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Analisi

Beethoven: Sonata op. 111


Apporti analitici all'interpretazione musicale
II parte: Arietta

Paolo Troncon

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Nel descrivere il tema dellArietta della Sonata op. 111 molti 12
6 8 9 10

&

commentatori fanno frequente uso di metafore che alludono
a sensazioni di intensa e diffusa luminosit, nonch di pacifica

?
espressivit. Questultimo connotato viene esteticamente ricol-
legato a fattori spirituali e metafisici caratterizzanti loriginale
linguaggio delle ultime opere del maestro di Bonn, di cui si w
gi accennato nella prima parte di questa analisi1. do1
Lindicazione di movimento Adagio molto semplice e canta- Solo i suoni n. 12 (13) 18 e 21 della melodia (Si-Fa-Si =
bile allude nella prima parte allo scarno materiale armonico tritono) non ne fanno parte e non a caso sfruttano la loro
e ritmico utilizzato per il tema, mentre laggettivo cantabile estraneit al campo (almeno i primi due) nellessere posti nei
mette in evidenza la forte espressivit del canto, il quale, come punti di maggiore squilibrio strutturale del periodo3. Il Si di
dice M. Cooper2, risulta per senza passione. Esso si svilup- batt. 4, enfatizzato dallappoggiatura, rappresenta il termi-
pa nel registro centrale della voce, quello col maggior corpo ne della prima frase in senso sospensivo (D); noto che la
sonoro (Sol3 - Sol4), attraverso un tracciato melodico ad arco consuetudine armonica tonale utilizza tale procedimento per
che dispone l' apice poco prima della cadenza, amplificando proiettare in avanti la cadenza alla tonica, aumentando cos
cos la tensione interna; tale sviluppo dinamico viene proiettato la coesione tensiva dellintero periodo o gruppi di periodi.
sul costante e placido procedere ritmico di crome puntate dello Il Fa di batt. 6 analogalmente al Si precedente, rafforzato
sfondo armonico disposto a corale, movimento pulsivo dalla dallappoggiatura superiore rappresenta lapice melodico
regolarit quasi processionale. quindi lincidenza ritmica, (suono pi acuto e di maggiore intensit emotiva) di questo
che dallo sfondo emerge sul piano frontale, ad investire questo primo periodo. Il Si di batt. 7, invece, non assume rilevanza
tema di significati simbolici quali la profondit, lidealit, particolare n per la brevit della sua durata, n per il moto
la quiete; immagini queste che a lungo, particolarmente nel scalare da cui proviene e verso cui procede, che lo assimila
secolo scorso, hanno nutrito la retorica musicologica romantica. piuttosto ad una nota di fioritura (nota di volta).
Alcune di esse per, connubio tra sinestesi ed immaginismo, Limpostazione armonica di questo tema sembra seguire
sono particolarmente belle ed efficaci, e possono diventare lo stesso principio di generazione dalla gamma degli armonici
molto utili se, private di ogni supposta funzione congnitiva utilizzato dalla melodia. Questa intrinseca relazione tra laspetto
del metalinguaggio verbale (ma non per questo senza sen- melodico e quello armonico crea la sensazione che il canto
so), sono utilizzate come punto di partenza e stimolo per la sia nella suo insieme unemanazione del basso armonico
ricerca-verifica analitica. (che nelle prime quattro battute ruota proprio intorno al Do1
Ma dove risiede lelemento da cui scaturisce quella sensa- generatore).
zione di diffusa luminosit, di pienezza sonora, chiaramente Si osservi ora l'esempio nella pagina seguente (batt. 1-8).
percepibili soprattutto nella prima parte del tema (batt. 1-8)? Lipotesi che sia i rapporti diastematici orizzontali che quelli
Si osservi questo primo periodo: verticali derivino dallo stesso principio. La stringa numerica

9 . . j. . . .
situata sopra ogni accordo indica il numero di serie di ciascun
& 16 suono, a partire dal basso, dello stesso accordo rispetto allor-
dine degli armonici del Do1. La freccia rivolta in gi indica che
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10
quel suono ha subto una trasposizione unottava o pi ottave
in basso. La X indica la presenza di un suono non apparte-
. . . . . .
nente alla gamma degli armonici del Do1. Sul pentagramma i
& . . . . . suoni estranei sono stati evidenziati con un rettangolo, quelli
trasportati in basso con un cerchietto. Questa classificazione
11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25
risulta utile per tre motivi:

si pu facilmente notare che la melodia costituita quasi in-


teramente dai suoni armonici 6, 7 12 del Do1 (situato al
basso). Viene cos ottenuta una situazione di massimo equilibrio
distributivo e conseguente potenziamento del corpo sonoro,
allinterno di una cornice (Sol3 - Sol4).

28 Diastema
Analisi
6

[5-3-6-8]
[X-3-9-9]

[1-3-5-10]
[X-3-9-6]

[5-3-6]
[9-3-X-6]
6

[9-3-X-6]
[1-3-5-8]

[1-3-5-6]
[1-3-5-6]
9 j . . .
& 16 . .. . .
.
. . .. . .
J
?9 1
j
2 3 4 5 6 7 8 9 10
16 .. .. .. . . .. .. .. .. ..
. .
- Accrescimento - Risoluzione tensione
- Tensione
staticit - Ridondanza da moto in luogo
- Squilibrio
- Apertura - Accrescimento intensit luministica
(panoramica)
[3-3-9-X]

[3-9-6-X]
[X-9-X-8]
[9-X-12] X

[X-9-6-9]
[3-3-5-8]

[X-4-6-8]
10 12 6

[X-X-9]
[5-6-8]

. . .
X
.
& . . .
.
..
.
.. . .

..
.
. . .
J .
J
? 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 j
j
21 22 23

. . .
. . . #
. . . . #

Interrogativo
Sospensione Risoluzione Sprofondamento Tensione
precaria da salita

a) verifica lipotesi di partenza, nel constatare lappartenenza scambio con la 5a (Sol). La posizione, con tre suoni nellesatta
alla gamma degli armonici, compresi i trasporti, della stragrande altezza della gamma armonica del basso, amplifica la risonanza
maggioranza dei suoni utilizzati in questo periodo iniziale (sono dellaccordo. Il 3 crea un accumulo di armonici nel registro
estranee circa il 22% delle note complessive); grave (sfumatura scura) e provoca una suddivisione ben
b) verifica e fornisce un elemento di misurazione dei momenti distinguibile dellaccordo in due distinti bicordi; quello infe-
di maggiore o minore tensione, in base al numero di suoni riore di 5a giusta che un sostanziale equilibrio tra i due
estranei e di suoni trasportati presenti nellaccordo; suoni rende statico, quello superiore di 6a minore pi
c) introduce un elemento in pi nellanalisi delle propriet sbilanciato verso il suono acuto.
autoriflessive degli accordi (per lo pi triadi). Laccordo n. 4 la prima dissonanza accentuata (accordo
Sotto il pentagramma sono state inserite delle didascalie che di D in un prolungamento4 di T). La stringa [X-3-9-9] de-
descrivono sommariamente, con un linguaggio il pi possibile nuncia la situazione di squilibrio nel suono estraneo al basso
asciutto, limpressione uditiva destata dallascolto del brano in (Si) e nel trasporto delle parti interne; lomogenea distribuzione
questione. Considero questo momento un passaggio importante dei suoni e il raddoppio del canto stemperano per leffetto
dal punto di vista procedurale, poich esso permette di man- tensivo. interessante confrontare questaccordo con il n.
tenere lanalisi sempre orientata verso interessi interpretativi. 9 apice della prima frase (batt. 1-4) e con quelli di batt.
Lanalisi, come punto di partenza metodologico, sar quindi 6 n. 17-18 = apice del periodo . Il n. 9 [1-3-5-10]
motivata dal rinvenimento delle tecniche, dei materiali e dei non fa uso di suoni estranei; il risalto dato tutto dalla lu-
processi compositivi specifici , che possano in qualche modo centezza della 3a maggiore (Mi) affidata al canto (rinforzata
aiutare l'inteprete a spiegare come il profondo emerge in dal raddoppio unottava sotto) e dalla risonanza, leggermente
superficie, che cosa intensifica o attenua la sfera suggestiva sbilanciata, determinata dalla distribuzione degli armonici. Nel
che solo attraverso il filtro esecutivo giunge all'ascoltatore. Un caso dellaccordo n. 18 [9-X-X), invece, pur essendo larmonia
lavoro che a questo livello risulta senzaltro frammentario, ci consonante (triade di re minore), vi si nota la presenza di due
nondimeno altamente informativo. Qualche esempio. suoni estranei (La e Fa) e nessun suono nellesatta altezza della
Nellaccordo n. 1 [1-3-5-8] il raddoppio del fondamentale successione degli armonici. Aumenta anche la distanza tra le
(Do) nella parte superiore rafforza la sensazione di chiusura due mani e il bicordo inferiore perde la precedente funzione
della triade, che nel successivo accordo [1-3-5-6] viene a sce- armonica trasformandosi in ottava, a vantaggio dell'emergere
mare a vantaggio di un senso di ampliamento dovuto allo della componente strutturale dellaccordo; si viene a creare cos

Beethoven: op. 111/Arietta 29


Analisi
un intervallo di 19a tra le parti interne, il cui effetto di contrasto Diamo ora uno sguardo allaspetto compositivo di queste
accresciuto dalla peculiarit di quest'ampia spaziatura rispetto variazioni. Il sottostante grafico rappresenta un'analisi6 che
alle situazioni precedenti. utile per rintracciare le modificazioni tematiche nelle successive
variazioni.
Il secondo tempo della sonata op. 111 un Tema con
9 . j . .
Variazioni costituito da sette variazioni concatenate senza & 16 . . .
nette soluzioni di continuit. Le prime tre sono un progressivo
allontanamento dalla riconoscibilit tematica, mediante sofi-
& J
sticate trasformazioni ritmo-metriche, che per mantengono
saldamente il rapporto con il Tema nel numero delle battute.
Lesempio sottostante mostra il grado di trasformazione rag-
. . . . . .
giunto dalla II e III variazione. Il tema originale in tempo & . . . .
9/16, cio tre movimenti a suddivisione ternaria; esso diventa


nella II variazione 6/16, tre movimenti a suddivisione binaria,

ognuna delle quali ulteriormente divisa in tre (terzina con & J J
i primi due suoni in uno). Nella III variazione troviamo il
massimo dellelaborazione ritmica: il metro diventa 12/32,

cio ancora tre movimenti a suddivisione binaria, ma ognuna
.. . j .. . .
2

& .
1

delle tre parti viene ripartita in due, ciascuna delle quali ulte- .
riormente suddivisa in tre (terzina con i primi due suoni in
.. ..
1 2
uno). Per evitare il mal di testa, osservare lesempio che mostra & J
il rapporto ritmico esistente tra il tema e le sue variazioni, le
quali, secondo lindicazione del compositore, vanno eseguite
tutte nello stesso tempo, mantenendo cio costante lunit di
. . . . . . .
battuta. & . .
J J
j j
9
Tema & 16 . &J

#
? 16
6
3
3

II V ar .
. . .
&


3

12
& 32
3


& J
III V ar .

3 3 3 3 3
3

Nelle successive variazioni muta la concezione compositiva: Le semiminime con gambo in su rappresentano i punti
il tema rimane sempre ben riconoscibile nei lineamenti ritmici dappoggio principali. I suoni con gambo in gi e le relazioni
e diastematici (ad eccezione della var. IV, in cui al posto del a distanza evidenziate dal tratteggio (espansioni), rilevano tra
ritornello vi una variazione della variazione batt. 72-80 e laltro lesistenza di una polifonia latente (pedale di Sol). Le
89-99 ), ma lambiente in cui il tema viene immerso muta legature mostrano un rapporto di coesione melodica di tipo
e trascolora lentamente e continuamente. Il passaggio da una evolutivo (cfr. nota 2).
variazione allaltra avviene senza una chiara articolazione e in Nella prima variazione (batt. 16-32) il tema subisce una
modo da far apparire tutta questa seconda parte come un'ampia iniziale diminuzione : il compositore cio espande alcuni punti
area unificata, con una parte centrale armonicamente e moti- dappoggio principali (o secondari) mediante lintroduzione
vicamente contrastante (batt. 106-130), una ripresa integrale di valori pi brevi. Queste espansioni sono riscontrabili con
del tema (batt. 130 e seg.) su un diverso sfondo rispetto allac- lausilio del grafico del precedente esempio. Laccompagna-
compagnamento iniziale, e una Coda (batt. 161-fine). La zona mento, singhiozzante a causa delle sincopi, ha una funzione
contrastante corrisponde alla V variazione batt. 106 (tema al ritmicamente complementare nella suddivisione in semicrome
basso, trilli) dopo un breve episodio di collegamento (batt. del movimento. La II variazione (batt. 32-48) mantiene la
100-105). una variazione diversamente impostata rispetto tecnica precedente, ma allenta i legami con il tema principale,
alle precedenti, che sfrutta la tecnica cosiddetta dellamplifica- introducendo una maggior quantit di valori brevi nellestendere
zione5. A batt. 130 la VI variazione (ripresa integrale del tema) la tecnica dellespansione a pi suoni. Il ritmo protojazzistico
intrinsecamente collegata con la fine della precedente ed di questa sezione si rende decisamente pi marcato nellirruenta
elabora una forma di accompagnamento tratto da batt. 100 e III variazione (batt. 48-64), in cui i suoni-appoggio sono spesso
seguenti. Lultima variazione (batt. 161, trillo sopra e tremolo sostituiti nel battere da altre note dellaccordo, cosicch il tema
sotto il tema) fa da finale al pezzo, ed infatti tronco della oscilla tra le parti interne ed esterne risultando talvolta poco
variazione del secondo periodo del tema per far posto agli evidente. La IV variazione abbandona le acrobazie tecnico
incisi cadenzanti, tipici della coda, tratti dalla testa del tema. elaborative del ritmo e del metro delle precedenti sezioni, per
una pi intima riflessione ed indagine delle propriet sonore del

30 Diastema
Analisi
campo meloarmonico. Non a caso a partire da questo punto lapice dellintensit ritmica, e gli estremi come il momento di
viene talvolta abbandonato il rapporto battuta per battuta maggior rilassatezza.
del tema con la sua variazione. Questa variazione comincia
con una interpretazione tutta ambientale del tema: sopra un
soffuso tremolio di timpani nel grave, la melodia non che
la cima di una sequenza formata da grappoli di suoni (triadi e
quadriadi a parti strette nel registro medio-grave), il pulsare
ritmico dei quali reso ancor pi indeterminato dalla poco
definibile articolazione del basso. Al posto del ritornello, le
figure in biscrome e semicrome passano entrambe nel registro
acuto, invertite e modificate nella disposizione delle mani.
Il conseguente assottigliamento sonoro fa apparire questo
passaggio come un riverbero di armonici acuti di un basso
rappresentato dalla prima
parte del ritornello. In tale 9 .
& 16 . . .
processo compositivo si J J J
Tema bat t . 1 - 1 6

ravvisa unestensione sul I var . & bat t . 1 6 - 3 2

piano strutturale-formale
del principio, precedente-
II var . & 2:3
bat t . 3 2 - 4 8
mente esposto, che coglie
3
lessenza e lo sviluppo
3

melodico del tema iniziale III var . & 4:6


bat t . 4 8 - 6 4

dalla gamma degli armonici 3 3 3 3

del Do1. IV var . (a) & bat t . 6 5 - 7 1 e 8 1 - 8 8

Della V variazione si
&
3 3 3

parlato prima. Si aggiunge IV (b) bat t . 7 2 - 8 0 e 8 9 - 1 0 5

che la peculiarit ambientale


viene qui resa dalluso origi- V var . (a) & J . . .
J
.
J
bat t . 1 0 6 - 1 1 9

nalissimo del trillo, elemento ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~


j j
importante del linguaggio V (b) & bat t . 1 2 0 - 1 3 0

beethoveniano di questo
periodo, che nellultima
V I var . & . bat t . 1 3 0 - 1 4 6 ( 1 6 0 )
parte del movimento viene

ulteriormente ampliato. Al- 3 3 3

tro elemento da rilevare la


V II var . & . . .
J
bat t . 1 6 1 - f in e
collocazione estremamente
~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~
contrastante nei registri delle
due voci nelle batt. 116-119,
che a partire da un intervallo
armonico di 31a (quattro ottave e una terza) proseguono per
moto contrario fino a raggiungere la distanza di 39a (cinque
ottave e una quarta), soluzione che, lambendo contempora-
neamente i confini inferiore e superiore della tastiera, si rivela
estremamente ardita ed innovatrice. La seconda parte della 1 Diastema, N. 0, ottobre 1991
variazione non sviluppa la prima, ma elabora le battute 7-8 2 Martin Cooper, Beethoven, lultimo decennio, Torino, ERI, 1979.
del tema, in contrattempo. 3
Il Si, pur essendo 15 armonico del Do, risulta comunque troppo lontano
Nelle ultime variazioni il tema non subisce modifiche ed per essere percepito derivante da esso e non contrastante.
appare esattamente negli intervalli e nel ritmo iniziale. Prima 4 In una successione accordale il termine prolungamento si richiama alle
sopra un accompagnamento che favorisce il dolce ondeggiare teorie schenkeriane (prolongation), e indica quello stato dinamico di espansione
inerziale di un accordo che si verifica quando una data sequenza racchiusa
della melodia (var. VI), infine immerso in trilli e tremoli fino a agli estremi dallo stesso accordo avente valore strutturale. Si differenzia
rarefarsi in triple terzine di biscrome (figura tratta dal ritornello dallelaborazione (Auskomponierung) dove la sequenza si sviluppa tra due ac-
della IV variazione) di terze parallele nel registro acuto, per cordi diversi sempre aventi valore strutturale. Nel primo caso i cambiamenti
armonici allinterno dellarea di espansione sono pi che altro delle inflessioni
poi concludere con un'ultima ripresa a stretto. dellaccordo principale, nel secondo sono tappe di un processo di mutamento
Concludiamo lanalisi dell Arietta dellultima Sonata beetho- funzionale dellarmonia.
veniana con un grafico che illustra lo sviluppo dellelaborazione 5 Il tema diventa fonte di motivi ritmici, melodici, armonici, per variazioni
ritmica delle variazioni. Tutte le sezioni con metro differente pi o meno indipendenti nellandamento generale, nella forza o nelle dimensioni
da 9/16 sono state riportate al tempo iniziale per un migliore (Bas, Trattato di forma musicale, Milano, Ricordi)
confronto con le altre. Si pu intravedere in questo schema 6 Lesempio sfrutta la simbologia schenkeriana nella gerarchia grafica dei
una struttura quasi a specchio, che vede la III variazione come valori musicali (in ordine q e )

Beethoven: op. 111/Arietta 31

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