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Guida per

linsegnante

Traduzione italiana - settembre 2006

Repubblica e Cantone Ticino


Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport
Divisione della scuola / Centro didattico cantonale

Eduard-Job-Stiftung
fr Thermo- und Stoffdynamik
D - Ahrensburg
Titolo originale dell'opera:

F. Herrmann
Der Karlsruher Physikkurs
Guida per linsegnante

Edizione italiana: settembre 2006

Redazione: Karen Haas, Prof. Friedrich Herrmann, Dr. Matthias Laukenmann,


Dr. Lorenzo Mingirulli, Dr. Petra Morawietz, Dr. Peter Schmlzle

Traduzione: Paolo Pianezzi

Disegni : F. Herrmann

www.physikdidaktik.uni-karlsruhe.de
www.scuoladecs.ti.ch
PREFAZIONE

Tra i matematici c' la buona abitudine di occuparsi Proponiamo qui il corso di Karlsruhe per il primo li-
della struttura concettuale della propria materia e, di vello secondario. Si sviluppato in otto anni di col-
tanto in tanto, di mettervi mano. Non cos tra i fisici: laudo al ginnasio statale di Wrth am Rhein.
i fisici universitari hanno sempre avuto una pi spic-
cata tendenza a lavorare alle frontiere della propria Sono grato a molti collaboratori e sostenitori.
area, l dove c' del "nuovo" da trovare, come nella In primo luogo al mio docente Prof. Falk. A lui risale
fisica delle particelle elementari, l'astrofisica o la fi- la base teorica di tutti i nostri corsi e senza di lui nes-
sica dei sistemi complessi. Cos facendo hanno per suno dei nostri corsi sarebbe nato.
tralasciato di far ordine in casa propria. I nuovi risul-
tati vengono inseriti, spesso alla bell'e meglio, nel- Per molte delle idee contenute nel presente libro
l'edificio dei vecchi concetti per volgersi rapida- devo ringraziare un'altra persona: il sig. Dr. G. Job
mente alla ricerca di qualcoa di ancora pi nuovo. dell'Universit di Amburgo. Molta termologia e la
fisica chimica si basano sul suo lavoro.
Tutto ci si riflette anche nell'insegnamento. Con-
frontiamo un testo di fisica appena scritto, cio "mo- Un grazie particolare va ai miei dottorandi sig. Dr.
derno", con uno di inizio secolo. Le somiglianze so- Schmlzle, sig. Dr. Mingirulli e sig.ra Dr. Mora-
no molte, - troppe, se pensiamo che la maggior parte wietz, che hanno fatto la maggior parte del lavoro di
di tutti i fisici della storia sono vissuti in questo seco- dettaglio e con i quali ho condotto il collaudo a
lo o sono tuttora in vita. Nei nostri nuovi libri, spes- Wrth.
so incontriamo le scoperte della fisica del nostro se- Sono molto grato anche alle colleghe e ai colleghi
colo come fossero un appendice. I libri contengono che prendono parte al collaudo su larga scala, tuttora
il vecchio e il nuovo e non, come sarebbe auspi- in corso, nel Baden-Wrttemberg e in Renania-Pa-
cabile, una sintesi di vecchio e nuovo. Questo uno latinato. Non traggono nessun beneficio personale
dei motivi che rende difficile all'insegnamento della dal loro lavoro. Hanno partecipato e sacrificato
fisica padroneggiare la materia. molto del loro tempo per puro piacere. Le loro idee
All'istituto di didattica per la fisica dell'Universit critiche e costruttive affluiscono in permanenza nel-
di Karlsruhe stato intrapreso un tentativo di rior- le edizioni aggiornate.
dinare i contenuti della fisica. Il risultato del nostro Una premessa indispensabile per la riuscita del pro-
lavoro sicuramente una soluzione del problema. getto il sostegno da parte amministrativa.
Non vogliamo per affermare che sia l'unica solu-
zione. Voglio qui ringraziare il preside del ginnasio di
Wrth, sig. OStD Rler, per non essersi limitato a
I fondamenti di questo riordinamento sono stati po- sopportare il nostro lavoro nel suo ginnasio, ma per
sti dal Prof. G. Falk. All'istituto furono sviluppati averlo sostenuto attivamente.
numerosi corsi per l'universit, il livello di orien-
tamento1, il primo livello secondario e il secondo Ringrazio il ministero della cultura e dell'istruzione
livello secondario2. Molte colleghe e molti colle- pubblica della Renania-Palatinato e il governo re-
ghi sono stati coinvolti nell'elaborazione e diffusio- gionale dell'Assia-Palatinato per aver approvato la
ne di questi corsi, cos che appare appropriato parla- nostra sperimentazione.
re di una "scuola di Falk". L'esperimento in corso nel Baden-Wrttemberg de-
ve la sua nascita al sig. RSD G. Offermann, quello in
1 NdT: biennio che segue la scuola elementare. Renania-Palatinato al sig. StR M. Strauch. Ringra-
2 NdT: corrispondono al periodo fine scuola media e scuo- zio di cuore entrambi.
le superiori.

Karlsruhe, agosto 1989 F. Herrmann


PREFAZIONE ALLA 2a EDIZIONE

Nel frattempo, un esperimento di insegnamento con Malgrado tutte le premesse, i due presenti tomi sono
pi di 1000 scolari nel Baden-Wrttemberg e circa diventati troppo voluminosi. Avremmo preferito
500 scolari nella Renania-Palatinato, si concluso. abbreviare decisamente alcuni capitoli. Tenendo
Voglio ringraziare tutte le colleghe e i colleghi che conto dei piani di studio, una presentazione ridotta
vi hanno partecipato. Ringrazio in particolare il sig. non sarebbe per stata possibile. Avremmo accor-
StR N. Krank dell'ufficio scuole superiori di Stoc- ciato volentieri i capitoli su momento meccanico e
carda e il sig. OStD Dr. M. Kobelt dell'ufficio scuole baricentro, di idrostatica e soprattutto di ottica.
superiori di Karlsruhe, che hanno partecipato atti-
vamente all'esperimento nel Baden-Wrttemberg e Ho avuto la possibilit di insegnare una versione ri-
a molte sedute con gli insegnanti coinvolti nel col- dotta della fisica in alcune classi del primo livello
laudo. secondario. Il corso di Karlsruhe si dimostrato par-
ticolarmente adatto allo scopo. Sono state tenute 8
Molte proposte scaturite dalla seconda fase di col- ore lezione di meccanica e 8 ore di termologia. In
laudo sono state inserite nella seconda edizione. Nel entrambe le aree stato possibile raggiungere degli
frattempo, nel Baden-Wrttemberg si costituito obiettivi didattici fondamentali e ricchi di possibili-
un nuovo gruppo che applica il corso di Karlsruhe t applicative.
nell'insegnamento.
Al momento in lavorazione un terzo volume. Con-
A parte le esperienze delle fasi di collaudo concluse, terr i capitoli di fisica chimica, onde, atomi, fisi-
questa seconda edizione contiene alcuni capitoli ul- ca atomica e nucleare, fisica dei corpi solidi, elet-
timati solo negli ultimi anni. Ne fanno parte: la tronica e astrofisica. Da due anni in corso il re-
quantit di moto come vettore, momento meccanico lativo collaudo condotto dal mio dottorando, sig. M.
e baricentro, quantit di moto angolare e correnti di Laukenmann e da me, allo Europa-Gymnasium di
quantit di moto angolare, pressione e trazione. I- Wrth.
noltre, sono finalmente ultimati anche i capitoli del
volume per docenti relativi ai primi due volumi del
corso. Karslruhe, aprile 1993 F. Herrmann

PREFAZIONE ALLA 3a EDIZIONE

Finalmente la terza parte, la "fisica moderna", ulti- Ai volumi 1 e 2 sono state apportate alcune correzio-
mata. Il sig. Dr. Laukenmann e la sig.ra Haas hanno ni.
partecipato allo sviluppo e al collaudo. Li ringrazio
entrambi per la loro collaborazione.
Karlsruhe, settembre 1995 F. Herrmann
Indice

A. Parte generale
1. Introduzione ........................................................................................................................9

2. Fondamenti fisici ..............................................................................................................10

2.1 Grandezze estensive .........................................................................................................10


2.2 Forme di energia e portatori di energia ............................................................................12
2.3 Strutture nella fisica ..........................................................................................................13
2.4 I concetti di corrente, spinta e resistenza ..........................................................................14
2.5 Relazioni e grandezze pi importanti ...............................................................................15
2.6 Scala delle grandezze pi importanti ................................................................................16

3. Bibliografia .......................................................................................................................17

B. Osservazioni
1. Energia e portatori di energia ...........................................................................................19
2. Correnti di liquidi e gas ....................................................................................................20
3. Quantit di moto e correnti di quantit di moto ...............................................................21
4. Il campo gravitazionale ....................................................................................................27
5. Quantit di moto e energia ...............................................................................................28
6. La quantit di moto come vettore .....................................................................................29
7. Momento meccanico e baricentro ....................................................................................31
8. Quantit di moto angolare e correnti di quantit di moto angolare ..................................32
9. Compressione e trazione ...................................................................................................32
10. Entropia e correnti di entropia ..........................................................................................33
11. Entropia e energia .............................................................................................................35
12. Transizioni di fase ............................................................................................................36
13. I gas ..................................................................................................................................37
14. La luce ..............................................................................................................................37
15. Dati e portatori di dati .......................................................................................................38
16. Elettricit e correnti elettriche ..........................................................................................41
18. Il campo magnetico ..........................................................................................................43
19. Elettrostatica .....................................................................................................................45
20. La tecnica dei dati .............................................................................................................46
21. La luce ..............................................................................................................................46
22. La formazione di immagini ..............................................................................................48
23. I colori ..............................................................................................................................48
24. Trasformazioni di sostanze e potenziale chimico .............................................................49
25. Quantit di sostanza ed energia ........................................................................................51
26. Bilancio termico delle reazioni .........................................................................................51
6

27. Fisica relativistica .............................................................................................................52


28. Onde .................................................................................................................................53
29. Fotoni ................................................................................................................................54
30. Atomi ................................................................................................................................56
31. I solidi ...............................................................................................................................59
32. Nuclei atomici ..................................................................................................................61

C. Esperimenti
1. Energia e portatori di energia ...........................................................................................67
2. Correnti di liquidi e gas ....................................................................................................67
3. Quantit di moto e correnti di quantit di moto ...............................................................68
4. Il campo gravitazionale ....................................................................................................71
5. Quantit di moto e energia ...............................................................................................72
6. La quantit di moto come vettore .....................................................................................73
7. Momento meccanico e baricentro ....................................................................................74
8. Quantit di moto angolare e correnti di quantit di moto angolare ..................................75
9. Compressione e trazione ...................................................................................................75
10. Entropia e correnti di entropia ..........................................................................................76
11. Entropia e energia .............................................................................................................77
12. Transizioni di fase ............................................................................................................79
13. I gas ..................................................................................................................................79
14. La luce ..............................................................................................................................80
16. Elettricit e correnti elettriche ..........................................................................................81
17. Elettricit ed energia .........................................................................................................82
18. Il campo magnetico ..........................................................................................................83
19. Elettrostatica .....................................................................................................................85
20. La tecnica dei dati .............................................................................................................86
21. La luce ..............................................................................................................................86
22. La formazione di immagini ..............................................................................................87
23. I colori ..............................................................................................................................88
24. Trasformazioni di sostanze e potenziale chimico .............................................................89
25. Quantit di sostanza ed energia ........................................................................................91
26. Bilancio termico delle reazioni .........................................................................................91
28. Onde .................................................................................................................................92
29. Fotoni ................................................................................................................................93
30. Atomi ................................................................................................................................94
31. I solidi ...............................................................................................................................95
32. Nuclei atomici ..................................................................................................................96

D. Soluzioni degli esercizi


1. Energia e portatori di energia ...........................................................................................97
2. Correnti di liquidi e gas ....................................................................................................98
3. Quantit di moto e correnti di quantit di moto ...............................................................98
4. Il campo gravitazionale ..................................................................................................101
5. Quantit di moto e energia .............................................................................................102
6. La quantit di moto come vettore ...................................................................................103
7

7. Momento meccanico e baricentro ..................................................................................104


8. Quantit di moto angolare e correnti di quantit di moto angolare ................................106
9. Compressione e trazione .................................................................................................107
10. Entropia e correnti di entropia ........................................................................................109
11. Entropia e energia ...........................................................................................................110
12. Transizioni di fase ..........................................................................................................112
13. I gas ................................................................................................................................113
14. La luce ............................................................................................................................114
15. Dati e portatori di dati .....................................................................................................114
16. Elettricit e correnti elettriche ........................................................................................115
17. Elettricit ed energia .......................................................................................................117
18. Il campo magnetico ........................................................................................................118
19. Elettrostatica ...................................................................................................................120
20. La tecnica dei dati ...........................................................................................................120
21. La luce ............................................................................................................................121
22. La formazione di immagini ............................................................................................123
23. I colori ............................................................................................................................124
24. Trasformazioni di sostanze e potenziale chimico ...........................................................125
25. Quantit di sostanza ed energia ......................................................................................127
26. Bilancio termico delle reazioni .......................................................................................127
27. Fisica relativistica ...........................................................................................................128
28. Onde ...............................................................................................................................129
29. Fotoni ..............................................................................................................................130
30. Atomi ..............................................................................................................................130
31. I solidi .............................................................................................................................131
32. Nuclei atomici ................................................................................................................131
A. Parte generale

1. Introduzione Un altro esempio del fatto che una maggiore consi-


derazione degli sviluppi recenti porta a una sempli-
Lo scopo per lo sviluppo di questo corso era una mo- ficazione dell'insegnamento, riguarda il concetto di
dernizzazione e una razionalizzazione dell'insegna- campo. Ai tempi di Faraday e Maxwell, quando la
mento della fisica. Per raggiungere questo scopo le fisica conosceva ancora l'etere, il campo era un
varie aree della fisica sono state rappresentate da un concetto facile da capire: era un particolare stato
punto di vista unitario. Da un lato questo procedi- dell'etere. Dopo l'eliminazione dell'etere il campo
mento presenta dei vantaggi nell'economia dell'in- divenne un concetto astratto e di difficile compren-
segnamento. Nelle principali aree della fisica ap- sione ed ancora cos che viene insegnato al giorno
paiono le stesse regole e le stesse strutture: nella d'oggi. In realt la moderna teoria dei campi quasi
meccanica, nell'elettrologia e nella termologia, ma sul punto di farsi dei campi un'idea ancora pi chiara
in misura minore anche nell'ottica, nell'acustica e di quella dei tempi di Maxwell: i campi sono struttu-
nell'elettronica. Di conseguenza queste relazioni re, sistemi fisici, che rivendicano un grado di realt
dalla validit generale devono essere imparate una equivalente a quello di altri sistemi, anche materiali.
volta sola. D'altro canto, gi il fatto di percepire che La fisica moderna quindi vicina all' avere dei cam-
queste strutture esistono, un obiettivo didattico ap- pi una rappresentazione concettuale molto con-
pagante per un insegnamento che abbia l'ambizione creta.
di trasmettere cultura generale.
Come terzo esempio del fatto che la fisica moderna
Un ruolo particolarmente importante in questo la- conduce a una rappresentazione semplificata della
voro di uniformazione quello ricoperto da una fisica classica, si noti che esiste tutta una serie di
classe particolare di grandezze fisiche: le grandezze concetti difficili, la cui esistenza era a quel tempo in
estensive. una certa misura giustificabile, che nel frattempo
Una razionalizzazione e semplificazione dell'in- sono diventati superflui. Tra questi il concetto di
segnamento si ottiene anche prestando maggiore forme di energia e in particolare quelli di calore e
attenzione agli sviluppi della fisica moderna. Il XX lavoro.
secolo non ha solamente arricchito la fisica con teo- Un'altra caratteristica del presente metodo d'inse-
rie nuove e sempre pi complesse, ci ha anche mo- gnamento quella di creare dei punti di collegamen-
strato che gli ambiti classici della fisica, cio la fisi- to con altre materie. Un esempio lampante dato
ca non relativistica e non quantomeccanica, sono dalla termodinamica, dove la coppia di grandezze
pi semplici di quello che sembrava. Facciamo al- quantit di sostanza/potenziale chimico introdotta
cuni esempi per spiegarlo meglio. in connessione con l'altra coppia entropia/tempera-
In generale, oggigiorno la meccanica si insegna so- tura. Si riesce cos a mostrare che le reazioni chimi-
stanzialmente nella forma che le diede Newton, cio che possono essere trattate con gli stessi mezzi con-
come una teoria di azione a distanza. Si dice, per cettuali dei processi meccanici, elettrici e termici.
esempio, che un corpo A esercita una forza su un Negli ultimi anni l'insegnamento della fisica si
corpo B senza menzionare il ruolo del mezzo che si arricchito di tutta una serie di nuovi termini, legati
trova tra A e B (ad esempio una molla o un campo) soprattutto ai rapidi sviluppi nelle tecniche di in-
nella trasmissione di questa forza. Anche nell'elet- formazione e comunicazione. Nel farlo si spesso
tromagnetismo parliamo ancora come se le intera- misconosciuto che questi argomenti riguardano
zioni elettriche e magnetiche fossero delle intera- molto di pi che una nuova classe di apparecchi elet-
zioni a distanza. Invece, almeno da Maxwell in poi, tronici. La fisica del trasporto e dell'elaborazione
si dell'opinione che le forze siano meglio descritte dei dati merita un approccio da un punto di vista pi
come fenomeni locali, o di interazione a contatto. vasto di quello strettamente tecnico. Il suo inseri-
Questa concezione non semplifica solo la teoria, mento in modo naturale nel qui presente corso,
anche concettualmente pi facile. reso possibile dall'introduzione di una grandezza
che nell'insegnamento tradizionale non appare: la
misura di Shannon per la quantit di dati.
10

2. Fondamenti fisici e l'energia sono grandezze conservate. L'equazione


2.1 Grandezze estensive di bilancio per la carica elettrica ha la seguente
forma
Esiste una classe di grandezze fisiche delle quali
particolarmente facile farsi una rappresentazione dQ/dt = I
concettuale. Le chiamiamo grandezze estensive dove I l'intensit di corrente elettrica. Analoga-
(Falk,1977, Falk 1979, Schmid 1984). Ne fanno mente, per l'energia vale
parte la massa, l'energia, la carica elettrica, la
quantit di sostanza, la quantit di moto, la quantit dE/dt = P
di moto angolare, l'entropia e altre ancora. Ognuna dove P l'intensit di corrente d'energia o potenza.
di queste grandezze pu essere immaginata come
una specie di sostanza, o un fluido. Con "immagina- Quindi una grandezza estensiva non deve per forza
ta" si intende che, dal punto di vista fisico, corretto essere conservata. L'idea di grandezza estensiva
parlarne come si parla di una sostanza. Si pu usare pi vasta dell'idea di grandezza conservata. co-
lo stesso vocabolario che si usa nel linguaggio munque importante rendersi conto che solo per le
comune per esprimere il bilancio delle sostanze. grandezze estensive ha senso porre la questione
della conservazione. Solo di una grandezza estensi-
Una caratteristica che permette di dire se una gran- va possiamo dire che conservata o che non lo . Per
dezza X estensiva, il suo comparire in un'equa- grandezze di altro tipo, come l'intensit del campo
zione di bilancio: elettrico o la temperatura, l'idea di conservazione
dX/dt = IX + X non ha senso.
Questa equazione fa un'asserzione relativa a una Una grandezza estensiva non deve neanche essere
particolare regione dello spazio. In Fig. 2.1 dX/dt necessariamente scalare. Quantit di moto e quanti-
descrive la variazione nel tempo del valore di X t di moto angolare sono esempi di grandezze esten-
all'interno della regione considerata. Anche X si sive vettoriali. Possiamo pensare a una grandezza
riferisce all'interno della regione. Questo termine estensiva vettoriale come a tre grandezze estensive
indica quanto della grandezza X viene prodotto scalari, una per ogni componente del vettore e ognu-
rispettivamente annientato, per unit di tempo. IX na con la relativa equazione di bilancio.
per contro, una grandezza il cui valore si riferisce L'esigenza per ogni grandezza estensiva di soddi-
alla superficie della regione dello spazio. sfare un'equazione di bilancio, implica alcune sem-
Possiamo dare un'interpretazione pi chiara dell'e- plici propriet di queste grandezze:
quazione di bilancio, interpretando IX come l'in- - Il valore di una grandezza estensiva riferito a
tensit di una corrente attraverso la superficie della una regione dello spazio.
regione in questione (Herrmann 1986). Le
variazioni del valore di X hanno quindi due cause: - A ogni grandezza estensiva associata un'altra
da un lato la produzione rispettivamente annienta- grandezza che possiamo interpretare come inten-
mento di X all'interno dell'area e dall'altro una sit di corrente.
corrente attraverso la superficie. - Le grandezze estensive sono additive : se in un
Per alcuna grandezze estensive, il termine X sistema A il valore della grandezza X XA e nel
sempre nullo. Queste grandezze possono variare il sistema B XB, nel sistema composto da A e B la
loro valore all'interno di una regione dello spazio grandezza X avr valore XA + XB, Fig.2.2.
solo se una corrente fluisce attraverso la superficie. - Le intensit di corrente sono additive: se in una
Sono dette grandezze conservate. La carica elettrica regione fluiscono due correnti dalle intensit ri-
spettive IX1 e IX2, allora nella regione fluir in
totale una corrente di intensit IX1 + IX2.
IX Queste quattro propriet descrivono quelle caratte-
ristiche delle grandezze estensive che ne rendono
cos facile l'uso. Sono la giustificazione del fatto che
le grandezze estensive possono essere immaginate
come una sostanza. La decisione di pensare a una
dX/dt, X grandezza X come a una sostanza viene peraltro
presa implicitamente, appena il termine IX nell'e-
quazione di bilancio viene denominato intensit di
corrente.
Il fatto di poter parlare di determinate grandezze co-
Fig. 2.1 Il valore della grandezza X all'interno del volume
me si parla di sostanze come l'acqua o l'aria, assume
delimitato pu cambiare grazie a correnti di afflusso rispetti-
un particolare valore nell'insegnamento.
vamente deflusso o con produzione rispettivamente annien- Quando si conosce una nuova grandezza fisica, so-
tamento litamente ci si deve adattare al suo contesto verba-
le: verbi, aggettivi e preposizioni specifiche.
11

sistema parziale A condensatore

X=XA motore
X=XA+XB
X=XB

sistema parziale B sistema totale

Fig. 2.2. Sull'additivit delle grandezze estensive. Fig. 2.3. Attraverso la corda e la piastra destra del condensa-
tore, fluisce energia nel campo del condensatore
Ad esempio nella formulazione di frasi che conten- scritto anche tenendo conto delle caratteristiche di
gono le grandezze forza, lavoro e tensione, lo spazio sostanza dell'energia: "nel condensatore fluisce e-
di manovra abbastanza ridotto. Una forza agisce nergia attraverso la corda e la piastra destra."
o viene esercitata su un corpo, il lavoro viene com-
piuto, una tensione c' o applicata. Lo stesso discorso vale anche per la quantit di moto
(la quantitas motus) come mostra l'esempio raffigu-
Per contro, trattando le grandezze estensive ci si pu rato in Fig. 2.4: "attraverso la corda, sul vagone
servire di tutti i modi di dire comunemente usati nel viene esercitata una forza; in questo modo la quanti-
riferirsi a sostanze. Cos si potr dire: "un corpo t di moto del vagone cambia." Riconoscendo le
contiene una certa quantit di moto", ma anche "il propriet di grandezza estensiva della quantit di
corpo ha quantit di moto" oppure "c' una certa moto, lo stesso processo pu essere descritto cos:
quantit di moto nel corpo". Si possono pure utiliz- "attraverso la corda, della quantit di moto fluisce
zare gli aggettivi molto e poco: un sistema pu a- nel carrello."
vere molta o poca energia (ma non molta o poca
temperatura). Si pu anche dire che un sistema non Questi esempi mostrano come la possibilit di
ha carica o non ha quantit di moto per dire che il crearsi un'immagine semplice di certe grandezze
valore della carica rispettivamente della quantit di non venga sfruttata. In questo senso l'insegnamento
moto uguale a zero. (Per contro non si dovrebbe tradizionale ha anche un altro difetto. Ci sono aree
dire che un sistema non ha potenziale o non ha tem- della fisica dove le grandezze estensive non vengo-
peratura). Anche il fluire di una corrente di una no nemmeno introdotte: l'ottica e l'acustica o, per
grandezza estensiva si pu descrivere con termini dirla in termini moderni, le aree della fisica relative
del linguaggio comune. Si potr quindi dire che una alla tecnica dei dati. La grandezza estensiva adatta
corrente fluisce o scorre da A verso B, ma anche alla formulazione di equazioni di bilancio in queste
che va da A a B oppure che parte da A e arriva in discipline la misura di Shannon per la quantit di
B. dati. Nell'insegnamento dell'ottica e dell'acustica
questa grandezza non ha ancora trovato molto
Ogni studente ha dimestichezza con questo linguag- spazio, anche perch i cambiamenti di fondo, in
gio prima ancora di affrontare per la prima volta un discipline con una cos lunga tradizione, sono molto
corso di fisica. Mettere in evidenza le caratteristiche difficili.
di sostanza di queste grandezze dunque di grande
aiuto anche nell'insegnamento.
Nell'insegnamento tradizionale questi vantaggi non
sono sempre sfruttati. Solo la massa e la carica elet-
trica vengono presentate in modo da venire percepi-
te come grandezze estensive. Al contrario energia e
quantit di moto vengono solitamente derivate da
altre grandezze cos che le loro propriet di grandez-
za estensiva non appaiono pi come evidenti.
Che l'energia di solito non sia immaginata come una
sostanza, appare chiaramente dalle seguenti frasi
che si usano per descrivere la situazione rappresen-
tata in Fig.2.3: "Alla piastra destra del condensatore
viene fornito lavoro. Cos facendo aumenta l'ener-
gia potenziale della piastra destra nel campo della
piastra sinistra". Lo stesso processo pu essere de- Fig. 2.4. Attraverso la corda fluisce quantit di moto nel car-
rello.
12

2.2 Forme di energia e portatori di energia aggiungere alcune osservazioni sulle basi fisiche
della suddivisione dell'energia in forme.
Il nome della grandezza fisica energia spesso cor-
redato di aggettivi. Si parla di energia cinetica, po- Nella suddivisione dell'energia in forme si devono
tenziale, elettrica, chimica, libera, nucleare, termica distinguere due procedimenti: l'uno permette di as-
e radiante. Questa suddivisione in varie forme di sociare una forma all'energia immagazzinata, cio
energia non si fonda su un vero principio ma la contenuta in un sistema; l'altro classifica variazioni
conseguenza di diversi punti di vista. Alcuni degli e flussi di energia. Il primo procedimento conduce a
attributi definiscono il sistema o l'oggetto che con- classi come l'energia cinetica, l'energia potenziale,
tiene l'energia. Cos l'energia radiante non altro l'energia interna, l'energia elastica (di una molla)
che l'energia (totale) della radiazione raccolta da un ecc. Il secondo porta alle categorie energia elettrica,
occhio, proprio come la carica elettronica la carica energia chimica, calore, lavoro, ecc.
dell'elettrone e con massa solare si intende la massa
del Sole. Nella maggior parte dei casi per la suddi- Per distinguere le forme di energia a seconda del
visione dell'energia in varie forme ha un proposito procedimento usato per definirle, le prime sono
di maggiore portata. dette forme di esistenza o di immagazzinamento, le
seconde forme di scambio. Vogliamo illustrare i
La necessit di suddividere l'energia in forme si ma- due procedimenti, cominciando dalle forme di esi-
nifest gi nella met del XIX secolo, immediata- stenza.
mente dopo l'enunciazione del concetto di energia.
Si giunse alla conclusione che doveva esistere una L'energia E di un sistema pu sempre essere espres-
nuova grandezza fisica, anche se non se ne conosce- sa in funzioni di altre variabili x1, x2, x3, ecc. Sce-
vano le caratteristiche principali e nemmeno un gliendo in modo appropriato le variabili (Falk 1968,
metodo per misurarne il valore. L'energia si manife- pag. 54), il sistema viene descritto interamente dalla
stava in vari sistemi e processi ma in modi molto funzione
diversi. Che in tutti questi casi si avesse a che fare E = E(x1,x2,).
con la stessa grandezza venne dedotto dall'osserva-
zione che, nei processi, certe combinazioni di altre Questa funzione detta funzione di Hamilton (nei
grandezze fisiche variavano secondo particolari sistemi meccanici) o potenziale termodinamico (nei
proporzioni. C'erano per cos dire tassi di cambio sistemi termodinamici). In tutta una serie di sistemi
fissi tra queste combinazioni, i cosiddetti equiva- a noi familiari, la funzione si scompone in una som-
lenti. Il pi conosciuto di questi tassi di cambio era ma di termini, ognuno dei quali dipende da variabili
l'equivalente meccanico del calore. che negli altri termini della somma non compaiono
(Falk, Ruppel 1976). Ad esempio potrebbe succe-
Fu una grande realizzazione scientifica riconosce- dere che
re in queste combinazioni di grandezze fisiche le
manifestazioni di un'unica, nuova grandezza. Fu E(x1,x2,x3) = E'(x1,x2) + E"(x3).
chiamata energia. Da una parte la nuova grandezza Si dice in questo caso che il sistema si scompone in
aveva la bella propriet di essere di natura universa- sottosistemi non interagenti.
le. Giocava un ruolo nei pi svariati ambiti della
fisica creando delle connessioni tra questi ambiti. Ogni qualvolta una scomposizione del genere pos-
D'altra parte aveva un difetto: non si manifestava sibile, ai vari sommandi possono essere dati dei
sempre allo stesso modo, come ci si attende da una nomi. In questo modo si ottengono le forme di esi-
grandezza fisica normale. Per questo motivo alcuni stenza di energia. Un esempio concreto un con-
fisici la consideravano un'utile grandezza matema- densatore in movimento la cui energia totale data
tica e nulla pi. In ogni caso sembr sensato deno- da:
minare le varie combinazioni di grandezze, che rap- E(Q, p) = E0 + Q2/2C + p2/2m.
presentavano le varie spoglie sotto le quali l'energia
si manifestava, forme di energia. L'energia non si Q la carica elettrica, C la capacit, p la quantit
presentava in un unico modo ma sempre in una delle di moto e m la massa del condensatore. Il primo
sue forme. Non possedeva una caratteristica sem- sommando viene chiamato energia di riposo, il
pre identificabile, il cui valore si potesse determina- secondo energia del campo elettrico e il terzo
re in ogni situazione. energia cinetica.
Questa interpretazione sopravvisse grosso modo Constatiamo dunque che le forme di esistenza de-
fino alla fine del secolo e, con le conoscenze del finiscono semplicemente l'energia contenuta in un
tempo, era sicuramente ragionevole. Mostreremo sottosistema. Quando possibile ci dovrebbe esse-
pi avanti che, alla luce della fisica del XX secolo, re sottolineato. La denominazione risulta partico-
il concetto di forma di energia diventa superfluo, e- larmente facile se il sottosistema ha gi un nome,
sattamente come lo sarebbero quelli di forma di en- come per l'energia del campo elettrico nel caso del
tropia o forma di quantit di moto. Ma visto che condensatore. Si parla quindi di energia del campo
questo concetto di forma di energia sopravvissuto elettrico o dell'energia nel campo elettrico.
fino ai nostri giorni e negli ultimi anni l'insegna- Veniamo alla definizione delle forme di scambio.
mento scolastico lo ha rivalutato, vogliamo ancora L'esperienza ci insegna che in ogni trasformazione
13

di un sistema da uno stato ad un altro, almeno due Da quando conosciamo la teoria della relativit
grandezze cambiano il loro valore. Ci conse- ristretta, sappiamo che l'energia una grandezza fi-
guenza della validit della cosiddetta forma fonda- sica indipendente e non una grandezza di calcolo
mentale dell'energia secondo Gibbs (Falk, Ruppel "derivata". Parlare di forme di energia appare di
1976): conseguenza, da un punto di vista moderno, altret-
tanto ingiustificato del parlare di varie forme di cari-
dE = TdS + dQ + vdp + dn + (2.1) ca elettrica a seconda che la carica sia portata da e-
dove T la temperatura, S l'entropia, il poten- lettroni, protoni o muoni (Falk, Herrmann, Schmid
ziale elettrico, Q la carica elettrica, v la velocit, p 1984). La teoria della relativit ci dice che caratteri-
la quantit di moto, il potenziale chimico e n la stiche ha l'energia. Dall'equivalenza massa-energia
quantit di materia. segue che l'energia ha le stesse propriet della mas-
sa: peso e inerzia. (La teoria della relativit generale
La relazione dice tra le altre cose, che ogni variazio- ci dice addirittura che peso e inerzia sono la stessa
ne d'energia comporta la variazione di almeno un'al- propriet).
tra grandezza estensiva (S, Q, p, n). La maggior
parte delle grandezze estensive soddisfa i criteri Per distinguere le diverse modalit di trasporto del-
precedenti. In che misura la variazione di una gran- l'energia descritti dai vari termini dell'equazione
dezza estensiva influenza la variazione d'energia (2.2), non necessario parlare di forme di energia:
dipende dalla grandezza intensiva corrispondente sufficiente indicare qual la grandezza estensiva
(T, , v, ). La grandezza estensiva e quella in- che fluisce assieme all'energia. Invece di energia
tensiva che appaiono nello stesso termine della for- sotto forma di calore diciamo che accanto alla cor-
ma fondamentale di Gibbs sono dette coniugate o rente di energia c' anche una corrente di entropia.
pi precisamente: coniugate per l'energia. Ad esem- L'equazione (2.2) permette di dare una descrizione
pio T e S sono grandezze coniugate cos come e semplice dei trasporti di energia: chiamiamo la
n, ecc. grandezza estensiva che fluisce con l'energia il
Per ogni processo si pu scrivere una forma fonda- portatore di energia . L'energia dunque letteral-
mentale. Nei casi pi semplici formata da pochi mente portata da entropia, carica elettrica, quantit
termini. Quelli diversi da zero al variare dell'ener- di moto, quantit di sostanza, ecc. Un flusso del por-
gia, permetteranno di parlare di variazione d'ener- tatore pu essere collegato a un flusso di energia pi
gia dell'una o dell'altra forma. Se il termine TdS o meno intenso, a seconda del valore della corri-
diverso da zero diciamo che l'energia varia sotto spondente grandezza intensiva. Diciamo: il portato-
forma di calore. Il termine dQ corrisponde all'e- re pu essere caricato con molta o poca energia.
nergia elettrica, il termine vdp al lavoro e il La grandezza intensiva corrisponde quindi a una
termine dn all'energia chimica. misura di quanto il portatore sia carico di energia.
Adesso possiamo immaginarci ogni variazione di Negli apparecchi, che nel linguaggio tradizionale si
energia della forma ydX come una corrente della chiamano trasformatori di energia, l'energia cambia
grandezza X dal sistema verso l'esterno o viceversa. semplicemente portatore. Entra nell'apparecchio
Ne consegue che anche ogni corrente di energia con un portatore, viene trasferita ad un altro e lascia
pu essere scritta come somma: l'apparecchio con il secondo portatore.
P = TIS + I + vF + In+ (2.2) In un corso per principianti non si hanno ancora a
disposizione le grandezze estensive. Invece che da
L'equazione ci dice che le correnti di energia posso- grandezze fisiche, il ruolo di portatore d'energia
no essere suddivise in forme come le variazioni di ricoperto da correnti di sostanze. Cos, come porta-
energia. L'energia fluir dunque come calore o tore d'energia in un tubo di un impianto di riscalda-
lavoro, in forma chimica o elettrica, ecc. mento centrale, non viene indicata l'entropia ma
L'equazione (2.2) evidenzia un fatto importante ma l'acqua calda. Nel caso di trasporto di energia in un
purtroppo spesso trascurato: quando fluisce energia gasdotto, non diciamo che l'energia portata dalla
fluisce sempre almeno un'altra grandezza (estensi- quantit di sostanza ma dal gas (Falk, Herrmann
va). In parole povere si pu dire : "l'energia non flui- 1981a, Falk, Herrmann 1981b).
sce mai sola".
Per quanto sia comprensibile che con le conoscenze
del XIX secolo i singoli termini delle equazioni 2.3 Strutture nella fisica
(2.1) e (2.2) fossero considerati forme di energia e Le equazioni (2.1) e (2.2) permettono di riconoscere
gli apparecchi, che assorbono energia in una forma e una struttura sistematica nella costruzione della fisi-
la restituiscono in un'altra, dei trasformatori di ener- ca. I termini di destra in entrambe le equazioni han-
gia e per quanto infelice possa apparire da un punto no tutti la stessa struttura ydX rispettivamente yIX,
di vista moderno, questa concezione non fa che evi- dove y una grandezza intensiva, X una grandezza
denziare il fatto che le varie forme di energia sono estensiva e IX l'intensit della corrente di X. No-
grandezze fisiche diverse con la singolare propriet tiamo cos che a ogni termine ydX o yIX possiamo
di poter essere trasformate l'una nell'altra. associare una delle aree classiche della fisica, visto
che contiene solo grandezze caratteristiche di
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grandezza estensiva intensit della corrente grandezza intensiva

meccanica quantit di moto p forza F velocit v

elettrologia carica elettrica Q intensit della corrente elettrica I potenziale elettrico

termologia entropia S intensit della corrente di entropia IS temperatura T

chimica quantit di sostanza n intensit della corrente di materia In potenziale chimico

Tabella 2.1. Classificazione delle grandezze fisiche per area della fisica e della chimica

quell'area. Queste correlazioni sono elencate nella (Fuchs 1986) o a una meccanica dove non esistano
tabella 2.1. n quantit di moto n forza.
Se uno solo dei termini di destra nell'equazione Le osservazioni fatte finora mostrano che l'energia
(2.2) diverso da zero, l'equazione stessa si riduce a: in fisica occupa un ruolo centrale. L'energia altret-
tanto importante nella meccanica, nella termologia
P = yIX (2.3) e nell'elettrologia. Esiste per un'altra grandezza
Questa relazione descrive un trasporto di energia che, con l'energia, soddisfa i medesimi requisiti: la
nell'area corrispondente. quantit di dati - quella grandezza la cui unit di
misura il bit.
La tabella 2.1 contiene le basi per costruire un'ana-
logia tra le diverse aree della fisica dalla portata Esattamente come distinguiamo i vari tipi di tra-
molto pi vasta di quanto possa sembrare a prima sporto d'energia a seconda dei portatori di energia,
vista. Fornisce una rappresentazione di grandezze possiamo distinguere i trasporti di dati a seconda dei
fisiche, relazioni, processi, fenomeni e apparecchi. portatori di dati. E, cos come ogni portatore di
Questa rappresentazione, in un primo tempo riferita energia caratteristico di un'area della fisica, ogni
unicamente alle strutture matematiche, consiglia di portatore di dati appartiene a una sola di queste
operare nelle varie aree della fisica secondo la stessa stesse aree. Cos un trasporto di dati dove la luce
concezione. Nel presente corso facciamo ampio uso funge da portatore sar caratteristico dell'ottica. Il
di questa possibilit. L'aspirazione a una razionaliz- portatore di dati suono corrisponde all'acustica e
zazione dell'insegnamento si fonda soprattutto sullo in elettronica si ha a che fare con l'elettricit come
sfruttamento di questa analogia. portatore, vedi la Tabella 2.2. Maggiori dettagli
sull'analogia tra energia e dati in Daten und Energie
Abbiamo visto che in ogni area della fisica citata (Herrmann, Schmlzle 1987).
nella Tab. 2.1, due grandezze estensive ricoprono
un ruolo importante: da un lato l'energia e dall'altro
la grandezza estensiva caratteristica di quell'area,
indicata nella seconda colonna della tabella. Cos le 2.4 I concetti di corrente, spinta e resistenza
due grandezze estensive della meccanica sono ener- Nel paragrafo 2.2 abbiamo visto come possiamo
gia e quantit di moto, quelle dell'elettrologia ener- immaginare le grandezze estensive: interpretiamo
gia e carica elettrica. In termologia sono energia e la grandezza IX come intensit della corrente del
entropia e in chimica energia e quantit di sostanza. portatore d'energia e la grandezza intensiva y
La rappresentazione di queste aree diventa proble- come misura di quanto il portatore carico di
matica ogni qualvolta si tenti di cavarsela con una energia.
sola grandezza estensiva. Ci volle molto tempo per- Consideriamo ora una seconda immagine che pos-
ch questo punto di vista si affermasse. Cos nella siamo farci delle grandezze intensive. Un'immagi-
famosa controversia tra cartesiani e leibniziani su ne che a dire il vero molto diffusa e conosciuta,
quale fosse la vera misura delle forze in meccanica, anche se di solito viene utilizzata solo nell'elettrolo-
per dirla in termini moderni, si trattava di stabilire gia. La sua forza per sta nel fatto che pu essere
se la grandezza "giusta" fosse la quantit di moto o applicata con gli stessi vantaggi anche in mecca-
l'energia cinetica. Si partiva dal presupposto che nica, termologia e chimica. La spieghiamo con un
potesse essere una sola delle due. esempio familiare preso dall'elettrologia.
Nonostante le due grandezze estensive della termo- Tabella 2.2. Le aree della fisica relative alla tecnica dei dati
dinamica, cio energia e entropia, siano conosciute
da pi di 100 anni, nell'insegnamento si cerca anco- portatore di dati
ra di presentare la maggior parte possibile della ter-
modinamica senza l'entropia. Questa circostanza
scoraggiante il risultato dell'approccio tradiziona- ottica luce
le alla termologia. Dalla Tab. 2.1 si capisce che acustica suono
questo approccio corrisponde a un'elettrologia che
operi senza carica elettrica e senza corrente elettrica elettronica elettricit
15

trotecnica, ci si pu riferire ai fenomeni dai quali


questa immagine mediata: correnti di liquidi e gas
o, pi concretamente, di acqua e aria.
I Noi ci serviamo di questo modello anche perch,
oltre che nell'elettrologia, utilizzabile anche in
meccanica, termologia e chimica.
Il modello di spinta e resistenza utile per capire sia
le grandezze intensive che quelle estensive. In elet-
trologia utile soprattutto per una descrizione della
grandezza intensiva "potenziale elettrico"; in
chimica usato per introdurre la grandezza intensi-
va "potenziale chimico". Invece della grandezza in-
Fig. 2.5. La differenza di potenziale tra le estremit della resi- tensiva termodinamica, la temperatura, gli studenti
stenza viene interpretata come spinta della corrente elettrica. hanno gi una buona rappresentazione concettuale.
In questo caso il modello di spinta e resistenza ser-
Una corrente elettrica fluisce attraverso una resi- ve per l'introduzione della grandezza estensiva
stenza, che non deve necessariamente essere ohmi- entropia.
ca, Fig. 2.5. Gi le parole utilizzate per descrivere la
situazione si basano sull'immagine che abbiamo di Per permettere agli studenti di acquisire dimesti-
quanto succede: parliamo di una "corrente" quando chezza con questo modello, il corso preceduto da
la grandezza I ha un valore non nullo e chiamiamo un'unit didattica sulle correnti di liquidi e gas. La
"resistenza" una struttura dove viene prodotta en- maggior parte dei concetti pi importanti del corso
tropia. esattamente questa immagine, usata incon- vengono trattati a fondo gi in questo capitolo.
sciamente da ogni fisico, che vogliamo sviluppare Si noti anche che il modello di spinta e resistenza
trasferendola anche a correnti non elettriche e che ben si adatta alla struttura unitaria della fisica citata
vogliamo usare in modo sistematico nel presente nel capitolo precedente e contribuisce di conse-
corso. guenza alla semplificazione del suo insegnamento.
Chiamiamo dunque la grandezza I intensit di cor-
rente della grandezza Q. Il fatto che la corrente che
fluisce attraverso la struttura in Fig. 2.5 tanto pi 2.5 Relazioni e grandezze pi importanti
intensa quanto maggiore la differenza di potenzia-
le , viene interpretato dicendo che la differenza Per cominciare elenchiamo le grandezze pi impor-
di potenziale la "spinta" che genera la corrente. In tanti utilizzate in questo corso.
questo modello la corrente non fluisce spontanea- Grandezze estensive
mente perch ostacolata dalla resistenza dell'ogget- energia E
to che attraversa. quantit di moto p
quantit di moto angolare L
Con l'esempio della resistenza ohmica vogliamo carica elettrica Q
mostrare quanto sia arbitrario questo modello. Per entropia S
una resistenza ohmica vale: quantit di sostanza n
U = R I. quantit di dati H
L'equazione dice che U e I sono direttamente pro- Grandezze intensive
porzionali: una U maggiore corrisponde a una I velocit v
maggiore oppure una I maggiore corrisponde a una potenziale elettrico
U maggiore. In nessun caso ci dice per quale temperatura T
causa dell'altra. Non dice che la tensione genera la pressione p
corrente ma nemmeno che la corrente genera la ten- potenziale chimico
sione. Di conseguenza decidere che la tensione a
causare la corrente puro arbitrio. Il motivo per cui Intensit di corrente
ci sembra pi naturale considerare la tensione, e non di corrente d'energia (= potenza) P
la corrente, come la causa, dipende dal fatto che di corrente di quantit di moto (= forza) F
pi facile regolare una tensione che non una cor- di corrente elettrica I
rente. Nel caso in cui sia il valore di corrente a essere di corrente d'entropia IS
prestabilito, per esempio utilizzando un generatore di corrente di sostanza In
stabilizzato, si parla effettivamente di una caduta di di corrente di dati IH
tensione "causata" da una corrente.
Oltre a queste, vengono introdotte altre grandezze
Malgrado la sua arbitrariet questo modello ha dei che non rientrano in nessuna delle tre categorie: in-
grossi vantaggi per lo studente perch, per capire nanzitutto spazio e tempo; poi alcune costanti del
fenomeni elettrici o per risolvere problemi di elet- materiale cos come grandezze che caratterizzano
16

Tabella 2.3. Le relazioni pi importanti

relazione tra quantit e relazione tra corrente di


intensit della corrente energia e corrente del capacit resistenza
portatore di energia

F = p/t P = vF m = p/v solo qualitativamente

I = Q/t P = UI C = Q/U R = U/I

IS = S/t P = TIS S/T (senza simbolo) solo qualitativamente

In = n/t P = (2 - 1)In non viene trattata solo qualitativamente

delle apparecchiature tecniche come la costante del- moto di un corpo. A una velocit data, un corpo con-
la molla k, la resistenza elettrica R e la capacit C. tiene tanta pi quantit di moto quanto maggiore la
sua massa. Per la capacit di entropia S/T non
Le relazioni matematiche in cui appaiono queste viene utilizzato nessun simbolo specifico anche se
grandezze possono essere suddivise in classi sulla la grandezza tecnicamente importante: la misura
base della struttura discussa nei paragrafi prece- della capacit di un corpo di immagazzinare calore.
denti. Ogni relazione all'interno di una classe si ot-
tiene mediante una trasposizione formale di un'altra La relazione tra corrente e spinta in processi dissipa-
relazione della stessa classe. La trasposizione con- tivi, colonna 4, viene trattata solo in modo qualitati-
siste nella sostituzione delle grandezze di una riga vo, con l'eccezione della legge di Ohm: pi grande
della Tab. 2.1 con le grandezze di un'altra riga. Solo la spinta, maggiore sar l'intensit della corrente.
l'energia e l'intensit della sua corrente non vengono
sostituite.
Le relazioni pi importanti trattate nel corso sono 2.6 La scala delle grandezze pi importanti
riassunte in tabella 2.3. In ogni colonna sono rag- Quando si introduce una nuova grandezza fisica de-
gruppate le relazioni appartenenti alla stessa classe. vono esserne fissati i multipli dell'unit. Il procedi-
Ogni riga corrisponde a una delle quattro discipli- mento di definizione di una scala, cio dei multipli,
ne: meccanica, elettrologia, termologia e chimica, sostanzialmente lo stesso per tutta una serie di
gi usate per classificare le grandezze in Tab. 2.1. grandezze. In particolare, ognuna delle tre classi di
Le equazioni della prima colonna descrivono la grandezze discusse nel paragrafo precedente ha il
relazione tra le grandezze estensive e le relative in- proprio procedimento per la definizione di una sca-
tensit di corrente. In effetti al posto del quoziente la. Ci limiteremo qui alla discussione di queste tre
tra una grandezza estensiva e il tempo, dovrebbe es- classi.
serci un quoziente differenziale. Di conseguenza Generare dei multipli di una grandezza estensiva ,
queste equazioni sono valide solo nel caso in cui perlomeno concettualmente, banale. Per produrre il
l'intensit di corrente corrispondente costante. doppio, triplo, ecc. del valore di una grandezza
Nella stessa classe di relazioni rientrano anche le estensiva dobbiamo solo realizzare due, tre, ecc.
equazioni versioni di tutto il sistema. Se vogliamo aumentare
P = E/t il valore di una grandezza estensiva in un sistema di
1, 2, n unit, allora dobbiamo trasferire al sistema
e 1, 2, n unit della grandezza in questione. Questo
IH = H/t trasferimento in molti casi molto semplice - come
nel caso della carica elettrica, ad esempio utilizzan-
che per non appartengono a nessuna delle righe in do un cucchiaio di Faraday, Fig. 2.6 - in altri tecnica-
Tab. 2.3. mente complesso, come nel caso dell'energia.
Le equazioni della seconda colonna descrivono la Per definire i multipli delle intensit di corrente,
relazione tra le intensit del flusso di energia e la consideriamo una corrente che attraversi un condut-
corrente della grandezza estensiva che accompagna tore dall'estensione laterale ben delimitata. Inoltre
il flusso di energia. Sono equazioni della stessa nel conduttore non devono esserci sorgenti o scari-
forma dell'equazione (2.3), che fissano la scala della chi della corrente. Per ottenere nel conduttore consi-
grandezza intensiva, che ne spiegano cio la costru- derato dei multipli di una certa intensit, sfruttiamo
zione dei multipli. la regola dei nodi: facciamo confluire in un nodo 1,
I quozienti in colonna 3 potrebbero genericamente 2, n correnti, ognuna di intensit unitaria. In Fig.
essere definiti delle capacit in quanto hanno tutti la 2.7 raffigurato l'esempio di una corrente elettrica,
stessa struttura della capacit elettrica. Cos la mas- in Fig. 2.8 quello di una forza, cio di una corrente di
sa si pu interpretare come la capacit di quantit di quantit di moto.
17

un'unita di forza ciascuno


un'unit di S
carica ciascuno

Fig. 2.6. La carica elettrica della sfera viene aumentata di tre Fig. 2.8. Attraverso la sezione S fluiscono tre unit di intensi-
unit. t di corrente di quantit di moto.
La definizione di una scala per le grandezze inten- FALK, G., HERRMANN, F.: Neue Physik - das
sive pi complicata e passa, come gi accennato, Energiebuch. Hermann Schroedel Verlag KG,
per le equazioni in colonna 2 della tabella 2.3. Ci Hannover (1981a).
riferiamo nuovamente all'esempio dell'elettricit.
Confrontiamo due circuiti elettrici A e B, Fig. 2.9. FALK, G., HERRMANN, F.: Neue Physik - das
L'intensit di corrente elettrica sia la stessa in en- Energiebuch, Lehrenheft. Hermann Schroedel
trambi. Ora, se nel circuito A la corrente d'energia Verlag KG, Hannover (1981b).
due volte pi intensa che nel circuito B, allora anche FALK, G., HERRMANN, F., SCHMID, G.B.:
la tensione A doppia della tensione B. Energy forms or energy carriers? Am. J. Phys. 52,
Anche se la determinazione della scala per una 794 (1984).
grandezza rappresenta un passo importante nella FALK, G., RUPPEL, W.: Energie und Entropie.
definizione della grandezza stessa, consigliamo di Springer Verlag, Berlin (1976).
non dedicare troppo spazio alla questione in un
corso per scuole secondarie, in quanto la FUCHS, H.: A surrealistic tale of electricity. Am. J.
costruzione di multipli quasi sempre o banale o Phys. 54, 907 (1986).
difficile. HERRMANN, F., SCHMLZLE, P.: Daten und
Energie. J.B. Metzler und B.G. Teubner, Stuttgart
(1987).
3. Bibliografia HERRMANN, F.: Is an energy current energy in
FALK, G.: Theoretische Physik, Band II. Springer motion? Eur. J. Phys. 7, 198 (1986).
Verlag, Berlin (1968). SCHMID, G. B.: An up-to-date approach to
FALK, G.: Was an der Physik geht jeden an? Phys. physics. Am. J. Phys. 52, 794 (1984).
Bltter 33, 616 (1977).
FALK, G.: Die begriffliche Struktur der Physik.
Konzepte eines zeitgemen Physikunterrichts,
Heft 3, Pag. 7. Hermann Schroedel Verlag KG,
Hannover (1979).

30 W
5A
di corrente ciascuno

A
un'unit di intensit

lampadine
60 W diverse
5A
A
S

Fig. 2.7. Attraverso la sezione S fluiscono tre unit di intensi- Fig. 2.9. L'intensit P della corrente di energia doppia nel
t di corrente elettrica. dispositivo inferiore che in quello superiore, l'intensit I
della corrente elettrica uguale. La scala della tensione U
fissata in modo che in entrambi i casi valga P = UI.
B. Osservazioni

1. Energia e portatori di energia 4. Portatori di energia del tipo "vuoto a rendere"


e del tipo "vuoto a perdere"
1. L'energia come grandezza estensiva
La distinzione tra portatori di energia del tipo "vuo-
L'energia viene introdotta come una grandezza dal- to a rendere" o "vuoto a perdere" non ha nessun pro-
le caratteristiche estensive. Parliamo dell'energia fondo significato fisico. La facciamo solamente
come parliamo di una sostanza. L'uso dell'energia perch rappresenta un buon esercizio nella distin-
risulta facilitato rispetto alla normale derivazione zione del percorso dell'energia dal percorso del
attraverso il concetto di lavoro. portatore di energia. Si nota facilmente come ogni
trasporto del tipo "vuoto a rendere" pu essere tra-
sformato in un trasporto del tipo "vuoto a perdere" e
2. Grandezze fisiche o sostanze come portatori di viceversa. Si potrebbe per esempio far rifluire nel
energia? compressore l'aria che fuoriesce da un martello
pneumatico. In questo modo diventerebbe un porta-
L'introduzione dei portatori di energia una conse- tore di energia del tipo "vuoto a rendere".
guenza della legge secondo la quale in ogni traspor-
to di energia coinvolta almeno un'altra grandezza Introduciamo la quantit di moto angolare come
estensiva. Quando si tratta di trasporto di energia portatore del tipo "vuoto a rendere". Nella maggio-
meccanica la quantit di moto, per l'energia elet- ranza dei casi ci giustificato, ad esempio conside-
trica la carica elettrica, per quella termica l'entropia rando un motore che aziona una pompa, entrambi
e per quella chimica la quantit di sostanza. Abbia- montati sullo stesso basamento o supporto. La
mo proposto di chiamare portatori di energia queste quantit di moto angolare fluisce dal motore alla
grandezze che accompagnano la corrente di ener- pompa attraverso l'albero motore e, attraverso il ba-
gia. samento o il supporto, torna dalla pompa al motore.
Per non appesantire un corso per principianti con Nel caso di un ventilatore azionato da un motore,
l'introduzione di un gran numero di nuove grandez- non e cos. La quantit di moto angolare viene tra-
ze fisiche, non designiamo queste grandezze come smessa dal motore alle pale del ventilatore attraver-
portatori di energia ma le sostituiamo con sostanze so l'albero motore, da l viene dispersa nell'aria, va a
che le contengano. Cos invece di entropia si parla in terra in modo difficilmente controllabile e infine
un primo momento dei portatori di energia "acqua torna al motore. In questo caso propenderemmo per
calda" o "aria calda" o dei portatori di energia "ben- definire la quantit di moto angolare come portatore
zina" o "gasolio" invece di quantit di sostanza. del tipo "vuoto a perdere". Abbiamo per tralascia-
to queste sottili differenze.

3. La quantit di moto angolare come portatore


di energia
Cos come la forza pu essere interpretata come in-
tensit della corrente di quantit di moto, possiamo
interpretare il momento meccanico come intensit
della corrente di quantit di moto angolare. Quindi
l'equazione
M = dL/dt
(M = momento meccanico, L = quantit di moto
angolare) afferma quanto segue: la variazione nel
tempo del momento meccanico di un corpo
equivale all'intensit della corrente di quantit di
moto che fluisce nel corpo stesso.
20

2. Correnti di liquidi e gas 4. Le correnti di materia hanno pi di una spinta.


1. Correnti di aria e acqua come modelli di cor- Visto che con una corrente di materia fluisce anche
renti di grandezze fisiche. tutta una serie di grandezze fisiche, c' anche tutta
una serie di spinte all'origine di una corrente di ma-
In questo capitolo vengono introdotti concetti e teria. Per ogni grandezza estensiva che fluisce con la
strutture che nel seguito del corso sono usati di materia c' una corrispondente grandezza intensiva,
continuo. e un gradiente di quest'ultima pu avere come con-
L'oggetto della riflessione - correnti di aria e acqua - seguenza un flusso della materia. Cos, un liquido
molto familiare agli studenti. Non solo l'acqua si non scorre solamente a causa di una differenza di
pu vedere, ma spesso si pu addirittura riconoscere pressione ma anche, per esempio, a causa di una dif-
a occhio nudo se sta scorrendo. Anche delle correnti ferenza di potenziale gravitazionale, in altre paro-
d'aria gli studenti hanno un'idea ben chiara. le: scorre spontaneamente dall'alto verso il basso.
Per motivi di chiarezza in questo capitolo verranno
Mentre qui consideriamo correnti di sostanze, le considerate solo situazioni dove le spinte diverse
correnti di cui si parler nel prosieguo del corso dalla differenza di pressione non hanno nessuna in-
saranno concetti molto pi astratti, si tratta delle fluenza.
correnti di grandezze fisiche. Pi tardi i concetti e le
relazioni introdotti in questo capitolo si potranno
applicare facilmente alle correnti di grandezze fisi- 5. La pressione come grandezza indipendente
che. In particolare, anche le rappresentazioni che gli
studenti si faranno dei processi qui discussi dovran- La pressione non ricondotta alla forza come viene
no essere applicate alle correnti di grandezze fisi- fatto comunemente ("pressione uguale forza fratto
che. superficie") anche perch delle due grandezze, for-
za e pressione, la forza sicuramente quella che crea
maggiori difficolt. A rendere difficile il concetto di
2. Concetti di base per le lezioni future forza sono le questioni di segno e direzione e, stret-
tamente connessi, i concetti di forza contraria ed
I concetti e le relazioni seguenti compariranno mol- equilibrio di forze. Sotto questo aspetto la pressione
te volte nel corso: pi semplice. , quantomeno nei nostri esempi,
uno scalare il cui valore si riferisce a un punto dello
- Intensit di corrente. La quantit di una sostanza o spazio. Non c' bisogno di specificare chi esercita
di una grandezza fisica estensiva che fluisce in un una pressione su chi (come invece si fa con le forze).
punto determinato in un certo intervallo di tempo, Nei nostri casi di correnti di gas e liquidi, i valori
divisa per quell'intervallo di tempo. della pressione sono addirittura sempre positivi.
- Spinta. Differenza dei valori di una grandezza
intensiva. Maggiore la spinta, pi grande sar
l'intensit di corrente.
- Resistenza. Una propriet del conduttore. Di-
pende da lunghezza e sezione.
- Equilibrio. Stato nel quale non fluisce nessuna
corrente anche in presenza di un collegamento;
non c' spinta.
- Regola dei nodi. Forma dell'equazione di bilancio
nel caso in cui non ci siano n sorgenti n scarichi.
- Regola delle maglie. A ogni punto di un condut-
tore pu essere associato un valore della
grandezza intensiva.
- Portatore di energia. La corrente di una sostanza o
di una grandezza estensiva associata a una cor-
rente di energia.

3. La misura quantitativa di correnti d'aria e


acqua
La grandezza usata come misura della quantit dei
liquidi e dei gas considerati, il volume. Parliamo
comunque di correnti di acqua o aria e non di cor-
renti di volume in quanto la grandezza corrente di
volume non esiste.
21

3. Quantit di moto e correnti di Che p sia pi di una semplice abbreviazione del


prodotto mv si deduce anche dall'esistenza di
quantit di moto sistemi nei quali la quantit di moto non calcolata
1. Quantit di moto sin dall'inizio secondo questa formula. Un esempio il campo e-
lettromagnetico. La densit di quantit di moto
Nella struttura della fisica che sta alla base del pre- data dalla seguente formula
sente corso, la meccanica viene caratterizzata come
quell'area della fisica che tratta della grandezza p = EH/c2,
estensiva quantit di moto e delle sue correnti. Da dove E e H rappresentano rispettivamente l'inten-
questo punto di vista appare logico cominciare il sit del campo elettrico e magnetico.
corso trattando le grandezze p e F.
Seppure l'idea che F sia l'intensit della corrente
Questo modo di procedere molto diverso da quello di quantit di moto abbia ormai quasi 100 anni, non
della didattica tradizionale dove la forza viene s in- si ancora affermata del tutto. Si pu trovare in
trodotta molto presto, ma dove di quantit di moto si molti testi scolastici moderni di fisica (Landau,
parla, se lo si fa, molto pi tardi. Dal nostro punto di Lifschitz 1959; Gerthsen, Kneser, Vogel 1977) ma
vista questo procedimento appare incomprensibi- unicamente come osservazione per un livello
le: si opera con la corrente di qualcosa senza fare la avanzato. Che questa interpretazione possa essere
minima affermazione su ci che fluisce. capita anche da un principiante e che la fisica, grazie
Il nostro procedimento non ha come unica conse- a lei, diventa addirittura pi facile sembra, non
guenza il fatto che alcuni fenomeni della meccanica essere mai stato preso in considerazione.
vengano interpretati diversamente, che altre imma- Naturalmente una reinterpretazione della meccani-
gini vengano utilizzate per spiegarli; ha pure come ca in questo senso si trova confrontata all'inerzia di
conseguenza il fatto che altri fenomeni diventino una delle tradizioni pi consolidate della fisica.
oggetto di osservazione. I fenomeni normalmente
attribuiti alla dinamica hanno un ruolo pi impor-
tante nel nostro corso rispetto all'insegnamento 3. Correnti di quantit di moto conduttive e con-
tradizionale. vettive
L'equazione di bilancio per la quantit di moto
2. La forza come intensit della corrente di quan-
tit di moto dp
= Ip
dt
L'interpretazione della grandezza F come intensit
della corrente di quantit di moto ha le sue basi stori- dice che la variazione nel tempo dp/dt della quantit
che nel periodo in cui si cominci a considerare la di moto all'interno di una regione dello spazio
quantit di moto come una grandezza indipendente: uguale all'intensit Ip della corrente di quantit di
attorno all'inizio del XX secolo. A nostra cono- moto attraverso la superficie della regione stessa.
scenza di Planck (1908). La si ritrova poi in nume- L'intensit della corrente di quantit di moto Ip si
rose pubblicazioni negli anni successivi (ad esem- pu suddividere in due componenti: la componente
pio Weyl 1924). Il definitivo riconoscimento della F, tradizionalmente chiamata forza, e una compo-
quantit di moto come grandezza indipendente si nente v Im che appare solo se nella regione dello
pu far risalire alla pubblicazione della teoria della spazio fluisce una corrente di massa. Im l'inten-
relativit generale. Nel tensore energia-impulso la sit della corrente di massa. quest'ultimo termine
quantit di moto compare come sorgente del campo ad essere responsabile dell'accelerazione di un
gravitazionale, assieme all'energia e alle densit di razzo. Visto che associato a una corrente di massa,
corrente di energia e di corrente di quantit di moto. lo possiamo considerare una corrente di quantit di

Tabella 3.1. Traduzione degli assiomi di Newton nel linguaggio della corrente di quantit di moto

formulazione tradizionale formulazione nel modello di


corrente di quantit di moto
1 assioma di Newton Un corpo sul quale non agisce nessuna forza, re- La quantit di moto di un corpo al quale non af-
sta fermo oppure si muove di moto rettilineo fluisce e dal quale non defluisce nessuna corrente
uniforme. di quantit di moto, non cambia.
La variazione nel tempo dp/dt della quantit di La variazione nel tempo dp/dt della quantit di
2 assioma di Newton moto di un corpo uguale alla forza F che agi- moto di un corpo uguale all'intensit F della
sce sul corpo: corrente di quantit di moto che fluisce nel corpo:
F = dp/dt F = dp/dt
Se un corpo A esercita un forza F su un corpo Se da un corpo A fluisce una corrente di quantit
3 assioma di Newton B, allora il corpo B esercita su A la forza -F di di moto in un corpo B, allora l'intensit della cor-
uguale valore ma di direzione opposta. rente all'uscita da A la stessa che all'entrata in B.
22

moto "convettiva" e, analogamente, la componente variazioni di impulso avvengono in tempi cos brevi
F una corrente di quantit di moto "conduttiva". che meglio non porsi domande sul decorso esatto
Le due componenti si distinguono nel loro compor- del processo.
tamento in caso di cambiamento del sistema di rife- Il nome "quantit di moto" deriva dal nome che Des-
rimento. La componente convettiva cambia il suo cartes diede alla grandezza p: "quantitas motus".
valore, quella conduttiva no. Nel sistema di riferi- Descartes considerava la grandezza da lui introdotta
mento dove la velocit v del termine v Im uguale a come misura del moto. Il termine "quantit di moto"
zero, nulla pure la corrente di quantit di moto con- coincide con la definizione di Descartes e con la
vettiva. Per un osservatore che si muove in un getto concezione moderna di p.*
d'acqua alla stessa velocit dell'acqua, il getto non Il termine "forza" ovviamente non pu essere man-
trasporta quantit di moto. Ovviamente anche la tenuto. troppo in contrasto con la nostra inten-
corrente di massa nulla. zione di descrivere la grandezza F come intensit
di corrente della grandezza p.
4. Le leggi di Newton nel modello di corrente di Se avessimo libera scelta nei nomi delle grandezze p
quantit di moto e F, chiameremmo p "quantit di moto" e F "in-
La tabella 3.1 contiene la traduzione delle leggi fon- tensit di corrente meccanica" (in analogia all'inten-
damentali di Newton nel linguaggio della corrente sit di corrente elettrica I).
di quantit di moto. Constatiamo che tutte e tre le
leggi, parte destra della tabella, sono formulazioni 7. L'unit di misura della quantit di moto
diverse della conservazione della quantit di moto. Nella presente esposizione della fisica lo studente
Visto che nel nostro corso la conservazione della deve farsi una propria rappresentazione concettuale
quantit di moto presupposta sin dall'inizio, tratta- delle grandezze estensive. Non deve pensarle come
re gli assiomi di Newton non neppure necessario. grandezze dipendenti da altre. Non sarebbe nel ri-
Procediamo esattamente cos come si fa in elettrolo- spetto di questo principio usare un'unit di misura
gia con la carica elettrica, la cui conservazione composta, cio il prodotto o il quoziente di altre uni-
presupposta sin dall'inizio. t di misura. Visto che secondo il Systme Interna-
tional la quantit di moto e l'entropia non hanno una
5. La relazione p = mv loro unit di misura, per queste due grandezze ne in-
troduciamo di nostre, compatibilmente con il siste-
A lezione, la relazione p = mv viene trattata abba- ma SI: per la quantit di moto l'huygens (Hy), dove
stanza tardi. Gli studenti devono prima farsi un'idea
della quantit di moto. Si vuole cos evitare che pen- 1 huygens = 1 newton secondo
sino che p sia solo un'abbreviazione del prodotto e per l'entropia il carnot (Ct), con
mv o che il valore di p si possa determinare solo 1 carnot = 1 joule/kelvin.
attraverso i valori di m e v. Nel corso sottolineiamo per contro volentieri che le
La relazione corrispondente a p = mv in elettricit correnti delle grandezze estensive sono della gran-
Q = CU. ovvio che questa equazione non pu dezze composte: la quantit che fluisce in un deter-
essere usata per definire la carica elettrica. Ci dice minato punto per unit di tempo. Nei casi in cui
semplicemente che la tensione tra le placche di un queste intensit di corrente hanno una propria unit
condensatore proporzionale alla carica presente di misura, in particolare J/s = W, C/s = A e Hy/s = N,
sulle placche. Inoltre definisce la capacit come co- occasionalmente usiamo di proposito l'unit di mi-
efficiente di proporzionalit tra Q e U. Analoga- sura composta. Diremo ad esempio: "attraverso la
mente l'equazione p = mv ci dice che la velocit corda fluisce una corrente di quantit di moto di 15
di un corpo proporzionale alla sua quantit di moto huygens al secondo, cio di 15 newton", oppure: "o-
e che la massa il coefficiente di proporzionalit tra gni secondo attraverso il filo fluiscono 2 coulomb,
p e v. l'intensit della corrente quindi di 2 coulomb al se-
condo o di 2 ampre."
6. I nomi delle grandezze p e F Si tenga presente che la distinzione tra grandezze
Per la grandezza p vengono comunemente usati due fondamentali e grandezze composte non ha motiva-
nomi: "impulso" e "quantit di moto". zioni fisiche. esclusivamente la conseguenza di
Il nome "impulso" ha il vantaggio di essere breve. considerazioni didattiche.
La brevit importante in locuzioni del tipo "cor-
rente d'impulso" o "intensit della corrente d'impul-
so". Questo nome ha per uno svantaggio: suggeri-
sce che la grandezza abbia a che fare con un fenome- * NdT: nell'originale tedesco si optato per il termine "Im-
no repentino, improvviso. Nel linguaggio comune puls" pur sottolineando come "Bewegungsmenge", che in
usato con il significato di "dare una spinta" ("...die- tedesco non esiste ed la traduzione letterale di "quantitas
de nuovo impulso alla discussione.") Una conse- motus", sarebbe stato pi adatto. Per questo motivo
guenza che lo studente associa fin troppo abbiamo optato per l'uso di "quantit di moto", malgrado lo
facilmente l'impulso agli urti: fenomeni nei quali le svantaggio di non essere composto da una sola parola.
23

8. Il carattere estensivo della quantit di moto vano ci che contenuto in un corpo massiccio che
Un obiettivo didattico importante del paragrafo 3.2 si muove a velocit elevata, ad esempio un
la comprensione del fatto che la quantit di moto autotreno che viaggia in autostrada a 100 km/h. Si
ha carattere estensivo, che i corpi in movimento dir poi agli studenti che quella grandezza ci che
contengono per l'appunto una certa quantit di mo- in fisica viene chiamato quantit di moto. Per espe-
to. Quasi tutti i ragionamenti e gli esperimenti del rienza sappiamo che oltre a parole come "spinta",
paragrafo 3.2 servono a questo scopo. In tutti gli "slancio" o "potenza", gli studenti diranno anche
esperimenti richiesto il bilancio della quantit di "forza".
moto. In nessun caso si dovrebbe rifiutare questa risposta
Ovviamente gi dalla domanda "dove andata la definendola sbagliata o non appropriata. Si dovreb-
quantit di moto?" consegue che la quantit di moto be piuttosto sottolineare che la parola "forza" nel
ha carattere estensivo. E il docente potrebbe chie- linguaggio comune non usata in modo uniforme.
dersi: non sarebbe pi bello lasciare che gli studenti In realt il suo significato comune corrisponde solo
scoprano da soli il carattere estensivo della nuova a volte con la grandezza F della fisica. A volte coin-
grandezza? Questo obiettivo sarebbe per molto pi cide anche con l'energia cinetica, a volte con la cor-
difficile da raggiungere. Storicamente ci sono rente di energia meccanica e spesso si pu effettiva-
voluti un paio di secoli prima che si arrivasse a mente applicare molto bene alla quantit di moto.
questa consapevolezza. Normalmente nemmeno Lo si capisce anche dall'uso di questa parola nella
per le altre grandezze, ad esempio per la massa o la storia della fisica. Nella famosa discussione tra car-
carica elettrica, si procede in questo modo. Il tesiani e leibniziani sulla scelta di mv o di mv2
docente parla sin dall'inizio di queste due grandezze come "giusta" grandezza, si era alla ricerca della
come si parla di grandezze estensive. molto "misura della forza", come si diceva all'epoca.
improbabile che gli studenti scoprirebbero da soli il
carattere estensivo della carica elettrica.
11. La misurazione della quantit di moto
9. Sul metodo didattico In Fig. 3.1 rappresentato un esperimento per la
misurazione della quantit di moto. Il corpo C, di cui
Un'osservazione sul metodo didattico. Per alcuni vogliamo misurare la quantit di moto, si muove
esperimenti consigliamo di procedere nel modo se- verso destra. Dalla destra si avvicinano i corpi E1,
guente: innanzitutto l'esperimento viene eseguito. E2, , ognuno dei quali porta un'unit di quantit
Poi gli studenti vengono invitati a descrivere quello di moto negativa. I corpi Ei compiono un urto a-
che si osserva. Devono farlo parlando delle velocit nelastico con C , cio ogni corpo Ei urta C e vi resta
dei corpi coinvolti, ad esempio: "Un corpo si muove agganciato. Il procedimento di misurazione il se-
verso destra, l'altro fermo; poi si scontrano; poi si guente: si fanno urtare il corpo C e i corpi unitari fin-
muovono entrambi ecc." Quindi gli studenti vengo- ch C si ferma. Il numero di corpi unitari che in quel
no pregati di spiegare l'esperimento. Con questo momento sono agganciati a C, equivale al numero di
si intende che devono raccontare cos' successo alla unit di quantit di moto che il corpo C aveva prima
quantit di moto. Dunque, si osserva il moto e lo si del primo urto.
spiega con la quantit di moto.
L'esperimento si pu realizzare in questo modo
Molto pi tardi nel corso procederemo allo stesso (Herrmann, Schubart 1989): il corpo C una slitta
modo: in termologia. La descrizione delle osserva- che scivola su una rotaia a cuscino d'aria. I corpi uni-
zioni consister in affermazioni sulla temperatura, tari sono proiettili di fucile ad aria compressa che
la spiegazione nella stesura del bilancio dell'entro- vengono sparati in modo pneumatico contro C. Su C
pia. si trova un raccoglitore di proiettili. A causa della
10.Termini del linguaggio comune relativi alla sua pericolosit, l'esperimento per poco adatto a
quantit di moto una lezione scolastica. Si pu comunque semplice-
mente discuterne il procedimento.
Nell'introduzione della quantit di moto si pu pro-
cedere in questo modo: si chieda agli studenti di Crediamo comunque che la descrizione di questo
elencare delle parole o delle definizioni che descri- procedimento sia superflua in quanto gli esperimen-

C E1 E2 E3 E4

C E1 E2 E3 E4

Fig. 3.1. Esperimento per la misurazione della quantit di moto


24

ti sugli urti del paragrafo 3.2 in sostanza contengono 14. Correnti di quantit di moto senza resistenza
in modo implicito un metodo di misurazione della
quantit di moto. In particolare permettono di stabi- Paragoniamo gli oggetti solidi a dei superconduttori
lire l'uguaglianza e i multipli dei valori di quantit di elettrici in quanto conducono la quantit di moto
moto. senza resistenza: non diciamo per che sono dei
superconduttori di quantit di moto. In elettrodina-
mica peraltro il termine superconduttore non signi-
fica unicamente un conduttore di resistenza zero
12. Il ruolo dell'attrito (prima equazione di London). Vale anche che in un
Nella meccanica classica l'attrito un fenomeno superconduttore il campo magnetico si annulla
indesiderato. Non si adatta alla meccanica classica (effetto Meiner-Ochsenfeld, seconda equazione di
perch connesso a produzione di entropia e conduce London).
quindi a forze non conservative.
Senza attrito la forza proporzionale all'accelera- 15. Sull'introduzione della velocit
zione. I fisici sono cos abituati alla meccanica
senza attrito, che alcuni di loro tendono a credere La velocit non viene introdotta con una definizione
che la frase "la forza proporzionale alla velocit" che la riconduca a spazio e tempo. Ci cono due moti-
sia sbagliata e che solo la frase "la forza vi per non farlo. Primo perch sembrerebbe innatu-
proporzionale all'accelerazione" sia corretta. rale dare una definizione abbastanza complessa di
una grandezza di cui tutti hanno un'idea ben chiara.
In realt ovviamente l'una e l'altra possono essere Secondo perch, non essendo ancora conosciuto il
vere. La diffamazione della relazione F ~ v da parte quoziente differenziale, la velocit potrebbe essere
della meccanica del secolo scorso, che non mai definita solo nel caso particolare in cui costante nel
venuta a capo della produzione di entropia, deplo- tempo. Il nostro procedimento si pu riassumere co-
revole soprattutto perch si ripercuote ancora al s: la velocit quella grandezza che ci dice quanto
giorno d'oggi sull'insegnamento della fisica. Al in fretta si sta muovendo un oggetto. quella gran-
massimo la relazione F ~ v meno fondamentale dezza che si misura con il tachimetro. Nel caso par-
di F ~ a nella misura in cui la sua validit dipende da ticolare in cui v costante, c` una relazione
caratteristiche materiali. All'analoga relazione elet- semplice tra la velocit v, lo spazio percorso s e il
trica I ~ U non per questo attribuito un ruolo di tempo t impiegato per percorrere questo spazio, e
secondo piano rispetto a I = dQ/dt = CdU/dt (la cio v = s/t.
relazione tra I e U in un condensatore).
Trattiamo dunque l'attrito come un normale e non
necessariamente indesiderato fenomeno meccani- 16. La velocit media
co. Pu succedere che lo si voglia escludere. In quel
caso useremo una rotaia a cuscino d'aria o macchine Al concetto di velocit media non viene attribuita
ben lubrificate esattamente come usiamo fili di importanza maggiore che ad altre medie come la po-
rame per eliminare "l'attrito elettrico". sizione media, la corrente elettrica media, l'energia
media

13. Il concetto di attrito di stacco


17. L'analogia tra correnti di quantit di moto e
Nella meccanica usiamo la parola attrito per descri- correnti d'acqua
vere un processo dissipativo, un processo durante il
quale una corrente di quantit di moto porta alla pro- Per illustrare i bilanci di quantit di moto ci servia-
duzione di entropia. Consideriamo tipica dell'attrito mo occasionalmente di un paragone. La quantit di
la produzione di entropia e usiamo volentieri la moto di un corpo corrisponde alla quantit d'acqua
parola "attrito" anche in senso figurato, come quan- in un contenitore e la velocit corrisponde al livello
do una corrente elettrica attraversa un resistore. dell'acqua, alla sua profondit nel contenitore. Que-
sta analogia altrettanto valida di altre analogie usa-
Naturalmente in questa rappresentazione non si pu te durante il corso.
parlare di attrito di stacco. Al contrario del comune
attrito, l'attrito di stacco non neppure un processo, Definiamo l'analogia mediante la tabella 3.2. Dietro
di certo non un processo con produzione di entropia. l'altezza h del livello dell'acqua si cela a dire il vero il
potenziale gravitazionale, cio gh.
Dal punto di vista fisico la situazione in cui due
corpi sono agganciati non diversa da quella di due Dalla relazione p = mv valida per la colonna di si-
corpi incollati o saldati. Il punto dove i corpi si nistra otteniamo, mediante una trasposizione for-
toccano fisicamente equivalente a un punto di male nel sistema della colonna di destra, l'equazione
rottura teorico: il punto di collegamento attra- V = A h.
versato da una corrente di quantit di moto, che si Questo "modello del contenitore d'acqua" proba-
rompe se la corrente diventa troppo forte. bilmente la realizzazione pi semplice della struttu-
ra che compare continuamente nelle varie aree della
25

Tabella 3.2. Sull'analogia tra correnti di quantit di moto e con due contenitori A e B, con A che ha sezione
correnti d'acqua doppia rispetto a B. Se i corpi A e B sono in caduta
libera, la corrente di quantit di moto che fluisce in
corpo Recipiente d'acqua con le pareti A doppia di quella di B a causa di F = m g.
verticali Nel modello quindi, la corrente d'acqua che fluisce
massa m Superficie A del fondo del reci-
in A deve essere doppia di quella di B. I livelli
piente dell'acqua (che corrispondono alle velocit)
salgono con la stessa rapidit, Fig. 3.2.
quantit di moto p Quantit d'acquaV nel recipiente
(p. es. in litri) Consideriamo ora nuovamente due corpi A e B che
Altezza h della superficie dell'ac- cadono in un mezzo che genera attrito, e i due conte-
velocit v nitori che li rappresentano, Fig. 3.3. Anche in questo
qua rispetto al fondo del recipiente
caso A abbia massa doppia di B ed entrambi abbiano
fisica. cos perfetta e comprensibile che si sarebbe la stessa forma. Di conseguenza la perdita di quan-
tentati dall'utilizzarla il pi spesso possibile nelle tit di moto dovuta all'attrito sar la stessa a velocit
lezioni. uguali. Nel modello, l'attrito dipendente dalla velo-
cit rappresentato da un foro sul fondo del conteni-
Un esempio: una slitta che urta in modo anelastico tore. La perdita d'acqua dipende dal livello h del-
contro due altre slitte, corrisponde a un contenitore l'acqua. I fori dei due contenitori siano uguali, in
pieno d'acqua che viene collegato a due contenitori modo tale che, quando il livello d'acqua lo stesso,
vuoti, in modo tale che alla fine i livelli d'acqua si la corrente in uscita dai fori abbia la stessa intensit.
uguaglino. Lasciar cadere i corpi equivale ad aprire i rubinetti.
Esattamente come ognuno dei corpi in caduta si av-
In ogni caso non si dovrebbe esagerare nell'uso di vicina asintoticamente ad una diversa velocit limi-
analogie come questa. La struttura della fisica te, anche i livelli dell'acqua tendono asintoticamen-
sicuramente un obiettivo didattico importante. Al- te a valori diversi. Il livello limite nel contenitore
trettanto importanti sono per i fenomeni, e il loro dalla sezione pi piccola sar pi basso - in accordo
studio potrebbe essere svantaggiato se durante le le- con l'analogia.
zioni si dedicasse troppo tempo alla struttura.
Se il modello del contenitore d'acqua cos sempli-
I seguenti confronti non sono pensati per le lezioni. ce, perch non lo si utilizzato anche nel capitolo 2
Servono piuttosto a permettere al docente di fami- quando si dovevano introdurre concetti fondamen-
liarizzarsi con l'immagine della quantit di moto tali come corrente, spinta, resistenza, ecc. e si in-
come grandezza estensiva. vece fatto ricorso a una struttura dove la grandezza
A un corpo in caduta libera affluisce una corrente di intensiva la pressione? Questo modello diventa
quantit di moto costante. Di conseguenza la sua assai poco maneggevole quando si parla di resi-
quantit di moto aumenta proporzionalmente al stenza alle correnti. Sarebbe molto difficile realiz-
tempo trascorso. Ci corrisponde a un contenitore zare un congegno corrispondente a una resistenza
nel quale si riversa un flusso d'acqua costante, il cui ohmica.
effetto un aumento proporzionale al tempo del li-
vello dell'acqua. Sulla Luna la corrente di quantit
di moto pi piccola. Nel modello ci corrisponde a 18. Urti
una corrente d'acqua meno intensa.
Durante un urto, in particolare un urto a due, un
Consideriamo due corpi A e B in caduta libera. La corpo perde quantit di moto e un altro ne riceve. Per
massa di A sia il doppio di quella di B. L'analogia definire urto un processo di cessione di quantit di

B A B A

Fig. 3.2. Il fondo del recipiente a destra ha un'area doppia di Fig. 3.3. Gli stessi recipienti di Fig. 3.2. ma con un foro. I due
quello a sinistra. Inoltre la corrente che fluisce nel recipiente a fori sono identici. I livelli dell'acqua si assestano asintotica-
destra forte il doppio di quella che fluisce in quello a sini- mente ad altezze diverse.
stra. I livelli dell'acqua salgono alla stessa velocit.
26

moto, esigiamo per dell'altro. Dapprima i corpi co- In tutti questi processi il tempo durante il quale la
involti devono muoversi senza che venga trasmessa quantit di moto fluisce da un corpo all'altro non
quantit di moto. Segue una cessione di quantit di appare pi cos breve da essere trascurabile. Il pro-
moto in un tempo molto breve e poi un'altra fase cesso stesso viene posto in primo piano e diviene
senza scambi di quantit di moto. Quando diciamo oggetto d'esame.
che la cessione di quantit di moto deve avvenire in
tempi brevi intendiamo cos brevi che il fenomeno
sfugga all'attenzione dell'osservatore. 19. La meccanica con la quantit di moto in una
In realt di solito gli urti vengono trattati unicamen- sola direzione
te mediante dei bilanci. Ci si chiede cosa succede Da un lato la meccanica uno degli argomenti pi
alla quantit di moto e all'energia cinetica ma non ci facili della fisica. I nostri sensi sono fatti per perce-
si chiede nulla sul decorso temporale del processo di pire al meglio i processi meccanici e il nostro cervel-
cessione. lo in grado di simularli con sorprendente precisio-
La popolarit degli urti nell'insegnamento della fisi- ne. D'altro canto c' un motivo che rende l'apprendi-
ca ha varie origini. mento della meccanica particolarmente arduo: la
descrizione matematica pi impegnativa che in
Storicamente gli urti ebbero un ruolo importante. In altri campi della fisica, in quanto alcune delle pi
un tempo in cui la tecnica era ancora poco svilup- importanti grandezze della meccanica, e cio la
pata rispetto agli standard moderni, c'erano pochi quantit di moto, la forza e la velocit, sono vettori.
fenomeni accessibili ad una trattazione puramente La tensione meccanica, in realt facilmente imma-
matematica. Alla caduta libera e al moto dei corpi ginabile, descritta matematicamente da un tensore
celesti si aggiungevano appunto gli urti. Questi ulti- di secondo ordine e per descrivere l'elasticit di un
mi avevano la piacevole caratteristica di permettere materiale, altra caratteristica facilmente comprensi-
delle affermazioni sull'esito di un esperimento, sen- bile, si usa addirittura un tensore di quarto ordine.
za conoscerne il decorso esatto, senza una legge del-
la forza. In realt, quando le leggi degli urti vennero Trattandosi di un corso per principianti, per aggirare
enunciate, il concetto newtoniano di forza non esi- questi ostacoli matematici faremo inizialmente
steva ancora. meccanica a una dimensione. Ci limiteremo a quei
fenomeni dove una sola componente di quantit di
L'importanza degli urti nella meccanica del XVII moto, forza e velocit svolge un ruolo. Matematica-
secolo si deduce dal numero di lavori sull'argomen- mente tratteremo questa componente come uno sca-
to: di Descartes, Marci, Galileo, Roberval e altri. lare. Vale la pena sottolineare che in questo modo si
Nell'anno 1668 la Royal Society of London propose possono descrivere senza troppa fatica i pi impor-
di formulare una trattazione completa degli urti. tanti aspetti della meccanica.
Huygens, Wren e Wallis inoltrarono dei lavori al ri-
guardo. La trattazione nata in questo periodo venne
poi trasmessa di generazione in generazione. 20. Bibliografia
Che gli urti siano a tutt'oggi uno degli argomenti GERTHSEN, C., KNESER, H. O., VOGEL, H.:
preferiti ha anche altre cause. Sono uno dei temi Physik.Pag. 175, Springer-Verlag, Berlin (1977).
dove trovare degli esercizi di calcolo semplici e
sono facilmente riproducibili con delle rotaie. HERRMANN, F., SCHUBART, M.: Measuring
momentum without the use of p = mv in a demon-
I motivi qui esposti spiegano perch gli urti abbiano stration experiment. Am. J. Phys. 57, 858 (1989).
un ruolo cos importante nella fisica, ma non lo
giustificano. LANDAU, L. D., LIFSCHITZ, E. M.: Theory of
elasticity. Chap. I, Sec 2, Pergamon Press, Oxford
Il rilievo dato nell'insegnamento a questi processi (1959).
dovrebbe dipendere dalla loro importanza nella vita
di tutti i giorni e nella ricerca. Urti fra veicoli o fra PLANCK, M.: Phys. Z. 9, 828 (1908).
palle da biliardo non sono sicuramente sufficienti WEYL, H.: Die Naturwissenschaften 12, III (1924).
per giustificare la trattazione dell'argomento. vero
peraltro che in fisica delle particelle gli urti hanno
riacquistato importanza, ma questo non argomen-
to per un corso di questo livello.
Consigliamo quindi di porre l'accento su processi di
cessione di quantit di moto molto pi comuni. Tra
questi citiamo:
- un'automobile che accelera o frena;
- un'automobile che percorre una curva;
- lanci e cadute;
- il moto della Luna, dei pianeti e dei satelliti.
27

4. Il campo gravitazionale 2. La distribuzione della corrente di quantit di


moto nei campi
1. Sull'introduzione della massa
Matematicamente il percorso della corrente di
Vogliamo fare alcune annotazioni riguardo all'in- quantit di moto in un campo descritto dalla distri-
troduzione della massa. Nel nostro corso gli studen- buzione di densit della corrente di quantit di moto
ti incontrano per la prima volta nel paragrafo 3.15 la (Herrmann, Schmid 1985; Heiduck, Herrmann,
massa in una relazione matematica, in particolare Schmid 1987). Vista la complessit di questa distri-
nell'equazione p = m v. buzione, nel corso verr discussa poco cos come
Per introdurre i concetti di massa gravitazionale poco ci si preoccupa del percorso seguito dalla
mgrav e massa inerziale min si potrebbe procedere quantit di moto una volta giunta a terra. impor-
in questo modo: tante che gli studenti si convincano che la quantit di
moto da qualche parte fluisce, il percorso esatto non
Si definisce la scala per la massa gravitazionale con per molto interessante. D'altra parte sappiamo
che l'acqua in un qualche modo salita da terra alla
F = mgrav g, nuvole ma non ne conosciamo il percorso esatto.
in altre parole si stabilisce che la massa gravitazio-
nale proporzionale alla forza peso (di vari corpi in
un determinato luogo). 3. La parola "peso"
Si definisce la scala della massa inerziale con Nel testo per studenti a volte utilizziamo la parola
"peso" come termine comune per ci che in fisica si
p = min v, chiama massa, cio per quella grandezza che si
in altre parole si stabilisce che la massa inerziale misura in kg. Lo facciamo per restare il pi vicini
proporzionale al quoziente p/v (di vari corpi). possibile al linguaggio usato comunemente in am-
biente non scientifico. Non pensiamo che gli stu-
In seguito si mostra sperimentalmente che denti finiscano per identificarla unicamente con ci
mgrav ~ min. che in fisica chiamato forza peso.
Abbreviamo il procedimento evitando del tutto di
introdurre in modo esplicito la massa inerziale. 4. Bibliografia
Inoltre mostriamo sin dall'inizio che il fattore di pro-
porzionalit dipendente dal corpo in p ~ v, a sua HEIDUCK, G., HERRMANN, F., SCHMID, G. B.:
volta proporzionale alla massa gravitazionale defi- Momentum flow in the gravitational field. Eur. J.
nita in altra sede. Phys. 8, 41 (1987)
Riteniamo ragionevole non introdurre in nessun HERRMANN, F., SCHMID, G. B.: Momentum
caso la massa gravitazionale prima di avere trattato flow in the electromagnetic field. Am J. Phys. 53,
p = m v, in quanto l'esperienza extrascolastica di 415 (1985).
ogni studente gli permette di avere una rappresenta-
zione concettuale della massa gravitazionale suffi-
cientemente chiara anche per un corso di fisica. Ab-
biamo preferito questa sequenza per il seguente mo-
tivo: non volevamo introdurre la relazione p = m v
solo dopo aver trattato il particolare sistema "campo
gravitazionale".
La relazione p = m v causa di un'ulteriore in-
coerenza. L' "esperimento" descritto nel testo e che
dovrebbe dimostrare che p ~ m (una slitta sola e
una coppia di slitte identiche alla prima che si muo-
vono alla stessa velocit) in effetti non dimostra
affatto in modo inequivocabile che p ~ m. Dimostra
piuttosto che p deve essere proporzionale a una
qualche misura di quantit estensiva, visto che le
slitte non hanno solo la stessa massa m ma, per e-
sempio, anche la stessa quantit di sostanza n.
Con un esperimento supplementare si potrebbe es-
cludere che p ~ n. Non crediamo per che le esi-
genze logiche degli studenti di questo livello siano
sufficientemente spiccate da spingerli a essercene
grati.
28

5. Quantit di moto e energia Nel sistema di riferimento della Terra, la parte tesa
della catena si muove alla velocit vB+vC, dove vB
1. Confusione tra quantit di moto e energia ci- la velocit della bicicletta rispetto alla Terra. L'in-
netica tensit della corrente di energia che attraverso la
Si potrebbe temere che trattare l'energia cinetica catena fluisce dalla ruota dentata anteriore a quella
dopo la quantit di moto possa creare problemi allo posteriore quindi data da
studente, visto che sia l'energia cinetica che la quan- Pcatena = (vB + vC) F.
tit di moto dipendono dalle stesse variabili m e v.
Entrambe le grandezze, energia cinetica e quantit Visto che nel telaio della bicicletta fluisce una cor-
di moto, crescono in modo monotono al crescere di rente di quantit di moto verso la ruota dentata ante-
massa e velocit. riore e che la bicicletta si muove alla velocit vB, il
telaio stesso attraversato anche da una corrente di
Il problema non sorge se si d il giusto significato energia:
alle due relazioni. Sorgerebbe sicuramente se si
procedesse nel modo seguente: "introduciamo due Ptelaio = vB F.
grandezze ausiliarie p e Ecin definite da: p = mv e Nel nostro esempio vB > 0. Visto che il telaio
Ecin = (m/2)v2 ecc." sottoposto a trazione, la corrente di quantit di moto
Confrontando questa situazione con l'elettrologia ci fluisce verso destra. Quindi anche la corrente di e-
si rende conto che il problema non inevitabile. Le nergia fluisce verso destra. L'intensit totale della
relazioni analoghe a p = mv e Ecin = (m/2)v2 sono corrente di energia che fluisce verso sinistra data
Q = CU e Eel = (C/2)U2. Sicuramente nessuno che dalla differenza
abbia imparato l'elettrologia nel modo usuale con- P = Pcatena - Ptelaio = (vB + vC) F - vB F = vC F,
fonderebbe le grandezze Q e Eel per il solo fatto
che entrambe crescono al crescere di capacit e ten- lo stesso risultato ottenuto nel sistema di riferimen-
sione. Non si confondono perch di ognuna di loro to della bicicletta.
si ha gi una rappresentazione concettuale e perch
n la carica elettrica n l'energia del campo elettrico
sono definite da Q = CU e Eel = (C/2)U2. 3. Il segno dell'energia
Procediamo allo stesso modo con la meccanica. Pri- Nel paragrafo 5.2 b viene constatato che l'energia di
ma ci si familiarizza con energia e quantit di moto, un corpo in movimento, cio quella parte dell'ener-
poi si trattano le relazioni p = mv e Ecin = (m/2)v2. gia totale che i fisici chiamano energia cinetica,
sempre positiva indipendentemente dalla direzione
del moto. Potrebbe sembrare naturale a questo pun-
2. La catena di bicicletta to, dire che l'energia assume fondamentalmente dei
valori positivi. Non abbiamo formulato un teorema
Il trasporto di energia mediante la catena di una bici- del genere perch in alcune aree della fisica pratica
cletta o di una motocicletta, un'interessante appli- comune e utile fissare lo zero dell'energia in modo
cazione della relazione tale che appaiano anche valori di energia negativa.
P=vF
Sconsigliamo di utilizzarla nelle lezioni perch crea 4. Il contenuto di energia
un problema che inizialmente preferiremmo evita-
re: l'intensit della corrente di energia dipende dal Il paragrafo 5.2 tratta ci che il linguaggio tecnico
sistema di riferimento. della fisica chiama energia di tensione della molla
Emolla, energia cinetica di un corpo Ecin e energia
Se consideriamo la trasmissione di energia di una potenziale di un corpo Epot. Ognuna di queste com-
catena di bicicletta nel sistema di riferimento della ponenti dell'energia ha una dipendenza semplice da
bicicletta, energia e quantit di moto fluiscono alla altre grandezze appartenenti allo stesso sistema:
ruota dentata posteriore attraverso la parte in tensio-
ne della catena: quella superiore (supponiamo che Emolla = (k/2)s2
la bicicletta si muova verso destra). Se vC la Ecin = (m/2)v2
velocit della catena rispetto alla bicicletta e F
l'intensit della corrente di quantit di moto nella Epot = m g h.
parte in tensione, allora Per trattare il contenuto di queste tre espressioni
P = vC F. abbiamo optato per una versione minima. Nei primi
due casi si presuppone che i sistemi contenitori di
Attraverso il telaio (fermo) della bicicletta, la quan- energia siano noti, cio che i valori delle grandezze
tit di moto rifluisce alla ruota dentata anteriore. che li caratterizzano, k e m, siano dati. Come va-
29

riabili si sono scelte l'allungamento s della molla 6. La quantit di moto come vettore
e la velocit v del corpo. Di conseguenza solo le
relazioni tra Emolla e s e tra Ecin e v sono formulate 1. Composizione e scomposizione di correnti di
in un teorema. Ma queste relazioni dicono solo che quantit di moto
una grandezza cresce in modo monotono al crescere Per discutere la somma vettoriale delle intensit
dell'altra. Nella terza relazione, sia l'altezza h che delle correnti di quantit di moto, consigliabile co-
la massa m sono considerate variabili, mentre la minciare dalla composizione di correnti piuttosto
costante locale g assume il ruolo di parametro che dalla loro scomposizione: due correnti di quan-
costante che caratterizza il contenitore di energia. Il tit di moto confluiscono e ci si interroga sull'inten-
teorema verte quindi sul rapporto tra Epot e h e tra sit della corrente risultante. Posta in questi termini
Epot e m. la questione semplice.
Per contro scomporre una corrente di quantit di
moto sempre ambiguo. Necessita una scelta arbi-
traria delle direzioni.

2. La direzione della corrente e la direzione di ci


che scorre
Una grossa parte dei problemi peculiari alla mecca-
nica conseguenza della necessit di distinguere tra
due direzioni. Nel "modello di forza" sono
- direzione della forza;
- direzione della superficie relativa alla forza
(una forza sempre definita rispetto a una
superficie).
Nel modello di corrente di quantit di moto sono
- direzione in cui fluisce la quantit di moto;
- direzione della quantit di moto che fluisce.
Questa difficolt intrinseca alla meccanica e non si
pu aggirare ma al massimo attenuare.
Nell'insegnamento tradizionale della meccanica si
fa spesso e volentieri ricorso alle corde per trasmet-
tere le forze. Le corde sono il caso particolare dove
la direzione della corrente e la direzione della gran-
dezza che fluisce coincidono. Ci pu risultare
fuorviante, soprattutto se lo studente non si rende
conto che si tratta di un caso particolare.
Cominciamo di proposito la discussione di correnti
di quantit di moto nelle tre dimensioni con il caso in
cui la direzione della quantit di moto perpendico-
lare alla direzione della conduttura. Cos ci si rende
conto che le due direzioni vanno distinte.
La direzione della corrente coincide sempre con la
direzione del conduttore - esattamente come in elet-
trologia. La direzione della quantit di moto che
fluisce si riconosce dal tipo di variazione di quantit
di moto del corpo in cui fluisce.

3. Correnti di quantit di moto se la quantit di


moto che fluisce perpendicolare al conduttore
Se trasmettiamo una forza servendoci di una sbarra
perpendicolare alla direzione della forza, la dis-
tribuzione della tensione nella sbarra sar comples-
30

5. La conducibilit di quantit di moto nelle tre


a b dimensioni
In elettrologia, dopo avere introdotto la corrente e-
lettrica conseguente chiedersi quali oggetti o ma-
teriali conducono elettricit e quali no. Quando la
meccanica trattata nel modello di corrente di quan-
tit di moto altrettanto conseguente, dopo avere
introdotto le correnti, chiedersi quali oggetti o ma-
teriali conducono la quantit di moto. A causa del
carattere vettoriale della quantit di moto, la que-
stione della conducibilit pi complicata e pi in-
teressante che in elettrologia.
Fig. 6.1. (a) Nella sbarra fluisce corrente di quantit di moto y Tutta una serie di semplici osservazioni di fenomeni
da destra verso sinistra. (b) Nella sbarra la quantit di moto x meccanici si pu spiegare in termini di conducibili-
fluisce verso destra nella parte inferiore e verso sinistra nella t di quantit di moto. Ad esempio, la ruota di un
parte superiore. veicolo non serve solamente come isolazione per la
quantit di moto, cos com' in una trattazione uni-
sa: su un lato compressione, sull'altro trazione. Nel dimensionale. La ruota deve impedire il passaggio
modello di corrente di quantit di moto questo signi- di quantit di moto in una direzione, quella del moto
fica che nella sbarra non fluisce solamente quella del veicolo, e deviare a terra quella di direzione per-
quantit di moto che entra a un'estremit ed esce pendicolare.
dall'altra, la quantit di moto y in Fig. 6.1. Ci sono
anche correnti circolari di quantit di moto x. Se si includono le rotazioni, il tutto diventa ancora
pi interessante. Si possono facilmente costruire dei
Attraverso una sezione qualsiasi della sbarra, il congegni permeabili alla quantit di moto angolare
bilancio delle correnti si riduce comunque a quella e impermeabili a quella lineare o, viceversa, conge-
corrente che entra da una parte ed esce dall'altra. Nel gni permeabili alla quantit di moto lineare e im-
testo per studenti tralasciamo le correnti circolari permeabili a quella angolare. Un argomento che
visto che non influiscono sulla corrente totale risul- varrebbe la pena discutere sono le varie parti di un
tante. albero motore.
Procediamo cos come faremmo parlando di un fiu-
me, del quale prenderemmo in considerazione solo
il flusso netto. In realt anche in questo caso le cor- 6. I simboli p e p
renti che fluiscono attraverso una sezione hanno in Non usiamo la lettera p come simbolo per il modulo
parte direzione opposta a causa dei vortici. del vettore p ma come simbolo per la quantit di
moto nel caso in cui si abbia a che fare con una sola
direzione. p pu essere considerata l'unica compo-
4. L'addizione dei vettori intensit delle correnti
di quantit di moto nente di p diversa da zero e di conseguenza assu-
mere sia valori positivi che negativi.
L'addizione vettoriale delle forze spesso mostrata
con l'esempio delle tre corde collegate a dinamome-
tri. Chiaramente questo procedimento ha il vantag- 7. Trattare la quantit di moto attraverso le sue
gio di semplificare la misurazione delle forze. Ha componenti
per lo svantaggio di essere un raro caso particolare:
il caso in cui le forze sono parallele al dispositivo Per la trattazione del carattere vettoriale della quan-
che le trasmette. I lati del triangolo di forze sono pa- tit di moto proponiamo due alternative.
ralleli ai collegamenti che conducono la quantit di (1) Si definisce sin dall'inizio un sistema di coor-
moto, le corde. Di conseguenza si portati a credere dinate x-y-z e si considerano sempre le compo-
che sia sempre cos. nenti della quantit di moto: si fanno separatamente
Si capisce che sia un caso particolare dal fatto che i bilanci per le componenti x, y e z. Il vantaggio di
conoscendo una forza si possono calcolare le altre questo procedimento: si ha a che fare con tre leggi di
due - conoscere la somma permette di determinare i conservazione indipendenti. Ogni componente del-
sommandi in modo univoco. Ci possibile sola- la quantit di moto pu essere manipolata come uno
mente a condizione di ammettere che i vettori siano scalare. Gli svantaggi: se il conduttore di quantit di
paralleli alle corde. moto, per esempio una corda, obliquo rispetto agli
assi di riferimento, la trattazione del problema di-
Se le forze sono trasmesse da un conduttore rigido, venta abbastanza contorta. In una corda che giace
ad esempio delle sbarre, questa premessa non pi nel piano x-y senza essere n parallela all'asse x
valida. La scomposizione di una forza nelle sue n all'asse y, fluiscono contemporaneamente due
componenti non pi univoca. correnti di quantit di moto x e y. Queste correnti
31

possono addirittura avere direzioni opposte. A 7. Momento meccanico e baricentro


causa di queste complicazioni abbiamo optato per la
seconda possibilit. 1. Corde e carrucole
(2) La quantit di moto viene rappresentata da una Una corda che passa su una carrucola, viene deviata.
freccia. Ogni direzione caratterizza un tipo di quan- ragionevole supporre che venga deviata anche la
tit di moto. Ci sono quindi infiniti tipi di quantit di corrente di quantit di moto che fluisce nella corda.
moto. Nel testo vengono contraddistinti dall'angolo Tra l'altro anche nella "meccanica della forze" si po-
tra la freccia del vettore quantit di moto e la direzio- trebbe fare l'ipotesi corrispondente e pensare che
ne positiva dell'asse x e diciamo per esempio che una carrucola possa deviare una forza. Che in effetti
in una corda fluisce quantit di moto a 45. non sia cos si deve spiegare a fondo a lezione. Una
corrente di quantit di moto si lascia deviare facil-
mente - non solo con una carrucola - mentre la dire-
zione del vettore intensit di corrente mantenuta.

2. La legge della leva


Abbiamo introdotto la legge della leva in modo em-
pirico. Sarebbe stato pi appropriato introdurre pri-
ma la quantit di moto angolare e poi derivare la
legge della leva come caso particolare della conser-
vazione di quantit di moto angolare. Partiamo per
dal presupposto che in molti casi si voglia trattare la
leva senza introdurre la quantit di moto angolare.
32

8. Quantit di moto angolare e cor- 9. Compressione e trazione


renti di quantit di moto angolare 1. Le tre tensioni principali
1. Momento meccanico e corrente di quantit di La grandezza scalare "pressione" deriva in condi-
moto angolare zioni particolari dalla grandezza tensoriale "tensio-
Esattamente come interpretiamo la grandezza F, ne meccanica". La tensione meccanica un tensore
tradizionalmente chiamata forza, come intensit di secondo ordine. Nei gas e nei liquidi senza attrito,
della corrente di quantit di moto, cos possiamo in- gli elementi diagonali della matrice sono uguali tra
terpretare il momento meccanico M come intensit loro, gli altri elementi del tensore sono nulli. Il
della corrente di quantit di moto angolare. Per la tensore pu essere descritto con un solo numero: il
derivata rispetto al tempo della quantit di moto valore degli elementi della diagonale. Questa la
angolare L, vale notoriamente: grandezza che chiamiamo pressione.
dL Non difficile rappresentare concettualmente il
= M tensore di tensione meccanica. Una piccola porzio-
dt ne di materiale all'interno di un corpo pu essere
cio un'equazione di bilancio analoga a sottoposta a tre compressioni o trazioni indipenden-
ti, in tre direzioni perpendicolari tra loro. Per descri-
dp vere lo stato di tensione nel punto dove si trova la
= F
dt porzione di materiale abbiamo quindi bisogno di sei
valori:
o ancora a
- tre valori per caratterizzare le tre direzioni
dQ scelte (per fissare le direzioni di una base
= I
dt ortonormata ci vogliono tre numeri);
La trattazione di M come intensit della corrente - tre valori di tensione corrispondenti alle direzioni
di quantit di moto angolare per abbastanza labo- date.
riosa. Inoltre crea delle difficolt di comprensione
superabili unicamente dedicando loro molto tempo. Le tre direzioni scelte vengono dette direzioni prin-
cipali.
Ad esempio, non difficile capire che un albero mo-
tore sia attraversato da una corrente di quantit di Nel caso particolare di liquidi e gas, i tre valori di
moto angolare. Molto pi difficile vedere dove tensione sono uguali. Non pi necessario specifi-
fluisce la corrente di quantit di moto angolare in care le direzioni: tutte le direzioni sono equivalenti.
una ruota azionata da una cinghia di trasmissione. In Un altro caso particolare quello dove la tensione
questo e in molti altri casi non possibile localizzare diversa da zero in una sola direzione, come succede
la corrente di quantit di moto angolare: non si pu nella maggior parte delle applicazioni della mecca-
definire un campo della densit di corrente. nica trattate prima dell'idromeccanica. cos quan-
Per evitare questi problemi abbiamo introdotto il do una forza trasmessa da una corda oppure da una
momento meccanico come grandezza a s stante. sbarra, a condizione che la forza sia parallela alla
sbarra. Per descrivere uno stato di tensione di questo
2. Trasmissione di energia con la quantit di tipo sufficiente indicare una sola direzione e un
moto angolare solo valore di compressione o di trazione.
Analogamente alla relazione Nella maggior parte delle situazioni reali il tensore
della tensione assume la sua forma pi generale: per
P = v F, descriverlo ci vogliono tre numeri per le direzioni
principali e tre numeri per le tensioni corrispon-
con la quale si pu calcolare la corrente di energia, p. denti. Lo stato di tensione del legno di una tavola
es. attraverso una cinghia di trasmissione, per la caricata ne un esempio.
trasmissione di energia mediante un albero motore
vale
P = M. 2. La "onnidirezionalit" della pressione nei li-
quidi e nei gas
Anche se questa relazione molto utile, ad esempio
per la discussione degli ingranaggi, non la introdu- Mostrare che la pressione nei liquidi senza attrito e
ciamo in quanto si dovrebbe parlare di velocit nei gas "onnidirezionale", uno degli obiettivi
angolare e di radianti ma manca sicuramente il delle lezioni. Se gli studenti devono capire che si
tempo per farlo. Inoltre sarebbe auspicabile avere a tratta di una particolarit, o se pi semplicemente
disposizione un apparecchio maneggevole per la devono capire il senso dell'affermazione, allora de-
misurazione della quantit di moto angolare, ma vono prima conoscere il caso normale. Devono ren-
non cos. dersi conto che di solito la pressione non "onnidi-
rezionale", devono cio capire che un oggetto pu
subire tensioni diverse in direzioni diverse.
33

Che un oggetto solido possa essere sottoposto a ten- 10 Entropia e correnti di entropia
sioni diverse in direzioni diverse facile da imma-
ginare. Che le direzioni indipendenti siano esatta- 1. Entropia sin dall'inizio
mente tre invece pi difficile da capire e anche da Entropia e temperatura hanno nei processi termici
dimostrare con gli strumenti a disposizione nelle lo stesso ruolo di carica elettrica e potenziale elettri-
lezioni. Per questo motivo il fatto viene semplice- co nei processi elettrici e di quantit di moto e velo-
mente spiegato dal docente. cit in quelli meccanici. Entropia, carica elettrica e
quantit di moto sono grandezze estensive; tempe-
ratura, potenziale elettrico e velocit, le rispettive
3. Trasmissione idraulica di energia grandezze intensive "coniugate all'energia". Da
A nostro modo di vedere c' un aspetto dell'idraulica questa contrapposizione capiamo che l'entropia ha
che viene spesso trascurato. Il motivo principale che per la termologia la stessa importanza della carica
spiega la grande diffusione degli impianti idraulici elettrica per l'elettrologia e della quantit di moto
sta nel fatto che permettono di trasmettere comoda- per la meccanica. E le correnti di entropia hanno in
mente energia. Per questo motivo nel nostro corso il termologia un ruolo importante come le correnti
trasporto idraulico di energia avr un'importanza elettriche in elettrologia e le forze (correnti di quan-
maggiore di quella solitamente attribuitagli. tit di moto) in meccanica. quindi coerente comin-
ciare la termologia con l'entropia. Termologia senza
entropia solo una soluzione di ripiego.

2. La grandezza di stato entropia come misura


del calore
molto diffusa l'opinione che l'entropia sia una
grandezza difficile, di cui sia molto arduo farsi un'i-
dea. sicuramente cos se l'entropia viene introdot-
ta alla maniera di Clausius. Se invece la si introduce
statisticamente facile immaginarla come la misura
del disordine microscopico di un sistema. Questa
rappresentazione concettuale per di scarsa utilit
per la soluzione di problemi.
Di conseguenza abbiamo scelto una terza via per
l'introduzione dell'entropia, una via che si rif a
Callendar (1911) e che stata minuziosamente de-
scritta e motivata da Job (1972) e Falk (1985). Si
basa sulla comprensione del fatto che l'entropia
concorda molto bene con le caratteristiche del con-
cetto comunemente chiamato "calore" o "quantit
di calore". Questa concordanza cos buona da
poter affermare che non ci sono altre grandezze fisi-
che delle quali l'esperienza comune ci dia una rap-
presentazione concettuale migliore.
Naturalmente per la grandezza S non possiamo
utilizzare il nome "calore" in quanto in fisica questa
parola usata diversamente: si usa per definire,
anche se non del tutto unanimamente, la forma
differenziale Q = TdS. Farsi un'idea precisa di
questa forma per molto difficile, se non
impossibile. La Q dopo il segno differenziale
non nemmeno una grandezza fisica. A volte ci
viene espresso dicendo che Q una grandezza di
processo mentre entropia e energia sono grandezze
di stato. Detto cos sembrerebbe che le grandezze di
stato siano delle rarit. Invece tutte le grandezze co-
nosciute della fisica sono grandezze di stato, con
due sole eccezioni: il calore e il lavoro. cos
normale per chiunque considerare una grandezza
come una grandezza di stato, che di solito non viene
neanche in mente di sottolinearlo. La costruzione
poco felice, e da un punto di vista odierno anche
34

superflua, dei concetti di calore e lavoro, crea spes- 6. Osservazione e spiegazione nell'esperimento
so confusione tra gli studenti e persino tra i fisici
esperti. Nella discussione di molti esperimenti procediamo
nel modo seguente: innanzitutto descriviamo l'os-
Nel testo per studenti non usiamo la "grandezza di servazione. Questa descrizione consiste in un'af-
processo" Q in termologia, cos come in meccanica fermazione sulla temperatura, p. es.: "la tempe-
abbiamo operato senza il lavoro. ratura dell'acqua nel recipiente A diminuisce, quella
dell'acqua nel recipiente B aumenta." Poi chie-
diamo una spiegazione. Con ci intendiamo che
3. Effetti termici grandi e piccoli viene detto cosa succede all'entropia nel processo,
quindi nel nostro esempio: "dell'entropia va da A a
La decisione di introdurre l'entropia all'inizio della B". Confronta con l'osservazione 9 al capitolo 3.
termologia ci d anche la possibilit di ribilanciare i
temi trattati nelle lezioni di termologia. Fenomeni,
apparecchi e impianti il cui funzionamento viene 7. Quali sono i processi con la maggiore produ-
determinato grazie a correnti di entropia, p. es. zione di entropia?
motori termici, impianti di riscaldamento, pompe di
calore e il bilancio termico della Terra, sono messi C' spesso confusione su quali siano i processi con
in primo piano. Altri fenomeni tradizionalmente produzione di molta e quali di poca entropia. Sulla
trattati in un corso di termologia, sono messi in dis- Terra il processo che produce di gran lunga pi
parte: come la dilatazione termica dei corpi solidi, entropia di qualsiasi altro, l'assorbimento della
un effetto dell'ordine di grandezza 10-4. luce solare.

4. La scala di temperatura 8. Bibliografia


Spesso a scuola, ma anche all'universit, ci si creano CALLENDAR, H.L.: Proc. Phys. Soc. London 23,
inutili problemi nella definizione della scala di tem- 153, (1911).
peratura. Si comincia con la definizione di una scala
basata sulla dilatazione del mercurio, poi se ne in- FALK, G.: Entropy, a resurrection of caloric - a look
troduce una migliore basata sulla dilatazione dei gas at the history of thermodynamics. Eur. J. Phys. 6,
per giungere infine a una terza scala, l'odierna e vin- 108 (1989).
colante scala termodinamica. Da questa rievoca- JOB, G.: Neudarstellung der Wrmelehre - die
zione dell'evoluzione storica si potrebbe ricavare Entropie als Wrme. Akademische Verlagsgesell-
l'impressione che la determinazione di una scala di schaft, Frankfurt am Main (1972).
temperatura sia un compito particolarmente diffici-
le. In effetti per qualsiasi altra grandezza potremmo
cominciare introducendo una scala peggiore per in-
trodurne man mano di sempre migliori.
Il fatto che di solito non si cominci con la pi
comoda scala termodinamica conseguenza del
tentativo di trattare pi termodinamica possibile
senza usare l'entropia.

5. Illusioni sensoriali
Ci sono argomenti trattati a lezione che si sono quasi
trasformati in rituali. Cos la necessit di una misu-
razione della temperatura viene spesso giustificata
dall'estrema facilit con cui i nostri sensi possono
essere ingannati nella percezione della temperatura.
Illusioni sensoriali come questa sono un argomento
interessante. Si tenga per presente che accadono
con tutte le percezioni sensoriali: di luminosit e
colore, di altezza, distanza e velocit, di tempo, di
forza e massa, di intensit sonora e altezza del
suono. Naturalmente per gli esseri viventi queste
"illusioni" hanno una funzione importante e positi-
va, non rappresentano solamente un'inadeguatezza
dei nostri organi sensoriali. Senza dubbio le illusio-
ni sensoriali sono un argomento da corso di fisica.,
non dovrebbero per essere discusse solo sull'esem-
pio della temperatura.
35

11. Entropia e energia L'unico esperimento noto che permette di dimo-


strare direttamente l'entropia prodotta per "attrito
1. Sul significato della costante del materiale termico", l'oscillatore a gas descritto nel corso
"capacit termica specifica" PSSC (1974). In questo esperimento l'attrito ter-
La capacit entropica e la capacit entropica speci- mico provoca lo smorzamento di un'oscillazione
fica, che noi usiamo al posto della capacit termica meccanica. Purtroppo quasi impossibile costruire
specifica, non hanno un ruolo molto importante in l'esperimento senza l'aiuto di una buona officina.
questo corso. La dipendenza dal materiale della Possiamo ideare facilmente una variante dell'e-
capacit entropica specifica (cos come quella della sperimento PSSC dove l'attrito termico causa vera-
capacit termica specifica) molto piccola se con- mente un aumento di temperatura. Il trucco sta nel
frontata con quella di altre costanti del materiale forzare pi volte l'entropia di un gas attraverso una
(come la conducibilit elettrica, la conducibilit resistenza termica. Il gradiente di temperatura ne-
termica, la densit o varie costanti ottiche). La cessario si ottiene con ripetute compressioni ed
dipendenza dal materiale della capacit entropica espansioni isoentropiche del gas.
diventa ancora pi piccola se viene riferita alla
quantit di sostanza invece che alla massa. Per di pi
non c' praticamente nessun fenomeno basato sulla 4. Contenuto di entropia e contenuto di calore
differenza della capacit termica specifica di diver-
se sostanze. Giustificare in questo modo la differen- Per la trattazione di temi tradizionalmente associati
za tra il clima continentale e quello marittimo, come ai concetti di calore specifico, calore di evaporazio-
a volte si fa, sbagliato. (Il fatto che nell'acqua di ne e calore di fusione, l'entropia presenta parecchi
mare si possa immagazzinare pi entropia che nella vantaggi visto che, al contrario della "quantit di ca-
roccia della terraferma, dipende dal fatto che il mo- lore", una grandezza di stato. Quindi pu assumere
vimento dell'acqua permette un migliore trasporto il ruolo di un vero contenuto di calore. Di conse-
di entropia dalla superficie agli strati pi profondi guenza, nelle nostre lezioni sempre di primaria
che non sulla terraferma.) importanza il contenuto di entropia; le variazioni
di entropia sono interpretate come differenze dei
contenuti di entropia. Questo vale sia per i processi
2. Pompe di calore ideali legati a un aumento della temperatura che per le
transizioni di fase.
A lezione facciamo come se le pompe di calore di
cui parliamo funzionassero senza perdite, cio co- Con la forma di energia "quantit di calore" non si
me se non vi venisse prodotta entropia. Lo facciamo pu procedere allo stesso modo in quanto non esiste
con lo stesso diritto per cui nella trattazione dei un contenuto di calore fondato su questa grandezza.
motori elettrici, dei trasformatori o di macchine Si pu parlare solamente di calore fornito o ceduto
puramente meccaniche, inizialmente tralasciamo le calore fornito per intervallo di temperatura o calore
perdite. fornito in una transizione di fase. L'esperienza
insegna che non si riesce a far capire agli studenti
come mai questo concetto di "contenuto di calore"
3. Esperimenti sull' "attrito termico" non abbia significato fisico alcuno, soprattutto
perch gli esperimenti di mescolamento che tanto
Con un calcolo semplice e convincente si dimostra volentieri si fanno a lezione contribuiscono a soste-
che nell'esperimento descritto nel paragrafo 11.3, nere questa concezione errata.
Fig. 11.7, viene prodotta entropia. Non vale per la
pena effettuare veramente l'esperimento. Per misu-
rare l'intensit delle correnti di entropia non c' un 5. Valori d'entropia
procedimento facile come per esempio quello per
misurare l'intensit di una corrente elettrica. Gi la Il motivo per cui a molti fisici e insegnanti di fisica
misurazione delle correnti di energia sarebbe diffi- l'entropia appare sospetta, che non abbiamo il
cile e per di pi non vedremmo nemmeno ci che senso per i valori di questa grandezza. I chimici non
rende interessante l'effetto discusso, cio l'aumento hanno questo problema. Nelle loro tabelle per molte
di entropia. sostanze, oltre alla capacit termica, all'entalpia di
formazione e a valori di altre grandezze, potete
Se volessimo mostrare in modo convincente che trovare anche il contenuto di entropia (di solito per
l'entropia aumenta, dovremmo presentare un espe- mole) della sostanza a condizioni normali. Per al-
rimento nel quale qualcosa si riscalda. Nell' "espe- cune sostanze importanti si possono addirittura tro-
rimento" del paragrafo 11.3 per, la corrente di en- vare i valori di queste grandezze in funzione della
tropia ha la massima intensit proprio l dove la temperatura da T = 0 K su su fino a qualche centi-
temperatura pi bassa: all'estremit fredda della naio di Kelvin, superando le transizioni di fase pi
sbarra. Questa non assolutamente una contraddi- disparate. Consigliamo anche agli insegnanti di fisi-
zione. Dobbiamo solo immaginare che la velocit ca di convincersi di quanto sia comodo l'uso di que-
della corrente d'entropia sia pi grande che all'estre- ste tabelle.
mit calda.
36

6. Vantaggi e svantaggi della tradizionale quan- 12. Transizioni di fase


tit di calore
1. Transizioni di fase come reazione chimica
A favore della tradizionale "quantit di calore" si
possono esprimere i seguenti argomenti: Una transizione di fase un caso speciale di reazio-
ne chimica: il caso in cui un'unica sostanza iniziale
1. Gli esperimenti di mescolamento si interpretano si trasforma in un'unica sostanza finale. Si potrebbe
facilmente facendo dei bilanci energetici, visto che essere indotti a credere che il potenziale chimico sia
l'energia rimane costante. Per contro, mescolando si particolarmente adatto per trattare le transizioni di
produce entropia. Dopo il processo di mescolamen- fase. In generale anche cos. Le transizioni tra le
to la quantit di entropia quindi maggiore di prima. fasi solida, liquida e gassosa sono per un'eccezio-
2. In un ampio intervallo di temperatura la capacit ne, in quanto di solito si svolgono senza nessun
termica specifica costante, cio indipendente dalla ostacolo. Nei casi pi importanti le fasi sono sempre
temperatura. La capacit entropica specifica in- in equilibrio chimico. Ci significa che la differenza
vece, ottenuta dalla capacit termica specifica divi- di potenziale chimico tra le fasi nulla e quindi il
dendo per la temperatura, dipende dalla tempera- potenziale chimico non appare nemmeno come una
tura. variabile.
Crediamo che questi svantaggi dell'entropia non
siano gravosi se paragonati agli svantaggi connessi 2. Entropia e entalpia
all'uso della "quantit di calore", che non una
grandezza di stato. Quando in termologia si pone in primo piano l'ener-
gia invece dell'entropia, sorgono dei problemi che
Aggiriamo il primo dei due problemi svolgendo appaiono particolarmente evidenti nella trattazione
degli esperimenti di mescolamento dove le diffe- del processo di evaporazione. Se facciamo evapora-
renze di temperatura non sono troppo elevate. In re acqua con un riscaldatore a immersione, l'energia
quel caso la quantit di entropia prodotta piccola in che il riscaldatore cede durante l'evaporazione non
rapporto all'entropia trasportata. si ritrova interamente nel vapore acqueo, come gli
Riguardo al secondo punto: questo vantaggio dell'e- studenti potrebbero supporre. Una parte di questa
nergia sull'entropia non di fondamentale impor- energia necessaria per "spingere via l'atmosfera".
tanza. Dopotutto anche la tradizionale capacit ter- Per l'entropia invece le aspettative sono rispettate:
mica specifica indipendente dalla temperatura l'entropia proveniente dal riscaldatore finisce sem-
solo in un'intervallo di temperatura limitato. Il plicemente nel vapore. Tradizionalmente un pro-
calcolo con la capacit entropica specifica s un po' cesso del genere descritto anche dicendo che l'e-
pi faticoso di quello con la capacit termica speci- nergia ceduta dal riscaldatore a immersione provo-
fica, ma per molti problemi sufficiente prendere il ca una variazione equivalente dell'entalpia dell'ac-
valore medio della capacit entropica. qua. L'entalpia s una grandezza di stato, ma
comunque assolutamente inadatta per la scuola e in
particolare in un corso per principianti: non una
7. Bibliografia grandezza estensiva. Non c' nessuna corrente di
entalpia e non ha nessun senso parlare di conserva-
PSSC: Physik. S. 380. Friedrich Vieweg & Sohn, zione o di non conservazione dell'entalpia.
Braunschweig (1974).
37

13. I gas 14. La luce


La relazione tra S, V, T e p nei gas La termodinamica della luce
I gas sono molto interessanti per la termodinamica Nel capitolo 14 vengono trattati alcuni argomenti
perch le variabili termiche S e T sono accoppiate che appartengono alla "termodinamica della luce".
alle variabili meccaniche p e V. Questo accoppia- La luce un sistema di decisiva importanza per il
mento si manifesta ad esempio nel fatto che il bilancio termico della Terra. Purtroppo le sue carat-
coefficiente di dilatazione volumica teristiche termiche sono cos peculiari da imporre
severi limiti alla sua trattazione a questo livello.
1 V (T ,p) Finch la luce si trova in una cavit radiante, cio
=
V finch rinchiusa in un recipiente, si comporta
ancora abbastanza bene. I problemi nascono quan-
molto grande. Questo accoppiamento il motivo do esce dalla cavit e forma dei raggi. Per questa
per cui con i gas si possono costruire motori termici luce non c' un sistema di riferimento a riposo, e
ed responsabile di molti fenomeni atmosferici. questa la causa delle sue insolite caratteristiche
La relazione quantitativa tra le quattro variabili cita- termiche.
te comunque troppo complicata per essere trattata
a questo livello. Innanzitutto nella relazione appaio- Una delle particolarit il fatto che la relazione tra le
no il logaritmo o la funzione esponenziale. Ma una intensit delle correnti di energia e entropia non
difficolt ancora maggiore data dal fatto che il pi
numero di variabili in gioco sia cos elevato. P = TIS ,
Naturalmente ci si potrebbe limitare alla trattazione
di relazioni parziali, come la legge di Boyle- ma
Mariotte. Per proprio questa legge la meno in- P = (3/4)TIS ,
teressante nelle sue applicazioni perch descrive
processi isotermi. I processi isoentropici sono dove P e IS sono le intensit della corrente di
molto pi importanti. energia rispettivamente di entropia e T la tempe-
Quindi suggeriamo una versione dove si considera ratura del corpo radiante.
l'interazione tra tutte e quattro le variabili ma solo da Un'altra particolarit: la luce termica che proviene
un punto di vista qualitativo. Sperimentalmente da una sorgente, come il Sole, occupa uno spazio
possibile evidenziare molto bene questa interazione sempre pi grande. In questo processo di espansio-
e gli studenti sviluppano piuttosto in fretta una certa ne per, n l'entropia n la temperatura della luce
sicurezza nel dire in che modo le quattro grandezze cambiano. Quindi questo non un processo di
cambiano il loro valore nei processi pi disparati. espansione nel senso termodinamico. (Un bell'e-
Non devono quindi imparare a memoria le relazioni sempio di vero processo di espansione della luce la
riassunte in Fig. 13.9. Dovrebbero piuttosto essere dilatazione della radiazione di fondo dovuta all'e-
in grado di ricostruire queste regole basandosi sulla spansione dell'universo. un'espansione isoentro-
concezione che hanno dei gas. pica in cui la temperatura diminuisce, esattamente
come farebbe per un gas materiale.)
I temi del capitolo 14 sono stati scelti in modo da
evitare questi problemi. Affrontarli richiederebbe
troppo tempo.
38

15. Dati e portatori di dati lando da qualche parte una rilettura. La lista degli
argomenti da attualizzare troppo lunga per per-
1. Contenuti di un'unit didattica sulla tecnica mettere di procedere cos. Durante lo sviluppo del
dei dati curricolo ci si deve chiedere in permanenza se il
Al giorno d'oggi la tecnica dei dati, o tecnica dell'in- nuovo non offra qualche punto di vista che permetta
formazione, ha un ruolo importante in quasi tutti gli di semplificare il vecchio, se non sia possibile tratta-
aspetti della nostra vita. Molte delle apparecchiatu- re vecchio e nuovo contemporaneamente. Ci si deve
re presenti in casa servono a trasmettere o a imma- chiedere se aspetti del corso apparentemente diversi
gazzinare dati: la radio, il televisore, il videoregi- non siano casi particolari della stessa cosa.
stratore, la macchina fotografica, la videocamera e i La ricerca di punti di vista di ordine superiore non ha
rispettivi proiettori. Ci sono installazioni pubbliche solo motivazioni di economia didattica. Un corso
che servono a trasmettere dati: il telefono, il fax, ma che pone in primo piano gli aspetti tecnici destina-
anche la posta. Libri e giornali servono a trasmettere to a invecchiare. Un esempio: se nel corso si parla di
e immagazzinare notizie. I dati sono trasportati in computer, lo si fa sulla base di come i computer sono
cavi di rame o fibre ottiche, con le onde dirette o at- fatti ora. In quanto apparecchiatura elettronica verr
traverso i satelliti. Alla tecnica dei dati appartengo- assegnata all'elettrologia. Ma ci si deve chiedere se
no anche procedure di rilevazione come il radar o non ci siano cose da dire sul computer che non di-
l'ecoscandaglio. In linea di principio, ogni procedu- pendono dalla sua particolare realizzazione tecnica.
ra di misura fa parte della tecnica dei dati. La dia- Un computer non deve per forza lavorare elettroni-
gnostica medica ne un esempio. Ci appare parti- camente. In linea di massima potrebbe anche fun-
colarmente evidente in procedimenti moderni come zionare meccanicamente. Un giorno ci saranno i
per esempio la tomografia. computer ottici, e il cervello una specie di compu-
Ovviamente il rappresentante pi attuale tra le ap- ter elettrochimico.
parecchiature relative alla tecnica dei dati il com- Per lo stesso motivo ci si deve chiedere se sia possi-
puter. bile fare delle affermazioni sul computer senza pre-
La trasmissione, l'immagazzinamento e l'elabora- supporre la sua architettura attuale. Il cervello ad e-
zione dei dati sono molto importanti anche nei siste- sempio, fatto in modo completamente diverso, e i
mi biologici. I nostri organi sensoriali servono a re- calcolatori con un'architettura a multiprocessore,
gistrare dati, i nervi servono a trasmetterli e il cer- cos come i calcolatori basati sulle reti neuronali,
vello a elaborarli e immagazzinarli. Attraverso la hanno un ruolo sempre pi importante.
parola e la gestualit, i dati vengono emessi. Sul pia- Infine, dovrebbe essere possibile fare delle afferma-
no molecolare la "tecnica" dei dati nei sistemi biolo- zioni riguardanti le attivit di un computer senza che
gici ha un'influenza ancora pi estesa. dipendano dal tipo di problemi affrontato: risolvere
Tutti questi fenomeni, dispositivi tecnici e procedi- un'equazione differenziale, riconoscere un modello
menti hanno qualcosa in comune: hanno a che fare o eseguire calcoli.
con la trasmissione, l'immagazzinamento e l'elabo- Di conseguenza, nel nostro corso i diversi fenome-
razione dei dati. Questi elementi comuni sono evi- ni, procedimenti e dispositivi della tecnica dei dati
denti, non c' bisogno di essere uno specialista per vengono trattati a partire da punti di vista comuni.
riconoscerli.
Non perseguiamo questo obiettivo solo per ragioni
Ci si dovrebbe quindi aspettare che questi elementi di economia didattica. Il semplice fatto che ci siano
comuni abbiano portato a una descrizione scientifi- dei punti di vista comuni gi un aspetto didattico
ca omogenea, a una descrizione che permetta di ri- importante.
conoscere una struttura unitaria. Purtroppo non il
caso. Si sono sviluppate diverse singole discipline,
come ottica, acustica, elettronica, metrologia, tecni- 2. La misura di Shannon per la quantit di dati
ca delle telecomunicazioni, informatica e altre an-
cora. Due di queste discipline sono entrate a far par- Se vogliamo dare una descrizione fisica capace di
te della fisica: l'ottica e l'acustica. Da altre, alcuni includere tutti i fenomeni e i dispositivi tecnici che
procedimenti particolari hanno trovato spazio nel- conta la tecnica dei dati, dobbiamo munirci dell'at-
l'insegnamento della fisica, per esempio l'elettroni- trezzo adatto. Per un fisico gli attrezzi pi importan-
ca o la tecnica delle telecomunicazioni. Un'ulteriore ti sono le grandezze fisiche. Quindi cerchiamo una
parte della tecnica dei dati viene trattata dalla biolo- grandezza che serva a descrivere i fenomeni discus-
gia. si nel paragrafo precedente.
La separazione di varie branche della tecnica dei da- Attorno a met del XIX secolo la situazione era
ti in sottodiscipline distinte, spesso fondata su con- molto simile. Allora, le descrizioni scientifiche del-
siderazioni di carattere tecnico abbastanza superfi- la meccanica, dell'elettrologia e della termologia e-
ciali, ha uno svantaggio: nella fisica dei dati non si rano ancora abbastanza indipendenti, anche se da
riesce a riconoscere una struttura unitaria. tempo si sapeva che dovevano essere in relazione.
Queste relazioni furono incluse nella teoria nel mo-
A lungo termine un corso non pu permettersi di mento in cui si costru una nuova grandezza fisica:
procedere in questo modo, cio aggiungendo o infi- l'energia.
39

Il fatto che l'energia abbia acquisito una tale impor- procedimenti di misurazione, i valori di H in so-
tanza dipende, tra le altre cose, anche dal fatto che stanza si ottengono contando.
una grandezza estensiva.
L'uso della grandezza H facilitato anche dal suo
Considerati i vantaggi portati alla fisica dall'intro- carattere estensivo.
duzione dell'energia, sarebbe auspicabile costruire
una grandezza di carattere estensivo che riassuma i
vari ambiti della tecnica dei dati. Siamo nella fortu- 3. "Informazione" o "quantit di dati"?
nata condizione di non dover costruire una grandez-
za del genere, perch c' gi: la misura della quan- Shannon chiam la grandezza H da lui definita "en-
tit di dati, o di informazione, introdotta da C. Shan- tropia della sorgente di informazione". Poco dopo
non (Shannon, Weaver 1949). l'introduzione di questa grandezza un altro nome
cominci ad affermarsi sempre pi. Molti autori la
Questa grandezza si affermata da tempo nella tec- chiamavano semplicemente "informazione". Una
nica dell'informazione ed diventata la grandezza scelta infelice, e vogliamo spiegare perch.
centrale di una teoria specifica: la teoria dell'infor-
mazione. Ma finora la possibilit di servirsene per Innanzitutto va notato che nella letteratura scientifi-
ordinare in modo sistematico la tecnica dei dati non ca la parola informazione assume significati diver-
quasi mai stata sfruttata. si. Il nome "informazione" per la grandezza H si
trova prevalentemente nei libri sulla teoria dell'in-
La misura dell'informazione di Shannon, o quantit formazione. In informatica invece, con "informa-
di dati, definita come zione" si intende qualcos'altro, e il significato assu-
me sfumature diverse da autore a autore. In ogni ca-
so la parola riferita a un singolo messaggio, non il
H= pi ld pi bit nome di una grandezza fisica.
Ma soprattutto riteniamo inadeguato il nome infor-
mazione per la grandezza H, in quanto inevitabil-
La grandezza una misura della quantit di dati (e- mente evoca negli studenti false associazioni di i-
spressa in bit) portata da un segno. N il numero dee. "Informazione" anche una parola comune il
totale di segni utilizzati. pi la probabilit che cui significato non d'aiuto se vogliamo capire la
compara l'i-esimo segno. "ld" il logaritmo in ba- grandezza fisica H; piuttosto un ostacolo.
se due. Con questa equazione si possono calcolare
sia la quantit di dati immagazzinata in un conteni- Il fatto che il significato comune della parola "infor-
tore, sia la quantit di dati trasmessa attraverso un mazione" si differenzi sotto molti aspetti dalla gran-
conduttore in un determinato intervallo di tempo. dezza H, pu essere dedotto analizzando la seguente
A prima vista questa equazione sembra troppo diffi- ragionevole affermazione: "mi ha dato un'informa-
cile e inadatta a un corso per principianti. Non pre- zione importante riguardo a certi eventi".
suppone forse la comprensione del logaritmo e del Prima di tutto in questo caso la parola informazione
concetto di probabilit? Ma un'analisi pi attenta ri- si riferisce a un unico messaggio. La frase non deve
vela che H si pu esprimere in una forma pi ele- caratterizzare una quantit di messaggi.
mentare e che in questo modo la grandezza diventa
addirittura semplice. In secondo luogo il messaggio viene qualificato
All'inizio ci limitiamo a quei processi dove tutti gli dall'aggettivo "importante", non secondo criteri fi-
N simboli sono equiprobabili, cio quando: sici, ma umani. In ogni caso nel linguaggio comune
ha senso parlare di informazione solo se, nella tra-
p1 = p2 = ... = pN = 1/N smissione, l'ultimo anello della catena una perso-
na. Ma la grandezza H non consente valutazioni
Dall'equazione che definisce H otteniamo secondo parametri umani. Ed pure del tutto irrile-
H = ldN bit vante il coinvolgimento o meno di una persona in
una qualunque fase della trasmissione.
In questa forma le probabilit non appaiono pi.
Tuttavia c' ancora il logaritmo. Ma visto che l'e- Terzo: la frase citata dimostra che nel linguaggio
quazione equivalente a comune l'informazione riguarda sempre qualcosa.
In modo pi formale possiamo dire: il sistema A ri-
2H/bit = N, ceve dal sistema B informazione sul sistema C.
Quando la parola informazione viene usata per la
anche gli studenti che non conoscono il logaritmo grandezza H, questo fatto porta a delle concezioni
possono calcolare facilmente il valore di H a me- curiose della grandezza stessa. Effettivamente H,
no di un intero: basta loro cercare la potenza di due come grandezza estensiva, associata a una regione
pi vicina a N. dello spazio, cio a un unico sistema fisico. Se pen-
Abbiamo cos trovato la propriet della quantit di siamo a una corrente di H entra in gioco un secondo
dati che ne fa una grandezza particolarmente como- sistema. Ma l'identificazione di un terzo sistema, in
da da usare. Mentre i valori di altre grandezze sono questo ambito non ha nessun senso.
spesso determinabili solo applicando complicati
40

La denominazione proposta da noi, "quantit di da- mente dal sistema di riferimento scelto dall'osserva-
ti", non ha questi svantaggi. costruita analoga- tore. Ad esempio, il valore della quantit di moto di
mente a "quantit di sostanza", la denominazione un'automobile dipende dal sistema di riferimento
ampiamente accettata per la grandezza n. La parola nel quale si descrive il moto. Questa considerazione
"quantit" suggerisce che non si tratti di una singola non cambia il fatto che si tratta della quantit di mo-
informzione, bens di una misura per la quantit di to dell'automobile, e non della quantit di moto del
informazione, di testo, di immagini, ecc. - in breve: sistema di riferimento o dell'osservatore.
di dati. La parola "dati" sottolinea che il significato
contenuto nell'informazione non ha rilevanza. Tra Di conseguenza, ogni volta che a lezione si parla di
l'altro, per lo stesso motivo Schopenhauer chiamava quantit di dati lo si deve fare identificando chiara-
"dati" i segnali trasmessi dagli organi di senso al mente il sistema nel quale sono contenuti i dati, ri-
cervello. spettivamente i sistemi che se li scambiano.

Inoltre la parola dati riferita alla misura di Shannon I dati possono anche fluire a una persona ed essere
ha l'indubbio vantaggio di essere gi ampiamente u- immagazzinati nel suo cervello. Ma in una situazio-
tilizzata nella terminologia informatica e della tec- ne del genere la persona non ha il ruolo di osservato-
nica dei dati. Cos si parla di trasmissione di dati, e- re, bens quello di un normale sistema fisico. Una
laborazione di dati, memorizzazione di dati, input e persona pu anche avere quantit di moto, senza a-
output di dati, banca dati, ecc. Suona pi naturale di- vere il ruolo di osservatore, cio di chi stabilisce il
re: "la memoria contiene una grande quantit di da- sistema di riferimento.
ti" piuttosto che "la memoria contiene molta infor-
mazione".
7. I vantaggi dell'additivit
Nel calcolo della quantit di dati sfruttiamo spesso
4. Il significato di un messaggio l'additivit di H, senza per precisarlo esplicitamen-
A volte si tenta di distinguere tra "messaggio, inclu- te. Immaginiamo di dover calcolare la quantit di
so il suo significato" e "messaggio, escluso il suo si- dati di un'immagine composta da una griglia di
gnificato" servendosi di parole diverse. Weaver ad 2020 = 400 punti, ognuno dei quali pu assumere
esempio (Shannon, Weaver 1949) parla di "messag- uno tra i quattro colori nero, grigio scuro, grigio
gio"nel primo caso e di "segno"nel secondo. chiaro e bianco. Un metodo per calcolare la quantit
di dati dell'immagine si serve del numero totale di
Ma la necessit di una tale distinzione si sente solo segni, cio il numero totale di immagini possibili. In
nel caso in cui il ricevitore del messaggio un essere queso caso ammonta a 4400. Non molto facile far
umano. In realt la presenza o meno di una persona capire agli studenti come si ottiene questa potenza.
in un qualsiasi momento della trasmissione irrile- Inoltre il valore N molto elevato, ben oltre i va-
vante. E la distinzione tra dati con e senza significa- lori contenuti nella nostra tabella delle potenze di 2.
to crea probabilmente pi confusione che chiarezza.
Quindi procediamo in altro modo: facile rendersi
conto che la quantit di dati di ogni singolo punto
dell'immagine 2 bit. A causa dell'additivit di H,
5. La precisione del numero di bit per tutta l'immagine otteniamo:
La formula che permette di calcolare H ha una ca- H = 400 2 bit = 800 bit.
ratteristica molto comoda: il valore di H non molto
sensibile agli errori nella stima di N. Anche quan- Se gli studenti conoscessero i logaritmi avrebbero
do il numero di segni molto incerto, il valore di H si potuto ottenere lo stesso risultato in un altro modo:
ottiene con buona precisione. Non vale nemmeno la
pena investire molto tempo nella determinazione H = ld (4400) bit = 400 ld 4 bit = 800 bit.
dell'esatto numero di segni.
8. La ridondanza
6. A cosa viene associata la grandezza "quantit Un codice binario si dice ridondante se un segno
di dati"? porta meno di un bit, cio se i due segni non sono e-
Il modo con il quale solitamente la letteratura scien- quiprobabili. Visto che i trasporti di dati con segni di
tifica utilizza la misura dell'informazione di Shan- probabilit diversa verranno trattati pi avanti, an-
non, causa spesso confusione. In particolare non si che la ridondanza non viene affrontata fino a quel
riesce a capire a cosa viene associato il valore della momento.
grandezza. Di solito la grandezza H detta "infor-
mazione" e si trovano frasi del tipo: "l'informazione
di questa situazione ...", oppure "l'informazione 9. Bibliografia
sul sistema conosciuta dall'osservatore ammonta HERRMANN, F., SCHMLZLE, P.: Daten und E-
a...". nergie. J. B. Metzler und B. G. Teubner, Stuttgart
H una grandezza fisica e come tutte le grandez- (1987).
ze fisiche associata a un sistema fisico - non a una SHANNON, C. E., WEAVER, W.: The mathemati-
situazione o a un osservatore. Il valore di una gran- cal Theory of communication, University Press, Ur-
dezza pu dipendere dall'osservatore, o pi precisa- bana (1949).
41

16. Elettricit e correnti elettriche fluisce con il suo nome, elettricit. E per sottolinea-
re che con lunit di misura ampere si misura
1. Cominciare con l'elettricit ferma o con l'elet- lintensit della corrente poniamo laccento sul
tricit che scorre? fatto che ampere solo unabbreviazione di cou-
Prima di affrontare lelettrologia ci si deve chiedere lomb al secondo.
se iniziare trattando le correnti elettriche o lelettro- Questo aspetto va affrontato con molta cura, altri-
statica. L'insegnamento sarebbe pi comodo se non menti lintensit di corrente rischia facilmente di
fosse necessario porci questa domanda. essere confusa con la tensione o con il potenziale.
Se dovessimo aiutare unipotetica persona che non Confusioni del genere sono favorite da espressioni
abbia mai visto un liquido a familiarizzarsi con le come: c corrente, sicuramente usata da ogni stu-
propriet dellacqua, non ci verrebbe sicuramente dente.
in mente di cominciare limitandoci al caso dellac- Quando diciamo che in un filo fluisce elettricit o
qua che scorre oppure al caso dellacqua accumu- pi semplicemente parliamo dellelettricit che si
lata e ferma. Mostreremmo subito che lacqua pu trova nel filo, ci riferiamo naturalmente solo alla
essere tenuta in un contenitore e che pu scorrere da parte in movimento della carica elettrica totale.
un punto a un altro. Allinizio dellelettrologia evitiamo di parlare del
Se facciamo termologia consideriamo fin dallini- fatto che lelettricit pu avere due segni. In
zio sia lentropia immagazzinata in un corpo sia le particolare evitiamo di parlare del moto del portato-
correnti di entropia. E in meccanica meglio intro- re della carica. Visto che il portatore della carica si
durre parallelamente quantit di moto e correnti di muove spesso in direzione opposta alla corrente
quantit di moto, cio forze. elettrica nascerebbero discussioni improduttive su
segni e direzioni.
Perch in elettrologia non possibile fare la stessa
cosa? Perch in natura le correnti di elettricit si
manifestano chiaramente solo in quegli esperi- 2. La parola corrente
menti dove lelettricit non si accumula da nessuna
parte. La quantit di elettricit accumulata negli e- Corrente" una parola comune. Al di l del suo
perimenti di elettrostatica sempre cos piccola che significato originale, come nel senso di corrente
le correnti generate, scaricandosi a terra, sono diffi- dacqua, ampiamente usata per indicare quello che
cilmente percepibili. I metodi che permettono di per i fisici energia tramessa elettricamente. Lo si
misurare queste correnti di brevissima durata (ad deduce dalle seguenti frasi comunemente usate: la
esempio con un LED) sono molto diversi da quelli corrente viene dalla presa, o forniamo corrente a
con cui si misurano correnti normali, cio sfrut- prezzi vantaggiosi. Si noti che qui dicendo corren-
tando la produzione di calore o i loro campi magne- te evidentemente si intende lenergia stessa e non la
tici. corrente di energia (nel senso fisico del termine).
Daltro canto nemmeno correnti elettriche intense, Questa accezione della parola corrente alquanto
dellordine di 1 A, che fluiscono anche per parec- simile a ci che un fisico intende con corrente, cio
chio tempo, causano laccumularsi di carica sui la corrente elettrica. Possono facilmente nascere
corpi o sugli apparecchi. La carica elettrica delle confusioni. Per questo motivo consigliamo di non
varie parti coinvolte praticamente nulla. omettere mai laggettivo elettrica. Per sottolinea-
re ancora di pi cosa scorre effettivamente, ogni
I fenomeni elettrici si dividono quindi in due classi tanto si pu anche parlare di corrente di elettricit.
che hanno pochi aspetti comuni.
A questo proposito c un altro problema. Noi fisici
Abbiamo deciso di cominciare dai fenomeni dei usiamo spesso espressioni come: la corrente di 2
quali ogni studente ha pi esperienza diretta: dalle A. Non indichiamo il fenomeno dellelettricit che
correnti elettriche. La conseguenza che nelle le- fluisce come corrente ma la grandezza fisica I,
zioni parliamo della corrente di qualcosa che non ulteriore causa di confusione. Non si dimentichi
ancora possibile osservare quando non scorre. quindi che la grandezza I lintensit della cor-
Parliamo di propriet dellelettricit che si mani- rente. meglio dire: lintesit della corrente 2 A
festano solamente quando lelettricit fluisce e non oppure la corrente ha unintensit di 2 A, pi o
di propriet dellelettricit statica, che non fluisce. meno come si dice 20 kg di patate.
Procedendo in questo modo sembrerebbe addirit-
tura che lelettricit statica non abbia alcuna pro-
priet in quanto lo studente non ha ancora imparato 3. Elettricit o carica elettrica?
che noi non notiamo nessuna propriet delle- Usiamo le parole carica elettrica (in breve: carica)
lettricit, per esempio in un filo, solo perch il filo ed elettricit come sinonimi. Allinizio preferiamo
non carico, perch gli effetti (i campi) dellelet- comunque la parola elettricit. Usando il termine
tricit positiva e negativa si annullano. comune carica spontaneo chiedersi cosa sia ca-
Nelle lezioni per, per dare unidea chiara della rico e allinizio dellelettrologia vorremmo evitare
corrente elettrica, fin dallinizio chiamiamo ci che la questione del portatore della carica elettrica.
42

Inoltre nel corso si gi parlato di come un portatore La regola dei nodi un caso particolare dellequa-
di energia sia caricato di energia. In quel caso, anche zione di bilancio per la carica elettrica:
se non espresso in questi termini, era lenergia ad es-
serne il carico. dQ
Non useremo quindi la parola carica per la gran- dt
+
dezza Q prima di iniziare a parlare del portatore
della carica. Se allinterno di una regione dello spazio la carica
non cambia, allora:

4. Potenziale elettrico e tensione


Introduciamo il potenziale elettrico prima della
tensione; parliamo della differenza dei valori di una
grandezza solo dopo che la grandezza stessa sia cio: lintensit totale della corrente che attraversa
stata presentata (Herrmann, Schmlzle 1984). la superficie uguale a 0 A. Quindi, la regola dei no-
di vale per una regione dello spazio (che contiene il
Il problema che sorge cominciando dalla tensione o nodo) fintanto che il valore della carica non cambia.
addirittura limitandosi alla tensione noto alla La regola delle maglie una caso particolare della
maggior parte dei docenti: gli studenti tentano di seconda equazione di Maxwell:
assegnare una tensione a un solo punto di un
circuito, come espresso nella tipica frase: il filo
sotto tensione.
Durante la lezione utile sottolineare che in una
frase la parola tensione dovrebbe sempre essere
seguita dalla preposizione tra. Mentre si pu dire: Se il flusso magnetico in una curva chiusa resta
il potenziale di questo filo si deve dire: la invariato, allora
tensione tra questi due fili .
Operare con il potenziale permette inoltre lapplica-
zione del metodo della marcatura con i colori per i
segmenti di conduttore.
cio: lintegrale lungo questa curva dellintensit
del campo elettrico uguale a zero. La regola delle
5. Lo zero del potenziale maglie vale quindi fintanto che il flusso magnetico
attraverso la maglia del circuito considerato non
Un problema pratico che si presenta lavorando con cambia.
il potenziale elettrico che i valori del potenziale nei
vari punti di un circuito senza messa a terra non sono
noti e dipendono da influssi difficilmente controlla- 7. La legge di Ohm
bili. Affinch le condizioni siano sempre chiare, Nellambito del nostro corso la legge di Ohm viene
durante le lezioni i circuiti sono sempre messi a terra osservata in due strutture: prima in un pezzo di filo
da qualche parte. qualsiasi (la cui temperatura non deve variare
troppo al fluire della corrente) e in seguito in un
resistore.
6. La regola dei nodi e la regola delle maglie
Per la maggior parte delle domande che ci poniamo
La regola dei nodi e la regola delle maglie sono non importante che un certo filo soddisfi la legge
molto utili per i calcoli relativo alle reti elettriche. Il di Ohm. Dopotutto presupponiamo quasi sempre
loro campo dapplicazione molto vasto: a diffe- che la resistenza di una filo sia trascurabile.
renza della legge di Ohm non dipendono dalle
caratteristiche dei materiali. Di conseguenza nel no- Il fatto che un resistore soddisfi la legge di Ohm s
stro corso hanno un ruolo particolarmente impor- importante, ma non aiuta certo molto a comprende-
tante. re la natura, in quanto i resistori sono costruiti
appositamente per soddisfare la legge di Ohm,
Non nemmeno necessario formulare esplicita- cio per avere una curva caratteristica ohmica.
mente la regola delle maglie. Viene applicata auto-
maticamente dagli studenti appena lavorano con il
potenziale elettrico. Se a ogni punto di un circuito 8. Curve caratteristiche
associato un valore del potenziale, allora vale che la
somma delle differenze di potenziale tra le estremi- Per sottolineare il fatto che nel tracciare una curva
t dei lati che costituiscono una maglia uguale a caratteristica la variabile indipendente, quella che si
zero. pu variare a piacimento, la tensione mentre
lintensit di corrente la variabile che non si pu
Sui limiti delle regole dei nodi e delle maglie: regolare ma che osserviamo come risultato della
43

tensione scelta, ci piace procedere senza nemmeno 18. Il campo magnetico


usare un voltmetro, ma leggendo la tensione diretta-
mente sulla manopola di regolazione dellalimenta- 1. I campi come strutture concrete
tore. Viene data importnza all'introduzione dei campi co-
Ovviamente si potrebbe anche dare limpressione me dei sistemi fisici da prendere seriamente. In pri-
opposta: che noi impostiamo una corrente e che la mo luogo ci corrisponde all'interpretazione della
tensione si regola di conseguenza. Basterebbe ser- moderna teoria dei campi, in secondo luogo facile
virsi di un alimentatore stabilizzato di corrente in- da capire (Herrmann 1989,1990).
vece che di un alimentatore stabilizzato di tensione. Maxwell defin il campo elettrico come "... lo spazio
Non procediamo in questo modo perch abbiamo che circonda un corpo elettrizzato, sempre che nello
scelto di indicare la differenza di potenziale elettri- stesso si manifestino dei fenomeni elettrici." Le o-
co (in generale: la differenza dei valori della varia- dierne formulazioni che tentano di definire il cam-
bile intensiva) come spinta o causa. po, ricordano molto la definizione di Maxwell.
Molto spesso il campo viene descritto come "una re-
gione dello spazio" dove succede qualcosa, o dove
9. Resistenze in serie e resistenze in parallelo agiscono determinate forze.
Nel nostro corso le resistenze in serie e in parallelo Oggigiorno per una descrizione del genere diffi-
vengono trattate solo nellambito degli esercizi. In- cilmente comprensibile. Ai tempi di Maxwell non
oltre negli esercizi si combinano unicamente resi- era cos. Per Maxwell e i suoi contemporanei lo spa-
stenze uguali. Le regole corrispondenti non sono zio era riempito di un mezzo, l'etere. Spazio ed etere
inserite nella lista delle leggi importanti. Il motivo coincidevano. Quindi il campo era semplicemente
per dare allargomento meno importanza di quanto uno stato di questo mezzo. Ma visto che nel frattem-
si faccia di solito che gli apparecchi con una curva po l'etere stato bandito dalla fisica, la citata formu-
caratteristica ohmica sono dei casi particolari. Il lazione di Maxwell diventa estremamente poco in-
campo di applicazione delle regole di combinazione tuitiva.
risulta quindi molto limitato. Inoltre, per coerenza,
si dovrebbero formulare le stesse regole anche per
altre correnti: per correnti di quantit di moto, 2. Interazioni magnetiche ed elettriche
correnti di entropia e infine anche per correnti dac-
qua. Non si fa perch largomento non ritenuto Formulazioni come "i poli uguali si respingono, i
sufficientemente importante. poli opposti si attraggono", risalgono a prima di Fa-
raday, ai tempi quando le interazioni erano descritte
come interazioni a distanza. Malgrado da pi di 100
10. Bibliografia anni pi nessuno scienziato creda a interazioni del
genere, usiamo ancora le vecchie formulazioni e, di
HERRMANN, F., SCHMLZLE, P.: Das elektri- conseguenza, promuoviamo la vecchia concezione.
sche Potential im Unterricht der Sekundarstufe I.
MNU 37/8, 476 (1984). Visto che questa descrizione delle interazioni ma-
gnetiche gi nota a ogni studente prima ancora di
frequentare il corso, inizialmente la adottiamo, per
sostituirla subito con una formulazione da intera-
zione a contatto: "i poli uguali sono respinti dal loro
campo magnetico, i poli opposti vengono attratti".
Lo stesso vale per le interazioni elettriche.

3. Due tipi di polo magnetico


La carica magnetica una grandezza che pu assu-
mere sia valori positivi sia valori negativi. Normal-
mente lo si sottolinea dicendo che ci sono due tipi di
polo magnetico: il polo nord e il polo sud. Questo
modo di esprimersi fuorviante. Suggerisce che la
carica magnetica si presenta con due diverse quali-
t, altrettanto diverse di "maschile" e "femminile".
Anche definendo "omonimi" i poli che portano la
stessa carica magnetica ed "eteronimi" quelli che
portano carica di segno opposto, daremmo l'impres-
sione che ci siano due tipi di carica magnetica. In un
corso di matematica non formuleremmo il seguente
teorema: "il prodotto di due numeri omonimi posi-
tivo, il prodotto di due numeri eteronimi negati-
vo".
44

4. La rappresentazione grafica dei campi superficie della parte rossa sia un polo e la superficie
della parte verde sia l'altro. In realt per i poli sono
Ci serviamo delle linee di campo per rappresentare unicamente sulle superfici alle estremit del magne-
graficamente una struttura invisibile, il campo. Ri- te. Solo loro dovrebbero essere colorate.
spetto ad altri tipi di rappresentazione, quella con le
linee di campo ha il vantaggio di contenere molte in- Alla radice di questo modo errato di contrassegnare
formazioni quantitative riguardanti il campo. Ha lo i magneti potrebbe esserci un equivoco. I poli di un
svantaggio di dare l'impressione che il campo si svi- magnete non sono i punti dove le linee dei campi
luppi in una sola direzione, quella delle linee. (Po- H e B entrano nel magnete (all'esterno non ne-
tremmo descrivere altrettanto bene un campo stati- cessario distinguere tra le due grandezze), ma il
co con i piani equipotenziali perpendicolari alle li- punto dove il campo di magnetizzazione M e, di
nee di campo. In questo caso daremmo l'impressio- conseguenza, anche l'intensit del campo magneti-
ne che il campo si sviluppi solo in direzione perpen- co H hanno divergenza diversa da zero.
dicolare all'intensit del campo.) Per evitare di dare
questa impressione cominciamo con altre rappre- Mentre la magnetostatica viene facilitata descriven-
sentazioni: con tonalit di grigio, con punti e con do il campo magnetico servendosi dell'intensit di
frecce. campo H, la descrizione dell'induzione pi faci-
le usando B. Il valore di una tensione indotta di-
Tra l'altro, per un corso di questo livello non sussito- pende dalle variazioni del flusso del campo vetto-
no motivi sufficienti per ritenere la rappresentazio- riale B. Visto che B la somma dell'intensit del
ne con linee di campo migliore di quella con le frec- campo e della magnetizzazione (per un fattore co-
ce, in quanto le informazioni quantitative contenute stante),
nelle linee di campo non sono oggetto del corso. Le
linee di campo esprimono ci che i fisici chiamano B = 0H + M,
assenza di divergenza del campo. Ma in un corso di la tensione indotta, se non si usa B, pu avere due
questo livello non viene trattata. cause, cio una variazione nel tempo dell'intensit
di campo H o una variazione nel tempo della ma-
gnetizzazione M. In un corso avanzato vale sicu-
5. Intensit del campo magnetico o densit di ramente la pena lavorare con H e B: con H per la
flusso? magnetostatica e con B per l'induzione. A questo
Anche se in un corso di questo livello il campo ma- livello invece non proponibile, visto che la relazio-
gnetico non descritto quantitavamente, cio me- ne tra H e B non pu essere formulata. Quindi si
diante una delle grandezze vettoriali H e B, il do- deve decidere per H o per B.
cente deve essere cosciente di quale sia la grandezza Abbiamo deciso in favore dei vantaggi della ma-
a cui pensa quando parla di campo, visto che anche gnetostatica, cio per H. L'induzione ne risulta solo
le affermazioni qualitative sul campo dipendono leggermente pi complicata.
dalla scelta fatta.
Ognuna delle grandezze H e B ha i suoi vantaggi
(Herrmann 1991). 6. La magnetizzazione
Usando H la trattazione della magnetostatica sen- La magnetizzazione M un campo vettoriale che
sibilmente facilitata. La costruzione della magneto- descrive lo stato di magnetizzazione della materia.
statica sarebbe del tutto analoga alla costruzione Le sorgenti e gli scarichi di questo campo sono ci
dell'elettrostatica. che definiamo poli magnetici. Questo significa che
le sorgenti e gli scarichi possono essere interpretati
Cos come in elettrostatica possiamo dire che le li- come "densit di carica magnetica" m:
nee del campo E iniziano alla carica positiva e fi-
niscono alla carica negativa, in magnetostatica vale m = - div M
che le linee del campo H iniziano alla carica del
polo nord e finiscono alla carica del polo sud. Ed e- Se conosciamo il campo di magnetizzazione di un
sattamente come non c' il campo E all'interno dei corpo, sappiamo dove sono i poli. Per contro, dalla
metalli, all'interno dei materiali magnetici dolci non distribuzione dei poli non possibile risalire in mo-
c' il campo H (ma lo stesso non vale per il cam- do univoco all'andamento delle linee di magnetiz-
po B). zazione.
Le affermazioni della magnetostatica sulla densit La relazione tra linee di magnetizzazione e distribu-
di flusso B sono pi complicate. In particolare zione dei poli cos semplice da poter essere discus-
molto difficile capire dalle linee del campo B do- sa a lezione. Trattando la magnetizzazione ci si ren-
ve si trovino i poli di un magnete. de conto che magnetizzandolo, un corpo cambia in
ogni suo punto, non solo dove si trovano i poli. Di-
Aggiungiamo un'osservazione sulla colorazione venta evidente anche il fatto che spezzando un ma-
dei magneti permanenti. Secondo la prassi, met del gnete si ottengono nuovi poli. Inoltre, la trattazione
magnete contrassegnata in rosso e l'altra met in della magnetizzazione importante nell'ottica di un
verde. Questo suggerisce che la met rossa sia un corso avanzato: l'intensit del campo magnetico e la
polo e la met verde l'altro polo, oppure anche che la magnetizzazione, assieme formano ci che pi a-
vanti verr chiamato densit di flusso.
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7. Due esperimenti di induzione 19. Elettrostatica


A volte trattando l'induzione si distingue tra due ca- 1. Il campo elettrico dopo quello magnetico
si: 1. Un magnete permanente viene spinto in una
bobina ferma. 2. Una bobina viene spinta sopra un Ci sono argomenti pro e contro lintroduzione
magnete permanente fermo. dellelettrostatica alla fine dellelettrologia. Nel
nostro caso stato decisivo il fatto che volessimo
Naturalmente in entrambi i casi si tratta dello stesso introdurre il concetto di campo a partire dal campo
esperimento. solo descritto in sistemi di riferi- magnetico piuttosto che dal campo elettrico. Il
mento diversi. primo contatto degli studenti con un campo non
Stando alla nostra esperienza di insegnamento, a deve essere con una struttura cos sfuggevole come
nessuno studente viene in mente che siano due espe- il campo elettrico, un campo i cui effetti si possono
rimenti diversi. Le difficolt logiche sorgono solo percepire solo predisponendo tutta una serie di mi-
quando si tenta di descrivere il problema con l'aiuto sure di sicurezza.
delle intensit di campo, cio matematicamente.
Solo allora gli esperimenti sembrano diversi, visto
che in un caso appare la derivata dell'intensit del 2. Carica e portatore di carica
campo magnetico, nell'altro caso no. Allora si deve Viene posto laccento sulla necessit di distinguere
mostrare che cambiando sistema di riferimento, le tra la grandezza fisica carica elettrica e il sistema
intensit del campo variano in modo tale da lasciare fisico portatore di carica. Altrimenti fin troppo
invariati gli effetti osservabili. Fino a quando non si facile identificare la carica elettrica con gli elettroni.
introduce una descrizione matematica dell'induzio- Elettroni, ioni e altre particelle sono solo i portatori
ne la distinzione tra i due esperimenti sembra inna- della carica elettrica. Portano anche altre grandezze
turale. fisiche (estensive): massa, quantit di sostanza,
quantit di moto angolare, quantit di moto,
entropia, ecc. Cos un elettrone libero porta
8. Bibliografia
la carica elettrica Q = e = -1,60210-19 C,
HERRMANN, F.: Energy density and stress: A new
approach to teaching electromagnetism. Am. J. la massa m = me = 9,1110-31 kg,
Phys. 57, 707 (1989). la quantit di moto L = h/4 = 0,52710-34 Js,
HERRMANN, F.: Felder als physikalische Syste- angolare
me. MNU 43/2, 114 (1990). la quantit di sostanza n = 1/NA = 1,6610-24 mol
HERRMANN, F.: Teaching the magnetostatic I valori di quantit di moto ed entropia dipendono
field: Problems to avoid. Am. J. Phys. 59, 447 dallo stato in cui si trova lelettrone.
(1991).

3. Gli strani congegni dellelettrostatica


In elettrostatica si sperimenta con apparecchia-
ture completamente diverse da quelle viste prima
nelle lezioni: con sfere conduttrici, con il
generatore elettrostatico, con elettroscopi e LED.
Il paragrafo 19.3 serve a chiarire perch i vecchi
alimentatori e apparecchi di misurazione non
sono pi utilizzabili.
46

20. La tecnica dei dati 21. La luce


1. Cosa amplifica un amplificatore 1. Come affrontare l'ottica in un corso di questo
livello
L'amplificatore viene presentato come un apparec-
chio per aumentare la corrente di energia che ac- Lo scopo pi importante dell'ottica geometrica la
compagna una corrente di dati. Crediamo sia meglio spiegazione della formazione delle immagini e la
cominciare in questo modo piuttosto che trattando sua applicazione negli strumenti ottici. Quindi
un circuito elettronico di amplificazione. In senza dubbio una parte della fisica applicata. Le ap-
quest'ultimo caso agli studenti potrebbe non risulta- plicazioni di cui tratta sono per abbastanza partico-
re chiara la funzione di un amplificatore. Se l'ampli- lari. Di conseguenza lo spazio dedicato all'ottica
ficatore viene presentato solo come un apparecchio geometrica deve essere paragonato allo spazio dedi-
che rinforza la corrente elettrica o la tensione elettri- cato ad altre applicazioni altrettanto particolari del-
ca, ci si deve chiedere perch al suo posto non si usa la fisica. Dovremmo vederla in concorrenza con l'e-
un trasformatore. Anche un trasformatore rinforza lettronica, la tecnica dell'informazione, l'idrodina-
la corrente elettrica, ma lo fa a scapito della tensio- mica e altre discipline tecniche. Secondo la nostra o-
ne, e viceversa. La corrente di energia rimane co- pinione, in un confronto del genere l'ottica non ri-
stante, nella migliore delle ipotesi. sulta di certo penalizzata.
2. Sulla riduzione di dati in un computer La si dovrebbe anche confrontare con aspetti di fisi-
ca fondamentale, come la termodinamica. Di fatto,
Come la sperimentazione ha mostrato, gli studenti spesso nei libri di fisica di questo livello le pagine
non hanno nessuna difficolt a intuire che un com- dedicate all'ottica sono pi di quelle dedicate alla
puter riduce la quantit di dati. Per contro, a volte termodinamica.
stato difficile convincere dei matematici o fisici e-
sperti. Potrebbe dipendere dal fatto che la compren-
sione era ostacolata da una preesistente concezione
della grandezza "quantit di dati" (o "entropia di de- 2. Gli argomenti di ottica geometrica
cisione"). Il fatto che l'utente usando un computer C' tutta una serie di argomenti interessanti che pos-
impari qualcosa sembra suggerire che il computer sono essere trattati con l'ottica geometrica, ma che a
generi una certa quantit di dati. Per convincerci in scuola non sono trattati per niente. Invece l'ottica
ogni singolo caso che non cos (se non con l'ordine scolastica si limita a fenomeni molto specifici e par-
RANDOM), dobbiamo applicare al problema la ticolari. Si pu facilmente dare l'impressione che i
formula completa di Shannon, e questo significa fa- raggi di luce e la distribuzione della luce siano im-
re chiarezza sulla distribuzione della probabilt dei portanti solo l dove qualcuno forma un'immagine.
segni in entrata e in uscita dal computer. Semplifi- Ma questa una situazione eccezionale.
chiamoci subito il compito immaginando che i dati
forniti dal computer vengano trasmessi e usati per Esempi di argomenti che fanno parte dell'ottica geo-
manovrare una macchina e non a placare la sete di metrica e non sono certo meno interessanti di quelli
sapere di qualche persona. tradizionali, potrebbero essere:
3. Teoria dei codici in un corso di fisica? - l'analisi della distribuzione della luce come
funzione di spazio e direzione nelle condizioni
Il corso offrirebbe l'opportunit di approfondire la pi svariate (per esempio nebbia o sole splenden-
teoria dei codici: determinare la ridondanza di lin- te);
guaggi e immagini, escogitare codici con la minore
ridondanza possibile e molto altro. Questi problemi - l'analisi di sistemi ottici che non formano im-
sono interessanti, si adattano al livello del corso e magini (in generale i concentratori di luce che
hanno una rilevanza pratica. Malgrado ci ritenia- non formano immagini hanno dei fattori di con-
mo che non vadano affrontati in un corso di fisica. In centrazione molto pi elevati dei sistemi che for-
linea di massima sono pi adatti a un corso di mate- mano immagini);
matica. Intravvediamo la possibilit di fornire alla - la descrizione di mescolanze di luce di diversa
matematica delle interessanti domande di tecnica coerenza.
dell'informazione.

3. La luce come sostanza


Parliamo della luce come di una sostanza che fluisce
dalla sorgente al ricevitore, quindi diamo un'imma-
gine molto concreta anche della luce (come caso
particolare dei campi elettromagnetici). Infatti un
raggio di luce ha molto in comune con un raggio di
particelle materiali. Come un raggio di materia an-
che la luce ha energia, quantit di moto, quantit di
moto angolare ("spin"), entropia, ecc. Esattamente
come della materia anche della luce si pu dare una
47

descrizione atomistica. I suoi mattoni elementari scelto. Non si pu trasformare una mescolanza di
sono i fotoni. Ed esattamente come la materia anche mele in mele tutte uguali, cos come non si pu tra-
la luce pu trovarsi rinchiusa in un contenitore. In sformare luce incoerente in luce coerente.
questo caso normalmente si parla di cavit radiante.
Per contro, possibile coltivare dei meli che produ-
In particolare nel corso non diciamo che la luce si cano un solo tipo di mele. L'analogo succede con la
propaga, diciamo che si muove. luce. Possiamo usare una sorgente di luce che gene-
ra luce coerente, vale a dire un laser.

4. La distribuzione locale della luce


5. La densit della radiazione
Se consideriamo la luce in un determinato punto,
possiamo fare delle affermazioni: Nel paragrafo 21.4 analizziamo qualitativamente la
distribuzione della luce in un determinato punto in
- sulla distribuzione delle direzioni della luce in funzione dell'angolo e della lunghezza d'onda. La
quel punto; grandezza fisica in questione detta densit spet-
- sulla distribuzione delle lunghezze d'onda in trale di radiazione: la densit della corrente di ener-
quel punto. gia per angolo solido e per intervallo di lunghezza
d'onda. Questa grandezza particolarmente adatta
La prima affermazione riguarda ci che in fisica si alla descrizione dei campi di radiazione. L'ideale
chiama coerenza spaziale, la seconda riguarda la co- immaginare il campo rappresentato in uno spazio a
erenza temporale. Un'affermazione sulla coerenza sei dimensioni: come funzione di tre coordinate
della luce quindi sempre un'affermazione sulla lu- spaziali e di tre coordinate angolari. Ancora pi coe-
ce in un certo punto. Alcuni testi lasciano sorgere il rente sarebbe esprimere la sua distribuzione nello
dubbio che la coerenza sia una propriet posseduta spazio delle fasi - tre coordinate spaziali e tre coor-
solo dai campi di luce estesi. dinate di quantit di moto.
In realt, all'interno di un campo di luce la coerenza
generalmente diversa da luogo a luogo. Ad esem-
pio, la coerenta spaziale della luce di una lampadina
aumenta se ci si allontana dalla lampadina .
Si potrebbe obiettare che non si pu certo parlare di
coerenza della luce in un singolo punto. vero. Ma
il punto un'astrazione matematica che in fisica
crea spesso delle difficolt. Si dice anche, e a ragio-
ne, che la pressione, la temperatura o la densit sono
locali, cio grandezze associate a un punto. Malgra-
do ci impossibile esprimere il valore di queste
grandezze in un punto nel senso matematico del ter-
mine.
Nel testo per studenti per determinare il punto ab-
biamo usato la "regione dello spazio R di forma sfe-
rica".
Per chiarire agli studenti il concetto di coerenza si
pu usare anche la seguente allegoria.
Davanti a noi c' una grande cassa contenente molte
mele diverse. Le mele si differenziano per due carat-
teristiche: per grandezza e per colore. Vogliamo
classificare le mele. Cominciamo separandole a se-
conda della grandezza in 10 casse diverse, un diver-
so intervallo di grandezza per ogni cassa. Ora il con-
tenuto di ogni cassa uniforme. In seguito le mele di
ogni cassa vengono suddivise in altre10 casse a se-
conda del colore. In totale ci ritroviamo con 100 cas-
se, ognuna con mele uniformi secondo entrambi i
criteri, grandezza e colore.
La similitudine tra mele e luce sorprendentemente
valida. Per esempio ci rendiamo conto che per otte-
nere dei mucchietti di mele ordinati a partire da un
mucchio di mele diverse, l'unico sistema consiste
nel togliere le mele che non soddisfano il criterio
48

22. La formazione di immagini 23. I colori


1. Alcuni argomenti mancanti 1. Il quasi sconosciuto spazio cromatico
Nel tentativo di snellire l'ottica geometrica, con una Lo spazio cromatico tridimensionale causa uno
certa prudenza, abbiamo tolto dal corso alcuni argo- strano fenomeno: malgrado sia facile convincersi
menti e concetti. che ogni impressione cromatica sia descrivibile de-
finendo tre caratteristiche, la maggior parte delle
Cos mancano per esempio immagine reale e vir- persone non sa che le percezioni cromatiche forma-
tuale, lente convergente, lente divergente, lente no uno spazio tridimensionale. Lo si nota ad esem-
concava e lente convessa. pio nelle difficolt solitamente incontrate nel de-
Abbiamo anche rinunciato a spiegare la costruzione scrivere i colori. Quando si parla di colori si ritiene
di immagini con l'aiuto di punto di fuga, raggi paral- normale aspettarsi delle affermazioni soggettive e
leli e linee guida. Crediamo che l'impegno necessa- che le affermazioni sui colori abbiano una validit
rio sia troppo alto se paragonato all'importanza limitata - influenzate dai pi svariati effetti ottici.
dell'argomento. Inoltre, sappiamo per esperienza Sembrerebbe impossibile fare delle affermazioni
(con molti studenti di fisica agli esami intermedi) precise riguardo alla percezione dei colori.
che anche chi padroneggia i principi del metodo, si Gli effetti ottici ci sono davvero, e l'insegnamento
arena spesso al primo ostacolo di tipo pratico. della percezione dei colori presenta anche aspetti
molto complessi. Ma ha anche aspetti indipendenti
da ogni soggettivit. Per esempio il fatto che due im-
2. Sistemi ottici con due lenti pressioni cromatiche ritenute uguali da una certa
Non facile capire perch a volte pu essere indi- persona, saranno ritenute uguali anche da qualcun
spensabile utilizzare pi lenti per la formazione di altro (che non sia daltonico). Anche le leggi di
un'immagine. Dopotutto con una sola lente possi- Gramann (Lang 1978), che implicano la tridimen-
bile realizzare immagini con un ingrandimento sionalit dello spazio delle percezioni cromatiche,
qualsiasi. ne sono un esempio.
Anche quando uno studente in grado di descrivere La teoria dello spazio cromatico tridimensionale ha
correttamente il percorso dei raggi in un microsco- assunto particolare importanza da quando esistono
pio o in un cannocchiale, c' da temere che non abbia la fotografia a colori e la televisione a colori. E da
capito i motivi che rendono necessario l'uso di due quando ci sono dei calcolatori che possono generare
lenti. su uno schermo una vastissima gamma di colori,
sperimentare con lo spazio cromatico risulta anche
Se non fossero parte del programma, avremmo ri- molto agevole.
nunciato volentieri a trattare il microscopio e il can-
nocchiale.
2. La topologia della scala cromatica
Tra le altre cose lo spazio cromatico interessante in
quanto uno dei suoi assi di coordinate, la tonalit,
chiuso su s stesso. In fisica si conoscono poche sca-
le con questa caratteristica. Un altro esempio, abba-
stanza banale, la scala degli angoli. Un altro esem-
pio, molto meno intuitivo, sono le dimensioni spa-
ziali in un universo chiuso.

3. I nomi propri dei colori


Il fatto che molto spesso i colori siano designati da
nomi propri un altro indizio di quanto poco si co-
nosca lo spazio cromatico. Spesso il nome di un co-
lore deriva dal processo di produzione del coloran-
te, come il giallo cadmio, il verde ossido di cromo o
il nero seppia, e spesso il nome deriva da qualcosa
che possiede quel colore, come il verde oliva, il blu
genziana, il rosso vino o l'antracite. Per i nuovi colo-
ri alla moda si inventano spesso nomi nuovi.
Agli studenti appare sorprendente poter determina-
re in modo univoco e con tre soli valori un colore
"indefinibile".
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4. Mescolanze additive e sottrattive 24. Trasformazioni di sostanze e po-


Non usiamo le definizioni "additiva" e "sottrattiva" tenziale chimico
riferite alle mescolanze di colori, perch non credia-
mo che aiutino la comprensione, in quanto suggeri- 1. L'analogia con la meccanica, l'elettrologia e la
scono che si tratti di processi analoghi. In realt la termologia
cosiddetta mescolanza additiva di colori la com- Trattiamo la fisica chimica dallo stesso punto di vi-
posizione di luce di due o pi tipi, quindi un proces- sta della meccanica, dell'elettrologia e della termo-
so che sarebbe pi appropriato definire mescolanza logia: i processi vengono descritti mediante corren-
di luce. Non c' nessuna regola fissa che metta in re- ti. Se una corrente dissipativa diciamo che viene o-
lazione la percezione cromatica delle singole com- stacolata da una resistenza. La differenza dei valori
ponenti e quella della luce risultante. Per contro nel- della corrispondente grandezza intensiva funge da
la cosiddetta mescolanza sottrattiva di colori non si spinta naturale di una corrente. La spinta necessa-
mescola proprio niente, si applicano solo dei filtri ria per vincere una resistenza.
successivi. Non c' una regola fissa che metta in re-
lazione la percezione cromatica della luce che attra- Nel caso della chimica, invece dell'intensit della
versa un filtro e quella della luce che ha attraversato corrente, abbiamo il tasso di trasformazione. La ten-
diversi filtri in successione. Per esempio, interpo- sione chimica, cio le differenza di potenziale chi-
nendo un filtro blu e uno giallo alla luce solare pu mico, funge da spinta per una reazione chimica.
risultare in un colore verde, nero o un altro colore, a Naturalmente avremmo potuto includere anche le
seconda dello spettro di assorbimento dei due filtri. vere e proprie correnti di sostanza. Cos facendo si
Parlando di mescolanza additiva e sottrattiva si pu sarebbero potuti trattare i processi di diffusione: una
facilmente dare l'impressione che si il tutto si riduca differenza di potenziale chimico sarebbe stata la
a mescolare coloranti. In realt il colore di un miscu- causa di una corrente di sostanza (di diffusione).
glio di coloranti dipende sia dalla mescolanza di lu- Esattamente come vi sono le resistenze meccanica,
ce che dall'effetto filtrante dei pigmenti. elettrica e termica, cos nella chimica c' una resi-
stenza di reazione.
5. La metrica dello spazio cromatico
La nostra descrizione dello spazio cromatico qua- 2. Il potenziale chimico come grandezza fisica
litativa, vuol dire che non definiamo nessuna metri- Introdurre il potenziale chimico come grandezza fi-
ca. Da un lato sarebbe troppo complicato e dall'altro sica appropriato. In effetti gi si aggira nei testi
non nemmeno necessario, visto che le affermazio- scolastici di chimica - ma senza essere mai nomina-
ni pi importanti si possono ricavare anche senza to e senza che gli si assegnino dei valori.
metrica. Le 12 tonalit di colore che abbiamo scelto
e alle quali abbiamo dato un nome, nel caso di una Cos si classificano i metalli a seconda della loro
trattazione nell'ambito della metrica dovrebbero es- tendenza a reagire con il diossigeno e li si definisce
sere definite con pi precisione. A lezione, invece, pi o meno nobili. Le coppie redox vengono ordina-
la scala delle tonalit cromatiche viene definita te in una lista. La capacit di un atomo di reagire con
semplicemente mostrando i colori citati. (Con l'aiu- gli elettroni viene descritta dall' "elettronegativit".
to dei filtri in dotazione ai proiettori da laboratorio si In tutti questi casi il concetto lo stesso: la descri-
dovrebbero gi avere a disposizione sei colori.) zione quantitativa o qualitativa di una tensione chi-
mica (Job 1981). Tutte queste propriet e valori pos-
Il motivo per cui abbiamo dato un nome a esatta- sono essere letti su un'unica tabella, la tabella dei
mente 12 colori del cerchio cromatico il seguente. potenziali chimici.
Il numero dovrebbe essere in ogni caso divisibile
per tre, in modo che ognuno dei tre colori dello
schermo di un televisore abbia un proprio nome. 3. Le domande della chimica
Con sei colori avremmo potuto definire i tre colori
dello schermo e i loro complementari: gialloverde - Questa unit didattica ha lo scopo di rispondere a
blu - rosso e turchese - porpora - arancione (i colori delle domande semplici e importanti con le quali un
corrispondenti ai filtri in dotazione). Lo svantaggio chimico si trova confrontato quando lavora su de-
sarebbe l'assenza dalla lista di colori importanti co- terminate reazioni chimiche:
me il giallo e il verde. Di conseguenza abbiamo ulte- In che direzione si svolge la reazione?
riormente raddoppiato il numero dei colori.
Qual la velocit della reazione e come la si pu ac-
celerare o inibire?
6. Bibliografia Quanta energia si pu ricavare nello svolgersi della
LANG, H.: Farbmetrik und Farbsehen, Oldenbourg reazione?
Verlag, Mnchen (1978). Quanta entropia ("calore") viene assorbita o ceduta
durante la reazione?
50

Un'ulteriore domanda da aggiungere alla lista : co- dalle tabelle, ma grazie ad apparecchi di misurazio-
me si pu influenzare la direzione di svolgimento di ne del cui funzionamento ci fidiamo senza cono-
una reazione? equivalente alla domanda: come si scerlo nel dettaglio: misuriamo la temperatura con
pu modificare l'equilibrio chimico? Nel nostro un moderno termometro digitale, misuriamo la
modello didattico rinunciamo a rispondere a questa massa con una bilancia magnetica e misuriamo in-
domanda. Per poterlo fare dovremmo trattare la di- tervalli di tempo con un orologio al quarzo. Nel cor-
pendenza del potenziale chimico da pressione e so non viene discusso il funzionamento di nessuno
temperatura, un argomento di per s non troppo dif- di questi apparecchi.
ficile (Job 1978) ma che renderebbe troppo ampia
l'unit didattica "fisica chimica" nell'ambito di un comunque importante fare in modo che gli stu-
corso di fisica. denti siano portati a fidarsi di questi apparecchi. La
fiducia si ottiene cominciando ad effettuare le misu-
razioni in situazioni per le quali gli studenti hanno
gi delle fondate aspettative sui risultati che si otter-
4. I valori del potenziale chimico ranno. Le aspettative sono poi confermate dalle mi-
Come si ottengono i valori di potenziale chimico? surazioni.
La risposta a questa domanda del tutto analoga alla Allo stesso modo costruiamo la fiducia nelle tabelle
risposta alla domanda pi generica: come si otten- del potenziale chimico. Inizialmente usiamo i valori
gono i valori di una qualsiasi grandezza fisica? delle tabelle per determinare la direzione di reazioni
una questione di procedimento di misurazione. che gli studenti gi conoscono.
Dobbiamo per distinguere chiaramente tra l'indi-
cazione di un procedimento di misurazione fondato
sulla definizione della grandezza, e che equivale 5. Lo zero del potenziale chimico
quindi ad una definizione operativa della grandezza
stessa, e l'indicazione di un procedimento pratico, Il potenziale chimico una grandezza che, come la
tecnico. temperatura, ha uno zero assoluto. Fintanto che si
trattano solo le reazioni chimiche, quindi non rea-
Cos la temperatura definita dalla relazione zioni nucleari o tra particelle elementari, ragione-
vole e vantaggioso scegliere tanti zeri quanti sono
P = TIS gli elementi chimici.
Il procedimento di misurazione che ne risulta consi- Per poter descrivere anche le reazioni che coinvol-
ste nel misurare l'intensit IS di una corrente di gono degli ioni, oltre agli elementi chimici dobbia-
entropia, l'intensit P della corrente di energia corri- mo includere anche una particella elettricamente
spondente alla corrente di entropia e nel dividere P carica. comune fissare a 0 gibbs il potenziale chi-
per IS.
mico dello ione di idrogeno H+ in soluzione acquo-
I metodi pratici per misurare la temperatura sono sa a concentrazione un molare.
per completamente diversi: si misura l'allunga-
mento di una colonnina di liquido, una resistenza e-
lettrica o una tenstione termica. Naturalmente le 6. La quantit di sostanza come grandezza fon-
scale dei rispettivi apparecchi di misurazione vanno damentale
tarate rispetto all'equazione che definisce la tempe-
ratura. La grandezza quantit di sostanza n per il chi-
mico una grandezza fondamentale. Malgrado ci,
Nella misurazione delle tensioni chimiche si proce- nei corsi tradizionali viene introdotta con una certa
de in modo analogo. In linea di principio sono misu- reticenza. Serve come misura di quantit, ma non
rabili sulla base dell'equazione che le definisce appare in nessuna relazione fisica.
P = ((A) - (B)) In(R) Nel nostro corso invece assume un ruolo molto im-
portante. Di conseguenza necessario introdurla
In pratica invece la misurazione molto diversa. I con molta cura.
metodi pratici sono alquanto diversi tra loro (Job
1981). Ci dipende dal fatto che si ha a che fare con
un gran numero di reazioni. 7. Bibliografia
In questo corso ci limitiamo alla discussione dell'e- JOB, G.: Das chemische Potential im Physik- und
quazione di definizione. I valori di che ci servo- Chemie-Elementarunterricht. Konzepte eines
no li ricaviamo dalle tabelle. (Lo stesso vale, tra zeitgemen Physikunterrichts, Heft 2, Pag. 67.
l'altro, per i valori della quantit di sostanza. Li otte- Hermann Schroedel Verlag KG, Hannover 1978.
niamo via la massa molare m/n, per i cui valori ci
affidiamo alla tavola periodica.) JOB, G.: Die Werte des chemischen Potentials.
Konzepte eines zeitgemen Physikunterrichts,
Questo procedimento non molto diverso da quello Heft 4, Pag. 95. Hermann Schroedel Verlag KG,
applicato nel caso di altre grandezze fisiche. Spesso Hannover 1981.
i valori delle grandezze fisiche non sono ricavati
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25. Quantit di sostanza ed energia 26. Bilancio termico delle reazioni


1. Celle elettrochimiche 1. Il bilancio entropico di reazioni condotte in
modo reversibile
Le celle elettrochimiche sono conosciute con vari
nomi. Alcuni nomi richiamano il loro funzionamen- La discussione del bilancio entropico di una reazio-
to, per esempio cella combustibile, altri ricordano il ne sarebbe molto pi semplice se fosse possibile far-
nome del loro inventore, come la pila Leclanch, al- la sulla base di una reazione elettrochimica dallo
tri ancora riguardano la loro costruzione, come cella svolgimento reversibile. Avremmo per bisogno di
alcalina e infine il nome di alcune suggerisce che una reazione elettrochimica che prevede una dimi-
possono funzionare in due sensi: gli accumulatori. nuzione della temperatura.
Abbiamo cercato di fare ordine nella molteplicit di In linea di massima reazioni di questo tipo esistono.
definizioni di questi apparecchi: il concetto che le Ma una reazione di questo tipo necessiterebbe di un
accomuna quello della "cella elettrochimica". decorso estremamente lento. In quel caso per la di-
Quando la cella riceve energia elettrica (energia con minuzione di temperatura sarebbe troppo piccola
il portatore elettricit) le chiamiamo "pompe di rea- per essere misurabile. Se lasciamo che la reazione
zione". Quando cedono energia elettrica le chiamia- avvenga a un ritmo ragionevolmente rapido la tem-
mo "pompe di elettricit". peratura non diminuisce ma al contrario aumenta, a
causa dell'elevata produzione di entropia.
Non nostra intenzione aggiungere nuovi elementi
al panorama di nomi per altro gi sufficientemente
ricco. Questi nomi servono solamente a facilitare la
comprensione della funzione delle celle. Sono nomi 2. Reazioni esotermiche ed endotermiche
per uso domestico. La suddivisione delle reazioni in esotermiche ed en-
Naturalmente questi nomi servono a evidenziare dotermiche si fonda su un criterio molto evidente,
delle analogie. La definizione di pompa elettrica cio se i prodotti della reazione sono pi caldi dei
gi stata usata nell'elettrologia per descrivere tutti reagenti o no. Questo criterio per, cosa ben nota a
quegli apparecchi che cedono energia con il porta- ogni chimico, molto superficiale.
tore elettricit. Anche la dinamo e la cella solare so- Non dice molto sulla possibilit o meno di guada-
no pompe di elettricit. Analogamente in termolo- gnare energia da una reazione e nemmeno sulla di-
gia abbiamo parlato di pompa di entropia. Il termine rezione che la reazione seguirebbe spontaneamen-
tecnico in questo caso pompa termica. E nella te. Il motivo che il calore di reazione ha due cause
meccanica avevamo visto come i motori sono delle ben distinte. Da un lato dipende dalle capacit ter-
pompe di quantit di moto. miche dei reagenti e dei prodotti, dall'altro dalla ten-
sione chimica della reazione.
2. L'irreversibilit delle celle elettrochimiche Se escludiamo le transizioni di fase, le reazioni en-
dotermiche sono abbastanza rare, quindi si potrebbe
Nella descrizione delle celle elettrochimiche igno- anche rinunciare a trattarle nel corso. Se lo si fa, si
riamo la produzione di entropia; facciamo come se devono separare chiaramente i due diversi contribu-
le celle lavorassero in modo reversibile. Lo faccia- ti al calore di reazione.
mo per lo stesso motivo per cui ignoriamo la produ-
zione di entropia in una bobina, in un motore elettri-
co o in un paranco: la produzione di entropia non e- 3. Transizioni di fase
lemento essenziale nella descrizione del funziona-
mento di questi apparecchi e la descrizione del loro possibile trattare le transizioni di fase come rea-
funzionamento ne risulta semplificata. zioni chimiche, descriverle con lo strumento "po-
tenziale chimico". Sarebbe interessante in quanto in
In gran parte la produzione di entropia dipende dal questo caso le reazioni endotermiche sono all'ordi-
processo di conduzione nell'elettrolita. La si pu ri- ne del giorno. Il "freddo da evaporazione" un feno-
durre quasi a piacimento: la resistenza della compo- meno noto a tutti.
nente esterna della corrente deve essere molto pi
grande della resistenza della cella. Abbiamo rinunciato a trattare le transizioni di fase
in questo modo per due motivi.
Innanzitutto perch renderebbe indispensabile la
trattazione della dipendenza del potenziale chimico
dalla temperatura - cosa che nel nostro corso non av-
viene.
In secondo luogo perch le transizioni di fase pi co-
nosciute sono dei cattivi esempi di descrizione di
reazione con il potenziale chimico come spinta.
Nelle transizioni da solido a liquido, da liquido a
gassoso e viceversa, la resistenza di reazione cos
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piccola che praticamente non si genera nessuna ten- 27. Fisica relativistica
sione chimica. Quindi le due fasi sono sempre in e-
quilibrio chimico. Di conseguenza, per rendere 1. Cinematica relativistica e dinamica relativi-
plausibili la presenza di una spinta e di una resisten- stica
za si dovrebbero trattare fenomeni un po' esotici co- L'obbiettivo pi importante di questo capitolo mo-
me la soprafusione e il sottoraffreddamento. strare che massa ed energia sono la stessa grandez-
za. Questa una delle affermazioni pi importanti
della dinamica relativistica.
Ci che rende la teoria della relativit cos affasci-
nante per molte persone per qualcos'altro: feno-
meni della cinematica relativistica come la contra-
zione delle lunghezze, la dilatazione del tempo, il
paradosso dei gemelli, ecc. Non trattiamo questi
temi per due motivi.
Prima di tutto la cinematica relativistica troppo in-
garbugliata - cos ingarbugliata da creare problemi
anche a fisici esperti. Di conseguenza semplice-
mente troppo difficile per un corso di questo livello.
Inoltre un argomento troppo "improduttivo". Ci
sono ben pochi fenomeni sufficientemente impor-
tanti da giustificare la trattazione delle cinematica
relativistica.
Invece i fenomeni della dinamica relativistica che
sono trattati nel corso sono semplici e hanno impor-
tanti conseguenze alle quali ci si rif in capitoli suc-
cessivi.

2. L'exergia
Gli argomenti discussi nel paragrafo sono trattati da
alcuni autori con l'aiuto del concetto di exergia.
Siamo decisamente contrari all'introduzione di que-
sta grandezza.
Al contrario dell'energia, la grandezza exergia non
localizzabile. Non si pu dire in quale sistema sia
contenuta.
Inoltre il suo valore dipende dall'ambiente nel quale
inserito il sistema considerato. La scelta dell'am-
biente da considerare per sempre il risultato di
una decisione arbitraria (Herrmann 1987).

3. Bibliografia
HERRMANN, F.: "Pldoyer fr die Abschaffung
der Exergie", DPG-Tagungsband, Fachaussschu
Didaktik der Physik, 1987.
53

28. Onde assenza di eccitazione. Sarebbe per meglio avere a


disposizione un termine che esprima la presenza di
1. Le onde come processo periodico qualcosa, non l'assenza. Nel passato tutto era pi
Spesso le onde sono introdotte come processo pe- facile: fino a buona parte del XX secolo il portatore
riodico nello spazio e nel tempo. Spesso si sotto- dell'onda si chiamava "etere" (Mie 1942). Purtrop-
linea anche che un'onda pu essere considerata un po questa parola si porta appresso un bagaglio tale
insieme di oscillazioni accoppiate. La macchina dei da renderne impossibile l'uso, malgrado tutta la
pendoli accoppiati evidenzia in modo particolare buona volont: fino al volgere del secolo le onde
questa concezione. Riteniamo che introdurre le elettromagnetiche erano descritte come onde mec-
onde in questo modo porti a sottolineare troppo una caniche dell'etere. Invece di adattare il concetto di
caratteristica secondaria e a tralasciare una caratte- etere alle nuove esigenze introdotte con la teoria
ristica importante. della relativit, si optato per l'eliminazione dalla
fisica di questa parola. E si usa il termine vuoto per
In effetti la periodicit una caratteristica di un tipo descrivere qualcosa al quale non si adatta piena-
particolare di onde. Molte onde molto importanti mente.
presenti in natura non sono affatto periodiche. Per
esempio, la lunghezza di coerenza della luce solare
o della luce di una lampadina a incandescenza non 3. Onde elettromagnetiche in un corso di questo
pi grande della lunghezza d'onda media. Quindi in livello
questo caso non c' quasi traccia di periodicit. An-
che la maggior parte delle onde sonore che giungo- Di solito si ritiene che le onde elettromagnetiche
no alle nostre orecchie non sono periodiche. Il fatto siano un argomento troppo difficile per un corso di
che il fisico veda subito dappertutto una periodicit, questo livello. In effetti cos se si tenta di intro-
dipende dalla sua abitudine di fare mentalmente una durle sulla base della loro descrizione nei testi di
scomposizione di Fourier di ogni onda. Si pensi livello universitario. Ma considerando l'importanza
per che la scomposizione di un'onda in compo- delle onde elettromagnetiche in natura e nella tecni-
nenti pu essere fatta anche in altri modi. ca, auspicabile cercare di sviluppare una versione
che permetta di trattare l'argomento gi in un corso
Ci che a noi sembra molto pi importante della pe- di questo livello.
riodicit di certe onde il fatto che un'onda un
sistema fisica autonomo. Alla "propagazione" di La trattazione proposta deve la sua semplicit alle
un'onda legato il trasporto di molte grandezze seguenti differenze rispetto alla formulazione tipica
fisiche: energia, quantit di moto, quantit di moto del livello universitario (che in sostanza la rappre-
angolare, entropia. In un corso di questo livello si sentazione di Hertz).
discute solo dell'energia. Ma parliamo gi dell'onda - Nella discussione sulla generazione delle onde
come parleremmo di un corpo qualsiasi, preferendo ci limitiamo a considerare il campo magnetico.
dire che l'onda "si muove" o "viaggia" invece di "si
propaga" o "si diffonde". - Come antenna non scegliamo il dipolo ma un
lungo filo.
- Non presupponiamo che l'antenna stessa sia un
2. Il portatore dell'onda risonatore. pi facile anche spiegare la genera-
Per sottolineare che l'onda una struttura autonoma, zione del suono da un altoparlante (senza oscil-
nelle onde meccaniche diamo importanza alla di- lazioni proprie) che da una canna d'organo (con
stinzione tra il moto dell'onda e quello del portatore oscillazioni proprie).
dell'onda. Di solito la velocit dell'aria che porta
un'onda sonora viene detta velocit acustica. Noi
preferiamo dire che la velocit del portatore del- 4. Esperimenti di interferenza
l'onda sonora. Introduciamo l'interferenza della luce con il pi
Sottolineare il ruolo del portatore di un'onda mecca- semplice degli esperimenti possibili: l'esperimento
nica rende ovvio chiedersi quale sia il portatore di del doppio specchio di Fresnel. Non lo facciamo con
un'onda elettromagnetica. Solitamente questa do- l'esperimento della doppia fenditura, pi complica-
manda viene evitata (anche a livello universitario) to di quello di Fresnel per due motivi:
per schivare la discussione sull'etere. Noi affrontia- - non si ha a che fare con onde piane ma con onde
mo coscientemente la questione e diamo la risposta sferiche. Il luogo geometrico di annullamento del-
della fisica moderna (nei limiti concessi in un corso l'onda non una serie di piani, come nell'esperi-
di questo livello): le onde elettromagnetiche sono mento di Fresnel, ma una serie di iperboloidi.
degli stati eccitati del vuoto. O, in altre parole: il
vuoto lo stato fondamentale del sistema "campo - la generazione delle onde sferiche legata alla
elettromagnetico". diffrazione, un fenomeno che non viene trattato.
La parola "vuoto" non per del tutto appropriata. Si potrebbe, e a volte viene addirittura proposto da
utile nella misura in cui descrive lo stato di uno studente, sostituire il doppio specchio con un
54

dispositivo ancora pi semplice: due laser i cui raggi 29. Fotoni


si intersecano con un angolo molto piccolo.
1. La luce come sostanza
Naturalmente l'esperimento non funziona: visto che
le oscillazioni dei due laser sono indipendenti l'una In relazione alla luce e ai suoi componenti elemen-
dall'altra, i laser finiscono sempre per essere "fuori tari, i fotoni, si sente spesso una concezione perlo-
tempo". In media rimangono "a tempo" per un inter- meno fuorviante, ma a guardare meglio proprio
vallo che dura sbagliata: la luce una forma di energia, la radia-
zione elettromagnetica pura energia, i fotoni sono
lunghezza di coerenza / velocit della luce, quanti di energia. Affermazioni di questo genere
rapporto di ordine di grandezza uguale a 1 ns. Ogni suggeriscono che chi le fa confonde una grandezza
volta che i laser "perdono il ritmo", la figura di inter- fisica, l'energia, con un sistema fisico, il campo elet-
ferenza si sposta. Naturalmente questi spostamenti tromagnetico. Un sistema fisico descritto da tutta
sono troppo rapidi per essere osservati a occhio una serie di grandezze fisiche e dalle loro relazioni.
nudo. Di conseguenza affermare che la luce o la radiazio-
ne elettromagnetica sono pura energia altrettanto
Quindi se uno studente dovesse proporre questa va- sbagliato dell'affermazione che un gas ideale pura
riante si dovrebbe dire che la proposta buona, ma energia o che gli elettroni sono pura energia. Esatta-
che non tecnicamente realizzabile: i laser non sono mente come un gas ideale o un qualsiasi altro si-
sufficientemente precisi. stema, anche la luce oltre all'energia ha quantit di
Con due antenne paraboliche a onde radio alimenta- moto, quantit di moto angolare, entropia e quantit
te dallo stesso alimentatore ad alta tensione l'esperi- di sostanza oltre ad avere una pressione, una tempe-
mento funzionerebbe. tatura e un potenziale chimico.
Durante la lezione importante spiegare che la luce
qualcosa che presenta molte analogie con una so-
5. Bibliografia stanza, in effetti possiamo dire che la luce una
sostanza. Esattamene come i componenti elementa-
MIE, G.: Lehrbuch del Elektrizitt und der Magne- ti della sostanza elio sono gli atomi di elio o quelli
tismus. Ferdinand Enke Verlag, Stuttgart, 1948, dell'acqua sono le molecole d'acqua, i componenti
Pag. 55. elementari della "sostanza luce" sono i fotoni. per
chiarirlo che cominciamo il capitolo sui fotoni con
un paragrafo sulle reazioni fotochimiche. Ci serve
a evidenziare come la luce sia un partner di reazione
altrettanto serio di altre sostanze "materiali".
Il fatto che nella stesura di un'equazione di reazione,
la luce, descritta con il simbolo , non appaia in
entrambi i termini dell'equazione, come fanno gli
elementi chimici, non deve disturbare. Il motivo
che durante le reazioni la luce viene prodotta o an-
nientata. Nelle reazioni nucleari gli studenti do-
vranno comunque abituarsi al fatto che a sinistra e a
destra di un'equazione di reazione non ci sia lo stes-
so numero di atomi.
Per evitare il sorgere della concezione errata della
luce come pura energia, importante anche che nel-
l'equazione di reazione la luce non sia rappresentata
dal simbolo h, visto che h non il nome di una
sostanza ma un valore di energia.

2. La grandezza dei fotoni


Cosa si intende con grandezza di un oggetto? La
risposta sembra semplice: la distanza tra l'inizio e la
fine. La domanda pu essere generalizzata: cosa si
intende per forma di un oggetto? La risposta : la
forma del suo contorno. Questo ci che intendia-
mo quando parliamo di grandezza di un oggetto:
qual la sua forma?
Ora, che forma ha un fotone? Per rispondere a que-
sta domanda dobbiamo sapere dove inizia e dove
finisce un fotone, dov' il suo contorno. Qui si dir
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che non si pu dire dove inizia e dove finisce un fo- comunque dare un'altra risposta che renda giustizia
tone, e tanto meno dove sia il suo contorno. Quindi alla domanda. Nella teoria dei fotoni, qual quella
un fotone non ha una forma. Il concetto di grandezza grandezza fisica che caratterizza i fotoni e che ha le
nel senso di estensione spaziale nasce dall'espe- dimensioni di una lunghezza? I candidati sono due:
rienza del mondo macrofisico. Questo stesso con- la lunghezza d'onda e la lunghezza di coerenza.
cetto non applicabile al mondo microfisico, in La lunghezza d'onda pu essere scartata subito.
particolare alla fisica quantistica. Di conseguenza Secondo il nostro modello il fotone una struttura
chiedersi quale sia la grandezza di un fotone altret- estesa nelle tre dimensioni, ma la lunghezza d'onda
tanto privo di senso che chiedersi quale sia il colore una grandezza unidimensionale.
del nucleo di un atomo.
Per contro, la lunghezza di coerenza una buona
Ma se escludiamo questo concetto, per coerenza misura della grandezza di un fotone, o pi precisa-
dovremmo radiare dal repertorio delle affermazioni mente: l'area di coerenza tridimensionale. Ha una
anche tutta una serie di altre domande con le rispet- forma definita e misurabile. Quindi interpretiamo
tive risposte. Quando parliamo di fotoni lo facciamo l'area di coerenza di una particella come lo spazio
sempre sulla base di un modello. Cos diciamo per occupato dalla particella. La forma dell'area di coe-
esempio che un fotone viene emesso da una sorgen- renza la forma della particella.
te e poi assorbito da un altro corpo. Il modello usato
in questo caso quello dell'individuo identificabile Questa definizione generalizzabile. Pi avanti la
che si muove nello spazio. Non vogliamo perorare applicheremo anche agli elettroni.
l'abbandono di questo modello. Ma se accettiamo Un altro modo di dire la stessa cosa: la forma di una
questo modello diamo per scontato che il fotone ab- particella, di un fotone o di un elettrone, data dalla
bia una grandezza - in particolare che molto pic- relazione di indeterminazione. L'area di indetermi-
colo. nazione della posizione viene interpretata come la
Affermare che un fotone si muove da una sorgente a parte di spazio occupata dalla particella.
un assorbente ha senso solo se il fotone pi piccolo L'indeterminazione della posizione di una particel-
della distanza tra sorgente e assorbente. Se questa la una misura della grandezza della particella.
distanza di 10 cm, ne consegue che il fotone debba
essere pi corto di 10 cm. Ma la sorgente e l'assor- Una conseguenza di questa definizione:
bente possono trovarsi a una distanza di 1 mm o di La grandezza di un fotone (o di un elettrone) dipen-
1 m. Quindi viene sottinteso, senza dirlo esplicita- de dallo stato in cui si trova.
mente, che il fotone pi corto di 1 m.
Facciamo alcuni esempi di forma di un fotone in
In alcuni testi scolastici si pu addirittura leggere questo senso. I fotoni della luce solare sulla Terra e
che le particelle elementari sono puntiformi. Non con cielo sereno hanno una lunghezza di 1 m circa
un'affermazione molto sensata. Anche se durante la e un'estensione perpendicolare alla direzione del
misurazione delle dimensioni di un elettrone si do- moto di 40 m circa. I fotoni di luce proveniente da
vesse determinare che il suo diametro inferiore a un laser sono invece lunghi e sottili: larghi come il
10-30 m, una struttura con un diametro di 10-30 m raggio laser, cio circa 1 mm, e lunghi come la lun-
ben lungi dall'essere puntiforme. Il punto un con- ghezza di coerenza, cio per esempio 10 cm. I fotoni
cetto metafisico, un prodotto della nostra mente. In di un'emittente radiofonica sono molto pi grandi,
linea di principio impossibile verificare o smentire coprono tutto l'area di ricezione.
che una particella sia puntiforme.
La nostra conclusione: anche senza ammetterlo si
d credito alla teoria secondo la quale i fotoni siano 3. Il dualismo onda-corpuscolo
piccolissimi. In ogni caso si parla in modo che gli Il problema dell'interpretazione tradizionale della
studenti siano portati a crederlo, visto che usando il meccanica quantistica, che vede un "microoggetto"
modello dell'individuo in moto, chiedersi quali sia- manifestarsi a volte come onda e a volte come cor-
no forma e dimensioni diventa legittimo. E se non puscolo, da noi non si pone pi. Lo vogliamo spie-
diamo noi una risposta, gli studenti si rispondono da gare prendendo come esempio di microoggetto l'e-
soli. Quindi perdiamo il controllo del processo di lettrone, la particella meglio conosciuta dalla mag-
apprendimento su un punto importante. gior parte dei fisici. Ci che diremo vale per anche
Se lasciamo che i fotoni si muovano nello spazio per i fotoni e per le altre particelle.
dobbiamo dire agli studenti quali sono la loro forma Secondo la meccanica quantistica, la natura ondula-
e la loro grandezza. toria di un elettrone si manifesta pi chiaramente
Ma che grandezza hanno? O meglio: il modello per- quando l'elettrone si trova in uno stato di quantit di
mette di assegnare loro una grandezza? moto ben determinata (e cio con un numero d'onda
determinato). In quel caso la posizione
Per un fisico rispondere a questa domanda non per completamente indeterminata . La natura corpusco-
niente difficile. Anche se dire dove siano l'inizio e la lare si manifesta chiaramente quando il sistema in
fine di un fotone, nel senso della nostra esperienza uno stato con posizione determinata e quantit di
macroscopica, ci mette in imbarazzo, possiamo moto completamente indeterminata.
56

Ma onda e corpuscolo sono due concetti che fanno 30. Atomi


parte di un modello. Il corpuscolo perfetto pun-
tiforme. Ha una posizione identificata da un solo 1. Il modello tradizionale dell'atomo
punto nello spazio. (In questo molto diverso da un Secondo il modello tradizionale, l'atomo fatto di
corpo macroscopico, la cui posizione non pu mai un nucleo attorno al quale ruotano gli elettroni. Ma il
essere identificata da un solo punto visto che occupa moto degli elettroni non avviene su della orbite ben
sempre una certa regione dello spazio.) precise, a volte si dice che il concetto di orbita su-
Invece l'onda perfetta sinusoidale e infinitamente perato. Almeno per la scuola consideriamo inadatto
estesa. In questo caso la sua quantit di moto questo modello. sicuramente accettabile che un
identificata da un solo punto nello spazio della modello non corrisponda del tutto alla realt, addi-
quantit di moto. rittura caratteristico per ogni modello descrivere
esattamente solo certi aspetti della realt. Ma da un
In uno stato qualsiasi dell'elettrone, nessuno dei due modello si pu esigere che sia armonioso, che non
modelli si adatta in modo assoluto. E se l'elettrone contenga della contraddizioni. E il modello tradi-
coinvolto in un processo durante il quale il suo stato zionale dell'atomo non soddisfa questa esigenza.
cambia, per esempio se passa da uno stato di posi- Dobbiamo immaginare l'elettrone come un corpus-
zione completamente determinata a uno stato di colo in moto e contemporaneamente accettare che
quantit di moto completamente determinata, ov- non percorra un'orbita. Ma allora come immaginare
viamente sorge un problema se tentiamo di applica- il moto di questo corpuscolo?
re uno dei modelli estremi "corpuscolo" (punto nel-
lo spazio della posizione) o "onda" (punto nello
spazio della quantit di moto). Si cerca di aggirare 2. Elettronio ed elettrone
l'ostacolo con la scappatoia del "dualismo onda-
corpuscolo". Per l'elettrone usiamo lo stesso modello che per il
fotone: l'elettrone una struttura estesa. La sua
Il problema scompare se sin dall'inizio si evita di forma descritta dalla sua funzione di stato. Di con-
applicare i modelli non adatti del "corpuscolo punti- seguenza la sua forma dipende dal suo stato. Quan-
forme" e della "onda sinusoidale infinitamente este- do in uno stato di posizione determinata l'elettrone
sa" e invece si definisce come grandezza della parti- molto piccolo, quando in uno stato di quantit di
cella la regione dello spazio occupata dalla funzione moto determinata molto grande. Per descrivere un
di stato. elettrone del genere ci serve un nome per qualcosa
Per altro noi non usiamo la parola "particella" per che nel modello tradizionale manca: un nome per la
una struttura puntiforme. La usiamo indipendente- sostanza di cui fatto l'elettrone. Abbiamo deciso di
mente dallo stato in cui si trovano l'elettrone o il fo- chiamare elettronio questa sostanza.
tone. L'introduzione di questo nome facilita la descrizio-
ne della struttura dell'atomo: l'atomo composto da
un nucleo piccolo e pesante e da un guscio grande e
leggero. Il guscio fatto di elettronio. Al centro la
densit del guscio elevata, andando verso l'esterno
diminuisce. Non c' un bordo ben delineato. Se pro-
viamo a estrarre un po' di elettronio dall'atomo os-
serviamo che si ottengono sempre delle porzioni
ben precise: una certa quantit di elettronio (come
misura della quantit si sceglie la massa) o un suo
multiplo intero. Questa quantit elementare di elet-
tronio prende il nome di elettrone.
Negli stati dell'atomo che la meccanica quantistica
chiama stati propri dell'energia, la distribuzione, e
quindi la forma, dell'elettronio costante nel tempo:
l'elettronio non si muove.
Crediamo che questo modo di trattare gli elettroni
nella sostanza non rappresenti nulla nuovo. I fisici
atomici, i chimici e i cristallografi lavorano costan-
temente con questo modello. Ma invece di parlare di
elettronio parlano di orbitali o di distribuzione della
densit degli elettroni. Si capisce dal loro modo di
parlare che manca loro solo una parola per descrive-
re la sostanza di cui parlano.
57

3. Probabilit di presenza e probabilit di transi- che i vari gusci si riempiono l'uno dopo l'altro. Ogni
zione volta che un guscio pieno l'energia di ionizzazio-
ne ha un massimo, gli atomi con gusci pieni sono
Tradizionalmente il quadrato della funzione di stato particolarmente stabili. Il raggio dell'atomo dovreb-
dell'elettrone viene interpretato come densit del- be avere un minimo quando il guscio pi esterno
la probabilit di presenza della particella. Come si pieno e un massimo quando il guscio pi esterno
arriva a questa interpretazione? contiene un solo elettrone. In realt si osservano i
Vogliamo descrivere il processo detto misurazione massimi, mentre i minimi sono al posto sbagliato.
della posizione, prima nel linguaggio della teoria, Malgrado ci il modello a gusci va sicuramente
poi nel linguaggio del modello tradizionale e infine considerato come un modello valido.
in quello del nostro modello a elettronio. Ma alcuni autori sembrano non accontentarsi delle
Nella misurazione della posizione di un elettrone prove osservative in favore del modello. Adducono
(per esempio l'elettrone di un atomo di idrogeno), dimostrazioni che in effetti non lo sono o che sono
l'elettrone passa da uno stato di energia determinata addirittura false - con il risultato che gli studenti si
e posizione indeterminata, come la funzione 1s, a creano un'immagine sbagliata dell'aspetto degli ato-
uno stato di posizione determinata ed energia inde- mi, pi precisamente della distribuzione della den-
terminata. In questo stato il quadrato del valore as- sit elettronica o distribuzione dell'elettronio, come
soluto della funzione di stato, |(x,y,z)|2, una la chiamiamo noi.
funzione delta. Evidentemente si vorrebbe dimostrare che in un ato-
Ora l'interpretazione nel modello tradizionale: se ri- mo con pi elettroni la densit elettronica oscilla dal
petiamo molte volte la misurazione della posizione centro verso l'esterno, cio che in un atomo sia pos-
di un elettrone nello stato fondamentale 1s, ottenia- sibile osservare i vari gusci. In altre parole: che in
mo valori diversi con una distribuzione della loro una certa misura sia possibile riconoscere i singoli
frequenza descritta da |1s|2. Visto che si presume elettroni.
che gi prima della misurazione le particelle fossero La distribuzione della densit elettronica in un ato-
puntiformi, siamo costretti a interpretare il processo mo, una funzione monotona che decresce rapida-
di misurazione nel modo seguente: prima della mente verso l'esterno, fig. 30.1a. Non si riesce a
misurazione le particelle ruotano freneticamente vedervi nessun guscio. Ma i gusci si possono creare
attorno al nucleo (anche se, come gi detto, senza con un artificio matematico. Invece di riportare la
seguire un'orbita precisa). Hanno una certa pro- densit in funzione del raggio, cio la funzione
babilit di trovarsi nelle diverse posizioni. La misu- (r), si integra questa funzione su tutto l'angolo
razione della posizione ci dice dove si trovava la solido e si riporta il risultato in funzione di r.
particella all'istante effettivo della misurazione. La Visto che gli atomi hanno praticamente sempre una
particella rende identificabile la sua posizione. simmetria sferica, il risultato semplicemente il
E per finire l'interpretazione nel modello a elettro- prodotto r2(r). Per atomi con un numero atomi-
nio: in questo modello il processo non dovrebbe co elevato questa funzione presenta effettivamente
nemmeno essere definito una misurazione della po- alcune oscillazioni, fig. 30.1b, che per trasmettono
sizione ma una transizione da uno stato in cui l'elet- un'immagine ingannevole della distribuzione della
trone grande in uno stato in cui piccolo. Durante densit elettronica. Lo si nota chiaramente appli-
la transizione si ritrae in una piccola regione dello cando lo stesso procedimento a un modello diverso
spazio. Se ripetiamo molte volte il procedimento di atomo: una sfera massiccia. Per una sfera la
constatiamo che l'elettrone pu ritrarsi in punti densit in funzione del raggio (r) costante,
diversi. La probabilit di trovare l'elettrone in una come mostra la fig. 30.2a. La fig. 30.2b mostra la
certa posizione dopo il processo espressa da funzione r2(r) . In questa immagine la reale di-
|1s|2, cio dalla densit dell'elettronio prima della stribuzione della densit praticamente irriconosci-
transizione. Quindi |1s|2 viene interpretata come bile. Pi che altro questa immagine mostra come in
densit di una probabilit di transizione. una sfera ci sia pi massa all'esterno che all'interno.
invece del tutto falsa la rappresentazione tridi-
mensionale della funzione r2(r) sotto forma di
4. Il modello a gusci corpo.
Per spiegare le propriet degli atomi, in particolare
la periodicit dei raggi atomici e dell'energia di io-
nizzazione in funzione del numero atomico, usiamo 5. Densit dell'elettronio e funzione d'onda
volentieri il modello a gusci. Se costruiamo un ato- Per un sistema a un elettrone, quindi per l'atomo di
mo con pi elettroni aggiungendo alternativamente idrogeno, la densit elettronica (densit dell'elettro-
un protone (e anche uno o due neutroni) al nucleo e nio nel nostro linguaggio) (r) semplicemente il
un elettrone al guscio, secondo questo modello quadrato del valore assoluto della funzione d'onda:
l'atomo cresce a gusci successivi. Immaginiamo
ogni elettrone come un individuo aggiunto all'ato- (r) = |1s(r)|2
mo dell'esterno, e questa aggiunta avviene in modo
58

r r

r2 r2

r r

Fig. 30.1. (a) Densit dell'elettronio in funzione della di- Fig. 30.2. (a) Densit della massa in funzione della distanza
stanza dal nucleo in un atomo di carbonio. (b) La grandezza dal centro in una sfera massiccia e omogenea. (b) La gran-
r2 in funzione della distanza dal nucleo per un atomo di dezza r2 in funzione della distanza dal centro per la
carbonio. stessa sfera.

Sostanzialmente la distribuzione della densit elet- 7. Diminuzione esponenziale


tronica contiene le stesse informazioni della funzio- La crescita o la diminuzione esponenziale sono si-
ne d'onda. Non cos per sistemi con pi elettroni. In curamente fenomeni universali e molto importanti.
questo caso la funzione d'onda dipende da tante In fisica l'esempio paradigmatico di applicazione
variabili quanti sono gli elettroni. Per contro la di- della funzione esponenziale il decadimento radio-
stribuzione elettronica ancora una funzione di attivo. Per molti studenti anche l'unico esempio
un'unica variabile di posizione. Quindi la funzione con cui avranno mai a che fare. In questo modo na-
d'onda contiene molte pi informazioni della densi- sce la curiosa impressione che in natura la funzione
t elettronica. Di conseguenza dalla densit dell'e- esponenziale appaia solo in relazione alla relativit.
lettronio non possibile ricavare molte delle pro- Per contrastare questa impressione la introduciamo
priet degli atomi, come per esempio il tipo di gi per descrivere il decadimento degli stati eccitati
legame con altri atomi. degli atomi.
Anche il fatto che l'andamento di un processo si pos-
6. L'atomo vuoto sa definire mediante delle probabilit un feno-
meno di fondamentale importanza. E anche questo
Il modello degli elettroni puntiformi ha un altro di- fatto solitamente messo in relazione unicamente al
fetto. Spesso si sottolinea come gran parte dello decadimento radioattivo. Per sottolineare l'impor-
spazio occupato da un atomo sia vuoto. un'affer- tanza delle affermazioni probabilistiche, trattiamo
mazione di significato dubbio, in contrasto con in modo dettagliato il decadimento degli atomi
quanto indicato dalla funzione d'onda dell'elettrone. eccitati.
Il vuoto conseguenza dell'interpretazione degli
elettroni come puntiformi, ma se lo sono gli elettro-
ni allora devono esserlo anche tutte le altre particel- 8. Applicazioni della fisica atomica
le elementari, in particolare i quark. Per allora tutto
quanto lo spazio vuoto. Cosa devono pensare gli Una delle applicazioni della fisica atomica da noi
studenti di un'affermazione del genere? trattate l'analisi spettrale. Un altro fenomeno pi
importante, perch pi pertinente alla vita di tutti i
Nel modello a elettronio lo spazio occupato dall'ato- giorni, spiegabile grazie alla fisica atomica l'emis-
mo non per niente vuoto. Vi si trova una sostanza, sione di luce da parte dei gas. Per questo motivo
l'elettronio, con una densit di massa e una densit trattiamo in modo approfondito le lampade a gas e le
di carica ben definite. fiamme.
59

31. I solidi schema a bande consiste nel riportare lenergia in


funzione del luogo.
1. L'elettronio nei solidi
Il modello dell'elettronio si pu applicare facil-
mente ai solidi. Anche in questo caso di pu dire che 3. Le propriet ottiche dei solidi
il modello coincide con la concezione della struttura In margine al capitolo sulla fisica dei solidi sarebbe
microscopica dei solidi tipica della fisica. La auspicabile una trattazione completa delle propriet
distribuzione della densit dell'elettronio nei solidi ottiche della materia: tutto ci che percepiamo
misurata grazie alla diffrazione dei raggi X ed quando osserviamo la superficie di un corpo.
calcolata dai teorici.
Per una descrizione completa delle propriet ottiche
Confrontiamo nuovamente il modello tradizionale della materia ci vogliono due funzioni: parte reale e
dell'elettrone puntiforme con il modello dell'elet- parte immaginaria dell'indice di rifrazione com-
tronio. Trascuriamo il moto termico dei nuclei plesso. Nell'ambito del nostro corso per, abbiamo
atomici. a disposizione solo una di queste funzioni, oltretutto
Nel modello tradizionale un solido ha l'aspetto solo nella forma rudimentale della scala di energia.
seguente: degli elettroni puntiformi ruotano attorno Quindi non possiamo spiegare tutte le propriet
al nucleo atomico. Si muovono in modo molto ottiche. In particolare la scala di energia non
curioso, percorrendo tutto lo spazio a disposizione permette di spiegare i fenomeni della riflessione e
nei dintorni del nucleo, con la probabilit massima della rifrazione.
di essere localizzati attorno al nucleo stesso. Non Per contro molti altri fenomeni si possono spiegare
dobbiamo immaginarci delle orbite e, se lo faccia- bene, e noi abbiamo fatto uso di questa opportunit.
mo comunque, dobbiamo pensare a delle orbite a Cos spieghiamo perch i metalli assorbono la luce
zig zag alquanto contorte. Visto che gli elettroni visibile, perch la maggior parte dei non-metalli
sono puntiformi, il solido vuoto. trasparente, perch altri composti tra metalli e non-
Nel modello dell'elettronio non si muove nulla. Tra i metalli, come il solfuro di cadmio, sono trasparenti
nuclei atomici si trova l'elettronio. Ha la sua densit e colorati, perch i semiconduttori sono trasparenti
massima in corrispondenza dei nuclei. Se ci si agli infrarossi, perch le sostanze nere sono nere e
allontana dal nucleo, le densit diminuisce molto. quelle bianche sono bianche.
Malgrado ci tutto lo spazio all'interno di un solido
riempito di elettronio.
4. I solidi come sorgente luminosa
Esattamente come i gas anche i solidi possono
2. Modello a bande e scala di energia emettere luce quando il sistema di elettroni passa da
Come per il singolo atomo, anche per un solido le uno stato eccitato a uno stato eccitato di energia
eccitazioni sono legate a una variazione delle inferiore. Esattamente come per i gas l'eccitazione
densit dell'elettronio. Ma mentre in un atomo pu pu avvenire in vari modi:
assumere solo determinate forme ben definite e 1. con elettroni veloci (esempio: il tubo catodico);
diverse tra loro, nel caso del solido l'elettronio pu
assumere molte forme e passare dall'una all'altra in 2. con fotoni: (esempio: la sostanza fluorescente
modo continuo. Di conseguenza anche i valori di sulla superficie interna di una lampada al neon);
energia di eccitazione coprono degli intervalli 3. con una reazione chimica (esempio: la reazione di
continui. Questi intervalli di energie (e forme) elettroni e buchi nello strato limite p-n in un diodo
ammesse, si alternano con delle energie proibite: luminoso);
energie che il solido non pu assorbire.
4. riscaldando (esempio: l'incandescenza)
Caratterizziamo un solido grazie al suo spettro di
energia o, come diciamo noi, alla sua scala di ener- Se c' tempo vale la pena trattare i vari meccanismi e
gia. Basandoci sulla scala di energia siamo in grado, ricordare come un gas possa essere portato a emet-
come gi per il singolo atomo, di fare molte affer- tere luce negli stessi quattro modi. Nel testo per stu-
mazioni importanti. denti ci siamo limitati alla descrizione dell'incande-
scenza.
Quando parliamo di energie permesse nella scala di
energia, intendiamo quei valori di energia che il I corpi incandescenti sono tra le nostre sorgenti di
solido pu immagazzinare. Non ci chiediamo se lo luce pi importanti: il filo di una lampadina ad
stato corrispondente comporta un'eccitazione di un incandescenza o le particelle di carbonio nella fiam-
solo elettrone o un'eccitazione collettiva. Di ma di una candela.
conseguenza la scala di energia non dipende dal Stranamente a questo argomento solitamente viene
modello. Riporta semplicemente dei valori di dedicato poco spazio. Da un maturando ci si aspetta
energia determinati sperimentalmente. che sappia spiegare il funzionamento di un laser, ma
La scala di energia una descrizione del solido pi la descrizione microscopica dell'incandescenza non
semplice e pi limitata dello schema a bande. Lo viene affrontata.
60

5. Le propriet elettriche dei solidi per cominciare ci sono molti pi buchi e relativi stati
i cui contributi al trasporto andrebbero presi in
Il modello pi diffuso per la descrizione della considerazione. Per di pi questi buchi hanno masse
conducibilit elettrica il modello di Drude: ci si molto diverse, anche negative.
limita a considerare gli elettroni liberi, che vengono
descritti come un gas, cio come particelle in movi- Analogamente, il trasporto di carica in una banda
mento. Il modello di Drude molto pratico. E ci quasi completamente occupata da elettroni des-
sorprendente, in quanto difficile capire come mai critto con i buchi: sono meno numerosi degli elettro-
gli elettroni debbano potersi muovere liberamente ni e hanno una massa efficace univoca e positiva.
allinterno di un solido. Uno dei difetti del modello Come si vede da queste considerazioni, non del
che si adatta male ad altri modelli usati nella descri- tutto corretto dire che grazie alleffetto Hall si pu
zione degli atomi: per la descrizione dei fenomeni capire se si ha a che fare con un conduttore a elettro-
elettrici nei semiconduttori e per il modello a bande. ni o a buchi. Infatti ogni trasporto si pu descrivere
Nellambito di un corso di fisica di questo livello in un modo o nellaltro. Piuttosto leffetto Hall fa ca-
vogliamo a tutti costi limitarci alluso di un solo pire se una banda pi o meno occupata da elettroni.
modello, quindi descriviamo anche la conduzione
metallica con il modello dellelettronio. Passiamo ora al modello a elettronio: per descrivere
il trasporto di carica elettrica non dobbiamo neces-
Il trasporto di carica descritto nel modo seguente: sariamente scegliere tra elettroni o buchi, possiamo
nei metalli possibile causare una deformazione anche pensare a una loro combinazione. ci che si
dellelettronio, cio una variazione della distribu- fa parlando di addensamenti e rarefazioni. Anche
zione di densit rispetto allo stato fondamentale, questa descrizione fornisce il valore corretto della
con una quantit di energia piccola a piacere. Questa corrente totale attraverso il solido. (Laukenmann
variazione consiste in un addensamento e una rare- 1996)
fazione (sempre rispetto alla distribuzione della
densit allo stato fondamentale). Sia laddensa-
mento che la rarefazione possono essere spostati 6. Il diodo semiconduttore
allinterno del solido mediante applicazione di un
campo elettrico e cos facendo si trasporta elettro- Il diodo semiconduttore un argomento difficile, a
nio, quindi anche carica elettrica. dire il vero troppo difficile per un corso di questo
livello. Di conseguenza la nostra trattazione pi
Chi non abituato a pensare in termini di elettroni e una descrizione del funzionamento di un diodo che
difetto di elettroni, potrebbe chiedersi quale sia la una spiegazione. Una vera spiegazione del suo
relazione tra i nostri addensamenti e le nostre rarefa- funzionamento non possibile con i soli mezzi
zioni con i ben noti elettroni e buchi del modello a dellelettrologia. La corrente del portatore di carica
bande. nel diodo non dipende solo da un gradiente del
Cominciamo da qualche osservazione generale potenziale elettrico, ma anche da un gradiente del
sugli elettroni e sui buchi. Questi concetti sono usati potenziale chimico: landamento del potenziale
per descrivere il trasporto di carica elettrica. Consi- chimico il responsabile per la corrente totale.
deriamo una certa banda responsabile per il sud-
detto trasporto. Possiamo sempre scegliere tra una
descrizione del trasporto mediante elettroni o 7. Il transistor
mediante buchi, il risultato lo stesso. Ma la massa Ci limitiamo alla descrizione di un transistor a effet-
efficace dellelettrone dipende dallenergia. Al to di campo. Solitamente si privilegia il transistor
limite inferiore della banda ha un valore diverso che bipolare, ma ci dipende dal fatto che stato
al limite superiore. Per la precisione, la massa effi- sviluppato prima e che si affermato molto prima
cace dellelettrone positiva al limite inferiore della dell'apparizione del transistor a effetto di campo. Al
banda e negativa al limite superiore. Per i buchi vale giorno d'oggi per il transistor a effetto di campo
il contrario: la loro massa positiva al limite supe- non pi un componente esotico e si sta affermando
riore e negativa a quello inferiore. sempre pi anche nei processori per computer.
Il fatto che la massa efficace non sia costante di Quindi dal punto di vista delle applicazioni, trattare
solito rende complicata la descrizione del processo il transistor a effetto di campo altrettanto giusti-
di trasporto. Per ci sono situazioni dove la ficato che trattare il transistor bipolare. Di conse-
descrizione molto semplice. guenza la scelta dovrebbe essere basata sui vantaggi
didattici - e il transistor a effetto di campo ne esce
Se una banda occupata da pochi elettroni, la loro decisamente favorito.
massa positiva e sostanzialmente costante. In
questo caso gli elettroni si comportano come Al contrario del transistor bipolare e del diodo, il
elettroni liberi. Di conseguenza il trasporto di funzionamento del transistor a effetto di campo
elettricit in una banda del genere sar descritto con dipende unicamente da fenomeni elettrici, pu
gli elettroni. essere capito interamente grazie all'elettrologia.
Una descrizione con i buchi darebbe lo stesso Inoltre, anche se si capito il diodo, la spiegazione
risultato, ma risulterebbe ben pi complicata. Tanto del funzionamento di un transistor bipolare
61

del funzionamento di un transistor bipolare 32. Nuclei atomici


parzialmente insoddisfacente. In linea di massima
quando spieghiamo a uno studente il funziona- 1. L'analogia tra fisica nucleare e chimica
mento di un apparecchio vorremmo dargli la sensa- Tra fisica nucleare e chimica, cos come tra fisica
zione che quell'apparecchio avrebbe potuto inven- del nucleo e fisica della nube elettronica, c' un'a-
tarlo lui. Non crediamo che con il transistor bipolare nalogia che va oltre ci che i libri di testo lasciano
si possa avere questa impressione. intendere. Spesso, in fisica nucleare dei concetti gi
A volte si sente dire, anche da docenti, che la spie- presenti nella chimica sono reintrodotti con nuovi
gazione di una buona vecchia valvola triodo fosse nomi. Dei processi gi trattati nel corso di chimica
pi semplice di quella di un transistor (bipolare). sono trattati nuovamente in quello di ficisa nucle-
Questa idea nasce dal fatto che sulla griglia della are, ma in modo tale da non permettere di riconosce-
valvola non scorre corrente. Per controllare la cor- re che si tratta dei processi gi visti a chimica. Ecco
rente anodica basta variare il potenziale della alcuni esempi:
griglia. Un transistor a effetto di campo altrettanto La grandezza che in chimica viene chiamata tasso di
semplice, anzi, ancora pi semplice visto che in trasformazione ed misurata in mol/s, in fisica nu-
questo caso non c' bisogno di riscaldare un catodo. cleare si chiama attivit e si misura in Becquerel -
Il transistor a effetto di campo per cos dire la seppure se ne parli solo in relazione a determinate
realizzazione ideale di un interruttore che pu esse- reazioni.
re aperto o chiuso variando un valore di potenziale.
La rappresentazione simbolica delle equazioni di
Il fatto che la corrente pu essere controllata sem- reazione diversa. La reazione che in chimica rap-
plicemente variando il potenziale del gate permette presentata da
anche la semplificazione dei circuiti: ci vogliono
meno resistori. Di conseguenza i circuiti diventano A + B C + D,
pi facili da interpretare. secondo le convenzioni della fisica nucleare des-
Non abbiamo trattato nessuna applicazione dei critta da
transistor come amplificatori. Per farlo dovremmo A(B,C)D,
discutere di linee caratteristiche, ci che comporte-
rebbe un impegno molto maggiore. Nella maggior una rappresentazione che tende a suggerire come le
parte delle sue applicazioni, e tra loro tutte quelle sostanze A e B avrebbero un ruolo diverso nella
della tecnica digitale, i transistor fungono da inter- reazione, cos come i prodotti C e D. L'origine
ruttori, cio da componenti binari. storica di questa, da un punto di vista moderno
infelice, scrittura facilmente riconoscibile: nasce
quando le reazioni nucleari si interpretavano come
8. Bibliografia una trasformazione degli elementi con il concorso
di una radiazione. Le particelle della radiazione non
LAUKENMANN, M.: Dissertation, Universitt erano considerate dei partner della reazione.
Karlsruhe, 1995.
La diminuzione esponenziale di una quantit di
nuclei eccitati o di nuclei che decadono, ha il suo
analogo nella diminuzione degli stati eccitati della
nube elettronica o nella diminuzione della concen-
trazione di una sostanza che decade chimicamente.
La fisica nucleare stata particolarmente solerte
nell'inventare nomi particolari per determinati pro-
cessi. Ad esempio, le reazioni di decadimento, fis-
sione e fusione sono descritti come processi fonda-
mentalmente diversi. Cos facendo si ignora il fatto
che possono essere descritti usando gli stessi mezzi.

2. "Residui" dell'evoluzione storica


La complessa evoluzione storica che ha portato alla
nascita del relativamente semplice campo della "fi-
sica nucleare" ha lasciato molte tracce nell'insegna-
mento. Molti delle vie tortuose dello sviluppo stori-
co sono ripercorse nell'insegnamento e cos sono
introdotti molti concetti superflui comprensibili
solo nel loro contesto storico.
I primi passi della fisica nucleare furono compiuti
quando si scopritono nuove forme di radiazione - in
62

un tempo quando in fisica le radiazioni erano un ragionevole procedere allo stesso modo con la
argomento di moda nella ricerca. Comprensibil- materia di cui sono fatti i nuclei atomici. Sottoli-
mente ogni nuovo tipo di radiazione riceveva un neiamo che la sostanza omogenea, cio che nel
nome prima ancora di essere spiegata. Cos si pu nucleo i protoni e i neutroni non sono separati. Sa-
spiegare come ancora oggi si parli di raggi , e rebbe ragionevole anche darle un nome, per esem-
, anche se ormai sappiamo di cosa si tratta: di pio nucleonio. Vi abbiamo rinunciato in quanto nel
nuclei di elio veloci, di elettroni veloci e di radiazio- corso non appare spesso e perch diamo maggior
ne elettromagnetica. Ognuna delle tre sostanze non valo-re a evitare di introdurre troppi nuovi concetti.
altro che il prodotto di reazione di determinate
reazioni nucleari. Ma ci sono molti altri prodotti di
reazione del genere. 6. La forma dei nuclei eccitati
Esattamente come nel caso della nube elettronica
3. Apparecchi di misurazione delle radiazioni interpretiamo la funzione detta densit della proba-
bilit di presenza come distribuzione della densit
Di soliti nell'ambito della fisica nucleare si spende dell'elettronio, cos determiniamo la distribuzione
molto tempo per spiegare il funzionamento degli della densit (e di conseguenza grandezza e forma
apparecchi di detezione e misurazione delle radia- del nucleo) mediante la "densit della probabilit di
zioni. Riteniamo che l'argomento non sia sufficien- presenza" dei nucleoni. Una delle conseguenze
temente importante, soprattutto in un corso di che il nucleo eccitato non descritto come una
questo livello. La descrizione di questi apparecchi gocciolina oscillante o rotante, come avviene
in concorrenza con quella di numerosi altri apparec- invece nel modello a goccia. Un nucleo eccitato ha
chi. Il cronometro al quarzo, il termoelemento, il piuttosto una forma precisa e costante nel tempo,
sensore a infrarossi e molti altri apparecchi di misu- come d'altronde altri stati stazionari. Esattamene
razione sono pi importanti, eppure di loro gli stu- come la nube elettronica, il nucleo "scatta" in varie
denti imparano poco. forme. A ogni forma corrisponde un'energia.

4. Esperimenti con raggi alfa, beta e gamma 7. Grandezza e densit delle nube elettronica e
del nucleo atomico
Nell'insegnamento della fisica nucleare comune
studiare la natura e le propriet di vari tipi di radia- Le distribuzioni della densit della nube elettronica
zione: la carica delle particelle e il raggio d'azione e del nucleo atomico sono molto diverse tra loro.
della radiazione in diversi materiali.
La densit dell'elettronio nella nube elettronica de-
Si potrebbe giustificare dicendo che sono questioni cresce fortemente dal centro verso l'esterno. Per
importanti. Da un lato danno delle indicazioni sulla contro, la densit del nucleo pressocch costante.
natura delle radiazioni nucleari, dall'altro sono im-
portanti per capire gli effetti biologici delle radia- Anche il confronto tra la grandezza e la densit di
zioni. Noi crediamo che il vero motivo sia da atomi con numero atomico molto diverso, d risul-
ricercare nell'evoluzione storica. Nei primi tempi tati estremamente differenti. Il diametro dell'atomo,
della fisica nucleare le radiazioni erano semplice- cio il diametro della nube elettronica, rimane gros-
mente l'unica cosa nota. so modo costante. Fluttua parecchio, ma in media il
diametro di atomi con un alto numero atomico non
Non dimentichiamo che la netta maggioranza dei sensibilmente maggiore del diametro degli atomi
prodotti delle reazioni nucleare non sono osserva- con numero atomico pi piccolo. Cos un atomo
bili durante una lezione. d'oro pi o meno grande quanto un atomo di litio.
Naturalmente ci significa che l'elettronio dell'ato-
Per quanto riguarda il raggio d'azione delle radia- mo d'oro e di quello di litio hanno densit molto
zioni: ci sono molte altre "radiazioni" del cui raggio diverse.
d'azione non ci preoccupiamo. Non sarebbe forse
altrettanto interessante studiare il raggio d'azione Per la materia nucleare tutt'altra cosa. In questo
dei raggi infrarossi, dei raggi X o delle microonde? caso la densit a essere pi o meno costante per
tutti gli atomi. Ma ci significa che il volume del
nucleo proporzionale al numero di nucleoni.
5. La materia nucleare
Nel Karlsruher Physikkurs si fa ampio uso di un 8. Energia di legame o energia di separazione
modello: il modello della sostanza distribuita in
modo continuo. Rappresentiamo i campi elettrici, i Riteniamo che l'espressione "energia di legame" dia
campi magnetici, la luce, gli elettroni ("elettronio"), adito a delle difficolt di comprensione. Suggerisce
ma anche le grandezze estensive, immaginando di che si tratti di un'energia necessaria per tenere legate
parlare di una sostanza. le parti di un nucleo. Invece un'energia che viene
liberata quando un nucelo si lega. Quindi l'energia
63

di legame un'energia che il nucleo non possiede. 11. I nomi delle famiglie di particelle
Ma allora un'energia negativa? Per evitare doman- Dalla nascita di una nuova area della fisica conse-
de del genere preferiamo parlare di energia di sepa- gue la definizione di nuovi termini tecnici. Pi sono
razione: l'energia necessaria per separare le parti di questi termini tecnici, pi sar possibile esprimere
un nucleo. Con questa definizione appare ovvio che in modo sintetico determinati comportamenti. Ma
questa energia positiva. nel comtempo tutti questi termini tecnici comporta-
Inoltre questa definizione costruita in modo analo- no l'aumento delle definizioni da imparare.
go all'energia di ionizzazione: l'energia necessaria In fisica nucleare la profilerazione di nomi per la
per ionizzare un atomo. classificazione delle particelle era particolarmente
marcata. Ogni particella ha un nome proprio. Alcu-
ne ne hanno addirittura due, uno originale e uno che
9. La tabella delle energie di separazione esprime la loro caratteristica di antipartner, per
Per poter predirre se una reazione nucleare avverr esempio positrone e antielettrone. Inoltre le parti-
o meno o, pi precisamente, per sapere in quale celle sono raggruppate in famiglie.
direzione avverr, le energie di legame dei nuclei Se partecipano alla forza nucleare forte si chiamano
coinvolti devono essere note. Quindi gli studenti adroni. Se certi numeri quantici (il numero bario-
devono avere a disposizione una tabella che riporti i nico e il numero leptonico) hanno determinati valo-
valori corrispondenti. Ci sono vari modi di allestire ri, si chiamano barioni, leptoni, mesoni, particelle o
una tabella del genere. Si elencano: antiparticelle. I barioni che formano il nucleo degli
- le energie di riposo dei nuclei; atomi, e le loro antiparticelle, si chiamano nucleoni.
- le energie di legame per nucleone; Tra i nomi di famiglie di particelle citati, usiamo
solo particella e antiparticella. Il nome mesone non
- le energie di separazione, cio le energie neces- ci serve perch non trattiamo reazioni che vedono
sarie per scomporre totalmente il nucleo in protoni coinvolti dei mesoni. Il nome adrone non ci serve
e neutroni. perch non trattiamo la forza nucleare forte. Ma ab-
biamo rinunciato anche all'uso dei nomi nucleone,
Abbiamo optato per la terza soluzione. La prima barione e leptone.
possibilit, cio lavorare con le energie di riposo,
concettualmente la soluzione pi semplice, ma ha lo Da noi nucleone sarebbe semplicemente un nome
svantaggio che la tabella corrispondente deve con- che comprende le particelle protone e neutrone.
tenere numeri con molte cifre. In tutti i bilanci appa- Riassumere questi due nomi in una nuova famiglia
rirebbero delle differenze tra numeri molto grandi. non ci sembra giustificato dalla conseguente sem-
Di conseguenza il procedimento non sarebbe certo plificazione nella descrizione di un nucleo atomico.
molto economico. Lo stesso vale per i nomi barione e leptone.
Abbiamo rinunciato all'introduzione di una tabella
con le "energie di legame per nucleone" (o energie 12. Numero barionico e numero leptonico
di separazione per nucleoni) perch riteniamo
questa grandezza troppo poco chiara. La scomposi- Per stabilire se una reazione nucleare possibile o
zione di un nucleo avviene per tappe e per ogni meno, verifichiamo tra le altre cose che nella reazio-
nucleone tolto dal nucleo cambia l'energia di ne il numero barionico e il numero leptonico siano
separazione necessaria. conservati. Entrambe queste grandezze estensive
sottostanno a una legge di conservazione. I nomi
Quindi la nostra tabella contiene solo l'energia di se- numero barionico e numero leptonico per non
parazione totale da fornire al nucleo per scomporlo mettono in evidenza il fatto che si tratti di grandezze
completamente in protoni e neutroni. estensive e, a dire il vero, nemmeno che si tratti di
grandezze fisiche. I loro nomi suggeriscono che
siano semplicemente di numeri: il numero di ba-
10. Il prefisso "anti-" rioni e di leptoni. Invece per alcune particelle queste
Con il termine antiparticella viene espressa una re- grandezze possono assumere anche valori negativi,
lazione: una certa particella l'antiparticella di escludendo che possano essere dei semplici numeri.
un'altra. L'antiprotone l'antiparticella del protone, Per questo motivo preferiamo altri nomi: carica ba-
il protone l'antiparticella dell'antiprotone. Quindi rionica e carica leptonica. Con questa scelta abbia-
il termine antiparticella ha un significato simile alla mo dei nomi costruiti in analogia a quello della
parola partner. Non ci pu essere un solo partner, ci carica elettrica, con il quale gli studenti hanno suf-
sono solo partner di qualcun'altro. ficiente dimestichezza da trovare del tutto naturale
che le grandezze corrispondenti possano assumere
Ma il prefisso "anti-" ha anche un significato asso- anche valori negativi.
luto, in particolare quando precede il nome di una
particella, come nel caso dell'antiprotone, dell'anti- A differenza della carica elettrica la carica barionica
neutrone, dell'antineutrino... e quella leptonica non hanno un'unit di misura e i
64

loro valori sono sempre un multiplo della carica e provengono da ricerche effettuate nell'ambito
barionica o leptonica elementare. Per sottolineare della fisica nucleare e delle particelle di livello uni-
comunque l'analogia, in tabella 32.3 anche i valori versitario. Ci ha portato a ritenere che la afferma-
di carica elettrica sono espressi come multipli della zioni riguardanti il Sole siano materia complessa e
carica elementare. difficile e da riservare a un corso di livello ben pi
avanzato. Non del tutto vero, infatti le ricerche in
fisica solare hanno dato dei risultati molto semplici:
13. Antimateria
- La distribuzione della densit del Sole molto
La cosiddetta antimateria viene spesso mistificata, interessante e di facile comprensione.
anche nei racconti di fantascienza: si portati a
pensare che si tratti in tutti i sensi del contrario della - Il motivo per cui il Sole tanto caldo sorprenden-
materia. In particolare si discute spesso la possibili- temente facile da spiegare. Il confronto tra il Sole e
t che abbia massa negativa. Il nome antimateria, una bomba a idrogeno genera l'impressione errata
che purtroppo ormai impossibile cambiare, contri- che il Sole sia caldo per lo stesso motivo per cui si
buisce sicuramente all'equivoco. Di conseguenza genera calore in presenza di un'esplosione. Nei fatti
insistiamo in modo particolare sul fatto che la dif- le reazioni nel Sole sono, almeno per un aspetto,
ferenza tra particelle e antiparticelle stia unicamen- radicalmente diverse da quelle in una bomba a
te nel segno di alcune grandezze fisiche. Invece di idrogeno: avvengono in modo estremamente lento.
dare l'impressione che un'antiparticella sia per cos Solo cos possiamo spiegare come mai il Sole esiste
dire la negazione di una particella, cerchiamo di da cos tanto tempo.
trasmettere un'altra idea: particella e antiparticella - Spesso si suggerisce che per capire il funziona-
formano una coppia di particelle che si somigliano mento del Sole si deve capire il ciclo Bethe-Weiz-
sotto molti punti di vista. scker. Invece in chimica ci si accontenta di cono-
scere la reazione netta. Chi in grado di descrivere
esattamente le singole reazioni che avvengono nella
14. Reattore nucleare e reattore a fusione combustione della benzina?
Solitamente questi impianti sono presentati in modo
da dare l'impressione di essere dei metodi molto
particolari per "liberare energia" usando due reazio- 16. Reazioni nucleari e reazioni chimiche
ni nucleari fondamentalmente diverse. In fisica nucleare come in chimica, alcune domande
Noi invece cerchiamo di spiegare i processi nei due sono sempre in primo piano. Abbiamo in mente una
tipi di reattore come qualcosa di molto simile. In determinata reazione e ci chiediamo per prima cosa
entrambi avvengono delle reazioni nucleari, e la se la reazione pu avvenire e, per secondo, a che
causa la stessa: perch l'energia di riposo degli velocit avviene (se lo fa). Per rispondere a queste
edotti maggiore di quella dei prodotti. Ma i proces- domande, sia in fisica nucleare che in chimica, si
si in entrambi i tipi di reattore sono fortemente ini- procede allo stesso modo. Visto che di solito nella
biti, la resistenza di reazione cos elevata da impe- presentazione delle due materie questa analogia non
dirne lo svolgimento in condizioni normali. Per sempre chiara, vogliamo confrontare i modi di
aumentare la velocit di reazione si applicano i procedere della chimica e della fisica nucleare.
metodi ben noti in chimica: nel reattore nucleare si
usano dei neutroni come catalizzatori, nel reattore a L'allestimento di una reazione
fusione Tokamak si accelera la reazione aumentan-
do la temperatura. Anche la fusione nucleare pu Nell'allestimento dell'equazione di una reazione
essere accelerata usando un catalizzatore: i muoni. chimica vanno seguite alcune regole: il numero di
atomi di ogni tipo di elemento a sinistra dell'equa-
zione deve coincidere con quello a destra. Nella
15. Il Sole terminologia fisica si tratta di soddisfare una legge
Per tutto quanto avviene sulla Terra il Sole cos im- di conservazione. Di fatto nell'ambito dei processi
portante che in effetti la sua trattazione dovrebbe di cui si occupa la chimica vale la conservazione del
essere uno degli argomenti pi importanti di qual- numero e del tipo di atomi. Questa non una legge di
siasi corso di scienze naturali. Invece se ne parla conservazione di valore generale. Vale solo in
spesso in maniera marginale: come lampada, che chimica e, proprio in quanto la sua validit non
illumina la Terra e quanto vi avviene, o come impor- generalizzabile, non formulata come una legge di
tante sorgente di energia. conservazione.
Anche in questo caso le origini di questa sottovalu- Ma anche in fisica si lavora spesso con delle gran-
tazione dell'importanza di un argomento sono sicu- dezze conservate solo parzialmente. Ad esempio in
ramente storiche. Le nostre conoscenze dei processi meccanica si applica spesso la conservazione dell'e-
che avvengono nel Sole sono relativamente recenti nergia meccanica nei processi non dissipativi. In
molti processi termodinamici si pu considerare
65

l'entropia una grandezza conservata, per esempio mazione sono quasi sempre molto piccoli e l'accen-
nella trattazione dei movimenti d'aria nell'atmosfe- to posto sul processo di reazione elementare.
ra. Anche nel caso di grandezze della cui conserva- Includere il bilancio energetico nello stabilire la di-
zione siamo convinti, non possiamo escludere che rezione di una reazione appare adatto anche perch
un giorno si scoprano dei processi nei quali non si- nella discussione delle reazioni nucleari la conser-
ano conservate. Un esempio il numero barionico. vazione di grandezze estensive ha comunque un
Finora sempre stato ritenuto una grandezza as- ruolo importante. Quindi il bilancio energetico di
solutamente conservata: non si mai osservato il una reazione semplicemente un altro bilancio ac-
decadimento di un protone che violasse la conserva- canto a quello della carica elettrica, del numero ba-
zione del numero barionico. Malgrado ci si conti- rionico e del numero leptonico. Naturalmente si
nua a cercare un processo che la violi, visto che la perde di vista il fatto che in una reazione spontanea il
teoria permette questa violazione. processo principale la produzione di entropia. In
Quindi in chimica legittimo parlare della conser- effetti la produzione di entropia la spinta princi-
vazione del numero e del tipo di atomi. pale di un processo spontaneo.
Allestendo l'equazione di una reazione chimica si
deve rispettare un'altra legge di conservazione: Il tasso di trasformazione
quella della carica elettrica. Il tasso di trasformazione della chimica, misurato in
Nell'allestimento di una reazione nucleare si proce- mol/s, indica quanto redditizia sia una reazione.
de allo stesso modo. In questo caso il numero degli Anche per le reazioni nucleari c' bisogno di una
atomi di un elemento non pi conservato, ma ci grandezza del genere. Purtroppo esiste gi un con-
sono altre grandezze conservate che ci permettono cetto ben affermato: l'attivit. Ma l'attivit si usa
di allestire l'equazione di reazione. Le leggi di con- solo per la descrizione di certi tipi di reazione: i
servazione della fisica nucleare sono quelle della cosiddetti decadimenti radioattivi - in simboli chi-
carica elettrica, del numero barionico e del numero mici A B + C. Anche l'unit di misura diversa,
leptonico (o delle cariche elettrica, barionica e lep- invece delle mol/s si usa il Becquerel, cio il numero
tonica). di decadimenti al secondo.
Preferiamo usare anche in questo caso l'espressione
In quale direzione pu avvenire la reazione? tasso di trasformazione. L'unit di misura Becque-
rel sar quindi solo un'unit di misura pi piccola
In chimica si confrontano i potenziali chimici degli per la stessa grandezza fisica. Per le reazioni nucle-
edotti e dei prodotti. La reazione avviene sponta- ari usiamo comunque un'unit di misura diversa in
neamente dal potenziale pi alto verso quello pi quanto i tassi di trasformazione sono spesso cos
basso. piccoli che nemmeno i prefissi come pico e femto
Si pu procedere allo stesso modo anche per le rea- bastano per esprimerli.
zioni nucleari. Mentre la chimica permette di fissare In ogni caso in fisica nucleare si usa comunque
arbitrariamente lo zero di tanti potenziali chimici un'altra misura per il tasso di trasformazione di una
quanti sono gli elementi, per le reazioni nucleari si reazione: il tempo di dimezzamento. Con il simbolo
deve lavorare con i valori assoluti dei potenziali n per la quantit di sostanza della sostanza che
chimici. (Il motivo proprio che gli elementi chimi- decade, dn/dt per il tasso di trasformazione e T1/2
ci si possono trasformare l'uno nell'altro.) I valori per il tempo di dimezzamento, otteniamo
assoluti del potenziale chimico sono, con una buona
approssimazione, uguali all'energia di riposo mola- dn ln 2
=n
re delle sostanze. E la differenza dei potenziali dt T1/2
chimici in una reazione nucleare sostanzialmente
uguale alla differenza tra le energie di riposo molari Con l'introduzione del tempo di dimezzamento si d
delle sostanze a sinistra e a destra dell'equazione di l'impressione che questa grandezza sia caratteristi-
reazione. Solo in condizioni molto estreme si hanno ca della fisica nucleare e che, di conseguenza, anche
delle variazioni dovute a temperature o pressioni le relative diminuzioni esponenziali della quantit
molto elevate. Invece di determinare la direzione di di una sostanza siano una particolarit della fisica
una reazione sulla base dei potenziali chimici, si pu nucleare. Per evitare di dare questa impressione,
determinare a partire dalle energie di riposo. introduciamo il concetto di tempo di dimezzamento
e di diminuzione esponenziale gi parlando di fisica
Dovevamo scegliere tra i due metodi. In favore dei atomica. In effetti la transizione della nube elettro-
potenziali chimici giocava il fatto che il procedi- nica da uno stato eccitato allo stato fondamentale
mento risulta identico a quello usato in chimica. un processo dello stesso tipo della transizione di un
Abbiamo comunque optato per le energie di riposo. nucleo da uno stato eccitato allo stato fondamentale.
Il potenziale chimico appare in ogni caso come
grandezza nel caso in cui la reazione avvenga tra
molte particelle, e in chimica quasi sempre cos.
Per contro, nella fisica nucleare i tassi di trasfor-
66

17. La carta dei nuclidi


Introdurre cos presto la carta dei nuclidi pu
sembrare sorprendente. Dopotutto gli studenti non
possono ancora sapere dove si ha a che fare con i
numerosi nuclidi. Inoltre viene loro detto che in
maggioranza questi nuclidi sono instabili. Ma allora
come possibile che i nuclidi esistano? Se gli stu-
denti dovessero porre questa domanda, si pu ragio-
nevolmente rimandare l'argomento osservando che
molte molecole sono instabili nei confronti delle
reazioni chimiche e che ci non stupisce nessuno. E
se qualcuno chiedesse come sono state prodotte
quelle molecole, la risposta : sono state sintetiz-
zate in innumerevoli modi, la maggior parte dalla
natura, in minima parte dagli uomini, in laboratorio
o nelle fabbriche. Alcuni di questi processi di sintesi
vengono trattati nel corso di chimica. La stessa cosa
vale per i nuclei atomici. Anche i nuclei instabili
sono prodotti in molti modi diversi, sia naturali che
artificiali, e alcuni di questi processi saranno discus-
si a lezione.

18. Nuclidi stabili e nuclidi instabili


La questione della stabilit dei nuclidi per certi
versi una questione di definizione. Alcuni nuclidi,
soprattutto i pi leggeri, non possono decadere.
Ogni reazione dove la carica elettrica, il numero ba-
rionico e il numero leptonico sono conservati, porta
a prodotti di reazione la cui energia maggiore di
quella del nucleo iniziale. Quindi la reazione non
pu avvenire "da sola", senza apporto di energia.
Molti altri nuclidi definiti stabili nella carta dei
nuclidi, in questo senso non sono stabili. Non deca-
dono solo in quanto la resistenza di reazione molto
alta. In altre parole il loro tempo di dimezzamento
molto molto lungo. Si stabilito che i nuclidi con un
tempo di dimezzamento rispetto al loro decadimen-
to superiore a circa 1015 anni, si definiscono stabili.
C. Esperimenti

1. Energia e portatori di energia 2. Correnti di liquidi e gas


Paragrafo 1.2 Paragrafo 2.1
Con apparecchi in dotazione o portati da casa, as- Misurare diverse pressioni o leggere diversi valori
semblare un sistema sorgente-ricevitore, p. es. di pressione:
pila - cavo - lampadina - pneumatico d'auto (manometro da grande ma-
gazzino)
bombola a gas - tubo - lampada da campeggio (o for-
nello da campeggio) - conduttura dell'acqua (manometro con una por-
tata di circa 10 bar)
asciugacapelli (o ventilatore) - girandola
- bombola a gas
motore elettrico - corda (cinghia di trasmissione) -
un qualche giocattolo - campana a vuoto
motore elettrico - albero motore - un qualche giocat- - pressione atmosferica (con un barometro)
tolo
lampadina - cellula solare
Paragrafo 2.3
trasmissione idraulica di energia con i Fischertech-
nik o i Lego 1. In un sottile tubo lungo circa 3 m si fanno dei
piccoli fori (diametro 1 mm) a distanza di 1m l'uno
trasmissione pneumatica o idraulica di energia con dall'altro. Si allaccia il tubo a un rubinetto che viene
due stantuffi collegati da un tubo aperto. Da ogni foro sprizza una fontanella. L'altez-
Affinch la struttura "sorgente - conduttore - rice- za della fontanella una misura della pressione nel
vitore" sia chiaramente riconoscibile, nell'esperi- tubo. La pressione diminuisce allontanandosi dal
mento il conduttore deve sempre essere molto lungo rubinetto. Quindi l'acqua scorre da punti a pressione
rispetto alle dimensioni di sorgente e ricevitore. pi alta verso punti a pressione pi bassa.
Quindi collegheremo una lampadina a una pila con 2. Lasciamo entrare aria in una campana a vuoto.
qualche metro di cavo e una lampada da campeggio
alla bombola con un tubo di diversi metri. 3. Due pneumatici d'auto pi diversi possibile e
gonfiati a pressioni diverse, vengono collegati con
un tubo. L'aria fluisce fino a quando le pressioni
sono uguali. Occorrono due adattatori per collegare
Paragrafo 1.3 il tubo alle valvole (negozio di accessori per auto).
Nei limiti imposti dal materiale a disposizione, co-
struire una catena con alcuni trasferitori di energia.
Paragrafo 2.4
Mostrare diverse pompe, mentre funzionano e
smontate. Per esempio la pompa centrifuga di una
vecchia lavatrice o una pompa che si pu comperare
come accessorio per un trapano a percussione.

Paragrafo 2.5
1. Con un recipiente graduato e un cronometro
misurare l'intensit della corrente d'acqua con il ru-
binetto aperto.
68

2. L'intensit della corrente d'aria che fuoriesce da 3. Quantit di moto e correnti di


un pneumatico viene misurata usando quest'aria per
gonfiare un sacchetto di plastica di capacit nota. quantit di moto
I requisiti pi importanti per un gran numero di
esperimenti nella prima fase della meccanica sono
Paragrafo 2.6 tre tipi di "veicoli". Si differenziano soprattutto per
quanto riguarda l'attrito:
Per l'analisi qualitativa della dipendenza dell'inten-
sit di corrente dalla differenza di pressione, cos 1. Diversi piccoli veicoli con molto poco attrito. I
come dalla lunghezza e dal diametro del conduttore, pi adatti sono le slitte su una rotaia a cuscino d'aria.
si riempie un sacchetto di plastica con l'aria che esce Quando, nella descrizione degli esperimenti ci rife-
da un pneumatico. Un regolatore di portata preso riamo a questi veicoli poveri di attrito, diciamo
dalla strumentazione del laboratorio di chimica sempre "slitta".
adatto a evidenziare la corrente. 2. Due veicoli il cui attrito non sia trascurabile nel-
l'esperimento ma sia invece grande abbastanza per
permettere alla quantit di moto di manifestarsi
Paragrafo 2.7 come una grandezza veramente percepibile. Sareb-
1. Il tempo necessario per riempire il sacchetto di be bello se uno studente potesse salire o sedersi su
plastica una misura dell'intensit di corrente e vie- un veicolo del genere. A seconda della situazione
ne cronometrato. Confrontare due a due i seguenti parliamo di "carrello" o "vagone". In caso di
esperimenti (indicati con (a) e (b)): bisogno si possono naturalmente utilizzare anche
veicoli pi piccoli. Un'altra possibilit di usare i
- Da un pneumatico aria a pressione elevata (a) tavoli a rotelle da laboratorio. Lo svantaggio di
e da un altro aria a pressione bassa (b); basta far questi tavoli che di solito quando sono spinti non
uscire poca aria per volta; entrambe le volte con vanno diritti.
lo stesso tubo.
3. Il terzo tipo di corpi in moto che usiamo non pu
- Un tubo lungo (circa 3 m) (a) e uno corto nemmeno essere definito veicolo: un corpo il cui
(circa 0,2 m) (b); i tubi devono essere molto attrito con la superficie di appoggio sia intenzional-
sottili (diametro interno circa 3 mm); hanno lo mente molto alto. Si pu usare una scatola di cartone
stesso diametro; la pressione nei pneumatici la riempita di libri.
stessa.
- Tubo sottile (a) e tubo spesso (b); i tubi hanno
la stessa lunghezza (circa 3 m), la pressione nei Paragrafo 3.2
pneumatici la stessa. 1. Dimostrazione con corpi che contengono molta
2. Per mostrare la dipendenza della resistenza da quantit di moto e altri che ne contengono poca.
lunghezza e sezione del conduttore, possiamo far 2. Una slitta si muove da sinistra verso destra sen-
soffiare gli studenti in cannucce di grossezza e lun- za cambiare la sua velocit.
ghezza diverse.
3. Urto elastico tra una slitta in moto e una ferma.
4. Urto anelastico tra una slitta in moto e una fer-
Paragrafo 2.8 ma.
1. Se non ancora stato fatto nel capitolo 1: tra- 5. Urto anelastico tra una slitta in moto e due slit-
smissione idraulica o pneumatica di energia con i te ferme agganciate tra loro.
Fischertechnik o i Lego oppure con due stantuffi
collegati da un tubo. 6. Urto anelastico tra una slitta in moto e 3, 4,
ecc. slitte ferme.
2. In un modellino di macchina a vapore si allaccia
un tubo nel punto dove l'acqua entra nella caldaia e 7. Urto anelastico tra una slitta e la fine della ro-
un altro tubo allo scarico del vapore. Facciamo fun- taia (urto anelastico tra un carrello e la parete).
zionare la macchina inserendola tra: 8. Una slitta si muove su una rotaia. Prima che
- un pneumatico gonfio e l'ambiente; raggiunga l'estremit spegniamo la soffiatrice in
modo che si appoggi sulla rotaia.
- un pneumatico gonfio e uno sgonfio;
9. Lasciamo andare un carrello finche si ferma.
- l'ambiente e una campana a vuoto.
10. Urto anelastico tra due slitte che si muovono
Si lascia funzionare la macchina fino a quando si alla stessa velocit ma in direzioni opposte.
instaura un equilibrio delle pressioni.
69

Paragrafo 3.3 Paragrafo 3.8


1. Una persona (insegnante, studente) tira un car- 1. Un carrello viene messo in moto con una sbarra
rello con una corda e lo mette in moto verso destra. fissata al carrello.
2. Una persona seduta su un carrello e tira con 2. Un carrello viene messo in moto tirandolo con
una corda un altro carrello il cui peso grosso modo una corda elastica.
uguale al primo carrello, persona inclusa.
3. Un carrello viene messo in moto spingendolo
3. Una persona in piedi su uno skateboard e con con una molla d'acciaio.
due corde tira verso di s due carrelli.
4. Un'automobilina telecomandata su un cartone
appoggiato su dei rulli (p.es. delle cannucce). Si Paragrafo 3.9
accende il motore. L'auto si mette in moto in una 1. Con una corda si trascina sul pavimento una
direzione e il cartone nell'altra. scatola di cartone.
5. Due slitte, una delle quali equipaggiata con un 2. La scatola di cartone e la persona sono su una
respingente elastico (una molla), sono collegate con tavola appoggiata su dei rulli. Come rulli si possono
una cordicella in modo che la molla sia compressa. usare dei manici di scopa o dei tubi dell'acqua.
La cordicella viene tagliata o bruciata.
3. La scatola di cartone e la persona sono su due
tavole. Su una delle tavole fissato un pezzo di
Paragrafo 3.4 gommapiuma, nella corda inserita una molla.
Mentre la scatola di cartone viene tirata a velocit
1. Un carrello viene messo in moto verso destra pi o meno costante la molla chiaramente
con una sbarra, viene cio caricato con quantit di allungata e la gommapiuma chiaramente
moto positiva. Una volta si tira dal davanti, una compressa.
volta si spinge da dietro.
4. Blocchiamo la scatola di cartone, per esempio
2. Un carrello viene caricato di quantit di moto con un chiodo fissato nella tavola.
con una corda tirando dal davanti. Spingere
inutile. 5. Blocchiamo la corda inchiodandola alla tavola.

3. Un magnete a sbarra o a ferro di cavallo viene 6. Mostrare in molte costruzioni statiche che c'
montato su una slitta. Si mette in moto la slitta sempre una parte sottoposta a trazione e un'altra a
spingendo da dietro con un altro magnete (avvici- compressione.
nando i poli uguali). Esempi:
4. Su un carrello viene appoggiata una pesante - Uno studente con tende un estensore (trazione
sbarra (o una tavola). La sbarra sporge sul lato nell'estensore, compressione nel corpo dello stu-
sinistro. Si carica il carrello di quantit di moto dente).
spingendo l'estremit sospesa della sbarra. La
sbarra deve scivolare sul carrello. - Due studenti sono seduti su due tavoli con le
ruote. Si prendono le mani e tirano mentre con le
5. Su un piccolo veicolo (slitta o carrello) viene gambe spingono i tavoli (trazione nelle mani.
montato un palloncino gonfio. Si apre il palloncino. compressione nelle gambe).
Il carrello si mette in moto grazie alla reazione
dell'aria che fuoriesce. - Costruzione con materiale per stativi e una
molla, che rappresenta un circuito di quantit di
moto chiuso e non ramificato, Fig. 3.1.
Paragrafo 3.6
Si riempie d'acqua un secchio bucato. Il livello del- Paragrafo 3.10
l'acqua inizialmente sale. Alla fine la corrente d'ac-
qua che esce dal foro uguale a quella che entra nel 1. Mostrare dei dinamometri a molla. Lasciare che
secchio. gli studenti giochino con dei dinamometri (non
troppo sensibili).
2. Una lunga corda tesa attraverso tutta l'aula,
Paragrafo 3.7 Fig. 3.2. La carrucola e il peso servono a tendere la
corda, cio a mantenere una corrente di quantit di
Un pezzo di legno viene gettato su una tavola ap- moto x, e non sono oggetto d'esame. Si misura la
poggiata su dei rulli, in modo che la tavola si metta
in moto.
70

Fig. 3.1. Circuito di quantit di moto chiuso e non ramificato, Fig. 3.2. Nella corda fluisce una corrente di quantit di moto
fatto con materiale per stativi. la cui intensit rimane costante se si cambia leggermente la
lunghezza della corda.

corrente di quantit di moto nella corda.Sottolinea- 4. Con l'aiuto delle unit di intensit di corrente si
re che si procede nel modo seguente: prima si taglia determina la relazione F-s per una molla d'ac-
il conduttore della corrente di quantit di moto. Le ciaio.
due estremit ottenute vengono collegate agli
allacciamenti dell'apparecchio che misura l'intensi-
t di corrente. (Si procede in modo analogo per la Paragrafo 3.14
misurazione dell'intensit di corrente di una
qualsiasi altra grandezza estensiva.) 1. Considerare, esaminare e discutere diversi mi-
suratori di velocit, p.es.:
3. Accelerare un carrello con una forza il pi pos-
sibile costante. La forza viene misurata. - tachimetro di una bicicletta
4. Nella costruzione in Fig. 3.2 si inseriscono due - anemometro di una stazione meteorologica
dinamometri. Il valore segnato dell'intensit della - manica a vento di un eliporto
corrente di quantit di moto lo stesso di prima.
2. Con i pezzi di un gioco di costruzione tecnico,
5. Nella corda in Fig. 3.2 si crea una ramificazione costruire un veicolo con un misuratore di velocit
(come in Fig. 3.47b nel testo per studenti). Misurare che funzioni secondo il principio del regolatore cen-
le intensit delle correnti di quantit di moto. trifugo.
3. La velocit costante di una slitta su una rotaia a
Paragrafo 3.12 cuscino d'aria viene determinata con una misura-
zione spazio percorso-tempo. In questo modo gli
1. Con un elastico e un righello si definisce l'unit studenti hanno a che fare per la prima volta con le
dell'intensit di corrente. Con altri elastici si realiz- barriere fotoelelettriche.
zano i multipli dell'unit.
2. Usando le unit dell'intensit di corrente si tara
un estensore. Paragrafo 3.15
3. Con una corda elastica si accelera un carrello. Gli esperimenti sono descritti nel testo per studenti.
Sul prolungamento della corda viene misurata l'in-
tensit della corrente di quantit di moto che fluisce
al carrello.
71

4. Il campo gravitazionale 2. Un esperimento impegnativo: in un punto qual-


siasi della caduta di una sfera in caduta libera, si mi-
Paragrafo 4.1 surano:
Costruire un circuito di quantit di moto come mo- 1. la sua velocit
strato in Fig. 4.1 del testo per studenti. 2. il tempo di caduta.
Si ripete l'esperimento a diverse altezze. Il risultato
Paragrafo 4.2 dovrebbe soddisfare l'equazione v = g t.
1. Si lasciano cadere degli oggetti e se ne appendono 3. Si fanno i noti esperimenti di caduta con il tubo
altri a dei dinamometri. a vuoto.
2. Mostrare nuovamente un esperimento di tra-
smissione di quantit di moto con un campo Paragrafo 4.5
magnetico.
1. Un palloncino gonfio e un oggetto pesante ven-
3. Si fissa al pavimento una molla rigida o una gono lasciati cadere contemporaneamente.
corda elastica. Uno studente, ev. seduto su una
sedia, tende con una mano la molla rispettivamente 2. Una sfera molto leggera e una molto pesante
la corda elastica in direzione verticale. Nell'altra dello stesso diametro, vengono lasciate cadere con-
mano tiene un peso. Tutto fatto in modo che le temporaneamente dalla stessa altezza.
forze che lo studente percepisce a destra e a sinistra
siano uguali. Lo si pu anche pregare di chiudere gli
occhi e convincersi che il peso e la molla siano Paragrafo 4.6
scambiati. sorprendente quanto bene riesca.
(Ovviamente lo nota solo chi fa l'esperimento.) 1. Fare l'esperimento, descritto nel testo per stu-
denti, con i due blocchi che trattengono una tavola.
L'obiettivo dell'operazione permettere allo stu-
dente di immaginarsi il campo gravitazionale in 2. Qualcuno (insegnante, studente) salta dal tavolo
modo molto concreto. con in mano due pesanti valigie. Durante la caduta il
peso delle valigie non si percepisce.
3. Fare l'esperimento facilmente realizzabile de-
Paragrafo 4.3 scritto in Fig. 4.1: due elastici vengono fissati sul
A un dinamometro si appende un peso dalla massa fondo interno di una scatola di conserva. Alle altre
nota, poi due, tre, ecc. Si legge il valore segnato dal estremit degli elastici vengono fissati due piccoli
dinamometro. oggetti metallici. Le lunghezze degli elastici sono
tali da non superare il bordo della scatola. Possiamo
per porre i due oggetti oltre il bordo della scatola in
modo che gli elastici siano tesi. Se lasciamo cadere
Paragrafo 4.4 la scatola cos preparata, sentiamo chiaramente che
1. Due oggetti di massa chiaramente diversa ma i due oggetti sono tirati all'interno della scatola. Na-
non troppo leggeri, vengono lasciati cadere contem- turalmente l'effetto si manifesta anche se la scatola
poraneamente da un'altezza non troppo elevata. Si lanciata in alto.
sentono gli impatti nello stesso momento. 4. Un esperimento da fare all'aperto: un cartone
del latte da 1 litro viene riempito d'acqua. Lo si
lancia in aria con l'apertura verso il basso. Durante il
lancio si tiene chiusa l'apertura. Mentre il cartone
vola, l'acqua non esce.

Paragrafo 4.7
1. Determinare la densit di un corpo geometric-
mente semplice, pesandolo e misurandone le di-
mensioni.
2. Determinare la densit di un liquido pesando e
misurando il volume.
elastici 3. Determinare la densit di un corpo solido e
geometricamente irregolare. Si ottiene il suo
volume immergendolo in acqua e misurando il
Fig. 4.1. Durante la caduta libera, i pesi sono tirati degli elasti- volume dell'acqua spostata.
ci all'interno della latta.
72

4. Determinare la densit dell'aria a condizioni 5. Quantit di moto e energia


normali. Un recipiente in cui si possa fare il vuoto
viene pesato due volte: una volta prima e una dopo Paragrafo 5.1
aver tolto l'aria.
Fare l'esperimento descritto in Fig. 5.4 del testo per
studenti. Si misurano le velocit delle tre corde.
Paragrafo 4.8
1. Verificare quali corpi o sostanze galleggiano su Paragrafo 5.2
quali altre. Si provino tutte le combinazioni possibi-
li di "corpi" solidi, liquidi e gassosi. 1. Si tende una molla e si agganciano le sue estre-
mit. Una delle estremit viene liberata. La molla si
2. Come descritto nel testo per studenti (Fig. 4.18) si muove in modo brusco e disordinato. Interpretiamo
stratificano in un recipiente tetracloruro di carbonio questo movimento come un segno della presenza di
(o tricloroetilene), acqua e benzina e poi si mettono energia nella molla.
nel recipiente dei corpi solidi che galleggiano al
limite tra i vari liquidi, uno che galleggia in superfi- 2. Una lunga molla fissata da una parte alla
cie e uno che affonda del tutto. (Come corpi che gal- parete, dall'altra a una corda. Si tende la molla
leggiano tra acqua e benzina si possono utilizzare avvolgendo la corda con un motore elettrico. Poi si
svariate materie plastiche. Tra il tricloroetilene e lascia distendere la molla lasciando lavorare il
l'acqua galleggia il materiale di cui sono fatte le pre- motore come una dinamo. Alla dinamo collegata
se elettriche.) una lampadina.
3. Verificare se un liquido che si mescola all'ac- 3. Un veicolo urta la parete rompendo qualcosa:
qua, p.es. l'alcol, galleggia sull'acqua riempiendo una scatola di cartone o un oggetto di vetro. Inter-
un sacchetto di plastica e immergendolo in acqua. pretiamo questa distruzione come un segno della
presenza di energia nel veicolo.
4. Una persona va in bicicletta. Smette di pedalare
Paragrafo 4.9 quando la dinamo inserita. Il fatto che la luce resti
accesa un segno della cessione di energia da parte
1. Dimostrare che la pressione gravitazionale au- della bicicletta.
menta verso il basso con l'esperimento di Fig. 4.19
del testo per studenti. 5. Un veicolo in moto tende una molla, vedi Fig.
5.8 nel testo per studenti. Il veicolo si muove una
2. Un tubo viene riempito d'acqua e una delle due volta verso destra, una volta verso sinistra.
estremit sigillata. All'estremit chiusa si collega un
manometro. Il tubo viene tenuto verticale. Pi spa- 6. L'estremit di una molla tesa viene fissata a un
zio a disposizione c' (in direzione verticale) pi veicolo, il veicolo viene lasciato andare. La molla si
sar marcata la sovrapressione dell'acqua. distende e il veicolo si mette in moto.
3. Con un manometro molto sensibile si confron- 7. Con un motore elettrico e un rotolo di spago si
tano la pressione atmosferica al piano pi alto e solleva un oggetto. Poi l'oggetto viene lasciato an-
quello pi basso dell'edificio scolastico. dare lasciando lavorare il motore come una dinamo.
A questa dinamo collegata una lampadina.
8. Un oggetto viene appeso a una molla. L'ogget-
to si muove verso il basso e tende la molla.

Paragrafo 5.3
Costruire un oscillatore come quello mostrato in
Fig. 5.12 del testo per studenti.
73

6. La quantit di moto come vettore re attenti a orientare il veicolo nella direzione della
quantit di moto che riceve.
Paragrafo 6.1 4. Caricare di quantit di moto un veicolo, spin-
Si fanno muovere due piccoli veicoli, p.es. auto- gendolo o tirandolo con una sbarra non diritta. Si
mobiline giocattolo. Una volta i due veicoli hanno pu assemblare una sbarra del genere con materiale
velocit dello stesso modulo e stessa direzione, una per stativi.
volta le direzioni sono uguali ma i moduli diversi,
poi i moduli sono uguali e le direzioni diverse e infi-
ne sia modulo che direzione sono diversi. Solo nel Paragrafo 6.5
primo caso le velocit sono uguali.
1. Con l'aiuto di una corda in cui inserito un di-
namometro, si tira un veicolo non troppo leggero.
Una volta nella direzione di marcia, una volta per-
Paragrafi 6.2 - 6.3 pendicolarmente e una volta in una qualsiasi
1. Per fare l'esperimento abbiamo bisogno di un direzione obliqua. Si osserva qualitativamente la
apparecchio che possa ricevere quantit di moto in reazione del veicolo.
due direzioni diverse. Un tavolo a rotelle non 2. Una rotaia viene montata un po' inclinata e un-
molto adatto perch si gira facilmente: oltre ai carrelo o una slitta la discende accelerando. Si
diversi tipi di quantit di moto, pu ricevere anche riporta la velocit in funzione del tempo.
quantit di moto angolare e questo perturba l'esperi-
mento.
Un tavolo a cuscino d'aria pi adatto perch non c' Paragrafo 6.6
il disturbo dell'attrito. Resta per il problema che i
corpi ricevono anche quantit di moto angolare. Se L'esperimento adatto banale ma ciononostante
facciamo urtare anelasticamente due slitte in modo non superfluo: si fissa una corda a un qualsiasi og-
che restino agganciate, a meno che si operi con mol- getto che scivola facilmente. Tirando brevemente la
ta abilit, dopo l'urto la coppia di slitte ruota. corda si mette in moto l'oggetto su un tavolo oriz-
zontale. Si nota che la direzione della quantit di
2. Non troppo difficile costruire un apparecchio moto che l'oggetto riceve la stessa direzione della
adatto al nostro scopo: un foglio di compensato corda.
montato su due coppie di binari tra loro perpendico-
lari, in modo da muoversi facilmente in direzione x e
y ma senza poter ruotare, Fig. 6.1. Paragrafo 6.7
Sul compensato possono muoversi dei piccoli vei- In tre corde tese che confluiscono in un nodo vengo-
coli: un trenino giocattolo o un'auto telecomandata. no inseriti dei dinamometri. La somma dei tre vetto-
Oppure si fa rotolare una sfera o pi sfere su binari ri intensit di quantit di moto nulla.
posati sulla tavola.
3. Per dimostrare che la quantit di moto che fluisce
pu avere direzioni diverse rispetto alla direzione
del conduttore, bastano esperimenti pi semplici:
un veicolo con le ruote bloccate in una direzione
viene caricato di quantit di moto con una sbarra. In
sostanza facciamo l'esperimento di Fig. 6.5 nel testo
per studenti. Prima di ogni tentativo si deve solo sta-

Fig. 6.1. Il foglio di compensato isolato da terra per la quan-


tit di moto lineare. La quantit di moto angolare invece, de-
fluisce a terra.
74

7. Momento meccanico e baricentro Paragrafo 7.5


Determinare il baricentro di un corpo appendendolo
Paragrafo 7.1 in vari punti e marcando ogni volta con il filo a
1. Costruire i dispositivi delle Figg. 7.1, 7.3, 7.4 e piombo la verticale che passa per il punto di sospen-
7.6 del testo per studenti. sione.
2. Si costruiscono dei paranchi con i mezzi a dis-
posizione e si misurano le intensit della corrente di
quantit di moto nella corda di trazione e in quella di Paragrafo 7.6
carico. 1. Si prenda un oggetto molto pesante a forma di
3. In un grande magazzino o in un negozio spe- parallelepipedo e molto pi lungo che largo, p. es.
cializzato si possono trovare dei paranchi per relati- un mobile. Mostrare che molto pi facile ribaltarlo
vamente pochi soldi. Con un paranco del genere si quando "in piedi" che quando "sdraiato".
solleva un carico pesante. A causa dell'attrito inten- 2. Mostrare come si usa una bilancia a piatti.
so di questi paranchi, le relazioni ottenute a lezione
non si possono verificare quantitativamente.

Paragrafo 7.3
1. Costruire un dispositivo simile a quello in Fig.
7.16 del testo per studenti. Il dispositivo pu essere
appoggiato sul tavolo in modo che si possa spostare
facilmente. Si deve fare in modo che lasciandolo
penzolare verso il basso il suo peso sia trascurabile.
2. Costruire un dispositivo simile a quello in Fig.
7.21 del testo per studenti (naturalmente con un ca-
rico inferiore). Per misurare le intensit delle
correnti di quantit di moto nei punti B e C, la sbarra
viene appesa in quei punti a due dinamometri.
3. Una leva di inversione come quella descritta in
Fig. 7.25 del testo per studenti pu essere costruita
con il materiale di una scatola per costruzioni
Mrklin. In entrambe le corde si inseriscono dei
dinamometri.

Paragrafo 7.4
1. Sperimentare con un dispositivo simile a quello
in Fig. 7.32 del testo per studenti: bracci della leva
uguali e stessi pesi, bracci uguali e pesi diversi,
equilibrio con bracci di diversa lunghezza.
2. Mostrare che un bilanciere libero di ruotare at-
torno al proprio centro in equilibrio in qualsiasi o-
rientamento. (Il bilanciere pu essere costruito con
il materiale a disposizione o con i pezzi della Lego,
Mrklin o Fischertechnik)
3. Determinare il baricentro di un corpo trovando
un asse con il quale il corpo in equilibrio indipen-
dentemente dall'orientamento. Il corpo dovrebbe
permettere di inserire degli assi in molti modi
diversi. I Lego si prestano allo scopo.
75

8. Quantit di moto angolare e cor- 9. Pressione e trazione


renti di quantit di moto angolare Paragrafo 9.1
Paragrafo 8.1 Si blocca in un morsetto una specie di sandwich fat-
1. Mostrare due ruote di grandezza diversa che gi- to da tre piccole lastre di legno e da due dischi di po-
rano pi o meno alla stessa velocit, p.es. un volano listirolo. La sequenza legno - polistirolo - legno -
e una ruota Mrklin. polistirolo - legno. Uno dei pezzi di polistirolo ha
una sezione ridotta, l'altro pi grande. Se stringiamo
2. Per questo esperimento ci vogliono due volani il morsetto, il pezzo di polistirolo con la sezione mi-
che possono essere collegati con una frizione a sci- nore si schiaccia per primo. Evidentemente la pres-
volamento. I volani da laboratorio sono adatti allo sione maggiore che nell'altro pezzo di polistirolo.
scopo. Visto che di solito se ne ha uno, solo se ne
dovr prendere uno in prestito. Una "frizione" pu
essere facilmente autocostruita. Si conduce l'esperi- Paragrafo 9.2
mento descritto nel testo per studenti.
1. Usando delle morse, si stringe un piccolo oggetto
3. Far defluire a terra la quantit di moto angolare cubico in modo che in tre direzioni perpendicolari ci
di una ruota che gira, frenandola con le mani. siano pressioni diverse.
2. Un lungo pezzo di gommapiuma viene usato
Paragrafo 8.2 come ponte, Fig. 9.12 nel testo per studenti. Cari-
candola al centro si vede che nel senso della lun-
Fare l'esperimento con sgabello girevole e volano ghezza, la gommapiuma schiacciata in alto e dila-
descritto nel testo per studenti. tata in basso. In caso di bisogno si pu usare anche
una spugna.
3. Mostrare che in direzioni diverse il legno sop-
Paragrafo 8.3 porta sollecitazioni diverse.
Con i pezzi della Mrklin si costruisce un bilanciere
che pu ruotare attorno a un asse, vedi Fig. 8.15 nel
testo per studenti. Eseguire l'esperimento descritto Paragrafo 9.3
nel testo per studenti.
Determinare la densit di varie sostanze con metodi
diversi.
Paragrafo 8.4
A un volano viene fissata perpendicolarmente una Paragrafi da 9.5 a 9.7
sbarra piatta e elastica come un righello di plastica.
Si carica il volano di quantit di moto angolare ruo- Fare i noti esperimenti con i mezzi a disposizione.
tando l'estremit libera del righello. Si osserva la
torsione.
Paragrafo 9.8
1. A uno stantuffo viene allacciato un manometro
Paragrafi 8.5 e 8.6 in grado di misurare pressioni inferiori alla pres-
Mostrare che la quantit di moto angolare che flui- sione normale. All'inizio lo stantuffo totalmente
sce da un motore alla macchina azionata dal motore, inserito nel cilindro. Estraendo lo stantuffo la
ha bisogno di un percorso di ritorno. Ci sono molte pressione diminuisce ma resta positiva.
possibilit. Un esempio: servono un trapano e un 2. In uno stantuffo si trova solo acqua, senza aria.
motorino elettrico da usare come dinamo. Alla dina- L'acqua stata precedentemente fatta bollire per eli-
mo fissata una lampadina collegata elettricamente minare i gas sciolti. Si tira con forza lo stantuffo e si
con la dinamo stessa. L'albero motore della dinamo nota che sforzandosi possibile estrarlo parzial-
viene fissato nel mandrino del trapano. La dinamo e mente. Cos facendo si forma una bolla. Se lasciamo
la lampadina devono essere ben centrate per evita- andare lo stantuffo la bolla scompare.
re che la Terra eserciti un momento meccanico sul
telaio della dinamo. Se si accende il trapano, 3. Mostrare una pompa di aspirazione.
dinamo e lampadina girano assieme. La lampadina 4. Mostrare gli effetti oggetto dell'esercizio 2 e
non si accende. Visto che il circuito di quantit di del-l'esercizio 3.
moto angolare non chiuso, non pu esserci un
trasporto di energia. Se teniamo fermo il telaio della
dinamo, la quantit di moto angolare trova una via
di ritorno e il trasporto funziona.
76

Paragrafo 9.9 10. Entropia e correnti di entropia


1. Realizzare un trasporto idraulico o pneumatico Paragrafo 10.1
di energia con l'aiuto di due stantuffi collegati da un
lungo tubo. 1. Misurazione della temperatura di diversi corpi
con diversi apparecchi, p. es.:
2. Lo stesso esperimento con stantuffi di sezione
diversa. Mostrare che per entrambi il prodotto A - con un termometro a mercurio la temperatura
x ha lo stesso valore. del-l'acqua calda e fredda del rubinetto, la
temperatura dell'aria sul pavimento e sul soffitto
3. Si usino i mezzi a disposizione per mostrare dell'aula.
che F1/F2 = A1/A2.
- con un termometro elettrico la temperatura in
diversi punti di una fiamma di becco Bunsen, la
temperatura dell'aria liquida.
2. Come descritto nel testo per studenti, si travasa
acqua calda in diversi bicchieri

Paragrafo 10.2
1. Fare l'esperimento delle temperature che si u-
guagliano descritto nel testo per studenti.
2. Misurare con il termometro elettrico la tempe-
ratura di diversi oggetti dell'aula: oggetti di metallo,
legno, calcestruzzo, ecc. Per ottenere un buon con-
tatto termico durante la misurazione, si versa una
goccia d'olio sul punto dove si misura (l'acqua per-
turberebbe l'equilibrio termico a causa dell'evapo-
razione).

Paragrafo 10.3
1. Se possibile, portare un frigorifero in classe,
metterlo in funzione e identificare la pompa di
calore, l'entrata e l'uscita per l'entropia.
2. Se si ha a disposizione una pompa di calore
metterla in funzione e spiegare ci che possibile
con quanto fatto finora a lezione.

Paragrafo 10.4
Qui facciamo solo un Gedankenexperiment: un
mattone viene raffreddato con macchine del freddo
sempre migliori.

Paragrafo 10.5
1. Anche se in ogni lampadina e nella maggior
parte delle apparecchiature elettriche viene
prodotta entropia, eseguiamo il seguente
esperimento: facciamo passare una corrente
elettrica molto forte attraverso un cavo molto
sottile, per farlo diventare incandescente.
2. In un trapano a mano elettrico si fissa una punta
smussata o semplicemente un grosso chiodo. Poi si
prova a perforare un sasso o un pezzo di cemento. La
punta di trapano, o il chiodo, diventa incandescente.
77

3. Mostrare alcuni processi irreversibili e (quasi) 11. Entropia e energia


reversibili:
Paragrafo 11.2
Si lascia cadere un oggetto. La caduta reversibile,
l'impatto irreversibile. Definiamo una "tabella di taratura" per un riscalda-
tore a immersione: determiniamo l'intensit della
Il docente si nasconde dietro la cattedra e lancia corrente di entropia che il riscaldatore cede all'ac-
verso l'alto un oggetto in modo che gli studenti non qua, per valori diversi di temperatura. Con l'aiuto di
vedano n il lancio n l'impatto alla ricaduta. La un wattmetro misuriamo l'intensit della corrente di
parte del processo vista dagli studenti (quasi) re- energia che affluisce al riscaldatore. (Il valore indi-
versibile. cato dal wattmetro non molto affidabile). Ci con-
Il moto di un pendolo pi o meno reversibile. Se lo vinciamo che l'intensit della corrente di energia
osserviamo solo per breve tempo, l'irreversibilit non dipende dalla temperatura. Poi dividiamo l'in-
non si percepisce. (Da un breve spezzone di un film tensit della corrente di energia per diverse tempe-
nel quale si vede un pendolo, non si pu capire se il rature assolute tra 273 K e 373 K (a intervalli di circa
film proiettato al contrario o no.) 20 K) e otteniamo cos i valori di intensit della cor-
rente di entropia per le temperature corrispondenti.

Paragrafo 10.7
Paragrafi 11.4 e 11.5
1. Esaminare qualitativamente la conducibilit ter-
mica di alcuni materiali solidi. Si mostrano alcune macchine termiche o "motori
termici" cercando ogni volta di individuare dove
2. Un esperimento sulla conducibilit termica del- l'entropia entra nella macchina a temperatura ele-
l'acqua: in una provetta c' acqua fredda e sul fondo vata e da dove ne esce a temperatura pi bassa. A
della provetta un pezzo di ghiaccio. Per impedire al seconda delle situazioni si discutano i dettagli di
ghiaccio di risalire, lo si appesantisce con un po' di funzionamento della varie macchine.
filo di ferro. Ora teniamo la provetta inclinata sopra
un becco Bunsen, in modo che la parte superiore si 1. La macchina Stirling
riscaldi. L'acqua nella parte superiore comincia a Si mostra sia il funzionamento come pompa di calo-
bollire mentre il ghiaccio sul fondo non si scioglie. re che come motore termico. Quando lavora come
Si misura la temperatura in cima e in fondo alla pompa di calore, mostriamo che l'uscita per l'entro-
provetta. (Dobbiamo tenere il ghiaccio in basso e pia altrettanto importante dell'entrata: riduciamo
riscaldare in alto per ottenere una stratificazione il riscaldamento in modo tale che la macchina lavori
stabile dell'acqua, cio per impedire la convezione appena e poi chiudiamo l'acqua di raffreddamento.
naturale.) Dopo pochi minuti la macchina si ferma. Se
3. Alcuni materiali sono pi freddi al tatto di altri apriamo di nuovo l'acqua di raffreddamento si
materiali alla stessa temperatura. Al riguardo ven- rimette in funzione.
gono fatti i seguenti esperimenti: un pezzo di ferro e 2. L'elemento Peltier
uno di legno vengono raffreddati (direttamente nel
frigorifero o in una miscuglio di acqua e ghiaccio) e I moduli Peltier si possono acquistare nei negozi di
poi toccati da diversi studenti. Il ferro sembra pi elettronica. Al modulo viene allacciato un piccolo
freddo. Entrambi gli oggetti vengono poi riscaldati motore elettrico. Il modulo viene azionato per
in acqua bollente e toccati nuovamente. Questa esempio tra un bicchiere con acqua fredda e uno con
volta il ferro sembra pi caldo. acqua calda. Un'altra possibilit: una parte del mo-
dulo viene raffreddata con un blocco di metallo
freddo, l'altra messa in contatto con un ferro da stiro.
3. La macchina a vapore
Vale la pena mostrare una comune macchina a va-
pore giocattolo, visto che la maggior parte degli
studenti non ha mai visto una macchina a vapore in
funzione. Con una macchina a vapore a condensato-
re si potrebbe compiere un esperimento molto pi
bello, purtroppo sono rare le scuole che ne possiedo-
no una. Anche in questo caso chiudiamo l'acqua di
raffreddamento. Si pu vedere molto bene come la
pressione nel condensatore aumenti fino a uguaglia-
re la pressione nella caldaia. Naturalmente la mac-
china si ferma. Riaprendo l'acqua di raffreddamento
la macchina ricomincia a funzionare, e lo fa molto
rapidamente.
78

4. Il motore a scoppio Paragrafo 11.7


Usiamo un motore di motorino. Con un tubo condu- Si determina la temperatura dell'acqua come fun-
ciamo i gas di scarico fuori dalla finestra. Si appro- zione dell'entropia fornita con un riscaldatore a im-
fitti dell'occasione per spiegare il funzionamento mersione. L'esperimento attuabile senza problemi
delle varie parti di un motore a scoppio. (Si smonti se viene svolto a temperatura ambiente: la perdite di
per esempio la candela, lasciandola per collegata calore sono trascurabili.
in modo da vedere la scintilla di accensione.)
Si versano circa 5 l d'acqua in un secchio di plastica.
C' tutta una serie di giocattoli che funzionano Riscaldiamo l'acqua con il riscaldatore a immersio-
secondo il principio della macchina termica: ne tarato (vedi esperimento per il paragrafo 11.2). Si
misura la temperatura e si determina il tempo neces-
5. la barchetta a vapore sario affinch la temperatura dell'acqua aumenti di
6. il motore a elastico 2 K. Prendiamo l'intensit della corrente di entropia
dalla tabella di taratura del riscaldatore a immersio-
Una ruota con degli elastici al posto dei raggi viene ne e calcoliamo per ogni intervallo di tempo la quan-
riscaldata su un lato con una lampada a incande- tit di entropia fornita.
scenza. Sul lato caldo gli elastici si contraggono. Il
baricentro della ruota si sfasa rispetto all'asse e la Dividiamo l'entropia trovata per la massa dell'acqua
ruota comincia a girare. e confrontiamo con il grafico nel testo per studenti.
Ripetiamo l'esperimento con un altro liquido, per e-
sempio olio commestibile.
Paragrafo 11.6
Si misura la perdita di energia di diversi apparecchi.
Paragrafo 11.8
1. Alimentatore, trasformatore
Si determina la capacit termica specifica dell'ac-
Ovviamente l'apparecchio deve essere caricato. qua. Si riscalda con il riscaldatore a immersione, si
Con il wattmetro misuriamo l'intensit della corren- misura l'intensit della corrente di energia con il
te di energia all'entrata e all'uscita. Si pu mostrare wattmetro e si misura la temperatura in funzione del
che la perdita dipende dal carico. tempo.
2. Cavo di prolunga
Con un wattmetro si misura la perdita di un cavo di
prolunga molto lungo, p.es. 50 m. (La perdita mol-
to piccola.)
3. Dinamo
Si arrotola una corda sull'albero di una dinamo, o di
un motore elettrico utilizzabile come dinamo.
Appendiamo un peso alla corda. Lasciamo cadere il
peso in modo che azioni l'albero della dinamo. Alla
dinamo allacciato un consumatore di energia elet-
trica. L'intensit della corrente di energia che vi af-
fluisce viene determinata via forza e velocit, quella
della corrente che defluisce con un wattmetro.
4. Puleggia
Si appende una puleggia. Al gancio (che si muove
lentamente) si aggancia un peso. Alla corda (che si
muove rapidamente) si aggancia un dinamometro.
Ora tiriamo l'altra estremit del dinamometro. Co-
noscendo il rapporto della puleggia, possiamo
trovare anche il rapporto tra le velocit. Via forza e
velocit si determinano le intensit delle correnti di
energia. Una grossa puleggia da cantiere partico-
larmente adatta allo scopo.
79

12. Transizioni di fase 13. I gas


Paragrafo 12.1 Paragrafo 13.1
1. Riscaldare acqua in una beuta con un becco 1. Mostrare che l'aria che entra in un recipiente
Bunsen e misurare la temperatura. La temperatura vuoto occupa tutto lo spazio a disposizione, l'acqua
non sale oltre i 100 C malgrado un ulteriore apporto invece no.
di entropia. Durante l'ebollizione misurare anche la
temperatura del vapore sopra l'acqua. 2. Un cilindro contiene aria. Vi si pu spingere un
pistone. Se invece il cilindro contiene acqua non si
2. Si porta a ebollizione dell'acqua in una beuta e riesce a spingere il pistone. Se nel liquido immerso
si conduce il vapore in un tubicino di vetro orizzon- un corpo solido succede la stessa cosa.
tale. Riscaldiamo il tubicino con un secondo becco
Bunsen e misuriamo la temperatura del vapore che 3. Dimostrare l'elevata espansione termica dell'a-
ne esce. Si raggiungono facilmente temperature ria, paragrafo 13.4 nel testo per studenti.
fino a 150 C.
3. Misuriamo l'entropia di evaporazione specifica: Paragrafo 13.2
con un riscaldatore a immersione facciamo evapo-
rare una certa quantit d'acqua. Determiniamo la 1. Riscaldare l'aria contenuta in un recipiente al
massa dell'acqua evaporata pesando l'acqua liquida quale allacciato un manometro.
all'inizio e alla fine dell'esperimento. L'entropia si 2. In un cilindro chiuso montato un sensore per
ottiene via corrente di entropia, tempo e tempera- la temperatura. Si comprime l'aria e si osserva l'au-
tura (373 K). mento della temperatura.
4. Riscaldiamo acqua condensando del vapore e 3. L'aumento di temperatura che osserviamo com-
facciamo il bilancio dell'entropia: versiamo acqua a primendo un gas, non molto consistente. Sarebbe
circa 80 C in un vasetto da yogurt. In quest'acqua molto pi grande se il sensore e le pareti del cilindro
conduciamo del vapore, ottenuto per esempio gra- non assorbissero cos tanta entropia. Grazie a un
zie a una macchina per il caff, fino a quando la tem- trucco per, possiamo ottenere un aumento di tem-
peratura raggiunge circa i 90 C. Prima di usare il peratura abbastanza grande:
vapore ne lasciamo uscire un po' per evitare che
durante l'esperimento ci sia ancora vapore che con- Inseriamo un sensore per la temperatura al foro d'u-
densa nel tubo. Misuriamo la temperatura dell'ac- scita di una pompa di bicicletta. Applichiamo una
qua all'inizio e alla fine dell'esperimento. Con la dif- guarnizione in modo che l'apertura non sia sigillata
ferenza di massa calcoliamo l'entropia ceduta dal completamente. Se ora spingiamo rapidamente il
vapore durante la condensazione. La confrontiamo pistone nel cilindro, dapprima si riscalda l'aria.
con l'entropia calcolata a partire dall'aumento di Molto in fretta per, l'aria cede entropia alle pareti
temperatura. del cilindro e al sensore per poi uscire. Diamo ora
un'altra pompata. Ancora una volta l'aria cede en-
5. Mostrare la transizione di fase tra zolfo rombico e tropia al sensore prima di defluire. L'esperimento si
monoclino che avviene a 95 C. svolge cos: pompiamo rapidamente pi volte di
seguito. In questo modo si raggiungono
temperature superiori a 100 C.
Paragrafo 12.2
4. Una versione semplificata dell'esperimento pre-
Riempiamo un pallone a fondo sferico con acqua cedente che ogni studente pu fare da solo: usiamo
calda e togliamo l'aria rimasta con una pompa a la pompa tenendo il pollice sul foro d'uscita in modo
vuoto. Contemporaneamente misuriamo la tempe- che l'aria possa defluire solo alla fine di ogni pompa-
ratura. L'acqua comincia a evaporare anche se la ta, cio quando gi molto compressa. Dopo alcune
temperatura inferiore a 100 C. pompate l'aria cos calda da rendere la temperatura
insopportabile per il pollice.
Paragrafo 12.3 Lo stesso effetto responsabile del surriscaldamen-
to della valvola quando si gonfia una ruota di bici-
1. Preparare una miscela refrigerante: mescolare cletta.
sale da cucina e ghiaccio sbriciolato in un rapporto
1 : 3. Misurare la temperatura.
2. Mostrare il "freddo da evaporazione" dell'etere: Paragrafo 13.3
imbevere d'etere un po' di ovatta e misurare la Se non ancora stato fatto, presentare una macchina
temperatura. Soffiando riusciamo ad abbassare a vapore e un motore a benzina. Per esempio esami-
ulteriormente la temperatura. nando il motore dell'auto del docente: dove sono i
80

tubi di entrata e uscita, carburatore, pompa della 14. La luce


benzina, candele, bobina di accensione, spinteroge-
no. Se possibile mostrare il bilancere che comanda Paragrafo 14.1
l'apertura delle valvole. Un blocco di metallo di circa 2 kg viene riscaldato
con un becco Bunsen fino a circa 300 C e in seguito
posato o appeso in una campana a vuoto, in modo da
Paragrafo 13.5 ridurre al minimo le perdite di calore dovute a con-
Mostrare un modello di impianto di riscaldamento duzione (p. es. appoggiandolo su delle puntine da
centrale. disegno). Non si posa o appende l'oggetto al centro
ma vicino alla parete della campana. Si fa il vuoto.
La parete nei pressi dell'oggetto diventa sensibil-
mente pi calda.
Paragrafo 14.2
1. Scomporre con un prisma la luce di una lampada
ad arco. Alle estremit dello spettro visibile si intui-
scono le radiazioni IR e UV.
2. Sperimentare con il telecomando di un televisore:
si collima la radiazione emessa dall'apparecchio e si
fa riflettere su una lastra metallica la radiazione IR.
3. Trasmettere su una lunga distanza la radiazione
IR emessa da un oggetto, con l'aiuto di due specchi
parabolici: uno specchio per rendere parallela la
radiazione emessa dall'oggetto, uno per concentrare
la radiazione sul ricevitore. Come sorgente si pu
usare un pezzo di metallo riscaldato con un becco
Bunsen, come ricevitore la sonda del termometro.
Si aggiusta il dispositivo con la luce visibile.
Paragrafo 14.5
Con un po' di nastro isolante fissiamo la sonda del
termometro a una lampadina il cui filamento sia ap-
pena incandescente. Si aspetta che la temperatura
non cambi pi. Poi si migliora il rivestimento termi-
co avvolgendo la lampadina con uno straccio e si
aspetta ancora. La temperatura aumenta.
81

16. Elettricit e correnti elettriche tensione a un valore elevato. Frenare il motore e mo-
strare che l'intensit della corrente non dipende solo
Paragrafo 16.1 dalla tensione ma anche dal carico al quale sotto-
1. Costruire semplici circuiti elettrici con differenti posto il motore.
sorgenti di energia (batteria, alimentatore, dinamo, 2. Collegare l'una dopo l'altra due lampadine di-
cellula solare) e con differenti ricevitori di energia verse a un alimentatore, facendo in modo che la ten-
(lampadina, motore). sione sia la stessa in entrambi i casi.
2. Esaminare vari oggetti per capire quali condu-
cono la corrente elettrica e quali no.
Paragrafo 16.7
3. Al fine di verificare se la sorgente di energia
deve innanzitutto riempire di elettricit i cavi elet- Verificare con delle misurazioni le soluzioni di al-
tricit, si allaccia una lampadina a una batteria con cuni degli esercizi proposti. In particolare, mostrare
un cavo molto lungo. La lampadina si accende senza che quando si interrompe il circuito il potenziale del
ritardo. collegamento a destra della lampadina in fig. 16.40
sale da 0 V allo stesso valore dell'altro collega-
mento.
Paragrafo 16.2
Misurare l'intensit della corrente elettrica in un Paragrafo 16.8
punto qualsiasi di un circuito. Poi la si misura in altri
punti dello stesso circuito. Infine misurarla con di- Determinare la curva caratteristica I-U per
versi amperometri in serie. - una lampadina;
- un diodo;
Paragrafo 16.3 - un motore elettrico (con diversi carichi);
Verificare la regola dei nodi. - un filo molto lungo e sottile;
- un resistore;
Paragrafo 16.4 - pi resistori allacciati in serie e in parallelo.
1. Misurare la tensione elettrica tra i collegamenti
di diverse batterie e alimentatori, una cellula solare,
una dinamo e una presa. Paragrafo 16.10
2. Collegare un voltmetro a diversi punti di un 1. Costruire la sorgente di tensione alternata in
circuito. fig. 16.57 del testo per studenti. Misurare il poten-
ziale del conduttore superiore (= tensione rispetto a
3. Misurare la tensione con diversi voltmetri in terra) alternando la posizione dell'interruttore e u-
parallelo. sando un voltmetro con lo zero al centro della scala.
4. Collegare un voltmetro a una batteria e misura- 2. Rappresentare il potenziale dei poli di una pre-
re l'intensit della corrente che lo attraversa. sa in funzione del tempo con l'aiuto di un oscillosco-
pio.
Paragrafo 16.5 3. Rappresentare graficamente una funzione sinu-
soidale. Per ricavare i valori si usi una normale cal-
1. Mettere a terra una volta il polo positivo e una colatrice.
volta il polo negativo di una batteria, misurando la
tensione tra la terra e l'altro polo. 4. Esperimenti con un generatore sinusoidale:
2. Misurare la tensione tra la presa di terra della necessario usare un generatore sinusoidale che
cattedra e la conduttura dell'acqua. fornisca una corrente elettrica intensa e la cui fre-
quenza possa essere ridotta fino a valori molto bassi
3. Allacciare il polo di una batteria al collegamen- (~ 1 Hz).
to di un alimentatore che si trovi a una tensione ab-
bastanza elevata, poi misurare il potenziale (= la Allacciare una lampadina e aumentare progressiva-
tensione rispetto a terra) dell'altro polo della batte- mente la frequenza, partendo da 1 Hz.
ria. Alimentare una lampadina con una frequenza supe-
riore ai 20 Hz e un'altra, identica, con una sorgente a
tensione costante. Regolare il valore della tensione
Paragrafo 16.6 in modo che le lampadine brillino con la stessa in-
1. Allacciare in serie una lampadina e un motore tensit. Confrontare la tensione della seconda sor-
elettrico a un alimentatore regolabile e misurare gente con il valore massimo di quella del generatore
l'intensit della corrente e la tensione. Regolare la sinusoidale.
82

5. Misurare tensioni alternate con un voltmetro a 17. Elettricit ed energia


tensione alternata. Misurare il potenziale di entram-
bi i poli di una presa (tensione rispetto a terra). Paragrafo 17.1
1. Costruire il circuito in fig. 17.1 del testo per
studenti.
Paragrafo 16.11
2. Misurare alcune intensit di corrente di energia
1. Misurare l'intensit della corrente elettrica che con un wattmetro.
fluisce attraverso una persona (a tensione molto
bassa). Analizzare l'intensit della corrente quando 3. Misurare delle quantit di energia con un "con-
il contatto con le mani pi o meno buono. Analiz- tatore di corrente".
zare l'influsso dell'umidit. 4. Leggere i valori in volt e in watt stampati su
2. Esaminare una prolunga: i collegamenti di terra vari apparecchi elettrici.
di spina e presa sono allacciati.
Esaminare il collegamento tra la messa a terra e il te- Paragrafo 17.2
laio di un apparecchio elettrico.
Una lampadina da 6 V - 30 W viene allacciata a un
cavo molto lungo. Il cavo sia sufficientemente lun-
go e sottile da causare un calo di tensione misurabi-
le.
Inserire un amperometro e un voltmetro, ma inizial-
mente solo ai capi della lampadina. Regolare il valo-
re della tensione dell'alimentatore in modo che la
tensione della lampadina sia quella ideale per il suo
funzionamento. Solo a quel punto leggere il valore
di tensione dell'alimentatore.
Misurare anche la tensione ai capi di uno o di en-
trambi i conduttori.
Togliere la lampadina dal portalampada. La tensio-
ne alla fine del cavo sale al valore indicato dall'ali-
mentatore. La tensione tra i capi del conduttore
scende a zero. (Non fluisce nessuna corrente, quindi
non c' nessuna spinta.)
83

18. Il campo magnetico 2. Rendere visibile la distribuzione del campo ma-


gnetico servendosi di limatura di ferro.
Paragrafo 18.1
1. Dimostrare l'attrazione e la repulsione tra poli
magnetici. Paragrafo 18.6
2. Sperimentare con un magnete permanente e dei 1. Collegare i poli di un magnete a ferro di caval-
pezzi di ferro dolce, per esempio dei chiodi. lo con una sbarra di ferro dolce. L' "anello" risultan-
te non attira pi dei chiodi (pesanti).
3. Riscaldare un magnete di ceramica alla fiamma
di un becco Bunsen. Il magnete perde la sua magne-
tizzazione. Paragrafo 18.7
4. Magnetizzare un ferro da calza. 1. Mostrare che il campo magnetico penetra in
certe sostanze e non in altre, per esempio con il dis-
positivo descritto nel testo per studenti.
Paragrafo 18.2
2. Avvicinare dei pezzi di ferro dolce a un ma-
Per alcuni degli esperimenti descritti si tenga pre- gnete intenso e analizzare la distribuzione dei poli
sente che alcuni magneti "a ferro di cavallo" reperi- nel ferro dolce, per esempio verificando quali punti
bili in commercio non sono composti interamente del ferro dolce attirano dei chiodi (v. testo per stu-
da materiali magnetici duri. Quindi, in questi ma- denti, figg. 18.26 e 18.27).
gneti i poli si possono spostare liberamente.
1. Figg. 18.6 e 18.7 del testo per studenti. Visto
che le cariche magnetiche dei magneti non sono Paragrafo 18.9
esattamente uguali e che i poli possono non essere 1. Due fili appesi molto vicini l'uno all'altro e at-
esattamente sulle superfici terminali del magnete, traversati da una corrente elettrica si attirano o si re-
probabile che le cariche magnetiche non si annulli- spingono a dipendenza della direzione delle corren-
no completamente. Di conseguenza usiamo un pez- ti. Per ottenere delle correnti intense si utilizzi come
zo di ferro abbastanza pesante, come il nucleo di un sorgente una batteria d'automobile.
trasformatore. Oggetti pi leggeri potrebbe essere
attratti anche dai magneti uniti. 2. Esaminare la distribuzione delle direzioni del
campo magnetico nelle vicinanze di un filo attraver-
2. Esaminare la distribuzione dei poli in magneti sato da una corrente elettrica.
pi complessi, per esempio magneti con pi di due
poli. 3. Mostrare che avvolgendo un filo per formare
una bobina si pu ottenere un campo magnetico pi
denso senza variare l'intensit della corrente.
Paragrafo 18.3 4. Analizzare il campo di una bobina cilindrica
Rompere un ferro da calza magnetizzato per mo- con l'aiuto di limatura di ferro o di un ago di bussola.
strare che si formano dei nuovi poli. Allineare dei
magneti a sbarra per mostrare che i poli magnetici
scompaiono. Paragrafo 18.10
1. Figg. 18.36 e 18.37 del testo per studenti e il
testo corrispondente.
Paragrafo 18.4
2. Mostrare che invertendo la direzione della cor-
1. Dimostrare con diversi esperimenti che per tra- rente in un elettromagnete, i poli nel nucleo di ferro
sferire quantit di moto da un corpo all'altro ci vuole si invertono.
un collegamento. (Vedi testo per studenti.)
3. Mostrare l'interazione tra
2. Trasmettere quantit di moto da un carrello (o
da una slitta) a un altro attraverso il campo magneti- - un elettromagnete e un magnete permanente
co. Per farlo, sui carrelli vengono montati dei ma- (vedi fig. 18.40);
gneti permanenti. - un elettromagnete e un pezzo di ferro dolce (ve-
3. Un esperimento semplice ma suggestivo: agli di fig. 18.41);
studenti viene chiesto di avvicinare il pi possibile i - due elettromagneti (vedi fig. 18.42),
poli omonimi di due magneti molto intensi. Si per-
cepisce chiaramente che tra i magneti c' qualcosa. 4. Mostrare dei modelli, eventualmente autoco-
struiti, di diversi apparecchi contenenti elettroma-
gneti, come un campanello elettrico, un amperome-
Paragrafo 18.5 tro o una serratura automatica di sicurezza.
1. Mostrare la distribuzione delle direzioni di un 5. Costruire un circuito con un relais.
campo magnetico con l'aiuto di un ago di bussola.
84

Paragrafo 18.11 Paragrafo 18.16


1. Costruire un modello del motore elettrico "ma- Vedi fig. 18.58 e il testo corrispondente.
nuale" descritto nel testo per studenti. Se ne possono
fare diverse versioni, per esempio con tre bobine
che possono essere accese o spente l'una dopo l'al- Paragrafo 18.17
tra.
1. Rilasciare un superconduttore sopra un campo
2. Mostrare il modello di motore elettrico in dota- magnetico con un incavo. Il superconduttore resta
zione. sospeso.
2. Mettere il "superconduttore" sopra il magnete
Paragrafo 18.12 quando ancora un conduttore normale e solo in se-
guito raffreddarlo. Si sollever da solo.
Appendere un magnete a sbarra in modo che sia li-
bero di ruotare. Si orienta in direzione nord-sud.

Paragrafo 18.13
1. Un voltmetro viene collegato a una bobina. In-
serire un magnete nella bobina e poi estrarlo. Corto-
circuitare la bobina con un amperometro e ripetere
l'esperimento.
2. Ripetere l'esperimento con bobine dal diverso
numero di avvolgimenti e con magneti di intensit
diversa.
3. Invece di un voltmetro collegare un oscillosco-
pio e muovere il magnete molto in fretta.
4. Invece di muovere il magnete permanente, ac-
cendere e spegnere l'elettromagnete.
5. Muovere la bobina di induzione su un nucleo
di ferro. Aggiungere dei pezzi di ferro dolce alle e-
stremit del nucleo di ferro in modo da formare una
"U". La "U" pu essere prolungata aggiungendo su
ogni lato altri pezzi di ferro dolce. Cos facendo l'e-
sperimento ha un effetto ancora maggiore. Si sposta
il magnete permanente tra le due estremit prolun-
gate del nucleo di ferro dolce. Viene indotta una ten-
sione anche se il campo del magnete permanente
non si estende fino alla bobina.

Paragrafo 18.14
1. Utilizzare il modello autocostruito di motore
elettrico come generatore.
2. Mostrare il modello di generatore in dotazione.

Paragrafo 18.15
1. Vedi fig. 18.55 e il testo corrispondente.
2. Dimostrare la validit della relazione
U1/U2 = n1/n2.
3. Servendosi di un buon trasformatore mostrare
che, con buona approssimazione, vale
U1I1 = U2I2
Lo si faccia con il trasformatore sottoposto a un cari-
co medio.
85

19. Elettrostatica
100 k
Paragrafo 19.2
Dimostrazione del moto degli ioni che trasportano
la corrente elettrica. Si osserva che il confine tra gli alimentatore 40 mF
ioni di permanganato (viola) e gli ioni di nitrato (in- V
colore) si sposta. 200V
A
Paragrafo 19.3
2 mA
Tentare di accumulare carica elettrica in un cavo.
Dapprima semplicemente allacciando il cavo a un
collegamento di una batteria o di un comune ali- Fig. 19.1. La resistenza fa in modo che la corrente sia costante
mentatore a bassa tensione mentre l'altro collega-
mento della batteria o dell'alimentatore messo a
terra. Tentiamo di evidenziare la presenza della ca- Se non si ha a disposizione un alimentatore a corren-
rica con una lampadina. Poi si aumenta la tensione, te stabilizzata, ci si serva di un normale alimentatore
si migliora l'isolamento e si usa uno strumento pi a tensione continua. Regolare la tensione a un valore
sensibile - una lampadina fluorescente - fino a rile- ben al di sopra di quella che si vuole ottenere per il
vare un leggero accumulo di carica. condensatore e inserire nel circuito una resistenza di
valore elevato, come nella figura. Spegnere la sor-
gente di tensione appena il condensatore si trova al-
la tensione desiderata. Anche in questo caso si ottie-
Paragrafo 19.4 ne una corrente pressoch costante.
Compiere i noti esperimenti di attrazione e repulsio- Dall'intensit della corrente e dal tempo di carica si
ne di corpi elettricamente carichi e dell'influenza. calcola la carica sulle piastre alla fine del processo
di carica, da tensione e carica si calcola la capacit.
Paragrafo 19.5
1. Esperimento con il condensatore descritto nel Paragrafo 19.7
testo per studenti: mostrare che la capacit aumenta 1. Esperimenti con il tubo catodico in dotazione.
al diminuire della distanza tra le piastre. Mostrare come il raggio pu essere deviato elettri-
2. Smontare un condensatore a carta metallizzata. camente e magneticamente.
2. Esaminare la struttura dello schermo di un tele-
visore a colori.
Paragrafo 19.6
1. Compiere diversi esperimenti con un condensa-
tore di capacit molto elevata. La capacit minima
dovrebbe essere di 10 millifarad, meglio ancora se
100 millifarad o 1 farad. Caricare il condensatore
con un alimentatore e scaricarlo attraverso una lam-
padina. Collegare il condensatore a un motore che
possa lavorare anche come dinamo. (Il motore do-
vrebbe avere un buon rendimento (80%). Il motori-
no di un videoregistratore particolarmente adatto
allo scopo.) Ruotare manualmente l'asse del motore
in una certa direzione e lasciarlo andare. Continua a
girare nella stessa direzione. Se lo si ferma per un i-
stante si rimette subito in moto.
2. Registrare la tensione tra le piastre di un con-
densatore in funzione del tempo con una corrente di
carica costante.
La capacit del condensatore dovrebbe essere di al-
meno 10 millifarad.
Usare un alimentatore che possa lavorare alternati-
vamente a tensione o a corrente costante. Regolare
la tensione al valore massimo voluto e la corrente al
valore desiderato. Durante la fase di carica misurare
sia la tensione che la corrente (costante).
86

20. La tecnica dei dati 21. La luce


Paragrafo 20.1 Paragrafo 21.1
1. Costruire diversi dispositivi di trasporto dati Mostrare diverse sorgenti di luce, compreso il laser.
con amplificatore:
microfono - amplificatore - altoparlante
Paragrafo 21.2
circuito con relais (fig. 20.7 nel testo per studenti)
1. Misurazione della velocit della luce.
amplificatore ottico (fig. 20.9)
2. Mostrare che un raggio laser rettilineo cospar-
2. Mostrare che la quantit di energia che rag- gendo di polvere di gesso il suo percorso.
giunge il ricevitore dipende fortemente dal fatto che
il portatore di dati venga immesso in un conduttore 3. Mostrare che un raggio laser non si pu vedere.
piuttosto che emesso in tutte le direzioni. L'esperi- 4. Mostrare che due raggi di luce intersecandosi
mento si pu fare con la luce e con il suono. non si influenzano.
Luce: come segno si usa solo "chiaro" o "scuro". La 5. Scomporre un raggio di luce bianca usando un
trasmissione di luce attraverso un canale ben deli- prisma.
mitato si pu realizzare con una fibra ottica o colli-
mando il fascio di luce mediante lenti o uno spec- 6. Dimostrare la presenza di luce infrarossa e ul-
chio concavo. travioletta alle estremit dello spettro visibile.
Suono: la sorgente una persona che parla. Dappri-
ma la persona parla normalmente, poi usando un tu- Paragrafo 21.3
bo alla cui altra estremit si trova il ricevitore, cio
l'orecchio di un'altra persona. 1. L'aula viene oscurata. Usare una sorgente lumi-
nosa che produce un intenso raggio di luce bianca.
Coprire la sorgente affinch esca solamente un fa-
Paragrafo 20.2 scio di luce. Orientare il fascio perpendicolarmente
a
1. Mostrare un computer, diversi dispositivi di in-
put, output e memorie esterne. - una parete bianca;
2. Costruire un semplice circuito con un transistor - uno specchio;
a effetto di campo: il transistor serve ad accendere o - una lastra di vetro;
spegnere una lampadina oppure un motore.
- una lastra opaca.
3. Mostrare alcuni chips, anche smontati.
Di volta in volta si osserva: 1. il punto di impatto del
4. Gli studenti lavorano con alcuni programmi: raggio primario, 2. l'illuminazione dell'aula causata
giochi elettronici, elaboratori di testo, programmi di dalla luce riflessa.
grafica o musica...
2. Variare l'angolo di incidenza della luce.
5. Far eseguire al computer dei semplici program-
mi (in BASIC o utilizzando le possibilit di pro- 3. Inserire delle lastre colorate sul percorso della
grammazione di applicazioni come Excel) luce bianca, anche pi di una. Studiare la luce che at-
traversa le lastre e la luce riflessa con un filtro inter-
6. Gli studenti scrivono ed eseguono dei semplici ferenziale.
programmi.
4. Osservare le superfici pi disparate in condi-
7. Su un tavolo vengono allineati da quindici a zioni di illuminazione naturale e discutere cosa suc-
venti oggetti che tutti conoscono, coperti con un te- cede alla luce; superfici che si differenziano per
lo. Si toglie il telo per 1 secondo in modo che una brillantezza, colore e trasparenza.
persona li possa vedere. Quanti ne sapr elencare?
L'esperimento pu essere fatto con tutti gli studenti:
si preparano gli oggetti in laboratorio e, a turno, ogni Paragrafo 21.4
studente entra, vede gli oggetti e scrive quelli che ri-
corda. In seguito si confronta. Di solito sono in gra- Per analizzare la distribuzione della luce in corris-
do di citarne fino a otto. pondenza del volume di spazio V, sufficiente
guardare in tutte le direzioni attraverso un piccolo
tubo di cartone a partire da V. (Attenzione! Questo
Paragrafo 20.3 metodo non va mai usato con la luce laser.) La gran-
dezza osservata (qualitativamente) la densit di
Fare e discutere i seguenti giochi: radiazione.
- indovinare un numero con delle domande s/no;
- indovinare una parola con delle domante s/no
(vedi esercizio 3);
- Master Mind.
87

Paragrafo 21.5 22. La formazione di immagini


Eseguire i noti esperimenti sulla legge di riflessio- Paragrafo 22.1
ne.
Mostrare alcuni immagini l'una accanto all'altra: un
poster, un'immagine proiettata, un'immagine sullo
Paragrafo 21.6 schermo di un televisore e un ologramma.
Eseguire i noti esperimenti sulla riflessione di uno
specchio piano. Paragrafo 22.2
1. Gli studenti costruiscono una camera oscura.
Paragrafo 21.7 2. L'aula viene trasformata in una camera oscura.
1. Oscurare l'aula e accendere la lavagna lumino-
sa. Interporre uno specchietto nel raggio di luce del-
la lavagna luminosa e dirigerlo verso la parete di Paragrafi 22.4 e 22.5
fondo dell'aula. Usare altri specchietti e concentrare Aprire due fori in una camera oscura in modo tale da
nello stesso punto sulla parete i rispettivi raggi di lu- ottenere due immagini parzialmente sovrapposte.
ce. Gli specchietti vanno orientati individualmente. Con l'aiuto di un prisma far coincidere le immagini.
Con la mano non si riesce a tenerli abbastanza fermi. Mostrare che le immagini coincidono solo se lo
2. Concentrare i raggi paralleli di luce solare con schermo si trova a una distanza ben precisa.
uno specchio parabolico pi grande possibile. Usare un unico grande foro (almeno 10 cm di dia-
3. Oscurare l'aula. Nel punto focale di uno spec- metro) e una lente con una grande lunghezza focale.
chio parabolico si mette una candela. Dirigere il fa- Ora l'immagine contemporaneamente luminosa e
scio di luce parallela verso l'angolo opposto dell'au- a fuoco. Mostrare che l'immagine a fuoco solo
la. Tenendolo nella zona illuminata possibile leg- quando lo schermo si trova a una distanza ben preci-
gere un libro. sa.
4. Mostrare che la luce diurna diffusa non si pu
concentrare quando il cielo coperto. Paragrafo 22.6
1. Mostrare che a ogni distanza a dell'oggetto cor-
Paragrafi 21.8-21.10 risponde una certa distanza b dell'immagine e che
b diminuisce all'aumentare di a.
Eseguire i noti esperimenti di rifrazione, riflessione
totale e con il prisma. 2. Mostrare che b tende ad assumere un valore
minimo quando a diventa molto grande e che b
diventa molto grande quando a si avvicina a un de-
terminato punto davanti alla lente.
3. Mostrare che con una lente si pu rendere pa-
rallela la luce di una sorgente puntiforme e che si
pu concentrare in un punto la luce parallela. Si pu
compiere il seguente esperimento: usando una lente
di Fresnel abbastanza grande (quella della lavagna
luminosa pu essere smontata facilmente) nell'aula
oscurata si produce un fascio di luce parallela a par-
tire da una candela. Il fascio pu essere spedito at-
traverso l'aula e vi si pu leggere il giornale.

Paragrafo 22.7
Studiare qualitativamente la relazione tra la curva-
tura della superficie di una lente e la sua lunghezza
focale.

Paragrafo 22.8
Eseguire i noti esperimenti sulla composizione del-
le lenti.
88

Paragrafo 22.9 23. I colori


Mostrare la relazione tra il diametro della lente e la Paragrafo 23.1
profondit di campo.
1. Raccogliere oggetti dai colori pi disparati: per
esempio campioni di pittura o di carta colorata, go-
Paragrafo 22.10 mitoli di lana, pennarelli. Lasciare che siano gli stu-
denti a metterli in ordine. Solitamente il primo ten-
Confrontare l'immagine ottenuta con una delle lenti tativo fallisce in quanto gli studenti tendono a orga-
in dotazione e quella ottenuta con l'obiettivo di una nizzarli in modo unidimensionale.
macchina fotografica.
Scegliere solo i colori saturi. Ora possibile ordi-
narli in modo unidimensionale.
Paragrafo 22.11 Poi scegliere i colori di diversa luminosit e satura-
1. Mostrare le varie funzioni di una macchina fo- zione ma della stessa tonalit. Gi per ordinare que-
tografica. sti colori servono due dimensioni.
2. Mostrare la differenza tra l'immagine ottenuta 2. Con l'aiuto di un computer rappresentare diver-
con un teleobiettivo e con un grandangolare. se sezioni dello spazio cromatico. Normalmente il
computer dovrebbe avere il cerchio cromatico come
ROM.
Paragrafi 22.12 - 22.18
Presentare i vari apparecchi ottici discussi, aprirli, Paragrafo 23.2
per quanto possibile, e costruire dei modelli con il
materiale in dotazione. 1. Illustrare i concetti di tonalit cromatica, satu-
razione e luminosit con l'aiuto del miscelatore di
colori in dotazione.
2. Generare luce bianca mescolando colori in vari
modi:
- rosso + gialloverde + blu
- porpora + turchese + arancione
- rosso + turchese
- gialloverde + porpora
- arancione + blu

Paragrafo 23.3
1. Mescolare colori con l'aiuto di un disco di New-
ton o un dispositivo simile.
2. Mostrare in classe lo schermo di un televisore
o di un computer, osservando i pixels con l'aiuto di
una lente.

Paragrafi 23.5 e 23.6


Purtroppo uno spettrometro cos costoso che dif-
ficilmente una scuola se lo pu permettere. Scom-
porre la luce con un prisma ha il vantaggio di evi-
denziare un fenomeno molto interessante. La rap-
presentazione dello spettro come banda colorata
per anche causa di equivoci, per via della nostra ca-
pacit di vedere a colori. Infatti non vediamo solo
una scomposizione a ventaglio della luce - la distri-
buzione della quantit di luce in funzione dell'ango-
lo di deviazione contiene gi tutta l'informazione
sullo spettro -, ma vediamo anche che questo "ven-
taglio" colorato. Una rappresentazione grafica
della densit della corrente di energia in funzione
89

della lunghezza d'onda, cos come viene fornita da 24. Trasformazioni di sostanze e po-
un moderno spettrometro, in questo caso molto pi
chiara. tenziale chimico
Con i mezzi a nostra disposizione studiamo la com- Paragrafo 24.1
posizione spettrale della luce di diverse sorgenti: 1. Pesare una mole di diverse sostanze e disporle
Sole, lampadina a incandescenza, lampada spettra- l'una accanto all'altra. Nel senso della chimica le
le, lampadine con diversi filtri colorati. quantit sono uguali.
Constatiamo che mescolanze di luci di diversa com- 2. Pesare 1/4 di mole di ferro e di zolfo e mescolarle
posizione spettrale possono essere all'origine della in un mortaio. Versare in una provetta e riscaldare
stessa impressione cromatica. Ovviamente ci con un becco Bunsen. Togliere il becco Bunsen ap-
particolarmente evidente per la luce bianca. pena il miscuglio comincia ad ardere. Attenzione:
indossare gli occhiali protezione! Analizzare i rea-
genti e i prodotti della reazione (per esempio le pro-
priet magnetiche).

Paragrafo 24.2
Porre un piccolo bruciatore ad alcol su una bilancia
e determinare la diminuzione di massa in funzione
del tempo. Ricavarne la velocit di trasformazione
della combustione.

Paragrafo 24.3
1. La reazione
Cu + ZnO Zn + CuO
si svolge spontaneamente verso destra o verso sini-
stra? Prima proviamo a far reagire Cu e ZnO, poi Zn
e CuO. Solo nel secondo caso avviene una reazione.
Quindi il potenziale chimico delle sostanze della
parte destra maggiore di quello delle sostanze del-
la parte sinistra. (vedi sotto, paragrafo 24.4, espe-
rimento 3 (b)).
2. Far reagire acqua e carburo di calcio in etino e
idrossido di calcio. Usare una fiamma per dimostra-
re la presenza di etino (forte produzione di fuliggi-
ne)

Paragrafo 24.4
1. Soffiare in successione polvere di rame, di fer-
ro e di magnesio sulla fiamma del becco Bunsen. Il
magnesio ha la reazione pi intensa, seguito dal fer-
ro e dal rame. La sequenza rispecchia le tensioni
chimiche.
2. Sciogliere magnesio, zinco e rame (non polve-
rizzati) nell'acido cloridrico. La produzione di
diidrogeno molto intensa con il magnesio, molto
meno con lo zinco e impercettibile con il rame. La
sequenza rispecchia le tensioni chimiche.
3. Ridurre CuO con ferro, zinco e magnesio:
(a) miscelare 1,6 g di polvere di ossido di rame (ne-
ra) e 0,8 g di polvere di ferro (grigia). Riscaldare in
una provetta fino all'incandescenza, poi togliere im-
mediatamente dalla fiamma. (Indossare gli occhiali
protezione!)
90

(b) miscelare 2 g di polvere di ossido di rame e 1,6 g 4. Ridurre la resistenza di reazione con un cataliz-
di polvere di zinco, riscaldare in una provetta fino zatore.
all'incandescenza. (Indossare gli occhiali protezio-
ne!) 2H2O2 2H2O + O2

(c) miscelare una punta di spatola di polvere di ossi- Versare in una provetta una soluzione di perossido
do di rame con una di polvere di magnesio, mettere di idrogeno (perossido di idrogeno diluito con ac-
la miscela in un piattino di porcellana e accendere qua) e aggiungere un po' di spugna di platino. Attor-
con la fiamma del becco Bunsen. (Indossare occhia- no alla spugna di platino si forma immediatamente
li e guanti di protezione!) del gas. Dimostrare con la prova del filo incande-
scente che si tratta di diossigeno. Appena si toglie la
La riduzione di CuO con magnesio la pi violenta, spugna di platino dalla soluzione, la reazione si in-
seguono nell'ordine lo zinco e il ferro. La sequenza terrompe. Non si nota nessun cambiamento della
rispecchia le tensioni chimiche. spugna di platino.

Paragrafo 24.5
1. Reazioni con una piccola resistenza di reazione
sono:
(a) Se non ancora mostrata: produzione di etino da
carburo di calcio e acqua (vedi sopra, paragrafo
24.3, esperimento 2).
(b) NH3 + HCl NH4Cl
Avvicinare molto i colli delle bottiglie aperte conte-
nenti acqua ammoniacale e acido cloridrico concen-
trato. Si forma un fumo bianco di cloruro d'ammo-
nio.
(c) 2Na + 2H2O 2Na+ + 2OH- + H2
Riempire per met una bacinella di vetro con acqua
e gettarvi con una pinzetta un pezzetto di sodio ta-
gliato di fresco, non pi grande di un pisello. Per evi-
tare che il sodio si appiccichi alla parete del reci-
piente, aggiungere all'acqua un po' di detersivo. In-
dossare occhiali e guanti di protezione!
2. Ridurre la resistenza di reazione mescolando e
rimestando.
(a) Ba(OH)2 8H2O + 2NH4NO3
2NH3 + 10H2O + Ba(NO3)2
La reazione non si avvia fino a che si rimestato per
bene. Si capisce che la reazione sta avvenendo
- dall'odore
- dal fatto che la miscela diventa liquida
- dal raffreddamento.
(b) Gettare dei pezzetti di KOH in acqua. Restano i-
nerti sul fondo. Rimestando per si sciolgono in
fretta.
3. Ridurre la resistenza di reazione riscaldando.
Molte reazioni possono essere usate come esempio,
per esempio:
Mescolare 1,6 g di polvere di rame e 0,8 g di polvere
di zolfo, mettere la miscela in un piattino di porcel-
lana e accenderla con un filo incandescente. La rea-
zione molto violenta. Indossare occhiali e guanti
di protezione!
91

25. Quantit di sostanza ed energia 26. Bilancio termico delle reazioni


Paragrafo 25.1 Paragrafo 26.1
Mostrare l'elettrolisi. Esistono varie possibilit per 1. Mostrare delle reazioni esotermiche, tra le altre
farlo. In ogni caso si elettrolizzi l'acqua. una reazione di soluzione, per esempio KOH in ac-
qua. Misurare la temperatura.
2. Mostrare delle reazioni endotermiche. Un buon
Paragrafo 25.2 esempio
1. Un accumulatore a piombo viene caricato, sca-
ricato, caricato, ecc. in rapida sequenza. Ba(OH)2 8H2O + 2NH4NO3

2. Mostrare altre celle elettrochimiche. 2NH3 + 10H20 + Ba(NO3)2


3. Mostrare una cella combustibile idrogeno-ossi-
geno. Mostrare anche una reazione di soluzione endoter-
mica, per esempio KNO3 in acqua. Misurare la tem-
peratura.
92

28. Onde Paragrafo 28.6


Paragrafi 28.1 - 28.3 1. Spiegare con il modello di proiezione come
l'onda avanza di una lunghezza d'onda per ogni
1. Una corda lunga 10 - 20 m viene stesa sul pavi- periodo dell'oscillazione.
mento. Si solleva leggermente una delle estremit e
la si muove su e gi una sola volta. Non c' onda. Poi
si ripere il movimento ma molto in fretta. Dalla Paragrafo 28.7
sorgente parte un'onda.
1. Collegare un altoparlante con la membrana visi-
2. Una molla d'acciaio lunga circa 5 m viene stesa bile a un generatore di tensione continua. Si vede
sul pavimento. Un'estremit viene fissata a qualco- che aprendo e chiudendo l'interruttore la membrana
sa, l'altra mossa lentamente avanti e indietro (nella si muove. Inoltre, ogni volta si sente un clic.
direzione della molla). Non c' onda. Poi si ripete il
movimento ma molto in fretta. Dalla sorgente parte 2. Compiere l'esperimento con il campanello e la
un'onda. Per evidenziare il moto dell'onda si fissano campana di vetro.
in alcuni punti della molla dei pezzetti di cartone. 3. Allacciare un altoparlante a un generatore di
Appena l'onda transita da uno di questi punti, il car- funzione di potenza non troppo bassa. Regolare il
tone si muove avanti e indietro. generatore di funzione su "tensione rettangolare".
La molla viene appoggiata sul pavimento in modo Cominciare con una frequenza molto bassa. Si per-
che l'attrito sia grande abbastanza da impedire cepisce una serie di clic. Aumentare la frequenza. A
all'onda riflessa di disturbare l'osservazione. pos- partire da 20 Hz circa, i singoli clic nono sono pi
sibile che si debba smorzare ulteriormente il movi- distinguibili e si sente un suono continuo. L'altezza
mento dell'estremit, per esempio con una spugna. del suono aumenta se si aumenta la frequenza.
Se la molla fosse appesa, si vedrebbe l'onda che la Regolare il generatore di funzione su "tensione
percorre avanti e indietro per diverse volte. sinusoidale". Si sente un suono sinusoidale puro.
3. Un pezzo di grondaia lungo circa 2 m viene 4. Allacciare un microfono a un oscilloscopio. Os-
chiuso su entrambi i lati e riempito d'acqua. Per servare l'andamento nel tempo dell'oscillazione
smorzare l'onda, in una delle estremit viene im- sonora di diversi suoni e rumori. Esaminare in par-
merso uno straccio. All'altra estremit si immerge, ticolare la voce umana e il suono di diversi strumenti
dapprima lentamente poi pi in fretta, un corpo di musicali.
forma cilindrica (in modo che si addatti alla forma 5. Misurare la velocit del suono con una misura-
della grondaia). zione spazio-tempo.

Paragrafo 28.4 Paragrafo 28.8


1. Mostrare varie oscillazioni meccaniche, anche Emissione e ricezione di onde elettromagnetiche:
non armoniche. Un metodo semplice per realizzare
un'oscillazione non armonica consiste nel montare Generare una scintilla di scarica con un generatore a
due molle sulle estremit di una slitta che poi viene sfregamento. I tempi di carica e scarica della corren-
fatta scivolare su un binario a cuscino d'aria. te elettrica lungo il percorso della scintilla sono
molto brevi. (Le scintille generate a bassa tensione,
2. Misurare la durata dell'oscillazione armonica di per esempio caricando e poi cortocircuitando un
un pendolo o di quella non armonica di una slitta con condensatore di 80 F a 300 V, sono molto spettaco-
le molle su un binario a cuscino d'aria. lari ma non adatte allo scopo, in quanto i tempi delle
variazioni di corrente sono troppo lunghi.)
Paragrafo 28.5 All'altra estremit dell'aula si mette un'oscillosco-
pio molto sensibile la cui entrata collegata alla
1. Generare un'onda armonica con i mezzi a dispo- presa di terra mediante un pezzo di cavo elettrico. Il
sizione. Una possibilit: posare la molla lunga sul cavo funge da bobina di ricezione.
pavimento, fissarne un'estremit, montare l'altra
estremit sull'eccentrico di un trapano. Accendendo Ogni volta che si produce una scintilla, sullo scher-
il trapano si crea un movimento in avanti e indietro. mo dell'oscilloscopio si osserva un segnale.
Per evitare il formarsi di un'onda stazionaria l'altra Come ricevitore si pu usare anche un apparecchio
estremit deve essere smorzata. radio sintonizzato sulle onde corte, medie o lunghe.
2. Discutere la cinematica dell'onda sinusoidale L'arrivo dell'onda si manifesta con un clic. (Con la
grazie al modello di proiezione (filo a spirale che ricezione in FM, cio in modulazione di frequenza,
ruota). un segnale di grande ampiezza non produce un
segnale udibile.)
93

Paragrafo 28.9 29. Fotoni


1. Generare due onde in direzioni opposte in una Paragrafo 29.1
corda posata sul pavimento. La deviazione della
corda in direzione parallela al pavimento e perpen- 1. "Accendere" un bastoncino luminescente nell'au-
dicolare alla direzione della corda. Effettuare l'es- la oscurata.
perimento con impulsi sullo stesso lato della corda e 2. "Caricare" con luce visibile una pellicola sensibi-
su lati opposti. Le onde si attraversano. le agli infrarossi (negozio di materiale elettronico).
Il forte attrito tra corda pavimento necessario af- Poi, al buio, irraggiarla con luce infrarossa (per
finch l'esperimento non sia perturbato dalla pre- esempio con il telecomando di un televisore). La
senza di onde riflesse. pellicola produce luce visibile. Quindi pu essere in
due stati A e B, in altre parole: le sostanze A e B pos-
2. Muovere periodicamente entrambe le estremit sono trasformarsi l'una nell'altra:
della corda in direzione perpendicolare a quella del-
la corda. Da ogni estremit parte un'onda periodica A + visibile B + infrarossa
smorzata. Nella zona centrale si riconosce un'onda 3. La pellicola fotografica reagisce con la luce vi-
stazionaria. sibile. Da AgBr si ottengono Br2 e argento. Con
3. Un'estremit della corda viene fissata, l'altra un'esposizione molto lunga si osserva l'anneri-
mossa periodicamente. L'onda prodotta viene ri- mento dovuto all'argento anche senza sviluppare la
flessa all'estremit fissa. Nei dintorni della zona di pellicola. Se c' il tempo, spiegare nel dettaglio i
riflessione si riconosce un'onda stazionaria. processi di sviluppo e fissaggio.
4. I processi descritti nei punti 1., 2. e 3. si possonno 4. Caricare di luce le lancette fosforescenti di un
simulare bene con un computer. Il vantaggio del- orologio o solfuro di zinco in polvere. Al buio av-
l'osservazione sullo schermo la possibilit di os- viene una reazione che emette luce.
servarli al rallentatore.
5. Collegare un altoparlante a un generatore di Paragrafo 29.2
funzione che fornisce una tensione sinusoidale. Po-
sizionare l'altoparlante di fronte a una parete. Muo- Un fotomoltiplicatore reagisce con singoli fotoni.
vere un microfono collegato a un oscilloscopio nel- Normalmente nella normale strumentazione da
la zona tra l'altoparlante e la parete. Si riconoscono i laboratorio non c' un fotomoltiplicatore. L'esperi-
punti dove le onde sonore incidente e riflessa si am- mento per cos bello da spingerci a consigliarne
plificano e dove si smorzano. l'acquisto. Il modello pi a buon mercato suffi-
ciente.
6. Mostrare l'annullamento prodotto dalla riflessio-
ne di onde elettromagnetiche decimetriche. A causa della sua estrema sensibilit, un fotomolti-
plicatore acceso (cio sotto tensione) deve essere
7. Fissare un'estremit della corda alla parete e esposto a intensit luminose molto basse, pena la
reggere in mano l'altra estremit. La corda non tocca rottura. Di conseguenza consigliabile procurarsi
il pavimento. Muovendo periodicamente su e gi un alimentatore con una protezione per l'intensit
l'estremit, si generano le oscillazioni proprie della luminosa. Fotomoltiplicatore e alimentatore posso-
corda: cominciare dall'oscillazione fondamentale e no essere acquistati per una cifra complessiva di
poi passare alle armoniche. migliaio di Euro circa.
8. Generare le oscillazioni proprie in una corda Per osservare gli impulsi di luce come mostrati nel
elastica grazie a un motore elettrico con eccentrico. testo per studenti, si utilizza una sorgente di luce
Osservarle con uno stroboscopio. molto indebolita. L'esperimento va effettuato in un
9. Spiegare l'interferenza di onde piane su un proiet- locale totalmente oscurato. Il fotomoltiplicatore
tore. Spiegare in particolare come le zone di annul- viene coperto con un panno nero. Il panno lascia
lamento sono pi lontane tra loro quando l'angolo passare ancora troppa luce, quindi tra sorgente di
tra le direzioni di propagazione molto piccolo. luce e fotomoltiplicatore viene inserito un vetro
coperto di fuligine. Per stendere lo strato di fuligine
10. Mostrare l'interferenza della luce con l'esperi- sul vetro si usa la fiamma di una candela e si fa in
mento del doppio specchio di Fresnel. modo che lo strato non abbia uno spessore omog-
eneo. Quindi in punti diversi avr un diverso grado
di assorbimento. Spostando lateralmente il filtro si
potr variare la quantit di luce che colpisce il foto-
moltiplicatore.
La detezione del segnale all'uscita del fotomoltipli-
catore pu essere effettuata con un oscilloscopio.
L'esperimento ancora pi bello per se il segnale
viene disegnato. Un'interfaccia per computer
adatta allo scopo.
94

Paragrafo 29.6 30. Atomi


Se non si ancora mostrata l'interferenza della luce Gli esperimenti sulla struttura microscopica della
con l'esperimento del doppio specchio di Fresnel, materia sono per la maggior parte costosi e impe-
farlo a questo punto. gnativi. Di conseguenza, solitamente la scelta degli
esperimenti da effettuare a lezione non basata su
ci che si vorrebbe mostrare, ma piuttosto su ci che
si riesce a fare con un impegno ragionevole. Il nu-
mero di esperimenti a disposizione quindi inferio-
re rispetto allo studio della fisica del macromondo.
Per compensare parzialmente questa carenza, a
volte facciamo degli esperimenti-modello o esperi-
menti illustrativi invece di dimostrativi.

Paragrafo 30.3
1. Deformare con le mani un palloncino gonfio.
Se lo si lascia andare riprende la forma iniziale. Un
atomo si comporta allo stesso modo, a condizione di
non deformarlo troppo.
2. Nei negozi di giocattoli si pu trovare un giocatto-
lo che serve a illustrare l'eccitazione e il ritorno allo
stato iniziale di un atomo. Si tratta di un oggetto di
gomma a forma di calotta semisferica dal diametro
di circa 6 cm. Si preme la calotta, "rovesciandola" in
modo che abbia ancora una forma grossomodo sfe-
rica, la si appoggia sul pavimento e si aspetta. Dopo
pochi secondi l'oggetto riprende di scatto la sua
forma iniziale facendo un "salto".

Paragrafo 30.4 e 30.5


L'esperimento spesso parte del materiale da labo-
ratorio. Da un fascio di luce bianca, il vapore di so-
dio rinchiuso in un recipiente di vetro assorbe la luce
gialla corrispondente alla linea del sodio. Il sodio
emette luce gialla in tutte le direzioni.

Paragrafo 30.6
Purtroppo le ditte di materiale didattico non offrono
esperimenti che mostrino il decadimento esponen-
ziale degli stati elettronici eccitati. Quindi optiamo
per un esperimento-modello.
Si vuole mostrare in che modo diminuisce il grado
di occupazione di uno stato eccitato quando la pro-
babilit che un sistema compia una transizione da
uno stato eccitato allo stato fondamentale, rimane
costante nel tempo. La funzione corrispondente
detta esponenziale.
Tutti gli studenti si dispongono su un lato dell'aula.
Quando si d l'ordine, ognuno di loro lancia una mo-
neta. Tutti quelli che ottengono "croce" si spostano
dall'altra parte dell'aula, gli altri restano dove sono e
partecipano al prossimo lancio, e cos via.
Si riporta il numero di studenti rimasti dopo ogni
lancio in funzione del numero di lanci effettuati.
95

Con un esperimento di lancio di un dado si pu 31. I solidi


simulare anche il ritorno allo stato fondamentale di
un atomo in uno stato di eccitazione a un livello su- Paragrafo 31.1
periore. Impilare palline da tennis o da ping pong su un tavo-
Il docente sale su un tavolo. Da l pu tornare sul pa- lo, una volta in un "reticolo cristallino" ordinato,
vimento in due modi: con un solo balzo o scegliendo un'altra a casaccio.
una sedia come stazione intermedia. Decide con il
lancio di un dado quale percorso scegliere, per
esempio cos: se lancia un uno o un due compie un Paragrafo 31.2
solo balzo, se lancia un tre, un quattro, un cinque o Ci sono dei palloncini gonfiabili a forma di tubo con
un sei, passa prima dalla sedia. vari restringimenti a distanze regolari. Posiamo sul
tavolo svariati palloncini di questo tipo, prima uno
accanto all'altro, poi uno sopra l'altro, per dare agli
Paragrafo 30.9 studenti un'idea della struttura spaziale dell'elet-
Osservare lo spettro di emissione di vari tubi a gas. tronio in un cristallo.
(Si osservano i tubi attraverso un prisma di Amici.) I
gas vengono identificati confrontando gli spettri
osservati con gli spettri riportati sulle fonti biblio- Pragrafo 31.4
grafiche. 1. Montare due specchi e lasciare che gli studenti
guardino tra gli specchi come descritto nel testo per
studenti.
Paragrafo 30.10
2. Sfregare con un panno bianco e una polvere
Versare del sodio (sotto forma di sale da cucina) o abrasiva una superficie di alluminio lucida. Il panno
del litio su una fiamma. La fiamma diventa rispet- annerisce.
tivamente gialla o rossa.
3. Ritagliare un piccolo foro in una scatola di car-
Mostrare che la fiamma di idrogeno non si vede. tone. L'interno della scatola deve essere bianco. Ac-
Mostrare che la fiamma di metano (gas naturale) canto al foro disegnare con un pennarello nero una
bluastra. macchia della stessa grandezza del foro. Il foro
appare pi nero della macchia.

Paragrafo 31.5
1. Sbriciolare degli oggetti trasparenti. La polvere
ottenuta bianca.
2. Mostrare agli studenti un pezzo di silicio.
3. Mostrare agli studenti dei cristalli di solfuro di
cadmio. Sbriciolare alcuni cristalli di CdS. La pol-
vere giallo intenso.

Paragrafo 31.6
1. Riscaldare contemporaneamente (in modo che
abbiano pi o meno la stessa temperatura) diversi
piccoli oggetti su una fiamma. Quelli bianchi e quel-
li trasparenti ardono, quelli neri no.
La fiamma deve essere calda e abbastanza grande.
Un becco Bunsen non molto adatto. Meglio usare
due becchi Bunsen o la fiamma di una saldatrice.
Come oggetti bianchi o trasparenti si possono usare
ghiaia bianca, quarzo o zaffiro. Alcuni oggetti sono
inadatti malgrado siano bianchi o trasparenti: gesso
o vetro comune. Il motivo che contengono delle
impurit. Inoltre il vetro non adatto perch a queste
temperature fonde.
Come oggetti assorbenti si possono usare della
ghiaia nera, un pezzo di ferro, un pezzo di carbone di
una lampada ad arco a carbone e un pezzo di silicio.
96

Paragrafo 31.8 32. Nuclei atomici


Inserire un fotoconduttore (LDR = light dependent In generale con il materiale da laboratorio si posso-
resistor) in un circuito e mostrare che quando illu- no eseguire parecchi esperimenti di fisica nucleare.
minato la resistenza diminuisce. Per consigliamo di non affidarsi eccessivamente a
questi esperimenti. Quasi tutti sfruttano una classe
particolare di reazioni nucleari che diventa perce-
Paragrafo 31.9 pibile malgrado un tasso di trasformazione molto
1. Mostrare il funzionamento di ridotto grazie al fatto che le singole particelle si ma-
nifestano sotto forma di radiazione. In questo modo
- un diodo raddrizzatore; questo tipo di reazioni riceve un'attenzione secondo
- un fotodiodo; noi non meritata.
- un diodo luminoso;
- una cellula solare.
2. Tutte e quattro le funzioni di un diodo possono Paragrafo 32.9
essere dimostrate anche con un unico esemplare. Mostrare con un contatore Geiger che ci sono sem-
Usare un diodo luminoso non troppo piccolo. pre delle particelle ad alta energia che si aggirano
Ovviamente pu essere usato come diodo raddriz- per l'ambiente naturale. Mostrare che un "preparato
zatore. radioattivo" emette molte particelle del genere. Se si
ha a disposizione un vecchio orologio con le cifre
Per mostrare il suo comportamento da fotodiodo luminose, mostrare che queste cifre luminose sono
(cio da sensore per la luce) lo si collega a una radioattive. Consigliamo di non approfondire ulte-
sorgente di tensione nel senso di non conduzione. riormente le propriet dei raggi , e .
Mostrare con un amperometro molto sensibile che
illuminandolo scorre un po' di corrente.
Diodo luminoso lo gi. Collegarlo nel senso di Paragrafo 32.10
conduzione, senza dimenticare di inserire in serie Se si ha a disposizione un esperimento sulla misu-
una resistenza protettiva. razione del tempo di dimezzamento, effettuarlo a
Collegando il diodo direttamente, cio senza una questo punto.
sorgente di tensione, a un voltmetro (con resistenza Se non si ancora fatto, fare l'esperimento-modello
interna elevata), si pu osservare che quando lo si descritto per il paragrafo 30.6.
illumina c' uno sbalzo di tensione di circa 1 volt.

Paragrafo 31.10
Inserire un MOSFET (metal-oxide semiconductor
field effect transistor) in un circuito con un piccolo
motore elettrico o una lampadina (collegare Source
e Drain). Variando il potenziale elettrico dell'allac-
ciamento Gate si pu accendere o spegnere il mo-
tore rispettivamente la lampadina. sufficiente
mettere in contatto con un dito la Gate e il polo posi-
tivo o quello negativo della sorgente di tensione.
L'esperimento mostra chiaramente che attraverso la
Gate non scorre corrente.
D. Soluzioni degli esercizi

1. Energia e portatori di energia 6. Dinamo - motore elettrico; lampadina - cellula


solare; turbina idraulica - pompa idraulica
Paragrafo 1.2
1. Lampadina, motore elettrico, asciugacapelli, for-
no elettrico. Paragrafo 1.4
2. Motore elettrico, turbina idraulica, ruota a ven- Al livello 1 la corrente di energia che fluisce nel-
to, motore a benzina. lapparecchio ha unintensit di 500 joule al secon-
do, al livello 2 unintensit di 1000 joule al secondo.
3. Portatori di energia del tipo "vuoto a rendere:
elettricit, acqua di un impianto di riscaldamento
centrale, olio idraulico; portatori di energia del tipo
vuoto a perdere: benzina, aria compressa, luce.

Paragrafo 1.3
1. Luce - elettricit; aria in movimento - elettricit
2. Forno elettrico; turbina idraulica
3. (Carbone) - centrale a carbone - (elettricit) -
motore elettrico - (quantit di moto angolare) -
pompa idraulica - (acqua in movimento)
4. Fig. 1.1
5. Dinamo; Fig. 1.2

ENERGIA aspira- ENERGIA


polvere
aria in movimento
elettricit

ENERGIA motore ENERGIA ENERGIA


ventola
elettrico
aria in mo-
elettricit quantit di vimento
moto angolare

Fig. 1.1. Paragrafo 1.3, esercizio 4

ENERGIA ENERGIA ENERGIA ENERGIA


ruota a dinamo lampadina
vento
aria in mo-
vimento quantit di elettricit luce
moto angolare

Fig. 1.2. Paragrafo 1.3, esercizio 5


98

2. Correnti di liquidi e gas 3. Quantit di moto e correnti di quan-


Paragrafo 2.2 tit di moto
2. 1 bar. Paragrafo 3.1
1. Lunghezza (l), metro (m); area (A), metro qua-
drato (m2); intensit della corrente di energia (P),
Paragrafo 2.3 watt (W); intensit della corrente elettrica (I), am-
(a) Laria fluisce dal pneumatico piccolo a quello pre (A).
grande fino a quando le pressioni sono uguali 2. E = 12 MJ; v = 1,5 km/s; p = 110 kPa.
(equilibrio di pressione).
3. v = 20 m/s.
(b) La pressione risultante pi vicina a 1 bar.
4. Caloria, CV, braccio, pollice
(c) Nel pneumatico grande.

Paragrafo 3.2
Paragrafo 2.5
1. La quantit di moto totale 1500 Hy. In ogni
1. 6 L/min. vagone ci sono 300 Hy.
2. No. Oltre che dallintensit della corrente, la 2. Prima dellurto: due vagoni contengono 6000
velocit di scorrimento dipende anche dalla sezione Hy ciascuno, il terzo 0 Hy. Dopo lurto: ognuno dei
del tubo. tre vagoni contiene 4000 Hy.
3. 10 m3/s. 3. Dal carrello a sinistra 10 Hy passano a quello a
destra cosicch dopo lurto il carrello a sinistra ha -5
Hy e quello a destra +5 Hy.
Paragrafo 2.6
4. Quantit di moto totale: (500 - 200) Hy = 300
(a) Anche 10 L/s. Tutta lacqua che entra nel tubo da Hy. Dopo lurto ogni vagone ha +100 Hy. I vagoni si
sinistra deve uscire da destra. muovono verso destra.
(b) La resistenza del tubo tra la strozzatura e lestre- 5. Quantit di moto dopo limpatto: -1 Hy. Diffe-
mit destra inferiore che tra lestremit sinistra e la renza di quantit di moto: 2 Hy. Attraverso il muro 2
strozzatura perch la parte destra del tubo pi corta Hy fluiscono a terra.
e pi grossa. Affinch nella parte destra fluisca una
corrente della stessa intensit che nella parte sini-
stra, basta una spinta pi piccola, una differenza di Paragrafo 3.4
pressione inferiore.
1. Due sbarre unite. Se sottoposte a trazione si
staccano.
2. Lauto scivola, mantiene la sua quantit di moto.
Normalmente il collegamento tra ruote e strada de-
ve condurre la quantit di moto. Con il ghiaccio non
lo fa. Quindi la quantit di moto non pu defluire a
terra.
3. Le ruote girano a vuoto. Visto che il collegamento
conduttore di quantit di moto tra le ruote e la strada
interrotto, il motore non pu pompare quantit di
moto nellauto.

Paragrafo 3.5
1. Laria in movimento cede quantit di moto alla
barca.
2. La quantit di moto viene ceduta allacqua at-
traverso le pareti della nave. Tra le pareti della nave
e lacqua c attrito.
99

4. Dalla cassa a sinistra 100 N; dalla cassa a destra


200 N.
5. p(t) una retta che passa per lorigine.

Paragrafo 3.12
1. s = F/k
a) s = 12 N / (150 N/m) = 0,08 m
b) s = 24 N / (150 N/m) = 0,16 m

2. a) Per F = 15 N, s = 0,32 m;
per F = 30 N, s = 0,4 m.
Fig. 3.1. Paragrafo 3.8, esercizio 3 b) Per s = 0,2 m, F = 4 N.
c) Man mano che lallungamento aumenta di-
Paragrafo 3.6 venta sempre pi difficile tendere la corda.
1. (a) Il motore pompa quantit di moto da terra 3. Alle estremit di una molla si lega una corda
nellauto. (b) La quantit di moto defluisce lenta- pi lunga della lunghezza a riposo della molla. Se
mente a terra e allaria. (c) La quantit di moto de- tendiamo il dispositivo, in un primo tempo la
fluisce a terra rapidamente. (d) Tutta la quantit di corrente di quantit di moto fluisce attraverso la
moto che il motore pompa nellauto defluisce a terra molla: vale la legge di Hooke. Appena la corda si
e nellaria. tende non si riesce pi ad allungare ulteriormente.
La corrente di quantit di moto aumenta senza che la
2. Perch la quantit di moto n affluiva n defluiva. corda (e quindi la molla) si allunghi.
4. Chiamiamo le due molle A e B. Quindi abbiamo
Paragrafo 3.8 FA = kAsA e FB = kBsB. Visto che le molle sono
attraversate dalla stessa corrente di quantit di
1. Dallauto a terra fluisce quantit di moto nega- moto, FA = FB , quindi kAsA = kBsB. Ma visto che
tiva, quindi positiva da terra allauto. La velocit del sA = 4sB, allora kB = 4kA.
terreno 0 m/s, quella dellauto negativa. Quindi
la velocit dellauto minore e, in accordo con la
regola, la quantit di moto fluisce dal corpo a veloci- Paragrafo 3.13
t maggiore verso il corpo a velocit minore.
Usare 20 pezzi di spago contemporaneamente. La
2. La quantit di moto negativa del carrello au- sezione del conduttore diventa 20 volte pi grande
menta, cio quella positiva diminuisce. La quantit che con uno solo. Ogni pezzo di spago attraversato
di moto (positiva) fluisce dal carrello attraverso le da una corrente massima di 100 N.
braccia della persona e poi a terra. Quindi nelle
braccia la quantit di moto fluisce verso destra.
3. Il gancio di traino sottoposto a trazione, Fig. Paragrafo 3.14
3.1. 1. Dati: t = 40 min = 2/3 h
s = 10 km
Cercato: v
Paragrafo 3.9
s 10 km
1. Da terra, attraverso le ruote posteriori, nel trat- v= = = 15 km/h
tore, da l allalbero attraverso la corda e poi nuova- t 2/3h
mente a terra.
2. Da terra nel palo a destra, risale nel palo fino 2. Dati: t = 92 min = 92/60 h = 1,533 h
alla corda, attraverso la corda al palo a sinistra, s = 185 km
scende nel palo e torna a terra. La corda sottoposta Cercato: v
a trazione, la Terra a pressione.
s 185 km
3. Per esempio un pneumatico che ruota galleg- v= = = 120,7 km/h
giando nello spazio. In natura: gli anelli di Saturno t 1,533 h
ma anche la Terra che gira.
= 120,7 . 0,2778 m/s = 33,5 m/s

Paragrafo 3.10 3. Dati: t = 10 min = 1/6 h


v = 90 km/h
1. F = p/t = 200 Hy/10 s = 20 Hy/s = 20 N Cercato: s
2. p = F t = 6000 N 5 s = 30 000 Hy v = s/t s = v.t
3. FC = 400 N, FD = 600 N s = 90 . (1/6) km = 15 km
100

4. Dati: v = 800 km/h 6. Dati: m = 42 kg


s = 1600 km F = 20 N
Cercato: t t=3s
v = 1,2 m/s
v = s/t t = s/v
1600 km p = F . t = 20 N . 3 s = 60 Hy
t = = 2h In 3 s nel carrello fluiscono 60 Hy.
800 km/h
p = mv = 42 kg . 1,2 m/s = 50,4 Hy
La differenza di 9,6 Hy deve essere defluita a terra a
5. Dati: v = 300 000 km/s causa dellattrito.
s = 150 000 000 km
Cercato: t 7. Dati: diametro del tubo d = 0,1 m
lunghezza l = 2 km = 2000 m
150 000 000 km v = 0,5 m/s
t = = 500 s 8 min
300 000 km/s t=2s
Calcolo del volume in litri:
V = (d/2)2l = (0,05)2 . 2000 m3
Paragrafo 3.15 = 15,708 m3 = 15 708 L
Visto che 1 L dacqua ha una massa di kg
1. Dati: m = 12 t = 12 000 kg m = 15708 kg.
v = 90 km/h = 25 m/s p = mv = 15 708 kg . 0,5 m/s = 7 854 Hy
Cercato: p
p = mv = 12 000 kg . 25 m/s = 300 000 Hy
= 300 kHy La quantit di moto defluisce a terra attraverso la
valvola..
2. Dati: v = 20 m/s Calcolo dellintensit della corrente di quantit di
m = 420 g = 0,42 kg moto (della forza sulla valvola):
Cercato: p
F = p/t = 7854 Hy/2 s = 3927 N
p = mv = 0,42 kg . 20 m/s = 8,4 Hy

3. Dati: v = 30 m/s
m = 50 g = 0,05 kg
p = mv = 0,05 kg . 30 m/s = 1,5 Hy

Questa la quantit di moto della palla prima


dellurto. Visto che la palla rimbalza, dopo lurto ha
una quantit di moto -1,5 Hy. Il muro ha ricevuto la
differenza
1,5 Hy -(-1,5 Hy) = 3 Hy

4. Dati: m = 150 kg
F = 15 N
t=5s
Cercato: v
F = p/t p = F . t = 15 N . 5 s = 75 Hy
p = mv v = p/m = 75 Hy/(150 kg)
= 0,5 m/s

5. Dati: F = 200 kN = 200 000 N


t = 30 s
v = 54 km/h = 15 m/s
Cercati: p,m
p = F . t = 200 000 N . 30 s = 6 000 000 Hy
= 6 MHy
p = mv m = p/v
m = 6 000 000 Hy/(15 m/s) = 400 000 kg = 400 t
101

4. Il campo gravitazionale Paragrafo 4.6


Paragrafo 4.3 1. Lastronauta mette in moto i due oggetti in mo-
do che abbiano la stessa velocit. Per quello pesante
1. Dati: m = (p.es.) 40 kg ci vuole pi quantit di moto.
gTerra = 10 N/kg 2. Gli astronauti accendono i razzi. Dai razzi agli
gLuna = 1,62 N/kg astronauti fluisce quantit di moto. Questa corrente
gSN = 1 000 000 000 000 N/kg di quantit di moto percepibile come sensazione di
Cercato: F peso.
F=m.g
Terra: F = 40 kg . 10 N/kg = 400 N
Paragrafo 4.7
Luna: F = 40 kg . 1,62 N/kg = 64,8 N 1. Dati: V = 1,6 L
stella di neutroni: F = 40 kg . 1012 N/kg m = 1,3 kg
= 40 000 000 000 000 N Cercato:
= m/V = 1,3 kg/0,0016 m3 = 812,5 kg/ m3
2. Dati: F = 300 N
g = 1.62 N/kg 2. Dati: m = 2,2 kg
Cercato: m = 2600 kg/m3 (dalla tabella)
F=m.g Cercato: V
m = F/g = 300 N/1,62 (N/kg) =185,2 kg V = m / = 2,2 kg/(2600 kg/m3)
= 0,00085 m3 = 0,85 L
Paragrafo 4.4
3. Dati: V = 40 L
1. Dati: m = (p.es.) 40 kg = 720 kg/m3 (dalla tabella)
t = 0,77 s Cercato: m
Cercati: p, v m = V = (7200 kg/ m3 ) . 0,04 m3 = 28,8 kg
p=m.g.t
= 40 kg . 10 N/kg . 0,77 s =308Ns = 308 Hy 4. Dati: m = 8,2 kg
= 8960 kg/m3 (dalla tabella)
v = g . t = 10 N/kg . 0,77 s = 7,7 m/s lunghezza l = 1,2 m
larghezza b = 0,8 m
2. Dati: t = 0,5 s Cercato: spessore s
gTerra, gLuna, gSole
Cercato: v V = m/ = 8,2 kg/(8960 kg/m3)
v=g.t = 0,000 915 m3 = 0,915 L = 915 cm3
vTerra = 5 m/s, vLuna = 0,81 m/s, vSole = 137 m/s
V=l.b.s s = V /(l . b)
3. Dato: v = 15 m/s
.
v = g t t = v/g = 15 (m/s)/10 (N/kg) =1,5s = 915 cm3/(120 cm . 80 cm)
= tempo fino allinversione = 0,095 cm = 0,95 mm
Tempo totale tTot = 2 . t = 3 s
Paragrafo 4.8
4. Dato: tTot = 5 s
Durata della caduta t = tTot/2 = 2,5 s 1. Il ferro galleggia sul mercurio perch la densit
del ferro minore di quella del mercurio.
v = g . t = 10 (N/kg) . 2,5 s = 25 m/s
2. Il pallone scende perch la densit del diossido
di carbonio maggiore di quella dellaria.
Paragrafo 4.5
Nella palla affluisce dalla Terra una corrente di
quantit di moto di
F = m . g = 0,8 kg . 10 N/kg = 8 N
Dalla Fig. 4.7 leggiamo: v = 20 m/s
102

5. Quantit di moto e energia Quantit di moto: sempre dalla Terra al corpo attra-
verso il campo gravitazionale. Dal corpo torna sem-
pre alla Terra attraverso la corda elastica e il soste-
Paragrafo 5.1 gno. Al di sotto della posizione di equilibrio per,
attraverso la corda elastica ne defluisce pi di quan-
1. Dati: v = 20 km/h = 5,6 m/s ta ne affluisce dal campo gravitazionale e la quantit
F = 900 N di moto del corpo diventa negativa. Al di sopra della
Cercato: P posizione di equilibrio dalla corda ne defluisce me-
P = v . F = 5,6 m/s . 900 N = 5040 W no di quanta ne affluisce dal campo e la quantit di
moto negativa del corpo diminuisce di nuovo. Nella
La quantit di moto fluisce a terra attraverso le discesa il contrario.
ruote. Lenergia consumata nella produzione di
calore nei pneumatici e nei cuscinetti delle ruote.

2. Dati: s = 35 km
F = 900 N
Cercato: E
E = F . s = 900 N . 35 km = 31500kJ

3. Dati: v = 10 m/s
P = 800 W
Cercato: F
P = v . F F = P/v = 800 W/(10m/s) = 80 N

4. Dati: m = 50 kg
v = 0,8 m/s
h=5m
Cercati: P, t, E
Forza di gravit: F = m . g = 50 kg . 10 N/kg
= 500N
P = v F = 0,8 m/s . 500 N = 400 W
.
v = h/t t = h/v = 5 m/(0,8 m/s) = 6,25 s
P = E/t E = P . t = 400 W . 6,25 s = 2500 J
=2,5 kJ

Paragrafo 5.3
1. Energia: dal vagone nel respingente e dal re-
spingente indietro al vagone.
Quantit di moto: dal vagone a terra attraverso il
respingente e questo fino a che il vagone ha tanta
quantit di moto positiva quanta ne aveva di negati-
va allinizio.
2. Energia: nella la caduta dal campo gravitazionale
alla palla, nel rimbalzo ridistribuzione nella palla,
nella salita dalla palla al campo gravitazionale.
Quantit di moto: nella caduta dalla Terra alla palla
attraverso il campo, nel rimbalzo dalla palla alla
Terra, nella risalita nuovamente dalla Terra alla
palla.
3. Energia: al di sotto della posizione di equilibrio
lenergia va dalla corda elastica al campo gravita-
zionale e al corpo. Sopra la posizione di equilibrio
va dalla corda elastica e dal corpo al campo gravita-
zionale. Nella discesa il contrario.
103

2. (a) Al carrello fluisce quantit di moto a 0


(b) La corrente di quantit di moto segue la
spirale
(c) Vettore intensit di corrente verso destra

3. (a) F = m . g = 0,3kg . 10N/kg = 3N


(b) Quantit di moto a 270
(c) La freccia punta verso il basso.
10 Hy 500 Hy
Paragrafo 6.3

1. Dati: m = 0,1 kg
pinizio = 0,5 Hy
Fig. 6.1. Paragrafo 6.1, esercizio 1
(a) Il sasso riceve 0,1kg . 10N/kg = 1Hy/s, vale
a dire 1 Hy ogni secondo. quantit di moto a 270
(b) Fig. 6.3
p = (0,5 Hy) 2 + (1 Hy) 2 = 1,12 Hy
p2 (c)
2. Dati. m = 0,3 kg
vinizio = 5 m/s
p 1
(a) p = m . v = 0,3kg . 5m/s = 1,5Hy
(b) Quando il sasso ha un angolo di caduta di 45 ha
1 Hy ricevuto dalla Terra esattamente 1,5 Hy. La sua
quantit di moto totale quindi:

Fig. 6.2. Paragrafo 6.1, esercizio 2


p=
(1,5 Hy) 2 + (1,5 Hy) 2 = 2,1 Hy
3. Dati. m = 3 kg
6. La quantit di moto come vettore pinizio = 12 Hy a 45
La sfera ha un angolo di caduta di 45 quando dalla
Paragrafo 6.1 Terra ha ricevuto una quantit di moto di
1. vedi Fig. 6.1
2. vedi Fig. 6.2
p=
(12 Hy) 2 + (12 Hy) 2 = 17 Hy
3. Modulo: 2400 Hy 900 Hy 2100 La corrente di quantit di moto ha lintensit
Hy F = m . g = 3kg . 10N/kg = 30N.
Direzione: 210 300 180 Quindi si ottiene
t = p/F = 17 Hy / 30 N = 0,57 s
Paragrafo 6.2
4. Dati: m = 1 200 000 kg
1. Al rimorchio: il vettore intensit di corrente v = 70 km/h = 19,4 m/s
punta verso destra; dal rimorchio: il vettore
intensit di corrente punta verso sinistra p = m . v = 1200000kg . 19,4m/s = 23,3MHy
vedi Fig. 6.4a

a b
10 MHy 10 kHy

0,5 Hy

quantit di moto da terra


quantit di moto da terra

Fig. 6.3. Paragrafo 6.3, esercizio 1 Fig. 6.4. Paragrafo 6.3, esercizi 4 e 5
104

5. Dati: m = 1400 kg 7. Momento meccanico e baricentro


v1 = 30 km/h = 8,33 m/s
v2 = 50 km/h = 13,9 m/s Paragrafo 7.1
vedi Fig. 6.4b 1. vedi Fig. 7.1
p = 22 656 Hy (valore calcolato)
2. FC = 100kg . 10N/kg = 1000N
6. La palla riceve quantit di moto dal portiere. FT = (1/4) . 1000N = 250N
Durante il volo riceve quantit di moto a 270 dalla
Terra, inoltre cede quantit di moto allaria. Questa 3. Le intensit delle correnti nelle corde oblique e
quantit di moto dello stesso tipo della quantit di quindi anche nella corda di trazione, sono molto
moto che possiede in quellistante. Poi la palla rice- alte. Non si guadagna niente.
ve quantit di moto dal giocatore con un modulo
doppio di quello che aveva quando lo ha raggiunto. Paragrafo 7.2
La direzione di questa quantit di moto opposta a
quella che aveva un attimo prima. 1. La puleggia in basso sale di 1m, quella in mezzo
di 2 m. Si devono riavvolgere 4 m della corda di tra-
Paragrafo 6.5 zione.
1. La direzione 0 a destra. Il collegamento E = s . F = 1m . 100kg . 10N/kg = 1000J
impermeabile alla quantit di moto a 0 e
permeabile alla quantit di moto a 90. 2. Il carico si solleva di 0,25 m.
2. Il collegamento impermeabile alla quantit di E = 0,25m . 20kg . 10N/kg = 50J
moto che giace sul piano del telaio e permeabile alla
quantit di moto la cui direzione perpendicolare a 3. Dati: m = 200 kg
questo piano. vsin = 0,2 m/s
vdes = 0,4 m/s
Cercati: Fsin, Fdes, Psin, Pdes
Paragrafo 6.6
Corda di carico:
1. La costruzione d circa 17,5 N. FC = m . g = 200kg . 10N/kg = 2000N
2. La costruzione d circa 470 N. Corda di trazione:
FT = FC / 4 = 500 N = Fsin = Fdes
Psin = vsin . Fsin = 0,2 m/s . 500 N = 100 W
Paragrafo 6.7
Pdes = vdes . Fdes = 0,4 m/s . 500 N = 200 W
1. La costruzione d circa 28 000 N.
2. La costruzione d circa 290 N per le correnti di Paragrafo 7.3
quantit di moto in ogni corda. Quindi le corde si
rompono. 1. Dati: rD = 25 cm
rS = 5 cm
FS = 50 N
Cercato: FD
FD = FS (rS / rD) = 50 N . 0,2 = 10 N

2. Chiamiamo A (a sinistra) e B (a destra) i due


punti dappoggio e scegliamo A come fulcro.

Fig. 7.1. Paragrafo 7.1, esercizio 1


105

Dati: m = 9000 kg Paragrafo 7.6


a) rD = 6 m b) rD = 4 m
rS = 12 m rS = 12 m 2. Il baricentro si trova sotto il punto dappoggio
. . del turacciolo. La posizione di equilibrio stabile.
FD = m g = 9000kg 10N/kg = 90000N
a) FB = FS = FD ( rD/rS)
= 90000N . (6m/12m) = 45000N Paragrafo 7.7
FA = FD - FB = 90000N - 45000N = 45000N 1. Una sfera che pu rotolare su un piano orizzon-
tale; un veicolo che pu muoversi su una superficie
b) FB = FS = FD ( rD/rS) orizzontale; una ruota che pu ruotare attorno a un
= 90000N . (4m/12m) = 30000N asse.
FA = FD - FB = 90000N - 30000N = 60000N 2. Il baricentro di una bicicletta che cade si abbassa,
quello di unauto che si rovescia si alza.
3. Dati: rD = 5cm + 15cm = 20cm 3. No. Langolo in basso a destra del corpo scende.
rS = 5cm
FS = 80N 4. No. Per ribaltarsi il baricentro allinizio dovrebbe
Cercati: FD salire.
FD = FS ( rS/rD) = 80N . 0,25 = 20N 5. Con i pesi cerchiamo lequilibrio. Per trovare
la massa cercata moltiplichiamo la massa dei pesi
4. FD = m . g = 120kg . 10N/kg = 1200N per il quoziente tra il braccio sinistro e quello destro.
Il vantaggio di questa bilancia: bastano dei pesi pi
FB = 1200N . (80cm/80cm) = 1200N piccoli.
FB = 1200N . (160cm/80cm) = 2400N

5. Dati: rD = 1,2 m + 0,4 m = 1,6 m


rS = 0,4 m
FD = 80 N
Cercato: FS
FS = 80N . (1,6m/0,4m) = 320N

6. Con la mano non si riesce a stringerlo bene


perch il momento meccanico pi piccolo.

Paragrafo 7.4
1. Momento meccanico destrorso = rD . FD
= 2,1 m . 45 kg . 10 N/kg = 945 Nm
Momento meccanico sinistrorso = rS . FS
= 0,82 m . 150 kg . 10 N/kg = 1230 Nm
La sbarra non in equilibrio, ruota in senso antiora-
rio.

2. Momento meccanico destrorso =


= 1,5 m . 50 kg . 10 N/kg = 750 Nm
Momento meccanico sinistrorso =
= 0,15 m . 250 kg . 10 N/kg = 375 Nm
La ragazza ce la fa.

Paragrafo 7.5
1. Al centro del mozzo
2. Al centro della Terra
4. La distanza tra baricentro e centro della Luna
uguale a 100 volte la distanza tra baricentro e centro
della Terra rT. Quindi:
rT = 380 000 km / 101 = 3763 km.
Il baricentro dentro la Terra.
106

Tabella 8.1
Pi la velocit di un corpo Pi la velocit angolare di un
elevata, pi quantit di moto corpo grande, pi quantit
contiene. di moto angolare contiene.
N S
Pi la massa di un corpo Pi la massa di un corpo
grande, pi quantit di moto grande, pi quantit di moto N
contiene. angolare contiene. S

La quantit di moto pu La quantit di moto angolare


passare da un corpo a un pu passare da un corpo a un
altro. altro.
La quantit di moto si pu La quantit di moto angolare
distribuire su pi corpi. si pu distribuire su pi
Fig. 8.1. Paragrafo 8.4, esercizi 1 e 2
corpi.
Se un veicolo si muove con Se una ruota non priva di Paragrafo 8.4
attrito in modo da fermarsi attrito e si ferma
1. Vedi Fig. 8.1a. Si gira la manovella. Se lacqua
spontaneamente, la sua spontaneamente, la sua
conduce la quantit di moto angolare il recipiente
quantit di moto defluisce a quantit di moto angolare
pieno dacqua comincer a girare.
terra. defluisce a terra.
La quantit di moto pu La quantit di moto angolare 2. Vedi Fig. 8.1b. Si gira la manovella. Il secondo
assumere valori positivi e pu assumere valori positivi magnete segue la rotazione.
negativi. e negativi.
3. Fig. 8.2. Il ventilatore a sinistra comincia a
La quantit di moto di un Pieghiamo le dita della mano girare.
corpo positiva se il corpo si destra in modo che puntino
muove verso destra, negativa nella direzione della 4. Albero a gomiti, albero a camme, albero di
se si muove verso sinistra. rotazione. Se il pollice punta trasmissione, albero cardanico
nella direzione x positiva la 5. Gli alberi pi spessi sopportano correnti di
quantit di moto angolare quantit di moto angolare pi intense di quelli
positiva, se punta nella sottili.
direzione x negativa la
quantit di moto angolare
negativa. Paragrafo 8.5
8. Quantit di moto angolare e corren- 1. Dallalbero motore, attraverso lelica del venti-
latore, laria, la Terra e il telaio del motore, di nuovo
ti di quantit di moto angolare allalbero motore.
Paragrafo 8.1 2. Mano destra - matita - temperamatite - mano
Vedi tabella 8.1 sinistra - corpo - mano destra

Paragrafo 8.2 Paragrafo 8.6


Se allinizio le ruote girano in senso opposto duran- 1. Vedi Fig. 8.3
te la frenata la persona e lo sgabello restano fermi. 2. Tutti i tipi di motori e turbine. Si riconoscono
Se allinizio le ruote girano nello stesso senso la per- dallalbero motore ruotante che serve ad azionare
sona e lo sgabello cominciano a girare nello stesso qualcosa.
senso delle ruote.

Paragrafo 8.3 motore


1. Nei veicoli: per impedire che la quantit di
moto longitudinale defluisca e per la propulsione;
per la trasmissione di energia con le cinghie di tra-
smissione; nei paranchi; nel cambio.
2. Macchina a vapore, motore dautomobile, mac-
china da cucire, automobilina giocattolo,
giradischi, registratori e videoregistratori.
3. Va in pezzi. (Quando la rotazione veloce, al-
linterno della ruota fluiscono correnti di quantit di
moto molto intense.) Fig. 8.2. Paragrafo 8.4, esercizio 3
107

9. Pressione e trazione
ENERGIA turbina ENERGIA Paragrafo 9.1
idraulica 1. Dati: F = 420 N
A1 = 2 cm2
acqua sotto A2 = 3 cm2
pressione quantit di A3 = 3 cm2
moto angolare
Cercati: p1, p2, p3

ENERGIA ENERGIA 420 N


ruota a p1 = - = - 2,1 MPa
vento 0,0002 m 2
aria in 420 N
movimento quantit di p2 = p3 = - = - 1,4 MPa
moto angolare
0,0003 m 2
2. Dati: m = 12 kg
A = 1,5 cm2
ENERGIA pompa ENERGIA Cercati: p1, p2, p3
idraulica F3 = m . g = 12kg . 10N/kg = 120N
F1 = F2 = F3/2 = 60N
quantit di acqua
moto angolare 120 N
p3 = - = - 800 kPa
0,00015 m 2
ENERGIA ruota di ENERGIA 60 N
ventilatore p1 = p2 = - = - 400 kPa
0,00015 m 2
quantit di 3. Stimiamo l'intensit della corrente di quantit
aria di moto in F = 40 N. Il diametro della puntina
moto angolare
di circa d = 1 mm2.
La sezione
Fig. 8.3. Paragrafo 8.6, esercizio 1
2
d
3. Trapano, sega circolare, macinacaff, cesoie. Si
riconoscono dallalbero che permette di azionarle.
A = ( )2
0,8 mm2 = 0,000 000 8 m2

4. Dalla manovella. e cos otteniamo

40 N
p = = 50 MPa = 500 bar
0,000 000 8 m 2
Se la sezione della punta diventa 10 volte pi picco-
la, si ottiene una pressione di 500 MPa = 5000 bar.

4. Dalla massa del martello m = 1 kg e dalla sua


velocit stimata v = 2 m/s, si ottiene una quantit
di moto p = 1kg . 2m/s = 2Hy. Stimiamo che il tra-
sferimento di quantit di moto duri 0,01 s. Con F =
p/t si ottiene

2 Hy
F = = 200 N
0,01 s
Se la punta del chiodo ha una sezione di 0,1 mm2 =
0,000 000 1 m2, la pressione :

200 N
p = = 2000 MPa = 20 kbar
0,000 000 1 m 2
108

Paragrafo 9.2 Paragrafo 9.7

1. Stoffe, tessuti 1. Dati: Hg = 13 550 kg/m3


Fe = 7900 kg/m3
2. Cemento, rocce ma anche sabbia e ghiaia V = 5 cm3
Cercati: mFe - mHg , FA
3. Legno, certi tessuti, mica, grafite
mFe = Fe .V = 7900kg/m3 . 0,000005 m3
= 0,0395kg = 39,5g
Paragrafo 9.5
mHg = Hg .V = 13550kg/m3 . 0,000005 m3
1. Dati: h=4m = 0,06775kg = 67,75g
= 1000 kg/m3
Cercati: pG, p mFe - mHg = 39,5g - 67,75g = - 28,25g
pG = . g . h = 1000kg/m3 . 10N/kg . 4m Il pezzo di ferro sembra pi leggero di 67,75 g, sem-
= 40000Pa = 0,4bar bra avere una massa negativa. Quindi, invece di af-
p = pG + 1bar = 1,4bar fondare risale in superficie.
2. Dati: h = 11 000 m FA = mHg . g = 0,06775kg . 10N/kg = 0,6775N
= 1000 kg/m3
Cercato: pG 2. Dati: m = 150 000 kg
granito = 2600 kg/m3
pG = 1000kg/m3 . 10N/kg . 11000m Cercati: macqua , FA
= 110000000Pa = 1100bar Prima calcoliamo il volume del blocco di granito:
3. Dati: h1 = 0,5 m m 150 000 kg
h2 = 0,3 m V= = = 57,7 m 3
2600 kg/m 3
1 = 1000 kg/m3
2 = 13 550 kg/m3 La massa dellacqua spostata
Cercato: pG macqua = acqua .V
pG = pG,1 + pG,2 = 1000kg/m3 . 10N/kg . 0,5m
= 1000kg/m3 . 57,7 m3 =57700kg
+ 13550kg/m3 . 10N/kg . 0,3m
= 5000Pa + 40650Pa = 45650Pa Il blocco di granito sembra pi leggero di 57,7 t.
Paragrafo 9.6 FA = macqua . g

1. Scorre acqua dal recipiente a sinistra a quello a = 57700kg . 10N/kg = 577000N


destra fino a quando i livelli sono uguali.
3. Dati: msasso - macqua = 1,4 kg
2. Allaltezza del tubo di collegamento le pressioni sasso = 2400 kg/m3
gravitazionali dellalcol e dellacqua devono essere Cercato: msasso
uguali:
pG,alcol = pG,acqua Calcoliamo il volume del sasso:
msasso - macqua = sasso . V - acqua . V
La pressione gravitazionale dellalcol :
pG,alcol = 790kg/m3 . 10N/kg . 0,3m= 2370Pa = ( sasso - acqua ) . V
m sasso - m acqua 1, 4 m 3
Quindi anche pG,acqua = 2370 Pa. V= = = 0, 001 m 3
Da sasso - acqua 2400 - 1000
pG,acqua = acqua . g . hacqua
msasso = sasso .V
segue: = 2400kg/m3 . 0,001 m3= 2,4kg
p G, acqua 2370 m 4. Una volta riemerso, il legno sposta meno acqua
h acqua = = = 0, 23m
acqua . g 1000 .10 di prima, la spinta verso lalto diminuisce. Continua
a salire finch la spinta diventa 0 N.
5. 1500 t
La differenza di altezza halcol - hacqua = 7 cm.
6. Nellacqua di mare la nave emerge un po di
pi.
109

Paragrafo 9.8 10. Entropia e correnti di entropia


1. Un po di acqua entra e comprime laria. In Paragrafo 10.1
questo modo la pressione dellaria sale fino a
quando laumento uguaglia la pressione gravita- 1. C' pi entropia nel locale A visto che i valori di
zionale sulla superficie dellacqua allinterno del temperatura e massa dell'aria sono superiori che per
bicchiere. il locale B.
2. Se lacqua non salisse con il bicchiere, sopra la 2. In ogni tazza viene versato 1/6 del caff, nella
sua superficie si creerebbe uno spazio a una pressio- caffettiera ne restano i 3/6. Quindi ogni tazza contie-
ne di 0 bar. Visto che allesterno la pressione 1 bar, ne una quantit di entropia di
lacqua sarebbe immediatamente spinta in questo Stazza = 3900/6 Ct = 650 Ct
spazio.
e la caffettiera
3. Se ci spostiamo nellacqua dal basso verso lalto,
la pressione gravitazionale diminuisce. In superfi- Scaffettiera = 3900/2 Ct= 1950 Ct.
cie la pressione gravitazionale 0 bar. Se saliamo
ancora, la pressione gravitazionale diventa negati-
va. Per il punto A si ottiene: Paragrafo 10.2
pG,A = - acqua . g . 1m 1. (a) Perch la temperatura della piastra pi al-
ta di quella della pentola. (b) Perch la temperatura
= - 1000kg/m3 . 10N/kg . 1m = - 10000Pa del sottopentola pi bassa di quella della pentola.
(c) In un primo momento la temperatura del tavolo
Ovviamente la pressione totale resta positiva pi alta di quella della bottiglia. Quindi fluisce en-
patm + pG,A = 100 000 Pa - 10 000 Pa = 90 000 Pa tropia dal tavolo alla bottiglia e la temperatura del
tavolo diminuisce.
In B anche la pressione gravitazionale di nuovo
positiva. La distanza dalla superficie 1 m. 2. Fluisce entropia dal blocco grande a quello pic-
colo. La temperatura finale pi vicina a 120 C.
pG,B = acqua . g . 1m 3. (a) No. (b) Fluisce entropia dal blocco piccolo
a quello grande. La temperatura del blocco piccolo
= 1000kg/m3 . 10N/kg . 1m = 10000Pa diminuisce e quella del blocco grande aumenta fino
In questo caso la pressione totale diventa a quando sono uguali. (c) Il blocco grande perch ha
una massa maggiore.
patm + pG,B = 100 000 Pa + 10 000 Pa = 110 000
Pa.
Se apriamo il rubinetto lacqua esce perch la pres- Paragrafo 10.3
sione allesterno di soli 100 000 Pa. 2. La pompa di calore estrae entropia dall'interno
del frigorifero e dalla porta aperta ne entra altrettan-
Paragrafo 9.9 ta. (L'analoga situazione elettrica un corto circui-
to.)
1. Dati: p = 150 bar = 15 000 000 Pa
A = 5 cm2 = 0,000 5 m2
v = 20 cm/s = 0,2 m/s Paragrafo 10.4
Cercati: P, F
1. 273,15K; 298,15K; 373,15K; 90,15K;
F = A . p = 0,0005 m2 . 15000000Pa = 7500N 77,35K; 4,25K; 0K.
P = v . F = 0,2m/s . 7500N = 1500W
2. 259,2C; 252,8C; 218,8C; 210C.
3. S 500 Ct
2. Dati: p = 80 bar = 8 000 000 Pa
d=1m
P = 12 MJ Paragrafo 10.5
Cercato: v
1. Nella lampada entra luce provieniente dagli og-
A = (d/2)2 = 0,785 m2 getti circostanti. Poco a poco la batteria si riempie.
P=v.A.p 2. Nello scappamento entrano vapore acqueo e
anidride carbonica. Il radiatore raffredda l'aria che
P 12 000 000 J lo attraversa e riscalda l'acqua di raffreddamento.
v = = = 1,9 m/s
A . p 0,758 m2 . 8 000 000 Pa Dal motore esce una miscela di aria e benzina che
vengono separate nel carbutore. Dal filtro dell'aria
esce aria fresca, la pompa della benzina riempie po-
co a poco il serbatoio di benzina.
110

3. Aria calda entra in contatto con i freni. I freni 11. Entropia e energia
si raffreddano e la bicicletta si muove pi veloce-
mente, per la precisione all'indietro. Paragrafo 11.1
1. Vedi figura 11.1
Paragrafo 10.7 2. L'entropia viene prodotta nell'impatto dei cubet-
ti con il suolo. L'energia proviene dal campo gravi-
1. (a) Le pareti devono essere spesse. (b) La su- tazionale.
perficie totale delle pareti esterne deve essere pic-
cola. (c) Le pareti devono essere fatte di un materi-
ale con una grande resistenza termica. Paragrafo 11.2
1. Dati: T = (273 + 20)K = 293 K
2. (a) Il materiale di cui fatto il calorifero sot-
tile. (b) La superficie (cio la sezione del condutto- IS = 35 Ct/s
re di calore) grande. (c) Il materiale un buon Cercato: P
conduttore termico. P = T IS = 293 K . 35 Ct/s = 10 255 W 10 kW
.
Altri apparecchi che sfruttano una buona
conducibilit termica: il radiatore di un'automobi- 2. Dati: T = (273 + 90)K = 363 K
le, la testa del cilindro di motori a scoppio raffred- IS = 60 Ct/s
dati ad'aria, lo scambiatore di calore sul retro di un Cercato: P
frigorifero.
P = T . IS = 363 K . 60 Ct/s = 21 780 W 22 kW

Paragrafo 10.8 3. Dati: T = (273 + 300)K = 573 K


P = 1000 W
1. Attraverso le pareti, le finestre e le porte chiu-
se perdite per conduzione; attraverso le fessure at- Cercato : IS
torno a porte e finestre perdite per convezione. P = T . IS IS = P/T = 1000 W/573 K = 1,7 Ct/s
2. Per convezione dalla fiamma di combustione
della benzina alle pareti interne del cilindro; da l, 4. Dati: TA TB = 10 K
per conduzione ai tubi dell'acqua di raffreddamen- IS = 500 Ct/s
to; con l'acqua di raffreddamento, per convezione Cercato: P
dal motore al radiatore; per conduzione dalla pare- P = (TA TB) . IS = 10 K . 500 Ct/s = 5000 W
te interna dei tubi del radiatore all'esterno; da l in
avanti convettivamente con l'aria.
5. (a) Dati: TA -TB = 25 K
3. Con l'acqua di raffreddamento del motore, l'en- IS = 30 Ct/s
tropia giunge a una specie di radiatore. L passa
all'aria che viene soffiata nell'abitacolo. Cercato: P
P = (TA TB) . IS = 25 K . 30 Ct/s = 750 W

(b) Dati: T = (273 + 25)K = 298 K


IS = 30 Ct/s
Cercato: P
P = T . IS = 298 K . 30 Ct/s = 8940 W

faccia
ENERGIA ENERGIA
inferiore
della
quantit di cassa entropia
moto

Fig. 11.1. Paragrafo 11.1, esercizio 1


111

Paragrafo 11.3 Paragrafo 11.6


1. Dati: P = 20 kW
1. Dati: Pentrata = 20 kW
T1 = (273 - 5)K = 268 K Puscita = 18 kW
T2 = (273 + 20)K = 293 K Cercato: V
Cercati: IS2, IS1, IS prodotta PV = (20 - 18) kW = 2 kW
.
P = T IS IS = P/T V = (PV /Pentrata ) . 100 %
(a) IS2 = P/ T2 = 20 kW/293 K = 68,3 Ct/s = (2 kW/20 kW) . 100 % = 10 %
(b) IS1 = P/ T1 = 20 kW/268 K = 74,6 Ct/s
(c) IS prodotta = IS1 - IS2 = (74,6 - 68,3) Ct/s 2. Dati: V = 40 %
= 6,3 Ct/s Pentrata = 10 W
T = 300 K
2. Dati: P = 1000 W Cercati: Puscita , IS prodotta
T1 = 373 K
.
V = (PV /Pentrata ) 100 %
T2 = 1000 K PV = (V/100 %) . Pentrata
Cercati: IS2, IS1, IS1 - IS2
P = T . IS IS = P/T = (40/100) . 10 W = 4 W
Puscita = Pentrata - PV = 10 W - 4 W = 6 W
(a) IS2 = P/ T2 = 1000 W/1000 K = 1 Ct/s IS prodotta = PV /T = 4 W/300 K = 0,013 Ct/s
(b) IS1 = P/ T1 = 1000 W/373 K = 2,7 Ct/s
(c) IS1 - IS2 = 1,7 Ct/s 3. Dati: V=8%
Puscita = 46 kW
Paragrafo 11.5 T = 300 K
Cercati: Pentrata , PV, IS prodotta
1. Dati: A = 150 C 46 kW corrispondono al 92 % di Pentrata .
B = 50 C Pentrata /Puscita = Pentrata /46 kW = 100 %/92 %
IS = 100 Ct/s Pentrata = 46 kW . (100/92) = 50 kW
Cercato: P PV = Pentrata Puscita = (50 46) kW = 4 kW
TA -TB = 100 K IS prodotta = PV /T
P=(TA TB) . IS= 100 K. 100 Ct/s = 10 kW = 4000 W/300 K = 13,3 Ct/s

Paragrafo 11.7
2. Dati: P = 1000 MW
TA = 750 K 1. Dati: Figg. 11.20(a) e (c)
TB = 310 K S = 80 Ct
Cercati: IS, P1 Cercati: T Cu , T Al
TA -TB = 750 K - 310 K = 440 K Dai grafici leggiamo:
P=(TA TB) . IS IS=P/(TA TB) T Cu = 70 K e T Al = 27 K
Il rame si riscalda di pi.
IS =1000MW/440K = 2,27 MCt/s T Cu / T Al = 70 K/27 K 2,6
PB =TB . IS = 310 K. 2,27 MCt/s = 704 MW
2. Dati: Fig. 11.20 (e)
3. Si potrebbe far funzionare un motore termico:
1 = 20 C
2 = 100 C
- tra l'acqua di un freddo lago di montagna e l'ac- m = 100 kg
qua pi calda di un lago nella valle; Cercato: S
Leggiamo dal grafico:
- tra l'acqua del mare all'equatore e l'acqua del S = 1030 Ct per 1 kg
mare al Polo Nord; da cui segue
S = 103 000 Ct = 103 kCt per 100 kg
- tra un iceberg trascinato con delle navi fino
all'equatore e la tiepida acqua del mare; Paragrafo 11.8
- tra la Terra e lo spazio (che ha una temperatura 1. Dati: m = 0,5 kg
di 2,7 K); P = 500W = 500 J/s
1 = 25 C
- tra un vulcano e l'acqua del mare; 2 = 100 C
- tra l'acqua alla superficie del mare e l'acqua pi Cercato: t
E = cm T
fredda alle grandi profondit.
112

P = E/t t = E/P 12. Transizioni di fase


t = c m T /P
= 4180 J/(kg . K) . 0,5 kg . 75 K/500 (J/s) Paragrafo 12.1
= 313,5 s 5 min
1. Dalla Fig. 12.3 leggiamo:
2. Dati: Intensit della doccia = 0,1 kg/s A 100C sono contenuti
t = 5 min = 300 s - 4600Ct in 1kg di acqua liquida;
1 = 15 C - 10700Ct in 1kg di acqua gassosa.
2 = 45 C f = 10700/4600 2,3
Cercato: E L'acqua gassosa contiene 2,3 volte pi entropia del-
l'acqua liquida.
m = 0,1kg/s . 300 s = 30 kg
E = cm T 2. Dati: m = 10kg
= 4180 J/(kg . K) . 30 kg . 30 K = 3,76 MJ = 90 C
Dalla Fig. 11.20 (e) leggiamo che ci vogliono circa
115 Ct per portare 1 kg d'acqua da 90 C a 100 C.
Per far evaporare 1 kg d'acqua ci vogliono 6000 Ct.
Cercato: S
S = Sriscaldare + Sevaporare
Sriscaldare = 115 . 10 Ct = 1150 Ct
Sevaporare = 10 . 6000 Ct = 60 000 Ct
S = (1150 + 60 000) Ct = 61 150 Ct
3. Dato: Sfondere = 6000Ct
Cercato: m
Per fondere 1 kg di ghiaccio ci vogliono 1200 Ct.
Con 6000 Ct possiamo fondere
(6000/1200)kg = 5kg di ghiaccio.

4. Dati: Variazione di temperatura da


20C a 0C
massa della limonata = 0,25kg
Cercato: massa del ghiaccio fuso

Per raffreddare 1 kg d'acqua da 20 C a 0 C, dobbia-


mo toglierle 280 Ct (vedi Fig. 11.20(e) nel testo per
studenti). Per raffreddare 0,25 kg d'acqua da 20 C a
0 C dobbiamo toglierle (280/4) Ct = 70 Ct. Questi
70 Ct servono a fondere il ghiaccio. Ci vogliono
1200 Ct per fondere 1 kg di ghiaccio. Con 70 Ct pos-
siamo fondere 1kg . (70/1200) = 58,3g.

5. Dati: Variazione di temperatura da


15C a 60C
massa del latte = 0,2kg
Cercato: massa del vapore

Leggiamo dalla Fig. 11.20(e) che ci vogliono circa


620 Ct per portare 1 kg d'acqua da 15 C a 60 C. Per
0,2 kg ci vogliono 620.0,2Ct = 124Ct. Conden-
sando, 1 kg di vapore cede 6000 Ct. Quindi, ne ab-
biamo bisogno circa
1kg.(124/6000) 20g.
113

13. I gas 2. In un motore diesel la miscela aria - carburante


viene compressa maggiormente. In questo modo,
Paragrafo 13.1 secondo (2a), la temperatura assume un valore cos
1. La gomma riesce ad assorbire le irregolarit del alto che la miscela prende fuoco.
fondo stradale in quanto viene compressa da queste 3. Quando il pistone spinto fino in fondo il ci-
irregolarit - ad esempio un sassolino. Visto che lindro ancora pieno di vapore ad alta pressione. A-
l'acqua incomprimibile, una gomma piena d'acqua prendo lo scarico questo vapore viene liberato, spre-
non riuscirebbe ad assorbire le irregolarit del fon- cando la molta energia che potrebbe ancora cedere.
do stradale.
2. L'aria nella mongolfiera si espande a pressione
costante. In questo modo la sua densit diminuisce. Paragrafo 13.5
(Una parte dell'aria fuoriesce). Cos la densit del- 1. Riscaldiamo acqua in una pentola. L'entropia
l'aria nella mongolfiera inferiore a quella dell'aria fornita sul fondo della pentola e viene nuovamente
circostante. L'aria nella mongolfiera e la mongolfie- ceduta attraverso le pareti e dalla superficie dell'ac-
ra salgono. qua, dove viene utilizzata per l'evaporazione.
2. I gas della fiamma, a causa della loro tempera-
Paragrafo 13.2 tura elevata, hanno una densit inferiore all'aria cir-
costante. Quindi scorrono verso l'alto, trascinando
1. (a) Si vedono delle bollicine. Dalla bottiglia e- naturalmente anche le particelle solide che si trova-
sce aria. Inizialmente l'aria raffreddata era a pressio- no nella fiamma.
ne normale. Dopo averla chiusa le viene fornita ent-
ropia a V = cost. Secondo (2a) la pressione aumenta.
La pressione nella bottiglia diventa quindi maggio-
re della pressione circostante. Aprendo la bottiglia
esce dell'aria in modo da equilibrare la pressione.
(b) Nella bottiglia entra acqua. L'aria riscaldata era a
pressione normale. Mentre chiusa, cio a V = cost,
le viene tolta entropia. Secondo (2b) la pressione di-
minuisce e diventa pi bassa della pressione circo-
stante. Aprendo la bottiglia l'acqua viene premuta
verso l'interno in modo da equilibrare la pressione.
2. La temperatura aumenta in entrambi i gas. Nel
gas a V = cost. l'aumento di temperatura mag-
giore. Il processo con p = cost. pu essere suddi-
viso in due tappe. Dapprima forniamo entropia al
gas a V = cost In questo modo aumentano pressione
e temperatura. Questo esattamente il processo al
quale sottoponiamo l'altro gas. Poi lasciamo espan-
dere il gas fino a quando la pressione tornata al va-
lore iniziale. Secondo (3b) la temperatura diminui-
sce.
3. Secondo (2a), fornendo entropia a V = cost. la
temperatura aumenta. Secondo (3b), se a S = cost.
il volume aumenta, la temperatura diminuisce.
Quindi, apporto di entropia e aumento del volume
hanno effetti opposti sulla temperatura. Se l'aumen-
to di volume sufficiente, "vince" sull'apporto di
entropia e la temperatura diminuisce.

Paragrafo 13.3
1. Consideriamo la Fig. 13.10. Durante l'espan-
sione il pistone si sposterebbe pochissimo. Di con-
seguenza non cederebbe energia. Inoltre, durante
l'espansione la temperatura del liquido non diminu-
irebbe. Dopo la fase di espansione, con l'entropia
defluirebbe anche quasi tutta l'energia che prima
con lei era affluita.
114

14. La luce 15. Dati e portatori di dati


Paragrafo 14.3 Paragrafo 15.1
a) La temperatura tra TA e TB. 1. Antenna ricevente - (elettricit) - televisore; pia-
noforte - (suono) - orecchio; antenna emittente -
b) Una corrente di energia scorre da A a B e una da B (onde elettromagnetiche) - antenna ricevente.
a A. Quella da A a B pi intensa di quella da B a A.
Una corrente di energia scorre da A a C e una da C a 2. Altoparlante, sirena, strumento musicale.
A. Quella da A a C pi intensa di quella da C a A.
Una corrente di energia scorre da C a B e una da B a 3. Fotodiodo, videocamera, macchina fotografica.
C. Quella da C a B pi intensa di quella da B a C. 4. Raggi infrarossi = onde elettromagnetiche.
5. Elettricit - luce; onde elettromagnetiche - suo-
Paragrafo 14.6 no.
Si tratta del paracadute che viene aperto. Cos come 6. Antenna emittente, microfono.
l'intensit della corrente di quantit di moto che de- 7. (Elettricit) - tabellone luminoso allo stadio -
fluisce dal paracadute dipende dalla velocit del pa- (luce) - radiocronista - (suono) - microfono - (elet-
racadute, l'intensit della corrente di entropia che tricit) - antenna emittente - (onde elettromagneti-
defluisce dalla Terra dipende dalla temperatura del- che) - apparecchio radio - (suono).
la Terra.
Il valore assunto dalla velocit del paracadute, fa s
che la quantit di moto del paracadute, e quindi la Paragrafo 15.3
sua velocit, non cambino pi. 1. 5000 4096 = 212. Un codice di avviamento
Il valore assunto dalla temperatura della Terra, fa s postale porta circa 12 bit.
che l'entropia della Terra, e quindi la sua temperatu- 2. Un po' pi di 13 bit.
ra, non cambino pi.
3. Quasi 11 bit.
Entrambi i processi sono degli equilibri dinamici.
4. 25 = 32 segni.
5. L'albero si ramifica in 27 terminazioni, fig. 15.1.
Visto che 24 = 16 < 27 < 32 = 25, con tre segni si
ricevono tra 4 e 5 bit.
6. Un segno della sorgente B porta 1 bit in pi di
un segno della sorgente A.
7. Per identificare la carta, il mago ha bisogno di
4 bit. Ogni volta che uno spettatore indica uno dei
quattro mazzetti il mago riceve 2 bit. Quando rimet-
te assieme i quattro mazzetti il mago fa in modo che
quello indicato dallo spettatore sia il secondo con-
tando dall'alto verso il basso. Dopo la prima indica-
zione, la carta cercata la quinta, sesta, settima od
ottava, dopo la seconda indicazione al sesto posto
partendo dall'alto.

Fig. 15.1. Paragrafo 15.3, esercizio 5


115

Paragrafo 15.4 16. Elettricit e correnti elettriche


1. 180 battute al minuto = 3 segni al secondo; Paragrafo 16.3
IH = 3 7 bit/s = 21 bit/s. 1. I = 0,8 A. La corrente defluisce dal nodo.
2. IH = H/t 2. I = 50 A. La corrente affluisce al nodo.
t = H/IH = (40 70 7) bit/(2400 bit/s) 8 s. 3. Complessivamente le correnti in P e Q devono
avere un'intensit di 3 A e scorrere verso destra.
4. Vedi fig. 16.1.
Paragrafo 15.5
5. Tutti gli amperometri indicano 1,6 A.
2. Quantit di dati di un dischetto = 4 bit; quantit
di dati di un'immagine = 60 80 4 bit = 19 200 bit. 6. L'intensit della corrente in P 11 A. Vedi fig.
16.2.
3. 18 20 bit = 360 bit.

Paragrafo 16.5
1. 1 = 4,5V, 2 = 0V 3 = 4,5V.
2. 1 = 0V, 2 = 12V 3 = 0V.
3. U1 = 18V, U2 = 9V, U3 = 9V.
4. Vedi fig. 16.3.
5. Circuiti in aeroplani, razzi, satelliti, automobili,
biciclette.

Paragrafo 16.7
1. I valori del potenziale sono 0 V, 5 V e 9 V.
2. Lampadina di sinistra: I = 1,6 A; lampadina di
destra: I = 0 A.
3. A = 20V, D = 40V, Ubatteria = 60V. Con
l'interruttore aperto: A = B = C = D = 0V.
4. (a) P = 12V, UL1 = 12V, UL2 = 0V.
(b) P = 6V, UL1 = 6V, UL2 = 6V.
La corrente attraverso la lampadina L1 pi intensa
quando l'interruttore chiuso, visto che la tensione
su L1 maggiore.
La corrente attraverso la lampadina L2 pi intensa
quando l'interruttore aperto. Con l'interruttore
chiuso l'intensit della corrente 0 A.
5. (a) 1 = 0V, 2 = 150V, 3 = 4 = 75V.
(b) 1 = 4 = 0V, 2 = 3 = 150V.
Quando l'interruttore aperto, solo la lampadina di
destra accesa.
6. (a)1 = 0V,2 =3 = 9V, 4 = 18V, 5=9V.
(b)1 = 0V, 2 = 9V, 3 = 3V, 4 = 6V,
5=3V.

Paragrafo 16.8
1. Dati: U = 20V
I = 4mA
Cercato: R

R = U/I = 20V/4mA = 5000 = 5 k.


116

R1 = U1 /I = 10V/5A = 2.
U2 = U - U1 = 25V.
R2 = U2 /I = 25V/5A = 5.

5. Dati: U = 12V
R1 = R2 = R3 = 100
Cercati: U1, U2, U3, I1, I2, I3, I

U3 = 12V, U1 = U2 = 6V.
I1 = I2 = 6V/100 = 0,06 A.
I3 = 12V/100 = 0,12 A.
I = I1 + I3 = 0,18A.

Fig. 16.1. Paragrafo 16.3, esercizio 4 6. Sinistra: resistore da 200 k


Centro: diodo
Destra: resistore da 5

7. La resistenza di 50 . Collegando in paralle-


P A lo n resistenze dello stesso valore la resistenza to-
tale 1/n del valore delle singole resistenze.

A
8. La resistenza di 200 . Collegando in serie n
M resistenze dello stesso valore la resistenza totale n
volte il valore delle singole resistenze.

A Paragrafo 16.11
1. L'asciugacapelli ancora umido. L'acqua po-
Fig. 16.2. Paragrafo 16.3, esercizio 6 trebbe creare un collegamento tra la mano che regge
l'asciugacapelli una parte che si trova a potenziale
elevato.
2. Se il conduttore rovinato il polo che si trova
sempre a 0 V non succede niente. Se l'altro polo c'
un cortocircuito.
V
V
M

Fig. 16.3. Paragrafo 16.5, esercizio 4

2. Dati: R = 2k
U = 120V
Cercato: I

I = U/R = 120V/2k = 60mA.

3. Dati: R = 1M
I = 0,1mA
Cercato: U

U = R I = 1M 0,1mA = 100V.

4. Dati: U = 35V
I = 5A
U1 = 10V
Cercati: R1, U2, R2
117

17. Elettricit ed energia 9. Dati: U = 80V


R = 2k
Paragrafo 17.1 Cercati: I, P
1. Dati: U = 12V
I = 3,75A I = U/R = 80V/2k = 40mA
Cercato: P P = U I = 80V 40mA = 3,2W
P = U I = 12V 3,75A = 45W 10. Dati: R = 2
IR = 10A
2. Dati: U = 12V PL = 100W
P = 21W Cercati: U, IL, I
Cercato: I
U = R IR = 2 10A = 20V
P = U I I = P/U = 21W/12V= 1,75A IL = PL /U = 100W/20V= 5A
I = IR + IL = 10A + 5A = 15A
3. Dati: I = 2,4A
U1 = 2 V
U2 = 6 V Paragrafo 17.2
Cercati: Ptotale, P1, P2
1. Dati: US = 200V
Ptotale = (2V+6V) 2,4A = 19,2W RC = 2 0,5 = 1
P1 = 2V 2,4A = 4,8W I = 8A
P2 = 6V 2,4A = 14,4W Cercati: PS , PC , PM
4. Dati: U = 12V
I1 = 2A PS = US I = 200V 8A = 1600W
I2 = 3A UC = RC I = 1 8A = 8V
Cercati: Ptotale, P1, P2 PC = UC I = 8V 8A = 64W
PM = PS - PC = 1600W - 64W = 1536W
Ptotale = 12V (2A+3A) = 60W
P1 = 12V 2A = 24W 2. Dati: I, Ulampadina, Rconduttore
P2 = 12V 3A = 36W Cercati: Uconduttore, Ualimentatore, Pconduttore

5. Dati: U1 = 12 V (a)Uconduttore = Rconduttore I = 1 5A = 5V


U2 = 9 V Ualimentatore = 12V+ 2 5V = 22V
I = 1,5A Pconduttore = Uconduttore I = 10V 5A = 50W
Cercati: Pmotore, P1, P2 (b)Uconduttore = 1 2,5A = 2,5V
Ualimentatore = 24V+2 2,5V = 29V
Umotore = U1 + U2 = 21 V Pconduttore = Uconduttore I =5V 2,5A = 12,5W
Pmotore = 21V 1,5A = 31,5W
P1 = 12V 1,5A = 18W Pi alta la tensione utilizzata nel trasporto di ener-
P2 = 9V 1,5A = 13,5W gia, minore sar la perdita nel conduttore.

6. UAB = 3V
La pila pi in alto si svuota a un ritmo doppio rispet-
to alle altre due.
Sorgente totale:
P = 3V 10mA = 30mW
Pila pi in alto:
P = 1,5V 10mA = 15mW
Ognuna della altre due pile:
P = 1,5V 5mA = 7,5mW

7. Dati: I = 60mA
E = 20kJ
Cercati: P, t

U = 3 1,5V = 4,5V
P = U I = 4,5V 60mA = 0,27W
t = E/P = 3 20kJ/0,27W 222 000 s
62h
118

18. Il campo magnetico Paragrafo 18.11


Paragrafo 18.1 1. Il motore non si mette in moto da solo e pu
ruotare solo a una determinata frequenza: circa 50
Si prende un terzo magnete e lo avvicina ai poli degli giri al secondo.
altri due, uno alla volta. In questo modo ci si rende
conto che il comportamento dei due magneti del 2. I magneti fissi sono degli elettromagneti. Il col-
tutto identico. legamento alla sorgente di energia fisso, vale a di-
re che la polarit non viene continuamente invertita.
Paragrafo 18.3 Il rotore uguale a quello in fig. 18.46.
1. Vedi fig. 18.1
2. Vedi fig. 18.2a
3. Vedi fig. 18.2b Paragrafo 18.12
4. Vedi fig. 18.3
1. A causa del campo magnetico terrestre nei pezzi
5. Rompere l'anello. Se nei punti di rottura ci so- di ferro si formano dei poli. Di conseguenza il cam-
no dei poli, l'anello era magnetizzato. po magnetico terrestre viene modificato.
Paragrafo 18.6 2. Gli aghi si dispongono paralleli l'uno all'altro.
Vedi fig. 18.4 La direzione nella quale puntano non pi necessa-
Paragrafo 18.7 riamente nord-sud.
Vedi fig. 18.5
Paragrafo 18.9 Paragrafo 18.13
1. Avvolgere due fili per formare una bobina. Colle- 1. I magneti devono essere mossi pi in fretta
gare tra loro una delle estremit dei fili e collegare le possibile; i magneti devono essere pi intensi possi-
altre estremit alla sorgente di energia, in modo che bile (con la maggior carica magnetica possibile); la
la corrente scorra nei fili in direzioni opposte. L'ef- bobina deve avere il maggior numero di avvolgi-
fetto di uno dei fili viene annullato dall'effetto del- menti possibile
l'altro.
2. Un breve impulso di tensione seguito da un
2. Il campo genera attrazione tra due avvolgimen- breve impulso di tensione del segno opposto.
ti consecutivi e spinge verso l'esterno le varie parti
di un singolo avvolgimento.
Paragrafo 18.10
1. Lo scambio di un trenino elettrico, lo scambio
delle rotaie del tram, il magnete della gru di un depo- a b
sito di rottami.
2. Come un normale campanello a corrente conti-
nua, ma senza l'interruttore di corrente.
3. Il magnete permanente tenderebbe a ruotare in
avanti e indietro molto rapidamente, ma ha troppa
inerzia per poterlo fare. Sostituendo il magnete per-
manente con un pezzo di ferro dolce si ottiene un
amperometro a corrente alternata.

Fig. 18.2. Paragrafo 18.3, esercizi 2 e 3

Fig. 18.1. Paragrafo 18.3, esercizio 1 Fig. 18.3. Paragrafo 18.3, esercizio 4
119

3. Dati: n1 = 1000
linee di magnetizzazione n2 = 10 000
U1 = 220V
linee di I1 = 0,1 A
S campo Cercati: U2, I2
N
U2 = (n2 /n1) U1
S () N (+)
= (10 000/1000) . 220 V = 2200 V

I2 = U1 I1 /U2
= 220 V . 0,1 A/2200 V = 0,01 A = 10 mA
linee di magnetizzazione

Fig. 18.4. Paragrafo 18.6 4. I conduttori in entrata devono essere molto spessi
affinch sopportino una corrente di 10 000 A senza
surriscaldarsi. I conduttori in uscita devono essere
a b ben isolati per sopportare una tensione di 10 000 V
senza produrre scintille. pi conveniente usare
conduttori ben isolati (pali dell'alta tensione) piutto-
sto che conduttori molto spessi.

Fig. 18.5. Paragrafo 18.7

Paragrafo 18.15

1. Dati: numero di avvolgimenti:1000, 5000


U1 = 220V
Cercato: U2
U1 /U2 = n1 /n2 U2 = (n2 /n1) U1

Con n2 /n1 = 5000/1000 = 5


si ottiene U2 = 1100V.
Con n2 /n1 = 1000/5000 = 0,2
si ottiene U2 = 44V.

2. Dati: U1 = 220V
U2 = 11V
I2 = 2 A
Cercati: n1 / n2
I1

n1 /n2 = U1 /U2 = 220 V/11 V = 20

Il numero di avvolgimenti della bobina secondaria


un ventesimo degli avvolgimenti della bobina pri-
maria.

U1 I1 = U2 I2 I1 = U2 I2 /U1
= 11 V. 2 A/220 V = 0,1 A
120

19. Elettrostatica 20. La tecnica dei dati


Paragrafo 19.2 Paragrafo 20.1
1. La corrente elettrica scorre verso destra. La sua 1. Giradischi - altoparlante; telecamera - antenna
intensit 0,5 A + 0,3 A = 0,8 A emittente; microfono - orecchio; conversazione te-
lefonica.
2. 2 C/(1,6 10-19 C) = 1,25 . 1019
2. Quando ripete a voce alta qualcosa che gli
stato bisbigliato.
Paragrafo 19.4
1. Durante il contatto, da B ad A fluisce portatore Paragrafo 20.2
di carica negativa, cosicch la carica netta di B ne-
gativa. Ora entrambe le sfere sono caricate positiva- 1. Perch dal numero che appare sullo schermo
mente e il campo le respinge. non si pu risalire in modo univoco al numero im-
messo; per esempio 9 = 32 e 9 = (-3)2.
2. Si osservano attrazione e repulsione anche quan-
do gli oggetti carichi non sono di un materiale ma- 2. No, perch dal valore di x3 si pu risalire al va-
gnetizzabile, per esempio di alluminio. lore di x.
3. Durante il contatto con B, la sfera A si carica
con elettricit di B. Di conseguenza A viene respinta
da B ed entra in contatto con la sfera C. Qui A si sca- Paragrafo 20.3
rica e poi si carica con elettricit di C, dopo di che 1. La prima domanda potrebbe essere: " un nu-
viene spinta nuovamente verso B. Quindi la sfera A mero pari?", oppure " un numero minore di quat-
oscilla tra B e C. tro?". Con la risposta alla domanda " il sei?" Lilly
riceve meno di 1 bit in quanto la risposta "no" pi
probabile della risposta "s".
Paragrafo 19.6
2. Il numero minimo di domande s/no 5, visto
1. Dati: I = 0,002 A che la persona che pone le domande in totale riceve
U = 240 V 5 bit.
t = 120 s
Cercati: Q, C 3. Poniamo che A possa scegliere tra 30 000 pa-
Q = I . t = 2 mA.120 s = 240 mC role diverse (ordine di grandezza dei sostantivi in un
C = Q/U = 240 mC/240 V = 1 mF vocabolario). Visto che 30 000 215, applicando
la strategia migliore B dovr porre 15 domande s/
2. Dati: C = 0,000 08 U = 150 V no. Affinch siano equiprobabili, B non dovr co-
Cercato: Q minciare con domande del tipo: "la parola penna-
rello?", ma per esempio con: " qualcosa di vivo?",
Q = C . U = 0,000 08 F . 150 V = 0,009 C oppure: " qualcosa che in questo momento posso
vedere?".
Paragrafo 19.7

1. Dati: U = 20 000 V
I = 0,0002 A
Cercato: P
P=U . I=20000V.0,0002A= 4W

2. Contrassegniamo i punti dello schermo con le


lettere r, g, b (le iniziali di rosso, gialloverde e blu).

colore percepito punti accesi

rosso r
gialloverde g
blu b
giallo r, g
turchese g, b
arancione r, g (debole)
nero -
bianco r, g, b
marrone r (debole), g (debole)
121

21. La luce
Paragrafo 21.3
1. Una piccola parte della luce viene riflessa. Ci
d alla mela il suo aspetto lucido. Tutto il resto, ros-
so escluso, viene assorbito. La luce rossa viene ri-
flessa e diffusa.
2. Tutta la luce viene assorbita, escluso il verde.
La luce verde in parte attraversa la foglia, il resto
viene riflesso e diffuso.
3. Il pullover assorbe tutti i tipi di luce escluso il
rosso, quindi assorbe anche la luce dell'insegna pub-
Fig. 21.2. Paragrafo 21.6
blicitaria.
4. La maggior parte della luce viene riflessa. Una
piccola frazione riesce a passare senza essere diffu-
sa.
5. La luce o viene assorbita o continua diritta. Nei
diversi punti della diapositiva vengono assorbiti tipi
di luce diversi.
6. La luce viene o assorbita o riflessa e diffusa.
Quale tipo di luce viene assorbito dipende dal punto
della cartolina che viene considerato.
7. In brevissimo tempo la luce viene assorbita dal
lato interno dei sacchi.
Fig. 21.3. Paragrafo 21.7
Paragrafo 21.4
1. Da tutte le direzioni arriva luce di tutti i tipi.
2. Da due direzioni tra loro perpendicolari arriva
luce di tutti i tpi.
3. Luce di un unico tipo e proveniente da un'unica
direzione.

Fig. 21.4. Paragrafo 21.8, esercizio 1

Paragrafo 21.5
B
1. Vedi fig. 21.1
2. Vedi fig. 21.1
A

A Paragrafo 21.6
B
Vedi fig. 21.2

Paragrafo 21.7
Vedi fig. 21.3

Fig. 21.1. Paragrafo 21.5, esercizi 1 e 2


122

Fig. 21.5. Paragrafo 21.8, esercizio 2 Fig. 21.8. Paragrafo 21.10, esercizio 1

Fig. 21.6. Paragrafo 21.9, esercizio 1 Fig. 21.9. Paragrafo 21.10, esercizio 2

Paragrafo 21.10
1. Vedi fig. 21.8
2. Vedi fig. 21.9

Fig. 21.7. Paragrafo 21.9, esercizio 2

Paragrafo 21.8
1. Vedi fig. 21.4
2. Vedi fig. 21.5

Paragrafo 21.9
1. Vedi fig. 21.6
2. Vedi fig. 21.7
123

22. La formazione di immagini Paragrafo 22.4


Paragrafo 22.1 Vedi fig. 22.1. Unendo tutti gli specchi otterremmo
uno specchio concavo.
1. La diapositiva si vede male perch non disper-
de la luce che riceve. Per osservarla meglio la guar-
diamo sullo sfondo di una superficie luminosa omo- Paragrafo 22.6
genea, come il cielo o un foglio di carta ben illumi-
nato. Con la lente formiamo l'immagine della fiamma
della candela posta molto distante dalla lente. La di-
2. La luce proveniente dal proiettore verrebbe ri- stanza dell'immagine corrisponde alla lunghezza
flessa da ogni punto dello specchio in una sola dire- focale.
zione. Con il proiettore vedremmo la parte opposta
del locale. Con una parte della luce della candela formiamo un
fascio di luce parallela. La distanza tra lente e can-
dela corrisponde alla lunghezza focale.
Paragrafo 22.2
1. Nel nostro occhio la luce non viene dispersa. Paragrafo 22.8
2. Non vedremmo niente. La luce proveniente dalla 1. -1 dt.
sorgente puntiforme viene riflessa e finisce da qual-
che parte su una parete della camera oscura. 2. Per una lente vale
D = 1/f = 1/(0,4 m) = 2,5 dt.
Paragrafo 22.3 Il potere diottrico delle due lenti combinate 5 dt.
1. Dati: a = 100 m Quindi per la lunghezza focale del sistema di lenti
b = 16 cm otteniamo f = 1/(5 dt) = 0,2 m.
B = 8 cm 3. D1 = 1 / (0,2m) = 5 dt, D2 = 1 / (0,5m) = 2 dt,
Cercato: A D3=-2 dt.
A = Ba/b = 50 m D = D1 + D2 + D3= 5 dt
4. La combiniamo con una lente il cui potere diot-
2. Dati: A = 157 m trico sia conosciuto e positivo, in modo da ottenere
b = 20 cm un sistema di lenti con potere diottrico positivo. Mi-
B = 2 cm suriamo la lunghezza focale, e quindi il potere diot-
Cercato: a trico, del sistema. Dal potere diottrico del sistema
sottraiamo il potere diottrico della seconda lente, ot-
a = Ab/B = 1570 m tenendo il potere diottrico cercato.
3. alto 4 m.
Paragrafo 22.11
1. Tempo di esposizione breve quando c' molta
luce; tempo di esposizione lungo quando c' poca
luce.
2. Diaframma poco aperto: grande profondit di
campo; si pu fare solo quando c' molta luce. Dia-
framma molto aperto: poca profondit di campo;
non c' bisogno di molta luce.
3. Con il diaframma molto aperto la profondit di
campo ridotta; la regolazione della distanza deve
essere effettuata con maggior cura.
5. Un grandangolare. Dal punto di vista del foto-
grafo gli ospiti sono distribuiti su un angolo molto
ampio.
6. Un teleobiettivo. Ci si allontana dalla persona
fino a quando nell'immagine essa ci appare grande
come con l'obiettivo normale. Rispetto alla lun-
ghezza focale dei due obiettivi, ora le montagne ap-
paiono pi grandi.
Fig. 22.1. Paragrafo 22.4
124

7. Cos un oggetto che riempie l'immagine di una 23. I colori


macchina fotografica per piccolo formato riempir
anche l'immagine della macchina fotografica Paragrafo 23.1
compatta. 1. Per esempio con un cubo. Tre spigoli perpendico-
8. Dati: A = 10 m lari tra loro formano gli assi per le coordinate cor-
a = 200 m rispondenti a tonalit, saturazione e luminosit.
b = 50 mm (180 mm)
Cercato: B 2. La scala della tonalit cromatica non ha n ini-
zio n fine, richiusa su se stessa. La scala della sa-
obiettivo normale: B = 2,5 mm turazione ha un inizio e una fine: comincia alla mas-
sima saturazione e finisce con il bianco. La scala
teleobiettivo: B = 9 mm della luminosit ha un inizio - oscurit totale - ma
Paragrafo 22.13 non una fine, visto che in teoria la luminosit della
luce pu essere aumentata a piacimento.
1. Le lenti degli occhiali di un miope sono pi
sottili al centro che ai bordi, quelle di un presbite so- 3. La misura degli angoli.
no pi spesse al centro. 4.
2. L'immagine si pu ottenere solo se sono gli oc- tonalit luminosit saturazione
chiali di una persona presbite.
panino giallo-arancione alta media
3. L'immagine ha la forma di un disco. l'imma- cacao in polvere rosso-arancione bassa forte
gine del Sole. cioccolata rosso-arancione alta debole
cola arancione molto bassa media
Paragrafo 22.14 carciofo turchese alta debole
pelle rosso-arancione alta debole
1. Grazie al condensatore tutta la luce che attra-
versa la diapositiva viene gi condotta fino all'obiet- grondaia zincata blu media molto debole
tivo. Pi di cos non si pu fare. ruggine rosso bassa media

2. Pi grande l'obiettivo, maggiore la quantit


di luce riflessa dall'originale che viene usata per for- Paragrafo 23.3
mare l'immagine sulla parete.
1.
3. In questo caso la distanza dell'oggetto quasi
uguale alla lunghezza focale. Con rosso gialloverdo blu
giallo chiaro chiaro scuro
b = 5 m, B = 2,40, A = 24 mm
viola chiaro scuro chiaro
si ottiene a = f = 50 mm. rosa chiaro medio medio
verde oliva scuro medio scuro

Paragrafo 22.15 ocra chiaro chiaro medio


grigio scuro medio medio medio
1. Delle tremolanti strisce verticali.
2. Invece di 24 volte, interrompiamo il percorso
della luce 48 volte al secondo. Ma solo durante 2. I colori a saturazione massima sul bordo del
un'interruzione su due la pellicola viene trascinata. cerchio cromatico non si possono riprodurre. (Con
l'eccezione dei tre colori di base dei pixel.)

Paragrafo 22.18
1. Orientiamo l'antenna in modo da avere la miglior Paragrafo 23.4
ricezione possibile. Dalla posizione dell'antenna
possiamo dedurre la direzione nella quale si trova il arancione turchese porpora
satellite. rosso chiaro scuro chiaro
blu scuro chiaro chiaro
2. Il diametro del telescopio circa 750 volte pi
grande di quello della pupilla. La sua superficie rosa chiaro medio chiaro
7502 = 562 500 volte pi grande. Quindi il tele- bianco chiaro chiaro chiaro
scopio raccoglie 562 500 volte pi luce dell'occhio. marrone medio scuro scuro
nero scuro scuro scuro
125

24. Trasformazioni di sostanze e po-


tenziale chimico
Paragrafo 24.1
1.
400 600 800
nm
400 600 800 H2O: m/n = 18,01494 g/mol 0,018 kg/mol
nm
O2: m/n = 31,998 g/mol 0,032 kg/mol
CO2: m/n = 44,009 g/mol 0,044 kg/mol
Ag2S: m/n = 247,804 g/mol 0,248 kg/mol
Pb(NO3)2: m/n = 331,198 g/mol 0,331kg/mol
C12H22O11: m/n = 342,296 g/mol 0,342kg/mol

Fig. 23.1. Paragrafo 23.6, esercizio 1 2. m/n = 0,342 kg/mol


m 0,1 kg
n= = mol
0, 342 kg/mol 0, 342 kg
n = 0,29 mol
400 600 800 400 600 800
nm nm 3. 1l d'acqua pesa 1kg.
m/n = 0,018 kg/mol
1 kg
400 600 800
n= mol = 55, 5 mol
nm 0, 018 kg

Fig. 23.2. Paragrafo 23.6, esercizio 2 4. Per il propano m/n = 0,044 kg/mol
m
Paragrafo 23.6 n=
0, 044 kg/mol
1. Vedi fig. 23.1
12 kg
2. Vedi fig. 23.2 = mol = 273 mol
0, 044 kg

Paragrafo 24.2
1. 4Fe + 3O2 2Fe2O3
8 mol Fe + 6 mol O2 4 mol Fe2O3
2. (a) Per C m/n = 12,011 g/mol.
m 4g
n= = mol = (1 / 3) mol
12 g/mol 12 g
(1/3)mol CO2 + (2/3)mol Mg
(1/3)mol C + (2/3)mol MgO
(b) CO2: m/n = 44 g/mol
m = n . 44 g/mol = (1/3)mol . 44 g/mol = 14,7g
Mg: m/n = 24,3 g/mol
m = n . 24,3 g/mol = (2/3)mol . 24,3 g/mol= 16,2g
(c) CO2: n = (1/3)mol
Numero di molecole:
(1/3) . 6,022 . 1023 = 2,0 . 1023
(d) 1 mol CO2 + 2 mol Mg
1 mol C + 2 mol MgO
corrisponde a una trasformazione di 1 mol. Nel no-
stro caso ne viene trasformato 1/3.
n(R) = 1/3 mol
126

3. CH4 + 2O2 CO2 + 2H2O NH3(gassoso) NH3(soluzione)


Se ogni secondo si producono 2mol d'acqua, il (A) (B) = 10,09 kG
tasso di trasformazione di 1mol/s. Nel nostro caso
se ne produce un ventesimo. In(R) = 0,05 mol/s AgCl Ag + Cl
+
(A) (B) = 55,66 kG
4. Dopo 100km di strada si ottengono 10L d'acqua. Solo di KOH, NH4Cl e NH3 si pu ottenere una
Visto che la velocit 50km/h e che 1L d'acqua pe- soluzione monomolare.
sa 1kg, i10kg d'acqua sono stati prodotti in 2 h:
t = 2 h = 7200 s Paragrafo 24.5
m = 10 kg
3. La reazione inibita. Altrimenti l'esplosivo scop-
Da m/n = 0,018 kg/mol segue pierebbe spontaneamente e non si potrebbe imma-
gazzinare.
10 kg
n= mol = 555, 56 mol
0, 018 kg
2C8H18 + 25O2 16CO2 + 18H2O
18 mol d'acqua corrispondono a una trasformazione
di 1mol.
555, 56
n(R) = mol = 30, 86 mol
18

n(R)
In(R) =
t
30, 86 mol
= = 0, 00429 mol/s
7200 s

Paragrafo 24.3
1. Sostanze di sinistra: A, sostanze di destra: B.
(a) (A) (B) = 1138 kG
(b) (A) (B) = 117 kG
(c) (A) (B) = 3385,65 kG
(d) (A) (B) = -5797,78 kG
(e) (A) (B) = 188,62 kG
Le reazioni a, b, c ed e sono possibili, la reazione d
no.

2.
CuO + Zn Cu + ZnO
(A) (B) = 188,62 kG
CuO +Mg Cu + MgO
(A) (B) = 439,26 kG
CuO + Fe Cu + FeO
(A) (B) = 115,44 kG
3.
I2(solido) I2(soluzione)
(A) (B) = -16,40 kG
KOH K+ + OH
(A) (B) = 61,5 kG
NH4Cl NH4 + Cl
+
(A) (B) = 7,44 kG
127

25. Quantit di sostanza ed energia 26. Bilancio termico delle reazioni


Paragrafo 25.2 Paragrafo 26.1
1. 2NaCl 2Na + Cl2 1. 2C8H18 + 25O2 16CO2 + 18H2O
Per il sodio Per l'ottano m/n = 114,2g/mol.
m/n = 0,023 kg/mol 1000 g
n= mol = 8, 76 mol
1 kg 114, 2 g
n= mol = 43, 5 mol
0, 023 kg n(R) = n/2 = 4,38mol
(A) (B) = 10592 kG
(A) (B) = 384 kG
E = ((A) (B)) . n = 384kG . 43,5mol Serzeugt =
Sprodotta
10592 kG
4, 38 mol = 156 kCt
= 16 700 kJ = 16,7 MJ 298 K
2. Pb + Cl2 PbCl2 2. 4Fe + 3O2 2Fe2O3
Per il ferro m/n = 55,847g/mol.
n = 2 mol
(A) (B) = 314 kG 1000 g
n= mol = 17, 9 mol
E = 2 mol . 314 kG = 628 kJ 55, 847 g
n(R) = n/4 = 4,48mol
(A) (B) = 2 742,24 kG= 1484,48kG
Paragrafo 25.3
1. CH4 + 2O2 CO2 + 2H2O 1484, 48 kG
Sprodotta
Serzeugt = 4, 48 mol = 22, 3 kCt
(A) (B) = 818 kG 298 K

P = ((A) (B)) . In(R) = 818 kG . 1mol/s


= 818kJ/s = 818 kW Paragrafo 26.2
2. (A) (B) = 394 kG 1. 4Fe + 3O2 2Fe2O3
(a) P = ((A) (B)) . In(R) Consideriamo una reazione che trasformi 1mol.
(A) (B) = 1484,48 kG
In(R) = P/((A) (B))
= 100W/394kG = 0,00025mol/s 1484, 48 kG
Serzeugt =
Sprodotta 1 mol = 4980 Ct
(b) Per il PbSO4 m/n = 303,25g/mol. 298 K
2000 g S(A) S(B) = 549,41Ct
n= mol = 6, 6 mol S(A) S(B) + Sprodotta = 549Ct + 4980Ct =
303, 25 g
5529Ct
n(R) = n/2 = 3,3mol Vengono ceduti 5529Ct.
E = ((A) (B)) . n(R)
2. CaCl2 Ca+++ 2Cl
= 394kG . 3,3mol = 1300kJ (A) (B) = 65,37 kG
65, 37 kG
Sprodotta
Serzeugt = 1 mol = 219, 36 Ct
298 K
S(A) S(B) = 56,07Ct
S(A) S(B) + Sprodotta = 275,43Ct
Restano 275,43Ct per mole. La soluzione si scalda.
3. NaBr Na++ Br
(A) (B) = 16,6 kG
16, 6 kG
Serzeugt =
Sprodotta 1 mol = 55, 7 Ct
298 K
S(A) S(B) = 99,71Ct
S(A) S(B) + Sprodotta = 155,4Ct
Restano 155,4Ct per mole. La soluzione si scalda.
128

4. KNO3 K++ NO3 27. Fisica relativistica


(A) - (B) = 1,47 kG
Paragrafo 27.2
1, 47 kG 1. E=500kJ
Sprodotta
Serzeugt = 1 mol = 4, 93 Ct
298 K E 500 kJ
S(A) S(B) = 116,02Ct m= = 16 10-12
5, 6 10 12
kg
kg
k 9 10 J/kg
S(A) S(B) + Sprodotta = 111,09Ct
Per mantenere la temperatura mancano 111,09Ct. Un'auto consuma circa 10L/100km, cio circa
La soluzione si raffredda. 10kg/100km. Da v=100km/h segue che consu-
ma circa 100kg/h, o
100kg/h=100kg/3600s 3103kg/s.
Il processo di accelerazione dura circa 10 s. In quel-
l'intervallo di tempo l'auto si alleggerisce di
3103kg/s 10s= 3102kg.
Questa diminuzione circa 5109 volte maggiore
dell'aumento calcolato prima.
2. Su un metro quadrato, ogni secondo giungono
1000J.
E 1000J
m= = 10-14
1,1 10 14
kg
kg
k 9 1016 J/kg
Quindi
m
= 1,1 10 14 kg/s
t
e si ottiene
m 0, 001kg
t= = = 0, 9 1011 s
1,1 10 kg/s 1,1 10 14 kg/s
14

= 9000 10 7 s = 25 10 6 h 10 6 d 2700 Jahre


anni

3.
E 3,8 10 23 J
m= = 4, 2 10 6 kg
k 9 1016 J/kg
Ogni secondo il Sole perde 4,2106kg.
129

28. Onde 2. Qualcosa a met strada tra un'onda normale e


un'onda stazionaria: da un lato si nota una propaga-
Paragrafo 28.3 zione come in un'onda normale, dall'altro tutta
A differenza di una vera e propria onda, nell'onda l'onda diventa periodicamente pi grande e pi
dei tasselli del domino non viene trasportata energia piccola, come un'onda stazionaria.
dall'inizio alla fine della fila. Ogni tessera riceve 3. Dati: l=1m
l'energia dal campo gravitazionale. v = 6m/s
Analogamente a una vera e propria onda, anche
l'onda del domino ha un portatore e una velocit. max= 2l = 2m
Affinch si formino due nodi deve valere
Paragrafo 28.4 l = 3/2, quindi = 2/3l = 2/3m.
1. Altalena: posizione e velocit dell'altalena. Da v = f segue
Tram che viaggia avanti e indietro tra i due capoli- f = v / = 9 Hz
nea: posizione del tram.
4. Se le onde oscillano "in fase": un'onda con
Corda di violino: posizione e velocit del centro
della corda. ampiezza doppia rispetto all'ampiezza delle onde
singole.
Bosco: colore delle foglie durante l'anno.
Se le onde oscillano "in controfase": annulla-
mento totale e continuo.
Paragrafo 28.5
2. Da pochi millimetri a parecchi metri.

Paragrafo 28.6
1. = v/f = (300 m/s)/440 Hz = 0,7 m
2. = v/f = (300000km/s)/98,4MHz = 3m

Paragrafo 28.7
1. Altoparlante, voce, strumenti musicali, tempora-
le, esplosione.
2. 150 Hz
3. 15 m e 15 mm
4. La frequenza resta uguale, la lunghezza d'onda
aumenta.
5. Circa 3000 m.

Paragrafo 28.8
1. Nel lampo scorre per breve tempo una corrente
molto intensa. Il campo magnetico della corrente
varia molto in fretta. Si allontana dal lampo, viaggia
come un'onda e induce una corrente elettrica nel-
l'antenna del televisore.
2. Antenna di emittenti radiofoniche e televisive,
antenna parabolica delle torri per telecomunica-
zioni, forno caldo, sorgenti luminose, tubi a raggi X,
sostanze radioattive.

Paragrafo 28.9
1. Il vento non un'onda. Due "venti" non possono
intersecarsi senza disturbo.
130

29. Fotoni 30. Atomi


Paragrafo 29.4 Paragrafo 30.1
1.
a) E=hf=6,6 1034Js9,84 107Hz 12 000 km
= 0, 24 km = 240 m
=6,494 1026J 50 000

Paragrafo 30.4
h f E 6, 494 10 26 J
p= = = 8 = 2,16 10 34 Hy 1.
c c 3 10 m/s
b) h c 6, 6 10 34 Js 3 10 8 m/s
E= = 7 = 6, 95 10 19 J
2, 85 10 m
h c 6, 6 10 34 Js 3 10 8 m/s
E= = 10 = 1, 32 10 15 J 2. L'energia di ionizzazione dell'atomo di sodio
1, 5 10 m
0,81018J (vedi testo per studenti).
h 6, 6 10 34 Js h c 6, 6 10 34 Js 3 10 8 m/s
p= = = 4, 4 10 24 Hy = = = 2, 475 10 7 m
10
1, 5 10 m E 0, 8 10 18 J
c) ESWF3/Evisibile= pSWF3/pvisibile 107 = 247, 5 nm
Si tratta di luce UV.
EX/Evisibile= pX/pvisibile 104

2. a) Dal getto d'acqua alla palla scorre una corrente


di quantit di moto negativa (direzione positiva ver-
so l'alto). La quantit di moto positiva che riceve dal
campo gravitazionale e quella negativa dal getto
d'acqua si annullano.
b) Dal raggio di luce alla pallina scorre una corrente
di quantit di moto negativa. La quantit di moto po-
sitiva che riceve dal campo gravitazionale e quella
negativa dal raggio di luce si annullano.
c) Ogni secondo la pallina riceve
p=71011 Hy
dal campo gravitazionale.
Un fotone porta (vedi testo per studenti)
pfotone=8,251028 Hy.
p 71011
n= = 1017
pfotone 8,251028

Ogni secondo la pallina deve essere colpita da circa


1017 fotoni. (Il numero esatto dipende da come la
luce viene riflessa dalla pallina.)
131

31. Corpi solidi 32. Nuclei atomici


Paragrafo 31.2 Paragrafo 32.1
m/n=58,5g/mol 1. VA=8VB
=m/V=2,16g/cm3 rA=2 rB

2. =1014g/cm3=1017kg/m3
m / V n 2,16 mol r=5000m
= = = 0, 0369 mol/cm 3
m / n V 58, 5cm 3 V=
4 3
r 5 1012 m 3
== 36,
36,9 10 6
9 10 mol/mm33
-6 mol/mm 3
kg
1 mol corrisponde a 6,021023 particelle m = V = 1017 3 5 1012 m 3 = 5 10 29 kg
m
Z = numero di particelle
ZNaCl molecole atomi Paragrafo 32.2
= 2,2 1019 = 4,4 1019
V mm 3
mm 3 2. Per gli elementi leggeri il rapporto tra il numero di
protoni e di neutroni circa 1, per gli elementi pe-
santi minore di 1.
Paragrafo 31.10
3. Ci sono circa 286 nuclidi stabili.
Con il polo negativo all'elettrodo di controllo.
238
4. Il nuclide stabile pi pesante l'uranio 92 U.
20 21
5. Gli isotopi stabili del neon sono: 10 Ne, 10 Ne e
22
10 Ne.

6. Tecnezio (numero atomico 43).


7. Lo xenon ha 36 isotopi, 9 dei quali sono stabili.

Paragrafo 32.3
1. mTl=3501027 kg=3,51025 kg
a) E=1018 J
E 1018
meccitazione = = 1035 kg
k 9 1016 J/kg
meccitazione 1035
= 3 1011
mTl 3,5 1025
b) E=1014 J
E 1014
meccitazione = = 1031 kg
k 9 1016 J/kg
meccitazione 1031
= 3 107
mTl 3,5 1025

2. L'ordine di grandezza di 1 mol di sostanza


100 g. A causa dell'eccitazione la sostanza diventa
pi pesante di 1/107, in altre parole la sua massa
varia di 100g/107 = 10 g. Ma nella migliore delle
ipotesi la bilancia della scuola reagisce a variazioni
di almeno 100 g.
132

Paragrafo 32.4 _
p19n21 p20n20 + e +
2. Di solito aggiungendo un neutrone a un nucleo
E di riposo n 150,525 p 150,320
si guadagna energia. Solo con l'elio 24He si deve
particelle e 0,082
aggiungere energia.
ES 54,72 54,80
Paragrafo 32.7 somma 95,805 95,602
E 0,203 pJ
2. p + p e + e
_
p + p 2e + 2e p19n21 p18n22 + e +
E di riposo p 150,320 _n 150,525
p + p n + n
particelle e 0,082

Paragrafo 32.8 ES 54,72 55,08

1. somma 95,6 95,527


E 0,073 pJ

pn p + n Le ultime due reazioni rappresentano un possibile


decadimento dell'isotopo di potassio.
ES 0,36 0
E 0,36 pJ
3.
_
pn 2p + e + p6n8 p2n4 + p4n4
E di riposo n 150,525 p 150,320 ES 16,87 4,69 9,05
particelle e 0,082 somma 16,87 13,74
E 3,13 pJ
ES 0,36 0
somma 150,165 150,402
E 0,237 pJ p6n8 2p3n4
ES 16,87 2 6,29
_
pn 2n + e + somma 16,87 12,58
E 4,29 pJ
E di riposo p 150,320 _n 150,525
particelle e 0,082
Nessuna delle due reazioni possibile.
ES 0,36 0
somma 149,96 150,607 4.
E 0,647 pJ _
4p p2n2 + 2e + 2
Il deuterio non pu decadere in nessuno dei tre modi E di riposo p 2 150,320
proposti. _n 2 150,525
particelle e 2 0,082

ES 0 4,53
2.
somma 300,64 296,684
p19n21 p9n11 + p10n10 E 3,956 pJ
ES 54,72 24,74 25,74
somma 54,72 50,48
Oltre al nucleo di elio vengono prodotti anche due
antielettroni e due neutrini.
E 4,24 pJ

p19n21 p2n2 + p17n19


ES 54,72 4,53 49,15
somma 54,72 53,68
E 1,04 pJ
133

Paragrafo 32.9 _
p90n138 p89n139 + e +
1. a) E di riposo p 150,320
_ _n 150,525
p29n32 p30n31 + e + particelle e 0,082

E di riposo n 150,525 p 150,320 ES 279,27 279,05


particelle e 0,082 somma 128,95 128,443
ES 85,18 84,15 E 0,507 pJ
somma 65,345 66,252
E 0,907 pJ p90n138 p88n136 + p2n2
ES 279,27 275,62 4,53
_
p29n32 p28n33 + e + somma 279,27 280,15
E di riposo p 150,320 E 0,88 pJ
_n 150,525
particelle e 0,082
Il decadimento del228 4
90 Th produce un 2HeN.
ES 85,18 85,66
somma 65,345 64,947 2.
E 0,398 pJ p26n29e26 p25n30e25 +
carica elett. 26 26 25 25
p29n32 p27n30 + p2n2 carica bar. 26 + 29 25 + 30
ES 85,18 79,83 4,53 carica lept. 26 25 + 1
somma 85,18 84,36
Un elettrone del guscio reagisce con un neutrone del
E 0,82 pJ
nucleo. Il neutrone prodotto resta nel nucleo, il neu-
_ trino lascia l'atomo e si allontana.
Il decadimento del 61
29 Cu produce un e .
b)
_ 3.
p29n37 p30n36 + e + a) A sopra la linea dei nuclidi stabili. B sotto a
E di riposo n 150,525 p 150,320 destra in diagonale rispetto ad A.
particelle e 0,082 b) C sotto la linea dei nuclidi stabili. D sopra a
sinistra in diagonale rispetto a C.
ES 92,33 92,63
c) Nella carta dei nuclidi E in alto a destra. F due
somma 58,195 57,772 posti sotto e due posti a sinistra di E.
E 0,423 pJ

_ Paragrafo 32.10
p29n37 p28n38 + e + 238
92 U: 99,28%
E di riposo p 150,320 _n 150,525 235
92 U: 0,72%
particelle e 0,082

ES 92,33 92,42 m g
somma 57,99 58,187 = 238
n mol
E 0,197 pJ
m 1 kg
ntotale = = mol = 4,2 mol
238 g/mol 0,238 kg
p29n37 p27n35 + p2n2
n235 = 0,072 4,2 mol = 0,03 mol
ES 92,33 86,63 4,53
1 mol
somma 92,33 91,16 In = 5,76 105 Bq = 5,76 105 10-23
6 s
E 1,17 pJ
= 0,96 10-18 mol/s
Il decadimento del 66
29 Cu produce un e.
c) Il decadimento nel quale viene prodotto un elet- Indichiamo con n' l'1% della quantit di 235
92 U.
trone non pu essere esaminato perch la tabella
non riporta l'energia di separazione del p91n137.
134

n' 3 10-4 mol Paragrafo 32.13


t= = = 3,125 1014 s
In 0,96 10-18 mol/s 1. La produzione di energia nella reazione di deca-
dimento dell'uranio stata calcolata a pag. 100 del
= 0,868 1011 h = 3,6 109 d = 107 anni testo per studenti:
Euranio = 32,07 pJ.
Paragrafo 32.11 _
p56n85 p57n84 + e +
1. 25 000 anni
E di riposo n 150,525 p 150,320
2. 6 anni particelle e 0,082
3. 1 mese
ES 188,09 188,49
4. somma 37,565 38,088
0 anni A: 100% B: 0% C: 0% E 0,523 pJ
2 anni A: 0% B: 100% C: 0%
1 000 000 anni A: 0% B: 0% C: 100% Ebario = 0,523 pJ
5. Anche il tasso di trasformazione dimezzato.
Euranio 32,07
= 61
Ebario 0,523
Paragrafo 32.12
1. Vedi esercizio 4 del paragrafo 32.8. Nella forma-
2.
zione di un nucleo di 42He l'energia ceduta equivale a
3,956 pJ. Ba La Ce Pr
1 mol contiene 6,022 1023 nuclei. Quindi l'energia 30 s molto poco molto poco molto poco
EHe ceduta nella formazione di 1 mol : 18 min medio medio poco molto poco
5d molto poco poco molto poco
EHe = 6,022 1023 3,956 10-12 J = 2,38 1012 J 1a molto poco molto poco poco molto
Confrontiamo con la reazione
2H2 + O2 2H2O
La tensione chimica della reazione :
(A) (B) = 474,36 kG
Se viene bruciata 1 mol di H2 la trasformazione della
reazione n(R) = 0,5 mol. Quindi l'energia EH ce-
duta :
EH = [(A) (B)] n(R)
= 474,36 0,5 kJ = 237 kJ
Il rapporto delle due energie :
EHe 2,38 1012 J
= 107
EH 2,37 105 J
2. La corrente di energia media in un corpo umano
di 100 W. Quasi tutta l'energia usata per produrre
entropia. Come volume di un corpo umano prendia-
mo 100 L, quindi otteniamo:
P W
=1
V L
Per il Sole
P W
= 0,01
V L
Quindi 1 L di corpo umano emette 100 volte pi
energia di 1 L di Sole.