Sei sulla pagina 1di 55

SCHEMA RIASSUNTIVO BATTERI

STAFILOCOCCHI:
Gram positivi e catalasi positivi (scindono H2O2 rilasciando O2)
Dimensioni tra 0,5-1,5 micron, immobili, asporigeni, aggregandosi hanno forma a grappolo e
costituiscono colonie di dimensioni ridotte di colore bianco/giallo oro (aureus). Sono localizzati
nellambiente o come commensali delluomo.
Aerobi/ anerobi facoltativi.
Sono tutti coagulasi negativi, tranne lo stafilococco aureus che coagulasi positivo (in grado di
trasformare il fibrinogeno in fibrina, formando un coagulo.
4 specie importanti: Epidermidis (si trova sulla cute ed annessi, infatti il pi comune
commensale cutaneo). Le infezioni che pu dare sono prevalentemente sespi e batteriemie, perch
dalla pelle pu passare al circolo sanguigno e provocare infezioni da ferite chirurgiche oppure
infezioni ospedaliere da cateteri vascolari; presenta il polisaccaride B come fattore di virulenza e
pu sviluppare resistenza agli antibiotici), Saprofiticus (pu causare facilmente infezioni alle vie
urinarie, per la sua particolare capacit adesiva alle cellule uroteliali), Aureus e Capitis.

STAPHYLOCOCCUS AUREUS:
La trasmissione avviene attraverso contatto diretto con portatori, con oggetti infetti e cibi infetti.

Fattori di virulenza: la capsula con funzione antifagocitaria e che permette ladesione alle
strutture dellospite; il peptidoglicano della parete che produce pirogeni endogeni e stimola
lattivazione del complemento (quindi della risposta immunitaria) e gli acidi teicoici come
polisaccaride A che media lattacco alle superfici mucose legandosi alla fibronectina; la proteina
A con funzione antifagocitaria e che si lega al frammento Fc delle immunoglobuline per prevenire
lattivazione del complemento; la coagulasi legata che catalizza la conversione del fibrinogeno
in fibrina interferendo con la fagocitosi; diverse proteine di superficie che favoriscono ladesione
alle superfici dellospite.

Rilascia nellambiente esterno enzimi che determinano la patogenesi, favorendo la penetrazione


nei tessuti dellospite, esotossine citolitiche che vanno a lisare le cellule ed esotossine come
superantigeni che stimolano il sistema immunitario in maniera aspecifica.

Enzimi che permettono invasivit: catalasi (scinde perossido di idrogeno), coagulasi libera,
desossiribonucleasi (degrada DNA ospite), fosfolipasi, ialuronidasi, fibrinolisina (dissolve
coagulo di fibrina), beta-lattamasi.

Esotossine citolitiche: alfa-tossina una emolisina costituita da monomeri che formano un


eptamero con poro centrale che funge da pompa sulla membrana dellospite causando uno
squilibrio elettrolitico che porta a rigonfiamento osmotico e lisi cellulare, colpisce
prevalentemente leucociti, eritrociti e fibroblasti; la beta-tossina una emolisina che degrada la
sfingomielina presente sulle cellule dellospite; la gamma-tossina che forma pori sulla membrana
degli eritrociti incrementando la permeabilit di cationi e causando squilibrio osmotico; la delta-
tossina che una emolisina che stimola la produzione di cAMP ed inibisce lassorbimento di
acqua, termostabile.

Esotossine come superantigeni: si legano al complesso del recettore delle cellule T ed al complesso
maggiore di istocompatibilit di classe II, stimolando la proliferazione dei linfociti T in modo
aspecifico, portando a shock tossico perch le cellule T attivandosi rilasciano citochine pro-
infiammatorie. Queste esotossine sono: enterotossine (A,B,C,D,E,G,H,I) sono termostabili ed
agiscono nellintestino portando a gastroenteriti; tossina della sindrome da shock tossico pu
portare a shock ipovolemico con fuoriuscita di liquido dai vasi, termostabile; tossina esfoliativa,
presente in 2 tipologie (A e B), degrada i desmosomi e ci porta ad una desquamazione della pelle,
con ampi scollamenti negli strati superficiali.

Principali patologie:

Pu portare infezioni a diversi livelli: infezioni a livello di cute ed annessi, a livello respiratorio, a
livello del sistema nervoso centrale, infezioni sistemiche, endocarditi.
Infezioni a livello della cute:
follicolite (coinvolge ghiandole sebacee o i follicoli piliferi, a livello delle palpebre parliamo di
orzaiolo); impetigine (lesioni superficiali su viso e arti formano croste, diffusa nei bambini; foruncoli
(noduli che contengono tessuto necrotico), favi (insieme di pi foruncoli che si uniscono e nel
sottocute possono portare ad infezione sistemica); infezioni da ferite.

Infezioni profonde: osteomielite: disseminazione del batterio a livello ematico che si manifesta con
dolore alle ossa lunghe ed al dorso, febbre alta ed emocoltura positiva; artrite settica: infezioni
intraarticolari delle grandi articolazioni con formazione di materiale purulento che deve essere
drenato e trattato con antibiotici.

Tossicosi dovute allazione delle tossine: gastroenterite stafilococcica (tossinfezione alimentare


dovuta allingestione di alimenti contaminati da ceppi enterotossici che hanno accumulato una grande
quantit di enterotossina); sindrome dello shock tossico: febbre alta, eruzioni cutanee, danni renali
ed epatici; sindrome della pelle ustionata: causata dalla tossina esfoliativa che provoca
desquamazione, bolle superficiali, eritemi. possibile valutarla diagnosticamente attraverso il segno
positivo di Nikolsky (distaccamento della cute con lieve pressione).

I pazienti che rischiano infezioni da stafilococcus aureus sono principalmente i pazienti ospedalizzati
sottoposti ad interventi chirurgici o che portano cateteri o che presentano gi infezioni polmonari,
bambini piccoli e donne in periodo mestruale.

Diagnosi: no test sierologici, perch non porta ad una elevata risposta immunitaria.
Test della catalasi (osservare se il batterio scinde perossido di idrogeno in acqua ed ossigeno, per
discriminarli dagli streptococchi), test della coagulasi (osservare se il batterio in grado di
trasformare il fibrinogeno in fibrina, formando un coagulo), identificazione biochimica (valutando
la fermentazione degli zuccheri; lAureus lunico a fermentare la mannite. Oggi questa tecnica
eseguita sistemi automatizzati). La miglior diagnosi resta lesame colturale: permette una diagnosi
diretta. Il terreno migliore da utilizzare lagar sangue, ma si pu usare anche il terreno Columbia
per Stafilococcus aureus, oppure agar di sale mannite perch gli stafilococchi crescono anche a grandi
concentrazioni saline; presente anche il mannitolo, in base alla fermentazione di questo il Ph cambia
e si possono distinguere la varie specie di stafilococco. Si procede poi valutando la sensibilit del
batterio agli antibiotici, che serve per valutare la forza dellantibiotico e la resistenza del batterio. Pi
lalone di inibizione della crescita batterica grande e pi lantibiotico forte. Ci deve essere
eseguito su una colonia pura, perch altrimenti le resistenze di pi batteri potrebbero mescolarsi.

STREPTOCOCCO:
Gram positivi
Diametro di circa 0,5-1 micron, hanno forma sferica (cocchi) ed aggregandosi formano lunghe
catenelle, immobili, asporigeni, a volte capsulati per aderire meglio ai tessuti dellospite;
Aerobi/anaerobi facoltativi; sono privi di citocromi e quindi resistenti alla sodio azide che uccide di
norma tutti i Gram positivi; Catalasi negativi ed ossidasi negativi; omofermentanti: fermentano il
glucosio producendo quasi solo acido lattico (vengono definiti anaerobi aerotolleranti)

Gli streptococchi in base al tipo di emolisi su agar sangue possono essere classificati in:
alpha emolitici che danno emolisi parziale ed incompleta su agar sangue, es. S. viridanti, S.
pneumoniae; beta emolitici danno unemolisi completa su agar sangue, es. S. agalactiae e pyogenes;
non emolitici, cio che non danno alcun tipo di emolisi.
Gli streptococchi beta emolitici possono essere ulteriormente suddivisi tramite la classificazione di
Lancefield in sottoclassi, identificate con lettere dalla A alla U. La classificazione viene eseguita in
base al carboidrato C (o antigene C) presente sulla parete cellulare che presenta forti propriet
antigeniche, infatti induce la produzione di anticorpi precipitanti.
Gli streptococchi possono essere classificati anche in base alle caratteristiche di fermentazione in
gruppi biochimici.

STREPTOCOCCUS PYOGENES:
Beta emolitico, con antigene polisaccaridico C di gruppo A
Sopravvive a fatica nellambiente esterno ed presente frequentemente nella flora di diversi
apparati delluomo come commensale (a livello della cute e delle mucose).
Quando colonizza i distretti dellapparato respiratorio in prossimit della faringe d patologia
causando faringite; la trasmissione avviene da uomo a uomo attraverso goccioline di aerosol
infette.

Fattori di virulenza:
La capsula, formata da acido ialuronico identico a quello del connettivo umano,
immunologicamente tollerato ed in grado di eludere spesso gli anticorpi. Inoltre essa ha capacit
antifagocitarie e permette al batterio di aderire alle strutture dellospite.

La parete costituita da uno strato di peptidoglicano; in essa sono presenti antigeni gruppo e tipo-
specifici. Il carboidrato gruppo specifico il carboidrato C, costituito da un dimero di ramnosio e
N-acetilglucosamina. Sempre nella parete troviamo la proteina F che facilita ladesione del batterio
alla matrice delle cellule epiteliali respiratorie legando la fibronectina;
acidi teicoici e lipoteicoici che vanno a favorire una maggiore adesione, la proteina C5a peptidasi
che inibisce le funzioni del complemento.
La proteina M si trova inserita a livello del peptidoglicano e della membrana, costituisce le fimbrie,
svolge azione antifagocitaria, dotata di adesina ed inibisce la via alternativa del complemento.
una proteina tipo-specifica associata a ceppi virulenti ed formata da 2 catene polipeptidiche che
formano una struttura ad alpha-elica. Lestremit N-terminale che si trova sul versante esterno della
membrana molto variabile ed responsabile delle differenze antigeniche delle proteine M che sono
divise in classe I con antigeni esposti comuni e classe II senza antigeni esposti comuni, mentre la
porzione C-terminale interna ed altamente conservata.
Se manca ladesione da parte del batterio non si sviluppa la patogenesi. In una prima fase di adesione
il batterio con lacido lipoteicoico si lega debolmente alla membrana della cellula ospite, in una
seconda fase la proteina M risulta determinante, in quanto responsabile di uno stretto legame tra
batterio e cellula.

Enzimi e tossine:
Le esotossine pirogene streptococciche (SPE) A,B,C,F agiscono come superantigeni
causando il rilascio di grandi quantit di citochine da parte delle cellule del S.I. (linfociti T),
stimolando linfiammazione e provocando ipotensione e shock tossico nei casi pi gravi.
La streptolisina S una emolisina stabile allossigeno e pu lisare eritrociti, leucociti e
piastrine, distrugge anche i fagociti con rilascio del contenuto lisosomiale dopo la fagocitosi.
La streptolisina O unemolisina ossigeno-labile che la principale responsabile della beta
emolisi; gli anticorpi contro questa streptolisina si formano pi rapidamente rispetto alla
precedente.
Streptochinasi A e B sono in grado di trasformare il plasminogeno in plasmina, che permette la
degradazione della fibrina del fibrinogeno; questi enzimi possono quindi sciogliere i coaguli
ematici e facilitare la diffusione nei tessuti. La peptidasi C5a inattiva la componente C5a del
complemento; le DNasi sono in grado di degradare il DNA viscoso dei tessuti che vanno poi
incontro a necrosi.

Patologie:
La faringite la manifestazione infiammatoria acuta pi frequente, che comporta una
infiammazione purulenta dellorofaringe e della zona tonsillare;
la scarlattina come complicanza della faringite streptococcica che si sviluppa dopo qualche
giorno come eruzione esantematica su collo, tronco estremit, causata dalla produzione di
esotossina, verso la quale il paziente non ha prodotto anticorpi.

Limpetigine che uninfezione del derma che colpisce i bambini principalmente in seguito ad
una lesione cutanea. Lerispela uninfezione acuta della pelle caratterizzata da ingrossamento
linfonodale, febbre e nei pazienti pi giovani comparsa di una chiazza eritemato-edematosa su
volto ed arti inferiori.
La fascite necrotizzante detta anche gangrena streptococcica, una grave infezione estesa del
tessuto sottocutaneo, caratterizzata da una distruzione estensiva del tessuto muscolare e del
tessuto adiposo. Si sviluppa in seguito ad una lesione della cute; se non trattata nei casi pi gravi
pu portare ad insufficienza dorgano e morte.
La sindrome streptococcica da shock tossico uninfezione caratterizzata da tossicit
multisistemica che porta ad infiammazione dei tessuti molli, dolore, febbre, vomito, diarrea;
progredendo verso lo shock tossico e linsufficienza dorgano.
Dopo la malattia primaria sono possibili delle sequele post-streptococciche che vengono definite
non suppurative e sono: la febbre reumatica acuta e la glomerulo nefrite acuta.

Nella febbre reumatica acuta, che una malattia autoimmune, possono verificarsi delle reazioni
crociate del S.I. contro epitopi della proteina M (sequenze amminoacidiche simili ad antigeni ma
pi piccole) uguali ad antigeni presenti nel nostro organismo a livello cardiaco o a livello delle
articolazioni causando febbre, eruzioni cutanee, danni al cuore ed alle articolazioni. La
glomerulonefrite acuta una conseguenza data dagli anticorpi che si sono formati allinterno
dellindividuo per eliminare il batterio.
La glomerulo nefrite acuta si sviluppa a causa della deposizione di complessi antigene-anticorpo
sul glomerulo e comporta una infiammazione acuta dei glomeruli renali che pu portare a perdita
delle funzionalit renali.

Diagnosi: esame microscopico valutando colorazione di Gram e morfologia; esame colturale


(valutare beta emolisi), ricerca degli antigeni utilizzando anticorpi che reagiscono con
carboidrato gruppo specifico; test della bacitracina; test sierologici di ricerca di anticorpi nei
confronti della streptolisina O.

STREPTOCOCCUS AGALACTIAE:
Batterio beta-emolitico di tipo B, pu far parte della flora microbica commensale del
tratto vaginale e del tratto gastrointestinale.
Possono essere suddivisi in sierotipi in base alla variabilit antigenica del polisaccaride
capsulare: sono attualmente riconosciuti nove sierotipi, di cui il pi importante e il
sierotipo III, coinvolto nella maggioranza delle infezioni neonatali.
Pu essere trasmesso dalla madre infetta al bambino al momento del parto, mentre tra
gli adulti si trasmette attraverso contatto sessuale.
Fattori di virulenza: capsula polisaccaridica che interferisce con la fagocitosi fino a
che il paziente non sviluppa anticorpi tipo specifici. Infatti questo batterio predilige i
neonati a cui questi anticorpi mancano. Inoltre per eliminarlo necessaria lattivazione
del complemento, che in alcuni neonati presente con un livello basso. Questa specie
produce diversi enzimi come: DNAsi, ialuronidasi, emolisine.
Patologie: emerso come il principale responsabile di infezioni batteriche invasive
perinatali: malattia neonatale ad esordio precoce (batteriemia, meningite o
polmonite), malattia neonatale ad esordio tardivo (batteriemia e meningite),
infezione del tratto urinario.
Diagnosi: esame microscopico; coltura utilizzando un brodo selettivo; PCR per
diagnosticare la condizione di portatrice vaginale nelle donne in gravidanza.

STREPTOCOCCUS PNEUMONIAE:
Chiamato anche pneumococco; capsulato, di forma lanceolata, disposto a coppie o in
catene, d emolisi parziale (alfa emolisi) producendo pneumolisina
Sensibile ad agenti ambientali, le infezioni possono essere sia esogene, sia endogene
dovute ad uno stato di debilitazione generale
Fattori di virulenza: le manifestazioni patologiche sono dovute principalmente ai
meccanismi di difesa adottati dallospite, piuttosto che a fattori tossici rilasciati dal
microrganismo. Colonizza lorofaringe inizialmente legandosi con adesine proteiche
alle cellule epiteliali e poi si diffonde ai polmoni, ai seni paranasali e allorecchio
medio, dando patologia in questi distretti.
Possiede una capsula con azione antifagocitaria ed antigenica; proteasi di IgA
secretorie che facilitano la migrazione del batterio nelle vie respiratorie inferiori;
perossido di idrogeno che pu causare danno tissutale; acido teicoico e frammenti di
peptidoglicano che attivano la via alternativa del complemento che media il processo
infiammatorio;
il polisaccaride C (diverso dallantigene C di Lancefield della maggior parte degli altri
streptococchi) che contiene la fosforilcolina che permette ai batteri di legarsi ai
recettori dellospite per il fattore attivante le piastrine e di entrare nelle cellule
difendendosi dallopsonizzazione e dalla fagocitosi; lautolisina che una idrolasi del
peptidoglicano che quando si attiva provoca lisi della cellula batterica e rilascio di
fattori di virulenza intracellulari come la pneumolisina, che una volta liberata lega il
colesterolo della membrana, crea dei pori e causa lisi delle cellule e attiva la via classica
del complemento.
Patologie: uno dei pi frequenti agenti patogeni delle alte vie respiratorie, causa:
polmonite pneumococcica, che la pi frequente tra le polmoniti comunitarie,
costituendo una delle principali cause di morte nelle persone anziane; otite media e
sinusite; batteriemia e sepsi che possono portare a MENINGITI, infezione al
cuore, alle articolazioni.
Diagnosi: tecniche microscopiche, test della sensibilit alloptochina e test della lisi in
presenza di sali biliari, verificate in seguito ad un esame colturale in agar sangue dopo
prelievo di espettorato, PCR in caso di meningite, reazione di Quellung con anticorpi
polivalenti anticapsulari.

HAEMOPHILUS INFLUENZAE:
Gram negativo
Caratterizzato da pleomorfismo con forme coccobacillari oppure filamentose e sottili.
Forma colonie lisce ed opache; aerobio/anaerobio facoltativo; immobile; asporigeno
Distinguiamo ceppi capsulati e ceppi acapsulati; quelli capsulati (in particolare il tipo B)
rivestono unimportanza clinica, perch la capsula rappresenta uno dei principali fattori di
virulenza (potere antifagocitario) e porta a patologie a livello dellorofaringe, in distretti
vicini oppure in circolo, infatti parliamo di patologie locali o di patologie sistemiche.
Vive in un microambiente molto specifico e non pu sopravvivere fuori dallorganismo,
la trasmissione interumana.
Cresce in Agar cioccolato, perch necessita dei fattori V e X della coagulazione che
possono essere resi disponibili per il batterio solo riscaldando il sangue in modo
controllato e lisando i globuli rossi.
Patologia: con la membrana esterna e con la capsula inibisce la motilit delle ciglia
dellapparato respiratorio ed una volta adeso alla superficie degli epiteli, i batteri possono
passare nella sottomucosa attraverso gli spazi intracellulari dellepitelio stesso e, in alcuni
casi, diffondere attraverso il circolo ematico fino a raggiungere gli organi bersaglio (cuore,
meningi, cute).
La colonizzazione delle mucose favorita da proteasi di IgA1-specifiche (tagliano le IgA
mucosali), LOS e glicoproteine che danneggiano le ciglia dellapparato respiratorio. La
capsula il suo principale fattore di virulenza, possiede azione antifagocitaria ed in grado
di evocare unimmunit tipo-specifica, ovvero la produzione di anticorpi protettivi verso
la capsula.
A livello locale questo batterio pu colonizzare le mucose del rinofaringe e/o diffondere
per continuit nelle zone limitrofe dando sinusite, otite media, epiglottite (questultima
molto pericolosa per i bambini che non hanno ancora difese immunitarie specifiche, nei
quali a seguito di forti infiammazioni pu portare a soffocamento; associate a questa
malattia possiamo avere anche bronchiti e laringiti).
Meningite: si presenta con febbre, cefalea e rigidit nucale. Essa si sviluppa solo in
seguito ad una batteriemia di tipo B e colpisce prevalentemente i bambini nei primi anni
di vita, perch non possiedono ancora unimmunocompetenza sviluppata. La meningite
causata da questo batterio, anche se non molto frequente, insidiosa, perch porta a delle
sequele molto gravi come cecit, mutismo, idrocefalia.
A volte questo batterio pu portare anche a polmonite in fasce di et ben definite. Essa
pu eventualmente subentrare in seguito ad una infezione virale che quindi si complica
con una sovrainfezione batterica; perci al persistere dei sintomi influenzali possibile
fare in alcuni casi una copertura antibiotica.
Diagnosi: necessario eseguire un prelievo di liquidi normalmente sterili (come sangue,
liquido cerebrospinale) del paziente ed analizzarli. possibile unanalisi microscopica
con colorazione di Gram, una coltura su Agar cioccolato, colorazione immunofluorescente
della capsula batterica, ricerca diretta dellantigene capsulare.

NEISSERIA MENINGITIDIS:
Gram negativo
Aerobio, colonizza le mucose e non sopravvive nellambiente esterno; capsulato;
diplococco (spesso assume struttura a chicco di caff, lunione avviene a livello del
diametro maggiore); ossidasi positivo; catalasi positivo; asporigeno; immobile
Hanno esigenze nutrizionali abbastanza complesse e crescono in Agar cioccolato
Raggiunge le meningi per via ematica, in situ non d patologie. Si trasmette per via
inalatoria. Lambiente naturale del meningococco la gola delluomo, dove si impianta il
pi delle volte senza provocare alcun sintomo. Diventa un batterio pericoloso solo quando,
in alcuni casi, raggiunge il circolo ematico.
Fattori di virulenza: la capsula polisaccaridica (composto acidoN-acetilneuraminico,
NANA derivato dallacido sialico) permette la colonizzazione grazie al forte potere
antifagocitario, maschera le proteine della membrana esterna, ed presente con 14
sierotipi differenti; LPS, le proteine di membrana, IgA proteasi. LPS, di cui il lipide
A costituisce lendotossina, si libera dalla membrana al momento della lisi e si lega a dei
recettori della linea monocito-macrofagica con conseguente rilascio di TNFalpha che in
quantit elevate pu portare a shock tossico da sespi meningococcica il quale comporta
complicanze gravi come petecchie da coagulazione intravasale disseminata (CID), dovuta
ad extravasazione massiccia e caratterizzata estese bolle emorragiche, collasso
circolatorio, necrosi e morte. Le petecchie emorragiche cutanee sono un segno
caratteristico della malattia meningococcica invasiva. Microscopicamente, queste lesioni
sono caratterizzate da danni endoteliali, emorragie e microtrombi nei piccoli vasi,
conseguenza di una vasculite, innescata da endotossine e citochine.
Patologia: Meningite: la fascia di et pi a rischio per contrarre questa malattia quella
ad ampia socializzazione, quindi soprattutto i giovani.
Dopo una iniziale invasione tissutale che si sviluppa prima nelle cellule epiteliali e poi in
quelle sottoepiteliali si ha traslocazione nel torrente circolatorio (batteriemia). Se il sangue
non riesce ad eliminare il batterio, esso si diffonde fino alle meningi e compie un attacco
selettivo alla barriera ematoencefalica che un filtro ultraselettivo e non fa passare quasi
nulla. Se il batterio riesce ad attraversarla la risposta immunitaria sar molto lenta a causa
della funzione di filtro della barriera stessa. Il batterio attraversa la barriera facendosi
fagocitare da cellule fagocitiche locali (caratteristica del tipo B) che non lo eliminano, ma
lo trasportano solamente allinterno della barriera dove esso pu proliferare indisturbato
fino alla comparsa della risposta immunitaria. Lo sviluppo della malattia meningococcica
dipende principalmente dallo stato immunitario del soggetto colpito. Limmunit di
solito tipo specifica e si sviluppa nella maggior parte delle persone entro i primi due
decenni di vita.
Diagnosi: la diagnosi viene effettuata con lisolamento del batterio o con il rilevamento
degli antigeni nel sangue o nel liquido cerebrospinale. Bisogna prelevare il liquor in uno
stato precoce, effettuare analisi in laboratorio per verificare consumo di glucosio da parte
del batterio e successivamente eseguire lesame colturale. Anche per il sangue possibile
lesame colturale. possibile losservazione al microscopio con colorazione di Gram;
ricercare gli antigeni; eventualmente possibile effettuare anche una PCR.

NEISSERIA GONORRHOEAE:
Gram negativo
Aerobio, colonizza le mucose e non sopravvive nellambiente esterno; acapsulato; diplococco
(struttura a chicco di caff, lunione avviene a livello del diametro maggiore); ossidasi positivo;
catalasi positivo; asporigeno; immobile
Crescita in Agar cioccolato
Sempre patogeno, responsabile di una delle pi comuni infezioni a trasmissione sessuale.
Lindividuo maschile sempre sintomatico (goccia del buon mattino), mentre le donne risultano
sintomatiche solo in uno stadio avanzato della patologia.
Fattori di virulenza: Si stabilisce nelle mucose e negli epiteli grazie ai Pili di tipo IV che sono
composti da subunit ripetute di pilina e comprendono fattori di adesione (possono presentare una
variabilit genetica notevole) come la pilina di tipo 4, costituita da pilE che si trova sulla
membrana batterica e PilC che interagisce con i recettori della cellula dellospite. Unaltra classe
di proteine coinvolte nelladesione delle neisserie sono le proteine Opa; in particolare Opa factor
A e C che svolgono la funzione di adesine/invasine. Questi fattori di adesione permettono
ladesione con le cellule epiteliali che fagocitano il gonococco (in questo modo si protegge
dallazione dei fagociti).
Patologia: Dopo che ha infettato lepitelio si sviluppa la patologia. Linfezione gonococcica
sessualmente trasmessa si verifica tipicamente sullepitelio mucosale delluretra maschile o della
cervice uterina femminile. Il gonococco pu anche infettare il retto, la gola e la congiuntiva.
Nelluomo linfezione localizzata a livello delluretra e si manifesta subito con sintomi evidenti
e acuti come disuria, dopo un periodo di incubazione di pochi giorni.
Le donne nella maggior parte dei casi risultano asintomatiche e sono pi soggette ad un decorso
sistemico della patologia con artralgie, faringiti, febbre, dolore addominale, infezioni delluretra,
del retto e nei casi pi gravi la PID (pelvic infiammatory disease) che risulta essere la causa pi
frequente di sterilit, transitoria o definitiva delle tube. Altre complicanze possono essere
infezioni extragenitali, infezioni anorettali. I neonati da donne infette inoltre possono sviluppare
oftalmia neonatale grave e cecit.
Diagnosi: possibile eseguire losservazione al microscopio ottico dopo colorazione di Gram.
Laltro gold-standard lesame colturale, dopo aver prelevato del pus ed aver isolato il batterio
attraverso il terreno di Thayer-Martin ( che contiene antibiotici verso cui N.Gon. resistente);
eventualmente si pu eseguire una PCR, oppure ricerca degli antigeni con il test enzimatico di
immunoadsorbimento (ELISA).

MICOBATTERI:

Sono bacilli allungati facilmente riconoscibili da un esame microscopico per la loro lunghezza
(circa 1-10 m di lunghezza x 0,2-0,6 m di larghezza);
Sono batteri aerobi obbligati; immobili; asporigeni;
Possiedono una parete particolarmente idrofobica composta da un 60% di lipidi e di acidi
micolici responsabili dellidrofobicit di questa parete; la parete conferisce loro resistenza
allessicamento, ai disinfettanti chimici, ai detergenti, ai comuni antibiotici antibatterici e alla
risposta immunitaria dellospite;

Sono resistenti agli alcoli e agli acidi (resistono quindi alle comuni colorazioni di laboratorio) e
vengono perci definiti alcol-acido-resistenti: per la colorazione viene allora sfruttata questa loro
caratteristica utilizzando alcol e acidi forti;
Non sono resistenti alle alte temperature e ai raggi UV, utilizzati infatti per andare a sterilizzare
materiali e/o ambienti;
Non possono essere classificati n come Gram positivi n come Gram negativi: in laboratorio
vengono utilizzate colorazioni differenti come per esempio la colorazione di Ziehl-Neelsen
oppure si possono utilizzare dei fluorocromi;
Per la loro composizione hanno un ritmo di crescita lento: mentre gli altri batteri hanno ciclo
replicativo di circa 20-30 minuti e in 24 ore vi la formazione di colonie, per quanto riguarda i
micobatteri la formazione di colonie avviene in almeno 3 settimane. Per un esame colturale
bisogner allora aspettare dai 20 fino ai 50 giorni.
I micobatteri presentano, cos come i Gram positivi, un doppio strato fosfolipidico e uno spesso
strato di peptidoglicani, ma, a differenza di essi, non si colorano con la colorazione di Gram. Lo
strato di peptidoglicano legato a dei polisaccaridi (che fanno da ponte tra la membrana ed il
peptidoglicano che sono arabino-galattani lipoarabinomannani, lipomannani; i cui terminali
sono esterificati ad acidi micolici. Questo strato poi ricoperto da una struttura simil-capsulare
composta da zuccheri associati a polipeptidi, glicolipidi, peptidoglicolipidi e lipidi liberi.
Queste catene esterne sono importanti in quanto funzionano da antigeni di superficie stimolando
il nostro sistema immunitario a produrre anticorpi contro la parte pi esterna della parete di questi
batteri. Sono inoltre sempre presenti porine per gli scambi con lesterno.
I micobatteri non tubercolari patogeni per luomo sono classificati secondo la classificazione di
Runyon che permette di suddividere i batteri in base ad alcune caratteristiche: il ritmo di
crescita, ovvero la velocit con cui questi batteri crescono, e la presenza di pigmenti che
conferiscono una determinata colorazione. Tra i batteri presenti nella classificazione di Runyon,
detti batteri atipici, quelli che si trovano pi frequentemente sono il M. avium (presente nei
pazienti affetti da AIDS), il M. kansasii, il M. fortuitum e il M. chelonae.
Ci sono 4 gruppi di Runyon:

-Fotocromogeni a lenta crescita (es. M. Kansasii): tempo di crescita maggiore di 3 settimane;


-Scotocromogeni a lenta crescita (es. M. gordonae): sviluppano una pigmentazione anche se
sono al buio;
-Non cromogeni a lenta crescita (es. M. avium): tempo di crescita sempre maggiore di 3
settimane
-Batteri a crescita rapida (es. M.fortuitum, M.chelonae, M. abscessus): tempo di crescita di 4-5
giorni;

I micobatteri patogeni per luomo pi importanti (M.tubercolosis, M. Leprae e M. Ulcerans) sono


micobatteri a lenta crescita

MYCOBACTERIUM TUBERCOLOSIS COMPLEX:


In coltura ha la caratteristica di formare cordoncini, per questo facilmente
riconoscibile al microscopio;
La trasmissione avviene attraverso linalazione di goccioline di aerosol infette,
emesse nellambiente da individui infetti; sono necessari contatti prolungati per
contrarre la malattia. Questo batterio in grado di sopravvivere a lungo nellambiente
esterno, aumentando le probabilit di contagio;
Le zone maggiormente colpite sono lAfrica subsahariana, lEuropa orientale e il sud-
est asiatico, dove alta la percentuale di pazienti affetti da HIV che possono presentare
spesso co-infezione da tubercolosi.
Patogenesi: Questi batteri non hanno grosse capacit adesive e non producono tossine:
lazione patogena data dalla risposta immunitaria (la risposta cellulare
caratterizzata dalla presenza di linfociti CD4, che secernono citochine pro-
infiammatorie e da linfociti CD8) che si scatena allinterno dellindividuo per
eliminarli.
I micobatteri cercano di replicarsi a livello dellepitelio polmonare: negli alveoli i
micobatteri vengono fagocitati dai macrofagi, ma sono in grado di resistere
allinterno del macrofago e possono quindi continuare a replicare: quando i fagociti
infetti vengono distrutti, rilasciano allesterno il micobatterio e, con esso, anche degli
enzimi litici che vanno a degradare il tessuto polmonare. Successivamente
interverranno altre cellule deputate alleliminazione del microorganismo e daranno il
via ad un circolo vizioso tra la reazione infiammatoria da esse causata e la
proliferazione del micobatterio.
Dal momento che il batterio riesce a resistere al sistema immunitario, in grado di
arrivare a siti extrapolmonari attraverso il sangue dando origine alla tubercolosi
miliare (si sviluppa in tutto il corpo): il paziente pu sviluppare diversi focolai in
vari distretti corporei.
Il batterio si sviluppa lentamente e sar lenta anche linsorgenza delle infezioni
granulomatose ad esso dovute. Queste infezioni non sono limitate al distretto
polmonare: il micobatterio pu provocare anche tubercolosi meningea o renale. La
sede maggiormente colpita sono i polmoni semplicemente perch, essendo un batterio
aerobio, preferisce le zone con elevata pressione di ossigeno.
-TUBERCOLOSI PRIMARIA:
Insorge nei soggetti che sono venuti a contatto con il microrganismo per la prima
volta. Nella fase iniziale il soggetto contrae il micobatterio che viene inalato, arriva
nelle basse vie respiratorie (in particolare a livello alveolare), dove predilige il lobo
medio o inferiore, e viene internalizzato dai fagociti mononucleati locali: inizia cos
ad innescarsi un processo infiammatorio di tipo granulomatoso. I bacilli tubercolari
possono essere poi trasportati attraverso il drenaggio linfatico fino ai linfonodi satelliti,
a livello dei quali possono svilupparsi altri foci di infezione. Normalmente questa una
fase asintomatica o caratterizzata da scarsa sintomatologia.
-Formazione del tubercolo:
Dopo un mese circa si sviluppa la risposta immunitaria specifica (cellulo-mediata)
responsabile delle lesioni tissutali che si verificano a livello polmonare e che prendono
il nome di tubercolo (parte visibile nelle radiografie). Queste lesioni granulomatose
presentano: una zona centrale in cui si trovano le cellule del sistema immunitario tra
cui i macrofagi, che a livello polmonare vengono detti cellule di Langhans; una zona
intermedia di cellule epitelioidi; esternamente dei fibroblasti che vanno a isolare il
focolaio di infezione: i collari di fibroblasti indicano infatti nella maggior parte dei casi
che lorganismo sta cercando di isolare qualcosa in un determinato distretto per evitare
che il danno si propaghi (lo si nota anche nel caso di alcune cellule tumorali). Nella
parte centrale del tubercolo si sviluppa la cos detta necrosi caseosa in espansione,
poich il danno tende ad aumentare.
I sintomi che caratterizzano la formazione del tubercolo sono: malessere, perdita di
peso, tosse con muco sanguinolento, forte dolore al petto, sudorazione notturna e
distruzione tissutale visibile dopo radiografia.
-Decorso:
Il tubercolo ora pu evolvere in diversi modi: pu andare incontro ad un processo di
fibrosi o calcificazione grazie al quale i micobatteri vengono isolati e possono rimanere
vitali per lunghi periodi di tempo; il tubercolo (in questo caso chiamato complesso
primario) va in forma di quiescenza e vi pu essere, in determinati casi, una
riattivazione della malattia e si parla in questo caso di reinfezione endogena. La
riattivazione pi facile in pazienti immunocompromessi o con uno stato di salute pi
fragile.
Nei casi pi gravi invece, pu avvenire una rottura di questa lesione in seguito alla
necrosi tissutale: tutto il contenuto del tubercolo viene quindi riversato in circolo e i
microrganismi possono disseminarsi praticamente in tutti gli organi, attraverso la
circolazione ematica e/o linfatica, in sedi extrapolmonari. Gli organi maggiormente
colpiti sono il fegato, i reni, la milza e le meningi: si pu osservare in questi casi una
tubercolosi renale, meningea o una osteomielite tubercolare. Nei casi pi gravi, in
particolare negli immunodepressi, i tubercoli possono svilupparsi in tutto il corpo e dare
origine, come gi detto, alla tubercolosi miliare.
-Evidenze dinfezione: Se si ha il sospetto di uninfezione da micobatterio bisogna per
prima cosa valutare la sintomatologia e procedere ad unindagine radiografica, poich
il focolaio di infezione circoscritto e quindi ben visibile da una lastra.
Gi di per s la radiografia fa diagnosi: si vedono aree fibrose che prendono il nome di
complesso di Gohn.
Si pu per procedere anche con la reazione cutanea di Mantoux: Permette di
differenziare le persone infette, e quindi entrate in contatto con il micobatterio, da
quelle non infette.
Il test della tubercolina (preparato di proteine purificate di micobatteri detto anche
PPD Purified Protein Derivative) prevede la scarnificazione della cute con derivati
della tubercolina e dopo circa 48h si va ad analizzare se si verificato un indurimento
nelle regioni in cui avvenuto linoculo e se avvenuta una reazione cutanea o
infiammatoria. Si svilupper una papula eritematosa (dovuta allipersensibilit
ritardata, ovvero al riconoscimento dellantigene da parte degli anticorpi) che pu avere
diametri differenti:
-Diametro < 5 mm: negativo
-Diametro intorno ai 5 mm: positivo nei pazienti con scarsissime difese immunitarie
-Diametro < 15mm: positivo per pazienti con bassi livelli di difese immunitarie
-Diametro > 15 mm: positivo nei pazienti con nessun fattore di rischio.

Il test cutaneo presenta problemi di scarsa sensibilit, la bassa specificit, il rischio di


inadeguato follow-up del paziente per la lettura e falsi positivi (se il paziente ha avuto
contatti con micobatteri non tubercolotici o se stato in passato sottoposto a vaccino).
Inoltre la misurazione del diametro soggetta ad errori di sensibilit da parte del medico
che effettua la misurazione; un esame standard ma non attendibile.
DIAGNOSI DI LABORATORIO: possibile eseguire una diagnosi microbiologica
diretta (esame microscopico ed esame colturale) e una diagnosi immunologica indiretta
(test dellinterferone). La prima viene utilizzata per evidenziare i soggetti con TB attiva,
mentre la seconda viene utilizzata per evidenziare i soggetti infettati con M.
tubercolosis, ma non in grado di distinguere tra soggetti sani (infezione latente) e
soggetti malati (infezione attiva).

I campioni sono materiali provenienti dalla sede di infezione: espettorati,


broncolavaggi, broncoaspirati, aspirato gastrico.
Se si pensa ad una disseminazione del micobatterio sar necessario inviare una
emocoltura per valutare la presenza del batterio in circolo o un campione di urine se si
sospetta di un tubercolo renale.
Per poter processare lespettorato necessario fluidificarlo, utilizzando lN-acetil-L-
cisteina come agente fluidifcante. inoltre necessario decontaminare lespettorato
utilizzando lNaOH a una concentrazione del 2% proprio per la caratteristica dei
micobatteri di essere alcol-acido-resistenti: i batteri contaminanti moriranno, mentre il
micobatterio rester vitale. Per sapere se il paziente infettivo e deve essere messo in
isolamento, la prima cosa da fare un esame dellespettorato al microscopio: se si
vedono bacilli alcol acido resistenti il paziente va subito isolato poich molto
probabile si tratti del Mycobacterium tubercolosis. Si procede poi alla profilassi delle
persone con cui venuto a contatto.
Lesame microscopico ha comunque dei limiti, come per esempio una sensibilit che
arriva fino al 70%.
Le colorazioni che si utilizzano sono le colorazioni di Ziehl-Neelsen oppure la
colorazione con alcuni fluoro-cromi (auramina e rodamina) detto metodo fluoro-
cromico di Truant.
-COLORAZIONE DI ZIEHL NEELSEN (colorante carbonfucsina):
Il campione viene posto su un vetrino, dopo evaporazione si fa essiccare il materiale e
viene colorato con la carbon-fucsina.
Si fanno a questo punto dei lavaggi con acqua e etanolo o acido solforico (solo i batteri
cos rimangono colorati) e si effettua una contro-colorazione con il blu di metilene per
ottenere una limpida visione dei bacilli di micobatterio rossi su sfondo azzurro.
Bisogna comunque valutare anche la carica batterica, ovvero il numero di micobatteri
visibili al microscopio con ingrandimento 40x: se sono pi di 10 li si definisce
numerosi.
La colorazione di Ziehl-Neelsen importante non solo per la prima diagnosi ma anche
per il follow-up della terapia: quando il paziente risponde bene i batteri
nell'espettorato tendono a scomparire, mentre se c resistenza ai farmaci essi
continuano ad essere presenti
-METODO FLUOROCROMICO DI TRUANT:
utilizzato solamente in rari casi perch per visualizzare questa colorazione
necessario un microscopio a fluorescenza (la metodica standard per rimane
comunque la colorazione di Ziehl-Neelsen). In questo caso si osserveranno dei bacilli
giallo-aranciati, facilmente riconoscibili per la loro classica forma a virgola, stretti e
lunghi.

-COLTURA:
Dura almeno un mese e dipende dalla carica batterica e da altri fattori.
I terreni che si possono utilizzare possono essere liquidi (solitamente favoriscono la
crescita, ma non sempre cos) o solidi:
-Lowenstein-Jensen: terreno solido arricchito con proteine delluovo perch per il
loro metabolismo questi batteri hanno bisogno di lipidi che vengono quindi presi
dalluovo. Si tratta di un terreno fatto in un tubo a becco di clarino e presenta
normalmente una colorazione verdastra per la presenza del verde di malachite, un
antifungino necessario per la conservazione della coltura. Allinterno si trovano anche
asparagina, glicerolo, magnesio, potassio e fecola di patate. Essendo a becco di clarino
il materiale viene sparpagliato sulla superficie e i tubi vengono lasciati in posizione
orizzontale per 24 ore affinch il materiale venga assorbito e rimessi poi in posizione
verticale.
Ci sono comunque colonie diverse per pigmentazione, ma anche per dimensioni.

-Terreno di Middlebrook: un terreno selettivo per i micobatteri, al suo interno ci sono


agenti che possono eventualmente uccidere micobatteri a rapida crescita come per
esempio NaOH 3-5 M.

Lesame colturale in terreno liquido viene effettuato da una macchina detta Battek
Migit 960: questo sistema completamente automatizzato e si basa sul fatto di andare
ad analizzare alcuni prodotti del metabolismo batterico mediante una tecnologia
fluorimetrica nella quale sono presenti delle emissioni di fluorescenza in base alle
variazioni di concentrazione di ossigeno che avvengono nella provetta e che
segnalano la presenza del batterio.
Il sangue lunico tessuto che non pu andare incontro a questo procedimento perch
neutralizza la fluorescenza: nel caso in cui si voglia fare una emocoltura si procede con
il metodo classico che viene utilizzato per tutti gli altri batteri.
Se la provetta dovesse risultare positiva si far allora un vetrino con la colorazione di
Zihel-Neelsen o con lauramina/rodamina perch potrebbero esserci dei falsi positivi.

-TEST DELLINTERFERONE O TEST IGRA:


un test indiretto che misura la quantit di interferone prodotto, dal momento
che esiste una memoria immunologica, dei linfociti T in caso di contatto con il
micobatterio e, di conseguenza, il livello di difesa del sistema immunitario. La
produzione di interferone-gamma considerata indicativa di una sensibilizzazione
immunologica acquisita in seguito ad una infezione tubercolare.
Il campione di sangue interno con sodio-eparina utilizzata come anticoagulante: con
un prelievo vengono presi dal paziente i linfociti T/CD8+, vengono purificati, contati
e messi a contatto con degli antigeni del micobatterio preparati precedentemente in
laboratorio. I linfociti producono quindi citochina antibatterica, l'interferone, che
viene quantificato da una macchina apposita.
A questo punto ci saranno 3 provette:
-Controllo negativo
-Controllo positivo per verificare che il paziente non sia un immuno-debilitato con un
sistema immunitario che non risponde
-Campione da testare per verificare se i linfociti T hanno memoria
Il tutto dura circa 4 ore e la reazione viene misurata in maniera plurimetrica: si fa una
lettura a 540 nm e si va ad interpretare il risultato. Il cut-off di positivit stato stabilito
dallanti-drug administration a 0,34 unit di interferoni per mL; il saggio che
prende in considerazione il rilascio di questa citochina analogo allELISA.
Il dato fornito viene confrontato con tabelle che riportano i valori correlandoli al livello
di difesa immunitaria (viene quindi misurata la forza dellimmunit):
Elevate quantit= immunit forte, il paziente non a rischio
Medie quantit= il paziente a rischio
Basse quantit= il paziente a forte rischio

Test sul rilascio di interferone e sullamplificazione degli acidi nucleici


consentono unidentificazione pi rapida e specifica, rispettivamente, dellinfezione da
M. tubercolosis e della presenza di una malattia attiva. Quando si ha la crescita del
micobatterio si possono andare ad analizzare le sue propriet biochimiche. Tecniche di
biologia molecolare valutano la presenza di determinate sequenze specifiche dei
micobatteri o utilizzano le sonde messe in commercio per valutarne la presenza. Per i
micobatteri pi rari, non riconosciuti dalle sonde, sar invece necessario andare a
sequenziare gli acidi nucleici.

Algoritmo diagnostico:
Se la microscopia dovesse essere positiva si passerebbe comunque al test molecolare:
se sono entrambi positivi il paziente affetto da TBC, se il test molecolare negativo
si esamina un altro campione e si aspetta lesame colturale.
Nellalgoritmo normale, in caso di positivit dellesame microscopico si passa alla
coltura: se risulta negativa ci si ferma, ma se risulta essere positiva si procede a un test
sulle resistenze ai farmaci. La coltura, in generale, lesame pi attendibile e
determinante.

Due strade: 1 Microscopia-> s-> test molecolare-> s -> paziente affetto da tubercolosi
->no -> esame colturale

2 Microscopia-> s-> esame colturale-> s -> test resistenza antibiotici

-RESISTENZE AI FARMACI:
Si esegue un antibiogramma sul complesso SIRE-PZA dove SIRE sono i quattro
antibiotici: streptomicina, isoniazide, rifampicina, etambutolo e PZA la
pirozinammide.
Avendo gi una coltura, il test di sensibilit agli antibiotici ha una durata variabile
solitamente di 10-15 giorni (a seconda che linoculo sia pi o meno carico il test pu
durare dai 4 ai 21 giorni).
Viene utilizzato il MIGIT o, in alternativa, si possono fare dei test di biologia
molecolare per valutare la presenza di determinate sequenze che conferiscono la
resistenza agli antibiotici (i test pi in uso vanno a valutare la resistenza a rifampicina
e isoniazide).
Si vanno a valutare le resistenze perch sono stati isolati diversi ceppi definiti MDR-
TB (multi drug resistant tubercolosis) contro i quali i farmaci di prima linea
(rifampicina e isoniazide) non sono efficaci.
Sono stati isolati anche ceppi XDR-TB (extensive drug resistant tubercolosis) contro
i quali non risultano efficaci n i farmaci di prima linea, n i fluorochinoloni, farmaci
di seconda linea (ce ne sono altri).
Ci sono poi ceppi TDR-TB (totally drug resistant) resistenti a tutti i farmaci: sono
stati isolati solo in Iran, India e Italia.
Lincidenza di questi ceppi resistenti variabile dall8 al 14% e si utilizza perci una
multiterapia per evitare le resistenze; i farmaci principali sono:
-isoniazide, che inibisce la sintesi degli acidi micolici;
-rifampicina, che va ad inibire lRNA polimerasi batterica;
-etambutolo, in grado di inibire il trasferimento di arabinosio alla parete cellulare,
interferendo con la sintesi della parete batterica;
-streptomicina;
-pirozinamide deve essere attivato dalla pirazinamidasi in ambiente acido per
raggiungere la forma attiva. La sua azione di inibire la sintesi degli acidi grassi.
Il trattamento dura circa 6 mesi (2+4) con questo cocktail di farmaci, tenendo
monitorati i pazienti.
La profilassi viene utilizzata invece con la sola isoniazide, ma presente anche un
vaccino poco utilizzato che conferisce una protezione pari all80%, detto vaccino di
Calmette-Guerin (VCG): un ceppo vivo attenuato di Mycobacterium bovis che, se
inoculato, conferisce la capacit ai macrofagi di uccidere questo patogeno.
MYCOBACTERIUM AVIUM COMPLEX:
Il complesso del Mycobacterium avium comprende batteri ambientali presenti a
livello del suolo e a livello dellacqua (micobatterio ubiquitario). I pazienti che
risultano avere uninfezione da parte di questo batterio sono i soggetti affetti da
AIDS: normalmente nessun organo viene risparmiato e si hanno delle infezioni
disseminate con batteri presenti nel sangue e nei tessuti. A causa dei batteri e della
risposta infiammatoria da essi innescata si verificano numerose insufficienza
dorgano.
Per contrarla bisogna ingerire il microrganismo, non stata dimostrata una
trasmissione da persona a persona.
Si pu comunque avere una colonizzazione asintomatica e una malattia
polmonare localizzata cronica: tra i pazienti a rischio, oltre agli
immunocompromessi, ci sono infatti anche quelli gi affetti da una malattia
polmonare cronica.

MYCOBACTERIUM LEPRAE:

Questo batterio lagente eziologico della lebbra o malattia di Hansen. un bacillo alcool-
acido-resistente che cresce nei macrofagi e nelle cellule neurali. Non mai stato coltivato in un
terreno di coltura e viene considerato un patogeno intracellulare obbligato. Si replica in 12-14
giorni ed ha un lungo periodo di incubazione. La lebbra raramente uccide il paziente, ma risulta
essere fortemente invalidante per i danni prodotti agli arti e altri tessuti periferici. La lebbra una
infezione granulomatosa cronica e lentamente progressiva che coinvolge la pelle ed i tessuti
nervosi periferici, per i quali M. Leprae presenta un particolare tropismo. Linfezione risulta
essere localizzata a pelle, naso, tratto respiratorio superiore. Gli organi interni non risultano essere
coinvolti.
Esistono 2 tipi di lebbra: lebbra lepromatosa: caratterizzata da una scarsa risposta immunitaria
che non in grado di controllare la replicazione di questo bacillo. una forma di lebbra altamente
contagiosa e richiede trattamenti prolungati (circa 2 anni) per guarire dallinfezione.
Lebbra tubercoloide: lospite manifesta una buona risposta immunitaria, forma di lebbra non
contagiosa e caratterizzata da un modesto danno tissutale, si risolve in 6 mesi di terapia.
Diagnosi: clinica + esame microscopico

MYCOBACTERIUM ULCERANS:
Questo batterio lagente eziologico dellulcera di Buruli, che la terza principale patologia
causata da micobatteri in soggetti immunocompetenti. uninfezione prevalentemente localizzata
nellAfrica occidentale. M.Ulcerans un batterio a lenta crescita e si moltiplica sia a livello
intracellulare sia extracellulare. Linfezione si trasmette per via cutanea in aree che presentano
traumi e microtraumi, perch presente anche a livello del suolo.
Inizia a replicarsi a livello extracellulare e a produrre una tossina, il micolattone. Il micolattone
un polichetone che induce apoptosi cellulare nelle cellule infettate. il principale fattore di
virulenza, responsabile del danno tissutale e dellimmunosoppressione che accompagna lulcera
di Buruli. Linfezione coinvolge prevalentemente il tessuto grasso sottostante il derma e si
presenta con estese lesioni di tipo ulcerativo che nei casi pi gravi richiedono lamputazione
degli arti.
CHLAMYDIAE:
Le Chlamydiae sono ospiti obbligati nel nostro organismo arrivati in un secondo momento
rispetto a tutti gli altri batteri: si sono quindi adattati per vivere nelle cellule che si erano gi
sviluppate come organismi superiori. Rappresentano il punto di passaggio tra i virus e i batteri:
i virus sono ovviamente venuti dopo, dal momento che necessitano di organismi gi formati per
poter vivere.
Provoca prevalentemente malattie sessualmente trasmesse o trasmissibili per via materno-fetale
e neonatale.
Le specie prettamente umane sono: la Chlamydia Trachomatis e la Chlamydia Pneumoniae;
la Chlamydia Psittaci viene invece trasmessa alluomo dai pappagallini verdi per inalazione del
batterio dando uninfezione polmonare nota come psittacosi.
Sono batteri GRAM negativi
Hanno un ciclo cellulare complesso durante il quale il batterio passa da una forma intracellulare
e non infettiva detta corpo reticolare (possiede un diametro di 800-1000 nm, si origina dal corpo
elementare per progressiva idratazione, subito dopo la sua penetrazione nel vacuolo per endocitosi
e rappresenta la forma metabolicamente attiva capace di dividersi per scissione binaria allinterno
della cellula ospite) a una forma infettante, che sar il Gram negativo vero e proprio, detta corpo
elementare.
Essendo ospiti obbligati si isolano ovviamente solo su colture cellulari, non su terreni agarizzati
o coagulati, e possono essere colorati in vari modi:
-Colorazione di Giemsa: evidenzia i corpi reticolari della C. Trachomatis;
-Colorazione di Lugol: costituita da tintura di iodio, che permette di vedere i corpi reticolari
della Trachomatis di colore rosso mattone, perch lo iodio lega delle componenti lipidiche
particolari introdotte dal batterio. poco costosa e viene per questo usata come diagnostica per
la presenza in un campione clinico di Chlamydia Trachomatis;
-Immunofluorescenza: serviva per vedere i corpi elementari della Trachomatis, ma non si
utilizza pi perch impossibile distinguerli dalla sporcizia del colorante
Caratteristiche dei corpi reticolari:
Sono grandi ammassi di sostanze e molecole che, come nei virus, condensano e si
autoassemblano casualmente per attrazione reciproca dei vari componenti. Si formano allora
particelle di 800-900 nm contenenti DNA, RNA, proteine, lipidi ecc. per il mantenimento del
batterio e la formazione dei corpi elementari.
Caratteristiche dei corpi elementari:
Hanno dimensioni di circa 350 nm (simili a grandi virus come lHerpes labiale) e non possiedono
il peptidoglicano, ragion per cui vengono definiti GRAM negativi. Non sintetizzano pi
nemmeno lacido N-acetil-muramico, componente specifica della parete di tutti i batteri, perch
non serve (c la cute a difenderci). La parete delle clamidie presenta degli aspetti peculiari: il
peptidoglicano notevolmente ridotto, la membrana interna ha la composizione tipica delle
membrane batteriche, mentre la membrana esterna oltre allendotossina o LPS presenta un
complesso di proteine MOMP (svolgono funzioni di porine, quindi controllano assorbimento di
nutrienti allinterno e cataboliti allesterno e la stabilit osmotica) e altre proteine ricche in
cisteina. Tra queste proteine si instaurano numerosi legami ponte disolfuro che mantengono
queste proteine strettamente interconnesse tra di loro nel corpo elementare. La trasformazione del
corpo elementare in corpo reticolare conseguirebbe alla loro parziale riduzione, che diverrebbe
cos la principale causa della idratazione e della lassit di tale elemento.
La penicillina e i -lattamici in generale o le cefalosporine sono efficaci sul questo batterio
nonostante non possieda il peptidoglicano, per questo si stanno ancora studiando i loro reali
meccanismi di attivit, in particolare quelli che si attivano in presenza di questo specifico batterio.
Ciclo replicativo:
Il corpo elementare capace di riconoscere gli antigeni presenti sulle cellule circostanti e di
fissarsi alla loro membrana. Possono legarsi alle cellule di tutto il corpo, ma le Chlamydiae
Pneumoniae e la Psittaci prediligono i polmoni, mentre la Trachomatis predilige i genitali.
La penetrazione avviene per endocitosi e si forma un fagosoma in un processo definito
endocitosi mediata da recettore. La riduzione dei ponti S-S tra le proteine della membrana esterna
si traduce nella trasformazione del corpo elementare in corpo reticolare. In genere il fagosoma si
associa poi con un lisosoma a dare un fagolisosoma. In questo caso il batterio, grazie alle proteine
Inc, inibisce la formazione del fagolisosoma e quindi i corpi reticolari possono replicarsi
formando ununica grossa inclusione citoplasmatica.
Il fagosoma si ingrandisce quindi sempre di pi e, dopo circa 8 ore, si nota che il nucleo e le
altre componenti citoplasmatiche sono stati spinti in periferia: in questo momento la cellula per
non sta ancora soffrendo, solo rallentata nel metabolismo, ma comunque vitale e integra. In
seguito inizia e si incrementa la neoformazione dei corpi elementari.
La liberazione dei corpi elementari (centinaia/migliaia per ogni corpo reticolare) avviene:
-Per lisi della cellula solo nel caso della Chlamydia Psittaci, la quale, essendo trasmessa dagli
animali, non in grado di trasportare i corpi elementari allesterno. Il corpo reticolare si
ingrandisce allora sempre di pi fino a rilasciare i corpi elementari nella cellula causando tossicit
al suo interno e costringendola a morire
-Per esocitosi esterna senza danno cellulare in tutti gli altri ceppi a trasmissione interumana

Patogenicit:
Non data dal batterio in s, ma dalla nostra risposta immunitaria, in particolare quella cellulo-
mediata che provoca infiammazione (tramite sostanze citochimiche e chetochimiche come
interferone gamma e TNF-alfa), danno tissutale e rimarginazione caratterizzata dalla presenza di
cicatrici.
Solo nella Psittaci, la patogenicit data invece dal batterio, che provoca polmoniti.

CHLAMYDIA TRACHOMATIS:
Circa 15 diversi sierotipi:
-A, B e C sono endemici, hanno una maggiore selettivit dorgano e provocano il glaucoma
detto tracoma, malattia gravissima, diffusa soprattutto in Africa, Asia e Sud America, che porta
a cecit giovani adulti infettati al momento della nascita.
Linfezione neonatale pu verificarsi a causa di madre infetta: il batterio ben rappresentato
infatti a livello della mucosa uterina. Quando la Chlamydia entra nella cornea, rimane ferma fino
a quando il paziente non sviluppa limmunit mucosale (completando cos lo sviluppo
dellimmunit): la risposta immunitaria provoca allora il tracoma.
-Da D a K sono responsabili di malattie sessualmente trasmesse (hanno diffusione mondiale)
e rappresentano quindi un indice di attivit sessuale promiscua. Danno congiuntiviti, epididimiti,
prostatiti, uretriti e cerviciti. Alcune Trachomatis possono causare, nella prima infanzia,
polmoniti interstiziali, caratterizzate da uninfiammazione di tutta la mucosa polmonare con
ispessimento della stessa, non pi lobari (costituite da un blocco del lobo ispessito).
Luomo avvantaggiato perch sintomatico: ha bruciore durante la minzione e presenta la goccia
del buon mattino liquida e limpida a differenza di quella della gonorrea (bianca e purulenta).
La donna pu provare bruciore anche pi forte delluomo, perch la Chlamydia pu infettare una
ghiandola che luomo non possiede, detta ghiandola del Bartolini, che lubrifica luretra, dando la
bartolinite e costringendola a consultare un medico.
Il problema della maggior parte delle donne per quello di essere asintomatica e questo
permette la risalita della Chlamydia dalla vagina allutero senza che venga toccata luretra:
lutero non d risposte infiammatorie e la donna sar totalmente incosciente di essere infetta fino
a quando non si svilupper limmunit mucosale, le cui cellule attaccheranno la Chlamydia
provocando cicatrici nellutero, nelle tube di Falloppio e nellovaio e rendendo cos la donna
sterile (problemi meccanici di chiusura delle tube a causa delle cicatrici).
->Il 20% delle donne infette pu andare infatti incontro a fortissime coliche (dovute a
infiammazione grave agli annessi sessuali, ovvero le ovaie) non facilmente controllabili dagli
antidolorifici, dette PID (Pelvic Inflammatory Disease), mentre il restante 80% non presenta
sintomi particolari, ma ad un certo punto nota gonfiore del ginocchio: si preleva il liquido
sinoviale e si scopre che infetta. Queste infezioni hanno ovviamente unincidenza maggiore nei
giovani
-L1, L2 e L3 causano linfogranuloma venereo e oculare. Il primo malattia sessualmente
trasmessa molto caratteristica: grandi infiammazioni a livello dei linfonodi inguinali e particolari
formazioni sui genitali esterni; il secondo uninfiammazione della congiuntiva.

CHLAMYDIA PNEUMONIAE:
presente un unico ceppo che colpisce prevalentemente i bambini e, di regola, non un agente
molto patogeno. facile da verificare perch si trova solo nellapparato respiratorio.
Anche questa pu causare nelladulto forme di resistenza a livello sistemico (es. artrite settica)
e d polmoniti interstiziali solo nei bambini, le quali devono essere differenziate con PCR da
quelle provocate da Trachomatis, da virus o da altri batteri come per esempio i micoplasmi.
Pu provocare nel bambino una patologia asmatica data dal residuato dellinfezione ancora
presente nei polmoni.
La terapia consiste nella somministrazione di penicillina e -lattamici

CHLAMYDIA PSITTACI:
Se ne conoscono moltissimi tipi che attaccano luomo grazie allesposizione a secrezioni
dellanimale morente come sangue e feci.
D lesioni polmonari (non infezioni interstiziali, secondo Caruso) visibili nelle radiografie
come focus di necrosi, ovvero macchie del tutto analoghe a quelle provocate dal tumore al
polmone. Il risultato dellinfezione una polmonite che porta a tosse con presenza di sangue che
potrebbe far pensare anche al micobatterio della tubercolosi.
La terapia prevede lutilizzo di tetracicline.
ENTEROBATTERI:
Gli enterobacteriaceae (enterobatteri) costituiscono unampia famiglia di batteri molto
importanti ed eterogenei. Alcuni di essi sono parte integrante del nostro organismo,
importanti per la nostra salute, andando a costituire la flora batterica Nel ricostituirsi,
questa flora pu lasciare dei varchi, dei punti deboli che vengono sfruttati da alcune specie
di enterobatteri patogeni. Altri enterobatteri sono invece commensali che per diventano
patogeni quando acquisiscono geni che codificano per fattori di virulenza. Presentano
grande variabilit antigenica, ma allo stesso tempo possibile riscontrare gli stessi
antigeni, o antigeni molto simili in specie e famiglie diverse. Si ha una conoscenza
abbastanza dettagliata solo degli enterobatteri patogeni.
Le specie di enterobatteri patogeni pi conosciute sono sette (in realt un numero
approssimativo, secondo lAntonelli sono 20): Escherichia Coli, Clostridium difficile,
Yersinia pestis, alcune specie del genere Salmonella, Shigella, Enterobacter,
Campylobacter, Listeria e altre ancora. Alcune di queste specie causano infezioni
prevalentemente a livello nosocomiale, altre invece si diffondo al di fuori dellambiente
ospedaliero, da uomo a uomo, attraverso il circuito oro-fecale.
Molte specie di enterobatteri non danno patologie, ma si confondono perfettamente con i
patogeni: le differenze tra specie patogene e commensali sono minime, e spesso sono
le stesse specie commensali che, in determinate situazioni, danno patologie. Solo le specie
che causano malattie particolari sono conosciute bene, in quanto, se colonizzano
lintestino, causano patologie molto gravi. Queste specie sono, ad esempio, Salmonella
tiphi e Yersinia pestis, ceppi patogeni che causano rispettivamente il tifo e la peste.

-CLASSIFICAZIONE:

Propriet biochimiche: ogni batterio utilizza, per la sua crescita determinati composti,
sia organici sia inorganici e possiede determinati enzimi, che vengono usati come
discriminanti per lidentificazione di un determinato ceppo batterico. Queste prove
biochimiche sono fondamentali per capire quali sostanze vengono utilizzate dal singolo
batterio isolato, aiutando quindi la diagnosi differenziale. Prevedono lutilizzo di
numerosi terreni di coltura diversi. Ogni terreno contiene un solo composto per
valutare il metabolismo del batterio: in base a reazioni colorimetriche, se il batterio
capace di metabolizzare quella determinata sostanza o componente, il terreno cambia
colore. In particolare la capacit di fermentare il lattosio considerata una delle
caratteristiche chiave nellidentificazione. La flora microbica normale che colonizza
lintestino appena dopo la nascita in grado di fermentarlo, ma i pi diffusi patogeni
intestinali no.
Test sierologici: sono prove antigeniche basate sullo studio degli antigeni di superficie
delle singole specie. Vengono compiuti su quelle specie particolarmente dannose per
luomo, come il Coli e le Salmonelle. Permettono di raggruppare i batteri in base alle
loro capacit patogene (es: invadere la mucosa, produrre tossine o aderire ai villi
intestinali). Importante per capire lassetto antigenico del batterio e fare tipizzazione
antigenica.
Alcuni antigeni significativi sono:
-Antigene somatico O: rappresentato dalla catena polisaccaridica del lipopolisaccaride
(LPS). Sono resistenti al calore e allalcool. La parte della catena lipopolisaccaridica che
va a costituire lantigene tipo-specifico la parte pi esterna: questa porzione per tende
a perdersi dopo pochi giorni dalla propagazione in cultura. Vengono quindi persi gli
antigeni tipo-specifici a pochi giorni dalla messa in coltura, ma vengono mantenuti quelli
specie-specifici, rappresentati dal core della catena. Attualmente si conoscono circa 150
antigeni somatici. Questi batteri, vengono dunque trattati con tanti anticorpi antigene-
specifici: in base a quali anticorpi sono presenti su questi antigeni si pu dare una
caratterizzazione specifica.
-Antigene H: rappresentato dalle proteine flagellari. Sono termolabili e non resistenti
allalcool. Ne sono sprovviste le Shigelle e le Klebsielle, in quanto non presentano flagelli.
Se ne conoscono circa 50
-Antigene K: rappresentato generalmente da un polisaccaride capsulare. Sono
termolabili. Attualmente se ne conoscono circa un centinaio
Metodologie molecolari: Ulteriore metodo attraverso lanalisi del DNA batterico, una
sorta di finger printing batterico. Esistono nuove possibilit tecniche, definite nel loro
complesso next generation sequencing, che permettono di tracciare una sorta di
valutazione del DNA dellintero batterio e di capirne anche piccolissime modificazioni,
oltre ad identificarne la specie (in qualche caso sono state scoperte nuove specie).
CARATTERISTICHE GENERALI:
Gli enterobatteri presentano caratteristiche generali comuni, sono tutti:
-Gram NEGATIVI, hanno forma di bacilli, asporigeni
-Mobili per la presenza di flagelli peritrichi (tranne Klebsiella e Shighella): alcuni
enterobatteri hanno la capacit di muoversi allinterno dellintestino, grazie a flagelli
peritrichi (secondo Caruso fimbrie)
-Capsulati e acapsulati: i capsulati sono quelli pi patogeni
-Fermentano moltissimi zuccheri diversi
-Aerobi, anaerobi facoltativi: hanno un metabolismo fermentativo, non hanno ciclo di
krebs n citocromi. Producono solo una piccola quantit di ATP, sufficiente a soddisfare
il loro metabolismo.
-Catalasi positivi: enzima catalasi che scinde il perossido di idrogeno in acqua e ossigeno,
inattivandolo
-Ossidasi negativi: non svolgono il ciclo di Krebs perch non hanno il citocromo C.
-Ubiquitari: sono presenti ovunque (vengono rilasciati nellambiente da tutti gli
organismi superiori attraverso le feci). Su piante, terreni, allinterno di organismi e vari
altre superfici. Siamo di fatto circondati da enterobatteri (anche le polveri ne trasportano).

SPECIE PATOGENE IMPORTANTI:


I gruppi patogeni per luomo pi importanti sono quattro: Escherichia Coli, Yersinia,
Salmonella, Shigella. Oltre a questi, esistono numerose altre specie patogene, come
Proteus, Klebsiella, clostridium botulinum, clostridium difficile.
Si pu attuare una classificazione di queste specie, in base allhabitat naturale di questi
enterobatteri:
Patogeni che popolano lintestino: sono quei batteri che, in condizioni fisiologiche
popolano il nostro intestino, come E. Coli. Questi batteri, in condizioni fisiologiche,
sono adesi alle mucose del nostro intestino, e non causano patologie di nessun tipo. Se
questi batteri migrano in altri distretti corporei in seguito a fenomeni patologici, come
lesioni della mucosa, o a causa della scarsa igiene del soggetto, possono dare origine a
stati infiammatori o altre lesioni per il semplice fatto di trovarsi in quel determinato tratto
corporeo: infatti proprio quelle caratteristiche che rendono il Coli benigno a livello
intestinale, possono dare origine a patologie in altri distretti corporei.
Altri patogeni, come Salmonella, Shigella e Yersinia arrivano dallesterno, e causano
patologie a livello dellapparato digerente.

FATTORI DI VIRULENZA:
-Endotossina: essendo Gram NEGATIVI, tutti possiedono lendotossina

-Capsula: impedisce la fagocitosi a livello intestinale

-Adesine: sono macromolecole esterne alla parete cellulare (pili o fimbrie) coinvolte
nelladesione alle cellule dellospite

-Variazioni di fasi antigenica: hanno la capacit di esprimere alternativamente due


antigeni (capsulare K e flagellare H), eludendo la risposta immunitaria mucosale e
proteggendo cos il batterio dalla morte cellulare anticorpo mediata.

-Sequestro di fattori di crescita: un eccessivo sequestro di zuccheri da parte della flora


intestinale causa un diminuito apporto di sostanze nutritizie al nostro organismo: se
sommato al sequestro di fattori di crescita (il ferro in particolare) porta alleccessiva
crescita della flora batterica stessa. A causa di questa crescita incontrollata, alcuni
batteri possono risalire nel tratto digerente e arrivare a colonizzare il duodeno, o addirittura
ghiandole importanti quali il pancreas e il fegato. Questo fenomeno avviene soprattutto in
pazienti immunocompromessi.

-Resistenza antimicrobica: fenomeno in grande espansione, dovuto allutilizzo


sconsiderato e eccessivo degli antibiotici. Se arriva un patogeno allinterno del nostro
organismo, tramite meccanismi di scambio genetico, quali la coniugazione ad esempio,
questo pu riceve da un nostro commensale le basi genetiche per la resistenza a quel
determinato antibiotico e ridurre quindi le armi a nostra disposizione per combattere le
infezioni.

PATOLOGIE PRINCIPALI:
Numerose patologie sono associate agli enterobatteri: queste si differenziano in patologie
causate da enterobatteri endogeni (prevalentemente E. Coli), ovvero presenti in
condizioni fisiologiche allinterno del nostro organismo, e patologie causate da batteri
che arrivano dallesterno.
Patologie da batteri endogeni: esse sono causate da batteri che migrano dalla loro
posizione fisiologiche, allinterno del nostro organismo e vanno a colonizzare altri distretti
corporei, danneggiandoli. Queste sono:
-Infezioni urinarie: il 70% delle infezioni urinarie sono date da enterobatteri.
-Setticemie: il 50% delle infezioni del sangue sono causate da enterobatteri. A molti
individui sanguina lintestino, a causa di enteriti, diverticoliti e altre patologie: molto
facile che per lesioni della mucosa, alcuni batteri entrino nel torrente circolatorio e
diffondono, tramite questo, in altri distretti.
-Infezioni del miocardio: il 60% delle endocarditi sono di origine intestinale; il restante
40% ha origine orale, a causa di lesioni delle gengive dovute a un eccessivo spazzolamento
dei denti. Il principio tuttavia il medesimo.
-Polmoniti: dovute allinoculazione di materiale infetto tramite aerosol o altro. La
Klebsiella pneumoniae responsabile di alcune polmoniti. Essendo gli enterobatteri
ubiquitari, possono accedere alle vie aeree anche semplicemente respirando la polvere.
-Meningiti: sono causate in particolar modo da un Coli, detto Coli k1, che dal torrente
circolatorio arriva a livello meningeo. Lorigine di questa patologia comunque da
attribuirsi allinvasione del sangue da parte del Coli.
-Infezioni delle ferite cutanee: se terriccio o materiale fecale, sporco va sulla ferita,
questa si pu infettare

Infezioni da batteri non endogeni: sono causate da batteri che arrivano dallesterno
(esogeni), o da batteri della flora commensale che hanno acquisito caratteri patogenetici
che in origine non possedevano, da un gruppo di virus, detti batteriofagi, che portano
informazioni per tossine, spesso tramite incrocio con altre specie come Shigella o
salmonella: tali virus infettano i batteri della nostra flora commensale, e facendo acquisire
loro aspetti ibridi che li portano ad avere caratteristiche patogenetiche ed invasive.
I batteri dannosi per lintestino si possono dividere in due grandi categorie: invasivi e non
invasivi.

Unulteriore distinzione pu essere fatta tra enterobatteri invasivi e non invasivi:


NON INVASIVI:
Questi batteri causano danno allintestino attraverso fenomeni legati a secrezione e
assorbimento dacqua: tanta acqua il digiuno mette nellintestino, al fine di rendere il
cibo fluido e di favorire il taglio enzimatico dei metaboliti, tanta acqua viene riassorbita
dal colon. Questo equilibrio pu essere turbato, ad esempio, a causa di una tossina che
impedisce il riassorbimento dellacqua a livello del colon, oppure che va a danneggiare
i villi, impedendo il corretto riassorbimento di tutta lacqua. Se questo avviene, si avranno
feci liquide, diarroiche. Questi fenomeni sono causati solo da un ceppo dellE. coli, che
produce tossine e da danno allintestino a causa di questa tossina.

INVASIVI:
E. Coli entero-invasivi hanno acquisito caratteristiche intermedie tra Coli e
Shigelle/Salmonelle grazie alla coniugazione (oltre chiaramente a Shighelle e
salmonelle stesse): queste caratteristiche intermedie sono state conferite loro dai
batteriofagi, tramite meccanismi di ibridazione molecolare.
Il danno intestinale si manifesta in forme dissenteriche: invadendo la mucosa, questi
batteri causano un sanguinamento della mucosa stessa che si riflette in feci con sangue.
Se invece, oltre al sangue, presente anche del muco nelle feci, allora il danno non stato
causato da un Coli, ma Shigella o Salmonella.

SOGGETTI A RISCHIO:
Chi viaggia frequentemente, soprattutto in zone tropicali, anziani, bambini, pazienti
immunocompromessi e donne, in quanto presentano una maggiore vicinanza tra meato
uretrale e anale. Luomo in maniera inferiore. Chi mangia carne non cotta, prodotti non
controllati e il sushi.
I neonati a rischio se la madre presenta una colonizzazione vaginale con Coli k1: questo
ceppo presenta una capsula particolare, come quella della neisseria meningitidis, e dello
pneumococco, che capace di legare e attraversare il plesso coroideo, la barriera emato-
encefalica. Questa si lega alla barriera, la irrita, causando unapertura delle le maglie della
barriere che gli permette di superarla
-DIAGNOSI:
Per fare una corretta diagnosi differenziale tra queste specie patogene, bisogna:
Se lenterobatterio causa una patologia a livello intestinale:
1) Raccogliere un campione di feci diarroiche: solitamente queste vengono raccolte allinizio
del processo infettivo
2) Mettere il campione di feci in un contenitore sterile
3) Consegnare il campione in laboratorio entro due ore al massimo dal prelievo: questo un
tempo simbolo, infatti possono avvenire fenomeni di alterazione batterica. Pu capitare che
alcuni batteri, tra quelli presenti allinterno del campione, prendano il sopravvento sugli altri,
e che quindi altri, vengano lisati, andando cos a mascherare eventuali patogeni.
4) Isolamento su terreni ricchi e selettivi a volte sono necessari brodi arricchiti per far
crescere quei batteri poco presenti nelle feci come la salmonella. Questa, infatti, ha una
capacit adesiva molto grande, rimane quindi fortemente attaccata allintestino: si stacca in
media una salmonella rispetto a milioni di coli. Quindi c spesso bisogno di terreni speciali
per favorire la crescita di batteri che sono presenti nel campione in quantit molto ridotte.

-Se invece siamo a livello urinario: lenterobatterio sempre patogeno, e si compie un esame
detto a mitto intermedio:
1) Si fa urinare la persona inizialmente per pulire il meato uretrale
2) Si fa fermare la minzione
3) Successivamente si fa riprendere la minzione al paziente, la quale verr raccolta in un
contenitore sterile.
Tutto questo per evitare che una contaminazione esterna delluretra possa
ingannarci.

Gli enterobatteri crescono facilmente nei comuni terreni di coltura, ne esistono tuttavia alcuni
specifici:

Terreno di coltura Hektoen:


Questo terreno inibisce la crescita di possibili contaminanti: solo gli enterobatteri possono
crescere su di esso, perch contiene sali biliari. I Sali biliari uccidono per tossicit la maggior
parte delle cellule (eucariote e procariote). I batteri intestinali, invece, sono resistenti ai Sali
biliari.
I Sali, tuttavia, devono avere una determinata concentrazione: batteri vivono dal colon in gi,
quindi in un tratto dellintestino dove i Sali biliari sono presenti in piccole quantit: arrivano
poco concentrati. I Sali biliari oltre ad emulsionare i grassi, hanno anche la funzione, allinterno
del nostro intestino, anche il compito di impedire la risalita degli enterobatteri nellintestino tenue.
In questo terreno inoltre presente uno zucchero che pu essere fermentano solo da coli e dalle
Klebsiellae: il lattosio. La fermentazione di questo zucchero causa un cambiamento di colore
da cristalvioletto a rosa salmone.
Sono inoltre presenti altre due molecole: il citrato di ammonio ferrico e il tioslofato di sodio.
E presente del ferro, perch esiste un unico enterobatterio, la salmonella, che in grado di
provocare la precipitazione del ferro.

Terreno di cultura MacConkey:


E un altro terreno tipico degli enterobatteri: molto simile allHektoen.
E un terreno utilizzato prevalentemente per fare diagnosi di infezioni extraintestinali: le
salmonelle non hanno la capacit di colonizzare altri distretti oltre allintestino, quindi le sostanze
che vengono usate per identificare unicamente le salmonelle, sarebbero completamente inutili ad
altri tipi di batteri.

ESCHERICHIA COLI:
-E. Coli rappresenta lenterobatterio pi diffuso nel nostro intestino ed la
componente principale della nostra flora intestinale.
-Il genere Escherichia comprende 5 specie, di cui solo una patogena per luomo,
lEscherichia coli. Questa specie presenta una grande variet antigenica
-Si trova prevalentemente nellultima parte dellintestino crasso poich, essendo
molto sensibile ai Sali biliari, solo qui la concentrazione di Sali bassa cos da
permettergli di sopravvivere.
FATTORI DI VIRULENZA:
I prevalenti sono la produzione di tossine e la capacit adesiva: questultima
caratteristica, in particolare, non va sottovalutata, poich rappresenta il principale
elemento di patogenicit di molte specie di enterobatteri, oltre al Coli, quali
salmonelle e altri. Questa permessa grazie a numerose adesine altamente
specializzate che permettono di aderire in maniera specifica alle cellule epiteliali
dellospite. Un batterio, infatti, andando ad aderire agli enterociti che costituiscono
i villi intestinali, impedisce a questi di assorbire lacqua, causando in questo modo
diarrea. La diarrea, in questo caso, non determinata da un aumento della secrezione
di liquido, ma da una diminuzione nellassorbimento dello stesso.

Pu essere patogeno in vie extraintestinali, prevalentemente nelle vie urinarie, ma


anche causa di setticemie e meningiti. Ma ceppi particolari infettati da virus o
incrociati con altri batteri tramite coniugazione sono patogeni anche a livello
intestinale

I siti di azione dellE. coli sono prevalentemente intestino tenue e intestino crasso;
tendono a causare quindi prevalentemente enteriti. I ceppi che causano enteriti si
suddividono in quattro gruppi:

E. coli enterotossigeni: sono i pi importanti.


Provocano disturbi dovuti a alcune tossine che il coli in grado di produrre grazie a
un virus batteriofago, che nel suo genoma presenta la sequenza nucleotidiche per
sintetizzare suddette tossine. Questo virus integra il suo genoma con quello batterico
rendendo i coli capaci di produrre questa enterotossina.
Esistono due forme di questa enterotossina: una termostabile e una termolabile.
Entrambe agiscono sulle pompe di flusso di ioni specifici, in particolar modo degli
ioni cloro, presenti sulla membrana cellulare degli enterociti, a livello dellintestino
tenue. Hanno per un meccanismo di azione diverso: queste tossine fanno espellere
grandi quantit di ioni cloro allesterno, il quale richiama tanta acqua: queste
tossine causano grandi secrezioni di liquido, facendo impazzire le pompe ioniche
degli ioni cloro.
-Tossina termolabile: Somiglia moltissimo alla tossina del vibrio colerae, batterio
che, penetrando nellintestino causa il colera.
La tossina composta da due subunit: A e B
La subunit B lega la superficie delle cellule bersaglio, nellintestino tenue, e
favorisce lingresso della subunit A, la vera tossina, nella cellula.
La subunit A va ad attivare ladenilato ciclasi: questo un enzima che impedisce
allAMP di diventare ADP, che a sua volta si trasformer in ATP. LAdenilato
ciclasi ciclizza lAMP: trasformandolo in cAMP. Questo non pu essere fosforilato
a ADP: viene quindi a mancare la moneta di scambio energetico della cellula e si ha
quindi il blocco delle attivit metaboliche. Se non c energia nella cellula, la prima
cosa che viene bloccata sono le pompe di efflusso; se si blocca una pompa, viene
perso lequilibrio osmotico della cellula, le cellule perdono ioni cloro, i quali si
spostano nellintestino e richiamano acqua, che non pu essere riassorbita dal
colon, in quanto questo presenta una soglia di assorbimento ben determinata che non
pu essere superata. Sulla base dellinduzione dellcAMP, ad opera di questa tossina,
si sono ipotizzate anche cure antitumorali poi decadute in quanto, alla lunga, la cellula
mette in atto meccanismi di riparo di questo sistema, inibendo lAdenilato ciclasi.
-Tossina termostabile: agisce allo stesso modo, tuttavia non presenta due
subunit, ma una sola che si lega a un recettore sulle membrane delle cellule
dellintestino tenue, il quale a sua volta trasmette un segnale per la guanilato-ciclasi,
non per ladenilatoi-ciclasi. In questo caso viene bloccata la formazione di GTP.
Questa molecola, a differenza dellATP che entra in quasi tutte le reazioni
metaboliche, viene usata prevalentemente per la traduzione di mRNA in
proteine, nella sintesi proteica. I ribosomi funzionano a GTP
Non potendo pi compiere sintesi proteica, le cellule si bloccano, non avvengono
pi processi metabolici. Le pompe ne risentono in quanto non possono pi essere
riparate, e se danneggiate non possono pi essere sostituite. Alla lunga si degradano,
perdendo efficienza e causando fuoriuscita di liquido.

E. coli enteroinvasivi: hanno caratteristiche fenotipiche e patogenicit molto simili


alle Shigellae.
Questi batteri penetrano nelle cellule della nostra mucosa intestinale, le superano, si
posizionano sotto di esse, creando in un secondo momento ascessi che vanno a
sfaldare la mucosa intestinale. Questi Coli hanno come sito di azione lintestino
crasso e il colon. Questi distruggendosi, oltre a sanguinare, non sono in grado di
riassorbire lacqua. Tutto questo si riflette in feci diarroiche sanguinolente, mucose
e a volte con la presenza di pus.
Questa molto pi dannosa della semplice diarrea, in quanto il colon per poter tornare
a funzionare correttamente, deve ricostituirsi e per fare ci ha bisogno di tempo. Il
colon impiega circa una settimana per rigenerarsi, e ci riesce grazie allintervento di
cellule staminali.

E. coli enteropatogeni: molto simili alle salmonelle.


Come queste, aderiscono molto bene ai villi intestinali, impedendo il
riassorbimento dacqua.
Individui affetti da questo tipo di E. coli non presentano feci sanguinolente, in quanto
questo batterio non va a distruggere la mucosa intestinale: la riveste solamente. In
alcuni casi distrugge solo la porzione pi apicale dei villi. La presenza di questo
batterio sulla nostra mucosa intestinale causa anche nausea, vomito e febbre, in
quanto determina un malassorbimento dei liquidi.
E responsabile di una diarrea che colpisce molto frequentemente i bambini in et
pediatrica: essi hanno un equilibrio elettrolitico molto delicato. Il bambino a un certo
punto, con una soglia molto personale, variabile da individua a individuo, va in coma
ipovolemico: se un bambino entra in coma ipovolemico, non si pu fare pi niente,
irreversibile. Muore. Per evitare questa situazione, si deve reidratare il bambino con
una semplice flebo prima che il coma sopraggiunga. (Il coma ipovolemico porta a
insufficienza multiorgano nel giro di pochi giorni)

E. coli enteroemorragici:
Ciclo di trasmissione oro-fecale. Batterio molto simile alla Shighella, per via di
una tossina che in origine solo la Shigella dissenteriae possedeva, detta tossina Shiga
like. In seguito questa tossina fu trasferita in alcuni E. coli da alcuni batteriofagi
tramite coniugazione. La gravit della malattia varia da una lieve diarrea senza
complicazioni ad una colite emorragica con dolori addominali acuti, diarrea
sabguinolenta e febbre bassa.
Tossina Shiga Like: E una tossina che capace di inibire il fattore di elongazione
secondo delle nostre cellule umane. Agisce sui villi intestinali e in particolare sulle
cellule dei nostri vasi, sugli endoteli, penetrando allinterno della cellula
bloccandone la sintesi proteica. Alla lunga la cellula muore. Si ha quindi la lesione
dei capillari e sanguinamento. Feci diarroiche sanguinolente, ma completamente
senza muco e pus. A livello intestinale determina un piccolo danno, riparabile: nulla
di grave se rimane qui. Se invece riesce ad entrare in circolo, arriva prevalentemente
nei reni dove danneggia gravemente o distrugge i capillari dei glomeruli renali,
provocando cos sindrome urenico emolitica. Questa patologia causa una
disfunzione renale totale: il paziente necessita della dialisi. Oltre a questo, causa
anche gravi problemi articolari in quanto si lisano i vasi mirabili delle articolazioni:
artrite. I danni peggiori, mortali, si hanno se questa tossina arriva allencefalo, poich
causa emorragie intracerebrali, che portano a morte il paziente.
Il coli, invece, per via della ridotta capacit del batterio di produrre questa tossina, ha
pochi effetti collaterali.
SALMONELLA:
Le salmonelle si dividono in due gruppi principali:
1) Salmonelle adattate alluomo: si tratta della Salmonella typhi e della Salmonella
paratyphi; sono batteri che non provocano disturbi allintestino, ma sono patogeni
per altri distretti, si diffondono infatti in circolo superando le nostre difese immunitarie
enteriche, in particolare i fagociti, e provocano danni sistemici con ascessi in tutti gli
organi
2) Salmonelle non adattate alluomo: sono adattate ad infettare altri animali e quando
entrano nel nostro organismo provocano problemi enterici (gastroenteriti con forte
diarrea) perch non possono superare le nostre difese e quindi il sito di infiammazione
rimane il canale digerente; patologie di questo tipo sono definite zoonosi e vengono
trasmesse alluomo attraverso le feci di roditori e uccelli (es. i piccioni); con il
passare del tempo vengono naturalmente eliminate dal nostro sistema immunitario
Le caratteristiche principali sono le seguenti:
Sono bacilli Gram negativi
Hanno unelevata motilit grazie a flagelli peritrichi (distribuiti su tutta la superficie
periferica); possono nuotare in ambienti fluidi e possono risalire lintestino se vi sono
liquidi che permettono questo moto ascensionale.

SALMONELLA TYPHI:

Tutti gli enterobatteri possono colonizzare lintestino. Lintroduzione avviene


attraverso alimenti e bevande contaminati. Quando un patogeno arriva nel nostro
intestino viene riconosciuto dai fagociti che rivestono la mucosa e attaccato. Nei primi
mesi di vita viene costituita una tolleranza immunologica verso la flora batterica
intestinale, orale e vaginale che si iniziata a creare con la nascita. Le salmonelle
arrivano nel canale digerente occasionalmente e sono riconosciute come non-self:
una salmonellosi nei primi mesi di vita lascia infatti pochissime speranze di
sopravvivenza. Quando il fagocita riconosce un antigene non-self, procede alla
fagocitosi dellorganismo estraneo. Il batterio viene quindi inglobato e viene a
formarsi una vescicola allinterno del fagocita chiamata fagosoma (n.d.a. il professore
utilizza sia il termine endosoma sia il termine fagosoma). In condizioni di normalit il
fagosoma si fonde a un lisosoma e costituisce il fagolisosoma, complesso atto a
digerire il corpo estraneo. Quando parliamo di batteri adattati alluomo con ciclo vitale
intracellulare parliamo di patogeni in grado di bloccare la fusione tra lisosoma e
fagosoma, impedendo quindi la digestione da parte dei fagociti. Una volta dentro il
fagosoma il batterio inizia a proliferare, protetto sia dalla risposta immunitaria che
agisce allesterno della cellula ospite (il fagocita), sia dagli enzimi digestivi della
cellula contenuti nei lisosomi; sfrutta quindi le risorse che trova allinterno
dellambiente cellulare. Mano a mano che aumenta il numero di cellule batteriche (fino
a qualche centinaio) il fagosoma si allarga spingendo in disparte il nucleo e gli organuli
del fagocita; nel caso di pochi batteri (clamidia soprattutto) ci accade senza provocare
danni, ma nella stragrande maggioranza dei casi la cellula muore. Lo scoppio della
cellula ospite riversa le cellule batteriche nellambiente extracellulare e altre cellule
vengono di conseguenza infettate nel momento in cui le fagocitano.
I fagociti vengono infettati nellintestino dalle salmonelle che attraversano la
mucosa, si ritrovano nella sottomucosa e nella lamina propria e da l passano al circolo
linfatico attraverso i linfonodi mesenterici, raggiungono altri distretti mucosali e
attraverso il dotto toracico arrivano nel circolo ematico, provocando una batteriemia
In alcuni organi ricchi di fagociti si ha la maggior proliferazione e quindi i maggiori
sintomi dellinfezione da salmonella: fegato e milza sono i pi colpiti e si parla di
epatosplenomegalia, ossia di un rigonfiamento patologico di questi due organi.
Le salmonelle trovano una sede di proliferazione importante nella colecisti: sono in
grado infatti di sopravvivere ad altissime concentrazioni di Sali biliari e alcalinizzano
la bile producendo ioni ammonio. La presenza di salmonelle nella colecisti
responsabile di circa il 60% dei casi di calcolosi biliare. Allinterno della colecisti le
salmonelle sono protette dalla risposta immunitaria in quanto nessuna cellula pu
accedervi e sopravvivere. Possono sopravvivere anche alla terapia antibiotica e quindi
riversarsi periodicamente nellintestino, venire espulse con le feci e contaminare
lambiente: ci determina limpossibilit delleradicazione del tifo in quanto portatori
sani perpetuano la diffusione della salmonella.
La diffusione dellinfezione a vari organi ne compromette il funzionamento e la
presenza di unelevata carica batterica nel sangue induce la liberazione un fattore
della risposta immunitaria definito pirogeno endogeno: questo fattore ha il compito
di far salire la febbre. Linfezione provoca quindi sepsi con localizzazione a vari
organi, febbre elevata che sale mano a mano aumenta la quantit di batteri in circolo:
ad un certo punto il nostro organismo non ce la fa pi e quindi sopraggiunge la morte.
La salmonella uccide in questo modo soprattutto soggetti deboli, ossia anziani e
bambini. Se non succede questo, solo la S. typhi e non la S. paratyphi ha la capacit
di ritornare allintestino per via retrograda (dal sangue al tessuto) e raggiungere gli
organi linfatici, dove nel frattempo stata allestita unimponente risposta
immunitaria perch tutti gli organi sono in stato dallerta. Mentre si trovano liberi nel
sangue i batteri vengono uccisi da fattori immunitari aspecifici del sangue, ossia il
lisozima, i fattori del complemento e la properdina. Quando arrivano alle placche del
Peyer vi una tale risposta infiammatoria che le placche si ulcerano (il professore
utilizza anche il termine liquefano) e pu succedere che si crei quindi una via verso
il peritoneo per i batteri della flora intestinale: si hanno emorragie e perforazione della
parete intestinale con conseguente peritonite septica acuta che porta a morte molto
velocemente. La formazione di ulcere sulle placche del Peyer seguita dal loro
distacco prima dellavvenuta cicatrizzazione, quindi si hanno emorragie e la flora
batterica pu invadere la mucosa intestinale fino alla lamina propria e attaccare quindi
il peritoneo. Normalmente la lamina propria non sarebbe perforabile ad opera dei
batteri, lunico passaggio che possono trovare per lappunto attraverso le stazioni
linfonodali. Per le salmonelle paratyphi questo non pu avvenire e non si ha quindi
questa complicazione finale letale. La morte tramite peritonite acuta era sicura per tutti
quelli che contraevano il tifo, tranne per quegli individui dotati di una forte resistenza
immunitaria: i fagociti acquisivano la capacit di formare il complesso
fagolisosomiale e uccidere quindi i batteri; dopo una prima fase acuta, il paziente
sfebbrava e guariva. Il tifo presenta complicanze severe (emorragie e perforazione
intestinale letale) ma oggigiorno le infezioni possono essere controllate tramite
lutilizzo di antibiotici e le complicanze sono pressoch nulle. Rimane pur sempre
una malattia molto grave e debilitante per il sistema immunitario.
SALMONELLA PARATYPHI:

Nella salmonella paratyphi riconosciamo tre tipologie: A, B e C. Il paratifo presenta caratteristiche


simili al tifo, ma meno aggressivo e non presenta le stesse complicanze letali: come gi detto in
precedenza, infatti, non in grado di tornare nellintestino per via retrograda e non comporta quindi
n emorragie n peritonite acuta. Ha le stesse modalit di trasmissione e infezione (vedere quanto
detto in precedenza per il tifo).
Diagnosi (s. typhi e paratyphi): diagnosticare uninfezione da salmonella difficile perch nelle
feci si ha un numero basso di questi batteri: lintestino infatti un distretto da loro occupato
temporaneamente, prima di entrare nel circolo ematico, e anche se fossero presenti essi sono molto
adesi alla mucosa grazie ai loro flagelli e pili. Anche isolarli quindi difficile.
Reazione sierologica: Nel circolo ematico abbiamo detto che le salmonelle vengono degradate dai
fattori naturali dellimmunit: ci provoca la diffusione delle tossine nel circolo ematico e quindi il
paziente presenta una tossicosi sistemica. Il sistema immunitario produce anticorpi contro le
salmonelle, in particolare contro il loro antigene O (si veda lezione precedente): con un test chiamato
Reazione di Widal possiamo scoprire se il paziente ha in atto uninfezione da salmonella (typhi o
paratyphi). La reazione di Widal una reazione di agglutinazione: viene prelevato il siero (molto
diluito) del paziente e si verifica se esso reagisce con un preparato industriale di salmonelle bollite,
ossia se ci sono nel siero del paziente anticorpi specifici contro gli antigeni delle salmonelle. Se
cos dovesse essere, nel preparato della reazione di Widal compaiono dei grumi simili a quelli del
latte andato a male.
Isolamento batterico: Si pu provare utilizzando le feci, solitamente lievemente diarroiche, anche
se molto difficile avere una concentrazione di salmonelle sufficiente. La cosa migliore prelevare
il sangue del paziente durante un picco febbrile. La febbre sale fino a 41-42 C procedendo a picchi
(ascesa a dente di sega) che testimoniano la quantit di batteri nel sangue: pi sale la temperatura del
picco febbrile pi batteri ci sono nel torrente circolatorio. La semina delle feci avviene su terreno
agarizzato, ma prima di procedere in questo senso viene effettuato larricchimento delle feci
attraverso un brodo al selenio di sodio, il quale blocca la crescita degli altri batteri permettendo solo
alla salmonella di proliferare. Lincremento della quota di salmonelle permette quindi la semina
efficace sul terreno di Hektoen: se la salmonella presente si costituiranno delle colonie nere,
perch essa produce idrogeno solforato che provoca la precipitazione dei Sali di ferro. Le colonie di
E. coli sono rosa salmone e quelle di altri enterobatteri sono beige. Quindi, per feci sospette di
salmonella, si utilizzer il terreno di Hektoen, mentre per la semina di campioni extraintestinali
viene utilizzato il terreno MacConkey.

SALMONELLE NON ADATTATE ALLUOMO:


Salmonella enteritidis trasmessa dagli uccelli, e Salmonella typhimurium, trasmessa dai roditori,
sono quelle pi importanti ai fini delligiene degli alimenti e delle acque. La salmonella, se presente
in un allevamento, si riversa subito dalle feci e quindi soprattutto sulle uova. Si crea, nel passaggio
dalla cloaca degli uccelli, un biofilm di batteri potenzialmente molto pericoloso. Hanno le stesse
caratteristiche generali delle salmonelle adattate alluomo. La crescita su terreno di Hektoen
produce sempre colonie nere, ma se il terreno contiene alte concentrazioni di Sali biliari, le colonie
sono pi piccole e crescono pi stentate. Agar SS (salmonella-shighella): contiene elevate
concentrazioni di Sali biliari e perci seleziona gli unici due batteri che possono sopravvivere ad
una tale concentrazione.
Per controllare e limitare le infezioni da salmonella bisogna prevenirle cercando di non mangiare
cibi infetti. Il serbatoio per queste salmonelle sono gli animali (zoonosi), mentre per le salmonelle
adattate alluomo non vi sono intermedi, il serbatoio luomo e la trasmissione uomo-uomo.
La salmonellosi (n.d.a. termine da utilizzare solo per salmonelle non adattate alluomo, per quelle
adattate alluomo utilizzare tifo e paratifo) provoca gastroenteriti e enteriti dovute alla capacit
adesiva delle salmonelle: esse tappezzano i villi intestinali impedendo lassorbimento dellacqua
(simile ai coli patogeni ma la capacit adesiva maggiore, anche il decorso della malattia
decisamente pi duro). I sintomi comprendono nausea, vomito e diarrea non sanguinolenta. Sono
comuni anche crampi, mialgie e cefalea. Dopo circa una settimana si ha una risoluzione spontanea
del quadro clinico.

SHIGELLA:
Provocano patologie pi gravi rispetto alle salmonelle. Contano 4 diversi sierotipi:
1) Sottogruppo A: Shighella dysenteriae
2) Sottogruppo B: Shighella flexneri
3) Sottogruppo C: Shighella boydii
4) Sottogruppo D: Shighella sonnei

La shighellosi si trasmette per via oro-fecale. La Shighella non mobile e non presenta
antigeni H (flagellari), ma antigeni O. La Shighella dysenteriae la pi pericolosa:
ha la maggior capacit penetrativa attraverso la mucosa intestinale e produce la
neurotossina Shiga, la stessa prodotta dagli E. coli (che hanno acquisito la capacit
di produrla tramite la coniugazione). Provoca dissenteria, una forma ben pi grave
rispetto alla diarrea: la dissenteria presenta infatti feci sanguinolente con pus e muco
dovuti allo sfaldamento della mucosa intestinale.
Lintestino tenue non presenta le stesse difese immunitarie dellintestino crasso: viene
protetto infatti non da cellule del sistema immunitario, bens dai succhi gastrici,
pancreatici e dai Sali biliari. La prima parte dellintestino tenue pu pertanto essere
considerata sterile, mentre dal colon in gi abbiamo il sistema immunitario pi
importante del nostro organismo. Le Salmonelle e le Shighelle possono quindi
colonizzare lintestino tenue fino al duodeno grazie alla loro capacit invasiva
(resistenza ai Sali biliari) e provocare sanguinamento (per quanto riguarda le
shighelle) per tutta la lunghezza dellintestino. Un sistema di secrezione di tipo III
media la secrezione di alcune proteine allinterno delle cellule epiteliali. Queste
proteine inducono il ripiegamento della membrana sui batteri che vengono cos
inglobati. Le Shighelle sono in grado di replicarsi nel citoplasma delle cellule ospiti e
con il riarrangiamento dei filamenti di actina nelle cellule ospiti, sono spinte attraverso
il citoplasma alle cellule adiacenti; in questo modo avviene il passaggio da cellula a
cellula e le Shighelle sono protette dalla risposta immunitaria. Le Salmonelle resistono
allattacco dei fagociti e diffondono nel circolo ematico senza danneggiare lintestino;
le Shighelle non possono invece evitare la fusione tra fagosoma e lisosoma e sono
pertanto vulnerabili allattacco da parte dei fagociti, perci non diffondono nel
circolo ematico, ma provocano danni intestinali con produzione di pus. Linfezione
da parte di E. coli pu essere tenuta sotto controllo da parte di un sistema immunitario
competente; al contrario linfezione da parte di Shighelle richiede sempre o quasi
sempre il trattamento con antibiotici in quanto distribuita in una zona (lintestino
tenue) priva di cellule dellimmunit. Viene impedito anche lassorbimento dei
nutrienti e il paziente non pu quindi assumere cibo, perch in tal caso accusa
fortissimi dolori.
I sintomi della dissenteria bacillare sono quindi forti dolori intestinali, febbre,
violente scariche dissenteriche e cefalea prostrazionale. Lincubazione del batterio
oscilla tra i 3 e i 6 giorni.
Tossina di Shiga: le shighelle del gruppo A ne producono unenorme quantit, molto
maggiore rispetto ai coli enteroinvasivi. Si tratta di una tossina di tipo A-B, simile
allenterotossina termolabile del E. coli. La porzione B lega un recettore e permette
lingresso della porzione A, che va a legare il fattore di elongazione di tipo I
bloccando la sintesi proteica dei ribosomi (non permette lallungamento della catena
peptidica). La porzione A ha unattivit catalitica ADP-ribosilante con bersaglio
rappresentato da EF-1. La mancata sintesi proteica provoca la morte cellulare. Questa
tossina attacca lendotelio dei vasi sanguigni, provocando la sindrome urenico-
emolitica che porta emorragie diffuse in tutto lorganismo, soprattutto a livello dei
vasi pi piccoli e dei capillari, nei bambini pu avere esito infausto e pu portare in
genere emorragie celebrali letali. La dissenteria provocata dalle Shighelle, nota anche
come dissenteria bacillare caratterizzata da crampi addominali, diarrea, febbre ed
emissione di feci sanguinolente.
La sindrome urenico-emolitica nel 80%-90% dei casi provocata da E.coli o Shighella
dysenteriae. Alcuni E. coli che producono abbondanti quantit di tossina di Shiga
(batterio killer) provocano la SEU e sono mortali quanto la Shighella. La SEU colpisce
soprattutto anziani e bambini e tra i sintomi si riscontrano anemia emolitica
microangiopatica, piastrinopenia e insufficienza renale acuta che molto spesso
richiede di dializzare il paziente.
Cenni epidemiologici:
Oggigiorno sono conosciute le zone colpite da Salmonella typhi e paratyphi (sono
molto diffuse in Africa, in particolare lungo il Nilo), ma non sono conosciute le aree
colpite da shighella. Infatti la shighella ha una distribuzione a macchia di leopardo
ancora inspiegabile.

YERSINIA:

Questo genere di Enterobatteri comprende 10 specie di isolamento umano, ma solo


Yersinia pestis e Yersinia enterocolitica sono clinicamente rilevanti. Sono parassiti dell
uomo, ma anche di molti animali e possono sopravvivere nellacqua, nel suolo e negli
alimenti. Entrambe portano plasmidi con geni di virulenza. Una caratteristica comune
delle specie patogene di Yersinia la loro capacit di resistere alla fagocitosi. Questa
propriet mediata da un sistema di secrezione di tipo III. Al contatto con i fagociti, i
batteri secernono proteine nel fagocita che defosforilano molte proteine richieste nella
fagocitosi; inducono citotossicit per distruzione dei filamenti di actina e iniziano il
processo di apoptosi dei macrofagi. Inoltre questo sistema di secrezione sopprime la
produzione di citochine, diminuendo la risposta immunitaria.
YERSINIA ENTEROCOLITICA:

Sono stati individuati circa 50 sierotipi diversi di antigene O, dei quali solo 5 sono considerati
patogeni per luomo.
La patogenicit di questo batterio dovuta, oltre ai meccanismi propri del genere, anche alla
produzione di una enterotossina termostabile, identica a quella di E.coli. E probabile che
laffezione sia causata dallingestione di cibi contaminati dalla tossina preformata. La maggior
parte delle infezioni rappresentata da unenterocolite, dovuta all ingestione di alimenti
contaminati. I sintomi sono diarrea, febbre e dolori addominali che durano un paio di settimane
circa. Inoltre pu causare anche batteriemia e shock tossico legati a trasfusioni di sangue, perch
pu crescere e moltiplicarsi in emoderivati contaminati e refrigerati.
Y. Enterocolitica diffusa in tutto il mondo ed stata isolata da acqua, suolo, bestiame, latte e
latticini.

YERSINIA PESTIS:

Nota come bacillo di Yersin, un patogeno altamente virulento, causa di una malattia sistemica,
la peste, caratterizzata da elevata letalit. La peste rappresenta una delle malattie pi letali della
storia, che si manifest con tre enormi pandemie. Questo batterio immobile ed assume la
caratteristica colorazione a spilla da balia e presenta due zone caratteristiche pi colorate ai
poli e bordi lievemente arcuati verso lesterno.
La patogenicit di questo batterio dovuta a due plasmidi che portano i seguenti geni di virulenza:
il gene della frazione 1(F1), che permette la produzione di una capsula proteica antifagocitaria
e il gene per la proteasi attivatore del plasminogeno (Pla). Questultimo degrada alcuni
componenti del complemento, prevenendo lopsonizzazione e la migrazione dei fagociti; inoltre
degrada i coaguli di fibrina, favorendo la diffusione di Y. Pestis.
lagente eziologico della peste, una zoonosi trasmessa alluomo principalmente tramite morsi
di parassiti vettori, quali le pulci. Il microrganismo endemico in molte parti del mondo e si pu
trovare libero nellambiente. Nelluomo la malattia pu manifestarsi in 2 forme:
- Bubbonica: luomo si infetta attraverso il morso delle pulci, generalmente localizzati agli
arti. Il batterio, una volta penetrato, resiste alla fagocitosi e se anche viene fagocitato
sopravvive allinterno dei macrofagi che lo trasportano nel circolo linfatico. Si sviluppa una
forte batteriemia che si manifesta con febbre elevata e bubboni dolorosi, dovuti al
rigonfiamento dei linfonodi (di solito inguinali o ascellari), in cui i batteri si moltiplicano.
Queste tumefazioni vanno poi incontro a necrosi suppurativa con distruzione vascolare. Si
hanno emorragie diffuse e sulla cute compaiono zone necrotiche nere. Senza terapia
antibiotica tempestiva la morte quasi certa.
- Polmonare: meno frequente della precedente ed il periodo di incubazione 2/3 giorni
invece di una settimana. La localizzazione del batterio a livello polmonare dove d
broncopolmoniti a focolai multipli molto contagiose; lespettorato ematico e con elevata
carica batterica. Lindice di mortalit molto elevato.

KLEBSIELLA:
Il genere possiede unabbondante capsula polisaccaridica, responsabile dellaspetto mucoso
delle colonie sui terreni di coltura e della virulenza del microrganismo. La specie di maggior
interesse clinico Klebsiella pneumoniae, di cui esistono 3 sottospecie (pneumoniae, ozenae,
rhinoscleromatis). Pneumoniae un frequente commensale delle prime vie respiratorie e del
tratto intestinale, ma si comporta da patogeno opportunista e come tale pu essere
responsabile di un gran numero di infezioni diverse (respiratorie, urinarie, otiti, sinusiti,
meningiti, setticemie). Negli ultimi anni si verificato un incremento di ceppi multiresistenti
fautori di infezioni in reparti ospedalieri. Nei soggetti con funzionalit polmonari
compromesse, che sono quindi soggetti a polmoniti, pu causare polmoniti lobari primarie,
che frequentemente provocano necrosi degli spazi alveolari, formazione di cavit e
produzione di escreato striato di sangue. Rhinoscleromatis causa il rinoscleroma,
uninfiammazione granulomatosa di naso e faringe.

PROTEUS:
Il genere Proteus comprende varie specie distribuite in natura. Fa parte della flora commensale
intestinale delluomo, si trova al suolo e nelle acque. Sono bacilli pleomorfi, mobili grazie a
flagelli peritrichi. Si muovono sulle superfici dei terreni di coltura formando aloni concentrici
attorno al centro della colonia (fenomeno della sciamatura).
Dopo E. coli, sono i microrganismi di pi frequente isolamento come responsabili delle
infezioni alle vie urinarie, soprattutto in pazienti cateterizzati. I ceppi uropatogeni di proteus
sono spesso caratterizzati da multiresistenza e producono elevate quantit di ureasi, che
scinde lurea in anidride carbonica ed ammoniaca, innalzando il Ph delle urine. Laumentata
alcalinit delle urine risulta tossica per luroepitelio e facilita la formazione di calcoli renali.

LISTERIA MONOCYTOGENES:

Mentre le Salmonelle (adattate alluomo) e le Shighelle sono rare nel nostro Paese, ma diffuse nei
Paesi vicino allEquatore, la Listeria monocytogenes diffusa alle nostre latitudini.
La Listeria un cocco-bacillo Gram positivo, pu formare delle catenelle. Quando il paziente
sotto trattamento antibiotico si presenta in forma filamentosa perch lantibiotico blocca la
divisione cellulare e quindi non c formazione del setto divisorio (citodieresi incompleta).
Sono batteri molto mobili, come le salmonelle presentano flagelli peritrichi. Sono
aerobi/anaerobi facoltativi fermentanti e hanno la capacit di crescere a 4C. La trasmissione
avviene per via oro-fecale, vale a dire che entrano attraverso la bocca (con alimenti o bevande
infetti) e si disperdono nellambiente attraverso le feci.

La diagnosi abbastanza semplice e si basa sulla fermentazione degli zuccheri: vengono preparati
terreni contenenti un colorante e un solo zucchero ciascuno e grazie alle differenti capacit
metaboliche si pu distinguere la Listeria monocytogenes da altre specie di Listeria. Innanzitutto la
Listeria monocytogenes provoca emolisi, inoltre fa fermentare il ramnosio (n.d.a. non chiaro, il
professore pronuncia ramnosio ma sulla slide c scritto famnosio) ma non lo xilosio. Le altre specie
di Listeria sono molto pi rare rispetto alla monocytogenes. Cresce su terreni cromogeni formando
colonie colorate. Viene isolata da sangue, feci ed alimenti contaminati.

In pazienti immunocompromessi (bambini, anziani, donna in gravidanza) la L. monocytogenes


pu penetrare come la Salmonella typhi e indurre uninfezione sistemica. Le conseguenze pi
gravi sono sepsi, meningiti e aborti spontanei. Lospite normale spesso asintomatico, al limite
presenta un po di diarrea e febbre. Se dovesse accusare sintomi pi pesanti vuol dire che non
completamente immunocompetente. Pu provocare meningite (soprattutto nei neonati) grazie alla
sua capsula, che di tipo B, la quale lega il plesso corioideo. Da l pu entrare nei ventricoli e
indurre una meningite.
La donna gravida molto pi a rischio rispetto ad una donna in condizioni normali ad avere sintomi
sistemici. Nelle donne in gravidanza responsabile di una sindrome simil-influenzale batterica che
pu portare allinfezione del feto. Le complicazioni gravi per le donne gravide sono: morte
intrauterina, spazi midollari molto ampi e dilatati, calcificazioni che ci dicono che il feto stato
infettato dalla listeria a livello cerebrale ed deceduto. Il feto viene alla luce mummificato. La
listeria si isola dal sangue, dalle feci e dagli alimenti contaminati.

Sintomatologia: nel giro di poche ore si inizia ad accusare sintomi locali, diarrea e vomito, che
sopraggiungono tanto pi velocemente quanto pi alta la carica batterica ingerita ( molto
pericoloso anche il contatto mani-cavit orale); nei pazienti immunocompromessi compaiono i
sintomi sistemici. La strategia di difesa principale la prevenzione.
Pu diffondersi a tutte le cellule tramite le stesse modalit della Salmonella typhi, ossia sopravvive
grazie alla capacit di impedire al lisosoma e al fagosoma di fondersi e attraverso i fagociti
viaggia nel torrente circolatorio. Provoca epatosplenomegalia e, al contrario della salmonella, pu
provocare meningiti. Pi subdola della salmonella, pu fare un passaggio indolore in ogni cellula,
non solo nellintestino. La listeria si diffonde da cellula a cellula senza riversarsi nellambiente
extracellulare, dove verrebbe eliminata dal sistema immunitario. Come per il tifo dopo un po di
tempo (molto poco per i soggetti immunocompetenti) si sviluppa la capacit di completare il
fagolisosoma e la Listeria viene eliminata.

SPIROCHETE:

Caratteristiche: Le spirochete sono una famiglia di batteri dalla forma a spirale (lunghezza 4-
20 micron), mobili e dotati di un apparato locomotore, detto assistile, costituito da endoflagelli
(cio flagelli non esposti allesterno, ma sono lungo lasse del batterio). Sono batteri gram
negativi, hanno una membrana esterna con LPS e porine che permettono il transito di sostanze.
Molti sono cos sottili (spessore 0,15-0,25 micron) da non essere visualizzabili al microscopio
ottico, pertanto non si usano colorazioni di gram, ma questi batteri si vedranno solo in un
microscopio particolare chiamato microscopio in campo oscuro. In alternativa si utilizzano
metodiche che ne permettono la visualizzazione come la fluorescenza: in questo caso i batteri
vengono posti in soluzione con anticorpi marcati con una sonda fluorescente; in alternativa
possibile utilizzare delle colorazioni atte ad ispessire la cellula, come limpregnazione argentica.
Sono microrganismi molto sensibili allessiccamento ed agli agenti chimici, anche a basse
concentrazioni. Sebbene alcune Spirochete (treponemi della mucosa orale e gastroenterica) siano
nellambiente o presenti come flora del nostro corpo (molte di queste sono a livello del cavo
orale), vi sono invece dei patogeni molto importanti e sono essenzialmente 3: Borrelia,
Leptospira e Treponema.
Il Treponema si trasmette da uomo a uomo (sessuale)
La Borrelia e la Leptospira sono invece zoonosi (trasmissione animale-uomo)
TREPONEMA:
Caratteristiche:
I treponemi causano una malattia chiamata sifilide, malattia diffusasi dopo la scoperta
dellAmerica. Lagente eziologico della sifilide il Treponema pallidum. Sono batteri molto
sottili, e luomo rappresenta lunico ospite del Treponema pallidum. Si trasmette da uomo a
uomo, principalmente per via sessuale.
Non un batterio coltivabile, non solo perch un anaerobio obbligato, ma anche perch non
vi ancora un terreno adatto per coltivarlo. Lunico modo per averne grandi quantit inocularlo
nel testicolo del coniglio, molto ricettivo allinfezione. In tal caso si verifica un rigonfiamento
dei testicoli e il liquido estratto ricco di treponemi.
Per vedere i treponemi nonostante non vi sia una colorazione tipica, si utilizza un microscopio
particolare chiamato microscopio a campo oscuro. Al posto del vetrino, in tale microscopio si
usa una celletta, in cui mettiamo un liquido contenente ipoteticamete i batteri.
Con questa tecnica, non solo vediamo le spirochete nel liquido ma le vediamo vive (sono
apprezzabili i batteri in movimento). Oggi non si usano pi treponemi vivi, ma antigeni
treponemici sintetici per evitare il contatto con i treponemi, tanto vero che tale metodologia
della microscopia in campo oscuro viene applicata solo in centri specializzati.
I testicoli dei conigli ricchi di treponemi vengono colorati con limpregnazione argentica, le
particelle di argento si legano alle strutture del batterio rendendole marrone scuro.

Trasmissione: Questo batterio viene trasmesso non solo attraverso rapporti sessuali, ma anche
attraverso il bacio, trasfusioni di sangue (oggi non pi perch le sacche son molto controllate) o
accidentalmente tramite inoculazione.
Pu essere anche diffusa da una madre infetta al suo feto: in questo caso vi la morte del feto
specialmente se questa infezione presa precocemente oppure, se presa nelle ultime fasi della
gravidanza, il feto pu presentare un grosso ritardo mentale e gravi malformazioni. Se
linfezione in utero non avvenuta, il neonato pu infettarsi alla nascita attraverso il canale del
parto.

Sintomatologia:
La sifilide si divide in 3 momenti principali:
1 Sifilide primaria
2 Sifilide secondaria
3 Sifilide terziaria
Chi muore di sifilide non muore di infezione ma muore di autoimmunit, in quanto la
distruzione del batterio comporta unalterazione del sistema immunitario che colpisce antigeni
del nostro corpo simili a quelli del treponema.
Le uniche fasi importanti per la diffusione del batterio sono la sifilide primaria e soprattutto la
sifilide secondaria ove ci si pu infettare anche soltanto col sudore o con il bacio. I pazienti si
infettano in maniera casuale e le lesioni attive che causano questi contagi sono presenti sulla cute,
sulle labbra, sui genitali, sul seno.
Virtualmente i treponemi possono invadere ogni organo ed arrivare anche al SNC dove danno
meningiti a liquor limpido. (a differenza di Neisseria e pneumococco ndr)
La malattia laddove cronicizza lentamente progressiva perch lautodistruzione qualcosa che
necessita di tempo, come accade per le malattie autoimmuni (lupus, sclerosi multipla).
La lesione primaria di solito presa con latto sessuale e si manifesta spesso sui genitali esterni
(nelluomo sul glande, nella donna sulla cervice uterina): si tratta di vescicole molto infettanti
che poi diventano ulcere (ripiene di treponemi) dette sifilomi o cancroidi. In questa condizione
si sente dolore, soprattutto a livello addominale. Il treponema, in questa fase, diffonde fino ai
linfonodi inguinali ed circoscritto alla lesione primaria per 20-30 gg. Soprattutto in questa
fase i betalattamici sono molto efficaci sui treponemi (come penicilline semisintetiche o
cefalosporine). Se non curata, la malattia dalla vescicola procede e, attraverso il circolo
sanguigno, diventa sistemica (ndr 2-8 settimane dopo la lesione primaria) evolvendo in sifilide
secondaria.
I sintomi della sifilide secondaria sono: Rash cutaneo (esantema generalizzato presente su
tronco, arti e viso che evolve in papule, pustole e fiocchetti cotonosi bianchi a livello cutaneo
altamente contagiosi che indicano una reazione immunologica); febbre simil influenzale;
linfadenopatia (ingrossamento dei linfonodi) che riguarda soprattutto i linfonodi ascellari,
laterocervicali, inguinali; meningite, in quanto il treponema attraversa i piccoli pori della barriera
ematoencefalica, causando forti mal di testa e irrigidimento nucale; infezione alla cornea ed alla
congiuntiva (inoltre alcuni pazienti potrebbero non presentare tutti i sintomi rendendo difficile la
diagnosi).
La malattia se non curata, evolve spontaneamente in sifilide terziaria. Generalmente:
-1 /3 delle sifilidi anche secondarie va incontro a risoluzione spontanea.
-1/3 delle sifilidi guarisce ma non elimina il batterio e il paziente diventa portatore sano, come
accade per il tifo ad esempio. (guarigione incompleta: lindividuo altamente infettante ma non
presenta sintomi. E la causa di diffusione pi frequente al mondo).
-1/3 delle sifilidi non trattate evolve nella forma terziaria: in tal caso gli anticorpi si rivolgono
contro antigeni comuni al nostro corpo, in particolare verso un lipide di membrana
(cardiolipina) presente sulle cellule del miocardio, ma lo stesso antigene presente anche su cute
ed altri organi interni come: meningi, vasi, parenchima, cordoni posteriori del midollo spinale
(paralisi dovuta a disfunzione di questi motoneuroni, si parla di tabe dorsale), che poi si riflette
anche su muscoli involontari come diaframma e miocardio, causando la morte.

Diagnosi di sifilide:
Fino a 20-25 anni si faceva isolando i batteri dalla lesione primaria e vedendoli al microscopio a
campo oscuro e per essere sicuri li si seminava nei testicoli di coniglio; oggi viene fatta in primo
luogo una diagnosi clinica che si basa sulla sintomatologia (cutanea) e poi una ricerca degli
anticorpi che si visualizzano nellarco di 7-10 gg dallinizio della lesione primaria.

Diagnostica sierologica:
1. Reazioni non treponemiche (perch non si usano i treponemi per fare diagnosi)
2. Reazioni trepenomiche che utilizzano antigeni treponemici o il treponema

1. Reazioni non treponemiche:


Il primo test che si utilizza il test VDRL (venereal disease research laboratory center). Tale test si
basa sulla comunione antigenica tra il Treponema pallidum ed un antigene chiamato cardiolipina,
la quale come lantigene treponemico viene riconosciuta dagli anticorpi anti-treponemici e legata.
Nel nostro corpo non abbiamo risposte contro la cardiolipina e se queste cominciano ad esserci
perch siamo in presenza di uninfezione da Treponema pallidum.
Il test VDRL un test di flocculazione.
Quando c una reazione antigene-anticorpo, gli anticorpi hanno 2 braccia (5 nellIgM):
se un braccio lega un antigene e laltro braccio ne lega un altro, lanticorpo si saturato:
ogni anticorpo lega quindi due antigeni. In presenza di una buona concentrazione di
anticorpi e di una via via crescente concentrazione di antigene, un anticorpo con 2 braccia
lega gli antigeni ed essendo pochi gli antigeni, altri anticorpi legano lo stesso antigene
del primo pi un altro ancora e cos facendo realizzano un reticolo tridimensionale, che
ha massima esposizione quando si sono saturati tutti gli anticorpi con lantigene giusto
(questa la fase in cui risulta maggiormente visibile). Se diamo pi antigeni, o di meno,
non si former il reticolo.
Si parla di equivalenza quando tutti gli anticorpi nelle loro valenze son stati
giustamente saturati e formano un grande reticolo nello spazio che la zona
equivalenza della reazione antigene anticorpo. Tale reticolo ben visibile e si formano
dei grumi. Questo avviene anche nella flocculazione. La cardiolipina un lipide
piccolissimo, non lo si vede poich sono delle goccioline di grasso che stanno in
superficie di una pellicola liquida. Si sospende la cardiolipina in un pozzetto liquido che
rimane in superficie, si mette poi il siero del paziente dentro quel liquido e se si formano
reticoli biancastri, simili a dei batuffoletti bianchi detti flocculi, il test positivo, ma deve
essere comunque confermato per escludere malattie autoimmuni.

Reazioni treponemiche:
Quando la reazione positiva si procede al test treponemico. Vi sono due diversi tipi di test
treponemico:
1. FTA- ABS (fluorescent treponemal antibody absorption)
2. TPHA (treponema pallidum hemoagglutination assay)

Oggi non si usano pi treponemi vivi ma ci si rivolge a delle metodiche di fluorescenza (FTA)
o di emoagglutinazione (TPHA)

1. FTA-ABS:
Il siero del paziente ha anticorpi contro i treponemi e molti di questi anticorpi sono a basso
a titolo ma cross reattivi, e in sistemi cos sensibili sono evidenti e possono darci un falso
positivo. Per eliminare questi anticorpi, si usano treponemi orali (che sono coltivabili) e li si
mette a contatto con il siero: tutti gli anticorpi generali contro i treponemi vengono assorbiti
dai treponemi e centrifugando il tutto vengono eliminati. Tale metodica prende il nome di
metodo dellassorbimento. Dopodich quel che resta del siero esente da anticorpi cross
reattivi di specie, quindi sono presenti solo quelli che vedono il Treponema pallidum e non
son stati assorbiti dai treponemi comuni non patogeni. Si estrae il sopranatante del siero e lo
si deposita in un pozzetto contenente T. pallidum vitali per verificare leventuale presenza di
anticorpi nel siero.

2. TPHA:
In alternativa si pu usare il test di emoagglutazione o TPHA. Il concetto fondamentale in questo
caso che i globuli rossi non inducono la produzione di anticorpi. Noi non abbiamo anticorpi
contro i globuli rossi di montone ma se sui globuli rossi del montone si mettono antigeni
treponemici, si hanno globuli rossi con un elemento che li fa assomigliare ai treponemi, infatti si
parla di emoagglutinazione passiva perch gli Ab treponemici sono aggiunti artificialmente
sugli eritrociti di montone, che quindi li trasportano in modo passivo.
Per caricare il globulo rosso dellantigene treponemico, si mettono gli antigeni in una soluzione
di acido tannico cos la superficie del globulo rosso diventi collosa. Se si mette un siero di un
paziente non infetto, i globuli rossi non vengono riconosciuti dagli anticorpi del paziente e
continuano a sedimentare formando un punto rosso sul fondo della provetta. Ma se si usa un siero
di paziente infetto, i suoi anticorpi legheranno i globuli rossi, e formeranno allequivalenza un
reticolo tridimensionale, una sorta di agglutinazione che tiene i globuli rossi spazialmente fermi
tra di loro in una grande maglia che scende ugualmente sul fondo, ma scendendo in maniera
sparpagliata, o si vede un velo rosato sul fondo che copre tutto il fondo del pozzetto e non solo
un punto in particolare, o non si vede niente (se si mette la giusta quantit di globuli rossi). Se si
perde il punto rosso il test considerato positivo.
Perch allora si fa ancora la VDRL? Perch nella VDRL si usano antigeni cross reattivi,
e gli anticorpi cross reattivi sono una minorit rispetto agli anticorpi specifici contro il
Treponema pallidum. Gli anticorpi cross reattivi infatti, sono quegli anticorpi che
vedono solo una parte dellantigene del treponema e ne riconoscono lequivalente nel
nostro corpo, quindi sono solo circa un decimillesimo degli anticorpi totali contro il
treponema. Tutti gli altri anticorpi vedono infatti altre zone del treponema specifiche.
Se si fa una terapia, e gli anticorpi vengono a diminuire perch il treponema viene
ucciso, i cross reattivi non sono pi visibili, mentre quelli FTA continuano a
persistere. I clinici infettivologi fanno le terapie e chiedono che siano monitorate con le
VDRL. Se la terapia efficace, in meno di una settimana il test di VDRL negativo. Gli
anticorpi memoria contro gli antigeni pi importanti anche se si guarisce rimangono, al
massimo diminuiscono negli anni. VDRL un test molto utile quindi per il follow up
della terapia.

Terapia:
I treponemi si trattano con betalattamici: Penicillina semisintetica se la malattia localizzata
agli organi genitali (ampicillina); Cefalosporine (III generazione) se la malattia gi nella fase
secondaria e vi sono paure che possa diffondere alle meningi.
Bejel, Pinta, Yawns:
Sono specie di treponemi che non sono sessualmente trasmesse. Sono diffusi in Africa, ci si
infetta camminando sul suolo
Il Bejel e lo Yawns sono treponemi che colpiscono la cute causando lesioni importanti.

BORRELIA:
Caratteristiche: (Secondo il libro questi batteri sono tra le Spirochete pi grandi, sono
visualizzabili al microscopio ottico dopo colorazione apposita ed alcune specie sono coltivabili
nel terreno BSK). diffusa nei boschi e nei prati verdi di montagna. Responsabili
dellinfezione sono le zecche, le quali acquisiscono lagente infettante dagli animali (cervi e
roditori). La Borreliosi pu manifestarsi in due diverse forme patologiche:
1. Malattia di Lyme, data dalla Borrelia burgdorferi
2. Febbre ricorrente data dalla Borrelia recurrentis
1. Malattia di Lyme:
La malattia di Lyme data da una Borrelia che era endemica in America ora diffusa da noi, la
Borrelia Burgdorferi. pi spessa del treponema (infatti la si pu vedere al microscopio ottico)
ed inoltre difficile da coltivare in laboratorio.
Il batterio trasmesso attraverso il morso di una zecca, che il tramite tra un animale infetto
e luomo, il quale quindi solo un ospite occasionale. Laddove nata la malattia di Lyme
(Connecticut nel 1980) i cervi rappresentavano il serbatoio dellinfezione e quando la zecca
mordeva il cervo, si infettava. In molti casi, le zecche si trasferivano poi sui roditori, che sono
ancora oggi la pi grossa riserva di zecche infette insieme ai cervi.
La trasmissione richiede lattacco della zecca al nostro corpo per pi di 24 ore. La borrelia
nella saliva della zecca; tuttavia essa non viene immessa nel sangue ma nel suo stomaco. La zecca
succhia il sangue fino ad esserne nauseata e lo vomita quindi allinterno della ferita,
infettandoci. Perch si verifichi questevento, devono passare almeno 48 h. Se la zecca si spezza,
il pungiglione rimane dentro insieme alla saliva, che viene riversata nella ferita, cosa che non
succede se la zecca viene fatta cadere tramite spray repellente.
La zecca ha un ciclo complesso biennale: durante linverno si riproduce sul manto del cervo e le
progenie vengono emessi nella primavera successiva. Esse si trasferiscono poi sul topo, che
prende le zecche dallambiente in cui son state rilasciate e le fa crescere per un altro inverno. Alla
successiva primavera le zecche sono cresciute in questa fase, se entrano a contatto con luomo,
possono infettarlo.
La trasmissione avviene pi frequentemente nel periodo estivo (giugno luglio), quando aumenta
il numero dei visitatori che si avvicinano agli animali portatori
La Borrelia burgdorferi diffusa soprattutto nellAmerica settentrionale.
Sintomatologia:
La malattia di Lyme ha un periodo di incubazione di 7/10 giorni e un decorso a tre stadi, di cui
il terzo consiste in una letale risposta autoimmunitaria.
La diagnosi clinica (sono possibili tuttavia nella fase secondaria test sierologici, test di
immunofluorescenza, coltivazione del batterio, diagnosi molecolari): dopo pochi giorni, attorno
al morso della zecca si sviluppa un anello rosso detto ad occhio di bue, che si espande nel tempo;
sia da fuori che da dentro la pelle chiara, ma questo anello tende ad allargarsi e prende allora il
nome di eritema cronico migrante (cronico perch dura qualche giorno, migrante perch si
allarga). Esso accompagnato da malessere, astenia, linfoadenopatia, mialgia, cefalea, artralgia.
Tale sintomo non ha bisogno di isolamento perch differenziale per la Borrelia la quale viene
trattata con cefalosporina e penicillina.
Tuttavia se lanello non viene visto, dopo un anno, si ha una disseminazione del batterio che
porta alla stessa condizione della sifilide secondaria. Infatti i sintomi sono uguali a quelli della
sifilide secondaria, tranne per il fatto che non si ha rash cutaneo:
Febbre simil influenzale; dolori muscolari; meningiti a liquor limpido; infezioni del miocardio e
blocco cardiaco che pu portare a morte.
Come nella sifilide secondaria possibile la cura, seppur con dosi elevate di antibiotici.
Dopo alcuni anni, una reattivit molto esagerata nel nostro sistema immunitario porta gli
anticorpi anti-Borrelia ad agire in modo aspecifico contro antigeni comuni, in particolar
modo la guaina mielinica dei nostri neuroni motori, distruggendola. Da questo momento infatti
non si pu pi distinguere una sclerosi multipla da una borreliosi di Lyme e il paziente va incontro
a blocchi motori, encefalopatia e paralisi. Si assiste ad una importante neuropatia, chiamata
neuroborreliosi.
lazione patogena delle Borrelie dovuta alla capacit di invadere i tessuti aderendo alle cellule
e di eludere il complemento e la fagocitosi; si annida in distretti dellorganismo non facilmente
raggiungibili dalle difese ed inoltre elude gli anticorpimodificando lassetto antigenico di
superficie.

Terapia:
-Amoxicillina (velamox) o agumentin se la malattia localizzata a livello delleritema cronico
migrante. A queste aggiungiamo una tetraciclina (doxiciclina), perch lassociazione sempre
tra 2 batteriolitici o 2 batteriostatici con bersagli diversi, mai un batteriolitico e un batteriostatico.
Tale associazione si fa perch le borrelie (ma anche i treponemi) hanno vite intracellulari in
alcuni periodi della loro formazione, quindi possono diventare delle piccole spore inglobate dalle
nostre cellule dove crescono come filamenti endocellulari e poi verso il tardo periodo, lisano le
cellule e vanno a infettare altri organi. Le penicilline non entrano nelle cellule, mentre vi entrano
le tetracicline e sono quindi lideale per bersagliare questa forma intracellulare.
Nelle fasi pi disseminate, si aggiunge una cefalosporina di III generazione che diffonde
dappertutto (ceftriaxone) ad alte dosi (2 grammi per kilo di peso per 20 gg). Pi tardi, si esegue
una terapia anti-infiammatoria immunosoppressiva e si cerca di eliminare quanto pi possibile gli
anticorpi. Per tale motivo si d ancora doxiciclina ma solo per scrupolo, per eliminare le possibili
forme cellulari residue.

2. Borrelia recurrentis:
Caratteristiche: una specie di Borrelia Burgdoferi pi semplice, non evoca anticorpi autoimmuni
n dissemina. molto frequente nei nostri climi e si trasferisce alluomo attraverso il morso delle
zecche e dei pidocchi (che rappresentano il principale vettore), con le stesse modalit della
Burgdorferi. La Borrelia recurrentis causa episodi di febbri molto alte (fino a 41 gradi) e molto
lunghe del tempo, tant che pu essere scambiata per una salmonellosi.
Il batterio va in circolo dalla zona in cui entra causando una febbre che dura 4 gg e che arriva fino
a 41 gradi. La persona sta male, si sente svenire, e questi sono i primi segni di una possibile arrivo
della Borrelia a livello meningeo. In seguito la persona sfebbra regolarmente perch in questi giorni
si sono creati gli anticorpi. Improvvisamente dopo qualche giorno si ha ancora un picco a 40-41 gradi,
nuovamente il paziente sfebbra e dopo 3-4 episodi di febbre molto alta di tale tipo, si guarisce e
linfezione scompare, senza manifestare sequele.
Ci avviene perch la Borrelia cerca di evitare la risposta immunitaria, cambiando
lantigene di superficie. Quando si sviluppa una risposta anticorpale contro un certo sierotipo,
il batterio sente che sta per essere eliminato, e pone sulla sua superficie un altro antigene (come
lantigene 21) e questo crea un'altra risposta anticorpale e successivamente, quando la Borrelia
avverte che sta per essere eliminata nuovamente da parte degli anticorpi anti sierotipo 21, pone
un altro antigene sulla sua superficie (come il sierotipo 16).Nel periodo scoperto, quando si
sta generando la risposta immunitaria, si ha la febbre.
Tutto ci dovuto a dei plasmidi di stoccaggio: c un plasmide che sintetizza per un
particolare antigene, poi questo plasmide viene ad essere tolto e rimpiazzato con un'altra
espressione che viene da un altro plasmide di stoccaggio messo subito in superficie. Questo
cambio trasposonico di geni tra un plasmide di stoccaggio e quello di espressione (ci quello
che sta mettendo sulla superficie quello che il batterio vuole) permette di rimpiazzare
lantigene riconosciuto con lantigene nuovo. Tale processo avviene per circa 4-5 volte.
Quindi, se attorno alla puntura della zecca vi un anello rosso, siamo in presenza di una
Borrelia Burgdorferi. Se resta solo la puntura, e si verifica la febbre siamo in presenza di una
Borrellia ricurrentis.

Leptospirosi:
Trasmissione: Molto diffusa nella pianura padana, trasmessa da animali (tipica zoonosi),
attraverso la saliva, come il morso di un topo infetto o dalle sue urine. I roditori rappresentano il
serbatoio naturale di questo batterio, ma anche animali domestici come bovini, ovini, suini, ed
equini sono sensibili allinfezione e possono riversare il batterio nellambiente attraverso lurina.
Sono a rischio le persone che lavorano in ambienti dove possono essere presenti le urine di questi
animali.
Quadro clinico: Dalle vie di ingresso, le leptospire raggiungono il torrente ematico e si
moltiplicano (fase setticemica), raggiungendo i vari organi, a carico dei quali si possono avere le
varie manifestazioni cliniche. La comparsa degli anticorpi dopo 8 giorni fa scomparire le
leptospire dal circolo e dai tessuti, fatta eccezione per i reni, dove questi batteri possono
permanere per lunghi periodi. Le manifestazioni cliniche della leptospirosi, conosciuta anche
come sindrome epato-renale possono variare nella forma e nellintensit in base alla virulenza
del germe infettante. Si conoscono due possibili decorsi (la gravit dipende dal grado di virulenza
del batterio):
1. Leptospirosi anitteriche: sono forme lievi, caratterizzate da sintomi simil-influenzali.
2. Leptospirosi itteriche (morbo di Weil): rappresentano la sindrome epatorenale pi grave
provocata dalle leptospire. caratterizzata dalla perdita delle funzionalit renali ed
epatiche, emorragie, collasso ed alta letalit. La morte pu sopraggiungere a causa della
compromissione renale, littero testimonia la sofferenza epatica.
La patogenicit e la virulenza delle leptospire sono legate alla loro invasivit: sono
complemento-resistenti; sono in grado di sfuggire alla fagocitosi rivestendosi di
fibronectina ed aderendo ai tessuti; non rilasciano tossine; LPS insieme ad altre
lipoproteine di membrana induce il rilascio di citochine.
Diagnosi e terapia: Molto spesso la leptospirosi anitterica sfugge alla diagnosi,
perch pu essere confusa con una normale influenza. La ricerca degli anticorpi nel
siero del paziente risulta essere il metodo diagnostico pi seguito, eseguita attraverso
tecniche immunoenzimatiche e test di micro-agglutinazione. Lantibiotico pi
utilizzato e pi efficace la penicillina. Altrettanto efficaci risultano essere anche le
misure preventive come la vaccinazione degli animali domestici e la lotta contro i ratti.

BACILLUS:
Caratteristiche generali: Sono batteri gram positivi, aerobi, forma a bastoncello, sporigeni
(producono spore termoresistenti e rifrangenti). La maggior parte di essi sono mesofili (la loro
temperatura ottimale 30-45 gradi) e chemioeterotrofi (producono energia attraverso la
respirazione aerobica, utilizzando una variet di composti organici semplici). Le specie patogene
per luomo di maggior rilevanza sono il B. Anthracis ed il B. Cereus
BACILLUS ANTHRACIS:
lagente eziologico del carbonchio, malattia che interessa prevalentemente gli animali erbivori
e selvatici, ma a volte pu infettare anche luomo.
Questo batterio gram postivo, aerobio, immobile, e capsulato. In coltura si dispone a formare
lunghe catene con aspetto squadrato a canna di bamb. Produce spore ovali che possono resistere
al suolo per molti anni. Esso possiede i plasmidi pXO1 e pXO2 che contengono i geni codificanti
la tossina carbonchiosa e la capsula.
Patogenesi: la patogenicit dipende dalla tossina carbonchiosa e dalla capsula antifagocitaria.
La tossina composta da 3 subunit proteiche non tossiche che vengono secrete indipendemente
luna dallaltra; quando si associano diventano tossiche e agiscono sulla superficie delle cellule
dellospite e ciascuna deputata a svolgere un compito diverso.
1. Antigene protettivo(PA): lega la tossina ai recettori della cellula bersaglio.
2. Fattore delledema(EF): possiede attivit adenilato-ciclasica e calcio-dipendente,
responsabile dellipersecrezione di liquido e ioni da parte delle cellule.
3. Fattore letale (LF): una metallo-proteasi zinco dipendente, che porta a morte la cellula.

Nelluomo il carbonchio si manifesta in 3 forme cliniche, le quali dipendono dalla via


dinfezione:
1. Carbonchio cutaneo: rappresenta la forma clinica pi frequente e meno grave, dove le
spore penetrano in piccole lesioni cutanee formando una pustola circondata da unarea
edematosa che dopo pochi giorni diventa nera (da qui il nome Anthracis) e si forma una
zona necrotica. Linfezione guarisce spontaneamente.
2. Carbonchio da inalazione: la forma clinica pi grave, le spore vengono inalate e
fagocitate dai macrofagi alveolari, che le trasportano ai linfonodi mediastinici. Nei
macrofagi le spore germinano e la malattia evolve con febbre, edema, sepsi, mediastinite
emorragica, e morte.
3. Carbonchio gastrointestinale: dovuto allingestione di spore, presenti in alimenti
infetti e alla penetrazione di queste attraverso lesioni della mucosa intestinale. Dalle
lesioni della mucosa, il microorganismo pu diffondere al sistema linfatico provocando
linfoadenopatia, edema e sepsi.
Diagnosi e terapia: questo bacillo pu essere visualizzato al microscopio con preparati
provenienti da linfonodi infettati, lesioni cutanee, sangue, espettorato ecc..
Cresce bene su terreni di coltura non selettivi, dove produce colonie rugose. In terreni
addizionati di sangue non produce emolisi evidente. Lantibiotico standard da utilizzare la
penicillina, tuttavia alcuni ceppi producono beta-lattamasi, per cui risultano efficaci antibiotici
come la ciprofloxacina e chinoloni vari.

BACILLUS CEREUS:
un bacillo gram-positivo, sporigeno, aerobio facoltativo, emolitico, mobile per la presenza di flagelli
peritrichi e ampiamente diffuso nellambiente sotto forma di spore. un patogeno opportunista
nelluomo.
spesso causa di tossinfezioni alimentari, ma pu a volte determinare infezioni oculari ed
infezioni sistemiche correlate alluso di cateteri intravascolari
Patogenesi: le tossinfezioni alimentari sono provocate dallingestione di alimenti contaminati dal
batterio. Queste possono manifestarsi in forma emetica, provocata dalla tossina emetica o
cereulide che provoca vomito, nausea e dolori addominali; oppure in forma diarroica causata
da tossine termolabili prodotte dal batterio nellintestino tra cui: enterotossina emolisina BL e
lenterotossina non emolitica in grado di stimolare lipersecrezionedi liquidi e de elettroliti dalla
mucosa. Questo batterio pu anche provocare una grave forma di endoftalmite dovute
allintroduzione di questi batteri nellocchio, nella maggior parte dei casi porta a perdita della
capacit visiva.

CLOSTRIDIUM:

Caratteristiche generali: questi batteri sono bastoncelli gram-positivi, sporigeni, anaerobi o


aerotolleranti, catalasi ed ossidasi-negativi, fermentano molti substrati, tra cui zuccheri e per
questo sono anche utilizzati per produrre composti chimici nellindustria (acido butirrico, acido
acetico, butanolo, acetone ecc..). Molti fanno parte della flora presente normalmente sulla nostra
cute o nel nostro intestino. Esistono alcune specie patogene che hanno come principale fattore di
virulenza la produzione di tossine.
CLOSTRIDIUM TETANI:
Questo batterio provoca il tetano, una patologia che porta ipertonia della muscolatura striata,
accompagnata da spasmi muscolari parossistici. Non fermenta gli zuccheri e le sue spore sono
localizzate comunemente nel suolo di tutti i Paesi del mondo. Durante la sporificazione, produce
endospore terminali rotondeggianti che gli conferiscono un caratteristico aspetto a bacchetta di
tamburo.
Patogenesi: la virulenza di questo batterio associata alla produzione di 2 tossine:
1. Tetanolisina: unemolisina labile allossigeno, ha unelevata affinit per il colesterolo
e determina la lisi di molte cellule.
2. Tetanospasmina: un singolo polipeptide (codificato dal gene tetX) che tagliato si attiva
ed agisce a livello del sistema nervoso centrale bloccando la liberazione di
neurotrasmettitori (GABA e glicina) provocando una stimolazione incontrollata della
contrazione muscolare: la tetanospasmina si lega alla membrana dei motoneuroni alpha
a livello delle giunzioni neuromuscolari per poi raggiungere per via retrograda intra-
assonale le corna anteriori del midollo spinale e i neuroni inibitori, bloccando il rilascio
dei neurotrasmettitori prodotti da queste cellule. I motoneuroni non risultano cos pi
inibiti e ci determina uno spasmo simultaneo dei muscoli, sia agonisti sia antagonisti.

Linfezione si sviluppa in seguito alla contaminazione di ferite lacero-contuse


attraverso spore di tetano, che in condizioni di bassa tensione di ossigeno vanno incontro
a germinazione ed esocrescita.

Si distinguono varie tipologie di tetano:


-tetano generalizzato: la tossina prodotta in quantit elevate, viene diffusa a tutte le terminazioni
periferiche attraverso sangue e vasi linfatici. Il primo segno clinico evidente il trisma(contrazione
del massetere), progressivamente la contrazione spasmica si diffonde anche agli altri gruppi muscolari
e lo spasmo generalizzato si manifesta come opistotono, caratterizzato da una contrazione esagerata
dei muscoli della schiena, forte dolore e vigilanza prolungata. Il blocco dei muscoli respiratori porta
poi alla morte.
-tetano localizzato (o tetano ascendente): pu manifestarsi in soggetti parzialmente immuni e si
manifesta con una contrazione dei muscoli circostanti la zona di inoculazione delle spore epu essere
accompagnato da una lieve forma di trisma dovuta alla diffusione della tossina, per via nervosa
ascendente, al tratto superiore del midollo spinale.
-tetano cefalico: forma di tetano localizzata alla testa in seguito ad unotite media o una ferita. Ha
spesso esito infausto.
-tetano neonatale: una forma di tetano caratterizzata da uninfezione tramite le spore del cordone
ombelicale, se non trattato porta a morte.

Diagnosi e terapia: i campioni biologici di C. tetani vengono prelevati solitamente da ferite e


coltivati in agar sangue dove formano colonie piatte, grigie e traslucide, circondate da un piccolo
alone di beta-emolisi e caratterizzate da un alone di sciamaggio. Preparati microscopici con la
colorazione di Gram possono essere osservati al microscopio. Vengono inoltre preparati dei
saggi per dimostrare la produzione di tetanospasmina e della sua neutralizzazione da parte di
antisieri specifici.
In caso di sospetta infezione di tetano si deve somministrare al paziente una dose di
immunoglobuline umane antitossina, in grado di neutralizzare la tossina non ancora legata alle
cellule nervose, ma anche benzodiazepine in grado di prevenire/ridurre gli spasmi muscolari. Il
vaccino vero e proprio viene effettuato con tossoide o anatossina tetanica, un preparato nel quale
la tossina del tetano non ha potere tossico, ma mantiene le stesse caratteristiche immunogeniche
della tossina e permette di indurre nellospite la produzione di anticorpi neutralizzanti.

CLOSTRIDIUM BOTULINUM:
Questo microrganismo causa una malattia chiamata botulismo, provocata dallingestione di
alimenti infetti, come alimenti prodotti in casa o artigianali ad es. verdure in scatola, conserve
di pesce e carne conservata. ampiamente diffuso nel suolo, nelle acque e nellintestino di molti
mammiferi, uccelli e pesci. La specie di questo batterio comprende bastoncelli gram-positivi,
anaerobi obbligati, mobili ed in grado di produrre una tossina.
I ceppi appartenenti alla specie vengono suddivisi sulla base del sierotipo di neurotossina
prodotta in sette tipi, che vengono poi suddivisi in quattro gruppi sulla base delle differenze
fisiologiche:
1. Gruppo I: neurotossine A,B,F (la tossina di tipo A il pi potente veleno conosciuto)
2. Gruppo II: neurotossine B,F,E
3. Gruppo III: tossine C e D
4. Gruppo IV: tossina G

Patogenesi: la patogenicit del batterio rappresentata unicamente dalla tossina prodotta. Nel
botulismo alimentare, la tossina (termolabile) viene ingerita tramite un alimento
contaminato in precedenza con le spore del batterio (pu essere eliminata se il cibo viene
bollito a cento gradi per dieci minuti). Una volta ingerita, viene assorbita dalla mucosa
dellintestino tenue e passa nel sangue, diffondendosi fino alle terminazioni nervose dove si
lega ai terminali presinaptici ed inibisce la liberazione di acetilcolina, determinando il blocco
della contrazione muscolare e causando una paralisi flaccida. Il paziente pu morire per un
arresto respiratorio dovuto alla paralisi dei muscoli respiratori. Altre forme di botulismo che
portano a segni e sintomi simili a quelli del botulismo alimentare sono: il botulismo da ferita, il
botulismo neonatale (ingestione di spore da parte del neonato), il botulismo simil-infantile e il
botulismo da inalazione. La diagnosi deve essere fatta mediante dimostrazione della presenza
della tossina botulinica nel siero o nelle feci del paziente che viene inoculato nei topi per
dimostrare la presenza della tossina. Al paziente infetto deve essere somministrato un antisiero
trivalente contenente anticorpi verso le tossine di tipo A,B, ed E.
CLOSTRIDIUM PERFRINGENS:

Questo batterio (gram-positivo, immobile, anerobio, sporigeno) produce 4 tossine principali


(alpha, beta, epsilon e iota), otto tossine minori (delta, teta, kappa, lambda, mu, nu,
neuraminidasi, ureasi) e una enterotossina (CPE), responsabile delle tossinfezioni alimentari. I
ceppi di C. perfringens vengono distinti in 5 tipi tossinogenici, (A,B,C,D,E) in base alla
produzione delle 4 tossine principali.

Patogenesi: la gangrena gassosa la forma pi grave di infezione ed caratterizzata da estesa


degenerazione localizzata dei muscoli, rapida necrosi tissutale accompagnata da shock. Questa
patologia causata dal tipo A che produce tossine alpha e teta. Linfezione inizia con lingresso
delle spore in una ferita, dove germinano e producono le tossine. Il tessuto muscolare si presenta
cos ischemico e tumefatto e si ha produzione di essudato e gas che favoriscono la diffusione
dellischemia tissutale ai gruppi muscolari contigui. Le tossine alfa e teta sono responsabili dello
shock che pu verificarsi nella gangrena gassosa. Infatti la tossina alfa riduce la contrattilit del
miocardio, contribuendo allipotensione, mentre la tossina teta riduce la resistenza vascolare
sistemica.

La tossinfezione alimentare si verifica in seguito allingestione di alimenti contaminati da ceppi


produttori dellenterotossina. Nellintestino tenue questo batterio si moltiplica e va incontro a
sporificazione da cui deriva la liberazione lenterotossina che si lega alla membrana delle cellule
intestinali, determinando la formazione di un canale proteico che altera la permeabilit di
membrana causando uno squilibrio elettrolitico ed ipersecrezione; ci causa nausea e diarrea che
si risolvono in poco tempo.

Lenterite necrotizzante dovuta allingestione di cibi contaminati con ceppi di tipo C, la


virulenza causata dalla produzione di tossine beta, una proteina in grado di produrre necrosi
emorragica della mucosa intestinale; essa per inattivata da enzimi proteolitici, per cui si
manifesta in soggetti a cui mancano questi enzimi. I sintomi compaiono dopo 5-6 ore
dallingestione dellalimento contaminato e si manifestano con dolori addominali, diarrea
profusa, e presenza di sangue nelle feci. Se non trattata la malattia pu avere esito infausto in
alcuni casi.
La diagnosi avviene prelevando materiale infetto dal paziente da ferite, sangue o feci ed
effettuando una coltura su agar sangue, dove produce emolisi a causa delle tossine alfa
(incompleta) e teta (completa). Per dimostrare la presenza di enterotossina si utilizzano saggi
immunoenzimatici o tecniche molecolari che rilevano la presenza del gene codificante la tossina.

CLOSTRIDIUM DIFFICILE:
Questo batterio si trova come commensale nellintestino delluomo; in seguito a prolungate
terapie antibiotiche che riducono la flora batterica, questo batterio pu proliferare e causare
patologie ad ampio spettro, cio che vanno da una lieve diarrea alla colite pseudomembranosa,
una grave forma di infezione che porta estesa ulcerazione della mucosa e del colon.
Patogenesi: la patogenicit dovuta alla produzione di tossine A e B, che sono in grado di
glicosilare alcune proteine cellulari che svolgono importanti funzioni regolatrici nei mammiferi;
la loro inattivazione determina alterazione di numerosi processi cellulari e morte della cellula.
Inoltre citochine pro-infiammatorie rilasciate dalle cellule della mucosa intestinale determinano
linstaurarsi di una risposta infiammatoria che danneggia le cellule della mucosa stessa. Nella
colite pseudomembranosa laccumulo di fibrina, muco e detriti cellulari determina la
formazione di uno strato di pseudomembrana che va a ricoprire una regione sempre pi estesa
della mucosa; in alcuni casi pu portare a morte.
Per la diagnosi necessario isolare il batterio e i campioni prelevati dal paziente vengono
seminati su un terreno selettivo dove presente cicloserina, cefoxitina e fruttosio in atmosfera
anaerobica. Un altro tecnica diagnostica richiede la dimostrazone della presenza delle tossine
nelle feci del paziente.

CORYNEBACTERIUM:

Caratteristiche generali: allesame microscopico questi batteri presentano una forma a clava,
da qui il termine corineformi, questo genere di batteri comprende pi di 60 specie. Sono bacilli
pleomorfi, Gram-positivi, asporigeni, aerobi/anerobi facoltativi; al microscopio questi
microrganismi si osservano disposti in modo parallelo o uniti per le estremit. Fanno parte della
flora batterica commensale presente sulla cute e sulle mucose. Il principale corinebatterio
patogeno per luomo il Corynebacterium diptheriae.

CORYNEBACTERIUM DIPTHERIAE:
La classificazione sierologica di questo batterio risulta oggi essere incompleta, perch la
struttura dellantigene varia e comprende antigeni polisaccaridici, arabinogalattani esterificati
con acidi grassi saturi, che costituiscono lantigene O, antigeni di natura proteica, antigene K
ecc
Patogenesi: questo batterio lagente eziologico della difterite, un malattia che oggi presente
solo in Paesi poco sviluppati ed in aree tropicali. La trasmissione di questo batterio avviene per
via aerea, attraverso goccioline di saliva di un soggetto infetto e il batterio si moltiplica a livello
della mucosa delle prime vie aeree dove scatena una prima risposta infiammatoria.
Successivamente segue la produzione dellesotossina difterica che una proteina termolabile,
influenzata dal Ph. formata da due frazioni:
1 Frazione A: responsabile dellattivit tossica, una volta liberata nel citoplasma esplica una
funzione di blocco della sintesi proteica, impedendo al ribosoma di svolgere la sua corretta
funzione e bloccandolo, mediante ADP-ribosilazione del fattore di allungamento EF-2.
2 Frazione B: si lega alle membrana delle cellule sensibili alla tossina.

La difterite si manifesta principalmente in due forme:


-tipo faringeo, caratterizzato dalla necrosi dellepitelio con essudato ricco di leucociti e fibrina
con formazione di una membrana di colore giallastro che ricopre tonsille, ugola, palato e parete
faringea;
-tipo cutaneo con evidenza di ulcere non dolenti.
La forma clinica pi frequente la forma faringea o angina difterica e si manifesta con febbre,
disfagia, otalgia, dolore sottomandibolare. Se questa infezione non viene trattata entro la prima
settimana pu portare allocclusione delle vie respiratorie, ma nei casi pi gravi la tossina pu
diffondersi per via ematica o linfatica e dare origine a miocardiopatia che pu essere letale e
portare ad arresto cardiaco o neuropatie periferiche che possono interessare i nervi cranici e
quelli spinali; entrambe possono condurre facilmente alla morte.
Altre manifestazioni possono essere la nefrite interstiziale acuta, la difterite cutanea e la
difterite ombelicale.
Diagnosi: In caso di difterite respiratoria si effettua la raccolta del materiale dal rinofaringe
mediante tampone e, dove possibile, si preleva anche della pseudomembrana. Una volta seminato
il campione su terreni idonei di coltura, possibile effettuare una diagnosi tramite esame
microscopico allestendo un preparato colorato con la colorazione di Gins o Loffler con blu di
metilene per evidenziare i granuli metacromatici. Se il ceppo portatore di tossina si possono
utilizzare per losservazione sieri immuni antitossina coniugati con fluorescina. Il terreno di
coltura idoneo agar sangue di montone, arricchito con fosfomicina o cisteina e tellurio di
potassio per renderli selettivi. Per questo batterio fondamentale servirsi di terreni selettivi per
eliminare altri batteri della flora saprofitica.
Solo il biotipo intermedius pu essere identificato dalla morfologia della colonia che piccola,
grigia e traslucida mentre quelle degli altri biotipi sono bianche. Dopo aver individuato il ceppo
(avvalendosi anche di prove biochimiche) necessario verificare se produce la tossina, capacit
che riguarda solo i ceppi che possiedono il gene tox. La produzione della tossina difterica pu
essere determinata mediante test in vitro produzione della tossina difterica pu essere evidenziata
con il test in vitro secondo Elek (inoculando il ceppo in cavia), o con la PCR.
Questo batterio sensibile a molte molecole antibatteriche come penicilline, cefalosporine,
tetracicline, eritromicina. Se in corso anche uninfezione sistemica necessario somministrare
anche, oltre agli antibiotici, anticorpi preformati specifici. Limmunizzazione attiva contro la
difterite si pratica mediante la somministrazione di vaccini a base di anatossina.

PSEUDOMONAS AERUGINOSA:
Gram-negativo, non fermentante, aerobio, forma di bastoncello. Non pu usare le vie
fermentative e non pu crescere in assenza di ossigeno. Vive bene nellambiente esterno e
raramente lo troviamo come commensale delluomo, inoltre facilmente coltivabile
Il materiale purulento prodotto in vivo e nelle colture in vitro caratterizzato da una
pigmentazione di colore blu/verde rame, dovuto a diverse molecole pigmentate, le pi importanti
sono piocianina e pioverdina.
La membrana esterna molto impermeabile; non presenta porine trimeriche e contiene LPS che
rappresenta sia lendotossina sia lantigene somatico O.
Patogenesi ed infezioni: questo batterio causa principalmente infezioni di tipo opportunistico,
che riguardano pazienti immuno-compromessi o pazienti ospedalizzati. un importante agente
di infezioni nosocomiali. Le infezioni che pu provocare sono:
-Infezioni dellustione ed della ferita della cute ustionata e delle ferite chirurgiche: queste
infezioni possono essere il punto di partenza per una batteriemia; in tal caso la cute pu essere
interessata dallectima gangrenoso, con vescicole emorragiche che ulcerano.
-Infezioni dellapparato respiratorio: pu provocare infezioni polmonari, in particolare nei pazienti
ospedalizzati con patologie a carico dei polmoni o in pazienti affetti da fibrosi cistica.
-Infezioni urinarie: interessano soprattutto pazienti cateterizzati o che hanno subito un intervento
chirurgico; una volta stabilite tendono a cronicizzare.
-infezioni dellorecchio: si configurano come otiti. Lotite esterna pu evolvere in otite esterna
maligna e si ha una rapida diffusione ai tessuti circostanti e la comparsa di batteriemia.
-infezioni oculari
-infezioni meno frequenti: apparato osteoarticolare, sistema nervoso centrale, endocarditi,
tratto gastrointestinale.
Fattori di virulenza:
-Lipopolisaccaride (LPS)
-Fimbrie: soprattutto nelle infezioni allapparato respiratorio entrano in gioco. Le adesine che le
compongono si legano sia alle mucine, glicoproteine prodotte dalla mucosa respiratoria sia agli epiteli
respiratori.
-Esotossina A (ETA): agisce ADP-ribosilando EF2 e bloccando la sintesi proteica; ci porta la
cellula a morte.
-Esotossina S: ha attivit ADP-ribosilante ma il suo bersaglio molecolaresono le proteine GTP-
binding proteins coinvolte nelle attivit lisosomiali dei macrofagi.
-Fosfolipasi C: ha attivit emolitica e citolitica. Agisce nelle infezioni polmonari perch agisce sulla
fosfatidilcolina, sostanza di cui molto ricco il surfactante polmonare ed inoltre provoca danni
tissutali.
-Elastasi: enzima con attivit proteolitica, coinvolta nella degradazione del collagene, componente
importante del tessuto corneale.
-Alginato: costituisce un esopolisaccaride la cui subunit disaccaridica formata da acido D-
mannuronico e acido L-guluronico; esso gioca un ruolo importante nelle infezioni croniche che si
riscontrano nei pazienti con fibrosi cistica. Lalginato costituisce una sorta di biofilm intorno a questi
batteri (nei fenotipi mucoidi che sono responsabili dellinfezione solo in una seconda fase) che
sfuggono cos ai fagociti ed allazione di molti antibiotici.

Sia perch possiedono una membrana esterna altamente impermeabile, sia per la spiccata attivit
enzimatica, sia per meccanismi di efflusso che trasportano antibiotici allesterno, questo batterio
presenta una notevole resistenza a molti antibiotici beta-lattamici ed aminoglicosidi.

VIBRIONI: VIBRIO CHOLERAE:


Caratteristiche: Gram-negativo, forma bastoncellare, mobile e monoflagellato, ossidasi-positivo,
tollera salinit elevate e Ph basici, il genoma ripartito in 2 cromosomi, di cui uno solo contiene la
maggior parte dei geni fondamentali. Sono stati idetificati 250 sierogruppi in base allantigene O;
quelli associati allinfezione nelluomo sono O1 (responsabile delle pandemie dellultimo secolo e
O139. Il biotipo di O1 El tor, rappresenta oggi quello di maggiore diffusione, esso a sua volta pu
essere suddiviso in 3 sierotipi: Ogawa, Inaba Hikojima.
Patogenesi: Per causare patologia questo batterio deve colonizzare lintestino tenue, eludendo i
meccanismi di difesa dellimmunit innata ed aderendo ai villi intestinali, dove essi devono replicare
e trasformarsi in una forma sedentaria, per poi produrre le tossine che saranno responsabili della
patologia. I vibrioni sono sensibili allacidit dello stomaco, per infettarsi necessario ingerirne una
quantit elevata. Dopo essersi fatto strada tra il muco dellintestino secernendo mucinasi, il vibrione
colonizza la superficie utilizzzando diversi fattori. Uno dei pi importanti il TCP, un pilo presente
sulla superficie cellulare. Questo pilo anche il recettore per lingresso del fago filamentoso CTX-
phi, che trasporta i geni che codificano per le principali tossine di V.cholerae. A livello del tenue i
vibrioni producono e secernono la tossina colerica, costituita da 5 subunit B che formano un
pentamero ad anello e da 1 subunit A legata allanello in maniera non covalente. Il pentamero si
lega alla membrana cellulare (usando come recettore un monosialogangloside GM1) e permette alla
tossina di giungere fino al reticolo endoplasmatico trasportata da filamenti di actina, poi la subunit
A si dissocia e svolge la sua attivit nel citoplasma. Svolge una ADP-ribosilazione delladenil-ciclasi
con formazione di cAMP intracellulare che crea uno squilibrio elettrolitico con fuoriuscita di cloro
e bicarbonato ed aumentata concentrazione di ioni nel lume intestinale con accumulo di acqua,
responsabile della caratteristica diarrea acquosa del colera. Unaltra tossina che viene utilizzata dal
batterio la zot, che modifica le giunzioni serrate tra le cellule epiteliali favorendo la perdita di liquidi.
La manifestazione clinica pi caratteristica del colera unimponente diarrea acquosa. La perdita
di liquidi si accompagna ad una perdita di sali con possibile disidratazione. La gravit della malattia
dipende dallo stato del soggetto. Se trattata tempestivamente somministrando per via orale liquidi e
sali la letalit molto bassa. La malattia autolimitante e la sintomatologia scompare nel giro di
pochi giorni. La reidratazione avviene somministrando soluzioni apposite di sali e zuccheri.
Diagnosi: si ricerca il vibrione allinterno delle feci del paziente e si semina il campione su un terreno
selettivo, in genere TCBS (Thiosulfate-Citrate-Bile salts-Sucrose agar) e sulle colonie sospette viene
effettuato il test dellossidasi. Nel caso di positivit, lidentificazione definitiva viene effettuata sulla
base dei caratteri biochimico-metabolici e con la ricerca degli antigeni di gruppo(O1-O139) ed
eventualmente del sierotipo.

CAMPYLOBACTER:
Caratteristiche generali: la morfologia simile a quella dei vibrioni, ma differiscono da essi per
caratteristiche genetiche e metaboliche. Sono batteri Gram-negativi, hanno una forma a
bastoncello, ossidasi positivi, mobili, dotati di un flagello localizzato ai due poli della cellula,
microareofli (crescono a ridotto contenuto di ossigeno), nella membrana esterna possiedono
lantigene polisaccaridico O, che permette di identificare diversi sierotipi.
Patogenesi: linfezione nelluomo inizia con lingestione di cibi e bevande contaminate. I
campilobatteri, dopo aver superato lacidit dello stomaco, si localizzano a livello dellileo e del
colon. Sostanze come la mucina, presente sulle cellule epiteliali, svolgono un ruolo di chemioattraenti
e stimolano questi batteri a raggiungere, grazie ai flagelli, la superficie delle cellule epiteliali dove
possono insediarsi. Una volta adesi, inducono la mobilitazione del citoscheletro e vengono
internalizzati nel citoplasma per mezzo di un vacuolo dove eventualmente possono moltiplicarsi.
Campylobacter produce una citotossina CDT che provoca danno e morte cellulare ed alimenta il
processo infiammatorio ed il rilascio di interleuchina-8. I campilobatteri hanno un sistema metabolico
basato sulla presenza della ferritina che permette loro di accumulare ferro, per favorire la crescita e
la competizione con altri batteri, ma anche di resistere allo stress ossidativo e questo garantisce la
resistenza e la sopravvivenza allinterno delle cellule. La diarrea dipende dallattiva secrezione di
liquidi nel lume intestinale, dovuta ad una risposta infiammatoria conseguente al danno cellulare
indotto dal microrganismo.
La patologia pi frequentemente causata da questi batteri una gastroenterite (spesso diarrea del
viaggiatore) caratterizzata da diarrea, dolori addominali e febbre con insorgenza acuta. Il periodo di
incubazione di 2-5 giorni e la durata della fase diarroica permane per 2-3 giorni. I campilobatteri
sono anche coinvolti, in casi pi rari, nella genesi di malattie autoimmuni post-infettive come artrite
o la sindrome di Guillan-Barr che una malattia neurologica ad insorgenza acuta, caratterizzata
da paralisi flaccida degli arti e areflessia. Linsorgenza di tale patologia dovuta alla produzione di
anticorpi della classe delle IgG e linfociti T antigene-specifici. Lantigene rappresentato da lipo-
oligosaccaride della membrana esterna di alcuni campilobatteri, il quale simula la struttura di alcuni
ganglosidi GM1 e GD1, presenti sulle cellule dei nervi periferici. In questo caso, la risposta
immunitaria la diretta responsabile dellinsorgenza della patologia.
Diagnosi: La diagnosi di laboratorio viene effettuata ricercando i batteri nei campioni clinici di feci
nel caso di enteriti. Si pu effettuare unindagine microscopica osservando la colorazione di Gram
e ricercando bastoncelli ricurvi a forma di V oppure utilizzare metodi immunologici diretti per
evidenziare gli antigeni batterici con una reazione di agglutinazione al lattice eseguita direttamente
sulle feci. Pi recentemente vengono usate anche metodiche di individuazione molecolari basate su
PCR. Lisolamento su terreni di coltura richiede particolari accorgimenti e sono necessari terreni
arricchiti come il terreno di Skirrow che contiene inibitori per altri batteri. I macrolidi sono i
farmaci di elezione nel caso in cui sia consigliato il trattamento antibiotico. Luomo si infetta
mangiando o manipolando carni crude o poco cotte e venendo a contatto con animali portatori, quindi
sostanzialmente una zoonosi.

BORDETELLA (pertussis):
Caratteristiche generali: Gram-negativo, aerobio, coccobacillo, capsulato, dotato di fimbrie,
aerobio stretto, ha esigenze nutrizionali particolari: sensibile agli acidi grassi e cresce bene sul
terreno di Bordet-Gengou (agar sangue-patata-glicerolo).
Patogenesi: In seguito a stimoli ambientali differenti, questo batterio in grado di regolare
lespressione genica di diversi fattori di virulenza. Questo fenomeno chiamato modulazione
fenotipica. Mutazioni a bassa frequenza possono abolire lespressione dei fattori di virulenza e in
questo caso si parla di variazione di fase. I fattori di virulenza principali sono: la tossina della
pertosse (PT), che una tossina ADP- ribosilante nei confronti di alcune proteine G coinvolte nella
trasduzione del segnale. Blocca la sintesi proteica portando la cellula a morte. formata da una
subunit A frammento (S1) che svolge attivit tossica e da una subunit B (frammenti S2-S3-S4-S5)
che si lega alla cellula bersaglio e permette la traslocazione della subunit A allinterno. La
citotossina tracheale che mostra una spiccata tossicit per le cellule ciliate dellapparato respiratorio,
determinandone la morte; tossina dermonecrotica che causa necrosi nei tessuti colonizzati dal
batterio. Presenta anche LPS o LOS essendo un batterio gram-negativo. Ci sono infine una serie di
molecole importanti nei processi di adesione del batterio alle vie respiratorie, tra cui le fimbrie
(FIM), lemoagglutinina filamentosa (FHA), e la pertactina.
La pertosse si trasmette da un soggetto malato ad un soggetto sano per via aerea. La malattia si
compone di 2 stadi: la fase di colonizzazione che ha come corrispettivo lo stato catarrale con febbre,
il quale dura da 1 a 2 settimane. In questo periodo si ha la massima contagiosit ed aumenta la
probabilit di isolare il germe. Il secondo stadio chiamato tossiemico o parossistico (da 2 a 5
settimane) ed quello tipico della malattia, con episodi violenti di tosse parossistica prolungata da
cui possono derivare anche complicazioni respiratorie oltre che vomito e convulsioni. una malattia
endemica in tutte le aree molto popolate e si manifesta sotto forma di epidemia. I soggetti
maggiormente colpiti sono i bambini al di sotto dei 5 anni. La migliore prevenzione il vaccino, in
particolare vaccini acellulari (ACPV), costituiti da componenti purificate del batterio. In caso di
terapia antibiotica si consiglia luso delleritromicina per via orale.
Diagnosi: per la diagnosi diretta necessario isolare il batterio dal liquido nasale nella prima fase
catarrale della malattia. La semina deve essere eseguita su terreno Bordet-Gengouo terreno
selettivo di agar carbone attivo. Le colonie vengono identificate mediante agglutinazione su
vetrino con antisiero specifico o in immunofluorescenza. possibile anche ricercare sequenze
nucleotidiche mediante PCR. Si pu anche eseguire unindagine indiretta che misura i livelli di
anticorpi nel siero del paziente specifici per la tossina della pertosse e lemoagglutinina filamentosa.

BRUCELLA:
Caratteristiche generali: Gram-negativi, coccobacilli, immobili, aerobi obbligati, producono
catalasi ed ossidasi, sono notevolmente resistenti allambiente esterno. Le specie patogene per luomo
sono B. melitensis, B. abortus, B. suis. In conseguenza allelevata omogeneit genomica, la
tassonomia molecolare raggruppa le Brucelle in ununica specie, B. melitensis. Tuttavia
ampiamente accettata la nomenclatura tradizionale che distingue le specie in base allospite naturale,
ai caratteri colturali, biochimici, sierologici. Le brucelle trasmissibili alluomo presentano antigeni
O comuni espressi nelle colonie lisce in diverse varianti (melitensis esprime lantigene M). La
brucellosi una zoonosi e luomo un ospite occasionale che acquisisce linfezione per via orale, per
consumo di latte, per prodotti caseari contaminati, per via respiratoria attraverso aerosol, per via
cutanea in presenza di lesioni e contatto con animali infetti.
Patogenesi: la caratteristica patogenetica fondamentale delle brucelle il parassitismo
intracellulare, che determina il tipo di patologia, le manifestazioni cliniche e la terapia. La
replicazione batterica allinterno delle cellule inizia molte ore dopo la localizzazione intracellulare;
questo periodo sembra che sia richiesto per lattivazione di VirB, un sistema di geni (viruloma
intramacrofagico), considerato il principale determinante di virulenza delle brucelle, il quale
necessario per la moltiplicazione e per la creazione del comparto intracellulare, il brucellosoma,
dove il patogeno risiede. Le brucelle devono essere considerate microrganismi intracellulari
facoltativamente extracellulari; o si moltiplicano negli eucarioti o sopravvivono allesterno in
particolari condizioni. Le brucelle una volta allinterno dellorganismo vengono fagocitate dai
macrofagi e sono in grado di inibire la fusione tra fagosoma e lisosoma, in modo da poter
sopravvivere e replicare. Un altro fattore di virulenza LPS. Dopo essersi stabiliti nelle cellule, questi
batteri diffondono ai linfonodi regionali e possono successivamente localizzarsi in numerosi organi.
Nelluomo la brucellosi si manifesta con un quadro clinico molto variabile. Il periodo
di incubazione generalmente lungo (dalle 2 settimane agli 8 mesi) ed i sintomi sono
poco specifici, linfezione pu essere sistemica o localizzata in diversi organi. La febbre
rappresenta il sintomo pi comune. La diagnosi iniziale spesso quello di febbre di
origine sconosciuta, accompagnata da sudorazione, brividi, dolori alle ossa e ai muscoli
e malessere generale. I segni clinici pi frequenti sono epatomegalia e splenomegalia.
Nella fase acuta la febbre si mantiene alta con frequenti periodi di apiressia (febbre
ondulante) La maggior parte dei pazienti guarisce nel giro di qualche mese; in quelli non
trattati la malattia pu cronicizzare portando ulteriori complicanze pi gravi.
Diagnosi: la diagnosi definitiva richiede lisolamento e la tipizzazione del microrganismo e spesso
la ricerca di anticorpi. La ricerca si effettua su campioni multipli di sangue o su prelievi di tessuti
degli organi interessati. Le emocolture necessitano di lunghi periodi di incubazione e devono essere
seminate su terreni arricchiti e complessi come agar sangue, agar cioccolato, agar siero-destrosio.
Lidentificazione a livello di genere sufficiente per svolgere una terapia idonea. La scarsa sensibilit
dellesame colturale comporta il ricorso ad indagini sierologiche. Dato il lungo periodo di
incubazione gli anticorpi sono spesso presenti a titolo elevato e possono persistere per mesi o anni,
pertanto necessario dimostrare un aumento significativo del titolo (di almeno 4 volte). Viene
utilizzato il test di agglutinazione, test di Wright, che misura anticorpi diretti contro lantigene O;
il test ELISA che ricerca anticorpi diretti contro proteine citoplasmatiche, oppure si fa ricorso alla
PCR.
Questi batteri mostrano resistenza a penicilline e cefalosporine. La terapia, mirata a controllare i
sintomi ed a prevenire le complicanze e le recidive, basata sullimpiego di doxiciclina in
combinazione con rifampicina, gentamicina, streptomicina per un periodo di 3-6 settimane. Le
categorie a rischio sono allevatori, addetti ai macelli, veterinari e laboratoristi. Le infezioni umane
sono proporzionali a quelle degli animali da allevamento, necessario adottare misure di controllo
molto efficaci e vaccinare gli animali da allevamento per prevenire la diffusione.

MICOPLASMI:
Caratteristiche generali: i micoplasmi sono le pi piccole forme batteriche (125-250 nm) capaci
di vita autonoma. Si distinguono dagli altri batteri per la mancanza di parete cellulare, perch non
hanno i precursori necessari a sintetizzarla. Per questo resistono a tutti gli antibiotici che hanno come
bersaglio la sintesi del peptidoglicano. La loro membrana cellulare ricca di steroli. Mostrano una
notevole plasticit che permette loro di superare le membrane dei filtri sterilizzanti, oltre a presentare
un elevato polimorfismo. Sono ubiquitari e possono ritrovarsi come parassiti saprofiti di animali e
piante. Le principali specie patogene per luomo sono: Mycoplasma Pneumoniae, Ureaplasma
urealyticum, Mycoplasma hominis, Mycoplasma genitalicum. (Gli ultimi tre sono responsabili di
poche patologie meno rilevanti legate al tratto genito-urinario). I micoplasmi si moltiplicano sulla
superficie delle cellule degli epiteli delle mucose senza avere una capacit di penetrazione
intracellulare. Sono immobili ed il loro sviluppo impedito da anticorpi specifici. Producono colonie
a uovo fritto.
MYCOPLASMA PNEUMONIAE: questo batterio causa di alcune malattie respiratorie
nelluomo; la forma clinica pi comune una forma di polmonite definita polmonite atipica
primaria. Questa malattia colpisce preferibilmente i ragazzi in et scolare ed i giovani adulti. La
trasmissione interumana ed avviene per via aerogena tramite particelle salivari. Colpisce
prevalentemente le basse vie respiratorie, cio i bronchioli e gli alveoli. I quadri clinici pi
diffusi sono: polmonite, tracheobronchite e faringite, ma sono anche stati descritti casi
meningite, meningoencefalite e neurite, senza nessun riscontro di una precedente infiammazione
delle vie respiratorie. Nella prima infanzia la forma clinica prevalente la rinite. La malattia nella
maggior parte dei casi ha un andamento benigno e risponde con antibiotici come tetracicline,
macrolidi, fluorochinoloni. Sulla superficie esterna della membrana plasmatica troviamo
almeno sei proteine, tra cui P1 e P2 sembrano avere un ruolo fondamentale per ladesivit alle
cellule e la stimolazione di anticorpi protettivi. Altri fattori di virulenza prodotti che causano gravi
alterazioni dellepitelio bronchiale sono: perossido di idrogeno e superperossido che causano
la morte cellulare. Durante il processo infettivo i micoplasmi rimangono in posizione
extracellulare, ma tuttavia riescono ad infiltrarsi anche negli spazi intercellulari, penetrando nella
sottomucosa. Questo batterio come superantigene in grado di sviluppare una serie di fenomeni
autoimmuni, per una similitudine antigenica con alcune strutture delle membrane cellulari, come
eritemi, artriti, vasculit che probabilmente si sviluppano come reinfezione nellet adulta. La
risoluzione della malattia sembra essere dovuta ad un accumulo locale di anticorpi della classe
IgA ed IgG. Queste immunoglobuline inducono la lisi batterica attivando il complemento,
aumentano lattivit fagocitaria e bloccando la capacit dei batteri di aderire alle cellule
bronchiali. Per diagnosticare uninfezione utilizzabile un test sierologico che rileva la presenza
delle IgM specifiche che possono indicare uninfezione da M. pneumoniae.
I terreni di coltura adatti sono il terreno di Chanock al lievito di birra con aggiunta di siero di
cavallo e lSP-4 di Tilly. In questi terreni la presenza del batterio identificato da un viraggio del
Ph indicato da un colorante, per acidificazione del terreno dovuta al loro metabolismo. Si pu
evidenziare la presenza del batterio in campioni clinici anche attraverso la PCR.

HELICOBACTER PYLORI:
Caratteristiche generali: batterio gram-negativo, spiraliforme, microaerofilo, ossidasi catalasi ed
ureasi positivo, mobile grazie a flagelli collocati ad un polo della cellula. Per crescere ha bisogno di
poco ossigeno, la presenza di CO2 e di un elevato grado di umidit. Questo batterio in grado, grazie
allenzima ureasi, di creare intorno a s un microambiente a Ph compreso tra 5,5 e 8, che gli
permette di crescere in maniera ottimale. un microrganismo esigente e per la crescita richiede agar
sangue o agar cioccolato. Nellambito delle varie aree geografiche, H. pylori inversamente
proporzionale alla situazione socioeconomica, in particolare alle condizioni di vita durante linfanzia.
Linfezione attualmente ritenuta conseguenza della trasmissione attraverso la via orale
(probabilmente possibile il circuito di trasmissione feco-orale).
Patogenesi e malattie associate: colonizza lo strato mucoso della parete gastrica delluomo,
provocando nella maggior parte dei casi infiammazione gastrica cronica, superficiale,
asintomatica. La colonizzazione gastrica cronica assicura la presenza di un serbatoio di batteri
indispensabile perch si sviluppi la patologia gastrica. La persistenza dei batteri legata alla mobilit
che viene assicurata dai flagelli e a degli enzimi che degradano la mucina gastrica. Nel tempo, in una
percentuale ancora minore di colonizzati, possono svilupparsi ulcere gastriche o duodenali e in rari
casi una forma tumorale del tessuto linfoide associato alla mucosa gastrica (MALT), oppure
linfezione pu essere associata ad atrofia della mucosa gastrica. Nelluomo le cellule epiteliali
gastriche, nel corso dellinfezione, rilasciano una esaltata risposta immunitaria che comporta una
diminuzione della secrezione acida dello stomaco e favorisce la diffusione e la persistenza del
microrganismo. Il batterio inoltre in grado di attuare un adattamento a breve termine in cui il
batterio in grado rispondere immediatamente al mutare delle condizioni ambientali e un
adattamento a lungo termine dove il batterio sviluppa resistenza a farmaci antibatterici usati in
terapia. Fattori di virulenza importanti sono codificati dai i geni cagA e vacA che sono correlati alla
persistenza del batterio nellospite, alla capacit di sfuggire alla risposta immunitaria locale ed alla
produzione della citotossina che attiva sulle cellule parietali gastriche diminuendone lacidit.
Diagnosi: la colonizzazione rappresenta non la malattia, ma la possibilit che la patologia gastrica si
sviluppi. I test disponibili oggi si dividono in test invasivi e test non invasivi. I primi richiedono un
campione di mucosa gastrica per effettuare alcuni tipi di indagini. I secondi vengono eseguiti su
sangue, feci, urina, per ricercare anticorpi o antigeni batterici, ovvero per evidenziare attivit ureasica
a livello gastrico determinando lesalazione di CO2 radiomarcata dopo somministrazione di urea
radioattiva. (urea breath test). La claritromicina lantibiotico pi efficace per la monoterapia in
vivo; anche amixicillina e tetracicline funzionano.

LEGIONELLE:
Caratteristiche generali: coccobacilli, gram-negativi, aerobi, asporigeni. La parete cellulare di
questi microrganismi caratterizzata dalla presenza di acidi grassi a catena ramificata di solito non
presenti nei batteri gram-negativi; sono generalmente mobili per la presenza di flagelli. Dal punto di
vista biochimico sono batteri abbastanza inerti. Sono batteri esigenti e difficilmente coltivabili e
richiedono terreni di coltura specifici, arricchiti con aminoacidi e composti di ferro, il pi utilizzato
il BCYE. Le legionelle sono ubiquitarie, reperibili in ambienti acquosi o umidi, sia naturali, ma
anche costruiti dalluomo come idromassaggi termali, condizionatori daria, impianti industriali ecc...
Il serbatoio maggiore di questo microrganismo quindi lacqua, dove si moltiplica come parassita di
protozoi. La specie pi importante dal punto di vista clinico Legionella pneumophila.
Patogenesi e malattie: possibile fare una distinzione tra: fattori di virulenza correlati a strutture
di superficie del microrganismo e sistemi di secrezione proteica del microrganismo. Nel primo
gruppo troviamo: i pili di tipo IV che promuovono lattacco del batterio ai macrofago ed alle cellule
epiteliali; i flagelli che favoriscono linvasione tissutale; le proteine maggiori della membrana
esterna (MOMP) costituiscono un sito di legame al complemento e mediano lopsonofagocitosi. La
proteina che potenzia la capacit di infettare i macrofagi (MIP) necessaria per la fase precoce
dellinfezione intracellulare. Al LOS della membrana esterna sono attribuibili le attivit delle
endotossine. Abbiamo poi i geni rtx e rcp che aumentano la virulenza.
Nel secondo gruppo sono presenti il sistema di tipo II che comprende produzione di proteine,
enzimi e tossine; il sistema di tipo IV che aumenta la capacit della legionella di penetrare nella
cellula ospite e di bloccare la fusione del fagosoma con il lisosoma.
La legionellosi si presenta in due forme cliniche distinte: la malattia dei legionari, multisistemica,
con grave coinvolgimento polmonare, e la febbre di Pontiac, patologia autolimitante, di aspetto
simil-influenzale. Il meccanismo patogenetico pi frequente linalazione di aerosol contaminato.
Una volta penetrati nellorganismo, i batteri raggiungono i polmoni e vengono fagocitati dai
macrofagi alveolari, che per non sono in grado di ucciderli; successivamente, dopo essersi
moltiplicati provocano la lisi di questi ed infettano altre cellule. Oltre ai casi comunitari che negli
ultimi anni sono abbastanza stabili per numero, hanno avuto un aumento i casi di infezioni
nosocomiali allinterno degli ospedali. Sono casi che riguardano soprattutto pazienti immuno-
compromessi o che hanno subito operazioni chirurgiche.
Diagnosi: questi batteri non sono facilmente evidenziabili nel materiale biologico con colorazione di
Gram; lisolamento mediante coltura risulta essere il metodo diagnostico pi efficace. La sierologia
invece prevede varie metodiche per la ricerca degli anticorpi specifici. I pi utilizzati sono
limmunofluorescenza indiretta (IFA) ed il test ELISA; tuttavia essa non pu essere collegata ad un
trattamento terapeutico mirato fin dalla prima comparsa dei sintomi e non comprende tutte le specie
e i tipi di legionella. Luso della PCR per la ricerca del microrganismo nellespettorato risultata
molto efficace. Le legionelle sono sensibili all eritromicina, ai nuovi macrolidi, alle tetraciciline, ai
fluorochinoloni ed alla rifampicina.