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NEWSLETTER N 115

AGOSTO 2017

DIRITTO DEL LAVORO SOMMARIO

1 Diritto del Lavoro

4 Le Nostre Sentenze

7 Assicurazioni, Locazioni,
Responsabilit Civile

10 Osservatorio sulla
Cassazione
Privacy e rapporto di lavoro. Le linee guida
dei Garanti Europei 12 Il Punto Su

Damiana Lesce, Valeria De Lucia e Paola Lonigro 15 Rassegna Stampa

Maggio 2018 sempre pi vicino e, da settembre, le aziende e le 16 Contatti


pubbliche amministrazioni, se non gi fatto, dovranno lavorare
alacremente per mettersi in regola con il Regolamento sulla
Privacy.

Ci congediamo, quindi, prima delle ferie estive, segnalando


un documento dei Garanti europei della privacy riuniti nel
Gruppo Articolo 29 (WP29) che, tenendo conto sia della
normativa vigente sia delle novit introdotte dal Regolamento
UE 2016/679, definisce un quadro dei principi fondamentali per
il corretto trattamento dei dati in ambito professionale (Opinion
on data processing at work 2/17- 8 June 2017 - Article 29 Data
Protection Working Party).

DIRITTO AL RISPETTO DELLA VITA PRIVATA,


DELLA LIBERT E DIGNIT DEL LAVORATORE. Principio
fondamentale quello per cui ogni lavoratore, indipendentemente
dal tipo di contratto a lui applicato, ha diritto al rispetto della

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vita privata, della sua libert e dignit; rispetto della privacy dei lavoratori, i Garanti
ogni lavoratore deve essere adeguatamente invitano i datori di lavoro a offrire, ad esempio,
informato sulle modalit di trattamento dei connessioni WIFI dedicate e a definire spazi
dati personali in maniera chiara, semplice ed riservati, su computer e smartphone, su cloud
esaustiva, soprattutto qualora siano previste e posta elettronica, dove possono essere
forme di controllo del lavoratore, che comunque conservati documenti o inviate comunicazioni
dovranno essere rispettose anche delle norme personali, non accessibili al datore di lavoro se
nazionali. non in casi assolutamente eccezionali.

PROPORZIONE TRA CONTROLLO IL CONSENSO DEI LAVORATORI


E FINALIT. Ogni trattamento deve essere NON SUFFICIENTE PER LEGITTIMARE
proporzionato alla finalit perseguita e deve IL TRATTAMENTO. Il consenso al
essere limitato quanto pi possibile luso dei trattamento, per essere considerato valido, deve
dati personali. essere libero. Partendo da tale assunto, i Garanti
In applicazione del predetto principio, con hanno evidenziato che, stante la disparit di
riguardo agli strumenti di geolocalizzazione, potere tra le due parti del contratto di lavoro
ad esempio, i Garanti europei segnalano che (datore di lavoro e dipendente) per le aziende
possono essere utilizzati per finalit strettamente ed enti pubblici non sar sufficiente acquisire
aziendali e al lavoratore deve essere lasciata il consenso dei dipendenti per il trattamento
la possibilit di disattivare, se necessario, il dei loro dati. I Garanti suggeriscono, quindi, di
localizzatore (come i gps). valutare, quale base legale del trattamento, il
ricorso a disposizioni normative o contrattuali
CONTROLLI DELLA POSTA oppure di far valere il proprio legittimo
ELETTRONICA E INTERNET. E legittimo interesse (esempio: diritto alla sicurezza), in
introdurre strumenti e tecnologie per ridurre i un rapporto comunque di bilanciamento con
rischi di attacchi informatici e la diffusione di i diritti e le libert dei lavoratori alla luce dei
informazioni riservate, ma non si pu spiare principi di necessit e proporzionalit.
la posta dei dipendenti o la loro navigazione
internet. Anche in questo caso devono essere Oltre che libero, il consenso dovr, naturalmente,
privilegiate misure preventive, assolutamente essere informato.
trasparenti, che segnalino ad esempio ai Ancora una volta, quindi, sono e saranno
dipendenti la violazione che potrebbero stare importanti le policy aziendali.
per commettere.

SOCIAL NETWORK. Leventuale


consultazione o il monitoraggio dei social
network devono essere limitati ai soli profili
professionali, escludendo la vita privata di
dipendenti o candidati allassunzione.

OFFERTA DI SPAZI PRIVATI SU


COMPUTER AZIENDALI E SERVIZI
CLOUD. Per favorire il corretto utilizzo
degli strumenti e delle policy aziendali nel

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Sotto questo profilo, tenuto conto che
laccordo sottoscritto tra il datore di lavoro ed
il dipendente specificamente finalizzato ad
individuare le condotte connesse allesecuzione
della prestazione svolta allesterno, sembra
evidente che esso possa solo integrare (e
non derogare) quanto stabilito dal contratto
collettivo.

Brevi considerazioni sul potere E ragionevole ritenere, inoltre, che le


disciplinare nel lavoro agile condotte disciplinarmente rilevanti individuate
nellaccordo, nel caso di svolgimento di
A cura di Antonio Cazzella identiche mansioni, debbano essere uniformi
per tutti i dipendenti.
Con la recente legge 22 maggio 2017, n. 81, Peraltro, nonostante la norma in esame faccia
sono state introdotte importanti novit, tra cui riferimento allaccordo tra datore e dipendente,
il lavoro agile, che come ormai noto lindividuazione di tali condotte potrebbe
consente lo svolgimento dellattivit lavorativa formare oggetto di contrattazione collettiva,
anche al di fuori dai locali aziendali. anche a livello aziendale.
Una delle peculiarit del lavoro agile costituita In particolare, lart. 21 stabilisce che laccordo
dal fatto che vari aspetti inerenti la gestione del individua le condotte che danno luogo
rapporto di lavoro sono demandati, per espressa allapplicazione di sanzioni disciplinari, e quindi
previsione legislativa, allaccordo delle parti sembra esclusa la possibilit di prevedere anche
(datore e dipendente), che deve essere stipulato la sanzione applicabile.
per iscritto ai fini della regolarit amministrativa In ogni caso, la scelta della sanzione dovrebbe,
e della prova. comunque, avvenire nellambito di quelle
gi indicate dal contratto collettivo, in quanto
In particolare, lart. 21, secondo comma, della allautonomia delle parti non sembra consentita
citata legge prevede che laccordo individua lindividuazione di una sanzione disciplinare
le condotte, connesse allesecuzione della differente da quelle ivi previste (ad esempio, la
prestazione lavorativa allesterno dei locali sospensione dal lavoro e dalla retribuzione per
aziendali, che danno luogo allapplicazione di un numero di giorni superiore al limite massimo
sanzioni disciplinari. stabilito dal contratto collettivo).

La scelta di rimettere allaccordo delle parti Sotto un ulteriore profilo, si osserva che
lindividuazione delle condotte disciplinarmente lindividuazione delle condotte disciplinarmente
rilevanti costituisce unindubbia novit rilevanti mediante accordo scritto consente di
nellambito della gestione del rapporto di superare le problematiche connesse alla mancata
lavoro, che comporta, tra laltro, la necessit affissione del codice disciplinare, considerato
di approfondire alcune tematiche, come, ad che tale omissione incide sulla legittimit delle
esempio, il coordinamento tra tale accordo sanzioni applicate al dipendente (per costante
ed il contratto collettivo, che di norma - gi giurisprudenza, infatti, la mancata affissione del
stabilisce un decalogo di tali condotte e delle codice disciplinare irrilevante solo nel caso di
sanzioni applicabili. comportamenti che integrino una giusta causa

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di licenziamento e, segnatamente, nel caso di (Tribunale di Treviso, 13 aprile 2017, ord.)
condotte poste in violazione di norme penali o di
comportamenti contrastanti con il c.d. minimo Causa seguita da Marina Olgiati e Francesco
Torniamenti
etico: cfr., da ultimo, Cass. 24 febbraio 2017,
n. 4826).
Lintenzionalit della condotta del lavoratore
Occorre poi considerare quali siano le
licenziato per giusta causa pu presumersi dalla
conseguenze nel caso in cui laccordo stipulato
documentazione prodotta in giudizio dal datore
tra il datore ed il dipendente non individui le
di lavoro; in tale ipotesi, sar il lavoratore a
condotte disciplinarmente rilevanti.
dovere provare di avere effettivamente agito
senza dolo.
A tal riguardo, evidente che tale omissione non
pu certamente escludere leventuale illiceit
Il principio si ricava da una recente decisione del
dei comportamenti attuati nellespletamento
Tribunale di Treviso, che ha giudicato un caso in
della prestazione lavorativa al di fuori dai locali
cui una dipendente che svolgeva mansioni di
aziendali (dovendo il dipendente usare, ai sensi
venditore esterno ed era munita di auto aziendale
dellart. 2104 cod. civ., la diligenza richiesta
- aveva impugnato il suo licenziamento,
dalla natura della prestazione dovuta) e,
intimato dopo che le era stato contestato di avere
conseguente, il diritto del datore di esercitare
chiesto e conseguito un indebito rimborso spese
il potere disciplinare, che trova fondamento
per carburante. La lavoratrice, infatti, aveva
nellart. 2106 cod. civ..
domandato e ottenuto tale rimborso, nonostante
In tal caso, dunque, si dovr far riferimento,
non ne avesse diritto, in quanto aveva gi saldato
occorrendo mediante applicazione analogica,
il carburante, utilizzando una carta prepagata
a quanto gi stabilito dal contratto collettivo in
fornita dallazienda.
materia disciplinare.
La dipendente aveva sostenuto di avere chiesto
la restituzione delle spese per errore. A suo
Le nostre sentenze dire, la carta prepagata le era stata consegnata
solo pochi mesi prima, senza avere avuto
dallazienda adeguate spiegazioni in merito
alle modalit di compilazione della nota spese
nel caso di utilizzo della detta carta. Pertanto,
nellesposizione dei rimborsi, effettuata
mediante lutilizzo di un apposito applicativo
informatico aziendale, era incorsa in una
svista allorquando aveva cliccato lopzione
carburante (da selezionare per il caso in cui
il costo del carburante fosse effettivamente da
rimborsare), anzich il tasto carta prepagata
LA SENTENZA DEL MESE (da scegliere, invece, per segnalare allazienda
che il costo era gi stato corrisposto con la carta
1 Licenziamento per giusta aziendale). Il carattere puramente colposo della
causa: dolo del lavoratore e violazione evidenziava, quindi, linsussistenza
prova presuntiva della giusta causa e, in ogni caso, la sproporzione

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della sanzione del licenziamento.
La societ datrice ha prodotto in giudizio
sia le richieste di rimborso degli ultimi mesi
presentate dalla lavoratrice da cui si evinceva
che questultima aveva, in pi occasioni, chiesto
il rimborso per le spese gi sostenute con la
carta carburante aziendale sia gli screenshot
delle schermate della procedura informatica
aziendale utilizzata per la compilazione delle
note di rimborso spese, da cui emergeva in modo 2 Iscrizione alla gestione
chiaro che, laddove venivano inseriti gli importi
relativi alle spese di carburante, compariva commercianti: lorientamento
sempre la scritta da rimborsare. consolidato della suprema corte

Il Giudice, sulla scorta di tali evidenze (Corte di Cassazione, ordinanza 5 aprile 2017)
documentali, ha ritenuto non verosimile la tesi
Causa seguita da Barbara Fumai
dellerrore addotta dalla lavoratrice: infatti,
la scritta da rimborsare di evidente
e semplice significato ed essa , anche Pu dirsi ormai consolidato lorientamento
intuitivamente, incompatibile con una spesa della Suprema Corte di Cassazione in base
invece effettuata con provvista gi fornita dal al quale non basta la mera qualifica di socio
datore di lavoro, come quelle effettuate con accomandatario ai fini delliscrizione alla
carte prepagate. In altri termini, la dipendente Gestione Commercianti.
non poteva non avvedersi di stare chiedendo
ingiustificatamente il rimborso di una spesa in Due sono i principi che la Corte di legittimit ha
realt gi pagata dallazienda, mediante la carta avuto modo di affermare a pi riprese nel corso
prepagata. Ancora, la teoria dellerrore non era dellultimo anno, a partire febbraio 2016, con
credibile, anche considerato che le domande di la sentenza n. 3835, seguita dalla sentenza n.
rimborso erano state molteplici: la reiterazione 17643.
della richiesta di rimborso e le modalit di
funzionamento della procedura informatica Da un lato, il Supremo Collegio ritiene che per
prevista per i rimborsi spese rendevano perci liscrizione sia necessaria la partecipazione
plausibile la tesi della volontariet del fatto. personale al lavoro aziendale, con carattere
di abitualit e prevalenza, la cui ricorrenza
Il Tribunale ha, comunque, consentito alla deve essere provata dallistituto, prova che, nel
lavoratrice la prova del preteso errore, caso in esame, secondo i giudici di merito non
attraverso lassunzione di testimoni, che, stata fornita, essendo emerso che la societ in
peraltro, hanno smentito la sua tesi difensiva. accomandita semplice di cui la P. era socia non
Conseguentemente, ha confermato la legittimit svolgeva alcuna attivit diretta allacquisto e
del licenziamento, perch il fatto commesso, in alla gestione di beni immobili e non svolgeva
quanto intenzionale, costituisce appropriazione neanche attivit limita alla riscossione del
di denaro dellazienda, attuata con mezzi canone di locazione dellimmobile di cui era
artificiosi. proprietaria. Dallaltro lato, afferma la Corte
che la societ di persone che svolga una attivit

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destinata alla locazione di immobili di sua
propriet e si limiti a percepire i relativi canoni
di locazione non svolge unattivit commerciale
ai fini previdenziali, a meno che detta attivit
non si inserisca in una pi ampia prestazione
di servizi quale lattivit di intermediazione
immobiliare.

Tali principi hanno trovato ulteriore conferma


nella recente ordinanza del 5 aprile 2017, con
la quale proprio in ragione della posizione 3 Il tempo di spostamento non
assunta dalla Suprema Corte - stato dichiarato costituisce orario di lavoro: non
inammissibile il ricorso per cassazione proposto deve essere retribuito
dallINPS.
(Corte d'appello di Brescia, Sentenza 6 marzo
La vicenda trae origine dalla c.d. Operazione
2017)
Poseidone che prevedeva lincrocio dei dati tra
soggetti titolari di partita IVA e la dichiarazione Causa seguita da Tommaso Targa, Francesco
relativa alla attivit prevalente indicate nei Chiarelli e Giuseppe Sacco
Modelli UniciSP. Nello specifico, la fattispecie
ha riguardato liscrizione dufficio alla Gestione Laddove il lavoratore, per esigenze di servizio,
Commercianti INPS del socio accomandatario debba recarsi dalla propria abitazione ad una
di una s.a.s., sul presupposto che la societ sede dell'azienda, diversa da quella abituale, il
svolgesse attivit commerciale e che la stessa tempo di spostamento non costituisce orario di
costituisse la prevalente occupazione del socio. lavoro (cos come non lo quando il dipendente
E stato, quindi, proposto ricorso in prevenzione si reca presso la propria usuale sede di lavoro).
per ottenere laccertamento dellinsussistenza Infatti, trattandosi di tempo durante il quale il
dei presupposti per liscrizione alla Gestione dipendente non "a disposizione" del datore di
Esercenti Attivit Commerciali; nonostante una lavoro, esso non rientra nell'orario di lavoro e
sentenza in tal senso in primo grado, confermata non deve essere retribuito.
in appello, INPS ha proposto limpugnazione. Qualora, in base ad un uso aziendale di miglior
favore, l'azienda riconosca al dipendente, con
La Corte di Cassazione, verificato che la Corte di riferimento al tempo di spostamento verso una
merito tramite accertamento in fatto immune sede non usuale, un indennizzo aggiuntivo
da vizi si fosse espressa in modo conforme ai alla retribuzione, ci non significa che tale
principi di recente espressi dalla giurisprudenza indennizzo costituisca retribuzione, e men che
di legittimit, ha dichiarato inammissibile meno che esso debba essere quantificato in
il ricorso proposto dallEnte previdenziale misura non inferiore alla retribuzione prevista
ai sensi dellart. 360bis c.p.c., il quale contrattualmente e/o tenendo conto di eventuali
appunto consente tale declaratoria qualora spese vive sostenute.
il provvedimento impugnato sia conforme Sempre nell'ipotesi di cui sopra (ossia quando il
alla giurisprudenza della Corte e lesame dei lavoratore, in una particolare giornata, anzich
motivi non offra elementi sufficienti a mutare prestare regolarmente servizio presso la propria
lorientamento di legittimit. sede di assegnazione debba recarsi in trasferta

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presso una sede diversa) al medesimo dovuta alla restituzione dei premi versati ovvero, in
la retribuzione per le ore effettivamente prestate subordine, lannullamento dei contratti.
in servizio. Non gli spetta invece la retribuzione,
n alcuna forma di indennizzo, laddove in tale Il Tribunale, allesito del giudizio, in
giornata il numero di ore lavorate sia inferiore accoglimento alle difese della compagnia,
a quelle mediamente svolte quando presta la respingeva le domande attoree. In particolare,
propria attivit lavorativa nella normale sede di il Giudice riteneva che lagente non si era
assegnazione. appropriato delle somme ricevute dagli attori
ma le aveva investite in regolari polizze
assicurative. Nemmeno risultava provata
lallegazione per cui i capitali versati sarebbero
ASSICURAZIONI, LOCAZIONI, stati versati in una pluralit di polizze anzich
in una sola.
RESPONSABILIT CIVILE
Il Tribunale respingeva poi la domanda di
annullamento ritenendola rinunciata dagli attori
che, infatti, non lavevano riproposta nel foglio
di precisazione delle conclusioni. Sul punto, il
Tribunale affermava sussistere una presunzione
di abbandono e/o rinuncia della domanda
attorea formulata nellatto introduttivo ma non
riproposta nel foglio di PC. Tale presunzione
non era ritenuta, dal Giudice, superata dal
fatto che gli attori, nella memoria di replica
alla conclusionale, avessero insistito sulla
fondatezza della domanda di annullamento.
La domanda non riproposta
nelle conclusioni si intende Tale orientamento rigoroso del Tribunale pare
rinunciata porsi in controtendenza con quanto affermato
anche di recente dalla Cassazione per
(Trib. Catania, 28 luglio 2017, n. 2138) cui la mancata riproposizione, in sede di
precisazione delle conclusioni, di una domanda
Causa seguita da Bonaventura Minutolo e
in precedenza formulata, non autorizza alcuna
Francesco Torniamenti
presunzione di rinuncia tacita in capo a colui
che ebbe originariamente a proporla, essendo
Due assicurati citavano in giudizio la compagnia
necessario che, dalla valutazione complessiva
di assicurazione lamentando lillecita condotta
della condotta processuale della parte possa
dellagente che avrebbe investito i capitali
desumersi inequivocabilmente il venir meno del
ricevuti dagli stessi per stipulare una pluralit
relativo interesse (cfr. Cass. n. 25725/2014).
di polizze (sui cui la sottoscrizione sarebbe stata
falsificata) anzich ununica polizza come nella
loro intenzione. Gli attori, pertanto, chiedevano
la condanna della compagnia, a titolo di
responsabilit oggettiva ex art. ex art. 2049 c.c.,

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da persona diversa dal contraente, questi non
SELEZIONE DELLE MASSIME A CURA DI
va incontro ad alcuna responsabilit civile nei
BONAVENTURA MINUTOLO E TERESA COFANO
confronti del terzo danneggiato: e non essendo
responsabile, non pu nemmeno assumere la
qualit di 'assicurato' ai sensi dellart. 1904
c.c., n pertanto trovarsi esposto alleventuale
regresso dellassicuratore.

Corte di Cassazione - ordinanza 20 luglio 2017,


n.17963

A cura di Bonaventura Minutolo e Teresa


Cofano

Sottoscrizione del contratto di


assicurazione

Nellassicurazione della responsabilit civile,


linteresse protetto dal contratto quello a non Responsabilit della struttura
patire un depauperamento del proprio patrimonio
sanitaria
in conseguenza di domande risarcitorie proposte
da terzi.
Ove sia dedotta una responsabilit contrattuale
della struttura sanitaria per l'inesatto
Nel caso di responsabilit derivante dalla
adempimento della prestazione sanitaria,
circolazione dei veicoli, pertanto, la qualit di
onere del danneggiato provare il nesso di
'assicurato' pu essere rivestita soltanto dalle
causalit fra l'aggravamento della situazione
persone la cui responsabilit civile potrebbe
patologica (o insorgenza di nuove patologia per
sorgere per effetto della circolazione del mezzo:
effetto dell'intervento) e l'azione o l'omissione
e quindi il conducente, il proprietario o le altre
dei sanitari, mentre onere della parte
persone indicate dallart. 2054 c.c., comma 3.
debitrice provare che una causa imprevedibile
Per contro, colui il quale si limiti a sottoscrivere
ed inevitabile ha reso impossibile l'esatta
il contratto di assicurazione della responsabilit
esecuzione della prestazione.
civile derivante dalla circolazione di un dato
veicolo ed a pagare il relativo premio, ma
Corte di Cassazione, sentenza 26 luglio 2017,
non sia proprietario del mezzo, avr stipulato
n. 18329
unassicurazione per conto altrui se non prevede
di condurre giammai il mezzo assicurato ed
unassicurazione per conto di chi spetta se
preveda di guidarlo alternandosi con altri
conducenti. Nelluno come nellaltro caso, se
al momento del sinistro il veicolo era condotto

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determinarsi sulle pretese dell'assicurato.

Ci comporta che l'assicurato non debba


subire pregiudizio dall'attesa di tale esito, a
condizione tuttavia che dimostri (anche a mezzo
di missive indirizzate al tecnico incaricato
dall'assicuratore) la persistenza del proprio
interesse a far valere la pretesa, di modo che
possa ritenersi che il mancato compimento di
atti interruttivi nei confronti dell'assicuratore
Assicurazione contro i danni sia dipeso proprio dall'esigenza di attendere
prescrizione l'esito degli accertamenti demandati al perito;
ricorrendo tale condizione, sarebbe contrario
Premesso che il conferimento al perito ai pi elementari criteri di ragionevolezza
dell'incarico di compiere accertamenti sul ritenere che la prescrizione continui a decorrere
danno non comporta, da parte dell'assicuratore, durante il tempo impiegato dall'assicuratore
il riconoscimento del diritto dell'assicurato, per determinarsi (anche tramite accertamenti
atteso che l'attivit del tecnico volta non di natura tecnica) in merito alla pretesa
soltanto a quantificare il danno, ma anche ad dell'assicurato che, per parte sua, sia rimasto in
accertarne la riconducibilit nell'ambito della vigile attesa di tali determinazioni.
copertura assicurativa, deve escludersi che tale
conferimento determini, di per s, l'automatica Corte di Cassazione, sentenza 26 luglio 2017,
interruzione della prescrizione fino al momento n. 18376
del completamento dell'incarico, secondo il
meccanismo riconosciuto operante nel caso in
cui le parti abbiano previsto lo svolgimento di
una perizia contrattuale.

Tuttavia, la pendenza di un accertamento di


natura tecnica disposto dall'assicuratore, di cui
l'assicurato sia informato, e il concomitante
ripetuto interessamento dell'assicurato a
conoscere gli esiti di tale accertamento, non
possano risultare privi di significato, se si
considera che il fatto stesso della pendenza
dell'incarico determina - secondo criteri di
ragionevolezza, correttezza ed economia -
l'opportunit che le parti ne attendano l'esito
prima di adottare ulteriori iniziative, risultando
all'evidenza superflue o intempestive attivit
sollecitatorie o iniziative giudiziarie nei
confronti dell'assicuratore fino all'esito degli
accertamenti di natura tecnica che lo stesso
assicuratore ha ritenuto necessari al fine di

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questultimo la possibilit di ottenere, nel
OSSERVATORIO SULLA corso del giudizio ordinario di impugnazione
CASSAZIONE del licenziamento, lordine di esibizione della
documentazione stessa.

Il datore di lavoro tenuto ad offrire in


consultazione al dipendente i documenti
aziendali solo in quanto necessari a permettere
unadeguata difesa: il che comporta, da parte
del lavoratore che lamenti la violazione di tale
obbligo, lonere di specificare i documenti la cui
messa a disposizione sarebbe stata necessaria.
Nel caso di specie, peraltro, la contestazione
disciplinare descriveva in modo analitico le
A cura di Stefano Beretta e Antonio Cazzella
condotte imputate al dipendente e conteneva un
prospetto degli ammanchi rilevati, che non era
stato neppure contestato.
Esibizione documentale
nellambito del procedimento
disciplinare

Con sentenza n. 15966 del 27 giugno 2017 la


Suprema Corte ha esaminato una fattispecie
di licenziamento disciplinare intimato ad un
dipendente con mansioni di piazzista, al quale
era stato addebitato di essersi appropriato di
merce mediante falsa indicazione dei resi,
a seguito di una rilevazione dal palmare in
dotazione al dipendente, nel quale egli inseriva
i dati relativi ai resi giornalieri. Il lavoratore Rilevazione presenze e violazione
ha impugnato la decisione della corte di dellart. 4 stat. Lav.
merito, che aveva confermato la legittimit del
licenziamento, rilevando, tra laltro, di aver Con sentenza n. 17531 del 14 luglio 2017
subito un procedimento disciplinare al buio la Corte di Cassazione ha esaminato una
senza possibilit di difendersi, nonostante le fattispecie relativa al licenziamento di un
reiterate e formali richieste avanzate al datore dipendente, comminato allesito di informazioni
di lavoro per fargli visionare la documentazione acquisite mediante il sistema di rilevazione
afferente laddebito. La Suprema Corte ha delle presenze, confermando la sentenza di
rigettato il motivo di gravame, ricordando che merito che aveva ritenuto illegittimo il predetto
lart. 7 della legge n. 300/1970 non prevede, sistema per violazione dellart. 4 Stat. Lav. e,
nellambito del procedimento disciplinare, quindi, linutilizzabilit dei dati raccolti, posti
lobbligo per il datore di mettere a disposizione a fondamento del recesso. In particolare, stato
del lavoratore la documentazione aziendale accertato che la tecnologia utilizzata (ovvero, un
relativa ai fatti contestati, restando salva per chip RFID contenuto nel badge del dipendente

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Newsletter
ed un lettore del predetto badge collegato per n tantomeno i soggetti nei cui confronti
mezzo di una rete IAN allufficio del personale sarebbero state effettuate tali domande.
sito in Roma) consentiva la trasmissione on
line, alla centrale operativa di Roma, di tutti Per tali ragioni, il motivo di ricorso formulato
i dati acquisiti tramite la lettura magnetica dal dipendente, pur svolgendo in generale,
del badge del singolo lavoratore, riguardanti come rilevato dalla Suprema Corte, apprezzabili
non solo lorario di ingresso e di uscita, ma censure in punto di diritto, non stato accolto,
anche le sospensioni, i permessi, le pause, cos ma stata, comunque, rilevata lerroneit della
realizzando, in concreto, un controllo costante statuizione della corte di merito, secondo cui
a distanza circa losservanza, da parte dei la violazione della privacy del dipendente, da
dipendenti, dellobbligo di rispetto dellorario parte dellagenzia investigativa, avrebbe potuto
di lavoro. eventualmente determinare solo il diritto al
risarcimento del danno.

Controlli mediante agenzia


investigativa e diritto alla privacy

Con sentenza n. 17723 del 18 luglio 2017 la


Suprema Corte ha confermato la legittimit dei
controlli difensivi svolti mediante il supporto di
unagenzia investigativa. Nel caso di specie, il
dipendente aveva eccepito la violazione dellart.
4 Stat. Lav. e degli artt. 11, 24 e 26 della legge
sulla privacy, ritenendo eccessivamente invasivi
i controlli effettuati e, quindi, linutilizzabilit
dei dati raccolti ai fini della contestazione
disciplinare.

La Suprema Corte ha rilevato che il controllo


dellagenzia investigativa, protrattosi per 20
giorni, non eccedeva i principi di adeguatezza
e di proporzionalit; inoltre, non era stato
dimostrato che lagenzia avesse effettuato
domande sulla vita privata del dipendente,

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Newsletter
era stato amministratore e liquidatore di una
precedente societ, dichiarata fallita nel 1992 e
IL PUNTO SU poi cancellata dal registri nel 2005.

In altre parole, lattore lamentava che pur


essendo decorsi oltre quindici anni dal
fallimento e due anni dalla cancellazione,
la Camera di Commercio aveva omesso di
rimuovere i dati riguardanti la sua pregressa
posizione di amministratore e liquidatore di
una precedente azienda fallita. Questo avrebbe
consentito a societ specializzate nella raccolta
ed elaborazione di informazioni di mercato,
di reperire ed utilizzare detta informativa,
A cura di Vittorio Provera
pregiudicando le trattative in corso per la vendita
degli immobili, con lesione dellimmagine
personale e commerciale dellinteressato.
Il punto su: Non esiste diritto
alloblio per i dati personali Per tali ragioni veniva avviata la causa avanti
presenti nel Registro delle Imprese il Tribunale di Lecce contro la Camera di
Commercio coinvolta, con richiesta, tra laltro,
Lutilizzo sempre pi diffuso delle banche dati, di risarcimento danni determinati dalla mancata
con relativa elaborazione e comunicazione anonimizzazione dei dati che lo collegavano
a terzi di informative reperite da agenzie di al citato fallimento.
servizi, a fronte della consultazione dei Registri
delle Imprese, pone in primo piano il tema di La tesi dellattore veniva accolta dal Tribunale,
garantire, da una parte, linteresse ed il diritto motivando che - decorso un tempo congruo
di terzi a conoscere atti e fatti importanti della e cancellata ormai la societ dal Registro
vita delle societ di capitali iscritte nei predetti delle Imprese - non vi fosse necessit di
Registri e, dallaltro, la tutela dei dati personali, mantenere nel predetto Registro i dati personali
soprattutto con riferimento alle circostanze dellinteressato, trattandosi di informazioni di
risalenti nel tempo, di attualit. dubbia utilit, stante il periodo trascorso.

Il caso in esame prende spunto da unazione Avverso la decisione del Tribunale stato
civile promossa dallamministratore di una proposto ricorso avanti la Suprema Corte di
Societ, che aveva vinto un appalto per la Cassazione, investita quindi del quesito inerente
costruzione di un complesso turistico in lesistenza o meno di un obbligo di cancellare
Italia. Realizzate le unit immobiliari, le o rendere anonimi, a richiesta di parte, i dati
stesse rimanevano invendute ed in proposito personali conservati per obbligo legislativo
lamministratore lamentava che ci sarebbe dalla Camera di Commercio nel Registro delle
stato determinato dal fatto che, presso il Registro Imprese, allorch sia decorso un lasso di tempo
delle Imprese della Camera di Commercio ritenuto congruo.
competente, risultava ancora annotata nel 2007
(anno dei fatti) la circostanza che lo stesso I Giudici di Legittimit, dopo una disamina della

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Newsletter
questione, hanno rimesso la vertenza avanti alla impossibile identificare un termine univoco,
Corte di Giustizia Europea, sotto due questioni decorso il quale non sarebbe pi necessaria la
principali: a) la verifica della compatibilit permanenza di determinate informative nel
con la normativa europea in materia di privacy Registro e la relativa pubblicit delle stesse.
dellimpianto di pubblicit obbligatoria e
di ordine pubblico previsto dalla normativa Sulla base di queste considerazioni gli Stati
italiana, attuato con il sistema del membri non sono obbligati a garantire alle
persone fisiche (i cui dati sono scritti nel Registro
Registro delle Imprese; laddove tale sistema delle Imprese) un diritto ad ottenere, trascorso
prevede che chiunque, senza limiti di tempo, un certo lasso di tempo, la cancellazione dei dati
possa conoscere i dati relativi alle persone personali che li riguardano.
fisiche ivi risultanti; b) lapplicazione della
prima direttiva 68/151/CEE del 9 marzo 1968 In altre parole, rispetto al diritto dei singoli
(e successive modificazioni) ed in particolare alla cosiddetta privacy, deve prevalere la tutela
la verifica se detta direttiva lasci la possibilit dellinteresse dei terzi alla trasparenza e al buon
per una limitazione temporale/soggettiva della funzionamento del mercato interno, cosicch le
disponibilit dei dati, in modo che i medesimi persone fisiche che ricoprono incarichi presso
non siano oggetto di pubblicit illimitata, ma societ di capitali - in quanto agiscono per
semmai disponibili solo per un tempo limitato il loro tramite - debbono essere consapevoli
o nei confronti di portatori di specifici interessi. dellobbligo di rendere pubbliche determinate
informative.
La Corte di Giustizia dellUnione Europea,
con sentenza del 9 marzo 2017 Causa 398/15, Non riconosciuto, in sostanza, il diritto
ha dato innanzitutto rilevanza al principio che alloblio, la Corte non esclude che in situazioni
la pubblicit dei dati delle societ e dei loro particolari, trascorso un periodo di tempo
amministratori, imposta dalla normativa e sufficientemente lungo dopo lo scioglimento
realizzata attraverso il Registro delle Imprese, della societ, laccesso ai dati personali
ha la funzione di garantire la certezza dai diritti contenuti nel Registro delle Imprese possa
nelle relazioni tra societ di capitali e terzi, essere circoscritto a chi dimostri avere un
nonch di tutelare i diritti di questi ultimi, posto interesse specifico alla loro consultazione.
che la societ di capitali offrono come unica Tuttavia, per ottenere un simile risultato,
garanzia il proprio patrimonio sociale. In tale occorre una specifica disciplina normativa, che
contesto, peraltro, la Corte sottolinea che, anche introduca nellordinamento giuridico una tale
dopo molti anni dalla cessazione dellattivit di limitazione.
una societ, possono sorgere questioni per le
quali necessario disporre dei dati delle persone Nel caso sottoposto alla Corte, la stessa
fisiche, contenute nel Registro delle Imprese. non ha ritenuto che la doglianza formulata
dallamministratore - relativa ad un pregiudizio
Quanto sopra considerando sia la molteplicit nella vendita di immobili imputabile alla
di diritti e rapporti giuridici di una societ, circostanza che i potenziali acquirenti avessero
che coinvolgono una moltitudine di soggetti avuto accesso ai dati dello stesso amministratore
anche residenti in diversi Stati membri; sia la presenti nel Registro delle Imprese - fosse
diversit nei termini di prescrizione previsti sufficiente a giustificare la cancellazione di tali
dai molteplici ordinamenti nazionali; cosicch dati o linibizione dellaccesso ai medesimi.

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In conclusione, lindicazione che si ricava dalla ai dati personali dellinteressato, in presenza
sentenza di riconoscimento, in via normale, di particolari situazioni che ogni Stato pu
della prevalenza della tutela degli interessi dei valutare.
terzi alla trasparenza; tuttavia non si esclude la Da ci si desume che la tematica deve
possibilit (attraverso specifici atti normativi) di considerarsi tuttaltro che chiusa, con spazio per
regolamentare in modo pi restrittivo laccesso possibili evoluzioni normative.

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Diritto24 Il Sole 24 Ore: 28/07/2017
Privacy e rapporto di lavoro. Le linee guida dei Garanti europei
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