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1.

- Bestiario come corpus di opere composte in maniera 'organica' del quale tentare
di fissare un univoco schema narrativo
- L'analisi di tipo strutturale, e vuole fissare una serie di funzioni comuni ai
vari racconti
- I racconti vengono analizzati a livello di fabula, quindi di svolgimento
cronologico ordinato
- Vi , nei racconti di Bestiario, una situazione di partenza (0) e 4 funzioni in
sequenza
- Solo in due di essi la sequenza di funzioni appare in forma completa: in altre vi
l'ellissi di alcuni segmenti. Ma, per citare Propp, nonostante l'omissione a
livello di intreccio, a livello di fabula la sequenza rimane identica, ed cos
anche in Bestiario

2.

Stadio 0

- E' lo stadio di partenza: l'ordine


- I protagonisti compaiono sulla scena in maniera serena, vivendo il loro tran-tran
quotidiano
- Mauro e Celina sono sposati felicemente, Clara sale tranquilla sul bus, i due
fratelli trascorrono giornate piatte in casa...

Funzione 1 - Irruzione dell'irrazionale

- Ad un certo punto nel tran-tran quotidiano si insinua un elemento inspiegabile


- I due fratelli cominciano a fare i conti con presenze misteriose; l'omnibus si
rivela infernale; Mario attratto dalla Circe Delia ma si rende conto di aspetti
bizzarri della sua persona; Alina Reyes ha delle visioni del suo alter ego
ungherese

Funzione 2 - Accettazione da parte del protagonista

- I due fratelli accettano la presenza e si limitano a spostarsi in un'altra ala


della casa; il vomitaconigli prende atto della sua situazione e si limita a cercare
di controllarla; Clara sull'omnibus cerca di spiegare l'ostilit di passeggeri e
autisti con il fatto che non ha comprato fiori; Mauro, dopo aver visto il fantasma
di Celina nella balera, razionalizza dicendo che quella che ha visto in realt
una sua sosia

Funzione 3 - Affermazione dell'irrazionale

- Alina Reyes incontra veramente la sua sosia; i conigli cominciano a essere


rigurgitati in maniera incontrollabile; Mario scopre il gatto in fin di vita e
accecato, e la sua Circe gli offre strani biscotti; Isabel percepisce qualcosa di
malefico nella casa e inconsciamente collabora affinch Nene entri nella stanza
della tigre

Funzione 4 - Annientamento del protagonista

- Il vomitaconigli decide di suicidarsi; Alina Reyes fa a cambio di vita col suo


alter ego barbona; i fratelli vanno via di casa; la tigre sbrana Nene

3.

- Ci si deve poi interrogare sul numero di personaggi che materialmente fanno s


che le funzioni si mettano in movimento narrativo
- Di fatto tali personaggi sono due: protagonista e antagonista, che prendono le
sembianze rispettivamente dell'uomo e dell'irrazionale
- Tali opposizioni sono: fratelli/tarli; scrivente/conigli; Alina Reyes/sua alter
ego barbona a Budapest; Clara e altro passeggero/resto dei passeggeri + autisti;
coppia di allevatori/mancuspie e mal di testa; Mario/Delia-Circe; Mauro-Celina;
famigliola + bambina/tigre
- Nessuno degli antagonisti, eccetto le mancuspie, di per se assurdo; assurda
semmai la situazione in cui operano (es: tigre in casa, conigli nello stomaco)
- Sono quasi degli esecutori di una forza misteriosa che sta al di l della
dimensione testuale
- Delle nostre funzioni, quelle dispari sono messe in moto
dall'antagonista/irrazionale, quelle pari dal protagonista
- Tra 1 e 2 e tra 3 e 4 vi un nesso di causalit, tra 2 e 3 invece no (la
reazione dell'irrazionale logicamente inspiegabile)
- Quindi, due coppie di funzioni, in cui l'azione appartiene all'antagonista e la
reazione al protagonista
- Cosa che ci fa, visto che l'iniziatore sempre l'irrazionale, venire dubbi su
chi sia il vero motore (e quindi protagonista) dei racconti
- Se per analizziamo i vari racconti, l'unico segmento della fabula mai 'ellisso'
il 2, quello dell'accettazione
- Quindi possiamo pensare che il vero interesse di Cortazar, che mai ci rinuncia,
sia quello di indagare la reazione e l'adattamento del personaggio all'irruzione
nella sua esistenza di un elemento irrazionale
- L'elemento centrale di fatto la convivenza (e resistenza) dell'uomo con
l'assurdo, elemento comune all'intero corpus narrativo cortazariano
- Uno sguardo, quello di Cortazar, decisamente diverso rispetto a quello
dell'antico: nelle tragedie classiche si mirava a mettere in luce la lotta gloriosa
dell'uomo contro forze imperscrutabili
- Cortazar invece prende atto, senza mitizzarla, della totale impotenza dell'uomo
di fronte all'irrazionale, visto come vera forza governante la vita dell'uomo, che
ad affrontarla ci si consuma

4.

- Come detto la maggior parte dei racconti ha almeno un'ellissi di una funzione
- Ad esempio Circe termina con l'imposizione dell'irrazionale, senza che si arrivi
alla funzione 4. Mario, di fronte al biscotto allo scarafaggio, aggredisce Delia ma
poi la lascia viva e fugge
- Per noi - come detto le funzioni identificate valgono per tutti i racconti - ci
aspettiamo comunque che il protagonista - Mario - sar annientato
- A puntare a tale esito, oltre che lo schema generale di funzionamento di
Bestiario che il lettore avr afferrato inconsciamente, ci sono tutta una serie di
rimandi interni al testo: le morti dei due fidanzati precedenti, ad es., oppure
l'epigrafe del racconto, tratta da Dante Gabriel Rossetti, in cui il protagonista
mangia la mela avvelenata e si accorge di morire
- Anche nei racconti in cui l'ellisse riguarda la parte iniziale opera un simile
sistema: ci che successo, oltre a immaginarlo poich si percepita la macro-
struttura di funzionamento, ci indicato da una serie di rimandi interni (ad es.
nel racconto del vomitaconigli l'ordine di partenza della casa ricordato dal
protagonista, che pure nel racconto troviamo da subito alle prese con
l'accettazione dell'irrazionale - alleva i conigli)

- Passiamo all'analisi dei personaggi (come detto, due)


- Innanzitutto uno sguardo sui protagonisti: sono personaggi assolutamente
ordinari, lineari, di gusti, costumi e ascendenze medio-borghesi (descritti da
Cortazar con gusto moraviano), la cui vita si svolge in un orizzonte limitato, con
la fissa dell'ordine
- La singolarit del protagonista vien fuori al momento dell'incontro con
l'irrazionale
- In questo senso viene bene leggere tali dinamiche analizzando un racconto privo
di ellissi: Casa Tomada
- Il quadro di partenza vede i fratelli fare vita monotona in un interno
- La prima del reazione del protagonista di fronte all'entrata in scena
dell'irrazionale inaspettata
- Si scaglia sulla porta, la chiude a chiave, poi torna in cucina, serve il mate
alla sorella, le annuncia che parte della casa inservibile, e...entrambi i fratelli
prendono 'serenamente' atto della cosa e si riorganizzano
- E qui sta l'assurdo: seppur ci sia tra l'irruzione dell'irrazionale e la reazione
dei fratelli un nesso di causalit, la reazione totalmente illogica: ci si
aspetterebbe che il problema venisse affrontato, non 'rimosso'
- Il nesso di causalit non viene indagato: conosciamo l'effetto, non per la causa
- Tale accettazione supina dell'irrazionale propria di tutti i personaggi: o si
prende atto cercando di adattarsi (fratelli, vomitaconigli), o si razionalizza
(moglie morta, ragazza dell'autobus), o si rimuove (Mario di fronte a Delia-Circe),
o nemmeno ci si pone il problema (tigre in casa)
- Assistiamo quindi a dei personaggi che non si pongono domande e non combattono
avvenimenti inspiegabili
- Non vanno 'oltre' la presa d'atto della realt immediatamente percepibile, non
compiono quel salto logico che ci si aspetta
- Conoscono solo i 'segmenti' della vicenda a loro pi prossimi (antecedente e
successivo in senso cronologico, causa immediata ed effetto immediato in senso
logico); il resto mistero
- Tale rifiuto di indagare la realt oltre una certa soglia non appartiene solo al
personaggio ma anche al narratore
- E' anzi un segno distintivo della narrativa di Cortazar, anche al di l di
Bestiario
- Soluzioni simili, con un 'non detto' e il rifiuto di risalire alle cause
originarie di un determinato fenomeno, le troviamo anche in racconti come
Autostrada del Sud o Componibile 62