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Morale e religione

Gorcycza

21.2.17

Che cos la morale? Morale come studio dellagire umano, sotto laspetto dei costumi e delle
beatitudini. Ma ci sono diverse scienza che studiano lagire umano: ad es. la prasseologia, studiare
partiche pi efficaci; sociologia e psicologia studiano lagire umano pure.
Anche altre scienza studiano i costumi, come etnologia, antropologia ecc
Cosha di specifico la morale? Quale prospettiva particolare ha con cui affronta lagire?
Prospettiva del bene e del male. Studio dellagire umano, dal punto di vista del bene e del male? Ma
come si stabilisce il bene e il male? Non riuscire a realizzare la architettura che volevo male? Il
fallimento comporta un agire cattivo, non buono?
Bene e male morale sono altro. La morale studia il bene e il male morale? Lagire umano dal punto
di vista del bene e male morale. E come sappiamo cosa sia questo bene e male morale rispetto ad altri
tipi di male? Intenzione umana e valori fanno la differenza? Riferimento ad una legge? Riferimento
allintersoggettivit? Utilit e piacere non coincide direttamente con il bene e male morale. Chi ci
dice come conoscere, come possiamo identificarlo?
Atto umano e atto di un uomo. Cogliamo intuitivamente che un gesto corrisponde bene o male a
natura umana, personale. Lo riconosciamo. Corrisponde a nostre aspettative di umanit, corrisponde
a nostra natura. E quale la nostra natura? Modelli e riferimenti che incarnano il valore in cui un
gruppo ed ogni persona pu riconoscere lespressione di umanit. Leggi, norme, in cui ci si riconosce,
ideali morali, principi, non uccidere, non adulterio, fa il bene evita il male.
Riflettere su tutto questo in modo critico e sistematico, cominciamo a fare filosofia morale, sui
dati dellesperienza morale. Ci che caratterizza gli uomini in quanto tali, la condotta in quanto
umana. Morale una dottrina e sistema di norme, convinzioni, principi, sul bene e male, che pu
essere elaborata criticamente come filosofia morale, ovvero etica. Costumi e riflessione su essi: mos,
moris (ethos) e filosofia etica.
Anche per settori: morale medici, psicologi, giornalisti. Insieme di norme diverse per categorie e
contesti. Non solo teoresi generali, ma molto pratica, da osservare concretamente nelle circostanze.
Morale anche come osservanza che gi si d nella vita. La morale alta o bassa di una persona. Si
contrappone allimmorale. Ancora la morale pu essere linsieme della vita umana vista e valutata
dal punto di vista dei valori morali. Moralit di un gruppo, del clero, dei politici Comprende il
positivo e il negativo di quel gruppo. Non solo virt ma anche vizi.

Religione. Che co? Molte definizioni, ma in termini poveri linsieme di credenze e pratiche di
un gruppo rivolte ad una Trascendenza. Una relazione, una religio. possibile una religione senza
alcuna morale? possibile una morale senza alcun riferimento alla religione? Una morale laica?
Prassi e teoria, sono possibili sganciando morale e religione? Problema del fondamento per
giustificare sino in fondo le ragioni. Questo chiama la presenza di un postulato. Perch ci sia
fondamento, postulabile esistenza Dio. possibile morale senza religione? Pare di no. Coinvolge
gruppo e norme. Religione privata non esisterebbe, perch si svolge dentro un gruppo.

Nella relazione tra morale e religione, ci limitiamo a religione giudeo-cristiana.


1. Si tratter della fondazione ultima dei valori e delle norme. Possediamo gi prima di riflettere
criticamente sulla morale, dei valori, dei principi, delle virt. In filosofia cerchiamo di dare delle
ragioni per cui riteniamo la validit di certi valori rispetto ad altri, per giustificare il perch seguirli.
Ci chiediamo dopo se il fondamento ultimo sia in Dio. Se sia necessario giungere a lui per sostenerli.
Dal di dentro della nostra religione ci chiediamo se quelle norme sono vincolanti perch voluti da
Dio, imposti da sua autorit, o se sono gi inscritti e validi, riproposti della rivelazione in vista di

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insegnamento ed aiuto alluomo che non li vede del tutto. Problema di teoria morale. Voluto da Dio
perch gi buono, o buono perch voluto da Dio? Dilemma di Platone: gli dei amano qualcosa che
santo, o qualcosa santo perch amato dagli dei? Eutifrone. Platone non risolve. Problema teoretico
della fondazione.
2. Campo pratico della motivazione. Campo non pi teoretico ma pratico della motivazione.
Legame tra morale e religione si gioca anche su questo. La motivazione religiosa aggiunge qualcosa
al bene morale o no? Se una persona sta per annegare, ed uno si butta a salvarlo perch motivato
religiosamente ( il mio prossimo), ed un altro ateo lo salva buttandosi, c differenza? C qualcosa
di nuovo? O c qualcosa di meno? O indifferenza? Viene meno la purezza dellintenzione o no? Si
spera in un premio e paura del castigo? O per amore anche di un altro? Elemento positivo o negativo?
3. Esperienza morale, possiede una esperienza religiosa alla base? Fare esperienza di un valore
o dovere morale, della responsabilit, possiamo forse notare un riferimento allassoluto a Dio, alla
Trascendenza? Valori morali autonomi o no? Percepire esigenze assolute della giustizia o onest,
posso percepire assolutezza religiosa? Basta o no la motivazione che ogni uomo dignitoso e devo
essere responsabile per lui? O immagine e somiglianza Dio posso scorgerla? Laltro contingente.
Perch questo limite alla mia violenza, e aggressivit che vorrebbe distruggere laltro? C una traccia
religiosa nellaltro? Newman cardinale, nel fenomeno della coscienza morale ha visto una prova
lampante dellesistenza di Dio. Obbligo incondizionato, rimorso, senso di colpa, parlano di Dio.
Nessun uomo pu darsi un obbligo assoluto. Dal senso di colpa non si pu liberare da solo. Prove
morali esistenza di Dio, tra le quali Newman.

Riassumendo osservazioni preliminari, si pu proporre di pensare che c una separazione tra


morale e religione (modello 1 di questa [ir]relazione) ma senza opposizione, senza inimicizia. Ambiti
separati e autonomi. Schleiermacher le considera divise. Oggi questo modello nella mentalit
scientifica di alcuni autori. Ir-relazione (modello 2) oppositiva, ad esempio in Sartre, dice che se
vogliamo praticare davvero morale, dobbiamo eliminare la religione (idem Hartmann, religione
ostacolo alla morale), e Lecaldano (etica senza Dio, no ad autorit violenta Chiesa).
Riduzione della morale a religione, rivelazione ed alleanza di Dio, morale e religione intimamente
connesse (modello 3), Ockham. La morale come non uccidere ha fondamento nella volont di Dio,
conosciuta anche mediante la rivelazione. Altro modello (4), riduzione della religione alla morale,
posizione di Kant. Pur pietista luterano, accantona religione rivelata come insieme di pregiudizi e
preconcetti che non possono resistere di fronte alla critica della ragione. Non distrugge per la
religione, ma la riconduce a ci che la ragione pu cogliere da s. Esito sua teoria riduzione alla
morale. Tratta tutti i doveri come precetti stabiliti da ragione stesso. Rivelazione, preghiera, liturgia,
non entra in una religione della sola ragione, entro i suoi limiti.
Ispirazione religiosa nella morale naturale/filosofica, ruolo euristico di illuminazione per trovare
ci che valido razionalmente (modello 5). Relazione allaltro prossimo come punto di partenza,
grazie a rivelazione biblica. Anche se non cristiano o non credente, si ispira a questa intuizione e
cerca ci che valido naturalmente. Filosofo trova ispirazione da miti, romanzi, poesia, anche dalla
Bibbia. Santit di qualcuno pu ispirare per discorso filosofico. Ultimo modello, inclusione morale
naturale nella religione (6). Dentro la tradizione biblica cristiana stiamo, e qui scopriamo che ci sono
elementi che appartengono a morale naturale. Anche la extra biblica tradizione rispecchia valori e
norme simili. Leggo mia religione rispetto ai semina verbi presenti in tradizioni non cristiane, nella
cultura.
Primo testo, religione nociva alla morale. Lecaldano.

Contesto socio politico attuale presente. Valori/norme religiose dividono le comunit. Testo
filosofico il nostro (Unetica senza Dio), discorso puramente razionale con riferimenti concreti
rispetto a situazioni reali. Benedetto XVI, discorso a Partito Popolare Europeo 30 marzo 2005.
Lecaldano lo richiama e lo critica. Interessi della Chiesa cattolica. Tutela e promozione della persona
umana, principi non negoziabili nella Chiesa. La difesa di questi principi su cui non si pu discutere

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in vista di un compromesso morale o politico, che si basano su dignit della persona umana con
fondamento metafisico nella relazione delluomo con Dio, confrontata da Lecaldano con casi noti
del periodo in cui scrive: eutanasia Eluana Englaro, Terry Schiavo. Il sondino non terapia
straordinaria, ma ordinaria. Vita dignitosa o no in quello stato? Morale confessionale non estendibile
per Lecaldano in uno stato democratico. Si pu prescindere dallaffiliazione religiosa? Un dialogo tra
sordi? Morale naturale quella cristiana, seppur dentro un contesto religioso? Non oltre luomo.
Filosoficamente validi per vietare aborto e eutanasia. Gli oppositori non ritengono cos, e problemi
su cosa sia natura. La natura per Lecaldano non pu ordinare nulla in modo assoluto o incondizionato,
poich la natura a disposizione delluomo (empirismo Hume, Mill dietro).
Per Hume non si pu passare dai fatti alle prescrizioni. Il fatto che nella natura certe cose
funzionino cos, non significa che debba diventare legge da seguire. Ogni morale confessionale per
Lecaldano autoritaria e antipolitica. Se si associa alla politica la uccide. Non possiamo dimostrare
esistenza di Dio, perci bisogna sganciare letica. La rivelazione qualcosa che accaduto nel
passato, tramandato da testimoni cui bisogna credere. Doppia fiducia, in Dio che non vedo e nella
trasmissione in tradizione degli uomini. Per Lecaldano no. Tante rivelazioni (Maometto, Adonai,
Ges) stabiliscono cose diverse, e dunque nellincompatibilit si manifesta inaffidabilit per stabilire
norme. Lasciamo stare Dio fondamento della morale e stabiliamo a partire dal sentimento le norme.
Pluralismo religioso e variet dei codici morali problema oggi per le democrazie. Etica del consenso,
Habermas, Rawls, per non fare riferimento a Dio: religione civile, insieme di credenze neutre
confessionalmente. Religione e morale basate sul consenso in societ democratica.

Etica senza Dio (Lecaldano) testo che un appello, una provocazione

Pag. VIII e IX: Nel dibattito pubblico sia in italia sia in altri paesi.

- Combatte idea sbagliata in un quadro socio-politico attuale (soprattutto in Italia) che afferma
che i valori etici vengono da Dio, e solo quelli religiosi sono morali.
o Se valori etici vengono da Dio e natura allora deve esser pubblica (leggi)
o Questo alla fine andrebbe contro alla democrazia: sarebbe una imposizione
- Ci sono due livelli:
o Prassi morale: vita concreta con le sue decisioni morali (moralit della persona)
o Teoria morale: riflessione su questa moralit (etica filosofica)
o Etica senza dio si riferisce ai due livelli.
- Passo di Benedetto XVI
o Letica che propone ha una piattaforma a-confessionale. Il nucleo della etica cristiana sempre
naturale. Si basa sulla natura delluomo, che anche presa in questi termini metafisici,
secondo Lecaldano, un punto critico perch se noi crediamo che questa natura discende
da dio, allora non possiamo agire contro la natura che si presenta come una legge
immutabile.
Allora anche lo sviluppo della scienza impossibile davanti a ci.
- Dietro c una verit ontologica: ogni esser ha una essenza che come tale normativa nel suo
agire. Questa verit venuta meno nella filosofia contemporanea.
o Verit ontologica della natura (non uomo): biologia, fisica, ecc.
o Verit ontologica nelluomo: nella sua libert luomo pu modificare le leggi della natura.
Per Natura si intende come quello che empirico e si pu investigare scientificamente.
- Lecaldano si mette accanto agli empiristi inglesi (Hume, Stuart Mill): parlare della sostanza e
della persona, parlare della verit dellesser della persona, tutto ci non ha senso.
o Lecaldano rimprovera una violazione della coscienza
I Credenti devono sottomettersi a tale insegnamento.

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Leggi dello stato impongono certi comportamenti (divieto di Eutanasia)
o Allora una tale etica religiosa fa sprofondare la civilizzazione in una situazione di oscurantismo
(p. X) che sembrava gi superato dallilluminismo.
Secondo Lecaldano unione religione morale non deve capirsi come una unione indissolubile.
Etica senza Dio. Vedi Bergson e due fonti della morale e della religione. Cfr.
Gorcytza: Ogni religione comporta un codice morale. Il che non vero se pensiamo al contrario:
aver convinzioni morali senza agganciare ad una religione (credenza)
- Come sostiene la sua posizione?
o Hume
o Kant
o Stuart Mill
- Posizione radicale (P. 13)
o Luomo pu esser veramente morale solo a condizione che neghi lesistenza di Dio (che sia
Ateo)
Dio impedisce lautenticit delluomo
Nietzsche: ancora di pi: andare al di l della morale.
Levinas: La gloria di Dio aver creato un esser ateo
Contro qualsiasi religione che trattasse luomo come una parte del tutto (totalit)
o Ogni esser infinito: unico e irrepetibile (infinito)
o Esser non inglobabile nemmeno nellesser di Dio.
Sartre: se la mia libert deve esser vista come una libert autentica devo negare DIO.
Distinzione essenza-esistenza: esistenza precede essenza: non ci dovrebbe esser nessun dio che
abbia creato la mia struttura essenziale
Hartmann
Dio un ostacolo per vivere una vita moralmente responsabile
o Hume, Bentham, Stuart Mill, Kant non sono cos radicali
- Posizione opposta (che ha pensato al contrario di Sartre (citato anche da Sartre nella lettera
allumanesimo)
o Fedor Dostoievskij
Se dio non c`, tutto permesso
- Secondo Lecaldano posso fondare la morale nei sentimenti morali (ad esempio: compassione)
o Etica dei sentimenti proprio della tradizione anglosassone.
- Tesi di Lecaldano:
o Non siamo sicuri dalla fede in Dio. Non giustificato.
o Legame delletica con la religione la rende eteronoma.
o Letica religiosa diversa alletica teista
Etica religiosa che viene inquadrata in una religione costituita ( gi teista)
Ma letica teista non necessariamente religiosa.
Buber: pensatore ebraico ma era lontano dalla prassi religiosa (stava al di l della religione
costituita)
o Ragioni secondo le quali favorevole separare religione - morale.
Riflessione sul male: male del mondo impensabile se lo si vuole giustificare con la esistenza di
Dio. (simile a Hartmann)
o DI solito la religione giustifica luso della violenza e guerra per risolvere conflitti morali
(fondamentalismi)
Unespressione di quella violenza una legislazione che impone
- Prova della non esistenza di Dio
o Fa ricorso a autori come Hume, Kant (livello della ragione teoretica), ecc.
Hume: Noi pensiamo che esiste Dio perch troviamo nella natura un certo ordine. Allora
pensiamo che se c questo ordine deve esserci un architetto. Lo facciamo cos
perch pensiamo al modo come si fa una casa. Per non abbiamo la esperienza del

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universo come quella di una casa.
o Ogni etica che si fonda in Dio presuppone lesistenza di Dio, l esistenza della sua volont, della
conformazione alla sua volont, ecc.
Ma si pu fare al rovescio (teologia filosofica, antropologia dellazione (Blondel)) cio, dalla
esperienza morale verso fondamento
I credenti non dicono tu devi prima accettare la esistenza di Dio come creatore per poi
accettare valori non negoziabili
Questo modello deduttivo solo un modello.
Laltro modello parte dalla esperienza. Non presuppone nessun sapere riguardo Dio.
o Problema della tradizione: per accettare una testimonianza di persone umane bisogna aver
ragioni, si deve validare lautenticit della testimonianza
Per accettare ci devo accettare che Dio ha parlato Mos (ad esempio): Tutto questo non pu
esser valido per fondare
o Ora, se accettiamo che Dio si possa rivelare, ci sono pi problemi:
Pluralismo religioso: diversi religioni; diversi rivelazioni: questo problematico.
Morale basata sulla rivelazione poi esclusivista: esclude gli atei
Una tale etica autoritaria (non solo perch ha una autorit dietro: Mos): autoritaria perch
quando ci sono le divergenze interviene il papa e poi obbliga.
Una tale etica non adeguata alla nuova sfida morale (bioetica)
o esclusivista?
No perch i precetti sono basati sulla natura delluomo
Noi possiamo accettare una rivelazione in base a certe conoscenze previe
Non si pu, ad esempio, accettare una religione opinabile che dice che si devono fare sacrifici
umani.
o Preambula fidei sono presupposti che mi permettono di accettare tale fede non posso credere
nella rivelazione se non sono convinto che Dio pu rivelarsi, ecc
o relativista? (pluralismo)
C diversit si ma al di fuori delle religioni anche c questa diversit
Perch esiste questa diversit nella cultura?
o A volte si sostiene con la spiegazione delle circostanze-condizioni particolari (giustificazione
della schiavit, della poligamia, ecc. )
Spiegazione sociologica o psicologica.
o Ma c una spiegazione filosofica?
Riflessione filosofica non ancora arrivata a questo punto
C un contesto in cui succede quello che diceva Ges riguardo al divorzio (Mos lo ammesse
per la durezza dei cuori)
o Lobiezione di coscienza: Tribunale primo e ultimo: ma in cosa si basa?
Prima: si deve esaminare la coscienza in vista di formare un giudizio dal punto di vista morale:
consultando amici, consultando lautorit, consultando la scienza, ecc Poi prendo
la decisione
Se ci sono dei dubbi cerco di superarli ma non sempre si arriva ad una certezza assoluta
La morale laica: alcuni agnostici o atei accettano valori che sono dei cattolici (Habermas)

7 marzo 2017

Indifferenza, tolleranza, coesistenza, opposizione. Morale e religione in rapporto secondo diverse


modalit. Lecaldano e questione loro relazione in contesto socio politico.

Nicolai Hartmann
Opposizione morale e religione a livello teoretico e non pi in relazione al contesto socio politico.
Solo teoria attraverso questo filosofo.

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Contestualizzazione del nostro testo allinterno del pensiero del filosofo. Tedesco 1882 nato a
Riga, capitale della Lettonia, con minoranza forte tedesca (+ 1950). Studi primari in Russia. Si
trasferisce poi in Germania (Berlino, Marburgo), scuola neokantiana. Tuttora studiato anche se meno
conosciuto. Ritorno a Kant dopo lidealismo di Fichte, Hegel e Schelling. Post idealista. Hartmann
poi si sposter alla fenomenologia. Scuola di Husserl e Scheler per una filosofia realista, conoscenza
di oggetti indipendenti dallio trascendentale che li creerebbe. Realismo ontologico Hartmann e etica
dei valori come per Scheler. Antinomie tra etica e religione, ma di quali etica e religione? Etica dei
valori, assiologica. Religione invece quella cristiana, tacitamente supposta (confessione luterana).
Idea di Colpevolezza non cancellabile delluomo riflesso del protestantesimo.
Nostro testo parte finale della sua etica (1949). Un suo grande libro. Problema della conoscenza
invece stato trattato nella Metafisica della conoscenza. Altro grande libro quello sullidealismo
tedesco. Fenomenologia dei costumi (I), assiologia dei costumi (II), metafisica dei costumi (III), i tre
volumi del tomo Etica.
Fenomenologia dei costumi: Letica materiale dei valori con laprire lo sguardo al regno dei
valori ha compiuto la sintesi tra due tesi opposte. La priorit kantiana della legge morale e la
molteplicit dei valori intravista da Nietzsche (si ferma a storico relativismo). Kant non ha invece
sguardo al contenuto e alla grandezza del cuore. Solo formale. Etica materiale dei valori mette insieme
le due dando pienezza. Etica materiale dei valori. Hartmann cerca di sviluppare ci che Scheler ha
introdotto.
Regno dei valori: linguaggio usato da molti filosofi di quel tempo (Hildebrand anche e pure
Husserl cosmo dei valori, mondo dei valori). Una entit, regno, mette in risalto che i valori etici
ed estetici possiedono una esistenza indipendente dalla costituzione possibile del soggetto. Hanno
essere in s. Non soggetti a cambiamenti storici o a manipolazioni psicologiche. Esistono a parte.
Letica materiale dei valori ha compiuto una sintesi tra due teorie opposte: Kant + Nietzsche. Legge
e molteplicit. Hartmann sottoscrive la scoperta kantiana che letica per essere una disciplina
filosofica rigorosa che offra norme di condotta, deve essere a priori. Significa che letica deve essere
indipendente dallesperienza sensibile. No tendenza alla felicit come per Aristotele (eudaimonismo),
perch nellesperienza sensibile dei beni, abbiamo a che fare con il contingente. Influisce le nostre
inclinazioni e volont, perci una etica fondata su esperienza dei beni sar esposta al relativismo che
non pu garantire assolutezza esigenze morali che premono sulla coscienza. Dato di fatto evidente:
legge morale deve essere universale per tutti, senza porre condizione allobbedienza delluomo
imperativo categorico. Devo obbedire alle norme non per un obiettivo da raggiungere (felicit,
premio, vita eterna), ma per s. Etica kantiana a priori, legge morale a priori. Obbedisco ad essa.
Come posso da questo fatto, scendere nei particolari e sapere che cosa devo fare in concreto. Agisci
in modo tale che la massima del tuo agire possa diventare al contempo legge universale. Questa
per universale. Mi dice come devo procedere perch il mio comportamento sia corretto, ma non mi
dice cosa devo fare. A priori mi garantisce assolutezza e purezza, ma anche d legge vuota. Hartmann
critica Kant. Non ha sguardo alla materia dei valori, il contenuto. Nietzsche vede invece contenuto,
larghezza del cuore ma frammentata e relativa. Cuore come centro dei sentimenti, ha ruolo centrale
in relazione ai valori. Kant limita conoscenza umana a o sensi, o ragione, tertium non datur.
Conosciamo o da esperienza sensibile, o anche senza essa, ma mediante il sentire, laffetto, non esiste.
Questi pensatori invece dicono che si conosce per via affettiva, sentire emozionale.
Etica materiale dei valori di Scheler e Hartmann introduce un contenuto morale (la materia
morale). I diversi valori morali, la realt, la giustizia, la castit, lonest, parlano di certi contenuti e
non di una forma (fa il bene evita il male). Come si fa il bene? Quale il bene? Appello che i valori
ci rivolgono, mostra invece che sono concreti. Nietzsche introduce concetto di valore nella filosofia
contemporanea. Saggi e aforismi, scritti non sistematici, o genealogia della morale, parlano di valori
che secondo lui tramontano insieme a cultura occidentale giudeo-cristiana. Nietzsche ha visto la
ricchezza dei valori, ma, dice Hartmann, per spodestarli. Sono solo creazione del risentimeno dei
deboli verso i forti. Propone allora la trasvalutazione basata su valore unico della vitalit.

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Hartmann lega i due. Assolutezza Kant e ricchezza mondo valori Nietzsche. Dove questo a priori
se etica materiale si basa su esperienza e sentire intuitivo? C perch lapriori materiale e non
formale. Quando io scopro esperienza fenomenologica, contatto con lumilt, una scala tra valori,
una scoperta materiale come questa ha validit a priori in tutte le situazioni. Gerarchia dei valori.
Valori edonistici, morali e religione, e giungo che i religiosi sono pi alti di quelli edonistici, questo
ha valenza materiale a priori, valido ovunque. Giustizia pu essere realizzata solo da persona e non
da cane, allora, questa scoperta di tale verit, essa valida universalmente. A priori materiale.
Riconoscibile in qualsiasi situazione. Problemi da questa impostazione che Hartmann mostra.
Indifferenza religiosa e agnosticismo suo. Tutto solo fondamento in Dio o no? Qualcosa non vale
perch mi piace o lammiro, non perch io proietto mio gusto, ma valori in s, dove e come esistono?
Ideali come enti matematici? Come triangolo ed equazioni? Per Hartmann non si pu rispondere a
tali domanda, ma essi ci sono e noi dobbiamo adeguarci. Non soggetti a cambiamenti storici i valori.
Noi li riconosciamo o no. Dato idealista evidente.
La scala la riconosco come oggettivamente reale, parte da esperienza singolare con portata
universale. Come Husserl da un solo dato/fatto io posso scoprire qualcosa che va al di l della cosa
storica, ma essenza al di l del contingente. Posso perci chiedere che sia rispettato ci che ho colto
come valido sempre. Struttura stabile, coerente, immutabile. Visione essenzialista dellessere. I valori
sono tutti normativi in loro stessi (in s). La giustizia va rispettata: performativit, obbligatoriet ad
essere perseguita e realizzata. Posso non aver scoperto nella mia vita contingente il suo valore, ma
esso resta eterno. Spesso manifestati da grandi personalit come Ghandi, Ges, Buddha, Confucio,
Socrate. Kant non parla di valori, ma di dignit uomo. Solo formale, legge universale valida per tutti.
Io possiedo a priori nella mia coscienza consapevolezza che io devo fare qualcosa in modo assoluto.
Scheler offre terza forma di conoscenza umana: oltre ragione e sensi, c il cuore. Conosciamo i
valori con il cuore, non con la ragione. Idee e fatti con ragione e sensi, ma ci che interessa a etica
sono i valori al di l dei fatti storici, e ci conosciuto con il sentire emozionale-intenzionale. Non
una passione della psych, ma un riconoscimento che collega il soggetto con qualcosa di oggettivo.
Facolt affettiva del cuore per riconoscere valori etici ed estetici: la ragione cos cieca ai valori
come lorecchio ai colori (M. Scheler). Intuizione immediata mi fa riconoscere bont di un atto.
emotivamente mi ha toccato, coinvolto, commosso.

Testo consegnato
Le cinque antinomie pi fondamentali secondo Hartmann nel rapporto tra morale e religione Le
presenta per convincerci che non ci pu essere convivenza tra le due.
La prima: morale al di qua e religione al di l. Obiezione nostra: davvero cos che ogni religione
mira verso un al di l e la morale verso lal di qua? Solo la religione tende verso laltro mondo, o
anche filosofie etiche che parlano anche dellal di l? Religione davvero solo una fuga dal mondo?
Compromesso, illusorio, irrazionale, due padroni (241-242). Hartmann non nega che a livello pratico
dei fatti possano convivere religione e morale. Ci sono persone che vivono con questa contraddizione
teoretica. Hartmann rifiuta sia compromesso teoretico che pratico. Hartmann non aggressivo come
invece Lecaldano che vuole eliminare la religione. Scrive opere spirituali per poi scarta possibilit
di vivere in compromesso con religione. La religione per noi non guarda solo lal di l. Ma ama il
prossimo tuo come te stesso. Hartmann ha una visione sacrale della religione, del sacro. Otto. Risente
anche della visione di Nietzsche (religione che disprezza vita e conduce al nichilismo). Hartmann
cerca di arricchire descrizioni fenomenologiche mostrando aporie fenomeni, per spiegare i diversi
modi di vedere le cose che portano a dibattito. Ci vuole dialogo, speculazione oltre la pura descrizione
della fenomenologia. Se vedi va bene e se non vedi arrangiati!
Un po caricaturale la separazione che fa Hartmann di morale al di qua e religione al di l. La
religione infatti guarda anche di qua e la morale di l.
Seconda antinomia sposta conflitto tra uomo e Dio come supremo sostrato di valore, si interseca
. Uomo solo in seconda linea rispetto a Dio. Obbedienza a conoscenza della volont di Dio.
Divinit come supremo sostrato di valore.

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14.3.17

Prima antinomia: indirizzo generale. Morale indirizzata verso al di qua mondo terreno, mentre
religione mondo dellal di l. Dunque in questo secondo caso c una alienazione uomo per quanto
riguarda i valori terrestri.
Seconda antinomia: Dio di fronte alluomo e uomo di fronte a Dio, supremo sostrato di valore.
Come intendere questo discorso? Tutti i valori sono riassorbiti. Anche in vista dei fini. Dio come fine
di tutti i fini intermedi. Dio assoluto, fine assoluto, allora non un tradimento delluomo sottomettere
tutti i fini a questo Ultimo. Laltro uomo verso cui sono impegnato, diventa per me un fine ma
sottomesso a fine Ultimo, diventa un mezzo. Luomo stesso in questo modo diventa nulla. No libert,
non piena responsabilit. Volont di Dio, istanza che crea contenuto valori, norme che seguono, e
obbligatoriet nelluomo di seguire queste norme. Assoluto da non si scappa.
Abbandono a Dio come tradimento dellumano. Sembra un atto di libert. Che idea di Dio ha?
Idea sacrificale. Non dialogica. Chiede sacrificio, Dio legislatore. Lui protestante luterano. Scuola
neo-kantiano. Dio quasi rivale delluomo. Tematizzazione tra morale e religione, dipende dalla
visione di Dio. Se da una parte ha una giusta visione delluomo, in quanto essere personale, e della
morale (rispetto della persona come tale e in ogni essere umano, responsabili per me, mia libert e
per laltro, impegno nel mondo), dallaltra lontano da Dio, e Dio abissalmente lontano dalluomo.
Valori quasi ipostatizzati. Appello e accusa dei valori che si rivolgono a noi, quasi al posto di Dio.
Spirito oggettivo Hegel, luomo deve riconoscere, scoprire il loro passare allinterno della storia,
presente in Hartmann.
Ultima frase: Giacch dellessenza di Dio . Obiezione Rawls e sua teoria della giustizia.
Rawls critica Ignazio: sottomette tutto alla maggior Gloria di Dio. Obiettivo, un unico fine: Dio. Per
Rawls una follia. Non si pu pensare in ogni atto, di indirizzarlo al Fine Ultimo. Simile a visione
Hartmann. Come Rawls critica indirizzo totale a Dio. La stessa critica si pu fare a teleologia etica
aristotelica, tomista. Come intendere la relazione tra i diversi fini, intra-terrestri e il fine ultimo?
Quando pensiamo il fine ultimo lo pensiamo in genere in termini di s-t. Ultimo della serie, dopo
aver concluso questa vita. Non cos. Fosse cos sottomette e include tutti gli altri fini, ma se
pensiamo al fine ultimo come gi presente qui come fine principale, fondamentale, allora esso mi
raggiunge nel momento in cui opero il bene per laltro. Dio presente nella storia mia e in quella
dellaltro. Quella di Hartmann ha una visione caricaturale del religioso: servirsi degli altri come mezzi
per la maggior Gloria di Dio. Ma la Gloria di Dio lUomo vivente. Qui. Partecipo del Sommo Bene
qui e adesso.
Terza antinomia: si collega alle due precedenti. Assiologica, non legata a contenuto ma allorigine
dei valori. La fonte Credenti e non credenti possono essere daccordo sul valore della vita umana, ma
dove lorigine di un tale valore? Quale genealogia? Quale fondamento? Quali ragioni?
(Un valore che ha come base lautorit: celibato). Nessuno li ha decisi, ma assoluti e a priori.
La priorit dei valori: i valori etici non sono conosciuti per via di inferenza o deduzione, non da
esperienza sensibile di utilit. Non dedotti da essere di Dio, ma conosciuti da intuizione anche di tipo
emozionale. Teoria comune ad Hartmann e Scheler. Contatto immediato intuitivo li fa conoscere.
Intelletto + emozione. Validit di una tale conosciuta si estende a tutti i casi nel tempo e nel luogo.
Valido universalmente e per sempre. A priori etico e materiale, non formale come quello kantiano.
Non dovuto ad esperienza sensibile. Verit a priori, necessariamente valida che non devo sempre
verificare. Evidente. Valori autonomi vs quelli della religione che sono sempre eteronomi. I Valori
morali nella religione (243, ultimo capoverso). Esiste un mondo ideali dei valori etici, cos come
quello delle figure geometriche. I valori sono nella sfera ideale per Hartmann. I valori hanno validit
(Gelten), non si sa dove siano (Sein) ma sento che valgono per la mia coscienza.
Von Hildebrand dir che lessere del valore oltremodo misterioso. Assolutezza del valore
conosciuta nel mondo contingente. I valori per trascendono gli atti in cui sono incarnati. Possiamo
immaginarci sempre una umilt pi grande e pi perfetta. Gradazione delle qualit assiologiche

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incarnate dalluomo. Trascendenza indica assolutezza. Via verso laffermazione dellesistenza di Dio.
Gradi perfezione Essere. Idem il contrario. Lessere di Dio come supremo valore. Quando realizzati
i valori dalluomo, sono da questi incarnati, tirati gi. In ultima analisi non sappiamo dare ragione
dellessere dei valori. Tutti i pensatori delletica dei valori si difendono da accusa di soggettivismo.
Non sono ipostatizzate le nostre emozioni e reazioni. Il Sublime, la bellezza, non dipende da nostro
godimento, ma ha una sua esistenza in s. Emotivismo non centra. Mac Intyre critica emotivismo
anglo americano, per cui valori e disvalori sono solo proiezioni emozioni.
Hartmann: la lealt. Se vedo comportamento leale scopro cosa sia. Indipendente da sua origine. In
s stesso obbligante e sussiste. Non perch condannato da Dio. Fosse cos non avrebbe valore il
comportamento leale. Si regge e giustifica da s. Di nuovo obiezione ad Hartmann. Visione
caricaturale della religione. Io pure li riconosco validi indipendenti da Dio. Normativi per me in virt
del loro essere stesso. Come fondarli e giustificare loro obiettivit? Problema etico antropologico. Si
possono fondare nella natura personale e relazionale delluomo. Matematici platonici. Per la terza
antinomia inconciliabile etica e religione su fondamento dei valori. In s o in Dio. De Finance Joseph,
gesuita francese, fonda valori morali in Dio come valore supremo: Etica generale.
Quarta antinomia. Simili difficolt a Lecaldano. Assorbimento della morale nella religione.
Riduzione. Teoria opposta Kant: religione in termini etici: riduzione della religione alla morale.
Schleiermacher come separazione tra due sfere. Scheler invece come collaborazione tra etica e
religione. Libert delluomo. Allusione al telos, ordine teleologico del mondo governato dalla
provvidenza di Dio. Dio ha previsto in anticipo creando il mondo. Pensare al tempo stesso libert
umana e libert divina. Come Dio conosce? Banes e Molina. Determinismo, prescienza, provvidenza.
Cause seconde e cause prime. Problema dei miracoli. Dio pu intervenire direttamente della
creazione? Problema di teologia naturale, filosofica, metafisica. Libert sulle nostre decisioni per
un fatto evidente. Anche se oggi con neuroscienze negata anche la libert-responsabilit. Totalmente
condizionati dal cervello?
Quinta antinomia: colpevolezza. Antinomia salvezza/redenzione. Dio mi svincola dal peccato.
Rovescio dellantinomia della provvidenza. Dipende solo da Dio. Uomo incatenato ad essere
peccatore qui viene liberato. Hartmann lo rifiuta perch negazione della libert. Colpa diversa da
peccato. Il male morale cos? Porta colpevolezza oggettiva, per senza sensi di colpa o senza sentirsi
peccatore. Il male morale inerisce allessere stesso della persona, ma pu non essere avvertito. Se io
perdono allaltro, la colpa stata cancellata? Continuo forse ad essere colpevole? S, ma come posso
discolparmi? Per Hartmann riconosciuta la colpa, mi discolpo per il resto della vita. Male morale
come colpevolezza e male oggettivo che posso arrecare. Perdonabile il mio gesto, ma il fatto oggettivo
e la colpevolezza restano. Per Hartmann si vive sino alla fine con colpevolezza. Chiedo perdono a
Dio. Lui toglie la colpa. Lui pu togliere la colpa, da rosso a bianco. Sparisce la condizione ontologica
di peccato. Togliere la colpa per Hartmann non si pu e se lo si potesse sarebbe immorale perch non
rispetterebbe la dignit delluomo.

21.3.17

Sartre, molto vicino a questa idea. Esistenzialismo estremo, in cui la libert delluomo segno
dellimpossibilit dellesistenza di Dio. Luomo la libert stessa. Non potrebbe sopportare accanto
a s un altro essere totalmente libero, assoluto. In Sartre, dal punto di vista ontologico, contro
esistenza di Dio, ha un altro argomento. Qui comunque esistenza di Dio negata in base a esperienza
libert uomo. O sono libero e mi posso progettare in modo del tutto indipendente, oppure questa
libert non seria, ma un gioco. Lui prende sul serio esperienza di Essere libert noi stessi.
Hartmann e gerarchia valori indipendente da uomo, da ogni cultura. C qualcosa di immutabile,
oggettivo eterno, anche se non c un Dio. In Sartre invece non esistono valori oggettivi in s, lui crea
sua morale e s stesso. Non esiste alcuna natura umana.
Sartre, lesistenzialismo un umanismo, nel suo confronto con Heidegger. Essere e tempo, Essere
e nulla. Uomo sar soltanto in seguito, cos come si sar fatto. Nessuna natura umana, perch nessun

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Dio lo concepisce. Luomo ci che si fa: principio primo dellesistenzialismo. Kant: luomo ci
che si fa nei suoi progetti. Regole che luomo stesso si d. La dignit delluomo: un insieme di
relazioniche lo legano ad altri e a mondo. Esse cambiano nel tempo. Dio qui impossibile, non
necessario, sarebbe rivale che annichila nostra libert. Sartre per allinizio della sua vita, come
bimbo sensibile, credeva in Dio e non sopportava lidea che lo guardasse mentre fa qualcosa di
sbagliato. Verso la fine della sua vita ha confessato che durante la sua attivit filosofica, ha
combattuto lesistenza di Dio, e non sicuro di aver vinto. Ancora sprazzi di luce. Ha parlato di
speranza in un al di l. Se Dio non esiste tutto permesso ha detto Dostoevskij: questo il principio
dellesistenzialismo. Luomo libero, luomo libert. Senza Dio non ci sono valori o norme che si
impongono a nostra condotta. Siamo soli, senza scuse. Luomo condannato ad essere libero. Luomo
si deve creare i valori: morale situazionista oltre che esistenzialista.
Ragioni filosofiche tratte da autore medievale, Ockham: relazioni morale e religione, lui
diventato paradigma. La sua posizione giustificata filosoficamente perch il suo nominalismo porta
a dire che in quanto esseri umani abbiamo una conoscenza intellettuale, intuitiva della realt, delle
sostanze addirittura individuali. Non esistono le generalit, un albero come tale, ma un albero
concreto. Esseri individuali. Accumulando la conoscenza degli individui noi possiamo creare concetti
universali, che non sono gli universali di Tommaso. Essi sono piuttosto concetti che abbracciano tutti
individui simili tra essi e che noi chiamiamo con lo stesso nome. Sarebbe impossibile chiamare ogni
individuo con un nome diverso. Possiamo classificare secondo somiglianza. Una certa economia del
linguaggio ci spinge a farlo. Solo Dio chiama ciascuno per nome proprio. Vedi Frege. Anche nome
proprio condiviso con molti altri individui. Nella realt solo uomini individuali che non partecipano
realmente della natura umana. A noi impossibile conoscere natura umana e quindi non si possono
formare concetti universali normativi. Dio crea ogni uomo come individui assoluto, frutto della sua
libert assoluta. Ordine della creazione dipende in toto da Creatore. Obbligatoriet valori dipendono
totalmente da libert di Dio. In Lui scopriamo legge inscritta in noi. Sua libert assoluta e non
arbitraria. Compenetrata dallamore di Dio la Sua volont. Non autoritario.
Libert di dio assoluta ma limitata dalla logica: non pu creare un circolo quadrato, o una pietra
che non pu sollevare. No alle contraddizioni logiche. Potrebbe creare per decalogo in modo
diverso. Sarebbe stato possibile il furto, ma se ha creato questo decalogo, questo ci obbliga.
Come conciliare questa visione, con il campo morale?
Coppleston, Storia della filosofia, vol. III, 143-144: Se la legge morale dipendente solamente
dalla scelta divina, come pu il suo contenuto essere riconosciuto senza rivelazione? . Bisogna
dire che quanto si pu conoscere senza la rivelazione, solo temporaneo, provvisorio. Conoscenza
spontanea della legge naturale come non uccidere, tutto ci un codice provvisorio che trova
conferma ed il suo perfezionamento nella legge rivelata. La legge naturale universalmente valida,
sarebbe per Ockham un modo comune di agire degli uomini. Al di fuori della tradizione giudeo-
cristiana, alcune cose della legge naturale sono osservate in modo comune: no adulterio. Questo
basandosi alla riflessione sullessere, non accedendo ad una religiosa. Dio pu fare eccezione, pu
sospendere la morale (vd. Kierkegaard e sacrificio di Isacco).
La legge naturale possiamo trovarla, ma la natura umana, visto il male originale, per molti autori,
bisogna affidarsi in ultima analisi alla parola di Dio, alla Bibbia. Solo la rivelazione pu farci
discernere. Alcuni parlano delletica dei comandamenti di Dio. Incapaci di conoscere natura umana,
non perch non ci sia, ma per limiti nostra conoscenza a causa dellessere creature finite e segnate
dal peccato. Letica della situazione, in qualche modo presente. Amore del prossimo, in ogni
situazione: devi fare ci che ti detta questa legge suprema, nellamore. No norme universali, ma in
ogni situazione, lamore: la coscienza intuisce e ti ispira una azione. Se sbaglierai Dio ti perdoner.
Barth o Bultmann non riconoscono una natura umana come fondamento della legge naturale. Solo la
Parola di Dio norma. Il morale riassorbito nel religioso, totalmente.
Nella Chiesa cattolica, von Balthasar, Nove tesi della morale cristiana, Cristo norma concreta per
ogni cristiano.
Kant e morale totalmente autonoma, libera da religione.

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Esiste una morale cristiana? Morale della fede, come rivelata che aggiunge qualcosa, o morale
naturale la include in s? J. Maritain sostiene che la persona di Ges criterio. Dopo peccato c
indebolimento volont e facolt conoscitive. Il fine delluomo poi non quello pensato da Aristotele,
ma quello rivelato. Postulato Maritain quello di far dipendere la morale da religione rivelata.
Kant invece vuole comprendere la religione in termini etici, morali (1624-1704). Habermas,
Rawls, pragmatismo e utilitarismo morale fanno riferimento a postulato kantiano per cui la legge
morale deve essere universalmente valida: come conoscerla? Kant, impossibilit conoscenza essere
in s, mondo noumenico, e morale come coincidenza con lesistenza della legge. La volont deve
adeguarsi ad essa nelle sue decisioni. Quale la legge della libert umana? Lo deve stabilire la morale.
Se luomo non fosse libero (essendoci la morale, libero) sarebbe determinato.
A livello empirico luomo governato dalle leggi della natura come qualsiasi altro organismo. Leggi
fisiche, biologiche Ci che scopre la scienza come concatenazione di cause ed effetti. Essere
causato da altro, e causa di altri effetti luomo. <ci che accade nel mondo tramite luomo
spiegabile a livello di scienze empiriche. Se ci fermassimo al mondo fenomenico non potremmo mai
capire se luomo libero, perch emerge la sua naturalit. Esiste per nelluomo il fatto della ragione
pra che egli constata in s: gli si impone di dover fare qualcosa, o di evitare altro. Non importa il
cosa, ma il fatto che qualcosa ci obbliga. Esiste con evidenza un comando. Luomo libero perch
esiste il dovere. La libert come possiblit di rifiuto o adesione al dovere. Libert postulata da Kant,
poich non c evidenza come in scienza. Esperienza interiore della libert.
Uomo libero ha altra legge rispetto a quella della natura, ovvero quella morale, universale. La
legge morale deve essere universalmente valida: questa per kant a priori. Dal concetto della legge
siamo convinti con evidenza che essa sia universale. Se dico legge, dico che una cosa che valida
per tutti, senza eccezioni. Legge a priori, perch sia tale. Non deve essere ricavata da esperienza, dai
dati di essa. Sarebbe altrimenti legge empirica, una generalizzazione di certi comportamenti buoni o
cattivi. Le esperienze possono sempre essere smentite da altre esperienze. L a posteriori sempre
contingente e condizionato. Fatti storici. No ad una legge che deriva da conoscenza empirica.
Kant e filosofia morale autonoma: indipendenza da religione. Indipendente da esperienza
sensibile. Una morale non autonoma, basata magari su nostre inclinazioni affettive, nostre passioni e
tendenze (compassione, misericordia, ), pu darci una conoscenza solo generalmente valida, ma
non universale. Non si pu perci basare discorso qui. Nemmeno pensando ad un Sommo bene
(felicit, piacere, prosperit popolo, valori religioni). Non si parte da qui. Rischio di relativismo
morale cos, perch tante divergenze intorno al fine. Kant cerca assolutezza la legge morale deve
essere a priori, obbligante per tutti esseri razionali (anche per angelo e Dio).
Doveri e norme come categorici. Obbliga in modo non condizionato, ma categorico. Devo
osservare legge non in vista di premio o di perfezionamento. Non per la pace, non per convivenza,
ma osservo norme perch la legge me lo dice. Imperativi ipotetici e imperativi categorici. Se vuoi
essere salvato deve obbedire a Dio per Kant questo immaturo e indegno, troppo dipendente
da Dio. Solo formale la legge, universalit la sua forma. Non contenuto, ma principio da osservare.
Nessuna materia prescritta (non rubare, propriet altrui; non mentire, la comunicazione la
materia; non uccidere, materia vita umana). La legge morale deve fare a meno dei beni per non
essere relativista. Valori possono non essere condivisi nello stesso ordine: priorit confondono.
Dobbiamo formulare norme che siano validi per tutti, ma applicabili nel concreto. Kant esclude
inclinazioni e affetti, dalle motivazioni. Lunico affetto puro quello del rispetto della legge,
generato dalla ragione stessa e non dagli affetti. Rappresentazione pura dignit della legge fa nascere
in me desiderio di rispetto. Questo muove in modo corretto la nostra volont. No sentimenti, no
ricompensa o vantaggio, ma rispetto stesso della legge e della persona. Legge formale che non
prescrive alcuna esperienza concreta, rimanda ad una forma. Nella Bibbia lunica formalit che non
indica nulla di preciso, ma si limita a livello, universale: regola aurea, non fate ci che non volete sia
fatto a voi. Non c materia. Ci che volete che gli uomini facciano a voi (non dice cosa il bene, ma

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da esperienza del proprio bene), fatelo anche a loro (non c materia n contenuto). Ama il prossimo
tuo come te stesso.
Una delle formulazioni imperativi: rispetta e tratta laltro come un fine e mai come un mezzo.
Massime di comportamento sono invece regole di comportamento ordinario e privato. Se mi trovo
in situazione di costrizione, posso copiare?! Kant chiede di provare a universalizzare le nostre regole
private per vedere cosa succede se le accettassimo. C un test, una prova di universalizzazione. Se
non lo possa non da ritenere come regola universale morale. Non eteronomia, m piena autonomia
da legge sensibile o affettiva.
Unico motivo dellosservanza il rispetto della legge.
Fondazione metafisica dei costumi: no alla simpatia, no intima soddisfazione a fare il bene.
Motivazione insufficiente ed erronea questa. Per Kant non vale.
La bont non dipende da ci che si vede o da ci che si fa, ma dal rispetto della legge: la volont
buona non tale per ci che essa fa o ottiene, n per aver raggiunto i fini, ma solo per il suo volere,
in s stessa. Anche se non ce la fai, non importa, conta la buona volont che ci prova con tutti i
mezzi in nostro potere. Kant, molto esigente con s stesso. Leggi testo, incrocio esigenze morali e
religiose nella coscienza. Kant cerca una nuova metafisica.

28.3.17

Modello morale-religione, riduzione della religione alla morale (posizione di Kant). Si preoccupa
di fare una etica autonoma. Il comportamento umano deve essere autonomo rispetto al bene e al male.
Morale indipendente da presupposti metafisici. Kant dice no alla Scolastica di Wolff (sua filosofia
sistematica). Indipendente da presupposto come esistenza di Dio, indipendente da esperienza umana.
La prassi morale autonoma, il comportamento, significa indipendenza da motivazioni che non siano
pure, universali. Unica motivazione pura quella che spinge il soggetto ad agire per rispetto per la
legge (formale). Non la compassione o la misericordia, o comando autorit pu ispirare una morale
che sia autonoma. Il moralmente buono c solo se massima indipendenza, libert, autonomia. No
Bibbia, no Stato, no Papa. Luomo deve guidarsi da s stesso.
Nessuna metafisica o teologia naturale deve costruire una etica che sia tale. Perch Kant insiste
cos tanto su autonomia? Non vuole che ci sia una motivazione impura e interessata. Nemmeno la
paura di una sanzione, o lattesa di un premio eterno rendono un atto morale in senso pieno. Idea di
Dio in Kant, come postulato di un garante, e non in termini di prova di esistenza. Dio nel discorso
filosofico, ammesso necessariamente nella prassi morale. Il Dio di Kant non quello della
rivelazione cristiana. Il Dio che ha incontrato in quanto protestante un Dio vendicativo, che esige
osservanza comandamenti. Rigorismo e misticismo pietista. Illuminismo gli fa abbandonare questo
Dio rivelato in modo mediato da fede pietista, e lo sposta alla ragion pratica. Possibilit della ragione.
Prima di essere filosofo critico era scienziato, interessato ad astronomia e biologia. Convinto del
progresso dellumanit verso lo stato di una pace perpetua. Contribuire alleducazione dellessere
umano, per il regno di Dio sulla terra, affidandoci alle sole risorse della ragione. La religione perci
deve essere universalistica, condivisibile da tutti uomini. No a esclusivismo delle religioni rivelate,
bisogna fondarsi sulluniversale ragione. No alle guerre.
Religione razionale, entro i limiti della sola ragione. Porre davanti alluomo un compito arduo,
da conciliare con desiderio naturale di essere felice. Come possibile una tale filosofia e morale pura?
Il Sommo bene desiderato come si coniuga con questo legalismo formale? In termini generali: quando
si prende sul serio la propria vita morale, ci vuole un ideale da cui perseguire che dia fondamento (la
santit, leroismo, limpassibilit). Il regno dei fini. La dignit della persona umana, un fine in s
stesso. Persona non strumentalizzabile. Mai un mezzo. Fondazione metafisica dei costumi (Vedi
elenco citazioni inviato dal professore). Dalle massime della sua volont a legge universale in

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relazione a regno dei fini, ovvero una unione di esseri ragionevoli, mediante leggi comuni. I fini
particolari sono regolati in base a questa universalit. Volont per auto-legislatrice. Paradosso di
Kant. Lotta per autonomia uomo maturo, ma allo stesso tempo una eteronomia, perch egli deve
obbedire ad una legge che non si d da s. Dipendenza da essa e non creata.
C un dato pi originario, naturale. Questa dipendenza per alcuni interpreti una lontana traccia
della rivelazione divina che Mos ha ricevuto sul Sinai: trasmissione delle 10 parole. Maritain nel
suo libro sui grandi sistemi della morale, quando parla di Kant parla di una lotta per lautonomia
come un voler liberarsi dalla rivelazione biblica che non gli riesce sino in fondo. Se luomo chiamato
a rispettare la legge, e solo cos pu realizzare la propria umanit, ma perch dovrebbe preoccuparsi
del dovere per il dovere? A che fine se non c una felicit? La fedelt al dovere mi porta ad un fine
desiderato? Kant sa che luomo ha una preoccupazione esistenziale, che cerca il senso di una scelta
morale impegnativa (che gli chiede sacrificio), di un senso Ultimo pi fondamentale che da Unit a
tutto il suo agire. Il Fine Ultimo sar il Sommo Bene per Kant. Pensiero suo quando viene
contrapposto nel campo morale alla filosofia aristotelica. Aristotele e sua teleologia, autore che pone
al centro la felicit della contemplazione del Motore Immobile, vs Kant morale deontologica: il
dovere per il dovere senza preoccuparsi di altro. Ma questa divisione scorretta perch Kant tiene in
considerazione il raggiungimento del Sommo Bene. Ammette il bisogno naturale in noi di tendere e
raggiungere Sommo Bene. Religione entro i limiti (Mursia 1989, p. 68, edizione che possiedo) parla
del Sommo Bene. Cosa deriver dalla nostra buona condotta?.

Il sommo bene per Kant nella CrRagPrat

Cosa posso sperare? Questo sostiene luomo nelladempimento dei doveri pi ardui. La speranza
non una motivazione, ma accompagna la vita morale. Felicit solo nellal di l, e per questo
postulato dellanima immortale che si perfeziona.
Sommo in che senso? A cosa si contrappone il Sommo bene? Ai beni particolari. Un bene totale
vs un bene particolare. Un Sommo Bene che racchiude in s tutti i beni particolari. Un Bene completo.
Una serie di beni di cui ogni ulteriore bene pi perfetto del primo. Lultimo il pi perfetto.
Inizio secondo capitolo (Bompiani, p. 299). Concetto di Sommo ha una ambiguit. Sommo pu
essere inteso come supremo oppure inteso come perfetto. Supremum e consummatum. Suprema
condizione incondizionata, non subordinata ad altro. Originario e perfetto, non parte di altro. Virt
come perfezione morale non ancora il bene completo per Kant, perch per essere tale ci vuole la
felicit. Un santo pu essere anche triste. Ha tutte le perfezioni morali, ma ha famiglia uccisa. Il
Sommo bene gli dar anche questa felicit di ricongiunzione con i suoi.
Il comportamento moralmente buono la condizione del possesso del Sommo bene come unione
di virt e felicit, come unione di bont/valore morale e gioia. Il comportamento buono la
condizione non un mezzo per la felicit. Se lo fosse avremmo una morale con imperativi ipotetici,
utilitarista, interessata. Rende degno luomo di tale felicit, non la raggiunge (impossibile da s). Kant
riconosce esigenza di raggiungere il Sommo Bene in quanto felicit, ma da dove viene questa idea di
Sommo Bene? Non dallesperienza perch in essa mai ci uniamo con virt + felicit. Nessuno lo pu
constatare. Nemmeno da analisi concetti, via meramente razionale. Non che analizzando il concetto
della virt e della felicit, troviamo quello di Sommo Bene. Se queste due strade sono chiuse, allora
c una necessit a-priori della volont che spinge a produrre tale idea; p. 233: felicit e moralit
due elementi del Sommo Bene, speficamente del tutto diversi []. Sommo bene una sintesi di
concetti, conosciuto a priori, praticamente necessario, non ricavato dallesperienza.
Mediante la libert del volere lo produce necessariamente. Giudizi sintetici a priori alla base.
Prova che legame virt e felicit uno di essi. Si impone con necessit perch la vita moralmente
buona sia possibile: deve avere come conseguenza la felicit. Semplicemente una produzione della
Ragione pura pratica spinta da volont umana naturale di raggiungere la felicit. Armonia tra mondo
sensibile natura e volont pura che vuole essere morale, santa. Prova dellarmonia tra mondo sensibile
e mondo intelligibile la necessit con la quale la libera volont spinge la Ragione alla produzione

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dellidea del sommo bene. Quale fondamento di questa armonia e concordanza tra i due mondi
teoreticamente separati? Ci vuole un Autore di entrambi (p. 237): non solo sono autorizzato a mia
esistenza come noumeno (essere intelligibile che non dato allintelligenza, essere libero con anima
immorale, vs mondo fenomenico) in un mondo intelligibile, ma ho nella ragione morale, cos non
impossibile connessione con Autore della natura con felicit. Autore saggio del mondo Dio.
Causa della natura, ma anche un essere con caratteristiche morali: santo, sommo bene originario.
C dunque un sommo bene derivato? Oggetto della fede, non provabile sua esistenza con argomenti
ragione teoretica, ma presunto esistente come postulato della ragione pratica per esigenze agire
morale. La fede razionale ci dona una certezza solo soggettiva. Si differenzia dal sapere che certezza
oggettiva. Perch questo strano concetto di immortalit di anima, come necessario per pensare
perfezionamento allInfinito? Solo in Dio massima realizzazione e felicit. Anima umana potr solo
e sempre avvicinarsi ad uno stato di perfezione assoluta, perch la felicit proporzionata al grado di
perfezione dellanima. Dio essere morale, legislatore giusto, autore del mondo prospetta una religione
entro i limiti della sola ragione. Dio fondamento dei doveri morali. Dio che ricompensa la fedelt ai
doveri. Dio inteso come oggetto della fede filosofica.
Da imperativo categorico inizia sia la vita morale che la vita religiosa.

La religione entro i limiti della sola ragione (testo consegnato)

Ruolo guida della coscienza morale nelle scelte morali. Premessa generale. Sulla condanna a morte
di un eretico e coscienza morale erronea. Kant si opposto a concetto di coscienza morale erronea:
qui nel testo si adatta ad uso corrente nelle applicazioni concrete a questo caso, diffuso nei testi di
morale. Inquisizione che condanna a morte, sentendosi in buona fede perch laltro un pericolo per
la comunit religiosa. Per Kant il concetto di coscienza morale erronea in s contraddittorio
(contradictio in adiecto). La coscienza per Kant non sbaglia mai. Immune da ogni errore.
Nella Metafisica dei costumi dice: la coscienza erronea un non-senso. Dal punto di vista
soggettivo, sguardo con mia ragione pratica che giudice, non posso sbagliare. Non il luogo del
vero e del falso qui dentro nel tribunale. La tradizione Scolastica parla della coscienza erronea invece
e chi fa qualcosa di oggettivamente cattivo (condanna eretico ad es.). Per Kant la coscienza non
sbaglia mai. Dipende da cosa coscienza morale. La coscienza il luogo in cui si emettono dei
giudizi (che possono assumere diversi caratteri e motivazioni, utilitaristiche, in s ). Valuto mio
comportamento, esprimo giudizi normativi. Un funzionamento della ragion pratica nelle situazioni in
cui devo decidere e fare qualcosa. Confronto con un valore e mi dice che fare. Oppure emette sentenze
tipo fa il bene evita il male. Luogo in cui si accolgono sentimenti di pace, colpa, paura. La coscienza
morale la ragione pratica. Nucleo della coscienza. Senza tale giudizio i sentimenti sono ciechi. Kant
per distingue tra ragione pratica e la coscienza morale.

04.04.17

Relazione tra morale e religione in Kant. Come la coscienza morale pu fare da guida nelle
questioni di fede. Nostro testo lultimo del testo La religione entro i limiti della sola ragione.
Peccato originale per il protestantesimo ha corrotto del tutto la natura umana. Lui ritiene come
filosofo di poter entrare dentro questioni rivelazione attraverso la sola ragione. Non riceve
limprimatur. Bloccato da ministro educazione. No a innovazioni illuministe.
Ruolo guida della coscienza morale nelle cose della fede. Il testo propone due definizioni della
coscienza morale diverse da quelle tradizionali. La coscienza come guida, ma pu essere anche
guidata?
Primo paragrafo testo 4: la coscienza morale (Gewissen) una coscienza che di per s stessa,
dovere. Coscienza non come autoconsapevolezza, (Bewutssein), coscienza di s. Se coscienza di
s coscienza di essere dovere.

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La coscienza morale coincide con volont divina. Kant non ammette possibilit di una coscienza
erronea. Consapevolezza del dovere. Se avverto qualcosa come categorico, sperimento la coscienza
morale che agisce in me, imponendo il dovere. La coscienza di per s non giudica, non valuta come
invece la coscienza di Tommaso. Formulare giudizi imperativi non spetta alla coscienza morale, ma
alla ragione: devi, non devi, buono, non buono.
Principio morale fondamentale che non richiede alcuna prova, di per s evidente: la coscienza di
dover fare una cosa giusta, un dovere incondizionato. Il giudizio spetta allintelletto (Verstand). La
coscienza presenta il dovere, lintelletto giudica. Probabilismo viene escluso. Probabiliorismo pure.
Tuziorismo esclusi. Sono nomi per designare scuole della morale cattolica (gesuiti e domenicani).
Basta una opinione secondo la quale una azione probabile che sia giusta affinch io posso compierla.
Non ho bisogno di una certezza morale irraggiungibile. Oppure non solo devo seguire il probabile,
ma quella che secondo me la pi probabile. Il tuziorismo invece dice che devo agire solo se
assolutamente certa la bont dellazione individuata (cfr. p. 519, massima di sicurezza per le questioni
di fede, parla di argomento a tutor, certissimo).
Facolt del giudizio morale che giudica s stessa non la coscienza. La coscienza morale non
giudica azioni come sottostanti ad una legge, perch questo spetta alla ragione. La ragione giudica s
stessa. La ragione pratica (Verknuft) giudica le azioni come casi sottostanti ad una legge. Le massime
di Kant hanno come ruolo lindicare se una cosa lecita o illecita. La massima nella vita privata per
essere elevata a legge morale deve passare il test delluniversalizzazione. Ci che ho adottato per mia
regola condotta, deve poter diventare legge per tutti gli esseri razionali. Compito della ragione vicino
a quello operato dal sillogismo pratico. Valuta e ordina di fare o non fare una determinata cosa. Dove
la coscienza morale allora adesso? Essa solo la consapevolezza di aver fatto ci che dovevo fare.
La coscienza per questo non pu sbagliare. O ne sono consapevole o non lo sono, non c altra via.
Per questo per Kant non sbaglia: se consapevole certa del bene o male operato.
Kant dice che la ragione giudica s stessa. Il giudizio pu essere sbagliato, pu essere erroneo, ma
la convinzione della coscienza non mai erronea: certa. La ragion pratica giudica sia la situazione
dellagire o non agire, sia me stesso se sono o non sono stato fedele al compito di giudicare la
circostanza. La ragione nella sua autoriflessione si coglie come ragion pratica che ha fatto o non fatto
un determinato giudizio. La coscienza medievale dei giudizi stata sostituita con la consapevolezza
morale di essere in conformit con la ragione. La coscienza di Kant di certo non il luogo dei sensi
di colpa. La coscienza testimone, a favore o contro s stessa. Il lavoro grande della ragione, ma
la coscienza fa da conferma o no.
La coscienza non deve essere formata n guidata secondo Kant, anche se una istanza personale,
come ultima norma morale. Per noi invece ha bisogno di essere formata. Dovere di formarla.
Esempio inquisitore: risulta chiaro che per agire in modo moralmente giusto, con volont
moralmente buona, ci vuole stato di certezza apodittica: fermamente convinti che questo sia il dovere
che devo compiere. Nel caso della fede statutaria e rivelata, non si pu avere una tale certezza. Una
religione storica-rivelata non da questa certezza. Tradizione e documenti e testimonianza che
trasmettono. Abramo ed inquisitore starebbero per uccidere, starebbero per compiere un male. Per
Kant linquisitore moralmente colpevole perch non rispetta la legge morale certa. Lerrore dove
sta? Come inizia: saldamente convinto, verit unica e statuaria. La verit dovrebbe essere inclusiva
e valida per tutti. Ci pu essere una verit offerta dalla rivelazione? Solo se corrisponde a verit
ragione, la sola che esprime giudizi universali. Ogni verit della rivelazione esclude persone da prassi
morale. Un fatto storico e contingente non pu servire come fondamento dellagire. Posso sospettare
infatti che nel corso della trasmissione di questa verit ci sia stato un errore. Una verit di fatto contro
una verit di ragione perde sempre.
La religione come rivelata e religione della ragione pura pensati da Kant come Due cerchi
concentrici. La rivelata contiene quella filosofica nel suo nucleo.
Vedi pag. 350 su dottore della fede: il fatto che luomo capace di una certa incertezza per Kant
a favore della natura umana. C distanza tra livello ideale e concreto. Fatica ad allinearsi e non
sempre certezza. Ci che della religione non rientra nel quadro della certezza apodittica della ragione,

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pu essere tralasciato se non addirittura considerato superstizioso e maschino, se non ipocrita. Contro
lipocrisia bisogna entrare dentro di s e abitarsi.

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