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IL LESSICO POLITICO DI IPPOLITO NIEVO

Intervento di 3/6/2015 al Laboratorio Leopardi di Franco DIntino alla


Sapienza, Roma Per un lessico ottocentesco, Ippolito Nievo

Prima di parlare del lessico politico di Nievo, vorrei dedicare due parole al
mio modus operandi come traduttrice di Le Confessioni. Non sono una
studiosa, ma una traduttrice letteraria, e sicuramente il mio metodo meno
scientifico, pi istintivo, di quello di molti di voi. Credo che listinto del
traduttorequella sensazione di sentire la voce del autore e cercare di
riprodurrlapossa dare buoni risulti a livello poetico. Ma non credo che
listinto da solo sia sufficiente a produrre una buona traduzione. Anchio mi
sono creata delle regole.

Prima per, un passo indietro. Perch ero cos entusiasta di questo romanzo
di voler tradurlo, io che non avevo mai prima tradotto una pagina
dallOttocento italiano? Inanzitutto, mi hanno conquistato la voce e lo stile del
romanzo, la voce del narratore Carlo Altoviti (che non sempre del tutto
distinta di quella dellautore). Avevo presente I promessi sposi come modello
del romanzo del Ottocento, ma questo era molto diverso. raccontato in una
voce non autorevole ma personale, parziale; non offre una visione della storia
italiana ben composta e definita, ma il reportage di eventi tumultuosi ancora
in corso. E Nievo spiritoso, divertente, ha unenergia esplosiva e uno stile
non certo elegante come quello di Manzoni ma vivace, travolgente. Qualit,
pensavo, che potessero catturare i lettori del 21esimo secolo, bench i
pensieri e gli eventi raccontati fossero ben lontani da quelli odierni.

Insomma, volevo tradurre il libro di Nievo non solo perch pensavo fosse un
capitolo importante della letteratura ottocentesca italiana, ma perch volevo
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communicare la vitalit, lumanit e la leggerezza estetica di Ippolito Nievo
scrittore e uomo politico. E cera di pi: volevo illuminare un po quel periodo
della storia italiana, e cosa significava il Risorgimento per Nievo ed altri
idealisti che hanno combattuto per la patria.

Unaneddotto forse in ordine qui. Una volta discutevo con un editore


americano che voleva tagliare una frase in una mia traduzione. Senta, mi
dice, nessuno in America sa che cos il Risorgimento, meglio tagliare la frase
del tutto invece di aggiungere parole di spiegazione.

Il fatto che nessuno dei miei compatrioti conoscesse il Risorgimento mi


sembrava grave, molto grave. Che oggi si discuta se lunificazione ha fatto pi
danni che bene non vuole dire che dobbiamo dimenticare quegli anni convulsi
della prima met del Ottocento. Purtroppo, per, un periodo quasi
sconosciuto per il mondo anglofono, dove esistono relativamente pochi storici
popolari (penso a G. M. Treveylan, Dennis Mack Smith e Lucy Riall) che si
siano dedicati agli eventi politici del Ottocento italiano. E pochi romanzi.

Avevo, si vede, una grande presunzione! Non solo pensavo di poter mettere la
prosa di Nievo in inglese, ma di illuminare idee, sentimenti e eventi storici
ignoti ai lettori anglofoni. Dovevo darmi delle regole per non tradire Nievo.

Non credo sia possibile imitare il linguaggioquel miscuglio di dialetti,


dizione archaica e riferimenti squisitamente locali delle Confessioni in
inglese senza tradire il piacere di leggere la prosa di Nievo. Per, potevo
imitarene leffetto, ho pensato. Inanzitutto, ho deciso di non tradurre varie
parole che appartengono al contesto veneziano. In inglese il conte di Fratta
porta una zimarra, non un robe; gli sbirri del Castello sono La Cernide, il
bulo un bulo, i preti clausetani e quelli secolareschi sono Clausedans e
secularians . La laguna di Venezia una laguna, non a lagoon. Circostanze
non paragonabili a fenomeni della mia cultura sono rimasti tali e quali,
magari con un nota di spiegazione.
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Inoltre, ho cercato un vocabulario largo, pi largo di quello generalmente
usato oggi, sperando cos di imitare la macedonia linguistica di Nievo.

Ho anche consultato un dizionario etimologico per evitare parole e


espressioni non in uso nellinglese prima di 1850. Allo stesso momento,
volevo evitare uno stile manierato, pittoresco, bens privilegiare lenergia della
prosa di Nievo. Con tutta la debita distanza, tentavo di preservare la spinta
narrativa dellautore.

J.M. Coetzee , a proposito del problema di anacronismo in una traduzione,


ha osservato, parlando di una nuova traduzione in inglese di Goethe, che lo
stile narrativo inglese del Settecento (ad esempio Goldsmith) ci sembra
antiquato oggi nella sua ricerca di un elegante equilibrio nella struttura della
frase, cos come una frase della nuova traduzione del Werther recensito da
Coetzee sarebbe stata necessariamente deludente per un Goldsmith. Gli stili
cambiano. A Manzoni la mia traduzione di Nievo farebbe orrore.

E poi, c sempre il rischio di esagerare. Un esempio: nelle prime pagine di


sue Confessioni, Carlo dice:

Molto vissi e soffersi, ma non mi vennero meno quei conforti, che, sconosciuti
le pi volte di mezzo alle tribolazioni che sempre paiono soverchie alla
smoderatezza e cascaggine umana, pur sollevano lanima alla serenit della
pace e della speranza quando tornano poi alla memoria quali veramente sono,
talismani invincibili contro ogni avversa fortuna.

La versione inglese pi corta e pi diretta.

I have lived and suffered much, but never without those consolations (often
forgotten among the trials that overwhelm us in our weakness and
intemperance) that later grant peace and serenity when we recall them,
infallible talismans against adversity.

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In italiano normale scrivere una frase di questo tipo: Aggettivo/ sostantivo +
verbo debole (essere, apparire,sembrare) + sostantivo
Mentre in inglese contemporaneo, laggettivo meno preferito al verbo, se
possibile un verbo forte, di azione
Buon proseguimento di ascolto, si dice alla radio. In inglese diremmo: Stay
with us.
Cos Nievo scrive: Tribolazioni che paiono soverchie alla smoderatezza e
cascaggine umana
Che io traduco: Trials that overwhelm us in our weakness and intemperance

Un altra mia regola era quella di non troncare frasi lunghe, ma come sopra,
renderle in una sintassi pi semplice e familiare al lettore anglofono del 21
secolo. Con i paragrafi, per, ero piu spregiudicata. Li ho divisi, sapendo che
lunghi paragrafi sono un grosso ostacolo per il lettore medio-alto anglofono.

Ora posso segnalare qualche parola che mi ha dato da pensare mentre


traducevo. Inanzitutto patria, che appare nella prima pagina:

Prima invasione di personaggi, interrotta qua e l da molte savie


considerazioni sulla Repubblica Veneta, sugli ordinamenti civili e militari
dallora, e sul significato che si dava in Italia alla parola patria, allo scadere
dello secolo scorso.

Cos ho dovuto subito pensare come rendere patria. Fatherland sarebbe la


classica traduzione, oppure homeland. Ma come traduttore bisogna pensare a
come i significati di una parola cambiano nel tempo e con la storia, sia nella
lingua di partenza, che quella darrivo. Il dizionario non sempre risolve la
questione.

In un certo senso, patria la parola chiave del romanzo. A volte significa


soltanto paese nazionale (e ho tradotto country) ma spesso va oltre,

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circondata da unaura di promessa, speranza, e comporta il senso di un
patrimonio civile.

La parola fatherland nellinglese contemporaneo fa pensare a molti ad un


nazionalismo esascerbato, e in particolare alla Germania Nazista. Homeland
ha un suono sgradevole per me (e in ogni caso ha un significato aggiunto) per
via del Patriot Act di George Bush ed il suo iperattivo e poliziesco Department
of Homeland Security. Quando Nievo scriveva patria in 1858, il concetto non
comprendeva la storia del nazionalismo del Novecento. Alla fine ho
impiegato la parola italiana/latina patria, pi neutrale in un contesto inglese,
dando per quei pochi anglofoni che non avrebbero capito, una definizione
parallela in inglese quella prima volta:

The first invasion of dramatis personae , interrupted here and there by many
sage observations on the Venetian Republic, the military and civilian orders of
the day, and the significance given to the word patria native land as the
century came to an end .

Cittadino, lemma che appare 36 volte nel romanzo, un altro temine che mi
dato da pensare. Il concetto di cittadino viene dal Latino civis, dalla
distinzione tra cittadini romani e non. Porta con se unesperienza europea che
non ha un parallela precisa in Inghilterra o in inglese. Vero, la parola citizen
entra in inglese (dopo larrivo dei Normanni) dal francese citeien diventato
citoyen. In Old English cera la parola ceasterware. Ma raramente si usato
citizen per dire cittadino nel senso continentale. Chi abita in citt e un
townsman or a citydweller, non un citizen.

Il cittadino in Europa continentale mediovale aveva dei diritti quale abitante


di un comune o citt in parte auto-governante. E aveva delle libert, come
ricorda il detto tedesco Stadluft macht frei. Laria della citt rende liberi. Da
qui, non difficile capire il nesso tra cittadino (abitante della citt) e il
citoyen della Rivoluzione Francese, il beneficiario dei diritti delluomo. Ma in

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inglese questo nesso tra citt e rivoluzione molto pi debole. (Penso a
Dickens che descrive bene le due culture nel suo Racconto di due citt. )

Noi anglofoni conosciamo luso del titolo Citoyen- Citizen da romanzi sulla
Rivoluzione francese, ma non ci viene naturale rivolgersi a qualcuno in questo
modo. Tra laltro, fino a 1949, abitanti britannici e e del impero erano
formalmente soggetti.

C anche unaltro, pi preciso significato dellitaliano cittadino: nellepoca


comunale, il cittadino era un membro dellordine intermedio fra i nobili e il
popolo, e questo era il caso nella Repubblica di Venezia. Nella mia traduzione,
ho dovuto appendere una nota su questo punto.

Nievo usa spesso il termine cittadino nel senso moderno nato dalla
Rivoluzione Francese. Ma non sempre: quando Carlino va a trovare
Napoleone, usa quel titolo Cittadino con un bel po di ironia, dato i poteri che
Bonaparte ha ormai assunto. Rappresenta il generale mentre il servo gli fa la
barba:

What do you want, citizen? [Napoleone] said curtly, rubbing his lips with the
lace of his towel.
Citizen General, said I, bowing only very slightly so as not to offend his
republican sensibilities, the matters Ive come to speak to you about are
highly important and extremely sensitive.
Go on, he said, nodding at his servant, who was continuing his work.
Mercier here knows no more Italian than my horse.
In inglese si pu tradurre libert in liberty oppure in freedom. Il secondo, una
parola di origine Anglosassone ho adoperato come espressione del popolo,
mentre liberty, che entra nella lingua inglese con i Normanni e come molte
parole del francese-latino in inglese suona pi aulica, pi elevata degli
equivalenti Anglosassoni, il linguaggio di un uomo istruito come Carlo,
uomo della futura classe dirigente di un Italia diventata nazione.

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Si vede questa distinzione nella rivolta a Portogruaro, quando Carlo si ritrova
capopopolo di una folla inferocita, perch munito di un cavallo. Si rivolge alla
folla:

Citizens, what do you want?

The question was somewhat loftier than really necessary; in one blow I had
swept away the Doge, Senate, Maggior Consiglio, Podesteria and Inquisition,
and had sailed into the seat of Providence, one step above any other human
authority. The Castle of Fratta and its chancery could no longer be seen from
those sublime heights; I had become a ruler, a Washington on horseback high
above a brainless, brawling mob.

What do we want?
What did he say?
He asked what we want!
We want freedom! Long live freedom!
Bread! Bread!
Polenta! Polenta!

These cries of bread and polenta brought full agreement between the peasants
from the country and the town tradesmen. It seemed San Marcos last
prospect was crushed.

Bread! Bread! Freedom! Polenta! Torture the merchants! Open the granaries!
Quiet! Signor Carlino is speaking! Silence!

It was true; a whirlwind of eloquence spun in my head and I wanted to speak


at all costs, so eager were they to hear me.

Citizens, I began again in a sonorous voice, citizens, the bread of liberty is


the most nourishing of all, and everyone has the right to it, for what is man
without bread and liberty? I say to you: without bread and without liberty,
what is man?

If I repeated the question to myself it was because I was genuinely unable to


answer it.

Cio, la folla vuole freedom, la classe media liberty.

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A proposito di libert: pensavo di trovare questa parola nel famoso episodio
in cui Carlino evade della cucina e cammina fino al mare, a scoprire il resto
del mondo. Ma quel che mi ricordavo come il momento chiave della libert
era per Nievo unaltra cosa: la scoperta della giustizia. Con Voltaire, dice
Carlino, lui trova nella natura davanti a lui lunica divinit che pu
riconoscere.

In universal beauty I sensed that there was something like universal


goodness, and I became convinced that just as winter storms cannot spoil the
stupendous harmony of creation, so human passions can never darken the
fair skies of eternal justice. Justice is among us, above us, inside us. It
punishes us and it rewards us. Justice alone is the grand unifier of things; it
offers souls happiness in the great soul of humanity.

La giustizia in tutti sensi un tema fondamentale nelle Confessioni,


cominciando dalla descrizione della Cancellieria di Fratta in capitolo 1.
Ippolito ha studiato legge; il padre era magistrato e poi pretore. Le sue
parodie della giustizia del ancien regime sono memorabili. Il Cancelliere di
Fratta, ad esempio, incarna la corruzione e il servilismo della legge davanti
alla nobilt:

if a peasant, accused of having stolen vegetables from the masters garden,


replied to the Clerk with blandishments, or by stuffing a half-ducat into his
hand to avoid la corda, the Clerk would tell the Count that the miscreant
feared the severe judgement of His Excellency and had asked for mercy, that
he had showed remorse and was willing to make amends if that was deemed
appropriate.

E qui chiudo con losservazione che, come si vede dallultima citazione, non
ho voluto tradurre la corda, lo strumento di tortura meglio conosciuto in
inglese col termine spagnolo strappado. Certo, non ch gli inglesi non
conoscessero la tortura. Ma non ce un termine specifico per corda.

Allora, vi lascio con un argomento promettente per una ricerca politica-


filologica tra italiano e inglese. Perch nella lingua di Shakespeare si dice the
rack ma non the rope?
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