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Quote rosa, indaffarate e soddisfatte.

Un libro entra nella cucina del luogo comune delle


donne e trova la felicit
Le donne italiane dedicano in media oltre cinque ore al giorno alla cura della casa e della
famiglia. Due ricercatori dell'Universit di Torino raccontano in un libro provocatorio perch
lo sopportano, sapendo perfettamente quanto questo condizioni le loro scelte di vita. "Il
lavoro familiare strettamente connesso alla loro concezione di identit femminile, e quindi
non rappresenta un peso"
Cucinare, lavare, stirare, spolverare, pulire, prendersi cura dei figli: in Italia queste attivit
sono svolte soprattutto dalle donne, che dedicano (in media) oltre cinque ore al giorno al
lavoro domestico e familiare. Le italiane, in generale, sembrano sopportare il carico di buon
grado, in diversi casi con soddisfazione. Un atteggiamento che viene studiato da Lorenzo
Todesco (gi autore di Quello che gli uomini non fanno) e Renzo Carriero, ricercatori al
dipartimento di Culture, Politica e Societ dellUniversit di Torino, nel libro Indaffarate e
soddisfatte (Carocci editore). Il testo ha la prefazione di Maria Carmen Belloni, ex
presidente del Centro Interdisciplinare di Ricerche e Studi di Donne e Genere (Cirsde).
Professor Todesco, perch avete deciso di analizzare il carico del lavoro domestico e della
cura dei figli nelle famiglie italiane? Spesso si tende a non riconoscere limportanza di
questo lavoro, in assenza del quale nessuna societ potrebbe funzionare: basti pensare che
il valore economico di beni e servizi prodotti gratuitamente in famiglia valgono un terzo del
prodotto interno lordo del nostro paese. Inoltre, lineguale divisione tra uomini e donne del
lavoro familiare una delle principali cause delle disuguaglianze di genere, in quanto limita
limpegno delle donne nel mercato del lavoro e di conseguenza le risorse economiche su cui
possono fare affidamento.
Che cosa emerge dalla vostra ricerca? Nel nostro paese le donne gestiscono una grossa
quantit di lavoro familiare, oltre cinque ore al giorno, mentre gli uomini continuano a
dedicare molto meno tempo, poco pi di unora e mezza. Tuttavia, le donne si dichiarano
mediamente soddisfatte della divisione di questa attivit con i loro compagni e, in generale,
farsene carico non ha per loro ripercussioni in termini di stress. Da qui il titolo, volutamente
provocatorio, del nostro libro.
Perch le italiane fanno cos tanto in casa? A nostro modo di vedere si tratta di ragioni di
tipo prevalentemente culturale, legate al tradizionalismo nei ruoli di genere ampiamente
diffuso nel nostro paese. Per molte donne dedicare tempo al lavoro familiare strettamente
connesso alla loro concezione di identit femminile, e quindi non rappresenta un peso.
Per le coppie omosessuali la suddivisione diversa? In Italia non sono disponibili dati che
offrono risposte al riguardo e anche negli altri Paesi esistono pochissimi studi, generalmente
basati su piccoli campioni non generalizzabili.
Quali indicatori avete usato per stabilire quante ore le italiane trascorrono impegnate
nelle pulizie e nellaccudimento dei figli? Abbiamo utilizzato i dati Istat di uso del tempo,
che tramite la compilazione da parte degli intervistati di un diario giornaliero permettono di
quantificare con precisione le ore e i minuti dedicati alle singole attivit della vita
quotidiana.
Che differenze ci sono con gli altri Paesi occidentali? LItalia presenta una situazione
peculiare rispetto alla divisione del lavoro familiare, anche se simile a quella di alcuni paesi
della fascia mediterranea, come la Spagna, ad esempio. Le donne italiane fanno molto di pi
delle altre, e principalmente rispetto a due attivit: cucinare e pulire. Questa peculiarit
probabilmente dovuta a due fattori culturali, che si vanno a sommare al gi citato
tradizionalismo nei ruoli di genere: la cultura del cibo e del mangiar bene che caratterizza il
nostro paese, riflettendosi anche nella preparazione dei pasti quotidiani, e limportanza che
viene data alla casa, spesso di propriet, che implica standard di pulizia e ordine elevati.
La situazione per le nuove generazioni sta cambiando? Nellultimo ventennio le donne
italiane hanno diminuito di circa unora al giorno il tempo dedicato al lavoro familiare, e
questo cambiamento avvenuto in modo abbastanza generalizzato tra le diverse fasce di
et. Gli uomini invece hanno aumentato il loro contributo solo di una decina di minuti. Esiste
per una categoria di uomini, giovani e ben istruiti, che hanno aumentato molto pi degli
altri il loro impegno nella cura dei figli. Peccato che questi uomini, da molti definiti nuovi
padri, non siano diventati anche nuovi mariti: laumento del loro contributo al lavoro
domestico resta infatti quantificabile in una manciata di minuti.
Stirare, cucinare o fare la spesa: ancora cose da femmine per gli uomini italiani
Il 58,3% dei maschi del Bel paese non cucina, il 73,5% non apparecchia n sparecchia, il
98,6% non lava n stira, il 70,5% non fa la spesa. A svolgere i gesti quotidiani nelle famiglie
sono quasi esclusivamente le donne che dedicano il 200% del tempo in pi rispetto ai
compagni. I motivi di questa suddivisione sbilanciata li indaga il saggio di Lorenzo Todesco
Quello che gli uomini non fanno
Cucinare, sparecchiare, lavare le pentole, pulire il tavolo e il lavandino, passare
laspirapolvere, fare il letto, buttare la pattumiera. Sono soltanto alcune delle attivit che la
filosofa americana Andrea Veltman definisce una tortura di Sisifo e che compongono i
gesti quotidiani che nelle famiglie italiane sono svolti quasi esclusivamente dalle donne.
Secondo lEurostat, infatti, nel Belpaese le donne dedicano, in media, alle incombenze
domestiche il 200% del tempo in pi degli uomini. Una tendenza che ci vede ultimi in
Europa, dopo la Spagna, e che si ripropone anche nelle coppie in cui entrambi i partner
sono impiegati nel mercato del lavoro. A parit di carico esterno, infatti, la donna a
svolgere i tre quarti dei lavori domestici. Situazione che non cambia, anzi si aggrava, in
presenza di figli.
I motivi alla base di questa suddivisione sbilanciata sono al centro del saggio Quello che gli
uomini non fanno di Lorenzo Todesco, ricercatore allUniversit di Torino. Il testo del
sociologo spiega, attraverso una serie di studi e ricerche, le ragioni che spingono il 58,3%
degli uomini italiani a non cucinare, il 73,5% a non apparecchiare n sparecchiare, il 98,6%
a non lavare n stirare, il 70,5% a non fare la spesa. Tra le cause riconducibili alla
dimensione individuale cosiddetta micro c la questione economica. Se luomo
lunico ad avere un reddito, diventa scontato che la donna si occupi della casa e dei figli. Un
automatismo che rimane anche se lei ha un lavoro retribuito perch, in generale,
comunque lui a guadagnare di pi, ad avere una carriera meno frammentata e ad occupare
posizioni professionali pi importanti. A questo si associa anche quella che Todesco
definisce ideologia di genere e che fa s che le donne facciano i lavori di casa e si curino
dei figli con abnegazione per rispondere alle aspettative sociali che vengono trasmesse dalla
famiglia, dalla scuola, dai mass media. Su questa situazione pesa il contesto nazionale
(macro) che nel caso dellItalia si dimostra incredibilmente conservatore, in particolare se
rapportato con i Paesi scandinavi. Infatti, il nostro sistema di welfare non consente alle
donne di avere a disposizione adeguate strutture di scarico delle fatiche quotidiane. Da noi
mancano politiche che aiutino a rinegoziare i compiti familiari dato che ancora diffusa e
condivisa lidea che pulire, cucinare, lavare, seguire i figli siano cose da femmine.
Dal libro di Todesco che ha appena cominciato il giro di presentazioni con il prossimo
incontro previsto per l8 luglio a Torino emerge un altro dato: la situazione di disparit
costituisce un elemento di comodo per gli uomini. Infatti, chi da single si occupa dei lavori di
casa perch costretto dalle contingenze, appena entra in coppia smette o riduce il carico
optando per attivit meno gravose come le piccole riparazioni, la cura delle piante, la
gestione dellautomobile, il pagamento delle bollette e in generale le commissioni saltuarie.
E questa non una caratteristica solamente italiana ma, per cos dire, internazionale. La
nascita di un figlio, soprattutto se si tratta del primo, porta poi a uno sbilanciamento
ulteriore: le donne aumentano il tempo dedicato alle incombenze domestiche e di cura e gli
uomini mantengono limpegno invariato o lo riducono per investire di pi nel lavoro
retribuito.
Trovare una soluzione alla situazione non semplice. Anche se sono sempre di pi le coppie
istruite, giovani, a doppio reddito che si mettono in discussione, spesso la questione del
mnage quotidiano diventa causa di tensioni cos forti da portare alla rottura del rapporto.