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9 Fondamenti del calcolo non lineare del calcestruzzo armato


9.1 Ipotesi fondamentali assunte per la schematizzazione di calcolo
Le ipotesi, ormai accreditate ed accettate da tutte le normative, sulle quali si basa la
misurazione dello Stato limite ultimo di sezioni in presenza delle due caratteristiche di
sollecitazione N, forza normale ed M, momento flettente, sono le seguenti:
 le sezioni si conservano piane;
 il calcestruzzo teso non contribuisce alla resistenza;
 non si verifica scorrimento relativo tra calcestruzzo ed acciaio.
Inoltre, in corrispondenza allo Stato limite Ultimo, il calcestruzzo compresso presenta:
 una deformazione unitaria(1) cu2 o cu3 (genericamente cu);
 una distribuzione di compressioni cd convenzionale, conseguente ad un determinato
diagramma di progetto ( )cd.
Sempre in corrispondenza allo Stato limite Ultimo, lacciaio presenta:
 deformazioni unitarie ultime fu;
 tensioni fd conseguenti a determinati diagrammi di progetto ( )fd.

Landamento reale del diagramma effettivo ( )ck di compressione per una sezione di
conglomerato armato riportato nella figura 9.1.

Inserire figura:ILLUSTRAZIONI\ARTS Tiff(cap 9)\Diag compCLS (fig 9_1).TIF


Figura 9.1 Diagrammi qualitativi di compressione di calcestruzzi con differente resistenza a
compressione.

Si pu notare come al crescere della resistenza fck compaiano caratteristiche di fragilit: il


calcestruzzo presenta una maggiore intensit nella resistenza, ma la rottura si verifica con
sempre minori valori delle deformazioni unitarie cu. Infatti, dalla figura 9.1, si pu notare

1
In funzione del particolare diagramma sforzi-deformazioni di compressione adottati per il conglomerato a rottura.

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come, al crescere della resistenza caratteristica fck, diminuisca sensibilmente il valore cu e
aumenti la rigidit del materiale: aumento del modulo elastico E del conglomerato.
9.2 Schematizzazione matematica dei diagrammi di compressione del conglomerato
secondo la Normativa Italiana e lEurocodice 2 (E.C.2)
Le Norme Tecniche fissano le deformazioni unitarie di riferimento del conglomerato
compresso sia in funzione del particolare diagramma di calcolo tensione-deformazione del
calcestruzzo e sia in funzione della classe di resistenza del conglomerato (vedere dettagli nei
grafici in figura 9.2). In particolare, le Norme Tecniche stabiliscono per conglomerati fino a
fck = 50 Mpa :  c2 = 0,20% ;  c3 = 0,15% ;  cu = 0,35% e  c 4 = 0,07% . Mentre, per
conglomerati con fck > 50 MPa :
 c2 = 0,20% + 0,0085  ( fck  50)0,53 ;  cu = 0,26% + 3,5 [(90  fck ) / 100]4 ;
 c3 = 0,175% + 0,055 [( fck  50) / 40] ;  c 4 = 0,2   cu ,
purch si adottino opportune limitazioni quando si utilizza il semplice diagramma
rettangolare. Inoltre, per sezioni o parti di sezioni soggette a distribuzioni di tensione di
compressione approssimativamente uniformi, si assume per la distribuzione ultima a rottura il
valore  c2 anzich  cu .
Secondo lE.C.2 (NAD) (vedere sempre figura 9.2) si assume c2 = 0,002 o c2 = 0,00135 in
funzione del modello con cui si schematizza il legame sforzi-deformazioni del conglomerato
compresso. In particolare, lE.C.2 (NAD) assume sempre cu = 3,5 (2), qualsiasi sia il
modello utilizzato.
Le Norme Tecniche, per schematizzare la resistenza di calcolo a compressione del
conglomerato cementizio, in linea con lE.C.2 propongono la seguente formulazione:
f
fcd =  cc  ck ;
c
dove;
  cc = 0,85 il coefficiente riduttivo per resistenza di lunga durata;
  c = 1,5 il coefficiente parziale di sicurezza relativo al calcestruzzo;

Nel caso di elementi piani (solette, pareti, ...) gettati in opera con calcestruzzi ordinari e con
spessori minori di 50 mm, la resistenza di calcolo a compressione va ridotta al valore di
0,80  fcd . Il coefficiente  c pu essere ridotto da 1,5 a 1,4 per produzioni continuative di
elementi o strutture, soggette a controllo continuativo del calcestruzzo dal quale risulti un
coefficiente di variazione (rapporto tra scarto quadratico medio e valore medio) della
resistenza non superiore al 10%. Le suddette produzioni devono essere inserite in un sistema
di qualit (vedere Norme Tecniche).

LEurocodice 2 prescrive, analogamente, per il computo della resistenza di calcolo del


calcestruzzo la nota relazione:
fcd = fck / c,
dove, secondo lE.C.2 (NAD) si deve porre c = 1,6; mentre, secondo lE.C.2 (EN) si ha c =
1,5. In particolare, il coefficiente  (si veda figura 9.2) viene introdotto al fine di considerare
gli effetti sfavorevoli di carichi di lunga durata o risultanti dal modo di applicazione del
carico sulla resistenza a compressione (sia lE.C.2-NAD che lE.C.2(3) permettono, infatti, un
valore di  = 0,85).

2
LE.C.2 (EN) per conglomerati con fck [MPa] [12; 50] assume  cu2 = 3, 5 / 1000 ; mentre propone valori minori per

conglomerati con fck [MPa] [55; 90 ] . Vedere tabelle in figura 9.2.


3
Secondo lE.C.2, il valore di  da adottare in uno Stato deve di regola essere compreso tra 0,8 e 1,0 e si pu reperire nella
sua applicazione nazionale. Il valore raccomandato dalla EN 1992-1-1 1,0.

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Inserire figura:ILLUSTRAZIONI\ARTS Tiff(cap 9)\Diag cls di cal (fig 9_2).tif


Figura 9.2 Curve qualitative sforzi-deformazioni comunemente impiegate per la schematizzazione
matematica della resistenza a compressione del conglomerato secondo le Norme Tecniche e lE.C.2.

Relativamente al valore della resistenza caratteristica cilindrica a compressione del


conglomerato, la Normativa Italiana (e lE.C.2-NAD) assume fck = 0,83 Rck ; mentre lE.C.2
(EN) d valori leggermente differenti in funzione della resistenza del calcestruzzo; comunque
il valore fck = 0,80 Rck sembra quello pi attendibile. Secondo le Norme Tecniche,
escludendo i casi di impiego di conglomerati con fck > 50 MPa , per il calcestruzzo
compresso si deve assumere un accorciamento (unitario) ultimo di valore:
 cu = 3,5%, nei casi di flessione semplice, composta, retta o deviata;
 cu = 2,0%, nel caso di compressione pura;
quando si adotti un diagramma ( )cd costituito da unarco di parabola di secondo grado
passante per lorigine, con pendenza 1000fcd ed avente asse parallelo a quello delle tensioni, e
da un segmento di retta parallelo allasse delle deformazioni unitarie tangente alla parabola
nel punto di sommit.

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Per la progettazione delle sezioni trasversali, lE.C.2 (EN) e le Norme Tecniche permettono di
assumere la seguente relazione tensioni-deformazioni, con andamento qualitativo del tipo
parabola-rettangolo (vedere figura 9.2):
   n 
 c = fcd  1   c  per c [0; c 2 ] ;

 c 2 
 c = fcd per c [ c2 ; c2u ] ;
dove:
 c 2 la deformazione unitaria al raggiungimento della massima tensione, secondo la
tabella riportata nella figura 9.2;
 cu2 la deformazione unitaria ultima, secondo la tabella riportata nella figura 9.2;
 n un parametro il cui valore riportato nello schema seguente:

fck [ MPa] 12 16 20 25 30 35 40 45 50 55 60 70 80 90
n 2,0 2,0 2,0 2,0 2,0 2,0 2,0 2,0 2,0 1,75 1,6 1,45 1,4 1,4

In generale, secondo lE.C.2-NAD (per qualsiasi classe di resistenza del conglomerato usato),
per un legame sforzi-deformazioni del tipo parabola-rettangolo (figura 9.3), nel tratto
parabolico, lequazione costitutiva del conglomerato compresso schematizzabile:
  c = 1000  fcd  c  (1 250  c )

 c [0; c2 ].
Mentre, assume valore costante per:
 c = fcd

c > c2 .

Inserire figura:ILLUSTRAZIONI\ARTS Tiff(cap 9)\Diagr resis CLS(fig 9_3).tif


Figura 9.3 Diagrammi qualitativi di calcolo parabola-rettangolo, rettangolo equivalente e triangolo-
rettangolo del conglomerato in compressione.

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In ogni caso, la Normativa Italiana lascia al Progettista la facolt di assumere unequivalente


distribuzione rettangolare delle tensioni o altre relazioni sforzi-deformazioni se pi
adeguatamente rappresentative del comportamento del conglomerato considerato (vedere, ad
esempio, schema modello rettangolo equivalente o triangolo-rettangolo in figura 9.3).

Nota. Si ritiene, comunque, utile ricordare lespressione della resistenza di calcolo del
conglomerato a compressione adottata dal vecchio D.M. 09.01.96:
 fck f 0,83 Rck
 fcd =   =   ck =  
 c 1,6 1, 6  fcd  0, 44 Rck ;
 = 0, 85

dove, in armonia con lE.C.2(4), viene introdotto un coefficiente  = 0, 85 per tenere conto
degli effetti sfavorevoli di carichi di lunga durata o dal modo di applicazione dei carichi. In
particolare, come gi accennato, la Normativa Italiana assume pari a 0,83 il coefficiente che
porta il valore di resistenza caratteristica da provini di forma cubica a provini di forma
cilindrica, essendo appunto fck la resistenza caratteristica determinata su provini cilindrici e c
il coefficiente applicato al materiale. Solo a titolo informativo, si riportano in tabella 9.1 i
valori dei coefficienti dei materiali assegnati dalla Normativa Italiana secondo quanto
stabilito dal CNR circa un trentennio fa.

Acciaio non
Acciaio controllato in
controllato in Calcestruzzo
stabilimento
stabilimento
Rigorosamente
controllato e dosato
c = 1,40
Stati limite Ultimi s = 1,32 s = 1,15 Con normali controlli
(in cantiere o in
stabilimento)
c = 1,50
Stati limite
s = 1 s = 1 c = 1
desercizio
Tabella 9.1 Dal Bollettino Ufficiale CNR, pt. IV, n. 58, gennaio, 1978.

Laver penalizzato di 0,85 la resistenza di progetto fck / c, aveva lintento, come accennato, di
tenere conto della differenza tra i carichi di breve durata delle prove di laboratorio e quelli di
lunga durata che si hanno in servizio, nonch della possibilit di sollecitazioni alternate per
carichi ripetuti, che possono generare anche fenomeni di fatica. Va rilevato che tale modello,
impiegato per i calcoli, schematizza un comportamento dei materiali alquanto differente da
quello sperimentale, ma senza che ci comporti sensibili errori.
Diversamente dallanalisi lineare del cemento armato, quella non lineare esplicita le
deformazioni nei materiali, e questo costituisce una differenza concettuale ed operativa di
estremo interesse; tra laltro, col vantaggio di permettere la definizione del campo in cui viene
ad inquadrarsi il meccanismo di rottura della sezione e valutarne la duttilit. Le numerose
approssimazioni introdotte nellanalisi, lincertezza del modello e delle caratteristiche dei
materiali finiscono per, va rimarcato, per condurre a volte sensibili differenze tra momenti
resistenti teorici e sperimentali (questi ultimi normalmente pi elevati), per cui la cosa viene a
giocare a favore di sicurezza.

4
Secondo lUNI EN 1992-1-1: 2005 i valori del coefficiente  deve essere di regola compreso tra 0,8 e 1,0. Il valore
raccomandato dalla Norma E.C.2 pi recente 1,0.

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Osservazione. A proposito del valore del coefficiente  , si ritiene utile eseguire un raffronto
tra le espressioni delle resistenze di progetto a compressione del conglomerato secondo una
delle vecchie formulazioni proposte nelle prime bozze delle Norme Tecniche (almeno nei casi
in cui poteva porsi  Rd = 1 ) e secondo il D.M. 09.01.96. Come noto:
 Norme Tecniche (una delle prime vecchie formulazioni):
R R
fcd = ck = ck ;
 mc 1,9
 D.M. 09.01.96:
0,83 Rck Rck R R
fcd =   =    ck = 0,85  ck .
c (1, 6 / 0,83) 1,93 1, 93
Allatto pratico, a meno del coefficiente di modello  Rd , le Norme tecniche riassumevano nel
coefficiente  mc = 1, 9 un arrotondamento del rapporto  c /  con  pari per allunit. Nel
caso generale di coefficiente di modello diverso dallunit (  Rd  1 ), volendo imporre
luguaglianza dei valori delle suddette due espressioni per la resistenza di progetto fcd, si
ottiene:
Rck R
= fcd = 0,85 ck ,
 Rd  1, 9 1,93
che, esplicitata in termini di  Rd , porge:
1, 93
 Rd =  1, 2 .
1, 9  0,85
allora immediato concludere che ladozione di un coefficiente di modello pari a  Rd = 1, 2
(quindi una posizione a favore di sicurezza) portava le due formulazioni di fcd a coincidere.
Pertanto, se si assumeva  Rd = 1, 2 , la formulazione per fcd secondo la vecchia formulazione
delle Norme Tecniche ritornava:
Rck Rck
fcd = =  0, 44 Rck ,
 Rd  mc 1, 2  1, 9
appunto analoga a quella del D.M. 09.01.96. Si anticipa sin dora che, ai fini delle
calcolazioni di progetto e verifica condotte sia secondo le attuali Norme Tecniche sia secondo
il D.M. 09.01.96, in virt dellutilizzo di procedure speditive e semplificate(5) per la
schematizzazione del diagramma convenzionale di compressione del conglomerato, verr in
questa sede adottata per sicurezza, per il calcolo del valore della resistenza di progetto fcd,
sempre la seguente espressione:
fcd  0, 44  Rck ,
in modo da poter anche raffrontare tra loro le verifiche di un medesimo elemento strutturale
condotte con le due suddette normative.

9.2.1 Il diagramma delle compressioni di calcolo dello stress block dedotto dalle formulazioni
dellE.C.2
In una sezione di calcestruzzo armato si suppongano delle particolari deformazioni unitarie
che inducano il seguente diagramma di sollecitazione delle compressioni:

5
In letteratura sono stati proposti molti diagrammi convenzionali e anche molto differenti tra loro per schematizzare lo stato
tensionale a compressione in condizioni di incipiente rottura di un conglomerato compresso. Tanto per fare un esempio,
esistono i modelli proposti dai seguenti studiosi: E. Seenson (1912); L.J. Mensh (1914); H. K. Dyson (1922); C. Schreyer
(1933); S. Steurmann (1933); O. Baumann (1934); A. Brandtzaeg (1935); F. Gestner (1935); E. Bittner (1935); F.V.
Emperger (1936); J. Melan (1936); R. Saliger (1936); C.S. Whitney (1937); A. Guerrin (1941); V.P. Jensen (1943); R.
Chambaud (1949).

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Inserire figura:ILLUSTRAZIONI\ARTS Tiff(cap 9)\Diag para(fig 9_4).tif


Figura 9.4 Sezione di calcestruzzo armato sottoposta a particolari sollecitazioni esterne che
inducono il lembo maggiormente compresso ad una deformazione unitaria proprio pari al 2.

Si pu osservare che, nel caso le deformazioni unitarie per il calcestruzzo arrivino solo fino al
2, come nel caso riportato nella figura 9.4, larea del diagramma di compressione
corrispondente sar costituito dal tratto di parabola che dallasse neutro arriva fino al punto di
ordinata fcd , corrispondente allaccorciamento unitario del 2. A tale proposito, senza
entrare in merito ai calcoli, si pu dimostrare che larea di tale parte del diagramma delle
compressioni ha il valore:
2
A =  fcd  x = 0,667  x  fcd ;
3
inoltre, la distanza della retta dazione della forza risultante di tale diagramma di
compressione dista dal lembo maggiormente compresso di:3x / 8.Si dimostra altres che
qualsiasi siano le deformazioni unitarie del conglomerato, in luogo della distribuzione di
compressioni conseguente al diagramma ( )cd della figura 9.3, si pu adottare una
distribuzione di compressioni di progetto cd (stress block) uniforme, essendo x laltezza della
zona compressa (vedere figura 9.5). In particolare, il modello dello stress block trova il suo
punto di partenza nel Bollettino Ufficiale CNR, pt.IV, n.58 gennaio 1978. Detto modello
prevede:
 nei casi in cui sia x  H (dove H laltezza totale della sezione), asse neutro reale,
oppure nel caso che risulti: H < x  1,25H, di adottare: compressione costante di valore fcd
= fck/c a partire dal lembo pi compresso per unaltezza di sezione uguale a 0,8x; la
risultante dista quindi di 0,4x dal lembo pi compresso;
 nel caso in cui sia x  1,25H: compressione costante di valore fcd =fck/c su tutta la
sezione.

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Inserire figura:ILLUSTRAZIONI\ARTS Tiff(cap 9)\Stress block(fig 9_5).tif


Figura 9.5 Diagramma di calcolo dello stress block secondo una proposta del CNR e secondo
lE.C.2.

Se la sezione presenta una larghezza decrescente verso le fibre pi compresse partendo


dallasse neutro, allora le compressioni si assumono pari a fcd = 0,80fck/c anzich al valore fcd
=fck/c. Ci per tenere in qualche maniera conto della riduzione di materiale resistente a
compressione a disposizione della sezione sollecitata.

Nota. In questa pubblicazione, ladozione dello schema semplificato dello stress block
viene introdotto e considerato come approssimazione dello schema parabola-rettangolo per
le deformazioni-tensioni. Pertanto, alle equazioni di equilibrio allo stato limite ultimo che
utilizzano il modello dello stress block, verranno accostati i campi di rottura relativi al
modello parabola-rettangolo, coerentemente con le disposizioni dellE.C.2.

Secondo lE.C.2 si pu ipotizzare una distribuzione rettangolare di tensioni (come mostrato


nelle figure 9.3 e 9.5) del tipo dello stress block precedentemente introdotto. Come si pu
vedere nello schema di figura 9.5, viene introdotto il coefficiente  che definisce laltezza
efficace della zona di compressione e il coefficiente  che definisce la resistenza effettiva. In
particolare, lE.C.2 (EN) impone:
 = 0,8 per fck  50 MPa ;
 = 0,8  ( fck  50) / 400 per 50 < fck  90 MPa ;

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e
 = 1,0 per fck  50 MPa ;
 = 1,0  ( fck  50) / 200 per 50 < fck  90 MPa .
Infine, se la larghezza della zona di compressione decresce nella direzione della fibra pi
compressa, si raccomanda di ridurre del 10% il valore di   fcd .

Nota. Secondo le Norme tecniche, consentito anche limpiego di altri diagrammi ( )cd
oltre a quelli qui presentati, purch i risultati che ne conseguono siano in soddisfacente
accordo con quelli che si ottengono con il diagramma parabola rettangolo o che siano dal
lato della sicurezza.

9.2.2 Diagrammi di resistenza degli acciai di armatura secondo la Normativa Italiana e lE.C.2
Secondo lE.C.2 (NAD), per le diverse tipologie di acciaio di armatura, fissate le resistenze
caratteristiche fyk (a cui corrisponde la deformazione yk) e ftk (si veda figura 9.6),
rispettivamente allo snervamento ed a rottura, si otterranno i seguenti valori di calcolo:
fyd = fyk /  s ; ftd = ftk /  s ;
dove il coefficiente s negli Stati limite Ultimi viene assunto, dalle normative, pari a 1,15.

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Inserire figura:ILLUSTRAZIONI\ARTS Tiff(cap 9)\Diagram acciai(fig 9_6).tif


Figura 9.6 Diagrammi di calcolo  per acciai (a snervamento definito) in trazione, secondo
lEurocodice 2(6) e la Normativa Italiana.

6
Il punto 3.3.3(3P)-E.C.2 EN afferma che le regole progettuali dellEurocodice valgono per limpiego di acciai aventi
snervamento caratteristico compreso tra 400 e 600 MPa. In Italia previsto limpiego di barre dacciaio ad aderenza
migliorata, saldabili, di Classe C aventi le seguenti caratteristiche: resistenza a trazione caratteristica ftk  540 MPa ;
resistenza a snervamento caratteristica ftk  450 MPa e allungamento caratteristico per unit di lunghezza sotto il

massimo carico di prova  uk  0, 075 .

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Il diagramma ( ) di calcolo secondo le normative riportato in figura 9.6; in particolare,


entrambe le normative utilizzano sia il cosiddetto modello della bilatera con incrudimento
(fig. 9.6-1) sia il modello elastico perfettamente plastico (fig. 9.6-2). Entrambi i modelli
considerano come deformazione ultima a trazione il valore pari a 0,01. Fa eccezione lE.C.2
che permette di utilizzare il modello elastico perfettamente plastico con un allungamento
 fu > 10 (7). Per tutte e due le normative, come modulo elastico dellacciaio nel primo
tratto, si assumer in questa pubblicazione: Ef = 2,1106 daN/cm2. Lequazione costitutiva
dellacciaio, secondo il modello elastico perfettamente plastico, equivale a:
f = Ef  f per f > yd
f = fyd per yd  f  0,01
mentre, secondo il modello della bilatera con incrudimento, detto con ftd = ftk /  s la
resistenza di calcolo a rottura, lequazione costitutiva equivale a porre (E.C.2-NAD):
f = E f  f per  f > yd

f =
(ftd )(
fyd  f yd )+ f per yd  f  0,01,
0, 01 yd
yd

e, nel caso limite di  f = 0,01 , dallultima delle due relazioni si ottiene:  f = fyd .
Come gi anticipato, lE.C.2 (NAD), ma solo in sede di progetto, permette di utilizzare la
curva costitutiva semplificata nella figura 9.6-2, senza porre limite alla deformazione, che,
quindi, pu anche superare il valore di 0,01 (nel presente lavoro, tuttavia, negli esempi
proposti ci si limita comunque a questultimo valore)(8). Viceversa. LE.C.2 (EN) permette di
utilizzare per lacciaio da armatura lenta un modello con ramo superiore orizzontale senza
mai la necessit di verificare il limite di deformazione. In particolare, secondo lE.C.2 (EN)
pu utilizzarsi anche un modello con incrudimento (ramo superiore inclinato), ma con limite
di deformazione pari a ud = 0,9  uk . Analogamente allE.C.2 (NAD), definito con
ud  yd
fud*   fyd  (k  1) , per lE.C.2 (EN) si pu scrivere:
 uk  yd
f = E f  f per  f > yd

f =
(f *
ud )(
fyd  f yd )+ f per yd  f  ud,
ud yd
yd

dove, per temperature comprese tra 40C e 100C e per armature disposte nella struttura
finita relativamente a Classi A, B e C di barre diritte, in rotoli o reti ( fyk [ MPa] [400; 600] ) il
valore minimo di k deve risultare:

7
lE.C.2 (NAD) lo consentiva solo in fase di progetto.
8
Utilizzando il modello elastico perfettamente plastico, senza porre limitazione alla deformazione unitaria degli acciai tesi, si
arriva ai medesimi risultati condotti utilizzando un medesimo modello ma con deformazione ultima di trazione fissata pari
al 10/1000. In ogni caso, c da dire che lassenza di limiti imposti per la deformazione dellacciaio consente ovviamente
numerose semplificazioni nella trattazione analitica. In questa pubblicazione, si deciso di mantenere la limitazione
suddetta, soprattutto nel presentare le vecchie formulazioni pi rigorose sulla presso-tensoflessione (vedere esempi ai
paragrafi 10.8 e 10.9).

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Barre (diritte) e barre a rotolo Reti


Classe acciaio(9) A B C A B C
Valore minimo di  1, 15  1, 15
 1, 05  1, 08  1, 05  1, 08
k = ( ft / fy ) k < 1, 35 < 1, 35
Deformazione
caratteristica al
carico massimo  2, 5  5, 0  7, 5  2, 5  5, 0  7, 5
uk (%)

Nota. Andamenti del tutto uguali a quelli rappresentati in figura 9.6 valgono teoricamente per
il comportamento degli acciai in compressione. Allatto pratico, nel caso di acciai di armatura
allinterno di un conglomerato, risulta pi corretto definire dei valori convenzionali di
massima tensione in compressione, in conseguenza alla massima tensione di compressione
stabilita per un conglomerato armato compresso. In particolare, sia per lE.C.2 che per la
Normativa Italiana la massima tensione in compressione da considerarsi pari, in valore
assoluto, allordinata della particolare curva di progetto (figure 9.6-1 e 9.6-2) valutata in
corrispondenza del valore dellascissa pari a c 2 per la Normativa Italiana e pari a c per
lE.C.2 ( c 2 o c 3 in funzione del diagramma di compressione utilizzato: fig. 9.3). Ad
esempio, secondo lE.C.2 e le Norme Tecniche, con diagramma delle compressioni parabola-
rettangolo si pone: c 2 = 2,0 .
9.3 I principali meccanismi di collasso: rottura fragile e rottura duttile
Concettualmente, la verifica agli stati limite ultimi consiste nel controllare che in ogni sezione
dellelemento strutturale considerato il valore di calcolo della sollecitazione Sd (semplice o
composta) risulti inferiore alla resistenza di calcolo Rd. Si pu osservare che vi sono
essenzialmente due differenti meccanismi di rottura, quello fragile e quello duttile. Nel caso
in cui sia presente una sollecitazione semplice (cosa peraltro rara nella pratica operativa) la
verifica od il progetto risultano rapidi; ci si verifica in maniera minore, se viceversa la
sollecitazione composta e quindi occorre seguire lincremento delle sollecitazioni sino al
collasso. Si anticipa sin dora che, negli stati limite ultimi per flessione, o per flessione e forza
longitudinale, si pu dimostrare come in una data sezione si possano individuare diversi
meccanismi di rottura, a seconda dellandamento delle deformazioni lungo laltezza della
sezione, e come si possa fissarne la scelta per il progetto.

9
Vedere pi avanti prospetti C.1 C.2N.

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