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LETA CRISPINA

Francesco Crispi diventa presidente del consiglio nel 1887, dopo la morte di De Pretis. Gode della simpatia della Sinistra
per il suo passato da mazziniano e garibaldino, ma anche dalla destra per lo stampo conservatore e autoritario.

Vuole stabilit del governo e ordine pubblico si ispira allazione pubblica di Bismarck: Rafforza lautorit dello stato sia per
difenderla da minacce del crescente malcontento popolare e dal nascere di partiti socialisti, sia per rendere il paese una
grande potenza coloniale e militare.

AZIONE POLITICA (1887-1891, 1893-1896)

1. consapevole della corruzione della politica trasformista di De Pretis rafforza il potere esecutivo per ridurne la dipendenza
dal parlamento e aumentare controllo sullordine pubblico.
2. Accentra nelle sue mani poteri del presidente del consiglio, ministro degli interni e ministro degli esteri e ricorre spesso al
decreto legge, che non richiede lapprovazione immediata del parlamento,
3. sostiene importanti riforme che evidenziamo il suo progetto di DEMOCRAZIA AUTORITARIA.
Codice penale Zenardelli riconosce il diritto di sciopero e sopprime l pena di morte
Nuova legge sulla sicurezza pubblica limita le libert dei cittadini e amplia poteri della polizia
Riforma degli enti locali del 1888 rende elettiva la carica di sindaco, ma aumenta il controllo dei prefetti

4. LE ORGANIZZAZIONI DEI LAVORATORI

Il malessere sociale sale per le gravi difficolt economiche italiane. Paese ancora soprattutto agricolo, vede il diffondersi di
nuove forme di associazione dei lavoratori. Distribuite in modo irregolare e spesso prive di un coordinamento nazionale,
hanno diverse matrici ideologiche:

Socialista: fanno propri i principi della lotta di classe e dello sciopero.


Solidarismo mazziniano o cattolicesimo liberale: associazioni di mutuo soccorso, rifiutano gli ideali di classe
Internazionalismo anarchico di Bakunin: diffuso fra il proletariato agricolo progettano moti contadini e scioperi
Cattolicesimo intransigente: combattono lo stato italiano , rifiutando lo Stato usurpatore, creando appoggiandosi alle
parrocchie dei circoli e associazioni per giovent, orfani, lavoratori.
Partiti socialisti:il primo del 1881 di Andrea Costa. Solo nel 1892 nasce il partito del lavoratori italiani, che nel 1893
diventer il partito socialista, guidato da Filippo Turati. Il fine era la socializzazione dei mezzi di produzione e la lotta del
proletariato.
Come tutti i partiti socialisti europei ha allinterno un acceso scontro fra riformisti e rivoluzionari: i primi non vogliono
rivoluzione violenta; i secondi rifiutano collaborazioni con liberali e conservatori e puntano al crollo economico-sociale
capitalista tramite iniziative di lotta dallo sciopero allinsurrezione rivoluzionaria.

Il bisogno dei lavoratori di trovare spazi adeguati e forme di tutela favorisce nel 1906 la nascita della Cgl, sindacato di
orientamento riformista. Mentre i lavoratori danno forma ai propri sindacati, gli imprenditori creano le proprie associazioni.

5. IMPEGNO CATTOLICO: dai primi del novecento anche la chiesa spinta dalla Rerum Novarum di Leone XIII accentuano il
loro impegno sociale nelle azioni caritative e nei sindacati per difendere i pi deboli del popolo. Fra questi cattolici nasce il
desiderio di essere pi attivi per lo stato, sia per arginare i movimenti laici e socialisti, sia per contribuire al rinnovamento
della legislazione. Vogliono superare lesclusione data dal non expedit.
6. IL MOVIMENTO DEI FASCI SICILIANI

Lautoritarismo di Crispi si manifesta evidentemente nella su seconda presidenza del consiglio, quando tornato dopo lo
scandalo della banca romana e breve parentesi di Rudin e Giolitti, si trova di fronte ai moti popolari di alcune grandi citt, in
Luigiana, e specialmente in Sicilia, ad opera del movimento dei fasci siciliani, fra 1891 e 1893. In essi si esprimono il
malcontento e la rabbia delle masse siciliane, dei contadini, causata da crisi agraria per cattivi raccolti 90, ma anche di minatori
di zolfo e artigiani. La eterogeneit ideologica dei fasci spiega la sua natura complessa: le richieste vanno dalluso delle terre
demaniali, alla riforma dei patti agrari, fino al suffragio universale e allesproprio dei latifondi. Lorganizzazione cresce tanto
fino a raggiungere i 350.000 iscritti.

Il movimento non suscita reazioni uniformi e positive negli intellettuali e dirigenti del partito socialista, che lo ritennero un
movimento anarchico e spontaneo e con programma per alcuni versi conservatore. Non si vede una chiara dinamica ma solo
un contraddittorio movimento di disertanti. Si vede incompatibile con il rispetto della legalit riformista. I socialisti sono
indisponibili al loro sostegno.

STATO DASSEDIO E PREPRESSIONE: fermo e intransigente latteggiamento di Crispi che nel 1894 scioglie i fasci, proclama
lo stato dassedio e reprime la rivolta nel sangue. Preoccupato di mantenere lordine pubblico, fa nel 1894 una revisione delle
liste elettorali, cancellando quasi un terzo degli elettori ritenuti non idonei a godere di diritti pubblici. Inoltre fa approvare una
serie di leggi anti-anarchiche, che restringono libert di stampa, riunione, associazione. Scioglie anche il partito socialista,
ritenuto responsabile di disordini. Istituisce una sorta di REGIME SEMIDITTATORIALE, senza convocare il parlamento per mesi
interi e contando solo sullappoggio del sovrano. Tutto questo per provoca solo la simpatia maggiore per il socialismo da
parte di molti intellettuali (Giovanni Pascoli).

7. RIPRESA AVVENTURA COLONIALE

Crispi gioca gli ultimi ani sullespansionismo coloniale: insieme al ministro delle finanze Sonnino, avvia una politica economica
con aumento del carico fiscale per coprire le spese militari, soprattutto sui beni di prima necessit. Riprende nel 1889 quando
impone il protettorato italiano in Somalia ed ottiene il riconoscimento della colonia di Eritrea. Si affida anche allItalia il
controllo delle relazioni internazionali dellEtiopia, la cui sovranit era limitata. Il trattato italiano lo prevedeva, ma quello in
lingua amharica no: il contrasto interpretativo porta allo scontro. Gli etiopi si oppongono alla spedizione italiana, ma loro
occupano la zona del Tigr. Crispi non riesce a fornire il necessario supporto politico e finanziario sopravvalutando la
situazione italiana. LItalia viene sconfitta finalmente ad Adua, ponendo fine alla loro colonizzazione in Etiopia. Un successivo
trattato riporta la pace riconoscendo allItalia solo lEritrea.

8. CRISI DI FINE SECOLO

LItalia affronta un grave crisi politico istituzionale che mette a nudo le sue debolezze dello stato liberale. Le tentazioni illiberali
che si agitano trovano chiara espressione nella proposta di Sonnino in un articolo di abbandonare il regime parlamentare per
ritornare allo statuto albertino, in cui il governo risponde solo al sovrano. Questo per porre fine allinstabilit dei governi
italiani.. ormai il sovrano non poteva nominare il capo del governo senza lappoggio della maggioranza parlamentare, e
dunque la monarchia costituzionale era diventata una monarchia parlamentare, dove il parlamento aveva ampio potere
sullesecutivo. Per Sonnino il crearsi di una incontrollata prassi clientelare nellelezione dei membri della camera aveva
trasformato il Parlamento in un centro di interessi locali. Da qui la proposta dello statuto per restituire al re il potere del
governo e rendere i ministri responsabili non di fronte al parlamento ma unicamente al sovrano.

RITORNO DELLA SINISTRA:

nuova crisi sociale del 1898, quando Rudin reprime manifestazioni popolari contro laumento di beni primari. Malgrado fosse
grido di esasperazione la risposta durissima, e Bava Baccaruis spara sulla folla con moltissimi morti. Socialisti, radicali,
cattolici vengono condannati a pene severissime. Lo succede Luigi Pelloux che per lordine pubblico propone un pacchetto di
leggi per limitare il diritto di sciopero, libert di stampa e associazione. Ricorre allostruzionismo parlamentare, prolungando le
discussioni e moltiplicando gli interventi per impedire lapprovazione delle leggi illiberali. Prima fa passare i provvedimenti
come decreto legge, e poi scioglie le camere. Le elezioni del 1900 rafforzano per lopposizione screditando loperato del
governo. Dopo il breve governo Sarocco che ha affrontato allassassinio di Umberto I, sale il re Vittorio Emanuele III, che affida
il governo a politici della SINISTRA LIBERALE. Dopo il breve incarico di Zanardelli, sale Giolitti, dal 1903 al 1914