Sei sulla pagina 1di 7

DEGLINNOCENTI, Francesca.

Rischio di impresa e responsabilit civile: la tutela


dellambiente tra prevenzione e riparazione dei danni. Firenze: Firenze University
Press, 2013. Disponvel em: <http://digital.casalini.it/9788866554974>. Acesso em
09/04/2017.
Capitolo IV
Responsabilit di impresa e tutela dellambiente
4.1. La complessit del fenomeno ambientale e le difficolt inerenti alla sua
regolamentazione
Quando si fa riferimento a settori in cui domina lincertezza scientifica e tecnica e in
cui, pertanto, i rischi non sono statisticamente accertabili, il tema della tutela
dellambiente rappresenta, infatti, un termine di confronto necessario o almeno il pi
rappresentativo per lindagine sinora svolta (p. 71 - Cfr. R. FERRARA, Emergenza e
protezione dellambiente nella societ del rischio, in Foro amm. T.A.R, 2005).
A autora ressalta que o tema da responsabilidade ambiental envolve questoes
complexas, tanto de cunho terico-conceitual, quanto prtico.
sufficiente considerare il carattere plurioffensivo del danno ambientale, cui
corrisponde una pluralit di situazione giuridiche da tutelare, per cogliere le difficolt
che un sistema normativo della responsabilit ambientale incontra (p. 71).
Inquinamento: poluio.
O dano ambiental impede que a vtima tome as adequadas precaucoes para evit-lo; a
autora coloca-os como meros sujeitos passivos da poluio. Uma das vtimas,
portanto, so os indivduos diretamente afetados pelo evento danoso.
Por outro lado, o prprio meio-ambiente pode ser a vtima e, por conseguinte, o objeto
da tutela juridica: Si versa cio nellambito del danno ambientale propriamente
detto, inteso come lesione di un bene giuridico superindividuale autonomo e
collettivo, che trascende e comunque pu prescindere dal pregiudizio a singole sfere
individuali (p. 72).
evidente che la natura del bene che si intende salvaguardare incide
significativamente sulla titolarit del diritto ad agire, sui criteri per la quantificazione
del danno e, in generale, sulle variabili che caratterizzano i modelli e le tecniche di
tutela (Diferenciar entre o dano feito ao meio-ambiente e eventuais indivduos que
possam ter sido afetados privativamente pelo evento danoso tutelas jurdicas
diversas. Como se aplica o risco integral nesses casos?).
Direttiva 2004/CE del 21 aprile 2004 responsabilit ambientale e il suo recepimento
da parte degli Stati membri.
Legge 349, dell8 luglio 1986 prevista la risarcibilit del danno alle risorse
naturali, indipendentemente dalla lesione di altri interessi giuridicamente protetti (p.
72).
Verificar:
M.S. Giannini, Ambiente: saggio sui diversi suoi aspetti giuridici, in Riv. trim. dir.
pubbl., 1973.
G. ALPA, La natura giuridica del danno ambientale, in P. PERLINGIERI (a cura di),
Il danno ambientale con riferimento alla responsabilit civile, Napoli, ESI, 1991.
E. GALLO, Levoluzione sociale e giuridica del concetto di danno ambientale, in
Amministrare, 2010, 2, p. 261 ss.
Per quanto riguarda la nozione giuridica di ambiente nel nostro ordinamento, ormai
ius receptum che esso debba intendersi in senso unitario come un bene pubblico
complesso cio comprensivo di diversi aspetti, estetico-culturali, ecologici e
igienico-sanitari immateriale, tutelabile sia in relazione a danni di tipo patrimoniale,
sia a danni non patrimoniali legati allaspetto immateriale dellhabitat. Difatti, la
teoria pluralista, secondo la quale lambiente non riconducibile ad una concezione
unitaria e, pertanto, pu essere tutelato esclusivamente mediante interventi realizzati
in settori specifici, pu ritenersi superata a favore della teoria monista, a sostegno
della quale sembra schierata anche la giurisprudenza (p. 72).
La difficolt di regolamentare i fenomeni di inquinamento legata principalmente
alla circostanza che spesso gli effetti nocivi si manifestano dopo un notevole lasso di
tempo dallesposizione alla fonte inquinante e coinvolgono risorse, come la qualit
dellaria, non reperibili sul mercato e quindi difficilmente valutabili in termini
economici (p. 73) dificuldades na quantificao do dano, individualizao do
responsvel e do nexo de causalidade. Peraltro quandanche sia possibile identificare
la fonte inquinante, una serie di ulteriori circostanze sono in grado di depotenziare
gli effetti di una possibile reazione da parte dellordinamento (p. 73 Cfr. F.
PARISI-G. DARI MATTIACCI, Mass torts e responsabilit per danno ambientale:
una analisi economica, in Danno resp., 2009, 2, p. 131 ss).
Sul piano teorico-generale, le tecniche rimediali devono essere coerenti con gli
obiettivi di politica ambientale che si intendono perseguire. Tuttavia, non possono
essere invasi gli spazi di tutela riservati ad altri interessi, potenzialmente confliggenti
rispetto alla salvaguardia dellecosistema (come lo sfruttamento delle risorse naturali),
ma afferenti a diritti o valori giuridici di pari dignit (p. 73).
O que diz a Constituio Federal sobre o meio-ambiente? Existem outros princpios
ou direitos tutelados que confrontam com a tutela do meio-ambiente? De quem a
competncia pela tutela do meio-ambiente e do ecossistema?
() configurando come doverosa liniziativa dei potere pubblici al fine di tutelare
lambiente e, quindi, implicitamente riconoscendo allambiente la natura di bene
giuridico di rilevanza costituzionale. Ebbene, come peraltro reso evidente dalla
formulazione di alcune delle norme sopra enunciate, lesigenza di tutelare la libert di
iniziativa privata, che trova un riconoscimento costituzionale allart. 41 Cost (p. 74).
Qual a consequncia de a balana pender para um dos lados?
A autora destaca a questo do desenvolvimento sustentvel (Cfr. E.A.IMPARATO,
Contenuti minimi della tutela ambientale, collaborazione e contrattazione fra Stato
e Regioni, in Dir. gest. ambiente, 2002, 2, p. 445 ss).

4.2. I principi e gli obiettivi della politica ambientale: verso il c.d. sviluppo
sostenibile

I principio fondamentali sui quali si fonda la politica ambientale sono il principio di


precauzione, il principio dellazione preventiva, il principio della correzione, in via
prioritaria alla fonte, dei danni causati allambiente, il principio chi inquina paga,
che trovano tutti espressa consacrazione nellart. 174, secondo comma, del Trattato
CE (ora art. 191, secondo comma, TFUE). A tali principi guida si aggiungono i
principi di sussidiariet, orizzontale e verticale, e di integrazione (p. 76). Contedo
amplo e genrico, dando lugar incertezas interpretativas.
Per quanto riguarda il canone dello sviluppo sostenibile, sancito espressamente
dallart. 2 del Trattato CE, ma ribadito nella maggior parte delle fonti comunitarie in
materia di ambiente, esso costituisce lantecedente logico e giuridico di tutti gli altri
principi e la fonte legittimante delle politiche ambientali (p. 76 Declarao de
Estocolmo/1972; Brundtland, 1987; Tratado de Lisboa, 2009). () una politica che
intende raggiungere un corretto bilanciamento fra sfruttamento delle risorse e loro
conservazione, componenti reputate entrambe prescindibili per la sopravvivenza della
specie umana (p. 76).
Al di l della estrema vaghezza delle espressioni impiegate, lampia e non meglio
precisata formulazione del principio ne evidenzia la portata essenzialmente
programmatica e di orientamento per la politica legislativa (p. 77 Cfr. S. GRASSI,
Rischio di impresa e sviluppo sostenibile, in G. Alpa - G. Conte V. Di Gregorio A.
Fusaro U. Perfetti (a cura di), Rischio di impresa e tutela dellambiente).

4.3. I fondamenti giuridici del principio di precauzione


A livello internazionale, il principio di precauzione viene per la prima volta
menzionato come raccomandazione generale nella Dichiarazione finale della
Conferenza delle Nazione Unite sullambiente di Stoccolma del 1972.
Ulteriori riferimenti si rivengono nella Carta Mondiale della Natura del 1982 e nella
Dichiarazione di Brema del 1984, riguardante la Conferenza Internazionale dei
Ministri sulla Protezione del Mare del Nord (...). , per, in occasione della
Conferenza delle Nazione Unite sullambiente e sullo sviluppo di Rio de Janeiro del
1992 che si ha la consacrazione universale del principio di precauzione, di cui viene
predicata lapplicabilit diretta agli Stati contraenti (p. 78).
Verificar:
A. TROUWBORST, Evolution and Status of the Precautionary Principle in
International Laws, The Hague-London-Boston, Kluwer Law International, 2002.
F. DE LEONARDIS, Il principio di precauzione nellamministrazione del rischio,
Milano, Giuffr, 2005.
G. COMAND (a cura di), Gli strumenti della precauzione: nuovi rischi,
assicurazione e responsabilit, Milano, Giuffre, 2006.
Sin dalle prime enunciazioni, la precauzione assurge, prima ancora che a concetto
giuridico, a programma politico e metodo che ciascuno Stato applicher, in ragione
delle proprie capacit, al fine di tutelare adeguatamente lambiente (p. 79). Princpio
de aplicao geral (Cfr. K. H. WHITESIDE. Precautionary politics: principle and
practice in confronting environmental risk).
Cuidados para excluir limitaes ao exerccio de determinadas atividades que surgem
em base a valutaes subjetivas privadas de um efetivo suporte cientfico.

4.4. Segue: la Comunicazione della Comissione Europea del 2 febbraio 2000 sul
principio di precauzione
4.6. La rilevanza del principio di precauzione nella prospettiva privatistica

Si chiarito come, sul piano del diritto pubblico e delle politiche di gestione dei
rischi, sia fatto carico agli Stati e alle autorit pubbliche di adottare condotte
improntate alla cautela e siano sanciti obblighi di intervento al fine di prevenire i
danni, anche in situazione scientifiche incerte (p. 88 F. SANTONASTASO,
Principio di <precauzione> e responsabilit dimpresa).
C. CASTRONOVO, La natura del danno allambiente e i criteri di imputazione della
responsabilit.
Invero, occorre innanzitutto comprendere se la portata del principio si esaurisca nelle
regole che lo contemplano o se, al contrario e come pare preferibile, anche dove non
ne sia fatta espressa menzione, residui uno spazio in cui esso trova comunque
applicazione () una responsabilit delloperatore solo quando viola specifiche
prescrizioni normative di tipo precauzionale oppure anche quando non sia prevista
losservanza di una disciplina specifica o, se anche prevista, il suo rispetto non sia
sufficiente ad escludere una colpa delloperatore, che non si sia attivato ad adottare le
ulteriori misure, pi rigorose di quelle prescritte, che lattivit svolta richiedeva (p.
88-89).
Parte della dottrina dellidea che dallapplicazione del principio di precauzione
discenda la responsabilit delloperatore per mancata predisposizione di misure di
sicurezza di contenimento dei rischi, anche quando non sia prevista una normativa
specifica che imponga ladozione di particolari comportamenti in caso di esercizio di
attivit pericolose. Ne consegue secondo alcuni che il nuovo canone si porebbe a
fondamento di un rgime de responsabilit sans faute (p. 89 - Cfr. F. MILLET, La
notion de risque et ses fonctions en droit priv, Paris, 2001).
Responsabilidade do operador econmico fundada somente no risco criado
responsabilidade coligada com a dimenso do risco.
Altro orientamento sottolinea come, in realt, al principio di precauzione possa
riconoscersi una sua autonoma valenza solo con riferimento alla fase precedente al
verificarsi del danno; lambito applicativo specifico del principio in parola sarebbe,
cio, esclusivamente, quello della tutela preventiva e inibitoria, che d rilievo alla
mancata adozione di misure idonee a prevenire i danni, anche se un danno non si
manifestato (p. 89).
Invero, come stato sottolineato in dottrina, non pare ragionevole ritenere che la
precauzione possa implicare una deroga al principio causale
()
La valutazione dellinterprete non pu, quindi, prescindere dallaccertamento, nella
fattispecie concreta, della sussistenza del nesso causale, anche se il suo giudizio si
fonder sullanalisi di ci che, sulla base di determinate premesse, ragionevolmente
probabile si verifichi. La necessit di trovare un riscontro della causalit giuridica alla
luce del concetto della precauzione pone al centro dellindagine lidea del rischio
prevenibile (p. 90) CCE 2/02/2000.
A ausncia de preveno integraria os limites de uma conduta culposa.

4.7. Il principio chi inquina paga e le funzioni delle regole di responsabilit per
danno ambientale
() un quadro normativo di protezione dellambiente innovativo, poich non pi
incentrato su una tutela di tipo riparatorio, ma diretto ad anticipare la soglia di
intervento mediante misure preventive e inibitorie (Cfr. F. DEGLINNOCENTI, I
criteri di imputazione della responsabilit per danno ambientale, in. Contr. Impr.,
2013).
Princpio do poluidor pagador (Direttiva 2004/35/CE):
1) Il significato facilmente intuibile di tale espressione che gli effetti negativi
dellinquinamento (e quindi i costi che ne derivano) devono gravare sugli
inquinatori, non quindi su soggetti incolpevoli, n sulla collettivit (p. 92)
esse princpio importante para o setor privado pois permite a correta
alocao dos custos de transao e a alocao eficiente de recursos.
Linquinamento ambientale un tipico esempio di diseconomia esterna che
deve essere imputato alle imprese come costo che devono sopportare.
Linternalizzazione da parte delle imprese dei costi sociali che derivano
dalluso delle risorse naturali o dal loro danneggiamento svolge un ruolo
efficiente nella prevenzione degli incidenti. Il sistema si reputa efficiente se
realizza lobiettivo di ridurre il costo degli incidenti, ossia la loro incidenza
sulla societ (mediante la riduzione sia del numero che della gravit degli
incidenti) e il costo per evitare i sinistri (p. 94).
La tutela riparatoria quale tecnica di internalizzazione, realizzabile mediante
il risarcimento del danno e quindi ricorrendo allistituto della responsabilit
civile, verrebbe, invece, a configurarsi come uno strumento utilizzabile solo
con riferimento a una situazione in cui non sarebbe preventivamente
identificabile un livello di inquinamento ottimale, vale a dire nei casi di
inquinamento accidentale e di inquinamento c.d. intermittente (nei quali
risulterebbe preferibile, piuttosto che intervenire a ridurre linquinamento,
procedere ad indennizzare le vittime) () il danno si sia verificato a seguito
della violazione, da parte del soggetto inquinatore, della regolazione imposta
(per superamento del livello di inquinamento ammesso, per contrariet alle
misure richieste o per svolgimento di unattivit non consentita) o in caso di
assenza di regolazione (p. 94).
2)
P. DIMAN, I principi della tutela ambientale, in G. Di Plinio e P. Fimiani (a cura di),
Principi di diritto ambientale, Milano, Giuffr, 2002.