Sei sulla pagina 1di 20

1) Hemophilus Influenzae

Morfologia

Gram-negativo
Aspetto pleiomorfo
Aerobio
Asporigeno
Talora capsulato
Piccolo coccobacillo

Aspetto pleiomorfo quando osservato da materiali patologici. Linvecchiamento tende ad accrescere


l'eterogeneit morfologica dando luogo a forme decisamente bacillari che possono evolvere verso la
perdita della capsula e la lisi.

Su terreni solidi, le colonie, coltivate in agar-cioccolato (terreno arricchito) si


presentano piccole, rotonde, iridescenti, senza fenomeni di emolisi e crescono meglio in
atmosfera al 5% di CO2
Questo "amante del sangue" (Haemophilus) necessita per la crescita di ematina e NAD.

Caratteri antigeni .

influenzae pu sintetizzare 6 polisaccaridi capsulari sierotipicamente distinti (a, b, e, d,


e, f,).

Il polisaccaride b particolarmente associato alla virulenza.

I ceppi privi di capsula fanno parte della popolazione microbica normale


dell'orofaringe (25-50% degli adulti e fino all'80% del bambini sono portatori), ma possono
comportarsi da patogeni opportunisti causando otiti, sinusiti ed esacerbazioni acute delle
broncopneumopatie croniche ostruttive.

Meccanismi dellazione patogena

La capsula, antifagocitaria per eccellenza, manifesta particolare attivit antigenica stimolando la


produzione di anticorpi protettivi dotati di reattivit crociata nel confronti di antigeni capsulari di
altri batteri meningotropi.

Il germe possiede endotossine delle quali per dfflclle definire il ruolo patogenetico nelle infezioni
sistemiche. Negli emofili non capsulati agiscono come fattore citotossico per le cellule ciliate
respiratorie.

I pili che consentono l'adesivit alle superfici

le IgA-proteasi distruggono le immunoglobuline sulla superficie dei tessuti

Patogenicit

H.influenzae di tipo b il responsabile della stragrande maggioranza delle patologie invasive legate
a questo microorganismo (90%).
Dopo aver superato la barriera mucosa del naso-faringe attraverso meccanismi di endocitosi,
raggiunto il sistema circolatorio, i ceppi di H.influenzae capsulati e specialmente quelli appartenenti
al sierotipo b, possono raggiungere diversi organi bersaglio: meningi, epiglottide, orecchio medio.
Durante la fase batteriemica pu esservi diffusione a polmoni, pericardio e tessuto osseo. La
virulenza legata direttamente allo stato immunitario dell'ospite.
Il bambino nei primi 6 mesi di vita protetto dagli anticorpi ereditati dalla madre. Le infezioni
raggiungono il massimo di incidenza tra i sei mesi e i due anni di et, fase in cui avviene il passaggio
tra limmunit di origine materna e quella propria dell'individuo.
H.influenzae capsulato causa raramente malattie nell'adulto in cui gi stata raggiunta la piena
efficienza del sistema immunitario. Infatti nell'adulto per esprimere la loro patogenicit, questi
microorganismi necessitano di condizioni predisponenti quali broncopneumopatie croniche
ostruttive, diabete, immunodepressione (anche iatrogena), infezioni virali pregresse. H.influenzae di
tipo b LA CAUSA PI COMUNE DI MENINGITE fino al 2 anni di et nelle popolazioni non
vaccinate.

La meningite sostenuta da H.influenzae conduce spesso ad esiti neurologici anche gravi. Un'altra
temibile localizzazione specie in et pediatrica quella dell'epiglottide con exitus del paziente nelle
prime 24 ore in assenza di tracheotomia.

Quadri meno drammatici, sostenuti da ceppi capsulati di tipo b. Questi ceppi sono responsabili DI
INFEZIONI NON INVASIVE DELLE PRIME VIE AEREE (otite media, sinusite acuta)

Approccio terapeutico
E sempre necessario saggiare la capacit di H. influnzae di sintetizzare -lattamasi, vista la
progressiva diffusione di ceppi, specie capsulati, ampicillino-resistenti.
Quando presente, la -lattamasi degli emofili si identifica con TEM-1, un enzima codificato da
plasmidi e proveniente dal mondo degli enterobatteri.

VACCINO
Il vaccino costituito dal polisaccaride capsulare (tipo b) coniugato con proteine di altre specie
batteriche.
Si somministra dai due mesi di vita
Ha ridotto drasticamente l'incidenza delle malattie da H.influenzae b nel bambini, con riduzione
fino al 70% delle meningiti e ha anche abbassato corrispondentemente il tasso di portatori.

2) Moraxella catharralis

Gram-negativo

Coccobacillo reniforme

Asporigeno

Immobile

Cresce bene in terreni al sangue o in agar cioccolato a 35 C, specie in atmosfera


addizionata di CO2 formando piccole colonie lisce grigio-biancastre di aspetto mucoide.
Conosciuta da circa 100 anni, stata a lungo considerata parte della normale
popolazione microbica delle alte vie respiratorie.
Occasionalmente riscontrata anche a livello cutaneo e del tratto urogenitale, dal 1980
circa assurta al ruolo di patogeno emergente, soprattutto in pediatria (sinusiti ed otiti
medie acute,) e negli adulti immunocompromessi (polmoniti, infezioni sistemiche).

Caratteri Antigeni

Le conoscenze riguardo alla virulenza di M. catarrhalis non sono a tutt'oggi


particolarmente sviluppate stata dimostrata la presenza di pili che favoriscono
l'adesione alle mucose.

Produce inoltre, in quanto Gram-negativo, un'endotossina che agisce a livello locale


favorendo i fenomeni infiammatori.
La capsula, spesso presente, protegge nel confronti della fagocitosi operata dai
polimorfonucleati.

Patogenicit

Capsula: azione antifagocitaria


Lespressione della patogenicit richiede la contemporanea esistenza di fattori predisponenti
quali: caduta delle difese immunitarie, ospedalizzazione, quadri respiratori cronici, diabete,
alcolismo, linfomi, leucemie, infezioni virali, ecc..

Manifestazioni cliniche
M.catarrhalis un frequente agente eziologico di OTITE MEDIA E SINUSITE ACUTA nel
bambino
Pu provocare una pi vasta gamma di patologie MENINGITI, SEPSI, ENDOCARDITI,
ARTRITI SETTICHE, CHERATITI, OFTALMITE NEONATALE

Negli adulti insieme a H. infuenzae, S. pneumoniae e K. pneumoniae, responsabile di


esacerbazioni acute nel corso di broncopneumopatie croniche ostruttive.
Dal punto di vista epidemiologico, la colonizzazione delle prime vie aeree da parte di M.
catarrhalis presenta recrudescenze stagionali con un picco pi alto durante i mesi freddi,
seguendo l'andamento tipico delle patologie respiratorie

Metodi di identificazione
Esame microscopico diretto:
Si allestiscono alcuni strisci da essudato che vengono fissati e colorati:
Le caratteristiche presuntive riscontrate alla colorazione di Gram di un essudato, verificando
la validit del campione specie quando si tratti di un espettorato (prevalenza di
polimorfonucleati sulle cellule epiteliali squamose),
Esame colturale:
Leventuale conferma del sospetto diagnostico si avr dal successivo isolamento di germi che
si sviluppano su agar-cioccolato

3) Neisseria Meningitidis

Morfologia

Cocco disposto caratteristicamente a coppie


Gram-negativo
Immobile
Asporigeno
Aerobio
Ossidasi positivo

v All'esame colturale la colonia si presenta di colore grigiastro, trasparente, a superficie


liscia ed a margini netti. Neisseria meningitidis cresce meglio se coltivata in atmosfera
al 5-10% di CO2.

Caratteri Antigeni

CAPSULA DI NATURA POLISACCARIDICA


fortemente antigenica salvo che nel gruppo B, protegge dalla fagocitosi nella fase invasiva ed
anticomplementare. Essa sta inoltre alla base della classificazione in nove sierogruppi, di cui i
pi frequenti sono A, B, C, Y.

ENDOTOSSINA
La potente endotossina legata alla parete cellulare, di natura lipopolisaccaridica, attiva il
complemento e causa fenomeni di necrosi endoteliale e di infiammazione disseminata.

Resistenza alla fagocitosi dovuta alla presenza della capsula

Meccanismo dellazione patogena

La virulenza del meningococco favorita dalla capacit di aderire alle cellule mucipare
dell'epitello delle prime vie aeree, unione resa possibile da strutture altamente differenziate
quali i pili.
La successiva endocitosi consente il trasporto oltre la membrana basale con passaggio nel
torrente circolatorio. Il meningococco si trova quale costituente della popolazione microbica
normale naso-faringea in una percentuale variabile dal 5 al 15% degli individui nel periodi
interepidemici.
La modalit pi comune di trasmissione della meningite epidemica quella aerea attraverso le
goccioline di Flugge emesse da portatori sani cui consegue colonizzazione di mucose
(nasofaringea, congiuntivale) di soggetti sprovvisti di adeguato corredo anticorpale nel
riguardi del ceppo invasore.

La malattia presenta tipiche recrudescenze stagionali, con una maggior incidenza durante i
mesi invernali e primaverili, colpendo preferenzialmente la fascia di et compresa fra i 6 mesi
ed i 2 anni. In questo periodo si assiste alla caduta degli anticorpi protettivi materni, non
adeguatamente controbilanciata dal funzionamento di un sistema immunitario in
maturazione.

Dopo una breve fase di incubazione (2-3 giorni), iniziano i primi sintomi che nelle forme pi
lievi sono quelli di una banale Laringite. Il quadro clinico pi frequente tuttavia quello
rappresentato dalla meningite acuta purulenta con cefalea, vomito, fotofobia, febbre, rigidit
nucale con agitazione psicomotoria che rappresentano i sintomi di esordio della malattia.

Metodi di identificazione

Esame microscopico diretto


Sui campioni provenienti da distretti sterili opportuno, per una rapida e preziosa diagnosi
presuntiva, effettuare l'esame microscopico diretto previa colorazione di Gram. In caso di
positivit sar possibile evidenziare la presenza di diplococchi Gram-negativi all'interno del
polimorfonucleati abbondantemente rappresentati.
Esame coltutrale
Gli esami colturali si avvolgono di terreni anche non selettivi se i campioni provengono da zone
usualmente sterili (liquor, sangue, essudati). La positivit del tampone naso-faringeo,
obbligatoriamente insemenzato in terreni selettivi, permette di depistare i portatori.
Diagnosi di specie
Si ottiene mediante prove biochimiche e successiva determinazione del sierogruppo.

Approccio terapeutico
In presenza di una sindrome meningea, ad eziologia ancora sconosciuta ed in attesa del
risultato degli esami di laboratorio vista anche la gravit della patologia, consigliato iniziare
una terapia empirica con un antibiotico attivo sui pi comuni agenti eziologici della meningite
(meningococco, pneumococco, emofilo, streptococco di gruppo B, E. coli) con antibiotici ad
ampio spettro idonei nell'affrontare questa emergenza

La prevenzione pu essere attuata con due modalit: chemioprofilassi e profilassivaccinale.

VACCINO

La vaccinazione attualmente utilizzata solo su popolazioni particolarmente a rischio.


4) Neisseria gonorrhoeae

Morfologia

Cocco che si presenta all'esame microscopico con l'aspetto caratteristico di "chicco di


caff".
Gram-negativo
Asporigeno
Aerobio obbligato
Ossidasi positivo
Immobile
Nel preparati di materiale patologico, spesso visibile all'interno di polimorfonucleati.
v Il germe, estremamente esigente dal punto di vista nutrizionale, produce colonie
morfologicamente "mature" dopo 48 ore di incubazione con aspetto liscio e privo di
pigmentazione. Neisseiria gonorrhoeae un microorganismo molto sensibile agli agenti
chimico-fisici, per cui il suo habitat naturale ristretto alle mucose dell'uomo che
anche l'unico serbatoio di questo patogeno.

Virulenza e patogenicit

La virulenza del microorganismo dovuta a vari fattori tra cui presenza di pili, del il
lipopolisaccaride e produzione di IgA-proteasi.

I pili conferiscono al germe la capacit di aderire all'epitelio superficiale delle mucose e di


resistere alla fagocitosi.

Tre principali proteine della membrana esterna (OMP), favoriscono ulteriormente la


penetrazione, la disseminazione a distanza e la coesione del microorganismi tra di loro
impedendone la fagocitosi.

Infine, le IgA-proteasi inattivano le immunoglobuline di superficie limitandone l'azione


battericida e favorendo il processo di colonizzazione.

MIMETISMO ANTIGENICO
Le difese immunitarie sono eluse grazie a variazioni antigeniche del lipopolisaccarideche
protegge il germe dall'effetto battericida del siero.

Manifestazioni cliniche

La gonorrea, nonostante l'utilizzo massivo di farmaci di indubbia efficacia, si colloca ancora


oggi ai primi posti fra le malattie batteriche contagiose.
Le mutate condizioni socio-economiche (maggior libert sessuale, rapporti anche in giovane
et, diffusione di contraccettivi orali a scapito di profilattici) hanno di fatto favorito, insieme al
pericolo costituito dal casi asintomatici, molto frequenti (fino al 50%) nella donna. il
diffondersi dell'infezione.

Nonostante il meccanismo patogenetico della blenorragia sia comune in entrambi i sessi, dal
punto di vista pratico utile distinguere l'infezione del maschio da quella della femmina.
Nel maschio a distanza di 3-4 giorni dal contagio (che data la labilit del patogeno quasi
esclusivamente sessuale), il paziente nota una secrezioni uretrale purulenta, associata a dolore
e bruciore alla minzione.
Nella donna l'infezione decorre pi frequentemente in maniera asintomatica o
paucisintomatica, essendo il secreto frammisto alle secrezioni vaginali. Data la localizzazione a
livello cervico-uretrale risulta evidente la possibilit che la donna diffonde pi facilmente del
maschio, solitamente sintomatico, la malattia in questo periodo. Nella donna l'estensione alle
tube pu determinare pelviperitonite, ascessi (malattia infiammatoria pelvica) con conseguente
ipo- o infertilit.
In entrambi i sessi l'infezione, se trascurata, pu diffondere per contiguit (epididimiti.
prostatiti, proctiti).
Loftalmoblenorragia che il neonato contraeva durante il passaggio nel canale del parto
praticamente scomparsa grazie all'adeguata profilassi attuata sistematicamente.

Diagnosi microbiologica
Nella blenorragia dell'uomo e nella congiuntivite del neonato la diagnosi pu essere effettuata
su un campione costituito da un tampone uretrale o oculare, con la sola attenta analisi di un
preparato microscopico che riveli la presenza del tipici diplococchi Gram-negativi associati ad
una notevole componente granulocitaria.

Pi difficile effettuare un prelievo idoneo nella donna.


Lesame batterioscopico per la concomitanza nella popolazione microbica normale
dell'apparato genitale di microorganismi che possono simulare Neisseria gonorrhoeae pu
risultare nrgativo.
Per l'esame colturale necessario utilizzare mezzi specifici quale ad esempio il terreno
selettivo di Thayer-Martin che andr incubato a 35 C in atmosfera al 5-10% di CO2.
Il patogeno verr poi identificato biochimicamente tramite la positivit al test dell'ossidasi e la
fermentazione differenziale del carboidrati.

Approccio terapeutico
Fino agli inizi degli anni '70 la terapia della blenorragia non ha comportato particolari
difficolt. La penicillina risultava sempre risolutiva anche se, a partire gi dal 1950 il germe
richiedeva dosaggi pi elevati del farmaco. La colonizzazione da parte di TEM- 1, proveniente
da enterobatteri, con conseguente diffusione del plasmide capace di produrre -lattamasi ha
cancellato in molti Paesi l'efficacia della penicillina ed ha costretto a modificare i protocolli
terapeutici.

5) Pseudomonas aeruginosa

Morfologia
Bastoncino Gram-negativo
Aerobio stretto
Mobile per flagelli polari e fimbrie
Asporigeno
Ossidasi positivo
Talora provvisto di capsula lassamente organizzata che conferisce alle colonie un
aspetto mucoide.

Produce alcuni pigmenti tra cui, caratteristica, la piocianina di colore verde.

Non presenta esigenze colturali particolari


E diffuso in natura soprattutto negli ambienti umidi (suolo, acque, piante, animali,
uomo compreso).
Pu moltiplicarsi e contaminare acqua distillata, disinfettanti, soluzioni per infusione
endovenosa e strumentario chirurgico.

Le colonie sviluppatesi su terreni comuni si presentano sfrangiate, emanano


caratteristico odore di frutta e sono solitamente verdi su terreno modificato per la
produzione di pigmenti (plocianina, pioverdina, piorubrina).

Patogenicit
P. aeruginosa si comporta da patogeno opportunista ed pertanto rara l'infezione in soggetti
immunocompetenti.

Essa dotata di pili che consentono le prime fasi di adesione agli epiteli e di strati
esopolisaccarldici (alginato nel glicocalice del ceppi tipici del pazienti affetti da fibrosi cistica)
che, oltre a costituire una difesa contro la fagocitosi e l'attivit anticorpale, funzionano come
fattori schermanti nel confronti di molti antibiotici.

Nella patogenesi delle infezioni rivestono grande rilevanza le tossine, gli enzimi extracellulari
ed il lipopolisaccaride parietale.

Lesotossina A che inibisce la sintesi proteica con un meccanismo assimilabile a quello della
tossina difterica (ADP-ribosilazione del fattore 2 di allungamento delle catene polipeptidiche),
e possiede attivit necrotizzante, riconosciuta come il principale fattore di virulenza.
Lesotossina S, simile alla precedente nel meccanismo d'azione molecolare, oltre ad essere
citotossica aumenta l'invasivit del ceppi nel pazienti ustionati e danneggia il parenchima in
corso di infezioni croniche del polmone.
Lelastasi e la proteasi alcalina, enzimi con attivit necrotizzante su tessuti e vasi idrolizzano
collagene, fattori del complemento ed immunoglobuline.
La fosfolipasi C (emolisina termolabile) ed il glicolipide (emolisina termostabile) dotati di
spiccata attivit su lipidi e lecitinecontribuiscono in maniera determinante alla patogenesi
della polmonite da Pseudomonas.
Il lipopolisaccaride, immunogeno, infine responsabile di manifestazioni analoghe a quelle
prodotte da altri patogeni Gram-negativi (febbre, shock, ipotensione, coagulazione
intravascolare disseminata). Esso possiede una tossicit minore rispetto alle endotossine delle
Enterobacteriaceae.

Manifestazioni cliniche
P. aeruginosa uno del pi importanti patogeni nosocomiail, responsabile del 10% circa
delle infezioni ospedaliere.

Nella fibrosi cistica le infezioni da ceppi che sintetizzano un glicocalice di alginato sono
estremamente frequenti, difficili da eradicare e causano elevata morbilit e mortalit in
questi pazienti.

Provoca infezioni respiratorie o sovrainfezioni in pazienti con bronchiti croniche e


bronchiectasie.

Negli ustionati gravi P aeruginosa pu contaminare le superfici esposte con successiva


disseminazione sistemica, spesso letale.

In pazienti emato-oncologici, immunodepressi, chirurgici e nel neonati prematuri


provoca setticemia, a partenza da soluzioni di continuit anche dovute a
cateterizzazioni. In seguito a manovre chirurgiche Endocarditi possono insorgere nei
tossicodipendenti. Le infezioni urinarle sono quasi sempre associate a cateterizzazione
in ambiente nosocomiale

Diagnosi microbiologica

P.aeruginosa cresce bene infatti su tutti i terreni selettivi per i Gram-negativi.


La successiva identificazione di specie pu avvenire attraverso l'impiego di gallerie
biochimiche

Lesecuzione dell'antibiogramma obbligatorio il microorganismo, oltre a presentare


resistenza a molte classi di farmaci (penicilline, cefalosporine di prima e seconda generazione,
tetracicline, macrolidi, cloramfenicolo, sulfamidici) refrattario agli antibiotici per la mancata
penetrazione di queste molecole grazie agli esopolisaccaridii superficie
MOLTO FREQUENTEMENTE MULTIRESISTENTE

Approccio terapeutico
Il trattamento delle infezioni sostenute da P aeruginosa in continua evoluzione. Nei quadri
sistemici nosocomiali consigliabile ricorrere a combinazioni di farmaci (aminoglicosidi
associati a -lattamici). Il razionale di tale atteggiamento tiene in considerazione la possibilit
che l'azione terapeutica possa sfociare in un effetto battericida sinergico. Generalmente si
utilizzano tra i -lattarnici le penicilline anti-Pseudomonas (carbenicillina, ticarcillina) o
ureidopenicilline (ad esempio, piperacillina) e tra gli aminoglicosidi sono selezionati
tobramicina o amlkacina. Altri antibiotici attivi su questo germe sono l'aztreonam ed i
carbapenemici (imipenem, meropenem).

6) Burkholderia cepacea

Morfologia
Bastoncino Gram-negativo
Aerobio
Mobile per flagelli polari e fimbrie
Asporigeno
Ossidasi positivo

Produce alcuni pigmenti di colore giallo.


Non presenta esigenze colturali particolari
L habitat costituito da suolo, acque, piante
Pu moltiplicarsi e contaminare acqua distillata, disinfettanti, soluzioni per infusione
endovenosa e strumentario chirurgico (come Pseudomonas)
B. cepacea un patogeno opportunista ma colonizza la rizosfera colonizzando piante
come la cipolla determinandone la putrefazione
La maggior parte delle infezioni nosocomiali causata da questo germe. Attualmente in
aumento lisolamento di B. cepacea da pazienti affetti da fibrosi cistica

7) Bordetella

Il Genere Bordetella comprende tre specie:


B. Pertussis
B. parapertussis
B. Bronchiseptica
tutte responsabili di affezioni acute dellalbero respiratorio e con sovrapponibile sensibilit
agli antibiotici.

Coccobacilli
Gram-negativi
Aerobi obbligati
Produttori di catalasi
Mobili o immobili
Asporigeni
Capsulati.

Possiedono antigeni capsulari e un antigene somatico di natura proteica comune.

Bordetella pertussis

E lagente eziologico della pertosse. Il batterio, molto fragile al di fuori dellorganismo umano,
a circolazione esclusivamente interumana ed trasmesso dai soggetti nella fase iniziale della
malatta, non dimostrata lesistenza di portatori sani. La trasmissione aerea.

La sua patogenicit dovuta a diversi fattori: azione fagocitaria della capsula, tossicit del
lipopolisaccaride (endotossina), effetto vasocostrittore della tossina dermonecrotica, azione
lesiva sugli epiteli ciliati della citotossina tracheale, funzione emoagglutinante ed emolitica, ma
soprattutto allazione di una tossina pantropa che agisce facendo aumentare la conversione di
ATP in AMPc nelle cellule bersaglio. La tossina pantropa, detta tossina della pertosse,
responsabile di vasodilatazione e quindi ipotensione, di stimolazione della secrezione insulinica
e quindi ipoglicemia e di linfocitosi.

Tossina della pertosse


E costituita da 5 diverse subunit (S1-S5). La subunit A quella enzimaticamente attiva e
ribosila la proteina G inibitrice delladenilato ciclasi con conseguente inibizione della stessa.
La tossina in realt inibisce i recettori a 1 delle catecolamine (anche il recettore della Gi uno
di questi) con conseguente attivazione dei recettori b -adrenergici che risultano iperstimolati.
Ne consegue una maggior stimolazione delle insule pancreatiche ed una maggior sensibilit
allistamina con conseguente ipoglicemia e vasodilatazione. La tossina pertossica esplica anche
unazione ciliostatica responsabile della sintomatologia clinica caratteristica.

Diagnosi microbiologica
Lindagine batteriologica viene eseguita su tampone nasofaringeo utilizzando il terreno di
Bordet-Gengou contenente sangue, patata, glicerina e penicillina per eliminare la flora delle
vie respiratorie. Difficilmente e comunque solo dopo un incubazione di 4-7 gg si ottiene la
crescita del batterio in colonie piccole, convesse e lisce, utillizzabili per lidentificazione del
batterio tramite agglutinazione con siero specifico.

Profilassi
E ottenuta con vaccinazione obbligatoria al terzo, quinto e undicesimo mese.
Il vaccino antipeertosse allestito con B. pertussis in fase patogena, uccisa con adeguato
trattamento. Temibile, seppur rarissima, lencefalite da vaccino.

Il B. pertussis sensibile a diversi antibiotici fra i quali ampicillina, cotrimossazolo,


tetracicline; il loro uso modifica il decorso della malattia se iniziato precocemente cio nella
fase di tosse produttiva e riduce la durata del periodo di contagiosit del malato che, in
assenza di terapia, si prolunga fino alla quarta settimana di malattia.
Le immunoglobuline specifiche conferiscono protezione immediata ma transitoria.

8) Campylobacter

Morfologia
Pleiomorfo (bastoncino elicoidale o coccobacillare)
Gram negativo
Mobile (anfitrichi o peritrichi)
Aerobio - microaerofilo
Ossidasi positivo

Nutrizionalmente esigente
Microrganismo non di tipo ambientale, bens associato agli animali a sangue caldo, in
particolare si ritrova nel tratto intestinale di animali da carne, soprattutto pollame,
senza che essi manifestino malattia.

La virulenza di questo microrganismo di tipo invasivo e si manifesta con una profusa


diarrea della durata non superiore a 2-3 giorni con comparsa di sangue, muco e febbre.
Il periodo di incubazione pu essere anche molto lungo sino a 11 giorni.

Il meccanismo di infezione non ancora chiaro, ma le manifestazioni fanno pensare


alla produzione di una tossina successivamente alladesione alla mucosa del piccolo
intestino del microrganismo.
Luomo pu contrarre linfezione o per contatto diretto con gli animali, o per via
indiretta attravero il consumo di carne, latte ed acqua contaminati

9) Enterobatteri

La famiglia delle Enterobacteriaceae comprende una grande variet di batteri di forma


variabile da coccoidi a forme filamentose, dotati di caratteristiche morfologiche e colturali
comuni:

Gram-negativi
Aerobi e anaerobi facoltativi
Asporigeni
Ossidasi negativi
Possono essere mobili per flagelli peritrichi
Possono produrre capsula o esopolisaccaridi
Sono microrganismi ubiquitari : suolo, acqua, vegetazione, flora intestinale di molti
animali compreso luomo
95% dei ceppi isolati, importanti dal punto di vista medico, appartengono a 10 generi
soli e costituiscono meno di 25 specie
Causano una vasta gamma di infezioni intestinali, setticemie (30-35%) malattie
nelluomo infezioni delle vie urinarie (70%)
Alcune specie sono sempre associate a malattia (Salmonella, Shigella, Yersinia), altre
sono normale flora commensale e possono dare infezioni opportunistiche (Escherichia,
Klebsiella, Proteus)
Le infezioni possono originare da un serbatoio animale o avere diffusione endogena

Antigenicit e Patogenicit
La patogenicit degli enterobatteri strettamente legata alla struttura antigenica della parete
cellulare che contiene tre categorie principali di antigeni.
CAPSULA
Nel genere Klebsiella lantigene K, di natura polisaccaridica, circonda il germe e rappresenta
la base per la suddivisione in sierotipi. La sua localizzazione periferica pu mascherare gli
antigeni sottostanti Compito principale di questa struttura capsulare quello di eludere la
fagocitosi e la successiva attivazione del complemento.
ENTEROTOSSINA
Lantigene somatico 0, di natura polisaccaridica, identificabile con l'endotossina la cui parte
attiva, di natura lipidica (lipide A), causa delle manifestazioni generali comuni a tutti i
Gram-negativi quali febbre, leucopenia, attivazione della cascata del complemento,
coagulazione intravascolare disseminata, shock.
PROTEINE FLAGELLARI
Gli antigeni proteici H, flagellari, sono deputati alla mobilit. Nelle specie uropatogene questo
carattere viene considerato importante per linvasivit e la possibile risalita al parenchima
renale. Fimbrie o pili (P) che iniziano la colonizzazione in distretti specifici e la produzione di
proteine che, trasportate all'esterno della cellula, manifestano attivit cito- ed entero-tossiche.

Escherichia Coli

E il patogeno opportunista pi frequente.


E lagente eziologico dell'80-90% delle infezioni delle vie urinarie in ambito
comunitario. Dall'intestino, dove alberga nella popolazione microbica normale, pu
colonizzare le vie urinarie con meccanismo solitamente ascendente anche grazie alla
sua mobilit per flagelli peritrichi e alla presenza di fimbrie (tipo 1) che ne permettono
l'adesione al recettori specifici (D-mannoso) delle cellule uroepiteliali delle basse vie
escretrici
Anche se usualmente E. coli ospitato nella popolazione microbica normale
dell'apparato digerente, pu in alcuni casi causare affezioni intestinali che, sulla base
dei diversi meccanismi di patogenicit posti in atto, possibile ricondurre a cinque
microrganismi distinti:
Escherichia coli Enterotossigeni (ETEC)
Escherichia coli Enteropatogeni (EPEC)
Escherichia coli Enteroinvasivi (EIEC)
Escherichia coli Enteroemorragici (EHEC)
Escherichia coli Enteroadesivi (EAEC)

ETEC
produce enterotossina Colonizzazione dellepitelio intestinale (adesine).Sono responsabili di
sindromi diarroiche (diarrea del viaggiatore) dovuto alla produzione di enterotossine
termolabili (LT) e/o termostabili (ST) (plasmide) Linfezione caratterizzata da diarrea
acquosa crampiforme, di lieve entit che si limita per lo pi ad un senso di nausea e
prostrazione in usuale assenza di febbre La trasmissione avviene come sempre per via oro-
fecale
EIEC
I ceppi EIEC provocano una sintomatologia simile a quella presente nella dissenteria bacillare
sostenuta da Shigella. Il meccanismo patogenetico infatti analogo, con invasione degli
enterociti e moltiplicazione intracellulare di E. coli cui conseguono lesioni necrotico-
emorragiche della mucosa. La sintomatologia comprende pertanto diarrea
mucosanguinolenta, febbre, compromissione dello stato generale e presenza di leucociti nelle
feci. La trasmissione avviene come sempre per via oro-fecale

EHEC
I ceppi enteroemorragici (EHEC), sono produttori di una tossina citotossica simile a quella
sintetizzata da Shigella che inibisce la sintesi proteica. Dopo una iniziale fase di adesione del
germe alla mucosa, la tossina determina una vera e propria colite emorragica non
accompagnata da febbre. Leventuale passaggio in circolo della tossina pu determinare la
sindrome emolitico-uremica provocando danni renali. Il principale serbatoio rappresentato
da alimenti provenienti da animali contaminati: carni macinate mal cotte e latte crudo
EAEC
I microorganismi di tipo EAEC attualmente si distinguono solo per la capacit di aderire in
vitro a cellule diploidi ed in vivo
Alcuni ceppi di E. coli, in particolare quelli provvisti di polisaccaride capsulare K, sono
tra i maggiori responsabili di meningiti neonatali,

E.coli pu anche comportarsi da patogeno opportunista, specie in ambito nosocomiale,


sostenendo infezioni delle vie respiratorie, dell'apparato urogenitale sia nel maschio che
nella femmina ed inoltre peritoniti, osteomieliti, artriti, sepsi, ecc.. Tali quadri sono
favoriti sia da una diminuita sorveglianza da parte delle difese dell'ospite, sia dalla
circolazione di ceppi particolarmente virulenti.

Salmonella

Agente eziologico dellenterite, setticemia, febbre enterica.

Patogenicit

Resistenza agli acidi


Mobilit
Induzione di segnali sulle cellule epiteliali
Ruffling della membrana
endocitosi
secrezione IL8
Sopravvivenza nei macrofagi (catalasi, superossidismutasi)
La salmonella ingerita con alimenti. Passa indenne attraverso lo stomaco perch ha un
sistema genetico (ATR) di resistenza agli acidi. Raggiunge le cellule M (microfold)
dellintestino ove stimola la endocoitosi, le supera e viene a contatto con i macrofagi. Sfugge
alla fagocitosi e viene portata in circola atrravesrso il sitema linfatico e quindi nel circolo
ematico

Shigella

Produce una tossina, subunit A e cinque B.

Le subunit B si legano ad un glicolipide favorendo lingresso di A. Questa taglia rRNA 28S


della sub rib. 60S.
Legame t-RNA, blocco sintesi proteica.
Sintomi dopo 3 giorni, diarrea sanguinolenta e pus, crampi addominali, infezione
autolimitante ma trattamento antibiotico
Rari i portatori sani.

Proteus Mirabilis
Questo bastoncino dallo spiccato plelomorfismo si distingue per la sua capacit di sciamare sul
terreni di coltura ricoprendo tutti gli altri batteri con una patina che lo rende subito
riconoscibile. Non fermenta il lattoso ed un forte produttore di ureasi. P.mirabilis colonizza
normalmente il tratto intestinale dell'uomo e, al pari di E. coli, pu determinare infezioni delle
vie urinarie, specie
in ambito comunitario.

FATTORI DI VIRULENZA:

FLAGELLI grande modilit pu risalire sino ai reni

PILI adesivit

ATTIVIT UREASICA che determina alcalinizzazione delle urine,

L alcalinizzazione delle urine determina la formazione di calcoli di fosfato-ammonico-


magnesiaco

Klebsiella Pneumoniae

K.pneumoniae si distingue dagli altri enterobatteri per essere assolutamente immobile. In


compenso essa sintetizza una cospicua capsula che conferisce alle colonie un aspetto mucoso su
terreni di coltura solidi e costituisce la base della tipizzazione degli oltre 80 sierotipi (antigene
K).
E un commensale del tratto intestinale ma causa di infezioni delle vie urinarle di natura per
lo pi comunitarie. A livello ospedaliero K.pneumoniae esprime tutta la sua potenziale
patogenicit.

Lacronimo K.E.S. (Klebsiella, Enterobacter-, Serratia) definisce infatti un gruppo di patogeni


accomunati dalla prevalente diffusione nosocomiale e dalla difficolt di eradicazione.
K.pneumoniae come altri germi capsulati (emofili, pneumococchi) causa polmoniti lobari,
favorite da situazioni quali alcolismo, broncopneumopatie croniche ostruttive, deficit
immunitari.
A partenza dal foci urinari o respiratori pu evolvere verso sepsi o meningiti.

Approccio terapeutico
In presenza di una patologia sostenuta da Enterobacteriaceae s'impone, specie nelle infezioni
nosocomiali, una terapia guidata dall'antibiogramma. Lincidenza di resistenze sconsiglia
infatti un approccio empirico poich tra questi patogeni frequente lo scambio di informazioni
plasmidiche che veicolano numerosi geni capaci di conferire refrattariet a pi antibiotici
contemporaneamente.

10) Corynebacterium

Gram-positivi
Bacilli
Forma a clava e disposizione a palizzata o a ideogrammi cinesi
Aerobi facoltativi
Asporigeni
Immobili
Catalasi-positivi

Il genere Corynebacterium comprende un ampio gruppo eterogeneo di specie aventi una parete
cellulare contenente arabinosio, galattosio, acido meso-diamminopimclico e (nella maggior
parte delle specie) acidi micolici a catena corta.
Allo stato attuale sono state definite 46 specie, delle quali pi di 30 sono associate a malattie
nell'uomo. Ad eccezione delle specie sicuramente patogene (Corynebacterium diphtheriae), i
corinebatteri si trovano comunemente nellambiente e nella flora microbica umana mucosa e
cutanea, questi ceppi saprofiti possono comportarsi da opportunisti, e nei soggetti
immunodepressi, causare faringiti, uretriti, e lesioni cutanee purulente.

Corynebacterium diphteritae

C. diphtheriae un classico modello di virulenza batterica.


La tossicit direttamente attribuita ad una esotossina secreta dai batteri nel focolaio di
infezione. Il batterio non necessita di entrare nel torrente ematico per produrre i segni
sistemici di malattia.

Agente eziologico della DIFTERITE


La sorgente dinfezione rappresentata dai portatori nasofaringei
La trasmissione aerea
Linfezione si localizza a: rinofaringe, tonsille, palato molle e laringe

Il batterio produce una POTENTE TOSSINA che agisce sia localmente dando necrosi della
mucosa, sia a distanza, veicolata dal sangue, causando gravi lesioni degenerative a livello del
miocardio, fegato, rene e surrene, nervi cranici e periferici.

Il gene tox, che codifica per l'esotossina, introdotto nei ceppi di


C. diphtheriae da un fago lisogeno (fago beta).

Tossina Difterica
Proteina di 58.300 Da

Esempio di classica esotossina A-B

Tossina ADP-ribosilante, provoca linibizione della sintesi proteica

Presenta tre regioni funzionali:


una regione che lega il recettore
una regione di traslocazione sulla subunit B
una regione catalitica sulla subunit A

Il recettore per la tossina il fattore di crescita epidermico che lega l'eparina ed


presente sulla superficie di molte cellule eucariotiche, in particolare su cellule cardiache
e nervose. Questo spiega i sintomi cardiaci e neurologici osservati in pazienti con
difteriti gravi

Meccanismo dazione della Tossina difterica Una volta che la tossina si lega alla cellula
ospite, la regione di traslocazione viene inserita nella membrana dell'endosoma
facilitando il movimento della regione catalitica nel citosol

Poich il turnover di EF-2 molto lento ed presente in una cellula solo una molecola
per ribosoma, si stimato clic una sola molecola di esotossina possa inattivare l'intero
contenuto di EF-2 di una cellula, bloccando completamente la sintesi proteica della
cellula ospite

Poich il turnover cellulare di EF-2 molto lento ed presente in una copia per
ribosoma, si stimato che una sola molecola di esotossina possa bloccare
completamente la sintesi proteica della cellula ospite

Epidemiologia
La difterite una malattia diffusa in tutto il mondo in particolare in aree urbane
povere ed affollate e dove il livello protettivo di immunit indotta dal vaccino basso.
La pi grave epidemia negli ultimi anni del 20 secolo si verificata in Unione Sovietica
1994 (sono stati documentati quasi 48.000 casi con 1746 morti).

La difterite divenuta poco comune in Occidente in seguito ad un esteso programma


di immunizzazione attiva

C. diphtheriae presente nella popolazione perch esistono ospiti, asintomatici (vettori


e serbatoio).

C. diphtheriae si trasmette da persona a persona mediante le goccioline di saliva


L'esposizione a C. diphtheriae pu dar luogo a:

- Colonizzazione asintomatica in persone con uno stato ottimale di immunit (infezione)


- Malattia respiratoria lieve
- Malattia respiratoria grave in pazienti non immuni (mortalit del 30%)

Il segno clinico pi tipico la faringotonsillite con presenza di membrane grigiastre che


oltrepassano i limiti tonsillari il cui distacco provoca sanguinamento.
I sintomi di accompagnamento sono: disfagia, dispnea, cianosi, edema del collo, iperpiressia,
nausea e vomito. Lazione della tossina a livello delle alte vie respiratorie pu portare ad
ostruzione laringea per edema. Leffetto tossico sistemico pu causare insufficienza cardiaca
progressiva e acuta, insufficienza renale, paralisi della deglutizione.

Difterite cutanea

La difterite cutanea si trasmette per contatto cutaneo con altre persone infette.
Il microorganismo colonizza la pelle e riesce ad entrare nel tessuto sottocutaneo attraverso
lesioni della pelle. Prima si sviluppa una papula, che poi evolve in un'ulcera cronica incurabile,
talvolta coperta da una membrana grigiastra.Si possono verificare segni sistemici di malattia
come risultato degli effetti dell'esotossina .

Diagnosi
Esame microscopico
I risultati dell'esame microscopico del materiale clinico non sono attendibili.
Lapresenza granuli metacromatici non specifica specifica Si pu effettuare un esame
microscopico con limpiego di sieri antitossina coniugati con fluoresceina

Esame colturale
II campioni devono essere inoculati in terreni non selettivi e in terreni selettivi
(agar cisteina-tellurito, agar siero-tellurito, terreno di Lffier).

Le colonie su agar tellurito assumono un colore grigio-nero


Su agar cisteina-tellurito C. diphtheriae stato descritto con tre morfologie di colonie,
caratteristiche di biotipi diversi:

biotipo gravis : grandi, irregolari e grigie


biotipo mitis: pi piccole, rotonde, nere
biotipo intermedio: piccole, piatte e grigie

Profilassi
Vaccino obbligatorio al 3, 5 e 11 mese con richiamo al 5 anno di et.
Somministrazione di anatossina (tossina inattivata con formaldeide)

Approccio terapeutic
Da iniziare subito dopo la diagnosi clinica senza attendere quella microbiologica: 20.000-
100.00 U di antitossina per e.v. in 60 minuti.
Leritromicina utile per eradicare lo stato di portatore.

11) Micobatteri

Bacilli pleomorfi (forme diverse)


Gram variabili
Immobili
Asporigeni
Aerobi obbligati
Alcool-Acido resistenti

Classificazione in base al Fenotipo


micobatteri a crescita lenta
fotocromogeni
scotocromogeni
non cromogeni
micobatteri a crescita rapida
fotocromogeni
scotocromogeni
non cromogeni

Micobatterium complex

M. tuberculosis complex
M. avium complex
M. terrae complex
M. fortuitum complex

Per quanto riguarda i Micobatteri che interessano luomo, questi possono essere distinti in due
gruppi:

complesso dei Micobatteri Tubercolari (MT)


complesso dei Micobatteri Atipici o Micobatteri non tubercolari (MOTT) che
comprendono germi animali o ambientali a patogenicit occasionale.

HABITAT
I micobatteri sono diffusi nel suolo, nelle acque Luomo lunico serbatoio di infezione. La
diffusione di questo microrganismo nellambiente dovuta soprattutto alla sua resistenza
allessiccamento e ai disinfettanti, resistenza imputabile allalto contenuto di lipidi presenti
nella parete cellulare .

SOGGETTI A RISCHIO
HIV positivi
Tossicodipendenti
Dializzati (e candidati trapianto)
Trapiantati (rene e cuore)
Altri? (silicosi, diabete, BPCO)

Le infezioni da micobatteri hanno fatto registrare negli ultimi anni un preoccupante


incremento dei casi anche nei paesi industrializzati.

Tra le cause che stanno determinando il risveglio di una patologia che si riteneva in
estinzione dobbiamo annoverare sicuramente la diffusione delle infezioni sostenute da
HIV e limmigrazione di soggetti provenienti da paesi ad alta endemia tubercolare.

Lipidi di parete
GRASSI:
esteri di acidi grassi a catena lunga (C78-C90)
glicolipidi denominati micosidi, che formano il FATTORE CORDALE
Il FATTORE CORDALE ha potere antigenico
Il FATTORE CORDALE conferisce la tendenza ai bacilli a crescere in ammassi cordonali
(serpentiniformi) nei terreni liquidi.
I ceppi privati del FATTORE CORDALE risultano avirulenti pur conservando la vitalit.
Il FATTORE CORDALE in grado di inibire la migrazione dei polimorfonucleati in vitro e
risulta letale se somministrato sottocute nel topo.
CERE:
esteri di acidi esterificati con alcoli superiori o con polisaccaridi
La CERA D, ha il potere di aumentare limmunogenicit del fattore cordale ed induce inoltre
una ipersensibilit di tipo ritardato alla tubercolina
La frazione grezza (fattore cordale + cera D + altre componenti proteiche di superficie)
direttamente responsabile della tipica reazione granulomatosa che porta alla formazione del
tubercolo comprese la necrosi caseosa.

Patogenesi
La produzione e lo sviluppo delle lesioni e la loro guarigione sono legati principalmente al:
Numero dei bacilli inoculati (carica batterica)
Resistenza e ipersensibilit dellospite

Possono essere di tipo essudativo o produttivo


Lesioni essudative: sono presenti nelle fasi iniziali del contagio e sono provocate da una
reazione infiammatoria acuta, con edema e richiamo di PMN e monociti nel sito di infezione.
Questo tipo di lesione pu risolversi (guarigione), o sfociare nel secondo tipo di lesione (lesione
essudativa)
Lesioni produttive: sono tipiche della fase in cui il soggetto infettato ha sviluppato una
ipersensibilit alle proteine tubercolari. Questa lesione corrisponde al granuloma cronico in
cui si riconoscono:
Una zona centrale con cellule giganti polinucleate contenenti bacilli
Una zona intermedia di cellule epitelioidi
Una zona periferica di linfoblasti, linfociti e monociti

Intorno al granuloma si ha lo sviluppo di tessuto fibroso, necrosi della zona centrale e


caseificazione della lesione. Questa formazione prende il nome di tubercolo. Rottura del
tubercolo e formazione di un caverna. I micobatteri contenuti nel tubercolo caseificato
vengono versati in un bronco
DIFFUSIONE DELLINFEZIONE
Terapia
Si protrae usualmente per periodi molto lunghi (6-9 mesi), questo perch le molecole utilizzate
necessitano per agire di organismi metabolicamente attivi, mentre M. tuberculosis cresce molto
lentamente.
Si utilizzano contemporaneamente pi chemioterapici. Questa condotta diminuisce di gran
lunga la possibilit di selezionare resistenti: la notevole quantit di batteri presenti a livello
della lesione e la diminuita efficacia delle difese messe in atto dallospite permettono ai rari
mutanti resistenti di moltiplicarsi
Vaccino
Vaccinazione di Calmette e Gurin (BCG) (M. bovis attenuato)
E comunemente usata nei paesi in cui la tubercolosi endemica e responsabile di morbilit e
mortalit significative.
Recenti studi hanno evidenziato che il grado di protezione conferito variare notevolmente.
E utile nel prevenire le forme pi aggressive evitando la disseminazione.
Non di alcun aiuto nelle persone che sono gi state infettate e che presentano quindi
positivit alla reazione cutanea alla tubercolina
Il soggetto vaccinato che presenta positivit alla tubercolina pone il dubbio se questa sia
imputabile ad una infezione o alla riuscita vaccinazione.
Circa il 6-12% dei vaccinati va incontro ad un interessamento linfonodale di tipo puramente
infiammatorio.
La vera complicazione levoluzione in senso suppurativo, che lOMS stima intorno a 0,14 e
0,34 % nei bambini in et prescolare e fino al 4.3% nei soggetti di et inferiore a due anni.

12) Helicobacter Pylori

Helicobacter pylori
lagente eziologico della gastrite cronica antrale e risulta associato all ulcera gastrica e
duodenale, al carcinoma gastrico e al linfoma gastrico del tessuto associato alla mucosa
(MALT).
Bacillo spiraliforme, mobile di dimensioni: 2.5-5 mn x 0.5-1 mn
Gram negativo
Genoma 1.4-1.7 Mb, G-C 35-37%
Presenza di plasmidi di varia taglia molecolare
Alto grado di diversit tra ceppi
Ossidasi-positivo
Catalasi-positivo
Mucinasi-positivo
Ureasi-positivo

SCARSA ANTIGENICITA
contiene sequenze di zuccheri identici
agli antigeni di Lewis x e Lewis y,
presenti sulla superficie delle cellule
della mucosa gastrica
SCARSA TOSSICITA DEL LIPIDE A
presenza di acidi grassi con un numero peculiare di atomi di C (C16-C18)
prevalenza nella composizione in acidi grassi esterificati di acido octadecanoico e acido
3-idrossiesadecanoico
peculiare pattern di fosforilazione

PROTEINE MAGGIORI
DELLA MEMBRANA ESTERNA
ATTIVIT IMMUNOBIOLOGICA

Flagelli
mobile per la presenza di 4-6 flagelli unipolari
costituiti di flagellinerivestite di un peculiare doppio strato di fosfolipidi utile per la
protezione da uneventuale idrolisi acida
caratterizzato da movimento a
cavaturaccioli che lo rende capace di penetrare la mucosa gastrica
Fattori di aderenza: dotato di glicocalice
strutture necessarie per la colonizzazione dellepitelio gastrico
ADESINE
Bab A Blood group Antigen Binding Adhesion
(adesina legante antigeni di gruppo sanguigno)

strutture in grado di reagire con la porzione glicidica dellantigene di Lewisb presente sulla
superficie cellulare del 55-70% dei soggetti (predisposizione genetica)

LECTINA che interagisce con residui di acido sialico della laminina

Ureasi E una nichel-proteina di 2 subunit che idrolizza lurea


normalmente presente nella cavit gastrica.
H. pylori introduce attivamente urea che scinde producendo NH4+e HCO3- che espulsi,
neutralizzano il pH dellambiente esterno con produzione di NH3e CO2.

Isola di patogenicit cag-Pai


Le proteine codificate dalla cag-PAI di H. pylori vanno a costituire un sistema omologo
impiegato in diversi processi, tra cui la traslocazione di CagA nel citoplasma delle cellule
epiteliali dellospite e linduzione della secrezione di interleuchina-8 (IL-8) da parte delle
cellule dellepitelio gastrico
Codifica sicuramente per:
VacA Tossina vacuolizzante A
CagA Citotossina associata al gene A
BabA Blood group Antigen Binding Adhesion
Sistema Secretore del IV tipo
Prodotti che intervengono nella stimolazione gastrica di IL-8

Definisce un PROFILO DI PATOGENICIT


Helicobacter pylori Tipo 1 Genotipo vacA+ cagA+
Fenotipo VacA+ CagA+

Helicobacter pylori Tipo 2 Genotipo vacA - cagA -


Fenotipo VacA - CagA -

Tossina vacuolizzante
E una citotossina di circa 94 kD codificata dal gene vacA

Viene internalizzata dalle cellule della mucosa gastrica e gioca un ruolo essenziale nella
patologia gastrica associata H. pylori.
Altera il normale traffico delle vescicole del compartimento endosomiale provocando la
formazione di canali, conseguente sbilanciamento osmotico, fusione delle vescicole e
formazione delle caratteristiche vacuolizzazioni
Citotossina associata al gene A
E una proteina di circa 130 kD codificata dal gene cagA

Considerata un marker. Anticorpi anti-Cag A sono presenti nel 100% dei sieri di pazienti
infetti da H. pylori e che manifestano l'ulcera peptica. Stimola la produzione di IL8,
importante fattore chemiotattico ed quindi associata all induzione del processo
infiammatorio.

Sistema secretore del IV tipo


Consente leliminazione allesterno
della VacA e dei prodotti di cag-PAI causando, sulla cellula bersaglio,
formazione di pori senza necessit
di energia e di fattori accessori

Hsps heat shock prtein


proteina di 62 kD associata allattivit ureasica

presenta una omologia del 75% con una HSP60 espressa dalle cellule dellospite

induce produzione di anticorpi che cross-reagiscono con HSP60 umana

Danni
Si insinua nello strato di muco grazie alla motilit e alla produzione di mucinasi

Aderisce, in sede antrale, selettivamente alle cellule muco-secernenti, grazie ad adesine


tessuto e organo-specifiche e determinando alterazioni del citoscheletro della cellula
ospite con la comparsa di strutture complesse dette pedistalli di adesione

Annulla l'acidit grazie alla reazione di idrolisi dellurea

Produce la citotossina VacA con attivit vacuolizzante e citolitica

Produce fosfolipasi A2 e fosfolipasi C che scindono i fosfolipidi della membrana delle


cellule epiteliali gastriche

Processo infiammatorio
Rilascio da parte delle cellule dellepitelio mucoso di IL-1b e TNFa e del fattore
chemiotattico IL-8, in grado di richiamare nel sito di infezione PMN
Induzione della produzione di INF-g, COX-2, e i-NOS tutti fattori citotossici
Produzione di ROS (Reactive Oxygen Species ) da parte dei PMN. Il danno indotto
anche grazie alla contemporanea riduzione del contenuto di acido ascorbico e SOD
(free radical scavengers) rispettivamente nel succo gastrico e nella mucosa gastrica
Rilascio da parte delle cellule dellepitelio mucoso di HBD-2 che aumenta il rilascio di
IL-8, e INF-g
Induzione della risposta citochinica Th1, favorita dallaumentata espressione di INF-g
e dalla trasformazione in APC delle cellule epiteliali gastriche (esprimenti antigeni di
classe II)
In condizioni sfavorevoli alla sopravvivenza il batterio pu trasformare il proprio
aspetto da bacillare a coccoide. Queste forme non sono coltivabili ma sono infettanti
Helicobacter pylori una volta fagocitato sfugge al killing intracellulare producendo
catalasi e ZnCu-SOD che neutralizzano i radicali superossido liberi
NH4+ danneggia la membrana dei macrofagi
VacA determina vacuolizzazione dei macrofagi
interrompe lequilibrio dinamico tra proliferazione dellepitelio gastrico e morte
cellulare per apoptosi

Antro gastrico
E la prima sede di colonizzazione poich presenta minore acidit rispetto al corpo e al
fondo. Sono assenti le cellule parietali che sono la fonte della secrezione cloridrica
Sono presenti le cellule a gastrina: cellule G che promuovono la stimolazione della
secrezione acida da parte delle cellule parietali del corpo-fondo
Sono presenti a somatostatina: cellule D che controbilanciano la secrezione acida
secondo un meccanismo di feed back

L infiammazione pu determinare decremento della densit cellulare delle cellule D e


della secrezione di somatostatina e quindi della secrezione idrogenionica
La produzione di ammonio determina sovrastimolazione acida attraverso un
meccanismo di relativa ipoacidit antrale
La condizione di iperacidit cronica
in grado di infiammare la mucosa del duodeno provocando una duodenite
istologica

Linfiltrato infiammatorio duodenale comporta la distruzione delle cellule duodenali


originarie con la colonizzazione della mucosa da parte di tessuto gastrico

Attraverso modificazioni funzionali a catena, pu svilupparsi cancro gastrico

ATROFIA della mucosa gastrica per progressiva e severa perdita della quota
ghiandolare associata ad un appiattimento della mucosa

METAPLASIA per sostituzione di parte della mucosa gastrica con cellule colonnari
assorbenti metaplastiche e cellule mucipare di tipo intestinale

DISPLASI e NEOPLASIA per alterazioni citologiche neoplastiche


a livello epiteliale

Terapia
la terapia deve tener conto dell'ambiente acido in cui l'Hp vive e, pertanto, gli
antibiotici devono essere associati ad un inibitore di pompa protonica (PPI)
La combinazione di due o pi antibiotici aumenta la percentuale di successo
terapeutico

ATTUALMENTE IL PROTOCOLLO TERAPEUTICO CONSISTE IN UNA TRIPLA


TERAPIA ASSOCIATA, CIO NELLA SOMMINISTRAZIONE DI UN INIBITORE DELLA
POMPA PROTONICA (PPI) E DUE ANTIBIOTICI
In vitro, Helicobacter pylori sensibile a numerosi antibiotici della classe delle penicilline,
macrolidi, alcune cefalosporine.
Alcuni ceppi sono resistenti al metronidazolo.
VACCINI IN FASE DI SPERIMENTAZIONE

Vaccino contenenti batteri interi uccisi

Vaccino basato sulla somministrazione di tre proteine del batterio (VacA, NapA, CagA)

PROSPETTIVE FUTURE

Vaccino a DNA, costituito da sequenze di DNA codificanti per lantigene di interesse legate a
particelle di materiali biodegradabili che vengono inoculate per via transcutanea direttamente
nei tessuti. Le proteine sintetizzate dalle cellule ospiti vengono presentate sulla superficie di
tutte le cellule che le producono e venendo riconosciute come non-self dal sistema immunitario
evocano una specifica risposta anticorpale.