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1 AREA DELLE COMPETENZE RELATIVE

ALLINSEGNAMENTO (Didattica)

Indicatore 5-6
Come insegnante di sostegno mi sono sempre stati affidati casi
piuttosto gravi con livelli di sviluppo e di recupero abbastanza
limitati. In ogni caso, ma soprattutto in situazioni di deficit grave,
imprescindibile partire da quello che i bambini conoscono e sanno
fare, da quello che amano e dal gioco. Fin dal primo giorno di
conoscenza osservo molto e cerco di pormi in ascolto attivo per
avvicinarmi il pi possibile a ciascun alunno. Avvalendomi della
Diagnosi funzionale, dellaiuto delle equipe specialistiche e della
mia osservazione ritengo di saper raccogliere le informazioni per
elaborare un piano personalizzato che favorisca linclusione.
Stabiliti i punti di forza e i punti di debolezza fisso obiettivi
ragionevolmente perseguibili. La sfida sempre quella di saper
tradurre tali obiettivi in attivit capaci di rendere gli apprendimenti
a portata di esperienza dei singoli bambini. Mi sforzo di riflettere
sempre sullefficacia del mio intervento didattico e capita che mi si
presenti la necessit di ricalibrare aspetti della mia azione didattica
che ho sopra o sottovalutati. Lesperienza e il confronto con i
colleghi mi ha dimostrato che da momenti come questi che imparo
di pi (livello 2). Nelle classi di oggi c molto eterogeneit, si
notano presto difficolt relazionali e stili di apprendimento anche
molto diversi. Quindi mi piacerebbe partecipare alla progettazione
di percorsi personalizzati e inclusivi per allievi con particolare
problematiche per approfondire le mie competenze di progettazione
di percorsi inclusivi adeguati (livello 1).
26 RIGHE
B) Osservare e valutare gli allievi secondo un approccio formativo

Indicatore 14
Mi rendo conto che la valutazione uno dei momenti pi delicati e
complessi della professione di docente quindi mi sono impegnata a
conoscerne gli strumenti e le diverse fasi (iniziale-diagnostica, in
itinere, finale-sommativa). Nella mia esperienza di insegnante di
sostegno per ho avuto modo di valutare prevalentemente i
progressi di alunni con deficit intellettivo grave, quasi sempre non
verbali, in cui ho utilizzato prevalentemente losservazione in
momenti di attivit pratica e la valutazione in itinere. Attraverso il
controllo delle attivit ho cercato di rilevare la reale efficacia delle
strategie, dei metodi e degli strumenti adottati, andando a verificare
se i bambini rispondevano positivamente alle sollecitazioni e agli
stimoli loro offerti e in che misura riuscivano a raggiungere
lobiettivo prefissato. Penso che lodi e gratificazioni di vario genere
siano un mezzo indiretto ma efficace per far capire a un bambino
che ha imparato a fare, o a fare meglio, qualcosa che prima non
sapeva fare. Il senso di soddisfazione e benessere che ne deriva al
bambino la prova che egli gioisce di una gratificazione ricevuta e
di un maggior senso di autoefficacia, che sono spesso sinonimi di
un passo in avanti rispetto al passato. Durante le verifiche in classe
o in momenti di confronto con le colleghe mi sono resa conto di
avere una certa abilit nel fornire indicazioni agli alunni per
correggere i loro errori mostrandoglieli mentre li stavano facendo e
portandoli a capire di che tipo di errore si trattava e di come
autocorregersi. Penso che per uninsegnante sia importante saper
aiutare gli alunni a divenire consapevoli degli errori che fanno ed
essere in grado di fornire delle indicazioni e delle tecniche per
insegnare lautocorrezione e consolidare gli apprendimenti,
aiutandoli cos a migliorare la loro fiducia in se stessi e il loro senso
di autoefficacia. Penso di dover acquisire nuove competenze a
questo riguardo (livello 1). 30 RIGHE

C) Coinvolgere gli studenti nel loro apprendimento e nel loro


lavoro
Indicatori 18 e 19
Durante la mia esperienza come insegnante di sostegno precaria ho
avuto poche volte occasione di progettare lezioni curricolari e
quindi di dover coinvolgere studenti normodotati nel loro
apprendimento e nel loro lavoro. Penso che insegnare partendo
dalle conoscenze degli allievi, rilevando i legami tra le stesse, sia
fondamentale per costruire una griglia su cui progettare ogni
intervento educativo che abbia come obiettivo principale quello di
coinvolgere gli alunni nel processo di apprendimento, facendoli
sentire protagonisti attivi, e non quello di passare meramente un
semplice insieme di informazioni. Nel sostegno le abilit possedute
dagli studenti sono rilevate durante losservazione iniziale
dellinsegnante, attraverso piccoli test pratici e attivit esplorative
di vario genere (le prove di ingresso), ma in caso di disabilit
certificate, sono state diagnosticate dallequipe specializzata di
riferimento (livello 2). fondamentale ingegnarsi a costruire
ambienti di apprendimento che sappiano stimolare la curiosit dei
bambini. A mio parere uninsegnante specializzata deve sviluppare
ed allenare un occhio vigile ed empatico per mantenere alta la
motivazione dei suoi alunni, deve saper far leva sui loro punti di
forza e tener presente la loro zona prossimale di sviluppo. Il livello
del compito loro richiesto e dellaiuto fornito deve essere pensato e
programmato per le loro esigenze specifiche e abilit, al di l delle
quali il compito fallirebbe il suo obiettivo. Quindi costruire un
ambiente educativo di apprendimento significa inventarsi modi
diversi e nuovi per stimolare la motivazione dellalunno
(miscelando bene il proprio sapere didattico ed il modo in cui lo
propone e organizza), tener conto dellaspetto emotivo e
relazionale, saper dare e recuperare fiducia, sostenere limpegno,
aiutare la comunicazione e linclusione tra lui e i suoi pari. I
coetanei sono pi efficaci nei processi di apprendimento perch
offrono modelli di problem solving pi semplici e pi vicini a chi
deve apprenderli. Rispetto a questo penso di avere le competenze di
base, ma desidero acquisire maggior sicurezza e senso di
autoefficacia (livello 2).
RIVEDERE

2 AREA DELLE COMPETENZE RELATIVE ALLA


PARTECIPAZIONE SCOLASTICA (Organizzazione)
D) Lavorare in gruppo tra insegnanti
Indicatore 28
Facendo linsegnante di sostegno mi sono sempre trovata a dover
spiegare a colleghi curricolari e di sostegno, rappresentanti di classe
e genitori le esigenze del bambino di cui ero la maestra. Data anche
la mia non lunga esperienza come insegnante specializzata ho
sempre cercato di non fare discorsi astratti sul tema dellinclusione,
ma di partire sempre da quel bambino in quel gruppo-classe.
Ho sempre considerato molto prezioso il confronto con tutte le
persone che vivono vicino al bambino diversamente abile, per
raccogliere informazioni, consigli operativi, approcci funzionali e
atteggiamenti utili che mi aiutassero ad avvicinare in modo
accogliente e discreto lalunno che mi veniva affidato, e che doveva
imparare a fidarsi e ad affidarsi a me. Se responsabilit significa
abilit a rispondere, raccogliere le risposte di chi ha gi provato a
rispondere e vagliarle attentamente parte della mia personale via
alla costruzione della responsabilit. Nei casi meno gravi con la
collaborazione dei docenti e degli esperti delle equipe pedagogiche
mi sono adoperata per far conoscere e riconoscere i bisogni e le
problematiche degli alunni sia certificati che semplicemente
sospettati di avere problemi di vario genere, aiutando a predisporre
e/o somministrando materiali specifici, cercando di individuare
strategie educativo-didattiche diversificate e mirate, o di rafforzare
la comunicazione e lunitariet di intenti tra gruppo docente e
famiglia. Stabilire buone relazioni fra colleghi, basate su stima
professionale e personale, penso che sia fondamentale nel lavoro di
insegnante e nel lavoro in team (livello 2). In anni di precariato
penso di aver sviluppato un buon spirito di adattamento a contesti
anche molto diversi fra loro. In occasioni molto rare ho potuto
partecipare a gruppi di lavoro tra insegnanti e mi piacerebbe avere
maggior momenti di condivisione e confronto didattico e
pedagogico che mi aiutassero a incrementare le mie strategie di
gestione, a riflettere criticamente sulle mie azioni formative, per
correggere eventuali errori e implementare le mie competenze
didattiche. 33 RIGHE

E) Partecipare alla gestione della scuola


Indicatori 30 e 33
Mi sono sempre occupata di curare i rapporti con le equipe
dellUmee o con i servizi specialisti privati ottenendo informazioni
e consigli preziosi per la progettazione del mio lavoro a livello
didattico, per migliorare lapproccio relazionale con gli alunni, ma
soprattutto per creare sinergie positive con i diversi interlocutori
che contribuiscono, con le loro diverse competenze, a rendere
migliore la vita degli alunni diversamente abili. Ho anche sempre
cercato di fare da mediatrice fra le esigenze particolaristiche e
personalizzate della famiglia del disabile e i limiti organizzativi e
gestionali, che a volte il sistema scolastico deve porre per sue
esigenze intrinseche di funzionamento (livello 2). Non ho mai
partecipato direttamente ai processi di autovalutazione della scuola,
ma ho sempre cercato di seguire le questioni pi importanti che
riguardano lorganizzazione e il miglioramento scolastico e penso
che il RAV sia uno strumento molto importante affinch la scuola
e gli insegnanti si abituino ad analizzare il processo del loro lavoro
e a riflettere sulla sua qualit, cos come avviene per tutte le altre
categorie di lavoratori in Italia. Ho sicuramente bisogno di acquisire
nuove conoscenze e competenze in questo ambito (livello 1).
19 RIGHE
F) Informare e coinvolgere i genitori

Indicatore 37
Lessere umano impara dai suoi simili (lo dice la ricerca italiana sui
neuroni specchio). Se i genitori sono i primi esseri responsabili
delleducazione dei propri figli, gli insegnanti vengono sicuramente
poco dopo le figure parentali (a volte vengono addirittura
identificati con esse). Quindi instaurare un rapporto accogliente
verso un genitore quasi altrettanto importante che instaurarlo con
suo figlio. Questo per nel rispetto della diversit dei ruoli di
ciascuno. Non facile riuscire a mantenere un equilibrio fra i
diversi ruoli e i diversi ambiti di competenza perch la professione
del genitore oggi in crisi, molti genitori non sanno pi come si fa
a fare i genitori e instaurano relazioni paritetiche e amicali con la
propria prole, invece che porsi in un rapporto asimettrico come
guide autorevoli. Come insegnante di sostegno pongo sempre
particolare attenzione nel costruire un clima collaborativo con le
famiglie dei bambini che prendo in carico, perch secondo me
questo il punto di partenza per una buona riuscita del progetto
educativo che poi elaborer per loro (livello 2). Mi impegno ad
accogliere le richieste dei genitori e cerco di essere il pi chiara
possibile nello spiegare quello che intendo mettere in atto con il
figlio e come. Le cose sono rese pi facili quanto pi lo stile
educativo che adotto simile a quello usato dai genitori. Penso sia
anche molto importante organizzare e invitare i genitori a riunioni
e dibattiti sui problemi educativi di oggi, come occasione di
confronto, aggiornamento e riflessione sul proprio modo di essere
genitori ed educatori in generale. 25 RIGHE

3 AREA DELLE COMPETENZE RELATIVE ALLA PROPRIA


FORMAZIONE (Professionalit)
G) Affrontare i doveri e i problemi etici della professione
Indicatori 38 e 39
Il rispetto delle regole, dei ruoli e degli impegni assunti allinterno
di qualsiasi contesto professionale penso che sia come la cornice
giusta e appropriata che sa valorizzare e fa risaltare al meglio il tema
e lo stile espressivo di un bel quadro, che rappresenta ogni
professione in s. Nel caso dellinsegnante il rimanere allinterno
dei ruoli e delle regole definisce il chi, il come e il quanto della
sua azione educativa rispetto ad altri chi, come e quanto, in una
visione sistemica della scuola in vista di un armonico e rispettoso
espletarsi del complesso funzionamento della vita scolastica (livello
2). Principi come lealt, collaborazione e fiducia reciproca sono
sempre stati i principi ispiratori e i motori del mio modo di agire
come insegnante, perch sono quelli in cui mi identifico come
persona prima che come professionista. pi facile confrontarsi
positivamente se si hanno visioni simili di situazioni, problemi e
metodi per risolverli, pi difficile se si hanno visioni e aspettative
diverse. La fiducia deve essere accompagnata dalla capacit di
costruirsi una visione realistica delle situazioni e delle persone che
si incontrano lungo il proprio percorso professionale e umano, in
una sintesi bilanciata tra aspettative e possibilit realistiche. La
fiducia, il rispetto dei ruoli e delle regole importante anche nel
rapporto insegnante-alunno e insegnante-genitore/i (livello 2). In
una occasione mi sono trovata anche a fare recupero linguistico a
bambini extracomunitari arrivati da poco in Italia e ho constatato
personalmente come il favorire il superamento di pregiudizi a
livello culturale o religioso sia di importanza fondamentale per
aiutare questi alunni ad integrarsi in modo autentico e
reciprocamente rispettoso allinterno di un gruppo classe con
costumi sociali e connotati culturali e religiosi anche molto diversi
dai loro. 29 RIGHE
H) Servirsi delle nuove tecnologie per le attivit progettuali,
organizzative e formative
Indicatori 42 e 44
Personalmente penso di saper fare un discreto uso di internet e del
pc nel ricercare informazioni per illustrare meglio una lezione, per
curare la mia formazione continua e per mantenere contatti a livello
personale e lavorativo (livello 2). Ho senso critico e saprei
insegnare come scegliere materiale e informazioni, scambiarli e
condividerli ma non so selezionare e inquadrare le tecnologie in
particolari contesti duso. Ho sicuramente bisogno di acquisire
nuove competenze per imparare a utilizzare le diverse tecnologie
per progettare una lezione, o attivit pi complesse, perch conosco
un po a livello teorico le potenzialit didattiche dei diversi
dispositivi tecnologici, ma mi manca saperli usare e applicare
operativamente. Ho avuto poche occasioni di utilizzare la Lim, ma
da quello che ho potuto osservare costituisce sicuramente uno
strumento didattico interessante e versatile che mi piacerebbe
imparare ad usare bene. Gli alunni di oggi arrivano a scuola con
una conoscenza e una passione per la tecnologia che costituiscono
una sfida per linsegnante moderno e personalmente penso che la
competenza digitale dovrebbe essere vissuta come una competenza
trasversale, che se gestita bene, pu aiutare a sviluppare le diverse
intelligenze e i relativi linguaggi. Penso che sia importante acquisire
una conoscenza di base sulluso didattico delle tecnologie per
strutturare attivit didattiche pi motivanti con tutti gli alunni,
soprattutto con quelli diversamente abili o con bisogni educativi
speciali (livello 1). 24 RIGHE

I) Curare la propria formazione continua


Indicatori 46 e 47
Come insegnante in generale, e come insegnante di sostegno in
particolare, riflettere sul mio agito una pratica quotidiana, una
specie di bilancio giornaliero. Saper semplificare e riprogettare
nuove situazioni didattiche partendo da unanalisi dettagliata del
mio intervento penso sia uno dei miei compiti pi importanti e che
mi impegno umilmente a fare, nonostante alcuni errori e cercando
di imparare da essi. Sicuramente su questo aspetto ho ancora da
imparare (livello 1). La conoscenza dellepistemologia disciplinare
(cio saper porre in relazione i concetti chiave) fondamentale per
costruire ogni percorso formativo. Per me sostenere le proprie scelte
didattiche come sostenere le proprie scelte di autoformazione
professionale: una questione di visione dinsieme, di prospettiva.
Oggigiorno importante avere una prospettiva olistica,
metacognitiva (che alleni e direzioni le nostre capacit di
contenimento a tutti i livelli) perch lo sviluppo tecnologico ha
talmente dilatato il sapere e le informazioni che riceviamo, che
ormai non basta pi conoscere le singole discipline e insegnarle,
bisogna insegnare competenze, cio abilit a tutto tondo (che
comprendano la capacit di raccogliere-organizzare-sapere
risolvere) trasferibili da un contesto allaltro. Occorre insegnare e
allenare gli alunni alla responsabilit, allabilit a rispondere alle
nuove sfide della societ del nostro tempo. Un approccio veramente
epistemologico tende ad individuare le continuit e i momenti di
rottura fra i concetti, le loro trasformazioni e interdipendenze;
lunico che possa aiutarci ad insegnare delle competenze e che
possa veramente indirizzare la nostra didattica verso una
prospettiva metacognitiva e scientifica. Lobiettivo, nel tempo,
quello di trasformare la nostra didattica in una struttura agile e
capace di individuare, scegliere e organizzare i saperi fondamentali
e quindi indispensabili per la formazione degli individui del nostro
tempo. Sento il bisogno di approfondire metodi e tecniche che mi
permettano di acquisire competenze dal punto di vista operativo che
mi aiutino e mi sostengano in questa direzione (livello 2).33 RIGHE