mais quil
Il a de meilleurs yeux que moi, il en sait y ait une vraie royaut, une cour, une police,
plus que M. le prieur de Jonval et que M. le cest ce qui me parat plus que douteux.
comte du Spectacle de la nature; il a examin Plusieurs espces danimaux sattroupent
ses abeilles pendant vingt annes; il nous et vivent ensemble. On a compar les b-
assure quon sest moqu de nous, et quil liers, les taureaux, des rois, parce quil y
ny a pas un mot de vrai dans tout ce quon a souvent un de ces animaux qui marche
a rpt dans tant de livres. le premier: cette prminence a frapp les
Il prtend quen effet il y a dans chaque yeux. On a oubli que trs souvent aussi le
ruche une espce de roi et de reine qui per- blier et les taureaux marchent les derniers.
ptuent cette race royale, et qui prsident Sil est quelque apparence dune royaut
aux ouvrages; il les a vus, il les a dessins, et et dune cour, cest dans un coq; il appelle
il renvoie aux Mille et une Nuits et lHis- ses poules, il laisse tomber pour elles le
toire de la reine dAchem la prtendue reine grain quil a dans son bec; il les dfend, il
abeille avec son srail. les conduit; il ne souffre pas quun autre roi
Il y a ensuite la race des bourdons, qui na partage son petit tat; il ne sloigne jamais
aucune relation avec la premire, et enfin de son srail. Voil une image de la vraie
la grande famille des abeilles ouvrires royaut; elle est plus vidente dans une
qui sont mles et femelles, et qui forment basse-cour que dans une ruche.
le corps de la rpublique. Les abeilles fe- On trouve dans les Proverbes, attribus
melles dposent leurs ufs dans les cellules Salomon, quil y a quatre choses qui sont
quelles ont formes. les plus petites de la terre et qui sont plus
Comment, en effet, la reine seule pour- sages que les sages: les fourmis, petit peuple
rait-elle pondre et loger quarante ou cin- qui se prpare une nourriture pendant la
quante mille ufs lun aprs lautre? Le moisson; le livre, peuple faible qui couche
systme le plus simple est presque toujours sur des pierres; la sauterelle, qui, nayant
le vritable. Cependant jai souvent cherch pas de roi, voyage par troupes: le lzard,
ce roi et cette reine, et je nai jamais eu le qui travaille de ses mains, et qui demeure
bonheur de les voir. Quelques observateurs dans les palais des rois. Jignore pourquoi
mont assur quils ont vu la reine entoure Salomon a oubli les abeilles, qui paraissent
api 37 api

da circa quattromila anni dagli Egizi, senza nudo insieme alle sue cameriere. Non ho fat-
considerare lestrema diversit tra il nostro to questo esperimento, ma ho preso in mano
clima e quello dellEgitto; stato detto, inol- le api di uno sciame che usciva dallarnia ma-
tre, che quello scienziato aveva inventato an- dre senza essere punto. Ci sono persone che,
che la storia del regno delle api agli ordini di non credendo alla reputazione che hanno le
una regina, madre di tre specie. api di essere cattive, si appendono interi scia-
Molti naturalisti ripeterono queste in- mi sul petto e sul volto.
venzioni; giunse un uomo che, in quanto Virgilio, a proposito delle api, non ha
proprietario di seicento arnie, ha ritenuto fatto altro che cantare gli errori del proprio
che di dover osservarle meglio di chi, non tempo [Gerogiche, IV, 554]. del tutto pos-
possedendo api, ha copiato interi volumi su sibile che quel re e quella regina non siano
questa repubblica industriosa conosciuta altro che una o due api che per caso volano
altrettanto poco di quella delle formiche. alla testa delle altre. Quando esse vanno
Questuomo il signor Simon21, che non si a bottinare, pur necessario che ce ne sia
vanta di nulla, che scrive con grande sem- qualcuna pi brava; ma che esista una vera
plicit, ma che, come me, raccoglie miele e monarchia, una corte, una polizia una
cera. Costui ha occhi migliori dei miei, ne cosa che mi pare pi che dubbia.
sa pi del priore di Jonval e del conte dello Animali di diverse specie si raggruppano
Spettacolo della natura22; ha osservato le pro- e vivono insieme. Gli arieti, i tori sono stati
prie api per venticinque anni; ci assicura che paragonati a dei re, perch spesso uno di
siamo stati presi in giro e che non c nulla di questi animali cammina davanti agli altri:
vero in quello che tanti libri hanno ripetuto. questa preminenza ha fatto colpo. Ci si
Egli sostiene che, in realt, in ogni arnia dimenticati che molto spesso lariete e i tori
ci sono una sorta di re e di regina che per- procedono per ultimi24.
petuano continuamente questa razza regale Se c una qualche parvenza di regalit
e presiedono ai lavori; li ha visti, li ha di- e di una corte nel gallo; esso chiama le
segnati e lascia alle Mille e una notte e alla sue galline, lascia cadere per loro il chicco
Storia della regina di Achem23 la presunta di grano che tiene nel becco; le difende, le
ape regina con il suo serraglio. guida; non tollera che un altro re spartisca
Esiste, inoltre, la razza dei calabroni, che con lui il suo piccolo Stato; non si allontana
non ha nessuna relazione con la prima, e in- mai dal proprio serraglio. Ecco unimmagi-
fine la grande famiglia delle api operaie, ma- ne della vera regalit; essa pi evidente in
schi e femmine, che formano il corpo della un pollaio che in unarnia.
repubblica. Le api femmine depongono le Nei Proverbi [30, 24] attribuiti a Salomo-
loro uova nelle celle che hanno costruito. ne, si legge che quattro esseri sono i pi
In effetti, come potrebbe la regina da sola minuscoli sopra la terra, ma sono saggi tra i
deporre e ospitare quaranta o cinquantamila saggi: le formiche, che sono un popolo mi-
uova una di seguito allaltra? Il sistema pi nuto, ma ammassano destate il loro cibo; le
semplice quasi sempre quello vero. Tutta- lepri, che sono un popolo senza vigore, ma
via, ho cercato spesso quel re e quella regina, pongono sulla roccia la dimora; le cavallet-
e non ho mai avuto il piacere di vederli. Al- te, che non hanno un re, ma escono come
cuni osservatori mi hanno assicurato di aver un esercito schierato; la lucertola, che puoi
visto la regina circondata dalla sua corte; prender con le mani, ma si trova nei palazzi
uno di loro lha posata sul proprio braccio dei re25. Ignoro il motivo per cui Salomone

21
Jean-Baptiste Simon, autore di Le Gouverne- 24
Si veda la voce Leggi, sez. I.
ment admirable, ou la rpublique des abeilles (1742). 25
Forse il lepusculus plebs invalida di cui parla la
22
Lautore labate Pluche. Vulgata, e che Voltaire traduce le livre peuple faible,
23
Achem era la capitale dellomonimo regno designa piuttosto una qualche specie di roditori, co-
nella parte settentrionale di Sumatra. Non stato me le marmotte. Si veda la voce Salomone.
individuato nessun racconto con tale titolo.
abeilles 38 abraham

avoir un instinct bien suprieur celui des Mandeville va bien plus loin; il prtend
livres, qui ne couchent point sur la pierre, que les abeilles ne peuvent vivre laise dans
moins que ce ne soit au pays pierreux de une grande et puissante ruche, sans beau-
la Palestine, et des lzards, dont jignore le coup de vices. Nul royaume, nul tat, dit-il,
gnie. Au surplus, je prfrerai toujours une ne peuvent fleurir sans vices. Otez la vanit
abeille une sauterelle. aux grandes dames, plus de belles manufac-
On nous mande quune socit de phy- tures de soie, plus douvriers ni douvrires
siciens pratiques, dans la Lusace, vient de en mille genres; une grande partie de la
faire clore un couvain dabeilles dans une nation est rduite la mendicit. Otez aux
ruche, o il est transport lorsquil est en ngociants lavarice, les flottes anglaises
forme de vermisseau. Il crot, il se dve- seront ananties. Dpouillez les artistes de
loppe dans ce nouveau berceau qui devient lenvie, lmulation cesse; on retombe dans
sa patrie; il nen sort que pour aller sucer lignorance et dans la grossiret.
des fleurs: on ne craint point de le perdre, Il semporte jusqu dire que les crimes
comme on perd souvent des essaims mmes sont utiles, en ce quils servent
lorsquils sont chasss de la mre ruche. Si tablir une bonne lgislation. Un voleur
cette mthode peut devenir dune excu- de grand chemin fait gagner beaucoup
tion aise, elle sera trs utile: mais dans le dargent celui qui le dnonce, ceux qui
gouvernement des animaux domestiques, larrtent, au gelier qui le garde, au juge qui
comme dans la culture des fruits, il y a mille le condamne, et au bourreau qui lexcute.
inventions plus ingnieuses que profitables. Enfin, sil ny avait pas de voleurs, les serru-
Toute mthode doit tre facile pour tre riers mourraient de faim.
dun usage commun. Il est trs vrai que la socit bien gouver-
De tout temps les abeilles ont fourni des ne tire parti de tous les vices; mais il nest
descriptions, des comparaisons, des allgo- pas vrai que ces vices soient ncessaires au
ries, des fables, la posie. La fameuse fable bonheur du monde. On fait de trs bons re-
des abeilles de Mandeville fit un grand bruit mdes avec des poisons, mais ce ne sont pas
en Angleterre; en voici un petit prcis: les poisons qui nous font vivre. En rduisant
ainsi la fable des abeilles sa juste valeur, elle
Les abeilles autrefois pourrait devenir un ouvrage de morale utile.
Parurent bien gouvernes,
Et leurs travaux et leurs rois
Les rendirent fortunes. Abraham
Quelques avides bourdons
Dans les ruches se glissrent: Section I
Ces bourdons ne travaillrent, Nous ne devons rien dire de ce qui est
Mais ils firent des sermons. divin dans Abraham, puisque lcriture a
Nous vous promettons le ciel; tout dit. Nous ne devons mme toucher que
Accordez-nous en partage dune main respectueuse ce qui appar-
Votre cire et votre miel.
tient au profane, ce qui tient la gogra-
Les abeilles qui les crurent
Sentirent bientt la faim; phie, lordre des temps, aux murs, aux
Les plus sottes en moururent. usages; car ces usages, ces murs tant lis
Le roi dun nouvel essaim lhistoire sacre, ce sont des ruisseaux qui
Les secourut la fin. semblent conserver quelque chose de la
Tous les esprits sclairrent; divinit de leur source.
Ils sont tous dsabuss; Abraham, quoique n vers lEuphrate, fait
Les bourdons sont crass, une grande poque pour les Occidentaux,
Et les abeilles prosprent. et nen fait point une pour les Orientaux,
api 39 abramo

ha dimenticato le api, che sembrano posse- Mandeville si spinge ben oltre; egli sostie-
dere un istinto ben superiore a quello delle ne che, senza molti vizi, le api non possono
lepri, le quali non dormono sulla pietra, a vivere agiatamente in una grande arnia.
meno che ci non avvenga nella regione Nessun regno, nessuno Stato, dice lui, pu
sassosa della Palestina, e a quello delle lu- prosperare senza vizi. Private le gran dame
certole, di cui ignoro la genialit. Inoltre, della vanit, e niente pi belle seterie, niente
preferir sempre unape a una cavalletta. operai n operaie di mille specializzazioni;
Ci sinforma che, in Lusazia, una societ gran parte della nazione viene ridotta a
di scienziati sperimentali ha appena fat- mendicare. Private i commercianti dellavi-
to schiudere un ammasso duova dapi in dit, e le flotte inglesi saranno annientate.
unarnia, nella quale esso stato trasferito Spogliate gli artisti dellinvidia, e lemula-
quando era allo stato larvale. Esso cresce, si zione scompare; si ricade nellignoranza e
sviluppa in quella nuova culla che diventa la nella rozzezza.
sua patria; ne esce solo per andare a sugge- Egli si spinge fino ad affermare che per-
re i fiori: non si ha paura di perderlo, come fino i delitti sono utili, in quanto servono a
spesso si perdono degli sciami quando sono stabilire una buona legislazione. Un grassa-
stati scacciati dalla loro arnia madre. Se que- tore da strada fa guadagnare molto danaro
sto metodo si riveler facilmente attuabile, a chi lo denuncia, a coloro che lo arrestano,
sar molto utile: ma nellallevamento degli al carceriere che lo sorveglia, al giudice che
animali domestici, come nella coltivazione lo condanna e al boia che lo giustizia. Infine,
della frutta, sincontrano mille invenzioni senza ladri, i fabbri ferrai morirebbero di
pi originali che efficaci. Ogni metodo deve fame.
essere facile per diventare di uso comune. perfettamente vero che una societ ben
In ogni epoca, le api hanno fornito alla governata trae vantaggio da tutti i vizi; ma
poesia materia per descrizioni, paragoni, non vero che tali vizi siano necessari alla
allegorie, favole. La famosa favola delle api felicit del mondo. Si producono ottimi ri-
di Mandelville26 fece grande scalpore in In- medi con i veleni, ma non sono i veleni che
ghilterra; eccone un breve sunto: ci fanno vivere. Ridotta cos al suo giusto
valore, la favola delle api potrebbe diventare
Un tempo, sembr che le api unutile opera di morale.
Fossero ben governate,
E i loro lavori e i loro re
Le resero felici. Abramo
Alcuni avidi calabroni
Sintrodussero nelle arnie: Sezione I
I calabroni non lavorarono, Non dobbiamo dire nulla a proposito di ci
Ma sermoneggiarono. che divino in Abramo, perch la Scrittura
Noi vi promettiamo il cielo; ha gi detto tutto. Dobbiamo inoltre toccare
Concedeteci di condividere solo con mano rispettosa ci che appartiene
La vostra cera e il vostro miele.
alla sfera profana, ci che riguarda la geo-
Le api, che ci credettero,
In breve tempo conobbero la fame; grafia, la successione delle epoche, i costu-
Le pi sciocche ne morirono. mi, le usanze; queste usanze, infatti, essendo
Il re di un altro sciame connesse alla storia sacra, sono ruscelli che
Infine le soccorse. sembrano conservare qualcosa della natura
Tutti gli animi si ravvedono; divina della loro sorgente.
Vengono disingannati; Bench nato dalle parti dellEufrate,
I calabroni vengono schiacciati, Abramo segna unepoca importante per gli
E le api prosperano. Occidentali, ma non per gli Orientali, che
26
Su Mandeville, si veda la voce Invidia. La sua
Favole delle api era apparsa a Londra nel 1705.
abraham 40 abraham

chez lesquels il est pourtant aussi respect de Thar, quoique la Gense le nomme le
que parmi nous. Les mahomtans nont de premier, et par consquent lan.
chronologie certaine que depuis leur hgire. La Gense fait natre Abraham dans la
La science des temps, absolument perdue soixante et dixime anne de son pre; et
dans les lieux o les grands vnements sont Calmet le fait natre dans la cent trentime.
arrivs, est venue enfin dans nos climats, o Une telle conciliation a t un nouveau sujet
ces faits taient ignors. Nous disputons de querelle.
sur tout ce qui sest pass vers lEuphrate, Dans lincertitude o le texte et le com-
le Jourdain, et le Nil; et ceux qui sont au- mentaire nous laissent, le meilleur parti est
jourdhui les matres du Nil, du Jourdain, et dadorer sans disputer.
de lEuphrate, jouissent sans disputer. Il ny a point dpoque dans ces anciens
Notre grande poque tant celle dAbra- temps qui nait produit une multitude dopi-
ham, nous diffrons de soixante annes sur nions diffrentes. Nous avions, suivant Mo-
sa naissance. Voici le compte daprs les rri, soixante et dix systmes de chronologie
registres. sur lhistoire dicte par Dieu mme. Depuis
Thar vcut soixante-dix ans, et engen- Morri il sest lev cinq nouvelles manires
dra Abraham, Nachor, et Arani. de concilier les textes de lcriture: ainsi
Et Thar ayant vcu deux cent cinq ans voil autant de disputes sur Abraham quon
mourut Haranii. lui attribue dannes dans le texte quand il
Le Seigneur dit Abraham: Sortez de sortit de Haran. Et de ces soixante et quinze
votre pays, de votre famille, de la maison systmes, il ny en a pas un qui nous ap-
prenne au juste ce que cest que cette ville ou
de votre pre, et venez dans la terre que je
ce village de Haran, ni en quel endroit elle
vous montrerai, et je vous rendrai pre dun
tait. Quel est le fil qui nous conduira dans
grand peuple.iii
ce labyrinthe de querelles depuis le premier
Il parat dabord vident par le texte que
verset jusquau dernier? la rsignation.
Thar ayant eu Abraham soixante et dix LEsprit saint na voulu nous apprendre ni
ans, tant mort deux cent cinq, et Abra- la chronologie, ni la physique, ni la logique;
ham tant sorti de la Chalde immdia- il a voulu faire de nous des hommes crai-
tement aprs la mort de son pre, il avait gnant Dieu. Ne pouvant rien comprendre,
juste cent trente-cinq ans lorsquil quitta son nous ne pouvons tre que soumis.
pays. Et cest peu prs le sentiment de saint Il est galement difficile de bien expliquer
Etienneiv dans son discours aux Juifs; mais comment Sara, femme dAbraham, tait
la Gense dit aussi: aussi sa sur. Abraham dit positivement au
Abrahamv avait soixante et quinze ans roi de Grare, Abimlech, par qui Sara avait
lorsquil sortit de Haran. t enleve pour sa grande beaut lge de
Cest le sujet de la principale dispute sur quatre-vingt-dix ans, tant grosse dIsaac:
lge dAbraham; car il y en a beaucoup Elle est vritablement ma sur, tant fille
dautres. Comment Abraham tait-il la de mon pre, mais non pas de ma mre; et
fois g de cent trente-cinq annes, et seule- jen ai fait ma femme.
ment de soixante et quinze? Saint Jrme et LAncien Testament ne nous apprend
saint Augustin disent que cette difficult est point comment Sara tait sur de son mari.
inexplicable. Dom Calmet, qui avoue que Dom Calmet, dont le jugement et la saga-
ces deux saints nont pu rsoudre ce pro- cit sont connus de tout le monde, dit quelle
blme, croit dnouer aisment le nud en pouvait bien tre sa nice.
disant quAbraham tait le cadet des enfants Ce ntait point probablement un inceste

i iv
Gense, chap. XI, v. 26. Actes des Aptres, chap. VII.
ii v
Ibid., chap. XI, v. 32. Gense, chap. XII, v. 4.
iii
Ibid., chap. XII, v. 1.
abramo 41 abramo

tuttavia lo rispettano tanto quanto noi. I Genesi lo nomini per primo e, quindi, come
maomettani dispongono di una cronologia primogenito.
accertata solo a partire dallegira. La Genesi fa nascere Abramo nel settan-
La conoscenza delle epoche, assoluta- tesimo anno di vita del padre; e Calmet lo
mente dimenticata nei luoghi in cui sono fa nascere nel centotrentesimo. Questa ma-
accaduti i grandi avvenimenti, giunta infi- niera di conciliare le cose stata un nuovo
ne alle nostre latitudini, dove signoravano argomento di discussione.
quei fatti. Noi litighiamo su tutto ci che Dinanzi allincertezza in cui ci lasciano
accaduto dalle parti dellEufrate, del Gior- sia il testo che il commento, meglio adora-
dano e del Nilo; mentre quelli che oggi sono re senza discutere.
i padroni del Nilo, del Giordano e dellEu- In quei tempi antichi, non c epoca
frate, se la spassano senza litigare. che non abbia suscitato una molteplicit
Siccome per noi il periodo importante di opinioni contrastanti. Stando a Morri,
quello di Abramo, a proposito della sua possediamo settanta sistemi cronologici re-
nascita c una divergenza di sessantanni. lativi alla storia dettata da Dio stesso. Dopo
Ecco il calcolo secondo i registri. Morri, sono apparsi cinque nuovi modi di
Terach visse settantanni e gener Abra- conciliare i testi della Scrittura: per cui ci
mo, Nacor e Arani. sono tanti motivi di contrasto su Abramo
E Terach, dopo aver vissuto duecento- quanti sono gli anni che gli vengono attri-
cinque anni, mor a Carranii. buiti al momento in cui egli lasci Carran.
Il Signore disse ad Abramo: Lasciate il E tra questi settantacinque sistemi, non ce
vostro paese, la vostra famiglia, la casa di n neanche uno che ci dica esattamente
vostro padre, e andate nella terra che vi che cosa fosse questa citt o villaggio di
mostrer, e vi render padre di un grande Carran, n dove si trovasse. Qual il filo
popoloiii. che ci guider attraverso questo labirinto di
Dal testo risulta evidente che, avendo Te- polemiche dal primo allultimo versetto? La
rach avuto Abramo a settantanni, essendo rassegnazione.
morto a duecentocinque e avendo Abramo Lo Spirito Santo non ha voluto insegnarci
lasciato la Caldea immediatamente dopo la n la cronologia, n la fisica, n la logica; ha
morte del padre, questi aveva centotrenta- voluto fare di noi uomini che temono Dio.
cinque anni esatti quando lasci il proprio Non potendo capirci nulla, non possiamo
paese. E tale , pi o meno, lopinione di far altro che sottometterci.
santo Stefano nel suo discorso agli Ebreiiv; parimenti difficile spiegare bene in che
ma la Genesi dice anche: modo Sara, moglie di Abramo, potesse esse-
Abramo aveva settantacinque anni re anche sua sorella. Abramo dice espressa-
quando lasci Carranv. mente al re di Gerar, Abimelech, che aveva
Questo il pi grave motivo di dissenso a rapito Sara per la sua grande bellezza allet
proposito dellet di Abramo; ce ne sono in- di novantanni, mentre era incinta di Isacco:
fatti anche molti altri. Come poteva Abramo Ella davvero mia sorella, in quanto fi-
avere, nello stesso tempo, centotrentacinque glia di mio padre, ma non di mia madre; e
anni e solo settantacinque? San Girolamo e io lho sposata [Gn 20, 12].
santAgostino dicono che questa difficolt LAntico Testamento non ci dice in che
inesplicabile. Dom Calmet, il quale am- senso Sara fosse sorella del proprio marito.
mette che quei due santi non hanno saputo Dom Calmet, la cui assennatezza e sagacia
risolvere il problema, crede di sciogliere sono note a tutti, dice che poteva pure esse-
facilmente il nodo dicendo che Abramo re sua nipote.
erano lultimo dei figli di Terach, bench la Questo probabilmente non costituiva un
i iv
Gn 11, 26. At 7.
ii v
Gn 11, 32. Gn 12, 4.
iii
Gn 12, 1.
abraham 42 abraham

chez les Chaldens, non plus que chez les beaux o lon dposait les corps des princes
Perses leurs voisins. Les murs changent avec les plus augustes crmonies.
selon les temps et selon les lieux. On peut Lopinion de cette grande anciennet des
supposer quAbraham, fils de Thar ido- pyramides est dautant plus vraisemblable
ltre, tait encore idoltre quand il pousa que trois cents ans auparavant, cest--dire
Sara, soit quelle ft sa sur, soit quelle ft cent aprs lpoque hbraque du dluge
sa nice. de No, les Asiatiques avaient bti, dans
Plusieurs pres de lglise excusent les plaines de Sennaar, une tour qui devait
moins Abraham davoir dit en gypte aller jusquaux cieux. Saint Jrme, dans
Sara: Aussitt que les yptiens vous auront son commentaire sur Isae, dit que cette
vue, ils me tueront et vous prendront: dites tour avait dj quatre mille pas de hauteur
donc, je vous prie, que vous tes ma sur, lorsque Dieu descendit pour dtruire cet
afin que mon me vive par votre grce. Elle ouvrage.
navait alors que soixante et cinq ans. Ainsi Supposons que ces pas soient seulement
puisque vingt-cinq ans aprs elle eut un roi de deux pieds et demi de roi, cela fait dix
de Grare pour amant, elle avait pu avec mille pieds; par consquent la tour de Babel
vingt-cinq ans de moins inspirer quelque tait vingt fois plus haute que les pyramides
passion au pharaon dgypte. En effet ce dgypte, qui nont quenviron cinq cents
pharaon lenleva, de mme quelle fut enle- pieds. Or, quelle prodigieuse quantit dins-
ve depuis par Abimlech, roi de Grare truments navait pas t ncessaire pour
dans le dsert. lever un tel difice! tous les arts devaient
Abraham avait reu en prsent, la cour y avoir concouru en foule. Les commenta-
de Pharaon, beaucoup de bufs, de bre- teurs en concluent que les hommes de ce
bis, dnes et dnesses, de chameaux, de temps-l taient incomparablement plus
chevaux, de serviteurs et servantes. Ces grands, plus forts, plus industrieux, que nos
prsents, qui sont considrables, prouvent nations modernes.
que les pharaons taient dj dassez grands Cest l ce que lon peut remarquer
rois. Le pays de lgypte tait donc dj trs propos dAbraham touchant les arts et les
peupl. Mais pour rendre la contre habi- sciences.
table, pour y btir des villes, il avait fallu des A lgard de sa personne, il est vraisem-
travaux immenses, faire couler dans une blable quil fut un homme considrable. Les
multitude de canaux les eaux du Nil, qui Persans, les Chaldens, le revendiquaient.
inondaient lgypte tous les ans, pendant Lancienne religion des mages sappelait de
quatre ou cinq mois, et qui croupissaient temps immmorial Kish-Ibrahim, Milat-Ibra-
ensuite sur la terre; il avait fallu lever ces him: et lon convient que le mot Ibrahim est
villes vingt pieds au moins au-dessus de prcisment celui dAbraham; rien ntant
ces canaux. Des travaux si considrables plus ordinaire aux Asiatiques, qui crivaient
semblaient demander quelques milliers de rarement les voyelles, que de changer li en
sicles. a, et la en i dans la prononciation.
Il ny a gure que quatre cents ans entre On a prtendu mme quAbraham tait
le dluge et le temps o nous plaons le le Brama des Indiens, dont la notion tait
voyage dAbraham chez les gyptiens. Ce parvenue aux peuples de lEuphrate qui
peuple devait tre bien ingnieux, et dun commeraient de temps immmorial dans
travail bien infatigable, pour avoir, en si lInde.
peu de temps, invent les arts et toutes les Les Arabes le regardaient comme le fon-
sciences, dompt le Nil, et chang toute dateur de la Mecque. Mahomet, dans son
la race du pays. Probablement mme plu- Koran, voit toujours en lui le plus respec-
sieurs grandes pyramides taient dj bties, table de ses prdcesseurs. Voici comme
puisquon voit, quelque temps aprs, que il en parle au troisime sura, ou chapitre:
lart dembaumer les morts tait perfection- Abraham ntait ni juif ni chrtien; il tait
n; et les pyramides ntaient que les tom- un musulman orthodoxe; il ntait point du
abramo 43 abramo

incesto presso i Caldei, non pi che presso tombe in cui venivano deposti, con le pi
i loro vicini persiani. I costumi cambiano solenni cerimonie, i corpi dei principi.
secondo i tempi e i luoghi. Si pu suppor- Lopinione circa lestrema antichit delle
re che Abramo, figlio dellidolatra Terach, piramidi tanto pi verosimile in quanto
fosse ancora idolatra quando spos Sara, sia trecento anni prima, ossia cento dopo le-
che costei fosse sua sorella, sia che fosse sua poca ebraica del diluvio di No, gli Asiati-
nipote. ci avevano eretto, nelle pianure di Sennar,
Molti padri della Chiesa sono meno una torre che avrebbe dovuto arrivare fino
disposti a scusare il fatto che, in Egitto, al cielo. San Girolamo, nel suo commento
Abramo abbia detto a Sara: Non appena a Isaia, dice che quella torre aveva gi rag-
gli Egizi vi vedranno, mi uccideranno e vi giunto laltezza di quattromila passi quando
prenderanno: dite dunque, ve ne prego, che Dio discese a distruggere lopera.
siete mia sorella, affinch la mia anima viva Supponendo che quei passi equivalgano
grazie a voi [Gn 12, 12-13]. Allepoca, ella solo a due piedi e mezzo regali, il tutto fa
aveva solo sessantacinque anni. Pertanto, diecimila piedi; di conseguenza, la torre di
dato che venticinque anni pi tardi costei Babele era venti volte pi alta delle piramidi
ebbe un re di Gerar per amante, possibile dEgitto, che sono alte soltanto cinquecento
che, con venticinque anni in meno, abbia piedi circa. Dunque, quale prodigiosa quan-
ispirato qualche passione al faraone dE- tit di strumenti doveva essere stata neces-
gitto. In effetti, quel faraone la rap, esatta- saria per erigere un simile edificio! Tutte le
mente come ella fu rapita successivamente arti insieme vi dovevano aver concorso. I
da Abimelech, re di Gerar nel deserto. commentatori ne deducono che gli uomini
Alla corte di Faraone, Abramo aveva rice- di quei tempi erano incomparabilmente pi
vuto in dono molti buoi, pecore, asini e asi- grandi, pi forti, pi industriosi delle nostre
ne, cammelli, servitori e serve [Gn 12, 16]. popolazioni moderne.
Questi doni, che sono considerevoli, dimo- Questo quanto, relativamente ad Abra-
strano che i faraoni erano gi re abbastanza mo, si pu inferire a proposito delle arti e
potenti. La regione dellEgitto era, dunque, le scienze.
gi molto popolata. Ma per rendere abita- Per quanto riguarda la sua persona, ve-
bile la contrada, per costruirvi delle citt, rosimile chegli fosse un uomo notevole. I
erano stati necessari lavori immensi, convo- Persiani, il Caldei lo rivendicavano. Lantica
gliare in molti canali le acque del Nilo che religione dei magi si chiamava da tempo im-
tutti gli anni inondavano lEgitto per quat- memorabile Kish-Ibrahim, Milat-Ibrahim: e
tro o cinque mesi e che, poi, ristagnavano in tutti convengono che la parola Ibrahim cor-
superficie; era stato necessario sopraelevare risponde esattamente ad Abramo; per gli
le citt di venti piedi rispetto al livello dei Asiatici, i quali raramente scrivevano le vo-
canali. Lavori cos imponenti parrebbero cali, niente era pi comune che scambiare,
richiedere alcune migliaia di secoli. nella pronuncia, la i con la a e la a con la i.
Ci sono circa quattrocento anni soltan- stato perfino sostenuto che Abramo fos-
to tra il diluvio e lepoca in cui situiamo il se il Brama degli Indiani, di cui erano venuti
viaggio di Abramo presso gli Egizi. Questo a conoscenza i popoli dellEufrate che da
popolo doveva essere davvero ingegnoso, tempo immemorabile commerciavano con
e dun attivismo instancabile, per esser ri- lIndia.
uscito a inventare, in cos poco tempo, le Gli Arabi lo ritenevano il fondatore della
arti e tutte le scienze, a domare il Nilo, e Mecca. Maometto, nel Corano, vede sempre
a cambiare interamente la razza del paese. in lui il pi rispettabile tra i propri predeces-
Probabilmente anche parecchie grandi pi- sori. Cos ne parla nella terza sura, o capito-
ramidi erano gi state erette, poich si nota lo [versetto 95]: Abramo non era n ebreo
che, qualche tempo dopo, larte dellimbal- n cristiano; era un musulmano ortodosso;
samazione dei morti aveva raggiunto la per- non era tra quelli che attribuiscono a Dio
fezione; e le piramidi non erano altro che le dei compagni.
abraham 44 abraham

nombre de ceux qui donnent des compa- race dAbraham, et quen effet elle est trs
gnons Dieu. nombreuse.
La tmrit de lesprit humain a t Il est vrai quelle ne possde pas la Pales-
pousse jusqu imaginer que les Juifs ne tine, mais elle peut la possder un jour,
se dirent descendants dAbraham que dans comme elle la dj conquise du temps du
des temps trs postrieurs, lorsquils eurent pape Urbain II, dans la premire croisade.
enfin un tablissement fixe dans la Pales- En un mot, quand on regarde avec les yeux
tine. Ils taient trangers, has et mpriss de la foi lAncien Testament comme une
de leurs voisins. Ils voulurent, dit-on, se figure du Nouveau, tout est accompli ou le
donner quelque relief en se faisant passer sera, et la faible raison doit se taire.
pour les descendants dAbraham, rvr On fait encore des difficults sur la vic-
dans une grande partie de lAsie. La foi toire dAbraham auprs de Sodome; on dit
que nous devons aux livres sacrs des Juifs quil nest pas concevable quun tranger,
tranche toutes ces difficults. qui venait faire patre ses troupeaux vers
Des critiques non moins hardis font Sodome, ait battu, avec trois cent dix-huit
dautres objections sur le commerce imm- gardeurs de bufs et de moutons, un roi
diat quAbraham eut avec Dieu, sur ses com- de Perse, un roi de Pont, le roi de Babylone,
bats, et sur ses victoires. et le roi des nations; et quil les ait pour-
Le Seigneur lui apparut aprs sa sortie suivis jusqu Damas, qui est plus de cent
dgypte, et lui dit: Jetez les yeux vers milles de Sodome.
laquilon, lorient, le midi et loccident; je Cependant une telle victoire nest point
vous donne pour toujours vous et votre impossible; on en voit des exemples dans
ces temps hroques; le bras de Dieu ntait
postrit, jusqu la fin des sicles, in sempi-
point raccourci. Voyez Gdon qui, avec
ternum, tout jamais, tout le pays que vous
trois cents hommes arms de trois cents
voyez.i
cruches et de trois cents lampes, dfait une
Le Seigneur, par un second serment, lui
arme entire. Voyez Samson qui tue seul
promit ensuite tout ce qui est depuis le Nil mille Philistins coups de mchoires dne.
jusqu lEuphrate.ii Les histoires profanes fournissent mme
Ces critiques demandent comment Dieu de pareils exemples. Trois cents Spartiates
a pu promettre ce pays immense que les arrtrent un moment larme de Xerxs au
Juifs nont jamais possd, et comment Dieu pas des Thermopyles. Il est vrai qu lex-
a pu leur donner tout jamais la petite partie ception dun seul qui senfuit, ils y furent
de la Palestine dont ils sont chasss depuis tous tus avec leur roi Lonidas, que Xe-
si longtemps. rxs eut la lchet de faire pendre, au lieu
Le Seigneur ajoute encore ces pro- de lui riger une statue quil mritait. Il est
messes, que la postrit dAbraham sera vrai encore que ces trois cents Lacdmo-
aussi nombreuse que la poussire de la terre. niens, qui gardaient un passage escarp o
Si lon peut compter la poussire de la terre, deux hommes pouvaient peine gravir
on pourra compter aussi vos descendants.iii la fois, taient soutenus par une arme de
Nos critiques insistent, et disent quil ny dix mille Grecs distribus dans des postes
a pas aujourdhui sur la surface de la terre avantageux, au milieu des rochers dOssa et
quatre cent mille Juifs, quoiquils aient tou- de Plion; et il faut encore bien remarquer
jours regard le mariage comme un devoir quil y en avait quatre mille aux Thermo-
sacr, et que leur plus grand objet ait t la pyles mmes.
population. Ces quatre mille prirent aprs avoir
On rpond ces difficults que lglise, longtemps combattu. On peut dire qutant
substitue la synagogue, est la vritable dans un endroit moins inexpugnable que ce-
i iii
Gense, chap. XIII, v. 14 et 15. Ibid., chap. XIII, v. 16.
ii
Ibid., chap. XV, v. 18.
abramo 45 abramo

La temerariet dello spirito umano stata potr possederla un giorno, come gi la con-
spinta fino al punto da immaginare che gli quist ai tempi di papa Urbano II, durante
Ebrei si dichiararono discendenti di Abra- la prima crociata. In poche parole, quando,
mo solo in epoche molto posteriori, quando con gli occhi della fede, si considera lAntico
finalmente si stabilirono in via definitiva in Testamento come una figura del Nuovo, tut-
Palestina. Essi erano stranieri, odiati e di- to compiuto o lo sar, e la debole ragione
sprezzati dai vicini. Vollero, si dice, darsi deve tacere.
un po dimportanza facendosi passare per Si sollevano difficolt anche a proposito
i discendenti di Abramo, venerato in gran della vittoria di Abramo nei pressi di Sodo-
parte dellAsia. La fede che dobbiamo avere ma; si dice che non concepibile che uno
nei libri sacri degli Ebrei risolve tutte queste straniero, che andava a pascolare le proprie
difficolt. greggi dalle parti di Sodoma, abbia scon-
Critici non meno arditi muovono altre fitto, con trecentodiciotto bovari e pecorai,
obiezioni circa il contatto diretto che Abra- un re di Persia, un re del Ponto, il re di
mo ebbe con Dio, le sue battaglie e le sue Babilonia e il re delle nazioni, e che li abbia
vittorie. inseguiti fino a Damasco [Gn 14, 1-16], che
Il Signore gli apparve dopo la sua parten- si trova a pi di cento miglia da Sodoma.
za dallEgitto, e gli disse: Volgete gli occhi Tuttavia, una simile vittoria non impos-
verso il settentrione, loriente, il mezzogior- sibile; in quei tempi eroici, se ne incontrano
no e loccidente; dar per sempre a voi e ai altri esempi; il braccio di Dio non si era an-
vostri discendenti, fino alla fine dei secoli, cora rattrappito. Si veda Gedeone, che, con
in sempiternum, per leternit, tutto il paese trecento uomini armati di trecento brocche
che vedetei. e trecento lampade, sconfigge un intero
Il Signore, poi, con un secondo giuramen- esercito [Gdc 7, 7-8, 12]. Si veda Sansone,
to, gli promise tutto ci che c tra il Nilo che, da solo, uccide mille Filistei a colpi di
e lEufrateii. mascella dasino [Gdc 15, 15].
Quei critici chiedono come Dio abbia Anche le storie profane forniscono esem-
potuto promettere quel paese immenso che pi simili. Trecento Spartani bloccarono per
gli Ebrei non hanno mai posseduto e come un momento lesercito di Serse al passo del-
Dio abbia potuto dar loro per leternit la le Termopili. vero che, salvo uno che fug-
piccola porzione della Palestina da cui sono g, essi vennero tutti uccisi insieme al loro
stati cacciati ormai da tanto tempo. re Leonida, che Serse fu tanto vile da far
Il Signore aggiunge, inoltre, a queste pro- impiccare, invece di fargli erigere la statua
messe che la discendenza di Abramo sar che quello meritava. vero anche che quei
numerosa quanto la polvere della terra. Se trecento Lacedemoni, che difendevano un
si pu contare la polvere della terra, si po- passo ripido che a stento due uomini affian-
tranno contare anche i vostri discendentiiii. cati potevano valicare, erano sostenuti da
I nostri critici insistono, e dicono che, un esercito di diecimila Greci distribuiti in
oggi, sulla faccia della terra, non restano posizioni favorevoli tra le rocce dellOssa e
che quattrocentomila Ebrei, bench costoro del Pelio; e bisogna inoltre osservare che ce
abbiano sempre considerato il matrimonio nerano quattromila anche presso le stesse
come un sacro dovere e che la stirpe sem- Termopili.
pre stata il loro primo pensiero. Quei quattromila perirono dopo aver
A queste difficolt si risponde dicendo combattuto a lungo. Si pu dire che, tro-
che la Chiesa, sostituitasi alla sinagoga, vandosi in un luogo meno inespugnabile di
rappresenta la vera stirpe di Abramo, e, in quello ove si trovavano i trecento Spartani,
effetti, essa molto numerosa. essi si guadagnarono una gloria ancora mag-
vero che non possiede la Palestina, ma giore, difendendosi pi allo scoperto contro
i iii
13, 14-15.
Gn Gn 13, 16.
ii
Gn 15, 18.
abraham 46 abraham

lui des trois cents Spartiates, ils y acquirent de ce peuple a t visiblement crite par le
encore plus de gloire, en se dfendant plus Saint-Esprit, nous avons pour elle les senti-
dcouvert contre larme persane qui les ments que nous devons avoir. Nous ne nous
tailla tous en pices. Aussi, dans le monu- adressons ici quaux Arabes; ils se vantent de
ment rig depuis sur le champ de bataille, descendre dAbraham par Ismal; ils croient
on fit mention de ces quatre mille victimes; que ce patriarche btit la Mecque, et quil
et lon ne parle aujourdhui que des trois mourut dans cette ville. Le fait est que la
cents. race dIsmal a t infiniment plus favorise
Une action plus mmorable encore, et de Dieu que la race de Jacob. Lune et lautre
bien moins clbre, est celle de cinquante race a produit la vrit des voleurs; mais
Suisses qui mirent en droutei Morgarten les voleurs arabes ont t prodigieusement
toute larme de larchiduc Lopold dAu- suprieurs aux voleurs juifs. Les descen-
triche, compose de vingt mille hommes. dants de Jacob ne conquirent quun trs pe-
Ils renversrent seuls la cavalerie coups de tit pays, quils ont perdu; et les descendants
pierres du haut dun rocher, et donnrent le dIsmal ont conquis une partie de lAsie,
temps quatorze cents Helvtiens de trois de lEurope, et de lAfrique, ont tabli un
petits cantons de venir achever la dfaite de empire plus vaste que celui des Romains, et
larme. ont chass les Juifs de leurs cavernes, quils
Cette journe de Morgarten est plus belle appelaient la terre de promission.
que celle des Thermopyles, puisquil est A ne juger des choses que par les
plus beau de vaincre que dtre vaincu. Les exemples de nos histoires modernes, il
Grecs taient au nombre de dix mille bien serait assez difficile quAbraham et t le
arms, et il tait impossible quils eussent pre de deux nations si diffrentes; on nous
affaire cent mille Perses dans un pays dit quil tait n en Chalde, et quil tait
montagneux. Il est plus que probable quil fils dun pauvre potier, qui gagnait sa vie
ny eut pas trente mille Perses qui combat- faire de petites idoles de terre. Il nest gure
tirent; mais ici quatorze cents Suisses dfont vraisemblable que le fils de ce potier soit
une arme de vingt mille hommes. La pro- all fonder la Mecque quatre cents lieues
portion du petit nombre au grand augmente de l, sous le tropique, en passant par des
encore la proportion de la gloire... O nous dserts impraticables. Sil fut un conqu-
a conduits Abraham? rant, il sadressa sans doute au beau pays de
Ces digressions amusent celui qui les lAssyrie; et sil ne fut quun pauvre homme,
comme on nous le dpeint, il na pas fond
fait, et quelquefois celui qui les lit. Tout le
des royaumes hors de chez lui.
monde dailleurs est charm de voir que les
La Gense rapporte quil avait soixante et
gros bataillons soient battus par les petits.
quinze ans lorsquil sortit du pays de Haran
Section II aprs la mort de son pre Thar le potier:
mais la mme Gense dit aussi que Thar
Abraham est un de ces noms clbres dans ayant engendr Abraham soixante et dix
lAsie Mineure et dans lArabie, comme ans, ce Thar vcut jusqu deux cent cinq
Thaut chez les gyptiens, le premier Zo- ans, et ensuite quAbraham partit de Haran;
roastre dans la Perse, Hercule en Grce, ce qui semble dire que ce fut aprs la mort
Orphe dans la Thrace, Odin chez les na- de son pre.
tions septentrionales, et tant dautres plus Ou lauteur sait bien mal disposer une
connus par leur clbrit que par une his- narration, ou il est clair par la Gense mme
toire bien avre. Je ne parle ici que de lhis- quAbraham tait g de cent trente-cinq
toire profane; car pour celle des Juifs, nos ans quand il quitta la Msopotamie. Il alla
matres et nos ennemis, que nous croyons dun pays quon nomme idoltre dans un
et que nous dtestons, comme lhistoire autre pays idoltre nomm Sichem en Pales-
i
En 1315.
abramo 47 abramo

lesercito persiano che li massacr tutti. Per- unicamente agli Arabi; costoro si vantano
tanto, nel monumento eretto in seguito sul di discendere da Abramo attraverso Isma-
campo di battaglia, si menzionarono questi ele; credono che quel patriarca abbia fon-
quattromila caduti; e oggi si parla solo dei dato la Mecca e che l sia morto. Il fatto
trecento. che la stirpe dIsmaele stata infinitamente
Unaltra azione memorabile, e molto pi favorita da Dio che quella di Giacobbe.
meno celebrata, quella dei cinquanta Entrambe, per la verit, hanno prodotto
Svizzeri che a Morganten misero in rottai dei predoni; ma i predoni arabi si sono di-
lintero esercito dellarciduca Leopoldo mostrati enormemente superiori ai predoni
dAustria, composto da ventimila uomini. ebrei. I discendenti di Giacobbe conqui-
Essi abbatterono da soli la cavalleria a col- starono soltanto una piccolissima regione,
pi di pietra dallalto di una roccia, dando mentre i discendenti dIsmaele hanno con-
tempo a millequattrocento Elvetici di tre quistato una parte dellAsia, dellEuropa e
piccoli cantoni di accorrere per completare dellAfrica, hanno fondato un impero pi
la disfatta dellesercito. vasto di quello dei Romani e scacciato gli
La giornata di Morganten pi bella di Ebrei dalle loro spelonche, che essi chiama-
quella delle Termopili, poich pi bello vano terra promessa.
vincere che essere vinti. Il numero dei Greci Limitandosi a giudicare in base agli esem-
ammontava a diecimila ben armati, ed era pi offerti dalle nostre storie moderne, sem-
impossibile che in una regione montagnosa brerebbe alquanto difficile che Abramo sia
dovessero fronteggiare centomila Persiani. stato il padre di due nazioni tanto diverse; ci
pi che probabile che soltanto trentamila viene detto chegli era nato in Caldea e che
Persiani combatterono; qui, invece, mille- era figlio di un povero vasaio, che si guada-
quattrocento Svizzeri sconfiggono unarma- gnava da vivere modellando piccoli idoli di
ta di ventimila uomini. La proporzione tra il argilla [Gn 11, 28; Gs 24, 2]. Non molto ve-
piccolo numero e il grande accresce ulterior- rosimile che il figlio di quel vasaio sia anda-
mente in maniera proporzionale la gloria to a fondare la Mecca a quattrocento leghe
Ma guarda dove ci ha condotti Abramo. di distanza, sotto il tropico, attraversando
Queste digressioni divertono chi le fa, e deserti impraticabili. Se fu un conquistato-
talvolta chi le legge. Tutti, daltronde, sono re, si deve essere rivolto certamente verso il
incantati nel vedere grandi battaglioni bat- bel paese dellAssiria; e se fu soltanto quel
tuti da quelli piccoli. poveruomo che ci viene dipinto, non deve
aver fondato nessun regno lontano da casa
Sezione II propria.
La Genesi riferisce chegli aveva settanta-
In Asia Minore e in Arabia, Abramo uno cinque anni quando, dopo la morte di suo
dei quei nomi celebri, come Thoth per gli padre Terach il vasaio, lasci il paese di Car-
Egizi, il primo Zoroastro in Persia, Ercole ran: la stessa Genesi, per, dice altres che,
in Grecia, Orfeo in Tracia, Odino presso i dopo aver generato Abramo a settantanni,
popoli del Nord, e tanti altri noti grazie alla Terach visse fino a duecentocinque anni, e
loro fama pi che sulla base di una storia poi che Abramo part da Carran [Gn 12, 4;
davvero accertata. Mi sto limitando a par- 11, 26 e 32]; questo sembra voler dire che ci
lare, qui, della storia profana; per quanto avvenne dopo la morte del padre.
concerne, infatti, quella degli Ebrei, nostri O lautore non sa proprio costruire il rac-
maestri e nostri nemici, cui crediamo e che conto, o dalla Genesi stessa risulta chiaro
detestiamo, siccome la storia di quel popolo che Abramo aveva centotrentacinque anni
stata palesemente scritta dallo Spirito San- quando abbandon la Mesopotamia. Pass
to, nei suoi riguardi nutriamo i sentimenti da un paese che viene detto idolatra a un
che dobbiamo nutrire. Qui, consideriamo altro paese idolatra chiamato Sichem in
i
Nel 1315.
abraham 48 abraham

tine. Pourquoi y alla-t-il? pourquoi quitta-t- le dsert horrible de Cads avec sa femme
il les bords fertiles de lEuphrate pour une grosse, toujours jeune et toujours jolie.
contre aussi loigne, aussi strile, aussi Un roi de ce dsert ne manqua pas dtre
pierreuse que celle de Sichem? La langue amoureux de Sara comme le roi dgypte
chaldenne devait tre fort diffrente de lavait t. Le pre des croyants fit le mme
celle de Sichem, ce ntait point un lieu de mensonge quen gypte: il donna sa femme
commerce; Sichem est loign de la Chalde pour sa sur, et eut encore de cette affaire
de plus de cent lieues; il faut passer des d- des brebis, des bufs, des serviteurs, et des
serts pour y arriver; mais Dieu voulait quil servantes. On peut dire que cet Abraham
fit ce voyage, il voulait lui montrer la terre devint fort riche du chef de sa femme. Les
que devaient occuper ses descendants plu- commentateurs ont fait un nombre prodi-
sieurs sicles aprs lui. Lesprit humain com- gieux de volumes pour justifier la conduite
prend avec peine les raisons dun tel voyage. dAbraham, et pour concilier la chronolo-
A peine est-il arriv dans le petit pays gie. Il faut donc renvoyer le lecteur ces
montagneux de Sichem que la famine len commentaires. Il sont tous composs par
fait sortir. Il va en gypte avec sa femme des esprits fins et dlicats, excellents mta-
chercher de quoi vivre. Il y a deux cents physiciens, gens sans prjugs, et point du
lieues de Sichem Memphis; est-il naturel tout pdantsi.
quon aille demander du bl si loin et dans Au reste ce nom Bram, Abram, tait
un pays dont on nentend point la langue? fameux dans lInde et dans la Perse: plu-
Voil dtranges voyages entrepris lge de sieurs doctes prtendent mme que ctait
prs de cent quarante annes. le mme lgislateur que les Grecs appelrent
Il amne Memphis sa femme Sara, qui Zoroastre. Dautres disent que ctait le Bra-
tait extrmement jeune, et presque enfant ma des Indiens: ce qui nest pas dmontrii.
en comparaison de lui, car elle navait que Mais ce qui parat fort raisonnable beau-
soixante-cinq ans. Comme elle tait trs coup de savants, cest que cet Abraham tait
belle, il rsolut de tirer parti de sa beaut: Chalden ou Persan: les Juifs, dans la suite
Feignez que vous tes ma sur, lui dit-il, des temps, se vantrent den tre descendus,
afin quon me fasse du bien cause de vous. comme les Francs descendent dHector, et
Il devait bien plutt lui dire: Feignez que les Bretons de Tubal. Il est constant que la
vous tes ma fille. Le roi devint amoureux nation juive tait une horde trs moderne;
de la jeune Sara, et donna au prtendu frre quelle ne stablit vers la Phnicie que
beaucoup de brebis, de bufs, dnes, trs tard; quelle tait entoure de peuples
dnesses, de chameaux, de serviteurs, de anciens; quelle adopta leur langue; quelle
servantes: ce qui prouve que lgypte ds prit deux jusquau nom dIsral, lequel est
lors tait un royaume trs puissant et trs chalden, suivant le tmoignage mme du
polic, par consquent trs ancien, et quon juif Flavius Josphe. On sait quelle prit
rcompensait magnifiquement les frres jusquaux noms des anges chez les Babylo-
qui venaient offrir leurs surs aux rois de niens; quenfin elle nappela Dieu du nom
Memphis. dlo, ou Eloa, dAdona, de Jehova ou
La jeune Sara avait quatre-vingt-dix ans Hiao, que daprs les Phniciens.
quand Dieu lui promit quAbraham, qui en Elle ne connut probablement le nom
avait alors cent soixante, lui ferait un enfant dAbraham ou dIbrahim que par les Baby-
dans lanne. loniens; car lancienne religion de toutes les
Abraham, qui aimait voyager, alla dans contres, depuis lEuphrate jusqu lOxus,

i
Fin de larticle en 1764. (B.) vants, jusqu la fin del larticle, furent ajout en
ii
Fin de larticle en 1765. Les paragraphes sui- 1767 (B.)
abramo 49 abramo

Palestina. Perch vi si rec? Perch lasci spaventoso deserto di Cades con la moglie
le fertili rive dellEufrate per una contrada incinta, sempre giovane e sempre attraente.
tanto lontana, sterile, pietrosa come quella Un re di quel deserto, come gi il re dE-
di Sichem? La lingua caldea doveva essere gitto, non manc dinnamorarsi di Sara. Il
molto diversa da quella di Sichem, che non padre dei credenti ment come aveva fatto in
era un centro di commerci; Sichem lonta- Egitto [Gn 20, 2]: present la propria moglie
na pi di cinquecento leghe dalla Caldea; come sorella, e anche questa volta ne ricav
bisogna attraversare alcuni deserti per giun- pecore, buoi, servi e serve. Si pu dire che
gervi; ma Dio voleva chegli facesse quel Abramo divenne molto ricco grazie a sua
viaggio, voleva mostrargli la terra che i suoi moglie. I commentatori hanno scritto un
discendenti avrebbero occupato molti secoli enorme numero di volumi per giustificare
dopo di lui. Lo spirito umano comprende a la condotta di Abramo e per fa coincidere la
stento i motivi di un simile viaggio. cronologia. Bisogna dunque rinviare il letto-
Non appena giunto nella piccola regione re a tali commenti, che sono tutti composti
montuosa di Sichem, la carestia lo costringe da spiriti raffinati e squisiti, eccellenti me-
a partire. Si reca in Egitto con sua moglie tafisici, individui privi di pregiudizi, e per
per cercare di che vivere [Gn 12, 6-10]. Ci nulla pedantii.
sono duecento leghe da Sichem a Menfi; Del resto, il nome Bram, Abram era fa-
normale andare a cercare del grano cos moso in India e in Persia: parecchi eruditi
lontano e in un paese di cui non si capisce la sostengono addirittura che fosse lo stesso
lingua? Strani, questi viaggi intrapresi alle- legislatore che i Greci chiamarono Zoroa-
t di quasi centoquarantanni. stro. Altri dicono che fosse il Brama degli
Conduce a Menfi la propria moglie Sara, Indiani: la cosa non dimostrataii.
che era estremamente giovane, e quasi una A molti eruditi, per, parve molto ragio-
bambina in confronto a lui, dato che ave- nevole che quellAbramo fosse Caldeo o
va solo sessantacinque anni. Siccome era Persiano: nelle epoche successive, gli Ebrei
molto bella, egli decise di approfittare della si vantarono di esserne i discendenti, come
sua bellezza: Fingete di essere mia sorel- i Franchi discendono da Ettore e i Breto-
la le dice lui , affinch io venga trattato ni da Tubal 27. accertato che la nazione
bene grazie a voi. Avrebbe dovuto dirle ebraica fosse unorda molto recente; che si
piuttosto: Fingete di essere mia figlia. Il stabil dalle parti della Fenicia solo molto
re sinnamor della giovane Sara e don al tardi; che era circondata da popoli antichi;
presunto fratello molte pecore, buoi, asine, che essa ne adott la lingua; che deriv da
asine, cammelli, servi, serve [Gn 12, 11-16]: loro il nome Israele, che caldeo, stando
ci dimostra che lEgitto era gi allora un alla testimonianza stessa dellebreo Flavio
regno molto potente e civilizzato, quindi Giuseppe28. noto che essa prese perfino i
molto antico, e che i fratelli che andavano a nomi degli angeli dai Babilonesi; che, infine,
offrire le proprie sorelle ai re di Menfi veni- solo imitando i Fenici, essa chiam Dio con
vano ricompensati con munificenza. il nome di Eloi, o Eloa, di Adonai, di Geova
La giovane Sara aveva novantanni quan- o Jao.
do Dio le promise che Abramo, il quale al- Essa probabilmente conobbe il nome di
lora ne aveva centosessanta, le avrebbe dato Abramo, o Ibrahim, solo grazie ai Babilone-
un figlio entro lanno [Gn 17, 17]. si; infatti, lantica religione di tutte le contra-
Abramo, che amava viaggiare, and nello de dallEufrate fino allOsso era chiamata

i
Qui terminava il testo nelledizione 1764. (B.) 27
Si vedano le voci Francese e Celti; Tubal-Caino
ii
Qui terminava il testo nelledizione 1765. I sarebbe uno dei tre figli di Iafet.
paragrafi seguenti, fino alla conclusione, vennero 28
Nelledizione del 1764 Voltaire menzionava
aggiunti nelledizione 1767. (B.) Filone; in realt per tutto questo passo, il rimando
allapologia Contro Apione di Flavio Giuseppe.
abraham 50 abraham

tait appele Kish-Ibrahim, Milat-Ibrahim. aeul, et quAzar tait son pre; en quoi ils
Cest ce que toutes les recherches faites sur ont t suivis par plusieurs chrtiens. Il y
les lieux par le savant Hyde nous confirment. a parmi les interprtes quarante-deux opi-
Les Juifs firent donc de lhistoire et de nions sur lanne dans laquelle Abraham
la fable ancienne ce que leurs fripiers font vint au monde, et je nen hasarderai pas
de leurs vieux habits; ils les retournent et une quarante-troisime; il parat mme par
les vendent comme neufs le plus chrement les dates quAbraham a vcu soixante ans
quils peuvent. plus que le texte ne lui en donne: mais des
Cest un singulier exemple de la stupi- mcomptes de chronologie ne ruinent point
dit humaine, que nous ayons si longtemps la vrit dun fait, et quand le livre qui parle
regard les Juifs comme une nation qui avait dAbraham ne serait pas sacr comme ltait
tout enseign aux autres, tandis que leur his- la loi, ce patriarche nen existerait pas moins;
torien Josphe avoue lui-mme le contraire. les Juifs distinguaient entre des livres crits
Il est difficile de percer dans les tnbres par des hommes dailleurs inspirs et des
de lantiquit; mais il est vident que tous livres inspirs en particulier. Leur histoire,
les royaumes de lAsie taient trs florissants quoique lie leur loi, ntait pas cette loi
avant que la horde vagabonde des Arabes mme. Quel moyen de croire en effet que
appels Juifs possdt un petit coin de terre Dieu et dict de fausses dates?
en propre, avant quelle et une ville, des Philon le Juif et Suidas rapportent que
lois, et une religion fixe. Lors donc quon Thar, pre ou grand-pre dAbraham, qui
voit un ancien rite, une ancienne opinion demeurait Ur en Chalde, tait un pauvre
tablie en gypte ou en Asie, et chez les homme qui gagnait sa vie faire de petites
Juifs, il est bien naturel de penser que le pe- idoles, et qui tait lui-mme idoltre.
tit peuple nouveau, ignorant, grossier, tou- Sil est ainsi, cette antique religion des Sa-
jours priv des arts, a copi, comme il a pu, bens qui navaient point didoles, et qui v-
la nation antique, florissante et industrieuse. nraient le ciel, ntait pas encore peut-tre
Cest sur ce principe quil faut juger la tablie en Chalde; ou si elle rgnait dans
Jude, la Biscaye, Cornouailles, Bergame le une partie de ce pays, lidoltrie pouvait fort
pays dArlequin, etc.: certainement la triom- bien en mme temps dominer dans lautre.
phante Rome nimita rien de la Biscaye, de Il semble que dans ce temps-l chaque
Cornouailles, ni de Bergame; et il faut tre petite peuplade avait sa religion. Toutes
ou un grand ignorant on un grand fripon, taient permises, et toutes taient paisi-
pour dire que les Juifs enseignrent les blement confondues, de la mme manire
Grecs. que chaque famille avait dans lintrieur ses
usages particuliers. Laban, le beau-pre de
(Article tir de M. Frret.)
Jacob, avait des idoles. Chaque peuplade
Section III trouvait bon que la peuplade voisine et ses
dieux, et se bornait croire que le sien tait
Il ne faut pas croire quAbraham ait t seu- le plus puissant.
lement connu des Juifs: il est rvr dans Lcriture dit que le Dieu des Juifs, qui
toute lAsie et jusquau fond des Indes. Ce leur destinait le pays de Chanaan, ordonna
nom, qui signifie pre dun peuple, dans plus Abraham de quitter le pays fertile de la
dune langue orientale, fut donn un habi- Chalde, pour aller vers la Palestine, et lui
tant de la Chalde, de qui plusieurs nations promit quen sa semence toutes les nations
se sont vantes de descendre. Le soin que de la terre seraient bnites. Cest aux tho-
prirent les Arabes et les Juifs dtablir leur logiens quil appartient dexpliquer, par
descendance de ce patriarche, ne permet lallgorie et par le sens mystique, comment
pas aux plus grands pyrrhoniens de douter toutes les nations pouvaient tre bnites
quil y ait eu un Abraham. dans une semence dont elles ne descen-
Les livres hbreux le font fils de Thar, daient pas; et ce sens mystique respectable
et les Arabes disent que ce Thar tait son nest pas lobjet dune recherche purement
abramo 51 abramo

Kish-Ibrahim, Milat-Ibrahim. quanto ci Terach, mentre gli Arabi dicono che quel
confermano tutte le ricerche condotte sui Terach fosse un suo antenato, e che suo pa-
luoghi dal dotto Hyde. dre fosse Azar; su questo punto, essi sono
Gli Ebrei, dunque, fecero con la storia e la stati seguiti da parecchi cristiani. Tra gli in-
favole antiche ci che i loro rigattieri fanno terpreti esistono quarantadue opinioni cir-
con glabiti vecchi; li rivoltano e li vendono ca lanno in cui Abramo venne al mondo,
come nuovi al prezzo pi caro possibile. e non mi azzarder a suggerirne una qua-
un singolare esempio di stupidit uma- rantatreesima; dalle date, sembra per che
na aver considerato, come abbiamo fatto Abramo abbia vissuto sessantanni di pi di
noi per tanto tempo, gli Ebrei una nazione quelli che il testo gli attribuisce: ma qualche
che aveva insegnato tutto alle altre, mentre errore di calcolo non inficia la verit di un
anche il loro storico Giuseppe confessa il fatto, e anche se il libro che parla di Abramo
contrario. non fosse sacro come lo era la legge, quel pa-
difficile penetrare nelle tenebre dellan- triarca comunque esistito; gli Ebrei distin-
tichit; evidente, per, che tutti i regni guevano tra libri scritti da uomini, peraltro
dellAsia erano molto fiorenti prima che lor- ispirati, e libri propriamente ispirati. La loro
da nomade di quegli Arabi chiamati Ebrei storia, bench legata alla loro legge, non era
possedesse un angolino di terra propria, la legge stessa. Daltronde come si pu cre-
prima che essa avesse una citt, delle leggi, dere che Dio abbia dettato date false?
e una religione definita. Quando, dunque, Filone Ebreo e Suida riferiscono che Te-
sincontra un antico rito, unantica creden- rach, padre o nonno di Abramo, il quale abi-
za tanto in Egitto o in Asia che presso gli tava a Ur in Caldea, era un poveruomo che
Ebrei, del tutto naturale pensare che il pic- si guadagnava da vivere modellando piccoli
colo popolo recente, ignorante, grossolano, idoli, e che era lui stesso un idolatra.
che mai conobbe le arti, abbia copiato, come Se cos, lantica religione dei Sabei, che
ha potuto, la nazione pi antica, fiorente e non avevano idoli e veneravano il cielo, non
industriosa. si era forse ancora affermata in Caldea; op-
in base a tale principio che bisogna pure, se essa era dominante in una parte
giudicare la Giudea, la Biscaglia, la Corno- del paese, lidolatria poteva benissimo do-
vaglia, Bergamo, paese di Arlecchino, ecc.: minare, nello stesso tempo, in unaltra. Pare
certamente Roma trionfante non imit nulla che, a quei tempi, ogni piccola trib avesse
della Biscaglia, della Cornovaglia, n di Ber- la propria religione. Tutte erano ammesse,
gamo; e bisogna essere o un grande ignoran- e tutte erano pacificamente mescolate, cos
te o un gran furfante per dire che gli Ebrei come ogni famiglia, al proprio interno, ave-
insegnarono ai Greci. va le proprie abitudini particolari. Labano,
suocero di Giacobbe, conservava degli idoli.
(Articolo tratto da Frret)
Ogni trib trovava giusto che la trib vicina
Sezione III avesse i suoi propri di, e si limitava a cre-
dere che il proprio dio fosse il pi potente.
Non bisogna credere che Abramo fosse La Scrittura dice che il Dio degli Ebrei,
noto solo agli Ebrei: egli venerato in tutta che destinava loro il paese di Canaan, or-
lAsia e perfino in India. Questo nome, che din ad Abramo di abbandonare la fertile
in varie lingue orientali significa padre di un regione della Caldea per andare verso la
popolo, fu dato a un abitante della Caldea, Palestina, promettendogli che tutte le na-
da cui parecchie nazioni si sono vantate di zioni della sua stirpe sarebbero state bene-
discendere. La cura di Arabi ed Ebrei nel dette. Spetta ai teologi spiegare, ricorrendo
dimostrare la loro discendenza da questo allallegoria o al senso mistico, in che modo
patriarca non permette, nemmeno ai pi potevano essere benedette tutte le nazioni
accaniti pirroniani, di dubitare che sia esi- di una stirpe dalla quale non discendevano;
stito un Abramo. ma questo rispettabile senso mistico non
I libri ebraici lo presentano come figlio di costituisce loggetto di unindagine mera-
abraham 52 abraham

critique. Quelque temps aprs ces pro- lhistorique nexigeait pas le mme respect.
messes, la famille dAbraham fut afflige Ils taient pour ces anciens livres dans le
de la famine, et alla en gypte pour avoir cas des Anglais, qui admettaient les lois de
du bl: cest une destine singulire que les saint douard, et qui ne croyaient pas tous
Hbreux naient jamais t en gypte que absolument que saint douard gurt des
presss par la faim; car Jacob y envoya de- crouelles; ils taient dans le cas des Ro-
puis ses enfants pour la mme cause. mains, qui, en obissant leurs premires
Abraham, qui tait fort vieux, fit donc lois, ntaient pas obligs de croire au mi-
ce voyage avec Sara sa femme, ge de racle du crible rempli deau, du vaisseau tir
soixante et cinq ans; elle tait trs belle, et au rivage par la ceinture dune vestale, de la
Abraham craignait que les gyptiens, frap- pierre coupe par un rasoir, etc. Voil pour-
ps de ses charmes, ne le tuassent pour jouir quoi Josphe lhistorien, trs attach son
de cette rare beaut: il lui proposa de passer culte, laisse ses lecteurs la libert de croire
seulement pour sa sur, etc. Il faut qualors ce quils voudront des anciens prodiges quil
la nature humaine et une vigueur que le rapporte; voil pourquoi il tait trs permis
temps et la mollesse ont affaiblie depuis; aux Saducens de ne pas croire aux anges,
cest le sentiment de tous les anciens: on a quoiquil soit si souvent parl des anges
prtendu mme quHlne avait soixante et dans lAncien Testament; mais il ntait pas
dix ans quand elle fut enleve par Pris. Ce permis ces Saducens de ngliger les ftes,
quAbraham avait prvu arriva: la jeunesse les crmonies et les abstinences prescrites.
gyptienne trouva sa femme charmante mal- Cette partie de lhistoire dAbraham, cest-
gr les soixante et cinq ans; le roi lui-mme -dire ses voyages chez les rois dgypte et
en fut amoureux et la mit dans son srail, de Phnicie, prouve quil y avait de grands
quoiquil y eut probablement des filles plus royaumes dj tablis quand la nation juive
jeunes; mais le Seigneur frappa le roi et tout existait dans une seule famille; quil y avait
son srail de trs grandes plaies. Le texte ne dj des lois, puisque sans elles un grand
dit pas comment le roi sut que cette beaut royaume ne peut subsister; que par cons-
dangereuse tait la femme dAbraham; mais quent la loi de Mose, qui est postrieure, ne
enfin il le sut et la lui rendit. peut tre la premire. Il nest pas ncessaire
Il fallait que la beaut de Sara fut inalt- quune loi soit la plus ancienne de toutes
rable; car vingt-cinq ans aprs, tant grosse pour tre divine, et Dieu est sans doute le
quatre-vingt-dix ans, et voyageant avec matre des temps. Il est vrai quil paratrait
son mari chez un roi de Phnicie nomm plus conforme aux faibles lumires de notre
Abimlech, Abraham, qui ne stait pas raison que Dieu, ayant une loi donner
corrig, la fit encore passer pour sa sur. lui-mme, let donne dabord tout le
Le roi phnicien fut aussi sensible que le roi genre humain; mais sil est prouv quil se
dgypte: Dieu apparut en songe cet Abi- soit conduit autrement, ce nest pas nous
mlech, et le menaa de mort sil touchait linterroger.
sa nouvelle matresse. Il faut avouer que la Le reste de lhistoire dAbraham est sujet
conduite de Sarai tait aussi trange que la de grandes difficults. Dieu, qui lui apparat
dure de ses charmes. souvent, et qui fait avec lui plusieurs traits,
La singularit de ces aventures tait pro- lui envoya un jour trois anges dans la valle
bablement la raison qui empchait les Juifs de Mambr; le patriarche leur donne man-
davoir la mme espce de foi leurs his- ger du pain, un veau, du beurre et du lait.
toires qu leur Lvitique. Il ny avait pas un Les trois esprits dnent, et aprs le dner on
seul iota de leur loi quils ne crussent: mais fait venir Sara, qui avait cuit le pain. Lun de
abramo 53 abramo

mente critica 29. Qualche tempo dopo tali fede che essi nutrivano per il Levitico. Non
promesse, la famiglia di Abramo fu colpita cera una iota della loro legge cui essi non
dalla carestia, e si rec in Egitto per cerca- credessero: la storia, invece, non esigeva il
re del grano: curioso destino, quello degli medesimo rispetto. Nei confronti di quegli
Ebrei, che sono andati in Egitto sempre e antichi libri, si trovavano nella stessa situa-
solo spinti dalla fame; successivamente, in- zione degli Inglesi, che accettavano le legge
fatti, Giacobbe vi mand i propri figli per la di santEdoardo, ma non tutti credevano
stessa ragione. ciecamente che santEdoardo guarisse la
Abramo, che era molto vecchio, fece dun- scrofola30; costoro si trovavano nella stessa
que quel viaggio insieme alla moglie Sara, situazione dei Romani, i quali, obbedendo
di sessantanni; costei era molto bella, e alle loro leggi originarie, non erano obbli-
Abramo temeva che gli Egizi, colpiti dalla gati a credere al miracolo del setaccio pie-
sua avvenenza, lo uccidessero per godere no dacqua, della nave tratta a riva con la
di quella rara belt: egli le sugger di farsi cintura di una vestale, della pietra tagliata
passare per sua sorella, ecc. Si vede che al- con un rasoio, ecc.31 Ecco perch lo stori-
lora la natura umana aveva un vigore che il co Giuseppe, molto legato al proprio culto,
tempo e la mollezza hanno poi infiacchito; lascia ai lettori la libert di credere ci che
questa lopinione di tutti gli antichi: sta- vogliono a proposito degli antichi prodigi
to affermato che Elena avesse settantanni chegli riferisce; ecco perch ai Sadducei era
quando venne rapita da Paride. Accadde ci concesso di non credere agli angeli, bench
che Abramo aveva previsto: i giovani egizi nellAntico Testamento si parli tanto spesso
trovarono incantevole sua moglie, malgrado di angeli; ma a quegli stessi Sadducei non
i suoi sessantacinque anni; il re stesso se ne era permesso di trascurare le feste, le ceri-
innamor e la prese nel proprio serraglio, monie e le astinenze prescritte.
bench probabilmente vi si trovassero fan- Questa parte della storia di Abramo, ossia
ciulle pi giovani; ma il Signore scagli sul i suoi viaggi presso i re dEgitto e di Feni-
re e su tutto il suo serraglio terribili piaghe. cia, dimostra che, quando la nazione ebraica
Il testo non dice in che modo il re apprese consisteva in una sola famiglia, esistevano
che quella pericolosa bellezza fosse la mo- grandi regni gi costituiti; che esistevano
glie di Abramo; ma comunque lo venne a gi delle leggi, dato che senza di esse un
sapere e gliela restitu. grande regno non pu sussistere; che, di
La bellezza di Sara doveva proprio essere conseguenza, la legge di Mos, essendo
inalterabile, perch, venticinque anni pi posteriore, non pu essere la prima. Non
tardi, incinta a novantanni, mentre era in necessario che una legge sia la pi antica di
viaggio con il marito presso un re della Feni- tutte per essere divina, e Dio sicuramente
cia di nome Abimelech, Abramo, che non si il padrone del tempo. vero che sembrereb-
era corretto, la present nuovamente come be pi conforme ai deboli lumi della nostra
sua sorella. Il re fenicio ne fu impressionato ragione che Dio, dovendo dare una legge, la
quanto il re dEgitto: Dio apparve in sogno a desse innanzitutto allintero genere umano;
questo Abimelech, e lo minacci di morte se ma se comprovato chegli ha agito diversa-
avesse toccato la sua nuova amante. Bisogna mente, non sta a noi porgli domande.
riconoscere che il comportamento di Sara Il resto della storia di Abramo presenta
era tanto strano quanto la sua perdurante gravi difficolt. Un giorno, Dio, che gli ap-
avvenenza. pare cos spesso e stringe con lui vari patti,
La stranezza di queste avventure era sped da lui tre angeli nella valle di Mamre;
probabilmente la causa che impediva agli il patriarca d loro da mangiare pane, un
Ebrei di nutrire per le proprie storie la stessa vitello, burro e latte. I tre spiriti pranzano,
29
Si vedano le voci Allogorie, Emblema e Figura, 31
Si veda la voce Storia, sez. I.
Figura, in teologia,
30
Si veda la voce Scrofola.
abraham 54 abraham

ces anges, que le texte appelle le Seigneur, la race du patriarche, et cependant Isaac
lternel, promet Sara que dans un an nest le pre que dune nation malheureuse
elle aura un fils. Sara, qui avait alors quatre- et mprisable, longtemps esclave, et plus
vingt-quatorze ans, et dont le mari tait g longtemps disperse. Ismal, au contraire,
de prs de cent annesi, se mit rire de la est le pre des Arabes, qui ont enfin fond
promesse; preuve quelle avouait sa dcr- lempire des califes, un des plus puissants et
pitude, preuve que, selon lcriture mme, des plus tendus de lunivers.
la nature humaine ntait pas alors fort dif- Les musulmans ont une grande vnra-
frente de ce quelle est aujourdhui. Cepen- tion pour Abraham, quils appellent Ibra-
dant cette mme dcrpite, devenue grosse, him. Ceux qui le croient enterr Hbron
charme lanne suivante le roi Abimlech, y vont en plerinage; ceux qui pensent que
comme nous lavons vu. Certes, si on regarde son tombeau est la Mecque, ly rvrent.
ces histoires comme naturelles, il faut avoir Quelques anciens Persans ont cru quAbra-
une espce dentendement tout contraire ham tait le mme que Zoroastre. Il lui est
celui que nous avons, ou bien il faut regar- arriv la mme chose qu la plupart des
der presque chaque trait de la vie dAbra- fondateurs des nations orientales, auxquels
ham comme un miracle, ou il faut croire que on attribuait diffrents noms et diffrentes
tout cela nest quune allgorie: quelque parti aventures; mais, par le texte de lcriture, il
quon prenne, on sera encore trs embar- parat quil tait un de ces Arabes vagabonds
rass. Par exemple, quel tour pourrons-nous qui navaient pas de demeure fixe.
donner la promesse que Dieu fait Abra- On le voit natre Ur en Chalde, aller
ham de linvestir lui et sa postrit de toute la Haran, puis en Palestine, en gypte, en
terre de Chanaan que jamais ce Chalden ne Phnicie, et enfin tre oblig dacheter un
possda? cest l une de ces difficults quil spulcre Hbron.
est impossible de rsoudre. Une des plus remarquables circonstances
Il parat tonnant que Dieu ayant fait de sa vie, cest qu lge de quatre-vingt-
natre Isaac dune femme de quatre-vingt- dix-neuf ans, nayant point encore engendr
quinze ans et dun pre centenaire, il ait Isaac, il se fit circoncire, lui et son fils Ismal,
ensuite ordonn au pre dgorger ce mme et tous ses serviteurs. Il avait apparemment
enfant quil lui avait donn contre toute at- pris cette ide chez les gyptiens. Il est
tente. Cet ordre trange de Dieu semble faire difficile de dmler lorigine dune pareille
voir que, dans le temps o cette histoire fut opration. Ce qui parat le plus probable,
crite, les sacrifices de victimes humaines cest quelle fut invente pour prvenir les
taient en usage chez les Juifs, comme ils abus de la pubert. Mais pourquoi couper
le devinrent chez dautres nations, tmoin son prpuce cent ans?
le vu de Jepht. Mais on peut dire que On prtend, dun autre ct, que les
lobissance dAbraham, prt de sacrifier prtres seuls dgypte taient ancienne-
son fils au Dieu qui le lui avait donn, est ment distingus par cette coutume. Ctait
une allgorie de la rsignation que lhomme un usage trs ancien en Afrique et dans une
doit aux ordres de ltre suprme. partie de lAsie, que les plus saints person-
Il y a surtout une remarque bien impor- nages prsentassent leur membre viril
tante faire sur lhistoire de ce patriarche, baiser aux femmes quils rencontraient. On
regard comme le pre des Juifs et des portait en procession, en gypte, le phal-
Arabes. Ses principaux enfants sont Isaac, lum, qui tait un gros Priape. Les organes
n de sa femme par une faveur miracu- de la gnration taient regards comme
leuse de la providence, et Ismal, n de quelque chose de noble et de sacr, comme
sa servante. Cest dans Isaac quest bnie un symbole de la puissance divine; on jurait
i
Il devait mme avoir alors cent quarante-trois
ans, suivant quelques interprtes. (Voyez la pre-
mire section.) (K.)
abramo 55 abramo

e dopo pranzo fanno chiamare Sara, che nato dalla serva. in Isacco che la stirpe
aveva cotto il pane. Uno degli angeli, che il del patriarca benedetta, e tuttavia Isacco
testo chiama il Signore, lEterno, promette solo il padre di una nazione sventurata e
a Sara che, entro un anno, avr un figlio. spregevole, a lungo schiava, e pi a lungo
Sara, che allepoca aveva novantaquattro ancora dispersa. Ismaele, invece, il padre
anni e il cui marito ne aveva quasi centoi, degli Arabi, che hanno fondato limpero
si mette a ridere, prova, questa, che, secon- dei califfi, uno dei pi potenti e pi vasti
do la Scrittura stessa, la natura umana non delluniverso.
era allora tanto diversa da ci che oggi. I musulmani nutrono una grande venera-
Tuttavia, come abbiamo visto, proprio co- zione per Abramo, che essi chiamano Ibra-
stei, decrepita, e incinta, affascin lanno him. Coloro che credono chegli sia sepolto
seguente il re Abimelech. Certo che, se si a Ebron vi si recano in pellegrinaggio; quelli
ritengono naturali queste storie, bisogna che pensano che la sua tomba si trovi alla
avere un modo di pensare del tutto opposto Mecca, lo venerano l.
al nostro, oppure bisogna considerare quasi Alcuni antichi Persiani hanno creduto
ogni tratto della vita di Abramo come un che Abramo fosse Zoroastro. capitato a
miracolo, oppure bisogna credere che tutto lui quello che capitato alla maggior parte
ci sia soltanto unallegoria: qualunque scel- dei fondatori delle nazioni orientali, ai quali
ta si faccia, c ancora da rimanere alquanto vengono attribuiti nomi diversi e differenti
perplessi. Per esempio, che senso potremmo avventure; ma, stando al testo della Scrittu-
dare alla promessa che Dio fa ad Abramo di ra, sembra chegli fosse uno di quegli Arabi
consegnare a lui e alla sua discendenza tutta nomadi privi di una dimora stabile.
la terra di Canaan di cui quel Caldeo mai Lo si vede nascere a Ur in Caldea, anda-
dispose? Questa una di quelle difficolt re a Carran, poi in Palestina, in Egitto, in
impossibili da risolvere. Fenicia, e alla fine lo si vede costretto ad
Stupisce che Dio, facendo nascere Isacco acquistare un sepolcro a Ebron.
da una donna di novantacinque anni e da Uno dei fatti pi notevoli della sua vita
un padre centenario, abbia poi ordinato a che, allet di novantanove anni, non avendo
questultimo di sgozzare quello stesso figlio ancora generato Isacco, si fece circoncidere,
che gli aveva concesso contro ogni aspet- insieme al figlio Ismaele e a tutti i servitori.
tativa. Questo strano ordine di Dio pare A quanto pare aveva preso questidea dagli
dimostrare che, al tempo in cui fu scritta Egizi. difficile appurare lorigine di tale
questa storia, i sacrifici di vittime umane operazione. La cosa pi probabile che sia
fossero in uso presso gli Ebrei, come poi stata inventata per prevenire gli eccessi della
lo diventarono presso altre nazioni, come pubert. Ma perch tagliarsi il prepuzio a
testimonia il voto di Iefte32. Ma si pu dire centanni?
che lobbedienza di Abramo, pronto a sacri- Daltra parte, si sostiene che anticamen-
ficare proprio figlio al Dio che glielo aveva te solo i sacerdoti egizi si distinguessero
donato, sia unallegoria della rassegnazione in base a tale pratica. In Africa e in una
di cui luomo deve dar prova davanti agli parte dellAsia, era uso antichissimo che i
ordini dellEssere supremo. personaggi pi santi offrissero alle donne
C soprattutto unimportante osserva- che incontravano il proprio membro virile
zione da fare sulla storia di questo patriar- da baciare. In Egitto veniva portato in pro-
ca, considerato come il padre degli Ebrei cessione il phallum, che era un grosso Pria-
e degli Arabi. I suoi figli principali sono po. Gli organi della riproduzione venivano
Isacco, nato da sua moglie per una grazia considerati come qualcosa di nobile e sacro,
miracolosa della provvidenza, e Ismaele, come un simbolo della potenza divina; si
i
Secondo alcuni interpreti, egli doveva avere 32
Si veda la voce Iefte.
allepoca centoquarantatre anni (Si veda la prima
sezione). (K.)
abraham 56 abus

par eux, et lorsque lon faisait un serment jourdhui peut-tre la nation de la terre la
quelquun, on mettait la main ses testi- moins infortune, parce que nous sommes
cules; cest peut-tre mme de cette ancienne la plus tranquille. Le Japonais en dira peu
coutume quils tirrent ensuite leur nom, prs autant. LAnglais dira: Nous sommes
qui signifie tmoins, parce quautrefois ils puissants sur mer et assez notre aise sur
servaient ainsi de tmoignage et de gage. terre. Peut-tre dans dix mille ans perfec-
Quand Abraham envoya son serviteur tionnerons-nous nos usages. Le grand secret
demander Rbecca pour son fils Isaac, le est dtre encore mieux que les autres avec
serviteur mit la main aux parties gnitales des abus normes.
dAbraham, ce quon a traduit par le mot Nous ne parlerons ici que de lappel
cuissei. comme dabus.
On voit par l combien les murs de Cest une erreur de penser que matre
cette haute antiquit diffraient en tout des Pierre de Cugnires, chevalier s lois, avo-
ntres. Il nest pas plus tonnant aux yeux cat du roi au parlement de Paris, ait appel
dun philosophe quon ait jur autrefois par comme dabus en 1330, sous Philippe de
cette partie que par la tte, et il nest pas Valois. La formule dappel comme dabus
tonnant que ceux qui voulaient se distin- ne fut introduite que sur la fin du rgne de
guer des autres hommes, missent un signe Louis XII. Pierre Cugnires fit ce quil put
cette partie rvre. pour rformer labus des usurpations eccl-
La Genseii dit que la circoncision fut un siastiques dont les parlements, tous les juges
pacte entre Dieu et Abraham, et elle ajoute sculiers, et tous les seigneurs hauts justi-
expressment quon fera mourir quiconque ciers, se plaignaient; mais il ny russit pas.
ne sera pas circoncis dans la maison. Ce- Le clerg navait pas moins se plaindre
pendant on ne dit point quIsaac lait t, des seigneurs, qui ntaient, aprs tout, que
et il nest plus parl de circoncision jusquau des tyrans ignorants, qui avaient corrompu
temps de Mose. toute justice; et ils regardaient les ecclsias-
On finira cet article par une autre obser- tiques comme des tyrans qui savaient lire
vation: cest quAbraham ayant eu de Sara et et crire.
dAgar deux fils qui furent chacun le pre Enfin, le roi convoqua les deux parties
dune grande nation, il eut six fils de Cthu- dans son palais, et non pas dans sa cour
ra, qui stabliront dans lArabie; mais leur du parlement comme le dit Pasquier; le roi
postrit na point t clbre. sassit sur son trne, entour des pairs, des
hauts barons, et des grands officiers qui
Abus composaient son conseil.
Vingt vques comparurent; les seigneurs
Vice attach tous les usages, toutes les complaignants apportrent leurs mmoires.
lois, toutes les institutions des hommes; Larchevque de Sens et lvque dAutun
le dtail nen pourrait tre contenu dans parlrent pour le clerg. Il nest point dit
aucune bibliothque. quel fut lorateur du parlement et des sei-
Les abus gouvernent les tats. Optimus gneurs. Il parat vraisemblable que le dis-
ille est qui minimis urgetur. On peut dire cours de lavocat du roi fut un rsum des
aux Chinois, aux Japonais, aux Anglais: allgations des deux parties. Il se peut aussi
Votre gouvernement fourmille dabus que quil et parl pour le parlement et pour
vous ne corrigez point. Les Chinois rpon- les seigneurs, et que ce ft le chancelier
dront: Nous subsistons en corps de peuple qui rsuma les raisons allgues de part et
depuis cinq mille ans, et nous sommes au- dautre. Quoi quil en soit, voici les plaintes

i ii
Gense, XXIV, 2. Gense, XVII, 10-14.
abramo 57 abuso

giurava su di essi, e quando si prestava giu- siamo la pi tranquilla. Il Giapponese dir


ramento a qualcuno, si poneva la propria allincirca lo stesso. LInglese dir: Siamo
mano sui suoi testicoli; forse proprio da potenti sui mari e abbastanza a nostro agio
questa antica usanza che essi in seguito as- sulla terraferma. Forse tra mille anni perfe-
sunsero tale nome, che significa testimoni, zioneremo le nostre usanze. Il grande segre-
perch un tempo servivano come testimo- to stare comunque meglio degli altri pur
nianza e pegno33. Quando Abramo mand tra abusi enormi.
il proprio servo a chiedere Rebecca per il Qui, parleremo soltanto dellappello con-
proprio figlio, il servo pose la propria mano tro gli abusi dautorit ecclesiastica.
sui genitali di Abramo, tradotti con la paro- un errore pensare che, nel 1330, allepo-
la coscia [Gn 24, 2]. ca di Filippo di Valois, mastro Pierre de Cu-
Qui, si vede come i costumi di questa gnires, cavaliere in legge, avvocato del re
remota antichit fossero totalmente diversi al parlamento di Parigi, abbia fatto appello
dai nostri. Agli occhi di un filosofo, non contro gli abusi dautorit ecclesiastica. La
sorprendente che, una volta, si giurasse su formula appello contro gli abusi dautorit
questa parte pi di quanto lo sia giurare ecclesiastica fu introdotta solo alla fine del
sulla testa, e non sorprende che chi volesse regno di Luigi XII. Pierre Cugnires fece il
distinguersi dagli altri uomini apponesse un possibile per riformare labuso delle usur-
segno su quella parte venerabile. pazioni ecclesiastiche contro cui recrimina-
La Genesi dice che la circoncisione san- vano i parlamenti, tutti i giudici secolari e
c un patto tra Dio e Abramo, e aggiunge tutti i gran signori che amministravano la
esplicitamente che chiunque nella casa non giustizia; ma non ci riusc.
sar circonciso verr messo a morte [Gn 17, Anche il clero aveva buone ragioni di
10-14]. Tuttavia non dice che Isacco sia stato recriminare contro i signori, i quali, dopo
circonciso, e fino ai tempi di Mos non si tutto, non erano altro che tiranni ignoranti,
parla pi di circoncisione34. che avevano interamente traviato la giusti-
Finiremo questo articolo con unaltra zia; mentre costoro consideravano gli eccle-
osservazione: dop aver avuto da Sara e da siastici come tiranni che sapevano leggere
Agar due figli che furono entrambi padri di e scrivere.
una grande nazione, Abramo ebbe da Che- Alla fine, il re convoc le due parti nel
tura sei figli, che si stabilirono in Arabia; ma proprio palazzo, e non presso la propria
la loro discendenza non famosa. corte in parlamento, come dice Pasquier;
sedette sul trono, attorniato dai pari, dagli
Abuso alti baroni e dai grandi ufficiali che compo-
nevano il suo consiglio.
Vizio che accompagna tutte le usanze, tut- Comparvero venti vescovi; i signori che
te le leggi, tutte le istituzioni degli uomini; avevano fatto ricorso presentarono i propri
nessuna biblioteca potrebbe contenerne memoriali. Larcivescovo di Sens e il vescovo
unesposizione dettagliata. di Autun parlarono a nome del clero. Non
Gli abusi governano gli Stati. Optimus ille viene detto chi fu loratore del parlamento
est qui minimis urgetur35. Si pu dire ai Ci- e dei signori. Pare verosimile che il discorso
nesi, ai Giapponesi, agli Inglesi: Il vostro dellavvocato del re sia stato un riassunto
governo abbonda di abusi che non fate nul- delle allegazioni delle due parti. altres
la per correggere. I Cinesi risponderanno: possibile chegli abbia parlato a nome del
Duriamo come popolo unitario da pi di parlamento e dei signori, e che a riassumere
cinquemila anni e, oggi, siamo forse la na- le ragioni addotte da entrambe le parti sia
zione meno disgraziata della terra, perch stato il cancelliere. Comunque sia, queste
33
Si veda la voce Testicoli. 35
Orazio, Satire, I, 3, 68-69: Il migliore colui
34
Si veda la voce Circoncisione. che ne ha meno (sottinteso: di difetti).
abus 58 abus

des barons et du parlement rdiges par Il y avait soixante-six griefs peu prs
Pierre Cugnires: semblables.
I. Lorsquun laque ajournait devant le Pierre Roger, archevque de Sens, prit
juge royal ou seigneurial un clerc qui ntait savamment la parole: ctait un homme qui
pas mme tonsur, mais seulement gradu, passait pour un vaste gnie, et qui fut depuis
pape, sous le nom de Clment VI. Il protesta
lofficial signifiait aux juges de ne point pas-
dabord quil ne parlait point pour tre jug,
ser outre, sous peine dexcommunication et
mais pour juger ses adversaires, et pour ins-
damende. truire le roi de son devoir.
II. La juridiction ecclsiastique forait Il dit que Jsus-Christ, tant Dieu et
les laques de comparatre devant elle dans homme, avait eu le pouvoir temporel et spi-
toutes leurs contestations avec les clercs, rituel; et que par consquent les ministres
pour succession, prt dargent, et en toute de lglise, qui lui avaient succd, taient
matire civile. les juges-ns de tous les hommes sans excep-
III. Les vques et les abbs tablissaient tion. Voici comme il sexprima:
des notaires dans les terres mmes des
laques. Sers Dieu dvotement,
IV. Ils excommuniaient ceux qui ne Baille-lui largement,
Rvre sa gent dment,
payaient pas leurs dettes aux clercs; et si le Rends-lui le sien entirement.
juge laque ne les contraignait pas de payer,
ils excommuniaient le juge. Ces rimes firent un trs bel effet. (Voy.
V. Lorsque le juge sculier avait saisi Libellus Bertrandi cardinalis, tome I des
un voleur, il fallait quil remit au juge ec- Liberts de lglise gallicane.)
clsiastique les effets vols; sinon il tait Pierre Bertrandi, vque dAutun, entra
excommuni. dans de plus grands dtails. Il assura que
VI. Un excommuni ne pouvait obte- lexcommunication ntant jamais lance
nir son absolution sans payer une amende que pour un pch mortel, le coupable de-
arbitraire. vait faire pnitence, et que la meilleure pni-
VII. Les officiaux dnonaient tout tence tait de donner de largent lglise.
laboureur et manuvre quil serait damn Il reprsenta que les juges ecclsiastiques
et priv de la spulture, sil travaillait pour taient plus capables que les juges royaux ou
un excommuni. seigneuriaux de rendre justice, parce quils
avaient tudi les dcrtales que les autres
VIII. Les mmes officiaux sarrogeaient
ignoraient.
de faire les inventaires dans les domaines
Mais on pouvait lui rpondre quil fallait
mmes du roi, sous prtexte quils savaient obliger les baillis et les prvts du royaume
crire. lire les dcrtales pour ne jamais les suivre.
IX. Ils se faisaient payer pour accorder Cette grande assemble ne servit rien;
un nouveau mari la libert de coucher avec le roi croyait avoir besoin alors de mnager
sa femme. le pape, n dans son royaume, sigeant dans
X. Ils semparaient de tous les testaments. Avignon, et ennemi mortel de lempereur
XI. Ils dclaraient damn tout mort qui Louis de Bavire. La politique, dans tous les
navait point fait de testament, parce quen temps, conserva les abus dont se plaignait
ce cas il navait rien laiss lglise; et pour la justice.
lui laisser du moins les honneurs de lenter- Il resta seulement dans le parlement une
rement, ils faisaient en son nom un testa- mmoire ineffaable du discours de Pierre
ment plein de legs pieux. Cugnires. Ce tribunal saffermit dans
abuso 59 abuso

sono le denunce dei baroni e del parlamento Pierre Roger, arcivescovo di Sens, prese
redatte da Pierre Cugnires: dottamente la parola: costui era un uomo
I. Quando un laico rinviava davanti al che passava per un grande genio, e che,
giudice regio o feudale un chierico che non successivamente, divenne papa col nome
era nemmeno tonsurato, ma solo graduato, di Clemente VI. Per prima cosa, rivendic
lufficiale ordinava ai giudici di non spinger- che non parlava per essere giudicato, ma per
si oltre, pena la scomunica e unammenda. giudicare i propri avversari e per istruire il
II. La giurisdizione ecclesiastica costrin- re su quello che era il suo dovere.
geva i laici a comparirle davanti per tutte le Disse che Ges Cristo, in quanto Dio e
loro cause contro dei chierici, per le succes- uomo, aveva esercitato il potere temporale
sioni, il prestito di danaro, e per ogni que- e spirituale; e che, quindi, i ministri della
stione civile. Chiesa, che erano succeduti a lui, erano i
III. I vescovi e gli abati imponevano la giudici-nati di tutti gli uomini senza ecce-
presenza di notai anche nelle terre dei laici. zioni. Ecco come si espresse:
IV. Scomunicavano coloro che non pa- Servi Dio devotamente,
gavano i propri debiti con i chierici; e se il Donagli largamente,
giudice laico non li costringeva a pagare, Riverisci i suoi debitamente,
scomunicavano il giudice. Rendigli il suo interamente.
V. Se il giudice secolare arrestava un
ladro, doveva consegnare al giudice eccle- Queste rime produssero un bellissimo
siastico gli effetti rubati; altrimenti veniva effetto (Si veda Libellus Bertrandi cardinalis,
scomunicato. tomo I delle Libert della Chiesa gallicana)36.
Pierre Bertrandi, vescovo dAutun, en-
VI. Una persona scomunicata non poteva
tr pi in dettaglio. Assicur che, siccome
ottenere lassoluzione senza pagare unam-
la scomunica veniva lanciata solo nel caso
menda arbitraria.
di un peccato mortale, il colpevole doveva
VII. Gli ufficiali annunciavano pubbli-
fare penitenza, e che la penitenza migliore
camente a ogni contadino o operaio chegli
consisteva nel dare danaro alla Chiesa. Fece
sarebbe stato dannato e privato della se-
presente che i giudici ecclesiastici erano pi
poltura, se avesse lavorato per una persona
competenti dei giudici regi o feudali ad
scomunicata. amministrare la giustizia, perch avevano
VIII. Col pretesto che loro sapevano scrive- studiato le decretali che gli altri ignoravano.
re, gli stessi ufficiali si arrogavano il diritto di Gli si sarebbe potuto rispondere, per,
stilare glinventari anche nei dominii del re. che bisognava obbligare i balivi e i prevosti
IX. Si facevano pagare per concedere a del regno a leggere le decretali per poi non
un novello sposo la libert di dormire con applicarli mai.
la propria moglie. Questa grande assemblea non serv a nul-
X. Simpossessavano di tutti i testamenti. la; il re credeva allora che fosse necessario
XI. Dichiaravano dannato qualunque aver dei riguardi nei confronti del papa, che
morto che non avesse fatto testamento, per- era nato nel suo regno, risiedeva ad Avignone
ch in quel caso costui non aveva lasciato ed era nemico mortale dellimperatore Luigi
nulla alla Chiesa; e per concedergli almeno di Baviera. La politica conserv sempre gli
gli onori della sepoltura, redigevano a suo abusi di cui si lamentava la giustizia. Rimase
nome un testamento pieno di pie donazioni. per nel parlamento il ricordo incancellabile
Venivano elencate sessantasei querele del discorso di Pierre Cugnires. In quel tri-
allincirca simili a queste. bunale si radic luso, che esso gi seguiva, di
36
Il rimando al Trait des droits et liberts de Autun, lo fu di Nevers, e infine divenne cardinale.
lglise gallicane, edito a cura di J.-L. Brunet nel Difese la giurisdizione eccelsiastica contro Pierre de
1731, e che conteneva nel primo tomo il libello di Cugnires. Mor nel 1348.
Pierre Bertrand, che prima di diventare vescovo di
abus 60 abus des mots

lusage o il tait dj de sopposer aux pr- sagit-il? davoir manqu vpres, ce qui peut
tentions clricales; on appela toujours des arriver au plus honnte homme du monde.
sentences des officiaux au parlement, et peu Dans toutes les disputes sur la libert, un
peu cette procdure fut appele Appel argumentant entend presque toujours une
comme dabus. chose, et son adversaire une autre. Un troi-
Enfin, tous les parlements du royaume se sime survient qui nentend ni le premier ni
sont accords laisser lglise sa discipline, le second, et qui nen est pas entendu.
et juger tous les hommes indistinctement Dans les disputes sur la libert, lun a
suivant les lois de ltat, en conservant les dans la tte la puissance dagir, lautre la
formalits prescrites par les ordonnancesi. puissance de vouloir, le dernier le dsir
dexcuter; ils courent tous trois, chacun
dans son cercle, et ne se rencontrent jamais.
Abus des mots Il en est de mme dans les querelles sur la
grce. Qui peut comprendre sa nature, ses
Les livres, comme les conversations, nous oprations, et la suffisante qui ne suffit pas,
donnent rarement des ides prcises. Rien et lefficace laquelle on rsiste?
nest si commun que de lire et de converser On a prononc deux mille ans les mots de
inutilement. forme substantielle sans en avoir la moindre
Il faut rpter ici ce que Locke a tant notion. On y a substitu les natures plas-
recommand: Dfinissez les termes. tiquesii sans y rien gagner.
Une dame a trop mang et na point fait Un voyageur est arrt par un torrent; il
dexercice, elle est malade; son mdecin lui demande le gu un villageois quil voit de
apprend quil y a dans elle une humeur pec- loin vis--vis de lui: Prenez la droite, lui
cante, des impurets, des obstructions, des crie le paysan; il prend la droite et se noie;
vapeurs, et lui prescrit une drogue qui puri- lautre court lui: H, malheureux; je ne
fiera son sang. Quelle ide nette peuvent vous avais pas dit davancer votre droite,
donner tous ces mots? la malade et les pa- mais la mienne.
rents qui coutent ne les comprennent pas Le monde est plein de ces malentendus.
plus que le mdecin. Autrefois on ordonnait Comment un Norvgien en lisant cette for-
une dcoction de plantes chaudes ou froides mule, serviteur des serviteurs de Dieu, d-
au second, au troisime degr. couvrira-t-il que cest lvque des vques
Un jurisconsulte, dans son institut crimi- et le roi des rois qui parle?
nel, annonce que linobservation des ftes Dans le temps que les fragments de
et dimanches est un crime de lse-majest Ptrone faisaient grand bruit dans la lit-
divine au second chef. Majest divine donne trature, Meibomius, grand savant de
dabord lide du plus norme des crimes Lubeck, lit dans une lettre imprime dun
et du chtiment le plus affreux; de quoi autre savant de Bologne: Nous avons ici

i
Lappel comme dabus disparut naturellement vir de cette vieille arme gallicane contro lvque
la Rvolution. Mais Napolon ayant restaur le culte de Moulins (G.A.)
ii
catholique, il fallut de nouveau constater labus et Voyez le chap. XXVIII du Philosophe ignorant,
rgler lappel. Ce fut lobjet de la loi de 18 germinal et ci-aprs larticle Ami, section III. (K.)
an X. On a vu de nos jours le gouvernement se ser-
abuso 61 abuso di parole

opporsi alle pretese clericali; si fece sempre ai vespri, cosa che pu capitare alluomo pi
appello in parlamento contro le sentenze de- perbene del mondo.
gli ufficiali, e poco a poco questa procedura In tutte le diatribe sulla libert, un con-
assunse il nome di Appello contro gli abusi tendente intende quasi sempre una cosa e
dautorit ecclesiastica. il suo avversario unaltra. Sopraggiunge un
Infine, tutti i parlamenti del regno han- terzo che non capisce n il primo n il secon-
no concordato di lasciare alla Chiesa la sua do, dai quali non viene capito.
disciplina, e di giudicare indistintamente Nelle diatribe sulla libert, uno ha in testa
tutti gli uomini in base alle legge dello Sta- il potere dagire, laltro il potere di volere,
to, rispettando le formalit prescritte dalle lultimo il desiderio di eseguire; corrono
ordinanzei. tutti e tre, ognuno nel proprio cerchio, sen-
za mai incontrarsi.
Lo stesso accade nelle polemiche sulla gra-
Abuso di parole zia. Chi pu comprenderne la natura, le ope-
razioni, e quella sufficiente che non suffi-
Come le conversazioni, anche i libri rara- ciente, e quella efficace alla quale si resiste?39
mente ci forniscono idee precise. Nulla Per duemila anni, si sono pronunciate le
tanto comune quanto leggere e conversare parole forma sostanziale senza associarle ad
inutilmente. alcuna idea. Esse sono state sostituite, senza
Bisogna, qui, ripetere ci che Locke ha alcun profitto, dalle nature plasticheii.
tanto raccomandato: Definite i termini37. Un viaggiatore viene bloccato da un tor-
Una signora ha mangiato troppo senza rente; chiede dove si trovi un guado a un
fare esercizio, si ammala; il suo medico la in- campagnolo chegli ha scorto di lontano di
forma che in lei si trova un umore peccante, fronte a s: Prendete a destra, gli grida
impurit, ostruzioni, vapori, e le prescrive il contadino; egli prende a destra e annega;
una droga che le purificher il sangue. Che laltro gli corre incontro: Ohi, disgraziato;
idea precisa ci possono fornire tutte queste non vi ho detto di procedere verso la vostra
parole? La malata e i parenti che ascoltano destra, ma la mia.
non le capiscono pi del medico. Un tempo Il mondo pieno di siffatti malintesi. Un
veniva ordinato un decotto di piante calde o Norvegese che leggesse la seguente formula:
fredde al secondo, al terzo grado. servo dei servi di Dio, come potrebbe mai
Un giureconsulto, nelle sue istituzioni intendere che il vescovo dei vescovi e il re
criminali, annuncia che linosservanza delle dei re che qui sta parlando?
feste e delle domeniche un delitto di lesa Allepoca in cui i frammenti di Petronio
maest divina di secondo grado38. Maest suscitavano grande scalpore nellambiente
divina suscita immediatamente lidea del letterario, Meibomius, grande erudito di
crimine pi enorme e del castigo pi spa- Lubecca40, lesse in una lettera pubblicata
ventoso; e di che si tratta? Di aver mancato da un altro erudito di Bologna: Possedia-

i
Lappello contro gli abusi dautorit ecclesiastica 38
In francese, la formula au premier chef designa
scomparve, naturalmente, con la Rivoluzione. Do- i reati di primo grado, ossia della massima gravit.
po che Napoleone ebbe restaurato il culto cattolico, Il giureconsulto cui allude Voltaire Pierre-Fran-
fu per inevitabile constatare nuovamente labuso e ois Muyart de Vouglans, autore degli Institutes au
regolare lappello. Questo fu oggetto della legge del droit criminel (1757).
18 germinale dellanno X. Ai giorni nostri [1878] si 39
Voltaire ama ripetere questa battuta sulla gra-
visto il governo ricorrere a questa vecchia arma zia sufficiente e la grazia efficace: si vedano le voci
gallicana contro il vescovo di Moulins (G. A.) Catechismo del curato e Grazia (sulla), sezz. I e IV.
ii
Si veda la voce Anima, sez. III. (K.) Essa risale a B. Pascal, Le provinciali, lettera II.
37
Cfr. J. Locke, Saggio sulla intelligenza umana, 40
Henri Meibom il giovane, nato a Lubecca nel
III, 11, 12, Bari, Laterza, 1951, vol. II, p. 157; ma 1638, era un celebre medico.
Voltaire ha presente anche Helvtius, De lesprit, I,
4. Si veda la voce Equivoco.
abus des mots 62 abus des mots

un Ptrone entier; je lai vu de mes yeux et lamour a beaucoup de logements diff-


avec admiration. Habemus hic Petronium rents. Cette ide fait voir que le mme mot
integrum, quem vidi meis oculis, non sine ne signifie pas la mme chose, que la dif-
admiratione. Aussitt il part pour lItalie, frence est prodigieuse entre lamour de
court Bologne, va trouver le bibliothcaire Tarquin et celui de Cladon, entre lamour
Capponi, lui demande sil est vrai quon ait de David pour Jonathas, qui tait plus fort
Bologne le Ptrone entier. Capponi lui que celui des femmes, et lamour de labb
rpond que cest une chose ds longtemps
Desfontaines pour des petits ramoneurs de
publique. Puis-je voir ce Ptrone? ayez la
bont de me le montrer. Rien nest plus chemine.
ais, dit Capponi. Il le mne lglise o Le plus singulier exemple de cet abus
repose le corps de saint Ptrone. Meibomius de mots, de ces quivoques volontaires,
prend la poste et senfuit. de ces malentendus qui ont caus tant de
Si le jsuite Daniel a pris un abb guerrier, querelles, est le King-Tien de la Chine. Des
martialem abbatem, pour labb Martial, missionnaires dEurope disputent entre eux
cent historiens sont tombs dans de plus violemment sur la signification de ce mot.
grandes mprises. Le jsuite dOrlans, dans La cour de Rome envoie un Franais nom-
ses Rvolutions dAngleterre, mettait indiff- m Maigrot, quelle fait vque imaginaire
remment Northampton et Southampton, ne dune province de la Chine, pour juger de ce
se trompant que du nord au sud. diffrend. Ce Maigrot ne sait pas un mot de
Des termes mtaphoriques, pris au sens chinois: lempereur daigne lui faire dire ce
propre, ont dcid quelquefois de lopinion
quil entend par King-Tien; Maigrot ne veut
de vingt nations. On connat la mtaphore
dIsae: Comment es-tu tombe du ciel, pas len croire, et fait condamner Rome
toile de lumire qui te levais le matin? lempereur de la Chine.
On simagina que ce discours sadressait au On ne tarit point sur cet abus des mots.
diable. Et comme le mot hbreu qui rpond En histoire, en morale, en jurisprudence, en
ltoile de Vnus a t traduit par le mot mdecine, mais surtout en thologie, gar-
Lucifer en latin, le diable depuis ce temps-l dez-vous des quivoques.
sest toujours appel Luciferi. Boileau navait pas tort quand il fit la
On sest fort moqu de la carte du Tendre satire qui porte ce nom; il et pu la mieux
de Mlle Scudry. Les amants sembarquent faire; mais il y a des vers dignes de lui que
sur le fleuve de Tendre; on dne Tendre sur lon cite tous les jours.
Estime, on soupe Tendre sur Inclination,
on couche Tendre sur Dsir; le lendemain Lorsque chez tes sujets lun contre lautre
on se trouve Tendre sur Passion, et enfin arms,
Tendre sur Tendre. Ces ides peuvent tre Et sur un Dieu fait homme au combat
ridicules, surtout quand ce sont des Cllies, anims,
des Horatios Cocls, et des Romains aus- Tu fis dans une guerre et si vive et si longue
tres et agrestes qui voyagent; mais cette Prir tant de chrtiens, martyrs dune
carte gographique montre au moins que diphtongueii.

i
Voyez larticle
Bekker. nit, / Dune syllabe impie un saint mot augment /
ii
Boileau avait en effet mis ces quatre vers dans Remplit tous les esprits daigreurs si meurtrires, /
sa douzime satire; mais il les a remplacs depuis Et fit de sang chrtien couler tant de rivires. (B.)
par ceux-ci: Lorsque attaquant le Verbe et sa divi-
abuso di parole 63 abuso di parole

mo qui un Petronio intero; lho visto coi le, soprattutto quando a viaggiare sono delle
miei occhi e con ammirazione, Habemus Clelie, degli Orazio Coclite e degli austeri e
hic Petronium integrum, quem vidi meis agresti Romani; ma questa carta geografica
oculis, non sine admiratione. Quello parte mostra almeno che lamore ha molte residen-
immediatamente per lItalia, corre a Bolo- ze diverse. Questidea fa vedere che la stessa
gna, si reca dal bibliotecario Capponi, gli parola non significa sempre la stessa cosa e
chiede se vero che a Bologna si trova il quanto enorme sia la differenza tra lamore
Petronio intero. Capponi gli risponde che di Tarquinio e quello di Celadone42, tra quel-
cosa pubblicamente risaputa da tempo. lo di Davide per Gionata43, che era pi forte
Posso vedere questo Petronio? Fatemi la di quello per le donne, e lamore dellabate
cortesia di mostrarmelo. Nulla di pi Desfontaines per i piccoli spazzacamini44.
facile, dice Cappone, e lo conduce nella Lesempio pi strano di questo abuso di
Chiesa dove riposa il corpo di san Petronio. parole, di queste deliberate ambiguit, di
Meibomius prende la diligenza e scappa. questi malintesi che hanno suscitato tante
Se il gesuita Daniel ha preso un abate polemiche, il King-Tien dei Cinesi. Tra
guerriero, martialem abbatem, per labate missionari europei si discute aspramente
Marziale, cento storici sono incorsi in svi- sul significato di questa parola. La corte di
ste peggiori. Il gesuita dOrlans, nelle sue Roma invia un Francese di nome Maigrot,
Rivoluzioni dInghilterra, passava indifferen- eletto vescovo immaginario di una provin-
temente da Northampton a Southampton, cia della Cina, per risolvere la lite. Quel
scambiando appena il nord con il sud. Maigrot non conosce una sola parola di
Termini metaforici, assunti in senso pro- cinese: limperatore si degna di fargli spie-
prio, hanno talvolta determinato lopinione gare che cosa egli intenda con King-Tien;
di venti nazioni. nota la metafora dIsaia Maigrot non vuole crederci, e a Roma fa
[14, 12]: Come sei caduta dal cielo, stella condannare limperatore della Cina.
di luce che ti levavi al mattino?. Si credette Non la si finirebbe mai con questi abusi di
che questo discorso fosse rivolto al diavolo. parole. Nella storia, nella morale, nella giu-
E siccome la parola ebraica che corrisponde risprudenza, nella medicina, ma soprattutto
alla stella di Venere stata tradotta in latino nella teologia, guardatevi dagli equivoci.
con la parola Lucifer, da allora il diavolo Boileau non aveva torto quando compose
sempre stato chiamato Luciferoi. la satira che ha questo titolo45; avrebbe potu-
Ci si molto burlati della mappa della Te- to scriverla meglio, ma vi si trovano versi de-
nerezza di Mademoiselle Scudry. Gli aman- gni di lui che vengono continuamente citati.
ti simbarcano sul fiume della Tenerezza; si Quando tra i tuoi sudditi luno contro
pranza a Tenerezza su Stima, si cena a Tene-  laltro armati
rezza su Inclinazione, si dorme a Tenerezza E spinti alla lotta per un Dio fatto uomo,
su Desiderio; lindomani, ci si trova a Tene- Facesti morire, in una guerra cos accesa
rezza su Passione, e infine a Tenerezza su Te-  e lunga,
nerezza41. Tali idee possono risultare ridico- Tanti cristiani, martiri di un dittongoii.

i
Si veda la voce Bekker. deleine de Scudry (1607-1701) si trova la Carta del
ii
Per la verit, Boileau aveva inserito questi quat- paese della Tenerezza (Carte du Tendre), che visua-
tro versi nella sua dodicesima satira, sostituendoli in lizza geograficamente una complessa casistica dei
seguito [1701] con i seguenti: Quando attaccando sentimenti amorosi.
il Verbo e la sua divinit, / Allungando di unempia 42
Personaggio dellAstre (1607-1627) di Honor
sillaba una parola sacra / Colm tutti gli animi di dUrf.
acredine assassina, / E a fiumi fece scorrere il san- 43
Si veda la voce Amicizia; su Davide e Gionata,
gue cristiano. (B.) [Nel quarto secolo Ario neg la cfr. 1Sm 20.
consustanzialit della prime due persone della Tri- 44
Sullabate Desfontaines, e le sue presunte in-
nit affermando che il Figlio era omoiousios, e non clinazioni sessuali, si veda la voce Amore socratico,
omousios, rispetto al Padre; si veda la voce Concili.] nota finale di Voltaire.
41
Nel romanzo di gusto prezioso Cllie di Ma- 45
Cfr. N. Boileau, Satira XII, Sur lquivoque.
acadmie 64 acadmie

Acadmie Labb Bignon osa proposer le mme r-


glement lAcadmie franaise, dont il tait
Les acadmies sont aux universits ce que membre. Il fut reu avec une indignation
lge mr est lenfance, ce que lart de bien unanime. Les moins opulents de lAcad-
parler est la grammaire, ce que la poli- mie furent les premiers rejeter ses offres,
tesse est aux premires leons de la civilit. et prfrer la libert et lhonneur des
Les acadmies, ntant point mercenaires, pensions.
doivent tre absolument libres. Telles ont Labb Bignon qui, avec lintention
t les acadmies dItalie, telle est lAcad- louable de faire du bien, navait pas assez
mie franaise, et surtout la Socit royale de mnag la noblesse des sentiments de ses
Londres. confrres, ne remit plus le pied lAcadmie
LAcadmie franaise, qui sest forme franaise; il rgna dans les autres tant que le
elle-mme, reut, la vrit, des lettres comte de Pontchartrain fut en place. Il r-
patentes de Louis XIII, mais sans aucun sumait mme les mmoires lus aux sances
salaire, et par consquent sans aucune publiques, quoiquil faille lrudition la plus
sujtion. Cest ce qui engagea les premiers profonde et la plus tendue pour rendre
hommes du royaume, et jusqu des princes, compte sur-le-champ dune dissertation sur
demander dtre admis dans cet illustre des points pineux de physique et de math-
corps. La Socit de Londres a eu le mme matiques; et il passa pour un Mcne. Cet
avantage. usage de rsumer les discours a cess, mais
Le clbre Colbert, tant membre de la dpendance est demeure.
lAcadmie franaise, employa quelques-uns Ce mot dacadmie devint si clbre, que
de ses confrres composer les inscriptions lorsque Lulli, qui tait une espce de favori,
et les devises pour les btiments publics. eut obtenu ltablissement de son Opra en
Cette petite assemble, dont furent ensuite 1672, il eut le crdit de faire insrer dans les
Racine et Boileau, devint bientt une acad- patentes, que ctait une Acadmie royale
mie part. On peut dater mme de lanne de musique, et que les gentilshommes et
1663 ltablissement de cette Acadmie des les demoiselles pourraient y chanter sans
inscriptions, nomme aujourdhui des belles- droger. Il ne fit pas le mme honneur
lettres, et celle de lAcadmie des sciences de aux danseurs et aux danseuses; cependant
1666. Ce sont deux tablissements quon doit le public a toujours conserv lhabitude
au mme ministre qui contribua en tant de daller lOpra, et jamais lAcadmie de
genres la splendeur du sicle de Louis XIV. Musique.
Lorsque aprs la mort de Jean-Baptiste On sait que ce mot acadmie, emprunt
Colbert, et celle du marquis de Louvois, le des Grecs, signifiait originairement une so-
comte de Pontchartrain, secrtaire dtat, cit, une cole de philosophie dAthnes,
eut le dpartement de Paris, il chargea qui sassemblait dans un jardin lgu par
labb Bignon, son neveu, de gouverner les Acadmus.
nouvelles acadmies. On imagina des places Les Italiens furent les premiers qui insti-
dhonoraires qui nexigeaient nulle science, turent de telles socits aprs la renaissance
et qui taient sans rtribution; des places de des lettres. LAcadmie de la Crusca est du
pensionnaires qui demandaient du travail, XVIe sicle. Il y en eut ensuite dans toutes
dsagrablement distingues de celles des les villes o les sciences taient cultives.
honoraires; des places dassocis sans pen- Ce titre a t tellement prodigu en
sion, et des places dlves, titre encore plus France, quon la donn pendant quelques
dsagrable, et supprim depuis. annes des assembles de joueurs quon
LAcadmie des belles-lettres fut mise sur appelait autrefois des tripots. On disait aca-
le mme pied. Toutes deux se soumirent dmies de jeu. On appela les jeunes gens qui
la dpendance immdiate du secrtaire apprenaient lquitation et lescrime dans
dtat, et la distinction rvoltante des des coles destines ces arts, acadmistes,
honors, des pensionns et des lves. et non pas acadmiciens.
accademia 65 accademia

Accademia regolamento allAccademia di Franca, di


cui era membro. Fu accolto con unanime
Le accademie stanno alle universit come indignazione. I membri meno ricchi dellAc-
let matura allinfanzia, come larte oratoria cademia furono i primi a respingere le sue
alla grammatica, come la cortesia ai rudi- offerte e a preferire la libert e lonore alle
menti della buona creanza. Le accademie, pensioni.
non essendo a scopo di lucro, devono essere Labate Bignon, che, con la lodevole in-
assolutamente libere. E tali sono le accade- tenzione di fare del bene, non aveva mo-
mie in Italia, lAccademia di Francia, e so- strato abbastanza tatto verso la nobilt di
prattutto la Societ reale di Londra. sentimenti dei suoi colleghi, non rimise pi
LAccademia di Francia, che si formata piede allAccademia di Francia; regn sulle
da s, ricevette, a dire il vero, delle lettere altre due fintanto che fu in carica il conte
patenti da Luigi XIII, ma senza nessun di Pontchartrain. Egli faceva addirittura il
compenso, e quindi senza nessuna dipen- sunto delle relazioni lette nel corso delle
denza. questo che indusse i pi importanti sedute pubbliche, bench ci voglia la pi
uomini del regno, compresi dei principi, a profonda e vasta erudizione per redigere su
chiedere di essere ammessi in quellillustre due piedi la sintesi di una dissertazione su
compagnia. La Societ di Londra ha goduto questioni spinose di fisica e di matematica;
dello stesso privilegio. e pass per un Mecenate. Lusanza di rias-
Il celebre Colbert, in quanto membro sumere i discorsi finita, ma la dipendenza
dellAccademia di Francia, impieg alcuni continuata.
suoi colleghi per comporre le iscrizioni e i La parola accademia divent cos famosa,
motti destinati agli edifici pubblici. Quella che quando Lulli, che era una specie di fa-
piccola assemblea, cui pi tardi appartenne- vorito, ottenne di poter istituire il proprio
ro Racine e Boileau, divenne in breve tem- teatro dOpera nel 1672, ebbe abbastanza
po unaccademia autonoma. Si pu datare, autorit per far specificare nelle lettere pa-
anzi, al 1663 listituzione dellAccademia tenti che si trattava di unAccademia reale
delle iscrizioni, detta oggi di belle lettere, e di musica, e che i gentiluomini e le signorine
al 1666 quella dellAccademia delle scienze. vi avrebbero potuto cantare senza deroga-
Questi due istituti si debbono allo stesso re. Non riserv lo stesso onore ai ballerini
ministro che in tanti ambiti contribu allo e alle ballerine; il pubblico, tuttavia, ha con-
splendore del secolo di Luigi XIV. servato sempre labitudine di recarsi allO-
Dopo la morte di Jean-Baptiste Colbert e pera, e non allAccademia di Musica.
del marchese di Louvois, quando il conte di risaputo che la parola accademia, presa
Pontchartrain, segretario di Stato, ottenne il a prestito dai Greci, designava originaria-
dipartimento di Parigi, costui incaric laba- mente una societ, una scuola di filosofia di
te Bignon, suo nipote, di dirigere le nuove Atene, che si riuniva in un giardino lasciato
accademie. Vennero inventati posti onorari in eredit da Academo.
che non richiedevano nessuna scienza, e che Gli Italiani furono i primi a istituire que-
non erano retribuiti; posti di pensionari che ste societ dopo la rinascita delle lettere.
imponevano di lavorare, sgradevolmente LAccademia della Crusca risale al XVI se-
distinti da quelli degli onorari; posti di as- colo. In seguito, ne sorsero in ogni citt in
sociati senza pensione, e posti di allievi, ti- cui di coltivassero le scienze.
tolo ancora pi sgradevole, successivamente Si talmente largheggiato con questo tito-
soppresso. lo che, per alcuni anni, esso stato conferito
LAccademia di belle lettere fu organizza- ad assemblee di giocatori che, una volta, ve-
ta allo stesso modo. Entrambe accettarono nivano chiamate bische. Si diceva accademie
la dipendenza immediata dal segretario di di gioco. I giovani che imparavano lequita-
Stato e la rivoltante distinzione tra onorari, zione e la scherma in scuole destinate a tali
pensionati e allievi. arti venivano chiamati accademisti, e non
Labate Bignon os proporre il medesimo accademici.
acadmie 66 adam

Le titre dacadmicien na t attach par son temps; mais une preuve de son peu de
lusage quaux gens de lettres des trois aca- mrite, cest quon ne sen souvient plus, au
dmies, la franaise, celle des sciences, celle lieu que les bonnes satires de Boileau sont
des inscriptions. immortelles. Je ne sais pourquoi Pellisson
LAcadmie franaise a rendu de grands dit que la comdie des Acadmiciens tient
services la langue. de la farce. Il me semble que cest un simple
Celle des sciences a t trs utile, en ce dialogue sans intrigue et sans sel, aussi fade
quelle nadopte aucun systme, et quelle que le sir Politick et que la comdie des
publie les dcouvertes et les tentatives Opra, et que presque tous les ouvrages de
nouvelles. Saint-vremond, qui ne sont, quatre ou
Celle des inscriptions sest occupe des cinq pices prs, que des futilits en style
recherches sur les monuments de lantiqui- pinc et en antithses.
t, et depuis quelques annes il en est sorti
des mmoires trs instructifs.
Cest un devoir tabli par lhonntet pu- Adam
blique, que les membres de ces trois acad-
mies se respectent les uns les autres dans les
Section I
recueils que ces socits impriment. Loubli On a tant parl, tant crit dAdam, de sa
de cette politesse ncessaire est trs rare. femme, des pradamites, etc.; les rabbins
Cette grossiret na gure t reproche ont dbit sur Adam tant de rveries, et il
de nos jours qu labb Foucheri, de lAca- est si plat de rpter ce que les autres ont
dmie des inscriptions, qui, stant tromp dit quon hasarde ici sur Adam une ide
dans un mmoire sur Zoroastre, voulut ap- assez neuve; du moins elle ne se trouve
puyer sa mprise par des expressions qui au- dans aucun ancien auteur, dans aucun Pre
trefois taient trop en usage dans les coles, de lglise, ni dans aucun prdicateur ou
et que le savoir-vivre a proscrites; mais le thologien, ou critique, ou scoliaste de ma
corps nest pas responsable des fautes des connaissance. Cest le profond secret qui
membres. a t gard sur Adam dans toute la terre
La Socit de Londres na jamais pris le habitable, except en Palestine, jusquau
titre dacadmie. temps o les livres juifs commencrent
Les acadmies dans les provinces ont tre connus dans Alexandrie, lorsquils
produit des avantages signals. Elles ont fait furent traduits en grec sous lun des Ptol-
natre lmulation, forc au travail, accoutu- mes. Encore furent-ils trs peu connus; les
m les jeunes gens de bonnes lectures, dis- gros livres taient trs rares et trs chers; et
sip lignorance et les prjugs de quelques de plus, les Juifs de Jrusalem furent si en
villes, inspir la politesse, et chass autant colre contre ceux dAlexandrie, leur firent
quon le peut le pdantismei. tant de reproches davoir traduit leur Bible
On na gure crit contre lAcadmie en langue profane, leur dirent tant din-
franaise que des plaisanteries frivoles et jures, et crirent si haut au Seigneur, que les
insipides. La comdie des Acadmiciens de Juifs alexandrins cachrent leur traduction
Saint-vremond eut quelque rputation en autant quils le purent. Elle fut si secrte,

i ii
Voyez le Mercure de France, juin, page 151; juil- Cest ici que finissait larticle en 1770. La fin
let, deuxime volume page 144; et aot, page 122, de larticle est dans ldition encadre de 1775. (B.)
anne 1769.
accademia 67 adamo

Luso ha attribuito il titolo di accademico suo scarso valore che non ce se ne ricorda
solo ai dotti delle tre accademie, quella di pi, mentre le buone satire di Boileau sono
Francia, quella delle scienze e quella delle immortali. Non so perch Pellisson dica che
iscrizioni. la commedia degli Accademici tenda alla
LAccademia di Francia ha reso grandi farsa. Mi pare che consista in un semplice
servigi alla lingua. dialogo privo dintreccio e senza sale, altret-
Quella delle scienze stata utilissima, tanto insipido del sir Politick e della comme-
in quanto essa non abbraccia nessun siste- dia dellOpera, come di quasi tutti i lavori di
ma e diffonde le nuove scoperte e i nuovi Saint-vremond, i quali, a parte quattro o
esprimenti. cinque drammi, non sono che bagattelle in
Quella delle iscrizioni si occupata del- stile sostenuto e piene di antitesi.
le ricerche sui monumenti dellantichit e,
da alcuni anni, pubblica relazioni molto
istruttive. Adamo
un dovere imposto dalla correttezza
Sezione I
pubblica che i membri di queste tre acca-
demie si rispettino reciprocamente nelle Si tanto parlato, tanto scritto di Adamo, di
raccolte edite da tali societ. raro che ci sua moglie, dei preadamiti46, ecc., i rabbini
si dimentichi di questa necessaria cortesia. hanno spacciato tante fantasticherie, ed
Ai giorni nostri, una tale grossolanit sta- cos banale stare a ripetere ci che gli altri
ta rimproverata soltanto allabate Fouche- ne hanno detto, che, a proposito di Adamo,
ri, dellAccademia delle iscrizioni, il quale, osiamo avanzare, qui, unidea abbastanza
avendo preso un abbaglio in una relazione nuova; quanto meno, essa non si trova in
su Zoroastro, volle sostenere il proprio erro- nessun autore antico, in nessun Padre della
re con espressioni che, un tempo, erano fin Chiesa, n in alcun predicatore, o teologo,
troppo in uso nelle scuole, e che la buona o critico, o scoliaste chio conosca. Essa ri-
creanza ha proscritto; ma il corpo non re- guarda il profondo silenzio che stato man-
sponsabile delle mancanze dei suoi membri. tenuto su Adamo in tutta la terra abitabile,
La Societ di Londra non ha mai assunto tranne che in Palestina, fino al momento
il titolo di accademia. in cui i libri ebraici cominciarono a essere
In provincia, le accademie hanno prodot- conosciuti ad Alessandria, quando furono
to notevoli vantaggi. Hanno fatto nascere tradotti in greco sotto uno dei Tolomei. E
lemulazione, spinto al lavoro, abituato i comunque furono poco conosciuti; i libri
giovani a buone letture, dissipato lignoran- grossi erano molto rari e molto cari; e, inol-
za e i pregiudizi di alcune citt, ispirato la tre, gli Ebrei di Gerusalemme si adirarono
cortesia e scacciato, per quanto possibile, la talmente con quelli di Alessandria, rimpro-
pedanteriaii. verando loro cos duramente di aver tra-
Contro lAccademia di Francia sono state dotto la loro Bibbia in una lingua profana,
scritte quasi unicamente pasquinate frivole rivolgendo loro tante ingiurie e invocando
e insulse. La commedia degli Accademici il Signore cos rumorosamente che gli Ebrei
di Saint-vremond ha goduto di una certa alessandrini, per quanto possibile, nascose-
reputazione ai suoi tempi; ma una prova del ro la propria traduzione. Essa rimase cos

i ii
Si veda il Mercure de France, giugno, pag. 151; Qui terminava la voce nel 1770. La conclusione
luglio, secondo volume pag. 144; e agosto, pag. 122, si trova nelledizione detta encadre del 1775. (B.)
anno 1769. [I numeri del Mercure citati contengono 46
Sui preadamiti Isaac de La Peyrre compose
due lettere di Bigex, pseudonimo adottato da Vol- un trattato nel 1655, initolato Praeadmitae sive
taire stesso, per rispondere allabate Paul Foucher exercitatio super versi bus duodecimo, decimo ter-
(1704-1778), il quale, nel Trait historique sur la re- tio et decimo quartocapitis quinti epistulae D. Pauli
ligion des Perses, aveva rilevato uninesattezza in un ad Romanos, quibus inducuntur primi nomine ante
testo di Voltaire su Zoroastro del 1761.] Adamum conditi.
adam 68 adam

quaucun auteur grec ou romain nen parle le pre et la mre du genre humain furent
jusquau temps de lempereur Aurlien. toujours entirement ignors du genre
Or lhistorien Josphe avoue dans sa humain, au point que les noms dAdam et
rponse Apion que les Juifs navaient eu dve ne se trouvent dans aucun ancien
longtemps aucun commerce avec les autres auteur, ni de la Grce, ni de Rome, ni de
nations. Nous habitons, dit-il, un pays la Perse, ni de la Syrie, ni chez les Arabes
loign de la mer; nous ne nous appliquons mme, jusque vers le temps de Mahomet.
point au commerce; nous ne communiquons Dieu daigna permettre que les titres de la
point avec les autres peuples... Y a-t-il sujet grande famille du monde ne fussent conser-
de stonner que notre nation, habitant si vs que chez la plus petite et la plus malheu-
loin de la mer, et affectant de ne rien crire, reuse partie de la famille.
ait t si peu connue?i Comment se peut-il faire quAdam et
On demandera ici comment Josphe pou- ve aient t inconnus tous leurs enfants?
vait dire que sa nation affectait de ne rien Comment ne se trouva-t-il ni en gypte, ni
crire, lorsquelle avait vingt deux livres Babylone, aucune trace, aucune tradition de
canoniques, sans compter le Targum dOn- nos premiers pres? Pourquoi ni Orphe, ni
kelos. Mais il faut considrer que vingt-deux Linus, ni Thamyris, nen parlrent-ils point?
volumes trs petits taient fort peu de chose car sils en avaient dit un mot, ce mot aurait
en comparaison de la multitude des livres t relev sans doute par Hsiode, et surtout
conservs dans la bibliothque dAlexan- par Homre, qui parle de tout, except des
drie, dont la moiti fut brle dans la guerre auteurs de la race humaine.
de Csar. Clment dAlexandrie, qui rapporte tant
Il est constant que les Juifs avaient trs de tmoignages de lantiquit, naurait pas
peu crit, trs peu lu: quils taient profon- manqu de citer un passage dans lequel il
dment ignorants en astronomie, en gom- aurait t fait mention dAdam et dve.
trie, en gographie, en physique, quils ne Eusbe, dans son Histoire universelle, a
savaient rien de lhistoire des autres peuples, recherch jusquaux tmoignages les plus
et quils ne commencrent enfin sinstruire suspects; il aurait bien fait valoir le moindre
que dans Alexandrie. Leur langue tait un trait, la moindre vraisemblance en faveur de
mlange barbare dancien phnicien et de nos premiers parents.
chalden corrompu. Elle tait si pauvre, Il est donc avr quils furent toujours
quil leur manquait plusieurs modes dans la entirement ignors des nations.
conjugaison de leurs verbes. On trouve la vrit chez les brachmanes,
De plus, ne communiquant aucun tran- dans le livre intitul lEzourveidam, le nom
ger leurs livres ni leurs titres, personne sur dAdimo et celui de Procriti, sa femme. Si
la terre except eux, navait jamais entendu Adimo ressemble un peu notre Adam,
parler ni dAdam, ni dve, ni dAbel, ni les Indiens rpondent: Nous sommes un
de Can, ni de No. Le seul Abraham fut grand peuple tabli vers lIndus et vers le
connu des peuples orientaux dans la suite Gange, plusieurs sicles avant que la horde
des temps; mais nul peuple ancien ne conve- hbraque se ft porte vers le Jourdain. Les
nait que cet Abraham ou Ibrahim ft la tige gyptiens, les Persans, les Arabes, venaient
du peuple juif. chercher dans notre pays la sagesse et les
Tels sont les secrets de la Providence, que piceries, quand les Juifs taient inconnus

i
Les Juifs taient trs connus des Perses, synagogues Rome. Mais tant au milieu des na-
puisquils furent disperss dans leur empire; ensuite tions, ils en furent toujours spars par leurs institu-
des gyptiens, puisquils firent tout le commerce tions. Ils ne mangeaient point avec les trangers, et
dAlexandrie; des Romains, puisquils avaient des ne communiqurent leurs livres que trs tard.
adamo 69 adamo

segreta che nessun autore greco o romano il padre e la madre del genere umano ri-
ne parla fino ai tempi dellimperatore Au- masero interamente sconosciuti al genere
reliano. umano, tanto che i nomi di Adamo ed Eva
Lo storico Giuseppe riconosce, rispon- non sincontrano in nessun autore antico,
dendo ad Apione [Contro Apione, I, 4], che a n della Grecia, n di Roma, n della Persia,
lungo gli Ebrei non ebbero nessun contatto n della Siria, e neppure tra gli Arabi stessi,
con le altre nazioni. Noi abitiamo dice almeno fino ai tempi di Maometto. Dio si
in una regione lontana dal mare; non ci de- degn di permettere che i titoli della gran-
dichiamo al commercio; non comunichia- de famiglia del mondo venissero conservati
mo con gli altri popoli Perch stupirsi se solo dalla parte pi esigua e sventurata del-
la nostra nazione, che abita cos lontano dal la famiglia.
mare, e che ostentatamente non scrive nulla, Com possibile che Adamo ed Eva siano
fosse cos poco nota?i. rimasti sconosciuti a tutti i loro figli? Come
Ci si chieder, qui, come Giuseppe potes- mai non stata trovata, in Egitto n a Babi-
se dire che la sua nazione ostentava di non lonia, alcuna traccia, alcuna tradizione dei
scrivere nulla, quando essa disponeva di nostri primi padri? Perch non ne parlaro-
ventidue libri canonici, senza contare il Tar- no mai n Orfeo, n Lino, n Tamiri? Se
gum dOnkelos47. Bisogna, per, considerare infatti ne avessero fatto parola, tale parola
che ventidue volumi assai smilzi erano ben sarebbe stata certamente raccolta da Esiodo,
poca cosa in confronto alla quantit di libri e soprattutto da Omero, che parla di tutto,
conservati nella biblioteca di Alessandria, tranne che degli autori della razza umana.
una met dei quali and bruciata durante la Clemente Alessandrino, che riferisce tan-
guerra di Cesare. te testimonianze dellantichit, non avrebbe
assodato che gli Ebrei abbiano scritto certo omesso di citare un passo in cui fosse-
pochissimo, e pochissimo letto, che fossero ro menzionati Adamo ed Eva.
profondamente ignoranti per quanto riguar- Eusebio, nella sua Storia universale, ha
da lastronomia, la geometria, la geografia, cercato anche le testimonianze pi sospette;
la fisica, che non sapessero nulla della storia avrebbe evidenziato anche il minimo accen-
degli altri popoli, e che finalmente comin- no, la minima verosimiglianza a favore dei
ciarono a istruirsi solo ad Alessandria. La nostri primi genitori.
loro lingua era una barbara mescolanza di dunque accertato che essi rimasero
antico fenicio e caldeo corrotto. Era cos po- sempre interamente sconosciuti al mondo.
vera, che essi mancavano di parecchi modi Per la verit, presso i bramini, si trova,
per coniugare i loro verbi. in un libro intitolato Ayurveda49, il nome di
Inoltre, non comunicavano a nessuno Adimo e quello di sua moglie, Procriti. Se
straniero i propri libri, n i loro titoli; nes- Adimo assomiglia un po al nostro Adamo,
suno al mondo, tranne loro, aveva mai sen- gli Indiani rispondono: Noi siamo un gran-
tito parlare di Adamo, di Eva, di Abele, di de popolo stabilitosi tra lIndo e il Gange
Caino o di No. Solo Abramo fu conosciu- parecchi secoli prima che la orda ebraica
to dai popoli orientali nel corso dei secoli; venisse condotta dalle parti del Giordano.
ma nessun popolo antico ammetteva che Gli Egizi, i Persiani, gli Arabi venivano gi
quellAbramo o Ibrahim fosse il capostipite a cercare nel nostro paese saggezza e spezie,
del popolo ebraico48. quando gli Ebrei erano ignoti al resto degli
I segreti della Provvidenza sono tali che uomini. Non possiamo aver derivato il no-

i
Gli Ebrei erano ben noti ai Persiani, perch essi prie istituzioni. Non mangiavano con gli stranieri, e
si disperdettero nel loro impero; in seguito, dagli diffusero i propri libri solo molto tardi.
Egizi, perch essi praticarono tutti il commercio ad 47
Il Targum Onkelos unantica traduzione della
Alessandria; dai Romani, perch avevano sinago- Torah in aramaico, di datazione incerta.
ghe a Roma. Pur trovandosi tra gli altri popoli, essi 48
Si veda la voce Abramo.
tuttavia ne furono sempre separati a causa delle pro- 49
Si veda la voce Ayurveda.
adam 70 adam

au reste des hommes. Nous ne pouvons pas Il faut avouer quune telle rticence est
avoir pris notre Adimo de leur Adam. Notre sans exemple. Tous les peuples se sont at-
Procriti ne ressemble point du tout ve, tribu des origines imaginaires; et aucun
et dailleurs leur histoire est entirement na touch la vritable. On ne peut com-
diffrente. prendre comment le pre de toutes les
De plus le Veidam, dont lEzourveidam nations a t ignor si longtemps: son nom
est le commentaire, passe chez nous pour devait avoir vol de bouche en bouche dun
tre dune antiquit plus recule que celle bout du monde lautre, selon le cours natu-
des livres juifs; et ce Veidam est encore une rel des choses humaines.
nouvelle loi donne aux brachmanes quinze Humilions-nous sous les dcrets de la
cents ans aprs leur premire loi appele Providence, qui a permis cet oubli si ton-
Shasta ou Shasta-bad. nant. Tout a t mystrieux et cach dans
Telles sont peu prs les rponses que la nation conduite par Dieu mme, qui a
les brames daujourdhui ont souvent faites prpar la voie au christianisme, et qui a
aux aumniers des vaisseaux marchands t lolivier sauvage sur lequel est ent loli-
qui venaient leur parler dAdam et dve, vier franc. Les noms des auteurs du genre
dAbel et de Can, tandis que les ngociants humain, ignors du genre humain, sont au
de lEurope venaient main arme acheter rang des plus grands mystres.
des piceries chez eux, et dsoler leur pays. Jose affirmer quil a fallu un miracle
Le Phnicien Sanchoniathon, qui vivait pour boucher ainsi les yeux et les oreilles
certainement avant le temps o nous pla- de toutes les nations, pour dtruire chez
ons Mose i, et qui est cit par Eusbe elles tout monument, tout ressouvenir
comme un auteur authentique, donne dix de leur premier pre. Quauraient pens,
gnrations la race humaine comme fait quauraient dit Csar, Antoine, Crassus,
Mose, jusquau temps de No; et il ne Pompe, Cicron, Marcellus, Mtellus, si
parle dans ces dix gnrations ni dAdam, un pauvre Juif, en leur vendant du baume,
ni dve, ni daucun de leurs descendants, leur avait dit: Nous descendons tous dun
ni de No mme. mme pre nomm Adam? Tout le snat
Voici les noms des premiers hommes, sui- romain aurait cri: Montrez-nous notre
vant la traduction grecque faite par Philon arbre gnalogique. Alors le Juif aurait
de Biblos: on, Genos, Phox, Liban, Usou, dploy ses dix gnrations jusqu No,
Halieus, Chrisor, Tecnites, Agrove, Amine. jusquau secret de linondation de tout le
Ce sont l les dix premires gnrations. globe. Le snat lui aurait demand combien
Vous ne voyez le nom de No ni dAdam il y avait de personnes dans larche pour
dans aucune des antiques dynasties nourrir tous les animaux pendant dix mois
dgypte; ils ne se trouvent point chez les entiers, et pendant lanne suivante qui ne
Chaldens: en un mot, la terre entire a put fournir aucune nourriture. Le rogneur
gard sur eux le silence. despces aurait dit: Nous tions huit, No

i
Ce qui fait penser plusieurs savants que San- ment fait mention du peuple juif qui mettait sa patrie
choniathon est antrieur au temps o lon place feu et sang. Eusbe, Jules Africain, saint phrem,
Mose, cest quil nen parle point. Il crivait dans tous les Pres grecs et syriaques auraient cit un
Brithe. Cette ville tait voisine du pays o les Juifs auteur profane qui rendait tmoignage au lgislateur
stablirent. Si Sanchoniathon avait t postrieur ou hbreu. Eusbe surtout qui reconnat lauthenticit
contemporain, il naurait pas omis les prodiges pou- de Sanchoniathon, et qui en a traduit des fragments,
vantables dont Mose inonda lgypte, il aurait sre- aurait traduit tout ce qui et regard Mose.
adamo 71 adamo

stro Adimo dal loro Adamo. La nostra Pro- attribuiti origini immaginarie; e nessuno si
criti non assomiglia affatto a Eva e, daltron- avvicinato a quella vera. Non si riesce a
de, la loro storia completamente diversa. capire come il padre di tutte le nazioni abbia
Inoltre, presso di noi, lantichit dei potuto essere ignorato per cos tanto tempo:
Veda, di cui lAyurveda costituisce il com- il suo nome avrebbe dovuto volare di bocca
mento, viene ritenuta molto pi remota di in bocca, da un capo allaltro del mondo,
quella dei libri ebraici; e i Veda sono una leg- conformemente al corso naturale delle uma-
ge nuova data ai bramini millecinquecento ne cose.
anni dopo la loro prima legge, detta Shasta Umiliamoci davanti ai decreti della Prov-
o Shasta-bad. videnza, che ha permesso questa dimenti-
Queste, allincirca, sono le risposte che i canza cos stupefacente. Tutto rimasto
bramini di oggi hanno spesso dato ai cap- misterioso e celato nella nazione condotta
pellani delle navi mercantili che parlavano da Dio stesso, la quale ha preparato la via al
loro di Adamo ed Eva, di Abele e Caino, cristianesimo e che stata loleastro su cui
mentre i mercanti europei andavano a mano stato innestato lolivo. I nomi degli autori
armata ad acquistare da loro spezie e a de- del genere umano, ignorati dal genere uma-
vastarne il paese. no, vanno annoverati tra i sommi misteri51.
Il Fenicio Sancuniatone, che certamente Oso affermare che c voluto un miracolo
viveva prima dellepoca in cui noi situiamo per tappare gli occhi e le orecchie di tutte
Mosi, e che viene citato da Eusebio come le nazioni in questo modo, per distruggere
un autore autentico, attribuisce, come Mos, presso di loro ogni monumento, ogni ricor-
dieci generazioni alla razza umana, fino ai do del loro primo padre. Cosa avrebbero
tempi di No; e in queste generazioni non pensato, cosa avrebbero detto Cesare, An-
parla n di Adamo, n di Eva, n nessu- tonio, Crasso, Pompeo, Cicerone, Marcel-
no dei loro discendenti, e neppure di No lo, Metello, se un povero Ebreo, vendendo
stesso. loro del balsamo, avesse detto loro: Noi
Questi sono i nomi dei primi uomini, discendiamo dalla stesso padre Adamo?
secondo la traduzione greca fatta da Filone Tutto il senato romano avrebbe esclamato:
di Biblo: Eone, Genos, Fox, Libano, Uso, Mostrateci il nostro albero genealogico.
Alieo, Crisor, Tecnite, Agrove, Amine. Sono LEbreo, allora, avrebbe dispiegato le sue
queste le prime dieci generazioni50. dieci generazioni fino a No, fino al segreto
In nessuna delle antiche dinastie dellE- dellinondazione di tutto il globo. Il senato
gitto incontrate n il nome di No, n di gli avrebbe chiesto quante persone cerano
Adamo; non si trovano presso i Caldei: in sullarca per nutrire tutti gli animali per
poche parole, il mondo intero ha mantenuto dieci interi mesi, e per lanno successivo che
il silenzio su costoro. non pot fornire alcun nutrimento. Il lima-
Bisogna ammettere che una simile reti- tore di monete52 avrebbe detto: Eravamo
cenza senza paragoni. Tutti i popoli si sono in otto, No e sua moglie, i loro tre figli,

i
Il fatto che Sancuniatone non parli di Mos ha Sancuniatone e ne ha tradotto alcuni frammenti,
fatto supporre a parecchi studiosi che egli sia an- avrebbe tradotto tutto ci che riguardava Mos.
teriore allepoca in cui viene situato questultimo. [Di Sancuniatone (III o II sec. a.C.) non rimangono
Egli scriveva a Berith. Questa citt era vicina al che i frammenti conservati da Eusebio nella Prepa-
paese in cui si stabilirono gli Ebrei. Se Sancunia- razione evangelica.]
tone fosse stato posteriore o contemporaneo, non 50
La fonte di Voltaire il libro di Richard Cum-
avrebbe omesso gli spaventosi prodigi che Mos berland, De origine gentium antiquissime, Londra,
profuse in Egitto, avrebbe sicuramente menzionato 1724.
il popolo ebraico che metteva la sua patria a ferro e 51
Fine dellarticolo nelledizione 1770. I paragrafi
fuoco. Eusebio, Giulio Africano, santEfrem, tutti finali sono unaggiunta che compare a partire dal
i Padri greci e siriaci avrebbero citato la testimo- 1774.
nianza di un autore profano sul legislatore ebreo. 52
Rogneur despces era termine spregiativo cor-
Soprattutto Eusebio, che riconosce lautenticit di rente per designare gli ebrei.
adam 72 adam

et sa femme, leurs trois fils, Sem, Cham et trs tard dans le petit pays de Chanaan;
Japhet, et leurs pouses. Toute cette famille ils disent que les Indiens furent toujours
descendait dAdam en droite ligne. inventeurs, et les Juifs toujours imitateurs;
Cicron se serait inform sans doute des les Indiens toujours ingnieux, et les Juifs
grands monuments, des tmoignages incon- toujours grossiers; ils disent quil est bien
testables que No et ses enfants auraient difficile quAdam, qui tait roux, et qui avait
laisss de notre commun pre: toute la terre des cheveux, soit le pre des ngres qui sont
aprs le dluge aurait retenti jamais des noirs comme de lencre, et qui ont de la laine
noms dAdam et de No, lun pre, lautre noire sur la tte. Que ne disent-ils point?
restaurateur de toutes les races. Leurs noms Pour moi, je ne dis mot; jabandonne ces
auraient t dans toutes les bouches ds recherches au rvrend pre Berruyer de la
quon aurait parl, sur tous les parchemins socit de Jsus; cest le plus grand innocent
ds quon aurait su crire, sur la porte de que jaie jamais connu. On a brl son livre
chaque maison sitt quon aurait bti, sur comme celui dun homme qui voulait tour-
tous les temples, sur toutes les statues. ner la Bible en ridicule mais je puis assurer
Quoi! vous saviez un si grand secret, et quil ny entendait pas finesse.
vous nous lavez cach! Cest que nous (Tir dune lettre du chevalier de R...)
sommes purs, et que vous tes impurs, au-
rait rpondu le Juif. Le snat romain aurait Section III
ri, ou laurait fait fustiger: tant les hommes Nous ne vivons plus dans un sicle o
sont attachs leurs prjugs! lon examine srieusement si Adam a eu
la science infuse ou non; ceux qui ont si
Section II longtemps agit cette question navaient la
La pieuse Mme de Bourignon tait sre science ni infuse ni acquise.
quAdam avait t hermaphrodite, comme Il est aussi difficile de savoir en quel
les premiers hommes du divin Platon. Dieu temps fut crit le livre de la Gense o il
lui avait rvl ce grand secret; mais comme est parl dAdam, que de savoir la date du
je nai pas eu les mmes rvlations, je nen Veidam, du Hanscrit, et des autres anciens
parlerai point. Les rabbins juifs ont lu les livres asiatiques. Il est important de remar-
livres dAdam; ils savent le nom de son quer quil ntait pas permis aux Juifs de lire
prcepteur et de sa seconde femme; mais le premier chapitre de la Gense avant lge
comme je nai point lu ces livres de notre de vingt-cinq ans. Beaucoup de rabbins ont
premier pre, je nen dirai mot. Quelques regard la formation dAdam et dve, et
esprits creux, trs savants, sont tout ton- leur aventure, comme une allgorie. Toutes
ns, quand ils lisent le Veidam des anciens les anciennes nations clbres en ont ima-
brachmanes, de trouver que le premier gin de pareilles; et, par un concours singu-
homme fut cr aux Indes, etc., quil sap- lier qui marque la faiblesse de notre nature,
pelait Adimo, qui signifie lengendreur; et toutes ont voulu expliquer lorigine du mal
que sa femme sappelait Procriti, qui signi- moral et du mal physique par des ides
fie la vie. Ils disent que la secte des brach- peu prs semblables. Les Chaldens, les
manes est incontestablement plus ancienne Indiens, les Perses, les gyptiens, ont gale-
que celle des Juifs; que les Juifs ne purent ment rendu compte de ce mlange de bien
crire que trs tard dans la langue cha- et de mal qui semble tre lapanage de notre
nanenne, puisquils ne stablirent que globe. Les Juifs sortis dgypte y avaient en-
adamo 73 adamo

Sem, Cam e Iafet, e le loro spose. Tutta la fa- cananea, essendosi stabiliti solo molto tardi
miglia discendeva in linea retta da Adamo. nel piccolo paese di Canaan; dicono che gli
Cicerone avrebbe certamente preso in- Indiani furono sempre inventori, e gli Ebrei
formazioni sui grandi monumenti, delle sempre imitatori; gli Indiani sempre inge-
testimonianze incontestabili del nostro pa- gnosi, e gli Ebrei sempre rozzi; dicono che
dre comune lasciate da No e dai suoi figli: assai difficile che Adamo, che era rosso54
tutta la terra dopo il diluvio avrebbe dovuto e provvisto di capelli, sia il padre dei negri
risuonare per sempre dei nomi di Adamo e che sono neri come linchiostro e che in te-
di No, uno il padre, laltro il restauratore di sta hanno della lana. Che cosa non dicono
tutte le razze. I loro nomi avrebbero dovuto costoro? Quanto a me, non dico nulla; la-
essere su tutte le bocche non appena si fosse scio queste ricerche al reverendo padre Ber-
cominciato a parlare, su tutte le pergamene ruyer della compagnia di Ges; la persona
non appena si avesse imparato a scrivere, pi innocente chio abbia mai conosciuto. Il
sulla porta di ogni casa non appena fosse suo libro stato bruciato come segli avesse
stata ricostruita, su tutti i templi, su tutte le voluto ridicolizzare la Bibbia, ma posso assi-
statue. Cosa! Eravate a conoscenza di un curare che non cera nessuna malizia.
cos grande segreto, e ce lavete tenuto na- (Tratto da un lettera del cavalier di R55)
scosto!. Il fatto che noi siamo puri, e voi
impuri, avrebbe risposto lEbreo. Il senato Sezione III
romano avrebbe riso, o lavrebbe fatto fru- Nel secolo in cui viviamo non ci sinterroga
stare: a tal punto gli uomini solo affezionati pi seriamente se Adamo ebbe la scienza in-
ai propri pregiudizi! fusa o no; coloro che per molto tempo agi-
tarono tale questione non avevano alcuna
Sezione II scienza, n infusa, n acquisita.
La pia signora di Bourignon era certa che difficile sapere in quale epoca venne
Adamo fosse un ermafrodito, come i pri- scritto il libro della Genesi, in cui si parla
mi uomini secondo il divino Platone. Dio di Adamo, tanto quanto sapere la data dei
le aveva rivelato questo grande segreto; Veda, dello Hanscrit e degli altri antichi libri
siccome, per, io non ho ricevuto le stesse asiatici. importante sottolineare che agli
rivelazioni, non ne parler. I rabbini ebrei Ebrei non era permesso di leggere il primo
hanno letto i libri di Adamo; conoscono il libro della Genesi prima dei venticinque
nome del suo precettore e della sua seconda anni di et. Molti rabbini hanno considera-
moglie53; ma, dato che io non ho letto quei to la formazione di Adamo ed Eva, e la loro
libri del nostro primo padre, non ne dir avventura, come unallegoria. Tutte le gran-
una parola. Alcune teste vuote, molto dotte, di nazioni antiche ne hanno immaginate di
restano stupefatte nellapprendere, leggen- simili; e, per una strana coincidenza che ri-
do i Veda degli antichi bramini, che il primo vela la nostra naturale debolezza, tutte han-
uomo fu creato in India, ecc., che si chia- no voluto spiegare lorigine del male morale
mava Adimo, che significa il generatore, e e del male fisico con idee pi o meno ana-
che sua moglie si chiamava Procriti, che si- loghe56. I Caldei, gli Indiani, i Persiani, gli
gnifica la vita. Costoro dicono che la setta Egizi hanno spiegato tutti allo stesso modo
dei bramini incontestabilmente pi antica la mescolanza di bene e di male che sembra
di quella degli Ebrei; che solo molto tardi essere appannaggio del nostro mondo. Gli
gli Ebrei impararono a scrivere nella lingua Ebrei usciti dallEgitto, per quanto fossero

53
Rispettivamente, Jambusar e Lilit. palese finzione, si potrebbe ragionevolmente pensa-
54
Cfr. Flavio Giuseppe, Storia giudaica, I, il quale re che R alluda al cavalarie di Ramsay.
sostiene che Adam, in ebraico, significhi terra 56
Si ved la voce Bene. Del bene e del male, fisico
rossa. e morale.
55
Bench il carattere collettivo dellopera sia una
adam 74 adorer

tendu parler, tout grossiers quils taient, de est dit que les dieux firent lhomme leur
la philosophie allgorique des gyptiens. Ils image, et que ces expressions prsentaient
mlrent depuis ces faibles connaissances aux Juifs un Dieu trop corporel. Cest peut-
celles quils puisrent chez les Phniciens et tre parce quil est dit que Dieu ta une cte
les Babyloniens dans un trs long esclavage: Adam pour en former la femme, et que les
mais comme il est naturel et trs ordinaire jeunes gens inconsidrs qui se seraient tt
quun peuple grossier imite grossirement les ctes, voyant quil ne leur en manquait
les imaginations dun peuple poli, il nest point, auraient pu souponner lauteur de
pas surprenant que les Juifs aient imagin quelque infidlit. Cest peut-tre parce que
une femme forme de la cte dun homme; Dieu, qui se promenait toujours midi dans
lesprit de vie souffl de la bouche de Dieu le jardin dEden, se moque dAdam aprs sa
au visage dAdam; le Tigre, lEuphrate, le chute, et que ce ton railleur aurait trop ins-
Nil et lOxus ayant la mme source dans un pir la jeunesse le got de la plaisanterie.
jardin; et la dfense de manger dun fruit, Enfin chaque ligne de ce chapitre fournit
dfense qui a produit la mort aussi bien que des raisons trs plausibles den interdire la
le mal physique et moral. Pleins de lide lecture; mais, sur ce pied-l, on ne voit pas
rpandue chez les anciens, que le serpent trop comment les autres chapitres taient
est un animal trs subtil, ils nont pas fait permis. Cest encore une chose surprenante,
difficult de lui accorder lintelligence et la que les Juifs ne dussent lire ce chapitre qu
parole. vingt-cinq ans. Il semble quil devait tre
Ce peuple, qui ntait alors rpandu que propos dabord lenfance, qui reoit tout
dans un petit coin de la terre, et qui la sans examen, plutt qu la jeunesse, qui se
croyait longue, troite et plate, neut pas de pique dj de juger et de rire. Il se peut faire
peine croire que tous les hommes venaient aussi que les Juifs de vingt-cinq ans tant
dAdam, et ne pouvait pas savoir que les dj prpars et affermis, en recevaient
ngres, dont la conformation est diffrente mieux ce chapitre, dont la lecture aurait pu
de la ntre, habitaient de vastes contres. Il rvolter des mes toutes neuves.
tait bien loin de deviner lAmrique. On ne parlera pas ici de la seconde femme
Au reste, il est assez trange quil ft dAdam, nomme Lillith, que les anciens
permis au peuple juif de lire lExode, o rabbins lui ont donne; il faut convenir
il y a tant de miracles qui pouvantent la quon sait trs peu danecdotes de sa famille.
raison, et quil ne ft pas permis de lire
avant vingt-cinq ans le premier chapitre de
la Gense, o tout doit tre ncessairement Adorer
miracle, puisquil sagit de la cration. Cest Culte de latrie. Chanson attribue
peut-tre cause de la manire singulire Jsus-Christ. Danse sacre. Crmonies
dont lauteur sexprime ds le premier ver-
set: Au commencement les dieux firent Nest-ce pas un grand dfaut dans quelques
le ciel et la terre; on put craindre que les langues modernes, quon se serve du mme
jeunes Juifs nen prissent occasion dadorer mot envers ltre suprme et une fille? On
plusieurs dieux. Cest peut-tre parce que sort quelquefois dun sermon o le prdi-
Dieu ayant cr lhomme et la femme au cateur na parl que dadorer Dieu en esprit
premier chapitre, les refait encore au deu- et en vrit. De l on court lOpra, o il
xime, et quon ne voulut pas mettre cette nest question que du charmant objet que
apparence de contradiction sous les yeux jadore, et des aimables traits dont ce hros
de la jeunesse. Cest peut-tre parce quil adore les attraits.
adamo 75 adorare

rozzi, avevano sentito parlare della filosofia poreo. Forse perch si dice che Dio tolse
allegorica degli Egizi. In seguito, essi fusero una costola ad Adamo per farne la donna, e
queste vaghe conoscenze con quelle che at- i giovani sconsiderati che allora si sarebbero
tinsero dai Fenici e dai Babilonesi nel corso toccati il costato, constatando che loro lave-
di una lunghissima cattivit: siccome, per, vano ancora, avrebbero potuto sospettare
naturale e molto comune che un popolo lautore di qualche inesattezza. Forse per-
grossolano imiti grossolanamente le fantasie ch Dio, che faceva sempre una passeggiata
di un popolo civilizzato, non sorprende che a mezzogiorno nel giardino dellEden, sbef-
gli Ebrei abbiano immaginato una donna feggia Adamo dopo la caduta, e questo tono
formata dalla costola di un uomo, lo spirito beffardo avrebbe suscitato nei giovani un
della vita soffiato dalla bocca di Dio sul volto eccessivo gusto per la burla. Insomma, ogni
di Adamo, il Tigri, lEufrate, il Nilo e lOs- riga di quel capitolo fornisce buone ragioni
so come fiumi che scaturiscono dalla stessa per vietarne la lettura; ma, allora, non si ca-
sorgente, e il divieto di mangiare un frutto, pisce bene per quale motivo la lettura degli
divieto che ha prodotto la morte come pure altri capitoli fosse permessa. sorprenden-
il male fisico e morale. Condividendo lidea te, inoltre, che gli Ebrei dovessero leggere
diffusa presso gli antichi, secondo la quale quel capitolo solo dopo i venticinque anni.
il serpente sarebbe un animale molto astuto, Apparentemente esso avrebbe dovuto esse-
essi non hanno avuto difficolt a conceder- re proposto, innanzitutto, ai bambini, che
gli lintelligenza e la parola57. accettano tutto senza discutere, piuttosto
Questo popolo, che allora era presente che ai giovani, i quali pretendono di saper
solo in un angolino della terra, che esso cre- gi giudicare e ridere. anche possibile che
deva di forma allungata, stretta e piatta, non gli Ebrei di venticinque anni, essendo gi
stent a credere che tutti gli uomini prove- preparati e ferrati, avrebbero accolto meglio
nissero da Adamo, n poteva sapere che i quel capitolo, la cui lettura avrebbe potuto
negri, la cui conformazione diversa dalla turbare anime completamente candide.
nostra, abitavano vaste contrade. Era lungi Non parleremo, qui, della seconda mo-
dal presagire lesistenza dellAmerica58. glie di Adamo, di nome Lilith, attribuitagli
Per il resto, assai strano che al popolo dagli antichi rabbini; bisogna riconoscere
ebraico fosse permesso di leggere lEsodo, che sulla sua famiglia si conoscono davvero
in cui sincontrano tanti miracoli che scon- pochi aneddoti.
volgono la ragione, mentre non fu permesso
di leggere prima dei venticinque anni det
il primo capitolo della Genesi, in cui tutto Adorare
deve essere necessariamente miracoloso, Culto di latria59. Canzone attribuita
dato che si tratta della creazione. Il motivo a Ges Cristo. Danza sacra. Cerimonie
forse lo strano modo in cui si esprime lau-
tore fin dal primo versetto: Allinizio gli Non forse una grave mancanza, in al-
di fecero il cielo e la terra; forse si temette cune lingue moderne, servirsi della stessa
che i giovani Ebrei ne approfittassero per parola parlando dellEssere supremo e di
adorare diversi di. Forse perch Dio, che una fanciulla? Talvolta capita di assistere a
ha creato luomo e la donna nel primo capi- un sermone in cui il predicatore non parla
tolo, li crea di nuovo nel secondo, e quindi daltro che di adorare Dio in spirito e verit.
non si volle esporre questa apparente con- Da l, si corre allOpera, dove non si fa che
traddizione agli occhi della giovent. Forse parlare dellincantevole oggetto che adoro,
perch si dice che gli di fecero luomo a e degli amabili tratti di cui leroe adora la
loro immagine, e perch simili espressioni bellezza.
presentavano agli Ebrei un Dio troppo cor- I Greci e i Romani almeno non caddero
57
Si vedano le voci Paradiso e Serpente. 59
Il culto di latria viene reso unicamente a una
58
Si veda la voce America. divinit (nel caso del culto dei santi si parla di dulia).
adorer 76 adorer

Du moins les Grecs et les Romains ne Lglise anglicane tient le milieu entre
tombrent point dans cette profanation les pompeuses crmonies romaines et la
extravagante. Horace ne dit point quil scheresse des calvinistes.
adore Lalag. Tibulle nadore point Dlie. Les chants, la danse et les flambeaux
Ce terme mme dadoration nest pas dans taient des crmonies essentielles aux
Ptrone. ftes sacres de tout lOrient. Quiconque a
Si quelque chose peut excuser notre ind- lu, sait que les anciens gyptiens faisaient
cence, cest que dans nos opras et dans nos le tour de leurs temples en chantant et en
chansons il est souvent parl des dieux de dansant. Point dinstitution sacerdotale
la fable. Les potes ont dit que leurs Phi- chez les Grecs sans des chants et des danses.
lis taient plus adorables que ces fausses Les Hbreux prirent cette coutume de leurs
divinits, et personne ne pouvait les en bl- voisins; David chantait et dansait devant
mer. Peu peu on sest accoutum cette larche.
expression, au point quon a trait de mme Saint Matthieu parle dun cantique chan-
le Dieu de tout lunivers et une chanteuse t par Jsus-Christ mme et par les aptres
de lOpra-Comique, sans quon sapert aprs leurs pquesi. Ce cantique, qui est par-
de ce ridicule. venu jusqu nous, nest point mis dans le
Dtournons-en les yeux, et ne les arrtons canon des livres sacrs; mais on en retrouve
que sur limportance de notre sujet. des fragments dans la 237e lettre de saint
Il ny a point de nation civilise qui ne Augustin lvque Crtius... Saint Augus-
rende un culte public dadoration Dieu. Il tin ne dit pas que cette hymne ne fut point
est vrai quon ne force personne, ni en Asie, chante; il nen rprouve pas les paroles: il
ni en Afrique, daller la mosque ou au ne condamne les priscillianistes, qui admet-
temple du lieu; on y va de son bon gr. Cette taient cette hymne dans leur vangile, que
affluence aurait pu mme servir runir les sur linterprtation errone quils en don-
esprits des hommes, et les rendre plus naient et quil trouve impie. Voici le can-
doux dans la socit. Cependant on les a tique tel quon le trouve par parcelles dans
vus quelquefois sacharner les uns contre les Augustin mme:
autres dans lasile mme consacr la paix. Je veux dlier, et je veux tre dli.
Les zls inondrent de sang le temple de Je veux sauver, et je veux tre sauv.
Jrusalem, dans lequel ils gorgrent leurs Je veux engendrer, et je veux tre engendr.
frres. Nous avons quelquefois souill nos Je veux chanter, dansez tous de joie.
glises de carnage. Je veux pleurer, frappez-vous tous
A larticle de la Chine, on verra que  de douleur.
lempereur est le premier pontife, et com- Je veux orner, et je veux tre orn.
bien le culte est auguste et simple. Ailleurs Je suis la lampe pour vous qui me voyez.
il est simple sans avoir rien de majestueux, Je suis la porte pour vous qui y frappez.
comme chez les rforms de notre Europe Vous qui voyez ce que je fais, ne dites point
 ce que je fais.
et dans lAmrique anglaise. Jai jou tout cela dans ce discours,
Dans dautres pays, il faut midi allumer  et je nai point du tout t jou.
des flambeaux de cire, quon avait en abomi-
nation dans les premiers temps. Un couvent Mais quelque dispute qui se soit leve
de religieuses, qui on voudrait retrancher au sujet de ce cantique, il est certain que
les cierges, crierait que la lumire de la foi le chant tait employ dans toutes les cr-
est teinte, et que le monde va finir. monies religieuses. Mahomet avait trouv

i
Hymno dicto. Saint Matthieu, chap. XXVI, v. 39.
adorare 77 adorare

in questa stravagante profanazione. Orazio intermedia tra le pompose cerimonie roma-


non dice di adorare Lalage. Tibullo non ne e la sobriet dei calvinisti.
adora Delia. In Petronio non si trova nem- I canti, la danza e le fiaccole erano ceri-
meno il termine adorazione. monie essenziali nelle feste sacre di tutto
Se qualcosa pu scusare la nostra inde- lOriente. Chiunque legga un po, sa che gli
cenza che, nei nostri melodramma e nel- antichi Egizi giravano intorno ai loro templi
le nostre canzoni, si spesso parlato degli cantando e danzando. Presso i Greci, nessu-
di della favola. I poeti hanno detto che na istituzione sacerdotale senza santi e dan-
le loro Fillidi erano pi adorabili di quelle ze. Gli Ebrei adottarono questa usanza dai
false divinit, e nessuno poteva biasimarli loro vicini; davanti allarca, Davide cantava
per questo. Poco a poco, ci si abituati a e danzava [2Sm 6, 5].
questa espressione, tanto che il Dio di tutto San Matteo parla di un cantico intonato
luniverso e una cantante dellOpera comi- da Ges Cristo stesso e dagli apostoli dopo
ca sono stati trattati allo stesso modo, senza aver celebrato la pasquai. Quel cantico, che
accorgersi della ridicolaggine. giunto fino a noi, non entrato nel canone
Distogliamo gli occhi da ci, e fissiamoli dei libri sacri; ma se ne trovano dei fram-
solo sullimportanza del nostro argomento. menti nella lettera 237 [5-6] di santAgosti-
Non esiste nazione civilizzata che non ce- no al vescovo Cerezio. SantAgostino non
lebri un culto pubblico di adorazione a Dio. dice che questo inno non fosse cantato; ne
vero che, n in Asia, n in Africa, nessuno critica solo le parole: non condanna i pri-
viene costretto a recarsi alla moschea o al scilliani, che accoglievano questo inno nel
tempio locale; ci si va di spontaneamente60. loro Vangelo solo sulla scorta dellerronea
Questo concorso di persone avrebbe potuto interpretazione che ne davano e chegli ri-
servire proprio a riunire gli animi degli uo- tiene empia. Ecco il cantico quale lo si trova
mini e a renderli pi miti in societ. Tuttavia, frammentariamente in Agostino stesso:
li si visti talvolta scagliarsi gli uni contro
gli altri nellasilo stesso consacrato alla pace. Voglio slegare, e voglio essere slegato.
Gli zeloti inondarono di sangue il tempio di Voglio salvare, e voglio essere salvato.
Gerusalemme, nel quale sgozzarono i propri Voglio generare, e voglio essere generato.
fratelli [2Cr 24, 21] . Noi abbiamo insozzato, Voglio cantare, danzate tutti di felicit.
ogni tanto, le nostre Chiese con carneficine. Voglio piangere, percuotetevi tutti
Alla voce sulla Cina, si vedr come lim-  di dolore.
peratore sia il primo pontefice e quanto sia Voglio ornare, e voglio essere ornato.
Io sono la lampada per voi che mi vedete.
solenne e semplice il culto61. Altrove, esso
Io sono la porta per voi che bussate a essa.
semplice senza aver nulla di maestoso, Voi che vedete ci che faccio non dice ci
come presso i riformati della nostra Europa  che faccio.
e nellAmerica inglese. Ho giocato tutto ci in questo discorso,
In altri paesi, bisogna accendere a mezzo-  e non sono stato affatto giocato63.
giorno candele di cera, per le quali, in origi-
ne, si provava orrore62. Un convento di suore Quali che siano le discussioni sorte a pro-
cui si volessero negare i ceri strepiterebbe posito di questo cantico, certo per che
che la luce della fede spenta e che il mondo in tutte le cerimonie religiose si ricorreva al
prossimo alla fine. canto. Questo culto Maometto laveva trova-
La Chiesa anglicana tiene una posizione to gi in uso presso gli Arabi. Lo in India.

i
Hymno dicto. Mt 26, 30. 63
Atti di Giovanni, 95; ovvero Atti del santo apo-
60
Allusione al compelle intrare di Lc 14, 21-23, stolo ed evangelista Giovanni il teologo, apocrifo del
passo con cui sono sempre state giustificate le con- Nuovo Testamento relativo a Giovanni apostolo,
versioni forzate operate dai missionari. scritto in greco nella seconda met del II secolo. Si
61
Si veda la voce Dio. veda la voce Messa.
62
Si veda la voce Altari.
adorer 78 adorer

ce culte tabli chez les Arabes. Il lest dans Saint Justin, dans son Apologie, aussi
les Indes. Il ne parait pas quil soit en usage inconnue Rome que ce Simon, dit que ce
chez les lettrs de la Chine. Les crmo- dieu avait une statue leve sur le Tibre, ou
nies ont partout quelque ressemblance et plutt prs du Tibre, entre les deux ponts,
quelque diffrence; mais on adore Dieu par avec cette inscription Simoni deo sancto.
toute la terre. Malheur sans doute ceux Saint Irne, Tertullien attestent la mme
qui ne ladorent pas comme nous, et qui sont chose: mais qui lattestent-ils? des gens
dans lerreur, soit par le dogme, soit pour les qui navaient jamais vu Rome; des Afri-
rites; ils sont assis lombre de la mort; mais cains, des Allobroges, des Syriens,
plus leur malheur est grand, plus il faut les quelques habitants de Sichem. Ils navaient
plaindre et les supporter. certainement pas vu cette statue, dont lins-
Cest mme une grande consolation pour cription est Semo sanco deo fidio, et non pas
nous que tous les Mahomtans, les Indiens, Simoni sancto deo.
les Chinois, les Tartares adorent un Dieu Ils devaient au moins consulter Denys
unique; en cela ils sont nos frres. Leur dHalicarnasse, qui, dans son quatrime
fatale ignorance de nos mystres sacrs ne livre, rapporte cette inscription. Semo san-
peut que nous inspirer une tendre compas- co tait un ancien mot sabin, qui signifie
sion pour nos frres qui sgarent. Loin de demi-homme et demi-dieu. Vous trouvez
nous tout esprit de perscution qui ne servi- dans Tite Live: Bona Semoni sanco consue-
rait qu les rendre irrconciliables. runt consecranda. Ce dieu tait un des plus
Un Dieu unique tant ador sur toute la anciens qui fussent rvrs Rome; il fut
terre connue, faut-il que ceux qui le recon- consacr par Tarquin le Superbe, et regard
naissent pour leur pre lui donnent toujours comme le dieu des alliances et de la bonne
le spectacle de ses enfants qui se dtestent, foi. On lui sacrifiait un buf; et on crivait
qui sanathmatisent, qui se poursuivent, sur la peau de ce buf le trait fait avec les
qui se massacrent pour des arguments? peuples voisins. Il avait un temple auprs de
Il nest pas ais dexpliquer au juste ce que celui de Quirinus. Tantt on lui prsentait
les Grecs et les Romains entendaient par des offrandes sous le nom du pre Semo,
adorer; si lon adorait les faunes, les sylvains, tantt sous le nom de Sancus fidius. Cest
les dryades, les naades, comme on adorait pourquoi Ovide dit dans ses Fastes:
les douze grands dieux. Il nest pas vraisem-
Quaerebam nonas Sanco Fidiove referrem,
blable quAntinos, le mignon dAdrien, ft An tibi, Semo pater.
ador par les nouveaux gyptiens du mme
culte que Srapis; et il est assez prouv que Voil la divinit romaine quon a prise
les anciens gyptiens nadoraient pas les pendant tant de sicles pour Simon le Magi-
oignons et les crocodiles de la mme faon cien. Saint Cyrille de Jrusalem nen doutait
quIsis et Osiris. On trouve lquivoque par- pas; et saint Augustin, dans son premier
tout, elle confond tout. Il faut chaque mot livre des Hrsies, dit que Simon le Magi-
dire Quentendez-vous? Il faut toujours cien lui-mme se fit lever cette statue avec
rpter: Dfinissez les termesi. celle de son Hlne, par ordre de lempereur
Est-il bien vrai que Simon, quon appelle et du snat.
le Magicien, ft ador chez les Romains? Cette trange fable, dont la fausset tait
il est bien plus vrai quil y fut absolument si aise reconnatre, fut continuellement
ignor. lie avec cette autre fable, que saint Pierre

i
Voyez larticle Alexandre.
adorare 79 adorare

Non sembra che lo sia presso i letterati del- tanto ignota a Roma di quel Simone, dice
la Cina. Le cerimonie presentano ovunque che a quel dio era stata eretta una statua sul
analogie e differenze; ma Dio viene adorato Tevere, o piuttosto vicino al Tevere, tra due
su tutta la terra. Guai, certo, a coloro che ponti, con liscrizione Simoni deo sancto64.
non ladorano come ladoriamo noi, e che vi- SantIreneo e Tertulliano attestano la stessa
vono nellerrore, o a causa dei dogmi, o cau- cosa: ma a chi lo attestano?65 A gente che
sa dei riti; costoro siedono allombra della non aveva mai visto Roma, ad Africani, Al-
morte; ma quanto pi grande la loro sven- lobrogi, Siriaci, e a qualche abitante di Si-
tura, tanto pi bisogna compatirli e aiutarli. chem. Di certo essi non avevano visto quella
anzi una grande consolazione per noi statua, la cui iscrizione recita Semo sanco deo
che tutti i Maomettani, gli Indiani, i Cinesi, fidio, e non Simoni sancto deo.
i Tartari adorino un Dio unico; in ci sono Avrebbero dovuto consultare almeno
nostri fratelli. La loro fatale ignoranza dei Dionigi dAlicarnasso, il quale, nel suo
nostri sacri misteri non pu che ispirarci quarto libro66, riporta tale iscrizione. Semo
una tenera compassione per i nostri fratelli sanco era un antica parola sabina, che signi-
che sbagliano. Lungi da noi qualunque spi- fica semi-uomo e semi-dio. In Tito Livio
rito di persecuzione, che servirebbe solo a trovate: Bona Semoni sanco consuerunt con-
renderli irriducibili. secranda67. Quel dio era uno dei pi antichi
Dato che su tutta la terra conosciuta viene tra quelli venerati a Roma; fu consacrato da
adorato un unico Dio, quelli che lo ricono- Tarquinio il Superbo, e considerato come il
scono come loro padre devono forse offrir- dio delle alleanze e della buona fede. A lui
gli sempre lo spettacolo dei suoi figli che si veniva sacrificato un bue; e sulla pelle del
detestano, si anatemizzano, si perseguitano bue si scriveva il trattato siglato con i popoli
e si massacrano per qualche ragionamento? vicini. Aveva un tempio vicino a quello di
Non facile spiegare esattamente ci che Quirino. Talvolta gli venivano presentate
Greci e Romani intendevano con adorare; offerte sotto il nome di padre Semo, talaltra
se si adoravano i fauni, i silvani, le driadi, sotto il nome di Sancus fidius. per questo
le naiadi, come si adoravano i dodici grandi che Ovidio dice nei suoi Fasti :
di. Non verosimile che Antinoo, il pre-
Quaerebam nonas Sanco Fidiove referrem,
diletto di Adriano, fosse adorato dai nuovi An tibi, Semo pater68.
Egiziani con lo stesso culto di Serapide; ed
sufficientemente dimostrato che gli antichi Questa la divinit romana che per tanti
Egizi non adoravano le cipolle e i coccodrilli secoli stata presa per Simon Mago. San
come adoravano Iside e Osiride. Lequivoco Cirillo di Gerusalemme non aveva dubbi;
compare ovunque, confonde ogni cosa. A e santAgostino, nel suo primo libro sulle
ogni parola, bisognerebbe dire che cosa in- Eresie, dice che Simon Mago stesso si fece
tendete?. Bisogna sempre ripetere: Definite erigere quella statua insieme a quella della
i terminii. sua Elena, per ordine dellimperatore e del
proprio vero che Simone, detto il Mago, senato.
fosse adorato dai Romani [At 8, 9-11]? Questa strana favola, la cui falsit era cos
molto pi vero chegli era loro del tutto facile da scoprire, fu costantemente collega-
ignoto. ta con quellaltra, secondo cui san Pietro e
San Giustino, nella sua Apologia, altret- Simone sarebbero comparsi entrambi al co-

i
Si veda la voce Alessandro. [Si veda anche la voce 67
Tito Livio, VIII, 20: i senatori decisero che
Abuso di parole.] bisognava consacrare i beni [della citt di Priverno]
64
Si vedano le voci Eclissi e Natale. a Semo Sancto.
65
Cfr. rispettivamente Giustino, Apolog., 25 e 56; 68
Ovidio, Fasti, VI, 213: Mi chiedevo a chi de-
Ireneo, Adversos haer., I, 23 e Tertulliano, Apolog. 13. vo dedicare le none: a Sanco, a Fidio o a te, padre
66
Si veda Dionigi dAlicarnasso, Antichit roma- Semo.
ne, IV, 58, 4
adorer 80 adultre

et ce Simon avaient tous deux comparu, Simon allumait par-dessus le bain baptis-
devant Nron; quils staient dfis qui mal une flamme lgre avec du naphte du
ressusciterait le plus promptement un mort lac Asphaltide. Son parti fut assez grand;
proche parent de Nron mme, et qui mais il est fort douteux que ses disciples
slverait le plus haut dans les airs; que laient ador: saint Justin est le seul qui le
Simon se fit enlever par des diables dans un croie.
chariot de feu; que saint Pierre et saint Paul Mnandreiii se disait, comme Simon, en-
le firent tomber des airs par leurs prires, voy de Dieu et sauveur des hommes. Tous
quil se cassa les jambes, quil en mourut, les faux messies, et surtout Barcochbas,
et que Nron irrit fit mourir saint Paul et prenaient le titre denvoys de Dieu; mais
saint Pierrei. Barcochbas lui-mme nexigea point dado-
Abdias, Marcel, Hgsippe, ont rapport ration. On ne divinise gure les hommes de
ce conte avec des dtails un peu diffrents: leur vivant, moins que ces hommes ne
Arnobe, saint Cyrille de Jrusalem, Svre- soient des Alexandre ou des empereurs ro-
Sulpice, Philastre, Saint piphane, Isidore mains qui lordonnent expressment des
de Damiette, Maxime de Turin, plusieurs esclaves: encore nest-ce pas une adoration
autres auteurs, ont donn cours successive- proprement dite; cest une vnration extra-
ment cette erreur. Elle a t gnralement ordinaire, une apothose anticipe, une flat-
adopte, jusqu ce quenfin on ait trouv terie aussi ridicule que celles qui sont pro-
dans Rome une statue de Semo sancus deus digues Octave par Virgile et par Horace.
fidius, et, que le savant P. Mabillon ait dter-
r un de ces anciens monuments avec cette
inscription: Semoni sanco deo fidio. Adultre
Cependant il est certain quil y eut un Si-
mon que les Juifs crurent magicien, comme Nous ne devons point cette expression aux
il est certain quil y a eu un Apollonios Grecs. Ils appelaient ladultre , dont
de Tyane. Il est vrai encore que ce Simon, les Latins ont fait leur mchus, que nous
n dans le petit pays de Samarie, ramassa navons point francis. Nous ne la devons ni
quelques gueux auxquels il persuada quil la langue syriaque ni lhbraque, jargon
tait envoy de Dieu, et la vertu de Dieu du syriaque, qui nommait ladultre nyuph.
mme. Il baptisait ainsi que les aptres bap- Adultre signifiait en latin, altration, adul-
tisaient, et il levait autel contre autel. tration, une chose mise pour une autre, un
Les Juifs de Samarie, toujours ennemis crime de faux, fausses clefs, faux contrats,
des Juifs de Jrusalem, osrent opposer faux seing; adulteratio. De l, celui qui se
ce Simon Jsus-Christ reconnu par les met dans le lit dun autre fut nomm adulter,
aptres, par les disciples, qui tous taient comme une fausse clef qui fouille dans la
de la tribu de Benjamin ou de celle de Juda. serrure dautrui.
Il baptisait comme eux; mais il ajoutait le Cest ainsi quils nommrent par anti-
feu au baptme deau, et se disait prdit par phrase coccyx, coucou, le pauvre mari chez
saint Jean-Baptiste selon ces parolesii: Ce- qui un tranger venait pondre. Pline le natu-
lui qui doit venir aprs moi est plus puissant raliste dit: Coccyx ova subdit in nidis alienis;
que moi, il vous baptisera dans le Saint-Es- ita plerique alienas uxores faciunt matres:
prit et dans le feu. le coucou dpose ses ufs dans le nid des

i
Voyez larticle Pierre (saint). quil sagit ici, mais dun disciple de Simon le Magi-
ii
Matthieu, chap. III, v. 11. cien, devenu enthousiaste et charlatan comme son
iii
Ce nest pas du pote comique ni du rhteur matre.
adorare 81 adulterio

spetto di Nerone, sfidandosi a chi avrebbe Asfaltide. Il suo partito divenne abbastanza
fatto risuscitare pi rapidamente un morto, numeroso; ma alquanto dubbio che i suoi
parente stretto dello stesso Nerone e a chi si discepoli labbiano adorato: san Giustino
sarebbe innalzato pi in alto in aria; Simone lunico a crederlo.
si fece sollevare da dei diavoli su un carro Come Simone, Menandro 69 diceva di
di fuoco, san Pietro e san Paolo, con le loro essere inviato da Dio e salvatore degli uo-
preghiere, lo fecero ricadere; egli si ruppe le mini. Tutti quei falsi messia, e soprattutto
gambe, morendo per questo, e Nerone fece Bar-Kochba70, assumevano il titolo dinviati
mettere a morte san Paolo e san Pietroi. di Dio; ma neppure Bar-Kochba impose di
Abdia, Marcello, Egesippo hanno riferito essere adorato. Non si divinizzano gli uo-
questo racconto con dettagli un po diversi: mini finch sono vivi, a meno che quegli
Arnobio, san Cirillo di Gerusalemme, Seve- uomini non siano degli Alessandro o impe-
ro Sulpicio, Filastro, santEpifanio, Isidoro ratori romani che lordinano formalmente
di Damietta, Massimo di Torino, e parec- a degli schiavi: e inoltre, non si tratta nem-
chi altri autori hanno successivamente dato meno propriamente di adorazione; una
corso a questo errore. In generale stato venerazione straordinaria, unapoteosi an-
accolto, fintanto che non stata scoperta a ticipata, unadulazione tanto ridicola quan-
Roma una statua di Semo sancus deus fidius e to quella prodigata da Virgilio e Orazio a
il dotto padre Mabillon non ha dissotterrato Ottaviano71.
uno dei quegli antichi monumenti recanti
liscrizione: Semoni sanco deo fidio.
Di certo, tuttavia, esistito un Simone che
Adulterio
gli Ebrei credettero un mago, come certo Questo termine non lo dobbiamo ai Greci.
che esistito un Apollonio di Tiana. vero, Costoro chiamavano ladulterio , da
inoltre, che quel Simone, nato in un picco- cui i Latini hanno tratto il loro mchus, che
lo villaggio della Samaria, raccolse alcuni non stato francesizzato. Non lo dobbiamo
pezzenti convincendoli chegli era inviato n alla lingua siriaca n allebraica, dialet-
da Dio e la virt stessa di Dio. Battezzava to siriaco, che chiamava ladulterio nyuph
come gli apostoli battezzavano, e erigeva [noef]. In latino, adulterio significava al-
altare contro altare. terazione, adulterazione, una cosa messa al
Gli Ebrei di Samaria, sempre nemici posto di unaltra, un delitto di falsificazio-
degli Ebrei di Gerusalemme, osarono con- ne, false chiavi, falsi contratti, falsi sigilli;
trapporre quel Simone a Ges Cristo rico- adulteratio. Da qui, colui che sinfilava nel
nosciuto dagli apostoli, dai discepoli, che letto di un altro venne detto adulter, come
appartenevano tutti alla trib di Beniamino una falsa chiave che fruga nella serratura
o a quella di Giuda. Egli battezzava come altrui.
loro; ma al battesimo dacqua egli aggiun- Pertanto chiamarono, per antifrasi,
geva il fuoco, e diceva di essere stato annun- coccyx, cuculo, il povero marito presso cui
ciato dalle seguenti parole di san Giovanni un estraneo andava a deporre le uova. Plinio
Battista: Colui che deve venire dopo di me il naturalista dice: Coccyx ova subdit in ni-
pi potente di me, vi battezzer nello Spi- dis alienis; ita plerique alienas uxores faciunt
rito Santo e nel fuocoii. matres; Il cuculo depone le uova nel nido
Sopra il bagno lustrale, Simone accende- degli altri uccelli; allo stesso modo, molti
va una fiammella con la nafta del lago di Romani rendono madri le mogli dei propri

i
Si veda la voce Pietro (san). 69
Capo della rivolta anti-romana allepoca di
ii
Mt 3, 11. Adriano (132-135); si vedano le voci Ebrei e Messia.
iii
Non si tratta, qui, del poeta comico n del reto- 70
Alessandro e Augusto si trovano accostati alla
re, bens di un discepolo di Simon Mago, divenuto voce Alessandro.
un fanatico e un ciarlatano come il suo maestro.
adultre 82 adultre

autres oiseaux; ainsi force Romains rendent Elles avouaient autrefois quelles sentaient
mres les femmes de leurs amis.i La com- quelque estime; mais depuis quune bour-
paraison nest pas trop juste. Coccyx signi- geoise saccusa son confesseur davoir de
fiant un coucou, nous en avons fait cocu. lestime pour un conseiller, et que le confes-
Que de choses on doit aux Romains! mais seur lui dit: Madame, combien de fois vous
comme on altre le sens de tous les mots! Le a-t-il estime?, les dames de qualit nont
cocu, suivant la bonne grammaire, devrait plus estim personne, et ne vont plus gure
tre le galant, et cest le mari. Voyez la chan- confesse.
son de Scarronii. Les femmes de Lacdmone ne connais-
Quelques doctes ont prtendu que cest saient, dit-on, ni la confession ni ladultre.
aux Grecs que nous sommes redevables de Il est bien vrai que Mnlas avait prouv
lemblme des cornes, et quils dsignaient ce quHlne savait faire. Mais Lycurgue y
par le titre de bouc, iii, lpoux dune mit bon ordre en rendant les femmes com-
femme lascive comme une chvre. En effet, munes, quand les maris voulaient bien les
ils appelaient fils de chvre les btards, que prter, et que les femmes y consentaient.
notre canaille appelle fils de putain. Mais Chacun peut disposer de son bien. Un mari
ceux qui veulent sinstruire fond, doivent en ce cas navait point craindre de nourrir
savoir que nos cornes viennent des cornettes dans sa maison un enfant tranger. Tous
des dames. Un mari qui se laissait tromper les enfants appartenaient la rpublique,
et gouverner par son insolente femme, tait et non une maison particulire; ainsi on
rput porteur de cornes, cornu, cornard, ne faisait tort personne. Ladultre nest
par les bons bourgeois. Cest par cette rai- un mal quautant quil est un vol mais on
son que cocu, cornard et sot, taient syno- ne vole point ce quon vous donne. Un mari
nymes. Dans une de nos comdies, on priait souvent un jeune homme beau, bien
trouve ce vers: fait et vigoureux, de vouloir bien faire un
Elle? elle nen fera quun sot, je vous assure. enfant sa femme. Plutarque nous a conser-
v dans son vieux style la chanson que chan-
Cela veut dire: elle nen fera quun cocu. taient les Lacdmoniens quand Acrotatus
Et dans lcole des femmes, allait se coucher avec la femme de son ami:
pouser une sotte est pour ntre point sot. Allez, gentil Acrotatus, besognez bien
Klidonide,
Bautru, qui avait beaucoup desprit, di- Donnez de braves citoyens Sparte.
sait: Les Bautru sont cocus, mais ils ne sont
pas des sots. Les Lacdmoniens avaient donc raison
La bonne compagnie ne se sert plus de de dire que ladultre tait impossible parmi
tous ces vilains termes, et ne prononce eux.
mme jamais le mot dadultre. On ne dit Il nen est pas ainsi chez nos nations, dont
point: Mme la duchesse est en adultre toutes les lois sont fondes sur le tien et le
avec M. le chevalier; Mme la marquise a mien.
un mauvais commerce avec M. labb. On Un des plus grands dsagrments de
dit: M. labb est cette semaine lamant ladultre cest que la dame se moque quel-
de Mme la marquise. Quand les dames quefois de son mari avec son amant; le mari
parlent leurs amies de leurs adultres, elles sen doute; et on naime point tre tourn
disent: Javoue que jai du got pour lui. en ridicule. Il est arriv dans la bourgeoi-

i iii
Liv. X, chap ix. Voyez larticle Bouc.
ii
Tous les jours une chaise, / Me cote un cu,
/ Pour porter laise / Votre chien de cu, / A moi,
pauvre cocu.
adulterio 83 adulterio

amicii. Il paragone non del tutto esatto. certo gusto per lui. Un tempo confessava-
Coccyx significava cuculo, noi ne abbiamo no di sentire una certa stima; ma da quando
fatto un cornuto. Di quante cose siamo de- una borghese si accus con il proprio con-
bitori ai Romani! Ma quanto viene alterato fessore di nutrire stima per un consigliere e
il significato di tutte le parole! Il cornuto, il confessore le disse: Signora, quante volte
secondo la corretta etimologia, dovrebbe lavete stimato?, le signore di rango non
essere il seduttore, e invece il marito. Si hanno pi stimato nessuno, e hanno smesso
veda la canzone di Scarronii. di confessarsi.
Alcuni eruditi hanno sostenuto che noi Le donne di Sparta non conoscevano, si
siamo debitori dellemblema delle corna dice, n la confessione n ladulterio. pur
ai Greci, e che costoro designavano con il vero che Menelao aveva imparato di cosa
titolo di becco, iii, il marito di una don- Elena fosse capace. Ma Licurgo seppe met-
na lasciva come una capra. In effetti, essi tere ordine mettendo in comune le mogli,
chiamavano figli di capra i bastardi, che la quando i mariti erano disposti a prestarle
nostra plebaglia chiama figli di puttana. Ma e le mogli acconsentivano. Ognuno pu di-
chi si vuole istruire approfonditamente deve sporre dei propri beni. In tal caso, un marito
sapere che le nostre corna derivano dalle non aveva paura di crescere nella propria
cornettes [cuffie] delle signore71. Un marito casa un figlio estraneo. Tutti i bambini ap-
che si lasciava ingannare e comandare dalla partenevano alla repubblica, e non a una
propria moglie insolente veniva considerato famiglia in particolare [Plutarco, Vita di Li-
come un portatore di corna, cornuto, becco, curgo, 15], cos non si faceva torto a nessuno.
dai bravi borghesi. per questo che cornuto, Ladulterio un male solo in quanto un
becco e stupido erano sinonimi. In una delle furto, ma non si ruba ci che viene regalato.
nostre commedie, si leggono i seguenti versi: Un marito pregava spesso un bel giovanotto,
Quella? Far di lui uno stupido, ben fatto e vigoroso, di accettare di fare un
 ve lassicuro. figlio con la propria moglie. Plutarco [Pirro,
[Molire, Tartufo, II, 2] 28] ci ha tramandato nel suo vecchio stile la
canzone che gli Spartani cantavano quando
Ci significa: ella far di lui un cornuto. E Acrotato andava a letto con la moglie del
nella Scuola delle mogli [I, 1], proprio amico:
Sposare una stupida per non essere stupido. Andate, gentile Acrotato, lavoratevi bene
Chilonide,
Bautru, che era dotato di molto spirito, Date a Sparta dei prodi cittadini.
diceva: I Bautru sono cornuti, ma non sono
stupidi. Gli Spartani avevano dunque ragione a
La buona societ non usa pi questi ter- dire che ladulterio era impossibile tra loro.
mini volgari, e non pronuncia mai nem- Non cos stanno le cose per le nostre na-
meno la parola adulterio. Non si dice: La zioni, le cui leggi sono tutte fondate sul tuo
signora duchessa vive nelladulterio con e sul mio.
il signor cavaliere; la signora marchesa ha Una delle cose pi sgradevoli delladul-
cattive relazioni con il signor abate. Si terio che talvolta la signora si burla del
dice: Questa settimana, il signor abate marito con il proprio amante; il marito lo
lamante della signora marchesa. Quando sospetta, e non ama essere coperto di ridi-
le signore parlano con le amiche dei propri colo. capitato che spesso, tra borghesi, la
adultri, dicono: Confesso che nutro un moglie abbia derubato il marito per far re-

i
Plinio, De nat. hist., X, 9. [La citazione non / A me, povero, cornuto. [La citazione, probabil-
letterale.] mente fatta a memoria, non letterale.]
ii iii
Tutti i giorni una sedia / Mi costa uno scudo, / Si veda la voce Caprone.
Per portare comodamente / Il vostro dannato culo, 71
Questa etimologia non affatto comprovata.
adultre 84 adultre

sie que souvent la femme a vol son mari et sur les maris; point de chansons; rien qui
pour donner son amant; les querelles de ressemble nos froids quolibets de cornes
mnage sont pousses des excs cruels; et de cocuage. Nous plaignons les grandes
elles sont heureusement peu connues dans dames de Turquie, de Perse, des Indes; mais
la bonne compagnie. elles sont cent fois plus heureuses dans leurs
Le plus grand tort, le plus grand mal est srails que nos filles dans leurs couvents.
de donner un pauvre homme des enfants Il arrive quelquefois chez nous quun mari
qui ne sont pas lui, et de le charger dun mcontent, ne voulant point faire un procs
fardeau quil ne doit pas porter. On a vu par criminel sa femme pour cause dadultre
l des races de hros entirement abtardies. (ce qui ferait crier la barbarie), se contente
Les femmes des Astolphe et des Joconde, de se faire sparer de corps et de biens.
par un got dprav, par la faiblesse du Cest ici le lieu dinsrer le prcis dun
moment, ont fait des enfants avec un nain mmoire compos par un honnte homme
contrefait, avec un petit valet sans cur et
qui se trouve dans cette situation; voici ses
sans esprit. Les corps et les mes sen sont
plaintes: sont-elles justes?
ressentis. De petits singes ont t les hri-
tiers des plus grands noms dans quelques Mmoire dun magistrat crit vers lan 1764
pays de lEurope. Ils ont dans leur premire
salle les portraits de leurs prtendus aeux, Un principal magistrat dune ville de France
hauts de six pieds, beaux, bien faits, arms a le malheur davoir une femme qui a t
dun estramaon que la race daujourdhui dbauche par un prtre avant son mariage,
pourrait peine soulever. Un emploi impor- et qui depuis sest couverte dopprobre par
tant est possd par un homme qui ny a nul des scandales publics: il a eu la modration
droit, et dont le cur, la tte et le bras nen de se sparer delle sans clat. Cet homme,
peuvent soutenir le faix. g de quarante ans, vigoureux, et dune
Il y a quelques provinces en Europe o les figure agrable, a besoin dune femme; il
filles font volontiers lamour et deviennent est trop scrupuleux pour chercher sduire
ensuite des pouses assez sages. Cest tout lpouse dun autre, il craint mme le com-
le contraire en France; on enferme les filles merce dune fille, ou dune veuve qui lui ser-
dans des couvents, o jusqu prsent on virait de concubine. Dans cet tat inquitant
leur a donn une ducation ridicule. Leurs et douloureux, voici le prcis des plaintes
mres pour les consoler, leur font esprer quil adresse son glise.
quelles seront libres quand elles seront
Mon pouse est criminelle, et cest moi
maries. A peine ont-elles vcu un an avec
quon punit. Une autre femme est ncessaire
leur poux, quon sempresse de savoir tout
le secret de leurs appas. Une jeune femme la consolation de ma vie, ma vertu mme;
ne vit, ne soupe, ne se promne, ne va au et la secte dont je suis me la refuse; elle me
spectacle quavec des femmes qui ont cha- dfend de me marier avec une fille honnte.
cune leur affaire rgle; si elle na point son Les lois civiles daujourdhui, malheureu-
amant comme les autres, elle est ce quon sement fondes sur le droit canon, me pri-
appelle dpareille; elle en est honteuse; elle vent des droits de lhumanit. Lglise me
nose se montrer. rduit chercher ou des plaisirs quelle r-
Les Orientaux sy prennent au rebours de prouve, ou des ddommagements honteux
nous. On leur amne des filles quon leur ga- quelle condamne; elle veut me forcer dtre
rantit pucelles sur la foi dun Circassien. On criminel.
les pouse, et on les enferme par prcaution, Je jette les yeux sur tous les peuples de
comme nous enfermons nos filles. Point de la terre, il ny en a pas un seul, except le
plaisanteries dans ces pays-l sur les dames peuple catholique romain, chez qui le di-
adulterio 85 adulterio

gali allamante; le liti familiari sono spinte a assomigli ai nostri insulsi lazzi su corna e
eccessi crudeli; fortunatamente, nella buona cornificazioni. Noi compiangiamo le gran
societ, sono poco frequenti. dame della Turchia, della Persia, delle In-
Il torto peggiore, il male maggiore consi- die, ma esse sono cento volte pi felici nei
ste nellattribuire a un poveruomo figli che loro serragli che le nostre fanciulle nei pro-
non sono suoi caricandolo di un fardello che pri conventi.
non spetta a lui portare. Si sono viste dina- Talvolta, da noi, capita che un marito
stie di eroi imbastardirsi in questo modo. scontento, non volendo intentare un proces-
A causa di un gusto depravato, di un mo- so penale alla propria moglie per adulterio
mento di debolezza, le mogli degli Astolfo (ci farebbe gridare alla barbarie), si accon-
e dei Giocondo hanno avuto figli con un tenti di una separazione di corpo e di beni.
nano travestito, con un piccolo valletto sen- questo il momento dinserire il sunto
za cuore n spirito. I corpi e gli animi ne di un memoriale redatto da un gentiluomo
hanno risentito. Le pi grandi famiglie di che si trova in tale situazione; ecco le sue
alcuni paesi dellEuropa hanno avuto come lagnanze: sono giuste?
eredi delle scimmiette. Esse conservano nel-
la loro sala di rappresentanza i ritratti dei Memoriale di un magistrato,
loro presunti antenati, alti sei piedi, belli, scritto attorno allanno 176472
ben formati, armati di uno spadone che la
razza odierna potrebbe a stento sollevare. Un importante magistrato di una citt
Una carica importante ricoperta da un francese ha la sventura di avere una moglie
uomo che non ha alcun diritto a essa e il cui che stata sedotta da un prete prima del
il cuore, la testa e il braccio non possono matrimonio e che, in seguito, si coperta
sostenere lonere. dinfamia dando pubblico scandalo: egli fu
In alcune regioni europee, le fanciulle tanto moderato da separarsi da lei senza cla-
sono inclini ad amoreggiare, ma poi diven- more. Quelluomo, quarantenne, vigoroso
tano brave mogli. In Francia avviene esat- e dallaspetto gradevole, ha bisogno di una
tamente il contrario; le fanciulle vengono donna; si fa troppi scrupoli per cercare di
rinchiuse in conventi, dove, fino a oggi, sedurre la moglie di un altro, teme perfino
stata impartita loro uneducazione risibile. di avere una relazione con una prostituta o
Per consolarle, le madri fanno sperare loro una vedova che gli faccia da concubina. In
che saranno libere quando si sposeranno. questa situazione preoccupante e dolorosa,
Dopo solo un anno di convivenza con il ma- ecco il sunto delle lagnanze chegli rivolge
rito, ci si affretta a conoscere i segreti delle alla propria Chiesa.
loro grazie. Una giovane moglie frequenta, Mia moglie colpevole, e vengo puni-
cena, va a passeggio e a teatro unicamente to io. Unaltra donna mi necessaria per la
con donne che hanno tutte la propria tresca consolazione della mia vita, per la mia stessa
regolare; se non ha un amante come le altre, virt; e la setta cui appartengo me la rifiuta;
di lei si dice che spaiata; ella se ne vergo- essa mi vieta di sposarmi con unonesta fan-
gna; non osa farsi vedere in giro. ciulla. Le leggi civili di oggi, sfortunatamen-
Gli Orientali si comportano in maniera te basate sul diritto canonico, mi privano dei
opposta a noi. Vengono offerte loro fanciul- diritti dellumanit. La Chiesa mi costringe
le la cui verginit garantita dalla parola di a cercare, o piaceri chessa disapprova, o
un Circasso. Le sposano e, poi, per precau- vergognosi risarcimenti chessa condanna;
zione, le rinchiudono, come noi rinchiudia- vuole costringermi a essere colpevole.
mo le nostre fanciulle. In quei paesi, non Rivolgo lo sguardo a tutti i popoli della
ammesso nessuno scherzo sulle signore e i terra, e, tranne il popolo cattolico romano,
loro mariti, nessuna canzonetta, nulla che non ce n neanche uno presso cui il divor-
72
La fonte di questo brano un memoriale re- 1768 col titolo Cri dun honnte homme, e che Vol-
datto da Franois-Antoine Philbert, pubblicato nel taire fece dare alle stampe.
adultre 86 adultre

vorce et un nouveau mariage ne soient de leurs femmes pour en prendre de nouvelles.


droit naturel. Enfin il vint un Grgoire IX, ennemi des
Quel renversement de lordre a donc fait empereurs et des rois, qui, par un dcret,
chez les catholiques une vertu de souffrir fit du mariage un joug insecouable; sa d-
ladultre, et un devoir de manquer de crtale devint la loi de lEurope. Quand
femme quand on a t indignement outrag les rois voulurent rpudier une femme
par la sienne? adultre selon la loi de Jsus-Christ, ils ne
Pourquoi un lien pourri est-il indisso- purent en venir bout; il fallut chercher
luble, malgr la grande loi adopte par le des prtextes ridicules. Louis le Jeune fut
code, quidquid ligatur dissolubile est? On me oblig, pour faire son malheureux divorce
permet la sparation de corps et de biens, et avec lonore de Guyenne, dallguer une
on ne me permet pas le divorce. La loi peut parent qui nexistait pas. Le roi Henri IV,
mter ma femme, et elle me laisse un nom pour rpudier Marguerite de Valois prtex-
quon appelle sacrement! je ne jouis plus ta une cause encore plus fausse, un dfaut de
du mariage et je suis mari. Quelle contra- consentement. Il fallut mentir pour faire un
diction! quel esclavage! et sous quelles lois divorce lgitimement.
avons-nous reu la naissance! Quoi! un souverain peut abdiquer sa cou-
Ce qui est bien plus trange, cest que ronne, et sans la permission du pape il ne
cette loi de mon glise est directement pourra abdiquer sa femme! Est-il possible
contraire aux paroles que cette glise elle-
que des hommes dailleurs clairs aient
mme croit avoir t prononces par Jsus-
croupi si longtemps dans cette absurde
Christ: Quiconque a renvoy sa femme
servitude!
(except pour adultre), pche sil en prend
une autre.i Que nos prtres, que nos moines renon-
Je nexamine point si les pontifes de Rome cent aux femmes, jy consens; cest un atten-
ont t en droit de violer leur plaisir la loi tat contre la population, cest un malheur
de celui quils regardent comme leur matre; pour eux; mais ils mritent ce malheur quil
si lorsquun tat a besoin dun hritier, il se sont fait eux-mmes. Ils ont t les vic-
est permis de rpudier celle qui ne peut en times des papes, qui ont voulu avoir en eux
donner. Je ne recherche point si une femme des esclaves, des soldats sans famille et sans
turbulente, attaque de dmence, ou homi- patrie, vivant uniquement pour lglise:
cide, ou empoisonneuse, ne doit pas tre mais moi magistrat, qui sers ltat toute la
rpudie aussi bien quune adultre: je men journe, jai besoin le soir dune femme et
tiens au triste tat qui me concerne: Dieu me lglise na pas le droit de me priver dun
permet de me remarier et lvque de Rome bien que Dieu maccorde. Les aptres taient
ne me le permet pas! maris, Joseph tait mari, et je veux ltre.
Le divorce a t en usage chez les catho- Si moi Alsacien je dpends dun prtre qui
liques sous tous les empereurs; il la t demeure Rome, si ce prtre a la barbare
dans tous les tats dmembrs de lempire puissance de me priver dune femme, quil
romain. Les rois de France quon appelle de me fasse eunuque pour chanter des miserere
la premire race, ont presque tous rpudi dans sa chapelleii.

i
Matthieu, XIX. importants quon ne croit pour la morale et la pros-
ii
Lempereur Joseph II vient de donner ses prit des tats, il a donn un grand exemple qui
peuples une nouvelle lgislation sur les mariages. sera suivi par les autres nations de lEurope, quand
Par cette lgislation, le mariage devient ce quil doit elles commenceront sentir quil nest pas plus rai-
tre: un simple contrat civil. Il a galement autoris sonnable de consulter sur la lgislation les tholo-
le divorce sans exiger dautre motif que la volont giens que les danseurs de corde. (K.)
constante des deux poux. Sur ces deux objets plus
adulterio 87 adulterio

zio e un nuovo matrimonio non siano rico- nuove. Alla fine giunse un certo Gregorio
nosciuti per diritto naturale. IX, nemico degli imperatori e dei re, il qua-
Per quale rovesciamento dellordine na- le, con un decreto, fece del matrimonio un
turale, tollerare ladulterio allora diventa- giogo che non ci si pu scrollare di dosso; la
to, presso i cattolici, una virt, e restare sen- sua decretale divenne la legge dellEuropa.
za moglie, quando si stati indegnamente Quando i re vollero ripudiare una moglie
oltraggiati dalla propria, un dovere? adultera secondo la legge di Ges Cristo,
Perch un legame deteriorato devessere non fu loro possibile farlo; fu necessario cer-
indissolubile, malgrado lottima legge adot- care ridicoli pretesti. Luigi il Giovane73, per
tata dal codice, quidquid ligatur dissolubile
ottenere il proprio sventurato divorzio da
est? Mi viene concessa la separazione di cor-
Eleonora di Guienna, fu costretto ad addur-
po e beni, e non mi viene concesso il divor-
zio. La legge pu privarmi della moglie, e mi re una parentela inesistente. Il re Enrico IV,
lascia un nome che viene detto sacramento! per ripudiare Margherita di Valois, addusse
Non godo pi del matrimonio e sono spo- come pretesto una causa ancora pi assur-
sato. Che contraddizione! Che schiavit! da: un difetto nel consenso. Per divorziare
Sotto quali leggi siamo nati! legalmente, fu necessaro mentire.
La cosa ancora pi strana che questa Cosa! Un sovrano pu abdicare alla co-
legge della mia Chiesa esattamente op- rona, e non pu abdicare a sua moglie sen-
posta alle parole che questa stessa Chiesa za il permesso del papa! Com possibile
crede che siano state pronunciate da Ges che uomini per il resto illuminati abbiamo
Cristo: Chiunque ha ripudiato la propria macerato tanto a lungo in questa assurda
moglie (tranne che per adulterio), pecca se schiavit!
ne prende unaltrai. Che i nostri preti, che i nostri monaci ri-
Non sto discutendo se i pontefici di Roma nuncino alla donna, mi sta bene; un atten-
abbiano avuto il diritto di violare a loro pia- tato contro il popolamento, una sventura
cimento la legge di colui che essi considera- per loro; ma meritano tale sventura che si
no il loro maestro; se quando uno Stato ha sono andati a cercare. Sono le vittime dei
bisogno di un erede, lecito ripudiare colei papi, che hanno voluto avere in loro degli
che non pu fornirne. Non voglio sapere se schiavi, dei soldati senza famiglia e senza
una moglie inquieta, in preda alla demenza,
patria, che vivono solo per la Chiesa: ma io,
oppure omicida, o avvelenatrice, non debba
essere ripudiata allo stesso modo si unadul- magistrato, che servo lo Stato tutto il gior-
tera; mi limito alla triste situazione che mi no, ho bisogno, alla sera, di una donna e la
concerne: Dio mi concede di risposarmi e il Chiesa non ha il diritto di privarmi di un
vescovo di Roma non me lo permette! bene che Dio mi accorda. Gli apostoli erano
Sotto tutti glimperatori, il divorzio sposati, Giuseppe era sposato, e anchio vo-
stato in vigore presso i cattolici; lo stato glio esserlo. Se io, alsaziano, dipendo da un
in tutti gli Stati nati dallo smembramen- prete che risiede a Roma, se questo prete ha
to dellImpero romano. Quasi tutti i re il barbaro potere di privarmi di una donna,
di Francia, detti della prima stirpe, hanno che faccia di me un eunuco per cantare il
ripudiato le loro mogli per sposarne altre miserere nella sua cappellaii.

i
Mt 19, [9]. di quanto non si creda per la morale e la prosperit
ii
Limperatore Giuseppe II ha appena dato ai dello Stato, egli ha fornito un grande esempio che
suoi popoli una nuova legislazione in materia ma- verr seguito dalle altre nazioni europee, quando
trimoniale. Con questa legislazione, il matrimonio queste cominceranno ad accorgersi che, in materia
diventa quello che deve essere: un semplice contrat- legislativa, consultare i teologi non pi ragionevole
to civile. Egli ha inoltre autorizzato il divorzio senza che consultare i funamboli. (K.)
esigere altra motivazione che la volont costante dei 73
Luigi il Giovane Luigi VII (1120 circa-1180).
due sposi. Su queste due questioni, pi importanti
adultre 88 adultre

Mmoire pour les femmes se moqua deux en crivant sur la terre avec
le doigt, quil leur cita lancien proverbe
Lquit demande quaprs avoir rapport ce
hbraque: Que celui de vous qui est sans
mmoire en faveur des maris, nous mettions
pch jette la premire pierrei qualors ils
aussi sous les yeux du public le plaidoyer en se retirrent tous, les plus vieux fuyant les
faveur des maries, prsent la junte du premiers, parce que plus ils avaient dge,
Portugal par une comtesse dArcira. En plus ils avaient commis dadultres.
voici la substance: Les docteurs en droit canon me r-
Lvangile a dfendu ladultre mon pliquent que cette histoire de la femme
mari tout comme moi; il sera damn adultre nest raconte que dans lvan-
comme moi, rien nest plus avr. Lorsquil gile de saint Jean, quelle ny a t insre
ma fait vingt infidlits, quil a donn mon quaprs coup. Leontius, Maldonat, assurent
collier une de mes rivales, et mes boucles quelle ne se trouve que dans un seul ancien
doreilles une autre, je nai point demand exemplaire grec; quaucun des vingt-trois
aux juges quon le fit raser, quon lenfermt commentateurs nen a parl. Origne, saint
chez des moines, et quon me donnt son Jrme, saint Jean-Chrysostome, Thophy-
bien. Et moi, pour lavoir imit une seule lacte, Nonnus, ne la connaissent point. Elle
fois, pour avoir fait avec le plus beau jeune ne se trouve point dans la Bible syriaque,
homme de Lisbonne, ce quil fait tous les elle nest point dans la version dUlphilas.
jours impunment avec les plus sottes gue- Voil ce que disent les avocats de mon
nons de la cour et de la ville, il faut que je mari, qui voudraient non seulement me faire
rponde sur la sellette devant des licencis, raser, mais me faire lapider.
dont chacun serait mes pieds si nous Mais les avocats qui ont plaid pour moi
tions tte tte dans mon cabinet; il faut disent quAmmonius, auteur du IIIme sicle,
que lhuissier me coupe laudience mes a reconnu cette histoire pour vritable, et
cheveux, qui sont les plus beaux du monde; que si saint Jrme la rejette dans quelques
quon menferme chez des religieuses qui endroits, il ladopte dans dautres; quen un
nont pas le sens commun, quon me prive mot, elle est authentique aujourdhui. Je
de ma dot et de mes conventions matrimo- pars de l, et je dis mon mari: Si vous
niales, quon donne tout mon bien mon tes sans pch, rasez-moi, enfermez-moi,
fat de mari pour laider sduire dautres prenez mon bien; mais si vous avez fait plus
femmes et commettre de nouveaux de pchs que moi, cest moi de vous raser,
adultres. de vous faire enfermer, et de memparer de
Je demande si la chose est juste, et sil nest votre fortune. En fait de justice, les choses
pas vident que ce sont les cocus qui ont doivent tre gales.
fait les lois. Mon mari rplique quil est mon sup-
On rpond mes plaintes que je suis trop rieur et mon chef, quil est plus haut que moi
heureuse de ntre pas lapide la porte de de plus dun pouce, quil est velu comme un
la ville par les chanoines, les habitus de pa- ours; que par consquent je lui dois tout, et
roisse et tout le peuple. Cest ainsi quon en quil ne me doit rien.
usait chez la premire nation de la terre, la Mais je demande si la reine Anne dAn-
nation choisie, la nation chrie, la seule qui gleterre nest pas le chef de son mari? si son
et raison quand toutes les autres avaient mari le prince de Danemark, qui est son
tort. grand amiral, ne lui doit pas une obissance
Je rponds ces barbares que lorsque la entire? et si elle ne le ferait pas condamner
pauvre femme adultre fut prsente par ses la cour des pairs en cas dinfidlit de la
accusateurs au matre de lancienne et de la part du petit homme? Il est donc clair que
nouvelle loi, il ne la fit point lapider; quau si les femmes ne font pas punir les hommes,
contraire il leur reprocha leur injustice, quil cest quand elles ne sont pas les plus fortes.
i
Jean, VIII, 3-7
adulterio 89 adulterio

Memoriale in favore delle mogli stizia, si beff di loro scrivendo per terra
con un dito, e cit loro lantico proverbio
Equit vuole che, dopo aver riprodotto
ebraico: Chi di voi senza peccato, scagli
questo memoriale in favore dei mariti, si la prima pietrai; a quel punto si tirarono
presenti al pubblico larringa difensiva in indietro tutti, i pi vecchi scappando per
favore delle donne sposate presentato alla primi, perch pi anziani erano, pi adultri
giunta del Portogallo da una certa contessa avevano commesso.
dArcira. Eccone la sostanza: I dottori in diritto canonico mi rispondo-
Il Vangelo ha proibito ladulterio a mio no che questa storia delladultera viene nar-
marito come a me; egli sar dannato come rata solo nel Vangelo di san Giovanni, che
me, questo sicuro. Quando egli mi stato vi stata inserita solo in un secondo tempo.
venti volte infedele, ha regalato la mia colla- Leonzio, Maldonato assicurano che essa si
na a una delle mie rivali e i miei orecchini a trova soltanto in unico esemplare greco an-
unaltra, io non ho chiesto ai giudici che lo tico e che nessuno dei ventitre commentatori
facessero radere, lo segregassero presso dei ne ha parlato. Origene, san Gerolamo, san
monaci e che mi venissero consegnati i suoi Crisostomo, Teofilatto, Nonno non la cono-
beni. Io invece, per averlo imitato una sola scevano. Essa non si trova nella Bibbia siria-
volta con il pi belluomo di Lisbona (cosa ca74, non c nella versione di Ulfila.
che lui fa impunemente tutti i giorni con le Ecco ci che dicono gli avvocati di mio
pi insulse sgualdrine della corte e della cit- marito, che non solo vorrebbero farmi rasa-
t), devo rispondere sul banco deglimputati re, ma anche lapidare.
davanti a dei dottori in teologia, ognuno dei Gli avvocati che mi hanno difeso dicono
quali si getterebbe ai miei piedi se ci trovas- invece che Ammonio, autore del III secolo,
simo da soli del mio salotto privato; bisogna ha accolto per vera questa storia e che, se in
che, per ludienza, lufficiale giudiziario mi certi passi san Gerolamo la rifiuta, in altri
tagli i capelli, che sono i pi belli del mon- egli laccetta; in una parola, che oggi essa
do; che io venga segregata presso delle mo- autentica. Io parto da qui, e a mio marito
nache prive di buon senso, che mi si privi dico: Se siete senza peccato, rasatemi, se-
della dote e degli accordi matrimoniali, che gregatemi, appropriatevi dei miei beni; ma
tutti i miei beni vengano dati a quel vanesio se avete commesso pi peccati di me, sta a
di mio marito per aiutarlo a sedurre altre me rasarvi, farvi segregare e impadronirmi
donne e a commettere nuovi adulteri. delle vostre ricchezze. In materia di giusti-
Chiedo se giusto, e se non evidente zia, le cose devono essere eguali.
che sono i cornuti che hanno istituito le leggi. Mio marito risponde che lui il mio su-
Alle mie lagnanze, si risponde dicendo periore e il mio capo, che pi alto di me
che sono gi fin troppo fortunata a non es- oltre di un pollice, che lui peloso come un
sere lapidata fuori delle porte della citt dai orso; e, di conseguenza, io gli devo tutto, e
canonici, dai parrocchiani e da tutto il po- lui non mi deve niente.
polo. cos che si usava presso la prima na- Ma io chiedo: la regina Anna dInghil-
zione della terra, la nazione eletta, la nazione terra75 non forse il capo di suo marito? Suo
prediletta, lunica che aveva ragione quando marito, il principe di Danimarca, che il suo
le altre avevano torto [Dt 22, 22; Lv 20, 10]. grandammiraglio, non le deve forse assoluta
A questi barbari rispondo dicendo che, obbidienza? Ed ella non lo farebbe condan-
quando la povera adultera venne presentata nare dalla corte dei pari in caso dinfedelt
dai suoi accusatori al maestro dellantica e da parte dellometto? chiaro dunque che
della nuova legge, egli non la fece lapidare; se le donne non fanno punire gli uomini,
al contrario, egli rimprover la loro ingiu- solo nel caso in cui esse non sono le pi forti.
i
Gv 8, 3-7. 75
Si tratta di Anna Stuart (1665-1714), regina dal
74
la versione aramaica dei Vangeli detta 1702, aveva sposato Giorgio, principe di Danimarca
Peschitta. nel 1683.
adultre 90 affirmation par serment

Suite du chapitre sur ladultre vable, si on ne savait quel point presque


tous les crivains ont permis leur plume
Pour juger valablement un procs dadul-
de dmentir leur cur, avec quelle facilit
tre, il faudrait que douze hommes et douze
on sacrifie son propre sentiment la crainte
femmes fussent les juges, avec un hermaph-
deffaroucher quelque pdant qui peut
rodite qui et la voix prpondrante en cas
nuire, combien on est peu daccord avec
de partage.
soi-mme.
Mais il est des cas singuliers sur lesquels
la raillerie ne peut avoir de prise, et dont Le matin rigoriste, et le soir libertin,
il ne nous appartient pas de juger. Telle Lcrivain qui dphse excusa la matrone,
est laventure que rapporte saint Augustin Renchrit tantt sur Ptrone,
dans son sermon de la prdication de Jsus- Et tantt sur saint Augustin.
Christ sur la montagne.
Septimius Acyndinus, proconsul de Syrie, Rflexion dun pre de famille
fait emprisonner dans Antioche un chrtien Najoutons quun petit mot sur lducation
qui navait pu payer au fisc une livre dor, contradictoire que nous donnons nos filles.
laquelle il tait tax, et le menace de la Nous les levons dans le dsir immodr de
mort sil ne paye. Un homme riche promet plaire, nous leur en dictons des leons: la
les deux marcs la femme de ce malheu- nature y travaillait bien sans nous; mais on y
reux, si elle veut consentir ses dsirs. La ajoute tous les raffinements de lart. Quand
femme court en instruire son mari; il la elles sont parfaitement styles, nous les pu-
supplie de lui sauver la vie aux dpens des nissons si elles mettent en pratique lart que
droits quil a sur elle, et quil lui abandonne. nous avons cru leur enseigner. Que diriez-
Elle obit mais lhomme qui lui doit deux vous dun matre danser qui aurait appris
marcs dor, la trompe en lui donnant un sac son mtier un colier pendant dix ans, et
plein de terre. Le mari, qui ne peut payer le qui voudrait lui casser les jambes parce quil
fisc, va tre conduit la mort. Le proconsul la trouv dansant avec un autre?
apprend cette infamie; il paye lui-mme la
Ne pourrait-on pas ajouter cet article
livre dor au fisc de ses propres deniers, et
celui des contradictions?
il donne aux deux poux chrtiens le do-
maine dont a t tire la terre qui a rempli
le sac de la femme. Affirmation par serment
Il est certain, que loin doutrager son
mari, elle a t docile ses volonts; non Nous ne dirons rien ici sur laffirmation avec
seulement elle a obi, mais elle lui a sauv laquelle les savants sexpriment si souvent.
la vie. Saint Augustin nose dcider si elle Il nest permis daffirmer, de dcider, quen
est coupable ou vertueuse, il craint de la gomtrie. Partout ailleurs imitons le doc-
condamner. teur Mtaphraste de Molire. Il se pourrait
Ce qui est, mon avis, assez singulier, la chose est faisable cela nest pas impos-
cest que Bayle prtend tre plus svre que sible il faut voir. Adoptons le peut-tre
saint Augustin i. Il condamne hardiment de Rabelais, le que sais-je de Montaigne, le
cette pauvre femme. Cela serait inconce- non liquet des Romains, le doute de lAca-

i
Dictionnaire de Bayle, article Acyndinus.
adulterio 91 dichiarazione sotto giuramento

Seguito del capitolo sulladulterio so alla propria penna di smentire il loro cuo-
re, sarebbe inconcepibile la facilit con cui
Per giudicare legittimamente un processo
si sacrificano i propri sentimenti al timore
dadulterio, sarebbe necessario che i giudici
di scandalizzare qualche pedante in grado
fossero dodici uomini e dodici donne, con
di nuocere, e quanto poco si possa essere
un ermafrodito che avrebbe il voto decisivo
daccordo con se stessi.
in caso di parit.
Si danno per casi particolari su cui la Al mattino rigorista, e alla sera libertino,
burla non pu aver presa e che non spetta a Lo scrittore che scus la matrona di Efeso,
noi giudicare. Come lavventura riferita da Talvolta rincara su Petronio
santAgostino nel suo sermone sul discorso E talvolta su santAgostino76
della montagna di Ges Cristo [De sermone
Domini in monte, 1, 16, 50]. Riflessioni di un padre di famiglia
Settimio Acindino, proconsole di Siria, fa Aggiungiamo, qui, solo una parola a pro-
imprigionare ad Antiochia un cristiano che posito del carattere contraddittorio delle-
non aveva potuto pagare al fisco la libbra ducazione che diamo alle nostre fanciulle.
doro di tasse che doveva e lo minaccia di Le educhiamo a uno smodato desiderio
morte se egli non paga. Un uomo ricco pro- di piacere, glielo insegnamo a lezione: la
mette di dare i due marchi alla moglie di natura gi vi provvede senza di noi; ma vi
quello sventurato, se ella accetta di accondi- aggiungiamo tutte le raffinatezze dellarte.
scendere ai suoi desideri. La donna corre a Quando esse sono perfettamente formate, le
informarne il marito; egli la supplica di sal- puniamo se mettono in pratica larte che ab-
vargli la vita a spese dei diritti chegli ha su biamo ritenuto di dover insegnare loro. Che
di lei, e cui egli rinuncia. Ella obbedisce, ma direste di un maestro di ballo che avesse in-
luomo che le deve i due marchi doro la in- segnato il proprio mestiere per dieci anni
ganna consegnandole un sacchetto pieno di a un allievo e che volesse poi spezzargli le
terra. Il marito, che non pu pagare il fisco, gambe perch lha sorpreso mentre ballava
sta per essere condotto a morte. Il procon- con un altro?
sole viene a sapere di questa infamia; paga Non si potrebbe aggiungere questo arti-
lui stesso di tasca propria la libbra doro al colo a quello sulle contraddizioni?77
fisco, e concede ai due sposi il podere da
cui era stata presa la terra con cui era stato
riempito il sacchetto della donna. Dichiarazione
certo che, lungi dalloltraggiare il pro- sotto giuramento
prio marito, la moglie si dimostrata docile
alla sua volont; non solo ha obbedito, ma Non diremo nulla, qui, a proposito dellaf-
gli ha salvato la vita. SantAgostino non osa fermazione con cui cos spesso si esprimono
decidere se ella sia colpevole o virtuosa, esi- i dotti. Solamente in geometria lecito affer-
ta a condannarla. mare, decidere78. In ogni altro ambito, imi-
alquanto strano, a mio parere, che Bayle tiamo il dottor Metafrasto di Molire79. Si
pretenda di essere pi severo di santAgo- potrebbe la cosa fattibile non impos-
stinoi. Egli ha lardire di condannare quella sibile bisogna vedere. Adottiamo il forse
povera donna. Se non sapessimo fino a che di Rabelais80, il che cosa so? di Montaigne81,
punto quasi tutti gli scrittori hanno permes- il non liquet dei Romani82, il dubbio dellAc-

i
P. Bayle, Dictionnaire historique et critique, voce taire , per, Marfurio, nel Mariage forc, sc. 5; si
Acyndinus. veda la voce Apparenza.
76
Sono versi attribuiti a Voltaire. 80
Allusione alle ultime parole di Rabelais, che
77
Si veda la voce Contraddizioni. sarebbero state: Vado a cercare un grande forse.
78
Si veda la voce Materia, sez. II. 81
Cfr. M. de Montaigne, Essais, Apologie de
79
Metafrasto un personaggio del Dpit amou- Raimond Sebond, II, 12.
reux. Colui che pronuncia le parole riferite da Vol- 82
Si veda la voce Bene, sommo bene.
affirmation par serment 92 agar

dmie dAthnes, dans les choses profanes, tolrable, ou bien lon passe parmi nous
sentend; car pour le sacr, on sait bien quil pour un malhonnte homme.
nest pas permis de douter. On nous dit quAbraham tait fort riche
Il est dit cet article, dans le Dictionnaire dans le dsert de Grare, quoiquil net pas
encyclopdique, que les primitifs, nomms un pouce de terre en propre. Nous savons
quakers en Angleterre, font foi en justice sur de science certaine quil dfit les armes de
leur seule affirmation, sans tre obligs de quatre grands rois avec trois cent dix-huit
prter serment. gardeurs de moutons.
Mais les pairs du royaume ont le mme Il devait donc au moins donner un petit
privilge; les pairs sculiers affirment sur troupeau sa matresse Agar, quand il la
leur honneur, et les pairs ecclsiastiques en renvoya dans le dsert. Je parle ici seule-
mettant la main sur leur cur; les quakers ment selon le monde, et je rvre toujours
obtinrent la mme prrogative sous le rgne les voies incomprhensibles qui ne sont pas
de Charles II; cest la seule secte qui ait cet nos voies.
honneur en Europe. Jaurais donc donn quelques moutons,
Le chancelier Cowper voulut obliger les quelques chvres, un beau bouc, mon
quakers jurer comme les autres citoyens; ancienne amie Agar, quelques paires dha-
celui qui tait leur tte lui dit gravement: bits pour elle et pour notre fils Ismal, une
Lami chancelier, tu dois savoir que notre bonne nesse pour la mre, un joli non
Seigneur Jsus-Christ, notre Sauveur, nous pour lenfant, un chameau pour porter
a dfendu daffirmer autrement que par ya, leurs hardes, et au moins deux domestiques
ya, no, no. Il a dit expressment: Je vous pour les accompagner et pour les empcher
dfends de jurer ni par le ciel, parce que cest dtre mangs des loups.
le trne de Dieu; ni par la terre, parce que Mais le pre des croyants ne donna
cest lescabeau de ses pieds; ni par Jrusa- quune cruche deau et un pain sa pauvre
lem, parce que cest la ville du grand roi; ni matresse et son enfant, quand il les expo-
par la tte, parce que tu nen peux rendre un sa dans le dsert.
seul cheveu ni blanc ni noir. Cela est posi- Quelques impies ont prtendu quAbra-
tif, notre ami, et nous nirons pas dsobir ham ntait pas un pre fort tendre, quil
Dieu pour complaire toi et ton parlement. voulut faire mourir son btard de faim, et
On ne peut mieux parler, rpondit le couper le cou son fils lgitime.
chancelier; mais il faut que vous sachiez Mais, encore un coup, ces voies ne sont
quun jour Jupiter ordonna que toutes les pas nos voies; il est dit que la pauvre Agar
btes de somme se fissent ferrer: les chevaux, sen alla dans le dsert de Bersabe. Il ny
les mulets, les chameaux mme obirent avait point de dsert de Bersabe. Ce nom
incontinent, les nes seuls rsistrent; ils ne fut connu que longtemps aprs: mais cest
reprsentrent tant de raisons, ils se mirent une bagatelle, le fond de lhistoire nen est
braire si longtemps, que Jupiter, qui tait pas moins authentique.
bon, leur dit enfin: Messieurs les nes, je Il est vrai que la postrit dIsmal,
me rends votre prire; vous ne serez point fils dAgar, se vengea bien de la postrit
ferrs: mais le premier faux pas que vous dIsaac, fils de Sara, en faveur duquel il fut
ferez, vous aurez cent coups de bton. chass. Les Sarrasins, descendants en droite
Il faut avouer que les quakers nont jamais ligne dIsmal, se sont empars de Jrusa-
jusquici fait de faux pas. lem appartenant par droit de conqute la
postrit dIsaac. Jaurais voulu quon et
Agar fait descendre les Sarrasins de Sara, lty-
mologie aurait t plus nette; ctait une
Quand on renvoie son amie, sa concubine, gnalogie mettre dans notre Morri. On
sa matresse, il faut lui faire un sort au moins prtend que le mot Sarrasin vient de Sarac,
dichiarazione sotto giuramento 93 dichiarazione sotto giuramento

cademia di Atene, nelle questioni profane, rantirle, quanto meno, un trattamento de-
sintende; perch, per quanto riguarda il cente, se non si vuol passare per una per-
sacro, risaputo che non lecito dubitare. sona incivile.
In questa voce del Dizionario enciclopedi- Ci viene detto che Abramo era molto ric-
co, si dice che i primitivi, detti quaccheri in co nel deserto di Gerar, bench non avesse
Inghilterra, testimoniano in tribunale uni- neanche un centimetro di terra tutta sua.
camente sulla parola, senza essere costretti Sappiamo per scienza certa che, con trecen-
a prestare giuramento. todiciotto pecorai, egli sconfisse gli eserciti
I pari del regno hanno per lo stesso pri- di quattro grandi re83.
vilegio; i pari laici dichiarano sul proprio Agar avrebbe, dunque, dovuto concede-
onore, mentre i pari ecclesiastici ponendo la re almeno un piccolo gregge alla propria
mano sul cuore; i quaccheri ottennero la stes- amante, quando la scacci nel deserto [Gn
sa prerogativa sotto il regno di Carlo II; lu- 21, 8-14]. Sto parlando, qui, da un punto di
nica setta in Europa che goda di tale onore. vista mondano, ma venero sempre quelle
Il cancelliere Cowper volle costringere i incomprensibili vie che non sono le nostre.
quaccheri a giurare come gli altri cittadini; Io, alla mia ex amica, caro Agar, avrei dato
il loro capo gli disse con gravit: Amico allora qualche montone, qualche capra, un
cancelliere, devi sapere che Nostro Signore bel caprone, alcune paia di abiti per lei e per
Ges Cristo, il nostro Salvatore, ci ha vietato nostro figlio Ismaele, una buona asina per la
di rispondere altrimenti che s s, no no. Ha madre, un grazioso asinello per il fanciullo,
espressamente detto: Vi proibisco di giura- un cammello per trasportare i loro bagagli
re sul cielo, perch il trono di Dio, come e almeno due domestici per accompagnarli
sulla terra, perch questa lo sgabello dei e impedire che venissero divorati dai lupi.
suoi piedi, su Gerusalemme, perch la citt Quando li abbandon nel deserto, il pa-
del grande re, sulla testa, perch tu non puoi dre dei credenti diede, invece, alla propria
far diventare n bianco n nero neanche un povera amante e a suo figlio soltanto un or-
capello [Mt 5, 34-37]. Cos esplicitamente cio dacqua e un pezzo di pane.
detto, amico mio, e noi non disobbediremo a Alcuni empi hanno sostenuto che Abra-
Dio per far piacere a te e al tuo parlamento. mo non fosse un padre molto tenero, e che
Non possibile parlare meglio rispose volesse far morire di fame il proprio figlio
il cancelliere , bisogna per che sappiate bastardo e tagliare il collo a quello legittimo
che un giorno Giove ordin che tutte le be- [Gn 22, 1-14].
stie da soma si facessero ferrare: i cavalli, i Ma, una volta di pi, quelle vie non sono
muli, perfino i cammelli obbedirono imme- le nostre; si dice che la povera Agar se ne
diatamente; soltanto gli asini si opposero; and nel deserto di Bersabea. Non esi-
addussero tante ragioni, si misero a ragliare steva nessun deserto di Bersabea [Gn 21,
cos a lungo, che Giove, che era buono, alla 14]. Questo nome fu introdotto solo molto
fine disse loro: Signori asini, mi arrendo tempo dopo; ma questa una bagatella, e
alle vostre preghiere; non verrete ferrati; ma non per questo il fondo della storia meno
autentico.
al primo passo falso che farete, riceverete
vero che la posterit di Ismaele, figlio
mille bastonate.
di Agar, si vendic per bene della posterit
Bisogna riconoscere che, fino a ora, i quac-
dIsacco, figlio di Sara, per favorire il quale
cheri non hanno mai fatto alcun passo falso.
quello era stato cacciato. I Saraceni, che di-
scendono in linea diretta da Ismaele, si sono
Agar impadroniti di Gerusalemme, che apparte-
neva per diritto di conquista alla posterit
Se si ripudia la propria amica, la propria di Isacco. Avrei preferito che i Saraceni ve-
concubina, la propria amante, bisogna ga- nissero fatti discendere da Sara, letimologia
83
Si veda la voce Abramo.
agar 94 ge

voleur. Je ne crois pas quaucun peuple se seize ans jusqu cinquante, environ vingt
soit jamais appel voleur; ils lont presque mille hommes pour servir de soldats, sans
tous t mais on prend cette qualit rare- dranger les autres professions. Mais voyez
ment. Sarrasin descendant de Sara me pa- les calculs de MM. Dparcieux, de Saint-
rat plus doux loreille. Maur, et de Buffon; ils sont encore plus
prcis et plus instructifs quelques gards.
Cette arithmtique nest pas favorable
ge la manie de lever de grandes armes. Tout
prince qui lve trop de soldats peut ruiner
Nous navons nulle envie de parler des ges
ses voisins, mais il ruine srement son tat.
du monde; ils sont si connus et si uniformes!
Ce calcul dment encore beaucoup le
Gardons-nous aussi de parler de lge des
compte, ou plutt le conte dHrodote, qui
premiers rois ou dieux dgypte, cest la
fait arriver Xerxs en Europe suivi denvi-
mme chose. Ils vivaient des douze cents
ron deux millions dhommes. Car si un mil-
annes; cela ne nous regarde pas: mais ce qui lion dhabitants donne vingt mille soldats,
nous intresse fort, cest la dure ordinaire il en rsulte que Xerxs avait cent millions
de la vie humaine. Cette thorie est par- de sujets; ce qui nest gure croyable. On le
faitement bien traite dans le Dictionnaire dit pourtant de la Chine, mais elle na pas
encyclopdique, larticle VIE, daprs les un million de soldats: ainsi lempereur de la
Halley, les Kerseboom, et les Dparcieux. Chine est du double plus sage que Xerxs.
En 1741, M. de Kerseboom me communi- La Thbe aux cent portes, qui laissait
qua ses calculs sur la ville dAmsterdam; en sortir dix mille soldats par chaque porte,
voici le rsultat: aurait eu, suivant la supputation hollan-
Sur cent mille personnes il y en avait daise, cinquante millions tant de citoyens
de maries 34.500 que de citoyennes. Nous faisons un calcul
dhommes veufs, seulement 1.500 plus modeste larticle Dnombrement.
de veuves 4.500 Lge du service de guerre tant depuis
vingt ans jusqu cinquante, il faut mettre
Cela ne prouverait pas que les femmes une prodigieuse diffrence entre porter les
vivent plus que les hommes dans la propor- armes hors de son pays, et rester soldat dans
tion de quarante-cinq quinze, et quil y et sa patrie. Xerxs dut perdre les deux tiers de
trois fois plus de femmes que dhommes: son arme dans son voyage en Grce. Csar
mais cela prouverait quil y avait trois fois dit que les Suisses tant sortis de leur pays
plus de Hollandais qui taient alls mourir au nombre de trois cent quatre-vingt-huit
Batavia, ou la pche de la baleine, que de mille individus, pour aller dans quelque
femmes, lesquelles restent dordinaire chez province des Gaules tuer ou dpouiller les
elles; et ce calcul est encore prodigieux. habitants, il les mena si bon train, quil nen
resta que cent dix mille. Il a fallu dix sicles
Clibataires, jeunesse et enfance
pour repeupler la Suisse, car on sait pr-
des deux sexes 45.000
Domestiques 10.000 sent que les enfants ne se font, ni coups
Voyageurs 4.000 de pierre, comme du temps de Deucalion
Somme totale 99.500 et de Pyrrha, ni coups de plume, comme
le jsuite Petau, qui fait natre sept cent mil-
Par son calcul, il devait se trouver sur un liards dhommes dun seul des enfants du
million dhabitants des deux sexes, depuis pre No, en moins de trois cents ans.
dichiarazione sotto giuramento 95 et

sarebbe stata pi evidente; sarebbe stata una reperire, su un milione di abitanti di ambo
genealogia da inserire nel nostro Morri. i sessi (tra i sedici e i cinquantanni), circa
stato sostenuto che la parola Saraceno deri- ventimila uomini in grado di fare il milita-
va da Sarac, ladro. Non credo che nessun po- re, senza intaccare le altre professioni. Ma si
polo abbia mai chiamato se stesso ladro; lo vedano i calcoli di Dparcieux, Saint-Maur
sono sempre stati quasi tutti, ma raramente e Buffon; per certi aspetti, essi sono ancora
si accetta tale epiteto. Mi pare pi gradevole pi precisi e istruttivi.
allorecchio far derivare Saraceno da Sara. Questa aritmetica non propizia alla ma-
nia di arruolare grandi eserciti. Ogni prin-
cipe che arruola troppi soldati pu rovinare
Et i propri vicini, ma sicuramente manda in
rovina il proprio Stato.
Non abbiamo nessuna intenzione di parlare
Questo calcolo smentisce, inoltre, il conto,
delle et del mondo; sono talmente risapute o piuttosto il racconto, di Erodoto, secondo
e monotone! Guardiamoci altres dal parla- il quale Serse giunse in Europa seguito da
re dellet dei primi re o di dellEgitto, che circa due milioni di uomini84. Se, infatti, un
sono la stessa cosa. Costoro vivevano circa milione di abitanti fornisce ventimila solda-
milleduecento anni; la cosa non ci riguarda; ti, ne deriva che Serse avesse cento milioni
ci che invece cinteressa molto la durata di sudditi, e ci non credibile. Lo si dice,
ordinaria della vita umana. Questa teoria tuttavia, della Cina, ma essa non ha un mi-
stata trattata in maniera perfetta nel Di- lione di soldati: pertanto limperatore della
zionario enciclopedico, alla voce Vita, sulla Cina due volte pi saggio di Serse.
scorta degli Halley, dei Kersseboom e dei La Tebe dalle cento porte, che face-
Dparcieux. va uscire diecimila soldati da ogni porta,
Nel 1741, il signor di Kersseboom min- avrebbe avuto, secondo il computo olande-
form sui suoi calcoli relativi alla citt di se, cinquanta milioni tanto di cittadini che
Amsterdam; eccone i risultati: di cittadine. Alla voce Censimento, noi ci
Su centomila individui, atteniamo a un conto pi modesto.
gli sposati erano 34.500 Siccome let per il servizio militare va dai
Gli uomini vedovi solamente 1.500 venti ai cinquantanni, bisogna tener conto
Le vedove 4.500 dellenorme differenza tra portare le armi
al di fuori del proprio paese e fare il soldato
Ci non dimostrerebbe che le donne vivo- restando nella propria patria. Serse dovette
no pi a lungo degli uomini in una propor- perdere i due terzi del proprio esercito nel
zione di quarantacinque a quindici, e che corso della sua spedizione in Grecia. Cesare
le donne erano tre volte pi degli uomini, dice che gli Svizzeri, usciti in trecentottan-
bens che gli Olandesi che erano andati a tottomila dal loro paese per andare in qual-
morire a Batavia, o pescando balene, erano che provincia gallica a massacrarne o depre-
tre volte pi numerosi delle donne, le quali darne gli abitanti, furono cos maltrattati da
solitamente se ne restano a casa; e tuttavia lui che ne restarono solo centodiecimila [De
tale calcolo straordinario. bello gallico, I, 29]. Ci sono voluti dieci secoli
per ripopolare la Svizzera, poich oggi si sa
Celibi, giovani e bambini
che i figli non si fanno n a colpi di pietra,
di entrambi i sessi 45.000
Domestici 10.000 come al tempo di Deucalione e di Pirra, n a
Viaggiatori 4.000 colpi di penna, come vuole il gesuita Petau,
Totale 99.500 il quale fa nascere, in meno di trecento anni,
settecento miliardi di uomini da uno solo
Con i suoi calcoli, Kersseboom intendeva dei figli di padre No.
84
Cfr. Erodoto, VII, 60; la cifra un milione e
settecentomila.
ge 96 ge

Charles XII leva le cinquime homme un fardeau de la terre, baptiss ou circoncis


en Sude pour aller faire la guerre en pays depuis cent annes?
tranger, et il a dpeupl sa patrie. Il y en a un sur cent mille tout au plus
Continuons parcourir les ides et les dans nos climats.
chiffres du calculateur hollandais, sans Voyez les listes des morts de chaque anne
rpondre de rien, parce quil est dangereux Paris et Londres; ces villes, ce quon
dtre comptable. dit, ont environ sept cent mille habitants.
Il est trs rare dy trouver la fois sept cen-
Calcul de la vie tenaires, et souvent il ny en a pas un seul.
En gnral, lge commun auquel lespce
Selon lui, dans une grande ville, de vingt-six
humaine est rendue la terre, dont elle sort,
mariages il ne reste environ que huit enfants. est de vingt-deux vingt-trois ans tout au
Sur mille lgitimes, il compte soixante-cinq plus, selon les meilleurs observateurs.
btards. De mille enfants ns dans une mme anne,
De sept cents enfants, les uns meurent six mois, les autres quinze;
il en reste au bout dun an environ 560 celui-ci dix-huit ans, cet autre trente-six,
Au bout de dix ans 445 quelques-uns soixante; trois ou quatre oc-
Au bout de vingt ans 405 tognaires, sans dents et sans yeux, meurent
A quarante ans 300 aprs avoir souffert quatre-vingts ans. Pre-
A soixante ans 190 nez un nombre moyen, chacun a port son
Au bout de quatre-vingts ans 50 fardeau vingt-deux ou vingt-trois annes.
A quatre vingt-dix ans 5 Sur ce principe, qui nest que trop vrai, il
A cent ans, personne 0 est avantageux un tat bien administr,
et qui a des fonds en rserve, de constituer
Par l on voit que de sept cents enfants
beaucoup de rentes viagres. Des princes
ns dans la mme anne, il ny a que cinq conomes qui veulent enrichir leur famille
chances pour arriver quatre-vingt-dix y gagnent considrablement; chaque anne
ans. Sur cent quarante, il ny a quune seule la somme quils ont payer diminue.
chance; et sur un moindre nombre il ny en Il nen est pas de mme dans un tat obr.
a point. Comme il paye un intrt plus fort que lint-
Ce nest donc que sur un trs grand rt ordinaire, il se trouve bientt court; il est
nombre dexistences quon peut esprer de oblig de faire de nouveaux emprunts, cest un
pousser la sienne jusqu quatre-vingt-dix cercle perptuel de dettes et dinquitudes.
ans; et sur un bien plus grand nombre en- Les tontines, invention dun usurier nom-
core que lon peut esprer de vivre un sicle. m Tontino, sont bien plus ruineuses. Nul
Ce sont de gros lots la loterie sur les- soulagement pendant quatre-vingts ans au
quels il ne faut pas compter, et mme qui ne moins. Vous payez toutes les rentes au der-
sont pas dsirer autant quon les dsire; ce nier survivant.
nest quune longue mort. A la dernire tontine quon fit en France
Combien trouve-t-on de ces vieillards en 1759, une socit de calculateurs prit une
quon appelle heureux, dont le bonheur classe elle seule; elle choisit celle de qua-
consiste ne pouvoir jouir daucun plaisir rante ans, parce quon donnait un denier
de la vie, nen faire quavec peine deux ou plus fort pour cet ge que pour les ges
trois fonctions dgotantes, ne distinguer depuis un an jusqu quarante, et quil y a
ni les sons ni les couleurs, ne connatre presque autant de chances pour parvenir de
ni jouissance ni esprance, et dont toute la quarante quatre-vingts ans, que du ber-
flicit est de savoir confusment quils sont ceau quarante.
et 97 et

Carlo XII arruol in Svezia un uomo su Di questi, ce n tuttal pi uno su cento-


cinque per andare a fare la guerra allestero, mila alle nostre latitudini.
e spopol la propria patria. Si veda lelenco annuale dei morti a Parigi
Proseguiamo a scorrere le idee e le cifre e a Londra; queste citt, a quanto si dice,
del contabile olandese, senza rispondere di hanno circa settecentomila abitanti. ra-
nulla, perch pericoloso fare il contabile. rissimo trovarvi contemporaneamente sette
centenari, e spesso non ce n neanche uno.
Computo della vita In generale, secondo i migliori osserva-
Secondo costui, in una grande citt, su ven- tori, let media alla quale la specie umana
tisei matrimoni, restano circa otto bambini. viene resa alla terra, da cui nasce, tra i ven-
Su mille legittimi, egli conta sessantacinque tidue e i ventitre anni al massimo.
bastardi. Su mille bambini nati nello stesso anno,
gli uni muoiono a sei mesi, gli altri a quin-
Di settecento bambini, dici; questo a diciottanni, quellaltro a tren-
dopo un anno ne restano circa 560 tasei, alcuni a sessanta; tre o quattro ottua-
dopo dieci anni 445 genari, privi di denti e di occhi, muoiono
dopo ventanni 405 dopo aver sofferto per ottantanni. Fatene
a quarantanni 300 la media, e ciascuno avr portato il proprio
a sessantanni 190 fardello per ventidue o ventitre anni.
dopo ottantanni 50
dopo novantanni 5
In base a tale principio (che fin troppo
a centanni, nessuno 0 vero), per uno Stato ben amministrato, e
che ha fondi di riserva, conveniente istitu-
Da ci si vede che, su settecento bambini ire molte rendite vitalizie. Ci sono principi
nati nello stesso anno, ci sono solo cinque avveduti che, volendo arricchire la propria
possibilit di arrivare a novantanni. Su cen- famiglia, ci fanno notevoli guadagni; la
toquaranta, c una sola possibilit, e su un somma che devono pagare diminuisce ogni
numero inferiore, nessuna. anno.
Solamente tra un grandissimo numero di La stessa cosa non vale per uno Stato in
esistenze si pu dunque sperare di spingere difficolt. Siccome paga un interesse pi for-
la propria fino a novantanni, e tra un nume- te dellinteresse ordinario, in breve tempo
ro ancora superiore si pu sperare di vivere si ritrova a corto di fondi; costretto a con-
un secolo. trarre nuovi debiti, ed un circolo perpetuo
Si tratta di grosse vincite alla lotteria, sulle di debiti e preoccupazioni.
quali non bisogna fare affidamento, e anzi Le tontine, inventate da un usuraio chia-
che non devono nemmeno essere desiderate mato Tontino85, sono molto pi rovinose.
per quanto le si desideri; solo una lunga Nessun alleggerimento per almeno ot-
morte. tantanni. Finite per pagare tutte le rendite
Quanti vecchi detti felici sincontrano, allultimo sopravvissuto.
la cui felicit consiste nel non poter godere Allultima tontina che venne promossa in
di nessuno dei piaceri della vita, nel com- Francia nel 1759, un gruppo di speculatori
piere penosamente solo due o tre funzioni prese una classe sola; scelse quella dei qua-
disgustose, nel non riuscire a distinguere rantenni, perch veniva data una percentua-
n i suoni n i colori, nel non conoscere n le maggiore per questa et che per quelle
gioia n speranza, e la cui sola felicit risiede da uno a quarantanni, e perch ci sono
nellesser confusamente consci di essere un quasi altrettante possibilit di giungere dai
peso per la terra, battezzati o circoncisi da quaranta aglottantanni che dalla culla ai
centanni? quaranta.
85
Linventore delle tontine era il napoletano Lo-
renzo Tonti, che ne sugger lidea al cardinale Maz-
zarino nel 1653 per contribuire allerario.
ge 98 agriculture

On donnait dix pour cent aux pontes gs payer au bout de trente ou quarante ans; et
de quarante annes, et le dernier vivant hri- on paye une rente foncire pendant toute
tait de tous les morts. Cest un des plus mau- lternit. Il leur a t aussi dfendu de
vais marchs que ltat puisse fairei. prendre des capitaux en rentes perptuelles;
On croit avoir remarqu que les rentiers et la raison, cest quon na pas voulu les trop
viagers vivent un peu plus longtemps que dtourner de leurs occupations spirituelles.
les autres hommes; de quoi les payeurs sont
assez fchs. La raison en est peut-tre que
ces rentiers sont, pour la plupart, des gens Agriculture
de bon sens, qui se sentent bien constitus, Il nest pas concevable comment les anciens,
des bnficiers, des clibataires uniquement qui cultivaient la terre aussi bien que nous,
occups deux-mmes, vivant en gens qui pouvaient imaginer que tous les grains quils
veulent vivre longtemps. Ils disent: Si je semaient en terre devaient ncessairement
mange trop, si je fais un excs, le roi sera mourir et pourrir avant de lever et produire. Il
mon hritier; lemprunteur qui me paye ma ne tenait qu eux de tirer un grain de la terre
rente viagre, et qui se dit mon ami, rira en au bout de deux ou trois jours, ils lauraient
me voyant enterrer. Cela les arrte: ils se vu trs sain, un peu enfl, la racine en bas, la
mettent au rgime; ils vgtent quelques tte en haut. Ils auraient distingu au bout
minutes de plus que les autres hommes. de quelque temps le germe, les petits filets
Pour consoler les dbiteurs, il faut leur blancs des racines, la matire laiteuse dont
dire qu quelque ge quon leur donne un se formera la farine, ses deux enveloppes, ses
capital pour des rentes viagres, ft-ce sur feuilles. Cependant ctait assez que quelque
la tte dun enfant quon baptise, ils font philosophe grec ou barbare et enseign que
toujours un trs bon march. Il ny a quune toute gnration vient de corruption, pour
tontine qui soit onreuse; aussi les moines que personne nen doutt et cette erreur,
nen ont jamais fait. Mais pour de largent en la plus grande et la plus sotte de toutes les
rentes viagres, ils en prenaient toute main erreurs, parce quelle est la plus contraire la
jusquau temps o ce jeu leur fut dfendu. nature, se trouvait dans des livres crits pour
En effet, on est dbarrass du fardeau de linstruction du genre humain.

i
Il y avait des tontines en France; labb Ter- le taux de ces emprunts et le taux commun de lint-
rai en supprima les accroissements; la crainte quil rt de largent.
nait des imitateurs empchera sans doute lavenir 3 On est toujours le matre de changer par des
de se fier cette espce demprunt; et son injustice remboursements rgls un emprunt en rentes per-
aura du moins dlivr la France dune opration de ptuelles annuits terme fixe; et lon ne peut,
finance si onreuse. sans injustice, rien changer aux rentes viagres une
Les emprunts en rentes viagres ont de grands fois tablies.
inconvnients. 4 Les contrats de rentes perptuelles, et surtout
1 Ce sont des annuits dont le terme est incer- des annuits terme fixe, sont une proprit tou-
tain; ltat joue contre des particuliers; mais ils jours disponible qui se convertit en argent avec plus
savent mieux conduire leur jeu, ils choisissent des ou moins de perte suivant le crdit du crancier.
enfants mles dans un pays o la vie moyenne est Les rentes viagres, cause de leur incertitude, ne
longue, les font inoculer, les attachent leur patrie peuvent se vendre qua un prix beaucoup plus bas.
et des mtiers sains et non prilleux par une petite Cest un dsavantage quil faut compenser par une
pension, et distribuent leurs fonds sur un certain augmentation dintrts.
nombre de ces ttes. Nous ne parlons point ici des effets que ces
2 Comme il y a du risque courir, les joueurs emprunts peuvent produire sur les murs, ils sont
veulent jouer avec avantage, et par consquent, si trop bien connus: mais nous observerons quils ne
lintrt commun dune rente perptuelle est cinq peuvent, lorsquils sont considrables, tre rem-
pour cent, il faut que celui qui reprsente la rente plis quen supposant que les capitalistes y placent
viagre soit au-dessus de cinq pour cent. En calcu- des fonds que sans cela ils auraient plac dans un
lant la rigueur la plupart des emprunts de ce genre commerce utile. Ce sont donc autant de capitaux
faits depuis vingt ans, ce qui na encore t excut perdus pour lindustrie. Nouveau mal que produit
par personne, on serait tonn de la diffrence entre cette manire demprunter. (K.)
et 99 agricoltura

Ai quarantenni che investivano veniva peso di dover pagare dopo trenta o qua-
dato il dieci per cento, e lultimo vivente rantanni, mentre una rendita fondiaria la
avrebbe ereditato da tutti i morti. uno dei si paga per leternit. A loro stato proibito
peggiori affari che uno Stato possa farei. anche di accettare capitali in rendite perpe-
Si crede di aver notato che i titolari di vi- tue, e il motivo che non si voluto distrarli
talizi vivano un po pi a lungo degli altri; troppo dalle loro occupazioni spirituali.
la cosa irrita alquanto coloro che devono
pagare. Il motivo di ci forse che i reddi-
tieri sono, per la maggior parte, persone di Agricoltura
buon senso, di sana costituzione, beneficia- inconcepibile come gli antichi, che colti-
ri, scapoli che si curano unicamente di se vavano la terra bene quanto noi, potessero
stessi, che vivono da persone che intendono pensare che tutti i chicchi che venivano se-
vivere a lungo. Costoro dicono: Se mangio minati dovessero necessariamente morire e
troppo, se mi abbandono a eccessi, il re sar marcire prima di spuntare e produrre. Non
il mio erede; il mutuatario che mi paga il avevano che da estrarre un chicco dalla ter-
vitalizio e dice di essere mio amico, rider ra dopo due o tre giorni, e lavrebbero visto
quando verr seppellito. Perci si ferma- sanissimo, un po gonfio, con la radice in
no: si mettono a dieta; e vegetano qualche basso, e la testa in alto. Avrebbero distinto
minuto in pi degli altri. chiaramente, dopo qualche tempo, il germe,
Per consolare i debitori, bisogna dire loro i piccoli fili bianchi delle radici, la materia
che a qualunque et venga consegnato loro lattiginosa da cui si former la farina, i suoi
un capitale in rendite vitalizie, magari inte- due involucri, le sue foglie. Tuttavia fu suffi-
stato a un bambino appena battezzato, essi ciente che qualche filosofo greco o barbaro
fanno sempre un ottimo affare. Solo una insegnasse che ogni generazione deriva dal-
tontina onerosa; per questo i monaci non la corruzione, perch certuni non avessero
ne hanno mai stipulate. Ma quanto al dana- pi dubbi e questo errore, il pi grande e
ro in rendite vitalizie, essi ne accettavano a il pi stupido di tutti gli errori in quanto
piene mani fino al giorno in cui questo gioco va contro la natura, venisse ripetuto in libri
fu loro proibito. In effetti, ci si sbarazza del scritti per istruire lumanit.

i
In Francia, si facevano delle tontine; labate Ter- , si rimarrebbe stupiti dalla differenza tra i tassi
rai ne ostacol il proliferare; il timore che possano di questi prestiti e i comuni tassi dinteresse del
essere imitate impedir certamente in futuro di fi- danaro.
darsi di questo tipo di prestito, e con la sua iniquit 3) Attraverso rimborsi regolari, si sempre pa-
avr almeno liberato la Francia da unoperazione droni di cambiare un prestito in rendite perpetue in
finanziaria cos gravosa. annualit a termine fisso; mentre non lecito cam-
I prestiti in rendite vitalizie presentano grandi biare nulla delle rendite vitalizie una volte stipulate.
inconvenienti. 4) I contratti delle rendite perpetue, e soprattutto
1) Sono stipendi annui, il cui termine incerto: delle annualit a termine fisso, sono una propriet
lo Stato gioca contro dei privati, ma questi sanno sempre disponibile, che viene convertita in danaro
condurre meglio il proprio gioco; scelgono dei figli con una perdita minore o maggiore a seconda del
maschi in un paese in cui la vita media lunga, li credito del creditore. Le rendite vitalizie, essendo
fanno vaccinare, grazie a una piccola pensione li le- incerte, possono essere vendute soltanto a un prez-
gano alla loro patria e a mestieri sani e non pericoli zo molto pi basso. uno svantaggio che bisogna
e distribuiscono i propri fondi tra un certo numero compensare con un aumento deglinteressi.
dindividui. Qui non parliamo degli effetti che tali prestiti
2) Siccome si deve correre un rischio, i giocatori possono avere sui costumi; sono troppo noti: os-
vogliono giocare in maniera vantaggiosa, e conse- serviamo, per, che, quando sono considerevoli,
guentemente, se linteresse solito di una rendite essi possono essere onorati solamente supponendo
perpetua del cinque per cento, bisogna che chi che i capitalisti vi investano dei fondi che altrimen-
rappresenta la rendita vitalizia sia al di sopra del ti avrebbero investiti in un commercio utile. Sono
cinque per cento. Calcolando esattamente la mag- dunque altrettanti capitali perduti per lindustria.
gior parte dei prestiti di questo genere fatti negli Altro male prodotto da questo modo di elargire il
ultimi ventanni cosa che non stata ancora fatta prestito. (K.)
histoire 100 histoire

Aussi les philosophes modernes, trop har- querai seulement qu larticle Grain, on
dis parce quils sont plus clairs, ont abus suppose toujours que le marchal de Vau-
de leurs lumires mmes pour reprocher ban est lauteur de la Dme royale. Cest une
durement Jsus notre Sauveur, et saint erreur dans laquelle sont tombs presque
Paul son perscuteur, qui devint son aptre, tous ceux qui ont crit sur lconomie. Nous
davoir dit quil fallait que le grain pourrit sommes donc forcs de remettre ici sous les
en terre pour germer, quil mourt pour yeux ce que nous avons dj dit ailleurs.
renatre: ils ont dit que ctait le comble Bois-Guillebert savisa dabord dimpri-
de labsurdit de vouloir prouver le dogme mer la Dme royale, sous le nom de Testa-
de la rsurrection par une comparaison si ment politique du marchal de Vauban. Ce
fausse et si ridicule. On a os dire dans lHis- Bois-Guillebert, auteur du Dtail de la
toire critique de Jsus-Christ, que de si grands France, en deux volumes, ntait pas sans
ignorants ntaient pas faits pour enseigner mrite; il avait une grande connaissance
les hommes, et que ces livres si longtemps des finances du royaume; mais la passion de
inconnus ntaient bons que pour la plus critiquer toutes les oprations du grand Col-
vile populace. bert lemporta trop loin; on jugea que ctait
Les auteurs de ces blasphmes nont pas un homme fort instruit qui sgarait tou-
song que Jsus-Christ et saint Paul dai- jours, un faiseur de projets qui exagrait les
gnaient parler le langage reu; que pou- maux du royaume, et qui proposait de mau-
vant enseigner les vrits de la physique, ils vais remdes. Le peu de succs de ce livre
nenseignaient que celles de la morale; quils auprs du ministre, lui fit prendre le parti
suivaient lexemple du respectable auteur de mettre sa Dme royale labri dun nom
de la Gense. En effet, dans la Gense58, respect: il prit celui du marchal de Vau-
lEsprit saint se conforme dans chaque ban, et ne pouvait mieux choisir. Presque
ligne aux ides les plus grossires du peuple toute la France croit que la Dme royale est
le plus grossier; la sagesse ternelle ne des- de ce marchal si zl pour le bien public;
cendit point sur la terre pour instituer des mais la tromperie est aise connatre.
acadmies des sciences. Cest ce que nous Les louanges que Bois-Guillebert se
rpondons toujours ceux qui reprochent donne lui-mme dans la prface le tra-
tant derreurs physiques tous les prophtes hissent; il y loue trop son livre du Dtail de
et tout ce qui fut crit chez les juifs. On la France; il ntait pas vraisemblable que le
sait bien que religion nest pas philosophie. marchal et donn tant dloges un livre
Au reste, les trois quarts de la terre se rempli de tant derreurs: on voit dans cette
passent de notre froment, sans lequel nous prface un pre qui loue son fils pour faire
prtendons quon ne peut vivre. Si les habi- recevoir un de ses btards.
tants voluptueux des villes savaient ce quil Le nombre de ceux qui ont mis sous des
noms respects leurs ides de gouverne-
en cote de travaux pour leur procurer du
ment, dconomie, de finance, de tactique,
pain, ils en seraient effrays.
etc., nest que trop considrable. Labb de
Des livres pseudonymes sur Saint-Pierre, qui pouvait navoir pas besoin
de cette supercherie, ne laissa pas dattri-
lconomie gnrale
buer la chimre de sa Paix perptuelle au
Il serait difficile dajouter ce qui est dit duc de Bourgogne.
dutile dans lEncyclopdie, aux articles Lauteur du Financier citoyen cite tou-
Agriculture, Grain, Ferme, etc. Je remar- jours le prtendu Testament politique de

58
Voyez Gense. (V.) Mais la grande culture est celle qui se fait par les
59
Voyez Ana, Anecdotes. (V.) propritaires eux-mmes ou par des fermiers; la
60
M. de Voltaire indique ici la vritable diff- petite culture est celle qui se fait par un mtayer
rence entre la grande et la petite culture. Lune et qui le propritaire fournit les avances foncires de
lantre peuvent employer des bufs ou des chevaux. la culture, condition de partager les fruits avec
storia 101 storia

Anche i filosofi moderni, troppo temerari ecc.148 Noter soltanto che alla voce Grano
perch sono pi illuminati, hanno abusato si d sempre per scontato che il maresciallo
dei loro lumi per rimproverare aspramente di Vauban sia lautore de La decima reale.
a Ges nostro Salvatore, e a san Paolo suo un errore in cui sono incorsi quasi tut-
persecutore, divenuto poi suo apostolo, di ti coloro che hanno scritto di economia149.
aver detto che bastava che il grano marcisse Siamo costretti quindi a riproporre ci che
in terra per germogliare e che morisse per gi abbiamo detto altrove.
rinascere [Gv 12, 24-25; 1Cor 15, 35-38]: Bois-Guillebert decise dapprima di
costoro hanno detto che voler dimostrare il pubblicare la Decima reale col titolo di Te-
dogma della resurrezione con un paragone stamento politico del maresciallo di Vauban.
cos falso e ridicolo era il colmo dellassur- Questo Bois-Guillebert, autore della Descri-
dit. Si os dire, nella Storia critica di Ges zione dettagliata della Francia, in due volumi,
Cristo86, che ignoranti tanto grandi non era- non era privo di meriti; aveva una notevole
no fatti per insegnare agli uomini e che quei conoscenza delle finanze del regno; ma la
libri, rimasti sconosciuti cos a lungo, erano
mania di criticare tutte le iniziative del gran-
buoni solo per la pi vile plebaglia.
de Colbert lo spinse troppo oltre; si ritenne
Gli autori di simili bestemmie non hanno
pensato che Ges Cristo e san Paolo si de- che era un uomo molto dotto che sbagliava
gnavano di parlare il linguaggio corrente; sempre, un inventore di progetti che esage-
che, pur potendo insegnare le verit della rava i mali del regno e che suggeriva pessi-
scienza, essi insegnavano soltanto quelle mi rimedi. Lo scarso successo del suo libro
della morale; che seguivano lesempio del presso il ministero, lo indusse a mettere la
rispettabile autore della Genesi. In effetti, propria Decima reale al riparo dietro un
nella Genesi147, lo Spirito santo si conforma nome rispettato: assunse quello del mare-
ovunque alle idee pi rozze del pi rozzo dei sciallo di Vauban, e non poteva fare scelta
popoli; la saggezza eterna non discese sulla migliore. Quasi tutta la Francia crede che la
terra per istituire accademie delle scienze. Decima reale sia di questo maresciallo tanto
Questo ci che noi rispondiamo sempre a zelante verso il bene pubblico; ma facile
quanti rimproverano tanti errori scientifici scoprire linganno.
a tutti i profeti e a tutto ci che venne scritto Le lodi che Bois-Guillebert rivolge a se
presso gli Ebrei. risaputo che la religione stesso nella prefazione lo tradiscono; egli vi
non filosofia. loda troppo il proprio libro sulla Descrizio-
Del resto, i tre quarti della terra fanno ne dettagliata della Francia; non verosimile
a meno del nostro frumento, senza cui noi che il maresciallo abbia rivolto tanti elogi a
sosteniamo che non si pu vivere. Se gli abi- un libro cos pieno di errori: in questa prefa-
tanti voluttuosi delle citt sapessero quanto zione si scorge un padre che loda il proprio
lavoro costa procurare loro il pane, ne ri- figlio al fine di fare accettare uno dei propri
marrebbero esterrefatti. bastardi.
Il numero di quanti hanno coperto con
A proposito dei libri pseudonimi nomi rispettati le proprie idee sul gover-
di economia generale no, leconomia, la finanza, la tattica, ecc.,
Sarebbe difficile aggiungere qualcosa a fin troppo considerevole. Labate di Saint-
quanto viene detto di utile nellEnciclope- Pierre, che avrebbe potuto fare a meno di
dia, alle voci Agricoltura, Grani, Fattoria, tale frode, non manc di attribuire la pro-

146
LHistoire critique de Jsus-Christ, o Analyse cisione, le voci erano Grani e Fattoria.
raisonne des vangiles (Amsterdam, 1770) di 149
In realt, Voltaire a essere in errore.
dHolbach. 150
Lautore del libro, pubblicato nel 1757, Jean-
147
Si veda la voce Genesi. (V.) Baptiste Naveau.
148
Lautore di queste voci era Quesnay. Per la pre- 151
Si veda la voce Ana, Aneddoti. (V.)
histoire 102 histoire

Colbert, ouvrage de tout point impertinent, De lexportation des grains


fabriqu par Gatien de Courtils. Quelques
Le mme article Grain porte encore cette
ignorants59 citent encore les Testaments poli-
rflexion: Les Anglais essuyaient souvent
tiques du roi dEspagne Philippe II, du car-
de grandes cherts dont nous profitions par
dinal de Richelieu, de Colbert, de Louvois,
la libert du commerce de nos grains, sous
du duc de Lorraine, du cardinal Albroni,
du marchal de Belle-Isle. On a fabriqu le rgne de Henri IV et de Louis XIII, et
jusqu celui de Mandrin. dans les premiers temps du rgne de Louis
LEncyclopdie, larticle Grain, rapporte XIV.
ces paroles dun livre intitul Avantages et Mais malheureusement la sortie des
dsavantages de la Grande-Bretagne; ouvrage grains fut dfendue an 1598, sous Henri IV.
bien suprieur tous ceux que nous venons La dfense continua sous Louis XIII et pen-
de citer. dant tout le temps du rgne de Louis XIV.
Si lon parcourt quelques-unes des On ne put vendre son bl hors du royaume
provinces de la France, on trouve que non que sur une requte prsente au conseil,
seulement plusieurs de ses terres restent en qui jugeait de lutilit ou du danger de la
friche, qui pourraient produire des bls et vente, ou plutt qui sen rapportait lin-
nourrir des bestiaux, mais que les terres tendant de la province. Ce nest quen 1764
cultives ne rendent pas, beaucoup prs, que le conseil de Louis XV, plus clair, a
proportion de leur bont, parce que le la- rendu le commerce des bls libre, avec les
boureur manque de moyens pour les mettre restrictions convenables dans les mauvaises
en valeur... annes.
Ce nest pas sans une joie sensible que jai
De la grande et petite culture
remarqu dans le gouvernement de France
un vice dont les consquences sont si ten- A larticle Ferme, qui est un des meilleurs
dues, et jen ai flicit ma patrie; mais je nai de ce grand ouvrage, on distingue la grande
pu mempcher de sentir en mme temps et la petite culture. La grande se fait par les
combien formidable serait devenue cette chevaux, la petite par les bufs; et cette
puissance, si elle et profit des avantages petite, qui stend sur la plus grande partie
que ses possessions et ses hommes lui of- des terres de France, est regarde comme
fraient. O sua si bona norint! un travail presque strile, et comme un vain
Jignore si ce livre nest pas dun Franais effort de lindigence.
qui, en faisant parler un Anglais, a cru lui Cette ide en gnral ne me parat pas
devoir faire bnir Dieu de ce que les Fran- vraie. La culture par les chevaux nest gure
ais lui paraissent pauvres, mais qui en meilleure que celle par les bufs. Il y a des
mme temps se trahit lui-mme en souhai- compensations entre ces deux mthodes,
tant quils soient riches, et en scriant avec qui les rendent parfaitement gales. Il me
Virgile: O sils connaissaient leurs biens! semble que les anciens nemployrent jamais
Mais soit Franais, soit Anglais, il est faux les chevaux labourer la terre; du moins il
que les terres en France ne rendent pas nest question que de bufs dans Hsiode,
proportion de leur bont. On saccoutume dans Xnophon, dans Virgile, dans Colu-
trop conclure du particulier au gnral. Si melle. La culture avec des bufs nest ch-
on en croyait beaucoup de nos livres nou- tive et pauvre que lorsque des propritaires
veaux, la France ne serait pas plus fertile que malaiss fournissent des mauvais bufs,
la Sardaigne et les petits cantons suisses. mal nourris, des mtayers sans ressources

lui. (K.) des morts comme sils taient encore en vie. (V.)
61
Cela seul ne suffit-il pas pour dtruire la folle 63
Voyez Bled ou Bl. (V.)
calomnie tablie dans notre Occident, que le gou- 64
Voyez Musschenbrck, chapitre de lair. (V.)
vernement chinois est athe? (V.) 65
Voyez le chapitre XXXI des Singularits de
62
Le proverbe dit: Comportez-vous lgard la nature. Nous remarquerons seulement quil
storia 103 storia

pria chimerica Pace perpetua al duca di ticolare al generale. Volendo prestare fede a
Borgogna. molti dei nostri libri recenti, la Francia non
Lautore del Finanziere cittadino150 cita sarebbe molto pi fertile della Sardegna e
sempre il presunto Testamento politico dei piccoli cantoni svizzeri.
di Colbert, opera del tutto impertinente,
contraffatta da Gatien de Courtils. Alcuni Sullesportazione dei grani
ignoranti151 citano inoltre i testamenti politi- La stessa voce Grano riporta inoltre la se-
ci del re di Spagna Filippo II, del cardinale guente riflessione: Gli Inglesi subirono
Richelieu, di Colbert, di Louvois, del duca spesso forti aumenti di prezzi, di cui pro-
di Lorena, del cardinale Alberoni, del mare- fittammo grazie alla libert di commercio
sciallo di Belle-Isle. stato perfino contraf- delle nostre granglie, sotto i regni di Enrico
fatto quello di Mandrin. IV e di Luigi XIII, e nei primi tempi del
LEnciclopedia, alla voce Grano, riferisce regno di Luigi XIV.
le seguenti parole tratte da un libro intito- Sfortunatamente, per, lesportazione dei
lato Vantaggi e svantaggi della Gran Breta- grani venne vietata nel 1598, sotto Enrico
gna, opera ben superiore a quelle appena IV. Il divieto continu sotto Luigi XIII e
citate152. durante tutto il periodo del regno di Luigi
Se si percorrono alcune province della XIV. Fu possibile vendere il proprio grano
Francia, si scopre che non solo sono incolte al di fuori del regno solo dietro richiesta
molte terre che potrebbero produrre grano da inoltrare al consiglio, il quale giudicava
e nutrire bestiame, ma che le terre coltiva- lutilit o la svantaggiosit della vendita, o
te non rendono, neppure lontanamente, in piuttosto si rimetteva su ci allintendente
proporzione alla loro fertilit perch il con- della provincia. stato soltanto nel 1764 che
tadino privo di mezzi per sfruttarla il consiglio di Luigi XV, pi illuminato, ha
Non senza grande piacere ho notato nel reso libero il commercio del grano, con le
governo della Francia un vizio le cui con- dovute restrizioni nelle annare cattive.
seguenze sono cos vaste, e me ne sono ral-
legrato con la mia patria; ma, nello stesso Sulla coltivazione estensiva e ristretta
tempo, non ho potuto fare a meno di accor- Alla voce Fattoria, una delle migliori di
germi quanto formidabile sarebbe diventata quella grande opera, si pone la distinzio-
la sua potenza, se essa avesse approfittato ne tra la coltivazione estensiva e ristretta.
dei vantaggi che i suoi terreni e i suoi uomini Quella estensiva si realizza con i cavalli,
le offrivano. O sua si bona norint!. quella ristretta con i buoi; e questultima,
Non so se questo libro sia di un Francese che si pratica nella maggior parte dei ter-
che, facendo parlare un Inglese, ha creduto reni in Francia, viene considerata come un
di dover ringraziare Dio perch i Francesi lavoro quasi sterile, e come un inutile sforzo
gli paiono poveri, ma che, nello stesso tem- dellindigenza.
po, si tradisce auspicando che siano ricchi, Questa idea, in generale, non mi pare
ed esclamando insieme a Virgilio: Oh, se corretta. La coltivazione con i cavalli non
solo conoscessero le proprie ricchezze! affatto migliore di quella con i buoi. Questi
[Georgiche, II, 458]. Comunque, Francese o due metodi, compensandosi, sono perfetta-
Inglese che sia, falso che le terre in Francia mente uguali. Mi pare che gli antichi non
non rendano in proporzione alla loro fertili- utilizzassero mai i cavalli per arare la terra;
t. Si troppo inclini a concludere dal par- o quanto meno, in Esiodo, Senofonte, Vir-

152
Cfr. Plumart de Dangeul, Remarques sur les John Nikolls.
avantages et les dsavantages de la France et de la 153
Voltaire indica, qui, la vera grande differenza
Grande Bretagne par rapport au commerce et aux tra la coltivazione estensiva e quella ristretta. En-
autres sources de la puissance des tats, apparso nel trambe possono utilizzare buoi o cavalli. La colti-
1754 come traduzione dallinglese di unopera di vazione estensiva, invece, quella che viene fatta
histoire 104 histoire

qui cultivent mal. Ce mtayer, ne risquant ne convient qu des hommes trs riches; le
rien, puisquil na rien fourni, ne donne profit nen peut galer la dpense quaprs
jamais la terre ni les engrais ni les faons un trs long temps, si mme il peut jamais
dont elle a besoin; il ne senrichit point, et en approcher. Il faut, quand on y a port de
il appauvrit son matre: cest malheureuse- la terre meuble, la mler avec la mauvaise,
ment le cas o se trouvent plusieurs pres la fumer beaucoup, y reporter encore de la
de famille60. terre, et surtout y semer des graines qui, loin
Le service des bufs est aussi profitable de dvorer le sol, lui communiquent une
que celui des chevaux, parce que, sils la- nouvelle vie.
bourent moins vite, on les fait travailler plus Quelques particuliers ont fait de tels
de journes sans les excder; ils cotent essais; mais il nappartiendrait qu un sou-
beaucoup moins nourrir; on ne les ferre verain de changer ainsi la nature dun vaste
point, leurs harnais sont moins dispendieux; terrain en y faisant camper de la cavalerie,
on les revend, ou bien on les engraisse pour laquelle y consommerait les fourrages tirs
la boucherie: ainsi leur vie et leur mort pro- des environs. Il y faudrait des rgiments
curent de lavantage; ce quon ne peut pas entiers. Cette dpense se faisant dans le
dire des chevaux. royaume, il ny aurait pas un denier de per-
Enfin on ne peut employer les chevaux du, et on aurait la longue un grand terrain
que dans les pays o lavoine est trs bon de plus quon aurait conquis sur la nature.
march, et cest pourquoi il y a toujours Lauteur de cet article a fait cet essai en petit,
quatre cinq fois moins de culture par les et a russi.
chevaux que par les bufs. Il en est dune telle entreprise comme
de celle des canaux et des mines. Quand
Des dfrichements la dpense dun canal ne serait pas com-
pense par les droits quil rapporterait, ce
A larticle Dfrichement, on ne compte pour serait toujours pour ltat un prodigieux
dfrichement que les herbes inutiles et vo- avantage.
races que lon arrache dun champ pour le Que la dpense de lexploitation dune
mettre en tat dtre ensemenc. mine dargent, de cuivre, de plomb ou
Lart de dfricher ne se borne pas cette dtain, et mme de charbon de terre, ex-
mthode usite et toujours ncessaire. Il cde le produit, lexploitation est toujours
consiste rendre fertiles des terres ingrates trs utile; car largent dpens fait vivre les
qui nont jamais rien port. Il y en a beau- ouvriers, circule dans le royaume, et le mtal
coup de cette nature comme des terrains ou minral quon en a tir est une richesse
marcageux ou de pure terre brique, nouvelle et permanente. Quoi quon fasse,
foulon, sur laquelle il est aussi inutile de il faudra toujours revenir la fable du bon
semer que sur des rochers. Pour les terres vieillard, qui fit accroire ses enfants quil
marcageuses, ce nest que la paresse et y avait un trsor dans leur champ; ils re-
lextrme pauvret quil faut accuser si on murent tout leur hritage pour le chercher,
ne les fertilise pas. et ils saperurent que le travail est un trsor.
Les sols purement glaiseux ou de craie, La pierre philosophale de lagriculture
ou simplement de sable, sont rebelles toute serait de semer peu et de recueillir beau-
culture. Il ny a quun seul secret, cest celui coup. Le Grand Albert, le Petit Albert, la
dy porter de la bonne terre pendant des Maison rustique, enseignent douze secrets
annes entires. Cest une entreprise qui doprer la multiplication du bl, quil faut

schappe des corps, 1 des substances expansibles ter ni leur transparence ni leur expansibilit. Le
ou lastiques, et que ces substances sont les mmes froid et dautres causes les prcipitent ensuite sous
que celles qui composent latmosphre, aucun froid la forme de pluie ou de brouillards. M. de Voltaire,
connu ne les rduit en liqueur; 2 dautres exhalai- en crivant cet article, semble avoir devin en par-
sons qui se dissolvent dans les premires sans leur tie ce que MM. Priestley, Lavoisier, Volta, etc., ont
storia 105 storia

gilio, Columella, non si parla che di buoi. pigrizia e lestrema povert se non vengono
La coltivazione con buoi di scarso valore e rese fertili.
povera solo quando possidenti in ristrettez- I suoli puramente argillosi o gessosi, o
ze forniscono pessimi buoi a mezzadri privi semplicemente sabbiosi, sono refrattari a
di risorse che non sanno coltivare. Il mez- qualsiasi coltivazione. Non c che un se-
zadro, che non rischia nulla, nulla avendo greto: quello di trasportarvi terra buona
fornito, non d mai alla terra n il concime per interi anni. unimpresa che si possono
n le cure di cui essa ha bisogno; egli non si permettere soltanto uomini molto ricchi; il
arricchisce, e impoverisce il proprio padro- profitto pu pareggiare la spesa solo dopo
ne: la situazione in cui trovano sfortunata- moltissimo tempo, sempre che possa mai
mente molti padri di famiglia153. riuscirci. Una volta trasportata della terra
Il lavoro dei buoi remunerativo quanto mobile, bisogna mischiarla a quella cattiva,
quello dei cavalli, perch, quelli se arano concimarla molto, trasportare altra terra an-
meno velocemente, li si pu far lavorare cora, e soprattutto seminarla con sementi
per pi giorni senza spossarli; molto meno che, invece di divorare il suolo, gli trasmet-
costoso nutrirli; non devono essere ferrati, tano una nuova vita.
i loro finimenti costano meno; possibile Alcuni privati hanno fatto tentativi simili;
rivenderli, oppure ingrassarli per il macello: ma solamente un sovrano potrebbe cambia-
e cos tanto la loro vita che la loro morte pro- re cos tanto la natura di un vasto territorio,
curano profitti; mentre questo non si pu facendovi accampare la propria cavalleria,
dire dei cavalli. la quale consumerebbe il foraggio prodotto
In conclusione, si possono utilizzare i ca- nei dintorni. Ce ne vorrebbero interi reg-
valli soltanto nei paesi in cui lavena si trova gimenti. Siccome questa spesa avverrebbe
molto a buon mercato, ed questo il motivo allinterno del regno, neanche un soldo
per cui la coltivazione con i cavalli sempre andrebbe perduto e, alla lunga, si otterreb-
quattro o cinque volte inferiore a quella con be un grande terreno in pi strappato alla
i buoi. natura. Lautore del presente articolo ha
compiuto questo tentativo in piccolo, e con
Sui dissodamenti successo.
Nel caso di unimpresa come questa
Alla voce Dissodamento, viene considerato come in quello dei canali e delle miniere.
come dissodamento soltanto lo sradicamen- Anche se la spesa per un canale non venisse
to delle erbe inutili e dannose di un campo compensata dai diritti che garantirebbe, sa-
per mettere questultimo in condizione di rebbe comunque un enorme vantaggio per
essere seminato. lo Stato.
Larte di dissodare non si limita a questo Bench la spesa per lo sfruttamento di
metodo consueto e sempre necessario. Essa una miniera dargento, di rame, di piombo
consiste nel rendere fertili terre ingrate, che o di stagno, e perfino di carbon fossile, su-
non hanno mai prodotto nulla. Ce ne sono peri la produttivit, lo sfruttamento sem-
molte di questo tipo, come i terreni paludosi pre utile; il danaro speso, infatti, fa vivere
o di mera terra per fare mattoni, da purgo, gli operai, circola nel regno e il metallo o
sulla quale altrettanto inutile seminare minerale che se n estratto una ricchezza
che sulla roccia. Per quanto riguarda le ter- nuova e permanente. Comunque sia, biso-
re paludose, bisogna accusare solamente la gna sempre ritornare alla favola del buon

dai possidenti stessi o dai fattori; quella ristretta admirables secrets dAlbert le Grand (Colonia, 1703),
quella che viene fatta da un mezzadro, al quale il Secrets merveilleux de la magie naturelle et cabalis-
possidente fornisce gli anticipi fondiari della colti- tique du Petit Albert (Colonia, 1722) e LAgriculture
vazione, a condizione di spartire con lui i frutti. (K.) et maison rustique de M. Charles Estienne (Parigi,
154
Si tratta di opere di magia molto popolari: Les 1564).
histoire 106 histoire

tous mettre avec la mthode de faire natre tribunal des mathmatiques ayant eu ordre
des abeilles du cuir dun taureau, et avec les dexaminer quel tait le jour convenable la
ufs de coq dont il vient des basilics. La crmonie du labourage, dtermina le 24 de
chimre de lagriculture est de croire obliger la onzime lune, et ce fut par le tribunal des
la nature faire plus quelle ne peut. Autant rites que ce jour fut annonc lempereur
vaudrait donner le secret de faire porter dans un mmorial, o le mme tribunal des
une femme dix enfants, quand elle ne peut rites marquait ce que Sa Majest devait faire
en donner que deux. Tout ce quon doit faire pour se prparer cette fte.
est davoir bien soin delle dans sa grossesse. Selon ce mmorial, 1 lempereur doit
La mthode la plus sre pour recueillir nommer les douze personnes illustres qui
un peu plus de grain qu lordinaire, est doivent laccompagner et labourer aprs
de se servir du semoir. Cette manuvre lui, savoir trois princes, et neuf prsidents
par laquelle on sme la fois, on herse, et des cours souveraines. Si quelques-uns des
on recouvre, prvient le ravage du vent qui prsidents taient trop vieux ou infirmes,
quelquefois dissipe le grain, et celui des lempereur nomme ses assesseurs pour tenir
oiseaux qui le dvorent. Cest un avantage leur place.
qui certainement nest pas ngliger. 2 Cette crmonie ne consiste pas
De plus, la semence est plus rgulirement seulement labourer la terre, pour exciter
verse et espace dans la terre; elle a plus de lmulation par son exemple; mais elle ren-
libert de stendre; elle peut produire des ferme encore un sacrifice que lempereur
tiges plus fortes et un peu plus dpis. Mais comme grand pontife offre au Chang-ti,
le semoir ne convient ni toutes sortes de pour lui demander labondance en faveur
terrains ni tous les laboureurs. Il faut que de son peuple. Or, pour se prparer ce
le sol soit uni et sans cailloux, et il faut que sacrifice, il doit jener et garder la conti-
le laboureur soit ais. Un semoir cote; et il nence les trois jours prcdents61. La mme
cote encore pour le rhabillement, quand il prcaution doit tre observe par tous ceux
est dtraqu. Il exige deux hommes et un qui sont nomms pour accompagner Sa Ma-
cheval; plusieurs laboureurs nont que des jest, soit princes, soit autres, soit mandarins
bufs. Cette machine utile doit tre em- de lettres, soit mandarins de guerre.
ploye par les riches cultivateurs et prte 3 La veille de cette crmonie, Sa Ma-
aux pauvres. jest choisit quelques seigneurs de la pre-
mire qualit, et les envoie la salle de ses
De la grande protection due lagriculture anctres se prosterner devant la tablette, et
les avertir, comme ils feraient sils taient
Par quelle fatalit lagriculture nest-elle encore en vie62, que le jour suivant il offrira
vritablement honore qu la Chine? Tout le grand sacrifice.
ministre dtat en Europe doit lire avec Voil en peu de mots ce que le mmo-
attention le mmoire suivant, quoiquil soit rial du tribunal des rites marquait pour la
dun jsuite. Il na jamais t contredit par personne de lempereur. Il dclarait aussi
aucun autre missionnaire, malgr la jalousie les prparatifs que les diffrents tribunaux
de mtier qui a toujours clat entre eux. Il taient chargs de faire. Lun doit prparer
est entirement conforme toutes les rela- ce qui sert aux sacrifices. Un autre doit com-
tions que nous avons de ce vaste empire. poser les paroles que lempereur rcite en
Au commencement du printemps faisant le sacrifice. Un troisime doit faire
chinois, cest--dire dans le mois de fvrier, le porter et dresser les tentes sous lesquelles

dcouvert quelques annes aprs sur la composition 68


En comptant lintroduction pour un chapitre.
de latmosphre. (K.) (V.)
66
Ce paragraphe et le trois suivants ont t sup- 69
Voyez lAlcoran de Sale, p. 223. (V.)
prims dans ldition de Kehl de 1784. 70
Voyez Abus de mots. (V.)
67
Voyez larticle Arot et Marot. (V.) 71
Remarquez bien quAuguste ntait point
storia 107 storia

vecchio, che fece credere ai propri figli che Sulla grande protezione
cera un tesoro sepolto nel loro campo; essi dovuta allagricoltura
smossero tutto il terreno ereditato per cer-
Per quale fatalit lagricoltura davvero
carlo, e si resero conto che il tesoro era il
onorata solo in Cina? In Europa, ogni mi-
lavoro [Cfr. La Fontaine, Favole, V, 9]. nistro di Stato deve leggere attentamente la
La pietra filosofale dellagricoltura con- seguente relazione, bench essa sia opera
sisterebbe nel seminare poco e raccogliere di un gesuita. Non mai stato contraddet-
molto. Il Grande Alberto, il Piccolo Alberto, to da altri missionari, malgrado le gelosie
la Casa rustica154 insegnano dodici segreti professionali che sempre si accendono tra
per realizzare la moltiplicazione del grano, i costoro. interamente conforme a tutte le
quali devono fare tutti il paio con il metodo relazioni che ci sono state fatte su quel vasto
per far nascere le api dal cuoio di toro e con impero156.
le uova di gallo, da cui nascono basilischi. Allinizio della primavera cinese, ossia
La chimera dellagricoltura consiste nel nel mese di febbraio, il tribunale dei mate-
credere di poter costringere la natura a fare matici, avendo ricevuto lordine di esamina-
pi di quanto pu. Tanto varrebbe rivelare il re quale fosse il giorno adatto alla cerimonia
segreto per far portare a una donna incinta dellaratura, indic il 24 dellundicesimo
dieci bambini, mentre ne pu fare solo due. mese, e fu il tribunale dei riti che annunci
Tutto ci che si deve fare avere ben cura quella data allimperatore con un memoria-
di lei durante la gravidanza. le, nel quale lo stesso tribunale dei riti pre-
Il metodo pi sicuro per raccogliere un cisava cosa Sua Maest avrebbe dovuto fare
po pi di grano del solito consiste nellim- per prepararsi a quella festa.
piegare una seminatrice. Questo strumento, Secondo il memoriale, 1) limperatore
grazie al quale, nello stesso tempo, si semi- deve nominare le dodici persone illustri
na, si erpica e si ricopre, previene i guasti che devono accompagnarlo e arare accan-
del vento che talvolta disperde le sementi to a lui, ossia tre principi e nove presidenti
e quelli degli uccelli che le divorano. delle corti sovrane. Nel caso che alcuni dei
un aiuto che certamente non deve essere presidenti siano troppo anziani o infermi,
limperatore nomini i propri assessori per
trascurato.
sostituirli.
Inoltre, la semente viene sparsa a terra e
2) La cerimonia non consiste unicamen-
distribuita pi regolarmente; ha maggiore
te nellarare la terra per stimolare lemula-
libert di svilupparsi; pu produrre steli pi zione con lesempio; essa, invece, comporta
robusti e un po pi di spighe. Ma la semi- anche un sacrificio che limperatore, in qua-
natrice non adatta a ogni tipo di terreno lit di sommo pontefice, offre al Chang-ti
e non neppure alla portata di tutti i con- per chiedergli abbondanza per il proprio
tadini. Bisogna che il suolo sia compatto e popolo. Dunque, per prepararsi a tale sa-
senza sassi, e che il contadino sia agiato. Una crificio, egli deve digiunare e rispettare la
seminatrice costa; e costano anche le ripara- continenza per i tre giorni precedenti157.
zioni, quando si rompe. Richiede due uomi- Identica precauzione deve essere osservata
ni e un cavallo; molti contadini non hanno da tutti coloro che vengono nominati ad ac-
che buoi. Questa utile macchina deve essere compagnare Sua Maest, principi, o altri,
adottata da ricchi coltivatori e data in presti- mandarini letterati, o mandarini militari.
to ai quelli poveri155. 3) Alla vigilia della cerimonia, Sua Mae-

155
Si veda la voce Fertilizzazione. 1735, t. 2, pp. 70-71..
156
Quanto segue un sunto di un passo (cita- 157
Non basta questo per distruggere la folle ca-
to peraltro anche da Diderot alla voce Agricoltura lunnia diffusa nel nostro Occidente, secondo cui il
dellEnciclopedia) dellopera di padre Du Halde, governo cinese ateo? (V.)
Description de la Chine et de la Tartarie chinoise, 158
Dice il proverbio: Comportatevi con i morti
histoire 108 histoire

lempereur dnera, sil a ordonn dy porter empereur Yong-Tching. Il accorde des


un repas. Un quatrime doit assembler qua- rcompenses et des honneurs quiconque
rante ou cinquante vnrables vieillards, la- dfrichera des terrains incultes depuis
boureurs de profession, qui soient prsents quinze arpents jusqu quatre-vingts, vers
lorsque lempereur laboure la terre. On fait la Tartarie, car il ny en a point dincultes
venir aussi une quarantaine de laboureurs dans la Chine proprement dite; et celui qui
plus jeunes pour disposer la charrue, atteler en dfriche quatre-vingts devient mandarin
les bufs et prparer les grains qui doivent du huitime ordre.
tre sems. Lempereur sme cinq sortes de Que doivent faire nos souverains dEu-
grains qui sont censs les plus ncessaires rope en apprenant de tels exemples? Admi-
la Chine, et sous lesquels sont compris tous rer et rougir, mais surtout imiter.
les autres; le froment, le riz, le millet, la fve
et une autre espce de mil quon appelle P. S. Jai lu depuis peu un petit livre sur
cacleang. les arts et mtiers, dans lequel jai remarqu
Ce furent l les prparatifs: le vingt qua- autant de choses utiles quagrables; mais ce
trime jour de la lune, Sa Majest se rendit quil dit de lagriculture ressemble assez la
avec toute la cour en habit de crmonie au manire dont en parlent plusieurs Parisiens
lieu destin offrir au Chang-ti le sacrifice qui nont jamais vu de charrue. Lauteur
du printemps, par lequel on le prie de faire parle dun heureux agriculteur qui, dans la
crotre et de conserver les biens de la terre. contre la plus dlicieuse et la plus fertile
Cest pour cela quil loffre avant que de de la terre, cultivait une campagne qui lui
mettre la main la charrue. rendait cent pour cent.
Lempereur sacrifia et aprs le sacrifice Il ne savait pas quun terrain qui ne ren-
il descendit avec les trois princes et les drait que cent pour cent, non seulement ne
neuf prsidents qui devaient labourer avec payerait pas un seul des frais de la culture,
lui. Plusieurs grands seigneurs portaient mais ruinerait pour jamais le laboureur. Il
eux-mmes les coffres prcieux qui renfer- faut, pour quun domaine puisse donner
maient les grains quon devait semer. Toute un lger profit, quil rapporte au moins
la cour y assista en silence. Lempereur prit cinq cents pour cent. Heureux Parisiens,
la charrue, et fit en labourant plusieurs al- jouissez de nos travaux, et jugez de lopra
les et venues; lorsquil quitta la charrue, un comique63!
prince du sang la conduisit et laboura son
tour. Ainsi du reste.
Aprs avoir labour en diffrents en- Air
droits, lempereur sema les diffrents grains.
On ne laboure pas alors tout le champ en- Section I
tier, mais les jours suivants les laboureurs de On compte quatre lments, quatre espces
profession achvent de le labourer. de matires, sans avoir une notion complte
Il y avait cette anne-l quarante-quatre de la matire. Mais que sont les lments de
anciens laboureurs, et quarante-deux plus ces lments? Lair se change-t-il en feu, en
jeunes. La crmonie se termina par une r- eau, en terre? Y a-t-il de lair?
compense que lempereur leur fit donner. Quelques philosophes en doutent en-
A cette relation dune crmonie qui est core; peut-on raisonnablement en douter
la plus belle de toutes, puisquelle est la avec eux? On na jamais t incertain si on
plus utile, il faut joindre un dit du mme marche sur la terre, si on boit de leau; si le

ador dun culte de latrie, mais de dulie. Ctait un 74


On traduit ici patriarcha, terme grec, par ces
saint; divus Augustus. Les provinciaux ladoraient mots patriarche grec, parce quil ne peut convenir
comme Priape, non comme Jupiter. (K.) qu lhirophante des principaux mystres grecs.
72
Voyez larticle Histoire. (V.) Les chrtiens ne commencrent connatre le mot
73
Tome II, page 496. (V.) de patriarche quau Ve sicle. Les Romains, les gyp-
storia 109 storia

st scelga alcuni signori di rango, e li spedi- principe del sangue, a sua volta, lo prese e
sca nella sala degli antenati per prosternarsi ar. E cos via.
davanti davanti allaltarino e per avvisarli, Dopo aver arato diverse zone, limpera-
come se fossero ancora vivi158, che lindo- tore semin le diverse sementi. Quel gior-
mani egli offrir il grande sacrificio. no, non viene arato lintero campo, ma, nei
Ecco, in poche parole, quello che il me- giorni seguenti, i coltivatori di professione
moriale del tribunale riferiva relativamente terminano laratura.
alla persona dellimperatore. Esso indicava Quellanno, cerano quarantacinque vec-
altres i preparativi che i vari tribunali erano chi contadini, e quarantadue pi giovani. La
incaricati di eseguire. Uno deve preparare cerimonia si concluse con una ricompensa
ci che serve per i sacrifici. Un altro com- che limperatore fece distribuire loro.
porre il testo che limperatore recita mentre A questa relazione di una cerimonia che
compie il sacrificio. Un terzo far trasportare la pi bella di tutte, in quanto la pi
e alzare le tende sotto cui pranzer limpe- utile, bisogna aggiungere un editto dello
ratore, qualora abbia ordinato un pasto. Un stesso imperatore Yong-Ching. Costui con-
quarto raccogliere quaranta o cinquanta cede ricompense e onori a chiunque disso-
venerabili vegliardi, coltivatori di profes- der terreni incolti, grandi tra i quindici e
sione, che devono essere presenti quando gli ottanta arpenti, verso la Tartaria, dato
limperatore ara la terra. Vengono fatti giun- che nella Cina propriamente detta non ne
gere anche una quarantina di coltivatori pi esistono dincolti; e chi ne dissoda ottanta
giovani per predisporre laratro, aggiogare i diventa mandarino di ottavo ordine.
buoi e preparare le sementi che devono es- Che cosa devono fare i nostri sovrani eu-
sere seminate. Limperatore semina cinque ropei venendo a conoscenza di simili esem-
tipi di sementi, ritenute le pi necessarie per pi? Ammirare e vergognarsi, ma soprattutto
imitare.
la Cina e che rappresentano tutte le altre:
frumento, riso, miglio, fava e unaltra specie P. S. Ho letto da poco un libretto sulle
di miglio chiamato cacleang. arti e i mestieri, nel quale ho trovato tante
Questi furono i preparativi: il ventesimo cose utili quanto gradevoli; ma ci che dice
giorno della luna, Sua Maest si rec con dellagricoltura ricorda abbastanza il modo
tutta la corte in abito da cerimonia sul luogo in cui ne parlano parecchi Parigini che non
scelto per offrire al Chang-ti il sacrificio del- hanno mai visto un aratro. Lautore parla
la primavera, con il quale lo si prega di far di un fortunato agricoltore, il quale, nella
crescere e preservare i frutti della terra. regione pi amena e pi fertile della terra,
per questo chegli lo offre prima di mettere coltivava una campagna che gli rendeva il
mano allaratro. cento per cento.
Limperatore comp il sacrificio, dopodi- Egli non sa che un terreno che renda
ch scese con i tre principi e i nove presiden- soltanto il cento per cento, non solo non
ti che dovevano arare insieme a lui. Alcuni potrebbe ripagare neanche parte dei costi
gran signori recavano personalmente gli di coltivazione, ma manderebbe definitiva-
scrigni preziosi che contenevano le semen- mente in rovina il coltivatore. Perch un po-
ti da seminare. Tutta la corte assistette in dere possa procurare un piccolo profitto, bi-
silenzio. Limperatore prese laratro e, aran- sogna che esso renda almeno il cinquecento
do, percorse diverse volte il campo avanti per cento. Beati Parigini, godete dei nostri
e indietro; quando abbandon laratro, un lavori, e giudicate gli spettacoli teatrali159!

come se fossero ancora vivi. (V.) lEncyclopdie, nel 1770.


159
Si veda Frumento. (V.) 161
Questo paragrafo verr soppresso nelledi-
160
Questo e i successivi nove paragrafi sono zione di Kehl del 1784, e nelle edizioni successive,
tratti dalle Singularits de la nature, XXXI (1768), compresa ledizione Moland.
e costituivano lintera voce nelle Questions sur 162
A meno che la canne vent non fosse, com
histoire 110 histoire

feu nous claire, nous chauffe, nous brle; malicieuse et de mauvaise foi qui ne mrite
nos sens nous en avertissent assez; mais ils pas dindulgence.
ne nous disent rien sur lair. Nous ne savons Mais quon regarde le mouvement comme
point par eux si nous respirons les vapeurs essentiel ou non, il est indubitable que les
du globe ou une substance diffrente de ces exhalaisons de notre globe slvent et
vapeurs. Les Grecs appelrent lenveloppe retombent sans aucun relche un mille,
qui nous environne atmosphre, la sphre deux milles, trois milles au-dessus de nos
des exhalaisons; et nous avons adopt ce ttes. Du mont Atlas lextrmit du Tau-
mot. Y a-t-il parmi ces exhalaisons conti- rus, tout homme peut voir tous les jours les
nuelles une autre espce de matire qui ait nuages se former sous ses pieds. Il est arriv
des proprits diffrentes? mille voyageurs dtre au-dessus de larc-
Les philosophes qui ont ni lexistence de en-ciel, des clairs et du tonnerre.
lair, disent quil est inutile dadmettre un Le feu rpandu dans lintrieur du globe,
tre quon ne voit jamais, et dont tous les ef- ce feu cach dans leau et dans la glace
fets sexpliquent si aisment par les vapeurs mme, est probablement la source imp-
qui sortent du sein de la terre. rissable de ces exhalaisons, de ces vapeurs
Newton a dmontr que le corps le plus dont nous sommes continuellement envi-
dur a moins de matire que de pores. Des ronns. Elles forment un ciel bleu dans un
exhalaisons continuelles schappent en temps serein, quand elles sont assez hautes
foule de toutes les parties de notre globe. Un et assez attnues pour ne nous envoyer
cheval jeune et vigoureux, ramen tout en que des rayons bleus, comme les feuilles de
sueur dans son curie en temps dhiver, est lor amincies, exposes aux rayons du soleil
entour dune atmosphre mille fois moins dans la chambre obscure. Ces vapeurs, im-
considrable que notre globe nest pntr prgnes de soufre, forment les tonnerres et
et environn de la matire de sa propre les clairs. Comprimes et ensuite dilates
transpiration. par cette compression dans les entrailles de
Cette transpiration, ces exhalaisons, ces la terre, elles schappent en volcans, for-
vapeurs innombrables schappent sans ment et dtruisent de petites montagnes,
cesse par des pores innombrables, et ont renversent des villes, branlent quelquefois
elles-mmes des pores. Cest ce mouvement
une grande partie du globe.
continu en tous sens qui forme et qui dtruit
Cette mer de vapeurs dans laquelle nous
sans cesse vgtaux, mtaux et animaux.
nageons, qui nous menace sans cesse, et sans
Cest ce qui a fait penser plusieurs que
laquelle nous ne pourrions vivre, comprime
le mouvement est essentiel la matire,
de tous cts notre globe et ses habitants
puisquil ny a pas une particule dans
avec la mme force que si nous avions sur
laquelle il ny ait un mouvement continu.
Et si la puissance formatrice ternelle, qui notre tte un ocan de trente-deux pieds de
prside tous les globes, est lauteur de tout hauteur: et chaque homme en porte environ
mouvement, elle a voulu du moins que ce vingt mille livres.
mouvement ne prt jamais. Or, ce qui est
Raisons de ceux qui nient lair.
toujours indestructible a pu paratre essen-
tiel, comme ltendue et la solidit ont paru Tout ceci pos, les philosophes qui nient
essentielles. Si cette ide est une erreur, elle lair disent: Pourquoi attribuerons-nous
est pardonnable; car il ny a que lerreur un lment inconnu et invisible des effets

tiens, les Juifs, ne connaissaient point ce titre. (V.) (V.)


75
Voyez lexpdition de Gigeri, par Pellisson 78
Voyez le Dictionnaire de Mnage, au mot
(V.) Alauda. (V.)
76
Voyez les Pres Duhalde et Parennin. (V.) 79
Cest la croyance des mahomtans. La doc-
77
Voyez le Calendrier romain, page 101 et suiv. trine des chrtiens basilidiens avait depuis long-
storia 111 storia

Aria Ci ha indotto molti a pensare che il mo-


vimento sia essenziale alla materia, poich
Sezione I non c particella nella quale non abbia luo-
Vengono contati quattro elementi, quattro go un continuo movimento. E se leterna po-
tipi di materia, senza aver unaidea esatta di tenza formatrice, che presiede a tutti i globi,
materia. Quali sono dunque gli elementi di lautore di ogni movimento, essa ha voluto
questi elementi? Laria si trasforma in fuoco, quanto meno che tale movimento non si
in acqua, in terra? Esiste laria? esaurisse mai. Quindi, ci che per sempre
Alcuni filosofi ancora ne dubitano; pos- indistruttibile sembrato essere essenziale,
sibile dubitarne insieme a loro? Si ha sempre come lo sono sembrate lestensione e la soli-
avuto la certezza che sulla terra si cammina, dit. Se questa idea errata, una cosa per-
che lacqua si beve, che il fuoco cillumina, donabile, perch soltanto lerrore maligno e
ci scalda, ci ustiona; i nostri sensi ce ne in- in mala fede non merita indulgenza.
formano a sufficienza; mentre dellaria essi Che si consideri, per, il movimento
non ci dicono nulla. Attraverso di loro non come essenziale o meno, indubitabile che
sappiamo se respiriamo i vapori del globo o le esalazioni del nostro globo si sollevano a
una sostanza diversa da tali vapori. I Greci un miglio, a due miglia, a tre miglia sopra
chiamarono linvolucro che ci avvolge atmo- le nostre teste, per ricadere senza posa. Dai
sfera, sfera delle esalazioni; e noi abbiamo monti dellAtlante allestremit del Tau-
adottato questo termine. Tra queste conti- ro, chiunque pu assistere tutti i giorni al
nue esalazioni, esiste forse unaltra specie di formarsi delle nubi a propri piedi. A mille
materia dotata di propriet diverse? viaggiatori accaduto di trovarsi al di sopra
160
I filosofi che hanno negato lesistenza dellarcobaleno, dei lampi e del tuono.
dellaria dicono che inutile ammettere le- Il fuoco diffuso allinterno del globo,
sistenza di un essere che non si vede e tutti quel fuoco contenuto perfino nellacqua e
gli effetti del quale si spiegano tanto facil- nel ghiaccio, probabilmente la fonte ine-
mente con i vapori che escono dalla terra. sauribile di quelle esalazioni, di quei vapori
Newton ha dimostrato che il corpo pi dai quali siamo continuamente avvolti. Col
duro ha pi porosit che materia. Continue tempo sereno, esse formano un cielo azzur-
esalazioni scaturiscono numerose da tutte ro, quando sono abbastanza alte e abba-
le parti del nostro globo. In inverno, un stanza rarefatte da trasmetterci solo raggi
cavallo giovane e vigoroso quando viene ri- azzurri, come le foglie doro sottili, esposte
condotto madido di sudore nella sua stalla ai raggi del sole nella camera oscura. Quei
avvolto da unatmosfera mille volte meno vapori, impregnati di zolfo, formano i tuoni
densa di quanto il nostro globo non sia pe- e i lampi. Compressi e poi dilatati da questa
netrato e avvolto dalla materia della propria compressione nelle viscere della terra, essi
traspirazione. esplodono in vulcani, formano e distruggo-
Questa traspirazione, queste esalazioni, no piccole montagne, travolgono citt, scuo-
questi innumerevoli vapori scaturiscono tono talvolta gran parte del globo.
ininterrottamente da quelle innumerevoli Questo mare di vapore su cui galleggia-
porosit e sono essi stessi delle porosit. mo, che ci minaccia in continuazione e sen-
questo continuo movimento in tutte le di- za il quale non potremmo vivere, comprime
rezioni che forma e distrugge ininterrotta- da ogni lato il nostro globo e i suoi abitanti
mente vegetali, metalli e animali. con forza pari a quella che dovremmo sop-

stato suggerito, una sorta di prototipo di fucile ad Tamigi.


aria compressa; cfr. Les uvres compltes de Voltai- 164
La cosiddetta pompa a fuoco una macchina a
re, vol. 38, Questions sur lEncyclopdie, t. II, Ox- vapore inventata da Savery, sul finire del XVII seco-
ford, Voltaire Foundation, 2007, p. 151. lo, per evacuare lacqua dalla miniera grazie allazio-
163
Sono gli York Buildings, mulini ad acqua sul ne della pressione e alla condensazione del vapore.
histoire 112 histoire

que lon voit continuellement produits par lieu que lair est, dit-on, toujours lastique.
ces exhalaisons visibles et palpables? Mais, premirement, il nest pas vrai que
Je vois au coucher du soleil slever du llasticit de lair agisse toujours; son las-
pied des montagnes, et du fond des prairies, ticit est nulle quand on le suppose en qui-
un nuage blanc qui couvre toute ltendue libre, et sans cela il ny a point de vgtaux et
du terrain, autant que ma vue peut porter. danimaux qui ne crevassent et nclatassent
Ce nuage spaissit peu peu, cache insen- en cent morceaux, si cet air quon suppose
siblement les montagnes, et slve au-des- tre dans eux conservait son lasticit. Les
sus delles. Comment, si lair existait, cet air vapeurs nagissent point quand elles sont en
dont chaque colonne quivaut trente-deux quilibre; cest leur dilatation qui fait leurs
pieds cubes, ne ferait-il pas rentrer ce nuage grands effets. En un mot, tout ce quon attri-
dans le sein de la terra dont il est sorti? bue lair semble appartenir sensiblement,
Chaque pied cube de ce nuage est press par selon ces philosophes, aux exhalaisons de
trente-deux pieds cubes; donc il ne pourrait notre globe.
jamais sortir de terre que par un effort pro- Si on leur fait voir que le feu steint
digieux, et beaucoup plus grand que celui quand il nest pas entretenu par lair, ils
des vents qui soulvent les mers; puisque ces rpondent quon se mprend, quil faut un
mers ne montent jamais la trentime par- flambeau des vapeurs sches et lastiques
tie de la hauteur de ces nuages dans la plus pour nourrir sa flamme, quelle steint sans
grande effervescence des temptes. leur secours, ou quand ces vapeurs sont trop
Lair est lastique, nous dit-on: mais les grasses, trop sulfureuses, trop grossires, et
vapeurs de leau seule le sont souvent bien sans ressort. Si on leur objecte que lair est
davantage. Ce que vous appelez llment de quelquefois pestilentiel, cest bien plutt des
lair, press dans une canne vent, ne porte exhalaisons quon doit le dire: elles portent
une balle qu une trs petite distance; mais avec elles des parties de soufre, de vitriol,
dans la pompe feu des btiments dYork, darsenic, et de toutes les plantes nuisibles.
Londres, les vapeurs font un effet cent fois On dit: Lair est pur dans ce canton, cela signi-
plus violent. fie: Ce canton nest point marcageux; il na
On ne dit rien de lair, continuent-ils, ni plantes, ni minires pernicieuses dont les
quon ne puisse dire de mme des vapeurs parties sexhalent continuellement dans les
du globe; elles psent comme lui, sinsi- corps des animaux. Ce nest point llment
nuent comme lui, allument le feu par leur prtendu de lair qui rend la campagne de
souffle, se dilatent, se condensent de mme. Rome si malsaine, ce sont les eaux croupis-
Ce systme semble avoir un grand avan- santes, ce sont les anciens canaux qui, creu-
tage sur celui de lair, en ce quil rend par- ss sous terre de tous cts, sont devenus le
faitement raison de ce que latmosphre ne rceptacle de toutes les btes venimeuses.
stend quenviron trois ou quatre milles Cest de l que sexhale continuellement un
tout au plus; au lieu que si on admet lair, poison mortel. Allez Frescati, ce nest plus
on ne trouve nulle raison pour laquelle il le mme terrain, ce ne sont plus les mmes
ne stendrait par beaucoup plus loin, et exhalaisons.
nembrasserait pas lorbite de la lune. Mais pourquoi llment suppos de lair
La plus grande objection que lon fasse changerait-il de nature Frescati? Il se char-
contre le systme des exhalaisons du globe, gera, dit-on, dans la campagne de Rome de
est quelles perdent leur lasticit dans la ces exhalaisons funestes, et nen trouvant
pompe feu quand elles sont refroidies, au pas Frescati, il deviendra plus salutaire.

temps cours en Arabie. Les basilidiens disaient que 82


De anima, chap. VII. (V.)
Jsus-Christ navait pas t crucifi. (V.) 83
Oraison contre les Grecs (V.)
80
Somme de saint Thomas, dition de Lyon, 84
Saint Hilaire sur saint Matthieu, p. 633. (V.)
1738. (V.) 85
Sur Abraham, liv. II, chap. VIII. (V.)
81
Liv. V, chap. VI et VII. (V.) 86
Traduction de Coste, liv. IV, ch. III, 6. (V.)
storia 113 storia

165
portare se avessimo sulla testa un oceano di Questo sistema sembra presentare un
trentadue piedi di altezza: e ogni uomo ne grande vantaggio rispetto a quello daria, in
sorregge circa ventimila libbre. quanto rende perfettamente conto del fatto
che latmosfera non si estende al massimo
Argomenti di coloro che negano che fino allaltezza di circa tre o quattro mi-
lesistenza dellaria glia; mentre se si ammette lesistenza della-
Posto tutto ci, i filosofi che negano lesi- ria, non c nessuna ragione per la quale
stenza dellaria dicono: Perch dovremmo questa non debba estendersi molto pi lon-
attribuire a un elemento ignoto e invisibile tano, e non avvolga anche lorbita della luna.
effetti che si vedono prodotti continuamen- La maggiore obiezione che viene sollevata
te da quelle esalazioni visibili e palpabili? contro il sistema delle esalazioni del globo
161
Al tramonto vedo alzarsi dalle pendici che queste perdono la propria elasticit
delle montagne, e dal fondo delle praterie, nella pompa a fuoco, quando vengono raf-
una nube bianca che copre tutto il terreno freddate, mentre laria , a quanto si dice,
fin dove si pu spingere la mia vista. Questa sempre elastica. Ma, in primo luogo, non
nube singrossa progressivamente, nasconde vero che lelasticit dellaria agisca sempre;
un po alla volta le montagne e sinnalza al la sua elasticit nulla quando si suppone
di sopra di esse. Se laria esistesse, questa- che laria sia in equilibrio, altrimenti ogni
ria di cui ogni colonna equivale a trentadue vegetale e ogni animale si screpolerebbe ed
piedi cubi dacqua, come potrebbe non fare esploderebbe in mille pezzi, se laria che
rientrare questa nube nelle viscere della ter- si suppone che si trovi in essi conservasse
ra da cui uscita? Su ogni piede cubo di la propria elasticit. I vapori non agiscono
questa nube gravano trentadue piedi cubi; quando sono in equilibrio; la loro dilata-
dunque potrebbe uscire dalla terra solo con zione che produce grandi effetti. In breve,
uno sforzo prodigioso e molto maggiore tutto ci che viene attribuito allaria sembra
di quello dei venti che sollevano i mari, in riguardare evidentemente, secondo questi
quanto questi mari, nemmeno durante la filosofi, le esalazioni del nostro globo.
massima effervescenza delle tempeste, non Se si fa notare a costoro che il fuoco si
salzano mai a un trentesimo dellaltezza di estingue quando non alimentato dalla-
queste nubi. ria, essi rispondono che non bisogna fare
Laria elastica, ci viene detto: ma spesso confusione, che una fiaccola necessita di
i vapori della sola acqua lo sono molto di vapori secchi ed elastici per nutrire la pro-
pi. Ci che chiamate lelemento aereo, spin- pria fiamma, che si spegne senza il loro in-
to in una cerbottana162, lancia una pallina tervento o quando quei vapori sono trop-
solo a brevissima distanza; ma nella pompa po grassi, troppo solforosi, troppo densi e
a fuoco degli opifici di York, a Londra163, i senza energia. Se si obietta loro che qualche
vapori producono un effetto cento volte pi volta laria pestilenziale, rispondono che
violento164. bisognerebbe piuttosto dire ci delle esala-
Dellaria, continuano costoro, non viene zioni: queste recano con s parti di zolfo, di
detto nulla che non si possa dire pure dei vitriolo, di arsenico e di ogni tipo di piante
vapori del globo; essi hanno un peso come nocive. Quando si dice: Laria pura in quel-
quella, sinsinuano come quella, alimentano la regione, ci significa Quella regione non
il fuoco con il loro soffio, si dilatano, si con- paludosa; in essa non ci sono n piante, n
densano allo stesso modo. miniere dannose, le cui particelle vengano

165
Questo paragrafo verr soppresso nelledizio- cap. III.
ne di Kehl del 1784, n nelle edizioni successive, 167
Si veda Musschenbroeck, capitolo sullaria.
compresa ledizione Moland. (V.)
166
Tale era lopinione di Descartes espressa in 168
Si veda il capitolo 31 delle Stranezze della natu-
Le Monde, cap. V e nei Principes de la philosophie, ra. Osserveremo soltanto che dai corpi emanano 1)
histoire 114 histoire

Mais, encore une fois, puisque ces exha- quelques difficults, ils finissent par nier
laisons existent, puisquon les voit slever hardiment de grands dogmes.
le soir en nuages, quelle ncessit de les Jai dabord rapport avec candeur les
attribuer une autre cause? Elles montent scrupules de ceux qui doutent que lair
dans latmosphre, elles sy dissipent, elles existe. Je menhardis aujourdhui, jose re-
changent de forme; le vent, dont elles sont garder lexistence de lair comme une chose
la premire cause, les emporte, les spare; peu probable.
elles sattnuent, elles deviennent salutaires 1 Depuis que je rendis compte de lopi-
de mortelles quelles taient. nion qui nadmet que des vapeurs grises,
Une autre objection, cest que ces vapeurs, blanchtres, bleues, noirtres, qui couvrent
ces exhalaisons renfermes dans un vase de tout mon horizon jamais on ne ma montr
verre, sattachent aux parois et tombent, ce dair pur. Jai toujours demand pourquoi
qui narrive jamais lair. Mais qui vous a on admettait une matire invisible, impal-
dit que, si les exhalaisons humides tombent pable, dont on navait aucune connaissance.
au fond de ce cristal, il ny a pas incompa- 2 On ma toujours rpondu que lair est
rablement plus de vapeurs sches et las- lastique. Mais quest-ce que llasticit?
tiques qui se soutiennent dans lintrieur de cest la proprit dun corps fibreux de se
ce vase? Lair, dites-vous, est purifi aprs remettre dans ltat dont vous lavez tir
une pluie. Mais nous sommes en droit de avec force. Vous avez couch cette branche
vous soutenir que ce sont les exhalaisons darbre, elle se relve; ce ressort dacier que
terrestres qui se sont purifies, que les plus vous avez roul se dtend de lui mme: pro-
grossires, les plus aqueuses rendues ta prit aussi commune que lattraction et la
terre laissent les plus sches et les plus fines direction de laimant, et aussi inconnue.
au-dessus de nos ttes, et que cest cette Mais votre lment de lair est lastique,
ascension et cette descente alternative qui selon vous, dune tout autre faon. Il occupe
entretient le jeu continuel de la nature. un espace prodigieusement plus grand que
Voil une partie des raisons quon peut celui dans lequel vous lenfermiez, dont il
allguer en faveur de lopinion que ll- schappe. Des physiciens ont prtendu que
ment de lair nexiste pas. Il y en a de trs lair peut se dilater dans la proportion dun
spcieuses, et qui peuvent au moins faire quatre mille64; dautres ont voulu quune
natre des doutes: mais ces doutes cderont bulle dair pt stendre quarante-six mil-
toujours lopinion commune. On na dj liards de fois.
pas trop de quatre lments. Si on nous Je demanderais alors ce quil deviendrait,
rduisait trois, nous nous croirions trop quoi il serait bon, quelle force aurait cette
pauvres. On dira toujours llment de lair. particule dair au milieu des milliards de
Les oiseaux voleront toujours dans les airs, particules de vapeurs qui sexhalent de la
et jamais dans les vapeurs. On dira toujours: terre, et des milliards dintervalles qui les
Lair est doux et serein; et jamais: Les vapeurs sparent.
sont douces, sont sereines. 3 Sil existe de lair, il faut quil nage
dans la mer immense des vapeurs qui nous
Section II environnent, et que nous touchons au doigt
et lil. Or les parties dun air ainsi in-
Vapeurs, exhalaisons
terceptes, ainsi plonges et errantes dans
Je suis comme certains hrtiques: ils cette atmosphre, pourraient-elles avoir le
commencent par proposer modestement moindre effet, le moindre usage?

87
Voyez le discours prliminaire de M. dAlem- mal instruit; il se contenta de descendre profond-
bert: On peut dire quil cra la mtaphysique peu ment en lui-mme; et aprs stre, pour ainsi dire,
prs comme Newton avait cr la physique. Pour contempl longtemps, il ne fit, dans son Trait de
connatre notre me, ses ides et ses affections, lentendement humain, que prsenter aux hommes
il ntudia point les livres, parce quils lauraient le miroir dans lequel il stait vu. En un mot, il r-
storia 115 storia

assorbite continuamente dai corpi degli ani- molti. Se si riducessero a tre166, ci crederem-
mali. Non il presunto elemento aereo che mo troppo poveri. Si dir sempre lelemento
rende malsana la campagna di Roma, bens aereo. Gli uccelli voleranno sempre in aria,
le acque stagnanti, gli antichi canali che, e mai nei vapori. Si dir sempre: Laria dol-
scavati ovunque sotto terra, sono diventati ce e serena; e mai: I vapori sono dolci, sono
il ricettacolo di tutte le bestie velenose. da sereni.
l che esala continuamente un veleno mor-
tale. Andate a Frascati, non c pi lo stesso Sezione II
terreno, non ci sono pi quelle esalazioni. Vapori, esalazioni
Ma perch il presunto elemento aereo
dovrebbe mutare natura a Frascati? Nella Io sono come certi eretici che cominciano
campagna romana, si caricher, si dice, di sollevando timidamente alcune difficolt, e
finiscono per negare arditamente i supremi
quelle esalazioni funeste, e non trovandone
dogmi.
a Frascati, diventer pi salubre. Ma, ancora
Precedentemente, ho riferito con candore
una volta, dato che quelle esalazioni esisto-
le perplessit di coloro che dubitano che la-
no, dato che, di sera, le si vedono salire in
ria esista. Oggi prendo coraggio, e oso con-
forma di nubi, che necessit c di attribuirle
siderare lesistenza dellaria come una cosa
a unaltra causa? Esse si sollevano nellatmo- poco probabile.
sfera, si dissolvono, cambiano forma; il ven- 1) Dopo che ho dato conto dellopinione
to, di cui esse sono la causa prima, le trasci- che ammette soltanto vapori grigi, bianca-
na via, le separa; si attenuano e, da mortifere stri, azzurri, nerastri, che coprono tutto il
che erano, diventano salutari. mio orizzonte, non mi stata mai mostrata
Unaltra obiezione che quei vapori, quel- dellaria pura. Ho sempre chiesto perch si
le esalazioni, rinchiuse in un vaso di vetro, ammettesse una materia invisibile, impalpa-
si attaccano alle pareti e precipitano, e que- bile, di cui non si aveva nessuna conoscenza.
sto non succede mai allaria. Ma chi vi ha 2) Mi sempre stato risposto che laria
detto che, se le esalzioni umide precipitano elastica. Ma che cos lelasticit? la pro-
nel fondo di quel cristallo, non esistano in- priet di un corpo fibroso di ritornare nella
comparabilmente pi vapori secchi ed ela- situazione da cui lavete tolto con la forza.
stici che restano in sospensione allinterno Avete piegato quel ramo dalbero, esso si
del vaso? Laria, dite voi, si purifica dopo la risolleva; allo stesso modo, si distende la
pioggia. Ma noi abbiamo il diritto di soste- molla dacciaio che avete caricato: propriet
nere che sono le esalazioni terrestri che si comune quanto lattrazione e la direzione
sono purificate, che le pi grossolane, le pi della calamita, e altrettanto sconosciuta.
acquose, restituite alla terra, lasciano le pi Ma il vostro elemento aereo, secondo voi,
secche e le pi sottili sopra le nostre teste e elastico in tuttaltro senso. Esso occupa uno
che questo alternarsi di ascesa e discesa spazio enormemente pi grande di quello
che perpetua il continuo gioco della natura. entro cui potete chiuderlo, e dal quale sfug-
Ecco una parte degli argomenti che si ge. Alcuni scienziati hanno ipotizzato che
possono addurre a favore dellopinione se- laria pu dilatarsi in proporzione di uno a
condo cui lelemento aereo non esiste. Molti mille167; altri sostengono che una bolla da-
sono speciosi, e possono far sorgere dubbi: ria potrebbe dilatarsi quarantasei miliardi
ma tali dubbi cederanno sempre allopinio- di volte.
ne comune. Gi quattro elementi non sono Chiederei, allora, che ne sarebbe, a cosa

sostanze espansibili o elastiche, e che tali sostanze freddo e altre cause le fanno poi precipitare sotto
sono le stesse che compongono latmosfera e il fred- forma di pioggia o di nebbia. Voltaire, scrivendo
do non le riduce mai allo stato liquido; 2) altre esa- questa voce, sembra aver intuito in parte ci che, al-
lazioni che si dissolvono nelle prime senza privarle cuni anni pi tardi, Priestley, Lavoisier, Volta, ecc.,
della loro trasparenza n della loro espansibilit. Il hanno scoperto a proposito dellatmosfera. (K.)
histoire 116 histoire

4 Vous entendez une musique dans un substances dures se changent elles en un


salon clair de cent bougies; il ny a pas un lment? comment du fer est-il chang en
point de cet espace qui ne soit rempli de air? Avouons notre ignorance sur les prin-
ces atomes de cire, de lumire et de fume cipes des choses.
lgre. Brlez-y des parfums, il ny aura pas 7 De toutes les preuves quon apporte en
encore un point de cet espace o les atomes faveur de lair, la plus spcieuse, cest que
de ces parfums ne pntrent. Les exha- si on vous lte, vous mourez; mais cette
laisons continuelles des corps des specta- preuve nest autre chose quune supposition
teurs et des musiciens, et du parquet, et des de ce qui est en question. Vous dites quon
fentres, des plafonds, occupent encore ce meurt quand on est priv dair, et nous
salon: que restera-t-il pour votre prtendu disons quon meurt par la privation des
lment de lair? vapeurs salutaires de la terre et des eaux.
5 Comment cet air prtendu, dispers Vous calculez la pesanteur de lair, et nous
dans ce salon, pourra-t-il vous faire entendre la pesanteur des vapeurs. Vous donnez de
et distinguer la fois les divers sons? fau- llasticit un tre que vous ne voyez pas,
dra-t-il que la tierce, la quinte, loctave, etc., et nous des vapeurs que nous voyons dis-
aillent frapper des parties dair qui soient tinctement dans la pompe feu. Vous rafra-
elles-mmes la tierce, la quinte, loc- chissez vos poumons avec de lair, et nous
tave? chaque note exprime par les voix et avec des exhalaisons des corps qui nous
par les instruments trouve-t-elle des parties environnent, etc.
dair notes qui la renvoient votre oreille? Permettez-nous donc de croire aux
Cest la seule manire dexpliquer la mca- vapeurs; nous trouvons fort bon que vous
nique de loue par le moyen de lair. Mais soyez du parti de lair, et nous ne deman-
quelle supposition! De bonne foi, doit-on dons que la tolrance65.
croire que lair contienne une infinit dut,
r, mi, fa, sol, la, si, ut, et nous les envoie sans Que lair ou la rgion des vapeurs
se tromper? En ce cas, ne faudrait-il pas que napporte point la peste
chaque particule dair, frappe la fois par
tous les sons, ne ft propre qu rpter un Jajouterai encore une petite rflexion: cest
seul son, et le renvoyer loreille? mais o que ni lair, sil y en a, ni les vapeurs ne sont
renverrait-elle tous les autres qui lauraient le vhicule de la peste. Nos vapeurs, nos
galement frappe? exhalaisons nous donnent assez de mala-
Il ny a donc pas moyen dattribuer lair dies. Le gouvernement soccupe peu du
la mcanique qui opre les sons; il faut donc desschement des marais, il y perd plus
chercher quelque autre cause, et on peut quil ne pense: cette ngligence rpand la
parie