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L'AFFAIRE BENVENISTE.

OVVERO:

SULLA MEMORIA
DELL'ACQUA E DELLA SCIENZA
Roberto Germano - Fisico della materia e amministratore unico della Promete, spin off
INFM

Articolo pubblicato per la prima volta sulla rivista Anthropos & Iatria - Rivista
italiana di Studi e ricerche sulle Medicine Antropologiche e di Storia delle
Medicine (www.medicinealtre.it ) anno VIII numero II, pp. 89-91, riprodotto per
gentile concessione dell'autore che ne detiene i diritti. Riproduzione vietata con
qualsiasi mezzo.

Gli uomini hanno per natura pi paura della verit che della
morte.
(S. Kirkegaard)

Nessun esperimento riproducibile se uno lo fa con sufficiente
incompetenza.
(E. Del Giudice)

Ci sono alcuni che si affannano a far prevalere la propria
opinione, specialmente quando non ne hanno una.
(R. Germano)

Jacques Benveniste (1935-2004)

_______________________________

Jacques Benveniste

Jacques Benveniste: chi costui? Nato (1) a Parigi nel 1935, studia
medicina e nel 67 diviene direttore clinico alla Facolt di Medicina di
Parigi; sempre alla fine degli anni 60 ricercatore allIstituto sulla Ricerca
sul Cancro del CNRS e poi si occupa di patologia sperimentale in
California. Nel 1970 scopre il "Platelet-Activating Factor". Nel 1978 diviene
Direttore di Ricerca INSERM (Istitut National de la Sant Et de la
Recherche Mdicale) e nel 1980 viene posto a capo dellunit di Ricerca 200
dellINSERM: Immunologia delle allergie e delle infiammazioni. E autore
di circa 300 pubblicazioni su riviste internazionali, di cui 26 sul Journal of
Immunology.
Dulcis in fundo o, forse meglio, in cauda venenum, Benveniste anche
vincitore di ben due Premi IgNobel per la Chimica, nel 91 per la memoria
dellacqua e nel 98 per la trasmissione delle informazioni di tale
memoria via telefono ed Internet
IgNobel (marchio registrato!!!) un gioco di parole tra "ignobile" e
"Nobel": si tratta di un premio ideato ed assegnato da unallegra accademia
di professori dell'establishment accademico. Questo tipo di burla sembra
manifestare la presenza, nella sensibilit dei suoi ideatori, sia della loro
nascosta aspirazione al riconoscimento istituzionale tramite lagognata
"canonizzazione" assegnata dai mass media, e non solo, per lassegnazione
del premio Nobel, sia il terrore del possibile giudizio negativo dei colleghi,
e di risultare, quindi, "ignobili"; tutto questo a scapito della curiosit
scientifica incondizionata che caratterizza, invece, lapproccio psicologico
di uno scienziato libero, a cui non credo verrebbe mai in mente di
sbeffeggiare un collega su questo terreno...
Infatti, non a caso, proprio intorno alle ricerche cos premiate che
andremo a concentrare la nostra attenzione!!

Linfausta sorte dei basofili degranulati

Nel nostro corpo circolano indisturbati alcuni tipi di globuli bianchi, o


leucociti che dir si voglia, meno comuni degli altri e che vengono chiamati
basofili. I basofili trasportano dei granuli al loro interno ed una delle
sostanze contenute in questi granuli la gloriosa istamina, una sostanza
vasodilatatrice che tutti gli allergici di questo mondo sanno essere
fortemente connessa ai loro starnuti o reazioni allergiche varie. Infatti, ci
che accade quando starnutiamo, o la pelle si arrossa, in presenza di polline
di parietaria o di una graminacea (cio un allergene a cui
sensibilizzato), ad esempio, che i basofili reagiscono alla sollecitazione
esterna rilasciando nel circolo sanguigno i loro granuli, cio stanno
degranulando!!! A questo punto, a loro volta i granuli rilasciano
listamina e quindi i capillari della pelle, delle mucose, e dei bronchi
subiscono lazione vasodilatatrice che genera gli effetti allergici che ben
conosciamo, e che in termini tecnici viene definita reazione anafilattica. In
pratica, se questi benedetti basofili non degranulassero niente starnuti!!
Ed ecco presentato il primo protagonista dellAffaire Benveniste.
Veniamo ora al co-protagonista: lanti-IgE. Alcuni medici, forse un po
sadici, si sono accorti che si pu rendere una persona, che di per s sarebbe
niente affatto allergica, comunque sensibile a delle sostanze allergeniche
utilizzando un anticorpo estratto da capre compiacenti: il cosiddetto anti-
IgE. Lanti-IgE provoca la degranulazione dei basofili e quindi le reazioni
allergiche.
La pietra dello scandalo larticolo apparso su Nature il 30 Giugno 1988:

E.Davenas, F.Beauvais, J.Amara, M.Oberbaum, B.Robinzon,


A.Miadonna, A.Tedeschi, B.Pomeranz, P.Fortner, P.Belon, J.Sainte-Laudy,
P.Poitevin and J.Benveniste
"Human basophil degranulation triggered by very dilute antiserum against IgE"
Nature, 333, 816-818 (1988)

In questo articolo vengono descritti una serie di esperimenti condotti


utilizzando diluizioni omeopatiche del co-protagonista: lanti-IgE, che
malgrado ci vale a dire: pur essendo scomparso dal solvente acqua -
induceva comunque la degranulazione dei basofili in misura
statisticamente significativa. Da ci il tormentone di memoria dellacqua
con cui passato alla storia questo celebre quanto controverso risultato
sperimentale.

Lo stesso Benveniste si rendeva ben conto che si trattava di qualcosa di


veramente eclatante ed anomalo, tant vero che disse che ci che era
accaduto era un po come se uno buttasse le chiavi della propria macchina
nella Senna a Parigi e poi raccogliesse dellacqua a Le Havre e fosse in
grado di fare uno stampo delle chiavi con cui riavviare il motore

A questo articolo ne fu affiancato un altro anonimo (ma, scritto


probabilmente dal Direttore di Nature, cio John Maddox) dal titolo
Quando credere allincredibile, in cui si evidenziava linspiegabilit
teorica dei fenomeni descritti, e si invitavano i lettori a sospendere il
giudizio fino a ulteriori controlli:

Anonimo, "When to believe the unbelievable", Nature, 333, 787 (1988)

Lomeopatia aveva dunque trovato la sua validazione grazie ad un


esperimento di immunologia di base effettuato da uno dei pi stimati
ricercatori del campo, il professor Jacques Benveniste?

A me gli occhi, please!

Gli ulteriori controlli non tardarono a farsi attendere e si sostanziarono


nella visita, lunga una settimana, al laboratorio di Benveniste di tre ospiti
ben assortiti: un famoso illusionista ed ipnotizzatore statunitense, James
Randi (membro attivissimo dello CSICOP, Committee for the Scientific
Investigation of Claims of the Paranormal, lo zio damerica dellitaliano
CICAP, per intenderci), il direttore di Nature, John Maddox, ed il sedicente
acchiappa-frodi Walter Stewart.
Ebbene, cosa accadde alle pluriennali ricerche di Benveniste, riprodotte
in laboratori italiani, israeliani, e canadesi, da ricercatori di valore
internazionale che firmarono, infatti, lo scandaloso articolo, durante tali
magici e ipnotici controlli, effettuati da tre persone e durati una
settimana, descritti da Benveniste come uno spettacolo da circo?
Ovviamente, lattitudine dei tre era di scovare il trucco, la frode,
limbroglio, dovunque esso fosse, ma ben certi della fallacia dei risultati
pubblicati da Benveniste.
I risultati della verifica dei tre, furono prontamente pubblicati su
Nature il 28 Luglio 1988:

J.Maddox, J.Randi and W.W.Stewart, " 'High dilution' experiments a delusion",


Nature, 334, 287-290 (1988)

Nella sua replica su Nature, Benveniste li accus di caccia alle streghe e


di maccartismo. Ed in effetti, ci chiediamo: questi risultati dei nostri tre
elementi erano stati replicati da qualche scienziato? E quali scienziati
avevano effettuato la review prima della pubblicazione? (2)
Si tratta di domande retoriche, anche perch larticolo, malgrado il titolo
ben netto, parlava s di pseudoscienza ma non chiariva il mistero della
memoria dellacqua, n accusava alcuno di alcunch!! Per ben cogliere
lattitudine dei tre non bastava leggerne larticolo, ma bisognava quasi
interpretarne le intenzioni: si dichiaravano ben sicuri della buona fede di
Benveniste (quale magnanimit!), si riferivano invece alla Davenas
ringraziandola per i conteggi, insinuando che non fosse in buona fede, cosa
che poi Randi ha in effetti dichiarato anche se soltanto privatamente; si
concludeva poi che cerano stati degli errori di campionatura statistica.

Comunque, dopo i primi giorni in cui i nostri tre non riuscivano a
trovare nulla di sospetto nelle procedure del gruppo di Benveniste, ci che
Randi racconta di avere infine fatto per scovare il truffatore questo:
registrando tutto con una telecamera, le soluzioni furono etichettate in
laboratorio, poi furono portate in una stanza senza finestre e l le etichette
vennero sostituite, la corrispondenza tra le vecchie e le nuove etichette
venne trascritta su un foglio di carta, poi piegato allinterno di un foglio di
alluminio, e imbustato e sigillato con uno speciale adesivo per rilevare le
impronte digitali, la busta fu attaccata sul soffitto del laboratorio e Randi
segn una scala per vedere se qualcuno lavrebbe utilizzata per
raggiungere la busta con la decodifica. Restituirono, dunque, le provette
per continuare lesperimento e poi andarono tutti a cena. Il giorno dopo si
fece il conteggio dei risultati, che risultarono tutti negativi. Mentre Randi
osserv che la scala risultava spostata e che qualcuno aveva provato ad
aprire la lettera con una matita, senza riuscirci.
Il tutto avvalorato dal fatto che le ricerche erano finanziate da aziende
di farmaci omeopatici!! Sappiamo che non neanche il caso di ricordare
che se si annullassero tutte le ricerche mediche perch finanziate da case
farmaceutiche, ben poche ricerche sopravviverebbero!
Va detto che, lillusionista James Randi ancora una volta privatamente,
ma non troppo, visto che era ad un convegno nazionale del CICAP, ha
ammesso con vanto di aver usato lipnosi durante le sue verifiche.

Il fenomeno esiste

Dopo tutto il polverone che si era sollevato e lenorme discredito che era
stato gettato sulla memoria dellacqua, il direttore dellINSERM, Philippe
Lazare, licenzi la Davenas; e stava quasi per fare altrettanto con
Benveniste; ma, invece, prefer saggiamente attendere i risultati di ulteriori
esperimenti ripetuti il cui controllo aveva egli stesso affidato allesperto
statistico, prof. Alfred Spira, direttore dellunit 292 dellINSERM.
Nel Gennaio 1990, al termine degli esperimenti da lui supervisionati, il
prof. Spira si cos espresso:
Il fenomeno esiste, gli esperimenti hanno dato risultati positivi e tuttavia,
bench sia stata seguita una metodologia corretta, i risultati appaiono strani dal
punto di vista statistico. E un fatto che non riesco a capire n a spiegarmi.

Ben 9 anni dopo, uno studio effettuato in parallelo in 4 laboratori
indipendenti sparsi per lEuropa (Gran Bretagna, Italia, Francia e Olanda) -
mentre il coordinamento la codificazione, la randomizzazione e
lelaborazione statistica stata effettuata da un gruppo di ricerca in Belgio -
sembra linizio della riscossa di Jacques Benveniste:

P.Belon, J.Cumps, P.F.Mannaioni, J.Ste-Laudy, M.Roberfroid, F.A.C.Wiegant


"Inhibition of human basophil degranulation by successive histamine dilutions: results
of a European multi-centre trial"

Inflammation Research, 48, supplement 1: S17-18 (1999)

I dati validi da analizzare ammontano a 772; la degranulazione media


del controllo del 48.8%, mentre nel caso delle diluizioni elevate del
41.8%, con la probabilit che ci accada per puro caso che minore di 1 su
diecimila!

Eppur degranula! Bisogna ripetere col prof. Spira che il fenomeno,


dunque, esiste.

LAffaire Benveniste sembra cos cominciare a giungere ad un lieto fine


per Benveniste e per la scienza. Peccato che nel frattempo Benveniste sia
morto.

Bisogna, per, sicuramente dare onore al merito a chi, non facendosi


ingannare dalle apparenze, ha proseguito a sperimentare seriamente.

La bio-chiave e la bio-toppa

Ma cosa ha fatto Benveniste nel corso degli anni 90? Non ha continuato
a sperimentare? Come abbiamo gi accennato, dopo un paio danni, poi
andato oltre, tanto da attirare nuovamente la cortese attenzione di alcuni
colleghi che sono stati pronti ad assegnargli addirittura un altro Premio
IgNobel!

Per poter accennare a queste sue ricerche ancor pi incomprensibili per


il paradigma scientifico di quegli anni (nonch per molti seri accademici di
questi anni) di quanto gi non fosse la memoria dellacqua, necessaria
una breve digressione sul modo in cui le molecole comunicano fra loro

I biologi utilizzano correntemente il termine segnale molecolare senza


una precisa definizione fisica dello stesso. Esiste per unimmaginifica
schematizzazione del modo di comunicare o interagire delle molecole
in campo biologico, che a tuttoggi considerata la spiegazione
istituzionale, che viene chiamata: Relazione Quantitativa Attivit-Struttura,
meglio conosciuta come Modello di Interazione Chiave/Toppa. Di che si
tratta? Le molecole vagano in maniera casuale nei liquidi biologici e si
urtano casualmente. La forza di interazione quella a corto raggio di tipo
elettrostatico, che agisce sensibilmente fino a circa due, tre volte il diametro
della molecola. Quando accade che una molecola Chiave urta proprio la
sua molecola Toppa (per esempio, una molecola antigene urta una
molecola recettore), che sarebbe caratterizzata dal fatto di esserle
geometricamente complementare, le due molecole rimarrebbero incastrate,
e formerebbero un tuttuno fino a che il destino non le separer di nuovo,
inducendo nella cellula con quella Toppa quella funzionalit che senza
quella molecola Chiave non sarebbe mai stata attivata.
Il grande paradosso di questa spiegazione (che quella a tuttoggi
correntemente accettata) che anche levento biologico pi banale - come
ad esempio pensare di voler pigiare un tasto del computer e poi realmente
schiacciarlo - richiederebbe un tempo lunghissimo per potersi svolgere,
cosa che non .
Linsufficienza di questo modello ancor pi evidente nel fallimento dei
programmi di progettazione di nuovi farmaci, che pur utilizzando
estesamente super-calcolatori, non ha dato affatto vita al gran numero di
nuove sostanza attive che ci si aspettava da tale interpretazione del
segnale molecolare, termine comunque ampiamente ancora utilizzato ad
indicare il fantasioso Lego casuale delle molecole appena descritto.

Segnali molecolari e biologia digitale

Benveniste ha sperimentato e proposto un nuovo modello


interpretativo, di tipo elettromagnetico, per rendere conto dei segnali
molecolari, secondo il quale una molecola antigene (ad es) emette un
segnale elettromagnetico che risuona con il segnale emesso dal recettore,
cos attivandolo e inducendo la funzione cellulare corrispondente.
Prima di focalizzare meglio lattenzione sulla teoria, per, il caso di
esplicitare ci che di eccezionale (tanto da risultare incredibile ai pi)
Benveniste ed i suoi collaboratori hanno sperimentalmente verificato:
utilizzando onde elettromagnetiche a bassa frequenza (<20 kHz)
risultano attivate specifiche funzionalit cellulari, in funzione di una
corrispondente ben precisa frequenza.

In particolare, dopo i famosi esperimenti che diedero luogo allarticolo
scandaloso apparso su Nature, Benveniste continu la sua ricerca. In
esperienze a doppio cieco, con la presenza di ricercatori esterni, si not che
la presenza di molecole agoniste altamente diluite veniva annullata da un
debole campo magnetico oscillante che non aveva invece affatto un tale
effetto sulle molecole vere e proprie in diluizioni standard. Seguirono,
dunque diverse centinai di esperimenti che confermarono la possibilit di
trasferire allacqua, tramite un amplificatore, la specifica attivit molecolare
di pi di 30 sostanze!! Si tratta di sostanze quali: agonisti farmacologici e
fisiologici, anticorpi (purificati o con tutto il siero), antigeni e perfino il
segnale specifico di alcuni batteri.
Poi pensarono di invertire il procedimento, di registrare (in digitale,
campionando a 44 kHz), cio, alcune specifiche attivit biologiche e poi
memorizzarle su un hard disk di un PC. Quando tali registrazioni
venivano riprodotte nei pressi di acqua, plasma, organi, cellule, o di
reazioni antigene-anticorpo, il segnale registrato induceva leffetto
caratteristico della sostanza originaria!!! E chiaro come questo potrebbe
condurre alla possibilit di rilevare o trasmettere a distanza qualsivoglia
attivit molecolare, normale o patologica che sia, e in ogni caso conduce ad
una totalmente nuova visione della biologia e della medicina.
Da questi risultati sperimentali viene naturale formulare lipotesi che i
segnali molecolari coincidano proprio con queste onde a bassa frequenza e
che il recettore risuona (3) con esse, un po come il sistema di sintonia di
una radio.
Che i medici tibetani con le loro apparentemente magiche tazze
metalliche (contenenti acqua) che risuonano quando un cilindro di legno
viene strofinato sul bordo (le cosiddette tazze tibetane) - proprio come
accade strofinando il dito inumidito sul bordo di un bicchiere di cristallo) -
non siano proprio del tutto fuori strada?
La verit che i dati sperimentali e la conseguente ipotesi di Benveniste
che i segnali molecolari siano di natura elettromagnetica non cozza contro
alcun principio di biologia o di fisica attualmente ben assestato, infatti si sa
benissimo che le molecole emettono alte frequenze specifiche, ma
daltronde un insieme complesso di alte frequenze pu produrre basse
frequenze (fenomeno dei battimenti).
Inoltre, e qui viene il bello, bisogna considerare il fatto banale che tutte
le interazioni biologiche avvengono in acqua e, mediamente, ogni molecola
di proteina circondata da migliaia di molecole dacqua. E con questo?
Proprio qui sta il punto. Abbiamo qui spazio per dire soltanto (4), che
dallelettrodinamica quantistica si calcola e sperimentalmente si verifica,
che lacqua ha una struttura bifasica, costituita da una sorta di matrice
simile a vapor dacqua molto denso, allinterno della quale si distinguono
come dei nuclei, un po come i domini ferromagnetici del ferro. Tali nuclei
vengono denominati domini di coerenza, ed a temperatura ambiente
hanno un diametro di cinquecento ngstrom (1 ngstrom =10-10m = 1 :
si utilizza perch si tratta dellordine di grandezza della dimensione
atomica), mentre i centri distano fra di essi di 750 .

Struttura dell'acqua cos come scaturisce dai calcoli ab initio di Elettrodinamica Quantistica
Coerente.
A temperatura ambiente: D=750 Angstrom
r= 250 Angstrom

Qui ci basti cogliere il fatto che attraverso questi estesi domini di


coerenza possibile trasmettere in acqua segnali elettromagnetici a
distanza generando unattrazione specifica a lungo raggio sulle molecole
risonanti. La frequenza caratteristica dellinsieme delle due molecole sar
tale che risuona con unaltra molecola o gruppo di molecole specifico che
corrisponde al passo successivo della reazione biochimica, e cos via.
Questa visione elettromagnetica spiega anche come sia possibile che
infimi mutamenti nella struttura di una molecola che corrispondono a
piccole variazioni della frequenza caratteristica, possano dare luogo a cos
grandi modifiche funzionali: ci accade ad esempio nella fosforilazione, nel
caso della sostituzione di uno ione con uno molto simile, come pure nel
caso dello scambio di due peptidi. La spiegazione risiede nel fatto che i
fenomeni risonanti sono estremamente sensibili alle piccole variazioni
intorno al picco di frequenza, vale a dire che la curva dei valori
dellampiezza in funzione della frequenza molto piccata (alta e stretta)
intorno al valore della frequenza di risonanza stessa.

Un piccolo elenco di esperimenti

Ci che sembra spessissimo scaturire dalla critiche a Benveniste, specie per


ci che riguarda questi pi recenti aspetti della sua ricerca, che sembra si
stia parlando di sue idee balzane con nessuna base sperimentale.
Diamo invece unocchiata agli svariati sistemi sperimentali su cui
Benveniste ha messo alla prova le sue idee.
Dal 1984 al 1990:

- Degranulazione dei Basofili tramite alte diluizioni di anticorpi anti-IgE.
- Inibizione della degranulazione dei basofili attraverso alte diluizioni di
Istamina.
Dal 1990 al 1998:
- Cuore di porcellino di Guinea: testate pi di 30 sostanze, prima in alta
diluizione, poi attraverso la trasmissione diretta utilizzando un
amplificatore, e infine registrando e riproducendo il segnale molecolare
grazie ad un computer.
- Attivazione dei neutrofili tramite del Forbolo-Miristato-Acetato
trasmesso da un amplificatore in tempo reale.
Dal 1997 al 1998: Precipitazione di Ag/Ab. Rilevazione del segnale
registrato di batteri (e, per estensione, di antigeni o anticorpi)
riproducendolo ad una reazione immunitaria specifica per quel segnale.
1998: Test dermatologici. Iniezioni intradermiche su porcellini di

Guinea o conigli di acqua informata con il segnale di vasodilatatori come
istamina, serotonina, acetilcolina, bradichina, che inducono una locale
vasodilatazione sulla pelle che viene inibita dallo specifico inibitore della
molecola originale.
Dal 1999 al 2001: Coagulazione del sangue. Acqua informata col
segnale registrato di eparina va a ritardare o ad inibire la coagulazione del
sangue. Il sistema stato totalmente automatizzato realizzando un
bioanalizzatore che realizza tutti i test senza intervento umano.

Un piccolo elenco di applicazioni

E ovvio che da questi risultati sperimentali eclatanti ci si pu aspettare


tutto un fiorire di possibili applicazioni, sia per ci che concerne la
possibilit di rilevazione di caratteristiche biologiche sia per ci che
riguarda la capacit di agire su sistemi biologici.
Prendiamo da Benveniste unutile schematizzazione:

DIAGNOSTICA -
APPLICAZIONE DEI SEGNALI
RILEVAZIONE *
Rilevazione di
Additivi alimentari:
microorganismi
bevande, stimolanti
contaminanti (batteri,
(caffeina, nicotina, ...).
AGRICOLTURA virus, muffe, O157H7,
salmonella, ...). Idroponica, fertilizzanti
digitali e stimolatori della
Rilevazione di prodotti crescita.
transgenici
Farmaci digitali:
Farmacologia digitale anticoagulanti, beta-
INDUSTRIA FARMACEUTICA
sperimentale bloccanti, cerotti di
nicotina, ...
Controllo di qualit dei Prodotti omeopatici
INDUSTRIA OMEOPATICA
processi di fabbricazione. digitali.
Test clinici di laboratorio:
antigeni, anticorpi (inclusi
Trattamenti
i batteri, i virus, i prions, elettromagnetici locali.
TRATTAMENTI ...). Prodotti locali per la cura
DIAGNOSTICI della pelle
Mappatura (arnica, anti radicali
elettromagnetica a bassa liberi,...).
frequenza del corpo
umano.
AMBIENTE Analisi delle acque. Pesticidi elettromagnetici.

*Vantaggi della rilevazione:

Rilevazione di concentrazioni molto basse (10-14 M)

Il campione pu essere registrato da remoto

Monitoraggio in tempo reale di miscele complesse

Archiviazione permanente dei campioni registrati

Una commemorazione sui generis

Jacques Benveniste ci ha purtroppo lasciato, durante un intervento


chirurgico al cuore, nei primi giorni dellOttobre 2004.

Pochi giorni dopo, ricevo una telefonata da Emilio Del Giudice che a
dir poco scandalizzato dal tono aggressivo e dal contenuto fuorviante di
una sorta di articolo di commemorazione apparso su Nature.
Cos, stimolati da Emilio, Martin Fleischmann ed io, decidemmo di
scrivere una lettera aperta (considerammo inutile provare a farla
pubblicare sulla stessa Nature), che ora si pu leggere su svariati siti web
ed stata pubblicata sul numero IV del 2004 di Anthropos & Iatria (pagg. 86-
87).




Bibliografia

P.Greco
"La ragione disciolta in un bicchiere d'acqua fresca"
Tempo Medico, 553 (19 marzo 1997)

Anonimo

"When to believe the unbelievable"

Nature, 333, 787 (1988)


E.Davenas, F.Beauvais, J.Amara, M.Oberbaum, B.Robinzon, A.Miadonna,


A.Tedeschi, B.Pomeranz, P.Fortner, P.Belon, J.Sainte-Laudy, P.Poitevin and
J.Benveniste

"Human basophil degranulation triggered by very dilute antiserum against IgE"

Nature, 333, 816-818 (1988)

J. Maddox, J. Randi and W. W. Stewart

"'High dilution' experiments a delusion"

Nature, 334, 287-290 (1988)

J. Benveniste

"Reply"

Nature, 334, 291 (1988)

Sito web della DIGIBIO, societ fondata da J. Benveniste

www.digibio.com


F. Di Trocchio

Le bugie della scienza


Mondadori (1993)

S. J. Hirst, M. A. Hayes, J. Burridge, F. L. Pearce, J. C. Foreman

"Human basophil degranulation is not triggered by very dilute antiserum against IgE"

Nature, 366, 525-527 (1993)



P. Belon, J. Cumps, P. F. Mannaioni, J. Ste-Laudy, M. Roberfroid, F. A. C. Wiegant
"Inhibition of human basophil degranulation by successive histamine dilutions: results of a
European multi-centre trial"
Inflammation Research, 48, supplement 1: S17-18 (1999)

P.Fisher
"The End of the Benveniste Affair?"
The British Homeopathic Journal, 88, 4 (1999)

Bibliografia selezionata ulteriore di Jacques


Benveniste

(estratta da circa 300 pubblicazioni su riviste internazionali,


di cui 26 sul Journal of Immunology)

____________________

J. Benveniste, P. M. Henson, C. G. Cochrane

"Leukocyte-dependent histamine release from rabbit


platelets: the role of IgE, basophils and a platelet-activating
factor"

J.Exp.Med., 13, 1356-1377 (1972)

____________________

J. Benveniste

"Platelet-activating factor, a new mediator of anaphylaxis


and immune complex deposition from rabbit and human
basophils"

Nature, 249, 581-582 (1974)

____________________

J. Benveniste, J. P. Le Couedic, J. Polonsky, M. Tence

"Structural analysis of purified platelet-activating factor by


lipases"

Nature, 269, 170-171 (1977)

____________________

M. Chignard, J. P. Le Couedic, M. Tence, B. B.


Vargaftig, J. Benveniste
"The role of platelet-activating factor in platelet
aggregation"

Nature, 279, 799-800 (1979)

____________________

H. Chap, G. Mauco, M. F. Simon, J. Benveniste, L.


Douste-Blazy

"Biosynthetic labelling of platelet-activating factor (paf-


acether) from radioactive acetate by stimulated platelets"

Nature, 289, 312-314 (1981)

____________________

F. Beauvais, T. Shimahara, I. Inoue, J. Benveniste

"Anti-IgE induces the opening of non selective cation


channels on human basophils"

Fundam.Clin.Pharmacol., 8, 246-250 (1994)

____________________

C. M. Nguer, O. Pellegrini, P. Galanaud, J. Benveniste,


Y. Thomas, Y. Richard

"Regulation of paf-acether receptor expression in human B


cells"

J.Immunol., 149, 2742-2748 (1992)

____________________

C. Calabresse, C. M. Nguer, O. Pellegrini, J. Benveniste,


Y. Richard, Y. Thomas

"Induction of high-affinity paf-acether receptor expression


during T cell activation"

Eur.J.Immunol., 22, 1349-1355 (1992)

____________________

F. Beauvais, C. Hieblot, C. Burtin, J. Benveniste

"Regulation of human basophil activation. III. Impairment of


the inhibitory effect of Na+ on IgE-mediated histamine
release in patients with allergic rhinitis"

J.Allergy Clin.Immunol., 90, 52-58 (1992)

____________________

F. Beauvais, C. Hieblot, C. Burtin, J. Benveniste

"Regulation of human basophil activation. IV.


Dissociation between cationic dye binding and
histamine release: role of Ca2+ ions"

Fundam.Clin.Pharmacol., 6, 153-158 (1992)

____________________

O. Pellegrini, E. Davenas, L. Morin, J. Benveniste, Y.


Manuel, Y .Thomas

Stress proteins in human lymphocytes. II. Modulation of


stress proteins in a human T cell line

Eur.J.Pharmac., 270, 221-228 (1994)

____________________

B. El Azzouzi, G. Tsangaris, O. Pellegrini, J. Benveniste,


Y. Manuel, Y. Thomas
Cadmium induces apoptosis in a human T cell line

Toxicology, 88, 127-139 (1994)

____________________

P. Hilliquin, J. Natour, J. Aissa, P. Guinot, S. Laoussadi,


J. Benveniste, C. J. Menkes, B. Arnoux

Treatment of carrageenan-induced arthritis by platelet-


activating factor (paf) antagonist BN 50730

Ann.Rheum.Dis., 54, 140-143 (1995)

____________________

P. Hilliquin, H. Harran, J. Aissa, J. Benveniste, C. J.


Menkes

Correlations between paf-acether and tumor necrosis


factor in rheumatoid arthritis

Scand.J.Rheum., 24, 169-173 (1995)

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V. Elia, E. Napoli and R.Germano


The Memory of water: an almost deciphered enigma.
Dissipative structures in the extremely diluted aqueous
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R. Germano
AQUA. Lacqua elettromagnetica e le sue mirabolanti
avventure
Bibliopolis (2007)

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R. Germano
Acqua fresca e Omeopatia, ovvero un Comitato per il Controllo delle Affermazioni
Normali?
in Scienze, Poteri e Democrazia, Editori Riuniti (2006), 375-416

NOTE

(1) Jacques Benveniste ci ha lasciato, durante un intervento chirurgico al cuore, nei primi giorni
dellOttobre 2004.

(2) Bisogna per dire che, qualche annetto pi tardi, un lavoro del genere venne effettuato, ma
fu sconfessato per da ulteriori studi, come vedremo: S.J.Hirst, M.A.Hayes, J.Burridge,
F.L.Pearce, J.C.Foreman "Human basophil degranulation is not triggered by very dilute
antiserum against IgE" Nature, 366, 525-527 (1993).

(3) Risuona significa che oscilla alla sua frequenza di risonanza.

La risonanza acustica la condizione in cui un sistema vibrante, come una corda, o un


bicchiere di cristallo, o altro, risponde con le oscillazioni massime ad una forza oscillante
esterna, cosa che accade quando la frequenza di tale sollecitazione coincide con la frequenza
naturale di oscillazione del corpo, che dipende dalle caratteristiche meccaniche e geometriche
dello stesso. Cio, pizzico una corda di chitarra e mi emette un bel DO, oppure un bel FA,
perch ha una certa lunghezza, un certo diametro ed costituita di un certo materiale. Se
starnutisco forte vicino ad una chitarra sollecito ad oscillare in risonanza quasi tutte le corde:
provare per credere.

Analogamente si parla di risonanza per sistemi oscillanti elettromagnetici invece che


meccanici, come nel caso dei circuiti elettrici di sintonia di una radio.

(4) (NdR) E di recente pubblicazione il volume dellautore: AQUA. Le mirabolanti


avventure dellacqua elettromagnetica, ed. Bibliopolis (Napoli, 2007).

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