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La mia infanzia non era migliore di altre e sicuramente gli dei erano altrove nel momento dei miei

bisogni,
infatti tutto questo non mi era mai andato a genio, ma Padre Erbert continuava a ripetermi di pregare e
rispettare coloro che ci proteggono dall'alto tutti i giorni. "E' solo grazie alla provvidentia divina se la tua vita
potuta continuare da quel giorno in cui ti trovai grazie alle urla di paura e fame, in un cesto di vimini,
accanto ad un pira ardente di legna, sali e corpi morti derubati dei loro averi terreni" gli piaceva ricordarmi
infatti, ogni volta che poteva, che le sue preghiere avevano avuto risposta con il mio arrivo al tempio e che il
minimo che potessi fare era esere grato per non essere diventato il pasto di qualche animale selvatico.
L'unica cosa che riesco a ricordare bene e che mi fa sempre tornare alla mente le mie disgrazie comincia
proprio con l'odore del fumo e carne bruciata, il rumore delle braci e il calore fastidioso con cui il fuoco ti
stuzzica quando vi siedi affianco per ripararti dal freddo pungente che solo un tempio di pareti di pietra sulle
colline sa dare. Le mie giornate si riempivano di odore di incenso, sermoni e prediche, problemi dei contadini
e zappate nel nostro rigoglioso orto, per non parlare delle noiosissime ore di studio nella nostra piccola
biblioteca a studiare le massime e le imprese di eroi o esseri che, secondo il mio padrino vedevano tutto e
regolavano la nostra vita. Soltanto per il fatto di vivere dovevamo essere grati e ricambiare quel dono con il
nostro duro lavoro e la preghiera. Mano a mano che i mesi e gli anni passavano ero sempre pi curioso del
mondo esterno, spesso sgattaiolavo via per vedere l'alba dalle colline vicine o guardare i carri che passavano
dalle vie battute in lontananza attraverso la vallata. Spesso questo si traduceva con una tirata di orecchie e 3
ore di preghiera per essere perdonato della mia sconsideratezza. " Devi stare attento Augustin ! Ogne tipo di
persone girano per la landa! Coloro che ebbero piet di te siccome eri un infante potrebbero non averne ora
poich sei cresciuto sai legger e far di conto e potresti denunciarli alla autorit di questi feudi!". Mi era stato
dato un nome del mese in cui si pensava fossi nato, anche se nessuno poteva sapere quando effettivamente
cadesse il giorno preciso della mia nascita. In fondo Padre Erbert Copperfist era un nano buono, dalla grande
tempra morale e retto come i paletti per le viti che amava tanto coltivare. Gli piaceva potare e accudire
molto quei verdi viticci, e a chi comprava delle bottiglie dalle nostre vigne soleva ripetere "Ho pregato e
ringraziato per ogni singolo grappolo e chicco di queste viti, ed per questo motivo che il nostro vino
buono, non come il mosto acetato che vendono nei villaggi vicini." Sicuramente aveva pregato, ma dubito
che avesse pregato cos tanto. Un'estate per all'incirca quando compii dodici anni o almeno si cedeva che li
avessi, il mio padrino mi chiese di accompagnarlo in una consegna di vino, la quale doveva essere lasciata in
un feudo fiancheggiante il nostro, dato che le bottiglie erano molte e lui invecchiava proprio come i suoi
viticci doveva prendere in prestito le mie giovani forze. Accolsi subito molto volentieri la chiamata anche
perch era un'ottima occasione di vedere cosa c'era oltre i nostri poderi. L'aria era tiepida in quei giorni e
ogni cosa mi sembrava nuova e entusiasmante, persino i muli che puzzavano di sterco e le loro pulci mi
ispiravano una svolta alla monotonia del tempio. Dopo 3 giorni di viaggio raggiungemmo la villa di questo
borghese, la quale si stagliava ampia e luminosa, costeggiata da un giardino e diversi ettari di zone coltivate.
Lord Gobbyfar e consorte si erano offerti di ospitarci per i 7 giorni successivi al nostro arrivo e di poterli
consigliare sullo stato delle loro coltivazioni oltre che insegnare la dottrina al loro figlio, anche se quello che
probabilmente li concerneva di pi era sincerarsi di acquistare le migliori bottiglie di quel buon vino che
padre Erbert produceva con tanta lena. L nei susseguenti 6 giorni feci amicizia con Aster, il loro unico
figlioletto e somma gioia. Scoprimmo di avere molto in comune tra la noia durante le lezioni, alla voglia di
esplorare quelle terre che tanto ci intrigavano e alla solitudine di non avere fratelli fino alle speranze di poter
rimanere amici e poterci vedere ancora. Al giorno della nostra partenza mi rattristai molto visto che dovevo
lasciare quella piccola oasi di evasione dal quotidiano che si era esaurita troppo in fretta, ma ancora non
sapevo che la sera precedente in una disubbidienza a suo padre Aster aveva espresso un desiderio tornando
in sala da pranzo e chiedendo con una voce sottomessa che io potessi rimanere. Ovviamente questa
richiesta non gli fu concessa perch io avevo la mia vita non nobile da condurre e non potevo essere un
giocattolino che avrebbe potuto buttare nel caso si fosse stancato. Quello che invece entrambi ottenemmo
super lungamente le nostre aspettative pi rosee, infatti io avrei potuto fare loro visita tutte le estati in
cambio di una dozzina di bottiglie del nostro buon vino e del lavoro nei loro campi che sarebbe valso anche
qualche soldo per me ed il tempio. Da quel giorno passavo con impazienza il susseguirsi di giorni, settimane,
stagioni nell'attesa di poter vedere di nuovo quell'unico amico al di fuori del tempio che mi riempiva di
speranza e felicit. "Il dolore e la lontananza pur essendo crudeli ti fanno apprezzare e godere di pi il
momento del ricongiungimento" questo era solito ripetere padre Erbert durante l'ora delle mie preghiere
serali e solo gli dei sapevano quanto avesse ragione. Alla fine abbandonai la mia avversione alla dottrina e
alla pace dell'animo per abbracciare la fatica e l'umilt dell'uomo che non possiede altro che la sua anima da
proteggere. Le stagioni si susseguivano e cos anche gli anni, dopodich la responsabilit della dottrina e del
galateo era ricaduta su di me verso Aster e questo la rendeva pi facile da apprendere per lui visto che la mia
figura era molto pi incline a trattarlo amichevolmente che con autorit severa. Tutto quello che non
concerneva l'imparare la dottrina, i modi di stare a tavola corretti o l'approcciarsi con una donna lo
passavamo a giocare, organizzare battute di caccia all'interno dei suoi territori ,a ridere e scherzare come
buoni amici e mentre io mi ambientavo alla grande villa i suoi genitori si ambientavano alla mia presenza
sempre e sempre di pi chiudendo un occhio una volta ogni tanto sul fatto che io non concludessi
completamente tutte le faccende assegnatemi. In fondo erano felici in quanto la serenit del loro unico figlio
valeva pi di una cassa di monete d'oro. Sembrava che questo meraviglioso equilibrio non potesse mai
arrivare a un punto di rottura, ma si sa che al destino piace scherzare e solo gli dei sanno quanto malsano sia
il suo senso dell'umorismo. Scarlett era una ragazza dai lineamenti delicati e voluttuosi come solo un fiore in
primavera e un frutto in estate sanno coinvolgere i sensi. lei era una ragazza in visita figlia di un facoltoso
commerciante che contrattava con il padre di Aster per conto del proprio. Dopo i primi tempi dove
nascondevano le nostre vere intenzioni a riguardo di una cos bella creatura finimmo per litigare e abbuffarci
per essa, quello fu il momento in cui segnammo la nostra amicizia come finita e ad un punto di non ritorno. I
pensieri di vendetta e di lussuria si mescolavano in una bevanda veramente amara da bere e l dove una
volta c'era rispetto e fiducia ora albergavano risentimento e violenza. Tutto questo sembrava porre fine a
quella idilliaca pace che il mio animo aveva potuto assaporare in tutti questi anni eppure gli dei spesso sono
misericordiosi e ci lasciano dei segni difficili da interpretare. Imparai a mie spese quando per infatuazione e
lussuria segui Scarlett tutto il giorno per poi scoprire che essa era gi impegnata e la sua corrispondenza le
chiedeva di sedurre il padre del mio amico per poi impadronirsi della tenuta fingendo di essere stata scelta
come lascito nel testamento dopo aver ucciso tutti gli abitanti gli occupanti della villa. All'inizio le mie
preoccupazioni furono scambiate per sussulti di gelosia ed invidia ma poi trovai il modo di mascherarla
attraverso anche uno sconto diretto con il suo promesso nel quale persi i sensi e rischiai quasi la vita.
Successivamente mi svegliai al tempio con la febbre e una ferita che mi lasci una cicatrice che ancora oggi
mi ricorda che un sorriso e delle belle parole possono nascondere molto di pi che un brutto carattere.
Padre Herbert mi disse che si potevano si possono ottenere molte cose in vita ma l'unica cosa che permane
anche dopo la morte l'onore della persona che siamo stati da vivi. Da quel giorno non rividi pi Aster n il
mio padrino dato che la sera in cui tornai al tempio egli mor nel suo letto con il sorriso sulle labbra. Mi
dissero che il suo spirito era in pace perch sul suo letto di morte vide nel mio animo tutta la purezza degli
insegnamenti che aveva potuto lasciarmi durante tutta la sua vita. Successivamente i fratelli del tempio
disposero di me come dettato dal testamento di padre Herbert, quindi spedito sui monti dove il mio corpo e
la mia mente sarebbero stati addestrati e temperati per diventare una delle mani dei nostri dei. Con un
nuovo nome ed una speranza nel cuore mi accingevo ad adempiere a quella mansione che tanto recriminavo
di negligenza agli altissimi che era essere presente per i pi bisognosi e dimostrare perseveranza nella grazia
della loro luce per la breve vita che mi era concessa su questa terra disseminata di tante ingiustizie e
sopprusi. Per profondo rispetto e gratitudine acquisii il cognome del mio padrino nano defunto cos da
quel giorno mi feci chiamare Augustin Copperfist un nome che sarebbe diventato presto sinonimo simbolo
di speranza per coloro che lo avrebbero pronunciato . quello che poteva sembrare come una baita di
montagna si rivel essere la mia nuova casa per diversi anni dove poter imparare a vivere di quel poco che
avevamo io e il mio mentore che solo dopo la fine del viaggio potevi riconoscere come padre Gebedia il
quale all'interno del tempio non si era mai contraddistinto per nessun motivo particolare."Padre Herbert ha
saputo fare un ottimo lavoro nel insegnarti la bont la perseveranza e la piet verso il prossimo, ma quello
che imparerai da oggi in avanti non avr nulla a che fare con quello che hai imparato finora infatti quello che
apprenderai sar direttamente l'opposto, dovrai imparare a diffidare del prossimo di quello che potrebbero
voler dire con le loro articolate parole imparerai che il cuore delle persone spesso governato da qualcosa di
pi infido che il libero arbitrio, che si chiama lussuria, potere, denaro o semplicemente volont malevola.
dovrai capire, riconoscere e difenderti da queste fiere e sapere come combatterle, imparerai a brandire uno
scudo per la tua anima e una spada per il tuo corpo, questo io padre Gebedia mi impegno a fare fino a
quando non riterr che tu sarai pronto e potrai essere insignito del titolo di paladino del tuo Dio. Ho ucciso
pi volte nel nome delle mie convinzioni ritenute giuste che nel nome della legge rappresentata dall'uomo.
Solo gli Dei sanno se mi pento delle mie azioni o se le ritengo riprovevoli ma impara ora il primo
insegnamento del tuo fardello " Quello che deve essere fatto per giustizia spesso non la cosa giusta da
fare" incredulo e confuso domandai cosa quella frase volesse significare e quello che il mio nuovo
insegnante mi rispose fu "Per me significa questo: giustiziare una persona per dei crimini commessi alimenta
la vendetta di coloro che lo amavano, e con la sua morte non ha potuto comprendere gli errori che ha
commesso" "per quanto grave sia la colpa di colui che giudichi dimostrare il senso di giustizia pi
complicato di attraversare bendato un deserto". nei miei giorni di addestramento il mio braccio ed il mio
polso dolevano per poi acquisire velocit e precisione. Spesso alla fine degli addestramenti marziali dovevo
procurare legna acqua dalle risorse vicine portando pesanti sacchi e vestiti questo per potermi abituare al
peso di quella che sarebbe diventata la mia seconda pelle, ovvero un armatura. ma non era tutto facile
dimostrato come poteva essere un esercizio di affondo, molto spesso disquisivamo sull'etica sulla ragione e
sulle motivazioni delle gesta pi normali dal rilasciare un ladro che aveva rubato pane per i suoi figli e pagare
il denaro per esso, alla decisione rapida e inflessibile di giustiziare un uomo che avesse ripetuto e perorato
crimini sulla via del male. Quello che mi veniva descritto non era un compito facile assomigliava per lo pi ad
un'utopia, ma il fatto che altre persone come me si dedicavano la vita portava speranza e rettitudine nei
cuori delle persone indeciso il nostro esempio era indirizzato a poter dimostrare che la via pi facile spesso
non quella da intraprendere. "Ricorda che l'errore pi comune che possa accadere che tu ti sostituisca
ad un giudice o ad un boia, la tua mansione quella di permettere a coloro che proteggi di potersi rendere
conto della differenza tra giusto e sbagliato e non di agire al loro posto. Capirai con l'esperienza che non
tutti i problemi si possono risolvere con la spada, ma esistono problemi che senza una spada non possono
essere risolti. Fai tesoro delle motivazioni che ti spingono nella tua vita e persevera nella convinzione di
essere un uomo retto e sapendo di poter fare la differenza in pi di un'occasione." non sei un martire e la
tua morte non deve significare la fine dei tuoi giorni perch come gli insegnamenti di padre Herbert
continuano a vivere in te, quello che tu insegnerai al prossimo sopravviver al tempo e alla pietra. Le gesta si
scrivono sulla carta ma le leggende devono essere tramandate e raccontate dai ricordi". Alla fine del mio
apprendistato fui marchiato sul retro del collo con il tatuaggio a fuoco di una spada che trafigge il sole la cui
elsa forma una bilancia. Questo dimostrava che ero diventato ufficialmente un paladino e che la mia anima
insieme ai miei sforzi sarebbero stati devoti a perorare il bene altrui. La forza L'onore e la giustizia avrebbero
dovuto guidare la mia mano ed il filo della mia spada senza una di queste tre cose le altre due non possono
avere una via retta.

Personalit :

Augustin si dimostra un guerriero capace di poter consolare e consultare un suo pari se necessario, non
frettoloso nel estrarre la sua arma, ma nel caso lo ritenesse necessario affonderebbe senza ripensamenti la
sua arma sugli ingiusti. La vera sfida di un paladino secondo lui coniugare La bont dell'animo nella
condotta di vita con la determinazione del combattimento negli scontri. Spesso un paladino deve
rappresentare due facce della stessa medaglia, quella che potrebbe essere scambiata per mancanza di spina
dorsale potrebbe risultare essere quiete di vivere e tuttavia La furia dei colpi non deve essere mai travisata
in rabbia cieca. secondo lui la differenza tra un conquistatore un leader la seguente: un conquistatore
combatte per ci che si trova innanzi alla sua spada, mentre un leader combatte per quello che si trova al di
dietro della propria.

Frasi che Augustin Copperfist potrebbe dire:

"Fai s che il mio scudo sia il tuo e nessuno ti colpir alle spalle"

"Proteggi chi ti onora e onora chi ti protegge"

"Ogni nemico risparmiato oggi, se conosce l'onore, sar un alleato di domani"

"Vivere ogni giorno ha un costo, ma essere ricordati dopo la morte non ha prezzo"

"Combatti rispettando il tuo avversario e non sarai mai considerato il perdente"

T a l e n t o d a u m a n o : S t u z z i c a r e
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