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Sociologia

(Sociologia, Int, Cap1-2-6-7-9-16)


Introduzione
1. L'individuo e la societ.
Pensiero alla sociologia come se fosse un 'particolare genere di narrazione' , non come studio attraverso numeri ed
esperimenti o unico modo di studiare la SOCIETA'. Ogni individuo ha esperienze proprie che poi racconta, pensando di
poter capire meglio. La sociologia da importanza alle esperienze, confrontandole con le altre. La prospettiva sociologica
ormai parte dell'esperienza contemporanea (si incontra ogni giorno). In un certo senso siamo tuti sociologi, perch
usiamo queste capacit d'interpretazione. I mass media possono presentare spiegazioni sociologiche, senza esplicitare i
concetti e i principi. Nella vita di tutti i giorni, tendiamo a pensare a noi come essere unici, come se il nostro S fosse
distinto dalla societ. Ovviamente si consci degli altri, cosa che possiamo vedere come negativa o positiva; alcune
volte ci si sente vincolati, altre no. Finch pensiamo alla vita quotidiana, normale parlare di INDIVIDUALISMO:
societ come somma di individui unici. La sociologia spiega quanto accade in maniera molto differente: noi siamo
costretti e determinati nelle nostre azioni dalle circostanze sociali in cui viviamo. La vita sociale da spazio all'iniziativa
individuale, ma le risorse sono date dalla vita sociale stessa mettere a fuoco l'interazione tra limitazione strutturale e
autonomia creativa dei singoli individui.
Diverse spiegazioni: 1. societ come un tutto, dei nostri valori o del nostro modo di vita; 2. ci si concentra sulle
singole parti, visto che il tutto sociale si pu spezzettare in tanti modi. Esempio: decidere di spiegare le istituzioni o le
loro organizzazioni pratiche (descritte nei termini delle loro parti, le norme, o il comportamento corretto, lo status, i
ruoli). Parlando di ISTITUZIONI possiamo dire che sono 'fasci di ruoli che si sono formati nell'ambito della cultura in
generale' la cultura, i ruoli e le istituzioni sono il nucleo della STRUTTURA sociale (ricordare che sono sempre i
soggetti ad agire).
2. L'immaginazione sociologica.
In L'immaginazione sociologica, MILLS: condizioni per cui per tutti sia importante coltivare l'IMMAGINAZIONE
SOCIOLOGICA. Molti pensano la loro vita come una serie di difficolt, non del tutto sbagliato: alla base di difficolt
individuali ci sono cambiamenti su larga scala. Senza questa capacit, manca la sensibilit intellettuale necessaria per
cogliere l'interazione tra individuo-societ, biografia-storia, S-mondo esterno. Mills distingue tra difficolt personali
d'ambiente e problemi pubblici di struttura sociale. Dove le DIFFICOLTA' personali riguardano la personalit
individuale e il suo ambiente, e i PROBLEMI sono questioni pubbliche (matrimonio-divorzio). Il beneficio dell'immag
insegnare i modi di comprendere come le difficolt private siano spesso problemi pubblici, abilitando cos a
operare un cambiamento delle condizioni che provocano disagio (movimento femminista). Bisogna tenere presente che
un problema sociologico non come un problema sociale, qualcosa che non funziona come dovrebbe, perch si cerca di
capire come funziona il sistema in generale. Rispondere agli interrogativi sociologici significa essere coscienti che
esistono diversi livelli di significato. Quattro dimensioni della coscienza sociologica [Berger]:
DEMISTIFICAZIONE.
NON RISPETTABILITA' della sociologia: attenzione per gli aspetti non rispettabili della societ (soprattutto
per quanto riguarda quella americana, che ha un carattere molto pervasivo.
RELATIVIZZAZIONE: capacit pensiero moderno di valutare quanto cambino le identit e le prospettive
a seconda della situazione o del contesto (difficile nelle societ tradizionali). Nelle societ moderne l'identit
pi fluida e frammentata, pi mutevole o in divenire.
ASPETTO COSMOPOLITICO: conoscenza di una variet di stili di vita e di visioni del mondo, nonch un
certo senso di distacco da tutto ci. Simmel: sottolinea le caratteristiche negative. Vs. Berger: confronto con la
mentalit ristretta del provincialismo.
3. La societ oggi: cosa c' di nuovo?
La sociologia deve analizzare cosa c' dietro alle difficolt e ai problemi nel mondo moderno. MODERNITA': periodo
storico, articolazione di un insieme di processi storici che portano alla fine dell'ordine sociale tradizionale, con forme
pi nuove e dinamiche. Chi fond la sociologia alla fine del XIX secolo era conscio che la modernit oltre che
progresso port con se diversi problemi. I sociologi del secolo successivo si dedicarono allo studio di questi problemi:
la politica, le disuguaglianze e i conflitti, il declino della religione, ricerca del consenso morale. Le problematiche
restano anche in questo secolo, dove ce ne sono anche di nuove. I CAMBIAMENTI sono ricordati dai sociologi; alcuni
sono specifici, mentre altri hanno una natura generale. Se vogliamo comprendere le societ, mettere a fuoco le nuove
problematiche.
3.1. La societ della modernit.
VITA ECONOMICA: evidente che il capitalismo industriale ha rovesciato le precedenti societ pi tradizionali. I
sociologi studiarono le conseguenze di questa trasformazione: crescente disuguaglianza tra classi economiche.
ORGANIZZAZIONE SOCIALE: sociologi colpiti dalle tendente centralizzanti dell'organizzazione sociale nel suo
complesso. Studiarono il movimento della popolazione e previdero citt sempre pi grandi.
INTREGRAZIONE: tentativo di consolidare un ordine sociale sempre pi stratificato e diviso. Alcuni pensano che
possano bastare delle riforme, altri erano per una trasformazione rivoluzionaria che avrebbe portato al socialismo e
al comunismo. Idea comune: che l'uguaglianza dovesse conseguire dalla crescere uniformit tra persone.
CULTURA: i sociologi contrapponevano le loro societ a quelle 'premoderne'. Grazie a questo, si convinsero che la
cultura stesse diventando razionalizzata, astratta e soggetta al controllo organizzato.
SESSO e SOCIALIZZAZIONE: prima si dava per scontato i rapporti e gli equilibri di genere (uomo/donna).
PUBBLICO e PRIVATO: prima si dava poca importanza ai sentimenti, perch nel passaggio fu eretta una rigida
barriera tra sfera privata e sfera pubblica. L'efficacia e peculiarit delle istituzioni moderne parevano dipendere dal
controllo 'razionale'. Le questioni private venivano considerate di rado.
OCCIDENTALISMO e ORIENTALISMO: razionalizzazione, centralizzazione, industrializzazione e separazione
privato/pubblico sono un progresso da Est a Ovest=avanzamenti che dimostravano la superiorit delle societ
moderne e le deficienze di quelle pi tradizionali le civilt non occidentali non avevano le capacit sociali di
modernizzazione.
3.2. Al di l della sociologia della modernit.
Gli elementi strutturali e culturali sono cambiati. Stimolazione dei sociologi a pensare a nuove ricostruzioni, teoriche ed
empiriche, che sollevano domande e forniscono risposte.
ECONOMIE POSTINDUSTRIALI: la tecnologia ha trasformato i tempi di lavoro e la forza lavoro impegnata.
Cos l'attivit economica si concentra sempre di pi sui beni immateriali. Per alcuni si tratta di un progresso, mentre
per altri molto pi deprimente. Nelle societ pi sviluppate la struttura di classe pi differenziata e meno
omogenea, mentre il livello di benessere materiale cresciuto.
ORGANIZZAZIONE DECENTRATA: nell'economia postindustriale, l'informazione e la comunicazione sono
importanti. Questo ha attenuato la spinta alla centralizzazione; poich le cose si possono fare in qualsiasi luogo. I
sociologi concordano sulla cosa, ma non sugli effetti. Alcuni ci vedano maggiore opportunit di cooperazione,
controllo sociale e autonomia, altri maggiore frammentazione e privatizzazione. Altri pensano che l'organizzazione
stia diventando meno gerarchica e burocratica. Scetticismo riguardo all'efficacia.
SVOLTA CULTURALE: si riferisce a due sviluppi: a. crescente importanza delle industrie culturali e del sapere
nell'economia; b. crescente attenzione prestata a fattori culturali nelle spiegazioni sociologiche. Lo sviluppo
postindustriale ha permesso alle persone di avere maggiore tempo per l'attivit culturale. Viviamo in un'epoca in cui
le persone hanno meno bisogno di preoccuparsi per i beni materiali concentrandosi cos su quelli intellettuali,
emotivi o spirituali: la cultura stessa diventa un'industria (i mezzi di cdm acquistano importanza), per cui i
piaceri privati diventano attivit pubblica. Questa trasformazione ha generato tesi sociologiche contrastanti. La
qualit di vita veramente migliorata? La conoscenza ha aumentato la crescita morale/artistica? Attenzione anche
al linguaggio in futuro si terr in considerazione.
DERAZIONALIZZAZIONE: sfiducia che la scienza possa sostituire la religione e gli altri modi non scientifici di
vedere le cose. Alcuni sociologi parlano di un ritorno del sacro.
NUOVI MOVIMENTI sociali: in passato c'era il movimento dei lavoratori, ora ci sono altri tipi di protesta
(femminista, lotte per l'indipendenza).
MULTICULTURALISMO e DIFFERENZA: il nuovo accento su razza, genere e sessualit hanno avuto l'effetto di
introdurre nuovi parametri dell'integrazione sociale. Le societ moderne esaltano la diversit e la loro capacit di
riconoscere in termini positivi di differenza modello di incorporazione multiculturale (melting pot), per cui ogni
gruppo incorporato, ma diverso.
SOCIALIZZAZIONE, IDENTITA' e CICLO VITALE: le cose dette fino ad ora hanno influenzato il matrimonio, la
crescita dei figli, lo sviluppo della personalit (matrimonio o figli pi tardi, divorzio, figli al di fuori del rito). Le
cose cambiano anche in ambito lavorativo, o riguardo alla vita, per cui la vita si allunga nuove forme di
relazione, nuovi mercati per il divertimento, ma anche problemi riguardo alla socializzazione. L'identit viene
posta al centro della vita contemporanea: maggiore possibilit di definire se stessi e i loro destini. Tali processi di
cambiamento identitario e la creazione di identit molteplici sollevano interrogativi sulla stabilit e l'unit del S.
DISUGUAGLIANZE: anche se i cittadini formalmente uguali e con diritti di base identici, ci sono nuove forme di
disuguaglianza. Anche se escono dai 'ghetti' ci sono comunque delle sottoclassi isolate e vulnerabili.
GLOBALIZZAZIONE: la societ viene identificata nel quadro dello stato nazionale, anche se per alcuni questa
identificazione sembra superata. Tutto questo fa parte di un progresso verso un 'mondo unico', anche se alcuni
pensano che non ci sia proprio nulla di nuovo. Come prima ci sono persone ricche o povere, sia dal punto di vista
economico sia dal punto di vista dell'informazione. Alcuni utilizzano termini vecchi come 'nazionalismo,
imperialismo' piuttosto che globalizzazione. Secondo certi sociologi questo termine non sarebbe altro che una
maschera per nascondere le disuguaglianze nei rapporti economici o culturali.
Il concetto di globalizzazione solleva molti interrogativi. Crea sviluppi importanti, ma andrebbe integrato con il
concetto di 'geometria del potere', che si riferisce alla distribuzione del potere nelle diverse parti del mondo.
4. Come comprendere il mondo sociale di oggi?
In rassegna alcune questioni filosofiche, poich le nostre considerazioni in merito informeranno tutte le discussioni poi.
DETERMINISMO contro LIBERO ARIBITRIO: le strutture e i fattori sociali influenzano, ma sono gli individui
che agiscono. Marx: ' l'essere sociale che determina la coscienza'. Durkheim: definizione dei fatti sociali come
cose (oggettivi e vincolanti). Altri studiosi hanno rifiutato questa teoria, in vista di studi basati sulla libert.
Secondo Mead alla base di tutto c'era il 'S' con la sua capacit creativa: c' un 'me' con valori e atteggiamenti
ufficiali, ma c' anche un 'Io' fonte attiva e spontanea di attivit creativa. Goffman svilupp queste idee (ribalta).
STRUTTURA contro CULTURA: (prima coppia: natura degli effetti sociali) seconda coppia: cio che la societ e
cose incide su questo suo essere. La struttura sociale viene visto come qualcosa di concreto, al di fuori del S;
potrebbe anche essere qualcosa di meno concreto, come un ruolo. Quando i sociologi descrivono i ruoli come
strutture, insistono su come e quanto l'esterno incida. L'approccio strutturale non l'unico modo di presentare la
societ e i suoi fatti. Pu essere presentata attraverso la cultura, con l'accento sui valori e le credenze. soggettiva e
riguarda ci che un individuo pensa, sente. Alcune teorie hanno privilegiato la strutture, altre la cultura, ma per
comprendere bisogna unirle. Le strutture, infatti, sono all'opera in ogni istituzione, ma difficile che siano capite se
sono separate dal significato che li viene attribuito. Per un'analisi convincente di certe tematiche sociali: necessit
di fattori strutturali e culturali. Bisogna anche tenere in considerazione il modo in cui i singoli si rapportano alle
strutture sociali in senso pi lato, e alle strutture correlate, senza dimenticare il significato che attribuiscono a tali
strutture+culture e subculture. Nessuno di questi fattori determina in assoluto le azioni, c' anche l'elemento di
scelta e decisione, poich gli individui sono il prodotto della cultura.
5. Conclusioni.
Una tentazione che preoccupa i sociologi quella che spinge a cercare risposte e soluzioni comode e preconfezionate
(Come fare innamorare il mio Dado) che spesso mescolano statistiche e idee scientifiche di seconda mano. Un esempio
il concetto di CAPITALE sociale che all'inizio indicava relazioni ristrette, ma poi stato allargato a ogni tipo di
relazione. Nisbet: la sociologia ha bisogno sia dell'immaginazione dell'artista sia del rigore dello scienziato + i sociologi
presentano le idee secondo modalit tali che altri possano verificarle a fronte dello stesso tipo di fatti. Prima di spiegare
i fatti, bisogna formulare le teorie che li spiegano.
1
Le strutture culturali
Ogni cosa viene fatta come individui, eppure i sociologi non li concepiscono come liberi attori, che hanno il potere di
fare quello che vogliono. Non negano il loro potere, per sono pi interessati ai parametri sociali e culturali in cui essi
vivono. In considerazione un particolare parametro: la CULTURA: modo di vita di tutta una popolazione/gruppo;
oppure come gli specifici sistemi di significato che utilizziamo per orientarci nel nostro mondo sociale.
Esempio: la moda. Ogni volta dobbiamo scegliere come vestirci, in base a fattori personali, culturali e sociali. Gli
standard di bellezza variano fra una societ e l'altra oltre che nel corso del tempo ( acconciatura capelli, piedi piccoli
nelle donne cinesi, antichi maya:appiattimento del cranio). Posso essere ricordati fenomeni con l'uso di strutture
elaborate per delineare il corpo, mentre oggi si usa la chirurgia plastica; oggi addirittura si considera un diritto l'aumento
del seno. Come in altre societ e in altri periodi storici, l'idea che la sofferenza sia 'meritevole' perch pu portare
migliori opportunit di vita non per nulla infondata.
1. Storia individuale o storia sociale?
Scetticismo sul fatto che le scelte siano il risultato di scelte individuali; in realt sono molti i fattori sociali che
concorrono. Le istituzioni possono spiegare socialmente standard e mode. Le SPIEGAZIONI ISTITUZIONALI
riguardano le norme, come i loro sostenitori vedono tale conformit condizionata dall'esterno (profitto: cambio di
stagione). Il PATRIARCATO una forma di organizzazione sociale in cui i maschi tengono soggette le femmine; e
sembra che le mode e gli ideali siano un sintomo di esso. Ma il riferimento al patriarcato mostra i limiti dell'approccio
meramente istituzionale, poich ci sono dei sistemi di significato dietro e dentro gli ideali e le mode. SPIEGAZIONI
CULTURALI: il potere e le risorse materiali non esistono a prescindere dal significato. Queste risaltano le cornici
convenzionali di significato che delimitano le azioni, i pensieri. la cultura a dirmi cosa fare e come agire, che aiuta ad
identificare, che abilita il nostro posto nel mondo. Ma questa conoscenza ci viene trasmessa in un modo di cui nemmeno
ce ne rendiamo conto, ne facciamo esperienza come se fosse il nostro stesso gusto.
Esempio: inpossibilit di comunicazione tra i soldati americani e la cultura dell'iraq. i sociologi considerano la moda
come un sistema simbolico potente.
2. Pensare la cultura sociologicamente.
Cultura: uno dei concetti sociologici pi importanti e pi complicati. Per capire come funziona la cultura, si tende a
dividerla in parti, anche se nella vita quotidiana la viviamo senza pensarci.
2.1. Simboli, codici, categorie e classificazioni. I SIMBOLI sono una componente base della cultura. Geertz: ogni
oggetto, atto, avvenimento, qualit o rapporto che serve da veicolo per un concetto (significato del simbolo), ($, croce)
qualcosa che sta al posto di qualcos'altro. Organizzati in due categorie: 1. SACRO: simboli benefici con grossa carica
emotiva (bandiera americana); 2. PROFANO: simboli negativi e malefici, comunque di intensa carica emotiva. C'
anche un'altra categoria, senza carica emotiva: ORDINARIO: oggetti normali per cui non ci sono regole o leggi.
Indipendentemente, il significato deriva dalla societ in cui si trovano, come dai rapporti con altri simboli ( i colori dei
semafori hanno quel significato perch sono in relazione). Le relazioni formano SISTEMI SIMBOLICI; il pi
importante il linguaggio (siamo sempre dentro il suo ordine simbolico). Oltre al linguaggio si condividono anche
molti CODICI SOCIALI, copioni che sottendono le attivit sociali; alcuni codici sono generali, mentre altri riguardano
singoli gruppi o societ differenti. Anche la moda un potente codice simbolico, poich permette di comprendere il
modo di porsi di qualcuno, la sua identit.
Altra grossa componente sono le CLASSIFICAZIONI (categorie): oggetti e avvenimenti non familiari possono ricevere
significato se vengono fatti rientrare in categorie familiari. Durante la giornata ci appoggiamo a diversi schemi
classificatori, una capacit che apprendiamo come membri di particolari gruppi sociali ( cosa si pu mangiare). Senza
contare che sono in continua evoluzione. Qualsiasi attivit soggetta a classificazione, poich le azioni devo essere
coerenti a degli standard.
2.2. Le norme e i valori. All'inizio la dimensione culturale veniva concettualizzata in norme e valori, concetti ancora
prevalenti e utili. NORME: regole scritte e non scritte che disciplinano situazioni specifiche; finalit: regolare e
controllare il comportamento (portare qualcosa, togliersi le scarpe).
Persone MALEDUCATE: viene fatto uno studio da Phillips e Smith sulla maleducazione quotidiana, cominciando
dai comportamenti di cui erano testimoni i partecipanti al focus group. Come si pu immaginare, le persone
reagiscono maggiormente se sono coinvolti. Solitamente si fa riferimento a un gruppo di gente in generale, una
categoria astratta.
Alcune norme sono codificate come LEGGI: norme scritte che prescrivono e proscrivono specifici comportamenti sotto
minaccia di sanzione (anche nelle norme ci sono delle punizioni). Capita spesso che si aderisca a una norma solo perch
pi semplice. Viviamo la nostra vita condizionati da norme e codici sociali e non ce ne rendiamo conto. VALORI: pi
generali delle norme, e sono l'inquadramento degli ideali, o anti-ideali, al cui interno le norme acquistano un senso.
2.3. Il cambiamento culturale negli Stati Uniti.
1951, R. Williams, American Society, uno dei pi autorevoli studi sulla USA; contributo pi durevole l'analisi
culturale. Tentativo di mettere in luce i valori fondamentali del paese=serie di valori distinti, correlati o in conflitto.
2.3.1. I valori di fondo americani negli anni Cinquanta.
REALIZZAZIONE e SUCCESSO: sopra ogni altra cosa gli americani tendono alla realizzazione personale, cio il
successo in senso materiale (professionale).
ATTIVITA': competitivi, alla costante ricerca di nuove sfide.
SCIENZA e RAZIONALITA': preferiscono la scienza ad altri tipi di sapere, poich essa permette controllo, calcolo
e previsione.
INDIVIDUALISMO e LIBERTA': credono nel 'culto dell'individuo', sottolineando l'importanza del S individuale.
Essere liberi da controlli valutato pi che la cooperazione diretta (sottomissione all'autorit).
PROGRESSO: sono ottimisti, credono alla perfettibilit: ogni problema ha una soluzione.
ATTEGGIAMENTO MORALE: pensano a s e alla societ in senso morale, pensando in termini di bene e male.
UMANITARIO: manifestano 'aiuto disinteressato e disponibilit'. Persone motivate che aiutano.
RAZZISMO e SUPERIORITA' IN-GROUP: hanno un senso sciovinistico di superiorit e di esclusione.
Attribuzione di valore e di privilegio al singolo individuo sulla base della razza o dell'appartenenza a un gruppo.
Alcuni di questi valori sono validi ancora oggi, mentre altri sembrano ormai scomparsi. I valori di fondo cambiano con
maggior lentezza di altri e spesso molto pi gradualmente. I temi, i valori, i sistemi di credenza si presentano in
configurazioni continuamente mutevoli e ricombinate. 2.3.2. La protesta degli anni Sessanta. Anni dopo, periodo di
cambiamenti, visto le mode anticonvenzionali. Met anni '60-met anni '70: protesta. Le CONTROCULTURE (potere
dei fiori) promuovevano valori e comportamenti che andavano contro quelli della societ conformista. Le SUBculture
rappresentano lo stile di vita di gruppi che si ponevano fuori dalla cultura di maggioranza. 2.3.3. La reazione
conservatrice. La cultura nazionale continu a cambiare. Fine anni '70-anni '80: forti sentimenti di reazione contro gli
scenari sessantottini sulla possibilit, desiderabilit, e cambiamenti radicali. I valori oscillavano verso una sponda pi
conservatrice. I sociologi tentarono di documentare e comprendere questi cambiamenti (Bellah) i valori materialisti
stavano ormai sostituendo quelli moralizzanti. Risultati allarmanti. All'alba del nuovo millennio, i sociologi
continuavano a chiedersi come riconciliare i valori contrastanti dell'individualismo e della responsabilit soc. 2.3.4.
Valori e simboli americani dopo l'11 settembre. Terroristi-migliaia di vittime: impatto e spaventose conseguenze. Questo
dimostr che ci sono ancora forti riserve di valori e simboli collettivi (riconoscimento eroismo salvatori) + rinvigorire i
simboli americani: centinaia di simboli che comunque hanno continuato a cambiare (bandiera sbagliata).
2.4. La cultura non civilt. La cultura penetra ogni parte della vita quotidiana, fornendo codici simbolici, norme,
valori; il che spiega perch nei momenti di crisi questi siano dispiegati con forza. L'invisibile diventa visibile e la
cultura si fortifica. Nel XVIII e nel XIX secolo la cultura aveva una concezione molto pi ristretta, identificata con le
convinzioni e le prassi delle elit. Herder: critica l'idea che la cultura sia solo l'aspetto artistico, e parla di culture, prima
di intraprendere lo studio delle culture popolari: simboli, valori, norme.
3. Postmodernit, globalizzazione e svolta culturale.
Approccio antielitario: adatto alla societ POSTMODERNA. Il nostro rapporto con la natura e con gli altri sempre pi
filtrato da meccanismi simbolici. Molto spesso quello che sappiamo lo sappiamo perch ci viene comunicato dai media
e non per nostra esperienza. La GLOBALIZZAZIONE incentiva l'interconnessione in tutto il mondo (spostamenti
personali e comunicazione globale). Una delle conseguenze di questa mediatizzazione il fatto che la distinzione tra
realt e finzione non pi marcata come nelle societ precedenti (telefilm, reality). La straordinaria centralit di simboli
dalla portata globalizzazione si rispecchia nelle novit del quadro concettuale della sociologia: svolta culturale
maggiore importanza ai valori simbolici.
4. Le culture sono interi o parti?
I simboli per costituire una cultura devono essere condivisi, ma non detto che debbano esserlo da ogni membro.
Spesso le culture sono divise e conflittuali: ci sono differenti pacchetti di CREDENZE culturali magari in guerra: spesso
la cultura frammentata e gerarchica. Si formano allora delle guerre culturali (aborto, preghiere in classe), che
comprendono estenuanti e reiterate polemiche sociali e politiche su diversi argomenti. Se prendiamo, ad esempio, il
caso dell'aborto, ci sono opinioni contrastanti, di gruppi che si devono mettere in mostra per guadagnare la simpatia del
pubblico. In Germania si pensa che il diritto di scegliere sia di uomo-donna, mentre in America si fa riferimento ai
diritti individuali. La polemica viene alimentata da conflitti fra codici simbolici di scelta da una parte e le distinzioni
etiche che separano il giusto dal sbagliato: proprio la sincerit morale ha creare problema (entrambi sono veri). La
causa dello statuto culturale di questo conflitto che risulta difficile trovare un compromesso sull'aborto.
Nelle societ postmoderne eterogenee possibile attingere a una grande variet di schemi classificatori. Le esperienze
sociali divergono perch le persone sono diverse o per le loro caratteristiche (sesso, et, ecc)? L'acconciatura da
mohicano per i genitori pericolosa, per il compagno di classe normale.
4.1. Culture e subculture. SUBCULTURA: cultura all'interno di una cultura. In alcuni caso sovverte i valori dominanti,
in altri li sovvertono. Nei casi in cui una subcultura sia impermeabile a contatti e influenze, isolando i propri membri, i
sociologi considerano il gruppo un culto (pu essere pericoloso per i membri o per la societ). Tutti fanno parte di una
subcultura e le esperienze sono arricchite da esse. Anche i gruppi e le organizzazioni possono essere subculture,
considerandole come ordini simbolici. Tentativo di decifrare i sistemi di significato specifici che organizzano l'impegno,
i rituali di gruppo che li manifestano, e come queste credenze possano cambiare ed attenuarsi nel corso del tempo.
4.2. Atteggiamenti versus comportamenti. Una pi dinamica concettualizzazione simbolica della cultura
riuscirebbe a spiegare quello che alcuni studiosi vedono come un allarmante divario fra credenze e prassi. C' chi si
chiede perch se i valori sono cos importanti, molti non li rispettano. Obiezione: la cultura istituisce modelli e ideali,
ma non definisce come funzionano nel mondo distanza tra 'sistemi simbolici' e i COMPORTAMENTI sociali
concreti. Per questo motivo la vita sociale creativa e imprevedibile ( un bene). Gli ATTEGGIAMENTI riguardano
l'espressione dei valori e delle credenze delle persone (affermazioni verbali, udibili, ma non azioni). Il fatto che una
persona dica di avere una certa posizione, non significa necessariamente che agir in accordo con essa, avendo molti
schemi classificatori tra cui poter scegliere. Senza contare che si cerca di fare un resoconto pi che dire la verit
pluralit della cultura e complessit della vita istituzionale. Incoerenza: divisione culturale interiore: i valori sono
manifesti, mentre gli schemi simbolici no; oppure pu essere dovuta alla molteplicit culturale: si sceglie in base
all'occasione.
4.3. Classe, cultura e genere. La CLASSE SOCIOECONOMICA uno dei modi pi importanti in cui sono classificate
l'esperienza e la percezione sociale. Interesse alla disparit di status economico che inducono differenze di modi di vita,
codici sociali e schemi classificatori. Tutto cambia in base alla classe. Le societ stratificate portano a differenze nelle
forme espressive prodotte e consumate dalle lite, perch esse hanno pi tempo libero per dedicarsi anche ad arti pi
complesse, mentre il folk meno complesso. Il pi importante studio viene fatto da Bourdieu: stato elevato: fruizione
estetica di tipo pi astratto; status sociale inferiore: arte di tipo figurativo e realistico (interesse per la storia/mentre
quelli su la consideravano un'opera d'arte). Per quanto ci sia questa differenza, la accettiamo con diverse riserve. Nel
corso dei secoli le cose sono cambiate, ma oggi la maggior parte dei sociologi rifiuta l'idea di accettare la cultura alta
come una migliore ogni gruppo e ogni agire ha una dimensione culturale (i critici pensano che ci sia differenza).
4.4. I generi. GENERI culturali: nozioni come alta cultura e bassa cultura (arte commerciale-dipinto ad olio). Ognuno
dei generi rappresenta una dorma di espressione culturale peculiare e creativa; ognuno punto a creare simboli diversi. Se
la cultura una dimensione di ogni gruppo umano normale che ognuno abbia un simbolo Idioculture, distintivi.
Ci sono esempi peculiari di comportamento o comunicazione che hanno un significato simbolico (soprannomi, scherzi,
credenze, canzoni squadra di basket, diverso da squadra a squadra).
5. Conclusioni.
Sociologici classici e moderni: importanza della cultura per la vita sociale, ma vincolarono troppo tale comprensione dei
modelli culturali agli interessi istituzionale e alle tensioni psicologiche e organizzative. Questa SOCIOLOGIA DELLA
CULTURA era un approccio riduzionistico e la cultura risultava sminuita i modelli culturali hanno un potere
indipendente dai contesti istituzionali. Attenzione anche ad altre discipline per analizzare la vita sociale, indagando la
testualit degli ambienti d'azione in cui noi tutti viviamo.
2
I media e la comunicazione
I MASS MEDIA rappresentano un'importante e controversa istituzione della societ postmoderna. Il singolo trascorre
sempre pi tempo tra schermi televisivi e digitali. I mezzi sono ovunque, ed importante il loro grado di influenza. Ci
sono opinioni pi pessimiste (pantofolai) e opinioni pi ottimiste (nuova era dell'informazione) inedite possibilit di
sviluppo agli individui e rafforzerebbero le basi della democrazia.
1. Storia individuale o storia sociale?
Cosa dobbiamo fare di questo genere di informazioni mediatiche, che fanno parte di un lungo articolo su storie di
adolescenti che commettono gesta violente. Il riferimento un unico fattore casuale esterno che potrebbe avere colpito
lo stato mentale di ciascun individuo oppure averlo indotto a imitare azioni che aveva visto sullo schermo. Durkheim: le
spiegazioni basate sugli stati mentali e spiegazioni basate su meccanismi psicologici come l'imitazione se c' una
tendenza sociale allora c' una spiegazione sociale. Ci servono altri tipi di prova prima di concludere che la dipendenza
dai media sia un atto individuale di violenza adolescenziale. Servizio su RollingStone: numeri generali; Grossman
afferma che 'la televisione un fattore prioritario in questo aumento di violenza' (oltre a: separazioni, violenze in casa).
Obiezione: oggi si guarda la met della tv ma gli omicidi sono aumentati; sono implicati altri fattori sociali e culturali:
fattori istituzionali della produzione mediatica e le prassi culturali-sociali di consumo mediatico. Stesso discorso per i
dibattiti politica-media: i media danno potere e possibilit all'individuo o intorpidiscono le persone? Nella societ
postmoderna, intrattenimento e informazione si mescolano. Secondo alcuni, i media sono solo una parte dell'economia
capitalista; secondo altri, esistono importanti fattori culturali che possono indurre esiti diversi. Esempio che prendiamo
in esame: copertura sugli attacchi terroristici dell'11 settembre.
2. L'importanza dei mass media.
Sociologia: media+cultura popolare=soggetti relativamente poco importanti. All'inizio si pensava che fossero una forma
di intrattenimento banale. Timore che potessero influenzare negativamente, soprattutto visto il basso livello della cultura
popolare. In Germania fu fondata la Scuola di Francoforte che, attingendo all'esperienza diretta del nazismo, criticarono
l'ideologia dell'INDUSTRIA CULTURALE, che svolge il ruolo di primo piano nella riproduzione del capitalismo.
MILLS fine principale dell'immaginazione sociologica: rendere gli individui in grado di cogliere le connessioni tra le
difficolt personali e i problemi della struttura sociale, ma poco da dire sui media. Dopo la 'svolta culturale':
media=collegamento tra le difficolt della vita privata e le problematiche pubbliche. Per questo, difficile capire in quale
misura essi siano responsabili della costruzione simbolica della nostra realt. I PRODOTTI CULTURALI sono un mare
in cui ogni tanto c' bisogno di un naufrago: sono gli argomenti terribili-eccezionali che hanno comprendere. 11
settembre+media= (1)programmazione sospesa/condivisione di informazioni/(2)poche grosse aziende raggiungono la
massa + coscienza e identit nazionale condivise/(3)i diversi mezzi hanno finalit comuni, ma caratteristiche diverse:
televisione=tempo reale; giornale=raccolta di info: verit nuda e cruda, mentre di solito si elabora/(4)la tv mette a suo
agio il pubblico: la tv impone una struttura narrativa alle notizie/(5)tv e giornali hanno modalit di trasmissione diverse
(giornali=movimento; tv=collocazione fissa). La tv acquista paradossalmente un posizione privilegiata come presenza
pubblica, routinizzata all'interno della vita quotidiana.
3. I mass media: concezioni e storia.
MASS MEDIA: grande variet di mezzi e procedimenti tecnologici tramite cui avviene la CdM. Il potenziale della
CdM emerse con la carta stampata ed esplose con gli sviluppi tecnologici (quotidiani, Usa), per cui le piccole imprese
diventano di massa. Alcuni sociologi prestano attenzione ai fattori organizzativi ma anche all'aspetto politico, mentre i
culturalisti sono interessati al contenuto dei testi e al modo in cui vengono interpretati.
Esempio: analisi economico-politica delle soap-opere=modo per vendere il sapone alle casalinghe+funzione ideologica
di conferma dei valori familiari 'borghesi'. I critici culturalisti prestavano attenzione ai contenuti artistici, morali o
emotivi (interpretazioni pi o meno positive). Analisi ECONOMICO-POLITICA: in risalto le strutture e i processi
implicati nella produzione di cultura (propriet, profitto, la pressione per...). Poich privilegia la produzione, questa
analisi ritiene che il consumo sia secondario (audience come recipienti passivi). Vs. analisi CULTURALISTA: audience
come interpreti attive e attenzione agli assetti normativi che vincolano la produzione.
3.1. La creazione dei prodotti culturali: analisi strumentale e analisi culturale. Come sono trasmesse le info e la
conoscenza? Risulta che, nonostante la maggior parte delle persone abbia accesso ai media, permangono significative
disuguaglianze: fra genere, paesi, et, zona geografica e ceto sociale (ancora di pi nell'ambito della propriet e del
controllo della produzione di comunicazione). America: 21secolo: meno di dieci conglomerate transnazionali che
formano uno dei maggiori settori dell'economia e i loro PRODOTTI dominano la CULTURA popolare accuse di
IMPERIALISMO CULTURALE, cio di sommergere le altre culture di cultura americana. Altro fattore la
PUBBLICITA' (la dipendenza da essa varia da posto a posto). Richiesta di indipendenza riconosciuta, nonostante la
ricerca di sempre pi modi per pubblicizzare ('pubblicit occulta').
Esempio: uso di Internet che dipende da diversi fattori (locazione, istruzione e ceto, et, sesso). La ricerca sui profitti
mostra che la pubblicit soprattutto rivolto al lucroso mercato per infanzia e adolescenza (a 8 anni va bene tutto, a 12
si gi pi selettivi).
Altri problemi riguardo alla creazione di PRODOTTI CULTURALI: il modo in cui fabbricato. Nel campo dei servizi
(cronaca-notiziari) con sempre pi artificiosit si conosce la potenza dei media e la si sfrutta, esattamente come le
audience stanno diventando pi attente. Problema: questo va contro gli ideali MURROW: reggere uno specchio
dinnanzi alla nazione e al mondo=no distorsioni. Secondo la sociologia questo non possibile, poich vedono i
notiziari come un 'processo sociale complesso' che da vita ai fenomeni sociali di cui parla.
Viene fatto uno studio da MANNING/WHITE presso un quotidiano: elenco notizia, quali vengono scelte e quali no,
perch? Le scelte sono influenzate da fattori organizzativi di produzione. Dal '70, le cose si evolvono: ci si interessa ad
altre questioni. Considerazione dei mass media come TESTI CULTURALI prodotti da persone entro certe limitazioni.
Tutto questo insieme culturale permette di creare i prodotti culturali. Anche se la cronaca considerata un'informazione
fattuale, ci che ne fa parte studiato attraverso un'analisi testuale, che ha come oggetto il linguaggio di un prodotto,
interpretando i modelli di significato costruzione codificata di ci che 'deve passare' come realt dell'avvenimento
stesso (ogni giornale ha il suo modo di porsi); si crea una cornice-contesto per rendere comprensibile. Questo un
PROCESSO sociale, con passaggi e presupposti, tra cui la natura consensuale della societ. Questa attribuzione di
significato ancora pi evidente nei momenti di crisi il giornalismo aiuta il senso di unit=funzione culturale: lo scopo
della notizia quello di dare senso, non sempre per stabilizzante (movimento per i diritti civili, con ML King). Il
giornalismo legato alla nazione, ma secondo alcuni sociologi dei media avrebbe anche dei codici propri: ci sono dei
valori e criteri professionali condivisi dai giornalisti. Le cinque domande da una parte aiutano a capire come presentare
la notizia, dall'altra forniscono i criteri per capire che cosa conta. Ci che importa sono le motivazioni: gli atti hanno
attori, gli attori hanno intenzioni, le intenzioni spiegano gli atti le motivazioni possono essere spiegate, ma quando
si tratta di 'cause' si ricorre agli esperti. il giornalismo lungi dall'essere lo specchio della realt: il fatto che segua
precise convinzioni nel costruire i suoi resoconti induce allo studio della produzione mediatica in termini culturali.
3.2. La ricezione di cultura. Importante la produzione, ma anche la RICEZIONE dei contenuti. Studi pi importanti
della scorsa generazione: intrattenimento televisivo. Primi ricercatori: mess media come iniettatori di idee. Poi si
effettua uno studio di USO e SODDISFAZIONE, riguardante come le persone fruiscono dei media, visto che esse
possono scegliere a quale media rivolgersi (radio: chi fa qualcosa; tv: bambini; cinema: gruppo e passatempo). Gli
utenti non sono consumatori passivi, anzi, interpretano per cui diventano 'pubblico ATTIVO'. Diversi stimoli: a.
interesse per i media da parte delle studiose femministe; b. nuova interpretazione basata sulla polisemia del testo: sul
campo mediatico diversi gruppi si scontrano per definire la visione popolare del mondo. Quando avviene la decodifica
non sempre corrispondente all'idea del mittente, ma segue quadri interpretativi propri.
HALL esiste un modo dominante di decodificare un testo, e una 'oppositiva' che va contro.
MARLEY persone diverse interpretano un programma in modo diverso, in base alla collocazione sociale. Lui
analizz classe e occupazione, ma i dati sono pi comprensibili se si considera et, razza e sesso ( dominante: maschi-
bianchi; oppositiva: femmine-nere).
RADWAY coinvolgimento emotivo delle donne nei romanzi rosa: i libri rappresentano una soluzione 'escapista': con
la fantasia e dalle incombenze.
LEMBO gran variet nella somma di attenzione che gli utenti prestano ai media: Scala di Attenzione:
ABITUALE: si avvicina in maniera meccanica.
ESCAPISTA: leggermente pi attenta, in parte causa di un voler essere sollevati dalle situazioni.
ALLEGRO: si rivolgono a qualcosa d'altro, in maniera creativa.
RIFLESSIVO: stato pi consapevole in cui le persone valutano e scelgono, capendo come la fruizione dei
media rientri nel loro tempo libero.
C' anche un'ulteriore distinzione:momenti: SELETTIVA o SIMULTANEA che negli uomini diversa da quelle delle
donne (tv+giornale; tv+rete).
3.3. I media e la postmodernit. Dai risultati di Lembo si capisce che la fruizione simultanea pu aumentare il
'DISIMPEGNO sociale', patologia della societ postmoderna, fino a vedere gli altri come oggetti distanti; visione degli
altri in termini di immagini parziali e fluttuanti.
DEBORD stimatizzato la vita postmoderna come preda dei mass media, una 'societ dello spettacolo' per via della
tendenza del capitalismo a trasformare tutto in merce.
BAUDRILLARD mezzi di CdM: ruolo di punta nella trasformazione della societ. Secondo lui, la societ una
galleria di specchi, per cui possiamo vedere solo simulacri di simulacri. Cos i mass media ci forniscono immagini di
loro elaborazione, e non c' modo di sapere quanto corrispondano alla realt. Pare cos che i media siano non mezzi di
info quanto ELABORAZIONI culturali. Talk Show: spartiacque fra cultura moderna e postmoderna. Ce ne sono diverse
tipologie, come i new/talk magazine, chat shows. Il talk-service: certa partecipazione del pubblico. Talk show: esempio
di cultura postmoderna: producerly texts: prodotti commerciali che sfruttano i livelli di cultura popolare del pubblico,
mettendo sotto i riflettori aspetti della vita privata. Coerenti con l'idea moderna di 'autenticit personale', ma sono
postmoderni per la ricerca del divertimento e discredito sull'idea che il S autonomo esista. Dall'altra parte sono positivi
perch mostrano certe problematiche. Anche Internet ha aiutato questa transizione: si inizia a parlare di 'network
society', nuovo tipo di sistema sociale che non ha confini, visto la visibilit dei nuovi mezzi. Una parte della vita
quotidiana 'realt virtuale'.
4. L'uso dei media in Italia.
Da molti anni il mezzo pi usato la Tv, seguono radio, cellulare, quotidiani, settimanali, libri, pc (2000). nell'ultimo
decennio, le cose sono cambiate: aumento quota popolazione che legge i quotidiani, di cui cambiato anche il formato.
La tv viene usata nella stessa misura da uomini e donne, giovani e anziani. Mentre l'uso degli altri media varia a
seconda del genere e dell'et. Popolazione maschile: dvd, cellulare, radio; femmine: settimanali; giovani: dvd, e
diminuisce con l'et, si passa alla radio e ai quotidiani con l'aumento dell'et. La popolazione pi istruita dedica
maggiore tempo alla tv, mentre per gli altri mezzi varia anche in base all'istruzione (lavoratori: cellulare).
5. Conclusioni.
Viste alcune delle principali problematiche che riguardano i media. I sociologi sviluppano la consapevolezza pubblica
della fruizione dei mezzi di CdM nella costruzione sociale della realt per comprendere il rapporto privato-pubblico
pu essere utile la comprensione sociologica del ruolo dei media nella societ postmoderna.
6
La disuguaglianza
1. Storia individuale o storia sociale?
Secondo alcune persone ci che conferma la DISUGUAGLIANZA SOCIALE, dividendo, sia un certo tipo di
intelligenza o di motivazione. Per uscire dalla propria 'casella' bisogna essere intelligentimodello di SUCCESSO
INDIVIDUALISTA americano: modello culturale che combina individualismo-ottimismo e fede nell'autodisciplina e
nel lavoro. importante ci che si pensa dalla disuguaglianza? La conoscenza e le convinzioni svolgono un ruolo
fondamentale nel formare i modelli di disuguaglianza e potere. 20secolo: metodi per 'mappare' le disuguaglianze.
2. La stratificazione sociale.
Oltre alla somiglianza 'umana', si trova una ricca variet di differenze, basate su aspetti fisici o caratteristiche sociali e
culturali. Il sociologo si interessa quando queste compaiono in 'combinazioni strutturate', persistono, si riproducono e
hanno effetti sociali significati. Le differenze sociali diventano STRATIFICAZIONI quando si stabilisce una gerarchia
(ricchezza, potere, genere). Le persone in ogni livello hanno delle POSSIBILITA' di vita in comune e stili di vita simili
+ idea condivisa di 'gente come noi'. Un fattore importante per il mantenimento il POTERE (=capacit di far fare le
cose anche contro la volont degli altri); pu essere dato da diversi fattori e se viene istituzionalizzato diventa
AUTORITA', quando invece viene accettato dai sottoposti ottiene una 'legittimazione'. La sociologia culturale si
interessa ai problemi legati a come una legittimazione viene ottenuta.
La struttura sociale di disuguaglianza pu esistere indipendentemente dalle consapevolezze, visto che esse e la struttura
devono essere tenute separate, anche se la consapevolezza un fattore significativo. Altrimenti accettare un ordine
iniquo pu essere un effetto della non-conoscenza di altre possibilit.
2.1. Dimensione della stratificazione. STRATIFICAZIONE sociale: come gli individui si adattano alle posizioni. Le
GERARCHIE possono essere diverse con diversa possibilit di scendere o salire. CASTE: forma pi rigida. Esempio:
India: alla nascita si decide in base alle condizioni sociali della famiglia; ogni casta pi pura di quella sottostante
condizioni basate sul PRESTIGIO (religioso). Weber distinzione tra: a. ceto; b. classe; c. potere politico.
2.2. Classe, razza e genere. Tre gerarchie di stratificazione:
CLASSE: la struttura composta da posizioni nel sistema di produzione economica.
RAZZA: secondo il colore della pelle/etnia/identit culturale condivisa. Le due cose si possono sovrapporre e
all'interno di categorie razziali esistono varie etnie. A parte la pelle, no cose che distinguono.
GENERE: caratteristiche che rendono classificabile un individuo come maschio-femmina.
Questione: la struttura la fonte principale della stratificazione moderna. Esempio: conflitto tra proprietari-manager e i
loro operai (=aumentare i profitti-evitare lo sfruttamento). MARX: le classi sociali e i conflitti creano la stratificazione.
Ha ragione, la divisione in classe la causa? WEBER: altre sorgenti: a. (status) prestigio o potere (partito) [secondo
alcuni oggi la (1) la pi importante]. Anche la propriet o la sua mancanza erano categorie di base, ma ognuno ha
diverse cose da offrire. Si creano cos una categorizzazione in classi multiple: utile per capire la MOBILITA' sociale =
l'opportunit/capacit di superare la chiusura.
Seguaci di Marx: capire come i mutamenti capitalistici hanno influenzato. Tre possibili sviluppi potrebbero favorire
questa condizione: a. pi ricchezza ai ricchi; b. perdita di competenza operaia; c. indebolimento della posizione operaia.
Seguaci di Weber: analisi del cambiamento delle posizioni sul mercato dei vari gruppi e capire come questo influisca
sulla possibilit di vita (se sai, guadagni pi soldi).
3. La mobilit sociale.
America: disuguaglianza come accettabile e funzionale alla societ visione STRUTTURAL-FUNZIONALE
dominata dalla 'tesi di Davis-Moore'. La critica delle disuguaglianze si verifica quando si nega l'esistenza della
MOBILITA' SOCIALE. Prima indagine importante: 1954, Glass (interviste); da allora numerose indagini. Secondo le
ricerche con questo termine si intende: ogni passaggio di un individuo da uno stato, un ceto, una classe a un altro.
ORIZZONTALE: fra due posizioni allo stesso livello.
VERTICALE: a un livello pi alto(ASCENDENTE)/basso(DISCENDENTE) del sistema.
Gli spostamenti possono essere di due tipo: a BREVE raggio se sono fra strati contigui; LUNGO se tra stati lontani.
Mobilit rispetto alla classe dei genitori: INTERgenerazionale, invece quelli avvenuti durante il corso della vita,
vengono chiamati INTRAgenerazionale. Invece, la mobilit ASSOLUTA data dal numero di persone che si spostano
da una classe all'altra. Mentre quella RELATIVA si riferisce al grado di uguaglianza delle possibilit di mobilit degli
appartenenti le ricerche smentiscono che le mobilit aumentino con lo sviluppo economico ( Italia, 2003: il 63,6%
faceva parte di una classe diversa da quella dei genitori).
3.1. La differenza di classe. Le pi forti disuguaglianze di opportunit si trovano in cima e in fondo alla stratificazione.
L'attenzione dei sociologi si concentra su ci che distingue le massime dalle minime. Per questa distinzione conta la
classe come il ceto e il potere. Da un lato esiste l'ELITE' (potere delle gerarchie economiche e politiche) dall'altro i
gruppi posti sotto la classe lavoratrice: la SOTTOCLASSE.
3.2. L'lite. Societ diversa tra un'lite di potere e una massa disorganizzata (pensata per i regimi). L'esistenza stata
verificata? facile trovare esempi che la confermano, come ci sono esempi che suggeriscono l'esistenza di pi lite di
potere. Discussa anche l'idea che possa influenzare la massa attraverso i mass media: hanno potere, ma la competizione
e l'etica giornalistica controbilanciano (+no ricevitori passivi). Due problemi: a. enfatizza troppo il consolidamento,
mentre c' molta frammentazione; b. partendo da una concezione distorta, da giudizi sulla gestione politica.
3.3. La sottoclasse. 20secolo: sviluppo attivit stato: creazione di un'assistenza sociale per i disoccupati, malati,
vagabondi, vecchi. Alla fine di aiutano anche i 'sottoccupati', disabili. Questo si verifica soprattutto con caratteristiche:
genere femminile, et, razza. La SOTTOCLASSE definita dallo status (non propriet, no occupazione): dipende
dall'assistenza sociale. Possono rimanere bloccati da una cultura della povert, da cui difficile fuggire. Si tratta
comunque di un termine controverso perch pu indicare anche altre cose+idea stereotipata delle persone.
4. Credenze e atteggiamenti.
America: tre concetti chiave:
1. molte opportunit di avanzamento economico;
2. individui responsabili della propria posizione;
3. il complesso delle disuguaglianze equo e giusto (CREDENZA dominante).
Visione conservatrice riguardo al welfare, come il 'liberalismo sociale' si diffuso per la difesa dei diritti: accettazione
dell'uguaglianza politica (neri e donne). Alcuni ATTEGGIAMENTI verso genere e razza sono diventati pi progressisti
(anche se non si tratta di una cosa uniforme). Persone in diverse posizioni reagiscono in modo diverso, per cui
l'opinione varia da gruppo a gruppo. Le opinioni possono anche essere contraddittorie, ma ci si convive per fare meno
fatica, non risolvendole. perfettamente possibile perch le diverse visioni vengono richiamate da degli stimoli.
Ideologia del sogno americano: se lavori duro, raggiungi ci che vuoi (pregiudizio contro i neri perch si pensa che
siano favoriti dal sistema). l'interpretazione l'applicazione dell'ideologia sottintesa all'individualismo, il concetto di
meritocrazia e la questione di 'meritarsi gli aiuti' variano secondo le circostanze, dipendono da contesto e gruppo.
5. La disuguaglianza: passato, presente e futuro.
I modelli discussi sono stati elaborati in pi di centocinquant'anni, e la societ cambiata. Sono lo stesso utili perch
mettono in luce le disuguaglianze che mettono in crisi i valori personali e aiutano i politici. Il modello di conflitto di
classe deriva dalle idee di Marx: i capitalisti vogliono tagliare i costi e gli operai aumentare i salariquesto modello
poi stato adattato, come per il welfare state. Il modello weberiano, invece, evidenzia diverse fonti di divisione sociale e
disuguaglianza (status e potere): approccio multiclassista basato sulle posizioni nel mercato del lavoro: classifica le
risorse e le ordina secondo il valore. Pone l'attenzione sulla reticenza di far entrare altre persone. Le idee di Weber e
Marx sono ancora di ispirazione per i sociologi, ma servono anche idee nuove.
5.1. Le disuguaglianze nella distribuzione dei redditi. Alcune disuguaglianze continuano ad esistere, pure aumentando.
In tutti i paesi il REDDITO distribuito in maniera disuguale, e varia nel tempo uso del coefficiente di Gini (0 =
uguaglianza perfetta; 1 = massima disuguaglianza). Vengono presentati diversi dati, dove le disuguaglianze variano da
paese a paese. Dove l'Italia uno dei paesi con una disuguaglianza maggiore. Perch? Attraverso un confronto con G e
Usa tre fattori: 1. pi basso tasso di occupazione della popolazione in et lavorativa; 2. squilibri alti fra centro e sud;
3. politica pubblica di restrizione meno efficace [le differenze sono arrivate a livelli mai visti prima del '29]. Negli
ultimi venticinque anni: aumento della disuguaglianza, sia nei paesi in cui erano gi considerevoli sia dove erano
contenute. In alcuni paesi diminuita, ma non bisogna dimenticare che in certi posti era anche maggiore. Novit: ora le
strutture di disuguaglianza sono globalizzate. La differenza tra il 1/5 pi ricco e quello pi povero: 1960=30 a 1;
1997=74 a 1: questo spinge ad emigrare/lavorare con stipendi pi bassi. Tibaijuka: molto probabile che in breve
tempo l'estremismo prosperer nelle baraccopoli in rapida estensione nel mondo, se i governi non contrasteranno la
povert che lo nutre. anche la cultura in movimento.
5.2. Cultura e disuguaglianza. LYND citt divisa in due classi: ricca classe dirigente al nord e poveri operai al sud.
Cosa che si mantenuta anche nel 21secolo. Importante sviluppo culturale: America come SOCIETA' di consumatori
(ci si pensa cos), che cercano di essere attirati attraverso prodotti parte del ceto medio. GALLUP 'che parola
usereste per descrivere la vostra classe?' raramente si riconoscevano delle cause di gruppo per la propria situazione,
molto di pi fattori individuali (pubblicit: apprroccio weberiano). I mass media sono i pi potenti influenzatori (molto
tempo): creano un senso di COMUNANZA e di conseguenza un senso dell'altro, DEVIANTE. Oggi si distingue il ceto
medio dai colletti blu, considerati il risultato di circostanze fortunate (si tende a non riconoscerci come tali). La classe
lavoratrice viene classificata tra 'altri', un problema sociale ai margini oltre che al ceto medio universale i media
danno l'impressione che siamo vittima dei poveri, delle minoranze e dei lavoratori; esaltazione dei ricchi come classe,
tanto che se ci sono degli eccessi colpa del singolo. Mentre l'altro reso invisibile dai media e dalla societ stessa.
Esempio: le 'gates communites' sono aumentate e tengono lontani gli stranieri+aumento della privatizzazione, per cui le
persone si vedono come consumatori individuali. Risultato del capitalismo: evidente frammentazione in vari
raggruppamenti secondo reddito, la professione e il consumo insieme alle differenze culturali.
6. Conclusioni.
La costruzione della classe e di altre identit di stratificazione un processo fluido e da negoziare, in cui contano le
etichette che si danno a s e agli altri. Questo perch la costruzione della propria identit continua e in relazione alle
altre persone e alle circostanze (donne nere-donne 'nonbianche'). In futuro le disuguaglianze strutturali resteranno tali o
potrebbero ancora ampliarsi, sopratutto su scala globale; le subculture continuano ad esistere soltanto in casi isolati. Si
tende a identificarsi con professione, famiglia, nazione, genere, etnia, et, religione. Sociologia della disuguaglianza, tre
fasi: 1. divisioni emergenti del capitalismo basato sulle propriet e la non-propriet dei mezzi di prod. Ideologia
dominante (Marx): controllo del mondo delle idee per avere il potere. Falsa coscienza: rapporto tra condizioni materiali
e visione del mondo.
2. 20secolo, America: attenzione sui fattori strutturali sulla posizione o sulla mobilit. Discussione dei tipi di sistemi di
stratificazione, della struttura di stratif., del grado di disuguaglianza di una risorsa, dei criteri per definire una classe.
Attenzione anche ai ceti seguendo Weber o sul ruolo svolto dagli stili di vita e della visione del mondo.
3. dal 20 al 21secolo: attenzione alla formazione di raggruppamenti basati sullo stile di vita e impegno sociale. Fiorire
delle ricerche in quattro aree: a. il S l'identit; b. le pratiche culturali; c. le rappresentazioni dei gruppi; d. impatto dei
mass media.
Importante come viene percepita soggettivamente. Molte persone pensano che le disuguaglianze siano salutari e
manifeste ricompense di intelligenza, lavoro e creativit; mentre molti si preoccupano dei costi umano che esse
comportano. Ancora oggi le DISUGUAGLIANZE occupano un posto importante nell'indagine sociologica (possono
cambiare i modi/reazioni con cui vengono percepite) + attenzione alle rappresentazioni dei media.
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Il genere
Harther: donna che non aveva mai avuto il ciclo e che biologicamente era un maschio, ma aveva l'aspetto di una donna
(no vagina, ciclo, utero). Sarebbe grottesco che io non sia una donna. Non saprei come essere un uomo.
1. Storia individuale o storia sociale?
Presupposti di base dell'identit: maschio o femmina. Cose che nel 21secolo stanno diventando meno chiare, ma
bisogna convivere con queste incertezze. Che cosa rende diversi gli UOMINI dalle DONNE? Solo la biologia o anche
fattori culturali? Sociologi: distinzione tra:
GENERE: caratteristiche sociali e culturali della mascolinit o della femminilit; e
SESSO: caratteristiche biologiche.
Questa distinzione sta diventando meno chiara, poich i processi culturali influenzano le caratteristiche biologiche. Pu
succedere anche il contrario, visto che le differenze bio non sono universali: gli ermafroditi sono trattati in modo
diverso in base alla cultura. Le varie societ trattano in modo diverso la mascolinit o la femminilit. I travestiti
vengono tollerati mentre i transessuali vengono 'riadattati a se stessi'. MEAD analisi di tre societ della N. Guinea:
- Arapesh: entrambi sensibili e collaborativi (femminili);
- Mundgumor: entrambi fieri, egoisti e aggressivi (maschili);
- Chambri: distinti, ma le donne razionali e dominante, gli uomini sottomessi ed emotivi.
I modelli di comportamento di genere possono variare in base alla societ (anche se non ci sono confini cos netti). Un
altro studio, MURDOCK uniformit del comportamento di genere. Ci sono delle differenze di cui la societ tiene
conto (forti-bambini). OAKLEY (femminista) protesta: alcune societ non rispettano questo schema. Studi storici:
ampie variazioni nei modelli di genere; cosa che viene provata dalla nascita dei movimenti per i diritti, senza contare
che i cambiamenti ci sono anche tra gli strati. COMTE; il primo a legare la donna al comportamento-ragionamento
emotivo e questa idea rimane per molto tempo. Lo stesso PARSONS divide la societ per sesso: donna a casa, uomo al
lavoro. Dopo la lotta delle sociologhe femministe per distruggere questo mito, i sociologi consideravano il genere come
un PROCESSO e un PRODOTTO della costruzione sociale. Sono i modi in cui vengono tradotti diversamente i
neonati che formano i valori, comportamenti e atteggiamenti. Secondo CHODOROW, il bambino si lega molto alla
madre: il distacco per la creazione del S diverso, netto e costoso per i maschi e non totale per le femmine. Anche le
relazioni tra pari sono importanti, come nei gruppi di gioco.
2. Fair play? Genere e sport.
Solitamente gli sport avvantaggiano gli uomini per la forza, ma anche le donne possono se combinano bravura e
bellezza. L'aumento delle opportunit ha cambiato l'immagine della femminilit. Le donne provano la loro resistenza e
attirano l'attenzione, anche grazie ai muscoli, eppure i media fanno ancora leva sulla bellezza. Si creano cos anche dei
problemi a livello alimentare e delle preoccupazioni attorno all'apparenza (disturbi dell'immagine corporea). Il processo
di socializzazione ha una grande responsabilit nella produzione delle differenze di genere e sul modo in cui ci
vediamo. No sola identit di genere fissa, ma un processo fluido di ACQUISIZIONE del GENERE, in relazione con
altre identit o aspetti di essa. Per poter compiere questa analisi bisogna far riferimento ad alcune delle principali
istituzioni sociali.
3. Il genere nel mondo del lavoro.
Il mondo del LAVORO organizzato in funzione del genere (molto spesso predominanza o presenza di uno solo): si
crea cos una SEGREGAZIONE ORIZZONTALE. Il grado varia a seconda del paese (ma solitamente le donne
occupano 6 sui 130 lavori previsti). Esiste anche la segregazione VERTICALE, cio quando uomini e donne si trovano
a livelli diversi. Si tratta di un fenomeno molto diffuso anche se varia da paese a paese; in alcuni ci sono poche donne
che ricoprono ruoli di prestigio, in altri nessuna o diverse (4-19, 4-23). La stessa cosa si pu vedere anche
nell'universit: sono pi di un terzo (met) dei dottorati ma meno fra i decenti. Le professioni meglio pagate sono
ancora modellate sull'immagine ideale del maschio in carriera, mentre le donne hanno un guadagno supplementare.
Molto spesso si individuano lavori 'da donna' e 'da uomo', tenendo conto delle capacit, attraverso una spiegazione
morale a volte. Anche le occasioni tengono a essere migliori per gli uomini, anche maggiori settori in cui per la maggior
parte sono donne. Nel caso in cui siano delle eccezioni sono ampiamente pubblicizzate, ma nella maggioranza dei casi
rimangono veri gli STEREOTIPI culturali.
3.1. Le donne nell'economia globale: meglio un lavoro qualsiasi piuttosto che nessun lavoro? Molti lavori fanno parte
del 'settore informale', una parte fondamentale dell'economia. In questo settore sono molte le donne, a causa della
disuguaglianza strutturale e della cultura con le ideologie di genere sui ruoli femminili (poco valore+come un hobby). Il
'SOFFITTO di CRISTALLO' spinge a spostarsi o a dedicarsi completamente alla famiglia, senza contare che l'economia
encoraggia lo sviluppo di un esercito di riserva industriale (disposti a fare tutto). Le donne vengono cos sfruttate a
lavori che altri non vogliono fare a basso costo, oltre al 'lavoro' che le aspetta a casa: molto spesso per mantenere il
passo, le donne sono costrette a pagare delle 'mogli' che puliscono.
3.2. La divisione del lavoro domestico. La maggior parte del tempo al lavoro/studio/pulizia/dormire/mangiare. Per
quanto riguarda il LAVORO DOMESTICO viene svolto dalle donne, anche se gli uomini hanno pi tempo libero. Italia:
dove le donne fanno di pi e gli uomini di meno. In alcuni paesi le differenze sono minori, senza contare che possono
anche variare nel tempo. Queste differenze nella distribuzione sono in parte dovute alla mancanza di servizi per
l'infanzia e per gli anziani.
4. Problemi universali: lo sfruttamento e la violenza.
La subordinazione delle donne si dimostra anche nell'interazione. Negli anni '80 inizia a diventare cos grave il
problema delle MOLESTIE sessuali che vengono riscritte le regole di comportamento. Secondo GARDNER, il 50%
delle donne molestate a causa delle condizioni svantaggiare. Ci sono due soluzioni: ritirarsi o trovare delle strategie. Gli
abusi riguardano anche altri campi: abusi, commenti, gesti, spesso da parte di parenti maschi o amici (prostituazione,
ingravidate) diffusione degli ABUSI di GENERE e dello sfruttamento. Raccogliendo qualche dato si pu vedere
come le donne siano maggiormente a rischio per violenze (sequestro, schiavit). Molto spesso per difficile capire il
confine perch cose considerate condanne da alcune sono considerate 'importanti' per altre (circoncizione, velo, porno).
Il tema della pornografia pone l'attenzione su come uomini e donne sono rappresentati dai media; questo non cambia il
fatto che ci siano delle disuguaglianze.
5. La cultura quotidiana e i mass media.
Ognuno agisce secondo dei modelli, derivati dalla societ o dalle culture. Fonti principali: esperienze a casa, lavoro e
tempo libero. Le esperienze sono precodificate dalle stretture sociali e rinforzate dai media. Anche le differenze di
genere vengono espresse attraverso i media.
Esempio: nomi: protesta perch la maggioranza di nome di genere maschile + adozione di un linguaggio neutro rispetto
al genere. cambiato anche il 'copione culturale': ora le donne mostrano interesse quanto li uomini e sono pi libere di
fare sesso prematrimoniale. Un altro aspetto la 'droga culturale' per cui le donne si curano con dieta e trucco. Questo
secondo alcuni pu aiutare a fare carriera attenzione al confine tra bellezza e sesso, quando i modelli sono
interiorizzati e auto-imposti. Ogni donna reagisce in modo diverso. Ad esempio, le stesse riviste influenzano anche se
non possiamo dire che le lettrici 'assorbono' in maniera assoluta, comunque non mettono in dubbio il principio base
(essere belle-femminili).
6. Conclusioni.
All'inizio del 20secolo la questione del genere era incentrata sui diritti civili delle donne, che si sono battute per
ottenere nuove conquiste. Tuttavia le femministe hanno affrontato anche il problema pi ampio delle POLITICHE
dell'IDENTITA' tra cui: l'immagine mediatica, la sessualit e l'apparenza esistono molteplici differenze ( nere,
lesbiche). Alcune femministe sostengono che per le donne possibile essere uguali agli uomini senza diventare come
loro. GILLIGAN donne e uomini diverso punto morale. Alcune critiche sostengono che la causa di ci la
socializzazione (occuparsi dei figli), ma alcune non sono d'accordo: i problemi di uguaglianza e disuguaglianza
dovrebbero essere separati. Nel frattempo si fanno progressi nella riduzione delle disuguaglianze: la situazione
cambiata e continuer a cambiare in molti paesi. Economicamente le donne hanno tratto molto vantaggio dal declino
delle 'professioni maschili' e dai maggiori posti nei servizi, ma non hanno sfondato 'il soffitto di cristallo' o ottenuto
salari pi alti. Tuttavia, ancora la donna per la maggior parte ad occuparsi della casa, anche se le femministe cercano
in svariati modi di promuovere il cambiamento. Liberali: maggior scelta e possibilit; socialiste: cambiamenti pi
radicali, cio una societ libera dal 'genere', anche se molti si oppongono.
BUTLER errore concentrarsi sul genere come obiettivo. No 'uomo' come esempio, ma evitare le categorie 'maschio'
e 'femmina', vedendole come categorie fluide e mutevoli. C' progresso, ma improbabile che le categorie si
indeboliscano e le cose cambino radicalmente. Nel lungo periodo i cambiamenti non restano (a meno che
l'immaginazione sociologica non si radichi). Problema: il concetto di genere legato allo status, al potere e alla
disuguaglianza. E anche se alcune cose sono cambiare, la resistenza al cambiamento resta.
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Criminalit e devianza
Cosa fa s che una persona venga etichettata come DEVIANTE o CRIMINALE? Esempio: Lindh diventa un crimale
quando sostiene l'attacco dell'11 settembre: quando l'eccentricit diventa criminalit? Perch? Segno di devianza nel
momento in cui non si accettano i soliti passatempi adolescenziali. Quando poi la devianza religiosa lo porta a
combattere contro il suo paese viene giudicato come un 'criminale'.
1. Storia individuale o storia sociale?
Domande sul percorso attraverso cui veniamo etichettati come normali, devianti o criminali, influenzato sempre di pi
dai mass media (individuali). I film e i libri presentano sempre pericoli dietro l'angolo che sembrano parte della societ
postmoderna; in ogni caso si tratta sempre di un CRIMINALE INDIVIDUALE, posseduto dal male o da pazzia.
L'etichetta 'malvagio' nasce nelle societ tradizionali, molto religiose, continua nell'800 (scienziati: individuare malvagi
tra i normali) con la ricerca di fattori specifici fino ad oggi. Soluzione: carcerazione/trattamento sanitario obbligatorio +
maggiore sorveglianza, trattamento sanitario dei potenziali. I sociologi hanno formulato diverse teorie, ma concordano
nel dire che le cause sono sociali e culturali pi individuali. '50, fattori di disuguaglianza per cui non tutti sapevano; '60,
processi di interazione che conducono all'etichettamento. Nel nuovo secolo oltre che ai fattori sociali si presta
attenzione anche a molte altre cose. Cinque problemi che analizzano:
1. NATURA della devianza e della criminalit (quali comportamenti? Sono universali?)
2. DIMENSIONI della criminalit (statistiche. in aumento o in diminuzione?)
3. RISPOSTA alla criminalit (quali modi sono efficaci per combatterlo?)
4. SPIEGAZIONE della criminalit (quali teorie? Relazione con il senso comune?)
5. RAPPRESENTAZIONI dei reati (mass media? Opinione dei coinvolti?)
2. Definizione e descrizione della criminalit e della devianza.
DEVIANZA: comportamento che si distacca chiaramente da quello che la maggior parte di una comunit/societ
considera 'normale', cio in linea con le NORME: forme di comportamento prescritte, dirette verso i VALORI (obiettivi
culturali pi generali). CRIMINALITA': tutti i comportamenti proibiti dalla legge. difficile definire perch dipende da
chi formula la definizione. Nella societ moderna, esempi di devianza delle norme sociali, ma la societ moderna
piena di diversit culturale. Esempio: liceo di Columbine: la mafia in impermeabile uccide i compagni. La criminalit
varia in base alle cose e al tempo (streghe, razzismo). Il problema che non si pu tenere conto delle statistiche: alcune
cose non vengono registrate, e dipende anche da come vengono riportate. Difficile leggerle, ma chiaro che l'America
la nazione pi violenta del mondo. Si possono trovare molte spiegazioni al calo della criminalit degli ultimi anni (meno
cocaina e maschi, pi in carcere)m cosa successa anche in altri paesi, per reati di violenza o contro il patrimonio (pi
rapine).
2.1. La criminalit e le statistiche relative alle pene. Analizziamo la criminalit in diversi paesi. Il sistema della giustizia
americana cresciuta in modo quasi drammatico, sia per i soldi impiegati, le persone in carcere. Anche in questo caso le
differenze di etnia e di genere restano significative (neri, ispanici, bianchi). Nei paesi europei, invece, il tasso di
detenzione variato considerevolmente nel tempo.
2.2. Rappresentazioni della criminalit. La 'svolta culturale' stata importante per questo studio. La prospettiva della
costruzione sociale della realt far capire il peso dei media quando si tratta di definire e interpretare i problemi. Il
modo in cui percepito il problema della criminalit dipende dalla struttura mentale che gli attribuisce significato agli
occhi delle persone (esperienza, politi e media). Secondo alcuni il crimine proviene dal basso (uomo, povero, nero).
Secondo altri, invece, la polizia dovrebbe darci 'gi pesante' 'criminologia volitiva' per via della scarsa moralit. I
leader usano cinque schemi di base per i discorsi sulla criminalit [SASSON]:
SISTEMA DIFETTO: prospettiva 'legge e ordine' per cui si fanno reati perch si sa che ce la si cava.
OPPORTUNITA' BLOCCATE: criminalit=conseguenza delle disuguaglianze come povert, ecc.
CRISI SOCIALE: criminalit=conseguenza disintegrazione famiglia e comunit. I divorzi e le nascite al di
fuori del matrimonio dimostrano una perdita del senso di responsabilit comunitario. Si auspica un ritorno ai
valori familiari.
VIOLENZA dei MEDIA: criminalit=conseguenza della violenza veicolata dai MdC. Per rimediare:
predisporre un contenimento.
SISTEMA RAZZISTA (minoritario): tribunali razzisti e che agiscono in due modi diversi in base al colore.
Tutti questi schemi hanno degli argomenti contrari: (1) indurisce e porta a rifarlo; (2) la maggior parte dei poveri non
commette crimini; (3) nostalgia di qualcosa che non mai esistito; (4) in relazione pi che causato dai media; (5)
evidenzia un solo aspetto del sistema.
2.3. La criminalit aziendale e dei colletti bianchi. Sono maggiori i neri-poveri perch commettono i crimini
maggiormente puniti. La CRIMINALITA' COMUNE il problema sociale peggiore e quella dei COLLETTI BIANCHI
non altrettanto costosa-pericolosa. Anche questi 'non-reati' per creano dei problemi alle persone anche se non ci sono
rafforzamenti della legge come per i reati comuni (nonostante l'attenzione post-Enron, le cose sono dispari).
2.4. Questioni di vita o di morte. Punizione estrema: pena di morte. In America era stata sospesa negli anni '70, ma
stata lentamente reintrodotta: il numero cresciuto vertiginosamente fino alla fine degli anni '90. poi si scopre che
molte sono ed erano sbagliate=rallentamento, anche se varia da paese a paese.
3. Le teorie delle criminalit e della devianza.
Diverse teorie:
Teorie SOCIOLOGICHE: risposta alla societ nella quale si verificano.
Teorie PSICOLOGICHE: tratti della psiche/mente dell'individuo come 'anomalie'.
Teorie BIOLOGICHE: caratteristiche della struttura biologica.
Teorie TEOLOGICHE: caratteristiche della struttura spirituale/morale.
3.1. Teoria funzionalista. Fine 19secolo-seconda met 20. analogia societ-corpo. Se una parte non funziona bene, il
corpo non funziona pi. DURKHEIM la societ non da pi la stessa importanza ai valori e alle norme, mentre gli
individui perseguono l'INTERESSE PERSONALE: questo porta alla criminalit eccessiva. MELTON riprende l'idea
di teoria FUNZIONALISTA: criminalit-devianza=risultati della TENSIONE causata dall'insufficienza dei mezzi
legittimi per raggiungere obiettivi socialmente approvati. Cinque risposte alla tensione:
CONFORMITA': le norme vengono seguite anche se no obiettivo_no deviante.
INNOVAZIONE: uso di mezzi creativi non approvati per raggiungere l'obiettivo.
RITUALISMO: perdita della speranza, ma continuano a lavorare.
RINUNCIA: no mezzi e no obiettivi, fino al ritiro dalla societ.
RIBELLIONE: sostituzione dei mezzi e degli obiettivi, con i propri valori (terrorismo, lotta).
Critica: no attenzione agli aspetti comunitari di alcune forme di devianza. COHEN la devianza nasce per l'esclusione
dei gruppi, cio dalla negazione dei mezzi (CLOWARD e OHLIN se non riescono nemmeno a fare carriera nel
crimine si danno alla droga o all'alcool).
3.2. La teoria dell'etichettamento e la prospettiva interazionista simbolica. Teoria dell'etichettamento subentra a quella
funzionalista ed derivata dalla PROSPETTIVA INTERAZIONISTA SIMBOLICA (Thomas-Mead). La teoria della
SITUAZIONE di THOMAS: se gli uomini definiscono reali certe situazioni, esse saranno reali nelle loro conseguenze.
MEAD regoliamo il comportamento in base a cosa pensiamo gli altri risponderanno: teoria dell'ETICHETTAM.: le
etichette di devianza si creano, si pongono e resistono attraverso l'interazione. BACKER non esistono n azioni
criminali n menti devianti naturalmente; si tratta pi che altro di reazioni alla societ. L'attenzione passa dal 'perch' le
persone sono dominanti-criminali al perch e come vengono etichettate cos. Idea di CARRIERA DEVIANTE: fasi
attraverso cui le persone interiorizzano l'etichetta. Due critiche: a. in dubbio la realt delle azioni devianti o criminali e
le conseguenze; b. non dice nulla sulle cause strutturali della criminalit.
3.3. La teoria del conflitto. Teoria del CONFLITTO (influenzata dalle idee di Marx sul conflitto di classe e sullo
sfruttamento): sono le disuguaglianze a livello di ricchezza e potere a condurre ad etichettare. I ricchi fanno le regole ed
quindi il sistema a creare i criminali: 1. sfruttare al massimo la probabilit privata di trarre profitto; 2. genera avidit
ed egoismo per creare pi mercati; 3. stimola la competizione (vittoria dei ricchi). Critica: fa riferimento solo ai
capitalisti e ai lavoratori e non considera altre fonti di conflitto. Altri teorici del conflitto si concentrano poi sul razzismo
e sull'oppressione (secondo alcuni la polizia agisce secondo pregiudizi e stereotipi).
3.4. Approcci culturali alla criminalit e alla devianza. Sempre maggiore attenzione ai fattori culturali: ricerche
etnografiche sulle subculture devianti o analisi della criminalit secondo i media. Nessuno dei due sviluppi sono
completamente nuovi, anche se potrebbero diventare pi importanti perch aiutano nell'analisi della societ
postmoderna. 3.4.1. La ricerca etnografica. Le statistiche sono d'aiuto, ma si possono anche fare delle RICERCHE
ETNOGRAFICHE sul campo. Ebbe una caduta durante la teoria funzionalista perch si dava pi valore alla statistica,
anche se alcuni continuano ad utilizzarla soprattutto per lo studio della delinquenza giovanile. '70, California, studio dei
gruppi devianti, alternativi, controculturali e illegali. Esempio: studio sui truffatori delle sale di biliardo: utile per capire
la motivazione [PULSKY] dipende dalla classe e molto spesso scelgono di restarci. '80-'90, queste ricerche vengono
sconsigliate, perch visti come contrari all'etica, mentre negli ultimi anni stata ripresa; ci sono diverse testimonianze
degli errori, dei dati, dei coinvolgimenti. Non adatta alle persone impressionabili, ma permette di raccogliere pi dati.
Scoperte importanti: emozioni e logica legate alla situazione che coinvolgono chi fa parte di queste subculture le
azioni non sono semplicemente individuali (emozione nel rubare) + importanza del piacere e del rischio. 3.4.2. Le
descrizioni mediatiche della criminalit e della devianza. Secondo sociologi come DURKHEIM, una certa quantit di
criminalit e devianza salutare sempre se si limitano gli aspetti patologici. Secondo i 'conflitti' le rivoluzioni/riforme
avrebbero curato i problemi, mentre secondo la teoria dell'etichettamento applicare etichette pu far si che la persona
agisca come tale. Mezzi di CdM per promuovere il progresso sociale. Con l'arrivo dei giornali 'da un penny' i racconti
polizieschi predominano e con la televisione aumentano ancora di pi i media diventano insieme la causa e la
possibile soluzione non sfruttata per la criminalit. Tutt'oggi, anche se il tasso calato, le cronache nere
predominano. Questo causa il PANICO MORALE (si pensa che qualche crimine stia aumentando) [COHEN], un effetto
a spierale per cui qualcosa-qualcuno diventa una minaccia per la moralit e i valori, anche grazie ai MEDIA che
ampliano la minaccia. BECK nuova 'societ del rischio' come se l'aumento del pericolo fosse reale. Sono i media a
produrre quel coinvolgimento emotivo che porta a chiedere irrealisticamente l'eliminazione dei reati-rischi.
4. Il futuro della criminalit e della devianza nella societ postmoderna.
Ricerche: media legati all'idea del piacere derivano da il pensatore FOUCAULT. Secondo lui, la REGOLAZIONE
sociale del corpo e delle emozioni fondamentale. Ogni epoca, modi diversi: societ feudale, punizioni corporali;
societ moderna: detenzione con un lavaggio morale. Si rende cos a disciplinare la mente-corpo attraverso un sapere-
potere (dovrebbero essere l'istruzione e la medicina a controllare, non lo stato) questo porterebbe a una migliore
societ e reintegrazioni (anche se si ebbe l'effetto contrario). Si sono sviluppate nuove tecniche che per il controllo nela
societ postmoderna, eppure il senso di rischio delle persone, per esperienza personale o a causa dei media, aumenta.
5. Conclusioni.
Un caso un esempio tipico di una tendenza sociale e culturale?, quali sono i fattori responsabili del fatto o di come
viene percepito?. I contesti intorno all'evento o all'individuo sono molto importanti. Esempio: serie di omicidi collegati
dai media alla pedofilia, ai bambini scomparsi, ecc scatena l'ansia, per via delle preoccupazioni reali sulle tensioni:
prendere in considreazione i fattori culturali per spiegare i provvedimenti presi dai vari paesi. la complessa
interazione di fattori sociali e culturali che spiega le tendenze della criminalit e della devianza e la percezione di queste
da parte della societ.
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Mutamento sociale, azione collettiva e movimento sociale
1. Storia individuale o storia sociale?
Mutamento sociale, visto in due modi:
RIVOLUZIONARIO (scossoni);
EVOLUTIVO (sviluppi costanti).
Bill Gates fa i soldi scommettendo su se stesso e la rivoluzione tecnologica, quando ha un crollo: il cambiamento pi
complesso. Nella societ, ottenere un cambiamento sociale=PROCESSO COMPLICATO con trasformazioni
istituzionali graduali (individuo e societ). Anche noi stiamo vivendo una rivoluzione sociale?
1.1. L'analisi del mutamento sociale. La CONCEZIONE EVOLUTIVA del mutamento sociale preferita dalla maggior
parte dei sociologi. Anche se molti cambiamenti posso portare a una rivoluzione (Marx: violenta o pacifica in base al
paese). RIVOLUZIONE SOCIALE: cambiamento fondamentale nelle pratiche sociali (societ solitamente impegnata:
esempio: societ dell'informazione). TOFFLER idee sugli stadi dello sviluppo sociale partite dai fondatori e poi
rielaborate: la storia umana aderente a un modello di tre momenti successivi.
ETA' AGRICOLA: semi e crescita: basta nomadismo e si ai villaggi. Ricchezza=terra. 10000 anni fa.
ETA' INDUSTRIALE: potenza meccanica. 18secolo: gente verso le citt industriali. Ricchezza= (tre fattori di
produzione) terra, lavoro e capitale.
ETA' dell'INFORMAZIONE: nostra epoca, basata sul cervello e sulla tecnologia informatica. Ricchezza=info/
conoscenza.
L'ultima visione ha una storia molto lunga, i primi non potevano prevedere il pc, ma sapevano che ci sarebbero stati dei
cambiamenti. Et industriale standardizzazzione: all'apice qualsiasi cosa era 'massa' (molti prodotti vs assoluta
uguaglianza). La concorrenza porta poi a differenziare per soddisfare gusti diversi. Il sopraggiungere della tecnologia
porta a produrre per un 'mercato di nicchia'. Durante l'et industriale anche tante forme di cultura e di intrattenimento
furono standardizzate (caff, auto, mobili) e venne accusata dalla Scuola di Francoforte di produrre cultura
standardizzata per le masse poi scomparsa con l'era (3), ma la cultura di massa no. Epoca attuale positivo:
nicchie demassificate; negativo: dilagare di 'gruppi d'odio'. Ci sono anche altri tipi di disuguaglianza (genere, et,
razza). Esempio positivo: questa et aumenta la quantit di stazioni radio, offrendo musica per tutti i gusti, ma sono
possedute da aziende mediatiche che influenzano. I mutamenti occorsi nell'economia e nella cultura dei paesi
occidentali non sono netti. Alcuni aspetti del vecchio ordine persistono accanto a quelli nuovi. TOFFLER pensa che ci
siano dei rovesciamenti di tendenza considerati temporanei e inevitabili per lo sviluppo. Ci sono anche altri tipi di
mutamenti sociali non considerati buoni (la nuova famiglia). Altri sociologi sono meno ambiziosi: societ
postindustriale o dell'informazione per mettere in rilievo gli sviluppi pi contraddittori e per evidenziare un numero
limitato di cambiamenti.
1.2. Definire il mutamento sociale. MUTAMENTO SOCIALE: difficile dare una definizione perch si riferisce a
fenomeni molti diversi. Wilbert MOORE una significativa alterazione delle strutture sociali (= modelli di azione
e di interazione sociale). Riguarda i modelli dell'agire, ma non tiene conto dei diversi elementi culturali valori e
norme. Qui la cultura una dimensione dinamica delle pratiche sociali che cambiano da cultura a cultura. A volte le
credenze cambiano pi lentamente delle innovazioni: RITARDO CULTURALE [Ogburn]; oppure pu succedere anche
il contrario. Queste questioni sono sempre state centrali per la sociologia. Quando si cominciano a studiare le societ
primitive in confronto a quelle moderne, ci si chiede quale sia la direzione dello sviluppo umano. Le prime teorie
pensavano allo sviluppo su lunghi periodi e su societ/civilt intere. Si trattava di spiegazioni macrosociali al cui centro
stava la 'modernizzazione' e il 'progresso'.
Le teorie EVOLUZIONISTICHE considerano il mutamento come qualcosa di graduale attraverso certe fasi di sviluppo
(Comte, Spencer, Durkheim) un secolo dopo (20) alcune tracce nel FUNZIONALISMO: come adattamento di un
sistema sociale attraverso la differenziazione. Le teorie del cambiamento RIVOLUZIONARIO (Marx) conflitto tra le
differenti parti sociali come origine della trasformazione sociale graduale vs improvviso. Queste teorie
'metanarrative' furono molto criticate perch sembravano voler spiegare fin troppo. Lo stesso Weber mette in guardia
contro le generalizzazioni nella seconda met del 20secolo si preferiscono teorie di 'medio raggio'. Quelle
macrosociali tornano solo nel passaggio da era industriale a quella postindustriale, anche se secondo alcuni non
corretto, perch gran parte dei servizi sono finalizzati all'industria. CASTELLS et dell'informazione per
sottolineare l'importanza delle tecnologie. Postmoderno meno netto e fa riferimento a una variet di cose. I teorici
devono specificare i metodi e i criteri.
2. La societ industriale.
Max-Weber societ industriale moderna al centro l'impresa manifatturiera (=Marx, metodo usato per avere profitti;
Weber, esempio della forma moderna di organizzazione). Problema: i mutamenti della societ post moderna sono cos
rivoluzionari da rappresentare una rottura? Analisi della teoria marxista del capitalismo.
1. Capitalismo: forma di societ determinata e transitoria: emerge dalle contraddizioni e ceder il posto al socialismo;
2. modo di produzione dei beni: a. finalizzato alla produzione, b. il lavoro mercificato, c. profitto grazie allo
sfruttamento;
3. divisione propriet e non dei mezzi di produzione: capitalisti-classe operaia;
4. processo dinamico: a. progresso tecnologico, b. aumento costante della produzione.
Per Marx sono importanti i RAPPORTI sociali di produzione, per cui la tecnologia non cambia la societ. Secondo
Weber il sistema economico capitalista deriva dal processo di razionalizzazione, per cui tutto viene sostituito dal
principio di calcolo razionale riguardo ai mezzi pi efficaci. Due settori: economia di mercato-burocrazia (domanda e
offera-burocrazia moderna). La tecnologia dell'informazione, TIC, un continuo di razionalizzazione e burocrazia. La
Tic un potente mezzo di entrambe le cose (network). Weber: l'emergere delle forme contemporanee di Tic no
mutamento rivoluzionario nella societ, ma l'estensione della razionalizzazione e della burocratizzazione.
3. La societ postindustriale.
Daniel BELL concetto di societ postindustriale (successiva a quella industriale). Bell divide la societ in tre sfere: a.
STRUTTURA SOCIALE; b. POLITICA; e c. CULTURA. L'aumento della nuova societ comporta mutamenti nella
struttura sociale. I principali mutamenti sono:
da produzione di merci a produzione di servizi, pi importanti;
importanza della testa in ambito occupazionale;
il sapere fondamentale quello teorico;
sviluppo di nuove tecniche di previsione per la pianificazione dei cambiamenti;
prendere decisioni creando una tecnologia intellettuale.
Lo sviluppo non eterogeneo e in ogni societ ci sono figure predominanti diverse (preindustriale: contadini-lavoratori
specializzati e ingenieri-postindustriale: professionisti e scienziati tecnologici). Diverse critiche, ma non alla sua idea
che la societ si trovasse in transizione (vecchi elementi con i nuovi). Successivamente prest attenzione anche ai
mutamenti strutturali e quelli culturali. Conflitto tra due ambiti: TECNOECONOMICO: tratti caratteristici di
autocontrollo, moderazione, tutti in conflitto con quello CULTURALE: che per primo evidenzia.
Esempio: Blade Runner, acme del cinema postmoderno 1. la realt stessa messa in questione; 2. l'informazione
sostituisce l'industria e il lavoro; 3. societ consumistica: ogni cosa spettacolo e le immagini sono ci che contano.
Non c' una distinzione netta tra realt e simulacri: viene rappresentata una citt globale. Il termine 'postmodernit'
utile perch mette in evidenza le tendenze contraddittorie che stanno comparendo, compresi i localismi e
fondamentalismi contro la globalizzazione.
4. Societ dell'informazione, globalizzazione e movimenti sociali.
Secondo alcuni, la societ dell'informazione sta cambiando la struttura sociale si sta ripresentando a livello globale
una pi vecchia forma di organizzazione, quella del 'network'. Questa forma di organizzazione impone la sua logica sui
membri. Si pu tentare di cambiare gli obiettivi o uscire dalle rete; molto spesso non possibile. CASTELLS tre tipi
di movimenti e identit sociali: legittimit, resistenza e progetto:
Movimenti e identit LEGITTIMANTI: istituzioni dominanti della societ (chiese, sindacati); la societ civile
porrta a sostanziali trasformazioni nella societ attraverso l'azione statale. Esempio: il movimento operaio per
il welfare state non avrebbe successo.
Movimenti e identit PROGETTUALE: quando gli attori sociali costituiscono una nuova identit che
ridefinisce la loro possibilit nella societ, cambiando anche il complesso. Esempio: movimento ambientalista
e delle donne. Oltre la tematica dell'esclusione, cercando di trasformare o creare + alcune comunit religiose.
Movimenti SOCIALI (molto importanti): rete di interazioni informali fra una pluralit di individui, gruppi e/o
organizzazioni, impegnati in un conflitto politico o culturale, sulla base di un'identit collettiva [DIANI].
Caratteristiche principali:
- rete informale di interazioni fra attivisti: gruppi, individui e organizzazioni;
- definito dal senso di 'identit collettiva' tra i partecipanti;
- impegnato in un 'conflitto politico o culturale' per il cambiamento sociale.
DIANI distinzione netta tra movimenti e altri comportamenti collettivi temporanei/organizzazioni politiche
tradizionali. Il fenomeno temporaneo non conferisce un'identit anche se pu evolversi, mentre il movimento sociale
pi ampio e organizzato, rigido. Lo studio di questi era inclusa nello studio del COMPORTAMENTO COLLETTIVO:
mobilitazione sulla base di una credenza che ridefinisce l'azione sociale [SMELSER].
Tappe dello sviluppo del comportamento collettivo:
1. PROPENSIONE strutturale: cose che permettono e incoraggiano.
2. TENSIONE strutturale: incertezza, conflitto.
3. Insorgenza e diffusione di una CREDENZA generalizzata: condiziona la sorgente della tensione.
4. Fattori di PRECIPITAZIONE: evento che innesca un episodio.
5. MOBILITAZZIONE dei partecipanti: info da persone autorevoli predispongono all'agire.
6. L'operazione di CONTROLLO sociale: comportamento come risultato.
La categoria per molto ampia e si sono sviluppate molte teorie teoria della MOBILITAZIONE della RISORSE, di
MCCARTHY e ZALD. Perch la gente prende parte? Per cambiare la situazione, anche se non tutti lo fanno o lo fanno
pur non essendo coinvolti. Secondo questa teoria, i movimenti hanno bisogno di risorse, per cui il compito
incrementare il bacino di risorse, per cui devono invogliare. In questo caso c' una scelta razionale, un movimento che
cerca investitori. Problema: riduce l'analisi sociologica a una economica; si interessa poco alle finalit per cui a poco a
dire con i movimenti specifici. Teoria dei NUOVI MOVIMENTI sociali: pi interessata all'analisi della cultura e del
significato. I movimenti sono nuovi per come vengono analizzati, cercando di farli vedere in modo diverso. Attenzione
agli stili, alle disuguaglianze.
MELUCCI caratteristiche principali:
centralit dell'informazione: produzione e circolazione di info e significato;
l'azione come comunicazione: bisogna rendere conto dei significati espressi dalle azioni;
dimensione globale: in grado di creare connessioni globali;
latenza e visibilit: l'attivit in certi momenti molto visibile in altri quasi scomparsa (ondate).
Secondo Melucci non sono importanti solo le conquiste o non, ma anche il fatto stesso che ci sia. Sembra quasi che gli
individui vivano i movimenti, movimenti vecchi (stili di vita) vs nuovi sviluppo di una FRAME ANALYSIS dei
movimenti (Goffman) che permettono di classificare. Se si allinea il messaggio e all'inquadramento dei destinatari
maggiore successo. Uno dei nuovi movimenti: antiglobalizzazione che combina il vecchio con il nuovo + tattiche pi
efficaci.
5. La globalizzazione.
GLOBALIZZAZIONE: ampliamento, approfondimento e la velocizzazione dell'interconnessione mondiale in tutti gli
aspetti della vita sociale contemporanea. 1. se per 'interconnessione mondiale' si intende un unico sistema mondiale,
l'interconnessione oggi asiste solo fra certe nazioni/regioni; 2. i flussi tra i vari punti possono anche andare in una
direzione sola; 3. ricerca dei profitti: super sfruttamento delle risorse. C' una maggiore interconnesione mondiale su
varie dimensioni, ma queste connessioni sono irregolari e sbilanciate.
6. Conclusioni.
Stiamo vivendo una rivoluzione sociale? Viviamo in una cultura saturata dai media, in cui abbiamo sempre maggiore
quantit di informazioni, ma rischio di sovraccarico. I sociologi valutano i dati cercando di spiegare dove e quanto le
cose cambiano. Attenzione su certi mutamenti significativi, ma questi vanno precisati (problemi e contraddizioni)
analisi dei cambiamenti e della resistenza.

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