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ESSERE E PERSONA

Luca Lucas

22.2.17

Dialogo Socrate ed Ermogene nel Cratilo (399b) di Platone.


Luomo significa questo: gli uomini a differenza degli animali che non ponderano, ponderano,
riflettono su ci che ha visto: anthropos, colui che considera ci che ha visto. Anthropos, da anathreo,
considerare attentamente.
Considerare, episkopeo, guardare da sopra, sovra-intendere.
Ponderare, analoghizomai, ragionare sopra, ragionare di nuovo.
Riflettere, anathreo, considerare con attenzione.

Luomo colui che riflette su ci che ha visto, non solo sente. La filosofia riflessione sullessere,
e lessere per eccellenza la persona. Per Heidegger solo il Dasein persona, mentre gli altri sono
essenti. Differenza ontologica tra Dasein e altri essenti, altri esseri.

De hominis dignitate, cap. 8, Pico della Mirandola: uomo al centro, riceve voce parola di Dio: non
ti ho dato posto, n funzione speciale. Gli altri esseri hanno natura definita da me, mentre tu con tuo
libero arbitrio, puoi determinare la tua natura. Cerca tu la tua posizione nelluniverso. Va e scopri tu.
Datti tu la forma che preferisci. (1400)
Ancora oggi problema rapporto tra natura umana e libert. Natura e cultura, universalit natura e
singolarit della persona, tra norma e situazione. Problematica non solo antropologica, ma cerchio
triangolare. Non esistono figure cos. Cusano e Dotta ignoranza. Di come un cerchio triangolo.
Uomo vitruviano di Leonardo, quadratura di un cerchio, uomo come triangolo dentro queste due
figure. Problematica metafisica, etica ed antropologica. Cerchio triangolare vuole vedere unit
persona, circolarit cerchio, pu essere capita solamente nella tridimensionalit di dimensione
metafisica, antropologica ed etica. Uni-totalit di questi elementi.
Fondamento dignit e statuto ontologico, essere in quanto tale, lessere della persona. Statuto
assiologico su questa base. Bisogna chiedersi che cos luomo e sua natura. Cosa costituisce la
dignit della natura umana? A seconda di come rispondi cambiano scelte pratiche.
Spaemann: esiste qualcosa che sia il giusto per natura? Che senso ha usare parole come natura e
naturale in relazione a giudizio su azioni umane? Una azione contro natura, pu rappresentare un
argomento morale, ultimo e assoluto contro unazione? Pretenderlo di fare sembra individualit e
soggettivit e persone. Sorge e si erge letica della situazione che non considera lhomo ut sic,
considera luomo ut hic. La situazione sembra il determinante del mio agire etico in questo caso.
Se problema di fondo fondazione metafisica dellantropologia, e quella antropologica ed etica,
bisogna guardare i rapporti tra loro. Normativit della natura umana: da essere persona a dover essere.
Va giustificato. Solo se natura come natura spirituale, razionale, aperta.
Natura opaca e muta senza rifletterci sopra. Non ci dice da s nulla sul suo dover essere.
Tra essere e dover essere c dissociazione incolmabile, luno non pu derivare dallaltro. Kelsen
considera natura umana in modo positivistico e funzionale nessun ponte verso ethos o diritto.
Natura solo aggregato di dati oggettivi che producono cause ed effetti.
Carattere normativo natura umana dato dal fatto che porta in s intrinsecamente un ordine
razionale. La natura pu porre una regola alla libert perch la natura aperta ad un valore,
partecipativamente assoluto. Partecipa dellassolutezza di chi assoluto.
De Finance: non la natura umana in quanto natura che normativit, ma in quanto penetrata dalla
ragione. Ritrova in esse le esigenze del proprio ideale. razionale rispettare esigenze inscritte in
natura (articolo Natura, legge e libert). De Finance cerca di trovare fondamento su riflessioni
antropologiche e metafisiche ragionate.

1
Aiutare a raggiungere il fine secondo natura, perci stesso normativo.

A natura ci che deriva da sua natura umana. Arte, digestione, psicologia. Ci che faccio io, il
posto che occupo, laltezza.
Secundum natura ci che segue ordine razionale intrinseco. Seguire il male non conforme a
sua natura. Ci che segue a ordinale razionale intrinseco a detta natura.

Il fine per Aristotele vera causa (Fisica II, 3, 184b 32-35).


Il coltello pi affilato perde la sua lama per luso scorretto. Il fine vera causa. Non solo natura,
bisogna viverla e condurla come tale perch si compia.
Luomo non soltanto, ma DEVE anche essere. Luomo un essere aperto (Zubiri), non chiuso
(Sartre). Luomo un essere finito, ma non chiuso. Luomo si pu educare, gli animali si
ammaestrano. Per ammaestrare basta istinto, per educare intelligenza e volont. Natura umana libera.
Il dovere morale conformit al fine inscritto nella natura razionale. Derivare il dover essere
dallessere. Moralit dallessere perch non c un vuoto incolmabile, c il fine cui tendo inscritto
nella mia natura razionale. Natura d determinazione, ma aperta, razionalit, spiritualit,
intelligibilit. Compiere azioni contro ragione, contro natura ed un male morale.
Adesione non deterministica, ma libera alla normativit morale. Paradosso moralit: da una parte
prescrittiva (devo), dallaltra contiene libert. Non costretto ad agire in un modo. Il fine inscritto
nella natura razionale (ordine intrinseco a stessa natura, coltello per tagliare, suo essere affilato),
coincide con il bene (ens et unum et verum et bonum conventuntur), sono buone le azioni che
aderiscono ad ordine inscritto. Bene seguire, male rifiutare queste esigenze della natura inscritte.
Questo vincola la libert. Libert di quel soggetto, con quella natura. E poi libert legata alla verit.
Altrimenti libertinaggio e arroganza potere.
Rischio per dellessenzialismo antropologico e morale da evitare. Uomo individuo concreto.
Natura mai una essenza astratta comune da cui dedurre norme di comportamento, valide per del
soggetto. Essenza di una persona individuale, dinamica, in situazione storica concreta. No deduzione
norme codificate direttamente da essenza natura umana. La normativit sono regole che la recta ratio
progressivamente conosce per vita intuitiva e dialettica confrontandosi con realt. Conseguenza della
legge naturale, ordine della natura, non che lesplicitazione stessa del fine della natura allinterno
di regole. Perch il coltello funzioni devi sempre tenerlo affilato e pulito.
La moralit non la deduzione matematica di norme da una essenza, ma come dice Palazzani,
lesplicitazione in vita. La situazione fa parte della natura. Non esiste alcuna natura fuori da situazione
concreta.
Rapporto tra etica e diritto. Fondazione del diritto. Al di l del positivismo morale e giuridico
(Kelsen 1881-1970), che ha elaborato la dottrina pura del diritto, il dover essere sorge dallessere, il
dovere la conformit con il fine. Dal punto di vista morale buono latto ordinato al fine della
persona. Cattivo quello che lo allontana. Rispettare lessere e la finalit, verit delle cose. Ogni
persona ha diritto naturale a divenire ci che , correlativamente si d un dovere morale di rispettare
tale diritto. Oggi diritto naturale non pi menzionato. Oggi positivismo giuridico, auctoritas e non
veritas, facit legem (cfr. il Leviatano di Hobbes). Il parlamento, la maggioranza.
I diritti fondamentali sono quelli del diritto naturale. Natura persona umana alla base. Dato
oggettivo da una parte e dallaltra riferimento a persona che fa di quella natura una natura razionale.
Una natura senza ragione non fonda il diritto, pura istintualit. Una ragione senza natura non fonda
il diritto naturale, al limite solo quello positivo, sorto dal rispetto delle regole democratiche e dal
consenso condiviso. Oltre aspetto libert individuale bisogna trovare fondamento oggettivo della
libert. Nemmeno la libert di scelta offre una base adeguata per una societ giusta. Non la tua
scelta che io sono obbligato a rispettare, ma il contenuto buono della tua scelta che sono obbligato a
rispettare, o a contrastare il contenuto negativo della tua scelta, rispettando la tua scelta. Il diritto
naturale (Pizzorni). Libert, vocazione, diritti naturali.

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Cosa il naturale? Spaemann: si obietta contro la legge morale naturale dicendo che . Diritto
razionale. Diritto naturale non consiste in adesione a natura esterna, ma nelladempiere ci che
inscritto nellaperto.
Democrazia, tutti, demagogia, populismo, caos.
Aristocrazia, oligarchia, di pochi.
Monarchia, rischio di degenerare in dittatura.
Greci e romani, scelgono la repubblica che integrano le tre istituzioni per limitare i rischi.
-- monarchia con presenza di un Presidente
-- aristocrazia nella forma di un Parlamento
-- democrazia nella partecipazione diretta mediante il voto

Attuali democrazia sono veramente tali? O sono pi oligarchie? Ordinamento civile promulga
leggi a servizio delle persone, per i loro fini. Per cui la legge positiva non dovrebbe mai andare contro
diritti naturali. Giustizia positiva e giustizia naturale. Diventa ingiustizia. Iniusta lex, nulla lex. Il
diritto naturale dovrebbe orientare il diritto positivo. Ma non avviene cos.
Hobbes e sintesi pensiero deicisionista, positivismo: lautorit e non la verit fa la legge. Fonte
della legge lautorit costituita, lo stato.
Tomasius 1660, fonda diritto, e separa diritto e morale. Diritto la norma che regola rapporti
umani, morale relegata a vita privata, non pubblica. Idem in Kant, discepolo di Tomasius, cos come
intuisce Benedetto Croce.
La fonte della legge certamente lautorit, ma non detto che esso sia giusta, che sia vera lex.
Che sia buona. Non detto che rispetti i diritti naturali. Tendenze del giusnaturalismo vuole operare
sul diritto positivo facendolo ritrarre e ridurlo a mero garante di autonomia e libert. Guai cio a
toccare certe espressioni di verit. Oggi bisogna ricordare che veritas, non auctoritas facit jus
rispettosa. Verit nella giustizia, Tommaso; lumana inquietudine eman leggi malvage e con ci, ci
che la natura concede, lo negano invide leggi (Ovidio).
Tommaso ancora: il diritto deve rapportarsi alla giustizia, non allarbitrio o al comando. Diritto
perch giusto, non perch comandato (non ius quia iussum).
Agostino: negata la giustizia, che cosa sono gli stati se non grande bande di briganti? (De Civitate
Dei IV, 4,1). Hanno la legge da parte loro gli stati per giunta. Levinas e morale.

Separare natura umana da persona umana deleterio, specie in bioetica.

1 marzo

Luomo: agire-esser; storia-natura

- Definizione di Aristotele: uomo animale razionale: mette in questione qualcosa che non
costitutivo nelluomo
o Concezione delluomo fondata sul primato della natura riguardo alla storia, del factum
riguardo al facendum.
o possibile oggettivare in questo modo la persona umana?
- Reazione della Modernit
o Fichte, Sartre, Hegel, Ortega y Gasset, ecc Vedi A. Rovatti, La posta in gioco.
o Tesi storicista contrapposta alla tesi naturalista legata al primato della esistenza sulla
essenza, della libert sulla ragione
- Tra queste due posizioni che sembrano antitetiche si pu pensare in una via di mezzo?
o Rahner: Esser che ha una natura, ma la sua natura una natura aperta. Metodo trascendentale.
o Non tutto luomo chiuso nella sua natura biologica fisica, neppure tutto proteso, perso nel
suo dinamismo storico, ma la sua natura una natura storica-libera
- Quindi: non si pu comprendere luomo come esser statico, ma dinamico.

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o Lesperienza ci dice che tutto nelluomo creato dalla storia (cultura); per esempio, la natura
biologica. vero che gran parte di quello che facciamo nella infanzia parte della cultura ma anche
della natura.
o Questa caratteristica distingue luomo dagli altri enti.
Animale solo si ammaestra, preso dagli istinti: non si educa (libert intelligenza)
o Luomo , ma anche deve farsi (esser-agire [compito])
Perch? Perch la sua struttura di un essere incarnato.
Essere spirituale vincolato al mondo materiale.
o Tutto il problema del corso si trova nella mediazione tra questi due poli: lo staticismo o il
mutamento senza continuit del soggetto.
Non dualismo: una parte statica, laltra dinamica. Questo non da ragione alla identit e unit
La nostra parte pi statica (cromosomi e i geni): essi nel loro esercizio sono in continuo
dinamismo. Natura di partenza di per s dinamica.
o Lepigenesi il diverso manifestarsi dei geni riguardo allambiente
Gemelli monozigoti hanno stessi geni ma sono due individualit
o Anche lelemento pi statico dinamico
Anche lelemento pi dinamico come la la libert e la decisione, radicato in strutture
biologiche, di per s statiche nel loro essere struttura, ma dinamiche nel loro farsi
o Esercizio della mia libert non di una Libert pura ma incarnata
o Eutanasia in Italia: volont anticipata di trattamento: in che misura ha validit? Oggi con
pieno stato salute che dovrebbe valere in un giorno nel quale sar malato e non avr questo stato di
salute: la libert si svolge in situazioni concrete, non ipotetiche.
- Mutevolezza e immutevolezza?
o Tema dibattuto da sempre nella filosofia
o Filosofia esistenzialista contemporanea: Ha esposto la dinamicit in modo radicale e questo
dovrebbe esser il punto dialogale di partenza
Ortega y Gassett
Heidegger
Sartre
o Tutte tre svolgono unantropologia, etica che hanno come fonte una metafisica.
- Veritatis Splendor (32)
o Metafisica sparisce davanti ad una fenomenologia dellio.
o Concezione radicalmente soggettivista (dalla coscienza) del giudizio morale:
Posizione che nega la sostanzialit della persona sintetica condensata nella formula di OyG:
luomo non ha natura ma ha una storia
- Ritorniamo alla filosofia esistenzialista
o Critica a questi autori: ricupero della nozione di esser mediante la riflessione metafisica:
uomo padrone del proprio agire perch padrone del proprio esser.
Dallagire allessere, dallesser allessere assoluto.
o Ortega y Gassett: onto-determinazione
Se per autodeterminazione intendiamo la libera decisione scelta dalla persona, per
ontodeterminazione intendo la determinazione del proprio esser: costituzione del proprio esser.
Uomo non ha natura ma storia: non una tesi nuova ma la filosofia contemporanea lha
ripresa con forza.
una visione esistenzialista dellesser umano.
o Radici: razionalismo Descartes Kant, empirismo di Hume
Hume: La natura, quel nome del quale la gente dice di tutto
Poi empirismo e pragmatismo.
o Questi autori vedono cristalizzata la natura
Staticismo parmenideo
Sostanzialismo aristotelico

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Razionalismo Cartesiano
Idealismo Kantiano
Si cerca lesser come una cosa, ed inevitabilmente la visione del esser e delluomo non pu
esser che cosista. Nellidentificare lessere con la sostanza, e la sostanza con la cosa (res), si
scopre che lesser e la sostanza sono realt e concetti non idonei per capire il complesso umano
Chi voglia capire la realt umana che sempre in via dovr buttare in mare tutti i concetti
parmenidei ma pensare attraverso concetti in marcia continua
o Si presentano nuove teorie etiche:
Utilitarismo Kantiano di Richard Hore
Libro il pensiero morale: ci che buono viene trovato facendo un calcolo fra le
preferenze di tutti coloro che sono coinvolti.
Teoria contrattualista di Rawls
Principi etici vanno considerati come risultato daccordo.
Teoria consensuale della verit di Habermas e Apel
Norma universale eticamente condivisa che schiaccia la singolarit delle persone
Teoria del neopragmatismo di Rorty
Teoria dei diritti di Dworqin e Noziv
Pensiero Debole Vattimo
o Dobbiamo comprendere la concezione metafisica dellesser che hanno questi pensatori
La ratio hominis deve esser integrata in modo organico con la ratio realitatis
Lantropologia perci ha bisogno della costruzione della metafisica nuova fondata su una
nuova concezione dell`esser
Il pensiero di questi pensatori rompe con il passato.
OyG dichiara scacco matto alla tradizione dell`esser.
Rompere con il passato non solo concettuale ma anche con i vocaboli
o Tutti creano neologismo per poter esprimere (espressar) il concetto problema del
linguaggio e della metafora.
Dasein, Quehacer, Esser per se (in se)
- Ortega y Gassett
o Si tratta non di meno di invalidare il concetto tradizionale del concetto di esser.
Perdere tutto il rispetto al concetto pi persistente e vigoroso. Non al DETTo, come
etichetta e definizione.
o Esser per la filosofia antica era mondo: cose esteriore; per la filosofia moderna era il io: per i
filosofi della esistenza lesistenza: la vita di ciascuno
o Cosa lesser per OyG? L`esser non cosa o realitas, neppure l`esser Dio o il pensare
idealistico tutto ci sarebbe lesser in se, ma il vero concetto di esser non questo bens il
rapporto al soggetto esistente: esser per se vero esser la vita di ciascuno (non la vita generale)
la realt radicale nella quale si radica ogni altra realt
Non la pi importante o decisiva ma la pi radicale
Lesser indigenza, dinamicit, cambiamento, attualit verbo attivo (energheia on)
Questa idea di esser si giustifica considerando che la esistenza propriamente detta la vita di
ciascuno ed la realt indubitabile nella quale appaiono tutte le altre realt
o Esser delluomo la sua vita, e siccome la vita da fare..
Uomo sta decidendo in ogni momento ci che sar
Non come gli scolastici che dicevano agire in actus secundus, ma actus primo
Qua non si tratta di aver cose da fare, ma desser il proprio da fare(In Principio LAction)
Luomo non soltanto deve farsi ma scegliersi cosa sar libert non attivit che l`uomo
esercita, il quale prima di esercitarla gi ha un esser fisso dato
Modo desser dell`uomo non quello di un esser fatto: lunica cosa che siamo chiamati
quando siamo chiamati alla esistenza vivere
Uomo un gerundio, non un participio: un facendum, non un factum.

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Luomo non ma si fa: luomo non il suo corpo (cosa-res) neppure la sua anima, psich, o
coscienza, ecc (anche esse considerate come cose)
Uomo non cosa alcuna ma un dramma: un puro e universale avvenimento che
accade a ciascuno
o Di fronte allesser sufficiente della sostanza la vita l`esser indigente.
o insieme di atti senza alcun soggetto che li sostenga: ci che costituisce luomo la
realizzazione del suo programma
o Si fa in ogni istante, ed in ogni istante corre il rischio di perdersi
La tigre non pu non esser tigre, ma l`uomo pu perdersi
o Luomo metafisicamente deve guadagnarsi la vita: causa sui
Allora, pura attualit, ed ha il suo esser esclusivamente nel libero compimento dei propri
atti
Luomo non solo si autodetermina ma si onto-determina.
Per parlare delluomo si deve creare un concetto non eleatico dell`esser luomo una
realt in via, in progress, in actu exercite, un esser costitutivamente pellegrino (eraclito invece di
parmenide??? Nemmeno eraclito, ma Cristo)
- Heidegger
o Compito: ricupero del pensiero sullesser oggi dimenticato.
Pensiero che ha ispirato Aristotele e Platone, ma poi si taciuto.
o Daltra parte si propone la distruzione della ontologia tradizionale per un nuovo concetto di
esser.
Paragrafo 6: Tradizione consolidata sia resa nuovamente fluida
Questo il compito la distruzione del contenuto tradizionale della ontologia antica
Paragrafo 9: La differenza ontologica : esserci (Dasein) - esistenza umana e gli enti. Non pi
differenza dei medievali (esser-essenza)
Essentia deve esser intesa dal suo esser (exsistenzia)
o Doppio primato:
Questione dellesser ha importanza in senso assoluto.
Questione del Dasein ha il primato sul metodo (punto di partenza della filosofia): Il Dasein
lunico capace di porre in questione il suo esser, e di considerarsi esser davanti agli essenti (enti).
Se Essere e tempo una ricerca della MTF, unanalisi del Dasein, cosa ha fatto se non una
antropologia? (se implicitamente ho questa divisione esser-persona si)
o Se solo Dasein il pastore dellesser che lo custudisce nel linguaggio non poteva che
rivolgersi allantropologia gli altri essenti non formano parti dell`esser. Allora Mtf avendo
come oggi lesser, allora lantropologia in Heidegger.
o Alluomo interessa lessere perch gli interessa il suo esser: la sua esistenza.
Ma non gli interessa la composizione delluomo in corpo e anima; ma interessa il significato
del suo esistere il suo senso.
Mentre gli altri enti reali sono quelli che sono, la essenza delluomo consiste nella sua
esistenza: in quanto ha delle possibilit di attuare in forza della sua decisione che lo porta alla
autenticit o inautenticit
- Sartre
o Lesser-per-se (distinto dallesser-in-se) la esistenza di ciascun uomo.
o Essere e nulla (1943):
o Esistenzialismo un umanesimo (1945)
o Distinzione del esser in due regioni: due zone di esser radicalmente separate:
Esser in s: oggetto-cosa
Esser per se: soggetto: luomo-coscienza-libert
o Si considera un esistenzialista ateo e materialista (grossa differenza agli altri due pensatori)
In Lesistenzialismo un umanismo dice che esistenzialismo un sforzo per dedurre tutte le
conseguenze per una posizione atea coerente. Qua ci sono due caratteristiche della sua filosofia:

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Metodo:
o Identifica esistenzialismo e ateismo.
Contenuto
o Materialismo:
Opera Il figlio del tuono (Barionau) : racconto di natale per cristiani e non credenti.. scritto
nel 1940 per i compagni di prigionia
Opera che mostra una acuta e precisa conoscenza del mistero cristiano del natale e grande
sensibilit nel rappresentare gli eventi
Negli anni 60 (tempi di adesione al Marxismo) dir che un personaggio della mitologia
cristiana lo ha messo in crisi: il movente era il rifiuto al nazismo
Ma il suo Ateismo viscerale nel Barionau dice che anche se Dio appare lui lo
rifiuterebbe perch libero
Sartre non un ignorante o un ricercatore in buona fede che non riesce a trovare la verit
(Camus)
Camus ritenuto come ateo, invece un ricercatore e molto critico contro Sartre
Sartre rinnega completamente ci che si manifesta (in se) ma afferma la libert (per se): contro
un uomo libero dio stesso non pu nulla
un materialista ateo e recalcitrante
o Compito di questo materialismo ateo non solo giustificare la non esistenza di dio, ma dice
che anche se dio esistesse, nulla cambierebbe
Non che noi crediamo che dio esista, ma pensiamo che il problema non sia quello della sua
esistenza...
Il problema conciliare la sua esistenza attiva con la libert umana: influsso di Nietzsche,
Feuerbach e Marx evidente: quando uomo si apre a Dio si aliena
Il problema del materialismo di Sartre il rapporto tra libert umana e esistenza di
Dio la libert umana o assoluta, o non libert siccome assoluta, finito lassoluto
Esistenzialismo Sartreano ateo ma lesistenzialismo non in s ateo.
o Esistenzialismo:
Kierkegaard, Jaspers, Marcel.
o Quale il particolare del esistenzialismo di Sartre?
Ha rovesciato il rapporto esistenza trascendenza (che in certi versi ci sta in Heidegger,
Marcel)
o Per capire la idea che Sartre ha di essere e poi le conseguenze etiche dobbiamo partire della
distinzione tra esser in se ed esser per se
Essere in s:
Ha sviluppato alcuni elementi della fenomenologia di Husserl: soprattutto la intenzionalit
della coscienza
Esser in s un puro esser di fatto: dato assoluto, senza significato, muto, opaco, di esso non
si pu dire altro che quello che
o Analogo allesser parmenideo: massicciamente pieno di s
Immune a qualsiasi articolazione interna
Esser in se li nel mondo: davanti a noi, intorno a noi, con la sua irreducibile brutalit
senza rapporto n con s stesso n con gli altri
Esclude ogni negativit e ogni alterit: una massa inerte, gonfia, faticosa, una enorme
marmellata, ripugnante, disgustoso, qualcosa di troppo: un eccessoTOTALITA Levinas.
Esser per se:
Cos definisce la coscienza che distingue radicalmente luomo da ogni altro esser in se
esser per se l`uomo ed in questo esser per se sono due gli aspetti fondamentali:
o Negativit
o Libert
Esser per s insieme di esser e di non esser

7
Negativit (non esser)
o Coscienza ha una funzione nullificatrice: per sua natura il vuoto, nulla, il non esser
sempre coscienza di qualcosa: dunque affermazione che negazione di s

8.3.17

Onto-determinazione.
Cosa intende Sartre per essere per s dentro il quale vi sono negativit e libert? Il non essere.
La coscienza ha una finzione nullificatrice. Natura della coscienza il vuoto, il nulla, il non essere.
La sua attivit consiste nel fare il vuoto nellannientare e nel divorare lessere.
Analisi di alcune attivit tipiche della coscienza: il domandare, il desiderare, il riconoscere gli altri.
Nel domandare lindividuo deve trovare il non essere, e per trovarlo basta ricorrere alla capacit che
luomo ha di domandare. Il non essere emerge dalla domanda in tre modi diversi: si domanda ci che
non si sa; ogni domanda ha risposta o affermativa o negativa (pu essere o non essere); ogni riposta
implica sempre una limitazione, e dunque un non essere. questo e non altro.
La possibilit del non essere nei nostri giudizi possibile perch il nulla esiste realmente.
Altrimenti non ci sarebbero giudizi negativi. Il nulla esiste, ed nel cuore delluomo, nel cuore
dellessere umano, come un verme. Lessere in s positivit e pienezza, e nellessere per s vi sta il
non essere. Luomo lessere che il suo nulla e per cui nulla viene al mondo. Il desiderare attesta
lattivit della coscienza come nullificazione, una mancanza di essere. Una mancanza propria
dellessere che desidera, un bisogno di completamento che io non ho e non sono.
Il proiettarsi verso gli altri, come dei possibili, significa che la coscienza mancante. Il possibile
ci di cui manca il per s per essere s. Coscienza sempre coscienza-di qualcosa. Processo di
nullificazione, in cui consiste lessere delluomo: essere in s ci che , il per s non ancora ma
deve divenire essere. Il Dasein come progetto e possibilit di esistenza modificata da Sartre.
Nellessere in s c tranquilla possessione di ci che riposa in s senza domandarsi, desiderare.
Mentre nel per s c la coscienza di s come insicurezza, desiderio di essere di pi o in altro modo.
Rapporto ad altri esseri che sono il non io. Distacco separazione possibile da s, per indurre un vuoto
dentro il proprio essere. Allentit compatta dellessere in s, c la entit bucata, da un verme,
dellessere per s. Sorge per questo angoscia assurdo, morte nelluomo. La nausea lo sbocco
inevitabile. La coscienza trova davanti a s qualcosa di eccessivo e di troppo. La nausea, vista da
Sartre come disgusto provocato dalla superficialit, dalla assurda sovrabbondanza della realt,
dallessere in s delle cose. Essere deficiente, che ancora non , sorgente del nulla il nulla dentro
di me come essere per s, come mio cuore. Lessere e il nulla. Quando luomo prende coscienza del
nulla in s, la nausea fa presa in lui. Lessenziale la contingenza. Lesistere essere l
semplicemente, tutto gratuito. Da qui la nausea. La caratteristica pi importante lassurdit, chiave
dellesistenza di ogni cosa. Tutto ci che esiste privo di spiegazione. Lo in s e lo rispetto ad
altro. La radice di questa pianta assurda! Assurda la relazione tra sassi e piante. Lalbero senza
senso. Assurda, delirante natura. Mondo delle spiegazioni non quello dellesistenza. Non c
ragione. La nausea perch luomo una contraddizione. Un progetto luomo, ma lessere che io
progetto definitivo, lo voglio raggiungere in quanto perfezione. Progetto ha un in s nel suo essere,
ed io anelo ad essere in s, e questo assurdo. Quanto pi lo anelo, tanto pi ti distacchi dallin s
rimanendo inesorabilmente per s. Desiderio di essere in s impossibile. Inconciliabile in s e per
s, perci siamo assurdi, abbiamo passioni inutili. Nostre tendenze mai colmabili. Tendenza vana.
Sogno impossibile. Opacit. Coscienza e libert. Distanza. Non coincidenza tra coscienza e cose,
tra coscienza e coscienza stessa. Il nome proprio delluomo il nulla. Si stacca da s. Luomo
sempre ci che non , e mai ci che egli . Il per s un buco, un niente, rispetto alla ripugnante
pienezza dellessere. Voler possedere la libert un progetto insensato, voler riconciliare
mostruosamente lin s e per s in sostanza. Dinamismo umano frustrante. Dio come in s perfetto,
consapevole e cosciente (per s) che non perde il suo in s nel vuoto della coscienza del per s.

8
Possibilit stessa di pensare Dio contraddittoria Dio non esiste. Luomo progetta di essere Dio,
desiderio di essere Dio questo uomo. Il suo fine ultimo solo una proiezione soggettiva, un
miraggio. Trascendimento verso il vuoto, il nulla. Suo sforzo dellinse+per s=in s mostra solo
labisso da ci che lo separa nel suo progetto. Cos il nulla si insinua, lassurdo e la nausea. Nessun
appoggio. Tutto vano, disperato, inutile. Grandezza uomo superamento di s fallimento eppure
abitato. Idea di Dio contraddittoria. LUomo una passione inutile.
Nausea come la morte in Heidegger? In Sartre la nausea decisiva. Essere per la morte in
Heidegger. Temporalit, struttura fondamentali della struttura umana. Fasi di passato, presente e
futuro, una importanza nuova nella storia della filosofia. Analitica Dasein e uomo, fenomenologia in
entrambi. Per Heidegger per la fase pi importante il futuro (morte evento decisivo), mentre in
Sartere il presente in cui si vive la nausea. Non la morte perch essa per Sartre non lessenza del
Dasein, non dentro la mia costituzione, ma viene dallesterno. Non sono pronto a morire dallinizio.
Nausea e nullit mia piuttosto, riceve da fuori la morte. La nausea nullifica possibilit, e ogni nostra
capacit. assurdo che siamo nati ed assurdo che moriamo. Parole finali de La Nausea: ogni
esistente nasce senza ragione, si prolunga per debolezza, e muore per inciampo. Tutto assurdo.
Tutto proteso verso il nulla. Naufrago unico libert indeterminata assoluta, sganciata da tutto
anche da s. Quali verit in queste descrizioni di Sartre? La libert per il nulla e niente attorno alla
liber? Perch lo dice? Che concetto ha di Dio? Lidea di Dio contraddittoria (non solo lesistenza
ma anche lidea di Dio) in base a rapporto con libert delluomo. Sartre ha ragione a dire che il
fondamento ultimo dei valori oggettivi se ci fossero dovrebbe essere Dio, ma ci contraddittorio.
No valori oggettivi. Il per s ha nostalgia di coincidenza con s stesso, sogna di essere un in s per
s. La coscienza vuole essere identificata con s stessa, come lo lin s ed al contempo vuol restare
coscienza per s, vuole continuare ad essere coscienza di qualcosa. C una scissura nellessere, uno
iato. Lessere dappertutto, ma diviso in due met irriconciliabili. Epilogo a Lessere e il nulla, dice
che un seismo primordiale ha provocato scissura originaria. Prima cera un essere unitario.
Spaccatura. Lattuale essere disintegrato, a partire da integrazione originaria. La metafisica spiega
lapparire e la nascita del per s in seno allin s. La risposta solo una ipotesi per Sartre, e quindi
prova a risolvere altrove. Questo il punto critico di Sartre. La dialettica essere-nulla, distinzione
soggetto-oggetto, divisione in s e per s. Quale fondamento per? Se allinizio non era cos, e c
stata scissura, perch abbandonare il percorso? Una risposta anche se non la trovo, c!!! Sintesi
impossibile tra in s e per s (vera) ha un perch, non un assurdo. Sartre si contraddice. C un perch,
ma a noi non noto, perci non assurdo, ma non conosciuto. Dio come ens causa sui, farebbe
continuamente e solamente s stesso? Lesistenza precederebbe lessenza? Solo come Dio ci sarebbe
un per s assoluto, una soggettivit assoluta. Concetto davvero impensabile? Non c un per s allo
stato puro e perfetto? Coscienza come proiezione verso, non si pu pensare una coscienza assoluta.
Sarebbe un in s violato. Se Dio esistesse dovrebbe essere un in s, un plenum una totalit bruta,
senza relazione che con s. Sarebbe un blocco di ghiaccio. Incoscienza cosmica che coincide con s.
Dio cos non saprebbe nulla di niente. Ipotesi di Dio va rigettata, Dio non esiste.
Luomo non allora che ci che progetta di essere. Come lui si realizza. Come la coscienza
coscienza di altro. Lessere per s della coscienza insicurezza di s, rapporto ad alterit, apertura a
l non io, negativit. C un farsi metafisico in Sartre e Ortega, una ontodeterminazione in
contrapposizione a autodeterminazione. Riguardo al proprio essere e non solo al proprio fare. Libert
doppia. Psicologica e metafisica. Libero per le sue azioni, perch libero per il proprio essere. Pi che
una autodeterminazione onto-determinazione. La libert di Sartre e Ortega e Heidegger, non libert
di scelta degli atti, ma dellessere. Il libero arbitrio esige un dominio ab intrinseco sui propri atti e sul
proprio intelletto. Esige una indeterminazione. Libero da ogni determinazione, libert da, libert di
celta. In modo analogo la libert metafisica (onto-) esige un dominio non sullesercizio degli atti,
dellintelligenza e della volont, ma sullessere delluomo. Non posso essere determinato dalla natura
del mio essere, se lo determino io. Libert creatrice. Arbitro supremo di azioni e della propria
soggettivit. Capovolto cos lassioma actiones sunt suppositorum (gli atti appartengono ai soggetti)
in supposita sunt actionum (i soggetti sono e si costituiscono nellagire). Luomo lente che fa s

9
stesso. Ontologia tradizionale non lo aveva capito. Ente creatore della propria identit. Primo
presupposto di questa metafisica il primato dellagire rispetto allessere. Il secondo si costituisce
dallagire (ricadute serie in etica).

I Capitolo opposizione tra natura e libert. Luomo non ha natura ma storia

La metafisica dellonto-determinazione esposta comporta una opposizione tra natura umana e


libert. Inadeguata la prima per esprimere in pieno lesistenza umana. Dal rifiuto della sostanza come
elemento si rifiuta la natura statica. Uomo dinamico. Luomo non ha natura ma cultura (storia).
Ortega: luomo deve farsi e scegliere ci che sar. Libert non attivit che luomo esercita come se
lui avesse una natura fissa entro cui muoversi. Storia come sistema: non si ha identit costitutiva. Si
pu essere altro da ci che si . Non si trova la natura delluomo: luomo non ha natura, non corpo,
n anima tutte cose, ma dramma, storia. No strutture, no elementi di oggettivit. Luomo
soggettivit. Luomo ha natura nel senso che dispone di un corpo e di unanima. Le ha ricevute dalla
nascita ma non coincide con esse. Non identificabile con una sua parte. Certo che unit di corpo e
anima, un dato biologico, ma questa natura data e costituita non definisce la mia identit come uomo:
non fisso e non dato luomo, ma un farsi, un quehacer. Corpo e anima non sono lumano
nelluomo, ma ci che resta dallantropoide. Il proprio umano il farsi drammatico in cui si trova
senza via di uscite se non esercitare la propria libert. Non solo natura luomo, luomo la esprime
con la sua libert. Essere non parmenideo, non eleatico, ma dinamicit, energheia on. Lessere degli
enti la natura, mentre per luomo il suo farsi. Luomo primariamente la sua vita. In potenza di
essere tutto. Non sostanza che cambia, ma la sua sostanza cambiamento. La sostanza delluomo
Sostanzialmente non sostanziale. Mutazione, non sostantivit. Miseria e splendore.
Non essendo una cosa fissa ha la possibilit di essere tutto (quodammodo omnia aristotelico
recuperato in questo modo). Uomo un essere storico, e la sua storicit il suo modo proprio di
essere. Non si piange linstabilit delluomo, perch il suo privilegio ontologico. Nuova forma di
essere supera la precedente. Evolve conservando e assumendo verso ulteriori possibilit di crescita.
Protesi verso il futuro, non dimentichi del passato. Corregge gli errori, impara dal passato e si
sviluppa. La libert gioca un ruolo decisivo. Non solo deve farsi luomo, ma scegliere ci che sar.
In questo luomo dramma e problema. Deve fare qualcosa in ogni istante. Farsi come progetto
rispetto a quanto scelto di essere. Il dramma dinamico. Ci che capita e accade al protagonista nel
palcoscenico. Non drammi situazioni, ma il suo essere drammatico. Non c preparazione previa.
Vita sparata a bruciapelo. Qui e adesso, senza dimora, senza rimandi, preparazioni. Sempre in vivo,
on line, in diretta, in bilico. Che fare con il suo essere? Decisione irrinunciabile. Vivere come costretti
ad esercitare la sua libert. Sempre condannati alla libert (Sartre). Ortega dice che siamo
forzatamente liberi. Luomo non avendo un essere fisso, lo sceglie tra possibilit della situazione
concreta. Natura umana come progetto. Libert di un essere non costituito. Natura non precostituita
alla libert stessa. Responsabilit, per ogni scelta, ogni giorno, ogni adesso, del suo essere.
Non solo responsabili rispetto agli altri, ma riguardo a s. Ne va di me. Rendere conto a me stesso
in primis. Super contro risposta. Ver-ant-wort. Ortega dir di una moralit responsabile rispetto a s
stessi. Io posso fare tutto ci che voglio, non solo rispettando la libert degli altri, ma riguardo a s.
Ottenere che il fare scelto sia in ogni istante non uno qualsiasi, ma il qui e ora come autentica
vocazione, autentico da fare. Luomo deve fare il suo progetto, la sua missione, nella sua vita. La
missione esclusiva. Vocazione, essere ci che devi essere. Non basta un qualsiasi fare. Devi fare il
tuo autentico essere. Realizzarsi in autenticit personale. Di fronte alla libert una certa necessit.
Puoi essere quello che vuoi, ma solo se sarai ci che devi essere, sarai te stesso. Gioco libert di
spontaneit, e libert di necessit. In Sartre invece solo spontaneit.
Libert senza natura in Sartre, autoreferenziale: luomo libert. Non solo atto legata a facolt
della volont. Non solo atti liberi e atti non liberi rispetto a una natura, ma libert come essenza stessa
delluomo. Esistenza e libert si identificano. Lesistenza precede lessenza. Negli altri esseri c
natura realizzata nellesistenza, ma nelluomo no. Vuoto che egli gli consente di essere tutto come

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vuole. Nulla nellintimo delluomo lo costringe a farsi. La libert Si sceglie, n da fuori (Dio, legge),
n da dentro (natura, essenza), abbandonata senza aiuti. Si deve fare in tutto. La libert il suo nulla
di essere (delluomo). Nessuno spazio per Dio. Se egli ci fosse saremmo suo progetto, e lessenza
precederebbe lesistenza. La sua libert legherebbe la nostra, mentre la nostra libert assoluta lui
non c. La libert quello che e quello che no . No, definizioni uomo come natura dai tratti
essenziali. Non definibile luomo. Luomo prima che possa essere definito e pensato. Si concepisce
per quello che egli fa e non per quello che egli pensa di s. Uomo come insieme di atti, come sua vita.
Si slancia verso un avvenire. Ogni istante condannato a inventarsi. Realt e verit solo nellazione,
solo nel suo progetto in actu faciendi.

22.3.17

Primo capitolo, paragrafo n. 3. Onto-determinazione, Sartre, Heidegger, Ortega.

Letica che deriva da questa visione ontologica ed antropologica.


Antropocentrismo di Sartre. Luomo ha solo una legge: s stesso. Egli misura di ogni moralit. Il
valore non ha valenza oggettiva in s. La libert li crea. Non c altro volere che affermare la propria
libert. Non esistono regole di comportamento dentro una natura umana. La libert decide
dellessenza di una persona. Non pi libert, facolt dellessenza umana. Valori e morale cambia.
Rifiuta lo spirito di seriet. I fini li scegliamo noi, non c nulla di esterno alla nostra libert.
Nessuna eteronomia. Dobbiamo riferirci solo a noi stessi. Nessun ordine di valori precostituito n un
Dio che li stabilisce. Per Sartre s a Dostoevskij: se Dio non esistesse tutto sarebbe permesso. Siccome
Dio non esiste, tutto permesso. Lo decide la libert autenticamente. Siamo legge a noi stessi.
Libert come condizione di moralit e di responsabilit morale. Per Sartre non solo condizione
necessaria, ma sufficiente. Unica condizione della morale, agire. Non si guarda al contenuto
dellazione, ma la sola motivazione soggettiva della persona. Tre fattori della moralit, vedono che
un atto si deve giudicare in base a oggetto dellatto, circostanze del soggetto e delloggetto dellatto,
e lintenzione del soggetto (fine). Di questi tre, si guarda solo il fine.
Per Sartre, oggetto e contenuto per la responsabilit morale indifferente. Solo spontaneit
tendenze proprio agire. Questo garantisce moralit. Solo se fedeli a noi stessi, siamo nella morale.
Valori sono tali perch luomo li sceglie. Non dipendono da natura delle cose. Per Sartre tutto dipende
dalla decisione. Etica non fondata su morale naturale e realt reale. Scelta e non contenuto. Cultura
contemporanea, a partire da Kant, ha abbandonato il reale, per chiudersi nel pensiero. Soggettivismo
etico. Luomo non misurato da verit o bont oggettiva, ma da coscienza soggettiva, da adesione
autentica alla propria decisione. Etica formale ne deriva. Non in senso prettamente kantiano ma nel
senso che guarda forma azione. Etica della spontaneit, che unico criterio di moralit. Confine tra
bene e male non ha pi senso oggettivo. Solo sentire passionale. Nessuna eteronomia, o imposizione
di modelli esterni. Non importa essere nella verit, ma agire. Unico scopo della libert: volere s
stessa. Etica della soggettivit come etica della situazione. Etica applicazione di una norma ad una
situazione concreta. Oggetto, circostanze e soggetto. Coscienza unico criterio di moralit. In questo
vero. Libert di coscienza recepita anche in GS.
Etica sartriana per fa chiudere tutto in sola situazione. Lessenza non precede lesistenza. Sartre
lo rifiuta. Libert con una natura o una legge, serva, e non pienamente libera. La libert arbitrio,
assurdo. Non c motivo per cui scelgo questo rispetto allaltro. Il mondo stesso assurdo. Per questo
luomo sceglie la sua morale. Nessuno pu dire ad un giovane che meglio prendersi cura di sua
madre piuttosto che partire per la guerra. Non abbiamo elementi per dire che una cosa meglio
dellaltra. Ma noi condannati a scegliere. Decisiva solo lautonomia e la coscienza mia. Malattia
dellessere, peso, passione inutile, illusione che mi condiziona insensatamente. Libert
assiopoietica. Crea i propri valori. Pesante fardello di creare costellazioni assiologiche. Monismo e
libert fine a s stessa. Posso solo essere limitato dalla libert del prossimo. In questa prospettiva
laltro diventa un inferno (A porte chiuse). Laltro invade il campo della mia soggettivit. Sua

11
immediatezza oggettiva mi limita. Llatro ci imprigiona e schiavizza, con il suo sguardo, la sua
presenza. Io oggettivato dagli occhi suoi. Lui mi guarda e mi fa provare vergogna. Allopposto di uno
sguardo liberato, come per Levinas. La mia caduta originale la presenza dellaltro, che mi toglie
autonomia e libert. Lo sguardo dellaltro si appropria della mia intimit, mi imprigiona. Uscire da
questa schiavit possibile solo facendo schiavo laltro. Renderlo noi oggetto della nostra presenza.
Questo possibile mediante lamore. Nellamore raggiungo laltro e lo sottometto alla mia volont.
Cos non far mai ci che io non voglio. Libert unico valore oggettivo a cui sono condannato. La
scelta degli altri valori, solo al mio arbitrio lasciata. Ne Dio, n natura, n un principio, n un fine, n
laltro, mi da normativit. I valori esistono perch li creo io. Che ne della morale? Solo etica formale,
pura soggettivit e della situazione.
Soggettivit: nessuna azione buona o cattiva per il suo contenuto. Tutto pu essere buono o pu
essere cattivo. Tutto mi permesso a patto che mi sia consapevole e ne sia responsabile (ma riguardo
a cosa???). Permissivismo lassista evitato dalla mia responsabilit. Ma non si capisce rispetto a
cosa. Riferimento solo formale. Si agisce come se in materia morale non esista la mia libert. Scelte
personali sono il luogo del senso dellumano. Verit e libert in relazione non pi accettato, perch
la libert pura decisionalit qui e non espressione della volont mossa dallintelligenza che ci
presenta la realt (Tommaso).
Perch allora scrive Sartre? Se il suo mondo mondo di singoli, perch li vuole convincere? Per
una morale equilibrata bisogna tenere insieme formalit che salvaguardi dallessenzialismo che
elimina la soggettivit, e oggettivit che vincola positivamente libert uomo. Il mondo dellin s per
Sartre non va coinvolto. No allessenzialismo. La vita umana corporeo-spirituale. Le strutture che
ci costituiscono non sono per s n buone n cattive, e non danno criterio di moralit, ma sono
coinvolte nei casi di inizio, sviluppo e fine vita. Senso, significato, identit della sessualit umana.
Sartre la guarda senza riferimento a dati oggettivi psichici e fisici.
Metodo: la morale qui ha la missione di giudicare gli atti, i comportamenti delle persone. Non fa
pastorale, la morale. Atteggiamento di rispetto distinto da giudizio etico sui comportamenti che si
compiono. Distinguere per unire. Chi compie un atto cattivo, moralmente una cattiva persona, ma
non ontologica. Atto diverso da tendenza che porta allatto. la persona resta sempre di pi del
comportamento. Latto per indica chi la persona. La logica fisicista di Sartre, cercher nel corpo
la valutazione.

Omosessualit

Letica giudica gli atti e non le persone n le tendenze.


Omosessualit. Dal punto di vista biologista o fisicista si dir che latto omosessuale negativo
perch esclude la fecondit biologica e la complementariet. Ha una verit ma insufficiente, perch
abbassa il criterio del valore morale. Non solo biologia. Luomo dotato di ragione trascende lordine
biologico. Razionalit biologica, e biologia razionalizzata. Non quindi trasgressione solo biologica.
La morale soggettivista dice il contrario. Non c criterio di giudizio trovato dai dati biologici. Non
importa lessere M o F dellindividuo, ma ci che decide di essere con la sua libert. Ruolo e non
cromosomi. Spontaneit responsabile indipendente dalla biologia. Sono entrambe due posizioni
riduttive. Qui uomo come pura libert angelica senza rapporto con sua incarnazione e sue tendenze
biologiche. N solo luno, n solo laltro. Meglio un altro modo.
S allordine biologico, ma non in s, bens in riferimento alla vocazione alla libert. Il fattore
biologico in rapporto con la libert. No riduzionismo biologista, ma integrazione con soggettivit
persona. Ci che in gioco sul piano morale il modo con cui si assume la libert in rapporto alla
persona. Laltro un tu. Vicolo cieco atti omosessuali, perch in una tale operazione si contraddice
lapertura allaltro. Laltro essendo dellidentit sessuale non atto a ricevere lofferta del mio tu n
quello dellAltro. N cromosomi, n organi, n funzioni. Ci che fondamentale lalterit e la
reciprocit. Solo narcisismo sul piano morale e psicologico. Come mettere insieme ordine biologico
e dinamismo della libert? Evitare riduzionismi.

12
Morale della situazione. No codice oggettivo di valori come riferimento. Cos Sartre. Non
essendoci essenza, si pu scegliere qualunque cosa. La morale della situazione ha per anche la sua
verit e i suoi valori. Mette in guardia rispetto allessenzialismo, e sottolinea concretezza situazioni.
Non codici e leggi disincarnate. Ogni problema morale in un certo senso unico. C daltronde una
verit, il fatto che sono persona, uomo, con una identit. Questo il primo aspetto della situazione
che devo considerare. Prudenza ci vuole. Phronesis la capacit del soggetto al discernimento
pratico. Legge universale ai casi particolari. La prudenza non una scienza. Pone atti particolari in
contingenza, la scienza universale e comune. La prudenza per pu giungere a giudizi certi in una
data situazione, con certi condizionamenti e soggetti. Realizza una sorta di mediazione intermediaria
tra valore e situazione, universale e singolare caso. Deve portare alla decisione. Il discernimento
prudenziale deve essere un discernimento per la scelta e il giudizio su di essa: corretto o no?
Sono io e io solo che devo vivere lesigenza morale. Creo la vita in me. I valori mi superano,
raggiungono lumanit. Ogni decisione morale, personale e privata, ha una eco universale, una
trascendenza comune. Non basta che mi assuma le mie responsabilit. N solo universale n solo
particolare: tutti e due grazie a prudenza.
Casistica senza fine, si sostituisce alla prudenza, e si impone nel suo essere priva di riferimento a
legge universale. Terminato Capitolo I, panorama culturale esistenzialista, primato agire su essere.
Quella di Sartre una responsabilit vuota. Essere in s e per s, senza fondamento la divisione
dellessere che lui fa. Non libert come un valore in s, ma scelta puntuale. Non vuole dire natura
umana per dire condizione umana.

Capitolo II Fondazione. Il dinamismo dellessere e il rapporto con lagire. Metafisica.

Analogia e partecipazione dellessere. Veritatis splendor n. 48 (28-77, d ividono le tesi in razionale


e scritturistico), di fronte allagire come predominante, bisogna riflettere. Questo infatti spacca
luomo in due. Analizzare presupposti metafisici e antropologici dietro la libert Sartre. Si fonda
bene? Sostenibile?
De Finance, originalit del tomismo. Esistenza non accidente estrinseco dellessenza, ma il suo
atto intimo, la fonte della sua positivit. Lesistenza (non usa termine essere perch entra in dialogo
con Sartre) in quanto essere e non in quanto agire, lipsum essere, latto dessere. Atto dessere detto
esistenza, perfezione, positivit, sussistente per s stesso. Niente atto se non in quanto . anche le
forme sono atto. Lessere perfezione di tutte le perfezioni. La potenza limita, la potenza lessenza.
Distinzione grazie alle limitazioni potenziali nellessere. Esse ut actus distinto da esse in actu.
Il primo la realt ontologica costituente e costitutiva, actus essendi essentiae. Il secondo lagire,
laccidente e non un costituente ontologico. Realt accidentale, propriet qualificante lesse ut actus.
Il secondo latto di pensiero che stiamo sviluppando, il primo la mia identit sostantiva concreta.
Aristotele conciliando il socratico nella molteplicit degli esseri, ricorre al movimento, dicendo
che dal momento che lessere si dice in molti modi, quello che dico di un essere concreto,
analogamente posso dirlo per tutti gli altri. Ci che vale per il movimento, passaggio da potenza ad
atto, vale per tutti esseri in atto. Limitazione e perfezione. Un essere che atto solo lessere perfetto.
Atto puro Dio, come assoluto. La pluralit di esseri presenti nel mondo

29.3.17

Lessere in quanto tale perfezione. Se si trova limitato o contingente o finito, non per causa
sua, ma per un principio a lui opposto he limita la perfezione ad un determinato grado, ovvero
lessenza. Lessenza la limitazione della perfezione di essere ad un grado concreto di essere.
Definisce il grado ontologico di appartenenza dellessere. Questo permette la pluralit e la distinzione
che hanno diversa essenza. Se io avessi un essere che essere puro perfezione pura, non composto
n contingente. Essere Assoluto, necessario. Noi siamo con la plurait degli esseri. Come si possono
distinguere tra loro e lessere assoluto? Partecipano della perfezione dellessere. In quale grado

13
partecipi? Dipende da essenza, principio opposto che limita la perfezione (in s la perfezione non
limitata). Essere contingenti, finiti, non necessari: esseri relativi. Questo da pluralit e diversit (vedi
Spiegami la persona). Non solo esiste una diversit di esseri tra di loro, ma allinterno di un medesimo
ordine ontologico, ci sono pi individui. Nella umanit, molti uomini. Come avviene la
differenziazione dentro medesimo ordine ontologico di perfezione? Non lessenza (tutti uomini hanno
umanit). Dentro lessenza ci vuole specificit di questo individuo rispetto un altro. Principio di
limitazione della perfezione a questo grado concreto in questo individuo qui, ovvero, la forma
sostanziale e la materia prima. Se non ci fosse la materialit, non ci sarebbe differenza. Ogni individuo
esaurirebbe tutta la perfezione di quel grado. Angeli sono unici nel loro grado ontologico. Uno a uno.
Ma se essenza materiale, questa determina la perfezione di quellindividuo tra altri. Analogia
dellessere applcicata.
Da una parte lessere perfezione (atto), lessenza capacit di (potenza). Dentro lessenza c la
perfezione nella forma sostanziale (atto) e la limitazione della perfezione nella materia prima (potenza
riguardo alla forma). La forma sostanziale atto riguardo alla materia, ma potenza rigardo allessere
perch si trova dentro allessenza che potenza rispetto allessere. La predicazione analogica
fondamentale. Altrimenti confusione che altre prospettive teoretiche esaminate esprimono.
La forma sostanziale potenza rispetto allatto dessere. Questa la costituzione ontologica che
vuole dire che il principio di ogni attivit e perfezione sempre lessere. Qualunque altro principio
che sia di perfezione e attivit nella misura in cui partecipa della perfezione dellessere. La forma
principio di perfezione e attivit, nella misura in cui dentro lessenza partecipa della perfezione
dellessere. Per Tommaso anche le forme che sono perfezioni sono potenza rispetto allessere, che
perfezione senza limitazione.
Costituzione dellessere ut actus diversa dallessere in actu. Il corso parla di un essere in actu.
Quando la metafisica non contenutistica delle forme, ma ispirata allessere e allessenza vede lessere
come ut actus, come perfezione in relazione a forma. Actus essendi essentiae, atto dessere di
unessenza. Essere ut actus non deve farci pensare ad un essere etereo e perfetto, da cui il resto
prendono un po di perfezione concreta. Latto dessere o lessere ut actus sempre in un essere
concreto, ovvero actus essendi essentiae. Latto dessere di unessenza, latto dessere di una persona
concreta, forma sostanziale, materia, facolt operative e atti operativi. La libert lessenza dello
spirito. Per Tommaso tutto ricondotta ad una sola perfezione, quella dellessere.
Individuo-Persona-Pietro essere + essenza (questo insieme latto dessere dellessenza,
formata da forma sostanziale [lanima] e la materia quantitate signata [corporeit]). Questo ha
capacit vegetative, sensitive, morali, spirituali, estetiche, intellettive. Queste facolt operano atti
come vedere, capire, scegliere, desiderare. Tutte queste perfezioni si riconducono allessere. Gli atti
secondi (ultimi) sono una perfezione da ricondurre a quella originaria dellessere.
Lesse come tale esprime la perfezione assoluta. Il partecipato al partecipante. Lessere pi
anteriore e semplice di qualsiasi atto ultimo e forma. Il valore della libert di Sartre, quello
dellintelligenza, che sono perfezioni, hanno una fonte Prima in cui si radicano: quella dellessere.
Per Tommaso niente ha attualit se non ci che . Questo trascende sia lessenza che gli atti ultimi.
Per De Finance, lesistenza (lessere, ipsum esse, latto dessere) perfezione.
Limitazione che esclude altre limitazione. Negazione e positivit. Non sono altro, ma sono una
cosa ben precisa, una determinata perfezione. Non sono gatto, o angelo, ma sono uomo. Lessere non
lo cogliamo nella sua totalit. Noi partiamo dalle cose contingenti. Noi cogliamo il questo di ogni
ente limitato (dallessenza. J. De Finance, Esistenza e libert).
Lessere di Tommaso dinamico, legato allatto, ens dicitur ab esse, lente ci che . Non solo
esse in actu, ovvero come atti ultimi, il pensiero, il vedere delluomo, lintersoggettivit relazionale
con altri, ma ci che anteriore: una apertura pi radicale e costitutiva nelluomo, quella ad una
alterit che si trova allinetrno dellessenza, nella forma sostanziale, una perfezione aperta alla
perfezione allessere assoluto, allesse ut actus. Ricevuto nellessenza latto dessere, esso ha una
virtus ontologica che straripa, ed emerge dalla sostanza, al di l dei limiti della quiddit sostanziale,
ovvero nelle operazioni aperte del soggetto, nel suo esistere. Lessenza cio manifesta lattualit e la

14
perfezione ma non la esaurisce n la chiude in s. Lascia spazio ad altri individui dentro lo stesso
ambito, e gli atti delle sue facolt in quel grado quelli che la perfezionano e manifestano.
Contrapposizione tra natura e libert, tra sostantivit e storicit viene superata in cui lesse ut actus
viene visto come sorgente dinamismo e perfezione prima. Non serve abbandonare lessere per
affermare la storicit umana. Vs Heidegger, non serve dire loblio dellessere. Non serve
intersoggettivit storicista del Dasein. Senza radice ontologica non fondata la storicit del Dasein.
Non c staticit nel fixum et quietum (Tommaso) dellessere: uomo come sostantivit aperta (Zubiri).
Dinamismo nella sostantivit. Zubiri distingue sostantivit e sostanzialit. Unit strutturale, unit
sostantiva per lui. Per Zubiri la sostanzialit un modo della sostantivit. Aristotele ha parlato solo
della prima, ovvero un soggetto dotato di propriet che gli competono per natura, che esiste per s,
mentre le propriet esistono in riferimento ad essa (accidenti). La sostantivit pone qualcosa affinch
tutto il resto si fondi in essa in ordine allesistenza. Ma non lunica. La sostantivit la sufficienza
di un gruppo di note a costituire qualcosa di nuovo. Pu essere aperta o chiusa. Luomo sostantivit
aperta verso la propria realt umana in quanto tale e non ad extra. Come per De Finance. Lapertura
allaltro data dalla previa apertura a s. Livello costituzionale. La sostanzialit invece ha consistenza
indipendente da anima coma forma sostanziale. In quanto per sostanze di una totalit divengono
sostanzialit. Nella sostantivit c una unit di struttura di molte sostanze. Ogni sostanza ha le sue
propriet, ma la struttura dona sostantivit unica, per una totalit nuova e non una sommatoria di
sostanze. C un salto. Tra anima e corpo non unione causale o strumentale, ma unit formale,
strutturale. Luomo come unit. Sua essenza corporeit animica per Zubiri.
Unit dello stato costrutto (sistema) ha due momenti per Zubiri. 1) le propriet del sistema in s
stesse sono complete nella linea delle propriet (il glucosio glucosio dentro e fuori di un organismo).
2) in s stessa il carattere del sistema unit strutturata, totale. Sufficienza clausurata di unit
sostantivit. La costituzione. Il modo di essere uno in virt di date propriet. Unit costituzionale.
Non un soggetto sustante, ma la sufficienza costituzionale. Lunit propria. Le propriet sono una
sussistenza inerenti ad un soggetto. La sostantivit invece non inerente a nulla. Il glucosio
nellorganismo sostanziale ma non sostantiva.
Nella transustanziazione non cambiata la sostanza, ma la sostantivit. Il cambio non avviene a
livello della realt fisica, ma del mistero della fede. Agire umano aperto, perch la sostantivit umana
aperta e non di per s. Gli atti realizzano infatti la persona, non loro stessi.

Gli aspetti dellessere

Lessere ut actus ha allora dinamismo intrinseco: principio di comunione e di unicit. Principio


che da unicit e allo stesso tempo ci cui tutti partecipano in gradi diversi. Pi intimo e pi esteso.
Lesistenza pi comune a tutti, dellessere uomini anche le piante, i sassi tutto .
Lactus essendi essentiae, atto dessere di unessenza ci che di pi intimo c nella soggettivit
individuale. Lunicit non data solo dalla materia perci. Gioca s un ruolo individuante, ma essa
tale perch proporzionata in rapporto ad una forma. La materia informata da questa forma precisa.
Determinazione mutua allinterno dellessenza. Sono uomo Massimo e non un cane n uomo Lucas.
Nellessenza c un principio di individuazione dato da forma sostanziale (mio grado di
partecipazione alla perfezione) e materia da essa segnata. No Avicenna e intelletto unico. Ma
lessenza costituita esiste realmente in un soggetto mediante latto dessere. Esso da individuazione.
Questo atto dessere lultimo criterio di individualit. Esso dato da Dio. Riduzionismo: o solo
puro esistere senza contenuto, o puro essenzialismo.
Antinomia unicit-comunione. Ogni atto capacit di comunicazione, specie per atto dessere,
atto di tutti gli atti. Lessere partecipato in infiniti modi. Tramite lagire e la causalit si instaura tra
gli enti una comunicazione esistenziale. Lagire causale il modo dellessere per comunicare con gli
enti. La metafisica presentata vs Sartre dellessere ut actus aperto. Lin actu esiste perch c lesse
ut actus. Agere sequitur esse stravolto da Sartre con privilegio azione, ha tre significati: 1) idea di
dipendenza (sequitur), per cui lagire condizionato dallessere. Per agire bisogna essere. Agire

15
segno che c lessere. 2) agire proporzionato allessere. Diverse attivit rispetto a grado ontologico
nella gerarchia dellessere. Ogni ente agisce secondo propria identit. 3) legame necessario tra agire
ed essere. Radicamento dellagire nellessere. Agire come irradiazione dellessere. Carattere
dinamico nellatto dessere. Lesse non lagire, ma si riconosce da esso.

5.4.17

Capitolo III: Il dinamismo della sostanza umana

Segue l dinamismo dellessere. Tre passaggi.


Sussistere per s, in s, substare
La sostantivit aperta
Identit sostantiva e questioni bioetiche.

La sostanza era la prima Categoria di Aristotele: ousia: Sostantivo del participio del verbo einai
(on, ousia, on). Tradotto con essentia, substantia dalla tradizione.
Tommaso essere in s, sostanza, che in s e non in altro. Boezio definisce persona naturae
rationalis individua substantia. Definizione ripresa da Tommaso e riformulata in subsistens in
rationalis natura. Altrove dir subsistens in rationalis
Per definire la persona umana povera come definizione? Per Berti s. Per coglie lessenziale.
Elementi circostanziali. Serve come espressione per indicare lessenziale, non esprime tutto. Desidera
solo che perduri. Non va sovraccaricata di indicazioni circostanziali. Limportante della definizione
non il rationalis ma il naturae. Boezio dice natura per dire essenza (essentia). Essendoci molte
nature, devo determinare che tipo di essenza e gli aggiungo uno specificante determinativo, un
aggettivo qualificante (rationalis). Il razionale non si riferisce allessere in actu, agli atti, ma al
sostantivo, alla natura. Non sono gli atti razionali ad essere chiamati in causa, ma il tipo di natura. Da
qui i fraintendimenti su Boezio.
Comune a molti individui. Cogliere lirrepetibilit della persona. Non si vuole definire o
concettualizzare la persona, ma il soggetto personale, lindividuo sussistente reale. Per parlare di
questo devo passare per concettualizzazione universale. Tre elementi: sostanza, individuo, natura
razionale. Persona umana sostantivit di un individuo con identit costitutiva propria, diversa dagli
altri. Al posto di rationalis, possiamo scrivere natura aperta, o spiritualis ed la stessa cosa. Al
centro la natura, non gli atti. Una natura aperta. Nostra antropologia ha caricato persona di altri
caratteri (libert, progetto, responsabilit, relazione, intersoggettivit, storicit, coscienza di s). Per
dei filosofi dissociazione tra essere umano e persona umana. La persona solo in senso psicologico
e morale pi che ontologico. In che modo sono presenti questi aspetti della filosofia contemporanea,
in Boezio? Come mantenere distinzione tra natura e persona senza cadere in dissociazione?
Distinguere per unire direbbe Maritain, non per separare.
Chiarire cosa la sostanza, sinonimo di soggetto, di sussistente. Svolta antropologica parla di
soggetto nellepoca moderna. Nominalismo Occam, Descartes accentuano. Significato metafisico
perso in uno gnoseologico. Fino a tardo medioevo il soggetto era sinonimo di sostanza,
hypokeimenon, sostrato. Con svolta moderna, soggetto come capace di epistemologia, soggetto come
conoscente. Soggetto pensante e non legato allessere. Soggettivit di questo soggetto pensante.
Cogito cartesiano, empirismo Hume, CrRagPura Kant, ne sono esempio. In Kant aspetto etico della
persona: mai un mezzo, ma un fine. Aristotele e Medievali erano per metafisica e antropologia.
Substantia, substare sostanza. Stare sotto. Sussistere in s, per s, substare della sostanza.
Sussistere in s:
Soggetto immediato di esistenza. Un ente che in s stesso, appartiene a s stesso, che supera ogni
accidente il quale non ha essere in s, ma inerisce alla sostanza. Sostanza come unit. Come completa.
Un insieme sostanziale. Non necessariamente semplice, ma composita: basta che sia unita. Parte di
una sostanza composta, di un insieme. Sussistenza. Aristotele, alla sostanza carattere primario

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dellessere, allindividuo. Lessere per antonomasia non luniversale, ma la sostanza individuale.
La sostanza in primis lindividuo. Poi in Metafisica VII, anche essenza come sostanza, universale
come sostanza. Analogatum princeps dellessere lessenza, la sostanza. Le altre cose si dicono
essere in quanto quantit, qualit, predicati di una sostanza, di un ente. Lente ha trascendentali,
opposti a predicamentali. Essi trascendentali hanno stessa valenza e apertura dellessere stesso. Uno
vero, buono, bello. I predicamenti, le categorie (luogo, quantit ) hanno ampiezza limitata. Si
predicano come propriet di alcuni, non ampiezza dellessere. Ogni predicato essere. Essere di un
accidente. Soggetto un ch di determinato: sostanza, individuo. La definizione di Boezio allora,
parla di una ridondanza? Una mera tautologia tra sostanza e individuo? Perch dice individuale?
Aristotele stesso dice che la sostanza si dice dellessenza, delluniversale. Dunque per distinguere.
Nella Scolastica prevarr la sostanza come essenza e non pi come individuo.
Tra natura umana e persona c allora una distinzione. Subsistens distinctum: sussistente con entit
individuale, distinto da ogni altra cosa. Indiviso in s, diviso da qualsiasi altro. Indiviso significa che
ha unit in s ed differente ad ogni altro: ecco la persona. Universale sostanza in senso analogo
perch non esiste nella realt, ma solo individui. Nelle Categorie Aristotele perla della prote ousia,
senso primario, individui concreto (Metafisica V, prote-ousia ci che non in un sostrato e ci che
non si predica di un sostrato, ma IL SOSTRATO STESSO). Un tode ti, un questo qui, un individuo.
Individuo, non indivisibile. Noi possiamo dividere lindividuo, ma esso un tode ti, un qualcosa
che non si pu dire perch un in s irriducibile. Il divisibile (atomon) non il tode ti.
Tommaso: stare in s e sostenere gli accidenti. Subsistens, e substantia. Il sussistere per s.
Specifico della sostanza: una cosa lesse (essere), unaltra lessentia, unaltra il loro insieme che
sostanza. Una essenza in actu, perch attualizza latto dessere. Rende esistente lessere
concretamente. La sostanza come ente concreto esige oltre allessenza (materia prima e forma
sostanziale) lactus essendi essentiae.
Per Aristotele sinolo, sola essenza Metafisica VIII,3.
Hypostasis se riferita agli accidenti. Ci che sta sotto. Soggetto ontologico, che substat gli
accidenti e si rivela in essi. Se predico di qualcuno un qualcosa, quel qualcuno ha una esistenza.
Accidente, (accidere, giungere, accadere) ci che non in s, ma conviene e appartiene allessere di
unaltra cosa: alla sostanza. Ha per proprio statuto ontologico. Ha essere. Non ne privo: altrimenti
sarebbe nulla e non se ne potrebbe parlare. Mediazione. Riceve lessere dalla sostanza, ma esso non
si rapporto ad essa come potenza o come modo di limitazione, bens come atto, ovvero a modo di
perfezione accidentale. Non un atto sostanziale. Integra e specifica la sostanza. Si tratta di
perfezione di forme accidentali e non sostanziali. Persona come sostanza e soggetto non un sostrato
oscuro e nascosto di Locke, n il noumeno kantiano inesperibile. La sostanza resiste a queste critiche.
Ci che sussistente e sostiene gli accidenti. Ogni affermazione di esistenza comporta una
affermazione di sussistenza. I casi sono due. O la cosa affermata esiste in s (sostanza) o in un
soggetto. Sufficienza ontologia sostanza: lessere ha ci di cui ha bisogno di essere, per porsi l.
Affermare qualit di qualcosa o qualcuno afferma una sostanza. Le propriet che possiede un uomo
non esistono in s. La libert non libert della libert, ma di un soggetto. La libert non libera: un
soggetto libero. Propriet, funzioni, attivit, che presuppongono un soggetto distinte da esse.
Sostanza condizione ontologica reale della presenza di determinate capacit e operazioni/atti. La
sostanza cos ci fa capire unit nello spazio e la permanenza nel tempo. Lidentit del medesimo
soggetto non definibile come successione seriale di atti. Non un fascio di atti dissolvibili, non una
processualit di avvenimenti: non sarebbe essere, ma si farebbe cos, nel continuo attuarsi. Lidentit
delluomo non istantaneit degli atti. Non solo operazioni.
Esperienza attesta che le cose cambiano, ma non la sostanza. Fluttuazione nel pensiero su questo.
Qualit in continuo movimento. Se la sostanza anche lessenza e non lindividuo soltanto, essa non
cambia, anche se propriet individuo s. Non c incompatibilit tra sostanza prima e seconda. Perch
luniversale nellindividuo. Anche sinolo sostanza infatti, e l ci sta luniversale. Analogia
consente questa duplice predicazione. Identit sostanziale permane nonostante tutto. Lio permane.
Unamuno: aliter sed idem. Diverso ma lo stesso. Significato esistenziale ed essenziale.

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Nel Medioevo c chi rifiuta il termine chiuso di sostanza e preferiva existentia. Egli diceva che
era un ex-se-stare, essere in virt di, mentre significa ex-sistere (esistere fuori). In epoca moderna
Locke, Hume e Kant critiche contro sostanza res, cosa, oggetto. Ma non centra con significato
ontologico dinamico di individuo e universale presente in Boezio. Tommaso oltre al subsistere (in
s) e substare (regge accidenti) aggiunge che la sostanza per s. Boezio prima sul in s, Tommaso
sul fine per s stessa. Tutte le sostanze, dalla pi semplice alla pi complesso ha sia lin s che il
substare, ma il per s proprio di un tipo di sostanze, le sostanze fine a s stesse, personali.
Il modo di esistere della persona il pi degno, ovvero lesistere per s. Alla inseit va aggiunta
la perseit, la dignit per essere fine e non mezzo, soggetto e non cosa. Fine in s Kant e la
Metafisica dei costumi. La persona anche aseit? Per luomo non c ab-solutezza, ma solo Dio.
De Finance dice che la sostanza non una cosa, una res fisica, ma che lessere personale il primo
analogotum e da qui leggere il resto. La sostanza anzitutto coscienza di s. Lesistenza in s, lessere
in s si realizza non nelle sostanze materiali, ma in noi tramite la coscienza riflessa e lagire libero.
Lesistenza in s acquista valenza maggiore partendo dallaltro. Princeps analogatum della
sostanzialit la persona. Dio, angeli, uomo, piante, minerali. Dialogo critico con Aristotele e Zubiri.
La sostantivit di Zubiri invece della sostanzialit per natura di Aristotele. Sostantivit reale e
personale. Persona lessere di realt, sui iuris, solo la persona lessere di realt. La differenza tra
le persone e le cose, per questa ragione. Non cosismo o fisicismo. Apertura non quantitativa, ma
talitativa. Sostanze inconcluse non significa incompleto. Sono aperte per Infinito.

Persona come sostanza

Scendere dallalto verso il basso. Sostantivit aperta, dinamismo e creativit. Solo cos si pu dire
di una persona che sostanza. Funzioni sostanza, sussistere in s, substare gli accidenti e sussistere
per s. Oggi si insiste di pi nella perseit. Essere fini a noi stessi. Lessere in s mediante
autocoscienza e autodeterminazione. Fondamento propri atti conoscitivi e volitivi. Uomo sostantivit
aperta, essenza aperta, natura razionale/spirituale.
Struttura dinamica della realt, libro di Zubiri: esclusivo delle intelligenze volenti. Rapportarsi
a cose che non sono loro stesse. Aperti anzitutto a loro rapporto stesso con realt. Io sono aperto
anzitutto a me stesso, ed per questa apertura costitutiva e apriori, che mi permette apertura allaltro.
Idem per Ratzinger. Relazioni sussistenti persone divine hanno analogia con persona umana. Noi
relazioni costitutivamente.

26.4.17

Cap. III

Il dinamismo della sostanza. La sostanza umana in particolare. Paragrafo I nozioni concettuali,


sussistere in s, per s e sustare della persona.
Ora par. II, sostantivit aperta della persona. La sostanza va intesa in senso pieno non privilegiando
alcuni dei suoi aspetti, come lo stato nascosto del sostrare (Hume), ma nel sussistere per s. Solo le
essenze intelligenti e volenti sono sussistenti. Si rapportano non a s, ma anzitutto alla loro apertura
e apertura a proprio carattere di realt. Non cos per le essenze chiuse, che sono ci che sono in s e
nulla pi. Apertura essenza umana va cercata dentro lessenza stessa e non in qualcosa di aggiunto e
accidentale (Zubiri). Luomo non una realt chiusa in s. Lapertura non aggiunta.
Ci che fa di una essenza una essenza umana, lo stesso che la rende aperta. Apertura la forma
sostanziale spirituale umana come la tradizione dice. Essenza composta da forma sostanziale e
materia prima (entia quibus, componenti per cui quella essenza quella, e non ci esiste, entia quae).
Questa lapertura dellessenza e delluomo. Q. 97, art. 3 ST, anima rationalis et anima est et spiritus.
Lanima umana spirituale, anima, principio di vita, di organizzazione, vitale, che la fa essenza
umana, ma la natura di questa anima di essere spirituale e dunque aperta. Non da una parte anima

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e da una parte spirito. Questo il classico fraintendimento. La natura stessa di essere spirituale e
aperta. Relatio di Ratzinger come equipollente alla sostanza.
ST, 8, art 29. La anima perch spirituale consente al soggetto di essere signore dei propri atti. Tra
le altre sostanze ha un particolare nome, ovvero persona. Sostanza personale. Sostanza umana come
animale di realt. Essenza della realt umana, della sostantivit umana: ambito suo la realt. Punto
di vista talitativo animale di realt luomo. Luomo una essenza aperta. Essere aperto e non chiuso
come lanimale animale. Lessere in s delluomo, soggetto degli accidenti, sostantivit aperta.
Aperto=razionale=spirituale. Zubiri. Gli atti di questa sostantivit sono a loro volta aperti: (atto
dellamare, del volere, del pensare). Gli atti secondi sono aperti come latto primo, e la struttura
sostantiva aperta. Il fondamento aperto dellatto primo consente apertura atti secondi.
De Finance, Saggio sullagire umano: Natura determinata umana (chiusa, data costituita, essenza
umana) intrisa di indeterminazione, perch aperta e spirituale. Non solo atto e potenza rispetto
alla limitazione da parte della forma rispetto alla materia prima. Ma nello spirito, la indeterminazione
si apre al fuori, apre tutta la sostanza al fuori, un buco nel tetto dal quale scende la luce (pantheon).
Apertura o spiritualit. Qui tutto riassunto metafisico che fonda apertura uomo.
Persona: atto dessere + essenza (forma sostanziale spirituale e materia prima). De Finance colloca
lindeterminazione costitutiva che tira luomo verso lalto (lapertura) a livello della forma sostanziale
(anima razionale, spirituale). Uomo libero proprio perch indeterminato in parte. Lindeterminazione
della materia determinata dalla forma. Luomo tale e quale , lindividuo determinato
materialmente dalla forma. A livello di atto e potenza, la forma determinazione e della materia
indeterminata che diviene determinata e limitante luomo.
La forma sostanziale indeterminazione elevante diversa da indeterminazione materia prima.
Forma, atto primo, determina la perfezione dellessere ad un dato grado (pietra, pianta, leone, uomo,
angelo). Non del tutto assorbita per dal suo essere forma di, ma trascende, perch spirito: et
anima est et spiritus. Per definire luomo, lanalogatum princeps, la forma sostanziale spirituale.
Non una cosa tra cose. E questo lo mette in relazione con Dio e angeli. Non pensiamo la sostanza a
partire dalle cose fisiche, ma dalle realt spirituale non dal sustare, ma dallesistere in s, da chi esiste
come spirito. Luomo si rende conto di sussistere in s. Non serve partire da pietra per capire la
sostanza, perch al centro c il sussistere in s di cui luomo prende coscienza.
Sartre esclude questo, perch considera sostanza come base delle sostanze inorganiche, la sostanza
come cosa. Gli accidenti per loro sono sovrapposizione alla sostanza, mentre per luomo sono
emanazioni. Per Sartre, non pi concetti stativi di Parmenide ma solo Eraclito e divenire. Ma se
sostanza anzitutto quella aperta, con le sue potenzialit di realizzazione, allora luomo viene visto
ancor pi libero e dinamico. Possibilit radicato nellessere sostanziale delluomo. Certo che luomo
lessere responsabile che si realizza nel mondo modificandosi nel suo divenire, che un farsi, ma
al contempo attuale, reale, data. Natura e cultura. La materia stessa informata da questa forma
spirituale non sar solo biologica, ma avr un valore del tutto particolare. La dignit delluomo sta
anche nella sua materia informata spiritualmente. Equilibrio e rapporto. Distinti ma non contrapposti,
spirito e materia. Questa la realt ontologica della persona. Uomo problematico, uno dei
trascendentali. Maria buona. C un da cui promanano atti che lo rendono buono o cattivo.
Linferno e la natura delluomo. Scelgo di diventare altro, di contraddire lessere. Non sono pi uomo,
ma demone. Per questo non pi trasferibile o perdonabile per il Paradiso. Gli atti toccano il nostro
essere e lo trasformano sino a diventare Dio o demone. Atti hanno responsabilit dinamica nellessere
della persona. Atto dessere sostanziale misurato dalla sua essenza, atto dessere di una essenza.
Radice metafisica nella espansivit dellatto che di per s tende a comunicarsi. Non solo il bonum
diffusivum sui. La fonte di ogni perfezione lessere. La sostanza non supporto passivo degli
accidenti che sarebbero dinamici e attivi. Lattivit non appartiene a s stessa, ma al soggetto. Non
locchio che vede, n lintelligenza che capisce, ma luomo. La sostanza non perci solo sostrato di
accidenti, poich si manifesta in essi. Sussiste in s, ma pu essere perfezionata da potenzialit che
essa ha. Per Aristotele sostanza appunto natura, essenza (sostanza seconda).

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Distinzione reale tra sostanza e agire. Antropologia di Sartre diceva che luomo libert. La libert
costituisce la mia essenza/natura. Qui non c distinzione tra sostanza e agire. Tutto lagire tutta la
sostanza Ci contraddittorio. Ci sono invece due distinzioni reali: tra essere ed essenza, per cui
lessere finito non assoluto, ma uno tra molti. composto, limitazione dellessere ad un grado
concreto tramite lessenza. E laltra distinzione tra lessere e lagire. Anchessa reale perch lessere
non lessenza, e lessenza come limitazione non permette identit essere e agire. Lagire
perfezione dellessere. davvero reale questa distinzione? Le potenze operative, gli atti che le
potenze compiono sono realmente distinti dalla essenza?
Oltre lessenza come forma e materia, lessenza ha facolt, potenze operative. Queste possono
compiere atti (intelligenza e volont, facolt di camminare ). Atto di capire e volere, camminare.
Per Tommaso s perch loperazione un atto accidentale che non si identifica con lessere
(importante per capire bioetica). Latto accidentale non si identifica con lessere, ma rivendica una
potenza nel proprio ordine (sostanziale se ordine sostanziale, accidentale se ordine accidentale): atto
di intelligenza accidentale e ha potenza accidentale. Ogni atto rivendica potenza del proprio ordine.
Perci intelligenza distinta da essenza che sostanziale. Ci sono allora Atti che sono pura attualit
(gli atti secondi delle facolt operative) e atti che sono potenza riguardo ad altri atti (le facolt
operative, che sono potenza rispetto a atti secondi, ma atti riguardo allessenza. Questa la
predicazione analogica).
Gli atti secondi sono il punto terminale ed ultimo di ogni attivit. Come tali richiedono una potenza
operativa nel proprio ordine. Ogni atto richiede una potenza. Al contrario le facolt operative sono
atti accidentali non ultimi, orientati a produrre lagire (gli atti secondi, ultimi, le operazioni). Non
ogni atto richiede qui una potenza del suo ordine, perch le facolt/accidenti, atto rispetto allessenza,
hanno in essa il principio da cui sorge la sua perfezione. Espressione e manifestazione dellessenza
loro radice. Le facolt operative sono perci distinti da essenza e da atti secondi. Non sono n unicit
sostanza, n atti ultimi. Sono ricchezza della sostanza aperta. Finitezza infinitezza delluomo.
Se lessere fosse solo sussistente in s, se fosse solo natura e non anche apertura, da dove verrebbe
lesigenza di aprirsi mediante le potenze? C apertura originaria, apertura dello spirito, e le
operazioni attualizzano questa apertura (De Finance, Conoscenza dellessere). Apertura sostanza e
apertura atti. Lessere persona questo dinamismo unitario, tra sostantivit aperta e atti aperti.
Domanda: Lagire ontologicamente dipendente dalla sostanza. Come mai pu determinarla e
perfezionarla? Lagire si radica nella sostanza, come mai lagire atto riguardo alla sostanza che nei
suoi confronti potenza? Perch lagire pu perfezionarla la sostanza potenza infatti. Bisogna
ricordare che le nozioni metafisiche vanno predicate in modo analogico, in parte uguale e in parte
differente. Diversi piani: sul piano dellessere, lagire che un accidente si presenta ontologicamente
inferiore alla sostanza. Ma sul piano della determinazione e perfezione dellessere, lagire determina
la sostanza. Perfeziona la finitezza della sostanza aperta. Spirito incarnato come finito e infinito.
Limitato dallessenza, infinito nellapertura spirituale che desidera sempre pi e sempre meglio.
Impossibile che nelluomo lessere e loperazione coincidano. C uno scarto. Lessere perci non
libert come dice Sartre. Lessere non lagire. Lessere delluomo sarebbe infinito e basta cos,
aperto e indeterminato infinitamente. Lagire una Propriet dellessere sostanziale. Il modo in cui
lessere sostanziale rimedia a sua finitezza ontologica. Cos si espande. Quanto pi lagire spirituale,
trascendente e libero, tanto pi sar estesa lapertura.
Il dinamismo della sostanza un ordo ad operatione. Indigenza e povert dellessere che ha
bisogno dellatto per perfezionarsi. La sostanza pi di un sostrato nascosto. Cornelio Fabro dice che
le potenze operative, forme accidentali che escono dalla forma sostanziale, tornano ad essa con le sue
perfezioni, i suoi abiti. Tre atti: essere (atto dessere, esistenza), forma sostanziale (nellessenza) e
forma accidentale (facolt). Invece ci sono Quattro atti, perch ci sono anche gli atti ultimi, le
operazioni. Ciascuno fondato dallaltro ed per laltro. Circolarit. Rapporto fondante. Essere,
essenza ed agire costituiscono il dinamismo profondo delluomo, fatto di finitezza e infinitezza.
Luomo non pu essere pi che natura, se non rispettando la sua natura (De Finance). Possiamo
andare oltre la natura, perch in essa, nella fedelt ad essa, pu andare oltre la stessa.

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Par. III Identit sostantiva e questioni bioetiche sulla sostantivit aperta. Inizio e fine vita.
Implicazioni etiche riguardano aspetto analizzato metafisicamente e antropologicamente, ovvero
la sostantivit. vero che per Boezio, sostanza individuale di natura razionale, ma ci sono altri aspetti.
Per ora sostantivit. Integrare corporeit umana con persona in quanto soggetto cosciente e libero.
Nessun dualismo, ma unit. Corporeit umana costitutiva perci della sostanzialit della persona.
Ecco le conseguenze etiche. Chi persona dunque? In stato vegetativo persona? Altri elementi.
Individualit e razionalit/spiritualit. Per ora ci concentriamo su sostantivit. La prima condizione
per essere persona non essere un accidente, ma una sostanza, esistere in s. Senza questa consistenza
e autonomia nellessere, non c persona. La sostantivit prima condizione per essere persona.
Dato della filosofia contemporanea, recupero corpo. La corporeit in rapporto ad una
sostanzialit intesa come sostantivit. Sia lembrione umano sia il malato in stato vegetativo hanno
una corporeit umana costitutiva della loro sostantivit. Antropologicamente si vede che inizio
corporeit umana inizio esistenza umana. Dato biologico dato partenza: zigote, prima cellula
individuo da due gameti ovulo e spermatozoo. Lunione d vita umana. Un uomo, originale, corpo
umano. Nello zigote non c sviluppo pieno, ma principio che porta con s tutto patrimonio genetico
che si svilupper. Vera dimensione umana dello zigote. Dal primo momento del concepimento (un
processo) il plasma germinale ha in s lanima intera (Zubiri). Lumanum delluomo inseparabile
dalla corporeit. Natura uomo quella di uno spirito incarnato, corporeit animica. La psiche non
solo spirito, una res cogitans, ma qualcosa che per sua indole entitativamente volta ad un corpo. La
psiche non ha un corpo, la psiche formalmente versione ad un corpo. Spirito sempre anima che
informa un corpo. Negli angeli non c anima come principio di vita, ma solo spirito. Anche in
Aristotele non spirito ma solo anima, principio di vita. Lanima umana per per Tommaso anima
e spirito (q. 97, a. 3, ma Gi Agostino nel suo De anima). Unum. Principio di vita inseparabile da sua
realt spirituale. La vita segue le leggi biologiche. Le leggi implicano che c sviluppo tra continuit
e identit dellessere. Fin dal concepimento, il corpo si evolve per un principio intrinseco. Legge
biologica. Diventa s stesso, per sue potenzialit intrinseche destinate a maturare.
Nonostante cambio tutte cellule io resto io. Ogni sei anni cambia tutto. Identico costitutivamente
a me. Sono sempre il medesimo. Qui e adesso, esperienza mia corporeit. Corpo non solo qualcosa
che possiedo ma io stesso. Evidenziato oggi da idea come corpo soggetto e non pi oggetto. Krper
e Leib Husserl. Il corpo vitale e dinamico del secondo.

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