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Analisi dei farmaci II

Lanalisi qualitativa farmaceutica un insieme di processi e metodiche chimiche e fisiche atti a


identificare un farmaco. La prima cosa che si effettua durante questo tipo di analisi il controllo del
composto atto a identificare se vi la presenza di una o pi sostanze nel campione. Se vi sono pi sostanze si
procede con il processo di separazione. Lo scopo ultimo quello di confermare lidentit di un composto
attraverso diverse metodologie danalisi qualitative.

Analisi Qualitativa

Preparazione Campione

Omogeneizzazione

Esami Preliminari
Stato fisico
Colore
Odore
Saggio calcinazione
Analisi secca
o Saggio alla fiamma
o Tubicino riscaldato

Analisi Inorganica Analisi Organica

Solubilizzazione
Analisi elementare
riconoscimento del catione e
dellanione Solubilizzazione
Riconoscimento gruppi funzionali
Determinazione costanti chimiche
Il prelievo del campione.
E un operazione molto delicata perch deve garantire il prelievo di una porzione rappresentativa del
composto in esame. Il campione deve essere omogeneo e per questo motivo nel caso non lo fosse bisogna
attuare il processo di omogeneizzazione.

Per i solidi si attua attraverso il pestaggio a mortaio, la triturazione e il mescolamento del composto.

Per i liquidi invece con il solo mescolamento del composto.

Esami preliminari.
Sono esami che hanno senso solo se la sostanza singola.

1) osservazione dello stato fisico: di attua guardando la sostanza alla luce diretta su un vetrino da
orologio. Bisogna annotare lo stato elementare (liquido, solido o gassoso). Nel caso dei solidi
bisogna annotare se presenta una forma cristallina o una forma amorfa.

Forma Cristallina Forma Amorfa


Stato solido (reticolo cristallino) Liquido ad elevatissima viscosit
Polvere lucida e trasparente Polvere opaca
Punto di fusione in un intervallo molto ristretto Punto di fusione in un intervallo ampio
Tipica delle sostanze inorganiche Tipica delle sostanze organiche

Un'altra caratteristica che si pu dedurre dalla semplice osservazione di un solido se esso un solido di
tipo:

deliquescente : sostanza solida che tende ad assorbire lumidit dell aria (esempio: NaOH)
efflorescente: sostanza solida che tende a perdere le molecole di H2O di cristallizzazione
2) Colore: di solito i composti che si usano solitamente in laboratorio sono bianchi fatta eccezione per:

Leggermente Giallo/arancione Grigio Blu/verde Giallo


giallo
KI Sostanze che AgNO3 Composti Menadione
Sostanze che contengono contenenti Riboflavina
contengono doppi o tripli Nitroderivati (vitaminaB2)
Nitrogruppi legami Iodoformio
Nifopidina
Acido tannico
(pi sul Beige)
Anfotericina
(antibiotico
polienico)

Il colore di un composto deriva dalla presenza di Cromatofori nella molecola. I cromatofori sono gruppi di
atomi che assorbono le radiazioni elettromagnetiche dello spettro visibile dando cos colore al composto. Se
invece i cromatofori assorbono le radiazioni dello spettro ultravioletto il colore della molecola sar il bianco.

3) Odore: la farmacopea ufficiale prevede di prendere una quantit di 0,52 g di sostanza e lasciarla riposare
per 10 min su un vetrino da orologio. Dopo di che con un movimento della mano si portano i vapori verso il
naso cos si evita di inalare troppa sostanza.

Solitamente i composti inorganici non hanno odore mentre in quelli organici sono facilmente identificabili i
componenti.

Alcuni esempi:
Odore Descrizione
Solforato Contiene sulfuri
Etere Piacevole ma provoca sedazione
Ammoniacale Contiene N
Ammine Pungente, putrescente
Mandorle amare Tipico di composti benzoici (benzaldeide,alcol
benzoico)
Estere Fruttato piacevole

Le molecole inodori di norma sono molecole poco volatili con elevato PM e bassa tensione di vapore

Le molecole odorose invece sono molto volatili hanno un basso PM e hanno una alta tensione di vapore

Alcuni odori tipici di laboratorio sono:

Canfora (punto fusione 180)


Mentolo (punto fusione 34)
Clorobutanolo (simile a canfora punto fusione)

4) sapore: saggio che ora caduto in disuso.

5) Saggio di Calcinazione: un saggio di combustione e serve per comprendere la natura del composto in
esame. Si brucia il composto con un becco Bunsen e lanalisi va eseguita sotto cappa.

Si effettua utilizzando un pezzo di coccio o di porcellana tenendolo con pinze metalliche. Si porta sul coccio
una quantit di composto 0.2 mg e si riscalda dapprima il coccio e successivamente il composto con una
fiamma molto ossidante (blu). Durante questo riscaldamento bisogna osservare cosa succede alla polvere
valutando sia cosa accade durante il riscaldamento sia valutare il residuo del composto.

Se durante la calcinazione il composto di incendia, brucia e carbonizza significa che la sostanza organica o
metallorganica . Se ci non accade una sostanza inorganica.

Se mentre brucia la fiamma gialla e fumosa un composto organico e aromatico. Se non vi fumo il
composto organico ma non aromatico

Se il composto caramellizza e il profumo dolce e gradevole pu essere un composto organico come uno
zucchero

Se il composto sublima cio se dallo stato solido passa allo stato di vapore sparendo dal coccio. Per vedere
se un composto organico o no bisogna prendere una piccola quantit di composto inserirla in un tubicino
con una piccola quantit di H2SO4 concentrato. Se organico il fondo del tubicino diventer bruno se invece
inorganico rimarr incolore.

Alcuni Farmaci che sublimano:

caffeina
acido benzoico
canfora
carbonato ammonio
cloruro ammonio
Sali argento
Sali di mercurio
Un'altra cosa che si pu osservare durante la prova di calcinazione se vi la liberazione di vapori

Viola: presenza iodio


Rosso : presenza di N2O4
Biancastro: in questo caso espongo un pezzo di cartina tornasole e cos posso comprendere se si
liberato acido cloridrico o ammoniaca.

Infine osservo il residuo della combustione per due minuti

Se bianco e il composto di partenza non si bruciato un composto inorganico. Se il composto inorganico


pu perdere lacqua di cristallizzazione divenendo pi secca e polverosa.

Tipico di: Borace (Na2B4O7),solfato di magnesio eptaidrato, sodio fosfatobibasico,

vi sono alcune eccezioni tra i composti inorganici che cambiano colore divenendo rosso-arancione come ad
esempio il carbonato di ossido Bi bismuto perch diventa ossido di Bismuto che arancione.

Lossido di zinco (ZnO) e il biossido di titanio (TiO2) sono particolari in quanto durante la calcinazione
diventano gialli ma quando si raffreddano il residuo tornano bianchi.

Il sodio tiosolfato (Na2S2O3) una polvere bianca pentaidrata che quando viene scaldata perde lacqua di
cristallizzazione e cambia colore in gialla e poi nera senza mai incendiarsi. Questo perch questo composto
diventa solfuro di sodio colorandosi di nero e odora di uovo marcio (non organico).

Se invece il residuo lucente come uno specchio e/o ha la consistenza della carta bruciata e durante la
combustione si bruciato il composto di partenza organico.

Se ha un aspetto polverulento, opaco e di consistenza terrosa quel composto metallorganico, durante la


combustione si incendia. Questo perch da origine ai corrispettivi carbonati e ossidi della parte metallica del
composto.

Alcuni farmaci metallorganici:

Benzoato sodico, tartato di potassio, gluconato ferroso, Calcio pantotenato, calcio gluconato, calcio
glicerofosfato, magnesio stearato, bismuto salicilato.

Il bismuto salicilato dar un residuo di colore arancione e nero-bruno.

6) analisi per via secca: insieme di prove che non prevedono la dissoluzione del farmaco, sono analisi brevi,
veloci e molto utili.

Le analisi per via Secca


Le pi importanti sono il saggio alla fiamma e il saggio su tubicino riscaldato.

Il saggio alla fiamma si effettua se il composto inorganico o metallorganico perch mette in evidenza il
catione presente nel farmaco. Questo perch i cationi impartiscono alla fiamma un determinato colore.

I saggi alla fiamma si effettuano sulla polvere del composto (nel) che sul residuo( nei)

Come si effettua : nei pozzetti di porcellana si mettono nel primo una punta di spatola di composto e negli
altri HCl concentrato, con una bacchetta di vetro con in punta due centimetri di filo metallico intingiamo il
filo nellHCl e successivamente inserisco il filo alla fiamma e ripeto fino a quando la fiamma non presenta
colore. Quando pulito inseriamo il filo nel pozzetto di HCl che non stato mai usato e sempre con questo
raccolgo un po di polvere del composto e porto alla fiamma e osservo la colorazione.
Elemento Farmaco Colore fiamma
Litio (Li) Litio carbonato rosso-violacea
Calcio (Ca) Calcio carbonato Rosso arancione
Sodio (Na) Giallo intenso
Boro (B) Sali di boro Verde canarino
Bario (ba) Cloruro di Bario, Verde-giallino
Potassio (K) Tartrato di potassio Violetto
Ammonio NH4+ Violetto, rosa fior di pesco

Prova del Vetro azzurro: nel caso si abbia il sospetto che il composto contenga il potassio si ripete il saggio
guardando la fiamma con il vetro al cobalto e la fiamma sar color rosso ciclamino.

La non colorazione della fiamma un elemento utile per escludere gli elementi che la colorano restringendo
il campo a magnesio, zinco e alluminio.

Il bario solfato non da colorazione verde giallina alla fiamma perch non reagisce con HCl. Lo stesso vale
anche il calcio fosfatobibasico.

Laltra prova per via secca il riscaldamento del tubicino.

Si effettuano solo se il composto inorganico, la prova avviene riscaldando il composto direttamente oppure
addizionando soda oppure con acido solforico. Con queste prove si evidenzia la presenza di anioni e del
catione ammonio.

Senza laggiunta possiamo osservare la fusione dellacqua di cristallizzazione e la risolidificazione con


rigonfiamento di massa bianca ( Na2B4O7, Na2HPO4,KAl(SO4)2,Na2S2O4.

Bianco Giallo ZnO


Bianco Giallo pallido TiO2
Bianco Giallo-arancio (BiO)2CO3
Bianco Giallo arancio bruno Na2S2O3

Se nel tubicino vi liberazione di gas

Viola: I2, a KI e NaI

Bianchi: NH4Cl

Incolori: NH3 da NH4HCO3 e NH4H2CO3

Si possono formare degli anellini colorati nella parte alta del tubicino che indice di un sublimato.

I sublimati possono essere :

giallo chiari: zolfo da na2s2o3


bianchi: Nh4hco3, nh4)2co3

il riscaldamento in tubicino con laggiunta di soda serve per evidenziare la presenza del catione ammonio il
riconoscimento avviene o con la cartina tornasole o annusando lodore di ammoniaca.
Il riscaldamento con aggiunta di H2SO4 permette di vedere meglio gli anioni (e i vapori) di ioduri, bromuri o
nitrati.

Attenzione: non usare il KMnO4 perch se scaldato forma Mn2O7 che Esplosivo!

Analisi per farmaci Inorganici


Se il farmaco inorganico si procede con la solubilizzazione del farmaco e delle procedure di
riconoscimento di cationi e anioni.

Per la solubilizzazione si procede Sciogliendo il composto in diversi solventi:

il primo solvente da utilizzare lH2O. Si utilizzano 1,2ml di H2O a cui si addiziona una modica quantit di
composto da esaminare. Mescolo con la bacchetta e osservo se vi solubilit. Ripeto la procedura a
Bagnomaria. Se il composto non si scioglie in H2O si ripete la prova di solubilit con HCl diluito
successivamente con HNO3 e H2SO4( concentrato forte disidratante e se scaldato diventa un potente
ossidante).

Se il campione si sciolto in H2O misuro il Ph con una cartina tornasole in modo tale da poter escludere
diverse specie chimiche. Se il Ph neutro potrebbe trattarsi di un sale.

NOTA BENE il litiocarbonato idrosolubile solo a Bagnomaria, lHCl diluito solubilizza molti farmaci non
idrosolubili specialmente i carbonati di metalli alcalini terrosi liberando CO2. I bicarbonati di metalli
Alcalini e Alcalinoterrosi sono tutti idrosolubili.

Se tutti questi acidi non riescono a sciogliere il composto si prova con lAcqua Regia che composta da
una parte di acido nitrico (HNO3) e tre parti di acido cloridrico (HCl) questa talmente potente che scioglie i
metalli nobili come Oro platino ecc.. ad esempio loro metallico si scioglie dando Au3+ che viene
complessato con Cl-.

Se gli acidi non sciolgono il composto si ripete il saggio con delle basi (Attacco Basico)come NH3 e NaOH.

Se acidi e basi non funzionano si prova con la tecnica della Fusione.

Per la fusione si usa un Sale di Fusione in eccesso a contatto con il farmaco il tutto posizionato su un coccio
scaldato col Bunsen.

Il farmaco (es BaSO4) reagendo col sale (es K2CO3) si trasforma in un altro composto che verr filtrato per
poter riconoscere il Bario(Ba2+) e il Solfato (SO4 2-)

BaSO4 + k2CO3 -> BaCO3 +K2SO4

Un altro sale di fusione molto usato il KHSO4 il solfato acido di sodio che viene usato per gli ossidi basici
poco solubili come il TiO2 e Al2O3

Esisto poi anche delle miscele fondenti ossidanti come ad esempio L Na2CO3 (che fa da sale fondente) pi
KNO3(che la specie ossidante) che viene utilizzato per trasformare lanidride cromica in cromato di sodio.

Tabelle di solubilit
Composti Acqua Acido
Acetati Tutti Tutti
Arseniati Alcalini Tutti
Arseniti Alcalini Tutti
Bicarbonati Alcalini,Mg,Ca,Sr,Mn,Fe Tutti
Borati Alcalini Tutti
Bromuri Tutti meno AgBr,Hg2Br2 Tutti meno AgBr
Carbonati Alcalini Tutti
Cloruri Tutti tranne AgCl,Hg2Cl2,PbCl2, tutti tranne AgCl
Cromati Alcalini ,Mg, Ca. Tutti(equilibrio Dicromato)
Fluoruri Alcalini, Ag, Hg Tutti meno CaF2
Fosfati Alcalini Tutti
Ioduri Tutti meno AgI, Hg2I2, HgI2, Tutti meno AgI
PbI2
Nitrati Tutti Tutti
Permanganati Tutti Tutti
Solfati Alcalini Come in H2O
Solfuri Alcalini Tutti meno HgS
Tiosolfati Tutti meno Ba, Ag, Pb Separano S

Farmaco Solubilit in H20 ein acido PH


H3BO3 Si - 3.8-4.8
KAl(SO4)2*12H20 Si - 2.5-4.0
Al2O3*H2O No /no
Al2(SO4)3 Si - 3.0-3.5
NH4Cl Si - Leggermente acido
AgNO3 Si - Leggermente acido
BaSO4 No/no
(BiO)2CO3 No/si
Na2B4O7*10H2O Si - 9.0-9.6
CaCO3 No /si
CaCl2 si Neutro 7.0
CaHPO4*2H2O No/si
Ca(OH)2 No/si
LiCO3 si Basico
MgCO3 No/si
MgCl2 Si Neutro
MgO No/si Basico
MgSO4 Si Neutro
KCl Si Neutro
KI SI Neutro
NaHCO3 SI Leggermente basico
Na2CO3*10H2O Si Basico
NaCl Si Neutro
NaF Si Leggermente Basico
Na2HPO4*2H2O Si Basico
NaI Si Neutro
Na2SO4 Si Neutro
Na2S2O3 Si 6.0-8.0
Mg3Si4O10(OH)2 (talco) No/no
TiO2 No/no
ZnCl2 Si 4.6-5.5
ZnO No/si
ZnSO4 Si 4.4-5.6

Il riconoscimento del Catione e dellAnione


Per procedere allidentificazione dei cationi e degli anioni bisogna seguire le istruzioni dettate dalla
Farmacopea Ufficiale dove sono descritte e specificati i metodi estrattivi e le ricette per la preparazione dei
reattivi che vanno utilizzati durante ii riconoscimenti.

NOTA BENE quando il nome di un composto accompagnato dalla lettera R significa che va utilizzato il
composto concentrato, se la R accompagnata da un numero si intende un composto sempre pi diluito. Per
H2O R si intende acqua deionizzata bollita per degasarla e liberarla dalla CO2 disciolta al suo interno.

Riconoscimenti: saggio chimico: saggio tubicino


fiamma:
Ammonio (NH4Cl) Saggio NaOH diluita sviluppa odore di Fiamma Sublimato bianco con
ammoniaca, cartina tornasole verde color viola- evaporazione ammonio
lilla e HCl
Argento (AgNO3) Saggio HCl diluito e NH3: formazione \ \
precipitato caseoso solubile in NH3
Alluminio Saggio con NaOH e NH4Cl : \ \
aggiungendo la soda si forma un
precipitato bianco gelatinoso che si
scioglie con il suo eccesso. LNH4Cl
forma un precipitato bianco
Bismuto Saggio con HCl,H2O,Na2S : a contatto \ I Sali di bismuto
con HCl la sostanza si scioglie liberando danno una colorazione
CO2 (bollicine)si porta il tutto a arancio
ebollizione e si raffredda e filtra. Si
aggiunge acqua e si ottiene ossido basico
di bismuto come precipitato si scalda e si
aggiunge Na2S formando solfuro di
Bismuto
Calcio
Saggio con CH3COOH, Potassio
FerroCianato e NH4Cl
Magnesio Saggio ammoniaca
Potassio (KI,KCl) Saggio con acido acetico e Colore
sodiocobaltonitrito: acidifico con lilla\rosa
CH3COOH diluito, successivamente pallido,
aggiungo sodio cobaltonitrito che forma prova del
un precipitato giallo-arancione vetrino blu
cobalto
lesito
positivo se
la fiamma
rossa
Sodio Saggio con carbonato di potassio e Colore giallo
potassio Piroantimoniato: porto a
ebollizione con K2CO3 per escludere altri
metalli poi scaldo aggiungendo il K
piroantimioniato che raffreddato dar un
precipitato (sodio antimoniato) Bianco
Zinco Saggio con NaOH concentrata,NH4Cl ,
Na2S: con laggiunta di soda concentrata
si ha la formazione di un precipitato
bianco gelatinoso di idrossido di Zinco, in
eccesso di soda lo zinco diviene
tetraossizincato. Aggiungendo Nh4Cl il
tetraossizincato diviene tetramminozinco
rimanendo in soluzione senza precipitare,
si aggiunge sodiosolfato e scaldando si
ottiene un precipitato zinco solfato ZnS
bianco fioccoso
Litio (litio Saggio con HCl e Etanolo: si scioglie il Color rosso
carbonato) farmaco con lHCl e lo si fa evaporare in porpora-
una capsula di porcellana (grande violaceo
superficie di evaporazione) dopo
levaporazione si ottiene Litiocloruro che
va sciolto in etanolo
Carbonati (CO32-) Saggio in acido acetico, bario idrossido
e Hcl diluito: si utilizza un apparecchio a
due bolle collegate in un tubicino nella
prima si inserisce lidrossido di bario.
Nella seconda si acidifica con CH3COOH
il carbonato che sviluppa H2O e CO2.
Questultima passa nel tubicino
gorgogliandolo nel bario idrossido
formando carbonato di bario che
precipiter bianco intorpidendo la bolla.
Infine si aggiunge HCl al contenuto delle
due bolle che da torbide tornano limpide.
Bicarbonati (HCO3-) Saggio con acido acetico diluito, Bario
idrossido e acido cloridrico diluito: vedi
carbonati.
Saggio con fenolftaleina: si aggiunge alla
soluzione ottenuta dal saggio precedente
fenolftaleina, se si colora di fucsia si ha
un carbonato, se invece lilla si ha un
bicarbonato. Scaldo a bagnomaria il
bicarbonato che col caldo diventer
carbonato e il lilla virer a fucsia (questo
valido solo per i bicarbonati di cationi del
primo gruppo)
Cloruri Saggio con HNO3,AgNO3,NH3 diluita:
acidifico con HNO3 per distruggere i
carbonati e misuro il Ph. Aggiungo
AgNO3 che forma un precipitato bianco
caseoso (AgCl) aggiungo lammoniaca e
ho dissoluzione di AgCl con formazione
di un complesso Ag[(NH3)2]Cl di colore
bianco. Se acidifico con HNO3 riottengo
AgCl precipitato .
Bromuri Saggio con HNO3,AgNO3,NH3 diluita : Rilascio di vapori
I Bromuri formano un precipitato giallino Rosso-bruni
(AgBr) che non si scioglie in NH3 diluita
ma con quella concentrata, riacidificando
con HNO3 riottengo AgBr giallino.
Saggio con acido Solforico diluito,
acqua di cloro e cloroformio: acidifico
con H2SO4 aggiungo CHCl3 che former
una fase inferiore in quanto meno densa di
H2O e aggiungo acqua di cloro goccia a
goccia questo trasformer i Bromuri (
NOX -1) a bromo metallico (NOX
0)colorando la fase di cloroformio di un
rosso-bruno.
Ioduri Saggio con HNO3,AgNO3,NH3 diluita Rilascio di vapori viola
:Gli ioduri precipitano come AgI di colore
giallo intenso e non si sciolgono n in
NH3 diluita N in quella concentrata.
Saggio con acido Solforico diluito,
acqua di cloro e cloroformio: vi
lossidazione dello ioduro a iodio con
conseguente colorazione della fase di
cloroformio di viola. In eccesso di acqua
di cloro vi un ulteriore ossidazione dello
iodio che diventa iodato con
decolorazione del cloroformio.
Fosfati (PO42-) Saggio con HNO3 diluito, AgNO3 e
NH3 diluito : la soluzione va
neutralizzata (sodio fosfato bibasico con
HNO3 diluito; Calcio fosfato bibasico con
NH3 diluito) e si aggiunge AgNO3 che
forma un precipitato giallo il precipitato
va sciolto con NH3 concentrata svanendo
formando un composto incolore
(Diamminoargento)
Saggio con reattivo Molibdico : acidifico
con HNO3 diluito la soluzione aggiungo il
reattivo Molibdico a caldo e si forma un
precipitato giallo intenso dopo un
prolungato riscaldamento.
Nitrati (AgNO3) Saggio con nitrobenzene: non si effettua Aggiunta di H2SO4:
per via della tossicit. Rilascio di vapori
rosso-bruni dovuti alla
Ipoazitide (N2O4)
Solfati Saggio con HCl e BaCl2 : alla soluzione
acquosa del farmaco (sol.S) addiziono
HCl fino a quando la cartina tornasole non
rossa, dopodich aggiungo BaCl2 con
formazione di Bario solfato precipitato
bianco. Controprova : insolubilit in acidi
e basi.
Borati (H3BO3, Saggio con H2SO4 concentrata e
Na2B4O7) Metanolo in crogiolo: metto la polvere
del farmaco in un crogiolo e aggiungo
lacido solforico concentrato e il
metanolo. Mescolo con bacchetta per
favorire la formazione di un estere (borato
di dimetile). Accendo un pezzetto di carta
col Bunsen e lo lascio cadere allinterno
del crogiolo provocando in esso una
fiammata verde. Misuro il Ph (acido
H3BO3, basico Na2B4O7)
Saggio con fenolftaleina e glicerolo: sia
aggiunge fenolftaleina e se la soluzione si
colora di viola abbiamo Na2B4O7 la
soluzione torna trasparente con aggiunta
glicerolo.
Floruri (NaF) Saggio con CaCl e FeCl3: addiziono al
farmaco CaCl che forma un precipitato
bianco caseoso cche si scioglie in FeCl3
Saggio con HCl, Alizarina S, Zirconile
Nitrato: aggiungo alla soluzione in esame
(precedentemente acidificata con HCl)
parti uguali di alizarina S e Zirconile
nitrato il composto virer da rosso-
violaceo a giallo
Tiosolfati (S2O32-) Saggio con KI e I2 : aggiungo al sospetto
tiosolfato una soluzione di Iodio Iodinato
(KI +I2) di colore bruno-marroncina che
si decolora 4
Saggio con HNO3 e AgNO3 : la soluzione
in esame va acidificata con HNO3 e con
AgNO3 forma un precipitato bianco.
Scaldo il precipitato a bagnomaria che
passer rapidamente da bianco a giallo e
poi nero.
Saggio con HCl: acidificando si forma un
precipitato di zolfo giallo e libera un gas
(anidride solforosa). Questo gas fa virare
il colore di una cartina amido-iodata da
bruna a blu.
Speciale BaSO4 Saggio con Na2CO3 : si fonde il
composto in becker con eccesso di
Na2CO3 e e pongo il tutto su una piastra
mescolante-riscaldante. Il prolungato
riscaldamento provoca formazione di
Na2SO4 e BaCO3 . si filtra con filtro liscio
per gravit e si acidifica il filtrato con HCl
fino a cartina Rossa e si cercano i Solfati
aggiungendo BaCl2 riformando BaSO4.
Il precipitato invece si trasferisce su
provetta in modica quantit che va sciolta
in HCl liberando CO2. Nella soluzione
presente il catione Ba2+ che va acidificato
con H2SO4 a riformare BaSO4
Talco Saggio al tocco: consistenza untuosa
insolubile in tutto, flotta in H2O
TiO2 NOTA BENE Insolubile
Saggio in titanio: polvere che passa da
bianco a giallo e sparisce raffreddando
Saggio con H2SO4concentrato e H2O2
concentrata: si aggiunge alla sostanza
precedentemente trattata con acido
solforico e perossido doi H che si
colorano di rosso arancio.
Saggi per farmaci Organici
Se invece dai saggi preliminari si sospetta che il farmaco sia di origine Organica bisogna procedere
attraverso quella che viene definita Analisi Elementare.

Lanalisi elementare.
un analisi che ha lo scopo di individuare gli elementi che compongono il farmaco organico oltre a C, H, O
che si notano facilmente dallesame di calcinazione.

Per prima cosa si effettua il saggio di Lassaigne dove, con lausilio di un metallo fortemente riducente, si
prepara una soluzione dove tutti gli elementi che compongono il farmaco verranno resi identificabili
attraverso saggi specifici. Il metallo usato nel suddetto saggio il Sodio metallico (Na) che ossidandosi a
Na+ ossider tutti gli elementi (a parte C,H e O) rendendoli composti idrosolubili.

La prova si esegue inserendo nella provetta una punta di spatola di farmaco, tenendo la provetta
orizzontalmente si posiziona un pezzetto di Na metallico ( in questo stato di ossidazione il sodio si pu
facilmente tagliare con un coltello, ma attenzione lintera prova va eseguita sotto cappa e lontana dallacqua
visto che il sodio tende ad esplodere a contatto con questa o con lumidit atmosferica) a circa 2 cm dalla
polvere. Si passa la provetta sotto il bunsen fino a quando il sodio metallico non fonde a formare una pallina
liquida a questo punto si verticalizza la provetta facendo entrare in contatto il sodio con il farmaco. Scaldo
per due minuti col bunsen fino ad arroventare il vetro. Quando il vetro rosso incandescente lo immergo in
un becker con circa 15 ml di H2O allinterno. Questo provocher la rottura della provetta per shock termico.
La soluzione risultante (Soluzione di Lassaigne) andr filtrata e raccolta in una beutina per eliminare il
vetro.

NOTA BENE: la soluzione deve Assolutamente essere Basica, Limpida e Incolore.

Dopo aver preparato la soluzione di Lassaigne si procede con le prove per ricercare i diversi elementi che
compongono il farmaco.

Elemento : Procedimento:
Azoto N Si prelevano circa 2 ml di soluzione di Lassaigne con una pipetta Pasteaur a cui
verranno addizionati cristalli di FeSO4. Si scalda il composto a bagnomaria e si
acidifica con H2SO4 2N. se si forma un precipitato Blu (Blu di Prussia) significa che nel
composto di partenza presente N. se non evidente si pu provare a filtrare la
soluzione, se nel filtro ci sono puntini blu la prova positiva
Zolfo S Si prelevano circa 2 ml di soluzione di Lassaigne con una pipetta Pasteaur a cui va
addizionato sodio nitroprussiato che colora la soluzione di viola a seguito della
formazione del complesso XXX . Questa reazione veloce e quindi se non compare la
colorazione la prova da considerarsi negativa. Per sapere se lo zolfo presente in
soluzione nella forma ionica o covalente basta effettuare il saggio dei solfati sulla
polvere del farmaco, se il saggio positivo lo zolfo ionico altrimenti covalente
NOTA BENE se sono presenti sia S che N nella soluzione di Lassaigne avremo un importante indizio della
presenza di S durante la ricerca di N, infatti quando si addizionano i cristalli di Ferro solfato lo zolfo
interferisce colorando la soluzione di nero
Alogeni Se in precedenza non ho trovato N e S eseguo un saggio per alogeni sulla soluzione di
(Cl,Br,I) Lassaigne.
Se in precedenza ho trovato S e N bisogna procedere come segue: prelevo con la
Pasteaur 2-3ml di soluzione di Lassaigne e acidifico con HNO3 diluito fino a cartina
tornasole rossa. Trasferisco tutto in una capsula di porcellana e lascio evaporare a
bagnomaria fino a quando il volume non si riduce della met. Trasferisco la rimanenza
su una provetta e diluisco con H2O dopo di che eseguo la prova degli alogeni
addizionando AgNO3 ecc
Per sapere se lalogeno in questione in forma ionica o covalente ripeto la prova degli
alogeni sulla polvere di farmaco.
Fluoro F Si esegue la prova dei floruri sulla soluzione di Lassaigne
Fosforo P Si prelevano circa 2 ml di soluzione di Lassaigne con una pipetta Pasteaur a cui va
addizionato HNO3 concentrato riscaldando. Successivamente si effettua il saggio con il
reattivo molibdico. Per sapere se il P ionico o covalente si scalda una punta di spatola
di farmaco in un coccio per 10 minuti sotto cappa dopo di che si sospende il composto
in un beckerino con 5ml di HNO3 concentrato e si filtra. Sul filtrato si esegue la prova
dei fosfati. Se positiva Ionico negativo covalente

La solubilit dei composti organici


Permette di ottenere importanti informazioni sulla natura del composto organico.

Si effettuano diverse dissoluzioni in diversi solventi:

1. Acqua
2. Etere-Dietiletere
3. Soda 50%
4. Acido cloridrico 50%
5. Acido solforico concentrato a freddo

NOTA BENE: Un soluto solubile in un solvente quando, dopo miscuglio, forma un liquido omogeneo
(cio ununica fase, e quindi una soluzione priva di particelle sospese).

Una soluzione invece satura quando il soluto, oltre ad un certo livello, non pu pi sciogliersi nel
solvente: aggiunto a certe quantit, diventa un corpo di fondo e quindi non si pu sciogliere oltre ad un
certo valore(che si gi sciolto). Bisogna procede con piccole quantit di sostanza per fare una soluzione
satura: solo dopo aver aggiunto poca sostanza e mescolato energicamente si pu affermare che una
soluzione satura

Se si tratta di solidi, si procede con 0,1 grammi, si introduce in una provetta asciutta, si aggiunge solvente
fino ad un massimo di 3 ml e si agita con la bacchetta ricordandosi che se si aggiunge troppa sostanza, si
rischia di fare una soluzione satura.

Fattori che influenzano la solubilit


1. Temperatura: dal diagramma si osserva il comportamento di alcune sostanze. In generale, un
composto pi solubile con laumentare della temperatura (endotermico, quindi assorbe calore per
aumentare la sua solubilit). Alcuni farmaci scaldati, non si solubilizzano anzi in alcuni casi
allaumentare della temperatura i composti diventano meno solubilizzabili (esotermico, in questi casi
bisogna mettere ghiaccio fuori per far sciogliere meglio).
2. Purezza: la presenza di un impurezza (sostanza estranea) pu aumentare o diminuire la solubilit.
Lacido succinico, se sciolto in acetone puro, perde solubilit. Se sciolto in acetone con 5% dacqua,
la sua solubilit sale al 15% (perch con lacqua forma legami idrogeno).
3. Struttura chimica: un soluto si scioglie bene se vi similitudine tra i legami chimici presenti tra
solvente e soluto (il simile scioglie il simile). Un soluto polare si scioglie meglio in un solvente
polare (come i composti che hanno legami ionici, come i Sali che derivano da acidi deboli e basi
forti, o viceversa). Questi si scioglieranno bene in acqua, e non sono solubili in etere, che ha bassa
costante di elettrica(pi la costante di elettrica alta, pi la sostanza polare) cos come il benzene.
Sono composti polari anche quelli che hanno legami covalenti eteropolari (carbonio +
alogeno\ossigeno). La possibilit di formare legami a idrogeno una caratteristica importante: in
generale, se tra le molecole di soluto e tra le molecole di solvente si instaurano legami idrogeno,
quel soluto si scioglier meglio in quel solvente per la stessa tipologia di legame.

NOTA BENE: Acido p-amminobenzoico: forma


legami idrogeno tra le molecole. Si scioglie bene in
acqua. Il suo isomero invece ha un legame idrogeno
intramolecolare che ne fa diminuire la sua solubilit
in acqua.

4. Peso Molecolare: la solubilit diminuisce allaumentare del peso molecolare.


5. Presenza di Isomeri Strutturali: prendendo in considerazione una famiglia di isomeri strutturali,
pi solubile lisomero pi ramificato, meno solubile quello lineare. Infatti quello ramificato ha
meno interazioni soluto-soluto quindi una maggiore solubilit nel solvente. Inoltre, un composto
pari(pi simmetrico) ha una minore solubilizzazione, perch ha un impacchettamento migliore
rispetto ai dispari, che di conseguenza sono pi solubili. La simmetria, quindi, riduce la solubilit.
I composti che solubilizzano in acqua sono i Sali, composti ionici polari, alcoli, polialcoli (hanno
gruppi funzionali polari), gli zuccheri, gli acidi carbossilici. Se il composto si solubilizza in acqua
bisogna misurare il pH.

I composti solubili in etere (solvente a basso peso molecolare che non forma legami idrogeno) sono sostanze
apolari, sostanze con carattere polare non troppo accentuato (piccolo gruppo polare con scheletro apolare
gigante), i Sali sono insolubili in etere.

Caso A: se il composto solubile sia in acqua che in etere, il mio composto non un sale (altrimenti
in etere non si scioglieva). Inoltre questo composto non contiene pi di un gruppo funzionale polare.
Caso B: se il mio composto insolubile in entrambi, deduco che la sostanza ha elevato peso
molecolare ed escludo la presenza di zuccheri
Caso C: se il composto si scioglie in acqua ma non in etere, il composto un sale di quelli gi
elencati
Caso D: se il composto insolubile in acqua, ma solubile in alcol, di sicuro non un composto
ionico, non un sale. In questo caso, si deve proseguire la solubilizzazione con altri solventi come la
soda e lHCl, per trovare ulteriori informazioni. Questo per vedere se il composto ha natura acida o
basica

Per potere solubilizzarsi il soda, il composto deve avere un gruppo acido, cio una Ka > 10-14: altrimenti la
reazione con la soda non avviene (formazione di un sale insolubile). Si posso avere informazioni pi
dettagliate sulla forza del composto acido usando basi pi deboli: si pu effettuare la prova con una
soluzione di sodio carbonato\bicarbonato al 5%: se ripeto la prova con queste due basi riesco ad avere
maggiori informazioni sulla forza di questo acido. Il fenolo ha una Ka di 10-10, quindi la reazione di
solubilizzazione con queste basi c e si forma fenato solido. Se il composto si scioglie anche nel bicarbonato
e nella soda, ha una Ka > 10-7 (che la Ka1 dellacido carbonica).

NOTA BENE: Un acido per poter reagire con una base deve avere la Ka maggiore della base in questione.
Altri gruppi come le ammine primarie, secondarie e terziarie tendono a sciogliersi nellacido cloridrico con
formazione di Sali cloroidrati. Le ammine aromatiche secondarie e terziarie, invece, non riescono a
salificarsi in acido cloridrico.

I composti neutri (senza centri acidi-basi) si sciolgono in acido solforico: ad esempio, eteri misti, idrocarburi
aromatici (reazione di solfonazione).

Caso B: Solubile in acqua, solubile in basi, insolubile in etere e acido. Potrebbe essere un sale
formato da acido debole e base forte (sodio benzoato, sodio citrato). HCl pi forte di questi acidi e
quindi questi precipitano.
Caso C: insolubile in acqua, insolubile in acidi, solubile in basi e etere. E un acido debole
Caso D: insolubile in acqua, insolubile in basi, solubile in acidi e eteri. E una base debole
(procaina, lidocaina), farmaci che hanno un centro basico.

Riconoscimento dei gruppi funzionali


Gli alcani non hanno reazioni di riconoscimento (sono poco reattivi e si identificano con strumenti
spettroscopici).

Gli alcheni si identificano sfruttando il doppio legame

1. Addizione di Iodio: colorazione viola (giallo bruno solo in acqua). Lo iodio si addiziona al doppio
legame, e questo causa una decolorazione della soluzione di iodio (da viola a incolore)
2. Addizione di bromo: decolorazione
3. Addizione di permanganato: decolorazione con formazione di biossido di manganese marrone
(polvere marroncina). detto saggio di Bayer, che positivo quando ho composti che contengono
gruppi ossidabili (infatti il permangano un forte ossidante).

Alchini (triplo legame)

1. Doppia addizione di bromo con decolorazione


2. Saggio di Bayer con Addizione di permanganato
3. Redox con il sodio metallico lalchino deve avere un idrogeno terminale. Con lacetilene si forma
acetiluro di sodio. Questa reazione ha dei limiti, perch positiva anche su alcoli, su ammine
primarie, secondarie e tioli

Idrocarburi aromatici, sfruttando lanello aromatico

1. Reazione di solfonazione: si utilizza acido solforico concentrato e anidride solforosa che provoca
una sostituzione nucleofila (la reazione esotermica, la provetta diventa molto calda)
2. Reazione di Friedel-Craft utilizza AlCl3 con formazione di carbocationi che attaccano lanello
aromatico e assumono differenti colorazioni (anello blu naftalene, rosso-arancio benzene, verde
antracene).

Alogenuri arilici, alogeno + carbonio covalente

1. Reazione con nitrato dargento in etanolo. Si ha formazione di estere nitrico e riprecipita AgX
(con le solite colorazione dettate dallalogeno). Questa reazione si chiama nitrato dargento-etanolo
test. La reattivit e la velocit di reazione danno lidea sul tipo di alogenuro arilico che si ha.
Lalogenuro terziario, pi stabilizzato, procede pi velocemente nella reazione.

Alcoli
1. Reazione con sodio metallico: sviluppo di idrogeno e il sodio si scioglie con formazione di alcolato
sodico e bolle di idrogeno
2. Reazione di esterificazione con acetil cloruro: sia gli alcol primari che secondari reagiscono per
dare degli esteri vi la formazione di uno strato a densit minore relativo allestere che si forma che
galleggia. Inoltre da un buon odore fruttato, e si sviluppa acido cloridrico gassoso (bollicine di
idrogeno). prendendo una cartina che, vicino allimboccatura, vira al rosso per rilevare la presenza
di acido gassoso.
3. Saggio di Jones :sfrutta la possibilit di alcol primari e secondari di essere ossidati con anidride
cronica in ambiente acido formando subito acidi carbossilici (eccesso di anidride cromica) per gli
alcoli primari, chetoni per gli alcoli secondari. Lanidride cromica ha colorazione arancio forte, il
cromo passo da 6 a 3 e si ha questo viraggio da arancio a blu verde
4. Saggio di Lucas: utilizzo acido cloridrico e cloruro di zinco soluzione satura. Questo saggio
positivo solo per alcol secondari o terziari. Formazione di un alogenuro alchilico (X=cloro) tramite
formazione carbocatione SN1 (la reazione con lalcol terziario rapida, mentre con il secondario
richiede riscaldamento e prima di osservare lintorbidamento bisogna aspettare 5 minuti) vi
formazione di uno strato torbido nella provetta di RX. Lo zinco cloruro saturo e questo favorisce lo
spostamento della reazione verso destra (formazione di una mole di acqua che viene trattenuta bene).
Inoltre lo zinco cloruro funge da acido di Lewis. Gli unici alcoli primari unici che possono fare
questa reazione sono lalcol benzilico e allilico, perch i rispettivi carbocationi sono stabilizzati dalla
risonanza, ma sono unici nel loro genere.
5. Saggio di Lieben: specifico per alcoli secondari alfa metilici. La reazione utilizza iodio e soda. Lo
iodio ossida lalcol secondario alfa metilico a metilchetone, che viene progressivamente sostituito in
ambiente basico, e progressivamente entrano vari atomi di iodio con formazione di composto
instabile che viene trasformato in carbossilato sodico per dare CHI3, cio lo iodoformio, una
sostanza gialla canarino molto intensa, che ha odore di disinfettante. La reazione positiva per la
formazione di questo precipitato. Questo saggio avviene anche su metilchetoni e sullacetaldeide,
perch ha il gruppo metilico in alfa.

I fenoli, sono caratterizzati dal gruppo OH legato allanello aromatico.

1. Reazione con acetil cloruro: formazione di esteri e HCl gassoso da un forte odore e formazione
dellanello che galleggia e la cartina che vira al rosso
2. Saggio di Lieberman: i fenoli non sostituiti in orto e para possono reagire con acido nitroso che
per viene prodotto in situ nella provetta con nitrito di sodio pi acido. Lacido cloridrico sposta il
nitro formando acido nitroso dando colorazione gialla data dalla nitrosazione in para
3. Ossidazione a chinoni: viraggio dal viola allincolore
4. La presenza di ossidrili fenolici si pu sottolineare con cloruro ferrico e piridina: formazione di un
complesso colorato dellanello aromatico con il ferro, che cambia a seconda del tipo di composto (in
laboratorio questa reazione si fa con acido salicilico che da colorazione violacea e con
lesilresorcina, che ha un OH sullanello aromatico, che sviluppa colorazioni caratteristiche)
5. Decolorazione con acqua di bromo: reazione aspecifica in cui il bromo si addiziona in orto e para e
lacqua di bromo si decolora

Eteri, sono solubili in acido solforico

1. Addizione di iodio: vi colorazione violacea che successivamente si decolora quando lo iodio


viene rilasciato la provetta torna viola
2. Acido iodidrico e nitrato di mercurio (tossico) Saggio di Zeisel: gli eteri alifatici e quelli misti
reagiscono con acido iodidrico dando un alchil ioduro, rivelata perch si aggiunge nitrato di
mercurio. Si forma ioduro di mercurio, un precipitato arancio violento (quasi rosso)
Aldeidi e chetoni, caratterizzati dal gruppo carbonilico

1. Reazione con 2,4-fenilidrazina in ambiente alcolico\basico: si forma il 2,4-dinitrofenilidrazone,


che ha una colorazione rosso-arancio. unaddizione nucleofila al carbonile
2. Reazione con idrossilammina cloroidrato: formazione delle ossime con sviluppo di HCl. Lossima
precipita e si sviluppa acido cloridrico gassoso, i cui vapori acidi si vedono mettendo una cartina li
vicino
3. Reazione con sodio bisolfito: complessi Sali bisolfiti, precipitati bianchi (addotti De Bertagnini)

Aldeidi

1. Saggio di Jones: le aldeidi sono il primo prodotto di ossidazione degli alcoli (che poi finiscono ad
acidi carbossilici si ha viraggio dallarancione al blu verde (formazione di cromo +3)
2. Saggio di Feling : prevede lutilizzo del reattivo di Feling. In questo caso si sfrutta la possibilit
delle aldeidi di ossidarsi dove lossidante qui il rame Cu2+: la reazione avviene in ambiente
leggermente basico e il reattivo di Feling formato dal mescolamento di 2 reattivi (Feling A +
Feling B). Feling A solfato di rame gi pronto in laboratorio. Feling B tartrato di sodio e potassio,
cio un sale che da idrolisi basica e pH basico. Il Feling A blu (come il solfato di rame), mente il
Feling B incolore. I reattivi gi pronti sono separati: non sono gi uniti ma si uniscono in parti
uguali durante la reazione nella provetta con il composto da rivelare. Dopo aver scaldato si forma un
precipitato rosso mattone (diossido di rame).Il feling va unito al momento delluso perch altrimenti
si forma idrossido di rame, che non reagisce pi.
3. Reazione di Tollens: sfrutta la capacit ossidativa delle aldeidi, il reattivo Ag+ contenuto nel
nitrato dargento ammoniacale preparato al momento delluso (cio il reattivo di tollens). Questo
reattivo, se invecchia, forma fulminato dargento esplosivo.

Preparazione del reattivo: si prende nitrato dargento, si aggiunge la soda e si porta in soluzione
gocciolando la minima parte dammoniaca. In questo modo, laldeide di ossida e si forma uno specchio
dargento metallico-lucente al fondo della provetta (argento metallico). Non bisogna scaldare a lungo per
evitare che il reattivo precipiti nero in soluzione (perch scaldando troppo poi si riduce). Il saggio di tollens,
come quello di feling, positivo per gli zuccheri alfaidrossichetoni, in cui si ossida il gruppo OH in alfa.

Chetoni

1. Utilizzo di iodio e soda con formazione di iodio formo (saggio di Lieben). Questa reazione
positiva per il cloralio

Acidi carbossilici

1. Reazione con nitrato dargento: formazione di dicarbossilato dargento bianco che solubilizzato
con aggiunta di acido nitrico diluito
2. Gli acidi carbossilici hanno caratteri acidi e di conseguenza si scioglier in bicarbonato di sodio
con sviluppo di anidride carbonica (composti basici con solventi acidi).
3. Esterificazione in etanolo (reazione di Shotten-Baumann): formazione estere etilico con odore
fruttato e densit minore (si vede un anello che galleggia sul fondo della provetta).

Alogenuri acilici, sono idrolizzabili dallacqua

1. Reazione con acqua: formazione di acido carbossili e sviluppo di acido alogenidrico (evidenziabile
con cartina che vira al rosso posta vicino alla provetta), sviluppa calore. Lacido carbossilico si pu
evidenziare perch si pu sciogliere in bicarbonato con sviluppo di CO2
2. Test acido idrossamico: idrossilammina cloroidrato pi cloruro ferrico con formazione di acido
idrossammico con formazione di acido alogenidrico. Qui lacido si combina con il ferro formando un
complesso ferrico molto grande di color rosso vino (ferro tre con tre acidi idrossammici)
3. Reazione con etanolo Shotten-Baumann: formazione di un estere

Anidridi

1. Si idrolizza in acqua: sviluppo di vapori con formazione acido carbossilico che si scioglie in
bicarbonato
2. Shotten-Baumann: estere pi acido carbossilico
3. Test acido idrossammico

Esteri

1. Test acido idrossammico


2. Idrolisi ad acido carbossilico pi alchil ioduro (RX) che reagisce con nitrato di mercurio, con
formazione di ioduro di mercurio che attesta la positiv del test

Ammidi

1. Reazione con idrossilammina cloroidrato: formazione complesso ferrico


2. Idrolisi: si aggiunge soda riscaldando i prodotti definiscono il modello dellammide. Lammide
primaria si idrolizza dando odore di ammoniaca (viraggio cartina verde). Lammide secondaria da
carbossilato sodico con formazione ammina primaria, che riconosco con metodi di riconoscimento
delle ammine. Lammide terziaria non ha idrogeni, e la sua idrolisi porta a carbossilato sodico e
ammina secondaria, riconoscibile con saggio di Iceberg

Nitrili

1. Idrolisi: aggiungo soda con formazione di ammide e formazione di acido carbossilico pi sviluppo di
ammoniaca

Ammine e sali dammonio

1. Le ammine primarie e secondarie, siccome hanno un idrogeno, reagiscono con sodio metallico con
formazione di sale sodico con sviluppo di bolle di idrogeno che si allontanano dalla soluzione
2. Le ammine primarie e secondarie reagiscono con acetil cloruro con formazione di ammidi che
precipitano in soluzione e sviluppo di acido cloridrico gassoso (poi faccio i vari test per riconoscere
la classe delle ammidi).
3. Saggio di Insberg: utilizzo di benzensolfonilcloruro in soda al 10 % in ambiente basico. Unammina
primaria forma sale sodico (benzensolfonammide) che solubile, aggiungo HCl e lacido forte fa
precipitare il sale sodico che, in dissociato, precipita in ambiente acido (lacido forte sposta lacido
debole, cio la benzensolfonammide, dal suo sale, con formazione del suo precipitato). Unammina
secondaria forma una benzensolfonammide tutta sostituita: questo composto che insolubile
precipita subito (il prodotto resta da subito insolubile). Unammina terziaria reagisce invece
formando un sale che altamente instabile, il solfonato ammodico quaternario solubile in soda, che
si idrolizza subito.Si ottiene benzen solfonato sodico e viene rilasciata lammide terziaria che
precipita,aggiungo HCl e ripassa in soluzione (si solubilizza, si salifica, passando in soluzione e
precipitando).
4. Reazione con acido nitroso: che si produce in situ acidificando nitrito di sodio, le ammine alifatiche
primarie formano, in ambiente acido, un sale di diazonio altamente instabile, che si decompone
allistante (anche in ghiaccio), con sviluppo di azoto. A questo stadio, non si vede nulla. Unammina
aromatica primaria forma sale di diazonio, che a 0 gradi in ghiaccio stabile. Aggiungendo il
betalaftolo si verifica una reazione di copulazione con formazione di diazocolorante. Tutto il
composto coniugato coloratissimo, le ammine alifatiche e aromatiche secondarie formano N-
nitrosoammine cancerogene che hanno determinate colorazioni le ammine terziarie possono reagire
con acido nitroso formando nitroso derivati che hanno determinate colorazioni che cambiano in
ambiente basico.
5. Il sale dammonio reagisce con soda con conseguente formazione di ammoniaca (odore + viraggio al
verde della cartina).

Nitro composti

1. Se in un composto organico presente un NO2, reagisce con idrossido ferroso con formazione di
ammine. lidrossido ferroso verde, e vira ossidandosi a colorazioni giallo-marroni gelatinose.

Solfonammidi (presente nei sulfamidici,p-amminobenzensolfonammidi)

1. Reazione di diazotazione
2. Reazione di riconoscimento della solfonammide: tratto con soda, si idrolizza con sviluppo di
ammoniaca e anidride solforosa SO2

Amminoacidi

1. Reazione con ninidrina: formazione di complessi colorati di viola-fucsia (caratteristica degli alfa-
amminoacidi) . Questo metodo si utilizza per riconoscere lacido glutammico, uno dei farmaci in
elenco, anche se lacido glutammico in realt si riconosce con cromatografia su strato sottile.

Carboidrati (solo zuccheri riducenti, no saccarosio). Questi zuccheri sono alfaidrossichetoni o


alfaidrossialdeidi

1. Saggio di Fehling
2. Saggio di Tollens

NOTA BENE: il saccarosio diventa riducente solo dopo idrolisi con acido cloridrico a caldo, perch
vengono ripristinati glucosio e fruttosio che sono zuccheri riducenti

Determinazione costanti chimico-fisiche


Al fine di verificare una sostanza, bisogna saper determinare alcune costanti chimico-fisiche

Punto-intervallo di fusione: indicato come P.F o Melting point.


Punto di ebollizione: indicato come P.E o P.B.
Indice di rifrazione: n20D, si utilizza il rifrattometro (lunghezza donda), corrisponde alla riga del
sodio nel rifrattometro.
Il potere rotatorio specifico, []20D si determina utilizzando il polarimetro.
Peso Molecolare, ottenibile con la spettrometria di massa
Densit (d), che si determina con un picnometro

Determinazione del punto di fusione per una sostanza solida


Il punto di fusione coincide con il punto di congelamento. il primo parametro che si utilizza nella sintesi di
un composto organico, e richiede lutilizzo di una minima quantit di sostanza. In realt questo un
intervallo di temperatura compreso tra la temperatura alla quale si comincia ad osservare la formazione della
prima goccia di liquido e la temperatura alla quale la sostanza completamente liquida. In genere una
sostanza solida pura e cristallina ha un intervallo molto ristretto (0,5-1 c). Mentre tende ad abbassarsi e
allargarsi se si ha una sostanza impura. Lintervallo di un solido puro rispecchia la costituzione di una
molecola, per cui pi elevato quanto pi forti sono le interazioni molecolari. Pi c simmetria e linearit,
pi lintervallo sar elevato. Si pu quindi lintervallo di fusione stima la purezza di una sostanza

Procedimento: si prepara un capillare di vetro simile a una pipetta pasteaur, dal diametro di 1 ml. Prendo la
polvere, e devo renderla finemente suddivisa prendendo un mortaio pulito e maciner una punta di spatola di
sostanza con il pestello. Prendo il capillare e lo punzecchio nella polvere. Riempio per 2-3 millimetri di
sostanza solida e faccio arrivare la sostanza al fondo del capillare, capovolgendo e introducendo il capillare
in una canna di vetro. Il capillare, scendendo nella canna di vetro, far andare in fondo la polvere. A questo
punto si determina lintervallo di fusione, dapprima si effettua una determinazione grossolana
dellintervallo. Partendo dal fatto che non si conosce la sostanza, si procede impostando sulla macchina una
rampa di riscaldamento rapidamente. Inserisco subito il capillare nella fessura e osservo la reazione mentre
scalda (300 per le sostanze organiche). Appena noto che il solido cambia aspetto ( avvistando la prima
goccia di liquido) segno la temperatura usata che compare sul display. Poi osservando la fine della reazione
quando tutto il solido diventato liquido, e si possono osservare tre casi:

CASO A: lo sostanza fonde e rimane un liquido trasparente e incolore. In quel caso, devo
segnare il dato in modo corretto, non grossolano. In questo caso si fa un altro capillare e si mette
lo strumento in modo che scaldi fino a 10 gradi in meno rispetto alla temperatura di fusione. A
quel punto si sottopone il campione a un riscaldamento lento e graduale, segnando il valore a cui
fonde.
CASO B: la sostanza fonde, diventa trasparente, e poi diventa marrone-nera, vuol dire che la
sostanza si fusa e che poi si decomposta. In questo caso si deve ripartire da capo con un
nuovo campione, si fa scaldare velocemente la macchinetta fino allintervallo a cui fonde, si
aggiunge subito il capillare solo a qualche grado in meno rispetto allintervallo di fusione,
perch la decomposizione porta alla formazione di impurezze: la quantit di questi sottoprodotti
sono proporzionali al tempo di riscaldamento.
CASO C: la sostanza diventa tutta nera, il composto decompone prima di poterne osservare
lintervallo di fusione ( tipico delle sostanze termolabili). Allora si segna la temperatura a cui
quella sostanza diventa nera. Lintervallo di decomposizione si determina preparando un nuovo
campione, inserendo il capillare nello strumento a 10 in meno rispetto al presunto intervallo di
decomposizione. Impostando una rampa di riscaldamento molto veloce: un grado di incremento,
ad esempio, ogni due secondi, e osservo quando il campione comincia a scoppiettare prima che
diventa tutto nero.

NOTA BENE : Raramente, pu capitare che delle impurezze possano alzare lintervallo di fusione,
specie quando la sostanza reagisce con le sue impurezze, causando la trasformazione di questultima in
unaltra sostanza.

Punto di fusione misto: nella miscela, messa in mezzo, una sostanza funge da impurezza dellaltro: i due
fondono a temperature diverse, e quella in mezzo mista fonde prima (10-15 prima)

Come tutti gli strumenti, anche le macchine per lintervallo di fusione devono essere tarate e controllate.
Devo procurarmi degli standard noti, quindi puri al 100%. Compongo un grafico

Asse X: intervallo di fusione standard


Asse Y: intervallo di fusione determinati dalla macchinetta

NOTA BENE: quando faccio la retta, devo sempre specificare sulla pubblicazione se il valore finale stato
corretto (cio ho fatto la retta di taratura). Questo vuol dire che chi legge il dato, se la retta non stata fatta,
deve capire che quello il valore riportato sul display, che non stato corretto.
Determinazione del potere rotatorio specifico
Le sostanze prive di centri di simmetria presentano un centro chirale, avendo questo centro chirale,
interagiscono con la luce polarizzata, e ruotano il piano della luce polarizzata di un certo numero di gradi
intorno al proprio asse. La rotazione indicata co pu essere:

a. Angolo con segno positivo: sostanza destrogira (senso orario)


b. Angolo con segno negativo: sostanza levogira (senso antiorario)

Il polarimetro lo strumento che consente di determinare (il valore numerico dellangolo e segno). Il
polarimetro contiene due prismi detti polarizzatori. La cella fatta di vetro, si svita per poter introdurre la
sostanza. La lampada al vapore di sodio emette una lunghezza donda che corrisponde alla riga del sodio
(luce gialla 589,3 nm). Lanalizzatore capisce di quanto e come si spostata il fascio di luce polarizzata. Non
devono esserci ditate o bolle daria perch deve passare una radiazione (infatti nel tubo c uno spazio
apposta che ospita la bolla che si forma allinterno). La taratura, nel nostro caso, richiede di andare al
polarimetro con due beute: una con il campione sciolto nel solvente, laltra con il solvente (cio tutto ci che
contenuto nel campione ad eccezione del farmaco). Il polarimetro determina il potere ottico rotatorio 20D.
Il potere rotatorio specifico dato da:


20 D per un liquido puro
l d (densit )


20 D per un solido in soluzione
l c(concentrazione )

NOTA BENE: per esprimere il valore in %p\v basta moltiplicare per 100

Lunit di misura di 20D g x ml dm-1 x g-1

La purezza ottica la percentuale di enantiomeri presenti in una miscela. Esistono principi attivi di farmaci
che contengono un solo enantiomero, specie quando laltro enantiomero tossico. In una miscela racemica
la purezza ottica 0%.

Formule:

20 D del campione x 100


=
20 D della sostanza pura
100
% = +
2
100
% =
2

Cromatografia su strato sottile (TLC)


Una separazione cromatografica sfrutta le differenti capacit di un composto di migrare tra due fasi
immiscibili tra loro di cui una fase fissa (solida o liquida ) e una fase mobile (liquida o gassosa)

I processi cromatografici possono essere classificati in: LC (cromatografia liquida) GC (gas cromatografia)

Esistono due classi di cromatografie che si differenziano sulla metodologia di separazione:

Adsorbimento : la fase fissa solida e la separazione sfrutta le diverse capacit di assorbimento.


Ripartizione: la fase fissa liquida e la separazione avviene in base ai diversi gradi di solubilit.

Vi sono 4 combinazioni possibili tra la fase fissa e quella mobile e questo permette di classificare i tipi
di cromatografia:

LSC: (Fissa solida mobile liquida)


LLC: (Fissa liquida mobile liquida)
GSC: (Fissa solida mobile gassosa)
GLC: (Fissa liquida mobile gassosa)

NOTA BENE : il successo di una separazione cromatografica dato dallinsieme di Separazione e


Adsorbimento.

Lanalisi su strato sottile permette di comprendere la natura e la purezza di un composto. una metodologia
veloce, semplice, molto sensibile e ha alta risoluzione(potere separatore). La TLC si basa sia sulla
ripartizione che sulladsorbimento.

Procedimento:
Su una lastrina di vetro o alluminio con sopra un leggero strato di fase fissa si tira una riga con una matita in
prossimit della base. Su questa riga andr effettuato un inserzione (punto) con un capillare precedentemente
immerso nella soluzione del composto in analisi. Si inserisce la piastrina (con la base rivolta verso il basso)
nella camera cromatografica. Allinterno della camera cromatografica vi devono essere presenti il solvente
(fase mobile) e carta da filtro (che serva ad aumentare la saturazione dei vapori prodotti dal solvente). La
fase mobile corre lungo la piastrina per capillarit. Bisogna toglierla quando mancano 2cm dal bordo
superiore e si segna a matita il punto di arrivo del solvente.

Il processo termina con la completa separazione, processo che avviene in virt degli equilibri che ciascuna
sostanza subisce tra la fase fissa e la fase mobile che, nel muoversi interagisce con la fase fissa stessa,
salendo per capillarit.

NOTA BENE: le sostanze molto affini alla fase mobile e poco alla fase fissa, percorreranno distanze
maggiori, massimo quando segue il fondo del solvente. Le sostanze pi affini alla fase fissa, invece, non
saranno trascinate e tenderanno a percorrere spazi minimi, quasi nulli, vicini al punto di deposizione del
campione.

Una volta terminata leluizione potremmo osservare delle macchiette colorate sulla piastrina oppure delle
macchiette bianche invisibili che vanno osservate con lausilio della lampada UV che presenta due lunghezze
donda . Una corta (254 nanometri) che colora la lastra di verde (causato dalla presenza di solfuro di zinco
che un indicatore di fluorescenza) e le macchie di viola( causato da cromatofori dei gruppi funzionali) e
una lunga (365 nanometri) che colora la lastra di viola e le macchie di azzurrognole .

Se alla luce Uv non si continua a vedere nulla si pu utilizzare lo iodio. Si inserisce la lastrina in un
contenitore con alla base dei cristalli di iodio e si fanno sublimare scaldando leggermente con un phon. Lo
iodio si lega al composto organico e bisogna segnare la posizione delle macchie a matita perch dopo un paio
di minuti svanisce in quanto una reazione reversibile.

Esistono altri metodi di visualizzazione che utilizzano dei reattivi chimici :

acido solforico in etanolo: la lastrina viene immersa per un secondo in questa soluzione dando una
colorazione brunastra su sfondo chiaro.
Permanganato di potassio: la lastrina viene immersa per un secondo nel reattivo di visualizzazione
dando delle macchie gialle su sfondo viola.
2-4-Denitrofeniltrazina: in presenza di aldeidi e chetoni forma macchie rosse arancioni su sfondo
giallino
Ninidrina: riconosce gli amminoacidi scaldando col phon forma macchie rosse
Cloruro ferrico: rilevatore
Dragendorf: reattivo arancione a base di bismuto riconoscimento alcaloidi che da sostanze
arancioni

La fase fissa
La fase fissa pu essere di due tipi:

a. Polare ( allumina gel di silice, carbonato di calcio, carbonato di magnesio, cellulosa):Le fasi fisse
polari consentono la separazione di composti prevalentemente apolari grazie allutilizzo di fasi
mobili piuttosto apolari. Queste separazioni vengono chiamate cromatografie in fase diretta. I
componenti pi apolari percorreranno distanze maggiori.(quindi si trovano pi in alto rispetto al
campione) mentre i composti polari interagiscono di pi con la fase fissa percorrendo distanze
minori.

b. Apolare :Consente separazioni cromatografiche in fase inversa. Cos si possono separare sostanze
polari utilizzando una fase mobile piuttosto polare. Lordine di eluizione di questi gruppi funzionali
contrario a quello precedente.

NOTA BENE: usando lallumina bisogna tener conto che essa devessere Inattivata con LH2O. In base alla
quantit dacqua usata per spegnerla le viene attribuito un grado nella scala di Brochman ( grado I = 15%
H2O)

NOTA BENE: il gel di silice presenta silonoici (SiOSi) e Silossonici (SiOH) essendo questa acida non
bisogna usare prodotti sensibili agli acidi.

Il gel di silice pu essere di tipo:


G: usa il gesso come legante
H: usa il silico-alluminato come legante
F:presenta un indicatore di fluorescenza (solfuro di zinco)
R: purificato per cromatografie sui cationi
RP(fase inversa). Permette di fare cromatografie di fase inversa in cui non vi sono gruppi silonoici

Quando si depone la sostanza vanno fatte macchie piccole (2-3 mm) e vanno deposte segnando a matita i
punti dove verr depositata la sostanza a mezzo cm dal bordo inferiore della sostanza.

Se le sostanze corrono con il fronte la fase mobile troppo polare. Alcune sostanze come acidi, gruppi
carbossilici o basi tendono a star vicini al punto di deposizione per ovviare al problema si aggiunge l1% di
un acido (acetico o formico) o di base (trietilammina o ammoniaca concentrata) nella fase mobile in modo
che i composto non si protoni e possa correre lungo la lastrina.

Dopo aver eseguito una TLC si pu calcolare Rf cio il rapporto con il fronte. Questo misura la distanza tra il
centro della macchia su il punto di deposizione sulla misura del fronte del solvente. Questo utile per
lidentificazione di un composto ignoto usando degli standard noti. La conferma la macchia doppia cio
macchie che si sovrappongono e che quindi hanno lo stesso Rf

Rf =

LRst si calcola con la misura della sostanza in esame sulla misura di una sostanza standard simile di
riferimento .

Rst =

Con la TLC si pu osservare anche un processo estrattivo atto a purificare, separare e isolare una sostanza di
interesse o delle impurezze da una miscela.

Tecniche bidimensionali di eluizione multipla


una tecnica che si effettua quando le sostanze son difficili da separare, si aumenta il percorso di fase fissa
ruotando una piastrina quadrata (20x20) di 90 dopo averla gi fatta correre una volta. Questo permette di
valutare la stabilit del composto sulla fase fissa scelta. Infatti se la sostanza si decompone si nota che la
macchia sar frammentata.

TLC preparativa
Si esegue quando si ha una quantit di sostanza non sufficiente per una colonna cromatografica, questa
permette di separare un maggior numero di sostanze, si effettua con una lastrina molto grande (20x20)
supportata su vetro con una fase fissa di spessore maggiore(2mm) si segna a matita la linea di partenza e al
posto di effettuare una macchia col capillare in questo caso si preleva la soluzione con la pipetta pasteaur e
si depone strisciandola sulla linea di partenza. Dopo leluizione si otterranno delle bandeggiature . si gratta
la silice di una di queste bande con una spatolina la si inserisce in una beutina e la si fa sciogliere con
metanolo e dopo filtrazione otterr il composto in esame filtrato.

Estrazione
Lestrazione dal punto di vista chimico il trasferimento di un composto soluto da un solvente a un
secondo solvente. Il trasferimento regolato dalla solubilit e i due solventi devono essere immiscibili in
modo da formare due fasi separate. Il rapporto del composto in solvente uno e nel solvente due una
1
costante K chiamata coefficiente di ripartizione K= 2

I due solventi di norma sono H20 e un solvente organico come quelli in tabella.

SOLVENTI
DENSITA min
Ligroina
Etere dietilico
Benzene
Acqua DENSITA =1
NaCl saturo
Cloruro di Metilene
Cloroformio
DENSITA magg
Acido solforico conc.

I composti con densit minore di uno staranno sopra allacqua come gli etere dietilico il toluene acetato
dietile i composti alogenati invece hanno densit maggiore dellacqua e quindi saranno sotto di essa come il
diclorometano ecc..

Lestrazione una tecnica di separazione molto usata in organica e chimica farmaceutica per separare i
diversi componenti di una miscela o per separare un farmaco dalle sue impurezze.

Lestrazione usata per composti di origine naturale vegetale e animale.

Questo processo non selettivo al massimo e quindi questo va ripetuto mediamente 3 volte per poter
estrarre tutta la sostanza a meno che il coefficiente di ripartizione sia molto elevato.

NOTA BENE : quando si sceglie il solvente bisogna tener conto della tossicit e della volatilit

Maggior successo si avr quando le propriet chimico fisiche dei sue solventi siano diverse tra loro.

La fase che ha densit maggiore va fatta uscire dal gambo e trasferita in una beuta mentre quello con
densit maggiore va fatto uscire dal collo e trasferito in un'altra beuta.

Le emulsioni si possono formare durante lagitazione delle due fasi immiscibili queste sono una terza fase
interposta tra le due. Lagitazione deve avvenire con un movimento omogeneo chiamato flusso laminare.
Lemulsione una sospensione colloidale di un liquido in un altro liquido, ha laspetto di una mucillaggine
torbida e va rotta attraverso la saturazione della fase acquosa con NaCl (salatura) che provoca laumento
dellimmiscibilit delle due fasi. Si pu aggiungere in prossimit dellemulsione delle gocce di alcol ad alto
peso molecolare (ottanolo) oppure sonicare con ultrasuoni , filtrare sottovuoto su un lettino di celite
oppure la centrifugazione.

Il processo estrattivo
La fase acquosa contiene il farmaco con impurezze, scegliamo un etere come solvente organico. Introduco
nellimbuto separatore faccio riposare le fasi. Apro il rubinetto e faccio uscire la fase acquosa e la metto in
una beuta. Faccio uscire la fase organica dal collo, reinserisco la fase acquosa e ripeto con del nuovo etere
estraggo e inserisco la fase eterea nella stessa beuta dove ho messo il primo estratto ripeto il procedimento
ancora una volta.
Effettuo un lavaggio della fase organica con una soluzione di (acqua e sale)detta braine. Prendo la beuta
con la quota di tre fasi organiche e effettuo una separazione con il braine. Questo lavaggio serve ad
eliminare le tracce di impurezze idrosolubili eventualmente passate nella fase organica durante le tre
estrazioni della fase organica sfruttando leffetto della salatura per ridurre la solubilit del composto
inorganico nel braine rendendo immiscibili le due fasi anche perch sebbene siano immiscibili letere pu
comunque trattenere l1,5% di H2O mentre la fase acquosa pu trattenere il 7,5% di etere.

Anidrificazione
Si effettua dopo il lavaggio e serve per eliminare ogni traccia di acqua, si utilizza Na2SO4 e MgSO4 in una
modica quantit perch leccesso pu sequestrare la sostanza in esame. Lanidrificazione finisce quando il
sale asciutto e in sospensione.

Estrazioni con fasi acide/basiche


Si possono sfruttare soluzioni acquose acide o basiche per alcune tipi di estrazione.

Queste vengono utilizzate quando guardano la struttura chimica del composto di interesse e quella delle
impurezze si pu sfruttare lacidit o basicit di una soluzione di estrazione per separarli.

Queste ad esempio possono servire quando il farmaco ha un gruppo basico mentre le impurezze non lo
hanno posso usare un solvente acido in modo da provocare una salificazione .

Es: para-amminobenzoato di etile (benzocaina) ha un gruppo amminico mentre le sue impurezze non
hanno gruppi amminici. Lestrazione leffettuer con tre quote di HCl in modo tale che salificher il farmaco
nella fase acquosa e otterr le impurezze nella fase organica. Per ottenere il farmaco dovr spostare la fase
acquosa acida complessiva . Aggiungo della soda 5M fino a quando avr un ph basico che verificher con la
cartina tornasole(colore blu).

Attraverso la seguente reazione:

R-NH2 +HCl -> R-NH3+ + Cl-

R-NH3+ Cl- +NaOH -> R-NH2 + NaCl

Si possono utilizzare anche fasi basiche quando il farmaco o le impurezze contengono un gruppo funzionale
basico

Es: farmaco con gruppo carbossilico effettuo tre estrazioni con quote di NaOH 2M le impurezze senza
centro acido vanno in etere. Il farmaco si salificato con soda ed diventato carbossilato sodico. Per
desalificare lacido carbossilico si effettua lo spostamento complessivo con un aggiunta di HCl 5M fino a
quando non otterremo un pH acido con cartina rossa

R-COOH +NaOH -> R-COO- Na+ + H2O

R-COO- Na+ + HCl -> R-COOH + NaCl

Usando basi diverse posso separare diversi acidi di diversa forza.

Estrazioni in continuo

Vengono fatte in continuo quando un certo composto molto solubile in acqua e poco in solvente organico
ma non vi sono altre possibilit si utilizzano degli apparati che effettuano delle estrazioni continue.
Questi possono essere di diverso tipo in base alluso:

Estrattori in continuo Liquido-Liquido per solventi con densit maggiore dellH2O


Estrattori in continuo Liquido-Liquido per solventi con densit minore dellH2O
Estrattori in continuo Solido-Liquido con estrattore SOXHLET

Tecniche strumentali di analisi


Sono tecniche con strumenti basate sull interazioni tra le molecole e la luce come la spettrofotometria di
assorbimento atomico o di emissione atomica.

Esistono anche strumenti come gli spettrofotometri UV visibili o infrarossa che sfruttano lassorbimento
e/o emissione di radiazioni UV visibili o infrarosse da parte delle molecole.

Le radiazione elettromagnetiche che caratterizzano la luce sono caratterizzate da alcuni parametri:

Lunghezza donda : ( lambda) rappresenta distanza tra due massimi successivi.


Frequenza: Determina il numero di lunghezze donda che attraversano un determinato punto dello
spazio
Velocit: ( c misurata in m/s)
Numero donda: (v segnato) indica il numero di lunghezze donda presenti in un cm di spazio ( v
segnato = cm -1)

Attenzione Formulario:

c=xv;

E(energia della radiazione) = h x v

Per capire le tecniche strumentali bisogna prima capire come avviene linterazione tra luce e molecole.

Le transizioni molecolari.

Le molecole possono dare diversi tipi di transizioni, per , la somma delle varie energie (elettronica,
Vibrazionale, rotazionale, nucleare, translazionale)

Le energie pi influenti sono le prime tre:

Elettronica. Energia potenziale e tiene conto della posizione degli elettroni rispetto al nucleo.
Vibrazionale: energia cinetica dovuta alle vibrazione degli atomi presenti nella molecola.
Rotazionale : energia cinetica dovuta alla rotazione della molecola nello spazio

Le molecole hanno una energia quantizzata cio possono esistere solo in alcuni stati energetici che
possiamo visualizzare disegnando dei livelli (diagrammi energetici)

A temperatura ambiente gli elettroni di una molecola occupano i livelli elettronici a pi bassa energia
(livello elettronico fondamentale). Quando per si invia una radiazione elettromagnetica di adeguata
frequenza, energia e lunghezza donda si ottiene una transizione che causa lassorbimento di questa con
conseguente passaggio di elettroni dal livello fondamentale a un livello superiore, la molecola passa a uno
stato eccitato che per dura per poco tempo in quanto la molecola tende a tornare a uno stato a bassa
energia in quanto pi stabile. Quando vi questo ritorno allo stato elettronico fondamentale(rilassamento
elettronico ) vi dissipazione dell energia attraverso urti con molecole simili ( rilassamento ) , attraverso
urti con molecole di solvente(), attraverso lemissione di radiazioni fluorescenti (fluorescenza o
fosforescenza).

Esistono tre tipi di transizioni in base al

La differenza di energia tra i livelli vibrazionali si stima nellordine di 0.1-0.5 Elettronvolt ( infrarossi)

La differenza tra i livelli rotazionali si stima nellordine di 10-4 elettronvolt (microonde)

Linsieme delle transizioni possibili in seguito alle alta energia vengono registrati da appositi strumenti in
grado di riportare uno spettro di assorbimento che mette sull asse delle y lenergia e sullasse delle x la
lunghezza donda.

La spettrofotometria infrarossa
un metodo ottico di analisi basato sullassorbimento delle radiazioni infrarosse delle molecole. Le
radiazioni infrarosse do estendono da 760 nm fino a 1 mm e si collocano tra le radiazioni del visibile e le
microonde.

Lo spettro dellinfrarosso si divide in tre zone: il NIR (near infrared) il MIR( medium inrafred) e il FIR(far
infrared ).

Il NIR o infrarosso fotoenergetico si estende tra i 760 e 2500 nm ancora abbastanza capace di dare
effetto fotoelettrico; ovvero capace di strappare elettroni da un materiale a basso potenziale di
ionizzazione.

Il MIR si estende tra i 2500 e 25000 nm questo lintervallo pi sfruttato in chimica farmaceutica. questo
intervallo se espresso in numeri donda significa 4400 cm-1

Il FIR si estende dai 2500 all infrarosso non viene usato per lanalisi ma viene sfruttato in chimica dei
polimeri le sue radiazioni inducono delle transizioni di tipo rotazionale (cio cinetica).

Se noi irraggiamo con un fascio di radiazioni elettromagnetiche una popolazione di molecole queste
radiazioni possono essere assorbite e questenergia viene assorbita in gran parte dai legami delle molecole.
Ogni legame potr assorbire determinate radiazione del medio infrarosso che aumenter la frequenza f di
vibrazione.

Per ogni atomo esistono 3 possibili gradi di libert sui tre assi (x,y,z) quindi ogni molecola avr un 3n modi
di vibrare dove n il numero di atomi. Bisogna per tener conto che le molecole non lineari hanno 3n 6
modi di vibrare perch di tutti i possibili modi di vibrare 6 vengono eliminati perch tre sono assorbiti da
moti rotatori e altri tre da moti traslatori. Nelle molecole lineari invece ci sono 3n-5 modi di vibrare.

Vi sono diversi tipi di vibrazione:

stiramento (stratching): varia la lunghezza del legame tra due atomi


piegamento/deformazione (banding) : varia langolo di legame tra due legami adiacenti (molecola
triatomica)
lo stretching pu aere due sfumature : simmetrico (i due atomi si allontanano e si avvicinano
contemporaneamente dall atomo centrale) o asimmetrico i due atomi si allontanano con una certa
frequenza ma non simultaneamente

il banding invece pu essere in piano o fuori dal piano da cui prendono

scissoring: sforbiciamento simmetrico nel piano


rocking: ripiegamento nel piano assimmetrico
twisting: ondeggiamento asimmetrico sopra il piano
wegging: ondeggiamento simmetrico sopra il piano

una molecola pluriatomica avr numerose transizione vibrazionali dando origine a uno spettro molto
complesso. Ciascun gruppo di atomi conserva caratteristiche del gruppo funzionale

la molecola deve essere polare altrimenti non vi assorbimento di radiazione infrarossa

il modo di vibrare della molecola deve provocare una variazione della distribuzione delle cariche cio in
base alla vibrazione deve variare la distanza delle cariche se avviene il cambiamento di dipolo si forma un
campo elettrico oscillante

lassorbimento ha luogo solo se i due campi elettrici oscillano con la stessa frequenza

lo spettro infrarosso
asse x : numero donda

asse y : o assorbanza o trasmittanza %

assorbanza = log10 1/T oppure log10 I0 /I

lassorbimento da parte di una molecola di radiazioni infrarosse complicato perch bisogna rispettare
alcune condizioni. Primo che ci sia un dipolo e che quindi vi sia un momento bipolare, questo perch la
radiazione infrarossa incidente deve produrre un campo elettrico oscillante in modo da poter produrre un
assorbimento.

nellanalisi di uno spettro infrarosso biasogna definire dove cadono le bande e dare delle definizione
sullintensit delle bande ( una banda spessa very strong, se la banda di media intensit medium, una
banda molto piccola weak) lampiezza di una banda detta broad se invece stretta definita sharp.

Come si interpreta uno spettro


Si pu provare a prevedere lintensit con si cui assorbe un legame perch esso dipende dal suo momento
di dipolo cio lassorbimento correlato alla differenza di elettronegativit . Si possono individuare i
gruppi funzionali di una molecola analizzando lo spettro IR di una determinata molecola. Lintensit con cui
un legame assorbe una IR dipende dalla polarit (momento di dipolo, cio dalla differenza di
elettronegativit. Maggiore la differenza di elettronegativit tra i due atomi, maggiore lintensit
dellassorbimento.

Ordine intensit
Lordine di intensit dei legami sempre la stessa: un C-O ha sempre intensit maggiore di un legame C-
alogeno, che ha pi intensit di un legame C-N. Quando ci sono legami con atomi piccoli con lidrogeno, O-
H ha banda pi alta di un N-H che pi alta di C-H. Quando lalchene coniugato con gruppi come il
carbonile, c un incremento di altezza della banda. A furia di isolarsi o coniugarsi con gruppi pi deboli, la
banda si abbassa. Se c coniugazione, le bande sono sempre pi intense (cio pi alte). Si pu prevedere in
quale regione dello spettro cadr la banda. Si deve calcolare lenergia di vibrazione

k m1 x m2
Energia di vibrazione = dove = m1 + m2

Se K sale, lenergia di vibrazione sale (cio allaumento di differenza di elettronegativit). Inoltre in un triplo
legame K sempre pi grande di un doppio legame. Verso i 4000, le bande di assorbimento saranno
relative a vibrazioni di legami in cui coinvolto un atomo piccolo (come lidrogeno). Infatti queste vibrazioni
cadono subito perch la massa ridotta piccola se c lidrogeno nel legame. Lenergia di vibrazione
alta, cio per farlo vibrare necessario inviare IR ad alta energia, che cadono sempre ai 4000cm-1. Il termine
fa alzare lenergia di vibrazione. A parit di K, cade prima la banda a seconda del peso molecolare
dellalogeno.

inoltre possibile conoscere a priori il numero di bande di una determinata sostanza nello spettro, almeno
in parte. Per le molecole lineari triatomiche (come la CO2) ci sono 3n-5 modi di vibrare ma avendo due
atomi identici manca il dipolo molecolare e quindi non vi sar assorbimento di radiazioni IR perch manca il
campo elettrico oscillante quindi non si vedranno bande che riguardano lo stretching simmetrico. Per
molecole biatomiche lineari ma con atomi diversi ( come HCl) ci sono 3n-5 modi diversi di vibrare ed
essendoci un dipolo questo presenter una banda a 2500cm-1 dovuto al suo stretching molecolare. Per le
molecole non lineari(come lacqua) ci sono 3n-6 modi di vibrare in linea teorica dovrebbe fornire tre bande
di assorbimento, dovute allo stratching simmetrico, a quello asimmetrico e allo scissoring. Non sempre
per le bande teoriche compaiono nello spettro.

Nota bene: quando si effettua uno spettro su un campione bisogna effettuare lo spettro di un bianco cio
un analisi a vuoto per vedere la composizione dell umidit e della CO2 atmosferica in modo tale da poterli
eliminare dalla analisi del campione.

La preparazione del campione


Possiamo effettuare spettri di campioni solidi liquidi o gassosi

I gas sono riposti in cellule metalliche con delle finestre (costituite da NaCl) incidenti in grado di essere
trasparenti agli IR.

I campioni liquidi vengono riposte in apposite cellette costituite da un telaio metallico correlato da due
vetrini di NaCl in cui allinterno c uno spessore (diaframma) in teflon in cui viene inserito il campione
liquido puro o in soluzione. Le soluzioni per devon essere solventi molto anidri come il CCL2, CS2, CHCL3.

Altri composti che possono essere usati come vetrini sono AgCl e BaCl.

Per i solidi esistono differenti tecniche. La prima mescolare il farmaco con paraffina liquida detta Nujol in
un mortaio formando una pasta che viene spalmata su una celletta di NaCl formando cos un film tra le due
cellette e posso effettuare lanalisi . N.B: ricorda di fare il bianco col nujol!!

Un altro metodo quello di fare una pastiglia di KBr miscelando le due polveri( una punta di spatola di
farmaco e 4-5 di KBr) con un mortaio. Si trasferisce questa miscela di polveri in un piccolo torchio per
formare appunto una pastiglia che andr poi montata su apposito supporto per eseguire lanalisi.
Una tecnica di campionamento pi recente il drift (riflessione diffusa in trasformata di Furrier) . Si prepara
la miscela di polvere con il KBr in polvere col mortaio di agata e si raccoglie con lo strumento (cucchiaino) e
si inserisce nella cellula a riflettanza.

Un altro metodo lATR ( riflessione totale attenuata) qui si possono analizzare solidi e liquidi puri e basta
semplicemente mettere qualche granello o goccia di sostanza pura sopra un cristallo di germanio , di
seleniuro di zinco o di diamante

Spettri:
Alcani:
Possiamo prevedere i legami C-C o C-H, metilici e metilinici tra 2800 e 3000, streching. poi ci
sono i banding che cadono nella B per i banding, presente in tutti gli spettri a meno che sia un
benzene #amemoria.

Alcheni:
Doppio legame da vedere dove i C sono Sp2 la banda relativa a streching di C=C 1600 e 1700 e
anche quelli alifatici di alcani dato che ci sono, idrogeni legati al carbonio sp2 nella banda B dove
cadono i streching del C-H alchenici che cadono sopra i 3000, D sono dei banding di tutti i C-H.
Streching dei C-H alchenici sono uguali a quelli aromatici.

Alchino:
Triplo legame: tra 2000 e 2300 zona generale uno tipico tra 2100 e 2260 e se alchhino e
esimmetrico la banda non si vedra , annulazione pr simmetria. Streching dei C-H alchinici cadono
ancora piou alti tra 3200 e 3300 ce e molto stretta sharp e strong il resto fa parte della componente
alifatica alcanica che fa parte della molecola strechin a sinistra abnding a destra. Una banda molta
grande che e una banding dei C-H che hanno fatto i streching.

Aromatici.
Cadono tra 1400 e 1600 con possibilita di piuu bande streching dei c-h alcehnici, picchi molto
picooli tra 1660 e 2000 sono presenti solo in cso di anello aromatico che variano ma ci sono
sempre, streching di metili alcehnici alifsatiic di sostituizione nel secondo spettro di aromatici.

Alcoli:
Tra 3200 e 3550, streching del C-O nella regioni degli impronti digitali tra 1200 e 1260 con accanto
un banding e nn dobbiamo cercare il banding in questo caso dato ceh e in posizione di improtnte
digitali ma solo i streching(i due caratteristici).

Eteri:
C-O-C: streching alifatico asimmetrico dei coc tra 1050 e 1550 intensa e il resto l'alcano con
streching e banding se unica l'etere e alifatico ma se fosse misto alifatico e aromatico meta meta,
allora abbiamo due bande una relativa allo streching asimmetrico dei CORC; 1200 e 1270 e altra
per simmetrico 1020 1070.

Chetoni:
Del carbonile attorno a 1715, ogni volta con carbonile c un picco che cade al doppio del valore
della banda relativa al carbonile (picco di Overton) che cade sopra 3000, poi c' streching e banding
del COC tra 1100 e 1300 poi il resto per la componente alifatica.
Aldeidi:
Il carbonile e alcano e componente aromatica. Il carbonile cade a 1700 1740, il CH dell'aldeide
diverso e cade basso tra 2700 e 2800 sotto forma di due bande che lo rendono caratteristico.

Acidi carbossilici:
Negli acidi carbossilici si vede l'OH ( cadere lo streching di OH intenso e allargato e copre tutti i
strching anche quelli alifatici) e il C=O (1760) . Se carbionile coniugati la banda tende a sportarsi
verso valori piu bassi verso destra allora avr meno energia.

Esteri
Con carbinile 1740 e 1750 strong e banda intensa tra 1000 e 1300 in realta sono due RCOO e OCC
*vedi spettro cadono come bande intense

Alogenuro acilico
Solo carbonile 1850

Anidridi:
lanidride Propionica ad esempio da una vibrazione di stretching che cade intorno al 1000, 1750 con
due carbinili con due bande del carbonile

Ammidi
Carbonile a destra 1750- 1700 e per la RCONH2 con streching del NH tra 3400 e 3500 per la
ammide primaria, se lammide secondaria vediamo un solo stretching tra 3400-3500 se terziara
non vediamo streching degli H.

Ammine
Non vi sono presenti carbonili, vi lo streching dell NH2 con picchi a 3200 e 3500 se invece
secondaria vediamo un picco solo.

Nitrili:
il Triplo legame se aromatico cade nellintorno 2220-2240 se invece alifatico cade tra 2240 e
2260.

Nitro composti
Esteri nitrici RONO2 oppure nitriti organici RNO2 che danno due bande di assorbimento intense che
corrispondo allo streching simmetrico tra 1250 e 1400 e una legata allo streching assimmetrico
1500 e 1650.

Composti alogenati:
Cloroformio e tetracloruro di carbonio
Pi alogeno grande pi lenergia di vibrazione ridotta e la banda avr un valore basso.
C-Cl 550 e 850
C-Br 500 e 600
C-F cade tra 1000 e 1100 questa anomalia dovuta al fatto che F molto elettronegativo e anche
molto piccolo quindi vibra molto energeticamente

Spettrofotometria UV visibile
Spettrofotometria infrarossa con assorbinento radizioni utraviolette 300-400 nanometri
Radiazioni visibile 350 (violetto) 750 (rosso )

Per capire a cosa serve la spettrofotometria uv visibile bisogna conoscere alcuni parametri:

legge di lambert beer: stata dedotta

assorbimento da parte del solvente e assorbimento da parte della sostanza x .

lampada uv che emette un fascio di radiazioni in due direzioni con egual intensit la prima attraversa una
cella con solo solvente e laltra attraversa una cella con soluzione solvente pi composto in analisi. La
radiazione in uscita dalla cella di solo solvente si ottiene lis cche dato dall assorbimento dello spettro da
parte del quarzo e del solvente, se si divide ix (lintensit in uscita dal campione) per is si ottiene
lassorbimento del composto ignoto detta trasmittanza T . Se la trasmittanza tende a 0 si se tende a 1.

Lassorbanza A il log in base 10 di 1/T. lassorbanza assume valori da 0 a infinito.

Lamebert beer : E x B x c dove E= coefficiente estinzione molare B0 spessore c= concentrazione Molare

Molte sostanze possono dare degli equilibri in soluzione e se questo succede bisogna fare molta attenzione
come ad esempio nella determinazione dei dicromati in soluzione che suscettibile agli spostamenti del Ph

2cro4 +h+ = cr2 o 7 + oh

Questi equilibri son problematici in quanto le diverse specie assorbono a diverse lunghezze donda ad
esempio il cromato assorbe a 375 nm ( in acido) mentre il bicromato a 450nm (in base) per questo bisogna
lavorare a ph specifici preparando delle soluzioni tampone in modo da avere solo la specie di interesse
bloccata in modo tale da non trasformarsi in altro.

Le molecole quando colpite da una banda monocromatica assorbono energia che provoca delle transizioni
di tipo elettronico, che temporaneamente portano gli elettroni allo stato fondamentale a un livello
superiore rilasciando uno spettro sulla banda. Lenergia richiesta di un elettronvolt.

Esiste un'altra teoria quella degli orbitali molecolari secondo cui dalla sovrapposizione di due orbitali
atomici si ottengono due orbitali molecolari di cui uno a bassa energia e uno a maggiore energia rispetto a
quelli di partenza. Gli elettroni andranno a occupare lorbitale a pi bassa energia(legante) per esser stabile.
Durante lassorbimento lelettrone fa un salto andando a occupare lorbitale a pi alta energia (antilegante)

Dalla sovrapposizione esistono orbitali pgreco( ) e sigma () leganti e pgreco* sigma* antileganti a met
strada tra i leganti e gli antileganti ci sono gli orbitali n che ospitano i doppietti eletteronici non condivisi
che son detti non leganti .

Le transizioni interessanti dal punto di vista analitico sono pgreco-pgreco* e n-pgreco*

Cromofori

Llambda=hxc/deltaE

Effetto Batocromo o red shift :se la lunghezza donda aumenta lenergia diminuisce

Effetti sostituenti sul cromoforo


Effetto batocromo e effetto auxocromo

Gli elettrodonatori possono spostare la lunghezza donda assorbita dal cromoforo avvicinando gli orbitali
interessati con un salto elettroni a energia pi bassa con lunghezza donda maggiore (red shift ) i gruppi
elettroattrattori ospostano la lunghezza donda allontanando gli orbitali con maggiore energia e minore
lunghezza donda

Esempi auxocromi : NH2 dellanilina o LOH del fenolo sui cromofori benzenici

Il cromoforo carbonilico ha due transizioni una p greco pgreco antilegante e una

Strumentazione
Schema di uno spettrofotometro

Ci sono due sorgenti con due lampade una al wolframio (w) e una al deuterio (d). la lampada al wolframio
una lampadina che emette tutto lo spettro del visibile (da 350 a 750 nm ) quella al deuterio emette luce nel
range dell ultravioletto () devono emettere uno spettro continuo nel tempo.

La lampada al deuterio fatta in quarzo e ha una autonomia di 1500 ore e necessita 15 minuti di
riscaldamento, invece la lampada al wolframio ha una autonomia di dieci mila ore .

Vi sono degli specchi mobili che permettono di far slittare la sua posizione permettendo cos di poter
lavorare o con la luce visibile o con la radiazione ultravioletta

Il monocromatore (M) presenta una fenditura di ingresso e una fenditura di uscita con allinterno o un
prisma o un reticolo che sfruttando il principio della rifrazione o difrazione permettono di separare le
diverse lunghezze donda che vengono portate verso la fenditura di uscita.

Alluscita del monocromatore c un chopper, un disco per met riflettente e per met trasparente che
ruotando sdoppia il fascio alternandolo tra la cella del campione e la cella del bianco permettendo di
eliminare lassorbimento parassita

Le celle sono dei parallelepipedi con delle superfici opache( di quarzo o vetro ) e delle superfici trasparenti
e possiedono un passo ottico di un cm e non vanno riscaldate in stufa o trattate con soda. Le cuvette sono
da circa un ml.
Usciti dalle due celle i raggi vanno a colpire il rilevatore detto anche fototubo o fotomoltiplicatore sono
dispositivi fotosensibili che colpiti da una radiazione trasformano lintensit in un impulso elettrico
misurabile sfruttando leffetto fotoelettrico perch le radiazioni uv e visibili sono radiazioni piuttosto
energetiche e quindi hanno la capacit di colpire un metallo ( quello del catodo) a basso potenziale e
strappare elettroni che vengono attratti dallanodo che si trova di fronte generando allinterno del circuito
un impulso elettrico.

Il fotomoltiplicatore un fototubo che amplifica il segnale in quanto non v un solo anodo ma pi anodi
sempre pi positivi rendendo lo strumento pi sensibile creando una cascata di elettroni in quando sfrutta
il principio dell emissione secondaria (il catodo espelle elettroni che vengono attratti dal anodo 1 che
vengono attratti da un secondo anodo pi carico aumentando cos il numero di elettroni) e viene usato per
le soluzioni molto diluite.

LPDA uno strumento moderno dove la luce passa prima dal campione e poi dal monocromatore e infine
al rivelatore PDA. Questo come avere un fototubo per ogni radiazione monocromatica.

La tara di questi strumenti si effettua seguendo la Farmacopea.

Tutte le analisi UV strumentali c sempre un errore se si lavora al di sotto di 0,2 o al di sopra di 0,7di
trasmittanza dato da deltaC/C . Quindi bisogna lavorare in un intorno di 0,4 di assorbanza

Oltre alla analisi qualitativa questo tipo di analisi pu essere utilizzato per valutare la purezza di un
farmaco, determinare la pka , determinare lidentit UV, determinazione quantitativa via UV, studio della
stabilit di un farmaco, cessione di un farmaco in formulazioni rilascio prolungato.

Analisi della purezza


Per controllare se il campione puro secondo farmacopea bisogna fare una soluzione del composto con
solvente e concentrazione secondo F.U poi preparo una soluzione identica ma con un campione
sicuramente puro. Faccio una scansione del composto sicuramente puro con lo spettrofotometro.

Registro lo spettro e ripeto loperazione con il composto in esame. Si dovrebbe ottenere uno spettro con
una linea parallela allasse delle lunghezze donda. Se questa linea non presenta picchi il composto puro
se invece ci sono il composto presenta delle impurezze.

cromofori importanti
Cromoforo Benzenoide : 3 bande di assorbimento caratteristiche E(180nm) K (2+04nm)B(255nm)